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King Arthur: quanto è storicamente accurato il film del 2004?

King Arthur: quanto è storicamente accurato il film del 2004?

Il film King Arthur del 2004 rappresenta uno dei tentativi più ambiziosi del cinema contemporaneo di reinterpretare il mito arturiano in chiave storica. Diretto da Antoine Fuqua, regista noto per titoli come Training Day e The Equalizer, il film cerca di allontanarsi dall’immaginario medievale cavalleresco tipico delle storie di Camelot per proporre una versione più realistica e radicata nella tarda antichità. Il risultato è un racconto epico che combina elementi storici, suggestioni archeologiche e libertà narrative, presentando una figura di Artù più vicina a un comandante romano-britannico che al sovrano leggendario dei romanzi cavallereschi.

Nel ruolo del protagonista troviamo Clive Owen, affiancato da un cast che include Keira Knightley nei panni di Ginevra, Ioan Gruffudd come Lancillotto e Mads Mikkelsen nel ruolo di Tristano. Il film appartiene al genere epico storico con forti componenti d’azione e di guerra, cercando di ricostruire un’epoca di transizione in cui l’Impero romano stava progressivamente abbandonando la Britannia mentre nuove popolazioni, come i Sassoni, iniziavano a conquistare il territorio. L’intento dichiarato della produzione era quello di raccontare la “vera storia” dietro la leggenda di Artù, un obiettivo ribadito anche dalla campagna promozionale del film.

Proprio questa ambizione di realismo storico ha alimentato negli anni numerose discussioni tra storici, appassionati di letteratura medievale e critici cinematografici. Il film infatti prende spunto da alcune teorie storiografiche e archeologiche, ma allo stesso tempo modifica profondamente molti elementi tradizionali della leggenda arturiana. Nel resto dell’articolo analizzeremo dunque quanto King Arthur sia realmente accurato rispetto alla storia e alle fonti del ciclo arturiano, evidenziando le differenze più significative tra la versione cinematografica e le tradizioni letterarie e storiche.

LEGGI ANCHE: King Arthur: la spiegazione del finale del film

Il rapporto con la leggenda arturiana

Una delle prime cose da notare è che la trama del film non deriva direttamente dalle fonti classiche della leggenda di Artù. Le opere medievali che hanno definito il mito, come le cronache di Geoffrey of Monmouth o i racconti cavallereschi sviluppati tra il XII e il XV secolo, vengono utilizzate solo in parte. Nel film ritroviamo alcuni elementi iconici come la presenza dei Sassoni come principali antagonisti e la celebre battaglia di Badon Hill, ma molti altri aspetti fondamentali della tradizione sono completamente assenti. Tra le omissioni più evidenti ci sono elementi simbolici come il Santo Graal, uno dei motivi centrali della letteratura arturiana medievale.

Anche il celebre triangolo amoroso tra Artù, Lancillotto e Ginevra è quasi del tutto marginale nella narrazione cinematografica. La relazione tra i personaggi esiste, ma viene ridotta a pochi accenni, lasciando spazio soprattutto alla dimensione militare e politica della storia. Il film modifica inoltre la caratterizzazione di molti cavalieri della Tavola Rotonda. Un esempio evidente è il personaggio di Bors, che nella tradizione medievale è noto per la sua purezza morale e per essere uno dei pochi cavalieri degni di assistere alla visione del Graal. Nel film, invece, viene rappresentato come un guerriero rude, amante dei piaceri della vita e padre di numerosi figli.

Questa versione è molto lontana dal personaggio letterario e ricorda piuttosto altre figure cavalleresche della tradizione. Anche la relazione tra alcuni personaggi cambia significativamente. Lancillotto e Galahad, ad esempio, appaiono come guerrieri della stessa generazione, mentre nei testi medievali Galahad è il figlio di Lancillotto. Questo tipo di modifica dimostra come il film utilizzi i nomi e alcuni tratti della leggenda senza necessariamente rispettare la genealogia e la struttura narrativa tradizionale.

Una Ginevra molto diversa dalla tradizione

Tra i cambiamenti più evidenti introdotti dal film c’è la figura di Ginevra. Nella maggior parte delle opere medievali, Ginevra è una regina associata alla corte di Camelot e alle dinamiche sentimentali del racconto. In molti romanzi cavallereschi appare come una dama nobile e raffinata, spesso coinvolta in intrighi amorosi ma raramente impegnata direttamente in battaglia. Nel film, invece, Ginevra viene reinterpretata come una guerriera celtica capace di combattere al fianco dei cavalieri. Questa scelta si ispira più alla tradizione delle regine guerriere della storia e del mito celtico che alle fonti arturiane.

Figure come la regina britannica Boudica dimostrano che nella storia antica esistevano donne che guidavano eserciti e partecipavano alle battaglie. Alcuni studiosi hanno osservato che la rappresentazione cinematografica ricorda maggiormente personaggi della mitologia irlandese come la regina Medb piuttosto che la Ginevra della tradizione medievale. In alcune fonti gallesi esistono comunque accenni a una Ginevra dotata di forza straordinaria o legata a elementi soprannaturali, il che rende questa reinterpretazione meno arbitraria di quanto possa sembrare a prima vista.

King Arthur cast

L’origine romana di Artù

Un altro elemento centrale del film è l’idea che Artù abbia origini romane. Nel film il suo nome completo è Artorius Castus e viene presentato come il figlio di un generale romano e di una donna celtica. Questa scelta riflette una teoria storica che cerca di individuare possibili modelli reali per la figura leggendaria del re. Il nome Artorius richiama infatti una figura storica realmente esistita, Lucius Artorius Castus, un comandante romano attivo probabilmente tra il II e il III secolo. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che le sue imprese militari possano aver contribuito alla nascita del mito di Artù.

Tuttavia la distanza cronologica tra questo personaggio e l’epoca in cui si collocano le prime tradizioni arturiane rende questa teoria piuttosto controversa. Molti storici ritengono invece che la figura più plausibile dietro la leggenda possa essere il comandante romano-britannico Ambrosius Aurelianus, che combatté contro i Sassoni nel V secolo. Questa ipotesi è più coerente con le cronache antiche e con il periodo storico generalmente associato alle origini del mito arturiano.

L’ipotesi dei cavalieri sarmati

Uno degli aspetti più originali del film riguarda l’origine dei cavalieri della Tavola Rotonda. Nel film essi sono presentati come guerrieri sarmati, un popolo nomade delle steppe che avrebbe servito nell’esercito romano come cavalleria ausiliaria. Questa idea deriva dalla cosiddetta “ipotesi sarmata”, proposta negli anni Settanta dagli studiosi C. Scott Littleton e Ann C. Thomas. Secondo questa teoria, alcuni elementi della leggenda arturiana potrebbero derivare dalle tradizioni dei cavalieri sarmati stanziati in Britannia nel II secolo.

Si ritiene che circa 5500 guerrieri sarmati siano stati trasferiti nell’isola durante le guerre marcomanniche. La teoria suggerisce che le storie di questi cavalieri, unite alle tradizioni locali britanniche, possano aver contribuito alla nascita del ciclo arturiano. Tuttavia la maggior parte degli storici considera questa ipotesi affascinante ma priva di prove sufficienti. Per questo motivo il film viene spesso criticato per aver trasformato una teoria minoritaria in un elemento centrale della propria narrazione.

King Arthur film
Foto di Jonathan Hession – © 2004 Buena Vista Pictures Distribution. All rights reserved.

Alcune inaccuratezze storiche presenti nel film

Anche dal punto di vista storico il film prende diverse libertà. Una delle più evidenti riguarda la data del ritiro delle legioni romane dalla Britannia. Nel film questo evento viene collocato nel 467 d.C., mentre in realtà l’Impero romano aveva già abbandonato l’isola nel 410. Questa differenza di quasi sessant’anni cambia profondamente il contesto storico della storia. Nel V secolo la Britannia era ormai un territorio frammentato in piccoli regni locali, molto lontano dalla struttura amministrativa romana mostrata nel film.

Anche la missione che porta Artù e i suoi cavalieri oltre il Vallo di Adriano presenta diversi problemi storici. Sebbene i Romani abbiano occasionalmente organizzato spedizioni nel nord della Scozia, il Vallo di Adriano rappresentava generalmente il limite stabile del controllo romano sull’isola. Il film introduce anche alcune semplificazioni nella rappresentazione dei popoli della Britannia. I Pitti, ad esempio, vengono chiamati “Woads”, un termine che deriva da una pianta usata per ottenere una tintura blu. In passato si è ipotizzato che i Pitti utilizzassero questa sostanza per dipingersi il corpo prima delle battaglie, ma molti storici ritengono che questa idea sia in gran parte un mito.

