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Genius: Jude Law nel cast insieme a Colin Firth e Nicole Kidman!

Genius: Jude Law nel cast insieme a Colin Firth e Nicole Kidman!

A quanto sembra, Genius di Micheal Grandage ha il suo attore protagonista! E sarà (udite, udite) Jude Law! Law affiancherà Colin Firth e Nicole Kidman, per quello che si prospetta come un intensissimo biopic.

Leggi anche: Jude Law in Susan Cooper con Melissa McCarthy

Il film ci mostrerà i rapporti tra il gigante della letteratura Thomas Wolfe (interpretato proprio da Jude Law) e l’editore Max Perkins (interpretato da Firth). Come vedremo nel film, Wolfe è un talento assoluto nel campo della letteratura che, in un modo o nell’altro, dovrà cimentarsi con l’acquisire una certa fama già in giovane età; d’altro canto, Perkins è un editore che conosce a menadito il proprio mestiere e si cimenta nel ricercare giovanissimi talenti come fatto per Scott Fitzgerald o Hemingway. I due finiranno per incontrarsi, conoscersi e divenire amici, ma il rapporto che li legherà si rivelrà più controverso di quanto potessero aspettarsi.

Genius sarà prodotto da James Bierman ed è tratto dal romanzo Max Perkins Editor of Genius di A. Scott Berg.

Fonte: Comingsoon.net

 

Genius: Guy Pearce nel cast con Jude Law e Colin Firth

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Genius: Guy Pearce nel cast con Jude Law e Colin Firth

Variety riporta la notizia che Guy Pearce (Iron Man 3) e Dominic West (300) si sono uniti ufficialmente al cast di Genius di Micheal Grandage, che avrà come protagonisti Jude Law, Colin Firth e Nicole Kidman, per quello che si prospetta come un intensissimo biopic.

Il film ci mostrerà i rapporti tra il gigante della letteratura Thomas Wolfe (interpretato proprio da Jude Law) e l’editore Max Perkins (interpretato da Firth). Come vedremo nel film, Wolfe è un talento assoluto nel campo della letteratura che, in un modo o nell’altro, dovrà cimentarsi con l’acquisire una certa fama già in giovane età; d’altro canto, Perkins è un editore che conosce a menadito il proprio mestiere e si cimenta nel ricercare giovanissimi talenti come fatto per Scott Fitzgerald o Hemingway. I due finiranno per incontrarsi, conoscersi e divenire amici, ma il rapporto che li legherà si rivelrà più controverso di quanto potessero aspettarsi. Guy Pearce interpreterà F. Scott Fitzgerald, mentre Dominic West sarà Ernest Hemmingway.

Genius sarà prodotto da James Bierman ed è tratto dal romanzo Max Perkins Editor of Genius di A. Scott Berg.

Fonte

Genius: Aretha, la recensione della serie con Cynthia Erivo

Genius: Aretha, la recensione della serie con Cynthia Erivo

Genius è l’acclamata serie antologica di National Geographic che porta sullo schermo le affascinanti storie dei più brillanti innovatori del mondo, i loro straordinari successi con le loro volubili, appassionate e complesse relazioni personali. Dopo Albert Einstein e Pablo Picasso, questa terza stagione, intitolata Genius: Aretha, esplora il genio musicale e l’incomparabile carriera di Aretha Franklin, così come l’enorme influenza che ha avuto sulla musica e sulla cultura di tutto il mondo. Aretha Franklin è stata un prodigio del gospel, una schietta sostenitrice dei diritti civili ed è considerata la più grande cantante degli ultimi 50 anni, con innumerevoli premi ricevuti durante la sua carriera.

Curata da Anthony Hemingway e Suzan-Lori Parks, la stagione si concentra su gran parte della vita della cantante, focalizzandosi però su alcuni periodi in particolare. Questi affrontano l’infanzia e il difficile rapporto con il padre, i primi successi sul finire degli anni Sessanta, il declino negli anni Settanta e la nuova popolarità raggiunta negli anni Ottanta. Ognuno di questi bilancia tra vita pubblica e privata, mostrando quanto le due si siano continuamente influenzate reciprocamente. Sullo sfondo, si staglia un Paese in profondo cambiamento sociale e culturale, segnato in particolare dagli scontri in nome dei diritti civili del popolo afroamericano e dal trasformarsi dell’ambiente musicale.

L’anno di Aretha

Non capita tanto spesso che nel giro di un solo anno si trovino ad uscire, in streaming e al cinema, due opere dedicate alla stessa personalità. Se il 4 giugno sulla piattaforma Disney+ arriverà la serie Genius: Aretha, al 7 ottobre è attualmente fissata l’uscita in sala del film Respect, dove Aretha Franklin sarà interpretata dalla cantante e attrice premio Oscar Jennifer Hudson, la quale aveva ricevuto la benedizione della stessa Franklin. Due opere impegnate a raccontare dunque la stessa vita e gli stessi eventi, lasciando allo spettatore il compito di identificare le differenze con cui questi verranno trattati. Se è ancora presto per parlare del film, della serie di imminente arrivo è invece già possibile dire qualcosa.

I primi due episodi visti in anteprima mostrano l’evidente volontà di raccontare quanto più possibile della Franklin, compiendo numerosi salti temporali tra la sua vita adulta e la sua infanzia. Da questo punto di vista Genius: Aretha non si distingue né dalle precedenti stagioni né da altri prodotti biografici di National Geographic come il recente The Right Stuff. Si tratta di opere con un’impostazione molto classica, quasi uniforme tra loro, che rinunciano a particolari vezzi visivi per lasciare tutte le attenzioni allo sviluppo narrativo ed alle interpretazioni dei protagonisti.

E così facendo anche la nuova stagione di Genius trova il suo punto di forza. Quello che potrebbe essere un canonico racconto di ascesa alla popolarità nel mondo della musica, diventa un racconto perfettamente aderente al suo tempo. In Genius: Aretha c’è tutto ciò di cui si discute anche oggi, dai diritti per gli afroamericani alle battaglie per l’emancipazione femminile. Aretha Franklin diventa allora non solo un’icona da celebrare, ma anche un modello per l’attualità, con gesta compiute però ormai quasi sessant’anni fa.

Genius Aretha Disney+

Genius: Aretha, la recensione

Per interpretare una donna tanto forte ci voleva un’attrice a sua volta in un periodo d’oro della sua carriera. La scelta è così ricaduta su Cynthia Erivo, recentemente candidata agli Oscar come miglior attrice per Harriet. Per lei interpretare una simile icona non è stato facile, richiedendole ore di esercitazioni nel canto, ma le ha permesso di dimostrare una volta di più la sua incredibile intensità recitativa. La Erivo è una convincentissima Aretha Franklin, che dà vita ad un interpretazione che dovrebbe far preoccupare la Hudson. Sulle sue spalle si costruisce l’intera serie, che trova dunque nella presenza magnetica dell’attrice il suo pregio maggiore.

Realizzata non senza alcune controversie, legate all’insoddisfazione della famiglia Franklin in merito ad alcune scelte narrative, la serie ha saputo infine trarre ulteriore forza da una mancanza non da poco. In Genius: Aretha non si sentiranno infatti le canzoni più celebri della cantante, assenti per motivi di diritti. Quello che per un film come Stardust ha rappresentato un grosso limite, qui è invece l’occasione per riscoprire alcuni dei brani meno noti ma altrettanto struggenti della Franklin. Così facendo, la serie riesce a scavare ancor più nella vita della cantante, lasciando trasparire un’umanità, una sofferenza e una forza non facili da affrontare.

Genius Einstein: le foto dal red carpet romano

Genius Einstein: le foto dal red carpet romano

Si è svolta ieri la prima italiana di Genius Einstein, la nuova serie tv prodotta da National Geographic. Di seguito le foto degli ospiti sul red carpet di Roma: [nggallery id=3124]

Foto di Aurora Leone

Sebbene le sue teorie scientifiche siano tutt’oggi considerate sbalorditive e assolutamente fondamentali, in pochi conoscono la tumultuosa vita personale di una delle più grandi menti del XX secolo: Albert Einstein.

National Geographic presenta Genius Einstein la serie che racconta come il giovane Albert divenne l’Einstein conosciuto in tutto il mondo, uno dei più grandi innovatori di sempre. Un viaggio alla scoperta dei suoi successi attraverso la storia delle sue passioni e delle sue complesse relazioni personali.

Genius Einstein è la prima serie tv mai prodotta da National Geographic, un vero e proprio evento globale che sarà trasmesso in contemporanea in 171 paesi del mondo.

In Italia la serie sarà in onda su National Geographic (canale 403 di Sky) in prima visione assoluta dall’11 maggio il giovedì alle 20:55.

Genius Einstein vanta un cast stellare che vede protagonisti il premio Oscar Geoffrey Rush (Il discorso del ReLa migliore offertaPirati dei Caraibi, Shine) nel ruolo del genio della fisica e Emily Watson (candidata all’Oscar per Le onde del Destino e interprete di La teoria del tuttoStoria di una ladra di libri) nei panni della sua seconda moglie, Elsa.

Prodotto da Brian Grazer, Ron Howard e Gigi PritzkerGenius: Einstein vanta nel primo episodio la regia di Ron Howard, segnando il suo debutto alla direzione di una serie tv.

Genius Einstein ripercorre la storia di Albert Einstein da pensatore innovativo e fuori dagli schemi alla ricerca di riconoscimenti da parte dell’establishment scientifico, a grande scienziato di una fama mondiale. Un racconto segnato dalla sua ruvidità nei rapporti con le persone più vicine, dai figli alle due mogli fino alle numerose donne con cui ebbe relazioni.

La storia ha inizio quando il giovane Albert (Johnny Flynn, Brotherhood), decide di opporsi alla volontà del padre, lasciare gli studi in Germania per iscriversi al Politecnico di Zurigo. È in questo periodo che nascono la sua passione per le donne e per la fisica teorica. Dopo aver spezzato il cuore a Marie Winteler (Shannon Tarbet), Einstein si invaghisce della compagna di studi Mileva Maric (Samantha Colley, Victoria) con cui ha una turbolenta storia d’amore che porta a una gravidanza inaspettata.

Genius Einstein

Il figlio in arrivo costringe entrambi a mettere da parte i loro sogni e Einstein trova lavoro come impiegato nell’ufficio brevetti grazie all’aiuto dell’amico Michele Besso (Seth GabelSalem, Fringe). Ma il desiderio di entrare a far parte del gotha della scienza spinge Einstein a produrre in un solo anno 5 pubblicazioni scientifiche, catturando l’attenzione di molti scienziati, tra cui il Dottor Philipp Lenard (Michael McElhattonIl trono di spade), colui che diventerà il suo più grande avversario.

Con l’incombere della Prima Guerra Mondiale e lo sgretolarsi del suo matrimonio, Einstein si invaghisce di sua cugina Elsa. Le vicende di politica internazionale portano Einstein a duri confronti con i suoi amici e colleghi causando la rottura di molti rapporti come quello con Fritz Haber (Richard TopolCovert Affairs, Elementary) e Max Planck (Ralph BrownAlien 3, TURN: Washington’s Spies).

La fama di Einstein cresce dopo la guerra, con la sua teoria sulla relatività. Sulla soglia della celebrità, con i riflettori puntati addosso, sposa Elsa per evitare nuovi scandali. Quando l’onda di odio antisemita incombe, Einstein ottiene asilo negli Stati Uniti.

Trasferitosi a Princeton, inizia una relazione con la spia russa Margarita Konenkova (Ania BuksteinIl trono di Spade). In questi anni Einstein deve anche fare i conti con i sospetti di J. Edgar Hoover (T.R. KnightGrey’s Anatomy), direttore dell’FBI convinto che il grande scienziato sia un sovversivo comunista. E’ in questo periodo che Einstein deve affrontare la sua più grande sfida personale: mettere da parte il pacifismo che ha contraddistinto tutta la sua vita nella speranza di fermare l’avanzata nazista.

Genitori vs Influencer: trailer del film Sky Original

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Genitori vs Influencer: trailer del film Sky Original

Diffuso il trailer e  con le prime immagini del film Sky Original, Genitori vs Influencer diretto da Michela Andreozzi e da lei scritto a quattro mani con Fabio Bonifacci. Una co-produzione Paco Cinematografica e Vision Distribution con la spagnola Neo Art Producciones, prodotto da Isabella Cocuzza e Arturo Paglia. Il film sarà trasmesso in prima assoluta su Sky Cinema Uno domenica 4 aprile alle 21.15, disponibile anche on demand e in streaming su NOW TV.

Genitori vs Influencer è una commedia per famiglie che mette in scena lo scontro generazionale tra genitori e figli attraverso la storia di un padre single alle prese con le difficoltà di educare la figlia adolescente, affascinata dal mondo dei social network.

La trama

Quanto è difficile oggi essere il padre single di una teenager? Paolo (Michela Andreozzi), professore di filosofia, vedovo, ha cresciuto da solo sua figlia Simone – alla francese- (Ginevra Francesconi), con cui ha un bellissimo rapporto. Ma quando la ragazza entra ufficialmente nella fase dell’adolescenza, l’idillio si rompe: come ogni teenager che si rispetti, infatti, Simone viene “rapita” dallo smartphone, tanto che matura l’idea di voler diventare influencer – come il suo idolo Ele-O-Nora (Giulia De Lellis) – categoria che Paolo detesta.  Pur di recuperare il rapporto con sua figlia, Paolo inizia una campagna contro l’abuso dei social, con l’aiuto della stessa Simone che diventa la sua web manager. La fama inaspettata lo trasformerà suo malgrado in un influencer… e gli farà scoprire che i social, anche se vanno maneggiati con cura, possono regalarti una possibilità.

Nel cast Fabio Volo, la giovanissima Ginevra Francesconi (The Nest – Il nido, Famosa) e Giulia De Lellis. Insieme a loro anche Paola Tiziana Cruciani, Nino Frassica, Paola Minaccioni, Massimiliano Vado, Michela Andreozzi e con l’amichevole partecipazione di Massimiliano Bruno.

Con extra, il programma fedeltà di Sky, per i clienti Sky da più di 3 anni il film Genitori vs Influencer è disponibile da venerdì 5 marzo on demand nella sezione extra.

