Home Blog Pagina 1933

Il trono di Spade: le stagioni dalla peggiore alla migliore

Il trono di Spade: le stagioni dalla peggiore alla migliore

Sembra strano pensare che dalla prima volta che abbiamo sentito Sean Bean pronunciare la fatidica frase “L’inverno sta arrivando” siano passati dieci anni, eppure, Il trono di Spade, la serie HBO che ha fatto la storia della tv e del genere fantasy, ha compiuto proprio quest’anno un compleanno importante. Il suo finale fa ancora discutere, alcune scelte di David Benioff e DB Weiss scaldano ancora gli animi dei fan e l’interesse che aleggia intorno alla serie spin-off House of the Dragon, attualmente in produzione, segnala chiaramente che la voglia degli spettatori del Westeros e dell’Essos non è ancora sazia.

Ma mentre tutti fremiamo di ritrovare sullo schermo cognomi conosciuti e personaggi sui quali abbiamo già fantasticato, guardiamo indietro allo show, che è per intero disponibile su NOW, alle sue otto stagioni e scopriamo insieme questa classifica che le elenca dalla peggiore alla migliore. Il trono di Spade è disponibile anche on demand su Sky.

Stagione 5 de Il trono di Spade

Game of Thrones 8x05

Ci siamo dati un compito decisamente difficile, dal momento che ogni stagione de Il trono di Spade ha dei lati positivi e dei lati negativi, soprattutto la scelta ha una componente discrezionale importante data la preferenza di un personaggio o una storyline su un’altra che è assolutamente caratteristica individuale. Proveremo ad essere il più democratici possibile partendo dalla quinta stagione.

Incastonata tra due delle stagioni più eccitanti dello show, la quinta stagione risente di questa caratteristica. La storyline di Daenerys a Meereen si trascina, l’allenamento di Arya a Braavos diventa noioso e la crociata di Approdo del Re dell’Alto Passero è frustrante. Naturalmente persino queste tre macrotrame hanno dei risvolti positivi: Jorah ritorna e Drogon salva Dany dalla fossa di combattimento. Arya riesce a ottenere la sua vendetta su Meryn Trant, anche se lo fa in maniera decisamente cruenta. E Cersei si sottopone alla sua Camminata della Penitenza, mettendo le basi per l’esplosivo colpo di scena della stagione successiva.

L’avventura di Jaime e Bronn in Dorne è deludente, nonostante la bellissima scena tra i leone di Lannister e sua figlia/nipote Myrcella, la povera Sansa raggiunge l’apice delle sue sofferenze prima per mano di Ditocorto e poi per mano di Ramsay Bolton, per non parlare di Shireen Baratheon, bruciata su una pira dal padre e addirittura di Jon, ucciso a tradimento dai Guardiani della notte. È forse questa la scena più odiata dai fan, quella che più volte ha fatto dire a chi si è approcciato impreparato allo show: “Basta, lascio perdere”.  Come in ogni stagione de Il trono di Spade, c’è però la puntata o la scena memorabile e certamente nella quinta stagione Hardhome occupa questo posto. Lo scontro tra vivi e morti, con Jon che disintegra un Estraneo con Lungo Artiglio, resta una scena da annali della tv.

Stagione 2 de Il trono di Spade

Il trono di Spade 2

La seconda stagione de Il trono di Spade espande quel mondo magico e misterioso che avevamo visto nel primo ciclo. Entrano in gioco molti personaggi che poi saranno fondamentali per lo sviluppo della trama tra cui Stannis, Ser Davos, Melisandre, Brienne e Margaery. Le scene ad Harrenahl con Arya e Tywin sono decisamente emozionanti, Jon si innamora di Ygritte e la Donna rossa dà alla luce un’ombra figlia di Re. Intanto, Robb Stark guadagna il titolo di Re del Nord, in una scena molto emozionante e Stannis si converte a quel Signore della Luce che lo porterà alla rovina.

Gli eventi, anche in questo caso, sono tanti, ma bisogna aspettare la battaglia delle Acque Nere per avere della vera azione, mentre la chiusura sull’esercito degli Estranei che avanza davanti al povero Sam terrorizzato è comunque un finale epico.

Stagione 7 de Il trono di Spade

Game of Thrones 7x05Le ultime due stagioni della serie risentono di una certa fretta nel dover chiudere le trame, questo porta la stagione sette e otto in posizione basse della classifica, nonostante non siano esenti da momenti davvero epici.

Daenerys trascorre le prime sei stagioni viaggiando verso il Westeros, e nella settima stagione si dimostra estremamente veloce nell’andare avanti e indietro sul continente. Questa stagione abbandona completamente i concetti di spazio e tempo, il che è un vero peccato, considerata la meticolosità con cui tutto era stato costruito nelle prime stagioni.  Tuttavia, la settima stagione si assume il compito arduo di consolidare tutte le trame e ricondurre a pochi momenti quello che avrebbe dovuto raccontare la stagione conclusiva con delle reunion davvero emozionanti. Arya si riunisce con Sansa. Jon incontra (e va a letto con) Daenerys. Cersei incontra uno zombie.

Nonostante questi problemi di ritmo, la stagione la stagione 7 ha alcune delle scene più iconiche dello show. L’attacco di Daenerys ai Lannister, la morte di Ditocorto, gli Estranei che si impossessano di Viserion sono scene memorabili, per non parlare del finale con la Barriera che si sbriciola sotto il fiato di ghiaccio del drago zombie.

Stagione 3

Anche se questa stagione è segnata dalle Nozze Rosse, una scena che in quanto a shock prodotto nello spettatore pareggia con la decapitazione di Ned Stark, la terza stagione de Il trono di Spade è incentrata su Jaime Lannister. Si tratta di un capolavoro di scrittura del personaggio, certamente, se non fosse che poi questa finezza di tratteggio si perderà più avanti, e Jamie sarà uno dei tanto caratteri trattati malissimo dagli sceneggiatori.

Ma allo stato delle cose, nella terza stagione, Il trono di Spade trasforma un incestuoso tentato infanticida in un simpatico cavaliere, nobile e con una sola mano, mentre guadagna la nostra benevolenza con una confessione in una vasca di acqua calda al cospetto di una donna guerriera.

Altri punti salienti includono Jon che perde la verginità, Dany che acquisisce gli Immacolati e l’epica sequenza di arrampicata sulla Barriera che fa eco al discorso di Ditocorto, ormai divenuto iconico, che “il caos è una scala”. Certo, avremmo potuto fare a meno delle infinite sequenze di tortura del povero Theon.

Stagione 8

Afflitti dall’impossibile compito di scrivere l’ultima stagione televisiva della serie più attesa degli ultimi anni, Benioff e Weiss hanno dovuto combattere con necessità, fan service e fedeltà ai personaggi che avevano raccontato negli otto anni precedenti. È vero che molte trame sono state dimenticate e affrettate, molti momenti sono sembrati semplicistici e molti personaggi non hanno ottenuto ciò che i fan desideravano per loro.

Tuttavia, al netto di questo e di una fretta immane che ha travolto la produzione, l’ottava stagione de Il trono di Spade riesce a dare una giusta conclusione ad ogni trama. Non giustizia, ma “giustezza”, perché ogni personaggio ottiene ciò per cui era destinato, compie tutto ciò che avrebbe dovuto (anche se non sperato) e in molti casi la difficoltà di essere coerenti ha scontentato i fan. Purtroppo molte cose sono state lasciate al caso, come la genia di Jon che sembrava fondamentale e invece si è rivelata poco importante, se non per contribuire alla follia, affrettata anche questa, seppure seminata, di Daenerys.

Piccola nota estremamente di parte: il Nord non dimentica e i figli di Ned Stark sono riusciti tutti a sovvertire la loro fortuna avversa.

Stagione 1

il trono di spade 1

Anche se serve principalmente come prologo, mettendo in campo i giocatori e presentando gli eventi che scatenano la storia, la Stagione 1 de Il trono di Spade riesce a introdurre una marea di luoghi immaginari, religioni, lingue, personaggi e storie senza essere mai noiosa. Inoltre, la stagione chiarisce immediatamente che nessuno è al sicuro, uccidendo il suo protagonista nel nono episodio, travolgendo i fan che restano indignati ma anche affascinati da un tale gesto.

È più facile apprezzare la prima stagione dopo aver visto il resto della serie, poiché momenti come Jaime che spinge Bran fuori dalla finestra e Danaerys che dà alla luce tre draghi diventano i pilastri su cui è costruita tutta la saga. Sebbene abbia un ritmo più lento e meno significativo rispetto alle stagioni successive, con quasi nessuno scontro epico o grande scena di battaglia, la prima stagione pone con cura le basi per quello che sarebbe diventato uno dei pochi show tv recenti a creare comunità in tutto il mondo.

Stagione 4

Dopo le famigerate Nozze Rosse, la quarta stagione inizia con la faccia di Joffrey che diventa viola e termina con Tyrion che lancia una freccia da una balestra contro suo padre seduto al gabinetto. Per tutta la stagione, Peter Dinklage brilla mentre conferisce a Tyrion una statura assolutamente superiore a quella di tutti gli altri personaggi. La storyline del processo del giovane Lannister ingiustamente accusato della morte di re Joffrey è quanto di meglio scritto da D&D.

