Dal 14 al 21 novembre si terrà
il Camerimage, il festival internazionale
della cinematografia che si terrà a Bydgoszcz, in Polonia. Ad
aprire il festival sarà Il Ponte delle
Spie, il nuovo atteso film di Steven Spielberg.
Ricordiamo che
IlPonte delle
Spie è basato sulla storia vera di James
Donovan (Tom
Hanks), un avvocato che si trova suo malgrado al
centro della Guerra Fredda quando la CIA lo manda in missione per
negoziare il rilascio di Francis Gary Powers, un
pilota di U-2 americano. La sceneggiatura, firmata da Matt
Charman, ha subito in seguito una revisione da parte dei
fratelli Coen, alla loro prima collaborazione con
il regista di Salvate il soldato Ryan e
la colonna sonora sarà composta da John Williams
alla sua 27esima collaborazione conSteven
Spielberg.
Nel cast de Il ponte della
Spie ci sono anche Mark
Rylance,Amy Ryan, Alan
Alda eEve Hewson.
Sarà il compositore Thomas Newman ad occuparsi
delle musiche prendendo così il posto di John
Williams.
All’indomani dell’uscita di
Scream 6, nessuno avrebbe potuto prevedere la reazione che
avrebbe suscitato il
nuovo trailer di Scream
7. Il film precedente, con Melissa Barrera e Jenna Ortega nei panni delle nuove eroine della
saga, aveva intrapreso una nuova entusiasmante direzione,
allontanandosi dagli elementi meta e puntando a spaventare il
pubblico con i propri mezzi. Il risultato aveva entusiasmato i fan
e portato il film a diventare il più redditizio della serie
Scream a livello nazionale.
Ma quella nuova direzione è
giunta a una fine improvvisa quando la casa di produzione ha
licenziato Barrera dal sequel per alcune dichiarazioni sulla guerra
a Gaza. Ortega ha lasciato il film poco dopo e anche Christopher
Landon, che avrebbe dovuto dirigerlo, ha abbandonato il progetto.
Il film ha subito una brusca svolta, tornando alla star della serie
Neve Campbell (che ha rifiutato di partecipare a Scream 6
dopo aver affermato che lo studio le aveva offerto una cifra troppo
bassa) e coinvolgendo lo sceneggiatore originale di Scream
Kevin Williamson come regista.
All’inizio di questa settimana, il
pubblico ha potuto vedere per la prima volta Scream
7 in vista della sua uscita il 27 febbraio, e le
reazioni sono state tutt’altro che entusiastiche. Non solo gran
parte dei fan non ha perdonato Spyglass Media Group per il
controverso licenziamento di Barrera, ispirando appelli al
boicottaggio, ma molti non sono così impressionati da ciò che
sembra che otterremo al posto della storia delle sorelle
Carpenter.
Il 12 giugno 2026, pochi mesi dopo
Scream 7, uscirà Scary Movie 6. Tutte queste reazioni negative dimostrano
che il momento non potrebbe essere più perfetto.
La gente è pronta a prendersi
di nuovo gioco di Scream
Il franchise Scary Movie non
è sempre stato accolto molto bene, e il sequel di un film con un
punteggio del 4% su Rotten
Tomatoes non viene solitamente accolto con grande entusiasmo.
Ma quando Scary Movie 6 è stato annunciato per la
prima volta, al CinemaCon 2024, la gente era entusiasta per un
motivo specifico.
Quando Scary Movie 6 uscirà,
saranno passati tredici anni da Scary Movie 5, e negli
ultimi dieci anni sono successe molte cose nel genere horror. La
quantità di materiale disponibile è innegabile. E poiché l’era
dell’“horror elevato” sembra aver fatto il suo corso, la gente è
più che pronta a prendere in giro i suoi vari ornamenti.
Ma il tempismo è più perfetto di
quanto i registi potessero immaginare. Quando è stato annunciato
Scary Movie 6, Scream era un franchise in ascesa e
veniva accolto con grande favore dagli appassionati dell’horror. E
adesso? Se le reazioni a Scream 7 finora sono indicative,
l’opinione pubblica si è già inasprita.
Per Scary Movie, è uno
scenario vantaggioso per tutti. Se Scream 7 sarà accolto
male, il pubblico sarà pronto per qualcosa che prenda in giro il
franchise. Se invece conquisterà il pubblico, verrà ripristinato il
fascino sinergico che probabilmente ha portato al via libera di
Scary Movie 6. In entrambi i casi, il ritorno di questa
serie parodistica non potrebbe arrivare in un momento migliore.
Dopo ventidue
episodi costruiti attorno a tradimenti, segreti familiari e lotte
di potere, Il
Poligamo (The Polygamist) chiude la propria
storia con un finale che, almeno in apparenza, sembra ristabilire
un equilibrio morale. Jonasi Gomora, protagonista della serie e
principale responsabile delle sofferenze che attraversano il
racconto, perde progressivamente tutto ciò che aveva costruito: il
controllo sulla propria famiglia, il potere economico e infine la
vita stessa. Eppure gli ultimi minuti della serie suggeriscono una
lettura molto più complessa. Se da un lato la caduta di Jonasi
appare inevitabile, dall’altro il racconto lascia intendere che le
conseguenze delle sue azioni sopravvivano ben oltre la sua morte,
continuando a influenzare le persone che lascia dietro di sé.
È proprio
questo a rendere il finale particolarmente interessante. Il
Poligamo non si limita infatti a raccontare la punizione di un
uomo arrogante e manipolatore, ma riflette su come determinati
comportamenti possano trasformarsi in un’eredità difficile da
cancellare, perfino quando chi li ha generati non c’è più.
Perché la morte di Jonasi
rappresenta la vera resa dei conti della serie
Per tutta la
durata della serie Jonasi si comporta come una figura quasi
intoccabile. La sua posizione sociale, il successo economico e la
capacità di manipolare chi gli sta attorno gli permettono di
imporre costantemente la propria volontà. Mogli, figli e
collaboratori finiscono spesso per orbitare attorno ai suoi
desideri, accettando decisioni che provocano dolore e conflitti pur
di mantenere un’apparenza di stabilità.
La sua morte
assume quindi un valore che va ben oltre il semplice colpo di scena
narrativo. Il protagonista non viene sconfitto da un rivale più
forte o da un improvviso rovescio di fortuna, ma da un meccanismo
che richiama direttamente il modo in cui ha vissuto per anni.
Quando scopriamo che Joyce ha orchestrato il contagio che lo
porterà alla morte, la serie compie un ribaltamento particolarmente
significativo: per la prima volta Jonasi diventa vittima della
stessa logica manipolatoria che ha utilizzato contro gli altri.
La scelta
degli autori non punta tanto a generare shock quanto a costruire
una forma di contrappasso. Jonasi aveva trascorso la propria
esistenza sfruttando le debolezze altrui, convinto di poter sempre
controllare gli eventi. Il finale dimostra invece che la sua più
grande vulnerabilità era proprio quella sicurezza assoluta con cui
guardava il mondo. Joyce comprende perfettamente come reagirà
davanti a una nuova possibilità di conquista e costruisce la
propria vendetta facendo leva su quella prevedibilità che lui non
aveva mai riconosciuto come un limite.
La vendetta di Joyce e il momento
in cui decide di smettere di perdonare
Uno degli
aspetti più interessanti del finale riguarda il percorso di Joyce.
Per gran parte della serie il personaggio rappresenta una figura di
equilibrio. Nonostante i continui tradimenti del marito, cerca di
preservare la famiglia e continua a credere nella possibilità di
una riconciliazione. La sua pazienza, però, non nasce dalla
debolezza, bensì dalla speranza che Jonasi possa ancora
cambiare.
Questa
speranza viene definitivamente distrutta quando la violenza entra
in scena in modo esplicito. L’aggressione nei confronti di Joyce e
Matipa rappresenta il momento in cui il personaggio comprende che
il problema non è più l’infedeltà o l’egoismo del marito, ma
qualcosa di molto più profondo. Jonasi non è semplicemente un uomo
incapace di rispettare le persone che ama; è una persona che
considera gli altri strumenti da utilizzare per raggiungere i
propri obiettivi.
Da quel
momento la vendetta assume una dimensione diversa. Non si tratta
soltanto di una reazione emotiva o di un desiderio di punizione.
Joyce decide di smettere di proteggere Jonasi dalle conseguenze
delle sue azioni e sceglie di restituirgli, in forma amplificata,
lo stesso dolore che per anni ha inflitto agli altri. È una scelta
moralmente controversa, ma coerente con la trasformazione del
personaggio e con il tono tragico che caratterizza l’intera
serie.
Il patrimonio, Essie e le ultime
menzogne che vengono alla luce
Negli episodi
conclusivi emerge anche un altro elemento fondamentale: Jonasi
continua a essere definito dalle proprie bugie perfino quando si
avvicina alla morte. Le rivelazioni che riguardano Essie mostrano
infatti quanto profonda fosse la rete di inganni costruita dal
protagonista nel corso degli anni. La scoperta che la donna fosse
in realtà il suo primo amore e una moglie tenuta nascosta amplia
ulteriormente la percezione della doppia vita che aveva condotto,
dimostrando che gran parte delle persone a lui vicine conosceva
soltanto una versione parziale della verità.
Parallelamente si sviluppa la questione dell’eredità economica.