Genitori vs Influencer, la nuova commedia di Michela Andreozzi

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Genitori vs Influencer, la nuova commedia di Michela Andreozzi

Sono iniziate a Roma le riprese di Genitori vs Influencer, la nuova commedia di Michela Andreozzi scritta a quattro mani insieme a Fabio Bonifacci. Al centro della vicenda un padre single e le difficoltà che ne conseguono nel crescere da soli una teenager ai nostri giorni. Nel cast Fabio Volo, la giovanissima Ginevra Francesconi (The Nest – Il nido, Famosa) e Giulia De Lellis. Insieme a loro anche Paola Tiziana Cruciani, Nino Frassica, Paola Minaccioni, Massimiliano Vado, Michela Andreozzi e con l’amichevole partecipazione di Massimiliano Bruno. Sono previste sei settimane di riprese, tra la capitale e diverse location del Lazio.

Genitori vs Influencer è prodotto da Paco Cinematografica di Isabella Cocuzza e Arturo Paglia, in coproduzione con la spagnola Neo Art Producciones e con Vision Distribution, che distribuirà il film prossimamente in Italia.

SINOSSI

Quanto è difficile oggi essere il padre single di una teenager?

Paolo (Fabio Volo), professore di filosofia, vedovo, ha cresciuto da solo sua figlia Simone – alla francese – (Ginevra Francesconi), con cui ha un bellissimo rapporto. Ma quando la ragazza entra ufficialmente nella fase dell’adolescenza, l’idillio si rompe: come ogni teenager che si rispetti, infatti, Simone viene “rapita” dallo smartphone, tanto che matura l’idea di voler diventare influencer – come il suo idolo Ele-O-Nora (Giulia De Lellis) – categoria che Paolo detesta.  Pur di recuperare il rapporto con sua figlia, Paolo inizia una campagna contro l’abuso dei social, con l’aiuto della stessa Simone che diventa la sua web manager.

La fama inaspettata lo trasformerà suo malgrado in un influencer… e gli farà scoprire che i social, anche se vanno maneggiati con cura, possono regalarti una possibilità.

Genitori vs Influencer di Michela Andreozzi dal 4 Aprile su SKY

Domenica 4 aprile arriva in prima assoluta su Sky Cinema e in streaming su NOW TV il nuovo film Sky Original Genitori vs Influencer, diretto da Michela Andreozzi e da lei scritto a quattro mani con Fabio Bonifacci. Una commedia per famiglie che racconta la storia di un padre single alle prese con la figlia adolescente. Nel cast Fabio Volo, la giovanissima Ginevra Francesconi (The Nest – Il nido, Famosa) e Giulia De Lellis. Insieme a loro anche Paola Tiziana Cruciani, Nino Frassica, Paola Minaccioni,, Massimiliano Vado, Michela Andreozzi e con l’amichevole partecipazione di Massimiliano Bruno.

Genitori vs Influencer è prodotto da Paco Cinematografica di Isabella Cocuzza e Arturo Paglia, in coproduzione con la spagnola Neo Art Producciones e con Vision Distribution.

In Genitori vs Influencer Quanto è difficile oggi essere il padre single di una teenager? Paolo (Fabio Volo), professore di filosofia, vedovo, ha cresciuto da solo sua figlia Simone – alla francese- (Ginevra Francesconi), con cui ha un bellissimo rapporto. Ma quando la ragazza entra ufficialmente nella fase dell’adolescenza, l’idillio si rompe: come ogni teenager che si rispetti, infatti, Simone viene “rapita” dallo smartphone, tanto che matura l’idea di voler diventare influencer – come il suo idolo Ele-O-Nora (Giulia De Lellis) – categoria che Paolo detesta.  Pur di recuperare il rapporto con sua figlia, Paolo inizia una campagna contro l’abuso dei social, con l’aiuto della stessa Simone che diventa la sua web manager.  La fama inaspettata lo trasformerà suo malgrado in un influencer… e gli farà scoprire che i social, anche se vanno maneggiati con cura, possono regalarti una possibilità.

«Con le sale cinema ancora chiuse sono grata dell’opportunità che offre Sky di portare il cinema nelle case di tutti – ha dichiarato la regista, Michela Andreozzi -. Sono felice di poter offrire alle famiglie un piccolo momento di svago stando seduti sul proprio divano. Genitori vs Influencer è la mia commedia più family, quindi in qualche modo anche la più adatta ad essere vista da genitori e figli insieme. Voglio considerare questo film come il mio regalo di Pasqua per tutto il pubblico che ama il cinema».

«La sceneggiatura ci ha convinti subito – spiega Margherita Amedei, senior director di Sky Cinemauna commedia adatta a tutta la famiglia, che ha il merito di raccontare con ironia e intelligenza il rapporto senza tempo tra genitori e figli adolescenti, inserendolo nel contesto di oggi, con i social network e l’avvento dei nuovi teen idol, gli influencer. Michela Andreozzi è stata ancora una volta molto abile nel regalare emozioni e risate affrontando un tema d’attualità con grande leggerezza e divertimento. Ci ha particolarmente entusiasmati il cast, a partire dai giovanissimi attori, davvero convincenti nell’interpretare ruoli che sfuggono ai tradizionali cliché». 

Come spiegano i produttori, Isabella Cocuzza e Arturo Paglia, quello affrontato dal film è un tema di grande attualità: «Come genitori boomer di 4 ragazze adolescenti super social sentivamo la necessità di trattare un tema così ingombrante e complesso. Michela è riuscita a centrare perfettamente il punto raccontando uno spaccato generazionale in modo divertente ironico e romantico senza giudicare buoni e cattivi dove siamo certi ognuno troverà qualcosa di familiare».

«In questo particolare momento che la nostra industria sta attraversando, siamo felici di portare al pubblico, insieme a Sky, il terzo film di Michela Andreozzi, regista che stimiamo e con la quale abbiamo cominciato un percorso fin dalla sua opera prima Nove Lune e Mezza – commenta Massimiliano Orfei, COO di Vision Distribution -. Una commedia divertente per tutta la famiglia, Genitori Vs Influencer, nella quale si incontrano e confrontano due generazioni sui diversi punti di vista rispetto al presente digitale e il suo giusto uso e consumo. Fabio Volo, Ginevra Francesconi e Giulia De Lellis insieme ad un cast ricco e divertente ci offrirà l’occasione di ragionare con il sorriso».

Genie: la Disney a lavoro su un prequel live action di Aladdin

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Genie: la Disney a lavoro su un prequel live action di Aladdin

La Disney non si ferma e continua a scomodare i suoi più grandi classici per realizzare sequel e prequel che testimoniano, ancora, la mancanza di vere idee originali nella casa di Topolino.

Secondo l’Hollywood Reporter, è entrato in rpoduzione un film in live action che ci racconterà la vita del Genio della Lampada (“Guardami un po’ di profilo, mi trovi scesciuto” per intenderci) prima del suo incontro con lo “straccione” Aladdin. Il film è intitolato Genie.

La storia sarà probabilmente ambientata nel reame dei Genii e spiegherà in che modo il protagonista viene intrappolato nella lampada e vincolato alla sua maledizione (“Fenomenali poteri cosmici in un minuscolo spazio vitale”). Sembra inoltre possibile che il successo di un film del genere possa spianare la strada a un remake di Aladdin in live action.

La sceneggiatura è stata affidata a Damian Shannon e Mark Swift (Venerdì 13), mentre per la produzione è stato coinvolto Tripp Vinson con la Vinson Films, già coinvolta nel film sul Principe Azzurro (qui l’annuncio).

Ecco di seguito tutti i progetti in live action che sta sviluppando la Disney al momento: Il Libro della Giungla (diretto da Jon Favreau, arriverà il 15 aprile 2016), La Bella e la Bestia (17 marzo 2017), il sequel Alice Attraverso lo Specchio (27 marzo 2016), Dumbo (diretto da Tim Burton), i film di Winnie the Pooh, Mulan, Pinocchio, Campanellino (con Reese Witherspoon), il sequel di Maleficent e l’ultimo annunciato spin-off sul principe azzurro di Cenerentola.

Genie, Make a Wish, spiegazione del finale del nuovo K-Drama Netflix

Genie, Make a Wish è la più recente commedia romantica fantasy scritta da Kim Eun-sook, celebre autrice di successi come Guardian: The Great and Lonely God e Mr. Sunshine. In questa serie, la sceneggiatrice spinge al massimo i suoi temi preferiti, mescolando comicità, tragedia e mitologia. La storia unisce elementi di fantasia millenaria, amore maledetto e riflessioni sulla natura umana, costruendo un racconto che sfugge a qualsiasi categoria classica del K-drama.

Il protagonista è Iblis (Kim Woo-bin), un genio satanico esiliato all’inferno dopo essersi ribellato a Dio e rifiutato di convivere con gli uomini. Prima della condanna, stipula un patto divino: potrà dimostrare la corruzione dell’umanità concedendo tre desideri ai mortali. Ogni desiderio egoista condannerà un’anima, ma se Iblis incontrerà un essere umano davvero altruista, svanirà per sempre.

Per secoli, il piano di Iblis funziona: tutti i suoi “padrone della lampada” si rivelano avidi. Finché una ragazza schiava del regno di Goryeo, in punto di morte, usa i suoi tre desideri solo per aiutare gli altri, condannando così il genio a un sonno eterno. Dio lo rinchiude nella lampada per 983 anni.

Un incontro millenario

Quasi mille anni dopo, Iblis incontra Ki Ka-young (Suzy), un’abile meccanica d’auto con disturbi antisociali. È una psicopatica incapace di provare empatia, ma grazie all’educazione della nonna e al sostegno del suo villaggio, conduce una vita apparentemente normale. Ka-young è la reincarnazione della ragazza di Goryeo, ma nessuno dei due ricorda pienamente il passato. Iblis, convinto che questa volta riuscirà a corromperla, decide di metterla alla prova.

I cinque desideri del villaggio

Offesa dalle parole di Iblis sul fatto che “tutti gli esseri umani sono marci”, Ka-young lo sfida: il genio dovrà concedere desideri ai prossimi cinque abitanti del villaggio. Se la maggioranza si rivelerà egoista, lei accetterà di morire e riconoscerà la vittoria di Iblis; ma se la bontà prevarrà, sarà lui a essere distrutto.

La serie segue le storie dei cinque “desideranti”.

1. Kang Im-seon – la cassiera

Dopo trent’anni nello stesso supermercato, Im-seon desidera un avanzamento di carriera. Usa due desideri per ottenere promozioni, ma l’arroganza le costa il lavoro e il rapporto con la figlia. Disperata, usa l’ultimo desiderio per far dimenticare al genio le sue richieste, ma Iblis è immune e la donna cade nell’alcolismo.

Esito: egoista.

2. Gu Bo-gyeong – l’ex bullo

Ex compagna di scuola di Ka-young, Bo-gyeong lavora in banca ed è piena di rancore. Usa i suoi desideri per rubare la fortuna di Ka-young, ma dopo aver perso dignità e carriera, comprende i propri errori e impiega l’ultimo desiderio per salvare la vita di Ka-young.

Esito: altruista.

3. Ppoppi – il cane randagio

Un dolce meticcio chiede di essere trasformato in un uomo affascinante — identico all’attore Daniel Henney, che infatti lo interpreta. Dopo un periodo di curiosa vita umana, Ppoppi decide di tornare cane per salutare il bambino che lo amava.

Esito: altruista.

4. Eom Sang-tae – il figlio del ristoratore

Uomo violento e misogino, Sang-tae usa i suoi desideri per coprire un omicidio e tenta di uccidere di nuovo.

Esito: egoista.

5. Ko Young-hyeon – lo youtuber fallito

Avido di fama, Young-hyeon sta per sprecare tutto per diventare virale, ma all’ultimo sceglie di salvare il suocero morente.

Esito: altruista.

Il bilancio finale è tre su cinque altruisti. Contro ogni previsione, Ka-young dimostra che l’umanità, pur imperfetta, possiede ancora bontà e sacrificio.

Cameo celebri

La serie è ricca di apparizioni a sorpresa di grandi star coreane.

  • Daniel Henney compare nell’Episodio 4 come Ppoppi, l’uomo-cane, con accanto Kim Ji-hun (Money Heist: Korea) nel ruolo del suo autista.
  • Nell’Episodio 8 entra in scena Song Hye-kyo nei panni di Jinniya, un genio femminile e antica amante di Iblis. È lei a rivelare il segreto dei vent’anni cancellati dalla memoria del genio e la verità su due figure mitiche, Shadi e Khalid.
    Questa è la prima apparizione cameo nella carriera di Song e la terza collaborazione con Kim Eun-sook dopo Descendants of the Sun e The Glory.

Ejllael, Halmoni/Pan-geum e Irem

Ejllael – l’angelo della morte

Interpretato da Noh Sang-hyun, Ejllael è il messaggero di Dio, incaricato di vigilare sul patto di Iblis. In realtà è divorato dalla gelosia verso il genio e attende il momento in cui Ka-young dimostrerà la bontà umana, così da poter eliminare per sempre il suo rivale. Tuttavia, le cose non vanno come previsto.

Halmoni/Pan-geum – la nonna

Kim Me-kyung interpreta la nonna di Ka-young, unica persona ad averle dato amore incondizionato. Con il secondo desiderio, Ka-young ridona giovinezza alla donna, che diventa Lee Mi-ju (interpretata da Ahn Eun-jin). Per un breve periodo, Pan-geum vive una nuova vita felice, ma alla fine sacrifica se stessa per proteggere Ka-young e l’amica Min-ji.
Kim Eun-sook ha spiegato che affidare lo stesso personaggio a due attrici era rischioso, ma Ahn Eun-jin ha saputo “continuare la dolcezza e vitalità della Pan-geum originale”.

Irem – la segretaria gufo

Servitrice di Ejllael, Irem (Woo Hyun-jin) è una civetta divina che sembra obbedire agli ordini celesti, ma segue la propria coscienza. Quando, alla fine, Ka-young perde la memoria di Iblis, è Irem a restituirgliela per riparare alle sue manipolazioni passate. Dopo questo gesto, ritorna alla sua forma primordiale: un filo di fumo bianco.

La vera storia d’amore tra Iblis e Ka-young

All’inizio della serie, Iblis afferma di essere rimasto imprigionato per 983 anni, ma non ricorda che Dio gli ha cancellato vent’anni di memoria. Ka-young, dal canto suo, percepisce solo echi di déjà vu, senza ricordare il genio né la vita precedente.

