Ecco la video intervista a Guillermo Del Toro sul red carpet del Festival di Roma 2012, arrivato a Roma per presentare Le cinque leggende e ritirare il premio Vanity Fair
Ecco la video intervista a Guillermo Del Toro sul red carpet del Festival di Roma 2012, arrivato a Roma per presentare Le cinque leggende e ritirare il premio Vanity Fair
Nella storia dell’industria
dell’entertainment, il connubio film e videogiochi ha spesso
portato grande successo e grandi guadagni per entrambi i settori e
immensa gioia per gli appassionati di questi due generi. Cosa
possono aspettarsi questi appassionati per il 2014? Uno dei titoli
su cui possiamo trovare in giro alcune indiscrezioni è
Warcraft. Il 2014 segna il decimo
anniversario del videogioco di strategia World of
Warcraft che, come riportato dal sito
DigitalBattle, ha guadagnato più degli altri
giochi nella storia dei videogames . Si dice in giro che la
Blizzard stia pensando di festeggiare questo
grande successo facendo uscire il film tratto da
Warcraft sulla cui possibile realizzazione stanno
sbavando da anni molti fans. La notizia della probabile produzione
del film risale ad una decina di anni fa e, nell’arco di questo
periodo, ci sono stati continui ripensamenti sulla sceneggiatura ed
i possibili registi. Chissà se quest’anno si potrà parlare di
qualcosa di più concreto. Il secondo titolo in lizza per la
realizzazione di un futuro Blockbuster è
Portal. Anche in questo caso
la Valve ha pianificato molti adattamenti
cinematografici di Portal, facendo
riferimento a JJ Abrams come possibile
regista. Portal in quanto puzzle game
rappresenterebbe una bella sfida per un regista! Come
mantenere viva l’attenzione del pubblicoper due ore, mentre il
personaggio principale risolve enigmi e rimbalza attraverso buchi
spazio temporali? Infine secondo alcune voci non ufficiali,
Michael Fassbender avrebbe
ricevuto la proposta di vestire i panni di Altair
in un ipotetico film basato sul celebre videogioco
Assassin’s Creed.
Fonte: Sci-Fi Movie Hype
Con l’uscita del Blu-Ray di The Avengers sono iniziate le pubblicazioni di materiale inedito del film e dopo le foto e le scene tagliate arriva anche un video inedito di Tom Hiddleston, insieme ad un po’ di foto
Nel video l’attore si prepara alle riprese:
Guarda il dietro le quinte delle sequenze più spettacolari di Biancaneve e il Cacciatore, dall’11 luglio al cinema. Con Kristen Stewart, Charlize Theron e Chris Hemsworth.
Guarda lo speciale dietro le quinte sulle riprese nella sala del trono di Biancaneve e il Cacciatore, dall’11 luglio al cinema.
Il premio oscar Colleen Atwood presenta i costumi di Biancaneve e il Cacciatore, dall’11 luglio al cinema.
Nel poema epico di azione e avventura Biancaneve e il Cacciatore, Kristen Stewart (Twilight) interpreta l’unica persona sulla terra ad essere più bella della regina del male (il premio Oscar Charlize Theron) che è decisa ad ucciderla. Ma quello che non avrebbe mai immaginato la regina malvagia è che la ragazza che minaccia il suo regno è stata iniziata all’arte della guerra dal Cacciatore (Chris Hemsworth, Thor) che era stato da lei inviato per ucciderla. Sam Claflin (Pirati dei Caraibi) completa il cast , interpretando il principe stregato dalla potenza e dalla bellezza di Biancaneve.
La nuova versione mozzafiato della leggendaria fiaba è opera di Joe Roth, produttore di Alice in Wonderland, del produttore Sam Mercer (Il Sesto Senso) e dell’acclamato regista televisivo e visualista d’avanguardia Rupert Sanders.
Continuano le riprese su set inglese di Thor: The Dark World, il sequel del primo film interpretato ancora una volta da Chris Hemsworth.
Fonte: Comicbookmovie
Diretto da Alan Taylor Thor: The Dark World vede nel cast Chris Hemsworth, Natalie Portman, Tom Hiddleston, Stellan Skarsgård, Idris Elba, Christopher Eccleston, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Kat Dennings, Ray Stevenson, Zachary Levi, Tadanobu Asano e Jaimie Alexander con Rene Russo e Anthony Hopkins nei panni di Odino.
Il film Marvel Thor: The Dark World riporta sul grande schermo Thor, il potente vendicatore, in lotta per salvare la Terra e i Nove Regni da un oscuro nemico più antico dell’universo stesso. Dopo i film Marvel Thor e The Avengers, Thor torna a combattere per riportare l’ordine tra i pianeti… ma un’antica dinastia dominata dallo spietato Malekith minaccia di far ripiombare l’universo nell’oscurità. Di fronte a un nemico al quale né Odino né Asgard riescono a opporsi, Thor deve intraprendere il viaggio più pericoloso e introspettivo della sua vita, che lo ricongiungerà con Jane Foster e lo costringerà a sacrificare tutto per la salvezza dell’intero universo.
Le riprese di Thor: Il mondo delle Tenebre (Thor: The Dark World) stanno volgendo al
termine, e forse arriva uno degli ultimi contributi sul set di
Londra. Infatti, la troupe ha girato alcune scene di massa a St.
Paul.
Continuano le riprese di The Wolverine a Sydney e dopo le immagini pervenute in queste settimane, oggi arriva un video dal set si vede chiaramente Logan (una controfigura e non Hugh Jackman) sfoderare gli artigli per combattere contro un mutante che usa delle spade elettrificate capaci di tagliare qualsiasi materiale. Il video è di bassa qualità e ripreso da lontano:
The Wolverine uscirà negli Usa il 26 luglio 2013.
Fonte: comicbookmovie.com
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Guarda i video dal set di Iron Man 3 a Hollywood, dove la produzione sta girando alcune sequenze aggiuntive. I filmati mostrano grosse esplosioni che potrebberocoinvolgere il TLC Theatra.
Vi ricordiamo che Iron Man 3 sarà in 2D, 3D e IMAX e uscirà in USA il 3 maggio 2013. Diretto da Shane Black vede protagonisti Robert Downey Jr., Gwyneth Paltrow, Guy Pearce, Don Cheadle, Rebecca Hall, Paul Bettany, Ben Kingsley, e Jon Favreau.
Sono uscite alcune clip registrate durante i reshoot di Harry Potter e i doni della morte – Parte 2, che si sono tenuti la scorsa settimana agli studi di Leavesden. Potrebbero essere gli ultimi video dal set che vedremo, e di certo è l’ultima scena girata per l’ultimo film della saga di Harry Potter.
Vedendo il video è difficile riuscire a captare i momenti salinenti a cui la produzione ha deciso di rimettere mano, ma l’impressione è che Daniel Radcliffe abbia molto meno materiale protesico in viso, e che quindi lo scopo di questi reshoot fosse (anche) di “ringiovanire” gli attori rispetto al materiale girato finora. Di certo c’è che si tratta dell’epilogo finale…
L’idea di realizzare un lungometraggio
su The Legend of Zelda ha
sempre infiammato i cuori dei fan incalliti del videogioco. Adesso
la Imagi Studios, casa di produzione responsabile di
TMNT e di Astro
Boy, ha realizzato per Nintendo un video in CGI
proprio relativo a Link e al mondo di di Zelda, unico resto di un
progetto realmente esistente e poi caduto nel dimenticatoio di
Hollywood.
Grazie a io9 adesso quel video è disponibile in rete e su Youtube. Lo trovate di seguito:
Fonte: comingsoon.net
I Video 360: la porta d’entrata della realtà virtuale. L’evoluzione tecnologica ha modificato negli ultimi 15 anni il nostro modo di comunicare, di scrivere, di leggere, di guardare la “televisione”, di fotografare, di ascoltare musica, di fare quasi ogni cosa nel nostro quotidiano. Quello che però oggi per noi è un’abitudine solo ieri era una novità, un cambiamento, qualcosa che mai avremmo pensato potesse diventare parte integrante delle nostre vite.
