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Viola Davis: 10 cose che non sai sull’attrice

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Viola Davis: 10 cose che non sai sull’attrice

Viola Davis è una di quelle attrici che ha letteralmente fatto la storia del cinema grazie alle sue incredibili interpretazioni, così intense ed incisive da rimanere nella mente del pubblico internazionale. L’attrice, che ha iniziato la sua carriera cinematografia e seriale dopo anni di teatro, ha sempre dimostrato di saper scegliere i ruoli migliori per i suoi talenti, tanto da risultare una delle attrici più apprezzate ed amate in tutto il mondo.

Ecco, allora, dieci cose da sapere su Viola Davis.

Viola Davis: i suoi film e i programmi televisivi

1. Ha recitato in celebri film. La carriera dell’attrice è iniziata nel 1996, anno di debutto al cinema grazie al film Il colore del fuoco. In seguito, lavora in Out of Sight (1998), Traffic (2000), Kate & Leopold (2001), Solaris (2002), Lontano dal paradiso (2002), World Trade Center (2006), Disturbia (2007), Come un uragano (2008), Il dubbio (2008), Giustizia privata (2009), Mangia prega ama (2010), Innocenti bugie (2010) e Trust (2010). Tra i suoi ultimi film, vi sono The Help (2011), Molto forte, incredibilmente vicino (2011), Ender’s Game (2013), Prisoners (2013), La scomparsa di Eleanor Rigby (2013), Get on Up (2014), Blackhat (2015), Suicide Squad (2016), Barriere (2016), Widows – Eredità criminale (2018), Ma Rainey’s Black Bottom (2020), The Suicide Squad – Missione suicida (2021) e The Unforgivable (2021).

2. Ha recitato anche per il piccolo schermo. Nel corso della sua carriera, l’attrice non si è dedicata a recitare solo per il grande schermo, ma ha avuto modo di lavorare anche in diversi programmi televisivi. Infatti, ha preso parte alle serie City of Angels (2000), CSI – Scena del crimine (2002), Traveler (2007), Law & Order – Unità vittime speciali (2003-2008), United States of Tara (2010) e Le regole del delitto perfetto (2014-2020), che le ha dato grande popolarità. Ha poi rcitato in Scandal (2018) e Peacemaker (2022-in corso)

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Viola Davis in Suicide Squad

3. Ha preparato il ruolo leggendo. L’attrice, per poter interpretare al meglio il ruolo di Amanda Waller in Suicide Squad, ha letto l’autobiografia di M. E. Thomas intitolata Confessioni di una sociopatica. Si è dunque basata fortemente su quel tipo di personalità, costruendo così un personaggio duro e al limite, appunto, della, sociopatia.

4. Le è piaciuto molto interpretare Amanda Waller. L’attrice ha dichiarato di essere rimasta affascinata dal suo personaggio, individuando la sua psicologia e la sua forza, descrivendola come una “potente donna di colore, dura, pronta a prendere una pistola e sparare a volontà”, notanto che i suoi poteri sono “la sua intelligenza e la sua totale mancanza di senso di colpa”.

Viola Davis in The Help

5. Ha espresso rammarico per il film. L’attrice ha sostenuto di non essere riuscita a mostrare la vera prospettiva delle cameriere nere: “Ho sentito alla fine della giornata che non erano le voci delle cameriere che si sentivano… se fai un film con certe premesse, vorrei sapere come ci si sente a lavorare per persone bianche e allevare bambini nel 1963. Voglio sentirlo davvero e non mi è capitato nel corso del film”.

6. Ha ricevuto una nomination agli Oscar. Grazie alla sua performance in The Help, l’attrice ha ottenuto una candidatura agli Academy Award per la Miglior attrice protagonista. Tuttavia, non è riuscita a vincere l’ambita statuetta, battuta da Meryl Streep per The Iron Lady.

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Viola Davis: il suo libro

7. Ha pubblicato un’autobiografia. Nell’aprile del 2022 la David pubblicherà la propria autobiografia, intitolata Finding Me: A Memoir. In questa, l’attrice ripercorre le tappe più significative della sua carriera, tra ruoli di rilievo e scelte che l’hanno portata ad essere la rispettata ed acclamata attrice che è oggi. Nelle pagine da lei scritte, però, l’attrice ha anche avuto modo di raccontare la sua difficile infanzia e adolescenza, il rapporto con i genitori e i sacrifici compiuti lungo il percorso. Un libro decisamente da non perdere.

Viola Davis testimonial per L’Oreal

8. Ha partecipato ad una campagna della nota azienda. In qualità di ambasciatrice L’Oreal, la Davis ha partecipato ad una campagna pubblicitaria legata al mese dell’autostima. Insieme ad altre personalità dello spettacolo come Kate Winslet, Jane Fonda e Helen Mirren, la Davis ha rilasciato una propria testimonianza circa l’importanza di credere nel proprio valore e difenderlo sempre e comunque.

Viola Davis e Danai Gurira

9. Viene spesso confusa con un’altra attrice. Da quando l’attrice Danai Gurira è divenuta una celebrità, grazie alla serie The Walking Dead e al film Black Panther, in molti non hanno mancato di notare come tra lei e la Davis vi sia una forte somiglianza, che spesso le ha portate ad essere scambiate l’una per l’altra. Effettivamente le somiglianze tra loro ci sono e come, ma le due non sono per niente imparentate.

Viola Davis: età e altezza

10. Viola Davis è nata l’11 agosto del 1965 a Saint Matthews, nel South Carolina. La sua altezza complessiva corrisponde a 165 centimetri.

Fonti: IMDb, Biography

Viola Davis sul set per Michael Mann?

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Viola Davis è entrata in trattative con Michael Mann per partecipare al suo prossimo film, le cui riprese prenderanno il via in Cina il mese prossimo.

Il film, un thriller ambientato nel mondo del cyber-crimine, è stato scritto dallo stesso Mann assieme a Davis Foehl; Chris Hemsworth è dato come possibile protagonista. Il regista come al solito ha lasciato trapelare ben poco riguardo la storia, che però dovrebbe vedere forze dell’ordine americane e cinesi impegnate a sventare un attacco informatico su larga scale. Viola Davis, ne caso raggiungesse un accordo, interpreterà un’agente dell’FBI.

L’attrice è stata recentemente sugli schermi con Beautiful Creatures: trai suoi prossimi lavori, il nuovo capitolo della saga di Ender’s Game e Prisoners di Denis Villeneuve.

Fonte: Empire

Viola Davis sarà Michelle Obama per la serie First Ladies

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Dopo il successo televisivo de Le regole del delitto perfetto, l’attrice Viola Davis tornerà presto sul piccolo schermo con la serie First Ladies. L’attrice ha infatti firmato per prendere parte nel ruolo di Michelle Obama, la quale insieme ad Eleanor Roosevelt e Betty Ford, sarà tra le protagoniste della prima stagione.

La serie si baserà sulle loro vite politiche e personali, raccontando da un punto di vista inedito quelle carismatiche e complesse donne che dall’interno della Casa Bianca hanno saputo prendere decisioni che hanno cambiato le sorti della Nazione e del mondo.

La serie sarà strutturata con tre episodi da un’ora, ognuno dedicato ad una first ladies, con il romanziere Aaron Cooley pronto a scrivere le sceneggiature e a ricoprire il ruolo di produttore esecutivo insieme alla stessa Davis e alla sua JuVee Productions. La serie sarà prodotta da Showtime insieme alla Lionsgate Television.

Le riprese dovrebbero cominciare nei primi mesi del 2020, quando Viola Davis sarà completamente libera dagli impegni con la precedente serie, la cui sesta ed ultima stagione è prevista per l’autunno del 2019.

Michelle Obama non è mai stata ritratta in un’opera televisiva, mentre è già stata interpretata al cinema, dall’attrice Tika Sumpter, nel film del 2016 intitolato Southside With You, in Italia distribuito invece come Ti amo presidente.

L’attrice si è dichiarata particolarmente soddisfatta di questo ruolo, affermando che sempre più sta diventando chiaro di come si possano raccontare grandi storie anche con protagoniste delle donne. Con questa nuova serie, il deficit a riguardo potrà essere colmato da un nuovo traguardo.

Fonte: Variety

Viola Davis racconta l’incontro con il Joker sul set di Suicide Squad

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Molti attori di Suicide Squad hanno raccontato la loro strana esperienza sul set del film con Jared Leto, completamente calato nel personaggio di Joker. Adesso è il tuorno di Viola Davis, che nel film interpreta Amanda Waller, la “mente” dietro la Suicide Squad.

“Il Joker, lui ha fatto delle cose molto cattive. Jared Leto le ha fatte – ha dichiarato la Davis in merito al dietro le quinte del film – Ha fatto alcuni regali parecchio disgustosi. Aveva degli scagnozzi che venivano nella sala prove con maiali morti e li lasciavano sul tavolo, e poi uscivano. E questa è stata la nostra presentazione di Jared Leto.”

Viola Davis ha poi proseguito parlando di quanto la follia di Leto abbia contagiato il lavoro di tutti e di come Margot Robbie (Harley Quinn) ha reagito al regalo che lui le ha spedito: “Un momento sei terrorizzato e pensi ‘Ma è davvero pazzo?’, ma un secondo dopo dici ‘Oh cavolo, mi devo rimettere in sesto’. Parlate di dedizione e allora lui ha mandato a Margot Robbie un ratto nero. Era ancora vivo in una scatola, lei ha urlato, e poi lo ha tenuto”.

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Suicide Squad si concentrerà sulle gesta di un gruppo di supercattivi dei fumetti DC che accettano di svolgere incarichi per il governo in modo da scontare le loro condanne.

Suicide SquadIl film arriverà al cinema il 5 agosto del 2016, mentre la data d’uscita italiana sarà probabilmente spostata nell’autunno.Nel cast vedremo Will Smith nei panni di Deadshot, Margot Robbie in quelli di Harley Quinn, Jay Courtney nel ruolo di Capitan Boomerang, Cara Delevingne sarà Enchantress, Joel Kinnaman nei panni di Rick Flag, Viola Davis nel ruolo di Amanda Waller e Jared Leto sarà l’atteso Joker.

Trama: Un’agenzia governativa segreta arruola i super cattivi in prigione per eseguire pericolose missioni promettendo loro in cambio la libertà.

Fonte: CBM

Viola Davis nel legal drama Custody

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Viola-Davis-custodyViola Davis produrrà e reciterà in Custody, dramma ambientato in un’aula di tribunale che sarà diretto da James Lapine, più conosciuto per il suo lavoro in teatro e autore di Into the Woods (ha diretto nel 1993 Cercasi superstar con Michael J. Fox). Al fianco dell’attrice due volte nominata all’Oscar ci sarà Catalina Sandino Moreno.

Viola Davis, ancora sugli schermi italiani con Blackhat di Michael Mann, interpreterà un giudice che si farà coinvolgere anche emotivamente dalla vicenda di una madre, Catalina Sandino Moreno, decisa a ottenere la custodia di suo figlio.

A produrre questo film indipendente saranno Lauren Versel  e Katie Mustard, insieme alla JuVee Productions, la casa di produzione che la stessa Viola Davis gestisce con il marito. Non è stata ancora resa nota una data ufficiale per l’inizio delle riprese, ma si presume che l’attrice di The Help porti prima a termine il suo impegno con Suicide Squad.

Fonte: Empire Online

Viola Davis in Windows, il nuovo film di Steve McQueen

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Viola Davis è entrata a far parte del cast di Windows, il nuovo film thriller diretto da Steve McQueen e prodotto dalla New Regency.

A firmare la sceneggiatura c’è Gillian Flynn, la scrittrice di L’amore bugiardo che ha anche curato la riduzione del suo stesso romanzo per il magnifico film diretto da David Fincher.

Il film avrà per protagoniste quattro ladre che falliscono un colpo. A produrre il film, al fianco di McQueen stesso, ci sono Iain Canning e Emile Sherman di See-Saw Films, che hanno già lavorato a Shame e che hanno prodotto anche Il Discorso del Re.

