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Il Ritorno di Mary Poppins: ecco in cosa sarà diverso dall’originale

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Intervistata da Variety in occasione dell’uscita di A Quiet Place – Un posto tranquillo, Emily Blunt ha avuto occasione di parlare del prossimo film che la vedrà protagonista, ovvero Il ritorno di Mary Poppins.

In particolare l’attrice si è soffermata sulle differenze tra il film e l’originale intramontabile con Julie Andrews, e sul legame con il regista Rob Marshall, con il quale aveva già collaborato grazie al musical Into The Woods.

Un paio di anni fa ho ricevuto la chiamata di Rob che mi ha proposto di partecipare al film. All’epoca non avevamo ancora né una sceneggiatura, né i brani da cantare, ma stavamo solo cercando una storia da raccontare più fedele possibile ai libri […] Volevamo che fosse ambientato in un contesto più dark in cui la speranza, incarnata da Mary, potesse riapparire dai cieli, quindi si è optato per gli anni della Grande Depressione. E ho subito amato questa idea, nello stesso modo in cui amo Rob e credo in lui.

Ciò che Rob ha fatto per me non è quantificabile” ha continuato la Blunt, “mi ha fatta sentire al sicuro, vicina al personaggio, libera di dire la mia su una figura così iconica. Motivo per cui ho deciso di non guardare il film originale durante la lavorazione, perché questa sarà la mia versione di Mary Poppins“.

Il Ritorno di Mary Poppins: il teaser trailer italiano

Nel cast del film, oltre a Emily Blunt, ci saranno anche Lin-Manuel Miranda, creatore del musical di grandissimo successo Hamilton, e la tre volte premio Oscar Meryl Streep, che interpreterà il ruolo della cugina Topsy. Ben Whishaw (Spectre, The Zero Theorem, Paddington) interpreterà invece Michael Banks da adulto e Emily Mortimer sarà Jane. Infine ci saranno anche Dick Van Dyke e Angela Lansbury.

Il Ritorno di Mary Poppins, leggi la recensione

Il Ritorno di Mary Poppins è ambientato a Londra durante la Grande Depressione degli anni ‘30, ventiquattro anni dopo gli eventi del film originale. Michael Banks lavora nella stessa banca in cui lavorava suo padre e vive ancora al numero 17 di Viale dei Ciliegi con i suoi tre figli Annabel, Georgie e John e la domestica Ellen. Proseguendo la tradizione inaugurata dalla loro madre, Jane Banks combatte per i diritti dei lavoratori e aiuta la famiglia di Michael. Quando la famiglia subisce una perdita personale, Mary Poppins ritorna magicamente nella vita dei Banks e, con l’aiuto di Jack, li aiuta a ritrovare la gioia di vivere e il senso della meraviglia.

Il Ritorno di Mary Poppins: Emily Blunt nel primo motion poster

Fonte: Variety

Il ritorno di Mary Poppins, la recensione

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Il ritorno di Mary Poppins, la recensione

Il ritorno di Mary Poppins al cinema era stato scongiurato da P. L. Travers, autrice dei romanzi che parlano della tata magica, che, dopo essere rimasta delusa dal primo adattamento di Walt Disney con Julie Andrews, lasciò a testamento che mai e poi mai nessuno avrebbe ritentato l’operazione. Gli eredi della scrittirce però hanno trovato il modo di aggirare la questione legale, visto che a distanza di 54 anni, Il ritorno di Mary Poppins è un film, al cinema dal 20 dicembre, sempre prodotto dalla Casa di Topolino.

Il musical, diretto da Rob Marshall, si annuncia come un sequel, in cui Mary Poppins torna dopo 20 anni a casa Banks, in viale dei Ciliegi 17. I coniugi Banks non ci sono più, ma nella grande casa, vedovo con tre figli, c’è ancora Michael, che ora lavora in banca. Jane invece vive da sola e fa la sindacalista, cercando come può di aiutare il fratello. Non c’è più Bert, lo spazzacamino, ma c’è Jake, uno dei tanti lampionai della Londra. L’avventura prevederà canzoni, magie, viaggi dentro a oggetti inanimati, una cugina bizzarra e una “sfida” contro la banca che, invece dei risparmi di Michael, vorrà portare via ai Banks la loro casa.

Il ritorno di Mary Poppins a casa Banks

Passo dopo passo, ci si rende conto che Il ritorno di Mary Poppins non è un vero e proprio sequel, quanto più un omaggio/remake in cui tutte le situazioni del classico “ibrido” con Julie Andrews vengono ricalcate e predisposte in modo tale da raccontare più o meno la stessa storia che ci aveva già raccontato Robert Stevenson nel 1964. Jane e Michael esercitano le stesse professioni, rispettivamente, della madre e del padre; al posto dell’eccentrico zio Albert che prende il tè sul soffitto c’è la cugina Topsy, che sul soffitto… ci cammina! C’è la banca, il numero dei lampionai che si sostituiscono agli spazzacamini; il viaggio nel vaso decorato al posto del viaggio nel disegno; la signora dei palloncini al posto di quella dei piccioni. Ogni elemento nel film di Rob Marshall richiama all’originale, senza però riuscire mai a rievocarne la magia.

Quello che di diverso ha questo secondo appuntamento a viale dei Ciliegi è l’atmosfera. Londra è in piena crisi economica, la magia che Mary aveva regalato alla prima avventura fa fatica a trovare spazio di fronte alla disgregazione della famiglia, e il realismo rischia ogni volta di avere la meglio e così, nonostante i vivaci costumi di Colleen Atwood e l’allegria delle canzoni, l’atmosfera è sempre un pizzico più cupa.

Emily Blunt è la nuova Mary Poppins

Con tutte queste premesse, era davvero difficile per Emily Blunt, “praticamente perfetta sotto ogni aspetto”, riuscire a eguagliare la Andrews, e sebbene l’idea dei produttori non era sicuramente quella di indurre al paragone, è difficile sfuggire alla tentazione di giustapporre ogni momento di questo film alle sequenze all’originale. Ragione per cui, sarebbe stato meglio, forse, allontanarsi di più dal film che conquistò 5 premi Oscar, e avventurarsi nell’inesplorato.

E, nonostante sia l’eroina del titolo, colei che dicendo sì a questo film ha abbracciato l’eredità più pesante, sembra quasi che non sia lei l’eroina della storia: i piccoli Bakns sono perfettamente in grado di badare a se stessi e l’eroe d’azione vero e proprio è il Jake di Lin-Manuel Miranda, unico tra tutti che sembra davvero a proprio agio sul palcoscenico che Marshall porta in sala.

Le uniche emozioni autentiche de Il ritorno di Mary Poppins sono quelle regalate dall’apparizione di Mary, in cielo, con i piadi “in prima”, dal ritorno a viale dei Ciliegi 17, dalla vista sotto barba e trucco, dell’occhio vispo di Dick Van Dike, che con un cameo di pochi minuti restituisce brio al finale del film. Tutte emozioni profonde e magiche che hanno soprattutto il gusto della malinconia.

Il ritorno di Mary Poppins, il trailer

Il ritorno di Mary Poppins, l’incontro con il cast del film

Il ritorno di Mary Poppins, l’incontro con il cast del film

C’è qualcosa di profondamente epico nell’essere testimone dell’uscita di Il Ritorno di Mary Poppins, una magia che ti consente di capire che stai prendendo parte ad un incontro che difficilmente si ripeterà. Abbiamo incontrato a Londra i protagonisti del film che hanno parlato della lavorazione e di questa nuova magica avventura targata Disney.

Lin-Manuel Miranda è un’esplosione di energia, parla velocissimo, ti racconta tutti i progetti che ha in cantiere, ride, fa battute, è difficile stargli dietro, ma ha un’allegria davvero contagiosa, più che un incontro stampa sembrava una reunion fra amici, talmente era rilassata l’atmosfera.

“Su questo set sono stato uno studente, ho cercato di apprendere più che ho potuto, perché sapevo che era un’occasione unica.” Esordisce così Miranda parlando del suo coinvolgimento nel film. “Mi ha spinto fuori dalla mia confort zone, mi ha spinto a ballare e cantare e non ho mai ballato prima d’ora!”. Quando la conversazione si è spostata sul musical e sul suo ritorno in voga, Miranda ha dichiarato: “La gente vuole vedere film per evadere, non è casuale che ci sia un ritorno di questo genere, basti pensare a A Star Is Born, Mamma Mia – Here We Go Again, Bohemian Rhapsody, The Greatest Showman. C’è bisogno di questi film per staccare dalla situazione attuale in cui ci troviamo. Il ritorno di Mary Poppins è un film per tutte le età, ci si può rispecchiare in qualsiasi fase della vita.”

Emily Blunt è bellissima, pantaloni a zampa viola e camicia celeste, un trucco naturale, nonostante la stanchezza per le innumerevoli interviste che sta rilasciando, si concede con piacere dichiarando che “non solo da piccoli si ha bisogno di una tata, io dopo questo junket potrei pensare di prenderne una!”. Quando le viene chiesto cosa pensa di Mary, se può essere definita una donna forte, l’attrice risponde sicura: “Non credo che essere una donna forte la identifichi, non si direbbe mai di Bruce Willis, diremmo di lui solo che è fantastico. Io trovo Mary potente. Quando pensi a lei pensi a te stesso bambino, tutto ciò scatena in te un senso di nostalgia che ti fa provare una profonda connessione. È stato splendido interpretarla, Rob Marshall poi è un vero genio, un uomo elegante, meticoloso, che ogni giorno ha reso speciale il set non facendoci mai sentire la pressione. In più Lin è una persona stupenda con la quale lavorare, ogni giorno arrivava pieno di speranza, è come un bambino che porta eccitazione in tutto quello che fa, è meraviglioso avere qualcuno del genere vicino mentre lavori.”

mary poppins returnsRiguardo al guardaroba di Mary Poppins, le viene fatto notare che sembra essere un personaggio a se per quanta personalità possiede, e il merito è ovviamente tutto della costumista Sandy Powell: “Sandy ha fatto un lavoro incredibile con i colori, ha creato un mondo bellissimo e chic. Il cappotto di Mary è un di una sfumatura fra il blu e il nero incantevole. Caratterizza ulteriormente il personaggio”.

Il Ritorno di Mary Poppins, il red carpet della premiere di Londra

Si fa fatica a credere che Ben Whishaw e Emily Mortimer non si siano mai conosciuti prima di lavorare insieme a questo film, quando si presentano sembrano complici come due fratelli, seppur la loro frequentazione sia recente: “È un legame che abbiamo sentito subito – afferma Emily – Quando percepisci di conoscere qualcuno, e gli vuoi subito bene, siamo stati fortunati a trovarci”. Emily è una sognatrice, afferma che bisogna continuare a credere nella magia affinché le cose belle accadano: “Quando la vita diventa difficile, viviamo alcune cose tristi e cresciamo, in quel momento è importante mantenere il nostro lato infantile. È molto bello che Mary Poppins sia tornata per ricordarci tutto questo.” Ben, fresco di nomination ai Golden Globe per la sua interpretazione in A Very English Scandal, è d’accordo con la “sorella”: “Siamo tutti bambini, dentro di noi. Se lo potessimo ammettere il mondo sarebbe di sicuro un posto migliore. Da piccolo ero ossessionato con Mary Poppins, non potevo neanche immaginare di essere in un film del genere, anche se non ho mai preso parte ad un musical, non sono un cantante ma ho comunque trovato il modo per far arrivare il messaggio, seppur senza tecnica. È una scena imperfetta, quella in cui canto, ma funzionale”.

