Brian De Palma fa incontrare
due delle attrici più ricercate del momento in un thriller che
parte dal Love Crime di Alain Corneau e lo rivoluziona: Rachel McAdams e Noomi
Venezia 2012: ecco il trailer di Passion, di Brian De Palma
Venezia 2012: arrivano Kate Hudson e Liev Schreiber!
Ecco i primi due attori internazionali immortalati nel consueto Photocall pre conferenza stampa, in attesa di vederli sul tappeto rosso questa sera. Si tratta di Kate Hudson che accompagna Mira Nair nel film d’apertura The Reluctant Foundamentalist. Insieme alla protagonista e alla regista è arrivato al lido anche Liev Schreiber, protagonista maschile del film. Intanto Per tutti gli arrivi di oggi basta consultare la fotogallery in calce. Intanto è stato già proiettato alla stampa Tai Chi O che ha avuto una tiepida accoglienza.
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Venezia 2012 – video: Pierce Brosnan presenta Love Is All You Need di Susanne Bier!
Venezia 2011: terzo giorno, altre foto!
Il terzo giorno è la volta di David Cronemberg e il suo A Dangerous Method, con molte star! … Secondo giorno consecutivo per Kate Winslet con altro film. Insieme a lei ritorna anche Eva Rachel Wood. Poi ancora Monica Bellucci, Maria Grazia Cucinotta e un po’ d’Italia, in attesa di Bellocchio.
Venezia 2011: secondo giorno, il lido si tinge di biondo!
Secondo giorno per La Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia edizione 2011. Al lido arriva Carnage di Roman Polanski accolto molto positivamente dalla critica, e con esso il cast rappresentato da Kate Winslet, John C. Reilly e Christoph Waltz.
Venezia 2011: Red Carpet e Conferenze
Venezia arriva al V giorno di Festival, noi vi proponiamo i Red Carpet e le Conferenze della giornata di ieri che ha visto sfilare il primo titolo italiano in concorso TerraFerma di Crialese. Inoltre Al Pacino ha trionfato con il suo Wilde Salomé.
Venezia 2011: prime clip di Wilde Salome di Al Pacino e Le idi di Marzo di Clooney!
Ecco arrivare le prime due clip Le idi di Marzo di George Clooney che come noto aprirà La Mostra d’arte cinematografica di Venezia. L’altra clip è invece Wilde Salome, film diretto da Al Pacino
Venezia 2011: Marco Bellocchio Leone alla carriera!
La sessantottesima edizione della Mostra del cinema di Venezia assegnerà a Marco Bellocchio il Leone d’oro alla carriera di quest’anno.
Venezia 2011: ad Al Pacino il premio Jaeger-LeCoultre Glory
E’ stato attribuito al grande attore e regista statunitense Al Pacino il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2011 della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (organizzata dalla Biennale di Venezia), realizzato in collaborazione con Jaeger-LeCoultre e dedicato a una personalità che abbia segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo.
Venezia 2010: annunciati i titoli

Sono stati annunciati i titoli che verranno mostrati al Lido. In concorso, Darren Aronofsky, Sofia Coppola, Takashi Miike, Julian Schnabel e Tom Tykwer, fuori concorso Casey e Ben Affleck, John Woo, Svankmajer, Robert Rodriguez, Michele Placido e Martin Scorsese..
Venezia 2010: annunciati i titoli

Sono stati annunciati i titoli che verranno mostrati al Lido. In concorso, Darren Aronofsky, Sofia Coppola, Takashi Miike, Julian Schnabel e Tom Tykwer, fuori concorso Casey e Ben Affleck, John Woo, Svankmajer, Robert Rodriguez, Michele Placido e Martin Scorsese..
Venezia – Anno Zero
Nel Festival che vorrei i critici
sono sempre sorridenti e rilassati, le sale stampa silenziose e
vuote, le code per i film scorrevoli e ombreggiate. I badge
lasciapassare sono tutti dello stesso colore, perché alla fine –
diciamocelo – siamo tutti in coda come stronzi per lo stesso
motivo. Nel Festival che vorrei la temperatura delle sale è fresca
se fuori c’è il sole, mite se fa freschino. Il caffè è sempre
disponibile, no che un anno ti illudono quello dopo abbello
t’arrangi. Ma si sa, il mondo reale è insidioso. E se vogliamo il
gioco dei Festival è anche riuscire a uscirne illesi, anzi persino
divertiti, da molte, solite, disavventure.
O per lo meno provare a riderci su.
L’anno scorso io e quel gran bel figliolo di Ang scrivevamo recensioni per le nostre rispettive testate e, parallelamente e inconsapevolmente, scrivevamo cronache cazzare delle giornate festivaliere sul profilo Facebook. Qualcuno se ne è accorto e ci ha fatto notare la simpatica simmetria, così abbiamo iniziato a scherzarci su, fino a pensare alla nascita di questo blog.
Istruzioni per
l’uso: Questo blog non è una testata giornalistica,
tantomeno un bisogno fisiologico. Si scherzerà -oh ma tanto- su
film, personaggi, serate, feste e altre amenità. Per cui, per
favore, se non siete ironici o autoironici perdonateci: noi siamo
un po’ cazzoni.
In attesa della partenza vi va il prequel? A Venezia! (Vì)
Correva Venezia 2014…
Venezia, giorno 9 – Si inizia a vedere la luce. Pensate che stronzo: invece de dormì so’ andato a recuperà Pasolini di Ferrara. Sono un vero uomo, lo so. Al contrario di quello che hanno detto tutti, il film è bellissimo, e parla di quel giorno che Furio Colombo intervistò Gianni Morandi mascherato da Pasolini, con grande prova d’attore di Willem Dafoe. Interessante l’articolata teoria avanzata sulle reali ragioni dell’omicidio: era frocio. Scamarcio interpreta Ninetto Davoli, con la parrucca da negretto. Non ridete, quella di Morandi è una battuta, questa no. Passiamo ad ‘Arance e martello’, dove c’è un personaggio che dice ‘ancora co’ sta cazzata de Pasolini e dei poliziotti a Valle Giulia? Ma non je poteva finì l’inchiostro?’. Complimenti ai selezionatori per il tempismo. Fatevi mandare tutti dalla mamma a prendere il latte, vah. Il film è nacazzata, pieno di simpatiche battute e metafore sul devolversi della sinistra ma sempre nacazzata. Assomiglia a un documentario, e vincerà il Leone d’oro, anche se è della Settimana della Critica. (Ang)
Venezia giorno 8 -la stanchezza inizia a farsi sentire, anche perché non si beve acqua da queste party. siccome è ‘na settimana che me gufano perché giro per il lido rigorosamente in tacco 12, per strada ne scasso uno. Si ferma un tipo in bici e mi chiede se voglio approfittare del suo tubo. Voi capite bene che dopo 2 g che me la menano con nymphocose fraintendere è un attimo. Così lo mando affanculo con estrema grazia e mi dirigo verso il primo negozio di scarpe che non siano da frate, che qua spaccano. Ora ho un paio di scarpe nuove, niente può farmi male, nemmeno il film turcomanno che mi aspetta al varco come una sciagura. (Vì)
Venezia, giorno 8 – Sabina Guzzanti denuncia la trattativa tra Stato e Mafia. Il suo è un punto di vista coraggioso e lei è un personaggio scomodo che non ha paura di attirarsi addosso critiche, acredine e malevolenza. Ad esempio, a causa di una fattura, la sua imitazione di Silvio Berlusconi non fa ridere più nessuno dal ’97. (Ang)
Venezia, giorno 4 – mi sveglio e trovo la colazione, finalmente qualcuno che un po’ di pietà ce l’ha. In casa abbiamo adottato una zanzara, io ormai mi trascino pattinando che non ho la forza di alzare i piedi da terra. Ieri se non s’era capito mi è piaciuto il film di Bogdanovich, tanto tanto, e the Humbling, abbastanza, soprattutto per i sottotitoli che non paiono scritti da una russa che ha imparato l’italiano con un corso de Agostini. Ho sonno, me sta a venì la sindrome di tourette, ma ho imparato la sublime arte di dormire ad occhi aperti. (Vì)
