Un
po’ come accade quando si parla di morte e visioni senza riuscire a
non pensare a Il sesto
senso, 1921 – Il
mistero di Rookford richiama, per certi versi, molti di
quei film che hanno segnato profondamente il sottogenere della
ghost story. Quando si affronta una storia di fantasmi ambientata
in una spettrale villa di campagna circondata da uno sterminato
giardino, è inevitabile pensare a pellicole come The Others o, più
recentemente, The Orphanage.
Ambientato nell’Inghilterra del 1921, alla fine della Prima Guerra
Mondiale, 1921 – Il mistero
di Rookford racconta la storia di Florence, una donna estremamente razionale
e scettica che viene chiamata in una scuola di campagna per
indagare su un crimine inspiegabile. Un ragazzo è morto e alcune
fotografie successive al decesso mostrano, sullo sfondo, una figura
sfocata e misteriosa. I ragazzi della scuola parlano di presunte
apparizioni di un fantasma. Quando Florence crede di aver confutato
ogni teoria soprannaturale, si troverà invece faccia a faccia con
una creatura che metterà in crisi tutte le sue certezze
razionali.
Un thriller soprannaturale tra atmosfere gotiche e
inquietudine
Pur rimanendo un gradino sotto a The Orphanage e nonostante il tema già ampiamente
esplorato, il film segna un buon esordio nel cinema di
Nick Murphy, che
riesce a raccontare una storia a tratti originale, senza rinunciare
a richiami formali e tematici ad altre opere del genere. Questo
risultato si deve anche a una sceneggiatura non perfetta per
intreccio, ma interessante per dettagli e piccoli espedienti
narrativi con cui accompagna lo spettatore attraverso gli
eventi.
Se a questo si aggiunge la bravura del cast femminile, il giudizio
complessivo non può che essere positivo. Su tutte spicca la
straordinaria Rebecca Hall, che conferma il suo talento
sobrio e raffinato, regalandoci un personaggio che si muove con
eleganza in una cornice colma di dolore e inquietudine.
La sua interpretazione ha quella sottigliezza e profondità che
rendono credibili anche gli elementi soprannaturali con cui viene
in contatto. Al suo fianco troviamo Imelda Staunton, volto noto ai fan di
Harry Potter, che con il
suo carisma e la sua espressività arricchisce ulteriormente il
cast. A completare il quadro, la poetica partitura di
Daniel
Pemberton, capace di donare al film ulteriore profondità
emotiva: l’uso insistito del violino accompagna infatti la
sofferenza dei personaggi e amplifica la dimensione perturbante
dell’ambiente in cui si muovono, la casa, luogo privilegiato
dell’horror, come insegna anche Invasati di Robert Wise.
L’unico limite del film è rappresentato dalla prima parte, che
fatica a trovare il giusto ritmo per costruire la suspense.
Fortunatamente, la narrazione prende presto vigore e riesce a
restituire quell’azione necessaria a mantenere il film sui binari
del thriller soprannaturale. Gli spettatori più avvezzi al genere
troveranno in 1921 – Il
mistero di Rookford un discreto thriller, con sprazzi
efficaci di orrore.
1921 — Il Mistero di Rookford è ambientato in
un’Inghilterra postbellica, in cui molti superstiti cercano
conforto nello spiritismo. Tormentata dalla morte del fidanzato,
Florence Cathcart (REBECCA HALL) è impegnata a smascherare le teorie sul
sovrannaturale, dando spiegazioni di tipo metodico e razionale.
Tuttavia, quando viene chiamata a visitare Rookford, un collegio
situato nella campagna, per indagare sulle presunte apparizioni di
un fantasma di un bambino, Florence si sente costretta ad accettare
il compito.
Uno dei generi più popolari al
cinema è quello del film di guerra. Appartengono ad esso tutti quei
lungometraggi che ripropongono battaglie o episodi realmente
accaduti nel contesto delle guerre passate, oppure inventando
racconti che si situano però all’interno di un contesto storico
veritiero. Negli ultimi anni, in particolare, la Prima
Guerra Mondiale è tornata protagonista sul grande schermo
grazie a tre titoli molto apprezzati: 1917, Niente di nuovo sul fronte
occidentale e 1918 – I giorni del
coraggio. Quest’ultimo, il cui titolo originale
è Journey’s End, è in realtà il
primo arrivato in sala dei tre, nel 2017, per la regia di
Saul Dibb.
In Italia, sfortunatamente, è stato
distribuito direttamente in DVD e nel solo 2020, con un titolo
italiano con cui si è cercato di cavalcare l’onda del successo
ottenuta da 1917, in un certo senso
accostando due film in realtà legati solo dal contesto in cui sono
ambientati. Perché mentre il film di Sam Mendes
non è basato su nessun reale episodio di quel conflitto, 1918 –
I giorni del coraggio propone invece il racconto di personaggi
inventati ma inseriti in un preciso evento di quella grande guerra,
ovvero l’Offensiva di primavera.
Il film è però prima di tutto
l’adattamento dell’omonimo testo teatrale del 1928 di
Robert CedricSherriff, già
adattato per il grande schermo nel 1930, nel 1931 e nel 1976, ma
anche nel 1988 come film TV per la BBC. Per tutti gli appassionati
dei film di guerra, questo nuovo adattamento è dunque un film
imperdibile, passato in sordina ma decisamente da riscoprire. Prima
di intraprendere una visione del film, però, sarà utile
approfondire alcune dettagli di esso. Proseguendo qui nella
lettura sarà possibile ritrovare ulteriori informazioni sulla
trama, il cast di attori e la
storia vera. Infine, si elencheranno anche le
principali piattaforme streaming contenenti il
film nel proprio catalogo.
La trama di 1918 – I giorni del
coraggio
Il film è mbientato durante gli
ultimi mesi della Prima Guerra Mondiale, nell’aprile del 1918, alla
vigilia dell’Offensiva di Primavera, ovvero l’ultimo tentativo da
parte dell’esercito tedesco di rovesciare le sorti della guerra. La
vicenda si svolge in una trincea sul fronte occidentale francese,
ad Aisne, dove un manipolo di soldati inglesi guidati dal capitano
DenisStanhope, attende in prima
linea l’attacco della Germania. Fresco di addestramento, nonostante
gli avvertimenti, il sottotenente JimmyRaleigh decide di farsi assegnare proprio al
battaglione di Stanhope.
I due sono infatti amici d’infanzia
e Raleigh spera dunque di poter affrontare gli orrori della guerra
accanto a qualcuno in grado di allietare anche i momenti più
difficili. Egli tuttavia si trova dinanzi ad un uomo molto
diverso da quello di un tempo e che imparerà a conoscere di nuovo
nei sei giorni di attesa prima dell’offensiva nemica. La guerra ha
profondamente cambiato Stanhope e più la nuova battaglia si
avvicina, più i rapporti tra i due diventano tesi. In quel tempo
d’attesa, inoltre, Raleigh e gli altri soldati si troveranno anche
a dover fare i conti con le proprie paure e speranze.
Il cast di 1918 – I giorni del
coraggio
Ad interpretare il protagonista,
ovvero il sottotenente Jimmy Raleigh, vi è l’attore Asa
Butterfield, oggi meglio noto per la serie NetflixSex Education. L’attore
Sam Claflin,
visto anche in Io prima di te e
Resta con me, recita
invece chi nei panni del capitano Denis Stanhope. Durante alcune
ricerche svolte per prepararsi al film, Claflin ha scoperto che il
suo bis-bisnonno era in un battaglione inviato alla battaglia di
St. Quentin, la stessa rappresentata alla fine del film. Nel film
recitano poi gli attori Paul Bettany
nel ruolo del tenente Osborne, Toby Jones in
quelli del soldato Mason e Stephen Graham per il
ruolo del sottotenente Trotter.
1918 – I giorni del
coraggio, l’opera da cui il film è tratto e la storia
vera
Come anticipato, il film è il quinto
adattamento cinematografico dell’opera teatrale Journey’s
End, scritta nel 1928 da R. C. Sherriff.
Questi aveva visto in prima persona l’effetto di anni di guerra sui
suoi amici e conosceva la paura e il terrore dell’aspettare un
attacco imminente, aspettando la fine del proprio viaggio (da qui
il titolo dell’opera). I personaggi della commedia sono dunque
basati sugli uomini con cui Sherriff aveva prestato servizio nel 9°
battaglione del reggimento dell’East Surrey. L’autore, inoltre,
ambienta il proprio racconto nei giorni precedenti l’inizio
dell’Offensiva di primavera, anche nota come
Kaiserschlacht.
Questa si riferisce ad una serie di
attacchi predisposti dall’esercito tedesco svoltisi durante la
primavera del 1918, con i quali si tentò di recuperare quanto fino
a quel momento perso. Le potenze dell’Intesa (Impero Britanico,
Francia e Impero Russo) furono colte completamente di sorpresa da
tale contrattacco, avvenuto proprio quando ormai si pensava che
l’esercito tedesco fosse prossimo al crollo e dunque non più
meritevole di particolari attenzioni. Tuttavia, nonostante
inizialmente i tedeschi riuscirono effettivamente ad ottenere
alcune significative vittorie, dopo tre mesi il loro potenziale si
esaurì.
Il comando supremo tedesco, guidato
dal feldmaresciallo Paul von Hindenburg e dal suo principale
collaboratore, generale Erich Ludendorff, esaurì infatti con questa
serie di costose offensive le residue forze dell’esercito,
pregiudicando dunque ogni possibilità di vittoria e intaccando
anche la capacità di resistenza sul fronte occidentale. Ciò permise
all’Intesa di riorganizzarsi e portare avanti l’Offensiva
dei Cento giorni, che in pochi mesi ha portato la Germania
all’essere costretta ad ammettere la sconfitta, sancita
dall’armistizio di Compiègne dell’11 novembre 1918. Nel corso
dell’Offensiva di primavera, tuttavia, persero la vita oltre 850
mila soldati dell’Intesa e circa 688 mila soldati dell’esercito
tedesco.
Il trailer di 1918 – I giorni
del coraggio e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire di
1918 – I giorni del coraggio grazie alla
sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming
presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi
di Google Play, Rai
Play e Prime Video. Per vederlo, una volta
scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo
film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il
film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
venerdì 30 giugno alle ore 21:20
sul canale Rai 3.
01 Distribution ha
diffuso il trailer ufficiale di 1917, il nuovo
attesissimo film del regista premio Oscar Sam
Mendes. Nel cast protagonisti George MacKay e Dean-Charles Chapman.
Sam Mendes, il regista premio Oscar
di
Skyfall,
Spectre e American Beauty, porta al
cinema la sua singolare visione dell’anno cruciale della prima
guerra mondiale, il 1917.
1917, la trama
Al culmine della prima guerra
mondiale, due giovani soldati britannici, Schofield
(George
MacKay di
Captain Fantastic) e Blake (Dean-Charles Chapman di
Game of Thrones) ricevono una missione
apparentemente impossibile. In una corsa contro il tempo, devono
attraversare il territorio nemico e consegnare un messaggio che
arresterà un attacco mortale contro centinaia di soldati, tra cui
il fratello di Blake.
1917 è diretto da
Sam Mendes, che ha scritto la sceneggiatura con Krysty
Wilson-Cairns (Penny Dreadful di Showtime). Il film è
prodotto da Mendes e Pippa Harris (Revolutionary Road, Away We Go)
per le loro produzioni Neal Street, Jayne-Ann Tenggren (produttore
associato, Spectre), Callum McDougall (produttore esecutivo, Mary
Poppins Returns, Skyfall) e Brian Oliver (Rocketman, Black
Swan).
Arriva al cinema il 23 gennaio il
nuovo film di Sam Mendes, 1917,
spettacolare ricostruzione storica della guerra di trincea e
racconto di una missione pericolosissima, attraverso lo sguardo di
quello che sembra un unico piano sequenza.
Il regista di American
Beauty parte da un fatto storico, nel 1917 le truppe
tedesche in Francia si ritirarono dietro la Linea di
Hindenburg, e ci imbastisce sopra un storia, quella di due
giovani soldati che devono recapitare un messaggio all’esercito
inglese, il quale non sa che quella ritirata nemica è in realtà la
preparazione a un’imboscata che potrebbe costare la vita a 16mila
uomini. I due soldati (interpretati da Dean Charles
Chapman e Goerge McKay) intraprendono
così questa missione suicida, con la speranza di riuscire ad
arrivare in tempo per annullare l’attacco inglese. Inoltre, uno dei
due spera anche di ricongiungersi con il fratello, che guida
proprio l’altro battaglione.
Il significato del piano sequenza
di 1917
Gli elementi che giustificano la
scelta tecnica di Mendes di utilizzare il “piano sequenza” si
rintracciano tutti nell’abbozzo di trama che basta conoscere per
parlare del film. In 1917, la forma
linguistica della ripresa lunga si trasforma in strumento
drammaturgico perché mette lo spettatore in condizione di vivere
un’esperienza immersiva. L’occhio della macchina da presa è sempre
alle spalle, accanto o poco avanti ai protagonisti, sempre alla
loro altezza, come a suggerire costantemente allo spettatore che
lui è lì, proprio accanto al soldato, e, con un po’ di
immaginazione, ne sente il freddo, la stanchezza, la fame, la
paura.
L’espediente tecnico e
l’ambientazione durante la guerra faranno sicuramente volare la
mente a film che prima di Mendes hanno scritto la storia del
cinema, basti pensare a Orizzonti di
Gloria o a Arca Russa. Il
piano sequenza di Mendes e il suo racconto di guerra sono però
differenti da questi esempi, sono distanti anni luce dal
virtuosismo tecnico fine a se stesso (come fu invece per il
Birdman di
Inarritu, non per questo meno pregevole) e dalla
complessità politica che, ad esempio, Kubrick
infonde nel suo sguardo sulla guerra.
Mendes cerca lo spettacolo
L’obbiettivo di Sam Mendes sembra dunque quello di fare
spettacolo, emozionare e coinvolgere. Non siamo quindi dalle parti
degli illustri esempi citati ma più da quelle dello
Spielberg di Salvate il Soldato
Ryan, nonostante anche qui il paragone sia
esclusivamente concettuale.
Come i due soldati sono
completamente dedicati a raggiungere la Linea di
Hindenburg e a consegnare il loro messaggio, così anche il
regista si avvale di tutti gli strumenti che possiede, dalla
fotografia (Roger Deakins), al montaggio fino alla
musica, per garantire allo spettatore l’esperienza di immersione
nella storia.
Tutto questo supportato da una
sceneggiatura semplice e semplicistica; da una parte si può notare
facilmente come la storia sia essenziale e lineare, dall’altra si
capisce bene come Mendes, che firma anche la sceneggiatura insieme
a Krysty Wilson-Cairns, si sia liberato delle
complicazioni ideologiche moderne nella rappresentazione degli
avversari, che diventano semplici villain delle storia e non
personaggi antagonisti che stanziano in una zona grigia.