Mary Poppins Returns Il Ritorno di Mary PoppinsRob Marshall è il direttore d’orchestra di questa opera; lui, specializzato in musical, coreografo prima e regista poi, si è lanciato in una vera e propria sfida, come da lui stesso dichiarato: “Non ho mai fatto un musical originale, tutto quello che ho fatto veniva dal teatro, questo film è stato una vera sfida. Gli effetti speciali sono parte integrante della sfida, ma quello che hanno fatto nel primo film è stato così iconico che mi sarebbe dispiaciuto non ricreare quell’atmosfera, è stato molto più costoso, impegnativo e ha richiesto molto più lavoro, frame by frame in animazione tradizionale che in visual effect.  Devo dire però che ho amato lavorare così, è stata un’esperienza splendida. La prima scena che abbiamo girato è stata il ballo con i pinguini, per vedere se funzionava tutto insieme e come sarebbe stato l’effetto. Per capire anche cosa cambiare e come lavorare.”

L’ultimo incontro è con Marc Shaiman e Scott Wittman, gli autori e compositori della colonna sonora e dei brani originali del film, coloro che hanno avuto il compito più arduo di tutti, regalarci nuove musiche; per loro la domanda è scontata, ovvero come è stato “sfidare” le iconiche canzoni dell’originale: ”La grande sfida è stata provare a non avere paura o sentirsi intimidati nello scrivere canzoni e musica per il sequel di uno dei più grandi film di sempre. Insomma è la prima volta che Mary Poppins torna a cantare dopo cinquantaquattro anni ed è meglio che lo faccia bene. Quello che abbiamo cercato di fare è stata una lettera d’amore per il primo film. Sono avanzate circa un centinaio di canzoni, fra prove e modifiche, e canzoni di riserva, soltanto The Place Where The Lost Things Go non ha avuto bisogno di ritocchi perché era già perfetta così, già la prima volta in cui l’ha cantata Emily. È una canzone toccante, che ti arriva dritta al cuore ed era perfetta così.”

La magia, la musica e la fantasia de Il Ritorno di Mary Poppins sono al cinema dal 20 dicembre.

Il Ritorno di Mary Poppins, la recensione del filmIl Ritorno di Mary Poppins

Il Ritorno di Mary Poppins finalmente in home video

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Il Ritorno di Mary Poppins finalmente in home video

Il Ritorno di Mary Poppins, l’irresistibile sequel senza tempo basato sui libri omonimi della scrittrice P. L. Travers, ha ottenuto il plauso di pubblico e critica aggiudicandosi quattro nomination agli Academy Award per “Miglior Canzone Originale”, “Miglior Colonna Sonora”, “Migliori costumi” e “Miglior Scenografia”.

Diretto dal regista premio Oscar Rob Marshall che ha portato sul grande schermo gli adattamenti dei musical Chicago, Nine e Into the Woods e interpretato dall’attrice nominata ai Golden Globe Emily Blunt nel ruolo della tata “praticamente perfetta sotto ogni aspetto”, il lungometraggio vanta nel cast anche il pluripremiato compositore, autore e performer Lin-Manuel Miranda nel ruolo dell’affascinante lampionaio Jack.

I contenuti extra mostrano il making of de Il Ritorno di Mary Poppins andando dietro le quinte per conoscere meglio il cast costellato di star e la crew che hanno reso possibile l’impossibile. Non mancherà un tour lungo Viale dei Ciliegi con l’attore del primo Mary Poppins Dick Van Dyke presente anche nel sequel, una versione sing-along del film che include l’emozionante brano nominato all’Oscar “Il Posto Dove Si Nasconde”, blooper, i commenti del regista e scene e canzoni tagliate.Grazie ai contenuti extra si potrà apprezzare tutta la magia e il coraggio necessari a ideare e realizzare scene da musical su così grande scala come “Puoi Illuminare Il Mondo A Festa”, un incalzante numero di canto e ballo che ha per proganisti Jack e i suoi colleghi lampionai. Se “Royal Doulton Music Hall” e “L’Abito Non Fa Il Monaco” mostrano l’incredibile talento dei protagonisti Emily Blunt e Lin-Manuel Miranda, “Sopra-sotto” è una sequenza upside-down con Maryl Streep nel ruolo di Topsy, l’eccentrica cugina di Mary Poppins e “Che Stupendosa Idea!” racconta invece un’avventura subacquea di Mary Poppins con i piccoli Banks.

Il Ritorno di Mary Poppins, la trama

Il Ritorno di Mary Poppins è ambientato a Londra durante la Grande Depressione degli anni ‘30, ventiquattro anni dopo gli eventi del film originale. Michael Banks lavora nella stessa banca in cui lavorava suo padre e vive ancora al numero 17 di Viale dei Ciliegi con i suoi tre figli Annabel, Georgie e John e la domestica Ellen. Proseguendo la tradizione inaugurata dalla loro madre, Jane Banks combatte per i diritti dei lavoratori e aiuta la famiglia di Michael. Quando la famiglia subisce una perdita personale, Mary Poppins ritorna magicamente nella vita dei Banks e, con l’aiuto di Jack, li aiuta a ritrovare la gioia di vivere e il senso della meraviglia.

Prodotto dallo stesso Marshall insieme a John DeLuca (Chicago) e Marc Platt (La La Land), il film vanta la presenza nel cast di Ben Whishaw (Spectre) nel ruolo di Michael Banks, Emily Mortimer (Hugo Cabret) nei panni di Jane Banks, Julie Walters (i film di Harry Potter) nel ruolo di Ellen, la domestica dei Banks. Al loro fianco anche l’attore premio OscarâColin Firth (Il Discorso del Re) nei panni di William Weatherall Wilkins, direttore della Banca di Credito, Risparmio e Sicurtà, e l’attrice premiata con tre Academy AwardsâMeryl Streep (Florence) nel ruolo di Topsy, l’eccentrica cugina di Mary. Nel film il pubblico incontra dunque tre nuovi bambini Banks, interpretati da Pixie Davies (Miss Peregrine – La Casa dei Ragazzi Speciali), da Nathanael Saleh (Il Trono di Spade) e dall’esordiente Joel Dawson. Angela Lansbury è la Signora dei Palloncini, un personaggio amatissimo presente nei romanzi di P.L. Travers, e Dick Van Dyke presta il volto a Mr. Dawes figlio, direttore ormai in pensione della banca che ora è gestita dal personaggio di Firth.

Il Ritorno di Mary Poppins Contenuti extra, BLU-RAY:

  • Canzone eliminata – “Lo zoo antropomorfo”; – In questa sequenza musicale, Mary Poppins e i piccoli Banks visitano uno zoo molto speciale dove umani e animali si scambiano di posto.
  • La realizzazione praticamente perfetta de Il Ritorno di Mary Poppins– Un viaggio insieme ai creatori e agli attori del film alla scoperta della magica eredità del film originale durante le riprese del sequel.
    • Introduzione – I creatori e gli  attori del film ricordano il primo “Mary Poppins” e condividono l’emozione di lavorare a “Il Ritorno di Mary Poppins”.
    • “Il Cielo su di Noi”– Qui si scopre come il team che ha lavorato al film abbia davvero scavato a fondo nei libri di P. L. Travers per trovare nuove chiavi di lettura nel racconto di un perosnaggio così amato e conosciuto. In più, conosciamo più da vicino i piccoli Banks!
    • “Che Stupendosa Idea!”– Sul set nell’iconico momento dell’entrata in scena di Mary Poppins dal cielo con le musiche originali del film ispirate dai Fratelli Sherman.
    • “Fin Dove Potrà Portarmi?” –Sul set insieme a Dick Van Dyke e Angela Lansbury alle prese con la magica scelta del palloncino giusto.
    • “Vedendo le cose da un nuovo punto di vista”: i numeri musicali de Il Ritorno di Mary Poppins – Dietro le quinte per ammirare i numeri musicali da una nuova angolazione.
    • “Puoi illuminare il mondo a festa” – Guidato da Lin-Manuel Miranda, il cast interpreta il numero musicale più emozionante con lampionai danzanti, interpret in bicicletta e molto altro ancora!
    • “Royal Doulton Music Hall / L’abito non fa il monaco” – Tutto quello che serve per creare due grandiosi numeri musicali all’interno di un mondo animato con tanto di pinguini danzanti!
    • “Sopra-sotto”– Topsy, l’eccentrica cugina di Mary Poppins interpretata da Meryl Streep, vive in una casa insolita che “mette sottosopra” l’intero numero musicale.
    • “Che stupendosa idea!”  – Qui ci si tuffa sotto le bolle con il cast e I creratori del film per scoprire come sia stato realizzato questo incredibile numero musicale.
  • Di nuovo in Viale dei Ciliegi: il ritorno di Dick Van Dyke – Dick Van Dyke, che interpretava lo spazzacamino Bert nel primo film, torna 54 anni dopo in Viale dei Ciliegi nei panni di Mr. Dawes Jr.
  • Papere praticamente perfette – Si può solo andare sempre più in alto con il cast del film e questa selezione di errori, gaffe e veri e propri piccolo disastri sul set.
  • Scene eliminate
    • Salutando Topsy – Dopo aver fatto visita alla cugina Topsy, Mary Poppins e i piccoli Banks fanno una piccola sosta per ripercorrere insieme il passato.
    • “Puoi illuminare il mondo a festa” – Una versione estesa del più grande numero musicale del film.
  • Modalità Sing-Along– La versione sing-along del film per cantare tutti insieme durante la visione.

Il Ritorno di Mary Poppins ESCLUSIVA DIGITALE:

  • Guarda il film con il Commento Audio– È possibile guardare il film con il commenti alle scene del regista Rob Mashall e del produttore John DeLuca.

Il Ritorno di Mary Poppins conquista il box office italiano

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Il Ritorno di Mary Poppins conquista il box office italiano

Il nuovo film Disney Il Ritorno di Mary Poppins conquista il box office italiano e, con un incasso di 6 milioni di Euro, si conferma il film di Natale più atteso sul grande schermo.

“Siamo davvero felici di questo risultato”, ha commentato Daniel Frigo, amministratore delegato di The Walt Disney Company Italia. Il Ritorno di Mary Poppins è un film ricco di magia e di emozioni: una storia completamente nuova e originale che riporta sul grande schermo l’iconica tata che tutti amiamo da sempre e che, ancora una volta, parla al fanciullo che è in noi per aiutarci a ritrovare il senso di meraviglia e di speranza. Vorrei ringraziare tutta la famiglia Disney Italia che durante questo 2018 ha lavorato con grandissimo impegno, e in sinergia con i nostri partner, per garantire il successo di un’offerta a 360 gradi che ha già messo le basi per un 2019 ricco di incredibili e già attesissime novità”.

Il ritorno di Mary Poppins, la recensione

In un’atmosfera ricca di magia, musica e colori, il 20 dicembre Milano ha ospitato l’esclusiva anteprima nazionale. Numerose celebrities hanno sfilato tra gli allestimenti ispirati ai momenti più iconici del film: dal leggendario Viale dei Ciliegi, all’arredamento sopra-sotto del negozio di Topsy, l’eccentrica cugina di Mary Poppins, fino alla vasca da bagno in cui i piccoli Banks si tuffano nella loro prima divertente avventura.

Serena Rossi, che ne Il Ritorno di Mary Poppins è la voce italiana nelle canzoni interpretate dalla tata praticamente perfetta, ha regalato agli ospiti presenti in sala un’emozionante interpretazione con un medley di brani tratti dalla colonna sonora del film.

Il ritorno di Draco da parte di Tom Felton segna la reunion di Harry Potter: ecco tre generazioni di Malfoy!

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Quattordici anni dopo l’uscita dell’ultimo film di Harry Potter, le star Tom Felton e Jason Isaacs si sono riunite a New York per Harry Potter e la Maledizione dell’Erede. I due attori hanno interpretato rispettivamente il figlio e il padre nell’iconica saga fantasy, con Felton presente in tutti gli otto film di Harry Potter e Isaacs al suo debutto ne La Camera dei Segreti. Da allora, Felton ha recitato in numerosi film, tra cui L’alba del pianeta delle scimmie. Ora, dopo tutti questi anni, torna a vestire i panni di Draco Malfoy per riprendere il personaggio nella pièce teatrale di Broadway Harry Potter e la Maledizione dell’Erede.