Anche la rappresentazione dei Sassoni presenta alcune imprecisioni. Nel film essi appaiono come invasori provenienti dal nord e guidati da leader che muoiono nella battaglia finale. Tuttavia le fonti storiche indicano che i capi sassoni più noti arrivarono in Britannia solo alla fine del V secolo e fondarono regni stabili diversi decenni dopo gli eventi mostrati nel film. Queste semplificazioni riflettono la necessità narrativa di creare un conflitto chiaro tra due schieramenti, ma riducono la complessità storica delle migrazioni e delle guerre che caratterizzarono la Britannia post-romana.

Anche la ricostruzione dell’equipaggiamento militare è piuttosto libera. I cavalieri sarmati del film indossano armature che mescolano elementi romani, mongoli e persino medievali, mentre storicamente i guerrieri sarmati utilizzavano corazze molto diverse, tipiche della cavalleria pesante delle steppe. Allo stesso modo i Sassoni vengono mostrati mentre utilizzano balestre, un’arma che non era diffusa in Europa settentrionale nel V secolo. Alcuni prototipi di balestre esistevano già nell’antichità, ma il loro utilizzo su larga scala in Europa avvenne molti secoli dopo. Un’altra curiosità riguarda l’uso di macchine d’assedio simili a trebuchet da parte dei guerrieri britannici. Anche queste armi comparvero in Europa molto più tardi rispetto al periodo storico in cui è ambientato il film.

Una reinterpretazione del mito arturiano

Lo slogan principale di King Arthur sosteneva che il film raccontasse la “vera storia” dietro la leggenda di Artù. Alla luce di quanto fin qui riportato, molti storici hanno però criticato questa affermazione, sottolineando che non esiste alcun consenso sull’esistenza storica di re Artù. La pubblicità faceva riferimento anche a presunte scoperte archeologiche recenti che dimostrerebbero l’esistenza del personaggio. In realtà nessuna scoperta ha mai fornito prove definitive. Alcuni reperti, come la cosiddetta “Arthur stone” trovata a Tintagel, hanno attirato l’attenzione degli studiosi ma non sono stati considerati prove decisive. King Arthur del 2004 rappresenta dunque semplicemente un tentativo interessante di reinterpretare il mito arturiano attraverso una lente più storica e realistica.

Il film introduce idee affascinanti come l’origine romana di Artù e la teoria dei cavalieri sarmati, cercando di collocare la leggenda nel contesto turbolento della Britannia tardo-romana. Tuttavia, l’analisi delle fonti storiche e della tradizione letteraria dimostra che molte delle scelte narrative del film si discostano significativamente sia dalla storia documentata sia dalle versioni classiche del ciclo arturiano. Personaggi, eventi e contesti vengono spesso modificati per esigenze drammatiche o spettacolari. In definitiva, King Arthur non può essere considerato una ricostruzione accurata della storia o della leggenda. Piuttosto rappresenta una reinterpretazione moderna che combina elementi storici, teorie speculative e immaginazione cinematografica.

King Arthur: nuove immagini con protagonista Charlie Hunnam

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King Arthur: nuove immagini con protagonista Charlie Hunnam

Dopo avervi proposto il nuovo poster di King Arthur, ennesima rilettura del ciclo arturiano questa volta realizzata ad opera di Guy Ritchie, è giunto il momento di presentarvi alcune nuove immagini che vedono protagonisti Charlie Hunnam, che per l’occasione vestirà i panni di Re Artù, e Jude Law, il villain Vortigern.

CREDIT: WARNER BROS. PICTURES
CREDIT: WARNER BROS. PICTURES

Recentemente, inoltre, Guy Ritchie ha presentato la pellicola commentando la difficile decisione di avventurarsi in una storia che il cinema ha già esplorato sotto molteplici punti di vista:

“Adoro il processo realizzativo dei film. Tornare indietro con Sherlock è stato molto divertente. Tornare indietro in questo caso è stato estremamente divertente. Mi piace il mondo, mi piace Charlie. Mi è piaciuto lavorare con tutti. Si tratta di un mondo in cui vorrei restare per un po’ di tempo. Non è che non ci siano abbastanza storie da raccontare riguardo la mitologia di Artù e tutti i suoi personaggi, come Merlino, la spada, Lancillotto, Ginevra. Ci sono tante cose che non sono ancora state dette e con cui dovremo avere a che fare.”

King Arthur: il trailer del film di Guy Ritchie

Al fianco di Charlie Hunnam un cast di prim’ordine che comprende Astrid Berges-Frisbey come Ginevra, Eric Bana come Uther Pendragon, oltre a Jude Law e Djimon Hounsou. Nel cast anche Annabelle Wallis, Katie McGrath, Aidan Gillen, Millie Brady, David Beckham, Poppy Delevingne, Mikael Persbrandt e Peter Ferdinando. King Arthur il Potere della Spada si basa su una sceneggiatura scritta da Joby Harold e il film è prodotto da Akiva GoldsmanTory Tunnell e Ritchie, al fianco di Cate Adams e Niija Kuykendall della Warner Bros e della Village Roadshow.

King Arthur: la spiegazione del finale del film

King Arthur: la spiegazione del finale del film

Il film storico King Arthur, uscito nel 2004 e diretto da Antoine Fuqua, rappresenta una reinterpretazione realistica e storicamente plausibile delle leggende arturiane. Lontano dalle atmosfere magiche e cavalleresche tipiche delle versioni più note del mito, questa pellicola tenta di ricondurre la storia di Artù e dei suoi cavalieri a un contesto più concreto, ambientandola durante l’occupazione romana della Britannia e collegandola a figure realmente esistite. Il film si ispira liberamente alla teoria secondo cui Artù potrebbe essere stato un ufficiale romano di origini sarmatiche, trasformando così il mito in un racconto di resistenza e libertà più vicino alle dinamiche storiche che a quelle fiabesche.

All’interno della filmografia di Fuqua, King Arthur si colloca come un progetto ambizioso, diverso dai thriller urbani e dalle storie contemporanee che avevano caratterizzato fino ad allora la carriera del regista, noto soprattutto per Training Day o The Equalizer. Fuqua porta nel film il suo stile crudo e realistico, privilegiando battaglie violente, personaggi disillusi e un tono più cupo rispetto alle tradizionali epopee medievali. Allo stesso tempo, la presenza di Clive Owen nel ruolo di Artù e di un cast corale composto da attori come Keira Knightley, Ioan Gruffudd e Mads Mikkelsen contribuisce a dare al film un’identità forte e insolita nel panorama dei kolossal storici dei primi anni Duemila.

King Arthur si configura dunque come un film a metà tra il peplum e il war movie medievale, incentrato sui temi dell’onore, del dovere e del conflitto tra identità personale e responsabilità collettiva. Il rapporto tra Artù e i suoi cavalieri viene dipinto come quello di un gruppo di uomini costretti a combattere per un impero che non sentono più loro, mentre la figura di Ginevra assume un ruolo più vicino alla guerriera che alla dama elegante. La pellicola offre quindi una lettura inedita del mito, che nel resto dell’articolo verrà ulteriormente approfondita attraverso l’analisi del suo finale e del significato che esso assume nel percorso del protagonista.

King Arthur cast

La trama di King Arthur

Ambientato nel V secolo d.C., in Britannia, il film ha per protagonista il giovane Artù, il quale vanta origini romane grazie a suo padre. Egli è il comandante di un gruppo di sermanti, cavalieri condannati in seguito ad una sconfitta a servire per 15 anni l’Impero Romano. Ora che questo inizia però a ritirarsi dalle terre inglesi, anche per via delle insurrezioni guidate da Merlino, il gruppo di soldati si prepara a tornare a casa, ritrovando lì la propria libertà. Prima che ciò possa concretizzarsi, però, questi vengono raggiunti dal vescovo Germanius, il quale ordina loro di completare un’ultima missione: evacuare un’importante famiglia italiana dal Vallo di Adriano, salvandola dall’avanzata degli invasori Sassoni.

Artù guida dunque ancora una volta i suoi ruoli verso la battaglia. Lancillotto, Galvano, Galahad, Bors, Tristano e Dagonet non sono certo uomini che si tirano indietro, ma iniziano ad accusare la sottomissione per anni subita da parte del territorio romano. Ben presto, i loro animi entreranno in crisi, e spetterà ad Artù mantenere le redini del gruppo. Lungo il loro percorso, tuttavia, si imbatteranno in ulteriori elementi che faranno vacillare la loro fede verso l’Impero. L’incontro con la schiava Ginevra, appartenente alla popolazione Woad, sarà la miccia che segnerà l’esplosione di una feroce battaglia.

