Si intitola And the Model
Apartment, 2 Broke Girls 4×06, il
sesto episodio della quarta stagione di 2 Broke
Girls, la sitcom di CBS con Kat
Dennings e Beth Behrs.
In 2 Broke Girls
4×06 quando Max e Caroline mettono il loro appartamento in
affitto su Airbnb, sostenendo che offre
un’autentica “esperienza Williamsburg,” un gruppo di supermodelle
decidere che sarebbe stata una buona idea per un
weekend tra ragazze.
2 Broke Girls (reso
graficamente come 2 BROKE GIRL$) è una serie
televisiva statunitense, trasmessa in prima visione assoluta da CBS
dal 19 settembre 2011. In Italia ha debuttato in prima visione pay
il 21 maggio 2012, in onda sui canali Mediaset Premium, mentre in
chiaro è trasmessa da Italia 1 dal 10 marzo 2013.
New York. Nei bassifondi di
Brooklyn c’è una tavola calda, il Williamsburg Diner, gestita da un
personale oltremodo singolare. Tra di loro c’è Max, una cameriera
risoluta e sarcastica, che in pratica porta avanti da sola l’intera
baracca. La ragazza è un po’ disillusa per via della sua condizione
sociale, di conseguenza vede la vita con molto cinismo; tuttavia
possiede delle grandi doti culinarie che esprime attraverso la sua
specialità, i cupcake, dei dolci artigianali che vende con
discreto successo all’interno del locale. Frequenti sono i suoi
battibecchi con Oleg, il perverso cuoco d’origini ucraine, e col
proprietario Han, un timido e impacciato immigrato coreano; l’unico
collega con cui Max va d’accordo è Earl, l’anziano cassiere con la
passione della musica.
Questa movimentata ma in fin dei
conti scialba routine, che non dà alla ragazza prospettive
per il futuro, cambia radicalmente quando a Max viene affiancata
una nuova collega, Caroline, che si rivela essere la figlia caduta
in rovina di Martin Channing, un famoso uomo d’affari finito in
carcere a seguito di un grosso scandalo finanziario. La ex rampolla
dell’alta società è maldestra e del tutto incapace nel mestiere ma,
pur di fronte a dei prematuri giudizi, viene presa da Max sotto la
sua ala protettiva, ospitandola come coinquilina a casa sua e
stabilendo con lei una bizzarra ma sincera amicizia.
Nonostante l’apparenza, Caroline è
una ragazza decisamente sveglia e l’aver frequentato le migliori
scuole l’ha dotata di molta inventiva e di uno spiccato senso
imprenditoriale. Notando la maestria culinaria dell’amica, le
propone di sfruttare questa sua dote in modo più proficuo, così da
diventare socie d’affari: con le mance della tavola calda e la
vendita dei cupcake, cercano di mettere insieme quanti più
soldi possibili per aprire una pasticceria, affinché entrambe
possano riscattarsi dalle rispettive situazioni. A dar loro una
mano arriva inoltre Sophie, eccentrica vicina di casa, una donna in
carriera che le prende in simpatia e le aiuta a emergere nel
difficile mondo degli affari.
Si intitola And the Reality
Problem, 2 Broke Girls 4×01, primo episodio della
quarta stagione di 2 Broke Girls, la
sitcom di CBS con Kat
Dennings e Beth Behrs.
https://www.youtube.com/watch?v=fmAX7cNHW6M
In 2 Broke
Girls 4×01 un produttore televisivo si
avvicina a Max e Caroline per discutere della possibilità di girare
alcune riprese di un episodio del
reality show sui Kardashian presso la
loro finestraper i cupcakes.
2 Broke
Girls (reso graficamente come 2 BROKE
GIRL$) è una serie televisiva statunitense,
trasmessa in prima visione assoluta da CBS dal 19
settembre 2011. In Italia ha debuttato in prima
visione pay il 21 maggio 2012, in onda sui
canali Mediaset Premium, mentre in chiaro è
trasmessa da Italia 1 dal 10 marzo 2013.
New York. Nei bassifondi di Brooklyn c’è
una tavola calda, il Williamsburg Diner, gestita da un
personale oltremodo singolare. Tra di loro c’è Max,
una cameriera risoluta e sarcastica, che in pratica
porta avanti da sola l’intera baracca. La ragazza è un po’
disillusa per via della sua condizione sociale, di conseguenza vede
la vita con moltocinismo; tuttavia possiede delle grandi doti
culinarie che esprime attraverso la sua specialità,
i cupcake, dei dolci artigianali che vende con discreto
successo all’interno del locale. Frequenti sono i suoi battibecchi
con Oleg, ilperverso cuoco d’origini ucraine, e col
proprietario Han, un timido e
impacciato immigrato coreano; l’unico collega con cui Max
va d’accordo è Earl, l’anziano cassiere con la passione
della musica.
Questa movimentata ma in fin dei conti
scialba routine, che non dà alla ragazza prospettive
per il futuro, cambia radicalmente quando a Max viene affiancata
una nuova collega, Caroline, che si rivela essere la figlia caduta
in rovina di Martin Channing, un famoso uomo d’affari finito
in carcere a seguito di un grosso scandalo finanziario.
La ex rampolla dell’alta società è maldestra e del tutto
incapace nel mestiere ma, pur di fronte a dei prematuri giudizi,
viene presa da Max sotto la sua ala protettiva, ospitandola come
coinquilina a casa sua e stabilendo con lei una bizzarra ma
sincera amicizia.
Manca ancora un po’
all’arrivo di 2 Broke Girls 4,
l’atteso quarto ciclo di episodi della sit-com di successo
trasmessa dal network americano CBS. Ebbene oggi vi sveliamo la
notizia che le due modelle mozzafiato Lily Aldridge e Martha
Hunt compariranno nello show come guest-star.
Ovviamente interpreteranno due modelle che affittano
l’appartamento Max (Kat Dennings) e Caroline
(Beth Behrs) per un weekend per avere un’autentica
esperienza Williamsburg
2
Broke Girls è una serie
televisivastatunitense, trasmessa in prima visione assoluta
da CBS dal 19
settembre 2011. In Italia ha debuttato in prima
visione pay il 21
maggio 2012, in
onda sui canali Mediaset Premium, mentre in chiaro è trasmessa da Italia
1 dal 10
marzo 2013.
New York. Nei
bassifondi di Brooklyn c’è una tavola calda, il
Williamsburg Diner, gestita da un personale oltremodo singolare.
Tra di loro c’è Max, una cameriera risoluta
e sarcastica, che in pratica porta avanti da sola l’intera
baracca. La ragazza è un po’ disillusa per via della sua condizione
sociale, di conseguenza vede la vita con molto cinismo;
tuttavia possiede delle grandi doti culinarie che esprime
attraverso la sua specialità, i cupcake, dei dolci
artigianali che vende con discreto successo all’interno del locale.
Frequenti sono i suoi battibecchi con Oleg,
il perverso cuoco d’origini ucraine, e col
proprietario Han, un timido ed
impacciato immigrato coreano; l’unico collega con cui Max
va d’accordo è Earl, l’anziano cassiere con la passione
della musica.
Questa movimentata
ma in fin dei conti scialba routine, che non da’ alla
ragazza prospettive per il futuro, cambia radicalmente quando a Max
viene affiancata una nuova collega, Caroline, che si rivela essere
la figlia caduta in rovina di Martin Channing, un famoso uomo
d’affari finito in carcere a seguito di un grosso
scandalo finanziario. La ex rampolla dell’alta società è
maldestra e del tutto incapace nel mestiere ma, pur di fronte a dei
prematuri giudizi, viene presa da Max sotto la sua ala protettiva,
ospitandola come coinquilina a casa sua e stabilendo con lei una
bizzarra ma sincera amicizia.
Nonostante
l’apparenza, Caroline è una ragazza decisamente sveglia e l’aver
frequentato le migliori scuole l’ha dotata di molta inventiva e di
uno spiccato senso imprenditoriale. Notando la maestrìa culinaria
dell’amica, le propone di sfruttare questa sua dote in modo più
proficuo, così da diventare socie d’affari: con
le mance della tavola calda e la vendita
dei cupcake, cercano di mettere insieme quanti più
soldi possibili per aprire una pasticceria, affinché entrambe
possano riscattarsi dalle rispettive situazioni. A darle una mano
nei loro progetti arriva inoltre Sophie, la vicina di casa di Max e
Caroline, una donna in carriera che le prende in simpatia e le
aiuta ad emergere nel difficile mondo degli affari.
Si è conclusa
con ottimo successo la terza stagione e oggi vi segnaliamo la data
ufficiale della season premiere di 2 Broke Girls
4, l’atteso quarto ciclo di episodi della sit-com
con Kat Dennings e Beth
Behrs.
Il primo episodio di 2 Broke Girls 4 andrà in onda il 27
Ottobre.
2
Broke Girls è una serie
televisivastatunitense, trasmessa in prima visione assoluta
da CBS dal 19
settembre 2011. In Italia ha debuttato in prima
visione pay il 21
maggio 2012, in
onda sui canali Mediaset Premium, mentre in chiaro è trasmessa da Italia
1 dal 10
marzo 2013.
New York. Nei
bassifondi di Brooklyn c’è una tavola calda, il
Williamsburg Diner, gestita da un personale oltremodo singolare.
Tra di loro c’è Max, una cameriera risoluta
e sarcastica, che in pratica porta avanti da sola l’intera
baracca. La ragazza è un po’ disillusa per via della sua condizione
sociale, di conseguenza vede la vita con molto cinismo;
tuttavia possiede delle grandi doti culinarie che esprime
attraverso la sua specialità, i cupcake, dei dolci
artigianali che vende con discreto successo all’interno del locale.
Frequenti sono i suoi battibecchi con Oleg,
il perverso cuoco d’origini ucraine, e col
proprietario Han, un timido ed
impacciato immigrato coreano; l’unico collega con cui Max
va d’accordo è Earl, l’anziano cassiere con la passione
della musica.
Questa movimentata
ma in fin dei conti scialba routine, che non da’ alla
ragazza prospettive per il futuro, cambia radicalmente quando a Max
viene affiancata una nuova collega, Caroline, che si rivela essere
la figlia caduta in rovina di Martin Channing, un famoso uomo
d’affari finito in carcere a seguito di un grosso
scandalo finanziario. La ex rampolla dell’alta società è
maldestra e del tutto incapace nel mestiere ma, pur di fronte a dei
prematuri giudizi, viene presa da Max sotto la sua ala protettiva,
ospitandola come coinquilina a casa sua e stabilendo con lei una
bizzarra ma sincera amicizia.
Nonostante
l’apparenza, Caroline è una ragazza decisamente sveglia e l’aver
frequentato le migliori scuole l’ha dotata di molta inventiva e di
uno spiccato senso imprenditoriale. Notando la maestrìa culinaria
dell’amica, le propone di sfruttare questa sua dote in modo più
proficuo, così da diventare socie d’affari: con
le mance della tavola calda e la vendita
dei cupcake, cercano di mettere insieme quanti più
soldi possibili per aprire una pasticceria, affinché entrambe
possano riscattarsi dalle rispettive situazioni. A darle una mano
nei loro progetti arriva inoltre Sophie, la vicina di casa di Max e
Caroline, una donna in carriera che le prende in simpatia e le
aiuta ad emergere nel difficile mondo degli affari.
Manca ancora un po’
all’arrivo di 2 Broke Girls 4,
l’atteso quarto ciclo di episodi della sit-com di successo
trasmessa dal network americano CBS. Ebbene oggi vi sveliamo alcune
anticipazioni che riguardano la madre di una delle protagoniste,
Max.
2 Broke
Girls, ci saranno un paio di episodi che faranno
riferimento alla madre di Max e questo
personaggio che è diventato iconico ormai per lo show diventerà
sempre più reale nel corso delle stagioni fino al momento in cui la
conosceremo di persona.
2
Broke Girls è una serie
televisivastatunitense, trasmessa in prima visione assoluta
da CBS dal 19
settembre 2011. In Italia ha debuttato in prima
visione pay il 21
maggio 2012, in
onda sui canali Mediaset Premium, mentre in chiaro è trasmessa da Italia
1 dal 10
marzo 2013.
New York. Nei
bassifondi di Brooklyn c’è una tavola calda, il
Williamsburg Diner, gestita da un personale oltremodo singolare.
Tra di loro c’è Max, una cameriera risoluta
e sarcastica, che in pratica porta avanti da sola l’intera
baracca. La ragazza è un po’ disillusa per via della sua condizione
sociale, di conseguenza vede la vita con molto cinismo;
tuttavia possiede delle grandi doti culinarie che esprime
attraverso la sua specialità, i cupcake, dei dolci
artigianali che vende con discreto successo all’interno del locale.
Frequenti sono i suoi battibecchi con Oleg,
il perverso cuoco d’origini ucraine, e col
proprietario Han, un timido ed
impacciato immigrato coreano; l’unico collega con cui Max
va d’accordo è Earl, l’anziano cassiere con la passione
della musica.
Questa movimentata
ma in fin dei conti scialba routine, che non da’ alla
ragazza prospettive per il futuro, cambia radicalmente quando a Max
viene affiancata una nuova collega, Caroline, che si rivela essere
la figlia caduta in rovina di Martin Channing, un famoso uomo
d’affari finito in carcere a seguito di un grosso
scandalo finanziario. La ex rampolla dell’alta società è
maldestra e del tutto incapace nel mestiere ma, pur di fronte a dei
prematuri giudizi, viene presa da Max sotto la sua ala protettiva,
ospitandola come coinquilina a casa sua e stabilendo con lei una
bizzarra ma sincera amicizia.
Nonostante
l’apparenza, Caroline è una ragazza decisamente sveglia e l’aver
frequentato le migliori scuole l’ha dotata di molta inventiva e di
uno spiccato senso imprenditoriale. Notando la maestrìa culinaria
dell’amica, le propone di sfruttare questa sua dote in modo più
proficuo, così da diventare socie d’affari: con
le mance della tavola calda e la vendita
dei cupcake, cercano di mettere insieme quanti più
soldi possibili per aprire una pasticceria, affinché entrambe
possano riscattarsi dalle rispettive situazioni. A darle una mano
nei loro progetti arriva inoltre Sophie, la vicina di casa di Max e
Caroline, una donna in carriera che le prende in simpatia e le
aiuta ad emergere nel difficile mondo degli affari.
Autore di celebri film come
Distretto 13 – Le brigate della morte,Halloween e La cosa, John
Carpenter ha negli anni portato al cinema storie che
prendono vita a partire da incubi molto più reali di quello che
sembra. Molte delle sue opere sono infatti riletture metaforiche di
drammatiche o pericolose situazioni sociali, affrontate qui
attraverso l’occhio critico della cinepresa. L’esempio ancora oggi
più brillante rimane quello di 1997: Fuga da New
York, lungometraggio del 1981 dove, all’interno di
una cornice da thriller distopico, si raccoglie una profonda
riflessione sulle derive della società e dell’umanità.
