Home Blog Pagina 138

VIEW Conference 2013: edizione da record

0

View Conference 2013Da sempre VIEW Conference si rivolge principalmente al mondo giovanile: per i temi trattati (dal cinema d’animazione alla computer grafica, dai videogiochi all’arte digitale), per le modalità (anteprime, making of, laboratori con grandi ospiti internazionali), ma soprattutto per l’attenzione all’aspetto formativo, che è andata crescendo di anno in anno, permettendo all’evento di divenire non solo un appuntamento imperdibile per i massimi esperti dell’industria digitale, ma anche uno spazio privilegiato e unico nel panorama italiano, di formazione nell’ambito del digitale.

 Come già era accaduto lo scorso anno, anche per quest’edizione di VIEWFest e VIEW Conference si è deciso di non limitare l’intervento formativo di VIEW agli spazi convenzionali – il Cinema Massimo e il Centro Congressi Torino Incontra – ma di estenderlo, portando i talenti di VIEW direttamente nelle scuole. In totale, più di 800 studenti hanno aderito alle proposte di VIEW Conference e VIEWFest.

Per la buona riuscita dell’iniziativa è stato fondamentale l’apporto e il sostegno dell’assessora ai Servizi Educativi della Città di Torino Maria Grazia Pellerino, che ha riservato un contributo specifico per l’organizzazione di una serie di laboratori formativi che sarebbero stati impossibili senza il suo intervento.

I workshop organizzati sono stati molti e su diversi argomenti, spaziando dai laboratori manuali a quelli dedicati all’approfondimento di un determinato software.

I registi di “Piovono Polpette 2”, Cody Cameron e Kris Pearn, hanno giocato con le creature metà cibo e metà animali del loro film insegnando ai bambini come creare i loro foodimal personali. Insieme ai due registi, i partecipanti al workshop si sono divertiti a dare vita a simpatiche creature utilizzando banane, fragole, pomodori, cetrioli e limoni, con l’ausilio di stuzzicadenti e puntine da disegno.

Emanuele Micheli, ingegnere e designer, responsabile della Scuola di Robotica di Genova, (un’associazione no profit che ha come scopo la promozione della cultura mediante attività di istruzione, formazione, educazione e divulgazione delle arti e delle scienze coinvolte nel processo di sviluppo di questa nuova scienza)  ha condotto un  workshop rivolto agli studenti delle Scuole Elementari, Medie Inferiori e Superiori. Il laboratorio “Costruisci il tuo Robot” prevedeva la costruzione di piccoli robot, in grado di interagire con le persone in azioni molto semplici. I bambini coinvolti hanno potuto assemblare i robot e sono stati guidati nel compiere i loro primi passi nel mondo della programmazione.

Le proiezioni riservate ai ragazzi durante il VIEWFest hanno visto partecipare con successo anche gli artisti Pixar Dan Scanlon e Sandra Karpman, che hanno risposto alle domande degli studenti sulla creazione del film Pixar “Monsters University”.

Il comico e sceneggiatore David Misch, ironico e illuminante, si è concesso al pubblico raccontando regole e principi della commedia, offrendo un punto di vista ravvicinato sulle “viscere” della commedia, tra cui la regola del 3 (“Perché le cose sono più divertenti in tre? Davvero, perché? Voglio dire, perché???”), il rapporto tra la commedia e la logica (suggerimento: sono acerrimi nemici), i calcoli sulla tempistica; gli spunti comici e perché nasconderli a volte è il modo migliore per ottenere una risata, perché il vostro corpo è esilarante, il “dolore” delle battute; i “placebo” della commedia, e come la meccanica delle barzellette – tensione e risoluzione, riconoscimento degli esempi, depistaggio e sorpresa – fornisca un modello per tutto l’umorismo.

Lucia Modesto di Dreamworks Animation ha spiegato i trucchi che stanno alla base dei controlli di animazione. La particolarità di questo workshop è stato l’utilizzo di materiali semplici e di uso comune per costruire un modello articolato al fine di valutare il range di movimento richiesto, e poter così definire in specifico i controlli di animazione necessari, in ordine di priorità.

Lucia Modesto ha illustrato le modalità di valutazione dei controlli di animazione (per rigger e animatori) creando un piccolo modello reale e articolato e individuando i controlli di animazione necessari per lo specifico modello.

Dario Passariello di Autodesk ha tenuto una serie di lezioni sull’utilizzo di 3D Studio Max e sull’integrazione con Mudbox per creare un’animazione avanzata, andando ad analizzare anche nello specifico le tecniche di animazione e di modellazione booleana.

Daniele Angelozzi ha svelato i segreti del programma di modellazione avanzata Zbrush  per  la creazione di un impianto per la stampa 3D, partendo da forme semplici e sfruttando diverse caratteristiche come dynamesh, l’inserimento di meshbrushes, retopology e strumenti di remeshing.

Fabrizio Arzani di Escape Studios ha accompagnato i presenti alla scoperta dei segreti del “camera mapping”, mostrando come creare una ripresa fotorealistica a partire da un’immagine fotografica, utilizzando l’allineamento della geometria e delle telecamere a un backplate e creando poi una mappatura tramite il punto di vista della videocamera.

 Luca Deriu di PlaySys, in collaborazione con il fisico Massimo Temporelli, ha proposto una panoramica sui nuovi orizzonti che si stanno aprendo per la grafica tridimensionale: software evoluti, processi di elaborazione ottimizzati e sistemi hardware di nuova generazione danno la possibilità di anticipare il mercato del futuro. La semplicità della modellazione poligonale, trova oggi non solo la finalizzazione del proprio processo produttivo nel render fotorealistico, tramite software come V-Ray o iRay, ma anche la possibilità di scolpire oggetti in tempi brevi e con costi accessibili. La nuova frontiera della stampa 3D infatti offre grandissime possibilità di progettazione, creazione, manipolazione e miglioramento dei prodotti che vedremo sul mercato.

Appuntamento imperdibile è stato anche quello con il “game evangelist” Marco Mazzaglia e la sua vita tra i giochi scoprendo la “gamification”, l’utilizzo di tecniche di game design ed elementi di gioco che si sta diffondendo in molti contesti, dalla formazione in alcune scuole alle multinazionali; durante il workshop Mazzaglia ha parlato di come funziona la gamification e di cosa vuol dire lavorare sulla motivazione e sulle personalità dei singoli giocatori. Per spiegare le sue teorie, il game evangelist ha interagito con i presenti, chiamandoli sul palco per provare la resa emozionale di diversi videogiochi.

Una menzione speciale va al Masterclass della durata di 6 ore tenuto da Paul Debevec, dal titolo “Illuminazione, aspetto e animazione per attori digitali fotorealistici”.

Nel corso del workshop Debevec si è  concentrato sulla modellazione basata sulle immagini e sulle tecniche di rendering, con successive specializzazioni in High Dynamic Range Imaging, misura della riflettanza, animazione facciale e illuminazione basata sulle immagini attraverso la registrazione della luce nel punto in cui l’attore deve andare, lo studio della geometria del volto e modellazione delle texture, la ricostruzione dettagliata dell’aspetto della pelle e l’elaborazione della scansione facciale.

Nella seconda parte è stata analizzata approfonditamente l’animazione guidata attraverso diversi casi di studio, tra cui “Il curioso caso di Benjamin Button”, “Avatar”, “Tron: Legacy” e molti altri lavori di Paul Debevec.

Da segnalare anche l’incontro con Parag Havaldar sulla stereoscopia nella produzione di film, che ha proposto una riflessione comparativa sulla tecnologia necessaria per la produzione di contenuti stereoscopici parlando anche della creazione di contenuti stereoscopici per progetti interamente in CG, la generazione di un “altro” occhio rispetto a quello tradizionale di una videocamera, e i problemi che sorgono con un contenuto stereoscopico nativo.

Troy Saliba ha tenuto un workshop sulla pianificazione della ripresa, seguendo il processo di realizzazione di un film dalle miniature al fotogramma finale, con particolare attenzione alla differenza di pianificazione tra film live-action, lavori di animazione e  cortometraggi.

Matthias Winckelmann, freelance motion designer e regista, e Carlo Costacurta, graphics designer, hanno parlato del  workflow tra CINEMA 4D e After Effects CC per il motion design e gli effetti speciali, dimostrando la facilità con cui si possono scambiare file native 3D e il metodo di aggiornamento degli elementi di una scena lavorando in parallelo con CINEMA 4D Lite e After Effects.

Un successo senza precedenti per questo specifico calendario di VIEW, che conferma ancora di più la valenza formativa dell’evento, al punto che è già in programma un nuovo appuntamento, previsto per febbraio su specifica richiesta degli organizzatori di Giovedì Scienza.

