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Gal Gadot e Chris Pine sorprendono i fan di Wonder Woman

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Gal Gadot, in compagnia di Chris Pine e Patty Jenkins, si è “imbucata” a una proiezione newyorkese di Wonder Woman, sorprendendo i fan, che hanno accolto il cast del film con sorpresa e eccitazione.

https://www.facebook.com/GalGadot/videos/10155317574628926/

Wonder Woman: Easter eggs e riferimenti al fumetto

CORRELATI:

Nel cast di Wonder Woman ci sono Gal Gadot, Chris Pine, Connie Nielsen, Robin Wright, Lucy Davis, Lisa Loven Kongsli, Danny Huston, Ewen Bremner, Saïd Taghmaoui, Elena Anaya e David Thewlis.

Leggi la nostra recensione di Wonder Woman

Il film è prodotto da Charles Roven, Zack Snyder e Deborah Snyder, con Richard Suckle, Stephen Jones, Wesley Coller, Geoff Johns, Connie Nielsen e Rebecca Roven come executive producers.

Gal Gadot doppierá se stessa ne I Simpson

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Gal Gadot si aggiunge alla già ricchissima lista di star hollywoodiane che ha prestato la sua voce in un episodio dei Simpson, e per ufficializzare la notizia ha pubblicato un simpatico video su Twitter dove la si vede firmare la chioma di Marge.

La 29ma stagione della serie animata debutterà in America il prossimo 11 marzo, ma non ci sono ancora dettagli sul ruolo che l’attrice ricoprirà (magari proprio Wonder Woman?).

https://twitter.com/GalGadot/status/960650277232656384

Gal Gadot commenta l’esclusione di Wonder Woman dagli Oscar 2018

Nel frattempo vi ricordiamo che Gal Gadot tornerà presto nei panni di Diana Prince nel sequel di Wonder Woman, le cui riprese partiranno in estate. A dirigerà ci sarà ancora Patty Jenkins.

Il film sarà ambientato nell’Era moderna e la sceneggiatura è in fase di scrittura, con Goeff Johns e Patty Jenkins a lavoro a quattro mani.

L’uscita nelle sale invece è fissata al 1 novembre 2019.

Gal Gadot è l’attrice che ha fatto guadagnare di più nel 2017

Gal Gadot difende la “sua” cover di Image di John Lennon

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All’inizio del lockdown, il 18 marzo, Gal Gadot ha pubblicato sul suo account Instagram una specie di video challenge in cui lei, insieme a molti altri vip, cantavano tutti insieme Image di John Lennon. Sebbene fosse un gesto chiaramente innocuo e volto a portare un po’ di bellezza e conforto in un mondo sull’orlo del baratro, l’attrice si è comunque trovata a doversi difendere da chi la accusava di aver compiuto un gesto inutile, di fronte alla sofferenza del mondo.

Nel video compaiono moltissimi amici e colleghi di Gadot, da Jimmy Fallon, Kristen Wiig a Natalie Portman, e ora, parlando con Vanity Fair, Gal Gadot ha difeso il video e le motivazioni dietro di esso:

<<A volte, sai, provi a fare una buona azione e non è solo la giusta buona azione. Non avevo altro che buone intenzioni e le mie motivazioni venivano dai migliori propositi. Ho iniziato con alcuni amici e poi ho parlato con Kristen [Wiig]. Kristen è il sindaco di Hollywood. Tutti la amano e ha portato un sacco di persone nel video. Ma sì, l’ho iniziato io, e posso solo dire che volevo fare qualcosa di buono e puro.>>

L’attrice è protagonista in questi giorni della cover di Vanity Fair, dove tra le altre cose parla anche del suo prossimo Wonder Woman 1984, che ha subito parecchi rinvii a causa della pandemia.

KIKO Milano Wonder Woman Collection: la collezione limited in attesa dell’80esimo anniversario

Wonder Woman 1984 uscirà il 25 Dicembre 2020 in America e il 14 Gennaio 2021 in Italia. Il film è stato definito dal produttore Charles Roven un sequel “inusuale“, che poterà in scena lo stesso personaggio grazie al lavoro dello stesso team creativo e che seguirà gli eventi del precedente capitolo, ma che i fan non dovrebbero aspettarsi un seguito tradizionale definendolo “la prossima iterazione della supereroina”.

L’ordine cronologico del personaggio di Diana Prince è stato già rimescolato, essendo stata introdotta nell’era contemporanea di Batman v Superman: Dawn of Justice per poi tornare al vecchio secolo con Wonder Woman. Il sequel vedrà ancora Gal Gadot nei panni di Diana Prince opposta a Kristen Wiig, scelta per interpretare la villain Cheetah. Nel cast figureranno anche Chris Pine (volto del redivivo Steve Trevor) e Pedro Pascal (nei panni di Maxwell Lord).

Gal Gadot da Wonder Woman a Ben Hur?

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Gal Gadot da Wonder Woman a Ben Hur?

Proprio a poche ore dall’annuncio che Warner Bros e DC stanno progettando un film solo per la Wonder Woman interpretata da Gal Gadot, l’attrice viene associata ad un altro prestigioso progetto.

La Gadot infatti potrebbe essere la protagonista femminile del Ben Hur di Timur Bekmambetov, prodotto dalla MGM. In uscita il 26 febbraio 2016, il remake di Ben Hur si baserà, esattamente come la pellicola originale, sul romanzo epico di Lee Wallace del 1880, dal titolo: “Ben Hur – A Tale of the Christ“. Confermati nel cast del film, al momento, ci sono Morgan Freeman e Toby Kebbell.

Fonte: CS

Gal Gadot commenta il suo futuro come Wonder Woman

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A differenza degli altri film CD Comcis fino a questo momento arrivati al cinema, Wonder Woman ha avuto un discreto successo, anche da parte del pubblico che ha cominciato ad amare Gal Gadot, nonostante le iniziali critiche in merito alla sua scelta per interpretare Diana Prince.

Parlando con Entertainment Weekly , l’attrice ha spiegato come si è sentita a raccontare una Wonder Woman che passa da un film in solitaria a uno in cui è parte di un gruppo.

“Quando ho cominciato a girare Justice League era letteralmente il giorno dopo in cui ho finito le riprese di Wonder Woman. Quindi per me è stato lo stesso, ma allo stesso tempo differente, ed è stato molto bello dividere la scena con il gruppo, e tornare a lavorare con alcuni di loro. Molto divertente. Naturalmente non si trattava di Wonder Woman; in questo caso era di supporto alla storia più grande. Sono molto eccitata ora di tornare a lavorare per Wonder Woman 2.”

In merito al futuro del personaggio, Gal Gadot ha detto: “A parte ciò che ha fatto Lynda Carter in tv, questo personaggio non è mai stato davvero raccontato sul grande schermo, l’abbiamo vista solo nella sua storia di origini. Ma c’è così tanto da esplorare con un personaggio che ha un’eredità di 75 anni, c’è così tanto materiale e così tanti modi per raccontarlo che sono completamente assorbita.”

In merito a quanto altro tempo la vedremo nei panni di Wonder Woman, Gal è stata onesta dicendo: “Penso che nel momento in cui sono lì, e sentirò il desiderio di andare avanti, allora lascerò il ruolo. Per adesso non so quanto continuerò.”

Leggi la nostra recensione di Wonder Woman con Gal Gadot

Patty Jenkins tornerà alla regia del film che vedrà ancora come protagonista Gal Gadot. Il film sarà ambientato nell’Era moderna e la sceneggiatura è in fase di scrittura, con Goeff Johns e Patty Jenkins a lavoro a quattro mani.

Wonder Woman 2 arriverà al cinema l’1 novembre 2019.

Gal Gadot commenta il conflitto israelo-palestinese e scatta la polemica

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Gal Gadot, l’iconica Wonder Woman del DCEU, è finita nell’occhio del ciclone per aver espresso la sua in merito ai recenti sviluppi sul conflitto israelo-palestinese. L’attrice, lo ricordiamo, è israeliana, nata nel 1985 a Petah Tikva, una città nel Distretto Centrale di Israele, situata ad est di Tel Aviv.

Nella giornata di ieri, l’attrice ha diffuso attraverso i suoi profili Facebook, Twitter e Instagram il seguente messaggio: “Il mio cuore è spezzato. La mia nazione è in guerra. Sono preoccupata per la mia famiglia, i miei amici. Sono preoccupata per la mia gente. È un circolo vizioso che va avanti ormai da troppo tempo. Israele si merita di vivere come nazione libera e sicura. I nostri vicini si meritano la stessa cosa. Prego per le vittime e per le loro famiglie, prego affinché questa ostilità inimmaginabile possa finire, prego affinché i nostri leader possano trovare una soluzione che permetta a tutti di vivere in pace gli uni con gli altri. Prego per giorni migliori.”

Considerato che si tratta di una questione estremamente delicata, proprio perché i social possono essere un facile campo di battaglia in cui rigettare odio nei confronti degli altri, Gal Gadot ha in qualche modo giocato d’anticipo e, dopo una serie di commenti pieni di risentimento (al pari di tutti quelli a sostegno delle sue parole), l’attrice ha disabilitato i commenti sotto ciascuno dei post condivisi attraverso i suoi profili social.

Essendo uno degli argomenti più controversi al mondo, qualsiasi discussione sul conflitto israelo-palestinese è destinata a suscitare una sorta di controversia. Ricordiamo che nel 2017, il Libano ha vietato la distribuzione del primo Wonder Woman a causa del coinvolgimento di Gadot e del conflitto con Israele. Quindi, questa non è la prima volta che l’attrice è al centro di una controversia legata al suo paese d’origine, e probabilmente non sarà neanche l’ultima.

Gal Gadot attribuisce il flop di Biancaneve all’esigenza di Hollywood di denunciare Israele

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Gal Gadot è diventata una figura sorprendentemente divisiva negli ultimi anni. Mentre molti si sono scagliati contro la star di Wonder Woman per il suo video musicale “Believe”, ampiamente ridicolizzato, pubblicato durante la pandemia di COVID-19, la sua posizione sul conflitto israelo-palestinese si è rivelata problematica anche per coloro che sostengono la causa per la liberazione della Palestina.