Pochi giorni dopo il suo debutto a Broadway, Felton si è riunito al padre sullo schermo dopo che Isaacs si è fermato al Lyric Theatre per vederlo interpretare una versione adulta di Draco in Harry Potter e la Maledizione dell’Erede, il sequel ambientato 19 anni dopo Harry Potter e i Doni della Morte.

Isaacs ha condiviso una foto su Instagram in cui posava con Felton sul palco del Lyric accanto ad Aidan Close, che interpreta Scorpius Malfoy, il figlio di Draco, nello spettacolo. L’attore di Star Trek: Discovery ha aggiunto una didascalia che diceva: “Sono venuto. Ho visto. Lui ha vinto”.

L’attore di Lucius ha detto che Felton aveva i suoi “grandi stivali da riempire” e che li “ha fatti scoppiare”, aggiungendo di essere orgoglioso del figlio sullo schermo e di essere davvero felice di essere lì per vedere l’ultimo successo di Felton. Ha aggiunto un hashtag umoristico, “#BlondesHaveMoreFun”, riferendosi al fatto che entrambi i loro personaggi di Harry Potter hanno i capelli biondi. Ha incluso altre foto nel post di Instagram, tra cui una che mostra lui e Felton in un abbraccio enorme.

Nella sezione commenti, Felton ha risposto al post di Isaacs, ringraziando il suo “papà” per essere venuto allo show e aggiungendo: “Non sono mai stato così orgoglioso di essere un Malfoy“. Ha iniziato la sua tournée limitata in La Maledizione dell’Erede l’11 novembre. Inizialmente avrebbe dovuto concludersi il 22 marzo 2026, ma a causa dell’elevata richiesta, la sua tournée è stata estesa al 10 maggio 2026.

Harry Potter e la Maledizione dell’Erede ha debuttato nel West End nel 2016 ed è arrivato a Broadway nel 2018, dove ha vinto numerosi Tony Awards, tra cui Miglior Opera, Miglior Regia, Miglior Scenografia, Migliori Costumi, Miglior Design Luci e Miglior Sound Design.

Sebbene i fan più accaniti di Harry Potter abbiano riservato allo spettacolo reazioni contrastanti, La Maledizione dell’Erede ha ricevuto elogi travolgenti da parte del pubblico e della critica. Senza contare le riprese girate per i parchi a tema, Felton è il primo attore dei film di Harry Potter a riprendere il suo ruolo, e non sarà l’ultimo. Warwick Davis, che ha interpretato il Professor Vitious e Unci-Unci nei film, tornerà per la serie TV di Harry Potter nei panni del professore di Incantesimi.

Sembra che Isaacs sia il primo membro del cast dei film ad assistere all’interpretazione di Felton. Tuttavia, Daniel Radcliffe, che ha interpretato il personaggio principale, ha dato a Felton dei consigli prima del suo debutto a Broadway, dato che ha una vasta esperienza come protagonista a Broadway in spettacoli come Equus, Come avere successo negli affari senza davvero provarci, The Cripple of Inishmaan, The Lifespan of a Fact e Merrily We Roll Along.

La riunione di Isaac con Felton e gli elogi che ha rivolto all’attore di Harry Potter testimoniano il forte legame che si sono formati nel corso dei diversi anni trascorsi a girare i film.

Il Ritorno di Casanova: primo ciak per il nuovo film di Gabriele Salvatores

Sono iniziate le riprese del nuovo film del Premio Oscar Gabriele Salvatores “Il Ritorno di Casanova”, interpretato da Toni Servillo, Fabrizio Bentivoglio e Sara Serraiocco. Liberamente tratto dal romanzo di Arthur Schnitzler, il film è scritto da Umberto Contarello, Sara Mosetti e Gabriele Salvatores.

Il film narra la storia di un affermato regista italiano che, restio ad accettare lo scorrere del tempo, decide di raccontare il Casanova nel suo ultimo film. Durante le riprese si accorgerà di essere molto simile al personaggio che mette in scena, anche più di quanto potesse immaginare.  Nel cast inoltre Natalino Balasso, Alessandro Besentini e Bianca Panconi.

“Il Ritorno di Casanova” è prodotto da Indiana Production con RAI Cinema, BA.BE Productions ed EDI Effetti Digitali Italiani, produttore associato 3 Marys Entertainment, con il sostegno della Regione del Veneto concesso nell’ambito dell’Azione 3.3.2 del POR FESR 2014-2020 a favore della produzione cinematografica, e grazie al supporto della Veneto Film Commission, e in associazione con BPER Banca S.p.A. ai sensi delle norme del tax credit.

Le riprese si svolgeranno tra Veneto e Lombardia e dureranno 9 settimane. Il film uscirà nel 2022 e sarà distribuito da 01 Distribution.

Il Ritorno di Casanova: al via le riprese del nuovo film di Gabriele Salvatores

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Sono iniziate le riprese del nuovo film del Premio Oscar Gabriele Salvatores Il Ritorno di Casanova, interpretato da Toni Servillo, Fabrizio Bentivoglio e Sara Serraiocco. Liberamente tratto dal romanzo di Arthur Schnitzler, il film è scritto da Umberto Contarello, Sara Mosetti e Gabriele Salvatores.

Il film narra la storia di un affermato regista italiano che, restio ad accettare lo scorrere del tempo, decide di raccontare il Casanova nel suo ultimo film. Durante le riprese si accorgerà di essere molto simile al personaggio che mette in scena, anche più di quanto potesse immaginare.  Nel cast inoltre Natalino Balasso, Alessandro Besentini e Bianca Panconi.

Il Ritorno di Casanova è prodotto da Indiana Production con RAI Cinema, BA.BE Productions ed EDI Effetti Digitali Italiani, produttore associato 3 Marys Entertainment, con il sostegno della Regione del Veneto concesso nell’ambito dell’Azione 3.3.2 del POR FESR 2014-2020 a favore della produzione cinematografica, e grazie al supporto della Veneto Film Commission, e in associazione con BPER Banca S.p.A. ai sensi delle norme del tax credit.

Le riprese di Il Ritorno di Casanova si svolgeranno tra Veneto e Lombardia e dureranno 9 settimane. Il film uscirà nel 2022 e sarà distribuito da 01 Distribution.

Il Ritorno di Casanova, recensione del film di Gabriele Salvatores

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Da sempre autore che cambia pelle e cambia prospettiva nelle storie che racconta, Gabriele Salvatores porta al cinema Il Ritorno di Casanova, basandosi sull’omonimo romanzo di Arthur Schnitzler e portando avanti un meta-racconto in cui si segue la storia di un adattamento della storia stessa, in un gioco continuo di rimandi, riferimenti e specchi, in cui l’arte e la vita mostrano il loro rapporto più intimo e la loro intrinseca natura conflittuale, che non sempre è facile gestire.

Il Ritorno di Casanova – il racconto della realizzazione di un adattamento

Leo Bernardi è un affermato e acclamato regista alla fine della sua carriera, che non ha alcuna intenzione di accettare il suo lento declino. Per la sua ultima opera, Leo ha scelto di raccontare il Casanova di Arthur Schnitzler, un personaggio incredibilmente simile a lui, più di quanto lui stesso possa immaginare. Quello raccontato da Schnitzler è un Casanova che ha ormai superato la sua gioventù, i tempi di gloria sono andati: non ha più il suo fascino e il suo potere sulle donne, non ha più un soldo in tasca, non ha più voglia di girare l’Europa. Dopo anni di esilio, ha un solo obiettivo: tornare a Venezia, casa sua. Non è un caso se Leo Bernardi abbia deciso di raccontare questa storia proprio adesso, in un momento cruciale della sua vita e della sua carriera. Le inquietudini e i dubbi dei due sono incredibilmente simili. È più importante il Cinema o la Vita? Continuare a recitare il proprio personaggio o lasciarsi andare alle sorprese che la Vita ti propone?

Il tempo che tutto porta via con sé

Gabriele Salvatores realizza un film semplice nella sua immediatezza eppure ricco di riflessioni, principalmente su quello che vuol dire lo scorrere del tempo per chi si lega a una immagine di sé che poi questo tempo stesso porta via. E così il personaggio interpretato da Toni Servillo e quello interpretato doppiamente da Fabrizio Bentivoglio sono metaforicamente (me neanche troppo), l’uno lo specchio dell’altro e forse, se non del regista che ha sottolineato il fatto che il film non parla della sua vita, di chiunque abbia fatto della finzione la sua vita e di come lo scorrere del tempo porta via quell’unico talento che in giovinezza ci ha definiti.

Dopotutto Bernardi è un regista e, come Casanova, anch’egli è un affabulatore, un seduttore che prova ad aggrapparsi agli ultimi scampoli di vita che gli si parano, inaspettati davanti, senza però voler rinunciare a trucchi e belletti, ora più necessari che mai, di fronte a un corpo che viene naturalmente meno.

Il Ritorno di Casanova – Non un comeback ma un homecoming

Il Ritorno di Casanova non è dunque un ritorno come quello a cui assistiamo nei film di Supereroi, non abbiamo di fronte un eroe che torna in azione, ma una vecchia maschera che ritorna a casa. Più che un comeback è un homecoming, in cui si cerca in tutti i modi di far pace con l’inesorabilità del tempo e della finzione, che ad un certo punto ci chiedono il conto, tornando a riposarsi, per riposare (o morire?) Nel luogo che ha visto esplodere le nostre facoltà, le stesse che ci hanno finiti e che ora non esistono più. Casanova perde il suo fascino, così come Bernardi la sua capacità di parlare al suo tempo con i suoi film, e così il suo blocco creativo, la sua incapacità a finire il suo film si sblocca soltanto quando il desiderio di vita supera finalmente il desiderio di arte.

Per i personaggi di Salvatores sembra un conflitto irrisolvibile ed escludente, ma la verità è sempre nel mezzo, nell’equilibrio e nell’impulso primordiale alla sopravvivenza che ci fa sempre trovare la forza. Di tornare a casa, appunto, o di finire un film, di abbracciare la novità, di lasciarsi andare, di capirsi, e finalmente accettare che anche il tempo che è passato ha fatto il suo lavoro e ci ha resi persone diverse, non necessariamente peggiori, ma con gli strumenti per far fronte alla contemporaneità che vivono, senza rimpiangere il passato.

Una biografia del tempo che passa

Il Ritorno di Casanova si impregna così di molteplici significati, di possibilità di letture, di spazio per una riflessione che, sebbene non sia supportata adeguatamente da diverse ingenuità di messa in scena, ha una profonda onestà intellettuale, una chiarezza di intendi e una trasparenza invidiabile nel cinema contemporaneo.

Il ritorno di Casanova, il trailer del nuovo film di Gabriele Salvatores

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Ecco il trailer ufficiale di Il ritorno di Casanova, il nuovo film di Gabriele Salvatores con Toni Servillo, Fabrizio Bentivoglio e Sara Serraiocco.

Liberamente tratto dal romanzo di Arthur Schnitzler, e scritto da Umberto Contarello, Sara Mosetti e Gabriele Salvatores, Il ritorno di Casanova narra la storia di un affermato regista italiano che, restio ad accettare lo scorrere del tempo, decide di raccontare il Casanova nel suo ultimo film. Durante le riprese si accorgerà di essere molto simile al personaggio che mette in scena, anche più di quanto potesse immaginare. Fanno parte del cast anche Natalino Balasso, Alessandro Besentini e Bianca Panconi.

Il film è prodotto da Indiana Production con Rai CinemaBa.Be Productions ed Edi Effetti Digitali Italiani, in collaborazione con 3Marys Entertainment, in associazione con BPER ai sensi delle norme del Tax Credit, con il contributo della Regione Veneto e della Veneto Film Commission. Dopo l’anteprima al Bif&st, il film sarà in sala dal 30 marzo, distribuito da 01 Distribution.

