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Life After Beth: recensione del film #TorinoFilmFestival

Life After Beth: recensione del film #TorinoFilmFestival

Jeff Baena, lo sceneggiatore di I ♥ Huckabees, qui nel suo trionfo alla regia e con un budget molto limitato, ripropone  con Life After Beth un genere forte del cinema degli ultimi anni: lo zombie movie. Seguendo un climax paradossale, mischia humor nero e commedia romantica, creando una pellicola che sembra uno spaccato di Benvenuti a Zombieland e Il ritorno dei Morti Viventi.

In Life After Beth quando Beth (Aubrey Plaza) muore improvvisamente a causa del morso di un serpente, il suo fidanzato Zach (Dane DeHaan) non si da pace: su di lui pesano tutte quelle parole che non ha fatto in tempo a dire alla sua amata prima che morisse da un giorno all’altro, lasciandolo emotivamente provato a vagare per le stradine della sua città con indosso la sciarpa di lana di Beth, in piena stagione estiva. Eppure, un giorno, Beth appare all’improvviso lasciando Zach incredulo ed euforico. Ma in lei si cela qualcosa di diverso, sinistro e inquietante, che piano piano trasformerà il suo corpo, la sua relazione, e farà precipitare la situazione in pieghe assolutamente inattese. Cosa fareste se la vostra fidanzata riapparisse improvvisamente dal mondo dei morti?

Life After Beth, il film

Salvo qualche problema tecnico dovuto al budget esiguo, Baena riesce a dissacrare brillantemente le tanto amate commedie adolescenziali in voga in questo periodo, portando in scena un’impossibile relazione fra un uomo e una zombie, incorniciandola di grande ironia. Life After Beth presenta una narrazione che segue il filone della teen-comedy ma che assume un punto di vista molto particolare, appellandosi al tema del lutto non elaborato di un adolescente che scoprirà, in maniera molto paradossale, che ciò che si desidera non sempre coincide con quello di cui abbiamo davvero bisogno.

È pur vero che una sceneggiatura centrata non basta, pertanto Baena decide di appoggiarsi a un cast fresco, assolutamente in grado di regalare gag esilaranti e dialoghi surreali, che comprende Dane DeHaan (un riuscitissimo Goblin in The Amazing Spiderman 2) e Aubrey Plaza nei panni della ragazza- zombie, supportati dal sempre bravo John C. Reilly e da Anna Kendrick, nei panni della controparte umana di Beth.

Life After Beth verrà sicuramente apprezzato da molti amanti del nonsense più puro, e, nel caso la vostra ragazza si trasformasse improvvisamente in uno zombie, sappiate che basta intonare la giusta melodia per tranquillizzarla dalla sua fame insaziabile di carne umana!

Life – Non oltrepassare il limite: primo poster con Ryan Reynolds e Jake Gyllenhaal

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Columbia Pictures ha pubblicato il primo poster di Life – Non oltrepassare il limite, il nuovo thriller fantascientifico diretto da Daniel Espinosa, con Rebecca Ferguson, Ryan Reynolds e Jake Gyllenhaal. Ve lo mostriamo.

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Protagonisti del film sono Ryan Reynolds (Deadpool), Jake Gyllenhaal(Nightcrawler), Rebecca Ferguson (Mission Impossible – Rogue Nation).

Life – Non oltrepassare il limite racconta la storia dell’equipaggio di una stazione spaziale internazionale in procinto di fare una delle scoperte più importanti della storia: raccogliere la prima prova di una vita terrestre su Marte. Quando l’equipaggio inizia a svolgere le prime ricerche sul campione, capirà di trovarsi di fronte una forma di vita più intelligente del previsto.

Life – Non oltrepassare il limite

Mentre Ryan Reynolds è reduce dallo straordinario successo di Deadpool, Jake Gyllenhaal arriverà al cinema in Animali Notturni di Tom Ford. Nel film anche Rebecca Ferguson che vedremo tra poco in sala ne La Ragazza del Treno.

Fonte: CB

Life – Non oltrepassare il limite: trailer italiano con Jake Gyllenhaal

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Arriverà il 25 maggio 2017, distribuito dalla Warner Bros., uscirà in Italia Life – Non oltrepassare il limite, il nuovo thriller fantascientifico diretto da Daniel Espinosa, con Rebecca Ferguson, Ryan Reynolds e Jake Gyllenhaal.

https://youtu.be/agO5NcTwzuw

Protagonisti del film sono Ryan Reynolds (Deadpool), Jake Gyllenhaal (Nightcrawler), Rebecca Ferguson (Mission Impossible – Rogue Nation). Life – Non oltrepassare il limite racconta la storia dell’equipaggio di una stazione spaziale internazionale in procinto di fare una delle scoperte più importanti della storia: raccogliere la prima prova di una vita terrestre su Marte. Quando l’equipaggio inizia a svolgere le prime ricerche sul campione, capirà di trovarsi di fronte una forma di vita più intelligente del previsto.

Life – Non oltrepassare il limite

Mentre Ryan Reynolds è reduce dallo straordinario successo di Deadpool, Jake Gyllenhaal arriverà al cinema in Animali Notturni di Tom Ford. Nel film anche Rebecca Ferguson che vedremo tra poco in sala ne La Ragazza del Treno.

Life – Non Oltrepassare il Limite: recensione del film

Life – Non Oltrepassare il Limite: recensione del film

Certo che, con tutte le sonde che continuiamo a spedire nello spazio, prima o poi ci saremmo dovuti aspettare che qualcosa di non gradito tornasse. Questo potrebbe essere il commento finale fuori campo alla storia di LIFE.

Sei scienziati si trovano a bordo della International Space Station (ISS) che gravita in una orbita bassa intorno alla Terra e si stanno preparando ad agganciare manualmente una sonda fuori controllo che ritorna da una missione su Marte, dove ha raccolto campioni importanti dal suolo rosso. L’ISS funge da laboratorio di ricerca spaziale in cui i membri dell’equipaggio conducono esperimenti scientifici grazie anche alle condizioni di microgravità interna. Grazie a questo ambiente con condizioni uniche, l’equipaggio comincia a studiare il campione riportato dalla sonda marziana.

Presto si scoprirà che la cellula isolata dal campione è sì la prima prova di vita extraterrestre ma, non solo, è un organismo totipotente che si sviluppa rapidamente mostrando intelligenza e forza inaspettate. L’equipaggio è intrappolato all’interno dell’ISS con un organismo letale in rapida crescita, una trappola in cui non si capisce chi è la preda e chi è il cacciatore. Comincerà una lotta contro l’alieno e contro il tempo. Fuggire e sopravvivere rischiando di portare il terribile alieno sulla terra o tentare di ucciderlo anche a costo di sacrificarsi?

Life – Non Oltrepassare il Limite, tra Alien e Gravity

Forse non è un caso che, due mesi prima dell’attesissimo Alien: Covenant, il mercato ci proponga un prodotto che ha molto del primo episodio di Ridley Scott. Se il soggetto pesca abbondantemente da Alien, altrettanto non si può dire dello spazio in cui si muove l’equipaggio. Le dimensioni della ISS sono ben circoscritte e fatte da moduli pressurizzati ed intelaiature metalliche in cui ci si muove per mezzo di microgravità. A creare ansia non ci sono bui corridoi a gomito dietro i quali aspettarci l’alieno. In compenso, le passeggiate spaziali, la macchina da presa che ruota schizofrenicamente a 360 gradi intorno ai protagonisti e una parte della sceneggiatura ricordano molto Gravity.

La vita personale dei personaggi non è mai troppo al centro della storia, né, per fortuna, viene sentimentalmente mescolata con amori da spazio ristretto. Il tutto, almeno sino all’esplosione del dramma di sopravvivenza, è invece a favore di un raziocinante gesto nel cercare di seguire e spiegarci l’origine della vita. Però, invece di sviluppare il tema interessante dell’alieno intelligente LIFE vira sul più classico film di genere e sconta così un po’ di stupidità di comportamento da parte di questi scienziati a cui capita tropo spesso di fare ciò che, nel manuale del “Science for Dummies” viene sconsigliato a caratteri cubitali in prima pagina.

Cerchiamo allora di vederne il lato positivo, sicuramente ciò si trasforma in considerevoli picchi di tensione e suspense che si aggiungono all’imprevedibilità del nostro invertebrato alieno. Perché, per tutto il film una cosa è chiara, l’alieno ha una forza tremenda, può penetrare nelle bocchette d’aria, resiste al fuoco, alla mancanza di ossigeno, al gelo ma, non riesce ad aprire le maniglie dei portelli. E allora, così come in un film di Zombie ci sarà sempre un ragazza che fuggendo si slogherà una caviglia, in maniera analoga quando un alieno è chiuso in un compartimento stagno avremo sempre un umano che glielo aprirà. Pensandoci bene, forse è questa l’unica traccia di humour che ci svela la coppia di sceneggiatori di LIFE: Rhett Reese e Paul Wernick (Deadpool e Zombieland).

LIFE è un suspense thriller fantascientifico che allontana sempre più Daniel Espinosa dalla sua origine europea a favore di una ulteriore strizzata d’occhio al botteghino. Il film però è ben girato, con un piano sequenza iniziale bellissimo e alcune scene di forte tensione senza mai scivolare nel genere horror gore. Un film comunque in grado di inchiodarci alla sedia per tutto il tempo.