È un altro argomento complicato e altamente divisivo, in cui è rimasto invischiato il remake live-action di Biancaneve di quest’anno. Ciò è dovuto in parte al sostegno di Gadot al suo Paese d’origine (i manifestanti sono apparsi in vari eventi per il film), ma anche al fatto che la protagonista Rachel Zegler ha scritto “e ricordate sempre, liberate la Palestina” in un post su X sul trailer.

Alla fine, Biancaneve ha ricevuto recensioni ampiamente negative (38% su Rotten Tomatoes) e ha incassato solo 205,7 milioni di dollari al botteghino mondiale.

Parlando con giornalisti amatoriali affetti da autismo (tramite Toonado.com), Gal Gadot ha ammesso di credere che Biancaneve “sarebbe stato un enorme successo“, ma ha condiviso la sua convinzione che “il 7 ottobre è successo, e quello che sta succedendo in tutti i tipi di settori, e anche a Hollywood, è che c’è molta pressione sulle celebrità affinché si esprimano contro Israele”.

Quando uno degli intervistatori ha definito Biancaneve un “enorme flop”, Gadot ha risposto: “Si può sempre spiegare e cercare di dare alle persone nel mondo un contesto su ciò che sta accadendo [in Israele] e su quale sia la realtà qui, ma alla fine le persone decidono da sole. Sono rimasta delusa dal fatto che il film ne sia stato fortemente influenzato e non abbia avuto successo al botteghino. Ma è così che vanno le cose. A volte si vince, a volte si perde”.

Gal Gadot, tuttavia, ha affermato che lavorare con Zegler è stato “divertente” e che hanno riso molto insieme sul set.

L’attrice ha poi condiviso la seguente dichiarazione su Instagram dopo che le testate giornalistiche hanno riportato le sue dichiarazioni: “Sono stata onorata di partecipare a un’intervista straordinaria con intervistatori stimolanti, le cui domande vanno dritte al cuore. A volte rispondiamo alle domande partendo dalle emozioni. Quando il film è uscito, ho avuto la sensazione che coloro che sono contro Israele mi criticassero in modo molto personale, quasi viscerale.”

“Mi vedevano prima di tutto come un’israeliana, non come un’attrice. Questa è la prospettiva da cui ho parlato quando ho risposto alla domanda. Naturalmente, il film non è fallito solo a causa di pressioni esterne. Ci sono molti fattori che determinano il successo o il fallimento di un film, e il successo non è mai garantito.”

Il film è diretto da Marc Webb e prodotto da Marc Platt e Jared LeBoff, con Callum McDougall come produttore esecutivo, e presenta nuove canzoni originali di Benj Pasek e Justin Paul.

Biancaneve della Disney è ora disponibile in streaming su Disney+.

Gal Gadot aggiorna sul sequel di Red Notice per Netflix

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Gal Gadot aggiorna sul sequel di Red Notice per Netflix

Red Notice rimane il film originale di maggior successo nella storia di Netflix e i fan hanno passato l’ultimo anno e mezzo a chiedersi quando finalmente arriverà il sequel. La commedia d’azione con Dwayne Johnson, Ryan Reynolds e Gal Gadot ha battuto i record dopo essere stata rilasciata nel 2021 e Netflix ha ordinato rapidamente non uno, ma due sequel con tutti e tre i protagonisti pronti a tornare.

Netflix non ha condiviso nulla a titolo ufficiale, ma Gal Gadot ha recentemente confermato che le cose stanno ancora andando avanti. Mentre parlava con Collider del suo nuovo film Netflix, Heart of Stone, Gadot ha rivelato di aver letto la sceneggiatura e tutte le persone coinvolte sono “molto entusiaste” di ciò che accadrà. “Ne stiamo parlando tutti”, ha detto Gadot. “Non so se posso dire qualcosa! Ho già letto la seconda sceneggiatura ed è… whoo! Ne siamo tutti molto entusiasti.”

La menzione di Gal Gadot della sceneggiatura di Red Notice 2 è il primo aggiornamento che abbiamo sul film da ottobre, quando i produttori Beau Flynn e Hiram Garcia hanno parlato con Collider del futuro del franchise. In realtà ci sono due film di Red Notice in lavorazione, con Netflix che va avanti su un paio di sequel, potenzialmente per girare uno dopo l’altro. Come ha indicato Flynn, lo sceneggiatore/regista Rawson Marshall Thurber sta attualmente scrivendo entrambi i film.

Dwayne Johnson, Ryan Reynolds e Gal Gadot sono tutti attesi per i sequel di Red Notice, ma non ci sono notizie su quando quei film potrebbero entrare in produzione.

Gal Gadot accusa Deadpool di aver “rubato” la sua posa

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Gal Gadot accusa Deadpool di aver “rubato” la sua posa

Qualcuno sembrerebbe aver rubato la posa di Gal Gadot in Wonder Woman, e quel qualcuno sarebbe…Deadpool. Nelle ore successive al rilascio del nuovo trailer del film con Ryan Reynolds, l’attrice ha postato un fotogramma dove vediamo il mercenario chiacchierone sfoderare la famosa “posa” con le braccia incrociate. Ovviamente l’intenzione del messaggio è autoironica.

L’imitazione è la forma più sincera di furto“, ha risposto simpaticamente Reynolds. Pace fatta tra i due supereroi.

https://twitter.com/GalGadot/status/977619931880611841

Deadpool 2: il trailer ufficiale con Ryan Reynolds

Vi ricordiamo che Deadpool 2, il cinecomic diretto da David Leitch e che vedrà Ryan Reynolds tornare nei panni del Mercenario Chiacchierone della Marvel, uscirà nelle sale il 16 maggio 2018.

Di seguito la sinossi:

Dopo essere sopravvissuto a un quasi fatale attacco di mucche, uno chef sfigurato che lavora in una cafetteria (Wade Wilson) lotta con il suo sogno di diventare il barista più sexy di Mayberry mentre impara a scendere a patti con il fatto che ha perso il senso del gusto.

Cercando di riconquistare la sua spezia per la vita, così come un condensatore di flusso, Wade deve combattere i ninja, la yakuza e un branco di cani sessualmente aggressivi, mentre viaggia in giro per il mondo per scoprire l’importanza della famiglia, dell’amicizia e del sapore. Un nuovo gusto per l’avventura e per ottenere l’ambito titolo di tazza di caffè del World’s Best Lover.

Gal Gadot abbandona Ben-Hur, nuovi dettagli su Wonder Woman

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Gal Gadot abbandona Ben-Hur, nuovi dettagli su Wonder Woman

Non molto tempo fa era stato rivelato che Gal Gadot avrebbe interpretato la protagonista femminile nel remake di Ben-Hur. Adesso, The Hollywood Reporter ci informa che l’attrice non farà più parte del cast a causa dei suoi numerosi impegni con la Warner Bros. e gli adattamenti DC, tra cui un film dedicato esclusivamente a Wonder Woman, personaggio che l’attrice interpreterà per la prima volta nell’attesissimo Batman v Superman Dawn of Justice di Zack Snyder.

A tal proposito, Bleeding Cool riporta la notizia che la Warner Bros. starebbe sviluppando una vera trilogia intorno a Wonder Woman. Secondo una fonte anonima, il primo film sarà ambientato nel 1920 a Themyscir, luogo di origine di Wonder Woman e delle sue sorelle Amazzoni; il secondo, invece, sarà ambientato nel 1940, sulla sfondo della Seconda Guerra Mondiale; il terzo, infine, sarà collegato agli eventi dei due film sulla Justice League.

Ricordiamo come Batman v SupermanDawn of JusticeZack Snyder è stato scritto da Chris Terrioda un soggetto di David S. Goyer. Nel film saranno presenti Henry Cavill nel ruolo di Superman/Clark Kent Ben Affleck nei panni di Batman/Bruce WayneNel cast ci saranno ancheAmy AdamsLaurence FishburneDiane LaneJesse EisenbergRay Fisher, Jason Momoa e Gal Gadot. Batman v SupermanDawn of Justice arriverà nelle sale di tutto il mondo il 6 maggio 2016.

Fonte: CS

Gainax: fallisce lo studio d’animazione che realizzò Evangelion

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Gainax: fallisce lo studio d’animazione che realizzò Evangelion

Gainax, studio d’animazione che realizzò tra le altre opere il cult Neon Genesis Evangelion di Hideaki Anno, ha dichiarato il fallimento tramite un comunicato stampa ufficiale da parte del Direttore rappresentativo Yasuhiro Kamimura.

“Desideriamo informarvi che il 29 maggio la nostra società Gainax Co., Ltd. ha presentato istanza di fallimento aziendale presso il tribunale distrettuale di Tokyo, che è stata accettata. Dalla nostra fondazione nel 1984, abbiamo prodotto animazioni e prodotto e venduto software di gioco.

Sebbene sia stato benedetto con diversi lavori di successo come “Neon Genesis Evangelion” (attualmente protetto da copyright di Khara Co., Ltd.), dal 2012 circa ha iniziato a gestire un ristorante con scarse prospettive e ha fondato e gestito un’azienda di CG senza un piano. La situazione economica dell’azienda è peggiorata a causa del management e dei dirigenti operativi che gestiscono l’azienda come se fosse di loro proprietà personale, come ad esempio grandi quantità di prestiti non garantiti concessi a singoli dirigenti e perdita di ordini per lavori di investimento.” 

Leggi tutto il comunicato a questo link

Con la collaborazione di Mr. Khara e dei registi nell’ambito del nuovo sistema, lavoreremo con le aziende partner per confermare i diritti sulle opere, proteggere i diritti degli scrittori e creatori e dissipare i diritti delle opere principali in modo che ogni produzione comitato potrà utilizzarli in futuro. Anche se abbiamo cercato di gestire e gestire adeguatamente la proprietà intellettuale e i materiali in corso, molti membri del precedente gruppo dirigente rimangono azionisti e non siamo stati in grado di eliminare la grande quantità di debito. che si era accumulato durante il sistema precedente.” Si legge più avanti nel comunicato. Per poi concludersi con una nota che dichiara che il nome e il marchio Gainax è stato requisito dalla Khara Co.

