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Il Robot Selvaggio: recensione del film Dreamworks Animation

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Il Robot Selvaggio: recensione del film Dreamworks Animation

Arriva in sala dal 10 ottobre con Universal Pictures International Italy Il Robot Selvaggio, la nuova produzione della DreamWorks Animation che vanta la firma, alla regia e alla sceneggiatura, di Chris Sanders, vero e proprio guru dell’animazione che ha firmato negli anni, tra gli altri, Lilo & Stitch e Dragon Trainer. Adattando il best seller omonimo di Peter Brown, Sanders si lancia in un’opera ambiziosa, sia per stile che per contenuti, che potrebbe essere uno di quei titoli d’animazione, ormai rari, che mantengono alta l’attenzione sia dei piccoli che degli spettatori più grandi e smaliziati.

La storia de Il Robot Selvaggio

Siamo in un futuro non meglio precisato, che fine abbia fatto l’uomo, lo scopriremo solo molto avanti nel film (come era già accaduto in Wall-E). La storia ha infatti per protagonista Roz, un robot della serie ROZZUM, creato per aiutare l’uomo in ogni tipo di faccenda casalinga, che però finisce per errore su un’isola abbandonata, dove a farla da padrona è la natura selvaggia: foreste incontaminate, animali grandi e piccoli, niente che possa effettivamente dargli un compito da svolgere. Fino a che il suo cammino non si incrocia con quello di una piccola oca rimasta orfana del suo branco. Roz decide che il suo compito è quello di accompagnare l’uovo all’età adulta, insegnargli a mangiare, camminare e infine volare, solo in quel momento il suo compito sarà concluso. Ad aiutare Roz in questo compito improbabile si unisce alla coppia anche Fink, una volpe solitaria e affamata, che in qualche modo trova il modo di convivere con un robot e un’oca.

(from left) Brightbill (Kit Connor) and Roz (Lupita N’yongo) in DreamWorks Animation’s Wild Robot, directed by Chris Sanders.

Abbondanza di temi

Il Robot Selvaggio è un’ottimo film d’animazione che però pecca di “ingordigia” potremmo dire, dal momento che sembra voler dire tutto contemporaneamente, facendosi portatore di tantissimi temi edificanti e sui quali certamente vale la pena di riflettere anche tramite le metafore che la narrazione per bambini offre, tuttavia sembra voler far troppo, come uno studente troppo volenteroso di far bene che rischia di risultare pedante. Ma andiamo con ordine.

LEGGI ANCHE – Esther Elisha e Alessandro Roia, doppiatori di Il Robot Selvaggio, parlano della gentilezza come strumento di rivoluzione

Adattarsi per sopravvivere e scoprire la propria vera natura

Il primo blocco narrativo del film è un piccolo gioiellino d’animazione: in questa fase seguiamo Roz che impara ad accudire il piccolo di oca, battezzato Becco Lustro. Così come lei (un robot dovrebbe essere asessuato, ma il doppiaggio lo rende inequivocabilmente femmina!) Impara a fare da madre al piccolo Becco Lustro, Fink la volpe impara a diventare una specie di fratello maggiore e amico per l’animaletto in difficoltà. Insomma, tutta la prima parte del film racconta una fiaba di adattamento e di istinto, in cui tre entità sole e uniche nel loro genere imparano a formare una famiglia, andando oltre la loro “programmazione”. Roz impara ad adattare il suo programma all’essere madre a tutti gli effetti, con tutto l’amore, la responsabilità e la paura che ne consegue; Fink dal canto suo supera l’istinto di mangiare l’uovo di oca e trova un posto in cui stare da chiamare casa, altre creature (un pennuto e un robot) con cui condividere un concetto nuovo di famiglia; Becco Lustro dal canto suo, che cresce in questa coppia di fatto, scoprirà solo dopo di essere un’eccezione e il suo viaggio consisterà nell’imparare a gestire e a difendere questa sua particolarità, pur inserendola in un contesto sociale.

(from left) Roz (Lupita Nyong’o) and Brightbill (Kit Connor) in DreamWorks Animation’s The Wild Robot, directed by Chris Sanders.

Una storia trasformista

A questo racconto toccante e allo stesso tempo molto divertente in cui si riflette con una certa profondità sulla genitorialità e sull’identità personale, segue una seconda parte della storia in cui si perde il fuoco narrativo e mentre la storia procede con un ritmo decisamente diverso e più sincopato rispetto alla chiarezza e alla solidità della prima parte, Il Robot Selvaggio diventa di volta in volta qualcosa di diverso, toccando temi quali l’ecologia, l’importanza della gentilezza come metodo per sopravvivere in un mondo avverso, la cooperazione, l’amore come motore del mondo. Tutto proposto in rapidissimi cambi di scenario che riescono a trovare una quadra nel finale ma che allontanano il film da quel nucleo narrativo che si sviluppa per tre quarti di storia e riesce davvero con grazia e efficacia a coinvolgere e a far sciogliere di tenerezza il pubblico.

Nella versione originale, il film vanta un parterre di doppiatori di prim’ordine, da Lupita Nyong’O a Pedro Pascal, passando per Kit Connor, Mark Hamill e Catherine O’Hara. La versione italiana dal canto suo fa un lavoro altrettanto splendido, scegliendo per le voci dei due protagonisti Esther Elisha e Alessandro Roia, che dando personalità e voce a Roz e Fink, concedono al pubblico italiano di immergersi in questa avventura per tutta la famiglia.

Complice un’animazione formidabile e una sottile ironia appannaggio dei più grandi, Il Robot Selvaggio è davvero un’esperienza di condivisione per tutte le età, da gustare rigorosamente in sala. Dal 10 ottobre.

DreamWorks Animation’s The Wild Robot, directed by Chris Sanders.

Il Robot Selvaggio: il trailer e il poster del film

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Il Robot Selvaggio: il trailer e il poster del film

Dalla DreamWorks Animation arriva Il Robot Selvaggio, il nuovo adattamento di una straordinaria opera letteraria, l’amato e pluripremiato bestseller del New York Times n. 1 di Peter Brown, Il Robot Selvatico.

L’epica avventura segue il viaggio di un robot – l’unità ROZZUM 7134, abbreviato “Roz” – che dopo un naufragio si ritrova su un’isola disabitata dove dovrà imparare ad adattarsi all’ostile ambiente circostante, costruendo gradualmente relazioni con gli altri animali dell’isola e adottando un’ochetta orfana.

Il Robot Selvaggio ha per protagonisti la vincitrice del premio Oscar® Lupita Nyong’o (Noi, Black Panther) nel ruolo del robot Roz; il candidato agli Emmy e al Golden Globe Pedro Pascal (The Last of Us, The Mandalorian) nel ruolo della volpe Fink; la vincitrice dell’Emmy Catherine O’Hara (Schitt’s Creek, Campioni di razza) nel ruolo dell’opossum Pinktail; il candidato al premio Oscar® Bill Nighy (Living, Love Actually – L’amore davvero) nel ruolo dell’oca Longneck; Kit Connor (Heartstopper, Rocketman) nel ruolo dell’oca Brightbill e la candidata al premio Oscar® Stephanie Hsu (Everything Everywhere All at Once, The Fall Guy in uscita quest’estate) nel ruolo di Vontra, un robot che si unirà a Roz sull’isola.
Il film si avvale anche delle voci di Mark Hamill, icona della cultura pop e vincitore dell’Emmy Award (Star Wars, Il ragazzo e l’airone), di Matt Berry (What We Do in the Shadows, SpongeBob – Il Film) e di Ving Rhames (Mission: Impossible, Pulp Fiction), vincitore di un Golden Globe e candidato agli Emmy.

Una storia emozionante sulla scoperta di sé stessi, un’emozionante analisi sul legame tra tecnologia e natura, una commovente esplorazione di cosa significhi essere vivi e connessi a tutti gli esseri viventi.

Il Robot Selvaggio è scritto e diretto dal pluricandidato all’Oscar® Chris Sanders – sceneggiatore e regista di Dragon Trainer, I Croods e Lilo & Stitch di Disney Animation Studios – ed è prodotto da Jeff Hermann (Baby Boss 2 – Affari di famiglia della DreamWorks Animation; co-produttore del franchise Kung Fu Panda).

Il Robot Selvaggio, la spiegazione del finale: perché Roz lascia l’isola e cosa significa davvero il suo sacrificio

Il Robot Selvaggio è un racconto che usa una struttura apparentemente semplice per costruire una riflessione molto più ampia su identità, appartenenza e natura. La storia di Roz, un robot programmato per aiutare e che finisce per diventare madre, evolve progressivamente da narrazione di sopravvivenza a percorso emotivo, fino a un finale che ribalta il senso stesso del suo viaggio.

Gli ultimi minuti del film (la nostra recensione)  non chiudono davvero la storia, ma la sospendono in un equilibrio fragile tra separazione e promessa di ritorno. È proprio questa ambiguità a rendere il finale così potente: Roz non resta, ma non se ne va davvero. E in questa scelta si concentra tutto il significato del film.

Perché Roz lascia l’isola nel finale e perché non è un addio definitivo

Nel momento in cui le macchine della Universal Dynamics tornano a reclamarla, Roz si trova di fronte a una scelta che sintetizza tutto il suo percorso. Restare significherebbe mettere in pericolo l’isola e gli animali che ha imparato a proteggere; partire, invece, significa rinunciare a quella che ormai riconosce come casa.

La decisione di lasciare l’isola non è quindi una sconfitta, ma un atto consapevole. Roz sceglie di proteggere ciò che ama accettando la separazione, trasformando la propria funzione originaria – quella di aiutare – in qualcosa di più complesso e umano. Non è più un’esecutrice di ordini, ma un soggetto che prende decisioni basate su legami affettivi.

Il film costruisce questa uscita come un sacrificio, ma lascia anche intravedere una direzione futura. Il ritorno alla civiltà non appare come una conclusione, bensì come una fase intermedia. Roz non rinnega ciò che è diventata, e proprio questa consapevolezza suggerisce che il suo percorso non può fermarsi lì. La possibilità di un ritorno resta implicita, quasi inevitabile.

Il significato del finale: maternità, natura e la rottura della “programmazione”

Il Robot Selvaggio film 2024
(from left) Brightbill (Kit Connor) and Roz (Lupita N’yongo) in DreamWorks Animation’s Wild Robot, directed by Chris Sanders.

Il cuore del finale non sta nell’azione, ma nella trasformazione di Roz. Il robot che all’inizio del film esegue compiti senza comprenderne il senso arriva a sviluppare una forma di coscienza che nasce dall’esperienza, dal contatto con gli altri e, soprattutto, dal rapporto con Brightbill.

Diventare madre, in questo contesto, non è un semplice sviluppo narrativo, ma un processo che ridefinisce completamente la sua identità. Roz non si limita a proteggere, ma impara a prendersi cura, a lasciar andare, a scegliere anche quando la scelta comporta perdita. È proprio questo passaggio a segnare la rottura definitiva con la sua programmazione.

Il film suggerisce che l’umanità non è una condizione biologica, ma una capacità relazionale. In questo senso, Roz diventa “umana” non perché smette di essere una macchina, ma perché sviluppa legami che la portano a superare la logica per cui è stata creata. La decisione di lasciare l’isola è quindi coerente con questa evoluzione: è un gesto che non risponde a un ordine, ma a un sentimento.

