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Man of Steel sequel: il management di Henry Cavil conferma lo sviluppo

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Qualche settimana fa vi abbiamo rivelato le prime notizie sul sequel di Man of Steel, e su come il film sia diventato rapidamente una priorità per la Warner Bros. Ebbene oggi per la prima volta a parlare del film in vi ufficiale è  il management dell’attore Henry Cavill che conferma quanto il film possa iniziare molto prima di quanto pensiamo. Infatti c’erano dei dubbi in merito alla collocazione nel fitto calendario delle uscite DC Films, ma a quanto pare accadrà più rapidamente di quanto previsto. Ecco le parole dichiarate:

“Henry ha una grande fame del personaggio. È stato un po’ proso dal lavoro per la sua casa di produzione, la Promethean e ora sta girando JL, ma posso confermarvi che è in fase di sviluppo un film Standalone su Superman, quel mondo sta cominciando ad espandersi.”

Al momento non si hanno ulteriori notizie ma è probabile che il film venga collocato subito dopo il 2017 e la Justice League.

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Justice League sarà diretto ancora una volta da Zack Snyder ed è previsto per il 10 novembre 2017. Nel film vedremo protagonista Henry Cavill come Superman, Ben Affleck come Batman, Gal Gadot come Wonder Woman, Ezra Miller come Flash, Jason Momoa come Aquaman, e Ray Fisher come Cyborg. Nel cast confermati anche: Amber Heard, Amy Adams, Jesse Eisenberg, Willem Dafoe, J.K. Simmons e Jeremy Irons. I produttori esecutivi del film sono Wesley CollerGoeff Johns e Ben Affleck stesso.

Sinossi: Alimentato dalla sua fede verso l’umanità, restaurata e ispirata dall’atto altruistico di Superman, Bruce Wayne chiede l’aiuto all’alleata, Diana Prince, per affrontare un nemico ancora più grande. Insieme, Batman e Wonder Woman lavoreranno velocemente per trovare e reclutare una squadra di metaumani per controbattere questa grande minaccia che li attende. Ma nonostante la formazione di una squadra di eroi senza precedenti composta da Batman, Wonder Woman, Aquaman, Cyborg e The Flash potrebbe già essere troppo tardi per salvare il pianeta da un attacco di proporzioni catastrofiche.

Justice League: ecco il primo trailer dal Comic Con

 

Man of Steel 2: Zack Snyder apre le porte al villain Doomsday?

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Man of Steel 2 DoomsdayArriva una nuova intervista video a Zack Snyder, regista del film del momento L’uomo d’Acciaio, uscito proprio oggi nel nostro paese. A Zack Snyder è Total Film ha chiesto notizie sul possibile sequel

Man of Steel 2: Steven DeKnight vuole Zack Snyder

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Si torna a parlare di Man of Steel 2, sequel del film diretto da Zack Snyder uscito nelle sale nel 2013, con Henry Cavill per la prima volta nei panni dell’Uomo D’acciaio. Da allora le voci sulla produzione di un secondo capitolo si sono rincorse con varie prospettive, alcune irrealizzabili (come l’arrivo in cabina di regia di George Miller) e altre ipotetiche (che volevano al comando Matthew Vaughn).

Nelle ultime ore però fa discutere il tweet di Steven DeKnight, regista della serie Daredevil e regista di Pacific Rim 2, che ha dichiarato la sua preferenza in merito alla direzione di Man of Steel 2. Volete sapere chi è il fortunato ad essere stato scelto? Leggete qui sotto:

Man of Steel 2 introdurrà il personaggio di Black Adam?

Con questo breve messaggio, DeKnight sembra voler chiarire che un suo ingaggio nel DCEU sia soltanto l’ultimo dei rumour infondati e che, avendo amato il lavoro di Snyder sul primo film, spera di rivederlo presto sulla sedia più importante.

Anche se la crescita del DCEU non sta procedendo nel più roseo dei modi, è certo che con tutti i progetti in cantiere ci sono grandi margini di miglioramento. Nonostante l’avversità della critica, il pubblico sembra comunque apprezzare le avventure degli eroi DC al cinema e grazie ai buoni risultati di Justice League al botteghino le proiezioni sono ottimiste.

E voi chi vorreste alla regia di Man of Steel 2?

DC Films: una nuova line up comprende Man of Steel 2 e

Fonte: ScreenRant

Man of Steel 2: sfatate le voci sulla comparsa di Supergirl

Man of Steel 2: sfatate le voci sulla comparsa di Supergirl

Nel 2013 DC e Warner Bros. lanciarono il loro DC Extended Universe con Man of Steel, film sulle origini di Superman con Henry Cavill nei panni dell’alieno Clark Kent. Il film ricevette un mediocre successo di critica ma incassò 668 milioni di dollari al box-office globale.

Nonostante il successo di Man of Steel, Warner Bros. e DC decisero di non produrne subito un sequel e il secondo capitolo del DCEU fu Batman v Superman. Il film incassò 873,2 milioni di dollari e, sebbene fu una delusione per critica e molti fan, diede modo al pubblico di conoscere Ben Affleck nei panni di Batman e Gal Gadot nei panni di Wonder Woman. Entrambi i due film furono diretti da Zack Snyder, regista controverso per le sue scelte stilistiche e per la sua propensione a dirigere adattamenti cinematografici di fumetti e graphic novel.

Il pubblico apprezzò particolarmente Affleck e Gadot che si aggiudicarono immediatamente i loro film solisti. Patty Jenkins ha diretto Gadot in Wonder Woman, recentemente uscito nelle sale e acclamato da pubblico e critica.

Leggi la ultime indiscrezioni su Man of Steel 2

Il film, che mostra le origini della principessa amazzone, è stato un successo planetario e in molti si sono chiesti se un’altra iconica supereroina riceverà presto lo stesso trattamento; le voci su una possibile comparsa di Supergirl in Man of Steel 2 o Wonder Woman 2 si sono velocemente diffuse sul sito 4chan.org.

Secondo Umberto Gonzales, tuttavia, queste voci sono semplicemente false, come lui stesso ha scritto su Twitter.

Gonzalez twitter supergirl man of steel

Sebbene è alquanto improbabile che Supergirl compaia in Man of Steel 2 o Wonder Woman 2, non è impossibile che prima o poi vedremo la supereroina kryptoniana in un futuro film del DC Extended Universe.

Man of Steel 2: Matthew Vaughn vorrebbe lavorare con Mark Millar

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Man of Steel 2: Matthew Vaughn vorrebbe lavorare con Mark Millar

Da diverso tempo il nome di Matthew Vaughn sembra essere legato a quello di Man of Steel 2, sequel del film di Zack Snyder che però fatica a trovare una sua strada verso il grane schermo, complici una serie di scelte della Warner Bros che hanno preferito portare avanti l’idea di un universo condivido DC Films al cinema.

Di recente, Vaughn ha palesato l’idea di voler lavorare proprio a questo universo targato Warner Bros, e per quanto riguarda Man of Steel 2, ha espresso il desiderio di lavorare con Mark Millar.

Millar e Vaughn hanno già collaborato a Kick-Ass e Kingsman 1 e 2, e il fumettista non è estraneo al mondo DC, anche se la maggior parte dei suoi lavori sono stati per la Marvel o per case indipendenti.

Sappiamo inoltre che la Warner Bros è favorevolmente propensa verso Matthew Vaughn e verso il suo modo di lavorare e il regista ha già mostrato interesse verso il personaggio di Superman.

Man of Steel 2: la Warner pensa a Matthew Vaughn per la regia

Millar in persona ha spiegato perché avrebbe potuto dire di sì alla sorprendente offerta del suo amico e collaboratore:

“Lui e io siamo grandi fan di Superman, di quello di Richard Donner, amiamo Christopher Reeve. Mi ha telefonato qualche mese fa e mi ha detto ‘Ehi, ascolta, la DC, loro sono molto interessati a me per un Man of Steel 2. Vuoi entrare in questo progetto?’ E io gli ho detto che per anni sono ancora esclusiva di Netflix e che non potevamo nemmeno parlare di una cosa del genere. E lui è rimasto deluso, chiedendomi quali fossero le sue chance. E poi si è allontanato e ha detto sì a un altro paio di progetti. Ma è una di quelle cose che potrebbe cambiare, se qualcuno chiama Matthew e gli offre abbastanza soldi, potrebbe cambiare tutto anche domani.”

Man of Steel 2 è stato per molto tempo inseguito dai fan, mentre la produzione prendeva altre strade, tuttavia, possiamo immaginare che se dovesse arrivare il momento per questo progetto, Henry Cavill verrà coinvolto per tornare a interpretare Clark Kent/Superman.

Fonte: CBM

Man of Steel 2: la Warner pensa a Matthew Vaughn per la regia

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Man of Steel 2: la Warner pensa a Matthew Vaughn per la regia

Per chi sognava George Miller al timone di Man of Steel 2 abbiamo brutte notizie. Sembra che la Warner Bros stia adocchiando un nuovo regista per la seconda avventura da solista del Superman di Henry Cavill e abbia messo gli occhio su Matthew Vaughn.

Il regista, che si troverà a sostituire Zack Snyder, non è nuovo al genere dei cinecomics, dal momento che ha già lavorato a Kick Ass, X-Men L’Inizio e Kingsman The Secret Service.

In passato Vaughn si era espresso sul personaggio di Superman in questi termini: “Credo che l’unica cosa da non fare con Superman sia cercare di fare una versione seria in stile Cavaliere Oscuro. Superman è colorato e divertente, o almeno lo dovrebbe essere per me.”

