Ben Foster (Lone Survivor, Alpha Dog) si
aggiunge al cast di Inferno, terzo capitolo della saga di
Dan Brown che vede come protagonista il Professor
Robert Langdon, dopo Il codice da Vinci
(2006) e Angeli e demoni (2009).
A dirigere (e a produrre) la pellicola, ritorna anche questa volta,
Ron Howard.
Assieme a
Foster (il cui ruolo non è ancora stato reso
noto), nel cast troviamo Tom
Hanks, che si riconferma volto del noto professore
esperto di simbologia, Felicity Jones (La teoria del tutto) che
interpreterà la Dottoressa Sienna Brooks, Irrfan
Khan (La vita di Pi) che sarà
Harry Sims, Omar
Sy (Quasi amici) che sarà
Christoph Bruder e Sidse Babett Knudsen
(Borgen – Il potere) che sarà la
Dottoressa Elizabeth Sinskey. Le riprese inizieranno alla fine di
aprile, e l’uscita nelle sale è prevista per l’ottobre 2016.
Ad occuparsi della sceneggiatura è
David Koepp (suoi successi come
Jurassic Park, Mission: Impossible e
La guerra dei mondi, e già autore
dell’adattamento cinematografico di Angeli e
demoni), mentre tra i produttori esecutivi ci sono
Dan Brown, Anna Culp, Bill Connor, e David
Householter.
Il romanzo di ispirazione vede
questa volta il Professor Langdon alle prese con un intrigo che
coinvolgerà il capolavoro letterario di Dante, un dipinto di
Botticelli e la maschera funeraria del Sommo Poeta.
Quello di
Inferno non è l’unico progetto che vede
al momento impegnato Ben Foster: presto lo vedremo
come Lance Armstrong nel biobip di Stephen
FrearIcon, nell’adattamento del
videogioco Warcraft firmato
Duncan Jones e in The Finest
Hours accanto a Chris
Pine e Eric
Bana.
Appena Dan
Brown ha annunciato l’uscita di un romanzo che avrebbe
seguito le avventure di Robert Langdon a Firenze, sulle tracce di
Dante, sapevamo già che la Sony avrebbe pensato in brevi periodi al
film tratto dal detto romanzo. E così arriva oggi la notizia che
entro il 2015 avremo l’adattamento cinematografico di
Inferno, e che Ron
Howard e Tom
Hanks sono pronti a risalire a bordo della carrozza
tutta misteri e indagini che Brown ha scritto per loro già con
Il Codice Da Vinci e con
Angeli e Demoni. La sceneggiatura sarà
scritta da David Koepp che si è occupato anche dello script di
Angeli e Demoni.
Di seguito la sinossi dettagliata
di Inferno di Dan Brown :
Il profilo inconfondibile di
Dante che ci guarda dalla copertina è il motore mobile di un
thriller che di “infernale” ha molto. Il ritmo, prima di tutto, e
poi il simbolismo acceso, e infine la complessità dei personaggi
che conducono a un esito raro per i romanzi d’azione: instillare
nel lettore il fascino del male, addirittura la sua salvifica
necessità. Non è affatto sorprendente che lo studioso di simbologia
Robert Langdon sia un esperto di Dante, anzi. È naturale che al poeta fiorentino e alla visionarietà con cui
tradusse in forme solenni e oscure la temperie della sua epoca
tormentata il professore americano abbia dedicato studi e corsi
universitari ad Harvard. E quindi è normale che a Firenze Robert Langdon sia di casa,
che il David e piazza della Signoria, il giardino di Boboli e
Palazzo Vecchio siano per lui uno sfondo familiare, una
costellazione culturale e affettiva ben diversa dal palcoscenico
turistico percorso in tutti i sensi di marcia da legioni di
visitatori. Ma ora è tutto diverso, non c’è niente di normale, nulla
che possa rievocare una dolce abitudine. Questa volta è un incubo e
la sua conoscenza della città fin nei labirinti delle stradine, dei
corridoi dei palazzi, dei passaggi segreti può aiutarlo a salvarsi
la vita. Il Robert Langdon che si sveglia in una stanza d’ospedale,
stordito, sedato, ferito alla testa, gli abiti insanguinati su una
sedia, ricorda infatti a stento il proprio nome, non capisce come
sia arrivato a Firenze, chi abbia tentato di ucciderlo e perché i
suoi inseguitori non sembrino affatto intenzionati a mollare il
colpo. Barcollante, la mente invasa da apparizioni mostruose che
ricordano la Morte Nera che flagellò l’Europa medievale e simboli
criptici connessi alla prima cantica del Divino poema, le labbra
capaci di articolare, nel delirio dell’anestetico, soltanto un
incongruo “very sorry”, il professore deve scappare. E, aiutato
solo dalla giovane dottoressa Sienna Brooks, soccorrevole ma
misteriosa come troppe persone e cose intorno a lui, deve scappare
da tutti. Comincia una caccia all’uomo in cui schieramenti avversi
si potrebbero ritrovare dalla stessa parte, in cui niente è quel
che sembra: un’organizzazione chiamata Consortium è ambigua tanto
quanto un movimento detto Transumanesimo e uno scienziato come
Bertrand Zobrist può elaborare teorie che oscillano tra utopia e
aberrazione. Alla fine di un’avventura che raggiunge momenti di
insostenibile tensione, Dan Brown ci rivela come nel nostro mondo
la distanza tra il bene e il male sia breve in maniera davvero
inquietante, catastrofe e salvezza possano essere questione di
punti di vista e anche da una laguna a cielo coperto si possa
uscire a riveder le stelle.
Nella vastissima produzione del
cinema di Hong Kong, uno dei titoli che più ha cambiato tale
cinematografia è Infernal Affairs, diretto nel
2002 da Andrew Lau e Alan Mak. Si
tratta di un film che ha conquistato il box office del suo paese,
ha ottenuto ottimi consensi di critica, ha vinto numerosi premi e
ha generato un franchise composto da due sequel. Risultati che ne
fanno uno dei più importanti film hongkonghesi tra quelli prodotti
negli ultimi decenni.
Nel tempo, infatti, Infernal
Affairs è divenuto un’opera leggendaria, pietra di
paragone culturale per tutto ciò che gli hongkonghesi considerano
rappresentativo del proprio cinema. È infatti considerato
dalla critica il film che ha rilanciato il genere hard-boiled ad
Hong Kong, dopo un periodo di apparente declino, suscitando in
seguito una sua scoperta anche nel panorama
internazionale.
Si tratta dunque di un titolo
imperdibile per i fan del genere, in cui si riflette ampiamente sul
labile confine tra bene e male. In questo articolo, approfondiamo
dunque alcune delle principali curiosità relative a
Infernal Affairs. Proseguendo qui nella lettura
sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama, al cast di attori, al
finale ai sequel e al
remake. Infine, si elencheranno anche le
principali piattaforme streaming contenenti il
film nel proprio catalogo.
La trama e il cast di Infernal Affairs
L’ambientazione è la guerra infinita
tra la polizia e le Triadi di Hong Kong. Chan è un
poliziotto che è stato assegnato al lavoro sotto copertura
all’interno delle Triadi, dove ha ottenuto una certa autorità.
Lau, invece, è un membro segreto delle Triadi che
si è infiltrato nella polizia con altrettanto successo. Mentre
forniscono ai loro capi informazioni sui piani e contropiani delle
organizzazioni che fingono di servire, entrambi iniziano a sentire
lo stress della loro doppia vita. Ben presto le due organizzazioni
diventano sempre più consapevoli delle talpe al loro interno e per
Chan e Lau inizia la corsa per cercare di uscire vivi dal
gioco.
Ad interpretare il poliziotto Chan
vi è l’attore Tony Leung, tra i più
celebri attori di Hong Kong, distintosi per film
come In
the Mood for Love, Lussuria – Seduzione e
tradimento e Shang-Chi e la Leggenda dei
Dieci Anelli. Accanto a lui, nel ruolo di Lau, vi è invece
l’attore Andy Lau, visto anche
in The
Great Wall. Accanto a loro, si
ritrovano Anthony Wong nel ruolo del
sovrintendente SP Wong, mentre Eric
Tsang interpreta Hon Sam, potente boss della Triade.
Lam Ka Tung è invece l’ispettore B, mentre
Kelly Chen è la dottoressa Lee Sum Yee.
La spiegazione del finale
Nel corso del film, Chan e Lau sono
convinti di non potersi più fidare l’uno dell’altro. Ecco allora
che quando il primo cattura il secondo, l’operazione viene subito
bloccata dall’arrivo dell’ispettore B, che uccide Chan rivelando di
essere a sua volta una talpa nella polizia. Lau, però, lo uccide
nel tentativo di sradicare le tracce del suo passato. Al funerale
di Chan, Lau lo saluta e un flashback ribadisce il punto in cui Lau
desiderava aver preso una strada diversa nella vita.
In Cina e Malesia, però, a causa
delle restrizioni per cui i criminali devono sempre essere puniti
alla fine, si ha un finale alternativo in cui Lau viene scoperto e
arrestato all’arrivo della polizia, il che rende però la trama
incoerente con i sequel/prequel Infernal Affairs II –
Affari sporchi e Infernal Affairs III – Affari
sporchi, dove il personaggio di Lau torna in scena così
come anche Chan nelle scene ambientate prima degli eventi del primo
film.
Il remake di Martin
Scorsese: The Departerd – Il bene e il male
Nel 2006 il regista Martin Scorsese ha dato vita ad un remake
statunitense di Infernal Affairs, The Departed – Il bene e il male, poi
vincitore di 4 Oscar tra cui quello per la Miglior regia. Molte
sono in realtà le differenze tra i due titoli, con Scorsese che si
è perfino rifiutato di vedere l’originale pur di non esserne
influenzato. Rimane ad ogni modo comune la tematica
sull’ambivalenza tra bene e male, elementi presenti in ognuno dei
personaggi. The
Departed – Il bene e il male si è affermato come
ennesima rilettura del genere gangster movie, incentrato stavolta
sulla malavita nella città di Boston.
Il trailer di Infernal
Affairs e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire di
Infernal Affairs grazie alla sua presenza su
alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in
rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di
CGTV, Apple
TV e Prime Video. Per vederlo, una volta
scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo
film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film
è inoltre presente nel palinsesto televisivo di venerdì 19
luglio alle ore 21:20 sul canale
Rai 4.
Un fantasy ‘ospedaliero’? No, più
semplicemente una commedia a sfondo socio-politico, tratta
dall’omonimo romando di Hector Tobar: questo il nuovo progetto
messo in cantiere da Daniel Barnz (Beastly, Won’t back down). Al
centro della storia, i Torres-Thompsons, una coppia di origini
messicane e statunitensi, che impiega come collaboratrice domestica
Araceli, immigrata illegale anch’essa messicana.
