Sono stati attribuiti a
due cineasti statunitensi, alla montatrice Thelma
Schoonmaker e al regista e documentarista
Frederick Wiseman, i Leoni d’oro alla
carriera della 71. Mostra Internazionale d’Arte
Cinematografica di Venezia (27 agosto – 6 settembre
2014).
La decisione è stata presa dal
Cda della Biennale di
Venezia presieduto da Paolo Baratta, su
proposta del Direttore della Mostra del Cinema Alberto
Barbera.
Thelma Schoonmaker
è universalmente riconosciuta come uno dei più straordinari
montatori cinematografici, come testimonia il fatto che le siano
stati attribuiti tre Oscar (Toro scatenato, The
Aviator, The Departed) e due BAFTA (Toro
scatenato, Goodfellas), nel corso della sua lunga
carriera. La sua collaborazione con il regista Martin Scorsese è iniziata nel 1967 con il
montaggio di Chi sta bussando alla mia porta?. Dal 1980 in
poi ha montato tutti i lungometraggi di Scorsese fino al recente
The Wolf of Wall Street (2013). Oltre alla sua attività di
montatrice, Schoonmaker lavora senza sosta per promuovere i film e
gli scritti del regista Michael Powell, suo marito. Con Thelma
Schoonmaker è la prima volta che il Leone alla carriera della
Mostra di Venezia viene attribuito a un artista del montaggio.
Frederick Wiseman è
un documentarista indipendente. Ha realizzato 39 documentari e 2
film di finzione: opere narrative drammatiche che cercano di
ritrarre l’esperienza umana all’interno di una grande varietà di
istituzioni sociali contemporanee. Tra i suoi documentari si
ricordano Titicut Follies (1967), Welfare
(1975), Public Housing (1997), Near
Death (1989), La Comédie Française ou L’amour
joué (1996), La danse-Le ballet de l’Opéra de
Paris (2009) e At Berkeley (2013, presentato a
Venezia). Wiseman, che è stato presente 7 volte a Venezia, ha vinto
numerosi premi tra i quali quattro Emmy, un MacArthur Prize
Fellowship e un Guggenheim Fellowship. È anche regista di teatro,
dove ha diretto The Last Letter, tratto dal romanzo
Life and Fate di Vasily Grossman, e Happy Days di
Samuel Beckett alla Comédie-Française. La sua opera più recente è
National Gallery (2014), presentata all’ultimo Festival di Cannes.
Il programma
completo della 71. Mostra Internazionale d’Arte
Cinematografica di Venezia verrà presentato alla stampa il
24 luglio p.v. a Roma, all’Hotel
St. Regis (ore 11).
Thelma
Schoonmaker Powell – nota biografica
E’ nata ad Algeri, in Algeria, dove
suo padre lavorava per la Standard Oil Company. È cresciuta
sull’isola di Aruba e dopo essere tornata negli Stati Uniti ha
frequentato la Cornell University, dove ha studiato scienze
politiche e lingua russa per intraprendere la carriera diplomatica.
Mentre faceva ricerche alla Columbia University, ha risposto a
un’offerta di lavoro del New York Times per un corso da assistente
montatore. Il lavoro sul campo ha fatto nascere in lei il desiderio
di conoscere meglio il mondo del montaggio, dando così l’avvio alla
sua carriera. Durante un corso estivo di sei settimane alla New
York University Film School ha incontrato Martin Scorsese e Michael
Wadleigh e dopo pochi anni ha montato il primo lungometraggio di
Scorsese Who’s that Knocking at My Door (Chi sta bussando alla
mia porta?, 1967). Ha poi montato una serie di film e
pubblicità prima di supervisionare, nel 1971, il montaggio del film
di Wadleigh Woodstock, per il quale ha ricevuto una
nomination agli Oscar. Nel 1981 ha vinto l’Oscar, l’American Cinema
Editors Eddie Award e il BAFTA per il montaggio di Raging Bull
(Toro Scatenato, 1980) di Martin Scorsese. Da allora ha
lavorato a tutti i lungometraggi di Scorsese: The King of
Comedy (Re per una notte, 1982), After Hours (Fuori
orario, 1985), The Color of Money (Il colore dei
soldi, 1986), The Last Temptation of Christ (L’ultima
tentazione di Cristo, 1988), New York Stories
(segmento Life Lessons, 1989), GoodFellas (Quei bravi
ragazzi, 1990) per il quale ha vinto un BAFTA e ricevuto una
nomination agli Oscar, Cape Fear (Cape Fear – Il promontorio
della paura, 1991), The Age of Innocence (L’età
dell’innocenza, 1993), Casino (1995), Kundun
(1997), A Personal Journey with Martin Scorsese through
American Movies (Un secolo di cinema – Viaggio nel cinema
americano di Martin Scorsese, 1995), Bringing out the Dead
(Al di là della vita, 1999), Il Mio Viaggio in Italia
(2001), Gangs of New York (2002) per il quale ha ricevuto
un’altra nomination agli Oscar e vinto l’American Cinema Editors
Eddie Award per Miglior montaggio di un film drammatico, The
Aviator (2004), per il quale ha vinto il suo secondo Oscar e
un altro American Cinema Editors Eddie Award per Miglior montaggio
di un film drammatico, The Departed (The Departed – Il bene e
il male, 2006) per il quale vince il suo terzo Oscar e il
quarto American Cinema Editors Eddie Award per Miglior montaggio di
un film drammatico (ex-equo con Babel), Shutter
Island (2010), Hugo (Hugo Cabret, 2011) per il quale
riceve una nomination agli Oscar, una agli American Cinema Editors
Award e una ai BAFTA e il più recente The Wolf of Wall
Street (2013) per il quale ha ricevuto una nomination agli
American Cinema Editors Award e una ai BAFTA.