Per Mendes, in questo film, ci sono
i buoni e ci sono i cattivi, nettamente separati, perché era
importante per lui non raccontare la guerra come male del mondo,
come aveva fatto per esempio Malick ne
La Sottile Linea Rossa, né usarla come
pretesto per la glorificazione del mezzo cinema, come ha fatto
invece Nolan con Dunkirk, ma portare il fuoco del film
sull’avventura di due uomini coraggiosi che devono compiere una
missione per la salvezza di altri giovani soldati loro pari. È in
questo aspetto che va ricercata la chiave di lettura di
1917: non un esperimento tecnico, non un
esercizio di stile, ma un racconto che cerca l’empatia e il
coinvolgimento, avvalendosi di competenze e tecnica fuori dal
comune.
Il film epico sulla Prima guerra
mondiale candidato all’Oscar 1917 (qui
la recensione) di Sam Mendes racconta una
corsa disperata contro il tempo durante la Prima guerra mondiale e,
sebbene i dettagli della missione nel film possano non essere del
tutto reali, l’intera pellicola è radicata in esperienze reali
della Prima guerra mondiale. Il film offre infatti un quadro breve
ma realistico della vita in trincea, della terra di nessuno e dei
combattimenti reali avvenuti durante la Grande Guerra, ed è chiaro
che è stata prestata quanta più attenzione possibile
all’accuratezza storica. Il film dimostra così efficacemente la
monotonia della guerra di trincea, punteggiata da momenti di
estrema violenza.
La missione intrapresa dal caporale
WillSchofield, interpretato da
George MacKay, e da Tom
Blake, interpretato da Dean-Charles Chapman, al centro di
1917 sembra perfettamente realistica, ma in realtà
non è avvenuta durante la prima guerra mondiale. Tuttavia, i
personaggi coinvolti, le manovre militari al centro della trama e i
luoghi raffigurati nel film sono tutti basati su eventi e soldati
reali della prima guerra mondiale. Se anche sono stati effettuati
cambiamenti rispetto ad alcuni dettagli storici, le storie e le
battaglie che hanno ispirato il film non sono state meno strazianti
e intense di quelle rappresentate sul grande schermo.
Will Schofield e Tom Blake non sono
persone reali, ma sono ispirati alle esperienze di soldati
reali
Secondo TIME, il Blake di Chapman e lo Schofield di MacKay
sono personaggi basati sui veri messaggeri della Prima guerra
mondiale. Anche se inviare uomini attraverso la terra di nessuno
non era cosa frequente a causa della sua bassa probabilità di
successo (anche con un esercito nemico in ritirata), l’idea di
inviare una coppia di messaggeri era una pratica reale nella Prima
guerra mondiale. La minaccia di morte causata dal fuoco
dell’artiglieria, dai gas velenosi, dalle mine terrestri e dai
cecchini era così alta che venivano inviati due messaggeri in modo
che, se uno fosse stato ucciso, l’altro potesse comunque portare a
termine la missione.
Quel livello di pericolo elevato
significava che i messaggeri venivano utilizzati solo nelle
circostanze più disperate. La missione al centro di
1917 rientra sicuramente in questa categoria e,
come era molto comune che avvenisse per i veri messaggeri della
Prima guerra mondiale, uno dei due giovani muore durante la
consegna del messaggio. Schofield e Blake non saranno stati soldati
reali, ma il viaggio che hanno intrapreso descrive comunque in modo
accurato la vera esperienza collettiva dei messaggeri in prima
linea durante la Prima guerra mondiale.
Il nonno di Sam Mendes ha ispirato
la missione di 1917
Alfred Mendes, il
nonno del regista Sam Mendes, era proprio uno di quei “corrieri”, e
sono state le sue storie sulla sua esperienza nella Prima guerra
mondiale a ispirare Sam Mendes nella realizzazione di
1917. Alfred era un soldato dell’esercito
britannico di 19 anni che prestò servizio sul fronte occidentale,
dove si svolgono gli eventi del film. Sebbene questo non sia
ovviamente un racconto diretto della sua esperienza, frammenti
delle storie che Alfred ha raccontato a suo nipote sono serviti da
ispirazione per la missione al centro del film.
Alfred, come riportato dal regista,
è infatti stato ferito e intossicato dal gas mentre attraversava la
terra di nessuno con dei messaggi durante la guerra, ed è chiaro
come quell’esperienza abbia influenzato ciò che accade a Blake e
Schofield durante il loro viaggio. Secondo la rivista Smithsonian Magazine,
l’autobiografia di Alfred Mendes contiene il suo resoconto di una
missione simile in cui doveva rintracciare tre compagnie che
avevano perso i contatti con la sua, in modo da poter attuare una
strategia coerente. Ha partecipato alla vera battaglia di
Passchendaele, che ha a sua volta contribuito a
ispirare gli eventi di 1917.
L’impulso per la missione al centro
di 1917 è stata poi una manovra molto astuta
dell’esercito tedesco: un ritiro pianificato che sembrava una
ritirata, ma in realtà aveva lo scopo di attirare le forze
britanniche all’inseguimento come una trappola. Questa strategia
deriva da un’operazione tedesca reale avvenuta tra febbraio e marzo
del 1917 chiamata Operazione Alberich. Tale
operazione includeva un ritiro strategico simile a quello visto nel
film, con l’obiettivo finale di accorciare il fronte.
L’esercito tedesco si ritirò in una
posizione molto più fortificata, nota come Linea
Hindenburg, che consentì loro di accorciare il fronte e
concentrare le truppe. Durante la ritirata, devastarono l’area che
si lasciavano alle spalle, disseminando mine terrestri e trappole
esplosive. La scena del 1917 in cui Blake e
Schofield sopravvivono a stento a una trappola esplosiva innescata
da un ratto lasciata in una trincea tedesca abbandonata riflette
questo elemento dell’Operazione Alberich. Nonostante la cattiva
pubblicità che l’esercito tedesco si guadagnò distruggendo la
campagna mentre si ritirava, l’operazione sconvolse gravemente i
piani degli Alleati nella primavera del 1917.
L’operazione del 1917 si basava sul
falso presupposto di una ritirata tedesca
La realtà dell’Operazione Alberich
ha quindi chiaramente ispirato l’operazione tedesca in
1917, che prevedeva anch’essa una finta ritirata
tedesca. Nel film, viene interpretata come un inganno volto ad
attirare le forze britanniche all’inseguimento, in modo che le
posizioni tedesche, ora fortemente fortificate, potessero colpire
le truppe esposte. Il caporale Schofield riesce a malapena ad
arrivare in tempo al fronte con il messaggio del generale Erinmore
di annullare l’attacco, ma durante la vera operazione Alberich non
c’era tutta questa urgenza. La vera operazione militare era
incentrata sulla difesa, non sull’attacco.
L’accuratezza della “Terra di
nessuno” rispetto alle vere battaglie della Prima guerra
mondiale
Alexander
Falbo-Wild, presidente della Western Front Association, ha
scritto nella sua recensione del film che 1917 ha
riproposto fedelmente molte delle “realtà importanti” della Prima
guerra mondiale e menziona specificamente la “Terra di Nessuno” in
quella valutazione. La devastazione causata sulla terra dal
bombardamento incessante di entrambe le parti, riflette infatti la
realtà affrontata da coloro che desideravano attraversare questo
tratto di territorio. Chilometri di filo spinato e altri ostacoli,
crateri di bombe e doline profonde decine di metri e un mare di
fango insondabile sono tutti elementi accurati basati su resoconti
storici.
In particolare, la battaglia di
Passchendaele, che è stata la vera battaglia principale che ha
contribuito a ispirare gli eventi di 1917, era
nota per l’eccessivo fango che ricopriva la terra di nessuno e le
trincee di entrambe le parti. Dopo che il fuoco dell’artiglieria
distrusse praticamente tutta la vegetazione, la vasta distesa di
terra arida si trasformò in fango dopo un diluvio di pioggia.
Secondo History Crunch, in alcuni punti il fango era così profondo
da intrappolare e annegare i soldati, e poteva persino soffocare i
proiettili di artiglieria prima che avessero la possibilità di
esplodere. A questo proposito, la “Terra di Nessuno” raffigurata in
1917 è quindi estremamente accurata.
Cosa accadde realmente nella Prima
guerra mondiale il 6 aprile 1917
La data designata degli eventi
descritti in 1917 è intenzionale. La corsa contro
il tempo di Schofield in prima linea avvenne la mattina del
6 aprile 1917, una delle date più importanti
dell’intera guerra. Dopo quasi tre anni di sforzi per mantenere la
neutralità degli Stati Uniti, il 2 aprile il presidente
Woodrow Wilson chiese una dichiarazione di guerra
alla Germania in una sessione congiunta del Congresso. Quattro
giorni dopo, il 6 aprile 1917, gli Stati Uniti entrarono
ufficialmente in guerra, dopo che il Congresso e la Camera dei
Rappresentanti votarono a stragrande maggioranza a favore. Questo
evento permise di accelerare il raggiungimento del termine del
conflitto.
È stato diffuso il primo contenuto
speciale dalla lavorazione di 1917, il nuovo
film di Sam Mendes. Si tratta di una featurette in
cui regista, produttori e tecnici del film raccontano come è stato
realizzare un’esperienza di guerra in tempo reale, visto che il
film è stato girato in piano sequenza.
Sam Mendes, il
regista premio Oscar di
Skyfall,
Spectre e American Beauty, porta al
cinema la sua singolare visione dell’anno cruciale della prima
guerra mondiale, il 1917.
1917, la trama
Al culmine della prima guerra
mondiale, due giovani soldati britannici, Schofield (George MacKay
di
Captain Fantastic) e Blake (Dean-Charles Chapman di
Game of Thrones) ricevono una missione
apparentemente impossibile. In una corsa contro il tempo, devono
attraversare il territorio nemico e consegnare un messaggio che
arresterà un attacco mortale contro centinaia di soldati, tra cui
il fratello di Blake.
1917 è diretto da
Sam Mendes, che ha scritto la sceneggiatura con Krysty
Wilson-Cairns (Penny Dreadful di Showtime). Il film è
prodotto da Mendes e Pippa Harris (Revolutionary Road, Away We Go)
per le loro produzioni Neal Street, Jayne-Ann Tenggren (produttore
associato, Spectre), Callum McDougall (produttore esecutivo, Mary
Poppins Returns, Skyfall) e Brian Oliver (Rocketman, Black
Swan).
1917,
il nuovo, esaltante, film di Sam Mendes che sta
facendo incetta di premi (due Golden Globes,
miglior film e miglior regia) e nomination (10 agli Oscars
2020) sarà nelle sale dal 23 gennaio con 01
Distribution. La pellicola del regista di
American Beauty racconta lo straordinario
viaggio di due giovanissimi soldati, che vengono mandati oltre le
linee nemiche, in una missione suicida, a recapitare un messaggio
di fondamentale importanza, avvisare il battaglione di
un’imboscata. Il loro fallimento potrebbe causare la morte di oltre
16 mila uomini.
La guerra come non l’avete mai
vista, o meglio, come non si vedeva da tempo su grande schermo:
dura, sporca, ingiusta e dolorosa, in una pellicola al cardio palma
che ha il potere, dall’inizio dell’azione, di far empatizzare lo
spettatore in una maniera totale con i due protagonisti.
Potere del cinema e anche di
Sam Mendes che si avvale della collaborazione di
Roger Deakins, premio Oscar alla fotografia per
Blade Runner
2049, per girare il film come se fosse un lungo
piano sequenza. Scelta tecnicamente non facile ma dalla resa
straordinaria. Abbiamo incontrato i protagonisti a Londra in
occasione della presentazione alla stampa del film.
1917 nasce da un racconto del nonno di Sam Mendes
Ho letto che la storia di
questo film si deve a suo nonno, è vero?
Sam Mendes:
“Sì, è vero. Sono racconti che mi ha fatto quando avevo 10
anni, è da quel giorno che ci penso! La verità è che dopo
l’esperienza di Bond dove sono stato a stretto contatto con gli
sceneggiatori per tantissimo tempo, ho iniziato a pensare di poter
scrivere qualcosa di mio. Una delle storie che mi ha raccontato mio
nonno riguardava la consegna di un messaggio, ho pensato che avrei
potuto creare qualcosa di ancora più epico su quel viaggio, ma non
ero sicuro di come raccontarlo. Abbiamo fatto moltissime ricerche e
abbiamo trovato un momento durante la guerra dove fosse plausibile
inserire un viaggio, abbiamo scoperto che nel ’17 i tedeschi si
sono ritirati dietro la linea di Hindenburg e ci abbiamo inserito
la nostra storia, era più vero e plausibile, una volta capito come
strutturarlo abbiamo scritto la sceneggiatura”.
Cosa rende speciali i
vostri personaggi?
Dean Charles
Chapman: “Credo si empatizzi con loro perchè sono due
semplici ragazzi, non sono supereroi e non hanno superpoteri, sono
semplici, come te, come me, ti ci puoi identificare e in più, pur
essendo un film straordinario, non è un film che vuole insegnare
nulla sulla guerra, è un film che si svolge durante la guerra,
raccontando la storia di due ragazzi che affrontano qualcosa di
straordinario, come potrebbe affrontarla chiunque altro”.
Una grande sfida tecnica per cast
e crew
Si vocifera che sul set ci
fossero due sceneggiature, è vero?
George MacKay: “Sì, ma non c’è nessun
mistero dietro a tutto ciò, abbiamo avuto due sceneggiature per una
questione di logistica, una era riferita alla storia, al nostro
recitare e l’altra era tecnica, seguiva ogni particolare di ogni
scena nei minimi dettagli. Col fatto che Sam abbia deciso di girare
come in un lungo piano sequenza, avevamo bisogno di una
sceneggiatura parallela per coordinare tutto, come una mappa per
capire dove sarebbe stata la camera”.
Quanto lavoro c’è dietro ad
un film del genere?
Roger Deakins:
“Abbiamo iniziato a preparare il film circa nove mesi prima di
iniziare a girare, c’è stato molto dialogo con Sam per capire come
farlo e prendere le decisioni giuste, avevamo già George e Dean, il
che ha agevolato il nostro lavoro perché potevamo disporre di loro
per le prove tecniche di pre produzione. Tutto è stato fatto con
estrema precisione, nei minimi dettagli, il che non implica un set
rigido, si è svolto tutto con estrema naturalezza, semplicemente
ognuno doveva sapere esattamente la propria posizione sul set e
cosa si sarebbe fatto in quel momento e in quello dopo”.
01 Distribution ha diffuso
il trailer ufficiale di 1917,
il nuovo film di Sam Mendes, in uscita in Italia
il prossimo 23 gennaio.
Sam Mendes, il regista premio
Oscar® di Skyfall, Spectre e American Beauty, porta al cinema la
sua singolare visione dell’anno cruciale della prima guerra
mondiale, il 1917, ed ottiene le nomination per MIGLIOR
FILM, MIGLIOR REGIA e MIGLIOR COLONNA
SONORA ai GOLDEN GLOBE 2020.