Il cambiamento non si ferma
mai e domani probabilmente nascerà un’azienda che in poco tempo
modificherà nuovamente le nostre giornate. Questa è l’idea su cui
si fonda Medievolution, un editoriale che, senza presunzione, vuole
fotografare il presente immaginando come possa essere il
futuro.
Se pensiamo alla realtà virtuale, non possiamo negare che se ne parli da anni, anche se ancora è ben lontana da essere di pubblico dominio (se si esclude l’universo del gaming). Secondo gli analisti di Digi-Capital, nel 2020 il settore del VR/AR varrà 150 miliardi di dollari ma gli investimenti delle aziende sono ancora molto contenuti. Di conseguenza il modo più rapido per avvicinare gli utenti a questo mondo è considerato il video 360, ovvero video a 360 gradi (e le immagini) che fanno vivere allo spettatore un’esperienza immersiva. Dal 2014 è possibile realizzare i video 360 con diverse tipologie di camera ma solo dall’anno scorso Facebook e YouTube hanno annunciato la compatibilità delle due piattaforme con il nuovo formato, rendendolo così noto e fruibile al grande pubblico.
Video 360, la strada
più accessibile verso il VRIl video 360 fino a oggi è stato prevalentemente utilizzato per filmare sport no-limits e paesaggi mozzafiato ma le opportunità del nuovo mezzo sono infinite, anche grazie al continuo sviluppo di occhiali VR sempre più sofisticati e sempre più alla portata del consumatore. Qualcuno ha già sperimentato lo storytelling realizzando dei cortometraggi horror, altri hanno realizzato grandi reportage come il New York Times e qualcun altro ha provato a raccontare eventi o manifestazioni per fare vivere a chi non è presente le emozioni di un red carpet o di un festival.
L’importante è
sperimentare, scoprire dove sia possibile arrivare. Di
recente, infatti, in occasione dell’ultima
Mostra del Cinema di Venezia, La
Biennale ha accettato l’idea di DreamCatchers Entertainment di
realizzare la copertura del festival con i video 360, ovvero
rendere visibili con un’ esperienza immersiva tutti quei luoghi che
ogni appassionato della settima arte sogna di vedere di persona.
Durante i 10 giorni di proiezioni, red carpet, conferenze stampa,
premiazioni, sulla pagina Facebook
ufficiale della Biennale sono stati postati immagini e video
360 per creare un’emozione in più, per provare a comprendere le
potenzialità di questo nuovo mezzo. In conclusione, la Mostra è
stata a tutti gli effetti la prima manifestazione cinematografica a
raccontarsi con la tecnologia 360.
Innovare significa anche sfruttare una tecnologia in campi, settori, situazioni in cui ancora non è stata adottata, per raggiungere un numero sempre più grande di fruitori e trasformarla in uno standard. Il video 360 è la strada più accessibile verso il VR. L’importante è percorrerla.
Sono bastati pochi anni e ruoli all’attrice Victoria Pedretti per affermarsi come uno dei volti più interessanti della televisione statunitense. Grazie ai ruoli che ancora oggi ricopre in alcune celebri serie televisive (Netflix) ha infatti potuto ottenere una grande popolarità, sfoggiando un carisma a cui non si può restare indifferenti. Indicata come una delle nuove regine del genere horror, la Pedretti sembra avere davanti a sé una carriera particolarmente promettente, con molte cose di lei ancora da scoprire.
Ecco 10 cose che non sai di Victoria Pedretti.
1. È nota per alcune serie TV. Il primo grande successo per l’attrice arriva grazie alla serie The Haunting (2018-in corso), comparendo sia nella prima che nella seconda stagione. Nel 2019 ottiene invece il ruolo di Love Quinn nella serie Netflix You, che le permette di ottenere ulteriore popolarità. Nel 2020 ha poi recitato nell’episodio The Cellar della serie Storie incredibili, mentre nel 2021 riprende il suo ruolo nella terza stagione di You.
2. Ha recitato in alcuni noti film. Il debutto cinematografico per l’attrice è arrivato nel 2019 grazie al film candidato agli Oscar C’era una volta… a Hollywood. In questo ha avuto modo di condividere alcune scene con gli attori Leonardo DiCaprio e Brad Pitt. Successivamente ha ricoperto il ruolo di Katherine nel film del 2020 Shirley, dove si è trovata a recitare con Elisabeth Moss e Odessa Young. Nel 2021 ha poi avuto un piccolo ruolo in Star-Crossed: The Film, mentre attualmente è impegnata nelle riprese di Lucky, film drammatico di cui sarà protagonista.
3. Si era presentata per un ruolo diverso. Oggi nota per il ruolo di Love Quinn nella seconda e terza stagione di You, l’attrice si era in realtà presentata per una parte già per la prima stagione. La Pedretti aveva infatti sostenuto un provino per il personaggio di Guinevere Beck, protagonista dei primi episodi della serie. Pur non ottenendo il ruolo, i produttori rimasero particolarmente colpiti da lei. Dopo aver visto dei suoi precedenti lavori e aver notato la chimica sul set con il collega Penn Badgley, decisero di affidarle la parte da protagonista femminile nella stagione successiva.
4. La serie l’ha spinta a riflettere sull’uso dei social network. L’attrice ha raccontato di non aver mai avuto un particolare interesse per i social network, i quali spesso e volentieri diventano strumenti di spionaggio e di invasività nel privato altrui. Recitando nella serie You, inoltre, ha raccontato di aver consolidato questo pensiero, notando di quanto sia facile incappare in persone con scopi poco nobili che tramite i social possono sapere tutto di noi.

5. Ha interpretato personaggi diversi per ogni stagione. Ad oggi composta da due stagioni, la serie The Haunting si è caratterizzata per la sua natura antologica, presentando dunque personaggi e vicende nuove ad ogni stagione. Similmente ad American Horror Story, però, gli attori sono chiamati ad interpretare più personaggi e così è stato anche per la Pedretti. Nella prima stagione l’attrice ha infatti interpretato Nell Crain, uno dei membri più giovani della famiglia e affetta da paralisi del sonno. Nella seconda stagione è invece la protagonista Danielle “Dani” Clayton, un ex insegnante americana trasferitasi a Londra per educare i bambini della famiglia Wingrave.
6. Ha ammesso di essere spaventata dagli horror. Pur recitando nella celebre serie horror presente su Netflix, dove fantasmi ed eventi paranormali si manifestano in ogni episodi, la Pedretti ha raccontato di non essere una grande amante di questo genere. Al contrario, ha dichiarato una certa difficoltà nel guardare film o serie esplicitamente horror. Non è dunque chiaro se l’attrice abbia o meno avuto modo di riversi all’interno di The Haunting, serie per la quale si è inoltre guadagnata l’appellativo di moderna Scream Queens, dato alle icone femminili del genere horror.
7. Ha interpretato una celebre assassina. Come anticipato, il primo film per il cinema in cui la Pedretti ha avuto modo di recitare è stato C’èra una volta… a Hollywood, di Quentin Tarantino. In questo l’attrice ha ricoperto il ruolo di Leslie Van Houten, la celebre assassina membro della “famiglia Manson”. Come noto, questa fu tra i partecipanti all’eccidio di Cielo Drive, svoltosi nell’agosto del 1969. Per prepararsi al ruolo, la Pedretti ha raccontato di aver svolto lunghe ricerche sulla donna, affidandosi però poi principalmente al ritratto fattone da Tarantino.

8. Suo padre è di origini italiane. Pur essendo nata negli Stati Uniti, l’attrice vanta un profondo legame con l’Italia. Suo padre è infatti per tre quarti di origini italiane, come il cognome Pedretti lascia immaginare. L’attrice ha in più occasioni espresso tutto il suo amore per il Bel Paese, dove si reca di tanto in tanto durante le pause tra un set e un altro.