In seguito a una serie di
accadimenti, avviati da alcuni cattivi investimenti e proseguiti
con una causa relativa a un giardino lasciato incolto, i due,
all’insaputa l’uno dell’altra, decideranno di ‘scomparire’ per
qualche giorno, lasciando la domestica sola con i loro tre figli.
Non sapendo cosa fare, la giovane decide così di portarli dal loro
nonno messicano, proseguendo la catena di equivoci che prima le
costeranno un’accusa di rapimento e poi porteranno il caso sui
media, facendo esplodere addirittura tensioni razziali, in un clima
e in una concatenazione di eventi che ricorda in parte Il falò
delle vanità di Tom Wolfe. Nel frattempo, Barnz porterà a breve
sugli schermi Wont’ back down, con Maggie Gylenhaal e Viola Davis.
Il colossale attore
afroamericano Michael Clarke Duncan, il John Coffey de Il miglio
verde visto anche in FBI: protezione testimoni e Sin City, venerdì
mattina ha avuto un infarto
E’ il 1979. Juan ha
dodici anni ed è argentino, ma finora ha vissuto in esilio a Cuba
con la famiglia. I genitori e lo zio militano nei Monteneros,
organizzazione clandestina che combatte il regime dittatoriale di
Videla, e per questo sono stati costretti ad allontanarsi dal
Paese. Ma è giunto il momento di rimpatriare, non senza rischi.
Tornare a Buenos Aires significa mettere in pericolo la vita di
tutti loro e il piccolo Juan dovrà dare il suo contributo per far
funzionare le cose. Tanto per cominciare, dovrà imparare a vivere
sotto mentite spoglie: d’ora in poi lui sarà per tutti Ernesto.
Come recita il titolo stesso del
film di Benjamín Ávila,Infancia clandestina, la storia di Juan è quella di un’infanzia vissuta in
clandestinità, dall’esilio cubano al trasferimento in Argentina
sotto falsa identità. Juan diventa una sorta di militante
involontario, e la scelta di quel nome forse ha un
significato più profondo di quanto non si immagini. Adesso Juan
deve adeguarsi lui stesso alle regole di clandestinità e apparire
disinvolto nel seguirle una ad una. Ne va della vita dei suoi cari.
Ciò vuol dire usare un nome che non è il suo, parlare con un
accento che non è il suo, festeggiare un compleanno che non è il
suo. Ma Juan/Ernesto accetta tutto di buon grado, incoraggiato
dall’amore e dall’entusiasmo dei genitori, che malgrado l’attività
rivoluzionaria sono sempre affettuosi e presenti. Così come lo zio
Beto, che capisce il nipote meglio di chiunque altro e cerca di
rendere più leggera e sopportabile la difficile situazione in cui
si trova. Tutto fila più o meno liscio, finché non interviene un
fattore imprevisto: l’amore.
Un cast intenso (in cui
spicca il giovanissimo Teo Gutierrez Moreno nei panni di
Juan/Ernesto) e un regista ispirato (dalla sua stessa biografia) ci
offrono uno sguardo insolito sulla dittatura che ha a lungo
oppresso l’Argentina, regalandoci un film davvero emozionante. Gli
eventi di quegli anni sono tristemente noti a tutti, ma la
prospettiva del regista non è quella ‘familiare’ dei documentari e
dei film di denuncia prodotti finora. Ávila sceglie, infatti, di
filtrare la Storia attraverso gli occhi di un bambino: ci racconta
la quotidianità della vita sotto il regime nei suoi aspetti più
‘ordinari’, anche se quanto vissuto dal piccolo Juan è
assolutamente straordinario. Qui la violenza delle
azioni lascia spazio alla ‘violenza’ dei sentimenti, all’intensità
delle emozioni che Juan e la sua famiglia provano di volta in
volta. Tenerezza, dolcezza, amore, passione, paura, rabbia, dolore:
questi sono i protagonisti di Infancia clandestina ,
e la violenza vera e propria, quella del sangue e dei soprusi,
resta sullo sfondo, appena accennata, percepita come qualcosa di
onnipresente, ma sospesa fuori dallo schermo. Ávila non la mostra
quasi mai e nelle rare occasioni in cui lo fa, sceglie di usare
l’animazione (un’animazione dai tratti moderni, assai suggestiva),
per stemperare i toni e riportarla ad una dimensione quasi
‘fantastica’ (come aveva fatto Tarantino nel primo volume di
KillBill). Tanto quella violenza purtroppo la conosciamo
già, è scritta nella Storia; ma ci sono altre piccole storie che
valgono la pena di essere raccontate.
Ecco un fan trailer di un
(immaginario) film su Infamous, il un
videogioco sviluppato in esclusiva per la console Sony PlayStation
3 dalla Sucker Punch Productions.
Il gioco è stato annunciato da Sony
l’11 luglio 2007 all’Electronic Entertainment Expo del 2007 ed è
stato pubblicato in Europa il 29 maggio 2009 ed in America il 26
maggio 2009. È uno dei giochi presenti nel pacchetto Welcome Back
pubblicato da Sony nel giugno 2011. Nel giugno 2011 ne è
stato pubblicato un sequel, Infamous 2.
Infamous
si presenta come un free-roaming, ovvero un gioco dove è
possibile girare liberamente per le ambientazioni e interagire con
esse con il personaggio che il giocatore interpreta. Il
protagonista ha accesso a vari superpoteri basati sull’elettricità
che imparerà ad usare nel suo tentativo di riportare la pace nella
città dominata dal caos più totale.
Nel gioco è presente un sistema di
reputazione basato sul Karma. Questo influenzerà la trama e darà al
giocatore la possibilità di acquistare nuovi poteri attraverso dei
“momenti Karma”, situazioni in cui bisognerà fare delle scelte
buone o malvagie; anche i poteri potranno essere evoluti a seconda
dello stato di reputazione raggiunto.
Quante sfumature esistono
dell’amore? Se lo chiede anche il regista belga Fabrice du Welz, che
con i suoi film ha in particolare esplorato gli aspetti più
orrorifici di questo sentimento e di ciò che in suo nome si è
capaci di compiere, specialmente quando per determinati individui
si manifesta l’impossibilità di possedere del tutto la persona
amata. Un tema, quello della follia che corrompe l’amore, che il
regista ha affrontato con la cosiddetta Trilogia delleArdenne, composta dai film Calvaire (2004),
Alleluia (2014) e Adorazione (2019). Trilogia che
diventa però ora quadrilogia con il suo ultimo lungometraggio
Inexorable, realizzato nel 2021.
Ricorrente in questi film è un
personaggio di nome Gloria, che in Inexorable diventa
l’incarnazione di tutti questi sentimenti e temi che al regista
interessa esplorare e il film in sé si dimostra un solido thriller
capace di incuriosire, affascinare, sedurre e terrorizzare, fino al
suo scioccante finale, presentando anche alcune dinamiche che
richiamano al film premiato agli Oscar Parasite.
Apprezzato da critica e pubblico ma passato in sordina, grazie ora
al suo passaggio televisivo è possibile riscoprire
Inexorable ed unirsi al regista nel suo riflettere sulle
perversioni dell’amore e dei confini oltre cui non si può più
parlare di tale sentimento, essendo sfociati in ben altro.
Per gli appassionati del genere, si
tratta dunque di un titolo da non lasciarsi sfuggire, che grazie ai
suoi colpi di scena e alla sua atmosfera di tensione offre una
visione difficile da dimenticare. In questo articolo, approfondiamo
dunque alcune delle principali curiosità relative
a Inexorable. Proseguendo qui nella
lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi alla trama, al cast di
attori e alla spiegazione del finale.
Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme
streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
La trama e il cast di Inexorable
Protagonista del film è
Marcel Bellmer, uno scrittore egocentrico e
mendace che, dopo aver pubblicato un romanzo di
successo, Inexorable, fatica a trovare l’ispirazione
per continuare a scrivere. Per cercare di superare questo
fastidioso blocco, l’uomo decide allora di trasferirsi insieme alla
moglie e alla figlia in una grande abitazione di famiglia da poco
ereditata, che si trova in aperta campagna. Qui, nella pace
dell’ambiente naturale, Marcel spera di trovare nuove ispirazioni.
Le sue speranze verranno esaudite in modo imprevisto, quando nella
sua vita comparirà Gloria, una misteriosa ragazza
che sembra celare dei segreti capaci di porre a rischio gli
equilibri all’interno della famiglia.
Ad interpretare Marcel vi è l’attore
Benoît Poelvoorde, noto per aver recitato in film
come Dio esiste e vive a Bruxelles, 7 uomini a mollo e Una famiglia in affitto.
Accanto a lui, nel ruolo della moglie Jeanne vi è invece l’attrice
Mélanie Doutey, anche lei vista in
7 uomini a molloma anche nella serie Le 7
vite di Léa. L’attrice Alba Gaïa Bellugi,
invece, ricopre qui il ruolo di Gloria. Classe 1995, Bellugi ha
recitato in Quasi amici, nel film italiano La stoffa dei sogni e nella serie Into the
Night. Completano il cast l’attrice Janaina
Halloy nel ruolo di Lucie, figlia di Marcel e
Jeanne, Anaël Snoek in quelli di Paola e
Sam Louwyck in quello di Harry Ledoux.
La spiegazione del finale di Inexorable
Come anticipato, la tranquillità
della famiglia Bellmer viene messa a dura prova dopo che la giovane
Gloria riesce a farsi assumere presso di loro come addetta alle
pulizie della villa. Inizialmente affabile e di buoni modi, Gloria
piano piano manifesterà sempre più comportamenti strani, facendo
emergere degli evidenti legami passati con Marcel. Cercando di
capire cosa lo lega a quella giovane che è convinto di non aver mai
visto prima, lo scrittore scoprirà che si tratta di una figlia
avuta da una precedente relazione. Tuttavia la cosa si complica in
quanto Gloria prova anche una forte attrazione per quello che è
dunque suo padre.
Tanta è la sua determinazione che
arriverà anche a compiere un gesto incestuoso, scoperto poi dalla
moglie di Marcel. A quel punto diventa sempre più evidente un
intento distruttivo della giovane nei confronti della famiglia
Bellmer. Nel finale, dunque, Marcel e Gloria si uccidono a vicenda
e la loro morte appare l’unica e inesorabile soluzione
possibile per quel loro rapporto. Così facendo, però, la ragazza di
fatto ottiene ciò che desiderava, ovvero distruggere la vita e la
reputazione di quel padre amato e odiato ma anche quella di sua
moglie Jeanne, vista come un’usurpatrice. Non da ultima, quella
della piccola Lucie, la quale come Gloria dovrà crescere con
l’assenza di un padre.
