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Lion: primo trailer del film con Dev Patel, Nicole Kidman e Rooney Mara

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La Weinstein Company vuole dire la sua nella stagione dei premi con Lion, di cui è stato rilasciato il primo trailer ufficiale.

Il film, diretto da Garth Davis, è basato sul romanzo autobiografico di Saroo Brierley A Long Way Home e racconta proprio la storia di Saroo che, a cinque anni, addormentatosi su un treno si ritroverà catapultato a mille miglia di distanza dal suo villaggio a Calcutta. Dopo essere sopravvissuto a Kolkata, Saroo verrà adottato da una coppia australiana (Nicole KidmanDavid Wenham).

Una volta cresciuto (interpretato da Dev Patel), il giovane sentirà forte il richiamo del passato e con l’aiuto di Google Earth andrà alla ricerca della sua famiglia biologica. Rooney Mara impreziosisce il cast del film che debutterà al Festival di Toronto il 10 settembre, prima di approdare nelle sale americane il 25 novembre, data che ha visto lanciare i contendenti agli Oscar della TWC: negli anni passati, Il discorso del re e The Imitation Game.

Fonte

Lion vince l’ASC Award 2017 per la migliore fotografia

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A dispetto dei pronostici, l’ASC Award 2017 incorona Lion e Greg Fraser per la migliore fotografia. Il premio del sindacato dei DOP (Director of Photography) ha quindi stravolto i pronostici e sorpreso, consegnando a Lion il suo secondo premio importante in una notte. Il regista del film, Garth Davis, ha infatti vinto ai DGA Awards 2017 nella categoria esordienti.

Il premio, così come l’Oscar, era andato negli ultimi tre anni al Chivo, ovvero Emmanuel Lubezki per Gravity, Birdman e The Revenant. A differenza degli altri premi dei sindacati, negli ultimi 31 anni solo per 13 volte il giudizio del ASC e quello dell’Academy si è allineato.

I premiati alla carriera della serata sono stati Denzel Washington e il President’s Award a Nancy Schneider.

Lion vince l’ASC Award 2017 per la miglire fotografia – tutti i vincitori

Theatrical Releas
Greig Fraser, ASC, ACS for “Lion”

Spotlight Award
Gorka Gomez Andreu, House Of Others

International Award
Philippe Rousselot, ASC, AFC

Bud Stone Award of Distinction
Frank Kay and Bruce Berke

Regular Series for Non-Commercial Television
Fabian Wagner, Game of Thrones, “Battle of the Bastards”

Career Achievement in Television
Ron Garcia, ASC

Television Movie, Miniseries or Pilot
Igor Martinovic, The Night Of, “Subtle Beast”

Presidents Award
Nancy Schreiber

ASC Board of Governors Award
Denzel Washington

Regular Series for Commercial Television
Tod Campbell, Robot, “eps2.0_unm4sk-pt1.tc” (USA)

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Oscar 2017: le nomination della 89ª edizione

Lion – La strada verso casa: trailer italiano del film con Dev Patel

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Ecco il primo trailer italiano di Lion – La strada verso casa, il film di Garth Davis con protagonisti Dev Patel, Rooney Mara, David Wenham e Nicole Kidman. Il film è basato sull’omonimo libro la cui sceneggiatura è stata scritta da Luke Davies.

Trama: Arriva l’incredibile storia vera di Saroo, un bambino indiano che a 5 anni finisce sul treno sbagliato e si perde a Calcutta. Viene ritrovato dalle autorità ma non riesce a spiegare il suo luogo di provenienza, ha soltanto in mente l’immagine della stazione dalla quale era partito. Viene quindi adottato da una coppia australiana. Molti anni dopo, ormai adulto, decide, utilizzando Google Earth, di analizzare una per una tutte le stazioni ferroviarie dell’India finché non riesce a trovare quella giusta e a ricongiungersi con la famiglia di origine in un emozionante finale.

Lion recensione del film con Dev Patel

Il film, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2016, arriverà nelle sale italiane il prossimo 22 dicembre.

Lion – La strada verso casa: recensione del film con Dev Patel

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Lion – La strada verso casa: recensione del film con Dev Patel

Annunciandosi come uno dei protagonisti della prossima stagione dei premi a Hollywood, Lion – La strada verso casa fa parte della selezione ufficiale della Festa di Roma 2016. Diretto da Garth Davis, il film vede protagonista Dev Patel (The Millionaire) affiancato da Rooney Mara, Nicole Kidman e David Wenham.

Il racconto di Lion – La strada verso casa è basato sulle memorie di Saroo Brierley che ripercorre la straordinaria vicenda che lo ha visto protagonista: all’età di 5 anni Saroo sale per sbaglio su un treno che lo conduce a Calcutta, lasciandosi alle spalle la famiglia e il piccolo villaggio indiano dove è nato. Sperduto nella caotica metropoli, Saroo viene portato in un centro di accoglienza per orfani e poi adottato da una benestante coppia australiana. All’età di 25 anni, il bimbo ormai uomo ha scordato il suo passato. Ma basta un profumo, un sapore, come per Proust e le madeleine, a fargli ricordare una vita dimenticata. Il giovane uomo si mette così sulle tracce del suo villaggio e di sua madre.

Lion – La strada verso casa, la storia vera di Saroo Brierley

Tratta da una storia vera, la vicenda di Lion è la classica storia che scalda il cuore, che sembra essere stata messa insieme da un abile sceneggiatore che conosce tutte le regole per portare sullo schermo una fiaba. Eppure, l’incredibile diventa molto più efficace di milioni di storie inventate quando viene portato al cinema e consegnato al grande pubblico, affamato di lieto fine.

Impostato come classico racconto hollywoodiano, farcito di personaggi buoni e di rassicuranti situazioni, nonostante la storia di fondo, Lion rivendica la sua bellezza nella prima parte, ambientata in  India, con protagonista lo straordinario Sunny Pawar, giovanissimo interprete di Saroo bambino, che con avidità scruta il mondo nuovo e caotico che si trova ad affrontare in completa solitudine, attraverso due occhi magnetici, dolci e curiosi. La seconda parte della storia, con Patel che occupa la scena, è quella con un ritmo cinematograficamente più incalzante ma allo stesso tempo meno originale.

Lion - La strada verso casa

Toccando temi importanti come l’importanza delle radici e della famiglia, Lion ha anche il pregio di offrire a Nicole Kidman uno dei suoi migliori ruoli dai tempi di Fur (2006) e di rinnovare l’immagine di Dev Patel come attore versatile e finalmente libero dalla “condanna” del suo ruolo più famoso.

Il film di Davis è senza dubbio un prodotto per il grande pubblico, una storia confortante e un baluardo di gioia in un mondo dove la tragedia è effettivamente imperante. Nonostante l’insito atteggiamento di superiorità nei confronti di un racconto così “buono”, anche lo spettatore più cinico ha bisogno, di tanto in tanto, di una calda pacca sulla spalla.

Lion – La strada verso casa: la storia vera dietro il film

Lion – La strada verso casa: la storia vera dietro il film

Lion – La strada verso casa (qui la recensione) è un film del 2016 diretto da Garth Davis e tratto dalla straordinaria storia vera di Saroo Brierley, un bambino indiano che, dopo essersi perso a cinque anni, viene adottato da una famiglia australiana e, da adulto, tenta di ritrovare le proprie origini grazie alle nuove tecnologie. Il film si colloca nel solco del biopic drammatico contemporaneo, ma lo fa con una sensibilità particolare: invece di concentrarsi solo sull’evento eccezionale, esplora con delicatezza il viaggio emotivo e identitario del protagonista, trasformando il racconto di una ricerca geografica in un percorso interiore di riscoperta personale.

Attraverso uno stile visivo intimo e un approccio narrativo che unisce realismo e poesia, Lion – La strada verso casa affronta temi universali come l’abbandono, il legame familiare, la memoria e il bisogno di appartenere a un luogo. La prima parte, profondamente radicata nella realtà sociale dell’India più povera, si contrappone alla seconda, ambientata in Australia, dove il protagonista cresce circondato da affetto ma tormentato da una mancanza che non riesce a colmare. Questo equilibrio tra dimensione emotiva e ricostruzione storica contribuisce a dare al film una forte risonanza umana.

Il cast sostiene pienamente la potenza narrativa del racconto: Dev Patel interpreta Saroo adulto con intensità e misura, mentre Nicole Kidman offre una delle sue prove più toccanti nel ruolo della madre adottiva. Il giovane Sunny Pawar, sorprendente nella parte del piccolo Saroo, regge l’intero primo segmento del film con una naturalezza rara. Nel resto dell’articolo si approfondirà la storia vera che ha ispirato Lion – La strada verso casa, ricostruendone i passaggi fondamentali e confrontandoli con la versione cinematografica.

Nicole Kidman in Lion - La strada verso casa
Nicole Kidman in Lion – La strada verso casa

La trama di Lion – La strada verso casa

Il film racconta la storia di Saroo, un bambino di cinque anni che vive con la sua povera famiglia a Khandwa, un piccolo villaggio dell’India centrale. Insieme a suo fratello più grande trascorre le giornate a raccogliere metalli per poi rivenderli e guadagnare qualche soldo. Una notte i due devono lavorare in una stazione, ma il piccolo Saroo è talmente stanco che si addormenta sulla panchina di fronte ai vagoni. Quando si risveglia è solo e spaventato, non trova più il fratello e, non sapendo cosa fare, decide di salire su un treno vuoto. Questo, però, non fa alcuna fermata e lo porta direttamente a Calcutta, a quasi duemila chilometri da casa.

Il bambino cerca di sopravvivere, nonostante non parli la lingua del posto. Inizialmente viene avvicinato da brutte persone che vogliono venderlo, poi riesce a scappare e finisce in commissariato, dove lo fotografano per diffondere la sua immagine sperando che qualcuno chieda di lui. Passano i giorni e il piccolo viene trasferito in un orfanotrofio, dove un’assistente sociale riesce a trovargli una nuova famiglia: una coppia di australiani benestanti. Quando diventa grande Saroo (Dev Patel), però, la voglia di cercare la sua vera madre lo porterà ad affrontare il viaggio più importante della sua vita.

La storia vera dietro il film

Saroo nasce nel 1981 a Ganesh Talai, un sobborgo di Khandwa, nel Madhya Pradesh, India; la sua famiglia vive in povertà, dopo che il padre abbandona moglie e figli. Nel 1986, all’età di cinque anni, suo fratello maggiore parte per lavoro in un’altra città e Saroo, seguendolo, si addormenta su una panchina in stazione: al risveglio, non trova più il fratello e, per disperazione, sale su un treno fermo, che partirà portandolo lontano, fino a Calcutta, a migliaia di chilometri di distanza dalla sua casa.

Dev Patel in Lion - La strada verso casa
Dev Patel in Lion – La strada verso casa

Rimasto solo, disorientato, incapace di spiegare da dove provenga, perché parla hindi, non bengalese, vive per strada, sopravvive grazie a espedienti, poi finisce in un orfanotrofio. Nel 1987, viene adottato da una coppia australiana e cresce in Tasmania con un nuovo nome, famiglia e prospettive. Pur avendo una vita stabile e affettuosa in Australia, Saroo non dimentica le sue origini: per molti anni mantiene dentro di sé il dolore dell’abbandono e il ricordo vago di quella notte che lo separò dalla famiglia.

Da adulto, dopo aver scoperto i moderni strumenti di mappatura satellitare, decide di tentare una ricerca della sua terra d’origine usando Google Earth. Calcola la distanza che il treno avrebbe percorso, disegna un cerchio intorno a Calcutta e, tra migliaia di stazioni, inizia a selezionare quelle che potrebbero corrispondere al punto di partenza. Dopo anni di ricerche e incroci di dati, nel 2012 individua di nuovo Khandwa, con la speranza di ritrovare la madre e la famiglia che aveva perso. Si reca in India e, con l’aiuto di abitanti locali e fotografie, riesce a risvegliare la memoria collettiva del villaggio: sua madre biologica è viva e, dopo 25 anni, finalmente lo rincontra.

Il film riflette piuttosto fedelmente i momenti essenziali di questa storia, la perdita, l’adozione, la vita lontano, la ricerca ossessiva con Google Earth e infine il ritorno. Alcune compressioni narrative e licenze artistiche riguardano dettagli minori, ma Saroo stesso, autore del memoir da cui il film è tratto, ha dichiarato che molte scene, come certe flashback, nascono da ricordi reali. In sintesi: la pellicola mantiene l’essenza della vicenda, rispettando la verità dei fatti principali e rendendola accessibile con grande intensità emotiva.

Lion – La strada verso casa: la spiegazione del finale del film

Lion – La strada verso casa: la spiegazione del finale del film

Lion – La strada verso casa (leggi qui la recensione), diretto da Garth Davis, segna il debutto alla regia del regista australiano, successivamente occupatosi di Maria Maddalena e Il nemico. Il film si basa su una storia vera, raccontando la vicenda di Saroo Brierley, un bambino indiano che si perde a migliaia di chilometri da casa e viene adottato da una famiglia australiana, per poi cercare di ritrovare i propri genitori biologici da adulto. La vicenda reale conferisce al film un forte impatto emotivo, fondendo elementi drammatici e di biopic con una narrazione toccante e coinvolgente.

Il film appartiene al genere drammatico-biografico e mette in luce temi universali come la famiglia, l’identità e la perseveranza. Il cast vede Dev Patel nel ruolo di Saroo adulto, Rooney Mara nei panni della sua compagna Lucy e David Wenham come suo padre adottivo. La performance dei giovani attori, Sunny Pawar e Nicole Kidman, che interpreta la madre adottiva, contribuisce a rendere credibile la dimensione emotiva della vicenda, facendo emergere la tensione tra perdita, speranza e determinazione.