Questo approccio sarebbe molto diverso da quello adottato da Snyder ne L’Uomo d’Acciaio e potrebbe portare al personaggio una ventata di freschezza e anche un ritorno alle sue origini cinematografiche.

Avevamo già avuto notizia della produzione del sequel quando l’agente di Henry Cavill, attore che tornerà nel ruolo del protagonista, aveva offerto una prima conferma dell’esistenza del progetto, che sarà successivo a Justice League, e ora ne abbiamo la certezza.

George Miller su Man of Steel 2

L’ultima volta che abbiamo sentito parlare di Man of Steel 2, è stato lo scorso anno, quando si parlava di un eventuale coinvolgimento di George Miller in cabina di regia.

Anche se la crescita del DCEU non sta procedendo nel più roseo dei modi, è certo che con tutti i progetti in cantiere ci sono grandi margini di miglioramento. Nonostante l’avversità della critica, il pubblico sembra comunque apprezzare le avventure degli eroi DC al cinema e con Justice League alle porte le proiezioni sono ottimiste.

Protagonista del film sarà Henry Cavill, che vedremo tornare sicuramente in Justice League. Nonostante il sacrificio estremo che Superman compie in Batman v Superman Dawn of Justice, sappiamo che l’attore è stato coinvolto nelle riprese del film di Zack Snyder e che quindi tornerà in vita a volave sui cieli di Metropolis molto presto.

Fonte: Collider

Man of Steel 2: la Warner Bros. ha rifiutato una proposta di Steven Knight, creatore di Peaky Blinders

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Dopo essere stato prima vittima di rumors su una possibile cancellazione e dopo essere arrivata la smentita da parte di James Gunn, oggi apprendiamo che Man of Steeloltre ad essere diventato una priorità è stato nei piani dello Studios già da un po’ di tempo. Secondo un nuovo rapporto il  piano di Walter Hamada era quello di creare anticipazione per il ritorno di Superman di Henry Cavill scrivendolo fuori dalla realtà in The Flash prima che diventasse il protagonista di un film Crisis on Infinite EarthsDwayne Johnson ha quindi deciso di prendere in mano la situazione, anticipando il ritorno di Hanry Cavill per un cameo da cui ha beneficiato principalmente Black Adam.

Niente di tutto ciò ha davvero importanza con la nuova leadership in atto, ma prima della loro assunzione, Steven Knight ha scritto un trattamento per un seguito di Man of Steel in autunno.  L’autore è meglio conosciuto per aver creato programmi TV come Peaky Blinders e See, oltre ad aver scritto film di successo come La promessa dell’assassino, Spencer e scritto e diretto Locke. Sfortunatamente, The Hollywood Reporter afferma che i dirigenti della Warner Bros. erano tutt’altro che entusiasti del primo trattamento, rifiutando quelle idee e rimandandolo con una serie di appunti.

“Prima che le cose potessero passare al livello successivo”, aggiunge il noto sito,  “il che potrebbe aver incluso o meno l’assunzione di un altro scrittore dato il programma molto fitto di Knight, Gunn e Safran sono stati assunti e lo sviluppo è terminato prontamente”.

Supponiamo che questo fosse separato dal progetto del produttore di Man of Steel Charles Roven che ha presentato allo studio e, se una cosa è diventata chiara, è che vogliono arrivare ad un Superman giusto. Con Gunn e Safran che prenderanno tutte le decisioni, siamo sicuri che sarà così.

Man of Steel 2: Kevin Smith difende Ben Affleck

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Man of Steel 2: Kevin Smith difende Ben Affleck

Al tam-tam mediatico scatenatosi attorno alla notizia che Ben Affleck sarà il nuovo volto di Bruce Wayne/Batman nel prossimo Man Of Steel 2, questa volta si aggiunge la voce del regista-produttore-sceneggiatore Kevin Smith (Clerks) il quale non ha dubbi: Ben Affleck sarà il miglior Batman di sempre.

Per me diventerà il Robert Downey Jr. di casa DC. Quando incontri un bambino per strada e gli chiedi chi è Robert, lui ti risponde:” E’ Iron Man”. Vedrete che sarà così anche per Ben.

Affermazioni forti quelle di Smith che chiarisce la sua opinione specificando che, a suo avviso, l’attore recentemente scelto per il ruolo dell’Uomo Pipistrello (ed ex collega sul set di Dogma) fornirà una prestazione anche migliore rispetto all’iconica interpretazione di Christian Bale, da lui poco apprezzato nella trilogia diretta da Christopher Nolan.

Nonostante la produzione del sequel de L’Uomo D’Acciaio non sia ancora iniziata, la scelta di Ben Affleck per rimpiazzare Bale continua a scatenare le illazioni mediatiche attorno al film, fornendo a quest’ultimo una notevole pubblicità ancor prima che venga battuto il primo ciak. Esclusivamente a fronte di quest’ultima considerazione, si potrebbe già concludere che la scelta shock della Warner Bros. stia già portando i suoi benefici al prossimo progetto di Zack Snyder, confermando quella di Affleck come una mossa azzeccatissima per la missione.

Nell’attesissimo sequel L’Uomo d’Acciaio 2, che uscirà il 17 luglio 2015, rivedremo Henry Cavill, Amy Adams, Laurence Fishbourne e Diane Lane, insieme a Ben Affleck e Bryan Cranston.
Ancora una volta regia sarà affidata a Zack Snyder per la sceneggiatura di David S. Goyer.

 

Man of Steel 2: il sequel verrà annunciato a breve? [Rumor]

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Man of Steel 2: il sequel verrà annunciato a breve? [Rumor]

Secondo alcune indiscrezioni trapelate nel podcast di Mario-Francisco Robles, DC e Warner Bros. potrebbero annunciare a breve Man of Steel 2, sequel del film che ha aperto il sipario del DC Extended Universe e uscito in sala nel 2013.

Come spiegato da Robles, l’azienda vorrebbe addirittura portare Henry Cavill al San Diego Comic-Con che si terrà dal 19 al 22 Luglio, così da presentare ai fan i piani di lavoro sul film, oppure, altra ipotesi più plausibile, per ufficializzare la sua presenza (di cui si vocifera da settimane) in Shazam!, prossimo cinecomic targato DC con Zachary Levi.

Qualche giorno fa l’attore ha pubblicato un video che lo ritraeva durante una dura sessione di allenamento in palestra, per alcuni un indizio di un ritorno alla forma ottimale per indossare di nuovo il costume di Superman, e sappiamo – viste le ricorrenti dichiarazioni in merito – quanto Cavill ami il personaggio e desideri esplorare altre storie nel futuro del DCEU.

Che ne pensate?

Man of Steel 2: Christopher McQuarrie ha parlato del film con Henry Cavill

Lo scorso febbraio vi avevamo riportato il rumor secondo cui  Henry Cavill avrebbe iniziato una trattativa per il prolungamento del suo contratto con il DCEU e la Warner Bros, clausola che originariamente prevedeva il suo addio all’universo cinematografico DC dopo l’apparizione successiva a Justice League.

All’epoca la fonte aveva ipotizzato che l’attore sarebbe tornato nei panni di Superman in Shazam!, il cinecomic con Zachary Levi diretto da David F. Sandberg, in uscita il prossimo anno e che a questa apparizione sarebbe seguita l’ipotetica produzione de L’Uomo d’Acciaio 2, progetto rimasto in cantiere su cui gravitano ancora tantissimi dubbi.

Tuttavia le parole di Cavill raccolte da Collider al CinemaCon lasciano ben sperare sul futuro di Superman nel DCEU e aggiungono nuovi dettagli in merito alle questioni contrattuali:

Dietro le quinte sto dialogando con alcune persone e speriamo di estendere queste conversazioni ad altre persone per far sì che le cose inizino a muoversi. Il mio più grande desiderio è realizzare un sequel diretto di Man of Steel perché c’è tutta una serie di storie di Superman che voglio raccontare e non vedo l’ora che arrivi l’opportunità per farlo“.

Henry Cavill parla di Man of Steel 2 e accenna al contratto con la DC Films

Fonte: El Fanboy Podcast

Man of Steel 2: Henry Cavill tornerà, ma a una condizione?

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Man of Steel 2: Henry Cavill tornerà, ma a una condizione?

Lo scorso settembre il rumor diffuso dall’Hollywood Reporter circa il possibile addio di Henry Cavill al DCEU, e dunque anche al ruolo di Superman, aveva decisamente scosso le fondamenta di un universo sempre più fragile e ancorato a poche certezze (Wonder Woman e Aquaman su tutte). Questa notizia sembrava inoltre gettare alle ortiche ogni progetto su Man of Steel 2, sequel mai confermato ma fortemente voluto da Cavill.

A diversi mesi di distanza si torna a parlare del film e del coinvolgimento dell’attore sempre in forma di indiscrezione, spiegando che in casa Warner Bros. sarebbero ancora aperte le trattative per portare sul grande schermo le nuove avventure dell’Uomo d’Acciaio sviluppando il sequel parallelamente allo standalone su Supergirl.

Cavill, a quanto pare, avrebbe però imposto delle condizioni agli studios: la prima è un aumento di compenso, la seconda l’approvazione del regista e delle sceneggiatura per il film, oltre che una menzione come produttore. Tuttavia secondo i rumor, la Warner non sarebbe entusiasta o disposta a soddisfare le richieste ed entrambe le parti coinvolte non hanno ancora raggiunto un accordo.

Henry Cavill sarà ancora Superman? Ecco i PRO e i CONTRO

Da quando Zack Snyder l’ha scelto per vestire il regale costume blu e rosso di Superman in Man of SteelHenry Cavill si è sempre mostrato dedito al lavoro, leggendo qualsiasi fonte originale e ogni fumetto, e ha più volte manifestato il suo amore incondizionato verso il personaggio e le sue storie.

