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Lo stagista inaspettato: le curiosità sul film con Robert De Niro

Autrice di celebri commedie statunitensi, la sceneggiatrice e regista Nancy Meyers firma nel 2015 uno dei suoi film più apprezzati: Lo stagista inaspettato (qui la recensione). La pellicola, il cui titolo originale è The Intern, ha per protagonisti l’inedita coppia formata da Robert De Niro ed Anne Hathaway. Al centro della vicenda, vi è il rapporto tra le generazioni e quello del delicato equilibrio tra carriera e famiglia. Il tutto viene trattato sia da un punto di vista maschile che femminile, e la sequenza di eventi porta a risultati emozionanti e divertenti.

Al momento del suo rilascio in sala, il film ottenne recensioni contrastanti da parte della critica, ma trovò uno strenuo difensore nel regista Quentin Tarantino. L’autore del recente C’era una volta a… Hollywood difese infatti il film affermando che a suo giudizio avrebbe meritato di essere preso in considerazione per gli Oscar. In particolare, Tarantino lodò la sceneggiatura e l’interpretazione dei protagonisti.

Da un punto di vista dei guadagni al box office, il film ottenne una risposta particolarmente positiva da parte del pubblico. A fronte di un budget di circa 35 milioni di dollari, incassò negli Stati Uniti una cifra pari a 75,7 milioni, per un totale a livello globale di circa 195 milioni di dollari. Divenne così una delle commedie di maggior successo dell’anno, e l’interpretazione di De Niro venne indicata come una delle sue migliori degli ultimi anni.

Lo stagista inaspettato: la trama del film

Protagonista del film è Ben Whittaker, un settantenne vedovo e annoiato dal suo stato di pensionamento. In cerca di una nuova avventura, si imbatte nell’annuncio di un’azienda di Brooklyn, impegnata nella vendita di abbigliamento online, la quale ha indetto una selezione per un posto da stagista “senior”. Dopo essersi candidato e aver superato brillantemente il colloquio, Ben viene assunto e assegnato alle dipendenze di Jules Ostin, fondatrice della compagnia. La donna, però, impegnata a pieno ritmo nella gestione della società, anche a costo di sacrificare il suo tempo libero, dimostra un iniziale scettiscismo nei confronti del nuovo stagista.

Ben, tuttavia, grazie alla sua esperienza e alla sua saggezza riesce, non senza qualche iniziale difficoltà, a comprendere sempre meglio il suo dinamico nuovo lavoro. Così facendo, riesce a farsi apprezzare da tutti i suoi giovani colleghi, guadagnando la stima di Jules. Proprio con lei instaura un forte legame di amicizia. Un rapporto sul quale la donna farà affidamento nei momenti difficili, tanto in quelli professionali quanto in quelli privati. Quando infatti si troverà a dover compiere delle scelte importanti, che potrebbero ridefinire la propria carriera e il proprio ruolo di moglie, l’aiuto di Ben si rivelerà per lei fondamentale.

Lo stagista inaspettato cast

Lo stagista inaspettato: il cast del film

La scelta di assegnare i due ruoli principali agli attori Robert De Niro ed Anne Hathaway si è rivelata particolarmente vincente per la riuscita del film. I due hanno infatti sfoggiato un’ottima chimica, e la natura inedita della loro coppia sullo schermo ha certamente attratto numerosi spettatori. Originariamente, tuttavia, i ruoli erano stati pensati per tutt’altri attori. La regista, per il ruolo di Ben, aveva infatti cercato di convincere Jack Nicholson ad uscire dal suo ritiro dalla recitazione. Questi fu però irremovibile, e il ruolo venne dunque proposto all’attore Michael Caine. Alla fine, tuttavia, il personaggio venne assegnato a De Niro, il quale aveva espresso particolare interesse per la parte.

Il ruolo della carismatica Jules Ostin, invece, era stato affidato all’attrice comica Tina Fey. Venne tuttavia sostituita nel momento in cui il progetto per il film passò di mano dalla Paramount alla Warner Bros. Lo studios scelse per il ruolo l’attrice premio Oscar Reese Witherspoon, già nota per aver recitato in commedie di questo tipo. Questa dovette però rinunciare al ruolo per via di conflitti con altri impegni da lei già presi. Anne Hathaway ha così ottenuto la parte, affascinata dall’idea di poter interpretare un personaggio che ricordasse quello interpretato da Meryl Streep in Il diavolo veste Prada.

Lo stagista inaspettato: il trailer, dove vedere il film in streaming e le frasi più belle

Per gli appassionati del film, o per chi desidera vederlo per la prima volta, sarà possibile fruirne grazie alla sua presenza nel catalogo di alcune delle principali piattaforme streaming oggi disponibili. Lo stagista inaspettato è infatti presente a noleggio su Rakuten TV, Google Play, Infinity, e Apple iTunes. È inoltre presente nel catalogo di Netflix. In base alla piattaforma scelta, sarà possibile noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale al catalogo. In questo modo sarà poi possibile fruire del titolo in tutta comodità e al meglio della qualità video. Il film sarà inoltre trasmesso in televisione il giorno giovedì 27 ottobre alle 21:10 sul canale La 5.

Di seguito, invece, si riportano alcune delle frasi più belle pronunciate nel corso del film dai due protagonisti:

“Non si sbaglia mai a fare la cosa giusta!” (Ben)

“Ho letto che i musicisti non vanno in pensione: smettono quando non hanno più musica dentro. Beh, io ho ancora musica in me e su questo non ho alcun dubbio” (Ben)

“Detesto fare io il femminista tra noi due, ma tu meriti di fare una bella carriera e essere quello che sei, senza dover accettare che tuo marito abbia un’amante come contro partita” (Ben a Jules)

– Jules: “È in momenti come questo che hai bisogno di qualcuno su cui sai di poter contare. Perché tu sei il mio…”
Ben: “…Stagista!”
Jules: “Io stavo per dire: stagista barra migliore amico”

Fonte: IMDb

Lo stagista inaspettato: il trailer italiano del film con Robert De Niro e Anne Hathaway

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Guarda il trailer italiano della commedia Lo stagista inaspettato (The Intern), che riunisce sullo schermo i premi Oscar Robert De Niro e Anne Hathaway.

Nel film, scritto e diretto da Nancy Meyers (sceneggiatrice di lungo corso e regista di What Women Want, Tutto può succedere e L’amore non va in vacanza), De Niro interpreta il settantenne pensionato Ben Whittaker, che affronta una nuova sfida nel complicato mondo del lavoro di oggi e riparte come stagista nella società di moda fondata da Jules, Anne Hathaway, che dopo Il diavolo veste Prada scoprirà come ci si sente dall’altra parte della scrivania. Nel cast anche Rene Russo e Nat Wolff.

Il film uscirà in Italia il 22 ottobre.

Lo Stagista Inaspettato: featurette con Robert De Niro e Anne Hathaway

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Robert De Niro è pronto a vestire i panni di un improbabile stagista in età avanzata nella commedia Lo Stagista Inaspettato, pellicola diretta da Nancy Meyers che lo affiancherà ad Anne Hathaway.

In attesa del debutto nelle sale previsto per il prossimo 15 ottobre, la Warner Bros. Italia ha voluto regalarci una nuova featurette, un assaggio di quanto dovremo aspettarci dal film.

Nel film, scritto e diretto da Nancy Meyers (sceneggiatrice di lungo corso e regista di What Women Want, Tutto può succedere e L’amore non va in vacanza), De Niro interpreta il settantenne pensionato Ben Whittaker, che affronta una nuova sfida nel complicato mondo del lavoro di oggi e riparte come stagista nella società di moda fondata da Jules, Anne Hathaway, che dopo Il diavolo veste Prada scoprirà come ci si sente dall’altra parte della scrivania.

Nel cast anche Rene Russo e Nat Wolff.

Il film uscirà in Italia il 15 ottobre.

Fonte: Warner Bros. Italia

Lo stagista inaspettato è basato su una storia vera?

Lo stagista inaspettato è basato su una storia vera?

Lo stagista inaspettato (The Intern) è una commedia drammatica del 2015 che racconta la storia di Ben Whitaker (Robert De Niro), un anziano vedovo che soffre la solitudine dopo la morte della moglie. Per dare una seconda possibilità alla sua vita e tenersi occupato, entra a far parte di una nuova e rivoluzionaria azienda di abbigliamento online chiamata About The Fit come stagista senior. Jules Ostin, l’ambiziosa e giovane amministratrice delegata dell’azienda, approva il programma di stage senior come strategia per aiutare i giovani dipendenti a trarre ispirazione e imparare competenze di vita da pensionati più anziani ed esperti che sono alla ricerca di opportunità.

Con il passare del tempo, Ben e Jules, due individui radicalmente opposti, stringono un’amicizia insolita e stimolante che cambia le loro vite e le loro convinzioni. La regia di Nancy Meyers approfondisce le complessità delle amicizie improbabili, i legami familiari, l’emancipazione femminile sul posto di lavoro, le differenze generazionali nell’approccio al lavoro e alla vita e lo scontro tra vecchio e nuovo. Con momenti sinceri, interpretazioni emozionanti e una trama realistica, il film offre agli spettatori un’esperienza avvincente.

Lo stagista inaspettato (The Intern) prende ispirazione da idee reali

Sebbene Lo stagista inaspettato (The Intern) sia un film drammatico di finzione, attinge sicuramente da scenari e idee della vita reale che riguardano la gente comune. Nancy Meyers, che ha anche scritto la sceneggiatura del film, ha pensato alla trama mentre stava girando il suo lungometraggio “It’s Complicated”. Era interessata a scoprire come sarebbero andate le cose se un uomo anziano avesse lavorato come stagista per una giovane donna. In un’intervista per Bustle, la Meyers ha affermato che la storia è radicata nella realtà e che il rapporto unico tra Jules e Ben è un’idea che ha concepito perché desiderava avere qualcuno come Ben nella sua vita. Ha confessato che stava cercando di realizzare questo desiderio realizzando il film. Mentre scriveva la sceneggiatura, ha pensato che nella vita di una persona dovrebbe esserci qualcuno quando le cose sembrano molto stressanti.

Nella trama, che riflette le idee della regista, vediamo che Ben entra a far parte della vita di Jules proprio quando lei ne ha più bisogno. Senza rendersene conto, Jules viene trascinata nel lato tossico del mondo aziendale che vuole prosciugare il suo ottimismo e la sua motivazione. Tuttavia, Ben è lì per esercitare un’influenza calmante, aiutando Jules a capire che ha ciò che serve per gestire la propria azienda e anche la sua vita familiare. Circondata da giovani come lei, Jules non aveva la saggezza di qualcuno con più esperienza negli affari e nella vita. Questo offre un’esperienza catartica agli spettatori, proprio come presumibilmente voleva Meyers. Questo avvicina molto la narrazione ai desideri reali delle persone e al bisogno di amicizie profonde che la maggior parte delle persone prova.

Comprendere il ruolo delle donne nel mondo aziendale

Una delle idee principali trattate dalla trama è il ruolo delle donne nel mondo aziendale. È un commento su come le donne ambiziose nel mondo aziendale siano tenute a sacrificare i propri obiettivi o a conciliare famiglia e lavoro in modi irragionevoli. Grazie al suo talento e alla sua conoscenza del mercato, Jules è in grado di portare About The Fit a livelli sempre più alti ogni giorno, ma il consiglio di amministrazione vuole che si dimetta dalla carica di amministratore delegato a causa della sua presunta inesperienza e dei suoi giorni troppo pieni. È un fenomeno comune che vediamo nel mondo aziendale reale, dove alle donne vengono poste domande che non vengono poste agli uomini e dove vengono applicati standard più elevati a causa delle norme prevalenti costruite dagli uomini. In una dichiarazione per The Hollywood Reporter, Anne Hathaway ha detto di aver incontrato Sophia Amoruso di una società chiamata Nasty Gal per capire meglio le donne nel mondo aziendale.

Hathaway ha anche detto di aver avuto lunghe conversazioni con Lauren Santo Domingo di un’azienda di moda online chiamata Moda Operandi sull’essere madre, moglie e parte integrante del mondo aziendale allo stesso tempo, e sul bilanciare questi diversi ruoli. L’attrice ha anche parlato con Taylor Tomasi Hill delle esperienze di avviare la propria azienda e percorrere una strada diversa. Queste conversazioni con donne del mondo della moda e degli affari hanno aiutato l’attrice ad aggiungere autenticità alla sua interpretazione.

Nancy Meyers ha anche consultato aziende in crescita come One Kings Lane e Gilt Groupe per comprendere meglio le complessità del mondo del business online, il che le ha permesso di aggiungere un senso di realismo alla trama. Sia One Kings Lane che Gilt Groupe sono state fondate da giovani donne. Jules è spesso vista mentre cerca di migliorare la sua attività e il suo sito web, analizzando i dati, e anche i suggerimenti di Ben aiutano About The Fit a creare strategie migliori sul sito web. Ciò indica che il processo di realizzazione del film ha comportato ricerche sul campo e conversazioni in cui è stata coinvolta la regista.

