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Lightyear – La vera storia di Buzz: annunciati i cameo vocali dei campioni Charles Leclerc e Carlos Sainz

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 interpretano un cameo rispettivamente nella versione italiana e spagnola del nuovo film Disney e Pixar. Diretto da Angus MacLane e prodotto da Galyn Susman, Lightyear – La vera storia di Buzz arriverà il 15 giugno nelle sale italiane.

Lightyear – La vera storia di Buzz
La nuova avventura Disney e Pixar Lightyear – La vera storia di Buzz racconta le origini di Buzz Lightyear, l’eroe che ha ispirato il giocattolo di Toy Story, e segue il leggendario Space Ranger dopo essere rimasto bloccato su un pianeta ostile a 4,2 milioni di anni luce dalla Terra insieme al suo comandante e al loro equipaggio. Mentre Buzz cerca di trovare un modo per tornare a casa attraverso il tempo e lo spazio, si uniscono a lui un gruppo di ambiziose reclute e il suo irresistibile gatto robot di compagnia, Sox. L’arrivo di Zurg, una presenza imponente con un esercito di robot spietati e un fine misterioso, complica le cose e mette a rischio la missione.

Lightyear – La vera storia di Buzz è diretto da Angus MacLane (co-regista di Alla Ricerca di Dory) ed è prodotto da Galyn Susman (Toy Story: Tutto un altro mondo). La colonna sonora del film è firmata dal premiato compositore Michael Giacchino (The Batman, Up).

Nella versione italiana del film, prestano le proprie voci Alberto Malanchino, Ludovico Tersigni ed Esther Elisha che interpretano rispettivamente lo Space Ranger Buzz Lightyear; Sox, il suo gatto robot di compagnia; e Alisha Hawthorne, la sua comandante e migliore amica.

Lightyear – La vera storia di Buzz, i filmmaker raccontano la nascita del film

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Quando è stato annunciato, Lightyear – La vera storia di Buzz ha fatto alzare più di un sopracciglio. Il motivo è semplice: perché rendere reale un giocattolo che era già perfetto così? Eppure alla Pixar hanno trovato l’idea giusta, come racconta Angus MacLane, il regista del film: “Ho sempre voluto conoscere la storia dello space ranger, volevo dirigere qualcosa di divertente dopo Alla ricerca di Dory. Volevo realizzare quel film che Andy ha visto per poter poi desiderare il giocattolo di Buzz, come avviene nel primo Tom Story. E così ho pensato di poterne fare un’avventura spaziale. Da questa idea di base ho venduto il progetto allo studio.” 

Galyn Susman, executive producer del film, ha raccontato delle ispirazioni che hanno condotto alla realizzazione di quel film: “Principalmente fantascienza anni ’80. Quello è stato il punto di partenza, da Star Wars fino ad Aliens. Sono quelli i film che abbiamo guardato centinaia, migliaia di volte e sono quelli i film che riempiono di riferimenti e citazioni la nostra storia.”

Lightyear – La vera storia di Buzz è lo Star Wars di Andy

MacLane aggiunge un’immagine molto suggestiva a questo insieme di riferimenti e spunti da cui è nato Lightyear, dicendo che questo film è la Star Wars di Andy.

A parlare del film è intervenuto anche Michael Giacchino, compositore premio Oscar, al quale la Pixar ha affidato anche questo suo nuovo film: “Sono cresciuto con questi film degli anni 80. Una delle cose che facevo da piccolo era registrare l’audio dei film che vedevo al cinema. L’unico modo che avevo per ripetere quell’esperienza era registrarne l’audio, perché poi non c’era subito altro modo di vedere il film, e questa abitudine è cresciuta nella mia testa. Quando mi hanno chiesto cosa volessi fare, ho risposto che volevo fare esattamente questo tipo di film. E lavorare con Angus è bello perché abbiamo un immaginario comune, non è stato difficile trovare un terreno comune e l’ispirazione adatta per portare sullo schermo questa avventura.”

Quando si parla di fantascienza e di riferimenti da film del passato non si può prescindere da 2001: Odissea nello spazio, anche se per Angus MacLane il capolavoro di Kubrick non ha fatto breccia al prima colpo. “Ero molto giovane, avevo visto da poco Star Wars, e guardando 2001 mi chiedevo quando cominciassero a combattere con le spade laser. Siamo stati influenzati da tanti film ma volevamo catturarne lo spirito più che copiarli. Volevamo catturare quel potenziale di portare lo spettatore in un altro mondo. Volevamo essere divertenti, ma abbiamo incluso dei riferimenti visivi e concettuali. Alcuni riferimenti che ci vedono altri io non li ho neanche inseriti di proposito, ma penso sia proprio questo il senso.” 

Nel film c’è anche un importante messaggio di normalizzazione dell’omosessualità. Il personaggio di Alisha Hawthorne viene mostrata nel corso della sua vita mentre si innamora, si sposa, ha dei figli, con una sua collega di lavoro. E in una delle belle scene casalinghe che la vedono protagonista, Alisha bacia sulla bocca la moglie. Gli artisti Disney hanno lottato affinché quella scena rimanesse nel film e per fortuna, la vediamo sul grande schermo, normale, come la quotidianità che racconta, eppure potente per il messaggio che manda. “All’interno della narrazione del film, dal punto di vista di Buzz, quella relazione ci serve a mostrare quello a cui Buzz rinuncia per la sua missione, quello che non ha, era importante mostralo non solo per una logica narrativa, ma anche perché quel gesto e quell’amore dovevano essere mostrati. Era importante per tutti.”

Film Disney 2022 LightyearChris Evans sostituisce Tim Allen

Una delle polemiche che ha accompagnato Lightyear – La vera storia di Buzz sin dall’annuncio che Chris Evans sarebbe stato la voce americana di Buzz è stato il fatto di aver sostituito Tim Allen, che invece interpreta lo space ranger nella saga di Tom Story. “Tim Allen è la personificazione di Buzzo giocattolo – spiega Susman – Ci serviva una voce differente, dovevamo prendere un personaggio secondario e renderlo protagonista, ci serviva qualcuno che fosse in grado di mettere in scena la commedia e il dramma. Ci serviva qualcuno che potesse incorporare tutte queste cose. Il personaggio è diverso dal Buzz giocattolo, e per questo abbiamo scelto un altro doppiatore. Doveva essere simpatico, ma non troppo buffo”

Grandi e piccini rimarranno sicuramente stregati da Sox, questo gattino robotico che diventa il migliore amico di Buzz nel corso del film. Per MacLane, Sox è come l’uomo nell’angolo, colui che incoraggia e aiuta, che sostiene l’eroe e gli dà conforto, “qualcosa che non sarebbe male avere sempre nella vita vera!”.

Lightyear – La vera storia di Buzz è diretto da Angus MacLane (co-regista di Alla Ricerca di Dory) ed è prodotto da Galyn Susman (Toy Story: Tutto un altro mondo). La colonna sonora del film è firmata dal premiato compositore Michael Giacchino (The Batman, Up). Nella versione originale del film, Chris Evans è Buzz Lightyear, Taika Waititi è Mo Morrison, Uzo Aduba è Alisha Hawthorne, Keke Palmer è Izzy Hawthorne, James Brolin è Zurg, Dale Soules è Darby e Peter Sohn è  Sox, il gatto robot di compagnia.

Lightyear – La vera storia di Buzz in in streaming il 3 agosto 2022

Disney+ ha svelato che il film Disney e Pixar Lightyear – La vera storia di Buzz arriverà in streaming il 3 agosto 2022. “Lightyear – La vera storia di Buzz è fantastico sul grande schermo, ovviamente, ma siamo entusiasti di portarlo su Disney+” ha affermato Angus MacLane, che ha diretto il film. “Abbiamo dedicato anni delle nostre vite a questo film e ne siamo molto orgogliosi. Vogliamo condividerlo con il più ampio pubblico possibile. Disney+ non solo offre a un maggior numero di fan l’opportunità di vedere Lightyear – La vera storia di Buzz, ma permette a tutti noi anche di rivederlo ogni volta che vogliamo”.

Lightyear – La vera storia di Buzz, il film

La nuova avventura Disney e Pixar Lightyear – La vera storia di Buzz racconta le origini di Buzz Lightyear, l’eroe che ha ispirato il giocattolo di Toy Story, e segue il leggendario Space Ranger dopo essere rimasto bloccato su un pianeta ostile a 4,2 milioni di anni luce dalla Terra insieme al suo comandante e al loro equipaggio. Mentre Buzz cerca di trovare un modo per tornare a casa attraverso il tempo e lo spazio, si uniscono a lui un gruppo di ambiziose reclute e il suo irresistibile gatto robot di compagnia, Sox. L’arrivo di Zurg, una presenza imponente con un esercito di robot spietati e un fine misterioso, complica le cose e mette a rischio la missione.

Lightyear – La vera storia di Buzz è diretto da Angus MacLane (co-regista di Alla Ricerca di Dory) ed è prodotto da Galyn Susman (Toy Story: Tutto un altro mondo). La colonna sonora del film è firmata dal premiato compositore Michael Giacchino (The Batman, Up).

Nella versione italiana del film prestano le proprie voci Alberto Boubakar Malanchino (Buzz Lightyear), Ludovico Tersigni (Sox), Esther Elisha (Alisha Hawthorne) e Linda Raimondo che interpreta un cameo. Inoltre i piloti della Scuderia Ferrari Charles Leclerc e Carlos Sainz interpretano un cameo rispettivamente nella versione italiana e spagnola del film. Il film Disney e Pixar Lightyear – La vera storia di Buzz  è attualmente nelle sale italiane e sarà disponibile in streaming su Disney+ dal 3 agosto 2022.

Lightyear – La vera storia di Buzz arriverà su Disney+ il 3 agosto

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Disney+ ha svelato che il film Disney e Pixar Lightyear – La vera storia di Buzz arriverà in streaming il 3 agosto 2022. “Lightyear – La vera storia di Buzz è fantastico sul grande schermo, ovviamente, ma siamo entusiasti di portarlo su Disney+” ha affermato Angus MacLane, che ha diretto il film. “Abbiamo dedicato anni delle nostre vite a questo film e ne siamo molto orgogliosi. Vogliamo condividerlo con il più ampio pubblico possibile. Disney+ non solo offre a un maggior numero di fan l’opportunità di vedere Lightyear – La vera storia di Buzz, ma permette a tutti noi anche di rivederlo ogni volta che vogliamo”.

Lightyear – La vera storia di Buzz, recensione del film Pixar

La nuova avventura Disney e Pixar Lightyear – La vera storia di Buzz racconta le origini di Buzz Lightyear, l’eroe che ha ispirato il giocattolo di Toy Story, e segue il leggendario Space Ranger dopo essere rimasto bloccato su un pianeta ostile a 4,2 milioni di anni luce dalla Terra insieme al suo comandante e al loro equipaggio. Mentre Buzz cerca di trovare un modo per tornare a casa attraverso il tempo e lo spazio, si uniscono a lui un gruppo di ambiziose reclute e il suo irresistibile gatto robot di compagnia, Sox. L’arrivo di Zurg, una presenza imponente con un esercito di robot spietati e un fine misterioso, complica le cose e mette a rischio la missione.

Lightyear – La vera storia di Buzz è diretto da Angus MacLane (co-regista di Alla Ricerca di Dory) ed è prodotto da Galyn Susman (Toy Story: Tutto un altro mondo). La colonna sonora del film è firmata dal premiato compositore Michael Giacchino (The Batman, Up).

