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Manhattan 1×03: anticipazioni della nuova serie

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Manhattan 1×03Si intitolerà The Hive , Manhattan 1×03, il terzo episodio della prima stagione della nuova serie televisiva Manhattan.

In Manhattan 1×03, il lavoro degli scienziati viene inaspettatamente influenzato dalle nuove misure di sicurezza, tutto questo mentre la comunità affronta sfortunatamente la perdita di un membro.

Mangold dirigerà il remake del film francese Disorder

Mangold dirigerà il remake del film francese Disorder

Il regista di Logan James Mangold è stato scelto da Sony Pictures per la regia del remake di Disorder, film francese del 2015.
Mangold è noto al pubblico soprattutto per aver diretto gli ultimi due film dedicati a Wolverine (Wolverine – L’Immortale e Logan) ma la sua filmografia è molto variegata e vanta film come Cop Land, Quando L’Amore Brucia L’Anima e Ragazze Interrotte.

Leggi la nostra recensione di Logan diretto da James Mangold

Disorder è stato mostrato per la prima volta al Festival di Cannes nel maggio del 2015 e distribuito in Francia nel settembre dello stesso anno. Diretto da Alice Winocour, il film narra le vicende di Vincent (Matthias Schoenaerts), un ex-soldato che lotta con il disturbo post-traumatico da stress al suo ritorno dall’Afghanistan. Vincent viene assunto per proteggere la moglie di un ricco uomo d’affari libanese, interpretata da Diana Krueger.

Il remake verrà prodotto dai produttori di Escape Artists Todd Black, Jason Blumenthal e Steve Tisch che hanno già collaborato per La Ricerca Della Felicità, The Equalizer e I Magnifici Sette. Disorder verrà scritto da Taylor Sheridan, noto per aver scritto le sceneggiature degli acclamati Sicario e Hell or High Water. Sheridan, di solito restio a scrivere remake, ha fatto un’eccezione per Disorder e, sebbene manterrà la struttura originale, pare che possa divenire il primo film di un franchise.

Disorder non sarà il primo remake neppure per Mangold che nel 2007 ha diretto l’acclamato film western Quel Treno per Yuma con Russell Crowe e Christian Bale.

La collaborazione di Mangold e Sheridan promette un risultato eccezionale che forse, a differenza di molti remake statunitensi, otterrà il favore della critica.

Mango: il nuovo dolcissimo dramma romantico targato Netflix

Mango: il nuovo dolcissimo dramma romantico targato Netflix

L’ultimo film nordico di Netflix, Mango, è ambientato in un hotel di lusso a Malaga. Mentre supervisiona un importante progetto, la determinata direttrice dell’hotel Lærke (Josephine Park) si ritrova in conflitto con Alex (Dar Salim), un ex avvocato che si rifiuta di vendere la sua piantagione di mango. Sua figlia, Agnes (Josephine Højbjerg), che si aspetta una vacanza rilassante con la madre raramente disponibile, viene coinvolta in un’inaspettata tensione. Mentre le emozioni emergono e la lealtà viene messa alla prova, tutti e tre si trovano ad affrontare scelte che potrebbero cambiare le loro vite per sempre.

Il regista di Mango è Mehdi Avaz

Il film è diretto dall’iraniano Mehdi Avaz, i cui precedenti lavori includono A Beautiful Life, Toscana, Kollision e While We Live. Il film è scritto dal fratello di Mehdi, Milad Schwartz Avaz, i cui precedenti lavori includono Grow / Alfa, STHLM Blackout, Better Times e While We Live.

I protagonisti del film

  • Alex – Dar Salim (Sons, The Covenant, Darkland)
  • Lærke – Josephine Park (Baby Fever, Oxen)
  • Agnes – Josephine Højbjerg (The Bridge)
  • Paula – Sara Jiménez (Julieta, Caronte)
  • Joan – Paprika Steen (Families Like Ours)
  • Tom – Anders W. Berthelsen (Held for Ransom)
  • Kristian – Sebastian Jessen (While We Live)
Mango. Sara Jimenez as Paula in Mango. Cr. Courtesy of Netflix © 2024

Il film

Mango è un caldo dramma romantico ambientato nella lussureggiante cornice di Malaga, in Spagna. Il film segue Lærke (Josephine Park), un’ambiziosa direttrice d’albergo incaricata di sviluppare un resort di lusso in una piantagione di mango di proprietà di Alex (Dar Salim), un ex avvocato con un tragico passato. Lærke porta con sé la figlia adolescente Agnes (Josephine Højbjerg), sperando in un raro momento di connessione. Ciò che si dipana è una storia d’amore inaspettato, crescita personale e riscoperta della gioia nei luoghi più improbabili.

Josephine Park e Dar Salim offrono solide interpretazioni nei ruoli principali. Park incarna con precisione la professionista cittadina motivata ed emotivamente riservata, mentre Salim porta un calore silenzioso e sincero ad Alex, un uomo ancora legato al dolore. La loro alchimia è innegabile e la loro relazione in evoluzione – con tanto di incomprensioni, legami riluttanti e infine svolte emotive – segue il cliché consolidato del “da nemici ad amanti”. È affascinante, seppur prevedibile, e ricorda la formula confortante dei romanzi rosa in stile Hallmark.

Il cast di supporto aggiunge spessore alla storia, in particolare Josephine Højbjerg nel ruolo di Agnes, l’archetipo dell’adolescente scontrosa. Il suo rapporto teso con la madre e la delusione per non essere stata ammessa alla facoltà di architettura forniscono profondità emotiva, sebbene il suo arco narrativo appaia un po’ poco sviluppato. Anche Sara Jiménez e Paprika Steen appaiono in ruoli minori ma vivaci che contribuiscono a dare corpo alla comunità locale.

Visivamente, Mango è una vera delizia. Il film sfrutta appieno la bellezza naturale di Malaga, con ampie inquadrature di strade di montagna polverose, tramonti al tramonto e la campagna vibrante. La finca dove alloggiano Lærke e Agnes è un personaggio a sé stante: le sue pareti giallo senape, le porte verdi e le intricate piastrelle blu evocano un senso di fascino rustico e calore mediterraneo. La fotografia immerge ogni ambiente in una luce baciata dal sole, esaltando il fascino accogliente ed evasivo del film.

La colonna sonora è un delizioso mix di Motown anni ’70, funk e soul, che aggiunge un’energia giocosa al tono altrimenti pacato. Completa i ritmi emozionali del film e infonde un senso di nostalgia e ritmo che ne mantiene vivace il ritmo.

Sebbene Mango non apra nuovi orizzonti narrativi, offre sufficiente bellezza paesaggistica, interpretazioni sentite e momenti spensierati da tenere gli spettatori coinvolti per tutti i suoi 96 minuti di durata. È un film che trasmette emozioni positive, che si affida alle convenzioni del genere ma lo fa con sincerità e fascino. Per gli amanti dei drammi romantici con un tocco europeo, Mango è una dolce e soleggiata fuga.

Mango, la spiegazione del finale: Alex e Lærke restano insieme?

Mango, la spiegazione del finale: Alex e Lærke restano insieme?

Il nuovo film romantico danese di Netflix, Mango, racconta la storia di Lærke, un’affermata architetta che lavora per la società immobiliare Weltzer. La sua vita ruota completamente intorno al lavoro: è ambiziosa, perfezionista e ha sacrificato gran parte della sua vita personale per la carriera. Da tempo sogna di costruire un progetto tutto suo in Málaga, ma quando la sua capo Joan le offre finalmente l’opportunità, Lærke si trova combattuta. Aveva promesso alla figlia adolescente Agnes di trascorrere le vacanze insieme a Bornholm, e non vuole deluderla. Tuttavia, Joan la spinge ad accettare, suggerendole di portare Agnes con sé in Spagna.

Agnes reagisce male alla notizia: si sente trascurata, delusa e non ha alcun interesse a passare l’estate in un luogo sconosciuto, lontano dagli amici. Ma Lærke non può rifiutare: il suo compito è convincere il proprietario di una piantagione di mango a vendere la terra a Weltzer per costruire un resort di lusso. Joan è convinta che Lærke riuscirà nell’impresa, ma le due non immaginano quanto il viaggio cambierà le loro vite.

Mango. Josephine Park as Lærke in Mango. Cr. Ana Belen Fernandez Courtesy of Netflix © 2024

L’incontro con Alex e il conflitto morale

Appena arrivate a Málaga, Lærke scopre che il proprietario della piantagione è Alex, un uomo che aveva già incrociato in aereo, in una situazione poco piacevole: Lærke si era rifiutata di cedere il suo posto finestrino a un bambino, e Alex aveva preso le difese del piccolo. Così, quando i due si ritrovano faccia a faccia, l’imbarazzo è inevitabile.

Alex è un uomo riservato, gentile ma fermo nelle sue convinzioni. È fortemente legato alla sua terra e, nonostante i 4,9 milioni di corone di debiti, si rifiuta di vendere la fattoria. Per lui non è solo una questione economica: quella terra rappresenta la memoria della sua defunta moglie Mari e della sua famiglia, morti tragicamente in un incendio sul posto. Solo la sorella di Mari, Paula, è sopravvissuta, e Alex si sente in dovere di mantenere viva la fattoria per onorare la loro memoria.

Lærke comprende il suo dolore e, invece di insistere sulla vendita, propone una soluzione alternativa: costruire un hotel intorno alla piantagione, integrando la produzione agricola nel progetto turistico. In questo modo, la fattoria verrebbe preservata, i lavoratori manterrebbero il loro impiego, e la comunità locale beneficerebbe di nuovi servizi e opportunità. Alex è colpito dalla proposta e comincia a fidarsi di Lærke. Tuttavia, Joan respinge l’idea e le ordina di chiudere il contratto per la vendita totale del terreno, dimostrando di non avere alcun interesse per il modello sostenibile proposto.

Mango. Dar Salim as Alex in Mango. Cr. Ana Belen Fernandez Courtesy of Netflix © 2024

Lærke e Alex: dal sospetto all’amore

Col passare dei giorni, Lærke e Alex si avvicinano. Entrambi hanno vissuto vite dominate dal lavoro e dalla solitudine, e si riconoscono in questa comune incapacità di lasciarsi andare. Quando Alex riaccompagna a casa Agnes dopo una festa finita male, Lærke lo invita a bere qualcosa. L’attrazione tra i due diventa evidente e trascorrono la notte insieme.

Il mattino dopo, però, Alex legge per errore un messaggio sul telefono di Lærke: Joan le ricorda di assicurarsi la vendita del terreno. Alex, ferito, crede che Lærke si sia avvicinata a lui solo per ottenere la firma e si sente tradito. Senza darle modo di spiegare, si allontana, lasciandola in preda alla vergogna e al rimorso.

Il legame ritrovato tra madre e figlia

Parallelamente, anche il rapporto tra Lærke e Agnes si trasforma. Agnes, appassionata di architettura come la madre, era stata rifiutata dalla scuola di architettura, e la delusione l’aveva resa distante e rabbiosa. Ma a Málaga conosce Paula, la sorella di Mari, e tra le due nasce una forte amicizia. Paula le mostra la bellezza autentica della vita rurale e la libertà della natura, aiutandola a superare la rabbia verso la madre.

Durante il viaggio, Lærke confessa ad Agnes di sentirsi una madre inadeguata: pensa di non avere nulla da offrire, solo un lavoro stressante e una casa vuota, mentre l’ex marito Tom ha una nuova famiglia felice. Ogni volta che va a prendere Agnes da lui, sente di strapparla a una “vera famiglia”. Agnes, invece, le rivela che tutto ciò che ha sempre voluto era la presenza della madre, non la perfezione.

Questo scambio sincero rompe finalmente il muro di silenzio tra loro. Agnes incoraggia Lærke a lottare per Alex, ricordandole che anche lui era felice con lei. Lærke capisce così che ha sempre temuto l’amore perché si è convinta di deludere tutti, ma forse, questa volta, vale la pena tentare.

Mango. Sara Jimenez as Paula in Mango. Cr. Ana Belen Fernandez Courtesy of Netflix © 2024

Il ritorno a Copenaghen e la svolta

Tornata in Danimarca, Lærke scopre con sorpresa che Alex ha firmato i documenti e Weltzer è pronta a prendere possesso della piantagione. Alex ha cambiato idea per il bene di Paula: vuole venderla per finanziare il sogno della ragazza di diventare pilota.