Venezia, giorno 7 – Mia moglie sarà felice di sapere che ieri ho rinunciato a una festa di ninfomani. Avevo mal di testa, e non è una scusa. Mi sono detto mi rilasso e magari disegno un po’, il che ha portato all’orrenda scoperta dello schermo frantumato della mia tavoletta grafica. Niente, tra me e il disegno non funziona proprio. Non ho altro da aggiungere se non che un oggetto portatile e al contempo fragile è progettato demmerda per natura. Vado a letto presto, che stamattina devo seguire all’alba ‘La zuppa del demonio’, di Davide Ferrario. Entro in sala appena in tempo e appare scritto ‘Un film di Gabriele Salvatores’. Eppure il programma l’ho letto bene. Ma hanno deciso di praticare una simpatica inversione che incasina irreversibilmente il resto della giornata. Il film di Salvatores, ‘Italy in a day’, è un film di montaggio, ma purtroppo non riguarda Rocco Siffredi. La domanda principale sollevata da ‘La zuppa del Demonio’ è invece: come cazzo fa a cuocerla, se prima non fa i coperchi? (Ang)
Venezia, giorno 6. ‘Il giovane favoloso’ di Mario Martone narra la toccante storia di un ristoratore del Lido dal cuore tenero, che accetta di accompagnare in macchina un bizzarro trio rimasto bloccato in una pizzeria in chiusura dallo scatenarsi improvviso di una bufera selvaggia. Il trittico è composto da due poveri disgraziati di nome Andrea e Marco, famigerati Gigolò a buon mercato della zona di Via Dandolo, e da una bella ragazza ben vestita di nome Valentina, giunta sul luogo quasi per caso dopo essere sopravvissuta a molteplici disavventure e tentativi di approcci facinorosi da parte di diversi mentecatti del Gran Viale. Il ristoratore – che, ormai si capisce, è il ‘giovane favoloso’ del titolo – si lascia intenerire dalla condizione disperata dei tre e, incredibilmente, invece di lasciarli inghiottire dalla tempesta li carica in macchina e li riporta a casa. Chiaro che se non fosse stato per il carisma della bella ragazza ben vestita il trio sarebbe andato incontro a morte certa. ATTENZIONE SPOILER: Veramente commovente il finale del film, dove Valentina, ancora digiuna, apre il portone di casa sotto il temporale abbracciando una bruschetta, ancora nel suo incarto zuppo d’acqua piovana, simbolo della caducità dell’esistenza materiale e rappresentazione ideale del concetto di pessimismo cosmico. Senza dubbio uno dei candidati più probabili per il Leone d’oro (Ang)
Venezia, giorno 10 – Oramai siamo sopravvissuti a una strage atomica. Al lido è tornato il sole, ma non credo più a niente. Volevo partire domani ma ho deciso di farla fino alla fine, questa follia, tanto dopo si torna a fare le persone serie. Sono la definizione sul vocabolario della parola ‘sciatta’, ma che me frega qua va de moda, so trendissima. Vado a scrivere e poi a recuperare il film russo, che sta bene su tutto come un blazer. (Vì)
E insomma, così girava Venezia nel
2014.
E i nostri attributi, reali o figurati, giravano con essa. Però ci
siamo anche divertiti. E come fai a non divertirti con un bel
tipetto peperino come Vì? Quindi quest’anno abbiamo deciso di far
divertire anche voi. Che magari già ci conoscete, ma in caso che
no, ecco i nostri profili, che da davanti io vengo male. Vì invece
è sempre impeccabile: fa un lavoro serissimo e poi recensisce anche
film. Nel tempo che resta prende treni, fa valigie, compra scarpe.
Una vita campata in Arial, una ragazza con la testa a post. In
poche parole, scrive. Io invece scrivo direttamente al lavoro, per
varie testate. A volte non riesco a incastrare i vari impegni e le
testate le do al muro. Ma mi conoscono maggiormente per le boiate
che pubblico su Facebook e per aver fondato il famigerato progetto
‘Vendicazzari uniti !!!’ insieme a dei benemeriti e lodevoli
buontemponi che non so per quale motivo continuano a darmi corda.
Forse vogliono che mi impicchi. Sono anche un saggista, ma in
definitiva non così saggio.
Tra collaborazioni varie e le mille cose che facciamo, credo che né
io né Vì abbiamo veramente idea di quale sia il motivo reale per
cui ogni anno ci ritroviamo al Lido a guardare film iraniani per
ubriacarci e a sfondarci di Spritz per elevare il nostro spirito,
ma alla fine ci siamo. Seguiteci. Ma per picchiarci, dovete prima
prenderci! (Ang)
NOTA. Memorizzate bene, perché non ve lo diremo più. Non è vero, ma
così fa più scena. Ang sta per Andrea Guglielmino,
Vì sta per Valentina Pettinato.
Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è
assolutamente voluto e cosciente. Se se ne hanno a male peggio per
loro. Per esempio, il ristoratore dal cuore d’oro gestisce
veramente una trattoria del Lido e il gigolò Marco è il collega
Marco Lucio Papaleo, direttore editoriale
dell’area cinema & home video di Everyeye.it (mica cazzi). Insomma,
persone serie, che al contatto con noi diventano irrimediabilmente
dei mentecatti. Siamo contagiosi!
Veneza 80, le foto dal red carpet di Filming Italy Best Movie Award
Ha avuto luogo a Venezia la nuova edizione del FILMING ITALY BEST MOVIE AWARD, in cui Tiziana Rocca, Direttore Generale Filming Italy Award e Vito Sinopoli, Amministratore Unico Duesse Communication e Presidente onorario del Premio, annunceranno tutti i premiati di quest’anno. Il FILMING ITALY BEST MOVIE AWARD conta sulla collaborazione e il supporto della Biennale di Venezia e del Direttore Artistico della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia Alberto Barbera, e gode del patrocinio della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del MIC, di ANEC, di ANICA e del Centro Sperimentale di Cinematografia.
La giuria di qualità è composta da diversi esponenti tra le eccellenze della cinematografia italiana: Alberto Barbera, Direttore Artistico della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia; Paolo Del Brocco, AD di Rai Cinema; Chiara Sbarigia, Presidente di Cinecittà; Guglielmo Marchetti, Presidente e AD di Notorious Pictures; Tinny Andreatta, VP delle serie originali italiane Netflix; Giampaolo Letta, VP e AD di Medusa; il giornalista Antonello Sarno; Maria Pia Ammirati, Direttore Rai Fiction; Luciano Sovena, Presidente della Fondazione Roma Lazio Film Commission; Nicola Maccanico, AD di Cinecittà; Roberto Stabile, Responsabile delle relazioni internazionali di ANICA; Massimiliano Orfei, AD di Vision Distribution; Marta Donzelli, Presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia; Mario Lorini, Presidente di ANEC; Stefano Sardo, Presidente dell’Associazione 100autori; Franco Montini, Presidente del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI). Ecco tutte le foto dei protagonisti che hanno sfilato sul red carpet del lido:
Veneza 71: Alex de la Iglesia e Guillermo Arriaga parlano di Words with Gods
Words with Gods è un bellissimo film collettivo, nato da un progetto di Guillermo Arriaga che si è avvalso della collaborazione di illustri colleghi, tra cui Alex de la Iglesia. I due registi hanno parlato del film, di quello che per loro vuol dire religione, e di quello che hanno voluto raccontare con la loro visione del mondo e dell’uomo in rapporto al senso religioso (o alla mancanza dello stesso).