Durante un ballo, Iblis rivive il passato e capisce che la ragazza di Goryeo non era morta subito dopo il terzo desiderio. Sopravvissuta, era cresciuta e si era innamorata di lui. Ma Dio, in risposta al suo ultimo desiderio — “che io e il genio condividiamo ogni sofferenza” — aveva interpretato la richiesta nel modo più crudele possibile: innamorarsi e assistere alla morte della persona amata.

Quando la donna morì per mano di un uomo a cui Iblis stesso aveva concesso potere, il genio perse ogni fiducia negli umani e supplicò Dio di rivederla. Dio acconsentì, ma lo vincolò alla sua reincarnazione, cancellandogli la memoria e condannandolo a un ciclo eterno di dolore e amore.
In questo modo, Iblis e Ka-young restano legati per l’eternità dal terzo desiderio: proteggersi a vicenda fino alla fine.

Suzy ha spiegato che per interpretare Ka-young, “incapace di espressioni”, è stato liberatorio interpretare la ragazza di Goryeo come un’anima pura e generosa: “nei flashback ho potuto finalmente sorridere e mostrare emozioni”.

Il bambino misterioso

Nel villaggio appare un nuovo bambino, apparentemente innocente. Si scopre che è Hunbish, il ragazzino che la ragazza di Goryeo aveva voluto salvare. In realtà, il suo corpo immortale ospita l’anima di Khalid, figlio di Shadi, fratello di Iblis. Mille anni prima, Shadi aveva salvato il figlio malato trasferendone l’anima nel corpo di Hunbish.

Khalid, metà umano e immortale, ha trascorso secoli aspettando il risveglio di Iblis per rubargli la lampada e il potere. Nella sua follia, uccide il padre Shadi e anche la nonna di Ka-young, Pan-geum, che muore proteggendo Min-ji. Anche Sade, il fedele servitore di Iblis, muore difendendo le due donne.
Alla fine, Iblis distrugge il Fiore della Vita Eterna — lo stesso che aveva piantato per donare immortalità a Khalid — ponendo fine alla sua esistenza.

Il finale

Dopo la morte di Pan-geum, Ka-young è devastata. Nonostante la sua incapacità di provare emozioni, sente un dolore che non riesce a comprendere. Chiama Iblis, ma lui si nasconde, temendo che lei possa usare il terzo desiderio per salvarlo, rendendosi quindi egoista e condannandosi.

Quando si ritrovano, Ka-young esprime infine il suo ultimo desiderio: vuole sentire pienamente le emozioni umane per un solo giorno prima di morire. È un desiderio egoista, e quindi conferma la teoria di Iblis sulla natura corrotta dell’uomo. Ma proprio quell’atto, mosso dall’amore e dal desiderio di comprendere la vita, rende Ka-young autenticamente umana.

Iblis, incapace di ucciderla, accetta il desiderio e si inchina davanti a lei, rinunciando al suo orgoglio e perdendo la scommessa con Dio. Viene ucciso da Ejllael, mentre Ka-young vaga nel deserto, col cuore spezzato e la memoria cancellata del genio. Quando Irem le restituisce i ricordi, Ka-young muore di dolore, esausta e sola. Le loro morti parallele compiono il terzo desiderio della ragazza di Goryeo: proteggersi fino alla fine.

Il significato del finale e la rinascita

Gli attori Kim Woo-bin e Suzy hanno raccontato di essersi commossi leggendo il copione finale. Kim ha spiegato: “Ogni pagina aumentava l’intensità, e guardando Suzy sul set, la scena finale mi ha colpito più di quanto immaginassi”. Suzy ha aggiunto che il desiderio finale di Ka-young — provare emozioni — è “il più bello”, perché le permette di comprendere l’amore incondizionato che l’ha sempre circondata.

Nel finale simbolico, Ka-young viene rinata come genio, una Jinniya, per il suo millenario sacrificio e la devozione a Iblis. Pan-geum, ormai spirito, rifiuta di entrare in paradiso finché Dio non acconsente a far rinascere anche Iblis. Il suo desiderio viene esaudito, e il genio rinasce insieme a Ka-young.

La storia si chiude con i due nuovi geni immortali, uniti per sempre, pronti a vagare per il mondo tra caos, amore e libertà.

Genesis 2.0, recensione del documentario di Christian Frei

Genesis 2.0, recensione del documentario di Christian Frei

Cosa hanno in comune i cercatori di “oro bianco” nelle sperdute isole della Nuova Siberia, a largo dell’Oceano Artico, il direttore del Museo del Mammut, un genetista di Harvard, il pioniere sud coreano della clonazione e un centro di sequenziamento del DNA cinese? La risposta sembra semplice quanto bislacca: l’interesse per il mammut lanoso, un animale preistorico vissuto 30.000 anni fa. Lo spiega in maniera dettagliata Christian Frei nel suo nuovo documentario Genesis 2.0, presentato nella sezione World Cinema Documentary del Sundance Festival, che arriva in sala dal 24 settembre.

Frei, documentarista svizzero candidato all’Oscar per il suo The War Photographer (2001), sceglie questo animale preistorico che un gruppo di studiosi sta cercando di riportare in vita attraverso le moderne tecniche di manipolazione del DNA e la clonazione con un’operazione simile a quella intrapresa dai protagonisti di Jurassick Park, per illuminare l’universo dell’ingegneria genetica moderna e il livello al quale si è spinta. Quali sono le sue possibili implicazioni in un futuro in cui il mondo potrebbe essere del tutto nuovo rispetto a come oggi lo si conosce, in cui l’uomo potrebbe avere il potere di manipolare e generare artificialmente vita umana? Siamo pronti a una sorta di nuova genesi, appunto una Genesis 2.0?

I più fortunati e gli ultimi nello scenario tra fascino e inquietudine di Genesis 2.0

In uno scenario che inizialmente appare straniante e fantascientifico, ma che poco a poco, con sorpresa dello spettatore, assume i contorni del reale, il regista, affiancato dal giovane ma capace Maxim Arbugaev, che si occupa della parte più ardua delle riprese, quella in Nuova Siberia, porta alla scoperta di un mondo affascinante e inquietante al tempo stesso. Un mondo molto polarizzato, dove la divisione tra chi fa il lavoro più duro, rischiando anche, paradossalmente, la vita per avere un’opportunità di guadagno e di sopravvivenza, e chi invece opera in contesti protetti traendo i maggiori profitti, è netta. Un aspetto questo, che Frei aveva già indagato nei suoi precedenti lavori e su cui continua a puntare l’obiettivo.

I primi sono i cacciatori di zanne di mammut nella tundra siberiana che, come un tempo i cercatori d’oro, battono le impervie isole della Nuova Siberia palmo a palmo nella speranza di trovare zanne di mammut grosse e integre, che possano valere abbastanza sul mercato dell’avorio da ripagare della fatica e del rischio della vita stessa, della lontananza dai familiari per lunghi mesi. Tra loro c’è anche Peter Grigoriev, cacciatore di zanne non solo per denaro, ma anche per collaborare con suo fratello Semyon Grigoriev, direttore del Mammoth Museum dell’Università Federale Nord Orientale di Jakutsk, in Jakuzia. Semyon vuole riportare in vita il mammut lanoso, estinto migliaia di anni fa. Quando il fratello Peter gli annuncia che lì, nella tundra siberiana, ne hanno trovato uno sorprendentemente integro, pensa che il momento è finalmente arrivato. Se riuscirà a convincere il patron della Sooam Biotech pioniere nel campo della clonazione, Woo Suk Hwang, che in Corea del Sud clona animali da compagnia, e se coinvolgerà la BGI – Beijing Genomic Institute – principale azienda cinese e ad oggi mondiale che si occupa di sequenziare il genoma e trasformarlo in big data, allora il suo sogno di veder nascere un nuovo mammut lanoso potrà forse diventare realtà, aprendo la strada ad una vera e propria rivoluzione genetica.

Tante questioni in una visione equilibrata

È evidente come un documentario di questo tipo ponga infinite questioni, accenda i riflettori su tantissime realtà. Fa riflettere sui limiti della ricerca, se ce ne debbano essere e se sia giusto spingersi fino a sfidare la natura, riscrivendo le sue stesse leggi. Questa dicotomia è efficacemente rappresentata dal canto epico di origini antichissime presente nel film, che mette in guardia l’uomo dal disturbare gli spiriti della natura. Il canto si pone come un argine ideale all’opera dei cacciatori, che cercano di placare gli spiriti facendo delle offerte dopo aver estratto i resti dei mammut dal terreno. I cacciatori stessi insistono infatti sulla valenza quasi mitica di questo animale, i cui resti sono sacri e pertanto, secondo la tradizione, non andrebbero toccati. Essi si muovono dunque contravvenendo ai dettami dei padri. Perciò cercano poi di placare gli spiriti affinché non si vendichino contro di loro, portando malasorte.

Il lavoro di Frei e Arbugaev, però, mette anche sotto gli occhi del pubblico gli effetti del riscaldamento globale. Oggi che i ghiacci si stanno sciogliendo, un numero sempre maggiore di zanne affiora e viene rinvenuto dai cacciatori. Se per loro è un bene, perché torneranno a casa con un buon bottino, per l’ambiente ciò segna un punto di non ritorno. Ecco, di nuovo, la dicotomia uomo – natura. Quali sono, poi, i rischi della manipolazione della vita? Cosa accade quando un potere così grande è in mano a persone che inevitabilmente cercano di trarne profitto? Cosa accade se l’uomo si fa prendere dall’onnipotenza e dimentica i suoi limiti? E ancora: gli studenti che a Boston in una convention sulle biotecnologie sognano di salvare il mondo con l’ingegneria genetica tengono nella dovuta considerazione i risvolti del loro lavoro?

Frei e Abrugaev non danno giudizi, si pongono come testimoni equidistanti, pur non nascondendo le emozioni suscitate in loro dagli incontri che questo progetto li ha portati a fare: dal misto di curiosità e inquietudine raccontato da Frei alla sensazione di essere accolto come un membro del gruppo provata da Arbugaev, che ha condiviso molto tempo con i cacciatori di zanne in Nuova Siberia. I registi pongono dubbi, lanciano molteplici spunti di riflessione e soprattutto illustrano una realtà ancora oggi misconosciuta.

Il racconto attraverso le voci degli attori della vicenda in  Genesis 2.0

I due autori riescono a far raccontare questo mondo così particolare direttamente dai suoi protagonisti, riprendendoli in azione, chi in laboratorio,  chi all’università e chi tra i ghiacci artici. Si apprende quale sia il loro quotidiano e cosa li spinga a far parte di questo progetto. Le voci off dei documentaristi fanno solo da raccordo ai vari momenti del racconto, portato avanti con un’efficace alternanza tra la location siberiana e quella dei laboratori americani, cinesi e coreani.

Peter Grigoriev, cacciatore di zanne e fratello di Semyon Grigoriev, racconta cosa spinge lui e i suoi colleghi a mettere in gioco tutto pur di trovare le zanne: “Una volta che ne trovi una non smetti più. Come fai a rinunciare? I soldi servono sempre. È la natura umana non accontentarsi mai. Se le cose vanno bene, l’uomo non riesce a fermarsi”. Raccontano che una grossa zanna integra di prima qualità può valere dai 45.000 ai 90.000 dollari, per essere poi venduta sul mercato cinese, dopo essere stata cesellata ed essere divenuta un’opera d’arte, a circa un milione di dollari.

È attraverso il giovane cercatore Spira Sleptsov, per la prima volta alla ricerca di zanne, che si comprende come spesso dietro a un lavoro così rischioso e difficile vi siano condizioni disperate: Spira è in Nuova Siberia perché ha un grosso debito in banca e una zanna di prima qualità è la soluzione su cui ha scelto di puntare. Se ne trovasse una da 90 kg, dice, smetterebbe.

Semyon Grigoriev illustra entusiasta il filmato del 2013 che documenta il ritrovamento di un giovane mammut ghiacciato in una grotta artica e il tentativo di estrarne il DNA. Trovare un mammut integro dopo migliaia di anni, dice, “è come il primo volo nello spazio o la grande muraglia cinese”.

Alla Genetically Engineered Machine Competition di Boston è evidente l’entusiasmo dei giovani che si affacciano stupiti e galvanizzati al mondo e alle enormi potenzialità dell’ingegneria genetica. Si inseriscono nuovi codici genetici in organismi viventi, in quello che a un occhio profano sembra a tutti gli effetti un gioco con il codice della vita. Si modifica e si progetta la vita stessa.

George Church, genetista alla Harvard Medical School di Boston, che collabora al progetto della resurrezione genetica del mammut lanoso, è convinto che “la biologia di sintesi cambierà tutto” e aprirà le porte di un nuovo mondo. “Sarà la prossima grande rivoluzione” perché, afferma, “la nostra specie è pronta a prendersi dei rischi”. Di fronte a queste parole si resta al contempo affascinati e spaventati.

 Alla Sooam Biotech, azienda sud coreana che clona animali da compagnia, si fa la conoscenza del fondatore , Woo Suk Hwang, pioniere della clonazione. Fu il primo uomo a clonare con successo un cane nel 2005, un levriero afgano di nome Snuppy. Ancora oggi la Sooam Biothech è l’unica azienda al mondo che lo può fare: “per 100.000 dollari la Sooam clona il vostro cane, e avrete un secondo clone in omaggio!”, recita uno slogan. È impressionante vedere come le persone siano disposte a rivolgersi all’azienda pur di riavere l’animale d’affezione che hanno appena perso, tale e quale, pur di non affrontare l’elaborazione di un lutto. Hwang è interessato a recuperare una specie estinta come il mammut lanoso.

Infine c’è la BGI uno dei più grandi centri di sequenziamento del DNA del mondo, in Cina. Una giovane addetta ha il compito di illustrare le finalità dell’azienda. Quando le si chiede se facciano il loro lavoro esclusivamente per preservare il DNA, lei risponde con un’innocenza disarmante: “Per tutto!”  e resta basita di fronte al quesito riguardo alla questione etica derivante dalla manipolazione del genoma, questione che per l’azienda sembra non porsi affatto. Ciò lascia intravedere gli enormi margini di profitto che si profilano dietro a un business di questo tipo, oltre al potere che giace nelle mani di chi possiede un patrimonio come “quasi 2 milioni di campioni sulla popolazione per la diagnosi prenatale non invasiva”.