EvangelionA seguito del comunicato di Kamimura, Khara Co. ha replicato una precisazione sul suo sito ufficiale, in cui si legge: La nostra azienda è da tempo consapevole della cattiva gestione della Gainax e dell’esistenza del debito, e Anno ha espresso preoccupazione per la gestione e ha avanzato proposte per migliorare la gestione, ma non le abbiamo accettate per molto tempo. Anche in una situazione del genere, abbiamo accettato l’offerta da parte del team di gestione dell’epoca e ha fornito prestiti di sostegno come modo per chiudere l’affare. Tuttavia, la situazione alla Gainax non è cambiata e la situazione ha continuato a peggiorare, al punto che l’allora direttore rappresentativo è stato arrestato nel 2019 per un procedimento penale non correlato alla gestione aziendale.

Dopo l’arresto dell’ex direttore rappresentativo della Gainax, il nostro direttore rappresentativo Hideaki Anno ha chiesto a KADOKAWA, King Records Co., Ltd. e Trigger Co., Ltd. di impedire voci dannose su lavori correlati, principalmente sulla serie Evangelion.”

La dichiarazione si conclude: “Infine, è un peccato che uno studio di animazione con una storia di poco meno di 40 anni sia giunto al termine in questo modo. Come affermato nel comunicato di Gainax, il marchio e il titolo di GAINAX vengono acquisiti e gestiti dalla nostra azienda.

Inoltre, “GAINAX Inc.” si riferisce a “GAINAX Co., Ltd. (Studio Gaina)” e “Fukushima Gaina” (entrambi precedentemente “Fukushima Gainax”), “GAINAX International”, “GAINAX Kyoto” e “Yonago Gainax “.”, “GAINAX Niigata Co., Ltd.”, “GAINAX WEST”, ecc. sono società separate e non esiste alcun accordo di licenza di marchio tra la nostra società e le società simili sopra menzionate.”

Gaia Girace: 10 cose che non sai sull’attrice

Gaia Girace: 10 cose che non sai sull’attrice

Negli ultimi anni, sono poche purtroppo le serie tv italiane che sono riuscite a distinguersi dalla massa e a lasciare il segno. Una di queste è senza dubbio L’Amica Geniale, divenuta un vero e proprio fenomeno mediatico. Grazie a questa serie abbiamo potuto conoscere alcuni dei talenti italiani emergenti della recitazione come Gaia Girace, piccola grande interprete di una delle due protagoniste.

Gaia Girace: i suoi film e le serie TV

1. Ha recitato in note serie TV. Gaia Girace debutta sul piccolo schermo nel 2018 con L’amica geniale, dove interpreta Lila Cerullo, uno dei personaggi più complessi della tetralogia di Elena Ferrante. L’attrice ha vestito i panni di Lila dal 2018 al 2022, prendendo parte a 22 episodi e ottenendo grande notorietà internazionale. Nel 2022 recita nella miniserie francese Diane de Poitiers, mentre nel 2023 entra nel cast della serie Disney+ The Good Mothers, diretta da Julian Jarrold ed Elisa Amoruso, accanto a Micaela Ramazzotti e Valentina Bellè.

Negli ultimi anni ha continuato a muoversi tra Italia ed estero, consolidando la sua immagine di giovane talento europeo. Nel 2024 ha partecipato a progetti ancora inediti al cinema e in televisione, confermandosi una delle attrici italiane più promettenti della sua generazione.

2Ha preso parte ad altri importanti progetti. Oltre alle serie TV, la Girace ha lavorato anche nel cinema e nei cortometraggi. Nel 2021 è stata protagonista de I santi e di A Future Together, diretto dal premio Oscar Wim Wenders. Nel 2023 ha esordito al cinema come protagonista di Girasoli, in cui interpreta Lucia, una giovane rinchiusa nel manicomio di Aversa, che stringe un legame intenso con un’infermiera. Il film ha confermato la sua capacità di affrontare ruoli drammatici e sfaccettati.

Dopo questa esperienza, Girace è stata scelta per nuovi progetti destinati ai festival internazionali, espandendo ulteriormente la sua carriera oltre i confini italiani. Al 2025, il suo percorso appare in costante ascesa, con ruoli sempre più centrali e una forte attenzione da parte della critica.

Gaia Girace in L’amica Geniale

3. Era determinata ad ottenere il ruolo. Riguardo al suo provino per la serie, la Girace ha dichiarato: “Anche se quello era il mio primo provino, fare l’attrice era il mio sogno: ci tenevo tantissimo, volevo essere scelta […] Ho letto il primo libro dopo essere stata presa. La scrittura della Ferrante mi ha dato emozioni fortissime per l’originalità della storia, per lo stile, la cura dei dettagli. In una parola: magia”. Il desiderio di ottenere quel ruolo si è dunque concretizzato, dando alla Girace l’occasione di portare avanti una carriera da attrice.

Gaia-Girace-Margherita-Mazzucco

4. La seconda stagione è stata molto difficile per lei. Le riprese della seconda stagione de L’Amica Geniale sono state piuttosto dure per l’attrice. A sconvolgere gli equilibri creatisi, c’è infatti stato l’ingresso di una nuova regista, Alice Rohrwacher – sorella di Alba Rohrwacher, voce narrante della serie – che ha sostituito a fasi alterne Saverio Costanzo dietro la macchina da presa. Inizialmente pare che Gaia non riuscisse ad adattarsi bene al cambio di regia e stile. Alla fine, però, ha saputo allinearsi con la regista e trovare insieme a lei il modo di proseguire il racconto del suo personaggio.

Gaia Girace e Margherita Mazzucco

5. Sono diventate grandi amiche. Passando tante ore insieme sul set di L’amica geniale, come spesso accade, le piccole Lenù e Lila sono diventate grandi amiche anche nella vita reale. Le attrici Gaia Girace e Margherita Mazzucco si sono infatti conosciute sul set e tra loro pare sia stato un colpo di fulmine da cui si è poi consolidata un’autentica amicizia. Eppure il loro incontro è stato puramente casuale. Mentre Gaia, decisa a ottenere una parte nella serie, è stata subito scelta per interpretare Lila, Margherita, invece, si è presentata al penultimo giorno di casting ed è stata chiamata circa un mese più tardi.

Gaia Girace in The Good Mothers

6. Ha interpretato un personaggio importante nella serie. In The Good Mothers, serie adattamento dell’omonimo romanzo di Alex Perry e basato su fatti realmente accaduti, l’attrice interpreta Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, testimone di giustizia e vittima della ‘ndrangheta. Un personaggio delicato da interpretare quello di Denise, ancor di più perché ispirato ad una persona realmente esistente. La Girace tuttavia non ha avuto modo di incontrare tale persona, dovendosi dunque basare per la propria interpretazione unicamente su articoli e interviste.

Gaia Girace è Caterina de Medici

7. Ha interpretato la celebre nobildonna. Un’altro ruolo per cui la Girace si è distinta è quello di Caterina de Medici, da lei interpretata nella miniserie francese Diane de Poitiers, dedicata all’omonima una donna vissuta nel XVI secolo, che fu l’amante ufficiale del re Enrico II di Francia. In mezzo ad un cast composto prevalentemente da attori francesi, l’attrice ha dunque avuto modo di interpretare un personaggio italiano, cimentandosi con una nuova prova attoriale particolarmente importante.

Gaia-Girace-The-Good-Mothers

Gaia Girace ha un fidanzato?

8. È single. Come da lei dichiarato in alcune interviste, l’attrice è attualmente single. Ad ogni modo, è questo un aspetto della propria vita che la Girace intende comprensibilmente mantenere il più privato possibile, dunque anche quando avrà una relazione di questo tipo, non ci saranno messaggi particolari che lo renderanno noto.

Gaia Girace è su Instagram

9. È presente sul social network. L’attrice è presente sul social network Instagram, con un proprio profilo verificato seguito da ben 210 mila persone e dove attualmente si possono ritrovare circa 80 post. Questi sono principalmente immagini relative a suoi lavori da attrice e da modella, inerenti il dietro le quinte di tali progetti o promozionali nei loro confronti. Ma non mancano anche curiosità, momenti di svago, eventi a cui ha preso parte e altre situazioni ancora. Seguendola, si può dunque rimanere aggiornati su tutte le sue novità.

 

 

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Un post condiviso da Gaia Girace (@gaiagirace)

Gaia Girace: età e altezza

10. Gaia Girace è nata a Vico Equense, Campania, il 21 ottobre 2003. L’attrice è alta complessivamente 1,70 metri.

Fonti: IMDb, Instagram

Gaia Girace madrina del Social World Film Festival nella “sua” Vico Equense

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Sarà Gaia Girace la madrina della decima edizione del Social World Film Festival, che si terrà a Vico Equense dal 6 all’11 ottobre. L’attrice nota al grande pubblico per aver indossato i panni di Lila nella serie “L’Amica Geniale” sarà presente alla serata di apertura proprio in quella che è la sua città. Tra i primi ospiti internazionali annunciati spiccano quelli provenienti dal mondo Netflix come Maria Isabel Diaz Lago, la Sole della serie “Vis a Vis”, e Alvaro Rico, il Polo di “Elite.

Sarà una annata caratterizzata da eventi in presenza e iniziative online per adeguarsi alle disposizioni di sicurezza per il contrasto al Nuovo Coronavirus. «La nostra mission è da sempre quella di avvicinare ed educare il pubblico all’audiovisivo, e il lungo lockdown ha snaturato il rapporto tra cinema e fruitori. Ci adegueremo alle disposizioni di sicurezza da Covid-19 per incontri e proiezioni in presenza e per agevolare la partecipazione di tutti, dovuto al recente aumento di casi in Campania, il Festival avrà quattro dirette streaming quotidiane, quest’anno anche in VR 360° 3D grazie alla collaborazione con “The Virtual Reality Production”» così il regista e produttore Giuseppe Alessio Nuzzo, direttore generale del festival.

«Siamo felici di poter dar vita ad uno degli eventi che da 10 anni ha caratterizzato la nostra città che per l’occasione si veste a festa perché diventa epicentro del cinema sociale nel mondo. Per di più quest’anno le serate si terranno nel magnifico Castello Giusso, uno dei simboli della città, e siamo molto orgogliosi che la madrina di quest’anno sia una vicana doc, Gaia Girace, volto oramai noto in tutto il mondo» così Andrea Buonocore, sindaco di Vico Equense.

