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Il Re Leone, la “traduzione” virale di Circle of Life finisce in tribunale: causa da 27 milioni

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Una battuta diventata virale si trasforma in un caso legale internazionale: il celebre brano d’apertura de Il Re Leone è al centro di una causa milionaria dopo che il comico Learnmore Jonasi ha proposto una traduzione ironica del testo. A intentare la causa è Lebo M, autore e voce del canto iniziale, che accusa Jonasi di aver distorto il significato culturale del brano danneggiandone la reputazione.

Secondo la denuncia, presentata il 16 marzo 2026, il comico avrebbe diffuso una traduzione fuorviante del celebre incipit in lingua zulu – reso come “Guarda, c’è un leone. Oh mio Dio” – durante un podcast e nei suoi spettacoli. Una versione che contraddice quella ufficiale Disney, che interpreta il canto come un omaggio regale (“Onore al re, ci inchiniamo davanti al re”). La causa include accuse pesanti, tra cui diffamazione, falsa pubblicità e danni commerciali, con una richiesta di risarcimento pari a 27 milioni di dollari. Jonasi ha reagito sui social, commentando con ironia la vicenda e difendendo il carattere comico delle sue dichiarazioni.

LEGGI ANCHE – È morto Roger Allers, regista de Il Re Leone: l’omaggio Disney a un visionario dell’animazione

Al di là del caso specifico, la questione solleva un tema più ampio: dove finisce la satira e dove inizia la disinformazione? Se da un lato la parodia gode tradizionalmente di ampie tutele legali, il team di Lebo M sostiene che in questo caso la battuta sia stata presentata come un fatto, contribuendo a diffondere una narrazione errata su un elemento culturale significativo. Un dettaglio non secondario, considerando il peso simbolico che Circle of Life ha nella rappresentazione della cultura africana all’interno del film Disney.

Satira o danno culturale? Il caso Il Re Leone può ridefinire i limiti della parodia

La disputa potrebbe avere conseguenze che vanno ben oltre Il Re Leone. L’uso del Lanham Act – una legge solitamente applicata a casi di concorrenza sleale e pubblicità ingannevole – contro un comico rappresenta un precedente insolito, che potrebbe ridefinire i confini tra libertà creativa e responsabilità pubblica.

Il nodo centrale sarà stabilire se il pubblico percepisse la battuta di Jonasi come satira evidente o come informazione attendibile. In un’epoca in cui contenuti virali e contesto spesso si separano, anche una gag può trasformarsi in una “verità” condivisa, con effetti concreti sulla percezione culturale e commerciale di un’opera.

Per Il Re Leone, questo caso riporta l’attenzione su uno degli elementi più iconici del film: il canto iniziale che accompagna la presentazione di Simba sulla Rupe dei Re. Un momento che non è solo spettacolo, ma sintesi simbolica di identità, tradizione e narrazione. E proprio per questo, oggi, finisce al centro di una battaglia legale che potrebbe fare scuola.

Il Re Leone, intervista al cast del film di Jon Favreau

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Il Re Leone, intervista al cast del film di Jon Favreau

In occasione della presentazione a Londra de Il Re Leone di Jon Favreau, ecco l’intervista ai doppiatori originali del film, Chiwetel Ejiofor (Scar) e Florence Kasumba (Shenzi), e ad Hans Zimmer, compositore delle musiche originali, tornato a lavorare su questo particolare live action. Il Re Leone arriverà in sala il prossimo 21 agosto.

Il Re Leone: recensione del nuovo live action Disney

Basato su una sceneggiatura scritta da Jeff Nathanson, il film è stato realizzato con le stesse tecniche di animazione computerizzata utilizzare per portare alla luce Il Libro della Giungla (2016). Jon Favreau, che dirige anche questo secondo live action Disney, dovrà questa volta affrontare una sfida in più, visto che in questo caso non ci sarà nessun personaggio umano su cui basare le inquadrature e le scene.

Nel cast de Il Re Leone figurano Donald Glover, nel ruolo di Simba, e James Earl Jones, che torna a essere MufasaSeth Rogen e Billy Eichner doppieranno Pumba e Timon. Nel cast anche John Kani, visto in Civil War, che darà voce a Rafiki e Alfre Woodard, che sarà Sarabi. Chiwetel Ejiofor sarà Scar.

Il Re Leone, dal 21 agosto al cinema il nuovo live action Disney

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Il Re Leone, dal 21 agosto al cinema il nuovo live action Disney

Diretto da Jon Favreau e realizzato con tecniche cinematografiche all’avanguardia, Il Re Leone (al cinema dal 21 agosto distribuito da The Walt Disney Company Italia) riporterà sul grande schermo i personaggi dell’amato classico d’animazione Disney del 1994 in una veste completamente nuova e vanta nella versione italiana uno straordinario cast di voci.

La star internazionale Elisa è la voce di Nala, amica di Simba fin da cucciola. Nala è una potente leonessa che si preoccupa del futuro delle Terre del Branco e incoraggia Simba a seguire il proprio destino come futuro Re. La talentuosa artista italiana premiata con il Disco di Platino per il suo ultimo album Diari Aperti, ha incantato con la sua splendida voce anche il grande regista Tim Burton per la sua interpretazione nella versione italiana del film Dumbo. La voce di Simba, destinato ad essere un potente re fin dalla nascita, è quella di Marco Mengoni, recordman e star del pop italiano, che festeggia quest’anno dieci anni di carriera con 50 dischi di platino. Reduce da un tour sold out in Italia e in Europa, è appena rientrato da Los Angeles dove ha partecipato alla premiere mondiale di The Lion King con il cast americano e il regista Jon Favreau ed è pronto a ripartire con una serie di live unici alla scoperta della natura e delle bellezze italiane.

Il Re Leone si avvale di un’evoluzione delle tecnologie di storytelling che unisce le tecniche del cinema live action a immagini fotorealistiche generate al computer per dare nuova vita all’intramontabile successo mondiale uscito nelle sale nel 1994. Premiato con l’Oscar® per la Miglior canzone originale, “Can You Feel the Love Tonight/L’amore è nell’aria stasera” (Elton John, Tim Rice) e la miglior colonna sonora originale, firmata da Hans Zimmer, il Classico d’animazione Disney ha inoltre ispirato lo spettacolo teatrale premiato con sei Tony Awards®, che a distanza di oltre 20 anni rimane uno dei più grandi successi nella storia di Broadway, arrivando recentemente a ben 9000 rappresentazioni.

Il Re Leone: recensione del nuovo live action Disney

Il Re Leone, Barry Jenkins per il sequel del live action

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Il Re Leone, Barry Jenkins per il sequel del live action

La Disney ha ufficializzato la produzione del sequel del live action de Il Re Leone. Barry Jenkins, il regista premio Oscar per Moonlight, autore di Se la strada potesse parlare, dirigerà il film.

“Ho aiutato mia sorella a crescere due bambini negli anni ’90, sono cresciuto con questi personaggi. Avere l’opportunità di lavorare con la Disney nell’espandere questo magnifico racconto d’amicizia, amore ed eredità mentre posso promuovere il mio lavoro di cronaca delle vite e delle anime delle persone all’interno della diaspora africana è un sogno che si avvera”.

Il film sarà la continuazione del remake fotorealistico del 2019, piuttosto che il cartone animato del 1994. Jon Favreau ha diretto il recente riavvio con recensioni contrastanti ma enormi incassi al botteghino; ha generato oltre 1,5 miliardi di dollari al botteghino globale.

Intanto a casa Jenkins imperversano i festeggiamenti per il nuovo ingaggio del regista, tanto che la compagna dello stesso, la regista Lulu Wang, ha condiviso il video che segue.

Fonte: Variety

Il Re Leone supera Frozen, è il film d’animazione con il più alto incasso di sempre

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Uscito nelle sale americane lo scorso 19 luglio, Il Re Leone ha già messo a segno il primo di una serie di record preannunciati diventando il film d’animazione con il più alto incasso di sempre. Detronizzato quindi Frozen, fermo a 1,276,480,335 milioni di dollari in tutto il mondo (e mancano ancora i risultati di alcuni paesi europei) e scavalcati Gli Incredibili 2 (1.242 milioni), Minions (1.15 milioni), Toy Story 3Cattivissimo Me 3Alla Ricerca di DoryZootropolis.

Finora l’adattamento fotorealistico del classico ha incassato 473,1 milioni di dollari al botteghino domestico e ben 861,5 milioni di dollari all’estero. In Cina, che come saprete è il secondo mercato più grande e importante del globo, si registrano invece numeri da capogiro (118 milioni), senza contare che che il film è riuscito a guadagnare ben 50 milioni in Brasile e Francia e oltre 60 milioni nel Regno Unito.

Leggi la recensione de Il Re Leone

Vi ricordiamo che Il Re Leone arriverà nelle nostre sale il 21 Agosto.

Basato su una sceneggiatura scritta da Jeff Nathanson, il film è stato realizzato con le stesse tecniche di animazione computerizzata utilizzare per portare alla luce Il Libro della Giungla (2016). Jon Favreau, che dirige anche questo secondo live action Disney, dovrà questa volta affrontare una sfida in più, visto che in questo caso non ci sarà nessun personaggio umano su cui basare le inquadrature e le scene.

Nel cast de Il Re Leone figurano, oltre a Glover, anche James Earl Jones, che torna a essere MufasaSeth Rogen e Billy Eichner doppieranno Pumba e Timon. Nel cast anche John Kani, visto in Civil War, che darà voce a Rafiki e Alfre Woodard, che sarà Sarabi. Chiwetel Ejiofor sarà Scar.

Di seguito la sinossi ufficiale:

Simba, il figlio di Mufasa e principe delle Terre del Branco, spera di seguire le orme del padre. Il fratello minore di Mufasa, Scar, complotta per tradire Mufasa e conquistare le Terre del Branco, costringendo Simba all’esilio, dove incontra Timon e Pumbaa. Simba deve stringere un’alleanza e ricostruirsi completamente per prendere ciò che è giustamente suo.

Fonte: Cinemablend

Il Re Leone potrebbe diventare una saga in stile Star Wars per Disney

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Il Re Leone potrebbe diventare un franchise simile a Star Wars! Ad annunciarlo è stato Sean Bailey, presidente di Walt Disney Pictures. Il Re Leone potrebbe espandersi in una grande saga epica, come il franchise di Star Wars“, ha detto Bailey al New York Times. “C’è molto spazio per correre se riusciamo a trovare le storie.”