Allo stesso tempo, il rapporto con la natura assume un valore centrale. Gli animali, inizialmente diffidenti e divisi, trovano un equilibrio proprio grazie alla presenza di Roz, che agisce come elemento di connessione. La sua assenza, alla fine, non rompe questo equilibrio, ma lo lascia in eredità, come se il suo passaggio avesse trasformato in modo permanente il mondo che attraversa.

Un mondo in rovina: cosa suggerisce il film sul destino della Terra

DreamWorks Animation’s The Wild Robot, directed by Chris Sanders.

Uno degli aspetti più sottili del finale riguarda il contesto più ampio in cui si inserisce la storia. Il film non esplicita mai completamente cosa sia successo al mondo umano, ma dissemina indizi che suggeriscono uno scenario profondamente alterato. Le città tecnologicamente avanzate contrastano con paesaggi abbandonati e territori segnati da cambiamenti climatici evidenti.

Questa scelta narrativa evita qualsiasi spiegazione didascalica e affida allo spettatore il compito di ricostruire il quadro. Il risultato è un senso di inquietudine che attraversa tutto il film: la natura sopravvive, si adatta, si ricompone, mentre l’impronta umana appare fragile, quasi residuale.

In questo contesto, Roz diventa una figura liminale, sospesa tra due mondi. È il prodotto di una civiltà tecnologica che sembra aver perso il proprio equilibrio, ma è anche il ponte che permette una riconciliazione con la natura. Il suo percorso non è solo individuale, ma simbolico: rappresenta la possibilità di un rapporto diverso tra creazione umana e ambiente.

Il finale e il futuro della storia: perché Il Robot Selvaggio lascia tutto aperto

il robot selvaggio anteprima

La scelta di chiudere il film in modo aperto non è casuale, ma coerente con la natura del racconto. La storia di Roz non può concludersi davvero perché il suo conflitto principale – quello tra appartenenza e funzione – resta irrisolto. Tornare alla civiltà significa confrontarsi nuovamente con il mondo da cui proviene, ma con una consapevolezza completamente diversa.

Il finale suggerisce che questo ritorno non sarà definitivo. L’idea di una fuga, di un tentativo di tornare all’isola, resta sullo sfondo come una possibilità concreta, più che come una semplice suggestione. In questo senso, il film non prepara solo un eventuale seguito, ma amplia il proprio universo narrativo, lasciando intravedere una storia più grande.

Quello che resta, però, è soprattutto il percorso compiuto. Roz non è più il robot che si è risvegliato sull’isola, e il mondo che lascia alle spalle non è più lo stesso. È proprio in questa trasformazione reciproca che il film trova il suo significato più profondo, evitando una chiusura definitiva e scegliendo invece una continuità emotiva.

Il Robot Selvaggio 2 è ufficiale: nuovi registi e primi dettagli sulla trama!

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È stato appena annunciato The Wild Robot Escapes (anche noto come Il Robot Selvaggio 2), sequel del film d’animazione di successo del 2024 Il Robot Selvaggio (leggi qui la recensione), e sono anche emersi i primi dettagli sulla trama.

Troy Quane dirigerà il sequel, con Heidi Jo Gilbert come co-regista, secondo quanto riportato da TheWrap. Chris Sanders, che ha scritto e diretto il primo film, non tornerà come regista, ma sta scrivendo la sceneggiatura del sequel, mentre Jeff Hermann tornerà come produttore.

Sanders ha rivelato per la prima volta nel 2024 che sarebbe stato sviluppato un altro capitolo. Il regista sta attualmente lavorando a diversi progetti. Oltre a scrivere la sceneggiatura di The Wild Robot Escapes, sta infatti anche scrivendo il sequel live-action di Lilo & Stitch.

La promozione di Gilbert a co-regista arriva dopo che ha supervisionato il team di sceneggiatori del primo film e ha lavorato ad altre produzioni DreamWorks come Ruby Gillman – La ragazza con i tentacoli, Il gatto con gli stivali: L’ultimo desiderio e I Croods: Una nuova era.

Quane ha lavorato a diversi progetti nel corso degli anni, tra cui The Peanuts Movie, L’era glaciale 4 – Continenti alla deriva, Mickey’s Once Upon a Christmas, Curious George, Come d’incanto e Hotel Transylvania, e ha co-diretto Spie in incognito e Nimona con Nick Bruno.

The Wild Robot Escapes (Il robot selvaggio 2) sarà l’adattamento dell’omonimo romanzo di Peter Brown del 2018, in cui Roz e Beccolustro tentano di fuggire dalla Hilltop Farm. Un sequel che potrebbe dunque svolgersi molto di meno nella foresta che ha caratterizzato il primo film. La serie comprende tre libri: The Wild Robot, The Wild Robot Escapes e The Wild Robot Protects, per cui ci si può aspettare anche un terzo capitolo che chiuderà la trilogia.

Il primo film è incentrato sul robot Roz dopo che è rimasta bloccata su un’isola ed è costretta a sopravvivere insieme alla fauna selvatica. È stato nominato per il miglior film d’animazione agli Oscar e ai Golden Globe. Mentre Flow – Un mondo da salvare ha vinto entrambi i premi, Il Robot Selvaggio ha vinto il Critics’ Choice Award.

Il film ha debuttato al primo posto al botteghino nel weekend di apertura con 35,7 milioni di dollari e ha continuato a incassare 334,5 milioni di dollari. Il cast dei doppiatori era composto da grandi star come Lupita Nyong’oPedro Pascal, Kit Connor, Bill Nighy, Mark Hamill, Stephanie Hsu, Matt Berry, Ving Rhames, Randy Thom e la compianta Catherine O’Hara.

Il cast ufficiale di The Wild Robot Escapes non è però stato ancora rivelato e la DreamWorks non ha ancora annunciato la data di uscita.

Il ritratto del Duca: la vera storia dietro al film

Il ritratto del Duca: la vera storia dietro al film

Uno dei film più apprezzati del 2021, sia dalla critica che dal pubblico, è Il ritratto del Duca, l’ultimo film diretto da Rogert Michell (meglio noto per aver diretto Notting Hill) prima della sua scomparsa, con cui va a raccontare una storia tanto singolare quanto appassionante. Il film è infatti ispirato alla vera vicenda di Kempton Bunton e all’incredibile caso del furto del ritratto del Duca di Wellington, firmato dal celebre pittore Francisco Goya. Una storia forse oggi poco nota ai più, ma passata alla storia per essere stato il primo e unico caso di furto avvenuto alla prestigiosa National Gallery di Londra.

Attraverso questa vicenda si propone dunque allo spettatore non solo una divertente commedia dall’inconfondibile sapore british, ma anche un racconto ricco di desiderio di rivalsa sociale e amore per il prossimo. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative ad esso. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori, per poi passare a scoprire la vera storia dietro il film. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il titolo nel proprio catalogo.

La trama e il cast di Il ritratto del Duca

Protagonista del film è Kempton Bunton, un inguaribile idealista pervaso da un forte senso civico, che impiega il suo tempo e le sue energie a sostenere e promuovere battaglie sociali a favore delle persone svantaggiate. Sua moglie Dorothy, che lavora come donna di servizio, porta invece avanti la famiglia e disapprova lo “stile di vita” del marito. Quando però un giorno Kempton si ritrova coinvolto nel furto del ritratto del Duca di Wellington di Francisco Goya, sarà l’occasione, per tutta la famiglia, di “ritrovarsi” e, per la signora Bumpton, di capire e comprendere, finalmente approvandolo, l’animo e il pensiero di suo marito.

Ad interpretare il ruolo di Kempton Bunton vi è il premio Oscar Jim Broadbent. L’attore era la prima e unica scelta per questo ruolo. Nel ruolo di sua moglie Dorothy vi è l’attrice Helen Mirren. Fionn Whitehead, invece, interpreta Jackie Bunton. Recitano poi nel film anche Matthew Goode nel ruolo di Jeremy Hutchinson e Anna Maxwell Martin in quelli di mrs. Gowling. Joshua McGuire ricopre il ruolo di Eric Crowther, l’assistente di Hutchinson, mentre John Heffernan ha il ruolo di Neddie Cussen, avvocato dell’accusa. Andrew Havill è Sir Philip Hendy, direttore della National Gallery, mentre James Wilby ha il ruolo ruolo di Carl Aarvold, giudice del caso Kempton.

Il ritratto del Duca cast Jim Broadbent Helen Mirren

La storia vera dietro Il ritratto del Duca

Come anticipato, quella narrata in Il ritratto del Duca è una storia vera. Nel 1961 Kempton Bunton era un autista di autobus disabile in pensione che guadagnava la misera cifra di 8 sterline a settimana (equivalenti a 189 sterline nel 2021). In quell’anno, Charles Bierer Wrightsman, un ricco collezionista d’arte americano che si guadagnava da vivere nel settore petrolifero, acquistò il dipinto di Goya Ritratto del Duca di Wellington per la somma di 140.000 sterline (390.000 dollari, equivalenti a 3.315.375 sterline nel 2021). Il governo britannico decise però di riacquistare il dipinto, per la stessa cifra, per evitare che lasciasse la Gran Bretagna. La mossa fece però infuriare Bunton, scontento dal modo in cui il governo impiegava i soldi.

Secondo il suo stesso racconto, Bunton apprese da conversazioni con le guardie della National Gallery che l’elaborato sistema elettronico di sicurezza, composto da sensori a infrarossi e allarmi, veniva disattivato la mattina presto per consentire le pulizie. La mattina del 21 agosto 1961, Bunton si introdusse allora nel museo da una finestra di una toilette, staccò il dipinto incorniciato dall’espositore ed uscì nuovamente dalla finestra, portando così a compimento il furto del prestigioso dipinto. L’agenzia di stampa Reuters ricevette poi una lettera in cui si chiedeva una donazione di 140.000 sterline in beneficenza per pagare le licenze televisive per i meno abbienti e si chiedeva un’amnistia per il ladro.

Bunton, infatti, si opponeva al canone televisivo, ritenendo che la TV dovesse essere messa a disposizione di tutti coloro che ne avevano bisogno. Si è più volte battuto per la gratuità delle licenze televisive per i pensionati ed era stato imprigionato più volte per essersi rifiutato di pagare la licenza. Nel 1965, quattro anni dopo il furto, Bunton contattò un giornale e, tramite un deposito bagagli della stazione ferroviaria di Birmingham New Street, restituì volontariamente il dipinto. Sei settimane dopo, si consegnò anche alla polizia, che inizialmente lo scartò come sospetto, ritenendo improbabile che un pensionato di 61 anni potesse aver compiuto il furto.

Il ritratto del Duca storia vera

Durante il successivo processo, la giuria condannò poi Bunton solo per il furto della cornice, che non era stata restituita. Il team di difesa di Bunton, guidato da Jeremy Hutchinson, ha sostenuto con successo che Bunton non ha mai voluto tenere il dipinto, il che significa che non poteva essere condannato per il furto. Tuttavia, Bunton è poi stato effettivamente condannato e ha scontato tre mesi di carcere. Nel 1996 però, ben trent’anni dopo la restituzione del dipinto, la National Gallery rilasciò una documentazione sul caso riguardante John Bunton, il figlio di Kempton, senza, tuttavia, scendere nei dettagli per ragioni di privacy.

Nel 2012, invece, l’Archivio Nazionale rilasciò un file confidenziale risalente addirittura al 1969 dove si rivela che fu proprio John con la complicità del fratello Kempton Jr l’autore materiale del furto del Duca. Non furono però intraprese ulteriori azioni legali da parte del Governo. L’ammissione di colpa di John era infatti troppo circostanziale e in ogni caso non sufficiente per riaprire il caso né tanto meno per perseguire Kempton per falsa testimonianza. In risposta al caso, fu però emanata la Sezione 11 del Theft Act 1968, che rendeva reato la rimozione senza autorizzazione di qualsiasi oggetto esposto in un edificio pubblico. La BBC decise poi – forse pensando a Bunton – di annullare il canone per i cittadini over 75.

