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18/01/02 – 18/01/12: dieci anni di Signore degli Anelli

18/01/02 – 18/01/12: dieci anni di Signore degli Anelli

Dieci anni fa usciva al cinema Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello, e il mondo del cinema cambiò per sempre. Il più bel romanzo del ‘900 trovava finalmente una trasposizione cinematografica degna e invadeva milioni di immaginari individuali, fino a formare un immenso, straordinario immaginario collettivo, come era successo prima solo per Star Wars, e per Harry Potter dopo.

“New Line Cinema presenta”  ed è cominciato il viaggio. La profonda voce di Cate Blanchett/Galadriel ci annunciava con solennità e inquietudine che il mondo era in procinto di cambiare e così è stato. Qualcuno riesce ad immaginare il cinema di oggi senza il Signore degli Anelli? Quella ormai tanto abusata motion capture che ha irretito tanti registi non è forse nata per dare corpo a Gollum? Le epiche scene di battaglia del fosso di Helm non riecheggiano nella mente di tutti quelli che guardano un qualsiasi film fantasy? Il Signore degli Anelli ha ridato vita al genere al cinema e l’ha trasformato in un vero must per le industrie cinematografiche di tutto il mondo, ha creato una realtà economica impressionante, ha dato lavoro a moltissimi esperti di special effect, ha fatto sognare gli appassionati di Tolkien, conciliando forse per la prima volta i nerd del romanzo con la trasposizione cinematografica del proprio libro di culto.

Molto di quello che oggi ci sembra normale al cinema non ci sarebbe stato senza la grande visione di Peter Jackson e anche se l’evoluzione naturale del mezzo cinema avesse apportato ugualmente i suoi cambiamenti, non avremmo conosciuto forse mai i tantissimi volti che ora riconosciamo come amici, attori che hanno visto la fama mondiale solo grazie a questo film. Da quelli già grandi, come Cate Blanchet, Ian McKellen, Ian Holm, Hugo Weaving, Christopher Lee, a quelli che si sono affacciati al cinema proprio con questa trilogia come prima esperienza (vedi Orlando Bloom o Dominic Monaghan), a quelli che aspettavano solo il ruolo importante per balzare agli occhi di tutto il mondo (Elijah Wood, Viggo Mortensen, Sean Astin). Ognuno di loro ha lasciato un’impronta nel cinema, e sicuramente in ognuno di loro il Signore degli Anelli ha lasciato un segno profondo.

Signore degli Anelli

E pensare che tutto è partito da un rischio incredibile che Peter Jackson si è assunto in prima persona, lui che era noto ‘solo’ per i suoi film splatter/horror ha messo in piedi una produzione neozelandese (!) ed ha creato una delle riduzioni da romanzo migliore se non di sempre, sicuramente degli ultimi 10 anni, conquistando non solo il pubblico, ma anche la critica e soprattutto il prestigio degli Academy Awards: ben 11 per Il Ritorno del Re, come Titanic e Via col Vento, ma su 11 nomination! Non si vuole qui celebrare una trilogia a discapito di molte altre che pure meritano rispetto, ma a tutti i fan di Harry Potter, di Game of Thrones e di tutte quelle saghe e film fantasy che negli ultimi 10 anni hanno proliferato si vuole dire: guardatevi indietro e ringraziate Jackson, e tutti quelli che con lui hanno creduto che un’operazione del genere fosse possibile. Tre film girati in contemporanea, 18 mesi ininterrotti di riprese, comparse, trucchi, costumi, scene, set naturali, modellini in scala e pagine e pagine di sceneggiatura.

A tutti gli adolescenti che hanno aspettato l’ultimo Harry Potter con ansia diciamo che le lacrime a l’attesa per Il Ritorno del Re sono state altrettanto sentite e copiose, a tutti i fan di Steven Spielberg che osannano il suo lavoro in Tin Tin chiediamo di guardare Gollum e di come la tecnologia da allora si sia evoluta, ma sempre da quel punto sia partita, a tutti quelli che non vedono l’ora che arrivi l’1 di Aprile per vedere la seconda stagione di Game of Thrones facciamo notare che il protagonista Sean Bean è e sarà sempre prima di tutto Boromir. Con questo non si sta dicendo bene di qualcosa per screditarne altre, si vuole solo ricordare e ringraziare chi ha reso possibile che questo progetto finisse sul grande schermo, grazie a chi ha ridato vita al fantasy al cinema, infine grazie a chi ha contribuito a fare de Il Signore degli Anelli un punto fondamentale per la storia del cinema. Con emozione e gratitudine grazie per questi di anni di Terra di Mezzo!

18 titoli per la categoria miglior film d’animazione agli Oscar 2012!

Ben 18 titoli in lizza per il posto nella categoria di miglior film d’animazione agli Academy Awards 2012. Alcuni di loro non sono ancora neanche usciti negli USA. Quindi questa lista potrebbe subire variazioni ma con tutta probabilità rimarrà invariata. 

18 Regali: trailer con Vittoria Puccini e Eduardo Leo

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18 Regali: trailer con Vittoria Puccini e Eduardo Leo

Lucky Red ha diffuso il primo trailer ufficiale di 18 Regali, ispirato alla straordinaria storia di Elisa Girotto, la donna che ha commosso il mondo lasciando 18 regali per i futuri compleanni della figlia quando ha scoperto di avere poco tempo per vederla crescere.

18 Regali il nuovo emozionante film, ispirato alla storia vera di una donna che con un immenso gesto d’amore trova il modo per sconfiggere l’ineluttabilità del destino e restare accanto alla figlia durante la sua crescita.  Grazie alla magia del cinema è possibile far convergere passato e futuro, mettendo in scena l’incontro tra madre e figlia. Il film celebra la vita e la potenza dell’amore di una madre che con grande coraggio e determinazione riesce a superare ogni confine.

La trama del film 18 Regali

Come ogni anno Alessio (Edoardo Leo) consegna alla figlia Anna (Benedetta Porcaroli) un regalo lasciatole da Elisa (Vittoria Puccini).

È il giorno del diciottesimo compleanno di Anna e da scartare le rimane l’ultimo regalo, ma un desiderio di ribellione e un senso di vuoto incolmabile la spingono a scappare dalla festa organizzata dal padre. Si ritrova a vagare di notte in mezzo alla strada e una macchina, non vedendola, la investe. Al suo risveglio Anna si ritrova faccia a faccia con la madre che non ha mai conosciuto. Il destino le regala così l’occasione di conoscere Elisa, e farsi conoscere a sua volta, in uno straordinario viaggio ricco di emozioni e speranza.

18 anni dopo, Marvel “rifà” ufficialmente il finale di Iron Man – SPOILER

Iron Man rappresenta uno dei film più simbolici dell’intero Marvel Cinematic Universe, e il suo memorabile finale è stato recentemente omaggiato con stile nella seconda stagione di Daredevil: Rinascita. Essendo il primo capitolo del MCU, il film ha gettato le basi per tutto ciò che è venuto dopo, mantenendo ancora oggi una forte influenza sull’universo narrativo Marvel.

Tra l’interpretazione carismatica di Robert Downey Jr. e la regia di Jon Favreau, il progetto partiva come una scommessa rischiosa: trasformare un personaggio meno popolare rispetto a Spider-Man, Hulk o gli X-Men in una vera icona. Una sfida vinta con successo, tanto che oggi Iron Man è considerato uno dei migliori film sulle origini di un supereroe.

Non sorprende quindi che opere successive, sia all’interno del MCU che altrove, riprendano elementi iconici del film. È proprio ciò che accade nel finale della seconda stagione di Daredevil: Rinascita, dove Matt Murdock richiama chiaramente una delle scene più celebri di Tony Stark.

Il finale della stagione 2 di Daredevil: Rinascita richiama quello di Iron Man

Iron Man

Durante un processo in tribunale, con numerose telecamere che trasmettono in diretta a New York e oltre, Matt Murdock rivela di essere Daredevil. La dichiarazione scuote pubblico e media, generando sorpresa, entusiasmo e grande attenzione, oltre a dare ancora più forza alle sue parole.

Questo momento ricorda molto il celebre finale di Iron Man, quando Tony Stark, davanti a una folla di giornalisti, decide di ignorare la versione ufficiale preparata per lui e ammette apertamente: “Io sono Iron Man.”

In entrambe le situazioni, il mondo scopre la vera identità di un eroe già al centro dell’attenzione mediatica, rivelata da una figura insospettabile. In Iron Man, un ricco industriale delle armi confessa di aver combattuto contro il sistema che lo aveva reso potente. In Daredevil: Rinascita, invece, è un avvocato non vedente a svelare di essere il vigilante agile e letale noto come Daredevil.

La differenza principale sta nelle conseguenze: Tony Stark può contare su enormi risorse economiche e sull’appoggio di un’organizzazione segreta come lo S.H.I.E.L.D., mentre Murdock ha sempre agito nell’ombra e non dispone di alcuna protezione per affrontare le ripercussioni della sua rivelazione come il Diavolo di Hell’s Kitchen.

Con Daredevil smascherato, il futuro di Matt Murdock è sempre più incerto

Daredevil: Rinascita - Stagione 2

Dopo che la sua identità segreta viene rivelata, Matt Murdock sembra vivere un breve momento di tranquillità, arrivando anche a condividere un pasto con Karen Page, finalmente libera. Questa pausa, però, dura pochissimo: le forze dell’ordine intervengono e lo arrestano. In seguito lo vediamo dietro le sbarre, in tuta da detenuto, dove si ritrova faccia a faccia anche con alcuni agenti dell’AVTF finiti in prigione.

Matt è senza dubbio capace di difendersi, ma trovarsi rinchiuso insieme a criminali che ha contribuito a far arrestare nei panni di Daredevil, oltre che con agenti violenti dell’AVTF ora puniti anche per colpa sua, rende la situazione estremamente pericolosa. Tutto lascia pensare che dovrà affrontare non pochi problemi all’interno del carcere.

Nel frattempo, il suo nemico Wilson Fisk sembra essersi allontanato da tutto, rifugiandosi su una spiaggia lontano dalle conseguenze delle sue azioni. Nonostante ciò, Matt non è completamente solo: fuori dalla prigione ci sono ancora alleati pronti ad aiutarlo. Per il momento, però, la sua situazione resta decisamente critica.

Nel MCU le identità segrete stanno diventando sempre più rare tra gli eroi

Spider-Man Brand New Day 2026

Sebbene Tony Stark abbia fatto da apripista nel rivelare pubblicamente l’identità di un supereroe, mostrando poi come questa scelta influenzi le storie future, molti personaggi del MCU sono stati fin dall’inizio piuttosto aperti su chi fossero davvero. Da Steve Rogers a Sam Wilson, fino ad altri eroi che non vedono grande utilità nel mantenere un’identità nascosta, Daredevil sembra ormai uno degli ultimi rappresentanti di una tradizione in via di estinzione.

Accanto a lui, restano figure come Spider-Man che continuano a indossare la maschera e a proteggere la propria identità dal mondo. Nel suo caso, la situazione è ancora più particolare, perché a causa degli eventi narrativi nessuno ricorda più Peter Parker.

In ogni caso, la distanza tra i personaggi che scelgono di mostrarsi apertamente e quelli che preferiscono restare nell’ombra potrebbe ampliarsi ulteriormente con la chiusura della Multiverse Saga e l’avvio della nuova Saga dei Mutanti, destinata a emergere dopo quella che finora è stata l’era più cupa del MCU.

A 18 anni di distanza, Iron Man resta la base dell’MCU

Iron Man

Nel 2008, Iron Man ha dimostrato che i film di supereroi non erano destinati soltanto ai fan dei fumetti o agli appassionati di fantasy e fantascienza. Ha smentito ogni previsione e ha dato ufficialmente inizio al MCU, che in seguito avrebbe prodotto numerosi film capaci di superare il miliardo di dollari al box office. È chiaro che Iron Man ha rappresentato un punto di svolta decisivo.

Robert Downey Jr. è senza dubbio un interprete unico, capace di affascinare spettatori di ogni età e background, ma anche l’MCU nel suo insieme è estremamente variegato. Tra ambientazioni realistiche e regni immaginari come Wakanda e Talokan, il franchise riesce a offrire contenuti adatti a pubblici diversi.

In aggiunta, il film ha ottenuto risultati eccellenti sul piano degli effetti visivi, utilizzandoli con equilibrio e senza eccessi, ma valorizzando le scene dove erano davvero necessari. Nel complesso, Iron Man è diventato il modello di riferimento su cui si è costruito l’intero MCU, oltre a tracciare un percorso narrativo iconico per Tony Stark.

Tutto ciò lo rende ancora oggi un’opera fondamentale del cinema moderno e un punto di riferimento difficile da eguagliare. Il richiamo fatto da Daredevil: Rinascita alle origini del MCU, inserito in modo coerente nella trama, rappresenta un momento quasi simbolico di rinnovamento per l’interno universo Marvel.

Inoltre, Robert Downey Jr. è pronto a tornare nel MCU con un ruolo completamente diverso, quello del Dottor Destino, nei prossimi Avengers: Doomsday e Avengers: Secret Wars.

17 villain del cinema per cui lo spettatore ha fatto il tifo

17 villain del cinema per cui lo spettatore ha fatto il tifo

Che i villain godano di un certo fascino è indiscutibile e qualche volta l’attrazione esercitata dal “male” è così ben trasposta sul grande schermo che quasi si finisce per stare dalla parte del cattivo.

Di seguito trovate 17 villian, o comunque personalità negative protagoniste di famosi film che, in un modo o nell’altro, hanno oscurato la stella del protagonista buono e hanno raccolto il favore del pubblico:

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17 ragazze: recensione del film di Delphine e Muriel Coulin

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17 ragazze: recensione del film di Delphine e Muriel Coulin

Le sorelle Coulin superano la prova a pieni voti con un’opera al confine tra realismo e film adolescenziale. 17 Ragazze parla di un gruppo di giovanissime donne che stabilisce all’unanimità di rimanere incinta: «Così ci sarà qualcuno che ci amerà incondizionatamente. Per sempre».

