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Il Richiamo della Foresta: trailer con Harrison Ford

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Il Richiamo della Foresta: trailer con Harrison Ford

La 20th Century Fox ha diffuso il primo atteso trailer di Il Richiamo della Foresta, l’adattamento dell’omonimo classico letterario di Jack London che porta sul grande schermo la storia di Buck, un cane dal cuore d’oro, la cui tranquilla vita domestica viene sconvolta quando viene improvvisamente portato via dalla sua casa in California e trapiantato nella natura selvaggia dell’Alaska durante la Corsa all’Oro degli anni 1890.

Come nuova recluta di una squadra di cani da slitta, di cui in seguito diventerà il leader, Buck vive l’avventura di una vita, trovando il suo vero posto nel mondo e diventando padrone di se stesso. Il film arriverà nelle sale italiane il 20 febbraio 2020.

Il Richiamo della Foresta: il film

Tra live-action e animazione, Il Richiamo della Foresta utilizza effetti visivi e tecniche di animazione all’avanguardia per rendere gli animali del film fotorealistici e autentici a livello emozionale. Diretto dal regista Chris Sanders da una sceneggiatura firmata da Michael Green, il film è prodotto da Erwin Stoff, mentre Diana Pokorny è il produttore esecutivo e Ryan Stafford è il co-produttore e produttore degli effetti visivi.

Il cast del film Il Richiamo della Foresta vede protagonisti Harrison Ford, Dan Stevens, Omar Sy, Karen Gillan, Bradley Whitford e Colin Woodell.

Il Richiamo della Foresta: recensione del film con Harrison Ford

Il Richiamo della Foresta: recensione del film con Harrison Ford

Il romanzo di Jack London, Il Richiamo della Foresta, trova una nuova trasposizione cinematografica grazie all’occhio della macchina da presa guidata da Chris Sanders. Lo scrittore statunitense vanta infatti una fama sempre attuale che suscita costante interesse in chi si occupa di cinema: si pensi a Zanna Bianca, al recente Martin Eden che è valso la Coppa Volpi a Venezia a Luca Marinelli, o al capitolo All Gold Canyon episodio del film Ballata di Buster Scruggs dei fratelli Coen.

Il selvaggio West, e tutto il filone delle storie legate ai cercatori d’oro, è un elemento fondante della storia americana, ed è diventato parte integrante del nostro immaginario, in ogni sua sfumatura, stile narrativo e tematiche suscitate, grazie alla costante rappresentazione che se n’è fatta.

È per questo che si ha un senso di profonda familiarità nel seguire le vicende del cane Buck, protagonista de Il Richiamo della Foresta, interamente creato in CGI, insieme a tutti gli altri personaggi del film appartenenti al regno animale.

Il Richiamo della Foresta, la trama

La storia segue per grandi linee quella del romanzo, e ripercorre la crescita e la “formazione” del vivace quadrupede, partendo dai primi anni da nababbo, nutrito abbondantemente e con accondiscendenza dal personale della villa di un magistrato, nella soleggiata California, per poi virare nella seconda parte arrivando al cuore della narrazione.

Buck viene rapito proprio con lo scopo di essere sfruttato per trainare le slitte di trafficanti d’oro, vittime loro stesse di quella febbre dell’oro esplosa negli Stati Uniti, e si ritrova perciò catapultato nel gelo del Canada, appena oltre il confine con l’Alaska. Lì farà la conoscenza del suo futuro salvatore John Thornton (Harrison Ford) e della simpatica coppia di postini interpretata da Omar Sy e Cara Gee. A questo punto del film, l’atmosfera divergerà molto da quella descritta da Jack London, in maniera tutto sommato comprensibile.

Il regista Chris Sanders ha una lunga esperienza come sceneggiatore e regista di film d’animazione: da La Bella e la Bestia, Aladdin, Il Re Leone, Mulan, Lilo e Stitch, fino ad arrivare a I Croods e Dragon Trainer della Dreamworks. È evidente, quindi, che la sfumatura che il regista dà al racconto è chiaramente virata ai toni più leggeri per un pubblico molto giovane.

Il Richiamo della Foresta per famiglie

Buck lotta per la propria sopravvivenza, nella storia d’inizio Novecento, difendendosi al prezzo del sangue di tante vite umane e animali, proprio come accadeva realmente in quell’epoca. La durezza di quelle terre così inospitali e il valore della propria unicità, erano costantemente in guerra, ed era talmente facile soccombere che la legge del più forte era ciò che di più scontato ci potesse essere.

Oggi Il Richiamo della Foresta ha tutt’altro senso. Partendo dal presupposto che l’intento di Chris Sanders sia senz’altro quello di rivolgersi a delle famiglie, ciò che il protagonista scopre via via è il valore profondo della vita, ma, questa volta, dal punto di vista esistenziale, non biologico.

Il selvaggio Richiamo del titolo parla oggi dell’importanza della (ri)scoperta di chi Buck sia veramente, quale sia la sua specificità, senza schiacciare gli altri, ma sfruttando le ingiustizie subite per permettersi di emergere.

È quasi inevitabile che ogni racconto, per quanto antico, una volta riletto, venga riscritto con un filtro adatto ai bisogni del tempo presente. Ed è ciò che più affascina delle storie, soprattutto di quelle per bambini.

Il richiamo della foresta: le differenze tra il film e il libro

Il richiamo della foresta: le differenze tra il film e il libro

Jack London, scrittore vagabondo la cui vita, seppur breve, è stata caratterizzata da innumerevoli attività e passioni diverse, è oggi ricordato come uno dei massimi romanzieri di inizio Novecento. Titoli come Martin Eden, Zanna Bianca, Il vagabondo delle stelle e La peste scarlatta sono tutti entrati nell’immaginario culturale. Un altro dei suoi più famosi è Il richiamo della foresta , pubblicato nel 1904, il quale è negli stato più volte adattato per il cinema e la televisione. La trasposizione più recente è quella uscita nel 2020 per la regia di Chris Sanders, qui al suo primo film in live action dopo titoli d’animazione come Lilo & Stich e Dragon Trainer.

Si tratta del quinto adattamento per il grande schermo del romanzo di London, e anche in questo caso gli autori optarono per rimanere quanto più fedeli possibile alla sua storia. Ricco di grandi effetti speciali, a partire dal cane protagonista realizzato in CGI, Il richiamo della foresta (qui la recensione) è un puro film d’avventura ricco di emozioni e calore umano e animale, che ricorda la forza della natura e dell’animo. Si tratta inoltre del primo film prodotto dalla 20th Century Studios (precedentemente nota come Fox) in seguito all’acquisizione della Disney, e tra i primi ad essere distribuiti sulla piattaforma Disney+.

A causa della sua uscita in concomitanza con l’iniziale diffondersi del Covid-19, il film è andato incontro ad uno scarso successo economico. Nel tempo ha però guadagnato un proprio seguito, venendo così riscoperto e svelando tutto il suo fascino. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a Il richiamo della foresta. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alle differenze con il libro. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

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Omar Sy in Il richiamo della foresta. © 2019 Twentieth Century Fox Film Corporation. All rights reserved.

La trama di Il richiamo della foresta, il cast e il cane Buck

La storia narrata nel film ha per protagonista Buck, un cane dal cuore d’oro, la cui tranquilla vita domestica viene sconvolta quando si ritrova improvvisamente portato via dalla sua casa in California e trapiantato nella natura selvaggia dell’Alaska durante la Corsa all’Oro degli anni 1890. Come nuova recluta di una squadra di cani da slitta, di cui in seguito diventerà il leader, Buck vive l’avventura di una vita, trovando il suo vero posto nel mondo e diventando padrone di se stesso. Lungo il suo percorso, inoltre, incontrerà ogni tipo di essere umano, dai più crudeli fino al buono John Thornton, con il quale stringerà un legame destinato a durare per sempre.

Come anticipato, per il cane Buck (ma anche per tutti gli altri animali presenti nel film) si è deciso di ricorrere alla CGI. Questa ha permesso di non mettere a rischio veri animali e di ottenere una più ampia varietà di loro espressioni. Per Buck, tuttavia, si utilizzò il vero cane del regista come modello, al fine di riprodurlo nel modo più realistico possibile. Per quanto riguarda il cast di umani, invece, Harrison Ford è l’anziano e buono John Thornton. A differenza del romanzo di partenza, il personaggio ha qui una storia alle spalle. Si è infatti voluto che l’esperienza di Thornton fosse simile a quella di Buck, per mostrare sia l’uomo che il cane che superano insieme i loro traumi passati.

mentre Omar Sy è Perrault, il secondo padrone di Buck e Cara Gee è Françoise, la sua assistente. Quest’ultima ha origini Ojibwe, tribù indiana, e in questo adattamento interpreta una donna Tlingit, un’altra tribù di nativi. Per prepararsi al ruolo, dunque,Gee ha parlato con un cul Tlingit (pronunciato “klinkit”), così da sapere di più sulla loro cultura. L’attore Dan Stevens interpreta il crudele Hal, terzo padrone di Buck insieme a Karen Gillan nei panni di Mercedes. Recitano poi nel film Bradley Whitford nel ruolo del giudice Miller e Jean Louisa Kelly in quello di Katie Miller.

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Harrison Ford e il cane Buck in Il richiamo della foresta. © 2019 Twentieth Century Fox Film Corporation. All rights reserved.

 

Le differenze tra il libro e il film

Nonostante gli autori del film decisero di attenersi il più possibile a quanto narrato da London, fu inevitabile apportare alcune significative modifiche o approfondimenti di quanto presente nel libro. La prima di queste è la maggior storia pregressa fornita al cane Buck. Per quanto romanzo e film abbiano lo stesso inizio, quest’ultimo contestualizza maggiormente il protagonista nella sua situazione iniziale, presentandolo come un cane particolarmente abituato alla vita domestica. Ciò permette di fargli vivere un arco di trasformazione più completo nel momento in cui si trova a dover sopravvivere nella natura selvaggia. Diversi cambiamenti si ritrovano poi anche nei personaggi umani, a partire da John Thornton.

Questo, interpretato da Ford, compare ben prima che lui e Buck diventino compagni di avventure, mentre nel libro egli fa la sua comparsa soltanto verso la fine del racconto. A differenza di quanto descritto per lui da London, il John del film è un uomo molto più solitario, con un vissuto vagabondo simile a quello di Buck. Per quanto riguarda Perrault e François, la quale nel libro è invece è un uomo, questi sono rappresentati come più gentili e meno inclini alla severità. Di azione, invece, ve ne è qui molta di più rispetto al libro, ma vengono invece ridotte fortemente le scene di maggior violenza presenti nel romanzo.