Il remake “live-action” del classico Disney è uscito nei cinema nel 2019 e ha incassato oltre 1,7 miliardi di dollari al botteghino globale. Diretto da Jon Favreau da una sceneggiatura di Jeff Nathanson, il film segue la trama del film originale del 1994 e presenta una colonna sonora dei compositori originali Hans Zimmer, Elton John e del paroliere Tim Rice. Il cast delle voci originali includeva Donald Glover, Seth Rogen, Billy Eichner, Eric Andre, Keegan-Michael Key, Shahadi Wright Joseph, Chiwetel Ejiofor, Alfre Woodard, John Kani, John Oliver, Florence Kasumba, JD McCrary e Beyonce.

Dopo il successo del film, la Disney ha annunciato, Mufasa: Il re leone, un prequel fotorealistico diretto da Barry Jenkins, che è ancora in lavorazione e la sua uscita è prevista per l’estate 2024. Il film racconterà la vita di Mufasa da giovane cucciolo e creerà le origini della sua faida con Scar. Se questa notizia diventerà un vero e proprio programma di sviluppo la Disney potrebbe continuare a trovare nuove storie da raccontare nell’universo de Il Re Leone, e chi può dire che non potrebbe espandersi ulteriormente per vedere Mufasa e Scar lottare come Luke Skywalker e Darth Vader?  Mufasa: Il re leone uscirà nelle sale il 5 luglio 2024. 

Il Re Leone è il primo incasso di sempre per Disney Italia

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Il Re Leone è il primo incasso di sempre per Disney Italia

Il Re Leone, il nuovo lungometraggio Disney diretto da Jon Favreau, conquista il box office italiano e batte una serie di record nel nostro Paese: Il Re Leone è il primo incasso dell’anno e il primo incasso di sempre nella storia di Disney Italia (ha superato Avengers: EndgameAlice in Wonderland). Nei cinema italiani dal 21 agosto, Il Re Leone ha totalizzato ad oggi 32.921.666 di Euro superando, anche come numero di presenze in sala, il successo mondiale di Marvel Studios Avengers: Endgame.

Dopo pochi giorni dall’uscita nelle sale italiane, Il Re Leone vantava già una serie di record sul territorio: miglior opening di tutti i tempi per un lungometraggio Disney (a esclusione dei film Marvel Studios), secondo miglior opening fra tutti i film distribuiti da Disney Italia, dopo Avengers: Endgame, miglior opening di agosto di tutti i tempi.

Jon Favreau dirige la nuova avventura Disney Il Re Leone, un viaggio nella savana africana dove è nato un futuro re. Simba prova una grande ammirazione per suo padre, Re Mufasa, e prende sul serio il proprio destino reale. Ma non tutti nel regno celebrano l’arrivo del nuovo cucciolo. Scar, il fratello di Mufasa e precedente erede al trono, ha dei piani molto diversi e la drammatica battaglia per la Rupe dei Re, segnata dal tradimento e da tragiche conseguenze, si conclude con l’esilio di Simba. Con l’aiuto di una curiosa coppia di nuovi amici, Simba dovrà imparare a crescere e capire come riprendersi ciò che gli spetta di diritto.

La voce di Simba, destinato a essere un potente re fin dalla nascita, è quella del recordman e star del pop italiano Marco Mengoni, che festeggia quest’anno dieci anni di carriera con 50 dischi di platino. La star internazionale Elisa è la voce di Nala, amica di Simba fin da cucciola. Nala è una potente leonessa che si preoccupa del futuro delle Terre del Branco e incoraggia Simba a seguire il proprio destino come futuro Re. Ai due protagonisti si aggiungono altre due incredibili voci: Edoardo Leo è Timon, lo spiritoso suricato che insieme al suo migliore amico facocero Pumbaa, interpretato da Stefano Fresi, soccorre Simba dopo che quest’ultimo fugge dalla Rupe dei Re. Il film vede la cantante e vocal coach americana che vive in Italia Cheryl Porter interpretare “Il Cerchio della Vita” nella colonna sonora italiana, attualmente disponibile sulle piattaforme digitali e nei negozi.

Il cast italiano vede inoltre Luca Ward dare voce al saggio e affettuoso padre di Simba, Mufasa, Massimo Popolizio nel ruolo di Scar, il malvagio zio di Simba, mentre Toni Garrani è il saggio babbuino Rafiki.

Il Re Leone: recensione del nuovo live action Disney

Il re leone 3D e Roger Rabbit 2

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il produttore Don Hahn annuncia di essere al lavoro sulla riconversione 3D del Re Leone, conferma che la Disney sta progettando Maleficent  e che presto sentiremo parlare di Roger Rabbit 2…

Il Re di Staten Island: trailer ufficiale italiano

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Il Re di Staten Island: trailer ufficiale italiano

La Universal Pictures Italia ha diffuso il trailer italiano ufficiale di Il Re di Staten Island, la nuova commedia firmata Judd Apatow che conferma il giovane talento del Saturday Night Live Pete Davidson. Il Re di Staten Island – The King of Staten Island vede la partecipazione di Steve Buscemi nei panni di Papa, un pompiere veterano che ha preso Scott sotto la propria ala, e Pamela Adlon (su FX per Better Things) nel ruolo di Gina, l’ex moglie di Ray.

Nella sua celebrata carriera, Judd Apatow ha portato una nutrita serie di giovani promesse della commedia al loro debutto sul grande schermo, come nel caso di Steve Carell, Seth Rogen, Jonah Hill, Jason Segel, Kristen Wiig, Amy Schumer e Kumail Nanjiani.  Questa estate, Apatow dirige l’ultimo talento sfornato dal Saturday Night Live, Pete Davidson, in una fresca commedia su amore, lutto e divertimento a Staten Island.

 Il Re di Staten Island – The King of Staten Island è diretto da Apatow (Un Disastro di Ragazza, Molto Incinta, 40 Anni Vergine) da una sceneggiatura dello stesso Apatow, Davidson e l’autore SNL Dave Sirus. È prodotto da Apatow per la sua Apatow Productions al fianco di Barry Mendel. Insieme i due hanno già curato la produzione delle pellicole nominate per il Premio Oscar, The Big Sick – Il Matrimonio Si Può Evitare… L’Amore No e Le Amiche della Sposa, oltre a Questi Sono I 40, Un Disastro di Ragazza e Funny People. I produttori esecutivi del film sono Pete Davidson, Michael Bederman e Judah Miller.

Il Re di Staten Island: la trama

Scott (Davidson) è rimasto un ragazzo immaturo, soprattutto a causa della morte del padre pompiere quando aveva solo sette anni. Ora ne ha più di venti e poche cose gli sono riuscite nella vita, sempre appeso all’illusoria speranza di diventare un tatuatore di successo. Mentre la sua ambiziosa sorella più piccola (Maude Apatow, su HBO con Euphoria) parte per il college, Scott rimane a vivere con la madre, un’esausta infermiera del Pronto Soccorso interpretata dal Premio Oscar Marisa Tomei, passando le sue giornate a fumare erba con gli amici – Oscar (Ricky Velez, Master of None), Igor (Moises Arias, A Un Metro Da Te – Five Feet Apart) e Richie (Lou Wilson, in TV con The Guest Book) – oltre a frequentarsi segretamente con l’amica d’infanzia Kelsey (Bel Powley, su Apple TV+ con The Morning Show).

Quando la madre inizia a portare in casa un vigile del fuoco millantatore e fanfarone di nome Ray (Bill Burr, su Netflix con F Is for Family), si mette in moto una catena di eventi che spingerà Scott a fare i conti con il proprio dolore e ad affrontare i primi passi per andare avanti nella vita.

Il Re di Staten Island: trailer del film di Judd Apatow

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Il Re di Staten Island: trailer del film di Judd Apatow

La Universal Pictures Italia ha diffuso il trailer ufficiale di Il Re di Staten Island, la nuova commedia firmata Judd Apatow che conferma il giovane talento del Saturday Night Live Pete Davidson. Il Re di Staten Island – The King of Staten Island vede la partecipazione di Steve Buscemi nei panni di Papa, un pompiere veterano che ha preso Scott sotto la propria ala, e Pamela Adlon (su FX per Better Things) nel ruolo di Gina, l’ex moglie di Ray.

Nella sua celebrata carriera, Judd Apatow ha portato una nutrita serie di giovani promesse della commedia al loro debutto sul grande schermo, come nel caso di Steve Carell, Seth Rogen, Jonah Hill, Jason Segel, Kristen Wiig, Amy Schumer e Kumail Nanjiani.  Questa estate, Apatow dirige l’ultimo talento sfornato dal Saturday Night Live, Pete Davidson, in una fresca commedia su amore, lutto e divertimento a Staten Island.

 Il Re di Staten Island – The King of Staten Island è diretto da Apatow (Un Disastro di Ragazza, Molto Incinta, 40 Anni Vergine) da una sceneggiatura dello stesso Apatow, Davidson e l’autore SNL Dave Sirus. È prodotto da Apatow per la sua Apatow Productions al fianco di Barry Mendel. Insieme i due hanno già curato la produzione delle pellicole nominate per il Premio Oscar, The Big Sick – Il Matrimonio Si Può Evitare… L’Amore No e Le Amiche della Sposa, oltre a Questi Sono I 40, Un Disastro di Ragazza e Funny People. I produttori esecutivi del film sono Pete Davidson, Michael Bederman e Judah Miller.

Il Re di Staten Island: la trama

Scott (Davidson) è rimasto un ragazzo immaturo, soprattutto a causa della morte del padre pompiere quando aveva solo sette anni. Ora ne ha più di venti e poche cose gli sono riuscite nella vita, sempre appeso all’illusoria speranza di diventare un tatuatore di successo. Mentre la sua ambiziosa sorella più piccola (Maude Apatow, su HBO con Euphoria) parte per il college, Scott rimane a vivere con la madre, un’esausta infermiera del Pronto Soccorso interpretata dal Premio Oscar Marisa Tomei, passando le sue giornate a fumare erba con gli amici – Oscar (Ricky Velez, Master of None), Igor (Moises Arias, A Un Metro Da Te – Five Feet Apart) e Richie (Lou Wilson, in TV con The Guest Book) – oltre a frequentarsi segretamente con l’amica d’infanzia Kelsey (Bel Powley, su Apple TV+ con The Morning Show).