La trama di 1917
Al culmine della prima guerra
mondiale, due giovani soldati britannici, Schofield
(George
MacKay di Captain Fantastic) e Blake (Dean-Charles
Chapman di Game of Thrones) ricevono una missione
apparentemente impossibile. In una corsa contro il tempo, devono
attraversare il territorio nemico e consegnare un messaggio che
arresterà un attacco mortale contro centinaia di soldati, tra cui
il fratello di Blake.
1917
è diretto da Sam Mendes, che ha scritto la sceneggiatura con Krysty
Wilson-Cairns (Penny Dreadful di Showtime). Il film è prodotto da
Mendes e Pippa Harris (Revolutionary Road, Away We Go) per le loro
produzioni Neal Street, Jayne-Ann Tenggren (produttore associato,
Spectre), Callum McDougall (produttore esecutivo, Mary Poppins
Returns, Skyfall) e Brian Oliver (Rocketman, Black Swan).
Tra i film del momento vi è
1917, diretto dal
regista premio Oscar Sam Mendes e ambientato
durante la prima guerra mondiale, dove si seguono in particolare le
vicende di due giovani soldati, incaricati di consegnare un
importante messaggio. Per farlo, tuttavia, dovranno intraprendere
una corsa contro il tempo, avventurandosi in territorio nemico. Il
film, che ha raccolto numerose lodi da parte della critica, è stato
nominato a dieci premi Oscar, e vanta nel cast attori del calibro
di Mark Strong, Andrew Scott,
Colin Firth, Benedict
Cumberbatch e George MacKay.
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film e molto altro.
Ecco 10 curiosità sul film 1917.
Le origini del film 1917
1. Il regista si è ispirato
ad eventi reali. Il desiderio di realizzare il film nacque
nel momento in cui il regista decise ispirarsi ai racconti di
guerra di suo nonno Alfred Hubert Mendes, il quale aveva combattuto
per due anni sul fronte francese. Tali racconti sono inoltre
raccolti nel volume L’autobiografia di Alfred H. Mendes. 1897 –
1991. Pur ispirata a vicende reali, la sceneggiatura del film
è però un’idea originale di Mendes, ed è pertanto stata nominata
come miglior sceneggiatura originale ai premi Oscar.
2. Il nonno del regista era
realmente un messaggero di guerra. Stando a quanto
raccontato da Alfred H. Mendes, egli entrò in guerra nel 1916
all’età di 17 anni. Tra i suoi primi incarichi vi fu realmente
quello di consegnare importanti messaggi. Contrariamente al
personaggio protagonista del film, tuttavia, egli era piuttosto
basso e aveva così la fortuna di potersi nascondere tra la nebbia o
nella vegetazione.
Le riprese del film 1917
3. Il cast si è sottoposto a
lunghe prove. Per soddisfare le richieste del regista, il
quale desiderava girare il film con una serie di piani sequenza, il
cast, e con loro la troupe, si sono dovuti sottoporre a lunghe
sessioni di prove al fine di imparare nei minimi dettagli i
movimenti e le battute previste. Un singolo errore comportava
infatti la necessità di rifare da capo l’intera ripresa. Le lunghe
prove sono così servite a quanti hanno lavorato al film ad
acquisire dimestichezza con quanto previsto da copione.
4. Per girare il film il
regista si è ispirato ad un celebre film. Dar vita ad un
film composto da un unico piano sequenza è impresa pressoché
inarrivabile, e per tanto il regista ha deciso di girare diverse di
queste lunghe riprese, da unire poi al montaggio per farle sembrare
una unica. Per riuscire in ciò si è ispirato al film Nodo alla
gola (1948), di Alfred Hitchcock, il quale
nel suo film era solito far terminare un piano sequenza dietro ad
un oggetto, e far partire il seguente dallo stesso punto, così da
nascondere il taglio di montaggio.
5. Ha segnato una novità per
il direttore della fotografia. A curare la fotografia del
film vi è Roger Deakins, celebre direttore della
fotografia premio Oscar. Per le riprese del film, Deakins si è
servito di una Arri Alexa LF in formato digitale, con diverse lenti
per differenti esigenze. Questa è la prima volta che utilizza
questa particolare macchina da presa nel corso della sua lunga
carriera.
I luoghi del film
6. La troupe ha dovuto
affiggere particolari segnali d’avviso. Le riprese del
film si sono tenute nel Regno Uniti, e nello specifico nel
Wiltshire, a Govan, nella riserva naturale di Hankley Common. Per
evitare spiacevoli conseguenze, lo staff di produzione ha dovuto
erigere dei cartelli che avvertivano gli escursionisti della zona a
non allarmarsi qualora si fossero imbattuti nei corpi dei finti
cadaveri sparsi per l’intera area.
I riferimenti culturali di
1917
7. Una battuta svela il
senso del film. All’interno del film, il personaggio di
William Schofield, interpretato dall’attore George MacKay, recita ad un bambino francese
un verso del poema The Jumblies di Edward Lear. Questo
recita: “Sebbene il cielo sia scuro e il viaggio sia lungo,
tuttavia non possiamo mai pensare di essere imprudenti o
nell’errore”. Tale verso, come l’intero poema, può essere
infatti visto come una metafora della missione raccontata
all’interno del film.
Il cast del film 1917
8. Tom
Holland avrebbe dovuto avere un ruolo nel film. Al
momento del casting del film, l’attore Tom
Holland, ora celebre per essere Spider-Man all’interno
dell’MCU, era stato contattato per
ricoprire il ruolo del tenente Blake. L’attore fu tuttavia
costretto a rinunciare al ruolo per via di impegni precedentemente
presi. Al suo posto fu scelto l’attore Richard
Madden.
9. Benedict Cumberbatch in un nuovo film di
guerra. L’attore Benedict Cumberbatch interpreta nel film ruolo
del colonnello Mackenzie. Per l’attore è la sesta volta che prende
parte ad un film di guerra. Gli altri sono stati
Espiazione (2007), Small Island (2009), War
Horse (2011) Parade’s End (2012) e The
Imitation Game (2014).
10. Il film riunisce due
attori di Kingsman. Tra gli altri protagonisti
del film vi sono gli attori Mark Strong e Colin Firth. I due avevano già lavorato
insieme nei film d’azione Kingsman
– Secret Service (2014) e Kingsman
– Il cerchio d’oro (2017). Nel film di guerra interpretano
rispettivamente il capitano Smith e il generale Erinmore.
1917 di
Sam Mendes ha una trama relativamente semplice per
gran parte della sua durata, ma il finale del film è più complesso
di quanto alcuni potrebbero pensare. Il film di Mendes è un’epopea
bellica coinvolgente ed emozionante, con lo stile
cinematografico in piano sequenza di 1917 che coinvolge il
pubblico a un livello più profondo. Anche se il film sembra girato
in un’unica ripresa, i tagli segreti di 1917 sono
sapientemente nascosti. Questo stile di produzione ha fatto sì che
il film di guerra diventasse rapidamente uno dei favoriti ai premi,
così come il fantastico cast corale di 1917.
1917 segue due soldati
britannici, i caporali Will Schofield (George
MacKay) e Tom Blake (Dean-Charles Chapman), incaricati
di consegnare un messaggio al Secondo Battaglione del Reggimento
del Devonshire. Devono dire al colonnello Mackenzie, interpretato
da Benedict Cumberbatch, di annullare un
attacco pianificato; i tedeschi non sono fuggiti come si credeva,
ma hanno invece effettuato una ritirata tattica, in attesa di
tendere un’imboscata alle truppe britanniche. Ispirato
a una storia vera, il recente successo online di 1917 ha
attirato l’attenzione sul suo finale, un climax emozionante e ricco
di significati e temi nascosti più profondi.
Cosa succede nel finale di
1917
Nell’atto finale di 1917,
Schofield viene mostrato mentre fugge dall’inseguimento tedesco
attraverso un villaggio bombardato dopo aver trovato una giovane
donna francese e un bambino piccolo nascosti tra le macerie. Alla
fine, trova il Secondo Devons in una foresta vicina, dove un membro
del battaglione sta cantando una canzone mentre si preparano a
marciare in battaglia. Con suo grande sgomento, Schofield scopre
che questa è l’ultima ondata dell’attacco e che deve raggiungere il
fronte per arrivare al colonnello Mackenzie prima dell’imminente
bagno di sangue.
Schofield si fa strada tra i
soldati, spingendo e spintonando nelle trincee, con i 1917‘s
secret cuts perfettamente utilizzati in tutto il film. Chiede a
diversi soldati dove può trovare il colonnello Mackenzie, ma questi
continuano a indicargli di andare sempre più avanti lungo la linea
delle trincee. Quando l’attacco ha inizio, Schofield capisce che
deve abbandonare la relativa sicurezza delle trincee e correre
attraverso il campo di battaglia per avere qualche possibilità di
trovare Mackenzie in tempo. Alla fine ci riesce e consegna a
Mackenzie gli ordini scritti a mano per annullare l’attacco.
1917 si conclude con
un’ultima inquadratura di Schofield seduto in un prato, in
un’inquadratura parallela a quella di apertura del
film…
Dopo che le cose si sono calmate,
Schofield è determinato a trovare il fratello di Blake, Joseph, per
assicurarsi che sia in grado di fermare l’attacco prima che Joseph
entri in battaglia. Schofield alla fine lo trova, che ascolta con
orrore quando viene a sapere che suo fratello è morto. Schofield dà
a Joseph alcuni oggetti personali di Blake, tra cui degli anelli e
una piastrina di riconoscimento, poi gli chiede di scrivere a sua
madre per informarla che Blake è morto da eroe. 1917 si
conclude con un’ultima inquadratura di Schofield seduto in un
prato, in una ripresa parallela all’inizio del film.
“Come Back To Us”: spiegazione
delle foto di famiglia di Schofield in 1917
Uno degli elementi più sorprendenti
del finale di 1917 viene rivelato quando Schofield si ritira
dopo aver parlato con Joseph. La scena finale vede Schofield che
scatta una foto a una donna e dei bambini fuori dalla sua uniforme,
accompagnata da una nota che recita “Torna da noi”. Questa
scena rivela che Schofield ha una famiglia a casa, cosa che Mendes
ha scelto di non rivelare al pubblico fino agli ultimi momenti di
1917. Sebbene questo concluda il film con una nota emotiva,
fornisce anche un contesto per diversi momenti chiave del film,
rendendo completo l’arco narrativo del personaggio di
Schofield.
In una scena precedente, Schofield
e Blake discutono della loro recente licenza. In uno dei pochi
momenti di lucidità emotiva di Schofield, egli afferma di aver
odiato la licenza perché alla fine sarebbe dovuto tornare sul campo
di battaglia e mettere nuovamente in pericolo la propria vita.
Questo momento diventa molto più complesso quando viene rivelata la
famiglia di Schofield. Il concetto di Schofield che odia il tempo
trascorso a casa diventa più toccante quando il pubblico si rende
conto che dovrebbe godersi il tempo con loro, ma lui riesce a
pensare solo a cosa succederà quando tornerà al fronte.
Un altro momento chiave di
1917, che viene cambiato a posteriori dopo la rivelazione
della famiglia di Schofield, è la sequenza a Écoust-Saint-Mein.
Nella città francese distrutta, Schofield si imbatte in una donna
francese che si nasconde dai soldati tedeschi. Lei sta accudendo
un neonato e Schofield le dà il cibo in scatola e il latte che ha
trovato nella fattoria abbandonata dove è morto Blake. La donna
chiede a Schofield di restare con lei, ma lui rifiuta, perché deve
proseguire e portare a termine la sua missione.
L’emozione profonda, il
dolore e il turbamento che Schofield prova nel dover lasciare la
donna e il bambino sono resi molto più toccanti e semplicemente più
comprensibili dopo la rivelazione che Schofield ha dei figli a
casa.
Questa scena viene completamente
ricontestualizzata con l’aggiunta dell’informazione che Schofield
ha dei figli. L’emozione profonda, il dolore e il turbamento che
Schofield prova nel dover lasciare la donna e suo figlio diventano
molto più toccanti e semplicemente più sensati dopo la rivelazione
che Schofield ha dei figli a casa. L’istinto paterno di Schofield
lo spinge ad aiutare questa donna e suo figlio, ma deve andare
avanti, altrimenti moriranno molte altre persone. La scena è ricca
di sottigliezze, che rimandano alla rivelazione finale del finale
di 1917, e interpretata alla perfezione dal membro del cast
George MacKay.
Forse ancora più importante, la
rivelazione della famiglia di Schofield aumenta la posta in gioco
della missione centrale di 1917. Gli spettatori comprendono
le motivazioni di Blake fin dall’inizio di 1917: vuole
salvare suo fratello e non si fermerà davanti a nulla per farlo.
Schofield sembra più esitante per tutto il film e, dopo aver
rischiato di morire a causa del filo spinato nel bunker tedesco,
vuole tornare indietro. Sapendo che ha una famiglia che lo aspetta
a casa, questo ha molto più senso.
Tuttavia, quando Blake muore, la
missione diventa più importante per Schofield a livello personale.
Sa che la famiglia Blake ha già perso un figlio e deve riuscire
nella sua impresa per salvare l’altro. Questo si ricollega agli
ideali della famiglia, collegandosi alla rivelazione finale di
Schofield e al suo eroismo, poiché continua nonostante l’immenso
costo personale che dovrebbe pagare se gli succedesse qualcosa.
L’ultima inquadratura di
Schofield in 1917 è parallela all’inizio del film: cosa
significa
L’inizio di1917 mostra
Schofield appoggiato a un albero, prima di essere svegliato da
Blake che riceve la missione centrale del film. Dopo la straziante
ricerca, 1917 termina con un parallelo diretto, mostrando
Schofield appoggiato a un albero per guardare la foto della sua
famiglia. In 1917, gli alberi sono un simbolo
importante in quanto appaiono solo nei momenti di pace.
La scena iniziale riflette questo
aspetto, poiché i personaggi sono beatamente ignari della loro
missione. Poco prima del climax, un gruppo di soldati è mostrato
sparso in un campo alberato, mentre ascolta un commilitone cantare
la canzone Wayfaring Stranger di 1917. Infine, la scena finale mostra un’inquadratura
simile di Schofield contro l’albero, una volta che l’attacco è
stato annullato e centinaia di vite sono state salvate. Oltre a
questi esempi, 1917 mostra principalmente i tragici scenari
della Francia devastata dalla guerra, dalle trincee infinite ai
villaggi desolati.
Gli alberi potrebbero essere
una metafora della resistenza della vita in mezzo alla durezza
della guerra…
È interessante notare che gli
alberi sono anche oggetto di una conversazione tra Blake e
Schofield. All’inizio del loro viaggio, i soldati passano davanti a
un campo di ciliegi bruciati e Schofield lamenta la loro
distruzione. Tuttavia, Blake spiega che alla fine ricresceranno,
più numerosi di prima.
Gli alberi potrebbero essere una
metafora della resistenza della vita in mezzo alla durezza della
guerra; Schofield vuole la pace, ma capisce che prima deve portare
a termine una missione per assicurarsi che ci sia qualcosa per cui
vivere dopo che sarà finita. La guerra può essere spietata, ma è
una lotta per creare un futuro migliore.