Durante la promozione di Mission Impossibile: Fallout, intervistato da Collider, l’attore aveva confessato che erano in corso delle discussioni dietro le quinte con la Warner Bros:“Il mio più grande desiderio è realizzare un sequel diretto di Man of Steel perché c’è tutta una serie di storie di Superman che voglio raccontare e non vedo l’ora che arrivi l’opportunità per farlo“.

Fonte: CBM

Man of Steel 2: George Miller alla regia del sequel?

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Dopo qualche anticipazione arriva il primo vero rumors su Man of Steel 2 e sul possibile regista che prenderà in eredita la regia da Zack Snyder che sarà impegnato a dirigere la pellicola sulla Justice League. Ebbene pare infatti che la Warner Bros abbia affidato la regia del film già a George Miller, vecchio collaboratore con lo studios e recente artefice del successo di Mad Max Fury Road.

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La notizia potrebbe essere fondata per una serie di motivi. Il primo riguarda il conto in sospeso del regista con l’universo DC. Infatti, negli anni 90 stava per dirigere il film Justice League Mortal, cancellato solo poco prima dell’inizio delle riprese, dunque la Warner Bros potrebbe farsi perdonare affidandogli un nuovo film di supereroi. Il secondo riguarda le voci molto attendibili che davano Miller in trattative con lo studio per un nuovo film a grosso budget. Inoltre non dimentichiamoci che lo stesso Mad Max è una produzione finanziata con rischi annessi proprio dallo studios che fa capo a Time Warner. Dunque le possibilità di vedere Miller alla regia di Man of Steel 2 sono tutt’altro che insensate.

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Man of Steel 2: ecco quale villain vorrebbe Henry Cavill

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Man of Steel 2: ecco quale villain vorrebbe Henry Cavill

Mentre Man of Steel 2 non è stato ancora ufficialmente annunciato, Henry Cavill è ancora legato contrattualmente al personaggio di Superman, dopo la sua ultima “uscita pubblica” in Justice League. L’attore, ora impegnato nella promozione di Mission: Impossible – Fallout, continua a rispondere alle domande relative al sequel del film di Zack Snyder, dando buone speranze ai fan che il film, prima o poi, si farà.

Fandom ha parlato con l’attore durante il tour promozionale del film con Tom Cruise, e senza troppe esitazioni, Cavill ha parlato del progetto e soprattutto di quale sarebbe il villain che a lui piacerebbe battere nel film: “Credo che un grande villain potrebbe essere Brainiac, un grande personaggio con cui avere a che fare. Brainniac è una grande minaccia, il che implica molto divertimento. Ci sono molte storyline che lo raccontano.” 

Man of Steel 2: Christopher McQuarrie ha parlato del film con Henry Cavill

Lo scorso febbraio vi avevamo riportato il rumor secondo cui  Henry Cavill avrebbe iniziato una trattativa per il prolungamento del suo contratto con il DCEU e la Warner Bros, clausola che originariamente prevedeva il suo addio all’universo cinematografico DC dopo l’apparizione successiva a Justice League.

All’epoca la fonte aveva ipotizzato che l’attore sarebbe tornato nei panni di Superman in Shazam!, il cinecomic con Zachary Levi diretto da David F. Sandberg, in uscita il prossimo anno e che a questa apparizione sarebbe seguita l’ipotetica produzione de L’Uomo d’Acciaio 2, progetto rimasto in cantiere su cui gravitano ancora tantissimi dubbi.

Henry Cavill parla di Man of Steel 2 e accenna al contratto con la DC Films

Man of Steel 2: Christopher McQuarrie si candida per la regia

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Man of Steel 2: Christopher McQuarrie si candida per la regia

Dopo aver diretto Henry Cavill in Mission Impossible: FalloutChristopher McQuarrie potrebbe tornare a dirigere l’attore inglese in Man of Steel 2. O almeno è questa la possibilità che lo stesso regista ha palesato durante una sessione di Q&A su Twitter.

La programmazione dei prossimi film DCEU è ancora un mistero, sappiamo che a fine anno arriverà Aquaman, e che al momento Shazam! è in fase di riprese. Sappiamo inoltre che Wonder Woman 2 è una certezza, a differenza di tanti altri progetti che hanno ancora contorni confusi ma di cui si parla tanto, come Birds of Prey

Per quanto riguarda invece Man of Steel 2, le notizie sono molto scarse anche se in molti si sono detti interessati a poter dirigere un film sull’Uomo d’Acciaio, un sequel al film del 2013 che ha dato inizio allo sgangherato DCEU.

Man of Steel 2: Steven DeKnight vuole Zack Snyder

La collaborazione tra McQuarrie e Cavill si è già avviata nel nuovo film del franchise di Mission Impossible (il secondo per il regista, dopo Rogue Nation), e questo potrebbe deporre in suo favore. Tuttavia il progetto è ancora molto incerto, per cui non si possono fare congetture oltre alla semplice “candidatura”.

Sono tanti i registi che negli ultimi mesi si sono proposti, o sono stati accostati al progetto, da Matthew Vaughn a Steven D. DeKnight che vorrebbe il ritorno di Zack Snyder, fino, addirittura, a George Miller.

Man of Steel 2: Christopher McQuarrie ha parlato del film con Henry Cavill

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Intervistato durante la promozione di Mission Impossible: Fallout al CinemaCon di Las Vegas, Christopher McQuarrie è tornato a parlare di Man of Steel 2 dopo i recenti commenti riportati in un Q&A su Twitter.

Allora il regista del nuovo capitolo del franchise con Tom Cruise aveva risposto al pettegolezzo che lo vorrebbe al timone del sequel de L’Uomo d’Acciaio, nonostante non ci sia ancora stata una conferma ufficiale da parte della DC Films.

Queste invece sono state le sue parole in merito nelle ultime ore:

Per quanto riguarda il rumor su un mio presunto coinvolgimento, posso solo dire che nessuno mi ha ancora chiesto di dirigere il film, tuttavia sanno dove trovarmi. E mai dire mai…“.

Henry Cavill parla di Man of Steel 2 e accenna al contratto con la DC Films

McQuarrie ha avuto modo di parlare anche del confronto avuto con Henry Cavill sul set di Mission Impossibile:

Henry sa come dovrebbe essere il sequel. Abbiamo trascorso insieme un sacco di tempo sul set di Fallout so che è un grande fan di Superman […] Amo raccontare storie e non posso farne a meno, così ho ascoltato ciò che aveva da dirmi sul personaggio e sulla versione che vorrebbe vedere al cinema. Beh, è grandiosa e scommetto i miei due centesimi su di lui.“.

La collaborazione tra McQuarrie e Cavill si è già avviata nel nuovo film del franchise di Mission Impossible (il secondo per il regista, dopo Rogue Nation), e questo potrebbe deporre in suo favore per l’eventuale sequel. Tuttavia il progetto è ancora molto incerto, per cui non si possono fare congetture oltre alla semplice “candidatura”.

Sono tanti i registi che negli ultimi mesi si sono proposti, o sono stati accostati al progetto, da Matthew Vaughn a Steven D. DeKnight che vorrebbe il ritorno di Zack Snyder, fino, addirittura, a George Miller.

Man of Steel 2: Christopher McQuarrie si candida per la regia

Man of Steel 2: Amy Adams conferma lo sviluppo del film

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Man of Steel 2: Amy Adams conferma lo sviluppo del film

Nonostante ci siano stati lunghi mesi di silenzio dall’ultima volta che abbiamo sentito parlare di Man of Steel 2, adesso Amy Adams, che nel franchise Warner interpreta Lois Lane, conferma che il film è in sviluppo e che la sceneggiatura è in fase di scrittura.

Durante la promozione di Arrival, l’attrice ha dichiarato a Hey U Guys: “Ho letto di Man of Steel 2 quando lo avete letto voi. Un sacco di volte scopro le cose dopo, il che va bene, è completamente normale, non indica nulla. Ma sì, so che stanno lavorando sullo script e ora so che è in fase di sviluppo.”

Man of Steel 2 vedrà quindi di nuovo all’opera Lois Lane. Avevamo già avuto notizia della produzione del sequel quando l’agente di Henry Cavill, attore che tornerà nel ruolo del protagonista, aveva offerto una prima conferma dell’esistenza del progetto, che sarà successivo a Justice League, e ora ne abbiamo la certezza.

George Miller su Man of Steel 2

L’ultima volta che abbiamo sentito parlare di Man of Steel 2, è stato lo scorso anno, quando si parlava di un eventuale coinvolgimento di George Miller in cabina di regia.

Anche se la crescita del DCEU non sta procedendo nel più roseo dei modi, è certo che con tutti i progetti in cantiere ci sono grandi margini di miglioramento. Nonostante l’avversità della critica, il pubblico sembra comunque apprezzare le avventure degli eroi DC al cinema e con Justice League alle porte le proiezioni sono ottimiste.

Protagonista del film sarà Henry Cavill, che vedremo tornare sicuramente in Justice League. Nonostante il sacrificio estremo che Superman compie in Batman v Superman Dawn of Justice, sappiamo che l’attore è stato coinvolto nelle riprese del film di Zack Snyder e che quindi tornerà in vita a volave sui cieli di Metropolis molto presto.

Man of Steel 2, i piani e il futuro per il sequel con Henry Cavill

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Dopo l’annucio che il film era in fase di sviluppo mesi fa, sono usciti nuovi aggiornamenti su Man of Steel 2 che aiutano a chiarire lo stato del progetto ai DC Studios. Henry Cavill è tornato ufficialmente nell’universo DC quest’anno dopo essere stato assente dal franchise dal 2017. Sebbene breve, il Superman di Cavill sia apparso durante la scena post-crediti di Black Adam in cui ha condiviso un breve incontro con l’antieroe di Dwayne Johnson. Non molto tempo dopo l’uscita del film, Man of Steel 2 è stato messo in fase di sviluppo iniziale.