9. Ha un profilo sul noto social network. L’attrice, oggi nota per le serie The Haunting e You, è da poco sbarcata sul social network Instagram. In pochi giorni ha ottenuto ben 1,5 milioni di followers, tra cui attrici del calibro di Zendaya e Chloe Grace Moretz. Ad oggi, però, la Pedretti ha pubblicato un solo post, ovvero il trailer della nuova stagione della serie You. È però lecito aspettarsi che nel tempo l’attrice condividerà molto altro, tenendo aggiornati i suoi fan sulle sue attività e sui suoi progetti.
10. Victoria Pedretti è nata a Filadelfia, in Pennsylvania, Stati Uniti, il 23 marzo del 1995. L’attrice è alta complessivamente 1.65 metri.
Fonte: IMDb
Judi Dench interpreterà la regina Vittoria nel prossimo film diretto da Stephen Frears. Il working title per ora è Vittoria e Abdule i diritti mondiali sono detenuti da Focus Features.
Il film dovrebbe entrare in produzione quest’anno per poi uscire nel 2017. Focus distribuirà il film negli Stati Uniti, mentre la Universal Pictures Intl. nel resto del mondo. Vittoria e Abdul sarà co-finanziato da Focus in collaborazione con BBC Films.
La sceneggiatura è di Lee Hall, basato sul libro di Shrabani Basu, Victoria & Abdul: The True Story of the Queen’s Closest Confidant. Hall è stato nominato all’Oscar per Billy Elliot.
Secondo la stampa Victoria e Abdul racconterà la straordinaria storia vera di un’amicizia inaspettata negli ultimi anni del lungo regno della regina Vittoria. Quando Abdul Karim, un giovane commesso, parte dall’India per partecipare a Giubileo d’Oro della Regina, si trova inaspettatamente a stringere una devota e fedele alleanza con la sovrana, nonostante i tentativi della famiglia reale di distruggere il rapporto. Approfondendo l’amicizia, la regina inizia a vedere con gioa e occhi nuovi il mondo che cambia, recuperando la sua umanità.
Judi Dench interpreterà la regina Vittoria per la seconda volta dopo La mia Regina (Mrs. Brown) del 1997.
Fonte: Variety
Ci sono storie dimenticate, storie piene d’amore e grazia che meritano di essere raccontate ed è così che il grande Stephen Frears, a meno di un anno di distanza dalla sua stonata ma meravigliosa Florence Foster Jenkins, torna ad incantare il suo pubblico con un nuovo piccolo gioiello dal titolo Victoria and Abdul.
Ormai vecchia e affaticata, arrivata agli ultimi anni del suo governo, la Regina Vittoria riceve a corte un ospite inaspettato. Con la conquista dell’India da parte dell’Impero Britannico, ora la monarca inizia a sentire il peso delle troppe responsabilità governative, degli anni che passano, della solitudine e a non sopportare più la vita di palazzo. Ma il suo umore cambia drasticamente quando a corte arriva il misterioso ed esotico Abdul Karim.

Grazie a Frears, la straordinaria Judi Dench torna ad interpretare, dopo ben venti anni, la burbera e triste Regina Vittoria stavolta raccontata dal famoso regista di Le Relazioni Pericolose, sotto una luce diversa. Si parla infatti dei suoi ultimi anni di vita e della sua finora segreta storia d’amicizia e quasi d’amore con un comune ragazzo indiano capitato a corte quasi per sbaglio. Si tratta di una relazione di cui si era persa ogni testimonianza, una storia che Stephen Frears ha finalmente portato allo scoperto.
E’ il 1887 quando la Regina Vittoria (Judi Dench) riceve a corte due ragazzi indiani provenienti dalla città di Adra arrivati in Inghilterra per rendere omaggio alla loro nuova sovrana. Il loro compito è molto semplice: dovranno comparire al cospetto della regina portando in dono un’antica moneta indiana come segno della loro devozione. Ma qualcosa durante la cerimonia va storto e uno sguardo fugace tra Vittoria e il giovane Abdul Karim (Ali Fazal), in barba al protocollo di corte, dà inizio a qualcosa di straordinario e quasi sconveniente. Rapita da quegli occhi magnetici, dall’avvenenza del ragazzo e attratta da quella che sembra una strana complicità, la regina apre le porte della sua corte ad Abdul che si ritrova catapultato in un mondo pieno di splendore e insidie.

Dopo la gloriosa Meryl Streep, interprete della cantante più dolce e stonata del mondo, Stephen Frears chiama a sé un’altra leggenda del cinema, la grande Judi Dench, per il suo nuovo film, Victoria and Abdul, presentato fuori concorso alla 74° Mostra del Cinema di Venezia. Negli anni molte persone hanno definito Frears un regista poco coraggioso, che non ama osare e fedele solo ad un certo tipo di cinema; ebbene, pur non snaturando il suo stile personale, stavolta Frears si spinge un po’ oltre la sua comfort zone e regala al pubblico qualcosa di un tantino differente.
Grazie alla superba sceneggiatura di Lee Hall – sceneggiatore anche del famoso film Billy Elliott -, che ha adattato per il cinema il libro Victoria & Abdul: The True Story of the Queen’s Closest Confidant di Shrabani Basu, il regista imbastisce quella che potremmo definire una commedia in costume che strizza l’occhio al genere del biopic, molto in voga negli ultimi anni. Victoria and Abdul racconta la storia dimenticata di questa strana e, per certi versi, ambigua amicizia tra la regina Vittoria e un umile ragazzo indiano diventato poi suo maestro e confidente. Essendo rimasta vedova molto presto, la sovrana si è trovata a dover gestire il suo regno senza l’appoggio di nessuno e a tenere a bada le sanguisughe di corte sprofondando così in una terribile depressione. Proprio quando si era ormai rassegnata all’idea di morire ed invecchiare da sola rinchiusa in quella gabbia dorata, la regina incontra Abdul, un giovane pieno di energia, entusiasta e sempre disposto a compiacere i suoi desideri: Vittoria è affamata di conoscenza e Abdul è un cantastorie perfetto.

Con estrema grazia e semplicità Stephen Frears racconta la nascita e l’evoluzione di questa bizzarra e dolcissima relazione d’amore, un sentimento puro che guarda al di là del protocollo di corte, degli obblighi politici, delle differenze sociali, razziali e religiose. Anche questo di Frears, come molti altri film già visti quindi a Venezia 74, affronta quindi la difficile tematica dell’intolleranza e lo fa raccontando con ironia la storia di questa improbabile coppia di amici. A conquistare sin dalla prima inquadratura sono la sempre mitica Judi Dench, nei panni di una perfetta regina brontolona, e lo sferzante humor inglese che rende la prima metà del film assolutamente irresistibile. Ma le risate ben presto lasciano il posto all’amarezza, alle lacrime e ad un odio così violento e gratuito da colpire lo spettatore quasi come un pugno nello stomaco; il cambio di registro è graduale ma non per questo meno traumatico e ci accompagna per mano verso un finale commuovente e quasi catartico.
leggi anche: Venezia 74: Suburbicon recensione del film di George Clooney
Diversità e inclusione sembrano essere le parole d’ordine dei prossimi progetti in casa Marvel Studios, e dopo le parole di Kevin Feige, il successo di Black Panther e l’arrivo di Captain Marvel, il primo cinecomic del MCU ad avere come protagonista una supereroina, Victoria Alonso ha ribadito la questione.