Volete far parte del programma della prossima edizione di VIEW Conference? Mandateci le vostre idee per conferenze e i workshop. All’indirizzo seguente troverete i moduli per sottoporre le vostre proposte:

http://viewconference.it/papers-workshop

Se invece avete realizzato, tra il 2013 e il 2014, un cortometraggio con animazioni 2D/3D o con effetti visivi, inviatecelo per concorrere al VIEW Awards 2014.  Presentarsi è semplice: basta compilare il modulo che trovate all’indirizzo

http://viewconference.it/view-awards-2014?lang=it

Vi aspettiamo dal 14 al 17 Ottobre 2014 per la nuova VIEW Conference!

View Conference 2013 John Knoll primo Keynote Speaker

0

View Conference 2013Il nuovo Chief Creative Officer (direttore creativo) della Industrial Light & Magic sarà presente alla principale conferenza italiana dedicata alla grafica digitale.

“Siamo profondamente onorati e incredibilmente entusiasti di annunciare che John Knoll, uno dei personaggi più importanti nel mondo degli effetti visivi e della grafica digitale, sarà il nostro relatore principale per l’edizione 2013”, dice il direttore di VIEW Conference Maria Elena Gutierrez. “John presenterà il lavoro della Industrial Light & Magic (ILM) sul sorprendente film “Pacific Rim” di Guillermo del Toro e condividerà la sua esperienza con i partecipanti di VIEW durante la nostra conferenza annuale, in programma dal 15 al 18 ottobre”.

Alla ILM, Knoll ha guidato il lavoro dello studio, vincitore di numerosi premi, sui progetti della LucasFilm di “Star Wars” per gli episodi I, II, e III, e sui primi due capitoli della saga Disney dei “Pirati dei Caraibi”. E’ stato progettista di grafica digitale nel film del 1989 di James Cameron “The Abyss” e, più recentemente, supervisore degli effetti visivi per la ILM nei film premio Oscar “Hugo Cabret” (regia di Martin Scorsese), “Rango” (regia di Gore Verbinski) e “Avatar” (regia ancora di James Cameron), solo tre dei 35 film per i quali è accreditato.

Nel 2007 Knoll ha ricevuto un Oscar e un premio BAFTA per il film “Pirati dei Caraibi: La maledizione del forziere fantasma”. Inoltre, Knoll ha ricevuto in carriera cinque nomination agli Oscar, quattro ai BAFTA, nove ai VES con due vittorie per gli effetti visivi. Da lungo tempo veterano alla ILM, e parte del “brain trust” della compagnia, Knoll è diventato nel 2013 il primo direttore creativo dello studio.

“Inoltre, di particolare interesse per tutti i partecipanti a VIEW Conference è da ricordare che nei primi anni ’90 John Knoll e suo fratello Thomas hanno inventato il programma, ormai da tutti conosciuto, Adope PhotoShop”, dice Gutierrez. “Non riesco a pensare ad un programma di grafica più influente nel mondo dei computer”.

“Ogni anno cerchiamo di rendere VIEW Conference, organizzato nella nostra bella e barocca  Torino, qualcosa che i nostri partecipanti ricorderanno per il resto della loro vita”, aggiunge Gutierrez. “Quest’anno non ho alcun dubbio che faremo proprio questo, e anche di più”.

Sono già aperte le iscrizioni per la 14^ edizione di VIEW Conference, che ogni anno riunisce circa 8.000 tra studenti e professionisti del settore provenienti dall’Italia, dall’Europa e non solo per godersi il programma della conferenza, ogni volta sempre più curato, concreto e fonte di ispirazione. VIEW Conference segue in calendario l’annuale appuntamento con il VIEWFest, l’evoluzione italiana di Resfest.

John Knoll

VIEW Conference 2013 chiude con numeri da record

0

 View Conference 2013La computer grafica si è confermata la protagonista assoluta della settimana torinese appena conclusa, come testimoniano i numeri da record fatti registrare dalla 14^ edizione di VIEW Conference: 8.000 visitatori, numerosi dei quali provenienti dall’estero, oltre 50 ospiti eccellenti, workshop e seminari tutti esauriti. La lectio magistralis di apertura, tenuta da John Knoll, papà di Photoshop e punto di riferimento mondiale degli effetti visivi e della grafica digitale, ha registrato un’altissima affluenza di pubblico in sala e numerosi persone in coda fuori ad ascoltarlo. La chiusura dei lavori è stata opera ai due maghi dell’animazione Cody Cameron e Kris Pearn, registi dell’attesissimo film di Natale della Sony Pictures Animation ‘Piovono Polpette 2’, che hanno divertito il pubblico con la loro spiritosa presentazione animata da ciboanimali.

‘E’ stata una settimana densa di appuntamenti, con un panel di relatori eccellenti, all’avanguardia nei loro campi, che hanno illustrato le più innovative tecniche grafiche e digitali applicate al mondo dell’arte e dello spettacolo. Grazie a VIEW Conference Torino è stata, per una settimana meta di professionisti, appassionati, della digital community e di studenti, provenienti non solo dall’Italia ma anche da tutto il mondo. – ha commentato Maria Elena Gutierrez, direttore di View Conference- Tutti qui riuniti per condividere esperienze, idee, conoscenze, trarre ispirazione, apprendere e perché no lasciarsi stupire’.

VIEW è un evento essenziale per la città di Torino e per la nostra regione –dichiara l’assessore alla Cultura, al Patrimonio linguistico e Politiche giovanili della Regione Piemonte, Michele Coppola- E’ una manifestazione che ha saputo crescere nel tempo, varcare i confini nazionali e diventare fulcro dell’innovazione tecnologica e qui da appuntamento ogni anno ai suoi. VIEW costituisce un’importante vetrina del nostro Paese all’estero ed è un onore per noi contribuire alla sua realizzazione anche per il prossimo anno’.

La quattordicesima edizione di VIEW Conference, tenutasi presso il Centro Congressi Torino Incontra da lunedì 14 a venerdì 18 ottobre 2013, ha visto il susseguirsi di seguitissimi talk, workshop e seminari con i nomi più importanti dello scenario mondiale come Paul Debevec, il quarantenne “maestro della luce di Hollywood”, pioniere della computer grafica e capo dell’Institute for Creative Technologies in California, Roger Guyett, il mago degli effetti speciali del blockbuster “Star Trek – Into the Darkness”; i maghi delle App e dei videoclip musicali come, Adam Volker, direttore creativo di Moonbot Interactive, Max Whitby, CEO di Touch Press e vincitore di due premi BAFTA, Massimo Guarini di Ovosonico, società italiana salita alla ribalta internazionale con il videogioco Murasaki Baby e tantissimi altri eccezionali relatori.

‘Con i grandi ospiti di sempre, per noi tutti VIEW Conference 2013 è stato un grandissimo traguardo e ne siamo più che entusiasti’–ha proseguito Maria Elena Gutierrez- abbiamo dato spazio alla formazione e alla ricerca di nuovi talenti con workshop, seminari e concorsi offrendo a professionisti e studenti la straordinaria possibilità di imparare da alcuni dei più importanti registi, animatori, artisti e designer al mondo. Per una settimana Torino è stata la capitale della cultura transmediale’.

VIEW Conference premia anche il talento degli addetti ai lavori mettendo in palio ogni anno diversi premi, il VIEW SOCIAL CONTEST, dedicato a film, cortometraggi, video musicali e pubblicità legati a temi sociali come la discriminazione, l’immigrazione o la violenza alle donne; il VIEW AWARD per cortometraggi animati e ITALIANMIX per opere dedicate all’Italia, ai suoi simboli e alle sue eccellenze.

 ‘Quest’anno il VIEW Award 2013 è andato per la prima volta a degli autori non europei, gli argentini Ferdinando Maldonado e Jorge Tereso dello studio 3dar, selezionati da una giuria di qualità per la grafica innovativa, accattivante e super colorata utilizzata per la realizzazione del loro corto Shave It. (http://vimeo.com/63528500). Il cortometraggio ci ha colpito per il ritmo incalzante e l’originalità della storia accompagnata dall’italianissima colonna sonora di Viva la pappa col pomodoro’ –ha concluso la Gutierrez.

VIEW Conference, quest’anno è stata anticipata dal più importante festival di cinema digitale, il VIEWFest, al cinema Massimo di Torino da venerdì 11 a domenica 13 ottobre; tre giorni di film, cortometraggi, video e tributi con in programma una selezione d’incredibili anteprime nazionali, da Piovono Polpette 2 al corto I Puffi – La leggenda di Smurfy Hollow, fino alla esclusiva italiana del docu film Google and World Brain e la proiezione del film Disney·Pixar Monsters University con la presenza del regista Dan Scanlon che ha risposto alle domande degli studenti e del pubblico in sala e tanto altro!