Lo stagista inaspettato (The Intern) esplora l’interazione tra le generazioni

Un punto che viene ripetuto più volte nella narrazione è lo scontro tra le culture lavorative, l’etica e i sentimenti di generazioni diverse, in questo caso le differenze tra Ben, che ha settant’anni, e i suoi colleghi, che sembrano avere vent’anni. In un’intervista per Forbes, Diana Flynn, una delle fondatrici di una società chiamata ReBoot Accel, ha affermato di citare spesso l’energia e l’impegno di Ben Whitaker nel tornare al lavoro a settant’anni. Ha affermato che il film mette in evidenza la saggezza e l’esperienza che molte persone anziane apportano al lavoro. Nella sua azienda offre opportunità alle persone anziane, in particolare alle donne, il che è molto vicino alla premessa del film. Questo intreccio di idee tra la vecchia e la nuova generazione avvicina il film al mondo reale.

Diana sta aiutando un programma per le donne interessate a riprendere la loro carriera. Ha anche affermato che alcune aziende vedono i lavoratori anziani come un peso, ma la ricerca dimostra che essi apportano maturità emotiva e capacità di risolvere problemi complessi. Proprio come Ben Whitaker, essi ispirano gli altri mostrando al contempo una forte etica del lavoro, lealtà e contributi significativi. Il film è un importante commento sulla realtà perché una forza lavoro promettente emerge dalla collaborazione intergenerazionale e dalla condivisione di idee, soprattutto con cinque generazioni che attualmente lavorano fianco a fianco. La chiave sta nel fondere l’acume digitale e la rapidità di pensiero delle generazioni più giovani con la saggezza e l’esperienza di quelle più anziane.

Lo Squalo: un video dai contenuti speciali del Blu-ray

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Dopo 37 anni dall’uscita cinematografica, Lo Squalo sta tornando per terrorizzare i nostri sogni estivi. Da domani 22 agosto infatti l’iconica pellicola di

Lo Squalo: le foto della mostra dedicata al cult di Spielberg

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Lo Squalo: le foto della mostra dedicata al cult di Spielberg

Squalo_filmGrazie a Collider siamo in grado di mostrarvi tantissime immagini tratte dalla mostra dedicata al killer acquatico di Steven Speilberg. La galleria comprende vari artwork,poster in edizione limitata,statue in cera e vari storyboard originali.
Se siete fan sfegatati della pellicola inoltre potete anche acquistare vari oggetti della mostra sul sito ufficiale;

Lo squalo (Jaws) è un film del 1975 diretto da Steven Spielberg. Il soggetto è tratto dal best-seller di Peter Benchley, ispirato dagli attacchi di squali del Jersey Shore del 1916. Il film è uscito nelle sale statunitensi il 20 giugno 1975; in quelle italiane è arrivato a dicembre dello stesso anno. La pellicola, diventata un cult assoluto, ebbe un grandissimo successo, prima presso il pubblico statunitense poi in tutto il resto del mondo. Ha avuto tre seguiti: Lo squalo 2 (1978), Lo squalo 3 (1983), Lo squalo 4 – La vendetta (1987) e un numero imprecisato di tentativi di imitazione, anche italiani; i tre seguiti ottennero anch’essi un certo successo, ma minore del loro predecessore. Fu anche il film che rese celebre nel mondo Spielberg, che, peraltro, non volle prender parte ad alcun seguito. Lo squalo, inoltre, è considerato il padre dei blockbuster estivi statunitensi. Infatti, in precedenza, non era mai stata effettuata una distribuzione simile in quella stagione. Il presagio (The Omen) seguì l’esempio nell’estate del 1976, e lo stesso si fece anche per Guerre stellari (Star Wars) l’anno successivo, aprendo definitivamente la strada al lancio di film rivolti al grande pubblico nel periodo estivo.

Fonte: Collider

Lo squalo: la spiegazione del finale del film di Steven Spielberg

Compie 50 anni Lo squalo, capolavoro di Steven Spielberg, un thriller ricco di tensione, con un finale terrificante in cui il protagonista e una piccola squadra si trovano faccia a faccia con un micidiale squalo bianco. Il film suscitò grande clamore già dalla sua scena di apertura, in cui una giovane donna entra in mare per nuotare, ma viene presto trascinata sott’acqua e scompare. Un inizio agghiacciante che rese subito chiaro di come questo film era qui per cambiare le carte in tavola. Il tutto prosegue poi con il capo della polizia, Martin Brody, che viene a sapere che l’incidente è stato causato dall’attacco di uno squalo e decide di chiudere la spiaggia per condurre ulteriori indagini ed eliminare la minaccia.

Tuttavia, il sindaco Larry Vaughn lo spinge a tenere aperta la spiaggia, poiché Amity Island sta per entrare nella sua stagione turistica più intensa e, senza alcuna garanzia che ci sia uno squalo, causare il panico generale sarebbe dannoso per gli affari. Tuttavia, quando lo squalo ritorna e uccide un ragazzino, Vaughn è costretto ad ascoltare il poliziotto. Brody recluta quindi un ricercatore esperto di squali, Hooper, e Quint, un eccentrico cacciatore sicuro di poter uccidere lo squalo, per andare in barca e portare a termine il lavoro. Tuttavia, le cose non andranno come previsto.

Apparentemente, il film di Spileberg che ha dato vita al concetto di blockbuster sembra un classico caso di man vs. nature, eppure ci sono altri significati nascosti all’interno del film e del suo finale, con lo stesso squalo che diventa metafora del male e della paura che in quegli anni – successivi agli sconvolgimenti degli anni Sessanta – regnava negli Stati Uniti e nel mondo intero. In questo approfondimento, esploriamo dunque tanto i colpi di scena finali di Lo squalo quanto i significati più profondi del film.

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Lo squalo libro

Cosa succede nel finale di Lo squalo

La barca con cui i tre uomini si sono spinti in mare aperto non era in ottime condizioni, poiché era chiaramente vecchia. Tuttavia, nonostante una grave falla nello scafo, sembrava che Brody e l’equipaggio sarebbero stati in grado di tornare a casa e occuparsi dello squalo in un secondo momento. Sfortunatamente, Quint ha spinto troppo i motori e il surriscaldamento, combinato con la falla nello scafo, ha causato la combustione dei motori. Con l’equipaggio bloccato in acqua, lo squalo ha a quel punto attaccato e distrutto la parte posteriore della barca fino a quando questa ha iniziato ad affondare.

Nel finale del film, dopo essersi quindi avvicinati al grande squalo bianco in diverse occasioni e aver attaccato dei grandi barili alla creatura nel tentativo di tenerla vicino alla superficie, lo squalo passa all’offensiva. Riesce a danneggiare lo scafo della barca, facendo entrare acqua all’interno e danneggiando ulteriormente i motori. Brody, Hooper e Quint decidono quindi di passare a loro volta all’offensiva e cercano di uccidere lo squalo con ogni mezzo possibile. Tuttavia, Quint viene ucciso in una lotta serrata con lo squalo, prima che Brody riesca a ucciderlo.

L’uomo viene infatti sopraffatto dal grande squalo bianco quando la sua nave viene parzialmente trascinata sott’acqua. Quint viene quindi mostrato mentre viene morso lungo le gambe e il torso, prima di essere trascinato sott’acqua, decretando la sua morte. Resta invece per un po’ ignoto il destino di Hopper, il quale in precedenza era stato mandato sott’acqua con una gabbia nel tentativo di uccidere lo squalo. Quando quest’ultimo attacca e distrugge la gabbia, siamo portati a credere che anche per Hopper non ci sia più nulla da fare. Scopriamo solo all’ultimo, però, che si era in realtà nascosto, tornando in scena al momento opportuno.

 

Nel finale, dunque, lo squalo addenta una delle bombole piene di aria compressa, cosa che Brody sperava di riuscirgli a far fare. A quel punto spara alla bombola per provocare un’esplosione. A questa distanza, con un’esplosione intensa che avviene direttamente nella bocca dello squalo, si può supporre che tutta la parte superiore della creatura sia stata vaporizzata. Di conseguenza, lo squalo viene definitivamente abbattuto, senza alcuna possibilità che possa essere altrimenti.

Lo squalo sequel

Senza ulteriori minacce da parte dello squalo, si può tranquillamente supporre che i ricongiuntisi Brody e Hooper siano riusciti a tornare ad Amity Island. Lo squalo era noto per attaccare vicino alla spiaggia, quindi era improbabile che la barca fosse molto lontana dalla riva. Con la barba affondata, Hooper e Brody hanno dunque usato un pezzo della nave danneggiata per galleggiare e hanno nuotato fino all’isola, idealmente senza incontrare altri pericoli.

Il vero significato del finale del film

Il tema centrale del film vede dunque lo squalo come simbolo della paura. È implacabile, si nasconde sotto la superficie e può sopraffare facilmente chi lo incontra. Lo squalo, nel film di Spielberg, è dunque pensato per essere una forma di puro male e paura, incarnazione di tutto ciò che non conosciamo e che ci terrorizza, come anche della forza bruta della natura che facilmente può reclamare il suo potere su di noi. Tuttavia, sebbene la paura possa essere implacabile e causare danni considerevoli, può essere superata se affrontata a testa alta.

Personaggi come Vaughn hanno scelto di ignorare la loro paura e concentrarsi su altre cose, ma questo ha solo messo più persone in pericolo. È stato solo quando Hooper, che ha una conoscenza approfondita degli squali, Quint, che ha il coraggio e la forza necessari, e Brody, che ha una speranza incrollabile, hanno unito i loro sforzi per affrontare lo squalo e ucciderlo. Alla fine di Lo squalo sono rimasti molti danni e cicatrici, ma una volta compresa e affrontata, la paura poteva essere superata.

Lo Squalo: l’ultimo modello impiegato sul set è stato esposto in un museo

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L’unico modello di squalo meccanico sopravvissuto, utilizzato durante la realizzazione del film Lo Squalo, è stato esposto presso il nuovo Academy Museum of Motion Pictures (via Bloody Disgusting). Uscito nel 1975 e diretto – all’epoca – da un giovane e prodigioso regista di nome Steven Spielberg, Lo Squalo è incentrato sulla caccia di un grande squalo bianco mangiatore di uomini che terrorizza l’immaginaria cittadina balneare di Amity Island.

Lo Squalo è diventato uno dei film più popolari nella storia del cinema, non solo perché all’epoca divenne la pellicola con il maggior incasso di sempre, ma anche perché ha stabilito un modello da seguire, tanto in termini di narrativa quanto di estetica, all’interno dell’industria in merito all’uscita dei blockbuster estivi. Inoltre, il film ha permesso a Spielberg di affermarsi come uno dei registi più influenti di Hollywood e ancora oggi, dopo 45 anni, è considerato un cult senza tempo, dal fascino inalterato.

Gran parte di quel fascino risiede soprattutto nella travagliata produzione de Lo Squalo, considerata tra le più disastrose di sempre. Alcuni report hanno sempre sottolineato l’inesperienza di Spielberg e la sfiducia del team produttivo nei suoi confronti, tanto che sul set si iniziò a scherzare con il titolo del film e a chiamarlo ironicamente “Flaws” (ossia, “Difetti”, un gioco di parole con l’originale “Jaws”, ossia “Mascelle”). Inoltre, è ben nota l’insistenza di Spielberg nell’aver voluto usare squali meccanici, cosa che durante le riprese ha anche portato alla distruzione di tre dei modelli impiegati o al loro semplice affondamento nell’oceano.

Adesso, il quarto e ultimo modello di squalo meccanico impiegato durante la realizzazione de Lo Squalo è stato esposto nell’Academy Museum of Motion Pictures di Los Angeles, che verrà inaugurato ad aprile 2021. Dopo essere sopravvissuto per decenni in una discarica di Hollywood, diversi protesisti e artisti degli effetti speciali hanno restaurato il modello in fibra di vetro di “Bruce” (così vennero chiamati i modelli di squalo dalla produzione durante le riprese), ad oggi l’oggetto più grande dell’intera collezione esposta nel museo, che sarà sospeso a mezz’aria. Il modello era così grande da non entrare negli ascensori della struttura: è stato trasportato e fatto passare attraverso le vetrate.

Lo Squalo: il trailer onesto del film di Steven Spielberg

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Lo Squalo: il trailer onesto del film di Steven Spielberg

Screen Junkies ha realizzato l’esilarante trailer onesto de Lo Squalo, il film culto di Steven Spielberg del 1975. Ovviamente un film come questo è difficile da mettere in ridicolo, cosa che sono soliti fare questo genere di trailer, ma è divertente vedere come i toni ironici e irriverenti si concentrino sui seguiti che il film ha avuto nel corso della storia del cinema.