La pellicola, scritta dallo stesso
Carpenter insieme a Nick Castle, utilizza infatti
un genere apparentemente tendente alla fantascienza per raccontare
invece un contesto a suo modo già presente e diffuso a livello
globale. Acclamato sin dalla sua uscita, 1997: Fuga da New
York è ancora oggi, a distanza di anni, uno dei film più
importanti e lucidi sull’argomento.
In questo articolo, approfondiamo
dunque alcune delle principali curiosità relative a 1997:
Fuga da New York. Proseguendo qui nella lettura sarà
infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama,
al cast di attori e alla spiegazione del finale. Infine, si
elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti
il film nel proprio catalogo.
La trama e il cast di 1997:
Fuga da New York
Il film si svolge nel 1997, anno in
cui l’isola di Manhattan è ora una prigione di massima sicurezza.
All’interno di questa si trovano rinchiusi e abbandonati i numerosi
criminali che hanno in quegli anni preso il sopravvento negli Stati
Uniti. L’attenzione torna però a focalizzarsi su questo inferno in terra nel momento in cui l’aereo
presidenziale viene dirottato e fatto precipitare all’interno della
prigione. Il presidente diventa un ostaggio e la situazione è
quanto mai disperata. Per cercare di risolverla, il commissario di
polizia Bob Hauk ingaggia l’ex eroe di guerra e
ora criminale Jena Plissken per recuperare il
presidente. La ricompensa sarà l’evitare di finire egli stesso
confinato a New York.
Ad interpretare Jena Plissken,
personaggio oggi iconico, vi è l’attore Kurt Russell. Egli
indica 1997: Fuga da New York come il suo film
preferito tra quelli interpretati. Rimase infatti così affascinato
dal personaggio di Jena da contribuire attivamente alla sua
costruzione, suggerendo anche elementi come la celebre benda
sull’occhio. Il presidente degli Stati Uniti ha invece il volto di
Donald Pleasence, attore ricorrente nella
filmografia di Carpenter. Il commissario Hauk è interpretato dal
celebre Lee Van Cleef, qui in uno dei suoi ultimi
ruoli. Nel film sono poi presenti gli attori Isaac
Hayes nei panni del criminale Il Duca e Harry Dean
Stanton in quelli di Harold “Mente” Helman.
La spiegazione del film e del suo
finale
Il racconto del film si muove a
partire da una ben precisa struttura spaziale. Questa si divide nel
mondo esterno e in quello interno al carcere che è ora New York.
Questo contrasto è tipico delle narrazioni distopiche, dove una
delle caratteristiche è appunto la funzionalizzazione dello spazio
e della società. Anche in questo caso l’idea di segregazione e
confinamento deriva dall’immaginario distopico precedente.
L’intento di Carpenter era proprio quello di dar vita a due
distinte atmosfere all’interno del film. Se il mondo esterno ha
ancora una parvenza di civilizzazione, identificabile nel massiccio
uso di tecnologia, al contrario il carcere di New York è un luogo
senza legge, dove i presenti sono regrediti allo stato brado,
indossano pellicce e commettono atti di cannibalismo.
Tale rielaborazione dello spazio è
un elemento generatosi in seguito alla presa di coscienza americana
della fine della frontiera. Emiliano Ilardi nel suo saggio La
frontiera contro la metropoli. Spazi, media e politica
nell’immaginario americano illustra come nell’immaginario
statunitense il raggiungimento della frontiera, oltre cui non è
possibile andare, è il motivo per cui si iniziano a considerare
nuove dimensioni spaziali. In questo senso la catastrofe presente
nel film assume la funzione di generatrice di nuovo spazio,
derivato dalla distruzione di preesistenti realtà. Una simile
rappresentazione della società diventa dunque un chiaro atto
critico nei confronti di questa e delle sue degenerazioni.
La soluzione drastica a cui si
arriva nel film, quella di far diventare un’intera città (ma non
una città qualunque, bensì New York, di per sé metafora, città
globale, entrata nell’immaginario collettivo come luogo di speranza
e possibilità, come capitale della multiculturalità e del sogno
americano) una prigione di massima sicurezza, è indice di una
società e di un governo incapace, nonostante la disponibilità di
mezzi, di contrastare gravi problemi sociali, come appunto quello
della criminalità. Il nichilismo e il cinismo sembrano aver
soggiogato l’umanità, facendole perdere proprio il valore del
rispetto per l’esistenza umana.
Tutto ciò ci appare chiaro al
termine del film. Qui si svela l’ipocrisia di coloro che dovrebbero
essere i garanti della giustizia, e che invece dimostrano di essere
allo stesso livello dei cosiddetti “criminali”. La figura stessa
del presidente degli Stati Uniti è a tal proposito decisamente
emblematica e metaforica. Egli è la persona-oggetto da salvare, in
quanto in lui si presuppone siano incarnati i valori di giustizia e
rispetto della legge, salvo rivelare alla fine una natura ben poco
connaturata con tali valori, che sembrano anzi non appartenergli
affatto. Il finale svela così il labile confine tra questi due
mondi che, anche se esteticamente diversi, sembrano essere popolati
entrambi da soggetti esseri ipocriti e privi di scrupoli.
Gli Stati Uniti di quel periodo si
caratterizzavano inoltre per un sentimento di forte cinismo, anche
a causa dello scandalo Watergate. Carpenter si fa dunque interprete
della diffusa sfiducia che si avvertiva nei confronti delle
autorità, al punto di servirsene per comporre l’atmosfera dominante
del suo film. Tramite questo, il regista sembra dunque voler
mostrare come sia in corso un sempre più pericoloso disinteresse
nei confronti della vita umana. La stessa collocazione temporale
del film, l’anno 1997, è frutto di una volontà ben precisa. Il
regista non sceglie un’ambientazione proiettata in un lontano
futuro, ma la fissa di soli 16 anni avanti all’anno di
realizzazione del film, sottolineando ulteriormente come la piega
presa dalla specie umana possa portare a realtà distopiche nel giro
di breve tempo.
Il sequel del film: Fuga da Los Angeles
Quindici anni dopo 1997:
Fuga da New York, Carpenter ha infatti poi dato vita al
sequel Fuga da Los Angeles, uscito nel 1996.
Questo è ambientato in una futuristica Los Angeles trasformatasi
dopo un devastante terremoto in un isola trasformata in colonia
penale, dove vengono esiliati i peggiori criminali. Il film vede
dunque Jena Plissken alle prese con una nuova missione di
salvataggio in un ambiente estremamente pericoloso. Fuga da
Los Angeles porta però avanti anche i temi introdotti dal
primo film, giungendo a conclusioni particolarmente amare, con cui
di fatto Carpenter pone fine al racconto di questo mondo e dei suoi
personaggi.
Il trailer di 1997: Fuga da
New York e dove vederlo in streaming e in TV
È possibile fruire del film grazie
alla sua presenza su una delle più popolari piattaforme streaming
presenti oggi in rete. 1997: Fuga da New York è
infatti disponibile nel catalogo di Mubi. Per vederlo, basterà sottoscrivere un
abbonamento alla piattaforma, potendo così accedere al film ma
anche all’intero catalogo. Il film è inoltre presente nel
palinsesto televisivo di venerdì 26 aprile alle
ore 21:00 sul canale 20
Mediaset.
Dopo anni passati a vociferare su
un possibile reboot/remake del cult 1997 Fuga da New
York firmato nel 1981 da John
Carpenter, recentemente The
Wrap ha riferito circa alcuni concreti e comprovati
dettagli riguardo al possibile riavvio del franchise così come
paventato fin dal 2007, quando di vociferava sul fatto
che Gerard
Butler fosse in prima linea per vestire i panni
di SnakePlissken che
furono di Kurt
Russell.
Secondo quanto svelato il progetto
del reboot di 1997 Fuga da New
York sarebbe in pieno fermento, con Neal
Cross – creatore della tanto amata
serie Luther per conto di
della BBC – intento alla stesura della
sceneggiatura sotto contratto alla 20th Century
Fox. Le indiscrezioni rivelano inoltre che vi saranno
probabilmente alcune sostanziali differenze riguardo al personaggio
di Robert Hauk (nell’originale con il
volto di Lee Van Cleef) che sarà probabilmente
convertito al femminile con il nome di Roberta
Hauk, oltre alla decisone di assegnare un autentico nome
(colonnelloRobert) al
personaggio di Plissken.
Le altre informazioni riguardo
all’universo di 1997 Fuga da New
Yorkk rivelano che la minaccia non
giungerà più dall’originario Duca di New York
interpretato da Isaac Hayes, ma bensì da un
nuovo villain, il carismatico Thomas Newton
in possesso di un pericoloso e oscuro dispositivo denominato
“fat boy“. Nel nuovo film inoltre la città di
Manhattan non verrà più rappresentata come una prigione per reietti
a cielo aperto ma come una vera e propria oasi controllata da
un’Intelligenza Artificiale dotata di una squadra
di veggenti (simili ai Precog di Minority Report?) capaci di
controllare ogni evento che accade in città, obbligando il
nuovo Snake a compiere la propria missione in
un arco di tempo di appena 11 ore prima che una terribile tempesta
si abbatta sulla metropoli.
Caratterizzato sempre e comunque da
un’ambientazione futuristica e da atmosfere dispotiche, il nuovo
reboot di 1997 Fuga da New York potrà
contenere forse alcuni chiarimenti riguardo ai precedenti capitoli,
forse addirittura una dettagliata spiegazione riguardo alle vicende
che portarono Snake alla perdita del
tanto iconico occhio sinistro.
Per il momento il reboot di
1997 Fuga da New
Yorknon possiede ancora nessuna
data di inizio produzione né tantomeno di rilascio.
É da diverso tempo che non si hanno
aggiornamenti circa l’annunciato remake di 1997 Fuga da
New York, il capolavoro di John
Carpenter del 1981 con protagonista Kurt Russell.
Ebbene, arriva oggi dall’Hollywood
Reporter la notizia che la 20th Century Fox ha
incaricato Neil Cross (ideatore della serie tv
Luther) di scrivere la sceneggiatura del
nuovo film. Come annunciato già in precedenza, lo stesso
John Carpeter figurerà come produttore esecutivo.
Al momento non sappiamo chi dirigerà il remake, né quando la
pellicola farà il suo esordio nelle sale. Vi terremo
aggiornati.
1997 Fuga da New York
(Escape from New York) è un film di fantascienza del
1981, diretto da John Carpenter. La pellicola introdusse uno degli
antieroi più famosi del cinema d’azione americano, intepretato da
Kurt Russell: Jena Plissken. In realtà il soprannome del
personaggio nella versione originale è “Snake”, serpente. Il
vistoso tatuaggio sul suo ventre è un’analogia che purtroppo si è
persa nella versione italiana, dove, per motivi di labiale, si
preferì “Jena”. Nel 1996, Carpenter ha girato il sequel: Fuga da
Los Angeles.
Ora più che mai è il momento di
Charlie Hunnam! il divo di
Sons of Anarchy dopo aver partecipato a
Pacific Rim ha ottenuto una
notorietà tale da fargli intasare l’agenda degli impegni e così
dopo Crimson Peak
e King Arthur oggi arriva la notizia
che probabilmente indosserà i panni Snake Plissken per il remake di
1997 Fuga da New York.
Il remake del capolavoro di
John Carpenter non ha ancora un regista a bordo ma
la produzione ha già creato una bozza della storia che vedremo
sullo schermo in cui Snake non sarà il solo protagonista ma farà
parte di un tema di criminali che lo aiuteranno a far fuggire il
presidente degli Stati Uniti dalla New York diventata prigione.
La compagnia dovrebbe essere
formata da una giornalista accusata di omicidio di nome Mina,
l’ultimo uomo della scorta del presidente custode di un importante
segreto e un ex-partner di Snake. Lo stesso personaggio di Plissken
dovrebbe subire una riscrittura e in particolare dovrebbe diventare
un personaggio con vari problemi dovuto ad un stress
post-traumatico
Le vicende di Leo,
Veronica, Pietro, Luca,
Bibi e del pm di Mani pulite Antonio Di
Pietro, i protagonisti di 1993, tornano
stasera, martedì 30 maggio, su Sky Atlantic HD e
in contemporanea su Sky Cinema Uno HD dalle 21.15,
con due nuovi episodi.
Cosa ne sarà di Leo? L’abbiamo
lasciato in carcere, accusato dell’omicidio di Rocco Venturi. Nei
nuovi episodi, che preludono al gran finale della prossima
settimana, quando gli episodi 7 e 8 chiuderanno la seconda
stagione della serie ambientata negli anni che hanno cambiato
il Paese, proverà a riprendersi il suo posto, ma sa che non sarà
facile.
È il 24 luglio 1993. Il suicidio di
Raul Gardini innesca un terremoto. Il Pool ha perso un testimone
chiave per l’inchiesta Enimont e Giulia (Elena
Radonicich) si sente responsabile: è suo uno degli ultimi
articoli che l’imprenditore ha letto prima di suicidarsi. Sua
sorella Veronica (Miriam Leone), al contrario, sembra
finalmente serena: trascorre una serata con Davide (Flavio
Parenti), ma quando stanno per baciarsi sono interrotti da
una gigantesca esplosione: sono le bombe del 27 e 28 luglio, a
Roma.
1993
Il sesto episodio è ambientato nel
torrido agosto del 1993. Leo (Stefano Accorsi) è finalmente
libero, pronto a tutto per riprendersi il suo posto. Pietro
(Guido Caprino) nel frattempo, affiancandosi a
Miglio, ottiene l’attenzione dei colleghi. Luca (Domenico
Diele) invece si trova faccia a faccia con il suo acerrimo
nemico: l’ex Ministro della Sanità, De Lorenzo. Veronica è sempre
più in confidenza con Davide e inizia perfino a convincersi che la
vita le stia offrendo una seconda possibilità. Bibi (Tea
Falco) invece è sempre più sola.
1993 è il secondo capitolo
della produzione originale Sky, realizzata da Wildside,
che racconta gli anni che hanno cambiato il Paese attraverso gli
occhi e le storie di personaggi di fantasia la cui vita si
intreccia con il terremoto politico, civile e sociale che ha scosso
l’Italia nel caos del passaggio tra Prima e Seconda Repubblica.
1993è una
produzione Sky Atlantic HD, realizzata da Wildside in
collaborazione con Beta Film.