Quando la madre inizia a portare in casa un vigile del fuoco millantatore e fanfarone di nome Ray (Bill Burr, su Netflix con F Is for Family), si mette in moto una catena di eventi che spingerà Scott a fare i conti con il proprio dolore e ad affrontare i primi passi per andare avanti nella vita.

Il re delle indie: recensione del nuovo documentario Prime Video

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Il re delle indie: recensione del nuovo documentario Prime Video

I docufilm permettono al pubblico di conoscere realtà nuove, di scoprire cose affascinanti sul mondo in cui viviamo; i veri documentari riescono a catturare l’attenzione dello spettatore, ed è ciò che riesce a fare al meglio Il re delle indie, disponibile su Prime Video. Il film, diretto dal giovane regista emergente Gaetano Maria Mastrocinque, presenta una delle più antiche tradizioni di Arezzo: la Giostra del Saracino. Protagonisti del documentario sono i grandi cavalieri delle passate edizioni, come Gianni Martino, e del presente, come Gabriele Innocenti.

Il re delle indie: la tradizione di un popolo

La Giostra del Saracino è un torneo cavalleresco molto antico, che affonda le sue radici nel lontano medioevo. La prima testimonianza riguardante la Giostra risalgono al 1260, mentre nei secoli a venire si ritrovano tante tracce riguardo al torneo in tante epoche differenti, fino al 7 agosto del 1931, prima ufficiale edizione della Giostra in età moderna.

Nel torneo si sfidano i quattro principali quartieri di Arezzo: Porta Crucifera, Porta Sant’Andrea, Porta del Foro e Porta Santo Spirito. Ogni quartiere è rappresentato da due cavalieri; il duellante per vincere deve riuscire a centrare un tabellone attaccato allo scudo del Buratto (o re delle indie), un automa girevole.

In Il re delle indie vengono presentate nella prima parte dei video e testimonianze delle edizioni passate, mentre la seconda parte si focalizza sul torneo del 2019. Partendo da dieci giorni prima delle carriere, si presenta al pubblico il percorso di preparazione della città a tale evento e di ansia e trepidazione dei cavalieri in vista del torneo.

Il fascino della cultura popolare

Il re delle indie si presenta da subito come un documentario interessante, che mantiene l’attenzione del pubblico, grazie alle tecniche utilizzate ed alla particolare dedizione con cui è stato realizzato.

Si notano da subito l’utilizzo di varie tecniche che attirano l’occhio dello spettatore, tra queste lo split screen, di cui a tratti ne è stato quasi abusato. Nella prima parte del documentario vengono mostrati filmati delle passate edizioni, insieme alla testimonianza di Gianni Martino, cavaliere che detiene il record di lance d’oro.

A questi si aggiunge anche una certa attenzione ai particolari, primo fra tutti la scelta di un sottofondo musicale spesso teso, incalzante, il quale crea un sentimento di suspense nel pubblico. Inoltre, non mancano le riprese della stessa città di Arezzo, delle preparazioni della piazza al torneo, come anche dello stesso trepidante pubblico. Dei focus sono stati fatti anche su piccoli elementi che caratterizzano la Giostra del Saracino, come i vari costumi e la creazione, da un artigiano locale, della Lancia d’oro.

Una manifestazione tradizionale e sociale

Lo spettatore può legittimamente restare affascinato da come una tale tradizione sia giunta fino ai giorni nostri dal lontano Medioevo, e soprattutto perché viene data ad essa una tale importanza. La risposta è molto chiara: un torneo come la Giostra del Saracino, che affonda le proprie radici in un passato lontano, è parte stessa della cultura locale. Questo elemento viene reso chiaro in Il re delle Indie da come tutti i cittadini si riuniscano in occasione del torneo, tifando per il proprio quartiere, sentendosi realmente parte della propria città e della realtà sociale.

Ciò porta il pubblico ad una riflessione sull’importanza di manifestazioni del genere per sentirsi realmente parte del contesto cittadino. La Giostra del Saracino non è più un semplice torneo di origine medievale, bensì è un qualcosa di unico che caratterizza la città di Arezzo e che porta tutti gli aretini ad avere un senso di appartenenza verso le proprie origini e tradizioni.

Ciononostante, non sempre la Giostra è stata solamente un momento di convivialità cittadina. Come tutte le gare molto partecipate dal pubblico, anche qui si possono creare delle situazioni di conflitto, che possono sfociare in degli scontri di massa. Sia nei video delle passate edizioni, sia nel torneo del 2019, si sono creati dei momenti di caos; nel caso della Giostra del 2019 il motivo della tensione dipende dall’invasione della carreggiata da parte di un tifoso, che distrae il cavallo, rendendo la carriera inevitabilmente nulla e da ripetere.

Il re delle indie presenta la  Giostra del Saracino per quello che è, un’antica tradizione del popolo di Arezzo, che però ha le sue  luci e le sue ombre.

Il Re – Seconda stagione della serie con Luca Zingaretti

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Il Re – Seconda stagione della serie con Luca Zingaretti

Proseguono le riprese della seconda stagione de Il Re, il prison drama Sky Original con Luca Zingaretti. In otto nuovi episodi diretti da Giuseppe Gagliardi, la serie – prodotta da Sky Studios con Lorenzo Mieli per The Apartment e con Wildside, entrambe società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Zocotoco – si mostra oggi nella prima clip dal set.

Scritta da Peppe Fiore, Alessandro Fabbri e Federico Gnesini, Il Re – Seconda stagione vede Zingaretti ancora protagonista nei panni di Bruno Testori, il controverso direttore di un carcere di frontiera alla fine della prima stagione prigioniero nel suo stesso regno. La serie sarà disponibile in tutti i paesi in cui Sky è presente. Il distributore internazionale è Fremantle.

La trama de Il Re – Seconda stagione

Bruno Testori è ora un detenuto nel suo stesso carcere, quando Gregorio Verna, capo dei servizi segreti, fa cadere le sue accuse e lo reintegra nel ruolo di direttore. In cambio deve far parlare un detenuto, il magistrato Vittorio Mancuso, accusato dell’omicidio di una dipendente della Slimpetroil Spa, rinomata compagnia energetica di bandiera, scoprendo perché si sia macchiato di quel delitto prima che l’uomo testimoni davanti a un GIP. Quando Bruno comincia a sospettare la sua innocenza e a temere che i servizi lo stiano usando, decide di vederci chiaro. Sarà l’inizio di una battaglia per la verità il cui prezzo da pagare si rivelerà altissimo.

La cast di Il Re – Seconda stagione

Accanto a Luca Zingaretti nel ruolo del direttore Bruno Testori, tornano Isabella Ragonese (Lei mi parla ancora, Rocco Schiavone, Il padre d’Italia) che interpreta di nuovo Sonia Massini, ora comandante delle guardie penitenziarie del San Michele, Anna Bonaiuto (Loro, Napoli velata, Mio fratello è figlio unico) ancora nei panni del pubblico ministero che indaga sulla rete di illeciti e connivenze che fanno capo a Testori, Laura Lombardo, che nella nuova stagione verrà “promossa e trasferita” in un altro tribunale proprio per colpa sua, e Barbora Bobulova (Scialla!, Cuori puri, Cuore sacro) che nei nuovi episodi sarà di nuovo l’ex moglie del personaggio interpretato da Zingaretti, un’agente dei servizi che lavora nel reparto cybersicurezza. Torna anche Alida Baldari Calabria nei panni della giovanissima figlia di Bruno.

New-entry nel cast di questa stagione sono Fabrizio Ferracane (L’Arminuta, Il Traditore, Anime nere) nei panni di Gregorio Verna, a capo dei servizi segreti, Thomas Trabacchi (Nico, 1988, Amori che non sanno stare al mondo, Romanzo di una strage) in quelli di un magistrato detenuto al San Michele, Vittorio Mancuso, Caterina Shulha (Smetto quando voglio, Hotel Gagarin, L’uomo del labirinto) che sarà Claudia Agosti, l’avvocatessa di Mancuso, e Stefano Dionisi (Tre Piani, 1993, Il Grande Gioco) nei panni di un detenuto del carcere che diventa presto amico di Testori.  

Il rapporto Pelican: libro, trama e cast del film con Julia Roberts

Il genere noto come thriller legale o thriller giudiziario è particolarmente popolare a livello internazionale, e sempre più le storie di avvocati, processi o questioni legate al mondo giudiziario si ritagliano il proprio posto di rilievo nel mercato cinematografico. Film come Schegge di paura, La parola ai giurati o The Judge sono solo alcuni dei più celebri film a riguardo. Tra questi si colloca anche Il rapporto Pelican, opera del 1993 sceneggiata e diretta da Alan J. Pakula. All’interno di questo si ritrovano dunque questioni legate a tale ambito, con intrighi particolarmente complessi che rendono la vita dei protagonisti quanto mai complessa.

Il film non è però una storia nata per il cinema, bensì si tratta dell’adattamento dell’omonimo romanzo di John Grisham, pubblicato nel 1992. Mentre ancora lo stava scrivendo, l’autore vendette i diritti per una sua trasposizione alla Warner Bros. Pictures. Per lo studios aver acquistato la possibilità di portare l’opera in sala si rivelò un grande affare, perché al momento della sua uscita il romanzo divenne un vero e proprio best seller. Il film allo stesso modo, divenne un grande successo, merito anche del coinvolgimento di grandi attori nei ruoli dei protagonisti. Costato 45 milioni di dollari, Il rapporto Pelican arrivò a guadagnarne 193 in tutto il mondo.

Ad attrarre del film, in particolare, vi è naturalmente la sua complessa vicenda, intricata e imprevedibile come ogni buon thriller richiede. Ancora oggi, infatti, Il rapporto Pelican è indicato come uno dei migliori del suo genere, che non manca di sorprendere i propri spettatori ad ogni visione. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

La trama di Il rapporto Pelican

La storia si apre sulla misteriosa uccisione di due giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America. Il primo di questi è Rosenberg, ucciso con un colpo di pistola nella sua stanza, mentre il secondo è Jensen, soffocato mentre era in un cinema a luci rosse. Coinvolta in questi due casi, la giovane studentessa di legge Darby Shaw segue con interesse la vicenda insieme al suo insegnante e amante Thomas Callahan, collaboratore di uno dei due giudici morti. Darby inizia così a fare alcune ricerche per proprio conto nella speranza di trovare qualcosa che accomuni i due omicidi. Lavorando duramente e con grande passione, scopre infine quel qualcosa.

