Home Blog Pagina 1536

Litvinenko – Indagine sulla morte di un dissidente: la recensione del primo episodio della nuova serie con David Tennant

0

Alexander Litvinenko, l’ex spia russa, la cui morte è avvolta nel mistero – volutamente o no è il protagonista di questa storia. Litvinenko – Indagine sulla morte di un dissidente che andrà in onda su Sky a partire dal 25 gennaio parla proprio della tragica fine dell’ex dissidente russo, nonché i dieci anni di calvario che la moglie – Marina Litvinenko – ha dovuto affrontare per ottenere giustizia. In 4 episodi che andranno in prima serata su Sky Atlantic (e che saranno ovviamente disponibili anche in streaming su NOW e on demand), la serie racconta la vera storia dell’ex ufficiale dei servizi di sicurezza federali russi e del KGB la cui morte per avvelenamento da polonio-210 nel novembre 2006 ha innescato una delle indagini più complesse e pericolose nella storia della polizia britannica e internazionale.

Vero e proprio inno alla giustizia e alla dignità, Litvinenko – Indagine sulla morte di un dissidente racconta di un regime pronto addirittura ad attaccare l’Occidente in piena Londra pur di mettere a tacere un dissidente. Al contempo, la serie è anche il racconto drammatico di una famiglia spezzata dal dolore che per dieci anni si è battuta per la verità. David Tennant (Harry Potter e il calice di fuoco) veste i panni dell’ex agente dei servizi segreti russi avvelenato attraverso del tè al polonio radioattivo, mentre l’attrice russo-americana Margarita Levieva (The Deuce) interpreta la moglie, Marina Litvinenko.

Litvinenko – Indagine sulla morte di un dissidente, la trama

Nel novembre 2006, Litvinenko, ex ufficiale del KGB, è in fin di vita in un ospedale di Londra, avvelenato da una misteriosa sostanza radioattiva. Quando la polizia viene a raccogliere la sua testimonianza, Litvinenko punta il dito direttamente contro il presidente russo, Vladimir Putin. La sua morta, pochi giorni dopo, scatena un’indagine su un attacco chimico sulle strade di Londra e un’indagine decennale tra Gran Bretagna e Russia per trovare giustizia per il suo omicidio. La trama di Litvinenko – Indagine sulla morte di un dissidente pare già dire tutto: intrighi politici internazionali, capi di stato corrotti verso cui puntare il dito.

La storia di Litvinenko è una storia vera dove vengono fatti nomi e cognomi: non vengono omessi o taciuti ma fin da subito conosciamo il colpevole. Mai come oggi, la miniserie di Sky con David Tennant e Margarita Levieva ha un significato particolare e controverso. Il primo episodio di Litvinenko – Indagine sulla morte di un dissidente, infatti, ha il compito di presentarci la scena introduttiva della serie – composta da quattro episodi. Il punto di vista inizialmente parrebbe essere quello di Litvinenko la cui storia è ascoltata minuziosamente dalla polizia di Scotland Yard. Ma in seguito, solo alla fine dell’episodio ci rendiamo conto che è il racconto dal punto di vista della moglie, rimasta vedova.

Litvinenko - Indagine sulla morte di un dissidente film

Ciò che è pericoloso è ciò che non conosciamo

Una famiglia. Un padre, una madre e un figlio che come ogni sera si ritrovano seduti a tavola a parlare del più e del meno. Non sappiamo molto altro su di loro ma gioiamo alla notizia che hanno appena ricevuto. Sono nel loro focolare, un luogo che per ogni famiglia è sacro, protetto e incontaminato. Il padre apre una busta e conferma: “Ecco i documenti. Abbiamo ufficialmente la cittadinanza britannica”. Mangiano e festeggiano, una tazza di the per celebrare – la più nobile tra le usanza inglesi. Qualcosa va storto, il padre inizia a non sentirsi bene fino a quando non sputa sangue. Litvinenko – Indagine sulla morte di un dissidente inizia così, dando allo spettatore non solo un punto di vista inizialmente neutrale ma un vero e proprio schiaffo.

Sarà solo il primo di tanti che la miniserie di Sky darà allo spettatore. Alla miniserie hanno collaborato in qualità di consulenti gli ex agenti che si sono occupati del caso, Clive Timmons e Brent Hyatt, l’avvocato Ben Emerson e la famiglia di Litvinenko. Il racconto, dunque, seppur con qualche scelta stilistica, è vero. Veri sono i nomi degli agenti, vero è il colpevole di questo omicidio. Litvinenko – Indagine sulla morte di un dissidente non fa una caccia alle streghe perché tutto quello che è successo non solo perché sono stati scritti libri e articoli sull’atto di coraggio di Litvinenko ma anche e soprattutto perché il colpevole era già sulla bocca di tutti.

In realtà Litvinenko conosceva non solo i mandanti del suo omicidio ma anche le motivazioni. Aveva dichiarato una guerra personale contro la sua ex madre patria. I dissidenti non vengono visti di buon occhio, per cui c’è anche la consapevolezza del destino a cui va incontro. Forse consapevolmente, riuscendo così a spostare l’attenzione sulle atrocità che un governo è disposto a commettere quando si sente minacciato.

Rendere giustizia

La Russia, come viene descritta in Litvinenko – Indagine sulla morte di un dissidente è la Russia dei racconti odierni. Uno stato che lascia poca scelta a chi volta le spalle. Il racconto di dolore per la morte di un marito assassinato, diventa un documento legittimo di libertà di parola – troppo spesso oppressa. Quello che ha sconvolto maggiormente la popolazione inglese nel 2006 è il rimbalzo mediatico ha preso la storia di Litvinenko. Subito dopo la sua morte, le sue dichiarazioni che accusavo il presidente russo Vladimir Putin di omicidio si sono espanse a macchia d’olio. Litvinenko – Indagine sulla morte di un dissidente, nel primo episodio, pone le basi per un vero e proprio processo che ha come imputato il premier russo.

La giustizia per Litvinenko arriva dalla Corte Suprema. Nel 2021 la sentenza: la Russia è accusata per l’omicidio di Litvinenko. Dopo gli avvenimenti del 2006, con le indagini in corso, altre persone iniziano ad accusare gli stessi sintomi di Litvinenko. Il Litvinenko portato in scena dall’interpretazione di David Tennant rende giustizia all’uomo che ha affrontato una battaglia contro il sistema. La sua morte ha incoraggiato la famiglia e i familiari a non arrendersi, neanche contro un plateale atto di omicidio. L’inchiesta portata avanti dalla moglie Marina è un atto di coraggio verso tutti coloro che sono morti per mano dello stato. Litvinenko – Indagine sulla morte di un dissidente racconta la verità e lo fa con un racconto trasparente e coraggioso, come Alexander Litvinenko.

Little Joe: recensione del film di Jessica Hausner – #Cannes72

Little Joe: recensione del film di Jessica Hausner – #Cannes72

Ci sono film che dimostrano di meritare la partecipazione al concorso ufficiale di un festival prestigioso come quello di Cannes. Little Joe, di Jessica Hausner, tuttavia non è tra quelli. Presentato al Festival di Cannes 2019, il nuovo lungometraggio della regista austriaca rivela una storia debole, penalizzata in particolare da scelte di regia che disturbano anziché attrarre.

Il film ha per protagonista Alice (Emily Beecham), una madre single e particolarmente devota al suo lavoro di sperimentatrice di nuove specie di piante. La sua ultima ricerca riguarda un particolare tipo di fiore, chiamato Little Joe, che, oltre ad attrarre per la sua bellezza, è in grado grazie al suo profumo di rendere felice chi si trova nelle vicinanze. Con l’avvicinarsi del lancio sul mercato di questo però, strane cose iniziano ad accadere e Alice comincia a nutrire sospetti su Little Joe, il quale potrebbe non essere innocuo come sembrerebbe.

Sulla carta il film aveva il potenziale per rivelarsi buon thriller sci-fi. La trama infatti consente numerose strade percorribili, ma al momento della realizzazione del film evidentemente sono state prese quelle errate. Benché le premesse fossero interessanti, la sceneggiatura acquista ben presto un tono di innaturalità che porta al manifestarsi di diversi buchi di sceneggiatura e, in particolare, la mancanza di un vero e proprio sviluppo del conflitto.

Nel momento in cui la protagonista inizia a nutrire sospetti sulla sua creazione, nulla di veramente significativo accade perché lo spettatore possa essere sempre più coinvolto. I sospetti continuano, fino a concretizzarsi ma risolvendosi in un nulla di fatto. Si aspetta così qualcosa che è destinato a non arrivare, e il fatto che le domande poste rimarranno senza risposta diventa chiaro ben prima del finale. Ciò che sembra mancare più di tutto è poi la minaccia che le piante del film portano con sé. Impariamo a conoscerle ma, benché la loro natura appaia pericolosa, si rimane all’oscuro di quale realmente sia il pericolo che si corre. Chi vi entra in contatto subisce effettivamente un cambiamento, ma che non porta a sviluppi né intelligenti né inquietanti.

La regista e sceneggiatrice sembra più che altro interessata a generare un atmosfera di tensione che possa supportare la storia. All’inizio il suo intento sembra riuscire, ma nel momento in cui lo spettatore comprende che ben poco accadrà di nuovo, la tensione viene presto a sgretolarsi lasciando il posto ad un senso di noia e irritazione. Certamente non aiutano i costanti movimenti di macchina, i più dei quali risultano ingiustificati. Se l’intento era quello di generare una tensione nello spettatore, come detto prima, questa viene ben presto a scemare. Altro elemento particolarmente fastidioso è una colonna sonora eccessivamente presente, particolarmente ricca di suoni e rumori. Questa  è marcatamente posta sia nei momenti più cruciali che in quelli meno adatti, finendo per ottenere l’effetto opposto a quello desiderato.

Non è chiaro quale fosse l’intento della Hausner con Little Joe, ma la sensazione generale è di un’occasione sprecata. Un’idea che poteva racchiudere un potenziale ma che, come il fiore protagonista del film, sembra emanare solo una pallida parte di ciò che poteva essere.

Little Fires Everywhere: la recensione della nuova serie Amazon Prime Video

Terminata l’avventura di Big Little Lies, l’attrice premio Oscar Reese Witherspoon ha trovato il suo nuovo progetto da interprete e produttrice. Si tratta di Little Fires Everywhere, trasposizione dall’omonimo romanzo di Celeste Ng. Inizialmente distribuita nei soli Stati Uniti, la serie è stata accolta talmente bene da ottenere poi un rilascio a livello internazionale, arrivando, a partire dal 22 maggio, sulla piattaforma Amazon Prime Video. Composta da otto episodi, questa esplora una serie di tematiche, dalla maternità al peso dell’identità, intrecciate tra loro da una notevole dose di mistero e suspence.

La storia narrata è ambientata nella metà degli anni Novanta, e segue le vicende della famiglia Richardson, prototipo del nucleo famigliare apparentemente perfetto, e in particolare di Elena (Reese Witherspoon). La vita di questi viene lentamente sconvolta dall’arrivo di Mia Warren (Kerry Washington) e sua figlia, duo nomade ora stabilitosi regolarmente in una villa di proprietà dei Richardson.

Le due famiglie entrano così in contatto, intrecciandosi sempre di più tra i figli che stringono amicizia e un rapporto sempre più confidenziale che nasce tra le due madri. Eppure, c’è qualcosa di cui Elena non è convinta, iniziando a sospettare che Mia nasconda segreti che potrebbero rivoluzionare la vita di quel contesto lindo e immacolato.

Little Fires Everywhere semina indizi ovunque

La serie si apre con una premessa: qualcuno ha dato fuoco alla bellissima villa della famiglia Richardson. Una breve anticipazione di quello che sarà probabilmente solo la conseguenza di una serie di misteri legatisi tra loro. Addentrandosi nella storia, infatti, si inizia a comprendere come l’evento mostrato possa in realtà avere ben poca importanza, poiché molta di più ne avrà il perché si è arrivati a quel punto. Nei primi tre episodi potuti vedere in anteprima, infatti, si gettano le basi per quello che sembra essere un castello di carte pronto a crollare.

Lo spettatore è portato ad individuare una serie di indizi seminati, proprio come i tanti piccoli fuochi del titolo, senza però avere ancora, ovviamente, le chiavi d’accesso al mistero, ma comprendendo che questo potrà rivelarsi più intricato di quanto si potrebbe pensare. A questo proposito, l’episodio pilota, diretto da Lynn Shelton, comprende in sé tutte quelle che si intuiscono essere le costanti della miniserie, e che già dai successivi episodi iniziano ad essere sviscerate.

In particolare, quello della maternità risulta essere il nucleo su cui si fonda la storia. Madri perfette, madri incasinate, madri che vorrebbero essere tali e madri che lo sono diventate inaspettatamente. Vi sono varie declinazioni di tale figura, e si può immaginare che questa sarà al centro del conflitto principale. La più emblematica, a tal proposito, risulta essere Mia Warren. Che questa nasconda un traumatico passato è ben presto evidente, come mostrano alcuni brevi e criptici flashback. Il suo è certamente il mistero da svelare per poter risalire a quello dell’incendio visto nell’episodio pilota.

Little Fires Everywhere

Il fascino del mistero

Nel costruire questa intricata rete di indizi e segreti, Little Fires Everywhere non manca di farlo con una grande gusto per la messa in scena. Si evidenzia così la sensazione che dietro a tale ricerca formale, caratterizzata dall’ordine e dalla delicatezza nel raccontare personaggi ed eventi, si nascondano brutture il più possibile taciute. Il mistero messo in gioco, anche si rivelasse essere di portata inferiore alle aspettative, viene tenuto vivo grazie a piccoli gesti, battute e immagini, e riesce pertanto a generare quella curiosità necessaria alla riuscita della serie.

Si avverte quella tensione pronta ad esplodere all’improvviso, e lentamente tutti i personaggi sembrano legarsi tra loro nel grande ingranaggio della storia. Allo spettatore risulta allora sempre più difficile distinguere tra bianco e nero. Tale atmosfera è infine sostenuta dalle due protagoniste, l’una l’antitesi dell’altra. La Witherspoon e la Washington non solo vantano il carisma necessario per questa storia, ma anche una chimica di coppia che da subito promette memorabili scene insieme.