Gli episodi 5 e 6
andranno in onda martedì 30 maggio, alle 21.15 su Sky Atlantic HD e
su Sky Cinema Uno HD. 1993 è disponibile anche su Sky Go e Sky On
Demand
A giudicare da alcuni titoli che
arriveranno in sala e sul piccolo schermo (o che abbiamo già visto
di recente), Hollywood sembra ossessionata dall’anno del Signore
1984. Basti pensare a Wonder Woman
1984, oppure ad American Horror Story
1984, che non solo sono ambientati in quell’anno ma
lo portano scritto anche nel titolo, a mo di dichiarazione
d’amore.
Ma cosa ha in particolare questo
anno? Insieme a WW84 e AHS 1984, altri film e serie TV recenti
ambientate nel 1984 includono Black Mirror:
Bandersnatch, il film biografico su Gary Hart del
regista Jason Reitman,The Front
Runner, la stagione 2 di Stranger Things e la stagione 5
di The Americans. Parti di Bohemian
Rhapsody, Motley di
Netflix Anche il film biografico di The
Dirt, Terminator:
Genisys e Cobra Kai
sono ambientati nel 1984.
Infatti, Terminator:
Genisys ricrea scene dell’originale The
Terminator di James Cameron, uscito nel 1984, mentre
Cobra Kai è un sequel diretto di
The Karate Kid del 1984 , con Johnny
Lawrence (William Zabka) che raccontava anche gli
eventi del film dal suo punto di vista, dipingendo Daniel LaRusso
(Ralph Macchio) come il vero cattivo.
Uno dei motivi principali che legano
Hollywood agli anni ’80 in generale è la nostalgia. Ma questo
potrebbe valere per l’intero decennio, mentre qui si parla di un
anno in particolare!
Mentre il 1984 sembra un “periodo
più semplice” rispetto al 2019, un anno a cui si guarda appunto con
nostalgia e con una semplicità romantica, si è trattato di un anno
molto tumultuoso. A causa della guerra fredda, l’Unione Sovietica
ha boicottato le Olimpiadi estive del 1984 tenutesi a Los Angeles.
Il 1984 ha visto una controversa elezione presidenziale in cui
Ronald Reagan ha vinto un secondo mandato su Walter Mondale, il
virus dell’AIDS è stato scoperto e reso pubblico, il primo ministro
indiano Indira Gandhi è stato assassinato e la minaccia della
guerra nucleare è caduta sul mondo. Il 1984 non ha avverato
l’oscura profezia che George Orwell aveva fatto nel suo romanzo
(1984, appunto), ma quell’anno è stato un periodo spaventoso, a
modo suo, e molti film e serie TV ambientati nel 1984 riflettono
sicuramente quella sensazione di terrore e disagio.
1984 – l’ossessione di Hollywood
Eppure, il 1984 è stato anche un
anno significativo per la cultura pop che ha creato molti
franchising duraturi. Ghostbusters,Gremlins e The
Terminator sono stati proiettati per la prima volta
quell’anno e continuano a lasciare il segno una generazione dopo;
Ghostbusters:
Legacy di Jason Reitman
promette di essere la vera continuazione del franchise mentre
James Cameron stesso è tornato finalmente a
produrre un sequel di The Terminator,
Terminator:
Destino Oscuro, diretto da Tim
Miller.
I giocattoli di Transformers e l’annesso cartone animato sono
arrivati nel 1984, Hulk Hogan (che presto sarà
interpretato da Chris Hemsworth in un film
biografico) è diventato campione della WWE e ha contribuito a
cambiare per sempre il wrestling professionale, Bruce
Springsteen ha pubblicato il suo iconico album Born In
The USA e Apple ha presentato in anteprima il famigerato spot
ispirato a George Orwell che annunciava il personal computer
Macintosh.
Il 1984 è un periodo molto
antecedente allo sviluppo di internet e dei social media, in cui
nessuno aveva uno smartphone e le persone non erano costantemente
connesse, il che offre maggiori opportunità ai cineasti di oggi che
ambientano le loro storie in quel periodo di incorporare mistero e
tensione nella loro narrazione. La tecnologia del 1984 era
lungimirante ma ancora primitiva per gli standard odierni, e la
fantascienza si appoggiava ancora più sulla “finzione” che sulla
“scienza”.
E, grazie in gran parte al romanzo
di Orwell, il 1984 porta con sé un’aura minacciosa
che lo separa dagli altri anni del decennio. In realtà, il 1984 è
un terreno fertile per film e serie TV avvincenti per tutti, e
Hollywood sta raccogliendo con intelligenza i benefici di quel
fatidico anno.
Il 1981 è stato per New York uno
degli anni più violenti della sua intera storia, a causa di una
criminalità aggressiva e senza controllo; del resto grazie al
cinema di
Martin Scorsese, Brian DePalma e Francis Ford
Coppola conosciamo bene quali atmosfere cupe dominassero
la grande Mela dell’epoca. J.C. Chandor, il
talentuoso regista del pluripremiato thriller finanziario Margin Call, scrive e dirige
1981: Indagine a New York, il suo personalissimo
‘gangster movie’ omaggiando – com’era giusto e prevedibile – il
filone, ma senza restare incastrato nelle dinamiche canoniche.
1981: Indagine a New York, la trama
In 1981: Indagine a New
York Abel Morales è un imprenditore immigrato con grandi
ambizioni, guadagna soldi onesti con un’impresa di carburanti e
sogna di espandersi. Accanto a lui una donna statuaria, moglie e
partner in affari, che gestisce gli aspetti contabili della
società. Nonostante la benevolenza delle banche, la
Standard Heating Oil ha ben altro scoglio da
affrontare per la sua sopravvivenza: l’accanimento della malavita,
che dirotta autobotti e picchia selvaggiamente gli autisti sempre
più frequentemente.
Sebbene le poche righe di sinossi
facciano pensare ad un action movie in piena regola, siamo lontani
anni luce. Il regista e sceneggiatore nato a Morristown, in New
Jersey, con 1981: Indagine a New York scava
nell’intimo dei suoi personaggi per raccontare un dramma universale
che non risparmia nessun grado della nostra società, sia passata
che attuale. Un dramma nel quale comandano i soprusi e i falsi
sogni di gloria, un dramma che permette la sopravvivenza soltanto a
chi ha un piano di riserva pronto a scattare in qualsiasi momento.
L’inverno rigido che scorre sullo schermo, senza fine, ne è la
perfetta metafora, baciato da un sole sempre tiepido, pallido.
1981: Indagine a New York, un film di
classe
Una sceneggiatura di assoluta
classe, ricca di sottotesto, momenti e dialoghi di qualità, serve
da base per un comparto tecnico autoriale privo di sbavature. La
messa in scena non ha paura di prendersi i suoi tempi, raccontando
anche i dettagli e creando più volte terreno fertile per una
pulsante tensione. In 1981: Indagine a New York
tutto è fotografato dallo sguardo di Bradford
Young, che va oltre il dirigere la luce: muove l’oscurità.
Sono le ombre e gli angoli bui che dominano la scena, che si
spostano con autorità fra le lampade e i raggi del sole,
raccontando anche visivamente i peccati della società. Ultime voci
della lista, poiché il meglio arriva sempre alla fine, i
protagonisti. Oscar Isaac e Jessica Chastain, di una bellezza immensa, si
confermano interpreti versatili e cangianti, nel loro essere
perennemente ambigui e nel loro passare con naturalezza dalla
prepotenza all’insicurezza, dalla lucidità alla debolezza,
completandosi a vicenda nel corso della storia.
1981: Indagine a New
York(A Most Violent Year) è
un’opera decisamente matura, confezionata allo stato dell’arte e
destinata ad un pubblico disposto ad ascoltare, pronto ad entrare
in sala lasciando fuori pregiudizi e aspettative.
Arriva finalmente nei cinema
italiani A Most Violent Year, l’ultimo
film di J.C. Chandor con protagonisti
Jessica Chastain e Oscar Isaac. L’appuntamento è per il 4
febbraio, il film uscirà con il titolo 1981 Indagine a
New York.
Ecco il trailer ufficiale italiano
del film:
1981: Indagine a New
York è un feroce dramma criminale ambientato a New
York City nell’inverno del 1981, statisticamente considerato l’anno
più pericoloso nella storia della città. Scritto e diretto
dall’acclamato J.C. Chandor e interpretato da Oscar Isaac (A
Proposito Di Davis) e Jessica Chastain (Zero Dark Thirty), questa
appassionante vicenda si sviluppa in un labirinto di corruzione che
vede coinvolti industriali e politici rampanti e che infesta le
strade di una città in declino. Il terzo lungometraggio di J.C.
Chandor ci parla della risoluta ascesa di un immigrato in una
società moralmente corrotta, dove rivalità che covano da tempo e
aggressioni gratuite minacciano il suo lavoro, la sua famiglia e,
soprattutto, la sua incrollabile fede nella rettitudine del suo
percorso esistenziale. Con 1981: Indagine a New York, Chandor
intraprende coraggiosamente una nuova strada, verso il luogo in cui
le migliori intenzioni cedono il passo al puro istinto, il luogo in
cui finiamo per essere più vulnerabili nel compromettere ciò che
sappiamo essere giusto.
Il 1981 è stato per New York uno
degli anni più violenti della sua intera storia, a causa di una
criminalità aggressiva e senza controllo; del resto grazie al
cinema di Martin Scorsese, Brian DePalma e
Francis Ford Coppola conosciamo bene quali
atmosfere cupe dominassero la grande Mela dell’epoca. J.C.
Chandor, il talentuoso regista del pluripremiato thriller
finanziario Margin Call, scrive e dirige
il suo personalissimo ‘gangster movie’ 1981 Indagine a New
York omaggiando – com’era giusto e prevedibile – il
filone, ma senza restare incastrato nelle dinamiche canoniche.
In 1981 Indagine a New York
Abel Morales è un imprenditore immigrato con
grandi ambizioni, guadagna soldi onesti con un’impresa di
carburanti e sogna di espandersi. Accanto a lui una donna
statuaria, moglie e partner in affari, che gestisce gli aspetti
contabili della società. Nonostante la benevolenza delle banche, la
Standard Heating Oil ha ben altro scoglio da
affrontare per la sua sopravvivenza: l’accanimento della malavita,
che dirotta autobotti e picchia selvaggiamente gli autisti sempre
più frequentemente.
Sebbene le poche righe di sinossi
facciano pensare ad un action movie in piena regola, siamo lontani
anni luce. Il regista e sceneggiatore nato a Morristown, in New
Jersey, scava nell’intimo dei suoi personaggi per raccontare un
dramma universale che non risparmia nessun grado della nostra
società, sia passata che attuale. Un dramma nel quale comandano i
soprusi e i falsi sogni di gloria, un dramma che permette la
sopravvivenza soltanto a chi ha un piano di riserva pronto a
scattare in qualsiasi momento. L’inverno rigido che scorre sullo
schermo, senza fine, ne è la perfetta metafora, baciato da un sole
sempre tiepido, pallido.
Una sceneggiatura di assoluta
classe, ricca di sottotesto, momenti e dialoghi di qualità, serve
da base per un comparto tecnico autoriale privo di sbavature. La
messa in scena non ha paura di prendersi i suoi tempi, raccontando
anche i dettagli e creando più volte terreno fertile per una
pulsante tensione. Tutto è fotografato dallo sguardo di
Bradford Young, che va oltre il dirigere la luce:
muove l’oscurità.
Sono le ombre e gli angoli bui che
dominano la scena, che si spostano con autorità fra le lampade e i
raggi del sole, raccontando anche visivamente i peccati della
società. Ultime voci della lista, poiché il meglio arriva sempre
alla fine, i protagonisti. Oscar Isaac e Jessica Chastain, di una bellezza immensa, si
confermano interpreti versatili e cangianti, nel loro essere
perennemente ambigui e nel loro passare con naturalezza dalla
prepotenza all’insicurezza, dalla lucidità alla debolezza,
completandosi a vicenda nel corso della storia.
1981 indagine a New
York è un’opera decisamente matura, confezionata allo
stato dell’arte e destinata ad un pubblico disposto ad ascoltare,
pronto ad entrare in sala lasciando fuori pregiudizi e
aspettative.
Nel panorama della New
Hollywood, che a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta si
caratterizzò per un significativo rinnovamento tematico e
stilistico, sono numerosi i film che hanno avuto modo di portare al
cinema storie segnate da profondi elementi distopici. Argomenti che
un tempo non avrebbero trovato spazio nelle produzioni di Hollywood
divenivano ora il mezzo attraverso cui riflettere sui cambiamenti
della società e le sue possibili derive. Si raccontava dunque del
futuro per parlare dell’oggi e pochi film ci sono riusciti in modo
tanto memorabile quanto 1975: Occhi bianchi sul pianeta
terra, diretto nel 1971 da Boris
Sagal.
Similmente ad un altro noto film
distopico di quegli anni quale 2022: I sopravvissuti,
questo titolo di fantascienza offre molteplici chiavi di lettura, a
partire naturalmente dalla pericolosità della guerra e del
probabile sterminio (o mutazione) della specie umana. Come notato
da diversi critici nel corso del tempo, però, 1975: Occhi
bianchi sul pianeta terra sembra far riferimento anche
all’innata paura del nemico presente poco oltre il mondo
conosciuto. Il protagonista, che si presenta come l’ultimo baluardo
della civiltà, si trova infatti a scontrarsi con antagonisti che
sembrano incarnare le principali paure della società dell’epoca. In
ultimo, si ritrova nel film anche un forte accenno a quella
controcultura hippie che tanto spopolava in quegli anni.
1975: Occhi bianchi sul pianeta
terra è dunque non solo un film che offre intrattenimento ed
emozioni forti agli appassionati del genere, ma anche un’opera
profondamente figlia del suo tempo che utilizza il genere per
raccontare di quanto avveniva negli Stati Uniti di quegli anni,
caratterizzati dalla guerra in Vietnam, dai movimenti per i diritti
del popolo afroamericano, dagli orrori commessi dalla famiglia
Manson e da numerosi altri sconvolgimenti che stavano rapidamente
sgretolando l’immagine di una nazione compatta e immacolata. Anche
a distanza di decenni, inoltre, il film di Sagal riesce ad essere
attuale, avendo anticipato una serie di tendenze e comportamenti
umani oggi sempre più diffusi.
1975: Occhi bianchi sul pianeta
terra: la trama e il cast del film
Ma di cosa parla dunque 1975:
Occhi bianchi sul pianeta terra? Il film, come facilmente
immaginabile, si svolge nell’anno 1975, quando una guerra
batteriologica ha portato al diffondersi di un pericoloso virus che
ha trasformato la specie umana in mostruosi mutanti che, in quanto
fotofobici, escono allo scoperto solo di notte. Il loro scopo è
quello di distruggere qualunque retaggio dell’era tecnologica,
responsabile di quanto avvenuto. In una Los Angeles abbandonata e
malridotta, si muove anche Robert Neville, ex
medico militare nonché apparentemente l’unico umano sopravvissuto a
questo olocausto batteriologico. Egli, nel tentativo di
sopravvivere a questo ambiente, ricerca un antidoto per
tentare di salvare ciò che resta dell’umanità.
