Apparso per la prima volta nel
2000, Final Destination sorprese tutti quanti per
la sua originalità, ma anche per l’adrenalina in grado di
trasmettere con le violente morti dei protagonisti. L’idea alla
base di Final Destination 5 fu un’idea di James
Wong, e inizialmente era destinato a entrare nella serie X-files
come singolo episodio, per poi diventare un prodotto indipendente.
Come purtroppo accade per molti franchise, sull’entusiasmo generato
dal primo capitolo sono stati sfornati dei sequel, uno peggiore
dell’altro, la cui mediocrità è culminata in Final Destination 3D
del 2010.
Tocca a Steven
Quale riportare la serie ai fasti dell’inizio, ripartendo
dal topos caratteristico di tutti gli episodi: un gruppo di ragazzi
(interpretati da Nicholas D’Agosto, Miles Fisher, Emma
Bell, Tony Todd e David Koechener) deve intraprendere un
lungo viaggio in pullman per partecipare a un convegno aziendale.
Una volta bloccati su un ponte in cui si stanno svolgendo dei
lavori, uno di loro fa un sogno premonitore dove tutti i membri del
gruppo restano vittime di un’orribile morte causata
dall’inaspettato crollo del ponte. Grazie a questo segnale i
ragazzi evitano la sciagura e il ponte si sgretola senza di loro,
ma la Morte, che non ama essere ingannata, darà la caccia ai
superstiti fino a quando non porterà a compimento lo schema
originale.
L’incipit di Final
Destination 5 è tra i migliori della serie, tanto da poter
competere con quello del primo capitolo: la scena iniziale, oltre a
vantare un notevole impatto visivo (grazie sopratutto alla location
scelta), trasmette subito allo spettatore il massimo
dell’adrenalina, complice anche un buon uso del 3D. Certo, tutti i
capitoli partivano abbastanza forte per poi scemare verso il
piattume, ma in questo caso è doveroso un plauso a Steven Quale che
riesce a mantenere la tensione alta anche nei momenti successivi:
le morti dei protagonisti, salvo rari casi, colpiscono, virando in
una direzione completamente inaspettata da parte dello spettatore.
Poco male che, in alcuni casi, si sia calcata un po’ la mano
virando al gore, visto che il coinvolgimento emotivo resta
alto e il risultato soddisfacente.
Una nota di merito va anche alla
sceneggiatura di Eric Heisserer: la narrazione
mantiene sempre un buon ritmo, e sopratutto annovera un elemento
nuovo che funge da preludio al colpo di scena finale. Ciò può solo
far piacere, anche perché Heisserer ha lavorato alla sceneggiatura
de
La Cosa, remake dell’omonimo film di Carpenter atteso per
Dicembre. In definitiva, Final Destination 5, pur
non offrendo nulla di nuovo rispetto al passato, funziona bene, ma
sopratutto scaccia via quell’aura di mediocrità di cui la saga si
era rivestita negli ultimi anni.
Final Destination 5
(qui la recensione) rappresenta
un punto di svolta importante all’interno della longeva saga horror
inaugurata nel 2000. Pur rimanendo fedele alla formula che ha
reso iconico il franchise – la fuga impossibile dal destino e le
morti spettacolari orchestrate da una forza invisibile e
inesorabile – questo quinto capitolo introduce alcune variazioni
significative che aggiornano la struttura narrativa e ne ampliano
l’universo concettuale. Diretto da Steven Quale e uscito
nel 2011, il film si distingue per una regia più raffinata e un uso
sapiente del 3D, che intensifica l’impatto visivo delle sequenze
più cruente senza cadere nel mero effetto gratuito.
Dal punto di vista della saga,
Final Destination 5 ha il compito non solo di
rilanciare la serie dopo il
deludente quarto capitolo, ma anche di ricollegarsi con
maggiore coerenza ai temi e al tono dei primi film, in particolare
al capostipite. L’atmosfera torna a essere più cupa e meno giocata
sull’eccesso grottesco, e viene reintrodotto un sottotesto più
profondo legato al senso di colpa, al sacrificio e alla possibilità
(o meno) di ingannare la morte. In questo contesto, il film assume
un valore quasi metanarrativo, che si rivelerà pienamente solo nel
suo atto conclusivo.
Uno degli aspetti più interessanti
di Final Destination 5 è il modo in cui riesce a
sorprendere anche i fan di lunga data, offrendo un finale che
rilegge retroattivamente tutta la vicenda in modo originale e
inatteso. L’evoluzione narrativa si manifesta proprio nel colpo di
scena finale, che getta una nuova luce sull’intera esperienza e sul
posto che questo film occupa nella cronologia della saga. Nei
prossimi paragrafi esploreremo nel dettaglio il significato di
questo epilogo, spiegando in che modo riesce a chiudere un cerchio
tematico e narrativo inaspettato per il pubblico.
Protagonista del film è il giovane
Sam Lawton, il quale mentre si trova in viaggio
con alcuni colleghi di lavoro per un ritiro aziendale ha una
premonizione che annuncia un imminente disastro: il pullman dove si
trova insieme ai colleghi sta per attraversare il ponte di North
Bay, il quale crollerà facendo morire tutte le persone che vi si
trovano sopra. Convinto che si tratti della verità, il ragazzo
cerca di avvertire gli altri della sciagura che sta per accadere.
Sfortunatamente, il collasso del ponte causa la morte della maggior
parte delle persone che vi transitavano. Pochi sono i superstiti, i
quali scopriranno ben presto che la morte non può essere ingannata
e che non tarderà a reclamare ciò che gli spetta.
La spiegazione del finale del
film
Nel finale di Final
Destination 5, i protagonisti Sam e
Molly sembrano dunque essere tra i pochi
sopravvissuti al tragico crollo del ponte, evento che ha dato
inizio alla serie di morti guidate dal “disegno” della Morte. Dopo
aver creduto di aver ingannato il destino grazie a un sacrificio e
a una presunta “sostituzione” della morte, Sam e Molly si imbarcano
su un volo diretto a Parigi, convinti di aver chiuso
definitivamente i conti con la Morte. Ma qui avviene il colpo di
scena decisivo: l’aereo sul quale stanno volando è il volo
180, lo stesso aereo che esplode all’inizio del
primo Final Destination del 2000.
La scena si conclude dunque proprio
con i due protagonisti che assistono con orrore all’espulsione
violenta di Alex Browning, il personaggio
originale del primo film, mentre viene trascinato via dagli agenti
di sicurezza dopo aver avuto la sua premonizione. Poco dopo,
l’aereo esplode in volo, e Sam e Molly – che non hanno in questo
caso avuto alcuna premonizione – muoiono nel disastro. Nell’intera
timeline della saga, questo quinto capitolo si rivela quindi essere
un prequel, posizionato cronologicamente prima del primo film della
saga.
Questa rivelazione sorprende
completamente lo spettatore e si completa nei minuti finali, quando
viene mostrato il funerale di un personaggio secondario,
Nathan, che credeva di aver scampato la morte: un
frammento del carrello dell’aereo precipita infatti sulla sua
testa, chiudendo in modo beffardo e definitivo il cerchio. Egli
muore così schiacciato un attimo dopo essersi reso conto che al suo
dipendente (a cui egli ha indirettamente provocato la morte,
“guadagnando” quindi il suo tempo di vita restante) non rimanevano
altro che pochi giorni a causa di un aneurisma già
diagnosticatogli.
Questo finale ha una doppia funzione
narrativa: da un lato offre una spiegazione coerente della
cronologia interna della saga, ricollegando Final
Destination 5 direttamente al primo film, e dall’altro
sottolinea in modo ancora più esplicito l’ineluttabilità della
morte. L’idea che non ci sia via di fuga, nemmeno attraverso i
sacrifici o le sostituzioni, rafforza il senso di impotenza che
permea tutta la saga. Anche quando i personaggi credono di avere
trovato un modo per spezzare il ciclo, la Morte si rivela sempre un
passo avanti.
Inoltre, il finale rivisita con
efficacia la mitologia della serie, dimostrando che il destino non
può essere riscritto e che ogni tentativo umano di eludere la morte
è destinato al fallimento. Questo colpo di scena ha avuto un
impatto decisivo anche sulla saga nel suo complesso: pur essendo
stato seguito da Final Destination: Bloodlines, il
finale di questo quinto film chiude simbolicamente un ciclo,
riportando la storia alle sue origini. È un atto di chiusura tanto
elegante quanto crudele, che rilegge l’intera saga in chiave
circolare, lasciando intendere che, nell’universo di Final
Destination, ogni inizio è anche una fine.
Nel 2000 al cinema esce il film
Final
Destination, primo capitolo di una pentalogia
che si è imposta come un cult sia per le sue tematiche, legate alla
predestinazione e all’inevitabilità della morte, quanto per diverse
sequenze entrate nell’immaginario collettivo. Diretto da
James Wong, noto anche come regista della serie
X-Files, il film ha conquistato da subito un grande
seguito di fan, che hanno reso tale pellicola sempre più celebre
nel corso degli anni. Quando con l’uscita di The Final Destination
3D, quarto capitolo, la saga sembrava conclusa,
l’arrivo di Final Destination 5 (qui la recensione) è invece
arrivato a rappresentare l’effettiva chiusura di questo
racconto.
Una chiusura che in realtà si
colloca temporalmente prima del primo film, configurandosi dunque
come un vero e proprio prequel della saga. Prodotto dalla Warner
Bros. e girato anch’esso con la tecnologia 3D, il film è uscito al
cinema nel 2011 per la regia di Steven Quale, noto
anche per aver diretto il mockumentary catastrofico Into the Storm. Questo quinto è poi
stato il primo film della serie a ricevere recensioni per lo più
positive. I critici hanno infatti elogiato la trama, le scene (in
particolare quella del ponte), la CGI, le morti, le motivazioni e
il tono dei personaggi, soprattutto rispetto al capitolo
precedente.
Il film si è poi confermato un
successo finanziario ed è il secondo film di maggior incasso della
serie. Un capitolo che i fan della saga non possono perdersi,
specialmente per via di alcune novità qui introdotte. Prima di
intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile
approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo.
Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare
ulteriori dettagli relativi alla trama, al
cast di attori e ai sequel
annunciati. Infine, si elencheranno anche le principali
piattaforme streaming contenenti il film nel
proprio catalogo.
Protagonista del film è il giovane
Sam Lawton, il quale mentre si trova in viaggio
con alcuni colleghi di lavoro per un ritiro aziendale ha una
premonizione che annuncia un imminente disastro: il pullman dove si
trova insieme ai colleghi sta per attraversare il ponte di North
Bay, il quale crollerà facendo morire tutte le persone che vi si
trovano sopra. Convinto che si tratti della verità, il ragazzo
cerca di avvertire gli altri della sciagura che sta per accadere.
Sfortunatamente, il collasso del ponte causa la morte della maggior
parte delle persone che vi transitavano. Pochi sono i superstiti, i
quali scopriranno ben presto che la morte non può essere ingannata
e che non tarderà a reclamare ciò che gli spetta.
Il cast del film
Ad interpretare il protagonista Sam
Lawton vi è l’attore Nicholas D’Agosto, noto per
le serie Master of Sex e Gotham, interpretando in
quest’ultima il ruolo di Harvey Dent. Accanto a lui, nel ruolo di
Molly Harper vi è invece Emma Bell, divenuta
celebre per il ruolo di Amy nella serie The Walking Dead. Altri attori del cast
sono Miles Fisher nei pannidi Peter Straume e
Jacqueline MacInnes Wood in quelli di Olivia
Castle. Quest’ultima è meglio nota per il ruolo di Steffy Forrester
nella soap opera Beautiful. Courtney B.
Vance, attore celebre per film come Caccia a Ottobre
Rosso, Space Cowboys e per la serie E.R – Medici in prima
linea, è qui Jim Block. Completano poi il cast P. J.
Byrne nei panni di Isaac Palmer, David
Koechner in quelli di Dennis Lapman e Tony
Todd come William Bludworth.
Poco prima dell’uscita nelle sale
del quinto capitolo, l’attore Tony Todd ha confermato la possibile
uscita di un sesto ed un settimo capitolo. Ciò, però, sarebbe stato
possibile solo se gli incassi al botteghino del quinto capitolo
fossero stati positivi. Nonostante poi il film si sia
effettivamente affermato come un buon successo economico, tali
sequel non sono stati realizzati. Nel 2019, infine, un nuovo film è
stato infine annunciato, con la promessa che questo rappresenterà
una forte novità all’interno della saga e che sarà un vero e
proprio sequel e non un reboot. Come confermato nell’aprile del
2023, dirigere la pellicola saranno Zach Lipovsky
& Adam B. Stein.
Così, dopo oltre un decennio
dall’uscita di Final Destination 5, la saga è
tornata al cinema nel 2025 con un nuovo capitolo: Final
Destination: Bloodlines. Il film rilancia così il
franchise aggiornandone il concept, pur mantenendo la formula
originale incentrata sulla lotta contro un destino inesorabile. La
novità introdotta dal film è infatti un ribaltamento delle “regole
del gioco”: stavolta, i protagonisti scoprono che la Morte può
essere evitata solo affrontando e accettando un legame misterioso
con eventi del passato, legati a una “linea di sangue” che collega
le vittime a un ciclo più antico e oscuro.
Il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
In attesa di poter vedere questo
sequel, è possibile fruire del film grazie alla sua presenza su
alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in
rete. Final Destination 5 è infatti disponibile
nei cataloghi di Apple iTunes, Prime Video e Tim Vision.
Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento,
basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento
generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al
meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel
palinsesto televisivo di martedì 19 luglio alle
ore 21:15 sul canale Italia
2.
Nel 2000 al cinema esce il film
Final
Destination, primo capitolo di una
pentalogia che si è imposta come un cult sia per le sue tematiche,
legate alla predestinazione e all’inevitabilità della morte, quanto
per diverse sequenze entrate nell’immaginario collettivo. Diretto
da James Wong, noto anche come regista della serie
X-Files, il film ha conquistato da subito un grande
seguito di fan, che hanno reso tale pellicola sempre più celebre
nel corso degli anni. Dopo un primo sequel nel 2003, nel 2006 viene
realizzato Final Destination 3,
nuovamente diretto da Wong dopo che questi aveva rinunciato alla
regia del secondo film.
Lo schema di questo terzo capitolo è
grossomodo il medesimo di quello dei precedenti film. A differenza
di Final Destination 2, il quale era un sequel diretto del
primo film, questo terzo lungometraggio è stato concepito come un
film a sé stante, con nuovi personaggi e nuove dinamiche. Quanto
avviene è comunque ambientato nello stesso universo narrativo,
poiché per Wong era affascinante pensare che ciò che accade ai
protagonisti del primo film potrebbe accadere a chiunque, fornendo
dunque numerose storie e punti di vista da poter raccontare. Allo
stesso tempo, nel nuovo film subentra il tema del controllo, con i
protagonisti alla disperata ricerca di poter controllare ed evitare
la propria morte.
Come i precedenti due film, anche
questo si è affermato come un grandissimo successo, con un incasso
di 120 milioni di dollari a fronte di un budget di 25. Ancora oggi
Final Destination 3 è indicato come uno dei capitoli più
affascinanti della saga. Prima di intraprendere una visione del
film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle
principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella
lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi alla trama e al cast di
attori. Infine, si elencheranno anche le principali
piattaforme streaming contenenti il film nel
proprio catalogo.
Final Destination 3: la
trama del film
Il film ha per protagonista
l’adolescente WendyChristensen,
la quale per festeggiare l’ultimo anno di liceo organizza un’uscita
al luna park con un gruppo di suoi amici. La prima attrazione che
decidono di provare è naturalmente quella delle montagne russe.
Proprio poco prima di salirvi sopra, però, Wendy ha una terribile
visione premonitrice dove vede il trenino deragliare dai binari e
uccidere tutti quelli che vi sono sopra. Terrorizzata, Wendy cerca
di convincere i suoi amici a non salire, ma solo alcuni di loro le
daranno retta, tra cui Kevin,
Ian, Ashley, Ashlyn
Frankie, Lewis ed
Erin.
Quanti hanno invece deciso di
rimanere sulla giostra andranno realmente incontro alla tragica
fine prevista dalla ragazza. Coloro che si sono salvati si
convincono dunque di aver fregato la morte, senza sapere che questa
non mancherà di ottenere ciò che gli spetta. Ad uno ad uno tutti i
ragazzi che sarebbero dovuti morire si trovano ad essere
perseguitati dalla Morte e non sembra esserci speranza alcuna di
poter impedire che le cose vadano come devono andare. Wendy,
tuttavia, scopre che in alcune foto scattate la sera prima
dell’incidente sono contenuti indizi su come i suoi amici rischiano
di morire. Grazie a questi elementi, farà di tutto per salvare loro
la vita.
Final Destination 3: il
cast del film
Nel dar vita al cast di protagonisti
del film, gli autori si sono concentrati sul ricercare attori
grossomodo sconosciuti con il quale fosse possibile sviluppare un
legame, ma che avessero allo stesso tempo anche un carisma tale che
gli permettesse di affermarsi come eroi credibili. Per la parte di
Wendy, la ragazza protagonista, è dunque stata scelta Mary Elizabeth
Winstead, qui in uno dei suoi primi ruoli da
protagonista. L’attrice aveva già sostenuto un provino per
Final Destination 2, senza però vincerlo. Per questo terzo
film fu invece scelta grazie alla convincente dimostrazione di
saper dar vita a tutte le emozioni previste per il personaggio.
Il personaggio di Kevin, amico di
Wendy, è invece interpretato da Ryan Merriman,
noto anche per gli horror Halloween – La resurrezione e
The Ring 2. Kris Lemche ed Alex
Johnson interpretano rispettivamente Ian e Erin. La
Johnson, in realtà, si era inizialmente proposta per il ruolo di
Julie, la sorella di Wendy. Ad ottenere questo personaggio è però
stata Amanda Crew, la quale si era invece proposta
per il ruolo di Erin. Completano il cast Jesse
Moss nei panni di Jason, il ragazzo di Wendy,
Texas Battle in quelli dello sportivo Lewis e
Chelan Simmons in quelli di Ashley.
Crystal Lowe, infine, interpreta Ashlyn.
Final Destination 3: il
trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire del film grazie
alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Final Destination
3 è infatti disponibile nei cataloghi di
Infinity e Amazon Prime Video. Per vederlo, una
volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il
singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così
modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità
video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un
dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è
inoltre presente nel palinsesto televisivo di martedì 5
luglio alle ore 21:15 sul canale
Italia 2.
Final Destination
2, uscito nel 2003 e diretto da David
R. Ellis, rappresenta uno dei casi più emblematici di
come un sequel possa espandere efficacemente un concept narrativo
già ben definito. Rispetto al
primo film, questo secondo capitolo alza la posta in gioco sia
a livello visivo che tematico, portando avanti l’idea del destino
inevitabile con maggiore audacia e una regia più spettacolare. Il
tono è più dinamico, il ritmo più serrato, e le sequenze legate
alla “morte che reclama ciò che le è sfuggito” diventano ancora più
elaborate e memorabili. Non si tratta solo di replicare un
successo, ma di evolverne le potenzialità, dimostrando come la
tensione e l’orrore possano trovare nuova linfa in un contesto già
collaudato.
All’interno della saga,
Final Destination 2 occupa dunque un posto
centrale e significativo. È il film che consolida davvero le regole
del gioco, introduce una mitologia più strutturata e offre
chiarimenti fondamentali su come la Morte agisce e su cosa i
personaggi possono fare per cercare di sfuggirle. È proprio in
questo capitolo che la narrazione inizia a diventare più
serializzata, aprendo la strada a collegamenti più stretti tra i
film successivi e creando una sorta di “universo condiviso” in cui
ogni evento passato può avere ripercussioni future. In questo
senso, il film non è soltanto un seguito, ma un vero e proprio
punto di snodo per l’intera serie.
Uno degli aspetti più affascinanti
di Final Destination 2 è poi il modo in
cui il suo finale riesce a essere tanto scioccante quanto coerente
con le regole dell’universo creato dal franchise, riuscendo anche a
giocare con le aspettative dello spettatore, sorprendendolo ma allo
stesso tempo rispettando la logica interna della storia. Nei
prossimi paragrafi, analizzeremo a fondo proprio il significato e
la costruzione del finale, cercando di comprenderne le implicazioni
più profonde e il modo in cui si ricollega ai temi portanti della
saga.
Un anno dopo il disastro del volo
180, Kimberly Corman sta per partire con gli amici
per una vacanza in Florida. Durante il tragitto in autostrada, ha
una terrificante visione: un gigantesco incidente a catena causato
dal distacco di un tronco da un camion provoca la morte di numerose
persone, tra cui lei stessa. Sconvolta, ferma la sua auto bloccando
il traffico, impedendo ad altri veicoli di immettersi
sull’autostrada. Poco dopo, l’incidente si verifica realmente,
esattamente come nella premonizione, e Kimberly si rende conto di
aver appena salvato delle vite. Tuttavia, la sua vittoria è solo
temporanea.
Poco a poco, infatti, le persone
sopravvissute all’incidente iniziano a morire in circostanze
inspiegabili, seguendo un ordine preciso. Convinta che la Morte
stia cercando di sistemare le cose, Kimberly si rivolge a
Clear Rivers, unica superstite dell’incidente
aereo del volo 180, che vive rinchiusa in una clinica psichiatrica
per sfuggire al suo destino. Insieme, tentano di comprendere e
infrangere il disegno letale della Morte. Scoprono che tutti i
superstiti dell’autostrada erano legati indirettamente a chi era
coinvolto nel volo 180 e che forse solo una “nuova vita” potrebbe
spezzare il ciclo mortale. Mentre la Morte continua a colpire,
Kimberly dovrà affrontare sacrifici estremi per tentare di
sovvertire le sue regole.
La spiegazione del finale del
film
Nel finale di Final
Destination 2, Kimberly, convinta di poter interrompere la
catena della morte, si getta in un lago con la propria auto nel
tentativo estremo di “morire” e quindi ingannare il disegno della
Morte. Viene però salvata all’ultimo momento dal
dottor Kalarjian, che la rianima con un massaggio cardiaco e
le restituisce la vita. Questo gesto, almeno in apparenza, dovrebbe
segnare la fine del ciclo fatale: Kimberly è tecnicamente “morta” e
poi è “resuscitata”, riuscendo così a sfuggire al proprio destino.
Il film si chiude quindi con una scena apparentemente più leggera,
in cui Kimberly e Burke vengono invitati a un barbecue dalla
famiglia Gibbons.
Uno dei membri di questa,
Brian, sembra essere scampato alla morte grazie
all’intervento di Rory, che lo aveva salvato da
un’esplosione. Kimberly capisce subito cosa questo vuol dire, ma
prima che possa intervenire in alcun modo, il ragazzo salta in aria
a causa dell’esplosione di una griglia. Una morte che lascia
ovviamente i presenti sconvolti. Questo momento finale, breve ma
scioccante, dimostra che la Morte non si può sconfiggere, ha
semplicemente rinviato la sua pretesa e che nessun intervento umano
è davvero definitivo.
La scena non solo rafforza l’idea
che la Morte abbia un piano ben preciso, ma anche che il tentativo
di “rompere la catena” potrebbe essere solo un’illusione
temporanea. Il significato profondo di questo finale è duplice. Da
un lato, illude i personaggi e lo spettatore che ci sia un
controllo possibile sul destino, suggerendo che con sacrifici e
strategie si possa ingannare la Morte. Dall’altro, con la morte
improvvisa di Brian, il film ribadisce brutalmente la regola
fondante dell’intera saga: nessuno sfugge davvero. Anche i
tentativi più audaci di sovvertire l’ordine naturale vengono
inesorabilmente annullati.
La tensione costante tra libero
arbitrio e predestinazione, già presente nel primo film, viene
quindi qui portata a un nuovo livello di complessità. Questo finale
imposta le basi per i capitoli successivi della saga. Da qui in
avanti, i personaggi cercheranno non solo di evitare la Morte, ma
di decifrare le regole con cui essa opera, esplorando nuovi
stratagemmi e interpretazioni del “disegno” fatale. Il sacrificio,
l’ordine inverso della morte, e il concetto di “salto” nella catena
diventano temi centrali nei film successivi, rendendo Final
Destination 2 non solo un sequel riuscito, ma un punto di
svolta narrativo nell’evoluzione del franchise.