Il film segna il ritorno di Steve McQueen alla regia dopo 12 Anni Schiavo.

Denzel Washington e Viola Davis insieme in Fences

Ad affiancare Viola Davis nel ruolo di una delle quattro protagoniste c’è stata per un certo periodo Jennifer Lawrence, che però ha dovuto dire di no a causa di un conflitto di schedule.

Per quanto riguarda Viola Davis, l’attrice è al moemnto in onda sulla ABC con How to Get Away With Murder, mentre, per quanto riguarda il cinema, l’abbiamo vista di recente nei panni di Amanda Waller in Suicide Squad.

Per quanto riguarda invece il suo futuro, la Davis è impegnata in Fences, al fianco di Denzel Washington. Il film racconta la storia di un ex giocatore di baseball (Washington) che, dopo esser stato respinto dalla major league in quanto afroamericano, adesso lavora come netturbino a Pittsburgh. Il film esplora le complesse relazioni dell’uomo con sua moglie (Davis), suo figlio e i suoi amici.

Fonte: Variety

Viola Davis ha raggiunto lo status di EGOT

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Viola Davis ha raggiunto lo status di EGOT

Poco importa se l’Academy non l’ha nominata quest’anno come migliore attrice protagonista per il suo ruolo in The Woman King, perché nel corso della cerimonia di premiazione dei Grammy 2023, Viola Davis ha raggiunto lo status di EGOT, il raro ed elitario status che possono vantare pochissime persone nel campo dell’entertainment e che sancisce la persona che ha conquistazto almeno un Emmy, un Gramme, un Oscar e un Tony. Davis ha vinto il suo primo Grammy per l’audiolibro del suo libro di memorie “Finding Me”.

Viola Davis è diventata la diciottesima persona a vincere un Emmy, Grammy, Oscar e Tony Award, unendosi ad attori e registi come Rita Moreno, Alan Menken, Andrew Lloyd Webber, John Legend, Mike Nichols, Mel Brooks, Jennifer Hudson e Whoopi Goldberg.

Il libro di memorie di Davis accompagna i lettori attraverso la sua illustre carriera, segnata da momenti decisivi come quando è stata scelta per la prima volta per Le regole del delitto perfetto (How to Get Away With Murder) della ABC, la serie che l’ha catapultata a un altro livello di fama. La Davis descrive anche il razzismo e gli incidenti che ha vissuto crescendo nel Rhode Island e all’interno di Hollywood.

Davis ha due Tony Awards per “King Hedley II” e il revival di Broadway di “Fences”, un Primetime Emmy per Le regole del delitto perfetto (How to Get Away With Murder) e un Oscar per il film del 2016 Barriere. La sua vittoria in Le regole del delitto perfetto l’ha resa la prima attrice di colore a vincere un Emmy come attrice protagonista in una serie drammatica. Ha anche fatto la storia diventando la prima artista nera a “tripla corona” vincendo premi Oscar, Emmy e Tony in competizione.

Nel futuro di Viola Davis c’è la serie HBO Max Waller, in cui tornerà a vestire i panni di Amanda Waller, personaggio che ha esordito nel 2016 con Suicide Squad, all’interno del nascente CDU.

Viola come il mare: Can Yaman nella serialità italiana, diversa dalla turca

Viola come il mare si è inserito nel palinsesto Mediaset il 30 settembre dopo un periodo di lunga attesa. La serie era stata annunciata dall’attore co-protagonista Can Yaman già nell’agosto del 2021, e l’hype costruitosi attorno è stato altissimo.

La fiction, prodotta da Lux Vide, è basata sul romanzo Conosci l’estate? di Simona Tanzini. La protagonista è Viola Vitale (Francesca Chillemi), una giornalista di cronaca nera con la dote della “sinestesia”, che in realtà altro non è che il sintomo di una malattia neurologica degenerativa. Chillemi, insieme a Can Yaman che interpreta l’ispettore-capo Francesco Demir, tesse la tela di una storia scritta appositamente per rubare il cuore ai suoi telespettatori.

Per l’attore turco, che ha riscosso una gran fama grazie a Bitter Sweet-Ingredienti d’amore, Viola come il mare può definirsi il suo debutto nella serialità italiana, ben diversa da quella turca a cui lui è sempre stato abituato. Italia e Turchia, infatti, impostano la loro sceneggiatura su principi ben diversi e per Can Yaman vergine nell’interpretare alcuni ruoli e affrontare determinate tematiche, è stata una novità ma anche una sfida.

Viola come il mare, un Can Yaman diverso

Oltre ad aver dovuto recitare in una lingua straniera per lui, Can in Viola come il mare si è dovuto calare nei pani di un poliziotto, ruolo che come dice lo stesso attore non aveva mai interpretato ma a cui tanto ambiva. Le dizi turche (soap opera in cui si seguono le vicende sentimentali dei personaggi) che lo hanno visto protagonista insieme a talentuose attrici (Demet Ozdemir e Ogze Gurel, per esempio) hanno sempre avuto una trama molto pudica. Questo perché in Turchia, specie con l’arrivo di Erdogan, vige la censura derivante da leggi considerate offensive per l’identità turca, perciò il decoro deve essere garantito in uno sceneggiato da mandare in onda in una tv nazionale.

Molti sono i temi non trattati in Turchia che lì costituiscono un tabù: uno fra questi è tutto quello che concerne la sfera sessuale. Nelle soap più famose a cui Can Yaman ha partecipato (Bitter Sweet, Daydreamer e Mr.Wrong) sia l’atto del baciarsi che quello riguardante il sesso non sono mai stati realmente esplorati o trattati. Le produzioni che investivano su una dizi si sono dovute sempre ben guardare dal calibrare gli argomenti, al fine di non dover ricevere una multa o la chiusura della serie.

In Italia il prodotto seriale tratta temi ben diversi e le norme turche possono considerarsi gli antipodi. Non ci sono tabù estremi e soprattutto le scene riguardanti il sesso e le effusioni sono a volte persino troppo specifiche e dettagliate. Anche la parziale nudità è mostrata apertamente, cosa che invece nelle dizi turche non è neppure contemplata. Can ha dovuto perciò fare un doppio lavoro in Viola come il mare: calarsi in un personaggio che parla liberamente della sessualità giocando con il proprio corpo, e doversi prestare a scene più intime.

In fondo, la regola per essere un buon attore è non tirarsi mai indietro, e Can Yaman in Viola come il mare se l’è cavata davvero bene! E’ riuscito a dare spessore al suo personaggio Francesco Demir alternandosi fra una recitazione più intensa e attimi più leggeri. La sua espressività – a tratti molto marcata – ha delineato un poliziotto che non è un semplice donnaiolo come sembra, ma anzi un uomo che oltre a essere altruista porta avanti una grande causa.

Can ha avuto la capacità di essere due personaggi in uno, calandosi perfettamente nei panni di un ispettore senza sentire il peso della differenza fra serialità turca e italiana, seppur sia grande.

Viola come il mare 2: recensione delle ultime puntate della fiction con Can Yaman e Francesca Chillemi

La strategia di Mediaset di introdurre Viola come il mare 2 facendola passare prima in streaming su Infinity e poi in prime time, è stata vincente. Lo hanno dimostrato i numeri: quasi 3 milioni di telespettatori hanno visionato il prodotto per la prima puntata su Canale 5 (nonostante la concorrenza dei David di Donatello su Rai 1), arrivando al 16,70% di share, mentre sulla piattaforma è stato il contenuto on demand più fruito. Un successo ripetutosi con i medesimi numeri la settimana successiva con la seconda puntata, e che sono andati a dimostrare quanto non solo ci sia un pubblico affezzionato e fedele, ma che le fiction targate Lux Vide funzionano sempre. Merito, lo abbiamo già detto, di essere trasversali quanto interessanti.

Sanno a chi rivolgersi, sanno come farlo. Divertono, intrattengono, fanno riflettere. E c’è una morale. Non è una sorpresa, perciò, se Viola come il mare abbia ottenuto un certo tipo di fama, merito anche dei suoi protagonisti, Viola e Francesco, indubbiamente ben scritti per essere un serial televisivo, ma anche ben interpretati da Francesca Chillemi e Can Yaman, e che nella seconda season sono più approfonditi. E così, da qui, Mediaset ha deciso di compiere un ulteriore passo: ha offerto ai propri utenti le ultime tre puntate della stagione sulla piattaforma. Ma non c’è da temere: la messa in onda settimanale resta. La seconda tranche di episodi (ricordiamo che sono 6 per 3 puntate) è andata a chiudere alcune storyline, risolvendo parte dei misteri che ci avevano accompagnati sin dalla prima stagione. E come vedremo nella recensione, dobbiamo ammettere che c’è stato un ultieriore miglioramento molto apprezzato.

La trama delle ultime puntate di Viola come il mare 2

Mentre Francesco sta cercando di capire chi ha provato a uccidere la madre, deve fare i conti con un nuovo cambiamento nella propria vita. Farah, la ragazza coinvolta nel traffico di esseri umani che nella precedente stagione aveva aiutato, si è presentata a casa sua incinta. Il padre della futura nascitura è però scomparso, lasciandole un messaggio in cui dice di non voler più avere a che fare con loro. A quel punto, Francesco decide di riconoscere la bambina, per permettere a Farah di rimanere in Italia. Ciò che però non si aspetta è di dover prendersene cura da solo. Viola, che ha sempre desiderato una famiglia, comincia ad aiutarlo, rendendosi conto di quanto quel sogno sia per lei importante da realizzare. Deve però fare i conti con la sua malattia, che non sa dove potrà portarla. Nel frattempo, scopre chi è il padre. Appurata la sua condizione, la donna cade nello sconforto più totale, e quando è ad un passo dall’ iniziare la sua storia d’amore con Francesco, decide di tirarsi indietro.

Viola come il mare 2

Lo sviluppo coerente dei personaggi di Viola e Francesco

Viola come il mare 2 è senza dubbio partito con il piede giusto. Lo avevamo già scritto nella nostra recensione delle prime tre puntate (le trovate qui), e lo possiamo ribadire. In tal caso, però, è da notare che gli ultimi sei episodi hanno una marcia in più, sotto tanti punti di vista. Alcuni dei casi crime della fiction sono più avvincenti, e si legano direttamente ai loro main characters. Insieme ad alcune sub-trame, come l’arrivo di Farah e la nascita di Johanna, spingono Francesco e Viola a confrontarsi con le loro paure e a riflettere su se stessi. La loro evoluzione è coerente e funzionale al percorso fin qui affrontato, con la seconda parte che ne conferma la loro ben studiata e solida caratterizzazione. Si imbattono in nuove sfide, esplorano nuovi lati caratteriali, affrontano insicurezze e fragilità, e si calano in nuovi panni senza però snaturarsi o distaccarsi mai veramente dal loro baricentro etico e morale, per quanto a volte tentanti. Il glow up, che va di pari passo con la scoperta di nuovi indizi riguardanti le loro famiglie, è graduale, non avventato, rendendo Viola e Francesco credibili e onesti nei confronti del pubblico.

Individui in cui può essere facile riconoscersi, proprio perché imperfetti, al di là della loro bellezza estetica. Francesca Chillemi e Can Yaman incarnano bene i loro personaggi, dimostrando di essere fortemente legati a essi tanto da riuscire a esprimere i loro turbamenti principalmente con gli occhi, poiché ne hanno asorbito stati d’animo e sentimenti. È infatti nei loro sguardi che si misura l’intensità delle emozioni che stanno provando, e proprio per questo risultano essere bravi tanto nelle sequenze comiche quanto in quelle drammatiche. Inoltre, sono i canali preferenziali attraverso cui vengono esplicitate delicate tematiche quali la famiglia e l’importanza di non arrendersi seppur sia disfunzionale, o il concetto di malattia, spesso legato all’incapacità di poter sognare un futuro. I due attori avevano perciò un compito, dimostrarsi sinceri in quello che si stava raccontando e mai caricaturali o fuori posto, per non rischiare di perderne il valore. E ci sono riusciti.