Il trailer di Il ritratto del Duca e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Il ritratto del Duca grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Google Play, Apple TV e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di venerdì 2 febbraio alle ore 21:20 sul canale Rai 3.

Il ritratto del Duca, al cinema dal 3 marzo. Il trailer

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Il ritratto del Duca, al cinema dal 3 marzo. Il trailer

I Premi Oscar® Helen Mirren (The Queen) e Jim Broadbent (Paddington, Harry Potter e il principe mezzosangue) sono i protagonisti della raffinata e divertente commedia IL RITRATTO DEL DUCA (The Duke) – dal 3 marzo al cinema con BIM Distribuzione – l’ultimo film girato da Roger Michell (Notting Hill) prima della sua prematura scomparsa nel settembre 2021. Il film è tratto dall‘incredibile storia vera di un tassista di Newcastle che nel 1961, per affermare i propri ideali e principi, decise di rubare il celebre ritratto del Duca di Wellington di Francisco Goya dalla National Gallery di Londra, scatenando un vero e proprio caso mediatico.

La commedia, presentata Fuori Concorso alla 77^ Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è piena di umanità e invita a riflettere divertendosi, grazie alle straordinarie interpretazioni di Mirren e Broadbent e di tutto il resto del cast composto da Matthew Goode (Downton Abbey, The Imitation Game), Aimée Kelly (Wolfblood), Fionn Whitehead (Dunkirk) e Anna Maxwell Martin (Philomena).

Sinossi: Nel 1961, Kempton Bunton, un tassista sessantenne, rubò il ritratto del Duca di Wellington, dipinto da Goya, dalla National Gallery di Londra. Fu il primo (e rimane tuttora l’unico) furto nella storia della Gallery. Kempton inviò una richiesta di riscatto scrivendo che avrebbe restituito il dipinto a una condizione: se il governo inglese avesse stanziato più fondi per la cura dei più anziani. In passato, Kempton aveva già intrapreso una lunga campagna allo scopo di far ricevere il segnale  televisivo gratuitamente ai pensionati. Cosa successe in seguito divenne leggendario. L’intera storia emerse solo cinquant’anni anni dopo. Kempton aveva tessuto una rete di bugie. L’unica verità era che si trattava di un brav’uomo, determinato a cambiare il mondo e a salvare il suo matrimonio. Come e perché utilizzò “il Duca” per raggiungere il suo obiettivo, è una bellissima ed edificante storia.

Il ritratto del duca al cinema con Helen Mirren e Jim Broadbent

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Il ritratto del duca al cinema con Helen Mirren e Jim Broadbent

Con ottimismo e ironia tipicamente british, arriva oggi nei cinema italiani Il ritratto del duca, l’incredibile storia vera di Kempton Bunton che ha fatto commuovere ed emozionare la platea e la critica della 77^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e che promette di regalare al pubblico italiano divertimento e altrettanta commozione. Un ritratto, quello di Bunton, che viene dipinto con grande umanità e raffinatezza da Roger Michell (Notting Hill) prima della sua prematura scomparsa lo scorso settembre.

A impreziosire la commedia le interpretazioni impeccabili dei premi Oscar Helen Mirren (The Queen) e Jim Broadbent (Paddington, Harry Potter e il principe mezzosangue) nei panni dei coniugi Bunton, una coppia umile, unita da un legame indissolubile e sempre pronta a supportarsi nonostante le difficoltà. Il film è tratto da un’incredibile storia vera che ha mosso l’opinione pubblica e scaldato il cuore di migliaia di inglesi negli anni ’60. Il ritratto del duca è una commedia piena di buoni sentimenti che invita a riflettere divertendosi, grazie a misunderstanding, humor inglese e alle straordinarie prove attoriali di Mirren e Broadbent e di tutto il resto del cast composto da Matthew Goode (Downton Abbey, The Imitation Game), Aimée Kelly (Wolfblood), Fionn Whitehead (Dunkirk) e Anna Maxwell Martin (Philomena).

La trama

Nel 1961, Kempton Bunton, un tassista sessantenne, rubò il ritratto del Duca di Wellington, dipinto da Goya, dalla National Gallery di Londra. Fu il primo (e rimane tuttora l’unico) furto nella storia della Gallery. Kempton inviò una richiesta di riscatto scrivendo che avrebbe restituito il dipinto a una condizione: se il governo inglese avesse stanziato più fondi per la cura dei più anziani. In passato, Kempton aveva già intrapreso una lunga campagna allo scopo di far ricevere il segnale  televisivo gratuitamente ai pensionati. Cosa successe in seguito divenne leggendario. L’intera storia emerse solo cinquant’anni anni dopo. Kempton aveva tessuto una rete di bugie. L’unica verità era che si trattava di un brav’uomo, determinato a cambiare il mondo e a salvare il suo matrimonio. Come e perché utilizzò “il Duca” per raggiungere il suo obiettivo, è una bellissima ed edificante storia.

Il ritorno di William Monahan

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Lo sceneggiatore premio Oscar William Monahan (The Departed) dirigerà il thriller Mojave, di cui ha anche scritto lo script.

Il ritorno di Vlad

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La Summit Entertainment ha assunto Scott Kosar, lo sceneggiatore di horror – i remake di Non aprite quella porta e Amityville Horror al suo attivo, oltre all’imminente ed atteso The Crazies – per lavorare sul copione di Vlad, il film che racconterà la gioventù del principe Dracula. Il personaggio storico da cui Stoker si è ispirato per il suo immortale personaggio.

A scrivere il copione originale era stato Charlize Hunman (Sons of Anarchy), mentre il lungometraggio verrà prodotto dalla Plan B di Brad Pitt e Dede Garner. Dietro la macchina da presa siederà invece Anthony Mandler.

Fonte: Hollywood Reporter

Il ritorno di un personaggio nel sequel di The Big Bang Theory ha un forte legame con Leonard

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Il nuovo spin-off Stuart Fails to Save the Universe continua a svelare dettagli che fanno felici i fan di The Big Bang Theory. Dopo la conferma del ritorno di alcuni volti storici della sitcom, il nuovo trailer ha mostrato anche Christine Baranski nei panni della dottoressa Beverly Hofstadter, madre di Leonard. Una presenza che potrebbe rappresentare il primo vero collegamento con uno dei protagonisti più amati della serie originale e alimentare le speranze di rivedere anche Johnny Galecki.

La nuova serie HBO Max seguirà Stuart Bloom (Kevin Sussman) in una bizzarra avventura fantascientifica attraverso il multiverso. Tutto partirà da un dispositivo sperimentale creato da Sheldon Cooper e Leonard Hofstadter, che finirà per provocare un’apocalisse. Stuart dovrà quindi collaborare con Denise, Barry Kripke e Bert per ripristinare l’equilibrio tra le varie realtà. Nel nuovo materiale promozionale compare proprio Beverly Hofstadter, personaggio ricorrente della sitcom originale e una delle figure familiari più iconiche dell’universo creato da Chuck Lorre.

La presenza di Beverly non conferma automaticamente il ritorno di Leonard, ma apre scenari interessanti. Lo spin-off sembra infatti voler recuperare gradualmente l’eredità della serie madre senza trasformarsi in una semplice reunion. Inserire un personaggio così strettamente legato a Leonard potrebbe essere il modo ideale per costruire un ponte con il cast storico, mantenendo però Stuart al centro della narrazione.

Il ritorno di Beverly Hofstadter potrebbe essere il primo passo verso una reunion più ampia di The Big Bang Theory

Nella serie originale Beverly Hofstadter era una psicologa di fama mondiale, nota tanto per il suo successo professionale quanto per il rapporto estremamente complesso con Leonard. Le sue apparizioni hanno spesso regalato alcuni dei momenti più memorabili di The Big Bang Theory, soprattutto grazie alle dinamiche con Penny, Sheldon e lo stesso Leonard. Per questo motivo la sua ricomparsa nello spin-off assume un valore simbolico che va oltre il semplice cameo.

Naturalmente esistono anche altre possibilità. Trattandosi di una serie ambientata tra universi alternativi, Beverly potrebbe comparire senza che Leonard sia coinvolto direttamente, oppure potrebbe apparire in una versione differente del personaggio. Non sarebbe nemmeno la prima volta che l’universo creato da Chuck Lorre utilizza attori già noti in ruoli completamente diversi, come accaduto più volte in Young Sheldon.

Resta però evidente una cosa: Stuart Fails to Save the Universe sembra voler riallacciare il rapporto con la mitologia di The Big Bang Theory molto più di quanto abbiano fatto gli spin-off precedenti. L’utilizzo di invenzioni firmate da Sheldon e Leonard, il viaggio nel multiverso e il ritorno di personaggi storici suggeriscono che il passato della sitcom sarà parte integrante della nuova storia. E se Beverly è davvero il primo tassello, il ritorno di Leonard potrebbe non essere più soltanto un desiderio dei fan.

Il ritorno di Superman nel film Supergirl della DCU è stato ufficialmente confermato

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Dopo che Kara Zor-El, interpretata da Milly Alcock, ha fatto il suo debutto in Superman quest’estate, Superman stesso tornerà nel film Supergirl dell’estate 2026. Dopo il successo del film di James Gunn del 2025, non era chiaro se Clark Kent sarebbe apparso al fianco di sua cugina Kara nel suo grande ingresso nella DCU, ma Alcock e il regista Craig Gillespie hanno ora confermato il coinvolgimento di Superman nella storia di Supergirl.

GUARDA ANCHE: Supergirl: ecco il primo trailer con Milly Alcock!

Come riportato da Screenrant, che ha partecipato al lancio globale del teaser trailer di Supergirl della DC Studios al CCXP in Brasile e che includeva un’esclusiva sessione di domande e risposte con Milly Alcock e Craig Gillespie moderata da James Gunn, i tre hanno parlato di com’è stato entrare sul set del film, rivelando subito che il primo giorno di riprese ha visto la partecipazione di Superman per una scena girata in lingua kriptoniana.

Sebbene non facciano alcun riferimento all’attore David Corenswet, che interpreta Clark Kent, è ormai quindi chiaro che Superman avrà un ruolo nella storia di Supergirl per almeno una scena incentrata sul kryptoniano. Alcock e Gillespie hanno spiegato che Kara Zor-El parla interamente in lingua kryptoniana in quella scena. Tuttavia, dato che entrambi hanno sottolineato che la sequenza era interamente in kryptoniano per Alcock, in particolare, non è chiaro se anche Superman parlerà quella lingua.

Poiché la distruzione di Krypton gioca un ruolo fondamentale nella narrazione di Supergirl e nell’arco narrativo di Kara nel corso del film del 2026, è possibile che il ritorno di Superman coinvolga i cugini in un approfondimento della loro storia e dei diversi rapporti con il pianeta caduto. Recitare quella scena interamente in una lingua diversa dovrebbe essere familiare anche ad Alcock, che ha trascorso diverse scene di House of the Dragon parlando la lingua immaginaria dell’Alto Valyriano.