Nella versione italiana del film prestano le proprie voci Alberto Boubakar Malanchino (Buzz Lightyear), Ludovico Tersigni (Sox), Esther Elisha (Alisha Hawthorne) e Linda Raimondo che interpreta un cameo. Inoltre i piloti della Scuderia Ferrari Charles Leclerc e Carlos Sainz interpretano un cameo rispettivamente nella versione italiana e spagnola del film.

Il film Disney e Pixar Lightyear – La vera storia di Buzz è attualmente nelle sale italiane e sarà disponibile in streaming su Disney+ dal 3 agosto 2022.

Lightyear – La vera storia di Buzz: recensione del film Pixar

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Lightyear – La vera storia di Buzz: recensione del film Pixar

La recensione di Lightyear – La vera storia di Buzz comincia con una premessa, che lo spettatore troverà in testa al film. La pellicola che si sta per vedere, basata sul personaggio di Toy Story, è il film da cui è stato tratto il giocattolo di Buzz Lightyear, e scopriamo quindi che in realtà è il personaggio di Toy Story che è basato sul character del film in questione! È come se questo film fosse lo Star Wars di Andy che, tornato a casa, chiede ai genitori l’action figure di Buzz. Questa specifica non intacca certo la magia del capolavoro (dell’intera saga) Pixar, ma ci aiuta a collocare Lightyear – La vera storia di Buzz nel tempo, vedremo come.

Lightyear – La vera storia di Buzz, la trama

La storia racconta di Buzz, uno space ranger che si fa carico di una missione impossibile (apparentemente): raggiungere l’iper-velocità. Questo sforzo però ha un costo altissimo, ogni volta che Buzz si imbarca per un viaggio test, al suo ritorno si accorge che, mentre per lui la missione è durata pochi minuti, sono passati 4 anni per quelli che sono rimasti a terra. Completamente preso dal desiderio di completare la missione, la ripete fino a che da una parte perde le persone che ama, perché queste crescono vivono e invecchiano, dall’altra però riesce a completare la missione. Raggiunge l’iper-velocità, per poi scoprire, al suo ritorno, che sono passati molto più di 4 anni, e si trova in un mondo deserto e assediato dai robot, in cui la sua nuova missione diventerà abbattere una misteriosa astronave che sovrasta il Pianeta. 

Ambientazione anni ’80 e piglio contemporaneo

Come anticipato nella nostra premessa, il film è dunque un’avventura di fantascienza anni ’80, per cui la recensione di Lightyear – La vera storia di Buzz tiene conto principalmente del fatto che alla Pixar hanno tentato di ri-raccontare quel gusto per l’avventura, cercando di replicarne lo spirito ma inserendo nella storia un mood moderno, che meglio si sposa con il tipo di storie che il pubblico vuole sentire oggi. 

E così abbiamo un eroe che non riesce a fare tutto da solo e deve imparare a collaborare con gli altri, una coppia LGBTQ, una squadra di comprimari formata da una ragazzina, un uomo goffo che non è in grado di capire le sue capacità, una signora anziana che piuttosto che stare in prigione, preferisce arruolarsi in una squadra di cadetti space-ranger, un gatto robot sarcastico e super-accessoriato. 

La fascinazione per lo spazio, gli echi nei design di astronavi e robot, la vera e propria dinamica dell’avventura, la missione spaziale, la salvezza del mondo, tutti questi tropi della fantascienza anni ’80 vengono quindi trasformati a contatto con dei personaggi dallo spirito moderno, che divertono e fanno emozionare lo spettatore. 

Accettare i proprio limiti e la sconfitta

Certo, questo Buzz è molto diverso dallo space ranger giocattolo. Se quel personaggio si muoveva, almeno nel primo film, sulla contraddizione tra l’essere un giocattolo e il sentirsi un vero space-ranger, questo Buzz è un uomo vero e proprio, ha insicurezze, senso di responsabilità, e intraprende un viaggio dell’eroe che, seguendo la narrativa contemporanea della normalizzazione delle persone eccezionali che abbiamo trovato in diversi racconti prima di questo, fa di lui stesso un felice perdente, in quanto gli fa accettare il suo fallimento e lo mette in condizione di capire e abbracciare i propri limiti. Non che l’accettazione di sé sia un messaggio sbagliato, anzi, è fondamentale in un momento storico in cui la società sembra chiedere sempre più di quanto possiamo dare, tuttavia sembra si sia anche perso il gusto per guardare in alto, verso l’infinito e oltre, appunto, preferendo fermarsi a guardarsi le scarpe.

Certo, non è esattamente quello che fa Buzz, visto che lui e i suoi amici combattono con tutte le loro forze, tuttavia in Lightyear – La vera storia di Buzz, anche un eroe deve accettare i suoi limiti e questo fa molto poco anni ’80.

La fine dell’eroe testosteronico

La ri-narrazione della mitologia del protagonista testosteronici è forse ciò che di più interessante e meta c’è nel film di Angus MacLane (Alla ricerca di Dory), insieme a un guizzo di genio nella scrittura dei personaggi di contorno e in quel Sox, il gattino robot, che si posiziona a metà strada tra un animale da compagnia vero e proprio, un coltellino svizzero super accessoriato, un computer portatile e uno psicologo, il tutto condito con la devozione e la fedeltà di un cane. Tutto questo in un solo personaggio! Non a caso la Disney è nota per le sue “spalle animali” che spesso tolgono la scena al protagonista. 

Tecnicamente sopraffino, il film si distingue per un gioco di rimandi e citazioni con le pellicole che lo ispirano, gli sci-fi anni ’80 e dei quali è discendente diretto e fintamente contemporaneo. Questo occhio al passato è però mitigato da una serie di personaggi moderni, perfetto specchio di ciò che si sente l’esigenza di racontare oggi.

Lightyear – La vera storia di Buzz arriva nelle sale italiane il prossimo 15 giugno, il primo film Pixar, dal pre-pandemia, ad uscire al cinema e non direttamente su Disney+.

Lightyear – La vera storia di Buzz: nuovo trailer, dal 15 giugno al cinema

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Lightyear – La vera storia di Buzz, la nuova avventura Disney e Pixar che racconta le origini dell’eroe che ha ispirato il giocattolo di Toy Story, segue il leggendario Space Ranger dopo essere rimasto bloccato su un pianeta ostile a 4,2 milioni di anni luce dalla Terra insieme al suo comandante e al loro equipaggio. Mentre Buzz cerca di trovare un modo per tornare a casa attraverso il tempo e lo spazio, si uniscono a lui un gruppo di ambiziose reclute e il suo irresistibile gatto robot di compagnia, Sox. L’arrivo di Zurg, una presenza imponente con un esercito di robot spietati e un fine misterioso, complica le cose e mette a rischio la missione.

Nella versione italiana del film, l’attrice Esther Elisha si unisce al cast di voci nel ruolo di Alisha Hawthorne, comandante e migliore amica di Buzz Lightyear. Alberto Malanchino e Ludovico Tersigni prestano le proprie voci rispettivamente allo Space Ranger Buzz Lightyear e a Sox, il suo gatto robot di compagnia. Lightyear – La vera storia di Buzz arriverà il 15 giugno nelle sale italiane.

Lightyear – La vera storia di Buzz è diretto da Angus MacLane (co-regista Alla Ricerca di Dory) ed è prodotto da Galyn Susman (Toy Story: Tutto un altro mondo). La colonna sonora del film è firmata dal premiato compositore Michael Giacchino (The Batman, Up).

Lightyear – La vera storia di Buzz: nuovo trailer, al cinema questa estate!

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La nuova avventura d’azione originale Disney e Pixar Lightyear – La vera storia di Buzz racconta le origini di Buzz Lightyear, l’eroe che ha ispirato il giocattolo di Toy Story. Il film, che arriverà nell’estate del 2022, segue il leggendario Space Ranger in un’avventura intergalattica. “Il mondo di Buzz mi ha sempre entusiasmato” ha affermato il regista Angus MacLane. “In Toy Story, sembrava esserci un’incredibile storia, che viene solo accennata, sul suo essere uno Space Ranger e ho sempre voluto esplorare ulteriormente questo mondo. Quindi il mio punto di partenza per Lightyear – La vera storia di Buzz è stato: ‘Qual è stato il film visto da Andy che gli ha fatto desiderare il giocattolo di Buzz Lightyear?’. Volevo vedere quel film. E ora ho la fortuna di poterlo realizzare”. Nella versione italiana del film, Alberto Malanchino presta la propria voce a Buzz.

Nella versione originale del film, insieme al già annunciato Chris Evans che presta la propria voce a Buzz, Keke Palmer, Dale Soules e Taika Waititi interpretano un gruppo di ambiziose reclute. Peter Sohn presta la propria voce al robot di compagnia di Buzz, Sox. Il cast di voci include inoltre Uzo Aduba, James Brolin, Mary McDonald-Lewis, Efren Ramirez e Isiah Whitlock Jr. “Il cast di Lightyear – La vera storia di Buzz è davvero una squadra da sogno”, ha dichiarato MacLane. “Ciascuno degli interpreti si è subito calato nel suo personaggio, dandoci la possibilità di giocare un po’ durante le sessioni di registrazione. Questo ha portato a una specificità che ha alzato il livello e dato maggiore profondità alle relazioni tra i personaggi. È stato un privilegio lavorare con un cast così generoso e di talento”.

Il premiato compositore Michael Giacchino, che ha firmato le colonne sonore di The Batman e Spider-Man: No Way Home, comporrà la colonna sonora di Lightyear – La vera storia di Buzz. Giacchino ha un rapporto di lunga data con Pixar: ha vinto un Oscar, un Golden Globe e un GRAMMY per la colonna sonora originale di Up. Inoltre, la sua filmografia Pixar include, tra gli altri, Gli Incredibili – Una “normale” famiglia di supereroi, Ratatouille, Cars 2, Inside Out, Coco e Gli Incredibili 2. La colonna sonora originale di Lightyear – La vera storia di Buzz di Walt Disney Records sarà disponibile dal 17 giugno 2022.

Lightyear – La vera storia di Buzz è prodotto da Galyn Susman (il corto Toy Story: Tutto un altro mondo).

Lightyear – La vera storia di Buzz: Ludovico Terzigni presta la voce a Sox

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Oggi, in occasione della Festa nazionale del Gatto, The Walt Disney Company Italia annuncia che l’attore e conduttore televisivo Ludovico Tersigni presta la propria voce a Sox, il robot di compagnia del leggendario Space Ranger, nella versione italiana del film Disney e Pixar Lightyear – La vera storia di Buzz. La nuova avventura d’azione che racconta le origini di Buzz Lightyear, l’eroe che ha ispirato il giocattolo di Toy Story, arriverà nell’estate del 2022.

Lightyear – La vera storia di Buzz è diretto da Angus MacLane, regista vincitore dell’Annie Award e animatore veterano di Pixar che ha co-diretto Alla Ricerca di Dory del 2016, ed è prodotto da Galyn Susman (il corto Toy Story: Tutto un altro mondo).

Il premiato compositore Michael Giacchino, che ha firmato le musiche di The Batman e Spider-Man: No Way Home, comporrà la colonna sonora di Lightyear – La vera storia di Buzz. Giacchino ha un rapporto di lunga data con Pixar: ha vinto un Oscar, un Golden Globe e un GRAMMY per la colonna sonora originale di Up. Inoltre, la sua filmografia Pixar include, tra gli altri, Gli Incredibili – Una “normale” famiglia di supereroiRatatouilleCars 2Inside OutCoco e Gli Incredibili 2.