Con Little Fires Everywhere si viene introdotti in un contesto certamente esplorato innumerevoli volte, al cinema come in televisione. Ma in particolare nella riscrittura accattivante delle tematiche centrali, la serie trova il suo punto di forza. Bastano i primi tre episodi per diventare complici o vittime del mistero, di cui una volta comprese le premesse si vuole andare a fondo, fino alla bruciante verità.

Little Disasters, spiegazione del finale: Chi ha fatto del male a Betsy?

La serie Little Disasters di Paramount+ racconta la storia di quattro donne le cui vite subiscono un drastico cambiamento dopo che una di loro viene accusata di aver fatto del male alla propria figlia. In sei episodi, la serie intreccia una trama avvincente che esplora il vero significato dell’essere una buona madre. Allo stesso tempo, tiene il pubblico con il fiato sospeso su ciò che è realmente accaduto alla bambina e su chi debba essere ritenuto responsabile della sua situazione. È solo nel sesto episodio che tutti i pezzi vanno al loro posto e la sconcertante verità viene alla luce, facendo sì che tutti si chiedano se conoscono veramente le persone che li circondano e quali segreti nascondono agli altri. SPOILER IN ARRIVO.

Cosa succede in Little Disasters

Quando la loro figlia, Betsy, non smette di piangere, Ed sveglia sua moglie, Jess, e le dice di portare la bambina all’ospedale. Jess è visibilmente in uno stato pietoso e in seguito si scopre che non è il tipo di persona che si fida facilmente degli ospedali o della medicina moderna. Ecco perché, quando Liz, la migliore amica di Jess che si era allontanata da lei, la vede in ospedale, si preoccupa. A peggiorare le cose, Betsy sembra avere ferite gravi, soprattutto alla testa, e Jess non sembra avere idea di come se le sia procurate. Lei sostiene che Betsy sia caduta mentre cercava di alzarsi in piedi, ma le ferite suggeriscono che si sia trattato di un incidente di natura più violenta.

Conoscendo Jess, Liz sa che sta mentendo, ma sa anche che Jess non farebbe mai del male ai suoi figli intenzionalmente. Tuttavia, quando Jess si rifiuta di dirle qualsiasi cosa, Liz è costretta a prendere una decisione. Il suo superiore le consiglia di chiamare i servizi sociali, cosa che avrebbe fatto se si fosse trattato di qualcun altro. È combattuta perché si tratta di una sua amica, ma deve fare il suo dovere di medico, e quindi fa la telefonata. Con il coinvolgimento dei servizi sociali, la situazione degenera rapidamente. A Jess non è permesso stare nella stessa stanza con sua figlia e, a tutti gli effetti, sembra che abbia perso sua figlia.

Quando la notizia arriva a casa, suo marito Ed è confuso e agitato, soprattutto dopo che viene rivelato che è stata chiamata la polizia per indagare sul caso e scoprire cosa è successo a Betsy. Per arrivare alla verità, viene scavato nel passato di Jess e della sua famiglia, il che fa emergere tutta la tensione e il caos che covavano sotto la superficie. Anche le altre amiche di Jess, Mel e Charlotte, e i loro mariti, Rob e Andrew, vengono coinvolti nel dramma, minacciando il delicato equilibrio di tutte le loro relazioni.

Cosa è successo a Betsy? Chi le ha fatto del male?

Diane Kruger in Little Disasters

Nel corso di sei episodi, “Little Disasters” scava nella vita delle persone che circondano Betsy per individuare diversi sospetti che potrebbero averle fatto del male. Poiché le sue ferite sono gravi e l’incidente è avvenuto all’interno della casa, i sospetti ricadono su Jess ed Ed, ma alla fine si scopre che nessuno dei due è colpevole. Jess aveva detto la verità quando aveva affermato di non sapere come sua figlia si fosse ferita. Ha mentito solo sul fatto di essere in cucina quando è successo perché cercava di nascondere il fatto di aver lasciato i suoi due bambini piccoli a casa da soli. Se questo fosse venuto alla luce, sarebbe stata vista come una cattiva madre e non voleva che nessuno pensasse che non si prendesse cura dei suoi figli. Questa paura era anche il motivo per cui non aveva mai condiviso con nessuno i pensieri ricorrenti di fare del male a Betsy e agli altri suoi figli. Aveva bisogno di aiuto psicologico, ma non era pronta a credere che potesse essere aiutata, e questo ha aggravato il suo problema. Quel giorno Jess era terribilmente esausta.

Betsy non smetteva di piangere e Frankie era una vera peste. Jess aveva un sacco di faccende domestiche da sbrigare e, dato il suo stato mentale già fragile, non riusciva più a sopportare il pianto dei suoi figli. Così è uscita di casa senza riflettere su ciò che stava facendo. Mentre Jess era via, Frankie cercò di calmare sua sorella. Si rese conto che aveva sporcato il pannolino, ma non riusciva a cambiarlo da solo. Nello stesso momento, sentì bussare alla porta e, aprendo, trovò Rob. Pensò che con un adulto in casa avrebbe potuto cambiare il pannolino a sua sorella. Rob fu sorpreso di vedere che Jess aveva lasciato i bambini da soli, quindi decise di aiutare. Il suo scopo principale era quello di spingere Ed a dargli dei soldi per la sua etichetta discografica. Quando Frankie uscì per cercare i pannolini, Rob mise Betsy sul tavolo, dove i suoi occhi caddero sulla carta di credito di Ed. Gli venne l’idea di falsificare la firma di Ed e prelevare i soldi dalla sua carta, e mentre era intento a guardarla, Betsy si girò e cadde dal tavolo, battendo la testa.

Nello stesso momento, Frankie entrò nella stanza e rimase inorridito da ciò che era successo. Prese in braccio Betsy, che smise di piangere, e la rimise nella culla. Non poteva permettere che Jess o Ed lo scoprissero, perché avrebbe compromesso le sue possibilità di ottenere i soldi da Ed. Quindi manipolò il piccolo Frankie facendogli credere che fosse stato lui a fare del male alla sorellina. Gli disse che se Frankie non avesse chiesto a Rob di prendere Betsy dalla culla, lei starebbe bene. Ribalta tutta la situazione sul ragazzo, facendogli credere che è colpa sua, il che porta Frankie a tenere la bocca chiusa su tutta la faccenda. È ovviamente scosso da tutto ciò e quando Jess torna, lo trova che piange vicino alla culla di Betsy. Lei crede che sia perché ha lasciato lui e Betsy da soli, e lui non dice nulla della visita di Rob e dell’incidente di Betsy fino a molto più tardi.

Cosa succede a Rob?

Quando Betsy cade, Rob non si assume la responsabilità e non la porta all’ospedale. Piuttosto, nasconde il suo errore e terrorizza il povero Frankie per far sembrare che non sia mai stato in casa. Tuttavia, quando le condizioni di Betsy peggiorano e la famiglia inizia a sgretolarsi, Frankie è sopraffatto dal senso di colpa, che lo porta ad agire in modo impulsivo. Non riesce a condividere con nessuno la verità su quel giorno, incolpando se stesso per quello che è successo a sua sorella, ma con il passare del tempo la sua situazione peggiora, iniziando a preoccupare i suoi genitori e i suoi insegnanti. Alla fine, la verità viene a galla quando Frankie vede Rob al parco. Cerca di allontanare sua madre da quel luogo, ma quando lei non lo fa, scappa, costringendo tutti a cercarlo freneticamente. Quando viene ritrovato, non dice nulla ma continua a piangere, confondendo tutti, specialmente i suoi genitori.

In quel momento, mentre è circondato da tutti, Ed affida Betsy a Rob affinché lui possa occuparsi di suo figlio, ed è allora che Frankie perde il controllo. Urla a Frankie di lasciare sua sorella, e a quel punto tutti si allarmano. È quando Charlotte prende Betsy da Rob che Frankie si calma e rivela tutto quello che è successo quel giorno. La verità sconvolge tutti, ed Ed si lancia su Rob per colpirlo, ma viene trattenuto dagli altri. Rob, come al solito, non sembra provare alcun senso di colpa. Una volta venuta alla luce la verità, Liz chiama le autorità, che arrestano Rob. Viene arrestato non solo per aver ferito Betsy, ma anche per non averle fornito le cure di cui aveva bisogno e per averlo nascosto. Ha messo in pericolo la sua vita con le sue decisioni. Alla fine, viene accusato di aver ostacolato il corso della giustizia e di aver fatto perdere tempo alla polizia.

Se e quando sarà dichiarato colpevole, rischia una pena detentiva di due anni. Allo stesso tempo, perderà anche la sua famiglia. Ha sempre dato Mel per scontata, ostacolando la sua carriera e sprecando tutti i loro soldi e risparmi in un’impresa commerciale che chiaramente non avrebbe avuto successo, dato il tipo di persona che era. È pronto a salvare la loro casa e a trasferire Mel e i bambini da Londra a casa di sua madre. Quando Mel dice che non vuole andarsene, lui le risponde che non ha scelta. Se non si trasferisce, la porterà in tribunale, dimostrerà che è una madre incompetente e porterà i bambini con sé. Lei non avrà né una casa né una famiglia. Poiché non vuole separarsi dai suoi figli, decide di assecondare il suo piano. Tuttavia, ora che la verità su Betsy è venuta a galla, Rob non potrà mai ottenere la custodia esclusiva dei suoi figli. La sua incarcerazione libera anche Mel da lui. Ora può vivere la sua vita come vuole, crescendo i figli a modo suo, lontano dalla tossicità di Rob.

Chi è l’intervistatore? Jess va in prigione?

La storia di “Little Disasters” è raccontata dal punto di vista di quattro donne – Liz, Mel, Charlotte e, alla fine, Jess – che vengono presentate come intervistate da qualcuno. Per la maggior parte dello spettacolo, vengono intervistate solo le prime tre donne, che esprimono le loro opinioni sulla situazione, fornendo il contesto su Jess e la sua famiglia. Solo quando tutto è risolto vediamo anche Jess essere intervistata, e allora si scopre che l’intervistatore è l’assistente sociale che è stato assegnato al caso di Betsy quando Liz ha fatto la telefonata. Si scopre che le interviste erano un modo per valutare l’intera situazione dopo l’arresto di Rob e per determinare se Jess potesse essere considerata una madre idonea. Le accuse contro di lei sono già state ritirate, poiché è chiaro che non ha avuto alcun ruolo nel ferire la sua bambina. L’unica cosa che gioca a suo sfavore è il fatto che ha lasciato i suoi due figli senza supervisione, il che potrebbe aver portato o meno all’ingresso di Rob e al ferimento di Betsy.

Tuttavia, considerando il quadro completo, è anche chiaro che Jess soffriva di disturbi mentali e aveva bisogno di aiuto. Non ha messo deliberatamente in pericolo i suoi figli. Semplicemente non capiva cosa le stesse succedendo, e il senso di colpa e la vergogna le hanno impedito di cercare aiuto. Quando viene rilasciata su cauzione e si trasferisce a casa di Liz, quest’ultima le trova qualcuno con cui parlare e la terapia inizia ad aiutarla. Quando viene effettuata la valutazione finale, Jess sta molto meglio. Visto che ha fatto grandi progressi ed è pronta a impegnarsi per mantenersi in salute e in uno stato mentale equilibrato, in modo da potersi prendere cura dei suoi figli in modo migliore, e visto che tutti quelli che la circondano garantiscono per lei come madre devota, non c’è motivo di tenerla lontana dai suoi figli. Le viene permesso di tornare alla sua vita e stare con la sua famiglia.

Little Disasters – L’Errore di una Madre: il thriller psicologico debutta l’11 dicembre su Paramount+

0

Little Disasters – L’Errore di una Madre, nuovo thriller psicologico in sei episodi tratto dal romanzo bestseller di Sarah Vaughan (Anatomy of a Scandal), debutta con tutti gli episodi giovedì 11 dicembre in esclusiva su Paramount+ in Italia e nei principali mercati internazionali, tra cui Stati Uniti, Canada, Germania, Svizzera, Austria e America Latina. La serie è prodotta dal team BAFTA di Roughcut Television (COMA, Big Boys) in collaborazione con Fremantle.

Dopo l’ottimo riscontro ottenuto al debutto nel Regno Unito e in Irlanda, la serie arriva ora a livello globale, portando sullo schermo un racconto intenso e realistico sulle fragilità, le pressioni e i silenzi che spesso circondano la maternità contemporanea. La critica ha elogiato l’impianto drammatico, le interpretazioni e la capacità di fondere suspense e introspezione psicologica.

Un’amicizia decennale messa alla prova da un evento irreparabile

Little Disasters – L’Errore di una Madre segue l’amicizia tra Jess (Diane Kruger), Liz (Jo Joyner), Charlotte (Shelley Conn) e Mel (Emily Taaffe), quattro donne che si sono conosciute durante la gravidanza, unite dalla coincidenza della data del parto e dalla volontà di sostenersi a vicenda nelle incertezze della vita familiare. Dieci anni dopo, il gruppo è ancora unito, ma quella stabilità viene spezzata quando Jess arriva al pronto soccorso con la sua bambina ferita alla testa, incapace di fornire una spiegazione convincente.

Liz, medico di turno e amica fidata, si ritrova di fronte a una scelta dolorosa: attivare i servizi sociali o fidarsi della versione dell’amica. La sua decisione darà il via a una serie di eventi che sconvolgeranno profondamente le loro vite, mettendo in discussione fiducia, maternità e il delicato confine tra fragilità e colpa.