«Sarà un evento in totale sicurezza, gli ospiti internazionali seguiranno un rigido protocollo fin dal loro Paese di partenza e l’innovativa piattaforma online ci permetterà di raggiungere la cittadinanza ed il pubblico che non potranno godere dell’evento in loco. L’industria dello spettacolo e la cultura sono state duramente colpite dal Covid-19. Promuovere il festival anche quest’anno significa contribuire alla loro ripresa e creare un indotto per l’economia locale» spiega Annalisa Donnarumma, assessore alla cultura e al turismo del Comune di Vico Equense.

Il perno saranno come sempre i giovani che parteciperanno alle giurie, ai workshop, ai dibattiti anche attraverso una community online, un social network sicuro e protetto esclusivamente dedicato all’evento dove potranno discutere all’indirizzo www.socialfestival.com/live/. Sul portale è già possibile iscriversi per poter accedere alle proiezioni secondo il calendario del festival.

Selezionate 450 opere tra lungometraggi, documentari, cortometraggi e opere audiovisive, molte delle quali in anteprima assoluta ed europea, provenienti da 46 paesi dei 5 continenti. Tra le 19 sezioni, tra competitive e non, si segnalano i presidenti di giuria il regista americano Gavin Michael Booth (giuria Lungometraggi), lo sceneggiatore Maurizio Braucci (giuria cortometraggi), il direttore della fotografia Luca Bigazzi (giuria di qualità Focus).

Saranno 80 gli eventi aperti al pubblico fin dal mattino tra i quali la mostra fotografica alla S.S. Trinità e Paradiso dedicata ai 100 anni dalla nascita del regista italiano Premio Oscar Federico Fellini con 39 scatti della Cineteca Nazionale in collaborazione con Centro Sperimentale di Cinematografia.

In dieci anni di storia il Festival, che annovera come presidente onorario Claudia Cardinale, ha ospitato grandi nomi della cinematografia nostrana e internazionale come Giancarlo Giannini, Ornella Muti, Luis Bacalov, Michele Placido, Stefania Sandrelli, Katherine Kelly Lang, Valeria Golino, Leo Gullotta, Franco Nero, Maria Grazia Cucinotta, e nel 2019 Stefano Accorsi, Abel Ferrara e Itziar Ituno, l’ispettrice della “Casa di Carta”.

Non solo una rassegna cinematografica ma un momento di aggregazione culturale e sociale per giovani unico nel suo genere, un’esperienza di cooperazione e integrazione, un format cinematografico di denuncia e riflessione: il cinema sociale inteso come mezzo di comunicazione internazionale, confronto oltre che contenitore di critica, sviluppo e promozione. Il Social ha organizzato più di 500 giornate di attività cinematografica in Campania e nell’intera nazione, 40 eventi internazionali che hanno toccato 30 città dei cinque continenti da New York a Sydney passando per Tokyo, Los Angeles, Rio de Janeiro, Tunisi e Londra, coinvolgendo migliaia di spettatori e centinaia di protagonisti e istituzioni della cinematografia mondiale tra cui l’Academy degli Oscar (Margaret Herrick Library), le Università di Los Angeles UCLA e USC insieme a decine di Istituti Italiani di Cultura nel mondo.

Gaia Bermani Amaral: 10 cose che non sai sull’attrice

Gaia Bermani Amaral: 10 cose che non sai sull’attrice

Personalità poliedrica dello spettacolo italiano, Gaia Bermani Amaral è oggi una delle più richieste e affascinanti modelle in ambito televisivo. Negli anni ha infatti preso parte a diversi programmi di grande successo, intraprendendo anche una carriera nel mondo della recitazione. Proprio quest’ultima le ha permesso di diventare ancor più nota presso il pubblico italiano, e oggi è sul punto di collaborare con importanti nomi di tale settore. Divisa tra cinema e televisione, ha ad oggi ricoperto ruoli sempre diversi, passando con naturalezza dal dramma alla commedia.

Ecco 10 cose che non sai di Gaia Bermani Amaral.

Gaia Bermani Amaral: i suoi film e la televisione

1. Ha recitato in diversi lungometraggi. La Amaral debutta sul grande schermo nel 2005, quando recita nel ruolo di Carla in I giorni dell’abbandono, con Luca Zingaretti. Tornerà poi al cinema con i film Polvere (2009), nel ruolo di Betty, La donna della mia vita (2010), con Alessandro Gassmann, West Coast (2016) e All’improvviso Komir (2016). Nel 2018 è tra i protagonisti della commedia sentimentale Malati di sesso, dove recita nei panni di Giovanna. Nel 2021 è invece protagonista del drammatico L’ultimo paradiso, dove interpreta Bianca Schettino, figlia di un proprietario terriero, e segretamente innamorata del personaggio interpretato da Riccardo Scamarcio. Tale film sarà distribuito sulla piattaforma Netflix a partire dal 5 febbraio.

2. Ha preso parte a numerose serie televisive. Dopo aver debuttato al cinema, la Amaral ha negli anni portato avanti anche una ricca carriera televisiva, recitando in diverse fiction e serie di grande successo. La prima di queste è Donne sbagliate (2007), seguita da Capri (2008), dove recita in tre episodi nei panni di Roxane. Successivi ruoli sono quello di Lulu in Amiche mie (2008), con Margherita Buy, di Elise Jess in Xanadu – Una famiglia a luci rosse (2011) e di Valentina Trevisol in Baciati dall’amore (2011), con Giampaolo Morelli. Dal 2011 al 2012 recita invece in Un passo dal cielo, con Terence Hill, ricoprendo il personaggio di Silvia, che la rende particolarmente celebre.

Gaia Bermani Amaral e lo spot della TIM

3. È stata testimonial per la TIM. Tra i primissimi lavori in ambito televisivo della Amaral vi è quello nel 2000 per uno spot della TIM. Grazie a questo ha ottenuto una prima visibilità come modella, divenendo da quel momento particolarmente richiesta nel mondo dello spettacolo. Fino al 2002 sarà infatti testimonial per la compagnia telefonica, girando una serie di pubblicità a bordo di una barca a vela, oggi considerati tra i più significativi realizzati per il marchio. Nel 2008 è poi tornata a realizzare ulteriori pubblicità per la TIM.

Gaia Bermani Amaral instagram

Gaia Bermani Amaral in Un passo dal cielo

4. Ha lasciato la serie. Dopo aver recitato nelle prime due stagioni della fiction di Rai Uno Un passo dal cielo, dove interpretava la veterinaria Silvia, l’attrice ha annunciato che non sarebbe tornata per la terza stagione. I motivi di tale decisione non sono stati resi noti, ma la Amaral ha semplicemente lasciato intendere di volersi dedicare a nuovi progetti. Il suo abbandono ha comunque lasciato scontenti numerosi spettatori, ormai affezionatisi a lei, e ha costretto ad una serie di rimaneggiamenti nella scrittura della nuova stagione.

Gaia Bermani Amaral in L’ultimo paradiso

5. Ha amato da subito la forza del suo personaggio. Imbattutasi nella sceneggiatura scritta dallo stesso Scamarcio e dal regista Rocco Ricciardulli, l’attrice ha raccontato di essere rimasta particolarmente colpita dal personaggio di Bianca Schettino. In particolare, ha ritrova in questa una donna desiderosa a tutti i costi di affermare la propria identità, portando avanti dei valori che la rendono estremamente moderna. Affascinata da un ruolo femminile tanto complesso e raro, la Amaral ha dunque subito accettato di recitare in tali panni, convinta che Bianca possa essere portatrice di un messaggio fondamentale per le donne di oggi.

Gaia Bermani Amaral è su Instagram

6. Ha un profilo personale. L’attrice è presente sul social network Instagram con un profilo verificato e contrassegnato dalla celebre spunta blu. Qui la Amaral vanta ad oggi un totale di 33,6 mila followers, ed ha fin ad ora pubblicato ben 953 post. Con questi è solita promuovere il proprio lavoro di modella, e numerosi sono infatti gli scatti che la vedono indossare particolari capi di abbigliamento o promuovere determinati prodotti. Non mancano ovviamente anche post relativi a suoi momenti di svago, in compagnia di amici o parenti.

7. Sul suo profilo si ritrovano curiosità sulla sua carriera da attrice. Con la crescente popolarità come attrice, la Amaral ha sempre di più condiviso post relativi ai suoi nuovi progetti per il cinema o la televisione. In particolare, tra le immagini più recenti si possono ritrovare alcuni dietro le quinte di L’ultimo paradiso. Diverse sono infatti le foto che la ritraggono insieme al cast o immersa nelle splendide location in cui si sono svolte le riprese. Sul suo profilo si possono dunque ritrovare gli ultimi aggiornamenti relativi a tali sue attività.

Gaia Bermani Amaral fidanzato

Gaia Bermani Amaral: chi è il suo fidanzato

8. Ha avuto una relazione con un noto scrittore. Particolarmente riservata circa la sua vita privata, l’attrice ha affermato di non voler esibire questa sui propri profili social. Non ha però potuto nascondere di aver avuto una relazione con il noto scrittore Roberto Cotroneo. I due, fidanzatisi nel 2012, hanno anche scritto un libro di fiabe per bambini insieme, intitolato Le Fate dell’Arcobaleno. La coppia si è però in seguito separata, senza divulgare i reali motivi dietro tale decisione.

9. È fidanzata con un regista. La Amaral è oggi fidanzata con il regista Rocco Ricciardulli, conosciuto grazie al film del 2016 All’improvviso Komir. I due hanno poi tornato a collaborare proprio per il già citato L’ultimo paradiso, consolidando la loro unione. Per l’attrice, infatti, si tratta di una storia particolarmente seria, che l’ha anche vista decidersi ad andare a convivere con il compagno. È dunque lecito aspettarsi ulteriori progetti in futuro che li vedranno affiancati come regista e interprete.

Gaia Bermani Amaral: età e altezza

10. Gaia Bermani Amaral è nata a San Paolo, in Brasile, il 16 settembre del 1980. Suo padre è brasiliano, mentre sua madre è italiana, e sin da quando è adolescente vive ormai nella penisola. L’attrice è alta rispettivamente 173 centimetri.

Fonte: IMDb

Gagarine – Proteggi ciò che ami, recensione del film di Fanny Liatard e Jérémy Trouilh

Il quartiere Gagarine alla periferia di Parigi, inaugurato come utopia operaia negli anni ’60 dall’astronauta Yuri Gagarin, è stato demolito nell’agosto 2019 a causa dello stato fatiscente in cui si trovava: Fanny Liatard e Jérémy Trouilh rendono omaggio a quel sogno architettonico in Gagarine, presentato al Festival di Cannes 2020 e che ha ottenuto una candidatura agli European Film Award. Il film è attualmente disponibile nelle sale italiane distribuito da  Officine UBU.

