Il 7 dicembre esce in 300 sale italiane Ligabue
Campovolo – IL FILM 3D. Grazie alla spettacolarità del live,
all’innovativa tecnica usata per le riprese 3D e alla potenza
dell’audio (mixato negli studi di George Lucas in California), il
film trasporta gli spettatori all’interno della trascinante
esperienza dell’evento estivo che Luciano ha organizzato il 16
luglio a Reggio Emilia.
Ligabue Campovolo Il film 3D
Ligabue Campovolo 3D: un treno per i fan dritto all’anteprima di Roma!
Ligabue Campovolo 2.0: Natale con il film evento
Giorno di Natale in compagnia di
Luciano Ligabue o meglio conosciuto come Liga, che con il film
evento Ligabue Campovolo 2.0 sarà in
prima serata su Italia 1 a scaldarci i cuori. Luciano
Ligabue è uno dei miti del rock italiano con una
lunga carriera costellata da molte hit e tantissimo successo. Il
film evento ripropone il live memorabile di Campovolo
di Reggio Emilia, avvenuto nel 2011 e rimasto nella storia per
le sue proporzioni.
La prima volta era stata nel 2005, con una folla record (si parla di 180 mila spettatori) e il Liga impegnato in un concerto fiume a ripercorrere la sua carriera da Balliamo sul mondo in poi: nel 2011 il ritorno nel capoluogo emiliano per una rimpatriata che è diventata il film Ligabue Campovolo 2.0 3D.
Il film evento è diretto da Marco Salom, regista molto attivo nel mondo della musica. Il docufilm ripercorre il concerto portandoci nel backstage e tra la folla, cercando di riproporre la magia di un live talmente spettacolare e monumentale da essere paragonabile a quelli delle più grandi band internazionali.
Lift: recensione del film d’azione di Netflix
Location mozzafiato, effetti speciali pazzeschi, un cast stellare dalla chimica esplosiva e una gran bella dose di cliché del genere heist movie (o meglio, “film dal colpo grosso”). Disponibile dal 12 gennaio sulla celebre piattaforma Tudum, LIFT è il nuovo adrenalinico action movie ad alta quota diretto da F. Gary Gray (Men in Black: International, Fast & Furious 8, Giustizia privata) e scritto da Daniel Kunka che, con buone probabilità, riuscirà a scalare, nelle prossime ore, l’ambita e iconica Top 10 Netflix.
LIFT la trama
Cyrus Whitaker (Kevin Hart) è l’affascinante e brillante capo di una banda internazionale di rapinatori, specializzata in furto e contrabbando di opere d’arte: Camilla (Úrsula Corberó) è la tenace e caparbia pilota spagnola, Mi-sun (Kim Yoon-ji) è l’ingegnosa e prudente hacker, Magnus (Billy Magnussen) è il folle scassinatore, Luke è il geniale ingegnere e, infine, c’è il caro e buffo Denton (Vincent D’Onofrio), che si travestirebbe da chiunque pur di partecipare agli adrenalinici piani della squadra.
Dopo aver rubato all’asta milionaria di Venezia uno straordinario Nft (cioè, un’opera d’arte digitale dematerializzata) dell’anonimo artista N8 (Jacob Batalon, il simpatico e fedele Ned della trilogia di Spider-man), l’agente dell’Interpol Abby Gladwell (Gugu Mbatha-Raw), vecchia conoscenza di Cyrus, riesce a smascherarli e a barattare la loro libertà con un complesso e rischioso colpo: sottrarre 500 milioni di dollari in lingotti d’oro da un misterioso aereo privato a dodicimila metri da terra.
Con non poca titubanza, Cyrus accetta il pericoloso incarico dell’Interpol – contro Jorgenson, lo spietato e sanguinario cattivo di turno interpretato da Jean Reno (Leon, L’immortale) – per conquistare l’immunità giudiziaria e dare una seconda possibilità alla banda.
Un Kevin Hart sempre più riflessivo e criptico
Se un tempo Kevin Hart era “sinonimo” di sane e grosse risate, negli ultimi anni i suoi personaggi hanno dimostrato di voler essere molto più che delle macchiette sul grande schermo. Nonostante conservi un po’ della spiritosa ironia dell’attore, Cyrus è riflessivo, audace, generoso e razionale, e questo lo si può percepire fin dai primissimi minuti del film mentre lo vediamo camminare tra le strade di Venezia con estrema fierezza e formalità verso l’ennesimo colpo grosso. Ma per quanto Hart ci abbia commosso nel suo ruolo drammatico di Matthew in Un Padre, tutta la serietà e cripticità che riversa nei panni di Cyrus risultano a tratti futili ed eccessivi. Infatti, persino il buon vecchio Vincent D’Onofrio riesce, nelle pochissime battute a disposizione, a essere più spiritoso, profondo e incisivo dello stesso protagonista.
Inoltre, tra i diversi personaggi della banda, non si può fare a meno di notare la talentuosa e carismatica Úrsula Corberó che, per quanto non sia nuova su Netflix come rapinatrice provetta, porta sul piccolo schermo un personaggio femminile fresco e ammirabile, molto più positivo di quanto sia stata la sua celebre Tokyo in La Casa di Carta.
Un heist movie che si presenta molto meglio di ciò che realmente è
È evidente come in LIFT F. Gary Gray abbia riversato tutto il suo amore per il genere dell’heist movie: l’attenzione alla surreale tecnologia d’avanguardia, le angoscianti e incisive scene d’azione, la forte tensione dei protagonisti nel rischiare la propria vita per il “colpo del secolo”. Con grande impegno, il regista riesce, dunque, nell’intento di creare per Netflix uno spettacolo che, tra missioni eccitanti, scontato eroismo, sarcasmo e romanticismo, regala al pubblico 104 minuti di puro e godibile intrattenimento e fuga dalla realtà.
L’unica – e non poi così piccola – pecca di LIFT è però che si presenta molto meglio di ciò che realmente è. Dal primo all’ultimo minuto, il film di F. Gary Gray si piega alla consueta e rassicurante “comfort zone” tipica di Netflix, dove la creatività e l’originalità sembrano essere, negli ultimi anni, sempre più escluse. È per questo motivo che, a fine visione, LIFT risulta purtroppo essere solo l’ennesimo prodotto sulla celebre piattaforma di cui lo spettatore se ne dimenticherà facilmente un minuto dopo aver spento la TV.
LIFF – Lamezia International Film Fest 2025: il poster dedicato a David Lynch
È dedicata a David Lynch la locandina della dodicesima edizione del LIFF – Lamezia International Film Fest, che si terrà a Lamezia Terme dal 14 al 19 luglio 2025 – con una succosa anteprima il 5 luglio che annunceremo a breve.
L’illustrazione, che omaggia una delle scene più iconiche di The Elephant Man, è stata realizzata appositamente per LIFF12 dall’artista Pasquale De Sensi.
In un mondo sempre meno propenso all’empatia, in un presente di conflitti e di disumanizzazione in favore dei freddi numeri, il Lamezia International Film Fest sceglie “I am a human being” come claim ufficiale. Un grido che, nel preciso momento storico internazionale che stiamo attraversando, si fa sempre più universale e necessario.