Life – Non oltrepassare il limite: foto e e uscita del film con Jake Gyllenhaal

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La Warner Bros. ha diffuso la data di uscita e le prime foto del film Life – Non oltrepassare il limite, il nuovo thriller fantascientifico diretto da Daniel Espinosa, con Rebecca Ferguson, Ryan Reynolds e Jake Gyllenhaal.

Life – Non oltrepassare il limite uscirà al cinema 23 marzo 2017.

Life - Non oltrepassare il limiteLa trama di Life – Non oltrepassare il limite ruota intorno alla storia dell’equipaggio di una stazione spaziale internazionale in procinto di fare una delle scoperte più importanti della storia: raccogliere la prima prova di una vita terrestre su Marte. Quando l’equipaggio inizia a svolgere le prime ricerche sul campione, capirà di trovarsi di fronte una forma di vita più intelligente del previsto.

Life – Non oltrepassare il limite

Life – Non oltrepassare il limite si basa su una sceneggiatura scritta da Rhett Reese e Paul Wernick, la coppia di scrittori dietro al recente successo della 20th Century Fox, Deadpool e film Zombieland.

La pellicola è prodotto invece da Bonnie Curtis, David Ellison, Dana Goldberg, Don Granger, Julie Lynn  e Vicki Dee Rock.

Life – Non Oltrepassare il Limite: ecco lo spot del Super Bowl

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Life – Non Oltrepassare il Limite: ecco lo spot del Super Bowl

Jake Gyllenhaal Ryan Reynolds sono i protagonisti del nuovo spot del Super Bowl di Life – Non oltrepassare il limite, pellicola sci-fi diretta diretta da Daniel Espinosa e basata su una sceneggiatura firmata da Rhett Reese e Paul Wernick, già sceneggiatori di Deadpool.

https://www.youtube.com/watch?v=BKfEyb-sYzc

In occasione del Super Bowl, inoltre, è stato presentato un nuovo poster che sottolinea l’ambientazione della pellicola.

Protagonisti del film sono Ryan Reynolds, Jake Gyllenhaal, Rebecca Ferguson.

Life – Non oltrepassare il limite racconta la storia dell’equipaggio di una stazione spaziale internazionale in procinto di fare una delle scoperte più importanti della storia: raccogliere la prima prova di una vita terrestre su Marte. Quando l’equipaggio inizia a svolgere le prime ricerche sul campione, capirà di trovarsi di fronte una forma di vita più intelligente del previsto.

Life – Non oltrepassare il limite arriverà nelle sale il prossimo 24 marzo.

Fonte: Comic Book Movie

Life – Non oltrepassare il limite in blu-ray e dvd

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Life – Non oltrepassare il limite in blu-ray e dvd

Sperimenta la vita extraterrestre come non l’hai mai vista prima, nel thriller sci-fi al cardiopalma Life – Non oltrepassare il limite, finalmente in Digital HD dal 5 Luglio 2017 e in DVD, 4K Ultra HD e Blu-ray dal 19 Luglio 2017 con Universal Pictures Home Entertainment Italia. Il candidato all’Oscar Jake Gyllenhaal (Miglior attore non protagonista, I Segreti di Brokeback Mountain, 2005), Rebecca Ferguson (Mission: Impossible – Rogue Nation) e Ryan Reynolds (Deadpool) sono i protagonisti: interpretano un team di scienziati che, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, scopre una forma di vita che si evolve molto rapidamente e che minaccia non solo l’equipaggio, ma ogni forma di vita terrestre.

Il film, che ha tra i protagonisti anche Hiroyuki Sanada (Wolverine), Ariyon Bakare (Rogue One) e Olga Dihovichnaya (House of Others), è diretto da Daniel Espinosa (Safe House – Nessuno è al sicuro) e scritto dagli sceneggiatori di Deadpool Rhett Reese e Paul Wernick. Accolto dai critici come “Un viaggio da brivido non-stop in cui la posta in gioco è davvero alta, con momenti intensi e di terrore dietro ogni angolo” (Brandon Davis, ComicBook.com), Life – Non oltrepassare il limite si caratterizza anche per la svolta finale estrema.

I formati DVD e Blu-ray di Life – Non oltrepassare il limite sono pieni di contenuti extra che includono scene eliminate, tre featurette dietro-le-quinte e il mai-visto-prima “Diari degli Astronauti”. In “Terrore claustrofobico: creare un thriller nello spazio”, il regista Daniel Espinosa e gli sceneggiatori Rhett Reese e Paul Wernick conducono i fan attraverso il loro approccio dinamico nel creare un thriller pieno di tensione cinematografica. I fan si immergeranno in profondità nel ragionamento scientifico alla base della creazione di Calvin e scopriranno perché ispira meraviglia e paura ne “L’arte e la realtà di Calvin”. In “Life: in assenza di peso”, il cast e la troupe si immergono nelle sfide legate al girare un intero film simulando l’assenza di gravità. In “Diari degli Astronauti”, infine, Rory Adams, Miranda North e Hugh Derry rivelano i sentimenti più profondi sulle loro vite e la loro missione, in un video diario inviato direttamente dalla stazione spaziale.

Life – Non oltrepassare il limite la trama

Life – Non oltrepassare il limite è un terrificante thriller fantascientifico. Un team di scienziati a bordo della Stazione Spaziale Internazionale intraprende una missione di scoperta che si trasforma in una missione di terrore, quando trova una forma di vita che si evolve molto rapidamente e che ha causato l’estinzione della vita su Marte. Ora minaccia non solo l’equipaggio, ma ogni forma di vita terrestre.

Diretto da Daniel Espinosa e scritto da Rhett Reese e Paul Wernick, Life – Non oltrepassare il limite è prodotto da David Ellison, Dana Goldberg, Bonnie Curtis e Julie Lynn; con Don Granger e Vicki Dee Rock come produttori esecutivi.

Life – Non oltrepassare il limite CONTENUTI EXTRA IN DVD E BLU-RAY:

  • Scene eliminate
  • Terrore claustrofobico: creare un thriller nello spazio
  • Life: in assenza di peso
  • L’arte e la realtà di Calvin
  • Diari degli astronauti

Life – Non oltrepassare il limite INFORMAZIONI TECNICHE 4K ULTRA HD:

Genere:  Drammatico

Dischi:   1

Durata:   104 minuti ca.

Audio:  Italiano, Inglese per non vedenti, Ceco, Francese, Francese per non vedenti, Polacco, Portoghese,

Russo, Spagnolo, Tailandese, Tedesco, Turco, Ungherese – 5.1 Dolby Digital; Inglese – Dolby Atmos (Dolby Truehd 7.1 Compatible)

Video:  Formato panoramico ad ultra alta definizione (2.39:1) 3840 x 2160p

Sottotitoli:  Italiano, Inglese. Inglese Per Non Udenti, Arabo, Ceco, Cinese Tradizionale, Coreano, Croato, Danese, Estone, Finlandese, Francese, Greco, Lettone, Lituano, Norvegese, Olandese, Portoghese, Rumeno, Russo, Slovacco, Spagnolo, Svedese, Thailandese, Tedesco, Turco, Ungherese

Contenuti Speciali:  No (I contenuti speciali sono presenti sul disco Blu-ray incluso nella confezione)

Life – Non oltrepassare il limite INFORMAZIONI TECNICHE BLU-RAY:

Genere:  Drammatico

Dischi:  1

Durata:  104 minuti ca. (Durata contenuti speciali: 30 minuti ca.)

Audio:  Italiano, Tedesco – 5.1 Dts-Hd Ma; Inglese – 7.1 Dts-Hd Ma; Inglese per non vedenti – 5.1 Dolby Digital

Video:  Formato panoramico ad alta definizione (2.39:1) 1920 x 1080p

Sottotitoli:  Italiano, Inglese, Inglese per non udenti, Tedesco, Turco

Contenuti Speciali:  • Scene eliminate • Terrore claustrofobico: creare un thriller nello spazio • Life: in assenza di peso • L’arte e la realtà di Calvin • Diari degli astronauti

Life – Non oltrepassare il limite INFORMAZIONI TECNICHE DVD:

Genere: Drammatico

Dischi:  1

Durata:  100 minuti ca. (Durata contenuti speciali: 29 minuti ca.)

Audio: Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo, Tedesco – Dolby Digital 5.1; Russo – Dolby Surround

Video: Formato panoramico 2.39:1

Sottotitoli:  Italiano, Inglese, Arabo, Danese, Estone, Finlandese, Francese, Lettone, Lituano, Norvegese, Olandese, Russo, Spagnolo, Svedese, Tedesco, Turco

Contenuti Speciali:  • Scene eliminate • Terrore claustrofobico: creare un thriller nello spazio • Life: in assenza di peso • L’arte e la realtà di Calvin • Diari degli astronauti

Liev Schreiber: 10 cose che non sai sull’attore

Liev Schreiber: 10 cose che non sai sull’attore

Apprezzato attore cinematografico, televisivo e teatrale, Liev Schreiber si è negli anni distinto come interprete capace di affrontare generi totalmente differenti, dalla commedia all’horror, dal crime al dramma. Fattosi notare grazie alla sua presenza scenica, Schreiber si è negli anni distinto anche come doppiatore e regista, ottenendo buoni consensi.

Ecco 10 cose che non sai di Liev Schreiber.