VIEW Conference è realizzata grazie al contributo della Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Camera di Commercio di Torino, Regione Piemonte, Città di Torino.

VIEW Conference 2012: Genndy Tartakovsky presenta Hotel Transylvania!

0

La VIEW Conference è orgogliosa di annunciare che il regista Genndy Tartakovsky presenterà il suo ultimo lavoro, il lungometraggio d’animazione film Hotel Transylvania, durante la conferenza 2012, in programma a Torino dal 16 al 19 ottobre.

View Conference 2012 e ViewFest: Digital Movie Festival: ecco tutte le date!

0

Comunicate  le nuove date di VIEW Conference 2012 e VIEWFest, Digital Movie Festival. 

VIEW Comics Contest a VIEW Conference 2014

0

view_conferenceview_conferenceVIEW Conference 2014La quindicesima edizione di VIEW Conference, conferenza italiana dedicata alla grafica digitale, si svolgerà a Torino dal 14 al 17 Ottobre 2014, e sarà seguita da VIEWFest, rassegna di cinema digitale, dal 17 al 19 ottobre. 

Quest’anno l’evento propone un nuovo concorso: l’oppotunità di narrare la storia di VIEW attraverso un fumetto. È possibile scegliere uno qualsiasi delle passate edizioni di VIEW Conference dal 2010, 2011, 2012 o 2013; sul sito in interet si possono trovare tutti gli spunti per creare il fumetto!

Il premio è di 500 Euro e il concorso scade il 31 agosto. Il fumetto deve essere spedito in formato cartaceo o digitale all’indirizzo info [at] viewconference.it

Sempre con deadline il 31 agosto ci sono altri concorsi banditi da VIEW Conference: VIEW AWARD, VIEW SOCIAL CONTEST, VIEW AWARD GAME e ITALIANMIX.

Sul sito internet è inoltre possibile proporre degli interventi e dei workshop per la prossima edizione: c’è tempo fino al 31 luglio per candidarsi come speaker per l’edizione 2014 o per proporre e richiedere temi e speakers!

Vietato Morire: recensione del film di Teo Takahashi

Vietato Morire: recensione del film di Teo Takahashi

In Vietato Morire Quattro storie che s’incrociano all’interno della comunità di recupero per la tossicodipendenza di Villa Maraini. Sullo sfondo di una Roma scarna e reale i personaggi affrontano l’insormontabile muro dell’abbandono sociale; gli operatori sociali, spesso ex tossicodipendenti, non possono che vegliare sulle tragedie degli utenti avendo come unica fioca speranza la consapevolezza di alleviare il dolore sulla strada di un remoto e spesso inconquistabile futuro di redenzione.

L’opera prima di Teo Takahashi è la scelta di un docu-fiction in cui alterna o meglio intreccia fatti reali, documentati dagli operatori sanitari di Villa Maraini, e relazioni inventate come la storia d’amore tra Patrick e Arianna. Lo spettatore si trova di fronte un vero e proprio mix tra un documentario, in cui gli attori interpretano se stessi portando in scena la loro esperienza di vita e  testimoniando come le varie generazioni sono spinte verso la droga. Quindi il giovane regista romano ci mostra sentimenti quali la rabbia, la depressione o la sfiducia totale nella realtà lasciando che le persone-attori con sguardo in camera raccontano il loro passato e come sono arrivati a Villa Maraini. La fiction viene utilizzata per innescare i sentimenti tra i protagonisti, legami semplici e naturali che servono per tracciare un percorso che va dalla ricerca della speranza verso un nuovo futuro. Gi attori principali Patrick Romhalho e Arianna Di Cori ci mostrano la loro fragilità nel mantenere delle regole con se stessi e di come ogni minimo sentimento possa far cadere tutto il lavoro che si tenta di costruire.

Vietato Morire è caratterizzato da un forte intervento di montaggio realizzato da Andrea Scarecella e lo stesso regista, segnando la differenza tra le riprese pulite, che giocano su raccordi caratterizzati dalla messa a fuoco e quelle della fiction in cui le inquadrature che vengono ripetute, invertite, velocizzate e caratterizzate da una fotografia satura restituiscono una percezione disturbata del ricordo dello sballo. Inoltre, le inquadrature vengono costantemente punteggiate dalla musica dei De Roma Nostra, Assalti Frontali e Fracicus.

Teo Takahashi ci fornisce un racconto senza essere pretenzioso nelle posizioni o nelle retoriche del giusto e sbagliato con le scelte di vita della comunità. Molto bella è poco verbosa è la parte finale dei titoli di coda in cui gli operatori sanitari, ex tossici, testimoniano in breve il lavoro che svolgono e il ruolo della droga nella società e di come intacca la vita di chiunque.

Vietato Morire da 55′ verrà distribuito nel circuito di Distribuzione Indipendente a partire dal 15 febbraio e dal 22 Febbraio sarà possibile trovare la versione di 70′ su Own Air.

Vietato Morire: l’incontro con il regista e i protagonisti del documentario

Ieri mattina, alla Casa del Cinema di Roma, è stato presentato il documentario Vietato Morire, esordio alla regia di Teo Takashi in cui vengono raccontate quattro storie che si incontrano all’interno della comunità di recupero per la tossico dipendenza di Villa Maraini a Roma. Presenti in sala a rispondere alle domande della stampa, il distributore, il regista Teo Takahashi, il cast e gli operatori sociali della Villa.

Teo quale è l’urgenza e cosa ti ha spinto a fare un film del genere?

Innanzitutto vorrei ringraziare Marcello Romani (il cantante di strada che canta per l’intero film n.d.a.) senza il quale questo progetto non sarebbe nato e Fernando Alba che si è occupato della post produzione audio che con la sua mano e bravura artistica mi ha aiutato molto con la realizzazione del film.

Più che un urgenza o una spinta emotiva c’è la necessità di raccontare uno stato di cose, che non può non interessare la maggior parte della mia generazione, forse è stata anche una necessità egoistica. Sicuramente è stato un evento nel realizzarsi, un alchimia particolare in tutti i giorni delle riprese tra la villa e noi della troupe.

Teo quanto è costato il film? Come è stato organizzato e ci sono stati problemi?
Il film è stato prodotto da Adrea Pirri Ardizzone, un mio amico che produceva video rap e underground, ci siamo trovati ad un certo punto in cui lui voleva fare un film e io raccontare questa storia. Il film è costato sui sei mila euro contando anche la post produzione ed ha avuto i problemi produttivi come è normale che si vengano a creare nelle produzione indipendenti, ma le abbiamo superate con la buona volontà e il coscienzioso utilizzo delle nuove tecniche che abbiamo il privilegio di poter sfruttare.

Quanto c’è di costruito e quanto invece ti sei fatto sorprendere dalla realtà, per raccontare queste storie?
Pasolini diceva “Il Cinema è il linguaggio scritto della realtà” questo per dire che la realtà non sempre è una cosa esterna a noi che possiamo solo catalogare, sfruttare ed osservare senza far nulla, molte volte diventa proprio un ingrediente vivo, cosciente e coscienzioso dell’opera, per cui c’è stato un enorme lavoro da parte di tutti gli attori e dico attori perché quello che si vede sullo schermo non è una semplice registrazione di una realtà che sta lì ferma da riprendere, bensì riprende una prova attoriale non indifferente, tranne per pochi casi, le persone con cui ho lavorato non avevano alcun esperienza della recitazione eppure hanno dimostrare come la creatività e l’arte sono presenti all’interno della parte passionale delle persone, serve solo una sorta di detonatore ad attivarla.

Il personaggio di Cristiana Gaggioli non era presente nella proiezione di 55′ per la sala, cosa che invece sarà possibile vedere nella versione da 70′ nella on Demand su Own Air, e aggiunge:

Io sono la parte più costruita se vogliamo, non faccio parte dell’ambiente, di villa Maraini, sono un’attrice che ha studiato e posso dire che comunque tutti hanno fatto vedere loro stessi, non hanno finto una narrazione quella è la realtà di Villa Maraini, che io ho potuto vedere come reale perché il primo giorno in cui Teo ha spiegato le sue intenzioni di girare, è stata la prima volta che sono entrata in un centro di accoglienza e l’impatto è stato molto diffidente e anche per i tossicodipendenti, il giorno dopo è cambiato tutto, perché grazie a Teo, è bastato contattare un po’ l’anima, la loro e la mia e tutto è cambiato, erano persone non diverse dalla realtà di tutti i giorni. Questo documentario lo dimostra, è una realtà durissima con cui tutti noi siamo costretti a fare i conti.

Teo, Il cinema di Pasolini, se e quanto ha influito nel tuo cinema?
Pier Paolo Pasolini è una personalità che ha influenzato completamente l’Italia che viviamo, visto che sto tentando di fare questo mestiere sto cercando di seguire dei filoni più aperti, era indispensabile accogliere l’insegnamento di questo maestro, infatti l’insegna che si vede nel film, è la targa che si trova all’idroscalo di Ostia. Quindi si l’influenza è innegabile.