Infine, il fatto che la prima e
l’ultima scena di 1917 siano identiche potrebbe essere un
commento sull’inutilità della guerra. Alla fine di 1917,
Schofield si ritrova esattamente nello stesso posto in cui si
trovava all’inizio del film. Nonostante ciò, ha intrapreso un
viaggio pieno di morte, distruzione ed eroismo, tutto in nome di
una guerra in cui non avrebbe mai voluto combattere. L’inizio e la
fine di 1917 sono identici e riflettono questo concetto,
poiché il viaggio che ha causato tanto tumulto ha lo stesso punto
di partenza e di arrivo.
Cosa ha detto lo sceneggiatore
di 1917 sul finale del film
In un’intervista con
Collider poco dopo l’uscita di 1917, la
co-sceneggiatrice Krysty Wilson-Cairns ha spiegato alcune delle
scelte fatte nei momenti finali del film. Dal modo in cui l’ultima
inquadratura di 1917 riflette l’inizio e l’evoluzione del
personaggio di Schofield, il finale di 1917 è stato
incredibilmente importante per gli sceneggiatori nel trasmettere
molti dei temi e dei significati più profondi del film. Alla
domanda sul perché la rivelazione della famiglia di Schofield sia
stata lasciata agli ultimi secondi, Wilson-Cairns ha
dichiarato:
“Ha trascorso almeno sei mesi con Blake, quindi non si
sveglierà la mattina accanto a Blake nella prima scena e dirà: ‘Oh,
mi mancano mia moglie e i miei figli’. Perché non è così che
parlano le persone… non è la realtà, non è così che ci
comportiamo”.
Come dimostrano le parole di
Wilson-Cairns, la scelta di lasciare la famiglia di Schofield fino
alla fine del film è legata esclusivamente al realismo. Nel bel
mezzo di una guerra con soldati con cui Schofield ha trascorso
molti mesi o anni, è improbabile che l’argomento venga fuori in una
conversazione. Più realisticamente, Schofield ha pensato alla sua
famiglia in un momento di tranquillità dopo la missione, come
farebbe qualsiasi persona normale.
Krysty Wilson-Cairns ha scritto
anche Last Night in Soho, The Good Nurse e Penny Dreadful.
Un altro elemento su cui ha
commentato Wilson-Cairns è l’evoluzione del personaggio di
Schofield. La sceneggiatrice di 1917 ha notato che, all’inizio del
film, Schofield non è turbato dagli orrori della guerra. Nella
sequenza della terra di nessuno, Blake osserva la scena
circostante, dai cavalli e dai soldati morti ai corvi e ai ratti
che banchettano. Schofield, invece, scruta l’orizzonte,
concentrandosi sulla sua missione. Wilson-Cairns ha spiegato che
questa scelta è stata fatta per mostrare quanto Schofield sia
diventato chiuso al mondo, in contrasto con la sua situazione alla
fine di 1917, dove è più simile a Blake:
“Blake diventa parte di lui. Quindi, quando attraversa tutta
la seconda metà del film, è più simile a Blake che mai. Corre dei
rischi, scappa, fa tutto il possibile perché ha fatto una promessa
al suo amico morente. E quindi volevamo che l’ultima scena del film
rendesse davvero l’idea che lì è solo un po’ più simile a Blake.
Anche se è ancora con le spalle contro l’albero… ora è un uomo
cambiato”.
La vera storia di 1917
rivela una triste realtà sul finale di Schofield
Un tragicofatto dietro
le quinte di 1917è legato alla cronologia della prima
guerra mondiale. Il film è ambientato il 6 aprile 1917 e termina il
giorno dopo con Schofield che si ritira sul campo. Sebbene la scena
finale del film abbia alcuni temi e messaggi di speranza, la
cronologia reale della guerra solleva un fatto straziante e
realistico per Schofield. La prima guerra mondiale non finì fino al
novembre 1918, oltre 18 mesi dopo la missione di Schofield. Questo
mette in luce la straziante realtà che Schofield sarà
inevitabilmente inviato in un’altra missione, potenzialmente più
pericolosa della precedente.
Sebbene la missione completata
nel finale di 1917 sia stata una vittoria personale per Schofield,
la guerra intorno a lui infuria e le tragedie di un conflitto del
genere sono lungi dall’essere finite. Ciò è simboleggiato dalla
prima e dall’ultima inquadratura di 1917, che aggiungono un
ulteriore livello di profondità al film. Come accennato, Schofield
è tornato nella stessa posizione in cui si trovava all’inizio del
film, in attesa di un fugace momento di pace prima di essere
inevitabilmente chiamato per un altro incarico.
Il vero significato del
finale di 1917
1917 è un film insolitamente
teso e mozzafiato che alla fine ruota attorno a un unico obiettivo:
fermare un attacco, in un solo giorno, che salverà 1.600 vite. C’è
un momento di grande sollievo quando il colonnello Mackenzie
ascolta gli ordini e alla fine ferma l’attacco prima che si
verifichino vittime importanti. Ma prima che Schofield e Mackenzie
si separino, il colonnello dice che, anche se l’imboscata sarà
evitata, probabilmente riceverà l’ordine di attaccare di nuovo
entro una settimana. Anche se questa missione può essere
considerata un successo, è probabile che la pace sarà solo
temporanea.
La storia di1917può essere stata una vittoria, ma la guerra è
lungi dall’essere finita. Si stima che durante la guerra siano
morti nove milioni di soldati e, sebbene salvare 1.600 vite non sia
un’impresa da poco, è una goccia nel mare di una guerra senza
senso.
Mendes e il direttore della
fotografia Roger Deakins fanno un lavoro fantastico nel rendere
tutto così urgente in questa missione – e lo era sicuramente,
all’epoca – ma attraverso i commenti di Mackenzie, è chiaro quante
altre persone sono state colpite da questo conflitto e come ognuna
delle nove milioni di vite perse avesse una storia proprio come
questa.
Raccontare la guerra al cinema è
sempre stato un obiettivo rischioso, in quanto pur se si ha
l’intenzione di realizzare un film antimilitaristico si rischia
facilmente di sfociare nell’estetizzazione di tali eventi. La
conseguenza è dunque quella di rendere affascinanti quelle
situazioni e quei contesti verso cui si cerca invece di muovere una
critica. Anche i più grandi autori, una volta cimentatisi con tale
genere cinematografico, hanno spesso finito con il cadere in questa
trappola. Diventa però interessante analizzare come la guerra venga
raccontata in base al periodo storico vigente. Per
1917 (qui la recensione), il film del
2019 di Sam Mendes, tale racconto non poteva che
avere luogo attraverso le dinamiche del videogame.
Sempre più negli ultimi decenni i
videogiochi e le loro dinamiche hanno influenzato il cinema (dopo
essere stati a loro volta influenzati proprio dalla settima arte).
In particolare, videogiochi di guerra come Call of Duty o
Warzone hanno offerto ai gamer di entrare nel vivo di un
contesto bellico, quasi potendolo vivere in prima persona. È
proprio questo punto di vista a farla da padrone in
1917, notoriamente costruito come un lungo
piano-sequenza che segue i due protagonisti nelle loro peripezie
sul campo di guerra. Oltre a questa visuale da videogioco, però,
vengono ripresi elementi come livelli, ostacoli da superare e
missioni da portare a termine.
Tutto in 1917
rimanda dunque all’esperienza videoludica, la quale ha la piena
preminenza rispetto alla Storia, la quale rimane invece sullo
sfondo. Quello raccontato da Mendes non è infatti un episodio noto
della Prima guerra mondiale, anzi non è neanche del tutto ispirato
ad eventi reali. L’importante, per il regista, è proporre una
visione di quel contesto legandola a dinamiche narrative ed
estetiche a cui si è sempre più abituati grazie alla diffusione dei
videogiochi. Una scelta che si pone in aperto contrasto con le
critiche all’estetizzazione della guerra, ma che permette di
riflettere ulteriormente su quanto tali dinamiche siano sempre più
parte dell’odierno linguaggio mediale. Ma andiamo con ordine.
La trama e il cast di 1917
Protagonisti del film sono i
caporali britannici Schofield (George MacKay)
e Blake (Dean-Charles
Chapman), i quali vengono scelti per portare a termine
un’ardua missione: attraversare l’ostile territorio nemico per
consegnare un messaggio al colonnello Mackenzie
(Benedict
Cumberbatch) e al suo battaglione di 1600 uomini, tra
cui il fratello di Blake, Joseph (Richard
Madden). Così facendo, impedirebbero ai soldati di
cadere in una trappola mortale, ordita dai nemici tedeschi. Ma
l’impresa è al limite del possibile, perché il tempo per svolgerla
è poco e il territorio da attraversare è impervio, ricco di
pericoli e nemici pronti all’attacco.
Oltre agli attori qui citati, nel
film compaiono anche gli attori Mark Strong nei panni
del capitano Smith, Andrew Scott in
quelli del tenente Leslie e Colin Firth in
quelli del generale Erinmore, l’uomo che affida a Schofield e Blake
l’ardua missione. Per soddisfare le richieste del regista, il quale
desiderava girare il film con una serie di piani sequenza, il cast,
e con loro la troupe, si sono dovuti sottoporre a lunghe sessioni
di prove al fine di imparare nei minimi dettagli i movimenti e le
battute previste. Un singolo errore comportava infatti la necessità
di rifare da capo l’intera ripresa.
Alla luce della trama e delle sue
ispirazioni, è più facile comprendere quanto il racconto del film
si adatti perfettamente alle dinamiche e ai tempi di un moderno
videogioco di guerra. Certo, sono anni ormai il cinema attinge da
tali dinamiche di gioco, basti pensare al capostipite
Ricomincio da capo (1993), a Elephant (2003),
Source Code (2011) o
Edge of Tomorrow
(2014). Mendes, però, si spinge ancor più in là, portando tali
meccaniche all’interno di un genere classico come quello di guerra,
stravolgendo l’idea che tali film debbano prima di tutto contenere
un forte messaggio etico.
Questo, in 1917,
appare invece più smorzato rispetto all’esaltazione estetica, che
non si limita alle dinamiche narrative o alle tecniche di ripresa
ma anche a tutti gli altri reparti che compongono il film.
1917 è dunque più un film o più un videogioco di
guerra? Se fosse quest’ultimo, sarebbe subito da notare
l’impossibilità di quell’interazione che è invece alla base
dell’esperienza e del legame tra videogioco e videogiocatore.
Piuttosto, si potrebbe affermare di trovarsi di fronte ad un
gameplay che può solo essere guardato, ma con il quale non si può
avere nessun coinvolgimento diretto.
Ciò porta 1917 a
rimanere nell’ambito del cinema come arte di cui poter fare
esperienza ma non in modo interattivo, ma ad essere comunque un
film con un linguaggio non comune, di fatto affermandosi come un
ibrido tra le due forme d’arte. Per tutta la sua durata il film
ribadisce tale convivenza, contribuendo ad abbattere i confini che
fino ad oggi hanno tenuto separati cinema e videogiochi.
Il trailer di 1917
e dove vedere il film in streaming e in TV
Per poter formulare un proprio
giudizio sulla base dell’analisi qui proposta, non resta che vedere
1917, è il quale è fruibile grazie alla sua
presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming
presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi
di Apple
TV, Now e Prime Video. Per vederlo, una volta
scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo
film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il
film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
giovedì 18 luglio alle ore 21:20
sul canale Rai 2.
Il pluripremiato 1917,
acclamato da pubblico e critica e vincitore di tre Oscar e due
Golden Globe, arriva in prima tv su Sky
Cinema Uno lunedì 23 agosto alle 21.15, in streaming su NOW e
disponibile on demand.
I caporali Schofield e Blake,
dell’8° Battaglione, condividono amicizia e un senso di
cameratismo. Il loro legame, nell’arco di un breve periodo, verrà
messo alla prova in un modo che nessuno dei due avrebbe mai potuto
immaginare. Armati di mappe, torce, pistole lanciarazzi, granate e
pochi viveri, devono attraversare la Terra di Nessuno e
trovare il fratello maggiore di Blake, un tenente del 2°
Devon. Hanno ricevuto l’ordine di dirigersi a sudest, fino a quando
non raggiungeranno la cittadina di Écoust, dove dovranno
individuare il battaglione appostato nel Bosco di Croisilles,
consegnare al Colonnello Mackenzie una lettera da parte del
Generale Erinmore e salvare così centinaia di commilitoni da morte
sicura per opera dei tedeschi. In pochi sanno, e anche Erinmore lo
ignora, che in realtà i tedeschi hanno messo in scena un ritiro
strategico e che in realtà sono pronti ad annientare chiunque osi
sfidarli. Questa missione spaventosa e inattesa, cambierà il corso
della loro vita. Un compito apparentemente impossibile, una corsa
contro il tempo. I due uomini devono attraversare il territorio
nemico per consegnare un messaggio che potrebbe salvare 1600
commilitoni.
In questa
avvolgente esperienza cinematografica, Mendes catapulta il pubblico
nel pericolo e nella vastità della Prima Guerra Mondiale, calandolo
all’interno del conflitto. Il film rende omaggio non solo ai
soldati della Prima Guerra Mondiale ma a tutti i militari, del
passato e del presente, e al loro sacrificio per il bene comune e
la ricerca della libertà.
Approdata sulla piattaforma
streaming il 17 novembre, 1899 è una serie tv
formata, al momento, da una sola stagione di 8 episodi, di circa
un’ora l’uno. Gli ideatori della serie sono Jantje Friese e Baran
bo Odar, sceneggiatori già molto noti per la serie tv Dark:
da questo primo episodio di 1899 è facile
ritrovare delle similarità nello stile delle riprese e
nell’ambientazione stessa delle vicende con Dark. La serie è
prodotta dalla Germania: piccola curiosità, con un budget di 60
milioni di euro, 1899 è al momento la serie
tedesca più costosa mai prodotta. Nel cast ritroviamo attori
affermati nel panorama Netflix e Sky,
tra cui lo spagnolo
Miguel Bernardeau (Gùzman in Elite)
nel ruolo di Angel, e l’inglese Emily Beecham (Fanny Logan in
The pursuit of love) nei panni di Maura Franklin.
1899: la ricerca della nave
scomparsa
La serie si apre con una serie di
fotogrammi di paesaggi: il cielo, il mare, una nave. E poi un
flashback, una visione di Maura in quello che sembra un ospedale
psichiatrico: viene portata via mentre urla contro il padre,
nell’ombra. Al risveglio, Maura è sul Kerberos, nave transatlantica
che viaggia alla volta di New York. Qui a bordo di questo
aristocratico battello si trovano tante figure, storie, segreti
tutti da scoprire. Clèmence e Lucien sono una giovane coppia di
francesi appena sposati: la relazione dei due risulta essere da
subito molto burrascosa. Lucien allontana e respinge la moglie.
Sulla Kerberos viaggiano anche una misteriosa giovane donna cinese,
che da subito attira l’attenzione su di sé nella sala da pranzo
della nave per gli abiti ed il trucco tradizionali; viaggia insieme
ad una dama di compagnia, la quale sembra essere più una tutrice,
un’educatrice per la giovane, dai modi severi che le riserva.