Una nota di merito per la regia

Arrivati alla fine, è doveroso concludere con una considerazione tecnica. Anche in questa seconda parte, ma in generale in tutta la stagione, a colpire di più – confrontandola con altre fiction e la stessa prima stagione di Viola come il mare – è la regia. Se a livello di sceneggiatura è facile cadere in alcuni didascalismi e luoghi comuni, caratteristica riscontrata in particolare nei dialoghi, l’operazione dietro la macchina da presa è decisamente superiore.

Palermo, teatro naturale delle vicende della serie, è catturata da suggestive inquadrature, che siano panoramiche o campi lunghi, in cui uno dei protagonisti principali è il mare con le sue acque cristalline; le scene di inseguimento sono ancor più adrenaliniche ed efficaci, segno che c’è stato un maggiore impegno nella loro preparazione, al fine di ottenere più coinvolgimento; c’è più energia e ritmo nei cambi di scena, e di conseguenza si elevano tensione, trasporto e attenzione. La regia è dunque valida, e contribusice a non far essere Viola come il mare 2 monotono, cosa che invece accade spesso nelle opere destinate alla televisione, e da cui bisognerebbe smarcarsi.

Viola come il mare 2 è disponibile su Netflix

Viola come il mare 2: recensione delle prime 3 puntate con Can Yaman

Acqua cristallina, sole caldo e una Sicilia vivace ma macchiata da alcuni omicidi. A più di un anno e mezzo di distanza, nel corso del quale altri prodotti sono sbarcati su Mediaset, arriva Viola come il mare 2, molto attesa e reclamata a gran voce dal pubblico dopo il successo della prima stagione. Prodotta da Luca Bernabei e Lux Vide, la nuova season ha al timone di regia Alexis Sweet, un passaggio del testimone avvenuto con Francesco Vicario, direttore precedente. Siamo di nuovo a Palermo, terra, cuore e sfondo delle vicende poliziesche e amorose che vedono coinvolti Violata Vitale (Francesca Chillemi), giornalista di cronaca nera dalla spiccata sensibilità e intuizione grazie alla sinestesia, e Francesco Demir (Can Yaman), Ispettore Capo tutto istinto e indecifrabilità.

Le prime tre puntate (quindi i primi 6 episodi) sono state lanciate in anteprima su Mediaset Infinity, strategia commerciale seguita anche dalla concorrente Rai, e avranno la loro trasmissione ufficiale in prima serata su Canale 5 dal 3 maggio. Le atmosfere in cui Viola come il mare 2 fa tuffare i suoi spettatori sono quest’anno molto più intricate e scottanti, merito in particolare del cliffhanger con cui il finale della prima stagione ci aveva salutati, il quale va immediatamente aggacciandosi ai nuovi episodi disponibili sulla piattaforma che fremono di raccontarci come sono proseguite le vite di quei personaggi a cui si è iniziato a voler bene. E come alcune scoperte potrebbero scombussolare loro la esistenza, mettendoli in crisi.

La trama dei 3 episodi di Viola come il mare 2

Riallacciamoci quindi al finale della prima stagione, che ci aveva lasciati innestando un dubbio: Viola e Francesco sono fratelli? Entrambi, da quanto si era fatto intendere, sembrerebbero condividere lo stesso padre, ma nessuno dei due lo sa. Si ricomincia da qui. Sonia, la madre di Francesco, che aveva avvisato precedentemente Viola del fatto che suo padre è un altro uomo, è arrivata a Palermo per parlare con il figlio. Un incidente, però, la imprigiona in un coma da cui non riesce a svegliarsi. Intanto a Sicilia Web News c’è una nuova caporedattrice di Milano, Vita Stabili, una donna tutta d’un pezzo che cerca di essere il più affabile possibile con i suoi giornalisti nonostante in lei si annidino alcuni pregiudizi, specie nei confronti di Viola, che ritiene raccomandata in quanto di bella presenza.

Nel frattempo alla giornalista di cronaca nera viene affidato un nuovo compito: un podcast in cui lei, a modo suo, possa raccontare le sue indagini e le storie dietro gli omicidi perpetrati in città. Una soluzione che ben si adatta alla struttura narrativa, trasformando il voice over di Viola, a cui eravamo abituati, in un vero e proprio elemento della diegesi, poiché le sue parole, che introducevano e accompagnavano tutta la puntata, si traducono nel podcast radio, diventandone parte integrante. Ogni episodio, al netto della trama verticale inerente il rapporto complicato fra Viola e Francesco e la ricerca della verità dei loro rispettivi genitori, cerca poi di affrontare diverse tematiche: dal significato dell’amore, al rapporto fra fratelli, a cosa voglia dire essere malati, fino all’essere se stessi facendo cadere le maschere.

Viola come il mare 2

La seconda stagione si conferma una coccola confortevole

Il format di Viola come il mare, che ritroviamo nella nuova stagione, resta simile – in termini di pattern narrativo – alle altre serie televisive poliziesco-romantiche prodotte da Lux Vide, come Che Dio Ci Aiuti, Un passo dal cielo, Don Matteo, Blanca, per citarne alcuni. È una sorta di tratto distintivo, che ne fa riconoscere subito l’identità produttiva, efficace e immediata, come un serial televisivo in fondo richiede. Anche la cifra stilistica è comune agli altri prodotti fondati su questo genere: c’è la fotografia dai colori vispi e accesi che esalta la regia e le immagini, ci sono le riprese panoramiche della città in cui si svolgono gli eventi e c’è la promozione del territorio-cartolina in cui si sviscera la storia.

Un approccio classico e preciso, che comunque non sottrae alla fiction la sua identità: come avviene negli altri casi, per differenziare le fiction, si sceglie di far particolare leva sui protagonisti più che sulla storyline, che sono il vero cuore della narrazione, dando loro definite sfaccettature e una buona caratterizzazione. Can Yaman e Francesca Chillemi si confermano in tal senso capaci, attenti a garantire più gallerie d’espressioni del viso per essere a servizio della scena girata e permettere una maggiore portata emotiva, ed è evidente la loro alchimia rodata, la quale permette naturalezza nelle loro interazioni, anche in quelle più “piccanti”. Soprattutto, però, i due attori risultano ancor più integrati negli incastri del racconto, di natura trasversale, il quale funziona bene per il target della rete generalista e si premura di essere in primis confortevole.

A volte ingenuo nella scelta di alcune situazioni-cliché e dialogi in cui si palesa un po’ di forzatura che non sempre lo fa essere fluido, ma che in ogni caso sa racchiudere sia momenti di divertimento, in cui riesce a strappare una risata, sia frangenti più seri, che stimolano e invogliano a una riflessione più approfondita. La fiction, dunque, ribadisce il suo essere una coccola da gustarsi sul divano di casa, e fa in modo che lo spettatore si lasci trasportare da una parte dalla curiosità legata alle indagini, che mantengono il tono poliziesco/crime regalando momenti action in cui l’attore turco fa sfoggio della sua fisicità, dall’altra dal piacere visivo messo in moto dal lato romantico, con simpatiche gag, equivoci d’amore e sguardi smaliziati che Francesco e Viola non smettono di scambiarsi.

Can Yaman e Francesca Chillemi si impegnano a superare i pregiudizi

Arrivati a questo punto è inutile negarlo: carta vincente di Viola come il mare 2 restano i suoi main characters, Viola e Francesco, dietro ai quali Francesca Chillemi e Can Yaman mostrano di saper capire e cogliere le esigenze e le particolarità dei loro rispettivi personaggi. Chillemi è oramai un’attrice matura, pronta sempre a nuove sfide. Si diverte sul set e questo si nota. Riesce a trovare la chiave e il canale giusto per comunicare prima lei con il suo personaggio e poi quest’ultimo con il pubblico, risultando autentica. Nel panorama televisivo italiano è uno dei volti più apprezzati e non stupisce. Esattamente come la sua Viola, Francesca Chillemi ha saputo poi abbattere il preconcetto e luogo comune del “bella ma non balla”, dimostrando capacità, bravura e impegno con ottimi risultati. Un chiaro segno che si diventa davvero qualcuno non perché aiutato dal proprio aspetto fisico (che sì contribuisce, ma è solo una minima parte), ma per lo studio e la dedizione verso quello che si fa, che sono i primi ingredienti che permettono al proprio percorso lavorativo di essere costellato di successi. E soprattutto di proseguire con dignità.

Un discorso che si applica al suo partner su schermo, Can Yaman, che, grazie alla fama ottenuta con le dizi turche acquistate da Mediaset in cui era protagonista, parliamo di Bitter Sweet, Mr. Wrong, Daydreamer, ha saputo guadagnarsi un posto in prima fila nelle produzioni nostrane. Lo dimostra la sua presenza in Viola come il mare, ma anche l’essere diventato protagonista di Sandokan, serie evento internazionale della Lux Vide le cui riprese sono attualmente in corso nei teatri di posa di Formello. Eppure, anche Yaman – pur corazzato dall’amore dei suoi fan – si è trascinato dietro l’etichetta del “fortunato” e “privilegiato” per l’aspetto fisico, per la sua bellezza vista quasi come una colpa, come se al di là della componente estetica non ci fosse altro. Invece, in barba a chi non credeva nella sua preparazione, l’attore ha dimostrato di valere, di poter accogliere e vincere le sfide che gli si presentavano lungo il cammino. Ricordiamo, per esempio, che Yaman ha preso lezioni di italiano per migliorare la sua pronuncia e non sbagliare i termini della nostra lingua italiana, nel rispetto sia del prodotto che del suo pubblico d’appartenenza. In questa stagione si notano i suoi miglioramenti e la sua maggiore scioltezza e dimistichezza rispetto alla prima stagione, anche se poi in realtà è proprio il suo Francesco Demir ad acquisire più verità, proprio perché diverso anche nel timbro di voce e negli accenti.

In conclusione, chiunque cerchi un momento di leggerezza, per staccare la spina dai propri impegni e magari sognare l’estate, non può perdersi la seconda stagione di Viola come il mare. Un serial che non vuole costruirsi su chissà quali pretese, ma che si pone come un comfort show con l’intenzione di chiudere in una bolla di relax, per un paio d’ore, il suo pubblico. E va benissimo così.

Viola Come Il Mare 2: prima foto con Francesca Chillemi e Can Yaman

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Ecco il primo scatto dal set della serie tv Viola Come Il Mare 2 con il CEO Lux Vide, società del gruppo Fremantle, Luca Bernabei e i protagonisti Francesca Chillemi, Can Yaman e Giovanni Nasta.  La serie tv andrà in onda prossimamente su Canale 5.

Viola Come Il Mare 2 è una produzione Lux Vide, società del gruppo Fremantle, in collaborazione con RTI, prodotta da Luca Bernabei e Matilde Bernabei, diretta da Alexis Sweet e Laszlo Barbo e scritta da Elena Bucaccio, Silvia Leuzzi e Lorenzo Righi.

Viola come il mare 2 da venerdì 3 maggio in onda

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Viola come il mare 2 da venerdì 3 maggio in onda

Viola come il mare, una coproduzione RTI-Lux Vide, società del gruppo Fremantle, che andrà in onda su Canale 5 a partire da domani, venerdì 3 maggio, mentre le altre cinque puntate saranno trasmesse al giovedì sera. Lo stesso giorno saranno disponibili su Mediaset Infinity le ultime tre puntate della seconda stagione.

Ritornano le avventure di Viola Vitale (Francesca Chillemi), divisa tra i casi di cronaca nera e la continua ricerca di suo padre.  A spalleggiarla, ancora una volta, ci sarà Francesco Demir (Can Yaman) impegnato, a sua volta, a fare i conti con il proprio passato, ma anche con il proprio presente.