Il trailer di Inexorable e
dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire di Seven grazie
alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei
cataloghi di Google Play, Apple
TV e Prime Video. Per vederlo, una volta
scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo
film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film
è inoltre presente nel palinsesto televisivo di martedì 5
marzo alle ore 21:20 sul canale
Rai 4.
Dopo il debutto alla
Festa del Cinema di
Roma, il
documentario ‘Inedita’, diretto
dalla regista trentina Katia Bernardi e
realizzato in collaborazione con Trentino Film Commission,
andrà in onda su Rai 5 lunedì 27 dicembre in prima
serata.
Incentrato sulla
scrittrice Susanna Tamaro, il film vede la
partecipazione di Roberta Mazzoni, Lorenzo Tamaro, Vicki Satlow e
Marko Sosič, è prodotto dalla GA&A Productions
ed è stato realizzato in collaborazione con RAI Cultura e con
Trentino Film Commission, con il sostegno di Fondazione Luca e Katia Tomassini e Montura.
Una delle scrittrici italiane più
lette di tutti i tempi, autrice di ‘Va’ dove ti porta il
cuore‘, caso editoriale da 18 milioni di copie vendute nel
mondo. Una donna di successo ma lontana dai riflettori, 30 anni di
carriera segnati da una sindrome invisibile che non le era stata
diagnosticata fino a pochi anni fa: Asperger. Un viaggio nei luoghi
e nel mondo creativo di Susanna Tamaro: un ritratto intimo e
scanzonato di una donna straordinariamente INEDITA che per la prima
volta si racconta senza filtri.
Trentino Film Commission:
Aperta nel 2011, la Trentino Film Commission promuove e sostiene le
produzioni cinematografiche, televisive e documentaristiche, sia
italiane sia estere, in grado di valorizzare e diffondere il
patrimonio culturale, ambientale e storico del territorio
trentino. La TFC offre alle produzioni supporto logistico
attraverso la ricerca di location, facilitazioni alberghiere, il
coinvolgimento di professionisti attivi sul territorio e il
reperimento di contatti sia con le pubbliche amministrazioni sia
con le forze dell’ordine.
Al contempo, la TFC è impegnata a favorire lo sviluppo
dell’industria audiovisiva locale e a proporre momenti formativi
che rendano i professionisti del settore presenti sul territorio
sempre più qualificati.
La rivista americana
Wired ha debuttato oggi con un grande omaggio alla
società degli effetti visivi Industrial Light and
Magic di George Lucas, con
interviste a Lucas, Steven Spielberg, Michael Bay, Guillermo del
Toro, Kathleen Kennedy, JJ Abrams e molti altri. Ecco
la splendida foto di copertina con le innumerevoli creazioni e
i protagonisti:
Una famiglia si raduna in una casa
per trascorrere il periodo natalizio. Ci sono quattro coppie: un
maestro elementare insieme ad una donna con due bambini, nati da
altrettante relazioni sfortunate (Claudio
Bisio –
Claudia Gerini); un ragazzo disabile che ha perso
l’uso delle braccia e la sua fidanzata psicologa (Raoul
Bova –
Cristiana Capotondi); un benestante proprietario di
una ditta di panettoni, nonché padrone di casa, insieme ad una
moglie di carattere (Diego Abatantuono – Angela
Finocchiaro) e i due sono anche i genitori della
psicologa; un economicamente povero napoletano esuberante e la
timida moglie, insieme a tre bambini piccoli (Carlo
Buccirosso – Rosalia Porcaro). Aggiungiamo una donna
rimasta vedova da pochi mesi, il cui defunto marito è il padre o il
nonno di almeno un membro a coppia.
Indovina chi viene a Natale, il
film
Indovina chi viene a
Natale? di Fausto Brizzi non è un
“cinepanettone”, al contrario di quello che il titolo potrebbe
suggerire. O almeno non ha i classici tratti del “genere” in
questione, dominato da comicità demenziale retta da diversità
dialettali di facile utilizzo. Qui mancano: donne nude, abusi di
turpiloquio, amanti col dono dell’ubiquità.
Si, è ambientato a Natale. Ma
questo è l’unico aspetto in comune con le pellicole citate poco
sopra. Non aggiunge né toglie nulla ad un film di Brizzi: corale,
rapido, è una commedia che fa riflettere, ma anche un film
riflessivo che odora di commedia. Un tema sociale, delicato come
quello della diversità, immesso in una cornice di aria festosa,
condita da gag qualche volta divertenti. E allora procede sulla
doppia linea della risata e della riflessione, forse talvolta
esagerando un filo, ma perdendosi comunque poco.
Il senso di stantio non glielo
toglie nessuno; intorno al film c’è come un interminabile vocina
sussurrante che gli gira intorno e che ripete: “non c’è nulla di
nuovo”! Inoltre, molti passaggi di sceneggiatura, magari appena
accennati ad inizio film, porteranno invece a conclusioni più che
prevedibili per uno sviluppo che dovrà inevitabilmente seguire una
linea rigida, con pochi scossoni. Ma nel profumo generale del
Natale immerso nel filone della commedia italiana del nuovo
millennio, sarebbe stato eccessivo osare di più.
L’ambientazione sembra sospesa
nello spazio e nel tempo, come se non esistesse nulla al di fuori
di quella casa e di quella famiglia. Quasi inesistenti i personaggi
di contorno e pure quando ci sono, si tratta di comparse. Si chiama
Indovina chi viene a Natale? perché il
maestro elementare interpretato da Bisio e il ragazzo disabile
(Bova) ancora non li conosce nessuno.
Si è svolta oggi all’Hotel
Visconti Palace, la conferenza stampa di Indovina chi
viene a Natale, il nuovo film diretto da
Fausto Brizzi. Alla conferenza hanno partecipato,
oltre al regista, il presidente di Medusa Film Carlo
Rossella, Mario Gianani di Wildside e il
cast con Diego Abatantuono, Claudio
Bisio, Raoul Bova, Carlo
Buccirosso, Cristiana Capotondi,
Claudia Gerini, Rosalia Porcaro,
Isa Barzizzza.
Il regista ha spiegato inizialmente
che tipo di film avesse fatto:
“Non volevo snaturare la mia
natura, non volevo fare il film di Natale “comicone” per forza.
È una commedia romantica, ho mischiato un po’ i toni,
con buoni sentimenti e la risata pura…se vogliamo è un film più
simile ad uno dei miei precedenti, Ex”.
Agli attori è stato poi chiesto
quale fosse la caratteristica principale del loro personaggio,
magari definendola con un aggettivo. Se Bisio ha
usato il termine “tenero” e la Capotondi
“psicologa”, la risposta forse più interessante è arrivata da
Raoul Bova, al quale hanno anche chiesto come si
fosse preparato per recitare una parte così delicata come quella di
un disabile che ha perso l’uso delle braccia:
“Il mio è un personaggio che
guarda questa famiglia un po’ di folli e si lascia trasportare
dalla loro energia. Per quanto riguarda la preparazione, si, mi
sono preparato grazie a due persone che sono venute sul set, due
persone disabili che mi hanno aiutato nella postura, nel modo di
camminare e di muovermi. All’inizio avevamo pensato di affidare
alcune scene molto difficili ad una controfigura; poi ho deciso che
volevo farle io, perché serviva un rapporto di sincerità con questo
personaggio, che doveva dimostrare queste capacità”.
Ancora una domanda per il regista,
riguardo lo scivolamento delle commedie italiane di questo Natale,
come se la risata semplice, piatta fosse stata messa un po’ da
parte. Si tende forse a recuperare una commedia pensosa, sorridente
ma comunque riflessiva, che parla del sociale.
Brizzi ha risposto:
“Ho fatto il mio solito film col
tono che mi viene meglio. Non riuscirei a fare un film comico puro
senza mettere degli elementi riflessivi, come non riuscirei a fare
totalmente un film sentimentale senza contaminarlo con le risate.
Ho seguito la mia linea, ma stavolta c’è il Natale di
mezzo”.
E il concorrente che teme di più al
botteghino?
“Il concorrente che temo di più
è un gruppo di nani che se ne va in giro (si riferisce al secondo
capitolo de Lo Hobbit). Ma spero di fare un primo posto ex-aequo
con il film di Neri Parenti (Colpi di fortuna) e fregarli
tutti”.
A Diego Abatantuono
è stata fatta una domanda sul tema della diversità all’interno
della famiglia e di questo padre allibito di fronte ad una
situazione imprevista, come nel film Indovina chi viene a
cena:
“Il film si fanno con una buona
sceneggiatura e entusiasmo. Qui c’era tutto. Essendo un film corale
è difficile scorporare un attore e toglierlo dal gruppo. La
tematica spero che sia superata. A parole è molto facile
affrontarla; il problema subentra quando capita in modo pratico.
All’inizio mi sembrava che fosse il nodo centrale del film, mentre
poi, girando, mi sono reso conto che è un trampolino”.
A Claudia Gerini è
stato chiesto se con questo film si fosse tornati un po’ alle sue
vecchie atmosfere, alla “famolo strano” e in generale se si fosse
divertita a girare nella parte:
“Io mi sono divertita molto
nonostante avessi una storia con due figli avuti da uomini diversi,
un passato da cantate un po’ sfigata…Definisco Chiara, il mio
personaggio, come “bionda” in tutti i sensi perché non si accorge
di niente, è ingenua. La storia con Domenico (Bisio) è un po’ da
cartone animato, cade dalle nuvole. Poi c’è sempre la parte in cui
Fausto mi vede come una sensualona…anche in altri film è successo
questo. Con Fausto ormai ci conosciamo. E’ stato molto divertente,
ma è una comicità anche di rimessa”.
Infine, altra domanda per il
regista, su quanto avesse faticato a tenere insieme un gruppo così
nutrito di attori:
“Io di solito faccio un patto con gli attori. Faccio un ciak
attenendomi strettamente al copione, visto che è stato pensato,
ragionato in fase di scrittura. Poi ne faccio un altro,
lasciandogli la libertà di agire come vogliono. Alcune scene,
diciamo improvvisate, sono presenti anche in questo film. Certo, è
difficile tenerli insieme e tenere insieme tutte le loro
caratteristiche per non snaturarli. Però è stato anche uno
spasso”.
Il film verrà distribuito da Medusa
Film nell’esaltante numero di 650 copie.