Un cast corale guidato da Diane Kruger

Al centro della serie c’è la performance intensa di Diane Kruger, affiancata da un cast ricco di volti noti:

  • Jo Joyner (The Wives, For Her Sins)

  • Shelley Conn (Gen V, Bridgerton)

  • Emily Taaffe (The Rising)

  • JJ Feild (Austenland, The Peripheral)

  • Ben Bailey Smith (Star Wars: Andor)

  • Patrick Baladi (Ted Lasso)

  • Stephen Campbell Moore (Masters of the Air)

La regia è affidata a Eva Sigurðardóttir, candidata ai BAFTA per Good Night e Rainbow Party, che imprime alla serie un tono intimo e allo stesso tempo inquietante.

Un adattamento fedele allo spirito del romanzo

L’adattamento televisivo è firmato da Ruth Fowler e Amanda Duke, con Sarah Vaughan coinvolta in qualità di produttrice esecutiva. Ai vertici produttivi figurano Ash Atalla, Alex Smith e Marianna Abbotts per Roughcut Television, mentre Fremantle si occupa della distribuzione internazionale.

Little Disasters – L’Errore di una Madre promette di essere uno dei titoli più intensi di fine anno per Paramount+, grazie alla capacità di affrontare temi come maternità, amicizia, colpa e giudizio sociale con una prospettiva psicologica avvincente e profondamente umana.

Little Birds: ecco il trailer del film con Juno Temple e Kate Bosworth

0

Ecco il trailer del film che vede protagonista la giovane Juno Temple, già vista nei panni della Regina Anna ne I tre moschettieri di Anderson e che a breve sarà anche ne Il Cavaliere Oscuro Il Ritorno.

In Little Birds, la Temple interpreta una ragazza che con un’amica (Kay Panabaker) decide di lasciare Los Angeles.

Nel film anche Kate Bosworth.

Ecco il trailer:

Litigi d’amore: trama, cast e frasi del film con Kevin Costner

Litigi d’amore: trama, cast e frasi del film con Kevin Costner

Che piacciano o meno, quello sentimentale è da sempre tra i generi più appassionanti e apprezzati del cinema. I suoi film raccontano storie lontane che riescono però ad essere vicine allo spettatore per via dell’universalità dei sentimenti coinvolti. Oltre ai titoli tratti dai romanzi di Nicholas Sparks, come Le pagine della nostra vita o Come un uragano, vi sono numerosi altri film forse poco noti che meritano di essere riscoperti. Tra questi si colloca Litigi d’amore, opera del 2005 scritta e diretta da Mike Binder, autore anche di Il diario di Jack e Reign Over Me, con una colonna sonora firmata dal premio Oscar Alexander Desplat.

Nonostante appartenga ad un genere popolare, dal facile incasso, Litigi d’amore ha dovuto attendere non poco prima di ottenere i finanziamenti per la sua realizzazione. Il regista ha raccontato infatti che diversi studios di produzione rifiutarono il progetto per motivi ignoti. Pur di realizzarlo, convinto della sua forza narrativa ed emotiva, Binder decise di produrlo da sé insieme al fratello, con il quale possiede la Sunlight Productions. Sostenuto anche da un cast di noti attori, il film riuscì così a vedere il buio della sala, con riprese svoltesi prevalentemente tra le città di Londra e Detroit.

Anche in quell’occasione i sentimenti hanno avuto la meglio, e Litigi d’amore si affermò come un discreto successo con un incasso globale di circa 30 milioni di dollari. In particolare, i due protagonisti hanno ricevuto i maggiori complimenti per le loro interpretazioni struggenti. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori ed alle frasi più belle. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Litigi d’amore: la trama del film

Protagonista del film è Terry Ann, donna recentemente abbandonata dal marito e ora costretta a gestire da sola l’intera famiglia, comprendente quattro figlie, in aggiunta a tutti i problemi di natura economica derivati dalla fuga dell’uomo. Preda dello stress e dell’ira, Terry ha inevitabilmente trovato nell’alcol un placebo ai suoi mali, diventando però sempre più ingestibile caratterialmente. Per sua fortuna, troverà un sostegno inaspettato nel vicino di casa Danny Davies, ex campione di baseball che si guadagna ora da vivere sfruttando quel che resta della propria fama.

I due iniziano così ad avvicinarsi sempre di più, con Danny sempre più figura paterna per le figlie di lei. In loro l’uomo vede la possibilità di redimere i propri errori passati, ma sempre più sarà mosso da un coinvolgimento emotivo che non potrà negarsi a lungo. Nonostante i rispettivi problemi, vecchi o nuovi che siano, Danny e Terry dovranno imparare a fidarsi l’uno dell’altro per poter uscire dalle loro instabili situazioni. Solo l’amore sembra poterli salvare, purché non venga ostacolato in modi inaspettati.

Litigi d'amore cast

Litigi d’amore: il cast del film

La sceneggiatura del film è stata scritta appositamente per l’attrice Joan Allen, la quale interpreta qui il ruolo della protagonista Terry Ann. Tre volte candidata all’Oscar, la Allen è una delle più popolari e premiate interpreti della sua generazione, e per Litigi d’amore si è trovata a dar vita ad un personaggio particolarmente complesso. Per darvi vita, l’interprete ha cercato di calarsi quanto più possibile nella mentalità di questa donna affranta e succube dell’alcol. Ad interpretare le sue figlie, invece, vi sono le attrici Alicia Witt, nei panni di Hadley, e Keri Russell in quelli di Emily. Quest’ultima ottenne il ruolo poiché aveva studiato danza classica da giovane, la stessa attività che il personaggio svolge.

Erika Christensen è Andy, la terza figlia, che sogna di lavorare in radio. Nel film è presente anche il fratello dell’attrice, Dane Christensen, nei panni dell’interesse amoroso di Popeye, la più piccola delle figlie. Questa è interpretata dalla celebre Evan Rachel Wood, attualmente nota per la serie WestworldDove tutto è concesso. Infine, nei panni di Danny Davies vi è il premio Oscar Kevin Costner. Il suo personaggio è basato sul vero giocatore di baseball Denny McLain, avendo diversi tratti biografici in comune con questi. Per poter risultare credibile nella parte, Costner dovette sottoporsi ad un rigido allenamento e ad un altrettanto rigida dieta, al fine di guadagnare circa 15 chili di muscoli, per risultare più imponente.

Litigi d’amore: le frasi più belle, il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Litigi d’amore è infatti disponibile nei cataloghi di Chili Cinema e Apple iTunes. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di martedì 30 marzo alle ore 21:30 sul canale TV8.

Qui di seguito si riportano invece alcune delle frasi più belle e significative pronunciate dai personaggi del film. Attraverso queste si potrà certamente comprendere meglio il tono del film, i suoi temi e le variegate personalità dei protagonisti. Ecco dunque le frasi più belle del film:

  • Le persone non sanno come si ama… mordono invece di baciare, prendono a schiaffi invece di accarezzare… forse perchè si rendono conto della facilità con cui finisce l’amore. (Joan Allen)
  • La rabbia e il rancore ti possono sbarrare la strada. Adesso l’ho capito. Bruciano l’aria che respiri, la vita, ti divorano, ti soffocano ma la rabbia è reale. E persino quando non lo è ti può cambiare. Ti modella, ti trasforma in quello che non sei. L’unico aspetto positivo è la persona che diventerai dopo. (Evan Rachel Wood)
  • Se tutto va bene, un giorno ci si sveglia… e si scopre di non avere paura di affrontare il viaggio. (Evan Rachel Wood)
  • Ho quattro figlie, una che mi odia e due o tre che ne seguono le orme. (Joan Allen)
  • Terry, quando sono con te e le tue ragazze sento che ho ancora tutta la vita davanti a me. (Kevin Costner)
  • Le tue figlie mi hanno invitato a cena, sai come la penso su un pasto gratis! (Kevin Costner)

Fonte: IMDb

Listening: recensione del film di Khalil Sullins

Listening: recensione del film di Khalil Sullins

Trai titoli di fantascienza più interessanti del 2015 c’è il film Listening, diretto da Khalil Sullins con Thomas Stroppel, Artie Ahr, Amber Marie Bollinger, Christine. Haeberman.

La trama

David e Ryan sono due brillanti e intraprendenti studenti universitari impegnati a mettere in comune le proprie competenze in ingegneria informatica e biotecnica con le quali raggiungere un ambizioso quanto incredibile progetto: realizzare un dispositivo tecnorganico che permetta la ricezione e la lettura dei pensieri e dell’attività neurale del cervello umano. Trafugando di soppiatto le strumentazioni della facoltà e tenendo totalmente all’oscuro le proprie famiglie e le istituzioni accademiche, i due giovani portano avanti con discreto successo le proprie ricerche, finché l’incontro occasionale con la compagna di corso e promettente psichiatra Jordan costituisce finalmente l’ultimo tassello affinché la tanto agognata scoperta possa vedere la luce. Trovandosi fra le mani il nuovo miracolo della scienza del XXI° secolo, il gruppo ben presto capisce però che qualcosa non sembra andare per il verso giusto e che forse qualcuno di molto più potente e privo di alcuno scrupolo etico è già a conoscenza dell’invenzione e mira a usare questo straordinario congegno telepatico per scopi arcani e poco rassicuranti.

L’analisi

Il filosofo francese Michel Focault, senza aver mai potuto vendere direttamente coi propri occhi lo sviluppo delle tecnologie informatiche e di controllo a distanza cresciute nel corso degli ultimi due decenni del XX° secolo, già nei tardi anni ’70 aveva deciso di riconsiderare profondamente l’idea esposta dal collega tedesco Walter Benjamin di una società moderna caratterizzata dal principio della spettacolarità e del narcisismo mediatico, proponendo invece di leggere la nostra cultura postmoderna come una vera cultura della videosorveglianza, indicando cioè l’idea ormai radicata secondo la quale l’uomo ha sviluppato una tale consapevolezza (e dipendenza) dal fatto stesso di essere costantemente tenuto sotto osservazione dai dispositivi mediali da aver dato luogo a forme di autocontrollo e di autodisciplina anche in assenza di istituzioni e apparati che lo osservino per davvero.

Questa concezione panottica, per usare il termine tecnico di Focault, così radicata nel nostro immaginario collettivo contemporaneo, si nutrirebbe in prima istanza non tanto dalla pervasività dei dispositivi mediali impiegati dalle agenzie di controllo per gestire e organizzare (realmente o per scopi altri) la sicurezza e il benessere pubblico, ma più che altro dipenderebbe da questa ossessione, tutta postmoderna, di sentire su di sé sempre e comunque lo “sguardo dell’Altro”, consapevolezza che ci spinge da una parte a batterci e a rivendicare a gran voce la nostra privacy e dall’altra a esercitare noi stessi un continuo e insistente processo di controllo sugli altri attraverso un atteggiamento a metà strada fra la paranoia e il semplice voyerismo.

Se però, come diceva lo stesso filosofo francese, il cinema in quanto tale è un buon strumento per imporre nei soggetti autocontrollo e autodisciplina attraverso la dolce pillola dell’intrattenimento, allora non c’è da stupirsi più di tanto del fatto che lo stesso immaginario filmico, così come la letteratura distopica di matrice orwelliana e huxleyana prima di lui, abbia più volte fatto propria l’immagine e il desiderio concettuale non solo del controllo diretto della mente altrui, ma molto più candidamente il voler gettare un occhio dentro quell’oscura e labirintica materia grigia nella quale si annidano i nostri pensieri più reconditi.

Il cervello, quella fantomatica black box tanto ripudiata dagli psicologi comportamentisti e che invece gli altezzosi cognitivisti hanno contribuito a riscoprire e rivalutare proprio grazie al cinema nei tardi anni ’80, proprio il cervello in quello stesso decennio diveniva materia di interesse da parte di Croenenberg, che con Scanners già ci proiettava in presente dal sapore futuro popolato da individui dotati di grandiose capacità telepatiche ma già sotto il controllo di macchinazioni governative atte a impossessarsi di un dono così prezioso e potenzialmente letale. Il decennio successivo, pervaso dalla rivoluzione digitale e dall’ossessione incontrollabile e feticistica per le tecnologie informatiche ci ha regalato una profonda riflessione sulle implicazioni e le possibilità di una sincronicità fra mente e computer, attraverso opere come Johnny Mnemonic e Strange Days che hanno figurativizzato la metafora cognitivista della mente considerata come un calcolatore, incrementando la curiosità generale sul reale funzionamento dei nostri meccanismi sinaptici e nutrendo la sempre crescente ambizione, già messa in atto dalle ricerche neuroscientifiche di riuscire un giorno a decrittare i segreti più profondi del nostro subconscio.

Ed è proprio da queste premesse affogate in una curiosità latente e mai assopita che l’ambiziosa pellicola di Khalil Sullins prende il via, premesse che fin dai toni evocativi e ben più che espliciti del titolo sembrano essere la materia plastica da cui il giovane regista dichiara apertamente di voler prendere il via. Accantonando per un secondo le reminiscenze più o meno lecite che possono provenire dall’ottimo film omonimo del 2005 diretto dal sorprendente Giacomo Martelli (nel quale in realtà l’ascolto del titolo principale faceva riferimento alle tecniche di intercettazione e spionaggio telefonico delle polizie di mezzo mondo, a sua volta ulteriormente mutuato dell’ancor più inquietante e morboso Le vite degli altri di Florian Henckel von Donnesmarck), Listening rimanda invece a ben altre tipologie di ascolto, un ascolto a distanza (come quello telefonico ), un ascolto wireless (come quello della radio) ma che ha come fonte/obiettivo principale la mente umana, lo scrigno dei segreti nel quale ognuno cela e custodisce, più o meno consapevolmente, ogni parte del proprio vissuto e ogni esperienza cosciente e inconscia.

Dirigendo e scrivendo di propria mano un film con tali ambiziose intenzioni, Sullins non ha certamente potuto resistere nel caricare la narrazione di numerose citazioni metafilmiche e riferimenti più o meno espliciti alla numerosa letteratura accademica e apocrifa che circonda il mare magnum della telepatia e delle scienze parapsicologiche, riuscendo però nell’intento di bilanciare in maniera onesta e intelligente le varie componenti e trarne un prodotto di genere che, seppur certo non brilli di fresco né tantomeno di una qualche impronta autoriale, a buon grado si può sicuramente etichettare come godibile e ben riuscito.