Liev Schreiber film

1. Ha recitato in film di successo. Il debutto cinematografico dell’attore avviene nel 1994 con il film Agenzia salvagente. In seguito recita nella trilogia Scream (1996), Scream 2 (1997) e Scream 3 (2000). Raggiunta a questo punto una buona notorietà, l’attore partecipa a film come Kate & Leopold (2001), The Manchurian Candidate (2004), Omen – Il presagio (2006), Il velo dipinto (2006), L’amore ai tempi del colera (2007) e in X-Men le origini – Wolverine (2009), dove recita a stretto contatto con Hugh Jackman. Successivamente reciterà in Salt (2010), Il fondamentalista riluttante (2012), The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca (2013), Gigòlò per caso (2013), Il caso Spotlight (2015) e Un giorno di pioggia a New York (2019).

2. È celebre anche per i ruoli televisivi. L’attore ottiene una buona notorietà recitando il ruolo di Orson Welles nel film TV RKO 281 – La vera storia di Quarto Potere (1999). Reciterà ancora per il piccolo schermo in Il giovane Hitler (2003), CSI – Scena del crimine (2007), e come protagonista della celebre serie Ray Donovan (2013-in corso).

3. È stato doppiatore in più occasioni. Negli anni Schreiber si è distinto anche come doppiatore, prestando la sua voce per diversi film o serie d’animazione, come BoJack Horseman (2015), My Little Pony – Il film (2017), L’isola dei cani (2018) e Spider-Man – Un nuovo universo (2018).

4. Ha diretto un film. Nel 2005 Schreiber debutta alla regia con il film Ogni cosa è illuminata, di cui è stato anche sceneggiatore. L’opera è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Jonathan Safran Foer, con protagonista l’attore Elijah Wood.

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Liev Schreiber vita privata

5. Aveva una relazione con l’attrice Naomi Watts. I due attori si erano incontrati per la prima volta al gala annuale sui costumi al Metropolitan Museum of Art nel 2005. Dopo essere rimasti in contatto, i due si sono poi rincontrati, ufficializzando la loro relazione. La coppia ha poi avuto due figli, rispettivamente nel 2007 e nel 2008. Nel 2016, dopo undici anni di relazione, i due si separano, rimanendo in ottimi rapporti e continuando a crescere insieme i loro figli.

Liev Schreiber Scream

6. Ha interpretato un ruolo ricorrente. Nella trilogia horror diretta da Wes Craven, l’attore interpreta Cotton Weary, sospettato per l’omicidio della madre di uno dei protagonisti. Il personaggio avrà poi occasione di riscattarsi nel momento in cui il temibile Ghostface si prenderà il merito delle numerose morti presenti nel film.

Liev Schreiber Wolverine

7. Si è allenato per competere con il protagonista. All’attore era stato fornita una tuta che accentuava la muscolatura, così da non sfigurare accanto al fisico imponente di Hugh Jackman. Schreiber tuttavia si sentì umiliato dalla cosa, chiedendo di poter avere il tempo di acquisire naturalmente la muscolatura richiesta. Dopo un lungo addestramento, l’attore fu in grado di competere ad armi pari con Jackman.

liev-schreiber-wolverine

8. Fu raccomandato da Jackman. L’attore di Wolverine aveva già lavorato con Schreiber nel film Kate & Leopold, e lo raccomandò alla produzione per il ruolo di Victor Creed, alia Sabretooth, nel film. Schreiber venne infine scelto per la parte, e i due attori sfoggiarono un’ottima sintonia durante la lavorazione.

Liev Schreiber 2019

9. Il 2019 è stato un anno ricco. Nel 2019 l’attore è tra i protagonisti del nuovo film di Woody Allen, intitolato Un giorno di pioggia a New York, dove recita accanto agli attori Timothée Chalamet ed Elle Fanning. Nello stesso anno l’attore recita nel film Human Capital e nella nuova stagione della serie Ray Donovan.

Liev Schreiber età e altezza

10. Liev Schreiber è nato a San Francisco, California, Stati Uniti, il 4 ottobre 1967. L’altezza complessiva dell’attore è di 191 centimetri.

Fonte: IMDb

Liev Schreiber spiega perché non ha interpretato Sabertooth in Deadpool & Wolverine

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Tra tutte le voci che si sono rincorse in vista dell’uscita di Deadpool & Wolverine, i fan potrebbero essere stati più eccitati dalla prospettiva di un ritorno di Liev Schreiber nei panni di Victor Creed, alias Sabertooth. L’attore di Ray Donovan ha fatto solo un’apparizione nei panni del cattivo animalesco in X-Men le origini: Wolverine e, sebbene il film in sé sia generalmente considerato di qualità inferiore (per usare un eufemismo), l’interpretazione di Schreiber è spesso acclamata come uno dei pochi punti di forza.

Si è speculato sul fatto che Liev Schreiber avrebbe potuto interpretare Sabertooth in Logan – The Wolverine di James Mangold, ma l’attore ha poi rivelato di non essere mai stato contattato. Tuttavia, un paio di fonti diverse hanno affermato che era in trattativa per apparire nel sequel di Deadpool. Naturalmente, Schreiber non si è visto, mentre l’attore di Sabertooth del primo film degli X-Men, Tyler Mane, ha ripreso il ruolo per un breve (ma sanguinoso) scontro con Logan.

La risposta di Liev Schreiber sulla sua assenza dal film

Parlando con Collider, Liev Schreiber sembra aver confermato che gli è stato chiesto di interpretare nuovamente il personaggio, prima di spiegare perché ha rifiutato. “È incredibile. Non so come ci si sente quando le persone pensano a qualcosa che hai fatto e lo apprezzano a tal punto da volerlo rifare”, ha esordito. “Sono rimasto così sorpreso dal fatto che avessimo così tanti fan, e sono rimasto così sorpreso dal fatto che la gente stesse facendo una campagna per farmi partecipare al nuovo film di Deadpool”. “Ad essere onesti, è molto faticoso portare il proprio corpo a quel punto”, ha aggiunto. “So che ho guardato Hugh [Jackman] prepararsi di nuovo e ho pensato: ‘Mi va bene stare in disparte’”.

Gli approfondimenti su Deadpool & Wolverine

Shawn Levy dirige Deadpool & Wolverine, con Ryan Reynolds, Hugh Jackman, Emma Corrin, Morena Baccarin, Rob Delaney, Leslie Uggams, Karan Soni, Matthew Macfadyen, e Dafne Keen. Il film è stato scritto da Ryan Reynolds, Rhett Reese, Paul Wernick, Zeb Wells e Shawn Levy.

Liev Schreiber nel cast di The Butler

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Liev Schreiber nel cast di The Butler

Continua ad arricchirsi il cast di The Butler, il film dedicato alla vita del maggiordomo che servì alla Casa Bianca sotto ben otto Presidenti: visti l’ambientazione e l’arco temporale in cui si svolge la storia, è naturale che il cast sia abbondantemente numeroso. Ultima acquisizione in ordine di tempo, quella di Liev Schreiber, che vestirà i panni del Presidente Lindon B. Johnson, ruolo per il quale era stato dato quasi per certo Liam Neeson.

Il film, diretto da Lee Daniels (Precious) vedrà protagonista Forrest Whitaker. Del cast faranno parte  Oprah Winfrey e David Oyelowo, nei ruoli di moglie e figlio del protagonista: sul fronte ‘presidenziale’ avremo Robin Williams e Melissa Leo (Dwight D Eisenhower e sua moglie Mamie) James Marsden e Minka Kelly (JFK e Jackie Kennedy), John Cusak (Richard Nixon), Alan Rickman e Jane Fonda (Ronald e Nancy Reagan); del cast faranno parte tra gli altri anche Vanessa Redgrave, Cuba Gooding Jr, Elijah Kelly, Jesse Williams, e Mariah Carey.

Fonte: Empire

Liev Schreiber in Mental

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Liev Schreiber farà parte del cast di Mental, la prossima commedia di P.J. Hogan Mental, che ha come protagonista Toni Collette.

Lidia Vitale tra luoghi, destrutturazione dell’ego e metodo: “Io amo veder fiorire un giovane attore”

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L’abbiamo vista di recente in sala in Il Vangelo Secondo Maria di Paolo Zucca, ed è a teatro con “Solo Anna”, uno spettacolo ispirato ad Anna Magnani, sua maestra d’arte e di vita, al Wood Natural Bar di Roma. Lei è Lidia Vitale, volto intenso e voce scura, indimenticabile Teresa Malatesta di Ti mangio il cuore di Pippo Mezzapesa, visto a Venezia 79.

L’abbiamo raggiunta al telefono per farci raccontare del suo ultimo film dal 20 giugno su Prime Video, Maschile Plurale, la seconda arrembante avventura di Antonio e Luca (dopo Maschile Singolare), diretto da Alessandro Guida. Nel film Lidia Vitale interpreta Gaia Trevis, una critica gastronomica in grado di mettere in discussione le certezze del protagonisti.

Lidia Vitale in Maschile Plurale

Ma com’è nata la collaborazione con Guida per Maschile Plurale? “Questa collaborazione nasce perché Alessandro Guida mi ha contattata. Avevo seguito la sua esperienza in Maschile Singolare, lo spirito che guida il mio lavoro in questo momento è il sostegno ai giovani. Fare cinema è una delle cose più difficili al mondo e realizzare un film appartiene al mondo dei sogni. Quello che mi ha spinto ad accettare non è stato il ruolo, ma il desiderio di sostenere un progetto che in qualche modo si era sfidato e aveva vinto la possibilità di fare il secondo capitolo.

