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Il Ponte delle Spie aprirà il festival Camerimage

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Il Ponte delle Spie aprirà il festival Camerimage

Dal 14 al 21 novembre si terrà il Camerimage, il festival internazionale della cinematografia che si terrà a Bydgoszcz, in Polonia. Ad aprire il festival sarà Il Ponte delle Spie, il nuovo atteso film di Steven Spielberg

Ricordiamo che Il Ponte delle Spie è basato sulla storia vera di James Donovan (Tom Hanks), un avvocato che si trova suo malgrado al centro della Guerra Fredda quando la CIA lo manda in missione per negoziare il rilascio di Francis Gary Powers, un pilota di U-2 americano. La sceneggiatura, firmata da Matt Charman, ha subito in seguito una revisione da parte dei fratelli Coen, alla loro prima collaborazione con il regista di Salvate il soldato Ryan e la colonna sonora sarà composta da John Williams alla sua 27esima collaborazione conSteven Spielberg.

Nel cast de Il ponte della Spie ci sono anche Mark Rylance,Amy Ryan, Alan Alda eEve Hewson. Sarà il compositore Thomas Newman ad occuparsi delle musiche prendendo così il posto di John Williams.

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Il polverone sollevato dal trailer di Scream 7 dimostra che Scary Movie 6 sta tornando nel momento giusto

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All’indomani dell’uscita di Scream 6, nessuno avrebbe potuto prevedere la reazione che avrebbe suscitato il nuovo trailer di Scream 7. Il film precedente, con Melissa Barrera e Jenna Ortega nei panni delle nuove eroine della saga, aveva intrapreso una nuova entusiasmante direzione, allontanandosi dagli elementi meta e puntando a spaventare il pubblico con i propri mezzi. Il risultato aveva entusiasmato i fan e portato il film a diventare il più redditizio della serie Scream a livello nazionale.

Ma quella nuova direzione è giunta a una fine improvvisa quando la casa di produzione ha licenziato Barrera dal sequel per alcune dichiarazioni sulla guerra a Gaza. Ortega ha lasciato il film poco dopo e anche Christopher Landon, che avrebbe dovuto dirigerlo, ha abbandonato il progetto. Il film ha subito una brusca svolta, tornando alla star della serie Neve Campbell (che ha rifiutato di partecipare a Scream 6 dopo aver affermato che lo studio le aveva offerto una cifra troppo bassa) e coinvolgendo lo sceneggiatore originale di Scream Kevin Williamson come regista.

All’inizio di questa settimana, il pubblico ha potuto vedere per la prima volta Scream 7 in vista della sua uscita il 27 febbraio, e le reazioni sono state tutt’altro che entusiastiche. Non solo gran parte dei fan non ha perdonato Spyglass Media Group per il controverso licenziamento di Barrera, ispirando appelli al boicottaggio, ma molti non sono così impressionati da ciò che sembra che otterremo al posto della storia delle sorelle Carpenter.

Il 12 giugno 2026, pochi mesi dopo Scream 7, uscirà Scary Movie 6. Tutte queste reazioni negative dimostrano che il momento non potrebbe essere più perfetto.

La gente è pronta a prendersi di nuovo gioco di Scream

Il franchise Scary Movie non è sempre stato accolto molto bene, e il sequel di un film con un punteggio del 4% su Rotten Tomatoes non viene solitamente accolto con grande entusiasmo. Ma quando Scary Movie 6 è stato annunciato per la prima volta, al CinemaCon 2024, la gente era entusiasta per un motivo specifico.

Quando Scary Movie 6 uscirà, saranno passati tredici anni da Scary Movie 5, e negli ultimi dieci anni sono successe molte cose nel genere horror. La quantità di materiale disponibile è innegabile. E poiché l’era dell’“horror elevato” sembra aver fatto il suo corso, la gente è più che pronta a prendere in giro i suoi vari ornamenti.

Ma il tempismo è più perfetto di quanto i registi potessero immaginare. Quando è stato annunciato Scary Movie 6, Scream era un franchise in ascesa e veniva accolto con grande favore dagli appassionati dell’horror. E adesso? Se le reazioni a Scream 7 finora sono indicative, l’opinione pubblica si è già inasprita.

Per Scary Movie, è uno scenario vantaggioso per tutti. Se Scream 7 sarà accolto male, il pubblico sarà pronto per qualcosa che prenda in giro il franchise. Se invece conquisterà il pubblico, verrà ripristinato il fascino sinergico che probabilmente ha portato al via libera di Scary Movie 6. In entrambi i casi, il ritorno di questa serie parodistica non potrebbe arrivare in un momento migliore.

Il Poligamo, la spiegazione del finale: come Joyce ha finalmente ottenuto la sua vendetta e cosa significa il finale

Dopo ventidue episodi costruiti attorno a tradimenti, segreti familiari e lotte di potere, Il Poligamo (The Polygamist) chiude la propria storia con un finale che, almeno in apparenza, sembra ristabilire un equilibrio morale. Jonasi Gomora, protagonista della serie e principale responsabile delle sofferenze che attraversano il racconto, perde progressivamente tutto ciò che aveva costruito: il controllo sulla propria famiglia, il potere economico e infine la vita stessa. Eppure gli ultimi minuti della serie suggeriscono una lettura molto più complessa. Se da un lato la caduta di Jonasi appare inevitabile, dall’altro il racconto lascia intendere che le conseguenze delle sue azioni sopravvivano ben oltre la sua morte, continuando a influenzare le persone che lascia dietro di sé.

È proprio questo a rendere il finale particolarmente interessante. Il Poligamo non si limita infatti a raccontare la punizione di un uomo arrogante e manipolatore, ma riflette su come determinati comportamenti possano trasformarsi in un’eredità difficile da cancellare, perfino quando chi li ha generati non c’è più.

Perché la morte di Jonasi rappresenta la vera resa dei conti della serie

Per tutta la durata della serie Jonasi si comporta come una figura quasi intoccabile. La sua posizione sociale, il successo economico e la capacità di manipolare chi gli sta attorno gli permettono di imporre costantemente la propria volontà. Mogli, figli e collaboratori finiscono spesso per orbitare attorno ai suoi desideri, accettando decisioni che provocano dolore e conflitti pur di mantenere un’apparenza di stabilità.

La sua morte assume quindi un valore che va ben oltre il semplice colpo di scena narrativo. Il protagonista non viene sconfitto da un rivale più forte o da un improvviso rovescio di fortuna, ma da un meccanismo che richiama direttamente il modo in cui ha vissuto per anni. Quando scopriamo che Joyce ha orchestrato il contagio che lo porterà alla morte, la serie compie un ribaltamento particolarmente significativo: per la prima volta Jonasi diventa vittima della stessa logica manipolatoria che ha utilizzato contro gli altri.

La scelta degli autori non punta tanto a generare shock quanto a costruire una forma di contrappasso. Jonasi aveva trascorso la propria esistenza sfruttando le debolezze altrui, convinto di poter sempre controllare gli eventi. Il finale dimostra invece che la sua più grande vulnerabilità era proprio quella sicurezza assoluta con cui guardava il mondo. Joyce comprende perfettamente come reagirà davanti a una nuova possibilità di conquista e costruisce la propria vendetta facendo leva su quella prevedibilità che lui non aveva mai riconosciuto come un limite.

La vendetta di Joyce e il momento in cui decide di smettere di perdonare

Il Poligamo serie tv

Uno degli aspetti più interessanti del finale riguarda il percorso di Joyce. Per gran parte della serie il personaggio rappresenta una figura di equilibrio. Nonostante i continui tradimenti del marito, cerca di preservare la famiglia e continua a credere nella possibilità di una riconciliazione. La sua pazienza, però, non nasce dalla debolezza, bensì dalla speranza che Jonasi possa ancora cambiare.

Questa speranza viene definitivamente distrutta quando la violenza entra in scena in modo esplicito. L’aggressione nei confronti di Joyce e Matipa rappresenta il momento in cui il personaggio comprende che il problema non è più l’infedeltà o l’egoismo del marito, ma qualcosa di molto più profondo. Jonasi non è semplicemente un uomo incapace di rispettare le persone che ama; è una persona che considera gli altri strumenti da utilizzare per raggiungere i propri obiettivi.

Da quel momento la vendetta assume una dimensione diversa. Non si tratta soltanto di una reazione emotiva o di un desiderio di punizione. Joyce decide di smettere di proteggere Jonasi dalle conseguenze delle sue azioni e sceglie di restituirgli, in forma amplificata, lo stesso dolore che per anni ha inflitto agli altri. È una scelta moralmente controversa, ma coerente con la trasformazione del personaggio e con il tono tragico che caratterizza l’intera serie.

Il patrimonio, Essie e le ultime menzogne che vengono alla luce

Il Poligamo Netfix

Negli episodi conclusivi emerge anche un altro elemento fondamentale: Jonasi continua a essere definito dalle proprie bugie perfino quando si avvicina alla morte. Le rivelazioni che riguardano Essie mostrano infatti quanto profonda fosse la rete di inganni costruita dal protagonista nel corso degli anni. La scoperta che la donna fosse in realtà il suo primo amore e una moglie tenuta nascosta amplia ulteriormente la percezione della doppia vita che aveva condotto, dimostrando che gran parte delle persone a lui vicine conosceva soltanto una versione parziale della verità.

Parallelamente si sviluppa la questione dell’eredità economica. Anche in questo caso Joyce si muove con una lucidità sorprendente, riuscendo a fare in modo che gran parte del patrimonio finisca nelle mani di Menzi. La sua decisione nasce dalla convinzione che l’impero costruito insieme a Jonasi appartenga prima di tutto ai suoi figli e che sia giusto preservarlo all’interno della famiglia.