Deve essere piuttosto spiacevole
per un attore essere “tagliato via” in fase di montaggio. Capita
spesso, in verità, che attori anche molto famosi partecipino a
produzioni importanti, per poi non comparire nel final cut
cinematografico.
Terrence Malick è
molto noto a Hollywood per la sua indiscriminata abitudine a “fare
fuori” i suoi attori, ma i casi in questione sono molti e vari.
In un momento in cui
l’attenzione alle tematiche ambientali è sempre più al centro di
dibattiti politici e sociali, Eli Roth (Il
giustiziere della notte – Death Wish,
Il mistero della casa del tempo), regista, attore e
produttore statunitense, presenta Fin: la Mattanza degli
Squali, documentario di cui firma la regia e tra i più
attesi a livello mondiale, che arriva in esclusiva su
discovery+ dal 18 luglio. Il prossimo 24 luglio,
inoltre, l’ambizioso progetto sarà premiato con l’Ischia – Docu
Award nell’ambito del 19^ Ischia Global Film & Music Festival,
nell’edizione dedicata al mare e all’ambiente.
Più di 100.000.000 squali
vengono uccisi ogni anno in tutto il mondo, in gran parte a causa
dello spinnamento, una pratica che consiste nella rimozione della
loro parte più pregiata, le pinne, utilizzate per produrre la zuppa
di pinne di squalo, specialità della cucina cinese. Parte da qui il
viaggio di Eli Roth, che, con il supporto di scienziati, attivisti
e ricercatori, viaggia tra Messico, Hong Kong, Liberia, Stati Uniti
e Caraibi per documentare cosa si nasconde dietro l’assassinio di
milioni di squali e denunciare l’operato delle organizzazioni
criminali responsabili della loro decimazione.
Il progetto coinvolge due
produttori esecutivi d’eccezione, che hanno sposato appieno la
causa di Roth: il premio Oscar
Leonardo DiCaprio, attivista e ambientalista da anni
impegnato nella lotta al “climate change” e, l’attrice produttrice
e attivista
Nina Dobrev (The
Vampire Diaries).
“FIN è il
lungometraggio più spaventoso che io abbia mai realizzato. È
sicuramente anche il più pericoloso, ma volevo lanciare un
messaggio di speranza per porre fine all’ingiustificato massacro
degli squali, che hanno un ruolo fondamentale nel mantenere in
equilibrio gli oceani e meritano tutto il nostro rispetto”, ha
dichiarato Eli Roth. “Volevo affrontare il
problema della caccia agli squali in tutte le sue sfaccettature e
sono sicuro che, con il supporto di una campagna d’azione
organizzata, saremo in grado di attuare i cambi necessari per
proteggere queste creature” continua il regista
“Cinquant’anni fa il mondo si è unito per salvare le balene,i
delfini, e le orche. È arrivato il momento di fare lo stesso per
gli squali”. E sulla squadra di lavoro conclude “È un
onore per me collaborare con Leonardo DiCaprio e presentare questo
speciale al pubblico di discovery+”.
Fin: la Mattanza
degli Squali è scritto e diretto da Eli
Roth, prodotto da Lionsgate e Pilgrim Media Group in
associazione con Appian Away Productions. Il documentario è stato
realizzato con il supporto di organizzazioni non profit come Oceana
(a tutela degli oceani) Sea Shepherd (a salvaguardia della fauna
ittica e degli ambienti marini) e Wild Aid (per la lotta al
commercio illegale di specie selvatiche).
Magnolia Picture & Magnet Releasing
hanno pubblicato online, tramite il canale Youtube, uno spot e una
featurette di Filth, adattamento
cinematografico del romanzo del 1998 Il Lercio, scritto
da Irvine Welsh, lo stesso scrittore di
Trainspotting e Porno. Protagonista James McAvoy.
Trama:
Con l’avvicinarsi delle vacanze
natalizie, Bruce Robertson (James McAvoy), sergente della polizia
misantropo, tossicodipendente e amante del sesso in tutte le sue
forme, è incaricato di stanare il responsabile di un omicidio. Da
sempre più interessato a prendersi gioco dei colleghi che non
all’effettivo lavoro, Bruce ha però in mente altri problemi da
risolvere e a cui dedicarsi, come ad esempio la ricerca spasmodica
di alcuni spacciatori di ecstasy, la progettazione di un viaggio a
luci rosse per i locali di Amsterdam, la risoluzione dei mille
dissidi legati alla sua sporca vita sentimentale ormai alla totale
deriva e, non ultimo, il peggioramento della sua salute
mentale.
Filth è
diretto da Jon S. Baird e uscirà a
settembre in Gran Bretagna distribuito da Lionsgate. Nel cast ci
sonoJames McAvoy, Jamie Bell, Jim Broadbemnt, Alan
Cumming e Imogen Poots.
Adattare un romanzo per il grande
schermo è spesso un’operazione complessa e a doppio taglio, che può
rivelarsi un clamoroso successo come un prevedibile insuccesso di
pubblico e critica: il confronto tra l’originale cartaceo e la
versione di celluloide si delinea, con prepotenza, nella mente
dello spettatore. In alcuni casi è, però, sorprendentemente la
seconda versione a vincere l’ipotetico match: vedere alla voce
Filth, pellicola di Jon S.
Baird uscita nel 2013 e mai distribuita in Italia, che è
un adattamento del romanzo cult Il Lercio
firmato nel 1998 da Irvin Welsh, autore di un
altro capolavoro immortale e politicamente scorretto come
Trainspotting.
Il protagonista e mattatore
assoluto della scena è il sergente Bruce “Robbo” Robertson
(James
McAvoy), il lercio del titolo appunto, ribattezzato
così per via delle nefandezze di cui è capace: un concentrato dei
peggiori mali che si possano annidare nell’anima di ognuno di noi,
scorretto, blasfemo, razzista, omofobo, sessista, egoista e amante
di tutti i piaceri della vita- dal sesso, ai soldi, alla coca fino
alle donne – Robbo vive la sua deragliata esistenza nella speranza
di ottenere, ad ogni costo, la tanto agognata promozione
all’interno del dipartimento: per ottenerla è disposto a tutto,
cercando di sbaragliare la concorrenza dei suoi colleghi fino a
complicare le indagini per l’omicidio di un ragazzo giapponese, in
una sfida personale senza esclusione di colpi che lo dovrebbe
riportare ad occupare, di nuovo, un prestigioso ruolo sociale e a
riconquistare l’affetto della moglie Carole e della figlia,
Stacey.
Baird riesce nell’impossibile: non
solo porta sul grande schermo un romanzo complesso basato su
molteplici focalizzazioni, ma addirittura lo migliora di gran
lunga, come ha dichiarato entusiasta lo stesso Welsh.
Filth è
un film sorprendente, che pur avendo come protagonista un
personaggio palesemente detestabile, scorretto, cinico e a tratti
disgustoso, riesce a creare comunque un’innata empatia con lo
spettatore, forse per via delle sue debolezze che lo rendono, ai
nostri occhi “umano troppo umano”, citando Nietzsche: ci si
crogiola con piacere nei piccoli “orrori” quotidiani di cui è
capace, apprezzando il suo sprezzante senso dell’umorismo e il suo
cinico disincanto nei confronti della realtà.
Nel libro il barlume d’umanità
insito nel cuore di tenebra di Robbo è affidato alla voce narrante
della tenia, il parassita che vive annidato nel suo intestino; qui
invece tutto viene affidato alla splendida sceneggiatura dai
dialoghi taglianti e all’interpretazione strabiliante di James McAvoy, capace di rendere semplicemente
irresistibile un personaggio odioso fin dal principio, in realtà
un’anima dannata che cerca una buona occasione per redimersi dopo
essersi lanciato, a folle velocità, in una implacabile discesa
all’inferno senza possibilità di ritorno.
James McAvoy è recentemente entrato in
contatto con le sue radici scozzesi, recitando a teatro nel celebre
Macbeth di Shakespeare, ma subito dopo è volato diritto a Glasgow
per partecipare alla premiere del nuovo film Filth,
violento ed allucinato action-thriller in cui incarna un
ipercinetico tossicodipendente uscito direttamente dal famoso
racconto dello scrittore Irvine Welsh. Dal primo trailer che
proponiamo qui sotto, è chiaro come McAvoy si sia trovato dinnanzi
ad una prova attoriale veramente sopra alle righe.
La trama vede un poliziotto
corrotto determinato a ottenere una promozione e perciò disposto a
fare tutto il possibile per fermare il proprio rivale Ray Lennox
(Jamie Bell) e gli altri suoi colleghi. Tutto ciò ovviamente
nelle pause tra una sniffata di cocaina e una notte brava al sapore
di alcool. Il film è interpretato anche da Eddie Marsan, Jim
Broadbent, Joanne Froggatt, Shirley Henderson, Kate Dickie e
Imogen Poots, ed è diretto e adattato da Jon S.
Baird.
Ecco un trailer red band di
Filth, adattamento cinematografico del
romanzo del 1998 Il Lercio, scritto da Irvine
Welsh, lo stesso scrittore dietro a Trainspotting e Porno.
Protagonista incontrastato della storia è James McAvoy in una veste inedita!
Con l’avvicinarsi delle
vacanze natalizie, Bruce Robertson (James McAvoy), sergente della
polizia misantropo, tossicodipendente e amante del sesso in tutte
le sue forme, è incaricato di stanare il responsabile di un
omicidio. Da sempre più interessato a prendersi gioco dei colleghi
che non all’effettivo lavoro, Bruce ha però in mente altri problemi
da risolvere e a cui dedicarsi, come ad esempio la ricerca
spasmodica di alcuni spacciatori di ecstasy, la progettazione di un
viaggio a luci rosse per i locali di Amsterdam, la risoluzione dei
mille dissidi legati alla sua sporca vita sentimentale ormai alla
totale deriva e, non ultimo, il peggioramento della sua salute
mentale.
Il film è diretto da Jon S.
Baird e uscirà a settembre in Gran Bretagna distribuito da
Lionsgate. Nel cast ci sono James McAvoy, Jamie Bell, Jim
Broadbemnt, Alan Cumming e Imogen
Poots.
Ecco il primo trailer
di Filth, adattamento cinematografico del
romanzo del 1998 Il Lercio, scritto da Irvine
Welsh, lo stesso scrittore dietro a Trainspotting e
Porno.
Filth
trailer :
Ecco il poster del film in cui il protagonista McAvoy cavalca un
maiale:
Con l’avvicinarsi delle vacanze
natalizie, Bruce Robertson (James McAvoy), sergente della polizia
misantropo, tossicodipendente e amante del sesso in tutte le sue
forme, è incaricato di stanare il responsabile di un omicidio. Da
sempre più interessato a prendersi gioco dei colleghi che non
all’effettivo lavoro, Bruce ha però in mente altri problemi da
risolvere e a cui dedicarsi, come ad esempio la ricerca spasmodica
di alcuni spacciatori di ecstasy, la progettazione di un viaggio a
luci rosse per i locali di Amsterdam, la risoluzione dei mille
dissidi legati alla sua sporca vita sentimentale ormai alla totale
deriva e, non ultimo, il peggioramento della sua salute
mentale.
Il film è diretto da Jon S.
Baird e uscirà a settembre in Gran Bretagna distribuito da
Lionsgate. Nel cast ci sono James McAvoy, Jamie Bell, Jim
Broadbemnt, Alan Cumming e Imogen
Poots.
Il secondo week end di Filmmaker International
Film Festival prende il via venerdì 5 dicembre alle
16.00 allo Spazio Oberdan con la proiezione di Rock Soup di Lech
Kowalski. Girato in soli cinque giorni in un ruvido bianco e nero
ispirato alle documentazioni fotografiche della Grande Depressione,
il film racconta l’esperienza di un centro di accoglienza per
homeless allestito nell’estate del 1989 a Tompkins Square, Lower
East Side, New York. A pochi passi dai luoghi in cui è esploso il
punk americano, si cucinano cibi con gli scarti dei ristoranti ma
le autorità minacciano di smantellare tutto e la popolazione
insorge.
Segue, alle 18.00, l’omaggio a Harun Farocki (1944 – 2014) con la
proiezione di Zum Vergleich (In Comparison), film che, attraverso
l’analisi delle diverse modalità di produzione dei mattoni,
articola una riflessione più ampia sulla posizione dell’uomo
all’interno della società capitalistica.
Alle 20.00 è in programma, per il Concorso, Ma’a al-Fidda (Silvered
Water, Syria Self-Portrait) di Ossama Mohammed e Wiam Simav
Bedirxan, indagine a due voci sulla rappresentazione della guerra
in Siria attraverso i filmati caricati ogni giorno in rete.
Chiude la serata Lech Kowalski con D.O.A. (A rite of passage).
Canto funebre del fenomeno punk, il documentario segue i Sex
Pistols nel breve tour americano. La band è in procinto di
sciogliersi, qualche mese dopo Sid Vicious verrà accusato
dell’omicidio della compagna Nancy Spungen e morirà poi di
overdose. Con D.O.A. Kowalski si impone all’attenzione del pubblico
con un’opera folgorante e immediatamente di culto.
Parallelamente alla programmazione dello Spazio Oberdan, il Cinema
Arcobaleno propone due film della sezione Prospettive: Hyperion di
Maria Giovanna Cicciari e Giano di Francesco Dongiovanni. Entrambi
gli autori saranno presenti in sala.
La serata di venerdì si conclude al MONO (via Lecco 6) con dj-set
gratuito per gli abbonati di Filmmaker.
Sabato 6 dicembre il primo appuntamento è alle 14.30 allo Spazio
Oberdan con L’occhio selvaggio di Paolo Cavara, un classico da
recuperare, appena restaurato dalla Cineteca Nazionale di Roma. Il
film è presentato da Alberto Pezzotta.
Alle 17.00, per la retrospettiva Lech Kowalski, il documentario On
Hitler’s Highway. Il regista percorre la più antica autostrada
europea costruita da Hitler per facilitare l’invasione dell’Est
Europa. Lungo il viaggio incontra un’umanità derelitta e non
riconciliata.
A seguire, alle 20.00 in Concorso, In Sarmatien (In Sarmatia) di
Volker Koepp. La Sarmatia è nota, fin dagli antichi Greci, come una
terra mitica, posta ai confini del mondo conosciuto. Oggi continua
a essere una zona poco raccontata in cui si intrecciano i desideri
di tradizioni diverse. Alla proiezione sarà presente il
regista.
Alle 22.00, Fuori Concorso, Cavalo Dinhero (Horse Money) di Pedro
Costa.
Al Cinema Arcobaleno, per la sezione Prospettive, sono in programma
a partire dalle 19.30 Tyndall di Fatima Bianchi e L’albero di
trasmissione di Fabrizio Bellomo. Entrambi gli autori saranno
presenti in sala.
Per tutto il week end prosegue l’installazione San Siro di Yuri
Ancarani alla GAM Galleria d’Arte Moderna.
Si è chiusa ieri sera, lunedì 8
dicembre, con un bilancio molto positivo il Filmmaker
Festival 2014. 108 i titoli presentati, 62 gli ospiti
intervenuti, due le masterclass organizzate per un pubblico attento
e numeroso che ha totalizzato circa 7000 presenze distribuite tra i
cinema Arcobaleno, Palestrina, Oberdan e la Galleria d’Arte Moderna
per l’installazione San Siro di Yuri Ancarani. Varie proiezioni
hanno registrato il tutto esaurito in un’atmosfera di entuasiasmo e
partecipazione.
Molto significativo il riscontro della giornata Industry
organizzata in collaborazione con il Milano Film Network, cui hanno
partecipato i principali produttori indipendenti del cinema
italiano.
I premi:
A “Les Tourmentes” di Pierre-Yves Vandeweer (Belgio/Francia,
2014) è assegnato all’unanimità il primo premio del concorso di
Filmmaker Festival, del valore di 3.000 euro, dalla giuria composta
da Massimo D’Anolfi e Martina Parenti (registi), Filippo Mazzarella
(critico cinematografico), Anna Milani (sindacalista), Tommaso
Pincio (scrittore), Giovanni Spagnoletti (docente
universitario).
“Una rappresentazione potente e visionaria della condizione umana
in termini di smarrimento attraverso un esemplare slittamento del
suono rispetto all’immagine”.
Il secondo premio, del valore di 1.250 euro, viene assegnato a
maggioranza a “Sobre la Marxa (The Creator of the Jungle)” di Jordi
Morato (Spagna, 2014): “una riflessione sul senso più profondo
dell’arte, dove il puro gioco diventa un’irrinunciabile esperienza
di crescita e continuo confronto con l’ambiente”.
Assegna una menzione speciale a “Ma’a Al-Fidda (Silvered Water,
Syria Self-Portrait)” di Ossama Mohammed e Wian Simav Berdirxan
(Siria/Francia 2014): “per la capacità di scardinare le certezze
dello spettatore attraverso un’opera di forte impatto emotivo e
politico, dimostrando al contempo una profonda consepevolezza nel
dare forma e senso a immagini accessibili a tutti”.
Inoltre il Premio Giovani, del valore di 1.250 euro, assegnato
da un gruppo di studenti di cinema delle università milanesi, è
stato vinto da “Lupino” di François Farellacci: “per la spontaneità
con cui l’autore dà spessore ai suoi personaggi. Nonostante la
delicatezza e discrezione dello sguardo, “Lupino” riescie a
catturare l’autenticità di un ambiente particolare come quello
della periferia di Bastia, lasciando emergere un’adolescenza
stretta tra ingenuità e violenza”.
Il premio Prospettive, del valore di 500 euro, è assegnato
all’unanimità a “Tyndall” di Fatima Bianchi (Italia 2014) dalla
giuria composta da Cristina Battocletti (giornalista), Minnie
Ferrara (produttore), Davide Giannella (curatore) con la seguente
motivazione: “per la capacità di scandagliare una dimensione intima
e universale rimanendo in bilico tra registri differenti”.
Una menzione speciale va a “Ednina” di Jan Mozetic
(Italia/Slovenia 2014) “per la capacità di raccontare per
sottrazione le vite attraverso il collezionismo dei materiali di
scarto e l’associazione di immagini sporche e di una voce poetica,
priva di retorica”.
FILMING ITALY: IL CINEMA INCONTRA L’ARTE è un progetto
innovativo organizzato da Associazione Agnus Dei di Tiziana
Rocca in collaborazione con la Direzione Musei
Statali della Città di Roma diretta dalla Dott.ssa
Mariastella Margozzi e la direttrice del Pantheon
l’arch. Gabriella Musto, rivolto al pubblico del cinema,
che si pone l’ambizioso obiettivo di portare il cinema nei luoghi
di cultura, alla luce del connubio fra il Cinema e la Storia nella
città di Roma, con lo scopo di promuovere gli spazi culturali della
Capitale e incrementarne la fruizione da parte di turisti e
cittadini.
“Questo è un
progetto che ho fortemente voluto perché sono convinta che se
l’arte ispira il cinema sia anche il cinema ad ispirare l’arte. E
così apriremo le porte di due dei siti storici e museali più
rappresentativi di Roma, il Pantheon e l’Ara Pacis, per un evento
assolutamente inedito e unico nel suo genere, in cui il pubblico
avrà per la prima volta l’occasione di partecipare a dibattiti con
esperti di cinema, star internazionali e italiane, all’interno di
monumenti mozzafiato”, dichiara Tiziana Rocca,
General Director del Filming
Italy.
Due saranno le giornate dedicate
alle masterclass con diversi artisti del panorama cinematografico
italiano e internazionale. Martedì 14 giugno è la volta della
pluripremiata regista teatrale e cinematografica Julie
Taymor, del protagonista della saga di Twilight,
Billy Burke insieme al regista e produttore
statunitense Steven Chester Prince, dell’attore,
produttore e sceneggiatore Nick Vallelonga insieme
alla star della serie televisiva GomorraSalvatore
Esposito e dell’attore americano Joe
Cortese. Gli incontri saranno moderati dallo
sceneggiatore, scrittore e VP di Variety, Steven
Gaydos. Mercoledì 15 giugno vedrà il susseguirsi dell’icona
del cinema italiano Sandra Milo, l’indimenticabile
Sandokan, Kabir Bedi, il protagonista di
This is us, Justin Hartley, la cantante e
attrice argentina Lola Ponce e la star di
Black PantherWinston
Duke. Gli incontri saranno moderati dal giornalista di
Variety, Nick
Vivarelli.
MARTEDÌ 14 GIUGNO, PRONAO
DEL PANTHEON
Moderatore: Steven Gaydos, VP di
Variety
Ore 18:00 – Julie Taymor
(solo in streaming)
Ore 18:30 – Billy Burke &
Steven Chester Prince
Ore 19:00 – Nick Vallelonga
& Salvatore Esposito
Ore 19:30 – Joe
Cortese
MERCOLEDÌ 15 GIUGNO,
MUSEO DELL’ARA PACIS
Moderatore: Nick Vivarelli,
giornalista di Variety
Ore 17:00 – Sandra
Milo
Ore 17:30 – Kabir
Bedi
Ore 18:00 – Justin
Hartley
Ore 18:30 – Lola
Ponce
Ore 19:00 – Winston
Duke
Luogo di culto e contemplazione, da
sempre il Pantheon sperimenta e accoglie la
bellezza di una comunicazione con il pubblico e i pellegrini
mediata anche dalle più differenti espressioni dell’arte, in una
tensione costante verso la conoscenza. Con l’evento previsto al
Pantheon nella serata del 14 giugno p.v., l’intenzione è quella di
reinterpretare ancora una volta questa connotazione naturale del
sito che apre i suoi spazi ad una originale forma di
sperimentazione divulgativa della cultura cinematografica
internazionale, grazie alla prestigiosa partecipazione della
pluripremiata regista Julie Taymor e degli altri preziosi
protagonisti delle masterclass.
Presentata oggi in conferenza stampa
la 5^ edizione di Filming Italy
Sardegna Festival ideato e diretto da Tiziana
Rocca, che si terrà dal 9 al 12 giugnoa Forte Village di Cagliari. La manifestazione si
è affermata come unica nel suo genere perché lega per la prima
volta Cinema e Televisione con proiezioni, incontri e presentazioni
di film e serie televisive, coinvolgendo le più importanti
distribuzioni e produzioni del piccolo e grande schermo insieme ai
colossi dell’entertainment VOD e televisivo. Anche quest’anno il
Filming Italy Sardegna Festival si
svolgerà in collaborazione con APA – Associazione
Produttori Audiovisivi presieduta da Giancarlo
Leone, con il Patrocinio della Regione Autonoma
della Sardegna, del Comune di Cagliari,
del Consorzio Costa Smeralda e con la
collaborazione di Forte Village. La madrina di
questa edizione sarà Donatella
Finocchiaro, attrice dal talento straordinario e
interprete di film di grandissimo successo.
“È con grande orgoglio e
soddisfazione che oggi presento il programma della quinta edizione
totalmente in presenza del Filming Italy Sardegna
Festival. Sento di poter affermare che l’impegno e la
costanza di questi ultimi mesi hanno portato ottimi frutti nella
realizzazione di questa macchina produttiva che non si è mai
arrestata, riuscendo a fidelizzare tanti importantissimi talent,
internazionali e italiani, che dopo cinque anni considerano questo
festival un punto di riferimento nel settore. Come uno dei
pochissimi Direttori Artistici donna presenti in Europa, ammetto
che le sfide e gli sforzi sono stati notevoli, considerate tutte le
difficoltà legate a questo periodo, con particolare riferimento ai
numeri del pubblico in sala che non sono ancora particolarmente
incoraggianti. Il Filming Italy Sardegna Festival, viste
le sue date, si è ritrovato a ricoprire il ruolo di apripista della
stagione estiva cinematografica, e quest’anno più che mai non
possiamo disattendere le aspettative, iniziando proprio
dall’inaugurazione di una nuova sala all’aperto, per permettere al
pubblico una più piacevole fruizione del nostro vastissimo
programma. Tantissimi gli ospiti che saranno presenti al Festival e
dialogheranno nelle masterclass con i giovani
studenti delle scuole e delle università dell’Academy
Cinema, tra questi, la pluripremiata regista teatrale e
cinematografica Julie Taymor, i Premi Oscar
Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo,Cuba
Gooding Jr. e Regina King, e poi anche
Can Yaman, Veronica Pivetti,
James Franco, solo per citarne alcuni. Sono quasi
60 i titoli che presenteremo tra film, documentari
e serie televisive, internazionali e italiani, molti dei quali in
anteprima assoluta”, ha dichiarato Tiziana Rocca,
General Director Filming Italy Sardegna Festival.