Ramiro e Angel sono due fratelli spagnoli che viaggiano insieme: il
primo è un prete pauroso, il secondo un giovane spavaldo.
La quotidianità di tutti i nobili
passeggeri viene interrotta da un messaggio, ricevuto tramite
telegrafo: si tratta di semplici coordinate. Il capitano inverte
subito la rotta per raggiungere il punto indicato: si pensa che il
messaggio possa provenire dalla Prometeus, nave scomparsa da ormai
quattro mesi.
Ciò che si è perso sarà
ritrovato
Tutti gli elementi di
1899 portano lo spettatore a percepire un clima di
sinistro mistero. In questo primo episodio ancora non è troppo
chiaro come potrebbero proseguire le vicende: forse è proprio
questo senso di imprevedibilità che crea ancora più inquietudine,
ma è anche ciò che potrebbe portare ad una serie molto
originale.
Il background musicale si mantiene
sempre molto teso, con melodie quasi graffianti. L’ambientazione
della Kerberos risulta essere un po’ lugubre: dominano spesso
colori scuri, come il verde petrolio, il bordeaux dei vestiti di
Maura e di Virginia Wilson, una signora inglese che viaggia da
sola. Questo, però, non è nulla a confronto con ciò che il capitano
e Maura stessa trovano sulla Prometeus: l’ambientazione qui è
propria di un film dell’orrore. Si intravedono con il debole
bagliore delle torce portate dal capitano dei cadaveri, in una
distruzione totale; quelle che sembrano corde strappate pendere dal
tetto.
Passando invece al vero contenuto
di 1899, è chiaro come questo primo episodio
pilota ci anticipi molte tematiche che si spera venir sviluppate
nelle prossime puntate. Ogni passeggero sembra custodire un oscuro
segreto.
Miss Maura Franklin
Tra tutti i personaggi, Maura è
colei che attira maggiormente l’attenzione e la curiosità dello
spettatore: ci è chiaro da subito che si tratta di una giovane
donna indipendente ed intelligente. Lei è una delle prime
dottoresse in Inghilterra: per l’ironia di una società ancora
fortemente patriarcale e machista, le è permesso studiare medicina,
ma non esercitare come medico.
“E’ questo che fanno, vi mostrano il mondo e alla fine vi dicono
che non potete averlo”
Nei bisbigli che le ronzano nella
testa e nelle strane visioni del passato, si può presagire una
grande realtà nascosta dietro a questo personaggio. La chiave di
volta per disseppellire questi segreti sembra essere il padre di
Maura: già dai primi minuti di questo primo episodio, lei urla al
padre di aver scoperto cosa succedeva su queste navi, sul
Prometeus.
Nonostante tutto, Maura cerca di
mantenersi lucida e razionale: la mattina, dopo le sue visioni nel
sonno, ricorda a se stessa chi è, per restare in contatto con ciò
che è reale.
Stravolgendo la percezione della
realtà dei suoi personaggi, il finale della serie tv Netflix
1899 ci mette davanti a misteri fantascientifici
sconcertanti che richiedono indubbiamente spiegazioni. In ogni
episodio,
1899 naviga in una moltitudine di concetti e
dispositivi narrativi fantascientifici senza offrire una
spiegazione chiara per nessuno di essi. Per aggiungere un ulteriore
livello di intrigo e dramma,
1899 termina ogni episodio con un enigmatico
cliffhanger, mentre si svelano gradualmente le traumatiche storie
dei suoi personaggi principali. Sebbene il dramma fantascientifico
di Netflix si prenda il suo tempo per svelare questi
misteri di fondo e tenga intenzionalmente gli spettatori col fiato
sospeso grazie a un ritmo disteso, è comunque gratificante riuscire
ad unire tutti i puntini.
Il Kerberos e il Prometheus
Una nave di nome
Kerberos è lo scenario principale che riunisce i
diversi personaggi di
1899, mentre la Prometheus è un’altra nave che sarebbe
scomparsa prima che la Kerberos salpasse. All’inizio di
1899, diventa evidente che la Kerberos non è una nave
normale e ospita molte tecnologie misteriose che sono quasi
incomprensibili per i passeggeri. La trama di
1899 prende una piega oscura quando l’equipaggio della
Kerberos riceve uno strano messaggio da una nave vicina che si
rivela essere la Prometheus. Dopo aver trovato solo un ragazzo,
Elliot, sulla nave fantasma, l’equipaggio della
Prometheus lo prende a bordo e salpa per tornare a casa. Non si
rendono conto che un altro passeggero della Prometheus, di nome
Daniel, è salito a bordo della nave.
Il caos si scatena a Kerberos quando
i passeggeri iniziano a morire, mentre Daniel cerca di costringere
Maura (interpretata da Emily
Beecham) a mettere in discussione la sua percezione.
1899 spiega questi eventi misteriosi negli ultimi
episodi rivelando che la nave è una simulazione che ha manipolato
la realtà dei passeggeri: tutto, dai loro ricordi al loro aspetto
fisico, è un costrutto della simulazione. Dal punto di vista
mitologico, Cerbero/Kerberos è il cane da guardia a tre teste che
impedisce ai morti di fuggire dagli inferi. Dato che il Kerberos
del
1899 funge da prigione della percezione e della realtà
per i passeggeri, il nome acquista un senso. Allo stesso modo, il
nome dell’altra nave deriva dal mito greco di Prometeo, che venne
tormentato in eterno per aver rubato il fuoco dal monte Olimpo, un
parallelismo con i passeggeri che vivono in loop infiniti dei loro
traumi simulati.
Chi ha creato la simulazione?
I depistaggi nei primi
episodi di
1899 suggeriscono che il padre di
Maura, Henry Singleton
(interpretato da Anton Lesser del cast di Andor), sia il genio del male dietro la simulazione. Ad
esempio, Maura continua a sostenere che il padre le ha rimosso i
ricordi dopo che lei e il fratello sono venuti a conoscenza dei
suoi esperimenti segreti sulla nave. In un’altra scena, Henry spia
i passeggeri della Kerberos dalla comodità della
sua stanza. Se questi momenti sono abbastanza convincenti da
suggerire che Henry sia l’architetto della simulazione, gli episodi
finali rivelano che Maura ne è la creatrice.
Al di fuori della simulazione,
Maura viveva nel mondo reale con il marito
Daniel e il figlio Elliot. Quando
la salute del figlio iniziò a declinare a causa di una misteriosa
malattia, la donna non riuscì a sopportare il dolore e il lutto che
questo questo tragico evento portò alla sua famiglia. Nel tentativo
di “preservare” il figlio, ne trasferisce la coscienza in una
realtà simulata dove lei e Daniel (interpretato da Aneurin
Barnard del cast della sesta stagione di Peaky Blinders) possono passare del
tempo con lui in una piccola stanza dei giochi, nonostante lui sia
morto nel mondo reale. Sebbene
1899 non riveli come la simulazione sia cresciuta
dalla stanza dei giochi di un bambino a un sistema a più livelli e
come Henry sia stato coinvolto, sembra probabile che molte altre
forze siano state coinvolte nella tecnologia nel corso del tempo e
abbiano scatenato il caos.
Sfruttando questo aspetto a suo
vantaggio, Henry ha abusato della tecnologia della
figlia creando altre simulazioni all’interno della sua simulazione
principale per studiare le oscure profondità del cervello umano.
Maura spiega la sua spirale negativa in una breve conversazione con
Eyk (interpretato da Andreas
Pietschmann del cast della terza stagione di
Dark) ricordando che sua madre era affetta da
Alzheimer, che ha gradualmente distrutto la sua capacità di
riconoscere i membri della famiglia. Dopo la sua morte, Henry ha
iniziato ad affrontare la sua perdita studiando meticolosamente la
mente umana, sperando di trovare risposte alla malattia della
moglie.
Con il tempo, ha chiaramente
esagerato, rendendo la figlia e la sua famiglia vittime dei suoi
esperimenti. Il fatto che Maura abbia scelto di
proposito di cancellare i suoi ricordi per affrontare la morte
traumatica del figlio si rivela un vantaggio e un ostacolo per
Henry. Se da un lato gli permette di manipolare la
sua tecnologia e di usarla a suo vantaggio, dall’altro si trova nei
guai quando si rende conto che solo Maura possiede il codice per
sfuggire alle simulazioni.
Il significato della piramide,
dello scarabeo e della chiave nella simulazione di 1899
La piramide del ragazzo e
la chiave di Maura sono i codici necessari per
porre fine alle simulazioni nella serie televisiva fantascientifica
di Netflix. Poiché Maura non aveva ricordi della sua vita passata,
non riusciva a ricordare nulla della chiave anche se l’aveva sempre
con sé. Henry la sottopone a queste simulazioni
ricorrenti per aiutarla a ricordare dove teneva la chiave. È anche
possibile che Henry abbia collocato quei simboli piramidali in
tutta la nave come messaggi subliminali per stimolare la sua
memoria o forse Maura stessa li ha collocati nella realtà simulata
per ricordare la chiave dopo aver perso la memoria. Quest’ultima
ipotesi sembra più plausibile, dato che il simbolo della piramide e
della chiave è tatuato anche dietro l’orecchio del figlio.
Come la piramide e la chiave, anche
lo scarabeo è un codice che apre le porte chiuse. Il significato
dello scarabeo rimanda a uno dei ricordi di Maura nel mondo reale,
in cui Maura (interpretata da Emily
Beecham della serie cult d’azione Into the
Badlands) chiede a
Elliot di liberare uno scarabeo che ha
intrappolato in un barattolo per insegnargli il famoso detto
“lasciali liberi se li ami”. Per questo motivo, lo scarabeo viene
probabilmente manifestato o progettato come codice per accedere
alla libertà dalle porte chiuse nella simulazione.
Le simulazioni delle botole sono
reali riflessi del passato?
Sotto il letto di ogni
passeggero c’è una botola, da cui si arriva a una camera
sotterranea che conduce a una simulazione dell’inquietante passato
del rispettivo passeggero. Considerando che il passato di ogni
personaggio era probabilmente una mera costruzione, le simulazioni
delle botole probabilmente non hanno nulla a che fare con la realtà
dei passeggeri. Ciò è ulteriormente confermato quando i passeggeri
iniziano a scorrere le rispettive simulazioni di memoria dopo che
Daniel ha alterato il codice.
Il virus di 1899 spiegato
Verso la fine, dalle pareti
dell’astronave iniziano a spuntare enormi strutture nere e quando
Virginia Wilson (interpretata da Rosalie
Craig del cast di The Queen’s Gambit) ne
tocca una, la massa nera inizia a diffondersi su tutto il suo
corpo. Come ogni altra cosa nella simulazione, anche la sostanza
nera è un codice che rappresenta un virus. Daniel
ha intenzionalmente violato il sistema e introdotto il virus nella
simulazione per impedire a Henry di riavviare il
ciclo. Questo spiega perché chiede agli altri passeggeri di non
toccarlo.
Il significato dell’allegoria della
caverna di Platone
Nella sua allegoria,
intitolata “La caverna”, Platone descrive uno
scenario ipotetico in cui un gruppo di persone è incatenato
all’interno di una caverna e tutto ciò che possono vedere è un muro
vuoto di fronte a loro. Il muro riflette le ombre del mondo reale
alle loro spalle, ma non dà mai una rappresentazione accurata della
realtà. Nonostante i limiti della loro percezione, gli abitanti
della caverna accettano la realtà che viene loro presentata perché
è l’unica che conoscono. Film come Interstellar, capolavoro
fantascientifico di Christopher Nolan, Shutter
Island di Scorsese e persino
Matrix delle sorelle Wachowski
fanno riferimento alla stessa allegoria.
Henry ricorda che
Maura da giovane era ossessionata dall’Allegoria
di Platone. Probabilmente è lì che ha trovato
l’ispirazione per creare realtà alternative, o meglio, ombre della
realtà, attraverso le simulazioni. Tuttavia, dopo aver perso i suoi
ricordi e aver preso il controllo delle sue simulazioni, Henry è
diventato il portatore della realtà, mentre la sua simulazione è
diventata una semplice ombra sul muro. Poiché anche Henry fa parte
di una simulazione, l’Allegoria di Platone è un ciclo infinito in
1899 in cui il leader della catena di simulazioni
rimane sconosciuto.
Come funzionano le siringhe bianche
e nere di Henry
Come tutti gli oggetti
delle simulazioni, entrambe le iniezioni sono codici che servono a
uno scopo specifico. La loro funzione è simile a quella delle
pillole blu e rosse di Matrix.
Henry usa l’iniezione nera per resettare i ricordi
di Maura e mandarla in una nuova simulazione; al contrario, usa
quella bianca per ripristinare i suoi ricordi e la conseguente
comprensione della realtà.
Perché Cirian ha preso il controllo
della simulazione di Maura
Verso la fine della
stagione 1 di
1899, Henry mette le mani sulla piramide e sulla
chiave, ma Daniel riesce comunque a stare un passo
avanti. Daniel manipola il codice della siringa in modo tale che,
quando Henry inietta il siero nero a Maura, lei
raggiunge la prima sala giochi di simulazione che aveva creato per
suo figlio. Qui Daniel le dice che ha anche cambiato il codice
della chiave con l’anello di Laura e il codice
della piramide con un giocattolo nella stanza dei giochi di
Elliot. Utilizzando la nuova chiave e la piramide,
Maura riesce finalmente a uscire dal loop della simulazione
nell’arco conclusivo della serie tv fantascientifica di
Netflix.
Tuttavia, considerando che
Daniel la avverte che suo fratello
Cirian ha preso il controllo delle simulazioni, il
suo viaggio sembra essere tutt’altro che finito. L’identità e le
motivazioni di Cirian rimangono sconosciute anche dopo i titoli di
coda di
1899. È chiaro, però, che alla fine della stagione 1
di
1899, egli si trova in cima alla catena delle
simulazioni ed è forse l’unico a sperimentare la realtà così com’è.
Gli altri percepiscono solo l’ombra di un’ombr: sole ombre della
realtà che lui vuole che vedano.
Maura è sfuggita alla simulazione
nel finale di 1899?
Dopo essere sfuggita alla
simulazione nella serie horror sci-fi di Netflix,
Maura si risveglia in una stazione spaziale dove
trova gli altri passeggeri collegati a una macchina. Questo
conferma che nessuno è morto su quella nave. Trova uno schermo che
rivela il nome della stazione spaziale come “Progetto Prometheus” e
l’anno attuale come “2099”. Segue un messaggio di “Benvenuto nella
realtà” da parte di Cirian, che conferma di essere
a conoscenza della fuga della sorella dalla simulazione.
Poiché la stagione 1 di
1899 termina dopo questo episodio, si può solo
ipotizzare se Maura sia sfuggita a tutte le
simulazioni o sia rimasta intrappolata in un’altra. Tuttavia, dal
momento che la stazione spaziale ha lo stesso nome della nave, è
possibile che si tratti di un’altra realtà simulata creata da
Cirian. Un altro dettaglio che lo conferma è la frase “che il tuo
caffè faccia effetto prima della realtà” che Cirian lascia a Maura
nella stazione spaziale. In una scena precedente,
Anker (interpretato da Alexandre
Willaume del cast di Wheel of Time) e
Ramiro trovano la stessa frase scritta su un libro
nella sala di controllo della nave.