Teo, nel film c’è anche una frase di Paul Morrisey, quando lo ha visto?
È uno dei registi che ha collaborato con Andy Warrol e faceva parte della factory, un nostro amico è il suo aiuto regista, abbiamo dato il documentario facendoci dare le sue impressioni e opinioni.

Teo questa è una realtà che un ragazzo della tua generazione è interessato a conoscere, ma perché Villa Maraini?

Villa Maraini è un posto assolutamente fuori dall’ordinario soprattuto nel circuito della disintossicazione, è un posto straordinario perché si adopera “la filosofia della riduzione del danno”,

peculiarità che ti interessa non appena entri nel centro, poiché non prevede una cura unica per tutti ma una cura individuale, è uno sviluppo, che progredisce con chi chiede e ha bisogno di aiuto. Questa è una delle caratteristiche che si respira in maniera tangibile nel centro.

Teo come è stato l’impatto con gli operatori quando hai proposto il progetto?

Abbiamo fatto un gruppo ed è stato subito accettato senza alcun problema, dimostrando come le cose possano essere funzionali e funzionino, c’è stato un grande entusiasmo e partecipazioni da parte di tutti, molti ragazzi hanno collaborato, Antono D’annucci ha fatto da fonico, la risposta al film è stata immediata e positiva.

L’ambientazione introno a te è casuale, oppure si ricollega all’invisibilità?
Operatori di Villa Maraini: No è tutto reale, noi abbiamo cominciato nel 1992 alla Stazione Termini su dieci ragazzi che vedevamo otto erano tossicodipendenti tutto quello che Teo ha firmato è uno spaccato di quello che noi abbiamo visto e viviamo tutti i giorni, oggi sta migliorando la situazione ma ancora c’è da fare. Abbiamo sposato questo progetto proprio per far vedere, Teo lo ha visto, e noi lo abbiamo aiutato a raccontarlo. Da un cortometraggio di otto giorni è diventato un film di un mese e mezzo, dando la stima anche ai ragazzi che sono lì ancora oggi.

Teo il finale è aperto, perché?

Il finale è aperto perché la realtà è aperta, è una questione individuale e inconscia, le problematiche del documentario sono abbastanza grandi per poterle risolvere.

Arianna Di Cori anche tu hai un passato nella villa?

Si, anche io sono stata nella villa e ho conosciuto questa realtà, e per me così come tutti quelli che hanno partecipato a questo film il ritrovarsi a Villa Maraini con questa veste, molto diversa, è stato molto importate anche come crescita personale e io personalmente essendone uscita, so che restano le ferite che siamo riusciti a comunicare è qualcosa che non si chiude in nessun caso, non si può porre una fina definita e per questo il finale per me è giusto aperto.

Patrick Romhalho per te come è stato vivere questo film e fare questo viaggio attoriale?

Per me è stato interpretare me stesso, mi sono appassionato a questo progetto Teo ci ha proposto questa racconto che non ci ha pesato, anzi ci ha uniti. È nata anche una spinta a frequentare di nuovo villa Maraini.

Per il distributore “Distribuzione Indipendente”, avete pensato al futuro di questo film?

I nostri film hanno una vita molto lunga perché a differenza delle circuitazioni classiche escono ad una data e continuano ad essere proiettati per mesi e mesi, costruendo grazie all’appoggio di Cineclub, Cine Circoli e Cinema d’essay una continua visione.
Noi siamo deboli per le multisale, le grandi produzioni e distribuzioni, ma siamo abbastanza forti in determinati spazi o mezzi, quali il DVD, che vengono utilizzati male, sfruttiamo diversi canali per cercare di creare quella vetrina indispensabile e importantissima per tutti i giovani e non, talenti che con una logica non sana della distribuzione italiana non hanno possibilità di emergere. Abbiamo una porta a Los Angeles e una piccola a Pechino dove presenteremo otto opere da marzo a luglio. Quello che stiamo cercando di fare è creare delle strade parallele,  perché questi film nelle periferie e province animano la vita culturale dei centri urbani.
Questa pellicola in particolare ha un messaggio molto forte e profondo, benché non c’è una rivoluzione a cui molti giovani aspirano, c’è un contenuto e un punto di vista non ordinario, questo è buono e importante, noi  scegliamo molte opere tra l’horror, commedie, gialli ma la profondità e i contenuti molto spesso mancano, qui no.

Progetti Futuri?

Teo Takahashi: Pensavo a qualcosa di fantascientifico perché andiamo verso un assetto del potere Orwelliano…

Patrick Ramhalho: Sto cercando di riprendere la mia vita, ho delle passioni, faccio tatuaggi sono diplomato come fonico, sto cercando lavori.

Arianna di Cori: Sicuramente rimanere coinvolta in progetti di questo tipo, non sono sempre un attrice, però vorrei continuare su questo filo in generale, proporre cose che abbiano un valore e che possano comunicare qualcosa.

Operatori Villa Maraini: sta andando a presso alla crisi, tutto questo lavoro non viene ricompensato dallo Stato e ci mette sempre in difficoltà, le persone soffrono per la crisi mondiale e non possono aiutare le persone che sta male, noi stiamo combattendo anche con la regione Lazio che non ci risponde, poi molti lavoratori non sono retribuiti, stiamo cercando finanziatori per mantenere in vita il centro.

Il 20 Febbraio 2010 ci sarà una proiezione in una sala del circo di Distribuzione Indipendente, una cena con la proiezione del documentario e tutto l’introito sarà devoluto a Villa Maraini.

 

Vie privée: recensione del nuovo film con Jodie Foster-#RoFF20

0
Vie privée: recensione del nuovo film con Jodie Foster-#RoFF20

Jodie Foster ritorna sul grande schermo con una nuova intrigante commedia interamente in francese! Vie privée, diretto da Rebecca Zlotowski (I figli degli altri), segue le vicende di una psichiatra, interpretata proprio dalla Foster, che si lancia in una curiosa caccia all’uomo. Il film è stato presentato in anteprima fuori concorso al Festival di Cannes lo scorso maggio, per poi essere nuovamente proiettato al Norwegian International Film Festival, al Toronto Film Festival e alla Festa del cinema di Roma. Nel cast si ritrovano diverse figure già molto note nel panorama cinematografico internazionale: Daniel Auteuil (Sostiene Pereira, Le confessioni) qui interpreta l’ex marito della psichiatra Lilian, mentre Matthieu Amalric (The french dispatch, Sound of metal) è nel ruolo di Simon Cohen-Solal. Altri personaggi ricorrenti sono interpretati da Vincent Lacoste (Amanda) e da Luàna Bajrami (Ritratto della giovane in fiamme).

Vie privée: un delitto (quasi) perfetto

Lilian è una psichiatra, segue diversi pazienti, alcuni da diversi anni; una delle sue pazienti storiche, Paula, non si presenta alle ultime sedute. Così dopo poco Lilian viene a sapere che la donna è morta: sembra trattarsi di un suicidio.

La psichiatra non riesce ad accettare la sua dipartita per vari motivi. Prima Lilian non pensa di essere effettivamente influenzata emotivamente dalla morte della donna: dopo tutto, si trattava di una paziente, non di un’amica o di una parente. Ciononostante, dopo tanti anni di terapia, si era creato un rapporto speciale tra le due. Inoltre, non sembra credibile che Paula si sia suicidata: proprio perché la donna ha seguito un percorso di psicanalisi per tanti anni, sarebbe stato facile riscontrare ad un certo punto degli istinti suicidi, e Lilian non ha mai notato nulla di simile nella paziente.

Foto Credits George Lechaptois

L’unica soluzione che trova la psichiatra è quindi che non si tratti di un suicidio, bensì di un omicidio mascherato. Inizia così un’insaziabile caccia all’assassino: i primi indiziati sembrano essere proprio i familiari di Paula, per motivi psicologici o economici. Gabriel, ex marito di Lilian, la affiancherà nelle indagini, in un mix di prove, eventi confusi e visioni dall’ipnosi; il risultato sarà certamente imprevedibile.

La psicanalisi del dolore

Tema di partenza di Vie privée è proprio la psicoterapia e la sua efficacia: questo elemento in sé viene affrontato a tratti in chiave ironica, come si denota ad esempio all’inizio quando uno dei pazienti di Lilian le comunica bruscamente di non voler più proseguire con la terapia, asserendo che si sia trattato di una perdita di tempo e soldi.

Con il volgere verso il finale però, è chiaro come l’analisi della mente umana assuma una rilevanza sempre maggiore. Talvolta anche per chi è tenuto ad ascoltare per lavoro può essere difficile catturare al meglio tutte le informazioni ed emozioni che l’altro comunica e questo può avere delle conseguenze, anche gravi.