Siamo particolarmente abituati a racconti
dedicati a controversi detective divisi tra casi complessi e una
vita privata in subbuglio. Il più delle volte, però, questi
arrivano dall’Occidente e ci restituiscono un immaginario e un
contesto a cui siamo grossomodo avvezzi. Ecco perché il film
Indomptables, co-produzione tra Camerun e Francia, offre a
suo modo una ventata d’aria fresca. Presentato prima alla
Quinzaine des Cinéastes di quest’anno e ora in concorso alla
35° edizione del Noir in Festival, il film diretto da
Thomas
N’Gijol applica dunque i codici tipici del poliziesco
al contesto del Camerun, dividendosi tra concreta tensione e
momenti di maggiore comicità.
Liberamente tratto dal documentario Un crime
à Abidjan (1999) di Mosco Boucault – dedicato ad un’indagine
per omicidio e ai brutali metodi impiegati per arrivare alla
soluzione – Indomptables (ovvero, Indomabili) risulta
essere un compendio degli interessi di N’Gijol come artista. Qui al
suo quarto lungometraggio, il regista francese di origini
camerunesi, è infatti una star della comicità tra televisione e
teatro e ripropone il suo gusto per i tempi e gli sketch comici
anche all’interno di questo racconto, che resta però drammatico e
nonostante alcune ingenuità risulta un avvincente commento
sull’abuso di potere e il rapportarsi con il cambiamento dei
tempi.
La trama di Indomptables
Il film si sviluppa su due livelli. Da un lato,
il commissario Billong (lo stesso N’Gijol) indaga sull’omicidio di
un collega, un’indagine apparentemente classica che rivela la
natura totalmente arbitraria delle forze di polizia locali
(intimidazioni, quasi torture, retate casuali, corruzione, ecc.).
Dall’altro, anche nella vita privata del commissario nulla è
chiaro, poiché la sua autorità genitoriale (formata dalle
tradizioni), viene apertamente messa in discussione dalla figlia
maggiore. Nella sua ricerca della verità e sotto la pressione delle
persone a lui più vicine, dei suoi superiori, del caos imperante e
della sua stessa coscienza Billong, alle prese con una serie di
dilemmi, sente la sua personalità incrinarsi.
Thomas Ngijol nel film Indomptables
Una riscrittura del genere
Si diceva dei codici del poliziesco portati in
un contesto “inedito”, o che comunque si è indubbiamente meno
abituati a vedere. N’Gijol ci introduce infatti da subito al
commissario Billong, un uomo ligio al dovere, scocciato dalla
disorganizzazione del Camerun in cui deve muoversi, ma anche molto
preoccupato a tenere alto il nome della sua famiglia. Un uomo duro
con i criminali e ancor di più con i propri figli. Poi l’omicidio,
la ricerca dei testimoni, delle prove, il tutto mentre privatamente
vede la sua autorità messa continuamente in dubbio. Dinamiche viste
e riviste, certo, ma riguadagnano freschezza proprio grazie al
contesto del Camerun.
Le strade non asfaltate, lo sporco, la povertà,
l’inefficienza dei servizi, gli edifici mai completati e la
corrente cittadina che salta di continuo. Tutti questi elementi e
altri ancora sembrano infatti sottolineare il senso di impotenza e
di frustrazione di Billong, il quale sembra sentirsi come un pesce
fuor d’acqua. Non a caso, è l’unico ad essere vestito con giacca e
cravatta, come a ribadire il suo desiderio di elevarsi oltre quel
contesto. Ed è infatti nel rapporto che il protagonista ha con esso
e le sue peculiarità che si ritrova il vero cuore del film.
A N’Gijol non sembra interessare un racconto
solido che proponga un’investigazione precisa e con una chiara
risoluzione (sebbene questo lasci la sceneggiatura ad un livello
elementare). Piuttosto, sfrutta la vicenda per far emergere le
evidenti falle nel sistema, con un corpo di polizia che procede
quasi a casaccio e colpevoli che non si capisce se siano davvero
tali o si assumano colpe non proprie solo per evitare ulteriori
torture. Insomma, un panorama piuttosto desolante quello che il
regista mette in scena, con il protagonista che nonostante lo
critichi e lo ponga in paragone con quella che ritiene essere
“l’efficienza occidentale”, non si tira indietro dall’essere egli
il primo ad abusare del proprio potere.
Thomas Ngijol nel film Indomptables
L’equilibrio tra dramma e comicità di
Indomptables
Ma Indomptables, nel suo riscrivere i
codici del genere, non si pone unicamente come una dura critica
sociale. Il regista, come si accennava in apertura, non manca di
inserire numerose situazioni comiche, da dialoghi stralunati a
gesti inconsulti e fisicamente buffi. Così, la tensione si smorza
quando serve, il film si prende sul serio fino ad un certo punto e
la visione risulta più sostenibile. Certo, non sempre il passaggio
tra dramma e comicità è ben bilanciato e talvolta si ha
l’impressione di alcuni passaggi un po’ troppo bruschi. Come anche
si avverte la ridondanza di certi dialoghi legati al ruolo di padre
padrone di Billong.
Nonostante questi inciampi, Indomptables
resta un film particolarmente godibile. Non solo per la sua
adeguata durata (81 minuti), ma anche perché è un’opera
esteticamente ben curata, che gioca con la palette di colori
predominante di quei luoghi per dar vita ad un’atmosfera calda,
densa, che sostiene ulteriormente il racconto. Così si procede
spediti verso il finale, tutt’altro che consolatorio o risolutivo,
ma che consente a N’Gijol di chiudere opportunamente il suo
discorso tra abuso di potere, contrasto generazionale e valori
della paternità.
Presentato all’ultimo
Festival
di Venezia nella sezione Giornate degli Autori, arriva
al cinema il 29 settembre Indivisibili,
l’ultimo film di Edoardo De Angelis.
Fermatevi un attimo a
pensare alla vostra vita, alle libertà, all’autonomia che pian
piano, crescendo, avete conquistato. Riaprendo gli occhi voltatevi
poi lentamente e immaginate di avere un’altra persona “attaccata”
al vostro corpo, un gemello siamese costretto a condividere ogni
cosa, nel bene e nel male. Tutto ciò che vi rende liberi lo perdete
di colpo e siete costretti a rivedere priorità e obiettivi; sarà
difficile (se non impossibile) amare, ballare, correre, saltare,
persino camminare se non lo si fa all’unisono con l’altra metà di
noi stessi. Daisy e Viola sono insieme dalla nascita, unite
all’altezza del bacino da un lembo di pelle e capillari, e lo sono
in una terra dimenticata da Dio e i Santi, Castelvolturno. In
questo luogo simbolico, che nelle immagini chirurgiche ed estetiche
di Edoardo De
Angelis appare devastato e distrutto (contrasto di
luci e ombre, di vita e disperazione), la scienza somiglia a
un’utopia, la superstizione a un segno divino. Mai nessuno si è
adoperato per cercare di donare una vita normale “a ‘ste ddoje
criature”, al contrario la loro situazione e il loro talento
vengono sfruttati per lucrare (e ingozzare le slot machine nei
bar).
Perché nulla su
questa terra martoriata vuole davvero cambiare, ci si è abituati
allo sporco, alla fogna, e nella fogna si vuole restare. Soltanto
Daisy e la gemella Viola in un momento ben preciso, quando
capiscono che il cambiamento non è così lontano, prendono la vita a
quattro mani e tentano di sovvertire “tutt’ cos’ “. Nei loro occhi
di strada, così “antichi” da ricordare il neorealismo italiano,
nella loro voce d’usignolo, vi è l’urlo strozzato e disperato della
gente che tutti i giorni si ribella, sogna una resurrezione del
corpo e dell’anima, e che non sempre è forte abbastanza da
sopravvivere.
Indivisibili è proprio questo, un
ritratto d’autore che implora aiuto, che va alla ricerca della
bellezza, della speranza e del talento nelle pieghe più remote
dello sporco, del nero più nero. Una regia e una scrittura così
profonde, studiate, ma allo stesso tempo ruvide e graffianti, non
si vedevano – almeno nel panorama italiano – da tanto tempo. Ogni
elemento è incastrato a dovere, ogni scena rappresenta un
determinato simbolo e ha uno specifico significato. Anche quando il
racconto si fa più fantasioso, surreale, e invoca l’aiuto del
cielo, non perde mai la rotta, non abbassa mai le vele. Questo
anche grazie agli ottimi interpreti (Marianna e Angela
Fontana, Antonia Truppo, Massimiliano
Rossi, Toni Laudadio), strappati con forza alla terra e al
sangue, e alla colonna sonora da pelle d’oca di Enzo
Avitabile: bussa sulle botti di vino, scomoda la
tradizione più solenne, accompagna con la poesia l’altra poesia
delle immagini.
Dopo
Indivisibili, si esce dalla sala con lo
stomaco e l’anima sottosopra, convinti che un cambiamento radicale
sia possibile. C’è da soffrire, da farsi male, da collezionare
cicatrici, ma è possibile.
INDIVISIBILI, il
film vincitore di 6 David di Donatello 2017,
diretto da Edoardo De Angelis (Perez, Vieni a
vivere a Napoli) con le sorelle Angela e
Marianna Fontana al loro debutto sul grande
schermo, sbarca in prima tv esclusivadomenica 27 agosto alle 21:15 su
Sky Cinema Uno HD.
Dasy e Viola
(Marianna e Angela Fontana,
entrambe candidate al David di Donatello 2017 come
migliori attrici protagoniste)sono due gemelle siamesi di 18 anni,
originarie di Napoli, dotate di una voce incantevole.
Il padre le tiene lontane dal resto
del mondo, costringendole però ad esibirsi durante i matrimoni e le
feste patronali per trarne vantaggio economico. Tutta la famiglia,
infatti, sopravvive grazie al successo delle gemelle, ma le cose
cambiano quando Dasy e Viola scoprono la possibilità di poter
essere separate definitivamente attraverso un intervento
chirurgico.
La pellicola di Edoardo De Angelis,
presentata alla 73° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di
Venezia (dove si è aggiudicata 4 premi tra cui il Premio
Pasinetti per il miglior film) è stata accolta positivamente
dalla critica vincendo, oltre a 6 David di Donatello, anche 8 Ciak
D’Oro e recentemente a Taormina 5 Nastri d’Argento, posizionandosi
come il film più premiato dell’edizione 2017.
Nel cast, insieme alle sorelle
Fontana, compaiono anche Antonia Truppo (David
di Donatello 2017 come miglior attrice non protagonista),
Marco Mario De Notaris (Là-bas – educazione
criminale), Gaetano Bruno (Baaria) e
Peppe Servillo (Lascia perdere,
Johnny!).