Con loro erano presenti
anche gli altri realizzato ri del progetto: Hector Babenco,
Amos Gitai, Warwick Thorton. Il primo ad intervenire è
proprio de la Iglesia, che dissente sull’osservazione in merito
alla mancanza di miracoli in un film su dio e sulle religioni.
“Non sono d’accordo – ha dichiarato il regista – nell’ultimo segmento del film c’è un miracolo, e anche alla fine del mio segmento sembra esserci un miracolo. Ma anche all’inizio, con il miracolo della vita. Ci sono diverse forme di miracolo.”
Segue Amos Gitai, che chiamato altrove, ha però prima ringraziato lo stesso Arriaga per aver messo insieme tanti registi, trai quali anche gli assenti Mira Nair, Emir Kusturica e Hideo Nakata, impegnati in un tema così complicato come il rapporto tra uomo e Dio. E su questo rapporto si è espresso Guillermo Arriaga: “Penso che ogni esperienza umana sia una contraddizione e la religione non fa eccezione. La condizione umana stessa è una contraddizione. Un cineasta è impegnato nelle contraddizioni della condizione umana e non nella purezza della religione e quindi ne dipinge le contraddizioni.”
Alex de la Iglesia: “Credo che l’essere umano sia nel profondo un peccatore. Nel mio film il protagonista è un peccatore, il peggiore, è un killer. Lui non prova ad essere una brava persona, ma alla fine di fronte ad un uomo come lui decide di chiedere perdono perché la sua vita è un casino. E questa è la cosa bella del cattolicesimo, che c’è solo in questa religione: se alla fine della tua vita ti penti davvero del male che hai fatto, allora hai la possibilità di salvarti.”
Guillermo Arriaga: “Io sono ateo. Nella mia famiglia gli unici peccati erano la povertà e la corruzione, non il sesso o altre cose. Mio padre era agnostico, mia madre diceva di essere cattolica, ma non lo era, da piccolo non ho mai sentito la parola peccato. Io odio che la gente mi dica cosa fare, e per questo non bevo e non assumo droghe. Odio che le persone mi dicano cosa fare, per questo ho scelto di lasciare la massima libertà ai registi che hanno collaborato con me. Nel mio corto ho voluto lasciare libertà di lettura al pubblico, e così ognuno può leggervi ciò che preferisce.”
Alex de la Iglesia: “E’ un bene parlare della religione perché in fondo è come parlare dei propri sentimenti. Se solo pensiamo ai nostri sentimenti e ci fermiamo a riflettere sulle cose di cui abbiamo paura, allora c’è la religione. Si tratta di un dialogo tra te e i tuoi problemi. Se non ti fai nemmeno una domanda, se non pensi alle cose di cui hai paura, forse non sei una brava persona.”
Guillermo Arriaga: “Ho avuto il privilegio di guardare per primo tutti i corti e di sistemarli in modo tale che avessero un collegamento, ognuno con il successivo.”
Venere Nera: recensione del film di Abdellatif Kechiche
L’immagine, da sola, rivela a volte molte più sfumature nella natura umana di qualsiasi attenta analisi psicologica. Venere Nera di Abdellatif Kechiche si apre con il calco del corpo di Saartjie Baartman. Osservandolo attentamente percepiamo la sofferenza, l’umiliazione e il mistero che hanno marchiato la vita di questo essere umano.
Ci troviamo nella Parigi del 1817, accolto da un parterre di distinti colleghi, l’anatomista Georges Cuvier è categorico di fronte alla figura di Saartjie: “ Non ho mai visto testa umana più simile a quella delle scimmie”. Sette anni prima la giovane donna lasciava l’Africa del Sud con il suo padrone, Caezar, per andare a offrire il suo corpo in pasto al pubblico londinese delle fiere, diventando un’icona dei bassifondi.
Venere Nera, il film
Un seducente mistero avvolge la vita di Saartjie, un personaggio che lo spettatore non riesce a indagare fino infondo, non gli viene permesso. Del suo passato, di ciò che realmente pensa, la sua comprensione verso gli uomini non è mai esplicitata verbalmente. Sono i gesti, gli sguardi persi nella vastità del vuoto a parlarci dell’angoscia di un essere umano.
Kechiche, con l’utilizzo della macchina a mano e giocando con primi e primissimi piani, riproduce l’oppressione dello sguardo degli altri. Marchiata dal pregiudizio di questi occhi, Saartjie, il cui sogno era quello di poter esprimere la sua arte e i suoi molteplici talenti, si ritrova a illustrare ciò che la gente vede in lei: una caricatura. Non le viene mai chiesto di esprimersi, ma solo di dare ragione alla mentalità di quell’epoca.
Venere Nera è un film che va oltre la penosa storia di un individuo, presto ciò che emerge è una riflessione sulla complessità dei rapporti di dominazione, sul senso della dignità umana. Saartjie è al tempo stesso schiava e libera, conserva una lucida coscienza di sé e degli altri, continuamente pronti a sfruttarla, anche quando smette di lottare per vivere. Ma soprattutto ciò che colpisce di più è la spasmodica ricerca, in particolare da parte degli scienziati, di una giustificazione dello sfruttamento, la necessità di togliere ogni forma di umanità per potersi arrogare il diritto di opprimere. Kechiche tenta una narrazione in assenza di giudizio, ma non è facile.
Alla fine rimaniamo con un’unica domanda: come si può percepire, accorgersi della realtà dell’altro e passare oltre restando fermi sui propri pregiudizi?
Venere in pelliccia, recensione: Roman Polanski tra teatro, desiderio e potere
Ritorno al cinema per uno dei grandi maestri viventi, Roman Polanski, regista che ha segnato la storia del cinema con opere come Il pianista, L’inquilino del terzo piano e Chinatown. Con Venere in pelliccia (La Vénus à la fourrure, 2013), Polanski firma un film piccolo nella forma ma vastissimo nei temi, un’opera che sintetizza in modo quasi perfetto le sue ossessioni narrative: il desiderio, il dominio, la follia, la sottile linea che separa realtà e rappresentazione. Liberamente ispirato all’omonima pièce teatrale di David Ives (a sua volta tratta dal romanzo di Leopold von Sacher-Masoch, da cui deriva il termine “masochismo”), il film si rivela una riflessione acuta e ironica sulla natura del potere e sull’ambiguità dei rapporti tra uomo e donna, regista e attrice, autore e creatura.
Un duello psicologico tra palco e realtà
La storia si apre in un teatro vuoto, dove il regista Thomas (interpretato da Mathieu Amalric) sta disperatamente cercando l’interprete giusta per la sua nuova produzione, tratta proprio da Venere in pelliccia. Quando tutto sembra perduto, irrompe Vanda (Emmanuelle Seigner), un’attrice sfrontata e apparentemente inadeguata, che insiste per sostenere l’audizione nonostante il suo ritardo e la sua irriverenza. Inizia così un gioco di potere serrato e seducente, in cui le identità dei due protagonisti si confondono progressivamente fino a dissolversi: l’audizione diventa performance, la finzione si trasforma in verità, e il teatro si muta in un labirinto psicologico di desiderio e dominio reciproco.