Sebbene
1899 non spieghi mai il significato della frase,
sembra essere il modo in cui Cirian prende in giro
i suoi prigionieri. Alludendo al falso senso di veglia che si prova
quando il cervello viene inondato di dopamina dopo aver consumato
del caffè, Cirian sembra insultare Maura e gli altri che hanno
scelto volontariamente di vivere in simulazioni fasulle solo per
affrontare i fardelli della loro realtà. Poiché la saluta con lo
stesso messaggio nella stazione spaziale, è possibile che stia per
sottoporre lei e i passeggeri a un’altra sconcertante simulazione
nella stagione 2di
1899.
Netflix si è guadagnato la reputazione di
aver cancellato gli spettacoli prima ancora che avessero avuto la
possibilità di fare il loro cammino, e lo streamer ha ora eliminato
il popolare dramma di fantascienza,
1899. Lo spettacolo, dei creatori
di Dark Jantje
Friese e Baran bo Odar, è stato presentato in anteprima il 17
novembre e ha seguito un gruppo di emigranti europei in viaggio da
Southampton, nel Regno Unito, su un piroscafo chiamato
Kerberos per iniziare una nuova vita a New York
City.
Sebbene non sia stato accolto così
bene come Dark,
lo spettacolo ha raccolto recensioni generalmente positive e gli
spettatori non vedevano l’ora di scoprire come sarebbe continuata
la storia dopo il finale di stagione sconvolgente. Non è stato
fornito alcun motivo per la cancellazione, ma il co-creatore Baran
bo Odar si è rivolto a Instagram per esprimere il suo
disappunto.
As a lot of you may already know… 1899 will
not be renewed for a 2nd and 3rd season… We are all truly
devastated by this fact. This photo was taken the first night I met
these people. You can take away the show, but you can’t take away
family Thank you all for watching
x L pic.twitter.com/HMs8PVDQQ8
1899. Un piroscafo pieno di
migranti si dirige verso ovest lasciandosi alle spalle il Vecchio
Continente. I passeggeri, provenienti da diverse nazioni europee,
hanno in comune speranze e sogni per il nuovo secolo e per il loro
futuro all’estero. La traversata però subisce una svolta imprevista
con l’avvistamento in alto mare di un’altra nave di migranti alla
deriva. Ciò che troveranno a bordo trasformerà il loro viaggio
verso la terra promessa in un terrificante incubo.
Dopo il primo promo
Paramount+ annuncia che tra le guest star
di 1883 ci
sarà nientemeno che Tom Hanks, l’attore premio Oscar sarà dunque
nel prequel di Yellowstone.
Il debutto è previsto per la prossima settimana, il 19 dicembre.
Tom Hanks dovrebbe apparire nel secondo
episodio e interpreterà il ruolo di un generale a tre stelle in una
sequenza di flashback. In un’intervista con l’outlet, Sheridan ha
rivelato dicendo che gli spettatori dovrebbero aspettarsi più
sorprese da guest star durante la prima stagione.
1883, la serie tv
1883
è la nuova serie tv prequel di Yellowstonecreata
e prodotta da Taylor Sheridane basata
sull’universo della famiglia Dutton, il cui ultimo erede è stato
interpretato da Kevin Costner nella serie madre.
1883
segue la famiglia Dutton mentre intraprendono un viaggio a ovest
attraverso le Grandi Pianure verso l’ultimo baluardo dell’America
selvaggia. È una forte rivisitazione dell’espansione occidentale e
un intenso studio di una famiglia in fuga dalla povertà per cercare
un futuro migliore nella terra promessa dell’America: il
Montana.
Nel cast di 1883
protagonisti saranno
Sam Elliott interpreterà Shea Brennan, un cowboy
bello e duro come le unghie con un’immensa tristezza nel suo
passato. Ha il compito titanico di guidare un gruppo dal Texas al
Montana, e non si lascia prendere dagli sciocchi. Tim
McGraw e Faith Hill interpreteranno
rispettivamente James e Margaret Dutton, il patriarca e la
matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà annunciato nelle
prossime settimane.
Paramount+ annuncia
il cast di 1883,
l’annunciata serie prequel di Yellowstone,
l’acclamato show in corso che vede protagonista Kevin Costner. Ebbene nella nuova serie
Sam Elliott reciterà al fianco delle superstar
Tim McGraw e Faith Hill nella
prossima serie originale 1883.
Creata da Taylor Sheridan,
1883 è l’attesissimo prequel di Yellowstone,
la serie nominata agli Emmy. 101 Studios e Bosque Ranch Productions
serviranno come partner di produzione della serie.
Elliott
interpreterà Shea Brennan, un cowboy bello e duro come le unghie
con un’immensa tristezza nel suo passato. Ha il compito
titanico di guidare un gruppo dal Texas al Montana, e non si lascia
prendere dagli sciocchi. McGraw e Hill interpreteranno
rispettivamente James e Margaret Dutton, il patriarca e la
matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà annunciato nelle
prossime settimane.
“Tutto inizia con la scrittura
e Taylor Sheridan è una scrittrice brillante”, ha commentato
l’attore Sam Elliott. “Penso che il genere western parli
chiaramente a entrambi. Le classiche lotte dell’uomo contro
l’uomo, dell’uomo contro la natura e dell’uomo contro se
stesso. È tutto lì, nel 1883, e sono onorato di farne
parte”.
“Questo è davvero un lavoro da
sogno”, ha detto Tim McGraw. “Taylor ha trovato un
modo di raccontare storie che crea brillantemente questi drammi
epici e saghe familiari con tanta profondità e creatività. I
Dutton sono personaggi straordinari ed è così emozionante poterli
portare in vita. Da bambino che cresce a cavallo, pensi a
lavori da sogno come questo e io sono così entusiasta di lavorare
con questo cast e una troupe fantastici”.
“Questa è l’opportunità di una
vita”, ha detto Faith Hill. “I Dutton sono una
famiglia formidabile ed è un sogno assoluto dare vita a un
personaggio femminile così forte come Margaret Dutton. Sono
onorato e onorato di lavorare con Taylor e tutta la sua
squadra”.
“‘Yellowstone’ è uno spettacolo di grande successo
con decine di milioni di fan – con ‘1883″, stiamo riportando quei
fan alla storia delle origini e, nel processo, trasformando il
mondo di ‘Yellowstone’ in un franchise di successo globale per
alimentare la crescita di Paramount+”, ha affermato Chris McCarthy,
Presidente/CEO, MTV Entertainment Group. “Siamo entusiasti di
avere Sam, Tim e Faith come protagonisti della nuova serie di
Taylor Sheridan in esclusiva per Paramount+ in tutto il mondo.”
“Siamo entusiasti di avere il
candidato all’Oscar e la leggenda della recitazione Sam e gli
artisti pluripremiati e di grande talento Faith e Tim si uniscono
all’universo di Taylor Sheridan”, ha affermato David Glasser, CEO
di 101 Studios. “Taylor ha dimostrato la sua immensa capacità
di creare personaggi accattivanti e mondi immersivi e non c’è
eccezione qui con 1883 ei personaggi di Sam, Faith e Tim. Non
vediamo l’ora di questa ulteriore espansione del mondo di
Yellowstone e di portarla al pubblico di tutto il mondo”.
1883, la serie tv
1883
è la nuova serie tv prequel di Yellowstonecreata
e prodotta da Taylor Sheridan e basata
sull’universo della famiglia Dutton, il cui ultimo erede è stato
interpretato da Kevin Costner nella serie madre.
1883
segue la famiglia Dutton mentre intraprendono un viaggio a ovest
attraverso le Grandi Pianure verso l’ultimo baluardo dell’America
selvaggia. È una forte rivisitazione dell’espansione occidentale e
un intenso studio di una famiglia in fuga dalla povertà per cercare
un futuro migliore nella terra promessa dell’America: il
Montana.
Nel cast di 1883
protagonisti saranno
Sam Elliott interpreterà Shea Brennan, un cowboy
bello e duro come le unghie con un’immensa tristezza nel suo
passato. Ha il compito titanico di guidare un gruppo dal Texas al
Montana, e non si lascia prendere dagli sciocchi. Tim
McGraw e Faith Hill interpreteranno
rispettivamente James e Margaret Dutton, il patriarca e la
matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà annunciato nelle
prossime settimane.
Paramount+ ha diffuso il primo promo
ufficiale di 1883,
l’annunciata serie prequel di Yellowstone,
l’acclamato show in corso che vede protagonista Kevin Costner.
1883, la serie tv
1883
è la nuova serie tv prequel di Yellowstonee creata
e prodotta da Taylor Sheridane basata
sull’universo della famiglia Dutton, il cui ultimo erede è stato
interpretato da Kevin Costner nella serie madre.
1883
segue la famiglia Dutton mentre intraprendono un viaggio a ovest
attraverso le Grandi Pianure verso l’ultimo baluardo dell’America
selvaggia. È una forte rivisitazione dell’espansione occidentale e
un intenso studio di una famiglia in fuga dalla povertà per cercare
un futuro migliore nella terra promessa dell’America: il
Montana.
Nel cast di 1883protagonisti
saranno Elliott interpreterà Shea Brennan, un
cowboy bello e duro come le unghie con un’immensa tristezza nel suo
passato. Ha il compito titanico di guidare un gruppo dal Texas al
Montana, e non si lascia prendere dagli sciocchi. Tim
McGraw e Faith Hill interpreteranno
rispettivamente James e Margaret Dutton, il patriarca e la
matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà annunciato nelle
prossime settimane.
Paramount+ ha annunciato oggi che più
delle sue serie di successo di Taylor Sheridan, 1883,
sono previste per il servizio dopo una performance da record che ha
infranto il record del servizio come titolo più visto di sempre a
livello globale. Inoltre, il servizio ha ordinato 1932,
il prossimo capitolo della storia delle origini di “Yellowstone.
Prodotto da MTV Entertainment Studios e 101 Studios, 1932 seguirà
una nuova generazione di Dutton durante il periodo dell’espansione
occidentale, il proibizionismo e la Grande Depressione.
“L’incredibile narrazione e le
prestazioni stellari dietro 1883 hanno alimentato nuovi fenomenali
record per Paramount+“, ha affermato Tanya Giles, Chief
Programming Officer, ViacomCBS Streaming. “Promuovere la serie
attraverso il campionamento lineare su Paramount Network durante la
loro ultima stagione da record di ‘Yellowstone
ci ha ulteriormente consentito di presentare al fedele pubblico di
Sheridan questa fantastica nuova serie. Non vediamo l’ora di
portare ai fan ancora di più sulla storia delle origini dei
Dutton”.
“Sebbene la maggior parte degli
spettacoli sia in franchising verso la fine della propria corsa,
abbiamo colto l’opportunità di concedere in franchising in tempo
reale, per promuovere una crescita record sia per le proprietà in
streaming che lineari, dimostrando la potenza del modello
differenziato di ViacomCBS”, ha affermato Chris McCarthy,
presidente e CEO di ViacomCBS Media Networks e MTV Entertainment
Studios. “Con la mente brillante e la narrazione di talento di
Taylor Sheridan, abbiamo creato un mondo completamente nuovo da
esplorare con il 1883
espandendo Yellowstone
e con il 1932
apriremo un nuovo capitolo in questo universo in rapida
crescita”.
“Taylor Sheridan ha messo
radici per l’albero genealogico Dutton che è forte e alto, con
molti rami che continuano a coinvolgere un pubblico da
record”, ha affermato il produttore esecutivo David C.
Glasser. “È impressionante lavorare con Taylor, ViacomCBS e
l’intero team in questo universo”.
1883, la serie tv
1883
è la nuova serie tv prequel di Yellowstonecreata
e prodotta da Taylor Sheridan e basata
sull’universo della famiglia Dutton, il cui ultimo erede è stato
interpretato da Kevin Costner nella serie madre.
1883
segue la famiglia Dutton mentre intraprendono un viaggio a ovest
attraverso le Grandi Pianure verso l’ultimo baluardo dell’America
selvaggia. È una forte rivisitazione dell’espansione occidentale e
un intenso studio di una famiglia in fuga dalla povertà per cercare
un futuro migliore nella terra promessa dell’America: il
Montana.
Nel cast di 1883
protagonisti saranno
Sam Elliott interpreterà Shea Brennan, un cowboy
bello e duro come le unghie con un’immensa tristezza nel suo
passato. Ha il compito titanico di guidare un gruppo dal Texas al
Montana, e non si lascia prendere dagli sciocchi. Tim
McGraw e Faith Hill interpreteranno
rispettivamente James e Margaret Dutton, il patriarca e la
matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà annunciato nelle
prossime settimane.
Il finale della serie 1883
ha concluso la prequel di 10 episodi di Yellowstone e ha abilmente preparato il
terreno per il futuro della famiglia Dutton. 1883 racconta
la storia di come i Dutton sono diventati proprietari della terra
nel Montana che sarebbe poi diventata la Yellowstone Dutton Ranch. La serie è incentrata su James
Dillard Dutton (Tim McGraw), sua moglie Margaret (Faith Hill), la
loro figlia maggiore e narratrice della serie Elsa (Isabel May) e
Shea Brennan (Sam Elliott), il capo della carovana con cui i Dutton
viaggiano verso il West americano. La serie è ambientata 135 anni
prima di Yellowstone nella cronologia della serie.
Fin dall’inizio di 1883, la
famiglia affronta pericoli, tragedie e il progressivo
assottigliamento del proprio clan mentre si dirige verso ovest. La
difesa del ranch Yellowstone Dutton è la priorità assoluta per ogni
generazione della famiglia e vedere le prove che i fondatori hanno
dovuto affrontare per acquisirlo mette in prospettiva la vigilanza
dei futuri allevatori. Alla fine di 1883 viene anche fatta
una promessa sui legittimi proprietari della terra dei Dutton, uno
sviluppo che ha un impatto diretto su 1923,
Yellowstone e oltre.
1883 racconta la storia del
ranch dei Dutton
Il finale di 1883 ha dipinto
un quadro crudo di come coloro che hanno preso parte alla
espansione verso ovest sono sopravvissuti, hanno amato e sono morti
lungo il viaggio. In modo straziante, Elsa è stata ferita a morte e
ha scelto il luogo nella Paradise Valley dove voleva che James la
seppellisse. Nel frattempo, un anno dopo la morte della moglie e
l’amputazione della gamba, Josef (Marc Rissmann) ha finalmente
tolto la fede nuziale e si è preparato a ricostruire la sua casa.
Anche la famiglia di Thomas (LaMonica Garrett) e Noemi (Gratiela
Brancusi) trovò un posto in Oregon dove stabilirsi. Infine, Shea
raggiunse la spiaggia e lì si tolse la vita.