Gagarine: poesia sci-fi nelle banlieue

337 appartamenti logori e malsani, un blocco compatto di dieci edifici di 13 piani in mattoni rossi, con ascensori completamente rotti, microfessure e cedimenti del terreno, impianti idrici ed elettrici obsoleti, e chi ne ha più ne metta. La decisione dei servizi tecnici è chiara: l’edificio è in uno stato irrecuperabile e deve essere immediatamente demolito. Tuttavia, il giovane Yuri (Alséni Bathily) lotterà con la complicità di alcuni vicini e dei suoi amici Houssam (Jamil Mc Craven) e Diana (Lyna Khoudri) per mantenere in piedi l’edificio in cui è cresciuto e che conserva tanti ricordi della sua infanzia e adolescenza. E’ così che, ben lontano dallo sguardo stereotipato su questi ghetti emarginati, Gagarine materializza un tipo di cinema sociale in cui traspaiono i valori e l’identità di una precisa fascia di adolescenti: quelli che, lontano dalla città, possono permettersi di rimanere bambini anche mentre stanno crescendo, appropiandosi di tutto l’immaginabile.

Tuttavia, nonostante gli sforzi e l’ingegno del giovane protagonista, i vicini non hanno altra scelta che evacuare l’edificio di fronte all’ordine di trasferimento. Il quartiere di Gagarine viene svuotato, ma Yuri, che è stato abbandonato dalla madre e si rifiuta di andarsene, rimane solo, nascosto nell’edificio che viene gradualmente distrutto. Cercando di non farsi notare dagli operai, Yuri, appassionato di astronomia, trasforma il blocco di costruzioni nella sua astronave, sfondando i muri tra gli appartamenti, coltivando una nuova serra e creando un intero firmamento stellare. Il film assume poi un tono completamente diverso, più simile alla fantascienza: è in questo momento di solitudine che Yuri si rifugia nella sua immaginazione e tutta una serie di fantasie si dispiegano in una sorta di omaggio onirico all’astronauta da cui prende il nome il complesso residenziale.

La storia vera di Gagarine

Nell’aprile del 1961, in piena guerra fredda, il russo Yuri Gagarin fu il primo uomo a essere lanciato nello spazio, orbitando intorno alla Terra per alcuni minuti prima di rimettere piede sul suolo tra applausi e riconoscimenti vari. Sull’onda di questo successo fece il giro del mondo anche se, naturalmente, gli Stati Uniti gli negarono l’ingresso. Uno dei Paesi che lo accolse fu la Francia, e in particolare il cosmonauta visitò la periferia parigina, all’epoca governata dal Partito Comunista. Nell’anno del suo exploit, in quella zona era stato costruito un condominio che portava il suo nome e che lui stesso inaugurò due anni dopo, il che rafforzò ulteriormente la grande accoglienza di Gagarin da parte della popolazione francese, la cui maggioranza era riunita proprio in quel quartiere all’epoca.

L’immagine solitaria di Gagarin che fluttua nello spazio sconfinato e inabitato contrasta con questo progetto collettivo che abbraccia una porzione precisa dello spazio urbano, dove molte persone hanno potuto portare avanti la propria vita per decenni. Tuttavia, il contrasto tra i due spazi finirà per sfumare, dato che l’evidente deterioramento dell’edificio ne costringerà l’evacuazione tra il 2018 e il 2019, sopravvivendo, però, alla stessa Unione Sovietica di quasi trent’anni.

Gagarine Festival Cannes

Sopravvivenza spaziale

Un parallelismo così interessante e che ritornerà anche graficamente nel corso della pellicola è alla base del primo lungometraggio di Fanny Liatard e Jérémy Trouilh, che avevano già prodotto un cortometraggio dal titolo Gagarine e che affrontava la medesima storia, chiaramente in versione ridotta. Il richiamo al loro rapporto con il cortometraggio (oltre a Gagarine, La République des Enchanteurs e Chien bleu) è anche esemplificativo, perché la storia di Gagarine ha uno sviluppo piuttosto breve e scorrevole dal puto di vista drammaturgico, e sarebbe in questo senso predisposto per il formato cortometraggio. Tuttavia, Gagarine sfrutta la possibilità di un minutaggio più esteso al meglio, grazie all’agile introduzione di filmati d’archivio e all’inserimento di un paio di sequenze di montaggio che approfondiscono lo spessore drammatico di questo titolo, oltre al già citato legame con la realtà che sta dietro alla storia.

In effetti, Liatard ha sottolineato fin da subito il messaggio politico di Gagarine: “Volevamo proporre un altro sguardo sulle periferie parigine, mostrare gli abitanti con le loro storie vitali e bellissime e non limitarci alla solita violenza e al traffico di droga quando si parla di queste baraccopoli”. “Il film è più che altro naturalistico, ci sono alcune incursioni spaziali, ma iniziamo vicini alla terra, a quella comunità, ed è solo quando questa scompare e Yuri rimane solo che deve rifugiarsi nella sua immaginazione”, spiega, esplicitando come la vera magia di Gagarine sia il riuscire a rimanere in equilibro tra onirismo e realismo, un equilibrio che passa attraverso gli occhi del protagonista.

Si parte dalla terra, come il nostro protagonista Yuri e il cosmonauta Yuri Gagarin, in mezzo a una comunità che vive e vuole abitare, respirare autonomamente. E’ solo quando questa scompare, e Yuri rimane solo, per un attimo non più adolescente, che deve rifugiarsi nella sua immaginazione per potersi immergere nuovamente nella cosmicità del fanciullino, nell’ardore giovanile che è necessario preservare. È qui che risiede la vera ricchezza del film, nel riuscire a far convergere la dimensione materiale con quella simbolica senza appesantirle, nel sfruttare una pluricità di concetti che puntano in alto verso lo spazio ma, contemporaneamente, non smettono di ricordarsi di chi è rimasto a casa, del cuore pulsante di una comunità non più utopica, ma virtuosa e indimenticabile.

Gael Garcia Bernal: intervista al protagonista di Museo – Folle Rapina a Città del Messico

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Arriva il 31 ottobre in sala Museo – Folle Rapina a Città del Messico, la rocambolesca commedia basata su un fatto di cronanca avvenuto nel 1985 nella capitale del Messico. Diretto da Alonso Ruizpalacios e interpretato da Gael García Bernal, Leonardo Ortizgris e Alfredo Castro, Museo racconta di Juan e Benjamín, due terni studenti che pianificano un colpo grosso. Vorrebbero entrare al Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico e rubare alcune preziose opere maya, mixteche e zapoteche, in particolare la maschera funeraria del re Palal. Così, mentre le loro famiglie festeggiano il Natale i due ragazzi si mettono al lavoro, come una coppia di ladri professionisti. La missione va a buon fine e con le borse piene di tesori, i due riescono a tornare a casa dove la famiglia è riunita davanti al telegiornale che riporta del furto come un attacco all’intera nazione. Solo allora Juan e Benjamín si rendono conto della gravità della loro azione. Mentre le autorità annunciano di offrire un’abbondante ricompensa a chi ritrova le opere d’arte, i due fuggono per salvare il bottino e la propria pelle. Ma il viaggio li porterà fuori controllo.

In occasione della promozione del film, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Gael Garcia Bernal, star internazionale e protagonista della pellicola.

Il film è basato su una storia vera, mi chiedevo se conoscessi la storia prima di cominciare a lavorare al film?

“Credo di essere nato qualche anno prima che si verificassero i fatti, e la mia memoria può rievocare questi avvenimanti. È davvero buffo, perché le persone che sono nate cinque mesi prima di me lo ricordano molto bene. Io invece ricordo molti fatti di quando ero bambino, vicende storiche, ma questo proprio no, mentre quelli appena appena più grandi di me, hanno un ricordo molto preciso della rapina al Museo di Antropologia. Sono venuto a sapere della storia adesso, nei dettagli.”

C’è differenza, da attore, nell’interpretare personaggi di finzione e personaggi reali?

“Si tratta sempre di una “fictionalizzazione” del personaggio, perché ci sarà sempre una interpretazione del personaggio, anche se è reale. Quindi è diverso, ma allo stesso tempo è lo stesso processo perché fai riferimento agli stessi elementi per dare spazio a una storia e a un personaggio. Nel caso di personaggi realmente esistiti devi fare un lavoro preciso, il tono di voce, la postura, ma sono cose che studi anche per dare vita a un personaggio inventato.”

C’è un episodio divertente che è capitato durante le riprese?

“Beh, tutto il film è stato divertente da realizzare. Sono successe tante cose e in tantissime location, quindi sì, tutto il film è stato una divertente avventura.”

Hai lavorato in tantissimi film in spagnolo e in inglese. Quale lingua preferisci per esprimere la tua arte?

“Se devo scegliere, preferisco le produzioni in spagnolo, perché sono più bravo, è la mia lingua madre. Ma dipende da ciò che fai e da ciò che interpreti. Se la storia è ambientata in Messico magari è meglio che il mio personaggio parli in spagnolo.”

Cosa ti convince quando dici sì a un progetto?

“Non c’è mai una sola risposta. Non c’è una formula o un format. Per me è sempre diverso. Il modo in cui mi arrvia la storia, chi me la suggerisce. Ma alla fine è tutto legato alle persone che sono coinvolte nel film, e soprattutto voglio sapere perché sono stato invitato a quella festa, perché sono stato scelto per quel film.”

In chiusura abbiamo azzardato una domanda sull’immediato futuro e sulla nuova collaborazione con Pablo Larrain. Ma Bernal è stato estremamente cauto: “Oh, non ancora. Abbiamo appena finito le riprese e non abbiamo ancora parlato con nessuno di quel film, e quindi io non posso dire assolutamente nulla.”

Gael García Bernal: 10 cose che non sai sull’attore

Gael García Bernal: 10 cose che non sai sull’attore

L’attore messicano Gael García Bernal è oggi uno dei più popolari attori attivi nell’ambito cinematografico, noto tanto per celebri film sudamericani quanto per produzioni internazionali, che gli hanno permesso di divenire un volto riconosciuto e amato. Nota è la sua poliedricità, che gli ha permesso di sfoggiare numerosi talenti nel corso del tempo e ancora oggi Bernal continua a sorprendere con le sue scelte coraggiose e impegnate politicamente.