Polanski costruisce il film come un duello mentale e sensuale, fatto di sguardi, parole e cambi di ruolo. Con un uso magistrale dello spazio — un unico teatro — e due soli interpreti, riesce a mantenere una tensione costante, scandita da ritmi precisi e da un linguaggio visivo rigoroso. Ogni movimento di macchina, ogni mutamento di luce, ogni dettaglio scenico contribuisce a trasformare il palcoscenico in una trappola claustrofobica, in cui i confini tra realtà e rappresentazione si fanno sempre più labili.
La fotografia di Pawel Edelman gioca con contrasti morbidi e ombre sensuali, mentre la musica di Alexandre Desplat sottolinea il crescendo emotivo con eleganza e ironia. È un film essenziale eppure densissimo, dove la parola diventa azione e il teatro si fa specchio dell’animo umano.
Polanski, Seigner e Amalric: anatomia di un’ossessione
Venere in pelliccia rappresenta, nella filmografia di Polanski, un ideale proseguimento di Carnage: anche qui, il regista si confronta con la dimensione teatrale, concentrando la narrazione in un unico luogo e pochi personaggi per esplorare le dinamiche di potere. Ma mentre in Carnage dominava la satira sociale, qui emerge un erotismo intellettuale, una riflessione quasi metafisica sul rapporto tra creatore e creatura.
Emmanuelle Seigner, moglie e musa di Polanski, offre una delle interpretazioni più convincenti della sua carriera. La sua Vanda è magnetica, imprevedibile, capace di passare dalla leggerezza alla crudeltà in un istante. È allo stesso tempo vittima e carnefice, attrice e regista della propria messa in scena. Mathieu Amalric, con la sua somiglianza fisica con lo stesso Polanski, diventa alter ego del regista: il suo Thomas è un uomo di potere apparentemente saldo, ma progressivamente disarmato e sedotto dal gioco che lui stesso ha creato. La dinamica tra i due è di rara intensità e si traduce in un equilibrio perfetto di ironia, sensualità e ambiguità.
Polanski utilizza la pièce come un dispositivo metacinematografico, una riflessione sul suo stesso mestiere di regista e sulla natura del cinema come strumento di manipolazione. L’intera pellicola è un dialogo tra autore e interprete, tra chi dirige e chi si ribella alla direzione, in una danza di controllo e abbandono che richiama tanto Luna di fiele quanto L’inquilino del terzo piano.
Conclusione
Con Venere in pelliccia, Roman Polanski firma uno dei suoi film più personali e affilati. Pur sviluppandosi come un esercizio di stile teatrale, l’opera vibra di vitalità e intelligenza, e dimostra come il regista riesca ancora a trasformare la limitazione in potenza narrativa. Il film è un piccolo gioiello di messa in scena, capace di fondere eros e ironia, gioco e crudeltà, realtà e illusione. È, in ultima analisi, un’opera che parla del potere del cinema stesso: quello di trasformare il desiderio in racconto, e il racconto in un atto di seduzione perpetua.
Venerdi 13: trovato il regista del reboot
Dopo il dimenticabile riavvio del franchise da parte di Marcus Nispel nel 2009, la Paramount è alle prese con un nuovo reboot di Venerdi 13. Sembra infatti che lo studio abbia trovato in questi giorni un nuovo regista al quale affidare il difficile compito di “resuscitare” la saga: si tratta di David Bruckner, regista del miglior segmento, a detta della critica, del film a episodi V/H/S.
Un nome, quello del giovane regista americano, che alimenta le voci su un possibile utilizzo del found footage per il film, dal momento che Bruckner ha già sperimentato questa tecnica nelle sue pellicole precedenti.
Leggi anche: Venerdì 13 in un reboot Found-Footage
Vi ricordiamo che questo ravvio della serie è frutto dell’accordo tra la Paramount e la Warner Bros, la quale ha acquisito i diritti del nuovo lavoro di Chirstopher Nolan “Interstellar”, cedendo alla Paromount quelli di South Park e proprio quelli di Venerdi 13.
Staremo a vedere se le strategie produttive della Paramount si riveleranno azzeccate, dovendo combattere, nel marzo 2015, con il rifacimento di Cenerentola della Disney e del film di Ron Howard “In the heart of the sea” con Chris Hemsworth.
Venerdì 13, in originale Friday the 13th, è una saga di film horror che ha come protagonista Jason Voorhees e ricade nella categoria dei film slasher. Il film originale è stato concepito da Sean S. Cunningham, poi la saga è proseguita grazie ad altri registi che hanno mantenuto gli stessi meccanismi narrativi presenti nel primo film. Tutti i film appartengono al genere splatter, quindi caratterizzati da omicidi crudi, possibilmente spettacolari e granguignoleschi. Sono stati realizzati nove sequel, uno spin-off-crossover e un remake/reboot, per un totale, quindi, di 12 pellicole.
La pellicola uscirà nei cinema americani Venerdì 13 marzo, 2015
Fonte: CBM
Venerdì 13: posticipata l’uscita del reboot
La Paramount Pictures ha annunciato di aver posticipato la data di uscita del nuovo film dedicato alla saga di Venerdì 13, che doveva riportare gli spettatori a Crystal Lake, dove Jason Voorhees commise i suoi sfrenati omicidi. Bisognerà aspettare qualche mese in più.
Inizialmente previsto per il 13 marzo 2015, il film su Jason, ancora senza un titolo ufficiale, farà il suo debutto il 13 novembre 2015, con uno slittamento di otto mesi. Un periodo molto dilatato probabilmente anche per rispettare il titolo del franchise, e permettere alla pellicola di arrivare proprio di venerdì. Il venerdì 13 successivo a quello di marzo nel 2015 sarà infatti in novembre.
La Paramount ha però riempito anche la data rimasta scoperta del 13 marzo, con l’arrivo della commedia horror di Christopher Landon, Scout vs Zombies.
Vi ricordiamo che questo ravvio della serie è frutto dell’accordo tra la Paramount e la Warner Bros, la quale ha acquisito i diritti del nuovo lavoro di Chirstopher Nolan “Interstellar”, cedendo alla Paromount quelli di South Park e proprio quelli di Venerdi 13.
Venerdì 13, in originale Friday the 13th, è una saga di film horror che ha come protagonista Jason Voorhees e ricade nella categoria dei film slasher. Il film originale è stato concepito da Sean S. Cunningham, poi la saga è proseguita grazie ad altri registi che hanno mantenuto gli stessi meccanismi narrativi presenti nel primo film. Tutti i film appartengono al genere splatter, quindi caratterizzati da omicidi crudi, possibilmente spettacolari e granguignoleschi. Sono stati realizzati nove sequel, uno spin-off-crossover e un remake/reboot, per un totale, quindi, di 12 pellicole.
Fonte: Comingsoon.net
Venerdì 13: posticipata al 2017 l’uscita del reboot
La Paramount Pictures ha operato diverse modifiche ai suoi programmi: in base a queste il reboot dell’horror Venerdì 13 sarà sui grandi schermi non più dal 13 Maggio 2016, ma dovrà attendere fino al 13 Gennaio 2017. Allo stesso tempo, il sequel di The Ring, dal titolo Rings, che era stato temporaneamente rimosso dalla tabella di marcia, è riapparso e pare uscirà il 1 Aprile 2016.
LEGGI ANCHE: Venerdì 13: il nuovo film non sarà un found footage
LEGGI ANCHE: Venerdì 13: lo sceneggiatore di Hannibal per il reboot
Il nuovo Venerdì 13 sarà diretto da David Bruckner e seguirà una sceneggiatura del co-produttore di Hannibal Nick Antosca. Il franchise iniziò nel 1980, raccontando di una serie di omicidi dei consulenti scolastici al Camp di Crystal Lake. Si scopre alla fine che l’assassino altri non è che la mamma di Jason, un ragazzino annegato nel lago a causa della negligenza dello staff: negli anni il personaggio di Jason, con la sua indimenticabile maschera da hockey e machete diventerà l’icona del film. Il franchise ha all’attivo numerose pellicole, di cui ricordiamo le 3 principali: il film originale, il crossover del 2003 Freddy vs. Jason ed il reboot del 2009.