“Non abbandoneremo l’aspetto
formativo che il Festival si è prefissato fin dalla sua prima
edizione, coinvolgendo gli studenti di ben 20
scuole, che avranno la possibilità di seguire tutti gli
eventi del festival dal vivo o tramite la piattaforma streaming,
cosa che conferirà loro dei crediti formativi. E poi, grazie alla
partnership con il Nuovo IMAIE, quest’anno anche
alcuni attori esordienti potranno vivere il Festival e partecipare
alle diverse masterclass. I temi di questa edizione si rivolgono
alla Democrazia, alla Pace, all’Ambiente e all’Empowerment
femminile, grazie sempre alla collaborazione con Women in Film,
Television & Media Italia, sezione italiana dell’associazione
internazionale che, promuovendo la parità di genere nell’industria
dell’audiovisivo e dei media, incoraggia un cambiamento culturale
che porti a una più adeguata e positiva rappresentazione della
donna nei contenuti di cinema e televisione. Voglio ringraziare a
tal proposito la madrina di questa edizione, Donatella
Finocchiaro, e naturalmente anche il Governatore della
Regione Autonoma della Sardegna, Christian
Solinas, l’Assessore regionale del Turismo, Commercio e
Artigianato della Sardegna, Giovanni Chessa, e
Lorenzo Giannuzzi, Amministratore Delegato e
Direttore Generale di Forte Village. E un sentito grazie a tutti
coloro che insieme a noi ci hanno creduto fin dalla prima edizione
e continuano a crederci, per un Festival sempre più ricco di
proiezioni, incontri e presentazioni di film e serie
televisive”.
Il Governatore della Regione
Autonoma della Sardegna, Christian Solinas, ha
dichiarato: “La Sardegna ospita ancora una volta, e ne è
orgogliosa, una manifestazione cinematografica la cui eco a livello
internazionale rappresenta una straordinaria occasione di
promozione della nostra Isola, che si conferma ancora una volta una
terra ricca di fascino, attrattiva e dalle molteplici
potenzialità”. Il Presidente Solinas ribadisce l’importanza
dell’industria cinematografica e l’impegno della Regione nel
sostenere un comparto importantissimo, duramente colpito dagli
effetti della pandemia. “Continuiamo a supportare con impegno il
settore e tutte le professioni che ad esso sono legate e accogliamo
anche quest’anno con grande entusiasmo il Filming Italy
Sardegna Festival arrivato alla sua quinta edizione, che
riteniamo importantissimo per la Sardegna. Una iniziativa di grande
prestigio che contribuisce a esportare l’immagine di un’Isola dalle
bellezze straordinarie, sostenibile e ricca di potenzialità. Questa
è la risposta migliore al difficile momento che stiamo vivendo, che
desideriamo sia segnato dalla nostra grande voglia di ripartire e
di crescere”.
“Sono orgogliosa di essere stata
scelta come madrina di un festival del cinema in cui la donna ha un
posto centrale, in cui viene fatta luce sul talento e sulla grande
potenzialità del femminile”, ha dichiarato l’attrice
Donatella Finocchiaro, madrina di questa
edizione.
“Il Filming Italy Sardegna
Festival è un meraviglioso progetto nel quale abbiamo creduto
fortemente sin dalla sua prima edizione. Grazie alla forte
determinazione di Tiziana Rocca e al prezioso supporto della
Regione Sardegna, siamo riusciti a realizzare una manifestazione
dal calibro internazionale che, in pochi anni, è diventata un
appuntamento imperdibile nel calendario dei festival del cinema più
importanti. Non vediamo l’ora di poter ospitare questa nuova
edizione nella suggestiva location del Forte Village e di far
scoprire alle grandi star coinvolte, ma anche ai giornalisti ed
agli addetti ai lavori, la straordinaria unicità del nostro Resort
e della Sardegna”, afferma Lorenzo Giannuzzi,
Amministratore Delegato e Direttore Generale di Forte Village.
Oltre al nome della madrina di
questa edizione, Donatella Finocchiaro, sono stati
svelati i primi talent che prenderanno parte alla kermesse in
Sardegna e che saranno protagonisti di alcune masterclass con gli
studenti, tra questi: la pluripremiata regista teatrale e
cinematografica Julie Taymor, che presenterà al
pubblico due dei suoi maggiori successi, Across the
Universe e Titus; l’attore Josh
Hartnett, che sarà presidente della giuria dei
cortometraggi; gli scenografi Premio Oscar Dante
Ferretti e Francesca Lo Schiavo;
Winston Duke, protagonista di Black Panther, che riprenderà il ruolo nel
secondo film della saga in uscita a fine anno negli Stati Uniti;
l’attore venezuelano Édgar Ramírez; la
pluripremiata attrice francese Anne Parillaud; il
protagonista della saga di Twilight, Billy
Burke; l’attore Jeremy Piven;
l’indimenticabile Sandokan, Kabir Bedi;
l’attore e modello spagnolo Maxi Iglesias; la star
americana James Franco; i pluripremiati attori e
Premio Oscar Cuba Gooding Jr. e Regina
King; la star di This is us, Justin
Hartley; il protagonista di Bridgerton, Jonathan Bailey; l’attrice
Kate Walsh; l’attrice e modella Annabelle Belmondo; e Joe
Cortese. In rappresentanza del cinema italiano, saranno
presenti: Raoul Bova; Veronica
Pivetti, che presenterà il suo ultimo libro, “Tequila bang
bang”; Massimo Ghini; Teresa
Saponangelo; Euridice Axen;
Rossella Brescia; Marcello Fonte;
Giuseppe Zeno; Jasmine Trinca; Frank
Matano; Filippo Nigro;
Massimiliano Bruno; Roberto
Farnesi; Anna Safroncik; Nicole
Grimaudo; Antonia Liskova; Sarah
Felberbaum; Carlotta Natoli;
Giulio Scarpati; e Nina Zilli per
la musica.
Atteso ospite del Festival è anche
l’attore Can Yaman, che presenterà il suo libro,
l’autobiografia Sembra strano anche a me,
oltre alle nuove iniziative con la sua associazione solidale. Can
sarà premiato infatti con il Filming Italy Creativity
Award per l’Associazione “Can Yaman For Children”, nata nel
2021 con l’obiettivo di aiutare i più piccoli con donazioni e
attività filantropiche. Can ha dichiarato: “Il mio sogno più
grande? Quello di poter vedere i bambini ricoverati in ospedale
tornare a giocare. Stiamo progettando eventi benefici per sostenere
i più deboli, perché è bello condividere e regalare una speranza
non solo ai bambini ma anche alle loro famiglie”.
Adriano Panatta,
uno dei più grandi talenti del tennis italiano, sarà presente
insieme al regista e produttore cinematografico Domenico
Procacci per presentare Una
Squadra, la nuova docuserie prodotta da Fandango, Sky
e Luce Cinecittà e diretta dallo stesso Procacci, che racconta la
storia della Nazionale italiana di tennis vincitrice della Coppa
Davis nel 1976.
Steven Gaydos di Variety
conferirà un premio alla memoria di Ray Liotta,
per ricordare un grande attore e protagonista del cinema
internazionale, oltre che un grande amico. Per l’occasione sarà
proiettato il film diretto da Alan Taylor di cui Liotta è
protagonista, The Many Saints of Newark.
Ritorna anche in questa edizione lo
storico premio dedicato al maestro Nanni Loy, uno dei registi più
interessanti e visionari della nostra tradizione cinematografica e
televisiva. Il Premio Nanni Loy ideato
dal giornalista Antonello Sarno quest’anno andrà
agli attori Massimo Ghini e Veronica
Pivetti, oltre che a Massimiliano Bruno
come sceneggiatore e un premio speciale alla memoria del cinema ad
Istituto Luce Cinecittà, che verrà ritirato da Nicola
Maccanico, Amministratore Delegato di Cinecittà S.p.A.
Tra i film in anteprima, una delle
ultime produzioni Netflix, girato tra gli Stati Uniti e
l’Italia Love & Gelatodi Jenna Evans
Welch, tratto dall’omonimo best seller. Il film di apertura del
festival sarà Jurassic World – Il
dominio, ultimo capitolo del franchise targato
Universal Pictures che immergerà il pubblico di
tutte le età in una nuova era di meraviglie ed emozioni in cui i
dinosauri e l’umanità dovranno imparare a convivere. La proiezione
si terrà la sera di giovedì 9 giugno all’Open Cinema Theater del
Forte Village. A chiudere il festival, la sera di domenica 12
giugno, in anteprima mondiale il film diretto da Daniel Adams che
vede Jeremy Piven tra i protagonisti,
The Walk. Tra le proiezioni
internazionali, anche: il film in live-action Sonic
2; The Lost City con
Sandra Bullock e Channing Tatum; il film campione di incassi
con Tom
Cruise, Top Gun: Maverick; in
anteprima assoluta il film horror finlandese The
Twin; Io e Lulù con
Channing Tatum; La figlia oscura di
Maggie Gyllenhaal con Dakota Johnson;
l’ultimo capitolo della saga, The
Batman, con Robert Pattinson; Animali
Fantastici – I Segreti di Silente; L’arma
dell’inganno – Operazione Mincemeat; il live-action
Cip & Ciop agenti speciali; l’ultimo
capito della saga Marvel che ha come protagonista
Benedict Cumberbatch,
Doctor Strange nel
Multiverso della Follia; Nine
days con Winston Duke; Bad Roads – Le
strade del Donbass della regista ucraina Natalya
Vorozhbit.
Il film scelto da
Variety per la selezione Variety Choise è
Divine Access di Steven Chester
Prince.
Tra i film italiani in programma:
Il sesso degli angeli di Leonardo
Pieraccioni; Bla Bla Baby di Fausto
Brizzi; Marcel di Jasmine Trinca;
Corro da te di Riccardo Milani;
Ghiaccio di Fabrizio Moro e Alessio De
Leonardis; Gli idoli delle donne con
Lillo e Greg; Occhiali neri di Dario
Argento; La cena perfetta di Davide
Minnella; Non mi lasciare di Ciro Visco;
Il muto di Gallura di Matteo Fresi;
Mancino naturale di Salvatore Allocca;
Femminile singolare con Monica Guerritore
e Catherine Deneuve; Tapirulàn di Claudia
Gerini; Hill of Vision di Roberto Faenza;
Toilet di Gabriele Pignotta, con una
delle performance che accompagneranno il film nella sua uscita
nelle sale; I nostri fantasmi di
Alessandro Capitani; E buonanotte di
Massimo Cappelli; Le fantasie di David e
Stéphane Foenkinos; Sorelle per sempre
con Donatella Finocchiaro; e la trilogia C’era una
volta il crimine di Massimiliano Bruno.
I documentari che verranno
proiettati durante il Festival sono:
Underwater di Sara Ristori su Federica Pellegrini,
una delle più grandi campionesse di tutti i tempi;
L’altro buio in sala di Ciro Formisano;
Luigi Proietti detto Gigi di Edoardo Leo; We feed
people di National Geographic diretto da Ron Howard;
Una squadra di Domenico Procacci;
Pietro il Grande diretto da Antonello
Sarno, dedicato a Pietro Coccia, uno dei più talentuosi
fotoreporter del cinema italiano;
Butterfly diretto da Alessandro Cassigoli
e Casey Kauffman; Conversazioni atomiche
di Felice Farina; Cuban dancer di Roberto
Salinas.
Ampio spazio anche per le serie
televisive, tra queste: le seconde stagioni delle serie targate
Sky, Euphoria e
Diavoli; Hotel
Portofino di Adam Wimpenny; A casa tutti
bene di Gabriele Muccino; Il
Redi Giuseppe Gagliardi; la serie di RaiplayIl Santone con Neri
Marcorè e Carlotta Natoli; la prima puntata della sesta stagione
della serie di RAI1 Il paradiso delle
signore.
In programma sabato 11 giugno alle
ore 12:00 un panel istituzionale in collaborazione con APA
– Associazione Produttori Audiovisivi, che vedrà coinvolti
i maggiori esponenti del settore culturale e cinematografico
nazionale, dal titolo: “Opere audiovisive senza
frontiere, da uno schermo all’altro, da un Paese all’altro.
Investire di più sulle qualità dei prodotti nazionali per affermare
la nostra industria a livello internazionale”.
Moderato da Simone Gialdini, Direttore Generale
Anec, al panel prenderanno parte: la Senatrice Lucia
Borgonzoni, Sottosegretario di Stato MiC; Nicola
Borrelli, DG Cinema; Giancarlo Leone,
Presidente A.P.A – Associazione Produttori Audiovisivi;
Marta Donzelli, Presidente CSC;
RobertoStabile, Responsabile
Progetti Speciali MiC presso Cinecittà; Steven
Gaydos, Vicepresidente di Variety; Mario
Lorini, Presidente Anec; Luigi Lonigro,
Presidente Nazionale Distributori Anica; Paolo Del
Brocco, DG Rai Cinema; Chiara Sbarigia,
Presidente Luce Cinecittà SpA; Andrea Scrosati, AU
– CEO Continental Europe Fremantle; Piera
Detassis, Presidente e Direttore Artistico dell’Accademia
del Cinema Italiano – Premi David di Donatello; Maria Pia
Ammirati, Direttore di Rai Fiction; Daniel
Frigo, Country Manager AU Board Member – The Walt Disney
Company Italy.
Grazie alla collaborazione con il
NUOVO IMAIE, è in programma una masterclass
speciale in cui quattro giovani attori, appartenenti alla
collecting, avranno modo di confrontarsi con alcuni dei
protagonisti del cinema italiano e internazionale. Gli attori
scelti per questa edizione sono: Luca Filippi
(Hammamet di G. Amelio), Virginia
Apicella (Nostalgia di M. Martone, Amore
Postatomico di V. Caiazzo), Rausy Giangarè
(Buongiorno Mamma) e Giuseppe Maggio
(Baby, Quattro metà, Sul più bello). “È
una collaborazione innovativa quella con il Filming Italy
Sardegna Festival – ha dichiarato il Presidente del NUOVO
IMAIE Andrea Miccichè – che ci rende
particolarmente lieti. Dov’è prevista la presenza dei giovani
talenti, come in questo caso, con masterclass e incontri con i
produttori, la nostra collecting è sempre ben lieta di fornire il
proprio sostegno agli Artisti, Interpreti, Esecutori emergenti,
favorendo loro concrete opportunità di crescita umana e
professionale”.
Confermata la vicinanza alle donne,
si rinnova la collaborazione con Women in Film,
Television & Media Italia, associazione no-profit
nata negli anni ‘70 negli USA e arrivata in Italia nel 2018, dove è
diventata un punto di riferimento nel settore audiovisivo e media.
In questa occasione, Women in Film, Television & Media
Italia presenterà: il documentario di Alessia Bottone,
La Napoli di mio padre; il film
giapponese Haiku on a Plum Tree di Mujah
Maraini-Melehi; e il cortometraggio prodotto da Matteo Rovere e
diretto da Roberta Palmieri, Capitan
Didier.
Anche quest’anno, il maestro orafo
Gerardo Sacco, con l’estro e lo stile unico che lo
contraddistinguono, realizzerà in esclusiva i premi per il
Festival. “Ho realizzato quest’opera fusa in perspex riciclabile,
con una colonna che sostiene in cima due maschere, una in argento e
l’altra in argento placcata oro. Sulla colonna la scritta
Peace e la famosa frase che pronuncia Dante all’uscita
dell’Inferno…e quindi uscimmo a riveder le
stelle, messaggio di pace molto attuale in questo
periodo”.
Filming Italy Sardegna
Festival si avvale della partnership con Italy for
Movies (www.italyformovies.it), il
portale delle location e degli incentivi alla produzione realizzato
in collaborazione con Cinecittà e
conItalian Film Commissions e coordinato dalla
Direzione generale Cinema e audiovisivo del MiC.
Il portale, disponibile anche in versione app scaricabile sugli
store digitali, fornisce tutte le informazioni utili su location e
incentivi disponibili per chi vuole girare in Italia il proprio
film, oltre a notizie di settore e tantissime curiosità e
suggerimenti di viaggio per gli appassionati che vogliono visitare
i luoghi dei film.
In collaborazione con l’Università
degli Studi di Cagliari e con il Professore Ordinario di
Linguistica Italiana presso l’Università degli Studi di Cagliari,
Massimo Arcangeli, dopo il successo delle scorse edizioni, anche
quest’anno si è deciso di istituire un premio dedicato ai corti
cinematografici: FilmingItaly Sardegna – In Corto (V
edizione). I temi fissati per l’iniziativa, come nella scorsa
edizione, sono due: Democrazia e pace e Women
empowerment e integrazione. L’attore internazionale
Josh Hartnettsarà a capo della giuria d’eccezione
dedicata a questa sezione, composta da Annabelle
Belmondo, Emanuela Postacchini,
Anna Safroncik, Steven Gaydos,
Nick Vivarelli, Stefano Arduini,
Vito Sinopoli, Andrea Minuz,
oltre al Professor Massimo Arcangeli e
Tiziana Rocca. I due corti vincitori (uno per
ciascun tema) saranno trasmessi su Rai Cinema
Channel e sulla piattaforma MyMovies.
Tanti i personaggi presenti in
Sardegna durante le quattro edizioni precedenti: Harvey
Keitel, Elena Sofia Ricci,
Elizabeth Olsen, Heather
Graham, Valeria Golino, Vanessa
Hudgens, Claudia Gerini, Marta
Nieto, Martina García, Rachel Brosnahan, Darko
Perić, Valeria Mazza, Claudio
Bisio, Sabrina Impacciatore,
Gianmarco Tognazzi, Tosca,
Roberta Giarrusso, Lina Sastri,
Remo Girone, Giulia Bevilacqua,
Daniele Pecci, Margareth Madè,
Giuseppe Zeno, Susy Laude,
Dino Abbrescia,Adolfo Margiotta,
Elisa Amoruso, Francesca
Archibugi, Paola Cortellesi, Riccardo
Milani, Matt Dillon, Isabelle
Huppert, Carol Alt, Ilenia Pastorelli, Toby
Jones, Eva
Longoria, Joaquim de Almeida,
MichelePlacido,
Annabelle Belmondo, Catrinel
Marlon, Cristina Comencini,
Joanne Froggatt, Paolo Genovese,
Sylvia Hoeks, Paola Minaccioni,
Maria Sole Tognazzi, Marta
Milans, Violante Placido, Ficarra
e Picone, Gabriele Muccino,
Marisa Tomei, Arisa,
Giorgio Pasotti, Nat Wolff,
Darren Criss, Lola Ponce,
Melissa George, Jesse Williams,
Stefania Spampinato, Martina
Colombari, Erin Richards,
Patricia Arquette, William
Baldwin, Enrico Brignano,
Isabella Ferrari, solo per citarne alcuni.
Tra le scuole e le accademie che
hanno dato adesione al Filming Italy Sardegna Festival
2022: Teatro Azione; Accademia Teatrale Veneta; Laboratorio di
Arti Sceniche diretto da Massimiliano Bruno; Accademia Nazionale
del Cinema; Accademia di Cinema e Televisione Griffith; Cesena Film
Academy; Civica Scuola di Cinema “Luchino Visconti”; Scuola di
Cinema Immagina; Scuola Mohole; ICA International Cinema Academy;
Università degli Studi di Cagliari; Sapienza Università di Roma;
Fondazione Unicampus San Pellegrino; Luiss
Business School; Accademia Internazionale di Teatro; Scuola d’Arte
Cinematografica Florestano Vancini; Scuola di Cinema di Napoli.
Al via la sesta
edizione di Filming Italy – Los
Angeles con l’Istituto Italiano di Cultura di
Los Angeles che si terrà da oggi 18 marzo fino al
21 marzo 2021 a Los Angeles con modalità al 90% in
streaming, in collaborazione con APA (Associazione
Produttori Audiovisivi) e sotto gli auspici dell’Ambasciata
d’Italia a Washington e del Consolato Generale
d’Italia a Los Angeles.
Creato e organizzato da
Tiziana Rocca, Agnus Dei e Valeria
Rumori, Istituto Italiano di Cultura Los Angeles,
Filming Italy – Los Angeles oltre a
promuovere l’Italia come set cinematografico e ponte tra la cultura
italiana e americana, sostiene la crescita culturale italiana
attraverso il suo cinema, l’internalizzazione dei prodotti
dell’audiovisivo italiani e supporta le relazioni interculturali
tra i vari registi, produttori ed artisti. Il Festival, che sarà
introdotto dall’Ambasciatore d’Italia a Washington Armando
Varricchio e verrà concluso da Silvia
Chiave, Console Generale d’Italia a Los Angeles,
quest’anno è dedicato alla memoria di Lorenzo
Soria, ex presidente della HFPA, che ha sempre supportato
la manifestazione fin dalla sua prima edizione.
Diverse le novità annunciate negli
ultimi giorni: proprio ieri Matteo Garrone ha
ricevuto dal vivo il Filming Italy Best Movie
Award per la regia del film Pinocchio,
candidato ai prossimi Premi Oscar per il Miglior Trucco e i
Migliori Costumi. Il Festival avrà l’onore di avere come promozione
del made in Italy i costumi del film
Pinocchio, realizzati della Sartoria
Tirelli e disegnati da Massimo Cantini Parrini, nominato come Best
Costume Design agli Oscar 2021. Ma non sarà l’unico candidato agli
Oscar di quest’anno che prenderà parte al festival: Edoardo
Ponti riceverà infatti il Filming Italy Los Angeles
Best Director per “The Life Ahead”, candidato con Laura
Pausini nella categoria della Miglior canzone originale. Ai
numerosi talent coinvolti nelle 26 masterclass si
aggiunge anche l’attore americano Winston Duke.
Carosello Carosone, film diretto da
Lucio Pellegrini che racconta l’ascesa ai vertici
delle classifiche internazionali di Renato Carosone, il musicista
italiano più famoso al mondo, inaugurerà in festival oggi alle ore
20:00 (Pacific Time). Molte anche le scuole teatrali e
cinematografiche che hanno aderito al festival, tanto che la sala
virtuale è passata da 1500 a 2000 posti per permettere a tutti gli
studenti di partecipare.
A SEGUIRE TUTTI I TALENT
COINVOLTI NEI WEBINAR
Giovedì 18 marzo è
la volta di: Oliver Stone; Edoardo
Ponti, che riceverà il Filming Italy Los Angeles Best
Director per “The Life Ahead”; Gabriele
Salvatores, che riceverà il Filming Italy Los Angeles
Best Documentary per “Fuori era primavera – Viaggio
nell’Italia del lockdown”; Tiziano Ferro, che
riceverà il Filming Italy Los Angeles Best Documentary per
“Ferro”; Claudia Gerini, che riceverà il
Filming Italy Award e il premio speciale “LAZIO
TERRA DI CINEMA” consegnato dal Dott. Albino
Ruberti “All’attrice che la Regione Lazio ha scelto per
rappresentare l’Italia”; Sidney Sibilia insieme a
Lucio Pellegrini; Giulio Base;
Maria Sole Tognazzi; Paola Cortellesi, che riceverà il
Filming Italy Los Angeles Best Actress in a Tv Seriesper
“Petra”.
Nelle masterclass di venerdì
19 marzo: Jackie Cruz; John Turturro; Carol
Alt; Cecilia Peck, che riceverà il
Filming Italy Los Angeles Woman Power Tv Series per
“Seduced: Inside the NXIVM Cult”; i Premi Oscar Dante
Ferretti e Francesca Lo Schiavo, che riceveranno il
Filming Italy Los Angeles Achievement Award;
Valentina Lodovini, che riceverà
il Filming Italy Los Angeles Best Actress per “10 giorni
con Babbo Natale”; Gianmarco Tognazzi.