Tutti gli altri cani presenti, ad esempio, sopravvivo ai vari eventi, a differenza di quanto raccontato da London. Differente, infine, è anche la conclusione del racconto. Mentre nel romanzo Buck uccide gli indiani che hanno assassinato John, per poi abbracciare il richiamo della foresta, nel film egli uccide il suo precedente padrone Hal, il quale però ha ferito a morte John. Quest’ultimo ringrazia Buck e gli fa comprendere di dover vivere secondo i propri istinti. È così che, dopo aver detto addio all’amico e padrone, il cane si dirige nella natura selvaggia, dove intraprende una nuova vita.

Il trailer di Il richiamo della foresta e dove vederlo in streaming e in TV

È possibile fruire di Il richiamo della foresta grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Apple TV, Prime Video e Disney+. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di venerdì 19 aprile alle ore 21:20 su Italia 1.

Fonte: IMDb, Cinemablend

Il richiamo della foresta, la spiegazione del finale e le differenze

Come ogni film sui cani che si rispetti,  Il richiamo della foresta (la recensione) ha un finale che fa piangere. Ma, con una svolta rispetto alla norma, le lacrime non sono per il cane principale Buck (il cagnolino interpretato tramite effetti visivi dall’attore Terry Notary).

Come nel romanzo di Jack London del 1903 da cui è tratto, il dolore è per il protagonista umano, John Thornton (interpretato da Harrison Ford). Nel film, Thornton, a lungo tormentato, muore con Buck che lo sorregge per un ultimo sguardo a un bellissimo prato.

Il film non avrebbe avuto la stessa forza emotiva senza la morte di Thornton, assistito da Buck, come parte della conclusione”, dice Ford, riconoscendo che un buon pianto da film di cani non è mai una cosa negativa. “Sono d’accordo con lui”.

Il regista Chris Sanders dice che i fan potrebbero aspettarsi che Buck, che è stato rubato dalla sua comoda casa per diventare un cane da slitta della corsa all’oro dello Yukon prima di trovare compagnia con Thornton, alla fine possa tornare a casa. O trovare una vita emotivamente soddisfacente con Thornton.

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Omar Sy in Il richiamo della foresta. © 2019 Twentieth Century Fox Film Corporation. All rights reserved.

Ma la morte di Thornton per un colpo di pistola dopo un attacco a sorpresa del cattivo Hal (Dan Stevens) sconvolge tutto. Dopo aver trascorso gli ultimi momenti con Thornton, il cane devastato si trasferisce in natura per vivere a tempo pieno tra i suoi lupi adottivi. Non per niente lo chiamano “Call of the Wild”.

“Le persone che non conoscono la storia originale possono fare il tifo perché Buck trovi la strada di casa, legato e pulito”, dice Sanders. “Ma la vita non funziona così. Il cane trova una nuova casa. Proprio come tutti noi dobbiamo lasciare la nostra casa e trovarne una nuova da qualche altra parte. Ecco perché questa storia resiste: È più reale di tante altre. Eppure Thornton trova conforto con questo cane nei suoi ultimi momenti”.

Come il finale straziante del cane di Il richiamo della foresta si discosta dal romanzo brutale (spoiler!)

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Harrison Ford e il cane Buck in Il richiamo della foresta. © 2019 Twentieth Century Fox Film Corporation. All rights reserved.

Il finale del film Il richiamo della foresta si discosta dal libro, dove Buck trova Thornton brutalmente ucciso dopo un attacco da parte di una tribù di indiani Yeehat. Nel romanzo, il cane dà la caccia alla tribù e si trasforma in un “uragano di furia viva”. Si lancia verso la vena giugulare del capo, “squarciando la gola”, e una “fontana di sangue” sgorga.

Questo è solo l’inizio dell’omicidio per vendetta. Non avrebbe funzionato per questa produzione Fox-Disney.

“Buck diventa un vero e proprio John Wick nel libro”, dice Sanders. “Il libro prende una piega molto cupa a quel punto. Volevamo mantenere il tutto adatto alle famiglie”.

Sia il film che il libro si concludono con Buck che continua a creare un’eredità con il branco di lupi e la loro progenie. I lupi della zona sono visti con “spruzzi di marrone sulla testa e sul muso, con una striscia di bianco… lungo il petto”, come scrive London.

Sullo schermo, Buck viene mostrato per l’ultima volta con la sua straordinaria compagna lupa bianca. Lo si vede saltellare con dei giovani lupi che assomigliano molto al suo San Bernardo e al suo pastore scozzese.

La scena finale tra Buck e Thornton “può essere triste”, dice Ford. “Ma il film si risolleva e finisce con una nota positiva”.

Il richiamo del cuculo di JK Rowling diventerà una serie tv per BBC

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Il richiamo del cuculoArriva una notizia che farà felici tutti i fan della scrittrice JK Rowling, infatti, oggi apprendiamo da Deadline che il suo romanzo Il richiamo del cuculo, diventerà presto una serie televisiva per la BBC. In originale The Cuckoo’s Calling, è il primo romanzo scritto da JK Rowling, firmato sotto pseudonimo (Robert Galbraith) che racconta del veterano Cormoran Strike, che decide di diventare investigatore privato dopo aver perso parte di una gamba in Afghanistan.

La Rowling sarà coinvolta nel processo di sviluppo come già accaduto per Harry Potter, mentre lo show sarà prodotot dalla Bronte Film per BBC. Il produttore Neil Blair ha dichirato “Siamo entusiasti di portare questi best seller sullo schermo e di lavorare ancora una volta al fianco della BBC”

Questo è il secondo adattamento che entra in sviluppo dopo quello annunciato del Il Seggio Vacante (The Casual Vacancy), che verrà adattato in una miniserie di tre ore da BBC e HBO.

Il ricco, il povero e il maggiordomo diventa il miglior incasso delle feste

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Dopo aver stravinto la sfida natalizia, Aldo, Giovanni e Giacomo continuano a fare furore in tutti i cinema italiani. Procede inarrestabile infatti il successo del loro “Il ricco, il povero e il maggiordomo” – prodotto da Paolo Guerra per Medusa Film che lo distribuisce in 500 sale -, fresco vincitore anche di quest’ultimo weekend di cinema con altri 3 milioni e mezzo di euro incassati (3.235.425) e un totale complessivo che si avvicina ormai ai 10 milioni di euro (9.614.389).

Ed è con questo risultato che la commedia del trio – dopo aver battuto la concorrenza del terzo capitolo de “Lo Hobbit” e naturalmente quella degli altri film italiani del periodo – supera anche “Hunger Games-Il canto della rivolta” (8.862.383) – diventando ad oggi il maggior incasso italiano della stagione 2014-2015 (e comunque dall’inizio di settembre), nonché il secondo film in classifica (subito dopo “Interstellar”) per numero di spettatori, forte dei suoi 1.397.720 ticket staccati.

Sempre da dati Cinetel, rispetto allo stesso calendario dello scorso anno (26-29 dicembre 2013) il box office generale appare in leggera flessione (-3,89 per cento: 25.027.456 euro incassati quest’anno contro i 26.039.590 del 2013) pure calcolato su differenti combinazioni di giorni della settimana.

Il Ricco Il Povero e Il Maggiordomo, presentato il nuovo film di Aldo Giovanni e Giacomo

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Si intitola Il Ricco Il Povero e Il Maggiordomo la nuova commedia natalizia di Aldo Giovanni e Giacomo, di cui il trio di comici è regista (insieme a Morgan Bertacca), sceneggiatore (con Valerio Bariletti, Morgan Bertacca, Pasquale Plastino) e protagonista.

Aldo Giovanni e Giacomo hanno presentato ieri a Roma il film, in compagnia dell’intero cast formato anche da Francesca Neri, Giuliana Lojodice, Sara D’Amario, Massimo Popolizio, Rosalia Porcaro e Guadalupe Lancho.

Il ricco il povero e il maggiordomo posterA parte l’alchimia ormai consolidata trai tre protagonisti, interessanti sono state le testimonianze delle attrici comprimarie, in particolare quella di Giuliana Lojodice, mamma di Aldo nel film, che ha detto: “È stato fantastico, perché il loro iter durante le riprese era quello di dire continuamente ‘eh, questo non fa ridere’. Io spiegavo che non è che si debba ridere ogni secondo, altrimenti si perde la costruzione della risata. E allora, forse, qualcosa di mio nel loro metodo di lavoro l’ho portato.”

Francesca Neri, special guest del film, ha dichiarato: “Sono sorprendentemente semplici e puri anche dopo tanti anni di successo, che è una cosa più unica che rara, ed è probabilmente proprio questa loro forza … Io sono sempre stata una fan, mi sono sempre divertita con i loro personaggi ed è stato piacevole prendere parte a questa avventura.”

Sul loro duraturo e fortunato rapporto, la risposta la da Giovanni: “È l’amicizia che ci ha tenuto uniti, un’amicizia nata in tempi non sospetti. E naturalmente anche il feeling con lo stesso gusto per la comicità”. Sui concorrenti al box office natalizio invece è Giacomo a rispondere: “Se dico che non ci interessano le gare non ci credete. Ovviamente siamo tirati dentro la mischia anche noi e ci fa un grande piacere se la gente va al cinema e sceglie di vedere il nostro film. Se dobbiamo temere qualcuno, allora dico I pinguini di Madagascar e Big Hero 6.”

Interessante a livelloproduttivo è stata invece a scelta di realizzare un film applicando il protocollo Edison Green Movie. E al di là dell’impegno per la difesa dell’ambiente, è Aldo a stemperare la tensione con una dichiarazione semplice ma divertente, come quasi tutto ciò che dice l’attore: “Praticamente bevevamo acqua calda e mangiavamo pasta fredda”.

Il film verrà distribuito in 600 copie e uscirà al cinema l’11 dicembre.

Il Ricco il Povero e il Maggiordomo recensione del film di Aldo Giovanni e Giacomo

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Uno è ricco, arrogante, superficiale; l’altro è povero in canna, un disperato che non riesce a cavare un ragno dal buco ma con un grande sogno imprenditoriale, una bancarella; il terzo è un servizievole maggiordomo dalla risposta pronta e con un unico desiderio, sposare la bella Dolores. Sono rispettivamente Giacomo, Aldo e Giovanni, meglio noti come Aldo Giovanni e Giacomo, che tornano al cinema perla vacanze di Natale con Il Ricco il Povero e il Maggiordomo.