Lo avrei fatto comunque, indipendentemente dalla sceneggiatura. Poi mi sono ritrovata in un gruppo di persone delicate, che ci stavano mettendo l’anima. Mi piace seguire i giovani se posso contribuire alla loro crescita, credo sia questo il compito di un adulto che ha già fatto un pezzo di strada: stare accanto e sostenere i più giovani. Oltretutto il tema LGBTQ+, come ogni tema relativo ai diritti umani, mi sta a cuore, quindi perché no? C’erano già due elementi importanti per accettare il ruolo”.

Il lavoro di acting coach

Foto di Azzurra Primavera via Words For You

Il lavoro di attore è spesso associato al narcisismo. Ma Lidia Vitale porta avanti da tempo anche il lavoro di acting coach, mettendosi al servizio di interpreti più giovani. Si tratta di un’anomalia?

“Penso che un vero attore non possa interpretare un’altra persona se non rompe prima le barriere dell’ego. Quelle che per me sono fonti di ispirazione, come Cate Blanchett, Juliette Binoche, Margot Robbie, e tante altre colleghe nel mondo, sono persone che lavorano costantemente sulla destrutturazione dell’ego. Ho avuto la grande fortuna di aver incontrato dei grandi maestri. Non essendo riuscita a entrare nelle accademie, mi sono costruita un percorso e mi sono andata a cercare quelle figure che mi hanno formata profondamente. Una delle regole che ho assimilato è quella di creare successori, quelli a cui passare lo scettro quando non ci sarò più. Io amo veder fiorire un giovane, mi riempie il cuore, vedere accedere alla propria grandezza un essere umano. Mi appassiona.”

In particolar modo quando si tratta di donne: “Penso che, soprattutto per le donne, affinare certi strumenti porta a ampliare le consapevolezze e significa diventare padrone delle proprie vite, senza paura. Io ho bisogno delle altre donne accanto, e che si uniscano a fare rete. Ci sono tante donne che seguo in questo processo di creare consapevolezza.”

Ti mangio il cuore: Lidia e Elodie

Una rete che ha costruito anche sul set di Ti mangio il cuore con Elodie, alla quale ha fatto da acting coach: “Dal set di quel film mi porto nel cuore il lavoro sui personaggi e il legame con Elodie. Io e lei abbiamo risuonato l’una con l’altra immediatamente, come fosse una mia figlia del mondo. Con lei ho sviluppato un atteggiamento materno, all’interno del quale accompagnavo la sua crescita. Mi sono presa molto a cuore il suo percorso e poi le voglio bene! E allo stesso modo il rapporto con Antonella Gaeta (sceneggiatrice del film, ndr), che trovo una penna eccellente. Quel progetto è stato fatto da un gruppo veramente bello.”

Sia per Ti mangio il cuore che per Il Vangelo Secondo Maria, Lidia Vitale ha lavorato in location selvagge, la Puglia e la Sardegna. Che ruolo svolge la location nell’interpretazione di un ruolo?

“Sono di quegli attori che va in location molto prima dell’inizio delle riprese, perché credo sia fondamentale percorrere i luoghi in cui si origina il personaggio. Tra un po’ voglio fare un personaggio a cinque stelle, perché sto sempre in mezzo alle paludi (scherza)! Mi piace connettermi con lo spirito viscerale e animale, sarà il mio amore per la natura che mi porta a recitare sempre nel fango! Il ruolo dell’ambiente è fondamentale. C’è bisogno di radicarsi dove il personaggio vive e dove consuma la sua quotidianità. Lo stesso valore hanno i costumi!”

Foto di Azzurra Primavera via Words For You

Per Netflix con Carolina Crescentini nella serie su Adelina Tattilo

Teatro, cinema ma anche serialità e piattaforme, presto Lidia Vitale arriva su Netflix nella serie Mrs Playmen, in cui Carolina Crescentini interpreta Adelina Tattilo, un’editrice, giornalista e produttrice cinematografica italiana, che ha lottato per cambiare la società italiana negli anni ’60.

“Sono felicissima di aver partecipato alla serie! Per me si sta profilando un anno in cui ho lavorato molto spesso a storie che raccontano di empowerment femminile. Sono felice che la mia vita stia attraendo questo tipo di racconti e sono stata felice di lavorare con Carolina Crescentini che è una mia amica da tanto tempo. È stato bello lavorare insieme anche perché è stato il coronamento di un’amicizia che dura da anni e che ci ha dato la possibilità di creare una rete di scambio. Quella di Tattilo è una storia importante, racconta di come un femminile che si prende un potere sano e non prevaricatorio può cambiare le sorti degli eventi.”

Oltre a Netflix, vedremo di nuovo Lidia Vitale in sala con Death do us part di David Chavez Grant e Abigail Ory ambientato durante lo scoppio della peste nera nel XVI secolo. Per adesso possiamo goderci la sua interpretazione in Maschile Plurale, dal 20 giugno su Prime Video.

Lidia Poët: la vera storia dietro la serie Netflix

Lidia Poët: la vera storia dietro la serie Netflix

La legge di Lidia Poët (qui la recensione), la serie in 6 episodi, prodotta da Matteo Rovere con la sua Groenlandia, e ideata da Guido Iuculano e Davide Orsini, ha debuttato il 15 febbraio 2023 su Netflix in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo. L’attrice Matilda De Angelis interpreta Lidia Poët, la prima donna in Italia ad entrare nell’Ordine degli Avvocati. La sua storia, che si svolge nella Torino di fine 1800, la vede opporsi ad una sentenza che la vuole estromettere dalla professione in quanto donna. Parte da qui una complessa vicenda giudiziaria che porterà Lidia a combattere per ciò che le spetta.

La serie rilegge dunque, in chiave parzialmente romanzata, la storia vera di Lidia Poët, oggi ricordata a tutti gli effetti come la prima avvocatessa d’Italia. Una donna anticonvenzionale, che, già nel tardo Ottocento, brilla per talento, indipendenza e personalità. La Poët è infatti stata una donna anticonformista, che non si è mai adeguata alle opinioni comuni, aggirando la norma e pensando fuori dagli schemi. Una donna che si è ribellata al pensiero dominante e al sistema preesistente, divenendo un vero e proprio inno alla libertà.

La serie, in realtà, non è propriamente la storia della sua vita quanto, per ammissione stessa degli autori un procedural classico, con i suoi casi di puntata, gli omicidi, le indagini e i colpi di scena finali. Il racconto si discosta dunque da quella che è stata la vera attività della Poët, andando comunque a raccontare la sua personalità forte e facendo dunque luce su una delle figure femminili talvolta più dimenticate ma importanti della storia italiana. Ma qual è quindi la vera storia di Lidia Poët? Ecco di seguito tutto quello che c’è da sapere su di lei.

Lidia Poët: la vera storia della prima avvocatessa italiana

Nata nel 1855 a Perrero, in provincia di Torino, Lidia si laureò in giurisprudenza nel 1881, dopo aver discusso una tesi sulla condizione femminile nella società e sul diritto di voto per le donne. Nei due anni seguenti fece pratica legale a Pinerolo presso l’ufficio dell’avvocato e senatore Cesare Bertea e assistette alle sessioni dei tribunali. Svolto il praticantato, superò in modo brillante, con il voto di 45/50, l’esame di abilitazione alla professione forense e chiese l’iscrizione all’Ordine degli Avvocati e Procuratori di Torino. Il 9 agosto 1883 Lidia divenne così la prima donna ammessa all’esercizio dell’avvocatura.

Tuttavia, la cosa durò poco. Il procuratore generale del Regno mise in dubbio la legittimità dell’iscrizione e impugnò la decisione ricorrendo alla Corte d’Appello di Torino. L’11 novembre 1883 la Corte di Appello accolse la richiesta del procuratore e ordinò la cancellazione dall’albo. Il 28 novembre Lidia Poët presentò però un ricorso articolato alla Corte di Cassazione che, con la sentenza del 18 aprile 1884, confermò tuttavia la decisione della Corte d’Appello, dichiarando che “La donna non può esercitare l’avvocatura”, e sostenendo che la professione forense doveva essere qualificata come un “ufficio pubblico”.

 Ciò comportava una ovvia esclusione, dato che l’ammissione delle donne agli uffici pubblici doveva essere esplicitamente prevista dalla legge. Quando la legge taceva, come nel caso della legge sulla avvocatura, non era possibile interpretare il silenzio del legislatore alla stregua di una ammissione. Lidia Poët non poté quindi esercitare a pieno titolo la sua professione, ma collaborò con il fratello Giovanni Enrico e divenne attiva soprattutto nella difesa dei diritti dei minori, degli emarginati e delle donne, sostenendo anche la causa del suffragio femminile.

La Poët dovette attendere il 1919 per poter ottenere la giustizia che cercava. In quell’anno, la legge Sacchi, autorizzò le donne ad entrare nei pubblici uffici e 1920 l’avvocatessa poté dunque essere ammessa nuovamente, all’età di 65 anni, nell’Ordine degli Avvocati, divenendo ufficialmente la prima donna d’Italia ad esservi ammessa. La Poët è poi morta a Diano Marina, in Liguria, il 25 febbraio del 1949, all’età di 94 anni. Prima di spegnersi, ebbe dunque modo di vedere riconosciuto il diritto di voto alle donne, cosa per la quale si era battuta per tutta la sua vita.