Lion – La strada verso casa ha riscosso un ampio successo di critica e pubblico, ricevendo numerose nomination ai premi cinematografici più importanti, tra cui sei candidature agli Oscar, tra cui Miglior Film e Miglior Attore Non Protagonista per Patel, e numerosi riconoscimenti ai BAFTA. Il film è stato elogiato per la sensibilità con cui tratta la storia reale, la regia di Davis e la capacità di bilanciare dramma e speranza. Nel resto dell’articolo verrà proposta una spiegazione del finale, chiarendo come esso riassuma e concluda i temi di famiglia, identità e ricerca delle radici.

Nicole Kidman in Lion - La strada verso casa
Nicole Kidman in Lion – La strada verso casa

La trama di Lion – La strada verso casa

Il film racconta la storia di Saroo, un bambino di cinque anni che vive con la sua povera famiglia a Khandwa, un piccolo villaggio dell’India centrale. Insieme a suo fratello più grande trascorre le giornate a raccogliere metalli per poi rivenderli e guadagnare qualche soldo. Una notte i due devono lavorare in una stazione, ma il piccolo Saroo è talmente stanco che si addormenta sulla panchina di fronte ai vagoni. Quando si risveglia è solo e spaventato, non trova più il fratello e, non sapendo cosa fare, decide di salire su un treno vuoto. Questo, però, non fa alcuna fermata e lo porta direttamente a Calcutta, a quasi duemila chilometri da casa.

Il bambino cerca di sopravvivere, nonostante non parli la lingua del posto. Inizialmente viene avvicinato da brutte persone che vogliono venderlo, poi riesce a scappare e finisce in commissariato, dove lo fotografano per diffondere la sua immagine sperando che qualcuno chieda di lui. Passano i giorni e il piccolo viene trasferito in un orfanotrofio, dove un’assistente sociale riesce a trovargli una nuova famiglia: una coppia di australiani benestanti. Quando diventa grande Saroo (Dev Patel), però, la voglia di cercare la sua vera madre lo porterà ad affrontare il viaggio più importante della sua vita.

La spiegazione del finale del film

Dev Patel in Lion - La strada verso casa
Dev Patel in Lion – La strada verso casa

Il terzo atto del film si apre con Saroo ormai adulto e determinato a ritrovare la sua famiglia biologica. Dopo aver scoperto casualmente dettagli del suo passato e riconosciuto i luoghi della sua infanzia, inizia una ricerca metodica usando Google Earth. La scena mostra la tensione emotiva crescente mentre esplora virtualmente l’India, seguendo indizi geografici e familiari accumulati negli anni. La sequenza alterna immagini dei suoi ricordi d’infanzia a quelli della vita adulta, creando un contrasto tra il trauma della perdita e la speranza di ritrovare la madre e la sorella.

Saroo individua finalmente il villaggio di Ganesh Talai e si dirige verso la sua casa d’origine. L’incontro con la madre e la sorella è intensamente emotivo: pianti, abbracci e silenzi pieni di significato evidenziano il peso degli anni di separazione. La scoperta della morte del fratello maggiore Guddu introduce un dolore ineludibile ma rende la riunione ancora più preziosa, sottolineando la resilienza della madre che non ha mai perso la speranza. Il film si chiude con Saroo che comprende l’origine del suo vero nome, Sheru, “leone”, simbolo della sua forza interiore e del percorso compiuto.

Il finale porta a compimento il tema centrale della ricerca di identità e appartenenza. La perseveranza di Saroo nel ritrovare le sue radici dimostra come la memoria e il desiderio di riconciliazione possano guidare le azioni di un individuo. La tecnologia diventa uno strumento di connessione con il passato, ma è l’impegno emotivo e la volontà di affrontare il dolore che permettono la vera ricomposizione familiare. In questo senso, la conclusione sottolinea il potere dell’intenzione, della pazienza e della determinazione nel colmare le distanze tra presente e passato.

Lion – La strada verso casa

Il ricongiungimento con la madre e la sorella illustra come le ferite del passato possano essere mitigate dal contatto umano e dall’amore incondizionato. La scoperta della morte di Guddu e la rivelazione del nome originale Sheru aggiungono profondità simbolica: Saroo riappropriandosi della propria storia personale, completa il suo percorso di crescita e di autoaccettazione. Il film enfatizza che la famiglia non è solo legame di sangue, ma anche dedizione, speranza e memoria condivisa. Il finale evidenzia inoltre il contrasto tra perdita e riconciliazione come parte integrante dell’esperienza umana.

Lion – La strada verso casa lascia allo spettatore un messaggio potente sui temi della resilienza, dell’identità e della forza dei legami familiari. La storia di Saroo mostra che, anche dopo decenni di separazione e difficoltà, la volontà di ritrovare le proprie origini può portare a una riconciliazione significativa. Il film celebra la determinazione, l’amore e la speranza come strumenti essenziali per affrontare il trauma e le sfide della vita. Attraverso la ricerca e la riunione finale, lo spettatore comprende che la vera casa è sia fisica che emotiva, e che il viaggio per ritrovarla è un atto di coraggio e crescita personale.

LEGGI ANCHE: Lion – La strada verso casa: la storia vera dietro il film

Lion – La strada verso casa: al cinema la storia di Saroo Brierley

Immaginate un bambino indiano di cinque anni perso negli slum di Calcutta, adottato poi da una coppia australiana, e che venticinque anni dopo ritrova la via di casa per riabbracciare i suoi familiari. Potrebbe essere la trama di un semplice spot natalizio, invece è l’incredibile storia vera di Saroo Brierley, e il film in questione è Lion – La strada verso casa (qui la recensione) di Garth Davis.

Tratto dal libro di memorie La lunga strada per tornare a casa, scritto in prima persona proprio dal protagonista, Lion si presenta come un film emozionante che scalderà i cuori di chi crede ancora nei sogni e nel lieto fine, o alimenterà la speranza di chi, nonostante tutto, continua a non arrendersi alle avversità della vita. Saroo (Sunny Pawar, da bambino – Dev Patel, da adulto) è un bambino di cinque anni che vive con i genitori e i fratelli in un paesino dell’India. Un giorno, per sbaglio, sale su un treno e si ritrova, tutto solo, nella metropoli di Calcutta.

Dev Patel in Lion - La strada verso casa
Dev Patel in Lion – La strada verso casa

Lion – La strada verso casa: al cinema la storia vera di Saroo Brierley

Riesce a sopravvivere, finché le autorità lo trovano e lo danno in affidamento a una coppia australiana (Nicole Kidman, David Wenham). Venticinque anni dopo, supportato dalla famiglia, dalla fidanzata Lucy (Rooney Mara) e con l’aiuto di Google Earth, riesce a ritrovare la via di casa. Presentato in anteprima al Toronto International Film Festival, dove ha conquistato il secondo posto al Premio del Pubblico, il film sta continuando a ricevere consensi sia di pubblico sia di critica, grazie soprattutto alle interpretazioni dei suoi interpreti.

A partire da Dev Patel e una Nicole Kidman di nuovo in auge, con tanto di nomination ai Golden Globe (quattro totali: miglior film, miglior colonna sonora, miglior attore non protagonista, miglior attrice non protagonista), ai Critics’ Choise Awards e ai Screen Actor Guild, solo per citarne alcuni. Nel cast, oltre ai già citati Patel e Kidman, troviamo un’autentica sorpresa nel bambino Saroo interpretato da Sunny Pawar, Rooney Mara nei panni della fidanzata Lucy, David Wenham in quelli di John Brierley, Nawazuddin Siddiqui è Rawa, Priyanka Bose interpreta Kamla, Tannishtha Chatterjee è Noor, mentre Deepti Naval sarà Saroj Sood.

La sceneggiatura è stata scritta da Luke Davies, la fotografia è di Greg Faiser, il montaggio di Alexandre de Franceschi, mentre la colonna sonora è affidata a Dustin O’Halloran e Volker Bertelmann. Distribuito da Eagle Pictures, Lion vi aspetta al cinema dal 22 dicembre, con una storia vera che difficilmente dimenticherete.

di Martina Farci

Lino Banfi: 10 cose che non sai sull’attore

Lino Banfi: 10 cose che non sai sull’attore

Celebre interprete della commedia sexy degli anni Settanta e Ottanta, Lino Banfi, nome d’arte di Pasquale Zagaria, ha segnato la storia del cinema italiano con le sue popolari e sempre apprezzate interpretazioni. Considerato una vera e propria icona, Banfi si è fatto negli anni portatore di un’italianità da altri raramente rappresentata con altrettanta con altrettanto successo. Tra cinema e televisione, Banfi si è continuamente rinnovato, facendosi apprezzare da generazioni e generazioni di spettatori.

Ecco 10 cose che non sai di Lino Banfi.

Parte delle cose che non sai sull’attore

Lino Banfi Unesco

Lino Banfi: i suoi film e le serie TV

10. Ha recitato in celebri lungometraggi. Banfi debutta al cinema nel 1960 con il film Urlatori alla sbarra, per poi distinguersi in ruoli minori in una serie di titoli nel corso del decennio. Il grande successo arriva nel 1973, quando recita nel ruolo del protagonista in Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia. Da quel momento inizia ad acquisire sempre maggior popolarità grazie a film come La liceale nella classe dei ripetenti (1978), L’infermiera di notte (1979), L’onorevole con l’amante sotto il letto (1981), Vieni avanti cretino (1982), Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio (1983), L’allenatore nel pallone (1984), I pompieri (1985), con Paolo Villaggio, Il commissario Lo Gatto (1986), e Grandi magazzini (1986). Dirada poi le sue apparizioni, per tornare successivamente sul grande schermo con L’allenatore nel pallone 2 (2008), Le frise ignoranti (2015), con Francesco Pannofino e Quo vado? (2016), con Luca Medici.

9. Ha preso parte a diversi prodotti televisivi. Dal finire degli anni Novanta Banfi recita prevalentemente per alcuni film televisivi, come Nuda proprietà vendesi (1997), con Alessandro Gassmann, Vola Sciusciù (2000), con Rocco Papaleo, Un difetto di famiglia (2002), Il destino ha quattro zampe (2002), Il mio amico Babbo Natale (2005), Il padre delle spose (2006), Il mio amico Babbo Natale 2 (2006), Scusate il disturbo (2009), e Tutti i padri di Maria (2010). In televisione diventa però estremamente popolare grazie alla serie Un medico in famiglia, dove dal 1998 al 2016 recita nel ruolo di Lele Martini, accanto ad attori come Claudia Pandolfi e Pietro Sermonti.

8. Ha partecipato a numerosi programmi televisivi. Nel corso della sua carriera nel mondo dello spettacolo, Banfi non ha mancato di apparire anche in popolari programmi televisivo, dove ha spesso dato vita a siparietti comici o dimostrato ulteriormente le proprie capacità recitative e canore. Tra i programmi a cui ha partecipato si annoverano Risatissima (1984-1985), Domenica in (1987-1988), Stasera Lino (1989), Il caso Sanremo (1990), Un’estate italiana (1991), Buona domenica (1996-1997), Simpaticissima (1997) e Guida al campionato (2007), dove si è distinto come tifoso di calcio della Roma.

Lino Banfi: sua moglie e i figli

7. È sposto da oltre cinquant’anni. Nel marzo del 1962 Banfi ha sposato, dopo circa dieci anni di fidanzamento, Lucia Lagrasta, a cui è ancora tutt’oggi legato. La coppia ha avuto due figli, Walter e Rosanna. Quest’ultima, nata nel 1963, è in seguito divenuta un’attrice, recitando anche in diverse occasioni accanto al padre. I titoli che li hanno visti condividere la scena sono i film Grandi magazzini e Le frise ignoranti, mentre in televisione hanno recitato in Un medico in famiglia, Il padre delle spose e Il commissario Zagaria.

Lino Banfi all’Unesco

6. È stato nominato membro della commissione italiana. Il 22 gennaio del 2019 viene rilasciata la notizia secondo cui l’allora vice premier Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 Stelle, nomina Banfi come membro della commissione italiana all’Unesco, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura. L’attore, dichiaratosi estremamente entusiasta della cosa, ha affermato che si impegnerà per portare il sorriso all’interno dei programmi di tale istituzione.

Parte delle cose che non sai sull’attore

Lino Banfi L'allenatore nel pallone

Lino Banfi in Vieni avanti cretino

5. Ha interpretato un ex detenuto. Nel 1982 l’attore recita nel film Vieni avanti cretino, commedia dove interpreta Pasquale Baudaffi, ex detenuto in cerca di una seconda possibilità all’interno della società. Nel corso di tutta la pellicola Banfi si ritrova coinvolto in una serie di situazioni comiche o surreali, che ostacoleranno il suo tentativo di trovare un lavoro stabile. Il film si rivelò un grandissimo successo, confermando una volta di più la popolarità dell’attore, già celebre per altre opere con contenuti simili.

Lino Banfi in Grandi magazzini  

4. Ebbe l’idea per il suo personaggio. Nel film del 1986 Grandi magazzini l’attore interpreta Nicola Abatecola, un mendicante con una gamba finta che insieme alla figlia Assunta si esibisce come musicista all’ingresso dell’edificio dove si svolge la storia. L’idea di interpretare tale personaggio fu un suggerimento dello stesso Banfi, il quale assistette realmente allo spettacolo d’intrattenimento di alcuni mendicanti all’uscita de La Rinascente di Milano. Rimastone colpito, decise di proporre l’idea ai produttori, che accettarono consapevoli delle doti dell’attore.