Particolare menzione alla colonna
sonora composta da Enzo Avitabile, il sassofonista
e compositore italiano che ha trionfato nelle maggiori rassegne
cinematografiche, aggiudicandosi due David di Donatello e
due Nastri d’Argento per la miglior colonna sonora e la
miglior canzone originale, un Ciak d’Oro per la miglior
colonna sonora e un Globo d’Oro per la miglior musica.
INDIVISIBILI è
disponibile anche su Sky Go e Sky On
Demand.
All’ultima Mostra
Internazionale del Cinema di Venezia numero 73 ha fatto
molto parlare di sé, dopo la presentazione alle Giornate
degli Autori, eppure
Indivisibili avrebbe probabilmente
meritato un posto in Serie A per lottare fra i grandi del concorso
ufficiale. Perché pur essendo un film “grezzo”, ruvido, contiene al
suo interno un significato profondo, per nulla ordinario, come il
suo stile e la sua concezione stilistica. Non a caso
Edoardo De Angelis, che ha portato il film anche a
Roma prima dell’uscita ufficiale al cinema prevista per il 29
settembre, è stato insignito del Premio Pasinetti
2016, un riconoscimento prestigioso assegnato sempre a
Venezia dai Giornalisti Cinematografici SNGCI.
Accanto a lui, in una casa Casa del Cinema avvolta dalla primavera
nonostante l’avvicinarsi di Ottobre, le due protagoniste del film,
Angela e Marianna Fontana. Ragazze appena
diciottenni che sembrano già vissute, dal volto talmente “antico”
da ricordare da vicino il più grande neorealismo italiano, piccole
donne di oggi eppure d’altri tempi.
“Grazie per questa calorosa
accoglienza” ha detto il regista fra gli applausi, “non ci
aspettavamo un calore simile. Lo abbiamo ottenuto a Napoli come a
Toronto, a Venezia come ora a Roma, segno che radicare fortemente
un racconto come abbiamo fatto noi in una realtà specifica non
significa ghettizzarlo, le emozioni al contrario sono
universali.”
Indivisibili racconta la
storia di due gemelle siamesi legate dal destino e dalla volontà
del padre, che in un certo qual modo “le sfrutta” come fenomeni da
baraccone, portandole a cantare in giro per i più disparati eventi.
Venire a scoprire che esiste il modo scientifico di essere separate
senza troppe conseguenze porterà disequilibrio fra loro due e
nell’intera famiglia. “Avevo letto un articolo sul New York
Times, una giornalista aveva vissuto una settimana con delle
gemelle siamesi. Mi colpiva il fatto che dovessero sempre dire
‘noi’ e non ‘io’, erano un’unica persona” ha detto lo
sceneggiatore Nicola Guaglianone.
Un’unica persona intrappolata in due
corpi attaccati uno all’altro, quelli di Angela e Marianna, intense
sul grande schermo nonostante la loro prima volta e il loro “venire
dalla strada”, nel senso che non hanno mai fatto questo mestiere in
maniera professionale. “Siamo cresciute in maniera incredibile
con questa esperienza, abbiamo capito quanto sia importante
l’indipendenza”. A legare ulteriormente il loro carattere
forte alla terra, ai paesaggi, le note inconfondibili di
Enzo Avitabile, autore di una colonna sonora
struggente, emozionante, creata usando botti di vino come
percussioni. Un mix perfetto di sonorità arcaiche e immagini
potenti, che potrete vedere al cinema dal prossimo 29 settembre –
come ricordavamo sopra. Il film uscirà in 150 copie in tutta
Italia.
“Harry Potter e i Doni della Morte: parte I e parte II è diretto
da David Yates e prodotto da David Heyman, David Barron e
J.K. Rowling.”
Così recita il comunicato stampa della Warner che conferma
l’orario di trasmissione satellitare del trailer: mercoledì notte/giovedì mattina alle 3 ora
italiana. La fonte è decisamente ufficiale, un comunicato stampa
della Warner. Pare quindi assodato che la Rowling abbia deciso di
seguire più da vicino le riprese di questi ultimi due film.
Nel frattempo, Oclumencia ha diffuso una trascrizione completa
delle scene che vedremo nel trailer:
<
All’interno del Ministero della Magia, Scrimgeour parla ai
fotografi e ai giornalisti.
Scrimgeour: Questi sono tempi pericolosi, non lo si può negare.
La tomba di Silente vista di sera, si spalanca e assistiamo ad un
flashback in cui è giorno. Nella tomba, una sfera luminosa sale
verso il cielo. Il flashback termina con Voldemort che profana la
tomba di Silente e si avvicina al suo corpo.
Voldemort: Harry, dimmi dov’è…
Hermione, Ron e Hagrid davanti alla capanna di Hagrid.
Scrimgeour: Il nostro mondo non ha mai affrontato una minaccia
simile.
Un altro flashback: Ron e Hermione corrono.
Harry e Hermione a Godric’s Hollow, una tomba con su scritto “In
ricordo di James e Lily Potter”.
Scrimgeour: Non puoi combattere questa guerra da solo, Potter.
Harry guarda nello specchio e vede un occhio riflesso.
Flashback con Silente che cade dalla torre.
Scrimgeour: E’ troppo forte.
Casa Lovegood, il simbolo dei Doni della Morte su un giornale.
Piton: Ci siamo infiltrati al Ministero.
Vediamo un nuovo Ministero della Magia e una nuova statua. Dolores
Umbridge accanto a Pius O’Tusoe.
Alcuni funzionari al Ministero torturano i mezzosangue, sentiamo
delle urla.
Pius O’Tusoe: Non avete nulla da temere se non avete nulla da
nascondere.
Harry, Ron e Hermione giungono su una montagna.
Harry: Più rimaniamo qui, più lui si fortifica.
Voldemort accarezza Nagini
Voldemort: Devo essere io a uccidere Harry Potter.
Harry, Ron e Hermione si materializzano a Londra.
Ron: Dobbiamo allontanarci dalla strada e trovare un posto
sicuro.
A Privet Drive, ecco i Sette Potter.
Moody. faremmo meglio a entrare al sicuro prima che qualcuno lo
uccida.
Remus, Hagrid e Arthur lo osservano.
Moody: In questo modo, nessuno saprà chi è il vero Harry
Potter.
Veloci sequenze del matrimonio, con alcuni ospiti in arrivo. Giunge
poi il patronus di Kingsley che mostra un’immagine di Scrimgeour
contorto dal dolore.
Kingsley: Arrivano!
Molly e Hermione guardano il patronus. Gli invitati in panico.
Arrivano i Mangiamorte, Ron e Hermione si mettono in salvo.
Lupin: Harry, scappa. SCAPPA!
Harry e Hagrid sulla moto in un tunnel.
Harry: nessun altro morirà. Non per me!
Hermione getta un incantesimo su alcuni ghermidori. Del fumo li
protegge.
Ron: Dobbiamo fare qualcosa!
Ginny alla Tana, Kingsley lancia incantesimi contro i Mangiamorte
in cielo.
Harry: Credi che non sappia come ci si sente?
Ron: No che non lo sai. I tuoi genitori sono morti, non hai una
famiglia!
Hermione: Fermi!
Un Mangiamorte ferma l’espresso per Hogwarts
Dobby schiocca le dita.
Olivander: E’ dietro di lei, signor Potter.
Voldemort: Dimmi dov’è!
Bill e Fleur a cavallo di un Thestral.
SOLO UNO PUO’ VIVERE
Harry corre al Ministero della Magia, Piton punta la sua bacchetta,
Ron schiva degli invantesimi, Bellatrix usa una frusta, i
Mangiamorte volano attorno a casa Lovegood.
Olivander: Non hai alcuna possibilità.
Xeno: L’ho preso!
Harry: Aiuto!
Voldemort in volo.
Voldemort: Ho visto il tuo cuore… ed è mio.>>
Il regista Roland
Emmerich e il produttore Dean Devlin stanno lavorando a due sequel
di Indipendence Day (1996) che saranno girati tutti d’un fiato, uno
dopo l’altro. Giunge notizia
Ancor prima di cominciare a prendere
forma, per il sequel di Indipendence
Dayè già giunta una cattiva notizia.
La 20th Century Fox ha infatti deciso di
posticipare la data di rilascio del film dal 3 luglio 2015 al 1
luglio 2016.
Si tratta di un ritardo, questo, che
potrebbe non stupire i ben informati in quanto la produzione del
film è ancora avvolta da una nebbia di numerosi interrogativi. Se è
certo che dietro la macchina da presa prenderà posto ancora una
volta Roland Emmerich, già regista del primo
episodio nel lontano 1996, ancora non è noto, invece,
se Will
Smith tornerà ad affrontare le navicelle aliene a
quasi 20 anni di distanza da quando, coadiuvato
da Jeff Goldblum, si lanciò all’attacco della
Nave Madre.
Le uniche notizie che al momento si
hanno del film ci sono giunte direttamente dalla voce
di Roland Emmerich, il quale ha annunciato
che la trama prenderà luogo a 20 anni di distanza dagli eventi del
primo film e vedrà coinvolti in prima linea i figli dei precedenti
protagonisti. Il regista si è detto poi disposto a lavorare
addirittura su di un terzo episodio qualora lo voglia il pubblico.
Unico nome finora accostato al film è quello
di Michael B. Jordan(leggi
qui la notizia).
Indie Pictures Spa
annuncia le recenti acquisizioni avvenute in occasione del Marché
du Film del 67° Festival di Cannes, che saranno a
disposizione del grande pubblico a partire da secondo semestre del
2014.
Out Of The
Furnace, successo di critica e vincitore del Premio per il
Migliore Esordio alla Regia o Opera seconda assegnato durante
l’ultima edizione del Roma Film Fest a Scott
Cooper già regista di Crazy Heart. Il film,
prodotto da Leonardo di Caprio, vanta nel cast i Premi
Oscar® Christian Bale e Forest
Whitaker nonché i nominati agli
Oscar® Sam Shepard, Woody Harrelson e Willem Dafoe; Reach
Me il nuovo film diretto da John
Herzfeld già regista di 15 minuti follia omicida
a New York con la coppia de I Mercenari Silvester
Stallone e Terry Crews, Lauren Cohan della serie campione di
ascolti The Walking Dead e Kyra
Sedgwick, vincitrice nel 2007 del Golden
Globe®; These final
hours acclamata pellicola apocalittica
australiana presentata a La Quinzaine des Réalisateurs
svoltasi durante il 67° Festival di Cannes e giudicata come
una delle produzione australiane più valide e spettacolari degli
ultimi anni; Monsters: Dark
Continent adrenalinico sci-fi al
cardiopalma prodotto da Gareth
Edwards regista del campione di
incassi Godzilla.