La spiegazione del finale del film

Nel terzo atto di King Arthur, la tensione accumulata lungo tutto il film esplode in una serie di eventi che definiscono il destino dei protagonisti. Dopo aver completato la missione di scortare Alecto e sua madre fino al Vallo di Adriano, i cavalieri ottengono finalmente la tanto agognata libertà dal giogo romano. Tuttavia, mentre gli altri sono pronti a lasciare la Britannia e tornare alla loro terra natale, Arthur prende coscienza di un legame più profondo con quelle genti per cui ha combattuto controvoglia per anni. Deluso dalla corruzione e dall’ipocrisia dei rappresentanti dell’Impero, e influenzato dalle parole di Guinevere e Merlin, decide di rimanere per affrontare la minaccia dei Sassoni.

È un gesto che sorprende persino i suoi compagni, inaugurando un cambiamento radicale nel suo ruolo: da comandante per imposizione, diventa leader per vocazione. La battaglia finale contro l’armata Sassone guidata da Cerdic e Cynric segna lo spartiacque definitivo tra schiavitù e autodeterminazione. Inizialmente deciso ad affrontare lo scontro da solo, Arthur viene raggiunto dai suoi fedeli cavalieri, che scelgono di combattere non più per dovere ma per amicizia e lealtà. Lo scontro che ne segue è violento e carico di sacrifici: Dagonet ha già dato la vita precedentemente per garantire la salvezza del gruppo, mentre nel duello finale Lancelot viene ucciso da Cynric, che a sua volta viene abbattuto da Guinevere.

King Arthur film
Foto di Jonathan Hession – © 2004 Buena Vista Pictures Distribution. All rights reserved.

Arthur affronta Cerdic in un duello decisivo, riuscendo a sconfiggerlo e decretando così la fine dell’invasione. La vittoria non è solo militare, ma simbolica: rappresenta la liberazione dal dominio straniero e l’inizio di una nuova identità politica e morale per la Britannia. Questo finale porta compimento ai temi centrali del film, in particolare quello della libertà come conquista collettiva e non come privilegio individuale. Arthur, che all’inizio agiva sotto un vincolo imposto da Roma, sceglie ora consapevolmente per chi e per cosa combattere. Il suo rifiuto dell’Impero non è un gesto anarchico, ma l’affermazione di un nuovo ordine fondato sul rispetto reciproco tra popoli e sulla solidarietà tra guerrieri.

La sua trasformazione personale da soldato obbediente a sovrano illuminato incarna l’idea che il vero potere non risiede nella nascita o nella carica, ma nella capacità di sacrificarsi per un bene più grande. Allo stesso modo, l’unità ritrovata tra i cavalieri e il popolo dei Woads sottolinea come l’identità nazionale nasca dall’alleanza tra culture diverse piuttosto che dalla dominazione. La morte di figure come Tristan e Lancelot non è rappresentata come una sconfitta, ma come il prezzo necessario per fondare una nuova era. La scelta di mostrare i cavalli dei cavalieri caduti correre liberi nelle terre ritrovate accentua ulteriormente l’idea che la libertà, una volta conquistata, sopravvive oltre la vita di chi l’ha difesa.

In questo modo, il mito arturiano viene reinterpretato non come l’alba di una monarchia nobiliare, ma come il risultato di un patto tra uguali. Il film si chiude dunque con un messaggio chiaro e potente: la vera leadership nasce dall’altruismo e dal coraggio di scegliere la strada più difficile. Arthur non diventa re per diritto divino o imposizione, ma perché è l’unico disposto a combattere non per sé stesso, ma per tutti. King Arthur ci invita a riflettere su come la storia sia costruita non solo dalle grandi battaglie, ma dalle decisioni morali che precedono ogni gesto eroico. È un racconto che rilegge la leggenda trasformandola in una lezione di responsabilità e speranza, ricordandoci che la libertà, una volta conquistata, può diventare eredità per le generazioni future.

King Arthur: la profezia nel nuovo trailer britannico

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King Arthur: la profezia nel nuovo trailer britannico

Ecco un nuovo trailer britannico per King Arthur – Il Potere della Spada, il nuovo adattamento della leggenda del re bretone con protagonista Charlie Hunnam e con l’inconfondibile stile registico di Guy Ritchie.

King Arthur Il potere della Spada: le sequenze mostrate al Romics 2017

Sul film Guy Ritchie ha dichiarato a EW: “Luke Skywalker è sempre stato il personaggio meno interessante di Star Wars, perché è sempre così buono. I bravi ragazzi sono noiosi.” Questa affermazione ci suggerisce che vedremo un Artù decisamente diverso da come la tradizione ce lo ha raccontato.

L’ambizioso progetto è potenzialmente il primo di una serie di sei film sui Cavalieri della Tavola Rotonda e offrirà una rivisitazione della leggenda di Re Artù, noto per essere riuscito a difendere la Bretagna dall’invasione sassone.  La pellicola si ispira al libro di Thomas Mallory “Le Morte d’Arthur” pubblicato nel 1485.

Al fianco di Charlie Hunnam un cast di prim’ordine che comprende Astrid Berges-Frisbey come Ginevra, Eric Bana come Uther Pendragon, oltre a Jude Law e Djimon Hounsou. Nel cast anche Annabelle Wallis, Katie McGrath, Aidan Gillen, Millie Brady, David Beckham, Poppy Delevingne, Mikael Persbrandt e Peter Ferdinando. King Arthur Legend of the Sword si basa su una sceneggiatura scritta da Joby Harold e il film è prodotto da Akiva GoldsmanTory Tunnell e Ritchie, al fianco di Cate Adams e Niija Kuykendall della Warner Bros e della Village Roadshow.

King Arthur: il trailer del film di Guy Ritchie

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King Arthur: il trailer del film di Guy Ritchie

È stato diffuso al Comic Con di San Diego, durante il panel Warner Bros, il primo trailer di King Arthur Legend of the Sword, il nuovo film di Guy Ritchie che vede protagonista Charlie Hunnam nei panni del leggendario Re del titolo.

Eccolo di seguito:

Potete vedere le foto dal film di seguito:

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King Arthur Legend of the Sword di Guy Ritchie posticipato al 2017

Sul film Guy Ritchie ha dichiarato a EW: “Luke Skywalker è sempre stato il personaggio meno interessante di Star Wars, perché è sempre così buono. I bravi ragazzi sono noiosi.” Questa affermazione ci suggerisce che vedremo un Artù decisamente diverso da come la tradizione ce lo ha raccontato.

L’ambizioso progetto è potenzialmente il primo di una serie di sei film sui Cavalieri della Tavola Rotonda e offrirà una rivisitazione della leggenda di Re Artù, noto per essere riuscito a difendere la Bretagna dall’invasione sassone.  La pellicola si ispira al libro di Thomas Mallory “Le Morte d’Arthur” pubblicato nel 1485.

Al fianco di Charlie Hunnam un cast di prim’ordine che comprende Astrid Berges-Frisbey come Ginevra, Eric Bana come Uther Pendragon, oltre a Jude Law e Djimon Hounsou. Nel cast anche Annabelle Wallis, Katie McGrath, Aidan Gillen, Millie Brady, David Beckham, Poppy Delevingne, Mikael Persbrandt e Peter Ferdinando. King Arthur il Potere della Spada si basa su una sceneggiatura scritta da Joby Harold e il film è prodotto da Akiva GoldsmanTory Tunnell e Ritchie, al fianco di Cate Adams e Niija Kuykendall della Warner Bros e della Village Roadshow.

King Arthur: Guy Ritchie ospita un cameo “sportivo”

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Il campione inglese di calcio David Beckham avrà un cameo in Knights of the Roundtable: King Arthur, film che racconta la leggenda di Re Artù diretto da Guy Ritchie attualmente in produzione. Stando alle prima fonti, Beckham dovrebbe interpretare uno degli scettici che non credono nella possibilità del giovane Artù di estrarre la spada dalla roccia. Il calciatore rappresenta anche il forte legame che Ritchie ha, nel suo cinema, con la cultura pop e il costante riferimento a essa nei suoi racconti e nei ritmi di narrazione.

Il protagonista del film, Charlie Hunnam, ha pubblicato una foto dal set in cui compare con il regista e altri attori del cast. Eccola di seguito:

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L’ambizioso film è potenzialmente il primo di una serie di sei film sui Cavalieri della Tavola Rotonda e offrirà una rivisitazione della leggenda di Re Artù, noto per essere riuscito a difendere la Bretagna dall’invasione sassone.  La pellicola si ispira al libro di Thomas Mallory “Le Morte d’Arthur” pubblicato nel 1485.