Tuttavia la serie evita accuratamente di presentare questa scelta come una vittoria assoluta. Se da una parte Joyce riesce a ottenere ciò che desidera, dall’altra il finale lascia emergere dubbi profondi sulla persona che ha scelto come erede. Proprio qui si nasconde il vero colpo di scena dell’episodio conclusivo.

Cosa rivela davvero l’ultima scena tra Menzi e Lindani

L’ultima immagine della serie modifica radicalmente il significato dell’intera storia. Dopo la morte di Jonasi, lo spettatore è portato a credere che il ciclo di manipolazione e sofferenza sia finalmente terminato. Joyce ha ottenuto giustizia, il responsabile di anni di dolore è stato punito e Menzi sembra rappresentare la possibilità di un nuovo inizio.

La relazione che si sviluppa tra Menzi e Lindani mette però in crisi questa interpretazione. Il fatto che il figlio si avvicini alla donna che per anni era stata legata al padre non è soltanto una provocazione narrativa. Gli autori utilizzano questa scelta per suggerire che Menzi stia iniziando inconsapevolmente a percorrere la stessa strada di Jonasi.

La vera tragedia del finale non è quindi la morte del protagonista, ma la possibilità che nulla sia realmente cambiato. Joyce ha trascorso anni a combattere contro il marito senza accorgersi che alcune delle caratteristiche che detestava in lui stavano emergendo proprio nella persona che considerava il suo opposto. La sua vittoria appare improvvisamente incompleta, perché il sistema di valori che aveva generato Jonasi continua a sopravvivere all’interno della famiglia.

In questo senso il finale de Il Poligamo assume una dimensione quasi circolare. La serie non racconta soltanto come un uomo perda tutto a causa delle proprie azioni, ma mostra quanto sia difficile interrompere modelli di comportamento che si trasmettono da una generazione all’altra. Jonasi viene punito, ma la sua eredità più pericolosa non è il patrimonio economico che lascia ai figli. È il modo in cui ha insegnato loro a guardare il potere, le relazioni e gli altri esseri umani. Ed è proprio questa consapevolezza a rendere l’ultima scena tanto amara quanto efficace.

LEGGI ANCHE: Il Poligamo è tratto da una storia vera? La verità sulla serie Netflix sudafricana

Il Poligamo è tratto da una storia vera? La verità sulla serie Netflix sudafricana

Tra le novità internazionali che stanno attirando l’attenzione degli abbonati Netflix, Il Poligamo (The Polygamist) si è rapidamente ritagliato uno spazio grazie alla sua miscela di melodramma familiare, ambizione, tradimento e conflitti personali. La serie segue le vicende di Jonasi Gomora, un uomo d’affari di successo la cui vita apparentemente perfetta inizia a crollare quando le sue scelte sentimentali mettono in discussione gli equilibri costruiti nel corso degli anni.

La forza del racconto risiede proprio nella sua apparente autenticità. I personaggi sono immersi in un contesto sociale credibile, le relazioni familiari vengono rappresentate con una forte componente emotiva e molte delle tensioni che attraversano la storia sembrano richiamare questioni realmente presenti nella società contemporanea. Per questo motivo numerosi spettatori si stanno chiedendo se Il Poligamo sia basato su una storia vera oppure se si tratti di un’opera completamente di fantasia. La risposta è più sfumata di quanto possa sembrare a una prima impressione.

Perché molti spettatori credono che Il Poligamo racconti una storia realmente accaduta

Una delle ragioni che spingono il pubblico a pensare che Il Poligamo sia tratto da fatti reali è il modo in cui la serie costruisce il proprio universo narrativo. A differenza di molte soap opera tradizionali, il racconto evita personaggi eccessivamente caricaturali e preferisce concentrarsi su dinamiche umane riconoscibili. Le tensioni tra marito e moglie, i rapporti di potere all’interno della famiglia, le aspettative sociali e le conseguenze delle scelte personali sono elementi che risultano immediatamente familiari agli spettatori.

Anche l’ambientazione contribuisce a rafforzare questa impressione. La serie non si limita a utilizzare il Sudafrica come semplice sfondo esotico, ma integra nella narrazione aspetti culturali, economici e sociali che appartengono realmente al contesto in cui si svolge la storia. Questo approccio produce una sensazione di realismo che spesso porta il pubblico a confondere la verosimiglianza narrativa con una ricostruzione di eventi realmente accaduti.

A rendere ancora più credibile il racconto è il tema stesso della poligamia. Si tratta di un argomento che esiste realmente in diverse società africane e che continua a generare dibattiti tra tradizione, religione, modernità e diritti individuali. Quando una serie affronta questioni che fanno parte della realtà quotidiana di una comunità, è naturale che molti spettatori si domandino se dietro la storia raccontata sullo schermo si nasconda un caso realmente avvenuto.

Il Poligamo nasce dal romanzo di Sue Nyathi e non da un fatto di cronaca

Il Poligamo Netfix

Nonostante il forte realismo che caratterizza la serie, Il Poligamo non è basato su una storia vera. La produzione Netflix è infatti l’adattamento dell’omonimo romanzo scritto da Sue Nyathi, autrice originaria dello Zimbabwe che negli anni si è affermata come una delle voci più interessanti della narrativa africana contemporanea.

Il libro, pubblicato diversi anni prima dell’arrivo della serie televisiva, racconta una vicenda completamente romanzata. Jonasi Gomora, Joyce e gli altri protagonisti sono personaggi di finzione creati dall’autrice per esplorare temi universali come il desiderio di potere, la fedeltà, la famiglia, la reputazione e il prezzo delle proprie decisioni.

Ciò non significa che l’opera sia scollegata dalla realtà. Come accade spesso nella narrativa, Sue Nyathi ha costruito la propria storia osservando dinamiche sociali realmente esistenti e trasformandole in materia narrativa. La serie Netflix eredita questa impostazione e utilizza personaggi immaginari per affrontare questioni che riguardano concretamente molte persone.

L’adattamento televisivo rappresenta inoltre il risultato di un lungo percorso creativo. Secondo le dichiarazioni dell’autrice, il progetto ha richiesto anni di sviluppo prima di arrivare sullo schermo, a testimonianza dell’interesse che il romanzo aveva suscitato già prima dell’intervento di Netflix.

Quanto è diffusa la poligamia nel Sudafrica contemporaneo

Il Poligamo cast

Per comprendere perché Il Poligamo appaia così credibile è utile osservare il contesto culturale in cui si inserisce. Sebbene il Sudafrica sia una società moderna e fortemente urbanizzata, il paese conserva una notevole varietà di tradizioni culturali che convivono con le istituzioni contemporanee.

In alcune comunità sudafricane la poligamia continua a essere praticata e trova riconoscimento nell’ambito del diritto consuetudinario. Questo non significa che sia una realtà diffusa nella maggioranza della popolazione, ma rappresenta comunque un elemento presente nel dibattito sociale e culturale del paese.

Negli ultimi decenni il tema è stato spesso al centro dell’attenzione pubblica, anche per la presenza di figure politiche e tradizionali che hanno praticato matrimoni poligamici. Di conseguenza, per il pubblico sudafricano la premessa narrativa della serie non appare affatto straordinaria o fantasiosa, ma si inserisce in una discussione già esistente sul rapporto tra tradizione e modernità.

La serie non ha però l’ambizione di offrire un ritratto documentaristico della poligamia contemporanea. Piuttosto, utilizza questo elemento come punto di partenza per raccontare conflitti emotivi e familiari che potrebbero svilupparsi in qualsiasi parte del mondo. È proprio questo equilibrio tra specificità culturale e universalità dei temi a rendere la storia accessibile anche al pubblico internazionale.

Perché Netflix ha puntato su questa storia per il pubblico internazionale

Negli ultimi anni Netflix ha investito in maniera crescente nelle produzioni africane, ampliando il proprio catalogo con film e serie provenienti da paesi come Sudafrica, Nigeria e Kenya. L’obiettivo non è soltanto raggiungere nuovi mercati, ma anche offrire storie capaci di distinguersi rispetto alle produzioni occidentali più tradizionali.

Il Poligamo si inserisce perfettamente in questa strategia. La serie possiede infatti tutte le caratteristiche del melodramma contemporaneo — passioni, segreti, tradimenti e lotte per il potere — ma le sviluppa all’interno di un contesto culturale raramente rappresentato nelle produzioni mainstream internazionali.

Per Netflix questo tipo di operazioni ha un duplice vantaggio. Da un lato permette di valorizzare talenti e storie locali; dall’altro offre agli spettatori internazionali contenuti nuovi, capaci di proporre prospettive differenti senza rinunciare a temi universali. È la stessa logica che negli ultimi anni ha contribuito al successo globale di produzioni provenienti da Corea del Sud, Spagna, India o Turchia.

Cosa racconta davvero Il Poligamo oltre il tema della poligamia

Limitarsi a definire Il Poligamo come una serie sulla poligamia rischia di ridurne la portata narrativa. In realtà il tema centrale dell’opera è il rapporto tra desiderio personale e conseguenze delle proprie azioni. Jonasi Gomora non è soltanto un uomo che mette in discussione il proprio matrimonio: è un personaggio che vede progressivamente incrinarsi il sistema di potere e di controllo che aveva costruito attorno a sé.

La serie riflette sul significato della famiglia, sulla fragilità della reputazione sociale e sulla difficoltà di conciliare ambizioni individuali e responsabilità verso gli altri. Sono questioni che trascendono il contesto sudafricano e spiegano perché la storia riesca a coinvolgere spettatori provenienti da culture molto diverse.