Coprodotta da Rti e Lux Vide, società del Gruppo Fremantle e diretta da Alexis Sweet e Laszlo Barbo, Viola come il mare, è liberamente adattata dal romanzo di Simona Tanzini Conosci l’estate?. Nel cast al fianco di Francesca Chillemi, nel ruolo di Viola Vitale, e Can Yaman, in quello di Francesco Demir, troviamo Ninni Bruschetta, Giovanni Scifoni, Giovanni Nasta, Chiara Tron, Lorenzo Scalzo, Alice Arcuri, Virginia Diop, Valeria Milillo, Kyshan Wilson, Jonis Bascir.

La seconda stagione di Viola Come il mare

Viola come il Mare torna con una seconda stagione dopo che la precedente, andata in onda in prima serata su Canale 5, si è rivelata uno dei più grandi successi televisivi del 2022.
Liberamente adattata dal romanzo di Simona Tanzini “Conosci l’estate”, la serie è un procedural che potremmo definire light crime, che mescola insieme elementi di commedia a casi verticali polizieschi.

Al centro c’è VIOLA VITALE, ex Miss Italia che lavora come giornalista a Sicilia WebNews, una piccola ma agguerrita redazione di un giornale online di Palermo, che in questa seconda stagione vedremo rinnovarsi e accogliere nuovi personaggi.

Tra questi troveremo il nuovo editore Leonardo Piazza, che si rivelerà quasi un mentore per Viola, e la guiderà attraverso un percorso di riscoperta professionale e personale. Al suo fianco ci sarà anche la nuova direttrice Vita Stabili, una donna determinata, indipendente, che sa quello che vuole e che finirà inevitabilmente per scontrarsi con Viola. Con loro vedremo perfino due nuovi giornalisti, Raffaele e Maryam, che animeranno la redazione come non abbiamo mai visto prima. Il tutto naturalmente insieme all’insostituibile Tamara, che rimarrà sempre al fianco di Viola e la seguirà in ogni caso, in ogni servizio di cui dovrà occuparsi… sempre con la sua tipica poca voglia di fare.
Ma le novità non finiscono qui, perché Viola non dovrà più occuparsi di cronaca nera in senso stretto: il suo nuovo compito sarà quello di realizzare un podcast che parta proprio dalla cronaca per raccontare le storie umane che vi si celano dietro.

Per farlo, Viola continuerà a collaborare con FRANCESCO DEMIR, vicino di casa e affascinante Ispettore di polizia, sempre affiancato dal suo fedele assistente Turi, che non manca mai di mettere alla prova la sua pazienza. La professionalità e l’intuito di Francesco sono fondamentali per risolvere i casi che lui e Viola si ritrovano ad affrontare insieme. Ma l’Ispettore, già dalla prima stagione, fa affidamento anche su una capacità “speciale” di Viola… un “superpotere” che le permette di “vedere” le emozioni degli altri: la sinestesia.
Grazie alla sinestesia, Viola riesce ad associare i colori che vede nelle persone che ha di fronte con l’emozione che stanno provando. Una capacità grazie a cui potrà continuare ad aiutare Demir nelle indagini.

Il rapporto tra Viola e Francesco, però, non si consuma soltanto a livello professionale: come vicini di casa, con gli appartamenti attigui e un ampio terrazzo in comune, i due si ritrovano a condividere i loro spazi personali, fatti anche di intimità e confidenze.
Come abbiamo visto nella prima stagione, l’attrazione tra Viola e Francesco è ormai inevitabile… Ma hanno dovuto imparare entrambi a tenerla a bada, perché si scontra con la loro visione di ciò che dovrebbe essere una relazione sentimentale: per lui solo puro divertimento, mentre per lei qualcosa di assoluto e di profondo, destinato a durare per sempre.

Ed è proprio con questo dilemma che li abbiamo lasciati, alla fine della prima stagione: due come loro possono provare davvero a stare insieme? Se Viola si sentiva pronta a iniziare qualcosa di serio con Francesco, infatti, quest’ultimo forse non lo è mai stato. E l’ha dimostrato molto chiaramente, scappando a gambe levate ancora prima che riuscissero ad avere il loro primo appuntamento ufficiale.

Viola c’è rimasta male ma, guardandolo allontanarsi dall’alto del suo terrazzo, ha capito che forse è stato meglio così. Se Francesco fosse rimasto, se le avesse dichiarato il suo amore, avrebbe dovuto rivelargli il suo segreto: Viola è malata di una grave malattia degenerativa, che riduce sensibilmente la sua aspettativa di vita. La stessa malattia per cui sta cercando incessantemente il padre che non ha mai conosciuto, con la speranza di trovare anche una cura.

Si può chiedere ad un uomo di amarti per sempre, se sai che morirai?
Forse no. Ed è per questo che Viola è convinta: Francesco non dovrà mai saperlo.
E adesso la ritroviamo così: in pace con se stessa e soprattutto con lui.
Viola ha proprio un’altra luce negli occhi, all’inizio di questa seconda stagione… non le importa più dello sgarbo che le ha fatto Francesco. È pronta a ricominciare con leggerezza e positività. E soprattutto… in amicizia.

Ma sarà vero? Due come loro potranno mai essere soltanto amici?

Di sicuro Francesco non lo pensa, e glielo dice chiaro e tondo… A giudicare dalla reazione scomposta di Viola, però, anche lei ha qualche dubbio.

Ma scuote la testa e va avanti. Cerca di non pensarci… di non pensare affatto: e così Viola inizia a nuotare, ogni mattina, libera da tutto. O quasi… perché in spiaggia finirà per incontrare Matteo Ferrara, un uomo allegro e profondo, con un fascino tutto suo.
Non ci vorrà molto prima che entrino in confidenza e inizino a incontrarsi più spesso.
Ma se già questo potrebbe bastare ad alimentare la gelosia di Francesco, immaginiamoci la sua reazione quando scoprirà che il nuovo amico di Viola è pure il nuovo PM!

Inutile dire che tra di loro non correrà buon sangue: un rapporto conflittuale che si consumerà dentro e fuori dal lavoro, con Viola al centro. Un lavoro in cui la posta in gioco per Francesco sarà dunque più alta. Non solo per la presenza del nuovo PM, però, ma anche per via di un’indagine che aprirà la seconda stagione e che lo vedrà coinvolto in prima persona: sua madre, Sonia, torna a Palermo e rimane vittima di un misterioso incidente, che la lascia in pericolo di vita.

Cos’è successo? E perché era tornata a Palermo?

Queste sono due delle domande che si farà Francesco. Ma alla seconda, Viola sa già come rispondere…

C’è una cosa che Viola tiene nascosta all’Ispettore, infatti, ed è quello che la madre di lui, Sonia, le aveva confessato appena prima di ripartire da Palermo: l’uomo con cui Francesco è cresciuto non è il suo vero padre!

È proprio Sonia che, sul finale della prima stagione, aveva telefonato a Viola per annunciare il suo imminente ritorno per parlare con il figlio, e dirgli finalmente la verità.
Mentre era al telefono con lei, però, abbiamo visto Sonia stringere tra le mani la stessa foto che ha anche Viola: la foto dell’uomo che ha scoperto essere suo padre, Pietro Martino.
Possibile che Viola e Demir siano… fratellastri?!

Questa sarà una delle grandi domande che apriranno la seconda stagione, ma non sarà l’unica: cos’è successo veramente a Sonia, e perché proprio ora che aveva deciso di dire la verità a suo figlio?

Francesco non potrà fare altro che indagare, per scoprire la verità su sua madre e… mettersi sulle tracce del suo vero padre.

Vintage Collection: in home video con Universal le serie cult

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Vintage Collection: in home video con Universal le serie cult

In un mondo in cui siamo circondati da prodotti televisivi nuovi, ogni settimana, rimangono pochi capisaldi. Universal Pictures Home Entertainment ha deciso di riproporre queste serie tv, per molti versi storiche, per permettere di rivivere e riscoprire le storie che ci hanno emozionato per prime, e che ci accompagnano da sempre.

Con una prima wave uscita lo scorso giugno, sono stati presentati: L’Uomo da 6 milioni di dollari (stagioni 1-3), La Donna bionica (stagioni 1-3) e Supercar (stagioni 1-4). A partire dal 13 ottobre saranno invece disponibili, sempre in formato Dvd: Magnum P.I. (stagioni 1-8), A-Team (stagioni 1-5) e La Casa nella prateria (stagioni 1-8).

Con oltre 40 dischi per alcuni cofanetti, si tratta di una collana per veri collezionisti, con una creatività collezionabile che non aspetta altro che di essere aggiunta alla propria libreria. Rivivi i momenti più emozionanti di questi classici intramontabili, con le serie più cult e amate della tv, per pomeriggi o serate di perfetto relax in famiglia. 

LE SERIE TV DELLA VINTAGE COLLECTION

LA DONNA BIONICA

Unisciti alla vincitrice del premio Primetime Emmy® Lindsay Wagner in tutti e 58 gli episodi ricchi d’azione di questa completa serie iconica.

SUPERCAR

Preparati all’azione con la superstar David Hasselhoff e la sua super automobile KITT mentre combattono il crimine negli episodi ad alta carica esplosiva di Supercar. Nel nome della giustizia, hanno un’unica missione: sconfiggere il crimine.

L’UOMO DA 6 MILIONI DI DOLLARI

Il candidato al premio Golden Globe® Lee Majors è “meglio, più forte, più veloce” in questa imperdibile collezione che vi terrà inchiodati alla poltrona! Unisciti ad uno dei “24 più grandi eroi di sempre” mentre affronta missioni top-secret che hanno lasciato milioni di fan con il fiato sospeso.

MAGNUM P.I.

La serie cult degli anni ’80 con Tom Selleck protagonista poliziesco ambientato alle Hawaii fu prodotto per ben otto stagioni e conquistò milioni di telespettatori in tutto il mondo.
8 stagioni – 45 dischi

A-TEAM

Nel corso degli anni Ottanta la serie A-Team è stata uno dei titoli più popolari e amati del piccolo schermo. Mischiando commedia e azione, questa è oggi divenuta un vero e proprio classico.

5 stagioni – 27 dischi

LA CASA NELLA PRATERIA

Ispirata alla serie di romanzi di Laura Wilder., dove per la prima volta vengono trattati temi di rilevanza sociale come il razzismo, l’alcolismo, le droghe. Serie Vintage per eccellenza, sempre in classifica.

8 stagioni – 48 dischi

Vinicio Marchioni: 10 cose che non sai sull’attore

Vinicio Marchioni: 10 cose che non sai sull’attore

Vinicio Marchioni è tra più apprezzati e richiesti attori dell’attuale panorama cinematografico italiano. Grazie alla sua partecipazione a serie e film di successo, Marchioni ha saputo imporsi all’attenzione di critica e pubblico, che in più occasioni lo hanno premiato per le sue interpretazioni di rilievo.

Ecco 10 cose che non sai di Vinicio Marchioni.

Vinicio Marchioni carriera

1. I film. La carriera cinematografica dell’attore ha inizio nel 2009 con il film Diciotto anni dopo, diretto da Edoardo Leo. Successivamente prende parte a 20 sigarette (2010), Scialla! (Stai sereno) (2011), To Rome with Love (2012), Venuto al mondo (2012), Passione sinistra (2013), Miele (2013), Tutta colpa di Freud (2014), Il contagio (2017), The Place (2017), Ma cosa ci dice il cervello (2019), Dolcissime (2019) L’uomo del labirinto (2019) e Drive Me Home (2019).

2. Le serie TV. Marchioni raggiunge grande popolarità interpretando il ruolo de Il Freddo nella serie televisiva Romanzo criminale (2008-2010), ispirata alla vera storia della Banda della Magliana. Successivamente l’attore compare nuovamente in televisione nelle serie Francesco (2014), Luisa Spagnoli (2016) e 1993 (2017).

vinicio-marchioni-instagram

Vinicio Marchioni vita privata

3. E’ sposato. L’attore diventa padre per la prima volta il 6 agosto del 2011, quando ha un bambino con la compagna Milena Mancini, anche lei attrice. Il 24 settembre dello stesso anno i due si sposano a Roma, e nell’ottobre del 2012 nasce il secondogenito della coppia.