La casa di
distribuzione sarà inoltre impegnata in un’importante estate
all’insegna di nuove uscite cinematografiche: fresca del sucesso
di Parker, Indie Pictures distribuirà a fine
giugno Instructions Not
Includedcommedia dei record
dagli oltre 50 milioni di box office in Usa; a luglio sarà la volta
di The Protector 2, secondo capitolo
della saga di arti marziali e azione con Tony Jaa,
acclamata star della celebre trilogia Ong Bak e
di Fast and Furios 7 . La stagione autunnale si
aprirà con Out of The Furnace e
proseguirà con importanti release fino al già annunciato ed
atteso Outcast, avventura epica che
ha come protagonisti Nicolas Cage e Hayden Christensen.
Per incrementare la diffusione in
profondità dei propri prodotti ed arrivare in tutti i
cinema italiani Indie Pictures ha recentemente stretto importanti
accordi distributivi con le principali agenzie territoriali, intese
che contribuiranno a rendere disponibili i film del listino Indie
Pictures con maggiore capillarità e visibilità.
A pochi giorni dal Festival
di Cannes, in partenza il prossimo 16 maggio, cresce
il fermento per l’attesissima anteprima alla kermesse di Indiana
Jones e il Quadrante del Destino, quinto capitolo
della saga con
Harrison Ford, che vestirà nuovamente i panni
dell’archeologo più amato del grande schermo.
In vista dell’uscita nelle sale del
film diretto da James Mangold, prevista per fine
giugno 2023, e a pochi giorni dall’inizio del festival, la
piattaforma streaming europea arte.tv presenta
Indiana Jones: alla ricerca della saga
perduta: un documentario dedicato
all’avventuriero, che ripercorre la genesi del personaggio nato dal
sodalizio artistico tra George Lucas e Steven Spielberg. Il documentario sarà
disponibile sulla piattaforma gratuitamente e sottotitolato
in italiano a partire dal 19 maggio.
Celebrazione avvincente dedicata a
esperti cinefili e spettatori occasionali, Indiana Jones: alla
ricerca della saga perduta, co-diretto da Clelia Cohen e
Antoine Coursat, ripercorre le vicende che portarono
Harrison Ford, reduce dal successo di Guerre Stellari,
a interpretare l’archeologo entrato nella leggenda. Per farlo, il
mediometraggio mescola mezzi espressivi diversi (interviste,
aneddoti, stralci di film e inediti dietro le quinte) partendo
dalle origini del mito. È il 1977 e, alle Hawaii, due amici,
Lucas e
Spielberg, sono in spiaggia a riflettere su come
riportare in auge la vecchia Hollywood del cinema d’avventura che
avevano tanto amato da bambini. Ci riescono con una ricetta che ha
già il sapore del successo: grazie a citazioni, influenze
noir e spy, ritmi serrati ed effetti speciali a
catena, danno vita a una narrazione irresistibile, che ancora oggi
spinge milioni di fan in tutto il mondo a mettersi in fila fuori
dalle sale cinematografiche.
Il primo film della serie, Indiana Jones e i Predatori dell’Arca Perduta, fece il
suo debutto sul grande schermo il 12 giugno del 1981, ma il
personaggio interpretato da
Harrison Ford sembra non invecchiare mai,
confermandosi un protagonista indiscusso dell’immaginario
collettivo e un mito intramontabile: Henry Walton Jones Jr., detto
Indiana, l’archeologo-avventuriero che, oggi, dopo più di 40 anni,
si prepara nuovamente a sorprendere il pubblico.
Varietyriporta che Walt Disney Studios e Lucasfilm
sono nelle primissime fasi dello sviluppo di un
nuovo programma televisivo diIndiana
Jones per Disney+.Al
momento non sono disponibili ulteriori dettagli, ma entrambi gli
studi stanno cercando di portare il franchise cinematografico sul
piccolo schermo da un po’ di tempo e stanno già incontrando gli
sceneggiatori.
Rimane inoltre incerto se la
serie sarà un prequel o uno spin-off, o se si legherà
potenzialmente all’imminente Indiana
Jones 5di James
Mangold. Una cosa che possiamo presumere con
sicurezza, tuttavia, è che è improbabile che Harrison Ford riprenda il suo ruolo iconico di
archeologo titolare poiché ha già dichiarato che si ritirerà
dall’interpretare il personaggio dopo la quinta puntata del
prossimo anno. Oltre a questa serie, gli studios
stanno già esplorando altre strade per continuare il franchise
senza il loro protagonista, inclusi nuovi film e altri
media.
Oltre a Harrison Ford, il cast diIndiana Jones
5 sarà composto dalla
vincitrice del Golden Globe Phoebe Waller-Bridge (Solo: A
Star
Wars
Story; Fleabag),
dal candidato al BAFTA Film Award Mads Mikkelsen (Doctor
Strange ; Hannibal), Thomas
Kretschmann (Avengers: Age of
Ultron; Penny
Dreadful: City of Angels), Boyd
Holbrook
(Logan ; The Predator), Shaunette Renée
Wilson (Black
Panther; The
Resident), Toby Jones (Capitan
America: Il Primo
Vendicatore; What If…
?), Antonio Banderas
(Uncharted; Il
gatto con gli stivali: L’ultimo desiderio) e
Oliver Richters (Black
Widow ; The King’s
Man).
Il due volte candidato
all’Oscar James Mangold (Logan;
Ford v Ferrari) dirige il prossimo quinto
capitolo, raccogliendo l’eredita dal tre volte vincitore dell’Oscar
Steven SpielbergJurassic Park; Ready Player One), che ha
diretto tutti e quattro i film precedenti.Jonathan
Kasdan (Solo: A Star Wars Story; The First Time) –
il figlio dello scrittore Lawrence Kasdan de
I predatori dell’arca
perduta – ha recentemente
ritoccato la sceneggiatura dopo che lo sceneggiatore originale
David Koepp (Jurassic
Park ; Spider-Man) è uscito dal
progetto. Spielberg sarà il produttore esecutivo
con Kathleen Kennedy, Frank Marshall e Simon
Emanuel come produttori.Indiana Jones
5 uscirà nei cinema il 30
giugno 2023.
La star di Indiana Jones e Il quadrante del
destino (leggi qui la recensione),
Phoebe
Waller-Bridge, crede che l’omonima serie di film
d’azione e avventura avrebbe dovuto esplorare più aspetti in vista
della sua conclusione. Durante una seduta con Vanity Fair, l’attrice ha
infatti parlato di come l’idea dell’ultimo film di Indiana
Jones che si appoggia all’età avanzata dell’archeologo abbia
attratto la sua attenzione, portandola a essere coinvolta.
Tuttavia, la Waller-Bridge ha ammesso di aver provato a spingere
oltre le aspettative l’acclamato franchise cinematografico, viste
le potenziali storie che potevano essere raccontate.
“Le persone hanno questa idea di
quando un franchise dovrebbe finire“, ha detto, “e penso
sempre che le cose interessanti arrivino quando ti spingi un po’
oltre la fine. Cosa succede dopo la conversazione? Cosa succede
dopo che qualcuno è salito su un taxi ed è tornato a casa?“.
Nel film, Waller-Bridge interpreta la figlioccia di Indy
Helena Shaw, un personaggio brillante, spiritoso e
talvolta intransigente che accompagna l’archeologo nella sua
ricerca del Quadrante del Destino, un misterioso dispositivo in
grado di far viaggiare nel tempo.
L’attrice ha detto di non aver
esitato dopo aver letto la sceneggiatura del film e di aver
sviluppato alcune idee per il suo personaggio, paragonando a quello
di Marion Ravenwood di I predatori dell’arca perduta.
L’acclamata attrice ha poi descritto Helena come “la figlia di
puttana più figo che qualcuno abbia mai visto e anche una compagna
gioiosa e sorprendente per Indy“. Per scoprire in che modo si
è concretizzato questo interesse dell’attrice a fare di Indiana
Jones e il Quadrante del Destino un capitolo della saga capace
di andare oltre ciò che ci si aspetterebbe, non resta che andarlo a
vedere in sala, dove è approdato dal 28 giugno.
Tutto quello che sappiamo su
Indiana Jones e il Quadrante del
Destino
Harrison Ford torna nel ruolo del leggendario
eroe archeologo per l’attesissimo ultimo capitolo dell’iconico
franchise Indiana Jones e il Quadrante del
Destino, un’epica e travolgente avventura in giro per il
mondo. Insieme a
Harrison Ford, il cast del film include Phoebe Waller-Bridge (Fleabag),
Antonio Banderas (Dolor y gloria),
John Rhys-Davies (I predatori dell’arca
perduta), Shaunette Renée Wilson
(Black Panther), Thomas
Kretschmann (Das Boot),
Toby Jones (La Talpa), Boyd
Holbrook (Logan – The Wolverine), Olivier
Richters (Black Widow), Ethann Isidore
(Mortale) e Mads Mikkelsen (Un altro giro).
Diretto da James
Mangold (Le Mans ‘66 – La grande
sfida, Logan – The Wolverine) e con una
sceneggiatura scritta da Jez Butterworth & John-Henry
Butterworth e David Koepp e James
Mangold, basata sui personaggi creati da George Lucas e
Philip Kaufman, il film è prodotto da Kathleen Kennedy, Frank
Marshall e Simon Emanuel, mentre Steven Spielberg e George Lucas sono i
produttori esecutivi. La colonna sonora è composta ancora una volta
da John Williams, che ha firmato le musiche di ogni avventura
di Indiana Jonesa partire
dall’originale I
predatori dell’arca perduta nel 1981.
In attesa si scoprire nuovi dettagli sul possibile quinto
capitolo della saga di Indiana Jones,
ecco un video che racchiude i primi tre film in soli 90 secondi.
Non è compresa l’ultima pellicola della serie, Il
Regno del Teschio di Cristallo. Ecco il video.
Nel giugno del 1981 il regista
Steven Spielberg e il produttore esecutivo
George Lucas introdussero il mondo a Indiana Jones quando
l’indimenticabile film Indiana Jones e i predatori dell’arca
perduta debuttò al cinema.
La nota rivista Vanity
Fair ha avuto la possibilità di parlare
con Kathleen Kennedy in merito al franchise
di successo Indiana Jones della
Lucas Film, e il Boss della casa fondata da
George Lucas ha confermato che fa parte degli
accordi con Disney anche il rilancio di Indy:
“Con l’acquisto della società,
la Disney ha ottenuto tutti Diritti, nel bene e nel male, di
proprietà Lucasfilm, di tra cui Willow e Radioland Murders. E
dunque anche il franchise di Indiana Jones. L’intenzione è quella
di arrivare un giorno a fare un nuovo Indy. Se questa cosa accadrà
io non ne sono molto sicura. Non abbiamo iniziato nessuno sviluppo.