Dato che Alcock ha chiarito anche che non indossava il costume di Supergirl nel suo primo giorno di riprese con Superman, è possibile che Clark Kent vada a trovarla su uno dei tanti pianeti che lei visita nel corso del film. Alcock ha sottolineato nella sessione di domande e risposte che Kara non accetta di diventare Supergirl fino alla fine del film, mentre Gillespie ha rivelato che l’intero film è ambientato nello spazio, il che potrebbe significare che Superman la trova su un pianeta all’inizio del suo viaggio.

Considerando che la Supergirl di Milly Alcock ha fatto il suo debutto nella DCU alla fine di Superman con un breve cameo, è logico che Superman ricambi il favore con una piccola apparizione all’inizio di Supergirl. Con il tono di Supergirl che si avventura in temi molto più cupi rispetto a Superman, potremmo anche vedere Clark sotto una luce diversa rispetto al film del 2025.

Quando Supergirl uscirà nelle sale il 26 giugno 2026, il film con Milly Alcock aprirà la strada al futuro del DCU con il seguito di Superman di James Gunn, Man of Tomorrow. Proprio come il cameo di Lex Luthor nella seconda stagione di Peacemaker ha contribuito a impostare la trama del sequel, l’apparizione di Superman in Supergirl dovrebbe contenere ulteriori indizi su ciò che attende il personaggio titolare in Man of Tomorrow.

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Quello che sappiamo su Supergirl

Oltre a Milly Alcock nei panni della protagonista, Supergirl vedrà anche la partecipazione di Eve Ridley (Il problema dei 3 corpi) nel ruolo di Ruthye Mary Knolle e Matthias Schoenaerts (The Old Guard) nel ruolo del malvagio Krem delle Colline Gialle. Più recentemente, la star di Aquaman, Jason Momoa si è unita al cast nel ruolo di Lobo. Anche Krypto il Supercane dovrebbe avere un ruolo importante nella storia. Le ultime aggiunte al cast sono state David Krumholtz ed Emily Beecham nei ruoli dei genitori di Kara, Zor-El e Alura.

Questa interpretazione di Kara Zor-El si dice sia una “versione meno seria e più provocatoria dell’iconica supereroina”, poiché Gunn cerca di allontanarsi dalle “precedenti rappresentazioni della Ragazza d’Acciaio, in particolare dalla longeva serie CBS/CW interpretata da Melissa Benoist”.

Secondo una breve sinossi, questa storia seguirà Kara mentre “viaggia attraverso la galassia per festeggiare il suo 21° compleanno con Krypto il Supercane. Lungo la strada, incontra una giovane donna di nome Ruthye e finisce per intraprendere una ricerca omicida di vendetta”. L’attrice e drammaturga Ana Nogueira sta attualmente lavorando alla sceneggiatura di Supergirl. La regia verrà firmata da Craig Gillespie.

La Warner Bros. ha annunciato che la nostra nuova Ragazza d’Acciaio prenderà il volo nelle sale il 26 giugno 2026.

Il ritorno di Steve Rogers prepara Avengers: Doomsday a una reunion MCU mai mostrata

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Avengers: Endgame ha chiuso apparentemente l’arco narrativo di Steve Rogers con un addio definitivo, rimandandolo nel passato per restituire le Gemme dell’Infinito e vivere una vita lontana dal campo di battaglia. Eppure, col senno di poi, quel finale ha lasciato irrisolti diversi momenti cruciali della linea temporale del MCU.

Ora, con il ritorno di Chris Evans nei panni di Captain America confermato per Avengers: Doomsday, Marvel ha l’occasione di colmare una delle assenze più evidenti di Endgame: una reunion fondamentale che non è mai stata mostrata sullo schermo.

L’incontro mancato tra Steve Rogers e Red Skull

Quando Steve Rogers riporta le Gemme dell’Infinito al loro posto, una in particolare implica un incontro inevitabile: la Gemma dell’Anima, custodita su Vormir da Red Skull. Il villain, già antagonista principale di Captain America: Il Primo Vendicatore, viene rivelato in Infinity War come guardiano della Gemma, condannato a un’esistenza sospesa fuori dal tempo.

Questo significa che, fuori campo, Steve Rogers ha dovuto affrontare nuovamente il suo primo grande nemico. Un momento carico di significato emotivo e simbolico, che Endgame ha scelto di non mostrare, lasciandolo all’immaginazione degli spettatori. Con Avengers: Doomsday pronto a esplorare nuovamente il ruolo di Steve dopo il viaggio nel passato, quella reunion può finalmente diventare canonica.

Marvel potrebbe inserire Red Skull nella narrazione in diversi modi. Il più diretto sarebbe mostrare un frammento del viaggio di Steve mentre restituisce le Gemme, dando spazio a un confronto teso e malinconico tra due figure ormai trasformate dal tempo. In alternativa, il personaggio potrebbe tornare in una forma ancora più ambiziosa: un’alleanza con Doctor Doom.

Nei fumetti Marvel, Red Skull e Doom hanno già collaborato in passato, e Doomsday potrebbe attingere a questa tradizione per giustificare una minaccia di scala epica. Un simile sviluppo non solo darebbe nuovo peso al ritorno di Steve Rogers, ma renderebbe finalmente visibile una delle connessioni più importanti mai esplorate del MCU.

Il ritorno di Stefano Chiantini con Emma Marrone al cinema

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Il ritorno di Stefano Chiantini con Emma Marrone al cinema

Dopo essere stato presentato alla 20° edizione di Alice nella Città all’interno della Festa del Cinema di Roma 2022, Adler Entertainment è lieta di annunciare la data d’uscita del film Il Ritorno, di Stefano Chiantini con Emma Marrone. Il film, in uscita in sala il prossimo 15 dicembre, è anticipato da un tour nelle sale di diverse città italiane che vedrà la presenza in sala della protagonista Emma Marrone, giunta al suo primo ruolo attoriale da protagonista. 

Il Ritorno mette in scena il dramma di una donna (Emma Marrone) che fa ritorno alla propria famiglia dopo aver trascorso dieci anni in carcere, raccontandone il dramma della lunga separazione e del tentativo di riappropriarsi della vita lasciata indietro.Il film è una produzione World Video Production con Rai Cinema-MiC-Marvin Film-Bling Flamingo e Lazio Cinema International. Il Ritorno sarà distribuito in Italia da Adler Entertainment.

Teresa è una giovane donna, abita con Pietro in un quartiere periferico di una livida città del Lazio e hanno un figlio di circa un anno, Antonio. Devono fare i conti con la mancanza di lavoro e le difficoltà economiche, ma sembrano riuscire a far funzionare le cose; fino a quando i comportamenti di Pietro non finiscono per mettere a rischio la donna ed il piccolo. Questo cambierà la vita di Teresa e non solo, che dieci anni dopo esce dal carcere e cerca di recuperare la vita lasciata indietro.

Il ritorno di Silvio Soldini alla commedia raccontato dal regista e dal suo cast

Silvio Soldini ha presentato presso il cinema The Space Moderno di Roma la sua ultima fatica, un ritorno alla commedia ad otto anni da Agata e la tempesta dopo due lavori che definisce “dallo stile quasi documentaristico” come Giorni e nuvole e Cosa voglio di più. Con lui, una nutrita rappresentanza del cast artistico e tecnico del film.

Il ritorno di Robert Downey Jr. nel MCU come Dottor Destino è una buona cosa?

I Marvel Studios sono soliti mandare onde d’urto nella Hall H – e nelle notizie di cultura pop – ogni volta che annunciano la loro programmazione al San Diego Comic-Con e quest’anno non è stato diverso. Sabato è stato rivelato che Joe e Anthony Russo dirigeranno i prossimi due film dei Vendicatori, Avengers: Doomsday e Avengers: Secret Wars. Ma lo shock più grande è stato il ritorno nel MCU di Robert Downey Jr. nel ruolo dell’arcinemesi dei Fantastici Quattro, il Dottor Destino. Le reazioni sono contrastanti e non c’è da stupirsi: se da un lato Downey ha affinato il suo talento post-MCU con progetti come Oppenheimer e The Sympathizer, dall’altro non sembra essere adatto al ruolo di Destino.

Il casting di Robert Downey Jr. non tiene conto di un elemento vitale della storia del Dottor Destino

Robert Downey Jr.

Scegliendo Robert Downey Jr. per il ruolo del Dottor Destino, il MCU sta continuando una tendenza preoccupante per quanto riguarda le versioni live-action di Destino: ignorare le sue origini rom. Victor Von Doom è cresciuto in una tribù rom, combinando la stregoneria ereditata dalla madre Cynthia e la sua innata intelligenza per proteggere la sua gente. In effetti, le difficoltà subite da bambino lo hanno spinto a conquistare la sua patria, Latveria, perché voleva creare una casa dove la sua gente potesse essere al sicuro. Le precedenti incarnazioni cinematografiche di Destino hanno ignorato questo aspetto, con Julian McMahon che interpreta Von Doom come un surrogato di Lex Luthor e Toby Kebbell che lo interpreta come uno scienziato antisociale. Considerando il lavoro svolto nei precedenti film del MCU, come il franchise di Black Panther e Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli, questo sembra un passo indietro.

L’apparizione del Dottor Destino potrebbe essere troppo precoce nel MCU

Dottor Destin

L’apparizione di Downey nei panni del Dottor Destino solleva anche un’altra questione importante: È troppo presto per l’apparizione del personaggio? Destino è spesso considerato uno dei più grandi cattivi dell’Universo Marvel, ma ci è voluto del tempo perché raggiungesse questa posizione nei fumetti. Doom non si scontra con i Fantastici Quattro fino al quinto numero del loro fumetto; alla fine è salito alla ribalta negli anni Ottanta con la maxiserie originale Marvel Super Hero Secret WarsDoomsday e Secret Wars probabilmente si ispirano a questa maxiserie per la loro trama.

L’apparizione di Destino sembra anche una decisione dell’ultimo minuto, soprattutto se si considerano i piani originali per i prossimi due film degli Avengers. Doomsday era originariamente intitolato The Kang Dynasty e avrebbe dovuto vedere gli Eroi più potenti della Terra combattere contro Kang il Conquistatore, ma l’abbandono del progetto da parte di Destin Daniel Cretton e il processo di Jonathan Majors, unito al licenziamento dal ruolo di Kang, hanno portato a un grosso scossone. Anche se Destino ha avuto un ruolo nell’originale Secret Wars, sarebbe stato molto più avvincente se fosse stato costruito per essere una minaccia importante o se avesse affrontato prima i Fantastici Quattro.

Il ritorno di Robert Downey Jr. sembra prendere le lezioni sbagliate dagli altri successi del MCU

Non è un segreto che Kevin Feige, capo dei Marvel Studios, voglia fare di Doomsday e Secret Wars lo stesso tipo di evento blockbuster, sullo stampo dei precedenti film del MCU come Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame. Non è nemmeno un segreto che i Russo desiderassero adattare Secret Wars, e Joe Russo lo ha definito il fumetto che lo ha fatto innamorare dell’Universo Marvel al SDCC. Ma ciò che tutti dimenticano è che quei successi sono stati il risultato della pazienza. C’è voluto tempo per costruire gli eventi che hanno portato a Infinity War e Endgame, e persino al primo film dei Vendicatori. Affrettandosi a inserire Destino nel film, Feige e i Russo rischiano di sminuire la minaccia che il Signore di Latveria rappresentava nel materiale di partenza.