4. Ha avuto una relazione con Alessandra Mastronardi. Conosciutisi sul set di Romanzo Criminale, i due attori hanno intrapreso una relazione, accomunati dalla passione per la recitazione e il canto. Tuttavia i due si sono lasciati dopo poco tempo, rimanendo però in buoni rapporti.

Vinicio Marchioni Instagram

5. Ha un account personale. L’attore è presente sul social network Instagram con un proprio profilo verificato, seguito da 127 mila persone. All’interno di questo l’attore è solito condividere fotografie scattate in momenti di svago ma anche foto promozionali dei suoi progetti. Non mancano anche foto tratte dal dietro le quinte dei set a cui l’attore prende parte.

Vinicio Marchioni ristorante

6. Ha aperto un ristorante con suo fratello. L’attore è proprietario di un ristorante a Roma, sul lungotevere, chiamato “Casa” e innaugurato nel 2011. Marchioni lo gestisce insieme al fratello Massimo, con cui ha sempre condiviso il sogno di aprire un ristorante. Il progetto nasce con la volontà di far sentire a casa il cliente, attraverso una cucina semplice e genuina, fatta di materie prime e di stagione.

vinicio-marchioni-romanzo-criminale

Vinicio Marchioni Romanzo Criminale

7. Non è preoccupato di esssere identificato sempre come il Freddo. Nella serie diretta da Stefano Sollima l’attore interpreta uno dei protagonisti, soprannominato il Freddo. A distanza di anni il pubblico ancora associa l’attore a quel determinato personaggio, ma Marchioni non si è dichiarato preoccupato di ciò. Se per il grande pubblico dovesse rimanere il Freddo, Marchioni si riterrebbe onorato di aver colpito così tanto l’immaginario degli spettatori.

8. Apprezza il lato romantico del suo personaggio. L’attore si è sempre dichiarato affascinato dal ruolo del Freddo, ritrovando in lui una componente romantica su cui decise di puntare nella costruzione del personaggio. Marchioni era affascinato da come quest’uomo potesse provare amore tanto profondo e allo stesso tempo vivere con decine di omicidi sulla coscienza.

Vinicio Marchioni Drive Me Home

9. Reciterà al fianco di Marco D’Amore. L’attore di Romanzo criminale e Marco D’Amore di Gomorra si divideranno la scena nel film Drive Me Home, diretto da Simone Catania. Il film narrerà la storia di una profonda amicizia, alla riscoperta del passato e delle proprie origini.

Vinicio Marchioni età e altezza

10. Vinicio Marchioni è nato a Roma, il 10 agosto 1975. L’altezza complessiva dell’attore è di 178 centimentri.

Fonte: IMDb

 

Vinessa Shaw: 10 cose che non sai sull’attrice

Vinessa Shaw: 10 cose che non sai sull’attrice

Con diversi titoli all’attivo tanto per il cinema quanto per la televisione, l’attrice Vinessa Shaw ha negli anni conquistato una discreta notorietà, recitando per importanti registi e accanto a celebri interpreti. Ancora alla ricerca di un progetto che possa valorizzarla come protagonista, la Shaw è intanto attesa in futuri progetti che possano riconfermarne la popolarità.

Ecco 10 cose che non sai su Vinessa Shaw.

Parte delle cose che non sai sull’attrice

Vinessa Shaw marito

Vinessa Shaw: i suoi film e le serie TV

10. Ha recitato in celebri lungometraggi. L’attrice esordisce al cinema con un ruolo nel film Hocus Pocus (1993), con Sarah Jessica Parker. In seguito recita nei film Eyes Wide Shut (1999), con Tom Cruise, Fatti, strafatti e strafighe (2000), 40 giorni & 40 notti (2002), Le colline hanno gli occhi (2006), Quel treno per Yuma (2007), con Christian Bale, Two Lovers (2008), con Joaquin Phoenix, Puncture (2011), Qualcosa di straordinario (2012), Effetti collaterali (2013), di Steven Soderbergh, Cold in July (2014) e Clinical (2017). Tornerà al cinema con il film di carattere sportivo intitolato 12 Mighty Orphans.

9. Ha preso parte a produzioni televisive. Il debutto sul piccolo schermo avviene nel 1991, con il film Il lungo viaggio verso casa. Successivamente la Shaw appare in alcuni episodi di serie come Great Scott! (1992), La signora in giallo (1994) e New York Undercover (1995). Negli anni seguenti recita invece per i film The ’70s (2000) e Fathers and Sons (2005). Prende parte ad una puntata della serie Dr. House (2010), con Hugh Laurie, e poi con ruoli di maggior rilievo alle serie Vegas (2012-2013) e Ray Donovan (2014).

Vinessa Shaw è su Instagram

8. Ha un account personale. L’attrice è presente sul social network Instagram, con un profilo verificato, seguito da 36,6 mila persone. All’interno di questo l’attrice è solita condividere fotografie scattate in momenti di svago, curiosità dai set a cui prende parte o ancora foto promozionali dei suoi progetti cinematografici e televisivi.

Vinessa Shaw: chi è suo marito

7. È sposata e ha un figlio. Nel 2007 l’attrice rivelò di frequentarsi con lo scenografo Kristopher Gifford. I due si sono poi fidanzati ufficialmente l’anno seguente, per arrivare al matrimonio soltanto nel 2017. Tramite un post sul suo profilo Instagram, l’attrice ha poi rivelato di essere in attesa del primo figlio, nato poi nel febbraio del 2018.

Vinessa Shaw in Hocus Pocus

6. Ha avuto un ruolo di rilievo nel film fantasy. In Hocus Pocus, l’allora diciassettenne Shaw interpretava il ruolo di Allison, che insieme ad altri due ragazzi si intrufolano nella casa delle streghe vissute lì oltre trecento anni prima. Saranno proprio loro a riportarle in vita, dando così origine alle loro avventure per cercare di fermarle una volta per tutte.

Parte delle cose che non sai sull’attrice

Vinessa Shaw Eyes Wide Shut

Vinessa Shaw in Eyes Wide Shut

5. Ha interpretato un noto personaggio. Nell’ultimo film realizzato da Stanley Kubrick, l’attrice ha ricoperto il ruolo della giovane prostituta Domino. Parlando dell’esperienza, la Shaw ha ricordato come questo sia stato il film che ha cambiato la sua carriera. Fino a quel momento era infatti nota soltanto per film per ragazzi, mentre con il film di Kubrick entrava a far parte anche del cinema per adulti.

4. Ha preso parte al set per più tempo del previsto. Secondo il calendario originale le riprese che coinvolgevano l’attrice, la quale compare in un’unica scena, avrebbero dovuto svolgersi in sole due settimane. Per via del noto perfezionismo di Kubrick, tuttavia, l’attrice fu costretta a rimanere sul set per circa due mesi, finché il regista non fosse stato soddisfatto del girato.

Vinessa Shaw in Le colline hanno gli occhi

3. Era contraria a partecipare al film. L’attrice, che nel film interpreta Lynn, si è dichiarata inizialmente restia all’idea di partecipare al progetto. La natura horror del film la spaventava, e fino a quel momento non aveva mai recitato in un film simile. Si convinse ad accettare il ruolo solo dopo aver incontrato personalmente il regista, il quale le illustrò il progetto nei minimi dettagli.

2. Era una dei figli dei protagonisti. Il personaggio da lei ricoperto, Lynn, era la figlia adulta della coppia che, per festeggiare le nozze d’argento compiono un viaggio dall’Ohio alla California. Sul loro cammino, tuttavia, si imbatteranno in alcuni mutanti, che sorvegliano le colline della zona. Questi, si riveleranno tutt’altro che pacifici, costringendo la famiglia a vivere vere e proprie atrocità.

Vinessa Shaw: età e altezza

1. Vinessa Shaw è nata a Los Angeles, in California, Stati Uniti, il 19 luglio 1976. L’attrice è alta complessivamente 173 centimetri.

Fonte: IMDb

 

Vincitori del David di Donatello 2010

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Vincitori del David di Donatello 2010

Il film di Giorgio Diritti si aggiudica il premio più importante ai David, mentre miglior regista è stato dato a  Marco Bellocchio. Tra gli attori, vittorie di Mastandrea e della Ramazzotti…

Vincet D’Onofrio nel cast di The Judge

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Vincet D’Onofrio nel cast di The Judge

In questi giorni è stata diffusa la notizia secondo cui, dopo l’ingresso di Robert Duvall nel cast del nuovo attesissimo The Judge diretto da David Dobkin, anche Vincet D’Onofrio avrebbe firmato per interpretare il ruolo del figlio maggiore di Duvall e fratello di Robert Downey Jr. Il film racconta di Downey, giovane avvocato ritornato nella sua città natale per il funerale di sua madre.

Il giudice della città, unico indagato nell’omicidio di sua moglie, dovrà collaborare con Downey per scoprire la verità su ciò che è realmente accaduto, confrontandosi però con anni di distacco e di assenza. The Judge sarà prodotto da Dobkin, Susan Downey e David Gambino. D’Onofrio ha recentemente finito la sua decennale partecipazione alla serie tv “Law & Order: Criminal Intent.”.

Fonte: comingsoon.net

Vincere di Marco Bellocchio con Filippo Timi

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Vincere di Marco Bellocchio con Filippo Timi

Vincere è un film di Marco Bellocchio uscito nel 2009, con Giovanna Mezzogiorno e Filippo Timi nei panni rispettivamente di Ida Dalser e di Benito Mussolini giovane, nonché del figlio non riconosciuto da quest’ultimo, Benito Albino. Un film da consigliare, perché ben fatto, ma soprattutto, perché ci narra una vicenda che i libri di storia e i documentari non ci hanno mai raccontato, vuoi per censura, vuoi per mancanza di prove inconfutabili. Ma a Bellocchio è bastato guardare un documentario della Rai del 2005 per restarne colpito e decidere di farne un film, dando a tanti l’opportunità di venire a conoscenza di una delle tante storie taciute del nostro Paese; storie che riguardano tanto i potenti, quanto chi li ha amati senza essere contraccambiati.

Vincere, la trama

In Vincere Benito Mussolini è da giovane un fervente socialista, pacifista, anticlericale, direttore del giornale l’Avanti. Ma dentro di sé cresce una spinta propulsiva, egoista, ambiziosa, quasi sovrumana. Una spinta che lo porta a lasciare il partito e il giornale e fondare un Movimento (i fasci di combattimento) e un proprio giornale, Il Popolo d’Italia. Partecipa pure alla Prima Guerra Mondiale. Ad accompagnarlo in questa evoluzione o involuzione (dipende dai punti di vista) c’è Ida Dalser, ragazza passionale quanto lui. Dalla loro unione clandestina ed extraconiugale nasce Benito Albino, ma entrambi vengono a poco a poco messi ai margini da quello che diventerà il Duce d’Italia. Prima li fa rinchiudere in una cascina in campagna e poi li divide facendoli rinchiudere rispettivamente in un manicomio e in un orfanotrofio. Ma la giovane Ida non si da per vinta.

Marco Bellocchio ci racconta una storia cancellata dai libri di scuola o di saggistica. La storia di una donna che ha difeso fino in fondo un amore impossibile. Una passione trasmessa allo stesso figlio, che pure non ha mai cancellato il suo vero nome. L’interpretazione degli attori principali è molto coinvolgente, tanto che riescono a trasmettere appieno allo spettatore tutti i sentimenti che i personaggi interpretati provano dentro o esternano.