Anche in questo caso Joyce si muove con una lucidità sorprendente,
riuscendo a fare in modo che gran parte del patrimonio finisca
nelle mani di Menzi. La sua decisione nasce dalla convinzione che
l’impero costruito insieme a Jonasi appartenga prima di tutto ai
suoi figli e che sia giusto preservarlo all’interno della
famiglia.
Tuttavia la
serie evita accuratamente di presentare questa scelta come una
vittoria assoluta. Se da una parte Joyce riesce a ottenere ciò che
desidera, dall’altra il finale lascia emergere dubbi profondi sulla
persona che ha scelto come erede. Proprio qui si nasconde il vero
colpo di scena dell’episodio conclusivo.
Cosa rivela davvero l’ultima scena
tra Menzi e Lindani
L’ultima
immagine della serie modifica radicalmente il significato
dell’intera storia. Dopo la morte di Jonasi, lo spettatore è
portato a credere che il ciclo di manipolazione e sofferenza sia
finalmente terminato. Joyce ha ottenuto giustizia, il responsabile
di anni di dolore è stato punito e Menzi sembra rappresentare la
possibilità di un nuovo inizio.
La relazione
che si sviluppa tra Menzi e Lindani mette però in crisi questa
interpretazione. Il fatto che il figlio si avvicini alla donna che
per anni era stata legata al padre non è soltanto una provocazione
narrativa. Gli autori utilizzano questa scelta per suggerire che
Menzi stia iniziando inconsapevolmente a percorrere la stessa
strada di Jonasi.
La vera
tragedia del finale non è quindi la morte del protagonista, ma la
possibilità che nulla sia realmente cambiato. Joyce ha trascorso
anni a combattere contro il marito senza accorgersi che alcune
delle caratteristiche che detestava in lui stavano emergendo
proprio nella persona che considerava il suo opposto. La sua
vittoria appare improvvisamente incompleta, perché il sistema di
valori che aveva generato Jonasi continua a sopravvivere
all’interno della famiglia.
In questo senso il finale de Il
Poligamo assume una dimensione quasi circolare. La serie non
racconta soltanto come un uomo perda tutto a causa delle proprie
azioni, ma mostra quanto sia difficile interrompere modelli di
comportamento che si trasmettono da una generazione all’altra.
Jonasi viene punito, ma la sua eredità più pericolosa non è il
patrimonio economico che lascia ai figli. È il modo in cui ha
insegnato loro a guardare il potere, le relazioni e gli altri
esseri umani. Ed è proprio questa consapevolezza a rendere l’ultima
scena tanto amara quanto efficace.
Tra
le novità internazionali che stanno attirando l’attenzione degli
abbonati Netflix, Il Poligamo (The Polygamist) si è rapidamente ritagliato uno
spazio grazie alla sua miscela di melodramma familiare, ambizione,
tradimento e conflitti personali. La serie segue le vicende di
Jonasi Gomora, un uomo d’affari di successo la cui vita
apparentemente perfetta inizia a crollare quando le sue scelte
sentimentali mettono in discussione gli equilibri costruiti nel
corso degli anni.
La
forza del racconto risiede proprio nella sua apparente autenticità.
I personaggi sono immersi in un contesto sociale credibile, le
relazioni familiari vengono rappresentate con una forte componente
emotiva e molte delle tensioni che attraversano la storia sembrano
richiamare questioni realmente presenti nella società
contemporanea. Per questo motivo numerosi spettatori si stanno
chiedendo se Il Poligamo
sia basato su una storia vera oppure se si tratti di un’opera
completamente di fantasia. La risposta è più sfumata di quanto
possa sembrare a una prima impressione.
Perché molti spettatori credono
che Il Poligamo racconti una storia realmente accaduta
Una delle ragioni che spingono il pubblico a pensare che
Il Poligamo sia tratto
da fatti reali è il modo in cui la serie costruisce il proprio
universo narrativo. A differenza di molte soap opera tradizionali,
il racconto evita personaggi eccessivamente caricaturali e
preferisce concentrarsi su dinamiche umane riconoscibili. Le
tensioni tra marito e moglie, i rapporti di potere all’interno
della famiglia, le aspettative sociali e le conseguenze delle
scelte personali sono elementi che risultano immediatamente
familiari agli spettatori.
Anche l’ambientazione contribuisce a rafforzare questa impressione.
La serie non si limita a utilizzare il Sudafrica come semplice
sfondo esotico, ma integra nella narrazione aspetti culturali,
economici e sociali che appartengono realmente al contesto in cui
si svolge la storia. Questo approccio produce una sensazione di
realismo che spesso porta il pubblico a confondere la
verosimiglianza narrativa con una ricostruzione di eventi realmente
accaduti.
A
rendere ancora più credibile il racconto è il tema stesso della
poligamia. Si tratta di un argomento che esiste realmente in
diverse società africane e che continua a generare dibattiti tra
tradizione, religione, modernità e diritti individuali. Quando una
serie affronta questioni che fanno parte della realtà quotidiana di
una comunità, è naturale che molti spettatori si domandino se
dietro la storia raccontata sullo schermo si nasconda un caso
realmente avvenuto.
Il Poligamo nasce dal romanzo di
Sue Nyathi e non da un fatto di cronaca
Nonostante il forte realismo che caratterizza la serie,
Il Poligamo non è basato
su una storia vera. La produzione Netflix è infatti l’adattamento
dell’omonimo romanzo scritto da Sue Nyathi, autrice originaria
dello Zimbabwe che negli anni si è affermata come una delle voci
più interessanti della narrativa africana contemporanea.
Il libro, pubblicato diversi anni prima dell’arrivo della serie
televisiva, racconta una vicenda completamente romanzata. Jonasi
Gomora, Joyce e gli altri protagonisti sono personaggi di finzione
creati dall’autrice per esplorare temi universali come il desiderio
di potere, la fedeltà, la famiglia, la reputazione e il prezzo
delle proprie decisioni.
Ciò non significa che l’opera sia scollegata dalla realtà. Come
accade spesso nella narrativa, Sue Nyathi ha costruito la propria
storia osservando dinamiche sociali realmente esistenti e
trasformandole in materia narrativa. La serie Netflix eredita
questa impostazione e utilizza personaggi immaginari per affrontare
questioni che riguardano concretamente molte persone.
L’adattamento televisivo rappresenta inoltre il risultato di un
lungo percorso creativo. Secondo le dichiarazioni dell’autrice, il
progetto ha richiesto anni di sviluppo prima di arrivare sullo
schermo, a testimonianza dell’interesse che il romanzo aveva
suscitato già prima dell’intervento di Netflix.
Quanto è diffusa la poligamia nel
Sudafrica contemporaneo
Per comprendere perché Il
Poligamo appaia così credibile è utile osservare il contesto
culturale in cui si inserisce. Sebbene il Sudafrica sia una società
moderna e fortemente urbanizzata, il paese conserva una notevole
varietà di tradizioni culturali che convivono con le istituzioni
contemporanee.
In alcune comunità sudafricane la poligamia continua a essere
praticata e trova riconoscimento nell’ambito del diritto
consuetudinario. Questo non significa che sia una realtà diffusa
nella maggioranza della popolazione, ma rappresenta comunque un
elemento presente nel dibattito sociale e culturale del paese.
Negli ultimi decenni il tema è stato spesso al centro
dell’attenzione pubblica, anche per la presenza di figure politiche
e tradizionali che hanno praticato matrimoni poligamici. Di
conseguenza, per il pubblico sudafricano la premessa narrativa
della serie non appare affatto straordinaria o fantasiosa, ma si
inserisce in una discussione già esistente sul rapporto tra
tradizione e modernità.
La serie non ha però l’ambizione di offrire un ritratto
documentaristico della poligamia contemporanea. Piuttosto, utilizza
questo elemento come punto di partenza per raccontare conflitti
emotivi e familiari che potrebbero svilupparsi in qualsiasi parte
del mondo. È proprio questo equilibrio tra specificità culturale e
universalità dei temi a rendere la storia accessibile anche al
pubblico internazionale.
Perché Netflix ha puntato su
questa storia per il pubblico internazionale
Negli ultimi anni Netflix ha investito in maniera crescente nelle
produzioni africane, ampliando il proprio catalogo con film e serie
provenienti da paesi come Sudafrica, Nigeria e Kenya. L’obiettivo
non è soltanto raggiungere nuovi mercati, ma anche offrire storie
capaci di distinguersi rispetto alle produzioni occidentali più
tradizionali.
Il Poligamo si inserisce
perfettamente in questa strategia. La serie possiede infatti tutte
le caratteristiche del melodramma contemporaneo — passioni,
segreti, tradimenti e lotte per il potere — ma le sviluppa
all’interno di un contesto culturale raramente rappresentato nelle
produzioni mainstream internazionali.
Per Netflix questo tipo di operazioni ha un duplice vantaggio. Da
un lato permette di valorizzare talenti e storie locali; dall’altro
offre agli spettatori internazionali contenuti nuovi, capaci di
proporre prospettive differenti senza rinunciare a temi universali.
È la stessa logica che negli ultimi anni ha contribuito al successo
globale di produzioni provenienti da Corea del Sud, Spagna, India o
Turchia.
Cosa racconta davvero Il Poligamo
oltre il tema della poligamia
Limitarsi a definire Il
Poligamo come una serie sulla poligamia rischia di ridurne la
portata narrativa. In realtà il tema centrale dell’opera è il
rapporto tra desiderio personale e conseguenze delle proprie
azioni. Jonasi Gomora non è soltanto un uomo che mette in
discussione il proprio matrimonio: è un personaggio che vede
progressivamente incrinarsi il sistema di potere e di controllo che
aveva costruito attorno a sé.