Più si procede nel racconto, più ci si rende conto che si ha a che fare con persone che, intervenendo con l’ingegneria genetica sul processo della creazione della vita, mirano a “rendere Dio perfetto!” Inevitabilmente ci si chiede se sia prudente lasciare un potere così grande in mano a un ristretto gruppo di persone, che possono disporne a loro piacimento, sebbene dichiarino di farlo per i fini più nobili di ricerca e prevenzione delle malattie.

Lo stile di Frei e Abrugaev

Frei è asciutto nel documentare il mondo della comunità scientifica che si muove attorno al tema della clonazione, ma non per questo non coinvolge. Mostra in modo eloquente le masse di studenti invasati, come l’alacre lavorio dei laboratori di ricerca e la noncuranza sorprendente per i risvolti etici. Tutto ciò è efficacemente alternato, in un continuo ping pong che mostra le due facce di una stessa medaglia, con il lavoro di Arbugaev in Siberia, dove colpisce e domina il grigiore delle isole in parte ghiacciate e disabitate. I colori desaturati accentuano questo aspetto. Della fotografia in Nuova Siberia si occupa lo stesso Maxim Arbugaev. La desolazione, la disperazione dei cacciatori che rischiano la vita è costantemente presente. Nell’ultima parte del racconto l’alternanza tra questi due mondi, apparentemente così distanti, opposti, ma legati da un filo ormai palese, si fa più serrata e questo accresce un senso di angoscia nello spettatore. Il montaggio è curato da Thomas Bachmann.

Le musiche di Max Richter e Edward Artemyev accompagnano con atmosfere rarefatte e plumbee questo viaggio.

Genesis 2.0 è illuminante

Genesis 2.0 è senz’altro un lavoro che merita la visione, poiché fa luce su un mondo che altrimenti resterebbe pressoché sconosciuto. Un mondo che sembra lontano anni luce dalla realtà quotidiana, ma che invece promette ricadute nient’affatto secondarie su di essa. Perciò vale la pena superare le proprie remore e iniziare a riflettere su tematiche come quella della clonazione e più in generale dell’ingegneria genetica, le cui implicazioni riguardano il futuro dell’umanità.

Generazione X 2: Kevin Smith spera nel ritorno di Ben Affleck

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Generazione X 2: Kevin Smith spera nel ritorno di Ben Affleck

Kevin Smith spera che Ben Affleck possa tornare nell’annunciato sequel di Generazione X (Mallrats in originale), il film da lui diretto nel 1995. Sembra che Smith sia attualmente entrato in una fase piuttosto nostalgica della sua carriera: dopo l’uscita lo scorso anno di Jay e Silent Bob – Ritorno a Hollywood, sequel/reboot di Jay & Silent Bob… Fermate Hollywood! del 2001, il regista e sceneggiatore ha annunciato non solo il sequel di Generazione X, ma anche il terzo capitolo di Clerks.

In una recente intervista con Comicbook, Kevin Smith ha dichiarato che oltre al ritorno del cast originale, spera che anche Ben Affleck – che nel film del ’95 ha interpretato il personaggio di Shannon Hamilton – possa apparire nel sequel. “Il personaggio di Shannon è nella sceneggiatura”, ha spiegato Smith. “Non è presente come i personaggi principale, che si vedono più o meno continuamente, ma è un personaggio che aiuta a mettere in moto le dinamiche della trama. È una parte sicuramente più bella di quella che Ben ha avuto in Jay e Silent Bob – Ritorno a Hollywood. Se è stato disposto ad accettare quel ruolo più ampio, il mio istinto mi dice che probabilmente accetterà anche questa parte più piccola. Immagino che dipenderà da dove lo gireremo e cose del genere. Però ci spero!”

Il sequel di Generazione X affronterà le conseguenza della pandemia di Covid-19

Per stessa ammissione di Kevin Smith, il regista e sceneggiatore ha trascorso il lockdown dovuto al Covid-19 completando le sceneggiature di Generazione X 2 e di Clerks 3. Il sequel di Generazione X – il cui titolo ufficiale sarà Twilight of the Mallrats – affronterà anche le conseguenze della pandemia di Coronavirus.

Il primo Generazione X raccontava la storia di T.S. (Jeremy London) e Brodie (Jason Lee), che trascorrono una giornata al centro commerciale dopo una brutta rottura con le loro fidanzate. I due non si limitano a guardare le vetrine, ma vivono una serie di avventure sbilenche, incontrano Stan Lee della Marvel Comics e molestano incessantemente un direttore di un negozio di abbigliamento, interpretato da Ben Affleck. Nel film Jay e il suo compagno di vita etero, Silent Bob, riprendono i loro ruoli da impiegati.

Generazione X 2: Kevin Smith ha quasi completato lo script

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Generazione X 2: Kevin Smith ha quasi completato lo script

Kevin Smith si trova a 20 pagine dal completamento dell’ultima bozza della sceneggiatura di Generazione X 2. La pandemia di COVID-19 si sta facendo strada nei centri commerciali e nelle piccole imprese di tutto il mondo, ma ha dato a Kevin Smith il tempo di recuperare qualche progetto.

Il regista di Dogma e Alla ricerca di Amy ha fornito alcune notizie le notizie su Generazione X 2, che sarà il sequel del suo film del 1995, il quale verrà proiettato in video party su Facebook il prossimo 20 aprile.

Smith ha trascorso il lockdown completando le sceneggiature di Generazione X 2, Clerks 3 e altri progetti non realizzati che ha accantonato. Il primo Generazione X, uscito nel 1995, raccontava la storia di T.S. (Jeremy London) e Brodie (Jason Lee) che trascorrono una giornata al centro commerciale dopo una brutta rottura con le loro fidanzate.

Non si limitano a guardare le vetrine, ma vivono una serie di avventure sbilenche, incontrano Stan Lee della Marvel Comics e molestano incessantemente un direttore di un negozio di abbigliamento interpretato da Ben Affleck. Jay e il suo compagno di vita etero, Silent Bob, riprendono i loro ruoli da impiegati.

Smith ha dichiarato all’Asbury Park Press di essere a “20 pagine dal completamento della sceneggiatura di un potenziale sequel di Generazione X, Twilight of the Mallrats (in originale, ndr)”. Il prossimo sequel affronterà il tema della disoccupazione alle stelle in America e come la pandemia sta colpendo l’economia. La sceneggiatura “è stata riscritta, mentre parliamo, a causa della pandemia, del coronavirus, perché chiaramente questo è qualcosa che ci riguarderà anche andando avanti nel tempo, da ora in poi,” ha detto Smith. Il regista ha poi concluso: “Tutto ciò che facciamo da qui in poi nelle arti che riflettono la vita includerà questo episodio della nostra storia. Non è che puoi ignorarlo o qualcosa del genere. “

Dopo il flop di Jay e Silent Bob Reboot, era davvero necessario lavorare a un sequel di una delle migliori commedie di Smith?

Generazione low cost, recensione del film di Julie Lecoustre e Emmanuel Marre

Generazione low cost è il secondo lavoro a due dei registi e sceneggiatori Julie Lecoustre e Emmanuel Marre, il primo insieme era stato un mediometraggio del 2018, Castle to Castle.

Presentato l’anno scorso al Festival di Cannes con il titolo originale Rien à foutre, che in inglese è stato tradotto praticamente alla lettera in Zero fucks given, nel corrispettivo in italiano viene spostata un po’ l’attenzione da ciò che evidentemente era il senso principale che i due autori del film volevano indicare.

Generazione low cost la trama

Cassandre (Adèle Exarchopoulos) è una giovane assistente di volo della compagnia – ovviamente – low cost Ryanair. Fa base a Lanzarote dove abita insieme ad altre sue colleghe con cui parla solo in inglese, perché ognuna di loro viene da un paese diverso.

Lei è belga e fa questo lavoro in maniera meccanica, quasi serrata, trascinata da un’inerzia blanda, raccontandolo col suo volto dall’espressione spesso appesa, annoiata o forse, più semplicemente, alienata.

Generazione low cost riprende in modo molto furbo le necessità di una precisa categoria sociale, quando affronta un’altrettanta precisa fase della vita, in un contesto solitario e sempre meno capace di relazione.

Con un piglio che ha molto dei tratti del documentario, il film segue e quasi pedina i movimenti dell’attrice, fissando insistentemente il suo viso in ogni fase appartenente a giornate scandite da ritmi freddi, che distaccano da legami profondi. Così facendo, i registi s’infiltrano nella vita della ragazza, che si rotola sdrucita e noncurante su letti sfatti per pochissime ore di sonno, e offre alla macchina da presa la naturalezza del suo corpo, pieno d’inquietudine adolescenziale e di desiderio di trovare se stessa e la sua vita.

La gradazione utilizzata nella luce di scena accompagna il percorso interiore della protagonista, e inizia con l’essere accecante e totale sulle piste d’atterraggio e negli aeroporti, e diventa via via sempre più tenue man mano che Cassandre torna sui propri passi andando verso casa. Lì, nelle penombre illuminate solo dalle luci che dalla strada penetrano nelle finestre di casa, il film crea il proprio contrasto con le sequenze iniziali, raccontando soprattutto attraverso l’atmosfera costruita dentro le immagini ciò che sta accadendo attorno.

È interessante, Generazione low cost è un prodotto evidentemente assemblato con un linguaggio chiaro, e per nulla didascalico, che utilizza una spontaneità che pare sempre al limite della disorganizzazione fuori controllo mentre, al contrario, nel suo stesso stile narrativo spiega ciò che vuole dire. Nella prima parte della storia tutto è quasi caotico: Cassandre è inseguita dallo spettatore nelle sue giornate da hostess vissute come l’alunna ribelle di un liceo. Ma la realtà che viene mostrata è presa da un piccolo mondo in disparte, molto comune nella sua apparente originalità, dove giovani donne animate dal desiderio di evasione, mascherato da amore per i viaggi, gettano le basi per diventare adulte ciniche e disilluse.

La bravura di Julie Lecoustre e Emmanuel Marre sta nel non scivolare mai ad assecondare tali sentimenti, ma nello scorrere oltre e mostrare di più con una punta di sarcasmo. Continuando a seguire i passi e la faccia imbronciata della protagonista, s’innamorano del modo in cui lei stessa, l’attrice Adèle Exarchopoulos, racconta del proprio accennato distacco sulle cose accompagnato da picchi emotivi, che vive ridacchiando sotto i baffi, ma cercando il supporto affettivo della sua famiglia (Mara Taquin e Alexandre Perrier) per ricomporre se stessa, o iniziare ad imparare a farlo.

I registi mantengono, dunque, quello stesso sguardo un po’ adolescenziale che spera in un domani gettandosi in avanti non preoccupandosi troppo dell’equipaggiamento che si ha con sé. Ma lo fanno con un grande uso della cinepresa: sfruttandone la capacità di frugare nei volti, nelle storie, trasformandosi da oggetto indagatore a strumento narrativo.

Generazione Fumetto: nuovo progetto di Valmyn, ecco il primo video dal set

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Generazione Fumetto esplora il mondo di questo universo immaginario attraverso interviste ad alcuni degli artisti più rappresentativi e seguiti del panorama italiano, diversi per stili e background, ma tutti nati negli anni ’80 e che sono stati in grado di utilizzare il proprio lavoro come veicolo di espressione personale, critica politica e sociale e identità individuale: Mirka Andolfo, Giacomo Bevilacqua, Rita Petruccioli, Sara Pichelli, Maicol & Mirco, Sio e Zerocalcare.

Video Credits Valmyn

Generazione Fumetto permette di avvicinarsi ai fumettisti non solo come artisti talentuosi e unici, ma anche come persone con passioni, sogni, valori forti e particolarità: le interviste avverranno prima nelle loro abitazioni, per coglierli nella loro quotidianità e osservarli durante le fasi operative del processo creativo, per poi spostarsi nelle fumetterie di fiducia, dove gli artisti sveleranno opinioni, fonti di ispirazione e motivazioni, creando un dialogo virtuale anche con altri nomi del mondo del fumetto italiano e internazionale.

Ma il viaggio non si limiterà ai soli artisti; il documentario farà conoscere da vicino anche le loro fanbase, i loro editori, gli specialisti, i curatori e le figure di maggiore spicco di questo mondo/industria che, quasi unico nel panorama culturale e letterario, ogni anno accresce la sua influenza e popolarità, rendendo il fumetto uno dei linguaggi fondamentali per raccontare il nostro presente.

Generazione fumetto, la trama

Generazione Fumetto è un documentario intimo e approfondito che esplora l’evoluzione, l’influenza e le prospettive del fumetto italiano contemporaneo. Partendo da 7 artisti emblematici della nuova generazione – Zerocalcare, Giacomo Bevilacqua (Keison), Michael Rocchetti (Maicol & Mirco), Simone Albrigi (Sio), Mirka Andolfo, Sara Pichelli e Rita Petruccioli – il film indaga lo status del fumetto come linguaggio artistico, la sua evoluzione, il suo impatto sulla cultura, e le possibili traiettorie future.

Generazione Fumetto: l’intervista al regista Omar Rashid

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Generazione Fumetto: l’intervista al regista Omar Rashid

Arriva finalmente nella sale come evento speciale l’11, 12 e 13 maggio grazie a Trent Film e Valmyn il progetto cinematografico GENERAZIONE FUMETTO dedicato alla cultura del fumetto scritto e diretto da Omar Rashid con la consulenza artistica di Lucca Comics & Games.

Ecco la nostra intervista al regista, Omar Rashid:

GENERAZIONE FUMETTO esplora il mondo di questo universo immaginario attraverso interviste ad alcuni degli artisti più rappresentativi e seguiti del panorama italiano, diversi per stili e background, ma tutti nati negli anni ’80 e che sono stati in grado di utilizzare il proprio lavoro come veicolo di espressione personale, critica politica e sociale e identità individuale: Simone Albrighi (aka Sio), Mirka Andolfo, Giacomo Keison Bevilacqua, Rita Petruccioli, Sara Pichelli, Michele Rech (aka Zerocalcare), Michael Rocchetti (aka Maicol & Mirco).