La risposta alla domanda iniziale, dunque, è chiara: Il Poligamo non è tratto da una storia vera. Tuttavia la serie riesce a sembrare autentica perché attinge a dinamiche sociali e umane reali, trasformandole in un racconto che parla di relazioni, potere e identità. Ed è proprio questa combinazione tra finzione e realtà percepita a renderla una delle produzioni internazionali più discusse del momento.

Il Più Grande Sogno: trailer con Alessandro Borghi

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Il Più Grande Sogno: trailer con Alessandro Borghi

Il Più Grande Sogno, che uscirà nelle sale il prossimo 24 Novembre a Roma e dal 1 Dicembre in tutta Italia, distribuito da ANTANI in collaborazione con Kino produzioni.

Presentato alla 73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia Orizzonti – Concorso, questo film è dedicato a chi lotta ogni giorno per la vita che sogna. Il Più Grande Sogno vede la regia di Michele Vannucci con Mirko Frezza, Alessandro Borghi, Vittorio Viviani, Milena Mancini, Ivana Lotito, Ginevra De Carolis e Crystel Frezza.

La trama del film Il Più Grande Sogno

A 39 anni Mirko è appena uscito dal carcere: fuori, nella periferia di Roma, lo aspetta un futuro da inventare. Quando viene eletto Presidente del comitato di quartiere, decide di sognare un’esistenza diversa. Non solo per sé e per la propria famiglia, ma anche per tutta la borgata in cui vive. Questo film racconta di un “bandito” che, aiutato dal suo migliore amico Boccione, vuol trasformare l’indifferenza del quartiere in solidarietà, l’asfalto in un rigoglioso campo di pomodori, inventandosi custode di una felicità che neanche lui sa bene come raggiungere. È la storia di un sogno fragile e irrazionale, capace di regalare un futuro a chi non credeva di meritarsi neanche un presente.

Il più grande sogno: recensione del film con Alessandro Borghi

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Il più grande sogno: recensione del film con Alessandro Borghi

Per la sua opera prima, Il più grande sogno, Michele Vannucci ha scelto una storia vera, onesta e semplice e proprio per questo con un cuore grande così. La storia è quella di Mirko, che a 39 anni è appena uscito dal carcere: fuori, nella periferia di Roma, lo aspetta un “futuro da riempire”, possibilmente in modo onesto. Quando viene eletto a furor di popolo Presidente del comitato di quartiere, decide di sognare un’esistenza diversa. Non solo per sé e per la propria famiglia, ma per tutta la borgata in cui vive. Questo film racconta di un “bandito” che si inventa custode di una felicità che neanche lui sa bene come raggiungere. È la storia di un sogno fragile e irrazionale, capace di regalare un futuro a chi non credeva di meritarsi neanche un presente.

A interpretare Mirko c’è lui stesso, Mirko Frezza, che racconta la sua storia senza filtri e senza abbellimenti, con un approccio, quello di Vannucci, alla Accattone di Pasolini, meno disperato e sporco ma ugualmente appassionato. Lo script semplice ed essenziale racconta la storia in maniera lineare, con gli alti e i bassi, mostrando con particolare cura e enfasi i momenti di difficoltà affrontati dallo stesso Mirko per realizzare il più grande sogno. Pur essendo un attore esordiente alle prese con il personaggio di se stesso (e forse proprio per questo), Frezza consegna allo schermo un’interpretazione autentica, così come quella del suo partner sullo schermo, Alessandro Borghi, che torna a interpretare un figlio della periferia di Roma, un po’ semplice e rustico, ma con tanto cuore. Il Vittorio di Non essere cattivo si conferma all’altezza del ruolo.

Il Più Grande SognoIl Più Grande Sogno: trailer con Alessandro Borghi

Il regista effettua un pedinamento dei protagonisti nel loro ambiente reale, nella tenacia con cui mettono insieme una vita che fatica a stare in piedi. L’inseguimento dei personaggi appare però soffocante, i personaggi finiscono per non avere il loro spazio, nemmeno nell’inquadratura.

Nonostante la bellezza e il coraggio della vicenda raccontata, Il più grande sogno può essere il riscatto di molti, di tanti che cercano di ricostruirsi una vita dopo una partenza infelice, ma forse proprio per questo una vicenda anonima.

Il più grande sfidante di Yellowstone uscirà ufficialmente nel 2026, ed è il classico revival western di cui i fan hanno bisogno

Se amate il western contemporaneo, è probabile che siate tra i milioni di spettatori conquistati da Yellowstone, la saga creata da Taylor Sheridan che ha trasformato la famiglia Dutton in un fenomeno culturale globale. Con Kevin Costner, Luke Grimes e Kelly Reilly al centro di un racconto di potere, territorio e tradizione, la serie ha rilanciato l’immaginario western nel mainstream televisivo. Ma nel 2026 potrebbe arrivare un rivale inaspettato: un revival che mescola il western classico con l’epica dei fumetti DC.

Prima dei Dutton e delle guerre per il ranch, c’era Jonah Hex, l’antieroe pistolero della DC Comics apparso per la prima volta nel 1972 su All-Star Western. Un personaggio brutale, sfregiato, moralmente ambiguo, lontanissimo dagli eroi patinati. Ora, Hex è pronto a tornare con una nuova serie solista annunciata ufficialmente nell’ambito dell’iniziativa editoriale Next Level di DC, prevista per il 2026.

L’annuncio è arrivato direttamente da Scott Snyder, uno degli autori più influenti dell’ultimo decennio DC, che nella sua newsletter ha anticipato una nuova fase ambiziosa per l’universo editoriale. Tra i titoli citati, accanto a nomi come Lobo, Deathstroke e Legion of Superheroes, spicca proprio Jonah Hex, segnale che la casa editrice intende rilanciare anche le sue figure più “di frontiera”.

Perché Jonah Hex può diventare il vero erede western di Yellowstone

La nuova serie di Jonah Hex si inserirà nella seconda fase del progetto DC All In, dopo il lancio dell’Absolute Universe. Al momento non sono stati rivelati né il team creativo né il numero di albi previsti, ma il solo fatto che DC punti su un personaggio così specifico indica una direzione chiara: valorizzare l’identità western con un approccio più adulto e crudo.

Hex non è un cowboy romantico. È un bounty hunter segnato dalla guerra civile americana, spietato ma guidato da un codice personale. Se Yellowstone ha riportato il western nella contemporaneità con drammi familiari e conflitti territoriali, Jonah Hex potrebbe farlo attraverso una lente più pulp e supereroistica, senza perdere l’essenza del genere.

Il successo di Yellowstone dimostra che il pubblico ha ancora fame di polvere, duelli e tensioni morali. Ma mentre la serie di Sheridan affonda le radici nel realismo rurale moderno, Hex rappresenta il western mitico, sporco, quasi horror in certi tratti. Un ritorno al West come luogo di caos, giustizia privata e destino.

Snyder ha sottolineato che questi nuovi progetti nascono anche grazie al sostegno dei fan verso titoli più rischiosi e meno convenzionali. È proprio questo il punto: Jonah Hex è un personaggio sottoutilizzato, spesso rimasto ai margini dell’universo DC. Un rilancio ben costruito potrebbe intercettare sia i lettori di lunga data sia i nuovi fan attratti dal revival western.

Nel 2026, dunque, il western potrebbe vivere una nuova fase di espansione: da un lato l’eredità televisiva lasciata da Yellowstone, dall’altro un antieroe fumettistico pronto a reclamare il proprio spazio. Se il pubblico è disposto a uscire dalla comfort zone del ranch contemporaneo per abbracciare un West più oscuro e mitologico, Jonah Hex potrebbe davvero diventare la prossima grande ossessione.

Il più bel secolo della mia vita: trailer del film di Alessandro Bardani con Sergio Castellitto

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Guarda il trailer di Il più bel secolo della mia vitadiretto da Alessandro Bardani, che firma anche la sceneggiatura con Luigi Di Capua, con protagonisti un inedito Sergio Castellitto e Valerio Lundini. Nel cast anche Carla Signoris, Antonio Zavatteri, Elena Lander, Marzio El Moety con Betti Pedrazzi nel ruolo di Suor Grazia e con l’amichevole partecipazione di Sandra Milo Nel film è presente il brano inedito “La vita com’è” di Brunori SAS Una produzione Goon Films, Lucky Red con Rai Cinema In collaborazione con Prime Video. Il film sarà presentato in anteprima assoluta al 53 Giffoni Film Festival nella sezione Generator +18 il prossimo 23 luglio 2023 e al cinema il 7 Settembre 2023.

La trama del film

Un’assurda legge ancora in vigore in Italia impedisce a Giovanni, figlio non riconosciuto alla nascita, di sapere l’identità dei suoi genitori biologici prima del compimento del suo centesimo anno di età. Per riuscire ad attirare l’opinione pubblica, la sua unica speranza è ottenere la complicità di Gustavo, unico centenario non riconosciuto alla nascita in vita. Il solo che avrebbe il diritto di avvalersi di questa normativa ma che sembra non aver alcun interesse a farlo. Il più bel secolo della mia vita racconta l’incontro tra un centenario proiettato nel futuro e un giovane ancorato al passato e del loro viaggio alla riscoperta delle proprie origini.

Il più bel secolo della mia vita: recensione del film con Valerio Lundini e Sergio Castellitto

Alessandro Bardani, regista, attore e sceneggiatore, ha scelto il Giffoni Film Festival per presentare in anteprima Il più bel secolo della mia vita, il suo film che vede protagonista l’insolita coppia composta da Valerio Lundini e Sergio Castellitto. Il primo, comico, autore di programmi radiofonici e televisivi, reduce dal successo del programma TV Una pezza di Lundini e da un altrettanto fortunato spettacolo teatrale, si distingue per una comicità a tratti surreale. Al cinema ha partecipato a Nel bagno delle donne di Marco Castaldi (2021) e a Gli idoli delle donne di Lillo e Greg ed Eros Puglielli (2022).