Life: prime foto ufficiali del biopic su James Dean
Dane DeHaan ha avuto l’oneroso compito di interpretare James Dean in Life, che che racconta parte della turbolenta vita della giovanissima stella di Hollywood. Con lui nel film anche Robert Pattinson e la nostra Alessandra Mastronardi, che dopo l’esperienza con Woody Allen, continua la sua carriera all’estero. Il film è raccontato dal punto di vista del fotoreporter Dennis Stock, interpretato da Pattinson. Nel cast del film anche Ben Kingsley e Joel Edgerton. [nggallery id=1804]
Anton Corbijn,
regista del film, è
un fotografo e regista olandese. Nella sua
carriera ha fotografato prevalentemente personaggi del mondo
dello spettacolo per numerose riviste (tra cui Vogue,
Rolling Stone, Details, Harper’s Bazaar, ELLE, Glamour e
Max). Celebri i suoi ritratti di musicisti e attori
(Joy Division, Tom Waits, Depeche Mode, U2, REM, John Lee
Hooker, Bryan Ferry, Rolling Stones, Nick Cave, ecc.). In
tal periodo inizia a girare come regista i suoi primi videoclip (a
tutt’oggi oltre 60) per gli artisti più disparati
(Coldplay, Depeche Mode, New Order, Nirvana, Red Hot Chili
Peppers, Joni Mitchell, Front 242, Henry Rollins, Metallica, Naomi
Campbell, U2, Nick Cave). Arriva al successo con il suo
film Control nel 2007, opera
prima, mentre nel 2010 dirige George
Clooney in The
American, girato in Italia.
Fonte foto: JJ
Life: prima foto di Robert Pattinson e Dane DeHaan
Arriva da Entertainment Weekley la prima foto ufficiale del film Life, di Anton Corbijn basato sulla vita del fotografo freelance Dennis Stock che per anni ha lavorato per il noto magazine Life. Protagonisti Dane DeHaan e Robert Pattinson che interpreteranno rispettivamente James Dean (DeHaan) e il fotoreporter Dennis (Pattinson). Nel cast anche l’italiana Alessandra Mastronardi (To Rome With Love) e Sir Ben Kingsley.
Le riprese di Life si svolgeranno a Toronto e si baseranno su una sceneggiatura scritta da Luke Davie. A produrre la pellicola saranno i produttori Iain Canning , Christina Piovesan ed Emile Sherman.
Anton Corbijn è un fotografo e regista olandese. Nella sua carriera ha fotografato prevalentemente personaggi del mondo dello spettacolo per numerose riviste (tra cui Vogue, Rolling Stone, Details, Harper’s Bazaar, ELLE, Glamour e Max). Celebri i suoi ritratti di musicisti e attori (Joy Division, Tom Waits, Depeche Mode, U2, REM, John Lee Hooker, Bryan Ferry, Rolling Stones, Nick Cave, ecc.). In tal periodo inizia a girare come regista i suoi primi videoclip (a tutt’oggi oltre 60) per gli artisti più disparati (Coldplay, Depeche Mode, New Order, Nirvana, Red Hot Chili Peppers, Joni Mitchell, Front 242, Henry Rollins, Metallica, Naomi Campbell, U2, Nick Cave). Arriva al successo con il suo film Control nel 2007, opera prima, mentre nel 2010 dirige George Clooney in The American, girato in Italia.
Fonte: EW
Life: il primo trailer del film Sony con Ryan Reynolds e Jake Gyllenhaal
Il canale di Youtube di Sony Pictures Entertainment ha diffuso il primo trailer di Life, lo sci-fi scritto da Paul Wernick e Rhett Reese e diretto da Daniel Espinosa.
Protagonisti del film sono Ryan Reynolds (Deadpool), Jake Gyllenhaal (Nightcrawler), Rebecca Ferguson (Mission Impossible – Rogue Nation).
Life: il primo trailer del film Sony con Ryan Reynolds e Jake Gyllenhaal
Life seguirà le vicende dell’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale che, dopo aver recuperato un campione proveniente da Marte,vi scoprirà segni di vita, anche più intelligente e avanzata di quanto previsto.
Mentre Ryan Reynolds è reduce dallo straordinario successo di Deadpool, Jake Gyllenhaal arriverà al cinema in Animali Notturni di Tom Ford. Nel film anche Rebecca Ferguson che vedremo tra poco in sala ne La Ragazza del Treno.
Life: due foto del film con Dane DeHaan come James Dean
Arriva due nuove foto dell’atteso film Life di Anton Corbijn basato sulla vita del fotografo freelance Dennis Stock che per anni ha lavorato per il noto magazine Life. Protagonisti Dane DeHaan e Robert Pattinson che interpreteranno rispettivamente James Dean (DeHaan) e il fotoreporter Dennis (Pattinson).
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Nel cast anche l’italiana Alessandra Mastronardi (To Rome With Love) e Sir Ben Kingsley. La pellicola sarà presentato nel corso del Festival di Berlino 2015, che inizierà a Febbraio.
A produrre la pellicola
saranno i produttori Iain Canning , Christina
Piovesan ed Emile Sherman.
Anton Corbijn è un fotografo e regista olandese. Nella sua carriera ha fotografato prevalentemente personaggi del mondo dello spettacolo per numerose riviste (tra cui Vogue, Rolling Stone, Details, Harper’s Bazaar, ELLE, Glamour e Max). Celebri i suoi ritratti di musicisti e attori (Joy Division, Tom Waits, Depeche Mode, U2, REM, John Lee Hooker, Bryan Ferry, Rolling Stones, Nick Cave, ecc.). In tal periodo inizia a girare come regista i suoi primi videoclip (a tutt’oggi oltre 60) per gli artisti più disparati (Coldplay, Depeche Mode, New Order, Nirvana, Red Hot Chili Peppers, Joni Mitchell, Front 242, Henry Rollins, Metallica, Naomi Campbell, U2, Nick Cave). Arriva al successo con il suo film Control nel 2007, opera prima, mentre nel 2010 dirige George Clooney in The American, girato in Italia.
Life: Ben Kingsley si aggiunge alle riprese
In seguito all’inizio delle riprese di Life, pellicola diretta da Anton Corbijn ed interpretata da Robert Pattinson, attualmente in corso a Toronto, si sono aggiunti al cast anche Ben Kingsley e l’italiana Alessandra Mastronardi (che già aveva assaporato le atmosfere del cinema d’oltre oceano in To Rome With Love di Woody Allen).
La pellicola, scritta dall’australiano Luke Davis, racconterà di un fotografo freelance, Dennis Stock (Robert Pattinson), impegnato nella realizzazione di un reportage per conto del magazine Life e della sua amicizia con James Dean (Dane DeHaan).
Le riprese in una seconda fase si sposteranno da Toronto a Los Angeles.
Life è prodotto da Ian Canning ed Emile Sherman per See-Saw Films e da Christina Piovesan di First Generation Films, inoltre sarà co-prodotto da Wolfang Mueller e Benito Mueller di Barry Film.
Ancora non si hanno notizie circa la data di lancio.