Ad interpretare Robert Neville vi è
l’attore Charlton Heston, già celebre per i film
Ben-Hur e Il pianeta delle scimmie. Il premio
Oscar accettò subito il ruolo, essendo rimasto particolarmente
colpito dalla storia narrata. Accanto a lui si ritrovano anche
Anthony Zerbe nel ruolo di Matthias, il leader dei
mutanti, e l’attrice Rosalind Cash nei panni della
superstite Lisa. La Cash, qui al suo primo ruolo di rilievo, venne
ingaggiata per il film per via della crescente popolarità del
movimento Black Power. Quello tra lei e il protagonista,
inoltre, è considerato il primo bacio interraziale mai apparso sul
grande schermo. Un momento che generò non poca agitazione nella
Cash, intimorita dallo status di celebrità di Heston.
1975: Occhi bianchi sul pianeta
terra: dal libro al remake Io sono leggenda
La storia di 1975: Occhi bianchi
sul pianeta terra è tratta dal romanzo di Richard
Matheson dal titolo Io sono leggenda, pubblicato
nel 1954. Celebre scrittore di titoli come Al di là dei sogni, Duel e
Real Steel, da cui poi sono
stati tratti anche gli omonimo libri, Matheson aveva già visto
questo suo celebre romanzo venire adattato per il cinema con il
film L’ultimo uomo della Terra, del 1964. La nuova
trasposizione con Heston protagonista, però, differisce in
molteplici modi da quanto lui scritto. Il cambiamento più
importante è probabilmente quello relativo alla quasi totale
estinzione dell’umanità. Se nel film questa avviene per via di una
guerra batteriologica tra Cina e Stati Uniti, nel romanzo è invece
la conseguenza di un virus diffuso da pipistrelli e mosche.
Da questa modifica si evince
ulteriormente quanto agli autori del film interessasse proporre una
storia che in modo più esplicito parlasse di questioni presenti
nell’attualità di quel tempo, tra cui la guerra. Dal romanzo di
Matheson è poi stato tratto anche un’ulteriore adattamento, quello
del 2007 dal titolo Io sono leggenda. La
differenza tra 1975: Occhi bianchi sul pianeta terra e la
nuova trasposizione, però, sta nel fatto che nel film
con protagonista Will Smith
viene ad essere ridimensionata se non del tutto eliminata la
componente politica. Si tratta dunque di un titolo che, pur
restando più fedele al romanzo di Matheson, si dimostra meno
incisivo a livello contenutistico, offrendo più che altro un
intrattenimento coerente con i suoi tempi.
1975: Occhi bianchi sul pianeta
terra: il trailer e dove vedere il film in streaming e in
TV
È possibile fruire di
1975: Occhi bianchi sul pianeta terra
grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei
cataloghi di Chili Cinema, Apple iTunes, Rai
Play e Amazon Prime Video. Per vederlo, una
volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il
singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così
modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità
video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
sabato 7 gennaio alle ore 22:55
sul canale Rai Movie.
Esce
nelle sale, il 3 maggio 2018,
distribuito da Mariposa
Cinematografica e barz and hippo,
illungometraggio ungherese
“1945”,diretto daFerenc Török(No Man’s Island; East Side Stories;
Istanbul) e
interpretato da Péter Rudolf, Bence Tasnádi, Tamás Szabó Kimmel e
Dóra Sztarenki. Il film, presentato nella
sezionePanorama della 67a edizione del Festival di
Berlino e tratto dal racconto
“Homecoming”
dello scrittore unghereseGábor T.
Szántó, ha
vinto numerosi premi nei festival di tutto il mondo. Tra questi, il
Premio Avner Shalev Yad Vashem comeMiglior rappresentazione artistica
dell’OlocaustoalJerusalem Film Festival
2017, il
Premio per il Miglior soggetto
al Miami Jewish Film
Festival,il
Premio per il Miglior regista alBerlin Jewish Film
Festival, il
Premio dei Critici e quello del Pubblico alSan Francisco Jewish Film
Festival, ma
anche ilPrimo Premio della Critica Cinematografica
Ungheresenel
2018. La distribuzione del film in Italia ha ricevuto il
patrocinio del Consolato Generale di Ungheria in
Milano.
Sinossi
In
un afoso giorno di agosto del 1945, mentre gli abitanti di un
villaggio ungherese si preparano per il matrimonio del figlio del
vicario, un treno lascia alla stazione due ebrei ortodossi, uno
giovane e l’altro più anziano. Sotto lo sguardo vigile delle truppe
sovietiche, i due scaricano dal convoglio due casse misteriose e si
avviano verso il paese. Il precario equilibrio che la guerra appena
terminata ha lasciato sembra ora minacciato dall’arrivo dei due
ebrei. In tutta la comunità si diffondono rapidamente la paura e il
sospetto che i tradimenti, le omissioni e i furti, commessi e
sepolti durante gli anni di conflitto, possano tornare a
galla.
Il
film, i cui diritti sono da poco stati acquistati dalla
statunitenseHBO,
sarà distribuito in tutti gli Stati Uniti a partire dai primi di
aprile, dopo una prima uscita in città come New York, Los Angeles e
Chicago.
Si è aperto con la mostra
‘1938-2018. Ottant’anni dalle leggi razziali in Italia’ il
Cartoons on the Bay, edizione 2018, in corso a
Torino, per il secondo anno consecutivo, dal 12 al 14 aprile. La
mostra, realizzata in collaborazione con il festival di fumetto
ARF! di Roma e curata da Marina Polla de
Luca e Mauro Uzzeo, presenta opere
originali e inedite di oltre 150 tra i più noti autori
dell’animazione e del fumetto italiani.
“La mostra mette insieme i
lavori di 155 autori che spesso sono delle vere e proprie opere
d’arte – sottolinea Roberto Nepote,
presidente di Rai Com – in un luogo come il Carcere Le Nuove
che in modo impressionante si contestualizza con il tema della
mostra che resterà aperta fino al giugno e dopo un giro per
l’Italia – annuncia – andrà in una sede permanente a Roma. Sono
temi che guardano al passato e che ci portano a riflettere sul
nostro futuro”. Segue Roberto Genovesi,
direttore artistico di Cartoons on the Bay:
“Tutta la Rai ha lavorato insieme a noi per questa che dimostra
come il fumetto non sia un linguaggio residuale ma uno strumento
efficace per raccontare tempi difficili e complessi come
questo”.
A chiusura della
presentazione, interviene Mauro Uzzeo, curatore
della mostra e uno dei fondatori di ARF!: “Quando, quasi cinque
anni fa, è nato l’ARF! Festival, il nostro obiettivo era tanto
semplice quanto ambizioso: portare il Fumetto e i suoi autori al
centro dell’attenzione, anche e soprattutto in quegli ambiti che
sembravano preclusi a questo medium straordinario. Musei,
metropolitane, catene librarie, la stampa nazionale e le reti
televisive, hanno risposto con entusiasmo al nostro richiamo e
quando Roberto Genovesi ci ha chiesto di collaborare con lui per
contagiare di fumetto Cartoons on the bay, abbiamo capito che
c’erano le possibilità per fare davvero qualcosa d’importante.
Qualcosa per cui non bastasse una sola voce, e nemmeno due, per
quanto dotate di grossi megafoni. Per quello che avevamo in mente
serviva che un’intera scena si unisse e si riconoscesse nella
volontà di gridare forte la propria distanza contro quelle che sono
state le pagine più buie della nostra storia. Così è stato. Per la
prima volta, quindi, oltre centosessanta autori di fumetto, dagli
stili e dai percorsi più diversi, ma dalla riconosciuta
professionalità, si sono uniti in una collettiva artistica senza
precedenti, che non solo racconta e condanna le scellerate scelte
di 80 anni fa, ma ci ricorda che ancora oggi non bisogna mai
abbassare la guardia nei confronti di quei fascismi che tendono a
trovare terreno fertile nelle menti di chi dimentica.”
E ci addentriamo nella mostra vera e
propria, un’intera ala del Carcere adibita a sala d’esposizione. In
ogni cella, ogni antro la gerarchia è abolita e illustratori e
artisti di altissimo profilo sono esposti al fianco di giovani
promesse del disegno italiano. Un colpo d’occhi potentissimo, nelle
claustrofobiche cellette, mirato ad appiattire l’importanza di ogni
singolo artista e a farne perdere l’identità, così come avveniva ai
deportati a causa di quelle infami leggi, che quest’anno compiono
ottant’anni. Un tempo abbastanza lungo da farci sentire “al sicuro”
ma pericoloso, perché la memoria potrebbe abbandonarci.
È allora fondamentale la scelta di
usare il fumetto, il colore (anche l’assenza dello stesso), qualche
volta le vignette sferzanti, tutti linguaggi e forme che si
rivolgono a un pubblico giovane, quello che deve imparare a
conoscere proprio per non perdere la memoria.
E le soluzioni scelte dai
selezionatori sono molteplici, dall’essenziale “gioco” di
Davide De Cubellis, che con la sua successione di
quattro vignette illumina il visitatore sull’immediatezza del
processo di “epurazione della razza”, al suggestivo uso
dell’iconografia aritmetica di Giacomo Bevilacqua,
passando per la geniale attualizzazione di Massimo
Carnevale e la potenza del rosso utilizzato da
Carmine Di Giandomenico. Una mostra da vedere, da
leggere, da capire, soprattutto da sentire nel luogo scelto per la
sua esposizione, un carcere, un luogo di punizione, dolore,
pentimento e solitudine.
La mostra, visitabile fino a giugno,
sarà poi spostata a Roma, in un luogo da definire e, si spera,
possa raggiungere anche diversi altri posti in tutta Italia.
Secondo NBC
Montana, la produzione della seconda stagione
della serie tv1923
di Paramount+ è
stata “ritardata a tempo indeterminato”, a causa
dello sciopero degli scrittoriWGA
in corso. Il manager del Civic Center Bill Melvin ha rivelato
di essere stato informato del ritardo delle riprese poiché, secondo
quanto riferito, la produzione sta pagando $ 75.000 al mese per
girare al Civic Center fino alla fine dell’anno.
1923,
la nuova attesissima serie ideata dal candidato all’Oscar
Taylor Sheridan con protagonisti il
candidato all’Oscar Harrison Ford e la vincitrice dell’Oscar
Helen Mirren. Lo show è lo spin-off di
Yellowstone
e introduce una nuova generazione di Dutton guidata dal patriarca
Jacob (Ford) e dalla matriarca Cara (Mirren). La serie esplora i
primi anni del XX secolo, quando pandemie, siccità storiche e la
fine del proibizionismo affliggono le montagne dell’Ovest e i
Dutton che le chiamano casa.
La prima stagione di 1923 è
interpretata anche da Brandon Sklenar, Darren Mann,
Michelle Randolph, James Badge Dale, Marley Shelton, Brian
Geraghty, Aminah Nieves, Jerome Flynn e Julia Schlaepfer.
Prodotta da MTV Entertainment Studios, 101 Studios e Bosque Ranch
Productions, la serie è prodotta dal co-creatore di “Yellowstone”
Taylor Sheridan, David C. Glasser, John Linson, Art Linson, Ron
Burkle, David Hutkin, Bob Yari e Ben Richardson. 1923 è l’ultima
aggiunta al crescente programma di Sheridan su Paramount+,
che comprende 1883, MAYOR OF KINGSTOWN, TULSA
KING e le prossime serie BASS REEVES, LIONESS e LAND MAN.
La trama di Teonna Rainwater in
1923
presenta scene strazianti rese ancora più difficili da
guardare dal fatto di essere basate su fatti reali. Le
scene dello spin-off di Yellowstone descrivono gli abusi fisici ed
emotivi all’interno di un collegio cattolico per giovani indigeni
americani nel Montana. Teonna viene picchiata e brutalizzata per
aver dimenticato piccoli dettagli delle lezioni, per aver parlato
la sua lingua nativa e per qualsiasi scusa che suor Mary riesca a
trovare per tentare di disumanizzarla. Teonna reagisce contro i
suoi oppressori, suscitando reazioni ancora più violente da parte
di coloro che gestivano quelle che all’epoca venivano chiamate
scuole indiane.
Purtroppo, 1923 dipinge un quadro abbastanza accurato dal punto
di vista storico di ciò che accadeva all’interno di questi collegi.
Le terribili istituzioni viste in 1923 erano reali e furono
fondate dai coloni occidentali proprio per tentare di assimilare
con la forza le comunità indigene sfollate dall’espansione verso
ovest dell’America. Gli abusi subiti da Teonna rendono 1923
la storia più cupa di Yellowstone,
ambientata in un periodo in cui i casi di abuso nei collegi
cattolici erano all’ordine del giorno negli Stati Uniti e in
Canada. Le scene di 1923 che si concentrano su questo tema
sono inquietanti, ma costituiscono una parte importante della
storia complessiva.
La vera storia dei collegi
cattolici per gli indigeni americani
Queste scuole costringevano
brutalmente i bambini indigeni ad abbandonare le loro tradizioni e
la loro cultura
Le scene e la narrazione della
scuola cattolica del 1923 sono tragicamente basate su eventi
reali accaduti in tutti gli Stati Uniti all’inizio del XX secolo.
Il trattamento orribile riservato a Teonna da padre Renaud e suor
Mary si basa sui resoconti storici dei cosiddetti “collegi per
indiani d’America”, che hanno iniziato a diffondersi a metà del XIX
secolo. Solo una di queste scuole fu fondata nel Montana: la Fort
Shaw Indian School. Tuttavia, quasi 200 altre sorsero in quasi
30 stati americani a partire dal 1840, con una maggiore
concentrazione in stati come l’Oklahoma, il Minnesota e il South
Dakota.
Come si vede in 1923,
l’obiettivo delle cosiddette “scuole indiane” era quello di tentare
di assimilare i giovani indigeni alla cultura occidentale bianca
cancellando la loro lingua e identità culturale, battezzandoli al
cristianesimo e sostituendo i loro nomi tribali. Questo ha aperto
la strada al trattamento disumano dei bambini indigeni americani di
diverse generazioni. Come spiegato dall’attrice che interpreta suor
Mary, Jennifer Ehle, nella sua intervista a Screen Rant del
1923:
“Suor Mary è una persona che crede, come credevano
effettivamente le persone che gestivano queste scuole residenziali,
che fosse necessario ‘uccidere l’indiano per salvare l’uomo’.
Bisognava forzare l’assimilazione, bisognava rimuovere ogni
identità culturale da questi bambini che erano stati strappati con
la forza alle loro famiglie e vivevano in isolamento”.