Ne Il più bel secolo della mia vita è per la prima volta protagonista. Sergio Castellitto non ha bisogno di presentazioni, essendo uno tra i più apprezzati attori italiani, con una lunga e fruttuosa carriera, basti ricordare i suoi lavori con registi come Scola e Tornatore, Monicelli e Bellocchio, oltre al suo percorso da regista. Il più bel secolo della mia vita prende le mosse da uno spettacolo teatrale di grande successo del 2015, scritto e diretto a quattro mani da Bardani e Luigi Di Capua dei The Pills, interpretato da Francesco Montanari e Giorgio Colangeli.

La trama de Il più bel secolo della mia vita

Gustavo, Sergio Castellitto, è un anziano signore dal carattere a dir poco spigoloso, ospite di una casa di riposo gestita da suore. Una mattina si presenta da lui Giovanni, Valerio Lundini, membro di un’associazione di figli non riconosciuti alla nascita, che si batte per far cambiare una legge italiana. Secondo questa legge, chi è nella loro condizione può avere informazioni sulle proprie origini, solo al compimento del centesimo anno di età. Essendo Gustavo l’unico centenario abbandonato alla nascita in Italia, Giovanni gli ha chiesto di andare con lui all’associazione e aprire insieme il fascicolo che riguarda i suoi genitori naturali.

L’obiettivo è dunque offrire la sua testimonianza e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla iniquità di questa legge e la necessità di modificarla. Gustavo ha accettato, più per lasciare il convento dove Suor Grazia, Betty Pedrazzi, decide tutto della sua vita, che per convinzione. I due, dunque, partono per questo viaggio che li vedrà condividere tutto. Un giovane e un anziano, due opposti apparentemente inconciliabili. Troveranno un punto d’incontro? Riusciranno ad arrivare a destinazione? E Gustavo farà ciò che ha promesso a Giovanni?

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Castellitto e Lundini, la strana coppia

La prima domanda che ci si pone davanti a Il più bel secolo della mia vita è se l’inedita e stramba coppia Castellitto–Lundini funzionerà. A questo proposito, occorre dire che al primo il ruolo di Gustavo ha regalato la possibilità di cimentarsi in un’interpretazione complessa, misurata e al contempo efficacissima. Il ruolo non gli consentiva istrionismi, ma forse è proprio questo a dare maggiore forza all’interpretazione. Castellitto sa rendere con lo sguardo e con la parola la tempra che non può rendere con il corpo. Quella di un personaggio indomito, nonostante l’età.

Dal canto suo, Valerio Lundini in parte fa Lundini, in parte cerca nuove strade, adattando il suo registro comico surreale al cinema. Intraprende così un percorso di individuazione attoriale i cui esiti aspettiamo di vedere, per scoprire se si distanzierà ancora di più da quanto già visto in tv o a teatro, trovando una cifra diversa e più completa. A funzionare tra Castellitto e Lundini è il gioco degli opposti: il pusillanime e lo sfrontato, il timido e lo spavaldo, il logorroico e il taciturno.

I due protagonisti hanno però una ferita e un malessere comune. Uno più disilluso, l’altro, forse, illuso. Uno che, paradossalmente, da giovane, resta intrappolato nel passato e l’altro che, altrettanto paradossalmente, da anziano, non pensa al passato, ma guarda sempre avanti. Brava poi Carla Signoris nei panni di Gianna, madre adottiva di Giovanni. Nel cast anche Sandra Milo in un cameo.

Sorriso e riflessione ne Il più bel secolo della mia vita

Il più bel secolo della mia vita, oltre che una commedia gustosa e leggera, è anche una riflessione sul tema di una legge assurda, che va cambiata. Su questo il regista non ha dubbi. Il che non significa che il film sia retorico o paternalistico. Anzi, ha uno sguardo sul reale disincantato, ironico, a volte sarcastico, quel sarcasmo romano che il personaggio di Gustavo incarna così bene. Scelta intelligente da parte di Bardani, in grado così di veicolare messaggi su temi anche importanti senza risultare stucchevole. Anche la presa di posizione sulla genitorialità e sulle famiglie “ non convenzionali” – qui si parla di genitori adottivi e genitori naturali – è molto chiara e di buon senso e stimola una riflessione.

Il-piu-bel-secolo-della-mia-vita-Valerio-Lundini

Buon ritmo e durata agile

Il film ha un buon ritmo e mantiene viva l’attenzione, seguendo le scorribande di Gustavo e gli inconvenienti cui Giovanni, accompagnandolo, deve far fronte. La durata, 90 minuti, è quella giusta per un’agile commedia. Della colonna sonora de Il più bel secolo della mia vita fa parte anche il brano inedito di Brunori SAS, “La vita com’è”.

Un interessante esordio nel lungometraggio

Come primo lungometraggio, Bardani – già autore del corto “Ce l’hai un minuto?” del 2013, con Giorgio Colageli e Francesco Montanari – confeziona un lavoro tra commedia e dramma, intrattenimento e riflessione, avendo il coraggio di distanziarsi dalla coppia di attori che gli aveva dato successo in teatro, proprio con lo spettacolo a cui il film si ispira. Bardani scopre un’alternativa efficace e originale, lasciandosi alle spalle l’impianto teatrale per adattare la vicenda al linguaggio filmico. Un esordio con una storia dagli elementi narrativi ben definiti, senza materiale in eccesso, di cui il regista riesce a controllare tutti gli elementi.

Il più bel secolo della mia vita è prodotto dalla Goon Films di Gabriele Mainetti, il quale, dopo Denti da squalo, produce quello che potremmo considerare un altro racconto di formazione, seppure sui generis. Giovanni è infatti arricchito dall’incontro con Gustavo, mentre dell’infanzia e della crescita di Gustavo parlano i flashback. Se lì c’era la favola vera e propria, qui c’è un viaggio tra il reale e il surreale, che diverte e fa riflettere. Un mix difficile da gestire, perché si rischia di non essere credibile, di allontanare lo spettatore. Bardani però sa dosare le due componenti. Vedremo nelle sue prossime prove se cambierà registro o questa resterà una sua cifra. Il film è prodotto con Lucky Red con Rai Cinema e in collaborazione con Amazon Prime Video. Al cinema dal 7 settembre.

Il più bel secolo della mia vita: intervista ai protagonisti

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Il più bel secolo della mia vita: intervista ai protagonisti

In occasione dell’uscita in sala di Il più bel secolo della mia vita, ecco la nostra intervista al regista Alessandro Bardani, e ai protagonisti Valerio Lundini e Sergio Castellitto. Il più bel secolo della mia vita esce il 7 settembre distribuito da Lucky Red.

Il più bel secolo della mia vita, la recensione

Nel cast anche Carla Signoris, Antonio Zavatteri, Elena Lander, Marzio El Moety con Betti Pedrazzi nel ruolo di Suor Grazia e con l’amichevole partecipazione di Sandra Milo Nel film è presente il brano inedito “La vita com’è” di Brunori SAS Una produzione Goon Films, Lucky Red con Rai Cinema In collaborazione con Prime Video. Il film sarà presentato in anteprima assoluta al 53 Giffoni Film Festival nella sezione Generator +18 il prossimo 23 luglio 2023 e al cinema il 7 Settembre 2023.

La trama del film

Un’assurda legge ancora in vigore in Italia impedisce a Giovanni, figlio non riconosciuto alla nascita, di sapere l’identità dei suoi genitori biologici prima del compimento del suo centesimo anno di età. Per riuscire ad attirare l’opinione pubblica, la sua unica speranza è ottenere la complicità di Gustavo, unico centenario non riconosciuto alla nascita in vita. Il solo che avrebbe il diritto di avvalersi di questa normativa ma che sembra non aver alcun interesse a farlo. Il più bel secolo della mia vita racconta l’incontro tra un centenario proiettato nel futuro e un giovane ancorato al passato e del loro viaggio alla riscoperta delle proprie origini.

Il più bel secolo della mia vita: al via le riprese della commedia con Sergio Castellitto

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Sono in corso le riprese de Il più bel secolo della mia vitadiretto da Alessandro Bardani, che firma anche la sceneggiatura con Luigi Di Capua, con protagonisti un inedito Sergio Castellitto e Valerio Lundini. Il film è una coproduzione Lucky Red e Goon Films con Rai Cinema e in collaborazione con Amazon Prime. Gabriele Mainetti riveste il ruolo di produttore creativo.

Distribuito da Lucky Red, il film è tratto dall’omonimo spettacolo teatrale, campione d’incassi, degli stessi autori ed è un dramedy che porta sul grande schermo l’assurdità di una legge tutta italiana che impedisce ai figli non riconosciuti di conoscere l’identità dei genitori naturali se non al compimento dei 100 anni, il fatidico secolo. Sergio Castellitto e Valerio Lundini interpretano due personaggi diversi per età, provenienza, cultura e stile di vita, accomunati da un’unica ferita: sono N.N., ovvero due persone non riconosciute alla nascita. Condannati entrambi dalla cosiddetta “Legge dei 100 anni” ad un ergastolo invisibile.

IL PIÙ BEL SECOLO DELLA MIA VITA

  • Regia: Alessandro Bardani
  • Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bardani e Luigi Di Capua con la supervisione diLeonardo Fasoli e Maddalena Ravagli
  • Fotografia: Timoty Aliprandi
  • Scenografia: Marta Marrone
  • Montaggio: Arzu Volkan
  • Costumi: Eva Coen
  • Casting: Eleonora Barbiero
  • Makeup & prosthetics designer: Andrea Leanz
  • Prodotto da: Goon Films e Lucky Red con Rai Cinema e in collaborazione con Amazon Prime.
  • Distribuito da: Lucky Red

La trama del film

Un’assurda legge impedisce a Giovanni, figlio non riconosciuto alla nascita, di sapere l’identità dei suoi genitori biologici prima del compimento del suo centesimo anno di età. Per riuscire ad attirare l’opinione pubblica, la sua unica speranza è ottenere la complicità di Gustavo, unico centenario non riconosciuto alla nascita in vita. Il solo che avrebbe il diritto di avvalersi di questa normativa ma che sembra non aver alcun interesse a farlo. Il più bel secolo della mia vita racconta l’incontro tra un centenario proiettato nel futuro e un giovane ancorato al passato e della loro inaspettata amicizia.