E riguardo le voci sul casting di un attore gay per uno dei ruoli protagonisti de Gli Eterni, la produttrice ha spiegato:
“Selezioneremo il miglior cast possibile per l’adattamento degli Eterni, e quando saremo pronti ad annunciarlo vi prometto che lo saprete…”
Fonte: Variety
La dirigente dei Marvel Studios Victoria Alonso ha lasciato lo studio, lo apprendiamo da Variety. È entrata a far parte dei Marvel Studios nel 2005 come vicepresidente esecutivo degli effetti visivi e della post-produzione, nel ruolo di co-produttore dei primi film del Marvel Cinematic Universe come “Iron Man“, “Iron Man 2“, “Thor” e “Captain America: Il primo vendicatore“. Da allora, Alonso ha lavorato come produttore esecutivo in ogni film e programma televisivo del Marvel Cinematic Universe a partire da “The Avengers” del 2012.
Nel 2015, Alonso è stata promossa vicepresidente esecutivo della produzione e nel 2021 è stata nominata presidente de Marvel Studios per quello che riguarda post produzione, VFX e animazione. Nel suo ruolo, ha supervisionato tutta la post-produzione della Marvel, incluso il suo lavoro sugli effetti visivi, che è stato oggetto di ripetute e rumorose critiche da parte dei professionisti di settore.
Più di recente, gli effetti speciali di Ant-Man and the Wasp: Quantumania sono stati presi di mira e le recensioni per il film sono state notevolmente più negative rispetto a quelle riservate ai film precedenti. La terza puntata del franchise di “Ant-Man” ha avuto il suo più grande weekend di apertura di sempre ($ 105 milioni), ma è scesa al di sotto di “Ant-Man” del 2015 e di “Ant-Man and the Wasp” del 2018 al botteghino mondiale. Anche la serie TV dell’anno scorso “She-Hulk: Attorney at Law” ha ricevuto una cattiva accoglienza per l’aspetto dell’eroe verde del titolo tra i devoti fan dell’MCU.
Victoria Alonso ha partecipato a quasi tutti i progetti Marvel Studios e il suo allontanamento dallo studio potrebbe essere il risultato della ricerca di un colpevole per i recenti insuccessi delle produzioni del MCU.
Come molti di voi sapranno di recente abbiamo appreso che Victoria Alonso, presidente di lunga data di Physical, Post Production, VFX e Animation dei Marvel Studios, è stata licenziata dalla sua posizione dopo 17 anni di lavoro con la compagnia. A distanza di settimana però la vicenda si sta delineando come un vero e proprio caso e ulteriori scottanti dettagli stanno emergendo.
La scorsa settimana, THR ha riferito che la Disney aveva deciso di licenziare Victoria Alonso per violazione del contratto, a causa del suo lavoro nel film candidato all’Oscar Argentina, 1985. Tuttavia, l’avvocato di Victoria Alonso, Patty Glaser, ha confutato questa spiegazione con una dichiarazione. “Victoria, una latina gay che ha avuto il coraggio di criticare la Disney, è stata messa a tacere. Poi è stata licenziata quando si è rifiutata di fare qualcosa che riteneva riprovevole”.
Oggi, l’hollywood Report afferma di aver scoperto quale fosse questa richiesta “riprovevole”. Sembra che i dirigenti della Marvel volessero nascondere la vetrina di un negozio in una delle scene di Ant-Man and the Wasp: Quantumania che presentava decorazioni arcobaleno e la parola “Pride”. La società voleva un taglio del film senza quei riferimenti dato che avrebbe dovuto essere rilasciato in Kuwait, dove sono in vigore restizioni anti-LGBTQ. Secondo quanto riferito, Alonso si è rifiutata di apportare le modifiche richieste al montaggio come parte dei suoi doveri di supervisione degli effetti visivi e della post-produzione, costringendo la Marvel a rivolgersi a un fornitore esterno. THR non suggerisce che questo scontro abbia portato direttamente al licenziamento di Alonso, ma la dichiarazione del suo avvocato sembrerebbe indicare che lei è fermamente convinta che sia stata questa la reale causa del suo licenziamento
Victor: La storia segreta del Dottor Frankenstein si presenta fin da subito come un titolo più che fuorviante, poiché, per la prima volta negli oltre cento adattamenti del romanzo gotico di Mary Shelley spalmati in 120 anni di cinema, a essere messo in luce non è né la mostruosa creatura frutto di innesti cadaverici né il folle medico di origini teutoniche, ma quell’Igor per lo più ignorato fin dai tempi di Boris Karloff e parodiato dall’istrionico Marty Feldman nella versione junior di Mel Brooks.
In Victor: La storia segreta del dottor Frankenstein in uno dei tanti squallidi circhi di periferia dell’Inghilterra vittoriana, un giovane gobbo conduce un’esistenza di soprusi e sofferenze, mitigati soltanto dal segreto amore per una graziosa trapezista e un acuto interesse autodidatta per la medicina e l’anatomia. Saranno proprio queste sue doti a permettergli di salvare in extremis la ragazza amata da un potenziale incidente mortale, portandolo all’attenzione del bizzarro dottor Victor Frankenstein, il quale decide subito di prenderlo con sé come collaboratore. Ripulito, educato e con a disposizione un intero laboratorio, il giovane assume l’identità fittizia di Igor Strausman, mettendosi subito al lavoro per aiutare il nuovo compagno in una serie di esperimenti che hanno come obiettivo quello di ridonare artificialmente la vita.
Spremuti fino all’osso i personaggi principali e i possibili intrighi delle narrazioni classiche, il cinema contemporaneo si affida al potere evocativo dei tanti soggetti secondari e misconosciuti che popolano i racconti più o meno noti, cosicché la scelta operata dal regista scozzese Paul McGuigan di svelare l’ipotetica storia mai raccontata del (non veramente) gobbo dietro la mente malata del reanimator londinese appare tutt’altro che malvagia.
Intrecciando con gusto e competenza un’eterogeneità di registri che spaziano dal comico al sentimentale – passando per un sano horror patinato ricreato dalla fotografia di Fabian Wagner –, la sceneggiatura di Max Landis prova a immaginare un alternativo “C’era una volta”, dando vita a una narrazione coerente e – It’s Alive! – godibile e gustosa. Daniel Radcliffe, reduce da un’oscurità professionale degna del perenne cielo plumbeo in CGI che avvolge la Londra dark-gothic del film, trova qui un equilibrio e una capacità recitativa alquanto convincente; il suo Igor (parallelo mostruoso in Do minore della celebre creatura) è il vero perno della narrazione, meno demenziale di quello di Brooks e molto più vicino all’Edward di Burton, così come il dottor Frankenstein di James McAvoy possiede le stesse qualità da mattatore di un Willy Wonka.
Un ottimo prodotto di consumo, immerso in un universo visionario che non disdegna nemmeno sequenze grafiche ispirate al Sherlock Holmes di Guy Ritchie, relegando la creatura alla fine del racconto e lasciando che un’altra storia di sofferenza si dipani davanti a noi.

Ecco un nuovo spot tv e una nuova featurette di Victor – La Storia Segreta del Dott. Frankenstein (Victor Frankenstein) film che vede protagonisti James McAvoy e Daniel Radcliffe nei panni rispettivi del Dottor Victor Frankenstein e del suo assistente Igor.
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La storia è raccontata attraverso il punto di vista di Igor. Offre molti retroscena del passato sull’uomo che era prima di incontrare Victor (Frankenstein). Nella loro relazione c’è una sorta di lotta per determinare chi è il carattere dominante della coppia, ed è questo che distingue questa pellicola dalle altre. Parla della natura della creazione per certi versi. Victor dà a Igor una nuova vita all’inizio del film in modo che lui possa essere visto come una sua creazione e poter rendere così omaggio al suo creatore.
Il film Frankenstein è diretto da Paul McGuigan e vede nel cast oltre all’attore anche James McAvoy e Jessica Brown Findlay. La pellicola si basa su una sceneggiatura scritta da Max Landis e l’uscita del film è prevista per il 17 ottobre 2015.