Fonte: Hollywood Reporter
Life, Animated: dal 2 febbraio al cinema
LIFE, ANIMATED è una storia di formazione emozionante che mostra il viaggio di Owen dalla giovanissima età sino ai suoi primi passi verso l’indipendenza, con il conseguente ingresso nella società.
Dal regista premio Oscar Roger Ross Williams, una storia universale che testimonia come le opere di fantasia non servano solo a fuggire dalla realtà, ma abbiano un potere segreto ben più importante: quello di aiutarci ad affrontarla.
Il docu-film, tratto dal bestseller del premio Pulitzer Ron Suskind, padre di Owen, “Life, Animated: a story of sidekicks, heroes, and autism”, ha vinto il Directing Award al Sundance Film Festival 2016.
Il film uscirà nelle sale italiane il 2 febbraio, distribuito da I Wonder Pictures, Unipol Biografilm Collection e Fil Rouge Media.
Life, Animated – La Sirenetta, Il Re Leone, Aladdin… i classici Disney hanno scandito l’infanzia di noi tutti, ma per qualcuno hanno avuto un significato particolarmente importante. È il caso di Owen, che all’età di tre anni ha iniziato a manifestare i sintomi di una grave forma di autismo. Chiuso in se stesso, incapace di elaborare le proprie emozioni, Owen trova proprio nei film Disney un tramite per fare breccia nella barriera che lo separa dal mondo, sviluppando un modo del tutto alternativo ed eccezionale di esprimersi attraverso la voce dei suoi eroi.
Life Upside Down, la recensione del film con Bob Odenkirk
Life Upside Down era stato presentato alla scorsa edizione delle Giornate degli Autori durante la 79esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Si tratta del nuovo film di Cecilia Miniucchi, cineasta italiana che lavora negli Stati Uniti, e che aveva inizialmente il titolo di Worlds Apart – Monti Lontani.
Interamente girato tra giugno e luglio 2020, in pieno lockdown, dagli stessi attori protagonisti della pellicola con i loro smartphone, tablet e PC, è stato poi man mano montato dalla regista che guidava il cast tramite FaceTime. Dal 27 gennaio uscirà on demand e in sala in diverse città USA, tra cui Los Angeles e New York, e in Italia verrà distribuito a maggio da Genoma Films.
Life Upside Down girato in pieno lockdown
I protagonisti di questa storia di (più o meno) vecchi ricordi da quarantena, sono Jonathan (Bob Odenkirk, celeberrimo per Better Call Saul), Clarissa (Radha Mitchell), Paul (Danny Huston) e Rita (Rosie Fellner). Nella prima sequenza (che è l’unica, oltre all’ultima, ad essere stata girata all’aperto, in presenza) il gallerista Paul accoglie entusiasta la sua amante Clarissa, accompagnata dai suoi ricchi amici Paul e Rita, venuti a trovarlo in occasione di una nuova esposizione di opere nel grande spazio che ha affittato. La passione e la complicità con Clarissa sono al massimo, mentre la loro coppia di amici, per quanto sembri poco avvezza all’arte, sta per comprare un quadro dalla cifra esorbitante garantendo così a Jonathan un incasso coi fiocchi. Tutto sembra andare per il meglio, se non fosse che un’epidemia di proporzioni globali mette in ginocchio il mondo attorno e dentro di loro.
L’effetto generato dalle riprese ottenute con device mobili è naturalmente straniante, dal punto di vista dell’immagine, perché è chiaro che i colori e la fluidità risultino inevitabilmente freddi, quasi come se spiassimo gli attori da telecamere di sorveglianza. Tra l’altro Cecilia Miniucchi sceglie di far posizionare il punto di vista delle riprese tendenzialmente in basso, accentuando l’impressione di cogliere di sorpresa le scene a cui assistiamo, sensazione alla quale siamo ben abituati, quali continui spettatori di filmati amatoriali che guardiamo instancabili dai nostri telefoni.
Chiusi in casa prima di
tutto con noi stessi
Una volta blindati in casa i protagonisti, iniziano a innescarsi tutte le dinamiche che abbiamo imparato a conoscere molto bene, con fiumi d’inchiostro che si sono sprecati sulle riflessioni rispetto alle menzogne su cui costruiamo le nostre relazioni più intime (in primis verso noi stessi), e la quantità di idee che ci vengono per alienarci da esse.
Da una parte c’è la coppia composta da Paul e Rita: lui abbastanza più grande di lei, scrittore e intellettuale, lei affascinante, sportiva e giovanile, che inizieranno progressivamente a toccare con mano la distanza sostanziale tra loro e a riflettere su quale sia davvero il collante che li tiene insieme. Dall’altro lato, anzi: due, c’è Jonathan malvolentieri rinchiuso in casa con la moglie, e Clarissa, sola. Cercheranno in ogni modo di sentirsi in quei brevi ritagli di tempo tra la proverbiale passeggiata con il cane e il tragitto per buttare sacco dell’immondizia.
Quanti ricordi – e forse altrettanti incubi – lascia emergere Life Upside Down. È bello il coraggio creativo che Cecilia Miniucchi tira fuori e a cui dà vita insieme a questo piccolo cast di grandi attori. Riporta alla memoria tanti dei discorsi che abbiamo ascoltato e letto in ore e ore di calma (per chi ha avuto la grazia di non vivere l’emergenza in prima linea, chiaramente) e silenzi, quando riflettevamo sul senso delle nostre vite con un’ottica globale come forse mai prima di quei momenti era capitato. È quindi interessante fare un riepilogo di come stanno le cose a distanza di tre anni, perché le brevi storie dei quattro protagonisti di Life Upside Down sono identiche a quelle che ognuno di noi ha vissuto in quei mesi, quando ci siamo posti domande importanti senza però aver modo di sfuggire alle risposte.
Life of Pi: prima foto del nuovo film di Ang Lee
Life of Crime trailer,poster e clip del film con Jennifer Aniston

Pubblicati online i primi materiali per Life of Crime, il film di Daniel Schechter che vede protagonisti un cast di stelle quali Jennifer Ansiton, John Hawkes, Tim Robbins, Isla Fisher e Yasiin Bey.
Il film è tratto dal romanzo di
Elmore Leonard Scambio a Sorpresa e parla di Mickey Dawson
(Aniston), moglie di un benestante imprenditore edile, che viene
rapita a scopo estorsivo da due malviventi, Ordell Robbie (Bey) e
Louis Gara (Hawkes), i quali chiedono come riscatto un milione di
dollari.
Il marito, Frank Dawson (Robbins), tuttavia ha ben poca voglia di
riabbracciare la moglie. Frank, infatti, aveva da tempo intenzione
di divorziare e durante il rapimento si trova in vacanza con
l’amante Melanie (Fisher) . Decide quindi di provare a sfruttare
l’occasione per liberarsi della moglie senza dover pagare gli
alimenti, ignorando le richieste dei rapitori, non intenzionati
però ad arrendersi facilmente, con la complicità della stessa
Mickey desiderosa di vendicarsi del marito.