Dalle informazioni ottenute scrive così quello che in breve diventa famoso come il Rapporto Pelican. L’aver passato ciò che sa all’FBI, però, la pongono in serio pericolo. Nel tentativo di non finire nel mirino degli assassini, si rivolge al giornalista del Washington Herald Gray Grantham, a cui rivela i particolari del complotto scoperto. Insieme cercheranno di far arrivare il Rapporto fino ai vertici della sicurezza nazionale, andando però incontro a numerosi pericoli che coinvolgeranno tanto loro quanti coloro con cui entrano in contatto. Difendere la giustizia e la verità sarà dunque un lavoro tanto pericoloso quanto necessario.

Il rapporto Pelican cast

Il rapporto Pelican: il cast del film

Il ruolo della giovane studentessa di legge Darby Shaw era stato scritto dall’autore del romanzo pensando proprio all’attrice Julia Roberts. Quando questa lesse il libro, accettò di recitare nella parte senza neanche il bisogno di leggere la sceneggiatura. Per prepararsi al ruolo, l’attrice decise di spendere del tempo presso una scuola di legge, seguendo anche alcuni corsi. Così facendo ebbe modo di comprendere meglio le dinamiche di tale materia, potendo così risultare più realistica nella sua interpretazione. Nei panni del suo insegnante e amante Thomas Callahan, invece, si ritrova il celebre attore e drammaturgo Sam Shepard. Tony Goldwyn è Fletcher Coal e John Heard interpreta Gavin Verheek.

Ad interpretare il giornalista Gary Grantham si trova il due volte premio Oscar Denzel Washington. Per prepararsi al ruolo, questi decise di frequentare alcuni giornalisti di Washington, al fine di comprendere come si svolge il loro lavoro e con quali dinamiche. L’attore, inoltre, richiese di eliminare dalla sceneggiatura la sottotrama relativa al coinvolgimento sentimentale che nel libro Grantham sviluppa per Darby. Secondo Washington, infatti, questo avrebbe distolto l’attenzione dalla vera storia del film. Tra gli altri attori noti presenti nella pellicola si citano inoltre Stanley Tucci nei panni di Khamel e Cynthia Nixon, celebre per il ruolo di Miranda in Sex and the City, è Alice Stark. John Lithgow, infine, è Smith Keene.

Il trailer di Il rapporto Pelican e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Il rapporto Pelican è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Now, Google Play, Apple TV e Prime Video. Per vederlo, basterà sottoscrivere un abbonamento generale alla piattaforma in questione o noleggiare il singolo film. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà a disposizione soltanto un dato periodo temporale entro cui vedere il titolo. In alternativa, il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di sabato 3 febbraio alle ore 23:40 sul canale Rete 4.

Fonte: IMDb

Il rapporto Pelican: la spiegazione del finale del film

Il rapporto Pelican: la spiegazione del finale del film

Il rapporto Pelican è un thriller politico tratto dall’omonimo romanzo di John Grisham, noto per i suoi racconti legali ricchi di suspense e intrighi (da cui sono stati tratti film come La giuria e Il cliente). Il film mantiene la struttura tipica dell’autore, intrecciando mistero, investigazione e tensione legale, e porta sullo schermo una trama avvincente che ruota attorno alla giornalista Darby Shaw e alla sua scoperta di una cospirazione legata all’omicidio di due giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti. La trasposizione cinematografica enfatizza suspense e ritmo narrativo, mescolando elementi di thriller giudiziario con investigazione giornalistica.

Appartenente al genere del thriller politico-legale, il film combina indagine, tensione e intrighi istituzionali, creando un’atmosfera di costante sospetto e pericolo. La regia mette in risalto l’urgenza della scoperta e la vulnerabilità della protagonista, mentre la sceneggiatura alterna momenti di alta tensione a sequenze più riflessive, in cui emergono le implicazioni morali e sociali della cospirazione. Gli inseguimenti e le ricerche di prove diventano strumenti per approfondire il tema della verità e del coraggio individuale di fronte a potenti interessi politici.

Il film affronta temi universali come il potere, la corruzione, la responsabilità e il ruolo del giornalismo nel rivelare ingiustizie e minacce all’ordine costituzionale. La protagonista incarna la lotta per la verità e il senso di giustizia, mostrando come l’individuo possa influire sugli equilibri di potere. Nel resto dell’articolo verrà analizzato il finale del film, spiegandone il significato, le implicazioni dei temi trattati e come la conclusione risolve la tensione narrativa, offrendo al contempo una riflessione sui valori morali e civili al centro della storia.

Il rapporto Pelican film

La trama di Il rapporto Pelican

La storia si apre sulla misteriosa uccisione di due giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America. Il primo di questi è Rosenberg, ucciso con un colpo di pistola nella sua stanza, mentre il secondo è Jensen, soffocato mentre era in un cinema a luci rosse. Coinvolta in questi due casi, la giovane studentessa di legge Darby Shaw (Julia Roberts) segue con interesse la vicenda insieme al suo insegnante e amante Thomas Callahan, collaboratore di uno dei due giudici morti. Darby inizia così a fare alcune ricerche per proprio conto nella speranza di trovare qualcosa che accomuni i due omicidi. Lavorando duramente e con grande passione, scopre infine quel qualcosa.

Dalle informazioni ottenute scrive così quello che in breve diventa famoso come il Rapporto Pelican. L’aver passato ciò che sa all’FBI, però, la pongono in serio pericolo. Nel tentativo di non finire nel mirino degli assassini, si rivolge al giornalista del Washington Herald Gray Grantham (Denzel Washington), a cui rivela i particolari del complotto scoperto. Insieme cercheranno di far arrivare il Rapporto fino ai vertici della sicurezza nazionale, andando però incontro a numerosi pericoli che coinvolgeranno tanto loro quanti coloro con cui entrano in contatto. Difendere la giustizia e la verità sarà dunque un lavoro tanto pericoloso quanto necessario.

La spiegazione del finale del film

Il terzo atto de Il rapporto Pelican accelera bruscamente il ritmo, concentrandosi sulla fuga di Darby Shaw e sulla definitiva emersione della verità. Dopo essere scampata a un agguato e aver compreso la portata della cospirazione, Darby trova in Gray Grantham un alleato decisivo. I due ricostruiscono con precisione il movente degli omicidi, collegandoli agli interessi petroliferi di Victor Mattiece. Tra inseguimenti, attentati e continui cambi di rifugio, il film costruisce una tensione costante, trasformando l’indagine teorica della protagonista in una corsa contro il tempo per sopravvivere e rendere pubbliche le prove decisive.

La risoluzione narrativa avviene quando Darby e Grantham recuperano i documenti e la registrazione che confermano il coinvolgimento diretto di Mattiece negli omicidi dei giudici. Rifugiatisi nella redazione del Washington Herald, i due consegnano il materiale alla stampa, ribaltando gli equilibri di potere che fino a quel momento avevano protetto i responsabili. Il racconto si chiude con l’intervento delle istituzioni federali, l’incriminazione di Mattiece e dei suoi collaboratori e l’isolamento politico del presidente. Darby viene infine messa sotto protezione, mentre la verità trova finalmente spazio nell’opinione pubblica.

Il rapporto Pelican cast

Dal punto di vista tematico, il finale porta a compimento la riflessione del film sul rapporto tra verità e potere. La diffusione del “rapporto Pelican” dimostra come un’analisi lucida e documentata possa incrinare sistemi apparentemente intoccabili. Il film sottolinea il ruolo cruciale del giornalismo investigativo come contrappeso alle pressioni politiche ed economiche, mostrando come la verità abbia bisogno di intermediari coraggiosi per emergere. La scelta di affidare la conclusione alla pubblicazione dell’inchiesta rafforza l’idea che la giustizia non passi solo dai tribunali, ma anche dall’informazione libera.

Il destino di Darby Shaw completa il percorso della protagonista, trasformandola da studentessa idealista a figura simbolica di resistenza civile. Il fatto che venga costretta a scomparire, pur avendo avuto ragione, evidenzia il prezzo personale della verità in un sistema corrotto. Allo stesso tempo, il sorriso finale di Darby mentre ascolta Grantham suggerisce una vittoria morale, seppur incompleta. Il film evita un lieto fine consolatorio, preferendo una conclusione amara ma coerente, che ribadisce come la giustizia sia spesso fragile e costantemente minacciata dal potere.

Ciò che Il rapporto Pelican lascia allo spettatore come insegnamento è una forte ammonizione sulla vigilanza democratica. Il film invita a non sottovalutare l’impatto delle decisioni politiche ed economiche sull’ambiente, sulla giustizia e sulle vite individuali. Sottolinea inoltre l’importanza del pensiero critico, del coraggio civile e della responsabilità personale, mostrando come anche un singolo individuo possa innescare un cambiamento significativo. In definitiva, il messaggio morale del film è chiaro: la verità può essere pericolosa, ma resta l’unico strumento autentico per contrastare l’abuso di potere.

Altri approfondimenti su film tratti dalle opere di John Grisham

Il rapimento di Arabella: recensione del film di Carolina Cavalli – Venezia 82

Carolina Cavalli aveva presentato il suo primo lungometraggio, Amanda, tra le fila di Orizzonti Extra alla Mostra del Cinema di Venezia 2022 e ora torna, sempre nella cornice della sezione parallela, con Il Rapimento di Arabella. Classe ’91, la giovane regista italiana che ha fatto furore all’estero con la sua opera prima ci immerge nuovamente nello stralunato cosmo di graffiante ironia e rapporti scomodi capace di spiazzare e anche emozionare.

Un Florida Project on the road

Arabella è sfrontata, maleducata, figlia di un attore dalla carriera in crisi (Chris Pine) e di una madre ex modella. Non fosse per il breve (primo) prologo, in cui vediamo il padre interagire con la figlia – o almeno cercare di farlo – Arabella non avrà più contatti con i genitori nel corso del film. Ne troverà un altro, ugualmente fatiscente ma brutalmente più onesto. Una sera, dopo aver costretto per sfinimento il padre a portarla in un fast food, viene rapita da Holly (Benedetta Porcaroli), che pensa di rivedere in lei sè stessa da bambina. Parte così un road trip in cui si porta affianco una mini versione di sè, che tratta come se fosse una sua pari, perchè in fondo non è mai cresciuta ancora davvero. Di lei sappiamo che studia fisica all’università, che lavorava in una pista di pattinaggio sul ghiaccio, e che ha una mamma morta che “finge” di chiamare ogni tanto rassicurandola.