Al fianco di Charlie Hunnam un cast di prim’ordine che comprende Astrid Berges-Frisbey come Ginevra, Eric Bana come Uther Pendragon, oltre a Jude Law e Djimon Hounsou. Nel cast anche Annabelle Wallis, Katie McGrath, Aidan Gillen, Millie Brady, David Beckham, Poppy Delevingne, Mikael Persbrandt e Peter Ferdinando. King Arthur il Potere della Spada si basa su una sceneggiatura scritta da Joby Harold e il film è prodotto da Akiva GoldsmanTory Tunnell e Ritchie, al fianco di Cate Adams e Niija Kuykendall della Warner Bros e della Village Roadshow.

King Arthur: Charlie Hunnam nella foto di EW dal Comic Con

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Charlie Hunnam ha posato per EW al Comic Con di San Diego, dove è stato ospite per presentare King Arthur Legend of the Sword, prossimo film du Guy Ritchie che lo vede protagonista nei panni del leggendario re dei bretoni.

Potete vedere la foto dal film di seguito:

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King Arthur Legend of the Sword di Guy Ritchie posticipato al 2017

Sul film Guy Ritchie ha dichiarato a EW: “Luke Skywalker è sempre stato il personaggio meno interessante di Star Wars, perché è sempre così buono. I bravi ragazzi sono noiosi.” Questa affermazione ci suggerisce che vedremo un Artù decisamente diverso da come la tradizione ce lo ha raccontato.

L’ambizioso progetto è potenzialmente il primo di una serie di sei film sui Cavalieri della Tavola Rotonda e offrirà una rivisitazione della leggenda di Re Artù, noto per essere riuscito a difendere la Bretagna dall’invasione sassone.  La pellicola si ispira al libro di Thomas Mallory “Le Morte d’Arthur” pubblicato nel 1485.

Al fianco di Charlie Hunnam un cast di prim’ordine che comprende Astrid Berges-Frisbey come Ginevra, Eric Bana come Uther Pendragon, oltre a Jude Law e Djimon Hounsou. Nel cast anche Annabelle Wallis, Katie McGrath, Aidan Gillen, Millie Brady, David Beckham, Poppy Delevingne, Mikael Persbrandt e Peter Ferdinando. King Arthur il Potere della Spada si basa su una sceneggiatura scritta da Joby Harold e il film è prodotto da Akiva GoldsmanTory Tunnell e Ritchie, al fianco di Cate Adams e Niija Kuykendall della Warner Bros e della Village Roadshow.

King Arthur: Charlie Hunnam ed Elizabeth Olsen per i ruoli principali

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Il cast di King Arthur di Guy Ritchie dovrebbe essere confermato a breve dato l’imminente inizio delle riprese e iniziano così a circolare i nomi che dovrebbero raggiungere l’ufficialità in alcuni giorni.Gli ultimi attori che si sono aggiunti alla lista e che paiono essere nelle fasi finali della trattativa sono Elizabeth Olsen per il ruolo di Ginevra e Charlie Hunnam per i panni di Re Artù. Se così fosse Guy Ritchie riformerebbe la coppia Hunnam – Idris Elba già vista in Pacific Rim, poichè il fu Stringer Bell è già stato confermato nei panni di Merlino.

Inoltre Warner starebbe pensando al progetto King Arthur come un franchise composto da sei film dato il grande materiale di cui dispone tra fumetti e libri, ma ancora questa voce deve essere confermata.
Il film dovrebbe uscire il 22 luglio 2016 scritto da Joby Harold (Awake, Edge of Tomorrow).

Fonte: Variety

King Arthur Legend of the Sword: un nuovo poster del film di Guy Ritchie

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In attesa del rilascio cinematografico che avverrà negli stati uniti proprio nella giornata di oggi, domenica 22 gennaio 2017Warner Bros. ha deciso di pubblicare un nuovo poster ufficiale di King Arthur Legend of the Sword diretto da Guy Ritchie e con protagonista Charlie Hunnam, mentre è attiva una partnership fra la casa produttrice e Snapchat per rilasciare una divertente app relativa a un puzzle interattivo dedicato al film.

King Arthur Legend of the Sword

Sul film Guy Ritchie ha dichiarato a EW“Luke Skywalker è sempre stato il personaggio meno interessante di Star Wars, perché è sempre così buono. I bravi ragazzi sono noiosi.”Questa affermazione ci suggerisce che vedremo un Artù decisamente diverso da come la tradizione ce lo ha raccontato.

L’ambizioso progetto è potenzialmente il primo di una serie di sei film sui Cavalieri della Tavola Rotonda e offrirà una rivisitazione della leggenda di Re Artù, noto per essere riuscito a difendere la Bretagna dall’invasione sassone.  La pellicola si ispira al libro di Thomas Mallory “Le Morte d’Arthur” pubblicato nel 1485.

King Arthur: il trailer del film di Guy Ritchie

Al fianco di Charlie Hunnam un cast di prim’ordine che comprende Astrid Berges-Frisbey come Ginevra, Eric Bana come Uther Pendragon, oltre a Jude Law e Djimon Hounsou. Nel cast anche Annabelle Wallis, Katie McGrath, Aidan Gillen, Millie Brady, David Beckham, Poppy Delevingne, Mikael Persbrandt e Peter Ferdinando. King Arthur il Potere della Spada si basa su una sceneggiatura scritta da Joby Harold e il film è prodotto da Akiva GoldsmanTory Tunnell e Ritchie, al fianco di Cate Adams e Niija Kuykendall della Warner Bros e della Village Roadshow.

Fonte: comingsoon.net

King Arthur Legend of the Sword: il trailer è stato classificato

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King Arthur Legend of the Sword: il trailer è stato classificato

Dopo il primo trailer diffuso in occasione del Comic Con di San Diego 2016, non abbiamo avuto molte altre notizie su King Arthur Legend of the Sword, film di Guy Ritchie che racconterà, alla sua maniera la leggenda di Re Artù (Charlie Hunnam).

Adesso però, grazie a Trailer Track, sappiamo che il prossimo trailer del film è stato classificato. La BBFC (British Board Of Film Classification) ha dichiarato il filmato promozionale 12A.

King Arthur: il trailer del film di Guy Ritchie

La classificazione della BBFC è un po’ diversa da quella, più famosa della MPAA (Motion Picture Association of America), ma si può dire che si tratta di un rating che si avvicina al PG / PG-13, ovvero vietato ai minori di 12-13 anni.

Potete vedere di seguito alcune immagini dal film:

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King Arthur Legend of the Sword di Guy Ritchie posticipato al 2017

Sul film Guy Ritchie ha dichiarato a EW: “Luke Skywalker è sempre stato il personaggio meno interessante di Star Wars, perché è sempre così buono. I bravi ragazzi sono noiosi.” Questa affermazione ci suggerisce che vedremo un Artù decisamente diverso da come la tradizione ce lo ha raccontato.

L’ambizioso progetto è potenzialmente il primo di una serie di sei film sui Cavalieri della Tavola Rotonda e offrirà una rivisitazione della leggenda di Re Artù, noto per essere riuscito a difendere la Bretagna dall’invasione sassone.  La pellicola si ispira al libro di Thomas Mallory “Le Morte d’Arthur” pubblicato nel 1485.

Al fianco di Charlie Hunnam un cast di prim’ordine che comprende Astrid Berges-Frisbey come Ginevra, Eric Bana come Uther Pendragon, oltre a Jude Law e Djimon Hounsou. Nel cast anche Annabelle Wallis, Katie McGrath, Aidan Gillen, Millie Brady, David Beckham, Poppy Delevingne, Mikael Persbrandt e Peter Ferdinando. King Arthur il Potere della Spada si basa su una sceneggiatura scritta da Joby Harold e il film è prodotto da Akiva GoldsmanTory Tunnell e Ritchie, al fianco di Cate Adams e Niija Kuykendall della Warner Bros e della Village Roadshow.

King Arthur Legend of the Sword: Charlie Hunnam e Excalibur nel poster

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È stato esposto al Comic Con di San Diego il primo poster di King Arthur Legend of the Sword, il nuovo film di Guy Ritchie che vede protagonista Charlie Hunnam nei panni del leggendario Re del titolo.

Potete vedere il manifesto di seguito:

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King Arthur Legend of the Sword di Guy Ritchie posticipato al 2017

Sul film Guy Ritchie ha dichiarato a EW: “Luke Skywalker è sempre stato il personaggio meno interessante di Star Wars, perché è sempre così buono. I bravi ragazzi sono noiosi.” Questa affermazione ci suggerisce che vedremo un Artù decisamente diverso da come la tradizione ce lo ha raccontato.

L’ambizioso progetto è potenzialmente il primo di una serie di sei film sui Cavalieri della Tavola Rotonda e offrirà una rivisitazione della leggenda di Re Artù, noto per essere riuscito a difendere la Bretagna dall’invasione sassone.  La pellicola si ispira al libro di Thomas Mallory “Le Morte d’Arthur” pubblicato nel 1485.