Il ricco il povero e il maggiordomo posterIl film racconta la storia di questi tre uomini molto diversi che per una serie di sfortunati eventi sono costretti a stare insieme e ad aiutarsi. Ovviamente le diverse personalità di ognuno creeranno contrasti e incomprensioni, ma alla fine ogni cosa si aggiusterà, forse non nel modo in cui ognuno di loro aveva in mente, ma tutto andrà al suo posto, con un happy ending immancabile.

Dopo la Banda dei Babbi Natale, che aveva segnato un piccolo miglioramento e una sorta di ritorno alle origini per il trio comico, con Il Ricco il Povero e il Maggiordomo Aldo Giovanni e Giacomo confezionano un film un po’ frettoloso, una copia stanca di quello che fino a questo momento è stata la loro filmografia, e un progetto che non riesce nemmeno troppo bene nell’intento principale, ovvero quello di far ridere.

È certamente vero che il pubblico è affezionato al trio, e che la loro sola presenza potrebbe riuscire a richiamare al cinema molti spettatori. E si conviene con il fatto che nei momenti in cui i tre mettono in scena vecchie battute e consolidate dinamiche, anche fisiche, riescono a strappare più di qualche sorriso.

Ancora una volta, come sempre più spesso accade ai comici al cinema, si ride per lo schetch, non per la storia né per il prodotto nel complesso. È vero che Aldo Giovanni e Giacomo rappresentano una grande e bellissima eccezione nel panorama comico televisivo italiano che trasmigra al cinema, ma in passato hanno dimostrato di saper fare meglio, e soprattutto, il cinema è un’altra cosa.

Il ricatto: trama, cast e spiegazione del film

Il ricatto: trama, cast e spiegazione del film

Molto spesso la musica è stata raccontata al cinema, continuamente trattata sotto punti di vista diversi che la rendevano più o meno importante ai fini della storia. Se in Whiplash la musica è ciò che spinge il giovane protagonista ad oltrepassare i propri limiti, nel film del 2013 Il ricatto (il cui titolo originale è Grand Piano), questa svolge invece una funzione strettamente legata alle sorti del personaggio principale. Ad unire i due film appena citati, inoltre, vi è la presenza dello stesso sceneggiatore, ovvero Damien Chazelle, meglio noto anche come regista di La La Land.

Il ricatto (qui la recensione), è però diretto dal regista spagnolo Eugenio Mira, noto per film come Agnosia e The Birthday, mentre a produrlo si può ritrovare Rodrigo Cortés, celebre per Buried – Sepolto, un film ambientato interamente all’interno di una bara. Anche per questo loro progetto insieme i due si trovano a misurarsi con un unico ambiente e un unico punto fermo da cui il protagonista non si muove mai. Si costruisce così una tensione che strizza l’occhio ad Alfred Hitchcock e che porta avanti un vero e proprio duetto tra due personaggi opposti e con ambizioni diverse.

Apprezzato dalla critica e dal pubblico, Il ricatto si è dunque affermato come un progetto che assume il meglio dei tre nomi poc’anzi citati, dando vita ad un racconto ricco di suspence che non mancherà di entusiasmare chi è in cerca di una visione diversa su questo genere. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla spiegazione del finale. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Il ricatto: la trama del film

Protagonista del film è Tom Selznick, un giovane e brillante pianista ritiratosi dalle scene da anni a causa di un forte attacco di panico da palcoscenico, esploso improvvisamente durante un’esibizione dal vivo. Dopo cinque anni decide di tornare ad esibirsi a Chicago per rendere omaggio al suo maestro recentemente scomparso. Per questo evento speciale sceglie dunque di mettere in scaletta uno dei brani tanto amati dal suo mentore defunto, “La Cinquette” anche conosciuto come “il brano impossibile” per la sua complessità tecnica.

Nel momento in cui sta per dare il via al concerto, che segna il suo ritorno tanto atteso sul palcoscenico, accade però qualcosa d’imprevedibile che influenzerà l’intera performance. Infatti appena apre lo spartito per iniziare a suonare davanti a migliaia di persone, Tom trova scritto il messaggio “suona una nota sbagliata e morirai”. Seduto al pianoforte, il giovane pianista capisce che la sua vita è in pericolo e l’unico modo per salvarsi è continuare a suonare quel brano difficilissimo senza commettere nessun errore, mentre è tenuto sotto tiro da un cecchino invisibile che gli parla attraverso l’auricolare e che è pronto ad intervenire.

Il ricatto: il cast del film

Ad interpretare il protagonista Tom Selznick vi è l’attore Elijah Wood, globalmente conosciuto per aver interpretato Frodo nella trilogia di Il Signore degli Anelli. Benché egli sapesse già suonare il piano prima di recitare nel film, si avvalse ugualmente di un insegnante. Wood doveva infatti suonare e parlare allo stesso tempo, cosa che gli risultò molto difficile e richiese grande pratica. Accanto a lui, nel cast, si ritrova poi l’attrice Kerry Bishé, celebre per aver interpretato Lucy nella nona stagione di Scrubs, è qui presente nel ruolo di Emma Selznick.

Nel film si ritrovano poi anche Allen Leech nel ruolo di Wayne e Tamsin Egerton in quelli di Ashley, due amici di Tom presenti anche loro nel teatro. L’attore Alex Winter interpreta l’assistente del pericoloso cecchino. Per lui si è trattato del primo ruolo di rilievo dai tempi di Freaked, film del 1993. Infine, nel ruolo del cecchino di nome Clem, vi è il noto attore John Cusack. Egli non compare in carne ed ossa che alla fine del film, recitando fino a quel momento come sola voce fuori campo.

Il ricatto spiegazione

Il ricatto: la spiegazione del finale

Come anticipato, l’intero film si svolge all’interno di un teatro, con particolare attenzione a quanto avviene sul palcoscenico dove si trova Tom, costretto a suonare dal misterioso cecchino. Progredendo nella storia, emergono poi i dettagli sul perché l’uomo vuole che Tom suoni fino alla fine senza errori. Completare il brano infatti, farà sbloccare un meccanismo all’interno del quale è contenuta una chiave che conduce ad un ricco bottino. Dopo lo scontro finale tra Tom e Clem, nel quale il pianista avrà la meglio, egli deciderà di completare il brano non tanto per ottenere la chiave, quanto per gettarsi alle spalle il suo traumatico passato e iniziare un nuovo capitolo della sua vita.

Il ricatto: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Il ricatto è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili, Google Play, Apple iTunes, Tim Vision, Infinity e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di sabato 18 settembre alle ore 21:00 sul canale Iris.

Fonte: IMDb

Il Ricatto tre clip del film con Elijah Wood

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Il Ricatto tre clip del film con Elijah Wood

Ecco tre clip da Il Ricatto, prodotto dai creatori di Buried – Sepolto e diretto da Eugenio Mira con protagonisti Elijah Wood e John Cusack. Il film uscirà in sala in Italia a partire dal 20 marzo 2014.

Ecco le clip del film:

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Di seguito la trama del film: Tom Selznick è un giovane e talentuoso pianista ritiratosi dalle scene da anni a causa di un attacco di fobia da palcoscenico. Nel momento in cui si appresta a dare il via al concerto che segnerà il suo attesissimo ritorno sulla scena, Tom trova scritto sul suo spartito il messaggio “Sbaglia una nota e morirai”.

Il-ricattoSeduto al pianoforte, il giovane pianista è così costretto a suonare un brano difficilissimo e, allo stesso tempo, a cercare di smascherare il cecchino che gli parla attraverso l’auricolare.

Il Ricatto è una sfida cinematografica. Chiunque ricordi il crescendo dell’Uomo che sapeva troppo, di Alfred Hitchcock, è in grado di valutare quanto sia problematico mantenere una tensione simile a quel climax per un’ora e mezza.

La sceneggiatura di Damien Chazelle ha suscitato un interesse tale da ricevere offerte da diverse società di produzione e trovando in poche settimane due attori del calibro di Elijah Wood e John Cusack pronti ad interpretarla. Le riprese del film sono durate 44 giorni, tra Barcellona, Chicago e Las Palmas de Gran Canaria.

Sullo schermo, Elijah Wood suona realmente i pezzi per pianoforte con cui si misura il suo personaggio. L’interprete ha preso lezioni di pianoforte da bambino, ma durante la pre-produzione e le riprese ha avuto un coach a disposizione, dal momento che alcune parti risultavano quasi impossibili da eseguire anche per musicisti professionisti. Nella sceneggiatura, infatti, uno dei brani fondamentali del film (La Cinquette) è descritto come “il brano impossibile”, e contiene frammenti tecnicamente impossibili da eseguire nella realtà.

Il Ricatto, diretto dallo spagnolo Eugenio Mira, già autore dell’apprezzato Agnosia, è un aperto omaggio a maestri come Spielberg, Zemeckis, De Palma e soprattutto, come già menzionato, al classico di Alfred Hitchcock L’uomo che sapeva troppo.

Il Ricatto trailer del film con Elijah Wood e John Cusack

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Il Ricatto trailer del film con Elijah Wood e John Cusack

Il Ricatto trailer Ecco il trailer de Il Ricatto, prodotto dai creatori di Buried – Sepolto e diretto da Eugenio Mira con protagonisti Elijah Wood e John Cusack. Il film uscirà in sala in Italia a partire dal 20 marzo 2014.

Ecco il trailer:

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Di seguito la trama del film: Tom Selznick è un giovane e talentuoso pianista ritiratosi dalle scene da anni a causa di un attacco di fobia da palcoscenico. Nel momento in cui si appresta a dare il via al concerto che segnerà il suo attesissimo ritorno sulla scena, Tom trova scritto sul suo spartito il messaggio “Sbaglia una nota e morirai”.

Seduto al pianoforte, il giovane pianista è così costretto a suonare un brano difficilissimo e, allo stesso tempo, a cercare di smascherare il cecchino che gli parla attraverso l’auricolare.

Fonte: M2 Pictures

 

Il ricatto recensione del film con Elijah Wood

Il ricatto recensione del film con Elijah Wood

Il ricatto recensioneIl Ricatto è il terzo lungometraggio del regista spagnolo Eugenio Mira, ma è bene sottolineare subito una cosa: il produttore del film è Rodrigo Cortés, quello di Buried – Sepolto e la sua mano, magari qui indirettamente, è percepibile nel film ed è in grado di creare un senso claustrofobico, nonostante ci si trovi in una spazio relativamente “aperto” rispetto alla semplice bara.