Lino Banfi e L’allenatore nel pallone

3. È uno dei suoi ruoli più celebri. Nel 1984 l’attore dà vita ad uno dei suoi personaggi più celebri: Oronzo Canà, allenatore dell’immaginaria squadra di calcio Longobarda. Per il ruolo Banfi si ispirò al vero allenatore Oronzo Pugliese, celebre per le sue capacità di spronare e caricare i giocatori delle squadre che allenava. Lo stesso cognome “Canà” fu un’idea dell’attore. Egli decise inoltre di far diventare il personaggio una parodia del modo filosofico di parlare e agire degli allenatori di quegli anni. Con l’uscita del film, Banfi consacrò la propria popolarità, divenendo una vera e propria icona del cinema comico di quegli anni.

2. Partecipò alla sceneggiatura dei due film. Particolarmente legato al progetto, Banfi partecipò attivamente alla stesura della sceneggiatura, proponendo caratterizzazioni del suo personaggio come anche battute e situazioni comiche. A distanza di molti anni dalla sua ultima apparizione sul grande schermo, Banfi deciderà poi di riprendere il ruolo per il sequel L’allenatore nel pallone 2, e anche per questo collaborerà alla scrittura della sceneggiatura, immaginando nuovi risvolti per il suo Canà.

Lino Banfi: età e altezza

1. Lino Banfi è nato ad Andria, in Puglia, Italia, l’11 luglio del 1936. L’attore è alto complessivamente 165 centimetri.

Fonte: IMDb

Lino Banfi ospite speciale del LIFF10 – Lamezia International Film Fest

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Il LIFF10 – Lamezia International Film Fest è orgoglioso di annunciare che uno dei personaggi più rappresentativi della commedia italiana sarà ospite speciale della decima edizione. Lino Banfi sarà il protagonista della serata di apertura del festival, nonché di una mostra a lui dedicata per celebrare gli innumerevoli successi e la sua carriera costellata di momenti indimenticabili.

Attore in oltre cento film, decine di fiction televisive, conduttore TV e sceneggiatore, Lino Banfi è uno dei grandi protagonisti del nostro tempo e del nostro spettacolo. Spaziando dal teatro di cabaret, alla TV, al cinema, ha dapprima dato vita a personaggi indelebili nell’immaginario collettivo, per poi dimostrare enorme versatilità e doti drammatiche, senza restare mai incasellato nella macchietta del pugliese che lui stesso aveva creato.

Nel corso della sua carriera, è stato diretto da grandissimi nomi quali Luciano Salce, Lucio Fulci, Pasquale Festa Campanile, Dino Risi, Nanni Loy, Steno, Castellano e Pipolo, Luigi Magni, Pierfrancesco Pingitore e molti altri.

Come sceneggiatore, ha firmato alcuni tra i suoi più grandi successi, come il dittico L’allenatore nel pallone, Vieni avanti cretino, la fiction Il padre delle spose (per la quale gli viene assegnato il Gay Village Award nel 2011) e Vola Sciusciù, il suo esordio come attore drammatico.

Ha pubblicato nove volumi, tra raccolte di racconti, autobiografie e romanzi. Ha inciso decine di dischi e ha condotto la trasmissione radiofonica Viva la Radio! su Radio Duenel 1996.

Ambasciatore UNICEF dal 2001, ha promosso varie campagne e raccolte fondi, oltre ad una speciale iniziativa per i bambini eritrei che ha coinvolto anche alcune fra le più importanti squadre di calcio italiane.

Vincitore di numerosi premi per la sua attività di attore, il 2 giugno 1994 è stato insignito dell’onoreficienza come Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Ideato e diretto da Gianlorenzo Franzì, già collaboratore di Cinematografo di RaiUno e membro di giuria dei Nastri d’Argento, il LIFF nasce nel 2007, e da allora ha ospitato e premiato artisti del calibro di Abel Ferrara, Peter Greenaway, Lars Von Trier, Carlo Verdone, Lina Wertmuller, Mario Martone e tantissimi altri. Fino a Toni Servillo e Ornella Muti, star del 2022, quando il LIFF, finanziato con Avviso Pubblico dalla Calabria Film Commission, ha trovato posto nel parco della Pedichiusa, in pieno centro storico di Lamezia.

Linkin Park: ecco il video per Transformers 3

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Linkin Park: ecco il video per Transformers 3

Dopo New Divine e prima ancora What I’ve Done, i Linkin Park tornano a lavorare con Bay e i suoi giocattoli Transformers.

Linea Mortale: svelata la data di uscita del remake

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Linea Mortale: svelata la data di uscita del remake

La Sony Pictures ha annunciato che Linea Mortale, remake del thriller diretto da Joel Schumacher nel 1990, arriverà nelle sale il 18 agosto 2017.

Il remake sarà diretto da Niels Arden Oplev (regista danese noto per Uomini che odiano le donne), mentre la sceneggiatura porterà la firma di Ben Ripley (Source Code). David Blackman e Laurence Mark figureranno tra i produttori. Le riprese del film inizieranno a luglio.

Del cast del remake fanno parte Ellen Page, Diego Luna, Nina Dobrev, James Norton e Kiersey Clemens. Nel film ci sarà anche Kiefer Sutherland che interpreterà un medico esperto: l’attore era il protagonista della pellicola originale.

linea mortale

Linea mortale (Flatliners) è un film del 1990 diretto da Joel Schumacher, che narra le vicende di un gruppo di studenti di medicina che sperimentano su sé stessi la morte indotta chimicamente con l’unico scopo di provare l’esistenza dell’aldilà. Il cast del film originale include Kiefer Sutherland, Julia Roberts, William Baldwin, Oliver Platt e Kevin Bacon.

Fonte: CS

Linea Mortale sarà un sequel, non un remake

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Linea Mortale sarà un sequel, non un remake

Kiefer SutherlandSarà un sequel e non un remake il progetto che proseguirà il racconto di Linea Mortale e precedentemente annunciato come un rifacimento dell’originale diretto da Joel Schumacher nel 1990. A chiarirlo è Kiefer Sutherland che rivela: “Interpreterò un professore in una facoltà di medicina. Non viene affermato apertamente, ma penso sia abbastanza chiaro che si tratterà dello stesso personaggio che interpretavo nell’originale, anche se ho cambiato nome e ho fatto alcune cose per cercare di lasciarmi alle spalle gli esperimenti che facevamo nel primo lungometraggio. Adoro il primo film e quando mi hanno proposto di partecipare a questo, ci ho messo tipo un secondo a dire sì.”

Il film sarà diretto da Niels Arden Oplev (regista danese noto per Uomini che odiano le donne), mentre la sceneggiatura porterà la firma di Ben Ripley (Source Code). David Blackman e Laurence Mark figureranno tra i produttori. Le riprese del film inizieranno a luglio.

Del cast del remake fanno parte Ellen Page, Diego Luna, Nina Dobrev, James Norton e Kiersey Clemens. Nel film ci sarà anche Kiefer Sutherland che interpreterà un medico esperto: l’attore era il protagonista della pellicola originale.

Linea Mortale 2 (titolo che utilizziamo per indicare il sequel ma non ufficiale) arriverà nelle sale il 18 agosto 2017.

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Linea d’Ombra Festival: Niccolò Ammaniti primo ospite

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Linea d’Ombra Festival: Niccolò Ammaniti primo ospite

Salerno. Sarà Niccolò Ammaniti il primo ospite della 26esima edizione di Linea d’Ombra. Con Boris Sollazzo, direttore artistico con Peppe D’Antonio del festival, lo scrittore e regista romano, ripercorrerà la parabola ascendente della sua carriera raccontandosi in prima persona. L’incontro, in programma alle ore 20 alla Sala Pasolini, potrà essere seguito anche in diretta streaming a questo link.

L’arrivo dei giurati che seguiranno in presenza il festival è attesto per le ore 16. La prima sezione, CortoEuropa, accenderà il grande schermo della Sala Pasolini alle ore 18; alle 18.30 negli spazi della Sala Menna ci saranno le prime proiezioni di VedoAnimato; alle 19 al Piccolo Teatro di Portacatena ci saranno i documentari in concorso per LineaDoc mentre alle 20 nella sala Menna si ritornerà al futuro con la proiezione di Blade Runner di Ridley Scott (Usa, Hong Kong / 1982 / 124’), il film sarà introdotto da Michelle Grillo, dottoranda, specializzata in Social Media. Il progetto realizzato in collaborazione con il DISPS UNISA. Alle 21 il Piccolo Teatro di Porta Catena ospiterà la sezione CortoEuropa con film che arrivano dall’Inghilterra, dalla Germania, dall’Ungheria, dalla Francia e dalla Finlandia. A chiudere la prima giornata di proiezioni alle 21.30 nella Sala Pasolini per la sezione Passaggi d’Europa sarà “The Grand Bolero”. Sarà presente l’attrice Ludovica Mancini. Interverranno da remoto il regista Gabriele Fabbro e l’attrice Lidia Vitale.

Sono più di 100 i film in concorso per questa edizione 2021 di Linea d’Ombra Festival, selezionati tra i circa 1500 iscritti giunti da 77 paesi.  Tra i film in concorso, 34 sono diretti da registe donne. Il festival è dedicato a Patrick Zaki.

LINEA D’OMBRA 2021, IL FESTIVAL È ANCHE ON LINE. Quest’anno sarà possibile seguire il festival sia in presenza che online, attraverso la piattaforma streaming www.netfest.org/ldo che consentirà di visionare i film delle sezioni CortoEuropa, VedoAnimato e VedoVerticale, disponibili gratuitamente per 48 ore a partire dall’orario indicato in programma, nel limite dei posti virtuali disponibili. I film delle sezioni Passaggi d’Europa e LineaDoc saranno disponibili gratuitamente ed in modalità streaming, nel limite dei posti disponibili. Ciascun titolo sarà trasmesso solo all’orario indicato in programma. Tutte le opere sono presentate in versione originale con sottotitoli in italiano. Gli incontri con gli autori delle opere in concorso e con gli ospiti saranno trasmessi in streaming sulla piattaforma web e sulla pagina Fb ufficiale del festival. Registrandosi alla piattaforma si potrà entrare a far parte della Giuria Open del festival.

Linea d’Ombra Festival XXVI edizione è un’iniziativa promossa dall’Associazione SalernoInFestival e realizzata con il contributo e il patrocinio della Direzione generale Cinema e audiovisivo – Ministero della Cultura, della Regione Campania con la Film Commission Regione Campania, del Comune di Salerno. Main Sponsor: Fondazione Cassa Rurale Battipaglia – Banca Campania Centro, Nexsoft S.p.A. Altro ente sostenitore: Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana. Altri sponsor: Allianz Salerno Mare – Mario Parrilli srl, Rotary Salerno Rotary Salerno 1949 a.f.

Linea d’ombra Festival: aperte le iscrizioni

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Linea d’ombra Festival: aperte le iscrizioni

Linea d’ombra Festival, a Salerno parte il conto alla rovescia per la ventiquattresima edizione, che si terrà dal 17 al 21 dicembre 2019. Le iscrizioni per le sezioni competitive sono aperte. Ecco nel dettaglio le procedure per sottoporre le opere al vaglio del comitato di selezione del festival.

CortoEuropa

Sezione riservata ai cortometraggi di finzione di produzione europea e girati da autori europei nel biennio 2018-19. Per iscrivere le opere e consultare il regolamento:

LineaDoc

Sezione riservata ai documentari di produzione europea e realizzati da autori europei nel biennio 2018-19. Per iscrivere le opere e consultare il regolamento:

VedoAnimato

Sezione riservata ai cortometraggi d’animazione realizzati con ogni tipo di tecnica, prodotti in tutto il mondo nel biennio 2018-19. Per iscrivere le opere e consultare il regolamento:

XXIV Linea d’ombra Festival, a Salerno dal 17 al 21 dicembre 2019.

Linea d’Ombra Festival XXX Edizione, dall’8 al 15 novembre 2025 a Salerno

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Con i Giovani favolosi sabato 8 novembre prende ufficialmente il via la 30esima edizione di Linea d’Ombra Festival. Si parte dal futuro, con lo sguardo rivolto alla nuova generazione del cinema italiano: un passaggio di testimone ideale che dialoga con la storia e la memoria di trent’anni di ricerca sull’audiovisivo.

Un’edizione sold out per le giurie, con oltre 500 iscritti nelle due sezioni in concorso, che segna un successo già prima di cominciare e che promette di essere, più che una celebrazione, un nuovo inizio. Per festeggiare questo simbolico anniversario, Linea d’Ombra Festival, ideato e diretto da Peppe D’Antonio e Boris Sollazzo, proporrà fino al 15 novembre una densa otto giorni con oltre settanta eventi tra cinema, musica, libri, arti visive e formazione.

Ogni appuntamento sarà l’occasione per interrogarsi sul senso profondo dei Diritti/Rights, in particolare sul “diritto al sapere”, tema di questo trentennale. Un diritto che si fa racconto, ma anche visione e indagine. Un filo rosso che unisce la memoria dei trent’anni trascorsi al desiderio di conoscenza che anima il presente. Perché sapere è comprensione, scelta, partecipazione.

I luoghi di questo percorso simbolico sono proprio i tre concorsi: Passaggi d’Europa_30, con sei lungometraggi europei di finzione; CortoEuropa_30, con ventuno cortometraggi europei di finzione, animazione e documentario; e UniFest, con dieci opere audiovisive prodotte dagli studenti universitari di tutto il mondo.