Life Itself: Trailer, Scorsese e Herzog lodano il critico Roger Ebert
Roger Ebert, famosissimo sceneggiatore e critico cinematografico americano venuto a mancare l’anno scorso, ha trascorso la sua vita a guardare e valutare film: ora è divenuto a sua volta oggetto di un film documentario, Life itself.
Il film esamina molti aspetti della carriera e della vita del critico cinematografico più famoso del mondo, come possiamo vedere dal trailer da poco online. Ciò include il lavoro di Ebert come sceneggiatore di B movies (come il cult Lungo la valle delle bambole di Russ Meyer), il premio Pulitzer vinto nel 1975, sino alla sua battaglia contro il cancro alla tiroide. Ebert ha ceduto alla malattia nel mese di aprile 2013.
http://www.youtube.com/watch?v=OagEWjWronU
Tra i luminari dell’industria cinematografica a offrire un ricordo in onore della carriera di Ebert ci sono niente meno che Werner Herzog, Martin Scorsese e Errol Morris.
“Ha reso possibile ad un pubblico più vasto, un pubblico più ampio, apprezzare il cinema come forma d’arte perché lui amava veramente film” afferma Scorsese a proposito di Ebert.
Life itself è stato diretto da Steve James (Hoop Dreams) ed è basato sull’omonima autobiografia di Roger Ebert del 2012. Martin Scorsese e Steven Zaillian sono produttori esecutivi del documentario.
Life itself è stato proiettato in anteprima al Sundance Film Festival 2014. I produttori sono riusciti ad integrare il budget del film di 150.000 dollari grazie a Indigogo, piattaforma di crowdsourcing.
Fonte: The Hollywood Reporter
Life Itself: il nuovo trailer del film con Oscar Isaac e Olivia Wilde
È stato diffuso un nuovo trailer di Life Itself, il nuovo film targato Amazon Studios che vede protagonisti Oscar Isaac e Olivia Wilde. Il film è una storia drammatica e romantica scritta da e diretta dal creatore di This Is Us (acclamata serie televisiva in onda da due stagioni sulle reti di NBC) Dan Fogelman.
Nel cast del film oltre a Oscar Isaac, Olivia Wilde, ci sono anche Annette Bening, Samuel L. Jackson e Antonio Banderas.
Di seguito la sinossi rivelata da Amazon Studios:
“Life Itself si concentra su una coppia che vive una storia d’amore multigenerazionale attraverso i decenni e i continenti, dalle strade di New York alla campagna spagnola, e tutto verrà collegato da un singolo evento.“
Life Is Strange: la serie Prime Video trova il suo Frank e amplia il cast dell’adattamento del celebre videogioco
La serie TV di Life Is Strange continua ad ampliare il proprio cast, e il nuovo ingresso potrebbe dire molto sul tono che Prime Video vuole dare all’adattamento. Owen Teague, protagonista di Kingdom of the Planet of the Apes, interpreterà infatti Frank Bowers, lo spacciatore locale già noto ai fan del videogioco originale. La notizia conferma che la serie non avrà paura di mantenere gli elementi più oscuri e ambigui dell’universo narrativo creato da Dontnod Entertainment.
Secondo Variety, insieme a Teague entreranno nel cast anche Tom Cullen nel ruolo dell’insegnante Mark Jefferson, Leisha Hailey nei panni di Joyce Price e Raúl Castillo come David Madsen. I nuovi ingressi si aggiungono alle già annunciate Maisy Stella e Tatum Grace Hopkins, che interpreteranno rispettivamente Chloe Price e Max Caulfield.
La presenza di personaggi come Frank e Jefferson è particolarmente significativa perché suggerisce che la serie seguirà abbastanza fedelmente l’atmosfera del primo gioco. Life Is Strange non era soltanto una storia teen con elementi soprannaturali: era soprattutto un racconto malinconico sul trauma, sulla memoria e sulla corruzione nascosta dentro una piccola cittadina apparentemente tranquilla. E proprio il casting di Owen Teague sembra indicare che Prime Video voglia accentuare quel lato inquieto e disturbante della storia.
Prime Video sembra voler adattare il lato più oscuro e psicologico di Life Is Strange
L’aspetto più interessante del progetto riguarda infatti il tono scelto per l’adattamento. Negli ultimi anni molte trasposizioni videoludiche hanno cercato di semplificare o alleggerire le proprie atmosfere per raggiungere un pubblico più ampio. Life Is Strange, invece, sembra intenzionata a preservare proprio quella dimensione emotiva e psicologica che aveva reso il gioco un fenomeno culturale nel 2015.
La storia seguirà Max Caulfield, studentessa capace di riavvolgere il tempo, che torna nella vita della sua amica Chloe mentre le due indagano sulla scomparsa di una ragazza nella cittadina di Arcadia Bay. Ma il cuore della saga non è mai stato soltanto il mistero investigativo: il gioco originale funzionava perché usava il soprannaturale per parlare di senso di colpa, crescita personale e paura di perdere le persone amate.
Anche dietro le quinte Prime Video sta costruendo un team molto orientato verso un approccio autoriale. Karyn Kusama dirigerà i primi due episodi, mentre Charlie Covell sarà showrunner della serie. Due nomi che fanno pensare a un adattamento molto più vicino al thriller psicologico e al coming-of-age malinconico che alla classica serie teen fantasy.
E considerando quanto Life Is Strange sia rimasto nel tempo uno dei videogiochi narrativi più amati della sua generazione, Prime Video sembra sapere perfettamente che il vero rischio non sarà adattare la trama, ma riuscire a preservare quell’atmosfera emotiva fragile, nostalgica e profondamente umana che aveva reso Arcadia Bay impossibile da dimenticare.
Life Is Strange: in arrivo una serie Amazon basata sul videogioco
Variety ha appreso in esclusiva che Amazon Prime Video ha dato il via libera alla realizzazione di una serie TV live-action tratta da Life Is Strange. Basata sull’omonima serie di videogiochi, la serie sarà scritta da Charlie Covell, che ricoprirà anche il ruolo di produttore esecutivo e showrunner. Dmitri M. Johnson, Mike Goldberg e Timothy I. Stevenson saranno i produttori esecutivi sotto la loro bandiera Story Kitchen. La serie è prodotta da Square Enix, Story Kitchen e LuckyChap, con Amazon MGM Studios.
“Story Kitchen ha sempre creduto che ‘Life is Strange’ meritasse di essere più di un semplice gioco: è un punto di riferimento culturale”, hanno dichiarato Johnson e Goldberg di Story Kitchen. “Dopo un viaggio lungo un decennio, siamo onorati di portare questa amata storia su Amazon MGM insieme ai nostri incredibili partner di Square Enix, al nostro brillante showrunner/sceneggiatore Charlie Covell e al fantastico team di LuckyChap. Insieme, questo dream team accuratamente assemblato è pronto a condividere Life is Strange con il mondo in un modo completamente nuovo!”
Secondo la trama ufficiale, “la storia segue Max, una studentessa di fotografia che scopre di poter riavvolgere il tempo mentre salva la vita della sua migliore amica d’infanzia, Chloe. Mentre lotta per comprendere questa nuova abilità, le due indagano sulla misteriosa scomparsa di un compagno di scuola, scoprendo un lato oscuro della loro città che alla fine le costringerà a fare una scelta impossibile tra la vita e la morte che le influenzerà per sempre”.