Lightyear – La vera storia di Buzz, la parola ai doppiatori italiani

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In arrivo il 15 giugno solo al cinema, Lightyear – La vera storia di Buzz è il nuovo film Pixar, che immagina di realizzare il film che ha visto il piccolo Andy, protagonista di Tom Story, per poi volere il giocattolo dello space-ranger. Abbiamo parlato di questa avventura spaziale divertente ed emozionante con il cast di doppiatori italiani. Ormai come al solito, quando si tratta di Casa Disney, non si tratta solo di doppiatori, ma dietro alle voci dei personaggi animati si nascondono gli amatissimi volti dei divi di casa nostra, per cui la voce di Lightyear è di Alberto Malanchino, quella del suo aiutante robot, il gattino Sox di Ludovico Terzigni e quella della space-ranger Alisha Hawthorne di Esther Elisha. Coinvolta nel doppiaggio anche Linda Raimondo, divulgatrice scientifica nota su Instagram come Astro Linda, che si è prestata per un piccolo cameo vocale.

Nel ringraziare tutti Massimiliano Manfredi, direttore del doppiaggio, gli interpreti hanno raccontato la loro esperienza dietro al microfono. Terzigni ha parlato di “esperienza formativa e interessante” soprattutto nel ricercare la voce adatta a Sox, un gatto robot, che nel corso del film dimostra grande spirito e ironia, ma anche un profondo attaccamento da Buzz. “A Sox, ho cercato di dare un tono molto da bambino, rientrando in quella dimensione di gioco spensierato che tutti noi facciamo da piccoli. Ho cercato di dargli tutte le mie emozioni non dico infantili perché potrebbe sembrare fuorviante, però sicuramente emozioni sincere e originali.”

Alberto Malachino, nuova voce di Buzz Lightyear, erede di Massimo Dapporto

Dal canto suo, doppiando il protagonista Buzz Lightyear, Alberto Malachino si è confrontato con un precedente molto ingombrante. Nella sua versione giocattolo, nella saga di Toy Story, Buzz è infatti doppiato da Massimo Dapporto, professionista al quale Malachino guarda con grande rispetto e ammirazione. “Ci siamo conosciuti in sala di doppiaggio – ha spiegato Malachino – ‘La settimana prossima arriva Dapporto’ mi hanno detto, e mi sono sentito come un bambino. Quando è arrivato, l’ho sentito parlare con questa voce incredibile, mi ha aperto dei ricordi dell’infanzia. Sono proprio legato alla storia di Buzz, di Toy Story, soprattutto il primo film. Abbiamo parlato un po’, e lui si è detto molto felice anche di questa nuova voce del personaggio. Infatti, mi ha detto. “Sono contento che lo fai tu. Basta. Sono vecchio ormai. Largo ai giovani.”

L’importanza della rappresentazione

Nel film c’è anche un importante messaggio di normalizzazione dell’omosessualità. Il personaggio di Alisha Hawthorne viene mostrata nel corso della sua vita mentre si innamora, si sposa, ha dei figli, con una sua collega di lavoro. E in una delle belle scene casalinghe che la vedono protagonista, Alisha bacia sulla bocca la moglie. Gli artisti Disney hanno lottato affinché quella scena rimanesse nel film e per fortuna, la vediamo sul grande schermo, normale, come la quotidianità che racconta, eppure potente per il messaggio che manda.

Ne ha parlato Esther Elisha: “Io penso che i bambini vedano la realtà, loro hanno forse meno bisogno di noi di essere educati rispetto a quello che è l’amore, perché non lo mettono in discussione. Sono veramente delle spugne. Per fortuna, la nostra società non è più quella in cui siamo cresciuti noi e i giovani oggi sono estremamente consapevoli e forti nell’affermarsi rispetto a come sono e alla ricerca della loro identità, costantemente. Credo che i dipendenti Disney abbiano fatto molto bene ad insistere per mantenere la scena nel film. Sono grata alle loro proteste perché penso che tutte le famiglie abbiano diritto di essere rappresentate perché ci sono ed esistono e la rappresentazione è importante, è vero che conta. Vederti, vedere che esisti non solo perché tu lo sai, ma perché gli altri ti vedono è una delle cose che ti fa sentire accolto e ti permette di percorrere la tua strada in un modo molto più tranquillo. Sono veramente felice di far parte di questo progetto e di essere la voce italiana di Alisha.”

Film Disney 2022 LightyearIl paradosso temporale di Lightyear

Nel film assistiamo al paradosso temporale di Buzz che, avvicinandosi alla velocità della luce, passa pochi secondi nello spazio che però si rivelano molti anni per le persona che restano a Terra. Come lo spiegherebbe la scienza questo paradosso? La parola a Astro Linda, ovviamente: “Sicuramente è una tematica molto complessa. È una teoria che è la base della Relatività Generale di Einstein. Innanzitutto, la prima cosa da dire a livello scientifico è che la velocità della luce non può essere raggiunta perché qualunque oggetto o corpo dotato di massa non può arrivarci, semplicemente perché altrimenti avrebbe bisogno di energia infinita e sappiamo che la prima legge fondamentale della Fisica è la conservazione dell’energia, quindi, l’energia non si crea né si distrugge, ma si trasforma. Di conseguenza, noi non possiamo purtroppo raggiungere la velocità della luce. Possiamo però raggiungere delle velocità molto elevate. Quando raggiungiamo queste elevate velocità, i tempi si dilatano e gli spazi si contraggono. Quindi, quello che succede è che il tempo inizia a scorrere più lentamente mentre è come se gli spazi si facessero più stretti,  perciò riusciamo a percorrere distanze molto più grandi di quelle che in realtà si percorrerebbero a velocità normali. È per quello che Buzz quando va nello spazio e raggiunge l’ipervelocità, si ritrova a vivere pochissimi minuti a quella velocità e quando torna sul pianeta si rende conto che effettivamente il tempo trascorso è stato piuttosto lungo, lì, tanto è che ritrova i suoi colleghi cresciuti e invecchiati. Il concetto alla base è quello di Einstein, la Relatività Generale che, tra l’altro, continua ad avere successo tanto che pochissimo tempo fa ci è stata di nuovo confermata con la scoperta dell’esistenza di un buco nero al centro della nostra Via Lattea. Quindi, il tema è molto complesso, ma nonostante questo la Pixar ha trovato il modo di rappresentarlo bene.”.

Lightyear – La vera storia di Buzz è diretto da Angus MacLane (co-regista di Alla Ricerca di Dory) ed è prodotto da Galyn Susman (Toy Story: Tutto un altro mondo). La colonna sonora del film è firmata dal premiato compositore Michael Giacchino (The Batman, Up).

Nella versione italiana del film, prestano le proprie voci Alberto Malanchino, Ludovico Tersigni ed Esther Elisha che interpretano rispettivamente lo Space Ranger Buzz Lightyear; Sox, il suo gatto robot di compagnia; e Alisha Hawthorne, la sua comandante e migliore amica.

Lightyear – La vera storia di Buzz, bloccato in diversi Paesi del Medio Oriente (per i contenuti LGBTQ?)

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Arriverà in Italia il 15 giugno Lightyear – La vera storia di Buzz, il nuovo film Pixar che ha per protagonista proprio il famoso space ranger protagonista di Toy Story. Tuttavia ci sono molti Paesi in cui il film non verrà distribuito, probabilmente a causa di contenuti LGBTQ.

I mercati di distribuzione di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Egitto, Kuwait, Oman e Qatar, oltre a Malesia e Indonesia, non hanno confermato l’uscita del film e si ritiene che la scelta sia stata condizionata dal fatto che nel film viene raccontata brevemente anche una storia d’amore tra due donne.

Chris Evans: intervista alla nuova voce di Buzz Lightyear

L’uscita del film era stata preceduta da una polemica abbastanza importante perché i dipendenti Disney hanno lottato affinché il cut finale contenesse un bacio gay, a marzo, a seguito di un contraccolpo interno alla gestione da parte dello Studio in merito alla legge della Florida soprannominata “Don’t Say Gay“.

Lightyear – La vera storia di Buzz, il lungometraggio originale Disney e Pixar che segue il leggendario Space Ranger in un’avventura intergalattica, arriverà il 15 giugno nelle sale italiane. La nuova avventura d’azione racconta le origini di Buzz Lightyear, l’eroe che ha ispirato il giocattolo di Toy Story.

Lightyear – La vera storia di Buzz è diretto da Angus MacLane, regista vincitore dell’Annie Award e animatore veterano di Pixar che ha co-diretto Alla Ricerca di Dory del 2016, ed è prodotto da Galyn Susman (il corto Toy Story: Tutto un altro mondo).

Il premiato compositore Michael Giacchino, che ha firmato le musiche di The Batman e Spider-Man: No Way Home, comporrà la colonna sonora di Lightyear – La vera storia di Buzz. Giacchino ha un rapporto di lunga data con Pixar: ha vinto un Oscar, un Golden Globe e un GRAMMY per la colonna sonora originale di Up. Inoltre, la sua filmografia Pixar include, tra gli altri, Gli Incredibili – Una “normale” famiglia di supereroi, Ratatouille, Cars 2, Inside Out, Coco e Gli Incredibili 2.

Lightyear – La vera storia di Buzz al cinema dal 15 Giugno

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Lightyear – La vera storia di Buzz al cinema dal 15 Giugno

Lightyear – La vera storia di Buzz, il lungometraggio originale Disney e Pixar che segue il leggendario Space Ranger in un’avventura intergalattica, arriverà il 15 giugno nelle sale italiane. La nuova avventura d’azione racconta le origini di Buzz Lightyear, l’eroe che ha ispirato il giocattolo di Toy Story.

Lightyear – La vera storia di Buzz è diretto da Angus MacLane, regista vincitore dell’Annie Award e animatore veterano di Pixar che ha co-diretto Alla Ricerca di Dory del 2016, ed è prodotto da Galyn Susman (il corto Toy Story: Tutto un altro mondo).

Il premiato compositore Michael Giacchino, che ha firmato le musiche di The Batman e Spider-Man: No Way Home, comporrà la colonna sonora di Lightyear – La vera storia di Buzz. Giacchino ha un rapporto di lunga data con Pixar: ha vinto un Oscar, un Golden Globe e un GRAMMY per la colonna sonora originale di Up. Inoltre, la sua filmografia Pixar include, tra gli altri, Gli Incredibili – Una “normale” famiglia di supereroi, Ratatouille, Cars 2, Inside Out, Coco e Gli Incredibili 2.

Lights Out: trailer italiano dell’horror prodotto da James Wan

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Lights Out: trailer italiano dell’horror prodotto da James Wan

Arriva il primo trailer italiano di Lights Out, l’horror movie con protagonista Teresa Palmer e prodotto dall’acclamato regista di genere James Wan.

Lights Out sarà distribuito dalla Warner Bros ed è una ghost story diretta da David F. Sandberg.

Dal produttore James Wan (“L’evocazione – The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in agguato nel buio.

Quando Rebecca se n’è andata di casa, pensava di aver lasciato dietro di sé le sue paure di bambina. Crescendo, non era mai sicura di cosa fosse reale e cosa non lo fosse quando le luci si spegnevano… e adesso il suo fratellino, Martin, sta vivendo gli stessi inspiegabili e terrificanti eventi che avevano già messo alla prova la sua sanità mentale e minacciato la sua sicurezza. Una spaventosa entità con un misterioso attaccamento alla madre, Sophie, è riemersa. Ma questa volta, quando Rebecca arriva a pochi passi dalla verità, le loro vite saranno in pericolo… quando si spegneranno le luci.