Sebbene la maggior parte di
questi collegi siano stati chiusi o profondamente riformati dalla
fine del XX secolo, la cultura dell’abuso promossa da queste
istituzioni ha lasciato cicatrici indelebili nella storia delle
nazioni indigene americane. Sebbene le scene di abuso in 1923 siano
sconvolgenti, Aminah Nieves (che interpreta Teonna in 1923) afferma
che è una storia che deve essere affrontata:
“Sì, è difficile. Ma essendo indigeni, è nostro dovere
raccontare le nostre storie e raccontarle nel modo più forte,
rapido e potente possibile. È ciò in cui siamo nati e siamo
narratori fin dall’inizio. Capisci cosa intendo? Continuare a
raccontare la nostra storia nel modo più onesto possibile è molto
importante”.
1923 è basato su una storia
vera?
Sebbene le scene degli abusi
subiti da Teonna siano inquietanti e tra i momenti più memorabili
della serie, 1923 racconta principalmente di come i Duttonhanno portato avanti il ranch Duttonattraverso il
periodo più difficile e duro del Montana. Sebbene i personaggi e i
dettagli delle loro storie siano completamente inventati,l’ambientazione prende molto in prestito dalla vera storia
americana.
Oltre a descrivere gli abusi
subiti dai bambini indigeni come Teonna da parte di suore e preti
nelle scene ambientate nelle scuole indiane del 1923, la serie
mostra anche in modo piuttosto accurato la crescita
dell’allevamento nel Montana durante la Grande Depressione e l’era
del proibizionismo, e persino gli effetti della Grande Guerra.
Ambientata in un periodo in cui il governo federale finanziava
apertamente collegi per cancellare intere culture indigene, la
seconda stagione di 1923 è destinata a diventare ancora più cupa,
poiché il prequel approfondisce ulteriormente la storia americana
degli anni ’20.
Perché il contesto delle
scuole indiane del 1923 contestualizza Yellowstone
Le crudeli istituzioni conosciute
come scuole indiane nel 1923 non sono solo un aspetto inquietante
della serie, ma anche un importante elemento contestuale per la
serie originale Yellowstone. Fin dal primo episodio di Yellowstone,
Thomas Rainwater è stato uno dei principali antagonisti di John
Dutton. Vuole il ranch di Yellowstone e non esita a mostrare il suo
disprezzo per tutti i bianchi che lottano per la terra che lui
sostiene appartenga al suo popolo.
Dato che John Dutton è il
protagonista, è facile vedere Thomas come un cattivo all’inizio
della serie, ma alla fine è più vicino ad essere il vero eroe di
Yellowstone. Le scene delle cosiddette scuole indiane nel 1923
mostrano che Taylor Sheridan e la serie sono consapevoli
che la lotta di Thomas Rainwater contro i Dutton non è
semplicemente una questione di terra. Si basa su generazioni di
crudeltà, abusi e omicidi del suo popolo per mano dei bianchi, i
cui discendenti ora si lamentano che altri cercano di prendere la
loro terra.
Mentre ilfinale di
Yellowstonevede i membri rimanenti della famiglia
Dutton riuscire a preservare il loro ranch,la loro
decisione di cedere la terra a Thomas Rainwater e alla riserva dà
loro la vittoria finale della seriee li vede ottenere
un po’ di giustizia per la lunga storia di abusi subiti.
Come Aminah Nieves e Jennifer
Ehle spiegano le scene del collegio del 1923
Come ci si poteva aspettare, date
le scene strazianti della cosiddetta scuola indiana nel 1923,
girarle è stata un’esperienza intensa. Aminah Nieves e Jennifer
Ehles hanno entrambe parlato del processo (tramiteTV Insider), spiegando che la prima scena in cui suor
Mary picchia Teonna in classe è stata girata il loro primo giorno.
Data l’intensità della scena, il set era rispettoso e Nieves ha
spiegato che c’erano dei confini ben definiti e che le due attrici
“hanno gestito bene la situazione e si sono concesse spazio quando
ne avevano bisogno”.
Le attrici hanno anche parlato
delle prospettive dei loro personaggi durante i violenti scontri.
Nieves ha spiegato che Teonna non provava piacere nel fare del male
a Sister Mary, anche se era una punizione per la crudeltà della
suora, dicendo che “non era un’azione che desiderava davvero
compiere, ma era qualcosa che doveva fare per salvare se stessa e
tutte le persone presenti nella stanza”.
Ehles ha spiegato invece che
Sister Mary si considerava una protettrice a modo suo, poiché
credeva sinceramente che quello fosse il modo migliore per aiutare
quelle ragazze, anche se, come sottolinea l’attrice, questo era
dovuto al fatto che Sister Mary era “piena di ignoranza e
ferite”.
Nonostante la natura difficile
delle scene,Nieves condivide l’orgoglio che prova nel
poter portare queste storie a un pubblico più ampioe
l’importanza di parlarne come parte della storia. Riconosce che è
qualcosa che ha influenzato generazioni e continuerà a farlo,
dicendo: “È qualcosa che vive con noi, che lo vogliamo o no. Vivrà
con i nostri figli”.
Ha anche espresso il senso di
responsabilità che ha provato nel portare alla luce una storia come
questa, dicendo: “Farlo è nostro dovere ed è molto importante. Sono
davvero onorata di essere qui, di raccontare le nostre
storie”.
Teonna è imparentata con il
capo Thomas Rainwater di Yellowstone?
Teonna potrebbe essere
imparentata con il capo Thomas Rainwater di Yellowstone, che guida
le tribù confederate di Broken Rock nella serie di punta di Taylor
Sheridan. È interessante notare che, nonostante la posizione di
autorità di Thomas, sia lui che Teonna sono entrambi vittime di
gravi abusi nelle rispettive serie, anche se in modi diversi, il
che riflettequanto poco sia cambiato il modo in cui il
governo bianco tratta gli indigeni americani dal
1800.
Sebbene sia 1923 che Yellowstone
dipingano i Duttons come eroi pionieri dell’America coloniale e
contemporanea, la caratterizzazione degli indigeni americani in
entrambe le serie chiarisce chi sono i veri cattivi nell’universo
di Yellowstone. Mentre i fan di Yellowstone continuano a essere
divisi riguardo alle posizioni politiche del creatore della serie
Taylor Sheridan, non c’è dubbio che 1923 stia adattando la storia
oscura dell’America con rispetto e accuratezza.
Inoltre, 1923 potrebbe preparare
il terrenoper Teonna affinché assuma il cognome
Rainwater, il che significa che la serie potrebbe, ad un
certo punto, rivelare che Teonna è un’antenata del capo Thomas
Rainwater. Considerando ciò che Teonna ha già passato in 1923,
forse Angela Blue-Thunder aveva tutte le ragioni per rimproverare
brutalmente il capo dei Broken Rock per non aver fatto tutto il
possibile per cacciare gli intrusi dal loro territorio ancestrale
in Yellowstone.
Altre trame della serie
Yellowstone basate sulla vita reale
Nel complesso, l’intero franchise
di Yellowstone è fittizio, ma come la storia di Teonna, è
amplificato da ispirazioni tratte dalla vita reale. Questo risale
alla serie originale, in cui Yellowstone affrontava molte delle
lotte e delle minacce moderne che affliggono lo stile di vita dei
ranch. Tuttavia, attinge anche ad aspetti della vita reale, come il
ranch 6666 in Texas, spesso citato. Il ranch è considerato uno dei
più grandi del paese e il creatore di Yellowstone, Taylor Sheridan,
lo ha poi acquistato lui stesso.
Tuttavia,lo spin-off
di Yellowstone che ha il legame più stretto con la storia è
1883. Ambientato prima della timeline di Yellowstone, la
serie offre uno sguardo sulla dura realtà dei primi pionieri
durante l’espansione verso ovest dell’America alla fine del XIX
secolo. Molti dei pericoli affrontati, tra cui malattie, condizioni
di vita difficili e ladri, riflettono la brutalità di questo stile
di vita. Tuttavia,1883 presenta anche personaggi storici
reali, a differenza di1923.
Mentre i membri del cast
principale di 1883 interpretano personaggi di fantasia, alcuni
attori famosi compaiono in cameo nei panni di personaggi reali. Tra
questi c’è Billy Bob Thorton nel ruolo di Marshall Jim Courtright,
ispirato a Jim Courtright, sceriffo di Fort Worth dal 1876 al 1879.
Anche Tom
Hanks fa una breve apparizione nei panni del generale George
Meade, che ha svolto un ruolo cruciale nella battaglia di
Gettysburg e nella battaglia di Antietam.
Jennifer Carpenter, ex star di
Dexter, viaggerà nel tempo fino al 1923:
l’attrice è infatti l’ultimo nome che si è aggiunto all’elenco
delle puntate della seconda stagione della serie di successo di
Paramount+. Con un ruolo ricorrente, la
Carpenter interpreterà Mamie Fossett, un vice sceriffo
degli Stati Uniti duro come un chiodo e con i piedi per terra, che
non ha paura di sfondare le porte per notificare i mandati o di
trascinare un criminale a calci e urla nella prigione di campagna,
secondo quanto riportato da
Deadline. Ci aspettiamo che Mamie Fossett impugni
magistralmente una pistola e faccia vergognare alcuni di questi
uomini.
Dopo aver ricevuto il via libera
per la seconda stagione ben più di un anno fa, la serie prequel di
Yellowstone, diretta da
Harrison Ford e
Helen Mirren, si è avvicinata lentamente alla linea di
partenza della produzione. Come molti altri progetti, il secondo
episodio della produzione creata da Taylor Sheridan è stato fortemente
rallentato dallo sciopero degli sceneggiatori dello scorso anno, ma
ora le ruote stanno andando avanti e le telecamere hanno
ufficialmente iniziato a girare. Sia Harrison
Ford che
Helen Mirren torneranno nell’America dei primi anni
’20 per la seconda stagione di 1923,
insieme a molti altri protagonisti della prima stagione. Tra gli
altri membri del cast che potrebbero tornare ci sono
Brandon Sklenar, Julia Schlaepfer, Aminah Nieves, Jerome
Flynn, Isabel May, Darren Mann e Brian Geraghty.
Il primo gruppo di episodi ha
riportato indietro gli orologi di Yellowstone
e ha portato i lontani parenti dei Dutton nell’anno del titolo.
Insieme affrontano tutti gli alti e bassi che caratterizzano questo
difficile decennio della vita americana, tra cui siccità, pandemie
e gli ultimi anni del proibizionismo. Possiamo aspettarci che altri
drammi e perdite affliggano la famiglia Dutton mentre continuano a
mettere un piede davanti all’altro nella speranza di una vita
migliore per i loro figli e per i figli dei loro figli nella
seconda stagione.
Jennifer Carpenter torna in TV con
1923
È probabile che il pubblico
riconosca la Carpenter per il ruolo del tenente di
polizia Debra Morgan nella serie di successo di Showtime,
Dexter. Lì ha recitato al fianco di Michael C. Hall nel ruolo della sorella
dell’attore nello show su un serial killer che prende di mira
coloro che meritano la morte. In seguito, l’attrice ha ripreso il
suo ruolo nella serie 2022, di scarso successo e di breve durata,
Dexter: New Blood. Più recentemente, la Carpenter ha condotto
la serie thriller Ballistic, in cui ha interpretato un’agente
segreto che cerca di uscire da una situazione molto difficile dopo
una missione fallita.
L’attrice è apparsa di recente
anche in film come A Mouth Full of Air di Amy
Koppelman e negli ultimi anni ha svolto un’intensa
attività di doppiatrice in titoli come Mortal Kombat
Legends: Battle of the Realms e Batman: Gotham by
Gaslight.
È possibile recuperare la stagione
1 di 1923: tutti gli episodi sono attualmente
disponibili in streaming su Paramount+.
1923 in streamin è
disponibile sulle seguenti piattaforme:
L’attrice sta ufficialmente facendo
un passo indietro nel tempo. Oggi pomeriggio è stato annunciato che
Janet Montgomerysalirà a bordo del drama
1923
della Paramount+ per la prossima stagione 2 della
serie. La Montgomery assumerà il ruolo ricorrente di una donna
di nome Hillary, un nuovo personaggio “riflessivo” che nutre una
spiccata passione per la giustizia.
1923,prequel del popolare dramma neo-western
Yellowstone,
segue i membri della famiglia Dutton un secolo prima degli eventi
della serie originale. Proprio come i loro discendenti in
Yellowstone,
i Dutton del 1923 sono alle prese con le difficoltà della gestione
del loro ranch nel Montana, con alcuni importanti colpi di scena
storici, tra cui alcune feroci leggi del proibizionismo, una
terribile siccità e l’inizio della Grande Depressione. La storia
della famiglia Dutton e del suo ranch viene raccontata anche
attraverso una serie di altri prequel e spinoff di Yellowstone,
tra cui 1883
e le serie in sviluppo 1944, 6666e 2024.
Il casting della Montgomery per
1923 la metterà a fianco di star come Harrison Ford e Helen Mirren, che guidano la serie
rispettivamente nei panni di Jacob e Cara Dutton. La prima stagione
dello show ha visto anche la partecipazione di Brandon
Sklenar nel ruolo del nipote di Jacob e Cara, Spencer,
Jerome Flynn nel ruolo del principale avversario
dei Dutton , Banner Creighton, e Isabel
May nel ruolo della narratrice Elsa Dutton, personaggio
apparso anche nella serie prequel 1883. Oltre a
Montgomery, il cast della seconda stagione comprende l’ex star
di DexterJennifer Carpenter, che interpreterà un
vice sceriffo degli Stati Uniti “duro come una roccia” di nome
Mamie Fossett.
Cosa sappiamo della seconda
stagione di 1923?
Oltre a una serie di recenti
annunci di casting, non si sa molto della prossima stagione di
questo spinoff di Yellowstone. Sebbene la seconda stagione di
1923 sia stata rinnovata da Paramount+ prima ancora che il
finale della prima stagione arrivasse sugli schermi televisivi,
fattori imprevisti come lo sciopero della Writers’ Guild of America
del 2023 hanno posto alcuni ostacoli inaspettati alla produzione
della serie. La stagione, inoltre, non ha ancora ricevuto una
data ufficiale per la première su Paramount+, lasciando i fan in
gran parte all’oscuro di quando potranno rivedere i loro personaggi
preferiti alle prese con il ranch della famiglia Dutton.
Con i suoi film da regista o
sceneggiatore, come Sicario, Hell or High Water e
I segreti di Wind River,Taylor Sheridan ha negli anni
portato avanti brillanti riflessioni sul tema della moderna
frontiera americana. I suoi neo-western attingono infatti
ad un immaginario ormai noto a tutti raccontandolo però attraverso
sfumature inedite e profondamente attuali. Oltre che al cinema,
Sheridan ha esportato la sua visione a riguardo anche nella
serialità, dando vita nel 2018 alla serie Yellowstone, con
protagonista KevinCostner. Giunta oggi alla sua quinta stagione,
l’universo narrativo da questa raccontata è stato poi ampliato
grazie a due serie prequel: 1883, uscita
nel 2021, e 1923, disponibile su Paramount+ dal 12 febbraio.