Tuttavia, i report sul prossimo film di Superman sono stati ora messi in discussione a seguito di nuove affermazioni secondo cui DC Studios sta effettuando una revisione significativa della DCU. Deadline ha fornito ulteriori dettagli su ciò che sta accadendo con Man of Steel 2.

Prima che James Gunn e Peter Safran venissero scelti per dirigere i DC Studios, Michael De Luca e Pam Abdy della Warner Bros. Pictures hanno approvato l’apparizione di Cavill in Black Adam, con la speranza di averlo nel suo film solista nei prossimi anni. A questa speranza ha fatto eco un post social di Henry Cavill stesso, che ha fatto molto rumore, in cui annunciava di “essere tornato” come Superman, pubblicazione fatta però in autonomia dopo l’uscita di Black Adam e non in coordinazione con la Warner Bros.

Questo è avvenuto poco prima dell’annuncio di Gunn e Safran a capo della DC Films. De Luca e Abdy, tuttavia, avevano ricevuto una presentazione di Man of Steel 2 da uno sceneggiatore senza nome, ma non ne erano contenti. Man of Steel 2 non ha mai ricevuto un via libera ufficiale e non aveva un regista associato, e la Warner Bros. sta aspettando una presentazione migliore.

Al momento, non è chiaro cosa stia succedendo con nessuno degli attori della Justice League, poiché Wonder Woman 3 di Gal Gadot è stato, anche se sembra che lo studio voglia far fuori solo Jenkins e non l’attrice. Secondo quanto riferito, il franchise Aquaman di Jason Momoa non dovrebbe avere un seguito dopo il film che arriverà a dicembre 2023, e nessuno sa cosa accadrà con Ezra Miller dopo l’uscita del film The Flash. Ecco perché è impossibile sapere cosa succederà al Superman di Cavill nel DCU, insieme ai suoi colleghi membri del cast della Justice League.

Man of Steel 2 Mark Strong sarà Lex Luthor?

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Man of Steel 2 Mark Strong sarà Lex Luthor?

E se in Man of Steel 2 Mark Strong interpretasse l’arci nemico di Superman Lex Luthor? La notizia, poco più che un rumor in realtà, andrebbe a scontrarsi con quello che lo stesso Snyder ha detto qualche giorno fa e cioè di usare Doomsday come villain nella prossima avventura dell’ultimo figlio di Krypton. Addirittura si parla di un sequel già per il prossimo anno, la qual cosa implicherebbe un’accelerazione molto rapida della produzione del film.

I bene informati di ComicBookNews parla addirittura di una precisa richiesta di Zack Snyder che vorrebbe in Man of Steel 2 Mark Strong. L’attore ha già familiarità con l’universo DC avendo interpretato Sinestro in Green Lantern, ma non sappiamo se accetterà o meno di interpretare un ruolo che lo metterebbe inevitabilmente a confronto con Gene Hackman e Kevin Spacey. Se però Strong dovesse accettare, siamo sicuri che darà un’ottima prova di sè, come sempre del resto.

David S. Goyer sta già lavorando alla sceneggiatura del sequel e Christopher Nolan, anche se sarà il supervisore della storia, non vuole essere coinvolto nella misura in cui lo è stato per L’uomo d’Acciaio. E voi cosa pensate di una eventuale partecipazione al film di Mark Strong nelle vesti di Lex Luthor?

Vi ricordiamo che L’uomo d’Acciaio è uscito negli USA il 14 giugno 2013, il 20 giugno in Italia, e nel cast oltre a Henry Cavill e Russell Crowe ci sono anche Amy AdamsDiane Lane,  Kevin CostnerLaurence Fishburne, Michael ShannonL’uomo d’Acciaio è diretto da Zack Snyder. Tutte le info utili nella nostra Scheda Film: L’uomo d’Acciaio. Tutte le news nel nostro speciale: Superman: Man of steel

Ne L’Uomo d’Acciaio diretto da Zack Snyder, troviamo Henry Cavill nel ruolo di Clark Kent/Superman. Il film è interpretato anche da Amy Adams nel ruolo della giornalista del Daily Planet Lois Lane, e da Laurence Fishburne in quello del direttore del giornale, Perry White. Nel ruolo dei genitori adottivi di Clark Kent, Martha e Jonathan Kent, ci sono Diane Lane e Kevin Costner. A combattere contro il supereroe sono due altri Kryptoniani sopravvissuti, il malvagio Generale Zod, interpretato da Michael Shannon e Faora, interpretata da Antje Traue. Originari di Krypton sono anche i genitori biologici di Superman, la madre Lara Lor-Van, interpretata da Ayelet Zurer e il padre Jor-El, interpretato dal premio Russell Crowe. Nel cast anche Harry Lennix, nel ruolo del Generale Swanwick, Christopher Meloni in quello del Colonnello Hardy e Richard Schiff che interpreta il Dr. Emil Hamilton.

Fonte: WP

Man of Steel 2 introdurrà il personaggio di Black Adam?

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Man of Steel 2 introdurrà il personaggio di Black Adam?

I progetti relativi al DCEU sono sempre più numerosi ma si confermano dalla cronologia confusa; trai film annunciati e in fase di sviluppo c’è anche Man of Steel 2, che darà un vero e proprio seguito alla storia del Superman di Henry Cavill.

In merito a questo progetto, avevamo riferito che la Warner stava corteggiando Matthew Vaughn per la regia (e la sceneggiatura) del film, ma il regista di Kick Ass non ha ancora confermato. Intanto però via Reddit siamo venuti a sapere che una fonte interna ha confermato che il villain principale del film sarà il Black Adam di Dwayne Johnson.

L’attore che a breve arriverà al cinema con Fast & Furious 8, aveva già dichiarato, e di recente confermato, che il suo Black Adam sarà inserito all’interno dell’universo condiviso DC. Inoltre sembra che a questo punto il film su Shazam! sia fuori produzione, mentre sia sempre più concreta la possibilità di affidare a uno come The Rock un ruolo davvero importante nel franchise, e quindi il villain di Man of Steel 2 potrebbe essere una possibilità.

Molto di tutto quello che c’è da decidere in merito al film sarà condizionato probabilmente da quello che deciderà Vaughn, ma lo sapremo a tempo debito.

George Miller su Man of Steel 2

L’ultima volta che abbiamo sentito parlare di Man of Steel 2, è stato lo scorso anno, quando si parlava di un eventuale coinvolgimento di George Miller in cabina di regia.

Anche se la crescita del DCEU non sta procedendo nel più roseo dei modi, è certo che con tutti i progetti in cantiere ci sono grandi margini di miglioramento. Nonostante l’avversità della critica, il pubblico sembra comunque apprezzare le avventure degli eroi DC al cinema e con Justice League alle porte le proiezioni sono ottimiste.

Protagonista del film sarà Henry Cavill, che vedremo tornare sicuramente in Justice League. Nonostante il sacrificio estremo che Superman compie in Batman v Superman Dawn of Justice, sappiamo che l’attore è stato coinvolto nelle riprese del film di Zack Snyder e che quindi tornerà in vita a volave sui cieli di Metropolis molto presto.

Man of Steel 2 avrebbe introdotto correttamente i Green Lantern nel DCEU

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Per quanto l’entusiasmo intorno al Superman di James Gunn e all’inizio del nuovo DCU sia palpabile, resta il rammarico per non aver potuto vedere Man of Steel 2 e i suoi collegamenti con Green Lantern, recentemente rivelati. Invece di ricevere un sequel tradizionale, Man of Steel del 2013 è stato seguito da Batman v Superman: Dawn of Justice nel 2016, un importante crossover che ha visto l’Uomo d’Acciaio e il Cavaliere Oscuro scontrarsi, fungendo anche da preludio a Justice League del 2017. Tuttavia, un vero Man of Steel 2 era effettivamente in fase di sviluppo, e le recenti rivelazioni lasciano immaginare cosa avrebbe potuto essere.

Non è un segreto che il successo complessivo del precedente DC Extended Universe abbia iniziato a declinare dopo la ricezione tiepida di Justice League nel 2017.

Gran parte delle difficoltà sono state dovute alle interferenze degli studios e alle controverse riprese successive all’allontanamento del regista Zack Snyder, avvenuto per motivi personali durante la produzione. Questo ha portato a un profondo cambiamento nel calendario delle uscite, con molti film messi in stand-by o cancellati a tempo indeterminato, fino all’annuncio del nuovo DCU nel 2023. Tra questi progetti abbandonati c’era proprio Man of Steel 2 e, alla luce delle informazioni emerse, è difficile non rimpiangere un sequel che avrebbe potuto rilanciare il personaggio in un’altra direzione.

Man of Steel non ha mai avuto un vero sequel

Dopo aver raccontato le origini di Superman nel film L’Uomo D’acciaio di Zack Snyder (2013), il personaggio interpretato da Henry Cavill sarebbe tornato sul grande schermo condividendo la scena con il Batman di Ben Affleck e la Wonder Woman di Gal Gadot in Batman v Superman: Dawn of Justice (2016). A causa del desiderio di Warner Bros. di costruire un universo cinematografico paragonabile a quello del MCU, il grande crossover Justice League venne anticipato, posticipando invece i film standalone dei singoli eroi, incluso un sequel tradizionale dedicato a Superman.