Il film ha per protagonisti Teresa Palmer (“Triple 9”) nel ruolo di Rebecca; Gabriel Bateman(“Annabelle”) in quello di Martin; Billy Burke (la saga di “Twilight”) nel ruolo del padre di Martin, Paul; Alexander DiPersia (“Forever”) il fidanzato di Rebecca, Bret e Maria Bello(“Prisoners”) in quello di Sophie.
“Lights Out – Terrore nel Buio” è il film di esordio alla regia di David F. Sandberg, che ha diretto il film da una sceneggiatura di Eric Heisserer (“Final Destination 5”), basato sul cortometraggio dello stesso Sandberg. James WanLawrence Grey e Heisserer hanno prodotto il film, con Walter HamadaDave Neustadter e Richard Brener come produttori esecutivi.

Il team dietro la macchina da presa di Sandberg comprende il direttore della fotografia, Marc Spicer (“Furious 7”), la scenografa Jennifer Spence (i film di “Insidious”), il montatore Kirk Morri (“The Conjuring”) e la costumista Kristin M. Burke (“The Conjuring”). Le musiche sono state composte da Benjamin Wallfisch. La New Line Cinema presenta una produzione Grey Matter/Atomic Monster, “Lights Out”. Lights Out – Terrore Nel Buio, distribuito dalla Warner Bros. Pictures, una compagnia della Warner Bros. Entertainment. Dal 4 Agosto al cinema.

Lights Out: trailer dell’Horror prodotto da James Wan

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Lights Out: trailer dell’Horror prodotto da James Wan

La New Line Cinema ha diffuso il primo trailer ufficiale di Lights Out, l’horror prodotto da James Wan e in arrivo nel corso di quest’anno.

Lights outDiretto da David F. Sandberg e basato su una sceneggiatura di  Eric Heisserer, Lights Out, vede protagonisti un cast composto da Teresa Palmer, Gabriel Bateman, Alexander DiPersia, Billy Burke e Maria Bello. 

Quando Rebecca lasciò la sua casa pensava che le paure infantili fossero ormai alle spalle. Crescendo Rebecca non è stata mai veramente sicura di cosa fosse reale e cosa non lo fosse quando le luci si spegnevano e ora il suo fratellino, Martin, sta vivendo gli stessi eventi inspiegabili e terrificanti che un tempo aveva messo alla prova la sua sanità mentale e minacciato la sua sicurezza. Un’entità spaventosa con un misterioso collegamento alla loro madre, Sophie, è nuovamente emersa. Ma questa volta mentre Rebecca si avvicina alla verità, non potrà negare che tutte le loro vite sono in pericolo…una volta che le luci si spengono.

Lights Out: resta alla luce nella prima clip italiana

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Lights Out: resta alla luce nella prima clip italiana

La Warner Bors ha diffuso online la prima clip italiana tratta da Lights Out, l’horror movie con protagonista Teresa Palmer e prodotto dall’acclamato regista di genere James Wan.

Lights Out sarà distribuito dalla Warner Bros ed è una ghost story diretta da David F. Sandberg.

Dal produttore James Wan (“L’evocazione – The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in agguato nel buio.

Quando Rebecca se n’è andata di casa, pensava di aver lasciato dietro di sé le sue paure di bambina. Crescendo, non era mai sicura di cosa fosse reale e cosa non lo fosse quando le luci si spegnevano… e adesso il suo fratellino, Martin, sta vivendo gli stessi inspiegabili e terrificanti eventi che avevano già messo alla prova la sua sanità mentale e minacciato la sua sicurezza. Una spaventosa entità con un misterioso attaccamento alla madre, Sophie, è riemersa. Ma questa volta, quando Rebecca arriva a pochi passi dalla verità, le loro vite saranno in pericolo… quando si spegneranno le luci.

Il film ha per protagonisti Teresa Palmer (“Triple 9”) nel ruolo di Rebecca; Gabriel Bateman(“Annabelle”) in quello di Martin; Billy Burke (la saga di “Twilight”) nel ruolo del padre di Martin, Paul; Alexander DiPersia (“Forever”) il fidanzato di Rebecca, Bret e Maria Bello(“Prisoners”) in quello di Sophie.
“Lights Out – Terrore nel Buio” è il film di esordio alla regia di David F. Sandberg, che ha diretto il film da una sceneggiatura di Eric Heisserer (“Final Destination 5”), basato sul cortometraggio dello stesso Sandberg. James WanLawrence Grey e Heisserer hanno prodotto il film, con Walter HamadaDave Neustadter e Richard Brener come produttori esecutivi.

Il team dietro la macchina da presa di Sandberg comprende il direttore della fotografia, Marc Spicer (“Furious 7”), la scenografa Jennifer Spence (i film di “Insidious”), il montatore Kirk Morri (“The Conjuring”) e la costumista Kristin M. Burke (“The Conjuring”). Le musiche sono state composte da Benjamin Wallfisch. La New Line Cinema presenta una produzione Grey Matter/Atomic Monster, “Lights Out”. Lights Out – Terrore Nel Buio, distribuito dalla Warner Bros. Pictures, una compagnia della Warner Bros. Entertainment. Dal 4 Agosto al cinema.Lights out

Lights Out: prima spaventosa clip dall’horror prodotto da James Wan

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New Line Cinema ha diffuso online la prima clip ufficiale tratta da Lights Out, l’horror movie con protagonista Teresa Palmer e prodotto dall’acclamato regista di genere James Wan.

Lights Out sarà distribuito dalla Warner Bros ed è una ghost story diretta da David F. Sandberg.

Dal produttore James Wan (“L’evocazione – The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in agguato nel buio.

Quando Rebecca se n’è andata di casa, pensava di aver lasciato dietro di sé le sue paure di bambina. Crescendo, non era mai sicura di cosa fosse reale e cosa non lo fosse quando le luci si spegnevano… e adesso il suo fratellino, Martin, sta vivendo gli stessi inspiegabili e terrificanti eventi che avevano già messo alla prova la sua sanità mentale e minacciato la sua sicurezza. Una spaventosa entità con un misterioso attaccamento alla madre, Sophie, è riemersa. Ma questa volta, quando Rebecca arriva a pochi passi dalla verità, le loro vite saranno in pericolo… quando si spegneranno le luci.

Il film ha per protagonisti Teresa Palmer (“Triple 9”) nel ruolo di Rebecca; Gabriel Bateman(“Annabelle”) in quello di Martin; Billy Burke (la saga di “Twilight”) nel ruolo del padre di Martin, Paul; Alexander DiPersia (“Forever”) il fidanzato di Rebecca, Bret e Maria Bello(“Prisoners”) in quello di Sophie.
“Lights Out – Terrore nel Buio” è il film di esordio alla regia di David F. Sandberg, che ha diretto il film da una sceneggiatura di Eric Heisserer (“Final Destination 5”), basato sul cortometraggio dello stesso Sandberg. James WanLawrence Grey e Heisserer hanno prodotto il film, con Walter HamadaDave Neustadter e Richard Brener come produttori esecutivi.

Il team dietro la macchina da presa di Sandberg comprende il direttore della fotografia, Marc Spicer (“Furious 7”), la scenografa Jennifer Spence (i film di “Insidious”), il montatore Kirk Morri (“The Conjuring”) e la costumista Kristin M. Burke (“The Conjuring”). Le musiche sono state composte da Benjamin Wallfisch. La New Line Cinema presenta una produzione Grey Matter/Atomic Monster, “Lights Out”. Lights Out – Terrore Nel Buio, distribuito dalla Warner Bros. Pictures, una compagnia della Warner Bros. Entertainment. Dal 4 Agosto al cinema.

Lights Out: nuovo trailer dell’horror prodotto da James Wan

Lights Out: nuovo trailer dell’horror prodotto da James Wan

New Line Cinema ha diffuso online il secondo trailer ufficiale di Lights Out, l’horror movie con protagonista Teresa Palmer e prodotto dall’acclamato regista di genere James Wan.

Lights Out sarà distribuito dalla Warner Bros ed è una ghost story diretta da David F. Sandberg.

Dal produttore James Wan (“L’evocazione – The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in agguato nel buio.

Quando Rebecca se n’è andata di casa, pensava di aver lasciato dietro di sé le sue paure di bambina. Crescendo, non era mai sicura di cosa fosse reale e cosa non lo fosse quando le luci si spegnevano… e adesso il suo fratellino, Martin, sta vivendo gli stessi inspiegabili e terrificanti eventi che avevano già messo alla prova la sua sanità mentale e minacciato la sua sicurezza. Una spaventosa entità con un misterioso attaccamento alla madre, Sophie, è riemersa. Ma questa volta, quando Rebecca arriva a pochi passi dalla verità, le loro vite saranno in pericolo… quando si spegneranno le luci.

Il film ha per protagonisti Teresa Palmer (“Triple 9”) nel ruolo di Rebecca; Gabriel Bateman(“Annabelle”) in quello di Martin; Billy Burke (la saga di “Twilight”) nel ruolo del padre di Martin, Paul; Alexander DiPersia (“Forever”) il fidanzato di Rebecca, Bret e Maria Bello(“Prisoners”) in quello di Sophie.
“Lights Out – Terrore nel Buio” è il film di esordio alla regia di David F. Sandberg, che ha diretto il film da una sceneggiatura di Eric Heisserer (“Final Destination 5”), basato sul cortometraggio dello stesso Sandberg. James WanLawrence Grey e Heisserer hanno prodotto il film, con Walter HamadaDave Neustadter e Richard Brener come produttori esecutivi.

Il team dietro la macchina da presa di Sandberg comprende il direttore della fotografia, Marc Spicer (“Furious 7”), la scenografa Jennifer Spence (i film di “Insidious”), il montatore Kirk Morri (“The Conjuring”) e la costumista Kristin M. Burke (“The Conjuring”). Le musiche sono state composte da Benjamin Wallfisch. La New Line Cinema presenta una produzione Grey Matter/Atomic Monster, “Lights Out”. Lights Out – Terrore Nel Buio, distribuito dalla Warner Bros. Pictures, una compagnia della Warner Bros. Entertainment. Dal 4 Agosto al cinema.

Lights Out: nuove inquietanti clip in italiano

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Lights Out: nuove inquietanti clip in italiano

Sono state diffuse dalla Warner Bros Italia nuove clip in italiano di Lights Out, il film horror diretto da David F. Sandberg e prodotto da James Wan. Di seguito gli inquietanti video:

Lights Out sarà distribuito dalla Warner Bros ed è una ghost story diretta da David F. Sandberg.

Dal produttore James Wan (“L’evocazione – The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in agguato nel buio.

Quando Rebecca se n’è andata di casa, pensava di aver lasciato dietro di sé le sue paure di bambina. Crescendo, non era mai sicura di cosa fosse reale e cosa non lo fosse quando le luci si spegnevano… e adesso il suo fratellino, Martin, sta vivendo gli stessi inspiegabili e terrificanti eventi che avevano già messo alla prova la sua sanità mentale e minacciato la sua sicurezza. Una spaventosa entità con un misterioso attaccamento alla madre, Sophie, è riemersa. Ma questa volta, quando Rebecca arriva a pochi passi dalla verità, le loro vite saranno in pericolo… quando si spegneranno le luci.