Il pipistrello è morto nella nuova foto da Batman v Superman

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Il pipistrello è morto nella nuova foto da Batman v Superman

La sentenza è lapidaria e non lascia scampo. Lo slogan della nuova foto promozionale di Batman v Superman Dawn of Justice prende le parti del figlio di Krypton e ci mette di fronte alla realtà dei fatti: l’uomo, Batman, non può sconfiggere il dio, Superman.

Il pipistrello è morto.

Ecco il tweet e di seguito nella gallery la foto:

GUARDA IL TRAILER FINALE ITALIANO DEL FILM

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Qui di seguito la trama ufficiale del film:

“Temendo le azioni incontrastate di un supereroe pari ad una divinità, il formidabile e fortissimo vigilante di Gotham City decide di affrontare il più riverito salvatore di Metropolis , mentre il mondo si batte per capire di quale tipo di eroe ha bisogno. E con Batman e SupBatman v Superman - Copiaerman in guerra, sorge qualcosa di nuovo che mette l’umanitá in un pericolo mai conosciuto prima”.

Ricordiamo che Batman v Superman Dawn of JusticeZack Snyder è stato scritto da Chris Terrio, da un soggetto di David S. Goyer. In Batman v Superman saranno presenti Henry Cavill nel ruolo di Superman/Clark Kent e Ben Affleck nei panni di Batman/Bruce Wayne. Nel cast ci saranno anche: Amy AdamsLaurence FishburneDiane LaneJesse EisenbergRay Fisher, Jason Momoa e Gal GadotBatman v Superman Dawn of Justice arriverà nelle sale di tutto il mondo il 6 maggio 2016.

Il Pinguino: Colin Farrell protagonista della serie spinoff di The Batman

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Arriva da Deadline la notizia che Il Pinguino di Colin Farrell che apparirà in The Batman, l’atteso film sul pipistrello firmato da Matt Reeves che debutterà il  il 4 marzo 2022  diventerà il protagonista di una serie spin-off per HBO MAX. Colin Farrell sarà protagonista e produttore esecutivo della nuova serie HBO Max che sarà  incentrata sull’ascesa al potere di Penguin nel mondo criminale di Gotham. Lauren LeFranc è accreditata come la scrittrice della serie tv.  Il regista Matt Reeves e il produttore di The Batman, Dylan Clark saranno coinvolti nelle vesti di produttori esecutivi della serie Penguin rispettivamente con le loro società 6th & Idaho e Dylan Clark Productions. Lo show sarà prodotto da Warner Bros Television. HBO Max non ha fornito alcun commento a riguardo.

The Penguin  sarebbe il secondo spin-off HBO Max dell’imminente The Batman di ReevesIl primo, ambientato al dipartimento di polizia di Gotham, vedrà Joe Barton coinvolgo come showrunner. La sinossi ufficiale di The Batman rilasciata dalla Warner Bros rivela che il film mostrerà il disilluso e arrabbiato Batman di Pattinson che indaga su un inquietante mistero che ha terrorizzato Gotham. Questa sinossi sottolinea anche il comportamento violento di Batman e la presa di coscienza che non è migliore dei criminali che sta fermando. Il riassunto piuttosto dettagliato ha continuato a descrivere una serie di indizi che condurranno Batman attraverso il mondo sotterraneo di Gotham, dove affronterà la Catwoman di Selina Kyle e una galleria di ladri che si rifugiano nel ventre criminale della città. Questo indica un film che potenzialmente corre il rischio di essere molto sovraffollato.

Il film

Il cast di The Batman è formato da molti volti noti: insieme a Robert Pattinson nei panni di Bruce Wayne, ci saranno anche Colin Farrell (Oswald Chesterfield/Pinguino), Zoe Kravitz (Catwoman), Jeffrey Wright (Jim Gordon), Paul Dano (Enigmista) e Andy Serkis (Alfred). Infine, John Turturro sarà il boss Carmine Falcone. Nel cast anche Peter Sarsgaard che sarà Gil Colson, il Procuratore Distrettuale di Gotham.

The Batman esplorerà un caso di detective“, scrivono le fonti. “Quando alcune persone iniziano a morire in modi strani, Batman dovrà scendere nelle profondità di Gotham per trovare indizi e risolvere il mistero di una cospirazione connessa alla storia e ai criminali di Gotham City. Nel film, tutta la Batman Rogues Gallery sarà disponibile e attiva, molto simile a quella originale fumetti e dei film animati. Il film presenterà più villain, poiché sono tutti sospettati“.

Il Piccolo Yeti: anteprima a Milano con Chloe Bennet

Il Piccolo Yeti: anteprima a Milano con Chloe Bennet

Lunedì 23 settembre, il cinema Colosseo di Milano ha ospitato l’anteprima italiana del film Universal Pictures Il Piccolo Yeti, il nuovo film d’animazione targato Dreamworks Animation e Pearl Studio, scritto e diretto dalla regista Jill Culton (Boog & Elliot a caccia di amici, Monsters & Co., Toy Story 2) e in uscita nella sale italiane dal prossimo 3 ottobre anche in 3D con Universal Pictures.

Protagonista assoluta della serata per la prima volta in Italia Chloe Bennet, la giovane attrice, cantante e attivista americana di origini cinesi, famosa per il suo ruolo nella serie TV Agents of Shield della Marvel e voice talent della protagonista YI nella versione oroginale del film

Molti gli ospiti della serata, tra cui tantissimi giovani attori, influencer e youtuber: Jody Cecchetto, Gordon, Jason Gagliani, Marta Losito, Valeria Vedovatti, Veronica Falco, Antony Ipant’s e Red Nose e molti altri.

Il piccolo principe: tre clip del film di Mark Osborne

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Il piccolo principe: tre clip del film di Mark Osborne

Guarda tre clip del film Il piccolo principe di Mark Osborne. Il film d’animazione in arrivo al cinema. 

LEGGI LA RECENSIONE

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Il film verrà presentato in anteprima italiana alla prossima Festa del Cinema di Roma. Tra le voci italiane del film ci sono Toni Servillo, Paola Cortellesi, Stefano Accorsi, Micaela Ramazzotti, Alessandro Gassman, Giuseppe Battiston, Angelo Pintus, Pif e Alessandro Siani.

Sinossi: Un vecchio ed eccentrico aviatore e la sua nuova vicina di casa: una bambina molto matura trasferitasi nel quartiere insieme alla madre. Attraverso le pagine del diario dell’aviatore e i suoi disegni, la bambina scopre come molto tempo prima l’aviatore fosse precipitato in un deserto e vi avesse incontrato il Piccolo Principe, un enigmatico ragazzino giunto da un altro pianeta. Le esperienze dell’aviatore e il racconto dei viaggi del Piccolo Principe in altri mondi contribuiscono a creare un legame tra l’aviatore e la bambina che affronteranno insieme una straordinaria avventura, alla fine della quale la bambina avrà imparato ad usare la sua immaginazione e a ritrovare la sua infanzia.

Il piccolo principe: trailer italiano e manifesto ufficiale

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Il piccolo principe: trailer italiano e manifesto ufficiale

Ecco il trailer italiano de Il Piccolo Principe, film d’animazione diretto da Mark Osborne e basato sull’omonimo best seller di Antoine de Saint-Exupéry.

LEGGI LA RECENSIONE DEL FILM

Il film verrà presentato in anteprima italiana alla prossima Festa del Cinema di Roma. Tra le voci italiane del film ci sono Toni Servillo, Paola Cortellesi, Stefao Accorsi, Micaela Ramazzotti, Alessandro Gassman, Giuseppe Battiston, Angelo Pintus, Pif e Alessandro Siani.

Sinossi: Un vecchio ed eccentrico aviatore e la sua nuova vicina di casa: una bambina molto matura trasferitasi nel quartiere insieme alla madre. Attraverso le pagine del diario dell’aviatore e i suoi disegni, la bambina scopre come molto tempo prima l’aviatore fosse precipitato in un deserto e vi avesse incontrato il Piccolo Principe, un enigmatico ragazzino giunto da un altro pianeta. Le esperienze dell’aviatore e il racconto dei viaggi del Piccolo Principe in altri mondi contribuiscono a creare un legame tra l’aviatore e la bambina che affronteranno insieme una straordinaria avventura, alla fine della quale la bambina avrà imparato ad usare la sua immaginazione e a ritrovare la sua infanzia.

Di seguito il manifesto italiano:

il poccolo principe poster

Il Piccolo Principe: Trailer italiano del film d’animazione

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Il Piccolo Principe: Trailer italiano del film d’animazione

Dopo la versione originale arriva anche quella italiana di Il piccolo principe, l’attesissimo film di Mark Osborne (creatore di Kung Fu Panda), tratto dall’omonimo e popolarissimo libro per ragazzi di Antoine de Saint-Exupéry. Potete vedere il video di seguito.

Si preparino grandi e piccini: Il piccolo principe sta per arrivare al cinema!

Sarà Lucky Red a portare nelle sale italiane l’attesissimo film di Mark Osborne (creatore di Kung Fu Panda), tratto dall’omonimo e popolarissimo libro per ragazzi di Antoine de Saint-Exupéry.