Se nella serie madre si narrava
dell’attuale famiglia Dutton, e in 1883, interpretata
da Sam Elliott,
dei loro antenati e di come divennero proprietari di alcune vaste
terre nel territorio del Montana, in 1923 il racconto si
sposta ad una nuova generazione di Dutton, composta da
Jacob, Cara e i figli adottivi
Jack e Spencer. La serie li segue
nel bel mezzo di un periodo di forte difficoltà, tra
proibizionismo, siccità e le prime fasi della Grande Depressione,
che colpì il Montana molto prima del crollo del mercato azionario
del 1929. Ancora una volta le loro vicende diventano lo specchio di
una nazione che, in uno dei suoi momenti più bui, dovette trovare
la forza di non cedere e proteggere i propri confini.
Un western tra tradizione e contemporaneità
Con 1923 prosegue dunque la
saga famigliare di Sheridan, che assume sempre più la vastità e il
respiro di un vero e proprio racconto generazionale. Senza
considerare che sono in fase di sviluppo altre serie spin-off
ambientate in vari periodi del Novecento, già con queste tre serie
ad oggi distribuite la vicenda dei Dutton è ormai diventata
quantomai appassionante, complessa e ricca di acute riflessioni. Se
1883 aveva il sapore di un vero e proprio western
classico, tra cowboy, indiani, frontiere e scontri all’ultimo
sangue, e Yellowstone presenta invece un ovvio maggior
dialogo con la contemporaneità e i suoi canoni, 1923 si
presenta invece come una terra di mezzo, dove tradizione e
progresso coesistono più o meno pacificamente.
Ci sono anche qui cowboy, mandrie da
gestire, frontiere da proteggere, ma forte è anche quel desiderio
di ordine, istruzione e miglioramento esistenziale che porta con sé
un’atmosfera inedita in un contesto altrimenti ancora parzialmente
caratterizzato da una natura selvaggia. La serie sembra dunque
giocare in equilibrio tra questi poli opposti, fotografando un
momento di passaggio quantomai cruciale nella definizione e nella
direzione che gli Stati Uniti prenderanno per il resto del secolo.
Proprio tali elementi rendono 1923 particolarmente
affascinante, diversa dalle altre due serie dedicate ai Dutton. Nel
guardarla, si è confortati dal trovarsi di fronte ad un qualcosa
che è famigliare, ma allo stesso tempo si resta sorpresi nel
ritrovarvi tensioni sociali e culturali che sono proprie del nostro
tempo.
1923, Harrison Ford, Helen Mirren e i volti del
western
Al di là del discorso che vede
1923 essere un vero e proprio gioiello che si muove a metà
tra tradizione e contemporaneità, è innegabile che uno dei punti di
forza della serie siano proprio i due interpreti protagonisti.
Rispettivamente nei panni di Jacob e Cara Dutton, Harrison Ford ed
Helen Mirren sembrano
provenire proprio dal tempo in cui la serie è ambientata. I loro
volti scavati e provati si rivelano essere magnifici per il genere
di riferimento della serie, tanto da far talvolta pensare di star
guardando un prodotto televisivo del passato e non invece qualcosa
realizzato al giorno d’oggi. Neanche a dirlo, i due portano in
scena tutto il loro carisma e bastano piccoli gesti, parole o
movimenti del corpo per rubare l’attenzione a tutto il resto.
Sheridan scrive per loro dei
personaggi complessi, non degli eroi bensì esseri umani che, dopo
una vita di fatiche e violenza, sono semplicemente alla ricerca di
un po’ di quiete, nella quale poter vivere gli ultimi anni della
loro storia d’amore. E proprio questa ricerca di tranquillità è un
altro degli aspetti più affascinanti della serie, a cui dona un
ritmo pacato dentro al quale si trova il tempo di poter godere
degli splendidi paesaggi naturali e di stili di vita che oggi
appaiono particolarmente ammalianti, così lontani dalla frenesia
della contemporaneità. Dove c’è ricerca di tranquillità, però, c’è
anche la violenza pronta a spezzarla. Non a caso la serie si apre
con freddezza sulla fucilazione di un uomo e, poco dopo, di un
leone.
Questa prima stagione (una seconda è
già in lavorazione), composta da 8 episodi, si muove dunque su quei
labili confini dove è difficile stabilire dove finisca la
tradizione e inizi il progresso, dove la quiete lasci spazio alla
violenza. Proprio questa sua tensione tra più forze
rende 1923 un capitolo estremamente affascinante
e importante della saga concepita da Sheridan. In ultimo, è bene
sapere che certamente l’aver visto
Yellowstone e 1883 permette di
godere ancor di più di quanto si racconta in questo nuovo prequel,
ma la sua visione è possibile anche senza aver visto le prime due
serie. 1923 è infatti un epico racconto a sé,
forte della scrittura di Sheridan, delle interpretazioni dei suoi
protagonisti e dei suoi specifici temi portanti.
1923
debutterà domenica 18 dicembre negli Stati Uniti e in Canada e
lunedì 19 dicembre su Paramount+ nel Regno Unito e in
Australia. In Italia, 1923
debutterà su Paramount+ nel corso del
2023.
1923, la
trama
1923, il
nuovo capitolo della storia della famiglia Dutton, introdurrà una
nuova generazione di Dutton guidata dal patriarca Jacob (Ford) e
dalla matriarca Cara (Mirren). La serie esplorerà i primi anni del
XX secolo, quando pandemie, siccità storiche, la fine del
proibizionismo e la Grande Depressione affliggono l’Ovest montano e
i Dutton che lo chiamano casa.
Oltre a
Harrison Ford e
Helen Mirren, 1923 è interpretato anche da Darren Mann
(“Animal Kingdom”), Michelle Randolph (“A Snow White Christmas”),
James Badge Dale (“Hightown”), Marley Shelton (“Scream”), Brian
Geraghty (“Big Sky”), Aminah Nieves (“Blueberry”) e Jerome Flynn
(“Game of Thrones”).
Prodotto da MTV Entertainment
Studios, 101 Studios e Bosque Ranch Productions, 1923 è prodotto
esecutivamente da Taylor Sheridan, John Linson, Art Linson, David
C. Glasser, Ron Burkle, David Hutkin, Bob Yari e Ben Richardson.
1923 è l’ultima novità nel crescente programma di Sheridan su
Paramount+, che oltre a 1883 e MAYOR OF KINGSTOWN, comprende TULSA
KING e le prossime serie LIONESS e LAND MAN.
Arriva da
deadline la notizia che il cast di 1923 continua
a migliorare nell’universo di Yellowstone.
La Paramount+ ha annunciato oggi che
Helen Mirren e Harrison Ford reciteranno in 1932 (titolo
provvisorio), il prossimo capitolo della storia delle origini di
Dutton.
Lo streamer non ha offerto
ulteriori informazioni su chi interpreteranno Helen Mirren e Harrison Ford nella prossima serie
scritta sempre da Taylor Sheridan, tuttavia la piattaforma ha
annuciato che “la prossima storia introdurrà una nuova generazione
della famiglia Dutton ed esplorerà l’inizio del ventesimo secolo
quando pandemie, siccità storica, la fine del proibizionismo e
della Grande Depressione affliggono tutte le montagne a ovest e i
Dutton che la chiamano casa. La nuova serie tv arriverà a dicembre
ed è prodotto da MTV Entertainment Studios, 101 Studios e Bosque
Ranch Productions.
L’ultimo spin-off di Yellowstone arriva
sulla scia del 1883,
il prequel concepito come una miniserie unica con Tim
McGraw e Faith Hill nei panni di James e
Margaret Dutton. Il dramma interpretato anche da
Sam Elliott, LaMonica Garrett e Isabel May è diventato
il titolo più visto di sempre su Paramount+ a livello globale.
Nel frattempo, la serie avvincente
che ha dato inizio a tutto – Yellowstone, con Kevin Costner nei panni di John
Dutton – ha appena iniziato la produzione della quinta
stagione dopo una quarta
stagione si è chiusa con ascolti record. Ha attirato una media
di 11 milioni di spettatori totali e ha ottenuto le sue prime
nomination agli Screen Actors Guild Award e ai Producers Guild
Awards. Il repertorio di Sheridan alla Paramount+ include
anche Mayor of Kingstown e le prossime
serie Lioness, Tulsa
King, 1883: The Bass Reeves
Story e Land Ma.
Di cosa parla
1923?
Al di là della
notizia dell’esistenza dello spettacolo, sono stati rivelati ancora
pochissimi dettagli, con una sinossi pubblicata a maggio che
afferma semplicemente che il 1932 sarà una nuova
storia di origine che “introdurrà una nuova generazione della
famiglia Dutton ed esplorerà l’inizio del ventesimo secolo quando
pandemie, siccità storica, la fine del proibizionismo e la Grande
Depressione affliggono tutti la montagna occidentale e i Dutton che
la chiamano casa”.
Lo spettacolo
sarà prodotto da MTV Entertainment Studios e 101 Studios, che
producono anche Yellowstone e 1883 ,
così come il sindaco di Kingstown del creatore di
Yellowstone Taylor
Sheridan .
“Con la mente
brillante e la narrazione di talento di Taylor Sheridan, abbiamo
creato un mondo completamente nuovo da esplorare con
il 1883 espandendo Yellowstone e con il 1932
apriremo un nuovo capitolo in questo universo in rapida crescita”,
hanno affermato ViacomCBS Media Networks e MTV Il presidente e CEO
di Entertainment Studios Chris McCarthy.
Dove si inserisce
nel verso di Sheridan
Dal successo
di Yellowstone, il creatore Taylor Sheridan è
diventato un prolifico creatore, con 9 spettacoli attualmente in un
certo livello di sviluppo o produzione sotto l’ombrello della
Paramount, un elenco che lo stesso creatore definisce
“eccessivo”.
Insieme
al 1883, i cui piani futuri non sono chiari oltre
l’ordine di ulteriori episodi, e alla prossima quinta stagione
per Yellowstone, il 1932 si
unisce all’ancora misterioso (ma anche chiamato
numericamente) 6666, che le indicazioni suggeriscono
sarà uno spin-off contemporaneo
di Yellowstone piuttosto rispetto a un prequel
storico. Il progetto di Bass Reeves, precedentemente
annunciato, con David Oyelowo nel ruolo del maresciallo degli Stati
Uniti titolare, sembra essere stato
ribattezzato 1883: The Bass Reeves
Story, suggerendo che funzionerà anche come una serie
spin-off o sorella nell’universo
di Yellowstone .
Al di fuori del
mondo dei Dutton, Sheridan è anche uno showrunner
del Mayor of Kingstown con
Jeremy Renner , che è stato rinnovato
per una seconda stagione, Tulsa
King, un moderno dramma gangster con protagonista
Sylvester Stallone, e il thriller
di spionaggio guidato da Zoe
SaldañaLioness e un film drammatico sulla
compagnia petrolifera con Billy Bob Thornton
intitolato Land Man.
Il prequel di “Yellowstone”
di Taylor Sheridan1923
che ha come protagonisti Harrison Ford nei panni del patriarca
di Dutton Jacob e Helen Mirren nei panni della moglie di origine
irlandese Cara è stato rinnovato per una seconda stagione da
Paramount+. La serie segue la loro
generazione della famiglia Dutton mentre affrontano pandemie,
siccità e la fine dell’era del proibizionismo nel Montana degli
anni ’20.
1923
si è rivelato un successo fin dall’inizio, diventando la premiere
di Paramount+ più vista di tutti i tempi negli Stati Uniti con 7,4
milioni di spettatori. Ha anche ricevuto recensioni positive. Oltre
a Ford e Mirren, lo spettacolo è interpretato da Brandon
Sklenar, Darren Mann, Michelle Randolph, James Badge Dale, Marley
Shelton, Brian Geraghty, Aminah Nieves, Jerome Flynn e Julia
Schlaepfer. Robert Patrick, Sebastian Roché e
Kerry O’Malley sono i personaggi ricorrenti e le guest
star hanno incluso quest’anno volti del calibro di James
Badge Dale, Jennifer Ehle, Tim DeKay, Nick Boraine, Alexandra
Grossi, Michael Spears, Amelia Rico, Jessalyn Gilsig, Peter
Stormare e Jacques Schembri.
1923 è
prodotto da MTV Entertainment Studios, 101 Studios e Bosque Ranch
Productions, e prodotto dal co-creatore di “Yellowstone” Taylor Sheridan, David C. Glasser,
John Linson, Art Linson, Ron Burkle, David Hutkin, Bob Yari e Ben
Richardson.
La lista di show Paramount+ firmati da
Sheridan include anche altri prequel di “Yellowstone”
“1883”, “Mayor of Kingstown” e
“Tulsa King”. Ha tre spettacoli in fase di sviluppo:
“Bass Reeves“, “Lioness” e “Land Man”. “1923”
ritornerà con un nuovo episodio il 5 febbraio 2023.
1923 introduce una nuova generazione di Dutton
guidata dal patriarca Jacob (Ford) e dalla matriarca Cara (Mirren).
La serie esplora i primi anni del XX secolo, quando pandemie,
siccità storiche e la fine del proibizionismo affliggono le
montagne dell’Ovest e i Dutton che le chiamano casa. La prima
stagione di 1923 è interpretata anche da Brandon Sklenar,
Darren Mann, Michelle Randolph, James Badge Dale, Marley Shelton,
Brian Geraghty, Aminah Nieves, Jerome Flynn e Julia
Schlaepfer.
Prodotta da MTV Entertainment
Studios, 101 Studios e Bosque Ranch Productions, la serie è
prodotta dal co-creatore di “Yellowstone”
Taylor Sheridan, David C. Glasser, John Linson, Art Linson, Ron
Burkle, David Hutkin, Bob Yari e Ben Richardson. 1923 è l’ultima
aggiunta al crescente programma di Sheridan su Paramount+,
che comprende 1883, MAYOR OF KINGSTOWN, TULSA
KING e le prossime serie BASS REEVES, LIONESS e LAND MAN.
About Paramount+
Paramount+
è un servizio globale di streaming video digitale su abbonamento di
Paramount che offre una montagna di intrattenimento premium per il
pubblico di tutte le età. A livello internazionale, il servizio di
streaming offre una vasta libreria di serie originali, spettacoli
di successo e film popolari di ogni genere provenienti da marchi e
studi di produzione di fama mondiale, tra cui SHOWTIME®, CBS,
Comedy Central, MTV, Nickelodeon, Paramount Pictures e Smithsonian
Channel™, oltre a una robusta offerta di contenuti locali di prima
qualità. Il servizio è attualmente attivo negli Stati Uniti,
Canada, Regno Unito, Australia, America Latina, Caraibi, Austria,
Francia, Germania, Irlanda, Italia, Svizzera e Corea del Sud.