“È un grande onore adattare ‘Life Is Strange’ per Amazon MGM Studios”, ha dichiarato Covell. “Sono un grande fan del gioco e sono entusiasta di lavorare con i fantastici team di Square Enix, Story Kitchen e LuckyChap. Non vedo l’ora di condividere la storia di Max e Chloe con i giocatori e il nuovo pubblico”.
“Siamo grandi fan del visionario Charlie Covell da anni, quindi collaborare con loro all’adattamento di Life is Strange è davvero un sogno che si avvera”, ha dichiarato invece LuckyChap. “Charlie è un eccezionale custode di una proprietà intellettuale venerata e ci sentiamo incredibilmente fortunati ad averlo al timone di un videogioco così originale, amato e culturalmente significativo. Siamo anche profondamente grati di poter collaborare con i nostri amici di Amazon MGM Studios, Story Kitchen e Square Enix e non vediamo l’ora di dare vita a Chloe, Max e Arcadia Bay”.
Da quasi un decennio si cerca di sviluppare Life Is Strange per la televisione. Inizialmente la produzione era stata affidata a Legendary Television, mentre Johnson è stato coinvolto nel progetto sin dall’inizio. Tuttavia, questa è la prima volta che una versione televisiva del gioco è stata ufficialmente commissionata come serie. “Per anni tantissime persone ci hanno chiesto di creare una serie TV di ‘Life is Strange’ e siamo davvero felici di poter finalmente collaborare con Amazon MGM Studios, che siamo certi farà un lavoro incredibile nel dare vita al nostro universo”, hanno dichiarato Jon Brooke e Lee Singleton, direttori dello studio Square Enix.
Covell è noto soprattutto per aver scritto la serie comica dark di Netflix “The End of the F***ing World”, basata sull’omonimo romanzo grafico di Charles Forsman. Più recentemente, ha creato la serie drammatica di Netflix “Kaos” e ha co-creato la serie drammatica britannica “Truelove” con Iain Weatherby. Tra gli altri suoi lavori come sceneggiatore figurano la serie ‘Humans’ e il film “Burn Burn Burn”.
“Siamo entusiasti che i nostri clienti Prime Video di tutto il mondo possano sperimentare il mondo dinamico di ‘Life Is Strange’”, ha dichiarato Nick Pepper, responsabile della divisione SVOD TV & development series per Amazon MGM Studios. “La serie è in ottime mani con Charlie Covell, che ha creato una storia profondamente accattivante basata sull’iconico videogioco. Charlie e i suoi fantastici collaboratori di LuckyChap, Story Kitchen e Square Enix sono il team perfetto per realizzare un adattamento monumentale che affascinerà sia i fan affezionati che il nuovo pubblico“.
Questo è solo l’ultimo adattamento di un videogioco che trova casa su Prime Video. Recentemente è stato annunciato che la tanto attesa serie “Tomb Raider” di Phoebe Waller-Bridge, con Sophie Turner nel ruolo della protagonista, inizierà le riprese nel gennaio 2026. Prime Video trasmette attualmente anche la versione seriale di Fallout, la cui seconda stagione sarà lanciata a dicembre, mentre la terza è già stata ordinata.
La saga di Life Is Strange
Il primo gioco Life Is Strange è stato pubblicato nel 2015 ottenendo recensioni positive, elogi da parte del settore e nomination e vittorie ai premi. Nel 2023, è stato riferito che il gioco aveva raggiunto oltre 20 milioni di giocatori totali. Il gioco originale è stato seguito dal prequel “Life Is Strange: Before the Storm” nel 2017. Nel 2018 sono stati pubblicati “The Awesome Adventures of Captain Spirit” e “Life Is Strange 2”, incentrati su nuovi personaggi. A questi è seguito un altro gioco standalone, “Life Is Strange: True Colors”, nel 2021. “Life Is Strange: Double Exposure”, che vedeva ancora una volta Max come protagonista, è uscito nel 2024. I giochi sono stati sviluppati da Don’t Nod Entertainment e successivamente da Deck Nine, con Square Enix come editore.
Life Is Strange diventa serie Prime Video: Maisy Stella e Tatum Grace Hopkins nel cast dell’adattamento sci-fi
Prime Video compie un passo decisivo nello sviluppo della serie tratta dal celebre videogioco Life Is Strange. La piattaforma ha annunciato ufficialmente i primi due nomi del cast principale: Maisy Stella interpreterà Chloe, mentre Tatum Grace Hopkins vestirà i panni di Max. Per il momento, sono le uniche attrici confermate nel progetto prodotto da Amazon MGM Studios.
L’adattamento televisivo di Life Is Strange è in lavorazione da quasi dieci anni. Dopo un primo tentativo con Hulu mai concretizzato, Prime Video ha acquisito i diritti nell’autunno 2025, rilanciando definitivamente lo sviluppo della serie. L’annuncio del casting segna dunque l’avvio concreto della produzione, in un momento in cui le trasposizioni da videogiochi stanno vivendo una nuova stagione di popolarità.
Maisy Stella è nota al pubblico per il ruolo di Daphne Conrad nel drama musicale Nashville, andato in onda per cinque stagioni su ABC/CMT. Dopo il successo televisivo, l’attrice ha preso parte a film come My Old Ass — performance che le è valsa un Critics’ Choice Movie Award come miglior giovane interprete — oltre a Standing on the Shoulders of Kitties e ai prossimi Poetic License e Flowervale Street. Stella ha inoltre avuto una carriera musicale insieme alla sorella Lennon Stella, con cui ha formato il duo Lennon & Maisy.
Una nuova Max e Chloe per la serie sci-fi guidata da Charlie Covell
Per Tatum Grace Hopkins, invece, Life Is Strange rappresenta il debutto televisivo. L’attrice proviene dal teatro e ha lavorato a Broadway in produzioni come The Queen of Versailles e For the Girls. La scelta di un volto emergente per il ruolo di Max suggerisce una volontà di costruire il personaggio con una forte identità propria, evitando confronti diretti con l’immaginario consolidato del videogioco.
La serie sarà scritta e supervisionata da Charlie Covell, già autore dell’adattamento britannico di The End of the F**ing World* e creatore della serie Netflix Kaos. Covell ricoprirà anche il ruolo di produttore esecutivo insieme a Dmitri M. Johnson, Michael Lawrence Goldberg e Timothy I. Stevenson. La loro esperienza nel campo delle trasposizioni rafforza l’aspettativa di un adattamento capace di mantenere l’equilibrio tra fedeltà narrativa e rilettura televisiva.
La storia seguirà Max, studentessa di fotografia dotata della capacità di manipolare il tempo, che utilizza questo potere per salvare l’amica d’infanzia Chloe. Quando una compagna di scuola scompare misteriosamente, le due ragazze si ritrovano coinvolte in un’indagine che porterà alla luce segreti e verità nascoste, tra elementi sci-fi e tensione emotiva.