Il ritorno di Downey sembra anche un piano di Ave Maria per attirare gli spettatori del MCU che sono lontani dal franchise, e i Marvel Studios avrebbero dovuto guardare a due dei loro precedenti successi quando hanno deciso il ruolo di Destino. Spider-Man: No Way Home ha riportato sul grande schermo le versioni di Andrew Garfield e Tobey Maguire di Peter Parker, ma non erano il fulcro del film: il web-slinger di Tom Holland era ancora al centro della scena. Anche Deadpool & Wolverine adotta una tattica simile, utilizzando la maggior parte del tempo dello schermo per concentrarsi sulla dinamica tra i mutanti di Ryan Reynolds e Hugh Jackman, che sta dando i suoi frutti al botteghino. Il ritorno di Downey sembra lo stesso tipo di palese gioco nostalgico che ha guidato Ghostbusters: Afterlife e The Flash, e i creativi coinvolti dovranno lavorare per rendere Destino un personaggio davvero convincente.

I Marvel Studios potrebbero perdersi una rivalità iconica nei fumetti

Avengers: Secret Wars

Introducendo il Dottor Destino come prossimo grande cattivo dei film degli Avengers si perde un conflitto avvincente: la rivalità tra lui e Reed Richards, alias Mister Fantastic. Destino si sente superiore a Reed e cerca di dimostrarlo in ogni occasione, dai suoi tentativi di conquista del mondo alle sue battaglie con i Fantastici Quattro. L’esempio più grande si trova in Secret Wars di Jonathan Hickman e Esad Ribic del 2015; quando il multiverso Marvel è stato distrutto, Destino ha ottenuto un potere divino e ha riunito i frammenti di varie realtà per creare Battleworld. Ma nel processo ha anche rubato la famiglia di Reed, Sue, Valeria e Franklin. Solo quando Reed e Destino si scontrarono sul Battleworld che stava crollando, Destino ammise finalmente che Reed era migliore di lui. Naturalmente, questo aspetto potrebbe essere approfondito nelle serie future, ma non avere la loro rivalità come fondamento delle loro relazioni rischia di far perdere una delle dinamiche caratteriali più importanti tra i due.

Ciò che rende Secret Wars del 2015 così avvincente è che è stato il culmine di una storia lunga anni che Hickman aveva creato, a partire dal suo lavoro su Fantastic Four. I Marvel Studios dovrebbero dedicare alla comparsa di Destino la stessa cura, e non limitarsi a regolarla nel franchise degli Avengers; se The Fantastic Four: First Steps si rivelerà un successo, i futuri film dei Fantastici Quattro potrebbero utilizzarlo come personaggio. Downey ha pronunciato la frase “Nuova maschera, stesso compito” nella Hall H: speriamo che si tratti di un modo di dire e non di un’accusa all’approccio narrativo dei Russo.

Avengers: Doomsday debutterà nelle sale americane nel maggio 2026, mentre Avengers: Secret Wars debutterà nel maggio 2027. Avengers: Endgame è disponibile in streaming su Disney+.

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Il ritorno di Ned Stark nel prequel HBO: parla l’interprete Robert Aramayo

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Il possibile ritorno di Ned Stark nel mondo de Il trono di spade torna al centro dell’attenzione grazie alle dichiarazioni di Robert Aramayo, interprete della versione giovane del personaggio nella sesta stagione della serie HBO.

Prima di ottenere il ruolo di Elrond ne Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, Aramayo aveva infatti vestito i panni di Ned Stark durante alcune visioni di Bran Stark ambientate nel passato. Ora, con l’annuncio del prequel teatrale Game of Thrones: The Mad King, che debutterà al Royal Shakespeare Theatre nell’estate 2026, si riaccende l’interesse su un possibile ritorno del personaggio.

Aramayo frena sul ritorno nei panni di Ned Stark

In un’intervista con di ScreenRant per il film I Swear, all’attore è stato chiesto se sarebbe disposto a riprendere il ruolo di Ned, soprattutto nel caso in cui HBO decidesse di adattare lo spettacolo in una serie televisiva. Pur ricordando con affetto l’esperienza, Aramayo ha lasciato intendere che un ritorno è improbabile:

“È stata una parte davvero straordinaria della mia vita. Ho adorato interpretare Ned, è stato fantastico. Amo Game of Thrones. Ero entusiasta di farlo, è stato uno dei miei primi lavori. Ho ricordi bellissimi, ma è passato molto tempo.

Tutti gli episodi della sesta stagione de Il trono di Spade, compresi quelli con Aramayo, sono stati pubblicati nel 2016. Nel decennio successivo, l’attore ha recitato in produzioni come Dietro i suoi occhi, Mindhunter e The King’s Man, fino alla recente vittoria del BAFTA come miglior attore protagonista per I Swear.

Considerando il tempo trascorso e l’evoluzione della sua carriera, è improbabile che torni a interpretare il giovane Ned, anche se HBO dovesse realizzare una serie su The Mad King. Il prequel teatrale esplora il Grande Torneo di Harrenhal, dove Rhaegar Targaryen rivela pubblicamente i suoi sentimenti per Lyanna Stark, e la Ribellione di Robert, la guerra scatenata dalle azioni dei due che cambierà per sempre Westeros.

Le scene di Aramayo nella sesta stagione de Il trono di spade sono ambientate alla fine della Ribellione di Robert, quando Ned si reca alla Torre della Gioia per trovare sua sorella Lyanna e affronta i membri della Guardia Reale. Quando i due si riuniscono, Ned le fa una promessa nei suoi ultimi momenti: crescerà suo figlio come se fosse il suo e non rivelerà la sua vera identità. Gli eventi del prequel sono ambientati prima di tutto questo.

Sono già in sviluppo numerosi spin-off de Il trono di spade, ma nonostante il grande interesse dei fan per The Mad King, il progetto potrebbe rimanere limitato al teatro, senza una trasposizione televisiva. Inoltre, gli impegni di Aramayo con Gli Anelli del Potere, già confermata per più stagioni, rendono ancora più difficile immaginare un suo ritorno nei panni di Ned Stark.

Il Ritorno di Mary Poppins: un sequel è già in lavorazione

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Il Ritorno di Mary Poppins: un sequel è già in lavorazione

Apprendiamo da CBR che la Disney è nelle prime fasi di sviluppo di un sequel di Il Ritorno di Mary Poppins. Il secondo film basato sulla serie di libri di P.L. Travers, con protagonista Emily Blunt è già riuscito a guadagnare oltre 260 milioni di dollari al botteghino USA. E ora sembra che la Disney voglia riportare la tata magica sul grande schermo.

Secondo The Sun, i dirigenti della Disney sono nelle fasi iniziali della messa a punto di una trama per un nuovo sequel. Rob Marshall, che ha diretto l’ultimo film, tornerà probabilmente alla regia insieme alla star, Emily Blunt. Parlando a un evento per i candidati al BAFTA, Marshall ha detto: “Sono le prime fasi, ma in questo momento dirò che esistono otto libri della serie, quindi c’è ancora molto materiale da non perdere.”

“Emily si illumina quando me ne parla e se la gente lo vuole, penso che accadrà”, ha aggiunto il produttore John DeLuca. La Blunt aveva infatti già dichiarato di essere “pronta per un sequel”.

Il Ritorno di Mary Poppins, leggi la recensione

Il film racconta di Jane e Michael Banks oramai diventati adulti che, dopo una grave perdita, accolgono in casa Mary Poppins. Attraverso le sue doti magiche, e con l’aiuto del suo amico Jack, Mary aiuterà la famiglia a riscoprire la gioia e il senso di meraviglia che hanno abbandonato le loro vite.

Nel cast del film Emily Blunt, nel ruolo che fu di Julie AndrewsLin-Manuel Miranda, creatore del musical di grandissimo successo Hamilton, e la tre volte premio Oscar Meryl Streep, che interpreterà il ruolo della cugina Topsy. Ben Whishaw (Spectre, The Zero Theorem, Paddington) interpreterà invece Michael Banks da adulto e Emily Mortimer sarà Jane. Infine ci saranno anche Dick Van Dyke e Angela Lansbury.

La sceneggiatura sarà scritta da David Magee; per quanto riguarda la colonna sonora, importantissima per questo progetto, il candidato al premio Oscar Marc Shaiman si occuperà della composizione, mentre il vincitore del Tony Award Scott Wittman scriverà nuove canzoni originali.

A dirigere il film è stato chiamato un esperto di musical, Rob Marshall. L’ambientazione, che nel primo film era di poco precedente alla Prima Guerra Mondiale, in questo film sarà quella della Grande Depressione, mentre la storia sarà basata sulle storie di Pamela Lyndon Travers su Mary Poppins e la famiglia Banks.

Il Ritorno di Mary Poppins: un magico video dal backstage

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Il Ritorno di Mary Poppins: un magico video dal backstage

È stata diffusa un magico video dal dietro le quinte de Il Ritorno di Mary Poppins, il film con Emily Blunt che vedrà tornare al cinema l’iconica bambinaia interpretata da Julie Andrews.

Guarda anche – Il ritorno di Mary Poppins: il trailer ufficiale con Emily Blunt

Nel cast del film Il Ritorno di Mary Poppins Emily Blunt, nel ruolo che fu di Julie AndrewsLin-Manuel Miranda, creatore del musical di grandissimo successo Hamilton, e la tre volte premio Oscar Meryl Streep, che interpreterà il ruolo della cugina Topsy. Ben Whishaw (Spectre, The Zero Theorem, Paddington) interpreterà invece Michael Banks da adulto e Emily Mortimer sarà Jane. Infine ci saranno anche Dick Van Dyke e Angela Lansbury.

Il film arriverà in sala il 19 dicembre 2018 e racconta di Jane e Michael Banks oramai diventati adulti che, dopo una grave perdita, accolgono in casa Mary Poppins. Attraverso le sue doti magiche, e con l’aiuto del suo amico Jack, Mary aiuterà la famiglia a riscoprire la gioia e il senso di meraviglia che hanno abbandonato le loro vite.

La sceneggiatura sarà scritta da David Magee; per quanto riguarda la colonna sonora, importantissima per questo progetto, il candidato al premio Oscar Marc Shaiman si occuperà della composizione, mentre il vincitore del Tony Award Scott Wittman scriverà nuove canzoni originali. A dirigere il film è stato chiamato un esperto di musical, Rob Marshall. L’ambientazione, che nel primo film era di poco precedente alla Prima Guerra Mondiale, in questo film sarà quella della Grande Depressione, mentre la storia sarà basata sulle storie di Pamela Lyndon Travers su Mary Poppins e la famiglia Banks.

Il Ritorno di Mary Poppins, leggi la recensione

Il ritorno di Mary Poppins: trama, cast e curiosità sul film

Il ritorno di Mary Poppins: trama, cast e curiosità sul film

Tutti conoscono il personaggio di Mary Poppins, la straordinaria tata ideata dalla scrittrice Pamela Lyndon Travers (la cui vicenda è stata raccontata nel film Saving Mr. Banks). Ideata nel 1934, questa è poi arrivata al cinema su volontà di Walt Disney nel 1964 con il film Mary Poppins. A distanza di ben 54 anni, è poi arrivato al cinema il suo sequel diretto dal titolo Il ritorno di Mary Poppins (qui la recensione). Questo rielabora non solo i contenuti dell’originale, ma introduce anche elementi nuovi, che vanno di pari passo con le disponibilità tecnologiche oggi presenti e che hanno permesso di ottenere risultati visivi strepitosi.

La volontà di dar vita ad un sequel, in realtà, circolava già al momento della distribuzione del primo film. Per decenni si è tentato di concretizzare quest’idea, ma la Travers si oppose in ogni caso, non trovando di suo gradimento quanto le veniva proposto. È stato solo nel 2015, con il consenso dei suoi eredi, che si è trovato modo di riportare Mary Poppins sul grande schermo, riadattando alcuni tentativi di sceneggiatura scritti nel corso del tempo. Diretto da Rob Marshall (noto anche per i musical Chicago, Nine e Into the Woods), il film è poi stato candidato agli Oscar per i suoi costumi e la colonna sonora.