Ecco 10 cose che non sai su Gael García Bernal.

Gael García Bernal: i suoi film e le serie TV

1. Ha recitato in celebri film. Nel corso della sua carriera Bernal ha recitato in molti celebri film, sia sudamericani che di stampo internazionale. Il suo esordio sul grande schermo è avvenuto nel 2000 con Amores perros e da quel momento ha recitato in film come Y tu mama también (2001), I diari della motocicletta (2004), La mala educacion (2004), Babel (2006), Rudo y Cursi (2007), Blindness – Cecità (2008), Letters to Juliet (2010), No – I giorni dell’arcobaleno (2012), Neruda (2016), Museo – Folle rapina a Città del Messico (2018), Lontano da qui (2018), Ema (2019), Wasp Network (2019), Il paradiso probabilmente (2019), Old (2021), The Mother (2023) e Cassandro (2023).

2. Ha preso parte anche a serie TV. Non solo cinema nella carriera di Bernal, che ha anche avuto modo di recitare per la televisione in diverse occasioni. All’inizio della sua carriera ha infatti recitato in telenovelas come Teresa (1989) e Un amore di nonno (1992). È poi stato protagonista della popolare serie Mozart in the Jungle (2014-2018), per poi recitare nella serie Station Eleven (2021) e nel film televisivo Licantropus (2022).

3. È anche regista, sceneggiatore e produttore. Oltre ad essere un noto attore, Bernal si è in diverse occasioni distinto anche come regista, sceneggiatore e produttore. Ha infatti diretto i film Déficit (2007) e Chicuarotes (2019), ma anche episodi di film corali come 8 (2008), Revolucion (2010) e Madly (2016). Del primo e dell’ultimo di questi tre ha anche scritto la sceneggiatura del proprio segmento, oltread averla scritta per la serie TV Aquì en la Tierra (2018). Ha poi invece prodotto i film Abel (2010), Chi è Dayani Cristal? (2013), Manto acuifero (2013) e Gueros (2014).

Gael García Bernal Cassandro
GAEL GARCÍA BERNAL in CASSANDRO Foto: Courtesy of Prime Video © AMAZON CONTENT SERVICES LLC

Gael García Bernal in La mala educacion

4. Si è preparato a lungo per il suo ruolo. Per il film La mala educacion Bernal doveva essere in grado di riprodurre un accento spagnolo convincente prima che Pedro Almodóvar gli permettesse di ottenere il suo ruolo nel film. Bernal ha poi dovuto anche padroneggiare il linguaggio del corpo spagnolo, prendendo lezioni di flamenco per aiutarlo a riuscirci. Ha studiato anche i film di Barbara Stanwyck e dell’icona spagnola Sara Montiel, così come le precedenti protagoniste di Almodovar, Carmen Maura e Victoria Abril.

Gael García Bernal in No – I giorni dell’arcobaleno

5. Ha vissuto in Cile per prepararsi al film. In No – I giorni dell’arcobaleno Bernal interpreta René Saavedra, giovane pubblicitario che con risorse piuttosto scarse escogita un piano per liberare il Cile dalla dittatura di Pinochet. Per ottenere un accento cileno credibile per il film, Bernal ha vissuto in Cile per un po’, anche usando la metropolitana di Santiago e frequentando quanto più possibile altri ambienti simili in cui poter ritrovare una parlata cilena normale e quotidiana.

Gael García Bernal canta Un poco loco in Coco

6. Ha cantato uno dei brano più celebri del film. Nel film d’animazione della Pixar Coco, Bernal dà voce al personaggio Héctor Rivera, intorno a cui si costruisce il racconto del lungometraggio. Per il film, Bernal si è cimentato anche nel canto – altra attività per cui è si è distinto nel tempo – eseguendo in particolare il brano Un poco loco, divenuto tra i più celebri del film insieme a Remember Me, premiata con l’Oscar alla miglior canzone originale.

Gael García Bernal Diego Luna Y tu mama también

 

Gael García Bernal e Diego Luna

7. Si conoscono sin da quando erano appena nati. Bernal e Diego Luna sono amici di lunghiissima data, in quanto erano soliti vedersi sin dai primi mesi di vita perché le loro madri erano legate da una stretta amicizia. Insieme hanno condiviso le passioni (per il cinema, il calcio e la politica) e i loro progetti cinematografici. Hanno recitato insieme in diverse occasioni, come in Y tu mamá también – Anche tua madre, Rudo y Cursi e Casa de mi padre. Hanno però collaborato anche in molte altre occasioni, non solo recitando l’uno accanto all’altro.

8. Ha una casa di produzione con l’amico attore. I due hanno infatti poi fondato insieme la Canana Films, casa di produzione e distribuzione specializzata in opere dal contenuto sociopolitico, con la quale hanno anche prodotto alcune opere da loro dirette. Bernal e Luna hanno poi anche istituito il Festival Ambulante Gira de documentales, il più importante festival di cinema documentario dell’America Latina.

Gael García Bernal e Natalie Portman

9. Ha avuto una relazione con la nota attrice. Bernal è noto anche per aver avuto diverse celebri fidanzate, dall’attrice messicana Cecilia Suárez all’attrice argentina Dolores Fonzi (con la quale ha avuto due figli) e fino ad Andrea de la Torre Suárez, designer messicana, a cui è attualmente legato. La più nota delle sue compagne è però stata senza dubbio l’attrice premio Oscar Natalie Portman, alla quale Bernal è stato legato dal 2003 al 2004 e poi di nuovo nel 2007. La loro relazione è poi terminata, ma i loro fan li considerano ancora oggi una splendida coppia del mondo dello spettacolo.

Gael García Bernal: età e altezza dell’attore

10. Gale García Bernal è nato il 30 novembre 1978 a Guadalajara, Messico. L’attore è alto complessivamente 1,70 metri.

Fonte: IMDb

Gael García Bernal protagonista per Rosewater

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A marzo, il celebre comico televisivo Jon Stewart, aveva annunciato la sua intenzione di prendersi una pausa di dodici settimane dal suo celebre tg satirico Daily Show, con l’intento di dirigere un film intitolato Rosewater. Ebbene, oggi sappiamo per certo che il protagonista della nuova pellicola sarà nientemeno che Gael García Bernal.

Stewart ha adattato la sceneggiatura dal libro del giornalista della BBC Maziar Bahari dal titolo Then They Came For Me: A Family’s Story Of Love, Captivity And Survival, dopo aver da poco ottenuto i diritti di adattamento del romanzo che narra i brogli elettorali durante le elezioni presidenziali iraniane del 2009. Per quanto riguarda Bernal invece, dopo aver da poco solcato gli schermi europei con l’acclamatissimo No di Pablo Larrain (sulle vicende pubblicitarie della campagna ideata per il referendum contro la dittatura cilena di Pino Che) attualmente è impegnato con Deserted Cities di Roberto Sneider.

Fonte: empire

Gael Garcia Bernal nella prima foto dal biopic Neruda

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Arriva online grazie a Variety la prima immagine ufficiale di Gael Garcia Bernal tratta dal biopic Neruda diretto da Pablo Larrain (NO – I Giorni dell’Arcobaleno). Potete vederla di seguito:

gaelgarciabernal

Gael Garcia Bernal e il regista Pablo Larrain tornano a lavorare insieme dopo NO – I Giorni dell’Arcobaleno. La pellicola, sceneggiata dal cileno Guillermo Calderon, racconterà la vita del celebre poeta, politico e premio Nobile per la letteratura Pablo Neruda, interpretato da Luis Gnecco.

Gael Garcia Bernal vestirà i panni del commissario Oscar Peluchonneau, coinvolto nella fuga del poeta (divenuto senatore indipendente del Partito Comunista del Cile tra il 1946 e il 1948) in seguito alla accuse mosse dall’uomo al governo per aver incarcerato dei minatori in sciopero. Il film uscirà nel 2016.

Fonte

Gael García Bernal nella nuova foto di Cassandro, il nuovo film Prime Video

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Gael García Bernal interpreta Saúl Armendáriz, un wrestler amatoriale gay di El Paso, diventa famoso a livello internazionale dopo aver creato il personaggio di Cassandro, il “Liberace della Lucha Libre”. Basato su una storia vera. Diretto dal regista Premio Oscar Roger Ross Williams

Nel cast anche Joaquín Cosío e Raúl Castillo, con la partecipazione speciale di El Hijo del Santo e Benito Antonio Martínez Ocasio (Bad Bunny). Cassandro sarà disponibile in tutti i Paesi in cui è attivo il servizio Prime Video dal 22 settembre.

Cassandro Gael Garcia Bernal

Diretto da: Roger Ross Williams
Scritto da: David Teague & Roger Ross Williams
Con: Gael García Bernal, Roberta Colindrez, Perla de la Rosa, Joaquín Cosío e Raúl Castillo, con la partecipazione speciale di El Hijo del Santo e Benito Antonio Martínez Ocasio
Consulente: Saúl Armendáriz
Prodotto da: Gerardo Gatica, Todd Black, David Bloomfield, Ted Hope, Julie Goldman
Executive Producer: Gael García Bernal, Paula Amor, Mariana Rodríguez Cabarga, A. Müffelmann, Matías Penachino, David Teague, Jason Blumenthal, Steve Tisch
Durata: 107 minutes

Attualmente al 100% su Rotten Tomatoes

Saúl Armendáriz, un wrestler amatoriale gay di El Paso, diventa famoso a livello internazionale dopo aver creato il personaggio di Cassandro, il “Liberace della Lucha Libre”. In questo suo percorso, non mette sottosopra solo il mondo machista del wrestling, ma anche la sua vita.

Gael Garcia Bernal nel primo trailer di Desierto di Jonas Cuaron

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Gael Garcia Bernal nel primo trailer di Desierto di Jonas Cuaron

Gael Garcia Bernal è il protagonista, insieme a Jeffrey Dean Morgan, di Desierto, l’esordio cinematografico di Jonas Cuaron, figlio di Alfonso e già provetto sceneggiatore.