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA. La trentesima edizione si apre con la meglio gioventù del cinema italiano. L’atteso Ring serale, alle 21.30 e moderato da Boris Sollazzo, vedrà protagonisti i Giovani favolosi, la nuova generazione del cinema italiano. L’incontro sarà con Samuele Carrino, che ha commosso l’Italia con Il ragazzo dai pantaloni rosa, Carlotta Gamba, titanica e lacerante in Dostoevskij dei fratelli D’Innocenzo, Aurora Giovinazzo che ha elettrizzato in Freaks Out e Ludovica Nasti, l’esplosiva Lila nella prima stagione de L’amica geniale. I 4 giovani favolosi dialogheranno con il pubblico in un evento simbolico che sarà possibile anche in diretta streaming sui canali di Linea d’Ombra Festival.
La sezione competitiva del festival, preceduta dall’apertura istituzionale di Linea d’Ombra Festival, prende il via alle 16.30 in Sala Pasolini con CortoEuropa_30, presentata da Carla Paglioli e Aldo Galelli. I titoli che verranno proiettati sono: Domenica sera di Matteo Tortone (Italia, 2024), Your Favourite Film di Claire Bonnefoy (Francia, 2025), Retirement Plan di John Kelly (Regno Unito, 2025), I’m glad you’re dead now (Tawfeek Barhom, 2025). Al termine dell’incontro è previsto un Q&A con gli autori. A seguire, La parola ai giurati, lo spazio di dibattito dedicato alla giuria popolare.

Alle 18.30 si prosegue con la sezione competitiva del festival. In Sala Pasolini, presentato da Peppe D’Antonio, sarà On the edge di Guérin van de Vorst, Sophie Muselle (Belgio, 2024), ad aprire il concorso Passaggi d’Europa_30, racconto con protagonista una giovane tirocinante in un ospedale psichiatrico che stringerà un forte legame con una giovane paziente di origine ceca, convinta di essere trattenuta nell’ospedale senza ragione. Al termine dell’incontro è previsto un Q&A con gli autori.

GLI OSPITI. Numerosi, quest’anno, gli ospiti che saranno presenti durante le otto giornate di Linea d’Ombra Festival. Dopo i Giovani favolosi, che apriranno la prima giornata di programmazione, il festival ospiterà, domenica 9 novembre alle ore 21.30 in Sala Pasolini un Ring con protagonista lo scrittore Donato Carrisi, che ripercorrerà la sua carriera di autore e regista. La giornata di martedì 11 novembre si aprirà con la prima delle tre masterclass, con protagonista Milena Mancini (ore 9.00, Complesso San Michele – Sala Formazione), attrice, autrice, danzatrice e performer, in un incontro dal titolo La costruzione del personaggio attraverso il movimento – dal testo all’azione. Si prosegue mercoledì 12 novembre alle ore 17.00 al Complesso San Michele – Sala Affreschi con la masterclass del fumettista Roberto Recchioni, moderata da Roberto Policastro, un incontro dedicato ai molteplici volti della narrazione. Sempre mercoledì 12 sarà ospite il regista Vincenzo Marra, che presenterà, Fuori Concorso, il documentario 58%, girato a Gaza nel 2004, e protagonista del Ring serale al Piccolo Teatro di Porta Catena dal titolo Marra(dona) è meglio ‘e Pelè, in un dialogo dedicato alla sua carriera. L’ultima masterclass dell’edizione, venerdì 14 al Piccolo Teatro di Porta Catena, sarà con il regista Edoardo De Angelis, produttore, scrittore e sceneggiatore. Una riflessione sul mestiere del regista oggi, tra creatività, consapevolezza e adattamento alle nuove pratiche produttive e distributive. Grande l’attesa per l’ospite internazionale dell’edizione, il regista Eran Riklis, in arrivo al festival venerdì 14 novembre. Alle 20.30 in Sala Pasolini Riklis sarà protagonista di un Ring dedicato alla sua lunga e proficua carriera e riceverà il Premio speciale Linea d’Ombra Maestri del Cinema. A Riklis, dalle 23.00 in Sala Pasolini, sarà dedicata l’attesa Maratona Notturna, durante la quale saranno proiettati cinque titoli cardine della sua filmografia. Uno speciale fuori programma sarà la presentazione, Sabato 15 alle ore 19:00 al Cinema Fatima, del film 40 secondi in presenza del regista, Vincenzo Alfieri, e due dei protagonisti, l’attrice Beatrice Puccilli e l’attore Justin De Vivo.

Saranno inoltre presenti al festival: lo scrittore e regista Manlio Castagna, per presentare il documentario I love Lucca Comics & Games, dedicato alla celebre manifestazione; il regista salernitano Loris G. Nese, per presentare al pubblico una proiezione speciale del lungometraggio Una cosa vicina, presentato alle Giornate degli Autori della 82a Mostra del Cinema di Venezia nel 2025; il regista Loris Lai, per la proiezione del film da lui realizzato, I bambini di Gaza. Sulle ali della libertà; Adriana Savarese, nota al grande pubblico come coprotagonista della fiction Belcanto e qui attrice protagonista del corto Trotula e il sentiero nel vento di Federica Avagliano. E ancora, numerosi i registi dei tre concorsi che saranno presenti durante le giornate di festival, protagonisti di incontri e Q&A con il pubblico.

Linea d’Ombra Festival XXVIII edizione 2023, la sfida del cambiamento

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Linea d’Ombra Festival XXVIII edizione, dall’11 al 18 novembre 2023, è nata come una Cha(lle)nge che i direttori artistici Giuseppe D’Antonio Boris Sollazzo hanno vinto prima di cominciare, grazie all’eccezionale programma che per otto giorni regalerà alla città di Salerno eventi, proiezioni e incontri con alcuni dei più importanti protagonisti del cinema italiano di questi anni.

Consolidata la formula che vede camminare in parallelo la proposta cinematografica agli incontri vis-à-vis con i protagonisti del nostro tempo. E così ancora una volta si salirà sul Ring con i fratelli D’InnocenzoGiovanni Veronesi, Francesco Amato, Yari Gugliucci, Edoardo De Angelis, Pietro Castellitto, Tanino Liberatore per chiudere con Nanni Moretti. Durante gli incontri non si parlerà solo di cinema (o fumetto, nel caso di Liberatore, per cui si ringrazia Comicon per la preziosa collaborazione), ma anche di dove stiamo andando e cosa fare per cambiare le sorti di un mondo che sta impazzendo. A chiudere, come tradizione ormai, in note il festival, Greta Scarano con la sua seconda identità, quella di cantante, un esempio lampante di sfida e cambiamento.

I CONCORSI. Per Passaggi d’Europa sono cinque i lungometraggi in concorso e arrivano dall’Irlanda, Ann di Ciaran Creagh; la Francia, Maoussi di Charlotte Schiøler; che partecipa con una prima assoluta; la Gran Bretagna, No Way Home di Yousef Ali Khan; la Bosnia, Excursion di Una Gunjak, e la Svezia, 12 Dares di Izer Aliu.

Con CortoEuropa viene selezionato il miglior cinema breve dell’anno: sono 19 quest’anno i film in concorso, provenienti da 13 diversi paesi. LineaDoc è il concorso dedicato ai documentari, selezione quest’anno davvero di notevole spessore, dodici titoli da nove differenti paesi per una selezione che abbraccia opere da tutto il mondo. E poi c’è VedoAnimato, dedicato ai cortometraggi d’animazione, in tutte le declinazioni, dal passo uno all’animazione 3D.

LE GIURIE. In tandem con la giuria popolare come ogni anno ogni sezione avrà una commissione tecnica dedicata. Con la giuria popolare di Passaggi d’Europa che sarà composta da 100 persone con più di 14 anni di età, ci sarà anche la Giuria Esperti composta da Francesco Amato, regista; Manlio Castagna, scrittore e Jessica Kiang, critica cinematografica. Ai voti dei 25 “popolari” di LineaDoc si affiancheranno quelli della Giuria Esperti con Marco Scotuzzi, regista; Valerio Jalongo, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico, e Stefano Testa, operatore di ripresa, montatore video, tecnico di correzione colore e post produzione. Per CortoEuropa ai 100 giurati popolari si affiancheranno Domenico De Gaetano, direttore del Museo Nazionale del Cinema; Yari Gugliucci, attore e regista; Mariangela Palmieri, docente di Storia del cinema all’Università degli Studi di Salerno. Con VedoAnimato sono 25 i giurati popolari e con loro avranno un peso determinante per la scelta del podio Stefania Fausto, Visual & Creative Researcher; Pierre Foldes, compositore di musiche e regista; Tanino Liberatore, fumettista, illustratore, disegnatore e pittore.

ANTEPRIMA E PROIEZIONI SPECIALI. Al Cinema Fatima, la storica sala d’essai cittadina, per Linea d’Ombra Festival ci sarà l’anteprima nazionale “20.000 specie di api”, il film spagnolo di Estibaliz Urresola Solaguren che ha un modo meraviglioso di trattare il delicato problema della “disforia di genere”. Nella sezione fuori concorso spazio al networking con le altre realtà del territorio, attive sui temi dell’ambiente, dell’innovazione e della cultura giovanile, con i cortometraggi italiani Wasted di Tobia Passigato, in collaborazione con Giffoni Innovation Hub, e Finalmente casa di Vincenzo Giordano in collaborazione con MAC Fest. L’omaggio alla maestra del cinema Lina Wertmuller e ai racconti brevi dello scrittore Haruki Murakami completano il programma delle proiezioni speciali con il corto-documentario Grazie Lina di Yari Gugliucci e il film d’animazione Blind Willow, Sleeping Woman di Pierre Földes.

UNA NOTTE CON NANNI MORETTI. La tradizionale maratona cinematografica notturna di Linea d’Ombra avrà in presenza anche il suo protagonista. Sarà infatti dedicata a Nanni Moretti e al suo cinema la prova di resistenza che il festival propone agli spettatori più coriacei. Un percorso pensato e ragionato con cui si abbracciano le diverse anime morettiane, da quella classica e ormai cult di Ecce Bombo fino all’ultimo film, in parte un ritorno alle origini, ma in realtà opera che è la sintesi di tutta l’esperienza cinematografica del regista nato a Brunico passando per Il Sol dell’Avvenire. C’è Michele Apicella, il suo alter ego, che naviga attraverso i generi (Bianca, Palombella Rossa), c’è il Moretti più personale, quello di Caro Diario e Mia Madre, e addirittura il Moretti documentarista, con il magnifico SantiagoItalia.

QUINTO ELEMENTO. Non solo cinema, come tradizione, a Linea d’Ombra. L’esplorazione di altri pianeti della cultura, e perché no, di nuovo sfide e cambiamenti, spazia attraverso molte realtà, anche proiettate nel futuro. La MUSICA, quella del Collettivo Okiees che con Rageen presenta il volume 1 di un’inedita forma di concept album, che sposa l’idea della narrazione transmediale, e Ginevra Nervi che in The Disorder of Appearances A/V lascia dialogare musica ambient, elettronica e avant-garde. Il TEATRO, con la piece di Carlo Roselli Diego, racconto di un futuro distopico in cui l’acqua è il bene più prezioso (un raccordo ideale con Mad Max: Fury Road che troviamo nel programma didattico di questa edizione). Il VIDEOCLIP con la “Piccola storia” racconto a cura dei docenti universitari Alfonso Amendola e Andrea Rabbito. Il VIDEOGIOCO, con la performance live di Andrea Facchinetti alla guida della sua auto virtuale di Gran Turismo, simulatore di guida sportiva avanzatissimo e uno dei videogame più venduti del mondo, per proseguire il discorso su questo settore dell’entertainment sempre più importante, soprattutto come linguaggio.

PREMIO CORTO NEXSOFT. 52 sceneggiature, un risultato magnifico per il primo concorso Premio Corto Nexsoft rivolto agli sceneggiatori under 30, italiani ed europei. I quattro finalisti verranno presentati nel corso del festival al giudizio dello scrittore Diego De Silva. Come detto, Linea d’Ombra da sempre ha un occhio attento nei confronti della valorizzazione dei talenti del territorio e vedere che quasi il 50% di questi aspiranti e comunque giovani scrittori per il cinema sono campani è un primo obiettivo raggiunto dal Premio Corto Nexsoft. “Lavori di qualità tecnicamente alta” sono stati definiti dai membri del comitato di preselezione Manuela D’Ovidio (aiuto regista), Dario Renda (produttore cinematografico) e Miki Rosco (esperto di marketing/storyteller).

‘A CHIANA – APPUNTI PER UN FILM. Linea d’Ombra è da alcuni anni anche impegnato nella produzione di contenuti. Il progetto di quest’anno è stato sviluppato in stretta collaborazione con la Banca di Credito Cooperativo Campania Centro e la Fondazione Cassa Rurale di Battipaglia ed è incentrato sulla realizzazione di un docufilm sulla Piana del Sele. Al Festival sarà presentato in una serata speciale, il teaser di questo film dal titolo “‘A Chiana – Appunti per un film” che, come spiega il regista Andrea D’Ambrosio, vuole essere un modo per “recuperare la memoria che rischia di scomparire, ma per fortuna resistono i materiali di archivio” che hanno consentito di ricostruire il “chi siamo” di un territorio, che parte dalla Magna Grecia per arrivare all’Operazione Avalanche, alle lotte contadine del ’49 e all’odierna industria agro-alimentare.