Fonte: Comingsoon.net
Venerdì 13: nuovo reboot in sviluppo!
Un nuovo film di riavvio di Venerdì 13 potrebbe essere in lavorazione da Sean S. Cunningham, secondo un recente rapporto di Bloody Disgusting. Il rapporto rileva che Cunningham – che ha co-creato e diretto l’originale Venerdì 13 nel 1980 – sta lavorando “per far decollare il suo Friday the 13th reboot”. Al momento, non si sa esattamente come stia andando con Cunningham, soprattutto considerando l’area grigia legale che esiste attorno al franchise.
Parlando con Bloody Disgusting, lo scrittore e attore Jeff Locker ha parlato della collaborazione con Cunningham al reboot di The Night Driver. In quelle discussioni, Locker e il regista Jeremy Weiss hanno lanciato un riavvio di venerdì 13 e sperano di svilupparlo ulteriormente il progetto al fianco di Cunningham.
“Sean mi ha assunto per fare una riscrittura di The Night Driver e dopo aver lavorato a stretto contatto con il regista Jeremy Weiss e lui su questo, abbiamo naturalmente parlato di Venerdì 13 e House “, ha detto Locker. “Jeremy ed io abbiamo lanciato il nostro reboot dei sogni di Venerdì 13 – con la benedizione di Sean di continuare a svilupparlo con lui. Ovviamente, la serie TV prequel ha riacceso l’interesse per un nuovo film, quindi speriamo che l’entusiasmo circostante ispiri entrambe le parti a riunirsi e ci dia di nuovo Jason sul grande schermo per la prima volta in 14 anni, ma abbiamo anche un Il piano B per un sequel dell’originale pensiamo che i fan adoreranno assolutamente e dovrebbero evitare qualsiasi coinvolgimento legale.”
La questione legale dietro a Venerdì 13!
Per chi non lo sapesse, lo scrittore Victor Miller ha vinto i diritti sulla sceneggiatura e sui personaggi del primo film, ma non il titolo stesso o l’aspetto iconico dello slasher che indossa la maschera da hockey Jason Voorhees, poiché la maschera da hockey è apparsa per la prima volta nel terzo film. Da allora, ha sviluppato una serie basata sul franchise horror chiamata Crystal Lake, che andrà in onda sul servizio di streaming Peacock.
Secondo lo showrunner di Crystal Lake, Bryan Fuller, in un recente episodio del podcast The Kingcast , nonostante ciò che i fan avrebbero potuto pensare inizialmente, il team dietro l’imminente serie prequel può usare tutto ciò che vuole per lo spettacolo.
Venerdì 13: novità per il franchise
Variety rivela che Aaron Guzikowski (sceneggiatore di Prisoners di Denis Villeneuve) è in trattative avanzate per sceneggiare il nuovo film (il tredicesimo) del franchise di Venerdì 13 per la Paramount e la Platinum Dunes. Michael Bay produrrà insieme ai suoi partner della Platinum Dunes Andrew Form e Brad Fuller.
Non sono stati ancora rivelati dettagli sulla trama, ma chiaramente si prospetta un ritorno del leggendario serial killer Jason Voorhees, che ha terrorizzato i frequentatori del campeggio di Crystal Lake per almeno tre decadi.
TheWrap nel frattempo rivela che il regista legato fino a questo momento al progetto, David Bruckner, non sarebbe più ufficialmente a bordo. I produttori del film non se la sarebbero sentita di far aspettare David Bruckner per la durata della stesura di una nuova sceneggiatura. L’intenzione è quella di ricontattarlo non appena lo script sarà terminato, ma per il momento David Bruckner non è più ufficialmente il regista del nuovo capitolo di Venerdì 13.
Venerdì 13: nelle sale ad Halloween 2017
Venerdì 13, ennesimo capitolo della fortunata saga horror inaugurata nell’ormai lontano 1980 da Sean S. Cunningham, non debutterà più nel gennaio 2017 come inizialmente previsto, ma la pellicola giungerà nelle sale il 13 Ottobre 2017 così da collocare il film nell’atmosfera tipica di Halloween.
Lo scrittore Aaron Guzikowski ha così presentato la pellicola che di fatto sarà un prequel alle vicende narrate nei precedenti capitolo della saga:
“La storia ha personaggi fantastici. La storia è di un’origine, ma un’origine che nessuno ha mai visto prima. Ovviamente ci sarà Pamela ma sarà qualcosa di diverso da quello che avete visto in passato.”

Venerdì 13: nel reboot una nuova storia di origini per Jason
Venerdì 13, in originale Friday the 13th, è una saga di film horror che ha come protagonista Jason e ricade nella categoria dei film slasher.
Il film originale di Venerdì 13 è stato concepito da Sean S. Cunningham, poi la saga è proseguita grazie ad altri registi che hanno mantenuto gli stessi meccanismi narrativi presenti nel primo film. Tutti i film appartengono al genere splatter, quindi caratterizzati da omicidi crudi, possibilmente spettacolari e granguignoleschi. Sono stati realizzati nove sequel, uno spin-off/crossover e un remake/reboot, per un totale, quindi, di 12 pellicole.
Curiosità sull’iconico protagonista del franchise Venerdì 13.
Nei vecchi episodi del videogioco Splatterhouse, prima del reboot del 2010, il protagonista Rick Taylor è chiaramente ispirato a Jason. Anche se nel progredire della saga videoludica la Maschera del Terrore negli artworks e nei filmati venne poi rappresentata con fattezze più simili a un teschio, nei giochi ha sempre un aspetto molto più simile a una maschera da hockey.
Nel 1985 in Italia fu realizzato un film palesemente ispirato alla saga, secondo la diffusa prassi del cinema di genere italiano degli anni ottanta, di realizzare delle imitazioni, più o meno marcate, dei contemporanei film statunitensi di maggior successo: la pellicola s’intitola Camping del terrore (che però uscì nelle sale italiane solo due anni dopo, nel 1987), diretta da Ruggero Deodato, con una giovanissima Nancy Brilli tra i protagonisti.
Jason Voorhees è stato aggiunto alla lista dei combattenti del videogioco Mortal Kombat X, è contenuto nel primo Kombat Pack. Il personaggio del gioco è stato ricreato fedelmente prendendo spunto dai film della saga, i movimenti, l’atteggiamento, le mosse e le fatality rispecchiano quanto visto sul grande schermo.
La serie di film Venerdì 13
- Venerdì 13 (Friday the 13th, 1980), regia di Sean S. Cunningham
- Venerdì 13 parte II – L’assassino ti siede accanto (Friday the 13th Part II, 1981), regia di Steve Miner
- Venerdì 13 parte III – Week-end di terrore (Friday the 13th Part III, 1982), regia di Steve Miner
- Venerdì 13 parte IV – Capitolo finale (Friday the 13th: The Final Chapter, 1984), regia di Joseph Zito
- Venerdì 13 parte V – Il terrore continua (Friday the 13th Part V: A New Beginning, 1985), regia di Danny Steinmann
- Venerdì 13 parte VI – Jason vive (Friday the 13th Part VI: Jason Lives, 1986), regia di Tom McLoughlin
- Venerdì 13 parte VII – Il sangue scorre di nuovo (Friday the 13th Part VII: The New Blood, 1988), regia di John Carl Buechler
- Venerdì 13 parte VIII – Incubo a Manhattan (Friday the 13th Part VIII: Jason Takes Manhattan, 1989), regia di Rob Hedden
- Jason va all’inferno (Jason Goes to Hell: The Final Friday, 1993), regia di Adam Marcus
- JX – Jason X (Jason X, 2002), regia di James Isaac
- Freddy vs. Jason (Freddy vs. Jason, 2003), regia di Ronny Yu
- Venerdì 13 (Friday the 13th, 2009), regia di Marcus Nispel
Fonte: Comic Book
Venerdì 13: nel reboot una nuova storia di origini per Jason
Lo scorso dicembre è stato annunciato che Aaron Guzikowski, sceneggiatore di Prisoners e Contraband, si sarebbe occupato di scrivere lo script del nuovo film (il tredicesimo) del franchise di Venerdì 13 per la Paramount e la Platinum Dunes.
