Stranger Things non è l’unica grande
serie d’avventura che si prepara a concludersi. Anche
Netflix dice addio a Jurassic World: Chaos Theory, la serie animata
ambientata nell’universo di
Jurassic Park, che
terminerà con la quarta
stagione. Lo show, sequel diretto di Camp Cretaceous, segue ancora una volta il
gruppo dei Nublar
Six, che scopre una nuova cospirazione legata al
contrabbando globale di dinosauri.
La
stagione finale riprenderà qualche tempo dopo gli eventi della
terza, con i protagonisti diretti verso la Biosyn Valley per scoprire le vere
motivazioni dietro le azioni del misterioso antagonista che
minaccia il mondo dei dinosauri. Tra fughe, inseguimenti e nuove
rivelazioni, il gruppo dovrà affrontare le proprie paure e fermare
un traffico illegale di creature preistoriche che rischia di
sfuggire al controllo.
Il cast vocale vede il ritorno di Paul-Mikél Williams nei panni di Darius,
affiancato da Darren
Barnet, Sean
Giambrone, Kausar Mohammed, Raini Rodriguez e Kiersten Kelly. Nella stagione
conclusiva rivedremo anche il dottor Henry Wu, doppiato da Greg Chun, collegando la serie alla
timeline di
Jurassic World:
Dominion.
Chaos Theory è ancora canonico nel franchise Jurassic
Durante il New York Comic
Con 2025, ScreenRant ha ospitato il creatore e showrunner
Scott Kreamer
insieme al cast principale per discutere della chiusura della serie
e della sua collocazione nel più ampio universo di Jurassic Park. Kreamer ha confermato
con decisione che Jurassic
World: Chaos Theory è “assolutamente canonico”, nonostante alcuni fan
avessero ipotizzato un reset narrativo dopo l’uscita del recente
Jurassic World Rebirth:
“La nostra serie è in qualche modo parallela,
specialmente la stagione 4, insieme a Dominion”, ha spiegato
Kreamer. “Rebirth è ambientato molto più avanti nel tempo rispetto
a Chaos Theory. Continueremo a rivisitare molte cose da diversi
punti di vista che vedrete in Dominion.”
Alla domanda su un possibile crossover tra personaggi animati e
live-action, Kreamer ha sorriso:
“Tutto è possibile,” ha detto, “ma prima dobbiamo
assicurarci che tutti i nostri protagonisti arrivino vivi alla fine
della stagione.”
Addii, emozioni e un finale che chiude un cerchio
Il cast di doppiatori ha parlato con grande emozione del saluto ai
propri personaggi, dopo anni di lavoro condiviso con il pubblico.
Kausar Mohammed,
voce di Yasmina, ha ricordato la registrazione dell’ultimo episodio
come un momento toccante:
“Abbiamo registrato insieme e ci siamo fermati per un
brindisi. È stato davvero speciale. Yazz resterà sempre con me, ma
era arrivato il momento di dirle addio.”
Anche Paul-Mikél
Williams, che ha iniziato a doppiare Darius a soli 12
anni, ha riflettuto sulla crescita parallela con il suo
personaggio:
“Ho quasi 20 anni adesso, e Darius è parte della mia
vita. Sono cresciuto con lui, e ciò che gli autori e gli animatori
hanno costruito lo ha reso reale per me. Mi ispira ancora oggi,
anche se sono io a interpretarlo.”
Lo showrunner Kreamer ha raccontato che l’idea di Chaos Theory nacque già durante la
post-produzione di Camp
Cretaceous:
“Avevamo appena finito la quinta stagione, e qualcuno
ha detto: ‘E se raccontassimo un thriller cospirativo con
dinosauri?’ Due settimane dopo eravamo già al
lavoro.”
Un’eredità per il futuro di
Jurassic World
Con la quarta stagione, Jurassic World: Chaos Theory si avvicina alla fine di
un viaggio che ha saputo unire vecchie e nuove generazioni di
spettatori. Il legame con Dominion e i riferimenti diretti al mondo dei film
mantengono la serie saldamente ancorata al canone ufficiale, ma
anche libera di sperimentare toni più maturi e riflessivi.
Come ha spiegato Kreamer, l’obiettivo è chiudere in modo coerente
ma non definitivo:
“Il mondo di Jurassic è troppo grande per finire
davvero. Ma questa storia, quella dei Nublar Six, meritava una
conclusione degna.”
Con nuovi pericoli, emozioni e un addio carico di nostalgia,
Jurassic World: Chaos
Theory promette di essere non solo il capitolo finale di una
saga animata di successo, ma anche un ponte ideale tra passato e
futuro del franchise.