Sarà Il ritorno di Casanova ad inaugurare al Teatro Petruzzelli, il 25 marzo, la quattordicesima edizione del Bif&st in programma a Bari dal 24 marzo (pre-apertura al Teatro Kursaal) al 1° aprile.

La trama – Il ritorno di Casanova

Leo Bernardi è un affermato e acclamato regista alla fine della sua carriera, che non ha alcuna intenzione di accettare il suo lento declino. Per la sua ultima opera, Leo ha scelto di raccontare il Casanova di Arthur Schnitzler, un personaggio incredibilmente simile a lui, più di quanto lui stesso possa immaginare. Quello raccontato da Schnitzler è un Casanova che ha ormai superato la sua gioventù, i tempi di gloria sono andati: non ha più il suo fascino e il suo potere sulle donne, non ha più un soldo in tasca, non ha più voglia di girare l’Europa. Dopo anni di esilio, ha un solo obiettivo: tornare a Venezia, casa sua. Nel suo viaggio verso casa, Casanova conosce una ragazza, Marcolina, che riaccende una fame di conquista che non sentiva da anni.  Nel tentativo di sedurla, Casanova arriverà alla più tragica delle conclusioni: è diventato vecchio.
Non è un caso se Leo Bernardi abbia deciso di raccontare questa storia proprio adesso, in un momento cruciale della sua vita e della sua carriera. Le inquietudini e i dubbi dei due sono incredibilmente simili. È più importante il Cinema o la Vita? Continuare a recitare il proprio personaggio o lasciarsi andare alle sorprese che la Vita ti propone?

Il ritorno di Casanova, il nuovo film di Gabriele Salvatores inaugura il Bif&st

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Sarà Il ritorno di Casanova, il nuovo film di Gabriele Salvatores con Toni Servillo, Fabrizio Bentivoglio e Sara Serraiocco ad inaugurare al Teatro Petruzzelli, il 25 marzo, la quattordicesima edizione del Bif&st in programma a Bari dal 24 marzo (pre-apertura al Teatro Kursaal) al 1° aprile. Prima della proiezione in anteprima assoluta del film, il Premio Oscar Salvatores riceverà dalle mani di un altro Premio Oscar, Volker Schlöndorff, il Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence, mentre al mattino, sempre al Petruzzelli, incontrerà il pubblico al termine della proiezione di uno dei suoi film più apprezzati, “Nirvana”.

«Sono particolarmente felice e onorato di inaugurare il Bif&st col mio ultimo film IL RITORNO DI CASANOVA che verrà proiettato al Teatro Petruzzelli di Bari. Sono contento per molte ragioni: perché il Bif&st è un festival che si tiene in una regione del Sud (sono napoletano!) e in una splendida città che amo; perché il Petruzzelli, dove ho recitato da giovane, è uno dei più bei teatri italiani; perché molti degli attori del film, a cominciare da Toni Servillo, Fabrizio Bentivoglio ed Elio De Capitani vengono dal teatro e perché il povero, vecchio Casanova, che senz’altro era un attore, si merita una cornice così bella! Ringrazio di cuore, quindi, tutti quelli che hanno voluto e permesso questo evento e non vedo l’ora di vedere il mio film in sala con un pubblico vero!» Gabriele Salvatores

Liberamente tratto dal romanzo di Arthur Schnitzler, e scritto da Umberto Contarello, Sara Mosetti e Gabriele Salvatores, IL RITORNO DICASANOVA narra la storia di un affermato regista italiano che, restio ad accettare lo scorrere del tempo, decide di raccontare il Casanova nel suo ultimo film. Durante le riprese si accorgerà di essere molto simile al personaggio che mette in scena, anche più di quanto potesse immaginare. Fanno parte del cast anche Natalino Balasso, Alessandro Besentini e Bianca Panconi.

Il film è prodotto da Indiana Production con Rai CinemaBa.Be Productions ed Edi Effetti Digitali Italiani, in collaborazione con 3Marys Entertainment, in associazione con BPER ai sensi delle norme del Tax Credit, con il contributo della Regione Veneto e della Veneto Film Commission. Dopo l’anteprima al Bif&st, il film sarà in sala dal 30 marzo, distribuito da 01 Distribution.

Il ritorno di Casanova, ecco il poster del nuovo film di Gabriele Salvatores

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Ecco il poster ufficiale di Il ritorno di Casanova, il nuovo film di Gabriele Salvatores con Toni Servillo, Fabrizio Bentivoglio e Sara Serraiocco.

Liberamente tratto dal romanzo di Arthur Schnitzler, e scritto da Umberto Contarello, Sara Mosetti e Gabriele Salvatores, Il ritorno di Casanova narra la storia di un affermato regista italiano che, restio ad accettare lo scorrere del tempo, decide di raccontare il Casanova nel suo ultimo film. Durante le riprese si accorgerà di essere molto simile al personaggio che mette in scena, anche più di quanto potesse immaginare. Fanno parte del cast anche Natalino Balasso, Alessandro Besentini e Bianca Panconi.

Il film è prodotto da Indiana Production con Rai CinemaBa.Be Productions ed Edi Effetti Digitali Italiani, in collaborazione con 3Marys Entertainment, in associazione con BPER ai sensi delle norme del Tax Credit, con il contributo della Regione Veneto e della Veneto Film Commission. Dopo l’anteprima al Bif&st, il film sarà in sala dal 30 marzo, distribuito da 01 Distribution.

Sarà Il ritorno di Casanova ad inaugurare al Teatro Petruzzelli, il 25 marzo, la quattordicesima edizione del Bif&st in programma a Bari dal 24 marzo (pre-apertura al Teatro Kursaal) al 1° aprile.

La trama – Il ritorno di Casanova

Leo Bernardi è un affermato e acclamato regista alla fine della sua carriera, che non ha alcuna intenzione di accettare il suo lento declino. Per la sua ultima opera, Leo ha scelto di raccontare il Casanova di Arthur Schnitzler, un personaggio incredibilmente simile a lui, più di quanto lui stesso possa immaginare. Quello raccontato da Schnitzler è un Casanova che ha ormai superato la sua gioventù, i tempi di gloria sono andati: non ha più il suo fascino e il suo potere sulle donne, non ha più un soldo in tasca, non ha più voglia di girare l’Europa. Dopo anni di esilio, ha un solo obiettivo: tornare a Venezia, casa sua. Nel suo viaggio verso casa, Casanova conosce una ragazza, Marcolina, che riaccende una fame di conquista che non sentiva da anni.  Nel tentativo di sedurla, Casanova arriverà alla più tragica delle conclusioni: è diventato vecchio.
Non è un caso se Leo Bernardi abbia deciso di raccontare questa storia proprio adesso, in un momento cruciale della sua vita e della sua carriera. Le inquietudini e i dubbi dei due sono incredibilmente simili. È più importante il Cinema o la Vita? Continuare a recitare il proprio personaggio o lasciarsi andare alle sorprese che la Vita ti propone?

Il ritorno di Anchorman

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Il ritorno di Anchorman

A otto anni dall’uscita di Anchorman – La leggenda di Ron Burgundy ecco l’annuncio di un suo sequel arrivare direttamente dalla bocca dell’attore protagonista,

Il ritorno di Alexander Payne

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Il regista e sceneggiatore Alexander Pyane ha scelto il progetto che seguirà  “The Descendants” il suo ritorno dopo la lunga pausa seguita a “Sideways” del 2004: si tratta di  “Nebraska” , che verrà girato in bianco e nero e si incentrerà sulla figura di un vecchio padre alcolizzato; attualmente si sta cercando un attore ‘maturo’ che interpreti il ruolo del protagonista. Nel frattempo, si conosce già il progetto successivo: come scrive Collider, sarà l’adattamento della graphin novel “Wilson” di Daniel Clowes, che  avrà come protagonista un ‘misantropo’ di mezza età che dopo la morte del padre tenta di riallacciare i rapporti con la ex moglie e la figlia che non ha mai conosciuto;  Fox Searchlinght ha acquistato i diritti della graphic novel originarie pensando esplicitamente a Payne per la regia.  La sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Clowes e il film verrà girato ad Oakland.

Il ritorno dello Jedi : sei foto inedite dal backstage!

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Il ritorno dello Jedi : sei foto inedite dal backstage!

Sono state pubblicate, dal blog tematico del sito Badtaste, sei immagini inedite dal dietro le quinte di Star Wars: Episodio VI.

Ecco le foto in cui possiamo vedere gli amati protagonisti del film Harrison Ford, Carrie Fisher e Mark Hamill in compagnia di George Lucas:

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il ritorno dello jedi backstage 2

il ritorno dello jedi backstage 3

il ritorno dello jedi backstage 4

backstage 6

backstage 5

Vi ricordiamo che il primo film uscirà al cinema nel 2015, per la regia di J.J. Abrams, basato su una sceneggiatura di Michael Arndt. Per tutte le notizie sulla nuova trilogia targata Disney vi segnaliamo il nostro speciale: Star Wars. La scheda del film: Star Wars: Episodio VII.

Il ritorno della serie di Stephen King è talmente ambizioso che ha già riscritto un iconico cattivo

Con It: Welcome to Derry, HBO non si è limitata a realizzare un semplice prequel dedicato all’universo creato da Stephen King. La serie ha infatti ampliato in modo significativo la mitologia di Pennywise, introducendo nuovi elementi che modificano la percezione del celebre antagonista e aprono scenari completamente inediti per il futuro del franchise. Dopo il successo della prima stagione, accolta positivamente da pubblico e critica, appare evidente che l’obiettivo degli autori sia molto più ambizioso: costruire una narrazione capace di espandere il mondo di IT ben oltre quanto raccontato nei romanzi e nei film.

Negli ultimi anni gli adattamenti televisivi delle opere di Stephen King hanno vissuto una vera rinascita. Serie come The Outsider, Mr. Mercedes e 22.11.63 hanno dimostrato come le sue storie possano funzionare anche sul piccolo schermo, ma It: Welcome to Derry sembra voler fare un passo ulteriore, trasformando il mito di Pennywise in qualcosa di ancora più complesso. Il finale della prima stagione introduce infatti un dettaglio destinato a cambiare radicalmente il modo in cui il pubblico interpreta il personaggio.

Questa scelta rappresenta anche un cambio di prospettiva importante. Pennywise non è più soltanto una creatura antichissima che si nutre della paura dei bambini, ma un’entità cosmica con capacità che i precedenti adattamenti avevano soltanto suggerito. La serie, in questo senso, amplia il materiale originale senza contraddirlo apertamente, lasciando intuire che il vero potenziale dell’antagonista sia molto più vasto di quanto visto finora.

Pennywise conosce già il proprio destino e la serie rivoluziona la sua mitologia

Uno degli aspetti più sorprendenti della prima stagione riguarda proprio il modo in cui viene approfondita la figura di Pennywise. La serie racconta con maggiore precisione il suo arrivo sulla Terra, mostra come l’entità sia stata affrontata da diverse generazioni nel corso dei secoli e spiega persino perché abbia assunto l’iconico aspetto del clown. Secondo la nuova versione della storia, infatti, Pennywise avrebbe preso ispirazione da Bob Gray, un vero clown locale, trasformandone l’immagine in uno dei simboli del terrore più riconoscibili della narrativa horror.

Anche altri elementi della mitologia vengono rivisitati. La serie offre una nuova interpretazione del personaggio di Mrs. Kersh e approfondisce il rapporto tra il male soprannaturale e gli abitanti di Derry, suggerendo come l’influenza di Pennywise sia molto più radicata nella storia della città rispetto a quanto mostrato nei film.

La rivelazione più importante arriva però nel finale della stagione. La serie suggerisce infatti che Pennywise non percepisca il tempo in maniera lineare come gli esseri umani. Per lui passato, presente e futuro sembrano convivere contemporaneamente. Questo significa che la creatura sarebbe già consapevole degli eventi che porteranno, molti anni dopo, Richie Tozier e il Club dei Perdenti a sconfiggerla.