UNIFEST. Nel solco della linea tracciata dal tema di questa edizione, Cha(lle)nge, torna anche quest’anno il concorso UNIFEST, video festival universitario riservato a giovani cineasti, nato da un’idea e con la direzione scientifica del Laboratorio di Storytelling audiovisivo-LABSAV del Dipartimento di Scienze politiche e della comunicazione-DISPC e realizzato in collaborazione tra Università degli Studi di Salerno e Linea d’Ombra Festival. È l’unico contest italiano per le studentesse e gli studenti universitari, non solo italiani, che, con il patrocinio della Consulta Universitaria di Cinema-CUC, prevede anche una masterclass (UNICLASS) con la Teacher Innovator, Laura Cesaro, e un talk (UNIEVENTO) dedicati al festival storytelling. UNIFEST è stato ideato da Filippo Fimiani, professore ordinario di Estetica e Cultura visuale, attualmente coordinatore del Dottorato in Politica e Comunicazione e responsabile del LABSAV che è anche responsabile scientifico; il coordinamento è di Anna Chiara Sabatino. 

MEDIA EDUCATION FACTORY. Premio Corto Nexsoft, Unifest e ‘A Chiana fanno tutti parte di un progetto più ampio all’interno di Linea d’Ombra, la Media Education Factory, una serie di incontri, eventi, proiezioni tese ad ampliare l’insegnamento dell’audiovisivo. Sono molti gli incontri della MEF. Ci sarà la Masterclass di Leonardo Di Costanzo, regista di film bellissimi come Ariaferma e L’intervallo. Un’altra masterclass sarà con Diego De Silva, legata al Premio Corto Nexsoft. A completare questo percorso sulla scrittura l’incontro “La scrittura come mestiere” a cui parteciperanno lo scrittore e psichiatra Corrado De Rosa, il direttore artistico di Salerno Letteratura, Paolo Di Paolo, la scrittrice e blogger Stella Pulpo e Francesca Comencini. La Comencini, inoltre, terrà anche la masterclass “Tanti registri, una regista” per parlare di cinema civile, documentario, film d’autore, Gomorra e del Western di Django. Andrea D’Ambrosio si occuperà della masterclass sul Cinema del Reale, a conclusione del percorso formativo che prevede anche la realizzazione del documentario ‘A Chiana. A questi momenti si aggiungono gli incontri della mattina riservati alle scuole, a cura di Peppe D’Antonio, con la proiezione dei film Mad Max: Fury RoadWall-eCaptain FantasticAntropocene-L’epoca umana e L’ultima ora, opere da analizzare e con cui ragionare sui temi della transizione ecologica insieme ai cinque diversi esperti coinvolti: Marco Gisotti, Alejandra Alfaro Alfieri, Alex Giordano, Alfonso Amendola, Corrado De Rosa.

LINEA D’OMBRA FESTIVAL SEMPRE PIÙ GREEN. Quest’anno LdO ha accettato la sfida dell’Associazione Festival Italiani di Cinema, adottando azioni concrete attente alla sostenibilità ambientale nel rispetto delle linee guida nazionali Green Festival da loro redatte. Le iniziative sono riassunte in 9 punti: mobilità sostenibile (la posizione delle location favorisce l’uso di mezzi pubblici, il raggiungimento a piedi o in bici); riduzione stampa dei materiali, trasportando gran parte su web; allestimenti, da questa edizione parte degli allestimenti è realizzata senza alcun riferimento all’identità visiva dell’edizione corrente, favorendo il riutilizzo nelle edizioni future; gestione dei rifiuti con la raccolta differenziata; produzione di gadget senza riferimento all’identità visiva con la possibilità di essere riutilizzati; gestione degli ospiti ottimizzata per ridurre spostamenti in auto; sostenibilità alimentare con attenzione alla stagionalità e alla territorialità dei prodotti; cultura ambientale e sostenibilità sociale; formazione e comunicazione.

Linea d’Ombra Festival 2025: il programma della trentesima edizione

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Un trentesimo anniversario, quello di Linea d’Ombra Festival, che non è una meta, ma l’inizio di un nuovo viaggio. In tre decenni di esplorazioni è diventato un punto di riferimento per la cultura audiovisiva in Italia e in Europa. E così, dall’8 al 15 novembre 2025, con oltre 70 eventi tra cinema, musica, libri, arti visive e formazione, Linea d’Ombra Festival, ideato e diretto da Peppe D’Antonio e Boris Sollazzo e promosso dall’associazione SalernoInFestival ETS, conferma la sua natura di evento che non si limita a celebrare il cinema, ma continua a interrogare il mondo attraverso di esso.
Dopo il successo dell’edizione 2024, la riflessione sui “Diritti/Rights” torna come filo conduttore del 2025, ma declinata come “diritto al sapere”, esplorato da proiezioni, incontri, masterclass e laboratori.

Tre sono le sezioni di film in concorso: Passaggi d’Europa_30, con sei lungometraggi – opere prime o seconde – di autori europei; CortoEuropa_30, con 21 cortometraggi prodotti in Europa negli ultimi due anni; e UNIFEST, con 10 cortometraggi realizzati da studenti universitari di tutto il mondo e presentati nella sezione dedicata, ideata in collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno.

Il programma di questa edizione si completa con il Fuori Concorso, le Proiezioni speciali internazionali e Nuovo Cinema Italia; il cinema emergente campano dell’Open Space e la consueta Maratona cinematografica notturna, quest’anno dedicata al regista Eran Riklis, che riceverà da Banca Campania Centro il Premio Linea d’Ombra Maestri del Cinema. E poi ancora i Ring, gli incontri con ospiti affermati ed emergenti condotti da Boris Sollazzo; gli eventi performativi di Quinto Elemento, la macro-sezione interdisciplinare di indagine sull’audiovisivo nella sua forma espansa.

In linea con il tema del “diritto al sapere” è il percorso dedicato alla formazione con la Media Education Factory (MEF), articolato nei Percorsi dello sguardo, cinque matinée di cinema riservate alle scuole sul tema “Diritto al sapere”, seguite da L’Ora dei Diritti, un ciclo di dibattiti e testimonianze con giornalisti, docenti e operatori della scuola; tre imperdibili Masterclass_30 dedicate a recitazione, fumetto e regia; il LabDoc_30, laboratorio per sviluppare un documentario sulla storia e la vita del Porto di Salerno; le UniClass, una masterclass e un workshop della sezione UNIFEST dedicati al diritto alla lettura e all’audiovisivo e all’idea di società; infine il MEF Off, con il corso di aggiornamento sui temi delle Pari Opportunità organizzato con l’Ordine dei Giornalisti della Campania e Federscherma.

Le novità. Con la sezione LdO_BOOK si presentano esperienze editoriali liminali al mondo dell’audiovisivo; tre Eventi Speciali: un convegno per riflettere con Cinecittà e Nexsoft sul ruolo dell’intelligenza artificiale nel cinema, un’installazione audiovisiva multicanale e una performance audiovisiva site-specific per festeggiare i trent’anni del festival. Altra novità il MEF Off dedicato alle Pari Opportunità, con la testimonianza della schermitrice paralimpica e docente di ingegneria chimica all’Università Federico II di Napoli, Rossana Pasquino, in programma il 10 novembre dalle 14.30 nella Sala Marcello Torre della Provincia di Salerno. L’incontro, organizzato con l’Ordine dei Giornalisti della Campania – Commissione Pari Opportunità e Federscherma, è valido per i crediti formativi dei giornalisti.

Gli eventi in programma segnalati “anche in diretta streaming” saranno visibili sui canali social del Festival (Facebook, YouTube). Il pubblico in sala e online potrà fare domande agli ospiti.

Anche quest’anno il pubblico potrà partecipare come giuria popolare votando online su partecipa.lineadombrafestival.it e prenotare gli eventi su Eventbrite.
Inoltre il pubblico potrà chiedere informazioni sul programma interrogando l’assistente vocale AI by Nexsoft al link ldo.nexsoft.it. Linea d’Ombra prosegue inoltre il proprio impegno per la mobilità sostenibile e la riduzione degli impatti ambientali dell’evento.

IL PROGRAMMA di Linea d’Ombra

Sabato 8 novembre. L’apertura è con la nuova generazione del cinema italiano. Dopo l’accreditamento della giuria popolare alla Sala Pasolini, ci sarà la prima proiezione del concorso CortoEuropa_30. Nel pomeriggio Peppe D’Antonio presenterà On the Edge di Guérin van de Vorst, Sophie Muselle, primo lungometraggio in gara per la sezione Passaggi d’Europa_30, opera centrata sull’esperienza di una giovane infermiera in un reparto psichiatrico e il suo incontro con il profondo disagio emotivo di Mila. La giornata culminerà con il Ring “I giovani favolosi”, incontro dedicato ai nuovi volti del cinema italiano: Samuele Carrino, Carlotta Gamba, Aurora Giovinazzo, Ludovica Nasti e Beatrice Puccilli dialogheranno con il pubblico in un evento simbolico che celebra la “meglio gioventù” del cinema nazionale. Sarà possibile seguire l’evento anche in diretta streaming sui canali di Linea d’Ombra Festival.

Domenica 9 novembre. Il secondo giorno si apre alle 16.30 alla Sala Pasolini con le proiezioni del concorso CortoEuropa_30 e, a seguire, Passaggi d’Europa_30 con la presentazione di Don’t let me die dell’esordiente Andrei Epure. L’opera è perfettamente in linea con una certa tendenza del cinema rumeno contemporaneo, giocata sul paradosso e l’assurdo. Alle 19, al Piccolo Teatro Porta Catena, evento speciale con Una cosa vicina, film di Loris G. Nese, presentato a Venezia 82. Dialoga con il regista il giornalista del Corriere del Mezzogiorno Gabriele Bojano. In serata (ore 21.30) il protagonista del Ring è lo scrittore Donato Carrisi, che con Boris Sollazzo ripercorrerà la sua carriera di narratore e regista, da Il suggeritore a La ragazza nella nebbia. A Carrisi sarà assegnato il Premio Linea d’Ombra. Alle 18, al Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana, sarà inaugurata l’installazione Move After Move di Antonello Matarazzo, curata da Bruno Di Marino, visitabile fino al 15 novembre dalle 16.00 alle 20.00.

Lunedì 10 novembre. La giornata inizia con le attività della Media Education Factory, dedicate alle scuole con la proiezione del film La Scuola di Daniele Luchetti e l’incontro con Tommaso Siani, direttore de La Città. Parte il laboratorio LabDoc_30, centrato sulla realizzazione di un documentario dedicato al Porto di Salerno, il progetto è sostenuto dalla Fondazione della Comunità Salernitana con la collaborazione didattica di Upside Production e Audiovisual Napoli Hub – Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli. Alle 10.30, nella Sala Affreschi del Complesso San Michele, si terrà UNIFEST – UniClass #1 Il sentiero delle storie. Una strada verso il diritto alla lettura, workshop con Angela Albarano, docente e direttrice del Libro Aperto Festival. Alla sala Pasolini continuano le proiezioni dei cortometraggi in concorso nella sezione CortoEuropa_30 e, alle 18.30, per la sezione Passaggi d’Europa_30, presentazione del film spagnolo Pheasant Island, che l’esordiente Asier Urbieta dedica al tema dell’immigrazione. Al Cinema Fatima, sempre alle 18.30, proiezione fuori concorso di I bambini di Gaza. Sulle ali della libertà di Loris Lai. Seguirà il dibattito, moderato da Peppe D’AntonioSalam/Shalom: dopo Gaza le vie della pace con Marco Croatti, senatore della Repubblica, Giso Amendola, docente all’Università di Salerno, e Loris Lai, regista. Alle 21.30, alla Sala Pasolini, l’artista Bruno Dorella proporrà la sonorizzazione live del film muto L’Odissea (1911), uno degli eventi di punta della sezione Quinto Elemento dedicata al dialogo tra cinema e musica. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Martedì 11 novembre. Masterclass e contaminazioni sonore. Alle 9, al Complesso San Michele, Masterclass_30 con Milena Mancini, attrice e performer, che guiderà gli studenti nella costruzione del personaggio “dal testo all’azione”. Alle 9.30, alla Sala Pasolini, per il Media Education Factory – Percorsi dello sguardo: scuola di cinema, proiezione del film L’onda di Dennis Gansel, seguita da L’Ora dei Diritti con Marcello Ravveduto, storico e docente universitario. Quarta giornata di proiezione dei film in concorso, CortoEuropa_30, alle ore 16.30 e alle 18.30, per Passaggi d’Europa_30, il regista turco Seymus Altun, anch’egli all’opera prima, con As we breath, ci porta in Anatolia per scoprire il dramma di una famiglia causato da un disastro ambientale che mette a rischio la loro vita e i loro beni.  Alle 19, al Piccolo Teatro Porta Catena, per la sezione Fuori Concorso – Open Space, proiezione dei cortometraggi Alla Svizzera di Domenico Pizzulo; Maccarìa di Giulia Minella; Il compito di Gabriele Angrisani e Fino a te di Luca Grafner. Alle 21.30, alla Sala Pasolini, per la sezione Quinto Elemento, il chitarrista americano Steve Gunn sonorizzerà dal vivo i cortometraggi sperimentali di Stan Brakhage. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Mercoledì 12 novembre. Tra fumetto e impegno civile. In mattinata, alla Sala Pasolini, proiezione di La sala professori di Ilker Çatak (Germania, 2023). Seguirà L’Ora dei Diritti con Ida Lenza, dirigente scolastico del Liceo Tasso di Salerno. Alle 17, Masterclass_30 con il fumettista Roberto Recchioni, moderata dall’art director LdO e COMICON Roberto Policastro. Alla Sala Pasolini proiezione dei cortometraggi in concorso nella sezione CortoEuropa_30 e, alle 18.30, per Passaggi d’Europa_30 proiezione del film I shall see della regista olandese Mercedes Stalenhoef. Il film segue la vicenda di una ragazza che perde la vista mentre attraversa la propria linea d’ombra per diventare adulta. Alle 19, al Piccolo Teatro Porta Catena, per la sezione Open Space, proiezione dei cortometraggi Senza voce di Flavio Califano, Un bacio di Rocco Ancarola, Fallen Houses di Gianluca Abbate, Appuntamento a Mezzogiorno di Antonio Passaro e Il peso della carne di Gaia Troisi (in collaborazione con MacFest 2025). A seguire, proiezione speciale di 58% di Vincenzo Marradocumentario realizzato dal regista a Gaza nel 2005 che aiuta a comprendere le dinamiche storiche di una tragedia. Alle 21.15, lo stesso Marra sarà protagonista del Ring “Marra(dona) è meglio ’e Pelè” e della retrospettiva sui suoi vent’anni di cinema civile. Alle 21.30, alla Sala Pasolini, Quinto Elemento con Oren Ambarchi per Dragon’s Return. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Giovedì 13 novembre. È il giorno del rapporto tra intelligenza artificiale e futuro del cinema. Alle 9.30, alla Sala Pasolini, proiezione del film La classe di Laurent Cantet, seguita da L’Ora dei Diritti con Olga Chieffi, giornalista e musicologa. Al Complesso San Michele, alle 9.30, convegno IA e Cinema: tra paura e desiderio, promosso in collaborazione con Cinecittà e Nexsoft, con interventi di Corrado MontoroAndrea GatopoulosPietro Lafiandra ed Enrico Bufalini. Modera la giornalista de Il Mattino Carmen Incisivo. Alle 10.30, UNIFEST – UniClass #3 Immagini e immaginazione: l’audiovisivo e l’idea di società, masterclass con Marco Colacino. Ultima giornata di proiezioni dei film in concorso nelle due sezioni CortoEuropa_30, ore 16:30,  e Passaggi d’Europa_30, con la presentazione del film A balcony in Limonges, di Jérôme Reybaud. Film nel quale l’incontro tra due donne si trasforma in un percorso nell’assurdo e nell’insolito. Nel pomeriggio, alle 18.30, al Piccolo Teatro Porta Catena, debutta LdO_BOOK, la nuova sezione dedicata al dialogo tra letteratura e audiovisivo, con la presentazione di Una storia scomoda di Antonio Caiazza (Bibliotheka, 2025). In dialogo con l’autore, Boris Sollazzo. A seguire, talk Il cinema tra processi educativi e culture indisciplinate con Alfonso Amendola e Alfredo Pio Di Tore, autori del volume Sul cambiare il mondo! Una lettura metadisciplinare di Guy Ernest Debord (Orthotes, 2025). Alle 21, alla Sala Pasolini, anteprima di I Love Lucca Comics and Games di Manlio Castagna e dopo a proiezione incontro conclusivo del regista con Boris Sollazzo.