La Mezzogiorno interpreta al meglio l’audacia di una donna che non vuole rinunciare al suo amore e alla sua passionalità per un uomo diventato inarrivabile; sfidando perfino le regole assurde ed opprimenti che egli aveva messo in piedi con tanto di Regime autoritario. Quanto a Timi, si immedesima ottimamente nel ruolo di un giovane Mussolini in ascesa, ha sempre uno sguardo perso e soprappensiero, che tradisce il pensiero per chissà quale nuova meta da superare dall’alto della propria instancabile ambizione. Con uguale bravura interpreta anche il loro figlio clandestino, Benito Albino, il quale fu rinchiuso in un orfanotrofio col cognome della madre. Molto ben riuscita l’imitazione del padre da parte del figlio, un’imitazione ai limiti della nevrosi. Quella nevrosi che lo porterà all’auto-distruzione.

È stato l’unico film italiano in concorso al Festival di Cannes del 2009 e premiato ai David di Donatello 2010 con otto premi su quindici candidature, fra cui quello per il miglior regista. Non ha vinto quello per il miglior film, conquistato da L’uomo che verrà, ambientato sempre durante la Seconda Guerra Mondiale.

Vincenzo Natali: le riprese di Haunter

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Il nuovo film di Vincenzo Natali. Sono iniziate ufficialmente le riprese di Haunter, la nuova pellicola di Vincenzo Natali che, dopo il cult fantascientifico “Cube” e il più recente “Splice” con Adrien Brody, si misurerà

Vincent deve morire: la spiegazione del finale del film

Vincent deve morire: la spiegazione del finale del film

Vincent deve morire è il film d’esordio nel lungometraggio del regista francese Stéphan Castang, che con questa opera prima si impone come una delle voci più originali del recente cinema di genere europeo. Dopo una carriera nel cortometraggio, Castang approda al formato lungo con un progetto ambizioso, capace di fondere tensione narrativa e sguardo autoriale. Il film si distingue per una regia controllata e nervosa, che lavora sull’escalation dell’assurdo all’interno di un contesto quotidiano, trasformando progressivamente la realtà in un incubo collettivo.

L’opera si colloca in un territorio ibrido, combinando elementi di commedia nera, satira sociale e thriller paranoico. La storia segue Vincent, uomo comune che diventa improvvisamente bersaglio di aggressioni inspiegabili da parte di sconosciuti, senza alcuna ragione apparente. Da questo spunto surreale, il film costruisce una riflessione disturbante sulla violenza latente nella società contemporanea, sulla fragilità dei legami sociali e sulla diffusione incontrollata dell’odio. Il tono oscilla tra grottesco e angosciante, mantenendo un equilibrio sottile tra ironia e tensione.

Presentato alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes e candidato alla Caméra d’Or, riconoscimento dedicato alle migliori opere prime, Vincent deve morire ha ottenuto un riscontro critico ampiamente positivo. La stampa specializzata ha lodato l’originalità del concept, la capacità di Castang di sostenere la tensione e la performance del protagonista, oltre alla lucidità con cui il film intercetta paure contemporanee. Nel resto dell’articolo proporremo un approfondimento con spiegazione del finale, per comprendere come l’epilogo dia senso alla deriva violenta raccontata dal film.

Vimala Pons e Karim Leklou in Vincent deve morire
Vimala Pons e Karim Leklou in Vincent deve morire

La trama di Vincent deve morire

Il film racconta la storia di Vincent, che trascorre la sua vita in modo pacato e privo di qualsiasi sorpresa fino a quando improvvisamente nel corso di una notte si ritrova aggredito da persone sconosciute senza un apparente motivo. La gente lo vuole morto e, nonostante l’uomo cerchi di continuare a condurre una vita normale, il fenomeno si diffonde a macchia d’olio e sempre più persone provano a ucciderlo. È così che Vincent si ritrova al centro di una folle spirale di violenza ed è costretto a fuggire, cambiando completamente il suo modo di vivere. Ma si può fuggire dal proprio nemico, se questo nemico è il mondo intero?

La spiegazione del finale del film

Nel terzo atto la violenza dilaga oltre ogni misura individuale e assume la dimensione di un contagio collettivo. In viaggio con il padre e Margaux, Vincent apprende alla radio che l’intero Paese è attraversato da episodi incontrollati di aggressività. Sull’autostrada i tre si imbattono in una carneficina, automobilisti che si massacrano senza motivo apparente. Il padre, accecato dall’odio per gli uomini che hanno ucciso la moglie, si getta nella mischia e scompare nel caos. Vincent e Margaux riescono a fuggire, lasciandosi alle spalle un paesaggio ormai privo di ordine.

La fuga prosegue su strade deserte, immerse in un silenzio irreale che segue l’esplosione di furia collettiva. Quando sembra che Vincent non sia più bersaglio di nessuno, la minaccia cambia direzione. È lui stesso a cedere all’impulso, colpendo e strangolando Margaux in un improvviso scatto di violenza. La donna riesce a salvarsi coprendogli gli occhi, interrompendo quel contatto visivo che scatena l’aggressione. Sconvolto da ciò che stava per compiere, Vincent accetta di farsi bendare. I due tornano al battello di Margaux e scelgono di vivere navigando, isolati dal mondo.

Karim Leklou in Vincent deve morire
Karim Leklou in Vincent deve morire

Il finale ribalta definitivamente la prospettiva. Per tutto il film Vincent si è percepito come vittima di un fenomeno inspiegabile, convinto di essere l’oggetto di un’anomalia sociale. Quando l’epidemia di violenza diventa universale e lui smette di essere attaccato, il film suggerisce che non esistono individui immuni. L’aggressività non è un destino riservato a pochi, ma una possibilità inscritta in ciascuno. Il momento in cui Vincent tenta di uccidere Margaux rappresenta il punto di convergenza tra vittima e carnefice, dissolvendo ogni distinzione rassicurante.

La cecità temporanea diventa allora una potente metafora. L’interruzione dello sguardo blocca l’impulso distruttivo, come se la violenza nascesse da un cortocircuito nel modo in cui percepiamo l’altro. Castang porta a compimento la riflessione sulla fragilità del tessuto sociale, mostrando come basti un innesco invisibile per trasformare la convivenza in guerra diffusa. L’isolamento sul battello non è una soluzione definitiva, ma una tregua precaria. La sopravvivenza passa attraverso regole nuove e dolorose, fondate sul riconoscimento della propria parte oscura.

Con questo epilogo il film lascia un messaggio amaro ma lucido. La violenza non è un mostro esterno da cui difendersi, bensì una pulsione latente che può emergere quando le strutture di fiducia e responsabilità si incrinano. Vincent e Margaux scelgono di restare insieme, accettando limiti e fragilità come condizione necessaria per continuare a vivere. Il battello che scivola sui fiumi diventa simbolo di una comunità minima, fondata sulla consapevolezza e sul controllo reciproco. In un mondo che implode, il legame resta l’unico argine possibile al caos.

Vincent D’Onofrio: 10 cose che non sai sull’attore

Vincent D’Onofrio: 10 cose che non sai sull’attore

Benché venga ricordato prevalentemente per il ruolo di Palla di Lardo nel film Full Metal Jacket, Vincent D’Onofrio vanta una lunga e ricca carriera, caratterizzata da personaggi memorabili e grandi interpretazioni. L’attore, distintosi tanto al cinema quanto in televisione, non ha poi mancato di dar prova di grande versatilità ricoprendo anche il ruolo di produttore, regista e sceneggiatore in diverse occasioni. Riscoprendo la sua filmografia, si può ritrovare un interprete degno delle lodi e dei riconoscimenti ricevuti negli anni.

Ecco 10 cose che non sai su Vincent D’Onofrio.

Vincent D'Onofrio Full Metal Jacket

Vincent D’Onofrio: i suoi film e le serie TV

10. Ha recitato in celebri lungometraggi. L’attore diventa celebre sin dalla sua prima interpretazione cinematografica, quella per il film Full Metal Jacket (1987). In seguito, affermatosi come interprete di gran livello, viene chiamato a recitare in Tutto quella notte (1987), JFK – Un caso ancora aperto (1991), con Kevin Costner, I protagonisti (1992), Ed Wood (1994), di Tim Burton, Strange Days (1995), Men in Black (1997), con Will SmithAmore a doppio senso (1998), The Cell (2000), Ti odio, ti lascio, ti… (2006), con Jennifer Aniston, Sinister (2012), Charlie Countryman deve morire (2013), Escape Plan – Fuga dall’inferno (2013), The Judge (2014), con Robert Downey Jr., Run All Night (2015), Jurassic World (2015), I magnifici 7 (2016), con Denzel Washington, Pelè (2016), Il giustiziere della notte (2018) e The Kid (2019), con Ethan Hawke.

9. È stato anche produttore, regista e sceneggiatore. Nel corso della sua carriera D’Onofrio non ha mancato di ricoprire anche ruoli diversi da quello dell’interprete. Ha infatti iniziato ad essere anche produttore di titoli come Il mondo intero (1996), Guy – Gli occhi addosso (1996), Amore a doppio senso e Mall (2014). Il suo esordio come regista arriva nel 2005, con il cortometraggio Five Minutes, Mr. Welles, dove interpreta il grande regista Orson Welles. Il progetto lo vede anche come sceneggiatore, e D’Onofrio ricoprirà nuovamente entrambe le vesti per l’horror Don’t Go in the Woods (2010) e il western The Kid.

8. È noto per i suoi ruoli televisivi. A partire dal nuovo millennio, D’Onofrio si è dedicato in particolare a recitare per la televisione, comparendo in ruoli di rilievo in alcune celebri serie TV. La prima di queste è stata Law & Order: Criminal Intent (2001-2011), dove ha interpretato il ruolo di Robert Goren. Successivamente è il villain Wilson Fisk, alias Kingpin in Daredevil (2015-2018). Ha poi recitato in Emerald City (2017), Ghost Wars (2017-2018), Godfather of Harlem (2019), Interrogation (2020), e Ratched (2020), nuova serie Netflix con Sarah Paulson, dove interpreta il ruolo del governatore George Wilburn.

Vincent D’Onofrio è Palla di Lardo in Full Metal Jacket

7. Si è trasformato fisicamente per il ruolo. Formatosi con il metodo Stanislavskij, che prevede la totale immedesimazione dell’attore nel personaggio, D’Onofrio decise di ingrassare di ben 35 chili per ricoprire il ruolo del soldato Leonard Lawrence, soprannominato Palla di Lardo per via del suo peso. Raggiungendo tale risultato, l’attore superò il record stabilito sette anni prima da Robert De Niro per il film Toro scatenato, per il quale era ingrassato di 27 chili. A D’Onofrio ci vollero sette mesi per guadagnare tale peso, e poi nove mesi per smaltirlo del tutto. Al 2020, il suo record è ancora imbattuto.

6. Non credeva di aver ottenuto il ruolo. Prima di diventare una stella del cinema, D’Onofrio lavorava come buttafuori di un locale. Dopo aver sentito del casting per il nuovo film di Stanley Kubrick, decise di inviare un video per candidarsi. Tuttavia, l’attore era molto scettico a riguardo e non si aspettava minimamente di venire richiamato. Infatti, quando il regista lo contattò per parlargli del ruolo, l’attore pensò ad uno scherzo e riagganciò la chiamata. Fortunatamente, Kubrick lo richiamò e riuscì a convincerlo che non si trattava di uno scherzo. I due iniziarono così a parlare del personaggio, e il resto è storia.

Vincent D'Onofrio origini

Vincent D’Onofrio è Thor in Tutto quella notte

5. Ha interpretato un personaggio ispirato al celebre supereroe. Prima di iniziare le riprese di Full Metal Jacket, l’attore venne chiamato a ricoprire il ruolo del meccanico Dawson nel film Tutto quella notte. Il personaggio è rimasto particolarmente impresso per essere stato costruito come un sosia del supereroe Thor, del quale la bambina protagonista è una grande fan. Per dargli vita, D’Onofrio, che compare in una sola scena, sfoggiò un fisico muscolo e imponente. Subito dopo iniziò a prepararsi per il film di Kubrick, iniziando a mettere su peso e trasformando radicalmente la propria fisionomia, a tal punto che non tutti riuscirono a riconoscere in lui l’interprete di Dawson.