In prima istanza è possibile dividere il racconto in due parti ben distinte e marcate da un repentino cambio di stile visivo e registico che si fa notare, forse anche troppo a dire il vero, ma che aiuta sicuramente a leggere con maggiore chiarezza l’intento organizzativo dell’insieme. Si inizia con un primo capitolo nel quale si sviluppa discretamente la matrice fondante di natura fantascientifica, lasciando libero sfogo a tutto un nutrito immaginario tecnologico e videodigitale fatto di computer e consolle ammassate e collegate fra loro, un tripudio di cavi e marchingegni a intermittenza dal sapore casalingo e improvvisato, così come infatti improvvisato è il laboratorio-garage nel quale i due aspiranti inventori decidono di assemblare la loro infernale macchina e creare un miracolo di biotecnologia.

Senza insistere troppo su inutili spiegazioni tecniche né dare troppa importanza alla coerenza e alla fattibilità di un tale esperimento, il film descrive con discreto realismo le piccole vittorie e i grandi insuccessi che conducono i due amici, in seguito coadiuvati da un’affascinate quanto indecifrabile psichiatra in erba dal gusto nerd, verso il loro obiettivo. Se l’universo razionale e calibrato di David risulta difficilmente conciliabile a parole con l’estroversione e l’eccletticità del mondo di Ryan (una diversità di spazi e concetti che viene ben rappresentata dall’impiego di una fotografia differenziata che oppone cromatismi gialli e verdi), è proprio la presenza della perturbante (e conturbante) Jordan che porta disarmonia e scompiglio ad un rapporto tutto sommato equilibrato. Jordan, interpretata da una Amber Marie Bollinger senza troppe pretese ma comunque ottimale, è una figura ibrida, a metà strada fra una femme fatale e una nerd dal sapore cyberpunk, un personaggio destinato ad attirare su di sé non pochi sospetti.

Attraverso l’impiego di soluzioni visive semplici quanto efficaci, le quali strizzano l’occhio tanto al videoclip musicale di Michel Gondry quanto agli studi sulla visione stereoscopica, il primo capitolo procede sena sfrangiature sino alla creazione del marchingegno telepatico, evento che coincide però con altri due punti focali: la scoperta da parte della autorità accademiche degli esperimenti condotti dai due giovani (con i conseguenti problemi legali che né derivano e l’inevitabile incrinatura dei rapporti fra i due amici) e l’interessamento da parte di una oscura agenzia governativa circa i risultati delle scoperte telecinetiche. Ed è proprio da queste premesse che prende il via una seconda parte che si attesta sulle corde di un thriller spionistico che ricorda vagamente la serie di Bourne tanto quanto le puntate adrenaliniche di 24, un susseguirsi di colpi di scena, inseguimenti frenetici e oggetti i-tech che a lungo andare obiettivamente non fanno molto bene alla salute complessiva del progetto, appiattendo lo sviluppo della narrazione e trovando un punto di salvezza solamente nell’onirica sequenza della red room, una stanza a vetri oscurati che ricorda la teoria panottica del carcere progettato da Focault stesso, nella quale controllori specializzati tengono sotto costante monitoraggio i pensieri degli scienziati presenti nel laboratorio per evitare che essi possano ordire a loro volta complotti contro l’agenzia, soggetti che sono osservati senza sapere come e quando, dunque obbligati ad autodisciplinare la propria mente in maniera a dir poco grottesca.

Un gioco di osservatori e soggetti osservati, di controllori e controllati, che però porta con sé sempre e comunque un filosofico dilemma di base: se noi siamo osservati, allora chi osserva coloro che ci osservano? Nel corso delle sequenze finali della pellicola poi la tematica riguardante la capacità di poter spiare (o meglio, di ascoltare) i pensieri altrui diviene ben altro che un semplice attacco ai tentativi di certa governance contemporanea di violare la nostra intimità in nome della sicurezza nazionale (già Nemico pubblico di Tony Scott a fine anni ’90 aveva pensato a metterci in guarda da come la tecnologia sarebbe potuta giungere a tale scopo) e si assesta su una linea più morale che tecnica, più fanta che non scientifica, finendo per riacquisire il valore di una paternale sull’inviolabilità della sfera personale, dei sogni, delle speranze e bla bla bla…

Sullins, coadiuvato dalle eccellenti interpretazioni della coppia Thomas Stroppel e Artie Ahr, regge meglio che può lo sviluppo della storia e riesce a riportare sapientemente i remi in barca per evitare uno spiacevole naufragio, giocando con una certa soddisfazione con l’estetica asettica e cromaticamente simbolica della fotografia di Blake McClure e un montaggio che alterna benissimo tempi e dosaggi di inquadrature dense di immaginario postmoderno e tecnofeticistico, al quale contribuiscono le scenografie a metà strada fra minimal e new i-tech di Chelsea Turner, confezionando un prodotto semplice, chiaro e, seppur con qualche riserva di sceneggiatura e di evoluzione narrativa, ben diretto e strutturato.

Listening non vuole essere nulla di più di ciò che è in realtà, ovvero un ennesimo tentativo del cinema di usare le proprie storie e le proprie immagini per farci capire quanto pericolosa possa essere l’ambizione che ci spinge a voler desiderare di guardare gli altri senza preoccuparci di chi ci guarda, l’aspirazione di sapere tutto degli altri attraverso la tecnologia ma accettando di dover sacrificare un poco anche della nostra privacy per violare quella altrui. Per il momento ciò che le persone possono sapere di noi (e noi di loro) si riduce a una scarna biografia deducibile dai nostri dati, più o meno volontari, contenuti nel profilo di un social network, ma da qui allo spiare la nostra mente e i nostri pensieri il passo potrebbe non essere così lontano. Pensateci! E pensateci bene mentre vedete un film come questo, magari tra un’occhiata al vostro smartphone e una controllata all’ultimo post del vostro amico.

Lisa, membro delle Blackpink, si unisce al cast di The White Lotus 3

0

Lisa, membro delle Blackpink, si è unita al cast della terza stagione di The White Lotus, lo apprendiamo da Variety. La pop star verrà accreditata con il suo nome, Lalisa Manobal, nella terza stagione della serie di successo della HBO. Come per tutti i casting della terza stagione, il suo ruolo è stato tenuto nascosto. La produzione di The White Lotus inizierà a febbraio a Koh Samui, Phuket e dintorni, e Bangkok, Tailandia. I dettagli esatti della trama sono tenuti nascosti, a parte il fatto che questa stagione seguirà un nuovo gruppo di ospiti in una proprietà del resort White Lotus.

L’ampio cast comprende già: Leslie Bibb, Dom Hetrakul, Jason Isaacs, Michelle Monaghan, Parker Posey, Tayme Thapthimthong, Christian Friedel, Morgana O’Reilly, Lek Patravadi, Shalini Peiris, Carrie Coon, Francesca Corney, Nicholas Duvernay, Arnas Fedaravičius, Natasha Rothwell, Walton Goggins, Patrick Schwarzenegger, Aimee Lou Wood, Sarah Catherine Hook e Sam Nivola.

Il ruolo di Manobal in The White Lotus segnerà il suo debutto come attrice. Al momento è il secondo membro delle Blackpink ad apparire in una serie della HBO. Jennie (accreditata come Jennie Ruby Jane) ha fatto il suo debutto come attrice nel film drammatico The Idol, presentato in anteprima nel giugno 2023.

Blackpink, formato da Jisoo, Jennie, Rosé e Lisa, è uno dei gruppi musicali più famosi al mondo. Hanno debuttato nell’agosto 2016 con il singolo album “Square One” sotto la YG Entertainment. Il loro singolo “Boombayah” ha raggiunto il primo posto nella classifica Billboard World Digital Songs, stabilendo il record come video musicale di debutto più visto di un gruppo coreano. Sono diventate il gruppo K-pop femminile più alto in classifica nella Billboard Hot 100 con “Ddu-Du Ddu Du”, raggiungendo il numero 55, e sono state il primo gruppo femminile K-pop ad entrare e in cima alla classifica degli artisti emergenti di Billboard. Il gruppo ha successivamente collaborato con artisti come Dua Lipa, Lady Gaga, Cardi B e Selena Gomez.

Quando inizia la produzione della terza stagione di The White Lotus?

La produzione della terza stagione di The White Lotus inizierà il mese prossimo e le riprese si svolgeranno a Bangkok, Phuket e Ko Samui. Per quanto riguarda la storia, al momento non si sa molto della trama della terza stagione di The White Lotus.

The White Lotusè stato un successo per la HBO. La prima stagione, girata alle Hawaii, ha ricevuto 11 nomination ai 74° Primetime Emmy Awards, vincendone cinque, tra cui Outstanding Limited or Anthology Series. La seconda stagione, girata in Italia, ha ottenuto 12 nomination ai 75° Primetime Emmy Awards, con la vittoria di Jennifer Coolidge come miglior attrice non protagonista in una serie drammatica.

Lisa Vicari: 10 cose che non sai sull’attrice

Lisa Vicari: 10 cose che non sai sull’attrice

Pur essendo giovanissima, l’attrice tedesca Lisa Vicari vanta già alcuni importanti titoli relativi al cinema e alla televisione del proprio paese. Di recente ha poi preso parte ad una celebre serie televisiva che le ha permesso di ottenere successo anche a livello internazionale. Grazie ad essa ha infatti potuto sfoggiare il suo talento e un promettente carisma.

Ecco 10 cose che non sai di Lisa Vicari.

Parte delle cose che non sai sull’attrice

Lisa Vicari fidanzato

Lisa Vicari: i suoi film e le serie TV

10. Ha recitato in noti lungometraggi tedeschi. Il primo ruolo per il grande schermo per la Vicari è quello per il film Hanni & Nanni (2010). Successivamente, guadagna popolarità all’interno del suo paese con titoli come Hell (2)011), Doktorspiele (2014), La vendetta di Luna (2017), e Schwimmen (2018). Nel 2020 è protagonista della commedia sentimentale Isi & Ossi, distribuita il 14 febbraio sulla piattaforma Netflix, diventando il primo film in lingua tedesca prodotto dal colosso di streaming.

9. È nota per una celebre serie televisiva. Parallelamente all’attività cinematografica, l’attrice prende parte anche a diverse produzioni televisive nazionali. Tra queste si annoverano le serie Unter Verdacht (2013), Il commissario Lanz (2014), SOKO München (2016) e Tatort (2017). Nel 2017 acquista popolarità a livello mondiale grazie al ruolo di Martha Nielsen in Dark, celebre serie distribuita su Netflix e composta di tre stagioni.

Lisa Vicari è su Instagram

8. Ha un account personale. L’attrice è presente sul social network Instagram con un profilo ufficiale seguito da 911 mila persone. All’interno di questo la Vicari è solita condividere immagini relative a suoi momenti di svago, in compagnia di amici o colleghi. Non mancano poi anche foto di curiosità a lei legate o di luoghi visitati, in aggiunta a post relativi a cause sociali da lei supportate. L’attrice ha inoltre conferito al proprio account un look particolarmente curato, condividendo sempre immagini particolarmente artistiche.

7. Utilizza il social per promuovere il proprio lavoro. Tramite il proprio profilo, inoltre, l’attrice è solita condividere con i propri follower immagini promozionali dei suoi progetti da interprete. Sono presenti infatti numerose foto di backstage tratte dai set a cui ha preso parte. Queste permettono di avere uno sguardo inedito su tali progetti, generando grande attesa nei confronti di essi.

Lisa Vicari ha un fidanzato?

6. È molto riservata. L’attrice, ancora molto giovane, dimostra già la volontà di tenere ben separata vita privata e lavoro. Anche tramite i propri profili social non accenna a rilasciare indizi che potrebbero suggerire qualcosa riguardo la sua vita sentimentale. Ciò è stato fino ad ora possibile data anche la sua popolarità ristretta al suo solo paese d’origine, ma ora che la Vicari è una star a livello internazionale dovrà impegnarsi ulteriormente per riuscire a mantenere tale distinzione. Attualmente, tuttavia, l’attrice sembra essere single.

Parte delle cose che non sai sull’attrice

Lisa Vicari Dark

Lisa Vicari parla italiano

5. Ha origini italiane. Nata in Germania, l’attrice vanta comunque origini italiane da parte dei suoi famigliari. Ciò è, ovviamente, suggerito anche dal nome e dal cognome dell’attrice. Nonostante ciò, la Vicari non ha ancora avuto occasione di recitare per il cinema italiano, pur esprimendone il desiderio. Anche se non in modo fluente, ha infatti dimostrato di poter parlare tranquillamente la lingua del Bel Paese.

Lisa Vicari: chi è la sua doppiatrice

4. Ha una celebre doppiatrice. Per doppiare la Vicari nella serie Dark è stata chiamata Veronica Puccio, nota per aver prestato la propria voce anche al personaggio di Luna Lovegood nella saga di Harry Potter. Tra le altre attrici da lei doppiate si annoverano Emma Roberts e Chloe Grace Moretz. Per il film Isi & Ossi, invece, la Vicari è stata doppiata da Emanuela Ionica.

Lisa Vicari in Dark

3. Interpreta uno dei personaggi principali. Nell’acclamata serie tedesca Dark, l’attrice ricopre il ruolo Martha Nielsen, come anche una delle versioni alternative di questa, chiamata Ava. La versione ricoperta dall’attrice è quella relativa all’anno 2020. Dalla prima stagione ad oggi, l’attrice è comparsa in quasi tutti gli episodi della serie, per un totale di 20 su 26.

2. È rimasta entusiasta della sceneggiatura. Nel leggere la sceneggiatura della serie, l’attrice ha affermato di essere rimasta sorpresa dalla complessità della trama, trovando avvincente proseguire nella lettura per scoprirne il finale. Ad attrarla verso il progetto è stata poi l’occasione di poter recitare in un prodotto tedesco di portata internazionale, che avrebbe così portato ulteriore prestigio all’industria del proprio paese.