Tale è l’input di partenza, un filo conduttore che accompagnerà lo spettatore entro il flusso che unisce ognuna di loro. Un’ondata di freschezza e di aspettativa traboccante giovinezza. «A diciassette anni non si è maturi, si sogna e si ha un’energia enorme. Nessuno può fermare una ragazza che sogna», queste le parole di una di loro. Sono compatte e irremovibili contro un mondo di adulti già disilluso che è stato incapace di infondere alcuna sorta di speranza. I grandi tentano di trovare il bandolo della matassa di fronte ad una ribellione tanto assurda, tanto folle, che – paradossalmente – arresta la loro irrefrenabile voglia di spiccare il volo. Ma forse è proprio questo il punto: ritrovare un contatto intimo e vero con sé, col proprio corpo e con il senso autentico della vita.

17 ragazze, il film

Le due registe traggono spunto da una storia realmente accaduta e decidono di ambientarla nella loro piccola città di origine nel nord della Francia, Lorient, che, ironia della sorte, si affaccia sull’Atlantico: spazio sconfinato di vita, ma anche segno della limitatezza dell’uomo. Ma l’arco di età ricalcato da Delphine e Muriel Coulin possiede già in sé il desiderio di valicare i confini, ed è ciò che meglio riesce: lo sguardo della macchina da presa non vuole né analizzare, né comprendere un presunto “problema”. Con sequenze brevi e sospese, primissimi piani e dettagli ingranditi, tra profondi silenzi nelle colorate camerette, e cori scomposti a squarciagola in macchina, emerge una prova attoriale genuina e spiazzante delle protagoniste, tra le quali c’è anche chi non ha mai messo piede su un set. L’unica volontà dell’occhio narrante è mostrare un’epoca splendida inserita in un’altra più impietosa: quella di oggi.

La tensione della vivacità di quegli anni riuscirà a partorire quella libertà così agognata? Poco importa. È di per sé tutto già sufficiente così com’è, per esplorare e ricordare ciò che ognuno di noi conserva nella sua più sorridente memoria. In una fetta di vita gustata da chiunque sappia cosa significhi vivere, ma senza timore della vita, e credere, fino in fondo alle proprie viscere, che ogni cosa sia realmente possibile e meravigliosa «insieme, solo noi, ci aiuteremo e non dovremo più sentire “rifai il letto e lava i piatti”».

17 Ragazze: niente divieto per gli under 14

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La Commissione d’Appello della Censura si è riunita ieri e ha accolto il ricorso presentato da Teodora Film e Spaziocinema, distributori di 17 Ragazze, decretando

17 Ragazze – anteprime in tutta Italia!

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17 ragazze, il film rivelazione di Muriel e Delphine Coulin in uscita il prossimo 23 marzo per Teodora e spazioCinema, sarà presentato al pubblico la prossima settimana in una serie di anteprime evento in tutta Italia.

17 parole di uso comune che hanno un significato diverso per chi guarda Game of Thrones

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Game of Thrones è la serie di maggior successo della HBO nella storia del canale, e si candida anche ad essere una delle serie più amate di sempre in generale. La quarta stagione si concluderà, speriamo, in grande stile domenica prossima, e in attesa di vedere come andranno a finire le cose, ecco 17 parole che hanno completamente cambiato significato, o meglio, che ricordano una cosa ben precisa oltre al significato letterale, a causa di Game of Thrones. Il primo esempio, come da foto, è ‘famiglia’, una parola che sembra voler dire qualcosa di molto diverso se rapportato ai Lannister. Clikka sulla foto per vedere le altre:

Famiglia

17 film tristi che fanno venire voglia di abbracciare il proprio cane

A volte abbiamo tutti bisogno di un film triste che ci riporti alla realtà, che ci tocchi il cuore e che ci faccia scendere una lacrima sul viso. I film con i cani sono davvero strappalacrime e vi faranno apprezzare le piccole cose della vita, come abbracciare e portare a spasso il vostro cane, vi ricorderanno di rallentare e annusare le rose.

Ci sono molti film sui cani, la maggior parte dei quali vi farà scoppiare a piangere più volte, come Marley & Me, A Dog’s Purpose e Hachiko – Il tuo migliore amico. Questi film tristi sui cani non vi deluderanno se siete alla ricerca di un bel pianto, o semplicemente per sentirvi più vicini al vostro animale domestico o agli animali in generale.

Il mio cane SkipIl mio cane Skip

My Dog Skip è un film nostalgico che ricorda agli spettatori il loro primo animale domestico e il dolore per la sua perdita con il tempo e l’età. Il film include un cast stellare che comprende Kevin Bacon, Diane Lane, Luke Wilson e Frankie Muniz nei panni di Willie, un ragazzino che convince i genitori a lasciargli tenere un cucciolo di terrier che chiama Skip. I due vivono avventure vorticose mentre Willie impara l’amore incondizionato di un cane.

Sottovalutato capitolo del genere canino, Il mio cane Skip ha il potere di sollevare il pubblico e allo stesso tempo di commuoverlo fino alle lacrime, grazie alla semplice premessa di un ragazzo che trova nel suo cane il migliore amico. Anche se la premessa non è apertamente triste, il potere del film di suscitare questa emozione gli fa guadagnare un posto di diritto tra i film sui cani più tristi.

Where The Red Fern Grows (2003)

Where The Red Fern Grows

Uno dei molteplici adattamenti cinematografici in live action del classico romanzo di Wilson Rawls, Where The Red Fern Grows (Dove cresce la felce rossa) è un’accorata storia di determinazione e del legame tra uomo e cane. Basato sull’infanzia di Rawls negli Ozarks, è la storia di un ragazzo di nome Billy (Joseph Ashton) che racimola e risparmia i suoi soldi per comprare una coppia di Coonhound Redbone che chiama Old Dan e Little Ann. Il trio trascorre le giornate a caccia, guadagnandosi la reputazione di essere la migliore squadra di cacciatori in circolazione. Quando il loro legame viene messo alla prova in un incontro quasi mortale, Billy impara il vero significato dell’amore e del sacrificio.

Dove cresce la felce rossa fa subito venire l’acquolina, dalla tenerezza dei cuccioli al devastante terzo atto. Questo adattamento è un film fondamentale nel genere dei film di cani tristi. Il pubblico, insieme a Billy, viene trasportato su una montagna russa di amore, perdita e compagnia. Il film rispecchia l’esperienza tematica di chi lavora duramente per possedere il proprio primo cane e allo stesso tempo ne affronta la perdita. Dove cresce la felce rossa (Where the Red Fern Grows ) farà sì che ogni amante dei cani si avvicini al proprio animale domestico e lo stringa un po’ di più.

Shiloh, un cucciolo per amico (1996)

Shiloh, un cucciolo per amico (1996)

Non c’è lezione di responsabilità più grande per un ragazzo che l’amore e la cura per un cane. Tratto dal romanzo di Phyllis Reynolds Naylor, vincitore del Newberry Award, Shiloh è la storia straziante di Marty Preston (Blake Heron) e dei suoi sforzi per salvare un beagle di nome Shiloh (Frannie the Dog) dal suo padrone violento, Judd (Scott Wilson), stringendo un accordo che prevede lo sconto sul prezzo del cane in cambio della sua custodia. Quando Judd si rimangia la parola data, Marty non si fermerà davanti a nulla per salvare Shiloh.

Shiloh può essere un classico dimenticato tra gli altri film sui cani, ma si è guadagnato una recensione di tutto rispetto da parte dell’acclamato critico Roger Ebert, che ha elogiato il film per le sue dure lezioni sulla proprietà, la responsabilità, l’onestà e la gentilezza. Se da un lato si tratta della storia di Marty che diventa adulto e cresce, dall’altro Shiloh è il film canino più triste in assoluto per la rappresentazione dei padroni che davvero non danno valore al proprio cane e di quanto si sentano impotenti quelli che lo fanno. Questo adattamento è sicuramente in grado di avvicinare il pubblico e i loro cani.

Turner e il casinaro (1989)

Turner e il casinaro (1989)

Sottovalutato film comico di Tom Hanks, Turner e il casinaro è un film poliziesco in cui l’amico è un cane di nome Hooch. Il detective Scott Turner (Hanks) è inizialmente titubante e deluso all’idea di lavorare con questo cane dispettoso e bavoso, ma presto scopre che le abilità e la sorprendente intelligenza di Hooch possono aiutarlo a catturare un assassino in libertà.

Sarà anche un film comico, ma il pubblico si troverà sempre più coinvolto nel toccante legame che si sviluppa tra i due protagonisti. Mentre continuano a lavorare insieme al caso, diventano inseparabili. Naturalmente, tutto questo porta a un finale emozionante che sottolinea quanto Hooch sia disposto a spingersi oltre per proteggere il suo padrone dal male.

Max (2015)

Max (2015)

Max è un film drammatico d’avventura uscito nel 2015 che parla di un cane militare di nome Max. Max aiuta i Marines americani in Afghanistan insieme al suo padrone. Dopo la morte del suo conduttore sul campo, Max viene adottato dalla sua famiglia. Max è un cane fedele che ha bisogno di pazienza per fidarsi, e la trova nel fratellino del suo defunto conduttore.

Questo film accorato mostra gli alti e bassi della conquista della fiducia di un cane leale ma spaventato. Il film è stato diretto da Boaz Yakin. Fa piangere per il dolore che questo cane prova per la morte del suo conduttore, ma fa sorridere quando si vede Max andare avanti e imparare ad amare di nuovo. Mostra in modo unico il lato di un cane che lavora nell’esercito.

Lassie (2005)

Lassie 2005

Lassie è un film d’avventura per famiglie uscito nel 2005. Parla di un cane, Lassie, che viene venduto a malincuore dalla sua famiglia. Questa cucciola dal cuore spezzato viene trasferita a centinaia di chilometri di distanza dalla sua famiglia, ma la sua missione è quella di ritrovarla contro ogni previsione. È straziante guardare questo cucciolo confuso che cerca di trovare la strada di casa, ma fortunatamente ha un lieto fine, perché i nostri cuori non avrebbero potuto sopportarne uno triste.

Lassie è stato diretto da Charles Sturridge e presenta molti amici che Lassie incontra lungo il cammino, tra cui l’attore Peter Dinklage di Game of Thrones. Questo film include anche molte bellissime riprese panoramiche che vi lasceranno senza fiato. Si tratta diun film straordinario nel suo complesso, a patto che riusciate a trattenere le lacrime per vederlo.

Charlie – Anche i cani vanno in paradiso (All Dogs Go to Heaven,1989)

Charlie - Anche i cani vanno in paradiso (All Dogs Go to Heaven)

Un classico d’animazione agrodolce che alcuni fan ricorderanno di aver visto in VHS, Tutti i cani vanno in paradiso è un film che merita maggiore attenzione. La commedia-dramma di Don Bluth e Gary Goldman segue la storia del pastore tedesco Charlie B. Barkin (Burt Reynolds), che finisce in Paradiso dopo essere stato ucciso dal suo migliore amico. Trova presto il modo di fuggire dall’aldilà per cercare vendetta, ma stringe un legame inaspettato con una ragazzina.

Commovente, umoristico ed emozionante allo stesso tempo, Tutti i cani vanno in paradiso è una toccante storia di amicizia e una dura lezione sui legami che possono ferire e guarire gli individui. Inoltre, ha delle canzoni orecchiabili che completano perfettamente il viaggio di Charlie.

Un viaggio a quattro zampe (2019)

Un viaggio a quattro zampe (2019)

A Dog’s Way Home è un film drammatico d’avventura uscito nel 2019. È molto simile alla storia di Lassie, con la differenza che il cane (Shelby) può parlare agli spettatori. Viene mandata a chilometri di distanza dal suo padrone, che dovrebbe incontrarla subito dopo. Tuttavia, Shelby non lo sa e scappa per ritrovare la sua città natale e il suo padrone.

A Dog’s Way Home è estremamente emozionante fin dall’inizio, in quanto mostra i viaggi disperati di Shelby per ritrovare il suo padrone, ma ha un lieto fine che vi farà apprezzare l’amore e la fedeltà di un cane. A Dog’s Way Home è stato diretto da Charles Martin Smith ed è un film che abbraccia l’anima da guardare con la famiglia e gli amici.

Marley & Me (2008)

Marley & Me

Marley & Me è una commedia romantica uscita nel 2008. Classificare questo film come una commedia per famiglie è molto ingannevole, perché vi lascerà con gli occhi gonfi. Vi farete molte risate nel corso del film, ma dovrete essere preparati per il finale, notoriamente straziante, del film. Questo film ha come protagonista Owen Wilson che porta a casa un cane alla moglie Jennifer Aniston, nella speranza di prendere tempo per avere dei figli. Non sapevano che questo adorabile, ma dispettoso e nevrotico cucciolo avrebbe causato più scompiglio di qualsiasi bambino.

I fan vedono Marley crescere fino a diventare un cane anziano, sviluppando un legame emotivo con il cucciolo, che crolla quando si ammala. Questo film mostra agli spettatori cos’è l’amore incondizionato nella sua forma più bella. Mostra lo stress e i problemi di una famiglia, ma sostituisce i bambini con un soffice quattro zampe. Preparatevi a piangere, ma vi garantirà un nuovo apprezzamento per i vostri animali domestici.

A Dog’s Purpose (2017)

A Dog's Purpose (2017)

Questa serie di film vi farà versare un ciclo di lacrime ogni 10 minuti. Tutto sommato ha un lieto fine, ma è un viaggio per arrivarci. A Dog’s Purpose segue un cane di nome Bailey che attraversa molte vite e proprietari. Questo film, interpretato da K.J. Apa, permette di sentire ciò che Bailey pensa nel corso del film, il che non fa che spezzare ancora di più il cuore.

Il secondo film si intitola A Dog’s Journey (Il viaggio di un cane). Entrambi i finali sono felici e sentiti, ma bisogna essere forti per arrivare alla fine. La parte migliore di questa serie di film è vedere le diverse vite dei cani e dei proprietari. Entrambi i film seguono lo stesso cane fedele in tutte le sue vite contrastanti ed esotiche. Questi film vi faranno desiderare la vita migliore per il vostro cucciolo, piena di avventure, amore e snack.

Red Dog (2011)

Red Dog (2011)

Triste film sui cani basato su un’incredibile storia vera, Red Dog è un commovente dramma australiano sul personaggio principale, un cane amichevole e fedele che viene adottato dagli abitanti di una cittadina mineraria. Col tempo, Red Dog stringe un legame speciale con la comunità e diventa una figura fondamentale, fino a quando non si ammala.