Rimasto in fase di sviluppo per anni, Man of Steel 2 avrebbe dovuto vedere Superman affrontare Brainiac, uno dei suoi più celebri nemici nei fumetti. Inoltre, dopo essere stata accennata nel primo film, anche Supergirl avrebbe fatto il suo debutto nel DCEU proprio in questo sequel. Nel 2018, Henry Cavill e il regista Christopher McQuarrie presentarono alla Warner Bros. la loro visione per Man of Steel 2. Sebbene il progetto fu poi accantonato, McQuarrie ha recentemente condiviso alcuni dettagli interessanti della storia rifiutata, inclusa la presenza di Green Lantern.

La trama di Man of Steel 2 avrebbe potuto espandere davvero il DCEU

Secondo quanto dichiarato da McQuarrie in una recente intervista con Josh Horowitz nel podcast Happy Sad Confused, l’idea alla base del film prevedeva l’introduzione di Green Lantern all’interno del DCEU. Sebbene non fosse stato indicato se si trattasse di Hal Jordan o John Stewart, McQuarrie affermò di aver individuato un modo efficace per inserire il personaggio nel contesto narrativo e creare un conflitto stimolante tra i due eroi, con una posta in gioco capace di espandere significativamente l’universo cinematografico DC.

“Green Lantern è stato ciò che mi è venuto in mente, ed è un personaggio difficile. Il suo potere è molto impegnativo, ma sono riuscito a capirlo ed è stato divertente, osservare come imparava a usare quel potere e dargli un difetto, in modo che non fosse pura invincibilità.

L’intero concetto di Green Lantern è che l’anello deve essere ricaricato. E questo non è un difetto. È una caratteristica. È questo che lo rende speciale. Sì, hai un potere infinito, ma la batteria ha una durata limitata e può esaurirsi nei momenti meno opportuni. Questo, per me, ha risolto l’intero problema di Lanterna Verde… il costume è un’altra cosa“.

”Henry aveva un’idea al riguardo e improvvisamente ho capito quanto questi due personaggi avessero delle incredibili somiglianze, che permettevano anche un conflitto incredibile e una risoluzione incredibile che espandeva l’universo”.

Dopo la poco brillante performance del film Lanterna Verde del 2011 con Ryan Reynolds, è quasi struggente leggere la sicurezza con cui Christopher McQuarrie parlava della sua idea per rendere il personaggio davvero avvincente. La prospettiva narrativa che aveva immaginato sembrava offrire una profondità notevole, specialmente nell’incontro tra Lanterna Verde e Superman. Sarebbe stato anche un riconoscimento ideale per tutti i teaser sul personaggio lasciati nel DCEU, come la presenza di Yalan Gur nel flashback di Justice League — durante la prima resistenza della Terra contro Steppenwolf e Darkseid — e gli accenni presenti nella Zack Snyder’s Justice League, inclusa la visione originaria che prevedeva Wayne T. Carr nel ruolo di John Stewart.

Un confronto tra Superman e Lanterna Verde avrebbe reso Man of Steel 2 ancora più coinvolgente

Immaginare un Man of Steel 2 in cui Superman si confronta con Lanterna Verde prima di affrontare una minaccia cosmica come Brainiac, o un altro potente avversario, è un esercizio affascinante. L’idea che il film si sarebbe concentrato sulle somiglianze tra i due eroi, piuttosto che sul semplice conflitto, prometteva un approccio originale e ricco di sfumature, anche se purtroppo non ha mai visto la luce.

Detto ciò, il nuovo Superman diretto da James Gunn si preannuncia comunque molto promettente. C’è grande attesa anche per la nuova incarnazione di Green Lantern, con Guy Gardner pronto a debuttare nel prossimo film del DCU, prima dell’arrivo della serie Lanterns, prevista per l’anno prossimo e descritta come una versione più realistica e intensa del celebre corpo intergalattico.

Man in the Dark: trama, cast e sequel del film thriller

Man in the Dark: trama, cast e sequel del film thriller

Solitamente al cinema quando qualcuno si introduce in un’abitazione altrui, ad essere in grave pericolo è proprio quest’ultimo. Se ciò è vero per film come Panic Room o Funny Games, non lo è però per Man in the DarkQuest’ultimo, un thriller del 2016, va infatti a ribaltare tale dinamica, rendendo il padrone di casa il personaggio più pericoloso e folle in circolazione. A dirigere il film vi è Fede Álvarez, qui al suo secondo lungometraggio dopo il remake de La casa. Prodotto da Sam Raimi, il film si è affermato come uno dei titoli più apprezzati del suo anno per il genere thriller, ottenendo grande popolarità proprio per le sue novità narrative come anche per la grande suspense offerta.

Reduce dalle critiche ricevute per La casa, che a detta della critica si concentrava troppo sul sangue e sullo shock, Álvarez decise di dar vita ad un film che avesse invece nella tensione il suo elemento principale e ricorrente. Il regista ha così rinunciato a qualsiasi elemento soprannaturale, dedicandosi ad un puro home invasion dove il terrore è dato esclusivamente da elementi realistici e spaventosi proprio per questo. Tali idee sono poi state particolarmente premiate tanto dalla critica quanto dal pubblico. A fronte di un budget di 10 milioni di dollari, Man in the Dark è infatti arrivato a guadagnarne circa 157 in tutto il mondo.

Il film risulta ancor più spaventoso e intrigante sapendo che il regista ha rielaborato la trama a partire da alcune esperienze simili ascoltate durante la sua infanzia in Uruguay, suo Paese natìo. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e al suo atteso sequel. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Man in the Dark: la trama del film

Protagonista del film è Rocky, giovane esasperata dalla sua vita a Detroit e desiderosa di poter andare via quanto prima da qui. Per poterci riuscire, inizia a mettere a segno una serie di furti, pagandosi poi il viaggio con la refurtiva. Ad accompagnarla in tali crimini vi sono Money e Alex, coetanei e amici. I tre sembrano ora aver trovato la casa perfetta per il loro prossimo colpo. All’interno di questa, infatti, vi abita Norman Nordstrom, un vecchio marine cieco che ha ereditato una grande somma di denaro in seguito alla morte dell’amata figlia. Introdottisi nella casa, però, i tre giovani capiranno ben presto a loro spese che l’anziano non è così innocuo come poteva sembrare.

Grazie all’addestramento militare, Norman ha infatti mantenuto una preparazione fisica straordinaria e pur essendo cieco conosce alla perfezione ogni angolo della propria abitazione. Avvertita l’intrusione dei tre, l’uomo inizierà una folle ricerca dei tre giovani, con l’intenzione di ucciderli brutalmente uno ad uno. Alla ricerca disperata di un nascondiglio, i ragazzi si imbatteranno in segreti particolarmente orripilanti, che gli permetteranno di avere un quadro più chiaro di chi è sulle loro tracce. Quello che doveva essere il loro ultimo colpo si trasforma così in un incubo senza fine, dal quale uscire vivi sarà quanto mai arduo.

Man in the Dark cast

Man in the Dark: il cast del film

Ad interpretare la giovane Rocky, la scaltra e determinata protagonista del film, vi è l’attrice Jane Levy. Già affermatasi grazie al film La casa, questa ha accettato con entusiasmo il nuovo ruolo, ritrovando in questo una serie di paure e desideri particolarmente comprensibili. Ad interpretare il timido Alex si ritrova invece Dylan Minnette, attore affermatosi grazie al personaggio di Clay Jensen nella serie TrediciDaniel Zovatto, attore visto in It Follows Fear the Walking Dead, ricopre invece il ruolo di Money, ragazzo di Rocky e membro particolarmente impulsivo e pericoloso del trio di rapinatori. L’attrice ungherese Franciska Töröcsik, qui al suo primo film statunitense, interpreta Cindy, altra sventurata preda di Norman.

Ad interpretare il pericoloso anziano non vedente vi è infine l’attore Stephan Lang. Celebre per aver recitato in film come Nemico Pubblico e Avatar, questi ebbe con Man in the Dark l’occasione di dar vita ad un personaggio più protagonista e controverso. Per dar vita allo psicopatico Norman, questi ha indossato delle particolari lenti a contatto che hanno ristretto il suo campo visivo, specialmente in presenza di luci soffuse. Ciò gli ha permesso di risultare ancor più realistico nel suo ritratto di un non vedente. L’attore, inoltre, pronuncia nel film soltanto tredici battute, quasi tutte concentrate verso la fine del film. La sua è dunque una performance per la grande maggioranza del tempo incentrata esclusivamente sull’espressione fisica.

Man in the Dark: il sequel, il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

Dato il grande successo del film, si è da subito iniziato a parlare di un potenziale sequel. Raimi ha in seguito descritto l’idea proposta da Alvarez come la migliore possibile, e i lavori per realizzare questa iniziarono da subito. A dirigere il film vi è però stavolta Rodo Sayagues, già sceneggiatore del primo. Lang riprenderà invece il ruolo di Norman in una storia che lo vede ora contrapposto ad un gruppo di criminali desiderosi di rapire la ragazza con cui l’anziano convive. Le riprese del film, inizialmente previste per l’aprile del 2020, sono state ritardate a causa della pandemia di Covid-19 e l’uscita in sala è così stata rimandata dalla fine del 2020 all’agosto del 2021.

In attesa di poter vedere il sequel, è possibile fruire di Man in the Dark grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Netflix, Tim Vision e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 24 febbraio alle ore 21:20 sul canale Rai 4.

Fonte: IMDb

Man in the Dark: recensione del film di Fede Alvarez

Man in the Dark: recensione del film di Fede Alvarez

Prodotto dalla Ghost House Picture di Robert Taper e Sam Raimi, esce nelle sale il prossimo 8 settembre Man in The Dark (titolo originale Don’t Breathe).