In un mix di morte tragica e
ottimismo speranzoso per i coloni della serie, il finale di
1883 ha completato la storia di comeil ranch dei
Dutton a Yellowstoneè stato fondato con il sangue dei
pionieri, letteralmente. Il luogo che Elsa ha scelto per essere
sepolta era una valle chiamata “Paradiso”, che è finita per
diventare il ranch di Yellowstone.
Sebbene i Dutton siano finalmente
riusciti a raggiungere il futuro sito della loro fattoria, ciò è
avvenuto al costo della perdita della loro amata figlia Elsa da
parte di James e Margaret. Le implicazioni della violenza e della
durezza che hanno portato alla creazione del ranch nel finale di
1883 si sarebbero fatte sentire decenni dopo per le future
generazioni dei Dutton.
Perché Elsa Dutton doveva morire
nel finale di 1883
La morte di Elsa segnò la fine del
primo capitolo della storia dei Dutton di Yellowstone. Elsa non era
solo la narratrice, era il cuore e l’anima di 1883. In
breve, era semplicemente giunto il momento che Elsa morisse, il che
annunciava l’inizio di un capitolo completamente nuovo per i
Dutton.
È anche importante ricordare come è
morta Elsa: gravemente ferita in un violento malinteso tra la
carovana dei coloni bianchi e la banda di guerrieri Lakota di
1883. Poiché James e Margaret avevano deciso di stabilirsi
dove Elsa avrebbe deciso di morire, la morte di Elsa prefigurava le
tensioni tra le comunità indigene americane e il ranch dei Dutton a
Yellowstone nel presente.
Mentre gli indigeni americani hanno
vissuto e sopravvissuto nella Paradise Valley migliaia di anni
prima che i coloni del 1883 mettessero piede nel Montana,
la morte di Elsa ha mostrato ciò a cui i Dutton hanno rinunciato
per rivendicare la loro proprietà: uno sguardo lungo e
persistente alle radici dei conflitti che animano l’universo di
Yellowstone.
Cosa significa il colibrì che si
unisce a Shea nel finale di 1883
Alla fine del 1883, Shea
Brennan ha realizzato il suo sogno di vedere l’oceano prima di
morire. Tra il fragore delle onde, Shea ha ammirato l’oceano
ricordando sua moglie, morta di vaiolo prima dell’inizio del
1883.
Dopo che un colibrì apparve e rimase
a volteggiare intorno a Shea per qualche istante prima di volare
via, suggerendo che sua moglie fosse lì con lui in spirito per
godersi la spiaggia, Shea portò a termine il suo piano di
spararsi.
Sebbene la morte di Shea sia
tragica, è un raro momento di vera pace e appagamento in
1883, poiché il tormentato personaggio ottiene finalmente
ciò che desidera. Nella cultura indigena americana, il colibrì è
un simbolo di buona fortuna, motivo per cui Shea è stato
commosso dalla presenza dell’uccello, soprattutto perché è apparso
durante i suoi ultimi momenti sulla Terra. Anche se Shea non avrà
bisogno di fortuna, la presenza del colibrì potrebbe presagire
buona sorte per i membri sopravvissuti della carovana, che hanno
trovato ciascuno il proprio appezzamento di terra dove stabilirsi
in Oregon e nel Montana.
Cosa succede al ranch della
famiglia Dutton dopo la fine di 1883
Dopo il finale di 1883, che
ha lasciato la famiglia Dutton in lutto, i suoi membri si sono
immediatamente messi al lavoro per costruire quello che sarebbe
diventato il ranch più grande degli Stati Uniti. Tuttavia,
per James e Margaret dopo il 1883, la tragica perdita della
figlia, della sorella e della nipote potrebbe aver ostacolato i
loro sforzi per gestire efficacemente il ranch. Dopo solo pochi
anni, James è stato ucciso e Margaret è morta assiderata.
I loro figli rimasti, John e
Spencer, erano in fin di vita nel 1894 quando Jacob Dutton
(Harrison Ford) arrivò su richiesta di Margaret
per salvare la famiglia e il ranch. Tuttavia, John Dutton, visto
solo da bambino in 1883, viene ucciso da adulto all’inizio
del 1923, rendendo Spencer Dutton l’unico membro
sopravvissuto della famiglia Dutton originale.
Come il finale di 1883 ha
rovinato il finale della quinta stagione di Yellowstone
L’indigeno che ha aiutato Elsa è
anche quello che ha parlato a James della Paradise Valley. Inoltre,
la conversazione tra James e l’uomo potrebbe anche prefigurare gli
eventi della quinta stagione di Yellowstone. Dopo aver
indicato a James il futuro sito del ranch dei Dutton a Yellowstone,
l’uomo ha aggiunto: “Ma sappi questo: tra sette generazioni, il
mio popolo si ribellerà e ve lo riprenderà”. James risponde:
“Tra sette generazioni, potrete averlo”.
Il ranch dei Dutton in
Yellowstone è definito un ranch di sette generazioni dal
governatore Lynelle Perry. Ciò implica che i figli di John Dutton,
o forse anche Tate Dutton, il figlio metà bianco e metà indigeno di
Kayce e Monica, potrebbero finire per restituire la loro terra
alla riserva indiana di Broken Rock nella quinta stagione di
Yellowstone.
Come il finale di 1883 ha
preparato il terreno per lo spin-off di Yellowstone, 1923
Gli esplosivi episodi di premiere
dello spin-off di Yellowstone della Paramount, 1923,
hanno rivelato il destino di James e Margaret dopo il finale di
1883. Sebbene James e Margaret abbiano fondato il ranch, non
sono riusciti a renderlo un’attività fiorente e alla fine sono
entrambi morti, James per le ferite da arma da fuoco riportate in
uno scontro con dei ladri di cavalli e Margaret per
assideramento.
Fortunatamente, come narrato da Elsa
in 1923, Margaret scrisse alla famiglia di James per
chiedere aiuto. Questo spinse il fratello di James, Jacob Dutton, a
recarsi al ranch, trasformarlo in un’azienda di successo e crescere
i figli di James e Margaret come se fossero suoi. Il finale di
1883, spiegato dal contesto dell’inizio di 1923,
colma i primi 40 anni di storia del ranch Yellowstone.
1883 si è concluso con la
rivelazione di come è stato fondato il ranch Yellowstone Dutton e
la storia di come i Dutton hanno trasformato Paradise Valley nel
più grande ranch di bestiame contiguo d’America continua in
1923. Oltre a mostrare come funzionava il ranch sotto la
guida di Jacob e Cara Dutton (Helen Mirren), la trama di 1923, ispirata a una storia vera, vede l’universo di
Yellowstone immergersi ancora una volta nel passato oscuro
dell’America, mostrando cosa succedeva all’interno dei collegi
indigeni americani e come i pionieri bianchi combattevano tra loro
per sopravvivere nel duro inizio del secolo nel Montana.
Tutti gli altri spin-off di
Yellowstone (e se sono collegati al finale di 1883)
Il finale di 1883 ha
conseguenze che vanno ben oltre la miniserie. 1923 inizia
subito dopo la serie e vede Elsa protagonista di una narrazione
spettrale che accompagna tutta la stagione. La quarta stagione di
Yellowstone vede anche la partecipazione di alcuni
personaggi di 1883 in una serie di flashback. Taylor Sheridan ha anche prodotto la serie
western Lawmen: Bass Reeves, ambientata nello stesso periodo
di 1883, ma non collegata ufficialmente alla storia della famiglia
Dutton. Ci sono altri tre spin-off in arrivo ambientati
nell’universo di Yellowstone, ma nessuno sembra avere un
collegamento diretto con 1883.
666 sarà ambientato nel Four Sixes Ranch in Texas, dove
Jimmy Hurdstrom (Jefferson White) è stato mandato ad addestrarsi in
Yellowstone. Poi c’è il sequel spin-off di 1923,
1944, ambientato nell’omonimo anno, e un sequel senza titolo
di Yellowstone ambientato dopo gli eventi della quinta
stagione. Matthew McConaughey è in trattative per
interpretare il ruolo principale.
Prima di
costruire il suo impero televisivo su Paramount+, Taylor Sheridan aveva già trovato la
formula perfetta con 1883. A distanza di anni dal debutto, la serie
continua infatti a essere considerata uno dei migliori western
moderni da recuperare in streaming, soprattutto per chi cerca un
racconto intenso e autoconclusivo da vedere in un solo weekend. Con
appena dieci episodi, 1883 è
stato il primo vero successo streaming originale di Sheridan e il
progetto che ha aperto la strada all’intero universo televisivo
nato attorno a Yellowstone.
Ambientata
durante l’espansione verso Ovest dell’America del XIX secolo, la
serie segue James Dutton e la sua famiglia nel lungo
viaggio che porterà alla nascita del futuro ranch
Yellowstone. Ma rispetto alla serie madre
con Kevin Costner, 1883 abbraccia
molto più apertamente il linguaggio del western classico: carovane,
territori inesplorati, conflitti con banditi e popoli nativi,
sopravvivenza estrema e tragedia familiare diventano il vero centro
emotivo del racconto.
La notizia
conta perché oggi, nel pieno della “Sheridan-mania” televisiva,
1883 appare quasi come il progetto più puro e compatto
dell’autore. Mentre serie come Landman, Lioness o Tulsa
King hanno ampliato enormemente il suo stile
narrativo, 1883 resta probabilmente l’opera che meglio
sintetizza la sua idea di frontiera americana: un mondo brutale,
romantico e profondamente segnato dal sacrificio.
1883 ha trasformato Taylor
Sheridan nel re assoluto delle serie streaming
Quando
debuttò nel 2021, 1883 rappresentava una scommessa
cruciale per Sheridan. Yellowstone era già un fenomeno televisivo
via cavo, ma il passaggio allo streaming richiedeva una conferma
importante. 1883 dimostrò che il successo dell’autore non
dipendeva soltanto dal marchio Yellowstone, ma dalla sua capacità
di raccontare il mito americano in modo contemporaneo e
cinematografico.
La serie
funziona anche per chi non ha mai visto Yellowstone. Pur
essendo collegata alle origini della famiglia Dutton, il racconto è
costruito come una storia autonoma, accessibile e profondamente
universale. Il viaggio della famiglia attraverso territori ostili
diventa infatti un dramma sulla perdita, sul cambiamento e sulla
sopravvivenza, temi che vanno ben oltre il semplice western.
Gran parte
del merito deriva anche dal cast. Tim McGraw porta una dimensione
paterna ruvida e malinconica a James Dutton, mentre Sam Elliott
regala una delle interpretazioni più intense della sua carriera nei
panni di Shea Brennan. Ma è soprattutto il personaggio di Elsa
Dutton, interpretato da Isabel May, a dare alla serie il suo tono
poetico e tragico.
Guardando
oggi il percorso di Sheridan, è difficile non vedere 1883
come il vero punto di svolta. Senza il successo di quella serie,
probabilmente non sarebbero mai esistiti spin-off e produzioni come
Lawmen: Bass Reeves, The
Madison o gli altri universi seriali che hanno trasformato
Sheridan nel produttore televisivo più dominante degli ultimi
anni.
E forse proprio per questo
1883 continua a essere il miglior modo per capire davvero
il cuore narrativo del mondo Yellowstone.
La piattaforma americana
Paramount+ dopo il
sesto episodio ha diffuso le anticipazioni di 1883
1×07, il settimo episodio della nuova serie tv 1883,
l’annunciato spin-off Yellowstone.
In 1883 1×07 che
si intitolerà “Lightning Yellow Hair” Elsa fa un’amica
improbabile. Il gruppo affronta una sfida straziante da parte di
madre natura. Il campo ne cerca uno di loro.
1883, la serie tv
1883
è la nuova serie tv prequel di Yellowstonecreata
e prodotta da Taylor Sheridane basata
sull’universo della famiglia Dutton, il cui ultimo erede è stato
interpretato da Kevin Costner nella serie madre.
1883
segue la famiglia Dutton mentre intraprendono un viaggio a ovest
attraverso le Grandi Pianure verso l’ultimo baluardo dell’America
selvaggia. È una forte rivisitazione dell’espansione occidentale e
un intenso studio di una famiglia in fuga dalla povertà per cercare
un futuro migliore nella terra promessa dell’America: il
Montana.
Nel cast di 1883
protagonisti saranno
Sam Elliott interpreterà Shea Brennan, un cowboy
bello e duro come le unghie con un’immensa tristezza nel suo
passato. Ha il compito titanico di guidare un gruppo dal Texas al
Montana, e non si lascia prendere dagli sciocchi. Tim
McGraw e Faith Hill interpreteranno
rispettivamente James e Margaret Dutton, il patriarca e la
matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà annunciato nelle
prossime settimane.
La piattaforma americana Paramount+ dopo il
quinto episodio ha diffuso le anticipazioni di 1883
1×06, il sesto episodio della nuova serie tv 1883,
l’annunciato spin-off Yellowstone.
In 1883 1×06 che si intitolerà “Boring The Devil” Shea aiuta
Elsa a far fronte alla sua perdita. Il gruppo attraversa un altro
fiume e si prepara ad entrare nel territorio indiano. Thomas compra
un regalo a Noemi.
1883 1×06
1883
è la nuova serie tv prequel di Yellowstone
creata e prodotta da Taylor Sheridane basata
sull’universo della famiglia Dutton, il cui ultimo erede è stato
interpretato da Kevin Costner nella serie madre.
1883
segue la famiglia Dutton mentre intraprendono un viaggio a ovest
attraverso le Grandi Pianure verso l’ultimo baluardo dell’America
selvaggia. È una forte rivisitazione dell’espansione
occidentale e un intenso studio di una famiglia in fuga dalla
povertà per cercare un futuro migliore nella terra promessa
dell’America: il Montana.
Nel cast di 1883
protagonisti saranno Elliott interpreterà Shea
Brennan, un cowboy bello e duro come le unghie con un’immensa
tristezza nel suo passato. Ha il compito titanico di guidare un
gruppo dal Texas al Montana, e non si lascia prendere dagli
sciocchi. Tim McGraw e Faith Hill
interpreteranno rispettivamente James e Margaret Dutton, il
patriarca e la matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà
annunciato nelle prossime settimane.
La piattaforma americana
Paramount+ dopo il
quarto episodio ha diffuso le anticipazioni di 1883
1×05, il quinto episodio della nuova serie tv 1883,
l’annunciato spin-off Yellowstone.
In 1883 1×04 che si intitolerà “The Fangs of Freedom” Shea
e Thomas affrontano le conseguenze dell’attraversamento del fiume,
ma c’è poco tempo per piangere e non mancano le sfide future. Elsa
ed Ennis condividono un momento romantico.
1883, la serie tv
1883
è la nuova serie tv prequel di Yellowstonecreata
e prodotta da Taylor Sheridane basata
sull’universo della famiglia Dutton, il cui ultimo erede è stato
interpretato da Kevin Costner nella serie madre.
1883
segue la famiglia Dutton mentre intraprendono un viaggio a ovest
attraverso le Grandi Pianure verso l’ultimo baluardo dell’America
selvaggia. È una forte rivisitazione dell’espansione occidentale e
un intenso studio di una famiglia in fuga dalla povertà per cercare
un futuro migliore nella terra promessa dell’America: il
Montana.