Al fianco di Charlie Hunnam un cast di prim’ordine che comprende Astrid Berges-Frisbey come Ginevra, Eric Bana come Uther Pendragon, oltre a Jude Law e Djimon Hounsou. Nel cast anche Annabelle Wallis, Katie McGrath, Aidan Gillen, Millie Brady, David Beckham, Poppy Delevingne, Mikael Persbrandt e Peter Ferdinando. King Arthur il Potere della Spada si basa su una sceneggiatura scritta da Joby Harold e il film è prodotto da Akiva GoldsmanTory Tunnell e Ritchie, al fianco di Cate Adams e Niija Kuykendall della Warner Bros e della Village Roadshow.

Fonte: CS

King Arthur Il potere della Spada: le sequenze mostrate al Romics 2017

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Sono state proiettate al Romics 2017 alcune sequenze di King Arthur Il potere della Spada, ultimo film di Guy Ritchie con protagonista Charlie Hunnam nei panni del leggendario Re Artù che arriverà in sala il 10 maggio.

L’evento è stato anticipato dall’intervento di Isabella Dalla Vecchia, che ha raccontato le origini di una spada tutta italiana, quella presente in una roccia di San Galgano, e soprattutto le origini italiane attribuite dall’esperta a Re Artù, pare infatti che dietro la figura mitologica del condottiero bretone, ci sia Lucius Artorius Castus, militare romano inviato in Armorica, l’odierna Bretagna, luogo dove il condottiero si coprì di valore intarsiando la figura del mito a cui le saghe arturiane hanno concesso riverbero.

La durate delle scene è stata pari a poco più di 5 minuti, in cui però sono stati concentrati i tratti distintivi del film e dello stile di Ritchie. Lo stile del film è estremamente lontano dal classicismo della storia che racconta e l’azione e la regia lo dimostrano a pieno, confermando l’impressione ricevuta anche dal primo trailer del film.

L’epica si coniuga con il fantasy nelle enormi scene di battaglia che dispiegano tutto il potere della portentosa Excalibur, mentre Artù, interpretato da Hunnam, si scontra con il perfido Jude Law.

Dopo la lezione imparata con successo con il materiale di Sherlock Holmes, Guy Ritchie sembra voler riprovare a modernizzare il mito con King Arthur Il potere della Spada, staremo a vedere al cinema, dal 10 maggio.

King Arthur – il potere della spada: trailer italiano finale

L’ambizioso progetto è potenzialmente il primo di una serie di sei film sui Cavalieri della Tavola Rotonda e offrirà una rivisitazione della leggenda di Re Artù, noto per essere riuscito a difendere la Bretagna dall’invasione sassone.  La pellicola si ispira al libro di Thomas Mallory “Le Morte d’Arthur” pubblicato nel 1485.

Al fianco di Charlie Hunnam un cast di prim’ordine che comprende Astrid Berges-Frisbey come Ginevra, Eric Bana come Uther Pendragon, oltre a Jude Law e Djimon Hounsou. Nel cast anche Annabelle Wallis, Katie McGrath, Aidan Gillen, Millie Brady, David Beckham, Poppy Delevingne, Mikael Persbrandt e Peter Ferdinando. King Arthur il Potere della Spada si basa su una sceneggiatura scritta da Joby Harold e il film è prodotto da Akiva GoldsmanTory Tunnell e Ritchie, al fianco di Cate Adams e Niija Kuykendall della Warner Bros e della Village Roadshow.

King Arthur il Potere della Spada: la Warner presenta un nuovo spot

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King Arthur il Potere della Spada, pellicola ispirata al libro di Thomas Mallory “Le Morte d’Arthur”, si mostra in un nuovo spot tv che di fatto anticipa di appena tre giorni l’uscita nelle sale italiane del film diretto da Guy Ritchie.

King Arthur Il potere della Spada: le sequenze mostrate al Romics 2017

Sul film Guy Ritchie ha dichiarato a EW: “Luke Skywalker è sempre stato il personaggio meno interessante di Star Wars, perché è sempre così buono. I bravi ragazzi sono noiosi.” Questa affermazione ci suggerisce che vedremo un Artù decisamente diverso da come la tradizione ce lo ha raccontato.

L’ambizioso progetto è potenzialmente il primo di una serie di sei film sui Cavalieri della Tavola Rotonda e offrirà una rivisitazione della leggenda di Re Artù, noto per essere riuscito a difendere la Bretagna dall’invasione sassone.  La pellicola si ispira al libro di Thomas Mallory “Le Morte d’Arthur” pubblicato nel 1485.

Al fianco di Charlie Hunnam un cast di prim’ordine che comprende Astrid Berges-Frisbey come Ginevra, Eric Bana come Uther Pendragon, oltre a Jude Law e Djimon Hounsou. Nel cast anche Annabelle Wallis, Katie McGrath, Aidan Gillen, Millie Brady, David Beckham, Poppy Delevingne, Mikael Persbrandt e Peter Ferdinando. King Arthur Legend of the Sword si basa su una sceneggiatura scritta da Joby Harold e il film è prodotto da Akiva GoldsmanTory Tunnell e Ritchie, al fianco di Cate Adams e Niija Kuykendall della Warner Bros e della Village Roadshow.

Fonte: Warner Bros

King Arthur il Potere della Spada: l’allenamento di Charlie Hunnam

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Warner Bros. UK ha diffuso una nuova featurette di King Arthur Il Potere della Spada in cui Charlie Hunnam, il protagonista che interpreta il leggendario Re, parla dell’allenamento che ha dovuto seguire per imparare correttamente a combattere con la spada, nel caso del film, la leggendaria Excalibur.

King Arthur Il potere della Spada: le sequenze mostrate al Romics 2017

Sul film Guy Ritchie ha dichiarato a EW: “Luke Skywalker è sempre stato il personaggio meno interessante di Star Wars, perché è sempre così buono. I bravi ragazzi sono noiosi.” Questa affermazione ci suggerisce che vedremo un Artù decisamente diverso da come la tradizione ce lo ha raccontato.

L’ambizioso progetto è potenzialmente il primo di una serie di sei film sui Cavalieri della Tavola Rotonda e offrirà una rivisitazione della leggenda di Re Artù, noto per essere riuscito a difendere la Bretagna dall’invasione sassone.  La pellicola si ispira al libro di Thomas Mallory “Le Morte d’Arthur” pubblicato nel 1485.

Al fianco di Charlie Hunnam un cast di prim’ordine che comprende Astrid Berges-Frisbey come Ginevra, Eric Bana come Uther Pendragon, oltre a Jude Law e Djimon Hounsou. Nel cast anche Annabelle Wallis, Katie McGrath, Aidan Gillen, Millie Brady, David Beckham, Poppy Delevingne, Mikael Persbrandt e Peter Ferdinando. King Arthur il Potere della Spada si basa su una sceneggiatura scritta da Joby Harold e il film è prodotto da Akiva GoldsmanTory Tunnell e Ritchie, al fianco di Cate Adams e Niija Kuykendall della Warner Bros e della Village Roadshow.

King Arthur il potere della spada: i character poster italiani

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King Arthur il potere della spada: i character poster italiani

Ecco i character poster italiani di King Arthur il potere della spada che arriverà al cinema in Italia il prossimo 10 maggio, diretto da Guy Ritchie con Charlie Hunnam. [nggallery id=1601]

King Arthur Il potere della Spada: le sequenze mostrate al Romics 2017

Sul film Guy Ritchie ha dichiarato a EW: “Luke Skywalker è sempre stato il personaggio meno interessante di Star Wars, perché è sempre così buono. I bravi ragazzi sono noiosi.” Questa affermazione ci suggerisce che vedremo un Artù decisamente diverso da come la tradizione ce lo ha raccontato.

L’ambizioso progetto è potenzialmente il primo di una serie di sei film sui Cavalieri della Tavola Rotonda e offrirà una rivisitazione della leggenda di Re Artù, noto per essere riuscito a difendere la Bretagna dall’invasione sassone.  La pellicola si ispira al libro di Thomas Mallory “Le Morte d’Arthur” pubblicato nel 1485.

Al fianco di Charlie Hunnam un cast di prim’ordine che comprende Astrid Berges-Frisbey come Ginevra, Eric Bana come Uther Pendragon, oltre a Jude Law e Djimon Hounsou. Nel cast anche Annabelle Wallis, Katie McGrath, Aidan Gillen, Millie Brady, David Beckham, Poppy Delevingne, Mikael Persbrandt e Peter Ferdinando. King Arthur il Potere della Spada si basa su una sceneggiatura scritta da Joby Harold e il film è prodotto da Akiva GoldsmanTory Tunnell e Ritchie, al fianco di Cate Adams e Niija Kuykendall della Warner Bros e della Village Roadshow.