Il film è un thriller ad alta tensione, e narra la vicenda di tre improvvisati ladruncoli d’appartamento che, per concludere in bellezza la loro “carriera”, decidono di svaligiare la casa sbagliata. Il proprietario – un uomo apparentemente innocuo, anziano e cieco – è in realtà più pericoloso di quanto i ragazzi possano immaginare e darà loro filo da torcere.

La regia è affidata a Fede Alvarez, già avvezzo ai film dalla suspense elevata, in quanto direttore del remake de La casa. Direttamente dalla sua opera precedente Alvarez ripropone sullo schermo la brava Jane Levy, forse qui in un ruolo più riuscito e meno sopra le righe di quello della ragazzina tossicodipendente e posseduta del remake horror.

Al pari dell’attrice, per bravura e magnetismo, c’è Stephen Lang (Avatar), magistrale nel ruolo dell’anziano e solitario abitante di una casupola diroccata che nasconde terribili segreti. Nel disvelarsi dei torbidi segreti dell’uomo cieco si fonda e si sviluppa tutta la tensione del film, sapientemente rilasciata nei momenti adatti, in un crescendo finale che rende edotto e sconvolto lo spettatore. Ogni qual volta si pensa di essere arrivati ad un punto di svolta, subito ne arriva un altro che stravolge e rimescola le carte in tavola. Ed è questo il lato vincente del film.

Tuttavia non si può fare a meno di contestualizzare la pellicola all’interno della nuova generazione filmica che, volente o nolente, sta rovinando Hollywood. L’esiguità della sceneggiatura, la mancanza di nuove idee, la volontaria manifestazione su schermo di un mondo che viaggia alla velocità della luce, ecc ecc. Nella generazione dei social network, degli incontri mordi e fuggi, dei viaggi lampo, nulla rende meglio (anzi peggio) la realtà di un cinema che immette immediatamente lo spettatore al centro dell’azione, senza dare troppe spiegazioni e negando ogni attimo di sospensione per raccogliere fiato e idee.

Contestualmente al mondo superficiale che vuole raccontare, il cinema hollywoodiano non cammina ma corre, e non dialoga più. Al massimo urla. Esprimendo così ancor più pervicacemente la propria ambiguità. Che in un thriller come Man in the dark risiede anzitutto nell’empatizzazione, da parte dello spettatore, dapprima con l’anziano abitante vittima dei ladri, e successivamente con i tre “poveri” ladruncoli prede del loro stesso carnefice.

Man in the Dark è un film estremamente americano, la cui cultura e comprensione – in parte s’intende – è fortemente radicata nella convinzione tutta made in USA di essere la nazione über alles, l’Unica, la più forte. Quella fondata sul motto, troppo spesso frainteso, del “Proteggere e Servire”.

Man in the Dark: lo spot dal film prodotto da Sam Raimi

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Man in the Dark: lo spot dal film prodotto da Sam Raimi

Ecco un nuovo spot tv di Man in the Dark (Don’t Breathe), il thriller prodotto da Sam Raimi e in arrivo nelle nostre sale il prossimo 8 settembre.

Il film è diretto da Fede Alvarez che ha anche scritto la sceneggiatura. Nel cast Dylan Minnette, Jane Levy, Stephen Lang, Daniel Zovatto, Sergej Onopko, Jane May Graves e Jon Donahue.

Alcuni ragazzi si introducono nella casa di un uomo cieco per commettere un crimine. Considerando le condizioni del padrone di casa i giovani sono convinti che si tratterà di una passeggiata, ma le cose non andranno come previsto.

Man in the Dark: la 360° experience

Man in the Dark arriverà in sala il prossimo 8 settembre.Man in the Dark

Man in the Dark: la 360° experience

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Man in the Dark: la 360° experience

Ecco una 360° experience, diffuso dalla Sony, che ci consente di immergerci in Man in the Dark (Don’t Breathe), il thriller prodotto da Sam Raimi e in arrivo nelle nostre sale il prossimo 8 settembre.

Il video che segue è esplorabile con il mouse del vostro computer, con il touch-control del vostro smartphone o con il visore in cartone per la VR.

Il film è diretto da Fede Alvarez che ha anche scritto la sceneggiatura. Nel cast Dylan Minnette, Jane Levy, Stephen Lang, Daniel Zovatto, Sergej Onopko, Jane May Graves e Jon Donahue.

Alcuni ragazzi si introducono nella casa di un uomo cieco per commettere un crimine. Considerando le condizioni del padrone di casa i giovani sono convinti che si tratterà di una passeggiata, ma le cose non andranno come previsto.

Man in the Dark arriverà in sala il prossimo 8 settembre.Man in the Dark

Man in the Dark 3: aggiornamenti incoraggianti per il terzo film

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Man in the Dark 3: aggiornamenti incoraggianti per il terzo film

Stephen Lang, che ha interpretato Norman Nordstrom, alias il Cieco, in Man in the Dark 3 e nel suo sequel, offre un aggiornamento speranzoso sul futuro della serie di film. Nonostante circolino voci su un terzo film, Man in the Dark 3 (Don’t Breathe 3) rimane ancora senza conferma. Dopo aver recitato nel film horror d’azione del 2021, Lang sarà protagonista del nuovo thriller Barron’s Cove, al fianco di Tramell Tillman, Garrett Hedlund, Brittany Snow e altri. Si prevede inoltre che riprenderà il ruolo dell’antagonista principale, il colonnello Miles Quaritch, nel prossimo Avatar: Fire and Ash.

In un’intervista con Grant Hermanns di ScreenRant su Barron’s Cove, in uscita in alcuni cinema e in VOD il 6 giugno, Lang ha fornito un aggiornamento su un potenziale terzo film. L’attore ha rivelato che “c’è un’idea” e anche se ci sono stati alcuni “passi indietro” nello sviluppo, negli ultimi mesi ci sono stati “alcuni piccoli progressi”. Ha inoltre chiarito che volevano che il terzo film fosse “qualcosa di veramente completo” e diverso, il che rende difficile il lavoro. Leggi il suo commento qui sotto:

Beh, c’è stato un po’ di regresso per un po’. Ma penso che sia possibile che le cose vadano avanti. Penso che ci sia un’idea. È una cosa difficile, il punto centrale tra Fede, Rodo e me è che se vogliamo fare un altro film, dovrà competere con Don’t Breathe e Don’t Breathe 2, entrambi molto diversi. Non può essere un’imitazione, deve essere qualcosa di davvero completo, ed è difficile da trovare. Sono ragazzi molto intelligenti, ma sono stati molto impegnati con molte cose. Sono molto richiesti, quindi è difficile, ma ho parlato con loro negli ultimi due mesi e ci sono stati dei piccoli progressi. Spero che lo faremo, perché mi piacerebbe davvero uccidere il vecchio avvoltoio. [Ride]

Cosa significa questo per Man in the Dark 3

Sebbene le notizie sul potenziale terzo film di Don’t Breathe siano scarse, la dichiarazione di Lang rivela che il progetto è in fase di sviluppo attivo. L’attore, entusiasta di riprendere il suo ruolo in futuro, anticipa che il terzo capitolo è ancora in fase iniziale e potrebbe essere l’ultimo della serie, anche se nulla è ancora definitivo. La mancanza di aggiornamenti concreti potrebbe essere dovuta allo sforzo creativo che si sta facendo dietro le quinte.

Sembra che il terzo film abbia incontrato alcune difficoltà con il concept. Tra gli impegni dei registi e sceneggiatori Fede Álvarez e Rodo Sayagues e la direzione del film, il processo creativo non è stato facile. Tuttavia, l’attore rimane ottimista sul prossimo progetto e indica che è “possibile” che le cose inizino a muoversi dopo aver definito il concept.

Man in Black II: la spiegazione del finale del film

Man in Black II: la spiegazione del finale del film

Quando Man in Black II arrivò nelle sale nel 2002, il film diretto da Barry Sonnenfeld raccolse l’eredità del primo capitolo puntando meno sulla scoperta dell’universo dei Men in Black e più sul rapporto tra i suoi protagonisti. Dietro l’apparenza di una commedia fantascientifica ricca di alieni bizzarri, inseguimenti e battute, il sequel costruisce infatti una storia che ruota attorno alla memoria, all’identità e alla difficoltà di lasciar andare le persone a cui si tiene.

Al centro della vicenda c’è il ritorno dell’Agente J, interpretato da Will Smith, costretto a recuperare il suo vecchio partner K, ancora una volta interpretato da Tommy Lee Jones, per fermare la minaccia rappresentata dalla mutaforma Serleena. Quella che inizialmente sembra una semplice caccia a un misterioso artefatto alieno si trasforma progressivamente in qualcosa di diverso. Il finale rivela infatti che la “Luce di Zartha” non è un oggetto, ma una persona, e questa scoperta cambia completamente il significato dell’intera narrazione.

Come Man in Black II amplia il mondo della saga trasformando una missione spaziale in una storia di legami umani

Will Smith, Rosario Dawson e Tommy Lee Jones in Men in Black II

A differenza del primo Men in Black, che costruiva il fascino della saga attraverso la scoperta di un universo nascosto popolato da extraterrestri, Man in Black II sceglie una direzione più intima. La minaccia di Serleena è certamente importante, ma il vero motore narrativo è il ritorno di K e il modo in cui la sua assenza ha modificato la vita di J. Dopo cinque anni trascorsi nell’organizzazione, J è diventato un agente estremamente efficiente, ma anche incapace di mantenere rapporti duraturi con i partner che gli vengono assegnati. Ogni volta che nasce un legame, preferisce cancellarne il ricordo.