Dopo le prime foto dal set, è online la prima sinossi ufficiale di Victor Frankenstein, il nuovo film su Frankestein con Daniel Radcliffe (Harry Potter, Giovani ribelli – Kill Your Darlings) e James McAvoy (In Trance, X-Men: Giorni di un futuro passato):
James McAvoy è Victor Von Frankenstein e Daniel Radcliffe intepreta il ruolo di Igor in un unico, mai visto prima intreccio sul classico romanzo di Mary Shelley diciannovesimo secolo. Raccontato dalla prospettiva di Igor, vediamo le origini oscure del travagliato giovane assistente, la sua amicizia redentrice con il giovane studente di medicina Victor Von Frankenstein, e diventiamo testimoni oculari di come Frankenstein è diventato l’uomo e la leggenda che conosciamo oggi.
ìLa sceneggiatura di Victor Frankestein è stata scritta dallo sceneggiatore di Chronicle Max Landis. Il film è diretto da Paul McGuigan, fattosi notare per la regia di alcuni episodi della serie TV di successo Sherlock con Benedict Cumberbatch e Martin Freeman. Oltre a Daniel Radcliffe nel ruolo di Igor e a James McAvoy come Victor Von Frankenstein, sarà presente nel film l’attrice Jessica Brown Findlay, già vista in Downton Abbey nel ruolo diLady Sybil Crawley. Quest’ultima interpreterà il ruolo dell’ “oggetto delle attenzioni di Igor”. Victor Frankestein uscirà nelle sale cinematografiche il 2 ottobre 2015.
Fonte: CBM
È stata pubblicata online una nuova clip di Victor – La Storia Segreta del Dott. Frankenstein (Victor Frankenstein) film che vede protagonisti James McAvoy e Daniel Radcliffe nei panni rispettivi del Dottor Victor Frankenstein e del suo assistente Igor. Ve la mostriamo:
In aggiunta ecco anche un nuovo spot tv, che ci da un assaggio del mostro:
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La storia è raccontata attraverso il punto di vista di Igor. Offre molti retroscena del passato sull’uomo che era prima di incontrare Victor (Frankenstein). Nella loro relazione c’è una sorta di lotta per determinare chi è il carattere dominante della coppia, ed è questo che distingue questa pellicola dalle altre. Parla della natura della creazione per certi versi. Victor dà a Igor una nuova vita all’inizio del film in modo che lui possa essere visto come una sua creazione e poter rendere così omaggio al suo creatore.
Il film Frankenstein è diretto da Paul McGuigan e vede nel cast oltre all’attore anche James McAvoy e Jessica Brown Findlay. La pellicola si basa su una sceneggiatura scritta da Max Landis e l’uscita del film è prevista per il 17 ottobre 2015.
Fonte: CBM
Pubblicato quasi 200 anni fa, Frankenstein di Mary Shelley è stato adattato innumerevoli volte per il grande schermo. L’ultimo tentativo esce proprio quest’anno per la regia di Paul McGuigan (Sherlock). Il regista, al Comic-Con proprio in vista della futura uscita di questo suo ultimo lavoro, ha parlato del film che vede come protagonista James McAvoy nei panni del famoso scienziato e Daniel Radcliffe in quelli del suo assistente Igor. La trama racconta proprio dell’ossessione del dottore che supera i limiti e si trasforma in pazzia.
McGuigan afferma: “Il film si intitola
‘Victor Frankenstein’ perchè riguarda lo scienziato, non il mostro
da lui creato. Si tratta di un approccio originale: il dr.
Frankenstein sarà presentato da un punto di vista inedito, quello
del suo assistente, Igor. Mary Shelley stessa non esplora le
motivazioni che spingono lo scienziato ad agire in quella maniera.
In qualche modo si vedrà come Victor diventa un mostro lui stesso,
perchè la situazione gli sfugge di mano, perchè perde di vista il
motivo delle sue azioni. Le tensioni in gioco la rendono una storia
molto cinematica; ci sarà il mostro e ci saranno gli effetti, ma
sarà una storia di avventura più che gotica e dell’orrore. Si
tratta di un approccio nuovo, fatto da un altro punto di vista, che
indaga il rapporto tra due uomini che creano una nuova vita.
Igor all’inizio è un uomo malridotto, ma Victor lo risolleva:
c’è una scena piuttosto violenta che è metafora di questo
cambiamento. Igor è un personaggio che non viene indagato nel libro
originale ma che è molto interessante, lo riprendono sia
James Whale (Franskestein, 1931)
sia Mel Brooks (Frankenstein
Junior, 1974) a cui mi sono ispirato.”
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Victor Frankenstein sarà nelle sale il 25 novembre. Nel cast anche Jessica Brown Findlay, Andrew Scott e Freddie Fox.
Fonte: Collider
Ecco nuove clip di Victor – La Storia Segreta del Dott. Frankenstein, film che vede protagonisti James McAvoy e Daniel Radcliffe nei panni rispettivi del Dottor Victor Frankenstein e del suo assistente Igor.
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La storia è raccontata attraverso il punto di vista di Igor. Offre molti retroscena del passato sull’uomo che era prima di incontrare Victor (Frankenstein). Nella loro relazione c’è una sorta di lotta per determinare chi è il carattere dominante della coppia, ed è questo che distingue questa pellicola dalle altre. Parla della natura della creazione per certi versi. Victor dà a Igor una nuova vita all’inizio del film in modo che lui possa essere visto come una sua creazione e poter rendere così omaggio al suo creatore.
Il film Frankenstein è diretto da Paul McGuigan e vede nel cast oltre all’attore anche James McAvoy e Jessica Brown Findlay. La pellicola si basa su una sceneggiatura scritta da Max Landis e l’uscita del film è prevista per il 17 ottobre 2015.
Ecco una clip originale di Victor – La Storia Segreta del Dott. Frankenstein in cui il Dottor Frankenstein, interpretato da James McAvoy, dichiara che “la vita è bella” alla sua graziosa ospite.
https://youtu.be/r2trrV6Hg1c
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La storia è raccontata
attraverso il punto di vista di Igor. Offre molti retroscena del
passato sull’uomo che era prima di incontrare Victor
(Frankenstein). Nella loro relazione c’è una sorta di lotta per
determinare chi è il carattere dominante della coppia, ed è
questo che distingue questa pellicola dalle altre. Parla
della natura della creazione per certi versi. Victor dà a Igor
una nuova vita all’inizio del film in modo che lui possa essere
visto come una sua creazione e poter rendere così omaggio al
suo creatore.
Il film Frankenstein è diretto da Paul McGuigan e vede nel cast oltre all’attore anche James McAvoy e Jessica Brown Findlay. La pellicola si basa su una sceneggiatura scritta da Max Landis e l’uscita del film è prevista per il 17 ottobre 2015.
La 20th Century Fox Italia ha diffuso sul suo canale Youtube il trailer italiano ufficiale di Victor – La storia segreta del Dottor Frankenstein, ennesima rivisitazione del romanzo di Mary Shelley con protagonisti James McAvoy nei panni del dottore e Daniel Radcliffe in quelli del suo inquietante assistente, Igor.
Ecco a seguire il trailer:
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La storia è raccontata attraverso il punto di vista di Igor. Offre molti retroscena del passato sull’uomo che era prima di incontrare Victor (Frankenstein). Nella loro relazione c’è una sorta di lotta per determinare chi è il carattere dominante della coppia, ed è questo che distingue questa pellicola dalle altre. Parla della natura della creazione per certi versi. Victor dà a Igor una nuova vita all’inizio del film in modo che lui possa essere visto come una sua creazione e poter rendere così omaggio al suo creatore.
Il film Victor – La
storia segreta del Dottor Frankenstein è diretto
da Paul McGuigan e vede nel cast oltre
all’attore anche James McAvoy
e Jessica Brown Findlay. La
pellicola si basa su una sceneggiatura scritta da Max Landis e
l’uscita del film è prevista per il 17 ottobre
2015.