Non ancora, ma ne stiamo parlando”
Vi ricordiamo che Kathleen Kennedy
è stata la produttrice di tutti e quattro i film del franchise
diretto da Steven Spielberg, al fianco di
George Lucas. Inoltre si è ampiamente parlato di
un rilancio del film con protagonista l’attore Chris Pratt. Non resta che aspettare
ulteriori sviluppi.
Ecco The Adventures af
Indiana Jones, il cortometraggio animato che ha per
protagonista il dottor Jones di Steven Spielberg e Harrison Ford. Il filmato è stato
animato, disegnato e diretto da Patrick
Schoenmaker.
Eccolo di seguito:
Secondo quanto riporta EW, Schoenmaker fu incaricato dalla
LucasFilm e dalla ACME di
realizzare dei profili animati di Indiana
Jones, sul modello, ovviamente, di Harrison
Ford. L’idea era quella di realizzare una serie
animata.
Indiana Jones 5 aprirà la
strada per un reboot della saga?
Il progetto non fu poi più sostenuto
dai suoi promotori e il risultato è stato che il disegnatore si è
concentrato sulla realizzazione del video di un minuto che vedere
sopra. Che ve ne pare?
Ricordiamo che Indiana
Jones tornerà, sempre con il volto di Harrison Ford, per
un quinto film.
Indiana Jones
5 arriverà al cinema il 19 luglio del 2019.
Steven Spielberg che ha diretto i precedente
quattro film della saga sarà di nuovo alla regia del progetto che
vedrà tornare anche il leggendario protagonista, Harrison
Ford. I veterani del franchise, Kathleen
Kennedy e Frank Marshall, si occuperanno
della produzione.
Alan Horn,
Presidente dei Walt Disney Studios, ha dichiarato: “Indiana
Jones è uno dei più grandi eroi della storia del cinema. È raro
avere una tale perfetta combinazione di regista, produttori, attore
e personaggi e noi non potevamo essere più eccitati di avere
quest’altra avventura con Harrison e Steven.”
Nel corso della sua storia il
cinema ha dato vita a personaggi oggi talmente iconici da essere
diventati immortali. Uno di questi è certamente
l’archeologo protagonista dei film di Indiana
Jones, interpretato dall’attore Harrison
Ford. I quattro lungometraggi a lui dedicati sono oggi
considerati una delle migliori saghe d’avventura di tutti i tempi,
merito anche degli autori Steven Spielberg e George
Lucas, e la sua influenza culturale è oggi talmente ampia
da aver dato vita ad un vero e proprio franchise.
Negli anni hanno infatti preso vita
serie TV, videogiochi, giocattoli, romanzi, fumetti, e attrazioni,
tutti rifacenti allo spirito d’avventura dei film originali. Ciò è
ampiamente giustificato dal successo di critica e pubblico di
questi, che negli anni hanno raggiunto quasi 2 miliardi di incasso
globale, a fronte di un budget complessivo di “soli” 281 milioni di
dollari. Composto da I predatori dell’arca perduta, Il tempio maledetto,
L’ultima crociata e Il regno del teschio di
cristallo, la saga sembra non essersi ancora conclusa, in
attesa di un quinto capitolo originariamente previsto dai due
autori.
L’idea originale per i film
prevedeva infatti un totale di cinque lungometraggi. Lucas iniziò a
scrivere una prima sceneggiatura nel 1973, intitolandola Le
avventure di Indiana Smith. Dopo diversi tentativi di
realizzare il progetto, decise infine di proporlo all’amico
Spielberg durante una loro vacanza insieme. Il regista di Lo
squalo sembrava infatti aver espresso il desiderio di dirigere
un film di James
Bond, ma dopo aver letto la sceneggiatura del film di Lucas la
considerò un’idea ancora migliore, definendolo “un film di James
Bond senza gadget”. Il nome del personaggio è poi cambiato in
Jones, e da lì la saga prese vita.
Indiana Jones: l’ordine
cronologico della saga
Quelle di Indiana Jones sono
avventure che si estendono nel corso di un ampio margine temporale.
I film consentono infatti di assistere a brevi incursioni nel
passato del personaggio, esplorandone le origini e le prime
missioni. Per questo motivo i film compiono salti temporali spesso
anche ampi, e la loro linea temporale appare tutt’altro che
cronologicamente ordinata. Tralasciando i fugaci flashback, si
noterà come l’ordine degli eventi principali narrati nei quattro
film differisce dall’ordine di uscita di questi in sala.
Ordine di visione secondo
l’uscita al cinema:
I predatori dell’arca perduta (1981)
Il tempio maledetto (1984)
L’ultima crociata (1989)
Il regno del teschio di cristallo (2008)
Indiana Jones e il quadrante del destino (2023)
Ordine di visione secondo
la cronologia degli eventi:
Il tempio maledetto (ambientato nel 1935)
I predatori dell’arca perduta (ambientato nel
1936)
L’ultima crociata (ambientato nel 1938)
Il regno del teschio di cristallo (ambientato nel
1957)
Indiana Jones e il quadrante del destino (1969)
Indiana Jones: la trama dei
film
I predatori dell’arca
perduta (1981)
Nel primo film della saga,
l’archeologo Indiana Jones (Harrison
Ford), appena tornato all’Università di Princeton da
una spedizione in Perù, viene coinvolto da alcuni agenti dei
servizi segreti in una missione particolarmente delicata. L’intento
è quello di impedire che i nazisti si impossessino della
leggendaria Arca dell’Alleanza, contenente i frammenti delle tavole
della Legge donate al popolo di Israele da Dio attraverso Mosé.
Partito dunque per il Nepal, Jones si mette alla ricerca di un
medaglione che dovrebbe svelare il luogo in cui si nasconde l’Arca.
A possedere l’oggetto sembra essere il suo vecchio professore di
archeologia, ora ritiratosi a gestire una locanda.
Qui, però, l’archeologo si imbatte
in Marion (Karen
Allen), figlia del suo insegnante. È lei ora a gestire
il locale, in seguito alla morte del padre. Jones, che in passato
ebbe una relazione con la donna riesce a persuaderla a cedergli il
medaglione. Marion decide però di seguire Indiana sino in Egitto,
motivata dall’incendio della sua locanda provocato da un gruppo di
nazisti, i quali seguono le tracce di Jones. Arrivato nel nuovo
paese, l’archeologo cerca disperatamente di anticipare le mosse dei
nazisti, intenzionato a trovare per primo l’antico oggetto.
Indiana Jones e il tempio
maledetto (1984)
Ideato come un vero e proprio
prequel, ambientato un anno prima gli eventi del precedente film,
Indiana Jones e il tempio maledetto si svolge inizialmente
a Shangai, nel 1935, dove Jones cerca di recuperare un prezioso
cimelio in un locale malfamato, frequentato da pericolosi gangster
cinesi. Riuscito nell’impresa, ma costretto a scappare rapidamente,
l’archeologo si ritrova su di un aereo insieme alla cantante Willie
Scott (Kate Capshaw) e il suo giovane aiutante
Short Roun (Jonathan KeQuan).
Nel tentativo di tornare in Europa, i tre precipitano però in
India, trovando rifugio preso un villaggio del luogo.
Qui, entrati in contatto con la
popolazione, vengono a sapere della maledizione che infesta quelle
terre. Questa è causata dalla setta dei Thugs, che guidata da un
antico sacerdote ha rubato le sacre pietre di Sankara, con
l’obiettivo di utilizzare il loro potere mistico per conquistare il
mondo. Jones decide così di aiutare quella gente, e introdottosi
nel palazzo di Penkott si trova a dover superare numerosi pericoli
per poter raggiungere il suo obiettivo, trovandosi anche a dover
affrontare le sue paure più grandi.
Indiana Jones e l’ultima crociata
(1989)
Ambientato nel 1938, in un mondo
ormai prossimo allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, il terzo
film della saga vede Indiana Jones incaricato di recuperare,
insieme al suo amico Marcus Brody (Denholm
Elliott), il Santo Graal. Questo, qualora finisse nelle
mani dei nazisti, potrebbe rivelarsi una pericolosissima arma a
loro vantaggio nella conquista del mondo. Tuttavia, Jones rifiuta
la missione, non credendo nell’esistenza dell’oggetto. Cambia
tuttavia idea nel momento in cui scopre che l’incarico era stato
inizialmente offerto a suo padre, Henry Jones Sr. (Sean
Connery), ora scomparso nel nulla.
Indiana si reca così a Venezia, per
riprendere le ricerche lì dove quelle di suo padre si sono
interrotte. Ad aiutarlo, vi è la dottoressa Elsa Schneider
(Alison Doody), la quale si rivela però essere
alleata dei nazisti. L’archeologo comprende così che suo padre è
stato catturato da loro, con lo scopo di richiamarlo all’azione e
aiutarli nel ritrovamento del Graal. Pur di salvare il padre, Jones
accetterà malvolentieri l’incarico, cercando però di escogitare un
piano per uscire da quella situazione e impedire ai nazisti di
impossessarsi dell’oggetto.
Indiana Jones e il regno del
teschio di cristallo (2008)
Il quarto film della saga tiene
conto del tempo trascorso dal precedente capitolo, e permette di
ritrovare un Indiana Jones ormai invecchiato ma sempre pronto
all’avventura. È il 1957, i nazisti sono stati sconfitti, ma la
minaccia della Guerra Fredda aleggia ora sul mondo. Rapito da
agenti sovietici, Jones si ritrova infatti faccia a faccia con
Irina Spalko (Cate
Blanchett), la quale lo costringe a recuperare dei
misteriosi resti mummificati. Jones riesce tuttavia a fuggire, ma è
ora sospettato dall’FBI di essere in combutta con i russi e per
questo si trova a dover abbandonare l’università dove ha sempre
insegnato.
Pronto a lasciare per sempre gli
Stati Uniti, viene tuttavia fermato dal giovane ribelle Mutt
Williams (Shia
LaBeouf), il quale gli chiede di aiutarlo nel salvare
il loro amico in comune, il professor Harold Oxley (John
Hurt).Questi è infatti stati rapito dagli agenti di Irina
Spalko, i quali vogliono che li aiuti a trovare il leggendario
teschio di cristallo, il quale sembra nascondere un potere
indicibile. Richiamato così all’avventura, Jones dovrà fare i conti
con i nuovi pericolosi nemici, potendo però contare anche su vecchi
alleati, come l’amata Marion. Scoprire la verità sui teschi di
cristallo sarà per lui l’unico modo di salvare sé stesso e il
mondo, riportando alla luce antichissimi miti.