Tom Selznick (Elijah Wood) è un eccellente pianista che da 5 anni non si esibisce più davanti al pubblico, dopo un attacco di “fobia da palcoscenico”. Proprio nella serata in cui deve rientrare sulle scene, riceverà un misterioso messaggio con scritto “sbaglia una nota e morirai”. Selznick dovrà ora suonare senza potersi concedere il minimo errore e nel frattempo conversare con il suo potenziale assassino, che comunica con lui tramite auricolare.

Partendo da un’idea sicuramente interessante, Mira si confronta con una problematica iniziale non facile da gestire, ovvero dover dirigere  un film intero, sostanzialmente restando fermo in un punto: quello del palcoscenico con il pianoforte.Cerca infatti per tutto il film di mantenere viva la suspance, strizzando spesso l’occhio ad Hitchcock, con una cura per il dettaglio quantomeno ricercata. Così, le mani sul pianoforte di Tom o l’echeggiare delle noti musicali, diventano i cardini visivi e della narrazzione, anche se spesso vengono soppiantati dalla voce del killer in auricolare, che, paradossalmente, più che aumentare la tensione, la limita. Anche la regia a livello tecnico sa dare una mano per giustificare la tensione e si invortica su se stessa con movimenti circolari totali e soprattutto creando un senso dell’azione continuo, instancabile.

La linea generale è sempre gestita in modo doppio: lo sguardo fisso sul pianoforte si unisce alla voce del killer, creado così due vie differenti, pur appartenenti alla stessa immagine.E due sono le vie che riguardano anche il protagonista stesso: la sua paura di morire, insieme alla paura di dover suonare bene per il pubblico dopo il fiasco di 5 anni prima. La posta in gioco è alta da diversi punti di vista ed è provando a mantenerli tutti vivi, che si porta avanti la narrazione.

Il Ricatto si lascia guardare. Nella sua incessante voglia di creare una costante tensione, a tratti il tentativo riesce bene e con l’aggiunta di qualche artifizio narrattivo si cammina fino alla fine. Peccato per alcuni passi dove ciò che vorrebbe creare un’ attenzione maggiore, finisce invece per rimpiazzarla. Per certi versi è un’occasione mancata, ma forse nessuno, produttori e regista compresi, volevamo ambire a qualcosa di più.

Il ricatto con Elijah Wood al cinema il 20 Marzo

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Il ricatto con Elijah Wood al cinema il 20 Marzo

Il-ricattoUscirà il 20 Marzo 2014 il film, Il ricatto di Eugenio Mira con Elijah Wood e John Cusack. Prodotto dai produttori di Buried – Sepolto.

 Sinossi

Tom Selznick è un giovane e talentuoso pianista ritiratosi dalle scene da anni a causa di un attacco di fobia da palcoscenico. Nel momento in cui si appresta a dare il via al concerto che segnerà il suo attesissimo ritorno sulla scena, Tom trova scritto sul suo spartito il messaggio “Sbaglia una nota e morirai”.

Seduto al pianoforte, il giovane pianista è così costretto a suonare un brano difficilissimo e, allo stesso tempo, a cercare di smascherare il cecchino che gli parla attraverso l’auricolare.

 Alta tensione orchestrata dal regista di Agnosia in un diretto omaggio a maestri come Spielberg, Zemeckis, De Palma e, soprattutto, al classico di Hitchcock L’uomo che sapeva troppo.

Il ribelle: trama, cast e curiosità sul film con Jack O’Connell

Il ribelle: trama, cast e curiosità sul film con Jack O’Connell

Sono molti i film che portano lo spettatore ad esplorare il complesso micromondo che si forma all’interno di un complesso carcerario. Si tratta di ambienti difficili, ostili, talvolta irrecuperabili, dove dotarsi di alleati e guardarsi le spalle può essere l’unico modo per sopravvivere. Dal celebre Le ali della libertà fino a Papillon, passando per Bronson ed Escape Plan, questo ambiente è stato affrontato con generi e storie sempre nuove, sempre diverse. Uno dei più interessanti esempi recenti è Il ribelle – Starred Up, diretto nel 2013 da David Mackenzie (Hell or High Water) e scritto da Jonathan Asser, qui al suo primo lungometraggio da sceneggiatore.

Si tratta di una storia sviluppata da Asser in seguito alla sua esperienza come terapista volontario nella prigione di Wandsworth, a Londra, dove sono detenuti numerosi criminali particolarmente pericolosi. Conoscendo quel mondo dall’interno, questi ha così dato vita ad uno spaccato del contesto carcerario, raccontandolo fin nei minimi particolari. Il titolo originale, Starred Up, si riferisce in particolare all’espressione che indica il passaggio da un carcere minorile ad uno per adulti. Il protagonista si trova così a passare da un ambiente pericoloso ad uno ancor più temibile, dove dovrà imparare la disciplina nella speranza di non cacciarsi in qualche guaio.

Girato nelle prigioni Crumlin Road e Maze Prison, presenti nell’Irlanda del Nord e oggi dismesse, il film è stato accolto in modo estremamente positivo dalla critica, che lo ha definito uno dei migliori film a tema carcerario di stampo britannico. Il ribelle è oggi un piccolo gioiello da scoprire assolutamente qualora non lo si sia già visto. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Il ribelle: la trama del film

Protagonista della storia è il giovane Eric Love, un diciannovenne particolarmente ribelle e violento. Sin da giovanissimo questi si è più volte cacciato nei guai, finendo con lo scontrarsi con le autorità. L’essere finito in un riformatorio non ha però placato il suo bollente spirito, costringendo le forze dell’ordine ad adottare rimedi ancor più drastici. Eric viene così trasferito in un carcere per adulti, gestito dal luogotenente Haynes, dove il suo carattere sprezzante del pericolo rischia però di dar fastidio alle persone sbagliate. Il giovane incontra però qui il padre Neville, anche lui detenuto e assente da circa 12 anni dalla vita del figlio.

L’uomo, che ben conosce quel micromondo, consiglia al giovane di placare la propria aggressività, mantenere un certo rigore e portare rispetto tanto alle guardie quanto alla gerarchia che intercorre tra detenuti. Per riuscire a seguire i consigli del padre, Eric si trova allora costretto a seguire il gruppo di terapia del dottor Oliver Baumer, lavorando con questi sulla gestione della rabbia. Nonostante dei timidi progressi, l’occasione per mettersi irrimediabilmente nei guai non tarderà ad arrivare, e per Eric inizieranno i veri problemi. Desideroso di riallacciare i rapporti con il figlio, Neville cercherà di preservarlo dalla trappola in cui sta cadendo, anche a costo di sacrificare sé stesso.

Il ribelle cast

Il ribelle: il cast del film

Ad interpretare il giovane Eric Love vi è l’attore Jack O’Connell, qui al suo primo vero ruolo da protagonista. Pur avendo all’attivo già qualche film, questi era ancora pressocché sconosciuto. Proprio grazie a Il ribelle ha ottenuto fama internazionale, arrivando a recitare in film come Unbroken e La ragazza dei tulipani. La sua interpretazione, particolarmente apprezzata e premiata, è frutto di un grande studio del personaggio. O’Connell ha infatti lavorato sul suo Eric confrontandosi tanto con le esperienze dello sceneggiatore quanto con quelle di veri detenuti, apprendendo da loro quanto necessario sulla vita in carcere. L’attore Rupert Friend, noto per il film Orgoglio e pregiudizio, dà invece volto al terapeuta Oliver Baumer.

Nei panni del padre di Eric, Neville, si ritrova l’attore Ben Mendelsohn. Recentemente visto in Captain Marvel, questi ha a sua volta costruito il proprio personaggio grazie all’incontro con alcuni carcerati. Apprendendo i codici che intercorrono tra questi all’interno delle prigioni, ha potuto dar vita ad un’interpretazione particolarmente brillante. Ha infatti poi vinto un British Independent Film Award come miglior attore non protagonista. Sam Spruell, noto per film come Biancaneve e il cacciatore e The Informer, è invece il luogotenente Haynes. L’attore Peter Ferdinando, recentemente visto in King Arthur – Il potere della spada, interpreta qui il detenuto Dennis Spencer, uno dei più pericolosi in cui si imbatterà Eric.

Il ribelle: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile vedere o rivedere il film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Il ribelle – Starred Up è infatti disponibile nel catalogo di Chili Cinema, Google Play e Amazon Prime Video. Per vederlo, in base alla piattaforma scelta, basterà iscriversi o noleggiare il singolo film. Si avrà così modo di poter fruire di questo per una comoda visione casalinga. È bene notare che in caso di solo noleggio, il titolo sarà a disposizione per un determinato limite temporale, entro cui bisognerà effettuare la visione. Il film sarà inoltre trasmesso in televisione il giorno sabato 27 novembre alle ore 21:20 sul canale Rai 4.

Fonte: IMDb

Il Responsabile delle Risorse Umane: recensione

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Il Responsabile delle Risorse Umane: recensione

A presentare Il Responsabile delle Risorse Umane del regista israeliano Eran Riklis (che ha diretto nel 2008 il film “Il giardino dei limoni” ), ci sono già il celebre e omonimo romanzo di Abraham B. Yehoshua (dal quale è partito l’adattamento cinematografico di Riklis), nonché il Premio del Pubblico del Festival di Locarno 2010 e il primo premio cinematografico israeliano, l’Ophir, che la pellicola si è già aggiudicati.

Eppure Il Responsabile delle Risorse Umane di Eran Riklis non si risparmia dallo stupire. In un commento a caldo si potrebbe dire che è una pellicola nella quale tutto è dove non dovrebbe essere, condizione edificata con sagacia dalle scelte di regia, che si sono allo stesso tempo curate di non lasciar spazio a disomogeneità, pesantezza e incongruenza del tessuto narrativo. Il Responsabile delle Risorse Umane si apre con un velo di apparente ordine e metodicità che lentamente va a diradarsi,  trasportando lo spettatore, ma soprattutto gli interpreti,  a chiedersi quanto di quel che è da poco apparso sia sul serio consistente e privo di preconcetti. Ammalianti sono sia la sensibilità che la discrezione attentissima con la quale tutto questo inizia a realizzarsi e distinguersi.

Il Responsabile delle Risorse Umane, il film

Il regista scava infatti con minuzia prima di condurre a quel che ha da dire e di lasciar la parola ai suoi protagonisti…come se attendesse egli per primo che siano pronti, protagonisti quanto spettatori, ai propri momenti giusti, che in ogni caso non si impongono con rapide epifanie,  grandi tragedie, o prese di coscienza spasmodiche, ma piuttosto con graduali,  verosimili e maturi piccoli passi.  La pazienza e la gradualità sono quel che rendono finalmente protagonisti ognuno dei personaggi , che conquistano dunque il loro ordine reale e calibrato all’interno della storia.