Il film ha per protagonisti Teresa Palmer (“Triple 9”) nel ruolo di Rebecca; Gabriel Bateman(“Annabelle”) in quello di Martin; Billy Burke (la saga di “Twilight”) nel ruolo del padre di Martin, Paul; Alexander DiPersia (“Forever”) il fidanzato di Rebecca, Bret e Maria Bello(“Prisoners”) in quello di Sophie.
“Lights Out – Terrore nel Buio” è il film di esordio alla regia di David F. Sandberg, che ha diretto il film da una sceneggiatura di Eric Heisserer (“Final Destination 5”), basato sul cortometraggio dello stesso Sandberg. James WanLawrence Grey e Heisserer hanno prodotto il film, con Walter HamadaDave Neustadter e Richard Brener come produttori esecutivi.

Il team dietro la macchina da presa di Sandberg comprende il direttore della fotografia, Marc Spicer (“Furious 7”), la scenografa Jennifer Spence (i film di “Insidious”), il montatore Kirk Morri (“The Conjuring”) e la costumista Kristin M. Burke (“The Conjuring”). Le musiche sono state composte da Benjamin Wallfisch. La New Line Cinema presenta una produzione Grey Matter/Atomic Monster, “Lights Out”. Lights Out – Terrore Nel Buio, distribuito dalla Warner Bros. Pictures, una compagnia della Warner Bros. Entertainment. Dal 4 Agosto al cinema.Lights out

Lights Out: in arrivo il sequel del film prodotto da James Wan

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Lights Out: in arrivo il sequel del film prodotto da James Wan

Non è ancora arrivato nelle nostre sale, atteso per il 4 agosto, che Lights Out si è già confermato un successo oltreoceano, dove si è deciso di sfruttare il neonato franchise e sviluppare un sequel alla storia.

A dirigere e scrivere il seguito torneranno David F. Sandberg e Eric Heisserer e alla produzione ci sarà di nuovo James Wan con Lawrence Grey. Il primo film si basa sul cortometraggio originale ideato dallo stesso Sandberg che, dopo aver fatto un tour di Festival ed essere diventato virale, ha catturato l’attenzione delle persona giuste.

Lights Out: nuovo trailer dell’horror prodotto da James Wan

Lights Out sarà distribuito dalla Warner Bros ed è una ghost story diretta da David F. Sandberg.

Dal produttore James Wan (“L’evocazione – The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in agguato nel buio.

Quando Rebecca se n’è andata di casa, pensava di aver lasciato dietro di sé le sue paure di bambina. Crescendo, non era mai sicura di cosa fosse reale e cosa non lo fosse quando le luci si spegnevano… e adesso il suo fratellino, Martin, sta vivendo gli stessi inspiegabili e terrificanti eventi che avevano già messo alla prova la sua sanità mentale e minacciato la sua sicurezza. Una spaventosa entità con un misterioso attaccamento alla madre, Sophie, è riemersa. Ma questa volta, quando Rebecca arriva a pochi passi dalla verità, le loro vite saranno in pericolo… quando si spegneranno le luci.

Il film ha per protagonisti Teresa Palmer (“Triple 9”) nel ruolo di Rebecca; Gabriel Bateman(“Annabelle”) in quello di Martin; Billy Burke (la saga di “Twilight”) nel ruolo del padre di Martin, Paul; Alexander DiPersia (“Forever”) il fidanzato di Rebecca, Bret e Maria Bello(“Prisoners”) in quello di Sophie.
“Lights Out – Terrore nel Buio” è il film di esordio alla regia di David F. Sandberg, che ha diretto il film da una sceneggiatura di Eric Heisserer (“Final Destination 5”), basato sul cortometraggio dello stesso Sandberg. James WanLawrence Grey e Heisserer hanno prodotto il film, con Walter HamadaDave Neustadter e Richard Brener come produttori esecutivi.

Il team dietro la macchina da presa di Sandberg comprende il direttore della fotografia, Marc Spicer (“Furious 7”), la scenografa Jennifer Spence (i film di “Insidious”), il montatore Kirk Morri (“The Conjuring”) e la costumista Kristin M. Burke (“The Conjuring”). Le musiche sono state composte da Benjamin Wallfisch. La New Line Cinema presenta una produzione Grey Matter/Atomic Monster, “Lights Out”. Lights Out – Terrore Nel Buio, distribuito dalla Warner Bros. Pictures, una compagnia della Warner Bros. Entertainment. Dal 4 Agosto al cinema.Lights outFonte: Empire

Lights Out: ecco il bellissimo corto horror che sta spopolando sul web

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Un gioiellino di montaggio e regia, ecco come si potrebbe riassumere Lights Out, cortometraggio Horror, vincitore di numerosi premi, realizzato da David F. Sandberg che potete ammirare qua sotto rigorosamente in ambiente buio e a luci spente!

Fonte: Bloody Disgusting

Lights Out Terrore nel buio: due spaventose clip

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Lights Out Terrore nel buio: due spaventose clip

La Warner Bros ha diffuso due clip di Lights Out Terrore nel buio, il film prodotto da James Wan e da oggi al cinema.

Dal produttore James Wan (L’evocazione The Conjuring), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in agguato nel buio. Quando Rebecca se n’è andata di casa, pensava di aver lasciato dietro di sé le sue paure di bambina. Crescendo, non era mai sicura di cosa fosse reale e cosa non lo fosse quando le luci si spegnevano… e adesso il suo fratellino, Martin, sta vivendo gli stessi inspiegabili e terrificanti eventi che avevano già messo alla prova la sua sanità mentale e minacciato la sua sicurezza. Una spaventosa entità con un misterioso attaccamento alla madre, Sophie, è riemersa. Ma questa volta, quando Rebecca arriva a pochi passi dalla verità, le loro vite saranno in pericolo… quando si spegneranno le luci.

Lights Out Terrore nel buioIl film ha per protagonisti Teresa Palmer (“Triple 9”) nel ruolo di Rebecca; Gabriel Bateman (Annabelle) in quello di Martin; Billy Burke (la saga di “Twilight”) nel ruolo del padre di Martin, Paul; Alexander DiPersia (“Forever”) il fidanzato di Rebecca, Bret e Maria Bello (“Prisoners”) in quello di Sophie.

LIGHTS OUT TERRORE NEL BUIO è il film di esordio alla regia di David F. Sandberg, che ha diretto il film da una sceneggiatura di Eric Heisserer (Final Destination 5), basato sul cortometraggio dello stesso Sandberg. James Wan, Lawrence Grey e Heisserer hanno prodotto il film, con Walter Hamada, Dave Neustadter e Richard Brener come produttori esecutivi.

Il team dietro la macchina da presa di Sandberg comprende il direttore della fotografia, Marc Spicer (“Furious 7”), la scenografa Jennifer Spence (i film di “Insidious”), il montatore Kirk Morri (L’evocazione-The Conjuring) e la costumista Kristin M. Burke (L’evocazione-The Conjuring). Le musiche sono state composte da Benjamin Wallfisch.

La New Line Cinema presenta una produzione Grey Matter/Atomic Monster, “Lights Out”. LIGHTS OUT TERRORE NEL BUIO, distribuito dalla Warner Bros. Pictures, una compagnia della Warner Bros. Entertainment. Dal 4 Agosto al cinema

Lights Out recensione del film prodotto da James Wan

Lights Out recensione del film prodotto da James Wan

Lights outSulla scia dello strepitoso successo di pubblico del cortometraggio omonimo, che nel 2013 aveva ricevuto circa 13 milioni di visualizzazioni sul web in pochi giorni, il regista David F. Sandberg ha colto la palla al balzo e ha fatto di Lights Out il suo primo lungometraggio.

Con un budget piuttosto esiguo per gli standard hollywoodiani ($ 4.900.000), il film in America ha già incassato più di $ 21.600.000; in Italia uscirà il prossimo 4 agosto, pronto a scalare le vette delle classifiche.

Quel che rende accattivante Lighs Out è che è un horror vecchia maniera. Partendo dalla semplicissima idea di base – quell’ancestrale paura del buio che perseguita l’essere umano fin dall’alba dei tempi – la pellicola si avvale di quei piccoli ma efficaci espedienti che di fatto farebbero venire la pelle d’oca a chiunque.

Lights Out: in arrivo il sequel del film prodotto da James Wan

Luci traballanti, scricchiolii, sussurri, porte che sbattono all’improvviso…. Scare jumps della vecchia scuola, presieduta da maestri del brivido come Roger Corman, William Castle, e i nostrani Fulci e Bava, che hanno insegnato come si può far saltare lo spettatore dalla sedia senza inutili effetti speciali.

L’obiettivo del regista svedese era proprio quello di utilizzare il meno possibile la CGI, avvalendosi invece di effetti visivi, trucco e protesi, come quelli utilizzati per rendere Diana, il mostro protagonista di Lights Out, il più “realistico” e raccapricciante possibile.

Per le stesse ragioni, la regia si avvale di luci poco alterate: spesso le riprese sono state fatte veramente a lume di candela o sotto i raggi UV, donando alla pellicola quel senso di autenticità che ormai troppo spesso il cinema va perdendo.

Nella trama si ritrovano molti dei tipici “ingredienti” da film dell’orrore: un bambino che vede cose che non dovrebbero esistere; una casa che racchiude un mistero; un manicomio.

E ci fermiamo qui. Perché svelare anche solo parte della trama significherebbe togliere allo spettatore (amante del genere, s’intende) il gusto di assaporare un film di genere alla vecchia maniera. Quel tipo di film che forse, piuttosto che in sala, è piacevole guardare a casa, davanti ad una ciotola di pop corn e a luci rigorosamente spente.Lights Out

Lights Out – Terrore nel buio: trama, cast e curiosità sul film horror

Chi può dire di non avere assolutamente paura del buio? L’oscurità è da sempre uno dei luoghi prediletti dove il terrore trova terreno fertile per crescere e conquistare le sue vittime. Ciò che avviene nel buio è imprevedibile, inconoscibile e sfugge spesso ad ogni più ferrea logica del razionale. Al cinema sfruttare tale condizione è ricorrente, specialmente nel cinema horror. Lo sa bene il regista David F. Sandberg, che sul buio ha costruito la sua fama di regista cinematografico. Nel 2016 questi ha infatti portato sul grande schermo il film Lights Out – Terrore nel buio (qui la recensione), opera prima di puro orrore affermatasi come un grande successo.

Il film, scritto da Eric Heisserer e prodotto da James Wan (noto per saghe horror quali Saw, Insidious e The Conjuring), è in realtà l’adattamento in forma di lungometraggio di un corto dall’omonimo titolo girato nel 2013 dallo stesso Sandberg. Ad oggi questo, della durata di 2 minuti e 42 secondi, vanta oltre 16 milioni di visualizzazioni. Un successo scaturito dal suo generare profondo terrore semplicemente ricorrendo al buio, alle ombre e ad un sonoro quantomai sinistro. In conseguenza a tale successo, le proposte per farne un film per la sala non tardarono ad arrivare.

Ad oggi Lights Out – Terrore nel buio vanta un incasso complessivo di circa 150 milioni di dollari a fronte di un budget di 5, dimostrazione di quanto questa tipologia di racconto riesca a far presa sulle paure più primordiali dell’animo umano. Per gli amanti del genere è un titolo imperdibile. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Lights Out cast
Teresa Palmer e Gabriel Bateman in Lights Out – Terrore nel buio. Courtesy of Warner Bros. Picture – © 2016 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved.