Un universo che negli ultimi 10 anni è editorialmente esploso ed è diventato un fenomeno in ascesa e mainstream e che il regista Omar Rashid vuole raccontare non solo agli appassionati del genere ma anche a chi di fumetto sa poco ed è incuriosito da questo medium, fatto di immagini e testo, semplice e complesso allo stesso tempo. GENERAZIONE FUMETTO permette di avvicinarsi ai fumettisti non solo come artisti talentuosi e unici, ma anche come persone con passioni, sogni, valori forti e particolarità: le interviste sono avvenute prima nelle loro abitazioni, per coglierli nella loro quotidianità e osservarli durante le fasi operative del processo creativo, per poi spostarsi nelle fumetterie di fiducia, dove gli artisti hanno condiviso opinioni, fonti di ispirazione e motivazioni, creando un dialogo virtuale anche con altri nomi del mondo del fumetto italiano e internazionale. Ma il viaggio non si limita ai soli artisti; il documentario fa conoscere da vicino anche le loro fanbase, i loro editori, gli specialisti, i curatori e le figure di maggiore spicco di questo mondo/industria che, quasi unico nel panorama culturale e letterario, ogni anno accresce la sua influenza e popolarità, rendendo il fumetto uno dei linguaggi fondamentali per raccontare il nostro presente.

Dopo essere stato presentato in importanti fiere di settore con panel dedicati e special preview come accaduto al Comicon di Napoli, al Best Movie Comics and Games di Milano e a Lucca Comics & Games, GENERAZIONE FUMETTO arriverà finalmente nella sale l’11, 12 e 13 maggio grazie a Trent Film e Valmyn.

GENERAZIONE FUMETTO è prodotto da Valmyn di Alessandro Tiberio, co-distribuito da Trent Film e Valmyn ed è stato realizzato anche grazie all’utilizzo del credito d’imposta previsto dalla legge del 24 dicembre 2007, n. 244.

Generazione Fumetto è un documentario intimo e approfondito che esplora l’evoluzione, l’influenza e le prospettive del fumetto italiano contemporaneo. Partendo da 7 artisti emblematici della nuova generazione – Zerocalcare, Giacomo Bevilacqua (Keison), Michael Rocchetti (Maicol & Mirco), Simone Albrigi (Sio), Mirka Andolfo, Sara Pichelli e Rita Petruccioli – il film indaga lo status del fumetto come linguaggio artistico, la sua evoluzione, il suo impatto sulla cultura, e le possibili traiettorie future.

Generazione Fumetto: l’evento speciale al cinema l’11, 12 e 13 maggio

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Arriva nella sale come evento speciale l’11, 12 e 13 maggio grazie a Trent Film e Valmyn il progetto cinematografico Generazione Fumetto dedicato alla cultura del fumetto scritto e diretto da Omar Rashid con la consulenza artistica di Lucca Comics & Games.

Generazione Fumetto  esplora il mondo di questo universo immaginario attraverso interviste ad alcuni degli artisti più rappresentativi e seguiti del panorama italiano, diversi per stili e background, ma tutti nati negli anni ’80 e che sono stati in grado di utilizzare il proprio lavoro come veicolo di espressione personale, critica politica e sociale e identità individuale: Simone Albrighi (aka Sio), Mirka Andolfo, Giacomo Keison Bevilacqua, Rita Petruccioli, Sara Pichelli, Michele Rech (aka Zerocalcare), Michael Rocchetti (aka Maicol & Mirco).

Un universo che negli ultimi 10 anni è editorialmente esploso ed è diventato un fenomeno in ascesa e mainstream e che il regista Omar Rashid vuole raccontare non solo agli appassionati del genere ma anche a chi di fumetto sa poco ed è incuriosito da questo medium, fatto di immagini e testo, semplice e complesso allo stesso tempo. GENERAZIONE FUMETTO permette di avvicinarsi ai fumettisti non solo come artisti talentuosi e unici, ma anche come persone con passioni, sogni, valori forti e particolarità: le interviste sono avvenute prima nelle loro abitazioni, per coglierli nella loro quotidianità e osservarli durante le fasi operative del processo creativo, per poi spostarsi nelle fumetterie di fiducia, dove gli artisti hanno condiviso opinioni, fonti di ispirazione e motivazioni, creando un dialogo virtuale anche con altri nomi del mondo del fumetto italiano e internazionale. Ma il viaggio non si limita ai soli artisti; il documentario fa conoscere da vicino anche le loro fanbase, i loro editori, gli specialisti, i curatori e le figure di maggiore spicco di questo mondo/industria che, quasi unico nel panorama culturale e letterario, ogni anno accresce la sua influenza e popolarità, rendendo il fumetto uno dei linguaggi fondamentali per raccontare il nostro presente.

Dopo essere stato presentato in importanti fiere di settore con panel dedicati e special preview come accaduto al Comicon di Napoli, al Best Movie Comics and Games di Milano e a Lucca Comics & Games, GENERAZIONE FUMETTO arriverà finalmente nella sale l’11, 12 e 13 maggio grazie a Trent Film e Valmyn.

Generazione Fumetto è un documentario intimo e approfondito che esplora l’evoluzione, l’influenza e le prospettive del fumetto italiano contemporaneo. Partendo da 7 artisti emblematici della nuova generazione – Zerocalcare, Giacomo Bevilacqua (Keison), Michael Rocchetti (Maicol & Mirco), Simone Albrigi (Sio), Mirka Andolfo, Sara Pichelli e Rita Petruccioli – il film indaga lo status del fumetto come linguaggio artistico, la sua evoluzione, il suo impatto sulla cultura, e le possibili traiettorie future.

Generazione Fumetto al Lucca Comics & Games

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Generazione Fumetto al Lucca Comics & Games

La casa di produzione e distribuzione Valmyn di Alessandro Tiberio è lieta di annunciare che il nuovo progetto cinematografico Generazione Fumetto – dedicato alla cultura del fumetto scritto e diretto da Omar Rashid – sarà presentato in collaborazione con Lucca Comics & Games (consulente artistico per il film) durante la prossima edizione della manifestazione (30 ottobre – 03 novembre 2024).

Sabato 2 novembre alle ore 17:30 presso l’Auditorium del Suffragio sarà possibile assistere allo special screening dei primi 30 minuti del documentario in anteprima assoluta e a seguire al panel dedicato all’approfondimento insieme ad alcuni dei fumettisti protagonisti.

Durante la manifestazione, inoltre, verrà realizzata la fase conclusiva del progetto che vedrà portare a compimento il documentario nella sua integrità: durante Lucca Comics & Games 2024, infatti, verranno girati gli ultimi preziosi materiali per il montaggio definitivo del documentario con riprese live realizzate proprio nei luoghi del community event e che vedranno protagonisti i numerosi fan e appassionati di fumetto e non solo presenti a Lucca.

Una collaborazione speciale quella con Lucca Comics & Games di cui la produzione Valmyn è  orgogliosa e che trova in essa affinità di intenti e passioni comuni, oltre ad un enorme bagaglio culturale fatto di impegno e dedizione. Generazione Fumetto vuole raccontare un mondo, quello del fumetto, che negli ultimi 10 anni è editorialmente esploso ed è diventato da arte di nicchia, o addirittura considerata “minore”, a fenomeno in ascesa e mainstream, e lo vuole raccontare non solo agli appassionati del genere ma anche a chi di fumetto sa poco ed è incuriosito da questo medium, fatto di immagini e testo, semplice e complesso allo stesso tempo.

Generazione Fumetto esplora il mondo di questo universo immaginario attraverso interviste ad alcuni degli artisti più rappresentativi e seguiti del panorama italiano, diversi per stili e background, ma tutti nati negli anni ’80 e che sono stati in grado di utilizzare il proprio lavoro come veicolo di espressione personale, critica politica e sociale e identità individuale: Mirka Andolfo, Giacomo Bevilacqua, Rita Petruccioli, Sara Pichelli, Maicol & Mirco, Sio e Zerocalcare.

Generazione Fumetto permette di avvicinarsi ai fumettisti non solo come artisti talentuosi e unici, ma anche come persone con passioni, sogni, valori forti e particolarità: le interviste sono avvenute prima nelle loro abitazioni, per coglierli nella loro quotidianità e osservarli durante le fasi operative del processo creativo, per poi spostarsi nelle fumetterie di fiducia, dove gli artisti hanno condiviso opinioni, fonti di ispirazione e motivazioni, creando un dialogo virtuale anche con altri nomi del mondo del fumetto italiano e internazionale.

Ma il viaggio non si limita ai soli artisti; il documentario fa conoscere da vicino anche le loro fanbase, i loro editori, gli specialisti, i curatori e le figure di maggiore spicco di questo mondo/industria che, quasi unico nel panorama culturale e letterario, ogni anno accresce la sua influenza e popolarità, rendendo il fumetto uno dei linguaggi fondamentali per raccontare il nostro presente.

La trama di Generazione Fumetto

Generazione Fumetto è un documentario intimo e approfondito che esplora l’evoluzione, l’influenza e le prospettive del fumetto italiano contemporaneo. Partendo da 7 artisti emblematici della nuova generazione – Zerocalcare, Giacomo Bevilacqua (Keison), Michael Rocchetti (Maicol & Mirco), Simone Albrigi (Sio), Mirka Andolfo, Sara Pichelli e Rita Petruccioli – il film indaga lo status del fumetto come linguaggio artistico, la sua evoluzione, il suo impatto sulla cultura, e le possibili traiettorie future.

Generazione Fumetto è prodotto da Valmyn di Alessandro Tiberio, in collaborazione con Lucca Comics & Games. Dopo il passaggio a Lucca verrà distribuito prossimamente al cinema con Valmyn.

Generazione 56K: recensione della serie di The Jackal

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Generazione 56K: recensione della serie di The Jackal

Qual è la Generazione 56K? Secondo Francesco Ebbasta, che con The Jackal, Cattleya e Netflix, ha messo in piedi la serie da una sua idea, è la generazione cresciuta negli anni ’90, quella che ha accolto l’arrivo di internet in casa, che ha imparato a usare i floppy e a familiarizzare con quel rumorio del modem, che teneva occupata la linea telefonica di casa per ore. Una generazione che, crescendo, ha accompagnato nella sua vita, la tecnologia come protesi di se stessa, e che adesso è schiava di cellulari, app, social media e tutto quello che caratterizza la società di adesso. 

È così per Daniel e i suoi amici, che superati i Trent’anni non possono ancora dirsi uomini maturi, che hanno un rapporto controverso con l’amore e le storie romantiche e che cercano la loro strada nel mondo, alle prese con mille problemi che, in fondo, problemi non sono. Insomma, nessuno trai 30 e i 40 anni faticherà a immedesimarsi un questi protagonisti, in questa Generazione 56K.

La serie parte quindi da un presupposto molto “facile”, cerca di far presa sul pubblico medio della piattaforma streaming, dove sarà disponibile dal 1° luglio con 8 episodi, e si sviluppa con una canonicità disarmante. 

A cavallo tra due linee temporali

Premesso questo, Generazione 56K è una buona serie, con momenti di grande comicità e che fonda il suo punto di forza sulla struttura a cavallo su due linee temporali. La prima, ambientata ai nostri giorni, a Napoli, in cui seguiamo il protagonista, Daniel, alla ricerca di questa misteriosa ragazza che ha incontrato e che non riesce più a rintracciare. La seconda, immersa negli anni ’90, a Procida, in una comunità minuscola in cui il piccolo Daniel impara a usare internet, a dare i primi baci e a fare i primi conti con le batoste della vita.

Ambientata tra Napoli e Procida, Generazione 56K è basata su un’idea originale di Francesco Ebbasta e da lui scritta insieme a Costanza Durante, Laura Grimaldi e Davide Orsini, che ne è anche head writer. Dietro la macchina da presa dei primi 4 episodi Francesco Ebbasta, mentre Alessio Maria Federici firma la regia dei restanti 4.

generazione 56K recensione serieGianluca Fru e Fabio Balsamo nel cast

I protagonisti Daniel e Matilda sono interpretati rispettivamente da Angelo Spagnoletti e Cristina Cappelli, nella loro versione adulta, e da Alfredo Cerrone e Azzurra Iacone in quella da ragazzini. Protagonisti della serie anche due componenti dei The Jackal nel ruolo degli amici storici di Daniel: Gianluca Fru è Luca e Fabio Balsamo è Sandro, rispettivamente interpretati, nella loro versione da bambini, da Gennaro Filippone e da Egidio Mercurio.

Nel cast anche Biagio Forestieri (Napoli Velata) nei panni di Bruno, Claudia Tranchese (Sotto il sole di Riccione, Gomorra la serie 4 stagione) in quelli di Ines, Federica Pirone in quelli di Cristina, Sebastiano Kiniger in quelli di Enea.

Generazione 56K, effetto nostalgia assicurato

Generazione 56K è una serie che non punta tanto sulla novità della trama, o sulla scrittura articolata, quanto sull’infallibilità dell’effetto nostalgia e la rassicurante presenza di una storia d’amore romantica e decisamente “da film” che forse farà storcere il naso ai più scettici ma che rappresenta quel genere di feel good movies (series in questo caso) che tanto piace al pubblico generalista, ormai sempre più coincidente con quello di Netflix.

Generazione 56K: presentata la serie Netflix in collaborazione con The Jackal

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“L’idea di questa serie è nata qualche anno fa, durante un matrimonio. Lo sposo mi disse di essere felice, ma aveva il dubbio che entrambi fossero cresciuti nello stesso paesino senza mai guardare fuori. Il dubbio poi è rientrato, ma questa paura di poter desiderare altro ha fatto crescere questo seme che si è trasformato in un racconto che parla di una generazione a cavallo di Internet, con un piede dentro e uno fuori dalla tecnologia. Internet ha stravolto l’amore e le relazioni, offrendoci infinite possibilità di scelta, con la consapevolezza di poter fare altro” A parlare è Francesco Ebbasta, autore della nuova serie Netflix, disponibile dal 1° luglio sulla piattaforma, Generazione 56K. 

La trama di Generazione 56K

Prodotta da Cattleya, parte di ITV Studios, e realizzata in collaborazione con The Jackal, gruppo Ciaopeople la serie si concentra sulla generazione che, cresciuta negli anni ’90, è stata la testimone dell’arrivo di internet, mentre ancora si destreggiavano tra floppy disk, videocassette e walkman, masticando chewingum sullo sfondo delle musiche degli 883 e dell’inconfondibile suono del modem 56K. Oggi sono cresciuti e si sono adattati ad un mondo iper tecnologico, rendendo gli smartphone e le app parte integrante della loro vita: alleati insostituibili sul lavoro, nel tempo libero e negli incontri sentimentali. Come definirli con una sola espressione? (La) Generazione 56k, vera protagonista della serie, raccontata in 8 episodi con un continuo ponte temporale tra gli anni Novanta e i giorni nostri, in un costante flashback tra l’infanzia dei protagonisti e la loro vita oggi. Anni di grandi cambiamenti in cui le relazioni umane, l’amicizia e l’amore rimangono le uniche, vere costanti.