Ma prima dell’equilibrio, rimane una storia che si divarica tra: un padre che vorrebbe esser presente nella vita di sua figlia, ma che si ritrova a far da genitore a un giovane ribelle orfano di madre, per conquistare la cui fiducia rischia di perdere quella della sua stessa figlia; un giornalista che, in lotta contro il cinismo e la disaffezione che ritiene essere caratteristica specifica del sistema aziendale, si scontra soprattutto con i propri limiti e le proprie amoralità; un capro espiatorio messo alla gogna, che dimostra quasi più umanità di chi lo accusa; un amore che resiste, proprio perché fondato su due cuori che parlano fisicamente due lingue diverse, e infine una donna, che unico artefice dell’incontro di tutti gli altri personaggi, forse è proprio l’unica che nessuno conosce e della quale nessuno conosce nulla….ecco appunto, come si diceva in apertura, un film nel quale ogni cosa viene messa nel posto sbagliato ma che, in ragione di questa scelta e nonostante il film duri quasi due ore, riesce a catturare completamente l’attenzione.

Dietro a tutto questo, velato, il conflitto eterno dei popoli palestinese e israeliano, costretti a sfiorarsi e a guardarsi; non mancano d’altra parte brevi , saltuarie ma puntuali note sul terrorismo che, artefice dell’avvio narrativo, ritorna ogni qual volta i personaggi si confrontano con la quotidianità. Pochi e comunque leggeri i momenti di grigia malinconia; forte e determinata l’immagine dei personaggi e degli interpreti. Di spirito e mai scontati i momenti di umorismo ed ironia. Insomma un film splendidamente dosato. Dosato nei tempi, nei toni, nei messaggi e nelle aspettative. Bellissimo.

Il remake di Oldboy di Spike Lee distribuito da FilmDistrict negli USA

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FilmDistrict ha annunciato oggi di aver acquisito i diritti per la distribuzione statunitense di OLDBOY, remake del celebre thriller sud coreano. Il film, diretto da Spike Lee,

Il remake di Alba Rossa finalmente sugli schermi

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A tre anni di distanza dalla lavorazione, dopo innumerevoli rimandi, intoppi e complicazioni, sembra che le porte delle sale cinematografiche siano state finalmente aperte a Red Dawn, remake dell’omonimo film degli anni ’80. La pellicola, girata nel 2009 vede protagonisti Chris Hemsworth (che nel frattempo ha avuto modo di farsi conoscere dal grande pubblico con Thor), Jeffrey Dean Morgan, Josh Peck, Adrianne Palicki ed è diretta da Dan Bradley (che debutta alla regia dopo aver fatto il coordinatore degli stunt man e il regista di seconda unità per le saghe di Bourne e Spiderman e per Quantum of Solace tra gli altri).

Il film è rimasto a lungo nei magazzini, in parte per il contenzioso sollevato dalla MGM (per la quale uscì  la prima versione). Come si ricorderà, l’originale, diretto da John Milius,  raccontava di un’improvvisamente invasione sovietica degli Stati Uniti, e della resistenza di un gruppo di studenti sulle montagne.  Inizialmente il nuovo ‘inavsore’ era la Cina, ma ragioni di opportunità politico-economica hanno portato in sede di editing a ‘trasformare’ il nemico nel Corea del Nord. Secondo le ultime notizie, Red Dawn dovrebbe uscire sugli schermi il 2 novembre del 2012.

Fonte: EMPIRE

Il remake de Il Corvo sarà presente al Comic-Con

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Il remake de Il Corvo sarà presente al Comic-Con

La sorpresa è stata riferita da Comingsoon.net: il remake del film Il Corvo The Crow, avrà uno spazio al prossimo Comic-Con nel panel della Relativity. Stando a quanto dice Variety, il regista del progetto F. Javier Gutiérrez sarà presente all’evento insieme allo scrittore del libro da cui il film con Brando Lee è tratto, James O’Barr.

Lo scrittore è stato “caricato a bordo” per cercare di portare a termine un progetto che si vuole fortemente realizzare ma che sta avendo una vita difficile. Le riprese dovrebbero cominciare nel 2014 su una sceneggiatura di Cliff Dorfman.

E’ importante, per i fan de Il Corvo, capire che la Relativity, Javier, Luke (Evans) e l’intera squadra stanno lavorando ad un nuovo adattamento del libro stesso – ha detto O’Barr – io credo che questo film potrà essere considerato al pari di quello con Brandon e considerato una valida opera d’arte, non vedo l’ora di cominciare“.

Luke Evans è l’attore scelto per interpretare il protagonista Eric Draven.

Ricordiamo che il primo film de Il Corvo, uscito nel 1993, vide la prematura scomparsa e anche la restituzione all’eterna notorietà il suo protagonista per un incidente sul set, oltre a dare al film un’aura di mistero e macabra bellezza che ha certamente contribuito a farne un cult.

Il remake de Il Corvo di nuovo senza regista

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Il remake de Il Corvo di nuovo senza regista

E’ davvero ammirevole l’ostinazione con cui si sta portando avanti un progetto che proprio non vuole decollare. Si tratta dell’ennesimo remake di un film The Crow, (Il Corvo) che per motivi diversi ha segnato la storia dei cinefili più accaniti, all’inizio degli anni ’90.

Il remake de Il Corvo The Crow non sa da fare. Dopo l’abbandono di Juan Carlos Fresnadillo, che era subentrato all’altro regista rinunciatario Stephen Norrington, non si sa davvero che altro tentare per realizzare il film.

E pensare che Eric Draven poteva essere interpretato da Bradley Cooper, il che avrebbe reso tutto più semplice. Ma l’impegno con Paradise Lost ha impedito al divo di seguire anche Il Corvo.

Ora urge una sostituzione e si parla già dello spagnolo F Javier Gutierrez, ma sarà la volta buona?

Fonte: comingsoon.it

Il regno: trama, cast e curiosità sul film con Stefano Fresi

Il regno: trama, cast e curiosità sul film con Stefano Fresi

Uno dei più interessanti film italiani usciti nel corso del pandemia di Covid-19 è Il regno, opera prima di Francesco Fanuele. Si tratta di una commedia insolita, che pone un protagonista del nostro presente a confronto con una realtà lontana nel tempo, a partire dalla quale emerge però un pungente commento sociale del contemporaneo. Purtroppo, proprio per via della pandemia, il film è stato distribuito direttamente sulle piattaforme On Demand, cosa che ne ha limitato la popolarità. È però un film decisamente da riscoprire, non solo per la buona scrittura che presenta ma anche, come accennato, per i suoi interessanti riferimenti all’attualità.

Tutto nasce dal regista, Francesco Fanuele, classe 1988, che ha conseguito il diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma proprio con la versione cortometraggio di Il regno, avente per protagonista Stefano Fresi. Già nel suo formato breve quel lavoro aveva conquistato parecchi riconoscimenti nazionali e internazionali, conquistando le attenzioni di diverse case di produzione. Pertanto, nel 2017, la società Fandango ne ha acquistato i diritti per trasformarlo nel film che possiamo oggi ammirare, scritto dallo stesso Fanuele insieme a Stefano Di Santi e Bernardo Pellegrini.

Il regno è dunque un esordio molto promettente, dove attraverso la commedia e sfumature da Cappa e Spada (ovvero quei film caratterizzati da storie avventurose ambientate in periodi storici passati, come il Medioevo), emergere un lucido ritratto dei vizi e delle virtù del presente. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative ad esso. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e ad altro ancora. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

La trama di Il regno

Protagonista del film è Giacomo, che poco più che dodicenne viene rinnegato dal padre e cacciato dal casale di campagna che gli ha dato i primi natali. Quando è ormai adulto, Giacomo viene invitato a tornare proprio in quel casale dal vecchio avvocato del padre, l’eccentrico Bartolomeo Sanna. L’occasione sono i funerali dell’odiato genitore. Giunto sul posto, Giacomo apprende però una cosa che decisamente non si aspettava, ovvero di aver ereditato il Regno del padre. Scopre così che nei terreni del padre risiede una comunità di persone che ha scelto di tornare a una vita più umile, modesta, senza gli assilli della tecnologia.

Un regno che sembra dunque in tutto e per tutto un tentativo di fuga dal presente per tornare ad un vero e proprio Medioevo. Giacomo si ritrova così ad ereditare dei veri e propri sudditi, pronti a dargli cieca obbedienza, prosperose ancelle ben disposte a insaponargli  la schiena e soprattutto il potere di legiferare a proprio piacimento. Ma Giacomo non è affatto come il padre, prepotente autocrate tutto d’un pezzo. Lui con i sudditi ci vuole parlare, ci vuole fare amicizia. Il suo atteggiamento risulta però essere quanto mai ambiguo agli occhi dei suoi sudditi. Giacomo dovrà allora riuscire a trovare un equilibrio in quella bizzarra situazione.

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Il cast e le location di di Il regno

Ad interpretare il protagonista, Giacomi, vi è l’attore Stefano Fresi. Accanto a lui si ritrovano poi Max Tortora nel ruolo di Bartolomeo Sanna, Silvia D’Amico in quello di Ofelia e Fotinì Peluso nei panni di Lisa. Completano poi il cast Francesca Nunzi nei panni di Madama Giacinta, Agnese Nano con il ruolo di Lucrezia, Enzo Salomone con quello del Professor De Nardi e Vittorio Barbagiovanni nei panni di Guidobaldo. Infine, Valter Toschi è Ubaldo Pecci, Romano Tallevi è Vladimiro, il becchino, mentre Paolo Buglioni interpreta il questore. Per quanto riguarda i luoghi in cui il film è stato girato, essi sono il Castello della Cecchignola, nel Castello di Isola Farnese e nella Tenuta Cesarina all’interno della riserva naturale della Marcigliana.

Il trailer di Il regno e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Seven grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Chili Cinema, Google Play, Rai Play e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di martedì 4 luglio alle ore 21:20 sul canale Rai 2.

Fonte: IMDb

Il Regno: trailer del film con Stefano Fresi

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Il Regno: trailer del film con Stefano Fresi

Fandango ha diffuso il trailer di Il Regno, il film diretto da Francesco Fanuele con protagonisti Stefano Fresi, Max Tortora, Silvia D’amico e Fotini Peluso. Prodotto da FANDANGO con RAI CINEMA.  Il film sarà disponibile dal 26 giugno sulle principali piattaforme streaming tra cui:  Itunes, Google Play, Chily, Sky prima fila, Rakuten, CGHV, Huawei, Infinity, TIMVISION e #iorestoinSALA.