Vincent D’Onofrio è Edgar in Men in Black

4. Ha studiato a lungo per il suo ruolo. Nel celebre film di fantascienza Men in Black l’attore ha interpretato il contadino Edgar, il quale si rivela poi essere il travestimento di un mostruoso alieno dalle sembianze di uno scarafaggio. Per la parte, D’Onofrio osservò numerosi documentari su questi insetti, studiandone i movimenti. Per dar vita alla caratteristica camminata del personaggio, che ne contraddistingue la non appartenenza al genere umano, l’attore decise inoltre di indossare delle ginocchiere e di fasciarsi le caviglie, così da non poter eseguire dei normali movimenti con tali parti.

3. Si è sottoposto a numerose ore di trucco. Per poter assumere le inquietanti caratteristiche del personaggio, che lasciano intuire la sua natura aliena, l’attore si è sottoposto a circa sei ore di trucco ogni giorno. Durante questa la sua fisionomia veniva totalmente stravolta, e gli venivano applicate parti del corpo dell’alieno. D’Onofrio decise di utilizzare questo tempo per lavorare sulla voce del personaggio, che stando a quanto da lui dichiarato è stata ispirata dagli attori George C. Scott e John Huston.

Vincent D’Onofrio: le sue origini italiane

2. Possiede origini italiane. Come il cognome dell’attore può suggerire, egli vanta infatti delle dirette origini italiane. Egli è infatti figlio di Gennaro D’Onofrio, pilota statunitense figlio di immigrati italiani. I nonni erano originari di Napoli, e pur non avendo ulteriori legami con il Bel Paese, Vincent è cresciuto mantenendo alcune delle tradizioni e delle radici culturali dei suoi parenti. In seguito al divorzio dei genitori, però, ha trascorso la maggior parte del tempo insieme alla madre, la quale non aveva a sua volta tali origini.

Vincent D’Onofrio: età, altezza e peso

1.Vincent D’Onofrio è nato a New York, il 30 giugno del 1959. L’attore è alto complessivamente 192 centimetri, e pesa circa 110 chili.

Fonte: IMDb

Vincent D’Onofrio, il suo Kingpin è “intrappolato” negli accordi Marvel-Sony

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Vincent D’Onofrio ha interpretato per la prima volta il re del crimine, Wilson Fisk, in Daredevil di Netflix. E’ rimasto in scena per tre stagioni prima che la serie finisse e in seguito ha fatto un ritorno a sorpresa in Hawkeye dei Marvel Studios.

Alcune settimane dopo, Charlie Cox è apparso nei panni di Matt Murdock in Spider-Man: No Way Home prima di entrare in azione nei panni di Daredevil in She-Hulk: Attorney at Law ed Echo. Cox e D’Onofrio sono apparsi entrambi in quest’ultimo e Daredevil: Born Again è la loro prossima fermata.

Nel 2022, abbiamo appreso che Cox presterà la sua voce a Daredevil in Your Friendly Neighborhood Spider-Man della Marvel Animation. Sfortunatamente, il fatto che D’Onofrio si unisca a lui nella serie sembra tutt’altro che garantito.

“Lo dirò in modo trasparente: conoscete tutta la faccenda Marvel-Sony, giusto?” Vincent D’Onofrio ha detto ai fan al Fan Expo Boston 2024. “Quindi ci sono personaggi – personaggi Marvel inventati dalla Marvel, scritti dalla Marvel – che sono intrappolati tra Marvel e Sony. E quindi ci vuole molto tempo prima che capiscano chi sta facendo cosa.” “Non so mai veramente dove [Kingpin potrà apparire]. Il mio personaggio si trova in quel tipo di situazione, a differenza di Charlie. Quindi non lo so, fa parte dell’accordo quando si tratta di interpretare Kingpin”, ha ammesso l’attore.

È del tutto possibile che, come con Scarlet Witch e Quicksilver, membri degli X-Men e dei Vendicatori che i Marvel Studios una volta condividevano con la 20th Century Fox, anche per Kingpin la situazione sia simile. Fox potrebbe anche aver avuto i diritti per utilizzare Fisk perché è apparso nel film Daredevil del 2003, dove lo interpretava il defunto Michael Clarke Duncan.

Tuttavia, come accaduto con Spider-Man, è probabile che anche per Kingpin si riesca a raggiungere un accordo che faccia felici sia i Marvel Studios, che la SONY, che soprattutto i fan, che vogliono vedere il grande nemico di Daredevil scontrarsi con lui in ogni occasione possibile.

Vincent D’Onofrio svela che Daredevil: Born Again potrebbe essere una serie Marvel Spotlight

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La star di Daredevil: Born Again Vincent D’Onofrio ha rivelati di pensare che il prossimo spettacolo Disney+ rientrerà sotto la nuova sigla Marvel Spotlight.

Durante il Post Credit Podcast di BroBible, all’attore è stato chiesto se pensava che la nuova serie Daredevil avrebbe fatto parte della nuova etichetta Marvel Spotlight. Lo scopo dell’etichetta, che includerà anche la prossima serie Echo, è quello di evidenziare storie più radicate incentrate sui personaggi invece che sulla continuità complessiva del Marvel Cinematic Universe.

Certamente”, ha affermato Vincent D’Onofrio. “Questa è la mia opinione, immagino che lo sarebbe. Nessuno ha detto: “Ehi, lo sapevi?” Questo sta accadendo” – nessuno lo ha detto. Ma ha lo stesso tono e la stessa sensazione [di Echo]. L’attenzione che i grandi capi le stanno dando è straordinaria e Charlie [Cox] e io siamo semplicemente stupiti di quanto tengano a questa serie. Non riesco a immaginare che venga trattato meno”.

A ottobre, è stato riferito che Daredevil: Born Again  stava subendo un “significativo riavvio creativo”  dopo l’interruzione della produzione dovuta agli scioperi WGA e SAG-AFTRA. Gli sceneggiatori principali Chris Ord e Matt Corman sono stati rimossi dal progetto insieme ai registi della serie, mentre alcune scene ed episodi che erano già finiti verranno mantenuti con l’aggiunta di ulteriori elementi serializzati.

La nuova serie Daredevil: Born Again

Daredevil: Born Again è descritto come un revival di 18 episodi della serie Netflix originale, andata in onda per tre stagioni.  Vedrà il ritorno delle star principali Charlie Cox e Vincent D’Onofrio mentre riprendono i rispettivi ruoli di Matt Murdock/Daredevil e Wilson Fisk/Kingpin. Entrambi i personaggi hanno fatto il loro debutto nel Marvel Cinematic Universe nel 2021, con Kingpin come guest star nella serie Disney+ Hawkeye e Matt Murdock che è apparso brevemente in Spider-Man: No Way Home. Cox ha anche recentemente recitato in due episodi di She-Hulk: Attorney at Law, dove ha avuto modo di mostrare un nuovo lato dell’eroe.

Jon Bernthal tornerà nei panni di Frank Castle/The Punisher. E’ molto probabile che non vedremo nulla della serie fino al Comic-Con del prossimo anno, anche se abbiamo la sensazione vedremo molte foto dal set di New York che ci permetterò di avere piccole anteprime della serie! Cox è chiaramente impegnato a interpretare un nuovo Daredevil per l’MCU e, se si devono credere alle voci recenti, potrebbe andare direttamente da Born Again a Spider-Man 4. Daredevil: Born Again debutterà su Disney+ nel 2024.

Vincent D’Onofrio si candida per un ruolo da protagonista nel DCU

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La star di Daredevil: Rinascita, Vincent D’Onofrio, ha espresso a gran voce il suo desiderio di interpretare Swamp Thing nel DCU di James Gunn per oltre un anno, e sembra che non abbia intenzione di arrendersi tanto presto. Un film su Swamp Thing è stato uno dei primi progetti annunciati quando James Gunn ha svelato il cast di film e serie TV di Chapter 1: Gods and Monsters per il DCU. Ma come molti altri progetti in quella lista, il film Swamp Thing sembra aver fatto pochissimi progressi da quando la DC Comics ha caricato il video di Gunn su YouTube nel gennaio 2023.

James Mangold (Logan, Quando l’amore brucia l’anima) è stato incaricato di scrivere e dirigere il film, ma Gunn ha recentemente ammesso che, sebbene il progetto non sia stato cancellato, Mangold è diventato troppo impegnato con altri progetti per concentrarsi su Swamp Thing. Ora, quasi tre anni dopo, sembra che Mangold si stia finalmente concentrando sull’Avatar di The Green.

Durante il suo tour stampa per Superman, Gunn ha aggiornato lo stato di Swamp Thing, affermando: “Abbiamo parlato con James l’altro giorno. No, non ha ancora consegnato una sceneggiatura. È stato distratto dal suo miliardo di film. Ma ne stiamo parlando di nuovo.”

L’attore che si è battuto per interpretare Alec Holland praticamente fin dall’annuncio del progetto è Vincent D’Onofrio, che nel MCU interpreta Kingpin. E di recente ha espresso nuovamente il suo desiderio sui social media. È un’indicazione che lo sviluppo di Swamp Thing sta per decollare sul serio? Dovremo aspettare per saperlo.

Vincent D’Onofrio rivela il ruolo che sogna di interpretare nel DCU

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Vincent D’Onofrio è oggi noto per aver interpretato il Kingpin del crimine nel Marvel Cinematic Universe. Ha debuttato come Wilson Fisk in Daredevil di Netflix nel 2015 e da allora è apparso in serie come Hawkeye ed Echo. Il prossimo progetto con tale personaggio dell’attore è Daredevil: Born Again, anche se si dice che alla fine vedremo il cattivo in un futuro film di Spider-Man.

Tuttavia, se dovesse presentarsi l’occasione, ci sarebbe un personaggio specifico del DCU che D’Onofrio è ansioso di interpretare: Swamp Thing! Partecipando a un Q&A al Dragon Con, ha condiviso il suo amore per l’antieroe soprannaturale. “Al giorno d’oggi, non so perché… non so se a voi ragazzi piace la DC come a me”, ha detto D’Onofrio. “Ovviamente mi piace anche la Marvel perché è il mio lavoro. I miei fumetti quando ero bambino [erano] Capitan America, Spider-Man, Swamp-Thing. Swamp-Thing. Mi piacerebbe molto interpretare Swamp Thing”.

Vincent D’Onofrio potrebbe essere lo Swamp Thing del DCU?

Non è la prima volta che Vincent D’Onofrio condivide il suo amore per Swamp-Thing, visto che negli ultimi anni ha fatto riferimento al personaggio più volte sui social media. Per fortuna, il ruolo sembra essere in palio nel nuovo DCU dei DC Studios. Il regista di Logan e Indiana Jones e il Quadrante del Destino, James Mangold, è ufficialmente pronto a dirigere un film su Swamp Thing, ma se D’Onofrio sia adatto al ruolo di Alec Holland è tutto da vedere.

Mentre sono sicuro che la DC vede ‘Swamp Thing’ come un franchise, io lo vedrei come un film horror gotico molto semplice e pulito su quest’uomo/mostro”, ha dichiarato il regista lo scorso anno. Mangold ha aggiunto di aver “accarezzato per anni l’idea di fare una specie di film su Frankenstein”. Quando James Gunn e Peter Safran sono stati annunciati come co-CEO dei DC Studios, Mangold ha “fatto una telefonata amichevole” per proporsi. “Mi sto solo organizzando per conto mio, è un film a sé stante”.

Vincent D’Onofrio in Broken Horses

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Vincent D’Onofrio (indimenticato Palla di Lardo in Full Metal Jacket e più recentemente nel cast della serie Law And Order: Criminal Intent) sarà trai protagonisti di Broken Horses, esordio in lingua inglese del regista indiano Vidhu Vinod Chopra.