Indiana Jones e il quadrante del
destino (2023):
Di un quinto capitolo per le
avventure di Indiana Jones si è iniziato a parlare sin dal 2008,
anno in cui è approdato al cinema in quarto film. Sia Spielberg che
Lucas e Ford si sono dichiarati positivi circa la realizzazione del
film. Inizialmente il progetto, anche per via del finale di Il
regno del teschio di cristallo, sembrava prevedere il
personaggio di Mutt Williams come protagonista, mentre Jones, ormai
anziano, avrebbe figurato principalmente come mentore. Tali
intenzioni sono tuttavia poi state accantonate, poiché per
Spielberg l’unico protagonista
possibile è quello interpretato da Ford.
In seguito all’acquisto della
Lucasfilm da parte della Walt Disney, nel 2012, la realizzazione
del progetto sembra rallentarsi, in quanto i diritti di
distribuzione sono detenuti dalla Paramount. Nel 2013 anche questi
vengono acquistati dalla
Disney, la quale sembra ora pronta a dar vita al nuovo film.
Questo viene inizialmente fissato per un’uscita nelle sale nel
2016, ma viene progressivamente spostato prima al 2019 e
poi al 2020. I ritardi sembrano essere stati causati dal
mancato apprezzamento della sceneggiatura scritta, la quale venne
così sottoposta ad una lunga revisione.
Indiana Jones e il quadrante del
destino è uscito 30 giugno 2023. Nel film è il 1969 e Indiana
Jones è pronto per andare in pensione. Avendo insegnato per più di
dieci anni all’Hunter College di New York, lo stimato professore di
archeologia si sta preparando ad andare in pensione nel modesto
appartamento in cui, in questo periodo, vive da solo. Le cose
cambiano dopo una visita a sorpresa da parte della figlioccia che
non vedeva da anni, Helena Shaw (Phoebe Waller-Bridge), che è alla
ricerca di un raro manufatto che suo padre aveva affidato a Indy
anni prima: il famigerato Quadrante di Archimede, un marchingegno
che si presume abbia il potere di individuare fenditure nel
tempo.
Affermata truffatrice, Helena ruba
il Quadrante e fugge subito dal paese per vendere il reperto al
miglior offerente. Costretto a seguirla, Indy rispolvera il
cappello e il giubbotto di pelle per un’ultima avventura. Nel
frattempo, la vecchia nemesi di Indy, Jürgen Voller, un ex nazista
che ora lavora come fisico nel programma spaziale statunitense, ha
altre idee per il Quadrante, un piano terrificante che potrebbe
cambiare il corso della storia del mondo.
Accanto a Harrison Ford, il cast comprende
Phoebe Waller-Bridge (Fleabag),
Antonio Banderas (Dolor y gloria), Karen Allen (I
predatori dell’arca perduta), John Rhys-Davies (I
predatori dell’arca perduta), Shaunette Renée Wilson
(Black Panther), Thomas Kretschmann
(Das Boot), Toby Jones (La talpa), Boyd Holbrook
(Logan – The Wolverine), Olivier Richters (Black
Widow), Ethann Isidore (Mortel) e
Mads Mikkelsen (Un altro giro).
Indiana Jones: il cast dei
film
È oggi impensabile immaginare il
personaggio di Indiana Jones con un volto diverso da quello di
Harrison Ford. Eppure, inizialmente, questi era
stato rifiutato dallo stesso Lucas, il quale, avendo già
collaborato con l’attore per la trilogia di Star Wars,
non voleva che lo si identificasse come il suo attore feticcio.
Tuttavia, quando a tre settimane dall’inizio delle riprese ancora
non si era trovato il giusto attore, Spielberg convinse il collega
ad assumere Ford, il quale si rivelò il più convincente per la
parte. Questi, particolarmente entusiasta del ruolo, decise di
prepararsi fisicamente per poter eseguire personalmente le varie
acrobazie previste, senza ricorrere eccessivamente a
controfigure.
Nel terzo film della saga è invece
presente il leggendario attore Sean
Connery, il quale ricopre il ruolo del padre del
protagonista. Spielberg, che aveva sempre desiderato dirigere un
film di James Bond, decise infatti di assegnare il ruolo a Connery,
il quale aveva più volte interpretato l’agente segreto 007. Ciò era
visto come un ulteriore omaggio nei confronti della saga a cui il
regista si era ispirato per dar vita alle avventure
dell’archeologo. L’attore, tuttavia, inizialmente rifiutò la parte,
e accettò soltanto dopo che si effettuarono alcuni cambiamenti nel
personaggio. Connery desiderava infatti che questi apparisse come
un padre particolarmente esigente, che considera le sue gesta
superiori a quelle del figlio.
Altri celebri interpreti che hanno
preso parte alla saga sono la premio Oscar Cate Blanchett e l’attore Shia LaBeouf, entrambi comparsi nel quarto
film. La Blanchett dichiarò di aver cercato a lungo un ruolo da
villain, e che la possibilità di lavorare nella celebre saga la
convinse ad accettare la parte. Fu poi lei stessa ad ideare molte
delle caratteristiche del suo personaggio, come ad esempio il
particolare taglio di capelli. LaBeouf, invece, firmò per il film
senza neanche leggere la sceneggiatura né sapere quale personaggio
avrebbe interpretato. Una volta rivelato, iniziò a guardare una
serie di film come Gioventù bruciata, entrando nella
mentalità del giovane Mutt Williams.
Indiana Jones: dove vedere i film
in streaming
Per gli appassionati della saga, o
per chi deve ancora vederla e desidera farlo, è possibile trovare i
film su alcune delle principali piattaforme streaming presenti sul
Web. Tra queste si annoverano Netflix, Amazon Prime Video, Rakuten TV, Infinity,
Microsoft Store, Google Play, e Apple
iTunes. Per usufruirne, in base alla piattaforma
prescelta, basterà sottoscrivere un abbonamento generale o
noleggiare semplicemente il singolo film. A questo punto sarà
possibile vedere i film in tutta comodità e al meglio della qualità
video.
Harrison Ford ha condiviso un affettuoso
ricordo del compianto Sean Connery e del tempo trascorso insieme al
leggendario attore sul set di Indiana Jones e l’ultima
crociata. Uscito nel 1989, all’epoca si credeva che il film
sarebbe stato l’ultimo episodio dell’acclamato
franchise di successo.
Il terzo capitolo, oltre ad essere
stato acclamato da pubblico e critica, ha ufficialmente introdotto
al pubblico il padre di Indiana Jones, ruolo che Connery ha
interpretato con estrema abilità. Il film – vincitore di un Oscar
per il miglior montaggio sonoro – ha probabilmente una delle
migliori trame dell’intero franchise, ed è stato con grande
delusione di molti fan che Connery non è tornato nei panni del
professor Henry Jones in Indiana Jones e il regno del teschio
di cristallo, uscito nel 2007.
Connery è morto lo scorso fine
settimana nella sua casa alle Bahamas, lasciando dietro di sé
un’eredità straordinaria. Conosciuto in gran parte per il ruolo di
James
Bond (è stato il primo attore a vestire i panni dell’iconico
007), il talento di Connery è riuscito con Indiana Jones e
l’ultima crociata ha creare un personaggio che era l’antitesi
del ruvido e capriccioso Indiana Jones di Ford, permettendo ad una
miscela perfetta di umorismo e pathos di trovare la sua strada
all’interno della saga.
Harrison Ford e la scena sulla
motocarrozzetta con Sean Connery in Indiana Jones
Con i tributi alla
genialità di Connery che continuano ad arrivare da un’ampia varietà
di celebrità, è sempre bello ascoltare coloro che hanno avuto modo
di lavorare con la star. Ford ha parlato della scomparsa del suo
co-protagonista in L’ultima crociata, rivelando che
insieme si sono divertiti moltissimo a girare l’amato sequel.
Secondo una dichiarazione ufficiale rilasciata a
Variety, Ford ha ricordato quando ha guidato una
motocarrozzetta con Connery lungo un “sentiero di montagna
accidentato e tortuoso”. Potrebbe essere stato un momento
alquanto spaventoso per l’attore scomparso, ma le parole di affetto
usate da Ford per ricordare quel momento rende chiaro che entrambi
gli attori si sono divertiti molto insieme.
“Era mio padre… non nella vita
reale… ma in Indy 3. Non saprai mai cosa significa il piacere fino
a quando qualcuno non ti paga per portare Sean Connery a fare un
giro su una motocarrozzetta che rimbalza lungo un sentiero di
montagna accidentato e tortuoso, e arrivare a vederlo dimenarsi.
Dio, ci siamo divertiti da matti. Se è in paradiso, spero che
abbiano dei campi da golf. Riposa in pace, caro amico.”
A oltre 40 anni dalla prima uscita
nei cinema di I predatori dell’arca perduta, film
che ha inaugurato la carriera cinematografica di Indiana
Jones, lo storico produttore del franchise,
Frank Marshall, riflette sulla sua esperienza
nella realizzazione del film.
Secondo A.Frame, realizzare I predatori
dell’arca perduta è stata “l’esperienza preferita di Marshall nel
campo della realizzazione di un film. “Realizzare I Predatori è
stata davvero, direi, la mia esperienza preferita in merito al
girare un film. Ci sono state molte prime volte in quel film. E
stare con Indy per tutti questi anni lo ha reso un vero piacere.
Poterne fare un altro ora è stato semplicemente
fantastico”.
Cosa sappiamo di Indiana Jones
5
James
Mangold(Logan –
The Wolverine) sarà il regista di Indiana
Jones 5 al posto di Steven
Spielberg, che invece aveva diretto tutti gli altri
capitoli precedenti della saga. A bordo del progetto torna
invece John Williams, già compositore
dell’iconica colonna sonora che accompagna il personaggio da 40
anni. Nel cast, oltre a Harrison
Ford, ci sarà anche Phoebe
Waller-Bridge. Le riprese dovrebbe partire in
primavera.
Prima dell’ingaggio di Mangold, la
sceneggiatura era stata affidata a David
Koepp, he ha poi lasciato il progetto
insieme a Spielberg. Prima di Koepp, anche Jonathan
Kasdan (figlio dello sceneggiatore de I
predatori dell’arca perduta, Lawrence Kasdan) aveva messo le
mani sullo script. L’uscita nelle sale del film è già stata
posticipata diverse volte: inizialmente previsto per il 19 Luglio
2019, il film è stato rinviato prima al 10 Luglio 2020, poi al 9
Luglio 2021 e infine al 29 Luglio 2022. L’ultima data d’uscita
utile del film è il 30 giugno 2023.