Il Regno: la trama

Tranquilli: è una commedia. Eppure trent’anni fa, Giacomo, poco più che dodicenne, viene rinnegato dal padre e cacciato dal casale di campagna che gli ha dato i primi natali. La storia inizia quando il vecchio avvocato del padre, l’eccentrico Bartolomeo Sanna, invita Giacomo a tornare al casale per i funerali dell’odiato genitore. L’uomo si reca al cancello della sua vecchia dimora e nota con stupore che l’avvocato lo è andato a prendere in carrozza. Strano. Ancora più strano è prendere atto che il funerale si tiene all’interno della tenuta, con un prete che parla solo in latino e una folla di contadini vestiti di nero (“amici di papà”, spiega Sanna). Sembra uno scherzo ma non lo è! infatti, Giacomo scopre di aver ereditato Il Regno del padre. In che senso? Presto detto: nei suoi terreni c’è una comunità di persone che ha scelto di tornare a una vita più umile, modesta, senza gli assilli della tecnologia. (“Ma che è? Il medioevo?”, domanda l’ignaro erede al trono). Non capita tutti i giorni di ereditare dei sudditi pronti a darti cieca obbedienza, prosperose ancelle ben disposte a insaponarti la schiena e soprattutto il potere di legiferare a proprio piacimento. Ma Giacomo non è affatto come il padre, che fu un prepotente autocrate tutto d’un pezzo. Lui con i sudditi ci vuole parlare, ci vuole fare amicizia. Grosso errore, nessuno vuole un monarca compagnone, ma lui è così. Riuscirà il re più strampalato della storia a farsi rispettare e diventare l’uomo che non è mai riuscito ad essere?

 

Il Regno: disponibile sulle principali piattaforme streaming

Il Regno: disponibile sulle principali piattaforme streaming

Il Regno, il film diretto da Francesco Fanuele, con protagonisti Stefano Fresi, Max Tortora, Silvia D’amico e Fotini Peluso, prodotto da FANDANGO con RAI CINEMA, è disponibile da oggi, 26 giugno, sulle principali piattaforme streaming tra cui:  Itunes, Google Play, Chily, Sky prima fila, Rakuten, CGHV, Huawei, Infinity, TIMVISION e #iorestoinSALA.

Il Regno: la trama

Tranquilli: è una commedia. Eppure trent’anni fa, Giacomo, poco più che dodicenne, viene rinnegato dal padre e cacciato dal casale di campagna che gli ha dato i primi natali. La storia inizia quando il vecchio avvocato del padre, l’eccentrico Bartolomeo Sanna, invita Giacomo a tornare al casale per i funerali dell’odiato genitore. L’uomo si reca al cancello della sua vecchia dimora e nota con stupore che l’avvocato lo è andato a prendere in carrozza. Strano. Ancora più strano è prendere atto che il funerale si tiene all’interno della tenuta, con un prete che parla solo in latino e una folla di contadini vestiti di nero (“amici di papà”, spiega Sanna). Sembra uno scherzo ma non lo è! infatti, Giacomo scopre di aver ereditato Il Regno del padre. In che senso? Presto detto: nei suoi terreni c’è una comunità di persone che ha scelto di tornare a una vita più umile, modesta, senza gli assilli della tecnologia. (“Ma che è? Il medioevo?”, domanda l’ignaro erede al trono). Non capita tutti i giorni di ereditare dei sudditi pronti a darti cieca obbedienza, prosperose ancelle ben disposte a insaponarti la schiena e soprattutto il potere di legiferare a proprio piacimento. Ma Giacomo non è affatto come il padre, che fu un prepotente autocrate tutto d’un pezzo. Lui con i sudditi ci vuole parlare, ci vuole fare amicizia. Grosso errore, nessuno vuole un monarca compagnone, ma lui è così. Riuscirà il re più strampalato della storia a farsi rispettare e diventare l’uomo che non è mai riuscito ad essere?

Il Regno Quantico sarà una grande fonte di storie per il MCU

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Il Regno Quantico sarà una grande fonte di storie per il MCU

Il Regno Quantico sarà un fattore importante per il futuro del Marvel Cinematic Universe, almeno stando a quanto dichiara il regista di Ant-Man and The Wasp, Peyton Reed. Ultimo arrivato nella libreria Marvel, il film ha visto il ritorno di Scott Lang (Paul Rudd) nei panni dell’eroe e il debutto di Wasp aka Hope van Dyne (Evangeline Lilly).

Reed ha avuto il privilegio di introdurre il misterioso regno nel MCU con il film del 2015, Ant-Man. Lì, Hank Pym (Michael Douglas) descrive il Regno Quantico come “una realtà in cui tutti i concetti di tempo e spazio diventano irrilevanti mentre si restringe per l’eternità”. Poi, il Dottor Strange nel 2016 ha anche visitato la dimensione, stabilendo che è possibile accedervi utilizzando l’anello dello stregone. Ma solo ora, con Ant-Man and The Wasp, si è tornato a parlare di questa dimensione, con Hank, Scott e Hope schierati in prima linea per salvare Janet van Dyne (Michelle Pfeiffer) dal Regno Quantico, dove è rimasta intrappolata per decenni.

Regno Quantico rimane un mistero

Nonostante sia stato argomento affrontato negli ultimi due film di Ant-Man, il Regno Quantico rimane un mistero. Tuttavia, sia i fan che gli spettatori ordinari non vedono l’ora di saperne di più, soprattutto perché si prevede che sarà questa dimensione ad avere un ruolo fondamentale nel futuro del franchise. Peyton Reed, durante la promozione dell’edizione in home video del sul ultimo film Marvel, ha detto a a Screen Rant che fino a questo momento il MCU ha appena “scalfito la superficie“, quando si tratta di questa dimensione alternativa, e i fan possono aspettarsi che l’argomento venga affrontato in maniera sempre più approfondita man mano che si va avanti.

“È una questione che prendiamo molto sul serio, assolutamente da prendere in considerazione. E penso che sia inutile dire che c’è ancora molto da esplorare nel Regno Quantico che noi, in realtà, nel solo contesto di questa storia, Ant-Man ant the Wasp, abbiamo avuto il tempo solo di grattare la superficie. Perché si tratta di un mondo davvero apparentemente infinito. Quindi, vorrei rispondere in senso generale che sì, vogliamo davvero occuparci maggiormente del Regno Quantico, perché penso ci sia molto di più da affrontare. Ed è un lato molto importante dell’Universo Marvel dei fumetti che mi piacerebbe vedere riprodotto nella Marvel Cinematic Universe. E mi piacerebbe farne parte. Questo è tutto quello che posso dire a riguardo, ma posso anche aggiungere che concettualmente è un’esperienza che mi eccita moltissimo.”

Dopo che Ant-Man and The Wasp ha approfondito un po’ di più il regno, si dice che sarà Captain Marvel, il prossimo anno, a rivisitare la dimensione, anche se non è ancora chiaro come si inserirà nella storia di Carol Danvers. Considerando che il film imminente sarà ambientato negli anni ’90, questa incursione stabilirà che molte persone sono consapevoli del Regno Quantico e delle infinite possibilità che esso presenta. Ci sono diverse teorie online che suggeriscono che potrebbe essere in realtà il punto in cui Carol ottiene il potenziamento che la renderà l’eroe più forte del MCU.

Altri, nel frattempo sono convinti che il Reame Quantico potrebbe essere ciò che renderà possibile viaggiare nel tempo in Avengers 4. Mentre gli eroi rimasti vivi dopo Infinity War tentano di ristabilire l’ordine nell’universo e abbattere Thanos una volta per tutte, si dice che Tony Stark e Scott Lang torneranno indietro nel tempo per rivisitare alcuni dei momenti cruciali del MCU che ha spianato la strada allo schiocco di Thanos, allo scopo di sventare i piani del Titano Pazzo. In ogni caso, il concept entrerà a far parte della parte finale della Fase 3.

Fonte: Screen Rant

Il regno di Kensuke: il trailer italiano del film d’animazione

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Il regno di Kensuke: il trailer italiano del film d’animazione

Ecco il trailer ufficiale in italiano de Il regno di Kensuke, il film d’animazione diretto dal duo di registi Neil Boyle e Kirk Hendry, che uscirà nelle sale italiane il 28 maggio 2026.

Una parabola sull’amicizia che valica i confini dell’età e delle nazionalità, sull’importanza di preservare il nostro fragile pianeta, sulla bellezza e lo stupore. Un racconto di formazione per tutta la famiglia, completamento realizzato con le tecniche di animazione tradizionali.

Vincitore di tre British Animation Awards (Miglior Film, Miglior Sceneggiatura e Migliori Musiche Originali), il film vanta un cast di eccezionali voci nella versione originale: il Premio Oscar Cilllian Murphy, la due volte candidata all’Oscar Sally Hawkins e il candidato all’Oscar Ken Watanabe, che presta la voce a Kensuke.

Vi preghiamo di utilizzare soltanto i materiali ufficiali all’interno dei vostri articoli e delle schede film.

Il regno di Kensuke sarà distribuito in Italia da Movies Inspired.

Il regno di Kensuke, recensione: un’avventura delicata e poetica che sembra arrivare da un altro tempo

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In un panorama animato dominato da battute iperattive, animali parlanti trasformati e bombardamenti di colori digitali, Il regno di Kensuke sembra quasi un oggetto fuori dal tempo. E forse è proprio questo il suo più grande punto di forza. Il film diretto da Neil Boyle e Kirk Hendry, tratto dal celebre romanzo di Michael Morpurgo e adattato da Frank Cottrell-Boyce, recupera il fascino delle avventure per ragazzi di una volta fatte di esplorazione, silenzi, natura e crescita personale.

fffLa storia segue Michael, un ragazzino trascinato dai suoi genitori in un improbabile viaggio in barca intorno al mondo. Un’idea che oggi farebbe probabilmente impazzire qualsiasi assistente sociale, ma che il film tratta con quello spirito ingenuamente romantico tipico dei racconti d’avventura britannici vecchio stile. All’inizio è tutto entusiasmo e libertà, con il mare aperto davanti e la sensazione di vivere qualcosa di straordinario. Poi arriva la tempesta. Michael e il suo cane Stella Artois finiscono dispersi in mare e si risvegliano su un’isola apparentemente deserta. Ma a questo punto il film cambia pelle.