Il Piccolo principeA 71 anni dalla sua pubblicazione, Il Piccolo Principe ha venduto 145 milioni di copie nel mondo (16 milioni soltanto in Italia) ed è stato tradotto in più di 270 lingue e dialetti.

Dopo la Bibbia, il libro più tradotto nel mondo!

Valori universali e senza tempo quelli narrati nel capolavoro di Saint-Exupéry: il rispetto della persona e della diversità, la salvaguardia dell’ambiente, la pace. Una favola che appassiona senza sosta generazioni di lettori di ogni età.

Realizzato in animazioneCGI e stop motion con un budget di 80 milioni di dollari, Il Piccolo principe è in assoluto il progetto di animazione più atteso del prossimo anno.

Una crew di 250 talenti provenienti da Disney, Pixar e Dreamworks per raggiungere un livello di eccellenza senza pari.

Per citarne alcuni: Peter De Sève (L’Era Glaciale, Mulan, A Bug’slife, Alla ricerca di Nemo), Lou Romano (Monsters & Co, Gli Incredibili, Up), Hidetaka Yosumi (Bolt), Bob Persichetti (Mostri contro Alieni, Wallace & Gromit, Shrek 2, Il gatto con gli stivali), Jason Boose (Lilo & Stitch, Cars, Ratatouille, Wall-E, Up).

Un cast di voci all star per la versione originale: il premio Oscar Jeff Bridges (l’aviatore), Mackenzie Foy (la bambina), Rachel McAdams (la madre), James Franco (la volpe), il premio Oscar Benicio Del Toro (il serpente), il premio Oscar Marion Cotillard (la rosa), Paul Giamatti (il professore), Albert Brooks (l’uomo d’affari), Ricky Gervais (il presuntuoso), Bud Cort (il re). La voce del piccolo principe è di Riley Osborne.

A supporto del lancio mondiale, una campagna pubblicitaria senza precedenti con il coinvolgimento di moltissimi di partner.

In Italia il licensing sarà seguito direttamente dalla Lucky Red, con lo scopo di creare numerose sinergie anche a livello nazionale.

L’uscita in sala è prevista per il primo gennaio 2016.

Il piccolo principe: trailer italiano del film

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Il piccolo principe: trailer italiano del film

Ecco il trailer italiano de Il piccolo principe, l’attesissimo film di Mark Osborne (creatore di Kung Fu Panda), tratto dall’omonimo e popolarissimo libro per ragazzi di Antoine de Saint-Exupéry. Potete vedere il video qui:

Si preparino grandi e piccini: Il piccolo principe sta per arrivare al cinema!

Sarà Lucky Red a portare nelle sale italiane l’attesissimo film di Mark Osborne (creatore di Kung Fu Panda), tratto dall’omonimo e popolarissimo libro per ragazzi di Antoine de Saint-Exupéry.

Il Piccolo principeA 71 anni dalla sua pubblicazione, Il Piccolo Principe ha venduto 145 milioni di copie nel mondo (16 milioni soltanto in Italia) ed è stato tradotto in più di 270 lingue e dialetti.

Dopo la Bibbia, il libro più tradotto nel mondo!

Valori universali e senza tempo quelli narrati nel capolavoro di Saint-Exupéry: il rispetto della persona e della diversità, la salvaguardia dell’ambiente, la pace. Una favola che appassiona senza sosta generazioni di lettori di ogni età.

Realizzato in animazioneCGI e stop motion con un budget di 80 milioni di dollari, Il Piccolo principe è in assoluto il progetto di animazione più atteso del prossimo anno.

Una crew di 250 talenti provenienti da Disney, Pixar e Dreamworks per raggiungere un livello di eccellenza senza pari.

Per citarne alcuni: Peter De Sève (L’Era Glaciale, Mulan, A Bug’slife, Alla ricerca di Nemo), Lou Romano (Monsters & Co, Gli Incredibili, Up), Hidetaka Yosumi (Bolt), Bob Persichetti (Mostri contro Alieni, Wallace & Gromit, Shrek 2, Il gatto con gli stivali), Jason Boose (Lilo & Stitch, Cars, Ratatouille, Wall-E, Up).

Un cast di voci all star per la versione originale: il premio Oscar Jeff Bridges (l’aviatore), Mackenzie Foy (la bambina), Rachel McAdams (la madre), James Franco (la volpe), il premio Oscar Benicio Del Toro (il serpente), il premio Oscar Marion Cotillard (la rosa), Paul Giamatti (il professore), Albert Brooks (l’uomo d’affari), Ricky Gervais (il presuntuoso), Bud Cort (il re). La voce del piccolo principe è di Riley Osborne.

A supporto del lancio mondiale, una campagna pubblicitaria senza precedenti con il coinvolgimento di moltissimi di partner.

In Italia il licensing sarà seguito direttamente dalla Lucky Red, con lo scopo di creare numerose sinergie anche a livello nazionale.

Il film uscirà in Italia il 3 dicembre 2015.

Il piccolo principe: teaser trailer e poster del film

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E’ di provenienza giapponese il primo teaser trailer ufficiale de Il piccolo principe, l’attesissimo film di Mark Osborne (creatore di Kung Fu Panda), tratto dall’omonimo e popolarissimo libro per ragazzi di Antoine de Saint-Exupéry. Grazie alla Francia, invece, abbiamo anche il poster ufficiale. Eccoli per voi di seguito.

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Si preparino grandi e piccini: Il piccolo principe sta per arrivare al cinema! Sarà Lucky Red a portare nelle sale italiane l’attesissimo film di Mark Osborne (creatore di Kung Fu Panda), tratto dall’omonimo e popolarissimo libro per ragazzi di Antoine de Saint-Exupéry. A 71 anni dalla sua pubblicazione, Il Piccolo Principe ha venduto 145 milioni di copie nel mondo (16 milioni soltanto in Italia) ed è stato tradotto in più di 270 lingue e dialetti.  Dopo la Bibbia, il libro più tradotto nel mondo!

Valori universali e senza tempo quelli narrati nel capolavoro di Saint-Exupéry: il rispetto della persona e della diversità, la salvaguardia dell’ambiente, la pace. Una favola che appassiona senza sosta generazioni di lettori di ogni età. Realizzato in animazioneCGI e stop motion con un budget di 80 milioni di dollari, Il Piccolo principe è in assoluto il progetto di animazione più atteso del prossimo anno. Una crew di 250 talenti provenienti da Disney, Pixar e Dreamworks per raggiungere un livello di eccellenza senza pari.

Per citarne alcuni: Peter De Sève (L’Era Glaciale, Mulan, A Bug’slife, Alla ricerca di Nemo), Lou Romano (Monsters & Co, Gli Incredibili, Up), Hidetaka Yosumi (Bolt), Bob Persichetti (Mostri contro Alieni, Wallace & Gromit, Shrek 2, Il gatto con gli stivali), Jason Boose (Lilo & Stitch, Cars, Ratatouille, Wall-E, Up).

Un cast di voci all star per la versione originale: il premio Oscar Jeff Bridges (l’aviatore), Mackenzie Foy (la bambina), Rachel McAdams (la madre), James Franco (la volpe), il premio Oscar Benicio Del Toro (il serpente), il premio Oscar Marion Cotillard (la rosa), Paul Giamatti (il professore), Albert Brooks (l’uomo d’affari), Ricky Gervais (il presuntuoso), Bud Cort (il re). La voce del piccolo principe è di Riley Osborne.

A supporto del lancio mondiale, una campagna pubblicitaria senza precedenti con il coinvolgimento di moltissimi di partner. In Italia il licensing sarà seguito direttamente dalla Lucky Red, con lo scopo di creare numerose sinergie anche a livello nazionale. L’uscita in sala è prevista per il primo gennaio 2016.

Il Piccolo Principe: recensione del film

Il Piccolo Principe: recensione del film

Ne Il Piccolo Principe in una città colorata esclusivamente di toni di grigio, quasi in bianco e nero, una piccola bambina prodigio mira ad entrare in un’importante (ma tristissima) accademia e mettere in cassaforte un futuro di successo. Supportata dalla madre, che organizza e controlla in modo minuzioso ogni minuto del suo tempo tramite un enorme tabellone magnetico, la piccola segue rigorosamente gli schemi per crescere come la società impone, in modo standard e regolato. Nell’isolato però, accanto alla nuova casa dei due personaggi, vive un signore alquanto strambo, estroverso e apparentemente anarchico.

Un anziano aviatore dal pollice verde che colleziona vecchi giocattoli, dischi in vinile e ama alla follia il suo aereo ad elica, ormai ridotto un rottame. È il suo spirito libero e saggio che fa conoscere alla piccola la meraviglia e i colori accesi de Il Piccolo Principe, la favola visionaria di Antoine de Saint-Exupéry.

Mescolando grafica computerizzata e stop motion, Mark Osborne (già co-regista di Kung Fu Panda) inserisce la storia originale del principe bambino all’interno di un universo immaginario e oscuro, laddove tutto è tremendamente schematizzato, prevedibile e freddo. Una concezione artistica che, nonostante sia estrema e stilizzata, è in realtà abbastanza verosimile rispetto alla società contemporanea che ci circonda.

Il Piccolo Principe film

Vi è dunque una critica feroce ai modelli d’insegnamento, ai genitori ossessionati dalle regole (quando non sono del tutto assenti) e un mondo del lavoro ostile alla creatività. Temi di un universo adulto che si insinuano fra le pieghe di un discorso più diretto rivolto ai più piccoli: non si deve aver paura di crescere, l’importante è ricordarsi di essere stati bambini per conservare la medesima purezza d’animo. Il risultato è un’opera emozionante e appassionante, dall’alto tasso educativo e allo stesso tempo divertente. Dopo una prima parte delicata e poetica, arriva una seconda quasi interamente votata all’azione e allo spettacolo. Due stili differenti che in parte cozzano fra loro e spezzano l’incantesimo, rompendo un equilibrio altrimenti perfetto.