La trama di Lights Out – Terrore nel buio

La vicenda ha inizio in un magazzino tessile, dove Esther intravede l’ombra di una donna nel buio, ma quando accende le luci, però, la figura scompare. Lo dice subito a Paul, il proprietario, ma lui non le crede. Mentre torna a casa, però, viene inseguito e ucciso proprio da quella stessa sagoma femminile. Il racconto si sposta poi su Rebecca, la figliastra di Paul, la quale è affetta da una malattia mentale che le causa una forte depressione. Anche per questo vive lontana dalla madre Sophie e dal fratellastro più piccolo di nome Martin. Quando però quest’ultimo la contatta, spaventato da alcuni strani comportamenti della madre, qualcosa di spaventoso inizia ad accadere.

Rebecca e il suo fidanzato Bret decidono di portare Martin a casa loro, nonostante le proteste di Sophie. Ciò che sembrava spaventare il bambino, però, sembra seguirli continuamente. Ben presti, tutti loro si troveranno a scorgere nel buio l’inquietante presenze, la quale diventa sempre più minacciosa e violenta. Per scoprire con cosa ha a che fare, Rebecca si trova a dover indagare nel passato della sua famiglia, risalendo ad un legame alquanto singolare della madre con una ragazzina di nome Diana, la quale era affetta da una grave condizione che le impediva di essere esposta alla luce. Sembra proprio lei ad essere ora tornata in cerca di vendetta.

Il cast del film e Diana

Ad interpretare Rebecca, la protagonista del film, vi è l’attrice Teresa Palmer, anche nota per i film Point Break e La battaglia di Hacksaw Ridge. Accanto a lei, nel ruolo del fidanzato Bret vi è Alexander DiPersia, mentre il fratello minore Martin è interpretato da Gabriel Bateman. Completano poi il cast principali gli attori Maria Bello e Billy Burke, rispettivamente nei ruoli di Sophie e Paul. Emily Alyn Lind e Amiah Miller interpretano invece Sophie e Rebecca da bambina. All’inizio del film si può invece ritrovare l’attrice Lotta Losten, interprete del cortometraggio originale, qui nel ruolo di Esther. Diana, invece, è interpretata da Ava Cantrell da giovane e da Alicia Vela-Bailey da adulta.

Riguardo proprio il personaggio di Diana, il mistero intorno alle sue origini e al suo aspetto è stato tenuto sino all’ultimo, anche tra gli attori del film. Teresa Palmer, ad esempio, non aveva visto il design di Diana prima delle riprese, fino a quando non ha girato la sua prima scena con lei su un set completamente buio. Questa è stata una scelta registica intenzionale per provocare una genuina reazione di paura alla prima visione del soggetto. Alicia Vela-Bailey, la donna in costume, era in precedenza stata la controfigura di Palmer in Sono il numero quattro, e se la Palmer l’avesse vista prima e l’avesse riconosciuta, avrebbe perso la sua autentica espressione di paura.

Lights Out trama
Gabriel Bateman in Lights Out – Terrore nel buio. Courtesy of Warner Bros. Picture – © 2016 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved.

Lights Out – Terrore nel buio: il sequel del film

Una settimana prima che il film venisse distribuito nelle sale, la New Line Cinema e la Warner Bros. Pictures hanno ufficializzato la realizzazione di un sequel, dichiarandosi molto soddisfatti dal risultato artistico di Lights Out. Per la regia e la sceneggiatura erano poi stati riconfermati Sandberg e Hesserer, mentre non era stato affermato nulla circa la trama, la quale presumibilmente vedrà una storia e dei personaggi inediti. Nonostante il successo economico del film che sembrava giustificare la realizzazione di un sequel, ad oggi non sono però state rilasciate ulteriori notizie, rendendo dunque incerto il futuro dell’annunciato seguito.

Il trailer del film e dove vederlo in streaming e in TV

È possibile fruire di Lights Out – Terrore nel buio grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Apple TV e Prime Video e Tim Vision. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di venerdì 12 aprile alle ore 21:15 sul canale Italia 2.

Fonte: IMDb, ScreenRant

Lights Out – Terrore nel buio: la spiegazione del finale del film

Basato sull’omonimo cortometraggio del 2013, Lights Out – Terrore nel buio (qui la recensione) è un film horror-mistery diretto da David F. Sandberg. Il film ruota attorno a Diana, un’entità soprannaturale confinata nell’oscurità che perseguita la famiglia della sua amica d’infanzia Sophie. Di conseguenza, Rebecca, la figlia di Sophie, è costretta a tornare e affrontare il trauma infantile che torna a tormentare il suo giovane fratellastro, Martin. Ricco di spaventosi jump scare inseriti in una storia avvincente sulla famiglia e la malattia mentale, questo film è un vero e proprio incubo costruito attorno alla paura istintiva del buio. Se vi state chiedendo come la presenza spettrale di Diana abbia cambiato la vita di Sophie e dei suoi figli, ecco tutto quello che c’è da sapere sul finale di Lights Out – Terrore nel buio.

La trama di Lights Out – Terrore nel buio

Lights Out – Terrore nel buio si apre con la morte improvvisa e inspiegabile del secondo marito di Sophie, Paul, per mano di una donna macabra che esiste solo al buio. Dopo la sua morte, le condizioni mentali di Sophie peggiorano e suo figlio Martin la vede spesso parlare da sola al buio. Dopo alcuni incontri con la stessa donna al buio, Martin smette di sentirsi al sicuro nella sua casa e inizia ad addormentarsi tra una lezione e l’altra a scuola. Di conseguenza, la scuola chiama Rebecca (Teresa Palmer), la sorellastra maggiore di Martin, dopo aver tentato invano di contattare Sophie. Martin racconta a Rebecca che non riesce a dormire a casa sua e le parla dell’amica di sua madre, Diana.

Rebecca assicura a Martin che Diana è solo frutto dell’immaginazione della madre, ma Martin non ne è convinto e le chiede se può passare la notte a casa sua. All’inizio Rebecca è riluttante e lo riaccompagna a casa sua. Tuttavia, dopo aver assistito allo stato frenetico di sua madre, Rebecca ricorda le difficoltà della sua infanzia e decide di portare Martin con sé. Quella notte, Diana segue Martin a casa di Rebecca. Rebecca si sveglia sentendo strani rumori di graffi e incontra una figura oscura accovacciata sul pavimento. Dopo un terrificante incontro con Diana, al mattino Rebecca scopre la parola “Diana” graffiata frettolosamente sul pavimento accanto a una figura stilizzata.

Gli scarabocchi ricordano a Rebecca uno strano episodio della sua infanzia e decide di indagare su Diana. Irrompendo nella casa vuota di sua madre con il suo quasi fidanzato, Bret, Rebecca trova una scatola di documenti nell’ufficio di Paul. Rendendosi conto che Paul doveva aver cercato un modo per aiutare Sophie prima della sua morte, Rebecca esamina il contenuto e intravede il passato comune di Sophie e Diana in un istituto psichiatrico. Più tardi, dopo che Rebecca è stata attirata nella sua vecchia camera da letto da alcuni rumori, Diana la avverte di stare lontana e la attacca. Bret interviene al momento giusto entrando nella stanza e la luce proveniente dall’esterno fa scomparire Diana prima che possa uccidere Rebecca .

Rebecca e Bret escono di nascosto dalla casa con la scatola di documenti prima che Sophie ritorni. La notte seguente, Martin è di nuovo a casa di Sophie, dove lei cerca di convincerlo a fare amicizia con Diana. Martin insiste per passare del tempo da solo con lei e i due decidono di guardare un film. Tuttavia, a metà film, Sophie spegne le luci e cerca di convincere Martin, terrorizzato, a dare una possibilità a Diana. Quando Diana appare, Martin va fuori di testa e Diana lo attacca. Riuscendo a sfuggirle, Martin scappa a casa di Rebecca. Dopo che lei ha raccontato a Martin ciò che ha scoperto su Diana, i fratelli (e Bret) decidono di tornare a casa della madre e porre fine al suo attaccamento a Diana.

Lights Out cast
Teresa Palmer e Gabriel Bateman in Lights Out – Terrore nel buio. Courtesy of Warner Bros. Picture – © 2016 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved.

La spiegazione del finale di Lights Out – Terrore nel buio: Diana è un fantasma?

Diana fa la sua comparsa all’inizio del film. Dato che esiste solo al buio, è solo una silhouette inquietante di una donna con occhi luminosi e brillanti. Le sue origini rimangono un mistero e Rebecca la considera solo un’amica immaginaria di sua madre. Tuttavia, dopo che Diana fa visita a Rebecca e lascia il suo segno sul pavimento della sua camera, Rebecca comincia a rendersi conto che Diana è reale. Dopo essersi introdotta nell’ufficio di Paul, Rebecca trova una fotografia di due ragazze, una delle quali si nasconde sotto l’ombra del suo ombrello. Si rende conto che si tratta di una foto di sua madre e della sua amica Diana.

Rebecca esamina una scatola di prove raccolte da Paul e scopre il passato di Diana. Diana è stata trovata dalle autorità per la prima volta quando aveva 13 anni. Rinchiusa in uno scantinato, è stata trovata accanto al cadavere di suo padre, che presumibilmente si era suicidato. Sulle pareti dello scantinato era scritto con il sangue: “Lei è nella mia testa”. Diana ha una malattia della pelle molto rara, che la rende ipersensibile alla luce al punto che l’esposizione inizia a corroderle la pelle. Viene portata in un istituto psichiatrico a Mulberry Hill, dove circolano voci sulla sua malvagità e sulla sua capacità di entrare nella mente delle persone. Anche Sophie viene ricoverata nella stessa struttura a causa della sua depressione.

Le due si incontrano lì e diventano presto amiche, nonostante le tendenze violente di Diana. Quando i medici dell’istituto hanno cercato di curare la malattia di Diana esponendola alla luce, questa è inevitabilmente svanita nel nulla. Sebbene tutti pensino che Diana sia morta, dopo alcuni anni lei ritorna da Sophie. Diana può esistere nel mondo dei vivi solo attraverso il suo legame con Sophie. Inoltre, se Sophie prende le medicine come prescritto e mantiene la sua salute mentale, Diana cessa di esistere. I legami di Diana con il mondo materiale sono condizionati e fragili. Sebbene i proiettili non le facciano alcun male, la luce le brucia la pelle. In definitiva, Diana è uno spirito legato a Sophie, senza una presenza rigida tra i vivi.

Lights Out trama
Gabriel Bateman in Lights Out – Terrore nel buio. Courtesy of Warner Bros. Picture – © 2016 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved.

Diana è morta?

A causa della sua esistenza soprannaturale, uccidere Diana non è un compito facile. Verso la fine del film, quando i ragazzi dormono a casa di Sophie, prendono molte precauzioni per superare la notte senza incontrare Diana. Accendono tutte le luci, fissano gli interruttori con del nastro adesivo e preparano candele e torce. Tuttavia, Diana riesce comunque a raggiungerli tagliando la corrente all’intero isolato. Ora immersi nell’oscurità con solo poche candele e torce a carica manuale, Rebecca , Martin e Bret si trovano nel territorio di Diana. Lei insegue Bret e cerca di ucciderlo, ma lui riesce a scappare e se ne va con la sua auto.

A casa di Sophie, Rebecca e Martin scendono in cantina per controllare il quadro elettrico. Tuttavia, questa è solo una trappola tesa da Diana, che li chiude dentro la cantina buia. Sophie capisce che Diana non può più sopravvivere e le dice che non può esistere senza di lei. Mentre Sophie cerca di prendere la sua medicina per far scomparire Diana, Diana la attacca e la mette KO. Nel frattempo, Rebecca e Martin accendono un fuoco nella caldaia per tenere Diana fuori. Dopo aver trovato un tubetto di luce nera, Rebecca va ad esplorare il seminterrato alla ricerca di altre risorse.