Lidia-Poet-serie-Netflix

Lidia Poët: chi era suo marito? La vita privata dell’avvocatessa

Per quanto riguarda la vita privata della Poët, non si hanno molte testimonianze a riguardo. Si sa solo che è nata in un’agiata famiglia valdese e che aveva un fratello di nome Giovanni Enrico, titolare di uno studio legale, con il quale la Poët avrebbe poi a lungo collaborato. Per quanto riguarda la sfera sentimentale, le principali fonti riportano che la donna è rimasta nubile per tutta la sua vita, dedicandosi unicamente alla propria carriera e attività legale. Nessun marito né figli per lei, ed è questo un altro aspetto che differenzia la vera Poët da quella raccontata nella serie Netflix.

In questa, infatti, la protagonista è contesa dal giornalista Jacopo Barberis, interpretato da Eduardo Scarpetta, e Andrea Caracciolo, interpretato da Dario Aita. Si tratta però di due personaggi di finzione, ideati appositamente per favorire lo sviluppo caratteriale ed emotivo della Poët interpretata dalla De Angelis. La serie prevede dunque con loro una sottotrama romantica, sempre necessaria per favorire un ulteriore coinvolgimento degli spettatori, ma che è dunque bene individuare come puro frutto della fantasia degli autori. Anche in ciò si ribadisce la differenza tra la vera Poët e quella raccontata nella serie.

Fonti: enciclopediadelledonne, LidiaPoët 

Licorice Pizza: recensione del film di Paul Thomas Anderson

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Licorice Pizza: recensione del film di Paul Thomas Anderson

Dopo una lunga attesa arriva finalmente in sala Licorice Pizza, l’ultimo film di Paul Thomas Anderson, a quattro anni da quel Il Filo Nascosto che aveva incantato il mondo con l’ultima interpretazione di Daniel Day Lewis. E da un attore che abbandona le scene con un ultimo guizzo d’artista, Anderson si affida a due esordienti, per raccontare una storia caotica ed estremamente personale, ambientata in quel fazzoletto di mondo dove anche lui è cresciuto, come i suoi protagonisti, e che ricorda per episodi e impressioni, tutti infilati dentro un film apparentemente anarchico.

La trama di Licorice Pizza

Durante una sessione fotografica per l’annuario della scuola, Gary Valentine, quindicenne con alle spalle una carriera da attore-bambino, incontra Alana Kane, l’assistente del fotografo. I due si conoscono e fanno amicizia, forse è qualcosa di più, almeno per Gary, si perdono di vista e si ritrovano, mettendo in piedi tante imprese, sognando futuri gloriosi, insieme, ma non per forza. Sullo sfondo la Los Angeles degli anni ’70, la crisi del petrolio con le auto in coda, a secco, e la campagna elettorale di Joel Wachs per la poltrona di sindaco.

Un racconto sospeso nello spazio

Licorice Pizza è la storia di un amore che si sposta nel tempo lontano da ogni riferimento fisso, da ogni consecutio, da ogni rapporto causa effetto. Il film ha una struttura quasi episodica, con i due protagonisti fautori di mille imprese, dalla vendita di materassi ad acqua, alle carriere di attori, passando per episodi bizzarri, le elezioni comunali, la crisi del petrolio, le liti, i riavvicinamenti, i genitori assenti, la fame di vita, i percorsi a ritroso, tutto di corsa. Lo stesso titolo del film è un riferimento a un negozio di dischi molto in voga trai giovani nella San Fernando Valley, negli anni ’70. L’idea dietro Licorice Pizza sembra quasi essere quella di un racconto della memoria, in cui Paul Thomas Anderson ripercorre degli episodi della propria giovinezza proprio come se fossero racconti sospesi, impressioni di luoghi, personaggi, storie e aneddoti che hanno caratterizzato la sua vita di ragazzo nella Valley. 

Una voglia di vivere incontenibile

Là dove Il Filo nascosto era una sontuosa geometria di azioni, situazioni e comportamenti, Licorice Pizza ha una natura apparentemente caotica in cui la normale struttura narrativa viene messa da parte, perché come si possono contenere Gary e Alana? I due ragazzi, che pure hanno 10 anni di differenza all’inizio della storia, sono i fari della narrazione, il filo rosso che tiene unito ogni momento a quello successivo, due anime alla ricerca di qualcosa, di qualcuno, che si corrono incontro, si rincorrono, si acchiappano, sopra tutto il trambusto e le contingenze che attraversano. Anche quando si perdono, non si lasciano mai per davvero, e anche quando non si parlano, come nella splendida scena in cui si telefonano senza rivolgersi la parola, comunicano mille pensieri e mille desideri. 

Alana Haim e Cooper Hoffman genuini protagonisti

Alana Haim e Cooper Hoffman riempiono lo schermo con delle interpretazioni istintive e genuine e anche loro, come la storia, gli avvenimenti, i luoghi, appartengono all’intimità di Paul Thomas Anderson. Lei, cantante, ha un gruppo insieme alle sorelle (che interpretano proprio le sorelle di Alana nel film), Le Haim, e per loro, Paul ha diretto tanti videoclip. Lui è il figlio di Philip Seymour Hoffman, che fu attore prediletto da Anderson, e che riporta sullo schermo la stessa dolcezza e lo stesso impaccio del padre, a un livello più grezzo, s’intende. Vedere recitare insieme Hai e Hoffman è un vero e proprio regalo che il regista ha fatto prima a se stesso, e poi a tutto il pubblico che non può rimanere indifferente di fronte a questi giovani così presi a vivere i loro sogni da risultare superiori, ad un livello altro rispetto al resto delle persone che incrociano e che semplicemente portano avanti le loro vite, un passo davanti all’altro, stancamente.

Ma non c’è stanchezza nei loro passi, né nello sguardo di Paul Thomas Anderson, dove semmai si rintraccia una leggerezza che riporta alla mente Ubriaco d’amore, e più da lontano Magnolia, una frenesia di raccontare e di vivere, come se con il mondo chiuso in casa, in lockdown, lui avesse avuto la possibilità di esplorare di nuovo quei posti, attraverso gli occhi di questi due ragazzi diversamente innamorati, per i quali non si può non fare il tifo. 

Licorice Pizza: il trailer del nuovo film di Paul Thomas Anderson

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È stato diffuso il primo trailer originale di Licorice Pizza, il nuovo film di Paul Thomas Anderson con protagonista Cooper Hoffman, figlio di Philip Seymour Hoffman, frequente collaboratore del regista, che ha diretto in Hard Eight, Boogie Nights, Ubriaco d’amore, The Master e Magnolia.

Ambientato nella San Fernando Valley degli anni ’70, il film segue uno studente delle superiori, che è anche un attore di successo.

Licorice Pizza: il significato del film e del suo titolo

Licorice Pizza: il significato del film e del suo titolo

Sin dal suo esordio nel 1996 con Sydney, il regista Paul Thomas Anderson si è imposto come uno dei maggiori autori cinematografici contemporanei. Con le sue opere ha scandagliato l’animo umano e la sua storia nel corso del tempo, consacrandosi con titoli come Il petroliere e The Master, indicati come due tra i film più importanti del nuovo millennio. Quasi ogni film di Anderson si è infatti svolto in periodi diversi del Novecento, manifestando come un intento esplorativo nei confronti di determinati momenti che hanno caratterizzato gli Stati Uniti e il suo popolo. Oltre ai due film poc’anzi citati rientrano in questo elenco anche Boogie Nights – L’altra Hollywood, Vizio di forma e fino al recente Licorice Pizza (qui la recensione).

Quest’ultimo, uscito nel 2021, ha riportato nuovamente il regista negli anni Settanta, periodo della sua giovinezza che Anderson desiderava raccontare da un nuovo punto di vista, più nostalgico ed emotivo. Ha così preso vita un film diverso da quello che forse ci si aspettava, apparentemente meno coeso nel racconto ma in realtà scaturito da un rigido lavoro di scrittura che ha permesso di riproporre un’epoca, la sua atmosfera e le emozioni che era capace di suscitare. Mentre sappiamo che Anderson è attualmente al lavoro su un nuovo progetto, che lo vedrà collaborare per la prima volta con Leonardo DiCaprio, riscoprire Licorice Pizza è caldamente raccomandato.

Perché si tratta di un film realmente in grado di evocare atmosfere e stati d’animo in cui è facile ritrovarsi se si accetta di abbandonandosi all’imprevidibilità degli eventi, ovvero della vita. Licorice Pizza è inoltre un’entusiamante svolta “comica” e “spensierata” nella filmografia di Anderson (non che i suoi precedenti film non fossero anche diverti, anzi), che non deve però assolutamente far pensare ad un’opera meno impegnata. Dietro questo film c’è infatti un intero mondo, con tutte le sue contraddizioni, bellezze, brutture e in generale tutto un irrefrenabile sfogo di vitalità.

Licorice pizza cast

La trama e il cast di Licorice Pizza

Ambientato nella San Fernando Valley degli anni Settanta, il film racconta la storia di un giovane liceale, il quindicenne Gary Valentine, con una carriera avviata come attore sin dall’infanzia. Il giorno in cui a scuola si scatta la foto per l’annuario, Gary incontra Alana Kane, una ragazza di diversi anni più grande di lui, da cui rimane fortemente colpito. I due iniziano a frequentarsi e a passare diverso tempo insieme, vivendo diverse avventure sempre correndo da una parte all’altra della città, crescendo giorno dopo giorno e, tra un litigio e l’altro, innamorandosi l’uno dell’altro.