L’incredibile storia di Red Dog farà sentire il pubblico profondamente legato all’affettuoso cane, che ricorda a tutti coloro che lo circondano perché i cani sono creature così amate. L’indimenticabile conclusione sottolinea ulteriormente la notevole fedeltà che i cani possono avere nei confronti dei loro padroni, e gli spettatori possono aspettarsi di piangere lacrime vere quando Red Dog dimostra questo livello di amore e devozione in uno dei film sui cani più tristi di sempre.

8 amici da salvare (Eight Below, 2006)

8 amici da salvare (Eight Below 2006)

Ambientato nel freddo e spietato paesaggio dell’Antartide, 8 amici da salvare è un film drammatico e d’avventura incentrato su un gruppo di cani che vengono abbandonati dai loro padroni a causa di un’improvvisa tempesta. I cani vengono lasciati a combattere da soli contro il rigido inverno per il tempo necessario affinché il loro padrone Jerry Shepard (interpretato da Paul Walker) torni e li salvi.

Se l’intera prova sembra stressante, è perché è così. Gli spettatori tratterranno il fiato mentre questa montagna russa di emozioni mostra la lotta dei cani per la sopravvivenza. La rappresentazione del legame unico tra un cane e il suo padrone lo rende un classico del genere, ed è un film imperdibile per il pubblico che vuole commuoversi, ispirarsi e ricordarsi di tenere i propri cani in un luogo caldo e confortevole.

Red e Toby nemiciamici (1981)

Red e Toby nemiciamici (1981)

Red e Toby nemiciamici è un classico d’animazione Disney che ruota attorno all’amicizia non convenzionale tra un futuro foxhound di nome Copper (Kurt Russell / Corey Feldman) e un’amabile volpe di nome Tod (Mickey Rooney / Keith Mitchell). Nonostante il loro forte desiderio di essere amici, le loro situazioni rendono impossibile sostenere il loro legame, il che porta a scenari strazianti.

Ricco di alcuni dei momenti più sorprendentemente cupi dei film Disney, La volpe e il mastino ha indubbiamente fatto piangere innumerevoli spettatori. È una rappresentazione dolorosa della dura realtà del mondo e di quanto sia difficile separarsi dai propri cari.

Attraverso i miei occhi (2019)

Attraverso i miei occhi (2019)

Attraverso i miei occhi è un dramma sentimentale uscito nel 2019 con protagonisti Milo Ventimiglia e Amanda Seyfried. Il film segue la vita di un cane di nome Enzo che è stato accolto da cucciolo da un aspirante pilota di Formula Uno. Questo golden retriever crede di essere nato per essere un pilota di auto da corsa e capisce che le tecniche usate in pista dovrebbero essere usate anche nel viaggio della vita.

The Art of Racing in the Rain, diretto da Simon Curtis, utilizza il cane per raccontare la storia con la voce fuori campo di Kevin Costner. Si tratta di un film unico che coinvolge sia adorabili cuccioli che auto da corsa piene di azione. Vi farà ridere e piangere tutti insieme e vi lascerà con un messaggio importante: dovete realizzare i vostri sogni, indipendentemente da ciò che vi ostacola.

In fuga a quattro zampe (Homeward Bound: The Incredible Journey, 1993)

In fuga a quattro zampe (Homeward Bound- The Incredible Journey, 1993)

La Disney sa bene come far piangere il pubblico, soprattutto quando ci sono di mezzo dei cani. In fuga a quattro zampe è il viaggio inimmaginabile di tre animali domestici, Shadow, l’anziano golden retriever (doppiato da Don Ameche), Sassy, la gatta himalayana ad alto mantenimento (doppiata da Sally Field), e Chance, il giovane bulldog americano salvato (doppiato da Michael J. Fox), che sfidano la natura selvaggia per ricongiungersi con i loro padroni, che credono di averli lasciati indietro per errore durante una vacanza. Questo iconico film in live-action capovolge il copione del triste genere dei film sui cani raccontandolo dal punto di vista degli animali domestici.

È straziante dall’inizio alla fine quando non capiscono perché sono stati abbandonati, soprattutto Chance, la cui paura del canile è la motivazione delle sue azioni. Il terzo atto con Shadow ha fatto piangere tutti gli spettatori, compreso il finale. Rivedere Homeward Bound da adulti ricorda agli spettatori che si tratta davvero di uno dei più tristi tra i film per cani della Disney, perché anche quando scorrono i titoli di coda, gli spettatori ricorderanno questo film la prossima volta che lasceranno i loro animali in vacanza.

Zanna Gialla (1957)

Zanna Gialla (1957)

Uno dei migliori classici Disney in live-action è il film più triste sui cani, tratto dal romanzo di Fred Gipson vincitore del Newberry Award. Il cane da laboratorio protagonista, Old Yeller, è un randagio che conquista immediatamente il cuore di una famiglia di contadini nel Texas del 1860; tuttavia, il figlio maggiore, Travis (Tommy Kirk), all’inizio esita ad accettare il bastardino, finché Yeller non gli salva la vita. I due formano un legame inimmaginabile che alla fine porta al più duro dei cuori.

Old Yeller non inizia in modo triste, ma finisce in quel modo. Man mano che Yeller cresce con Travis, cresce anche con il pubblico, guadagnandosi il posto di “miglior cane del West”, come recita la sua sigla. Sebbene la premessa generale sia molto sentita sulle gioie della compagnia canina, la conclusione costringe il pubblico a immaginare il peggio se e quando arriverà il momento di perdere il proprio cane. Old Yeller è un classico nostalgico della Disney che sottolinea l’improbabile amore, la lealtà e l’amicizia che derivano dal possedere un cane.

Hachiko – Il tuo migliore amico (2009)

Hachiko - Il tuo migliore amico (2009)

Hachiko – Il tuo migliore amico è un film drammatico del 2008 che inizia come una bella storia di un padrone esitante e di un cane abbandonato che creano un bellissimo legame, una storia che finisce presto in una straziante tragedia. Si basa sulla storia vera di un cane Akita estremamente fedele al suo padrone. Il cane finisce per aspettare ogni giorno in una stazione ferroviaria di Tokyo che il suo padrone torni dal lavoro. Anche dopo la morte del padrone, il devoto cane continua ad aspettare ogni giorno alla stazione ferroviaria per nove anni, finché alla fine muore.

Questa storia strappalacrime ricorda un’altra storia di un cane chiamato Greyfriars Bobby, che ora ha una statua in Scozia. Questo film ricorda al pubblico la fedeltà unica e bellissima che i cani hanno per le persone senza alcuna altra intenzione, ma vi spezzerà il cuore in un milione di pezzi.

17 celebrità che hanno ecclissato la fama dei fratelli maggiori

La fama spesso è questione di famiglia, lo sanno bene i figli d’arte. Alcune volte però un personaggio, in una famiglia di famosi, ha più spirito di altri e finisce per oscurare la fama dei propri stessi fratelli e sorelle. Ecco 17 celebrità che hanno ecclissato la fama dei fratelli maggiori:

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17 anni (e come uscirne vivi) recensione del film con Hailee Steinfeld

Come tutti i film brutalmente storpiati dalla distribuzione italiana, The Edge of Seventeen – da noi tradotto con 17 anni (e come uscirne vivi) – è una deliziosa e intelligente commedia adolescenziale che finirà per passare inosservata. Al contrario del titolo fuorviante, l’opera prima della regista Kelly Fremon Craig non dipana un decalogo di sopravvivenza ai difficili anni del liceo ma affronta con un approccio fresco al genere, quel teen movie ormai in via d’estinzione, il rito di passaggio di un’adolescente, interpretata da Hailee Steinfeld: per Nadine Franklin, diciassettenne cinica ed emarginata, il coming of age coincide con il dramma di una perdita e con il desiderio di perdere la verginità spinta dalle prime pulsioni sessuali verso il compagno di scuola Nick; qualche anno prima la morte prematura del padre, a cui era molto legata, la getta in uno stato di rifiuto verso la famiglia (composta da una madre stravagante e un fratello maggiore che ricalca la figura dell’atleta sensibile, il jock) e l’universo scolastico, luogo di eterna infelicità e insuccesso. Qui trascorre tutto il suo tempo con l’amica d’infanzia Krista e con il signor Barner, l’insegnante “confidente”.

17 anni (e come uscirne vivi) racconta gli eredi di John Hughes

17 anni (e come uscirne vivi) raccoglie l’eredità del cinema teen americano, specialmente quella legato ad autori come John Hughes, avvicinandosi tramite citazioni più concettuali che visive: la regista aggiorna infatti le tematiche classiche del teen movie all’epoca contemporanea, dove vige ancora una netta divisione in categorie (ragazzi popolari e outsider) e l’esperienza adolescenziale è regolata dal principio della visibilità, sempre in termini di buona e cattiva reputazione. Con l’unica differenza che Nadine sceglie la solitudine, isolandosi dal resto della società in cui vive. Questa emarginazione autoinflitta può essere davvero il carattere distintivo di una nuova generazione di teenagers, molto più aggressiva e consapevole dei ragazzi di Breakfast Club e Sixteen Candles; a parte un elemento di pronunciata sessualità, assente o quasi nei film degli anni Ottanta, la regista sembra sostenere l’idea che oggi, bombardati e sovrastimolati da tecnologia e modi sbagliati di relazionarsi con adulti e coetanei, i teenagers siano in pieno controllo della propria esistenza ma che non trovino il canale adatto per esprimersi.

17 anni (e come uscirne vivi) è cinema teens 3.0

Nadine è un personaggio tanto fragile quanto antipatico, un’anti-eroina che vorremmo ripetutamente schiaffeggiare, eppure, sarà per la genuina interpretazione di Hailee Steinfeld, sarà per la scrittura mai superficiale, o per lo sguardo realmente smaliziato della regista (classe 1981, conosce bene gli scenari che racconta), 17 anni (e come uscirne vivi) risulta meno detestabile della sua protagonista. Cinema teen 3.0, dopo l’exploit di Hughes e il ritorno al vertice con Mean Girls e Easy A, che non ha paura di evitare facili indulgenze e trova proprio in questo il suo punto di forza.

16 strani cameo in famosi cinecomics

16 strani cameo in famosi cinecomics

Non c’è passatempo più divertente del trovare i cameo nascosti all’interno dei film, soprattutto quando si tratta di scovarli nei cinecomic, grandi produzioni con grandi cast e molti volti di attori e attrici a movimentare la scena.

Da quando il genere ha preso il sopravvento dopo i primi anni duemila, sono molte le star apparse anche solo per pochi secondi in un titolo Marvel o DC; alcune di loro ben camuffate e irriconoscibili, altre più evidenti, insomma la lista è infinita.

Leggi anche – Cinecomic: 15 casting criticati che si sono rivelati perfetti

Grazie a ScreenRant, che ha compilato questa lista, possiamo dare uno sguardo ai 16 migliori (e stranissimi) cameo in altrettanto famosi cinecomic:

LOU FERRIGNO (HULK)

cameoPrima dell’esplosione dei moderni cinecomic, i supereroi popolavano la tv con quelli che erano i primi  veri adattamenti dei fumetti. Negli anni ’70 The Incredible Hulk rese celebre l’attore Lou Ferrigno, guest star nell’Hulk di Ang Lee nei panni di un poliziotto.

DANNY PUDI (CAPTAIN AMERICA: THE WINTER SOLDIER)

cameoSe avete visto la serie Community, allora avrete riconosciuto Danny Pudi in Captain America: The Winter Solider, diretto dai due registi della sit-com Anthony e Joe Russo. Nel film interpreta infatti un personaggio di cui si ignora il nome e ha poche battute, insomma un cameo dedicato ai fan della serie.

“MACHO MAN” RANDY SAVAGE (SPIDER-MAN)

cameoChiunque segua il wrestling professionistico conoscerà Randy Savage. Anche detto “Macho Man”, è una delle figure più grandi e popolari di questa spettacolare disciplina, ed è apparso nel primo film di Spider-Man nel ruolo di Bonesaw McGraw.

PATRICK STEWART (X-MEN ORIGINS: WOLVERINE)

cameoPrima di diventare l’iconico Charles Xavier nel franchise degli X-Men, Patrick Stewart era un noto attore shakespeariano, e soprattutto Picard in Star Trek: The Next Generation. Se ricordate bene però, in X-Men Origins: Wolverine (uscito nel 2009) si vede un gruppo di mutanti imbattersi in un personaggio calvo in grado di camminare: è Stewart nei panni di Xavier, che viene fuori dal nulla.

JOEL MCHALE (SPIDER-MAN 2)

cameoIl nome Joel McHale potrebbe non dirvi nulla, eppure è un volto noto della rete americana E! specializzata in cultura dello spettacolo, moda e reality show. Il presentatore però è apparso brevemente in Spider-Man 2 con un ruolo piuttosto memorabile, ovvero il banchiere Mr. Jack che nega il prestito a zia May.

DONALD GLOVER (SPIDER-MAN: HOMECOMING)

cameoTroy Barnes in Community, creatore e protagonista dell’acclamata serie Atlanta, ma anche rapper e musicista, insomma Donald Glover ha talento da vendere. Nel 2017 è perfino apparso in Spider-Man: Homecoming con sole due scene nei panni di Aaron Davis

HOWARD THE DUCK (GUARDIANS OF THE GALAXY)

cameoIn Guardiani della Galassia Vol. 1 e 2, avrete sicuramente notato Howard the Duck, il personaggio creato dallo scrittore Steve Gerber e dall’artista Val Mayerik nei primi anni ’70. Protagonista del film-flop uscito nel 1986, è apparso nei due film di James Gunn.

MATT DAMON (THOR: RAGNAROK)

cameoIn Thor: Ragnarok abbiamo visto Thor ritornare ad Asgard e assistere a questa messa in scena che celebra il sacrificio di Loki per salvare la sua gente. Tra gli attori che interpretano suo fratello è possibile scorgere anche Matt Damon.

JIM RASH (CAPTAIN AMERICA: CIVIL WAR)

cameoEcco un altro cameo direttamente da Community: Jim Rash, conosciuto per il ruolo di Craig Pelton nella serie, appare in Captain America: Civil War nei panni di un decano del M.I.T., dove Tony Stark sta facendo una presentazione per donare un sacco di soldi alla scuola.