Venerdì 14 novembre. Giornata dei maestri del cinema. Alle 9.30, alla Sala Pasolini, proiezione di La scuola è finita di Valerio Jalongo, seguita da L’Ora dei Diritti con il regista e il giornalista Andrea Pellegrino. Alle 10.30, al Piccolo Teatro Porta Catena, Masterclass_30 su Il mestiere del regista nell’era dell’immagine globale con Edoardo De Angelis. Alle 17.30, alla Sala Pasolini, proiezione del teaser finale del LabDoc_30, introdotto da Antonia Autuori, presidente della Fondazione della Comunità Salernitana. Alle 17.30, al Piccolo Teatro Porta Catena, premiazione del video contest UNIFEST #5 – #DIRITTI/ROVESCI. Alle 18.30, alla Sala Pasolini, spazio alle premiazioni dei concorsi Passaggi d’Europa_30 e CortoEuropa_30. Alle 19.30, al Piccolo Teatro Porta Catena, presentazione del romanzo Il suono dell’anima di Monica Manganelli (IR-Independent R-Evolution, 2025). Dialoga con l’autrice il giornalista e critico cinematografico Stefano Valva. Alle 20.30, alla Sala Pasolini, il regista israeliano Eran Riklis riceverà il Premio Speciale Linea d’Ombra Maestri del Cinema, consegnato da Banca Campania Centro. A seguire, la proiezione del film cult Vulcan Junction e la maratona notturna dedicata alla sua filmografia.

Sabato 15 novembre. Ultimo giorno dedicato all’arte del futuro. Alle 11.30, alla Sala Pasolini, proiezione speciale di Trotula e il sentiero nel vento di Federica Avagliano, omaggio alla figura simbolo della Scuola Medica Salernitana (in collaborazione con Talea e Giffoni Innovation Hub). Alle 17.30, anteprima assoluta del documentario Festa della Musica: un concerto lungo 30 anni di Andrea De Rosa e Mirella Paolillo, realizzato con Rai Documentari. Gran finale con Re:Vision_LdO30, performance audiovisiva di K.lust e Kanaka che reinterpreta trent’anni di immagini del festival in chiave multimediale e contemporanea. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Linea d’Ombra Festival 2022, la XXVII edizione: dai conflitti alla creatività

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Linea d’Ombra Festival 2022, la XXVII edizione del festival salernitano svela la sua immagine, annuncia i concorsi e apre un nuovo fronte culturale, quello del videogioco, che si presenta in un evento speciale, anteprima della manifestazione vera e propria. Il Festival quest’anno va in scena, come già annunciato, dal 22 al 29 ottobre, con la direzione artistica di Peppe D’Antonio e Boris Sollazzo. 

Quest’anno il tema di Linea d’Ombra Festival è CONFLITTI. A dargli forma la creatività di Roberto Policastro (Doppiavu Studio). Una lampadina, da sempre sinonimo di idea, che esplode, perché il lume della ragione si sta purtroppo perdendo.

Il conflitto nel suo momento di switch”. Così lo stesso Policastro spiega l’intuizione, potentissima, di quest’anno. 

L’apparente equilibrio diventa improvvisa rottura. Luce, idee e pace si trasformano in un batter d’occhio in buio, repressione e guerra. L’immagine del festival di quest’anno è una precisa provocazione, sottolinea la fragilità delle nostre certezze, la precaria stabilità degli opposti che si fronteggiano dentro di noi e nell’attuale momento storico”.

I direttori artistici e l’intero staff di Linea d’Ombra, consapevoli della drammatica situazione internazionale, hanno rilanciato. La loro fiducia nel futuro possibile è arrivata dal mondo attraverso 2500 film, visionati tra la piattaforma di selezione Filmfreeway e i molti festival internazionali. 91 opere provenienti da 47 paesi comporranno i cinque concorsi storici del Festival: Passaggi d’Europa, LineaDoc, CortoEuropa, VedoAnimato e VedoVerticale.

Un grande lavoro che ha portato a una selezione di altissimo livello, che ha visto dolorose rinunce, ma segnala al pubblico la vitalità del cinema mondiale, non intaccata dal Covid e da quanto sta accadendo in Europa Orientale.

I titoli dei film in concorso sono già presenti sul sito ufficiale del festival, www.lineadombrafestival.it. Come ogni anno è possibile far parte della giuria popolare in sala (il modulo per l’iscrizione si può trovare sempre sul sito) e si possono visionare e votare i film sulla piattaforma MyMovies e MyMovies One.

UNIFEST, la sesta sezione di cinema in concorso, è un progetto di video festival universitario nato da un’idea del Laboratorio di Storytelling Audiovisivo-LABSAV del Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione-POLICOM dell’Università̀ degli Studi di Salerno, con la direzione scientifica del prof. Filippo Fimiani. Le venti opere in concorso, realizzate da studenti e dottorandi iscritti a qualunque corso di studio di un’Università italiana o straniera, saranno comunicate il 20 ottobre. 

Linea d’Ombra ha iniziato un nuovo percorso in un mondo in evoluzione e dalle molte anime. Il videogioco e la sua filosofia è una delle novità di quest’anno, e sarà presentata in un evento anteprima a Napoli, durante il quale si parlerà del rapporto tra arte e videogame. Jordan Layani, founder della casa di produzione francese Sloclap, sarà ospite di un talk dedicato a Sifu, uno dei prodotti più interessanti del 2022 (e quindi più vicini alla concezione di arte videoludica). L’evento si terrà all’Institut Français Napoli | Le Grenoble a partire dalle ore 18:00 di sabato 6 ottobre (Palazzo Il Grenoble, via Francesco Crispi 86). Con Layani dialogherà Gianluca “Ualone” Loggia, content creator e giornalista con alle spalle una lunga carriera di militanza nell’informazione videoludica italiana.

Il festival rafforza anche per questa edizione la rete di partnership. 

Percorsi dello sguardo: scuola di cinema, è un progetto sostenuto dalla Fondazione Carisal. Dal 24 al 28 ottobre 2022 la Sala Pier Paolo Pasolini di Salerno ospiterà i ragazzi delle scuole secondarie per vedere cinque opere attraversate dal tema dei conflitti: Munich di Steven Spielberg, Carnage di Roman Polanski, I miserabili di Ladj Ly, Free Guy di Shawn Levy e Valzer con Bashir di Ari Forlman.

Le CineCene, realizzate con il main partner Fondazione Cassa Rurale Battipaglia – Banca Campania Centro, saranno un momento in cui si fonderà l’arte della cucina e quella del cinema, raccontando, attraverso le creazioni della chef Kaba Corapi, la potenza delle immagini della storia del cinema.

Tutto dedicato alla Realtà Virtuale il segmento del Festival realizzato dal main partner Nexsoft SpA, con una serie di cortometraggi, una lecture sul tema ed un originale spettacolo in VR.

Conflitti. Quelli che piacciono a Linea d’Ombra. 

Linea d'ombra

Linea d’Ombra Festival 2022, i conflitti del mondo che sarà

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Linea d’Ombra Festival 2022, i conflitti del mondo che sarà

Linea d’Ombra Festival 2022, XXVII edizione, annuncia ufficialmente le date. Il festival si terrà dal 22 al 29 ottobre, naturalmente a Salerno, e contestualmente all’appuntamento la direzione artistica, nelle persone di Giuseppe D’Antonio e Boris Sollazzo, ha annunciato anche il tema di quest’anno.

Linea d’Ombra Festival 2022 parlerà quest’anno di CONFLITTI. Una scelta fatta prima di tutto sulla base di quello dobbiamo tutti prepararci a fronteggiare in questo lungo processo che sarà la post pandemia. Tenendo bene a mente che i conflitti non sono mai fini a sé stessi e che lo scontro e la decostruzione di un modello portano sempre alla trasformazione e alla novità.

Conflitti è un altro tassello di un processo di ricostruzione avviato da tempo dal festival e che nel corso delle due edizioni svolte nel pieno del Covid, ha subito un’accelerazione dettata dalle necessità. Un conflitto anche questo, con la pandemia e la gestione della stessa, del rapporto tra evento artistico e collettività. Un percorso che spiegano gli stessi direttori artistici.

«Il concept del festival è un tratto caratteristico di Linea d’Ombra che ha sempre cercato parole chiave che raccontassero l’etica, l’estetica, l’evoluzione di un’arte al contempo classica e modernissima e soprattutto capace di intervenire sulla realtà. Negli ultimi tre anni abbiamo deciso di concentrarci sul qui e ora, agendo però anche di prospettiva. Ecco il motivo della scelta di parole d’ordine ambiziose come “Domani” e “Crisi”. Di fronte allo scenario che si è aperto davanti a noi dal 2020 in poi sentivamo il bisogno, la necessità, anche il dovere, di riflettere su un mondo in radicale cambiamento. Di questa trilogia, prima del tragico conflitto in Ucraina, l’ultimo capitolo non poteva che essere dedicato ai conflitti.

 Il conflitto è stato motore di ogni rivoluzione: politica, artistica, sociale, espressiva. È stato via via considerato qualcosa che doveva far paura, e il risultato è che ci troviamo in un mondo inetto di fronte a tutti quei confronti necessari alla crescita umana, antropologica, creativa. Questi Conflitti li metteremo in scena, li analizzeremo, con dibattiti e film, dedicheremo loro una retrospettiva. Quando scegliemmo “Conflitti” come prisma attraverso il quale proiettare Linea d’Ombra non ne avremmo mai immaginato l’immediata e dolorosa attualità. Ma questo accentua la nostra responsabilità nell’affrontarlo nel modo più alto (e altro) possibile

Ci sarà modo di parlare di tutto questo a Linea d’Ombra Festival 2022, che nel frattempo ha già aperto la selezione per i suoi concorsi Passaggi d’Europa, LineaDoc, CortoEuropa, VedoAnimato e VedoVerticale. I cineasti e le produzioni che vogliono iscrivere le loro opere lo possono fare attraverso la piattaforma Filmfreeway all’indirizzo https://filmfreeway.com/lineadombrafestival

Linea d’Ombra Festival XXVII edizione è un’iniziativa realizzata con il contributo e il patrocinio della Direzione generale Cinema e audiovisivo – Ministero della Cultura, della Regione Campania con la Film Commission Regione Campania, del Comune di Salerno. Main Sponsor: Fondazione Cassa Rurale Battipaglia – Banca Campania Centro, Nexsoft S.p.A. Altro ente sostenitore: Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana.

Linea d’Ombra Festival 2021, XXVI edizione, dal 23 al 30 ottobre

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Linea d’Ombra Festival 2021, XXVI edizione, dal 23 al 30 ottobre

Linea d’Ombra Festival 2021, XXVI edizione, dal 23 al 30 ottobre, si va definendo il programma dell’evento che andrà in scena a Salerno nuovamente in presenza dopo la versione on line e di resistenza del 2020, quando il festival ha dovuto chiudere le location al pubblico dopo appena un giorno per il decreto ministeriale.