Ma non solo. A dispetto della sua cruenta fine, l’Oberyn Martell di Pedro Pascal ruba i cuori degli spettatori e tiene banco con carisma e fascino, anche nel momento della sua morte, spettacolare e tragica. Ricordiamo che l’attesa dell’episodio La Montagna e la Vipera, all’epoca, fu particolarmente lunga (due settimane invece che una) e accompagnata da riti collettivi. Succedono così tante cose ad Approdo del Re che è quasi facile dimenticare Arya e il Mastino, i quali restano il miglior duo comico di tutto il Westeros, mentre il conflitto tra i Bruti e i Guardiani della Notte esplode nella magnifica puntata dedicata all’assalto alla barriera da parte dei primi. La notte del Castello Nero si fa rossa di fuoco e sangue, e lo show ci regala la scena di battaglia più bella dell’intera serie, almeno fino alla Battaglia dei bastardi.

Stagione 6

La sesta stagione de Il trono di Spade è quella che unisce meglio delle altre intrattenimento, soddisfazione degli spettatori, chiusura di alcune trame. Assistiamo ai momenti attesi, inaspettati e gratificanti che si svolgono continuamente durante i 10 episodi, a differenza delle altre stagioni che alternavano episodi tranquilli ad altri con momenti epici. Jon si sveglia e si riunisce con Sansa, scena che inaspettatamente è molto più commovente della reunion del Lupo Bianco con la sorellina preferita, Arya. Hodor “tiene la porta” e si sacrifica per Bran. Il Mastino ritorna, ancora vivo, nonostante il duello con Brienne. Daenerys dà fuoco ai khal nell’epica scena di Vaes Dothrak. Arya serve la sua più dolce vendetta a Walder Frey, sterminando il clan che aveva lasciato vivo “un ultimo lupo”. Jon splende sul campo di battaglia contro un altro bastardo. Sansa dà da mangiare ai cani (sorriso sornione di soddisfazione in sottofondo). E alimentata da due stagioni di umiliazione da parte dell’Alto Passero, Cersei si dà alla piromania e realizza il piano più esplosivo della serie, eliminando in un solo colpo verde casate e culti.

E se ciò non dovesse bastare, ci vengono svelate le vicende avvenute nella Torre della Gioia, dove scopriamo che Jon è figlio di Lyanna Stark e di Rhaegar Targaryen (aprendo una serie di domande che poi non troveranno risposta, ma tant’è) e Daenerys finalmente salpa verso Westeros, un arco narrativo con una preparazione di 60 episodi. Veloce nel ritmo, la stagione 6 riesce a mantenere la brillantezza delle stagioni precedenti che avevano una combustione più lenta mentre offre il più grande uno-due de Il trono di Spade con La Battaglia dei Bastardi e I Venti dell’Inverno che si susseguono per un finale travolgente. Il perfetto equilibrio tra elementi umani e soprannaturali, personali e politici, la sesta stagione è senza dubbio il culmine dell’intera serie che possiamo vedere e rivedere su NOW.

Il Trono di Spade: ecco quando inizieranno le riprese del prequel

0

Presumibilmente la prossima primavera dovremo dire addio a Il trono di Spade, che si appresta a concludersi con l’ottava stagione. Ma HBO sta già preparando il terreno per il futuro e, come già stato da tempo annunciato, è tempo di pensare al prequel. Da quello che è trapelato in queste ore, la nuova serie si svolgerà nel tempo di Westeros, durante l’era della Lunga Notte. La produzione dovrebbe iniziare già da Febbraio 2019, con i set collocati perlopiù a Belfast ed in altri territori dell’Irlanda del Nord. La showrunner designata a questa nuova saga è Jane Goldman che nel suo curriculum da produttrice vanta titoli come Kick-Ass, X-Men e Kingsman.

Nulla è stato invece rivelato sul cast e le poche informazioni sulla trama derivano ancora dal lancio pubblicitario della serie pubblicato mesi fa che recitava: “Ambientata migliaia di anni prima degli eventi di Il trono di Spade, la serie racconta la discesa del mondo dall’età dell’oro degli eroi all’ora più buia. E una sola cosa è certa: gli orribili segreti della storia di Westeros e la vera origine degli Estranei e i misteri dei leggendari Stark non è la storia che pensiamo di conoscere”. Su questo ampio periodo temporale gli spunti dati dai romanzi di George R. R. Martin di sicuro non mancano.

FONTE: Comicbook

Il Trono di Spade al cinema? Kit Harrington pensa di sì

0
Il Trono di Spade al cinema? Kit Harrington pensa di sì

Da tempo ci sono state speculazioni varie su un possibile approdo sul grande schermo di Il Trono di Spade, uno show che sarebbe sicuramente valorizzato al cinema. La HBO ha affermato però di vedere quest’idea come un potenziale ‘tradimento’ rispetto agli abbonati alla rete.

Game of Thrones 5In un’intervista con IGN, Kit Harrington (che interpreta Jon Snow) ha espresso un parere positivo a riguardo, dicendo che potrebbe esserci una possibilità, e che le proiezioni in IMAX degli ultimi due episodi della quarta stagione hanno dimostrato l’ottimo adattamento della serie al grande schermo.

«Credo che sia possibile. Penso che si presti bene al grande schermo» ha dichiarato Harrington. «Ha funzionato sorprendentemente bene alla proiezione IMAX: la sensazione è che appartenga al cinema».

L’attore ha aggiunto: «Non posso dirvi se lo faranno, non posso dirvi se lo vorranno fare. Lo hanno scritto come uno show tv, e David [Benioff] e Dan [Weiss] sentivano che funzionasse meglio come narrazione episodica. Non lo so. Se vogliono spendere milioni di dollari in un film da due ore nel futuro credo che dovrebbe essere per un momento clou, all’apice del climax, invece che un’intera stagione ristretta in quel lasso minimo di tempo: non avrebbe senso».

Fonte: CB

Il Trono di Spade 8: 7 curiosità dall’episodio 3

Il Trono di Spade 8: 7 curiosità dall’episodio 3

Winter is coming, e non è solo un modo di dire. Con l’ottava stagione de Il trono di Spade si chiuderà finalmente il cerchio aperto ormai diversi anni anni fa.

Alcuni colpi si scena sono già arrivati, ma sicuramente sono ancora tante le questioni da risolvere e i colpi di scena che arriveranno e che saranno sicuramente molto intensi e disseminati lungo la stagione.

Ecco, intanto, 7 curiosità dall’episodio 3 deIl trono di Spade.

ATTENZIONE – PERICOLO SPOILER

Ci sono volute 55 notti

il trono di spadePer dare vita a La lunga notte de Il trono di Spade è stato necessario effettuare le riprese in 55 notti e un numero sconosciuto di prove giornaliere, con qualcosa come 750 persone tra membri del cast e della crew.

Diversi attori hanno descritto l’episodio come una delle cose più difficili che avessero mai fatto. Maisie Williams ha riportato, durante un intervista con Entertainment Weekly, “Niente ti può prepare di quanto questo sia prosciugante. È notte dopo notte, e ancora e ancora, e non finisce. Non puoi ammalarti, e devi stare attento per te stesso perché c’è così tanto da fare che non può farlo nessun altro… ci sono momenti in cui ti senti a pezzi come un qualsiasi essere umano e vorresti solo piangere”.

Iain Glen (Jorah Mormont) lo ha descritto come un “vero test”, davvero infelice. Ti addormenti alle sette del mattino e quando ti svegli a mezzogiorno sei ancora così stanco che non riesci a fare nulla, e poi torni a fare ancora il tutto quanto. Non hai una vita al di fuori di esso”. Rory McCann (The Hound) ha ammesso: “tutti pregano di non doverlo fare mai più”.

La preparazione con scene cinematografiche

Durante la preparazione, per poter dare poi il via alle riprese, il regista Miguel Sapochnik ha provato a cercare delle sequenze di lunghe battaglie realizzate per il grande schermo, senza essere in grado di traovarle.

Mentre scrivevano l’episodio, D. B. Weiss e David Benioff volevano che quella che si vede diventasse la sequenza di battaglia più lunga mai vista e presentata di un film o sul piccolo schermo. Una delle sequenze più vicine allo scopo prefissato, e trovata da Sapochnik, è stata quella dei 40 minuti de La battaglia del fosso di Helm in Il Signore degli Anelli – Le due torri (2002).

Il regista ha studiato questa sequenza per determinare quando e se il pubblico avrebbe avuto della “fatica da battaglia”, cioè se lo spettatore si potesse in qualche modo annoiare o disinteressare da un’azione troppo priva di significato. Ironicamente, la sua conclusione è stata “meno combattenti  si possono avere in una sequenza specifica, e meglio è”.

Miguel Sapochnik è stato fortemente voluto

il trono di spadePer realizzare questo La battaglia del fosso di Helm de Il trono di Spade, David Benioff e Dan Weiss ha espressamente chiesto al regista Miguel Sapochnik di ritornare dopo il successo de La Battaglia dei Bastardi e La Battaglia di Hardhome avuto negli anni precedenti.