Kensuke e il cuore silenzioso del film

Sull’isola vive Kensuke, un anziano giapponese naufragato lì decenni prima. È lui a salvare Michael dalla fame e dalla disperazione, costruendo lentamente con il ragazzo un rapporto fatto più di gesti e osservazione che di parole. Il regno di Kensuke trova la sua anima proprio in questa relazione. Il film sceglie la contemplazione, lasciando che siano la natura, gli animali e i piccoli dettagli quotidiani a raccontare il legame tra i due protagonisti.

Kensuke insegna a Michael come sopravvivere, come rispettare l’isola e soprattutto come guardare davvero il mondo che lo circonda. Gli animali diventano parte integrante della narrazione, non semplici mascotte comiche. La foresta, il mare e la fauna locale vengono animati con una delicatezza quasi pittorica che restituisce un senso autentico di meraviglia. In tempi in cui molti film per famiglie sembrano avere paura del silenzio, Il regno di Kensuke osa rallentare, trovando così la sua vera forza.

Un’animazione elegante che rifiuta il caos moderno

Il regno di Kensuke - film 2026
Il regno di Kensuke – Cortesia di Movie Inspire

Dal punto di vista visivo, il film è splendido nella sua semplicità. Lupus Films realizza un’animazione tradizionale raffinata, calda, profondamente artigianale, puntando sull’atmosfera. Ogni scena sembra disegnata per trasmettere calma, malinconia o stupore. I paesaggi tropicali hanno una morbidezza quasi acquerellata, mentre gli animali vengono animati con una grazia incredibilmente naturale. È uno stile che richiama un certo cinema animato europeo e giapponese più contemplativo, lontanissimo dal ritmo isterico delle grandi produzioni mainstream contemporanee.

Anche la colonna sonora orchestrale di Stuart Hancock contribuisce enormemente all’immersione. Le musiche accompagnano il viaggio con un senso di avventura classica che richiama i grandi racconti per ragazzi del passato, quelli che profumavano di mappe, tempeste e isole misteriose.

E poi c’è il modo in cui il film affronta il trauma della guerra attraverso Kensuke. Senza mai diventare esplicito o traumatico, Il regno di Kensuke riesce a evocare il dolore di Nagasaki con immagini semplici ma potentissime. Un’inchiostrazione improvvisa, una macchia nera che invade lo schermo, basta a suggerire devastazione, perdita e memoria. È un momento delicato e intelligentissimo, soprattutto considerando il pubblico giovane a cui il film si rivolge.

Un film per bambini o soprattutto per adulti?

Il regno di Kensuke è un film che molti genitori ameranno profondamente. Ma non è detto che conquisti allo stesso modo tutti i bambini cresciuti nell’era di TikTok, Marvel e Pixar. Manca volutamente quell’umorismo continuo che oggi domina gran parte dell’animazione mainstream. Gli animali non fanno gag ogni trenta secondi. Non ci sono tormentoni costruiti per diventare virali. Non esistono personaggi “adorabilmente pazzi” pronti a rubare la scena.

Il film chiede attenzione, pazienza e partecipazione emotiva. Qualità che alcuni spettatori più giovani potrebbero trovare difficili da mantenere davanti a una narrazione così calma e misurata. Il regno di Kensuke rivendica con orgoglio il diritto di essere diverso. È un racconto che parla ai ragazzi senza trattarli come incapaci di affrontare temi complessi come la solitudine, il lutto, la guerra o il rapporto con la natura.

Il regno di Kensuke è un piccolo gioiello fuori dal tempo

Il regno di Kensuke non urla mai per attirare l’attenzione ma preferisce costruire lentamente un legame emotivo sincero, fatto di silenzi, paesaggi e piccoli gesti umani. È un film profondamente gentile, nel senso migliore del termine. E proprio per questo potrebbe passare inosservato in un mercato che premia soprattutto il rumore e la velocità.

Ma chi saprà entrare nel suo ritmo troverà un’avventura toccante, intelligente e visivamente splendida. Un’opera che guarda al passato senza sembrare antiquata, e che riesce ancora a credere nella capacità dei racconti di formazione di parlare davvero a tutte le età. Un film che resta addosso con delicatezza, come il ricordo di un’estate lontana o di un libro letto da bambini sotto le coperte.

Il regno del pianeta delle scimmie: trailer ufficiale del sequel

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Il regno del pianeta delle scimmie: trailer ufficiale del sequel

La 20th Century ha diffuso nella notte del Super Bowl il trailer ufficiale di Il Regno del Pianeta delle Scimmie, il nuovo capitolo del franchise che sarà diretto da Wes Ball. La pellicola è un sequel dei film Il pianeta delle scimmie e  del terzo film, The War – Il Pianeta delle Scimmie

Il regista Wes Ball dà nuova vita all’epico franchise con un film ambientato diverse generazioni dopo il regno di Cesare, in cui le scimmie sono la specie dominante che vive in armonia e gli umani sono costretti a vivere nell’ombra. Mentre un nuovo tirannico leader delle scimmie costruisce il suo impero, una giovane scimmia intraprende uno straziante viaggio che la porterà a mettere in discussione tutto ciò che conosceva sul passato e a fare scelte che definiranno un futuro sia per le scimmie che per gli umani. Ecco la versione originale del trailer:

Tutto quello che sappiamo su Il Regno del Pianeta delle Scimmie

La sinossi ufficiale di Il Regno del Pianeta delle Scimmie (Kingdom of the Planet of the Apes) riporta: “Alcuni gruppi di scimmie non hanno mai sentito parlare di Cesare, mentre altri hanno distorto il suo insegnamento per costruire imperi fiorenti. In questo scenario, un leader delle scimmie inizia a schiavizzare altri gruppi per trovare la tecnologia umana, mentre un’altra scimmia, che ha visto il suo clan essere preso in ostaggio, intraprende un viaggio per trovare la libertà. Una giovane donna umana, intanto, diventa la chiave per la ricerca di quest’ultimo, anche se ha dei piani tutti suoi.”

Il regista Wes Ball dà nuova vita all’epico franchise ambientato diverse generazioni dopo il regno di Cesare, in cui le scimmie sono la specie dominante che vive in armonia e gli umani sono costretti a vivere nell’ombra. Mentre un nuovo tirannico leader delle scimmie costruisce il suo impero, una giovane scimmia intraprende uno straziante viaggio che la porterà a mettere in discussione tutto ciò che conosceva sul passato e a fare scelte che definiranno un futuro sia per le scimmie che per gli umani.

Il Regno del Pianeta delle Scimmie è diretto da Wes Ball (trilogia di Maze Runner) ed è interpretato da Owen Teague (It), Freya Allan (The Witcher), Kevin Durand (Locke & Key), Peter Macon (Shameless) e William H. Macy (Fargo). La sceneggiatura è di Josh Friedman (La guerra dei mondi), Rick Jaffa & Amanda Silver (Avatar: La Via dell’Acqua) e Patrick Aison (Prey), basata sui personaggi creati da Rick Jaffa & Amanda Silver. Il film è prodotto da Wes Ball, Joe Hartwick Jr. (Maze Runner), Rick Jaffa, Amanda Silver e Jason Reed (Mulan), mentre Peter Chernin (trilogia de Il Pianeta delle Scimmie) e Jenno Topping (Le Mans ’66 – La grande sfida) sono i produttori esecutivi.

Il Regno del Pianeta delle Scimmie: recensione del film di Wes Ball

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Così come il primo decennio degli anni 2000 ha avuto la sua trilogia dedicata al longevo franchise de Il Pianeta delle Scimmie, quella che potremmo chiamare “la trilogia di Cesare”, anche questi tumultuosi anni ’20 hanno visto, con l’arrivo di Il Regno del Pianeta delle Scimmie, l’inizio di una nuova era di avventure e narrazioni che, come scopo ultimo, hanno quello di ricongiungere questa storia contemporanea, con quella che abbiamo visto per la prima volta sul grande schermo nel 1968, con il film culto di Franklin J. Schaffner basato a sua volta sul romanzo di Pierre Boulle.

Dopotutto, tra la nascita di Cesare, nel film del 2011, e quello che affronterà sulla Terra l’astronauta George Taylor nell’anno 3978 intercorrono ben 1967 anni di storie che possono essere raccontate, stando a quanto dichiara Wes Ball (Maze Runner) regista di questa nuova avventura, che prende il suo avvio dall’8 maggio al cinema con 20th Century Studios.

Il Regno del Pianeta delle Scimmie, la trama

Nel suo ultimo sforzo in vita, Cesare è riuscito a condurre il suo gruppo di scimmie in un’oasi, dove poter prosperare in pace. Intanto, gli uomini continuano a morire, decimati dal virus mortale che loro stessi hanno sintetizzato. 300 anni dopo la morte di Cesare, le scimmie hanno prosperato e dall’oasi si sono diramate in territori selvaggi moltissime società di primati diverse tra di loro. Gli anni hanno trasformato molte cose, e mentre ci sono colonie che vivono in equilibrio e armonia con la natura, come quella dello scimpanzé Noa, ci sono altri gruppi più aggressivi che, distorcendo gli insegnamenti di Cesare, riducono in schiavitù gli altri clan. Il gruppo armato guidato da Proximus Caesar, farà prigioniero il clan di Noa, e il giovane scimpanzé si alleerà con Raka, un orango ex membro del gruppo di Proximus, e Mae (Freya Allan), una ragazza umana, per cercare di salvare la sua famiglia.

Una scimmia troppo umana

Wes Ball raccoglie un testimone pesante. The War – Il pianeta delle scimmie del 2017 era un film in qualche modo conclusivo, poneva le basi sia per la progressione evoluzionistica dei primati, sia per il processo inverso che avrebbe poi afflitto gli uomini. Sarebbe stato un perfetto ponte per arrivare poi alla storia originale e a quello che hanno raccontato Schaffner e Boulle per primi. Con Il Regno del Pianeta delle Scimmie si cerca di riempire un vuoto che poteva benissimo rimanere tale, e tuttavia non si procede in maniera gratuita e si coglie l’occasione per capovolgere ancora una volta il punto di vista e umanizzare le scimmie, seguendo una traiettoria scontata eppure inevitabile.

Finalmente la scimmia è diventata davvero simile all’uomo e ora la guerra è tra simili, l’uomo è fuori dal quadro, quasi completamente se non nelle vesti di Mae, ma i termini dello scontro ora sono “scimmia contro scimmia”, come era stato vagamente anticipato dal personaggio di Koba nella trilogia precedente e come ora viene reso evidente e fondativo per la trama con Proximus Caesar.