Si imbatte nelle impronte digitali di Diana, visibili sotto la luce nera. Dopo un’ulteriore ispezione, trova una parete piena di scritti di Diana in cui esprime la sua riluttanza ad essere abbandonata di nuovo. Diana trova presto Rebecca e la attacca, ma scompare quando Martin arriva in soccorso di Rebecca . Ora, Bret torna a casa di Sophie con gli agenti di polizia. Gli agenti vengono attirati in casa dalle urla di Rebecca e Martin. Dopo aver salvato i fratelli dalla cantina, tutti cercano di fuggire dalla casa. Tuttavia, Martin si rifiuta di andarsene senza sua madre.

Bret porta via Martin e Rebecca rimane indietro per la madre. Diana attacca di nuovo Rebecca e la getta giù dal secondo piano. Proprio mentre Diana sta per uccidere Rebecca, Sophie appare con una pistola in mano. Anche se Sophie punta inizialmente la pistola contro Diana, alla fine la punta contro la propria testa. Diana è legata al mondo dei vivi da Sophie e, una volta che Sophie morirà, morirà anche Diana. Sophie preme il grilletto, salvando così la sua famiglia da Diana uccidendo se stessa.

Lights Out sequel
Teresa Palmer in Lights Out – Terrore nel buio. Courtesy of Warner Bros. Picture – © 2016 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved.

Cosa è successo al padre di Rebecca?

Il mistero che circonda il padre di Rebecca tormenta il rapporto tra Sophie e Rebecca per gran parte del film. Poco dopo che il padre di Rebecca ha lasciato Sophie, la sua depressione ha iniziato a peggiorare, portando alla ricomparsa di Diana durante l’infanzia di Rebecca. Per questo motivo, Rebecca detesta sua madre per essere stata negligente e assente e, una volta cresciuta, se ne va. Sia Rebecca che Sophie non hanno più avuto contatti con il padre di Rebecca dalla sua scomparsa. Hanno l’impressione che lui non voglia più avere nulla a che fare con la famiglia. Tuttavia, quando Diana attacca Rebecca a casa di Sophie, la avverte di smettere di interferire, minacciando Rebecca di un destino simile a quello di suo padre.

In precedenza, durante un flashback dell’infanzia di Rebecca, vediamo Diana rubare il disegno della sua famiglia fatto da Rebecca. Nel disegno, Rebecca aveva disegnato delle figure stilizzate dei suoi genitori e di se stessa. Dopo che Diana lo ruba, Rebecca lo ritrova nel suo armadio con una nuova figura stilizzata disegnata sopra quella di suo padre con polvere nera come la pece. La figura è accompagnata dalla parola “Diana”. Diana non vuole che Sophie guarisca, quindi uccide il padre di Martin, Paul. Allo stesso modo, quando Becca era bambina, Diana uccise suo padre per aver cercato di aiutare Sophie con la sua depressione.

Light of My Life: recensione del film di Casey Affleck #RomaFF14

Light of My Life: recensione del film di Casey Affleck #RomaFF14

Si apre con una favola della buonanotte il film Light of My Light, scritto, diretto e interpretato dal premio Oscar Casey Affleck. Una favola raccontata ancor prima che venga svelato il contesto in cui ci troviamo e chi siano i due protagonisti che vediamo sullo schermo. All’interno di questo racconto, apparentemente banale, che un padre fa al figlio, si racchiude il senso del film. E ben presto scopriamo che quel figlio è in realtà una figlia, forse l’ultima femmina rimasta sulla terra.

Presentato nella sezione “Panorama Internazionale” di Alice nella Città, durante la Festa del Cinema di Roma, il film è l’esordio alla regia di un film di fiction dell’attore. Già autore del mockumentary Joaquin Phoenix – Io sono qui!, Affleck stavolta si confronta con una storia dal sapore intimo, ambientata nella cupa atmosfera di un mondo post-pandemico, dove una pestilenza ha sterminato in maniera quasi totale il genere femminile. Un padre (Casey Affleck) e una figlia di nome Rag (Anna Pniowsky) cercano allora di sopravvivere nascondendosi nei boschi, lontano dagli uomini divenuti ormai esseri pericolosi. Proteggere sua figlia da questo contesto è l’unico obiettivo dell’amorevole papà.

Light of My Life, un film sul delicato rapporto tra padre e figlia

Le prime inquadrature, fisse, del film si protraggono per diversi minuti, dilatando un tempo che viene completamente riempito dalla parola e dalla presenza dei due attori protagonisti. Attraverso questa scelta stilistica Affleck sembra anticipare la sua intenzione di non realizzare un classico survival movie, bensì un film che sfrutta la sua ambientazione come un pretesto per raccontare una storia intima come quella del rapporto tra un padre e sua figlia. Ognuna delle peripezie vissute dai due appaiono infatti come dei processi di crescita, che portano a maturare il loro rapporto all’interno della narrazione.

Non ci si imbatte dunque in sequenze d’azione o in momenti particolarmente incisivi, bensì nel solidificarsi di un rapporto in un suo delicato momento di passaggio. Dai tentativi del padre di intrattenere la figlia fino ai primi discorsi sul sesso e sulle mestruazioni, si esplora in modo spontaneo, e di conseguenza impacciato, la natura di questo legame, che all’occorrenza può tingersi anche di sangue. Nei momenti di maggior crisi, infatti, il padre protagonista non esiterà a passare dalla tenerezza alla violenza, dimostrando un innato istinto di protezione nei confronti della propria bambina.

Ed è proprio nel momento in cui entra in gioco la lotta per la sopravvivenza che Affleck rivolta il punto di vista adottato fino ad ora dal film. Richiamando la favola raccontata ad inizio film, dove originariamente il protagonista era un personaggio femminile poi posto in secondo piano da uno maschile, ci si rende conto che Light of My Life non è la storia di un padre che protegge la figlia, bensì della figlia che diventa grande a tal punto da diventare in grado di prendersi cura del proprio padre. Un risvolto emozionante, che trova nello sguardo duro e amorevole della giovane Anna Pniowsky la sua miglior conclusione.

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 Una metafora sul ruolo della donna

La sceneggiatura scritta da Affleck si dimostra più elaborata di quello che potrebbe apparire. La messa in scena fatta di tempi distesi e riflessivi non deve infatti ingannare. Se da una parte si tende a costruire il già citato rapporto tra padre e figlia, dall’altro emerge inaspettatamente una riflessione sul ruolo della donna. Sempre racchiusa nella favola raccontata ad inizio film, vi è infatti l’usurpazione da parte dell’uomo di una storia originariamente pensata per una donna. Affleck sembra sottolineare, attraverso questa metafora, di come la predominanza dell’uomo sia ormai divenuta pericolosamente tossica. Non è dunque un caso il contesto del film, dove il genere femminile è completamente scomparso o esistente solo nel fuori campo dell’inquadratura.

Potrebbe sembrare un discorso buonista, ma la bravura di Affleck sta nel non ostentarlo. Questo raggiunge lo spettatore in modo indiretto, sulla base di riflessioni riguardanti la natura del film e la sua costruzione. Un film non privo delle classiche tappe del genere, che rischiano di rendere ripetitiva e appesantita la narrazione, ma che riesce a dar vita ad una propria originalità. Come già evidenziato, non è ciò che accade in torno ai personaggi ciò che realmente conta, quanto ciò che accade dentro di loro e tra di loro.

Light Of My Life: Casey Affleck alla regia

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Light Of My Life: Casey Affleck alla regia

Casey Affleck sarà il protagonista e dirigerà il survival drama indipendente Light of My Life, a partire da una sua sceneggiatura.

Light of My Life è incentrato su un padre e la sua giovane figlia, rimasti intrappolati nel bosco. Non sono ancora stati decisi i produttori.

Light Of My Life: Casey Affleck alla regia

Il film di Casey Affleck di Manchester by the Sea sarà proiettato come Special Presentation il 13 settembre presso il Toronto International Film Festival. Il film è stato presentato al Sundance Film Festival, dove è stato acquistato da Amazon Studios per 10 milioni di dollari. Amazon sta collaborando con Roadside Attractions per una versione teatrale fissata il 18 Novembre.

Fonte: Variety

Light of My Life, Casey Affleck presenta il suo film da regista

Light of My Life, Casey Affleck presenta il suo film da regista

Dopo il premio Oscar vinto per la sua interpretazione nel film Manchester by the sea, Casey Affleck si cimenta come regista con il film Light of My Life, da lui anche scritto e interpretato. Questa è la prima opera di fiction per Affleck, che nel 2010 aveva invece diretto il mockumentary Joaquin Phoenix – Io sono qui!.

Presentato nella cornice di Alice nella Città, sezione parallela della Festa del Cinema di Roma, il film ha per protagonisti lo stesso Affleck e la giovane Anna Pniowsky, padre e figlia in cerca di protezione in un mondo post-pandemico dove il genere femminile si è quasi del tutto estinto, riducendo gli uomini a esseri istintivi e brutali. Dopo il passaggio alla Festa del Cinema, l’arrivo nelle sale è fissato al 21 novembre.

Affleck apre la conferenza stampa ricordando il modo in cui il film ha preso forma, “con una fiaba della buonanotte che parla di coloro che non vengono scelti, che rimangono ai margini. È la prima cosa che ho scritto del film. Poi tutto il resto ha preso vita da qui. Mi interessava capire la società, le sue scelte, il fatto che alcune cose vengono lasciate fuori. Da lì la storia del film è cresciuta, si è sviluppata, e infine si è ricollegata alla favola di inizio film. Ho iniziato a scrivere la sceneggiatura dopo essere diventato padre, quindi è stato quasi naturale iniziare con una storia della buonanotte, che abitualmente raccontavo ai miei figli. E con loro nella mia vita mi sono reso conto di quanto sia forte l’istinto di volerli proteggere dai pericoli del mondo, e quando non possiamo proteggerli cerchiamo di prepararli affinché possano proteggersi da soli.”

Il vero cuore del film, come dichiarato da Affleck, è tuttavia il personaggio della figlia di nome Rag, interpretata dall’esordiente Anna Pniowksy. “Per diventare Rag, per calarmi nei suoi panni, mi sono innanzitutto tagliata i capelli, cosa tutt’altro che indolore. Nel film il padre cerca di proteggere la figlia nascondendo la sua femminilità, e quello è il primo gesto che viene spontaneo compiere. Poi ho semplicemente cercato di mettere un po’ di me stessa nel personaggio, cercare con l’immaginazione di capire cosa si potesse provare in un contesto come quello del film. È stata la miglior esperienza possibile per iniziare la mia carriera, e recitare è davvero una passione che aspiro a coltivare nel mio futuro.” 

“Anna è uno dei rari attori che ti fa davvero chiedere cosa le stia passando per la testa, – afferma Affleck – indipendentemente da ciò che stia dicendo o facendo. Ha una presenza reale, ascolta attentamente e pensa profondamente a ciò che sta accadendo nella scena come se le stesse accadendo realmente. È andata oltre le mie aspettative”. 