Delusa e incapace di accettare il compromesso morale, Lærke si licenzia. Non può sopportare di vedere Alex perdere il luogo che ama. Decide così di agire in prima persona: vende il suo appartamento, chiede un prestito e torna a Málaga per realizzare da sola il progetto dell’hotel comunitario che aveva proposto.

Quando arriva, Alex non vuole parlarle, ma Lærke riesce a convincerlo ad ascoltarla. Gli spiega che ha investito tutto ciò che possiede per salvare la fattoria e costruire qualcosa insieme a lui. Alex, commosso dal suo gesto e dalla sincerità del suo amore, ritira la vendita e decide di diventare suo socio.

Il sogno condiviso

Un anno dopo, i frutti del loro lavoro sono visibili: il progetto del “Mango Community Hotel” sta prendendo forma. Lærke utilizza come base il progetto architettonico ideato da Agnes, che immaginava un villaggio di piccole abitazioni costruite con biomateriali, alimentate da energia solare e sistemi termici ecologici, con risorse idriche condivise e spazi comuni pensati per la comunità. Un’architettura sostenibile e inclusiva, destinata a unire turismo e rispetto per l’ambiente.

Paula, nel frattempo, ha iniziato la scuola di volo e realizza finalmente il suo sogno. Agnes e lei restano inseparabili amiche, e Agnes vede la sua idea prendere vita concretamente sul terreno di Alex, una grande soddisfazione personale e professionale. È probabile che questa esperienza le apra le porte di scuole di architettura ancora più prestigiose.

Mango. Sara Jimenez as Paula in Mango. Cr. Ana Belen Fernandez Courtesy of Netflix © 2024

Lærke e Alex: un nuovo inizio

Alla fine, Lærke e Alex non sono solo amanti, ma anche partner nella vita e nel lavoro. Dopo il rischio che lei ha corso vendendo tutto per salvare la fattoria, Alex non dubita più delle sue intenzioni. Entrambi hanno trovato un equilibrio tra passione, responsabilità e affetto.

Lærke realizza finalmente il suo sogno di costruire qualcosa dal nulla, ma questa volta non per un’azienda senza volto: per sé, per la sua famiglia, e per un futuro in cui amore e lavoro convivono. Il progetto del Mango Hotel diventa simbolo della rinascita di tutti loro: un luogo che unisce memoria, natura e comunità, e che promette di attirare l’attenzione internazionale per la sua originalità.

Alla fine, Lærke, Alex, Agnes e Paula formano una nuova famiglia scelta, uniti non dal sangue ma dall’amore, dal coraggio e dalla capacità di ricominciare.

Manetti Bros raccontano il loro Diabolik a Lucca Changes

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Manetti Bros raccontano il loro Diabolik a Lucca Changes

Si è tenuto domenica 1 novembre alle ore 14.00 l’incontro in streaming con Marco e Antonio Manetti – in arte i Manetti bros. – registi e autori del film Diabolik, prossimamente in uscita per 01 Distribution.  Nell’appuntamento conclusivo del programma dell’Area Movie a Lucca Changes, i fratelli Manetti sono stati protagonisti di un panel online moderati da Roberto Recchioni, insieme a Mario Gomboli, sceneggiatore e direttore editoriale dell’Editrice Astorina, responsabile della serie a fumetti.

Si è parlato delle origini del mito partendo dalla prima trasposizione cinematografica di Diabolik, personaggio creato dalle sorelle Giussani negli anni Sessanta, arrivata dopo soli sei anni dalla comparsa del personaggio in edicola. All’epoca il film di Mario Bava non aveva soddisfatto le sorelle, che non avrebbero mai accettato un altro film non “rispettoso” del personaggio.

Da fan e lettori di Diabolik i Manetti bros hanno spiegato di aver lavorato all’interno di una cornice ben precisa, inserendo certo delle novità, ma in linea con il personaggio. Gli autori hanno raccontato di sognare da tempo di riuscire a realizzare il film: “Ci siamo approcciati al progetto da fan e non volevamo modificare una cosa già perfetta di suo” hanno dichiarato i due registi.

L’incontro con i Manetti bros. resterà disponibile sul sito della manifestazione a questo link.

Mandy Moore: 10 cose che non sai sull’attrice

Mandy Moore: 10 cose che non sai sull’attrice

Dopo una lunga carriera al cinema, iniziata nei primi anni del 2000, l’attrice Mandy Moore si è resa celebre grazie alla serie This Is Us. Negli ha più volte dato prova della sua versatilità, recitando in generi diversi e ricoprendo ruoli ogni volta ben distanti gli uni dagli altri. Così facendo ha potuto conquistare un ampio pubblico, ricevendo lodi per il suo lavoro in più occasioni.

Ecco 10 cose che non sai di Mandy Moore.

Mandy Moore: i suoi film

1. Ha recitato in celebri lungometraggi. L’attrice esordisce al cinema recitando in Pretty Princess (2001), recitando al fianco di Anne Hathaway. Successivamente prende parte a film come I passi dell’amore (2002), Tutto quello che voglio (2002), Amori in corsa (2004), Striscia, una zebra alla riscossa (2005), Romance & Cigarettes (2005), American Dreamz (2006), Southland Tales – Così finisce il mondo (2006), Dedication (2007), Perché te lo dice mamma (2007) e Licenza di matrimonio (2007). Negli ultimi anni l’attrice si è dedicata prevalentemente alla televisione, recitando al cinema solo per i film 47 metri (2017), Darkest Minds (2018) e Midway (2019).

2. È celebre per i suoi ruoli televisivi. Nel corso della sua carriera l’attrice partecipa ad alcuni episodi di celebri serie TV come Entourage (2005), Scrubs (2006), How I Met Your Mother (2007), Grey’s Anatomy (2010) e Red Band Society (2014-2015). Dal 2016 ottiene particolare celebrità recitando nel ruolo di Rebecca Pearson nella serie This Is Us, e che ricopre ancora oggi.

3. Si è distinta come doppiatrice. Negli anni l’attrice ha in più occasioni ricoperto il ruolo di doppiatrice, prestando per la prima volta la propria voce all’orso femmina del film Il dottor Dolittle 2 (2001). Partecipa poi ai doppiaggi dei film d’animazione Koda, fratello orso (2006), Rapunzel – L’intreccio della torre (2010), doppiando proprio la protagonista, e Ralph spacca Internet (2018), dova dà nuovamente voce al personaggio di Rapunzel. È poi tra le voci delle serie animate TRON: Uprising (2012-2013), High School USA! (2013-2015), e Sheriff Callie’s Wild West (2014-2017). Si afferma nuovamente come voce di Rapunzel per il film Rapunzel – Prima del sì (2017) e per la serie Rapunzel – La serie (2017-in corso).

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Mandy Moore è su Instagram

4. Ha un account personale. L’attrice è presente sul social network Instagram con un proprio profilo, seguito da 4 milioni di persone. All’interno di questo l’attrice è solita condividere fotografie scattate in momenti di svago, ma anche immagini promozionali dei suoi progetti da interprete.

Mandy Moore in Scrubs

5. Ha avuto un ruolo nella celebre sit-com. L’attrice è apparsa negli episodi 9 e 10 della quinta stagione della sit-com Scrubs. Qui ha ricoperto il ruolo di Julie Quinn, interesse amoroso del protagonista J.D., interpretato dall’attore Zach Braff, il quale si vede costretto a rompere la relazione non riuscendo a sopportare l’abitudine di lei di dire “è così divertente” invece di ridere come una persona qualunque.

Mandy Moore canta Candy

6. È anche una celebre cantante. L’attrice si è affermata anche in ambito musicale, avendo all’attivo ben 7 album pubblicati. La Moore diventa celebre nel momento in cui nel 1999 debutta con il singolo Candy, che diventa in breve tempo un successo mondiale e viene certificato come Disco d’oro negli Stati Uniti.

Mandy Moore in Midway

7. Ha recitato nel nuovo war-movie di Roland Emmerich. Nel 2019 l’attrice è tra i protagonisti del film Midway, dove ricopre il ruolo di Anne Best. Il lungometraggio è basato sulla vera storia della Battaglia di Midway, punto di svolta bellico nel Pacifico, durante la Seconda Guerra Mondiale.

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Mandy Moore in This Is Us

8. È l’attrice più giovane del cast. Molti fan sono rimasti scioccati dall’apprendere che l’attrice ha solo 35 anni, ed è pertanto la più giovane del cast. La sorpresa deriva dal fatto che l’attrice impersona il personaggio di Rebecca Pearson in più momenti della vita di questa, risultando credibile anche quando si tratta di dar vita ad età ben lontane da quella realmente posseduta dall’attrice.

9. Ha ottenuto il ruolo grazie allo sceneggiatore della serie. Lavorando a Rapunzel: L’intreccio della torre, l’attrice conosce lo sceneggiatore Dan Fogelman. Qualche anno dopo questi la ricontatta, suggerendole di presentarsi per la parte nella serie da lui scritta, e di cui si stavano svolgendo i cast. Grazie alla sua segnalazione, la Moore sostenne il provino, vincendo poi il ruolo.

Mandy Moore: età e altezza

10. Mandy Moore è nata a Nashua, nel New Hampshire, Stati Uniti, il 10 aprile 1984. L’attrice è alta complessivamente 178 centimetri.

Fonte: IMDb

Mandy Moore una volta ha ricevuto un assegno di un centesimo per un residuo dallo streaming

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La star di This Is Us, Mandy Moore ha recentemente preso parte al picchetto dello sciopero SAG-AFTRA e ha rivelato di aver ricevuto alcuni assegni residui incredibilmente piccoli. Parlando con The Hollywood Reporter, Moore ha discusso di come la natura dei residui sia cambiata quando lo streaming è diventato prevalente e di come abbia ricevuto alcuni piccoli assegni residui.

Cosa ha detto Mandy Moore sui residui di streaming di This Is Us?

Il problema  del residuo è un problema enorme“, ha dichiarato Moore dal picchetto. “Siamo in posizioni incredibilmente fortunate come attori che lavorano essendo stati in spettacoli che hanno avuto un enorme successo in un modo o nell’altro… ma molti attori nella nostra posizione per anni prima di noi sono stati in grado di vivere con i residui o almeno pagare i loro conti.” Per quanto riguarda i residui di streaming di This Is Us, Mandy Moore ha dichiarato di aver ricevuto assegni per uno o due centesimi. Stavo parlando con il mio business manager che ha detto di aver ricevuto un residuo per un centesimo e due centesimi“, ha rivelato l’attrice .

Mandy Moore ha recitato nella popolare serie drammatica della NBC This Is Us dal 2016 al 2022. Alcuni dei suoi altri ruoli più riconoscibili includono Rapunzel in Tangled della Disney, Lana Thomas in The Princess Diaries e Aerith Gainsborough nel primo videogioco di Kingdom Hearts.

Mandibules, recensione del film di Quentin Dupieux #Venezia77

Mandibules, recensione del film di Quentin Dupieux #Venezia77

Film da festival. Il parigino Quentin Dupieux, alias Mr.Oizo per gli appassionati di musica elettronica, è uno di quegli autori capace, più di molti altri, di interpretare il senso di una manifestazione cinematografica e di realizzare lungometraggi che rappresentano guilty pleasure per gli appassionati di cinema d’autore.

Mandibules, la trama

Nel caso di Mandibules, presentato fuori concorso alla 77esima Mostra del Cinema di Venezia, la sua visione surreale e i suoi concetti estremi, tuttavia molto semplici e immediati, si materializzano sullo schermo nella rappresentazione di un insetto gigante. Jean-Gab (David Marsais) e Manu (Grégoire Ludig) , sempre alla ricerca di trovare il modo di sopravvivere e di sbarcare il lunario, trovano accidentalmente una mosca enorme nel bagagliaio di un’auto. Senza scomporsi, dopo un attimo di perplessità, pensano di ammaestrarla per poi farla esibire per guadagnare molti soldi.