Quest’anno invece il pubblico potrà godere del programma di Linea d’Ombra nel suo habitat naturale, la sala, dove saranno proiettate le oltre 100 opere in concorso selezionate tra le oltre 1500 iscritte in preselezione, per un totale di 77 paesi rappresentati.  Tra i film in concorso, ben 34 sono diretti da registe donne, un dato di cui la direzione artistica del festival va quest’anno particolarmente fiero e che rientra perfettamente nel tema portante di quest’anno.

LINEA D’OMBRA 2021, DOMANI

Il tempo si è fermato per oltre un anno, adesso ricomincia a scorrere ed è al futuro che si deve guardare, con rinnovata fiducia. È a questo che hanno pensato il direttore artistico di Linea d’Ombra Boris Sollazzo e il presidente e fondatore del festival Giuseppe D’Antonio quando hanno scelto il tema dell’edizione 2021, che così descrivono.

Domani sembra incarnare meglio il senso di qualcosa che non è ancora, ma che ci indica anche dove dobbiamo posare lo sguardo una volta lasciateci alle spalle le macerie di un mondo segnato dalla tragedia della pandemia. Da un lato Domani ci costringe a considerare dove siamo ancora, dall’altro indica una prospettiva verso cui muovere per conservare, certo, ma anche per cambiare, se possibile radicalmente. Domani sembra innescare il senso di una rottura con il passato, la voglia di un cambiamento necessario a seppellire un tempo e una storia, un mondo del quale si sono drammaticamente rivelate fragilità, ritardi, ineguaglianze, errori da sanare, se possibile. Il giorno che verrà ci chiama a un impegno, appunto perché è prossimo e irreversibile, come tutti i cambiamenti che non solo la post-pandemia richiede. Domani sembra ci impegna tutti a uno sguardo più consapevole sul futuro che immancabilmente arriverà”.

Per questo anche l’immagine ufficiale di Linea d’Ombra, anche quest’anno ideata e realizzata da Roberto Policastro è una chiara icona del concetto stesso di proiezione avanti nel tempo.

Ci è venuto naturale pensare al nostro futuro prossimo, allo slancio di un una nuova visione ispirata dalla curiosità, alla voglia di focalizzare i nostri prossimi passi con l’entusiasmo dell’umana esplorazione. L’ignoto che spaventa diventa una leva che ci riporta al naturale istinto di affrontare il nuovo giorno come una nuova avventura, la paura di perdere quello che siamo lascia il posto alla voglia di evolverci e scoprire chi diventeremo. Lo spazio è da sempre la più entusiasmante metafora della realtà, scienza e fantasia che stimolano a riflettere sul destino degli uomini, qualcosa che sorvola i limiti di genere e le culture, unisce tutti in nome del sogno di un nuovo futuro.”

Il direttore artistico e il presidente hanno inoltre deciso di dedicare il festival di quest’anno a Patrick Zaki.

Linea d’Ombra Festival XXVI edizione è un’iniziativa promossa dalla Associazione SalernoInFestival e realizzata con il contributo e il patrocinio della Direzione generale Cinema e audiovisivo – Ministero della Cultura, della Regione Campania con la Film Commission Regione Campania, del Comune di Salerno. Main Sponsor: Fondazione Cassa Rurale Battipaglia – Banca Campania Centro, Nexsoft S.p.A. Altro ente sostenitore: Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana.

Linea d’Ombra Festival 2019: Maradona è megli’e Pelè?

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Linea d’Ombra Festival 2019: Maradona è megli’e Pelè?

Linea d’Ombra Festival 2019 si svolgerà a Salerno dal 17 al 21 dicembre 2019, sotto la direzione artistica del giornalista e critico cinematografico Boris Sollazzo, del videomaker e regista Luigi Marmo e del presidente di Linea d’Ombra Peppe D’Antonio. Edizione che vedrà una incursione nel calcio, per dare una risposta a una delle domande più complesse della storia del pallone.

Maradona è megli’e Pelè? I più grandi cronisti ed esperti se lo chiedono da anni, ognuno ha la sua opinione, supportata da prove più o meno empiriche. La cosa certa è che entrambi hanno avuto una bella carriera cinematografica. Pelè anche come attore, protagonista della più famosa rovesciata della storia del grande schermo, in Fuga per la vittoria di John Huston.

Diego Armando Maradona il cinema lo ha affascinato con la sua personalità istrionica, geniale, controversa, luce e ombra, per l’appunto, per questo il festival salernitano ha deciso di sezionarlo proprio attraverso i film che gli sono stati dedicati.

A partire dal più recente, Diego Maradona, documentario sugli anni napoletani del Pibe de Oro diretto da Asif Kapadia, il regista inglese già premio Oscar per Amy. E il fatto che il campione argentino abbia fatto colpo su registi pluripremiati è significativo, non a caso Maradona by Kusturica è il racconto di due geni sregolati, un campione del mondo e un vincitore di due Festival di Cannes. Sarà questo uno dei tanti argomenti che Boris Sollazzo affronterà con ex calciatori del Napoli, giornalisti, studiosi e registi, il 17 dicembre, serata d’apertura del festival.

Non mancheranno voci dalla sua terra, l’Argentina, quelle di Carlos Sorin, regista di El Camino de San Diego, e Javier Vazquez (Amando a Maradona). In Italia, patria d’adozione per Diego, è stato Marco Risi a raccontare le sue gesta e i suoi trionfi, ma anche eccessi e dolori, usando il linguaggio della finzione in Maradona – La mano de D10S.

La XXIV edizione di Linea d’Ombra Festival è promossa e organizzata dall’Associazione SalernoInFestival con il sostegno della Regione Campania, del Comune di Salerno e di uno sponsor privato (l’agenzia di web marketing Mirò).

Linea d’Ombra, dalla crisi a un nuovo rinascimento

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Linea d’Ombra, dalla crisi a un nuovo rinascimento

Linea d’Ombra Festival 2020, XXV edizione, dal 24 al 31 ottobre, oltre 100 opere cinematografiche in concorso, scelte tra 7800 film iscritti, provenienti da 40 paesi. Sarà un festival ibrido, una parte in streaming, ma soprattutto con un programma dal vivo, tre location che si connettono in maniera profonda con il territorio. A partire dalla Sala Pier Paolo Pasolini, luogo che il festival ha voluto fortemente inaugurare nel 2016 e non ha più lasciato, che oltre alle proiezioni “tradizionali” sarà quest’anno sede del programma di Virtual Reality. A questa si affiancano la Casa del Combattente, dove ha sede la Fondazione Menna – Centro Studi d’Arte Contemporanea, e Il Giardino della Minerva, quest’ultima location di un progetto che unirà formazione culturale e promozione del territorio. Il programma live seguirà rigorosamente le procedure anti Covid previste dalla Regione Campania, permettendo così al pubblico di poter partecipare in totale sicurezza.

Tutte azioni pensate e pianificate per superare la Crisi, tema centrale di quest’anno, scelta ben spiegata dai direttori artistici Giuseppe D’Antonio e Boris Sollazzo. Crisi ovvero «separazione, scelta giudizio, ma il termine può essere inteso anche come un “accadere rivelatore”, un’apertura, un varco verso qualcosa di cui ancora ignoriamo i contorni. Di fronte a questo spazio insondato si rende necessario operare delle scelte».

Era importante dare a questo concetto la giusta forma, forse anche più d’una. Ci ha pensato, e lo spiega bene, Roberto Policastro, art director dell’agenzia di comunicazione DoppiaVu Design e del Napoli Comicon, che ha usato in questo caso un “testimonial” d’eccezione.

«Un’icona fortemente rappresentativa, il David di Michelangelo, che incarna la cultura italiana, campeggia come significante. Un simbolo spaccato e rimesso insieme con la tecnica del Kintsugi, pratica giapponese che grazie all’uso dell’oro ripara oggetti in ceramica. Il tutto mescolato in un “buzz” visivo e guidato da un segno speculare della parola CRISI».

Il festival quest’anno sarà un laboratorio di (ri)costruzione di un modello culturale. «Il format festival diventerà non solo recettore d’opere, ma anche elemento attivo di costruzione di narrazione. Le crisi si superano rilanciando, unendosi e diventando comunità, rompendo schemi», spiegano D’Antonio e Sollazzo.

La XXV edizione di Linea d’Ombra Festival è promossa e organizzata dall’Associazione SalernoInFestival. L’iniziativa è realizzata con il contributo della Regione Campania “L.R. 30/2016 Piano Cinema 2020” e del Comune di Salerno e con il contributo e il patrocinio della Direzione generale Cinema e audiovisivo – Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. Partner dell’evento Nexsoft e Banca Campania Centro. Sponsor sostenitore La Doria.

Linea d’Ombra Festival: tutti i vincitori della XXVI edizione

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Linea d’Ombra Festival: tutti i vincitori della XXVI edizione

Assegnati i premi della 26esima edizione di Linea d’Ombra Festival. A ufficializzare i vincitori, i direttori artistici del festival Giuseppe D’Antonio e Boris Sollazzo.

Nella sezione PASSAGGI D’EUROPA la giuria di esperti composta da Miriam Bliese, Milena Mancini, Guglielmo Poggi ha assegnato il “Premio NEXSOFT” per il miglior lungometraggio sezione al film Beginning di Dea Kulumbegashvili (Georgia), con la seguente motivazione:

“Come cinematografari (perche questo siamo, alcuni di noi almeno) cerchiamo continuamente di capire se il cinema riesca o meno a resistere come linguaggio- attenzione, non come medium, come linguaggio. Negare che sia in difficoltà, questo linguaggio, è anacronistico è controproducente per chi vuole farlo sopravvivere. Questo film ha sopra ogni merito il valore di costruire costantemente un linguaggio. Il che prescinde dalla sua natura di film “girl empowers” o dall’importante tema del culto e del suo lato occulto, per giocare sui termini. A vincere, in questo senso, è il Cinema, in sé. Nell’essere indispensabile, in una visione collettiva e che nulla ha a che vedere con la semplificazione mediatica contemporanea. Per questo più che per qualunque altra motivazione, riteniamo opportuno premiare questo film. Che meriterebbe anche un premio a parte: miglior linguaggio”.

il Premio Giuria Popolare è stato assegnato a The Night Doctor di Elie Wajeman (Francia).

Il premio della Giuria Open, composta dagli spettatori che hanno seguito il festival sulla piattaforma streaming Netfestival, è andato ex aequo The Grand Bolero di Gabriele Fabbro (Italia) e Of Fish and Men di Stefanie Klemm (Svizzera).

Nella sezione LINEADOC la Giuria Esperti composta da Carlo Hintermann, Juan David Gonzales Monroy e Rachel Rakes ha decretato come miglior film Our Land, Our Altar di André Guiomar (Portogallo), con la seguente motivazione.

Attraverso un uso ragionato e allo stesso tempo partecipe della forma cinematografica e della struttura narrativa, questo film presenta un ritratto intimo di una comunità vitale di fronte alla sua dissoluzione. In modo sottile ma con grande forza il film mette in evidenza il valore di una comunita’ e il bisogno di autodeterminazione contro l’inarrestabile progredire della gentrificazione e degli interessi economici. Per l’equilibrio tra approccio etico, persistenza, tecnica e stile, il premio Linea doc va a Our Land, Our Altar”.

La Giuria Popolare ha premiato Il secondo principio di Hans Liebschner di Stefano P. Testa (Italia).

La Giuria Open ha premiato ex aequo All Of Your Stars Are But Dust On My Shoes di Haig Aivazian (Libano) e Summits and Ashes di Fernando Criollo (Perù)

Nella sezione CORTOEUROPA il “Premio BANCA CAMPANIA CENTRO” al miglior cortometraggio è stato assegnato dalla giuria esperti formata da Giulio Mastromauro, Valerio Vestoso e Christopher Yates a The Criminals di Serhat Karaaslan (Turchia), con la seguente motivazione:

Attraverso una sceneggiatura ingegnosa e una regia rigorosa, The Criminals ci porta un duro thriller su come i giovani turchi vengono repressi nel loro naturale sentimento di desiderio e amore. La recitazione è toccante, permettendoci di entrare in empatia con la giovane coppia e sperando di vedere la loro lussuria soddisfatta. La svolta degli eventi è drammaticamente brillante. Porta la paura nel desiderio, la violenza nell’amore. Il climax ci ha fatto prendere la nostra sedia. Si conclude con un tocco di umorismo e tenerezza, che ci fa sperare in un futuro migliore”.

La giuria ha assegnato anche una menzione speciale a Between Men di Ares Ceylan (Germania), con la seguente motivazione:

Questa classica storia di lutto e disaccettazione omofoba è trascesa da una sincerità genuina. Man mano che la storia si svolge con il suo dialogo crudo e subliminale, il sentimento cresce e l’assenza del figlio/amante diventa più forte. La finezza della recitazione è inversamente proporzionale all’emozione che abbiamo provato guardando Between Men”.

Il Premio Giuria Popolare è stato conquistato dal film Branka di Ákos K. Kovács (Ungheria).

La Giuria Open ha premiato Branka di Ákos K. Kovács (Ungheria)

Nella sezione VEDOANIMATO la Giuria Esperti, composta da Martin Smatana, Alessandro Rak, Mauro Uzzeo, il premio principale è stato vinto da Affairs of the Art di Joanna Quinn e Les Mills (Canada), con la seguente motivazione:

L’arte come ossessione, il corpo come rappresentazione, i sogni per dettare obiettivi di vita crescendo, i colori per indicare la propria (R)esistenza. Ogni segno in questo cortometraggio grida ironia, giocosità, ricordo, andare contro l’ordine stabilito, fare i conti con noi stessi, nascere, crescere e morire, alla ricerca di un posto nel mondo e della nostra identità unica, assoluta, immortale. Il film pieno di umorismo pungente raggiunge il volto dello spettatore con tutta la bellezza e la freschezza dell’animazione giocosa e dinamica dei tratti di matita”.