Ambientata tra Napoli e Procida, Generazione 56K è una serie di genere comedy basata su un’idea originale di Francesco Ebbasta e da lui scritta insieme a Costanza Durante, Laura Grimaldi e Davide Orsini, che ne è anche head writer. Dietro la macchina da presa dei primi 4 episodi Francesco Ebbasta, mentre Alessio Maria Federici firma la regia dei restanti 4.

I protagonisti Daniel e Matilda sono interpretati rispettivamente da Angelo Spagnoletti e Cristina Cappelli, nella loro versione adulta, e da Alfredo Cerrone e Azzurra Iacone in quella da ragazzini. Protagonisti della serie anche due componenti dei The Jackal nel ruolo degli amici storici di Daniel: Gianluca Fru è Luca e Fabio Balsamo è Sandro, rispettivamente interpretati, nella loro versione da bambini, da Gennaro Filippone e da Egidio Mercurio.

Nel cast anche Biagio Forestieri (Napoli Velata) nei panni di Bruno, Claudia Tranchese (Sotto il sole di Riccione, Gomorra la serie 4 stagione) in quelli di Ines, Federica Pirone in quelli di Cristina, Sebastiano Kiniger in quelli di Enea.

Sul suo personaggio, Gianluca Fru spiega: “Luca mantiene da adulto quella totale mancanza di filtri che aveva anche da bambino. È l’unico dei tre non ancora cresciuto, che non riesce a nascondere quando qualcuno gli sta antipatico, vive la sua difficoltà nei rapporti sociali che lo portano a rifugiarsi in tanti piccoli mondi, l’isola di Procida, la casa degli amici, i videogiochi, tende a proteggersi dal mondo esterno”. Al contrario di Sandro, unico adulto normale del gruppo, che però dalla loro prospettiva è “quello strano”. A parlarne è Fabio Balsamo: “Io rappresento un po’ la controparte rispetto alla narrativa centrale. Sono la parentesi bagnata di quei valori del passato che potevano essere più stabili. Sono lo strano del gruppo.” 

Una nuova sfida per The Jackal

In merito alla nuova esperienza di The Jackal con la serialità in collaborazione con Netflix, sempre Balsamo commenta: “È un ulteriore campo di sperimentazione in cui ci siamo messi, il corto sul web è un contenuto molto diverso. Abbiamo dovuto studiare da capo la serialità, ci siamo reinventati anche su questo, ripartendo da zero con molta umiltà e con l’ipercriticità che ci contraddistingue”. E come fanno i veri professionisti, scelgono, di volta in volta, chi sono gli elementi del gruppo ad essere i più adatti per i singoli progetti: “Siamo in tanti all’interno dei The Jackal, tutti i progetti vengono decisi in maniera professionale scegliendo di volta in volta i protagonisti. Abbiamo tante strade che proviamo a seguire. Questa serie è ricca di spunti, nessuna storia è di per sé autoconclusiva quando c’è la volontà di portare avanti il progetto. E poi al racconto di Daniel e Matilda fanno da sfondo quelle di tanti altri personaggi, per cui la potenzialità di racconto è infinita.” E infatti chissà se non vedremo ancora i protagonisti di Generazione 56K in azione, dopo questo primo ciclo di 8 episodi.

Generation: il canale temporaneo dedicato ai millennials

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Serie tv, film, animazione, fumetti, manga giapponesi e videogiochi: con GENERATION, il canale temporaneo in arrivo dal 27 ottobre al 10 novembre sul canale 111 di Sky, si apre una finestra sull’intrattenimento che appassiona i più giovani, millennials e generazione z, con una particolare attenzione per il mondo dei social e del web. Il canale raccoglie i contenuti migliori della collezione On Demand GENERATION – attiva dal giugno scorso su NOW TV e Sky On Demand – più alcune novità esclusive, tutti (ri)proposti nella programmazione in lineare.

GENERATION sarà il canale della nuova produzione originale di Sky Atlantic, che andrà in onda in prima tv, OCCIDENTE VS ORIENTE, un docu-show in quattro puntate che mette a paragone tutto il meglio della cultura pop occidentale da una parte, e di quella orientale dall’altra: cartoni animati, videogames, fumetti, film e giocattoli. Nuovi e vecchi cult a confronto in una sfida senza esclusione di colpi: Transformers vs Gundam e i robottoni giapponesi – ma anche Dragon Ball vs Superman e i grandi supereroi a stelle e strisce; Lara Croft vs Super Mario e le star dei videogiochi orientali.

Il 29, 30 e 31 ottobre alle 19.00, in occasione di Halloween, con una programmazione dedicata, arrivano le tre puntate speciali del game show#socialfaceHalloween, con ancora una volta protagonisti, Favij, Mates (il gruppo formato da Anima, St3pny, SurrealPower e Vegas) e LaSabri. I creator più seguiti del web, conosciuti dal pubblico televisivo proprio grazie a #socialface, verranno anche raccontati in maniera del tutto inedita nelvlogumentary (docu-film in formato vlog) Social Dream – prodotto da Sky, Web Stars Channel e Indiana Production – un viaggio in presa diretta nella terra del Sol Levante, che andrà in onda in prima visione assoluta il 31 ottobre alle 21.15.

Tra i contenuti in evidenza del canale GENERATION, la prima tv esclusiva di due serie animate. La terza stagione di Animals  – creata nel 2016 da Phil Matarese e Mike Luciano per HBO – e l’esordio di Tour bus, serie animata in otto episodi, comedy musicale in cui Mike Judge (creatore di Silicon Valley) racconta le avventure di musicisti country come Johnny Paycheck, Jerry Lee Lewis, George Jones e Tammy Wynette, attraverso le testimonianze di chi ha avuto occasione di conoscerli più da vicino, come ex compagni di band e amici, con interviste animate e aneddoti video. Presente anche l’animazione cult, con alcuni cartoni giapponesi che hanno fatto la storia, tra cui Ken il guerriero e Capitan Harlock.

Spazio anche alla musica, con inserti musicali firmati da m2o e il film documentario This is Måneskin, che racconta la band che ha raggiunto il successo con la partecipazione a X-Factor, dalla sua nascita fino alla realizzazione del loro primo album di inediti, “Il ballo della vita”.

In programmazione anche due produzioni originali Sky: Tafanos, il divertente horror tributo ai b-movie italiani degli anni ’70, e The Generi, l’irresistibile viaggio fra i generi cinematografici di e con Maccio Capatonda.

In collaborazione con Sky Sport, GENERATION sarà anche la vetrina per alcuni degli sport 2.0 più seguiti, come la Drone Racing League e il magazine Adrenalinik, oltre all’evergreen e popolarissimo Wrestling. Non ultimo, uno spazio riservato all’informazione, con Non smetto quando voglio, appuntamento doc de Il Racconto del Reale, che racconta il tema dell’uso di droghe nel mondo giovanile.

GENERATION è realizzato con il contributo e i contenuti dei canali partner Manga, Cartoon Network, MTV e Blaze.

GENERATION, il canale temporaneo attivo dal 27 ottobre al 10 novembre sul canale 111 di Sky

Gene Hackman: 10 cose che non sai sull’attore

Gene Hackman: 10 cose che non sai sull’attore

Nel corso della sua carriera l’attore Gene Hackman si è reso celebre per il ritratto di uomini corrotti, spietati, e privi di morale. Con i suoi ruoli da cattivo è così divenuto uno degli attori più celebri e richiesti della sua generazione, vincendo alcuni tra i più prestigiosi premi dell’industria. Oggi ritiratosi dal mondo della recitazione, Hackman può comunque fregiarsi dello status raggiunto negli anni, che gli permette di essere continuamente citato come uno dei più grandi interpreti degli ultimi quarant’anni.

Ecco 10 cose che non sai di Gene Hackman.

Parte delle cose che non sai sull’attore

Gene Hackman basket

Gene Hackman: i suoi film

10. Ha recitato in celebri lungometraggi. L’attore ha esordito al cinema nel 1964 con il film Lilith – La dea dell’amore, per poi ottenere particolare notorietà grazie a Gangster Story (1967). Negli anni successivi continua ad affermarsi con titoli come Gli spericolati (1969), Abbandonati nello spazio (1969), Anello di sangue (1970), e Il braccio violento della legge (1971), con cui si consacra. Successivamente, recita in titoli come La conversazione (1974), Frankenstein Junior (1974), Superman (1978), con Marlon Brando, Superman II (1980), Reds (1981), Superman IV (1987), Mississippi Burning (1988), Gli spietati (1992), di Clint EastwoodWyatt Earp (1994), Potere assoluto (1997), Nemico pubblico (1998), con Will Smith, Il colpo (2001) e I Tenenbaum (2001), con Ben Stiller.

9. Ha vinto due Oscar. Nel corso della sua carriera Hackman ha collezionato un totale di cinque candidature al premio Oscar, tre come miglior attore non protagonista e due per il miglior attore protagonista, vincendo poi il premio in due di queste occasioni. La prima fu nel 1972 come protagonista per Il braccio violento della legge, mentre la seconda nel 1993 come non protagonista per Gli spietati.

8. Ha partecipato al doppiaggio di alcuni film. Oltre ad aver recitato nei film di Superman nel ruolo di Lex Luthor, per il quarto titolo della serie l’attore si cimentò anche con il doppiaggio del personaggio Uomo Nucleare, villain del film. Nel 1998 dà invece voce al Generale Mandibola, cattivo principale del film d’animazione Z la formica (1998), a cui partecipano anche Jennifer Lopez e Sylvester Stallone.

Gene Hackman: chi è sua moglie

7. Si è sposato due volte. Ben prima di diventare celebre, l’attore si sposò nel 1956 con una donna di nome Fay Maltese. Da lei ebbe figli. Nel 1986, dopo trent’anni di matrimonio, i due annunciarono poi le nozze. Il divorzio sembra sia stato causato dalla relazione di Hackman con la musicista Besty Arakawa, che sposò poi nel 1991.

Gene Hackman e Will Smith

6. Hanno lavorato insieme in un film. Nel 1998 Hackman viene convinto dopo diversi rifiuti a recitare nel film thriller Nemico pubblico. Venuto a sapere del suo coinvolgimento, l’attore Will Smith accettò una paga ridotta pur di poter prendere parte al progetto e recitare insieme ad Hackman.

Parte delle cose che non sai sull’attore

Gene Hackman Superman

Gene Hackman in Colpo vincente, un film sul basket

5. È stato il protagonista del film. Nel 1986 l’attore interpreta l’allenatore Norman Dale nel film Colpo vincente. Questo è incentrato sulla figura di Dale, ex allenatore di basket in rovina che in seguito ad un violento litigio finisce con l’essere licenziato e allontanato dall’ambiente. Anni dopo, viene però richiamato per allenare la squadra di basket di un liceo, trovando così l’occasione per riscattarsi.

4. Ha avuto numerosi litigi con il regista. Hackman possiede un carattere notoriamente difficile. Il regista del film, David Anspaugh, ha a tal proposito raccontato di aver vissuto in modo piuttosto conflittuale il periodo del set. Tra lui e Hackman si svolgevano infatti continui litigi, che fecero temere al regista per il proprio posto e la propria salute mentale.

Gene Hackman in Superman

3. Non voleva tagliarsi i baffi. Tratto caratteristico dell’attore sono i suoi baffi. Particolarmente legato a questi, Hackman non voleva saperne di tagliarli per il ruolo di Lex Luthor in Superman. Il regista Richard Donner riuscì però a convincerlo affermando che se l’attore si fosse tagliato i baffi, anche lui si sarebbe rasato i suoi. A quel punto Hackman acconsentì, per poi scoprire che Donner in realtà non portava i baffi, e quelli sfoggiati al loro incontro erano finti.

2. Inizialmente aveva timore a ricoprire tale ruolo. Quando ad Hackman fu proposto il ruolo del villain del film, egli si dimostrò riluttante ad accettare. Temeva infatti che tale personaggio e tale film avrebbero compromesso la sua carriera di attore serie. Dopo che ebbe saputo che anche il grande Marlon Brando aveva firmato per un ruolo, però, si decise a prendervi parte.

Gene Hackman: età e altezza

1. Gene Hackman è nato a San Bernardino, in California, Stati Uniti, il 30 gennaio 1930. L’attore è alto complessivamente 187 centimetri.

Fonte: IMDb

 

 

 

 

Genderswapped: i cosplay più belli [foto]

Il rumor, poi sfatato, che voleva Dottor Destino interpretato da una donna nel nuovo Fantastici Quattro ha generato il panico trai fan dei fumetti, ma alcune volte cambiare il sesso di un personaggio non è per forza un male. Lo sanno bene questi cosplayer:

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Il genderswapped è il sovvertimento del sesso di un personaggio, in questo caso donne mascherate da personaggi maschi e viceversa (nel caso di Harley Quinn).

Altri begli esempi di genderswapped potete trovarli di seguito:

I personaggi de Lo Hobbit al femminile

I personaggi dei film d’animazione cambiano sesso

Genderswap: i personaggi dei film d’animazione cambiano sesso [FAN ART]

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Vi avevamo già fatto vedere un po’ di tempo fa delle versioni al maschile delle principesse della Disney (a questo link). L’idea deve essere piaciuta molto a Sakimi Chan, una bravissimi disegnatrice che su Deviantart ha pubblicato le sue versioni del personaggi dei film d’animazione che cambiano sesso. Che ne pensate? [nggallery id=538]

Malefica genderswapL’operazione compiuta da questa straordinaria illustratrice, quella di cambiare il sesso ai personaggio noti della nostra immaginazione, nota anche con il nome di Genderswap, sembra ultimamente parecchio in voga, anche se spesso si concentra sui personaggi tradizionali dell’immaginario disneyano. Questa volta però Sakimi Chan ha coinvolto nel suo progetto non solo Ariel de La Sirenetta, la Bella e la Bestia e Esmeralda da Il Gobbo di Notre Dame, e i villain di grande classe, come Crudelia De Mon dalla Carica dei 101 e Malefica da La Bella Addormentata nel Bosco, ma anche altri personaggi appartenenti a buon diritto alla nostra cultura popolare come Jack e Sally di Nightmare Before Christmas, Howl e Sophie de Il Castello errante di Howl e la Principessa Mononoke, trasformata in un possente guerriero. Presenti nella gallery anche Jack Frost di Le 5 Leggende e Elsa di Frozen il regno di ghiaccio, protagonisti di un reciproco Genderswap, che per l’occasione sono stati anche ‘accoppiati’.