King Arthur il Potere della Spada: Charlie Hunnam nelle nuove clip

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In arrivo al cinema il prossimo 10 maggio, King Arthur il Potere della Spada, ennesimo adattamento cinematografico del ciclo arturiano, torna a mostrarsi in nove nuove clip promozionali all’interno delle quali è possibile vedere all’azione Jude Law Charlie Hunnam, quest’ultimo nei panni di Re Artù.

 

King Arthur Il potere della Spada: le sequenze mostrate al Romics 2017

Sul film Guy Ritchie ha dichiarato a EW: “Luke Skywalker è sempre stato il personaggio meno interessante di Star Wars, perché è sempre così buono. I bravi ragazzi sono noiosi.” Questa affermazione ci suggerisce che vedremo un Artù decisamente diverso da come la tradizione ce lo ha raccontato.

L’ambizioso progetto è potenzialmente il primo di una serie di sei film sui Cavalieri della Tavola Rotonda e offrirà una rivisitazione della leggenda di Re Artù, noto per essere riuscito a difendere la Bretagna dall’invasione sassone.  La pellicola si ispira al libro di Thomas Mallory “Le Morte d’Arthur” pubblicato nel 1485.

Al fianco di Charlie Hunnam un cast di prim’ordine che comprende Astrid Berges-Frisbey come Ginevra, Eric Bana come Uther Pendragon, oltre a Jude Law e Djimon Hounsou. Nel cast anche Annabelle Wallis, Katie McGrath, Aidan Gillen, Millie Brady, David Beckham, Poppy Delevingne, Mikael Persbrandt e Peter Ferdinando. King Arthur il Potere della Spada si basa su una sceneggiatura scritta da Joby Harold e il film è prodotto da Akiva GoldsmanTory Tunnell e Ritchie, al fianco di Cate Adams e Niija Kuykendall della Warner Bros e della Village Roadshow.

Fonte: Comic Book Movie

King Arthur di Guy Ritchie posticipato al 2017

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King Arthur di Guy Ritchie posticipato al 2017

La Warner Bros. ha annunciato di aver posticipato la data di uscita di Knights of the Roundtable King Arthur, film che racconta la leggenda di Re Artù, diretto da Guy Ritchie e attualmente in fase di produzione. La pellicola, inizialmente prevista per il 22 luglio 2016, arriverà adesso il 17 febbraio 2017.

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L’ambizioso film è potenzialmente il primo di una serie di sei film sui Cavalieri della Tavola Rotonda e offrirà una rivisitazione della leggenda di Re Artù, noto per essere riuscito a difendere la Bretagna dall’invasione sassone.  La pellicola si ispira al libro di Thomas Mallory “Le Morte d’Arthur” pubblicato nel 1485.

Al fianco di Charlie Hunnam un cast di prim’ordine che comprende Astrid Berges-Frisbey come Ginevra, Eric Bana come Uther Pendragon, oltre a Jude Law e Djimon Hounsou. Nel cast anche Annabelle Wallis, Katie McGrath, Aidan Gillen, Millie Brady, David Beckham, Poppy Delevingne, Mikael Persbrandt e Peter Ferdinando. King Arthur il Potere della Spada si basa su una sceneggiatura scritta da Joby Harold e il film è prodotto da Akiva GoldsmanTory Tunnell e Ritchie, al fianco di Cate Adams e Niija Kuykendall della Warner Bros e della Village Roadshow.

Fonte

King Arthur di Guy Ritchie ha una data di uscita ufficiale

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King ArthurLa Warner Bros. Pictures ha deciso che il film su King Arthur di Guy Ritchie arriverà nelle sale di tutto il mondo il 22 luglio 2016. Confermato dunque il progetto che sarà una rivisitazione della leggenda di Re Artù, e si baserà sul romanzo di Thomas Mallory  “Le Morte d’Arthur“, pubblicato nel 1485. La pellicola è sceneggiata da Joby Harold e il lungometraggio è il primo film ad occupare in ordine di annuncio quella data di uscita, che si posizione esattamente ad una settimana dopo l’arrivo nelle sale de L’Era Glaciale 5 della  20th Century Fox e Blue Sky Studios. Questa notizia dovrebbe dunque farci capire che Sherlock Holmes 3 è molto lontano.

Intato vi ricordiamo che attualmente il regista  Guy Ritchie sta montando il suo ultimo film , The Man From UNCLE che arriverà nelle sale il 16 Gennaio 2015 e vedrà protagonisti un cast d’eccezione composto da Henry Cavill, Armie Hammer, Alicia Vikander, Elizabeth Debicki, Jared Harris, Hugh Grant e Luca Calvani.

Tutte le foto nella nostra foto gallery:

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La trama: sullo sfondo della guerra fredda, l’agente della CIA Solo e l’agente del KGB Kuryakin devono mettere da parte le ostilità tra i due team e collaborare per cercare di fermare una misteriosa organizzazione criminale avente lo scopo di destabilizzare il fragile equilibrio mondiale attraverso l’utilizzo di armi tecnologiche e nucleari. L’unica speranza è rappresentata dalla figlia di un noto scienziato tedesco scomparso, la chiave per infiltrarsi all’interno dell’organizzazione. Nel cast dei confermati Henry Cavill (Man of Steel), come Napoleon Solo, Armie Hammer (The Social Network) come Illya Kuryakin ed e Hugh Grant (Cloud Atlas) come Waverly. Nel cast anche Alicia Vikander (Anna Karenina), Elizabeth Debicki (Il grande Gatsby) e Jared Harris (Sherlock Holmes: Gioco di ombre).

Dell serie originale, Robert Vaughn era Napoleon Solo e David McCallum interpretava Illya Kuryakin; i due erano agenti speciali della United Network Command for Law Enforcement (U.N.C.L.E.) che combattevano contro le forze della Technological Hierarchy for the Removal of Undesirables and the Subjugation of Humanity (T.H.R.U.S.H.).

La sceneggiatura è scritta da Guy Ritchie e Lionel Wigram, che sono anche i produttori insieme a John Davis (Chronicle) e Steve Clark-Hall (RocknRolla, Sherlock Holmes). David Dobkin invece è il produttore esecutivo.

Fonte: CS.net 

King Arthur – Il Potere della Spada: Vortiger e Arthur nelle nuove clip

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Mettetelo in ginocchio, Decisi a morire e Sei più importante di quanto pensassi sono i titoli delle tre nuove clip tratte da King Arthur – Il Potere della Spada, nuovo film di Guy Ritchie con Charlie Hunnam e Jude Law.

Sul film Guy Ritchie ha dichiarato a EW: “Luke Skywalker è sempre stato il personaggio meno interessante di Star Wars, perché è sempre così buono. I bravi ragazzi sono noiosi.” Questa affermazione ci suggerisce che vedremo un Artù decisamente diverso da come la tradizione ce lo ha raccontato.

L’ambizioso progetto è potenzialmente il primo di una serie di sei film sui Cavalieri della Tavola Rotonda e offrirà una rivisitazione della leggenda di Re Artù, noto per essere riuscito a difendere la Bretagna dall’invasione sassone.  La pellicola si ispira al libro di Thomas Mallory “Le Morte d’Arthur” pubblicato nel 1485.

Leggi la nostra recensione di King Arthur – Il Potere della Spada

Al fianco di Charlie Hunnam un cast di prim’ordine che comprende Astrid Berges-Frisbey come Ginevra, Eric Bana come Uther Pendragon, oltre a Jude Law e Djimon Hounsou. Nel cast anche Annabelle Wallis, Katie McGrath, Aidan Gillen, Millie Brady, David Beckham, Poppy Delevingne, Mikael Persbrandt e Peter Ferdinando. King Arthur Legend of the Sword si basa su una sceneggiatura scritta da Joby Harold e il film è prodotto da Akiva GoldsmanTory Tunnell e Ritchie, al fianco di Cate Adams e Niija Kuykendall della Warner Bros e della Village Roadshow.

King Arthur – Il potere della Spada: tre avvincenti clip dal film

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Da oggi al cinema, King Arthur – Il Potere della Spada è il nuovo film di Guy Ritchie, con protagonista Charlie Hunnam. Di seguito tre avvincenti clip dal film distribuito dalla Warner Brod.

Sul film Guy Ritchie ha dichiarato a EW: “Luke Skywalker è sempre stato il personaggio meno interessante di Star Wars, perché è sempre così buono. I bravi ragazzi sono noiosi.” Questa affermazione ci suggerisce che vedremo un Artù decisamente diverso da come la tradizione ce lo ha raccontato.

L’ambizioso progetto è potenzialmente il primo di una serie di sei film sui Cavalieri della Tavola Rotonda e offrirà una rivisitazione della leggenda di Re Artù, noto per essere riuscito a difendere la Bretagna dall’invasione sassone.  La pellicola si ispira al libro di Thomas Mallory “Le Morte d’Arthur” pubblicato nel 1485.