ELON MUSK (IRON MAN 2)

cameoNegli ultimi dieci anni Elon Musk è passato dall’essere un noto magnate della scienza e della tecnologia al diventare un’icona globale della tecnologia. Per questo è anche apparso in Iron Man 2 parlando sia con Pepper Potts che con Tony Stark.

NEIL DEGRASSE TYSON (BATMAN V SUPERMAN: DAWN OF JUSTICE)

cameoNeil deGrasse Tyson è il direttore del Planetario Hayden dal 1996 e nel 2004 ha ricevuto una Distinguished National Service Medal dalla NASA. Pochi anni fa però ha avuto il suo cameo in Batman v Superman: Dawn of Justice, e lo si vede parlare in TV di Superman e di ciò che la sua esistenza significhi per la popolazione della Terra.

MACY GRAY (SPIDER-MAN)

cameoAll’inizio degli anni 2000 la cantante Macy Gray era all’apice della sua popolarità, e aveva anche recitato nel film Training Day del 2001, e avuto un cameo in Spider-Man del 2002. Interpretando semplicemente se stessa.

HARRY DEAN STANTON (THE AVENGERS)

cameoHarry Dean Stanton è stato un’icona imprenscindibile del cinema americano degli ultimi cinquant’anni, lavorando con autori come David Lynch ma anche John Hughes. Nel 2012 ha perfino avuto una parte in The Avengers, interpretando un poliziotto che incontra Hulk.

TIM HEIDECKER (FANTATICI 4)

cameoTim Heidecker è apparso brevemente nel film sui Fantastici 4 del 2015 nei panni del patrigno di Reed Richards, Mr. Richards

JOAN RIVERS (IRON MAN 3)

cameoNegli ultimi anni conduttrice di Fashion Police, Joan Rivers è apparsa in Iron Man 3 facendo un commento sul look di Iron Patriot in televisione.

STAN LEE (OGNI SINGOLO FILM MARVEL)

cameoForse il solo e unico Re dei cameo: Stan Lee, co-creatore di molti fumetti, da X-Men del 2000 è apparso in quasi tutti i film della Marvel, compresi quelli che non fanno parte del MCU, come Big Hero 6.

16 film che hanno fallito come primo capitolo di un franchise

16 film che hanno fallito come primo capitolo di un franchise

Nonostante quello che si crede, i franchise sono sempre stati di gran moda a Hollywood, qualche volta però non sono cominciati con il piede giusto, e quindi sono morti sul nascere. Di seguito potete vedere un elenco di 16 film che hanno fallito come starter per un franchise poi mai realizzato.

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16 attori che hanno rifiutato un ruolo in film Marvel e DC

16 attori che hanno rifiutato un ruolo in film Marvel e DC

Sebbene oggi interpretare un supereroe sia riconosciuto come un grande privilegio e una immensa responsabilità nei confronti del pubblico (specialmente dei fan dei fumetti), non tutti gli attori a cui è stata offerta la possibilità di farlo si sono comportati nella stessa maniera.

Alcuni di loro hanno deciso di rifiutare per motivi professionali, altri per ragioni legate ai propri gusti o scelte di carriera. Ma quali sono i più celebri fra questi?

Leggi anche – Captain America: 8 attori che potrebbero sostituire Chris Evans

Ecco di seguito i 16 attori che hanno rifiutato (o che alla fine non hanno più interpretato) un ruolo in film Marvel o DC, elencati da ScreenRant.

Jessica Chastain – The Wasp/Maya Hansen

A causa di una sovrapposizione di impegni lavorativi, Jessica Chastain dovette abbandonare l’idea di partecipare a Iron Man 3 nei panni di Maya Hansen, sostituita in seguito da Rebecca Hall.

Qualche anno dopo invece, quando a bordo del progetto su Ant-Man c’era ancora Edgar Wright, la Chastain avrebbe dovuto vestire il costume di The Wasp, personaggio per cui poi venne scelta Evangeline Lilly.

Tra poco vedremo l’attrice in un altro cinecomic, X-Men: Dark Phoenix, dove interpreterà un villain ancora senza nome.

Leonardo DiCaprio – Robin/Spider-Man

Negli anni della sua giovane consacrazione Leonardo DiCaprio è arrivato molto vicino dall’interpretare due supereroi in due diversi progetti DC e Marvel.

Il primo era Robin in Batman Forever di Joel Schumacher, il cui progetto fu rifiutato per un mancato interesse; il secondo era invece Peter Parker nel primo Spider-Man di Sam Raimi, per cui si sentiva pronto. Quest’ultimo ruolo andò poi al suo grande amico Tobey Maguire.

Dougray Scott – Wolverine

Quando ancora il cinecomic non si era affermato come genere di successo, il franchise di X-Men aveva lanciato sullo schermo Hugh Jackman nei panni di Wolverine, trasposizione che non aveva inizialmente convinto gran parte dei fan del personaggio.

Ma tutti sanno che Jackman non era la prima scelta della produzione, ma Dougray Scott, all’epoca delle riprese del primo X-Men impegnato sul set di Mission Impossible 2 dove fu vittima di un incidente.

Emily Blunt – Vedova Nera

Nel 2009, prima dell’uscita di Iron Man 2, Emily Blunt era stata presa in considerazione per interpretare l’iconico personaggio di Vedova Nera che tutti ormai amiamo grazie a Scarlett Johansson.

Le ragioni di questo switch furono prettamente contrattuali: dopo Il diavolo veste Prada la Blunt era ancora legata, come da contratto, alla Fox per un altro film, dunque non avrebbe avuto tempo di correre sul set dei Marvel Studios.

Heath Ledger – Batman

Oggi sarebbe impossibile immaginare qualcun altro al posto di Heath Ledger nei panni di Joker, come sarebbe impensabile immaginare l’attore interpretare il suo acerrimo nemico: Batman.

Si, perché forse non tutti sanno che Ledger avrebbe potuto vestire i panni del cavaliere oscuro invece che Christian Bale, dal momento che fu Christopher Nolan stesso a offrirgli il ruolo.

Jason Momoa – Drax

Prima di scegliere Dave Bautista per il personaggio di Drax in Guardiani della Galassia, Jason Momoa era il nome in cima alla lista dei possibili attori.

Tuttavia Momoa decise di declinare l’offerta perché pensava che il ruolo fosse fin troppo simile ad altri interpretati di recente. Qualche anno dopo sarebbe diventato Aquaman per la DC Films.

Jon Hamm – Lanterna Verde

Joseph Gordon-Levitt – Star-Lord

Tutti abbiamo adorato Chris Pratt nei panni di Star-Lord nei due Guardiani della Galassia, tuttavia l’attore non era la prima scelta dei Marvel Studios, ma Joseph Gordon-Levitt.

Quest’ultimo avrebbe inizialmente mostrato un interessamento al ruolo, salvo poi rifiutare per gettarsi in un altro progetto, ovvero Sin City: A Dame to Kill For.

Josh Hartnett – Batman/Superman/Spider-Man

Dopo Pearl Harbor Black Hawk Down Josh Hartnett era più che lanciato ad Hollywood, tanto da essere in prima linea per interpretare addirittura tre supereroi: Batman, Superman e Spider-Man.

Al contrario dei produttori però, l’attore non sembrava convinto del suo contributo in grossi blockbuster, dunque decise di rifiutare tutte le offerte. Tuttavia l’aver lasciato il progetto sul Cavaliere Oscuro di Nolan rimane ancora il suo più grande rimpianto.

Jude Law – Superman

Prima di scegliere Brandon Routh, Bryan Singer aveva considerato Jude Law per il ruolo di Clark Kent in Superman Returns. All’attore fu addirittura spedito il costume di prova, solo che indossarlo lo convinse della sua inadeguatezza al personaggio.

Kristen Stewart – Lois Lane

Per scegliere la sua Lois Lane, Zack Snyder ebbe l’opportunità di testare diverse attrici, tra cui Kristen Stewart. Come sappiamo, il ruolo andò poi a Amy Adams, che ha dato una meravigliosa interpretazione dell’iconico interesse amoroso di Superman nel DCEU.

Avendo appena concluso l’esperienza con un altro franchise (Twilight), la Stewart non aveva assolutamente voglia né stimoli per rimettersi a bordo di un’altra saga.

Joaquin Phoenix – Hulk/Doctor Strange

Sono anni che i Marvel Studios cercano di portare a bordo Joaquin Phoenix (senza successo): l’attore infatti era stato opzionato per interpretare prima Hulk e poi Doctor Strange, ruoli andati a Mark Ruffalo e Benedict Cumberbatch.

Curioso come, molto probabilmente, Phoenix finirà per vestire i panni di Joker per i rivali della DC Films nel prossimo The Joker Origins.

Matt Damon – Daredevil

Curioso come due migliori amici si siano trovati ad un passo dal litigarsi lo stesso ruolo: parliamo di Ben Affleck e Matt Damon, che insieme hanno vinto un oscar grazie alla sceneggiatura di Will Hunting e che si sono contesi il personaggio di Daredevil nell’omonimo cinecomic.

Non tutti i fan sanno che, prima di scegliere Affleck, i produttori avevano contattato Damon, salvo poi cambiare strada dopo che l’attore si era detto insicuro se lavorare con il regista Mark Steven Johnson.

Matt Damon – Ego

Matthew McConaughey è stato a lungo corteggiato sia dalla Marvel che dalla DC, ma prima che Kurt Russell venisse scelto per interpretare Ego in Guardiani della Galassia vol.2, l’attore avrebbe potuto vestire i suoi panni.

Nello stesso periodo McConaughey scelse l’adattamento de La Torre Nera, al fianco di Idris Elba.

Tom Cruise – Iron Man

Esiste un altro attore capace di interpretare Iron Man con la stessa ironia, forza e espressività di Robert Downey Jr.? Probabilmente no. Eppure prima di essere scelto dai Marvel Studios rilanciando così la sua carriera in discesa, Tom Cruise avrebbe potuto prendere quel ruolo.

Will Smith – Superman

Will Smith ha esordito nel DCEU grazie al ruolo di Deadshot in Suicide Squad, anche se diversi anni prima gli fu offerto di interpretare Superman in Superman Returs di Bryan Singer.

L’attore ha di recente dichiarato che non avrebbe mai accettato la parte, dal momento che aveva già recitato in Hancock.

16 attori britannici chiamati a interpretare icone USA

16 attori britannici chiamati a interpretare icone USA

Che il cinema di Hollywood avesse ultimamente una cotta per gli attori britannici non è certo un segreto, infatti spesso è capitato che per interpretare icone della cultura e della storia americana venissero chiamati in causa degli attori britannici.

Di seguito potete vedere 16 attori di serie A, nati o anche solo cresciuti nel Regno Unito, che hanno portato al cinema delle vere e proprie icone USA.

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16 Anni e Incinta Italia arriva in Italia Paramount Network

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16 Anni e Incinta Italia arriva in Italia Paramount Network

Le storie più belle di 16 Anni e Incinta Italia, il programma cult di MTV, arrivano su Paramount Network – il canale di intrattenimento di ViacomCBS Networks Italia, visibile sul 27 del digitale terrestre, sul canale 27 di Tivusat e sul 158 di Skyin formato movie per godersele tutte d’un fiato!

La serie, produzione originale di MTV, andrà in onda su Paramount Network per la prima volta nella nuova versione movie, con le storie delle stagioni 4 e 6. L’appuntamento è, quindi, ogni sabato alle 14.00 a partire dal 4 luglio e per tutta l’estate.

16 Anni e Incinta Italia, il programma

16 Anni e Incinta Italia è un programma originale di MTV che indaga il tema della maternità vestendo i panni di adolescenti che vivono questa esperienza unica, a volte anche difficile, in prima persona. Le giovani protagoniste sono ragazze che diventano mamme in un’età molto delicata, spesso senza averlo deciso. Tante storie, volti, pensieri, riflessioni, emozioni contrastanti per una maternità affrontata in giovane età.

Da una parte la gioia, la speranza e dall’altra le piccole e grandi difficoltà e cambiamenti da affrontare. Il docu-film 16 anni e incinta ci racconta tutto questo sentire, vivere, attraverso un linguaggio scevro da giudizi. Un racconto neutrale e senza pregiudizi quindi, fatto di vita quotidiana, di condivisioni sincere e spontanee, che trasporta lo spettatore dentro un mondo fatto di gioie, interrogativi, novità in arrivo, priorità che cambiano. Le protagoniste fronteggiano in maniera diversa la stessa grande esperienza: quella di diventare madri in giovane età. Insieme in questo percorso anche le famiglie, i partner, entrambi parti integranti del racconto.

Le ragazze ci racconteranno come cambia la loro vita, ora che aspettano un bambino. Conosceremo da vicino i loro dubbi, le paure e le insicurezze che si mischiano all’entusiasmo e alla magia che una gravidanza comporta.

16 Anni e Incinta Italia: dove vederlo in tv

16 Anni e Incinta Italia è una produzione ViacomCBS International Studios (VIS) per MTV, realizzata in collaborazione con la casa di produzione Stand By Me.

Il programma andrà in onda per tutta l’estate nell’inedita versione movie solo su Paramount Network, ogni sabato alle 14.00, a partire dal 4 luglio, con le storie delle stagioni 4 e 6. Tutti gli episodi saranno disponibili anche su paramountnetwork.it.

 

150 milligrammi recensione del film di Emmanuelle Bercot

150 milligrammi recensione del film di Emmanuelle Bercot

Arriva al cinema l’8 febbraio 2017 150 milligrammi, film presentato alla Festa di Roma 2016 con il titolo originale di La Fille de Brest, diretto da Emmanuelle Bercot.

In un piccolo ospedale bretone, una tenace pneumatologa francese, Irène Frachon (Sidse Babett Knudzen), guida una ricerca che mira a svelare la relazione tra l’utilizzo del Mediator, un farmaco dietetico sul mercato da trent’anni, e una serie di morti sospette causate da problemi cardiovascolari. La denuncia di Irène sarà da subito contrastata dall’agenzia del farmaco e dall’industria farmaceutica che tenteranno di intimidirla in ogni modo per esortarla a cedere, ma Irene, facendo leva su una forza ed una determinazione non comune, porterà avanti questa crociata per far sì che la verità trionfi, sensibilizzando tutta l’opinione pubblica nazionale.