Il film si gioca tutto fra il rapporto fra i due e la loro “gallina dalle uova d’oro”. In questo road movie surreale (Jean-Gab e Manu devono portare a termine una missione) emerge la sincerità dell’amicizia che li lega e l’umanità con cui trattano il mostro. Questi tre personaggi borderline dimostrano di essere più vivi di tutti coloro che incontrano, e in un certo senso ne escono vincenti. La loro esistenza, alla fine, è fatta di espedienti, e ne sono totalmente consapevoli. In Mandibules, Dupieux, utilizza il suo humor dell’assurdo per mettere in scena situazioni paradossali mai scontate, coincidenze e incontri casuali, in 77 minuti che si rivelano la durata perfetta per evitare l’esagerazione.

Oltre ai due bravissimi protagonisti, e alla mosca degna di un film scifi anni ’50, a tenere la scena è Adèle Exarchoupoulos (La vita di Adèle), nella parte di Agnes, una ragazza impossibilitata a moderare il tono di voce a causa di un incidente sugli sci. Sempre perché il mondo più reale è quello ai confini.

Mandibules – Due uomini e una mosca al cinema da giovedì 17 giugno

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Presentato fuori concorso alla 77esima edizione del Festival del Cinema di Venezia, arriva al cinema con I WONDER PICTURES a partire da giovedì 17 giugno la commedia surreale Mandibules – Due uomini e una mosca di Quentin Dupieux.

Mandibules – Due uomini e una mosca vede tra i protagonisti Adèle Exarchopoulos (La vita di Adèle), Dave Chapman e la partecipazione eccezionale di Bruno Lochet, e racconta tra gag spumeggianti e battute nonsense la bizzarra avventura vissuta da Jean-Gab e Manu (Grégoire Ludig e David Marsais), due amici naïve, fannulloni, perdigiorno e piuttosto ingenui, che un giorno trovano dentro il bagagliaio di un’auto rubata una mosca gigante. Per nulla impressionati dalla curiosa creatura, i due amici decidono di addestrarla a rubare cibo e altri beni primari per conto loro, così da poter stare al mondo senza faticare e continuare a non fare niente nella vita. Un film sull’amicizia, goliardico, divertente e surreale, che vuole essere un’ode all’irrazionale, ma anche un ritratto surrealista di una società dominata da rapporti umani stralunati, in cui gli unici portatori di uno sguardo autentico sono i due losers protagonisti di questa commedia dell’assurdo.

Dopo il grande successo riscosso in Francia dove ha debuttato un mese fa raccogliendo 22.000 presenze, Mandibules – Due uomini e una mosca di Quentin Dupieux sarà distribuito nei cinema italiani a partire dal 17 giugno grazie ad I WONDER PICTURES.

Mandibules – Due uomini e una mosca è stato selezionato alla XI EDIZIONE RENDEZ-VOUS FESTIVAL DEL NUOVO CINEMA FRANCESE ed è stato designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – SNCCI con la seguente motivazione: Un irresistibile esempio di comicità surreale, zeppo di trovate impossibili che s’innestano l’una sull’altra secondo una logica implacabile. Come in un improbabile incrocio fra Cronenberg, Samuel Beckett e Gianni & Pinotto, Dupieux firma un film comico e intelligentemente fuori dagli schemi. Si ride, ma il disagio non abbandona mai la presa. E la stupidità umana fa quasi tenerezza.

Mandela the Long Walk to Freedom Trailer completo

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Mandela the Long Walk to Freedom-trailerGuarda il Trailer completo del film biopic Mandela, la pellicola interamente dedicata alla vita incredibile di Nelson Mandela, per l’occasione interpretata dal promettente attore Idris Elba. La pellicola intitolata  Mandela: Long Walk to Freedom uscirà negli USA a novembre e nel casto troviamo anche l’attricie Naomie Harris, vista recentemente in SkyFall. 

 

 Il film, tratto dall’omonimo libro scritto dal premio Nobel per la pace, ripercorre tutta la vita di Madiba, dalle battaglie a difesa dei più deboli sino all’elezione a presidente della nazione di Johannesburg.

Mandela – La lunga strada verso la libertà: trama e cast del film con Idris Elba

Il politico e attivista premio Nobel Nelson Mandela è stato raccontato più volte al cinema. Uno dei film più noti a lui dedicati è Invictus, diretto da Clint Eastwood, dove a dare vita al presidente del Sud Africa è stato l’attore premio Oscar Morgan Freeman. Esiste però anche un altro apprezzato film dedicato alla sua vita e alla sua lotta contro il segregazionismo razziale. Questo è Mandela – La lunga strada verso la libertà, diretto nel 2013 da Justin Chadwick. All’interno di questo si racconta della sua lunga attività, coinvolgendo tanto la vita pubblica quanto quella privata. Ad interpretare Mandela è stavolta il noto Idris Elba, oggi noto per film come Thor e Beast of no Nation.

La storia, scritta dallo sceneggiatore William Nicholson, è basata sull’autobiografia Lungo cammino verso la libertà, scritta da Mandela nel 1994. Al momento della sua pubblicazione, il produttore sudafricano Anant Singh ne acquisì i diritti, desideroso di trarne un film. Singh era infatti un grande ammiratore del leader, ed ebbe anche modo di intervistarlo durante il suo periodo di prigionia. Il film prese però vita soltanto dopo diversi anni dopo, ed uscì al cinema nello stesso anno in cui Mandela venne a mancare. Non è noto se egli fece o meno in tempo a vedere la pellicola, che risulta comunque particolarmente fedele a quanto da lui narrato nel libro.

Al momento della sua uscita in sala, il titolo ottenne un’accoglienza critica generalmente positiva. In particolare, si lodavano le interpretazioni dei protagonisti. Elba, nello specifico, è stato indicato come un possibile candidato al premio Oscar, ma l’attore finì con il non ricevere la nomination. Nonostante tali apprezzamenti, il film passò in sordina al cinema e non ottenne un particolare successo di box office. A fronte di un budget di circa 35 milioni di euro finì con l’incassarne solo 28 a livello mondiale. Mandela – La lunga strada verso la libertà rimane comunque un ottimo modo per conoscere il celebre attività e le battaglie condotte nel corso della sua vita, ed è per questo un film da recuperare quanto prima.

Mandela – La lunga strada verso la libertà: la trama del film

La storia ha inizio con i primi anni di attività di Mandela come avvocato a Johannesburg. Ben presto egli viene sempre più coinvolto dall’intensificarsi della violenza dei bianchi nei confronti dei neri, cosa che porta all’inasprimento delle misure dell’apartheid. Opponendosi a tutto ciò, Mandela diventa la figura centrale nella ribellione contro tale discriminazione. A causa della sua posizione politica, egli si ritrova ad essere arrestato e imprigionato a Robben Island, dove è condannato all’ergastolo. Qui Mandela si trova a vivere il periodo più duro della sua vita, costretto a passare dietro le sbarre ben 27 anni. La sua forza di volontà viene messa a dura prova dai soprusi dei carcerieri come anche dall’isolamento a cui è costretto.

A permettergli di resistere a tutto ciò è l’incondizionato amore nei confronti di sua moglie Winnie, la quale a sua volta continua a combattere per i diritti dei neri. Dopo vent’anni, Mandela viene trasferito in un carcere meno severo, e con il passare del tempo una mobilitazione mondiale in suo favore spinge le autorità a liberarlo nel 1990. Mandela è ora un uomo libero, ma la strada verso la libertà è ancora lunga. Candidatosi alla presidenza del Sud Africa, egli aspira a sconfiggere una volta per tutte l’apartheid, professando la pace e un paese dove tutti possano coesistere senza più conflitti. Nonostante i numerosi impedimenti, ancora una volta il leader dimostrerà una volta inattaccabile, che troverà soddisfazione solo con il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Mandela cast

Mandela – La lunga strada verso la libertà: il cast del film

Interpretare una personalità come Mandela è compito estremamente rischioso per un attore, il quale è chiamato a dar vita ad un’interpretazione che renda onore e merito a questi. Per questo i produttori intrapresero un lungo processo di selezione, aspirando a trovare l’interprete più adeguato al ruolo. La scelta ricadde su Idris Elba, divenuto sempre più popolare in quegli anni. L’attore non nascose un certo timore nell’assumere tale ruolo, ma si dichiarò anche estremamente grato dell’opportunità. Per poter assumere i panni di Mandela, Elba studiò quanto più possibile la sua vita e il contesto in cui crebbe. Decise anche di trascorrere una notte nella stessa prigione dove l’attivista si trovò rinchiuso per 27 anni. La sua interpretazione fu poi lodata come particolarmente convincente e fedele a ciò che era stato Mandela.

Per il ruolo di sua moglie Winnie, personaggio particolarmente importante all’interno del film, venne scelta l’attrice Naomie Harris. Questa sarebbe in seguito divenuta nota anche grazie al film Moonlight, con il quale ottenne la sua prima nomination all’Oscar. Interpretare Winnie Mandela si è però rivelata la sfida più grande della sua carriera. L’attrice ha infatti dichiarato molto per poter essere fedele alla vera donna, e che ritrovò una grande complessità nel carattere e nell’animo di lei. Come Elba, anche la Harris si dichiarò grata di aver potuto dare voce e corpo ad una donna tanto importante nella lotta per i diritti delle persone di colore. Nel film vi è poi l’attore Gys de Villiers nel ruolo di Frederik de Klerk, il quale fu presidente del Sud Africa prima di Mandela dal 1989 al 1994.

Mandela – La lunga strada verso la libertà: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

Per gli appassionati del film, o per chi desidera vederlo per la prima volta, sarà possibile fruirne grazie alla sua presenza nel catalogo di una delle principali piattaforme streaming oggi disponibili. Mandela – La lunga strada verso la libertà è infatti presente su Infinity. Per poter usufruire del film, sarà necessarie sottoscrivere un abbonamento generale alla piattaforma. In questo modo sarà poi possibile vedere il titolo in tutta comodità e al meglio della qualità video, senza limiti di tempo. Il film è inoltre in programma in televisione per lunedì 24 luglio alle ore 21:00 sul canale Iris.

Fonte: IMDb

Mandarino: tutto quello che c’è da sapere sul villain di Shang-Chi

Annunciato durante il Comic-Con come uno dei titoli più attesi della Fase 4, Shang-Chi and the legend of the Ten Rings farà luce sulle origini e l’aspetto del “vero” Mandarino, personaggio già introdotto nel MCU grazie al colpo di scena di Iron Man 3 (dove era interpretato da Ben Kingsley).

Ma cosa sappiamo del celebre villain? Ecco qualche curiosità:

È stato principalmente un antagonista di Iron Man

Il Mandarino si è scontrato con diversi personaggi dei fumetti Marvel, ma possiamo riconoscere che Iron Man sia stato il suo principale avversario nel corso degli anni. Tony Stark ha infatti ostacolato più volte i tentativi del villain di dominare il mondo, ed è in un certo senso un riflesso contorto dell’eroe in quanto dotato di un’intelligenza incredibile e dell’accesso a tecnologie avanzate.

Sfortunatamente però non abbiamo mai visto uno scontro tra Iron Man e il vero Mandarino nel MCU.

Ognuno dei dieci anelli ha un potere specifico

Tolta l’intelligenza e l’abilità in diverse arti marziali, il Mandarino utilizza anche dieci anelli di cui ognuno è in grado di esprimere un potere specifico: dall’emissione di onde fredde al riordino della materia, queste armi offrono al villain un’infinità di strumenti per combattere gli avversari e provengono da un relitto di una nave appartenente a un alieno chiamato Axonn-Karr.

Visto il titolo del film su Shang-Chi, è logico supporre che anche il Mandarino del MCU userà gli anelli per i suoi scopi.

Ha mentito sulle sue origini

Nella storia originale il Mandarino viene ritratto come il figlio di ricco cinese e di una nobildonna inglese (discendente di Gengis Khan), morti poco dopo la sua nascita, motivo per cui viene cresciuto da sua zia maturando un odio vero il mondo. Il personaggio usa quindi tutta la sua eredità per allenare il suo corpo e la sua mente, e una volta lasciata la Cina scova l’astronave di Axonn-Karr nella Valle degli Spiriti, diventando ufficialmente il Mandarino.