Lo spinoff di Yellowstone1923
è tornato per la sua seconda stagione nel 2025 e ha chiuso questo
capitolo del popolare franchise. Parte del franchise della famiglia
Dutton di Taylor Sheridan, iniziato con la storia del
ranch moderno di Yellowstone, 1923 è un prequel che si svolge nell’anno del
titolo. È anche un sequel del precedente spinoff di
Yellowstone, 1883. Questa
serie è interpretata da Harrison Ford e Helen Mirren nei panni di Jacob e Cara
Dutton, i capi di una precedente generazione di Dutton di
Yellowstone nell’epoca appena precedente la Grande
Depressione.
Come tutte le serie che ruotano
attorno al vasto
albero genealogico dei Dutton, 1923 è stata acclamata
dalla critica. La prima della serie ha addirittura battuto
il record di ascolti per un debutto su Paramount+, con 7,4 milioni di spettatori. La
prima stagione di 1923 si conclude con una tragedia, una
perdita e la possibilità che i Dutton perdano il loro ranch entro
l’anno. Questo ha posto le basi per una conclusione esplosiva nella
seconda stagione, e l’ultima stagione di 1923 non ha
deluso le aspettative.
1923 – Stagione 2 Accoglienza
della critica
Un finale di serie acclamato
dalla critica
Il franchise di Yellowstone
non ha mai faticato a ottenere punti dalla critica, ma
1923 stagione 2 ha superato le aspettative. Con un raro
punteggio del 100% su Rotten
Tomatoes, la seconda stagione è stata
particolarmente apprezzata per il suo fascino
cinematografico che eleva la televisione (via Indie Wire).
Il cast di1923 –
Stagione 2
Harrison Ford e Helen Mirren
sono tornati a recitare come protagonisti
La famiglia Dutton è tornata in
massa per la seconda stagione di 1923 e l’ensemble è stato
guidato ancora una volta da Harrison Ford nel ruolo di Jacob e Helen Mirren
in quello di Cara Dutton. Allo stesso modo, il viaggio giramondo di
Brandon Sklenar nel ruolo di Spencer è proseguito nella seconda
stagione, così come la straziante storia di Julia Schlaepfer nel
ruolo di Alex. Jerome Flynn ha ripreso il ruolo del perfido Banner
Creighton ed è stato affiancato dal Whitfield di Timothy
Dalton.
Il cast della seconda stagione è
cresciuto con l’aggiunta di Jennifer Carpenter, attrice di
Dexter , nel ruolo di Mamie Fossett. Allo stesso
modo, la star di New Amsterdam Janet Montgomery ha
interpretato il ruolo di Hilary, una donna che cerca disperatamente
di scoprire e denunciare le ingiustizie. Andy Dispensa è stato
scelto per il ruolo di Luca, un giovane che lavora nella sala
macchine di una nave mercantile.
1923 Stagione 2 Trailer
Guarda i trailer della seconda
stagione qui sotto
Per annunciare la data di uscita
dello show nel febbraio 2025, Paramount+ ha diffuso un paio di
teaser per la seconda stagione di 1923 nel dicembre 2024.
Gli annunci, della durata di 15 secondi, hanno essenzialmente lo
stesso scopo e illustrano il pericolo che è stato messo in scena
nel finale della prima stagione. Il primo teaser è narrato da Spencer che
parla della sua necessità di tornare a casa per aiutare la sua
famiglia, mentre il secondo è narrato da Jacob, che
menziona che lo stile di vita della sua famiglia è sotto
attacco.
Dopo che i primi teaser avevano
offerto un breve assaggio della seconda stagione di del
1923, Paramount+ ha rilasciato un trailer ancora più lungo nel
dicembre 2024. L’ultimo teaser, che riprende molte delle
scene precedenti, mette in evidenza la violenza che sta esplodendo
nel ranch dei Dutton. La crociata di Whitfield per il denaro
comporta diverse azioni sgradevoli che portano persino Banner
Creighton a dubitare delle motivazioni del suo nuovo capo. Infine,
Spencer Dutton riesce apparentemente a tornare negli Stati Uniti
per aiutare la sua famiglia a combattere gli invasori.
Dopo una serie di teaser, Paramount+
ha finalmente rivelato il trailer completo della seconda
stagione di 1923 nel gennaio 2025. Il trailer, ricco di
azione, si apre con Donald Whitfield che espone il suo piano per
impadronirsi delle terre dei Dutton al fine di trasformare il
Montana in un paradiso per i suoi ricchi compari. Banner Creighton
viene incaricato di fare da assassino per impedire a Spencer di
tornare a casa per aiutare i suoi genitori a difendere la
concessione di famiglia, e anche il rapimento di Alexandra è ancora
irrisolto. Tutto questo si aggiunge a una seconda stagione
esplosiva.
1923 Stagione 2 – Finale e
Spoiler
Il fatto che i Dutton abbiano
salvato il ranch e che una parte del finale sia stata necessaria
per la realizzazione di Yellowstone non è davvero
sconvolgente.
Dopo aver avuto solo due stagioni
per raccontare la sua storia, il
finale di 1923 è stato sorprendentemente
ricco. C’è stata una raffica di azione, che ci si aspettava, ma
sono stati i colpi di scena, le svolte e i destini
sorprendenti dei personaggi secondari a rendere la visione più
piacevole. Il fatto che i Dutton abbiano salvato il ranch
e che una parte del finale sia dovuta accadere perché
Yellowstone avesse luogo non è poi così sconvolgente.
Tuttavia, il finale ha anche delineato in modo intelligente le vite
dei personaggi rimanenti, includendo molti dettagli fino a punti
precedenti della linea temporale.
L’epico finale della seconda
stagione di 1923
ha riportato Spencer Dutton (Brandon Sklenar) a casa, finalmente,
per combattere per il Dutton Ranch di Yellowstone. Dopo un lungo e faticoso viaggio
verso il Montana, Spencer si è inaspettatamente riunito alla
moglie, Alexandra Dutton (Julia Schlaepfer), rimasta bloccata e
morta di freddo nel brutale inverno del Montana mentre il treno di
Spencer passava. Nel frattempo, Jacob Dutton (Harrison Ford) attendeva Spencer a Livingston,
così come gli uomini che Donald Whitfield (Timothy Dalton) aveva
inviato per uccidere Spencer.
Nel Dutton Ranch di Yellowstone
arrivano ondate di sicari di Whitfield per uccidere
tutti.
Cara Dutton (Helen
Mirren), Zane Davis (Brian Geraghty) ed Elizabeth Strafford
(Michelle Randolph) prendono posizione e difendono il Dutton lodge
insieme ai cowboy di Yellowstone. A migliaia di chilometri di
distanza, in Oklahoma, Teonna Rainwater (Aminah Nieves) ha
affrontato la giustizia mentre lo sceriffo Mamie Fossett (Jennifer
Carpenter) indagava sulla morte dello sceriffo Kent (Jamie McShane)
e di Padre Renaud (Sebastian Roche).
La seconda stagione di1923, composta da sette episodi, si è conclusa con
un finale di due ore che è stato essenzialmente un film per la TV.
Con una posta in gioco altissima, grandi emozioni, un amore vero,
una tragedia straziante e numerosi collegamenti con l’intera serie
di Yellowstone, ecco tutti gli eventi più
importanti dell’emozionante ed emotivamente coinvolgente
conclusione di1923.
Spencer Dutton vince la guerra
per Yellowstone e uccide Donald Whitfield
Spencer eredita il ranch di
Yellowstone
Spencer Dutton è stato davvero
l’artefice della differenza che suo zio Jacob e sua zia Cara
speravano che fosse nella guerra per salvare lo Yellowstone da
Donald Whitfield. Quando il treno di Spencer arriva a Livingston,
nel Montana, lui, Jacob e lo sceriffo William McDowell (Robert
Patrick) vengono immediatamente attaccati dai sicari di Whitfield.
Con l’aiuto sorprendente di Banner Creighton (Jerome Flynn),
i ragazzi Dutton uccidono i loro nemici. Sebbene
Jacob e McDowell siano stati feriti nel fuoco incrociato, nessuno
dei due è morto nello scontro.
Dopo che Jacob accompagnò Alex
all’ospedale di Bozeman, Spencer prese il comando dei cowboy di
Yellowstone e salvò il ranch dei Dutton. Spencer eliminò
personalmente il delinquente armato di mitragliatrice di Whitfield
e assaltò la baita, facendo saltare in aria gli altri nemici che il
fucile a canne mozze di Cara e i fucili a pompa di Zane ed
Elizabeth non erano riusciti a uccidere. Grazie a Spencer,
lo Yellowstone era al sicuro. E Spencer è tornato per
sempre, subentrando agli zii nella gestione dello Yellowstone, con
alle spalle i suoi giorni da cacciatore di leoni in Africa.
Alex muore tragicamente dopo
aver dato alla luce John Dutton II
Risolto il mistero del nonno di
Kevin Costner a Yellowstone
Alexandra Dutton ha passato circa
due giorni a lottare contro la morte per congelamento come i suoi
amici, Paul (Augustus Prew) e Hillary (Janet Montgomery). Quando
Spencer ha salvato Alex e l’ha fatta salire sul treno, le sue mani
e i suoi piedi erano irrimediabilmente congelati. All’ospedale di
Bozeman, Alex viene indotta a partorire il figlio, che viene
chiamato John. È la nascita di John Dutton II, che
sarà interpretato in età avanzata da Dabney Coleman in
Yellowstone ed è il padre di John Dutton III (Kevin Costner).
La nascita di John Dutton II
conferma Spencer Dutton come il nonno di cui parlava John Dutton
III nella quarta stagione di Yellowstone.
Alex ha rifiutato l’intervento
chirurgico per l’amputazione delle mani e dei piedi, scegliendo
invece di allattare il piccolo John e di dargli una possibilità di
vita. Spencer è stato al fianco della moglie tutta la notte mentre
Alex moriva nel sonno per congelamento. Nonostante
tutte le cose terribili che Alex ha sopportato nel
1923, non è riuscita a sopravvivere alla stagione
delle uccisioni dell’inverno del Montana, ma Alex si è accontentata
di riunirsi a Spencer un’ultima volta. Alex ha rinunciato alla
propria vita per il figlio neonato, come farebbe una madre. Dopo la
morte di Alex, Cara si è presa cura del piccolo John, mentre
Spencer e Jacob hanno terminato la loro guerra contro “l’uomo
che ha ucciso la moglie di [Spencer]”.
Spencer e Jacob mettono fine a
Donald Whitfield
Anche Lindy ottiene la sua
giusta ricompensa
La fine di Donald Whitfield è stata
pura giustizia vigilante del Vecchio West. Mentre Donald stava
cenando con la sua protetta sociopatica, Lindy (Madison Elise
Rogers), e la loro nuova vittima, Mabel (Virginia Gardner), Spencer
e Jacob hanno fatto irruzione nella villa di Whitfield e gli hanno
sparato. I Dutton sparano anche a Lindy. Nonostante le minacce di
Whitfield di non farla franca con un vero e proprio omicidio,
Spencer uccide Donald con un colpo alla testa.
Dopo aver liberato Mabel, Spencer e Jacob bruciano la villa di
Whitfield.
La minaccia di Donald Whitfield fu
stroncata direttamente dalle armi dei Dutton, ma il 1923
avvertì profeticamente che Whitfield era “
solo il primo”ricco criminale
che avrebbe cercato di impadronirsi delle terre dei
Dutton.
In effetti, John Dutton III dovette
affrontare diversi nemici di questo tipo a Yellowstone. Donald
Whitfield, che progettava di costruire e trarre profitto dai resort
nella Paradise Valley, creò il precedente che avrebbe perseguitato
i Dutton per un altro secolo. Whitfield scoprì anche la famigerata
“Stazione ferroviaria” diYellowstone, di cui i Dutton dovevano
ancora venire a conoscenza nel 1923.
Elizabeth Strafford seppellisce
Jack Dutton e lascia Yellowstone
Elizabeth Strafford era ben
consapevole della scomparsa del marito, Jack Dutton (Darren Mann),
e si accorse che Jack non era con Spencer e i suoi uomini quando
arrivarono al rifugio di Yellowstone. Dopo che Cara ha ordinato ai
suoi uomini di seguire le tracce di Jack fino a Livingston, hanno
trovato il giovane Dutton dove i mercenari di Donald Whitfield
avevano lasciato il corpo di Jack. Jack fu riportato a casa
e sepolto nel cimitero di famiglia dei Dutton insieme ad Alex
Dutton, in un funerale a cui parteciparono la famiglia e i
suoi alleati.
Come aveva pianificato durante
l’inesorabile inverno del Montana, Elizabeth lasciò il
Montana e tornò a Boston alla fine del 1923.
Quando Elizabeth dice che amerà sempre Jack, Cara risponde
bruscamente: “No, non lo amerai”, e spiega che Elizabeth
avrebbe superato la sua vita perduta allo Yellowstone. Tuttavia,
Elizabeth è incinta del figlio di Jack, quindi sarà sempre legata
ai Dutton e allo Yellowstone.
Banner Creighton muore dopo
essersi rivoltato contro Whitfield
Banner Creighton ha guardato nel
profondo della sua anima e ha cambiato idea. Riconoscendo le cose
terribili che ha fatto, Banner ha visto la vera malvagità
in Donald Whitfield e ha deciso che non poteva più lavorare per un
uomo del genere ed essere un modello per il suo stesso
figlio. Banner decide di fare le valigie con la famiglia e di
prendere il treno per Portland. Tuttavia, Jacob Dutton non credeva
che Banner, che aveva iniziato la violenza contro lo Yellowstone
nella
stagione 1 del 1923, fosse sincero.
Banner morì da uomo migliore
di quello che aveva iniziato nel 1923.
Alla fine, Creighton si
dimostrò all’altezza salvando la vita a Jacob durante la
sparatoria scoppiata al deposito dei treni. Sebbene Banner sia
stato colpito mortalmente, ha dato prova di sé a Jacob ed è morto
redento. In cambio, Jacob diede a Creighton la sua parola che si
sarebbe assicurato che la moglie e il figlio di Banner salissero
sul treno per Portland. La morte di Creighton fu la sua vendetta,
ma Banner morì come un uomo migliore di quello che aveva iniziato
nel 1923.