Proprio questa consapevolezza spingerebbe Pennywise a tentare di modificare il corso della storia eliminando gli antenati dei futuri protagonisti. È una novità che non contraddice apertamente il romanzo di Stephen King — dove Pennywise è descritto come un’entità extradimensionale — ma che porta finalmente sullo schermo implicazioni che il libro e i film avevano soltanto accennato.

L’universo di IT potrebbe trasformarsi in una storia tra horror cosmico e fantascienza

La nuova interpretazione del personaggio apre inevitabilmente la porta a un’evoluzione del franchise. Se Pennywise esiste realmente al di fuori del tempo, allora il conflitto contro di lui non riguarda più soltanto la cittadina di Derry, ma assume una dimensione quasi cosmica. L’orrore psicologico tipico delle opere di Stephen King potrebbe così intrecciarsi con elementi di fantascienza, creando una narrazione molto più ampia rispetto al passato.

Naturalmente questa scelta introduce anche interrogativi complessi. Se Pennywise conosce già il proprio futuro, perché non riesce a evitarlo? Fino a che punto può modificare gli eventi? E soprattutto, quanto è realmente libero di intervenire nelle varie linee temporali? Sono domande che la prima stagione lascia volutamente aperte e che potrebbero diventare il cuore della narrazione futura.

Secondo le indiscrezioni, la seconda stagione vedrà anche il coinvolgimento di Baran bo Odar e Jantje Friese, creatori della serie Dark, tra gli autori della writers’ room. Se confermato, sarebbe un indizio significativo sulla direzione narrativa scelta da HBO. Dark è considerata una delle opere più sofisticate dedicate ai paradossi temporali e il loro contributo potrebbe aiutare a sviluppare in maniera coerente tutte le implicazioni introdotte dal finale della prima stagione.

Se questa strada verrà realmente percorsa, It: Welcome to Derry potrebbe trasformarsi non solo in uno dei migliori adattamenti televisivi di Stephen King, ma anche in un progetto capace di ridefinire completamente il mito di Pennywise, rendendolo ancora più inquietante e imprevedibile di quanto fosse già nei romanzi e nei film.

Il ritorno del Grinch

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Il ritorno del Grinch

Il GrinchDopo il grande successo del 2000 diretto da Ron Howard con uno scoppiettante Jim Carrey, quella famelica palla di pelo verde del Grinch torna sul grande schermo

Il ritorno del franchise di Venerdì 13 è stato svelato con le prime immagini di Crystal Lake

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Jason è tornato (in un certo senso) nell’attesissima serie prequel di Venerdì 13, Crystal Lake, e Peacock ha appena rivelato nuove immagini del film. Finora sono stati distribuiti dodici film di Venerdì 13, l’ultimo dei quali è il reboot del 2009. Il franchise è rimasto inattivo da allora, ma 17 anni dopo, Peacock riporta in vita Jason con la serie prequel Crystal Lake.

Peacock ha svelato tre prime immagini di Crystal Lake. La prima mostra un braccio che brandisce un coltello insanguinato, mentre la seconda rivela un molo sul lago omonimo avvolto nella nebbia. Nell’ultima foto, due corpi giacciono in una posizione compromettente in quello che sembra essere un capannone per barche.

Date un’occhiata alle prime immagini di Crystal Lake qui sotto:

Il primo film di Venerdì 13 uscì nel 1980 e all’epoca ricevette recensioni perlopiù negative, oltre a due nomination ai Razzie come Peggior Film e Peggior Attrice Non Protagonista (Betsy Palmer).

Tuttavia, il film, incentrato sull’omicidio di alcuni animatori di un campeggio da parte di un misterioso killer, fu un successo al botteghino, incassando 60 milioni di dollari. Le reazioni al film sono diventate più positive nel tempo e il suo punteggio attuale su Rotten Tomatoes è del 69% da parte della critica, con un punteggio del pubblico del 60%.

Il film del 1980 fu fondamentale per la creazione del modello per i futuri film slasher, e il primo sequel, Venerdì 13 Parte 2, uscì un anno dopo. Negli anni ’80 uscirono altri cinque sequel: Venerdì 13 parte III, Venerdì 13: capitolo finale, Venerdì 13: un nuovo inizio, Venerdì 13 parte VI: Jason vive, Venerdì 13 parte VII: Il sangue nuovo e Venerdì 13 parte VIII: Jason prende Manhattan.

Dopo che il film del 1993 Jason va all’inferno: l’ultimo venerdì divenne uno dei capitoli con i minori incassi del franchise, con soli 16 milioni di dollari, un altro film di Venerdì 13 non venne distribuito fino a nove anni dopo. Nonostante gli incassi deludenti di Jason X, la New Line ha deciso di realizzare un crossover un anno dopo, in cui Jason Voorhees si scontrava con Freddy Krueger di Nightmare – Dal profondo della notte, un altro iconico cattivo del cinema. Freddy vs. Jason ha incassato 116 milioni di dollari, ma la Warner Bros. ha impiegato del tempo per rilanciare il franchise di Venerdì 13 con il reboot del 2009, che si è rivelato un successo con incassi di 92 milioni di dollari.

Ora Peacock, A24 e il creatore Brad Caleb Kane portano Jason sul piccolo schermo con il prequel Crystal Lake, che vede Linda Cardellini nei panni della madre di Jason, Pamela Voorhees, e Callum Vinson in quelli di una versione più giovane di Jason. Tra gli altri membri del cast figurano William Catlett, Devin Kessler, Cameron Scoggins, Gwendolyn Sundstrom, Nick Cordileone, Joy Suprano, Danielle Kotch, Christopher Denham e Phoenix Parnevik.

Le riprese di Crystal Lake si sono svolte nella seconda metà del 2025 nel New Jersey. Non è ancora stata annunciata una data di uscita, ma la serie debutterà nel corso del 2026.

Il ritorno del cavaliere oscuro: i Funko che celebrano il 30esimo anniversario

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In occasione del 30esimo anniversario de Il ritorno del cavaliere oscuro di Frank Miller, è stata diffusa una serie speciale di Funko POP! Vynil. Potete vederla di seguito:

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Ci sono diversi modelli di Batman oltre al Joker e a Carrie Kelly nei panni di Robin. I modellini saranno disponibili alla vendita il prossimo mese. Il ritorno del cavaliere oscuro

Oltre al film sulla Justice League, al momento in lavorazione, vedremo di nuovo Batman in azione sul grande schermo nel film soloche vedrà la partecipazione di Ben Affleck nei panni del protagonista ma anche in quelli di regista e produttore, al fianco di John Geoff.

Il ritorno dei morti viventi: recensione del film di Dan O’Bannon

Anno: 1985 Regia: Dan O’Bannon Cast: Clu Gulager, James Caren, Don Calfa, Thorn Mathews, Beverly Randolph, Linnea Quigley

Trama: Il giovane Freddy è al primo giorno di lavoro per una società che si occupa di raccogliere e distribuire cadaveri a scopo di studio ed esperimenti per università e ricerche scientifiche; qui, il responsabile del magazzino gli racconta una strana storia, secondo cui la vicenda raccontata nel film La notte dei morti viventi nasceva da una storia vera, e che alcuni di quei cadaveri ambulanti sono stati ibernati e immagazzinati lì… un incidente finirà per rimettere in circolazione gli zombie, liberando inoltre un gas, che ricadendo a terra assieme alla pioggia, ne farà risuscitare altri, nel vicino cimitero. A farne le spese sarà un gruppo di punk, riunitisi lì per un festino a base di musica e sesso.

Analisi: Nella lunga e fertile storia dei film dedicati ai cadaveri ambulanti, Il Ritorno dei Morti Viventi si ritaglia uno spazio particolare: un prodotto che omaggia il genere, senza troppe pretese, ma premendo spesso e volentieri il pedale dell’ironia. La regia, per cui era inizialmente previsto Tobe Hooper, passa poi ad un navigato mestierante come Dan O’Bannon, collaboratore di Carpenter ai tempi Dark Star,  con una partecipazione agli effetti speciali di Guerre Stellari e alla sceneggiatura tra gli altri di Alien e Atto di Forza.

Il cast è composto di attori di seconda fila, che appartengono alla folta schiera dei caratteristi per cinema e tv, tutti con svariate apparizioni all’attivo: tra questi, Clu Gulager, Don Calfa, James Caren; a farsi notare più di tutti è però Linna Quigley, reginetta dell’horror di serie B a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, qui  tra l’altro protagonista di un  memorabile spogliarello tra le lapidi del cimitero.

Il film, che conta su effetti speciali e make up più che discreti, considerando il budget a disposizione, introduce alcune novità che forse snaturano un po’ i cardini del genere: i corpi ad esempio continuano a muoversi anche dopo la decapitazione e, forse per la prima volta, i cadaveri riescono ad esprimersi in un linguaggio comprensibile, oltre ad essere affamati, più che di generica carne umana, di cervelli.

Menzione d’onore per una colonna sonora di prim’ordine, infarcita di brani garage punk di band come Cramps, Damned e 45 Grave e che può contare anche sulla presenza di Rocky Erickson, fondatore degli psichedelici 13th Floor Elevator.

Il Ritorno dei Morti Viventi godè di un buon successo in patria, ricevendo discreti apprezzamenti anche dalla critica, tanto da generarne due sequel, che peraltro con l’originale hanno avuto ben poco a che fare, destinati esclusivamente al mercato dell’home video; in Italia passò invece  quasi del tutto inosservato, uscendo come riempitivo estivo, oltretutto vietato ai minori di 18 anni.  Un gioellino da recuperare, anche se solo per i cultori del genere.

Il Rito: recensione del film con Anthony Hopkins

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Il Rito: recensione del film con Anthony Hopkins

Il Rito è un horror nel mondo degli esorcisti che uscirà in Italia l’11 Marzo. La storia è ispirata alle esperienze reali (per il Vaticano e per chi ci crede) raccontate nel libro, dall’omonimo titolo, di Matt Baglio.

Il protagonista, Michael Kovak (Colin O’Donoghue) è un seminarista combattuto tra scetticismo e desiderio di fede. Viene mandato a Roma per formarsi come esorcista e qui conosce Padre Lucas (Anthony Hopkins) che lo porterà a tastare con mano la presenza del maligno. E’ difficile evitare, durante la visione di Il Rito, che il pensiero non vada a The Exorcist (L’Esorcista) di William Friedkin, il suo avo famoso del ’73, e alla sua stirpe fatta di prequel, sequel e versioni integrali fatte per rinnovarne i fasti con le generazioni future di giovani spettatori desiderosi di volti satanici e corpi che si contraggono. Il regista Mikael Håfström (suo, 1408, horror diretto nel 2007)  si confronta quindi con un film di genere i cui stilemi sono ormai ben marcati. Sembra saperlo e in alcuni momenti si concede opportuni spunti ironici che hanno anche il pregio di cercare costruzioni di climax attraverso vie leggermente più insolite.

Inevitabile però l’ortodossia ai più consolidati cliché soprattutto nei momenti risolutivi della fine, complice una sceneggiatura per nulla originale fondata su un esile messaggio di fede (che molto ricorda il Mel Gibson di Signs, diretto da M. Night Shyamalan nel 2002 ). Il tutto è scandito da una schematica strutturazione didascalica. Ortodossia al genere e ortodossia al contenuto, in Il Rito,  sono freni all’immedesimazione con il paranormale (dimensione in cui un mondo trasfigurato aiuta molto) ancor più per un pubblico italiano: l’ambientazione romana (esotica, forse, per gli americani) con annesse comparse che si esprimono in idioma romanesco (questo nella versione con audio originale; starà al lavoro di doppiaggio scegliere la via da seguire) strappano sorrisi. Del resto spesso gli horror dividono la sala tra quelli che sorridono e quelli che si coprono gli occhi. Un altro buon motivo per vedere Il Rito in lingua originale è l’interpretazione di Anthony Hopkins nel ruolo di Padre Lucas. Il suo personaggio è interessante. Ha un animo giocoso e ironico che usa come arma contro il Male con cui si confronta.