Cosa ve ne pare? qual è il vostro preferito?

Gender Border Film Festival 2022 apre alla collettività e lancia un crowdfunding

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Nella giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, martedì 17 maggio, il Gender Border Film Festival lancia la sua campagna di crowdfunding su www.indiegogo.com e chiunque vi può aderire offrendo il suo contributo al progetto.

Il festival, fin dalla prima edizione, vuole essere la testimonianza artistica e cinematografica dell’innovazione e dell’inclusione culturale; dare spazio e voce a tuttǝ coloro che non si riconoscono nella rappresentazione dominante dell’identità di genere, del corpo, della sessualità e del piacere; raccontare storie invisibili di corpi non convenzionali, i loro desideri e bisogni; trattare argomenti talora scomodi, ma necessari: da quali siano le difficoltà affrontate dalle persone LGBTQ+, a come lǝ disabili vivano la loro affettività e sessualità, un grande tabù nella società contemporanea.  

Giunto alla terza edizione, che si terrà dal 3 al 6 novembre 2022 al Teatro Franco Parenti di Milano, il Gender Border intende rafforzare la sua identità e valorizzare la sua vocazione internazionale per un coinvolgimento sempre maggiore e trasversale del pubblico. 

Le giornate del festival preannunciano un variegato programma: film in concorso tra anteprime europee e italiane; una maratona di cortometraggi sul tema “unconventional bodies”; talk su transizione, fluidità, identità non binarie e post-porno, con testimonianze dirette e ospiti; performance dal vivo con artistǝ della scena queer italiana.

Una novità importante di questa edizione è rappresentata da nuovǝ partner che affiancheranno il festival nel corso dell’anno con iniziative ed eventi: BASE Milano, che offre il suo appoggio culturale e i suoi spazi per momenti di dialogo e serate, oltre a un supporto alla comunicazione; DRAMA Milano, gruppo di artistǝ e performer che porta al festival il meglio della scena queer italiana, live show e DJ set, e che mette a disposizione importanti premi a chi sostiene il crowdfunding; Making of Love, un’associazione composta da otto ragazzǝ di vent’anni, il cui obiettivo è educare lǝ più giovani al piacere e alla consapevolezza del proprio corpo e delle proprie emozioni, con cui attivare un percorso di sensibilizzazione per adolescentǝ, che duri nel tempo e non solamente per le giornate del festival; LongTake una community e sito web di promozione e condivisione della cultura e della passione cinematografica, con cui avviare dei workshop innovativi che uniscano la cinematografia alla fluidità di genere.

  • Link alla piattaforma di crowdfunding: 

https://www.indiegogo.com/projects/gender-border-film-festival–2

  • Obiettivo della campagna: 5.000 euro
  • Reward: per chi contribuisce alla campagna, sulla base della cifra offerta, sono previsti diversi premi, che spaziano dal merchandising all’accredito per una o tutte le giornate del festival, dalla partecipazione ai workshop fino a due ore esclusive di DJ set con Stefano Protopapa

Gena Rowlands, morta l’interprete di Una Moglie e di Le pagine della nostra vita

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Gena Rowlands, la cui coraggiosa performance in Una Moglie ha ispirato una generazione e che ha recitato in molti altri film di John Cassavetes, oltre che nel classico del cinema romantico Le pagine della nostra vita, è morta nella sua casa di Indian Wells, in California. Aveva 94 anni.

La sua morte è stata confermata dall’ufficio dell’agente del figlio. A giugno, Nick Cassavetes, che ha diretto sua madre in Le pagine della nostra vita, ha dichiarato che alla tre volte vincitrice dell’Emmy e due volte candidata all’Oscar era stato diagnosticato l’Alzheimer.

Addio Gena Rowlands

Il ruolo di Gena Rowlands nei panni di Mabel Longhetti nel dramma del 1974 Una Moglie, scritto per lei e diretto dal marito John Cassavetes, ha fatto ottenere all’attrice la prima delle due nomination agli Academy Award. L’altra nomination è stata per “Gloria” (1980), diretto sempre dal marito. A novembre 2015, le è stato conferito un Academy Award onorario agli annuali Governors Awards in riconoscimento della sua illustre carriera.

Dopo la morte del marito nel 1989, Rowlands ha continuato a lavorare come attrice, soprattutto per i suoi figli che sono diventati attori-registi. Ha interpretato ruoli nel debutto alla regia del figlio Nick, “Unhook the Stars” (1996), nel suo film di successo Le pagine della nostra vita (2004) e nel suo lavoro del 2012 “Yellow“, oltre a un ruolo in “Broken English” (2007) della figlia Zoe. Ha anche partecipato al dramma di Terence Davies Serenata alla luna, ambientato nella Georgia degli anni ’40.

Attrice che ha ispirato intere generazioni di sue colleghe, in una recensione del 1975 di Una Moglie per il Boston Phoenix, la critica cinematografica Janet Maslin disse di lei: “Non conosco un’altra attrice che possieda l’elasticità fisica ed emotiva per scivolare attraverso gli stati d’animo di Mabel come fa Rowlands”, definendo la scena del crollo dell’attrice “così agghiacciantemente autentica come qualsiasi cosa lei o Cassavetes abbiano mai fatto”.

Gli ultimi crediti cinematografici di Rowlands sono stati due film del 2014: la commedia fantascientifica “Parts Per Billion“, con Frank Langella, e un adattamento dell’opera teatrale “Dancing for Six Weeks” con Joshua Jackson.

Gena Rowlands lascia i figli Nick, Zoe e Alexandra (Xan), diversi nipoti e il suo secondo marito, Robert Forrest. I due si sono sposati nel 2012.

GEN: l’ARF Festival! a Genova, dal 13 al 15 settembre ai Giardini Luzzati

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A Genova, il 13, 14 e 15 settembre 2024 arriva GEN, il nuovo evento interamente dedicato al Fumetto, una full immersion di 3 giorni di mostre esclusive, grandi ospiti dall’Italia e dall’estero, live performance e laboratori KIDS, una SELF Area dedicata all’autoproduzione e alla microeditoria indipendente, un bookshop con i firmacopie non-stop di tutte le autrici e gli autori presenti al Festival, tutto interamente a ingresso gratuito!

La prima edizione di GEN, con la direzione artistica di ARF Festival! è prodotta da CDM Lab insieme a Giardini Luzzati (il Ce.Sto) e si terrà durante lo svolgimento dell’ottava edizione di M.U.R.A. (Movimento Urbano Reti Artisti) che quest’anno prende il sottotitolo “Comics Edition”.

Camminando per i caruggi del Sestiere del Molo, da Porta Soprana alla Chiesa medievale di San Donato, nello spazio multifunzionale e archeologico dei Giardini Luzzati, straordinario punto di riferimento della partecipazione pubblica e della creatività della città, troveremo autrici e autori, protagonisti assoluti della kermesse, insieme alle loro storie, ai personaggi, ai libri e soprattutto a lettori e appassionati che – sin da questa prima edizione – potranno vivere un’esperienza immersiva di incontro e confronto «dalla parte del Fumetto» in ogni suo genere, formato, in ogni sua possibile declinazione.

L’apertura è affidata alla spettacolare performance dell’artista croato Danijel Žežel– illustratore, fumettista e graphic designer pubblicato in tutto il mondo da editori come DC Comics, Marvel, Image, Dark Horse, DSTLRY, Dargaud e Mosquito e da testate internazionali come il The New York Times, il San Francsico Guardian o il The Washington Chronicle – che salirà sul palco esterno dei Giardini Luzzati per realizzare un gigantesco live painting, accompagnato dalle musiche dal vivo del trombettista Ramon Moro (a cui Žeželj realizzò la copertina dell’album Offering nel 2020), per una serata di suggestioni sonore e visive di rara intensità.

Il manifesto della prima edizione, così come la prima delle due mostre che verranno allestite all’interno dell’area archeologicica dei Giardini Luzzati, è firmato dalla fumettista e illustratrice Agnese Innocente, già vincitrice del prestigioso Premio Andersen 2021 come “Miglior libro a fumetti dell’anno” con Girotondo, scritto da Sergio Rossi. La giovane autrice toscana (classe 1994), amatissima da pubblico e critica, vanta già numerose pubblicazioni con Piemme, Mondadori, Einaudi Ragazzi, Erickson, Rizzoli, Disney, Papercutz, Space Between Entertainment, Il Castoro, Il Battello a Vapore, De Agostini, Giunti e Glénat Editions. Dell’autrice nel corso del 2024 sono usciti due nuovi graphic novel: Heartbreak Hotel (il Castoro) sui testi di Micol Arianna Beltramini e, per il mercato francese, Audrey Hepburn – Un ange aux yeux de faon (Glénat) sui testi di Jean-Luc Cornette, le cui tavole ancora inedite stanno esposte, grazie a GEN, per la prima volta.

GEN: il poster di Agnese Innocenti

Gen Arf festivalA giungere da Oltralpe saranno anche lo sceneggiatore Martin Quenehen e il disegnatore Bastien Vivès, che hanno reinterpretato un’icona mondiale come Corto Maltese grazie a una loro versione “aggiornata e ringiovanita” del celebre marinaio, traghettandolo nel XXI Secolo con i due libri Oceano Nero e La Regina di Babilonia (pubblicati in Italia da Cong Edizioni) senza tradirne la sua natura romantica, scanzonata e disincantata, anarchicamente leale. I due autori saranno ospiti di GEN e la mostra Il Corto di Martin e Bastien, a Genova in anteprima assoluta, – realizzata in collaborazione con la Cong stessa – esporrà sia alcune tra le migliori tavole digitali tratte dai due libri che alcuni bellissimi disegni originali realizzati in china e acquerello da Vivès in occasione di due esposizioni alla Galleria Manjari & Partners di Parigi.

La terza esposizione in programma, la mostra “diffusa” The Genoeser Unleashedè un’antologica che ha l’obiettivo di accendere un riflettore sull’illustrazione e le arti visive attraverso le copertine di una rivista immaginaria, per raccontare bellezze e contraddizioni di Genova. The Genoeser – omaggio alla storica rivista The New Yorker a alle sue celebri copertine – è «un progetto artistico collettivo, una finestra sulle storie di chi vive il capoluogo ligure ogni giorno, di chi l’ha lasciata e mai dimenticata, di chi – seppur di passaggio – ha potuto viverla in tutte le sue sfaccettature».

Ricchissimo il programma della Sala Talk, luogo di incontro e confronto tra autrici, autori e pubblico, che, nell’arco del weekend, vedrà la presenza di tantissimi protagonisti del fumetto e dell’illustrazione ma anche della cultura e dello sport, come l’attuale Vicepresidente vicario del CONI Silvia Salis e il giornalista e scrittore Federico Traversa. Con loro un roster da grandi occasioni: da Ivo Milazzo – con un’attesissima Lectio Magistralis moderata da Lu Vieira – a Paolo Bacilieri, che condividerà il palco con Danijel Zezelj sul tema delle “geometrie cittadine”; da Claudio Calia e il suo graphic novel dedicato alla vita di Don Andrea Gallo agli autori Disney (ma non solo) Davide Aicardi, Sergio Badino, Francesco DIppolito, Andrea Ferraris e Giorgio Salati; dalla scrittrice Micol Arianna Beltramini con Agnese Innocente a Simona Binni (dove si parlerà anche di Resistenza e antifascismo); dal bestseller Davide Costa a Manfredi Toraldo (attuale Direttore della Scuola Internazionale di Comics di Genova), a Matteo Penna, Andrea Tridico, Alessandro Ripane, Enrico Macchiavello, Giulia Masia, Ste Tirasso, Francesca Sperti e Corinna Trucco di The Genoeser, fino ai super ospiti francesi Quenehen e Vivés che verranno moderati dal giornalista, critico e storico dell’immagine, Ferruccio Giromini.

Importante: l’accesso alla Sala Talk è gratuito e prevede un numero massimo di persone (circa 70). Per parteciparvi farà fede la formula «fino ad esaurimento posti» con una precedenza ai possessori della tessera dei Giardini Luzzati – il cui costo è di 10 euro e che, pur non essendo obbligatoria, garantisce suddetta priorità.

Ogni autrice e autore che si avvicenderà nella Sala Talk di GEN, non appena terminato il proprio panel, si sposterà al bookshop del Festival – gestito dalla Libreria Sulla Strada di Genova – per session di dediche e firmacopie.

In questa prima edizione di GEN non poteva mancare la coloratissima Area KIDS, lo spazio con i laboratori creativi (a iscrizione gratuita tramite Eventbrite) che conterà sulle docenze di alcune tra le migliori firme italiane dell’editoria per bambini e ragazzi che verranno condotti lungo i percorsi della creatività e dell’immaginazione, tra pastelli, pennarelli, personaggi e storie da inventare. Laboratori per tutti i gusti e per tutte le fasce di età, con Ste Tirasso, Enrico Macchiavello, Giorgio Salati e Christian Cornia, Simona Binni, Chiaretta della Lucca Manga School, Sergio Olivotti, Sualzo, Vinci Cardona e Gud.

Ultima ma non ultima, l’esuberante e «festosamente chiassosa» SELF Area di GEN – un vero e proprio Festival nel Festival – che proporrà una ricca selezione tra le migliori realtà italiane dell’autoproduzione e della microeditoria indipendente, rappresentate nel 2024 da Amianto Comics, Attaccapanni Press, Bangarang Comics!, BMR Production, Bonny Zed, Frankenstein Magazine, Emanuele Giacopetti, Inuit, Lök Zine, MalEdizioni, Mammaiuto, Nalsco, Renape, Tofu & Teppismo. La SELF Area sarà inoltre arricchita da «uno stravagante percorso visivo», tre grandi illustrazioni inedite – Ponente, Centro e Levante – dedicate alla città di Genova realizzate dall’artista Alessandro Ripane.

GEN è una produzione CDM Lab insieme a il Ce.Sto, con la direzione artistica di ARF! Festival e le partnership di M.U.R.A., Sestiere del Molo, Scuola Internazionale di Comics di Genova, la Libreria Sulla Strada, Cong Edizioni Srl, The Genoeser e Koh-I-Noor. Media partner: StayNerd + Gli Audaci + Good Morning Genova.