La serie riflette sul significato della famiglia, sulla fragilità
della reputazione sociale e sulla difficoltà di conciliare
ambizioni individuali e responsabilità verso gli altri. Sono
questioni che trascendono il contesto sudafricano e spiegano perché
la storia riesca a coinvolgere spettatori provenienti da culture
molto diverse.
La risposta alla domanda
iniziale, dunque, è chiara: Il Poligamo non è tratto da una storia vera. Tuttavia
la serie riesce a sembrare autentica perché attinge a dinamiche
sociali e umane reali, trasformandole in un racconto che parla di
relazioni, potere e identità. Ed è proprio questa combinazione tra
finzione e realtà percepita a renderla una delle produzioni
internazionali più discusse del momento.
Il
Più Grande Sogno, che uscirà nelle sale il prossimo 24 Novembre
a Roma e dal 1 Dicembre in tutta Italia, distribuito da ANTANI in
collaborazione con Kino produzioni.
Presentato alla 73. Mostra
Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia Orizzonti –
Concorso, questo film è dedicato a chi lotta ogni giorno per la
vita che sogna. Il Più Grande Sogno vede la regia di Michele
Vannucci con Mirko Frezza, Alessandro Borghi, Vittorio Viviani,
Milena Mancini, Ivana Lotito, Ginevra De Carolis e
Crystel Frezza.
La
trama del film Il Più Grande
Sogno
A 39
anni Mirko è appena uscito dal carcere: fuori, nella periferia di
Roma, lo aspetta un futuro da inventare. Quando viene eletto
Presidente del comitato di quartiere, decide di sognare
un’esistenza diversa. Non solo per sé e per la propria famiglia, ma
anche per tutta la borgata in cui vive. Questo film racconta di un
“bandito” che, aiutato dal suo migliore amico Boccione, vuol
trasformare l’indifferenza del quartiere in solidarietà, l’asfalto
in un rigoglioso campo di pomodori, inventandosi custode di una
felicità che neanche lui sa bene come raggiungere. È la storia di
un sogno fragile e irrazionale, capace di regalare un futuro a chi
non credeva di meritarsi neanche un presente.
Per la sua opera prima, Il
più grande sogno, Michele Vannucci ha
scelto una storia vera, onesta e semplice e proprio per questo con
un cuore grande così. La storia è quella di Mirko, che a 39 anni è
appena uscito dal carcere: fuori, nella periferia di Roma, lo
aspetta un “futuro da riempire”, possibilmente in modo onesto.
Quando viene eletto a furor di popolo Presidente del comitato di
quartiere, decide di sognare un’esistenza diversa. Non solo per sé
e per la propria famiglia, ma per tutta la borgata in cui vive.
Questo film racconta di un “bandito” che si inventa custode di una
felicità che neanche lui sa bene come raggiungere. È la storia di
un sogno fragile e irrazionale, capace di regalare un futuro a chi
non credeva di meritarsi neanche un presente.
A interpretare Mirko c’è lui
stesso, Mirko Frezza, che racconta la sua storia
senza filtri e senza abbellimenti, con un approccio, quello di
Vannucci, alla Accattone di
Pasolini, meno disperato e sporco ma ugualmente
appassionato. Lo script semplice ed essenziale racconta la storia
in maniera lineare, con gli alti e i bassi, mostrando con
particolare cura e enfasi i momenti di difficoltà affrontati dallo
stesso Mirko per realizzare il più grande sogno. Pur essendo un
attore esordiente alle prese con il personaggio di se stesso (e
forse proprio per questo), Frezza consegna allo schermo
un’interpretazione autentica, così come quella del suo partner
sullo schermo, Alessandro Borghi, che torna a interpretare un
figlio della periferia di Roma, un po’ semplice e rustico, ma con
tanto cuore. Il Vittorio di Non essere cattivo si conferma
all’altezza del ruolo.
Il Più Grande
Sogno: trailer con
Alessandro Borghi
Il regista effettua un pedinamento
dei protagonisti nel loro ambiente reale, nella tenacia con cui
mettono insieme una vita che fatica a stare in piedi.
L’inseguimento dei personaggi appare però soffocante, i personaggi
finiscono per non avere il loro spazio, nemmeno
nell’inquadratura.
Nonostante la bellezza e il
coraggio della vicenda raccontata, Il più grande
sogno può essere il riscatto di molti, di tanti che
cercano di ricostruirsi una vita dopo una partenza infelice, ma
forse proprio per questo una vicenda anonima.
Se
amate il western contemporaneo, è probabile che siate tra i milioni
di spettatori conquistati da Yellowstone, la saga
creata da Taylor Sheridan che ha trasformato la
famiglia Dutton in un fenomeno culturale globale. Con
Kevin Costner,
Luke Grimes e
Kelly Reilly al centro di
un racconto di potere, territorio e tradizione, la serie ha
rilanciato l’immaginario western nel mainstream televisivo. Ma nel
2026 potrebbe arrivare un rivale inaspettato: un revival che
mescola il western classico con l’epica dei fumetti DC.
Prima dei Dutton e delle guerre per il ranch, c’era
Jonah Hex,
l’antieroe pistolero della DC Comics apparso per la prima volta nel
1972 su All-Star
Western. Un personaggio brutale, sfregiato, moralmente
ambiguo, lontanissimo dagli eroi patinati. Ora, Hex è pronto a
tornare con una nuova serie solista annunciata ufficialmente
nell’ambito dell’iniziativa editoriale Next Level di DC, prevista
per il 2026.
L’annuncio è arrivato direttamente da Scott
Snyder, uno degli autori più influenti
dell’ultimo decennio DC, che nella sua newsletter ha anticipato una
nuova fase ambiziosa per l’universo editoriale. Tra i titoli
citati, accanto a nomi come Lobo, Deathstroke e Legion of
Superheroes, spicca proprio Jonah Hex, segnale che la casa editrice
intende rilanciare anche le sue figure più “di frontiera”.
Perché Jonah Hex può diventare il vero erede western di
Yellowstone
La nuova serie di Jonah Hex si inserirà nella seconda fase del
progetto DC All In, dopo il lancio dell’Absolute Universe. Al
momento non sono stati rivelati né il team creativo né il numero di
albi previsti, ma il solo fatto che DC punti su un personaggio così
specifico indica una direzione chiara: valorizzare l’identità
western con un approccio più adulto e crudo.
Hex non è un cowboy romantico. È un bounty hunter segnato dalla
guerra civile americana, spietato ma guidato da un codice
personale. Se Yellowstone ha riportato il western nella
contemporaneità con drammi familiari e conflitti territoriali,
Jonah Hex potrebbe farlo attraverso una lente più pulp e
supereroistica, senza perdere l’essenza del genere.
Il successo di Yellowstone dimostra che il pubblico ha ancora fame
di polvere, duelli e tensioni morali. Ma mentre la serie di
Sheridan affonda le radici nel realismo rurale moderno, Hex
rappresenta il western mitico, sporco, quasi horror in certi
tratti. Un ritorno al West come luogo di caos, giustizia privata e
destino.
Snyder ha sottolineato che questi nuovi progetti nascono anche
grazie al sostegno dei fan verso titoli più rischiosi e meno
convenzionali. È proprio questo il punto: Jonah Hex è un
personaggio sottoutilizzato, spesso rimasto ai margini
dell’universo DC. Un rilancio ben costruito potrebbe intercettare
sia i lettori di lunga data sia i nuovi fan attratti dal revival
western.
Nel 2026, dunque, il western potrebbe vivere una nuova fase di
espansione: da un lato l’eredità televisiva lasciata da
Yellowstone, dall’altro un antieroe fumettistico pronto a reclamare
il proprio spazio. Se il pubblico è disposto a uscire dalla comfort
zone del ranch contemporaneo per abbracciare un West più oscuro e
mitologico, Jonah Hex potrebbe davvero diventare la prossima grande
ossessione.
Guarda il trailer di Il più bel secolo della mia
vita, diretto
da Alessandro Bardani, che firma
anche la sceneggiatura con Luigi Di Capua,
con protagonisti un inedito Sergio
Castellitto e Valerio
Lundini. Nel cast anche Carla Signoris, Antonio Zavatteri,
Elena Lander, Marzio El Moety con Betti Pedrazzi nel ruolo di Suor
Grazia e con l’amichevole partecipazione di Sandra Milo Nel film è
presente il brano inedito “La vita com’è” di Brunori SAS Una
produzione Goon Films, Lucky Red con Rai Cinema In collaborazione
con Prime Video. Il film sarà presentato in anteprima
assoluta al 53 Giffoni Film Festival nella sezione Generator +18 il
prossimo 23 luglio 2023 e al cinema il 7 Settembre 2023.
La trama del film
Un’assurda legge ancora in vigore
in Italia impedisce a Giovanni, figlio non riconosciuto alla
nascita, di sapere l’identità dei suoi genitori biologici prima del
compimento del suo centesimo anno di età. Per riuscire ad attirare
l’opinione pubblica, la sua unica speranza è ottenere la complicità
di Gustavo, unico centenario non riconosciuto alla nascita in vita.