Per Holly, il “rapimento” di Arabella sembra avere un unico scopo: riuscire a piacere alla sè bambina, proiettando sostanzialmente su di lei tutto quello che avrebbe voluto essere e fare ma non c’è riuscita, esattamente come potrebbe fare un genitore scontento. Vuole portarla a La Cruz, isola felice dove è cresciuta e “c’è sempre la luce” e dove è stato interrotto bruscamente il suo sogno di diventare una ballerina.

Il marchio Cavalli è “made in the USA”

Cavalli costruisce sempre questi microcosmi surreali in cui l’ironia secca fa da padrone e i personaggi, pur dialogando in italiano, sembrano abitare gli spazi degli Stati Uniti che abbiamo da sempre conosciuto al cinema. Qui, in particolare, ci sono i motel, il road trip, il fast food e perfino una versione della celebre White Chapel di Las Vegas. Se ancora non fosse abbastanza, vi basti sapere che l’unico americano nel cast ha nome italiano.

Holly è sferzante come un pugno a causa di un’emotività inesplosa e Porcaroli, incredibilmente diretta nella sua quasi totale impassibilità, la incarna in maniera credibile. Certo, serve stabilire un patto di accettazione per entrare nei mondi assurdi creati da Cavalli: è sicuramente un cinema che noi italiani non siamo abituati a fare, un quirky dall’appeal decisamente più statunitense (il grande successo di Amanda negli States lo testimonia). Ma la vera rivelazione di Il rapimento di Arabella è Lorenza Guglielmino, una piccola peste da cui è impossibile staccare gli occhi e la cui ardente spontaneità perfettamente si sposa con le narrazioni orchestrate da Cavalli, in cui i personaggi possono mentire a loro stessi ma mai al pubblico.

Nel nuovo film di Cavalli, il rapimento diventa quinti viaggio conoscitivo di un femminile che non si è mai davvero scoperto, o meglio, che ha accettato di piegarsi alla scelte di una vita che non ha mai effettuato. Forse è proprio rivivendo il proprio passato e accettando che coprire le ferite non equivale a vivere, che Holly potrebbe davvero scrivere la sua storia di un’infanzia (non) perduta.

Il rapimento di Arabella: la spiegazione del finale: cosa rivela davvero l’ultima scena

Il film costruisce per tutta la sua durata un intreccio ambiguo, dove verità, manipolazione e percezione del pericolo si confondono fino a far dubitare lo spettatore di ciò che sta guardando. Il rapimento di Arabella non è soltanto un thriller sul ritrovamento di una bambina scomparsa: è soprattutto una riflessione sulla fragilità delle relazioni familiari, sul senso di colpa e su quanto la paura possa trasformarsi in un motore narrativo più potente della verità stessa. Il finale, volutamente sospeso e stratificato, chiude il cerchio di una storia che parla meno del crimine e più delle conseguenze emotive che quel crimine lascia nei personaggi.

Prima di arrivare all’ultima rivelazione, il film dissemina segnali che rendono la soluzione meno immediata e più disturbante: ogni gesto dei personaggi sembra contenere una doppia lettura, e la dinamica del rapimento assume un valore simbolico che va oltre il fatto di cronaca. È in questo contesto che l’ultima scena acquista significato, ribaltando ciò che lo spettatore credeva di aver capito.

Il ritorno di Arabella e l’ambiguità della verità: perché il finale non dà risposte definitive

Il rapimento di Arabella

Nel finale, Arabella viene ritrovata in circostanze apparentemente chiare, ma la sua versione dei fatti e il comportamento degli adulti attorno a lei non coincidono mai del tutto. Il film non conferma apertamente chi sia il responsabile del rapimento, né perché la bambina si comporti in modo distante, quasi come se facesse fatica a riconoscere la sua stessa casa. Questa scelta narrativa è centrale: il regista non vuole offrire un colpevole, ma mostrare cosa accade quando la verità è più complessa della sua semplificazione giudiziaria.

Il silenzio di Arabella non è tanto un indizio di ciò che ha vissuto, quanto un riflesso del disagio emotivo che permea l’intero nucleo familiare. Il trauma non si manifesta attraverso una confessione, ma attraverso la difficoltà della bambina di reintegrarsi in una quotidianità che appare incrinata. Il finale suggerisce che l’evento traumatico non si esaurisce con il ritrovamento: il vero “rapimento”, metaforico, riguarda l’idea stessa di famiglia che i genitori avevano costruito, ora irrimediabilmente alterata.

Il ruolo dei genitori e la colpa taciuta: cosa lascia intendere l’ultima sequenza nel corridoio

Uno degli elementi più discussi è la scena finale nel corridoio, quando lo sguardo di Arabella si incrocia con quello del padre. Il film interrompe la narrazione proprio su quell’istante, lasciando intendere che tra i due esista un non detto che non verrà mai esplicitato. Lo sguardo della bambina non è accusatorio, ma lucido, come se avesse compreso qualcosa che gli adulti non sono pronti ad ammettere.

Il padre, dal canto suo, appare schiacciato da un senso di colpa che non riguarda necessariamente il rapimento in sé, ma la dinamica familiare che ha preceduto l’evento: l’assenza, la tensione, le fratture emotive diventano parte integrante del mistero. Il film usa il genere thriller come cornice per raccontare una verità più amara: il pericolo non è sempre esterno, e a volte la minaccia nasce dalle crepe affettive che restano irrisolte.

Quella scena lascia lo spettatore con la percezione che la famiglia non potrà tornare alla vita precedente e che il rapimento, reale o simbolico, ha messo in luce fragilità che non potranno più essere ignorate.

L’ultima inquadratura: perché il film sceglie un finale aperto e cosa vuole comunicare allo spettatore

Il film si chiude senza spiegare cosa sia realmente accaduto ad Arabella. Non ci sono confessioni, né flashback risolutivi, né una ricostruzione oggettiva dell’evento. Questo non è un vuoto narrativo, ma una scelta precisa: la verità nei casi di trauma non è mai lineare, e spesso rimane frammentata, custodita solo da chi l’ha vissuta. Arabella torna a casa, ma non è la stessa bambina, e la sua famiglia non è più lo stesso luogo.

Il finale aperto invita lo spettatore a interrogarsi più sul “perché” che sul “come”: perché la bambina tace, perché il padre sembra temere il suo ritorno, perché il mondo delle apparenze crolla appena sotto la superficie? È un epilogo che privilegia l’emozione alla risposta, la tensione alla risoluzione, la complessità umana al semplice colpo di scena.

In questo senso, Il rapimento di Arabella non promette la certezza, ma un percorso emotivo: un film che continua a vivere anche dopo la sua conclusione, proprio perché ci lascia in sospeso con la consapevolezza che alcune verità non possono essere spiegate, ma solo intuite.

Il rapimento di Arabella: il trailer del film di Carolina Cavalli con Benedetta Porcaroli

Piperfilm, Elsinore Film e The Apartment, società del gruppo Fremantle, presentano il trailer ufficiale di Il rapimento di Arabella (leggi qui la nostra recensione), opera seconda della regista Carolina Cavalli presentata in anteprima alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, in Concorso nella nella sezione Orizzonti e vincitrice del premio per la migliore attrice a Benedetta Porcaroli.

Scritto dalla stessa regista, il film è interpretato da Benedetta Porcaroli, Lucrezia Guglielmino, Chris Pine, Marco Bonadei ed Eva Robin’s, ed è prodotto da Antonio Celsi e Annamaria Morelli e per PiperFilm da Massimiliano Orfei, Luisa Borella e Davide Novelli.

“Il rapimento di Arabella” è una produzione Elsinore Film, The Apartment, società del gruppo Fremantle, e PiperFilm, che lo distribuirà nei cinema in Italia dal 4 dicembre e all’estero con Charades.

La trama di Il rapimento di Arabella

Holly, 28 anni, ha sempre pensato di essere la versione sbagliata di sé stessa e che la sua vita non sia andata nel modo giusto. Quando incontra una bambina di nome Arabella, si convince di aver trovato sé stessa da piccola. Decisa a scappare di casa, la bambina nasconde la sua identità e asseconda il desiderio di Holly: tornare indietro e diventare qualcuno di speciale.

Il Ranger Solitario: prima foto ufficiale di Johnny Depp e Armie Hammer!

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Le riprese di The Lone Ranger, kolossal diretto da Gore Verbinski sono iniziate da un paio di settimane, oggi arriva la prima foto ufficiale dal set pubblicata niente meno che dal produttore del film Jerry Bruckheimer dal suo profilo Twitter.

La foto ritrae Johnny Depp e  Armie Hammer nei panni dell’Indiano Tonto e del Ranger:

Fonte: Twitter

Il Ramdam Film Festival annullato a causa di minacce terroristiche

Il Ramdam Film Festival (Belgio) è stato annullato a causa di problemi di sicurezza derivanti da minacce terroristiche. Il festival, originariamente previsto dal 20 al 27 Gennaio, è stato istituito nel 2011 come vetrina per i film politicamente impegnati. Gli organizzatori, informati dalle autorità che la minaccia di un attacco terroristico era “ad un livello molto alto”, si sono immediatamente adoperati per evacuare il teatro Imagix il 22 Gennaio.

ramdam film festival

La mossa sottolinea la situazione della sicurezza intensificata in Europa, e sarà sicuramente fonte di domande riguardo eventuali misure di sicurezza aggiuntive da mettersi in atto in vista dell’inaugurazione del Festival del Cinema di Berlino, tra meno di due settimane.

Non abbiamo ricevuto alcun tipo di minaccia“, ha confermato un portavoce del Festival di Berlino a Deadline Hollywood. “Abbiamo 300.000 persone che frequentano il festival ogni anno e garantiamo dunque una presenza altissima di sicurezza. E ‘qualcosa che prendiamo molto sul serio e siamo molto ben attrezzati. Lavoriamo a stretto contatto con le autorità e siamo in grado di adattarci a qualsiasi situazione di emergenza “.

La line-up del Ramdam Festival includeva la pellicola del regista mauritano candidato all’Oscar Abderrahmane Sissako Timbuktu ,la quale trattava della lotta dei  maliani contro l’estremismo islamico.