Adesso, in una recente intervista con The Reel Word, il produttore Brad Fuller ha parlato del nuovo capitolo della celebre saga horror, rivelando che fornirà nuovi dettagli sulle origini dell’iconico serial killer Jason Voorhees. Queste le sue dichiarazioni:
“La storia di Aaron ha grandi personaggi… Ti permette di capire chi è Jason Voorhees. Siamo tornati indietro e abbiamo iniziato dal principio lavorando a modo nostro. È un racconto di origini, ma è un’origine che nessuno ha mai visto prima. Ovviamente la madre Pamela ci sarà, ma è un po’ diversa dalla donna che abbiamo visto in precedenza”.

Venerdì 13, in originale Friday the 13th, è una saga di film horror che ha come protagonista Jason e ricade nella categoria dei film slasher.
Il film originale è stato concepito da Sean S. Cunningham, poi la saga è proseguita grazie ad altri registi che hanno mantenuto gli stessi meccanismi narrativi presenti nel primo film. Tutti i film appartengono al genere splatter, quindi caratterizzati da omicidi crudi, possibilmente spettacolari e granguignoleschi. Sono stati realizzati nove sequel, uno spin-off/crossover e un remake/reboot, per un totale, quindi, di 12 pellicole.
Fonte: CS
Venerdì 13: lo sceneggiatore di Hannibal per il reboot
Hollywood Reporter ci informa che lo sceneggiatore televisio Nick Antosca (Hannibal) si occuperà, per conto della Paramount, di scrivere la nuova sceneggiatura (precedentemente affidata a Richard Naing e Ian Goldberg) del reboot di Venerdì 13.
Venerdì 13, che riporterà gli spettatori a Crystal Lake, dove Jason Voorhees commise i suoi sfrenati omicidi, arriverà al cinema il 13 maggio 2016.
Vi ricordiamo che questo ravvio della serie è frutto dell’accordo tra la Paramount e la Warner Bros, la quale aveva acquisito i diritti dell’ultimo lavoro di Chirstopher Nolan “Interstellar”, cedendo alla Paromount quelli di South Park e proprio quelli di Venerdi 13. Tra i produttori figurerà Michael Bay.
Venerdì 13, in originale Friday the 13th, è una saga di film horror che ha come protagonista Jason Voorhees e ricade nella categoria dei film slasher. Il film originale è stato concepito da Sean S. Cunningham, poi la saga è proseguita grazie ad altri registi che hanno mantenuto gli stessi meccanismi narrativi presenti nel primo film. Tutti i film appartengono al genere splatter, quindi caratterizzati da omicidi crudi, possibilmente spettacolari e granguignoleschi. Sono stati realizzati nove sequel, uno spin-off-crossover e un remake/reboot, per un totale, quindi, di 12 pellicole.
Venerdì 13: la spiegazione del finale del film
Venerdì 13, diretto nel 1980 da Sean S. Cunningham, è uno dei film cardine del genere horror slasher. Ambientato nel campeggio di Crystal Lake, il film mescola suspense, tensione crescente e colpi di scena con un ritmo serrato che ha ridefinito il modo di raccontare la paura sul grande schermo. La trama semplice ma efficace, centrata sul misterioso assassino che uccide i ragazzi del campeggio uno a uno, ha contribuito a stabilire gli archetipi del genere, influenzando decine di pellicole successive e fissando nuovi standard per il pubblico horror degli anni ’80.
Il successo del film è stato immediato, nonostante un budget limitato. Il meccanismo delle “regole del sopravvissuto” e la tensione crescente hanno catturato l’immaginazione degli spettatori, trasformando Venerdì 13 in un fenomeno commerciale e culturale. L’opera ha dato vita a un franchise duraturo, con numerosi sequel, remake e prodotti derivati, consolidando la fama di Jason Voorhees, che pur non essendo il killer nel primo film, sarebbe diventato la vera icona della saga. La maschera e l’ascia sono infatti diventate simboli immediatamente riconoscibili dell’horror.
Insieme a Halloween di John Carpenter e Nightmare – Dal profondo della notte di Wes Craven, Venerdì 13 ha film di mafia lo slasher movie, stabilendo convenzioni narrative e visive poi imitate da molti altri film. La combinazione di tensione psicologica, omicidi creativi e ambientazioni isolate ha imposto un nuovo standard per il genere, con una struttura prevedibile ma efficace che permette al pubblico di identificarsi con le vittime e temere per la loro sorte. Nel resto dell’articolo verrà proposta un’analisi approfondita del finale e del significato nascosto dietro gli eventi conclusivi.
La trama di Venerdì 13
È venerdì 13 giugno 1979 quando un gruppo di studenti, tra cui Alice, Bill, Brenda, Ned e i due fidanzati Jack e Marcie, arriva al campeggio Camp Crystal Lake, dove sono stati assunti per preparare il camping in vista dell’imminente riapertura estiva. Nello stesso momento un’altra ragazza, Annie, ingaggiata come cuoca del campeggio, accetta un passaggio da un abitante del luogo, Enos, il quale la avverte riguardo le voci sul quel campeggio considerato maledetto dalla gente del posto, tanto da essere stato rinominato ‘il mattatoio’ a causa di un evento accaduto più di vent’anni anni prima.
Nel 1957 infatti un ragazzino di nome Jason Voorhees, figlio dell’allora cuoca del campo Pamela, venne spinto nel lago dai compagni di campeggio e vi morì annegato a causa della negligenza dei due ragazzi addetti alla sorveglianza. Un anno dopo il nefasto incidente, i due furono però trovati morti e il campeggio venne chiuso. A questi primi terribili fatti seguirono altri eventi drammatici che fino a quel momento avevano impedito la riapertura del campeggio.Nonostante gli avvertimenti degli abitanti del luogo, i ragazzi continuano però a lavorare in vista della riapertura del campeggio, luogo che diventerà a breve teatro di numerosi omicidi frutto di una sanguinosa brama di vendetta.
La spiegazione del finale del film
Nel terzo atto di Venerdì 13, l’azione si concentra sul confronto finale tra Alice e l’assassino, inizialmente misterioso, che si rivela essere Mrs. Voorhees. Dopo che i suoi amici sono stati sistematicamente uccisi, Alice si trova isolata all’interno del campeggio, scoprendo i corpi di Annie e Steve e rendendosi conto della vera minaccia. La tensione raggiunge l’apice quando la donna, motivata dalla vendetta per la morte del figlio Jason, tenta di sopraffare Alice, trasformando il lago e le strutture del campo in un terreno di caccia claustrofobico e violento, tra inseguimenti e scontri fisici serrati.
La lotta culmina sulla riva del lago, dove Alice affronta Mrs. Voorhees in uno scontro diretto. Con astuzia e determinazione, riesce a ribaltare la situazione, impugnando una machete e decapitandola, ponendo fine alla furia omicida della donna. Esausta, Alice si rifugia su una canoa, che scivola lentamente sul lago mentre lei cade in uno stato di semi-incoscienza. La sequenza mostra il classico momento di “calma apparente” tipico degli slasher, in cui la sopravvissuta riesce a sopravvivere ma la minaccia sembra non essere del tutto eliminata.