Sempre il 19 marzo
è in programma il panel istituzionale: “Film, fiction e
documentari “one off” alla prova dello streaming. Da necessità a
virtù: come si è integrata la strategia distributiva nell’era
della pandemia e quali le conseguenze sulla creatività e sulla
produzione cinematografica”, a cui prenderanno parte
Paolo Del Brocco (AD RAI Cinema), Steven
Gaydos (Vice President, Executive Editor at Variety),
Francesco Bruni (Presidente dell’Associazione
100Autori), Patrick Corcoran (Vice Presidente
National Association of Theatre Owners), Giancarlo
Leone (Presidente APA), Mario Lorini
(Presidente ANEC), Carlo Verdone (Regista),
Roberto Stabile (Responsabile delle Relazioni
Internazionali ANICA), Piera Detassis
(Presidente e Direttore Artistico dell’Accademia del Cinema
Italiano – Premi David di Donatello). Ci sarà anche un
videomessaggio di Nicola Borrelli (Direzione
Generale Cinema Audiovisivo – MiBACT), modererà l’incontro
Nick Vivarelli di Variety.
Sabato 20 marzo si
alterneranno: Jean Sorel; Vincent
Spano; Stefania Sandrelli, che riceverà
il Filming Italy Los Angeles Achievement Award;
Alice Rohrwacher e JR; e Susanna
Nicchiarelli, che riceverà il Filming Italy Los
Angeles Best Director per “Miss Marx”.
Chiuderanno il festival
domenica 21 marzo: Elena Sofia
Ricci, che riceverà il Filming Italy Los Angeles Best
Actress in a Tv Movie per “Rita Levi-Montalcini”;
Bella Thorne, che riceverà il Filming Italy
Los Angeles Best Actress; Giovanni Veronesi,
che riceverà il Filming Italy Los Angeles Best Director
per “Tutti per 1 – 1 per tutti”; Margherita Buy,
che riceverà il Filming Italy Los Angeles Pomellato Award;
Rocco Papaleo; e Winston
Duke.
Nel corso di Filming Italy Los
Angeles 2021, Carlo Verdone e Margherita Buy
riceveranno il premio dell’Istituto di Cultura IIC Los
Angeles Creativity Award, riconoscimento
all’eccellenza italiana nel mondo in ogni settore creativo. Già
assegnato a personalità di rilievo per il cinema – fra gli altri
Monica Bellucci, Claudia Cardinale, Gina Lollobrigida, Claudia
Gerini, Mario Martone, Gianfranco Rosi, Lina Wertmüller e Gabriele
Salvatores – il premio consiste in un’opera originale creata
appositamente per l’Istituto dal noto artista e stilista Emilio
Cavallini, ispirata al soffitto del Pantheon di Roma.
Altri artisti invece saluteranno e
presenteranno i propri film al pubblico prima delle proiezioni, tra
questi: Serena Rossi, Giampaolo Morelli, Valeria Golino, Giorgio Pasotti, Marco Bocci,
Fabio De Luigi, Pietro Castellitto; i fratelli D’Innocenzo, Lillo,
Andrea Delogu, Ginevra Elkann, lo scenografo
Dimitri Capuani, lo scrittore Stefano
Pistolini e Maria Pia Ammirati, Direttore
di RAI Fiction, che presenterà Carosello Carosone, film di
apertura del festival. E inoltre: Thierry Frémaux,
il Direttore del Festival di Cannes, che per celebrare i
125 anni dalla nascita del Cinema introdurrà con un video speciale
il film Lumière! La scoperta del Cinema; Marco
Tardelli, che presterà la sua voce per introdurre il
docufilm su Paolo Rossi.
Più di 50 i titoli
che verranno proiettati durante il Festival, tra film, serie
televisive, cortometraggi e docu-film italiani, visti durante
l’ultima stagione cinematografica e molti ancora inediti a livello
mondiale.
“La decisione di far rientrare
questa iniziativa nelle celebrazioni per i 160 anni dei
rapporti bilaterali tra Italia e Stati Uniti, vuole
riconoscere il ruolo centrale che il cinema ha avuto, negli anni,
nel rafforzare la salda amicizia tra i nostri Paesi. Innumerevoli
storie, immagini, volti e paesaggi raccontati con la forza
inimitabile racchiusa nella pellicola, hanno segnato il rapporto
profondo tra i nostri Paesi e plasmato la cultura popolare delle
due società. In questi momenti complessi, avremo l’occasione,
tramite questo Festival, di riflettere su temi di grande attualità:
dall’eguaglianza di genere al futuro delle giovani generazioni.
Sono particolarmente lieto che anche in questo percorso saremo
accompagnati, ancora una volta, dalla saggezza e dalla conoscenza
tramandateci da Dante Alighieri grazie alle iniziative previste in
occasione del DanteDi’, anche in collaborazione con Filming
Italy – Los Angeles“, sottolinea l’Ambasciatore
d’Italia a Washington, Armando Varricchio.
“Il programma del
Filming Italy Los Angeles di quest’anno è
ricco e vario come non mai: avremo più di 50
titoli tra film, serie televisive, cortometraggi e
docu-film italiani, molti dei quali ancora inediti in tutto il
mondo. Abbiamo organizzato 26 masterclass e
diversi panel con tantissimi ospiti e artisti italiani e
internazionali, come Oliver Stone e Tiziano Ferro,
in cui affronteremo il futuro della settima arte, messo così a
repentaglio dalla pandemia e dal lockdown. E poi Matteo
Garrone, con il suo Pinocchio candidato a due
Premi Oscar e Edoardo Ponti candidato con Laura
Pausini nella categoria della Miglior canzone originale in La vita
davanti a sé. Ma parteciperà anche tutto l’indotto del cinema
italiano e le arti, con le maggiori maestranze in rappresentanza,
come i migliori costumi, le migliori scenografie e i migliori
effetti visivi”, ha dichiarato Tiziana Rocca, che
è anche Direttore artistico del Festival. “E poi
sono particolarmente onorata che il Filming Italy Los
Angeles sia stato scelto dall’Ambasciata
d’Italia a Washington tra gli eventi per rientrare nelle
celebrazioni per i 160 anni dei rapporti
bilaterali tra Italia e Stati Uniti, proprio per
il ruolo centrale che il cinema ha avuto, negli anni, nel
rafforzare la salda amicizia tra i due Paesi”.
“L’edizione 2021
dell’atteso Filming Italy Los Angeles è
un’edizione unica, la prima interamente digitale e offrirà
quest’anno un panorama ancora più ricco del cinema italiano”,
afferma Valeria Rumori, Direttore dell’Istituto di
Cultura di Los Angeles. “Vedrà coinvolti noti artisti italiani ed
internazionali, con l’obiettivo di valorizzare e promuovere
l’Italia, la sua lingua, la sua arte ed i suoi
territori. L’Istituto di Cultura dedica particolare attenzione
nel corso dell’anno alla promozione del cinema italiano, con
iniziative dedicate nel Sud Ovest degli Stati Uniti, presentate
anche con partner italiani e locali. A Los Angeles si
commemoreranno inoltre i 700 anni dalla morte di Dante con diverse
manifestazioni organizzate dall’Istituto durante tutto l’anno, tra
queste l’originale Dante on Film sull’importanza del poeta
nel cinema americano.
Il 25 marzo sarà infatti la giornata
ufficiale dedicata a Dante Alighieri in Italia e nel mondo, e verrà
presentato il Filming Italy LA: Dante
700: una rassegna che includerà la proiezione del
film muto L’infernodi Francesco
Bertolini con la Cineteca di Bologna, oltre ad esclusive
letture dantesche da parte di ospiti d’eccezione. Tra questi:
Danny Huston, William Baldwin, Gina Lollobrigida, Michele
Placido, Monica Guerritore, Claudia Gerini, Monica Bellucci e
Salvatore Esposito. Le iniziative sono organizzate
dall’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles con Agnus Dei
Production sotto gli auspici dell’Ambasciata d’Italia a Washington
e del Consolato Generale d’Italia di Los Angeles.
Filming Italy LA: Dante 700 sarà
presentato in collaborazione anche con gli Istituti Italiani di
Cultura di Chicago, New York, San Francisco e Washington”.
Tiziano Ferro ha
dichiarato: “Esserci al Filming Italy ha tanti significati
per me. Come italiano nel mondo, onorato di portare l’Italia nel
cuore e nei miei progetti. E come uomo che, trasferitosi a Los
Angeles, ha bisogno di sentire l’Italia vicina. Il mio documentario
è una fotografia, un’esperienza dettata da un’urgenza, quella di
raccontare ‘la soluzione’. Ricevere questo premio è un privilegio
inaspettato, che aggiunge valore a questa esperienza unica”.
“Sono molto felice di partecipare
per il secondo anno consecutivo al Filming Italy Los
Angeles, che mi ha portato tanta fortuna, perché nonostante il
Covid sto attraversando un momento di grande trasformazione,
evoluzione e creatività”, ha dichiarato Claudia
Gerini, Presidente onorario di questa edizione. “Il mondo
della cultura, sia italiano che internazionale, ha bisogno di
sostegno, bisogna mandare un segnale di ripartenza e speranza per
il futuro, perché, nonostante io abbia preso parte a numerose
produzioni quest’anno, il teatro e tutta la categoria degli attori,
come tante altre, sta attraversando un momento di grande
difficoltà. Questo Festival è una testimonianza di forza e di
impegno, coniugata soprattutto al femminile. Con la passione che
abbiamo per il nostro lavoro, ci uniamo tutti insieme per parlare
di cinema, storia e cultura in questo contenitore così prestigioso.
Sono al fianco di Tiziana Rocca in questa bellissima iniziativa
culturale: grazie Tiziana per avermi dato questa opportunità”.
L’attrice italiana aprirà il festival con una speciale masterclass
in streaming. Il Presidente onorario in rappresentanza degli Stati
Uniti sarà l’attore Harvey Keitel.
I temi che il Festival approfondirà
quest’anno, attraverso le proiezioni di film, serie TV, docufilm
inediti e non inediti, cortometraggi e anche all’interno delle
masterclass, saranno i diritti umani, il futuro dei giovani, le
pari opportunità con la valorizzazione delle donne nel mondo del
Cinema e la ripartenza della macchina cinematografica e televisiva
dopo il lockdown. Confermata anche quest’anno la collaborazione con
Women in Film, TV & Media Italia. Nato a Los
Angeles, WIF sostiene le donne che lavorano nel
mondo del cinema e dietro la macchina da presa dal 1973. Oggi le
organizzazioni WIF in tutto il mondo stanno lavorando per un
settore più equo attraverso programmi di sensibilizzazione,
incentivi e sostegno legale. Da questa partnership è nato il premio
“Woman Power Award”, per supportare le donne del
mondo del cinema: sceneggiatrici, attrici e produttrici di
talento.
Filming Italy – Los
Angeles, in modalità quasi interamente digitale, si terrà
sulla piattaforma streaming MyMovies, che creerà
per l’occasione una sala virtuale da 1500 posti per il pubblico di
Los Angeles, che comprende anche produttori, distributori, artisti
e dipartimenti di italiano e cinema di università locali. Le
proiezioni online saranno visibili solo negli Stati Uniti e
rispetteranno i parametri previsti di sicurezza e protezione
informatica con Hollywood Grade DRM.
Tra i premiati delle scorse edizioni
del Filming Italy: Gina Lollobrigida, Rosario Dawson, Monica Bellucci, Abrima
Erwiah, Paz Vega, Danny Huston, Vincent Spano, Oliver Stone,
Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Cecilia Peck, Jonàs
Cuaròn, Jeremy Renner, Andie MacDowell, Nat Wolff, Zack
Peck, Lola Karimova, Spike Lee, David Cronenberg, Claudia
Cardinale, Edward James Olmos, Raoul Bova, Nolan Funk, Bella
Thorne, Halston Sage, Steven Gaydos, Salvatore
Esposito.
Al Filming Italy Los Angeles
2021 la Regione Lazio presenta le opportunità
messe in campo per il mondo dell’audiovisivo, un comparto che ha
visto in questi anni crescere nel Lazio la presenza delle
coproduzioni internazionali grazie alle tante misure di sostegno al
settore, tra cui il bando “Lazio
Cine-International”, giunto alla quinta annualità con uno
stanziamento complessivo di 43.817.534 euro. Con “Lazio Cine-
International” sono state sostenute importanti pellicole girate
nelle location del Lazio, meravigliosi set naturali sempre più
ricercati da grandi registi e interpreti di livello internazionale.
Ben 116 finora le coproduzioni tra case cinematografiche del Lazio
in partnership con aziende audiovisive straniere finanziate dalla
Regione Lazio: lungometraggi, fiction, documentari e film di
animazione che hanno vinto 86 premi tra festival nazionali e
internazionali e ottenuto 134 nomination. Con il sostegno al cinema
la Regione Lazio dà valore alle produzioni cinematografiche e a
tutto il settore, per valorizzare, anche in un periodo storico così
complesso, un settore centrale nella vita culturale, sociale ed
economica del nostro paese.
Anche quest’anno, Filming Italy
– Los Angeles si avvale della partnership con Italy
for Movies(www.italyformovies.it),
il portale delle location e degli incentivi alla produzione
coordinato dalla Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del
MiBACT, gestito da Istituto
Luce-Cinecittà in collaborazione con Italian Film
Commissions, disponibile anche su app e scaricabile sugli
store digitali. Il portale fornisce tutte le informazioni utili su
location e incentivi disponibili per chi vuole girare in Italia il
proprio film, oltre a tantissime curiosità e suggerimenti di
viaggio per gli appassionati che vogliono visitare i luoghi dei
film.
Il Filming Italy – Los
Angeles avrà il supporto delle maggiori case di produzione e
distribuzione italiane e Major nazionali, come RAI Cinema,
RAI Fiction, SKY Italia, Vision, Cattleya, Groenlandia, Eagle
Pictures, Notorious Pictures, Discovery Italia, Fandango, Altre
Storie, The Match Factory, True Colours, Taodue, Rodeo Drive,
Istituto Luce, HBO Sports, Medusa, Minerva Pictures,
House of Film e diverse altre produzioni
indipendenti italiane, spesso in coproduzioni internazionali con
Netflix e Amazon.
Per le tematiche inerenti e
collegate alla salvaguardia ambientale, Filming Italy – Los
Angeles rinnova la sua collaborazione con
FareAmbiente, movimento ecologista europeo per lo
sviluppo sostenibile, di cui è presidente il filosofo
Vincenzo Pepe.
Filming Italy – Los Angeles
è attento alla cura e la salvaguardia dell’ambiente, facendo
realizzare infatti tutti i premi con materiali eco-sostenibili e di
riciclo, per promuovere la tutela ambientale e dimostrare che anche
in queste occasioni si può avere un’attenzione per il pianeta
utilizzando materie come il vetro, un “green carpet” e materiali
riciclati.
Il Festival quest’anno gode anche
della collaborazione di Never Alone, iniziativa
della CHOPRA FOUNDATION che si pone l’obiettivo di aiutare i
giovani con disturbi e disagi, grazie a delle comunità in cui
parlare ed affrontare i problemi. In questa occasione sarà
proiettato un video del suo fondatore, il medico pioniere della
medicina integrativa, Deepak Chopra.
Organizzato da Tiziana
Rocca, Agnus Dei e Valeria Rumori, Istituto Italiano di Cultura Los
Angeles.
Con il patrocinio di: Ministero degli Affari Esteri e
della Cooperazione Internazionale, Ministero dello Sviluppo
Economico e MiBACT “Con il riconoscimento della Direzione Generale
Cinema e Audiovisivo del Ministero per i beni e le attività
culturali e per il turismo”
Sotto gli auspici dell’Ambasciata d’Italia a Washington
e del Consolato Generale d’Italia a Los Angeles.
In collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti
d’America in Italia.
In collaborazione con APA – Associazione Produttori
Audiovisivi.
Con la partnership della Regione Lazio.
Con il supporto di S.N.C.C.I. – Sindacato Nazionale
Critici Cinematografici Italiani.
Con il patrocinio di: Agenzia ICE – Italian Trade &
Investment Agency, Agenzia per la promozione all’estero e
l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ANICA –
Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive
Multimediali, CONI – Comitato Olimpico Nazionale Italiano, ITALY
FOR MOVIES, ANEC – Associazione Nazionale Esercenti Cinema, CNA
Cinema e Audiovisivo, Women in Film, TV & Media Italia, WIF Los
Angeles, 100autori – Associazione della Autorialità Cinetelevisiva,
ROMA LAZIO FILM COMMISSION, FareAmbiente.
MEDIA PARTNERS: Affaritaliani.It, Best Movie, Box
Office, Cinecittà News, Cinematografo.It, Corriere della Sera, Film
4 Life, Fred Radio, Grazia, MyMovies, Rai Movie, Rai Cinema
Channel, Variety.
CHARITY PARTNERS: FareAmbiente, Telethon, Never
Alone.
PARTNER TECNICI: Making Beauty Master Academy di Chiara
Corsaletti, Vanini – Icam, Simone Belli, Cotril.
UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE
A:
La Cineteca di
Bologna, che ci ha dato la possibilità di proiettare in
occasione del “Filming Italy: Dante 700” il film restaurato dalla
Cineteca “L’inferno” diretto da Francesco Bertolini nel 1911.
Pomellato, brand
di gioielli fondato nel 1967 a Milano, che con la sua iniziativa
‘Pomellato For Women’, lanciata per celebrare i 50 anni della
Maison, evidenzia l’importanza della leadership femminile, oltre ad
ascoltare, favorire l’empowerment, promuovere l’inclusione e
raggiungere la parità di genere.
Cioccolato Vanini
e l’azienda leader nel settore ICAM, da sempre
molto vicina alla crescita delle persone, in particolare dei
giovani, che ha voluto sostenere il Festival e il settore
cinematografico, particolarmente colpito dalla pandemia.
La produttrice Adriana
Chiesa Di Palma per la sua costante dedizione al cinema
indipendente europeo di qualità, che si riflette nell’attività
della società ACEK Srl.
La Sartoria
Tirelli, caposaldo nella storia dello spettacolo italiano,
che ha realizzato capi e costumi per i più grandi film e opere
teatrali internazionali e ha concorso alla popolarità di celebri
costumisti italiani. Dino Trappetti e la Sartoria
Tirelli si congratula con Matteo Garrone per il
premio Filming Italy Los Angeles Best Movie:
“Pinocchio ha incantato tutti noi. E cogliamo l’occasione
per rallegrarci ancora una volta con Massimo Cantini Parrini per la
Nomination all’Oscar per i migliori costumi. Siamo onorati di aver
potuto realizzare questi speciali costumi con la dedizione e la
qualità che ci hanno sempre contraddistinto”.
Le penne stilografiche
Montegrappa, piccoli capolavori made in Italy e
sintesi perfetta di tradizione e innovazione fin dal 1912, con cui
verranno premiati diversi artisti di questa edizione.
San Benedetto, che
con le sue lattine ecologiche e bottiglie di vetro, è tra le prime
aziende sempre più attente al rispetto dell’ambiente e al problema
della plastica in eccesso.
EDI – Effetti Digitali
Italiani, società made in Italy leader nel settore degli
effetti visivi, che utilizza solo energie rinnovabili.
Sarà Filmauro a portare sul grande
schermo jOBS Get inspired, l’attesa biografia cinematografia su
Steve Jobs diretta da Joshua Michael Stern e interpretata dal
giovane divo di Hollywood Ashton Kutcher. Ad annunciarlo a
Riccione nel corso delle Giornate Estive di Cinema Aurelio e Luigi
De Laurentiis.Tra gli altri interpreti anche James Woods, Ron
Eldard, John Getz, Lesley Ann Warren e Dermot Mulroney.
I primi minuti di un
film sono considerati una parte molto importante
di un’opera cinematografica. Infatti la scena
d’apertura di un film può davvero
determinare il grado di attenzione che lo spettatore poi volgerà a
tutta la visione. Ebbene il cinema ha da sempre
regalato scene incredibili, e alcune di esse sono entrate
addirittura nell’immaginario collettivo. Ebbene eccone 15 che
secondo noi meritano di essere menzionate in una lista.
Film, serie TV, calcio,
animazione: il 2022 prosegue con le innumerevoli novità
della Pay TV, da godersi davanti al piccolo
schermo.
Una passione senza fine per grandi
e piccini. Uno sguardo attento alla programmazione di marzo e
aprile ci permette di scoprire interessanti anticipazioni, e
svelare i palinsesti targati Netflix, Disney + e DAZN.
Garantirsi l’abbonamento su
misura non è difficile, un aiuto fondamentale ci arriva
delle proposte Pay TV su
Facile.it che semplificano la ricerca della soluzione
più conveniente, perfettamente allineata alla tipologia di
programmi preferiti.
Netflix, tante sorprese in
serbo nella programmazione di aprile
Fra film e serie TV, l’offerta
Netflix assicura una programmazione
straordinariamente interessante, con soluzioni a misura, in grado
di soddisfare le aspettative dei tanti fan.
Aprile svela due appuntamenti
straordinari, messi a calendario il 1° e il 22. Si tratta
rispettivamente di The Bubble e Along of
the Ride.
Per chi ama le serie
TV su Netflix, ad aprile arrivano
Anatomy of a Scandal (15 aprile 2022) e la seconda
parte della quarta stagione di Ozark (29 aprile
2022).
Marvel e Disney+ un
connubio di successo
Disney Plus
riunisce in un’unica piattaforma tutti i contenuti Marvel, con un’ampia
scelta di serie TV e film. Una proposta che si
arricchisce con continuità di nuovi titoli, per offrire alla
nutrita schiera di fan tanti personaggi e un ampio ventaglio di
storie, fra cui scegliere quelle più amate.
Il mese di marzo porta in dono ai
clienti di Disney + due graditi ritorni grazie ai
nuovi episodi delle serie TV Grey’s Anatomy, a
partire dal 23 marzo, e di The Resident dal 30
marzo.
Ancora tanto spazio per la
programmazione delle serie TV con la terza
stagione di Better Things, e di 911: Lone
Star, e l’undicesima di Bob’s Burgers.
Prima stagione al via per Star, Bless this Mess, Week-end
in Famiglia e Moon Knight.
A fine marzo l’attenzione è tutta
puntata sul finale della prima stagione di Queens – Regine
dell’Hip Hop.
Dal grande schermo alla prima
visione in TV il passo è breve, prova ne è l’arrivo a marzo di tre
grandi proposte per Disney Plus. Parliamo di
West Side Story, Gli occhi di Tammy
Faye e La fiera delle Illusioni.
DAZN svela date e orari
della Serie A TIM 2021/2022 fino alla 30ª giornata
Per chi non desidera perdere
neppure un minuto del campionato di calcio DAZN
offre in esclusiva le competizioni della Serie A TIM
2021/2022, disponibili sulla piattaforma in streaming live
e on demand.
Con l’avvio del mese di marzo
DAZN svela date e orari della Serie A TIM
2021/2022 fino alla 30ª giornata.
Chi si è perso qualche incontro
della stagione, o desidera rivedere una partita, può farlo
accedendo sull’area che DAZN dedica alla Serie A
TIM, oppure semplicemente scrivendo il nome delle due squadre che
si sono affrontate nella competizione, inserendole nella barra
della ricerca e cliccando sull’evento.
Un tempo i film
western erano onnipresenti a Hollywood come lo sono oggi i
film di supereroi. Gli studios li sfornavano anno dopo anno, alcuni
meglio di altri, ma dopo un certo punto il genere si è spento. È un
peccato, perché è uno dei generi più belli e avvincenti della
storia del cinema. Ma continua a vivere nell’era dello streaming!
Che siate alla ricerca di qualcosa di classico, di moderno o di una
via di mezzo, abbiamo raccolto un elenco dei migliori film
western presenti su Netflix
in questo momento.
Non trovate quello che state
cercando? Consultate il nostro elenco dei migliori film western del
21° secolo, dei migliori film western di registi non americani o
degli spettacoli che hanno aperto la strada a “Yellowstone“.
Per altri consigli, sfogliate il nostro elenco dei migliori film su
Netflix di tutti i generi. Un’unica sola
eccezione, la serie Godless, perché ricorda tanto un intramontabile
film western!