Lisa Vicari: età e altezza

1. Lisa Vicari è nata a Monaco di Baviera, in Germania, l’11 febbraio del 1997. L’attrice è alta complessivamente 175 centimetri.

Fonte: IMDb

Lisa Frankenstein: rivelata l’uscita della commedia horror con Cole Sprouse e Kathryn Newton

0

Focus Features ha finalmente fissato la data di uscita di Lisa Frankenstein, il prossimo film che segnerà il debutto alla regia di Zelda Williams con Cole Sprouse e Kathryn Newton. La commedia horror debutterà nelle sale USA il 9 febbraio 2024.

L’uscita nelle sale attualmente non contrappone il film a un concorrente diretto al botteghino. Tuttavia, debutterà nello stesso mese di altri film di alto profilo come la commedia d’azione di Matthew Vaughn ArgylleImaginary di Blumhouse, Madame Web di Sony Pictures e il film biografico Bob Marley: One Love di Paramount Pictures.

Cosa aspettarsi da Lisa Frankenstein?

Il film parla di un’adolescente incompresa e della sua cotta al liceo, che sembra essere un bel cadavere“, si legge nella sinossi. “Dopo che una serie di circostanze giocosamente orribili lo riportano in vita, i due intraprendono un viaggio “omicida” per trovare l’amore, la felicità… e alcune parti del corpo mancanti lungo la strada”.

Descritta come una “storia d’amore rabbiosa”, Lisa Frankenstein  è diretta da Zelda Williams  e si basa su una sceneggiatura scritta dal premio Oscar Diablo Cody. Oltre a Cole Sprouse e Kathryn Newton nel cast ci sono anche Carla Cugino (The Haunting of Hill House), Liza Soberano (Alone/Together), Joe Chrest (Stranger Things) e Henry Eikenberry (The Crowded Room).

Lisa Frankenstein è prodotto da Cody e Mason Novick, con Jeff Lampert come produttore esecutivo e il vicepresidente di produzione e sviluppo di Focus Features, Michelle Momplaisir come dirigente creativo.

Lisa Frankenstein: il trailer della commedia horror con Cole Sprouse

0

Il primo trailer di Lisa Frankenstein è stato svelato! Ambientato nel 1989 e descritto come una “feroce storia d’amore“, questo primo trailer della prossima commedia horror mostra la Lisa di Kathryn Newton decidere di riportare in vita un “bel cadavere“, interpretato da Cole Sprouse, usando un lettino abbronzante riadattato al nuovo scopo. Naturalmente, il cadavere non è ancora del tutto umano, il che porta i due a dare la caccia e tagliare parti del corpo altrui che possano riportare il cadavere di Sprouse al suo antico splendore.

Lisa Frankenstein è stato scritta da Diablo Cody, che in precedenza aveva sceneggiato il film Juno, vincitore dell’Oscar nel 2007 proprio per la Miglior sceneggiatura originale, ed è stato diretto da Zelda Williams, figlia di Robin Williams, qui al suo debutto alla regia in un lungometraggio. La sinossi ufficiale recita come segue: “Una feroce storia d’amore su un’adolescente incompresa e la sua cotta: il cadavere di un giovane prematuramente morto. Dopo una serie di circostanze giocosamente orribili per riportalo indietro alla vita, i due intraprendono un viaggio omicida per trovare l’amore, la felicità… e alcune parti del corpo mancanti lungo la strada.

Lisa Frankenstein vede nel cast anche Liza Soberano, Carla Gugino, Joe Chrest e Henry Eikenberry. La produzione della commedia horror è iniziata a New Orleans nell’agosto 2022 e si è conclusa il mese successivo. Oltre a scrivere Lisa Frankenstein, Cody produce il film insieme a Mason Novick mentre Jeffrey Lampert ne è il produttore esecutivo. Lisa Frankenstein uscirà nelle sale americane il 9 febbraio 2024 distribuito da Focus Features mentre Universal Pictures gestirà la distribuzione nei mercati internazionali. Si attendono dunque novità per quanto riguarda la data di uscita nelle sale italiane, che potrebbe però avvenire sempre intorno al periodo di San Valentino.

Lisa Cholodenko lascia la regia di Alexander and the Terrible Day

0

Dopo le ultime dispute sul set e le incomprensioni con i produttori, Lisa Cholodenko ha abbandonato la regia dell’adattamento cinematografico del popolare libro per ragazzi Alexander and the Terrible, Horrible, No Good, Very Bad Day. Nel maggio 2011 la regista era stata contattata dalla 20th Century Fox, la quale aveva già ingaggiato Steve Carell come protagonista. Ma dopo alcuni mesi ecco che la major aveva deciso di abbandonare il progetto, il quale nell’autunno del 2012 era stato acquistato dalla Disney, che aveva affiancato alla Cholodenko lo sceneggiatore Rob Lieber. Ed è stata forse questa collaborazione “forzata” che ha portato la regista ad abbandonare il film, il quale per il momento non ha ancora una guida, tenendo conto le riprese dovrebbero essere fissate per l’autunno prossimo.

Il libro di Judith Viorst e Ray Cruz racconta l’orribile e disastrosa giornata di un bambino, il quale però imparerà che non tutti i mali vengono per nuocere e che chiunque può avere la sua giornata “no”.

Fonte: comingsoon.net

Lisa Bonet: 10 cose che non sai sull’attrice

Lisa Bonet: 10 cose che non sai sull’attrice

L’attrice Lisa Bonet potrà non essere nota ai più, ma è di certo celebre per aver recitato in una popolarissima sitcom degli anni Ottanta e per essere stata sposata con alcune celebrità del mondo dello spettacolo. Oggi la Bonet non recita da un po’, ma sono tante le curiosità su di lei che si possono ancora scoprire per conoscerla meglio.

Ecco 10 cose che non sai di Lisa Bonet.

Lisa Bonet: i suoi film e le serie TV

1. È celebre per alcune serie TV. L’esordio televisivo della Bonet avviene nel 1983, quando prende parte ad un episodio della serie A cuore aperto. Nel 1984 ottiene invece una prima significativa popolarità quando entra a far parte del cast di protagonisti della sitcom I Robinson (1984-1992). In seguito ha recitato ad altre popolari serie come Tutti al college (1987), Life on Mars (2008-2009), New Girl (2014), The Red Road (2014-2015), Girls (2016) e Ray Donovan (2016).

2. Ha recitato anche in alcuni noti film. Il primo film per il cinema in cui la Bonet ha recitato è Angel Heart – Ascensore per l’inferno (1987), con Mickey Rourke e Robert De Niro. In seguito è apparsa in film di poco rilievo come Bank Robber (1993) e Combinazione finale (1994). Nel 1998 torna al cinema in Nemico pubblico, con Gene Hackman e Will Smith. Recità poi in Alta fedeltà (2000), con John Cusack, per poi prendere parte a Biker Boyz (2003), Whitepaddy (2006) e Road to Paloma (2014).

3. È stata anche regista. In diverse occasioni la Bonet si è cimentata anche nella regia, dirigendo inizialmente il videoclip di Let Love Rule, brano dell’allora marito, e poi per quello per la canzone It Never Rains. Nel 1993 ha invece firmato la regia del cortometraggio Gentleman Who Fell, mentre nel 2006 ha diretto il cortometraggio documentario Waking Compton.

Lisa Bonet I Robinson

Lisa Bonet in I Robinson

4. Ha recitato nella celebre sitcom. Il ruolo da attrice che ha reso la Bonet una celebrità rimane quello di Denise nella sitcom I Robinson, dove era la figlia di Bill Cosby. All’epoca sedicenne, la Bonet recitò con regolarità fino alla terza stagione, per poi tornare con regolarità a interpretare il personaggio dalla quinta alla settima. Questa fu per lei l’ultima a cui ha preso parte, in quanto è stata poi licenziata per divergenze creative.

5. Ha avuto un suo spin-off. L’assenza nella quarta stagione di I Robinson dell’attrice è stata dovuta al fatto che, essendo andata al college, Denise risiedeva lontana dalla sua famiglia. Per raccontare le sue avventure, è stata ideata la serie spin-off Tutti al college. Questa divenne però una serie a sé stante nel momento in cui la Bonet rimase incinta, lasciando dunque il progetto.

Lisa Bonet e Lenny Kravitz

6. È stata sposata con il noto musicista. Dal 1987 al 1993 la Bonet è stata sentimentalmente legata a Lenny Kravitz, celebre cantautore e musicista statunitense. I due si conobbero quando quest’ultimo non era ancora la star della musica che è oggi e fu proprio la Bonet ad aiutarlo ad incidere il suo primo album, Let Love Rule, nel quale ha collaborato anche alla stesura di alcuni testi, e lo ha diretto nel videoclip della canzone omonima.

7. Hanno una figlia attrice. Dall’unione tra i due è nata, nel 1988, Zoe Kravitz, che ha seguito le orme materne intraprendendo la carriera di attrice. Oggi Zoe è infatti celebre per aver recitato nelle serie Big Little Lies e High Fidelity, ma ha preso anche parte a celebri film come Mad Max: Fury Road, Divergent e, in particolare, il recente The Batman, dove interpreta Catwoman.

Lisa Bonet Jason Momoa

Lisa Bonet, Jason Momoa e i figli

8. Si è sposata anche con il noto attore. Nel 2005 la Bonet ha intrapreso una relazione con l’attore Jason Momoa, celebre per la serie Il Trono di Spade e il film Aquaman. I due hanno anche avuto modo di recitare insieme nella serie The Red Road, dove Momoa è protagonista. Dopo 12 anni, nel 2017, hanno infine deciso di sposarsi. Il matrimonio, tuttavia, non è durato molto, poiché nel gennaio del 2022 i due hanno annunciato la loro separazione, pur rimanendo in buoni rapporti.

9. Hanno avuto due figli. Uno dei motivi per cui la Bonet e Momoa sono rimasti in buoni rapporti anche dopo la separazione, oltre all’immutato affetto reciproco, sono i due figli avuti nel 2007 e nel 2008. Momoa e la Bonet hanno infatti affermato di voler cercare di crescere i due bambini in un ambiente sano, cosa che la Bonet, con il divorzio dei suoi genitori, non aveva avuto.

Lisa Bonet: età, altezza e cosa fa oggi

10. Lisa Bonet è nata a San Francisco, in California, Stati Uniti, il 16 novembre del 1967. L’attrice è alta complessivamente 157 centimetri. Di recente la Bonet non si è dedicata molto a nuovi progetti e infatti la sua ultima interpretazione risale al 2016, nella serie Ray Donovan. Oggi continua però ad apprire in televisione come ospite di vari programmi.

Fonte: IMDb

LIONSGATE+: ecco il re-brand di StarzPlay

0
LIONSGATE+: ecco il re-brand di StarzPlay

STARZ ha annunciato oggi che il suo servizio streaming internazionale premium, STARZPLAY, sarà rinominato LIONSGATE+ in 35 paesi, con un nuovo look e logo, a partire dal 29 settembre 2022.

Il nuovo marchio sarà lanciato negli Stati Uniti e nella maggior parte dei paesi dove è disponibile STARZ. La piattaforma STARZPLAY verrà rinominata LIONSGATE+ in tutti i paesi esclusi Stati Uniti e Canada, dove rimarrà STARZ. Anche i marchi STARZPLAY Arabia e LIONSGATE PLAY – disponibile nel sud e sud-est asiatico – rimarranno inalterati.

Abbiamo riconosciuto in anticipo il potenziale del mercato OTT mondiale e negli ultimi anni abbiamo costruito un incredibile servizio di streaming globale, che è diventato meta per il pubblico in cerca di una programmazione premium e audace“, ha affermato Jeffrey Hirsch, Presidente e CEO di STARZ . “Operare sotto LIONSGATE+ a livello internazionale porta un’identità distinta e differenziata in un mercato internazionale sempre più affollato e si basa sul valore del marchio Lionsgate che la nostra vasta ricerca ha dimostrato essere forte in tutto il mondo. Anche con la separazione tra STARZ e l’attività dello studio Lionsgate, il marchio Lionsgate continuerà a essere prezioso per il successo della nostra piattaforma internazionale“.

Il nostro impegno nel fornire storie audaci e accuratamente selezionate in cui ci spingiamo oltre i confini e sfidiamo le aspettative rimane lo stesso“, ha affermato Superna Kalle, Presidente, International Networks per STARZ. “Abbiamo costruito solide relazioni con i nostri spettatori e non vediamo l’ora di continuare a fornire loro una narrazione premium con marchio LIONSGATE+.

Gli abbonati LIONSGATE+ hanno accesso a una vasta libreria di contenuti esclusivi e premium che include serie originali in anteprima mondiale in contemporanea con gli Stati Uniti, come il thriller politico Gaslit, i drammi in costume della Royal Collection, inclusa la serie prossimamente in uscita Le relazioni pericolose, e tutte le serie ambientate nell’universo del franchise di successo Power. LIONSGATE+ ospita anche serie originali in lingua spagnola come la serie acclamata dalla critica Señorita 89, il thriller di fantascienza El Refugio e il poliziesco Express, e offre alcune delle serie televisive in prima visione più ricercate, tra cui The Great e Gangs of London, oltre a una vasta collezione di film di successo aggiunti alla piattaforma ogni mese.

STARZ si è affermato come uno dei primi canali lineari statunitensi ad entrare nel mercato globale dopo aver lanciato, nel 2018, il servizio SVOD, ora LIONSGATE+, offrendo al pubblico l’accesso a contenuti audaci e selezionati. Dal suo lancio iniziale, insieme alla joint venture STARZPLAY Arabia, STARZ si è espansa in 63 paesi tra Asia, Canada, Europa, America Latina, MENA, Sud e Sud-est asiatico. Con il rebranding in vigore, di seguito è riportata la ripartizione dei nomi del servizio nei 63 paesi in cui è presente la SVOD. Separatamente, oggi Lionsgate ha presentato un rapporto aggiornato con modulo 8-K alla Securities and Exchange Commission, aggiornando gli azionisti sul completamento della separazione delle attività di STARZ da quelle di Lionsgate studio.