La richiesta era quella che Sapochnik tornasse a dirigere un episodio sia della stagione sette che dell’ottava: il regista, però, aveva dichiarato che non sarebbe riuscito a fare entrambe le cose e, quindi, si è deciso di mantenere l’accordo per la stagione 8.

Anche dopo che le sceneggiature erano già pronte per l’ultima stagione e il piano originale prevedeva che il regista avrebbe diretto gli episodi 3,4 e 5, Miguel aveva poi deciso di lasciare perdere la 8×03.

Tuttavia, David e Dan hanno insistito affinchè fosse lui a dirigere anche quel specifico episodio e che avrebbe avuto tutti i mezzi necessari a disposizione, ritenendo che fosse il migliore regista per dare vita ad una battaglia così grande, essendo anche la più ambiziosa e logisticamente complicata della serie.

Non ci sono storie parallele

Così come è accaduto nel 2012 per la puntata L’assedio (2×09) e nel 2014 per Il coraggio di pochi (4×09), questo episodio, The Long Night, è stato realizzato interamente in una sola location, Winterfell, per coprire ogni singola battaglia e non include alcuna storia parallela.

È la quarta volta che avviene questo fatto, cioè di avere un singolo luogo in cui svolge l’intero episodio: oltre ai due precedentemente citati, vi è anche l’episodio Un cavaliere dei Sette Regni (8×02).

Tra le altre cose, bisogna considerare che questo episodio realizzato in una sola location, senza storie parallale, si sviluppa in qualcosa come 82 minuti, rendendolo l’episodio più lungo dell’intera serie.

La svolta inaspettata di Maisie Williams

Maisie Williams, come altri dei suoi colleghi, si era prefissata di leggere la sceneggiatura di volta in volta per poter vivere l’esperienza di questa ultima stagione in maniera intensa, sicchè aveva letto soltando qualche parte della sceneggiatura dell’intera stagione de Il Trono di Spade.

In sintesi, aspettava di poter leggere insieme lo scrip con il resto del cast alla conference room a Belfast. Come lei stessa racconta, “stavo arrivando a lavoro e tutti stavano parlando dell’episodio 3 e il regista mi chiese se lo avessi già letto”.

Quando hanno iniziato le riprese di GoT lei ancora non aveva letto l’episodio e quando lo ha dovuto fare per dare vita alla 8×03 ha capito quanto il suo personaggio diventasse protagonista di una svolta monumentale in maniera del tutto inaspettata.

L’episodio mostra Jon Snow fallire

il trono di spade

Per il regista dell’episodio, Miguel Sapochnik, ha fatto il fatto di non mostrare ai fan la convinzione che Jon Snow (Kit Harington) potesse uccidere Night King, “ho pensato, se vedo Arya correre allora so che sta per accadere qualcosa.

Così è come arrivare quasi a perderla dalla storia e poi arriva a soprendere tutti e a far cadere tutte le speranze riposte in Jon, che è sempre stato il ragazzo del momento. Così, il punto è che si arriva a seguire Jon in maniera continua, così da indurre il pubblico a pensare “Jon lo sta per fare, Jon lo sta per fare…” e poi fallisce. Fallisce all’ultimo minuto. Quindi, spero che sia un’interessante cambiamento che nessuno si aspetta”.

Il lavoro è iniziato nel giugno del 2017

Il regista dell’episodio ha lavorato sulla vicenda che si sviluppa nel corso degli 82 minuti dal giugno del 2017: “Sto lavorando da sette mesi e mezzo, che sono circa 130 giorni, praticamente un processo che è quasi più lungo della maggior parte dei film che vengono realizzato.

Quindi, in termini di lavoro, sono quasi 6/7 giorni a settimana, dalle 16 alle 18 di lavoro al giorno e, sì, è tanto. Sapevo fosse pesante quando sono salito a bordo. Mi sentito più tranquillo perché c’è un formato per approciarsi agli episodi e per poterli realizzare. Come tipio, le sceneggiature sono ricche, più di quanto si possa effettivamente realizzate.

Il processo di ridimensionalmente ha richiesto diverso tempo questa volta, perché David e Dan volevano ci fosse tutto. Tutti vogliamo tutto ma bisogna andare incontro alla realtà dei fatti e di quello che si può realmente fare. Ciò per cui ci ho messo molto tempo risiede nell’episodio 3, e cioè nel fatto di non annoiare il pubblico dopo 20 minuti di battaglia”.

Fonti: IMDb, Entertainment Weekly

Il trono di Spade 8: 7 curiosità dall’episodio 2

Il trono di Spade 8: 7 curiosità dall’episodio 2

Winter is coming, e non è solo un modo di dire. Con l’ottava stagione de Il trono di Spade si chiuderà finalmente il cerchio aperto ormai diversi anni anni fa.

Eppure sono ancora tante le questioni da risolvere e i colpi di scena che sicuramente saranno parecchi, molto intensi e disseminati lungo la stagione.

Ecco, intanto, 7 curiosità dall’episodio 2 de Il trono di Spade.

ATTENZIONE – PERICOLO SPOILER

L’unione di Sansa e Theon è stata emozionante

il trono di spadeQuesta sarà sicuramente la stagione de Il trono di Spade dedicata ai ritorni e alle riunioni e quella tra Sansa Stark (Sophie Tuner) e Theon Greyjoy (Alfie Allen) è una di quelle dal maggior tasso emotivo.

Nelle ultime due stagioni Sansa si è riunita con i suoi fratelli Arya, Jon e Bran recuperando rapporti da tempo perduti, ma non si era mai emozionata fino al punto di piangere, come invece è avvenuto quando ha visto Theon: e ciò è stato vissuto da Sansa in maniera più profonda anche a causa di quello che avevano passato.

La relazione tra i due non è mai stata ottimale: in passato Theon aveva tradito il fratello di lei, Robb, facendosi poi passare per Reek durante la quarta, quinta e sesta stagione, diventando mite e passivo, incapace di fare qualcosa persino quando Sansa veniva violentata davanti a lui da Ramsay.

Ma Sansa ha perdonato Theon per averla salvata e per aver fatto finta di uccidere i suoi fratelli in passato e, così facendo, salvando anche loro. L’ultima volta che i due si sono visti è accaduto durante la sesta stagione, quando Sansa tentò di convincere Theon a dirigersi verso Castle Black per per trovare Jon Snow e protezione da parte di Ramsay, arrivando a perdonandogli tutti i fatti passati.

La “ridicola” storia delle origini di Tormund Giantsbane è diversa nei libri

il trono di spadeTormund Giantsbane (Kristofer Hivju)è uno dei personaggi di rilievo de Il trono di Spade ed ha una strana idea di capire ciò che conta. Nel secondo episodio dell’ottava stagione, quando finalmente si ricongiunge con Brienne di Tarth (Gwendoline Christie), le racconta qual è la vera origine del suo soprannome, come se fosse una fiaba.

La storia che racconta è una versione abbellita rispetto a quella raccontata nei libri di George R. R. Martin ed entrambe le versioni risultano abbastanza improbabili. C’è un modo in cui i fatti che vengono raccontati abbiano senso?

Nella sua storia, Tormund racconta di aver ucciso un gigante a dieci anni e di essere poi entrato nel letto della moglie e di essere stato allatto per tre mesi da quella che era anch’essa un gigante e di essere diventato forte per via del particolare latte assunto. Ma questi fatti possono essere plausibili?

Nel libro di Martin, Tormund racconta la storia di questa sua origine a Jon Snow (Kit Harington), durante uno dei loro viaggi, dicendo di essere stato mezzo ragazzo e stupido come, d’altra parte, sono i ragazzi, aggiungendo di essere stato catturato nel mezzo di una tempesta invernale di aver cercato del calore aprendo la pancia di un gigante addormentato ed entrandoci dentro.

E da qui, sarebbe stato confuso per un bambino, venendo poi allattato per tre mesi. In seguito, pungolato da Snow, Tormund ammise di non aver mai ucciso un gigante ma di essere rimasto con lei e di essere stato semplicemente accudito.

Il cavaliere dei Sette Regni accenna all’eredità di Brienne

A Knight of the Seven Kingdoms è il titolo ufficiale del secondo episodio dell’ottava stagione de Il trono di Spade e rappresenta un eco delle frase che Jaime Lannister (Nikolaj Coster-Waldau) usa per riferirsi al neo-cavaliere Ser Brienne di Tarth. Dopo otto stagioni di lotta contro stupratori, sessisti e dopo il disprezzo collettivo di metà degli Westeros che vede il genere prima dell’onore, finalmente  è diventata un cavaliere.

Ma in questo titolo vi è un significato più profondo: esso è anche il titolo di una raccolta di novelle dello stesso Martin appartenente alla serie A Song and Ice and Fire, conosciuta come le storie di Dunk ed Egg. Queste novelle sono state ambientate ben 90 anni prima de Il trono di Spade e segue le avventure di Aegon V Targayen (Egg) e si Ser Duncan the Tall (Dunk) che, come lo stesso Martin ha rivelato in un panel dedicato alla serie nel 2016, sarebbe un antenato di Brienne.