Al film parteciperanno anche Chris Marquette (The Girl Next Door), Anton Yelchin (Star Trek), Thomas Jane (The Mist), Sean Patrick Flanery (The Boondock Saints) e Maria Valverde (Three Steps Above Heaven).

Ancora scarsi i dettagli riguardo la trama, che a quanto pare si incentrerà su una guerra di bande al confine tra Messico e Stati Uniti. La sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Chopra, assieme ad Abhijat Joshi.

Fonte:  ComingSoon.Net

Vincent D’Onofrio dirigerà The Kid

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Vincent D’Onofrio dirigerà The Kid

Vincent D’Onofrio si prepara a dirigere il suo secondo film, The Kid, dopo l’horror Don’t Go In The Woods (2010), mai uscito. The Kid sarà un western e D’Onofrio dirigerà e reciterà anche. Accanto a lui ci saranno James Fran co e Ethan Hawke.

La sceneggiatura è di Andrew Lanham e racconterà le avventure di Billy the Kid, un pistolero pronto a uccidere lo sceriffo Pat Garrett. Racconterà le vicende che hanno portato Billy the Kid a diventare un pistolero così temuto, andando a scovare quelli che erano i suoi rapporti famigliari e l’amore per la famiglia, che lo spinse a diventare un fuorilegge: la morte di suo padre per mano dello zio, l’essere rimasto soltanto con sua sorella, poi trasformata dallo stesso zio in una prostituta. Billy è stato uno dei pistoleri più temuti d’America e l’incontro con Pat Garrett rappresenta uno dei punti più entusiasmanti della sua storia.

Fonte: Empire

Vincent D’Onofrio conferma che Daredevil: Born Again sarà molto più violento della serie Netflix

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Dopo il suo ritorno in Hawkeye e Echo nei panni di Kingpin, Vincent D’Onofrio è pronto per il suo ritorno ufficiale contro il suo nemico di elezione: l’uomo senza paura, in Daredevil: Born Again, serie Disney+ ambientata nel MCU. In occasione del D23, Vincent D’Onofrio ha avuto modo di parlare di questa nuova serie e del modo in cui differisce dalla serie Netflix. Sebbene non fosse quello che ci si aspettava, quel prodotto della grande N rossa era effettivamente molto più cupo rispetto ai toni dell’ufficiale MCU dell’epoca, offrendo ai fan diversi momenti violenti.

Vincent D’Onofrio “rassicura” sulla violenza di Daredevil: Born Again

Quando è stato annunciato che i Marvel Studios avevano in programma di riportare l’uomo senza paura di Daredevil: Born Again di Disney+, c’era una certa preoccupazione che il “reboot” (anche se ora sappiamo che sarà più un seguito) potesse perdere un po’ del fascino dello show Netflix, ma un membro del cast di ritorno crede che Born Again porterà effettivamente la violenza “molto oltre“.

C’è una cosa in particolare, che fa il mio personaggio, che non riesco a credere sia finita nel montaggio finale“, ha detto Vincent D’Onofrio a Rotten Tomatoes durante un’intervista video. Come forse ricorderete, Wilson Fisk è stato responsabile di alcune delle scene più brutalmente violente della serie (ricordate la testa del tizio che viene sbattuta contro la portiera dell’auto?), quindi siamo molto curiosi di sapere a cosa si riferisce D’Onofrio!

Quello che sappiamo di Daredevil: Born Again

Lo sceneggiatore di The Punisher, Dario Scardapane, è salito a bordo come nuovo showrunner della serie Daredevil: Born Again, le cui riprese sono concluse da poco.

I dettagli specifici della trama sono ancora nascosti, ma sappiamo che Daredevil: Born Again vedrà Matt Murdock/Daredevil (Charlie Cox) confrontarsi con la sua vecchia nemesi Kingpin (Vincent D’Onofrio), che abbiamo visto tornare di corsa a New York nel finale di stagione di Echo. È probabile che Fisk sia in corsa per la carica di sindaco di New York o che sia già stato nominato a tale carica quando la storia prenderà il via.

I dettagli specifici della trama di Daredevil: Born Again non sono stati rivelati, ma possiamo mettere insieme un’idea approssimativa dalle foto dal set e dalle fughe di notizie sulla trama. Matt Murdock difenderà White Tiger in tribunale, The Kingpin è il sindaco di New York City (e reprime i vigilantes che odia così tanto), e The Punisher prende di mira i poliziotti corrotti che hanno cooptato il suo logo.

Entrambi i personaggi hanno debuttato nel Marvel Cinematic Universe nel 2021. Kingpin è stato guest-star nella serie Disney+ Hawkeye e Matt Murdock è apparso brevemente in Spider-Man: No Way Home. Cox è stato anche guest-star in due episodi di She-Hulk: Attorney at Law, dove ha mostrato un lato più leggero dell’eroe. Kingpin, invece, è stato tra i protagonisti della serie Echo. È stato confermato che Daredevil: Born Again sarà presentato in anteprima su Disney+ il prossimo marzo.

Vincent Cassel: 10 cose che non sai sull’attore

Vincent Cassel: 10 cose che non sai sull’attore

Tra i più noti e apprezzati attori francesi vi è senza dubbio Vincent Cassel, interprete dalle molteplici sfaccettature in grado di alternarsi tra cinema hollywoodiano ed europeo, il che gli ha permesso di raggiungere una fama pressoché mondiale. Con alcuni dei suoi ruoli ha saputo non solo conquistare il grande pubblico, ma anche la critica, la quale gli ha più volte tributato importanti riconoscimenti.

Ecco 10 cose che non sai di Vincent Cassel.

Vincent Cassel carriera

1 I film. L’attore debutta sul grande schermo francese sul finire degli anni ottanta. Acquista poi una prima notorietà nel 1993 con il film Métisse di Mathieu Kassovitz. Di nuovo con Kassovitz girà il film L’odio nel 1995, che lo rende particolarmente celebre. Da quel momento in poi partecipa a numerosi progetti in patria e negli Stati Uniti. Tra i film più celebri si annoverano Elizabeth (1998), dove recita accanto a Cate Blanchett, Giovanna d’Arco (1999), I fiumi di porpora (2000), Irréversible (2002), Ocean’s Twelve (2004), La promessa dell’assassino (2007), Nemico Pubblico n.1  (2008), Il cigno nero (2010), A Dangerous Method (2011), Mon roi (2015), E’ solo la fine del mondo (2016), Black Tide (2018).

2 Il doppiaggio. Nel 2001 l’attore doppia, sia per la versione americana che per quella francese, il personaggio di Robin Hood nel film d’animazione Shrek. Nel 2015 è invece la voce francese della Volpe nel film d’animazione Il piccolo principe, sostituendo la voce originale appartenente a James Franco.

Vincent Cassel Instagram

3 Ha un account personale. L’attore è presente sul social network Instagram con un proprio profilo verificato, seguito da 1,1 milioni di persone. All’interno di questo l’attore è solito condividere fotografie scattate durante i suoi viaggi in giro per il mondo, nonché foto o video promozionali dei progetti a cui prende parte. Non mancano inoltre post dedicati alle cause benefiche sostenute dall’attore.

Vincent Cassel vita privata

4 È stato sposato con Monica Bellucci. Cassel conosce l’attrice italiana Monica Bellucci nel 1996 sul set del film L’appartamento. I due si sposano il 3 agosto 1999, e hanno due figlie nate rispettivamente nel 2004 e nel 2010. Nell’agosto 2013, dopo 14 anni d matrimonio la coppia annuncia la separazione.

5 Si è sposato una seconda volta. Dopo una lunga frequentazione, nell’agosto 2018 l’attore sposa in seconde nozze la modella italo-francese Tina Kunakey, di 31 anni più giovane di lui. Il 19 aprile 2019 la coppia annuncia la nascita della loro prima figlia.

Vincent Cassel Ocean’s Twelve

6 Ha suggerito come realizzare la sua famosa scena. All’interno del secondo capitolo della trilogia con protagonista George Clooney, è celebre la scena in cui Cassel supera i raggi laser danzando la capoeira. Il regista Steven Soderbergh stava cercando un modo originale per mettere in scena quel momento, e fu proprio l’attore francese a suggerire di utilizzare il celebre ballo, di cui è un grande esperto.

Vincent Cassel premi e nomination

7 È stato nominato 6 volte ai César Awards. L’attore è stato nominato per sei volte ai premi César, noti anche come gli “Oscar francesi”. La prima nomination risale al 1996 come miglior attore e miglior promessa attoriale per il film L’odio. Successivamente viene nominato nuovamente nel 2002, e nel 2009 vince il premio come miglior attore per Nemico pubblico n.1. Viene nominato ancora nel 2016 e nel 2017 rispettivamente per Mon roi e E’ solo la fine del mondo.

È solo la fine del mondo film al cinema

Vincent Cassel e l’Italia

8 Non sopporta alcune usanze degli italiani. L’attore ha un lungo e felice rapporto con l’Italia. Al di là del matrimonio con l’attrice Monica Bellucci, Cassel ha sempre espresso grande fascinazione per alcuni luoghi e particolarità italiane. L’attore ha però anche criticato l’abitudine degli italiani di guardare i film esclusivamente doppiati, definendolo “un serio problema”. L’attore si è espresso anche duramente contro la cultura del gossip e del pettegolezzo, che trova fastidiosa.

Vincent Cassel: i suoi film preferiti

9 Non riguarda mai i suoi film. L’attore ha dichiarato che tra i film da lui girati quelli che preferisce sono L’odio e Blueberry. Cassel ha inoltre ha aggiunto che non è solito riguardare i film a cui ha preso parte, in particolare Irréversible, che trova tanto bello quanto disturbante.

Vincent Cassel età e altezza

10 Vincent Cassel è nato a Parigi, in Francia, il 23 novembre 1966. L’altezza complessiva dell’attore è di 187 centimetri.

Fonte: IMDb

Vincent Cassel si unisce al cast di The White Lotus – Stagione 4

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Vincent Cassel si unisce al cast di The White Lotus – Stagione 4

Gli attori francesi Vincent Cassel (Ocean’s Movies, Jason Bourne), Corentin Fila (Being 17, Escort Boys) e Nadia Tereszkiewicz (Forever Young, Heads or Tails) sono stati scelti per The White Lotus – Stagione 4, la serie HBO di Mike White, vincitrice di un Emmy. Le riprese si svolgeranno in Francia e la nuova stagione seguirà ancora una volta un gruppo di ospiti e dipendenti dell’hotel White Lotus nell’arco di una settimana.

Vincent Cassel, al suo ritorno sulla HBO dopo il ruolo in Westworld, Fila e Tereszkiewicz interpreteranno probabilmente dipendenti o altri abitanti del posto, seguendo le orme di precedenti interpreti di spicco come Murray Bartlett e Natasha Rothwell (Stagione 1), Sabrina Impacciatore (Stagione 2) e Lisa (Stagione 3).

Il trio si unisce ai membri del cast della quarta stagione già annunciati: Sandra Bernhard, Helena Bonham Carter, Steve Coogan, Caleb Jonte Edwards, Ari Graynor, Marissa Long, Alexander Ludwig, Chris Messina, AJ Michalka e Dylan Ennis, che potrebbe anche interpretare un francese, un attore di origini franco-giamaicane residente a Londra. Il casting è in corso.

Scritta e diretta dal creatore della serie White, la quarta stagione è prodotta da White, David Bernad e Mark Kamine.

Si tratta di un raro ruolo in una serie TV per l’attore veterano Vincent Cassel, vincitore del César Award per Mesrine. In precedenza ha recitato in Westworld, Liaison per Apple TV e Fiasco per Netflix. Cassel è rappresentato da Laurent Gregoire presso Agence Adequat e Range. Fila è rappresentata da Emmanuelle Ramade presso Adequat Agency. Tereszkiewicz è rappresentato da Laura Meerson presso Adequat Agency e Claire Maroussas presso Independent Talent Group.