Il franchise videoludico, lanciato nel 2015 da Square Enix, ha superato il milione di copie vendute in meno di un anno, generando diversi capitoli successivi tra il 2017 e il 2024, tra cui Life Is Strange: Before the Storm, Life Is Strange 2, True Colors e Double Exposure. L’adattamento Prime Video si inserisce in una tendenza ormai consolidata dopo il successo di serie come The Last of Us e Fallout. Parallelamente, la piattaforma ha avviato anche la produzione della serie ispirata a God of War, confermando la centralità del gaming nel futuro della serialità streaming.
Life Is (Not) A Game: la recensione del docufilm con Laika la street artist romana
Antonio Valerio Spera racconta la storia di Laika nel docufilm Life Is (Not) A Game al suo esordio alla regia. Nella sua scelta c’è la volontà di portare sotto i riflettori il personaggio della street artist romana – mantenendo segreta la sua identità. Life Is (Not) A Game, presentato alla Festa del Cinema di Roma, racconta attraverso il cinema e il personaggio di Laika la contemporaneità nei due anni della pandemia. Le sue opere provocatorie hanno attirato l’attenzione di tutto il mondo e pongono l’attenzione sui temi più caldi della politica nazionale ed internazionale. I lavori di Laika sono schierati politicamente e insieme alla sua identità tenuta nascosta l’hanno resa tra le street artist più rappresentative, da alcuni definita “la Bansky italiana”.
Life Is (Not) A Game, la trama
Due anni di storia recente raccontati attraverso gli occhi di Laika, street artist romana di cui non si conosce l’identità. Ironia, provocazione, denuncia le sue cifre stilistiche. La pandemia dilaga, il virus e le sue conseguenze sociali diventano i temi ricorrenti delle opere dell’artista. Ma quando termina il lockdown e il pianeta rimane assorbito dal terrore per il Covid19, Laika intraprende un viaggio lungo la “rotta balcanica” per restituire voce e volto al mondo degli “invisibili”.
Il racconto di Life Is (Not) A Game inizia dal quartiere Esquilino di Roma. Torniamo insieme al 2020 quando la pandemia non aveva ancora colpito l’Europa: “C’è in giro una epidemia di ignoranza, dobbiamo proteggerci”. La persona rappresentata nel primo poster è Fen Xia “Sonia”, la proprietaria di un noto ristorante cinese della Capitale. Sonia stessa racconta come appena giunta la notizia di Wuhan le persone hanno iniziato a guardarla diversamente, e il suo ristorante non ha ricevuto più clienti per paura di contrarre il covid. Inizia così la storia di Laika che con i suoi lavori ha dato del filo da torcere a non poche forze politiche. Il murales che raffigura Sonia, infatti, è stato uno dei pochi a rimanere impresso per più tempo. Come se fosse un mònito per le nostre azioni.

Il viaggio di Laika
Zaki&Regeni il poster di Laika a due passi dall’ambasciata egiziana rimosso dopo neanche 24 ore. La street artist ha colpito ancora e come racconta la giornalista Maria Gianniti, il coraggio di Laika non è stato tanto nell’appenderlo una volta ma nel riappenderlo modificato. Infatti, il murales che raffigurava Patrick Zacki e Giulio Regeni stretti in un abbraccio non è durato neanche 24 ore. È stato rimosso e sostituito con l’aggiunta di una mano invisibile che mimava il gesto di strapparlo via. Quello di Zaki e Regen è stato l’ultimo lavoro di Laika prima dell’inizio della pandemia in Italia. Il paese inizia quindi il periodo di chiusura e la stessa Laika tra le mura di casa sua inventa nuovi lavori basandosi sui fatti politici più salienti. È il caso del poster che raffigura l’ex Primo Ministro inglese Boris Johnson. Uno dei lavori di denuncia politica chiacchierati di Laika. L’ex Primo Ministro inglese puntava all’immunità di gregge e quindi viene rappresentato come una pecora con un termometro in bocca, insieme ad altre pecore con la mascherina.
Il viaggio di Laika in Life Is (Not) A Game ci porta davvero in giro per il mondo. Con i suoi lavori riusciamo ad arrivare ovunque, a riflettere nel confinamento durante i mesi più difficili del lockdown. Il suo viaggio tra le strade di Roma, mentre la accompagniamo nei suoi blitz notturni, si sofferma sulle espressioni dei passanti, sulle voci degli invisibili e sulle parole dei politici. Anche attaccare un poster è un segno di quello che vuoi raccontare, della denuncia che vuoi mandare al resto del mondo. Così il viaggio di Laika si fa ancora più grande quando decide di partire per la Bosnia nel 2021. Il suo scopo è quello di denunciare le condizioni di vita disumane in cui vivono i migranti. Proprio in Bosnia appenderà il suo poster Life Is (Not) A Game che dà il titolo al film di Spera.
Questo non è un documentario
La rappresentazione messa in moto da Laika con le sue opere ha raggiunto i maggiori vertici delle istituzioni europee. Quello che Antonio Valerio Spera racconta in Life Is (Not) A Game nasce proprio dall’esigenza di raccontare per non dimenticare, per denunciare, per dare coraggio al mondo intero. Proprio Il Mondo, quello che ci circonda e di cui canta Jimmy Fontana, chiude il film. Siamo niente accanto al mondo che continua il suo percorso qualsiasi cosa accada e noi siamo solo una parte infinitesimale di questo percorso. E mentre Fontana canta, ancora una volta Laika si fa portatrice di un messaggio. Questa volta si reca fino al vertice massimo dell’Unione Europea per completare il suo ultimo lavoro: “FUTURO. Voi riuscite a vederlo?”. Futuro, quello che la stessa Laika non riesce a vedere. Che ha i confini sempre più netti, come muri che si alzano tra i paesi. Futuro che le classi dirigenti tentano di soffocare e si sopprimere ad ogni costo. Ed è proprio con quel FUTURO, illuminato in un led sotto il simbolo dell’Euro, che si chiude Life Is (Not) A Game.
Life in Day interamente su Youtube!
Life Animated: torna in sala il 2 aprile, l’elenco delle sale
Domenica 2 aprile si celebra la decima Giornata Mondiale della consapevolezza dell’autismo e per l’occasione torna in molte sale italiane Life, Animated, il documentario candidato all’Oscar diretto da Roger Ross Williams che racconta la straordinaria storia di Owen Suskind.
La Sirenetta, Il Re Leone, Aladdin… i classici Disney hanno scandito l’infanzia di noi tutti, ma per qualcuno hanno avuto un significato particolarmente importante. È il caso di Owen, che all’età di tre anni ha iniziato a manifestare i sintomi di una grave forma di autismo.
Life Animated: recensione del documentario di Roger Ross Williams
Chiuso in se stesso, incapace di elaborare le proprie emozioni, Owen trova proprio nei film Disney un tramite per fare breccia nella barriera che lo separa dal mondo, sviluppando un modo del tutto alternativo ed eccezionale di esprimersi attraverso la voce dei suoi eroi. Dal regista premio Oscar® Roger Ross Williams, una storia universale che testimonia come le opere di fantasia non servano solo a fuggire dalla realtà, ma abbiano un potere segreto ben più importante: quello di aiutarci ad affrontarla.