Ecco il video:

Lo squalo (Jaws) è un film del 1975 diretto da Steven Spielberg. È un thriller basato sull’omonimo romanzo di Peter Benchley. Prototipo del blockbuster estivo, la sua uscita è considerata come un momento di svolta nella storia del cinema. Racconta di un grande squalo bianco mangiatore di uomini che attacca dei bagnanti sull’isola di Amity, un immaginario luogo di villeggiatura estiva, spingendo il capo della polizia locale a cercare di ucciderlo con l’aiuto di un biologo marino e un cacciatore di squali professionista. Il film è interpretato da Roy Scheider nel ruolo del capo della polizia Martin Brody, Richard Dreyfuss in quello dell’oceanografo Matt Hooper, Robert Shaw nei panni del cacciatore di squali Quint, Murray Hamilton in quelli del sindaco dell’isola di Amity e Lorraine Gary nel ruolo della moglie di Brody, Ellen. La sceneggiatura è accreditata sia a Benchley, che scrisse le prime bozze, che all’attore-sceneggiatore Carl Gottlieb, che riscrisse la sceneggiatura durante la lavorazione.

Il film uscì nelle sale statunitensi il 20 giugno 1975. Generalmente ben accolto dalla critica, Lo squalo divenne il film di maggior incasso nella storia all’epoca, e lo rimase fino all’uscita di Guerre stellari (1977). Vinse diversi premi per la colonna sonora e il montaggio, ed è spesso citato come uno dei film migliori di sempre. Fu seguito da tre sequel, nessuno dei quali vide la partecipazione di Spielberg o Benchley, e da molti thriller imitativi. Nel 2001 Lo squalo venne selezionato dalla Biblioteca del Congresso per la conservazione nel National Film Registry degli Stati Uniti, essendo considerato “culturalmente, storicamente o esteticamente significativo”.

Lo Squalo: il teaser trailer della riedizione al cinema dal 1 al 3 settembre

Adler Entertainment è lieta di diffondere il teaser della riedizione di Lo squalo, il capolavoro di Steven Spielberg, il primo blockbuster estivo, capostipite degli shark movie e autentico manifesto della tensione cinematografica, che tornerà nei cinema italiani dall’1 al 3 settembre, in occasione del 50° anniversario e dopo aver terrorizzato milioni di spettatori al mondo.

La storia ha inizio quando ad Amity, una piccola località sulla costa atlantica, un enorme squalo bianco attacca i bagnanti, il capo della polizia (Roy Scheider), un giovane biologo marino (Richard Dreyfuss) ed un cacciatore di squali (Robert Shaw) decidono di affrontare il terribile animale prima che colpisca ancora.

Uscito negli Stati Uniti nell’estate del 1975 e accolto da un successo planetario, Lo squalo ha terrorizzato intere generazioni con la sua minaccia invisibile e inarrestabile che arriva dal profondo. L’iconica colonna sonora firmata da John Williams, che grazie ad essa vinse il suo secondo Oscar, è entrata nell’immaginario collettivo: due sole note che bastano a far crescere la paura per un predatore che non lascia scampo.

Fu proprio con Lo squalo che venne lanciata la carriera di Spielberg, allora ventisettenne, spalancando la porta per i suoi futuri successi. La produzione non fu semplice: lo squalo meccanico da usare per le riprese non funzionava a dovere, le inquadrature sul mare erano continuamente rovinate dalle imbarcazioni di passaggio e il tempo di lavorazione triplicò rispetto a quanto previsto inizialmente.

Ma nonostante tutti gli imprevisti il film fu un enorme successo al boxoffice mondiale e segnò il passo per tutti i blockbuster successivi, dalle strategie di marketing e distribuzione alle tecniche narrative e perfino alle caratterizzazioni dei protagonisti. A cinquant’anni dalla sua prima apparizione, questo film conserva intatta la sua forza: un ritmo perfetto, una regia magistrale, personaggi iconici e una colonna sonora da urlo, tanto che anche Quentin Tarantino lo ha definito “il più grande film mai realizzato”.

Il ritorno in sala è un’occasione unica per vivere (o rivivere) su grande schermo l’esperienza di un classico assoluto, che ha dato il via a un intero genere e che oggi continua a influenzare l’immaginario contemporaneo, dagli shark movies ai film di sopravvivenza, dalle serie TV ai videogame.

Lo squalo, come già riportato, sarà in sala con Adler dal 1 al 3 settembre.

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Lo squalo: edizione limitata Funko dal Comic Con

Lo squalo: edizione limitata Funko dal Comic Con

Ecco l’action figure edizione limitata di Funko dedicata a Lo Squalo e presentata al Comic Con 2015 in occasione dei 40 anni del capolavoro diretto da Steven Spielberg.

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La confezione contiene una riprodozione del grande animale bianco del film e di Quint, il cacciatore di squali interpretato da Robert Shaw nel film.

Fonte: BT

Lo squalo: dal cast alle differenze con il romanzo, tutte le curiosità sul film

L’arrivo in sala, nel 1975, del film Lo squalo ha segnato un vero e proprio momento di svolta nella storia del cinema. Il titolo, diretto da un giovanissimo Steven Spielberg, si affermò infatti come il primo grande blockbuster, e cambiò radicalmente il modo di pensare e fare il cinema. Se infatti fino a quel momento ad aver avuto il potere erano gli autori della Nuova Hollywood, con questo film le grandi major tornano ad essere le detentrici dell’ultima parola, acquisendo un rinnovato prestigio all’interno dell’industria. È dunque a partire da quel momento che si inizia a formare il cinema come lo conosciamo oggi.

Il thriller di Spielberg divenne infatti il maggior incasso nella storia della settima arte, merito anche di una massiccia distribuzione nelle sale. Considerato ancora oggi un punto di riferimento a riguardo, il film sbranò qualsiasi concorrente, arrivando ad ottenere un incasso in patria di circa 260 milioni di dollari. Al termine della sua vita distributiva, il titolo aveva incassato più di 470 milioni in tutto il mondo, pari a 1,9 miliardi di oggi. Un incasso stratosferico, che ha permesso l’ingresso in un era di thriller ad alto costo, che si avvalsero delle tecnologie più all’avanguardia e cambiarono per sempre il cinema.

Il merito del successo si ritrova anche nelle brillanti intuizioni che il regista ebbe nei confronti della creatura del titolo. Spielberg mostrò lo squalo il meno possibile, generando così quel livello di suspence ancora oggi insuperato. Ma prima o poi il predatore sarebbe dovuto comparire sul grande schermo, e per rendere possibile ciò si realizzarono tre diversi squali meccanici. Pur risultando estremamente efficaci, questi diedero numerosi problemi a livello di funzionamento, e resero le riprese molto più complesse del previsto. Ma il giovane Spielberg non si lasciò abbattere da tali ostacoli, e riuscì infine a portare a termine il film che cambiò per sempre la sua carriera e lo sguardo degli spettatori.

Lo squalo trama

La trama di Lo squalo

La vicenda del film si svolge nei giorni che precedono la festa del 4 luglio. Una giovane ragazza si sta godendo un tranquillo bagno di mezzanotte, ignara che qualcosa nell’acqua sta per aggredirla selvaggiamente. Il giorno dopo, infatti, il corpo martoriato della giovane viene ritrovato sulla battiglia, e il tutto porta a pensare all’attacco di uno squalo. Il capo della polizia, Martin Brody inizia allora ad indagare sul caso, intimando la necessità di chiudere la spiaggia per motivi di sicurezza. La sua volontà si scontra però con quella del sindaco Larry Vaughan, il quale non vuole rovinare la stagione estiva e il turismo che essa richiama.

Brody si ritrova così a dover soltanto sperare che non vi siano nuovi attacchi, mentre sorveglia con grande apprensione la spiaggia e i suoi bagnanti. Le sue speranze vengono però infrante nel momento in cui un adolescente si ritrova aggredito e dilaniato dallo squalo sotto i suoi occhi. A questo punto non è più possibile nascondere la presenza della creatura, e l’unica soluzione sembra essere quella di indire una caccia alla bestia. Per tale missione si offre volontario il cacciatore Quint, ma le prime ricerche non portano i risultati sperati. L’individuazione di un pescecane si rivela infatti un buco nell’acqua, poiché il biologo marino Matt Hooper si trova a sostenere che la creatura che cercano sia ancora in mare, e sia molto più grande.

All’ennesimo attacco, Brody, Quint e Matt decidono di affrontare il mare aperto, e a bordo di un imbarcazione si diriggono alla ricerca del pericoloso squalo. Per riuscire nella cattura, i tre dovranno mettere da parte le loro divergenze, e riuscire a studiare un piano preciso e infallibile. Catturare il feroce predatore si rivelerà però un compito più complesso del previsto. Soli in mezzo al mare, i tre uomini si renderanno conto di come la loro barca sia del tutto insufficiente a sopportare gli attacchi del gigantesco squalo, e per riuscire a salvarsi avranno bisogno di ogni mezzo possibile.

Lo squalo libro

Il cast del film

Essendo lo squalo il vero protagonista del film, per Spielberg si rivelò fondamentale scegliere degli attori che, anche se noti, non rubassero la scena all’animale. Per questo motivo vennero scartati i nomi di Charlton Heston e Robert Duvall, inizialmente presi in considerazione. L’attore Roy Scheider, iniziò poi ad interessarsi al progetto dopo averne sentito parlare Spielberg ad un party. Il regista, tuttavia, non era inizialmente propenso ad assegnare la parte di Brody all’attore, temendo che avrebbe portato sullo schermo un personaggio simile a quello da lui interpretato in Il braccio violento della legge. Scheider riuscì invece a costruire qualcosa di nuovo, e ancora oggi lo sceriffo Brody viene indicato come uno dei ruoli migliori della sua carriera.

Complesso fu anche il casting per il personaggio del cacciatore Quint. I produttori del film suggerirono a Spielberg l’attore Robert Shaw, che aveva acquistato popolarità grazie a La stangata. Shaw, tuttavia, affermò di non amare il romanzo da cui sarebbe stato tratto il film. Dopo un iniziale tentennamento, però, l’attore si decise ad accettare la parte, seguendo il consiglio della moglie. Per poter risultare credibile nel ruolo, Shaw decise di basare la propria interpretazione sulla personalità di un vero pescatore del luogo. Stando a contatto con questi, Shaw riuscì a comprendere meglio quella realtà, immergendovisi per ottenere un maggior realismo. Lo stesso Spielberg approvò la sua scelta artistica, giudicando particolarmente convincente il personaggio.

Curioso fu anche il casting dell’attore Richard Dreyfuss. Spielberg contattò l’attore per affidargli la parte del biologo Matt Hooper. L’attore, però, rifiutò il ruolo, dichiarandosi non interessato. La sua opinione cambiò però ben presto. All’epoca, infatti, egli aveva appena terminato di girare il film Soldi ad ogni costo, e dopo aver assistito ad una proiezione privata del film giudicò in modo pessimo la sua interpretazione. Per paura che nessuno lo avrebbe più contattato in seguito alla distribuzione del film, Dreyfuss si sbrigò a ricontattare Spielberg, accettando la parte. Il regista fu ben lieto di accoglierlo nel cast, chiedendogli tuttavia di non leggere il romanzo da cui era tratto il film, così da non essere influenzato dalle differenze presenti nelle due opere.

Lo squalo sequel

Lo squalo: le differenze tra il libro e il film

Quello di Lo squalo è uno dei rari casi in cui la trasposizione cinematografica è indicata come superiore rispetto all’originale letterario. Spielberg, infatti, riuscì a costruire un film eccezionalmente dinamico e ricco di suspence, elementi che per questa storia funzionarono meglio in immagini che non sulla carta scritta. Inoltre, come avviene solitamente, si rese necessario dar vita ad alcuni “tradimenti” nei confronti del libro, con il fine di poter seguire dei criteri prettamente cinematografici. Nel realizzare la trasposizione dell’omonimo romanzo di Peter Benchley Spielberg espresse infatti il desiderio di asciugare la storia da ogni linea narrativa che non fosse quella principale. Vennero così eliminate le diverse sottotrame presenti, come quella relativa all’adulterio della moglie di Brody e alle implicazioni mafiose del sindaco di Amity.

Significative differenze si ritrovano anche nel finale. Nel film lo squalo, dopo aver sbranato Quint, viene fatto esplodere grazie ad una bombola d’ossigeno da Brody. Questi si ritrova poi da solo insieme a Matt, a dover tornare verso riva servendosi di una zattera. Nel romanzo, invece, il personaggio di Matt è il primo a morire. Calatosi in acqua all’interno di una gabbia, questo trova infatti la morte nel momento in cui lo squalo riesce a distruggere la sua protezione e aggredirlo. In seguito, anche Quint si trova a perire, ma in modo diverso rispetto al film. Questi non viene infatti sbranato, ma si ritrova trascinato sul fondale dell’oceano essendo rimasto impigliato alla fune dell’arpione con cui era riuscito ad uccidere lo squalo. Brody rimane così l’unico sopravvissuto, in un finale che acquista così un tono ben diverso rispetto a quello scelto da Spielberg.