PAESI DOVE È DISPONIBILE COME LIONSGATE+
Europa: Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Finlandia, Germania, Islanda, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito

America Latina: Argentina, Belize, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Venezuela

Asia: Australia e Giappone

PAESI DOVE È DISPONIBILE CON ALTRO MARCHIO
Asia: Sud e Sud-est asiatico (Lionsgate Play)

Nord America: Stati Uniti e Canada (STARZ)

MENA: Tutti i territori (STARZPLAY Arabia*)
*Joint venture tra Lionsgate e partner locali

Lionsgate: i film più attesi del 2023

Lionsgate: i film più attesi del 2023

Con un titolo di punta come John Wick: Capitolo 4, Lionsgate si prepara a portare tantissimi spettatori in sala nel 2023! La casa di produzione ha in serbo tutta una serie di film d’azione e commedie che intratterranno il pubblico e alcuni ritorni più “di nicchia” ma non per questo meno attesi, come Borderland di Eli Roth!

Plane

Gerdald Butler Plane

Gerard Butler è il protagonista di Plane, un action-thriller di prossima uscita, in cui interpreta un pilota di linea costretto a fare un atterraggio di emergenza dopo che il suo aereo è stato danneggiato durante una tempesta. Sfortunatamente, atterra in territorio ostile e i suoi passeggeri vengono presi in ostaggio. Dovrà quindi fare squadra con un fuggitivo condannato per salvare tutti e uscire vivo da quest’isola!

Cast: Gerard Butler, Mike Colter, Yoson An, Tony Goldwyn, Daniella Pineda, Kelly Gale, Remi Adeleke, Haleigh, Hekking, Lilly Krug, Joey Slotnick, Oliver Trevena, Paul Ben-Victor e Quinn McPherson

Data di uscita: 13 gennaio

Detective Knight: Independence

bruce-willis-filmBruce Willis ha completato questo sequel, in cui riprende il ruolo del Detective James Knight, prima di annunciare il suo ritiro dalla recitazione a causa della diagnosi di afasia, e il film segnerà uno dei suoi ultimi ruoli sullo schermo. Detective Knight: Independence uscirà contemporaneamente nelle sale e in VOD a metà gennaio.

Cast: Bruce Willis, Corey Large, Trevor Gretzky, Lochlyn Munro, Willow Shields, Jack Kilmer, Alvaro Calderon e Cesar Miramontes

Data di uscita: 20 gennaio

Shotgun Wedding

Shotgun Wedding film 2022

Il 2023 si preannuncia un anno ricco d’azione per J-Lo, che non solo è la protagonista della commedia romantica d’azione Shotgun Wedding, che sarà disponibile su Prime Video alla fine del mese prossimo, ma che nel corso dell’anno si farà valere anche con The Mother di Niki Caro e Atlas di Brad Peyton, entrambi in streaming su Netflix.

Cast: Jennifer Lopez, Josh Duhamel, Sônia Braga, Jennifer Coolidge, Lenny Kravitz, Cheech Marin, D’Arcy Carden, Selena Tan, Desmin Borges, Alex Mallari Jr, Callie Hernandez, Steve Coulter, María del Mar Fernández e Héctor Gonz

Data di uscita: 27 gennaio

John Wick: Chapter 4

John Wick: Capitolo 4 film 2023Keanu Reeves riprende il suo ruolo dell’iconico assassino Baba Yaga in John Wick: Capitolo 4 di Chad Stahelski. La sua missione sarà la più pericolosa, poiché metterà gli occhi sulla Grand Tavola e vedrà vecchi amici trasformarsi in minacce più agguerrite, il che lo rende uno dei titoli più attesi dell’anno di Lionsgate!

Cast: Keanu Reeves, Donnie Yen, Bill Skarsgård, Laurence Fishburne, Hiroyuki Sanada, Shamier Anderson, Lance Reddick, Rina Sawayama, Scott Adkins, Ian McShane, Clancy Brown, Marko Zaror, George Georgiou, Rina Sawayama, Natalia Tena, e Bridget Moynahan

Data di uscita: 24 marzo

Are You There God? It’s Me, Margaret

Lionsgate nuovi film 2023Dopo aver debuttato nel ruolo di Cassie Lang nel MCU, Abby Ryder Fortson è protagonista di questo dramma adolescenziale, tratto dall’omonimo romanzo di Judy Blume. C’è anche un’altra connessione tra questa produzione Lionsgate e la Marvel, dato che Rachel McAdams interpreta sua madre.

Cast: Abby Ryder Fortson, Rachel McAdams, Benny Safdie, Kathy Bates, Gary Houston, Mia Dillon, Elle Graham, Amari Alexis Price, Katherine Kupferer, Isol Young, Zackary Brooks, Simms May, Mary Lauren Kennedy, JeCobi Swain, Landon Baxter, Kate MacCluggage, Aidan Wojtak-Hissong e Ronnie Paulley Jr.

Data di uscita: 28 aprile

About My Father

Lionsgate About My FatherLiberamente basato sul reale rapporto tra il comico Sebastian Maniscalco e suo padre, About My Father vede Maniscalco al fianco del leggendario Robert De Niro e, in base a quanto visto al CinemaCon l’anno scorso, potrebbe essere una valida controproposta a La sirenetta della Disney.

Cast: Sebastian Maniscalco, Robert De Niro, Leslie Bibb, Kim Cattrall, Brett Dier, Anders Holm e David Rasche

Data di uscita: 16 giugno

The Blackening

The Blackening LionsgateThe Blackening di Lionsgate sfiderà il tropo secondo cui il personaggio afroamericano è spesso il primo a morire nei film horror. La sinossi recita: “Sette amici di colore che partono per il fine settimana si ritrovano intrappolati in una baita con un killer vendicativo. La loro mentalità da uomini della strada e la loro conoscenza dei film horror li aiuterà a rimanere vivi? Probabilmente no”.

Cast: Grace Byers, Jermaine Fowler, Melvin Gregg e Jay Pharoah

Data di uscita: 30 giugno

Progetto senza titolo di Adele Lim

Dopo il suo ruolo di spicco in Emily in Paris di Netflix, Ashley Park ottiene un ruolo da protagonista nel debutto alla regia di Adele Lim, una commedia che “segue il viaggio di quattro donne che attraversano l’Asia alla ricerca di una delle loro madri naturali”.

Cast: Ashley Park, Sherry Cola, Stephanie Hsu, Sabrina Wu, Desmond Chiam, Alexander Hodge, Chris Pang, David Denman e Annie Mumolo

Data di uscita: 23 giugno

I mercenari 4

I mercenari tornano per la loro quarta avventura il prossimo autunno, con un film d’azione che li manderà a disinnescare un conflitto nucleare tra Stati Uniti e Russia. Con Sylvester Stallone che ha annunciato il suo ritiro dal ruolo di Barney Ross, sarà Lee Christmas ad essere protagonista.

Cast: Sylvester Stallone, Jason Statham, 50 Cent, Megan Fox, Dolph Lundgren, Tony Jaa, Iko Uwais, Randy Couture, Jacob Scipio, Levy Tran, Andy García, Sheila Shah e Eddie Hall

Data di uscita: 22 settembre

Saw X

Tobin Bell Saw nuovo film JigsawDopo Spiral senza Jigsaw, il franchise di Saw torna per il suo decimo capitolo con l’appropriato titolo Saw X, che vedrà Tobin Bell riprendere il suo ruolo iconico. I dettagli sulla trama non sono stati resi noti, ma la produzione comincerà all’inizio dell’anno.

Cast: Tobin Bell, Synnøve Macody Lund, Steven Brand, Michael Beach, Renata Vaca, Paulette Hernande, Joshua Okamoto e Octavio Hinojosa.

Data di uscita: 27 ottobre

The Hunger Games: La ballata dell’usignolo e del serpente

Hunger Games: La ballata dell'usignolo e del serpenteOtto anni dopo The Hunger Games: Il Canto della Rivolta – Parte 2, Lionsgate tornerà in quel mondo per un prequel basato sul romanzo del 2020 di Suzanne Collins La ballata dell’usignolo e del serpente. Il film sarà ambientato 64 anni prima degli eventi del primo film e seguirà un giovane Coriolanus Snow prima che diventi il cattivo della serie principale.

Cast: Tom Blyth, Rachel Zegler, Hunter Schafer, Jason Schwartzman, Burn Gorman, Peter Dinklage, Viola Davis, Fionnula Flanagan, Isobel Jesper Jones, Dakota Shapiro, Vaughan Reilly, George Somner, Carl Spencer, Scott Folan, Honor Gillies, Eike Onyambu, Konstantin Taffet, Michael Greco, e Daniela Grubert

Data di uscita: 17 novembre

Borderlands

Per qualche ragione, la Lionsgate ha mantenuto i dettagli su Borderlands segreti, ma con Eli Roth alla regia da una sceneggiatura scritta insieme a Craig Mazin (The Last of Us), ci dovrebbero essere le carte in regola per regalarci della pura e sana adrenalina.

Cast: Cate Blanchett, Kevin Hart, Jack Black, Jamie Lee Curtis, Ariana Greenblatt, Florian Munteanu, Haley Bennett, Édgar Ramírez, Bobby Lee, Olivier Richters, Janina Gavankar, Gina Gershon, Cheyenne Jackson, Charles Babalola, Benjamin Byron Davis, Steven Boyer, Ryann Redmond e Penn Jillette

Data di uscita: ancora da definire

Lionsgate-Twilight: ripartire, senza Robert Pattinson

0

A dispetto dei trionfi al botteghino dei vari Twilight e di The Hunger Games, le finanze della Lionsgate non sorridono. E se è vero che i prossimi film di The Hunger Games (si parla di almeno altri tre capitoli) rimpingueranno a dovere le casse della casa madre, è altrettanto vero che Twilight: Breaking Dawn Part 2, nelle sale in autunno, chiuderà la fortunata saga vampiresca, importantissimo rubinetto economico. La Lionsgate ha così cominciato a pensare seriamente a un reboot della serie; una rifondazione senza Robert Pattinson, intenzionato a prendere altre strade. In particolare, si vocifera di uno spin-off gravitante attorno alla vampira Bree Tanner, interpetata da Jodelle Ferland in Eclipse (2010). Le strade sono molteplici, e non va tralasciato il fatto che alcuni interpreti che fin’ora hanno popolato il franchise (come Kellan Lutz, volto di Emmett Cullen) potrebbero prender parte anche al “nuovo corso”. In attesa di novità e dettagli, possiamo mettere da parte la quasi certezza che Twilight, in un modo o nell’altro, ripartirà.

Fonte: Bloody Disgusting

Lionsgate vuole distribuire il nuovo film di Mel Gibson

0

Come riporta Hollywood Reporter, la Lionsgate è in trattative finali per l’acquisto dei diritti del nuovo film di Mel GibsonHacksaw Ridge, interpretato da Andrew Garfield.

A novembre era stato annunciato il nuovo film di Gibson, il quinto dietro la macchina da presa. Il Premio Oscar racconterà la storia dell’eroe di guerra Desmond T. Doss, insignito della medaglia d’onore durante la Seconda Guerra Mondiale, che avrà il volto di Garfield.

La sceneggiatura di Hacksaw Ridge è firmata da Robert Schenkkan e Randall Wallace: Gibson aveva già lavorato con quest’ultimo per Braveheart e We Were Soldiers. Il film è prodotto da Terry Benedict, Bill Mechanic, Steve Longi e David Permut, con un bilancio di 45 milioni di dollari.

Fonte

Lionsgate al lavoro sull’adattamento della graphic novel Z-Men

0
Lionsgate al lavoro sull’adattamento della graphic novel Z-Men

Mentre per la gioia di tutti gli amanti degli zombie The Walking Dead torna sugli schermi, la Lionsgate cavalca l’onda e annuncia il lancio di un progetto basato sulla graphic novel horror Z-Men di Jeff McComsey. Lo studio collaborerà quindi con la Double Take, costola della casa di produzione e distribuzione di videogiochi Take-Two, che ha pubblicato il fumetto diventato subito titolo di punta all’interno della sezione dedicata agli zombie.

zombie“Siamo lieti di ampliare il nostro rapporto con i nostri amici della Take-Two grazie alla partnership con la Double Take per portare Z-Men sul grande schermo”, fanno sapere i copresidenti della Lionsgate Rob Friedman e Patrick Wachsberger. “Continuiamo a diversificare il nostro portfolio con film tratti da romanzi, videogiochi e giochi da tavolo e siamo ansiosi di tradurre questa graphic novel in un film agghiacciante per gli spettatori e per gli appassionati di questo genere di fumetti.”

Dal canto suo, anche il general manager della Double Take, Bill Jemas, si è detto entusiasta della collaborazione: “Siamo lieti di ampliare la nostra partnership con Lionsgate, che ha la squadra giusta per portare sullo schermo i nostri fumetti. Non vediamo l’ora di vedere la creatività che useranno nel trasformare Z-Men in un film emozionante.”
Si tratta in realtà del secondo progetto che vede collaborare Lionsgate e Take-Two: la casa cinematografica ha infatti annunciato in agosto di essere al lavoro su un film basato sul videogioco Borderlands.

Fonte: Variety

Lionheart – Scommessa vincente: dal cast al finale, tutte le curiosità sul film

Grazie alle sue interpretazioni in numerosi film d’azione che sono diventati dei veri e propri cult, l’attore Jean-Claude Van Damme si è dimostrato uno dei più grandi esponenti di questo genere, accanto a nomi come Arnold Schwarzenegger, Sylvester Stallone, Steven Seagal e Bruce Willis. Dei suoi film, uno dei più noti è senza dubbio Lionheart – Scommessa vincente. Diretto da Sheldon Lettich, questo è considerato il lavoro della maturazione per Van Damme, che dopo Kickboxer – Vendetta personale e Senza esclusione di colpi, si mette alla prova con un’interpretazione particolarmente più impegnativa.