Ciò significa che la carica di cavaliere è di fatto un’eredità adeguata e anche lo stesso modo di diventare cavaliere ha contraddistinto entrambi i neo-cavalieri. Inoltre i due condividono anche la stessa sorte: Dunk è sempre stato un cavaliere errante, senza essere uno dei migliori combattenti e con le caratteristiche di essere leale e fedele alla giustizia, proteggendo i più deboli ed innocenti.

E Brienne ricopre un ruolo simile al suo antenato poiché, dopo la morte di Renly Baratheon e caduta in disgrazia della sua casa, lei non è alla ricerca di un nuovo padrone  ma si adopera per proteggere le ragazze Stark, riportare Sansa alla sua famiglia e rendere giustizia a chi è stato offeso, servendo il popolo di Westeros senza servire un signore. Ed ora, con il riconoscimento ufficiale, anche lei è un cavaliere dei sette regni così come il suo antenato lo fu una volta.

C’è un grosso difetto nella strategia di battaglia di Winterfell

Questo secondo episodio ha messo in chiaro che nella prossima puntata si andrà verso l’inizio di una grande battaglia e una parte del piano vedrebbe i non combattenti al sicuro nelle cripte sotterranee di Winterfell. Ma qualcosa forse non torta, perché è abbastanza strano che sia stata data una così grossa enfasi a questo luogo di riparo.

Facendo un rapido calcolo, è possibile che ci sia una rapida ricetta per il disastro: sì, perché in quelle cripte si trovano i cadaveri degli Starks e gli invasori, i mostri di ghiaccio, hanno il potere di resuscitare i cadaveri e farli combattere per loro. In sintesi, ogni persona innocente che si troverà nelle cripte verrà abbattuta dagli antenati Starks, dando una possibile origine ad un ciclo pressoché infinito. Ma andrà davvero a finire così?

In questo episodio non è morto nessuno

Strano, ma vero, in questo secondo episodio dell’ottava stagione de Il Trono di Spade nessuno è spirato. La sensazione, però sembra quella che in questo episodio ci sia la calma prima della tempesta che potrebbe scatenarsi nelle successive puntate: insomma, come se i personaggi avessero festeggiato per l’ultima volta, prima di un periodo buio.

L’aria che si respira in questo episodio sembra quella dell’incertezza, di ilarità generale come se fosse un momento da Animal House della serie, una specie di parentesi destinata a chiudersi in breve tempo e che, nei suoi momenti di leggerenzza, sembra indurre ad una tempesta che sta per formarsi all’orizzonte.

La paura di Daenerys Targaryen sta preparando la battaglia finale della serie

il trono di spade

Daenerys Targaryen (Emilia Clarke) è stata una terribile regina in fieri, sin dalla fine della prima stagione, ma i suoi alleati lo stanno realizzando soltanto ora. Questo secondo episodio, infatti, si apre con lei che affronta l’assassino di suo padre, Jaime Lannister, il Kingslayer.

In una sorta di udienza, Daenerys dà a tutti gli Stark e ai loro alleati una buona occasione per essere testimoni di Jaime, con la chiara consapevolezza che lei sta cercando un ottimo piano per la sua esecuzione, probabilmente in modo che sia memorabile, se non sentirà una buona ragione che la faccia tornare sui suoi passi.

Sorprendentemente, diverse persone intervengono in suo soccorso, nonostante la lunga lista di peccati commessi da Jaime. Insomma, con l’inizio di questa ottava stagione, continuano ad essere rivelate delle dinamiche di potere che fino a prima erano poco chiare o per niente conosciute, come il fatto che Daenerys sia una regina vendicativa, simile a Cersei per certi versi.

E il fatto che Jon Snow e il suo migliore amico Samwell Tarlly non sapevano che Dawnerys avesse ucciso il padre e il fratello di Sam per non essersi inginocchiati al suo cospetto ne è la dimostrazione.

Perché Arya Stark e Beric Bondarrion sono nemici-amici

Il secondo episodio di questa ottava stagione de Il Trono di Spade è pieno di situazioni calde e fredde, e alcune riguardano Arya Stark (Maisie Williams)e i due uomini che hanno viaggiato con lei nelle stagioni precedenti: il Segugio e Beric Dondarrion (Richard Dormer).

L’incontro è costituito da una serie di emozioni non rivelate che provendono da brutti ricordi: non viene detto molto della loro storia, ma sono ben cinque stagioni che sono passate da quando Beric e Arya hanno condiviso la scena per l’ultima volta ed è comprensibilmente diccile ricordare come essi si erano separati.

E tutto quello che non viene detto e che rimane nella terza stagione, è la chiave di volta che riuscirà a trovare i motivi del fatto che rende i due protagonisti così amici, ma anche così nemici.

Fonte: The Verge

Il Trono di Spade 2 dal 17 Aprile in Blu-ray e Dvd

0

game-of-thrones-stagione2La seconda stagione della “avvincente” (Entertainment Weekly) e “grandiosa” (Wall Street Journal) serie HBO Il Trono di Spade, debutta in formato Blu-rayTM e DVD il 17 aprile.

Il Trono di Spade – stagione 1: in Blu-ray dal 5 Settembre!

0
Il Trono di Spade – stagione 1: in Blu-ray dal 5 Settembre!

Finalmente annunciamo l’arrivo in edizioni Blu-ray Alta Definizione e DVD l’epica e monumentale prima stagione del fenomeno rivelazione di questa stagione televisiva: Il Trono di Spade – Stagione 1.

Il TriBeCa Film Festival sbarca online nel Regno Unito

0

Il TriBeCa Film Festival di Robert De Niro consolida la sua reputazione come una delle manifestazioni più innovative, grazie al lancio di un servizio di video on demand in Gran Bretagna: per otto settimane a partire dal prossimo 16 aprile, i cinefili potranno guardare alcuni dei film presentati al Festival senza dover volare oltreoceano.

Presentando l’iniziativa Jane Rosenthal, co-fondatrice del festival, ha spiegato che questa costituisce un ulteriore passo in avanti rispetto alla piccola filiale distributiva lanciata nel Regno Unito tre anni fa. Gli spettatori britannici portanno così guardare, tra gli altri, Greetings From Tim Buckley, dramma incentrato sul cantante Jeff Buckley e il suo rapporto con la figura del padre Tim, con Penn Badgley ed Imogen Poots, la commedia nera Fresh Meat il documentario The Wild And Wonderful Whites Of West Virginia prodotto da Johnny Knoxville e altri tre film.

Il TriBeCa è stato lanciato da De Niro e Rosenthal nel 2001, nel tentativo di rivitalizzare l’area di New York,  piegata dalle conseguenze dell’attacco alle Torri Gemelle.

Fonte: Empire

Il treno dei bambini: recensione del film di Cristina Comencini – #RoFF19

Nell’immediato dopoguerra, il Partito Comunista Italiano avviò un’iniziativa sociale per sostenere le famiglie del Sud, duramente colpite dal conflitto. Erano chiamati i “treni della felicità”, convogli che partivano dalle città devastate del Meridione verso il Nord. I vagoni erano pieni di bambini, accolti temporaneamente da famiglie più agiate che potevano garantire loro cibo e vestiti, in un tentativo di contrastare la povertà e il degrado. Dopo un periodo, infatti, avrebbero fatto ritorno dai loro cari. 

Da questa vicenda, che è parte della nostra Storia, Viola Ardone trae ispirazione per il suo romanzo del 2019, Il treno dei bambini. Qualche anno dopo, Cristina Comencini ne presenta l’adattamento cinematografico alla 19esima edizione della Festa del Cinema di Roma, nella sezione Grand Public. La regista firma la sceneggiatura insieme a Furio Andreotti, Camille Dugay e Giulia Calenda, affidando i ruoli principali a un cast di grandi volti italiani: Stefano Accorsi nel ruolo di Amerigo da adulto, Serena RossiBarbara Ronchi e il giovane e promettente Christian Cervone. La pellicola, prodotta da Palomar, arriverà su Netflix il 4 dicembre.

Il treno dei bambini, la trama

Amerigo Speranza è un violoncellista famoso. Prima di uno spettacolo a teatro, viene raggiunto da una telefonata nella quale sua madre gli dice che sua madre è morta. Ma come è possibile? Nella scena seguente è il 1946. Amerigo è un bambino povero, che vive scalzo per le strade di Napoli contando le scarpe della gente. Scorrazza insieme al suo amico Tommasino e a volte fa dei lavoretti per portare qualche soldo a casa, dalla madre Antonietta, che cerca di crescerlo come meglio può. Finché non inizia a girar voce che il PCI sta organizzando dei treni per portare i bambini da famiglie più abbienti che se ne possano prendere cura per un periodo. Molte donne del quartiere cominciano a inveire contro l’iniziativa, spaventando tutti: dicono che li spediranno dai russi che li getteranno nel fuoco. La verità, però, è molto più dolce di quella descritta dalle signore e nasconde un atto di puro amore verso un Paese in ginocchio, che ha bisogno di ritrovare l’equilibrio partendo proprio dai bambini, gli uomini del domani. Seppur contrario alla partenza, una volta arrivato a Modena, Amerigo verrà accolto da Derna, che con i bambini proprio non ci sa fare. Amerigo le fa però riscoprire il suo lato materno, e una volta connessi, per i due sarà difficile separarsi.