Teonna Rainwater termina il 1923
senza accuse di omicidio
Dopo aver cercato di sfuggire allo
sceriffo Mamie Fossett e aver ucciso uno dei suoi vice, Teonna
Rainwater è stata finalmente arrestata. Ma dopo aver ascoltato la
sua tragica storia di stupri e abusi da parte di preti e suore nel
collegio degli Indiani d’America in North Dakota, Fossett
decise di parlare a favore della Rainwater durante
l’udienza in Oklahoma. Fortunatamente per Teonna, il giudice non
capì perché Teonna fosse processata nel suo Stato invece che nel
Nord Dakota, e respinse le accuse di Rainwater.
Teonna Rainwater finisce il
1923 da donna libera, anche se la sua lotta per sfuggire a
Padre Renaud “le è costata tutto”. Lo sceriffo Fossett e
il suo simpatico vice nativo danno a Teonna un cavallo e le
consigliano di partire e iniziare una nuova vita, suggerendo la
California. La saga di Teonna Rainwater del 1923 era una
storia separata all’interno di una storia che non si
collegava mai ai Dutton nel Montana. L’esatta relazione di
Teonna con Thomas Rainwater (Gil Birmingham) a Yellowstone
è ancora da stabilire.
Che cosa succede a Spencer,
Jacob, Cara e John Dutton II quando finisce il 1923?
Come Jacob e Cara hanno sempre
sperato, Spencer Dutton assume la gestione del ranch di
Yellowstone. Questo permette a Jacob, che ha 80 anni, di
“andare in pensione” e di occuparsi del piccolo John
accanto a Cara. La narrazione onnisciente di Elsa Dutton (Isabel
May) spiega cosa è successo a Spencer nei 45 anni
successivi:
Spencer non si è mai risposato. Si consolò con una vedova e
fece un altro figlio, rifiutandosi di sposarla. E un giorno la
vedova se ne andò. Per Spencer, la memoria non si è affievolita,
non si è sfilacciata e non si è spenta. Neanche uno. Alexandra
Dutton nacque il giorno del pesce d’aprile del 1901
nell’Oxfordshire, in Inghilterra, e morì il 29 marzo 1924. Quando
la vecchiaia lo privò dei suoi ricordi, chiuse semplicemente gli
occhi e ne sognò di nuovi. E 45 anni dopo, il mio giovane fratello
la raggiunse.
Gli ultimi momenti
di1923includono un
salto temporale al 1969, dove l’ottantenne Spencer (che
zoppica con una protesi alla gamba) muore accanto alla tomba di
Alex. 1923 offre aAlex e Spencerun finale
alla Titanic , dove la giovane coppia si riunisce nella
grande sala da ballo del transatlantico; il loro paradiso dove il
destino crudele non li ha mai separati. Alex rimprovera persino
Spencer: “Perché ci hai messo tanto?”. Nella morte,
Spencer e Alex ottengono il lieto fine che era stato loro negato in
vita. Alex, il vero amore di Spencer, è sempre stato il suo sogno e
il suo ricordo.
Come il finale del 1923
prepara il prequel di Yellowstone del 1944 di Taylor
Sheridan
Il prossimo prequel
diYellowstonedi
Taylor Sheridan sarà1944, che continuerà la
saga della famiglia Dutton nell’era della Seconda Guerra Mondiale.
Il finale del 1923 ha messo a posto diversi tasselli per
il 1944, tra cui la nascita di John Dutton II. Il bambino
miracoloso di Spencer e Alex avrà 20 anni nel 1944. John potrebbe
combattere nella Seconda Guerra Mondiale e tornare a casa a
Yellowstone. Inoltre, il prossimo ricco uomo d’affari nemico dei
Dutton seguirà sicuramente la scia di Donald Whitfield.
Inoltre, il figlio di Elizabeth
Strafford con Jack Dutton sarà poco più giovane di John nel
1944. Forse lo spinoff potrebbe vedere il figlio di
Elizabeth tornare nel Montana e nel ranch del loro defunto padre.
Mentre il Jacob di Harrison Ford e la Cara di Helen Mirren probabilmente non vivranno fino al
1944,non è chiaro se Brandon Sklenar tornerà a
interpretare Spencer Dutton con 20 anni in più, o se
Spencer verrà reinterpretato. L’epoca della Seconda Guerra Mondiale
viene solitamente definita “La Grande Generazione” e il
1944 potrebbe introdurre la “più grande generazione” di
Dutton.
Il finale di 1923 ha
riscattato le polemiche della seconda stagione?
Il finale di due ore della serie
1923, “Un sogno e un ricordo”, ha portato alla guerra a
colpi di pistola per lo Yellowstone che il pubblico desiderava – e
che si aspettava da sempre – dalla seconda stagione di
1923 . Invece, 1923 stagione 2 si è presa il suo
tempo e ha raccontato una storia diversa sui viaggi separati e
tumultuosi di Spencer e Alex verso il Montana, mentre Cara, Jacob,
Jack ed Elizabeth aspettavano il prodigo Dutton durante ilcrudele inverno delMontana.
Gli spettatori frustrati hanno pensato che la seconda
stagione di1923fosse
una falsa vendita rispetto all’azione emozionante promessa
dal finale della prima stagione di 1923.
Il finale della stagione 1923
ha mantenuto ciò che il pubblico sperava che l’intera stagione
fosse.
È chiaro che Taylor Sheridan non
pensava che la guerra per lo Yellowstone potesse reggere tutta la
stagione 1923 e, infatti, la violenza e lo spargimento di
sangue durarono solo l’ultima ora del finale. Il piano di Sheridan
per la stagione 1923 era incentrato sugli amanti
incrociati Spencer e Alex, che non erano destinati a una vita
felice insieme, con la morte di Alex che riecheggiava la tragedia
della morte di Elsa alla fine del 1883. Il finale della
seconda stagione di 1923 è stato quello
che il pubblico sperava fosse l’argomento dell’intera stagione, ma
almeno Taylor Sheridan ha lasciato il meglio per ultimo.
Il trailer ufficiale della seconda
stagione di 1923 prepara
una battaglia esplosiva per il ranch dei Dutton. In arrivo a
febbraio su Paramount+, il prequel di Yellowstone
continuerà la storia della famiglia di Jacob (Harrison Ford) e Cara Dutton
(Helen Mirren) in lotta per la loro
terra. La serie ha debuttato proprio alla fine del 2022, il che ha
comportato una lunga attesa per i nuovi episodi. È già stato
confermato che la
seconda stagione di 1923 chiuderà la serie, che funge
anche da sequel di 1883.
A poco più di un mese dalla
première, Paramount+ ha
pubblicato il trailer completo della seconda stagione
di1923, dopo che diversi teaser più brevi
avevano anticipato i conflitti. Con una durata di quasi due minuti,
il trailer annuncia la continuazione delle principali trame dello
show, tra cui i piani di Donald Whitfield (Timothy Dalton) per
conquistare la terra dei Dutton e il difficile viaggio di Spencer
(Brandon Sklenar) verso casa. Guardate il video qui sotto:
Cosa significa questo trailer
per la seconda stagione di 1923
Nel trailer di 1923 sono
presenti due storie principali: Il viaggio di Spencer verso casa e
la minaccia incombente di Whitfield. Nella prima stagione, Cara ha
raggiunto Spencer e lo ha implorato di tornare nel Montana,
mettendolo su un sentiero insidioso che non è ancora stato risolto.
Poiché Spencer arriva dall’Africa, il viaggio era destinato a
essere difficile, ma il suo ritorno è ulteriormente
complicato dalla sua relazione con Alexandra (Julia
Schlaepfer). Spencer e Alex si sono sposati nella prima stagione,
ma sono stati separati dall’ex fidanzato di lei nel finale.
Il trailer della seconda stagione
non mostra il loro ricongiungimento, ma conferma che hanno molti
altri ostacoli davanti a loro. Ad esempio, Alex viene avvistata
mentre viene afferrata alle spalle da un uomo misterioso, mentre
Spencer è consapevole di non avere più tempo per tornare a casa.
Nel Montana, i Dutton devono affrontare la crescente
presenza di Whitfield. Whitfield intende trasformare la
zona in“un parco giochi per l’élite”. In base al filmato,
è chiaro che la battaglia per il ranch costringerà i personaggi
principali del 1923 in posizioni difficili; a un certo
punto, Cara viene mostrata mentre si lamenta delle cose che ha
fatto per lei.
Affidarsi alla razionalità è, tra i
tanti, anche un modo di poter controllare in modo logico quanto ci
circonda. Se tutto può essere spiegato, allora tutto può essere
riportato sotto la propria autorità. Eppure, il mondo e la realtà
non smettono di ricordardi che ci sono eventi che sfuggono alle
leggi della razionalità. Si entra in quel caso in un vortice dove
non si ha più alcun controllo e tutto è possibile. Da sempre il
cinema cerca di indagare tale confine, con storie che ritraggono
l’eterno conflitto tra queste due forze. Un titolo particolarmente
interessante a riguardo è 1921 – Il mistero di
Rookford(qui la recensione).
Uscito nel 2011, questo è scritto e
diretto da Nick Murphy, autore di diverse serie TV
e qui al suo primo lungometraggio. Muovendosi tra thriller e film
dell’orrore, questo porta lo spettatore a confrontarsi con
personaggi che vedono ciò che hanno bisogno di vedere. Un bisogno,
questo, che li porta ad oltrepassare in più occasioni il confine
tra razionalità e irrazionalità, mettendo in discussione tuttò ciò
che credono di sapere. 1921 – Il mistero di Rookford
destabilizza dunque lo spettatore portandolo a confrontarsi eventi
che hanno bisogno di più punti di vista per essere compresi.
Nonostante tali elementi e un cast
di richiamo, il film non si è però affermato come un particolare
successo, passando dunque quasi inosservato. A distanza di un
decennio dalla sua uscita è però un titolo da riscoprire,
specialmente per quanti sono appassionati di thriller
soprannaturali che giocano con la mente dello spettatore. Prima di
intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile
approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo.
Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare
ulteriori dettagli relativi alla trama e al
cast di attori. Infine, si elencheranno anche le
principali piattaforme streaming contenenti il
film nel proprio catalogo.
1921 – Il mistero di Rookford: la
trama del film
La vicenda del film è ambientata nel
1921, ed ha per protagonista Florence Cathcart,
strenua sostenitrice del razionale. Grazie ai suoi metodi
inconfutabili, la donna si impegna a smascherare gli impostori che
approfittano della suggestione e della superstizione del popolo
della Gran Bretagna per i propri loschi affari. Un nuovo caso le si
presenta quando un ragazzo muore improvvisamente nel collegio di
Rookford. La governante Maud incarica dunque
Florence di indagare sul caso, al fine di sfatare le voci che
vogliono il luogo come infestato da fantasmi. Grazie ai suoi metodi
scientifici all’avanguardia, la donna arriva effettivamente a
scoprire che il ragazzo sembra essere morto per cause naturali.
Dal momento che il caso sembra
risolto, Florence può dunque lasciare l’istituto. Prima che possa
farlo, però, una serie di fenomeni inspiegabili la persuadono a
continuare le sue ricerche. A Rookford, infatti, sembra celarsi un
segreto riguardante il passato di Florence, da tempo rimosso dalla
sua memoria poiché troppo drammatico e traumatico. L’oscura
presenza che abita il collegio decide di palesarsi per spingere la
donna a compiere un doloroso tuffo nel passato. Guidata dal
fantasma Tom, Florence si trova a dover
abbandonare tutta la sua razionalità ed aprirsi all’ignoto e al
sovrannaturale. Qualcosa di spaventoso è avvenuto tempo addietro in
quel luogo e sembra essere pronto a verificarsi di nuovo.
1921 – Il mistero di Rookford: il cast del film
Nel ruolo della protagonista
Florence Cathcart vi è l’attrice Rebecca Hall, nota in
particolare per film come The Prestige, The Town e
Vicky Cristina Barcelona.
Affascinata dal racconto e dalle tematiche in esso presenti, la
Hall si è da subito dichiarata disponibile a recitare in questo.
Per prepararsi al ruolo, ha approfondito il mondo del paranormale e
le ricerche condotte a riguardo. L’attrice ha inoltre affermato di
aver visto diversi film simili per calarsi meglio nell’atmosfera.
Per la sua intensa interpretazione, ha poi ricevuto una nomination
come miglior attrice ai British Independent Film Awards. Accanto a
lei, nel ruolo del fantasma Tom vi è invece l’attore Isaac
Hempstead-Wright.
La direttrice del collegio, Maud
Hillm, è interpretata dalla celebre Imelda
Staunton, tra le più acclamate attrici britanniche e nota
ai più per il personaggio di Dolores Umbridge nella saga di
Harry Potter. Dominic West,
celebre per essere stato Jimmy McNulty nella serie The
Wire, è qui presente nel ruolo di Robert Mallory, l’insegnante
che si rivolge a Florencer per risolvere il caso del collegio.
Joseph Mawle, interprete di Benjen Stark in
Il Trono di Spade, è invece il
misterioso giardiniere Edward Judd. Nel fil sono poi presenti
Shaun Dooley nel ruolo di Malcolm McNair,
Diana Kent in quello di Harriet Cathcart e
Richard Durden nei panni di Alexander
Carthcart.
1921 – Il mistero di Rookford: la
spiegazione del finale
Volgendo verso la conclusione, il
film rivela i segreti fino a quel momento nascosti alla
protagonista. Il fantasma del bambino che Florence sola sembra
poter vedere le racconta infatti un episodio del loro passato che
li lega e che la donna aveva rimosso. I due, infatti, sono
fratelli, in quanto il bambino era il figlio illegittimo del padre
di Florence. Quando la madre della ragazza scoprì la cosa, l’uomo
impazzì uccidendo il piccolo, la donna e poi sé stesso. L’anziana
Maud era dunque la balia di Florence, che l’ha cresciuta fino a
quando non è stata adottata. Maud, ora, desidera riunirsi al
piccolo Tom bevendo del veleno, che offre anche a Florence.
Fortunatamente, il bambino impedisce che la protagonista possa
assumerlo, salvandole così la vita.
Il finale si presenta però come
piuttosto ambiguo. Per certi aspetti, Florence sembra non essersi
salvata ed essere invece morta per l’ingerimento del veleno. Il
regista e la Hall, tuttavia, hanno scartato questa versione
preferendo inserire una serie di indizi che lasciano intendere di
come Florence sia invece sopravvissuta e possa continuare la
propria vita avendo elaborato il trauma che si portava dietro da
tempo. Per il regista, infatti, il sopravvivere della protagonista
è la prova di come spesso vedere ciò che si desidera vedere possa
essere una forza che spinge anche a superare i momenti più
complessi e dolorosi.
1921 – Il mistero di Rookford: il
trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire del film grazie
alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. 1921 – Il mistero di
Rookford è infatti disponibile nei cataloghi di
Chili e Mediaset Play. Per vederlo, una volta
scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo
film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È
bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite
temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente
nel palinsesto televisivo di venerdì 6 agosto alle
ore 21:00 sul canale Iris.