Highwaymen – L’ultima imboscata
(2019)
Sostenuto dalla coppia di
protagonisti
Woody Harrelson e
Kevin Costner, The Highwaymen
racconta l’affascinante storia vera dei due uomini di legge che,
usciti dalla pensione, riuscirono finalmente a catturare la
famigerata coppia di terrorizzatori Bonnie e Clyde. Diretto da John
Lee Hancock, The
Highwaymen è un racconto ricco di azione e di riflessioni che
coniuga il genere western con una storia vera che mostra l’altro
lato di una storia ben raccontata, alla maniera di Wicked.
Candidato al premio del pubblico del SXSW, The Highwaymen è una
corsa all’insegna del brivido.
Concrete Cowboy (2020)
Interpretato da un sempre
straordinario Idris
Elba, Concrete Cowboy racconta la storia
dell’adolescente Cole (Caleb McLaughlin) che, dopo
essere stato mandato a vivere con il padre con cui ha un rapporto
disfunzionale, trova conforto e un senso di libertà in un gruppo di
cowboy neri di Philadelphia. Diretto da Ricky Staub, vincitore del
premio “Directors to Watch” del Palm Spring International Film
Festival per questo progetto, Concrete Cowboy è
una storia commovente con un cast ancora più grande, che dà il
meglio di sé. Con i temi dell’identità e del raggiungimento
dell’età, fondamentali per la narrazione, questo film è allo stesso
tempo unico e profondamente relazionabile.
Cowboy Bebop (2021)
Basata sull’adorata serie anime,
Cowboy Bebop vede una banda di improbabili eroi
riunirsi con un obiettivo comune: eliminare per sempre il crimine
dalla nostra galassia. Interpretata da attori del calibro di
John Cho e Mustafa Shakir, la serie riesce a
camminare magnificamente sulla linea tra l’astronomico surreale e
il genuinamente tenero. Sicuramente citabile e con un sacco di
stile, questo reboot è adorato sia dai fan dell’originale che dai
nuovi fan. Con una trama piena di divertimento non-stop, Cowboy
Bebop merita le sue lodi infinite, evidenziate dall’acclamato
punteggio del 100% su Rotten Tomatoes e dalla nomination per un
Primetime Emmy.
Thar (2022)
Dimenticate tutto ciò che sapete
sui western del profondo sud americano: Thar è qui
per raccontare una storia ambientata nell’India degli anni Ottanta.
Quando nella piccola città del Rajasthan si moltiplicano gli
omicidi inaspettati, l’ispettore Surekha Singh (Anil Kapoor) viene
assunto per indagare, anche se il percorso del caso mette in
discussione il passato dell’antiquario Siddharth (Harshvardhan
Kapoor) quando i due si incrociano.
Sostenuto dall’affiatamento dei due
protagonisti, che sono in realtà padre e figlio, Thar è una
rappresentazione brutale e senza fronzoli di un poliziesco immerso
in alcuni dei migliori tropi del genere western. Certamente non
volgare con le sue immagini cruente e i suoi omicidi dettagliati,
Thar ha ottenuto numerosi premi in India, con riconoscimenti per la
recitazione, la regia e la fotografia.
The Harder They Fall (2021)
Un fantastico omaggio agli
spaghetti western, la premessa di The Harder They
Fall è semplice ma efficace: il fuorilegge Nat Love
(Jonathan
Majors) riunisce i suoi alleati più duri per
rintracciare Rufus Buck (Idris
Elba), un nemico di Love appena uscito di prigione.
Ispirata a fatti realmente accaduti, la storia è un divertimento
senza sosta, sostenuto da uno degli ensemble western più
intelligenti degli ultimi tempi. Affascinante, vivace e divertente
come pochi, The Harder They Fall è un western da
non perdere, soprattutto se si considera la vittoria del BAFTA per
lo scrittore/regista Jeymes Samuel.
Godless
Questa brutale miniserie creata da
Scott Frank è ambientata nel 1884 e segue il capo
della banda Frank Griffin (Jeff Daniels) mentre dà
la caccia al giovane fuorilegge ed ex studente di Griffin, Roy
Goode (Jack
O’Connell). Tuttavia, quello che all’inizio sembra un
normale inseguimento tra gatti e topi si trasforma in qualcosa di
unico quando i due finiscono a La Belle, nel New Mexico, una
cittadina composta quasi esclusivamente da donne. Ricca di
interpretazioni superbe da parte di tutto l’ensemble,
Godless è una miniserie esteticamente deliziosa ma
tematicamente brutale, con un occhio all’intrattenimento ricco di
azione e uno al dramma emotivamente coinvolgente. Amata sia dal
pubblico che dalla critica, Godless ha certamente meritato i tre
Primetime Emmy vinti.
La ballata di Buster Scruggs (The
Ballad of Buster Scruggs)
Questo film antologico, realizzato
per la prima volta dagli iconici fratelli Coen, è interpretato da
attori del calibro di James Franco e Brendan Gleeson e presenta sei
diverse storie del Vecchio West, ognuna delle quali affonda le
proprie radici nel dramma violento del genere western classico.
Un’indimenticabile cavalcata selvaggia ricca di sei storie uniche,
ognuna appassionante come l’altra, La ballata di Buster Scruggs è forse meglio
riassunta dalle sue impressionanti tre nomination agli Oscar 2019
per la musica, i costumi e la sceneggiatura. La tipica miscela dei
fratelli Coen di commedia enigmatica e azione spesso grintosa si
mostra in tutto il suo splendore, con La ballata di Buster Scruggs
un perfetto esempio del genio cinematografico della coppia.
Un western moderno, immerso nei
migliori pregi dei suoi predecessori, Il potere del cane vede
protagonista Benedict Cumberbatch nei panni di Phil
Burbank, la quintessenza del cowboy. Tuttavia, l’enigmatico stile
di vita di Phil, passato a castrare vitelli e a nuotare nel fango,
viene presto minacciato quando lui e suo fratello incontrano Rose
(Kirsten
Dunst) e suo figlio Peter (Kodi
Smit-McPhee). L’amorevole ode al western della regista
Jane Campion, brutale ma elegante, è stata sottolineata dalla
vittoria dell’Oscar 2022 per la miglior regia, mentre il film ha
ottenuto ben 11 altre nomination. Il film ha vinto anche l’ambito
premio come miglior film ai BAFTA, e il suo successo dimostra senza
dubbio che il genere western è qui non solo per restare, ma per
prosperare.
Ci sono stati momenti nella storia
del cinema in cui la censura e l’etichetta ”film vietato ai
minori” erano arme mortali contro il successo di un film.
Il lungometraggio marchiato non poteva essere proiettato nei cinema
e spesso veniva completamente vietato anche dalla distribuzione.
Fortunatamente, le cose sono cambiate nel corso degli anni: oggi
anche
i film etichettati possono trovare la strada per raggiungere i
fan.
Inoltre, ci sono lungometraggi
vittime della censura del passato che oggi possiamo considerare dei
classici. Alcuni di questi film sono diventati
cult
proprio grazie alla loro categorizzazione mentre altri erano così
validi che, nonostante la censura, hanno raggiunto da subito lo
status di autentici capolavori. Di seguito troverai una lista
contenente
dieci film vietati ai minori che meritano di
essere visti.
Kids – Monelli (1995) è un film
vietato ai minori
Nel 1995, Larry
Clark realizza il controverso dramma adolescenziale
Kids. Il film è scritto dallo sceneggiatore
Harmony Korine e getta uno sguardo realistico sui
ragazzini di New York coinvolti in vicende legate alla promiscuità
sessuale e all’abuso di sostanze.
La presenza di adolescenti nel film
rende Kids un film vietato ai
minori. Nonostante l’X-rating, , i fratelli
Weinstein sono riusciti a far uscire il film
attraverso una compagnia temporanea. Il resto è storia:
Kids è diventato un film di culto, apprezzato da critici
come Roger Ebert.
Lungo la valle delle bambole
(1970)
La valle delle
bambole è un dramma del 1967 diretto da Mark
Robson. Il film segue le vicende di tre donne che decidono
di intraprendere una bizzarra carriera nel mondo
dell’intrattenimento per adulti. Tre anni dopo, il regista
Russ Meyer dirige un film parodia dell’originale:
Lungo la valle delle bambole.
Quello di Meyer,
scritto tra l’altro dal critico cinematografico Roger
Ebert, diventa subito un film vietato ai
minori di 18 anni. Per provocare il sistema di censura,
Meyer vorrebbe aggiungere ancora più scene di
sesso e nudi, ma la Fox fa uscire il
lungometraggio prima che il regista possa modificarlo. Da allora
Lungo la valle delle bambole è un amato cult e la
Criterion Collection ha persino rilasciato un’edizione speciale del
film nel 2016.
Crash (1996)
David
Cronenberg ha sempre realizzato film che sfiorano i
confini della decenza. Oltre a Scanners, lungometraggio
censurato e diventato poi un apprezzatissimo classico, anche il
lungometraggio Crash del 1996 è viene vietato ai minori di
18 anni.
Crash mostra atti sessuali
spinti e incidenti traumatici. Per questi temi, c’è molta polemica
sull’uscita del film: il British Board of Film
Classification lotta a lungo per bandirlo. Nonostante le
proteste, Crash viene rilasciato ed è un successo.
Vince addirittura il premio speciale della giuria a
Cannes ed è tutt’oggi un classico.
Non aprite quella porta – Parte 2
(1986)
Non stiamo parlando del
primo
film della serie, ma di Non aprite quella porta – Parte
2: per gli appassionati di horror e per gli studiosi di cinema
il sequel è un capolavoro. Il dark humour costruito attorno a
Leatherface e alla sua famiglia merita una menzione
speciale.
Non aprite quella porta – Parte
2 è oggi un cult che viene ancora proiettato nelle sale
di tutto il mondo. Se il film originale è riuscito ad ottenere un
R-rating – sigla che indica i lungometraggi vietati ai minori di 17
anni senza la presenza di un adulto – il secondo capitolo rientra
tra i film vietati ai minorenni.
Anche La casa (1981) è un film
vietato ai minori
Anche il regista Sam Raimi ha realizzato un film
vietato ai minori: si tratta de La casa,
lungometraggio del 1981 che ha ricevuto un X-rating per la
violenza delle immagini e per la rappresentazione dei demoniaci
Deadittes.
Se la censura credeva di poter
stroncare sul nascere la carriera de La casa, il
film vietato è diventato un cult e ha dato origine
ad una serie di sottoprodotti: due sequel, un remake e uno show
televisivo.
Ultimo tango a Parigi (1972)
Un altro lungometraggio
torturato dalla censura è Ultimo Tango a Parigi di Bernardo Bertolucci. La critica italiana ha
mosso accuse pesanti contro il film, condannando il regista e
l’attore principale Marlon Brando.
Tuttavia, non sono mancati gli
elogi: il più grande critico cinematografico dell’epoca,
Pauline Kael, ha definito Ultimo Tango a
Parigi il “film erotico più potente mai realizzato”.
Alta tensione (2003)
Per gli amanti dell’horror,
il film francese Alta tensione è imprescindibile. Il cult
del 2003 si focalizza su due ragazze che si isolano in una fattoria
per studiare e che finiscono accidentalmente nel mirino di un
serial killer.
Anche Alta tensione è
stato etichettato come film vietato ai minori, ma
nonostante ciò è riuscito a guadagnarsi una buona reputazione tra i
fan del genere.
Il cameraman e l’assassino
(1992)
Il cameraman e
l’assassino non è uno dei film più conosciuti, ma è
apprezzatissimo nei circoli cinematografici e tra i cinefili. Il
lungometraggio è uscito nel 1992 ma è estremamente avanguardista:
un mockumentary in bianco e nero che segue le azioni compiute da un
serial killer.
Il film, seppur vietato ai
minori, è riuscito a debuttare a Cannes, ad ottenere il il
Premio Internazionale della Critica e a diventare
un cult.
Showgirls (1995) è un film vietato
ai minori
Showgirls è un
film di Paul Verhoeven che parla di una
ragazza (Elizabeth Berkley) che si dirige a Las
Vegas con la speranza di diventare una showgirl.
Sono pochi a ritenere
Showgirls un buon film. Censurato e vietato ai
minori di 18 anni, il lungometraggio è stato un fallimento
al botteghino ma un enorme successo in home video, diventando un
classico cult negli anni successivi alla sua uscita.
Y
Tu Mama Tambien – Anche tua madre (2001)
Alfonso
Cuaron è stato il primo regista messicano a vincere il
premio come miglior regista agli Academy
Awards e a ricevere
nomination agli Oscar in sei diverse
categorie.Una è stata quella
per la migliore sceneggiatura originale con Y
Tu Mama Tambien.
Il
lungometraggio è un dramma di formazione su due
ragazzi adolescenti che fanno un viaggio in macchina con una donna
anziana. Il film è stato vietato ai minori per i
contenuti sessuali e la rappresentazione dell’abuso di sostanze.
Nonostante ciò, Y Tu Mama Tambien ha sbancato al box
office dei cinema messicani e rimane ancora oggi un
capolavoro.
Il 20 marzo
2012 l’appuntamento in edicola con Film
Tv sarà imperdibile: la storica rivista di cinema,
televisione, musica e spettacolo raggiunge il numero
1000, e si prepara a festeggiare il “compleanno” con
un’edizione speciale.
Alta tensione, crimini da risolvere, suspense e colpi di scena. Il
thriller è uno
dei generi più coinvolgenti del cinema: ci tiene con gli occhi
incollati allo schermo, ci fa dubitare di tutti i personaggi e ci
trascina negli angoli più bui della mente umana. È anche un genere
dai confini labili, che si ibrida spesso con il poliziesco,
l’horror, il noir psicologico e il giallo.
Da
Alfred Hitchcock a David Fincher, dai capolavori del passato ai
titoli più recenti, ecco una guida ragionata ai film thriller da vedere, con focus
sui migliori, sui thriller psicologici, sui titoli recenti e su
quelli disponibili su Netflix.
Tra i film thriller da
vedere assolutamente, ecco due film relativamente recenti,
tra i migliori, forse, del genere. Entrambi esplorano quello che
esiste di più oscuro nella natura umana, mentre i protagonisti sono
alle prese con delle misteriose scomparse.
Seven, David Fincher (1996). Il detective William
Somerset è alle prese con il suo ultimo caso prima della pensione,
aiutato dal nuovo arrivato David Mills. Sono alle prese con una
serie di omicidi crudi e sanguinari, e presto si rendono conto di
aver a che fare con un serial killer che mira ad uccidere coloro
che per lui rappresentano uno dei sette peccati capitali.
Shutter Island, Martin Scorsese (2010). È forse il
film del regista americano meno apprezzato dalla critica, ma è
consigliatissimo per l’altissimo valore della produzione, per la
regia e la recitazione eccezionale, e per la trama intricata.
L’ufficiale detective Teddy Daniels arriva con il partner in un
ospedale psichiatrico di nome Shutter Island, incaricato di
investigare la scomparsa di una donna. Mentre Teddy scopre segreti
oscuri, il proprio passato doloroso e crudo riemerge.
Prisoners, Denis Villeneuve
(2013). In una cittadina della provincia americana due bambine
spariscono. Keller, padre di una di esse, è convinto che il
colpevole sia un giovane del quartiere e decide di rapirlo per
farlo confessare con la forza. Nel frattempo l’investigatore Loki,
impegnato ostinatamente sul caso, si mette sulle tracce di un altro
sospettato.
Va’ e uccidi (1962). Subìto il lavaggio del
cervello da parte dei comunisti, un sergente americano rientra
dalla Corea trasformato in sicario telecomandato per un attentato politico che
potrebbe sovvertire la situazione degli stati Uniti.
Duel, Steven Spielberg (1973) David Mann,
tranquillo commesso, si ritrova imprigionato in un pericoloso gioco
al gatto e al topo in autostrada con un mostruoso camion guidato da
un misterioso psicopatico.
Cape fear – Il promontorio della paura, Martin
Scorsese (1991) Nel processo contro Max Cady, l’avvocato
difensore Sam Bowden non presentò delle prove che avrebbero potuto
ridurrela pena dell’accusato. Scontati i 14 anni di prigione, Cady
elabora un piano per vendicarsi.
I tre giorni del Condor, Sidney Pollack.
(1975). Un ricercatore della CIA è l’unico superstite di una
sezione di New York dell’organizzazione, sterminata da un gruppo di
sicari. Con l’aiuto di Kathie sfugge agli assassini che lo braccano
e scopre che dietro al complotto si nasconde la CIA stessa.
La finestra sul cortile, Alfred Hitchcock.
(1954) Costretto sulla sedia a rotelle da un incidente sul lavoro,
che gli ha procurato la frattura di una gamba, un fotoreporter
d’azione passa il tempo spiando col teleobiettivo i suoi vicini di
casa.
The Killer (2023), Dopo un fatidico errore, un
assassino affronta i suoi mandanti e se stesso in una missione di
vendetta internazionale che sostiene non sia affatto
personale.
Nessuno ti salverà, 2023) Sola ma piena di
speranza, la giovane Brynn trova conforto nella casa in cui è
cresciuta, fino a quando una notte viene svegliata da strani rumori
causati da intrusi decisamente ultraterreni.
Bussano alla porta (2023) Mentre sono in
vacanza in una baita isolata, una giovane ragazza e i suoi genitori
vengono presi in ostaggio da quattro sconosciuti armati che
chiedono alla famiglia di compiere una scelta impensabile per
evitare l’apocalisse.
Animali notturni, Tom Ford (2018) Susan riceve
un pacco contenente un manoscritto, inviatole dall’ex marito,
Edward. Il romanzo è dedicato a lei, ma ha un contenuto violento e
sconvolgente che la porta a ricordare la relazione avuta con
l’autore.
Psycho, Alfred Hitchcock (1960). Uno dei classici del
genere per eccellenza, con qualche sfumatura horror. La segretaria
Marion Crane ha rubato 40.000 dollari dal proprio datore di lavoro
con l’obiettivo di fuggire con il proprio fidanzato Sam. È in fuga,
ma viene sorpresa da un terribile temporale. Decide quindi di
fermarsi per la notte in un piccolo e nascosto motel, dove incontra
il gentile ma inquietante proprietario, Norman Bates. Questi è
appassionato di imbalsamazione e ha una relazione difficle con la
madre, e qualcosa da nascondere.
L’uomo senza sonno, Brad Anderson (2004) Da
esattamente un anno, il metalmeccanico Trevor Reznik è consumato da
un’implacabile insonnia che gli impedisce di ragionare lucidamente.
In più, la presenza incombente del misterioso Ivan scatena in lui
una confusa ossessione. Comincia allora a convincersi che qualcuno
stia tramando per farlo impazzire.
Take Shelter (2011) Jeff Nichols. A LaGrange,
nell’Ohio, Curtis LaForche fa sogni apocalittici e ha allucinazioni
visive e uditive di pioggia “come olio di motore fresco”, sciami di
uccelli neri e minacciosi, e subisce danni dalle persone a lui
vicine. Nasconde tutto questo alla moglie Samantha e alla figlia
sorda Hannah. Incanala invece le sue ansie in un’ossessione
compulsiva per migliorare e ingrandire il rifugio antitempesta nel
suo cortile; tuttavia, il suo comportamento sempre più strano – tra
cui la tendenza a tagliare i ponti con chiunque nella sua vita gli
abbia fatto del male solo nei suoi sogni – mette a dura prova i
suoi rapporti con la famiglia, gli amici, il datore di lavoro e
l’affiatata cittadina. Mette anche a rischio il suo lavoro di
costruttore edile, dato che prende in prestito le attrezzature
dell’azienda per costruire il suo rifugio.
Film thriller psicologici da
vedere
Alcuni dei film thriller più
intensi sono quelli che mettono in primo piano ed esplorano
gli stati psicologici instabili dei proopri protagonisti.
Anche qui, si contaminano con altri generi, come il gotico e le
storie di detective, ma anche l’horror. Ecco i film
thriller psicologici da vedere assolutamente.
Il Sesto Senso, M. Night Shyamalan (1999). Un
bambino di nome Cole Sear ha un segreto oscuro: è perseguitato da
fantasmi, anime di coloro che hanno lasciato problemi irrisolti e
appaiono dalle ombre. Ha troppa paura per rivelare il proprio
segreto, ma si aprirà con lo psicologo Dr. Malcolm Crowe, che
cercherà di scoprire la verità sulle abilità sovrannaturali del
bambino.
Il cigno nero, Darren Aronofsky (2011). Nina è una
ballerina la cui passione per la danza domina ogni
aspetto della vita. Quando il direttore artistico della compagnia
decide di scegliere una nuova ballerina per la produzione de Il
Lago dei Cigni, Nina ottiene il ruolo. Alle prese con le pressioni
esercitate dalla madre morobsa e dal direttore, Nina scoprirò il
suo lato più oscuro mentre lavora ai personaggi del Cigno Bianco e
del Cigno Nero.
I segreti di Wind River, Taylor Sheridan (2017). Una guardia
forestale trova il corpo di una ragazza nei boschi di una riserva
indiana. L’autopsia rivela che è stata stuprata, e una agente
dell’FBI viene inviata a indagare collaborando con l’uomo.
Gothika, Mathieu Kassovitz. (2003) Miranda
Grey è una psicologa criminale che si occupa delle pericolose
detenute. In seguito a un terribile incidente, la donna scopre di
essere stata accusata dell’omicidio di suo marito.
La promessa dell’assassino, David Cronenberg
(2007) Una ostetrica indaga sulla pista tracciata da un diario di
una giovane madre russa morta per complicazioni legate al
parto.
Il collezionista di ossa, Phillip Noyce (1999)
New York. In seguito all’ennesimo efferato omicidio compiuto da un
assassino seriale, l’agente Lincoln Rhyme inizia le indagini.
Spietato e allo stesso tempo enigmatico, il caso mette in serie
difficoltà la squadra omicidi.
Film thriller horror: quando la
tensione sfocia nel terrore
E a volte, il genere si tinge di
orrore. Ecco i film thriller da vedere horror:
Il silenzio degli innocenti, Jonathan Demme (1991).
Clarice Starling è una studentessa modello all’accademia dell’FBI.
Viene incaricata di intervistare il Dottor Hannibal Lecter, uno
psichiatra brillante che è anche uno psicopatico violento,
condannato per vari omicidi e per cannibalismo. Il motivo per cui
viene mandata dall’uomo è perché Lecter potrebbe aiutare nella
risoluzione di un caso, e che Clarice, essendo una donna attrente,
potrebbe essere un’esca efficace.
La cura del benessere, Gore Verbinski (2017).
Il regista di The Ring torna con un thriller che scivola facilmente
e ripetutamente nell’horror. Un giovane ambizioso viene mandato in
un lussuoso centro benessere in Svizzera, con lo scopo di
recuperare il CEO della compagnia per la quale lavora. Ma presto
sospetterà che i trattamenti miracolosi del centro non sono quel
che semrano essere. Scopre dei segreti terrificanti, e la sua
sanità mentale viene messa alla prova.
L’uomo invisibile, Leigh Whannell
(2020). Intrappolata in una relazione violenta con un brillante
scienziato, Cecilia Kass scappa nel cuore della notte facendo
perdere le sue tracce. Nel frattempo, l’uomo sta escogitando un
diabolico piano.
The Lighthouse (2019) – Robert
Eggers. Su un’isola battuta dal vento, due guardiani del
faro restano isolati dal mondo e scivolano lentamente nella follia.
Girato in bianco e nero, claustrofobico e allucinato, è un viaggio
disturbante nella psiche e nell’ossessione.
Unsane (2018) – Steven Soderbergh. Una
giovane donna viene ricoverata contro la sua volontà in una clinica
psichiatrica e crede di riconoscere tra il personale il suo
stalker. Soderbergh gira in digitale “sporco”, accentuando la
sensazione di paranoia e di realtà distorta.
Noi (2019) – Jordan Peele. Una famiglia in
vacanza si trova faccia a faccia con un gruppo di inquietanti
sosia, identici in ogni dettaglio ma mossi da una violenza
inspiegabile. Peele costruisce un incubo simbolico sul doppio,
sull’identità e sulle parti oscure che la società preferisce
ignorare, trasformando il film in un labirinto psicologico più che
in un semplice home invasion.
Hereditary – Le radici del male (2018) – Ari
Aster. Dopo la morte della nonna, strane presenze iniziano
a tormentare una famiglia già segnata da lutti e fragilità mentali.