La fattura de Il Piccolo Principe è comunque di altissima qualità, soprattutto alla luce del supporto di studios come la Paramount, la Warner Bros., la Wenstein Company, di una cura particolare al look generale e il contributo musicale di Hans Zimmer insieme a Richard Harvey. La colonna sonora infatti è ricca di sfumature e contrasti, sa bene come far nascere una risata oppure ribaltare completamente lo scenario e accompagnare una lacrima lungo la guancia. Fondamentale anche lo stellare cast di doppiatori, che nella versione inglese vanta nomi del calibro di Jeff Bridges, Rachel McAdams, Paul Rudd, James Franco, Benicio Del Toro, Paul Giamatti e Marion Cotillard, che presta la voce anche alla versione francese del film. Da vedere categoricamente insieme a tutta la famiglia.

Il Piccolo Principe

Il piccolo principe: primo trailer ufficiale del film

Arriva finalmente online il primo trailer ufficiale de Il piccolo principe, l’attesissimo film di Mark Osborne (creatore di Kung Fu Panda), tratto dall’omonimo e popolarissimo libro per ragazzi di Antoine de Saint-Exupéry. Potete vedere il video di seguito.

http://youtu.be/w8IEEuJzVaE

Si preparino grandi e piccini: Il piccolo principe sta per arrivare al cinema!

Sarà Lucky Red a portare nelle sale italiane l’attesissimo film di Mark Osborne (creatore di Kung Fu Panda), tratto dall’omonimo e popolarissimo libro per ragazzi di Antoine de Saint-Exupéry.

Il Piccolo principeA 71 anni dalla sua pubblicazione, Il Piccolo Principe ha venduto 145 milioni di copie nel mondo (16 milioni soltanto in Italia) ed è stato tradotto in più di 270 lingue e dialetti.

Dopo la Bibbia, il libro più tradotto nel mondo!

Valori universali e senza tempo quelli narrati nel capolavoro di Saint-Exupéry: il rispetto della persona e della diversità, la salvaguardia dell’ambiente, la pace. Una favola che appassiona senza sosta generazioni di lettori di ogni età.

Realizzato in animazioneCGI e stop motion con un budget di 80 milioni di dollari, Il Piccolo principe è in assoluto il progetto di animazione più atteso del prossimo anno.

Una crew di 250 talenti provenienti da Disney, Pixar e Dreamworks per raggiungere un livello di eccellenza senza pari.

Per citarne alcuni: Peter De Sève (L’Era Glaciale, Mulan, A Bug’slife, Alla ricerca di Nemo), Lou Romano (Monsters & Co, Gli Incredibili, Up), Hidetaka Yosumi (Bolt), Bob Persichetti (Mostri contro Alieni, Wallace & Gromit, Shrek 2, Il gatto con gli stivali), Jason Boose (Lilo & Stitch, Cars, Ratatouille, Wall-E, Up).

Un cast di voci all star per la versione originale: il premio Oscar Jeff Bridges (l’aviatore), Mackenzie Foy (la bambina), Rachel McAdams (la madre), James Franco (la volpe), il premio Oscar Benicio Del Toro (il serpente), il premio Oscar Marion Cotillard (la rosa), Paul Giamatti (il professore), Albert Brooks (l’uomo d’affari), Ricky Gervais (il presuntuoso), Bud Cort (il re). La voce del piccolo principe è di Riley Osborne.

A supporto del lancio mondiale, una campagna pubblicitaria senza precedenti con il coinvolgimento di moltissimi di partner.

In Italia il licensing sarà seguito direttamente dalla Lucky Red, con lo scopo di creare numerose sinergie anche a livello nazionale.

L’uscita in sala è prevista per il primo gennaio 2016.

Fonte: CBM

Il Piccolo Principe: prima clip ufficiale

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Il Piccolo Principe: prima clip ufficiale

Ecco la prima clip ufficiale de Il piccolo principe, l’attesissimo film di Mark Osborne (creatore di Kung Fu Panda), tratto dall’omonimo e popolarissimo libro per ragazzi di Antoine de Saint-Exupéry. 

LEGGI LA RECENSIONE DEL FILM

https://youtu.be/XyHwStT-pEQ

A 71 anni dalla sua pubblicazione, Il Piccolo Principe ha venduto 145 milioni di copie nel mondo (16 milioni soltanto in Italia) ed è stato tradotto in più di 270 lingue e dialetti.

Valori universali e senza tempo quelli narrati nel capolavoro di Saint-Exupéry: il rispetto della persona e della diversità, la salvaguardia dell’ambiente, la pace. Una favola che appassiona senza sosta generazioni di lettori di ogni età.

Realizzato in animazione CGI e stop motion con un budget di 80 milioni di dollari, Il Piccolo principe conta di una crew di 250 talenti provenienti da Disney, Pixar e Dreamworks per raggiungere un livello di eccellenza senza pari.

Per citarne alcuni: Peter De Sève (L’Era GlacialeMulanA Bug’slifeAlla ricerca di Nemo), Lou Romano (Monsters & CoGli IncredibiliUp), Hidetaka Yosumi (Bolt), Bob Persichetti (Mostri contro AlieniWallace & GromitShrek 2Il gatto con gli stivali), Jason Boose (Lilo & StitchCarsRatatouilleWall-EUp).

Un cast di voci all star per la versione originale: il premio Oscar Jeff Bridges (l’aviatore), Mackenzie Foy (la bambina), Rachel McAdams (la madre), James Franco (la volpe), il premio Oscar Benicio Del Toro (il serpente), il premio Oscar Marion Cotillard (la rosa), Paul Giamatti (il professore), Albert Brooks (l’uomo d’affari), Ricky Gervais (il presuntuoso), Bud Cort (il re). La voce del piccolo principe è di Riley Osborne.

Il film uscirà in Italia il 3 dicembre 2015.

Il Piccolo Principe: nuovo trailer del film

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Il Piccolo Principe: nuovo trailer del film

Pubblicato un nuovo trailer del film d’animazione Il Piccolo Principe, tratto dall’omonimo famoso romanzo di Antoine de Saint-Exupéry e diretto da Mark Osborne, nelle nostre sale il 1 di gennaio.

LEGGI LA RECENSIONE DEL FILM

Il film verrà presentato in anteprima italiana alla prossima Festa del Cinema di Roma. Tra le voci italiane del film ci sono Toni Servillo, Paola Cortellesi, Stefao Accorsi, Micaela Ramazzotti, Alessandro Gassman, Giuseppe Battiston, Angelo Pintus, Pif eAlessandro Siani.

Sinossi: Un vecchio ed eccentrico aviatore e la sua nuova vicina di casa: una bambina molto matura trasferitasi nel quartiere insieme alla madre. Attraverso le pagine del diario dell’aviatore e i suoi disegni, la bambina scopre come molto tempo prima l’aviatore fosse precipitato in un deserto e vi avesse incontrato il Piccolo Principe, un enigmatico ragazzino giunto da un altro pianeta. Le esperienze dell’aviatore e il racconto dei viaggi del Piccolo Principe in altri mondi contribuiscono a creare un legame tra l’aviatore e la bambina che affronteranno insieme una straordinaria avventura, alla fine della quale la bambina avrà imparato ad usare la sua immaginazione e a ritrovare la sua infanzia.

Il Piccolo Principe: Netflix salva il film di Mark Osborne

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Il Piccolo Principe: Netflix salva il film di Mark Osborne

Il piccolo principe recensioneDopo l’inaspettata decisione da parte della Paramount di ritirare dal mercato USA Il Piccolo Principe, Netflix ha deciso di salvare il film diretto da Mark Osborne e che ha raccolto un buon successo di pubblico e critica in Europa.

LEGGI LA RECENSIONE

La settimana scorsa era infatti arrivata la notiza inaspettata che la casa di distribuzione non avrebbe più fatto uscire in sala il film basato sul classico di Antoine de Saint-Exupery e vincitore del premio César come miglior film d’animazione. La piattaforma però ha deciso di rendere disponibile il film sul suo catagologo così da poter permettere a tutti gli abbonati di usufruire di un’esperienza cinematografica commovente e interessante. Non c’è ancora una data certa per l’uscita su Netflix del film, ma sembra che il film arriverà a disponibilità entro quest’anno.

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Il film verrà presentato in anteprima italiana alla prossima Festa del Cinema di Roma. Tra le voci italiane del film ci sono Toni Servillo, Paola Cortellesi, Stefano Accorsi, Micaela Ramazzotti, Alessandro Gassman, Giuseppe Battiston, Angelo Pintus, Pif e Alessandro Siani.

Sinossi: Un vecchio ed eccentrico aviatore e la sua nuova vicina di casa: una bambina molto matura trasferitasi nel quartiere insieme alla madre. Attraverso le pagine del diario dell’aviatore e i suoi disegni, la bambina scopre come molto tempo prima l’aviatore fosse precipitato in un deserto e vi avesse incontrato il Piccolo Principe, un enigmatico ragazzino giunto da un altro pianeta. Le esperienze dell’aviatore e il racconto dei viaggi del Piccolo Principe in altri mondi contribuiscono a creare un legame tra l’aviatore e la bambina che affronteranno insieme una straordinaria avventura, alla fine della quale la bambina avrà imparato ad usare la sua immaginazione e a ritrovare la sua infanzia.

Fonte: THR

Il Piccolo Principe: Lucky Red distribuirà il film

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Il Piccolo Principe: Lucky Red distribuirà il film

Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano.