Light of My Life, la recensione del film

Continuando a parlare del film, il regista ne sviscera i contenuti, arrivando a parlare del suo significato più profondo. “Anni fa girai un film intitolato Gerry, diretto da Gus Van Sant. Più volte durante le pause sul set gli chiedevo quale fosse il senso del film, ma lui mi rispondeva sempre che dovevamo lasciare che i temi emergessero da soli, senza che noi li manipolassimo. Questo mi è tornato in mente mentre scrivevo Light of My Life. Quando avevo ormai tante scene scritte, mi sono chiesto che cosa volessi realizzare, e a quel punto mi ricordai delle sue parole. Continuai allora a scrivere senza pormi freni, a inserire tanti dialoghi su cose che avrei voluto dire ai miei figli, su cose che avrei voluto che loro dicessero a me, e piano piano mi rendevo conto che il nucleo del film emergeva da sé. Ho scoperto io per primo che parla del saper lasciare andare, cosa che il protagonista impara grazie a sua figlia.”

L’attore parla poi dell’Oscar recentemente vinto, affermando che “non mi ha cambiato in nessuno modo. È bello essere premiati per il proprio lavoro, ma la cosa importante per me era lavorare con i miei amici e farlo al meglio, non mi interessava fare un film per andare a caccia di premi.” 

“Mi piace l’aspetto della regia, e sono invogliato a continuare, – dichiara poi Affleck – è bello poter raccontare il proprio mondo, le proprie storie. Sono quello che resterà di me dopo di me, quello che lascerò ai miei figli, ma è bello anche poter stare al servizio delle storie altrui, darvi vita, quindi la recitazione continuerà sempre ad essere centrale per me.” 

“Come attore – conclude Affleck – ho sempre avuto la sensazione di non essere al centro delle cose, ma di stare ai margini. Forse è da qui che nasce la mia storia, in cui mi sono identificato da subito, non sentendomi io stesso il prescelto, proprio come gli animali della favola che il mio personaggio racconta a sua figlia. Ho deliberatamente voluto che Anna fosse il centro del film, perché rappresenta le giovani generazioni. I ragazzi di oggi insistono per avere grandi cambiamenti sociali, e non chiedono l’autorizzazione, li attuano da sé, non sono passivi. La storia cambia prospettiva, e questo è un buon messaggio da far arrivare ai giovani.” 

Ligabue. 30 anni in un giorno: recensione del docufilm di Marco Salom

È difficile comprimere trent’anni (più due) di carriera musicale in un racconto di sole due ore. È chiaramente una sfida, che Marco Salom ha accettato ben volentieri con Ligabue. 30 anni in un giorno, docufilm che racconta il concerto di Campovolo tenutosi il 4 giugno 2022. Uno spettacolo che ha raccolto più di 100.00 fan da tutta Italia alla Rcf Arena. Posto molto speciale per Luciano da quell’oramai lontano 2005, quando la rockstar decise di celebrare proprio lì il suo quindicesimo anno di attività.

Non immaginandosi che quel concerto avrebbe segnato il record europeo di spettatori paganti per un artista singolo. Un successo che lo ha lanciato verso alte vette, continuate a cavalcare con tenacia e grande carisma. Perché non basta sapere cantare, bisogna anche saperci fare. Ligabue. 30 anni in un giorno uscirà nelle sale cinematografiche in un release speciale dal 20 al 22 marzo, distribuito da Vision Distribution.

Ligabue. 30 anni in un giorno, la sua storia attraverso la musica

Ligabue. 30 anni in un giorno - Luciano Liguabue
Foto di Jarno Iotti ©

Non è la prima volta che Salom mette la sua regia al servizio della musica con il re del rock. Nel 2011 aveva già diretto, oltre a una serie di videoclip musicali, il docufilm Ligabue Campovolo – Il film 3D, netta espressione della stima verso il cantautore e il suo repertorio artistico. Dodici anni dopo, per celebrare i trent’anni di carriera di Ligabue, il regista ha tracciato una linea sullo schermo di quella che è stata la sua vita fin qui battuta, dalla nascita dei testi alle esibizioni in stadi e arene. E non poteva scegliere scenografia migliore di Campovolo, palcoscenico in cui le canzoni di Luciano si sono sempre ben coniugate, per esplodere davanti a un parterre gremito di gente.

Liguabue. 30 anni in un giorno parte dal concerto, dalle sensazioni di Ligabue prima dell’evento, per ripercorrere a ritroso il cammino compiuto fin ora. Sono le parole di Luciano, in apertura, a saldarsi sulle immagini di città deserte, molto evocative, nelle quali non c’è suono né rumore, solo un profondo e incolmabile silenzio. È da quella vita messa in stand by che Ligabue ricomincia, schiacciando sul tasto play – il suo spettacolo – in un misto fra paura e desiderio di respirare di nuovo la musica a pieni polmoni. La sua voce risuona subito nell’aria, quel timbro graffiante ben riconoscibile, mentre davanti a sé una platea strepitante lo acclama emozionata. Partendo dalla scaletta di Campovolo, colonna sonora della sua vita e del docufilm stesso, Luciano comincia a tratteggiare la sua storia, facendoci entrare nella tenuta di campagna “Lusiana”, centro da cui i ricordi, gli aneddoti e le confessioni a cuore aperto si ramificano.

Fil rouge del documentario rimane lo spettacolo e la sua preparazione, attimi in cui il regista riesce a fotografare con la cinepresa l’agitazione e la smania prima, e il senso di liberazione poi, del cantante. A questi si alterna l’unica intervista che Ligabue ha concesso a Marco Salom, insieme agli interventi dei suoi collaboratori, amici e artisti, dalle band che hanno suonato con lui fino a Loredana Berté, Elisa e Francesco De Gregori. Ognuno di loro aggiunge un tassello al puzzle della sua carriera artistica, quella di un autore le cui fibre del corpo sono fatte di note e melodie, di passioni poi strimpellate alla chitarra. È dunque chiaro l’intento di Ligabue mentre ci facciamo traghettare in quell’universo sonoro. Il suo è un voler tenere traccia, data l’occasione, dell’eredità che sta lasciando al futuro che verrà. E il cinema, da sempre bacino di storie e memorie, sembra rivelarsi il medium perfetto sopra cui imprimere tutto il suo percorso.

Ligabue. 30 anni in un giorno

Non cambierei questa vita con nessun’altra

In Ligabue. 30 anni in un giorno sono due le inquadrature primarie: Ligabue e il pubblico. Il docufilm non si pone soltanto l’obiettivo di raccontarci una grande storia, ma vuol essere anche un ringraziamento da parte del cantautore ai suoi fan. “Dio ha creato la musica per unire le persone”, si sente dire in Elvis. E nei tournage della platea sembra quasi che queste parole trovino la loro trasposizione materiale. La musica, lo dice Ligabue stesso, è uno dei motori principali della vita. Come lo è l’amore ricevuto da parte dei suoi fan, i quali non smettono di seguirlo ovunque lui vada. Davanti a lui ci sono cuori che battono all’unisono, piedi che ballano allo stesso ritmo della sua musica, sorrisi e lacrime che confermano il bene provato e la gioia d’esserci. Insieme.

Un’esperienza personale che in questo caso, proprio come al cinema, diventa collettiva. Che si trasferisce dal pubblico al palco e viceversa e unisce gli individui in un’esperienza sensoriale indimenticabile. Ecco perché, proprio come la strofa del ritornello della canzone, Ligabue non cambierebbe la sua vita con nessun’altra. A un certo punto il testo dice “Abbiamo vinto noi”. Vinto lui assieme a loro. Tutti loro contro il dolore, l’angoscia, la paura, la privazione della musica. Un’incredibile celebrazione della vita, in cui si evince la gratitudine di Ligabue verso ogni singolo fan, senza il quale niente sarebbe mai stato possibile.

Ligabue. 30 anni in un giorno diventa un cerchio che si chiude, ma un altro che si apre. Un commemorare ciò che è stato e un festeggiare quel che sarà. Una ripartenza a tutto tondo, perché non bisogna mai dimenticare che… “niente paura, ci pensa la vita, mi han detto così.” La vita ci ha pensato. E ci ha portato ad animarci di nuovo davanti a focosi concerti e straordinarie narrazioni.

Ligabue. 30 anni in un giorno: in anteprima, solo al cinema, il 20, 21, 22 marzo

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Dopo l’evento di Campovolo dello scorso giugno, che ha visto Ligabue tornare sul palco a distanza di due anni dall’ultimo concerto a causa dell’emergenza sanitaria, l’incredibile esperienza di quella serata arriva al cinema.

Ligabue. 30 anni in un giorno porta sul grande schermo tutte le emozioni del live del 4 giugno 2022 alla presenza di oltre 100.000 fan. Non un semplice film del concerto, ma il racconto di una vera e propria festa a Campovolo, nella nuova RCF Arena di Reggio Emilia, che celebra i 30 anni di carriera del Liga.

I momenti di live, la sua preparazione, i retroscena di quella incredibile giornata si alternano alle parole di Ligabue che ripercorre la sua vita professionale, dagli esordi fino ad oggi, e dei tanti amici che lo hanno accompagnato in questo percorso.

Non mancano alcuni dei momenti salienti della serata che hanno visto sul palco, accanto al cantautore di Correggio, alcuni degli amici che hanno segnato la sua vita su e giù da un palco: Elisa, Francesco De Gregori, Eugenio Finardi, Loredana Bertè, Gazzelle, Mauro Pagani.

Prodotto da Marco Belardi per Bamboo Production in collaborazione con Claudio Maioli per Riservarossa e Ferdinando Salzano per Friends & Partners, realizzato da Eventidigitali con Crossmediafilms e diretto da Marco Salom, Ligabue. 30 anni in un giorno arriverà in sala per tre giornate esclusive il 20, 21, 22 marzo 2023 distribuito da Vision Distribution.

Ligabue: 30 anni in un giorno, il trailer

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Ligabue: 30 anni in un giorno, il trailer

Dopo l’evento di Campovolo dello scorso giugno, che ha visto Ligabue tornare sul palco a distanza di due anni dall’ultimo concerto a causa dell’emergenza sanitaria, l’incredibile esperienza di quella serata arriva al cinema.

Ligabue. 30 anni in un giorno porta sul grande schermo tutte le emozioni del live del 4 giugno 2022 alla presenza di oltre 100.000 fan. Non un semplice film del concerto, ma il racconto di una vera e propria festa a Campovolo, nella nuova RCF Arena di Reggio Emilia, che celebra i 30 anni di carriera del Liga.

I momenti di live, la sua preparazione, i retroscena di quella incredibile giornata si alternano alle parole di Ligabue che ripercorre la sua vita professionale, dagli esordi fino ad oggi, e dei tanti amici che lo hanno accompagnato in questo percorso.

Non mancano alcuni dei momenti salienti della serata che hanno visto sul palco, accanto al cantautore di Correggio, alcuni degli amici che hanno segnato la sua vita su e giù da un palco: Elisa, Francesco De Gregori, Eugenio Finardi, Loredana Bertè, Gazzelle, Mauro Pagani.

Prodotto da Marco Belardi per Bamboo Production in collaborazione con Claudio Maioli per Riservarossa e Ferdinando Salzano per Friends & Partners, realizzato da Eventidigitali con Crossmediafilms e diretto da Marco Salom, Ligabue. 30 anni in un giorno arriverà in sala per tre giornate esclusive il 20, 21, 22 marzo 2023 distribuito da Vision Distribution.

Ligabue Campovolo Il film 3D

Il 7 dicembre esce in 300 sale italiane Ligabue Campovolo – IL FILM 3D. Grazie alla spettacolarità del live, all’innovativa tecnica usata per le riprese 3D e alla potenza dell’audio (mixato negli studi di George Lucas in California), il film trasporta gli spettatori all’interno della trascinante esperienza dell’evento estivo che Luciano ha organizzato il 16 luglio a Reggio Emilia.