Siamo profondamente dispiaciuti di aver dovuto annunciare questa decisione al pubblico nelle sale“, si legge sul sito del festival. “Sin dalla sua creazione nel 2011, il Ramdam Festival ha dato la parola a sensibilità plurime e sostenuto i valori di apertura, dialogo, tolleranza, libertà e di scambio per il mondo“.

Fonte: Deadline

Il ragazzo più felice del mondo: recensione del film di Gipi

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Il ragazzo più felice del mondo: recensione del film di Gipi

Il ragazzo più felice del mondo potrebbe essere Francesco, un ragazzo che a 14 anni mandò una lettera a Gianni Pacinotti, in arte Gipi, per esternargli la sua devozione di fan e chiedergli un disegno. Se non fosse che Francesco, forse, non esiste, è un’identità fittizia di un amante dei fumetti, probabilmente con disturbi mentali, che per oltre 20 anni ha mandato la stessa lettera da ammiratore a moltissimi fumettisti italiani.

L’incredibile storia vera in cui si è imbattuto l’autore de La mia vita disegnata male è diventata così il pretesto per il film che Gipi ha presentato alla Mostra di Venezia 75 nella sezione Sconfini. Il progetto era quello di un documentario, in cui Pacinotti raccoglieva le testimonianze dei suoi colleghi fumettisti, oltre 50, che avevano ricevuto la stessa lettera nel corso degli anni e con tutti loro andava da “Francesco” per renderlo, appunto, il ragazzo più felice del mondo. Da una parte un’idea geniale, dall’altra il problema di come raccontarla, senza ledere la privacy di questo misterioso fan, e allo stesso tempo senza tradire la storia.

E così l’intuizione è stata quella di trasformare il “problema di come raccontare” la vicenda nel film stesso. Per farlo, Gipi ha chiesto ai suoi amici di aiutarlo, letteralmente, sprofondando finalmente nel metacinema, che tante volte ha accarezzato; il pisano si circonda di persone che sono suoi amici nella vita vera, spingendoli davanti alla macchina da presa, sullo schermo, per metterlo al centro dell’attenzione e per demolire il suo narcisismo senza ferirlo troppo in profondità (sono pur sempre suoi amici).

Gipi: intervista al regista di Il ragazzo più felice del mondo

Con il solito acume auto-critico e analitico, Gipi realizza questa stramba commedia che non manca di diventare territorio di profonda riflessione su quello che è davvero il mestiere del cantastorie, di chi vuole sottoporre il proprio mondo interiore, le proprie fantasie, le proprie storie al giudizio del pubblico e a cosa vuol dire esporre se stessi a questo rischio. Riflessione particolarmente cara a lui che in tutto il suo lavoro ha messo una parte di sé e della sua vita privata. Fama, fan, disegno, storie: il film tocca tutte le sue ossessioni ma non dimentica il gioco, la leggerezza e la risata forte e genuina che esplode dal petto, per un’intuizione brillante, o una battuta politicamente scorretta.

Davide Barbafiera, Gero Arnone e Francesco Daniele sono i coprotagonisti e gli incaricati a demolire l’ego e ad accompagnare l’amico, in quello che, nel finale, diventa un road movie anomalo, che si risolve in un lieto fine inaspettato. Con i tre co-protagonisti, sullo schermo si avvicendano anche molti volti noti del fumetto italiano, qualcuno chiamato a testimone nel ruolo di se stesso, qualcun altro che ha accettato di trasformarsi in attore per un giorno: tutti amici di Pacinotti nella vita vera. Una scanzonata compagnia che mette in scena un film disordinato, che prende tante direzioni, ne segue altre ancora, in nome dell’intuizione, della storia da seguire, e nonostante questo mantiene intatto lo spirito del suo autore, uno spirito da bambino saggio che non ha mai smesso di disegnare.

Il ragazzo più felice del mondo è Gianni stesso, perché nonostante il pericolo di esporre il suo cuore e la sua vita al mondo intero, continua a farlo per amore delle storie. E non c’è forma di devozione più rischiosa e più grande.

Il ragazzo più bello del mondo, recensione del film su Björn Andrésen

A cinquant’anni dall’uscita di Morte a Venezia di Luchino Visconti, Il ragazzo più bello del mondo esplora la dimensione privata di Björn Andrésen, che fu Tadzio nel film. In sala dal 13 settembre, distribuito da Wanted Cinema, con Films Boutique, Juno Films, Mantaray Film, il documentario diretto da Kristina Lindström e Kristian Petri ha partecipato al Sundance Film Festival 2021.

La storia di Brn Andrésen

Il ragazzo più bello del mondo è la storia di un quindicenne svedese che incontra improvvisamente il successo sulla sua strada, un giorno del 1970, quando Visconti arriva a Stoccolma per cercare l’interprete di Tadzio nel suo prossimo film, Morte a Venezia. Cerca un ragazzo biondo dallo sguardo enigmatico e quando Bjorn appare di fronte a lui, capisce di aver trovato la persona giusta. Da allora la vita del giovane Björn Andrésen cambia completamente. È destinato a diventare un idolo dell’occidente e non solo. Ma chi era Björn prima del successo? Un ragazzo introverso e amante della musica, voleva suonare. Dopo la morte della madre, frequenta il collegio. Poi, cresce con la nonna, che vuole farne una celebrità ad ogni costo. L’incontro con Visconti e il successo precoce travolgono un ragazzino ancora adolescente. L’industria del cinema lo sfrutta finché può e lui diventa quasi un oggetto in mani altrui. Gira il mondo: Parigi, Londra e perfino il Giappone. È una vera star e la sua bellezza diventa iconica. Infine, l’oggi. Dopo un matrimonio, una figlia, Robine, e un’altra tragica perdita, Björn vive in un piccolo appartamento in affitto a Stoccolma e alterna periodi di buio a periodi più sereni. Ha una compagna, Jessica, che lo sostiene, e ha recuperato il rapporto con Robine. Questo viaggio a ritroso nei luoghi della sua giovinezza, lo aiuterà forse a riconciliarsi con sé stesso e con quel turbolento periodo della sua vita.   

Il ragazzo più bello del mondo illumina ciò che è sconosciuto

Alzi la mano chi non si è chiesto almeno una volta nella vita: come mai i protagonisti dei manga giapponesi anni ’70 sono spesso biondi, con gli occhi azzurri? Cioè, hanno lineamenti marcatamente occidentali, anziché nipponici? Il ragazzo più bello del mondo ha la risposta. Il volto angelico e diafano di Björn Andrésen, che ebbe un successo clamoroso in Giappone, ha ispirato un’intera generazione di disegnatori di manga. Parola di Riyoko Ikeda, creatrice di Lady Oscar. Vedere per credere. Questa chicca è solo un esempio dell’approccio adottato ne Il ragazzo più bello del mondo. Se un documentario può dirsi pienamente riuscito è proprio perché fa luce su qualcosa di misconosciuto. Adotta una prospettiva nuova. È ciò che fa il lavoro di Lindström e Petri: si muove dalla superficie all’essenza, lascia il personaggio per raccontare l’uomo Björn Andrésen. È un’operazione di restituzione quella che i registi fanno nei confronti di Bjorn. Dal documentario emerge infatti come il ragazzo sia stato trattato alla stregua di un oggetto da sfruttare, spremuto dall’industria cinematografica e dai manager di mezzo mondo, che hanno visto in lui, giovane, bello e inquieto, la gallina dalle uova d’oro. 

Un uso sapiente delle fonti visive e dei mezzi espressivi

Dal punto di vista stilistico, il lavoro è un interessante mix di fonti e formati: le riprese di oggi, i filmati in super 8 con la cinepresa della nonna sul set di Morte a Venezia, i filmati ufficiali dal set, le interviste a Visconti, la premiere del film a Londra, a marzo 1971, in cui il regista dichiara per la prima volta che Björn è “il ragazzo più bello del mondo”, definizione che lo avrebbe accompagnato per sempre. Due mesi dopo, Cannes. Accanto a questo, la dimensione più intima: le poesie della madre e vecchi audio di Björn e della sorella Annike bambini, con la madre. Quest’alternanza vivacizza la narrazione, la rende varia e compone un mosaico che restituisce un quadro per la prima volta completo dell’uomo. La fotografia di Erik Vallsten contribuisce in modo determinante a delineare l’atmosfera del racconto e attraverso il contrasto tra luce e ombra si fa metafora dell’interiorità del protagonista. Anche le musiche di Anna Von Hausswolff e Filip Leyman accompagnano bene questo viaggio intimo. Il film mostra lo stesso Björn, che è musicista oltre che attore, suonare e cantare.

Un viaggio concreto e intimo assieme al protagonista

Il ragazzo più bello del mondo è un viaggio nel senso letterale del termine, perché Björn torna nei luoghi della sua giovinezza, ma è anche metaforico, interiore, estremamente sentito, dal valore forse catartico. Andrésen torna ad incontrare chi fu con lui protagonista di quel periodo, vecchi conoscenti e amici, ma finalmente ha spazio per raccontare alla telecamera come si sentiva, cosa ha vissuto realmente, al di là delle apparenze. Frasi come “Ero dannatamente solo”, oppure, in riferimento al periodo che seguì la presentazione del film a Cannes: “Lì tutta la baraonda ha avuto il sopravvento. Il circo ha avuto inizio”. “Era come se avessi uno stormo di pipistrelli attorno a me tutto il tempo. Un incubo!” non possono non restare impresse e far riflettere. 

Traumi e lutti non elaborati 

Ciò che colpisce, poi, è scoprire una famiglia i cui componenti tendono a nascondere sé stessi agli altri, soprattutto il loro malessere. Dove i problemi non vengono affrontati, ma taciuti e gli eventi traumatici restano tali perché mai elaborati. Nella vita di Björn il primo grande trauma è la scomparsa e la morte della madre, che lui definisce: “una cercatrice, una bohemien con un’anima artistica”. Fotografa, poetessa, pittrice, giornalista, con una galleria d’arte, modella per Dior. Il suo allontanamento e la sua morte restano misteriosi. E in famiglia, come lui steso afferma, non se ne parlò mai. Stessa scelta era stata fatta riguardo al padre di Björn, e ancora oggi lui non conosce la sua identità. Una famiglia, insomma piena di segreti e di non detti, dove nascondere e rimuovere sembra essere un’abitudine. Lo spettatore può solo immaginare quanta sofferenza questo abbia provocato al giovane protagonista. A ciò si aggiunge, in età adulta, il dolore per la morte del secondo figlio, Elvin, che lo ha portato alla depressione e all’alcolismo. 