Il vero colpo di scena arriva più tardi, quando i fumetti rivelano che ogni dettaglio sul suo passato è stato inventato. Grazie alla run di Iron Man scritta da Matt Fraction infatti scopriamo che il Mandarino ha rapito un regista per girare un film sulla sua vita, e che questa persona realizza durante le ricerche che l’uomo era in realtà il figlio di una prostituta.

Un figlio problematico

I fumetti ci presentano anche il figlio del Mandarino, Temugin, cresciuto in un monastero sull’Himalaya senza avere contatti con il padre. Quando il genitore muore durante uno scontro con Iron Man, il ragazzo riceve un pacco contenente le sue mani mozzate e tutti i potenti anelli, iniziando così a preparare la vendetta verso Tony Stark.

Ora, supponiamo che il Mandarino del MCU finisca per essere il padre di Shang-Chi , sarebbe altamente improbabile vedere questo personaggio nel film, mentre potrebbe diventare una buona occasione per dare a Shang-Chi un fratello nascosto.

Gli indizi nel MCU

La presenza del Mandarino nel MCU si è respirata fin dall’inizio, quando il gruppo di terroristi che rapisce Tony Stark viene chiamato appunto “I Dieci Anelli”. I membri di quell’organizzazione sono tornati in Iron Man 2 e Ant-Man, e infine in Iron Man 3 dove il villain si è ufficialmente rivelato sotto forma di inganno.

Grazie al corto All Hail the King, dove vediamo Trevor Slattery in prigione ricevere la visita di Jackson Norriss, sono stati svelati tutti i segreti relativi al vero Mandarino e del suo arrivo imminente.

Leggi anche – Shang-Chi and the legend of the Ten Rings, i dettagli ufficiali dal Comic-Con

Fonte: Cinemablend

Mandarino: per il produttore di Shang-Chi sarà diverso dalla controparte fumettistica

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Shang-Chi e La Leggenda dei Dieci Anelli introdurrà finalmente il personaggio del Mandarino (quello vero!) nel MCU. Tuttavia, il celebre villain che vedremo nell’attesissimo cinecomic di Destin Daniel Cretton potrebbe essere un po’ diverso rispetto a quello che i fan della Marvel si aspettano, almeno secondo il produttore del film.

Introdotto per la prima volta nell’universo Marvel nel 1964, il Mandarino è diventato in breve tempo uno dei cattivi più importanti e famigerati del franchise. Il personaggio è stato il principale antagonista di Iron Man nel corso dei decenni, sebbene abbia affrontato anche un certo numero di altri eroi Marvel. Nei fumetti, il Mandarino possiede potenti armi conosciute come i Dieci Anelli, che sono il risultato dell’adattamento di una tecnologia aliena avanzata. Il Mandarino è apparso per la prima volta nel MCU nel 2013, in Iron Man 3, soltanto che quel personaggio, alla fine, si è rivelato essere soltanto un impostore.

I fan del Mandarino vedranno finalmente il vero cattivo sul grande schermo in Shang-Chi, ma il produttore Jonathan Schwartz ha spiegato che potrebbero rimanere sorpresi dalla versione del personaggio interpretato da Tony Leung. Intervistato da EW, Schwartz ha dichiarato che il nuovo Mandarino sarà diverso dalla controparte fumettistica. “Penso che le persone si aspettano dal Mandarino un tipo di cose molto specifiche ogni volta che si parla del personaggio. Tuttavia, quello che vedremo nel film potrebbe non essere ciò che in realtà si aspettano”, ha spiegato Shcwartz.

“La speranza è che al pubblico piaccia quest’interpretazione del personaggio molto più complessa e stratificata, qualcosa che forse non assocerebbero direttamente al personaggio”. Dato il contraccolpo generato dal “falso” Mandarino in Iron Man 3, cambiare nuovamente il celebre villain potrebbe rivelarsi un rischio per la Marvel. Tuttavia, aggiungere più sfumature e complessità al personaggio non può che essere un elemento a vantaggio della storia e del film in generale. D’altronde, una nuova interpretazione del Mandarino dovrebbe essere eccitante da guardare, a prescindere da tutto.

L’uscita nelle sale di Shang-Chi e La Leggenda dei Dieci Anelli è fissata al 3 settembre 2021. Destin Daniel Cretton, acclamato regista di Short Term 12The Glass Castle e Il Diritto di Opporsi con Michael B. JordanJamie Foxx e Brie Larson, è stato scelto per dirigere il film, che vanta la sceneggiatura di Dave Callaham (The Expendables, Godzilla, Wonder Woman 1984).

Vi ricordiamo che nei panni del protagonista ci sarà l’attore canadese Simu Liu, visto di recente nella commedia di Netflix Kim’s Convenience. Insieme a lui, nel cast, figureranno anche Tony Leung Chiu-wai nei panni del Mandarino, e Awkwafina, che dovrebbe interpretare un “leale soldato” del Mandarino, e se è vero che il villain qui sarà il padre di Shang-Chi, in tal caso ci sono ottime possibilità che si tratti di Fah Lo Suee. Chi ha letto i fumetti saprà che è la sorella dell’eroe del titolo e che il suo superpotere è l’ipnosi.

Mandalorian: Star Wars Series, Pedro Pascal sarà uno dei protagonisti

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Come riportato da Variety, Pedro Pascal è il primo ad entrare nel cast d iThe Mandalorian, nuova serie tv spin-off di Star Wars che approderà il prossimo anno sulla piattaforma streaming Disney + insieme agli altri titoli in programma (una serie dedicata al personaggio di Cassian Andor e le serie sui supereroi Marvel).

La storia di The Mandalorian racconterà di Jango e Boba Fett, guerrieri dell’universo di Star Wars e sarà ambientata dopo la caduta dell’Impero e prima dell’emergere del Primo Ordine, ruotando attorno il travagliato percorso di un pistolero solitario nella parte esterna della galassia, lontano dall’autorità della Nuova Repubblica.

Mandalorian – Star Wars Series, prima foto, tra i registi Taika Waititi e Bryce Dallas Howard

The Mandalorian sarà scritta e prodotta dal produttore e attore candidato all’Emmy Jon Favreau, come annunciato in precedenza, con Dave Filoni ( Guerre stellari: Guerre dei cloni , Star Wars Rebels ) a dirigere il primo episodio. Gli altri registi saranno Deborah Chow ( Jessica Jones), Rick Famuyiwa ( Dope ), Bryce Dallas Howard ( Solemates ) e Taika WaititiThor: Ragnarok ). Mandalorian – Star Wars Series prodotto da Jon Favreau, Dave Filoni, Kathleen Kennedy e Colin Wilson. Karen Gilchrist sarà il co-produttore esecutivo.

Riguardo a Mandalorian: I Mandaloriani erano un gruppo di persone che si basava su una società formata da clan, composti da membri di diverse specie. La loro cultura si era evoluta sui concetti di battaglia e guerra visti come sorgente di onore e orgoglio nella comunità. Il capo dei Mandaloriani prendeva il titolo di Mandalore. I Mandaloriani erano spesso alleati con i Sith e con l’Impero Galattico. Durante gli ultimi anni della vecchia Repubblica Galattica diventarono un prototipo per i Clone Trooper sotto Palpatine.

Originalmente, la razza Mandaloriana era composta da individui simili a umani, chiamati Taung, che avevano una pelle di colore grigio e occhi gialli, e provenivano da Coruscant. Con il tempo più razze si aggregarono ai Taung, come umani, Twi’Lek e molti altri, e i guerrieri si chiamarono Mandaloriani in onore della colonia planetaria Mandalore. In seguito i Mandaloriani originali Taung si estinsero e l’aggettivo Mandaloriano rimase per indicare la cultura, che si tramandò nella maggiore componente umana del gruppo.

Fonte: Variety

Mandalorian – Star Wars Series, prima foto, trai registi Taika Waititi e Bryce Dallas Howard!

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Dopo mesi dall’annuncio la produzione della serie tv live action Mandalorian – Star Wars Series entra nel vivo. Come molti di voi già sapranno la storia racconterà di Jango e Boba Fett, guerrieri dell’universo di Star Wars.

The Mandalorian è ambientato dopo la caduta dell’Impero e prima dell’emergere del Primo Ordine. La storia ruota attorno il travagliato percorso di un pistolero solitario nella parte esterna della galassia, lontano dall’autorità della Nuova Repubblica.

ECCO la prima foto ufficiale della serie diffusa oggi:

Mandalorian - Star Wars SeriesMandalorian – Star Wars Series

La serie The Mandalorian sarà scritta e prodotta dal produttore e attore candidato all’Emmy Jon Favreau, come annunciato in precedenza, con Dave Filoni ( Guerre stellari: Guerre dei cloni , Star Wars Rebels ) a dirigere il primo episodio. Gli altri registi saranno Deborah ChowJessica Jones), Rick Famuyiwa ( Dope ), Bryce Dallas HowardSolemates ) e Taika WaititiThor: Ragnarok ). Mandalorian – Star Wars Series prodotto da Jon Favreau, Dave Filoni, Kathleen Kennedy e Colin Wilson. Karen Gilchrist sarà il co-produttore esecutivo.

Riguardo a Mandalorian: I Mandaloriani erano un gruppo di persone che si basava su una società formata da clan, composti da membri di diverse specie. La loro cultura si era evoluta sui concetti di battaglia e guerra visti come sorgente di onore e orgoglio nella comunità. Il capo dei Mandaloriani prendeva il titolo di Mandalore. I Mandaloriani erano spesso alleati con i Sith e con l’Impero Galattico. Durante gli ultimi anni della vecchia Repubblica Galattica diventarono un prototipo per i Clone Trooper sotto Palpatine.

Originalmente, la razza Mandaloriana era composta da individui simili a umani, chiamati Taung, che avevano una pelle di colore grigio e occhi gialli, e provenivano da Coruscant. Con il tempo più razze si aggregarono ai Taung, come umani, Twi’Lek e molti altri, e i guerrieri si chiamarono Mandaloriani in onore della colonia planetaria Mandalore. In seguito i Mandaloriani originali Taung si estinsero e l’aggettivo Mandaloriano rimase per indicare la cultura, che si tramandò nella maggiore componente umana del gruppo.

Mancino naturale: dal cast alle location, tutto quello che c’è da sapere sul film

Il calcio è senza dubbio lo sport più amato dagli italiani e a cui tanti giovani guardano con occhi sognanti. Costruire una carriera in tale sport può infatti aprire numerose porte e occasioni di riscatto. Ma ci sono anche aspetti negativi di questo mondo, che può fagocitare e risputare senza troppi complimenti chi lo intraprende. Il film del 2022 Mancino naturale, intrepretato da Claudia Gerini e diretto da Salvatore Allocca, proprone proprio questi due poli opposti.

Il film si concentra infatti sul mostrare anche gli aspetti negativi di questo ambito, talvolta legati ad un sostegno non del tutto sano da parte dei genitori dei giovani calciatori. Troppo spesso questa passione si trasforma infatti in un’ossesione capace di rovinare ciò che di buono e bello lo sport cerca invece di insegnare. Non manca però in Mancino naturale un messaggio di speranza che rende la storia di questi protagonisti ancor più coinvolgente.

In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a Mancino naturale. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alle location dove sono state effettuate le riprese. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Mancino naturale cast
Francesco Colella e Alessio Perinelli in Mancino naturale. © GiovanniBasso 2017 76

La trama di Mancino naturale

Protagonista del film è Isabella, residente in un quartiere popolare di Latina, in cui trascorre una vita per niente appagante. Isabella ha perso il marito tre anni prima e ora si trova a crescere da sola suo figlio adolescente Paolo, chiamato così dal padre per rendere omaggio al suo idolo calcistico Paolo Rossi. Il ragazzo ha una caratteristica in comune con il grande calciatore: ha un piede sinistro straordinario e dopo la morte di suo marito, Isabella cercherà in tutti i modi di far sì che suo figlio diventi un calciatore professionista.

Per far sì che ciò si avveri, lo iscrive ad un torneo molto importante per il suo futuro. Un sogno, questo, che non tarderà però a trasformarsi in ossessione. Isabella si troverà così a prendere scelte sbagliate e dovrà affrontare molte avversità, tra cui alcuni tormenti provenienti direttamente dal suo passato. Per sua fortuna, però, potrà contare sul supporto del vicino Fabrizio, che si preoccuperà di prendersi cura di Paolo e di aiutare lei a prendere le giuste scelte.