Cosa definisce una madre?

Guardando Il treno dei bambini, è impossibile non pensare a ciò che sta succedendo nel mondo. I bambini che un tempo cercavano la felicità e la sicurezza sono gli stessi che oggi fuggono dalle guerre in Ucraina, Israele e Palestina. Passato e presente si intrecciano, dialogando tra loro e portandoci a continue riflessioni. Il film di Comencini si radica nel dopoguerra, che funge da scenario – ricordandoci però che la nostra realtà non è così lontana da quella di allora – per raccontare la storia di due madri. Chi è una madre? Cosa la rende tale? Sono domande che trovano risposta nelle figure di Derna e Antonietta, due donne agli antipodi per carattere e mentalità, ma profondamente simili quando si tratta di amare.

In un periodo in cui il concetto di maternità e il suo significato sono sempre più messi in discussione – basta pensare alle recenti leggi italiane – il film lancia un messaggio chiaro: madre è chi ama, indipendentemente dal legame biologico. Madre è colei che vede in un bambino un figlio, un legame che va oltre il sangue. E non esiste necessariamente una sola madre. Per Amerigo, entrambe lo sono, perché entrambe hanno costruito la sua vita, tassello dopo tassello, donandogli qualcosa di indimenticabile. Nel caso di Antonietta si tratta della musica, da cui imparerà ad avere l’orecchio per suonare il violino. Nel caso di Derna è la conoscenza e la possibilità di sognare.

Ronchi e Rossi: due interpreti d’eccezione

L’idea di fondo è potente, così come la storia che si porta sullo schermo. Barbara Ronchi e Serena Rossi dipingono il ritratto di due donne forti e vulnerabili allo stesso tempo, restituendoci la loro determinazione. Sono attrici mature, capaci di comporre le giuste espressioni sul volto per farci cogliere ogni sfumatura emotiva. Visivamente, la fotografia di Italo Petriccione rende bene le due facce del dopoguerra: da un lato la povertà e i colori spenti delle città devastate come la Napoli bombardata, dall’altro le tonalità più calde che avvolgono la tranquillità di Modena.

Comencini si concede spesso a scene di forte sentimentalismo, mirate a far scendere lacrime facili. Anche se a tratti questo può risultare eccessivo, il film riesce a raccontare una storia di vera bellezza, dove l’Italia, divisa ma mai arresa, ha trovato la forza di rialzarsi. E lo ha fatto grazie a molte donne come Antonietta e Derna, tanto diverse quanto unite, che hanno saputo collaborare per costruire il Paese che conosciamo oggi.

Il treno dei bambini: il teaser poster, il teaser trailer e le prime immagini

0

Netflix è lieta di mostrarvi oggi il teaser poster de IL TRENO DEI BAMBINI, il nuovo film della candidata all’Oscar® Cristina Comencini. Tratto dall’omonimo bestseller di Viola Ardone, IL TRENO DEI BAMBINI racconta la generosità dell’Italia del dopoguerra, un viaggio attraverso la miseria visto dagli occhi di un bambino diviso tra due madri.

Scritto da Furio Andreotti, Giulia Calenda, Camille Dugay e dalla stessa Comencini, il film vede Barbara Ronchi e Serena Rossi nel ruolo rispettivamente di Derna e Antonietta, le due madri del piccolo Amerigo. Fanno parte del cast anche Christian Cervone (Amerigo), Francesco Di Leva, Antonia Truppo, Monica Nappo, Dora Romano e con la partecipazione di Stefano Accorsi che interpreta Amerigo da adulto.

IL TRENO DEI BAMBINI è prodotto da Carlo Degli Esposti e Nicola Serra per Palomar, e sarà disponibile prossimamente su Netflix.

IL TRENO DEI BAMBINI la trama

1946. Amerigo ha otto anni e non si è mai allontanato da Napoli e da sua madre Antonietta. Il suo mondo, fatto di strada e povertà, però sta per cambiare. A bordo di uno dei “treni della felicità” passerà l’inverno al nord, dove una giovane donna, Derna, lo accoglierà e si prenderà cura di lui. Accanto a lei Amerigo acquista una consapevolezza che lo porta ad una scelta dolorosa che cambierà per sempre la sua vita. Gli serviranno molti anni per scoprire la verità: chi ti ama non ti trattiene, ma ti lascia andare.

IL TRENO DEI BAMBINI le foto

Dal bestseller di Viola Ardone un film epico e struggente. Un viaggio attraverso la miseria, ma anche la generosità dell’Italia del dopoguerra, vista dagli occhi di un bambino diviso tra due Madri.

IL TRENO DEI BAMBINI il poster

  • Regia di Cristina Comencini
  • Data di uscita: Prossimamente su Netflix
  • Scritto da Furio Andreotti, Giulia Calenda, Cristina Comencini, Camille Dugay
  • Dal romanzo “Il treno dei bambini” di Viola Ardone edito in Italia da Giulio Einaudi editore
  • Prodotto da Carlo Degli Esposti, Nicola Serra
  • Una produzione: Palomar con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Emilia-Romagna
  • Cast: Barbara Ronchi, Serena Rossi, Christian Cervone, Francesco Di Leva, Antonia Truppo, Monica Nappo, Dora Romano, Beatrice Schiros, Ivan Zerbinati, Lucio Morano, Jacopo Pagano Guerrieri, Domenico Rea, Sophia Cecere e con la partecipazione di Stefano Accorsi

Il treno dei bambini, la storia vera dietro al film: Amerigo Benvenuti è un vero violinista?

Il film di Netflix Il treno dei bambini trasporta gli spettatori in un periodo di crisi della storia italiana e racconta una storia edificante sull’unità di fronte alle avversità. Originariamente noto come Il treno dei bambini (la nostra recensione), il film storico ruota attorno ad Amerigo, un bambino di 8 anni che vive con la sua povera madre, Antonietta, nelle strade piene di conflitti della Napoli del dopoguerra. Per questo motivo, la madre lo iscrive al programma congiunto dell’Unione Donne Italiane e del Partito Comunista Italiano, che prevede il riaccoglimento momentaneo dei bambini del Sud presso le famiglie più ricche del Nord. Di conseguenza, Amerigo sale sul Treno della Felicità e arriva alle porte di Derna.

Nel corso dell’inverno, i due formano una propria famiglia che finisce per cambiare le loro vite per sempre. Questo film diretto da Cristina Comencini, traccia una storia commovente sulla famiglia e allo stesso tempo condivide la verità di un periodo epocale della storia italiana del secondo dopoguerra. Naturalmente, l’ambientazione del film negli anni ’40 sottolinea il viaggio di Amerigo e suscita curiosità per le affascinanti radici della storia nella realtà.

Il treno dei bambini è tratto dal romanzo storico di Viola Ardone

Il treno dei bambini è un adattamento per lo schermo dell’omonimo libro di narrativa storica del 2019, scritto da Viola Ardone con Clarissa Botsford come traduttrice per la traduzione inglese. La narrazione sullo schermo mantiene una base significativa nel romanzo, in quanto adatta la narrazione centrale dell’opera letteraria intorno ad Amerigo e al suo viaggio in treno. Anche se una certa dose di romanzatura permane intorno alla storia sia nelle istanze letterarie che in quelle cinematografiche, la premessa di base rimane radicata nella realtà.

Nel suo libro, Ardone affronta la storia di un giovane napoletano che cresce nell’immediato dopoguerra. Di conseguenza, i Treni Della Felicità, un’iniziativa reale intrapresa dal Partito Comunista Italiano e dall’Unione Donne Italiane tra il 1945 e il 1952, diventano una parte strumentale dell’infanzia del protagonista. All’epoca, l’Italia appena liberata era concentrata sulla ricostruzione dei suoi problemi economici e sociali. Tuttavia, Teresa Noce, dirigente del Partito Comunista Italiano di Milano, riconobbe le difficoltà dei bambini del Sud Italia, dove i postumi della guerra si manifestavano con un aumento della fame.

Di conseguenza, Noce collaborò con le donne del Partito Comunista di Reggio Emilia, città del Nord Italia, per istituire un programma in cui le famiglie del Nord avrebbero accolto i bambini del Sud per ospitarli per alcuni mesi. Questo ha portato alla formazione dell’Unione Donne Italiane e del programma Treni della Felicità. Il romanzo di Ardone mette al centro del suo racconto questa stessa iniziativa reale del dopoguerra, raccontando la storia di un bambino partecipante. Sebbene i dettagli narrativi che seguono rimangano inventati, cementando il romanzo come un’opera di finzione storica, il nucleo della storia è immerso nella storia reale dell’Italia.