La giura ha assegnato anche una menzione speciale a People in Motion di Christoph Lauenstein e Wolfgang Lauenstein (Germania), con la seguente motivazione:

Bastano poche immagini suggestive e una pacata voce fuori campo per calarsi nella tela narrativa e lasciarsi catturare dal loro gioco di luci e ombre. Sospesi tra antiche paure e bellezza racchiusa tra quattro mura, ci troviamo davanti ai nostri desideri, alle nostre piccole e grandi meschinità, ricordandoci, ancora una volta, la grande, inarrestabile, forza delle storie. Questa storia misteriosa e affascinante piena di significato e spunti di riflessione affronta il tema dell’esistenza, del comportamento umano, dell’egoismo e dell’avidità che si sono infiltrati nel mondo oscuro”.

Il Premio Giuria Popolare è andato ad How To Be at Home di Andrea Dorfman (Canada).

La Giuria Open ha premiato  Granny’s Sexual Life di Urška Djukić (Slovenia)

A chiudere l’elenco dei vincitori per le opere in concorso è quello della sezione VEDOVERTICALE, dove il “Premio FONDAZIONE CARISAL” assegnato dalla Giuria Popolare al miglior cortometraggio in formato 9:16 è andato ex aequo a Killer Brownie! di Igna L. Vacas (Spagna) e a Genesis di ZHU Xiaolong (Cina).

La Giuria Open ha premiato Valse Naïve di Antonello Tosto e Mariapia Di Lecce (Italia) e MIDNIGHT STORIES: Morgan di Ryan Cauchi (Australia)

Il commento a caldo del codirettore artistico Boris Sollazzo: “È stata un’edizione coraggiosa e felice, un ritorno al cinema e all’arte che ha visto un successo di pubblico e di critica. Otto giorni di film, dibattiti e riflessioni che ci confermano che un altro Domani è possibile”. 

Per Peppe D’Antonio questa edizione ha lasciato il segno per tanti motivi: “Abbiamo vinto una grande scommessa riportando l’interesse su e dentro le sale; abbiamo registrato sold out in molti eventi ed abbiamo ritrovato la passione per il cinema e la comunicazione. Senza contare che abbiamo avuto la possibilità di incontrare stimolanti personalità che ci hanno fatto intravedere i possibili passaggi verso il Domani”.

Linea d’Ombra Festival XXVI edizione è un’iniziativa promossa dall’Associazione SalernoInFestival e realizzata con il contributo e il patrocinio della Direzione generale Cinema e audiovisivo – Ministero della Cultura, della Regione Campania con la Film Commission Regione Campania, del Comune di Salerno. Main Sponsor: Fondazione Cassa Rurale Battipaglia – Banca Campania CentroNexsoft S.p.A. Altro ente sostenitore: Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana. Altri sponsor: Allianz Salerno Mare – Mario Parrilli srlRotary Salerno Rotary Salerno 1949 a.f. La direzione artistica è di Peppe D’Antonio e Boris Sollazzo.

Linea d’Ombra Festival, Paolo Calabresi: “In Boris dovevo essere René Ferretti”

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Tutti lo conoscono come il capo reparto elettricisti Augusto Biascica, una delle colonne della (fuori) serie cult Boris, che proprio oggi, 26 ottobre, torna con la sua quarta stagione nella sua nuova casa, la piattaforma streaming Disney+. Paolo Calabresi, ospite della quarta serata di Linea d’Ombra Festival Salerno, è però molto altro, come ha raccontato nel corso dell’incontro con il pubblico rispondendo alle domande del co-direttore artistico Boris Sollazzo, svelando però anche un aneddoto che risale alle origini della serie.

«In realtà io feci il provino per la parte di René Ferretti. Fu Giacomo Ciarrapico, uno dei tre autori di Boris, che subito dopo l’audizione mi disse “no, tu sei Biascica, tu farai Augusto Biascica”. Lì per lì ci rimasi anche male, ma perché ancora non avevo chiaro quanto Boris fosse e sia una serie assolutamente corale, in cui Renè è un centro a cui ruotano tutti gli altri in eguale misura».

Impossibile non ricordare nell’occasione il compianto Mattia Torre, geniale autore di Boris e di tante altre cose, mancato il 19 luglio del 2019 a soli 47 anni.

«Credo che la ragione per cui Boris non si è fatto per così tanto tempo sia stata proprio perché tutti volevano che Mattia avesse il tempo di fare altre cose quando si è ammalato, e si doveva sbrigare a farne, a cominciare da La linea verticale, che per me è un capolavoro assoluto e dove anche lì ho avuto la fortuna di partecipare con altri amici e colleghi. E gli spettacoli teatrali che adesso, tra l’altro, sono stati ripresi con la regia televisiva di Paolo Sorrentino, andranno in onda a novembre. Aveva bisogno di fare cose non da solo, non senza gli altri, ma di raccontare delle cose sue. E tutti noi gli avremmo dato volentieri anche molto altro tempo».

Ma la ragione per cui Linea d’Ombra ha invitato Paolo Calabresi era prima di tutto per parlare del suo romanzo (quasi) biografico, nonché d’esordio, “Tutti gli uomini che non sono. Storia vera di una falsa identità” (Salani editore, 2022).

«In realtà avrei voluto intitolarlo “L’uomo che non c’era”, purtroppo era già stato usato dai fratelli Coen e quindi non mi è sembrato il caso» ha raccontato l’attore-autore, che ha anche spiegato la genesi, dolorosa, di quanto narrato nel romanzo.

«Questo libro nasce da un periodo che ho realmente vissuto in cui ho pensato bene di fingermi persone realmente esistenti in situazioni reali, all’insaputa di tutti. Questa follia, che ho portato avanti per anni, era frutto di un precedente momento molto doloroso. Avevo perso entrambi i genitori a distanza di dieci giorni l’uno dall’altro, e poco dopo ho perso anche il mio padre artistico, Giorgio Strehler. Mi ero ritrovato completamente svuotato, senza più la voglia di fare il mio mestiere, ma lo facevo, perché avevo già una famiglia numerosa e non potevo non lavorare. Ma c’era qualcosa di spezzato in me. Finché, un giorno, nel gennaio del 2000, ero a Milano, stavo lavorando in uno spettacolo di Luca Ronconi, e la domenica c’era Milan-Roma a San Siro. I biglietti erano finiti, e allora decisi di mandare all’ufficio stampa del Milan un fax da parte di un sedicente agente di Nicolas Cage dicendo che era a Milano e che avrebbe avuto piacere di vedere la partita. Era la mattina del venerdì prima della partita. Il pomeriggio avevo i biglietti. E da lì è iniziato tutto».

Ed è raccontato nel libro, che non è una biografia tradizionale, ma ha una costruzione intrigante, partendo da uno psichiatra che nel corso di un congresso presenta un singolare caso di Sindrome da Personalità Multipla. Fa così ascoltare le registrazioni delle sedute del paziente Paolo C., attraverso le quali si scoprono le gesta nel corso degli anni del vero Paolo Calabresi che impersona Marilyn Manson, John Turturro e molti altri. Mentre questa sorta di terapia andava avanti, l’attore si accorgeva che c’era dell’altro dietro.

«Quella che all’inizio era una grande ubriacatura di recitazione folle, mi sono reso conto pian piano che era lo specchio di una società che cominciava a confondere in maniera seria il vero con il falso, usando dei filtri che oggi sono diventati all’ordine del giorno. Il confine tra la verità e la bugia cominciava a essere molto labile. Era il periodo in cui cominciavano i reality che di reality non avevano nulla, non ci poteva essere niente di più finto. A me irritava e man mano che andavo avanti con queste “installazioni” mi rendevo conto che stavo facendo una cosa profondamente giusta dal mio punto di vista e dal punto di vista di chi come me, aveva imparato il mestiere dell’attore in maniera seria».

Un mestiere che lo ha portato a recitare con i già citati Strehler e Ronconi, colossi della storia del teatro italiano, per farlo poi approdare al cinema, dove ha lavorato a classici moderni come la trilogia di Smetto quando voglio, il profetico Bentornato Presidente di Giuseppe Stati e Giancarlo Fontana, e scelto da grandi autori come Giuseppe Tornatore (La corrispondenza), Daniele Vicari (Diaz) e Marco Bellocchio, con cui ha lavorato nell’ultimo film del maestro di Bobbio, ancora in post produzione, La conversione. Dal 10 novembre Paolo Calabresi, oltre che su Disney+ con Boris 4, sarà al cinema con il musical diretto da Nicola Abbatangelo, appena presentato alla Festa del cinema di Roma, The Land of Dreams.

Lindy Booth in trattative per Kick-Ass 2

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Lindy Booth in trattative per Kick-Ass 2

Proseguono le indiscrezioni riguardanti Kick-Ass 2, il secondo capitolo di Kick-Ass, specie in vista dell’avvio delle riprese, previsto in settembre  sotto la direzione di Jeff Wadlow. Ultima, probabile aggiunta al cast, quella di Lindy Booth, pronta a infilarsi il costume di un personaggio molto poeticamente battezzato Night Bitch. Se i negoziati andranno a buon fine, Booth raggiungerà sul set Aaron  Taylor-Johnson, Christopher Mintz-Plasse, Chloe Moretz e Yancy Butler, reduci dal primo capitolo e new entry come Robert Emms, Donald Faison e John Leguizamo, mentre ancora in attesa di conferma è la partecipazione di Jim Carrey. Per Lindy Booth si tratterebbe di un ritorno sul set per Wadlow, col quale ha lavorato in  Cry_Wolf; nel curriculum dell’attrice anche Dawn Of The Dead, Wrong Turn e Behind The Wall.

Kick-Ass 2, il film

Kick-Ass 2 uscirà nei cinema americani il 23 giugno 2013. Tornano i protagonisti dell’irriverente commedia d’azione sui supereroi del 2010 diventata in breve tempo un cult cinematografico.

In Kick-Ass 2 la ragazza assassina Hit Girl (Chloë Grace Moretz) e il giovane vigilante Kick-Ass (Aaron Taylor-Johnson) stanno entrambi cercando di vivere come due normali teenager con i nomi di Mindy e Dave. Preoccupato del diploma di fine anno e di un futuro alquanto incerto, Dave crea la prima squadra di supereroi “mondiali” insieme a Mindy. Sfortunatamente però la ragazza viene scoperta nei panni di Hit Girl, ed è costretta a ritirarsi, restando sola ad affrontare il terrificante mondo della scuola, popolato da malvagie studentesse. Nel frattempo Red Mist sta creando la propria squadra per far pagare ai suoi acerrimi nemici – Kick-Ass e Hit Girl – per ciò che hanno fatto a suo padre…

 

Fonte: Empire

Lindsay Lohan: una foto dal set di Scary Movie 5!

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Ecco, direttamente dal set di Scary Movie 5, una foto di Lindsay Lohan, intenta a lavorare alle riprese del quinto capitolo della nota serie a New York.

Lindsay Lohan: niente liason col pornodivo, solo lavoro!

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Lindsay Lohan e James Deen, uno dei pornoattori più famosi d’America, sono beccati al tavolo di un locale di Santa Monica. I due stanno lavorando insieme

Lindsay Lohan, sexy incidente sul set di Liz and Dick!

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Incidente piccante per Lindsay Lohan sul set di Liz and Dick, miniserie tv diretta da Lloyd Kramr dedicata alla grande Taylor. Galeotta è stata una scollatura troppo audace che non ha contenuto il decolté dell’attrice, 26 anni a luglio. D’altronde, la scena, un furioso litigio sullo yacht tra Liz Taylor e Richard Burton (interpretato da Grant Bowler), era assai movimentata. Niente di grave, per Lindsay, che, pur accorgendosi dello straripamento, ha continuato a recitare e a fine scena è apparsa divertita: in effetti, la April di Machete ha passato di peggio negli ultimi anni. Ecco alcune foto del sexy inconveniente!

Fonte: Dailymail

Lindsay Lohan protagonista nel trailer di Among the Shadows

Lindsay Lohan protagonista nel trailer di Among the Shadows

Dopo sei anni di assenza dal grande schermo Lindsay Lohan torna protagonista nel thriller Among the Shadows, di cui è stato appena diffuso il trailer ufficiale. Diretto da Tiago Mesquita, il film arriverà nelle sale americane il prossimo 5 Marzo e vede nel cast anche Charlotte Beckett e Gianni Capaldi.

Among the Shadows segue le vicende di una donna, interpretata dalla Lohan, che assume un investigatore privato per trovare l’uomo che vuole uccidere suo marito, il presidente in carica. Ma i lupi mannari sono dietro l’angolo e si sta preparando una guerra…

Among the Shadows – il trailer

Fonte: Momentum Pictures

Lindsay Lohan interpreterà Sharon Tate?

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Lindsay Lohan potrebbe interpretare Sharon Tate, la bellissima e sfortunata moglie di Roman Polanski uccisa brutalmente nel 1969 da Charles Manson e la sua ‘famiglia’. Il film in questione si intitolerà Eyes of a Dreamer e vedrà alla regia quel Tyler Shields amico e fotografo della turbolenta attrice. Nelle sue intenzioni ci sarebbe quella di realizzare un film macabro e particolareggiato sulla storia di Manson.

La Lohan, la cui carriera è stata stroncata da una serie di vicissitudini personali, avrà così forse l’ultima possibilità di risollevarsi professionalmente parlando, dopo la mancata partecipazione al biopic su Linda Lovelance dello scorso anno.

Fonte: badtaste