Tuttavia, il finale riserva un ultimo colpo di scena: all’alba, Jason, il figlio di Mrs. Voorhees, emerge in forma di cadavere dal lago, trascinando Alice sott’acqua. Questa apparente visione sovrannaturale viene immediatamente smentita dalla successiva scena in ospedale, dove Alice scopre che non ci sono prove della presenza del ragazzo, lasciando il pubblico sospeso tra realtà e incubo. La tensione si stempera solo in parte, suggerendo che l’ombra del trauma e della vendetta potrebbe persistere oltre il film.
Il finale compie pienamente i temi del film, tra cui la vendetta materna, il senso di colpa e la punizione per trascuratezza, attraverso l’eroina che affronta il male direttamente. La figura di Alice come sopravvissuta attiva ribalta il tradizionale ruolo passivo delle vittime femminili, consolidando il trope dello “slasher survivor” e mostrando come la resilienza e l’astuzia siano strumenti essenziali per sopravvivere al terrore. La violenza, pur estrema, diventa un mezzo narrativo per sottolineare giustizia e ribaltamento di potere.
Il messaggio finale del film è duplice: da un lato, mette in guardia contro la negligenza e la responsabilità personale, mostrando le conseguenze estreme del mancato controllo sui giovani; dall’altro, enfatizza la forza individuale e l’ingegno come strumenti di sopravvivenza in circostanze estreme. Alice rappresenta la capacità di affrontare la paura e superare il trauma, mentre la presenza ambiguamente “reale” di Jason suggerisce che l’orrore può lasciare un’eco persistente, un monito che la paura non si limita agli eventi visibili, ma continua a vivere nell’immaginazione del pubblico.
Venerdì 13: Jason avrà la maschera da hockey originale nel reboot
Un delle peculiarità più importanti dei maggiori assassini e serial killer cinematografici riguarda il fatto che essi indossano generalmente delle maschere durante lo svolgimento dei propri macabri compiti, così come hanno dimostrato alcuni celebri personaggi del calibro di Ghostface (Scream), Harry Warden (My Bloody Valentine), Michael Myers (Halloween) e il capostipite Leatherface (Non aprite quella porta). Per questo motivo, dopo aver annunciato l’intenzione di dare il via a un reboot della celebre saga anni’80 di Venerdì 13 in uscita il 13 ottobre 2017, i vertici di Platinum Dunes hanno affermato di aver ingaggiato un team di esperti di effetti speciali per ricreare integralmente l’iconica maschera da hockey originale indossata per la prima volta dal protagonista assassino Jason Voorhees nel terzo capitolo della saga nel 1982.
Venerdì 13: nelle sale ad Halloween 2017
Comparendo soltanto per pochi secondi nelle sembianze di un bambino annegato nell’agghiacciante finale del primo capitolo di Venerdì 13 diretto nel 1980 da Sean Cunningham, Jason riapparve con il volto coperto da un sacco di tela nel successivo Venerdì 13 L’assassino ti siede accanto del 1981, assumendo le sue definitive sembianze con tanto di maschera da hockey solo nel 1982 con Venerdì 13 Week-end di terrore, dando vita a una delle icone horror più famose di tutti i tempi. Nel corso degli oltre 12 sequel, remake e prodotti derivati (tra cui un crossover Freddy vs Jason nel 2003) la maschera di Jason ha subito diversi cambiamenti di stile dovuti per lo più alle varie ferite di battaglia, ma ora pare il regista Breck Eisner e il suo team abbaino deciso di riportare il design orinale del terzo capitolo per inaugurare questo atteso reboot.
Il nuovo reboot di Venerdì 13 – il 13° film del franchise – secondo alcune indiscrezioni racconterà le origini di Jason Voorhees e sarà impostato come PG-13.
“La storia ha personaggi fantastici. La storia è di un’origine, ma un’origine che nessuno ha mai visto prima. Ovviamente ci sarà Pamela ma sarà qualcosa di diverso da quello che avete visto in passato.”
Venerdì 13: nel reboot una nuova storia di origini per Jason
Venerdì 13, in originale Friday the 13th, è una saga di film horror che ha come protagonista Jason e ricade nella categoria dei film slasher.
Il film originale di Venerdì 13 è stato concepito da Sean S. Cunningham, poi la saga è proseguita grazie ad altri registi che hanno mantenuto gli stessi meccanismi narrativi presenti nel primo film. Tutti i film appartengono al genere splatter, quindi caratterizzati da omicidi crudi, possibilmente spettacolari e granguignoleschi. Sono stati realizzati nove sequel, uno spin-off/crossover e un remake/reboot, per un totale, quindi, di 12 pellicole.
Curiosità sull’iconico protagonista del franchise Venerdì 13.
Nei vecchi episodi del videogioco Splatterhouse, prima del reboot del 2010, il protagonista Rick Taylor è chiaramente ispirato a Jason. Anche se nel progredire della saga videoludica la Maschera del Terrore negli artworks e nei filmati venne poi rappresentata con fattezze più simili a un teschio, nei giochi ha sempre un aspetto molto più simile a una maschera da hockey.
Nel 1985 in Italia fu realizzato un film palesemente ispirato alla saga, secondo la diffusa prassi del cinema di genere italiano degli anni ottanta, di realizzare delle imitazioni, più o meno marcate, dei contemporanei film statunitensi di maggior successo: la pellicola s’intitola Camping del terrore (che però uscì nelle sale italiane solo due anni dopo, nel 1987), diretta da Ruggero Deodato, con una giovanissima Nancy Brilli tra i protagonisti.
Jason Voorhees è stato aggiunto alla lista dei combattenti del videogioco Mortal Kombat X, è contenuto nel primo Kombat Pack. Il personaggio del gioco è stato ricreato fedelmente prendendo spunto dai film della saga, i movimenti, l’atteggiamento, le mosse e le fatality rispecchiano quanto visto sul grande schermo.
La serie di film Venerdì 13
- Venerdì 13 (Friday the 13th, 1980), regia di Sean S. Cunningham
- Venerdì 13 parte II – L’assassino ti siede accanto (Friday the 13th Part II, 1981), regia di Steve Miner
- Venerdì 13 parte III – Week-end di terrore (Friday the 13th Part III, 1982), regia di Steve Miner
- Venerdì 13 parte IV – Capitolo finale (Friday the 13th: The Final Chapter, 1984), regia di Joseph Zito
- Venerdì 13 parte V – Il terrore continua (Friday the 13th Part V: A New Beginning, 1985), regia di Danny Steinmann
- Venerdì 13 parte VI – Jason vive (Friday the 13th Part VI: Jason Lives, 1986), regia di Tom McLoughlin
- Venerdì 13 parte VII – Il sangue scorre di nuovo (Friday the 13th Part VII: The New Blood, 1988), regia di John Carl Buechler
- Venerdì 13 parte VIII – Incubo a Manhattan (Friday the 13th Part VIII: Jason Takes Manhattan, 1989), regia di Rob Hedden
- Jason va all’inferno (Jason Goes to Hell: The Final Friday, 1993), regia di Adam Marcus
- JX – Jason X (Jason X, 2002), regia di James Isaac
- Freddy vs. Jason (Freddy vs. Jason, 2003), regia di Ronny Yu
- Venerdì 13 (Friday the 13th, 2009), regia di Marcus Nispel
Fonte: Dread Central
Venerdi 13: il reboot ora ha una data di uscita
Poco più di un mese fa
circolavano voci su un possibile ritorno della saga iniziata nel
1980 ad opera di Sean Cunnigham. Adesso questo
nuovo capitolo avrebbe una data di uscita: il 13 Marzo 2015.