Molti dei meriti sono però proprio di Hopkins (scherzoso, cupo, demoniaco) che riesce a dare spessore e umanità al suo ruolo e a salvare le troppe banalità di Il Rito. Padre Lucas poteva essere l’ennesimo elemento anonimo e invece, nell’interpretazione di Hopkins, risolleva le infantili argomentazioni dello sceneggiatore  Michael Petroni che si confronta, in modo superficiale, con il controverso legame tra bene e male. Per fortuna l’Hannibal Lecter per antonomasia con le sfumature del male ha già avuto confidenza proprio con un altro cult capostipite di seguiti: Il silenzio degli innocenti (Johnatan Demme, 1991 ).

Colin O’Donoghue (Proof, 2005) nel ruolo del protagonista è, al contrario, chiuso in una scarsa espressività. Il personaggio di Michael Kovac risulta piatto e privo di sfaccettature anche nella sua crisi mistica molto schematizzata. Alice Braga (Predators , 2010) ha il ruolo di Angelina, la giornalista scettica che si rispecchia nei dubbi di Michael. Risulta altrettanto anonima, ma nel suo caso molto più per demeriti della sceneggiatura che la relega a personaggio puramente accessorio. Di certo Il Rito non è un film memorabile ( come spesso accade per i film di genere ) ma un buon Hopkins e l’ortodossia al genere lo rendono adatto ad una serata poco impegnata tra amici, magari divisi tra chi si fa qualche risata e chi si copre gli occhi.

Il rito: la vera storia dietro il film horror con Anthony Hopkins

Il cinema ha più volte tratto ispirazione dalle storie di possessioni ed esorcismi per i film horror. Sono numerosi i celebri titoli a riguardo, da L’esorcista a The Prodigy – Il figlio del male. Un altro titolo tanto affascinante quanto controverso appartenente a questa tipologia di opere è Il rito (qui la recensione), diretto nel 2011 dallo svedese Mikael Håfström, regista ricordato in particolare per gli horror Drowning Ghost – Oscure presenze e 1408. Rispetto a questi, con Il rito Håfström affronta però un tema particolarmente più spaventoso in quanto legato a vicende e testimonianze reali.

Il film è infatti ispirato al saggio semibiografico Il rito. Storia vera di un esorcista di oggi, del giornalista italoamericano Matt Baglio. Divenuto un vero e proprio caso editoriale, il libro ha rapidamente suscitato l’interesse degli studios hollywoodiani, con la New Line Cinema e la Warner Bros. che ne hanno poi acquistato i diritti per realizzare un film su di esso basato. Questo venne dunque realizzato a partire da fatti concreti e non dalla pura immaginazione. La partecipazione di Baglio e di veri esorcisti in qualità di consulenti, ha poi permesso di rendere il tutto più realistico e spaventoso.

La stessa Chiesa Cattolica ha poi elogiato il film, ritenendolo fedele alla realtà degli esorcismi e alla forza della fede. A distanza di oltre un decennio rimane dunque uno dei grandi film da vedere sull’argomento, un’opera che non manca di suscitare paure e fascino. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative ad esso. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori, al libro e alla vera storia oltre il film. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il titolo nel proprio catalogo.

La trama e il cast di Il rito

Il film segue le vicende di Michael Kovak, che decide di mollare tutto ed entrare in seminario. Il giovane, più che per vocazione, ha scelto questa strada per poter studiare. Sarà il suo padre spirituale a suggerirgli, prima di lasciare definitivamente la vita clericale a studi conclusi, di frequentare un corso per esorcisti a Roma. Non poco riluttante, Michael accetta però la proposta e, una volta arrivato nel capoluogo italiano, entra in contatto con Padre Lucas, un prete alquanto particolare che usa metodi affatto ortodossi. L’uomo gli farà vedere il lato più oscuro della sua fede, portandolo a confronti con veri casi di possessione demoniaca.

Ad interpretare padre Lucas, vi è l’attore premio Oscar Anthony Hopkins, dichiaratosi affascinato dall’argomento e dal ruolo. Accanto a lui, nel ruolo dell’effettivo protagonista del film, ovvero Michael Kovak, vi è l’attore Colin O’Donoghue, principalmente noto per il ruolo di Capitano Uncino nella serie C’era una volta. Si ritrovano poi nel cast gli attori Alice Braga nei panni della giornalista Angelina, Toby Jones in quelli di padre Matthew e Ciarán Hinds in quelli di padre Xavier. Infine, fa parte del cast anche l’attore Rutger Hauer, noto per essere stato Roy Batty in Blade Runner, e qui interprete di Istvan Kovak.

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Il rito, il libro e la vera storia dietro il film

Per la scrittura del suo libro, Baglio si è documentato intervistando quasi 20 esorcisti e assistendo a più di 30 esorcismi ufficiali cattolici. Partendo dal presupposto che il Diavolo esista esclusivamente come male teorico, lo scrittore ha in particolare collaborato insieme a padre Gary Thomas per dar vita ad una storia dell’esorcismo, sia da un punto di vista investigativo sia per quanto riguarda le varie tipologie esistenti di tale pratica. Baglio conobbe padre Thomas durante le sue ricerche sull’argomento a Roma, dove egli seguiva un corso per poter diventare un esorcista abilitato a tale professione.

Il libro raccoglie dunque varie testimonianze, ma è poi fortemente incentrato sulla figura dello stesso Thomas e su alcune sue effettive esperienze come esorcista. Questi apprese la materia presso il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum, dove eseguì le pratiche esorcizzanti aiutato dal più esperto padre Carmine. In generale Padre Thomas assistette a più di ottanta casi di possessione che egli ritiene veri o presunti tali. L’iniziale scetticismo e riluttanza di padre Gary viene dunque ben presto sostituita dalla fredda realtà del male e dai modi in cui a volte questo assume la forma della possessione demoniaca.

Dopo aver completato il proprio percorso, Thomas decise di lasciare Roma per tornare negli Stati Uniti, dove è oggi riconosciuto come uno dei 14 esorcisti statunitensi certificati dal Vaticano e abilitati a tale pratica. Il film, dunque, non ripropone in maniera diretta un preciso caso di esorcismo praticato da padre Thomas, bensì una sorta di compendio di tutte le testimonianze riportate nel libro. L’esorcista ha infatti raccontato di essersi trovato di fronte ad ogni tipo di possessione conosciuta e con tale esperienza ha potuto fornire una consulenza particolarmente accurata ai fini dell’ottenimento di un maggior realismo.

Il trailer di Il rito e dove vedere il flm in streaming e in TV

È possibile fruire di Il rito grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di venerdì 3 marzo alle ore 21:00 sul canale Warner TV.

Fonte: IMDb, LATimes

Il Rito in edizioni Blu-ray e DVD in vendita dal 20 luglio 2011

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Il Rito in edizioni Blu-ray e DVD in vendita dal 20 luglio 2011

Il miglior film sugli esorcismi dai tempi de ‘L’Esorcista’ arriva in Blu-ray e DVD. Il Rito, interpretato dal premio Oscar Anthony Hopkins, propone nella sua versione alta definizione Blu-ray incredibili contenuti speciali, come un ‘finale alternativo’ da brivido e l’inserto Il Rito: Soldato di Dio che racconta la storia dell’esorcista ordinato dal Vaticano che ha ispirato il film e mostra i racconti di testimoni di esorcismi reali. Nel formato Blu-ray è inoltre disponibile la copia digitale del film.

“La scelta di non credere al diavolo non ti proteggerà da lui”

Padre Lucas Trevant (Anthony Hopkins)

Tutto ciò in cui credi sarà messo in discussione il 20 luglio, quando Il Rito sarà disponibile in Blu-ray e DVD. Ispirato a fatti realmente accaduti, il film è stato tratto dal romanzo di Matt Baglio “The Rite: The Making Of A Modern Exorcist” e ci porta alla scoperta del mondo oscuro, ma affascinante, degli esorcisti. Il Rito ha come protagonista il vincitore dell’Oscar Anthony Hopkins (“Il Silenzio degli Innocenti”) e narra le vicende di un giovane seminarista (Colin O’Donoghue) che si reca a Roma, in Vaticano, a studiare l’arte dell’esorcismo, nonostante il suo scetticismo. Il giovane, infatti, inizialmente invita i suoi superiori a ripensare al trattamento per gli ‘indemoniati’ proponendo cure più vicine a quelle per una malattia mentale. Tuttavia il seminarista, in seguito all’incontro con un prete poco ortodosso, Padre Lucas (Hopkins), conosce presto il lato più nascosto e profondo della sua fede.

Diretto da Mikael Hafström (“1408”), Il Rito vede inoltre come interpreti il debuttante Colin O’Donoghue, Alice Braga (“Predators”), Toby Jones (“Frost/Nixon”), Ciarán Hinds (“Harry Potter e i Doni della Morte Parte 2”) e Rutger Hauer (“Batman Begins”, “Blade Runner”).

Il Rito: la trama

Ispirato a eventi realmente accaduti, questo thriller soprannaturale segue le vicende di un seminarista (Colin O’Donoghue) inviato a studiare l’esorcismo in Vaticano nonostante i suoi dubbi su questa pratica controversa e sulla sua stessa fede. Solo quando è mandato come apprendista dal leggendario Padre Lucas (Anthony Hopkins), un sacerdote che ha eseguito migliaia di esorcismi, il suo scetticismo comincia a vacillare. Coinvolto in un caso così inquietante che sembra perfino trascendere le capacità di Padre Lucas, il giovane seminarista inizia a intravedere un fenomeno che la scienza non riesce né a spiegare né a controllare, una manifestazione del male così violenta e terrificante da costringerlo a mettere in discussione tutto ciò in cui crede.

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UN FINALE ALTERNATIVO DA BRIVIDO

Solo nella versione alta definizione Blu-ray, un finale alternativo mai visto al cinema!

Il Rito: SOLDATO DI DIO

Incontra Padre Gary Thomas, l’esorcista ordinato dal Vaticano la cui storia vera ha ispirato il film. Esplora l’Accademia dell’esorcismo realmente esistente e ascolta i racconti di coloro che sono stati testimoni oculari di veri esorcismi.

INFORMAZIONI SUL PRODOTTO – BLU-RAY

TITOLO

Il Rito

REGIA

Mikael Hafström

CAST

Anthony Hopkins, Colin O’Donoghue, Alice Braga, Toby Jones, Ciarán Hinds, Rutger Hauer, Maria Grazia Cucinotta, Chris Marquette, Torrey DeVitto, Marta Gastini, Andrea Calligari, Marija Karan, Arianna Veronesi.

GENERE

Thriller

ANNO

2011

DURATA

114 minuti circa

FILM

1080p High Definition 16×9 2.4:1; Dolby Digital: Italiano 5.1, Tedesco 5.1, Turco 5.1, Tailandese 5.1, Polacco 5.1, Ungherese 5.1, Inglese 5.1 Audio Descriptive Service; DTS-HD Master Audio: Inglese 5.1; Sottotitoli: Norvegese, Tailandese,  Coreano, Cinese, Cantonese, Svedese, Finlandese, Olandese, Danese, Croato, Arabo, Ungherese, Polacco, Rumeno, Serbo, Sloveno, Turco, Portoghese, Islandese, Ebraico; Non udenti: Italiano, Inglese, Tedesco.

* CONTENUTI SPECIALI

° Finale alternativo

° Il Rito: Soldato di Dio

° Scene inedite

* I contenuti speciali possono non essere in alta definizione. Audio e Sottotitoli vari.