Orari: Venerdì 13 settembre dalle 17:00 alle 23:00
Sabato 14 settembre dalle 10:00 alle 20:00 (con GEN Party serale).
Domenica 15 settembre dalle 10:00 alle 20:00.

L’accesso a tutte le aree di GEN è gratuito.

Gen V: Soldier Boy di The Boys nel promo del prossimo episodio!

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Gen V: Soldier Boy di The Boys nel promo del prossimo episodio!

L’episodio della scorsa settimana di Gen V si è concluso con un teaser per la puntata di questo venerdì, dal titolo “Jumanji”, e conteneva un rapido sguardo a Jensen Ackles nei panni di Solider Boy.

Ora, Prime Video ha confermato che il misantropo super soldato tornerà effettivamente in azione nel sesto episodio dello spin-off di The Boys con un nuovo promo.

Nel finale della stagione 3 di The Boys, Soldier Boy viene finalmente sconfitto dagli sforzi combinati di più personaggi dopo che la Queel Maeve lo ha scaraventato attraverso una finestra prima che potesse diventare una supernova. Soldier Boy è sopravvissuto allo scontro, ma è stato rimesso sotto ghiaccio dalla Vought.

Sappiamo che Gen V si svolge poco dopo questi eventi (vediamo gli studenti visitare le rovine della Vought Tower nella premiere della serie), ma ciò non significa necessariamente che Soldier Boy sia stato già scongelato.

Sono accaduti degli strani avvenimenti alla Godolkin University, con gli studenti che hanno avuto vuoti di memoria (grazie, Kate) e allucinazioni, quindi diremmo che è molto probabile che Soldier Boy appaia in un flashback o come parte di una di questi Super -apparizioni indotte.

Tutto quello che c’è da sapere su Gen V

Ambientato nel mondo diabolico di The Boys, Gen V espande l’universo della Godolkin University, il prestigioso college per soli supereroi dove gli studenti si esercitano per diventare una nuova generazione di eroi, preferibilmente con sponsorizzazioni lucrative. Non tutti, però, scelgono la strada della corruzione. Oltre al classico caos universitario, oltre alla ricerca della propria identità e alle feste, questi ragazzi si troveranno ad affrontare situazioni letteralmente esplosive. Mentre si contendono popolarità e buoni voti, è chiaro che la posta in gioco è molto più alta quando sono coinvolti dei super poteri. Quando il gruppo di giovani dai poteri soprannaturali scopre che qualcosa di più grande e sinistro sta succedendo a scuola, saranno messi alla prova: sceglieranno di diventare gli eroi o i cattivi delle loro storie?

Il cast della serie include Jaz Sinclair, Chance Perdomo, Lizze Broadway, Shelley Conn, Maddie Phillips, London Thor, Derek Luh, Asa Germann, Patrick Schwarzenegger, Sean Patrick Thomas e Marco Pigossi. In Gen V vedremo anche Clancy Brown e Jason Ritter nel ruolo di guest star, oltre alla partecipazione straordinaria di Jessie T. Usher, Colby Minifie, Claudia Doumit e P.J. Byrne negli stessi ruoli che interpretano in The Boys.

Michele Fazekas e Tara Butters sono showrunner ed executive producer della serie. Eric Kripke, Seth Rogen, Evan Goldberg, James Weaver, Neal H. Moritz, Ori Marmur, Pavun Shetty, Ken Levin, Jason Netter, Garth Ennis, Darick Robertson, Craig Rosenberg, Nelson Cragg, Zak Schwartz, Erica Rosbe e Michaela Starr sono executive producer anche dello spinoff della serie. Nel ruolo di co-executive producer troviamo Brant Englestein, Sarah Carbiener, Lisa Kussner, Gabriel Garcia, Aisha Porter-Christie, Judalina Neira e Loreli Alanís. La serie è prodotta da Sony Pictures Television e Amazon Studios, in collaborazione con Kripke Enterprises, Point Grey Pictures e Original Film.

Gen V: recensione della serie spin-off di The Boys

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Gen V: recensione della serie spin-off di The Boys

L’esplosione del successo di The Boys ha spinto sia Prime Video che Eric Kripke ad allargare l’universo distopico nato dalla mente di Garth Ennis, con Gen V, uno spin-off della serie madre, che racconta vicende parallele e che in minima parte si compenetrano con quello che, plausibilmente, accadrà nella quarta stagione di The Boys.

Gen V, di che parla lo spin-off di The Boys?

Dalla Torre dei Sette scendiamo alla Godolkin University, una scuola per giovani dotati (vi ricorda qualcosa?) in cui i docenti insegnano loro, tra le altre cose, a gestire i loro poteri e a utilizzarli al servizio del bene. Secondo le intenzioni, infatti, il nome completo dell’università è Godolkin University School of Crimefighting, e prevede quindi un’educazione votata al servizio del bene, grazie alla quale i giovani iscritti imparano a combattere il crimine. Tuttavia, si sa, i giovani sono imprevedibili, e se Homelander e compagnia combinano parecchi disastri con i loro superpoteri, e loro dovrebbero essere degli adulti responsabili, cosa mai potranno fare dei giovanissimi superdotati in preda a turbe esistenziali e tempeste ormonali? Qui Gen V svela la sua natura: una versione declinata al teen drama della serie madre, con un tocco thriller molto accattivante e tutti gli eccessi, disgustosi e grotteschi, che hanno fatto la fortuna di The Boys.

Chi sono i personaggi di Gen V?

Protagonista della serie e punto di vista principale dal quale ci vengono raccontati i fatti è Marie, una diciottenne che ha la capacità di trasformare il proprio sangue in un’arma, potere bizzarro ma che si rivelerà estremamente insidioso e potente. Marie divide la camera con Emma, una matricola molto eccentrica che ha il potere di diventare molto piccola, tanto che il suo nome da supereroina è Little Cricket. Del terzo anno è invece Andre, trai ragazzi più popolari del campus, con poteri magnetici. È figlio d’arte, suo padre è il famoso supereroe Polarity, e quindi soffre di ansia da prestazione. Suo frammento amico è Luke/Golden Boy, con la capacità di incendiare il proprio corpo. È lui il fiore all’occhiello della Godolkin University, il numero 1 nel ranking scolastico e uno dei candidati più solidi e promettenti per entrare nei Sette. Sua ragazza è Cate, anche lei estremamente potente, può manipolare i desideri delle persone soltanto con un leggero tocco della sua mano. Inutile dire che sfrutta questo potere per ottenere ciò che vuole. Assistente personale del rettore e numero 2 della scuola è Jordan, un ragazzo che con la pubertà ha scoperto di poter cambiare sesso: in base alla forma che assume, maschile o femminile, Jordan possiede due gamme di poteri differenti, cosa che lo rende uno dei personaggi più affascinanti e potenti della serie. Tra gli altri personaggi principali dello show, c’è Sam, dotato di invulnerabilità e superforza, che affronta una situazione abbastanza complicata, all’inizio della serie.

Gen V

Prendete una serie di ragazzi con superpoteri che devono imparare a controllare, metteteli in una scuola, e il primo riferimento collettivo è ovviamente quello degli X-Men. In quanto squadra di supereroi i cui fumetti hanno venduto di più nella storia della nona arte (in era pre-MCU), è comprensibile che la mente voli dalle parti della scuola di Xavier, tuttavia, con una totale fedeltà a The Boys, questi ragazzi non potrebbero essere più diversi dei Mutanti, vecchi e giovani.

Da grandi poteri derivano grandi opportunità

Alla luce degli sviluppi della terza stagione di The Boys, in cui viene chiarito che i superpoteri di alcuni individui non sono doni divini ma semplicemente iniezioni di Composto V che qualche genitore, per un motivo o per un altro, ha somministrato ai figli piccoli, Gen V parte dall’assunto che la considerazione che hanno di sé questi ragazzi è molto più concreta e utilitaristica: nessuno di loro, come Starlight della prima stagione di The Boys, ad esempio, si sente investito di un compito superiore, anzi. All’università i ragazzi fanno a gara di popolarità, si sottopongo a provini e c’è persino una scuola di recitazione all’interno del campus. Cercando di trovare spazio nel mondo della pubblicità, dell’intrattenimento, dei social.

I grandi poteri non sono più responsabilità, ma opportunità di fama e ricchezza, come vuole in fondo la Vought International, fortemente presente e ingerente nelle dinamiche accademiche. Unica eccezione, almeno nei primi tre episodi di Gen V, è Marie, che dovrà trovare il modo di diventare una vera eroina e proteggere i deboli, unica strada percorribile, nella sua idea, per trovare la redenzione da un passato doloroso che la perseguita.

Gen V serie spin off the boys

Tutto quello che di eccessivo e sgradevole era presente in The Boys viene trasportato in questo spin-off che, non potendo contare su personaggi carismatici come Butcher o Homelander, sembra focalizzarsi su un ritmo più incalzante e le rassicuranti atmosfere da college americano, ritoccate all’occorrenza da scene splatter. L’impressione è che Gen V sia un buon modo per ampliare l’universo della serie originale, costruendo anche un percorso alternativo per arricchirla e sostenere il suo sviluppo nella imminente e attesissima quarta stagione. Se vi è piaciuto The Boys, non potete rinunciare a fare un salto alla Godolkin University School of Crimefighting per innamorarvi di questi sgangherati e sgradevoli Supes, che molto presto prenderanno il posto dei Sette nei cuori degli spettatori.

Gen V: primo poster della serie spin-off di The Boys

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Gen V: primo poster della serie spin-off di The Boys

Amazon Studios ha rilasciato il primo poster ufficiale di Gen V, l’ultimo spin-off della popolare serie di supereroi di Prime Video The Boys. Il poster promozionale della Godolkin University offre ai fan un primo sguardo a Patrick Schwarzenegger nel suo costume da Golden Boy. Gen V dovrebbe fare il suo debutto questo autunno.

Ambientata nell’unico college americano esclusivamente per supereroi giovani adulti (gestito da Vought International), Gen V è una serie irriverente e classificata come R che esplora le vite di Supes ormonali e competitivi mentre mettono i loro confini fisici, sessuali e morali nella loro vita, gareggiando per i migliori incarichi nelle migliori città”, si legge nella sinossi. “È in parte una serie generazionale, in parte un Hunger Games – con tutto il cuore, la satira e la volgarità di The Boys.”

Gen VLa Gen V è vagamente ispirata ai G-Men, una parodia degli X-Men della serie di fumetti The Boys creata da Garth Ennis e Darick Robertson. Nel cast fann parte Jaz Sinclair, Chance Perdomo, Lizze Broadway, Shelley Conn, Maddie Phillips, London Thor, Derek Luh, Asa Germann, Patrick Schwarzenegger, Sean Patrick Thomas e Marco Pigossi. Jensen Ackles di Supernatural ha anche confermato che insieme ad altri membri del cast di The Boys avrà dei piccoli cameo nello spin-off ambientato al college.

Gen V è prodotto esecutivamente dagli showrunner Michele Fazekas e Tara Butters. I produttori esecutivi sono Eric Kripke, Seth Rogen, Evan Goldberg, James Weaver, Neal H. Moritz, Ori Marmur, Pavun Shetty, Ken Levin, Jason Netter, Garth Ennis, Darick Robertson, Craig Rosenberg, Zak Schwartz, Erica Rosbe, Michaela Starr, e Brant Engelstein. La serie è prodotta da Sony Pictures Television Studios e Amazon Studios, in associazione con Kripke Enterprises, Point Grey Pictures e Original Film.

Gen V: nuovo trailer anticipa quello che sta per accadere nei prossimi episodi

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È stato rivelato un nuovissimo trailer di Gen V (recensione) per l’ultimo spin-off di The Boys di Amazon Studios che anticipa cosa aspettarsi negli episodi rimanenti. Il nuovo contributo arriva a due settimane dal debutto della serie di supereroi ambientata al college sulla piattaforma Prime Video.

Il video promette momenti più caotici per il cast principale della Gen V, mentre si avvicinano alla scoperta della verità sulla misteriosa struttura nascosta della Godolkin University chiamata The Woods. I primi cinque episodi sono ora disponibili per lo streaming su Prime Video. Nuovi episodi escono ogni venerdì.

Tutto quello che c’è da sapere su Gen V

Ambientato nel mondo diabolico di The Boys, Gen V espande l’universo della Godolkin University, il prestigioso college per soli supereroi dove gli studenti si esercitano per diventare una nuova generazione di eroi, preferibilmente con sponsorizzazioni lucrative. Non tutti, però, scelgono la strada della corruzione. Oltre al classico caos universitario, oltre alla ricerca della propria identità e alle feste, questi ragazzi si troveranno ad affrontare situazioni letteralmente esplosive. Mentre si contendono popolarità e buoni voti, è chiaro che la posta in gioco è molto più alta quando sono coinvolti dei super poteri. Quando il gruppo di giovani dai poteri soprannaturali scopre che qualcosa di più grande e sinistro sta succedendo a scuola, saranno messi alla prova: sceglieranno di diventare gli eroi o i cattivi delle loro storie?

Il cast della serie include Jaz Sinclair, Chance Perdomo, Lizze Broadway, Shelley Conn, Maddie Phillips, London Thor, Derek Luh, Asa Germann, Patrick Schwarzenegger, Sean Patrick Thomas e Marco Pigossi. In Gen V vedremo anche Clancy Brown e Jason Ritter nel ruolo di guest star, oltre alla partecipazione straordinaria di Jessie T. Usher, Colby Minifie, Claudia Doumit e P.J. Byrne negli stessi ruoli che interpretano in The Boys.

Michele Fazekas e Tara Butters sono showrunner ed executive producer della serie. Eric Kripke, Seth Rogen, Evan Goldberg, James Weaver, Neal H. Moritz, Ori Marmur, Pavun Shetty, Ken Levin, Jason Netter, Garth Ennis, Darick Robertson, Craig Rosenberg, Nelson Cragg, Zak Schwartz, Erica Rosbe e Michaela Starr sono executive producer anche dello spinoff della serie. Nel ruolo di co-executive producer troviamo Brant Englestein, Sarah Carbiener, Lisa Kussner, Gabriel Garcia, Aisha Porter-Christie, Judalina Neira e Loreli Alanís. La serie è prodotta da Sony Pictures Television e Amazon Studios, in collaborazione con Kripke Enterprises, Point Grey Pictures e Original Film.