Aster firma un horror psicologico devastante, dove il trauma si
trasforma lentamente in paranoia e la perdita di controllo diventa
l’elemento più spaventoso. Un’opera che scava nel dolore, nelle
eredità familiari e nella sensazione di essere destinati alla
rovina.
Miss
Violence (2013) – Alexandros Avranas Una famiglia
apparentemente normale nasconde un sistema di violenza e
coercizione che emerge solo attraverso piccoli segnali, dettagli e
comportamenti disturbanti. Avranas racconta un incubo domestico che
procede per sottrazione, senza mai mostrare tutto ma lasciando
intuire l’orrore psicologico dietro l’apparente ordine. Un film
glaciale, disturbante e difficilissimo da dimenticare.
Film thriller da vedere recenti
(2025-2019)
Negli ultimi anni il genere thriller ha vissuto una nuova
stagione d’oro, tra mystery sofisticati, produzioni
Blumhouse, reinvenzioni del noir e tensioni psicologiche sempre più
raffinate. Dalle piattaforme streaming ai titoli più discussi in
sala, ecco una selezione di thriller recenti che meritano
assolutamente di essere recuperati.
The Accountant 2 di Gavin O’Connor. Christian
Wolff ha talento nel risolvere problemi complessi. Quando un
vecchio conoscente viene ucciso e lascia un messaggio misterioso
chiedendo di trovare il contabile, Wolff deve collaborare con suo
fratello Brax per risolvere il caso.
Tre Rivelazioni (2025) di Yeon Sang-ho. Un pastore
che crede nelle rivelazioni divine e un investigatore perseguitato
da visioni affrontano i loro demoni personali mentre cercano una
persona scomparsa.
I
peccatori (2024). Un piccolo paese di provincia viene
sconvolto dalla scomparsa di una studentessa modello. Le indagini
rivelano un groviglio di gelosie, bugie e segreti familiari che
trasformano la comunità in un microcosmo inquietante. Un thriller
teso e sempre sul filo del sospetto.
La notte arriva sempre di Benjamin Caron.
Minacciata di sfratto, una donna è disposta a rischiare tutto per
assicurarsi la casa che rappresenta un futuro per sé e per suo
fratello, che ha bisogno di cure costanti. Ha una sola notte per
per raccogliere 25.000 dollari.
Weapons
(2024). Il regista di Barbarian firma un racconto corale fatto di incastri
temporali, ombre e violenza latente. L’atmosfera cresce scena dopo
scena, fino a un finale disturbante che rilegge in chiave
contemporanea i temi della paranoia americana.
La donna della cabina 10 (2025). Tratto dal bestseller
internazionale di Ruth Ware, segue una giornalista in viaggio su
una crociera di lusso che assiste a un possibile omicidio… che
tutti negano sia mai avvenuto. Elegante, claustrofobico e ricco di
false piste, perfetto per chi ama i mystery psicologici.
Locked – In Trappola
(2025). Una donna rimane intrappolata nella sua smart home
dopo un blackout misterioso. La casa inizia a comportarsi in modo
anomalo, mentre qualcuno sembra controllare tutto dall’esterno. Un
thriller ad alta tensione che sfrutta con efficacia il tema della
tecnologia “contro”.
Vicious (2025).
Quando una serie di attacchi brutali sconvolge una cittadina
isolata, una giovane poliziotta inizia a indagare su un predatore
che sembra conoscere ogni mossa delle sue vittime. Cupo, feroce e
imprevedibile, è uno dei thriller più inquieti della nuova stagione
horror-thriller.
Misteri dal Profondo
(2024). Una spedizione scientifica in mare aperto si
trasforma in un incubo quando la troupe scopre tracce di un’entità
sconosciuta nelle profondità dell’oceano. Il film unisce thriller,
mistero e survival, con un crescendo ansiogeno che ricorda
The Abyss e
Underwater.
Film thriller 2023
Il
2023 è stato un anno ricco di thriller molto diversi tra loro: dal
cinema d’autore alle produzioni mainstream, dalle indagini più
classiche ai racconti psicologici estremi. Ecco i titoli più
interessanti usciti nel corso dell’anno, da recuperare
assolutamente.
Beau ha paura (Beau Is Afraid) – Ari Aster . Un
viaggio surreale e inquieto attraverso le fobie e le ossessioni di
un uomo che prova a raggiungere la madre. Aster costruisce un
thriller psicologico allucinato e disturbante, dove la paura nasce
dalla mente del protagonista.
Sharper – Benjamin
Caron. Storia di truffe, vendette e doppi giochi ambientata tra New
York e l’alta società americana. Nulla è davvero come sembra e ogni
personaggio gioca una partita personale. Thriller elegante,
costruito come un puzzle.
Oppenheimer – Christopher Nolan. Il racconto della
nascita della bomba atomica diventa un thriller storico e mentale,
attraversato da paranoie, segreti di Stato e ossessioni morali.
Nolan firma uno dei film più discussi dell’anno.
Missing – Nick
Johnson, Will Merrick. Quando sua madre scompare durante un
viaggio, June tenta di rintracciarla usando solo strumenti digitali
e piattaforme online. Un thriller “screenlife” snervante e
sorprendente, che aggiorna il linguaggio del genere.
Retribution –
Nimród Antal. Un padre riceve una telefonata anonima: c’è una bomba
sotto il sedile dell’auto. Se scende, esplode. Un thriller in tempo
reale che tiene la tensione altissima, con un Liam
Neeson in pieno controllo del genere.
Reptile – Grant
Singer. L’omicidio di una giovane agente immobiliare porta alla
luce una rete di bugie e manipolazioni. Del Toro è un detective
ambiguo e impenetrabile in un thriller d’atmosfera, pieno di
piccole inquietudini.
The Plane –
Jean-François Richet. Dopo un atterraggio d’emergenza su un’isola
controllata da milizie locali, un pilota deve proteggere i
passeggeri insieme a un prigioniero misterioso. Un action-thriller
solido, teso e adrenalinico.
Hypnotic –
Robert Rodriguez. Un detective indaga sulla scomparsa di sua figlia
e si ritrova dentro una spirale di manipolazioni mentali e realtà
alterate. Rodriguez firma un thriller fantascientifico dallo stile
pop e ricco di colpi di scena.
L’ultima notte di
Amore – Andrea Di Stefano. Un poliziotto prossimo alla
pensione vive un turno notturno che cambia per sempre la sua vita.
Un noir milanese asciutto e realistico, tra crimine, corruzione e
scelte senza ritorno.
Assassinio a
Venezia – Kenneth Branagh. Poirot viene trascinato in
un mistero durante una seduta spiritica nella laguna veneziana. Un
thriller investigativo con venature gotiche, uno dei capitoli più
cupi della saga di Branagh.
Nowhere – Albert
Pintó. In fuga da un regime violento, una donna resta intrappolata
in un container alla deriva in mare aperto. Un survival-thriller
claustrofobico e fisico, quasi un one-woman-show.
Film thriller 2022
Il
2022 ha offerto alcuni dei thriller più discussi degli ultimi anni,
tra indagini ossessive, paranoia, tensione psicologica e racconti
che sfociano nel perturbante. Ecco i titoli più significativi da
recuperare.
La notte del 12 – Dominik Moll. Un thriller
investigativo teso e asciutto, ispirato a un caso irrisolto.
L’indagine sulla morte di una giovane donna diventa un’ossessione
per il capitano Vivès, mentre il film esplora maschilità tossica,
ambiguità e frustrazione di fronte a una verità che sfugge sempre.
Uno dei migliori thriller europei dell’anno.
Holy Spider – Ali Abbasi. Ambientato a
Mashhad, in Iran, segue un serial killer che prende di mira le
prostitute convinto di “purificare” la città. Un thriller cupo e
politico, che riflette su giustizia, patriarcato e fanatismo
religioso attraverso il punto di vista di una giornalista
determinata a svelare la verità.
Fall – Scott Mann. Due amiche scalano una
torre radio altissima per un’impresa da social, ma restano bloccate
a centinaia di metri d’altezza. Un survival-thriller vertiginoso e
ansiogeno che sfrutta al massimo claustrofobia, vuoto e paura
dell’altezza.
Don’t Worry Darling – Olivia Wilde. Alice vive in una comunità
perfetta degli anni ’50… almeno fino a quando non si accorge che
qualcosa non torna. Tra misteri, paranoia e atmosfere
retro-futuristiche, un thriller psicologico che mette al centro il
controllo e la manipolazione.
Watcher – Chloe Okuno. Una giovane donna
si trasferisce con il compagno in una nuova città e inizia a
sentirsi osservata da un uomo alla finestra di fronte. Teso,
minimale e psicologico, è un thriller che gioca con il tema della
percezione femminile e la paura di non essere credute.
Nope – Jordan Peele. Un thriller sci-fi
che indaga il rapporto tra spettacolo, trauma e predazione. Due
fratelli scoprono qualcosa nei cieli sopra la loro fattoria, dando
vita a un racconto di tensione crescente, che fonde mistero,
western e horror.
Memory – Martin Campbell. Un sicario
esperto, interpretato da Liam Neeson, diventa il bersaglio della
sua stessa organizzazione dopo essersi rifiutato di portare a
termine un incarico. Un thriller d’azione cupo e lineare,
attraversato dal tema della memoria che svanisce.
Glass Onion – Knives Out – Rian Johnson.
Un nuovo caso per Benoit Blanc, questa volta all’interno dell’isola
privata di un miliardario tech. Tra satira sociale, inganni, colpi
di scena e un cast corale, è uno dei thriller più brillanti e
divertenti dell’anno.
Film thriller 2021
Il
2021 è stato un anno ricco di thriller che hanno saputo rinnovare
il genere, tra racconti psicologici, survival estremi e indagini
ossessive. Ecco i titoli più significativi da recuperare.
Old – M. Night
Shyamalan. Una famiglia in vacanza raggiunge una spiaggia isolata
dove il tempo scorre in modo anomalo, accelerando l’invecchiamento
di chiunque vi si trovi. Un thriller psicologico dai toni horror,
che riflette su tempo, corpo e inevitabilità.
Fino all’ultimo
indizio – John Lee Hancock. Un vice-sceriffo dal passato
enigmatico collabora con un giovane detective per catturare un
serial killer a Los Angeles. Teso, atmosferico e interpretato
magistralmente da Denzel Washington, Rami
Malek e Jared
Leto.
La furia di un uomo – Wrath
of Man – Guy Ritchie. Un misterioso uomo si fa assumere
come guardia di sicurezza di un furgone portavalori, rivelando
abilità letali. Un revenge-thriller cupo e glaciale, con Jason Statham in una delle sue performance più
rigide e controllate.
La donna alla
finestra – Joe Wright. Una psicologa affetta da agorafobia
osserva i vicini dalla finestra e crede di essere stata testimone
di un crimine. Tra paranoia, inganni e citazioni hitchcockiane, un
thriller psicologico dal forte gusto rétro.
The Guilty –
Antoine Fuqua. Un operatore del 911 tenta di salvare una donna in
pericolo solo attraverso la voce al telefono. Interamente costruito
sulla tensione vocale e sul volto di Jake Gyllenhaal, è un thriller minimale ma
potentissimo.
Il collezionista di
carte – Paul Schrader. Un ex militare tormentato tenta di
ricostruire la propria vita diventando giocatore professionista, ma
l’arrivo di un giovane in cerca di vendetta lo trascina in un
vortice oscuro. Schrader firma un thriller morale, asciutto e
inquieto.
Prey – Thomas Sieben. Una gita tra amici in un
bosco si trasforma in una fuga disperata quando un misterioso
tiratore li prende di mira. Un survival thriller semplice ma
efficace, dove il terreno selvaggio diventa protagonista.
Quelli che mi vogliono
morto – Taylor Sheridan. Un adolescente testimone di un
omicidio fugge attraverso le foreste del Montana inseguito da due
sicari. Un thriller d’azione solido, con Angelina Jolie nel ruolo di una vigile del
fuoco segnata dal trauma.
Film thriller 2020
Il
2020 ha offerto alcuni dei thriller più originali degli ultimi
anni, tra reinvenzioni horror, racconti psicologici disturbanti e
storie cariche di tensione morale. Ecco i titoli imperdibili del
periodo.
L’uomo invisibile
– Leigh Whannell. Cecilia fugge da una relazione violenta, convinta
che il suo ex – un brillante scienziato – la perseguiti dopo la
morte. Una reinvenzione moderna del classico di H.G. Wells, tesa,
claustrofobica e sorretta da una straordinaria Elizabeth Moss.
The Hunt – Craig
Zobel. Dodici sconosciuti vengono rapiti e liberati in una foresta
per essere cacciati da una misteriosa élite. Un thriller satirico
feroce e sanguinoso, che gioca con politica, paranoia e fake
news.
Sto pensando di finirla
qui – Charlie Kaufman. Una donna intraprende un viaggio
nella famiglia del fidanzato, ma la realtà si frantuma in un
labirinto di ricordi, percezioni e inquietudine. Thriller
psicologico sui generis, visionario e disturbante, tipico del
cinema di Kaufman.
Sono la tua donna (I’m
Your Woman) – Julia Hart. Negli anni ’70, una donna
costretta a fuggire dopo che il marito criminale tradisce la sua
banda deve imparare a sopravvivere e proteggere il suo bambino. Un
thriller neo-noir originale e malinconico, con una grande Rachel Brosnahan.
I Care a Lot – J
Blakeson. Marla Grayson truffa anziani facoltosi diventando la loro
tutrice legale, finché non prende di mira la persona sbagliata. Un
thriller brillante e cinico sul potere, la manipolazione e
l’ambiguità morale, con Rosamund Pike superba.
The Boy – La maledizione
di Brahms – William Brent Bell. Una famiglia si
trasferisce nella tenuta Heelshire Mansion, dove il figlio instaura
un legame inquietante con una misteriosa bambola. Thriller/horror
che riprende la saga di Brahms giocando con ambiguità e
possessioni.
Nocturne – Zu
Quirke. In un prestigioso conservatorio musicale, una studentessa
trova un quaderno appartenuto a una compagna morta e inizia una
spirale di ossessione e rivalità artistica. Thriller psicologico
cupo, che mescola talento, ambizione e soprannaturale.
Film thriller 2019
Il
2019 è stato un anno ricchissimo per il thriller, tra indagini
ossessive, incubi psicologici, horror folk e misteri
claustrofobici. Ecco i titoli più rappresentativi da
recuperare.
Cattive acque
– Todd Haynes. Un avvocato scopre che una grande multinazionale
potrebbe essere responsabile di un numero crescente di morti
inspiegabili. La sua indagine diventa una lotta personale contro un
sistema corrotto, in un thriller legale teso, cupo e basato su una
storia vera.
The Lighthouse
– Robert Eggers. Due guardiani del faro restano isolati su un’isola
battuta dal vento, scivolando in un vortice di paranoia, alcool e
visioni. Un thriller psicologico allucinatorio, girato in un bianco
e nero ipnotico e interpretato magistralmente da Willem Dafoe e Robert Pattinson.
Midsommar – Il villaggio
dei dannati – Ari Aster. Una giovane coppia raggiunge
una comunità svedese per un festival estivo apparentemente
idilliaco che si trasforma presto in un rituale inquietante.
Thriller/horror folk luminoso e disturbante, diventato rapidamente
un cult contemporaneo.
The Lodge –
Veronika Franz, Severin Fiala. Durante una vacanza invernale, due
fratellini e la futura matrigna restano bloccati da una tempesta di
neve in una baita remota. Eventi inspiegabili fanno emergere i
fantasmi psicologici della donna, in un thriller glaciale e pieno
di tensione.
Anna – Luc
Besson. Dietro l’apparenza di una giovane modella si nasconde
un’assassina addestrata e spietata. La sua doppia vita la trascina
in un gioco di tradimenti e inganni tra CIA e KGB, in un thriller
d’azione elegante e carico di adrenalina.
L’uomo del
labirinto – Donato Carrisi. Una donna, rapita 15 anni
prima da un uomo travestito da coniglio, riesce a scappare. Un
medico e un investigatore seguono nuove piste per identificare il
sequestratore. Thriller italiano cupo e pieno di colpi di scena,
basato sul romanzo dello stesso Carrisi.
Il buco – Galder
Gaztelu-Urrutia. In una prigione verticale, il cibo scende piano
piano tra i livelli e chi vive in basso muore di fame. Una parabola
disturbante sulla disuguaglianza e la natura umana, tra thriller,
distopia e horror sociale.
Glass – M.
Night Shyamalan. David Dunn, Elijah Price e “La Bestia” si
ritrovano rinchiusi in un istituto psichiatrico, osservati da una
dottoressa convinta che non abbiano alcun potere speciale. Un
thriller psicologico e investigativo che chiude la trilogia
iniziata con Unbreakable.
Film thriller su Netflix
Tre Rivelazioni (2025) di Yeon Sang-ho. Un pastore
che crede nelle rivelazioni divine e un investigatore perseguitato
da visioni affrontano i loro demoni personali mentre cercano una
persona scomparsa.
La donna della cabina
numero 10, (2025). Durante una crociera di lusso per
un incarico di lavoro, una giornalista assiste al momento in cui
una passeggera è gettata in mare a tarda notte, solo per sentirsi
dire che non è successo. Nonostante nessuno le creda, continua a
cercare risposte.
Havoc,
(2025). Quando un affare di droga va storto, un poliziotto
disilluso deve lottare contro la criminalità di una città
profondamente corrotta per salvare il figlio di un politico.
La notte arriva sempre (2025). Minacciata di
sfratto, una donna è disposta a rischiare tutto per assicurarsi la
casa che rappresenta un futuro per sé e per suo fratello, che ha
bisogno di cure costanti. Ha una sola notte per per raccogliere
25.000 dollari.
Exterritorial – Oltre il
confine (2025). Quando suo figlio scompare durante una visita al
consolato americano di Francoforte e nessuno si ricorda di lui,
Sara, ex agente delle forze speciali, fa di tutto per ritrovarlo,
scoprendo così un oscuro complotto.
Mea Culpa (2024), Un’avvocata di difesa deve
scegliere tra famiglia, dovere e i propri pericolosi desideri
quando accetta il caso di un artista accusato di omicidio.
Abisso (2023), Mentre la città svedese di
Kiruna sprofonda, Frigga è combattuta tra la sua famiglia e il
lavoro come responsabile della sicurezza nella più grande miniera
sotterranea del mondo.
Il mondo dietro di te (2023), La vacanza di
una famiglia in una lussuosa casa in affitto si fa inquietante
quando un attacco informatico mette fuori uso i dispositivi e due
sconosciuti si presentano alla porta.
Fatale – Doppio Inganno (2023), Un’avventura
di una notte a Las Vegas con una donna sconosciuta si trasforma in
un incubo per un agente sportivo sposato e di successo che vede la
sua vita sconvolta.
Reptile (2023), Un detective indurito dalla
vita porta alla luce una complessa rete di inganni mentre scava per
scoprire la verità sul brutale omicidio di una giovane agente
immobiliare.
The Killer (2023), Dopo un fatidico errore, un
assassino affronta i suoi mandanti e se stesso in una missione di
vendetta internazionale che sostiene non sia affatto
personale.
Nowhere, (2023) Incinta, sola e alla deriva,
una donna intrappolata in un container cerca di sopravvivere dopo
essere fuggita da un paese devastato e controllato da un regime
totalitario.
I nostri segreti (2023), Due amiche decidono
di essere l’alibi l’una dell’altra per nascondere i tradimenti ai
rispettivi mariti… ma l’intricata rete di bugie si sfalda quando
una delle due scompare.
Escape Room, Adam Robitel. (2019) Sei sconosciuti
visitano un edificio misterioso per provare un gioco che ha come
scopo la risoluzione di una serie di enigmi. Presto, però, si
rendono conto che ogni stanza è una elaborata trappola che fa parte
di un piano sadico e mortale.
Il legame, Domenico
Emanuele de Feudis (2020). Nel corso di una visita alla
madre del fidanzato nel Sud Italia, una donna deve combattere la
misteriosa e malvagia maledizione a cui sembra essere desitinata
sua figlia.
Bird Box, Susanne Bier
(2018). I sopravvissuti di un pianeta distrutto devono
evitare di incrociare un’entità che assume la forma delle loro
peggiori paure e li uccide. Nella speranza di trovare un rifugio
sicuro, una donna e i suoi bambini attraversano la natura
selvaggia.
Rebecca, Ben
Wheatley (2020). Rebecca è un film del 2020 diretto da Ben
Wheatley. La pellicola, con protagonisti Lily
James, Armie Hammer e Kristin Scott Thomas, è l’adattamento
cinematografico del romanzo gotico del 1938 Rebecca, la prima
moglie scritto da Daphne Du Maurier.
La verità di Grace, Tyler
Perry (2020) Demoralizzata dall’infedeltà dell’ex marito,
Grace Waters ritrova la gioia di vivere grazie a un nuovo amore.
Tuttavia, quando alcuni segreti vengono a galla, la dolce e
vulnerabile Grace diventa violenta.
In inglese li chiamano
heist movie, ma da noi sono noti come film
sulle rapine, quelle storie che mettono alla prova
l’attenzione dello spettatore e girano intorno ad un colpo grosso
che verrà messo a segno plausibilmente da protagonisti sempre più
svegli e un passo avanti a coloro che devono essere truffati o
raggirati e derubati.
Chiaramente ci sono dei titoli trai
film sulle rapine da vedere che hanno fatto la
storia del genere, da La Stangata, storico film
con Paul Newman e Robert Redford, al suo erede più diretto, la
saga di Ocean (tre film e uno spin-off al femminile all’attivo),
che vede protagonisti George Clooney e Brad Pitt nei panni della coppia di mascalzoni
per i quali però si fa il tifo.
Ma quali sono i migliori
film sulle rapine che proprio non possono mancare
all’appello di un vero appassionato del genere? Ve li elenchiamo di
seguito, trai film sulle rapine recenti, i
film sulle rapine storici, e quelli che sono i
migliori film sulle rapine mai realizzati e visti
al cinema.
I migliori film sulle rapine della
storia del cinema
Quel treno per Yuma (film
1957)
Tratto dall’omonimo racconto di
Elmore Leonard la pellicola racconta di Dan, un allevatore in gravi
difficoltà per la siccità, contribuisce alla cattura del bandito
Ben Wade ed accetta l’offerta di 200 dollari per scortarlo al
carcere di Yuma, ben sapendo che dovrà fronteggiare l’intera banda
di Wade che aspetta l’occasione giusta per liberarlo. La suspense
cresce in attesa del treno delle 3 e 10 per Yuma e si acuisce il
conflitto psicologico tra i due protagonisti.
Colpo grosso (1960)
Basterebbe citare gli interpreti
(Frank Sinatra, Dean Martin, Sammy Davis Jr.) per convincervi che
il film è uno dei migliori. Da considerare imperdibile per chi ama
il sotto genere. Nel film Danny Ocean raduna dieci amici, tutti
veterani della seconda guerra mondiale come lui e appartenenti
all’82nd Airborne Division, per organizzare un colpo geniale:
svaligiare contemporaneamente cinque casinò di Las Vegas. Non tutto
andrà come previsto.
La Stangata (1973)
Johnny Hooker ha perso al gioco
tutto ciò che aveva rubato ad un’organizzazione criminale. L’uomo
decide di allearsi a Henry Gondorff, esperto imbroglione, per
escogitare una truffa ai danni del potente Lonnegan.
Le iene (1992)
Esordio col botto per
Quentin Tarantino. A seguito di una rapina andata male, i
membri di una banda iniziano a sospettare l’uno dell’altro perché
sembra che qualcuno abbia parlato più del dovuto.
Heat – La sfida (1995)
Considerato un capolavoro action
della storia del cinema diretto da Michael Mann Heat – La
sfida racconta di uno sfuggente maestro del crimine e la
propria banda effettuano una serie di furti ad alto profilo, uno
dei quali culmina in tre morti. L’uomo conosce un detective della
omicidi e si sfidano, fino all’ultimo scontro finale.
Jackie Brown (1997)
Ha detta di molti, uno dei migliori
film di Quentin Tarantino. La hostess Jackie Brown
esporta illegalmente valuta per conto del trafficante d’armi Ordell
Robbie. Quando viene arrestata deve però guardarsi dal suo socio,
pronto a ucciderla pur di non farla testimoniare.