Ecco un nuovo video promozionale di Victor – La storia segreta del Dottor Frankenstein in cui Daniel Radcliffe parla del suo personaggio, Igor, che qui è reso protagonista e spettatore principale della storia.
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La storia è raccontata attraverso il punto di vista di Igor. Offre molti retroscena del passato sull’uomo che era prima di incontrare Victor (Frankenstein). Nella loro relazione c’è una sorta di lotta per determinare chi è il carattere dominante della coppia, ed è questo che distingue questa pellicola dalle altre. Parla della natura della creazione per certi versi. Victor dà a Igor una nuova vita all’inizio del film in modo che lui possa essere visto come una sua creazione e poter rendere così omaggio al suo creatore.
Il film Victor – La
storia segreta del Dottor Frankenstein è diretto
da Paul McGuigan e vede nel cast oltre
all’attore anche James McAvoy e Jessica
Brown Findlay. La pellicola si basa su una
sceneggiatura scritta da Max Landis e l’uscita del film è
prevista per il 17 ottobre 2015.
Torna Vicomix a Vicenza: fumetti, cosplayer e youtuber invadono il quartiere fieristico
Sabato 1 e domenica 2 aprile alla Fiera di Vicenza l’appuntamento è con Vicomix, la versione 2.0 della tradizionale fiera del fumetto a misura di cosplayer: ne sono attesi oltre 1.000 per un grande raduno. Ospiti i maestri del fumetto italiano: Leo Ortolani, Roberto Bonadimani e Andrea Romoli. Tra le novità 2017 ci sono un’area dedicata ai visori di realtà virtuale, la presenza di youtuber famosi e le Olimpiadi Robotiche tra istituti superiori del territorio. Con un unico ticket d’ingresso il pubblico può visitare anche Expo Elettronica, il grande evento dedicato all’elettronica professionale e di consumo: oltre 250 espositori propongono migliaia di articoli di informatica, piccoli elettrodomestici, telefonia, tablet, home theatre, accessori per videogiochi, illuminazione, ricambi, minuteria e prodotti per l’hobbistica e il fai da te
E’ la versione 2.0 della tradizionale fiera del fumetto, un appuntamento a misura di cosplayer. Sabato 1 e domenica 2 aprile la Fiera di Vicenza apre le porte all’elettronica, all’informatica e agli hobby, dai fumetti fino ai cosplayer e ai videogiochi. Torna Expo Elettronica, che non è sinonimo solo di tecnologia, ma ospita anche Vicomix, oltre 3.000 metri quadrati di mostra mercato rivolta interamente al mondo dei manga e anime – i fumetti del sol Levante – modellini, action figures, fumetti, comix, telefilm, videoghiochi, giochi da tavolo e di ruolo. Vicomix è anche animazione a 360 gradi con un megaschermo sul palco, tornei di videogiochi e di carte collezionabili, ospiti e mostre uniche.
Vicomix abbraccia tutti i gusti, da quelli vintage e tradizionali fino ai protagonisti delle più attuali serie giapponesi. E poi via libera al mondo del Cosplay, con un grande raduno: ad oggi sono oltre 1.000 gli eroi mascherati che hanno confermato la loro partecipazione a Vicomix, ma le adesioni sono in costante aumento: tra gli stand si troveranno maschere di ogni genere, si va da Iron Man a Mazinga, da Final fantasy allo Hobbit e il divertimento, anche per chi guarda, sta nel riconoscimento, nel distinguere un personaggio da un altro dello stessa serie. Quello dei cosplayer è un fenomeno nato in Giappone che consiste nell’indossare un costume che rappresenti un personaggio riconoscibile del mondo dei fumetti. Ma sempre i cosplayer interpretano anche personaggi di videogiochi, band musicali, artisti, giochi di ruolo, film, serie tv e persino pubblicità.
Non potevano mancare tre maestri del fumetto italiano: Leo Ortolani, famosissimo padre di Rat-Man, Roberto Bonadimani, disegnatore principe della fantascienza italiana, Andrea Romoli, che si distingue per la ricchezza dei dettagli dei suoi disegni, nella giornata di sabato (a partire dalle 15) e di domenica (a partire dalle 11) sono a disposizione del pubblico per firmacopie e litografie.
Novità di questa edizione è anche l’area gestita da Tom’s Hardware, la testata giornalistica guru del tech, con diverse postazioni di realtà virtuale per provare una delle esperienze più cool del momento. Qui gli ospiti più attesi sono i Mates, gli youtubers più seguiti del web, che saranno presenti nell’area dedicata sia sabato che domenica: i Mates sono il gruppo youtuber formato da St3pny, Surrealpower, Anima e Vegas che con 4.000.000 di iscritti e 100 milioni di visualizzazioni sono i nuovi idoli dei teenagers, giocatori accaniti e amanti delle sfide di ogni tipo. Con loro c’è anche LaSabriGamer, la gamer piu? famosa di YouTube italia.
Sempre qui, poi, si svolgono le Olimpiadi robotiche, con numerose scuole vicentine in gara: nelle due giornate di manifestazione piccoli robot – interamente programmati da studenti di istituti superiori del territorio – si sfidano in un torneo di calcetto, in una gara di velocità e in un combattimento di sumo.
Con un unico ticket d’ingresso, poi, il pubblico può visitare anche un altro settore tematico: Expo Elettronica, dedicato all’elettronica professionale e di consumo, con migliaia di metri quadrati zeppi di articoli elettronici per l’intrattenimento, la comunicazione e il lavoro, in ufficio e a casa, proposti da oltre 250 espositori provenienti da tutta Italia.
Pc e periferiche, smartphone, tablet, audio e multimedia, lettori e masterizzatori, dvd, decoder digitali e satellitari, videosorveglianza, accessori e materiali di consumo, piccoli elettrodomestici sono solo alcuni dei numerosi prodotti proposti, accanto ad una serie di introvabili’ tra cui componenti, e ricambi per la riparazione. I prezzi sono molto vantaggiosi, con sconti imperdibili rispetto alla normale distribuzione.
Dopo aver inaugurato la propria stagione europea con Match Point, il regista premio Oscar Woody Allen ha continuato a girare film in varie località del vecchio continente come To Rome with Love a Roma e Midnight in Paris a Parigi. Prima di questi, però, nel 2008 è arrivato sul grande schermo Vicky Cristina Barcelona, ambientato nella celebre città spagnola. Qui si svolgono infatti le vicende di due amiche innamoratesi dello stesso uomo, ignare che questi intrattiene ancora una turbolenta relazione con la sua ex moglie. In un crescendo di passioni e situazioni comiche, il film si svela essere uno dei migliori realizzati dal regista negli ultimi anni.
Scritta anni prima e pensata per essere ambientata a San Francisco, la storia venne poi riadattata da Allen al contesto spagnolo in seguito ad un accordo con la casa di produzione MediaPro, situata a Barcellona. Il film venne poi presentato fuori concorso al 61° Festival di Cannes, dove è stato accolto in modo particolarmente positivo dalla critica. Arrivato infine in sala, questo si rivelò uno dei titoli più proficui della filmografia di Allen. A fronte di un budget di circa 16 milioni di dollari, Vicky Cristina Barcelona è infatti arrivato a guadagnare globalmente oltre 96. Ulteriore successo è poi arrivato grazie alla stagione dei premi, dove il film si è affermato come uno dei principali protagonisti.
Prima di cimentarsi in una visione di Vicky Cristina Barcelona, però, è certamente consigliabile approfondire ulteriori dettagli circa la sua trama e il cast di attori che lo compone. Proseguendo qui nella lettura sarà inoltre possibile ritrovare alcune delle frasi più note e belle del film, grazie alle quali si potrà avere un primo contatto con quella che è l’atmosfera del film e il carattere dei suoi personaggi. Infine, si elencheranno le principali piattaforme dove sarà possibile ritrovare il film per una comoda visione in streaming.