Ad interpretare i due protagonisti, Gary e Alana, vi sono Copper Hoffman e Alana Haim, entrambi qui al loro primo lungometraggio. Il primo è il figlio del compianto attore Phillip Seymour Hoffman, frequente collaboratore di Anderson, mentre Alana è membro della band Haim, di cui Anderson ha diretto diversi videoclip. Nel film recitano poi anche Sean Penn nel ruolo di Jack Holden, Tom Waits in quelli di Rex Blau, Bradley Cooper nel ruolo di Jon Peters e Benny Safdie in quelli di Joel Wachs. La moglie di Anderson, Maya Rudolph, interpreta Gale, mentre a completare il cast vi sono Mary Elizabeth Ellis nel ruolo di Anita e John C. Reilly in quelli di Fred Gwynne.

licorice pizza significato

 

Che vuol dire Licorice Pizza e qual è il significato del film e del suo finale?

Una domanda che in molti si sono posti guardando il film è cosa voglia dire Licorice Pizza e qualche sia il significato di questo titolo. Come spiegato dallo stesso Anderson, Licorice Pizza (che vuol dire testualmente “pizza alla liquirizia”, era il nome del negozio dove da giovane, negli anni ’70, egli si recava per comprare vinili (anche rinominati “pizze di liquirizia”). Si tratta dunque di un nome proveniente dalla memoria di Anderson, dal suo passato, un ricordo di un’epoca nei confronti della quale il regista prova un normale senso di nostalgia. A partire da qui, si può iniziare a comprendere come l’intero film sia sostanzialmente un nostalgico – ma mai malinconico – modo per ripercorrere un epoca e le sue caratteristiche.

Attraverso le avventure – strutturate quasi come “episodi” – di Gary e Alana, Anderson punta a raccontare oltre che il contesto in cui è cresciuto anche gli sconvolgimenti emotivi propri della giovane età, con la frenesia che la caratterizza. Ecco allora che per tutto il film i due protagonisti si rincorrono e si allontano, fino a quando si rendono conto di voler stare l’uno con l’altra per i momenti importanti, correndo finalmente nella stessa direzione fino ad incontrarsi e confessarsi un amore da intendere più in senso platonico che non fisico. Il significato del finale di Licorice Pizza riguarda dunque gli enormi cambiamenti, lo sviluppo, l’incertezza e l’instabilità della giovinezza, e quanto sia speciale trovarsi finalmente nello stesso posto con qualcuno al momento giusto.

Questo è un momento molto specifico nella vita di Gary e Alana e, anche se probabilmente non durerà, sono felici di essersi trovati proprio quando possono davvero godersi l’un l’altro e finalmente essere sulla stessa lunghezza d’onda. Rimane una certa incertezza nel futuro di entrambi – non è cambiato molto dall’inizio del film, a parte il fatto che Alana e Gary si influenzano a vicenda nella scoperta di se stessi – ma almeno hanno l’un l’altro nel presente. Attraverso la loro atipica storia d’amore, Anderson riporta dunque sul grande schermo un periodo segnato da grandi incertezze, grandi cambiamenti, ma anche da un attaccamento alla vita che sembra poi essersi perso nel tempo.

Il trailer di Licorice Pizza e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Licorice Pizza grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Google Play, Apple TV e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 31 gennaio alle ore 21:10 sul canale Rai Movie.

Licorice Pizza, al cinema dal 17 marzo 2022

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Licorice Pizza, al cinema dal 17 marzo 2022

Dopo un piccolo periodo di limbo, in cui non si sapeva quando la distribuzione avrebbe fatto arrivare il film nelle sale italiane, arriva finalmente l’annuncio che Licorice Pizza di Paul Thomas Anderson arriverà nelle nostre sale il 17 marzo 2022.

Il nuovo film di Paul Thomas Anderson ha come protagonista Cooper Hoffman, figlio di Philip Seymour Hoffman, frequente collaboratore del regista, che ha diretto in Hard Eight, Boogie Nights, Ubriaco d’amore, The Master e Magnolia.

Ambientato nella San Fernando Valley degli anni ’70, il film segue uno studente delle superiori, che è anche un attore di successo.

Accanto al giovane Hoffman, nel cast di Licorice Pizza ci sono Alana Haim, Sean Penn, Tom Waits, Bradley Cooper e Benny Safdie.

Licensing Expo 2015: i primi poster e le foto dei franchise in arrivo

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E’ iniziato il Licensing Expo 2015 e oggi grazie a Comingsoon.net possiamo dare un’occhiata a tutti i poster dei franchise più attesi del futuro.

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Licensing Expo 2015Per chi non lo conoscesse il Licensing Expo 2015 è una fiera dove le Major dell’Entertainment presentano i propri brand per la compravendita dei diritti di sfruttamento sul merchandising.

Licensing Expo 2013 i poster in esposizione

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Il sito americano ComingSoon.net ha partecipato alla Licensing Expo 2013 a Las Vegas ed ha avuto la possibilità di dare uno sguardo ai primissimi poster e teaser poster dei film più attesi della prossima stagione. Tra il moltissimo materiale fotografato (qui tutte le foto sul sito) vi mostriamo quello che secondo noi è il più interessante.

Di seguito troverete infatti le foto ai poster di Godzilla, Ninja Turtles (che non avrà quindi Teenage Mutant nel titolo), Jurassic Park 4, Transformers 4, The Amazing Spider-Man 2 e il poster per il 30esimo anniversario di Ghostbusters.

Guarda le immagini:

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Si tratta di film attesissimi che faranno sicuramente la differenza nella stagione cinematografica a venire e che stiamo tutti aspettando con grande impazienza. Tra questi, qual è il film che non vedete l’ora di andare a vedere al cinema?

Licantropus: i Marvel Studios vogliono portare il personaggio nel MCU?

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Un altro noto personaggio dei fumetti Marvel potrebbe essere introdotto nel MCU, e stavolta stiamo parlando di Licantropus, aka Werewolf by Night, come riportato dal sito Geeks Worldwide sulla base di alcune fonti.

Non è chiaro quando, dove e in che modo la squadra di Kevin Feige porterà Jack Russell, ma è possibile che il suo ingresso nell’universo condiviso coincida con la pubblicazione di Moon Knight, la serie annunciata durante il D23 Expo che vedrà protagonista il supereroe apparso per la prima volta proprio sulle pagine di Werewolf by Night (prima serie) n. 32 nel 1975.

I lettori dei fumetti sapranno anche che Licantropus ha stretto legami con Blade e Dracula, e visto che al cacciatore di vampiri sarà riservato ampio spazio nella Fase 5 del MCU, è altrettanto possibile che il personaggio trovi la sua occasione nello standalone con Mahershala Ali. Altre voci riportano invece che lo stesso Dracula sarà in Blade, rendendo questo scenario ancora più probabile, e che uno spin-off sul lupo mannaro è già in fase di sviluppo.

Licantropus, conosciuto come Jack Russell, è un personaggio creato da Gerry Conway e Mike Ploog nel 1972, antieroe per eccellenza in possesso di tutti i poteri di un licantropo (nel quale si trasforma solo con l’oscurità, al contrario della sua specie): forza fisica sovraumana, sensi super-sviluppati e armi naturali letali. Quando trasformato può guarire in pochi istanti da ogni ferita e rigenerare interi organi o arti persi e scalfire l’Adamantio.

Leggi anche – Marvel Film: 8 teorie che non si sono mai realizzate

Fonte: Geeks Worldwide

Licantropus, 8 mostri che vorremmo vedere nell’universo cinematografico Marvel

Forse Licantropus (Werewolf by Night) non è il prodotto più appariscente di Disney+, ma è comunque un capitolo importante per il mythos MCU. Si tratta di uno speciale di 50 minuti diretto da Michael Giacchino (il compositore che ha curato la colonna sonora di Up e Ratatouille) a metà tra l’action e l’horror che parla apertamente di vampiri, mostri e lupi mannari.

Con Licantropus (Werewolf by Night) vengono introdotti nell’MCU personaggi come Man-Thing ed Elsa Bloodstone. Inoltre, il programma pone le basi per un progetto che gira attorno alla Legione dei Mostri o a Midnight Suns. Licantropus (Werewolf by Night) è stato il primo, ma ci sono all’orizzonte altri TV special firmati MCU: proprio per questo motivo, abbiamo pensato a quali mostri del Marvel Universe sarebbero perfetti nel Marvel Cinematic Universe.

Franken-Castle

frankencastle werewolf by nightDurante l’era del Regno Oscuro, il Punitore è stato brutalmente ucciso da Daken, il figlio di Wolverine. Il malvagio mutante con gli artigli fa a pezzi Frank Castle e, credendolo morto, lo seppellisce. Nonostante la sepoltura, la Legione dei Mostri riesce a trovare i resti di Frank e lo riporta in vita: nasce così “Franken-Castle.” Una volta rimesso in piedi, il Punitore continua la sua missione, anche se in modo molto diverso da quello che i fan dei fumetti avevano visto in precedenza.