Emmanuelle Bercot dirige questo appassionato e incalzante film d’inchiesta che racconta la storia vera di Irène Frachon, medico di provincia che scosse, qualche anno fa, l’opinione pubblica francese con il suo libro di denuncia “Mediator 150mg”.

150 milligrammi, la storia vera di Irène Frachon

150 milligrammiLa pneumatologa francese si è resa protagonista di una vera e propria battaglia legale, politica e mediatica contro i colossi dell’industria farmacutica e contro tutto il sistema di controllo e prevenzione del sistema sanitario nazionale. La Frachon, con l’aiuto di una piccola equipe di ricercatori, dimostrò la relazione tra l’utilizzo del Mediator, un farmaco usato dalle donne per non prendere troppo peso dopo il parto, ed una serie di decessi dovuti a malattie cardiovascolari. Alla fine dei suoi studi fu appurato che, in Francia, morirono tra le 500 e le 1000 persone causate dall’assunzione del Mediator. Il film della Bercot racconta questa crociata impossibile che una piccola e indifesa dottoressa armata della sua sola determinazione, condusse e vinse contro i poteri forti del mondo medico e farmaceutico francese, una guerra che potè vincere solo quando riuscì a spostare la sfida su un livello mediatico nazionale. Minacce, intimidazioni, il rischio di perdere lavoro, affetti e salute, ostacoli apparentemente insormontabili che la Frachon potè superare solo grazie ad una tenacia straordinaria e ad un contesto familiare splendido. La Bercot confeziona questa storia alla “Erin Brokovich” in salsa francese, puntando su un ritmo incalzante e coinvolgente e su un continuo alternarsi di strappi narrativi molto riusciti.

Straordinaria l’interpretazione di Sidse Babett Knudzen in 150 milligrammi

Straordinaria l’interpretazione di Sidse Babett Knudzen che coglie perfettamente il carattere vivace, forte e al tempo stesso fragile della Frachon, donna piena di vitalità, passione e amore per la verità. Un’interpretazione intensa e vulcanica così come doveva apparire il suo personaggio, che rapisce e conquista lo spettatore che non può finire che per amare questa piccola don Chisciotte francese. 150 milligrammi è film appassionato e coinvolgente che getta luce su un gravissimo fatto di cronaca recente che è giusto tutti conoscano.

150 anni d’Italia al Nuovo Cinema Aquila

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150 anni d’Italia al Nuovo Cinema Aquila

150anni

La sera della vigilia dell’Unità d’Italia è stato celebrata in quelle che sono state le capitali italiane ( Roma, Firenze, Torino ) con la proiezione a ingresso gratuito di La lunga calza verde di Roberto Gavioli e del documentario di Gianfranco Pannone Ma che storia… .

15:17 – Attacco al Treno, recensione del film di Clint Eastwood

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15:17 – Attacco al Treno, recensione del film di Clint Eastwood

Arriva l’8 Febbraio al cinema 15:17 – Attacco al Treno, il nuovo film di Clint Eastwood che ha il sapore di un western nel titolo e racconta un fatto realmente accaduto, il 21 Agosto del 2015, su un treno diretto a Parigi.

Anthony Sadler, Alek Skarlatos e Spencer Stone sono tre ragazzi di Sacramento in viaggio attraverso l’Europa. Sono cresciuti insieme, vengono da famiglie cattoliche e tutti e tre hanno una visione idilliaca della guerra come strumento per fare del bene. Due di loro sono anche arruolati nelle forze armate. Sul treno che li porta alla nuova tappa del loro tour europeo, Parigi, si trovano per caso a fermare un uomo armato fino ai denti e con l’intenzione di compiere una strage.

L’evento, che poteva trasformarsi in un nuovo capitolo della Guerra che il terrorismo mediorientale ha dichiarato all’Occidente, è diventato invece un atto eroico compiuto da tre ragazzi (e un signore inglese) che hanno saputo agire in un momento di massimo pericolo, fermando il terrorista e salvando molte vite umane.

15:17 – Attacco al Treno e la trilogia dell’eroe americano di Clint Eastwood

Con 15:17 – Attacco al Treno, Clint Eastwood conclude la sua trilogia di storie di eroi americani, dopo American Sniper e Sully. Tutti e tre i film sono basati su storie vere recenti. Il film in questione ha in comune con American Sniper l’ambientazione militare e con Sully il fatto che la vicenda protagonista si svolga in pochissimi minuti e che intorno a questi minuti sia stato costruito un intero film. Per Sully, si trattava di mettere sulle spalle di Tom Hanks l’intero film, affidandogli il ruolo dell’eroe americano puro: il pilota di linea Chesley ‘Sully‘ Sullenberger, professionista integerrimo, estremamente esperto nel suo lavoro.

In questo caso, Eastwood fa il passo successivo, affidando ai veri Anthony Sadler, Alek Skarlatos e Spencer Stone il ruolo di se stessi in tutto l’arco del film, che parte dalla radice della loro amicizia. Quello che sembra un excursus banale e raffazzonato sull’infanzia dei tre ragazzini è in realtà disseminato di piccoli indizi che ci spiegano in che ambiente sono cresciuti. La fede cieca in Dio, la passione per la guerra, la vocazione, quasi spasmodica, a voler salvare vite umane, a voler fare del bene.

La cosa che paradossalmente sorprende del film è che i ragazzi protagonisti sono assolutamente normali, anzi mediocri: non riescono ad eccellere nemmeno nei settori in cui vorrebbero primeggiare, come notiamo nella prima parte del film. Mentre nella seconda, dove ci viene raccontato il viaggio in Europa e l’effettivo scontro, si rivelano i turisti medi, con tanto di rappresentazione banale del Vecchio Continente visto attraverso i loro occhi. Roma diventa una sfilata di monumenti con mandolini in sottofondi, Venezia solo canali e musei, Berlino un bacino di Storia (esclusivamente la Seconda Guerra Mondiale), Amsterdam un luogo di divertente perdizione.

Fino ad arrivare su quel treno per Parigi, dove in pochissimi minuti girati in maniera ineccepibile, Eastwood mette in scena il sangue freddo di tre normalissimi ragazzi di fronte a un’emergenza. E forse, allo spettatore spaesato che pensa di trovarsi di fronte a un brutto film, bisogna suggerire o sottolineare proprio questo. Il regista normalizza l’atto eroico, raccontando effettivamente il livello medio di questi ragazzi.

Clint Eastwood non fa niente per migliorare i suoi protagonisti, a loro agio davanti alla macchina da presa, li racconta per come sono e forse proprio per questa loro mediocrità siamo disposti a essere dalla loro parte, a essere fisicamente con loro sul quel vagone, a sentirci coinvolti alla fine, persino commossi da questo atto di coraggio.

Anthony Sadler, Alek Skarlatos e Spencer Stone sono eroi che hanno ricordato al mondo che ancora esiste un’America buona, ma restano normali, anzi mediocri. La retorica eastwoodiana trova il suo coronamento in 15:17 – Attacco al Treno, muovendosi sul confine tra consapevolezza della propria americanità e presa di coscienza che quella stessa è sempre più messa in discussione.

15:17 – Attacco al treno, il trailer del nuovo film di Clint Eastwood

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Ecco il primo teaser trailer di Ore 15:17 Attacco al treno il nuovo film di Clint Eastwood, che avrà protagonisti Anthony Sadler, Alek Skarlatos, Spencer Stone, Jenna Fischer, Judy Greer, Ray Corasani, Paul- Mikél Williams, Bryce Gheisar, William Jennings.

Nelle prime ore della sera del 21 agosto 2015, il mondo ha assistito stupefatto alla notizia divulgata dai media, di un tentato attacco terroristico sul treno Thalys n. 9364 diretto a Parigi, sventato da tre coraggiosi giovani americani in viaggio attraverso l’Europa. Il film ripercorre le vite di questi tre amici, dai problemi dell’infanzia alla ricerca del loro posto nel mondo, fino alla serie di eventi sfortunati che hanno preceduto l’attacco. Durante quell’esperienza che li ha messi a dura prova, la loro amicizia non ha mai vacillato, diventando la loro arma più potente che ha consentito loro di salvare le vite di oltre 500 passeggeri presenti a bordo.

Questo eroico trio è formato da Anthony Sadler, dalla Guardia Nazionale dell’Oregon Alek Skarlatos e dal membro delle forze armate statunitensi Spencer Stone, che nel film interpretano proprio loro stessi. Al loro fianco appaiono Jenna Fischer (“Libera uscita”; “The Office” in TV); Judy Greer (“Apes Revolution: il pianeta delle scimmie”) e Ray Corasani (l’imminente serie TV “The Long Road Home”). Paul-Mikél Williams interpreta Anthony da giovane, Max Ivutin e Bryce Gheisar interpretano entrambi le versioni più giovani di Alek; mentre Cole Eichenberger e William Jennings assumono il ruolo del giovane Spencer.

Eastwood (“Sully”, “American Sniper”) dirige il film da una sceneggiatura di Dorothy Blyskal, basata sul libro The 15:17 to Paris: The True Story of a Terrorist, a Train, and Three American Heroes di Anthony SadlerAlek Skarlatos, Spencer Stone e Jeffrey E. Stern. Eastwood è anche il produttore della pellicola, insieme a Tim Moore, Kristina Rivera e Jessica Meier. Il produttore esecutivo è Bruce Berman.

Il team creativo è composto dagli assidui collaboratori del regista: Tom Stern, che ha lavorato come direttore della fotografia su 13 film di Eastwood; Deborah Hopper, che ha curato i costumi di 17 film di Eastwood e Blu Murray, che recentemente si è occupato del montaggio di “Sully”. Il veterano direttore artistico Kevin Ishioka, che ha curato le scene di “Sully” e dell’imminente “Dunkirk”, è lo scenografo della produzione.

Ore 15:17 Attacco al treno  sarà distribuito dalla Warner Bros. Pictures, una società della Warner Bros. Entertainment e in alcuni territori selezionati dalla Village Roadshow Pictures.

15-18 l’Italia in Guerra: al via le riprese del film di Ermanno Olmi

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Sono iniziate da pochi giorni sull’Altopiano dei Sette Comuni Asiago, Vicenza, le riprese di 15-18 l’Italia in Guerra, prossimo film di Ermanno Olmi. Nel cast del film compaiono Claudio Santamaria, Jacopo Crovella, Andrea Di Maria, Francesco Formichetti, Camillo Grassi, Niccolò Senni.

S15-18 l’Italia in Guerra ermanno olmiiamo sul fronte Nord-Est, dopo gli ultimi sanguinosi scontri del 1917 sugli Altipiani. Tutto ciò che si narra in questo film è realmente accaduto. E poiché il passato appartiene alla memoria, ciascuno lo può evocare secondo il proprio sentimento.

Il film è basato su soggetto e sceneggiatura di Ermanno Olmi ed è prodotto da CINEMA UNDICI e IPOTESI CINEMA con RAI CINEMA con il contributo di Banca Popolare di Vicenza (produttore associato ai sensi delle norme sul tax credit), Edison Spa (il film sarà realizzato applicando il protocollo EDISON GREEN MOVIE), Nonino Distillatori (in associazione ai sensi delle norme sul tax credit).

Inoltre, il film è realizzato con il contributo della Regione Veneto, Fondo regionale per il cinema  el’audiovisivo, Vicenza Film Commission, con le etichette di film riconosciuto di Interesse Culturale con il sostegno del Ministero per i Beni e le attività Culturali – Direzione Generale per il cinema, con il sostegno della Presidenza del Consiglio dei Ministri Struttura di Missione per la Commemorazione del Centenario della Prima Guerra Mondiale.

Le riprese di 15-18 l’Italia in Guerra si protrarranno fino alla fine di febbraio.

15 villain che hanno deluso le aspettative

15 villain che hanno deluso le aspettative

Quante volte l’idea che ci siamo fatti del villain principale di un film è stata tradita dal risultato finale? Spesso capita di immaginare la portata e la potenza di un antagonista opposta agli eroi positivi, di sognare caratteri estremi e lodare ancora prima di vederli in azione la performance dell’attore che li interpreta; e molto spesso, invece, quelle aspettative vengono irrimediabilmente deluse quando si tratta di famosi blockbuster o affermati franchise, oggi più che mai cinecomic e saghe sci-fi come Star Wars o Star Trek.

Di seguito ecco la lista stilata da ScreenRant che riunisce i 15 villain della storia recente del blockbuster americano che non hanno retto le aspettative deludendo i fan.

Captain Phasma

Primo stormtrooper femminile ad apparire in un film di Star Wars, Captain Phasma era destinato a suscitare una speciale attenzione. Eppure, nonostante il look visivamente accattivante e la prova di Gwendoline Christie, il personaggio ha deluso le aspettative. Phasma non fa davvero niente di emozionante prima della sua improvvisa fine. 

Oberhauser

Quando fu annunciato Spectre, i fan di 007 hanno iniziato a speculare sulla presenza del leggendario villain Ernst Stavro Blofeld. Tuttavia, una volta rivelato il casting, è stato reso noto che il Bond di Daniel Craig si sarebbe scontrato con un nuovo personaggio, cioè Franz Oberhauser, interpretato da Christoph Waltz. Da lì partirono folli speculazioni sulla sua identità segreta, ovvero che “Oberhauser” fosse solo una copertura per  Blofeld. Alla fine nemmeno il mistero e la prova di Waltz sono stati all’altezza di quanto ci si aspettava.

The Joker

In Suicide Squad, il regista David Ayer e il montatore John Gilroy hanno tagliato la maggior parte delle scene con Jared Leto per concentrarsi meglio sulla narrativa principale del film. Ed è un peccato, considerando quanto hype girasse attorno al nuovo Joker, poichè l’attore ha una presenza innegabilmente raccapricciante e squilibrata.