Ocean’s Eleven – Fate il vostro
gioco (1999)
Remake della pellicola Colpo
grosso del 1960 diretto da uno dei fuoriclasse di Hollywood,
Steven Soderberg, vede riunito un cast d’eccezione composto da
George Clooney, Brad
Pitt, Julia Roberts, Matt
Damon e Andy Garcia.
The Italian Job (2003)
Charlie è il capo di una banda di
rapinatori che è riuscita a rubare un’ingente quantità d’oro da un
palazzo a Venezia. Qualcuno della banda però sta cercando di
impossessarsi di tutto il bottino.
Inside Man (2006)
Diretto dall’acclamato regista
Spike Lee nel film quattro uomini e una donna
vestiti da imbianchini fanno irruzione alla Manhattan Trust e
prendono in ostaggio una cinquantina di persone tra clienti e
dipendenti della banca, costringendoli a indossare delle tute e
delle maschere. L’investigatore Keith Frazier ha il compito di
negoziare con il capo dei malviventi, Dalton Russell, che ha
studiato il proprio piano nei minimi dettagli.
The Town (2010)
Diretto da Ben Affleck è uno dei film sulle rapine di un
certo rilievo della storia recente. Nel film A Charlestown, un
sobborgo di Boston, Doug è il capo di una piccola banda di
rapinatori e si innamora di un suo ostaggio durante l’ultimo colpo
in banca.
Animal Kingdom (2010)
Un ragazzo di 17 anni, rimasto
orfano della madre, va a vivere dalla nonna e gli zii. Questi si
rivelano essere pericolosi criminali coinvolti in una sanguinaria
guerra contro la polizia locale.
Drive (2011)
Diretto dall’acclamato regista
Nicolas Winding Refn e con Ryan Gosling, Drive racconta di Una
controfigura, che sbarca il lunario come autista esperto in fughe,
ha una taglia sulla testa a causa di una rapina andata male.
Altri film sulle
rapine
Four Brothers – Quattro fratelli
(2005)
Quattro fratelli riscoprono i
legami che li uniscono quando la loro madre viene assassinata e
decidono di farsi giustizia trovando il colpevole e
vendicandosi.
21 (2008)
Ben Campbell è uno studente del MIT
con spiccate doti matematiche che, per pagarsi le lezioni, sfrutta
le proprie abilità di calcolo per vincere ai casinò di Las Vegas
insieme ad alcuni brillanti compagni d’università. I ragazzi
giocano sotto la supervisione del poco ortodosso professor Mickey
Rosa, per poi spartirsi le vincite. Per Ben le cose iniziano a
complicarsi dopo i primi successi e, cacciato dal proprio mentore,
decide di organizzare una rivincita.
Nemico pubblico – Public Enemies
(2009)
Altro titolo diretto da Michael
Mann, questa volta racconta la storia vera John Dillinger, noto
criminale e rapinatore della storia americana. Nell’America piegata
dalla Grande Depressione, un uomo fuori dal comune riesce ad
attirarsi il favore e l’attenzione dell’opinione pubblica: John
Dillinger, qualificato dalle autorità statunitensi come Nemico
Pubblico Numero Uno.
Le regole della truffa (2011)
Tripp Kennedy, una volta entrato
nell’agenzia della sua banca, viene coinvolto in una doppia rapina
messa in atto da due diverse gang.
Tower Heist – Colpo ad alto
livello (2011)
Un esilarante commedia con Ben
Stiller che racconta di un gruppo di addetti alla manutenzione,
per punire l’uomo che li ha defraudati delle loro pensioni,
organizza un furto in grande stile.
Cogan – Killing Them Softly
(2012)
Jackie Cogan è un assassino dai
modi rudi e violenti. Viene assoldato dalla mafia per indagare su
una rapina messa in atto durante una segreta partita di poker
organizzata da Markie Trattman, a cui partecipavano solo i nomi più
importanti della malavita. Il compito dell’uomo è quello di trovare
chi ha commesso il furto, punire i colpevoli e riconsegnare il
bottino.
40 carati (2012)
Quando l’ex poliziotto Nick Cassidy
minaccia di gettarsi dal piano più alto di un hotel di New York,
l’intera città rischia di finire in ginocchio: molti, infatti, sono
i grandi segreti legati alla scelta dell’uomo.
In trance (2013)
Dei criminali stanno mettendo a
segno un furto quando uno di loro riceve una botta in testa e
dimentica dove ha nascosto il bottino. I complici lo portano da un’
affascinante ipnoterapeuta.
Now You See Me – I maghi del
crimine (2013)
Una squadra dei più abili
illusionisti del mondo, conosciuto come I quattro cavalieri,
durante la propria trasmissione televisiva riesce a rapinare una
banca di Parigi. Il caso viene affidato agli agenti Dylan dell’FBI
e Alma dell’Interpol.
Codice 999 (2016)
In
Codice 999 Un gruppo di poliziotti corrotti viene ricattato
dalla mafia russa per portare a termine una rapina apparentemente
impossibile.
Insospettabili sospetti
(2017)
Quando perdono la pensione a causa
dell’azienda per la quale lavoravano, tre amici di vecchia data,
Willie, Joe e Al, decidono di rapinare una banca nel disperato
tentativo di portare avanti le loro famiglie.
Baby Driver – Il genio della fuga
(2017)
Diretto da Edgar Wright in Baby
Driver – Il genio della fuga un giovane pilota è costretto a
lavorare per un boss del crimine e deve usare tutta la propria
abilità quando una rapina, destinata a fallire, minaccia la sua
vita e la sua libertà.
American Animals (2018)
Una coppia di amici, studenti
universitari, pianifica il colpo del secolo: il furto di un
preziosissimo volume conservato nella biblioteca d’ateneo. Per
raggiungere il proprio scopo, il duo arruola altri conoscenti.
Film sulle rapine recenti
Negli ultimi anni il genere heist movie ha vissuto una nuova stagione di
popolarità, trainato sia da produzioni cinematografiche ad alto
budget sia da film e serie originali Netflix e Apple
TV+. Se i classici degli anni ’90 e 2000 hanno fissato
le regole del gioco, oggi registi come Michael Bay e Zack
Snyder, insieme a star come Ben
Affleck, Oscar Isaac e Jason Statham, hanno riportato sul
grande schermo e in streaming il fascino del “colpo grosso”.
Ecco i film di rapina più significativi dal 2018 a oggi, che hanno
contribuito a rinnovare il mito del genere.
Widows – Eredità criminale (2018)
Diretto da Steve McQueen,
Widows – Eredità criminale ribalta i codici del genere
affidando a quattro vedove il compito di portare a termine la
rapina incompiuta dei loro mariti. Coniuga thriller e riflessione
sociale, mostrando come il crimine possa nascere anche da necessità
disperate.
Nella tana dei lupi (Den of Thieves, 2018)
Un action urbano che mette in scena lo scontro tra una squadra
d’élite della polizia e un gruppo di rapinatori esperti. Realismo e
tensione fanno da cornice a un duello psicologico che strizza
l’occhio a Heat.
Triple Frontier (2019, Netflix)
Con Ben Affleck e Oscar Isaac, è uno degli heist più noti dell’era
streaming. Ex soldati delle forze speciali pianificano un colpo in
Sud America, ma la rapina diventa presto un survival thriller che
indaga sul confine tra eroismo e avidità.
Logan Lucky (2019)
Steven Soderbergh, maestro del genere con Ocean’s Eleven, torna alla rapina con ironia
con Logan Lucky. Questa volta i
protagonisti sono due fratelli “perdenti” che tentano un colpo
durante una gara Nascar. Un heist fuori dagli schemi, ironico e
beffardo.
Army of Thieves (2021, Netflix)
Spin-off di Army of the
Dead, racconta le origini del personaggio di Ludwig Dieter,
ladro di casseforti. Tra commedia e azione, unisce l’estetica da
heist europeo al respiro delle produzioni globali Netflix.
Red Notice (2021, Netflix)
Con Dwayne Johnson, Gal
Gadot e Ryan Reynolds, è un heist spettacolare che
mescola rapine, inseguimenti e doppi giochi. Più vicino a una spy
comedy, conferma il trend di blockbuster “ibridi” con il colpo come
pretesto.
Ambulance (2022)
Michael Bay reinventa il genere con un colpo fallito che si
trasforma in un inseguimento senza sosta per le strade di Los
Angeles. Innovativo nell’uso dei droni, è un heist ad alta tensione
che spinge all’estremo l’azione.
The Vault – Colpo al mondo (2022)
Thriller spagnolo con Freddie Highmore, racconta l’assalto alla
Banca di Spagna. Tra enigmi ingegneristici e adrenalina, unisce la
tradizione europea ai codici hollywoodiani.
The Instigators (2024, Apple TV+)
Matt Damon e Casey Affleck guidano una rapina a Boston che degenera
rapidamente. Tra tensione e humour nero, il film unisce realismo e
ritmo serrato, segnando un ritorno al heist “classico” in salsa
contemporanea.
Lift – Un colpo ad alta quota (2024, Netflix)
Kevin Hart guida una squadra internazionale per rapinare un aereo
in volo. Tra ironia e spettacolo, è un esempio perfetto di come
Netflix cerchi di internazionalizzare il genere con cast e scenari
globali.
Blood for Dust (2024)
Con Kit Harington e Scoot McNairy, un
heist cupo e polveroso ambientato negli Stati Uniti. Più vicino al
crime indie che al blockbuster, mostra quanto il genere possa
contaminarsi con il dramma psicologico.
The Mastermind (2025)
Un heist movie annunciato e molto
atteso, diretto da Kelly Reichardt e presentato in concorso al
Festival di Cannes 2025. Wikipedia La sua
ambientazione vintage e il tono riflessivo lo rendono un candidato
ideale per la lista dei “film di rapina recenti”.
Film di rapina da vedere su Netflix
Negli ultimi anni Netflix si è imposta come la piattaforma di
riferimento per gli heist
movie, producendo titoli originali ad alto budget e
proponendo in catalogo classici del genere. Dalle rapine
spettacolari ai thriller psicologici, fino alle commedie criminali,
ecco i film di rapina più interessanti oggi disponibili su
Netflix.
Triple Frontier (2019)
Con Ben Affleck, Oscar Isaac e Pedro Pascal, racconta di ex soldati che
organizzano un colpo in Sud America. Da rapina militare si
trasforma in un survival tesissimo: uno dei titoli più iconici
dell’era Netflix.
Army of the Dead (2021)
Zack Snyder unisce apocalisse zombie e colpo in banca a Las Vegas.
Un heist visionario, spettacolare e fuori dagli schemi, che ha dato
vita a un piccolo universo narrativo.
Army of Thieves (2021)
Spin-off di Army of the
Dead, segue Ludwig Dieter, ladro di casseforti in Europa. Tra
commedia, romanticismo e adrenalina, è un heist sorprendentemente
leggero e divertente.
Red Notice (2021)
Dwayne Johnson, Gal Gadot e Ryan Reynolds in un colpo globale fatto
di doppi giochi, arte rubata e inseguimenti mozzafiato. Un action
heist dal tono scanzonato che è diventato tra i film Netflix più
visti di sempre.
Lift – Un colpo ad alta quota (2024)
Kevin Hart guida una squadra internazionale per rapinare un aereo
in volo. Un mix di spettacolo e ironia che dimostra come Netflix
punti a rendere il genere sempre più globale.
Kaleidoscope (2023, miniserie)
Non è un film ma una miniserie sperimentale, che racconta una
rapina da diverse prospettive in ordine non lineare. Una sfida
narrativa che ha incuriosito milioni di spettatori.
The Union (2024)
Mark Wahlberg e Halle Berry guidano un heist in pieno stile
action-comedy. Non un classico heist puro, ma con tutti gli
elementi del colpo organizzato e del doppio gioco.
Now You See Me (2013)
Il film cult sugli illusionisti-rapinatori è oggi disponibile nel
catalogo Netflix. Tra magia e colpi di scena, è uno degli heist più
originali dell’ultimo decennio.
Film di rapina italiani da non perdere
Quando si pensa ai film di rapina, la mente corre subito a
Hollywood. Eppure anche il cinema italiano ha saputo raccontare
colpi memorabili, mescolando tensione, commedia e cronaca nera.
Dagli anni ’60 ai giorni nostri, ecco alcuni titoli che meritano di
essere (ri)scoperti.
Colpo grosso… ma non troppo
(1957)
Commedia diretta da Mario Amendola, racconta un gruppo di
improvvisati rapinatori romani che sognano il colpo della vita ma
finiscono vittime della propria ingenuità. È uno dei primi esempi
di heist all’italiana, con una forte vena satirica.
I soliti ignoti
(1958)
Forse il film di rapina italiano per eccellenza. Regia di Mario
Monicelli, cast stellare (Totò, Vittorio Gassman, Marcello
Mastroianni) e un colpo in banca che diventa un disastro comico. Ha
segnato un punto di svolta nel cinema di genere, influenzando anche
Hollywood.
Roma come Chicago
(1968)
Un noir diretto da Alberto De Martino che unisce atmosfere da
poliziesco americano al racconto delle rapine nella capitale. Film
meno noto al grande pubblico, ma fondamentale per chi ama il
genere.
Roma violenta
(1975)
Il filone poliziottesco degli anni Settanta non poteva ignorare le
rapine. Sergio Grieco firma una pellicola che, tra inseguimenti e
sparatorie, riflette l’immaginario dell’Italia degli “anni di
piombo”.
Colpo di stato
(1978)
Non è tra i più conosciuti, ma si distingue per l’approccio
grottesco e critico. Una rapina che diventa pretesto per raccontare
i conflitti sociali del tempo.
Romanzo criminale
(2005)
Tratto dal romanzo di Giancarlo De Cataldo, diretto da Michele
Placido, racconta l’ascesa della Banda della Magliana, criminali
legati a furti, rapine e traffici nell’Italia degli anni Settanta.
Più che un “heist movie” puro, un affresco storico e criminale di
grande impatto.
Smetto quando voglio –
Masterclass (2017)
Un approccio ironico e contemporaneo. La banda di ricercatori
squattrinati, già protagonista del primo film, si cimenta con colpi
sempre più assurdi e paradossali. Non una rapina classica, ma un
omaggio al genere in chiave brillante.
Il
fascino dei film di rapina non sta soltanto nel piano geniale o nei
colpi di scena narrativi, ma soprattutto nelle sequenze che
diventano leggenda. Scene che entrano nell’immaginario collettivo e
che continuano a essere citate, studiate e imitate. Ecco alcune
delle più iconiche.
Heat – La sfida
(1995)
La
sparatoria in pieno giorno per le strade di Los Angeles è
probabilmente la scena di rapina più famosa di sempre. Michael Mann
ricrea un realismo crudo e claustrofobico: mitragliatrici che
rimbombano tra i grattacieli, piani sequenza che non lasciano
scampo allo spettatore. Non è solo un colpo in banca: è un balletto
di fuoco che ha fatto scuola nel cinema d’azione.
Le iene
(1992)
Quentin Tarantino ribalta le regole: la
rapina non si vede mai. Tutto si consuma prima e dopo, lasciando
allo spettatore il compito di immaginare il caos. Una scelta
radicale che rende più violento il sospetto tra i membri della
banda, dimostrando che a volte il “non mostrato” è più potente del
visibile.
The Dark Knight
(2008)
Christopher Nolan apre il suo Batman con
una rapina orchestrata dal Joker. La sequenza mescola heist movie e
fumetto: clown mascherati, tradimenti interni, rivelazione finale
del Joker. Un incipit che rimane scolpito come uno dei migliori
opening di sempre nel cinema contemporaneo.
Inside Man
(2006)
Spike Lee porta il genere a un livello di intelligenza superiore.
La scena iniziale con Dalton Russell che spiega di trovarsi “in una
cella” mentre prepara il colpo è già magnetica. Ma il vero colpo di
genio è la gestione degli ostaggi: tutti vestiti uguali, così che
sia impossibile distinguere vittime e rapinatori.
Ocean’s Eleven
(2001)
Il colpo a tre casinò di Las Vegas è la sintesi dello heist
patinato: ritmo brillante, colonna sonora jazz, cast stellare. Non
c’è tensione drammatica, ma pura goduria da puzzle narrativo. Una
sequenza che ha ridefinito il genere in chiave pop.
Baby Driver – Il genio
della fuga (2017)
La fuga iniziale sulle note dei Jon Spencer Blues Explosion è puro
cinema musicale. Edgar Wright trasforma una rapina in un videoclip
adrenalinico, in cui il ritmo delle azioni è scandito dalla colonna
sonora. Una scena che ha rinnovato il linguaggio del genere.
Il crimine è
arrivato al cinema sin dalla nascita della settima arte, con La
grande rapina al treno (1903) di Edwin S.
Porter. È diventato un vero e proprio genere
cinematografico, popolarissimo negli Stati Uniti degli anni
Settanta Ottanta grazie a registi come
Martin Scorsese, BrianDe
Palma, Francis Ford Coppola e l’italiano
SergioLeone, che hanno parlato
della mafia italo-americana in film divenuti classici del
cinema.
I protagonisti dei film sulla mafia
americani sono eroi, divi, e criminali al tempo stesso: tormentati
e spietati, intelligenti e affascinanti. Ma al di là degli Stati
Uniti, ogni paese ha raccontato il proprio mondo criminale: in
Italia il genere è quasi diventato parte della lotta al crimine
organizzato, raccontando storie vere con grandissima serietà. Per
gli appasssionati di tali film, ecco i
migliori film sulla mafia da vedere.
Film sulla mafia siciliana e
italiana tratti da storie vere
Iddu – L’ultimo padrino, Fabio Grassadonia e Antonio
Piazza(2024). Ispirato alla latitanza di Matteo Messina
Denaro, il film racconta in chiave drammatica e simbolica la figura
del boss siciliano, intrecciando la sua storia con quella di chi ha
vissuto sotto il peso del suo potere criminale. L’opera, che unisce
elementi di cronaca e narrazione cinematografica, esplora il
silenzio, la paura e la complicità che hanno reso possibile una
delle più lunghe latitanze della storia mafiosa italiana.
Salvatore Giuliani, Francesco
Rosi (1962). Subito dopo la liberazione della Sicilia,
Salvatore Giuliano, già fuorilegge per aver ucciso un carabiniere,
costituisce una banda ed entra a far parte dell’esercito
separatista. Quest’opera di Rosi è uno dei primi grandi capolavori
del cinema italiano sulla mafia, girato nello stile del
Neorealismo. Il film segue la vita delle persone coinvolte nella
vita del malavitoso siciliano Salvatore Giuliano, ripercorrendo la
sua storia e il contesto in cui ha agito.
I cento passi,
Marco Tullio Giordana (2000). La storia di Peppino
Impastato, la cui casa distava soli cento passi dall’abitazione del
boss mafioso Gaetano Badalamenti. Peppino vive cercando di sfuggire
al legame con l’ambiente mafioso con il quale il padre ha finito
per incastrarsi, un po’ per inerzia, un po’ per proteggere la
propria famiglia. Ben presto, però, il giovane deciderà di
denunciare pubblicamente il boss.
Alla luce delsole,
Roberto Faenza (2005). Ancora un film biografico,
dove si racconta la storia di Pino Puglisi, un prete ucciso da Cosa
Nostra a Palermo nel 1993. Puglisi, che si accorse del fatto che i
bambini del quartiere Brancaccio vivevano coinvolti della mafia,
cerca di cambiare le cose, facendosi però nemici potenti. Ad
interpretarlo, vi è l’attore Luca
Zingaretti.
Gomorra,
Matteo
Garrone (2008). Nelle zone più povere della Campania,
la Camorra ha fatto furtuna con cocaina, corruzione, e rifiuti
chimici. Alcuni cercano di contrastarla, come gli adolescenti Ciro
e Marco, che decidono di rubare delle armi della Camorra e cercare
di assumere il controllo loro stessi. Altri cercano di nascondersi,
come Pasquale, un sarto che cerca di salvarsi pagando il pizzo. Ma
tutti presto si renderanno conto del fatto che la Camorra è troppo
grande e ha radici troppo profonde per essere combattuta
La mafia uccide solo
d’estate, Pif (2013). Arturo
Giammaresi è un giovane giornalista che scrive di mafia in modo
originale. Questa, infatti, ha fatto parte della sua vita sin
dall’infanzia. Il film ricostruisce la sua vita a partire dagli
anni Settanta, fino al 1992, presentando dunque un contesto storico
segnato dagli scontri e dal potere mafioso.
Quei bravi ragazzi, Martin Scorsese (1990).
L’ascesa e il declino di un giovane uomo che passa la propria vita
nelle organizzazioni malavitose. Conduce una vita lussuosa, ma
sembra essere ignaro dell’orrore e dolore che provoca. Ben presto,
però, dovrà scontrarsi con tutto ciò e prendere delle decisioni che
cambieranno per sempre la sua vita. Interpretato da Ray Liotta,
Robert De Niro
e Joe Pesci,
Quei bravi ragazzi è uno dei maggior capolavori di questo
genere.
C’era una volta in America,
Sergio Leone (1984). Nel 1968, l’anziano David Aaronson
ritorna a New York, dove aveva fatto carriera negli anni Venti e
Trenta nelle organizzazioni criminali della città. La maggior parte
dei suoi amici, tra cui il partner Max, sono morti da tempo. Ma per
David, il suo passato ha lasciato qualcosa di aperto. I flashback
raccontano la storia dell’uomo a partire dalla sua infanzia in
povera famiglia del Lower East Side di New York, fino la sua
ascesa. Una storia di violenza, tradimenti, e rimorsi.
Il padrino, Francis Ford
Coppola (1972). Il primo capitolo della celeberrima e
imperdibile trilogia, parla della famiglia criminale
italo-americana di Don Vito Corleone. Il figlio di questi, Michael,
si unisce con riluttanza agli affari di famiglia, ritrova coinvolto
in un inevitabile serie di violenza e tradimenti. Capolavoro del
genere, il film è interpretato da attori del calibro di Marlon Brando,
Al Pacino,
James Caan e Robert Duvall.
The Many Saints of
Newark, Alan Taylor (2021). Prequel della celebre serie
I Soprano, il film è
ambientato nel New Jersey degli anni ’60 e ’70, durante le rivolte
razziali e i conflitti tra comunità. Racconta la giovinezza di Tony
Soprano e il suo legame con lo zio Dickie Moltisanti, criminale
carismatico e contraddittorio. Un affresco che combina storia
americana e dinamiche mafiose, mostrando le radici di una delle
famiglie criminali più iconiche della fiction italo-americana.
Capone, Josh Trank (2020). Con
Tom
Hardy nei panni di Al Capone, il film racconta gli
ultimi anni di vita del leggendario boss italo-americano. Ormai
debilitato dalla sifilide e sorvegliato dall’FBI, Capone resta
comunque un uomo temuto, mentre la sua mente, in preda a deliri e
ricordi, svela un ritratto decadente e “crepuscolare” del mito
criminale.
Lansky, Eytan Rockaway (2021). Harvey
Keitel interpreta Meyer Lansky, uno dei più potenti e
influenti boss della mafia americana, noto come “il contabile della
mafia”. Il film alterna la testimonianza del vecchio Lansky a
episodi del suo passato, dal sodalizio con Lucky Luciano alla
creazione di un impero criminale che influenzò per decenni la
storia degli Stati Uniti.
Film sulla mafia recenti
Il traditore,
Marco Bellocchio (2019). Le vicende del criminale
Tommaso Buscetta, primo pentito di mafia, che consentì ai giudici
Falcone e Borsellino di comprendere l’organizzazione di Cosa Nostra
e di portarne i capi in tribunale. Ad interpretare Buscetta, vi è
l’attore Pierfrancesco
Favino, alle prese con un ruolo tanto complicato
quanto affascinante.
The Irishman,
Martin Scorsese (2019). La storia di
Frank Sheeran, veterano di guerra e camionista, divenuto un
sicario al soldo della malavita di Filadelfia e
assoldato per uccidere il popolare sindacalista Jimmy Hoffa.
Interpretato da Robert De Niro, Joe
Pesci e Al
Pacino, il film di Scorsese è un’opera crepuscolare
sul mondo della mafia, epico e malinconico, dove i personaggi sono
tutti destinati a scontrarsi con la morte.