Con un incasso di 350 milioni di dollari, Il ritorno di Mary Poppins ha ottenuto ampi consensi tanto presso i fan del primo film quanto presso le nuove generazioni. Di fronte alla magia portata su schermo da questo film, è infatti difficile rimanere impassibili. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Il ritorno di Mary Poppins: la trama del film

Ambientato a Londra nel 1935, circa vent’anni dopo gli eventi del primo film, questo sequel vede Michael e Jane Banks ormai cresciuti ma residenti ancora nella vecchia casa dei loro genitori. Mentre Michael tenta di gestire i tre figli Annabel, John e Georgie, deve anche far fronte alle difficoltà economiche e alla recente scomparsa di sua moglie. Per fortuna, ad aiutarlo ci sono sua sorella, la quale è però impegnata in diverse battaglie per i diritti dei lavoratori, e la domestica Ellen. Le cose sembrano però complicarsi in modo quantomai drammatico quando il signor Wilkins, direttore della banca per cui Michael lavora, decide di procedere al pignoramento della casa del suo dipendente.

Fortunatamente il vento inizia a cambiare per loro quando Mary Poppins, la bambinaia che con i suoi straordinari poteri magici è in grado di trasformare qualsiasi mansione giornaliera in una fantastica avventura, torna nelle loro vite, senza essere invecchiata di un giorno. Insieme al suo vecchio amico Jack, un lampionaio affascinante e ottimista, Mary accompagnerà i piccoli Banks in una serie di incredibili avventure arricchite da incontri con personaggi stravaganti, tra cui la sua eccentrica cugina Topsy, riportando vita, amore e speranza nella loro casa.

Il ritorno di Mary Poppins film

Il ritorno di Mary Poppins: il cast e i personaggi del film

Il ruolo che fu di Julie Andrews, ovvero quello di Mary Poppins, è stato per questo sequel affidato ad Emily Blunt, approvata anche dalla stessa Andrews. Commossa dalla fiducia riposta in lei, l’attrice dedicò anima e corpo per dar vita ad una versione nuova ma fedele del personaggio. Per far ciò, si basò soprattutto sugli scritti della Travers, riscontrando come tra la Mary Poppins dei libri e del film del 1964 vi siano diverse differenze. Per la Andrews era stato anche pensato un cameo alla fine del film, ma questa rifiutò per non rubare attenzioni alla Blunt. Al suo posto, nei panni della signora che sul finale vende palloncini, si ritrova dunque la celebre Angela Lansbury. Nei panni di Michael e Jane Banks vi sono invece gli attori Ben Whishaw e Emily Mortimer, mentre la domestica Ellen è interpretata da Julie Walters.

I piccoli Annabel, John e Georgie sono invece interpretati da Pixie Davis, Nathanael Saleh e Joel Dawson. L’attrice premio Oscar Meryl Streep compare nei panni di Topsy, l’eccentrica cugina di Mary Poppins. Con questo film la Streep è tornata a recitare con la Blunt dopo Il diavolo veste Prada e Into the Woods. Un personaggio del tutto inedito è invece quello del lampionaio Jack, interpretato da Lin-Manuel Miranda. Colin Firth è l’antagonista, l’avido Wilkins. Dick Van Dyke, che recitò anche nel film del 1964, compare qui nel ruolo di Dawes Jr. Per questo, nonostante i suoi 91 anni, ha interpretato personalmente la complessa scena di ballo. Tale performance è stata unanimemente acclamata come una delle più straordinarie del film.

Le canzoni di Il ritorno di Mary Poppins

Elemento fondamentale in Il ritorno di Mary Poppins sono le canzoni cantate dai protagonisti.  Il compositore, Marc Shaiman e il paroliere Scott Wittman hanno lavorato sulla colonna sonora scrivendo nove canzoni originali per il film. Tra queste spicca in particolare Il posto dove si nasconde, brano poi nominato agli Oscar nella categoria Miglior canzone originale. La partitura include però anche riferimenti musicali alle canzoni e partiture del primo film, scritte dai fratelli Richard e Robert Sherman, quali “Basta un poco di zucchero“, “La tata perfetta“, “La cattedrale” e “L’Aquilone“. Proprio Richard Sherman ha inoltre svolto il ruolo di consulente musicale, approvando i nuovi brani scritti per il film.

Il trailer di Il ritorno di Mary Poppins e dove vederlo in streaming e in TV

È possibile fruire di Il ritorno di Mary Poppins grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Apple TV, Disney+ e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di giovedì 28 dicembre alle ore 21:25 sul canale Rai 1.

Fonte: IMDb

Il Ritorno di Mary Poppins: magica anteprima a Milano

Il Ritorno di Mary Poppins: magica anteprima a Milano

La sera del 18 dicembre, numerose celebrities hanno sfilato a Milano sul red carpet dell’anteprima italiana del film Disney Il Ritorno di Mary Poppins, un sequel completamente nuovo e originale che arriverà nelle sale il 20 dicembre.

In un’atmosfera ricca di magia, musica e colori, gli ospiti sono stati accolti con allestimenti ispirati ai momenti più iconici del film, dal leggendario Viale dei Ciliegi, all’arredamento sopra-sotto del negozio di Topsy, l’eccentrica cugina di Mary Poppins, fino alla vasca da bagno in cui i piccoli Banks si tuffano nella loro prima divertente avventura.

Serena Rossi, che ne Il Ritorno di Mary Poppins è la voce italiana nelle canzoni interpretate dalla tata praticamente perfetta, ha regalato agli ospiti presenti in sala un’emozionante interpretazione con un medley di brani tratti dalla colonna sonora del film.

Daniel Frigo, amministratore delegato di The Walt Disney Company Italia ha commentato: “È stata una fantastica serata, con la quale abbiamo voluto rendere omaggio al ritorno sul grande schermo di un’icona senza tempo. Mary Poppins è uno dei personaggi più amati in assoluto da intere generazioni e Serena Rossi, già apprezzata dal pubblico Disney, è perfetta per interpretare le nuove canzoni della celebre tata che presto entreranno nel cuore di tutti. I miei complimenti vanno al grande team Disney Italia, che ha lavorato con passione e che, in sinergia con i nostri partner, ha saputo dare nuova vita alla magia legata a questo intramontabile personaggio”.

Tra i numerosi ospiti, erano presenti anche le voci italiane di alcuni protagonisti del film, ovvero Domitilla D’Amico (Mary Poppins) e Renato Novara (Michael Banks). Sul carpet hanno inoltre sfilato numerosi volti noti del cinema, della musica, della televisione e del web, tra cui le voci di X-Factor Luna Melis, Naomi e Sherol Dos Santos e il giudice Lodo Guenzi. Con loro anche i Casa Surace, Enzo Miccio, Giulia De Lellis, Nicole Mazzocato, Silvio Soldini, Mariasole Pollio, Ellen Hidding, Barbara Snellenburg, Guido Bagatta, Tessa Gelisio, Paola Iezzi, Syria, Lidia Schillaci, Valerio Scanu, Rosaria Renna, Stefano Tacconi, Susanna Messaggio, Alessandra Drusian, Fabio Ricci e molti altri ancora.

Per l’occasione, il team di make-up artist di L’Oréal Paris ha realizzato sette make-up ispirati alla celebre tata, arricchiti dai rossetti Color Riche della Collezione Limited Edition con la quale il brand celebra l’arrivo del film nelle sale.

Durante la serata, inoltre, gli ospiti hanno potuto ammirare le 20 opere realizzate dagli artisti italiani del progetto ARTUPIA in omaggio a Il Ritorno di Mary Poppins. Riprodotte in 1.000 repliche limited edition, le opere sono state diffuse in questi giorni nei centri storici di Milano, Roma, Pisa e Venezia, con grande sorpresa dei passanti che hanno potuto scegliere e tenere con sé il soggetto a loro più gradito.

Diretto dal regista candidato all’Oscar® e all’Emmy® Rob Marshall e interpretato da Emily Blunt nel ruolo dell’iconica tata “praticamente perfetta”, Il Ritorno di Mary Poppins è ambientato a Londra durante la Grande Depressione degli anni ‘30, ventiquattro anni dopo gli eventi del film originale. Michael Banks lavora nella stessa banca in cui lavorava suo padre e vive ancora al numero 17 di Viale dei Ciliegi con i suoi tre figli Annabel, Georgie e John e la domestica Ellen. Proseguendo la tradizione inaugurata dalla loro madre, Jane Banks combatte per i diritti dei lavoratori e aiuta la famiglia di Michael. Quando la famiglia subisce una perdita personale, Mary Poppins ritorna magicamente nella vita dei Banks e, con l’aiuto di Jack, li aiuta a ritrovare la gioia di vivere e il senso della meraviglia.

Leggi la recensione de Il Ritorno di Mary Poppins

Il Ritorno di Mary Poppins: le scene con Dick Van Dyke ci faranno piangere

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Tra poco più di un mese sbarcherà nelle nostre sale Il Ritorno di Mary Poppins, atteso “sequel” che vede protagonista Emily Blunt nei panni dell’iconica tata resa celebre da Julie Andrews. Nel film, come già annunciato, ci sarà anche Dick Van Dyke in quelli del sig. Dawes Jr., e da quanto raccontato dall’attrice l’atmosfera sul set in presenza dell’attore ha letteralmente fatto piangere ogni membro della troupe:

Dick aveva appena terminato il suo discorso, e Rob [Marshall] riusciva a stento a trattenere le lacrime. La scena finì e per qualche secondo rimanemmo in attesa del suo segnale…fu allora che ci rendemmo conto che stavamo scrivendo davvero un capitolo successivo di Mary Poppins e che onore sarebbe stato portare avanti la sua eredità

Dello stesso parere è Lin-Manuel Miranda, co-protagonista, che racconta: “Il giorno in cui abbiamo avuto Dick sul set è stato il più emozionante della lavorazione, perché doveva recitare questo bellissimo monologo e ha anche cantato improvvisando ‘Feed the Birds’. Quando ero un bambino il solo accenno di quella melodia mi faceva scoppiare in lacrime, impedendomi di finire il film. Rivederlo dal vivo, eseguito da Dick, è stato davvero straordinario“.

Ecco il trailer ufficiale di Il ritorno di Mary Poppins

Nel cast del film Emily Blunt, nel ruolo che fu di Julie AndrewsLin-Manuel Miranda, creatore del musical di grandissimo successo Hamilton, e la tre volte premio Oscar Meryl Streep, che interpreterà il ruolo della cugina Topsy. Ben Whishaw (Spectre, The Zero Theorem, Paddington) interpreterà invece Michael Banks da adulto e Emily Mortimer sarà Jane. Infine ci saranno anche Dick Van Dyke e Angela Lansbury.

Il film arriverà in sala il 19 dicembre 2018 e racconta di Jane e Michael Banks oramai diventati adulti che, dopo una grave perdita, accolgono in casa Mary Poppins. Attraverso le sue doti magiche, e con l’aiuto del suo amico Jack, Mary aiuterà la famiglia a riscoprire la gioia e il senso di meraviglia che hanno abbandonato le loro vite.

La sceneggiatura sarà scritta da David Magee; per quanto riguarda la colonna sonora, importantissima per questo progetto, il candidato al premio Oscar Marc Shaiman si occuperà della composizione, mentre il vincitore del Tony Award Scott Wittman scriverà nuove canzoni originali.