Il solo che avrebbe il diritto di avvalersi di questa normativa ma
che sembra non aver alcun interesse a farlo. Il più bel
secolo della mia vita racconta l’incontro tra un
centenario proiettato nel futuro e un giovane ancorato al passato e
del loro viaggio alla riscoperta delle proprie origini.
Alessandro
Bardani, regista, attore e sceneggiatore, ha scelto il
Giffoni Film
Festival per presentare in anteprima
Il più bel secolo della mia
vita, il suo film che vede protagonista
l’insolita coppia composta da Valerio Lundini e
Sergio Castellitto. Il
primo, comico, autore di programmi radiofonici e televisivi, reduce
dal successo del programma TV Una pezza di Lundini e da un
altrettanto fortunato spettacolo teatrale, si distingue per una
comicità a tratti surreale. Al cinema ha partecipato a Nel
bagno delle donne di Marco Castaldi (2021) e a Gli idoli delle donne
di Lillo e Greg ed Eros Puglielli (2022).
Ne Il più bel secolo
della mia vita è per la prima volta protagonista.
Sergio Castellitto non ha bisogno di
presentazioni, essendo uno tra i più apprezzati attori italiani,
con una lunga e fruttuosa carriera, basti ricordare i suoi lavori
con registi come Scola e Tornatore, Monicelli e Bellocchio, oltre
al suo percorso da regista. Il più bel secolo della mia
vita prende le mosse da uno spettacolo teatrale di
grande successo del 2015, scritto e diretto a quattro mani da
Bardani e Luigi Di Capua dei The
Pills, interpretato da Francesco
Montanari e Giorgio Colangeli.
La trama de Il più bel secolo
della mia vita
Gustavo, Sergio
Castellitto, è un anziano signore dal carattere a dir poco
spigoloso, ospite di una casa di riposo gestita da suore. Una
mattina si presenta da lui Giovanni, Valerio
Lundini, membro di un’associazione di figli non
riconosciuti alla nascita, che si batte per far cambiare una legge
italiana. Secondo questa legge, chi è nella loro condizione può
avere informazioni sulle proprie origini, solo al compimento del
centesimo anno di età. Essendo Gustavo l’unico centenario
abbandonato alla nascita in Italia, Giovanni gli ha chiesto di
andare con lui all’associazione e aprire insieme il fascicolo che
riguarda i suoi genitori naturali.
L’obiettivo è dunque offrire la sua
testimonianza e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla iniquità
di questa legge e la necessità di modificarla. Gustavo ha
accettato, più per lasciare il convento dove Suor Grazia,
Betty Pedrazzi, decide tutto della sua vita, che
per convinzione. I due, dunque, partono per questo viaggio che li
vedrà condividere tutto. Un giovane e un anziano, due opposti
apparentemente inconciliabili. Troveranno un punto d’incontro?
Riusciranno ad arrivare a destinazione? E Gustavo farà ciò che ha
promesso a Giovanni?
Castellitto e Lundini, la strana
coppia
La prima domanda che ci si pone
davanti a Il più bel secolo della mia vita è se l’inedita
e stramba coppia Castellitto–Lundini funzionerà. A questo
proposito, occorre dire che al primo il ruolo di Gustavo ha
regalato la possibilità di cimentarsi in un’interpretazione
complessa, misurata e al contempo efficacissima. Il ruolo non gli
consentiva istrionismi, ma forse è proprio questo a dare maggiore
forza all’interpretazione. Castellitto sa rendere con lo sguardo e
con la parola la tempra che non può rendere con il corpo. Quella di
un personaggio indomito, nonostante l’età.
Dal canto suo, Valerio
Lundini in parte fa Lundini, in parte cerca nuove strade,
adattando il suo registro comico surreale al cinema. Intraprende
così un percorso di individuazione attoriale i cui esiti aspettiamo
di vedere, per scoprire se si distanzierà ancora di più da quanto
già visto in tv o a teatro, trovando una cifra diversa e più
completa. A funzionare tra Castellitto e Lundini è il gioco degli
opposti: il pusillanime e lo sfrontato, il timido e lo spavaldo, il
logorroico e il taciturno.
I due protagonisti hanno però una
ferita e un malessere comune. Uno più disilluso, l’altro, forse,
illuso. Uno che, paradossalmente, da giovane, resta intrappolato
nel passato e l’altro che, altrettanto paradossalmente, da anziano,
non pensa al passato, ma guarda sempre avanti. Brava poi
Carla Signoris nei panni di Gianna, madre adottiva
di Giovanni. Nel cast anche Sandra Milo in un
cameo.
Sorriso e riflessione ne Il
più bel secolo della mia vita
Il più bel secolo della
mia vita, oltre che una commedia gustosa e leggera, è
anche una riflessione sul tema di una legge assurda, che va
cambiata. Su questo il regista non ha dubbi. Il che non significa
che il film sia retorico o paternalistico. Anzi, ha uno sguardo sul
reale disincantato, ironico, a volte sarcastico, quel sarcasmo
romano che il personaggio di Gustavo incarna così bene. Scelta
intelligente da parte di Bardani, in grado così di veicolare
messaggi su temi anche importanti senza risultare stucchevole.
Anche la presa di posizione sulla genitorialità e sulle famiglie “
non convenzionali” – qui si parla di genitori adottivi e genitori
naturali – è molto chiara e di buon senso e stimola una
riflessione.
Buon ritmo e durata agile
Il film ha un buon ritmo e mantiene
viva l’attenzione, seguendo le scorribande di Gustavo e gli
inconvenienti cui Giovanni, accompagnandolo, deve far fronte. La
durata, 90 minuti, è quella giusta per un’agile commedia. Della
colonna sonora de Il più bel secolo della mia
vita fa parte anche il brano inedito di Brunori SAS,
“La vita com’è”.
Un interessante esordio nel
lungometraggio
Come primo lungometraggio, Bardani
– già autore del corto “Ce l’hai un minuto?” del 2013, con
Giorgio Colageli e Francesco Montanari – confeziona un lavoro tra
commedia e dramma, intrattenimento e riflessione, avendo il
coraggio di distanziarsi dalla coppia di attori che gli aveva dato
successo in teatro, proprio con lo spettacolo a cui il film si
ispira. Bardani scopre un’alternativa efficace e originale,
lasciandosi alle spalle l’impianto teatrale per adattare la vicenda
al linguaggio filmico. Un esordio con una storia dagli elementi
narrativi ben definiti, senza materiale in eccesso, di cui il
regista riesce a controllare tutti gli elementi.
Il più belsecolo della mia vita è prodotto dalla
Goon Films di Gabriele Mainetti,
il quale, dopo Denti da squalo, produce quello che
potremmo considerare un altro racconto di formazione, seppure sui
generis. Giovanni è infatti arricchito dall’incontro con Gustavo,
mentre dell’infanzia e della crescita di Gustavo parlano i
flashback. Se lì c’era la favola vera e propria, qui c’è un viaggio
tra il reale e il surreale, che diverte e fa riflettere. Un mix
difficile da gestire, perché si rischia di non essere credibile, di
allontanare lo spettatore. Bardani però sa dosare le due
componenti. Vedremo nelle sue prossime prove se cambierà registro o
questa resterà una sua cifra. Il film è prodotto con Lucky Red con Rai
Cinema e in collaborazione con Amazon Prime Video. Al
cinema dal 7 settembre.
In occasione dell’uscita in sala di
Il più bel secolo della mia vita, ecco la
nostra intervista al regista Alessandro Bardani, e
ai protagonisti Valerio Lundini e Sergio Castellitto. Il più bel secolo
della mia vita esce il 7 settembre distribuito da Lucky
Red.
Nel cast anche Carla Signoris,
Antonio Zavatteri, Elena Lander, Marzio El Moety con Betti Pedrazzi
nel ruolo di Suor Grazia e con l’amichevole partecipazione di
Sandra Milo Nel film è presente il brano inedito “La vita com’è” di
Brunori SAS Una produzione Goon Films, Lucky Red con Rai Cinema In
collaborazione con Prime Video. Il film sarà presentato in anteprima
assoluta al 53 Giffoni Film Festival nella sezione Generator +18 il
prossimo 23 luglio 2023 e al cinema il 7 Settembre 2023.
La trama del film
Un’assurda legge ancora in vigore
in Italia impedisce a Giovanni, figlio non riconosciuto alla
nascita, di sapere l’identità dei suoi genitori biologici prima del
compimento del suo centesimo anno di età. Per riuscire ad attirare
l’opinione pubblica, la sua unica speranza è ottenere la complicità
di Gustavo, unico centenario non riconosciuto alla nascita in vita.
Il solo che avrebbe il diritto di avvalersi di questa normativa ma
che sembra non aver alcun interesse a farlo. Il più bel
secolo della mia vita racconta l’incontro tra un
centenario proiettato nel futuro e un giovane ancorato al passato e
del loro viaggio alla riscoperta delle proprie origini.
Sono in corso le riprese
de Il
più bel secolo della mia
vita, diretto
da Alessandro Bardani, che firma
anche la sceneggiatura con Luigi Di Capua,
con protagonisti un inedito Sergio
Castellitto e Valerio
Lundini. Il film è una coproduzione Lucky
Red e Goon
Films con Rai Cinema e in
collaborazione con Amazon Prime.
Gabriele Mainetti riveste il ruolo di produttore
creativo.
Distribuito da Lucky
Red, il film è tratto dall’omonimo spettacolo
teatrale, campione d’incassi, degli stessi autori ed è un
dramedy che porta sul grande schermo l’assurdità di una legge tutta
italiana che impedisce ai figli non riconosciuti di conoscere
l’identità dei genitori naturali se non al compimento dei 100 anni,
il fatidico secolo.