EXTRA

° Copia Digitale

° BD-Live

 

INFORMAZIONI SUL PRODOTTO – DVD

TITOLO

Il Rito

REGIA

Mikael Hafström

CAST

Anthony Hopkins, Colin O’Donoghue, Alice Braga, Toby Jones, Ciarán Hinds, Rutger Hauer, Maria Grazia Cucinotta, Chris Marquette, Torrey DeVitto, Marta Gastini, Andrea Calligari, Marija Karan, Arianna Veronesi.

GENERE

Thriller

ANNO

2011

DURATA

109 minuti circa

VIDEO

16×9 – 2.40:1

AUDIO

Italiano, Inglese (5.1 Dolby Digital), Inglese (5.1 Audio Descriptive Service)

SOTTOTITOLI

Francese, Olandese

Non udenti: Italiano, Inglese

CONTENUTI SPECIALI

Scene inedite

 

COS’E’ LA COPIA DIGITALE:

La visione di contenuti su dispositivi digitali (e.s. Computer/dispositivi portatili) è decollata negli ultimi anni, grazie agli sviluppi della tecnologia e alla necessità di poter fruire dei contenuti in modo flessibile. Proprio per questo è nata la COPIA DIGITALE, una copia compressa in formato digitale in un file – protetto da un software che deve essere “sbloccato” tramite un codice alfanumerico apposito – che risiede all’interno di un DVD fisico oppure online.

La COPIA DIGITALE consente al consumatore di avere a disposizione una copia digitale del film da caricare su un dispositivo portatile oppure da salvare nell’hard disk del PC in modo semplice e veloce: basta essere collegati ad Internet, inserire il disco nel proprio computer ed eseguire le istruzioni riportate sullo schermo. In pochi minuti la copia digitale verrà trasferita nel PC o sul dispositivo video portatile.

La copia digitale permette quindi la possibilità di vedere in modo legale, sicuro e veloce i propri film preferiti.

COS’E’ IL BD-Live:

Il BD-Live è una tecnologia concepita per ampliare le potenzialità del formato Blu-Ray. Il servizio Bd-Live consente, quindi, di accedere tramite download ai contenuti extra del film e poterli eventualmente scaricare sulla memoria interna del lettore Blu-Ray. Per accedere a questa funzionalità è necessario un collegamento ad Internet tramite un lettore Blu-Ray abilitato (compresa la Playstation 3), con spazio libero disponibilie in memoria (è necessario consultare il libretto di istruzioni o fare riferimento al sito di supporto del produttore del proprio lettore Blu-Ray).

La funzionalità BD-Live di Warner Bros. è disponibile solo in Australia, Belgio, Brasile, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Giappone, Messico, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Regno Unito, e Stati Uniti.

Il Rito Delle Streghe: trailer del film in arrivo al cinema

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Il Rito Delle Streghe: trailer del film in arrivo al cinema

Sony Pictures Italia ha diffuso il trailer ufficiale di Il Rito Delle Streghe, il nuovo film di Zoe Lister-Jones con  Cailee Spaeny, Gideon Adlon, Lovie Simone e Zoey Luna. il film sarà nelle sale italiane da giovedì 29 ottobre distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia.

Quattro aspiranti giovani streghe riescono ad ottenere più di quanto desiderano grazie a poteri occulti con i quali, però, dovranno fare i conti. Scritto e diretto da Zoe Lister-Jones, nel cast Cailee Spaeny, Gideon Adlon, Lovie Simone, Zoey Luna, Nicholas Galitzine, con Michelle Monaghan e David Duchovny. Blumhouse e Red Wagon Entertainment sono i produttori del film per Columbia Pictures.

Il rito delle Streghe, il primo poster ufficiale

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Il rito delle Streghe, il primo poster ufficiale

È stato diffuso il primo poster ufficiale di Il rito delle Streghe, il nuovo film di Zoe Lister-Jones, con protagoniste Cailee Spaeny, Gideon Adlon, Lovie Simone e Zoey Luna, in uscita al cinema il prossimo 29 ottobre 2020.

La sinossi di Il rito delle Streghe

Quattro aspiranti giovani streghe riescono ad ottenere più di quanto desiderano grazie a poteri occulti con i quali, però, dovranno fare i conti. Scritto e diretto da Zoe Lister-Jones, nel cast Cailee Spaeny, Gideon Adlon, Lovie Simone, Zoey Luna, Nicholas Galitzine, con Michelle Monaghan e David Duchovny. Blumhouse e Red Wagon Entertainment sono i produttori del film per Columbia Pictures.

Il Rito con Anthony Hopkins: spiegazione del finale

Il Rito con Anthony Hopkins: spiegazione del finale

Il Rito non è semplicemente un film sull’esorcismo. Dietro la struttura classica del racconto horror si nasconde una storia profondamente spirituale che parla di dubbio, perdita e ricerca della fede. Diretto da Mikael Håfström e interpretato da Anthony Hopkins nel ruolo dell’enigmatico Padre Lucas, il film segue il percorso di Michael Kovak, un seminarista che non riesce più a credere pienamente né in Dio né nell’esistenza del male soprannaturale.

Per tutta la durata della storia, Michael osserva fenomeni apparentemente inspiegabili cercando sempre una spiegazione razionale. Tuttavia il finale lo costringe a confrontarsi con qualcosa che mette definitivamente in crisi le sue convinzioni. L’esorcismo di Padre Lucas diventa così molto più di uno scontro contro un demone: rappresenta il momento in cui il protagonista deve decidere se continuare a vivere nel dubbio o accettare finalmente la propria fede.

La possessione di Padre Lucas e perché il demone riesce a colpirlo proprio nel suo momento più fragile

Uno degli aspetti più interessanti del finale riguarda la possessione di Padre Lucas. Fino a quel momento il sacerdote appare come una figura quasi invincibile, un uomo che ha dedicato la propria vita alla lotta contro il male e che possiede una conoscenza dell’esorcismo molto superiore a quella di Michael.

Eppure è proprio lui a diventare la vittima del demone Baal. La spiegazione non è tanto fisica quanto psicologica e spirituale. Dopo la morte della giovane Rosaria, Lucas viene sopraffatto dal senso di colpa. Nonostante abbia tentato di salvarla, percepisce il fallimento come una responsabilità personale. Questa ferita emotiva apre una crepa nella sua sicurezza e rende possibile l’attacco della presenza demoniaca.

Il film suggerisce che il male non agisce soltanto attraverso la forza, ma soprattutto sfruttando le debolezze interiori. Padre Lucas non viene sconfitto perché è meno preparato o meno coraggioso degli altri. Viene sconfitto perché il dolore e il rimorso gli impediscono di mantenere la stessa fiducia che aveva sempre avuto. In questo senso, la sua possessione rappresenta il riflesso oscuro del percorso che Michael dovrà compiere nel finale.

Il viaggio di Michael e il significato della sua crisi di fede

L’intero arco narrativo di Michael ruota attorno all’incapacità di credere. Fin dalle prime scene appare come un uomo diviso tra la vocazione religiosa e una profonda diffidenza verso tutto ciò che non può essere spiegato razionalmente. Durante le lezioni in Vaticano mette continuamente in discussione l’esistenza delle possessioni, attribuendo molti casi a problemi psicologici o malattie mentali.

Questa posizione nasce da un trauma mai davvero elaborato. La morte della madre durante l’infanzia e il difficile rapporto con il padre hanno lasciato in lui una ferita che si è trasformata in scetticismo. Michael non riesce a credere perché teme che la fede possa deluderlo ancora una volta.

Il viaggio in Italia lo mette però davanti a eventi che sfidano continuamente la sua visione del mondo. Anche allora cerca sempre spiegazioni logiche, ma il film costruisce progressivamente una tensione tra ciò che Michael vuole credere e ciò che vede con i propri occhi. Il momento decisivo arriva quando comprende che il problema non è dimostrare l’esistenza del male, ma accettare che il male possa esistere davvero.

Per questo motivo il finale assume la forma di una scelta. Michael non diventa credente perché riceve una prova definitiva. Diventa credente perché decide di fidarsi di ciò che ha vissuto e di ciò che sente dentro di sé.

La croce piegata e il simbolo più importante del finale

Tra le immagini più significative del film c’è quella della croce deformata. In un flashback dell’infanzia, Michael stringe così forte il crocifisso durante il funerale della madre da piegarlo. È un gesto che racchiude tutta la sua rabbia e il suo conflitto interiore.

La croce ritorna nel finale durante l’esorcismo di Padre Lucas. Questa volta è il demone a piegarla, quasi a voler dimostrare che la fede del protagonista è ancora debole e insufficiente. Non si tratta di una semplice manifestazione soprannaturale. Il gesto ha un significato simbolico preciso.

La croce rappresenta infatti il rapporto di Michael con la fede. Finché continua a dubitare di tutto, il simbolo religioso appare fragile e vulnerabile. Quando invece affronta Baal e pronuncia apertamente la propria professione di fede, la situazione si ribalta. Michael riconosce prima l’esistenza del demonio e poi quella di Dio, comprendendo che le due realtà sono inseparabili all’interno della visione spirituale proposta dal film.

La vittoria sul demone non nasce quindi da una formula magica o da un rituale perfetto. Nasce dall’accettazione di una convinzione che Michael aveva cercato di evitare per tutta la storia.

Il vero significato del finale di Il Rito: perché il film parla più della fede che dell’esorcismo

L’ultima scena mostra Michael ormai sacerdote, seduto in confessionale mentre ascolta una giovane fedele. È un finale apparentemente semplice, ma estremamente significativo. Dopo aver trascorso l’intero film a interrogarsi sulla propria vocazione, il protagonista ha finalmente trovato il suo posto.

La scelta di concludere la storia in questo modo chiarisce quale sia il vero tema di Il Rito. Il film non vuole tanto dimostrare l’esistenza del demonio quanto raccontare il percorso di un uomo che ha perso la capacità di credere. Gli elementi horror diventano strumenti narrativi per esplorare una questione più universale: come trovare un significato quando il dolore sembra aver distrutto ogni certezza.

Anche il personaggio di Angeline contribuisce a questo percorso. La giornalista non rappresenta un interesse romantico, ma una guida che accompagna Michael verso una nuova consapevolezza. Attraverso il confronto con lei e con Padre Lucas, il protagonista comprende che la fede non consiste nell’avere tutte le risposte, ma nell’accettare che alcune domande non possano essere risolte esclusivamente con la ragione.

In definitiva, il finale di Il Rito racconta la vittoria della fede sul dubbio, ma evita qualsiasi trionfalismo. Michael non diventa un uomo diverso perché ha sconfitto un demone. Diventa diverso perché ha finalmente affrontato le ferite che lo avevano spinto a smettere di credere. Ed è proprio questa trasformazione interiore, più ancora dell’esorcismo, il vero cuore del film.

Il risolutore: trama e cast del film con Vin Diesel

Il risolutore: trama e cast del film con Vin Diesel

L’attore Vin Diesel è universalmente noto per la saga di Fast & Furious, che lo ha reso una celebrità nonché uno dei grandi interpreti del cinema d’azione. Nel corso della sua carriera, però, questi si è distinto anche per altri film e ruoli, alcuni dei quali altrettanto famosi e apprezzati. Dopo Dominic Toretto, uno dei suoi personaggi più noti è quello di Sean Vetter, protagonista di Il risolutore, thriller d’azione diretto nel 2003 da F. Gary Gray, regista che avrebbe poi nuovamente collaborato con Diesel per Fast & Furious 8. In questo primo film insieme i due danno vita ad un avvincente racconto ambientato nel contesto dei cartelli della droga.

Con caratteristiche che lo rendono un vero e proprio revenge movie, Il risolutore presenta diversi elementi affascinanti, tra cui il tema dell’eroe positivo capace di diventare un vendicatore assetato di sangue infinitamente più aggressivo e controverso dei criminali contro cui combatte. A partire da qui il film si configura dunque come un avvincente esplosione di violenza e adrenalina, che ha contribuito a consolidare la fama di Diesel come attore di personaggi caratterialmente duri ed estremamente decisi nei loro obiettivi. Pur non affermatosi da subito come un gran successo, il film guadagnò un notevole seguito negli anni.