A dirigere il film è stato chiamato un esperto di musical, Rob Marshall. L’ambientazione, che nel primo film era di poco precedente alla Prima Guerra Mondiale, in questo film sarà quella della Grande Depressione, mentre la storia sarà basata sulle storie di Pamela Lyndon Travers su Mary Poppins e la famiglia Banks.

Il Ritorno di Mary Poppins, leggi la recensione

Fonte: EW

Il Ritorno di Mary Poppins: le immagini dai numeri musicali

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Il Ritorno di Mary Poppins: le immagini dai numeri musicali

Sono state diffuse nuove immagini da Il Ritorno di Mary Poppins, il film con Emily Blunt che porterà sul grande schermo la bambinaia passata alla storia con il volto e la voce di Julie Andrews.

La Blunt raccoglie il testimone in quello che sarà un sequel della storia originale e che vedrà Jane e Michael Banks cresciuti. Di seguito le immagini che ritraggono Emily Blunt, al fianco di Lin-Manuel Miranda e ai giovani, nuovi protagonisti.

Il Ritorno di Mary Poppins: le scene con Dick Van Dyke ci faranno piangere

Nel cast del film Emily Blunt, nel ruolo che fu di Julie AndrewsLin-Manuel Miranda, creatore del musical di grandissimo successo Hamilton, e la tre volte premio Oscar Meryl Streep, che interpreterà il ruolo della cugina Topsy. Ben Whishaw (Spectre, The Zero Theorem, Paddington) interpreterà invece Michael Banks da adulto e Emily Mortimer sarà Jane. Infine ci saranno anche Dick Van Dyke e Angela Lansbury.

Il film arriverà in sala il 19 dicembre 2018 e racconta di Jane e Michael Banks oramai diventati adulti che, dopo una grave perdita, accolgono in casa Mary Poppins. Attraverso le sue doti magiche, e con l’aiuto del suo amico Jack, Mary aiuterà la famiglia a riscoprire la gioia e il senso di meraviglia che hanno abbandonato le loro vite.

La sceneggiatura sarà scritta da David Magee; per quanto riguarda la colonna sonora, importantissima per questo progetto, il candidato al premio Oscar Marc Shaiman si occuperà della composizione, mentre il vincitore del Tony Award Scott Wittman scriverà nuove canzoni originali.

A dirigere il film è stato chiamato un esperto di musical, Rob Marshall. L’ambientazione, che nel primo film era di poco precedente alla Prima Guerra Mondiale, in questo film sarà quella della Grande Depressione, mentre la storia sarà basata sulle storie di Pamela Lyndon Travers su Mary Poppins e la famiglia Banks.

Il Ritorno di Mary Poppins, leggi la recensione

Il ritorno di Mary Poppins: la nuova canzone nello sneak peek

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Il ritorno di Mary Poppins: la nuova canzone nello sneak peek

La Disney ha diffuso un nuovo teaser per Il Ritorno di Mary Poppins, dandoci la possibilità di sbirciare dietro le quinte del film e farci tornare di nuovo su viale dei Ciliegi. Mentre il teaser ci presenta molti momenti eccitanti, la parte migliore è quella che ci offre le prime note delle canzoni originali del film.

La nuova canzone in questione è interpretata da Lin-Manuel Miranda, star di Broadway che interpreterà Jack il Lampionaio, una specie di sostituto del caro Bert, interpretato da Dick Van Dyke nell’originale con Julie Andrews.

Vecchio amico di Mary, Jack è “un lampionaio affascinante e ottimista che porta lice e vita alle strade di Londra e a tutti quelli che gli sono intorno.” Il suo ottimismo è mostrato nella canzone che canta nel video e che offre una prospettiva sul rimanere positivi anche quando la vita va male.

Nel cast del film Emily Blunt, nel ruolo che fu di Julie AndrewsLin-Manuel Miranda, creatore del musical di grandissimo successo Hamilton, e la tre volte premio Oscar Meryl Streep, che interpreterà il ruolo della cugina Topsy. Ben Whishaw (Spectre, The Zero Theorem, Paddington) interpreterà invece Michael Banks da adulto e Emily Mortimer sarà Jane. Infine ci saranno anche Dick Van Dyke e Angela Lansbury.

Il film arriverà in sala il 19 dicembre 2018 e racconta di Jane e Michael Banks oramai diventati adulti che, dopo una grave perdita, accolgono in casa Mary Poppins. Attraverso le sue doti magiche, e con l’aiuto del suo amico Jack, Mary aiuterà la famiglia a riscoprire la gioia e il senso di meraviglia che hanno abbandonato le loro vite.

La sceneggiatura sarà scritta da David Magee; per quanto riguarda la colonna sonora, importantissima per questo progetto, il candidato al premio Oscar Marc Shaiman si occuperà della composizione, mentre il vincitore del Tony Award Scott Wittman scriverà nuove canzoni originali.

A dirigere il film è stato chiamato un esperto di musical, Rob Marshall. L’ambientazione, che nel primo film era di poco precedente alla Prima Guerra Mondiale, in questo film sarà quella della Grande Depressione, mentre la storia sarà basata sulle storie di Pamela Lyndon Travers su Mary Poppins e la famiglia Banks.

Il Ritorno di Mary Poppins, leggi la recensione

Il ritorno di Mary Poppins: intervista a Emily Blunt e Lin-Manuel Miranda

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In occasione della premiere a Londra di Il Ritorno di Mary Poppins, abbiamo avuto il piacere di intervistare Emily Blunt, Lin-Manuel MirandaJeremy Swift. Diretto dal regista candidato all’Oscar e all’Emmy Rob Marshall e interpretato da Emily Blunt nel ruolo dell’iconica tata “praticamente perfetta”, Il Ritorno di Mary Poppins è ambientato a Londra durante la Grande Depressione degli anni ‘30, ventiquattro anni dopo gli eventi del film originale.

Nel cast del film Il Ritorno di Mary Poppins anche  Meryl Streep, Ben Whishaw, Emily Mortimer, Colin Firth, Dick Van Dyke, Serena Rossi, Angela Lansbury e Julie Walters.

Nel film Michael Banks lavora nella stessa banca in cui lavorava suo padre e vive ancora al numero 17 di Viale dei Ciliegi con i suoi tre figli Annabel, Georgie e John e la domestica Ellen. Proseguendo la tradizione inaugurata dalla loro madre, Jane Banks combatte per i diritti dei lavoratori e aiuta la famiglia di Michael. Quando la famiglia subisce una perdita personale, Mary Poppins ritorna magicamente nella vita dei Banks e, con l’aiuto di Jack, li aiuta a ritrovare la gioia di vivere e il senso della meraviglia.

Diretto da Rob Marshall, Il Ritorno di Mary Poppins è prodotto da John DeLuca, p.g.a., Rob Marshall, p.g.a., e Marc Platt, p.g.a., mentre Callum McDougall è il produttore esecutivo. Il film comprende una serie di canzoni originali completamente nuove con le musiche di Marc Shaiman e i testi di Scott Wittman e Shaiman, oltre a una colonna sonora originale firmata da Shaiman.

Il Ritorno di Mary Poppins: in Pakistan è stato promosso con l’immagine di Yondu

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Il Ritorno di Mary Poppins è stato uno dei film che hanno accompagnato le vacanze natalizie dei fan Disney in tutto il mondo. Pur non raccogliendo pareri unanimi, il film con Emily Blunt ha riportato sul grande schermo la magia della tata più famosa del mondo, andando a ingrassare le casse della Casa di Topolino.

Il Ritorno di Mary Poppins è stato promosso al meglio dallo Studio, ma in Pakistan, i proprietari di un cinema locale, hanno scelto un modo tutto particolare di promuovere il film, ovvero, utilizzando l’immagine di Yondu, il personaggio interpretato da Michael Rooker in Guardiani della Galassia e nel Vol. 2.

Ma cosa c’entra il Ravager con il personaggio di Pamela L. Travers? La risposta si trova nel secondo film sui Guardiani, quando, nel finale, Star Lord paragona Yondu, suo padre adottivo, a Mary Poppins. Ebbene, questo cinema ha deciso di sfruttare il successo di quella battuta del film, che ha fatto scatenare l’internet all’epoca dell’uscita in sala.

Ecco cosa ha condiviso su Reddit un utente:

Il Ritorno di Mary Poppins racconta di Jane e Michael Banks oramai diventati adulti che, dopo una grave perdita, accolgono in casa Mary Poppins. Attraverso le sue doti magiche, e con l’aiuto del suo amico Jack, Mary aiuterà la famiglia a riscoprire la gioia e il senso di meraviglia che hanno abbandonato le loro vite.

Il Ritorno di Mary Poppins, leggi la recensione

Nel cast del film Emily Blunt, nel ruolo che fu di Julie AndrewsLin-Manuel Miranda, creatore del musical di grandissimo successo Hamilton, e la tre volte premio Oscar Meryl Streep, che interpreterà il ruolo della cugina Topsy. Ben Whishaw (Spectre, The Zero Theorem, Paddington) interpreterà invece Michael Banks da adulto e Emily Mortimer sarà Jane. Infine ci saranno anche Dick Van Dyke e Angela Lansbury.

La sceneggiatura sarà scritta da David Magee; per quanto riguarda la colonna sonora, importantissima per questo progetto, il candidato al premio Oscar Marc Shaiman si occuperà della composizione, mentre il vincitore del Tony Award Scott Wittman scriverà nuove canzoni originali.

A dirigere il film è stato chiamato un esperto di musical, Rob Marshall. L’ambientazione, che nel primo film era di poco precedente alla Prima Guerra Mondiale, in questo film sarà quella della Grande Depressione, mentre la storia sarà basata sulle storie di Pamela Lyndon Travers su Mary Poppins e la famiglia Banks.

Il ritorno di Mary Poppins: il trailer ufficiale con Emily Blunt

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Il ritorno di Mary Poppins: il trailer ufficiale con Emily Blunt

La Disney ha diffuso il trailer ufficiale di Il Ritorno di Mary Poppins, il sequel del capolavoro della Casa di Topolino con Julie Andrews. Questa volta, nei panni della protagonista, ci sarà Emily Blunt, che raccoglie un’eredità pesante e impegnativa.

Ecco il trailer ufficiale di Il ritorno di Mary Poppins

Il trailer in italiano:

Nel cast del film Emily Blunt, nel ruolo che fu di Julie AndrewsLin-Manuel Miranda, creatore del musical di grandissimo successo Hamilton, e la tre volte premio Oscar Meryl Streep, che interpreterà il ruolo della cugina Topsy. Ben Whishaw (Spectre, The Zero Theorem, Paddington) interpreterà invece Michael Banks da adulto e Emily Mortimer sarà Jane. Infine ci saranno anche Dick Van Dyke e Angela Lansbury.

Il film arriverà in sala il 19 dicembre 2018 e racconta di Jane e Michael Banks oramai diventati adulti che, dopo una grave perdita, accolgono in casa Mary Poppins. Attraverso le sue doti magiche, e con l’aiuto del suo amico Jack, Mary aiuterà la famiglia a riscoprire la gioia e il senso di meraviglia che hanno abbandonato le loro vite.

La sceneggiatura sarà scritta da David Magee; per quanto riguarda la colonna sonora, importantissima per questo progetto, il candidato al premio Oscar Marc Shaiman si occuperà della composizione, mentre il vincitore del Tony Award Scott Wittman scriverà nuove canzoni originali.