Lo squalo libro

I sequel di Lo squalo

Dato lo straordinario successo del film, la Universal realizzò ben tre sequel del film. Questi, intitolati Lo squalo 2 (1978), Lo squalo 3-D (1983), e Lo squalo 4 – La vendetta (1987) non ebbero però la stessa fortuna del primo capitolo. Motivo di ciò fu in primis l’assenza di Spielberg, che non si lasciò coinvolgere in nessun modo nella realizzazione di questi film. In secondo luogo, la trama dei sequel, pur con le dovute differenze, risultò un già visto per il grande pubblico. Questo non premiò dunque i film, rivelatisi, ad eccezione del secondo, degli scottanti flop al botteghino. Particolari curiosità riguardanti questi sono giusto quelle relative alla presenza degli attori Dennis Quaid nel terzo film, e Michael Caine nel quarto.

Il trailer di Lo squalo e dove vedere il film in streaming

Per gli amanti del film, o per chi volesse vederlo per la prima volta, è possibile fruirne grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Lo squalo è infatti presente nel catalogo di Netflix, Now e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto di venerdì 9 agosto alle ore 21:25 sul canale Rete 4.

Lo Squalo rimasterizzato in digitale in Blu-Ray dal 22 Agosto 2012!

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LO SQUALO – Lo storico film che ancora oggi ci fa tremare quando mettiamo piede in mare – sarà disponibile per la prima volta in Blu-ray in Italia dal 22 Agosto 2012. Rimasterizzato in digitale con immagini completamente restaurate e Audio 7.1 Surround nella versione originale, il Blu-ray de LO SQUALO (con Digital Copy) darà modo ai fan di godere di questo spettacolare e allo stesso tempo terrificante thriller nella migliore definizione possible.

LO SQUALO, con il Premio Oscar® Richard Dreyfuss e i candidati all’Oscar® Roy Scheider e Robert Shaw, è uno dei film più influenti di tutti i tempi ed è stato nominato all’Oscar® nella categoria Miglior Film. Prodotto dai leggendari filmmakers Richard D. Zanuck e David Brown, il film ha vinto tre Oscar® per il semplice ed immediatamente riconoscibile tema musicale del compositore John Williams, il Miglior Montaggio e il Miglior Sonoro. Quando è uscito nel 1975, LO SQUALO ha battuto ogni record di box-office, diventando il film con il maggior incasso della sua epoca – nonché uno dei maggiori della storia – e facendo guadagnare a Spielberg la fama di visionario di Hollywood.

LO SQUALO è uno dei 13 classici di Universal rimasterizzati in digitale e completamente restaurati – da frammenti originali in 35mm – in occasione del Centenario di Universal. Il restauro de LO SQUALO è iniziato con un attento studio ed una valutazione approfondita dello stato della pellicola originale. Nel corso di diversi mesi, tecnici specializzati dello Universal Studios Digital Services hanno meticolosamente bilanciato il colore, rimosso i graffi e riparato ogni danno alla pellicola, lavorando su ogni singola inquadratura ed ogni singolo fotogramma. Dopo il restauro delle immagini, l’Universal Studios Sound Team ha trasferito l’iconica colonna sonora de LO SQUALO in DTS-HD Master 7.1, ottimizzando il sonoro in Blu-rayTM per la più avanzata tecnologia di home theater. L’intero processo di restauro è stato condotto in collaborazione con Steven Spielberg ed il team di post-produzione della Amblin Entertainment per garantire aderenza alla visione originaria di Spialberg.

“LO SQUALO occupa un posto unico non solo nella storia della Universal Pictures, ma anche nella cultura pop globale”, ha dichiarato Craig Kornblau, Presidente di Universal Studios Home Entertainment. “Era doveroso restaurare con estrema cura questo film per permettere ai vecchi fan, nonché ai nuovi, di godere di questo indimenticabile successo cinematografico per le generazioni a venire.”

Contenuti Speciali del Blu-ray™:
• The Shark is Still Working: The Impact & Legacy of JAWS: Un documentario con filmati mai visti prima ed interviste al cast e alla troupe, compresi Steven Spielberg, Richard Dreyfuss e Roy Scheider.
• JAWS: The Restoration: Un inedito approfondimento sul complesso processo di restauro della pellicola originale.
• The Making of JAWS: Un documentario di due ore con interviste al cast principale e alla troupe.
• From the Set: Uno sguardo dall’interno alla vita del set de LO SQUALO con un’intervista a Steven Spielberg.
• Scene Eliminate & Scartate
• JAWS Archives: Date un’occhiata agli archivi de LO SQUALO che comprendono storyboard, foto di produzione e materiali di marketing, così come un sezione speciale sul “fenomeno LO SQUALO”.
• Trailer cinematografico originale
• Digital Copy: Gli spettatori possono scaricare una versione digitale dell’intero film per vederlo su una vasta gamma di dispositive elettronici e portatili.

Contenuti Speciali del DVD:
• Spotlight on Location: The Making of JAWS: Le parti più importanti del documentario di due ore con interviste al cast principale e alla troupe.

SINOSSI
Diretto dal Premio Oscar® Steven Spielberg, Lo Squalo è diventato rapidamente un vero e proprio fenomeno culturale, cambiando per sempre l’industria cinematografica. Quando la comunità marina di Amity si ritrova attaccata da un pericoloso squalo bianco, il capo della polizia cittadina (Roy Scheider), un giovane biologo marino (Richard Dreyfuss) ed un brizzolato cacciatore di squali (Robert Shaw) si imbarcano nel disperato tentativo di uccidere la bestia prima che questa torni ad attaccare. Arricchito da un’indimenticabile tema musicale, che evoca terrore allo stato puro, Lo Squalo rimane una delle più influenti ed avvincenti avventure della storia della cinematografia.

CAST & FILMMAKERS
Cast: Roy Scheider, Robert Shaw, Richard Dreyfuss, Lorraine Gary, Murray Hamilton
Regia: Steven Spielberg
Prodotto da: Richard D. Zanuck and David Brown
Musiche: John Williams
Basato sul romanzo di: Peter Benchley
Sceneggiatura: Peter Benchley and Carl Gottlieb
Direttore della Fotografia: Bill Butler
Scenografia: Joseph Alves Jr.
Montaggio: Verna Fields

INFORMAZIONI TECNICHE
BLU-RAY
Data d’uscita: 22/08/2012
Copyright: 2012 Universal Studios. All Rights Reserved.
Durata: 2 ore e 4 minuti
Aspect Ratio: Widescreen 2.35:1
Informazioni Tecniche: Inglese DTS-HD Master Audio 7.1/DTS Digital Surround 2.0 Mono e Dolby Digital 2.0, Italiano, Spagnolo e Francese DTS Digital Surround 5.1
Sottotitoli: Italiano, Inglese SDH, Francese e Spagnolo

INFORMAZIONI TECNICHE
DVD
Data d’uscita: 22/08/2012
Copyright: 2012 Universal Studios. All Rights Reserved.
Durata: 2 ore e 4 minuti
Aspect Ratio: Anamorphic Screen 2.35:1
Informazioni Tecniche: Inglese Dolby Digital 5.1 e 2.0 Mono; Italiano, Spagnolo e Francese Dolby Digital 5.1
Sottotitoli: Italiano, Inglese SDH, Francese e Spagnolo

In occasione del proprio Centesimo Anniversario, Universal Pictures rende orgogliosamente onore ai propri 100 anni di indimenticabili film, che hanno intrattenuto e commosso milioni di persone in tutto il mondo. Per celebrare i propri primi 100 anni, Universal Studios Home Entertainment è orgogliosa di presentare una selezione dei più amati film della propria library nell’ambito di un ampio programma della durata di un intero anno, che mette in evidenza la ricca storia cinematografica e l’indelebile impatto culturale dello Studio.

Lo Squalo in Blu Ray

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E’ uno dei film più importanti della storia del cinema, e a detta di molti, fra i più belli e ansiogeni di tutti i tempi. Per molti rimane insuperabile anche perché la pellicola ha da tempo oltrepassato i meri confini dell’opera filmica per diventare qualcosa che va oltre ogni concezione legata alla semplice dicitura di prodotto cinematografico. Tutti, almeno per una volta, dopo aver visto il film, facendo il bagno, hanno sentito un brivido salire lungo schiena o almeno per un istante si sono guardati attorno, timorosi. In un certo senso Lo Squalo ha anche determinato l’inasprirsi della paura verso questi animali, rei di essere carnivori e amanti della carne fresca d’uomo. In realtà molti di noi sanno che non è vero, che lo squalo evita la carne umana e attacca raramente se non alla presenza di una reale minaccia per la sua sopravvivenza, ma in ogni caso a noi piace aver paura di qualcosa che comprendiamo poco e da cui siamo tremendamente affascinati.

E’ per questo che il film di Steven Spielberg possiede un fascino indescrivibile e grazie al restauro della Universal oggi l’esperienza può essere rivissuta in alta definizione. Quello che colpisce in questa nuova edizione è la presenza massiccia di incredibili contenuti esclusivi. Si parte dall’esclusivo documentario inedito con interviste tra gli altri, a Steven Spielberg, Richard Dreyfuss e Roy Scheider, dal titolo The Shark Is Still Working – l’impatto e l’eredità de Lo Squalo. Il filmato è uno straordinario approfondimento sulla dimensione “altra” dell’opera.

Fra gli altri contenuti uno splendido e commovente Making of, documentario di 2 ore con interviste ai fautori di questa grande opera. Da non perdere anche le Scene Tagliate, gli Storyboard, il dietro le quinte, le foto di produzione. Infine incredibili anche Il Fenomeno de Lo squalo e per i cinefili il Trailer cinematografico. La vera chicca è il dietro le quinte del Restauro, che ci aiuta a comprendere quanto sia importante e difficile restaurare un’opera cinematografica. Il lavoro ha prodotto immagini completamente restaurate e molteplici canali audio, tra cui quello in inglese 7.1, quello DTS 5.1 del ri-doppiaggio italiano del 2004 e quello 2.0 del doppiaggio italiano “storico”. Il processo è stato svolto con la supervisione di Steven Spielberg e del team Amblin Entertainment per confermare e garantire la straordinaria visionarietà originale del film.

Tutto questo rende questa edizione perfetta per coloro che sono ossessionati dal film e dal cinema e per il papà cinefilo che vuole trasmettere al figlio l’esperienza incredibile di un film senza tempo.

Lo Squalo e Ritorno al Futuro: reboot all’orizzonte?

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Lo Squalo e Ritorno al Futuro: reboot all’orizzonte?

Con il contratto tra la Dreamworks di Steven Spielberg e la Disney in scadenza nel 2016, nuovi scenari produttivi potrebbero aprirsi nel momento in cui il regista di Indiana Jones stipulasse effettivamente un accordo con la Universal Pictures. In vista ci potrebbero essere potenziali reboot di due franchise targati Universal come Lo squalo e Ritorno al futuro.

La strada è però irta di ostacoli, almeno per quanto riguarda Ritorno al futuro. I diritti sono in mano al regista Robert Zemeckis e allo sceneggiatore Bob Gale i quali hanno già avuto modo di dichiarare che, finché saranno in vita, non daranno mai il consenso a un remake o a un qualsiasi rifacimento dell’originale. Con Lo squalo le cose potrebbero andare diversamente, anche perché dopo il leggendario film di Spielberg del 1975 sono già stati realizzati tre sequel, incapaci però di rinverdire i fasti della prima pellicola.

Con la Sony e la Warner Bros. ugualmente impegnati in questo sotto-genere, la Universal potrebbe assegnare a Spielberg l’arduo compito di rinfrescare e risollevare il franchise con protagonisti i temibili predatori del mare. Intanto, il regista premio Oscar, che ha appena detto la sua sul futuro del filone dei super-eroi (leggi qui), è atteso al cinema in autunno con la sua ultima fatica, Bridge of Spies con Tom Hanks.

Lo squalo di Steven Spielberg torna al cinema

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Lo squalo di Steven Spielberg torna al cinema

Adler Entertainment è lieta di riportare sul grande schermo Lo squalo (Jaws), il capolavoro di Steven Spielberg, il primo blockbuster estivo, capostipite degli shark movie e autentico manifesto della tensione cinematografica, che tornerà nei cinema italiani dall’1 al 3 settembre, in occasione del 50° anniversario e dopo aver terrorizzato milioni di spettatori al mondo.