Il cast di attori e le location dove è stato girato il film

Ad interpretare Isabella vi è l’attrice Claudia Gerini, mentre il figlio Paolo è interpretato dal giovane Alessio Perinelli, mentre Francesco Colella interpreta Fabrizio, vicino di casa di Isabella che si rende disponibile ad aiutare Paolo con la scuola. Completano il cast la soprano Katia Ricciarelli nel ruolo di Maria, la suocera di Isabella, e Massimo Ranieri nel ruolo di Marcello D’Apporto, un malavitoso che si offre di aiutare Isabella sfruttandone in realtà l’ingenuità.

Mancino naturale location
Claudia Gerini in Mancino naturale.

Per quanto riguarda le location, la città di Latina è la principale ambientazione. Si possono infatti ritrovare qui diversi bar (quello dove Isabella incontra Marcello si trova sotto i portici di Piazza della Libertà), e il campo da calcio dietro il centro commerciale Latina Fiori, dove si svolgono gli allenamenti di Paolo. Nel quartiere Nicolosi, invece, si ritrova l’abitazione dove abita la protagonista. Lì vicino si trovano anche le autolinee dove Paolo aspetta di essere preso dalla madre dopo scuola. Le scene del finale, invece, sono state girate a Vicenza. Tra le location utilizzate vi sono lo stadio Menti, piazza dei Signori, il piazzale della Stazione e il quartiere Villaggio del Sole.

Il film è tratto da una storia vera?

La risposta è no, Mancino naturale non è ispirato ad alcuna storia vera. Il film comprende però elementi di vita reale, dagli omaggi al calciatore Paolo Rossi (campione del mondo con la nazionale italiana del 198) fino alle vicende di quei genitori che puntano su un futuro calcistico per i propri figli. Come raccontato dal regista, uno degli sceneggiatori, Massimo De Angelis, si è infatti ispirato a suoi ricordi di quando da giovane giocava a calcio. Nonostante ciò, le vicende del film sono da considerarsi del tutto originali.

Il trailer di Mancino naturale e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Mancino naturale grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TVChili Cinema, Apple TV, Google Play e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 29 maggio alle ore 21:30 sul canale Rai 1.

Manchester-By-The-Sea: foto del film con Michelle Williams

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Manchester-By-The-Sea: foto del film con Michelle Williams

Manchester-By-The-Sea, il nuovo film diretto da Kenneth Lonergan ed interpretato dal trio composto da Michelle WilliamsKyle Chandler Casey Affleck si mostra in una serie di immagini ufficiali.

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Nel film Affleck interpreta un uomo che si trova costretto a tornare nella propria città natale dove dovrà relazionarsi con la propria moglie (Michelle Williams) ed un grave lutto familiare. Kyle Chandler interpreterà per l’occasione il fratello di Affleck.

Le riprese di Manchester-By-The-Sea sono iniziate lo scorso marzo nel New England. Al cast si è aggiunta recentemente anche Michelle Williams, che interpreterà la moglie di Casey AffleckKevin Walsh, Chris Moore e Matt Damon, coinvolti nel progetto inizialmente come attori, compaiono, per ora, solo nel ruolo di produttori.

Fonte: Hollywood Reporter

Manchester by the Sea: trama, cast e curiosità sul film

Manchester by the Sea: trama, cast e curiosità sul film

Nei film il più delle volte i personaggi riescono a venire a patti con le cicatrici o i traumi che si portano dietro, voltando poi pagina verso una nuova vita. Nella realtà, però, raramente superare certi ostacoli è così semplice. Le ferite non spariscono mai del tutto e richiedono anni, se non un’intera vita, per essere metabolizzate. È proprio a partire dalla volontà di dar vita ad una storia che raccontasse questa difficoltà che il regista e sceneggiatore Kenneth Lonergan ha costruito quello che è ad oggi il suo capolavoro artistico, Manchester by the Sea (qui la recensione), uscito con gran successo in sala nel 2016.

All’interno di questo si parla di lutto, della difficoltà e del tempo che questo richiede per essere processato. Un tempo che il regista rende evidente attraverso una serie di potenti metafore, tra cui l’impossibilità di seppellire il defunto a causa del terreno invernale troppo freddo. Attraverso i dialoghi, il montaggio, il sonoro e diverse situazioni anche comiche, il regista riesce così a concretizzare un’opera delicata che permette davvero di identificarsi con il dolore del protagonista. Il suo non risolvere i propri conflitti al termine del film è quanto di più vicino alla realtà ci possa essere. Per questi motivi, Manchester by the Sea è stato tra i titoli più acclamati del suo anno.

Rivelatosi un grandissimo successo economico, il film ha guadagnato riconoscimenti in ogni dove, arrivando anche ad ottenere 6 nomination al premio Oscar e a vincere quello per la miglior sceneggiatura originale. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Manchester by the Sea: la trama del film

Protagonista del film è Lee Chandler, un tuttofare che conduce una vita riservata e solitaria a Boston. Allontanatosi da tutto e tutti, egli si dimostra continuamente restìo a stringere un qualsiasi rapporto con quanti cercano di interagire con lui. Al massimo, si lancia in qualche improvvisa scazzottata nei pub, forse per il desiderio di provare ancora qualcosa. Un giorno, però, Lee si vede richiamato nella sua città natale, Manchester-by-the-Sea, dalla quale si era allontanato da tempo. Il motivo è la morte di suo fratello Joe, dovuta ad un attacco cardiaco. Nonostante egli non abbia nessuna voglia di tornare in quei luoghi, si vede costretto a farlo per organizzare il funerale del fratello.

Una volta in città, Lee inizia a scontrarsi con i fantasmi del suo passato, che non fanno altro che riaprire le vecchie ferite che lo hanno portato ad essere la persona apatica che è oggi. Con sua grande disapprovazione, Lee scopre di essere anche stato nominato tutore del figlio di Joe, l’irrequieto Patrick. Riluttante all’idea di fare da padre al ragazzo, egli inizia a cercare delle soluzioni, consapevole però di doversene nel frattempo prendere cura. Il rapporto che nascerà tra i due permetterà però ad entrambi di relazionarsi con quel dolore, ricercando non una soluzione quanto il principio di un percorso di rinascita.

Manchester by the Sea cast

Manchester by the Sea: il cast del film

Ad interpretare il complesso ruolo di Lee Chandler vi è l’attore Casey Affleck, il quale per la sua struggente interpretazione ha poi vinto il premio Oscar come miglior attore. Affleck si è confrontato a lungo con Lonergan circa le azioni di Lee, optando infine per un forte minimalismo che lasciasse trasparire il profondo dolore interno del personaggio. L’attore convinse inoltre il regista a tenere nel film diverse scene da lui giudicate fondamentali, come ad esempio quella della confessione di Lee. Alla fine, Affleck aveva raggiunto un livello tale di immedesimazione con Lee, da scoppiare realmente a piangere durante la scena del funerale. Il regista decise di tenere poi questa sua reazione nel montaggio finale del film.

Accanto ad Affleck, nei panni del giovane Patrick, vi è l’attore Lucas Hedges. Pur vantando diverse precedenti esperienze recitative, fu proprio questo ruolo a consacrarlo definitivamente, portandolo anche ad essere nominato come miglior attore non protagonista agli Oscar. Hedges, che conosceva Lonergan sin da bambino, dovette superare diversi provini per ottenere la parte. Egli si preparò poi alle scene più emotive evitando ogni contatto e comunicazione con altre persone per diverse ore, sviluppando un senso di solitudine. Ad interpretare Randi Chandler, ex moglie di Lee, vi è invece la candidata all’Oscar Michelle Williams, che compare in realtà nel film solo per pochi minuti. Kyle Chandler è invece Joe, il fratello di Lee e padre di Patrick.

Manchester by the Sea: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Manchester by the Sea è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Chili, Google Play, Apple iTunes, Tim Vision e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 23 giugno alle ore 21:00 sul canale Iris.

Fonte: IMDb

Manchester By The Sea: trailer italiano del film con Casey Affleck

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Guarda il trailer italiano di Manchester By The Sea, il film che vede protagonisti Casey Affleck, Michelle Williams, Kyle ChandlerLucas Hedg.

Scritto e diretto da Kenneth Lonergan Manchester By The Sea sarà presentato alla Festa del Cinema di Roma 2016 e arriverà al cinema dal 1 Dicembre 2016.

Manchester By The Sea

Manchester By The SeaIl film racconta la storia dei Chandler, una famiglia della classe operaia del Massachusetts. Dopo la morte improvvisa del fratello maggiore Joe (Kyle Chandler), Lee (Casey Affleck) diventa il tutore legale del nipote (Lucas Hedges). Lee è costretto ad affrontare il tragico passato che lo separava da sua moglie Randi (Michelle Williams) e dal paese in cui è nato e cresciuto.

La pellicola è ambientato nel North Shore del Massachusetts ed è il nuovo film scritto e diretto da Kenneth Lonergan (Conta su di me, Margaret).

Manchester By The Sea: recensione del film con Casey Affleck

Manchester By The Sea: recensione del film con Casey Affleck

Arriva in sala il 16 febbraio Manchester By The Sea, il magnifico film di Kenneth Lonergan con protagonista Casey Affleck e candidato a sei premi Oscar.

La perdita di una persona cara può indurci a non provare più alcun tipo di interesse nei confronti del mondo. Esiste allora un modo per continuare a vivere o – come spesso di usa dire quando ci travolgono tragedie del genere – a sopravvivere?

Manchester by the Sea

La risposta è no. Tutto quello che possiamo fare è semplicemente (e tristemente) andare avanti, imparare a convivere con una ferita che si riaprirà più e più volte, colpendoci sempre di sorpresa e riportando a galla quel dolore che impara a tacere, ma che in realtà non si placa mai.

Manchester by the Sea: trailer italiano del film con Casey Affleck

Questo è quello che Kenneth Lonergan ci racconta con delicatezza e grande coscienza nella sua terza creaturea cinematografica, Manchester by the Sea, dramma che si è già fatto strada in numerosi Festival di prestigio (inclusi il Sundance e il Toronto Film Festival). La pellicola racconta la storia di Lee Chandler, un idraulico di Boston che, dopo la morte del fratello maggiore, si vede costretto a tornare nella sua città natale, dove scopre di essere stato nominato tutore del nipote sedicenne. L’uomo,  segnato da una tragica esperienza, si ritroverà  a dover fare  i conti con un passato dal quale non riesce a liberarsi.

Lonergan dimostra una maturità e una padronanza nell’utilizzo del mezzo cinematografico come espressione per raccontare il lutto e il suo superamento che si eleva al di sopra della media dei cineasti che già in passato avevano trattato un argomento così inflazionato (specie al cinema), costruendo un film che ha nel montaggio il suo maggior punto di forza: è infatti la narrazione alternata fra il presente e il passato della vita di Lee a far sì che lo spettatore riesca a entrare in empatia con la storia e con il suo protagonista, nonostante la pellicola risenta di alcuni momenti eccessivamente dilatati e di una lunghezza ingiustificata.

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A vestire i panni di Lee troviamo uno straordinario Casey Affleck, perfetto nel catturare l’essenza del suo personaggio e nel restituire l’aspetto più schivo e tormentato di un uomo incapace di ricominciare perché schiacciato da un dolore che non riesce a superare. A fargli da spalla, una meravigliosa Michelle Williams che si conferma una controparte femminile intensa e – come è nel suo stile – molto calibrata.

Manchester by the Sea parla attraverso un’umanità disarmante (prendendosi i suoi tempi e senza mai utilizzare toni esasperati) di ferite indelebili che non spariranno mai, di persone divorate dalla solitudine e rese vulnerabili dal dolore, che perdono e si sforzano di andare avanti, di sopravvivere.

Manchester By The Sea: Matt Damon protagonista

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Manchester By The Sea: Matt Damon protagonista

Il due volte nominato all’Oscar per la miglior Sceneggiatura originale Kenneth Lonergan (Gangs of Ney York, Conta su di me) torna dietro la macchina da presa per dirigere Matt Damon in Manchester-By-The-Sea (i due avevano già lavorato insieme a Margaret nel 2011), film che seguirà la storia di un idraulico di Boston che in seguito alla morte del fratello dovrà occuparsi del nipote sedicenne tra mille difficoltà, tra cui un segreto che sta per tornare alla luce.
Il film è stato sceneggiato dallo stesso Lonergan che inizierà le riprese già quest’autunno.