L’analisi psicanalitica in Vie privée non riguarda però solamente i pazienti, ma anche Lilian stessa. Nello scoprire della morte di Paula, si vede come lei accolga il proprio dolore e lutto con sorpresa, tanto da collegare il suo pianto continuo a un problema fisico più che emotivo. Ciò può essere collegato a un forte sentimento di negazione, che porta la psichiatra a voler trovare una vera spiegazione, giustificazione al gesto della sua paziente: Lilian non riesce ad accettare l’idea di non aver visto veramente ciò che aveva sotto gli occhi.

Foto Credits George Lechaptois

Il sogno nell’ipnosi

L’ipnosi diviene un altro fattore focale in Vie privée già nella prima parte del film: Lilian, non riuscendo a smettere di piangere, si rivolge a una donna che aveva già messo in atto tali pratiche per far smettere di fumare l’ex paziente della psichiatra. Quest’ultima, molto scettica inizialmente, inizia presto ad avere delle visioni molto particolari, a cui attribuisce un’importanza determinante per la risoluzione dell’assassinio di Paula.

Si tratta certamente di visioni, proiezioni arzigogolate che la mente di Lilian produce per trovare una giustificazione alla morte della sua amata paziente; ciononostante, la psichiatra gli attribuisce un’importanza tale da affidarsi completamente ad esse, trovandoci anche il motivo del difficile rapporto che Lilian ha con suo figlio. Il ragazzo, nel sogno ipnotico, è un soldato nazista, mentre lei è una musicista ebrea; quindi, i due si ritrovano in due fronti opposti.

Vie privée racchiude in se importanti riflessioni sulla difficoltà di affrontare le proprie emozioni, così anche l’importanza dell’ascolto; tutto questo lo fa però mantenendo una certa chiave ironica e un ritmo incalzante.

VIDEOQUEER: il concorso per corti a tematica LGBTI

0

videoqueer 2014Riparte il concorso per cortometraggi VIDEOQUEER che mette in palio 1000 euro, organizzato dal Florence Queer Festival. Il concorso, dedicato a raccontare l’universo gay, lesbico e transgender, è gratuito e aperto a tutti. C’è tempo fino al 15 luglio 2014 per inviare le opere.

I corti selezionati entreranno a far parte del programma della dodicesima edizione del Florence Queer Festival che si svolgerà a Firenze dal 21 al 27 novembre 2014.

Il corto vincitore, scelto dal pubblico in sala, si aggiudicherà un premio di 1.000 euro e sarà premiato durante la serata di chiusura del festival, il 27 novembre al cinema Odeon di Firenze.

BANDO CONCORSO VIDEOQUEER 2014:

L’iscrizione al concorso è GRATUITA.

Possono partecipare esclusivamente cortometraggi realizzati dopo il 1° gennaio 2011.

Le opere inviate, pena l’esclusione dovranno:

– avere una durata massima di 30 minuti (inclusi i titoli di coda);

– non costituire messaggi pubblicitari;

– essere in lingua italiana o essere sottotitolate in lingua inglese.

Premio 1.000 €

Per partecipare al concorso è necessario compilare il form online (www.florencequeerfestival.it/?page_id=5223) e seguire le istruzioni per l’invio del materiale.

Scadenza invio opere 15 luglio 2014

Il Florence Queer Festival è organizzato dall’associazione Ireos – Centro Servizi Autogestiti per la Comunità Queer di Firenze, in collaborazione con Arcilesbica Firenze e Music Pool, con il contributo di Fondazione Sistema Toscana – Mediateca Regionale e il patrocinio del Comune di Firenze. Direzione artistica: Bruno Casini e Roberta Vannucci, organizzazione generale Silvia Minelli

Info:

347.8553836

[email protected]

www.florencequeerfestival.it

Info stampa:

[email protected]

Videogames al cinema: ecco tutti gli adattamenti [video]

0
Videogames al cinema: ecco tutti gli adattamenti [video]

Tra fumetti e videogames, il cinema non è mai stato così impregnato di cultura pop come negli ultimi anni. Di seguito vi mostriamo un supercut realizzato da Cineplex in cui appaiono tutti i film tratti da un prodotto videoludico. Che ve ne pare?

Fonte: MP

Videofoniamo Vico : cerimonia di chiusura

0
Videofoniamo Vico : cerimonia di chiusura

videofoniamo vicoSi è concluso questa mattina presso la Scuola Media Filippo Caulino di Vico Equense (NA) il concorso VIVI – Videofoniamo VICO, lanciato lo scorso 16 febbraio e promosso dall’Associazione Onlus Amici di Media Duemila. Presenti all’incontro con i ragazzi c’erano il messamediologo Derrick de Kerckhove, la Dott.ssa Maria Pia Rossignaud, presidente dell’Associazione e principale promotore del progetto, e l’Architetto Antonio Irlando, autore di un libro che già dal titolo, “Vico Equense che bellezza”, è chiaramente dedicato alle bellezze storico-artistiche e paesaggistiche del posto. L’incontro, presieduto anche dalla Preside dell’istituto, Alberta Maresca, e dal professor Eustachio Striano, è stato seguito con interesse e allegria da un pubblico di giovanissimi studenti già in odore di vacanze estive.logo video ok

“Siamo davvero felicissimi di aver partecipato a questa iniziativa, non potevo immaginare una fine d’anno più bella!” La Preside Maresca, giustamente entusiasta della partecipazione dei suoi studenti, è stata anche la principale responsabile del successo dell’iniziativa, avendo continuamente stimolato i ragazzi ad una partecipazione attiva, con la costante assistenza del professor Striano. Oltre alla scuola anche le associazioni locali hanno fatto la loro parte, soprattutto la neonata associazione giovanile PSC – Portatori Sani di Cambiamento, che ha presentato un lavoro molto interessante.

Videodrome: recensione del film di David Cronenberg

0
Videodrome: recensione del film di David Cronenberg

Videodrome è il film di David Cronenberg del 1983 con protagonisti nel cast James Woods, Sonja Smits, Deborah Harry, Leslie Carlson, Jack Creley, Peter Dvorsky e Lynne Gorma

  • Anno: 1983
  • Regia: David Cronenberg
  • Cast: James Woods, Sonja Smits, Deborah Harry, Leslie Carlson, Jack Creley, Peter Dvorsky, Lynne Gorma

VideodromeTrama: Max Renn è il proprietario di CIVIC TV, piccola rete televisiva dedita alla trasmissione di programmi dal contenuto violento. Affrancato dai vincoli morali dei grandi network, Renn è alla continua ricerca di format inediti, tali da colpire per singolarità, licenziosità e depravazione un pubblico sempre più assuefatto.

Si imbatte così in Videodrome, una frequenza pirata, votata all’esclusiva diffusione di immagini brutali di maltrattamento, tortura, coercizione ed omicidio. Da subito molto interessato, Renn si impegna a rintracciarne i produttori, intenzionato anche a procurasi del materiale da poter distribuire attraverso CIVIC TV. Determinato, ed attratto sempre più da efferatezza ed irrazionalità, Renn si troverà presto proiettato in una dimensione in cui realtà e finzione si scambiano arbitrariamente e spietatamente i ruoli, svelando disegni cospirativi, filo-governativi, volti a servirsi di Civic TV per la diffusione di Videodrome, canale di promozione di un verbo mediatico di controllo e coartazione.

Analisi: La lungimiranza e l’innegabile estro di David Cronenberg, mirabile visionario ed acutissimo precursore, hanno ammantato Videodrome di una straordinaria attualità. Seppur velato da un delirio ricorrente ed ossessivo, il profilo dell’analisi di David Cronenberg, è infatti facilmente leggibile. Lo sguardo del regista, lucido e consapevole, si sofferma sul potere dell’immagine, in una società che si scopre sempre più vincolata all’arena mediatica. La relazione collettività-media è poi serrata sapientemente da un modello commerciale privo di scrupoli che invece di essere ripudiato compiutamente ed universalmente è accreditato strumento in grado di dar forma alle ossessioni del singolo, rifiutate nel privato, ma riconosciute come rappresentazione del reale nei media.

In questo quadro, David Cronenberg conforma Max Renn ad immagine e somiglianza dello spettatore medio, conferendogli, a rafforzare la sua implicazione, il ruolo di addetto ai lavori. Renn, chiarendo fin da subito le sue inclinazioni in materia di trasmissioni televisive, chiede a gran voce programmi che, privati di trama e contenuto, siano semplice consumo di immagini. L’immagine, proposta al pubblico senza alcun riferimento logico-temporale, attraversa facilmente i labili filtri di uno spettatore che, posseduto dal bisogno di evasione, preferisce ascoltare le rivendicazioni della propria insoddisfazione piuttosto che reclamare un’indipendenza di scelta e di pensiero. Il rapporto, privo di qualsiasi finalità ultima, con il dolore e quindi la passiva accettazione alla visione di programmi espressamente violenti, si estrinseca nel tentativo ultimo di provare che si è ancora in grado di sentire qualcosa,in carne e coscienza.