Uscito negli Stati Uniti nell’estate del 1975 e accolto da un successo planetario, Lo squalo ha terrorizzato intere generazioni con la sua minaccia invisibile e inarrestabile che arriva dal profondo. L’iconica colonna sonora firmata da John Williams, che grazie ad essa vinse il suo secondo Oscar, è entrata nell’immaginario collettivo: due sole note che bastano a far crescere la paura per un predatore che non lascia scampo.

Fu proprio con Lo squalo che venne lanciata la carriera di Steven Spielberg, allora ventisettenne, spalancando la porta per i suoi futuri successi. La produzione non fu semplice: lo squalo meccanico da usare per le riprese non funzionava a dovere, le inquadrature sul mare erano continuamente rovinate dalle imbarcazioni di passaggio e il tempo di lavorazione triplicò rispetto a quanto previsto inizialmente. Ma nonostante tutti gli imprevisti il film fu un enorme successo al boxoffice mondiale e segnò il passo per tutti i blockbuster successivi, dalle strategie di marketing e distribuzione alle tecniche narrative e perfino alle caratterizzazioni dei protagonisti. A cinquant’anni dalla sua prima apparizione, questo film conserva intatta la sua forza: un ritmo perfetto, una regia magistrale, personaggi iconici e una colonna sonora da urlo, tanto che anche Quentin Tarantino lo ha definito “il più grande film mai realizzato”.

Il ritorno in sala è un’occasione unica per vivere (o rivivere) su grande schermo l’esperienza di un classico assoluto, che ha dato il via a un intero genere e che oggi continua a influenzare l’immaginario contemporaneo, dagli shark movies ai film di sopravvivenza, dalle serie TV ai videogame.

Lo squalo sarà in sala con Adler dal 1 al 3 settembre.

La trama de Lo Squalo

Diretto dal premio Oscar® Steven Spielberg, Lo Squalo è uno dei film di maggior successo della storia del cinema. Ha rivoluzionato l’industria cinematografica ed è entrato nell’immaginario collettivo, grazie anche all’indimenticabile colonna sonora di John Williams.

Quando ad Amity, una piccola località sulla costa atlantica, un enorme squalo bianco attacca i bagnanti, il capo della polizia (Roy Scheider), un giovane biologo marino (Richard Dreyfuss) ed un cacciatore di squali (Robert Shaw) decidono di affrontare il terribile animale prima che colpisca ancora.

Lo Spiraglio FilmFestival della salute mentale: dal 5 al 7 giugno

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Torna l’evento di corti e lungometraggi sul tema della salute mentale e del disagio psichico, il quale vedrà alternarsi momenti di cinema, con la proiezione dei film in concorso, ed eventi davvero ‘speciali’, con la presenza di importanti e amatissime personalità del cinema italiano, e con il contributo di significativi referenti del mondo del ‘sociale’ e della comunità scientifica ed educativa. Tra gli eventi, gli incontri con Carlo Verdone, Rolando Ravello e la presentazione dell’esperienza del Calcio Sociale a Roma.

Diretto da Federico Russo e Franco Montini, rispettivamente direttore scientifico e artistico, Lo Spiraglio FilmFestival della salute mentale conferma il suo intento di raccontare attraverso le immagini il mondo della salute mentale nelle sue molteplici varietà. L’obiettivo è quello di avvicinare il pubblico alla tematica e permettere a chi produce audiovisivi, dedicati o ispirati all’argomento, di mettere in evidenza risorse  creative e qualità del prodotto. Presentati in concorso lungometraggi e  cortometraggi, che saranno proiettati nella Sala Grande e nella Sala Piccola del cinema nel quartiere Pigneto: il panorama delle opere selezionate propone appassionate storie d’amore, lunghi viaggi alla scoperta di mondi sconosciuti, indagini su dichiarate patologie, ma anche riflessioni sul disagio psichico, con protagonisti di ogni età e ambientazione. In particolare il Festival mirerà a sviluppare l’incontro e il confronto tra mondi diversi e differenti sensibilità, anche esplorando gli elementi emergenti – sociali e quindi psichici, psicologici e dunque sociali – legati al tema della Crisi.

Lo Spiraglio FilmFestivalTra gli incontri del festival, evento di apertura, giovedì 5 giugno a partire dalle ore 20:30, affidato al regista e attore Rolando Ravello, per un incontro con il pubblico dal titolo “Indagando sulla fragilità”. A seguire, la proiezione del film diretto dallo stesso Ravello, Ti ricordi di me?, interpretato da Edoardo Leo e Ambra Angiolini. Nella serata finale del festival, sabato 7 giugno, alle ore 21:00, l’attore Carlo Verdone riceverà il Premio Lo Spiraglio Fondazione Roma Solidale Onlus e sarà protagonista dell’incontro dal titolo “Troppo simpatici”, mentre una Giuria composta dal Presidente, il regista e sceneggiatore Francesco Bruni, l’attrice Valentina Carnelutti, il critico cinematografico Federico Pontiggia, lo psicanalista Luciana De Franco e lo psichiatra Walter Procaccio assegnerà il Premio  Fausto Antonucci di 1.000 euro al miglior cortometraggio e  il Premio J. Garcia Badaracco Fondazione M.E. Mitre di 1.000 euro al miglior lungometraggio. E’ anche prevista l’assegnazione di un Premio speciale della Giuria, all’opera considerata particolarmente significativa per il tema e per la modalità con cui tratta l’argomento. A seguire, la proiezione del film Ma che colpa abbiamo noi, diretto proprio da Carlo Verdone.

Tra i lungometraggi presentati, L’altro Fellini diRoberto Naccari e Stefano Bisulli: Federico Fellini è il cineasta più conosciuto del mondo. Quello che di Federico pochi sanno è che aveva un fratello, Riccardo, anche lui regista. Quello che nessuno sa e su cui non si era mai indagato è il complicato rapporto che li ha uniti e divisi, per tutta la vita. Una storia che svela aspetti sconosciuti e inaspettati dell’interiorità di Federico facendo emergere di fatto un altro Fellini. Quindi, The girl from the wardrobe, opera prima del polacco Bodo Kox. I fratelli Jacek e Tomek vivono in uno dei tanti palazzi di cemento in una zona residenziale. Tomek soffre della sindrome di Savant e Jack lavora a casa come webmaster. Sono inseparabili e solo quando Jack ha bisogno di andare ad un incontro di lavoro, lascia suo fratello con la ripugnante nuova vicina. La signora Magda Kwiatkowska che abita di fronte ai ragazzi è molto misteriosa e sembra avere un che di selvaggio. Lascia raramente il suo appartamento, odia gli altri e uscire le è insopportabile. Un giorno, Jacek ha bisogno di andare in un’altra città e chiede a Magda di rimanere con il fratello malato. È l’inizio dell’amicizia tra i due e allo stesso tempo l’inizio della loro fine. Altro lungometraggio presentato, Artic spleen, di Piergiorgio Casotti, un viaggio intimo e personale nella vita giovanile groenlandese dove natura, noia, violenza e tradizione stanno da decenni reclamando il più alto dei “tributi”. Quello di centinaia di giovani vite. Le esperienze di Ole, Elvira, Hans e Kaleeraq, sopravvissuti a diversi tentativi, non sono singole storie isolate ma lo specchio delle paure di un’enorme parte di giovani groenlandesi incline al suicidio. Un documentario che offre una diversa prospettiva sociale sulla comunità di 3000 Inuit di Tasiilaq e dei 6 villaggi che costituiscono la costa est della Groenlandia. Una delle società attualmente meno conosciute nel mondo.

Tra i cortometraggi presentati, Mathieu, del regista romano Massimiliano Camaiti, già autore del corto Armando, nominato ai David di Donatello e di L’ape e il vento, del progetto Perfiducia. Il film racconta la difficoltà di esprimere veramente se stessi all’interno della società di oggi attraverso la storia di Mathieu, francese sui trent’anni, il quale ha capito che nella vita per essere amato da tutti e non avere problemi, deve dare agli altri ciò che vogliono. Ma se da un lato questo oggi lo abbiamo capito tutti, per Mathieu la questione si è fatta un po’ più complessa… Altro cortometraggio in concorso, INSIDEOUT, della regista Flaminia Graziadei, già vincitore del Premio Miglior Cortometraggio al London Independent Film Festival. Il corto narra di OUT, donna in carriera, abituata ad avere grandi responsabilità e a lavorare sotto pressione.  Ma ha un segreto di cui a malapena riesce a parlare: soffre di attacchi di panico. Si manifestano all’improvviso, violenti e inaspettati, lasciandola prostrata. Un giorno qualcosa cambia: INSIDE, il suo inconscio, si manifesta e si stacca da lei, cominciando a vagare per le strade della città. OUT finalmente si rende conto che l’unico modo per superare la propria condizione è di accettarla. Inizia così una ricerca affannosa di INSIDE e ora OUT sa cosa fare per riappropriarsi per sempre di quella oscura e vulnerabile parte di sè. Altro cortometraggio del festival, Zweibettzimmer, del tedesco Fabian Giessler, parabola sull’avidità umana nella storia di due anziani che condividono una stanza d’ospedale (Zweibettzimmer significa, appunto, camera doppia), dove la finestra è l’unica connessione con il mondo esterno e diventa, quindi, una risorsa ambita.

Saranno numerosi gli incontri speciali organizzati dal festival che si terranno tutto presso il Nuovo Cinema Aquila. Tra questi, giovedì  5 giugno alle ore 18.00, l’incontro Uno spiraglio su: DARIO D’AMBROSI e IL TEATRO PATOLOGICO. Dario D’Ambrosi, fondatore e direttore artistico del Teatro Patologico, autore, regista e attore, uno dei maggiori artisti d’avanguardia italiani, avrà modo di illustrare il lavoro unico ed universale di teatro-terapia che svolge da trent’ anni a questa parte: trovare un contatto tra il Teatro e un ambiente dove si lavora sulla malattia mentale attraverso un duro e difficile lavoro di integrazione ed inclusione  stimolando  la loro libera creatività senza influenzarne didatticamente sensibilità e fantasia, fornendogli una possibilità unica di espressione emotiva e artistica. Le lezioni sono aperte a disabili e non, offrendo così un’ occasione di crescita e scambio artistico, personale e sociale a tutti i partecipanti, in un percorso che vede coinvolte più discipline, dalla musica alla danza, dalla scrittura di un testo alla sua interpretazione, dalla pittura alla creazione di oggetti scenici, scenografie e costumi.

Venerdì 6 giugno alle ore 16.30,  l’incontro Uno spiraglio su:  IL DANNO- La psichiatria tra migranti forzati, vittime di tortura, richiedenti asilo. Nell’attuale momento storico la tortura e la violazione dei diritti umani fondamentali vengono praticate sistematicamente in numerosi paesi del mondo. I richiedenti asilo e rifugiati, persone sopravvissute alla violenza intenzionale, rappresentano un gruppo particolarmente vulnerabile per l’alto numero di esperienze traumatiche estreme vissute nel proprio paese, in quelli di transito o di destinazione. Presentano un rischio di sviluppo di disturbi mentali maggiore rispetto ai coetanei della popolazione dei paesi d’accoglienza. Ne discuteranno: Giancarlo Santone (Alta Professionalità in Psichiatria transculturale e delle migrazioni e Coordinatore Centro SAMIFO – ASL Roma A), e Berardino Guarino (Direttore Progetti Centro Astalli).

Sempre venerdì 6 giugno ma alle ore 20.00, si tiene l’incontro, Uno spiraglio su: … PRIMA DEL CALCIO DI RIGORE – Il calcio tra cura e follia.  “Il calcio – sottolineano gli organizzatori –  è uno sport carico di elementi simbolici radicati nella cultura del nostro Paese. Ma di quale calcio parliamo e siamo sicuri sia utile immaginarlo ancora come un gioco? Il calcio come riscatto sociale dunque, come esperienza di uguaglianza delle diverse capacità, di possibilità di scegliere il nostro ruolo nel grande campo della vita. Questo per noi è il calcio sociale. Tra storia e realtà, si parla in modo strutturato di calcio sociale dal 2005, della sua capacità di proporre un modello ai giovani delle periferie romane di vivere il pallone come laboratorio di integrazione.  Il calcio sociale è un piccola grande “meraviglia” che si ripete a Roma, al Corviale, presso l’area sportiva “Campo dei Miracoli”, solo per citare un esempio oramai noto anche al grande pubblico. Il calcio sociale è anche l’idea che ha generato la nascita dell’FRS Sporting United, la squadra di calcio interculturale attraversata da migranti, rifugiati, italiani, fondata dalla cooperativa sociale Eureka, in collaborazione con Fondazione Roma Solidale onlus. Dell’idea ispiratrice delle origini e del lavoro da realizzare con e per il calcio sociale, parleremo nel nostro incontro ascoltando le testimonianze dei promotori delle iniziative ed i protagonisti diretti delle diverse esperienze.”