Per gli amanti del genere e dell’attore, si tratta infatti di una pellicola cult da non lasciarsi sfuggire, che offre un intrattenimento spensierato e ricco di colpi di scena. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Il risolutore: la trama del film

Protagonisti del film sono i due soci Sean Vetter e Demetrius Hicks, un tempo violenti criminali ora entrambi agenti della DEA dopo aver stretto un accordo con il Governo degli Stati Uniti. Provenendo dalla strada, i due si sono infatti da subito rivelati particolarmente dotati come infiltrati per indagini sotto copertura nel mondo del narcotraffico. Da anni pattugliano il confine tra California e Messico, contrastando le organizzazioni criminali che vorrebbero estendere il proprio dominio di illeciti.  La loro attuale missione è quella di combattere il traffico di droga di Memo Lucero. Dopo una lunga indagine, i due riescono infine a catturare il criminale, consegnandolo alla legge.

Vetter è dunque libero ora di riservare le sue attenzioni alla moglie Stacy. Il cartello, ormai senza guida, viene preso in gestione da El Diablo, un trafficante ancor più pericoloso e spietato di Lucero. Come prima cosa, egli invia infatti un gruppo di sicari per uccidere Vetter e il suo collega. Durante lo scontro a fuoco, però, a morire senza colpe è proprio Stacy. Accecato dall’odio, Vetter risveglia il sanguinario criminale che era stato, decidendo di intraprendere una spedizione punitiva del tutto personale. Aiutato da Hicks e da Lucero, egli parte dunque alla ricerca di El Diablo, con l’intenzione di fargli comprendere in malo modo di aver provocato la persona sbagliata.

Il risolutore cast

Il risolutore: il cast del film

Come anticipato, ad interpretare il ruolo dell’agente DEA Sean Vetter vi è l’attore Vin Diesel. Fu proprio il suo ingresso nel cast a consentire al film di ottenere il via libera alla produzione. Dopo il successo di Fast & Furious e xXx, l’attore era infatti diventato una vera e propria icona del genere d’azione. Per prepararsi al ruolo, Diesel si sottopose ad un allenamento intensivo. Così facendo ebbe modo di ottenere la muscolatura necessaria a girare quante più scene possibili senza dover ricorrere a controfigure. Nei panni di Stacy, la moglie del protagonista, vi è invece l’attrice Jacqueline Obradors, celebre per le serie NYPD – New York Police Department e Bosch.

Ad interpretare Demetrius Hicks, collega e compare di vita di Sean, si ritrova l’attore Larenz Tate, ricordato in particolare per le serie televisive Rescue Me, Rush e Power. Nei panni di Memo Lucero vi è invece Geno Silva. L’attore, che ha recitato in diversi celebri film, è in particolare ricordato per essere stato The Skull, il silent killer di Sosa nel film Scarface. Nel film sono poi presenti gli attori Steve Eastin nei panni di Ty Frost, Jeff Kober in quelli di Pomona Joe e Marco Rodriguez come Hondo. Più noto è invece Timothy Olyphant, recentemente visto nelle serie Justified, Santa Clarita Diet e Fargo, e qui presente nei panni di Hollywood Jack.

Il risolutore: il trailer e dove vedere il trailer in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Il risolutore è infatti disponibile nei cataloghi di Infinity e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di martedì 8 novembre alle ore 21:00 sul canale 20 Mediaset.

Fonte: IMDb

Il rifugio: recensione del film di François Ozon

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Il rifugio: recensione del film di François Ozon

Ozon non è certo un regista che si fa attendere, con Il Rifugio giunge addirittura al decimo film in undici anni. Proprio per questo temevo che l’ultimo arrivato fosse una prova sottotono e invece mi sono dovuto ricredere. Girato in fretta e furia causa la maternità dell’attrice principale Isabelle Carrè, sembra invece trarre forza da una malcelata istintività che dà forza alla scena.

Il regista francese torna alle atmosfere di Sotto la sabbia raccontando una storia che intreccia il tema della maternità con quello della droga e della solitudine. La giovane Mousse ha perso il suo compagno Louis dopo una notte di eroina passata insieme, subito dopo scopre di essere incinta di lui, decide quindi di tenere il bambino nonostante il parere contrario di chi la circonda e si rifugia in una casa al mare per portare avanti la gravidanza lasciando Parigi.

Il rifugio

Il rifugioQui le farà visita dopo qualche mese Paul, il fratello minore di Louis, con cui si instaurerà un rapporto molto intimo dopo una freddezza iniziale che la aiuterà a capire quali sono le priorità per lei e soprattutto per il bambino. Una pellicola quindi che osserva da vicino le fragilità di una donna sola, indecisa e ancora tossicodipendente, una Isabelle Carrè che realmente incinta è convincente dopo molti ruoli da brava ragazza della porta accanto.

Convincente anche il cantante Louis Ronan Choisy, qui alla sua prima prova attoriale e nonostante le differenze con la Carrè si notino tutte riesce ad essere non banale, donando alla pellicola anche una struggente prova al piano. Lo stile di Ozon si fa qui essenziale ed elegante grazie ad una bellissima fotografia raggiunta con le ultime tecniche HD per la prima volta usate dal regista transalpino.

Ozon è un regista altalenante ma Il Rifugio rappresenta una delle sue vette andando ad avvicinare stilisticamente alcuni mostri sacri sempre francesi di qualche decennio fa, ultima ma non meno importante è la sua capacità di emozionare dando anche a scene all’apparenza scontate un tocco di classe.

Il Rifugio Atomico: annunciata la data d’uscita della serie dai creatori de La Casa di Carta

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Netflix mostra per la prima volta il teaser trailer e alcune immagini de Il Rifugio Atomico, offrendo un primo sguardo alla nuova serie creata da Álex Pina e Esther Martínez Lobato (La casa di carta, Berlino e Sky Rojo), che sarà disponibile solo su Netflix dal 19 settembre.

In un bunker di lusso progettato per resistere a qualsiasi catastrofe immaginabile, un gruppo di miliardari è costretto a convivere dopo essersi rinchiuso a causa della minaccia di un conflitto globale senza precedenti. Il Kimera Underground Park diventa lo sfondo claustrofobico per le vicende di due famiglie segnate da una ferita del passato. Isolate nel sottosuolo e senza alcuna possibilità di fuga, liberano le proprie personalità rivelando i segreti più inconfessabili, e facendo emergere anche le alleanze più inaspettate. Un’eccessiva e sorprendente radiografia emotiva di miliardari che vivono in un buco dorato.

I residenti di questo rifugio sono interpretati da Miren Ibarguren (Tutti mentono), Joaquín Furriel (Il suo regno), Natalia Verbeke (Ana Tramel. El juego), Carlos Santos (L’uomo dai mille volti), Montse Guallar (Io so chi sei), Pau Simón, Alicia Falcó (Las buenas compañías), Agustina Bisio e Álex Villazán(Alma).

Questa nuova produzione di Vancouver Medi, creata da Álex Pina e Esther Martínez Lobato, si compone di 8 episodi. La serie è diretta da Jesús Colmenar, David Barrocal e Jose Manuel Cravioto. La sceneggiatura è opera di Álex Pina, Esther Martínez Lobato, David Barrocal, David Oliva, Lorena G. Maldonado e Humberto Ortega. Il visual design è a cura di Migue Amoedo

Il rifugio atomico, spiegazione del finale: ecco cosa ci dice la serie sull’estrema ricchezza

Negli ultimi anni, l’idea di sopravvivere a una catastrofe globale è diventata sinonimo di privilegio estremo. I media riportano con sempre maggiore frequenza notizie sui super-ricchi che costruiscono bunker sotterranei per prepararsi a un evento di estinzione. Questa ossessione ha ispirato numerose opere di finzione, dalle serie televisive ai film, che immaginano miliardari isolati in rifugi mentre il mondo esterno crolla.

La premessa di Il rifugio atomico

La nuova serie spagnola di NetflixIl rifugio atomico (El refugio atómico), creata dagli autori de La casa di carta, Álex Pina ed Esther Martínez Lobato, riprende questo filone narrativo ma lo ribalta. All’inizio, mentre le tensioni geopolitiche crescono, i clienti del progetto Kimera Underground Park si rifugiano in bunker a 300 metri di profondità, convinti di restarci solo temporaneamente. Ma quando sembra scoppiare una guerra nucleare, scopriamo subito il colpo di scena: l’apocalisse non è reale. È tutto un inganno orchestrato da Kimera, i cui scopi verranno svelati poco a poco.

Cortesia di Netflix

Una satira del potere e della ricchezza

La serie diventa così una metafora della vita artificiale dei super-ricchi, protetti da un guscio di finzioni. Pur contenendo elementi di critica sociale, lo show non rinuncia al ritmo serrato e alla drammaticità che hanno reso celebre La casa di carta: colpi di scena, tensioni familiari e passioni proibite si intrecciano con la truffa messa in scena da Kimera, guidata dalla manipolatrice Minerva.

La storia di Max

Uno dei protagonisti centrali è Max Varela, un giovane segnato da un passato tragico: uccide accidentalmente la fidanzata Ane in un incidente stradale e finisce in carcere, dove scopre la durezza della vita senza privilegi. Questa esperienza lo trasforma, rendendolo capace di affrontare la verità meglio dei ricchi che lo circondano. Dopo la scarcerazione, viene portato nel bunker dal padre Rafa, dove ritrova la famiglia di Ane e deve convivere con rancori, sospetti e segreti.

Realtà artificiali a confronto

La trama alterna momenti avvincenti a parti più lente e prolisse, con dialoghi che spiegano eccessivamente motivazioni e complotti. Oltre all’inganno di Kimera, assistiamo a una vera e propria soap opera familiare: vecchi tradimenti emergono, matrimoni infelici crollano, passioni represse vengono alla luce. Le bugie dei genitori di Max e di Ane, intrecciate da decenni, si sgretolano man mano che la vita sotterranea diventa insostenibile.

Cortesia di Netflix

Il meccanismo dell’inganno

I flashback mostrano come Minerva e il suo team abbiano architettato la finta apocalisse con messinscene spettacolari, degne di un blockbuster. Nonostante alcune incongruenze logiche, la serie sottolinea come i miliardari siano talmente abituati a vivere di illusioni da accettare senza dubbi le bugie di Kimera. Il parallelo con la scrittura televisiva stessa è evidente: anche i truffatori, come gli sceneggiatori, costruiscono storie per manipolare emozioni e comportamenti.

La rinascita di Max

Max, grazie alla sua esperienza in carcere, è più difficile da ingannare. Le rivelazioni sul passato della madre Frida, da anni amante del padre di Ane, e l’ammissione che lei non lo aveva mai visitato in prigione, lo spingono a confrontarsi con la falsità della sua famiglia. Parallelamente, Asia, sorella di Ane, scopre di essersi sempre mentita a sé stessa e di amare Max nonostante tutto. I due stringono un legame fondato sulla ricerca della verità.

Cortesia di Netflix

L’uscita verso la realtà

Nel finale, Max decide di affrontare il mondo esterno, convinto che ci sia più speranza fuori che dentro al bunker, anche se gli è stato fatto credere che la superficie sia contaminata. Dopo aver promesso ad Asia che tornerà per lei, emerge alla luce del sole, in una scena che simboleggia la sua rinascita e la scelta di vivere nella realtà, non nelle illusioni.

Gioco e riflessione

Il rifugio atomico mescola intrattenimento e critica sociale. Pur presentando eccessi narrativi e toni a volte ironici, come dimostra il finale con Oswaldo che canta “American Idiot” in una discoteca fittizia, la serie offre una riflessione profonda: per pensare di meritarsi un rifugio privato dalla fine del mondo, bisogna essere estremamente egoisti e capaci di autoinganno.