Nel cast di 1883
protagonisti saranno
Sam Elliott interpreterà Shea Brennan, un cowboy
bello e duro come le unghie con un’immensa tristezza nel suo
passato. Ha il compito titanico di guidare un gruppo dal Texas al
Montana, e non si lascia prendere dagli sciocchi. Tim
McGraw e Faith Hill interpreteranno
rispettivamente James e Margaret Dutton, il patriarca e la
matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà annunciato nelle
prossime settimane.
La piattaforma americana Paramount+ dopo il
terzo episodio ha diffuso le anticipazioni di 1883
1×04, il quarto episodio della nuova serie tv 1883,
l’annunciato spin-off Yellowstone.
In 1883 1×04 che si intitolerà “The Crossing” Il gruppo
affronta il compito straziante di attraversare il fiume con i
propri carri e rifornimenti. Thomas e Noemi si avvicinano.
1883, la serie tv
1883
è la nuova serie tv prequel di Yellowstonecreata
e prodotta da Taylor Sheridane basata
sull’universo della famiglia Dutton, il cui ultimo erede è stato
interpretato da Kevin Costner nella serie madre.
1883
segue la famiglia Dutton mentre intraprendono un viaggio a ovest
attraverso le Grandi Pianure verso l’ultimo baluardo dell’America
selvaggia. È una forte rivisitazione dell’espansione occidentale e
un intenso studio di una famiglia in fuga dalla povertà per cercare
un futuro migliore nella terra promessa dell’America: il
Montana.
Nel cast di 1883
protagonisti saranno
Sam Elliott interpreterà Shea Brennan, un cowboy
bello e duro come le unghie con un’immensa tristezza nel suo
passato. Ha il compito titanico di guidare un gruppo dal Texas al
Montana, e non si lascia prendere dagli sciocchi. Tim
McGraw e Faith Hill interpreteranno
rispettivamente James e Margaret Dutton, il patriarca e la
matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà annunciato nelle
prossime settimane.
La piattaforma americana
Paramount+ dopo
il secondo episodio ha diffuso le anticipazioni di 1883
1×03, il terzo episodio della nuova serie tv 1883,
l’annunciato spin-off Yellowstone.
In 1883 1×03 che si intitolerà “River” James si scontra
con Shea e Thomas per una decisione importante. La tensione sale
nel campo quando viene lanciata un’accusa. Elsa inizia un flirt con
un cowboy.
1883, la serie tv
1883
è la nuova serie tv prequel di Yellowstonecreata
e prodotta da Taylor Sheridane basata
sull’universo della famiglia Dutton, il cui ultimo erede è stato
interpretato da Kevin Costner nella serie madre.
1883
segue la famiglia Dutton mentre intraprendono un viaggio a ovest
attraverso le Grandi Pianure verso l’ultimo baluardo dell’America
selvaggia. È una forte rivisitazione dell’espansione occidentale e
un intenso studio di una famiglia in fuga dalla povertà per cercare
un futuro migliore nella terra promessa dell’America: il
Montana.
Nel cast di 1883
protagonisti saranno
Sam Elliott interpreterà Shea Brennan, un cowboy
bello e duro come le unghie con un’immensa tristezza nel suo
passato. Ha il compito titanico di guidare un gruppo dal Texas al
Montana, e non si lascia prendere dagli sciocchi. Tim
McGraw e Faith Hill interpreteranno
rispettivamente James e Margaret Dutton, il patriarca e la
matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà annunciato nelle
prossime settimane.
La piattaforma americana
Paramount+ dopo la
season premiere ha diffuso le anticipazioni di 1883
1×02, il secondo atteso episodio della nuova serie tv
1883,
l’annunciato spin-off Yellowstone.
In 1883 1×02 che si intitolerà “Behind Us, A Cliff” Thomas e
Shea reclutano James e alcuni cowboy locali per radunare una
mandria di bestiame. All’inizio del viaggio, la carovana deve
affrontare alcuni dei tanti pericoli che dovrà affrontare lungo la
strada.
1883, la serie tv
1883
è la nuova serie tv prequel di Yellowstonecreata
e prodotta da Taylor Sheridane basata
sull’universo della famiglia Dutton, il cui ultimo erede è stato
interpretato da Kevin Costner nella serie madre.
1883
segue la famiglia Dutton mentre intraprendono un viaggio a ovest
attraverso le Grandi Pianure verso l’ultimo baluardo dell’America
selvaggia. È una forte rivisitazione dell’espansione occidentale e
un intenso studio di una famiglia in fuga dalla povertà per cercare
un futuro migliore nella terra promessa dell’America: il
Montana.
Nel cast di 1883
protagonisti saranno
Sam Elliott interpreterà Shea Brennan, un cowboy
bello e duro come le unghie con un’immensa tristezza nel suo
passato. Ha il compito titanico di guidare un gruppo dal Texas al
Montana, e non si lascia prendere dagli sciocchi. Tim
McGraw e Faith Hill interpreteranno
rispettivamente James e Margaret Dutton, il patriarca e la
matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà annunciato nelle
prossime settimane.
La piattaforma americana
Paramount+ ha diffuso le anticipazioni di
1883 1×01, il primo atteso episodio della nuova serie tv 1883,
l’annunciato spin-off Yellowstone.
In 1883 1×01 che si intitolerà 1883″ La
famiglia Dutton intraprende un viaggio verso ovest attraverso
l’ultimo baluardo dell’America selvaggia. James arriva in Texas,
dove lui e la sua famiglia si preparano a farsi strada attraverso
le Grandi Pianure in cerca di una nuova casa e la promessa di
un’opportunità.
1883, la serie tv
1883
è la nuova serie tv prequel di Yellowstonecreata
e prodotta da Taylor Sheridane basata
sull’universo della famiglia Dutton, il cui ultimo erede è stato
interpretato da Kevin Costner nella serie madre.
1883
segue la famiglia Dutton mentre intraprendono un viaggio a ovest
attraverso le Grandi Pianure verso l’ultimo baluardo dell’America
selvaggia. È una forte rivisitazione dell’espansione occidentale e
un intenso studio di una famiglia in fuga dalla povertà per cercare
un futuro migliore nella terra promessa dell’America: il
Montana.
Nel cast di 1883
protagonisti saranno
Sam Elliott interpreterà Shea Brennan, un cowboy
bello e duro come le unghie con un’immensa tristezza nel suo
passato. Ha il compito titanico di guidare un gruppo dal Texas al
Montana, e non si lascia prendere dagli sciocchi. Tim
McGraw e Faith Hill interpreteranno
rispettivamente James e Margaret Dutton, il patriarca e la
matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà annunciato nelle
prossime settimane.
L’ultimo
thriller d’azione di Netflix, 180, è una
produzione originale sudafricana che racconta una discesa
inesorabile nel lato più oscuro del dolore. Diretto da Alex
Yazbek e interpretato con grande intensità da
Prince Grootboom, il film prende avvio da un
incidente stradale che si trasforma rapidamente in tragedia. Non è
una storia di eroi e cattivi, ma il ritratto della completa
disintegrazione morale di un uomo e delle conseguenze devastanti
dell’ego maschile.
Prince Grootboom veste i panni di
Zak, un uomo dal temperamento difficile e
incontrollabile, che tenta però di rimettere insieme la propria
vita. Sua moglie Porticia e suo figlio
Mandla rappresentano per lui un punto di riferimento, una
bussola morale. Ma quando gli eventi precipitano in modo
inaspettato, Zak perde il controllo, lasciandosi travolgere dai
suoi impulsi più oscuri e da un’irrefrenabile sete di vendetta. A
seguire l’analisi del finale tragico e sanguinoso di
180, disponibile su
Netflix.
Come muore Mandla, il figlio di
Zak?
All’inizio del film, Zak sta
riaccompagnando a casa suo figlio da scuola e il bambino gli
confida di essere vittima di bullismo; il padre lo esorta ad essere
forte e a difendersi. Lungo il tragitto, i due si imbattono in
alcuni uomini armati che, sorprendentemente, decidono di
risparmiare Zak proprio per non colpire il bambino.
I due scampano
miracolosamente la minaccia, ma la sorte non sarà nuovamente
generosa. Sulla via del ritorno dall’allenamento di cricket di
Mandla, Zak ha un alterco verbale con due ragazzi,
Lerumo e Karwas, che hanno tamponato la loro auto dopo aver
ignorato un semaforo rosso. Mandla supplica il padre di non
litigare, ma Zak, incapace di controllare le proprie emozioni,
sferra un pugno a Lerumo. Lo scontro spinge Lerumo, un pericoloso
gangster, a estrarre la pistola. Mentre Karwas cerca di calmare la
situazione, nel caos che ne segue, un colpo viene sparato contro
l’auto di Zak.
Mandla viene
colpito durante la sparatoria, non muore sul colpo, viene
ricoverato in ospedale in condizioni critiche, per spegnersi poco
dopo a causa delle ferite, lasciando Zak con un vuoto che l’uomo
sceglie di colmare con una furia cieca. Mentre sua moglie tenta
disperatamente di elaborare il lutto e avrebbe bisogno del suo
sostegno, Zak la ignora completamente, abbandonandosi a una spirale
di violenza omicida.
In
un primo momento Zak si affida alla polizia, convinto che i
detective Layla e Floyd possano
aiutarlo a identificare il responsabile. Tuttavia, quando gli
agenti decidono di lasciar andare uno dei sospettati — dopo che Zak
non riesce a riconoscerlo durante un confronto — sceglie di
agire per conto proprio.
Sconvolto dal dolore, Zak si trasforma in un vero e proprio segugio
e utilizza le sue abilità per condurre un’indagine autonoma.
Seguendo le targhe delle auto e analizzando i filmati delle
telecamere di sorveglianza, riesce a risalire a Lerumo e al suo
capo Eezy, che gestisce un servizio di taxi come copertura per le
sue attività criminali.
Quando individua Lerumo e
prova a scattargli delle foto, il gangster si accorge di lui, lo
rapisce e lo porta nel deposito clandestino di Eezy, ordinando a un
suo uomo di eliminarlo. Zak però riesce a salvarsi e a uccidere
l’aggressore. Quando Eezy viene informato dell’accaduto, decide di
mettere una taglia sulla sua testa.
Perché la polizia non aiuta Zak a trovare l’assassino di suo
figlio?
Uno
degli elementi più frustranti e realistici di 180 è il fallimento del sistema e delle
autorità. All’inizio Zak prova a seguire la strada
“giusta”, ma si ritrova davanti a un muro di indifferenza e
corruzione.
Il
detective incaricato del caso, Floyd, è infatti corrotto: è in
contatto con Eezy e viene da lui pagato. Per questo ruba il
fascicolo dell’indagine e lo consegna proprio al criminale. Quando
Zak uccide un complice di Lerumo, Floyd approfitta dell’episodio
per incastrarlo e diffonde un mandato di ricerca contro di lui.
In
seguito, quando Zak fa irruzione nel deposito illegale, Lerumo ed
Eezy lo catturano e stanno per eliminarlo. La polizia arriva solo
dopo la segnalazione di Porticia, che teme per la vita del marito.
Tuttavia, ancora una volta Floyd protegge Eezy e riesce a
cancellare le prove.
Questo tradimento da
parte del sistema convince Zak che la giustizia sia un
privilegio riservato a pochi e che i poveri non possano
permettersela. Con Eezy sulle sue tracce e su quelle di sua moglie,
e senza alcun aiuto da parte della polizia, Zak viene spinto sempre
più verso una spirale di vendetta.
La vendetta di Zak non ha nulla
della spettacolarità tipica dei film d’azione hollywoodiani: è
sporca, disperata e profondamente dolorosa. Zak è violento e pieno
di rabbia, agisce spesso in modo impulsivo, meno lucido di quanto
si possa pensare. Più volte ha l’occasione di uccidere Lerumo, ma
finisce invece per essere catturato. Solo verso la fine del film
riesce finalmente a rintracciarlo e a ucciderlo, investendolo con
un veicolo.
Prima di morire, Lerumo lo
provoca sostenendo che la colpa della morte di Mandla sia
sua: se Zak avesse controllato la propria rabbia e messo
da parte l’orgoglio, suo figlio sarebbe ancora vivo. Quelle parole
lo colpiscono duramente, ma non lo fermano. Zak decide infatti di
continuare la sua caccia contro tutti gli altri coinvolti.
Come finisce 180 di Netflix e chi sopravvive?
Il finale di 180 è una riflessione amara sul prezzo
della vendetta. Anche se Zak “ottiene la sua rivincita”,
finisce per perdere se stesso lungo il percorso.
Dopo aver eliminato Lerumo, Zak si
mette sulle tracce di Eezy. Il boss criminale però cede subito e lo
supplica di non ucciderlo. Proprio quando Zak sta per farlo fuori,
arrivano Floyd e Layla nel tentativo di fermarlo. Zak tiene Eezy in
ostaggio, mentre quest’ultimo invoca l’intervento della polizia. In
un inatteso ribaltamento, Eezy urla a Floyd di sparare a Zak,
ricordandogli che è lui a pagarlo. Layla, che si fidava del
collega, rimane scioccata. Dopo aver ascoltato la confessione di
Eezy, Floyd vacilla e lo uccide, ma viene a sua volta colpito da
Layla, ormai stanca della corruzione.
Zak riesce a scappare e si dirige
verso Karwas. Sta per sparargli quando il figlio dell’uomo, Tsatsi,
nel tentativo di salvarlo, ferisce accidentalmente il padre alla
gamba. In un momento emotivo, Zak rivede in Tsatsi il
proprio figlio e lo abbraccia, chiedendo perdono.
Tsatsi però punta l’arma contro di
lui, ma il padre interviene prima che possa sparare. Vedendo quel
gesto tra padre e figlio, qualcosa si spezza in Zak e comprende la
portata dei suoi errori. Non solo ha perso Mandla a causa della sua
rabbia, ma ha anche perso suo fratello Zuko, ucciso da Lerumo, che
in passato era finito in prigione al suo posto per permettergli di
studiare.
Il film si chiude con una
conclusione dolorosa: anche se Zak ha trovato il responsabile della
morte di suo figlio, la sua idea di giustizia non gli ha restituito
nulla. La sua vendetta è ironica, perché è stata
proprio la sua violenza a causare la tragedia iniziale. Dopo anni
di tentativi di cambiare vita, scegliendo ancora la violenza, Zak
distrugge definitivamente la versione migliore di se stesso che
avrebbe potuto diventare.
Mentre siede nel silenzio delle
conseguenze, è chiaro che, sebbene l’incidente di rabbia sia durato
solo pochi secondi, il “cambiamento di 180 gradi”
imposto alla sua vita è definitivo. Zak riconosce la propria colpa,
ma il rifiuto di affrontarla fino alla fine gli costa molto più
della sola perdita del figlio. Anche se la storia può sembrare già
vista, 180 riesce a
raccontarla in modo più realistico e umano rispetto ad altri film
del genere, lasciando un’ironia tragica che lascia il segno anche
dopo la fine del film.