Questa caratteristica racconta molto del personaggio. J vive ancora nell’ombra del rapporto costruito con K nel primo film e nessuno riesce a sostituire quella figura. La missione per ritrovare la Luce di Zartha diventa così anche un percorso di riconciliazione tra i due protagonisti. Barry Sonnenfeld utilizza la struttura della commedia fantascientifica per esplorare una dinamica quasi familiare, fatta di affetto, fiducia e separazioni inevitabili.

Anche la figura di Laura assume un ruolo centrale in questa prospettiva. Fin dal loro primo incontro, J avverte che la donna è diversa da tutte le altre persone coinvolte nelle operazioni dei Men in Black. La sua decisione di non neuralizzarla rappresenta una rottura delle regole e anticipa il significato emotivo del finale. Per la prima volta, J sceglie di conservare un legame invece di cancellarlo.

Cosa accade davvero nel finale e perché la rivelazione sulla Luce di Zartha cambia tutta la storia

Will Smith e Tommy Lee Jones in Men in Black II

Nella parte conclusiva del film, J e K riescono finalmente a comprendere il mistero che inseguono dall’inizio. Dopo aver recuperato numerosi indizi lasciati dallo stesso K prima della sua neuralizzazione, i due scoprono che la Luce di Zartha non è un gioiello, un’arma o una tecnologia aliena. Laura è in realtà la figlia della principessa Lauranna e rappresenta essa stessa la Luce di Zartha.

Questa rivelazione ribalta completamente la prospettiva dello spettatore. Per tutta la durata della storia, i protagonisti e il pubblico sono portati a cercare un oggetto materiale. Quando emerge la verità, diventa evidente che la missione non riguarda la protezione di qualcosa, ma di qualcuno. Laura è l’ultima speranza del suo pianeta e la sua presenza sulla Terra ha garantito per anni la sicurezza sia di Zartha sia dell’umanità.

Il momento decisivo arriva quando K spiega a J che Laura deve lasciare la Terra. Se rimane, entrambi i mondi rischiano la distruzione. J comprende allora che salvarla significa anche rinunciare a lei. È una scelta dolorosa, perché per la prima volta intravede la possibilità di costruire un rapporto autentico con qualcuno.

La situazione si complica ulteriormente con il ritorno di Serleena, che riesce a sopravvivere assimilando il gigantesco verme Jeff. Lo scontro finale consente ai due agenti di eliminarla definitivamente e di garantire a Laura la possibilità di tornare sul proprio pianeta. La minaccia viene sconfitta, ma il vero climax emotivo non è la battaglia. È il momento in cui J accetta di lasciar partire Laura.

La memoria, l’identità e la capacità di lasciar andare come temi nascosti dietro la commedia fantascientifica

Will Smith in Men in Black II

L’intera saga di Men in Black è costruita attorno al concetto di memoria. Gli agenti cancellano continuamente i ricordi delle persone per preservare il segreto dell’esistenza aliena, ma questa pratica produce inevitabilmente conseguenze emotive. Man in Black II porta questa riflessione al centro del racconto.

K è un uomo che ha rinunciato volontariamente alla propria identità. Ha scelto una vita normale dimenticando il passato. J, invece, continua a vivere nel ricordo di ciò che ha perso. Entrambi rappresentano due modi diversi di affrontare il tempo e il cambiamento.

Laura introduce una terza possibilità. La sua esistenza dimostra che alcuni legami non possono essere posseduti o trattenuti. Possono soltanto essere accettati. Per questo il film insiste così tanto sulla sua natura straordinaria. Laura non è semplicemente una donna di cui J si innamora; è la rappresentazione di qualcosa che appartiene a un destino più grande.

Anche la figura di Serleena contribuisce a rafforzare questo tema. La sua ossessione per la Luce di Zartha è l’opposto dell’atteggiamento che J deve imparare ad adottare. Serleena vuole controllare, appropriarsi e dominare. J comprende invece che amare qualcuno significa permettergli di seguire il proprio percorso, anche quando questo comporta una separazione.

Perché il gigantesco neuralizzatore finale rappresenta il vero simbolo dell’universo Men in Black

Lara Flynn Boyle in Men in Black II

Uno degli elementi più spettacolari del finale è la rivelazione che la torcia della Statua della Libertà nasconde un gigantesco neuralizzatore capace di cancellare i ricordi dell’intera città di New York. La sequenza è pensata come una gag spettacolare, ma possiede anche un valore simbolico molto preciso.

L’universo dei Men in Black esiste grazie alla rimozione costante della verità. Gli esseri umani continuano la loro vita ignorando ciò che accade realmente attorno a loro. Questa idea attraversa tutta la saga e trova qui la sua massima espressione. Milioni di persone assistono indirettamente agli eventi che coinvolgono Serleena e gli alieni, ma pochi secondi dopo dimenticano tutto.

Da un punto di vista narrativo, il neuralizzatore permette di ripristinare lo status quo. Da un punto di vista tematico, suggerisce qualcosa di più interessante. Le persone tendono spesso a rimuovere ciò che non riescono a comprendere o che provoca dolore. Il dispositivo dei Men in Black rende letterale questo meccanismo psicologico.

Il contrasto con J è significativo. Mentre il mondo intero dimentica, lui sceglie di ricordare. Conserva l’esperienza vissuta con Laura e accetta il peso emotivo di quella memoria. È proprio questa scelta che dimostra la sua maturazione rispetto all’inizio del film.

Cosa significa davvero il finale di Man in Black II per il percorso di J e per l’intera saga

Men in Black cast

Il finale di Man in Black II racconta una verità sorprendentemente semplice: crescere significa accettare che alcune persone entrino nella nostra vita soltanto per un periodo limitato. J trascorre gran parte del film cercando di recuperare ciò che ha perso, prima riportando K nell’organizzazione e poi tentando inconsciamente di trattenere Laura accanto a sé.

La conclusione gli insegna che esiste una differenza fondamentale tra possedere un legame e custodirne il ricordo. K ritrova la propria identità, Laura torna a Zartha per compiere il suo destino e J rimane sulla Terra con una nuova consapevolezza. Per la prima volta comprende che la perdita non coincide necessariamente con il fallimento.

È proprio questa idea a dare profondità a un film che spesso viene ricordato soprattutto per i suoi effetti speciali e per l’umorismo. Dietro gli alieni eccentrici, le trasformazioni mostruose di Serleena e le invenzioni fantascientifiche, Man in Black II propone una riflessione sul valore delle relazioni umane e sulla necessità di accettarne la natura temporanea.

La Luce di Zartha, in fondo, rappresenta esattamente questo. È qualcosa che illumina il cammino degli altri, ma che non può essere trattenuto. J riesce a salvare il mondo proprio nel momento in cui comprende questa lezione. Ecco perché il finale funziona ancora oggi: dietro la spettacolarità della fantascienza, racconta una storia universale sulla memoria, sull’amore e sulla capacità di lasciare andare.

LEGGI ANCHE: Men in Black II: trama e cast del film con Will Smith

Man in Black 3:Gemma Arterton, Alec Baldwin e Shalrto Copley!

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Man in Black 3:Gemma Arterton, Alec Baldwin e Shalrto Copley!

Il cast di Men In Black 3 sembra sia sul procinto di arrichirsi ancora di più. Tra i protagonisti stanno per aggiungersi infatti Gemma Arterton, Alec Baldwin e Shalrto Copley! Mentre ancora non è stata confermata la presenza di Emma Thompson,  ben tre star si aggiungono a un cast già decisamente ricco. Alec Baldwin, Sharlto Copley e Gemma Arterton affiancheranno infatti Will Smith, Jemaine Clement, Tommy Lee Jones e Josh Brolin.

Sappiamo che la trama riguarderà un viaggio nel tempo, e che Josh Brolin interpreterà il personaggio di Tommy Lee Jones… negli anni sessanta. Secondo il sito, Gemma Arterton sarà una segretaria del quartier generale dei MiB nel 1969, mentre Baldwin sarà il boss dell’epoca (magari proprio lo Zed interpretato da Rip Torn nei primi due episodi, peraltro curiosamente entrambi interpretano dirigenti della NBC e General Electric nello show 30 Rock). Copley invece interpreterà un alieno “che parla molto rapidamente, e in stile Yoda”. Sempre Pajiba sostiene che la frontwoman delle Pussycat Dolls Nicole Sherzinger ha ricevuto l’offerta di partecipare al film nel ruolo della fidanzata di Jemaine Clement, anche se non sappiamo se ha accettato.

 

Man in Black 3: Full Trailer!

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Il nuovo full trailer di Men in Black 3 è online, ricco di scene d’azione, di alieni mostruosi e molto altro.

Mamoru Oshiii presenterà Garm Wars L’ultimo Druido al Lucca Comics & Games 2015

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Sarà presentato in anteprima nazionale, venerdì 30 ottobre, al Lucca Comics & Games 2015, Garm Wars L’ultimo Druido, film che segna il debutto cinematografico in lingua inglese del regista giapponese Mamoru Oshii (Ghost in the Shell, Lamu, Patlabor 2 e The Sky Crawlers). Ad accompagnare il regista, Mitsuhisa Ishikawa, co-fondatore, CEO e presidente dello studio Production I.G, che ha prodotto molti lavori di Oshii tra cui prorpio Garm Wars: L’ultimo Druido.Il progetto, su cui il regista lavora da quindici anni, rappresenta un punto di rottura con le sue radici ‘anime’, e si evolve verso una miscela ibrida e dall’impatto visivo impenetrabile, con uno stile che spazia dal live-action alla grafica computerizzata. Recupera alcuni dei temi ricorrenti della sua filmografia, tra cui la ricerca dell’identità individuale in un contesto di guerra e di mistero. Il film, una produzione nippo-canadese che vede protagonisti Summer H. Howell (La maledizione di Chucky), Mélanie St-Pierre (La versione di Barney) e Dawn Ford (Biancaneve), sarà distribuito in Italia da Notorious Pictures da gennaio 2016.