La carne invece, maltratta, seviziata e torturata, per David Cronenberg non può che mutare, vessata dalle feroci contaminazioni con media ed elettronica, si fa videoparola nel braccio armato di Renn, diventato in conclusione messo accidentale ed inconsapevole del Videodrome. Videodrome è un film allucinato e funesto, in cui Cronenberg paventa, con evidente preoccupazione, la possibilità di un controllo catodico sull’individuo. Pervaso da atmosfere cupe, acuite da una fotografia serrata ed ambientazioni spesso claustrofobiche, Videodrome sembra voler essere di ammonimento, riproducendo sapientemente la tanto temuta da Cronenberg narcotizzazione collettiva.

Videodrome: curiosità e significato del film di David Cronenberg

Videodrome: curiosità e significato del film di David Cronenberg

Sin dagli anni Settanta il regista canadese David Cronenberg si è posto all’attenzione internazionale con la sua personalissima idea di cinema, fondata su quello che è oggi noto come il genere del body horror. In questo, si esplora il terrore dell’uomo di fronte alla mutazione del corpo, all’infezione e alla contaminazione della carne con elementi esterni, il più delle volte appartenenti ad ambiti mostruosi o tecnologici. Tra i suoi titoli più celebri si annoverano Il demone sotto la pelle, La mosca e Brood – La covata malefica. Uno dei suoi massimi capolavori è però anche il titolo del 1983 Videodrome (qui la recensione), vero e proprio manifesto della fusione tra uomo e tecnologia.

Da Cronenberg anche scritto, il film è stato anche un vero e proprio innovatore del movimento indipendente della Hollywood degli anni Ottanta. In particolare, il regista ha raccontato di aver trovato le idee per la storia qui narrata da proprie vicende personali, in particolare dai problemi affrontati con la censura e dalla dilaganta esposizione alla violenza televisiva. Ancora oggi Videodrome è osannato come un cult senza tempo, capace perfettamente di raccontare le derive mediatiche e fisiche presenti nel nostro contemporaneo. In quest’opera si può infatti ritrovare tutto il desiderio di perversione, violenza e sesso oggi onnipresente nel vissuto di ognuno di noi.

Apprezzato per la regia, gli effetti speciali e l’atmosfera cupa e macabra, Videodrome fu un insuccesso al box office, ma nel tempo la sua influenza culturale è cresciuta progressivamente. Oggi, per gli amanti del genere e non, è un titolo decisamente imperdibile. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e al significato complessivo. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Videodrome: la trama del film

Protagonista del film è Max Renn, il proprietario di Civic Tv, una piccola stazione televisiva che trasmette spesso video pornografici e contenuti violenti. Un giorno come un altro, Max viene contattato dall’amico e tecnico televisivo Harlan, il quale gli rivela di aver captato un segnale satellitare che trasmette un programma intitolato Videodrome: si tratta di uno show brutale che mostra scene di torture e violenze a sfondo sessuale. Interessato a voler aggiungere Videodrome nella programmazione di Civic Tv, Max si mette alla ricerca dei produttori dello show, ma finisce per trovarsi in un vortice di allucinazioni, omicidi e complotti governativi.

Videodrome: il cast del film

Ad interpretare il protagonista Max Renn vi è l’attore James Woods, il quale proprio grazie a questo ruolo ottenne notorietà internazionale. Woods si era dichiarato grande fan dei precedenti film di Cronenberg, acconsentendo dunque a recitare nel suo nuovo progetto. Accanto a lui, nei panni della seducente speaker radiofonica Nicki Brand vi è l’attrice Deborah Harry, qui al suo primo ruolo di rilievo. Proprio per via delle sue poche esperienze precedenti, la Harry venne aiutata da Woods con suggerimenti sulla recitazione. Completano poi il cast gli attori Peter Dvorsky nei panni di Harlan e Jack Creley in quelli del misterioso profeta televisivo Brian O’Blivion. Sonja Smith è invece Bianca O’Blivion.

Videodrome significato

Videodrome: il significato del film

Con Videodrome Cronenberg rifletté sulle distorsioni della realtà operate dalla televisione già in atto in quegli anni e che hanno oggi raggiunto nuovi picchi. Nel momento in cui Max inizia ad essere sempre più morbosamente attratto dal canale che dà il titolo al film, egli viene da prima metaforicamente e poi letteralmente invaso dai contenuti di questo. Lentamente, il protagonista si ritrova a sperimentare un totale misconoscimento della realtà oggettiva, andando piuttosto incontro ad un’alterazione data dalla televisione che si propone però come nuova realtà assoluta. Si verifica dunque un’incapacità di distinguere il reale da ciò che è manipolato.

Max perde dunque la propria coscienza divenendo a tutti gli effetti una pedina di un sistema più grande e apparentemente non sovvertibile. Attraverso tali orrorifiche metafore, Videodrome diventa dunque un manifesto dell’influenza che sempre più la televisione ha avuto sull’essere umano e sulla realtà nel corso della sua storia. Già nel 1983 dunque Cronenberg notava le derive e le perversioni dei contenuti trasmessi, capaci di assuefare e rendere passive intere generazioni di spettatori. Raccontando tutto ciò attraverso gli elementi a lui congeniali del body horror, il regista ha così dato vita ad un’opera ancora oggi terribilmente attuale.

Videodrome: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Videodrome grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Chili Cinema, Google Play e Apple iTunes. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di sabato 24 settembre alle ore 21:15 sul canale Italia 2.

Fonte: IMDb, Criterion

Videodrome: al via il remake?

0

Da tempo giravano voci riguardo alla possibilità di un remake per Videodrome ed  in questi giorni sembra arrivata la conferma, dal momento che l’ Universal Pictures ha ingaggiato anche il regista Adam Berg per dirigerlo.

Videocracy: dal 30 gennaio su Netflix

0
Videocracy: dal 30 gennaio su Netflix

A più di quindici anni dalla sua uscita, Videocracy torna oggi disponibile su Netflix. Il documentario di Erik Gandini, vincitore del premio come Miglior Documentario al Festival di Toronto, sarà disponibile dal 9 gennaio, riportando al centro del dibattito un’opera che ha analizzato in anticipo il rapporto tra immagine, potere e politica. Un viaggio nell’Italia del berlusconismo per raccontare l’ascesa del potere dell’immagine, un documentario che anticipa le dinamiche culturali e politiche del presente.

La trama di Videocracy

Ambientato nell’Italia dell’era berlusconiana, Videocracy racconta l’affermazione di un sistema di potere fondato sull’immagine, sulla televisione come strumento di consenso e sulla progressiva fusione tra spettacolo e politica. Attraverso un racconto diretto e provocatorio, il film esplora un immaginario collettivo in cui il successo mediatico diventa valore assoluto e l’apparire prevale sull’essere.

Rivisto oggi, Videocracy si rivela un’opera profetica. Quello che nel 2009 sembrava il ritratto di un’anomalia italiana appare ora come l’anticipazione di una trasformazione globale: la banalizzazione del linguaggio politico, la centralità dell’intrattenimento, il dominio delle immagini come forma di potere e controllo.

Quando ho realizzato Videocracy, nel 2009, ero convinto di raccontare un punto di arrivo. Un capolinea culturale dopo quasi trent’anni di berlusconismo. Il dominio della televisione, la fusione tra spettacolo e politica, il trionfo del narcisismo come linguaggio del potere. Silvio Berlusconi incarnava la capacità straordinaria di presentarsi come vittima — e di convincerci di esserlo — pur essendo l’uomo più ricco e più potente del Paese.

Quella era, per me, la videocrazia: il potere dell’immagine sulla realtà, dove apparire conta più dell’essere. All’epoca pensavo ingenuamente che il film avesse colto l’apice di una degenerazione occidentale, una forma estrema di banalizzazione del potere. Oggi, guardando il mondo attraversato da nuove e violente espressioni di autoritarismo, il berlusconismo appare quasi sorprendentemente innocuo. Non perché non fosse pericoloso, ma perché non aveva a disposizione l’esercito più potente del pianeta, né una retorica di salvezza della civiltà o di eliminazione del “diverso”. Il berlusconismo era ossessionato dal divertirsi a ogni costo, dall’elevare la superficialità a valore umano, politico e sociale. Una propaganda infernale, sì, ma fondata su The Evilness of Banality, la malvagità del banale — come recita il sottotitolo del film parafrasando Hanna Arendt. Rivedere Videocracy oggi significa accorgersi che non raccontava la fine di qualcosa, ma l’inizio di una nuova epoca.