The Gentlemen, Guy Ritchie (2019). Un mix
tra gangster movie e black comedy: un signore della droga americano
vuole vendere il suo impero della marijuana a Londra, scatenando
intrighi e tradimenti.
Breaking News in Yuba County, Tate Taylor
(2021). Un film che mescola ironia e crime story, dove la
sparizione di un uomo porta la moglie a finire in un vortice di
mafia locale e criminalità organizzata.
L’ultima notte di Amore, Andrea Di Stefano
(2023). Un noir metropolitano con Pierfrancesco Favino nei panni di Franco
Amore, poliziotto irreprensibile che, alla vigilia del
pensionamento, si trova coinvolto in una vicenda di corruzione e
criminalità organizzata. Un film che esplora il lato oscuro della
legalità e i legami tra polizia e mafia nella Milano
contemporanea.
Una femmina, Francesco Costabile (2022).
Tratto dal libro-inchiesta Fimmine ribelli di Lirio Abbate, racconta la storia di
Rosa, una giovane cresciuta in una famiglia legata alla
’Ndrangheta. Determinata a ribellarsi al sistema criminale che ha
segnato la sua vita e quella della madre, Rosa intraprende un
percorso di ribellione che la mette in pericolo ma anche al centro
di un racconto di emancipazione.
The Outfit, Graham Moore (2022). Un
thriller elegante ambientato nella Chicago anni ’50: un sarto di
lusso (Mark Rylance) si trova invischiato nei giochi di potere
della mafia locale.
Il cinema ha sempre puntato
sulla danza per poter rappresentare al meglio i sentimenti
dei personaggi altrimenti inesprimibili solo con le parole.
La danza nel cinema ha una lunga
storia che risale al teatro e ai numeri dapprima separati e poi
facenti parte, con un filo logico, delle riviste e degli spettacoli
di varietà, fino ad arrivare ai musical che vanno dagli anni ’30
agli anni ’50.
Tuttavia, di incentrati solo sulla
danza, su un personaggio che supera ostacoli di ogni tipo per poter
diventare un ballerino affermato, hanno avuto particolare rilievo
negli ultimi 30 anni.
Ecco tutto quello che c’è
sapere sui film sulla danza che hanno fatto la storia del cinema,
sia che si tratti di danza classica o hip hop.
Film sulla danza classica
La danza classica è sempre
stata considerata come un tipo di espressione molto misteriosa,
affascinante e coinvolgente, tanto da essere rappresentata
e portata più volte sullo schermo. Inizialmente, questa forma di
danza era usata come espediente per comporre dei numeri musicali
coreografici e come motivo di espressioni dei sentimenti dei
protagonisti, grazie alla realizzazione del ballo a due.
Basti pensare alle sequenze di film
come Papà Gambalunga (1955), Spettacolo di
varietà (1953) o la sequenza finale di Un americano a
Parigi (1951), ma, più semplicemente, ai diversi film
realizzati da duo Fred Astaire e Ginger
Roger. Film, però, che erano più musical, in cui le
componenti di ballo, canto e recitazione si eguagliavano sullo
stesso piano, intersecandosi e raccontando storie sia individuali,
come per i film già citati, o collettive, come in West Side Story (1961).
In anni più recenti, si è deciso di
focalizzare l’attenzione più sulla realizzazione di questa danza,
sulle difficoltà che essa comporta, con quasi sempre un provino
all’orizzonte pronto a decidere le sorti della/del protagonista. In
questo senso, sono esemplari film come Billy Elliot (2000) – che racconta la storia,
ambientata nell’Inghilterra del 1984, di Billy, un ragazzino di 10
anni, che scopre la sua passione per la danza classica, andando
contro il padre e il fratello che lo vorrebbero pugile – e Il cigno nero (2010), con protagonista Nina Sayers,
ballerina talentuosa ma instabile mentalmente.
Tra gli altri titoli, si cita anche
A time for dancing (2000), con protagonista Jules che, a
causa di una malattia, si trova a dover fare i conti con il
destino, le sue paure e i suoi desideri di continuare ad essere una
ballerina.
Frasi film sulla danza
Chi non ha mai citato la frase di
un film per esprimere un sentimento o per il solo gusto di farlo,
alzi la mano. Anche i film sulla danza hanno le loro frasi ad
effetto indimenticabili, tanto che a volte, riguardando i film, ci
si può sorprendere di quanto esse siano scolpite in mente.
Esaminatrice: Posso chiederti, Billy, che genere di sensazioni
hai quando danzi? Billy: Non lo so… una bella sensazione… Sto lì,
tutto rigido, ma dopo che ho iniziato, allora, dimentico qualunque
cosa. E… è come se sparissi. Come se sparissi. Cioè, sento che
tutto il corpo cambia, ed è come se dentro avessi un fuoco, come
se… volassi. Sono un uccello. Sono elettricità. Sì, sono
elettricità. (Billy Elliot)
Nessuno può mettere Baby in un angolo. (Dirty
Dancing)
Si va in scena! (All That Jazz)
State parlando del ballo come se fosse il lancio di una capsula
spaziale. (Step Up)
Chi rinuncia ai propri sogni è costretto a morire.
(Flashdance)
L’unico vero ostacolo al tuo successo sei tu: liberati da te
stessa. Perditi, Nina. (Il cigno
nero)
A certe persone nella vita va tutto per il verso giusto ad
altre va tutto storto… è così che va il mondo!
(Honey)
Il futuro non si fa fottere, il futuro casomai fotte te! Quello
c’è sempre e se non sei preparato, ti fotte! (La febbre
del sabato sera)
Film sulla danza hip hop
Uno dei tipi di danza più recenti e
su cui il cinema si è focalizzato molto è l’hip hop. Tra i vari
film realizzati e con questo tipologia di ballo, che sono molti, si
segnalano sicuramente Step Up (2006) – storia di due
ragazzi che imparano l’uno dall’altro stili diversi di danza -,
Save the Last Dance (2001) e Honey (2003).
Da questi film sono nati diversi
sequel, come Ballare per un sogno 2 (2006), Step Up 2
– La strada per il successo (2008), Step Up 3D
(2010). Tra gli altri film che includono questo tipo di ballo, si
segnalano anche Ti va di ballare? (2006) e Ballare per
un sogno (2008).
Film sulla danza recenti
Negli ultimi anni non si è dato
molto risalto a film che riguardassero il mondo della danza, per il
semplice fatto che non ne sono stati prodotti parecchi.
Tra gli ultimi film di questa
tipologia, si citano New York Academy (2016)– racconta la storia di
una ballerina di danza classica che incontra un violinista di
talento (che si basa sul film Scarpette Rosse del 1948) e tra i due
nasce un’intensa passione – e New York Aademy – Freedance
(2018) che una storia che si avvicina al primo film, ma ben più
articolata.
In aggiunta a questi, si segnalano
anche il film d’animazione Ballerina (2016) e gli ultimi
sequel di Step Up, ovvero Step Up Revolution (2012) e Step Up All In (2014).
Film belli sulla danza
Decidere quale sia il film più
bello sulla danza è un fatto parecchio complicato. Nel mondo del
cinema ne sono stati realizzati diversi e tutti molto particolari,
tanto da non avere metri di paragone l’uno con l’altro.
In ogni caso, tra i migliori film
che riguardano il mondo della danza si possono certamente segnalare
titoli come il romantico Dirty Dancing (1987), il
coinvolgente Footlose (1983), l’energico
Flashdance (1983) o il magnetismo di Cabaret
(1972). E come non dimenticare La febbre del sabato sera
(1977) sulla note dei Bee Gees, le coreografie briose di
Chrous Line (1985) e quelle adrenaliniche di Saranno
Famosi (1980) e All That Jazz (1979)?
Mel
Gibson intervistato dal Los Angeles Times, ha
rivelato maggiori informazioni sul suo nuovo film con Leonardo DiCaprio, una storia sui Vichinghi
che potrebbe concludere la sua carriera di regista:
Non si può negare che il genere più
popolare di questi anni sia il film di supereroi,
o meglio noto come cinecomics.
La trilogia di Christopher Nolan su Il Cavaliere Oscuro
ha dimostrato che gli adattamenti dei fumetti possono essere
drammatici e autorevoli quanto i film d’autore, e i Marvel Studios hanno dato il via a
una massiccia serializzazione di film di supereroi più leggeri e
colorati, che il pubblico ha seguito con estremo entusiasmo. Con
quasi tutti i principali studi ora al lavoro per trasformare le
proprie proprietà dei fumetti nel prossimo grande successo al box
office, e con i Marvel Studios e la Warner Bros. che stanno
pianificando mezzo decennio di prodotto, a volte è difficile tenere
traccia di cosa sta arrivando e come questi film si inseriscono nel
quadro generale. Ecco perché oggi esploreremo tutti i film
sui supereroi.
Di seguito, troverai una guida
completa delle date di uscita dei film di supereroi per tutti i
principali adattamenti di fumetti sul calendario, fino all’anno
2023. Inoltre, aggiorneremo regolarmente questa guida con le
informazioni più aggiornate, quindi ti invitiamo a seguila
costantemente.
Uscita al cinema il 9
luglio 2021. Black
Widow è l’annunciato e attesissimo nuovo film del
Marvel
Cinematic Universe basato sul personaggio interpretato
da Scarlet Johansson. In Black
Widow, quando viene alla luce un pericoloso complotto,
Natasha Romanoff alias Black Widow (Vedova Nera) si trova ad
affrontare il lato più oscuro del suo passato. Inseguita da una
forza che non si fermerà di fronte a nulla per distruggerla,
Natasha dovrà fare i conti con il suo passato da spia e con le
relazioni che ha lasciato dietro di sé molto prima di diventare un
Avenger.
Il film vede nel cast la presenza
di Scarlet Johansson, che torna a interpretare
Natasha Romanoff/Black Widow (Vedova Nera), Florence Pugh nei panni di Yelena, David Harbour in quelli di Alexei/The Red
Guardian e Rachel Weisz interpreta Melina. Vuoi sapere di
più? Clicca qui.
Venom 2: La
furia di Carnage arriverà al cinema il 14 settembre
2021. L’attore nominato all’Oscar
Tom Hardy torna nel ruolo del celebre antieroe Marvel
in Venom 2: La
furia di Carnage. Diretto da Andy
Serkis tra i protagonisti
Michelle Williams, che interpreta nuovamente il
personaggio di Anne Weying,
Naomie Harris e
Woody Harrelson nel ruolo del villain Cletus
Kasady/Carnage. Il film in autunno al cinema prodotto da Sony
Pictures e distribuito da Warner Bros. Entertainment. Sinossi:
Tom
Hardy ritorna sul grande schermo nel ruolo del ‘protettore
letale’ Venom, uno dei personaggi Marvel più enigmatici e
complessi. Diretto da Andy Serkis, tra i protagonisti anche Michelle
Williams, Naomie Harris e Woody Harrelson, nel ruolo del villain Cletus
Kasady/Carnage. Vuoi sapere di più? Clicca
qui.
The Suicide Squad – Missione suicida
The Suicide
Squad – Missione suicida uscirà al cinema il 06 Agosto
2021. Benvenuti all’inferno, cioè a Belle Reve, la prigione con il più
alto tasso di mortalità degli Stati Uniti, dove sono rinchiusi i
peggiori supercriminali, che faranno di tutto per uscirne – anche
unirsi alla super segreta e oscura Task Force X. Il motto del
giorno è ‘O la va o la spacca’: si riuniscano una serie di
truffatori, tra cui Bloodsport, Peacemaker, Capitan Boomerang, Ratcatcher 2,
Savant, Re Squalo, Blackguard, Javelin e la psicopatica più amata
di tutti, Harley Quinn. Quindi si armino pesantemente e si lascino
cadere (letteralmente) sulla remota isola di Corto Maltese, piena
di nemici. Avventurandosi in una giungla brulicante di avversari
militanti e forze di guerriglia, la Squadra sarà coinvolta in una
missione di ricerca e distruzione, sotto la guida sul territorio
del colonnello Rick Flag… e le direttive degli esperti tecnologici
del governo di Amanda Waller nelle orecchie, che seguono ogni loro
movimento. E come sempre, ad ogni mossa falsa rischiano la morte
(per mano dei loro avversari, di un compagno di squadra o della
stessa Waller). A voler scommetterci, la vincita è a loro sfavore –
contro ognuno di loro. Vuoi sapere di più? Clicca
qui.
Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli
Shang-Chi e La Leggenda dei Dieci Anelli
uscirà al cinema il 3 settembre 2021.
Shang-Chi e La Leggenda dei Dieci Anelli è il nuovo
film del Marvel Cinematic
Universe, basato sull’omonimo fumetto Marvel Comics, si concentrerà su Shang-Chi; “Il
maestro del Kung-Fu” e che sarà prodotto dai Marvel Studios. Il film
fa parte della cosiddetta Fase 4 del Marvel Cinematic
Universe. Nato nella provincia di Honan,
nella Repubblica Popolare Cinese, dal genio del crimine
assetato di sangue e desideroso di conquistare il
mondo noto come Fu Manchu e da una donna ignota,
Shang-Chi viene addestrato nelle arti marziali sin
dall’infanzia ad opera del padre e dei migliori istruttori
affiliati al suo impero del crimine. Un giorno tuttavia, dopo
essere stato mandato dal padre ad assassinare un suo vecchio
nemico, il dottor Petrie, si imbatte nella nemesi paterna, sir
Denis Nayland Smith, grazie al quale si rende conto che Fu Manchu è
malvagio. Furioso,
Shang-Chi si ribella al volere del padre e si unisce
ai servizi segreti britannici divenendo suo nemico
giurato. Vuoi sapere di più?
Clicca qui.
Eternals
uscirà al cinema il 5 novembre 2021. Il film
racconta de La saga degli Eterni, una razza di esseri immortali che
visse sulla Terra e ne plasmò la storia e le civiltà.
Eternals è il nuovo film del Marvel Cinematic
Universe, basato sul fumetto Eterni e che
sarà prodotto dai Marvel
Studios. Il film fa parte della cosiddetta Fase 4 del Marvel Cinematic
Universe.
Il cast del film Eternalssarà
composto da Angelina Jolie interpreterà Thena, Richard Madden interpreterà
Ikaris, Kumail Nanjiani interpreterà Kingo,
Lauren Ridloff interpreterà Makkari, Brian
Tyree Henry interpreterà Phastos, Salma
Hayek interpreterà Ajak, Lia
McHugh interpreterà Sprite, Don
Lee interpreterà Gilgamesh, Barry Keoghaninterpreterà
Druig, Gemma
Chan interpreterà Sersi e Kit Harington interpreterà Dane Whitman. Vuoi
sapere di più? Clicca qui.
Spider-Man: No Way Home
Spider-Man: No Way Home uscirà al cinema giovedì 17
Dicembre 2021. L’atteso sequel di Spider-Man
Far From Home con il giovane Peter Parker / Spider-Man
interpretato da
Tom Holland. Nel cast ritorna anche la zia May che ha
il volto di
Marisa Tomei,
Zendaya nei panni di MJ, Benedict Cumberbatch nei panni
di Doctor Strange, Jamie
Foxx riprende il ruolo di Max Dillon / Electro, Jacob
batalon è Ned Leeds, Afred Molina riprende il
ruolo di Otto Octavius / Doctor Octopus. Vuoi sapere di più?
Clicca qui.
Film di supereroi in arrivo nel 2022
Morbius
Morbius
uscirà cinema il 28 gennaio 2022. Uno dei personaggi più enigmatici
e tormentati della Marvel, l’antieroe Michael Morbius, arriva sul grande schermo interpretato
dall’attore Premio Oscar Jared
Leto. Infetto da una rara e pericolosa malattia del
sangue, determinato a salvare chiunque sia destinato a subire la
sua stessa sorte, il Dr. Morbius tenta una scommessa disperata.
Quello che inizialmente sembra essere un successo si rivela presto
un rimedio potenzialmente più pericoloso della malattia stessa.
Protagonisti di Morbius sono oltre a
Jared
Leto, anche Adria Arjona,
Matt Smith,
Jared Harris e Tyrese
Gibson. Morbius è scritto da
Matt Sazama e Burk
Sharpless. Vuoi sapere di più? Clicca
qui.
The Batman
The
Batman uscirà al cinema il 4 marzo 2022. L’atteso
nuovo film sul pipistrello di Gotham diretto da Matt Reeves e con
protagonista
Robert Pattinson. Al fianco di Pattinson, recitano nei panni di personaggi
famosi e famigerati di Gotham, Zoë Kravitz (“Animali fantastici: i crimini di
Grindelwald”, “Mad Max: Fury Road”) nel ruolo di Selina
Kyle; Paul
Dano (“Love & Mercy”, “12 anni schiavo”) nel ruolo di
Edward Nashton; Jeffrey Wright (i film di “Hunger Games”) nel
ruolo di James Gordon del GCPD; John Turturro (i film di “Transformers”) nel ruolo di Carmine Falcone;
Peter Sarsgaard (“I magnifici 7”,
“Black Mass – L’ultimo gangster”) nel ruolo del Procuratore
Distrettuale di Gotham, Gil Colson; Jayme Lawson
(“Farewell Amor”) è la candidata sindaco Bella Reál, con Andy Serkis (i film “Il pianeta delle
scimmie”, “Black Panther”) nel ruolo di Alfred; e Colin Farrell (“Animali fantastici e dove
trovarli”, “Dumbo”) in quello di Oswald Cobblepot. Vuoi sapere
di più? Clicca
qui.
Doctor Strange 2: nel Multiverso della
Pazzia
Doctor Strange 2: nel
Multiverso della Pazzia uscirà al cinema giovedì il
25 marzo 2022. Doctor Strange 2: nel Multiverso della
Pazzia è il sequel del film del 2016 Doctor Strange e
fa parte della cosiddetta Fase
4 del Marvel Cinematic
Universe. Nel film dopo gli eventi di Avengers: Endgame, il Dr. Stephen Strange
continua le sue ricerche sul Time Stone. Ma un vecchio amico
trasformato in nemico cerca di distruggere tutti gli stregoni sulla
Terra, scherzando con il piano di Strange e scatenandogli anche un
male indicibile contro. Vuoi sapere di più? Clicca
qui.
Black
Panther: Wakanda Forever uscirà al cinema l’8 luglio
2022. Ryan Coogler tornerà a scrivere e dirigere
Black Panther 2 e Chadwick Boseman era pronto a riprendere il
ruolo da protagonista prima della sua morte scioccante. La Marvel
ha detto che non riformulerà il ruolo di T’Challa
e Coogler sta attualmente rielaborando la sceneggiatura.
Black Adam
Black
Adam uscirà al cinema il 29 luglio 2022 e sarà diretto
Jauma Collet-Serra. Protagonisti sono Dwayne Johnson , Noah
Centineo , Aldis Hodge , Pierce Brosnan e Quintessa Swindell.
Questo progetto è stato annunciato
per la prima volta anni fa, quando la Warner Bros. ha ingaggiato
Dwayne Johnson per il ruolo del cattivo
di Shazam, Black
Adam. L’idea era che Johnson recitasse
nel film di Shazam , ma nella primavera del
2017 Johnson ha rivelato di aver deciso di realizzare due film
separati: uno per Shazam e uno per il suo antagonista/antieroe
Black Adam. La nuova pellicola è in sviluppo da molto
tempo. Il film ha finalmente trovato un regista
in Jaume Collet-Serra, con cui Johnson ha
lavorato al prossimo film della Disney Jungle
Cruise. Le riprese erano finalmente programmate
per iniziare a luglio 2020 ma sono state ritardate a causa
dell’emergenza COVID-19, ma la storia coinvolgerà personaggi come
Atom Smasher, Cyclone e Hawkman con Pierce
Brosnan che interpreta Doctor Fate.
Spider-Man: Into the Spider-Verse Sequel
Il sequel di Spider-Man: Into the
Spider-Verse uscirà il 7 ottobre 2022. Quello che sappiamo
finora : Sony Pictures ha messo in moto i piani per un sequel di
Spider-Man:
Into the Spider-Verse poco dopo il successo del lancio del film
d’animazione vincitore dell’Oscar, ma il team creativo è
leggermente diverso. Phil Lord e Chris Miller stanno tornando come
produttori e co-autori, ma la leggenda Joaquim Dos Santos
sarà il regista al fianco di Kemp Powers e Justin K. Thompson.
The Flash racconta
il ritorno di Ezra Miller nel suo ruolo di Scarlet
Speedster / Barry Allen del DCEU, che ha interpretato
per la prima volta in
Batman v Superman: Dawn of Justice, Justice League e
Zack Snyder Justice League. Al fianco di Miller ci sono
Kiersey Clemons nei panni di Iris West, Maribel Verdú nei panni di
Nora Allen e la star in ascesa Sasha Calle ( The Young and the
Restless ) che ha firmato per interpretare Supergirl, diventando la
seconda attrice ad aver mai interpretato il personaggio sul grande
schermo. È stato confermato che
Michael Keaton e
Ben Affleck riprenderanno le rispettive versioni
di Bruce Wayne/Batman per il film. Anche il candidato al Golden
Globe Ron Livingston è stato scelto per sostituire
Billy Crudup nei panni di Henry Allen.
The Marvels
The
Marvels uscirà al cinema l’11 novembre 2022 e sarà
diretto da Nia DaCosta. Nel cast
Brie Larson, Teyonah Parris, Iman Vellani e Zawe Ashton. Quello che sappiamo
finora: la Marvel ha scelto il regista del prossimo remake di
Candyman, Nia DaCosta, per dirigere Captain
Marvel 2, che vedrà la partecipazione di Teyonah
Parris nei panni di Monica Rambeau e Iman Vellani nei panni di Ms.
Marvel, con Zawe Ashton nei panni del cattivo. Il titolo del film è
stato rivelato essere The Marvels nel maggio
2021.
Aquaman 2
Aquaman 2
uscirà al cinema il 16 dicembre 2022 e sarà diretto da
James Wan con
Jason Momoa,
Patrick Wilson,
Amber Heard, Yahya Abdul Mateen II e Pilou Asbæ.
Aquaman 2 sequel del
cinecomic firmato Warner Bros. e DC Films, racconta le avventure di
Arthur Curry alias Aquaman, supereroe metà umano e
metà figlio di Atlantide, dotato di una potenza straordinaria.
David Leslie Johnson-McGoldrick è stato incaricato di scrivere la
sceneggiatura. Le riprese dovrebbero iniziare nell’estate 2021.
Quello che sappiamo finora : nel
novembre 2019, i Marvel Studios hanno annunciato che Peyton Reed
sarebbe tornato per dirigere un terzo film di Ant-Man . Lo
sceneggiatore di Rick and Morty Jeff Loveless è stato
successivamente assunto per scrivere la sceneggiatura, e Kathryn
Newton si è unita al cast come una versione precedente della figlia
di Scott Lang, Cassie, mentre Jonathan Majors interpreterà il
cattivo Kang il Conquistatore.
Guardiani della Galassia
Vol. 3
Guardiani
della Galassia Vol. 3 uscirà al cinema il 5 maggio
2023 e sarà scritto e diretto da James
Gunn. Quello che sappiamo finora: il terzo film dei Guardiani della Galassia avrebbe
dovuto iniziare la produzione all’inizio del 2019, ma lo
scrittore/regista James Gunn è stato licenziato dal film lo scorso
autunno a seguito della ricomparsa di alcune brutte battute che ha
fatto su Twitter anni fa. All’insaputa del pubblico, Gunn ha
continuato a incontrare i dirigenti della Disney nel periodo dopo
aver accettato di scrivere e dirigere The Suicide Squad per la DC, e nel marzo
2019 è stato annunciato che Gunn sarebbe stato riassunto per
dirigere il film. La data di uscita prevista per il 2020 è stata
posticipata e la produzione non inizierà fino a quando Gunn non
avrà terminato The Suicide Squad, ma nonostante tutte le turbolenze
i Marvel Studios hanno mantenuto la sceneggiatura completa di
Gunn.
Blade
Blade
uscirà al cinema nel 2024, al momento senza un regista. Quello che
sappiamo finora : quasi nulla, ma l’ attore premio Oscar Moonlight
e Green Book Mahershala Ali è stato l’ospite a sorpresa al
panel del Comic-Con 2019 della Marvel, annunciato come il nuovo
Blade senza ulteriori dettagli rivelati.