Oltre al montaggio, Schoonmaker
lavora senza sosta per promuovere i film e gli scritti del marito,
il regista Michael Powell: The Red Shoes (Scarpette rosse,
1948), Black Narcissus (Narciso nero, 1947), The Life
and Death of Colonel Blimp (Duello a Berlino, 1943), I
Know where I’m Going (So dove vado, 1945), A Matter of
Life and Death (Scala al Paradiso, 1946),The Tales of
Hoffmann (I racconti di Hoffmann), Peeping Tom
(L’occhio che uccide, 1960).
Frederick Wiseman
– nota biografica
A partire dal 1967 ha diretto 41
film di cui 39 documentari, opere narrative drammatiche che cercano
di ritrarre la gioia e la tristezza, la commedia e la tragedia
dell’esperienza umana all’interno di una grande varietà di
istituzioni sociali contemporanee. Tra i soggetti da lui ritratti
figurano un ospedale statale per criminali malati di mente, una
scuola superiore, un centro di assistenza sociale, un tribunale dei
minori, una palestra per la boxe, compagnie di balletto a New York
e Parigi, Central Park, un ippodromo e un teatro di cabaret
parigino. Manohla Dargis, critica cinematografica del New York
Times, scrive: “Preso nel suo complesso, questo è un lavoro che
restituisce un ampio, continuativo, ritratto dell’America
contemporanea, delle sue istituzioni, delle relazioni sociali, dei
sistemi di controllo amministrativi e burocratici e ovviamente,
proprio al centro del quadro del regista, delle sue persone.”
Wiseman ha diretto due opere di finzione, Seraphita’s
Diary (1982) e The Last Letter (2002). Ha inoltre
lavorato per il teatro, dirigendo a Parigi The Belle of
Amherst, l’opera di William Luce sulla vita di Emily
Dickinson, e altre due opere alla Comédie-Française, Oh Les
Beaux Jours (Giorni felici) di Samuel Beckett e
La Dernière Lettre (The Last Letter), tratta da un
capitolo del romanzo di Vasily Grossman, Life and Fate
(Vita e destino). Ha inoltre diretto The Last
Letter (versione inglese di La Dernière Lettre) al
Theater for a New Audience di New York. L’editore francese
Gallimard, insieme al MoMA di New York, ha pubblicato il libro
Frederick Wiseman che offre una panoramica completa del
suo lavoro, attraverso una serie di saggi originali scritti da
artisti e critici rinomati. Wiseman ha conseguito una laurea in
materie umanistiche nel 1951 al Williams College e una in materie
economiche nel 1954 allo Yale Law School. Il regista ha ricevuto,
tra gli altri, titoli di dottorato honoris causa dal
Bowdoin College, dalla Princeton University e dal Williams College.
È inoltre un MacArthur Fellow, socio dell’American Academy of Arts
and Sciences, beneficiario di un Guggenheim Fellowship e membro
onorario dell’American Academy of Arts and Letters. Wiseman ha
vinto numerosi premi, tra cui quattro Emmy, e ha ricevuto, tra i
tanti, un premio alla carriera dal Los Angeles Film Society (2013),
il George Polk Career Award (2006) e l’American Society of
Cinematographers Distinguished Achievement Award (2006).
Frederick Wiseman è infine membro di
numerose associazioni artistiche: tra le altre è nel consiglio
artistico e nel comitato dei registi del Theater for a New
Audience, membro del comitato dello Human Rights Watch
International Film Festival; membro onorario di Les Amis du Cinéma
du Réel Association; e membro dell’Academy of Motion Pictures Arts
and Sciences.