Protagoniste del film sono Vicky e Cristina, amiche da sempre e impegnate ora in una vacanza estiva a Barcellona in vista del matrimonio della prima delle due. Le due, pur particolarmente legate l’una all’altra, sono distinte da una totalmente differente visione dell’amore. Vicky è infatti un amante della sicurezza, ricercando questa in uomini che possano offrirle una certa stabilità. Cristina, invece, preferisce il pericolo e le passioni travolgenti, abbandonandosi del tutto ad esse. Nonostante tale differenza, le due verranno entrambe rapite dal fascino del pittore Juan Antonio, carismatico e ricco di interessi. Questi propone alle due di passare con lui il fine settimana, mangiando, visitando luoghi e facendo l’amore.
Cristina accetta da subito con grande entusiasmo, finendo con il convincere infine anche la riluttante amica. Il pittore le introdurrà così ad un vero e proprio viaggio sensoriale, tra odori e sapori della sua terra. Se Cristina è da subito persa nell’amore per l’uomo, Vicky al contrario impiegherà più tempo nel lasciarsi vincere dal fascino di lui. Ciò che le due ancora non sanno, però, è che questi ha in passato avuto una turbolenta relazione con quella che è ora la sua ex moglie, Maria Elena, donna di grande bellezza e altrettanto talentuosa pittrice. Il ritorno improvviso di questa nella vita di Juan Antonio getterà particolare scompiglio in una situazione già di suo affollata e complessa.

Come sempre accade per i film di Allen, i ruoli dei protagonisti sono interpretati da alcuni tra i più celebri interpreti del cinema mondiale. In particolare, il ruolo di Cristina è stato sin da subito scritto pensando all’attrice Scarlett Johansson, musa del regista e qui alla terza collaborazione con Allen. L’attrice si è da subito dichiarata particolarmente entusiasta del progetto, ritrovando diverse somiglianze con il personaggio già interpretato in Match Point. Questo le ha permesso di dar vita a nuove sfumature di una personalità già affrontata. Nel ruolo della sua amica, Vicky, vi è invece l’attrice Rebecca Hall. Le due avevano già recitato insieme per il film The Prestige, e poterono così affidarsi in modo particolare sul legame che già le univa da tempo per dar vita alle due amiche del titolo.
Ad interpretare il tenebroso Juan Antonio, indicato come il vero antagonista del film, è invece il premio Oscar Javier Bardem. L’attore è stato sin dall’inizio la prima scelta di Allen per tale ruolo. Qui egli si trova a recitare anche con sua moglie Penélope Cruz, la quale ricopre il ruolo di Maria Elena. Realmente sposati, i due attori si sono qui trovati nella strana situazione di dover dare vita ad una coppia divorziata. Per le scene che li vedono recitare in spagnolo, i due attori sono stati incoraggiati ad improvvisare quanto più possibile. La Cruz ha in seguito vinto il premio Oscar come miglior attrice non protagonista per la sua interpretazione. L’attrice Patricia Clarkson interpreta invece la zia di Vicky, che ospita le due amiche per il loro soggiorno. Infine, Chris Messina è presente nei panni di Doug, futuro sposo di Vicky.
È possibile vedere o rivedere tale film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Vicky Cristina Barcelona è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Chili Cinema, Infinity, Netflix e Amazon Prime Video. Per vederlo, basterà sottoscrivere un abbonamento generale o noleggiare il singolo film. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si ha soltanto un determinato periodo di tempo entro cui vedere il titolo. Il film sarà inoltre trasmesso in televisione il giorno sabato 6 agosto alle ore 21:10 sul canale TwentySeven.
Un film come Vicky Cristina Barcelona, infine, possiede della frasi davvero indimenticabili che aiutano a riflettere sulle tante sfumature dell’amore. Ecco, dunque, qualche esempio:
Fonte: IMDb
Il film horror di Bryan Bertino, Vicious: I tre doni del male, la spiegazione del finale del film, con Dakota Fanning, si svolge in una notte d’inverno quando una donna anziana (Kathryn Hunter) bussa alla porta di Polly e le chiede un bicchiere d’acqua. La vita di Polly era un disastro e le condizioni della casa in cui viveva riflettevano il suo stato mentale. Il lavello della cucina era pieno di tazze e piatti sporchi. Tutte le piante d’appartamento erano morte. Probabilmente non aveva mai trovato l’energia per riordinare la spaziosa casa che aveva affittato dalla sorella a un prezzo conveniente. Aveva un lavoro che non le bastava per sentirsi soddisfatta.
Il suo capo si aspettava che facesse il doppio turno perché tutti gli altri erano occupati. Aveva iniziato a seguire un corso di ceramica e aveva già pagato le lezioni, ma non si era presentata. Sua sorella Lainie le aveva lasciato un messaggio vocale per ricordarle che doveva andare a prendere la torta di compleanno di sua figlia. La delusione nella sua voce suggeriva che Polly faceva promesse ma faticava a mantenerle. Sua madre le aveva ricordato di stampare il modulo necessario per il colloquio importante del giorno dopo, indicando che forse aveva difficoltà a ricordare le cose e aveva bisogno di continui promemoria.
Polly aveva intenzione di tornare a scuola per completare gli studi; un tempo era una studentessa promettente, un’artista di talento, ma poi era arrivata una fase difficile della sua vita dalla quale si stava ancora riprendendo. Polly era consumata da un senso di insoddisfazione, e una scatola che uno sconosciuto aveva lasciato a casa sua le fece capire quali fossero le cose veramente importanti nella sua vita.
Polly era terrorizzata quando la vecchia signora lasciò una scatola nera e una clessidra a casa sua e le disse che sarebbe morta. Era dispiaciuta di averle trasmesso la maledizione, ma non aveva altra scelta. Aveva dovuto fare cose che non voleva per sopravvivere e credeva che anche Polly avrebbe dovuto fare scelte così difficili. Polly era terrorizzata e chiese chiaramente alla vecchia di andarsene con la sua scatola. Aveva pensato di chiamare la polizia, ma la vecchia l’aveva avvertita di non parlare mai con nessuno della maledizione della scatola. Polly chiamò sua madre e le raccontò l’accaduto, anche se in seguito scopriremo che la donna all’altro capo del telefono non era la madre di Polly, ma gli spiriti maligni che avevano iniziato a perseguitarla. Volevano che lei giocasse, e non le era permesso separarsi dalla scatola.
Doveva mettere dentro la scatola qualcosa che odiava, qualcosa di cui aveva bisogno e qualcosa che amava. Quando ha messo un pacchetto di sigarette nella scatola, questa ha rifiutato di prenderlo. Anche se tutti intorno a lei si aspettavano che smettesse di fumare, non era qualcosa che lei personalmente odiava, anche se avrebbe voluto farlo. Gli spiriti maligni le fecero capire chiaramente che se Polly avesse scelto di non essere onesta con se stessa, avrebbe perso tempo, il che significava anche che la sua vita sarebbe finita bruscamente. È interessante notare che la scatola/gli spiriti maligni la guidavano costantemente e la aiutavano a fare le offerte “giuste”.
Polly tirò fuori la chiave del cassetto dove conservava le foto di suo padre e il crocifisso che lui indossava. Il padre di Polly aveva perso la sua battaglia contro il cancro e lei ricordava come lei e suo padre avessero pregato costantemente per un miracolo fino al giorno della sua morte. Da quel giorno in poi, odiò Dio per averle portato via suo padre, anche se lui era sempre stato un fedele servitore. Quando lasciò cadere il crocifisso nella scatola, il male accettò l’offerta. La scatola costrinse Polly ad affrontare le sue paure più profonde e oscure. Forse non si era mai veramente permessa di esprimere il dolore e la rabbia che aveva provato quando suo padre era morto. A poco a poco, proprio come la vecchia, anche Polly dovette tagliarsi un dito del piede e un dito della mano per offrire alla scatola “qualcosa di cui aveva bisogno”, nella speranza che la clessidra si fermasse. Quando si trattò di offrire “qualcosa che amava”, Polly intuì che gli spiriti maligni volevano che offrisse sua nipote Aly, che amava profondamente. Supplicò la scatola di risparmiare la bambina e, in quello che sembrava essere un mix di illusioni ottiche, gli spiriti maligni convinsero Polly che Lainie e Aly erano morte e che tutto era successo perché lei aveva fallito il compito.