Leggi la nostra recensione di King Arthur – Il Potere della Spada

Al fianco di Charlie Hunnam un cast di prim’ordine che comprende Astrid Berges-Frisbey come Ginevra, Eric Bana come Uther Pendragon, oltre a Jude Law e Djimon Hounsou. Nel cast anche Annabelle Wallis, Katie McGrath, Aidan Gillen, Millie Brady, David Beckham, Poppy Delevingne, Mikael Persbrandt e Peter Ferdinando. King Arthur Legend of the Sword si basa su una sceneggiatura scritta da Joby Harold e il film è prodotto da Akiva GoldsmanTory Tunnell e Ritchie, al fianco di Cate Adams e Niija Kuykendall della Warner Bros e della Village Roadshow.

King Arthur – il potere della spada: trailer italiano finale

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King Arthur – il potere della spada: trailer italiano finale

È stato diffuso il trailer ufficiale italiano di King Arthur – il potere della spada, film di Guy Ritchie con Charlie Hunnam che arriverà al cinema il prossimo 10 maggio.

Sul film Guy Ritchie ha dichiarato a EW: “Luke Skywalker è sempre stato il personaggio meno interessante di Star Wars, perché è sempre così buono. I bravi ragazzi sono noiosi.” Questa affermazione ci suggerisce che vedremo un Artù decisamente diverso da come la tradizione ce lo ha raccontato.

L’ambizioso progetto è potenzialmente il primo di una serie di sei film sui Cavalieri della Tavola Rotonda e offrirà una rivisitazione della leggenda di Re Artù, noto per essere riuscito a difendere la Bretagna dall’invasione sassone.  La pellicola si ispira al libro di Thomas Mallory “Le Morte d’Arthur” pubblicato nel 1485.

Al fianco di Charlie Hunnam un cast di prim’ordine che comprende Astrid Berges-Frisbey come Ginevra, Eric Bana come Uther Pendragon, oltre a Jude Law e Djimon Hounsou. Nel cast anche Annabelle Wallis, Katie McGrath, Aidan Gillen, Millie Brady, David Beckham, Poppy Delevingne, Mikael Persbrandt e Peter Ferdinando. King Arthur il Potere della Spada si basa su una sceneggiatura scritta da Joby Harold e il film è prodotto da Akiva GoldsmanTory Tunnell e Ritchie, al fianco di Cate Adams e Niija Kuykendall della Warner Bros e della Village Roadshow.

King Arthur – Il Potere della Spada: recensione

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King Arthur – Il Potere della Spada: recensione

Dopo gli investigatori e le spie, Guy Ritchie si dedica ai re leggendari e porta al cinema, in Italia dal 10 maggio, King Arthur – Il Potere della Spada, rivisitazione del mito di Re Artù interpretato da Charlie Hunnam, il Jax di Sons of Anarchy.

L’origine di King Arthur – Il Potere della Spada

Liberamente ispirato a La morte di Artù di Thomas Mallory, il film doveva intitolarsi inizialmente Knights of the Roundtable: King Arthur, ma probabilmente alla luce dei fatti raccontati il titolo del film è stato modificato in King Arthur: Legend of the Sword. La storia prevede tutti gli elementi (o quasi) della leggenda tradizionale: la stirpe dei Pendragon, l’erede, la spada Excalibur, Re Uther e la magia; tuttavia i componenti della storia vengono mescolati e riposizionati, rivelando un racconto completamente diverso che dal fantasy sfocia nell’action, passando per i toni della commedia e dell’epica, adattandosi alla perfezione allo stile del regista britannico, che già con Sherlock Holmes aveva saputo adeguare al suo linguaggio la letteratura della tradizione.

Erede al trono di Camelot, ma orfano di entrambi i genitori a causa dello zio usurpatore Vortigern (un Jude Law in pieno stile The Young Pope), Arthur cresce in un bordello, dimostrando di saper sopravvivere anche nelle difficoltà e ignorando completamente il suo lignaggio e il suo destino. Fino a che la prodigiosa spada Excalibur non decide di rivelarsi.

La leggenda, il re, i cavalieri

Pensato per il grande pubblico, con abbondanza di effetti digitali e poca attenzione allo sviluppo narrativo tradizionale della storia, King Arthur – Il Potere della Spada è un progetto onesto che intrattiene con intelligenza, dal momento che Guy Ritchie riesce a fare suo il genere, giocando tra mitologia e azione, senza rinunciare alla sua irriverente loquacità, che appiccica addosso ai protagonisti e in particolar modo a Arthur, un Charlie Hunnam chiaramente in splendida forma che, per costruire la sua versione del mitico re bretone, ricorda moltissimo Robin Hood nel tratteggiare un Re Artù distaccato dalla classica rappresentazione del personaggio. Allo stesso tempo i suoi compagni di avventura abbandonano i panni dei romantici cavalieri per diventare personaggi coloriti, di strada, anche se fedeli fino alla morte al loro boss. Un misto di etnie e colori che andranno a occupare i posti di quella tavola rotonda che, in questo contesto scevro di inchini e riverenze, sembra stridere come acciaio contro acciaio con quello che accade nel mondo oggi.

Ritchie si conferma padrone del montaggio alternato per raccontare fatti che si sono svolti precedentemente o che ancora si devono verificare, conferendo alla narrazione brio e velocità, principale pregio del film. Parallelamente, le scene d’azione, principalmente fughe rocambolesche e duelli feroci, sono costruite con attenzione con un contrappunto musicale, che rivela la vera anima rock del film, a opera di Daniel Pemberton. Nonostante sia ambientato in un fantastico Alto Medioevo, King Arthur – Il Poter della Spada ha un sapore contemporaneo che si scontra piacevolmente con gli elementi magici e con il tradizionale ritratto della Camelot letteraria.

Guy Ritchie costruisce un’epica scanzonata e moderna

Soffocato dagli effetti visivi, King Arthur – Il Poter della Spada si sviluppa in una storia che a tratti fatica a trovare la sua coerenza, disperdendosi vagamente tra visioni, profezie e maledizioni che non sono esposte nella maniera più cristallina possibile. Nonostante queste carenze strutturali, la pellicola è infusa di un senso di epica scanzonata e di eroismo moderno che Guy Ritchie cuce addosso ai suoi protagonisti con ogni mezzo possibile, passando dalle panoramiche tipiche del genere alla macchina a mano, fino ad appiccicarsi ai volti dei protagonisti con la go-pro.

Partendo dal basso, come ha sempre fatto con i suoi protagonisti, il regista innalza l’ingegno e la furbizia, ancor prima che le virtù cavalleresche, costruendo un esagerato divertimento per il suo pubblico più affezionato.

King Arthur – il potere della spada: le potenzialità per un universo condiviso

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Trai produttori di King Arthur – il potere della spadaLionel Wigram ha raccontato a Collider l’idea di un universo condiviso che potesse partire dalle leggende arturiane che verranno riportate al cinema con il film di Guy Ritchie.

“Penso che andremo avanti nella nostra direzione, ma speriamo anche che ci siano collegamenti con le storie originali. Ci sono determinate cose su cui ci siamo basati, per esempio, un tizio di nome Joby Harold che ci ha proposto l’idea per questo particolare franchise. In pratica ha proposto di raccontare storie d’origine separate, per Re Artù, Lancillotto, Merlino… Non credo che lo faremo per ora, a meno che le cose non cambino. Vedremo cosa accadrà con il film che abbiamo già fatto. Ma se siamo fortunati abbastanza, sarà un po’ diverso dall’originale ma a grandi linee ci occuperemo di dare ad ognuno la sua storia, sperando di reinventarla in una maniera divertente.”

L’idea di un nuovo universo condiviso non è proprio originale, ma potrebbe adattarsi alla natura collettiva delle storie del ciclo di leggende arturiane.

Che ne pensate?

King Arthur – il potere della spada: il trailer italiano

King Arthur Legend of the Sword di Guy Ritchie posticipato al 2017

Sul film Guy Ritchie ha dichiarato a EW: “Luke Skywalker è sempre stato il personaggio meno interessante di Star Wars, perché è sempre così buono. I bravi ragazzi sono noiosi.” Questa affermazione ci suggerisce che vedremo un Artù decisamente diverso da come la tradizione ce lo ha raccontato.

L’ambizioso progetto è potenzialmente il primo di una serie di sei film sui Cavalieri della Tavola Rotonda e offrirà una rivisitazione della leggenda di Re Artù, noto per essere riuscito a difendere la Bretagna dall’invasione sassone.  La pellicola si ispira al libro di Thomas Mallory “Le Morte d’Arthur” pubblicato nel 1485.