Il treno dei bambini esplora la realtà dei treni della felicità

Poiché Il treno dei bambini è incentrato sulle esperienze di Amerigo come partecipante al programma Treni della felicità nel 1946, la storia finisce inevitabilmente per presentare una rappresentazione realistica del paesaggio sociale dell’epoca. Dopo la guerra, persistevano alcune differenze tra il Nord e il Sud Italia. La mancanza di comprensione di queste differenze creò alcuni attriti durante le prime fasi del programma Treni della felicità. All’epoca, a causa della forte propaganda, gli italiani del Sud sentivano storie diaboliche sui comunisti del Nord. Per lo stesso motivo, molte famiglie che iscrivevano i loro figli al programma inizialmente credevano che i nordisti mangiassero i bambini.

Tuttavia, una volta avviato il programma, migliaia di bambini del Sud Italia provenienti da Napoli, Lazio, Calabria, Sicilia e altre città trovarono nel Nord Italia nuove famiglie che si prendevano cura di loro. Ai bambini veniva fornito tutto, dai vestiti all’istruzione. L’iniziativa ha portato alla formazione di innumerevoli legami che sono rimasti anche dopo la fine del soggiorno dei bambini presso le loro famiglie del Nord. Attraverso la storia di Amerigo, il libro – e, per estensione, il film – presenta una comprensione sfumata degli stessi legami. Per questo motivo, anche se Il treno dei bambini non è un racconto biografico, rimane storicamente rilevante.

Amerigo Benvenuti de Il treno dei ragazzi esiste solo nel mondo della finzione

Quando si parla di allontanamento dalla storia documentabile, le esperienze personali di Amerigo Benvenuti (ex Speranza) ne Il treno dei bambini rimangono il contributo più significativo. Poiché Viola Ardone ha voluto presentare un racconto intimo e sentito del programma Treni della felicità, ne racconta la storia attraverso gli occhi di Amerigo, un partecipante di 8 anni. La sua storia inizia come quella di un giovane povero di Napoli che scopre la sua passione per la musica durante il periodo trascorso a Modena con Derna e la sua famiglia. Alla fine, dopo una serie di lotte e scelte di vita impossibili, Amerigo diventa un celebre violinista le cui esibizioni da solista richiamano grandi fanfare.

Sebbene il viaggio di Amerigo sia profondamente risonante ed emotivamente toccante, rimane una storia di fantasia. Nella vita reale, non esiste un solista di violino identico ad Amerigo Benvenuti. Pertanto, il personaggio diventa un’opera dell’immaginazione di Ardone adattata per lo schermo dagli sceneggiatori Furio Andreotti, Giulia Calenda, Cristina Comencini e Camille Duguay. Attraverso la sua storia fittizia, il film presenta una comprensione stratificata della famiglia, sia biologica che non. Inoltre, mette in evidenza il significato storico del programma “I treni della felicità”, attribuendo a questo concetto una narrazione riferibile. Per questo motivo, anche se il personaggio di Amerigo è fondamentale per la rappresentazione degli eventi storici su cui si basa Il treno dei bambini, il personaggio stesso rimane privo di una controparte nella vita reale.

LEGGI ANCHE: Il treno dei bambini, la spiegazione del finale: Cosa succede al violino di Amerigo?

Il treno dei bambini, la spiegazione del finale: Cosa succede al violino di Amerigo?

Il treno dei bambini (la nostra recensione) di Netflix è il film italiano emotivamente avvincente che racconta una storia fondamentale dell’Unità d’Italia negli anni ’40. Il bambino Amerigo cresce a Napoli dopo la seconda guerra mondiale, mentre la città soffre la povertà e la fame. Amerigo, otto anni, cresce a Napoli dopo la Seconda Guerra Mondiale, mentre la città soffre di povertà e fame. Tuttavia, una prospettiva brillante si presenta quando ai genitori viene offerta l’opportunità di mandare i figli a Modena, dove una nuova famiglia si prenderà cura di loro per alcuni mesi. Per questo, nonostante la difficoltà di dire addio a suo figlio, Antonietta fa salire Amerigo sui Treni della Felicità per condurlo verso un futuro più luminoso.

Amerigo passa così sotto le cure di Derna e della sua famiglia, scoprendo una nuova prospettiva di vita. Alla fine, quando si avvicina il momento di lasciare il Nord e tornare a Napoli, Amerigo si trova di fronte a una scelta impossibile. L’avventura che Amerigo intraprende può sembrare sottovalutata, ma definisce la traiettoria della sua vita in modi sfumati e sottili! SPOILER IN ARRIVO.

La trama del film Il treno dei bambini

Con la fine della Seconda Guerra Mondiale si conclude anche il bombardamento di Napoli. Tuttavia, ciò non pone fine alla povertà che affligge molte città del Sud Italia. Di conseguenza, Antonietta, una madre single in difficoltà, pensa di iscrivere suo figlio, Amerigo, all’iniziativa del Partito Comunista “Treni della felicità”. Tuttavia, molti dei suoi vicini credono che i comunisti del Nord vogliano sfruttare i loro figli – o peggio, mangiarli vivi. Tuttavia, lei – e molti altri genitori come lei – riconoscono che i loro figli possono trovare un futuro migliore lontano dalle loro fatiscenti città d’origine. Per questo motivo, Amerigo e molti dei suoi coetanei salgono sul treno che parte da Napoli quando è il momento.

Sul treno, i ragazzi ricevono vestiti caldi e molti gettano i loro cappotti alle famiglie sulla banchina, sapendo che ne hanno più bisogno. Il viaggio dura tutta la notte prima di arrivare finalmente a Modena. All’arrivo, i bambini sono inizialmente scettici nei confronti del cibo della mensa, perché non conoscono molti dei ricchi sapori disponibili. Tuttavia, la loro stanchezza svanisce presto. In seguito, Amerigo osserva che tutti vengono adottati dall’ufficio, uno dopo l’altro, ciascuno da una coppia o da una famiglia. Quando rimane solo, uno dei membri del gruppo, Derna Benvenuti, che non ha intenzione di adottare un bambino, accetta a malincuore di portarlo con sé.

Derna è una donna gentile che offre ad Amerigo una stanza, del buon cibo e dei vestiti di seconda mano. Tuttavia, non crede di avere un istinto genitoriale naturale. Il ragazzo è cresciuto con una madre che faticava a mostrare affetto, il che lo fa stare perfettamente al fianco della sua nuova tutrice. Allo stesso modo, quando incontra la famiglia allargata di lei – il fratello Alcide e i nipoti Revu, Lution e Nary – col tempo riesce a legare con loro. Il primo, che di mestiere fa il falegname, gli dà persino lezioni di violino quando il ragazzo dimostra una certa inclinazione per questa forma d’arte. Riesce anche a frequentare la scuola, un’opportunità che in precedenza gli era stata negata a causa della situazione della sua famiglia. Sebbene all’inizio abbia difficoltà a inserirsi, con il passare del tempo impara a destreggiarsi nella sua nuova vita.

Il rapporto genitori-figli tra Amerigo e Derna migliora e i due si avvicinano. In poco tempo, Amerigo diventa una presenza costante nella famiglia Benvenuti. Tuttavia, troppo presto, l’inverno passa e i raccolti ingialliscono, segnalando il momento in cui Amerigo e gli altri bambini devono tornare alle loro case. Derna prepara le valigie del ragazzo con cibo e vestiti e il violino che Alcide gli ha regalato per il suo compleanno. È un addio amaro, ma si promettono di incontrarsi di nuovo in futuro e di scambiarsi lettere. Tuttavia, una volta che Amerigo torna a casa da Antonietta, non arrivano lettere indirizzate a suo nome. Peggio ancora, i modi pessimistici della madre sembrano essere uno shock dopo il periodo trascorso al Nord.

Antonietta si aspetta che Amerigo dimentichi il periodo trascorso con i Benvenutis, compresa la sua educazione e i suoi sogni musicali. Vuole invece che il figlio impari un mestiere per mantenere la famiglia a galla. Passano mesi prima che il ragazzo si rechi personalmente all’ufficio del Partito Comunista, per poi rendersi conto che Derna gli ha inviato lettere e pacchi per tutto questo tempo. Di conseguenza, scopre che la madre gli ha mentito per un po’ per tenerlo lontano dalla sua nuova famiglia del Nord.

Il finale de Il treno dei bambini: Perché la madre di Amerigo mente sulle lettere di Derna?

Il ritorno a casa di Amerigo è destinato ad essere triste. I mesi che il ragazzo trascorre a Modena con Derna lo introducono in un mondo di nuove possibilità. Dalle opportunità educative alla scoperta della sua passione per la musica, si rende conto che il suo futuro ha molte più potenzialità di quanto avesse immaginato. Tuttavia, se la separazione dai Benvenutis è difficile, il ricongiungimento di Amerigo con la madre lo è ancora di più. Fin dall’inizio, Antonietta sembra quasi fredda e distaccata nei confronti delle esperienze del figlio nella città del Nord. Si allontana quando lui cerca di condividere il cibo confezionato di Derna e gli proibisce di perseguire i suoi sogni musicali. Anzi, gli sottrae il violino di Amerigo e lo ripone sotto il letto singolo del loro appartamento fatiscente.