Ultron

Nei fumetti è un androide genocida tra i più grandi nemici degli Avengers: per questo all’annuncio della presenza di Ultron come villain del secondo film sui Vendicatori, i fan si erano mostrati molto entusiasti. Il vero problema però risiede nella sceneggiatura di Joss Whedon che si basa troppo sull’umore tipico del regista: Whedon presenta Ultron così disinvolto da sminuire il suo senso di minaccia. Di conseguenza, siamo anche meno inclini a preoccuparci del destino dei Vendicatori…

John Harrison

Come Oberhauser, il villain di Star Trek Into Darkness John Harrison rappresenta un’altra mossa astuta che i fan hanno subito captato. Anche dopo che il regista J.J. Abrams e l’attore Benedict Cumberbatch hanno negato esplicitamente che Harrison fosse in  realtà l’iconica nemesi Khan Noonien Singh, le voci persistevano ancora. Non è stato uno shock quando le voci sono state convalidate, ma per alcuni fan l’inganno dei realizzatori è stato una ragione sufficiente per sentirsi delusi.

Venom

Anche se Topher Grace aveva portato in Spiderman 3 un’innegabile energia, sembra che il personaggio non abbia mai riscosso troppo successo. La CGI della maschera era poco convincente e insieme alla trama caotica del film, con tre principali antagonisti, Eddie Brock non ha mai avuto la possibilità di ritagliarsi lo spazio che gli spettava.

Darth Vader

Qui parliamo della versione giovane, cioè Anakin Skywalker, di Darth Vader interpretata da Hayden Christensen nella Vendetta ei Sith. Il personaggio, nonostante l’impegno, risulta ancora continua l’apprendista goffo e petulante del precedente film, con l’attore che non riesce a comunicare l’oscurità dell’anima di Anakin. Queste carenze, insieme ad una sceneggiatura spesso grossolana, rendono la prima apparizione cronologica di Darth Vader deludente sotto ogni aspetto.

Helmut Zemo

Daniel Brühl, che ha fatto il meglio che poteva nei panni di Helmut Zemo, in apparenza il principale villain di Capitan America: Civil War. In realtà, Zemo serviva da espediente narrativo per innescare il vero conflitto nel film tra Cap e Iron Man. Dimenticabile insomma.

Lex Luthor

Uno dei molti elementi di Batman v Superman che i fan continuano a discutere è l’interpretazione di Jesse Eisenberg nei panni di Lex Luthor. L’acerrimo nemico di Superman è un super-genio comico ed eccentrico molto distante dalla mente criminale taciturna dei fumetti. Alcuni sostengono che il personaggio avesse più in comune con il Joker che con il vero Luthor. 

The T-X

Terminator 3: Rise of the Machines è stato un passo falso nel franchise. Parte del problema era forse il personaggio di il T-X, deluso dagli snodi di sceneggiatura e privo di capacità (appartenenti ai vecchi villain della saga) di generare più di un leggero senso di suspense.

Steppenwolf

Nemmeno il talento dell’attore Ciarán Hinds è riuscito a salvare la tenue rappresentazione di Steppenwolf in Justice League. Effetti speciali a parte, dovuti all’entrata frettolosa di Joss Whedon in post produzione, il villain non regge il confronto con le aspettative risultando eccessivamente anonimo.

L’Enigmista

Il casting di Jim Carrey come l’Enigmista nel Batman di Joel Schumacher aveva all’epoca senso almeno da un punto di vista commerciale. Sfortunatamente, nel film Carrey ha deluso molto le aspettative.

Mandarino

Altra interpretazione al di sotto dell’hype, quella di Ben Kingsley nel ruolo del mandarino in Iron Man 3. Nonostante il colpo di scena e la rivelazione finale, è difficile non essere d’accordo con i fan dei fumetti amaramente delusi dal personaggio.

Apocalypse

Apocalypse è uno dei più temibili nemici degli X-Men: grazie ai suoi poteri devastanti e alla brutale mentalità, il villain ha costruito una solida reputazione tra i fan dei Merry Mutants della Marvel. Sfortunatamente, l’Apocalisse visto sullo schermo in X-Men: Apocalypse non è all’altezza degli standard stabiliti dalla sua controparte fumettosa, nonostante gli sforzi di Oscar Isaac.

Leader Supremo Snoke

Quando il Leader Supremo Snoke di Andy Serkis è apparso per la prima volta ne Il Risveglio della Forza, i fan della saga di Star Wars si sono subito incuriositi. Eppure nessuno avrebbe potuto prevedere la sua morte improvvisa alla fine di Episodio VIII, lasciando così irrisolte le domande sul suo passato. Resta il dubbio e il rammarico, ovviamente, ma niente esclude il suo ritorno.

15 tute per Spider-Man: la classifica e la spiegazione dei costumi dell’Uomo Ragno al cinema

Tra le numerose trasposizioni cinematografiche, l’iconico costume rosso e blu indossato da Spider-Man ha avuto molte versioni differenti nei film Marvel. Il celebre eroe che si muove tra i grattacieli con le sue ragnatele è apparso per la prima volta nella trilogia live-action diretta da Sam Raimi, con l’attore Tobey Maguire nel ruolo dell’uomo dietro la maschera. Successivamente Andrew Garfield ha preso il suo posto come protagonista della saga di The Amazing Spider-Man, ma questa versione del personaggio è stata purtroppo interrotta dopo appena due film. Più recentemente, invece, Tom Holland ha interpretato Spider-Man, trasformando il suo ruolo in una presenza molto più importante all’interno del Marvel Cinematic Universe.

Come ogni altro eroe Marvel, anche Spider-Man ha dovuto affrontare numerosi villain, tra cui Doctor Octopus, Green Goblin, Venom, Sandman e molti altri. Ogni avversario è stato concepito con abilità differenti, rendendo alcuni nemici più pericolosi e difficili da affrontare rispetto ad altri. Per questo motivo Peter Parker ha avuto bisogno di protezione durante gli scontri, continuando però a mantenere segreta la propria identità. In vent’anni di cinema, il personaggio ha indossato diversi costumi, ognuno dei quali gli ha fornito gli strumenti necessari per salvare la situazione. Ma cosa rende ogni costume diverso dagli altri?

Spider-Man — Costume da wrestling

Mentre una sera parlava con la sua storica cotta Mary Jane, il Peter Parker interpretato da Tobey Maguire vide successivamente la ragazza allontanarsi a bordo della nuova e lussuosa automobile di un amico. Geloso della situazione, Parker trovò il giorno seguente un annuncio su un giornale e decise di partecipare a una competizione di wrestling amatoriale.

La sua speranza era quella di vincere abbastanza denaro da comprare un’auto e impressionare Mary Jane Watson. Dopo aver realizzato diversi progetti per il costume, Peter optò per un look estremamente improvvisato: una maglia rossa a maniche lunghe con il simbolo di Spider-Man, pantaloni della tuta blu, una maschera e dei guanti.

Pur non offrendo una grande protezione, il costume era perfettamente adatto alle prime fasi del percorso di Peter come supereroe e gli permetteva di nascondere la propria identità.

Spider-Man e Spider-Man 2 — Il costume originale di Tobey Maguire

Dopo la morte di suo zio Ben, le celebri parole “da un grande potere derivano grandi responsabilità” iniziarono a risuonare nella mente di Peter Parker. Deciso a utilizzare i suoi nuovi poteri per fare del bene, sostituì il costume da wrestling e portò con sé quell’importante insegnamento ricevuto dallo zio nella nuova versione del suo look da supereroe.

L’obiettivo finale di Parker era liberare New York dal crimine e diventare un simbolo di speranza per le persone. Il costume più iconico di Spider-Man apparve sia in Spider-Man sia in Spider-Man 2. Per il sequel, tuttavia, il regista Sam Raimi introdusse alcune modifiche sottili al design, come colori rosso e blu più intensi e brillanti.

Spider-Man 3 — Il costume nero del simbionte

In Spider-Man 3 di Sam Raimi, Peter scopre la vera identità dell’assassino di suo zio. Frustrato dalla situazione, Parker inizia lentamente a trasformarsi nell’opposto di ciò che rappresenta Spider-Man: diventa arrogante, ossessionato dalla vendetta e sempre più violento.

Durante un doloroso incubo, una sostanza scura simile a una melma aliena si lega al costume originale di Spider-Man, trasformandolo in una versione completamente nera. Il nuovo costume gli garantisce maggiore forza e resistenza, permettendogli di sconfiggere rapidamente Sandman, ovvero Flint Marko.

Dopo essersi accorto che il simbionte stava influenzando negativamente il suo stato mentale, Parker riesce a liberarsene. Tuttavia, il costume finisce nelle mani del suo rivale al Daily Bugle, Eddie Brock, che successivamente diventerà Venom.

The Amazing Spider-Man 1 e 2 — Il costume originale di Andrew Garfield

Con Andrew Garfield nei panni di Peter Parker, Sony tentò di riavviare completamente il franchise di Spider-Man. L’obiettivo principale era rendere il personaggio diverso rispetto ai film precedenti, e questa scelta risultò evidente anche nel design del costume.

Il nuovo look conferiva ai due film un’atmosfera più fresca, con una delle differenze principali rappresentata dagli occhi dalle tonalità giallastre. Inoltre, le strisce nere intrecciate presenti sul costume di Parker risultavano meno evidenti rispetto al passato.

In The Amazing Spider-Man 2, Andrew Garfield indossò invece un costume più vicino alla versione classica del personaggio, molto più simile a quello visto nella trilogia di Spider-Man diretta da Sam Raimi.

Spider-Man: Homecoming — Il costume fatto in casa di Peter Parker

Apparso per la prima volta in Spider-Man: Homecoming, il Peter Parker interpretato da Tom Holland indossa un costume molto originale, che dà l’impressione di essere stato realizzato utilizzando tutte le risorse disponibili. Questa versione mette maggiormente in risalto la personalità goffa, impacciata e allo stesso tempo adorabile di Peter, più che le sue capacità da supereroe.

Sebbene non sia tecnologicamente avanzato come i costumi che indosserà successivamente, questa versione presenta comunque alcune caratteristiche interessanti, come gli occhiali neri. Questi gli permettono di avere una visione più chiara mentre si muove nell’aria ad alta velocità, soprattutto durante lo scontro con l’Avvoltoio.

Il costume include anche dei lancia-ragnatele montati ai polsi, che Parker utilizza sia per combattere i criminali sia per proteggersi durante gli scontri.

Captain America: Civil War e Spider-Man: Homecoming — Il costume di Tony Stark

In Captain America: Civil War, Tony Stark consegna a Peter il suo primo vero costume da Spider-Man dotato di un sistema di intelligenza artificiale integrato. Questa tuta può richiamare un drone, formato dal simbolo del ragno presente sul petto, capace di attaccare e stordire i nemici nelle vicinanze.

Inoltre, una particolare struttura triangolare di tessuto presente sul torso permette a Peter di planare nell’aria proprio come farebbe un atleta con una tuta alare. Stark aggiunge anche un sistema GPS che consente a Spider-Man di proiettare dai polsi una mappa olografica dell’ambiente circostante.

Persino le impostazioni dei lancia-ragnatele vengono potenziate, permettendo a Peter di scegliere modalità differenti di utilizzo, come la tecnica chiamata “web-snare”, in grado di intrappolare i bersagli nemici.

Avengers: Infinity War e Endgame — Il costume Iron Spider

Dopo aver salvato un aereo pieno di tecnologia Stark, Peter riceve dal suo mentore Tony Stark una versione molto più avanzata del costume, conosciuta come Iron Spider.

Oltre alla presenza di un’armatura protettiva capace di autoripararsi, il cambiamento più evidente riguarda le appendici meccaniche simili a zampe di ragno che fuoriescono dalla schiena di Peter. Questi elementi aumentano la sua resistenza, la velocità e la capacità di difendersi rapidamente durante gli scontri.

Un ulteriore vantaggio del costume è la protezione dagli elementi esterni, come la mancanza di ossigeno quando Spider-Man deve viaggiare nello spazio. La modalità letale “instant-kill” offre inoltre a Parker un importante vantaggio in battaglia, permettendo alle appendici posteriori di muoversi autonomamente e neutralizzare più nemici contemporaneamente.

Spider-Man: Un nuovo universo — Il primo costume di Miles Morales

In Spider-Man: Un nuovo universo, Sony adotta un approccio differente al personaggio di Spider-Man, trasformando la storia in un’avventura animata. Miles Morales riceve il suo primo costume da supereroe dopo averlo acquistato in un negozio locale, e il design ricorda molto il costume da wrestling indossato da Peter Parker nel primo film di Spider-Man diretto da Sam Raimi.

È un costume economico, realizzato con un materiale sottile e caratterizzato da una semplice apertura per gli occhi, che gli conferisce un aspetto piuttosto anonimo. Tuttavia, si adatta perfettamente alla fase iniziale del viaggio di Miles come nuovo Spider-Man.

Oltre a nascondere la sua identità, questa prima versione non possiede particolari caratteristiche che la rendano speciale o particolarmente efficace.

Spider-Man: Un nuovo universo — Il secondo costume di Miles Morales

La seconda versione del costume di Miles Morales rappresenta un’evoluzione importante del personaggio e un netto miglioramento rispetto alla prima. Invece di utilizzare i tradizionali colori rosso e blu di Spider-Man, Miles sceglie una combinazione rossa e nera, modificando anche il modo in cui il pubblico percepisce il nuovo Uomo Ragno.

Anche il logo sul petto si distingue maggiormente dal simbolo classico, assumendo un aspetto simile ai graffiti, elemento collegato agli interessi personali di Miles nel corso del film.

Per quanto riguarda le funzionalità, il costume permette a Miles di ascoltare le comunicazioni della polizia e integra lenti oculari capaci di analizzare l’ambiente circostante, individuare nemici attraverso i muri e contrassegnarli con un indicatore, così da non perderli mai di vista.

Spider-Man: Un nuovo universo — Il costume di Peter Parker

Questa versione del costume di Peter Parker presenta un design tradizionale pensato per il pubblico. Sia Peter Parker sia Peter B. Parker indossano questa variante in Spider-Man: Un nuovo universo e, anche se il design non presenta particolari modifiche rispetto alle versioni precedenti, offre comunque alcuni elementi interessanti.

Essendo un film d’animazione, infatti, il costume permette di rappresentare in modo più evidente le espressioni facciali di Parker e rende più visibili anche i caratteristici effetti legati al suo senso di ragno, come le linee ondulate che mostrano la sua percezione del pericolo.