È lo stesso Lettich a raccontare che: “non ho esitato a dargli una quantità considerevole di dialoghi e sviluppo del personaggio durante tutto il film. Avevo fiducia che lui ci riuscisse, mentre prima nessuno credeva potesse far altro che tirare bei calci e semplici battute. Lionheart è stato il primo film a dimostrare che Van Damme era più di una semplice meteora”. È così che, ancora oggi, Lionheart – Scommessa vincente è considerato uno dei film in cui Van Damme fornisce una delle sue migliori prove attoriali, insieme anche a The Replicant.

Per gli ammiratori dell’attore o anche solo per gli appassionati del genere, si tratta dunque di un titolo da non perdere e da poter ora riscoprire grazie al suo passaggio televisivo. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a Lionheart – Scommessa vincente. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla descrizione del finale. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Lionheart - Scommessa vincente cast

La trama e il cast di Lionheart – Scommessa vincente

Protagonista del film è Lyon Gaultier, legionario sotto i comandi di Adjutant. Sebbene gli sia proibito abbandonare la sua missione, Lyon decide di fuggire per raggiungere il fratello a Los Angeles dal momento che quest’ultimo ha riportato gravi ferite a seguito dell’attacco di spietati trafficanti di droga. Per sottrarsi al comando di Adjutant, Lyon fugge prima nel deserto e poi lungo la costa. Spinto dal desiderio di tornare da suo fratello, Lyon trova infine aiuto in Joshua, che gli permette di partecipare ad alcuni incontri clandestini, così da poter guadagnare soldi e tornare in patria.

Ben presto i due diventano amici e Joshua introduce il legionario nel giro d’affari della facoltosa Cynthia. Incuriosita dal nuovo arrivato e affascinata dalle sue incredibili doti nella lotta, la donna lo ribattezza ‘Lionheart’ e punta una vera fortuna sulla sua vittoria. Incontro dopo incontro, Lyon e Joshua guadagnano la somma necessaria per tornare a Los Angeles. Qui Lyon avrà un accesso confronto con la cognata Hélène, distrutta dalla sorte del marito. Mentre tenta di risanare la sua famiglia, Lyon dovrà fare i conti con i sicari di Adjutant che ha ordinato la sua esecuzione.

Ad interpretare Lyon Gaultier vi è l’attore e artista marziale Jean-Claude Van Damme. Accanto a lui, nel ruolo di Joshua Eldridge vi è invece Harrison Page, mentre Lisa Pelikan interpreta Hélène Gaultier e Deborah Rennard ricopre il ruolo di Cynthia. L’attrice Ashley Johnson (principalmente nota per il ruolo di Ellie nei videogiochi The Last of Us e The Last of Us Parte II) compie qui il suo debutto cinematografico nel ruolo di Nicole, la nipote di Lyon. Completano il cast Brian Thompson nel ruolo di Russell, Voyo Goric in quello del Sergente Hartog e Abdel Qissi in quello del lottatore Attilla.

Lionheart - Scommessa vincente Ashley Johnson Jean-Claude Van Damme

Il finale del film

Nel corso del film, visto che Lyon non trattiene le sue vincite e rifiuta le sue avance, Cynthia diventa sospettosa di lui e gelosa nei confronti di Hélène e mette il suo assistente Russell sulle tracce del legionario. Allo stesso modo, i due militari inviati a caccia di Lyon si appostano nell’appartamento di Hélène e alla fine cercano di catturarlo: quest’ultimo viene però salvato da Russell ma subisce la rottura di una costola. Hélène, che ha assistito all’aggressione, scopre la verità sulla polizza assicurativa inesistente e riconosce finalmente Lyon come zio di Nicole.

Cynthia organizza a quel punto un combattimento tra Lyon e Attila, un lottatore imbattuto, e accetta di consegnare il legionario ai militari dopo lo scontro. Rendendosi conto che Lyon è ferito, Joshua cerca senza successo di convincerlo a rinunciare al combattimento. Durante il combattimento, Attila nota la ferita alla costola di Lyon e la sfrutta appieno. Quando sembra aver vinto lo scontro, avendo mandato al tappeto più volte il suo avversario, Joshua implora Lyon ad arrendersi e si offre di dividere la vincita della sua scommessa contro Lyon.

Questo fa arrabbiare Lyon, che raccoglie le forze residue per sconfiggere Attila con una serie brutale di calci, ginocchiate e pugni. Lyon colpisce Attila privo di sensi ma lo risparmia, lasciando Cynthia con un grosso debito e la sua famiglia sistemata grazie alla sua stessa puntata vincente. I militari catturano Lyon ma, dopo aver sentito il pianto della nipote all’addio di lui, sentono il rimorso e lo rilasciano a un paio di isolati di distanza e gli augurano buona fortuna per la sua nuova vita in America. Il film si conclude così con Lyon che si riunisce alla sua famiglia e a Joshua.

Il trailer di Lionheart – Scommessa vincente

Sfortunatamente il film non è presente su nessuna delle piattaforme streaming attualmente attive in Italia. È però presente nel palinsesto televisivo di lunedì 19 luglio alle ore 21:20 sul canale Rai 4. Di conseguenza, per un limitato periodo di tempo sarà presente anche sulla piattaforma Rai Play, dove quindi lo si potrà vedere anche oltre il momento della sua messa in onda. Basterà accedere alla piattaforma, completamente gratuita, per trovare il film e far partire la visione.

Lioness: la seconda stagione dal 27 ottobre con Zoe Saldaña

0
Lioness: la seconda stagione dal 27 ottobre con Zoe Saldaña

Paramount+ ha annunciato che l’attesissima seconda stagione della serie originale Operazione Speciale: Lioness debutterà con due episodi in anteprima domenica 27 ottobre, in esclusiva su Paramount+ in Italia, negli Stati Uniti e nei mercati internazionali in cui il servizio è disponibile. Dal candidato all’Oscar Taylor Sheridan, il thriller di spionaggio è attualmente girato in Texas. Il cast stellare della serie comprende la protagonista e produttrice esecutiva Zoe Saldaña, Laysla De Oliveira, Genesis Rodriguez, il candidato all’Emmy Michael Kelly, il premio Oscar Morgan Freeman e il Premio Oscar e vincitrice dell’Emmy Nicole Kidman, che è anche Produttrice Esecutiva. La serie è prodotta da MTV Entertainment Studios e 101 Studios.

Mentre la lotta della CIA contro il terrorismo si avvicina, Joe (Saldaña), Kaitlyn (Kidman) e Byron (Kelly) arruolano un nuovo agente Lioness per infiltrarsi in una minaccia precedentemente sconosciuta. Con una pressione crescente da tutte le parti, Joe è costretta a scontrarsi con i grandi sacrifici personali che ha fatto per essere leader del programma Lioness. Nel cast della serie figurano anche Dave Annable, Jill Wagner, LaMonica Garrett, James Jordan, Austin Hébert, Jonah Wharton, Thad Luckinbill e Hannah Love Lanier.

La serie è prodotta da Taylor Sheridan, David C. Glasser, Zoe Saldaña, Nicole Kidman, Ron Burkle, Bob Yari, David Hutkin, Jill Wagner, David Lemanowicz, Geyer Kosinski, Michael Friedman e Keith Cox e distribuita da Paramount Global Content Distribution.

La prima stagione di LIONESS ha stabilito un nuovo record come serie in anteprima mondiale più vista sul servizio nel giorno del lancio.

LIONESS fa parte della crescente lista di prodotti Sheridan su Paramount+, che include 1883, MAYOR OF KINGSTOWN, LAWMEN: BASS REEVES, la prossima serie LANDMAN, così come la seconda stagione di TULSA KING e 1923.

Lioness con Zoe Saldana avrà una scenda stagione!

0
Lioness con Zoe Saldana avrà una scenda stagione!

Lioness è stata rinnovata per la seconda stagione da Paramount+, secondo quanto riportato da Variety. Precedentemente intitolata “Operazione Speciale: Lioness“, la serie ha debuttato con la prima stagione sul canale di streaming nel luglio 2023. La serie è stata creata da Taylor Sheridan, che l’ha prodotta nell’ambito del suo ampio contratto globale con Paramount.

La serie è interpretata da Zoe Saldana, Laysla De Oliveira, Nicole Kidman, Michael Kelly e Morgan Freeman. Morgan Freeman sarà un series regular nella seconda stagione. Nel cast anche Dave Annable, Jill Wagner, LaMonica Garrett, James Jordan, Austin Hébert, Jonah Wharton e Hannah Love Lanier.

Il nostro pubblico di Paramount+ si è unito clamorosamente a sostegno della storia avvincente e globale di ‘Lioness’ e delle eccezionali interpretazioni di Zoe Saldaña, Laysla De Oliveira e Nicole Kidman“, ha dichiarato Jeff Grossman, vicepresidente esecutivo della programmazione di Paramount+. “Non vediamo l’ora di vedere la suspense e l’azione che Taylor Sheridan e il suo team di incredibile talento ci regaleranno nella seconda stagione“.

Di cosa parla Operazione Speciale: Lioness?

La serie, che si ispira a un vero programma militare americano, segue la vita di Joe (Saldaña) “mentre tenta di bilanciare la sua vita personale e professionale come punta di diamante della CIA nella guerra al terrorismo”, secondo il logline ufficiale.

Lioness ha conquistato il pubblico di tutto il mondo diventando una delle prime serie globali più viste su Paramount+ lo scorso anno“, ha dichiarato Chris McCarthy, Office of the CEO, Paramount Global e presidente e CEO di Showtime/MTV Entertainment Studios. “Guidata dalla magistrale narrazione di Taylor Sheridan e dalle straordinarie interpretazioni di Nicole Kidman e Zoe Saldaña, la seconda stagione promette di immergere il pubblico in un altro avvincente e adrenalinico viaggio“.

Secondo Paramount, la serie ha totalizzato quasi 6 milioni di spettatori nella prima settimana su Paramount+ e nell’anteprima lineare andata in onda su Paramount Network.

Taylor Sheridan è produttore esecutivo della serie insieme a Saldaña, Kidman e Wagner. David C. Glasser, Ron Burkle, Bob Yari, David Hutkin, David Lemanowicz, Geyer Kosinski, Michael Friedman e Keith Cox sono anche produttori esecutivi. La serie è prodotta da MTV Entertainment Studios e 101 Studios ed è distribuita da Paramount Global Content Distribution.

Lioness 3: Paramount+ svela il teaser ufficiale e annuncia la data di uscita della nuova stagione

0

Paramount+ ha pubblicato il teaser trailer ufficiale della terza stagione di Operazione speciale: Lioness, confermando il ritorno dell’acclamato thriller di spionaggio creato da Taylor Sheridan. La nuova stagione debutterà in esclusiva sulla piattaforma a partire dal 2 agosto, riportando sullo schermo Zoe Saldaña e Nicole Kidman nei rispettivi ruoli di Joe e Kaitlyn, sempre più coinvolte in una guerra segreta che questa volta assume contorni profondamente personali.

Dopo il successo delle prime due stagioni, Lioness continua a espandere il proprio universo narrativo, consolidandosi come una delle produzioni più apprezzate dell’universo televisivo firmato Sheridan. Il teaser anticipa una nuova escalation di tensioni internazionali, con reti clandestine, agenti stranieri e tradimenti che minacciano di destabilizzare non solo le operazioni sul campo, ma anche la vita privata dei protagonisti.

La serie vede ancora una volta Zoe Saldaña e Nicole Kidman non solo davanti alla macchina da presa, ma anche nel ruolo di produttrici esecutive, confermando il loro coinvolgimento creativo in un progetto che continua a distinguersi per il suo approccio realistico al mondo dell’intelligence e delle operazioni speciali

La missione più personale di Joe porta Lioness verso una nuova fase della serie

Secondo la sinossi ufficiale, la terza stagione porterà Joe a confrontarsi con una minaccia più vicina che mai. Mentre nuove informazioni emergono e vecchie certezze iniziano a sgretolarsi, il personaggio interpretato da Zoe Saldaña dovrà trovare un difficile equilibrio tra il proprio dovere e la protezione della famiglia. Al suo fianco continueranno a operare Kaitlyn Meade (Nicole Kidman) e Byron Westfield (Michael Kelly), impegnati a fronteggiare avversari che agiscono nell’ombra e che sembrano sempre un passo avanti.

Il teaser suggerisce una stagione caratterizzata da un tono ancora più cupo e paranoico rispetto al passato. Se nelle prime due stagioni la serie si concentrava soprattutto sulle operazioni sotto copertura e sulle conseguenze geopolitiche delle missioni, i nuovi episodi sembrano voler spostare il conflitto su un piano più intimo e personale. È una direzione coerente con l’evoluzione dei personaggi costruita da Sheridan, autore che ha spesso raccontato protagonisti costretti a sacrificare la propria vita privata in nome di una causa più grande.

Nel cast tornano anche Morgan Freeman, Michael Kelly, Laysla De Oliveira, Dave Annable, Jill Wagner, LaMonica Garrett, James Jordan, Genesis Rodriguez, Austin Hébert, Jonah Wharton, Thad Luckinbill, Hannah Love Lanier e Ian Bohen.

Prodotta da Paramount Television Studios e 101 Studios, Lioness continua a essere uno dei titoli di punta della piattaforma streaming. Le prime due stagioni sono già disponibili in esclusiva su Paramount+, mentre la terza stagione debutterà dal 2 agosto.

Lioness 2: trailer dei nuovi episodi con Zoe Saldana

0
Lioness 2: trailer dei nuovi episodi con Zoe Saldana

Paramount+ ha presentato oggi il trailer dell’attesissima seconda stagione di Operazione Speciale: Lioness, il thriller di spionaggio del candidato all’Oscar Taylor Sheridan. La seconda stagione, composta da otto episodi, sarà trasmessa in anteprima domenica 27 ottobre, con due episodi, esclusivamente su Paramount+ negli Stati Uniti e nei mercati internazionali in cui il servizio è disponibile.