L’evoluzione è il seme della distruzione

L’evoluzione quindi porta sempre con sé il germe della distruzione, non a caso il clan che invece vive pace e armonia è quello che conserva delle usanze più vicine alla natura e ai cicli della vita naturale, quello di Noa. E così, se una volta lo scontro tra le parti era per il diritto all’esistenza e alla vita, adesso diventa questione di volontà di potere. E non c’è niente di più umano che potesse essere tirato in ballo per riportare i primati sullo schermo e farli effettivamente combattere tra loro.

Il risultato è certamente grande intrattenimento, ma anche la consapevolezza che più si evolvono e si umanizzano le scimmie, più queste sono uguali all’uomo che hanno condannato all’estinzione. Più la scimmia stessa si affeziona a valori meccanici e di potere, lontani dal vitalizio naturale che trova sempre un suo equilibrio pacifico, più essa diventa predatore spietato e cieco, destinato sempre all’autodistruzione.

Il Regno del Pianeta delle Scimmie è spettacolo e grande intrattenimento

In questa riflessione sulla natura del potere e della vicinanza (o lontananza) dell’uomo/scimmia dal ciclo vitale della natura, Il Regno del Pianeta delle Scimmie è uno spettacolo di grande intrattenimento oltre che di eccellente valore produttivo, merito dei compartimenti tecnici della Weta che rappresentano sempre l’eccellenza nella creazioni di mondi e realtà che non esistono. E in questo concerto di effetti speciali, il regista Wes Ball tiene la barra dritta e accompagna in porto una nave carica di aspettative per quello che il futuro riserva al franchise.

Riuscirà Noa a essere un protagonista carismatico come lo era stato Cesare nel decennio precedente? L’ultima parola sarà del box office, a partire dall’8 maggio.

Il Regno del Pianeta delle Scimmie: mostrati 13 minuti del film al CinemaCon

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La Disney ha presentato in anteprima 13 minuti ricchi di azione di Il Regno del Pianeta delle Scimmie al CinemaCon, suscitando ulteriore entusiasmo per questo nuovo capitolo del franchise di fantascienza. Il filmato – come riportato da Comicbook.com – inizia seguendo un uccello che vola sopra un mondo completamente verde. Le scimmie corrono libere, dondolandosi sui resti cresciuti di quello che una volta era un edificio di metallo, ma questa città è ora tutta alberi e fiumi. Un trio si imbatte in un nido di uova di uccello e la scimmia più anziana inculca loro la legge e le lezioni, ricordando che devono lasciare un uovo e non possono prenderli tutti, perché è la legge.

Li cresceremo insieme come siamo stati cresciuti noi“, dice una delle scimmie. Arrivano a questo punto a un varco tra le strutture e Noa, l’apparente leader del gruppo, utilizza un pezzo di metallo per avanzare e agganciarsi all’altra struttura. Arrampicandosi in cima, trova altre quattro uova in un nido appollaiato sopra la struttura. Mentre le raggiunge, un uccello arriva in volo e lo colpisce con gli artigli. Noa cade e il cemento si sgretola, continua a cadere e non riesce ad aggrapparsi a nulla. Alla fine scivola dal bordo e afferra un pezzo della struttura sospesa. I suoi amici sono terrorizzati, ma il sollievo li coglie quando scoprono che è sopravvissuto.

Il logo della Fox appare a quel punto sullo schermo e le scene iniziano a svolgersi più rapidamente. Il padre di Noa lo aspetta al villaggio. “Ci sono pericoli oltre il nostro villaggio“, dice una scimmia. Un re dichiara: “Che giornata meravigliosa“, davanti ai suoi seguaci. Inizia a quel punto il caos: il villaggio di Noa sembra essere incendiato dalle scimmie a cavallo che lo stanno razziando. Noa cerca di raggiungere il padre per salvarlo, ma un nemico, una scimmia molto più grande, arriva prima. Noa combatte contro il gorilla, ma non ha successo e perde i sensi. Si risveglia sotto la cenere in una scena grigia ma soleggiata.

Noa inciampa tra le macerie e trova un avvoltoio che sta beccando a terra, per poi avvicinarsi e scoprire il padre caduto. Un’espressione facciale estremamente curata in fase di post produzione cattura il peso del momento mentre Noa si rannicchia accanto al cadavere. Pochi istanti dopo, lo si vede seppellire il padre. “Padre, li troverò, li riporterò a casa“, dice alla tomba. Un uccello gli cinguetta e vola, guidandolo. Noa sce a cavallo e dà un’ultima occhiata al suo villaggio distrutto prima di andarsene. Un vasto orizzonte ricoperto di vegetazione conclude il filmato.

Tutto quello che sappiamo su Il Regno del Pianeta delle Scimmie

La sinossi ufficiale di Il Regno del Pianeta delle Scimmie (Kingdom of the Planet of the Apes) riporta: “Alcuni gruppi di scimmie non hanno mai sentito parlare di Cesare, mentre altri hanno distorto il suo insegnamento per costruire imperi fiorenti. In questo scenario, un leader delle scimmie inizia a schiavizzare altri gruppi per trovare la tecnologia umana, mentre un’altra scimmia, che ha visto il suo clan essere preso in ostaggio, intraprende un viaggio per trovare la libertà. Una giovane donna umana, intanto, diventa la chiave per la ricerca di quest’ultimo, anche se ha dei piani tutti suoi.”

Il regista Wes Ball dà nuova vita all’epico franchise ambientato diverse generazioni dopo il regno di Cesare, in cui le scimmie sono la specie dominante che vive in armonia e gli umani sono costretti a vivere nell’ombra. Mentre un nuovo tirannico leader delle scimmie costruisce il suo impero, una giovane scimmia intraprende uno straziante viaggio che la porterà a mettere in discussione tutto ciò che conosceva sul passato e a fare scelte che definiranno un futuro sia per le scimmie che per gli umani.

Il Regno del Pianeta delle Scimmie è diretto da Wes Ball (trilogia di Maze Runner) ed è interpretato da Owen Teague (It), Freya Allan (The Witcher), Kevin Durand (Locke & Key), Peter Macon (Shameless) e William H. Macy (Fargo). La sceneggiatura è di Josh Friedman (La guerra dei mondi), Rick Jaffa & Amanda Silver (Avatar: La Via dell’Acqua) e Patrick Aison (Prey), basata sui personaggi creati da Rick Jaffa & Amanda Silver. Il film è prodotto da Wes Ball, Joe Hartwick Jr. (Maze Runner), Rick Jaffa, Amanda Silver e Jason Reed (Mulan), mentre Peter Chernin (trilogia de Il Pianeta delle Scimmie) e Jenno Topping (Le Mans ’66 – La grande sfida) sono i produttori esecutivi. Il film è atteso in sala il 10 maggio.

Il Regno del Pianeta delle Scimmie: le prime reazioni lo definiscono il film come “degno successore”

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In Il Regno del Pianeta delle Scimmie, il regista Wes Ball intende dare nuova vita al franchise con una storia ambientata diverse generazioni nel futuro dopo il regno di Cesare. Le scimmie sono ora la specie dominante che vive armoniosamente e gli umani sono stati ridotti a vivere nell’ombra.

Mentre un nuovo tirannico capo scimmia costruisce il suo impero, una giovane scimmia intraprende un viaggio straziante che la porterà a mettere in discussione tutto ciò che ha conosciuto del passato e a fare delle scelte che definiranno un futuro sia per le scimmie che per gli umani.

Data l’esperienza di Ball nel settore dei giovani adulti con i film di The Maze Runner e le voci sul fatto che Il Regno del Pianeta delle Scimmie stia spostando i riflettori su un cast di personaggi più giovani, alcuni fan hanno espresso la preoccupazione che il classico franchise di fantascienza diventi un franchise per adolescenti. Inoltre, c’è anche il fatto che deve seguire la trilogia precedente (un’impresa non facile).

Le prime notizie sono molto positive. Tutto fa pensare che Il Regno del Pianeta delle Scimmie sia più che all’altezza dei suoi predecessori e, sebbene ci siano alcune piccole imperfezioni, sembra che il franchise sia in mani sicure con la Disney (che lo ha ereditato dopo la fusione con la Fox).

Sappiamo bene che non è il caso di dare troppo peso a queste prime reazioni sui social media, soprattutto perché molti dei giornalisti in questione stanno probabilmente cavalcando l’onda dopo aver assistito alla spettacolare anteprima del film! Tuttavia, sono di buon auspicio per quello che sembra un film imperdibile. Potete leggere i primi verdetti di Il Regno del Pianeta delle Scimmie nei X post qui sotto

Tutto quello che sappiamo su Il Regno del Pianeta delle Scimmie

La sinossi ufficiale di Il Regno del Pianeta delle Scimmie (Kingdom of the Planet of the Apes) riporta: “Alcuni gruppi di scimmie non hanno mai sentito parlare di Cesare, mentre altri hanno distorto il suo insegnamento per costruire imperi fiorenti. In questo scenario, un leader delle scimmie inizia a schiavizzare altri gruppi per trovare la tecnologia umana, mentre un’altra scimmia, che ha visto il suo clan essere preso in ostaggio, intraprende un viaggio per trovare la libertà. Una giovane donna umana, intanto, diventa la chiave per la ricerca di quest’ultimo, anche se ha dei piani tutti suoi.”

Il regista Wes Ball dà nuova vita all’epico franchise ambientato diverse generazioni dopo il regno di Cesare, in cui le scimmie sono la specie dominante che vive in armonia e gli umani sono costretti a vivere nell’ombra. Mentre un nuovo tirannico leader delle scimmie costruisce il suo impero, una giovane scimmia intraprende uno straziante viaggio che la porterà a mettere in discussione tutto ciò che conosceva sul passato e a fare scelte che definiranno un futuro sia per le scimmie che per gli umani.

Il Regno del Pianeta delle Scimmie è diretto da Wes Ball (trilogia di Maze Runner) ed è interpretato da Owen Teague (It), Freya Allan (The Witcher), Kevin Durand (Locke & Key), Peter Macon (Shameless) e William H. Macy (Fargo). La sceneggiatura è di Josh Friedman (La guerra dei mondi), Rick Jaffa & Amanda Silver (Avatar: La Via dell’Acqua) e Patrick Aison (Prey), basata sui personaggi creati da Rick Jaffa & Amanda Silver. Il film è prodotto da Wes Ball, Joe Hartwick Jr. (Maze Runner), Rick Jaffa, Amanda Silver e Jason Reed (Mulan), mentre Peter Chernin (trilogia de Il Pianeta delle Scimmie) e Jenno Topping (Le Mans ’66 – La grande sfida) sono i produttori esecutivi. Il film è atteso in sala il 10 maggio.