Sergio Castellitto e Valerio Lundini interpretano
due personaggi diversi per età, provenienza, cultura e stile di
vita, accomunati da un’unica ferita: sono N.N., ovvero due persone
non riconosciute alla nascita. Condannati entrambi dalla cosiddetta
“Legge dei 100 anni” ad un ergastolo invisibile.
IL PIÙ BEL SECOLO DELLA
MIA VITA
Regia: Alessandro Bardani
Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bardani e Luigi Di
Capua con la supervisione diLeonardo
Fasoli e Maddalena Ravagli
Fotografia: Timoty Aliprandi
Scenografia: Marta Marrone
Montaggio: Arzu Volkan
Costumi: Eva Coen
Casting: Eleonora Barbiero
Makeup & prosthetics designer: Andrea
Leanz
Prodotto da: Goon Films e Lucky Red con
Rai Cinema e in collaborazione con Amazon
Prime.
Distribuito da: Lucky Red
La trama del film
Un’assurda legge impedisce a
Giovanni, figlio non riconosciuto alla nascita, di
sapere l’identità dei suoi genitori biologici prima del
compimento del suo centesimo anno di età. Per riuscire ad attirare
l’opinione pubblica, la sua unica speranza è ottenere la complicità
di Gustavo, unico centenario non riconosciuto alla nascita in vita.
Il solo che avrebbe il diritto di avvalersi di questa normativa ma
che sembra non aver alcun interesse a farlo. Il più bel secolo
della mia vita racconta l’incontro tra un centenario
proiettato nel futuro e un giovane ancorato al passato e della loro
inaspettata amicizia.
La sentenza è lapidaria e non lascia
scampo. Lo slogan della nuova foto promozionale di
Batman v Superman Dawn of
Justice prende le parti del figlio di Krypton e ci
mette di fronte alla realtà dei fatti: l’uomo, Batman, non può
sconfiggere il dio, Superman.
“Temendo le azioni incontrastate
di un supereroe pari ad una divinità, il formidabile e
fortissimo vigilante di Gotham City decide di affrontare il più
riverito salvatore di Metropolis , mentre il mondo si batte
per capire di quale tipo di eroe ha bisogno. E con Batman e
Superman in guerra, sorge
qualcosa di nuovo che mette l’umanitá in un pericolo mai conosciuto
prima”.
Ricordiamo
che Batman v Superman : Dawn
of Justice, Zack
Snyder è stato
scritto da ChrisTerrio, da
un soggetto di David
S. Goyer.
In Batman v Superman saranno
presenti Henry Cavill nel
ruolo
di Superman/Clark Kent e Ben Affleck nei
panni di Batman/Bruce Wayne. Nel cast ci saranno
anche: AmyAdams, LaurenceFishburne, Diane
Lane, JesseEisenberg, Ray
Fisher, Jason
Momoa e GalGadot. Batman v Superman : Dawn
of Justice arriverà nelle sale di
tutto il mondo il 6 maggio 2016.
Arriva da
Deadline la notizia che Il
Pinguino di Colin Farrell che apparirà in
The
Batman, l’atteso film sul pipistrello firmato da
Matt Reeves che debutterà il il 4 marzo
2022 diventerà il protagonista di una serie
spin-off per HBO
MAX. Colin Farrell sarà protagonista e produttore
esecutivo della nuova serie HBO Max che sarà incentrata
sull’ascesa al potere di Penguin nel
mondo criminale di Gotham. Lauren LeFranc è accreditata come la
scrittrice della serie tv. Il regista Matt Reeves e il
produttore di The
Batman, Dylan Clark saranno coinvolti
nelle vesti di produttori esecutivi della serie Penguin
rispettivamente con le loro società 6th & Idaho e Dylan Clark
Productions. Lo show sarà prodotto da Warner Bros Television. HBO
Max non ha fornito alcun commento a riguardo.
The
Penguin sarebbe il secondo spin-off HBO
Max dell’imminente The
Batman di Reeves. Il primo,
ambientato al dipartimento di polizia di Gotham, vedrà Joe Barton
coinvolgo come showrunner. La
sinossi ufficiale di The
Batman rilasciata dalla Warner
Bros rivela che il film mostrerà il disilluso e arrabbiato
Batman di Pattinson che indaga su un inquietante
mistero che ha terrorizzato Gotham. Questa sinossi sottolinea anche
il comportamento violento di Batman e la presa di coscienza che non
è migliore dei criminali che sta fermando. Il
riassunto piuttosto dettagliato ha continuato a descrivere una
serie di indizi che condurranno Batman attraverso il mondo
sotterraneo di Gotham, dove affronterà la Catwoman di
Selina Kyle e una galleria di ladri che si rifugiano nel
ventre criminale della città. Questo indica un film che
potenzialmente corre il rischio di essere molto sovraffollato.
“The
Batman esplorerà un caso di detective“, scrivono
le fonti. “Quando alcune persone iniziano a morire in modi
strani, Batman dovrà scendere nelle profondità di Gotham per
trovare indizi e risolvere il mistero di una cospirazione connessa
alla storia e ai criminali di Gotham City. Nel film, tutta la
Batman Rogues Gallery sarà disponibile e attiva, molto simile a
quella originale fumetti e dei film animati. Il film presenterà più
villain, poiché sono tutti sospettati“.
Lunedì 23 settembre, il cinema
Colosseo di Milano ha ospitato l’anteprima
italiana del film Universal Pictures Il
Piccolo Yeti, il nuovo film d’animazione targato
Dreamworks Animation e Pearl Studio, scritto e diretto dalla
regista Jill Culton (Boog & Elliot a caccia di
amici, Monsters & Co., Toy Story 2) e in uscita nella sale
italiane dal prossimo 3 ottobre anche in 3D con
Universal Pictures.
Protagonista assoluta della serata
per la prima volta in Italia Chloe Bennet, la
giovane attrice, cantante e attivista americana di origini cinesi,
famosa per il suo ruolo nella serie TV Agents of Shield della Marvel e voice talent della
protagonista YI nella versione oroginale del film
Molti gli ospiti della serata, tra
cui tantissimi giovani attori, influencer e youtuber: Jody
Cecchetto, Gordon, Jason Gagliani, Marta Losito, Valeria Vedovatti,
Veronica Falco, Antony Ipant’s e Red Nose e molti altri.
Il film verrà presentato in
anteprima italiana alla prossima Festa del Cinema di Roma. Tra le
voci italiane del film ci sono Toni Servillo, Paola Cortellesi, Stefano Accorsi, Micaela Ramazzotti,
Alessandro Gassman, Giuseppe Battiston, Angelo Pintus, Pif
e Alessandro Siani.
Sinossi: Un vecchio ed eccentrico
aviatore e la sua nuova vicina di casa: una bambina molto matura
trasferitasi nel quartiere insieme alla madre. Attraverso le pagine
del diario dell’aviatore e i suoi disegni, la bambina scopre come
molto tempo prima l’aviatore fosse precipitato in un deserto e vi
avesse incontrato il Piccolo Principe, un enigmatico ragazzino
giunto da un altro pianeta. Le esperienze dell’aviatore e il
racconto dei viaggi del Piccolo Principe in altri mondi
contribuiscono a creare un legame tra l’aviatore e la bambina che
affronteranno insieme una straordinaria avventura, alla fine della
quale la bambina avrà imparato ad usare la sua immaginazione e a
ritrovare la sua infanzia.
Ecco il trailer italiano de
Il Piccolo Principe, film d’animazione
diretto da Mark Osborne e basato sull’omonimo best
seller di Antoine de Saint-Exupéry.
Il film verrà presentato in
anteprima italiana alla prossima Festa del Cinema di Roma. Tra le
voci italiane del film ci sono Toni Servillo, Paola Cortellesi, Stefao Accorsi, Micaela
Ramazzotti, Alessandro Gassman, Giuseppe Battiston, Angelo Pintus,
Pif e Alessandro Siani.
Sinossi: Un vecchio ed eccentrico
aviatore e la sua nuova vicina di casa: una bambina molto matura
trasferitasi nel quartiere insieme alla madre. Attraverso le pagine
del diario dell’aviatore e i suoi disegni, la bambina scopre come
molto tempo prima l’aviatore fosse precipitato in un deserto e vi
avesse incontrato il Piccolo Principe, un enigmatico ragazzino
giunto da un altro pianeta. Le esperienze dell’aviatore e il
racconto dei viaggi del Piccolo Principe in altri mondi
contribuiscono a creare un legame tra l’aviatore e la bambina che
affronteranno insieme una straordinaria avventura, alla fine della
quale la bambina avrà imparato ad usare la sua immaginazione e a
ritrovare la sua infanzia.
Dopo la versione originale arriva
anche quella italiana di Il piccolo
principe, l’attesissimo film di Mark
Osborne (creatore di Kung Fu Panda), tratto
dall’omonimo e popolarissimo libro per ragazzi di Antoine
de Saint-Exupéry. Potete vedere il video di seguito.
Si preparino grandi e piccini:
Il piccolo principe sta per arrivare al cinema!
Sarà Lucky Red a portare nelle sale
italiane l’attesissimo film di Mark Osborne (creatore di Kung
Fu Panda), tratto dall’omonimo e popolarissimo libro per
ragazzi di Antoine de Saint-Exupéry.