In modo del tutto inaspettato, Polly si svegliò a casa di sua sorella e le vide di nuovo vive. Era sollevata, ma presto si rese conto che l’incubo era lungi dall’essere finito e che gli spiriti maligni avevano ancora il controllo delle sue visioni inaffidabili. Polly offrì una ciocca di capelli di Aly e la scatola la accettò, ma la clessidra non si fermò. Polly non sapeva cosa fare; aveva offerto anche del sangue, ma il timer non si fermava. Il gioco sanguinario spinse Polly a riflettere sulle persone che contavano davvero nella sua vita. Anche se si sentiva una delusione continua e forse aveva anche pensieri suicidi, si rese conto di quanto fosse disposta a fare per le persone che amava. Scelse di infliggere dolore a se stessa piuttosto che offrire i suoi cari per la sua sopravvivenza.

Capì che forse gli spiriti maligni volevano che la scatola fosse passata ad altri e, proprio come la vecchia, anche lei bussò alla porta di una casa a caso. Una giovane donna di nome Tara aprì la porta. Era titubante nel far entrare una sconosciuta in casa sua, ma Polly fu insistente. Anche se Polly si sentiva in colpa per quello che stava per fare, credeva di non avere scelta. Voleva che il timer si fermasse ed era spaventata per sé stessa e per i suoi cari. Sapeva che era ingiusto, ma non era stata lei a iniziare il gioco. Quando spiegò il suo scopo a Tara, la giovane donna rimase sconvolta. Chiese a Polly di andarsene e lei obbedì.
Con grande sorpresa di Polly, la scatola era tornata a casa sua; non aveva ancora finito con Polly. A quanto pare, anche dopo aver passato la scatola, nemmeno la vecchia era stata risparmiata. La scatola le aveva ingannate facendogli credere che la maledizione potesse essere fermata se fosse stata passata ad altri, ma non era vero. La sabbia continuava a scorrere e sia la vecchia che Polly stavano esaurendo il tempo a loro disposizione. La vecchia aveva perso un occhio; anche lei aveva attraversato una fase brutale, cercando di stringere un patto con il diavolo, ma nulla era davvero sufficiente per fermare il gioco.
Così, pensò che forse la scatola voleva Polly e decise di ucciderla. Polly riuscì a sopraffarla e, prima di esalare l’ultimo respiro, la vecchia affermò che era la scatola a scegliere le sue vittime. Non si era semplicemente imbattuta in Polly; la scatola l’aveva guidata lì, proprio come Polly era stata guidata a casa di Tara. La scatola prendeva di mira individui distrutti; gli spiriti conoscevano le loro debolezze e gli ricordavano costantemente i loro fallimenti. La vecchia morì a casa di Polly; si pentì delle misure estreme che aveva preso per salvarsi e alla fine ringraziò Polly, forse perché non aveva la convinzione di uccidersi, anche se sapeva che quel momento sarebbe arrivato non appena fosse entrata in casa di Polly. Alla fine, si rese conto che morire era meglio che rimanere per sempre intrappolata in quel circolo vizioso. La clessidra non si fermò, ma Polly scelse di non ballare al ritmo del diavolo. Con sua grande sorpresa, Polly era viva anche se tecnicamente il tempo era scaduto. L’unico modo per uscire dal circolo vizioso era prendere il controllo della narrazione e non cedere al male. La scatola metteva alla prova fino a che punto una persona era disposta a spingersi e quanto male era disposta a fare per sopravvivere.
Il finale di Vicious: I tre doni del male ha rivelato che Lainie e Aly erano vive. Finché Polly partecipava al gioco del diavolo, le veniva fatto credere che i suoi cari fossero già morti e che lei ne fosse responsabile. Ma quando si è rifiutata di fare del male a se stessa e a chi le stava intorno, il gioco si è interrotto e lei è stata liberata. La casa di Lainie era un po’ in disordine, il che suggerisce che non tutto ciò che Polly aveva vissuto era una bugia; in parte era reale, in una certa misura. Polly era felicissima di vedere Lainie e Aly vive. Era anche sollevata nel vedere la sua vicina portare fuori la spazzatura; aveva pensato di essersi pugnalata a morte la notte precedente, ma chiaramente la loro interazione della notte precedente non era reale. Sembrava che fosse bloccata in un mondo alternativo da cui era impossibile fuggire. Il segno sul viso di Polly e il dito della mano e del piede mancanti suggerivano che i sacrifici che aveva fatto erano molto reali, e non era solo un sogno vivido e traumatico dal quale si era svegliata. L’esperienza, per quanto straziante, permise a Polly di apprezzare la sua vita imperfetta e le persone che la circondavano.
Polly aveva decifrato il codice e sentiva il bisogno di discuterne con Tara. Le aveva rovinato la vita e credeva di esserle debitrice. Le chiese di consegnarle la scatola, ma Tara sembrava non ricordare il loro incontro. Credeva che Polly avesse commesso un errore e, vedendo la reazione confusa di Tara, Polly pensò che fosse davvero così; dopotutto, non poteva fidarsi di nulla di ciò che ricordava della notte precedente. Mentre accendeva una sigaretta durante il finale di Vicious: I tre doni del male, il suo telefono iniziò a vibrare; si chiese se la chiamata fosse del diavolo, ma questa volta rifiutò di rispondere. Non era pronta ad arrendersi e non aveva più paura. Era più in sintonia che mai con chi era e cosa voleva dalla vita.
Vicious rivela alla fine che Tara aveva la scatola e che gli spiriti maligni le avevano ordinato di non fidarsi di nessuno intorno a lei, specialmente di Polly. Tara pensava che Polly l’avrebbe ingannata, come aveva fatto in precedenza. Quindi decise di affrontare la situazione da sola, e chiaramente stava soffrendo. Aveva sacrificato i suoi genitori, si era tagliata le dita, eppure stava lottando per offrire alla scatola “qualcosa che desiderava”. Non vediamo chiaramente cosa abbia messo nella scatola, ma ormai sappiamo che, qualunque cosa avesse fatto, non c’era via di fuga. A meno che non si fosse uccisa, o fosse stata assassinata, o avesse scelto di non fare nulla e aspettare che il peggio passasse. Le condizioni per Tara sembravano essere diverse da quelle di Polly (secondo le tre cose che doveva offrire alla scatola, qualcosa che desiderava non era nella lista), quindi forse il gioco non era lo stesso per tutti; era possibile che fosse modificato in base alle debolezze individuali, ma il risultato era sempre lo stesso. Vicious non offre un finale conclusivo; si ha l’impressione che sempre più persone saranno prese di mira dal diavolo, specialmente quelle mentalmente distrutte. Il gioco metterebbe alla prova i loro limiti e la maggior parte fallirebbe. Poiché la scatola era impossibile da distruggere, sembra non esserci fine. Anche se Polly si è rifiutata di piegarsi alle regole del gioco, ciò non significa che non sarà perseguitata da chiamate inaspettate che le ricorderanno che la stanno ancora osservando. Il film, in un certo senso, può essere interpretato come un commento sulle sfide legate alla gestione dei disturbi mentali. Anche se si impara a conviverci (dando il massimo per far funzionare le cose), arrendersi sembra sempre un’alternativa più facile. Si tende anche a ricorrere all’isolamento e a perdere lentamente se stessi, spesso cedendo alle voci nella propria testa. Il finale di Vicious: I tre doni del male suggerisce che l’unico modo per raggiungere la luce alla fine del tunnel è attraversarlo.