Tutti i film di nazionalità non italiana sono in versione originale sottotitolata.

L’ingresso è gratuito.

Lo Spiraglio Film Festival: i premiati

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Lo Spiraglio FilmFestivalSi è conclusa la quarta edizione de LO SPIRAGLIO FILMFESTIVAL, evento di corti, lungometraggi e incontri sul tema della salute mentale e del disagio psichico che si è tenuta pressoil Nuovo Cinema Aquila di Roma con la direzione scientifica di Federico Russo e la direzione artistica di Franco Montini.

La serata finale del festival si è svolta alla presenza del regista e attore Carlo Verdone a cui è stato assegnato il Premio Speciale Lo Spiraglio – Fondazione Roma Solidale onlus.

La Giuria composta dal Presidente, il regista e sceneggiatore Francesco Bruni, l’attrice Valentina Carnelutti, il critico cinematografico Federico Pontiggia, lo psicanalista Luciana De Franco e lo psichiatra Walter Procaccio ha quindi assegnato i seguenti premi, con rispettive motivazioni:

PREMIO J.GARCIA BADARACCO-FONDAZIONE MARIA ELISA MITRE al miglior lungometraggio (1000 euro)

A LOVE SUPREME, di Francesco Cannito
Per l’emozionante semplicità con cui viene raccontata una normalissima storia d’amore, destinata a diventare insolita e complicata per una serie di regole burocratiche e assurde che contrastano i sentimenti dei due protagonisti. Piace la naturalezza della narrazione e la discrezione con la quale la cinepresa indaga all’interno di una comunità di recupero.

PREMIO FAUSTO ANTONUCCI AL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO (1000 euro)

LE VOCI UMANE, di Stefano Dei
Priva di alcun compiacimento spettacolare, una drammatica ed agghiacciante testimonianza sulla realtà degli ospedali psichiatrici in Serbia. Tutto è affidato esclusivamente alle voci degli internati, che, con parole semplici, fanno emergere un intimo, autentico dolore e denunciano indirettamente una condizione subumana, che si apre ad uno spiraglio di speranza con la creazione di gruppi di auto-aiuto.

MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA all’opera considerata particolarmente significativa per il tema e per la modalità con cui tratta l’argomento:
AMERICA, di Alessandro Stevanon
Per la capacità di riconsegnare il disagio psichico ai territori dell’immaginazione, con un corto stroboscopico tra sogno e realtà, documentario e finzione, e un protagonista, Pino America, che non si dimentica.

Il festival è promosso da ROMA CAPITALE attraverso l’Assessorato Sostegno sociale e  Sussidiarietà e l’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica, ROMA CAPITALE, ASL RMA Dipartimento Salute Mentale – Roma Centro e Fondazione Roma Solidale onlus, con il patrocinio delle Regione Lazio e dell’Ordine provinciale di Roma dei medici-chirurghi e degli odontoiatri, in partenariato con Biblioteche di Roma ed è diretto da Federico Russo e Franco Montini, rispettivamente direttore scientifico e artistico, Lo Spiraglio FilmFestival della salute mentale conferma il suo intento di raccontare attraverso le immagini il mondo della salute mentale nelle sue molteplici varietà. L’obiettivo è quello di avvicinare il pubblico alla tematica e permettere a chi produce audiovisivi, dedicati o ispirati all’argomento, di mettere in evidenza risorse  creative e qualità del prodotto.

Lo spinoff di Yellowstone “Marshals” arricchisce il cast con una star della musica country

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L’universo di Yellowstone continua ad espandersi. Il nuovo spinoff ricco d’azione, intitolato Marshals, aggiunge al cast una star pluripremiata della musica country in vista del debutto previsto per il 1° marzo su CBS.

La serie, ambientata dopo gli eventi conclusivi di Yellowstone, seguirà Kayce Dutton (Luke Grimes) nel suo nuovo percorso accanto a un gruppo di U.S. Marshals impegnati in missioni attraverso il Montana. Dopo la restituzione del ranch ai Broken Rock, i fratelli Dutton sono chiamati a costruire il proprio futuro lontano dalle dinamiche che avevano segnato la serie madre.

Riley Green entra nel cast di Marshals nei panni di un ex Navy SEAL

Marshals

Secondo quanto riportato da Variety, il cantante country Riley Green si unirà al cast di Marshals nel ruolo di Garrett, un ex Navy SEAL e amico di lunga data di Kayce. Il personaggio sarà legato anche a Cal, interpretato da Logan Marshall-Green.

Green parteciperà come guest star, ma apparirà in più episodi della prima stagione. Per l’artista si tratta della prima esperienza come attore sullo schermo. “Sono entusiasta di unirmi al cast di Marshals. Essere sul set con il mio amico Luke Grimes ha reso tutto ancora più memorabile. È la mia prima esperienza nel mondo della recitazione e non potevo chiedere introduzione migliore”, ha dichiarato.

La presenza di un personaggio proveniente dal passato militare di Kayce apre nuove possibilità narrative. Marshals potrà infatti approfondire il periodo in cui il protagonista era un Navy SEAL, una parte della sua storia solo accennata nella serie originale.

Nel cast torneranno anche volti noti come Thomas Rainwater (Gil Birmingham) e Mo (Mo Brings Plenty), ma la maggior parte dei personaggi sarà inedita all’interno del franchise.

Riley Green, che ha pubblicato tre album dal 2019 e ha raggiunto la Billboard 200 con il disco del 2024 Don’t Mind If I Do, aggiunge un elemento di curiosità ulteriore allo spinoff. La sua partecipazione potrebbe attirare anche una fetta di pubblico proveniente dal mondo della musica country.

Marshals è solo uno dei diversi progetti collegati a Yellowstone attualmente in sviluppo, insieme a The Dutton Ranch, oltre ai titoli ancora in fase preliminare 1944 e 6666. L’universo creato dalla serie madre sembra dunque lontano dall’esaurire la propria espansione.

Lo spinoff di Tulsa King con Samuel L. Jackson cambia titolo e città: nasce Frisco King

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Importante svolta creativa per lo spinoff di Tulsa King firmato Taylor Sheridan e interpretato da Samuel L. Jackson. La serie, inizialmente annunciata con il titolo NOLA King e ambientata a New Orleans, si chiamerà ora Frisco King e cambierà completamente scenario.

Addio New Orleans, la storia si sposta in Texas

Il progetto, che ruoterà attorno al personaggio di Russell Lee Washington Jr., sicario con un passato in carcere insieme a Dwight Manfredi (interpretato in Tulsa King da Sylvester Stallone), non sarà più ambientato in Louisiana ma a Frisco, Texas.

Il cambio di titolo in Frisco King riflette proprio questa nuova direzione geografica e narrativa. Le riprese inizieranno a fine marzo a Fort Worth, dove Sheridan e il produttore David C. Glasser hanno inaugurato lo scorso anno un nuovo campus produttivo.

Taylor Sheridan scriverà tutti gli episodi

Un altro cambiamento significativo riguarda la struttura creativa: Sheridan scriverà tutti gli otto episodi della prima stagione. Una decisione che arriva dopo l’uscita di scena dello showrunner e autore del pilot Dave Erickson, avvenuta lo scorso luglio.

Al momento non è stato annunciato un nuovo showrunner, e non è escluso che la serie possa seguire il modello di altre produzioni sheridaniane, prive di una figura tradizionale di showrunner ma guidate direttamente dall’autore.

I vertici di Paramount Television Studios e Paramount+ hanno espresso entusiasmo per la scelta di affidare l’intera stagione alla penna di Sheridan, sottolineando come la sua “voce unica” sia un valore aggiunto per i fan.

Il futuro del franchise tra Paramount+ e NBCUniversal

L’annuncio arriva in un momento di transizione per Sheridan, che lascerà Paramount per NBCUniversal al termine del suo contratto, anche se l’accordo con la nuova società non entrerà in vigore prima del 2029. Fino ad allora, i suoi progetti – incluso Frisco King – resteranno su Paramount+.

Il personaggio di Russell Lee Washington Jr. ha debuttato nella terza stagione di Tulsa King, apparendo negli episodi finali, mentre la serie madre è già stata rinnovata per una quarta stagione.

Non è la prima volta che una produzione di Sheridan genera un vero e proprio universo espanso: il successo di Yellowstone ha infatti aperto la strada a numerosi spinoff come 1883 e 1923.

Con un protagonista del calibro di Samuel L. Jackson e la scrittura interamente affidata a Sheridan, Frisco King si candida a essere uno dei prossimi tasselli chiave del franchise crime targato Paramount+.

FOTO DI COPERTINA: Samuel L. Jackson alla première mondiale di “Spider-Man: Far From Home”. Foto di PopularImages tramite DepositPhotos.com

Lo spietato: trama, cast e la vera storia dietro il film

Lo spietato: trama, cast e la vera storia dietro il film

Il gangster movie è noto per essere stato a lungo un’esclusiva del cinema statunitense, che con film come Quei bravi ragazzi o il recente Nemico pubblico ha raccontato le gesta di molti celebri personalità di tale ambiente. Negli ultimi decenni, però, il genere si è esteso anche ad altre cinematografie, tra cui quella italiana. Un caso recente è il film Netflix Lo spietato (qui la recensione), diretto nel 2019 da Renato De Maria, regista che ha costruito la sua carriera sulle serie Distretto di polizia e Squadra antimafia, e interpretato dall’attore Riccardo Scamarcio.

L’opera è un viaggio lungo un quarto di secolo nel mondo della malavita italiana, raccontato attraverso gli occhi di Santo Russo, gangster che si muove nella realtà caleidoscopica e vertiginosa della Milano da bere. L’idea per portare sul grande schermo la storia di questo personaggio nasce a partire dal saggio Manager calibro 9, scritto da Piero Colaprico e Luca Fazzo e ispirato alla vera storia del criminale Saverio Morabito. Oltre al genere gangster, De Maria ha poi puntato molto sulla ricostruzione di un delicato periodo storico e sull’esaltazione dei toni più comici del racconto.

Dopo una distribuzione evento nelle sale italiane, Lo spietato è arrivato in esclusiva su Netflix, per diventare ora disponibile anche sulla televisione in chiaro. Per gli amanti del genere, si tratta di un’opera da non perdere, che ricalcando a suo modo i grandi esempi statunitensi trova un proprio fascino. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo nella lettura si potranno ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori ed alla vera storia dietro il film.

Lo spietato: la trama del film

Il film è ambientato nel periodo del boom, nella metropoli Milano. Qui Santo Russo, calabrese cresciuto nell’hinterland, dopo i primi furti in periferia e il carcere minorile, decide di seguire le sue aspirazioni e di intraprendere definitivamente la vita del criminale. Nel giro di pochi anni diventa la mente e il braccio armato di una potente e temuta gang, lanciandosi in affari sempre più sporchi e redditizi: rapine, sequestri, traffici di droga, riciclaggio di denaro sporco, e brutali esecuzioni a sangue freddo.

Nella sua corsa sfrenata verso la ricchezza e la soddisfazione sociale, Santo Russo si ritrova anche diviso tra due donne: la moglie, remissiva e devota, e l’amante, una donna bellissima, elegante e irraggiungibile. Due scelte di vita agli antipodi e due opposte facce di sé. Entrambe, però, presenteranno ben presto il rispettivo conto, costringendo Santo a dover fare i conti con quanto compiuto. Il percorso criminale di Santo è fatto di scelte inevitabili e traiettorie dolorose: chi vive o chi muore, l’amore passionale o la famiglia, il sogno borghese o una vita da Spietato.

Lo spietato cast

Lo spietato: il cast del film

Come anticipato, ad interpretare il criminale Santo Russo è l’attore Riccardo Scamarcio. Questi è stato il primo considerato da De Maria per il ruolo. Dopo aver letto la sceneggiatura, Scamarcio si dichiarò subito disponibile a recitare nel film, affascinato dal personaggio e dal suo complesso mondo interiore. Traendo grande ispirazione dai protagonisti del film Quei bravi ragazzi, l’attore ha così costruito Santo con grande entusiasmo, esaltando tanto il suo desiderio di ricchezza quanto quello di raggiungere uno stile di vita senza eguali. Adele Tirante interpreta invece Caterina Russo, la madre di Santo, mentre Angelo Libri è Pantaleone Russo, padre del protagonista.

Nei panni di Mariangela, la moglie di Santo, vi è l’attrice Sara Serraiocco, recentemente protagonista femminile di Non odiare. L’amante, Annabelle, è invece interpretata da Marie-Ange Casta, attrice e modella francese qui al suo primo grande ruolo cinematografico. L’attore Alessio Praticò dà volto a Slim, un ragazzo conosciuto da Santo in carcere, con cui il protagonista instaurerà un fortunato giro di loschi affari. Sono poi presenti gli attori Alessandro Tedeschi nel ruolo di Mario Barbieri Ignazio Oliva nei panni di Michele Ventura e Michele De Virgilio in quelli dell’avvocato Bova. Pietro Pace è il boss Spadafora, mentre Fabio Pellicori interpreta Ciccio Gaetani.