Jonas ha infatti contribuito alla stesura dello script di Gravity, nel 2013, al fianco del padre, e ora si prepara a esordire con un progetto tutto suo. Ecco il trailer:

Scritto da Jonás Cuarón e Mateo García, Desierto racconta l’inseguimento “gatto e topo” tra un lavoratore messicano senza documenti (Bernal) e un vigilante americano (Morgan), il tutto ambientato al confine del deserto, dove il meraviglioso (e brutale) paesaggio diventerà una metafora delle lotte interiori dei personaggi.

Fonte: CS

Gael Garcia Bernal nel nuovo trailer di Desierto di Jonas Cuaron

Gael Garcia Bernal nel nuovo trailer di Desierto di Jonas Cuaron

Gael Garcia Bernal è il protagonista, insieme a Jeffrey Dean Morgan, di Desierto, l’esordio cinematografico di Jonas Cuaron, figlio di Alfonso e già provetto sceneggiatore.

Jonas ha infatti contribuito alla stesura dello script di Gravity, nel 2013, al fianco del padre, e ora si prepara a esordire con un progetto tutto suo. Ecco il nuovo trailer del film:

Gael Garcia Bernal nel primo trailer di Desierto di Jonas Cuaron

Scritto da Jonás Cuarón e Mateo García, Desierto racconta l’inseguimento “gatto e topo” tra un lavoratore messicano senza documenti (Bernal) e un vigilante americano (Morgan), il tutto ambientato al confine del deserto, dove il meraviglioso (e brutale) paesaggio diventerà una metafora delle lotte interiori dei personaggi.

Ricordiamo che dal 13 ottobre Gael Garcia Bernal sarà nelle nostre sale con Neruda, il biopic diretto da Pablo Larrain (NO – I Giorni dell’Arcobaleno, Jackie).

Biografilm Festival 2016: l’incontro con Gael Garcia Bernal

La pellicola, sceneggiata dal cileno Guillermo Calderon, racconterà la vita del celebre poeta, politico e premio Nobile per la letteratura Pablo Neruda, interpretato da Luis Gnecco. Gael Garcia Bernal e il regista Pablo Larrain tornano a lavorare insieme dopo NO – I Giorni dell’Arcobaleno.

Gael Garcia Bernal vestirà i panni del commissario Oscar Peluchonneau, coinvolto nella fuga del poeta (divenuto senatore indipendente del Partito Comunista del Cile tra il 1946 e il 1948) in seguito alla accuse mosse dall’uomo al governo per aver incarcerato dei minatori in sciopero.

Fonte: CS

Gael García Bernal nel cast del nuovo film di M. Night Shyamalan

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Gael García Bernal nel cast del nuovo film di M. Night Shyamalan

Arriva da Deadline la notizia che Gael García Bernal, attore messicano noto per aver interpretato il giovane Ernesto Guevara de la Serna ne I diari della motocicletta, è entrato ufficialmente a far parte del cast del nuovo attesissimo progetto cinematografico di M. Night Shyamalan, l’acclamato regista di The Sixth Sense – Il Sesto Senso e Unbreakable – Il predestinato.

Il cast di OLD, che arriverà nelle sale il 23 luglio 2021, annovera già Eliza Scanlen (Piccole donne), Thomasin McKenzie (JoJo Rabbit), Aaron Pierre (Krypton), Alex Wolff (Hereditary – Le radici del male), Vicky Krieps (Il filo nascosto), Abbey Lee (Mad Max: Fury Road), Nikki Amuka-Bird (Luther) e Ken Leung (Lost).

Come la maggior parte dei suoi film, anche i dettagli sulla trama di questo nuovo progetto di Shyamalan sono avvolti nel mistero: non è escluso che il nuovo film – ancora senza un titolo ufficiale – possa essere collegato in qualche modo ai suoi lavori precedenti. Shyamalan sarà coinvolto anche in qualità di produttore insieme ad Ashwin Rajan della Blinding Edge Pictures e a Marc Bienstock. Steven Schneider, invece, figurerà come produttore esecutivo.

Il nuovo film di M. Night Shyamalan verrà distribuito dalla Universal, che si occuperà anche della distribuzione del prossimo lavoro del regista: non sappiamo se i due film saranno collegati in qualche modo. La Universal aveva già distribuito gli ultimi film di Shyamalan, a partire da The Visit e Split (che si sono entrambi rivelati un grandissimo successo al botteghino), fino ad arrivare all’ultimo Glass, una sorta di sequel di Unbreakable e Split combinati, che però non è stato accolto con lo stesso entusiasmo dei predecessori.

Gli ultimi progetti di Gael García Bernal

Per quanto riguarda Gael García Bernal, di recente l’attore ha recitato in Ema di Pablo Larraín (che arriverà nelle sale italiane prossimamente, distribuito da Movies Inspired) e in Wasp Network di Olivier Assayas (disponibile in Italia direttamente su Netflix). Nel corso della sua carriera l’attore ha collaborato con celebri registi come Pedro Almodóvar, Michel Gondry, Alfonso Cuarón, James Marsh, Alejandro González Iñárritu e il già citato Larraín, con cui ha girato ben tre film.

Gael Garcia Bernal nei panni di Duran

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Gael Garcia Bernal, protagonista de L’arte del sogno e di Babel, vestirà i panni dello storico pugile Roberto Duran nel film Hands of Stone. Accanto a lui potrebbe recitare un’icona del cinema contemporaneo, Al Pacino, nel ruolo dell’allenatore Ray Arecel.

Gael García Bernal è Zorro nel nuovo film!

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Sarà il volto di Gael García Bernal a riportare all’opera il mitico giustiziere mascherato. Infatti, l’attore è stato scelto dalla  20th Century Fox per rilanciare il franchise di Zorro. 

Gael Garcia Bernal e Mariana Di Girolamo, intervista ai protagonisti di Ema

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Gael Garcia Bernal e Mariana Di Girolamo sono i protagonisti di Ema, il nuovo film di Pablo Larrain in concorso a Venezia 76. Ecco la nostra intervista agli attori:

Gadget sci-fi: i 9 migliori strumenti tecnologici nei film di fantascienza

Quante volte, di fronte a un film sci-fi, abbiamo desiderato fortemente possedere un certo prop/oggetto di scena tecnologico o gadget sci-fi? Da dispositivi di comunicazione high-tech a marchingegni impressionanti e mortali, la tecnologia cinematografica ha contribuito a modellare lo sviluppo della nostra era digitale.

Gli amanti della fantascienza hanno guardato questi film per anni, selezionando accuratamente i gadget più cool e tecnologicamente avanzati, che avrebbero voluto possedere. Alcuni di questi spiccano più di altri, altri si sono fatti largo man mano nella nostra quotidianità: vediamo assieme la classifica.

Set OASIS VR – Ready Player One

ready player one fantascienzaNonostante l’esempio concreto di molti film o serie tv di fantascienza che illustrano come una simulazione di realtà virtuale immersiva sarebbe una pessima idea, gli spettatori continuano ad essere attratti da questo concetto.

Il set VR di Ready Player One è la definizione perfetta di immersione in una realtà del genere, servendosi di strumenti che favoriscono un’esperienza sensoriale a livello di corpo e mente, con dispositivi tecnologici aggiuntivi che permettono di camminare fisicamente o sentire gli odori mentre si gioca. La cuffia VR è davvero un gadget impressionante e dimostra come un oggetto dalle piccole dimensioni possa sprigionare un’enorme potenza.

Macchina Esper – Blade Runner

blade runner fantascienzaL’Esper Machine di Blade Runner è un dispositivo in grado di migliorare il punto di vista dell’utilizzatore, eseguendo uno zoom quasi infinito per ingrandire i dettagli di immagini digitalizzate. Più che gadget sci-fi, un vero e proprio strumento di ricerca.

Al giorno d’oggi, questa ci sembra una funzione asservita da gran parte dei dispositivi tecnologici che maneggiamo, eppure l’Esper Machine va al di là del mero fotoritocco, con risultati stratosferici in termini di ingrandimento di una foto stampata negli anni ’80, nella cornice dei film di fantascienza.

Lo zaino protonico – Ghostbusters

Ghostbusters II film fantascienzaLo zaino protonico è probabilmente uno dei motivi principali del successo di Ghostbusters, testimone di una vera e propria ricerca scientifica dietro la trama della saga fantascientifica. Come sappiamo, si tratta di un acceleratore di protoni nucleari inventato dai Ghostbusters nel 1984, nella loro prima pellicola, con lo scopo di acchiappare fantasmi.

Gli zaini protonici sono stati una vera e propria introduzione per il pubblico alla tecnologia fantascientifica ed hanno indubbiamente costituito un punto di partenza fondamentale per lo sviluppo del mercato di gadget cinematografici.

Il Reattore Arc- Iron Man

reattore arc fantascienza

Tony Stark, intrappolato in una grotta, senza alcuna via di fuga praticabile, è riuscito a ideare uno dei più, se non il più, avanzato strumento tecnologico in Iron Man. ll reattore Arc fornisce energia a un elettromagnete, che impedisce alle schegge di proiettile incastrate di raggiungere il cuore di Tony Stark e, anche se si ignora l’origine del marchingegno, l’ingegnosità di tale tecnologia è impossibile da negare.

L’Arc Reactor serve come fonte di energia quasi illimitata, un qualcosa che la gente oggigiorno può solo sognare. Insieme a un sistema di supporto vitale impiantato, il reattore alimenta un sistema di armi e un’intelligenza artificiale: inutile dire che la lista dei fan che desiderano un reattore ad arco è lunga chilometri…

Il lancia-rampino – Batman Begins

Batman Begins film fantascienzaTutta l’attrezzatura di Batman potrebbe essere considerata “la migliore”, poiché batte qualsiasi contendente dei film di fantascienza. Tuttavia, nessuno dei dispositivi di Batman è così iconico come il rampino a forma di pipistrello che ha salvato Batman e Robin da molte situazioni difficili. Il lancia-rampino, detto anche Batcavo, normalmente permette a Batman di scalare o scendere dai palazzi, o di dondolarsi tra i vari grattacieli di Gotham City su corde. Simile al rampino e alla fiocina, la spara corde utilizza un fortissimo morsetto attaccato ad un cavo altamente tensile, per scalare le superfici e/o per attraversare enormi distanze.