Erik Gandini

Videocracy – Basta apparire di Erik Gandini

0
Videocracy – Basta apparire di Erik Gandini

Videocracy – Basta apparire (2009), diretto dal regista bergamasco Erik Gandini, è uno dei documentari più discussi e controversi del cinema italiano contemporaneo. Presentato in anteprima al Festival di Venezia, il film affronta senza filtri il rapporto tra televisione, immagine e potere nell’Italia di inizio Duemila, in un’epoca in cui il piccolo schermo non era solo intrattenimento, ma la vera arena politica e culturale del Paese.

Attraverso volti emblematici come Fabrizio Corona, “fotografo-ricattatore” autoproclamatosi Robin Hood, e Lele Mora, talent scout vicino a Silvio Berlusconi, Gandini mostra l’altra faccia dello spettacolo televisivo: un sistema che seduce, manipola e condiziona aspiranti star, vip e spettatori. Il suo titolo – Videocracy – rimanda a un concetto preciso: il governo delle immagini, dove apparire conta più che essere, e la televisione diventa lo strumento privilegiato di un potere che invade ogni aspetto della società.

Videocracy – Basta apparire, la trama:  Il film documenta alcuni aspetti della tv italiana, delle reti mediaset, i provini e i tentativi compiuti da un ragazzo per diventare un’icona dello spettacolo televisivo. Vengono raccontate le vicende del fotografo/ricattatore Fabrizio Corona e dello scopritore di talenti Lele Mora.

Videocracy – Basta apparire è un “invisibile”. Presentato al Festival di Venezia nel 2009, ci si sarebbe aspettati di vederlo regolarmente distribuito nelle sale italiane, e invece la sua uscita fu limitata a poche copie e proiezioni sporadiche.

Perché? La risposta è semplice: il film affronta un tema che scotta, il potere delle immagini televisive. La videocrazia. Non a caso sia RAI sia Mediaset si rifiutarono di trasmetterne il trailer, e poche sale accettarono di programmarlo.

Il documentario mostra come il potere delle immagini agisca a diversi livelli:

  • sul giovane di provincia che sogna una carriera in tv,

  • sui VIP resi ricattabili dal gossip,

  • su produttori e spettatori che restano parte di un meccanismo perverso.

Il potere delle immagini

Di questo sistema hanno saputo approfittare alcuni personaggi chiave. Corona, ad esempio, racconta senza remore di essere un “Robin Hood” che ruba ai ricchi per dare a se stesso. Mora, invece, appare come un vero mediatore di potere: mostra con orgoglio il suo cellulare pieno di immagini di simboli fascisti, mentre in sottofondo risuona Faccetta nera.

E ancora: per diventare una “meteorina” di Rete4 bisogna passare per il “Billionaire” di Flavio Briatore, mentre i provini per le veline di Striscia la notizia diventano il rito di passaggio verso una carriera televisiva.

Gandini e la videocrazia

Erik Gandini, regista bergamasco da anni residente in Svezia, mostra come le immagini televisive siano diventate strumento di condizionamento non solo per chi aspira a diventare famoso, ma anche per chi lo è già. Parafrasando Debord, lo spettacolo è un insieme di relazioni sociali mediate dalle immagini, e in Italia questo legame tra immagini e potere è incarnato dall’uomo politico che più di tutti ha fatto della tv il suo strumento: Silvio Berlusconi.

Le reti televisive, specialmente Mediaset, diffondono un modello di edonismo che manipola coscienze e desideri, promettendo all’“everyman” un quarto d’ora di celebrità, warholiano e illusorio.

Estetica e limiti del film

Le immagini del film sono volutamente sgranate, sporche, pastose, come se fossero riprese di uno schermo televisivo. Richiamano i retini pop di Lichtenstein o le immagini usurate di Warhol: fotogrammi già consumati e riutilizzati, digeriti e instillati nello spettatore.

Videocracy – Basta apparire affronta temi scottanti e necessari, e ha il merito di metterli a nudo con chiarezza. Tuttavia, alla sua operazione manca un vero affondo critico sulle dinamiche profonde dello strapotere mediatico: Gandini si limita a mostrare i casi noti (Corona, Mora) senza andare oltre. L’opera resta comunque preziosa come testimonianza di un’epoca in cui lo spettacolo e il potere politico si sono fusi in un unico dominio: quello delle immagini.

Video: Steven Spielberg guarda le nomination agli Oscar del 1976

0

Tutti ormai lo vediamo come il padrone di casa durante la cerimonia degli Academy Awards, ma com’era Steven Spielberg all’inizio della sua carriera? Un video esclusivo ci mostra come un giovanissimo

Video: se al bar ci provano con la ragazza di Wolverine

0

Avete presente quando uno sconosciuto ci prova con la vostra ragazza al bar, e voi, con fare sicuro, lo mandate a farsi un giro? Ebbene The Jackal, gruppo di youtuber molto popolari in rete, hanno realizzato un video in cui ad essere importunata al bar è nientemeno che la ragazza di … Wolverine, il suscettibile X-Man con gli artigli di adamantio. Ecco come è andata!

[iframe width=”640″ height=”386″ src=”http://player-services.goviral-content.com/video/17117″ frameborder=”0″ allowfullscreen][/iframe]

wolverineVi ricordiamo che gli X-Men torneranno a brevissimo al cinema, a partire dal 22 maggio, con un’epica avventura che mette insieme il cast originale della prima trilogia dedicata ai mutanti Marvel con la nuova generazione di mutanti visti in First Class. Si chiamerà infatti X-Men Giorni di un Futuro Passato e racconterà di un viaggio indietro nel tempo proprio di Wolverine, che cercherà di cambiare un futuro davvero oscuro. La trama del film è tratta dall’omonimo fumetto del 1981 e ripercorre un arco temporale ambientato in un imprecisato futuro in cui gli USA sono dominati dalla Sentinelle, mentre i mutanti vivono confinati in campi di concentramento. Kitty Pride torna indietro nel tempo e impedisce dal passato che gli eventi precipitino a tal punto da trasformare la vita dei mutanti del futuro in un inferno di reclusione.

LEGGI LA NOSTRA RECENSIONE DI X-MEN GIORNI DI UN FUTURO PASSATO

Nel cast del film ci saranno Halle Berry, Peter Dinklage e 

Il film è ispirato ai fumetti di Chris Claremont e John Byrne dal titolo: ”Uncanny X-Men” # 141 e 142 nel 1981. Tutte le info sul film nella nostra scheda: X-Men: giorni di un futuro passato. Tutte le news sul film invece sono nel nostro speciale: X-Men.

Video: omaggio al cinema di Richard Curtis

0
Video: omaggio al cinema di Richard Curtis

richard curtis questione di tempoIn attesa del suo prossimo film, la Universal Pictures rende omaggio a Richard Curtis, con uno speciale video che celebra i suoi grandi successi e la sua nuova imminente opera. Dopo Quattro matrimoni e un funerale, Notting Hill e Love Actually, Curtis torna con Questione di Tempo, una divertente commedia con protagonisti Rachel McAdams, Domhnall Gleeson, Tom Hollander e Bill Nighy.

 

Trama: All’età di 21 anni, Tim Lake (Gleeson) scopre di essere in grado di viaggiare nel tempo … Dopo l’ennesima, deludente festa di Capodanno, il padre di Tim (Nighy) rivela a suo figlio che gli uomini della loro famiglia hanno sempre avuto il potere di viaggiare attraverso il tempo. Tim non può cambiare la storia ma può cambiare quel che accade e che è accaduto nella sua vita, perciò decide di rendere il suo mondo migliore … trovandosi una fidanzata. Sfortunatamente questa impresa non sarà facile come potrebbe sembrare.

Richard CurtisGiunto a Londra dalla Cornovaglia per diventare avvocato, Tim incontra la bella ma insicura Mary (McAdams). I due si innamorano, ma per colpa di un fatale viaggio nel tempo, si allontanano per sempre. Ma si incontrano di nuovo, come se fosse la prima volta, e continuano ad incontrarsi ancora … fino a quando, giocando d’astuzia contro il tempo, Tim riuscirà finalmente a conquistare il suo cuore.

Il giovane a quel punto usa il suo potere per dichiararsi romanticamente nel modo migliore, per tutelare il suo matrimonio dal peggiore discorso mai fatto da un testimone di nozze, per salvare il suo migliore amico da un disastro professionale e per riuscire ad arrivare in tempo in ospedale per far partorire sua moglie, nonostante un terribile ingorgo di traffico ad Abbey Road.