In seguito, Antonietta spinge Amerigo a imparare il mestiere di calzolaio per iniziare a guadagnare e portare soldi a casa. Inizialmente, il ragazzo si arrabbia con la madre che lo tratta male. Tuttavia, l’anziana vicina cerca di fargli capire che la madre non ha mai imparato a dimostrare affetto perché non l’ha mai ricevuto da bambina. Tuttavia, Amerigo non può fare a meno di sentirsi soffocato dal suo perenne pessimismo. La sua situazione è aggravata dalla continua ignoranza di Derna e della sua famiglia sul suo benessere. Mentre gli altri ragazzi del Treno della Felicità ricevono regali e lettere dalle loro famiglie del Nord, Amerigo rimane privo di tali gesti. Per lo stesso motivo, crede che Derna si sia già dimenticata di lui.

Tuttavia, alla fine di Il treno dei bambini le cose si fermano. Anche se Amerigo resta lontano dalla musica per mesi, l’artista affamato che è in lui lo spinge a cercarla mesi dopo. Tuttavia, con sua grande sorpresa e orrore, il suo violino sembra essere scomparso dall’appartamento. Questo spinge il ragazzo a cercare il membro del partito comunitario che ha facilitato il suo viaggio a Modena. Di conseguenza, si rende conto che gli uffici hanno decine di lettere che i Benvenutis gli hanno inviato. Tuttavia, dopo che l’ufficio ha contattato Antonietta a questo proposito, lei ha scelto di tenerle nascoste al figlio.

Antonietta si è probabilmente sentita insicura del suo posto nella vita di Amerigo dopo il suo ritorno dal Nord. Sa di non poter dare al ragazzo le opportunità che avrebbe avuto con Derna e gli altri. La madre vuole nascondere l’intera vicenda sotto il tappeto nel tentativo di tornare alla loro vecchia vita. Per lo stesso motivo, mente ad Amerigo sulle lettere. Dopo la morte dell’altro figlio, Luigi, e l’abbandono del marito, Amerigo è l’unica persona cara che le è rimasta. Pertanto, teme di perderlo per affidarlo a un’altra famiglia che possa dargli una vita migliore. Pertanto, conclude che l’unico modo per evitare che ciò accada è tagliare i suoi legami con Derna.

Amerigo torna a Derna?

Le azioni di Antonietta derivano dalla sua situazione avversa, dalle sue esperienze passate e dalle sue insicurezze. Tuttavia, non per questo fanno meno male ad Amerigo. La vita del ragazzo è stata stravolta più volte negli ultimi mesi. Eppure, si affida sempre all’amore della madre. Anche quando è a Modena, si aggrappa alla singola mela che la madre gli ha dato alla stazione ferroviaria come eterna fonte di conforto. Per questo motivo, è ferito e confuso quando la madre lo maltratta al suo ritorno. Antonietta ama suo figlio, ma i mesi trascorsi lontani hanno creato un cuneo tra loro. Si è persa alcune parti fondamentali del suo sviluppo e si rifiuta di recuperare. Vuole costringere Amerigo a tornare al suo passato, senza curarsi del dolore che questo sentimento gli provoca.

Alla fine di Il treno dei bambini, la goccia che fa traboccare il vaso arriva quando Antonietta ammette di aver impegnato il violino di Amerigo per denaro. L’azione è un tradimento insormontabile per il ragazzo, che ha difficoltà a perdonare la madre per aver mentito sulle lettere di Derna. Mentendogli e agendo alle sue spalle, Antonietta rompe la fiducia di Amerigo in modi che non possono essere riparati. E fa un ulteriore passo avanti schiaffeggiando il ragazzo quando lui la accusa di essere una bugiarda. In precedenza, Amerigo aveva detto a Derna che non avrebbe mai accettato uno schiaffo e si rifiuta di farlo anche questa volta.

La notte seguente, mentre Antonietta dorme, Amerigo si mette i vestiti e le scarpe e si lascia alle spalle la sua vecchia vita. Il mattino dopo, sale su un treno per Modena e individua la casa di Derna attraverso l’indirizzo di ritorno delle sue lettere. Derna, che non ha notizie del ragazzo da mesi, è sorpresa di vederlo ma lo accoglie a braccia aperte. Anche se in passato non si era mai considerata una figura materna, la presenza di Amerigo nella sua vita le conferisce un nuovo senso di sé. Di conseguenza, il ragazzo abbandona la sua vita a Napoli e ne adotta una nuova con i Benvenutis, dove può inseguire i suoi veri sogni. Alla fine, con il passare degli anni, diventa un celebre violinista, che si esibisce in concerti per sale piene di fan.

Antonietta vende il violino di Amerigo?

Dopo aver lasciato Napoli, in Il treno dei bambini Amerigo conclude un capitolo particolare della sua vita. Ciò diventa evidente durante il viaggio in treno verso Modena, quando racconta a un compagno di viaggio che sua madre è morta e che ora andrà a vivere con sua zia. La decisione di lasciare la casa della sua infanzia è una decisione importante, soprattutto per un giovane come Amerigo. Per lo stesso motivo, deve compartimentare il suo dolore per affrontarlo senza soccombere. Tuttavia, mentre questo lo aiuta ad arrivare all’età adulta, il passato torna a bussare alla sua porta. Nel 1994, quando Amerigo è un violinista di successo sulla cinquantina, riceve una telefonata per la morte di Antonietta.

Anche se Amerigo va avanti con il suo concerto sulla scia di questa notizia, il ricordo di Antonietta si blocca nella sua testa da quel momento in poi. Di conseguenza, non ha altra scelta che tornare a Napoli, occuparsi degli affari della madre e trovare una sorta di chiusura per se stesso. Di conseguenza, trova la custodia del suo vecchio violino infilata sotto il letto della madre. Si scopre che, negli anni trascorsi dalla partenza di Amerigo, la madre ha saldato il debito del violino in modo che un giorno potesse ricongiungersi al suo proprietario. Inoltre, ha lasciato una lettera nella custodia.

Nella lettera, Antonietta dice ad Amerigo che sapeva che era scappato a Modena quel fatidico giorno. Dopo il suo arrivo, Derna scrisse ad Antonietta per informarla della sorte del figlio. A sua volta, la madre disse all’altra donna di tenere Amerigo se lo voleva. Antonietta avrebbe potuto tentare di riavere il figlio, ma ha scelto di non farlo, rispettando la sua decisione. La lettera chiarisce che sapeva che Amerigo preferiva una vita lontana dal suo dolore e che non poteva dargli una vita ideale. Quindi, nonostante il dolore che le ha causato, è evidente che la madre di Amerigo lo amava abbastanza da lasciarlo andare.

Il trattamento reale: recensione del romantic movie Netflix

Il trattamento reale: recensione del romantic movie Netflix

Laura Marano e Mena Massoud sono i protagonisti de Il trattamento reale, la commedia romantica Netflix diretta da Rick Jacobson. Il film, per quanto divertente, è l’emporio della finzione e della superficialità, un calderone in cui stereotipi culturali si mescolano al classico incontro poco realistico tra una ragazza di bassa estrazione sociale e un ricco e giovane principe. Niente di nuovo sul fronte Netflix.

La trama de Il trattamento reale

Isabella (Laura Marano) è una ragazza italo-americana che vive e New York e lavora nel negozio di parrucchiere di famiglia. Situato in una zona periferica, il saloon gestito dalla mamma e dalla nonna di Izzy non gode di ottime finanze, anzi. Per caso, un giorno arriva in negozio una chiamata insolita: Thomas (Mena Massoud), principe della località di Lavania è in visita in città e necessita di un taglio di capelli, a qualunque costo. Isabella, bisognosa di soldi, accetta l’incarico e conosce il principe. Dopo l’incontro Thomas, rimasto colpito dalla bravura e dal carattere di Izzy, decide di affidarle un compito ancora più importante: realizzare le acconciature per il giorno delle nozze con Lauren, la sua promessa sposa.

Incoraggiata dalla ricompensa di 500 mila dollari, Isabella e le sue colleghe partono per la Lavania, dove resteranno due settimane per prepararsi al grande giorno. Durante il soggiorno però, Isabella e Thomas scoprono di essere, nonostante tutto, anime molto affini…

Lasagne, Rita Pavone e un bicchiere di vino

La prima cosa che salta fastidiosamente all’occhio ne Il trattamento reale è la superficialità diffusa in ogni scena ed aspetto del film. La famiglia di Isabella, proprietaria del saloon, è italiana. Di conseguenza, per gli autori del film nel negozio deve per forza esserci una nonna con il grembiule che cucina lasagne e parla un italiano inascoltabile. Isabella e le altre lavoratrici, donne di bassa estrazione sociale, vengono rappresentate come delle ragazze chiassose, frivole, vestite succinte. Viene così ripreso uno stereotipo in primis già visto (tra gli altri, ricordiamo il film The Beauty Shop con), ma anche decisamente discriminatorio e per nulla al passo coi tempi. Nel lungometraggio ci sono una serie di elementi legati al pregiudizio e alle credenze popolare che oggi non si possono più tollerare.