Spider-Man: Far From Home — Il costume stealth “Night Monkey”

Durante un viaggio in Europa, Peter collabora con il direttore Nick Fury per affrontare la minaccia degli Elementali. Tuttavia, Parker non vuole utilizzare pubblicamente il nome di Spider-Man all’estero, perché si trova insieme ai suoi compagni di scuola e teme che la sua identità segreta possa essere scoperta.

Per questo motivo, lo S.H.I.E.L.D. sviluppa per lui un costume nero stealth, mentre il suo migliore amico Ned gli assegna il soprannome “Night Monkey” per evitare che le persone possano associarlo a Spider-Man.

Il costume è piuttosto semplice, caratterizzato dal colore completamente nero e dall’assenza delle sofisticate funzioni tecnologiche presenti nelle versioni precedenti. Anche se non offre particolari vantaggi aggiuntivi al Peter Parker di Tom Holland, Night Monkey è diventato comunque molto popolare dopo la sua apparizione in Spider-Man: Far From Home.

Spider-Man: Far From Home — Il costume potenziato

Quentin Beck, conosciuto anche come Mysterio, lascia Peter Parker in fin di vita durante lo scontro finale di Spider-Man: Far From Home. Dopo essere stato salvato da Happy Hogan, Peter ha bisogno di un nuovo costume per affrontare Beck e avere una possibilità contro le sue illusioni.

Utilizzando un Fabricator di Stark Industries presente a bordo del jet di Stark, Parker trova gli schemi dettagliati di tutti i suoi precedenti costumi da Spider-Man e crea una nuova versione della tuta realizzata originariamente da Tony Stark.

Sebbene il costume rosso e nero abbia un aspetto molto elegante e moderno, non possiede un sistema di intelligenza artificiale integrato né le diverse combinazioni avanzate dei lancia-ragnatele presenti nelle versioni precedenti. Di conseguenza, questa variante risulta molto più essenziale rispetto agli altri costumi indossati da Peter.

Spider-Man: No Way Home — Il costume al contrario

Nella versione estesa di Spider-Man: No Way Home, il costume potenziato di Peter viene macchiato con della vernice verde dopo che uno dei sostenitori di Mysterio gliela lancia addosso.

Parker prova più volte a rimuovere la macchia, ma senza successo. Trova quindi un modo alternativo per risolvere il problema: indossare il costume al contrario prima dello scontro con Electro e Sandman provenienti dal multiverso.

Questa versione “inside-out” della tuta sembrava, sulla base dei trailer di Spider-Man: No Way Home, un nuovo design pensato per il personaggio di Tom Holland. In realtà, però, non introduce particolari novità oltre al suo aspetto distintivo caratterizzato dai colori nero e oro.

Spider-Man: No Way Home — Il costume integrato

Probabilmente il costume più spettacolare indossato da Peter Parker di Tom Holland arriva nella parte finale di Spider-Man: No Way Home.

Peter utilizza la tecnologia di Stark Industries per curare il dottor Octavius e rimuovere la nanotecnologia che controllava i suoi tentacoli meccanici. Successivamente recupera quella stessa tecnologia e la combina con il proprio costume potenziato da Spider-Man.

Il risultato è una nuova versione della tuta con un grande simbolo dorato a forma di ragno sul torso. Sebbene questa sia l’unica vera differenza estetica rispetto ai precedenti costumi di Spider-Man presenti nel film, rappresenta comunque un elemento importante nello sviluppo del personaggio e nella sua crescita narrativa.

Spider-Man: Brand New Day — Il classico costume rosso e blu

Il costume di Tom Holland in Spider-Man: Brand New Day riporta l’eroe alle sue origini più artigianali, con una versione classica rossa e blu priva della nanotecnologia di Iron Man.

La nuova tuta ha un aspetto molto più vicino alla tradizione di Spider-Man, con i colori iconici del personaggio, le ragnatele in rilievo che ricordano il costume di Tobey Maguire e i classici simboli del ragno con zampe allungate, presenti sia nella versione rossa sia in quella nera.

Il costume mantiene volutamente un’impostazione più fai-da-te, anche se Peter Parker ha ormai sviluppato un proprio sistema di intelligenza artificiale chiamato E.V., utilizzato per monitorare la tuta e i suoi lancia-ragnatele. Inoltre, conserva gli occhi espressivi introdotti nelle versioni precedenti.

Questa scelta rappresenta chiaramente il nuovo percorso di Spider-Man, sempre più vicino alla dimensione di un eroe urbano e indipendente, il classico “amichevole Spider-Man di quartiere” impegnato a combattere il crimine a livello locale.

15 teorie dei fan sugli Avengers, dopo Infinity War

15 teorie dei fan sugli Avengers, dopo Infinity War

Come forse saprete, inizialmente il progetto dei Marvel Cinematic Universe aveva previsto Avengers: Infinity War e Avengers 4 come la Parte I e la Parte II di un solo film. Durante la produzione però le cose sono cambiate, con gli studios che hanno optato per la realizzazione di due capitoli connessi ma distinti.

Tuttavia in una recente dichiarazione, Joe Russo (regista insieme al fratello Anthony degli ultimi due film su Captain America e di Infinity war) ha specificato che “Il primo film è Avengers: Infinity War e con il tempo riveleremo cosa è il secondo.”

L’intento, sembra, è quello di mantenere il mistero intorno al quarto film sui vendicatori, tuttavia, alcune immagini dal backstage e molti rumors sembrano portarci in una sola direzione: Avengers 4 sarà un film sui viaggi nel tempo. Questa, insieme ad altre speculazioni, fa parte delle speranze dei fan.

Leggi anche – Avengers: 10 teorie su Infinity War che potrebbero rivelarsi vere

Ecco allora di seguito le 15 teorie elaborate dai fan sul futuro degli Avengers dopo gli eventi di Infinity War, raccolte da CBR:

Avengers 4 parlerà di viaggi nel tempo

Sebbene i fan non abbiano idea di dove Infinity War porterà i protagonisti, le foto dal dietro le quinte hanno lasciato intendere che Avengers 4 tornerà indietro nel tempo attraverso la storia del MCU.

Abbiamo infatti visto un ritorno al laboratorio distrutto di Tony Stark, la Battaglia di New York e Hope Pym con il suo taglio di capelli che aveva in Ant-Man. Inoltre, è stata girata una scena risalente ai tempi della seconda guerra mondiale.

Ant-Man e Occhio di Falco salteranno nel multiverso

Assenti dal materiale promozionale di Infinity War, Occhio di Falco e Ant-Man sono due personaggi avvolti nel mistero dopo essere stati protagonisti in Captain America: Civil War.

Alcuni fan credono che la loro “scomparsa” sia voluta e che nel frattempo stiano conducendo una missione top secret per conto dei Vendicatori.

Inoltre, si è speculato sul fatto che in Avengers 4 Clint e Scott saranno gli ultimi due sopravvissuti della Terra che salteranno attraverso il Regno Quantico (da un universo all’altro) per reclutare versioni alternative dei Vendicatori e unirsi alla lotta contro Thanos.

Tornerà la tecnologia B.A.R.F. di Tony Stark

Diverse foto rubate dal set di Avengers 4 hanno mostrato Tony Stark, Captain America e Hulk durante la battaglia di New York, svoltasi alla fine del primo film sugli Avengers.

Tony però non indossa l’armatura Iron Man, ma un’uniforme dello S.H.I.E.L.D., mentre Ant-Man è lì, prima della sua comparsa ufficiale nel MCU.

Il mistero è diventato più grande quando è stata avvistata sul set una scatola con su scritto “B.A.R.F.“, e i fan sanno che quello è il nome della tecnologia della realtà aumentata progettata da Tony Stark per rivisitare le scene del suo passato.

Avengers 4 sarà in realtà Secret Invasion

Per molto tempo abbiamo creduto che Avengers 4 si sarebbe intitolato semplicemente Infinity War Parte 2, tuttavia non è stato così è il titolo rimane ancora un grosso segreto.

Questo ha portato i fan a credere nella storia dei fumetti e nelle risposte che la controparte cartacea potrebbe fornire; come Secret Invasion, che è il titolo dei fumetti in cui la razza aliena conosciuta come gli Skrull arriva per conquistare la Terra.

Vedova Nera guiderà la A-Force

Negli ultimi anni sono stati introdotti sempre più personaggi femminili nel MCU, da Valchiria a Wasp, passando per Okoye, Shuri e Mantis fino all’imminente Captain Marvel.

Secondo i fan però, i Marvel Studios starebbero progettando un film dei Vendicatori tutto al femminile: ovvero la A-Force. Sappiamo che uno standalone su Vedova Nera è in fase di sviluppo e che c’è del potenziale per creare una serie di film simili, dunque questa teoria non è del tutto folle.

Captain Marvel arriverà in Avengers 4

Molti fan attendono impazienti il debutto cinematografico di Captain Marvel, sappiamo che uscirà tra Infinity War e Avengers 4, motivo per cui alcuni credono che il personaggio avrà una parte nel quarto film sui Vendicatori.

Dato che Captain Marvel è ambientato negli anni Novanta ed è essenzialmente un lungo flashback, potrebbe tornare più matura in Avengers 4 per aiutare i colleghi contro Thanos.

I Fantastici 4 arriveranno a New York

Potrebbe non essere ancora concluso, eppure molti fan pensano che l’accordo tra Fox e Disney sia quasi una certezza e che se la Disney riuscirà davvero ad acquistare tutti i diritti cinematografici della Fox, questo significherebbe far tornare “a casa” anche i Fantastici 4.

Secondo alcune teorie, i Fantastici Quattro potrebbero aver acquistato la Torre di Stark (vista in Spider-Man: Homecoming), e in effetti l’identità dell’acquirente non è stata divulgata.

L’attacco di Thanos provocherà la creazione dei Mutanti

Ancora, se l’accordo tra Disney e Fox andasse a buon fine, gli X-Men potrebbero unirsi al MCU. Per questo motivo, alcuni credono che l’attacco di Thanos sulla Terra, insieme all’uso del guanto dell’infinito, porterebbe alla creazione della razza mutante sul nostro pianeta.

Dopo tutto, uno sviluppo simile c’è stato nei fumetti di Infinity War

Namos arriverà nel MCU

Black Panther è stato un successo senza precedenti al botteghino per i Marvel Studios, e mentre i fan aspettano il sequel, già si inizia a teorizzare sull’identità dei potenziali villain.

Per alcuni il nuovo cattivo sarà Namor, il Re di Atlantide e alleato dei Vendicatori, spesso ritratto come antagonista nei fumetti, dove ha sviluppato una forte rivalità con T’Challa.

Iron Man morirà in Avengers 4

Tutto ha avuto inizio con Iron Man, che nel 2008 introduceva Robert Downey Jr.  nei panni di Tony Stark: per molti rimane improbabile che l’attore resterà nel MCU anche dopo Avengers 4, dunque è facile ipotizzare che sarà proprio lui a morire nel capitolo quattro sui Vendicatori.

Bucky diventerà Captain America

Dopo le recenti dichiarazioni di Chris Evans sulla scadenza del suo contratto, è stato normale pensare che l’attore non tornerà più nei panni di Captain America dopo Avengers 4.

Il posto dunque rimarrà vuoto, e allora perché non immaginare il suo amico Bucky mentre prende lo scudo di Steve Rogers e diventare egli stesso il nuovo Captain America?

Nova si unirà ai Guardiani della Galassia

Sappiamo già che dopo Avengers: Infinity War uscirà Guardiani della Galassia Vol.3, sempre diretto da James Gunn, tuttavia non abbiamo ancora idea di cosa parlerà, né quale saranno i membri del team.

Molti fan sperano che ad unirsi ai Guardiani sia Richard Rider, anche conosciuto come Nova. Lo stesso Gunn ha recentemente dichiarato scherzosamente che il personaggio potrebbe apparire nel MCU, ma staremo a vedere…

Silk debutterà nel sequel di Spider-Man: Homecoming

In Spider-Man: Homecoming abbiamo visto Peter Parker protagonista assoluto, tuttavia alcuni fan pensano che nel sequel il personaggio di Cindy potrebbe essere semplicemente la Cindy Moon dei fumetti, meglio conosciuta come Silk.

Quicksilver “resusciterà”

Dobbiamo ancora riprenderci dalla morte di Quicksilver in Avengers: Age of Ultron: in parte per l’interesse scaturito dal personaggio, in parte per il suo rapporto con la sorella Scarlet Witch troncato a metà.

Tuttavia alcuni fan non hanno perso le speranze e credono che Thanos, una volta completato il guanto dell’infinito, userà la gemma della realtà riportando quindi in vita Quicksilver. 

Riri Williams sarà la prossima Iron Man

Se davvero Robert Downey Jr. dovesse lasciare i panni di Tony Stark dopo Avengers 4, il MCU avrebbe bisogno di un nuovo Iron Man. E chi se non Riri Williams (che recentemente ha fatto il suo debutto nei fumetti dopo la morte di Stark) può sostituirlo?

Riri è una giovanissima ragazza geniale, in grado di creare la sua armatura prima di diventare Ironheart. Insomma la candidata perfetta.

15 sexy star che hanno indossato il costume della Principessa Leia

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Ogni celebrità di Hollywood ha desiderato almeno una volta indossare i panni della Principessa Leia di Star Wars. Ebbene, ecco 15 sexy star che l’hanno fatto davvero per esigenze di copione, per scherzo o per una festa in maschera.

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15 scene di film realizzate che non vedremo mai

Di seguito vi proponiamo le scene di film che sono state realizzate e di cui abbiamo notizia o prova fotografica, che però poi sono sparite completamente dalla circolazione. La produzione dei film non è mai lineare e spesso capita che si siano delle scene che anche se girate non vengono inserite nel montaggio finale del film, né in alcuna altra versione del film in questione. 

Le 15 scene di film che non vedremo mai

15 scene di film eliminate che non vedremo mai

Dalla Rovina della Contea ne Il Signore degli Anelli Il Ritorno del Re a Luke Skywalker impegnato con gli speeder laser in Star Wars L’Impero Colpisce Ancora, passando per il lieto fine de La Cosa di Carpenter, ecco le scene di famosissimi film che sono state girate ma che sono poi sparite dai radar non si sono più viste.