Fonte: THR

Manchester by the Sea: il trailer con Casey Affleck e Michelle Williams

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Ecco il trailer di Manchester by the Sea con protagonisti Casey Affleck e Michelle Williams. Il film è diretto da Kenneth Lonergan e a completare il cast ci sono Lucas Hedges, Kyle Chandler, Gretchen Mol e C.J. Wilson.

Ecco il video:

Nel film Affleck interpreta un uomo che si trova costretto a tornare nella propria città natale dove dovrà relazionarsi con la propria moglie (Michelle Williams) ed un grave lutto familiare. Kyle Chandler interpreterà per l’occasione il fratello di Affleck.

Manchester By The Sea: foto del film con Michelle Williams

Le riprese di Manchester By The Sea sono iniziate lo scorso marzo nel New England. Kevin Walsh, Chris Moore e Matt Damon, coinvolti nel progetto inizialmente come attori, compaiono nel ruolo di produttori.

Fonte: Amazon Studios e Roadside Attractions

Manchester By The Sea: il poster con Casey Affleck e Michelle Williams

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La Universal ha diffuso le foto e il poster ufficiale di Manchester By The Sea, il film che vedrà protagonisti Casey Affleck e Michelle Williams.

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Nel film Affleck interpreta un uomo che si trova costretto a tornare nella propria città natale dove dovrà relazionarsi con la propria moglie (Michelle Williams) ed un grave lutto familiare. Kyle Chandler interpreterà per l’occasione il fratello di Affleck.

Manchester By The Seafoto del film con Michelle Williams

Manchester by the seaLe riprese di Manchester By The Sea sono iniziate lo scorso marzo nel New England. Kevin Walsh, Chris Moore e Matt Damon, coinvolti nel progetto inizialmente come attori, compaiono nel ruolo di produttori.

Manchester by the Sea: grandi amicizie dietro al film  

Manchester by the Sea: grandi amicizie dietro al film  

Si nomina Boston, si parla di film, spunta fuori il nome di Matt Damon ed è impossibile non pensare subito alla sua grande amicizia con Ben Affleck. E non si sbaglia a pensare a questa amicizia anche nel caso di Manchester By The Sea, anche se degli Affleck non c’è il grande, piuttosto quello piccolo, Casey, cresciuto all’ingombrante ombra del famoso fratello.

Ma la storia dietro Manchester By The Sea non è così semplice come sembra: nato come film indipendente, grazie al debutto oltre un anno fa al Sundance Film Festival, un offerta altissima da parte degli Amazon Studios per la distribuzione e con un passaggio presso i festival più popolari, tra cui Toronto Film Festival, BFI London Film Festival e la nostra Festa del Cinema di Roma, è diventato uno di quei film di cui se ne sente parlare tanto e bene da tempo, in particolare dalla critica. E finalmente è arrivato anche su gli schermi italiani, a 10 giorni esatti dalla cerimonia degli Academy Awards per cui ha ben sei nomination, tra cui Miglior Film.

Manchester By The SeaManchester by the Sea è il nome dell’omonima cittadina del Massachussets, città natale di Lee Chandler (Casey Affleck), un luogo in cui è costretto a tornare quando viene informato della morte del fratello Joe (Kyle Chandler). Per lui la visita doveva essere breve, pronto a tornare alla sua monotona vita di custode a Quincy, ma scopre di essere stato nominato tutore del nipote di sedici anni, Patrick (Lucas Hedges, nominato come Miglior Attore Non Protagonista a gli Oscar). Mentre cerca di capire cosa fare con il ragazzo, stabilire un contatto nel peggior momento della sua vita e organizzare la sepoltura del fratello, Lee rincontra l’ex-moglie Randi (Michelle Williams), che aveva lasciato in quella città diverso tempo prima. Un semplice spaccato di vita: dolorosa, comune ma allo stesso tempo unica.

Casey Affleck, l’attore che visse due volte

Ma allora perché nominare Matt Damon, se in questa storia figura solo tra i produttori? Perché Manchester By The Sea è il perfetto esempio di come un idea possa nascere in un luogo, essere presa, modellata, lasciata andare, fatta respirare e infine trovare una nuova casa, in questo caso quella di Kenneth Lonergan. La storia di questo film infatti ebbe inizio oltre sei anni fa, grazie ad una conversazione tra Damon e un altro attore simbolo di Boston, John Krasinski e la loro voglia di fare un film insieme, scriverlo, produrlo, dirigerlo e interpretarlo. L’idea stessa alla base del film era proprio di Krasinski ispirato dal suo rapporto con i nipoti e dal senso di famiglia e dovere che ti viene nel crescere in una piccola comunità. Lui doveva vestire i panni del protagonista Lee Chandler e Matt Damon doveva debuttare alla regia. Ma cosa è andato storto? Tutto e niente, in fin dei conti.

Il regista newyorkese di Conta su di me e Margaret, è entrato nel quadro solo in un secondo momento dopo esser stato chiamato a lavorare alla sceneggiatura e l’autore ci ha messo talmente tanto di se stesso e ci ha dedicato talmente tanto tempo, da dargli una nuova forma rispetto all’idea iniziale di Damon e Krasinski: una forma decisamente più complessa a livello di emozioni ma anche un po’ più cupa e decisamente tragica, che è piaciuta subito a tutti. Forse il punto di vista esterno vincente che serviva. Gli impegni lavorativi di Krasinski lo hanno forzato ad uscire dal progetto (rimanendo solo come produttore esecutivo) e anche Matt Damon, che sperava di mettersi alla prova come regista, si è ritrovato a supplicare Lonergan di prendere in mano la storia, unico e solo uomo che poteva capire la loro idea iniziale e dargli vita sullo schermo.

Nel frattempo Casey Affleck, che era stato già interpellato da Matt Damon per avere un opinione sul copione, si è ritrovato da un giorno all’altro sul set ad interpretare questo personaggio complesso e bellissimo: il tipo di personaggio che non gli era mai stato proposto ma che sognava di fare da tempo. Uno di quei ruoli che può cambiarti la vita. Accanto a lui troviamo la meravigliosa Michelle Williams, che nonostante il poco spazio sullo schermo, ha ottenuto una nomination dall’Academy per la sua performance in un film che ha accettato senza nemmeno leggere il copione tanto si fidava di Lonergan e dei suoi dialoghi “che ti entrano sotto la pelle”.

Manchester by the Sea recensione

Molto acclamato dalla critica, Manchester By The Sea è stato senza dubbio un acquisto vincente per gli Amazon Studios, che grazie a questo film sono entrati nella storia degli Academy Award diventato la prima piattaforma di streaming ad avere un prodotto in lizza come Miglior Film. Ma anche in termini di investimento ci hanno visto lungo: con 10 milioni di dollari hanno comprato i diritti di un opera che ne è costata solo 8,5 milioni di dollari e ad oggi, l’incasso nelle sale ha superato i 56 milioni di dollari in tutto il mondo. A vedere questi numeri adesso, forse Krasinski e Damon si sono segretamente pentiti di aver lasciato andare così facilmente un idea nonostante siano orgogliosi del percorso fatto, ma senza Lonergan e Affleck, probabilmente, o quasi sicuramente, non sarebbe stata la stessa cosa.

Manchester by the Sea: gli “esplosivi” effetti visivi in un video/parodia

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Funny or Die ha pubblicato questo divertente video che ci mostra gli “esplosivi” effetti visivi di Manchester By The Sea. Chiaramente il film è privo di artifici digitali e l’ilarità del video si basa proprio su questo!

Il film ha conquistato due Oscar importanti agli Academy Awards 2017: il premio alla migliore sceneggiatura originale e il premio al migliore attore protagonista Casey Affleck.

Manchester By The Sea: trailer italiano del film con Casey Affleck

Il film racconta la storia dei Chandler, una famiglia della classe operaia del Massachusetts. Dopo la morte improvvisa del fratello maggiore Joe (Kyle Chandler), Lee (Casey Affleck) diventa il tutore legale del nipote (Lucas Hedges). Lee è costretto ad affrontare il tragico passato che lo separava da sua moglie Randi (Michelle Williams) e dal paese in cui è nato e cresciuto.

La pellicola è ambientato nel North Shore del Massachusetts ed è il nuovo film scritto e diretto da Kenneth Lonergan (Conta su di me, Margaret).

Manchester By the Sea miglior film dell’anno per il National Board of Review

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Secondo il National Board of Review è Manchester By the Sea il miglior film del 2016. La pellicola, vista alla Festa del Film di Roma 2016, vede protagonista Casey Affleck ed è diretta da Kenneth Lonergan. L’associazione lo ha decretato vincitore anche nelle categorie del miglior attore (Affleck), migliore sceneggiatura e performance-rivelazione (il giovanissimo Lucas Hedges). Ma ormai è senza ombra di dubbio algli Oscar che punta il lavoro di Lonergan.

Il premio alla migliore attrice è andato a Amy Adams per Arrival di Denis Villeneuve, il premio al miglior film d’animzione è andato a Kubo e la Spada Magica, mentre per la regia è stato premiato Barry Jenkins per Moonlight.

La trama di Manchester By the Sea: Dopo l’improvvisa morte del fratello maggiore, Lee Chandler (Casey Affleck), un idraulico di Boston, si vede costretto a tornare nella sua città natale, dove scopre di essere stato nominato tutore del nipote sedicenne.

Manchester by the Sea recensione del film con Casey Affleck

Il National Board of Review of Motion Pictures (più comunemente National Board of Review, abbreviato in NBR) è un’organizzazione no profit newyorkese dedicata al cinema inteso sia come arte che come intrattenimento, alla celebrazione dell’eccellenza artistica e al sostegno della libertà d’espressione nei film. Non ha alcun legame commerciale con l’industria cinematografica.

I membri, che comprendono insegnanti, studenti, storici, professionisti dell’industria cinematografica, cinefili nel senso più ampio del termine, vedono e valutano ogni anno quasi trecento film. Spesso le visioni sono seguite da dibattiti approfonditi con registi, attori, produttori e sceneggiatori. A fine anno attraverso apposite schede di votazione determinano i vincitori dei premi annuali.

Man vs Baby, la spiegazione del finale: la famiglia intraprenderà un’azione legale contro Trevor?

Che si tratti del vagabondo di Charlie Chaplin o di Mr. Bean di Rowan Atkinson, tutti questi personaggi hanno affrontato difficoltà nella loro vita professionale e personale e sono stati vittime del capitalismo, ma in qualche modo gli ostacoli che hanno incontrato a causa della loro mancanza di privilegi non hanno mai smorzato il loro spirito. Trevor Bingley di Man vs. Baby (che è il sequel di Man vs. Bee) rientra in una categoria simile di personaggi. La trama è un po’ prevedibile e devo dire che abbiamo già visto innumerevoli volte gli eventi e le situazioni umoristiche mostrati nel film. Non credo che chiunque abbia visto serie o film di questo tipo troverà qualcosa di straordinario in questo film. Detto questo, alla fine dei conti si tratta di Rowan Atkinson, e il suo fascino innocente vi intratterrà e vi farà sorridere. Scopriamo quindi cosa è successo in Man vs. Baby e in che tipo di situazione si trova Trevor.

Perché Maddy non sarebbe venuta a trascorrere il Natale con Trevor?

Trevor aveva sempre trascorso il Natale con sua figlia Maddy e la sua ex moglie Jess. Quelle piccole tradizioni potevano forse infastidire Maddy, ma Trevor le aspettava con ansia per tutto l’anno.

Maddy metteva sempre la stella in cima all’albero di Natale, e Trevor era molto esigente al riguardo. Ma questa volta, Jess ha chiamato Trevor e gli ha detto che non sarebbero riusciti ad andare nel suo villaggio per Natale. Jess usciva con un ragazzo di nome Goran, che aveva invitato sia Jess che Maddy a trascorrere il Natale a casa sua alle Barbados. Jess era pazza del suo nuovo fidanzato e aveva tutto il diritto di trascorrere il suo tempo con lui. Ma quello che non capiva era che Trevor aspettava tutto l’anno il 25 dicembre e lei stava rovinando la festa impedendo a Maddy di vederlo. Inoltre, credo che abbia ferito Trevor dicendogli che Goran era disposto a pagare le tasse scolastiche di Maddy, perché la amava come una figlia. Trevor disse a Jess che aveva tutto sotto controllo, anche se aveva solo un paio di centinaia di dollari sul suo conto in banca e una serie di debiti da ripagare.