Tuttavia, nel corso della sua insolita vita, Tim si rende conto che il suo dono straordinario non può preservarlo dalle sofferenze, e dagli alti e bassi che tutte le famiglie, ovunque, sperimentano. Sono grandi i limiti di ciò che un viaggio nel tempo può ottenere, senza contare che può rivelarsi alquanto pericoloso. Questione di Tempo è una commedia che parla dell’amore e del potere dei viaggi temporali e che insegna che in fondo, per vivere una vita piena e soddisfacente, non c’è bisogno di viaggiare nel tempo.

Video: i peggiori accenti del cinema!

0

Per ogni Meryl Streep, che in qualunque ruolo si cali riesce a riprodurre un perfetto accento necessario al caso, esistono tanti altri attori, anche di discreto talento, che però non lavorano ugualmente bene sugli accenti stranieri. E così, a parte qualche eccezione, come l’australiana Cate Blanchett o l’irlandese di origine tedesca Michael Fassbender, molti attori, celebri e affermati, trovano difficoltà a riprodurre accenti diversi dal proprio.

Ecco in un video, realizzato da IndieWire, alcuni esempi di accento riuscito male, tra cui l’italiano di Nicolas Cage, l’inglese di Anne Hathaway o il non meglio identificato linguaggio di Brad Pitt in Snatch!

[iframe width=’640′ height=’360′ src=’http://www.indiewire.com/embed/player.jsp?videoId=00000147-d569-d06d-ab77-fd7b92080000&width=480′ frameborder=’0′ scrolling=’no’ allowfullscreen/]

peggiori accenti

Video: costruire i set de Il Cavaliere Oscuro il ritorno!

0
Video: costruire i set de Il Cavaliere Oscuro il ritorno!

Arriva online un’incredibile video che riassume la costruzione dei set epici del film  Il Cavaliere Oscuro – il ritorno, ultima avventura di Batman targato Christopher Nolan.Il filmato è uno dei tanti contenuti extra che vedremo nella versione blu-ray del film in uscita il 4 Dicembre in tutto il mondo.

 

Video Sponsorizzato – The Bourne Legacy: il secondo trailer italiano

0

In principio era Jason Bourne, poi vennero gli altri. È questa l’idea dietro a The Bourne Legacy, atteso e adrenalinico sequel della trilogia dell’agente smemorato che ha lanciato definitivamente nell’Olimpo del cinema il bravissimo Matt Damon. Questa volta siamo di fronte ad un sequel che si allontana dalla storia del personaggio principale, la cui parabola ha trovato compimento nel terzo film della serie, e si concentra (come dal titolo) sull’eredità dell’agente Bourne, ovvero su quelli come lui. Nel film infatti si introduce il personaggio protagonista di Aaron Cross, altro agente la cui esistenza è stata messa a repentaglio dagli avvenimenti raccontati nei primi tre film.

The Bourne LegacyInteressante la scelta del regista: a guidare il manipolo di uomini (e donne) protagonisti ci sarà Tony Gilroy alla sua terza prova dietro la macchina da presa. Gilroy si è fatto conoscere per le sue straordinarie doti di sceneggiatore, firmando molti script di alto livello, trai quali appunto la trilogia dell’agente Bourne, L’avvocato del Diavolo, e il film che vide nel 2007 il suo esordio alla regia, Michael Clayton, ad oggi sua realizzazione migliore. L’uscita al cinema è prevista per il 21 settembre 2012, ecco intanto il secondo trailer italiano del film:

Video Sponsorizzato

 

Ad interpretare l’agente di turno è stato scelto Jeremy Renner, attore incredibile che sta ottenendo notorietà e successo grazie ad una serie di scelte artistiche ben ponderate ed equilibrate. Infatti accanto alle pellicole ricercate, come The Hurt Locker che lo ha lanciato e The Town, associa film di grande richiamo mediatico come il blockbuster The Avengers, per il quale lui interpreta il super agente dello SHIELD Occhio di Falco, e Mission Impossible: Protocollo Fantasma, accanto a Tom Cruise, e del quale nel film sembra raccogliere il testimone. Siamo quindi alle prese con un talento versatile e convincente, con molti ammiratori (non solo nel pubblico femminile) che potrà fare da traino ad un film che già dalle prime immagini contenute nel trailer promette scintille.

Accanto a Renner è stato scelto e messo insieme un cast di prim’ordine: in primis Edward Norton, straordinario attore che da sempre sceglie con molta oculatezza i suoi ruoli e vanta collaborazioni con i più grandi registi contemporanei; Rachel Weisz, bellissima inglese dal talento straordinario, universalmente sancito nel 2006 dall’Oscar come miglior attrice non protagonista in The Costant Gardner. Accanto a loro ci sono anche Stacy Keach, Oscar Isaac, Albert Finney, Joan Allen, David Strathairn e Scott Glenn.

Sponsorizzato da Universal Pictures

Video Sponsorizzato – James Franco e i Fact Checkers Unit ep.6

0

Los Angeles, CA (20 maggio, 2012)

Oggi SXM e Samsung Electronics Co., Ltd, leader globale nelle comunicazioni ha lanciato un episodio bonus per sponsorizzare la web-serie “Fact Checkers Unit”, con l’attore James Franco.

In questo episodio intitolato ‘James Franco is Preggers,’ ai Fact Checkers viene data una fotografia in cui Franco sembra essere incinta/o. Dopo ulteriori indagini scoprono che in realtà può trasformarsi in qualsiasi forma tra cui l’attore candidato all’Oscar Seymour Cassel, l’attore Tommy goliath Lister ‘Tiny’ e “Terra Nova” star Allison Miller.

La pluripremiata serie “Fact Checkers Unit” è sponsorizzato da Samsung Mobile che promuove il prossimo Galaxy 5.3 e l’aggiornamento Suite Premium che i Checkers utilizzano nel corso delle loro missioni.

Samsung offrirà anche un aggiornamento Suite Premium GALAXY Nota per gli utenti di tutto il mondo per offrire un’esperienza d’uso maggiore del dispositivo. Il pacchetto Premium Suite comprende software avanzato per prendere appunti applicazioni, strumenti di produttività avanzate, e un aggiornamento del sistema operativo Android 4,0. L’aggiornamento è partito dalla Germania il 10 maggio e sarà progressivamente implementato in altri paesi.

Ecco il video sponsorizzato da samsung

Video Sponsorizzato – Arriva al cinema l’irriverente Ted, fratello dei Griffin

John Bennet è un bambino fortunato. È l’unico ad aver avuto per regalo di Natale un vero miracolo: il suo orsacchiotto si è animato, ha preso vita, e così è nato Ted. John e Ted sono inseparabili, fino ai 35 anni vivono ancora insieme, nonostante tra loro ci sia adesso la bella Lori, fidanzata di John e desiderosa di avere accanto un uomo vero, non un bambinone cresciuto che gioca con il suo orsacchiotto. Da questa esigenza nascerà il dilemma di John: rimanere con il proprio orsetto, o fare felice la donna che ama?

Video Music Awards 2012: nuovo trailer per Breaking Dawn Parte II

0

Ecco un nuovo trailer esteso di The Twilight Saga Breaking Dawn Parte II presentato ieri sera in occasione degli MTV Video Music Awards. In questo teaser saggiamo meglio le abilità di Bella (Kristen Stewart) trasformatasi finalmente in vampira e abbiamo qualche assaggio in più della feroce battaglia finale per la salvezza di Renesmee.

Ecco il trailer del film:

 

Get More:
2012 VMA, Artists.MTV, Music

[nggallery id=32]

Video interviste: Django Unchained Anteprima Roma

0
Video interviste: Django Unchained Anteprima Roma

Guarda le nostre interviste esclusive all’anteprima a Roma del film Django Unchained con Quentin TarantinoJamie Foxx,  Christoph WaltzSamuel L. Jackson, e Kerry Washington. Ma soprattutto come mettere in difficoltà una leggenda della sceneggiatura come Quentin Tarantino, chiedendogli di descrivere il suo film in tre parole, tutto merito della nostra Giuditta Martelli:

Per tutte le news sul film vi segnaliamo il nostro speciale: Django Unchained. Mentre per tutte le altre info potete consultare la nostra Scheda Film: Django Unchained.

 

Video Intervista a Richard Gere – La Frode Anteprima Roma

0

Richard Gere Premiere - 6th International Rome Film FestivalGuarda la nostra video intervista a Richard Gere sul red carpet dell’anteprima italiana di La Frode (Arbitrage), il suo ultimo film che lo vede protagonista al fianco di Tim Roth e Susan Sarandon

Video intervista a James Franco al Festival di Roma 2012

Ecco il video di James Franco sul red carpet del Festival Internazionale del film di Roma 2012 diretto da Marco Mueller. L’attore ha presentato il suo film Tar, in selezione ufficiale CinemaXXI