Il ragazzo più bello del mondo, però, non punta al facile pietismo, ma è avvincente e spontaneo, proprio come il suo protagonista, che oggi di sé semplicemente dice: “Non mi sono mai considerato un attore. È andata così e basta”. 

Non una celebrazione di Visconti

Quel che nel film non si trova, e chi se lo aspetta resterà deluso, è una celebrazione di Luchino Visconti a 50 anni dall’uscita di Morte a Venezia, che viene sì descritto come una figura carismatica: “Forte, severo, austero, spietato”, ma è lasciato sullo sfondo, per lasciare spazio alla figura di Andrésen. I due registi svedesi propongono un viaggio nel dietro le quinte di Morte a Venezia, nella vita del giovane protagonista, restituendo a Björn uno spazio d’espressione libera e alla sua storia un po’ di verità.

Il ragazzo invisibile: Trailer ufficiale del film di Gabriele Salvatores

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Guarda il trailer ufficiale del nuovo film di Gabriele Salvatores, Il Ragazzo Invisibile, prodotto da Indigo Film con Rai Cinema Babe Films.

Il film ha per protagonista Michele, un adolescente apparentemente come tanti che vive in una tranquilla città sul mare. Non si può dire che a scuola sia popolare, non brilla nello studio, non eccelle negli sport. Ma a lui in fondo non importa. A Michele basterebbe avere l’attenzione di Stella, la ragazza che in classe non riesce a smettere di guardare. Eppure ha la sensazione che lei proprio non si accorga di lui. Ma ecco che un giorno il succedersi monotono delle giornate viene interrotto da una scoperta straordinaria: Michele si guarda allo specchio e si scopre invisibile.   La più incredibile avventura della sua vita sta per avere inizio.

Il Ragazzo Invisibile prodotto da Indigo Film con Rai Cinema, coprodotto da Faso Film e Babe Films in associazione con Ifitalia Spa Gruppo BNP Paribas e Sting Occhiali by De Rigo Spa, uscirà nelle sale italiane il 18 dicembre distribuito da 01Distribution.

Il Ragazzo Invisibile: recensione del film di Gabriele Salvatores

Ero solo questione di tempo, con le nostre sale invase dai supereroi d’oltreoceano e botteghini milionari che fanno gola. I supereroi sbarcano anche in Italia con una regia tutta nostra e di prestigio, quella di Gabriele Salvatores che porta in scena Il Ragazzo Invisibile, dal 18 Dicembre distribuito in oltre 400 copie dalla 01Distribution.

In Il Ragazzo Invisibile Michele (Ludovico Girardello) frequenta la scuola media, è un ragazzino come tanti, non molto popolare e spesso preso di mira dai bulli della classe. Questi trattamenti non lo fanno soffrire però tanto quanto quello che gli riserva Stella (Noa Zatta), la bellissima ultima arrivata della scuola, da cui lui non riesce a togliere gli occhi di dosso ma che sembra proprio non accorgersi di lui. Invisibile tra i suoi coetanei, Michele una mattina si sveglia e guardandosi allo specchio scopre di essere realmente invisibile. Cosa gli è successo? E perché? Spaventato e confuso, Michele noterà subito che essere invisibile ha anche i suoi vantaggi e un’avventura da vero supereroe stava aspettando solo lui.

Il Ragazzo Invisibile

C’è tanta passione dietro a questo progetto, partito da un’idea tutta italiana scaturita dalla domanda “perché noi no?”, e questa passione e voglia di fare, traspare in ogni singolo fotogramma. Salvatores dal canto suo offre una regia pulita e senza fronzoli, funzionale a raccontare la storia de Il Ragazzo Invisibile e supportato da un team per gli effetti speciali, anch’esso arruolato nel Bel Paese. Perché noi no? C’è tanta ragione dietro a questa domanda, ma la differenza tra i filmoni di supereroi americani e il nostro piccolo Michele è tanta. L’impronta europea sulla pellicola è indelebile e questo è sicuramente colpa degli 8 milioni di budget che, sì saranno tantissimi per una produzione italiana, ma non ci faranno mai arrivare al livello di un prodotto come quello americano o facile da esportare in altri paesi come quello americano.

Ma Salvatores ci invita a superare questo preconcetto, e così facciamo. Il Ragazzo Invisibile è quindi un bel film per famiglie, posizionato perfettamente durante le festività e che appassionerà sia i più piccoli che i più grandi. La storia scorre veloce ed è intrigante, piena di colpi di scena e segreti, pronti ad essere svelati per la prima volta anche allo stesso protagonista, ben interpretato da Ludovico Girardello alla sua prima prova da attore. Insieme a lui nel cast anche Fabrizio Bentivoglio, Valeria GolinoChristo Jivkov e Kseniya Rappoport.

Le premesse per un successo ci sono tutte e grazie all’attività di marketing dietro che è partita da molto lontano con teaser e graphic novel e romanzo in uscita in contemporanea, siamo abbastanza certi che un secondo film, che viene ampiamente lanciato nel finale di questo primo, sarà una certezza dei prossimi anni.

Il Ragazzo Invisibile: Panini Comics e Indigo Film per il fumetto

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Panini Comics con Indigo Film è lieta di presentare Il Ragazzo Invisibile, l’opera a fumetti che espande l’universo del nuovo, atteso film di Gabriele Salvatores, nelle sale italiane l’11 Dicembre 2014, distribuito da 01 Distribution. Salvatores dirige la storia di un supereroe: un ragazzo con il potere di diventare invisibile.

Michele ha 13 anni e vive in una tranquilla città sul mare. Non si può dire che a scuola sia popolare, non brilla nello studio, non eccelle negli sport. Ma a lui in fondo non importa. A Michele basterebbe avere l’attenzione di Stella, la ragazza che in classe non riesce a smettere di guardare. Eppure ha la sensazione che lei proprio non si accorga di lui. Michele sembra intrappolato nella routine quotidiana. Finché un giorno, inaspettatamente, non accade qualcosa di straordinario: Michele si guarda allo specchio e si scopre invisibile. La più incredibile avventura della sua vita sta per avere inizio.

Il Ragazzo Invisibile, il film

Il Ragazzo Invisibile segna il ritorno dietro la macchina da presa delPremio Oscar Gabriele Salvatores. Il film è interpretato da Valeria GolinoFabrizio Bentivoglio, Ksenia Rappoport, Christo Jivkov e, per la prima volta sullo schermo, i giovanissimi Ludovico Girardello e Noa Zatta, rispettivamente nel ruolo di Michele e Stella.

Il Ragazzo Invisibile, prodotto da Indigo Film con Rai Cinema, coprodotto da Faso Film e Babe Films in associazione con Ifitalia Spa Gruppo BNP ParibasSting Occhiali by De Rigo Spa, sarà nelle sale italiane l’11 Dicembre 2014 distribuito da 01 Distribution.

IL FUMETTO

Il Ragazzo Invisibile diventerà anche un fumetto a partire dalla storia e dai personaggi del film, ideati e scritti da Alessandro FabbriLudovica Rampoldi e Stefano Sardo, autori fra gli altri delle serie tv In Treatment1992.

Il fumetto uscirà in tre albi in formato comic book, come si addice a una storia di supereroi, con il primo numero che debutterà IN ANTEPRIMA il 30 Ottobre, in occasione del Lucca Comics&Games, e sarà in edicola a partire dal 6 Novembre. La seconda uscita sarà disponibile il 27 Novembre e la terza l’11 Dicembre, in contemporanea con l’uscita del film.

Per portare le avventure di Michele dallo schermo alla pagina disegnata, Panini Comics ha scelto alcuni tra i migliori talenti italiani. I testi sono affidati a Diego Cajelli, poliedrico scrittore e blogger, noto per suoi lavori per Sergio Bonelli Editore su Nick RaiderDampyrLe Storie e per la miniserie di ambientazione milanese Long-Wei.

Nella storia a fumetti si intrecceranno tre diversi piani narrativi, interpretati graficamente da altrettanti artisti italiani molto apprezzati anche all’estero: Giuseppe CamuncoliWerther Dell’EderaAlessandro Vitti, autori da tempo impegnati oltreoceano sulle testate dei più famosi supereroi Marvel e DC Comics. Le copertine saranno realizzate da Sara Pichelli, disegnatrice romana diventata in pochi anni un nome di punta della Marvel Comics.

In contemporanea all’uscita del terzo numero in edicola, tutta la serie verrà raccolta in un volume unico che verrà distribuito in libreria e nelle fumetterie a Dicembre. Il primo numero de Il ragazzo invisibile sarà presentato in anteprima alLucca Comics & Games, nel corso di una conferenza stampa in cui saranno presenti gli autori.

Il ragazzo invisibile: le tappe del tour di Gabriele Salvatores in Italia

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È partito ieri da Trieste, dove si sono concluse le riprese un anno fa, il tour di presentazione de Il Ragazzo Invisibile il nuovo film di Gabriele Salvatores che uscira’ in più di 400 sale italiane dal 18 dicembre, distribuito da 01 Distribution. Il regista Gabriele Salvatores e il giovane protagonista Ludovico Girardello accompagneranno il film in molti incontri con il pubblico a Padova, Milano, Bologna, Torino e Napoli. Il tour prevede in ogni tappa  incontri in libreria e anteprime serali.

Le librerie saranno teatro di incontri sull’universo de  Il ragazzo invisibile. Verranno presentate e commentate alcune sequenze del film, la graphic novel ispirata al film, edita da Panini, che vede coinvolti alcuni tra i più importanti disegnatori italiani dei fumetti Marvel, e il romanzo omonimo, scritto dagli stessi sceneggiatori Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo, edito da Salani.

In alcune tappe sarà anche possibile assistere dal vivo all’esibizione degli autori della colonna sonora, con musiche di Ezio Bosso e Federico De’ Robertis, edita da Warner Music, che comprende anche i tre brani inediti di giovani musicisti che hanno vinto il concorso “Una canzone per Il ragazzo invisibile”, promosso con successo  nella scorsa primavera in collaborazione con Radio Deejay. Il Ragazzo Invisibile è la storia di Michele che vive in una tranquilla città sul mare. Non si può dire che a scuola sia popolare, non brilla nello studio, non eccelle negli sport. Ma  a lui in fondo non importa.  A Michele basterebbe avere l’attenzione di Stella, la ragazza che in classe non riesce a smettere di guardare. Eppure ha la sensazione che lei proprio non si accorga di lui. Ma ecco che un giorno il succedersi monotono delle giornate viene interrotto da una scoperta straordinaria: Michele si guarda allo specchio e si scopre invisibile. La più incredibile avventura della sua vita sta per avere inizio.