Come è finito il bambino con Trevor?

Man vs Baby

Trevor lavorava come custode in una scuola elementare che fungeva anche da asilo nido per i bambini piccoli. Trevor si occupava di tutto a scuola, non si lamentava mai anche quando era sommerso di lavoro tutto il giorno, eppure gli fu detto che sarebbe stato licenziato. Quello stesso giorno, Trevor ricevette una telefonata da un’agenzia di house-sitting che gli disse che la famiglia Schwarzenboch aveva bisogno di una persona di fiducia che si occupasse della loro casa per Natale. L’agenzia non aveva nessun custode disponibile in quel momento, quindi chiesero a Trevor se poteva fare il lavoro. A Trevor fu detto che avrebbe ricevuto 10.000 dollari come pagamento, quindi ovviamente non poteva dire di no. Gli chiesero di raggiungere l’attico degli Schwarzenboch a Londra alle 5 dello stesso giorno. Trevor stava per lasciare la scuola quando si rese conto che un bambino che era stato lasciato da qualcuno sulla soglia della scuola era ancora lì. Trevor non aveva altra scelta che portare il bambino con sé. Chiamò i servizi sociali per informare la polizia, ma una serie di equivoci fece sì che il bambino rimanesse con lui. Trevor portò il bambino a Londra e lo nascose nella sua borsa perché non gli era permesso portare nessuno, e soprattutto un bambino, con sé nell’attico.

Trevor ha consegnato il bambino ai servizi sociali?

Trevor ottenne il lavoro e Petra, la governante della famiglia Schwarzenboch, lo informò e gli mostrò la casa. Tutti i lavoratori si erano presi la libertà di andare in vacanza, poiché sapevano che il signor e la signora Schwarzenboch non sarebbero mai tornati per Natale. Trevor si trovò in ogni sorta di guai durante la sua permanenza nella casa. Innanzitutto finì i pannolini e quindi usò i costosi fazzoletti da taschino del signor Schwarzenboch. Poi, quando scese per andare a prendere i pannolini, dimenticò la chiave dell’ascensore, senza la quale non poteva andare all’attico. Dovette chiamare Petra e farsi dare la chiave da una domestica che era ancora a circa 30 minuti dall’attico. Quando la domestica arrivò, Trevor aspettò Lionel (un residente dello stesso condominio), poiché lei avrebbe dovuto chiamare il telefono di Lionel, dato che Trevor non aveva nemmeno il suo telefono con sé.

A peggiorare le cose, una coppia è entrata nell’attico e Trevor li ha colti in flagrante. Trevor ha provato compassione quando ha visto che stavano rubando del cibo, perché erano affamati e volevano sfamare il loro bambino. Ha offerto alla coppia del cibo, e loro hanno trovato un po’ strano che fosse così ospitale quando avrebbe dovuto consegnarli alla polizia. Trevor ha perso l’appuntamento con Georgia Hakopian dei servizi sociali di Westminster, che avrebbe dovuto venire a prendere il bambino. Quando l’ha incontrata, aveva accidentalmente il bambino della coppia (quello che aveva violato la proprietà) invece del suo. La coppia aveva lasciato il loro bambino con Trevor perché avevano del lavoro da sbrigare. Entrambi i bambini indossavano berretti blu, quindi Trevor ha accidentalmente consegnato il loro bambino ai servizi sociali invece del proprio.

Quando la tempesta sembrava essersi placata, Trevor venne a sapere che il signor e la signora Schwarzenboch stavano per arrivare al loro attico e che doveva decorare la casa e preparare un pasto sontuoso tutto da solo. La domestica non poteva venire in quel momento, perché era in Scozia, quindi ha inviato via fax a Trevor una lista della spesa di quattro pagine e gli ha chiesto di preparare un pasto per 12 persone. Una volta che Trevor ha decorato tutta la casa e preparato tutto il cibo, Petra gli ha detto che c’era stato un cambiamento dell’ultimo minuto nel programma e che il signor e la signora Schwarzenboch non sarebbero venuti a Londra. Ma il cibo era già pronto, quindi Trevor chiamò tutte le persone che conosceva, ovvero Lionel dell’appartamento, il poliziotto che era venuto a cercare il bambino, la coppia che aveva violato la proprietà e persino Georgia dei servizi sociali, per cenare con lui. A rendere le cose ancora migliori, Jess lo chiamò per dirgli che il loro volo era stato cancellato, quindi finalmente ebbe l’opportunità di trascorrere il Natale con sua figlia. Trevor era felice di poter finalmente trascorrere il Natale come desiderava.

La famiglia Schwarzenboch intraprenderà un’azione legale contro Trevor?

Nel finale di Man vs. Baby, Trevor si stava godendo ogni momento e, in effetti, tutti gli altri erano piacevolmente sorpresi di trascorrere un momento così bello con dei perfetti sconosciuti. Ma proprio in quel momento, qualcuno suonò il campanello e, con grande orrore di Trevor, il signor e la signora Schwarzenboch decisero di presentarsi senza preavviso. Non avevano idea che nella loro casa fosse stata organizzata una festa di Natale e che ci fossero persone che stavano cenando insieme. Beh, Trevor era sicuramente sorpreso, e credo che nei momenti successivi lo sarebbero stati anche il signor e la signora Schwarzenboch. Non so cosa potrebbe succedere a Trevor, ma il pover’uomo aveva lavorato con sincera dedizione e aveva fatto del suo meglio per sistemare tutto. Potrebbe finire nei guai, ma contrariamente alla reputazione che il signor e la signora Schwarzenboch avevano tra i loro lavoratori/dipendenti, non credo che fossero così severi e snob. Sì, erano ricchi e conducevano un certo stile di vita, ma va notato che erano venuti a Londra perché amavano il cibo preparato dalla loro domestica. E immagino che abbiano pensato che sarebbe stato scortese farle preparare tutto il cibo e poi non presentarsi. Quindi, anche se sarebbero rimasti scioccati nel trovare tutti a casa loro, credo che avrebbero capito che Trevor non aveva cattive intenzioni e che, anzi, aveva fatto di tutto per assicurarsi che tutto fosse in ordine quando nessun altro membro del personale era venuto ad aiutarlo.

Man On Fire: ecco come la serie si collega davvero al film con Denzel Washington

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La nuova serie Man On Fire di Netflix, con Yahya Abdul-Mateen II nel ruolo di John Creasy, ha inevitabilmente riacceso il confronto con il celebre film del 2004 interpretato da Denzel Washington. Ma c’è un punto chiave che cambia completamente la prospettiva: la serie non è un remake del film, bensì una nuova interpretazione dello stesso materiale originale, con differenze narrative e tematiche molto più profonde di quanto si possa immaginare.

Negli ultimi giorni, infatti, il progetto è stato spesso etichettato come una semplice rilettura del film diretto da Tony Scott, generando scetticismo tra i fan più affezionati. Tuttavia, come emerso da interviste al team creativo, la serie prende le mosse direttamente dai romanzi di A.J. Quinnell, ampliandone l’universo e costruendo una storia che si muove su coordinate differenti rispetto al film.

Il risultato è un’operazione più complessa di quanto sembri: Man On Fire versione Netflix non cerca di replicare l’impatto emotivo del film del 2004, ma prova a ridefinire il personaggio di Creasy e il suo percorso, spostando il focus dalla vendetta personale a un contesto più ampio, quasi geopolitico. Ed è proprio qui che si gioca la vera partita narrativa.

Perché la serie Man On Fire cambia l’origine della vendetta e riscrive il percorso di Creasy

Billie Boullet in Man on fire
© Netflix

La differenza più evidente tra le due versioni riguarda l’evento scatenante della storia. Nel film con Denzel Washington, tutto ruota attorno al rapimento della bambina che Creasy è chiamato a proteggere, un trauma che innesca una spirale di vendetta personale e brutale. La serie Netflix, invece, modifica radicalmente questo punto di partenza: al centro non c’è un sequestro, ma un attentato terroristico che uccide una persona cara a Creasy, spostando la narrazione verso una dimensione più ampia e contemporanea.

Questa scelta deriva direttamente dai romanzi originali, in particolare dall’integrazione di elementi tratti sia dal primo libro (Man on Fire, 1980) sia dal sequel The Perfect Kill del 1992. A differenza delle precedenti trasposizioni, che si concentravano quasi esclusivamente sul primo romanzo, la serie costruisce un arco narrativo più esteso, permettendo al personaggio di evolvere in modo più stratificato.

Anche il rapporto con la giovane protagonista – qui chiamata Poe – segna un’altra svolta significativa. Se nel film il legame tra Creasy e la bambina era costruito su una dinamica di protezione pura, nella serie diventa più complesso: Creasy non si limita a proteggerla, ma la prepara a sopravvivere, instaurando una relazione che mescola affetto, addestramento e necessità. Questo cambio di prospettiva rende la storia meno melodrammatica e più orientata alla costruzione di un mondo ostile in cui i personaggi devono adattarsi.

Yahya Abdulah Mateen in Man on Fire
© Netflix

Allo stesso tempo, la serie non ignora il peso culturale del film del 2004. Al contrario, lo riconosce e lo omaggia in modo sottile, attraverso riferimenti e dichiarazioni esplicite del cast e della produzione. Lo stesso Abdul-Mateen II ha più volte ribadito il rispetto per l’interpretazione di Washington, sottolineando come il suo approccio sia stato quello di trovare una propria identità per il personaggio, evitando il confronto diretto.

Ed è forse proprio questa la chiave più interessante della nuova Man On Fire: non competere con il passato, ma aggirarlo. In un’epoca in cui i revival spesso si limitano a replicare formule già funzionanti, la serie sceglie una strada più rischiosa ma potenzialmente più fertile, cercando di costruire una nuova mitologia attorno a Creasy.

Se funzionerà davvero, lo dirà la risposta del pubblico. Ma una cosa è già chiara: questa non è la storia che gli spettatori ricordavano — ed è esattamente questo il suo punto di forza.

Man On Fire, spiegazione del finale: Chi è stato davvero il responsabile dell’attentato e cosa succede a Creasy?

La serie Netflix Man on Fire è ricca di colpi di scena dall’inizio alla fine, culminando in un finale adrenalinico che svela le vere cause dell’attentato. La serie è un adattamento libero dei romanzi di A.J. Quinnell, già portati sullo schermo nel film omonimo del 2004 con Denzel Washington. Tuttavia, adotta un approccio originale a questa amata storia di vendetta.

Invece di essere ingaggiato per proteggere una bambina, John Creasy, interpretato da Yahya Abdul-Mateen II, viene inviato a Rio de Janeiro in vista delle elezioni per scongiurare eventuali attacchi terroristici. Le cose prendono una brutta piega quando una bomba distrugge l’edificio in cui Creasy, il suo amico Rayburn e la famiglia di quest’ultimo alloggiano. Per pura fortuna, Creasy e la figlia di Rayburn, Poe, sopravvivono all’attentato. Ma i loro problemi non sono finiti.

Creasy si impegna a proteggere Poe da nuove minacce e a vendicare la morte del suo unico amico. Per fortuna, può contare sull’aiuto del suo autista, Melo, e della gang della favela di cui Melo fa parte. Mentre Creasy cerca di rintracciare i responsabili dell’attentato, scopre che l’intera vicenda è collegata a una sconvolgente cospirazione.

Questo porta al finale di Man on Fire, un episodio ricco di azione e sorprendentemente toccante che risponde ai grandi interrogativi sull’attentato e getta le basi per una potenziale seconda stagione.

Chi ha realmente causato l’attentato e la sua rovina?

All’inizio della serie, Man on Fire dissemina diversi depistaggi su chi abbia effettivamente causato l’attentato. Alla fine, la serie rivela che un agente della CIA ribelle, Henry Tappen, si era rivolto al Presidente Carmo e a Prado Soares con l’idea di organizzare un attentato terroristico poco prima delle elezioni brasiliane.