A 71 anni dalla sua
pubblicazione,Il Piccolo
Principeha venduto 145 milioni di copie nel
mondo (16 milioni soltanto in Italia) ed è stato tradotto in più di
270 lingue e dialetti.
Dopo la Bibbia, il libro
più tradotto nel mondo!
Valori universali e senza tempo
quelli narrati nel capolavoro di Saint-Exupéry: il
rispetto della persona e della diversità, la salvaguardia
dell’ambiente, la pace. Una favola che appassiona senza sosta
generazioni di lettori di ogni età.
Realizzato in
animazioneCGI e stop motion con un budget di 80
milioni di dollari, Il Piccolo principe è in assoluto il
progetto di animazione più atteso del prossimo anno.
Una crew di 250 talenti provenienti
da Disney, Pixar e Dreamworks per raggiungere un livello di
eccellenza senza pari.
Per citarne alcuni: Peter De Sève
(L’Era Glaciale, Mulan, A Bug’slife,
Alla ricerca di Nemo), Lou Romano (Monsters & Co,
Gli Incredibili, Up), Hidetaka
Yosumi (Bolt), Bob Persichetti (Mostri contro
Alieni, Wallace & Gromit, Shrek 2, Il
gatto con gli stivali), Jason Boose (Lilo & Stitch,
Cars, Ratatouille, Wall-E,
Up).
Un cast di voci all star
per la versione originale: il premio Oscar Jeff Bridges (l’aviatore), Mackenzie Foy (la
bambina), Rachel McAdams (la madre), James Franco (la
volpe), il premio Oscar Benicio Del Toro (il serpente), il premio
Oscar Marion Cotillard (la rosa), Paul Giamatti (il professore), Albert Brooks
(l’uomo d’affari), Ricky Gervais (il presuntuoso), Bud Cort (il
re). La voce del piccolo principe è di Riley Osborne.
A supporto del lancio mondiale, una
campagna pubblicitaria senza precedenti con il coinvolgimento di
moltissimi di partner.
In Italia il licensing sarà seguito
direttamente dalla Lucky Red, con lo scopo di creare numerose
sinergie anche a livello nazionale.
L’uscita in sala è prevista
per il primo gennaio 2016.
Ecco il trailer italiano de
Il piccolo principe, l’attesissimo film
di Mark Osborne (creatore di Kung Fu
Panda), tratto dall’omonimo e popolarissimo libro per ragazzi
di Antoine de Saint-Exupéry. Potete vedere il
video qui:
Si preparino grandi e piccini:
Il piccolo principe sta per arrivare al cinema!
Sarà Lucky Red a portare nelle sale
italiane l’attesissimo film di Mark Osborne (creatore di Kung
Fu Panda), tratto dall’omonimo e popolarissimo libro per
ragazzi di Antoine de Saint-Exupéry.
A 71 anni
dalla sua pubblicazione, Il Piccolo
Principe ha venduto 145 milioni di copie nel mondo
(16 milioni soltanto in Italia) ed è stato tradotto in più di 270
lingue e dialetti.
Dopo la Bibbia, il libro più
tradotto nel mondo!
Valori universali e senza tempo
quelli narrati nel capolavoro di Saint-Exupéry: il
rispetto della persona e della diversità, la salvaguardia
dell’ambiente, la pace. Una favola che appassiona senza sosta
generazioni di lettori di ogni età.
Realizzato in
animazioneCGI e stop motion con un budget di 80
milioni di dollari, Il Piccolo principe è in assoluto il
progetto di animazione più atteso del prossimo anno.
Una crew di 250 talenti provenienti
da Disney, Pixar e Dreamworks per raggiungere un livello di
eccellenza senza pari.
Per citarne alcuni: Peter De Sève
(L’Era Glaciale, Mulan, A Bug’slife,
Alla ricerca di Nemo), Lou Romano (Monsters & Co,
Gli Incredibili, Up), Hidetaka
Yosumi (Bolt), Bob Persichetti (Mostri contro
Alieni, Wallace & Gromit, Shrek 2, Il
gatto con gli stivali), Jason Boose (Lilo & Stitch,
Cars, Ratatouille, Wall-E,
Up).
Un cast di voci all star per
la versione originale: il premio Oscar Jeff Bridges (l’aviatore), Mackenzie Foy (la
bambina), Rachel McAdams (la madre), James Franco (la
volpe), il premio Oscar Benicio Del Toro (il serpente), il premio
Oscar Marion Cotillard (la rosa), Paul Giamatti (il professore), Albert Brooks
(l’uomo d’affari), Ricky Gervais (il presuntuoso), Bud Cort (il
re). La voce del piccolo principe è di Riley Osborne.
A supporto del lancio mondiale, una
campagna pubblicitaria senza precedenti con il coinvolgimento di
moltissimi di partner.
In Italia il licensing sarà seguito
direttamente dalla Lucky Red, con lo scopo di creare numerose
sinergie anche a livello nazionale.
E’ di provenienza giapponese il
primo teaser trailer ufficiale de Il piccolo
principe, l’attesissimo film di Mark
Osborne (creatore di Kung Fu Panda), tratto
dall’omonimo e popolarissimo libro per ragazzi di Antoine
de Saint-Exupéry. Grazie alla Francia, invece, abbiamo
anche il poster ufficiale. Eccoli per voi di seguito.
Si preparino grandi e piccini:
Il piccolo principe sta per arrivare al cinema! Sarà Lucky
Red a portare nelle sale italiane l’attesissimo film di Mark
Osborne (creatore di Kung Fu Panda), tratto dall’omonimo e
popolarissimo libro per ragazzi di Antoine de
Saint-Exupéry.A 71 anni dalla sua
pubblicazione,Il Piccolo
Principeha venduto 145 milioni di copie nel
mondo (16 milioni soltanto in Italia) ed è stato tradotto in più di
270 lingue e dialetti. Dopo la Bibbia, il
libro più tradotto nel mondo!
Valori universali e senza tempo
quelli narrati nel capolavoro di Saint-Exupéry: il
rispetto della persona e della diversità, la salvaguardia
dell’ambiente, la pace. Una favola che appassiona senza sosta
generazioni di lettori di ogni età. Realizzato in
animazioneCGI e stop motion con un budget di 80
milioni di dollari, Il Piccolo principe è in assoluto il
progetto di animazione più atteso del prossimo anno. Una crew di
250 talenti provenienti da Disney, Pixar e Dreamworks per
raggiungere un livello di eccellenza senza pari.
Per citarne alcuni: Peter De Sève
(L’Era Glaciale, Mulan, A Bug’slife,
Alla ricerca di Nemo), Lou Romano (Monsters & Co,
Gli Incredibili, Up), Hidetaka
Yosumi (Bolt), Bob Persichetti (Mostri contro
Alieni, Wallace & Gromit, Shrek 2, Il
gatto con gli stivali), Jason Boose (Lilo & Stitch,
Cars, Ratatouille, Wall-E,
Up).
Un cast di voci all star
per la versione originale: il premio Oscar Jeff Bridges (l’aviatore), Mackenzie Foy (la
bambina), Rachel McAdams (la madre), James Franco (la
volpe), il premio Oscar Benicio Del Toro (il serpente), il premio
Oscar Marion Cotillard (la rosa), Paul Giamatti (il professore), Albert Brooks
(l’uomo d’affari), Ricky Gervais (il presuntuoso), Bud Cort (il
re). La voce del piccolo principe è di Riley Osborne.
A supporto del lancio mondiale, una
campagna pubblicitaria senza precedenti con il coinvolgimento di
moltissimi di partner. In Italia il licensing sarà seguito
direttamente dalla Lucky Red, con lo scopo di creare numerose
sinergie anche a livello nazionale. L’uscita in sala è
prevista per il primo gennaio 2016.
Ne Il Piccolo
Principe in una città colorata esclusivamente di toni di
grigio, quasi in bianco e nero, una piccola bambina prodigio mira
ad entrare in un’importante (ma tristissima) accademia e mettere in
cassaforte un futuro di successo. Supportata dalla madre, che
organizza e controlla in modo minuzioso ogni minuto del suo tempo
tramite un enorme tabellone magnetico, la piccola segue
rigorosamente gli schemi per crescere come la società impone, in
modo standard e regolato. Nell’isolato però, accanto alla nuova
casa dei due personaggi, vive un signore alquanto strambo,
estroverso e apparentemente anarchico.
Un anziano aviatore dal pollice
verde che colleziona vecchi giocattoli, dischi in vinile e ama alla
follia il suo aereo ad elica, ormai ridotto un rottame. È il suo
spirito libero e saggio che fa conoscere alla piccola la meraviglia
e i colori accesi de Il Piccolo Principe,
la favola visionaria di Antoine de
Saint-Exupéry.
Mescolando grafica computerizzata e
stop motion, Mark Osborne (già co-regista di
Kung Fu Panda) inserisce la storia
originale del principe bambino all’interno di un universo
immaginario e oscuro, laddove tutto è tremendamente schematizzato,
prevedibile e freddo. Una concezione artistica che, nonostante sia
estrema e stilizzata, è in realtà abbastanza verosimile rispetto
alla società contemporanea che ci circonda.