Life, Animated è distribuito da I Wonder Pictures in collaborazione con Fil Rouge Media. A seguire, trovate la lista completa delle sale che programmeranno il film nei prossimi giorni.

Life Animated: recensione del documentario di Roger Ross Williams
Arriva in Italia il 2 febbraio il documentario Life Animated, basato su una storia vera, emozionante, che ha dell’incredibile, una storia di vita e di speranza e soprattutto di cartoni animati Disney.
Diretto da Roger Ross Williams, il documentario racconta la storia di Owen Suskind attraverso la ricostruzione che ne ha fatto il padre, il premio Pulitzer Ron Suskind, dal titolo Life, Animated: a Story of Sidekicks, Heroes, and Autism.
La storia di Owen in Life Animated
Owen è un bambino sano e felice, ma intorno ai tre anni comincia a manifestare una forma di autismo che lo porta a rimanere muto per un anno. Durante la festa di compleanno del fratello maggiore, Owen si rivolge ai genitori con una frase tratta da Il Libro della Giungla: sono le prime parole che Owen dice dopo tantissimo tempo e hanno una relazione non solo con il cartone animato Disney, ma anche con la situazione che in quel momento sta vivendo il bimbo. Allora, il padre ha un’intuizione che si rivela vincente. Imitando la voce di Jago, il pappagallo rosso di Aladdin, si rivolge al figlio e in questo modo parlano per oltre un minuto.
Da quell’episodio i genitori di Owen capiscono che c’è una connessione tra la sindrome di Owen e il fatto che lui riesca a comunicare attraverso i film Disney, e proprio sfruttando questa connessione, la famiglia e i terapisti cominciano a far tornare vivo Owen.
Life Animated: passato e
presente si incrociano
Nel film incontriamo il protagonista ormai ventitreenne, alle prese con il diploma e con la prospettiva di andare a vivere da solo, in (quasi) completa autonomia. Questo passaggio all’età adulta di Owen si accompagna con i primi turbamenti e le prime delusioni sentimentali, ma anche con un sorriso gioioso per quello che verrà e per la conquistata indipendenza.
Nella costruzione di Life Animated, Williams utilizza dei filmati di repertorio, filmini domestici di Owen bambino, e li alterna con riprese della contemporaneità del giovane uomo, seguendolo nelle settimane precedenti e successive al diploma e riprendendone alcuni momenti importanti, con tanto di dichiarazioni e commenti da parte di Owen stesso e della sua famiglia. Al passato e al presente si mescolano alcune sequenze animate, realizzate a partire dai disegni di Owen stesso, che, neanche a dirlo, riproduce i personaggi dei film Disney, ma non tutti, soltanto quelli secondari, come Jago, o Abu, Timon, Baloo e Sebastian.
Life Animated: il trailer del film
In questa narrazione tripartita si snoda un racconto commovente per la gioia che riesce a esprimere la vicenda, ma che stimola anche la curiosità e ci pone domande importanti sull’autismo e sul modo per assistere al meglio le persone che ne soffrono. Quello che rende il film importante come documento, appunto, è che proietta una luce su una storia che potrebbe avere delle ricadute positive anche nella ricerca e nella sensibilizzazione. D’altro canto è però un po’ meno commovente il fatto che il documentario sia costruito a tavolino, non solo seguendo Owen, ma inserendosi indebitamente anche nella sua vita privata, a semplificarla quasi, mostrando ogni momento privato di un ragazzo che nonostante i suoi ostacoli, sogna di vivere in autonomia.
C’è paura della
solitudine negli occhi di Owen, ma anche tanta fiducia verso il
futuro, verso il lavoro e verso l’amore; verso tutto ciò che rende
una vita piena e dignitosa. E questo non può essere ricreato né
svalutato da nessuna costruzione “a tavolino”.
Life Animated: al cinema dall’8 febbraio, il trailer
Arriverà al cinema l’8 febbraio Life Animated, l’eccezionale storia di Owen Suskind, un bambino vivace che aveva smesso di parlare all’età di tre anni, cadendo improvvisamente in una grave forma di autismo, ma che è poi riuscito a scoprire un modo di comunicare unico e speciale “immergendosi” nei cartoni animati della Walt Disney.
I cartoons sono diventati per Owen un medium universale, un percorso di linguaggio e un quadro per dare un senso al mondo. Interpretando i personaggi Disney, Owen è riuscito a parlare con i genitori, che hanno imparato lo stesso modo di esprimersi, e quindi a comunicare le proprie emozioni e i propri desideri (amore, dolore, gioia, tristezza). La storia di Owen è una testimonianza di come anche nei momenti più difficili ci sia sempre una speranza.
Il film segue la sua vita dai 3 ai 23 anni e si basa sul libro “Life Animated: A Story of Sidekicks, Heroes and Autism”, scritto da Ron Suskind, padre di Owen e vincitore anche del Premio Pulitzer.
Di seguito il trailer di Life Animated
Fonte: Fil Rouge Media
Life After Flash: il via il crowdfunding per il doc su Flash Gordon
È partita la campagna di crowdfunding per Life After Flash, il documentario che vuole esplorare la vita dell’attore Sam Jones, interprete di Flash Gordon, e l’effetto che il personaggio, icona pop degli anni ’80, ha avuto sul suo tempo.
Diretto da Mike Hodges, Flash Gordon è tratto da un fumetto ed è diventato un vero e proprio film culto. Di seguito potete vedere il trailer del prodotto che si intende finanziare con la campagna. Il documentario sarà diretto da Lisa Downs che si è affidata alla piattaforma Indiegogo:
https://www.youtube.com/watch?v=Xc7eI2tvZqE
Fonte: GT
Life After Beth: una commedia zombie
Negli ultimi anni, gli Zombie hanno assunto un ruolo
decisamente importante nella nostra cultura moderna: ecco perché è
diventato davvero difficile proporre qualcosa di nuovo con
il genere Zombie. Se pensiamo a film come L’alba dei morti
dementi (Shaun of the Dead, 2004) e alle
numerose serie televisive incentrate sulla lotta ai
non-morti, si potrebbe dire di aver già visto tutto nel genere
delle cosiddette “zom-rom-com”, cioè le commedie che hanno come
protagonisti gli zombie.
Il regista esordiente Jeff Baena ha cercato, con Life After Beth, di realizzare qualcosa di diverso. Il film da lui scritto e diretto è una commedia nella quale elementi drammatici si mescolano a un’imminente apocalisse Zombie. La storia è incentrata su un ragazzo, Zach (interpretato da Dane DeHaan), che deve riesaminare il suo rapporto con la fidanzata, Beth (Aubrey Plaza), quando lei torna inaspettatamente dal mondo dei morti.
Il cast comprende professionisti del mondo della commedia quali John C. Reilly (candidato al premio Oscar come miglior attore non protagonista per Chicago), Molly Shannon (star del Saturday Night Live) e Paul Reiser (Un piedipiatti a Bevely Hills), oltre che la presenza di Cheryl Hines (La dura verità), Matthew Gray Gubler ((500) giorni insieme) e Anna Kendrick (Twilight).