Se avessero vinto le elezioni, non sarebbe cambiato molto. Tuttavia, un attentato terroristico avrebbe permesso loro di assumere il potere assoluto sul governo. Il loro piano era infallibile. Tutto sarebbe andato per il meglio se Rayburn non avesse portato Creasy a Rio per sventare eventuali attacchi terroristici.

Sapevano che Creasy avrebbe fermato il loro piano. Per questo motivo, si erano trasferiti da un complesso di appartamenti all’altro, dove alloggiavano Rayburn e Creasy. Non potevano prevedere che Creasy e Poe sarebbero stati assenti al momento dell’attentato. Sfortunatamente, avendo incastrato Ferraz, Creasy ha trascorso gran parte della serie a dare la caccia agli uomini sbagliati. Creasy scopre la verità solo quando va a uccidere Ferraz.

In definitiva, Creasy smaschera gli uomini nella serie originale Netflix grazie a un piano elaborato che gli permette di raggiungere Tappen senza bisogno di ulteriore scorta. Avendo lavorato al fianco di Tappen, sa che l’agente della CIA ha sempre un interruttore di sicurezza. Eliminando Tappen, tutte le informazioni che smascherano Carmo e Soares vengono a galla, ponendo fine al loro regno di terrore.

Come Creasy riabilita il suo nome in Man on Fire

 

Tappen è stato abbastanza astuto non solo da incastrare Ferraz per l’attentato, ma anche da manipolare le comunicazioni tra John Creasy e Ferraz, implicando l’eroe della nostra storia. Per questo motivo, Creasy trascorre gran parte degli ultimi due episodi a nascondersi dal pubblico. Il suo piano è molto più difficile da attuare quando non può essere visto. Deve riabilitare il suo nome.

Inoltre, Creasy prova un immenso senso di colpa per le notizie che coinvolgono Melo, Livro, Poe e Vico. È l’esempio perfetto di qualcuno che precipita in una spirale di vergogna. Pensa di essere lui il problema.

Si incolpa già per l’incidente di Città del Messico, che gli ha causato il disturbo da stress post-traumatico. Di conseguenza, ha allontanato tutti, arrivando persino a dire a Rayburn, all’inizio della serie, che ora doveva cavarsela da solo. Contro ogni suo istinto, abbassa la guardia con questi quattro e instaura un legame con loro a metà di Man on Fire, la serie di Netflix. In definitiva, il senso di colpa per aver potenzialmente ferito altre persone a cui tiene lo divora. L’unico modo per riabilitare il loro nome è riabilitare il suo. L’unico modo per riabilitare il suo nome è che lui smascheri l’intera cospirazione.

Per fortuna, l’interruttore dell’uomo morto cambia tutto. Le informazioni trapelate dopo la morte di Tappen permettono a John Creasy non solo di vendicare la morte dei Rayburn, ma anche di riabilitare il suo nome. Non è più un ricercato, il che gli permette di andare avanti con la sua vita. Inoltre, la CIA riacquista fiducia in Creasy dopo che questi riesce a fermare Tappen e a proteggere Poe.

La spiegazione del perché tutti vogliono uccidere Poe

Billie Boullet in Man on fire
© Netflix

John Creasy è un agente delle forze speciali più che capace di smascherare l’intera cospirazione. È perfettamente logico che Carmo, Soares e gli altri criminali vogliano eliminarlo. Rappresenta una vera minaccia. D’altro canto, Poe è un bersaglio alquanto strano.

Poe è un’adolescente con scarse capacità di autodifesa, nessuna competenza avanzata in materia di interrogatori e nessuna conoscenza dei servizi segreti governativi. In generale, non rappresenta una minaccia per loro. Tuttavia, Soares sembra ansioso di scoprire cosa sa e di farla uscire dal paese il più rapidamente possibile. Riflettendoci meglio, questo è il primo indizio del suo coinvolgimento nel crimine.

In definitiva, Poe è il bersaglio chiave perché ha visto l’uomo in motocicletta. Potrebbe identificare Tappen. Se John Creasy uccidesse Tappen, il mondo intero scoprirebbe che Carmo e Soares hanno pianificato l’attentato. Inoltre, Tappen è un traditore. Se venisse identificato, non esiterebbe a smascherarli. Poe non si rende nemmeno conto di quanto lei rappresenti una minaccia per la cospirazione.

Perché Tappen è diventata un’agente della CIA ribelle

Scoot Mcnairy in in Man on fire
© Netflix

A prima vista, non ha senso che Tappen, un agente della CIA, si ribelli e aiuti il ​​presidente Carmo a diventare un dittatore brasiliano. Non è brasiliano. Non è il presidente del paese. Non è un imprenditore che subirebbe le conseguenze negative di un cambio di regime. Le sue motivazioni non sono chiare. Tuttavia, il piano nella serie d’azione e thriller finisce per avvantaggiare Tappen.

Propone a Carmo e Soares di usare i loro nuovi poteri autoritari per stringere accordi con gli Stati Uniti che andrebbero a vantaggio di Tappen. Vuole scalare i ranghi della CIA e vede in questo la sua strada. Ciò riflette la storia degli Stati Uniti, che hanno tentato di rovesciare o influenzare governi stranieri (fonte: History). La differenza, in questo caso, è che si tratta di un agente ribelle anziché di una missione di alto livello della CIA.

Perché Ferraz si è addossato la colpa dei crimini di Tappen nella serie Netflix

Yahya Abdul Mateen in Man on Fire
Juan Rosas/Netflix © 2024

Quando John Creasy va a uccidere Ferraz, scopre che Ferraz non ha ordinato l’attentato e che l’FRP non c’entrava nulla. Invece, Tappen, il Presidente Carmo e Soares hanno orchestrato tutto. Hanno intenzionalmente diffuso informazioni false per far apparire Ferraz come la mente dietro l’attentato, in modo simile a come hanno fatto passare John Creasy per l’agente ribelle che ha dato una mano.

In realtà, Ferraz era sì il capo di un’organizzazione criminale chiamata FRP. Non ha avuto alcun ruolo nell’attentato, però. Si è addossato la colpa perché le persone coinvolte avevano rapito sua moglie e i suoi figli. Non poteva smascherarli, altrimenti avrebbero ucciso la sua famiglia.

Alla fine, sacrifica la sua vita per la sua famiglia e per Creasy. Invia l’FRP a prelevare la sua famiglia e a portarla in salvo. Poi, ritarda gli interrogatori raccontando loro bugie su ciò di cui lui e Creasy si sono detti e su dove sia andato l’agente delle forze speciali.

Questa scelta narrativa dimostra che la moralità ha delle zone grigie. Ferraz potrebbe essere coinvolto nella criminalità organizzata, ma la sua depravazione ha dei limiti. Lui e l’FRP non hanno mai partecipato a grandi attentati terroristici come quello all’inizio di Man on Fire.

Inoltre, è disposto a proteggere l’uomo che voleva ucciderlo se questo significa che la sua famiglia può sopravvivere. Non è completamente buono né completamente cattivo, nello stesso modo in cui Creasy non lo è. Sono entrambi semplicemente personaggi moralmente ambigui, su lati opposti della legge.

Come il finale di Man on Fire prepara il terreno per la seconda stagione

Yahya-abdul-mateen ii e billie boullet in Man on Fire

Alla fine di Man on Fire, John Creasy e Poe si ritrovano insieme al funerale della famiglia di lei. Sembrano sostenersi a vicenda come una piccola famiglia. Creasy aveva promesso, in alcuni episodi precedenti, di starle vicino, e mantiene la promessa. Tuttavia, potrebbero essere nuovamente separati se la serie dovesse continuare. Creasy riceve una telefonata da uno dei suoi ex superiori della CIA, che gli propone un incarico.

Hanno informazioni sui responsabili dell’uccisione del suo intero squadrone a Città del Messico e chiedono a Creasy di aiutarli a neutralizzarli. Sebbene sembri soddisfatto della sua situazione, il desiderio di vendetta è troppo forte. Chiede quindi di ricevere le informazioni.

Al momento non ci sono garanzie sul rinnovo della serie, ma il regista e produttore esecutivo Steven Caple Jr. ha confermato a ComicBook.com che stanno pianificando un seguito. Se Man on Fire verrà rinnovata per una seconda stagione, Creasy dovrà probabilmente lasciare la persona che più gli sta a cuore, quella che considera la sua famiglia.

Creasy potrebbe essere costretto a rivivere l’evento che ha causato il suo grave disturbo da stress post-traumatico in Man on Fire. Creasy si sta ancora riprendendo dal trauma di Città del Messico, oltre a tutto quello che è successo a Rio. La prossima stagione probabilmente lo mostrerà alle prese con la difficoltà di mantenere la sua stabilità mentale mentre cerca di chiudere definitivamente una vecchia ferita.

Man on Fire su Netflix avrà una stagione 2? La risposta della star riaccende il futuro della serie

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Dopo il debutto su Netflix con una prima stagione intensa e cupa, Man on Fire si trova già al centro di una domanda inevitabile: ci sarà una stagione 2? A rispondere è direttamente il protagonista Yahya Abdul-Mateen II, che nella nuova versione televisiva raccoglie l’eredità di Denzel Washington nel ruolo di John Creasy. E la sua posizione è più cauta — e interessante — di quanto ci si potesse aspettare.

Intervistato da ScreenRant, l’attore ha spiegato di essere aperto a tornare per nuove stagioni, ma solo a una condizione: deve esserci una vera ragione narrativa. “È un personaggio incredibile”, ha dichiarato, sottolineando però che non ha senso continuare una serie solo per inerzia produttiva. Un approccio che riflette una consapevolezza precisa: oggi il successo di una serie non si misura solo nei numeri, ma nella sua capacità di mantenere coerenza e qualità nel tempo.

Il punto chiave, infatti, non è tanto se Man on Fire tornerà, ma come potrebbe farlo. La prima stagione — composta da sette episodi — ha rilanciato la storia tratta dal romanzo di A. J. Quinnell puntando su un tono più psicologico, approfondendo il trauma e il PTSD del protagonista, rispetto alla versione cinematografica del 2004. E questo apre scenari completamente diversi per il futuro.

Perché una stagione 2 di Man on Fire non è scontata (e cosa dovrebbe cambiare davvero)

Il confronto con il film del 2004, diretto da Tony Scott, è inevitabile. Quella versione — pur accolta tiepidamente dalla critica — è diventata negli anni un cult grazie alla performance di Washington e a un’impostazione visiva estremamente stilizzata e violenta. La serie Netflix, invece, ha scelto una strada diversa: meno spettacolo puro, più introspezione, più spazio ai personaggi e alle conseguenze emotive della violenza.

Ed è proprio qui che si gioca il futuro della stagione 2. Continuare significherebbe evitare la trappola più comune: trasformare Creasy in un eroe seriale che replica lo stesso schema narrativo (missione, vendetta, redenzione) senza evoluzione. Le parole di Abdul-Mateen II vanno lette in questa direzione: non basta che la storia funzioni, deve avere qualcosa di nuovo da dire.

Un altro elemento da considerare è il contesto attuale delle serie crime e thriller. Negli ultimi anni, il pubblico si è abituato a narrazioni sempre più complesse e stratificate, dove il conflitto interiore conta quanto — se non più — dell’azione. Se Man on Fire decidesse di proseguire, dovrebbe probabilmente spingersi ancora oltre su questo piano, esplorando le conseguenze delle scelte di Creasy e ampliando il suo mondo, magari introducendo nuovi antagonisti o dinamiche più corali.

C’è poi una questione produttiva: la serie nasce anche come reinterpretazione di un brand già noto, e questo la espone a un equilibrio delicato tra fedeltà e innovazione. Spingersi troppo verso il modello seriale potrebbe allontanare chi cerca l’intensità del film; restare troppo legati all’originale rischierebbe invece di limitarne il potenziale.

In questo senso, la cautela dell’attore non è un limite, ma un segnale preciso: Man on Fire può continuare, ma solo se è disposto a cambiare davvero. Altrimenti, il rischio è quello di diventare l’ennesima serie che sopravvive più per il titolo che per la forza della sua storia.