Raccontare questa storia nell’MCU sarebbe un modo perfetto per fare qualcosa di innovativo con il personaggio. D’altronde, il film e lo show televisivo sul Punitore non hanno funzionato, ma affiancare il personaggio alla Legione dei Mostri sembrerebbe un’idea con un potenziale maggiore.

DraculaX-Men Vol 3 wherewolf by night

Dracula è apparso in tutte le forme e in tutti i media e, dopo Werewolf by night, potrebbe arrivare anche nell’MCU. In effetti, se escludiamo il film Blade: Trinity, non si è mai visto Dracula in un lungometraggio o in una serie a fumetti .

Tuttavia, esiste una serie di fumetti Marvel con protagonista il vampiro per eccellenza. Si tratta de La tomba di Dracula, serie in cui il personaggio è un anti-eroe, un cattivo che s’insidia nell’Universo Marvel. Nelle trame, il vampiro si scontra con Blade in innumerevoli occasioni, e non manca una lotta tra Dracula e gli X-Men. Sarebbe interessante se i Marvel Studios introducessero Dracula come un vero grande male, un cattivo paragonabile a Thanos e a Ultron.

SatanaSatana Hellstrom in Werewolf by night

Con Elsa BloodstoneWerewolf by Night introduce un importante e mostruoso personaggio femminile. C’è un’altra donna perfetta per il lato horror dell’MCU: Satana Hellstrom. La figlia del Diavolo nasce nei fumetti degli anni ’70 ed è un personaggio che rende omaggio alle femme fatale del cinema degli anni Venti. Satana è una divoratrice di anime e si è evoluta molto negli anni, diventando molto simile a un personaggio come Vampirella.

Chissà cosa potrebbero fare i Marvel Studios con Satana. La versione dell’MCU potrebbe ad esempio essere legata a Mephisto. Negli ultimi anni, Satana è diventata membro dei Thunderbolts ed è un anti-eroe ben voluto. Questa duplice indole renderebbe complicata e avvincente la Satana dell’MCU, amica o nemica a seconda delle storie.

La Mummia vivente
la mummia nell'mcu

Prima con Moon Knight e poi con Werewolf by Night, i Marvel Studios hanno intrapreso un percorso soprannaturale che sembra guidare all’introduzione di un personaggio in particolare: la Mummia vivente.

Partendo da uno dei mostri classici della Universal, la Marvel Comics ha preso questa creatura dell’Antico Egitto e ne ha fatto un uomo-mummia chiamato N’Kantu. Figlio del capo di una tribù nordafricana, N’Kantu viene portato in Egitto come schiavo e finisce per essere trasformato in una mummia contro la sua volontà. Dopo migliaia di anni, l’uomo risorge dal suo sarcofago e, alla fine, diventa un membro della Legione dei Mostri. Sicuramente, i Marvel Studios potrebbero fornire una versione più moderna di questa storia, magari collegando il personaggio a Wakanda.

Il mostro di FrankensteinFrankenstein Vol 1 2

Abbiamo discusso di Franken-Castle, ma se i Marvel Studios si stanno concentrando sui mostri classici, questo personaggio non può mancare. Nell’Universo Marvel, il mostro di Frankenstein è un mix tra la versione letteraria di Mary Shelley e il mostro terrificante dei film della Universal.

Il personaggio ha combattuto con e contro ogni sorta di eroi e di cattivi: il Marvel Cinematic Universe potrebbe senza dubbio divertirsi con questa creatura, usando la sua complessa personalità per sovvertire di volta in volta le aspettative. D’altronde, il mostro in realtà è un essere molto intelligente e gentile. Chissà quale grande attore potrebbe ricoprire il ruolo di Frankenstein nell’MCU

Swarm
marvel comics

Forse Swarm non è un personaggio noto come gli altri, ma siamo sicuri che l’MCU potrebbe trarne una versione eccitante e terrificante. Fritz von Meyer, debutta nelle pagine di Champions ed è uno degli scienziati preferiti di Hitler. Si tratta di un individuo perverso che, dopo essere fuggito in Sud America, diventa ossessionato dagli alveari e finisce per essere divorato da un’ape regina e dal suo sciame. Dalla fusione nasce il mostruoso Swarm.

Se i Marvel Studios non vogliono portare nell’MCU mostri dal calibro di Dracula, allora perché non fare qualcosa di originale con qualcuno di inesplorato come Swarm?

MefistoMephisto Marvel

Mefisto è un abile manipolatore che ha fatto sentire la sua presenza nella vita di molti eroi e cattivi (tra gli altri ricordiamo Spider-Man e Thanos). È la versione Marvel del diavolo, qualcosa di ancora più pericoloso di quanto abbiamo visto in Werewolf by Night.

I fan non aspettano altro che vedere questo diabolico cattivo in live-action, si tratta di un personaggio troppo importante che non merita di essere lasciato in disparte. L’MCU potrebbe fare grandi cose con Mefisto, magari coinvolgendo la Legione dei Mostri o i Midnight Suns.

Ghost Riderclean mcu

Agents of S.H.I.E.L.D. non è perfetta, ma la serie ABC ha fatto un ottimo lavoro con il Ghost Rider di Robbie Reyes. I piani per una serie televisiva di Ghost Rider sono ora tutti nelle mani dei Marvel Studios.

Attori importanti e grandi nomi hanno espresso la volontà di interpretare questo anti-eroe. L’MCU potrebbe legare a Mefisto la storia d’origine di Ghost Rider. Inoltre, Johnny è un personaggio che potrebbe mostrarci un lato completamente nuovo e soprannaturale dell’MCU, quel mondo aperto recentemente da progetti come Moon Knight Werewolf by Night.

Licantropus si prepara a fare il suo debutto nel MCU?

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Licantropus si prepara a fare il suo debutto nel MCU?

Secondo alcune voci emerse di recente, il personaggio di Licantropus (Werewolf by Night, in originale) potrebbe fare il suo debutto ufficiale nel MCU nella serie Moon Knight. Anche se al momento di tratta soltanto di un rumor, sembra che ci siano davvero dei piani per il personaggio.

Ospite del podcast FatMan Beyond (via ComicBook), il regista Kevin Smith ha parlato della collaborazione con l’ormai defunta Marvel Television a proposito della serie su Howard il papero (poi cancellata). Quella serie avrebbe dovuto far parte di un’intera lista di show animati in arrivo su Hulu, ma quando i Marvel Studios hanno poi deciso di concentrarsi sulle serie collegate direttamente al MCU, la maggior parte di quei progetti sono stati cancellati.

Smith ha poi spiegato che stava cercando di includere Licantropus nello show, ma gli venne stato detto dall’ex presidente della Marvel Television, Jeph Loeb, che era un personaggio “off-limits” a causa dei piani dei Marvel Studios. “Ho contattato Walter Flanagan di Comic Book Men e gli ho detto che avrei voluto fare un tentativo con tutti quei f*****i personaggi degli anni ’70”, ha spiegato Smith.

“Walt mi stava dando dei suggerimenti e Licantropus era nella lista, assolutamente. Nella mia testa, quando ho iniziato a costruire la mia stagione, era tipo: ‘Va bene. Episodio 5. Licantropus’. L’idea alla base della nostra storia era che Howard fosse intrappolato qui e stesse cercando di ottenere pagine del Darkhold, che gli avrebbero permesso di tornare indietro. Poi sono andato da Jeph e gli ho detto cosa volevo fare, ed è stato allora che hanno detto: ‘Non puoi usare Licantropus’. Allora ho chiesto perché. Mi hanno detto che i Marvel Studios avevano dei piani.”

Licantropus debutterà nella serie Moon Knight?

Visto che i Marvel Studios stanno per introdurre i vampiri grazie al reboot di Blade, non dovrebbe sorprendere più di tanto che anche un personaggio come Licantropus, ossia un lupo mannaro, possa debuttare nel MCU.

Introdotto per la prima volta nelle pagine di “Marvel Spotlight #2” del 1972, Licantropus ha una storia leggendaria nell’Universo Marvel e il personaggio di Moon Knight è stato effettivamente introdotto nelle pagine di “Werewolf by Night #32”. Ecco perché la serie con Oscar Isaac potrebbe rivelarsi il progetto ideale in cui introdurre Jack Russell.

Libri vs Film: i personaggi della letteratura sul grande schemo

Libri vs Film: i personaggi della letteratura sul grande schemo

Per i fan di un romanzo è molto eccitante l’idea di vedere sul grande schermo il proprio libri preferito, ma spesso i casting dei protagonsti apportano qualche cambiamento ai personaggi in questione.

Di seguito, nell’eterna lotta tra Libri vs Film, vi proponiamo una serie di ritratti di artisti vari che hanno raffigurato i protagonisti dei romanzi seguendo le descrizioni della pagina, in confronto con il personaggio così come è stato portato sullo schermo:

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Libre, le prime immagini del nuovo film di Mélanie Laurent

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Libre, le prime immagini del nuovo film di Mélanie Laurent

Prime Video ha svelato le prime immagini di Libre, il nuovo film diretto da Mélanie Laurent (Il ballo delle pazze), con Lucas Bravo (Emily in Paris), Léa Luce Busato (Alex Hugo) e Yvan Attal (Immortal Ad Vitam). Nel cast del film anche Rasha Vukvic (Breathe), Steve Tientcheu (Aka), David Murgia (La notte del 12), Léo Chalié (Reign Supreme) e Slimane Dazi (Ourika). Libre sarà disponibile in esclusiva su Prime Video in oltre 240 Paesi e territori nel mondo dal 1° novembre.