Il film è appena stato presentato in anteprima mondiale al Sundance Festival (16-26 gennaio) e uscirà nelle sale americane il 31 gennaio 2014.
Life After Beth: una clip dal film con Dane DeHaan
Life After Beth, film d’esordio del regista Jeff Baena di cui vi avevamo presentato il trailer ufficiale qualche settimana fa, torna a mostrarsi attraverso una prima clip che ci svola il ritorno di Beth (Aubrey Plaza) sotto forma di zombie dal regno dei morti. Ad accoglierla un meravigliato Dane DeHaan che nella pellicola interpreta il fidanzato della ragazza.
Ecco il video in questione:
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Il film, ispirato alle innumerevoli pellicole di ambientazione horror, si presenta come una commedia che non disdegna risvolti drammatici. Protagonista della pellicola è Zach Orfman (Dan DeHaan) la cui vita sarà stravolta quando la propria fidanzata Beth (Aubrey Plaza) tornerà dalla morte sotto forma di Zombie. La nuova natura della ragazza, tuttavia, non muterà i sentimenti di Zacj, il quale cercherà di tenere in piedi la loro relazione nonostante dei necessari quanto inquietanti cambiamenti.
Nel cast al fianco di Dan DeHaan ed Aubrey Plaza ci saranno anche attori del calibro di John C. Reilly (candidato al premio Oscar come miglior attore non protagonista per Chicago), Molly Shannon (star del Saturday Night Live), Paul Reiser (Un piedipiatti a Bevely Hills), Cheryl Hines (La dura verità), Matthew Gray Gubler (500 giorni insieme) e Anna Kendrick (Twilight).
Life After Beth, presentato in anteprima mondiale allo scorso Sundance Festival, è atteso nelle sale americane il prossimo 15 agosto.
Fonte: Total Film
Life After Beth: trailer ufficiale
Life After Beth, film diretto dall’esordiente Jeff Baena che vede protagonista un cast di tutto rispetto si mostra attraverso un nuovo trailer ufficiale.
Ecco il trailer in questione:
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Il film, ispirato alle innumerevoli pellicole di ambientazione horror, si presenta come una commedia che non disdegna risvolti drammatici. Protagonista della pellicola è Zach Orfman (Dan DeHaan) la cui vita sarà stravolta quando la propria fidanzata Beth (Aubrey Plaza) tornerà dalla morte sotto forma di Zombie. La nuova natura della ragazza, tuttavia, non muterà i sentimenti di Zacj, il quale cercherà di tenere in piedi la loro relazione nonostante dei necessari quanto inquietanti cambiamenti.
Nel cast al fianco di Dan DeHaan ed Aubrey Plaza ci saranno anche attori del calibro di John C. Reilly (candidato al premio Oscar come miglior attore non protagonista per Chicago), Molly Shannon (star del Saturday Night Live), Paul Reiser (Un piedipiatti a Bevely Hills), Cheryl Hines (La dura verità), Matthew Gray Gubler (500 giorni insieme) e Anna Kendrick (Twilight).
Il film, presentato in anteprima mondiale allo scorso Sundance Festival è atteso nelle sale americane il prossimo 15 agosto.
Fonte: MTV
Life After Beth: recensione del film #TorinoFilmFestival
Jeff Baena, lo sceneggiatore di I ♥ Huckabees, qui nel suo trionfo alla regia e con un budget molto limitato, ripropone con Life After Beth un genere forte del cinema degli ultimi anni: lo zombie movie. Seguendo un climax paradossale, mischia humor nero e commedia romantica, creando una pellicola che sembra uno spaccato di Benvenuti a Zombieland e Il ritorno dei Morti Viventi.
In Life After Beth quando Beth (Aubrey Plaza) muore improvvisamente a causa del morso di un serpente, il suo fidanzato Zach (Dane DeHaan) non si da pace: su di lui pesano tutte quelle parole che non ha fatto in tempo a dire alla sua amata prima che morisse da un giorno all’altro, lasciandolo emotivamente provato a vagare per le stradine della sua città con indosso la sciarpa di lana di Beth, in piena stagione estiva. Eppure, un giorno, Beth appare all’improvviso lasciando Zach incredulo ed euforico. Ma in lei si cela qualcosa di diverso, sinistro e inquietante, che piano piano trasformerà il suo corpo, la sua relazione, e farà precipitare la situazione in pieghe assolutamente inattese. Cosa fareste se la vostra fidanzata riapparisse improvvisamente dal mondo dei morti?
Life After Beth, il film
Salvo qualche problema tecnico dovuto al budget esiguo, Baena riesce a dissacrare brillantemente le tanto amate commedie adolescenziali in voga in questo periodo, portando in scena un’impossibile relazione fra un uomo e una zombie, incorniciandola di grande ironia. Life After Beth presenta una narrazione che segue il filone della teen-comedy ma che assume un punto di vista molto particolare, appellandosi al tema del lutto non elaborato di un adolescente che scoprirà, in maniera molto paradossale, che ciò che si desidera non sempre coincide con quello di cui abbiamo davvero bisogno.
È pur vero che una sceneggiatura centrata non basta, pertanto Baena decide di appoggiarsi a un cast fresco, assolutamente in grado di regalare gag esilaranti e dialoghi surreali, che comprende Dane DeHaan (un riuscitissimo Goblin in The Amazing Spiderman 2) e Aubrey Plaza nei panni della ragazza- zombie, supportati dal sempre bravo John C. Reilly e da Anna Kendrick, nei panni della controparte umana di Beth.
Life After Beth verrà sicuramente apprezzato da molti amanti del nonsense più puro, e, nel caso la vostra ragazza si trasformasse improvvisamente in uno zombie, sappiate che basta intonare la giusta melodia per tranquillizzarla dalla sua fame insaziabile di carne umana!
Life – Non oltrepassare il limite: primo poster con Ryan Reynolds e Jake Gyllenhaal
Columbia Pictures ha pubblicato il primo poster di Life – Non oltrepassare il limite, il nuovo thriller fantascientifico diretto da Daniel Espinosa, con Rebecca Ferguson, Ryan Reynolds e Jake Gyllenhaal. Ve lo mostriamo.

Protagonisti del film sono Ryan Reynolds (Deadpool), Jake Gyllenhaal(Nightcrawler), Rebecca Ferguson (Mission Impossible – Rogue Nation).
Life – Non oltrepassare il limite racconta la storia dell’equipaggio di una stazione spaziale internazionale in procinto di fare una delle scoperte più importanti della storia: raccogliere la prima prova di una vita terrestre su Marte. Quando l’equipaggio inizia a svolgere le prime ricerche sul campione, capirà di trovarsi di fronte una forma di vita più intelligente del previsto.
Life – Non oltrepassare il limite
Mentre Ryan Reynolds è reduce dallo straordinario successo di Deadpool, Jake Gyllenhaal arriverà al cinema in Animali Notturni di Tom Ford. Nel film anche Rebecca Ferguson che vedremo tra poco in sala ne La Ragazza del Treno.
Fonte: CB