Secondo quanto riportato da ComicMovie.com il film non sarebbe un sequel della pellicola del 2009, che già rappresentava un reboot, ma sarebbe un nuovo e inedito inizio per le avventure di Jason Voorhees.
Le indiscrezioni parlano di una produzione basata sul redditizio modello del “found footage” che assicura bassi costi e ricavi quasi certi, secondo l’esempio di altre fortunate pellicole come “Paranormal Activity”.
Vi ricordiamo che questo ravvio della serie è frutto dell’accordo tra la Paramount e la Warner Bros, la quale ha acquisito i diritti del nuovo lavoro di Chirstopher Nolan “Interstellar”, cedendo alla Paromount quelli di South Park e proprio quelli di Venerdi 13.
Staremo a vedere se le strategie produttive della Paramount si riveleranno azzeccate, dovendo combattere, nel marzo 2015, con il rifacimento di Cenerentola della Disney e del film di Ron Howard “In the heart of the sea” con Chris Hemsworth.
Il film originale è stato concepito da Sean S. Cunningham, poi la saga è proseguita grazie ad altri registi che hanno mantenuto gli stessi meccanismi narrativi presenti nel primo film. Tutti i film appartengono al genere splatter, quindi caratterizzati da omicidi crudi, possibilmente spettacolari e granguignoleschi. Sono stati realizzati nove sequel, uno spin-off-crossover e un remake/reboot, per un totale, quindi, di 12 pellicole.
Venerdì 13: il nuovo film non sarà un found footage
Intervistato da ShockTillYouDrop.com, il produttore Brad Fuller ha parlato del prossimo adattamento cinematografico della saga di Venerdì 13, rivelando che il nuovo film – a differenza di quanto annunciato in precedenza – non verrà girato con la tecnica del found footage.
Ecco le sue dichiarazioni: “Ci abbiamo provato e abbiamo cercato di capire come potesse funzionare. Ma alla fine io, Michael e Drew non siamo riusciti ad arrivare ad una soluzione, e così abbiamo deciso di cominciare tutto da capo. Speriamo di avere la sceneggiatura pronta entro i prossimi due mesi. Non vediamo l’ora di poter tornare a Crystal Lake. Il pubblico ama Venerdì 13 e vuole vedere Jason fare ciò che gli riesce meglio. Vuole vederlo in azione. Non vogliamo ripeterci, assolutamente. Non vogliamo che il pubblico si stanchi e che pensi di guardare ancora una volta la stessa identica cosa.”
Venerdì 13, che riporterà gli spettatori a Crystal Lake, dove Jason Voorhees commise i suoi sfrenati omicidi, arriverà al cinema il 13 maggio 2016. La sceneggiatura sarà opera di Nick Antosca (Hannibal).
Vi ricordiamo che questo ravvio della serie è frutto dell’accordo tra la Paramount e la Warner Bros, la quale aveva acquisito i diritti dell’ultimo lavoro di Chirstopher Nolan “Interstellar”, cedendo alla Paromount quelli di South Park e proprio quelli di Venerdi 13. Tra i produttori figurerà Michael Bay. Il film sarà diretto da David Bruckner.
Venerdì 13, in originale Friday the 13th, è una saga di film horror che ha come protagonista Jason Voorhees e ricade nella categoria dei film slasher. Il film originale è stato concepito da Sean S. Cunningham, poi la saga è proseguita grazie ad altri registi che hanno mantenuto gli stessi meccanismi narrativi presenti nel primo film. Tutti i film appartengono al genere splatter, quindi caratterizzati da omicidi crudi, possibilmente spettacolari e granguignoleschi. Sono stati realizzati nove sequel, uno spin-off-crossover e un remake/reboot, per un totale, quindi, di 12 pellicole.
Venerdì 13: ecco il regista in trattative per dirigere il reboot
Arriva da Deadline la notizia che Breck Eisner (Sahara, La città verrà distrutta all’alba, The Last Witch Hunter) è in trattative per dirigere il nuovo film (il tredicesimo) del franchise di Venerdì 13 per la Paramount e la Platinum Dunes. Michael Eisner, padre del Breck, era a capo della Paramount all’epoca del film originale, all’inizio degli anni ’80.
Lo scorso giugno, a proposito del reboot, il produttore Brad Fuller aveva rivelato che il film avrebbe fornito nuovi dettagli sulle origini dell’iconico serial killer Jason Voorhees. Queste furono le sue dichiarazioni:
“La storia di Aaron ha grandi personaggi… Ti permette di capire chi è Jason Voorhees. Siamo tornati indietro e abbiamo iniziato dal principio lavorando a modo nostro. È un racconto di origini, ma è un’origine che nessuno ha mai visto prima. Ovviamente la madre Pamela ci sarà, ma è un po’ diversa dalla donna che abbiamo visto in precedenza”.
Ricordiamo che il nuovo Venerdì 13 arriverà al cinema il 13 gennaio 2017.

Venerdì 13: nel reboot una nuova storia di origini per Jason
Venerdì 13, in originale Friday the 13th, è una saga di film horror che ha come protagonista Jason e ricade nella categoria dei film slasher.
Il film originale è stato concepito da Sean S. Cunningham, poi la saga è proseguita grazie ad altri registi che hanno mantenuto gli stessi meccanismi narrativi presenti nel primo film. Tutti i film appartengono al genere splatter, quindi caratterizzati da omicidi crudi, possibilmente spettacolari e granguignoleschi. Sono stati realizzati nove sequel, uno spin-off/crossover e un remake/reboot, per un totale, quindi, di 12 pellicole.
Fonte: CS
Venerdì 13 in un reboot Found-Footage
Ci sono alcuni di quei
personaggi cinematografici destinati a rimanere immortali
nonostante la lunghissima serie di sequel, reboot, remake e
reinterpretazioni a cui vengano sottoposti. ed è questo il caso di
Jason Voorhees
protagonista dell’horror Venerdì 13 e di
tutti gli eventuali derivati dal film originario.
ShockTillYouDrop riporta
infatti che la casa di produzione che detiene i diritti di
sfruttamento del personaggio (la Paramount ne ha
recentemente riacquisito la proprietà) stia valutando l’idea di
creare un reboot della serie per rivalutare il franchise sfruttando
il found-footage, ossia la tipologia di girato che ha reso celebri
film come The Blair Witch Project o
Cloverfield, tramutando la pellicola in
una sorta di report attraverso il rinvenimento di filmati girati in
prima persona da una videocamera portatile.
Questo potrebbe effettivamente rivelarsi il modo più fresco ed attuale per ridare spolvero all’Horror Movie Venerdì 13. Non ci resta che attendere per vedere se l’idea prenderà il decollo per concretizzarsi in un progetto effettivo.
Venerdì 13, in originale Friday the 13th, è una saga di film horror che ha come protagonista Jason Voorhees e ricade nella categoria dei film slasher. Il film originale è stato concepito da Sean S. Cunningham, poi la saga è proseguita grazie ad altri registi che hanno mantenuto gli stessi meccanismi narrativi presenti nel primo film. Tutti i film appartengono al genere splatter, quindi caratterizzati da omicidi crudi, possibilmente spettacolari e granguignoleschi. Sono stati realizzati nove sequel, uno spin-off-crossover e un remake/reboot, per un totale, quindi, di 12 pellicole.
Fonte: Cinemablend















