Il successo dello strumento è dovuto all’idea alla base della creazione, ossia quella di un dispositivo con funzione diretta, perfetto per sottolineare lo status di Bruce Wayne come comune mortale agli occhi del pubblico e, contemporaneamente, determinando la misteriosità del personaggio agli occhi dei villain e cittadini di Gotham.

Hoverboard – Ritorno al futuro II

Sono passati anni da quando Ritorno al futuro II ha anticipato l’arrivo, e il successo, degli hoverboard nel 2015: pensiamo solo che la gente nutre ancora la speranza che questa tecnologia venga utilizzata quotidianamente nel futuro prossimo!

Il fascino di questo monopattino 2.0 deriva direttamente dalla forma dell’oggetto come incredibile pezzo di equipaggiamento, unito alla concretezza che esso può assumere all’interno del regno della possibilità: è infatti sempre stato percepibile come un macchinario fabbricabile e, soprattutto, utilizzabile! Senza dubbio un gadget sci-fi che tutti vorremmo avere!

Spara Ragnatele- The Amazing Spider-Man

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Parte integrante del progetto di distanziamento del film The Amazing Spiderman dalla sua controparte del 2002 è stata l’aggiunta di spara ragnatele artificiali al design del personaggio, al posto del fluido organico che il Peter Parker di Toby Maguire sparava dai polsi.

È la pura e semplice atemporalità dello spara ragnatela a dimostrare che si tratta di uno dei miglior gadget di fantascienza in assoluto: bambini e ragazzi di tutto il mondo, e di ogni età, hanno immaginato di poter sparare ragnatele da una pistola immaginaria sul loro polso, sancendo in questo modo l’unicità dello strumento come parte integrante del personaggio e accedendo l’immaginazione di così tanti fan!

Comunicatore – Star Trek

Il comunicatore nell’universo fantascientifico di Star Trek è un dispositivo che consente di stabilire un contatto audio tra il personale della Flotta Stellare e le astronavi o le installazioni fisse della Flotta; questo strumento sarebbe poi diventato, nei film successivi, un dispositivo portatile.

Anche se agli occhi dei giovani della generazione Z non si tratta di un grande miglioramento rispetto alla tecnologia attuale, l’idea di comunicare attraverso i pianeti era qualcosa di assolutamente sconosciuto per gli anni ’70. Erano allora stati inventati solo prototipi portatili di telefoni cellulari, ma il primo telefono cellulare non sarebbe stato disponibile al pubblico prima di quattro anni: ancora oggi, l’idea di possedere un comunicatore così potente è un sogno per molte persone.

Spade laser – Guerre stellari

Qualsiasi fan di Star Wars ha, almeno una volta nella vita, desiderato possedere una spada laser: si tratta fondamentalmente dell’arma più iconica di tutto il regno della fantascienza e di una delle invenzioni più mirabolanti dell’intera storia del cinema. Un must have trai gadget sci-fi.

Alimentate dai cristalli Kyber e da una connessione innata con la Forza, le spade laser non potranno mai esistere nel nostro tempo. Questo non ha comunque fermato i fan dal cercare di coltivare la tecnologia adatta per poter procedere alla creazione di una spada laser!

Gad Gadot rivela che la sua Wonder Woman è ispirata a Lady Diana

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Gad Gadot rivela che la sua Wonder Woman è ispirata a Lady Diana

Gal Gadot ha rivelato che la sua Diana Prince, l’identità umana di Wonder Woman, è ispirata all’iconica Diana Spencer. L’attrice israeliana ha debutto nei panni della supereroina in Batman v Superman di Zack Snyder, per poi recitare nel cinecomic a lei interamente dedicato, che si è rivelato un grandissimo successo, non solo di pubblico ma anche di critica.

Di recente Diana è tornata a vestire i panni della guerriera amazzone in Wonder Woman 1984. Nonostante il sequel non abbia ottenuto il medesimo successo del predecessore, un terzo capitolo della saga è stato confermato, con Patty Jenkins che tornerà ancora una volta dietro la macchina da presa. Inoltre, sempre di recente abbiamo ritrovato Diana anche in Zack Snyder’s Justice League, il taglio originale del controverso regista che è stato distribuito in tutto il mondo lo scorso 18 marzo.

In una recente intervista con Vanity Fair, Gal Gadot ha rivelato di essersi ispirata alla Principessa Diana per la sua interpretazione di Wonder Woman. L’attrice ha spiegato che mentre stava guardando un documentario sulla compianta Lady Diana rimase totalmente affascinata dalla sua compassione e dal suo amore nei confronti degli altri. Proprio per questo, decise che la sua Diana Prince doveva avere le medesime caratteristiche.

“In questo documentario che ho visto c’è stata una parte in cui si diceva che la Principessa era piena di compassione e che si è sempre presa cura degli altri durante la sua vita”, ha spiegato l’attrice. “È stato come un campanello d’allarme. Ho capito che la mia Wonder Woman doveva essere come lei.”

Il futuro di Wonder Woman al cinema

Wonder Woman 1984 è arrivato in Italia direttamente in esclusiva digitale lo scorso 12 febbraio. Nel sequel, oltre a Gal Gadot, hanno recitato anche Chris PineKristen Wiig e Pedro Pascal. Subito dopo l’uscita del film in USA (avvenuta a dicembre 2020, in contemporanea al cinema e su HBO Max), è stato confermato ufficialmente Wonder Woman 3, che vedrà ancora una volta il ritorno di Patty Jenkins dietro la macchina da presa e quello di Gadot nei panni di Diana Prince.

Gabrielle un amore fuori dal coro recensione

Gabrielle un amore fuori dal coro filmGabrielle (Gabrielle Marion-Rivard) ama la musica, canta in un coro ed ha una dote straordinaria: l’orecchio assoluto. Purtroppo questo dono è anche legato alla sua disabilità. Gabrielle, infatti, è affetta da sindrome di Williams che comporta, tra le altre cose, anche il ritardo mentale. Nonostante questo, spinta dall’amore per il compagno di coro Martin (Alexandre Landry), Gabrielle vorrà rendersi indipendente emancipandosi dalle cure degli operatori del centro in cui vive e dalla dipendenza (materiale ed affettiva) dalla sorella Sophie (Mèlissa Dèsormeaux-Poulin).

Il secondo lungometraggio della regista canadese Louise Archambault, Gabrielle un amore fuori dal coro, nasce dall’incontro con alcune realtà assistenziali che si occupano di ragazzi con disabilità fisiche e psichiche presenti nella città di Montrèal. L’attrice Gabrielle Marion-Rivard che interpreta la protagonista, proviene proprio da una di queste realtà, il Centro di arti dello spettacolo Les Muses che fornisce una formazione d’alto livello professionale nel campo artistico, a persone disabili. La Archambault ha osservato molto da vicino l’attività di queste istituzioni ed ha costruito il film sull’esperienza e sulla vita delle persone che le frequentano, operatori ed assistiti. Grazie anche a questo contatto diretto con la realtà, il film sprigiona un brillante alone di autenticità.La regista adotta il punto di vista della giovane Gabrielle e ci trascina nel suo mondo mostrandoci la realtà tramite i suoi occhi. Gabrielle un amore fuori dal coroL’obiettivo è quello di farci prendere consapevolezza di come anche i disabili siano persone come tutti gli altri aldilà della loro disabilità. Persone con esigenze condivise con noi, come quella di amare ed essere amati o come il desiderio e la sessualità. Purtroppo nella nostra società questo è considerato ancora un tabù ed i disabili vengono percepiti come degli eterni bambini che non possono provare un certo tipo di desiderio carnale. Questo punto di vista, nel film, è incarnato dalla figura della mamma di Martin (Marie Gignac) che cerca in tutti i modi di allontanare il figlio da Gabrielle quasi disgustata dalla voglia che i due ragazzi hanno di amarsi in modo completo. Un’altra figura emblematica è quella di Sophie, la sorella di Gabrielle che, come molti fratelli sani di ragazzi disabili, tende a sentirsi in colpa per il desiderio di realizzare la sua vita lasciando indietro la sorella.

Gabrielle un amore fuori dal coro è un film divertente e toccante con una regia caratterizzata da uno sguardo inedito ed introspettivo. Per catturare la spontaneità dei protagonisti la regista ha girato principalmente in piano sequenza affidando ad un montaggio spesso serrato le azioni più coinvolgenti. Il film, che ha concorso al Festival del film di Locarno aggiudicandosi il premio del pubblico UBS, uscirà nel circuito italiano il 12 Giugno distribuito da Officine Ubu.

Gabrielle Un amore fuori dal coro al cinema

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gabrielle-un-amore-fuori-dal-coroArriva nelle sale italiane, distribuito da Officine UbuGabrielle Un amore fuori dal coro, il film diretto dalla regista canadese Louise Archambault che ha commosso il pubblico del Festival di Locarno, vincitore del Premio nella sezionePiazza Grande. Gabrielle, interpretata da Gabrielle Marion-Rivard, è una giovane donna affetta dalla Sindrome di Williams dotata di una contagiosa gioia di vivere e di una spiccata propensione per la musica.

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Gabrielle si innamora, felicemente ricambiata, di Martin, un ragazzo conosciuto nel centro ricreativo dove canta in un coro. Le rispettive famiglie non permettono ai ragazzi, a causa della loro disabilità, di vivere il proprio amore come vorrebbero. Mentre il coro si prepara a partecipare ad un importante festival musicale, Gabrielle fa di tutto per dimostrare la propria autonomia e per guadagnarsi un’indipendenza tanto agognata. Con grande determinazione, la giovane dovrà affrontare i pregiudizi di chi le sta intorno e i propri limiti, per sperare di poter vivere con Martin una storia d’amore per nulla ordinaria. Con la partecipazione di Robert Charlebois, noto cantante canadese, la pellicola è una riflessione a tutto tondo sul desiderio di libertà e di amore che accomuna tutti gli esseri umani; è un ritratto, delicato e dal tocco tipicamente femminile, di una donna, della sua forza di volontà e della profondità dei rapporti umani, come la magia del legame con la sorella Sophie. Oltre la protagonista, il film ritrae anche la complessità di tutto il contorno che la circonda, fatto di familiari – attraverso un controverso rapporto con la mamma -, operatori sociali e gli altri ragazzi del centro che fanno parte del coro, questi ultimi tutti attori non professionisti.