Il Piccolo principe, Antoine de Saint-Exupéry

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Si preparino grandi e piccini: Il piccolo principe sta per arrivare al cinema!

Sarà Lucky Red a portare nelle sale italiane l’attesissimo film di Mark Osborne (creatore di Kung Fu Panda), tratto dall’omonimo e popolarissimo libro per ragazzi di Antoine de Saint-Exupéry.

Il Piccolo principeA 71 anni dalla sua pubblicazione, Il Piccolo Principe ha venduto 145 milioni di copie nel mondo (16 milioni soltanto in Italia) ed è stato tradotto in più di 270 lingue e dialetti.

Dopo la Bibbia, il libro più tradotto nel mondo!

Valori universali e senza tempo quelli narrati nel capolavoro di Saint-Exupéry: il rispetto della persona e della diversità, la salvaguardia dell’ambiente, la pace. Una favola che appassiona senza sosta generazioni di lettori di ogni età.

Realizzato in animazioneCGI e stop motion con un budget di 80 milioni di dollari, Il Piccolo principe è in assoluto il progetto di animazione più atteso del prossimo anno.

Una crew di 250 talenti provenienti da Disney, Pixar e Dreamworks per raggiungere un livello di eccellenza senza pari.

Per citarne alcuni: Peter De Sève (L’Era Glaciale, Mulan, A Bug’slife, Alla ricerca di Nemo), Lou Romano (Monsters & Co, Gli Incredibili, Up), Hidetaka Yosumi (Bolt), Bob Persichetti (Mostri contro Alieni, Wallace & Gromit, Shrek 2, Il gatto con gli stivali), Jason Boose (Lilo & Stitch, Cars, Ratatouille, Wall-E, Up).

Un cast di voci all star per la versione originale: il premio Oscar Jeff Bridges (l’aviatore), Mackenzie Foy (la bambina), Rachel McAdams (la madre), James Franco (la volpe), il premio Oscar Benicio Del Toro (il serpente), il premio Oscar Marion Cotillard (la rosa), Paul Giamatti (il professore), Albert Brooks (l’uomo d’affari), Ricky Gervais (il presuntuoso), Bud Cort (il re). La voce del piccolo principe è di Riley Osborne.

A supporto del lancio mondiale, una campagna pubblicitaria senza precedenti con il coinvolgimento di moltissimi di partner.

In Italia il licensing sarà seguito direttamente dalla Lucky Red, con lo scopo di creare numerose sinergie anche a livello nazionale.

L’uscita in sala è prevista per il primo gennaio 2016.

Il piccolo principe: interviste con le voci italiane

Il piccolo principe: interviste con le voci italiane

Ecco le interviste ad alcuni dei doppiatori italiani de Il Piccolo Principe, film presentato al Festival di Cannes e visto anche lla Festa del Film di Roma lo scorso ottobre.

LEGGI LA RECENSIONE

Paola Cortellesi:

Stefano Accorsi:

Alessandro Gassman:

Giuseppe Battiston:

Hanno prestato la voce per la versione italiana alcuni tra i più noti attori del nostro cinema come TONI SERVILLO (l’Aviatore), PAOLA CORTELLESI (la Mamma), STEFANO ACCORSI (la Volpe), MICAELA RAMAZZOTTI (la Rosa), ALESSANDRO GASSMANN (il Serpente), GIUSEPPE BATTISTON (l’Uomo d’affari), PIF (il Re), ANGELO PINTUS (il Signor Principe) e ALESSANDRO SIANI (il Vanitoso)

Il Piccolo Principe: il cast delle voci italiane

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Il Piccolo Principe: il cast delle voci italiane

Non potevano essere che stelle a prestare la voce per la versione italiana de Il piccolo principe, distribuito da Lucky Red in collaborazione con RTI. Dopo aver annunciato la partecipazione del film al 68° Festival di Cannes, siamo orgogliosi di comunicare gli altri grandi nomi che – insieme al già citato TONI SERVILLO nel ruolo dell’Aviatore – contribuiranno a rendere unico questo prezioso film. PAOLA CORTELLESI sarà la Mamma, STEFANO ACCORSI sarà la Volpe, MICAELA RAMAZZOTTI  sarà la Rosa, ALESSANDRO GASSMANN sarà il Serpente, GIUSEPPE BATTISTON sarà l’Uomo d’affari, PIF sarà il Re, e con ALESSANDRO SIANI che sarà il Vanitoso. Darà la voce al Piccolo Principe Lorenzo D’Agata, già nel cast, tra gli altri, di Toy Story 3 e Monster University. La bambina, invece, sarà Vittoria Bartolomei che gli appassionati dell’animazione ricorderanno anche per il ruolo di Chihiro ne La città incantata.

 Il Piccolo Principe un film di Mark Osborne

Un vecchio ed eccentrico aviatore e la sua nuova vicina di casa: una bambina molto matura trasferitasi nel quartiere insieme alla madre. Attraverso le pagine del diario dell’aviatore e i suoi disegni, la bambina scopre come molto tempo prima l’aviatore fosse precipitato in un deserto e avesse incontrato il Piccolo Principe, un enigmatico ragazzino giunto da un altro pianeta. Le esperienze dell’aviatore e il racconto dei viaggi del Piccolo Principe in altri mondi contribuiscono a creare un legame tra l’aviatore e la bambinaAffronteranno insieme una straordinaria avventura, alla fine della quale la bambina avrà imparato ad usare la sua immaginazione e a ritrovare la sua infanzia.

Dal regista di Kung Fu Panda, un tributo al popolare e amatissimo racconto scritto nel 1942 da Antoine de Saint-Exupéry, tradotto in oltre 250 lingue e venduto in 145 milioni di copie in tutto il mondo.

Il piccolo principe: il backstage con i doppiatori italiani

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Il piccolo principe: il backstage con i doppiatori italiani

Arriverà nelle nostre sale il prossimo primo gennaio 2016, intanto di seguito trovate un video dal backstage de Il piccolo principe, in cui vediamo i volti dei doppiatori italiani del film.

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Il film verrà presentato in anteprima italiana alla prossima Festa del Cinema di Roma. Tra le voci italiane del film ci sono Toni Servillo, Paola Cortellesi, Stefao Accorsi, Micaela Ramazzotti, Alessandro Gassman, Giuseppe Battiston, Angelo Pintus, Pif e Alessandro Siani.

Sinossi: Un vecchio ed eccentrico aviatore e la sua nuova vicina di casa: una bambina molto matura trasferitasi nel quartiere insieme alla madre. Attraverso le pagine del diario dell’aviatore e i suoi disegni, la bambina scopre come molto tempo prima l’aviatore fosse precipitato in un deserto e vi avesse incontrato il Piccolo Principe, un enigmatico ragazzino giunto da un altro pianeta. Le esperienze dell’aviatore e il racconto dei viaggi del Piccolo Principe in altri mondi contribuiscono a creare un legame tra l’aviatore e la bambina che affronteranno insieme una straordinaria avventura, alla fine della quale la bambina avrà imparato ad usare la sua immaginazione e a ritrovare la sua infanzia.

Il piccolo principe: i character poster italiani del film

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Il piccolo principe: i character poster italiani del film

Ecco i character poster italiani de Il Piccolo Principe, film presentato al Festival di Cannes e visto anche lla Festa del Film di Roma lo scorso ottobre.

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Il film verrà presentato in anteprima italiana alla prossima Festa del Cinema di Roma. Tra le voci italiane del film ci sono Toni Servillo, Paola Cortellesi, Stefao Accorsi, Micaela Ramazzotti, Alessandro Gassman, Giuseppe Battiston, Angelo Pintus, Pif e Alessandro Siani.

Sinossi: Un vecchio ed eccentrico aviatore e la sua nuova vicina di casa: una bambina molto matura trasferitasi nel quartiere insieme alla madre. Attraverso le pagine del diario dell’aviatore e i suoi disegni, la bambina scopre come molto tempo prima l’aviatore fosse precipitato in un deserto e vi avesse incontrato il Piccolo Principe, un enigmatico ragazzino giunto da un altro pianeta. Le esperienze dell’aviatore e il racconto dei viaggi del Piccolo Principe in altri mondi contribuiscono a creare un legame tra l’aviatore e la bambina che affronteranno insieme una straordinaria avventura, alla fine della quale la bambina avrà imparato ad usare la sua immaginazione e a ritrovare la sua infanzia.

Il piccolo principe: due nuove clip del film di Mark Osborne

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Il piccolo principe: due nuove clip del film di Mark Osborne

Ecco due nuove clip in italiano del film Il piccolo principe di Mark Osborne, film d’animazione in arrivo al cinema e basato sull’omonimo celebre racconto di Antoine de Saint-Exupéry.

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Il film verrà presentato in anteprima italiana alla prossima Festa del Cinema di Roma. Tra le voci italiane del film ci sono Toni Servillo, Paola Cortellesi, Stefano Accorsi, Micaela Ramazzotti, Alessandro Gassman, Giuseppe Battiston, Angelo Pintus, Pif e Alessandro Siani.

Sinossi: Un vecchio ed eccentrico aviatore e la sua nuova vicina di casa: una bambina molto matura trasferitasi nel quartiere insieme alla madre. Attraverso le pagine del diario dell’aviatore e i suoi disegni, la bambina scopre come molto tempo prima l’aviatore fosse precipitato in un deserto e vi avesse incontrato il Piccolo Principe, un enigmatico ragazzino giunto da un altro pianeta. Le esperienze dell’aviatore e il racconto dei viaggi del Piccolo Principe in altri mondi contribuiscono a creare un legame tra l’aviatore e la bambina che affronteranno insieme una straordinaria avventura, alla fine della quale la bambina avrà imparato ad usare la sua immaginazione e a ritrovare la sua infanzia.