Luke e gli speeder laser ne L’Impero colpisce ancora

Nonostante L’Impero Colpisce Ancora sia stato rivisto e rimaneggiato innumerevoli volte nel corso degli anni, come tutta la trilogia originale, non si è mai vista la scena di Luke che fronteggia gli Wampas di mentre sta armeggiando con uno speeder laser, così come si vede in alcune foto di scena.

Un finale ancora più confuso per Shining

Era stato girato un altro finale per Shining in cui assistevamo al ricovero in ospedale di Danny e Wendy, scappati dalla follia omicida di Jack. Qui il custode dell’Overlook Hotel, Ullmann, faceva loro visita e dava a Danny la stessa pallina da tennis che i fantasmi avevano usato per intrappolarlo, alludendo che il piccolo è parte di un piano più grande. Il film uscì con questo finale, ma dopo un weekend di programmazione Kubrick decise che non gli piaceva più e così mandò i montatori in tutte le sale dove era proiettato il film per far loro modificare l’ultima bobina.

Il cameo di Katy Perry in In viaggio con una rock star

Nel film, il protagonista Russell Brand interpreta la rockstar Aldous Snow che tra un’avventura e l’altra riesce anche a pomiciare con la famosa Katy Perry nei panni di sestessa. Ebbene quel cameo non lo vedremo mai perché quando è stato girato, Laty e Russell nella vita vera erano fidanzati, ma quando il film è uscito avevano già divorziato dopo 14 mesi di matrimonio.

Lieto fine de La Cosa

Il finale de La Cosa è notoriamente ambiguo ma Carpenter, per paura che lo studio bocciasse questa bellissima ambiguità finale, realizzò un altro finale cin cui MacReady torna alla base e si fa analizzare il sangue, i cui risultati dicono che è al 100% umano. Per fortuna lo Studio amò il finale originale del film e così Carpenter cestinò il lieto fine.

La Contea distrutta ne Il Ritorno del Re

Alla fine del romanzo di Tolkien, gli Hobbit tornano nella Contea solo per trovarla distrutta da Saruman. Peter Jackson aveva girato questo finale, utilizzandone alcune scene nella visione di Frodo ne La Compagnia dell’Anello, ma poi non ha più montato la sequenza, forse per ragioni di tempo. Non si tratta dell’unica parte del girato che non vedremo mai. Nella battaglia finale sappiamo che Jackson ha girato anche delle scene in cui Sauron prende forma umana e scende in campo contro Aragorn. Purtroppo nessuna di queste scene è finita nella Extended Version Home Video.

La versione originale di Metropolis

Metropolis di Fritz Lang è a oggi uno dei migliori sci-fi mai realizzati. Peccato che il primo montaggio, proiettato al Festival di Berlino e lungo 153 minuti non sia più reperibile. Dalla presentazione al festival fino all’arrivo in sala, il film fu tagliato e rimontato in una più snella versione da 91 minuti.

La morte originale di Kim Jong Un in The Interview

Sappiamo che il film ha causato non pochi danni alla Sony, con il celebre Hack che ha portato alle dimissioni di Amy Pascal. Il film finisce con il dittatore Kim Jong Un che muore in un’esplosione di un elicottero, ma a causa dei problemi causati dal film allo studio, la sequenza è stata edulcorata e mostra le fiamme che lo circondano mentre l’elicottero esplode. Nella versione originale girata e mai proiettata, Kim Jong Un viene bruciato dall’esplosione mentre la sua testa finisce per esplodere come in un film splatter.

La Fantasti-Car ne I Fantastici Quattro

Vista chiaramente nelle immagini dal backstage del film, l’automobile dei Fantastici Quattro non è apparsa nel film di Josh Trank nè in altre scene inedite circolate successivamente. Non che il film potesse essere salvato dalla presenza del famoso veicolo, ma qualche fan particolarmente dedito ai personaggi avrebbe amato vedere la scena.

Il pozzo dei ragni in King Kong

Il King Kong del 1933 resta a oggi un capolavoro di stop motion, che però non vedremo mai nella sua versione integrale. Sembra infatti che Merian C. Cooper e Ernest B. Schoedsack, co-registi della parte in stop motion del film, avessero realizzato una scena in un pozzo di ragni preistorici sull’Isola del Teschio, che però non è mai stata vista da nessuno. Nel 2005, Peter Jackson realizzò di nuovo quella scena per il suo King Kong, ma non sapremo mai quanto si sia avvicinato all’orrore della scena originale.

Joker lascia la festa in Il Cavaliere Oscuro

Molte scene del Cavaliere Oscuro non sono arrivate nel final cut, ma stando ad alcune immagini circolate in rete, sembra che la scena del Joker che evade da Arkham sia stata effettivamente girata e mai utilizzata. Questo spiegherebbe l’assenza del personaggio dal caos generato da Bane ne Il Cavaliere Oscuro il Ritorno.

La decapitazione finale in Week-end di terrore

Nel finale alternativo, mai mostrato in pubblico, la protagonista Chris, che riesce a scappare da Jason, proprio quando pensa di essere in salvo, viene aggredita dal mostro che la decapita. Lo studio ha poi deciso che la decapitazione dell’eroe era un po’ troppo e ha accantonato il finale, optando per la salvezza della ragazza.

La sparatoria nel cinema di Gangster Squad

La verisone originale del film prevedeva una sparatoria nel Grauman’s Chinese Theatre, tuttavia un fatto di cronaca ha spinto lo studio da tagliare la scena. Poche settimane prima, durante la prima de Il Cavaliere Oscuro il Ritorno, un pazzo sparò sugli spettatori in un cinema di Aurora, e così per delicatezza nei confronti delle vittime della follia, la Warner Bros decise di tagliare la scena.

Il figlio di Khan in Star Trek II: L’Ira di Khan

La versione originale del film prevedeva la presenza di un bambino, il figlio di Khan, che veniva ucciso alla fine della storia, ma uccidere un bambino in maniera così brutale non era nelle intenzioni dello studio che decise di eliminare la scena.

Il video dell’intera crew in Punto di Non Ritorno

La scena in cui la crew del film viene cannibalizzata e stuprata nel finale era molto molto più lunga, ma lo studio impose al regista di tagliare oltre mezz’ora di contenuti violenti.

Adrien Brody protagonista ne La Sottile Linea Rossa

Billy Bob Thorton, Viggo Mortensen e tanti altri sono stati completamente tagliati dal montaggio finale de La Sottile Linea Rossa. Nel film, nel finale, vediamo anche Adrien Brody, che però, nelle sue dichiarazioni, aveva girato così tante scene da poter essere il protagonista del film, così come il suo personaggio lo è del libro. Tutavia nessuno sfugge alle forbici di Malick, chiedere a Sean Penn per credere!

15 scene di film di successo senza effetti digitali

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15 scene di film di successo senza effetti digitali

Come sarebbero le sequenze più spettacolari di alcuni film di successo come The Avengers, Gravity, The Wolf Of Wall Street, Vita di Pi, Il Grande Gatsby, Man o f Steel  senza effetti speciali? la risposta, eccola in una divertente gallery:

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Gravity dopoQueste sequenze a volte e in alcuni casi, di sana pianta sono elaborate grazie alla CGI, La computer-generated imagery (termine mutuato dalla lingua inglese che tradotto letteralmente in italiano significa immagini generate al computer) più nota con la sigla CGI, è un’applicazione nel campo della computer grafica, o più specificatamente, nel campo della computer grafica 3D per la resa degli effetti speciali digitali nei film, in televisione, negli spot commerciali, nei videogiochi di simulazione e quant’altro.

La vettorializzazione di un’immagine è il processo che consente ad un’immagine bidimensionale digitalizzata di essere gestita in ogni tipo di vista tridimensionale. Nell’ambito della animazione, sul finire degli anni 1980 questo processo ha portato una vera e propria rivoluzione nella realizzazione dei cartoni animati, principalmente per il fatto che l’animazione non doveva più avvenire attraverso il montaggio su pellicola dei vari fotogrammi, ma essendo proveniente da immagini già digitali, essa poteva essere gestita direttamente al computer.

15 ruoli di cui gli attori non dovrebbero andare fieri

15 ruoli di cui gli attori non dovrebbero andare fieri

Molte volte, nella carriera di un attore, arriva un momento in cui si è costretti a fare delle scelte rischiose e capita così di farsi coinvolgere in progetti che, si sa già dall’inizio, non saranno bene accolti. Ecco 15 ruoli di cui gli attori non dovrebbero andare fieri, e di cui in effetti si vergognano anche un po’. [nggallery id=3048]

Molti degli attori nella lista sono poi riusciti a riscattarsi da ruoli particolarmente infelici, vedi Ryan Reynolds o Ben Affleck, o ancora Kristen Stewart che da eroina young adult è diventata la nuova musa degli autori europei e americani. Ma molti sembrano irredimibili, a partire da Adam Sandler, fino a Megan Fox, che però, con l’eventuale partecipazione nel ruolo di Poison Ivy a Gotham City Sirens, potrebbe avere una nuova occasione per riscattarsi, o fare peggio.

15 personaggi rovinati dalla computer grafica

15 personaggi rovinati dalla computer grafica

Il progresso in campo digitale ha fatto passi da giganti negli ultimi dieci anni, sebbene la storia recente del cinema di intrattenimento non possa vantare sempre ottimi risultati. Ci sono infatti dei film i cui personaggi principali, realizzati attraverso la computer grafica, si sono rivelati determinanti per la non riuscita dell’operazione; ultimo dei casi, pensate al Superman “senza baffi” di Justice League.

Ecco allora i più famosi 15 personaggi malamente rovinati da una scarsa computer grafica, elencati da ScreenRant:

L’incredibile Hulk

Nel 2003, L’incredibile Hulk di Ang Lee ci ha regalato un personaggio introspettivo ma la resa della cgi fu un vero e proprio incubo. Se poi si contano le recensioni contrastanti e il risultato poco incoraggiante al botteghino, il film Marvel si è rivelato un flop.

Cyborg

Presentato ufficialmente in Justice League, Cyborg è un personaggio che al 95% appare sullo schermo ricoperto dalla sua armatura: il risultato finale del lavoro digitale ha lasciato perplessi più spettatori, soprattutto quando la copertura di metallo viene illuminata. Colpa di una post-produzione raffazzonata e presa in mano all’ultimo minuto da Joss Whedon?

Hero Boy

In Polar Express Tom Hanks interpreta più ruoli ma ognuno di questi appare sempre inquietante nelle movenze. E la colpa va riconosciuta nel lavoro della cgi. Eppure all’epoca il film si era proposto di restituire al pubblico animazioni umane iper realistiche, ma così non è stato.

Lanterna Verde

Il carisma di Ryan Reynolds non è bastato dal salvare Lanterna Verde dal terribile esperimento di costumi in CGI. Forse un costume di stoffa o magari una bella armatura spaziale avrebbero funzionato meglio…

Daredevil

Il costume da battaglia di Daredevil in pelle rossa funzionava abbastanza bene nel film con Ben Affleck, tuttavia è nelle scene d’azione che il manichino CGI dava quella strana sensazione di trovarsi in un videogioco degli anni ’90 con movimenti rigidi, un’animazione irregolare e una colorazione rossa straniante. 

Catwoman

Catwoman ha sofferto la stessa mancanza di visione che ha fatto fallire progetti come Lanterna Verde e Daredevil, anche per colpa di un uso scorretto della CGI.

Scooby-Doo

L’animazione digitale del film di Scooby-Doo lasciava a desiderare: tecnicamente si stava cercando di farlo diventare un cartone animato in live action che non doveva sembrare  troppo realistico, ma almeno fantastico. Ebbene il risultato finale non ha rispettato nessuna delle due aspettative. 

La Bestia

Nel suo nuovo live action, la Disney non voleva che la Bestia sembrasse realistica, perché avrebbe significato offrire al pubblico (di cui una parte composta da giovanissimi) un personaggio terrificante. Il compromesso tuttavia ha portato a questo: una Bestia in Cgi che non aveva nulla della cattiveria dell’originale film d’animazione.

Maz Kanata

Sebbene la performance vocale di Lupita Nyong’o sul personaggio di Maz Kanata sia davvero notevole, la resa digitale sembra aver fallito, anche perché la somiglianza con Yoda è evidente.

Beowulf

Esattamente come The Polar Express, la cgi di Beowulf non ha funzionato come avrebbe dovuto. Tutta l’epica fu sgonfiata dalla stretta aderenza alla realtà a cui l’animazione cercava di aggrapparsi, con personaggi che sembravano più un ologramma scintillante. 

Ghost Rider

Ghost Rider vede protagonista un uomo con un teschio fiammeggiante come testa e l’effetto da raggiungere era assai difficile da rendere. Il regista Mark Steven Johnson e il suo team di effetti speciali si sono spinti così lontano da scontrarsi con un risultato fallimentare nonostante il budget.

Superman

Henry Cavill era già impegnato con le riprese di Mission: Impossible 6 quando fu richiamato per un reshoot di Justice League, ma i produttori del film di Tom Cruise non gli hanno permesso di radersi i baffi. Josh Whedon ha fatto così ricorso alla CGI per eliminarli dal volto dell’attore…il risultato finale ha ispirato innumerevoli meme e battute di ogni tipo. 

I Fantastici 4

Dalla maldestra resa dell’aspetto roccioso de La Cosa e dei suoi misteriosi occhi umani, alle fiamme fumettistiche che hanno ridicolizzato Michael B. Jordan, dallo strano allungamento di Mr Fantastic, si può dire che gli effetti speciali de I Fantstici 4 hanno fallito su tutta la linea.

Teenage Mutant Ninja Turtles

Il look delle Tartarughe Ninja è drasticamente cambiato nel corso degli anni, ma il fim del 2014 per qualche ragione ha deciso di innestare nel volto dei personaggi dettagli “umanizzati”, con occhi e bocche impostati su sfere verdi galleggianti e il risultato è stato un disastro totale. 

Yoda

Sembra imperdonabile che decenni dopo la sua prima comparsa, il personaggio di Yoda abbia subito un trattamento CGI così scarso. A malapena riconoscibile rispetto alle vecchie trilogie, yoda appare come un vecchio burattino zoppicante che all’improvviso si trasforma in un ninja acrobatico.