Per aggiungere un ulteriore livello di kitsch, le colonne sonore de Il trattamento reale sono dominate da canzoni italiane anni 60, tra cui spicca Il ballo del mattone di Rita Pavone. La musica potrebbe dare colore e umorismo alla pellicola e forse tenta di farlo, ma il risultato non è quello sperato: non c’è affatto pertinenza tra le canzoni e le scene, soprattutto per un pubblico italiano.

Il-trattamento-realeSi parla ancora di poveri e di ricchi

Isabella è una ragazza umile, Thomas è un principe. Questo tema antichissimo, proveniente da fiabe ancestrali, ne Il trattamento reale viene ripreso e inserito in un contesto attuale. Va detto però che per rendere la storia non per forza realistica, ma quanto meno plausibile, serviva uno sforzo maggiore. Nel film non c’è autenticità, né negli spazi umili dove vive Isabella, né nel castello di Lavania. Per non parlare della cittadina intorno al castello: un presepe vivente fatto di bancarelle in stile medievale e persone povere ma felici e solari. Tutto è palesemente finto e ricostruito, anche grossolanamente.

Ne Il trattamento reale quindi, si tocca il tema del divario sociale, ma ad un livello di frivolezza davvero disturbante. Banalmente, Thomas naviga nella sua ricchezza ma è ovviamente insoddisfatto, Isabella è al verde ma rimane generosa – offre gelati al principe che scorda sempre il portafoglio – e i poveri di Lavania ballano contenti in mezzo alla strada.

Flirt e triangoli amorosi

Laura Marano (Isabella) e Mena Massoud (Thomas) iniziano a flirtare fin dai primi incontri. Prima si battibeccano, poi diventano amici, poi amici intimi… Il solito percorso di un innamoramento da film romantico. La storia tra i due protagonisti non è avvincente, è già scritta prima ancora che inizi il film. L’unico vero ostacolo alla coppia è la promessa sposa di Thomas, Lauren, che però non viene mostrata come un’antagonista: non è gelosa di Isabella, non ha trame contro di lei e non vuole nemmeno sposare Thomas!

In conclusione, Il trattamento reale è un film che scorre, dall’inizio alla fine senza troppi intoppi (o con ostacoli depotenziati) ma anche senza vette emozionanti. Una nota di merito va ai personaggi secondari, anch’essi stereotipi di caratteri ben definiti, ma molto più coloriti e simpatici dei protagonisti.

Il Trailer ufficiale di Tulpa di Federico Zampaglione!

0
Il Trailer ufficiale di Tulpa di Federico Zampaglione!

tulpa-foto-filmGuarda il Trailer ufficiale di Tulpa, il nuovo Thriller di Federico Zampaglione con protagonisti Claudia Gerini, Michele Placido e Maria Grazia Cucinotta.

 

Il Trailer ufficiale di Trance di Danny Boyle!

0
Il Trailer ufficiale di Trance di Danny Boyle!

James-MacAvoy-TranceGuarda il Trailer ufficiale di Trance, il nuovo film del premio Oscar Danny BoyleIl film vede protagonisti attori del calibro di  e .

Il Trailer ufficiale di Side Effects di Steven Soderbergh!

Il Trailer ufficiale di Side Effects di Steven Soderbergh!

Arriva da Yahoo Movies il primo atteso Trailer di Side Effects, il nuovo film diretto da Steven Soderbergh con Rooney MaraCatherin Zeta-Jones, Channing

Il trailer ufficiale di Pride and Prejudice and Zombies con Lily James

0

Screen Gems ha rilasciato un nuovo trailer di Pride and Prejudice and Zombies, parodia dell’opera letteraria Orgoglio e Pregiudizio. Nella storia originale di Jane Austen fanno infatti irruzione orde di zombie affamati, alle quali dovranno sfuggire Lily James (nei panni di Elizabeth Bennet), Sam Reilly (Mr. Darcy), John Huston, Matt Smith, Charles Dance e Lena Headey (questi ultimi due direttamente dal successo di Game of Thrones).

Il Trailer Ufficiale di Lincoln di Steven Spielberg!

0
Il Trailer Ufficiale di Lincoln di Steven Spielberg!

Ecco finalmente il Trailer ufficiale di Lincoln, nuovo atteso biopic di Steven Spielberg, dove   interpreta il Presidente Abramo Loncoln. La DreamWorks Pictures ha diffuso il video attraverso Google+ Hangout. Insieme a Steven Spielberg all’evento dedicato al lancio ha partecipato anche uno dei co-protagonisti del film Joseph Gordon-Levitt. Il regista nel presentarlo ha affermato che  che questo video riesce ad offrire solo un assaggio del tono del film, che ritrae il lato umano di un presidente diventato un vero e proprio monumento. Completano il cast del film David Strathairn, Jackie Earle Haley, James Spader, Jared Harris, Sally Field, Tommy Lee Jones

Il Trailer ufficiale di Il Sole Dentro con Angela Finocchiaro

Il Trailer ufficiale di Il Sole Dentro con Angela Finocchiaro

Ecco il Trailer di Il sole dentro diretto da Paolo Bianchini in uscita il 15 Novembre. Nel cast: Angela Finocchiaro, Francesco Salvi, Diego Bianchi, Gaetano Fresa, Fallou Cama.

Il Trailer Ufficiale di Greetings From Tim Buckley!

0
Il Trailer Ufficiale di Greetings From Tim Buckley!

Ecco il Trailer ufficiale di Greetings From Tim Buckley con protagonista Penn Badgley e Imogen Poots. Il film è il biopic sulla vita di Jeff Buckley

Il Trailer ufficiale di Grandi Speranze di Mike Newell

0
Il Trailer ufficiale di Grandi Speranze di Mike Newell

Ecco il Trailer ufficiale di Grandi Speranze, atteso adattamento del romanzo di Charles Dickens diretto da Mike Newell con Ralph Fiennes, Helena Bonham Carter, Jeremy Irvine, Holliday Grainger, Robbie Coltrane e Sally Hawkins.

Il Trailer Originale di Pacific Rim di Guillermo Del Toro

0
Il Trailer Originale di Pacific Rim di Guillermo Del Toro

Guarda il Primo Trailer del film Pacific Rim di Guillermo Del Toro che vede protagonisti Charlie Hunnam, Clifton Collins Jr., Idris Elba, Max Martini, Rinko Kikuchi e Ron Perlman. La pellicola dovrebbe debuttare in 2D e 3D il 12 luglio 2013.

Per tutte le info sul film vi segnaliamo la nostra Scheda Film: Pacific Rim.

Ecco tutte le foto del film:

[nggallery id=103]

Il trailer onesto di Captain America il Primo Vendicatore

0
Il trailer onesto di Captain America il Primo Vendicatore

Si fa un gran parlare di Captain America The Winter Soldier come del migliore film Marvel mai realizzato, ma tutti sappiamo che la storia cinematografica di Steve Rogers/Cap arriva da lontano, dal 2011, quando al cinema arrivò Captain America – Il primo vendicatore. Vi mostriamo oggi un trailer onesto del film, proposto da Bleeding Cool, in cui si mettono non solo in evidenza i difetti dello stesso, ma che ci ripropone la storia raccontata nel film con un tono davvero divertente, soprattutto nel finale, quando viene elencato il cast.

Ecco il video:

[iframe width=”640″ height=”360″ src=”//www.youtube.com/embed/Ist0v3Xhqzk” frameborder=”0″ allowfullscreen][/iframe]

Captain America – Il primo vendicatore è un film del 2011 diretto da Joe Johnston. Nel cast del film Chris Evans, Hugo Weaving, Hayley Atwell, Tommy Lee Jones, Sebastian Stan, Dominic Cooper, Toby Jones, Stanley Tucci. Il film è basato su Capitan America, personaggio dei fumetti Marvel Comics, ed è stato il primo film ‘solo’ per Cap, che è servito principalmente ad introdurre il personaggio nel Marvel Cinematic Universe per poi utilizzarlo in The Avengers.

Fonte: BC

Il Trailer Italiano di Un weekend reale con Bill Murray!

Il Trailer Italiano di Un weekend reale con Bill Murray!

Ecco il Trailer ufficiale in Italiano di Un weekend reale con i candidati all’Oscar Bill Murray e Laura Linney prossimamente al cinema.

Il Trailer italiano di The Master!

0

The Master, il nuovo film di Paul Thomas Anderson con Philip Seymour Hoffman e Joaquin Phoenix, ha trionfato alla 69^ Mostra del Cinema di Venezia

Il Trailer Italiano di The Impossible con Naomi Watts

Il Trailer Italiano di The Impossible con Naomi Watts

Ecco il Trailer Italiano ufficiale in HD di The Impossible con  e . Il film sarà nelle sale italiane nel 2013 ed è diretto da J.A. Bayona (The Orphanage).

Il Trailer italiano di Red Lights di Rodrigo Cortès!

Il Trailer italiano di Red Lights di Rodrigo Cortès!

Ecco il Trailer italiano di Red Lights di   (noto per aver diretto Buried – Sepolto) con e .

Il Trailer italiano di Promised Land con Matt Damon

0
Il Trailer italiano di Promised Land con Matt Damon

Promised LandGuarda il Trailer italiano di Promised Land di Gus Van Sant con protagonisti  .