Il Ragazzo Invisibile prodotto da Indigo Film con Rai Cinema, coprodotto da Faso Film e Babe Films in associazione con Ifitalia Spa Gruppo BNP Paribas e Sting Occhiali by De Rigo Spa, uscirà nelle sale italiane il 18 dicembre distribuito da 01Distribution. Del cast fanno parte Valeria Golino, Fabrizio Bentovoglio, Christo Jivkov, Ksenia Rappoport oltre ai giovani Ludovico Girardello, Noa Zatta, Riccardo Gasparini, Assil Kandil, Enea Barozzi, Filippo Valese.

Programma del Tour

IL RAGAZZO INVISIBILE TOUR  9 – 18 dicembre 2014

Martedì 9 dicembre – TRIESTE  Organizzato in collaborazione con Film Commission

17.45 LIBRERIA LOVAT incontro con Gabriele Salvatores, Ludovico Girardello e Ludovica Rampoldi, tra gli autori del libro

CINEMA THE SPACE – LE TORRI D’EUROPA
20.40 Anteprima  e incontro con Gabriele Salvatores

Mercoledì 10 dicembre – PADOVA
18.00 LIBRERIA IBS incontro con Gabriele Salvatores, Ludovico Girardello e e Stefano Sardo, tra gli autori del libro

CINEMA PORTO ASTRA
Ore 20.00 Anteprima e incontro con Gabriele Salvatores

Ore 20.30: CINEMA THE SPACE LIMENA
Anteprima

Giovedì 11 dicembre – MILANO

18.00 LIBRERIA MONDADORI incontro con Gabriele Salvatores, Ludovico Girardello, Alessandro Fabbri, tra gli autori del libro, Diego Cajelli e Stefano Camuncoli, tra gli autori del fumetto e l’esibizione live di Marialuna Cipolla

CINEMA APOLLO
Ore 19.40  Anteprima e incontro con Gabriele Salvatores

Ore 20.30 CINEMA GLORIA Anteprima
Lunedì 15 dicembre – TORINO

18.00 CIRCOLO DEI LETTORI incontro con Gabriele Salvatores, Alessandro Fabbri, tra gli autori del libro, e l’esibizione live dei Carillon

CINEMA UCI LINGOTTO
Ore 19.40 Anteprima

CINEMA MASSIMO
Ore 20.30: Anteprima e incontro con Gabriele Salvatores

Martedì 16 dicembre – BOLOGNA

17.30 BIBLIOTECA RENZI (Cineteca) incontro con Gabriele Salvatores e Alessandro Vitti, tra gli autori del fumetto

ODEON
Ore 20.30 Anteprima e incontro con Gabriele Salvatores

CINEMA THE SPACE BOLOGNA
Ore 20.30 Anteprima

Mercoledì 17 dicembre – ROMA

18.00 LIBRERIA IBS incontro con Gabriele Salvatores, Ludovico Girardello, Alessandro Fabbri, Stefano Sardo e Ludovica Rampoldi, autori del libro,  e Werther Dell’Edera, tra gli autori del fumetto, e l’esibizione live di Marialuna Cipolla

CINEMA UCI PORTA DI ROMA
Ore 19.45 Anteprima e incontro con Gabriele Salvatores

CINEMA ADRIANO
Ore 20.45 Anteprima e incontro con Gabriele Salvatores

Giovedì 18 dicembre – NAPOLI

18.00 LIBRERIA UBIK incontro con Gabriele Salvatores, Ludovico Girardello e Ludovica Rampoldi, tra gli autori del libro

CINEMA THE SPACE MED
Ore 19.30 Proiezione e incontro con Gabriele Salvatores
Cinema  METROPOLITAN
20.30  Proiezione e incontro con Gabriele Salvatores

Il ragazzo invisibile: il videoclip Invisible boy di Fede & gli Infedeli

Guarda il il videoclip di Invisible boy  di Fede & gli Infedeli (feat. Giacomo Vezzani) composta per Il Ragazzo Invisibile,  il nuovo film del regista premio Oscar Gabriele Salvatores.

INVISIBLE BOY di Fede & gli Infedeli (feat. Giacomo Vezzani) Il brano, scritto da Federico de’ Robertis e Giacomo Vezzani, è incluso nella colonna sonora del film, distribuita da Warner Music Italia. Videoclip diretto da Andrea Campajola da un’idea di Elisabetta Pieretto per Indigo Film con la partecipazione di Danilo Giannini, fotografia di Giacomo Ligi, immagini tratte dal film “Il ragazzo invisibile” di Gabriele Salvatores, disegni tratti dalla graphic novel “Il ragazzo invisibile” (Panini Comics)

Il ragazzo invisibile: il concorso con il patrocinio di Agiscuola

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foto-il-ragazzo-invisibile-5-low_FotorIndigo Film, con il patrocinio di Agiscuola, indice un concorso nazionale indirizzato a tutte le scuole di ogni ordine e grado legato al film Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores: dopo la visione del film da parte delle classi, gli studenti delle scuole primarie, secondarie di primo e di secondo grado sono invitati a scrivere la storia del sequel, Il ragazzo invisibile 2.

In palio importanti premi rivolti agli studenti: la partecipazione alla Mostra del Cinema di Venezia nella giuria del Leoncino D’Oro, un’esperienza sul set del prossimo film di Indigo Film, un campus di cinema che prevede incontri con registi attori e produttori, un weekend a Roma con la visita a Cinecittà.

Alle tre scuole cui sono iscritti i primi classificati, inoltre, sarà assegnato un buono spesa di 5000 euro in forniture per incentivare l’educazione all’immagine, dai corsi di cinema, ai matinée, a computer con software per il montaggio, videocamere, contributi per allestire una sala proiezione, a seconda della necessità della scuola stessa.

Una giuria formata dal regista Gabriele Salvatores, gli sceneggiatori Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo, il produttore di Indigo Film Nicola Giuliano e un referente di Agiscuola, premierà le tre migliori idee per ciascuna sezione di gara.

Per partecipare ogni scuola dovrà scrivere una mail all’indirizzo [email protected] e richiedere una proiezione del film.

Per approfondire l’esperienza della visione, a ogni istituto che si iscriverà verranno spediti cinque copie del libro edito da Salani e altrettante copie della graphic novel edita da Panini Comics, entrambi tratti dal film. Sul sito www.agiscuola.it, inoltre, è disponibile la scheda didattica del film.

Il Ragazzo Invisibile: al via le riprese del sequel del film di Gabriele Salvatores

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Sono iniziate le riprese del sequel de Il Ragazzo Invisibile, diretto ancora una volta dal Premio Oscar Gabriele Salvatores. Il Ragazzo Invisibile – Seconda Generazione vede come protagonista, accanto al ragazzo invisibile ora sedicenne, Michele Silenzi (Ludovico Girardello), la sorella gemella Natasha (Galatea Bellugi), sull’esistenza della quale si chiude il primo capitolo della saga.

Nel cast de Il Ragazzo Invisibile 2, Ludovico Girardello, Ksenia Rappoport, Galatea Bellugi, Noa Zatta, Ivan Franek e con Valeria Golino.

Il sequel de Il Ragazzo Invisibile, scritto da Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo, è prodotto da INDIGO FILM con RAI CINEMA, in collaborazione con Friuli Venezia Giulia Film Commission.

“A farci decidere di continuare non sono solo stati la risposta e il gradimento del giovane pubblico. Al di là di tutto, avevamo ancora tanto amore per il nostro ragazzo invisibile, volevamo seguirlo ancora nelle sue avventure di adolescente che ha raggiunto i sedici anni, è cresciuto, ha dovuto affrontare la difficoltà di essere uno “speciale” nella vita normale di tutti i giorni.” Ha dichiarato Gabriele Salvatores.

Le riprese si svolgeranno quasi interamente a Trieste e dureranno 12 settimane. Il film uscirà nel 2017 e sarà distribuito da 01 Distribution.

Il ragazzo invisibile Trailer “Comics” del film di Gabriele Salvatores

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Guarda il Trailer intitolato “Comics” del nuovo film di Gabriele Salvatores, Il Ragazzo Invisibile, che vede protagonisti gli attori Ludovico Girardello, Valeria Golino, Fabrizio Bentivoglio, Christo Jivkov, Noa Zatta e Ksenia Rappoport.

Il Ragazzo Invisibile ha per protagonista Michele, un adolescente apparentemente come tanti che vive in una tranquilla città sul mare. Non si può dire che a scuola sia popolare, non brilla nello studio, non eccelle negli sport. Ma a lui in fondo non importa. A Michele basterebbe avere l’attenzione di Stella, la ragazza che in classe non riesce a smettere di guardare. Eppure ha la sensazione che lei proprio non si accorga di lui. Ma ecco che un giorno il succedersi monotono delle giornate viene interrotto da una scoperta straordinaria: Michele si guarda allo specchio e si scopre invisibile. La più incredibile avventura della sua vita sta per avere inizio.

Il Ragazzo Invisibile Teaser Trailer del nuovo film di Gabriele Salvatores

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Guarda il Teaser Trailer di Il Ragazzo Invisibile, il nuovo film del regista premio Oscar Gabriele Salvatores con protagonisti Valeria Golino, Fabrizio Bentivoglio, Ksenia Rappoport e per la prima volta sullo schermo Ludovico Girardello e Noa Zatta.

Il Ragazzo Invisibile, arriverà al cinema a Dicembre. Il film ha per protagonista Michele, un ragazzo di 13 anni che vive in una tranquilla città sul mare. Non si può dire che a scuola sia popolare, non brilla nello studio, non eccelle negli sport. Ma a lui in fondo non importa. A Michele basterebbe avere l’attenzione di Stella, la ragazza che in classe non riesce a smettere di guardare. Eppure ha la sensazione che lei proprio non si accorga di lui. Ma ecco che un giorno il succedersi monotono delle giornate viene interrotto da una scoperta straordinaria: Michele si guarda allo specchio e si scopre invisibile. La più incredibile avventura della sua vita sta per avere inizio.