Al Lucca Comics & Games, Mamoru Oshii e Mitsuhisa Ishikawa incontreranno il pubblico sia in occasione dell’anteprima del film, sia in un incontro speciale a loro dedicato. Oshii sarà anche protagonista di una masterclass ad accesso limitato a 30 fortunati appassionati.

Inoltre Mamoru Oshii riceverà, nel corso della cerimonia di premiazione, il prestigioso premio Movie Comics & Games 2015, assegnato ogni anno a una personalità del mondo del cinema, che nell’ultima edizione fu attribuito al regista premio Oscar Gabriele Salvatores

https://youtu.be/oD5hwffjcsQ

SINOSSI

In un futuro lontano, il pianeta Annwn è tormentato da una guerra infinta. Alcuni soldati-cloni appartenenti a tre diverse tribù militari si combattono senza soluzione di continuità via aria, terra e con ogni mezzo tecnologico. Un clone, Khara, riesce a fuggire dalla battaglia e si ritrova in fuga assieme ad un gruppo di improbabili compagni. Tentando di scoprire qualcosa in più sulle loro esistenze, si troveranno davanti ad una spietata verità e alla più grande battaglia della loro vita.

Mammuth: recensione del film di Benoĩt Delépine e Gustave Kervern

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Con Mammuth l’intenzione dei registi Benoĩt Delépine e Gustave Kervern era quella di fare un film che fosse “allo stesso tempo divertente e commovente. Divertente perché confrontiamo un uomo socialmente disabile con una società moderna fuori della sua portata. Commovente per le stesse ragioni”.

E ci sono riusciti. Mammuth, presentato alla scorsa edizione del Festival di Berlino, è la storia di Serge Pilardosse (Gérard Depardieu), un corpulento operaio che, dopo una vita da lavoratore indefesso – mai un giorno d’assenza, mai un giorno di malattia –  è costretto, suo malgrado, ad andare in pensione.  Dopo l’indifferente commiato degli ex colleghi, si apre, per Serge, il baratro del non-lavoro: che fare ora? Come riempire le giornate? “Per fortuna”, ci pensa la burocrazia: al momento di ritirare la meritata pensione, infatti, Serge scopre che molti datori di lavoro si sono “dimenticati” di versargli i contributi.

Mammuth, il film

Per poter usufruire dei benefici pensionistici, Serge deve recuperare tutte le dichiarazioni mancanti. Incoraggiato dalla moglie (una straordinaria Yolande Moreau, la portinaia di Amelie Poulan), Serge decide di montare in sella alla sua vecchia Munch Mammuth e di far visita a i vecchi datori di lavoro. Inizia, così, un anacronistico viaggio “on the road” nei luoghi della sua giovinezza. Dei documenti mancanti, ovviamente, nemmeno l’ombra, ma Serge ritroverà molto di più: amici e parenti lontani, in particolare una nipote (Miss Ming), creatura ingenua e pura, che saprà restituire linfa a quel corpo grasso, goffo e sudicio, simile a quello di un mammut.

Meno caustico della precedente commedia dark del duo di cineasti francesi, Louise-Michel, Mammuth ci parla di tante cose.  Ci parla del mondo d’oggi, facendolo apparire come un pendolo che oscilla tra il cinico e il grottesco, dove la burocrazia sembra avere sostituito i sentimenti e l’umana comprensione, dove l’indifferenza – che spesso si tramuta in spietatezza – appare, a volte, come l’unica (re)azione possibile di fronte all’incapacità di sintonizzarsi e relazionarsi con gli altri. Ci parla delle odierne condizioni di lavoro, mostrandone tutte le contraddizioni e gli aspetti grotteschi, se non fossero, invece, tremendamente reali.

Ma, soprattutto, ci parla di quello che conta davvero, di quello che rimane quando tutto il resto sembra svanire o soccombere, stritolato nelle catene di montaggio della modernità: l’amore, la tenerezza che abbiamo dimenticato, il potere riconciliante delle origini, se stessi. Le note negative: l’espediente narrativo del fantasma del primo amore di Serge (interpretato da Isabelle Adjani), che nulla toglie e nulla da alla narrazione; una certa “vaghezza hippie”, che permea la fase della “rinascita” di Serge.  Mammuth è un film semplice e brutale, realistico e paradossale e Delépine e Kervern riescono, ancora una volta, a divertire e disturbare, interpretando al meglio l’aforisma di John Boynton Priestle: “La commedia, potremmo dire, è società che protegge se stessa con un sorriso.”

Mammals: recensione della serie Prime video

Mammals: recensione della serie Prime video

Attesa sulla piattaforma streaming per l’11 novembre, Mammals è una breve serie tv formata da una sola stagione di sei episodi da venti minuti l’uno: breve ma intensa. Scritta dall’inglese Jez Butterworth (Le Mans ’66) e diretta da Stephanie Laing (Love life), la serie è una commedia dai tratti drammatici, tendenti al paradosso. Nel cast ritroviamo James Corden (Into the woods) nel ruolo di Jamie, Melia Kreiling (Tyrant, i guardiani della galassia) come Amandine, Sally Hawkins (La forma dell’acqua, Spencer) e Colin Morgan (Merlin) nei panni di Lue e Jeff.

Mammals: la storia di una coppia (im)perfetta

Jamie ed Amandine sono una normale coppia sposata: vivono una esistenza normale a Londra con una figlia, Greta, e sono in dolce attesa. Tutto però inizia a precipitare quando Amandine perde il bambino: nell’organizzare una piccola cerimonia per il piccolo mai nato, Jamie si ritrova il cellulare della moglie, e qui inizia a scoprire tutti i segreti della sua amata. Prima il misterioso Paul, poi Dave, ed infine Jason: Jamie scopre tutta una fitta rete di tradimenti di Amandine, grazie all’aiuto di Jeff, suo cognato. Il rapporto tra i due diventa sempre più teso fino a rompersi definitivamente.

Parallelamente, anche Jeff vive dei problemi di coppia con Lue, sua moglie e sorella di Jamie. Quest’ultima, in una situazione di insoddisfazione, si rifugia in un mondo di fantasia: scoperta una biografia di Coco Chanel, finisce per calarsi completamente nella vita della stilista, arrivando ad immaginarsi al suo fianco. Vivendo questa illusione, trascura totalmente Jeff arrivando a considerarlo solo un “muppet”, ovvero una sorta di pupazzo, di stupido. La realtà problematica di queste due relazioni finirà per intrecciarsi.

Mammals James Corden
Jamie e Jeff che discutono su una panchina

Mammals: l’amore impossibile

Serie come Mammals ci permettono di vedere dall’interno tutti i complicati meccanismi che regolano un rapporto di coppia, con tutta la sua serie di bugie e tradimenti, reali o solamente immaginati. Arrivati all’ultimo episodio, con il discorso di Amandine, si finirà per mettere in discussione l’idea stessa di relazione monogama: la dimensione amorosa, familiare finisce per distaccarsi dalla sfera prettamente sessuale. Delle relazioni extraconiugali prettamente fisiche possono essere considerati come tradimento?  Alla fine, anche il più moralista finisce per macchiarsi di questo “peccato”, che si tratti della vita reale o semplicemente di fantasie.

Analizzando le vicende, è facile riscontrare un classico cliché culturale: Amandine, colei che tradisce e professa un amore più libero, è francese. Uno spettatore poco attento potrà considerare questa come una semplice coincidenza, ma se ci si riflette questo elemento deriva dal pregiudizio per cui i francesi vengono considerati poco fedeli e molto liberi dal punto di vista sessuale ed amoroso.

Mammals nel totale è una serie con un ritmo molto spedito, breve e facile da seguire; anche la presenza di un sottofondo musicale teso ed incalzante aiuta a creare uno stato di suspense e di mistero in tutta la storia.

Nei primi episodi si ritrovano anche alcune scene molto forti ed espressive: la prima rappresenta Lue nel bosco, dove trova un cervo morente e con una sola mossa da fine alle sue agonie. La seconda scena, invece, riguarda sempre Lue, questa volta intenta a fare il bagno in un lago nel bosco, con il suo vecchio vestito da sposa indosso. Questa particolare scena è molto affascinante perché richiama un po’ l’immagine di locandina del film di Lars Von Trier Melancholia, in cui è raffigurata la protagonista interpretata da Kirsten Dunst nell’acqua con l’abito da sposa.

Quattro personaggi a confronto

Mammals ruota tutta attorno a quattro personaggi principali: Jamie ed Amandine da una parte, e Jeff e Lue dall’altra. Tutti e quattro si rivelano essere ben diversi da ciò che sembravano ad un primo sguardo.

Jamie dal primo episodio ci viene mostrato come un marito molto innamorato e fedele, così da essere profondamente sconvolto dal comportamento della moglie; Amandine è dipinta fondamentalmente come uno spirito libero, una donna che svolge praticamente una doppia vita, quella della madre di famiglia e quella senza limiti della persona indipendente che è.

Anche Jeff sembra essere un uomo molto interessato alla propria famiglia, preoccupato per il progressivo allontanamento della moglie da lui e dalla realtà familiare in generale. Lue invece è l’unica protagonista per cui è reso chiaro dal primo episodio il suo stato d’animo: si tratta di una sorta di insoddisfazione per la realtà, per il marito, che la porta a chiudersi in sé stessa. In  tutti e quattro i personaggi si rivelerà una parte oscura, segreta.