Vi è dunque una critica feroce ai
modelli d’insegnamento, ai genitori ossessionati dalle regole
(quando non sono del tutto assenti) e un mondo del lavoro ostile
alla creatività. Temi di un universo adulto che si insinuano fra le
pieghe di un discorso più diretto rivolto ai più piccoli:
non si deve aver paura di crescere, l’importante è
ricordarsi di essere stati bambini per conservare la medesima
purezza d’animo. Il risultato è un’opera emozionante e
appassionante, dall’alto tasso educativo e allo stesso tempo
divertente. Dopo una prima parte delicata e poetica, arriva una
seconda quasi interamente votata all’azione e allo spettacolo. Due
stili differenti che in parte cozzano fra loro e spezzano
l’incantesimo, rompendo un equilibrio altrimenti perfetto.
La fattura de Il Piccolo
Principe è comunque di altissima qualità, soprattutto alla
luce del supporto di studios come la Paramount, la Warner Bros., la
Wenstein Company, di una cura particolare al look generale e il
contributo musicale di Hans Zimmer insieme a
Richard Harvey. La colonna sonora infatti è ricca
di sfumature e contrasti, sa bene come far nascere una risata
oppure ribaltare completamente lo scenario e accompagnare una
lacrima lungo la guancia. Fondamentale anche lo stellare cast di
doppiatori, che nella versione inglese vanta nomi del calibro di
Jeff Bridges,
Rachel McAdams,
Paul Rudd, James Franco,
Benicio Del Toro,
Paul Giamatti e Marion Cotillard, che presta la voce anche
alla versione francese del film. Da vedere categoricamente insieme
a tutta la famiglia.
Arriva finalmente online il primo
trailer ufficiale de Il piccolo principe,
l’attesissimo film di Mark Osborne (creatore di
Kung Fu Panda), tratto dall’omonimo e popolarissimo libro
per ragazzi di Antoine de Saint-Exupéry. Potete
vedere il video di seguito.
Si preparino grandi e piccini:
Il piccolo principe sta per arrivare al cinema!
Sarà Lucky Red a portare nelle sale
italiane l’attesissimo film di Mark Osborne (creatore di Kung
Fu Panda), tratto dall’omonimo e popolarissimo libro per
ragazzi di Antoine de Saint-Exupéry.
A 71 anni dalla sua
pubblicazione,Il Piccolo
Principeha venduto 145 milioni di copie nel
mondo (16 milioni soltanto in Italia) ed è stato tradotto in più di
270 lingue e dialetti.
Dopo la Bibbia, il libro più
tradotto nel mondo!
Valori universali e senza tempo
quelli narrati nel capolavoro di Saint-Exupéry: il
rispetto della persona e della diversità, la salvaguardia
dell’ambiente, la pace. Una favola che appassiona senza sosta
generazioni di lettori di ogni età.
Realizzato in
animazioneCGI e stop motion con un budget di 80
milioni di dollari, Il Piccolo principe è in assoluto il
progetto di animazione più atteso del prossimo anno.
Una crew di 250 talenti provenienti
da Disney, Pixar e Dreamworks per raggiungere un livello di
eccellenza senza pari.
Per citarne alcuni: Peter De Sève
(L’Era Glaciale, Mulan, A Bug’slife,
Alla ricerca di Nemo), Lou Romano (Monsters & Co,
Gli Incredibili, Up), Hidetaka
Yosumi (Bolt), Bob Persichetti (Mostri contro
Alieni, Wallace & Gromit, Shrek 2, Il
gatto con gli stivali), Jason Boose (Lilo & Stitch,
Cars, Ratatouille, Wall-E,
Up).
Un cast di voci all star per
la versione originale: il premio Oscar Jeff Bridges (l’aviatore), Mackenzie Foy (la
bambina), Rachel McAdams (la madre), James Franco (la
volpe), il premio Oscar Benicio Del Toro (il serpente), il premio
Oscar Marion Cotillard (la rosa), Paul Giamatti (il professore), Albert Brooks
(l’uomo d’affari), Ricky Gervais (il presuntuoso), Bud Cort (il
re). La voce del piccolo principe è di Riley Osborne.
A supporto del lancio mondiale, una
campagna pubblicitaria senza precedenti con il coinvolgimento di
moltissimi di partner.
In Italia il licensing sarà seguito
direttamente dalla Lucky Red, con lo scopo di creare numerose
sinergie anche a livello nazionale.
L’uscita in sala è prevista
per il primo gennaio 2016.
Ecco la prima clip ufficiale de Il piccolo
principe, l’attesissimo film di Mark
Osborne (creatore di Kung Fu
Panda), tratto dall’omonimo e popolarissimo libro per
ragazzi di Antoine de
Saint-Exupéry.
A 71 anni dalla sua
pubblicazione, Il Piccolo
Principe ha venduto 145 milioni di copie nel
mondo (16 milioni soltanto in Italia) ed è stato tradotto in più di
270 lingue e dialetti.
Valori universali e senza tempo
quelli narrati nel capolavoro
di Saint-Exupéry: il rispetto della persona e
della diversità, la salvaguardia dell’ambiente, la pace. Una favola
che appassiona senza sosta generazioni di lettori di ogni età.
Realizzato
in animazione CGI e stop motion con un budget
di 80 milioni di dollari, Il Piccolo
principe conta di una crew di 250 talenti
provenienti da Disney, Pixar e Dreamworks per raggiungere un
livello di eccellenza senza pari.
Per citarne alcuni: Peter De
Sève (L’Era
Glaciale, Mulan, A
Bug’slife, Alla ricerca di Nemo), Lou
Romano(Monsters &
Co, GliIncredibili, Up),
Hidetaka Yosumi (Bolt), Bob
Persichetti (Mostri contro
Alieni, Wallace & Gromit, Shrek
2, Il gatto con gli stivali), Jason
Boose (Lilo &
Stitch, Cars, Ratatouille, Wall-E, Up).
Un cast di voci all star per la
versione originale: il premio Oscar Jeff Bridges (l’aviatore),
Mackenzie Foy (la bambina), Rachel McAdams (la madre),
James Franco (la volpe), il premio Oscar
Benicio Del Toro (il serpente), il
premio Oscar Marion Cotillard (la rosa),
Paul Giamatti (il professore),
Albert Brooks (l’uomo d’affari), Ricky
Gervais (il presuntuoso), Bud Cort (il
re). La voce del piccolo principe è di Riley
Osborne.
Pubblicato un nuovo trailer del film
d’animazione Il Piccolo Principe,
tratto dall’omonimo famoso romanzo di Antoine de
Saint-Exupéry e diretto da Mark
Osborne, nelle nostre sale il 1 di gennaio.
Il film verrà presentato in
anteprima italiana alla prossima Festa del Cinema di Roma. Tra le
voci italiane del film ci sono Toni Servillo, Paola Cortellesi, Stefao Accorsi, Micaela
Ramazzotti, Alessandro Gassman, Giuseppe Battiston, Angelo Pintus,
Pif eAlessandro Siani.
Sinossi: Un vecchio ed eccentrico
aviatore e la sua nuova vicina di casa: una bambina molto matura
trasferitasi nel quartiere insieme alla madre. Attraverso le pagine
del diario dell’aviatore e i suoi disegni, la bambina scopre come
molto tempo prima l’aviatore fosse precipitato in un deserto e vi
avesse incontrato il Piccolo Principe, un enigmatico ragazzino
giunto da un altro pianeta. Le esperienze dell’aviatore e il
racconto dei viaggi del Piccolo Principe in altri mondi
contribuiscono a creare un legame tra l’aviatore e la bambina che
affronteranno insieme una straordinaria avventura, alla fine della
quale la bambina avrà imparato ad usare la sua immaginazione e a
ritrovare la sua infanzia.
Dopo l’inaspettata
decisione da parte della Paramount di ritirare dal mercato USA
Il Piccolo Principe,Netflix ha deciso di salvare il film diretto da
Mark Osborne e che ha raccolto un buon successo di
pubblico e critica in Europa.
La settimana scorsa era infatti
arrivata la notiza inaspettata che la casa di distribuzione non
avrebbe più fatto uscire in sala il film basato sul classico di
Antoine de Saint-Exupery e vincitore del premio César come
miglior film d’animazione. La piattaforma però ha deciso di rendere
disponibile il film sul suo catagologo così da poter permettere a
tutti gli abbonati di usufruire di un’esperienza cinematografica
commovente e interessante. Non c’è ancora una data certa per
l’uscita su Netflix del film, ma sembra che il film
arriverà a disponibilità entro quest’anno.
[nggallery id=2291]
Il film verrà presentato in
anteprima italiana alla prossima Festa del Cinema di Roma. Tra le
voci italiane del film ci sono Toni Servillo, Paola Cortellesi, Stefano Accorsi, Micaela Ramazzotti,
Alessandro Gassman, Giuseppe Battiston, Angelo Pintus, Pif
e Alessandro Siani.
Sinossi: Un vecchio ed eccentrico
aviatore e la sua nuova vicina di casa: una bambina molto matura
trasferitasi nel quartiere insieme alla madre. Attraverso le pagine
del diario dell’aviatore e i suoi disegni, la bambina scopre come
molto tempo prima l’aviatore fosse precipitato in un deserto e vi
avesse incontrato il Piccolo Principe, un enigmatico ragazzino
giunto da un altro pianeta. Le esperienze dell’aviatore e il
racconto dei viaggi del Piccolo Principe in altri mondi
contribuiscono a creare un legame tra l’aviatore e la bambina che
affronteranno insieme una straordinaria avventura, alla fine della
quale la bambina avrà imparato ad usare la sua immaginazione e a
ritrovare la sua infanzia.