Libre, le prime immagini del nuovo film di Mélanie Laurent

Ispirato dalle audaci imprese di un leggendario fuorilegge nella Francia tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ‘80, Libre segue l’appassionante storia di Bruno Sulak (Lucas Bravo), un criminale gentile e audace che, oltre alle ricchezze, ha rubato anche molti cuori. Conosciuto per il suo fascino e la sua eleganza, Sulak ha messo a punto coraggiose rapine senza sparare un solo colpo. Tuttavia, col crescere della sua fama, cresce anche l’incessante caccia da parte di George Moréas (Yvan Attal), un tenace commissario di polizia con un talento speciale nel superare i criminali in astuzia. Mentre Moréas si avvicina, le fughe di Sulak dal carcere diventano leggendarie, alimentate dalla brama di libertà e da un ardente desiderio nei confronti della sua amante Annie (Léa Luce Busato). Nel caos della loro follia criminale, Sulak e Annie diventano simboli estremi di ribellione nel più eccitante gioco del gatto e topo che ha attanagliato la nazione.

Scritto da Mélanie Laurent e Chris Deslandes (Il ballo delle pazze), Libre è prodotto da Alain Goldman.

Libero De Rienzo, muore l’attore di Smetto Quando Voglio e Fortapàsc

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Si è spento, a 44 anni, Libero De Rienzo, l’attore, sceneggiatore e regista che ha raggiunto la notorietà presso il grande pubblico con l’esilarante ruolo di Bartolomeo nella trilogia di Smetto Quando Voglio.

Nato a Napoli nel 1977, Libero De Rienzo aveva vinto un David di Donatello nel 2002 per Santa Maradona, e aveva ricevuto altre due nomination, da protagonista e da non protagonista per Smetto Quando Voglio, nel 2014, e per Fortapàsc, nel 2009, film di Marco Risi in cui ha interpretato il giornalista Giancarlo Siani.

Sposato con la costumista Marcella Mosca, lascia due figli di 6 e 2 anni. Dopo i funerali la salma sarà inumata in Irpinia, accanto alla mamma.

Liberami recensione del film di Federica di Giacomo

Liberami recensione del film di Federica di Giacomo

Liberami di Federica di Giacomo è stato premiato come miglior film nella sezione Orizzonti alla 73° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Padre Cataldo è un sacerdote grosso, rubizzo, dal fare brusco  e con un improbabile cappello di lana perennemente in bilico sul capoccione. È un esorcista provetto e intima al demonio di abbandonare il suo posseduto parlandogli al cellulare. No, non è un nuovo film di Alex De La Iglesia, o una avventura di Dylan Dog, ma un singolare documentario realizzato da Federica Di Giacomo.

La regista ha costruito con grande misura e senso della narrazione un film sorprendente, seguendo, con un grande lavoro di ricerca, la vita quotidiana di Padre Cataldo e di un colorito manipolo di guerriglieri del bene, in perenne lotta con il maligno che si annida fetente nel profondo delle viscere di una dolente popolazione della Sicilia di oggi, che mai avremmo immaginato esistere.

liberami 3Storie estreme di gente comune: il punk maledetto che sputa, inveisce e striscia come un ragno, la studentessa modello che viene traviata dal suo ospite maligno e sorvegliata a vista dai genitori disperati, la donna dalla vita distrutta per l’emergere continuo di una doppia personalità malvagia che le impedisce di condurre un esistenza normale. Tante piccole vicende di persone afflitte che ricorrono come ultima spiaggia alla religione, al supporto di uomini di fede, in grado con strambi quanto grotteschi rituali di tenere a bada problemi di natura psichica, che medici e specialisti hanno rinunciato a curare.

In tutto il film si avverte una grande sofferenza, uno stato di disagio interiore e uno smarrimento di persone semplici che non hanno più nulla a cui potersi appigliare. E cinicamente si sorride, non ci si capacita di come possa esistere un sottobosco di siffatta ingenuità, che non esita a portare ad accusare il maligno e a dichiarare di essere posseduti.  A tratti sembra quasi di vedere i vecchi personaggi di Cinico TV di Ciprì e Maresco, ma sono persone vere, i nostri vicini di casa, individui che tutti i giorni incontriamo sulla nostra strada.

Liberami è consigliato a chi vorrebbe scacciare ogni male con una app gratuita

La chiesa di Padre Cataldo è perennemente stracolma di persone provenienti da ogni parte della Sicilia, ognuna carica dei propri problemi, delle proprie paure, di ansie incontenibili. C’è chi chiede l’intervento dell’esorcista per riuscire a farsi pagare uno stipendio arretrato, o per risolvere problemi di cuore. Ma c’è anche chi realmente combatte con una malvagia forza interiore.

liberami 2Federica Di Giacomo sostiene che “l’esorcista è un nuovo guaritore, spesso l’ultima spiaggia dopo una via crucis di maghi, psichiatri e rimedi alternativi, metafora di una società in cui l’importante è trovare una cura, rapida e risolutoria. Anche a costo di consegnarsi a qualcuno che ci chiama “Satana”.” Dice di aver  scelto di raccontare questa storia dal punto di vista di chi la vive ogni giorno. “ I cosiddetti “posseduti” sono persone comuni che si avvicinano alla Chiesa in un momento critico della loro vita. La loro esperienza si emancipa, quindi, dall’immaginario horror e acquista una complessità in cui c’è posto anche per l’ironia”.

Liberami è consigliato a chi vorrebbe scacciare ogni male con una app per tablet o smartphone, magari gratuita.

Liberal Arts: il trailer del film con Elizabeth Olsen

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Ecco il trailer di Liberal Arts, film che vede protagonista la bravissima Elizabeth Olsen, che con La Fuga di Martha ci ha fatto conoscere un nuovo e inaspettato

Liberaci dal Male: nuovo trailer italiano

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Liberaci dal Male: nuovo trailer italiano

La Sony Pictures ha diffuso un nuovo trailer italiano di Liberaci dal Male, il thriller horror con protagonista Eric Bana e diretto da Scott Derrickson (The Exorcism of Emily Rose). Il film indaga sul Male demoniaco ispirandosi alla vera vicenda dell’ufficiale di polizia di New York Ralph Sarchie.

In Liberaci dal male il poliziotto di new york Ralph Sarchie (Eric Bana), alle prese con i suoi problemi personali, inizia a indagare su una serie di reati inquietanti e inspiegabili. Sarchie fa squadra con un prete dai metodi ben poco convenzionali (Edgar Ramirez) istruito nei rituali di esorcismo, per combattere spaventose e demoniache possessioni che stanno terrorizzando la loro città. Il film è basato sul libro di Sarchie che descrive dettagliati e agghiaccianti casi reali.

Nel cast oltre a Eric Bana troviamo Olivia Munn, Joel McHale e Sean Harris.

Fonte: Youtube

Liberaci dal Male: clip in italiano del film con Eric Bana

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Liberaci dal Male: clip in italiano del film con Eric Bana

Si intitola Dove è il suo collarino padre? ed è la nuova inquietante clip di Liberaci dal Male, film diretto da Scott Derrickson (The Exorcism of Emily Rose) e con protagonista Eric Bana. Potete guardarla di seguito:

In Liberaci dal male il poliziotto di new york Ralph Sarchie (Eric Bana), alle prese con i suoi problemi personali, inizia a indagare su una serie di reati inquietanti e inspiegabili. Sarchie fa squadra con un prete dai metodi ben poco convenzionali (Edgar Ramirez) istruito nei rituali di esorcismo, per combattere spaventose e demoniache possessioni che stanno terrorizzando la loro città. Il film è basato sul libro di Sarchie che descrive dettagliati e agghiaccianti casi reali.

Nel cast oltre a Eric Bana troviamo Olivia Munn, Joel McHale e Sean Harris.

Fonte: SONY

Liberaci dal Male: clip in italiano del film con Edgar Ramírez

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Liberaci dal Male: clip in italiano del film con Edgar Ramírez

In occasione dell’uscita nelle sale domani 20 Agosto di Liberaci dal Male, vi inviamo oggi una nuova clip in italiano estratta dal film. Il thriller-horror, distribuito in Italia da Warner Bros. Pictures in oltre 200 copie, è diretto da Scott Derrickson e prodotto da Jerry Bruckheimer  e vede come interpreti principali Eric Bana ed Edgar Ramírez. Il film si ispira a fatti realmente accaduti già raccontati dall’ufficiale di Polizia Ralph Sarchie nel libro “Beware The Night”.

Protagoniste della clip sono Jen (Olivia Munn), moglie dell’agente Ralph Sarchie (Eric Bana), e la loro bambina Christina (Lulu Wilson): le forze maligne che si sono impossessate dalla città e contro cui combattono Ralph Sarchie e Joe Mendoza, sembrano minacciare anche la dimora dell’agente di polizia…

Cosa succede in Liberaci dal Male

L’ufficiale del NYPD Ralph Sarchie (Eric Bana) viene assegnato al 46esimo Distretto di Polizia, uno dei quartieri più malfamati del paese. Qui si troverà ad indagare a dei casi che presenteranno riscontri paranormali. Per venirne a capo si troverà a far parte di una complessa alleanza con Joe Mendoza (Edgar Ramirez), un prete esperto di esorcismi la cui fede è stata messa a dura prova diverse volte.

http://youtu.be/vTyjcTulGWI