Lo spietato: la storia vera dietro il film

Pur se con le dovute distanze date dalla pratica dell’adattamento, il film Lo spietato ricalca quanto più fedelmente possibile le vicende raccontate nel saggio Manager calibro 9. All’interno di questo è infatti riportata la testimonianza che i due autori riuscirono ad ottenere da Saverio Morabito, noto criminale calabrese degli anni Settanta e Ottanta. Questi, che era partito con nulla dalla sua terra d’origine, si trasferì giovanissimo nella Milano da bere, dove iniziò a costruire la sua fortuna. Nella metropoli prese infatti a partecipare ad ogni tipo di attività illegale, tra cui diversi omicidi. Egli è però poi divenuto celebre per essere stato il primo pentito della ndrangheta.

Grazie alla sua testimonianza, molti ex complici furono identificati e arrestati. A rendere il tutto più “semplice” vi fu anche la grande quantità di dettagli, il più dei quali molto crudi e macabri, forniti da Morabito. Dopo di ciò, egli si ritirò nell’ombra, venendo quasi dimenticato fino a quando di recente non è stato nuovamente arrestato per una piccola rapina. Non è noto se Morabito abbia o meno visto il film ispirato alle sue gesta, ma gli autori del saggio garantiscono sull’autenticità di molti degli eventi narrati, permettendo così allo spettatore di avere un confronto diretto con una storia privata che è anche racconto di un intero Paese e delle sue trasformazioni.

Lo spietato: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

Per chi desiderasse vedere il film, Lo spietato è disponibile in streaming unicamente sulla piattaforma Netflix, essendo una sua distribuzione esclusiva. A due anni dalla sua uscita, però, il film è ora pronto ad arrivare anche in televisione. È infatti presente, in prima TV assoluta, nel palinsesto di sabato 30 aprile alle ore 21:20 sul canale Rai 4.

Fonte: IMDb

 

Lo Spietato: trailer del film italiano originale Netflix

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Lo Spietato: trailer del film italiano originale Netflix

Netflix ha diffuso il trailer di Lo Spietato, il nuovo film originale Netflix italiano con protagonista Riccardo Scamarcio.

Lo Spietato, dopo un’uscita evento in cinema selezionati l’8-9-10 Aprile, sarà disponibile su Netflix dal 19 Aprile.

Lo Spietato è un viaggio lungo un quarto di secolo nell’universo della mala italiana raccontato attraverso la storia di Santo Russo, un gangster dalla mentalità yuppie, che si muove nella realtà caleidoscopica e vertiginosa della Milano da bere negli anni d’oro della moda, dei soldi facili, dell’arte d’avanguardia e della disco music.

Diretto da Renato De Maria, e scritto dallo stesso De Maria insieme a Valentina Strada e Federico Gnesini, il film è liberamente ispirato a “Manager Calibro 9” di Pietro Colaprico e Luca Fazzo.

Riccardo Scamarcio è il volto di Santo Russo, affiancato da Sara Serraiocco, Alessio Praticò, Alessandro Tedeschi e Marie-Ange Casta.

Lo Spietato trama 

Siamo nel periodo del boom, in una metropoli – Milano – destinata a una crescita economica e criminale vertiginosa. Santo Russo, calabrese cresciuto nell’hinterland, dopo i primi furti in periferia e il carcere minorile, decide di seguire le sue aspirazioni e di intraprendere definitivamente la vita del criminale. Nel giro di pochi anni diventa la mente e il braccio armato di una potente e temuta gang, lanciandosi in affari sempre più sporchi e redditizi: rapine, sequestri, traffici di droga, riciclaggio di denaro sporco, e non ultimi i miracoli, esecuzioni a sangue freddo.

Nella sua corsa sfrenata verso la ricchezza e la soddisfazione sociale, Santo Russo è diviso tra due donne: la moglie, remissiva e devota, e l’amante, una donna bellissima, elegante e irraggiungibile. Due scelte di vita agli antipodi e due opposte facce di sé. Il percorso criminale di Santo è fatto di scelte inevitabili e traiettorie dolorose: chi vive o chi muore, l’amore passionale o la famiglia, il sogno borghese o una vita da Spietato.

Lo Spietato: recensione del film con Riccardo Scamarcio

Lo Spietato: recensione del film con Riccardo Scamarcio

Ispirato al romanzo Manager Calibro 9, di Luca Fazzo e Piero Colaprico, Lo Spietato è il nuovo lungometraggio di Renato De Maria, con Riccardo Scamarcio protagonista assoluto nella Milano degli anni ’80, tra malavita e scalata al potere. Il film, disponibile su Netflix dal 19 aprile, si rifà al genere del gangster movie e ad iconici modelli di questo. De Maria costruisce così un film forse non particolarmente originale, ma capace di intrattenere, tra situazioni tragicomiche e puro noir.

Protagonista del film è Santo Russo (Riccardo Scamarcio), è un calabre cresciuto a Milano. Dopo i primi furti in periferia e il carcere minorile, Santo decide di seguire le sue aspirazioni e di intraprendere definitivamente la vita del criminale. Il percorso di Santo sarà costellato di scelte inevitabili e dolorose, dividendosi tra malavita e famiglia, tra il sogno di una vita borghese e quella da spietato omicida.

Lo Spietato

Quello di Lo Spietato è un viaggio lungo un quarto di secolo nel mondo della malavita milanese, raccontato attraverso gli occhi di Santo Russo. Da questo punto di vista privilegiato, vediamo sfilare un’affascinante ricostruzione d’epoca, che tra costumi e colori, riesce a riprodurre l’atmosfera di quegli anni. All’interno di questa si snoda la vicenda del protagonista, dalla turbolenta adolescenza sino alla conquista del potere criminale. Un’ascesa che ben dimostra la sete di potere del protagonista, pronto ad indossare gli abiti dell’arrivista senza scrupoli, simbolo di un modo d’essere che sempre più andava affermandosi in quegli anni.

Ispirandosi, forse troppo, allo Scorsese di Quei bravi ragazzi e The Wolf of Wall Street, De Maria concepisce una sceneggiatura che svela e mantiene la sua brillantezza per la prima ora del film. Piano piano però il ritmo del film rallenta, proprio nel momento in cui il protagonista raggiunge il suo apice. Qui la narrazione sembra subire una battuta d’arresto, che tende a far perdere d’inventiva il film appesantendo la visione. Il tono scanzonato a cui De Maria ci aveva abituato nella prima parte del film torna sul finale, risollevando le sorti del film, ma non salvandolo dal suo ritmo altalenante.

Lo Spietato

Riccardo Scamarcio allo stesso modo sembra essere maggiormente ispirato nella prima parte del film, aiutato forse da trovate di regia che gli permettono di calarsi ancor più nel genere di riferimento. Una prova, la sua, che pur non pienamente convincente, riesce a conferire al film un protagonista sul quale erigersi. A rubare la scena al celebre attore, c’è spesso e volentieri Sara Serraiocco, nel ruolo di Mariangela, moglie di Santo Russo. Una figura femminile che, pur confinata nello stereotipo della moglie del criminale, risulta complessa, fragile, capace di evolvere affermando la sua forza all’interno del film.

Con Lo Spietato De Maria costruisce un film che cerca a suo modo di dare una nuova voce al genere del crime. Il peso dei modelli a cui si ispira influisce però sulla possibilità del film di affermarsi. Grazie tuttavia ad alcune soluzioni di regia e di messa in scena, lo spettatore potrà trovare un buon livello di intrattenimento, che per questo film di genere sembra poter essere l’obiettivo maggiore da raggiungere.

Lo Spietato, la conferenza stampa del film con Riccardo Scamarcio

Prima di essere disponibile sulla piattaforma streaming di Netflix, a partire dal 19 aprile, il film Lo Spietato sarà al cinema in qualità di evento speciale dal 7 al 9 aprile. Diretto da Renato De Maria, regista che ha costruito la sua carriera sulle serie Distretto di polizia e Squadra antimafia, e interpretato da Riccardo Scamarcio, l’opera è un viaggio lungo un quarto di secolo nel mondo della malavita italiana, raccontato attraverso gli occhi di Santo Russo, gangster che si muove nella realtà caleidoscopica e vertiginosa della Milano da bere. Il film è un originale di Netflix, prodotto dalla Bibi Film con Rai Cinema.

Ad aprire la conferenza stampa di presentazione del film, è il regista De Maria, che inizia ad illustrare le basi da cui nasce l’idea per il lungometraggio. “L’idea è nata anni fa dopo aver letto il libro “Manager Calibro 9”, di Luca Fazzo e Piero Colaprico. È una storia nella quale si intrecciavano tre caratteristiche che mi sembravano un’occasione imperdibile per esprimere la mia voglia di cinema.”

Lo Spietato

“La prima, – continua De Maria – è la crime story con il classico andamento di ascesa e discesa di un gangster completamente fuori dagli schemi. La seconda è l’ambientazione nella Milano da bere degli anni ’80. Un’epoca e un luogo che mi appartengono per ragioni autobiografiche e generazionali. E infine il tono comedy del racconto, di un personaggio che non riesce a prendere sul serio nessuno, tantomeno sé stesso.”

A prendere la parola è poi Riccardo Scamarcio, che nel film da voce e corpo al gangster Santo Russo. “Con De Maria ci siamo incontrati circa un anno prima dell’inizio delle riprese.” – ricorda Scamarcio – Renato mi ha dato il copione, spiegandomi il tipo di film che voleva fare, e indicandomi “Quei bravi ragazzi” come esempio di riferimento ideale. Ho letto la sceneggiatura e ho subito voluto farlo. E tutto il film è stato girato con quello slancio, e quell’entusiasmo”

“Il mio personaggio, Santo Russo, – continua Scamarcio – insegue la ricchezza ma anche un riconoscimento sociale che non ha mai avuto. Lo fa alla sua maniera, da gangster che si sente un come un manager, alla pari di Agnelli, il suo mito. Per Santo non è semplicemente una questione di ricchezza, ma anche e soprattutto di stile. Si pensa e si vive uomo raffinato. I mezzi scelti per raggiungere i suoi obietti sono solo un dettaglio, scelte tattiche. Tutto qui.”

Lo Spietato

La parola passa poi al produttore Angelo Barbagallo, che racconta del rapporto produttivo con Netflix. “E’ entrata nel progetto sul finire delle riprese. Non ci sono state richieste creative di alcun tipo da parte loro. Io, che in carriera ho prodotto solitamente film di tipo diverso da questo, questo progetto lo ho affrontato con la voglia di fare un film per il pubblico, senza farmi troppe domande, e con la convinzione che si sarebbe giocato col genere in maniera ironica. E quindi per me è fantastico pensare che dal 190 aprile Lo spietato sarà disponibile a un pubblico potenziale di 150 milioni di abbonati in 190 paesi.”

“Affinché nel film rivivesse un’atmosfera da anni ’80 era necessario impiegare tutto il rigore possibile nella ricostruzione dell’epoca e dei suoi costumi. – conclude il regista, parlando dell’atmosfera del lungometraggio – Inoltre, il film vive sostanzialmente di tre colori: il giallo, il blu e il rosso. Ovvero i colori della furbizia, della potenza e della violenza. Volevo fosse un film colorato, non solo nelle immagini ma specialmente nella costruzione dei personaggi.”

Lo Spider-Man di Tom Holland si è appena perso il più grande “evento di strada” del MCU

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Il ritorno di Spider-Man nel MCU con Spider-Man: Brand New Day nel 2026 porta con sé un problema narrativo non da poco: Peter Parker è completamente assente da quello che è stato il più grande evento street-level dell’universo Marvel recente, ovvero gli eventi di Daredevil: Rinascita. Una mancanza che pesa, considerando che parliamo del vigilante simbolo di New York.

Nelle prime due stagioni di Daredevil: Rinascita, Wilson Fisk (Kingpin) arriva a diventare sindaco della città, instaurando un regime autoritario e lanciando una task force anti-vigilanti che avrebbe dovuto colpire direttamente figure come Spider-Man. Tuttavia, il personaggio interpretato da Tom Holland non compare mai, lasciando che siano Daredevil e Jessica Jones a guidare la resistenza fino alla caduta del sistema. La spiegazione reale è probabilmente legata ai diritti e alla complessità produttiva tra cinema e TV, ma sul piano narrativo si crea un vuoto evidente.