Tutti i grandi sono
stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano.
Il Piccolo principe, Antoine
de Saint-Exupéry
***
Si preparino grandi e piccini:
Il piccolo principe sta per arrivare al cinema!
Sarà Lucky Red a portare nelle sale
italiane l’attesissimo film di Mark Osborne (creatore di Kung
Fu Panda), tratto dall’omonimo e popolarissimo libro per
ragazzi di Antoine de Saint-Exupéry.
A 71 anni dalla sua
pubblicazione,Il Piccolo
Principeha venduto 145 milioni di copie nel
mondo (16 milioni soltanto in Italia) ed è stato tradotto in più di
270 lingue e dialetti.
Dopo la Bibbia, il libro più
tradotto nel mondo!
Valori universali e senza tempo
quelli narrati nel capolavoro di Saint-Exupéry: il
rispetto della persona e della diversità, la salvaguardia
dell’ambiente, la pace. Una favola che appassiona senza sosta
generazioni di lettori di ogni età.
Realizzato in
animazioneCGI e stop motion con un budget di 80
milioni di dollari, Il Piccolo principe è in assoluto il
progetto di animazione più atteso del prossimo anno.
Una crew di 250 talenti provenienti
da Disney, Pixar e Dreamworks per raggiungere un livello di
eccellenza senza pari.
Per citarne alcuni: Peter De Sève
(L’Era Glaciale, Mulan, A Bug’slife,
Alla ricerca di Nemo), Lou Romano (Monsters & Co,
Gli Incredibili, Up), Hidetaka
Yosumi (Bolt), Bob Persichetti (Mostri contro
Alieni, Wallace & Gromit, Shrek 2, Il
gatto con gli stivali), Jason Boose (Lilo & Stitch,
Cars, Ratatouille, Wall-E,
Up).
Un cast di voci all star per
la versione originale: il premio Oscar Jeff Bridges (l’aviatore), Mackenzie Foy (la
bambina), Rachel McAdams (la madre), James Franco (la
volpe), il premio Oscar Benicio Del Toro (il serpente), il premio
Oscar Marion Cotillard (la rosa), Paul Giamatti (il professore), Albert Brooks
(l’uomo d’affari), Ricky Gervais (il presuntuoso), Bud Cort (il
re). La voce del piccolo principe è di Riley Osborne.
A supporto del lancio mondiale, una
campagna pubblicitaria senza precedenti con il coinvolgimento di
moltissimi di partner.
In Italia il licensing sarà seguito
direttamente dalla Lucky Red, con lo scopo di creare numerose
sinergie anche a livello nazionale.
L’uscita in sala è prevista
per il primo gennaio 2016.
Ecco le interviste ad alcuni dei
doppiatori italiani de Il Piccolo
Principe, film presentato al Festival di Cannes e visto anche lla Festa
del Film di Roma lo scorso ottobre.
Hanno prestato la voce per la
versione italiana alcuni tra i più noti attori del nostro cinema
come TONI SERVILLO (l’Aviatore), PAOLA CORTELLESI
(la Mamma), STEFANO ACCORSI (la Volpe), MICAELA RAMAZZOTTI (la
Rosa), ALESSANDRO GASSMANN (il Serpente), GIUSEPPE BATTISTON
(l’Uomo d’affari), PIF (il Re), ANGELO PINTUS (il Signor Principe)
e ALESSANDRO SIANI (il Vanitoso)
Non potevano essere che
stelle a prestare la voce per la versione italiana de Il
piccolo principe, distribuito da Lucky Red in collaborazione
con RTI. Dopo aver annunciato la partecipazione del film al
68° Festival di Cannes, siamo
orgogliosi di comunicare gli altri grandi nomi che – insieme al già
citato TONI SERVILLO nel ruolo dell’Aviatore –
contribuiranno a rendere unico questo prezioso
film. PAOLA CORTELLESI sarà la
Mamma, STEFANO ACCORSI sarà la
Volpe, MICAELA RAMAZZOTTI sarà la
Rosa, ALESSANDRO GASSMANN sarà il
Serpente, GIUSEPPE BATTISTON sarà l’Uomo
d’affari, PIF sarà il Re, e con
ALESSANDRO SIANI che sarà il
Vanitoso. Darà la voce al Piccolo Principe Lorenzo
D’Agata, già nel cast, tra gli altri, di Toy Story 3 e
Monster University. La bambina, invece, sarà
Vittoria Bartolomei che gli appassionati dell’animazione
ricorderanno anche per il ruolo di Chihiro ne La città
incantata.
Il Piccolo Principe un film
di Mark Osborne
Un vecchio ed
eccentrico aviatore e la sua nuova vicina di casa: una bambina
molto matura trasferitasi nel quartiere insieme alla madre.
Attraverso le pagine del diario dell’aviatore e i suoi disegni, la
bambina scopre come molto tempo prima l’aviatore fosse precipitato
in un deserto e avesse incontrato il Piccolo Principe, un
enigmatico ragazzino giunto da un altro pianeta. Le esperienze
dell’aviatore e il racconto dei viaggi del Piccolo Principe in
altri mondi contribuiscono a creare un legame tra l’aviatore e la
bambina. Affronteranno insieme una straordinaria
avventura, alla fine della quale la bambina avrà imparato ad usare
la sua immaginazione e a ritrovare la sua infanzia.
Dal regista
di Kung Fu Panda, un tributo al popolare e amatissimo
racconto scritto nel 1942 da Antoine de Saint-Exupéry, tradotto in
oltre 250 lingue e venduto in 145 milioni di copie in tutto il
mondo.
Arriverà nelle nostre sale il
prossimo primo gennaio 2016, intanto di seguito trovate un video
dal backstage de Il piccolo principe, in
cui vediamo i volti dei doppiatori italiani del film.
Il film verrà presentato in
anteprima italiana alla prossima Festa del Cinema di Roma. Tra le
voci italiane del film ci sono Toni Servillo, Paola Cortellesi, Stefao Accorsi, Micaela
Ramazzotti, Alessandro Gassman, Giuseppe Battiston, Angelo Pintus,
Pif e Alessandro Siani.
Sinossi: Un vecchio ed eccentrico
aviatore e la sua nuova vicina di casa: una bambina molto matura
trasferitasi nel quartiere insieme alla madre. Attraverso le pagine
del diario dell’aviatore e i suoi disegni, la bambina scopre come
molto tempo prima l’aviatore fosse precipitato in un deserto e vi
avesse incontrato il Piccolo Principe, un enigmatico ragazzino
giunto da un altro pianeta. Le esperienze dell’aviatore e il
racconto dei viaggi del Piccolo Principe in altri mondi
contribuiscono a creare un legame tra l’aviatore e la bambina che
affronteranno insieme una straordinaria avventura, alla fine della
quale la bambina avrà imparato ad usare la sua immaginazione e a
ritrovare la sua infanzia.
Ecco i character poster italiani de
Il Piccolo Principe, film
presentato al Festival di Cannes e visto anche lla Festa
del Film di Roma lo scorso ottobre.
Il film verrà presentato in
anteprima italiana alla prossima Festa del Cinema di Roma. Tra le
voci italiane del film ci sono Toni Servillo, Paola Cortellesi, Stefao Accorsi, Micaela
Ramazzotti, Alessandro Gassman, Giuseppe Battiston, Angelo Pintus,
Pif e Alessandro Siani.
Sinossi: Un vecchio ed eccentrico
aviatore e la sua nuova vicina di casa: una bambina molto matura
trasferitasi nel quartiere insieme alla madre. Attraverso le pagine
del diario dell’aviatore e i suoi disegni, la bambina scopre come
molto tempo prima l’aviatore fosse precipitato in un deserto e vi
avesse incontrato il Piccolo Principe, un enigmatico ragazzino
giunto da un altro pianeta. Le esperienze dell’aviatore e il
racconto dei viaggi del Piccolo Principe in altri mondi
contribuiscono a creare un legame tra l’aviatore e la bambina che
affronteranno insieme una straordinaria avventura, alla fine della
quale la bambina avrà imparato ad usare la sua immaginazione e a
ritrovare la sua infanzia.
Ecco due nuove clip in italiano del
film Il piccolo
principe di Mark
Osborne, film d’animazione in arrivo al cinema e basato
sull’omonimo celebre racconto di Antoine de
Saint-Exupéry.
Il film verrà presentato in
anteprima italiana alla prossima Festa del Cinema di Roma. Tra le
voci italiane del film ci sono Toni Servillo, Paola Cortellesi, Stefano Accorsi, Micaela Ramazzotti,
Alessandro Gassman, Giuseppe Battiston, Angelo Pintus, Pif
e Alessandro Siani.
Sinossi: Un vecchio ed eccentrico
aviatore e la sua nuova vicina di casa: una bambina molto matura
trasferitasi nel quartiere insieme alla madre. Attraverso le pagine
del diario dell’aviatore e i suoi disegni, la bambina scopre come
molto tempo prima l’aviatore fosse precipitato in un deserto e vi
avesse incontrato il Piccolo Principe, un enigmatico ragazzino
giunto da un altro pianeta. Le esperienze dell’aviatore e il
racconto dei viaggi del Piccolo Principe in altri mondi
contribuiscono a creare un legame tra l’aviatore e la bambina che
affronteranno insieme una straordinaria avventura, alla fine della
quale la bambina avrà imparato ad usare la sua immaginazione e a
ritrovare la sua infanzia.