A dirigere il film è stato chiamato un esperto di musical, Rob Marshall. L’ambientazione, che nel primo film era di poco precedente alla Prima Guerra Mondiale, in questo film sarà quella della Grande Depressione, mentre la storia sarà basata sulle storie di Pamela Lyndon Travers su Mary Poppins e la famiglia Banks.

Il Ritorno di Mary Poppins, leggi la recensione

Fonte: Walt Disney Studios

Il Ritorno di Mary Poppins: il teaser trailer italiano

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Il Ritorno di Mary Poppins: il teaser trailer italiano

Disney IT ha diffuso il primo teaser trailer italiano di Il Ritorno di Mary Poppins, il sequel del classico Disney con Julie Andrews. In questo secondo capitolo, Emily Blunt interpreterà la famosissima e magica bambinaia.

Il Ritorno di Mary Poppins, leggi la recensione

Nel cast del film Emily Blunt, nel ruolo che fu di Julie AndrewsLin-Manuel Miranda, creatore del musical di grandissimo successo Hamilton, e la tre volte premio Oscar Meryl Streep, che interpreterà il ruolo della cugina Topsy. Ben Whishaw (Spectre, The Zero Theorem, Paddington) interpreterà invece Michael Banks da adulto e Emily Mortimer sarà Jane. Infine ci saranno anche Dick Van Dyke e Angela Lansbury.

Il Ritorno di Mary Poppins è ambientato a Londra durante la Grande Depressione degli anni ‘30, ventiquattro anni dopo gli eventi del film originale. Michael Banks lavora nella stessa banca in cui lavorava suo padre e vive ancora al numero 17 di Viale dei Ciliegi con i suoi tre figli Annabel, Georgie e John e la domestica Ellen. Proseguendo la tradizione inaugurata dalla loro madre, Jane Banks combatte per i diritti dei lavoratori e aiuta la famiglia di Michael. Quando la famiglia subisce una perdita personale, Mary Poppins ritorna magicamente nella vita dei Banks e, con l’aiuto di Jack, li aiuta a ritrovare la gioia di vivere e il senso della meraviglia.

Il Ritorno di Mary Poppins: Emily Blunt nel primo motion poster

Prodotto dallo stesso Marshall insieme a John DeLuca (Chicago) e Marc Platt (La La Land), il film vanta la presenza nel cast di Ben Whishaw (Spectre) nel ruolo di Michael Banks, Emily Mortimer (Hugo Cabret) nei panni di Jane Banks, Julie Walters (i film di Harry Potter) nel ruolo di Ellen, la domestica dei Banks. Al loro fianco anche l’attore premio Oscar® Colin Firth (Il Discorso del Re) nei panni di William Weatherall Wilkins, direttore della Banca di Credito, Risparmio e Sicurtà, e l’attrice premiata con tre Academy Award® Meryl Streep (Florence) nel ruolo di Topsy, l’eccentrica cugina di Mary. Nel film il pubblico incontrerà tre nuovi bambini Banks, interpretati da Pixie Davies (Miss Peregrine – La Casa dei Ragazzi Speciali), da Nathanael Saleh (Il Trono di Spade) e dall’esordiente Joel Dawson. Angela Lansbury sarà la signora dei palloncini, un personaggio amatissimo presente nei romanzi di P.L. Travers, e Dick Van Dyke presterà il volto a Mr. Dawes figlio, direttore ormai in pensione della banca che ora è gestita dal personaggio di Firth.

Il Ritorno di Mary Poppins: Emily Blunt ignorava l’esistenza dei libri

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Emily Blunt, protagonista di Il Ritorno di Mary Poppins, ha ammesso di non conoscere l’esistenza dei romanzi originali di P.L. Travers prima di cominciare a lavorare al sequel del film Disney.

Come tante altre persone prima di lei, Blunt è cresciuto guardando (e amando) Julie Andrews nei panni della tata praticamente perfetta sotto ogni aspetto del musical Disney del 1964, Mary Poppins. L’amore di Emily Blunt per il film è stato davvero una grande parte di ciò che l’ha portata a firmare per il seguito tanto atteso.

Travers, d’altra parte, non era una fan del film della Disney (a sua volta, adattato dal romanzo originale di Mary Poppins pubblicato nel 1934). In effetti, Walt Disney ha impiegato quasi 25 anni per convincere la Travers a dare l’OK al film, come è stato descritto in parte nel film Saving Mr. Banks. Mentre la Travers ha ammorbidito la sua posizione nei confronti del film nei suoi ultimi anni, si è tuttavia astenuta dal vendere i diritti dei suoi altri sette libri su Mary Poppins dopo la sua esperienza con la Disney.

In realtà, il film di Mary Poppins è stato talmente un successo che ha eclissato il materiale originale nel corso dei decenni. Tanto che la Blunt ha ammesso: “Ho visto il film, in realtà non ero a conoscenza del fatto che ci fossero dei libri”. Ciononostante, l’attrice è cresciuto guardando il film della Disney e ha raccontato dell’impatto duraturo che la versione di Julie Andrews ha avuto su di lei:

“Penso che Mary Poppins sia un personaggio così iconico per me, e penso che, per la maggior parte delle persone, sia uno di quei film che è scolpito nella memoria degli spettatori. Quindi me ne ricordo molto affettuosamente e ne ho tratto un così grande conforto da bambina, c’è stato qualcosa che mi ha colpita profondamente di quella persona che entrava nella vita di questa famiglia, così capace e così magica, che sistemava e rendeva tutto giusto. Ho avuto un sacco di conforto da bambina da quel film, quindi penso che stiamo cercando di continuare emulare quella sensazione anche con il nostro film. È molto surreale per me essere Mary Poppins.”

Mary Poppins Returns Il Ritorno di Mary PoppinsIl Ritorno di Mary Poppins: le scene con Dick Van Dyke ci faranno piangere

Nel cast del film Emily Blunt, nel ruolo che fu di Julie AndrewsLin-Manuel Miranda, creatore del musical di grandissimo successo Hamilton, e la tre volte premio Oscar Meryl Streep, che interpreterà il ruolo della cugina Topsy. Ben Whishaw (Spectre, The Zero Theorem, Paddington) interpreterà invece Michael Banks da adulto e Emily Mortimer sarà Jane. Infine ci saranno anche Dick Van Dyke e Angela Lansbury.

Il film arriverà in sala il 19 dicembre 2018 e racconta di Jane e Michael Banks oramai diventati adulti che, dopo una grave perdita, accolgono in casa Mary Poppins. Attraverso le sue doti magiche, e con l’aiuto del suo amico Jack, Mary aiuterà la famiglia a riscoprire la gioia e il senso di meraviglia che hanno abbandonato le loro vite.

La sceneggiatura sarà scritta da David Magee; per quanto riguarda la colonna sonora, importantissima per questo progetto, il candidato al premio Oscar Marc Shaiman si occuperà della composizione, mentre il vincitore del Tony Award Scott Wittman scriverà nuove canzoni originali.

A dirigere il film è stato chiamato un esperto di musical, Rob Marshall. L’ambientazione, che nel primo film era di poco precedente alla Prima Guerra Mondiale, in questo film sarà quella della Grande Depressione, mentre la storia sarà basata sulle storie di Pamela Lyndon Travers su Mary Poppins e la famiglia Banks.

Il Ritorno di Mary Poppins, leggi la recensione

Il Ritorno di Mary Poppins: Emily Blunt è “pronta” per il sequel

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Il Ritorno di Mary Poppins: Emily Blunt è “pronta” per il sequel

A meno di una settimana dall’uscita de Il Ritorno di Mary Poppins (sequel che arriva a cinquantaquattro anni dall’originale con Julie Andrews), le voci già parlano di un possibile terzo capitolo stimando incassi stellari al botteghino per il musical diretto da Rob Marshall e interpretato da Emily Blunt.

Proprio l’attrice, intervistata da CBS News, si è detta pronta a tornare nei panni del personaggio:

Certo che si, voglio essere di nuovo lei perché adoro interpretare Mary Poppins. È completamente bizzarra e indecifrabile, e amo il suo agire in modo pratico ma anche magico.

Il Ritorno di Mary Poppins: le scene con Dick Van Dyke ci faranno piangere

Il Ritorno di Mary Poppins arriverà in sala il 19 dicembre 2018 e racconta di Jane e Michael Banks oramai diventati adulti che, dopo una grave perdita, accolgono in casa Mary Poppins. Attraverso le sue doti magiche, e con l’aiuto del suo amico Jack, Mary aiuterà la famiglia a riscoprire la gioia e il senso di meraviglia che hanno abbandonato le loro vite.

Nel cast del film Emily Blunt, nel ruolo che fu di Julie AndrewsLin-Manuel Miranda, creatore del musical di grandissimo successo Hamilton, e la tre volte premio Oscar Meryl Streep, che interpreterà il ruolo della cugina Topsy. Ben Whishaw (Spectre, The Zero Theorem, Paddington) interpreterà invece Michael Banks da adulto e Emily Mortimer sarà Jane. Infine ci saranno anche Dick Van Dyke e Angela Lansbury.

La sceneggiatura sarà scritta da David Magee; per quanto riguarda la colonna sonora, importantissima per questo progetto, il candidato al premio Oscar Marc Shaiman si occuperà della composizione, mentre il vincitore del Tony Award Scott Wittman scriverà nuove canzoni originali.

A dirigere il film è stato chiamato un esperto di musical, Rob Marshall. L’ambientazione, che nel primo film era di poco precedente alla Prima Guerra Mondiale, in questo film sarà quella della Grande Depressione, mentre la storia sarà basata sulle storie di Pamela Lyndon Travers su Mary Poppins e la famiglia Banks.

Il Ritorno di Mary Poppins, leggi la recensione

Fonte: CBS News

Il Ritorno di Mary Poppins: Emily Blunt danza nella nuova foto ufficiale

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Entertainment Weekly ha diffuso una nuova immagine ufficiale de Il Ritorno di Mary Poppins, sequel del classico Disney con Julie Andrews. In questo secondo capitolo, Emily Blunt interpreterà la famosissima e magica bambinaia.

il ritorno di mary poppins

Il Ritorno di Mary Poppins: il teaser trailer italiano

Nel cast del film Emily Blunt, nel ruolo che fu di Julie AndrewsLin-Manuel Miranda, creatore del musical di grandissimo successo Hamilton, e la tre volte premio Oscar Meryl Streep, che interpreterà il ruolo della cugina Topsy. Ben Whishaw (Spectre, The Zero Theorem, Paddington) interpreterà invece Michael Banks da adulto e Emily Mortimer sarà Jane. Infine ci saranno anche Dick Van Dyke e Angela Lansbury.

Il Ritorno di Mary Poppins, leggi la recensione

Il Ritorno di Mary Poppins è ambientato a Londra durante la Grande Depressione degli anni ‘30, ventiquattro anni dopo gli eventi del film originale. Michael Banks lavora nella stessa banca in cui lavorava suo padre e vive ancora al numero 17 di Viale dei Ciliegi con i suoi tre figli Annabel, Georgie e John e la domestica Ellen. Proseguendo la tradizione inaugurata dalla loro madre, Jane Banks combatte per i diritti dei lavoratori e aiuta la famiglia di Michael. Quando la famiglia subisce una perdita personale, Mary Poppins ritorna magicamente nella vita dei Banks e, con l’aiuto di Jack, li aiuta a ritrovare la gioia di vivere e il senso della meraviglia.

Il Ritorno di Mary Poppins: Emily Blunt nel primo motion poster

Fonte: EW