Questo buco nella continuity è significativo perché rompe una delle promesse implicite del MCU: l’interconnessione tra storie e personaggi. Se Spider-Man è davvero il “protettore” di New York, la sua assenza durante una crisi cittadina di questa portata non può essere ignorata. Ecco perché Spider-Man: Brand New Day non sarà solo un nuovo capitolo, ma una potenziale operazione di “riparazione narrativa”.

Il vuoto di potere a New York può rilanciare lo Spider-Man più urbano

Daredevil- Rinascita Stagione 2, spiegazione del finaleCon la caduta di Fisk alla fine di Daredevil: Rinascita stagione 2, New York entra in una fase di transizione: il potere criminale è frammentato e pronto a essere riconquistato. È qui che Spider-Man: Brand New Day può intervenire in modo strategico, riportando il personaggio alle sue radici street-level dopo l’escalation multiversale di No Way Home.

Le prime indicazioni sul film suggeriscono infatti una direzione più “terra-terra”, con possibili antagonisti come Tombstone o Scorpion pronti a emergere nel vuoto lasciato da Kingpin. In questo contesto, Spider-Man può finalmente diventare il fulcro della difesa cittadina, ruolo che non ha potuto ricoprire nella serie.

Un elemento chiave sarà anche la presenza di Punisher (Frank Castle), già introdotto in Daredevil: Rinascita ma assente nella seconda stagione. Il suo coinvolgimento nel film potrebbe creare un ponte diretto tra le due narrazioni, rafforzando la coerenza dell’universo condiviso. Allo stesso modo, l’introduzione di una nuova sindaca — Sheila Rivera — suggerisce un tentativo di riallineare il contesto politico della città.

In definitiva, Spider-Man: Brand New Day ha l’opportunità — e la responsabilità — di trasformare un’assenza problematica in un punto di ripartenza. Più che ignorare il passato recente del MCU, il film dovrà integrarlo, ridefinendo il ruolo di Spider-Man come figura centrale nella dimensione urbana dell’universo Marvel.

Lo specialista: trama, cast e curiosità sul film

Lo specialista: trama, cast e curiosità sul film

Uno dei più buffi record dell’attore Sylvester Stallone è quello relativo ai celebri Razzie Awards, i premi che vengono assegnati per riconoscere il peggio della produzione cinematografica. Nel corso della sua carriera, Stallone ha ricevuto ben dieci di questi premi a fronte di 31 nomination. Uno dei titoli per cui ha ricevuto la candidatura come peggior attore è Lo specialista, thriller d’azione del 1994 diretto da Luis Llosa (noto per One Shot One Kill e Anaconda) e scritto da Alexandra Seros. In questo Stallone interpreta un esperto di esplosivi incaricato di ottenere vendetta per una donna afflitta da un grave lutto.

Il racconto è vagamente ispirato alla serie di libri omonima scritta da John Shirley, con protagonista questo infallibile mercenario incaricato ogni volta di risolvere complesse situazioni diverse. Divenuto particolarmente popolare, questo personaggio ha così infine trovato un proprio spazio sul grande schermo. Al momento della sua uscita, il film è stato accolto con recensioni e pareri critici particolarmente negativi. Sono molte le liste dei peggiori film dell’anno in cui figura Lo specialista. Ciò non ha però impedito a questa pellicola di affermarsi come un grande successo di pubblico, con oltre 170 milioni di dollari guadagnati a livello globale.

Nel corso degli anni il film è poi diventato un vero e proprio scult, con numerosi appassionati in tutto il mondo e nuovi spettatori che lo scoprono o riscoprono anno dopo anno. Uno dei ruoli di Stallone meno inizialmente apprezzati vanta dunque oggi una strenua schiera di fan. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Lo specialista: la trama del film

Protagonista del film è l’agente della CIA Ray Quick, il quale con il collega Ned Trent ha combattuto fianco a fianco in Sud America, svolgendo missioni pericolose ed estreme. Nel 1984, dopo aver eseguito gli ordini piazzando dell’esplosivo su un ponte, così da uccidere un potente e crudele boss della droga, i due agenti hanno però avuto un furioso scontro. Ray, infatti, si rifiuta di eseguire il piano poiché nell’esplosione verrebbe coinvolta anche una ragazza innocente. Quando Ned scavalca il collega e provoca la morte della civile, Ray denuncia l’accaduto alla CIA che caccia immediatamente Trent.

Circa dieci anni dopo, Ray si è ritirato e lavora come sicario privato mentre Ned è diventato un fedele del boss mafioso di Miami Joe Leon. Un giorno, Ray viene contattato da May Munro, la quale vuole vendicare la morte dei suoi genitori, avvenuta per mano degli uomini di Leon quando lei era solo una bambina. Intrigato dal caso, Ray accetta la proposta e la invita nel frattempo ad allontanarsi dai pericolosi criminali. La donna, tuttavia, finisce con l’essere coinvolta nel caso. Ben presto, Ray capirà di essere caduto vittima del crudele piano del suo ex collega Ned, che trama nell’ombra per vendicarsi del passato.

Lo specialista cast

Lo specialista: il cast del film

Originariamente, lo studio di produzione aveva offerto a Steven Seagal l’occasione di recitare e dirigere la pellicola. A causa del compenso stratosferico richiesto da questi, però, si decise di affidare il ruolo del protagonista a Sylvester Stallone. Di Lo specialista, egli raccontò poi due particolari aneddoti. Il primo è quello di aver dovuto convincereSharon Stone, interprete di May Munro, a filmare la scena di nudo nella doccia, dal momento che l’attrice si era rifiutata di girare senza i suoi vestiti. L’attore si avvalse dell’aiuto di una bottiglia di vodka donata da Michael Douglas per stemperare la tensione della Stone.

Il secondo aneddoto è quello che lo ha visto convincere i produttori a tagliare diverse delle scene in cui è coinvolto James Woods, interprete di Ned Trent, poiché Stallone temeva che questi gli avrebbe rubato la scena. Stallone fece inoltre in modo di aumentare la propria presenza in scena, così da garantirsi un ruolo da protagonista assoluto. Accanto a questi tre attori, compaiono poi anche Rod Steiger nel ruolo di Joe Leon e Eric Roberts in quelli di Thomas Leon, i due criminali ricercati da Ray. Oltre a Stallone, anche Steiger e la Stone furono nominati ai Razzie Awards, e l’attrice finì con il vincere il non ambito premio.

Lo specialista: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Lo specialista è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili, Google Play, Apple iTunes, Netflix e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di giovedì 15 settembre alle ore 21:00 sul canale Iris.

Fonte: IMDb

Lo Spaventapassere – Trailer Italiano

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Lo Spaventapassere – Trailer Italiano

Ecco il trailer italiano de Lo Spaventapassere con Jonah Hill, Sam Rockwell, Ari Graynor, Miriam McDonald.

Lo Snyderverse su Netflix: James Gunn risponde a un fan

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Lo Snyderverse su Netflix: James Gunn risponde a un fan

Il progetto del DC Studios guidato da James Gunn e Peter Safran ha definitivamente troncato qualsiasi tentativo ulteriore di procedere con lo Snyderverse. L’immaginario di Zack Snyder applicato all’universo DC ha avuto per un periodo un certo appeal, salvo poi schiantarsi contro una serie di difficoltà e impedimenti.

Tuttavia ci sono dei fan ancora desiderosi di vedere applicata quella visione, tanto che su Twitter ha cominciato timidamente a circolare un Hashtag che invoca l’intervento di Netflix per salvare la visione di Snyder: #sellthesnyderversetonetflix. Per fortuna però James Gunn è molto attento a ciò che accade in rete e ha subito intercettato l’impavido fan, replicando a tono.

“Devo dire che questo è davvero l’hashtag più stravagante che io abbia mai letto, dal momento che 1) Netflix non ha espresso alcun interesse (anche se abbiamo discusso di altre cose) e 2) Zack non ha espresso alcun interesse e sembra essere felice di fare quello che sta facendo (e, sì, anche noi abbiamo parlato).”

Lo snap di Thanos è colpa di Captain America: ecco perché

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Lo snap di Thanos è colpa di Captain America: ecco perché

Nia DaCosta, tra le filmmaker più interessanti del panorama cinematografico contemporaneo, è stata assunta dalla Marvel per dirigere il secondo film dedicato a Captain Marvel, che si intitolerà The Marvels, e, mostrando subito il suo carattere, è entrata a gamba tesa sull’annosa questione della “responsabilità” alla fine di Infinity War.

Per DaCosta l’intero fiasco dei Vendicatori è stato causato dal rifiuto di Captain America di sacrificare Visione all’inizio di Infinity War. In un’intervista con Inverse, spiega che se Steve Rogers fosse stato logico, avrebbe convenuto che sarebbe valsa la pena perdere l’androide senziente rispetto ai milioni di morti nell’universo.

“Una cosa che voglio dire in modo un po’ irriverente su Captain America è che lo Snap è tutta colpa sua, anche se stava cercando di fare del suo meglio, cercando di fare la cosa giusta. Esiste un mondo in cui lui è un cattivo perché, alla fine di tutto, avrebbe dovuto sacrificare Visione. Ha scelto la vita di un robot, anche se senziente, rispetto alla salvezza dell’intero universo.”

The Marvels, il sequel del cinecomic Captain Marvel con protagonista il premio Oscar Brie Larson che ha incassato 1 miliardo di dollari al box office mondiale, sarà sceneggiato da Megan McDonnell, sceneggiatrice dell’acclamata serie WandaVision.

Sfortunatamente, Anna Boden e Ryan Fleck, registi del primo film, non torneranno dietro la macchina da presa: il sequel, infatti, sarà diretto da Nia DaCosta, regista di CandymanNel cast ci saranno anche Iman Vellani (Ms. Marvel, che vedremo anche nell’omonima serie tv in arrivo su Disney+) e Teyonah Parris (Monica Rambeau, già apparsa in WandaVision). L’attrice Zawe Ashton, invece, interpreterà il villain principale, del quale però non è ancora stata rivelata l’identità.

Nessun dettaglio sulla trama del sequel è stato rivelato, ma l’ambientazione del film dovrebbe spostarsi dagli anni ’90 ai giorni nostri. Naturalmente, Brie Larson tornerà nei panni di Carol Danvers. Il sequel di Captain Marvel arriverà il 17 febbraio 2023.

Lo Snap di Thanos è colpa di Cap, secondo la regista di The Marvels

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È sicuro dire che l’esperienza più traumatica che il Marvel Cinematic Universe abbia subito sia stato lo Snap di Thanos di Avengers: Infinity War. Quell’avvenimento ha cambiato drasticamente la direzione del franchise, con metà dell’universo che è stato spazzato via, costringendo i Vendicatori a tornare indietro nel tempo nel tentativo di riportare tutti in vita. Tuttavia, nonostante la vittoria di degli eroi più potenti della Terra in Avengers: Endgame, la regista di The Marvels Nia DaCosta ha puntato il dito contro Capitan America, incolpandolo per lo Snap.

Sembra chiaro che i toni di DaCosta siano scherzosi, però solleva un punto che potrebbe essere interessante, anche per leggere a posteriori, la psicologia di Steve Rogers. “Mi piace pensare, anche se è una posizione irriverente, che Capitan America è il responsabile principale dello Snap, perché stava cercando di fare del suo meglio, cercando di fare la cosa giusta. C’è un mondo in cui è lui il cattivo perché, alla fine, avrebbe dovuto semplicemente sacrificare Vision”, ha detto. “Ha scelto la vita di un robot, anche se senziente, al posto di quella dell’intero universo. C’è uno spirito da antieroe in questo, se vuoi guardarlo attraverso quella lente”.

Sicuramente la decisione di Steve è dettata dalla sua formazione militare, e dal fatto che non lascia indietro nessuno, tuttavia l’opinione di Nia DaCosta non è del tutto errata.

Tutto ciò che sappiamo su The Marvels

The Marvels, il sequel del cinecomic Captain Marvel con protagonista il premio Oscar Brie Larson che ha incassato 1 miliardo di dollari al box office mondiale, sarà sceneggiato da Megan McDonnell, sceneggiatrice dell’acclamata serie WandaVision.

Sfortunatamente, Anna Boden e Ryan Fleck, registi del primo film, non torneranno dietro la macchina da presa: il sequel, infatti, sarà diretto da Nia DaCosta, regista di CandymanNel cast ci saranno anche Iman Vellani (Ms. Marvel, che vedremo anche nell’omonima serie tv in arrivo su Disney+) e Teyonah Parris (Monica Rambeau, già apparsa in WandaVision). L’attrice Zawe Ashton, invece, interpreterà il villain principale, del quale però non è ancora stata rivelata l’identità.

Nessun dettaglio sulla trama del sequel è stato rivelato, ma l’ambientazione del film dovrebbe spostarsi dagli anni ’90 ai giorni nostri. Naturalmente, Brie Larson tornerà nei panni di Carol Danvers. Il sequel di Captain Marvel arriverà il 17 febbraio 2023.