Operazione Speciale: Lioness vanta un cast stellare, tra cui la protagonista e produttrice esecutiva della serie Zoe Saldaña, Laysla De Oliveira, Genesis Rodriguez e il candidato all’Emmy Award Michael Kelly, con il premio Oscar Morgan Freeman e il premio Oscar, vincitrice dell’Emmy e produttrice esecutiva Nicole Kidman. La serie è prodotta da MTV Entertainment Studios e 101 Studios in esclusiva per Paramount+.

La trama della seconda stagione di Lioness

Nella seconda stagione, mentre avanza la lotta al terrorismo da parte della CIA, Joe (Saldaña), Kaitlyn (Kidman) e Byron (Kelly) arruolano una nuova agente Lioness per infiltrarsi all’interno di una minaccia finora sconosciuta. La crescente pressione costringe Joe a confrontarsi con i profondi sacrifici personali che ha fatto come leader del programma Lioness. La serie è interpretata anche da Dave Annable, Jill Wagner, LaMonica Garrett, James Jordan, Austin Hébert, Jonah Wharton, Thad Luckinbill e Hannah Love Lanier.

Tra i produttori esecutivi della serie, Taylor Sheridan, David C. Glasser, Zoe Saldaña, Nicole Kidman, Ron Burkle, Bob Yari, David Hutkin, Jill Wagner, David Lemanowicz, Geyer Kosinski, Michael Friedman e Keith Cox, e distribuita da Paramount Global Content Distribution.

Lioness – stagione 3: un attore di Yellowstone nel cast

0
Lioness – stagione 3: un attore di Yellowstone nel cast

La serie di Taylor Sheridan Lioness  ha aggiunto un attore di Yellowstone al suo cast, rivelando nuovi dettagli sui personaggi all’inizio della produzione. Dopo una lunga attesa, Lioness – stagione 3 è stata ufficialmente rinnovata da Paramount+ ad agosto. L’annuncio, arrivato quasi 10 mesi dopo il finale della stagione 2, ha confermato che le vincitrici dell’Oscar Zoe Saldaña e Nicole Kidman torneranno nei panni di Joe McNamara e Kaitlyn Meade.

Il dramma si concentra sulle operazioni della CIA, con Joe e Kaitlyn tra coloro che reclutano nuovi agenti per affrontare nuove minacce. Ma lungo il percorso, Joe si ritrova a chiedersi se i metodi e i suoi sacrifici personali valgano la pena di essere il leader del programma Lioness, con volti familiari che entrano ed escono dal grande ensemble.

Ora, Variety riporta che la star di Yellowstone Ian Bohen si è unito al cast di Lioness come personaggio fisso. Noto per i suoi ruoli di Peter Hale nella serie Teen Wolf e Ryan in Yellowstone, Bohen interpreterà Grady, un personaggio descritto come un “operatore della Delta Force che segue le regole alla lettera e addestratore di cani da combattimento, esperto in tattiche di guerra”.

La notizia dell’aggiunta di Bohen arriva insieme alla rivelazione che la produzione del dramma d’azione è attualmente in corso presso gli SGS Studios in Texas. L’attore, noto anche per i suoi ruoli in Mad Men e Superman & Lois, si unisce al cast di Lioness che include Laysla De Oliveira, Morgan Freeman, Michael Kelly, Genesis Rodriguez, Dave Annable, Jill Wagner e LaMonica Garrett, tra gli altri.

La nuova stagione di Lioness segna il quarto progetto di Bohen con Sheridan. Oltre al ruolo di Ryan in Yellowstone, Bohen è apparso nel film di Sheridan Wind River. Ha anche recitato in Sicario: Day of the Soldado, il sequel di Sicario, scritto da Sheridan. Fa parte della cerchia di attori con cui Sheridan lavora spesso, dato che è presente in tutte le stagioni di Yellowstone.

Nel finale della seconda stagione di Lioness, Joe e Kaitlyn compiono entrambi mosse importanti. L’episodio conclude gran parte delle storie principali della stagione, anche se rimane il suggerimento che Joe avrà molto altro da affrontare in futuro. L’arrivo di Bohen nei panni di Grady potrebbe complicare la situazione, a seconda di dove finiranno le sue alleanze e di come influenzerà il ricorrente senso di disagio di Joe riguardo al suo lavoro.

Gli show di Sheridan su Paramount+ definiscono essenzialmente lo streamer. Almeno in parte, ciò dipende dal fatto che, oltre a scritturare volti molto noti, avrà a disposizione un gruppo ricorrente di attori su cui potrà contare per popolare i suoi show. Nel complesso, è troppo presto per dire quale sarà l’impatto di Bohen sulla nuova stagione di Lioness, ma le possibilità sono molte.

Il ruolo di Bohen in Lioness lo mantiene anche nell’orbita generale di Sheridan, aumentando la possibilità e la facilità con cui il lavoratore del ranch Ryan potrebbe potenzialmente apparire in uno qualsiasi degli attuali spin-off di Yellowstone, come la prossima serie Beth and Rip. Nel complesso, è una buona notizia per i fan di un volto familiare proveniente da un’ampia varietà di drammi che spaziano dal soprannaturale e dai supereroi ai western.

Lionel Richie: la Disney pensa al musical in stile Mamma Mia!

0
Lionel Richie: la Disney pensa al musical in stile Mamma Mia!

Arriva da Variety la notizia che i Walt Disney Studios starebbero sviluppando un nuovo musical basato sull’iconico repertorio di Lionel Richie, il celebre cantante e compositore statunitense, vera e propria iconica della musica anni ’80.

Il titolo del progetto, ancora in una fase iniziale di sviluppo, sarebbe All Night Long, come omaggio ad una delle più celebri hit del cantante. Nel live action, che dovrebbe essere destinato alle sale cinematografiche e non alla piattaforma di streaming Disney+, verranno utilizzati alcuni dei più noti successi musicali di Richie, famoso per canzoni quali Endless Love, We Are the World, Hello, Say You, Say Me e Truly. 

Lionel Richie sarà coinvolto nel progetto in qualià di produttore esecutivo insieme al suo manager Bruce Eskowitz e a Dana Brunetti e Matt Del Piano. La sceneggiatura è stata invece affidata a Peter Chiarelli (co-sceneggiatore di Crazy & Rich), che sarebbe già al lavoro sulla prima stesura. Al momento non si conoscono i dettagli sulla trama, ma è chiaro che il progetto sarà molto più simile ad un’operazione come Mamma Mia! che ad un biopic come Bohemian Rhapsody.

Dopo essere divenuto il frontman dei Commodores, famosa band degli anni ’70, dal 1982 Lionel Richie ha intrapreso la carriera di solista, vendendo oltre 100 milioni di dischi. È uno degli artisti che ha venduto più dischi nel mondo.

Lionel Messi: Apple Tv+ annuncia una docuserie sul campione argentino

0

Apple TV+ ha annunciato una nuova docuserie in quattro parti prodotta dalla SMUGGLER Entertainment, con un esclusivo dietro le quinte della star mondiale Lionel Messi, che è considerato il più grande di tutti i tempi in uno sport seguito da oltre cinque miliardi di fan nel mondo. La serie è stata girata a Parigi, in Qatar e in Argentina, seguendo il sette volte vincitore del Pallone d’Oro attraverso le sue cinque presenze alla Coppa del Mondo e la vittoria dell’Argentina nella Coppa del Mondo Qatar 2022, in una delle finali più emozionanti della storia. Con le sue stesse parole, Messi racconta la storia della sua incredibile carriera con la nazionale di calcio dell’Argentina, fornendo uno sguardo intimo e senza precedenti sulla ricerca di una vittoria nella Coppa del Mondo.

Pochi giorni prima dell’inizio del torneo, Messi ha detto ai registi: “Sarebbe un’esperienza fantastica vincere una Coppa del Mondo e poter chiudere la mia carriera così. Sono anni che lo sogno e lotto per questo. Ho immaginato un milione di possibilità su cosa potrebbe succedere… la prima partita, gli ottavi di finale, i quarti di finale, la semifinale e la finale. E lo vivrò come qualcosa di speciale, perché è l’ultimo mondiale. Concludere la carriera vincendo una Coppa del Mondo sarebbe il coronamento di un sogno”. Nel giro di poche settimane, e di fronte a un pubblico da record, Leo Messi ha consolidato il suo posto nel pantheon dello sport alzando la Coppa del Mondo.

Il documentario attualmente senza titolo è prodotto dal vincitore dell’Emmy Award Tim Pastore (“Free Solo”, “Jane”), dai vincitori dell’Emmy e del Tony Award Patrick Milling Smith e Brian Carmody, e dal vincitore dell’Emmy Award Matt Renner (“Free Solo”, “Limitless with Chris Hemsworth”) di SMUGGLER Entertainment, insieme a Jon Henion (“Welcome to Wrexham”) e Juan Camilo Cruz (“In Her Hands”). La serie è prodotta per Apple da SMUGGLER Entertainment e prodotta in associazione con Pegsa.

I resgisti hanno seguito Messi durante l’emozionante Coppa del Mondo Qatar 2022, fornendoci immagini uniche del prima, durante e dopo la monumentale impresa del consolidamento di un campione. Dai campi di allenamento del Qatar al caos delle riunioni con la stampa fino alla tranquilla contemplazione della stanza privata di Messi, la serie mette in luce un’emozionante mescolanza del mondo pubblico e privato del miglior atleta vivente del pianeta, nonché quello dei suoi fedeli sostenitori in tutta l’Argentina e di coloro che hanno compiuto il pellegrinaggio in Qatar. La serie presenta anche le interviste più personali fino ad oggi con Messi, insieme a conversazioni con compagni di squadra, allenatori, avversari, fan devoti e commentatori che testimoniano l’incredibile influenza e impatto che ha su una nazione e sul mondo, insieme alla grazia, forza d’animo e forza di volontà che ha dimostrato nel corso della sua carriera. La docuserie traccia il percorso drammatico della sua prima partita con la nazionale di calcio argentina, dove gli è stato mostrato un cartellino rosso nel suo primo minuto, e poi il peso di un paese sulle spalle attraverso diverse vittorie sfuggite della Coppa del Mondo, che lo hanno portato al suo ritiro anticipato nel 2016, e infine il ritorno per diventare campione mondiale ed essere incoronato miglior giocatore del torneo del 2022.

Lion: primo trailer del film con Dev Patel, Nicole Kidman e Rooney Mara

0

La Weinstein Company vuole dire la sua nella stagione dei premi con Lion, di cui è stato rilasciato il primo trailer ufficiale.

Il film, diretto da Garth Davis, è basato sul romanzo autobiografico di Saroo Brierley A Long Way Home e racconta proprio la storia di Saroo che, a cinque anni, addormentatosi su un treno si ritroverà catapultato a mille miglia di distanza dal suo villaggio a Calcutta. Dopo essere sopravvissuto a Kolkata, Saroo verrà adottato da una coppia australiana (Nicole KidmanDavid Wenham).

Una volta cresciuto (interpretato da Dev Patel), il giovane sentirà forte il richiamo del passato e con l’aiuto di Google Earth andrà alla ricerca della sua famiglia biologica. Rooney Mara impreziosisce il cast del film che debutterà al Festival di Toronto il 10 settembre, prima di approdare nelle sale americane il 25 novembre, data che ha visto lanciare i contendenti agli Oscar della TWC: negli anni passati, Il discorso del re e The Imitation Game.

Fonte

Lion vince l’ASC Award 2017 per la migliore fotografia

0

A dispetto dei pronostici, l’ASC Award 2017 incorona Lion e Greg Fraser per la migliore fotografia. Il premio del sindacato dei DOP (Director of Photography) ha quindi stravolto i pronostici e sorpreso, consegnando a Lion il suo secondo premio importante in una notte. Il regista del film, Garth Davis, ha infatti vinto ai DGA Awards 2017 nella categoria esordienti.

Il premio, così come l’Oscar, era andato negli ultimi tre anni al Chivo, ovvero Emmanuel Lubezki per Gravity, Birdman e The Revenant. A differenza degli altri premi dei sindacati, negli ultimi 31 anni solo per 13 volte il giudizio del ASC e quello dell’Academy si è allineato.

I premiati alla carriera della serata sono stati Denzel Washington e il President’s Award a Nancy Schneider.

Lion vince l’ASC Award 2017 per la miglire fotografia – tutti i vincitori

Theatrical Releas
Greig Fraser, ASC, ACS for “Lion”

Spotlight Award
Gorka Gomez Andreu, House Of Others

International Award
Philippe Rousselot, ASC, AFC

Bud Stone Award of Distinction
Frank Kay and Bruce Berke

Regular Series for Non-Commercial Television
Fabian Wagner, Game of Thrones, “Battle of the Bastards”

Career Achievement in Television
Ron Garcia, ASC

Television Movie, Miniseries or Pilot
Igor Martinovic, The Night Of, “Subtle Beast”

Presidents Award
Nancy Schreiber

ASC Board of Governors Award
Denzel Washington

Regular Series for Commercial Television
Tod Campbell, Robot, “eps2.0_unm4sk-pt1.tc” (USA)

CORRELATI

Oscar 2017: le nomination della 89ª edizione

Lion – La strada verso casa: trailer italiano del film con Dev Patel

0

Ecco il primo trailer italiano di Lion – La strada verso casa, il film di Garth Davis con protagonisti Dev Patel, Rooney Mara, David Wenham e Nicole Kidman. Il film è basato sull’omonimo libro la cui sceneggiatura è stata scritta da Luke Davies.

Trama: Arriva l’incredibile storia vera di Saroo, un bambino indiano che a 5 anni finisce sul treno sbagliato e si perde a Calcutta. Viene ritrovato dalle autorità ma non riesce a spiegare il suo luogo di provenienza, ha soltanto in mente l’immagine della stazione dalla quale era partito. Viene quindi adottato da una coppia australiana. Molti anni dopo, ormai adulto, decide, utilizzando Google Earth, di analizzare una per una tutte le stazioni ferroviarie dell’India finché non riesce a trovare quella giusta e a ricongiungersi con la famiglia di origine in un emozionante finale.

Lion recensione del film con Dev Patel

Il film, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2016, arriverà nelle sale italiane il prossimo 22 dicembre.