Al fianco di Charlie Hunnam un cast di prim’ordine che comprende Astrid Berges-Frisbey come Ginevra, Eric Bana come Uther Pendragon, oltre a Jude Law e Djimon Hounsou. Nel cast anche Annabelle Wallis, Katie McGrath, Aidan Gillen, Millie Brady, David Beckham, Poppy Delevingne, Mikael Persbrandt e Peter Ferdinando. King Arthur il Potere della Spada si basa su una sceneggiatura scritta da Joby Harold e il film è prodotto da Akiva GoldsmanTory Tunnell e Ritchie, al fianco di Cate Adams e Niija Kuykendall della Warner Bros e della Village Roadshow.

King Arthur – Il potere della spada: le differenze tra il film e la storia vera

Si può affermare con certezza che non è mai esistita un’adattamento della leggenda arturiana simile a King Arthur – Il Potere della Spada di Guy Ritchie (qui la recensione). Con Charlie Hunnam nel ruolo di Artù, che combatte per rivendicare il suo regno dal controllo dello zio usurpatore Re Vortigern (Jude Law), il film abbandona quasi completamente ogni traccia del mito tradizionale di Re Artù. In questa nuova incarnazione, la ricerca di Artù per diventare re è la storia di Camelot raccontata attraverso un frenetico film di Ritchie, con una banda di ladri e stregoni che complottano una rivoluzione per rovesciare l’ordine costituito e insediare il Re Nato sul trono.

Per chiunque abbia familiarità con la leggenda arturiana, sia attraverso film come Excalibur di John Boorman, il musical Camelot e l’adattamento cinematografico con Richard Harris, il classico Disney La spada nella roccia, sia attraverso la letteratura come La morte di Artù di Sir Thomas Malory o Il re una volta e futuro di T.H. White, King Arthur – Il potere della spada può rappresentare una sconcertante divergenza dai classici tropi della leggenda.

Tra i principali cambiamenti apportati da Ritchie e dal suo team di sceneggiatori Lionel Wigram e Jody Harold vi sono una completa reinvenzione della storia delle origini di Artù, l’assenza di Sir Lancillotto, Sir Galahad e Sir Gawain e la rimozione del classico triangolo amoroso tra Artù, Lancillotto e Ginevra. Al contrario, il Re Artù di Ritchie reinventa la mitologia classica in modi che lascerebbero perplesso il vostro professore di letteratura classica. Ecco come King Arthur – Il potere della spada stravolge la tradizione e offre un’esperienza di Re Artù diversa da qualsiasi altra.

Camelot prima di Artù

Il film si apre con uno shock immediato: Camelot esiste già. Invece di un castello dorato fondato da Re Artù, Camelot è una fortezza situata sulle montagne dell’Inghilterra. L’Inghilterra è anche nel mezzo di una guerra civile con i Maghi, una razza di stregoni che annovera Merlino tra i suoi membri. Tuttavia, i Maghi in guerra sono guidati da Mordred, un potente Mago malvagio. Tradizionalmente, Mordred è il figlio di Artù, ma in Legend of the Sword, Mordred viene invece ucciso dal padre di Artù, re Uther Pendragon (Eric Bana), che brandisce Excalibur contro di lui e salva eroicamente Camelot. Artù è ancora molto giovane quando i Maghi vengono sconfitti da re Uther, ma il fratello di Uther, il principe Vortigern, riesce a conquistare il potere.

Vortigern, con l’aiuto magico delle Sirene, esegue con successo un colpo di stato per usurpare il trono. Vortigern uccide re Uther e la regina Elsa, ma Artù riesce a nascondersi in una piccola barca e a fuggire lungo il fiume. In seguito si scopre che Vortigern ha complottato con Mordred per scatenare la guerra. Mordred ha condiviso alcuni dei suoi segreti magici con Vortigern, in particolare la costruzione di una torre magica a Camelot simile alla torre magica dei Maghi, che diventa un punto di connessione per il loro potere. Quando Mordred non riesce a uccidere Uther, Vortigern passa al suo piano B, chiedendo aiuto alle Sirene per uccidere Uther.

Artù, il re nato

A differenza di alcune rappresentazioni classiche della nascita di Artù, come in Excalibur, Artù nacque da un’unione felice tra re Uther e la regina Elsa. Dopo che entrambi furono uccisi e il giovane Artù fuggì da Camelot, la sua piccola barca galleggiò fino alla città di Londinium. Artù fu scoperto e accolto da alcune prostitute. Invece di essere nascosto da Merlino e cresciuto da un cavaliere di nome Sir Ector, Artù viene cresciuto in un bordello, dove spazza i pavimenti, svolge lavori occasionali e impara persino un po’ di furto. Da adulto, Artù finisce per gestire il bordello. Artù diventa adulto nei vicoli di Londinium, che è già una città multinazionale.

Artù impara a combattere da un maestro di arti marziali cinese di nome George (Tom Wu) in un dojo locale. Artù non ricorda la sua discendenza reale e crede di essere nato nel bordello. Tuttavia, ha spesso incubi che non riesce a comprendere, in cui vede sua madre e suo padre uccisi da un demone con il volto di un teschio infuocato. Quando Arthur estrae Excalibur dalla roccia, viene riconosciuto come il Re Nato e deve essere eliminato da Vortigern. Tuttavia, Arthur trascorre la maggior parte del film rifiutando la sua eredità. (Sopraffatto dal suo potere, sviene persino le prime due volte che brandisce Excalibur).

Sebbene non desideri diventare re, l’Artù di Hunnam emana comunque una sicurezza e una spavalderia da maschio alfa che diventano ancora più evidenti quando finalmente accetta la corona e il suo destino. L’albero genealogico di Artù in King Arthur – Il potere della spada è estremamente semplificato: suo padre è Uther Pendragon, sua madre è Elsa e Vorigern è suo zio e re usurpatore. Non ha una sorellastra, Morgana, e non ha figli. Artù ha una cugina, la principessa Catia (Millie Brady), figlia di Vortigern, che non ha mai conosciuto da adulto. Lei e la moglie di Vortigern, Elsa (Katie McGrath), sono entrambe decedute alla fine di Legend of the Sword. (Stranamente, sia Uther che Vortigern hanno sposato donne di nome Elsa).

Il cast di King Arthur: il potere della spada
Foto di Daniel Smith – © 2015 Warner Bros. Entertainment Inc., Village Roadshow Films North America Inc. and Ratpac-Dune Entertainment LLC – – U.S., C

La leggenda di Excalibur

La leggendaria spada magica Excalibur è l’arma più potente e fondamentale del film. Fu forgiata da Merlino dal proprio bastone nella sua torre magica come arma per Uther Pendragon da usare contro Mordred nella guerra tra Uomini e Maghi. Dopo aver creato Excalibur, Merlino la diede alla Dama del Lago, che a sua volta la consegnò a Uther. La spada è legata al lignaggio dei Pendragon, ma può essere utilizzata solo da Uther e dal suo vero figlio Artù. Anche se Vortigern ha anch’egli sangue Pendragon, il potere di Excalibur gli è inaccessibile.

Quando Uther e Artù brandiscono Excalibur e attingono al suo potere (afferrando saldamente l’elsa con entrambe le mani), Excalibur conferisce ai re Pendragon dei superpoteri. (Artù lo chiama “razzle dazzle con la spada”). Quando attinge al potere di Excalibur, gli occhi di Artù diventano argentati, può combattere con incredibile potenza e velocità ed Excalibur può tagliare con facilità qualsiasi tipo di armatura o arma. L’assenza di Lancillotto, tradizionalmente il miglior guerriero e primo cavaliere di Camelot, si spiega quindi con il fatto che non è necessario.

Quando Artù scatena il potere di Excalibur, diventa il miglior guerriero d’Inghilterra, in grado di abbattere un’orda di soldati con una velocità sorprendente. La magia di Excalibur conferisce anche ad Artù delle visioni, sbloccando in particolare i suoi ricordi sepolti della notte in cui Vortigern uccise Uther. In un’interessante svolta della leggenda, quando Uther si rese conto che stava per morire, scagliò Excalibur in aria e quando questa atterrò, trafisse Uther alla schiena. Uther morì e si trasformò magicamente in pietra.

Quindi, Uther Pendragon stesso è la pietra nella leggenda della Spada nella Roccia. Artù, il Re Nato, rivendicò la sua regalità estraendo Excalibur dal proprio padre. Artù trascorre anche gran parte del film rifiutando la sua responsabilità di essere re. A un certo punto, lancia persino Excalibur in un lago, ma la Dama del Lago la afferra e la restituisce immediatamente ad Artù, costringendolo letteralmente a riprenderla in mano e dandogli una visione apocalittica di ciò che accadrà all’Inghilterra se Artù non accetterà il suo destino.

King Arthur - Il potere della spada (2017)
Foto di Daniel Smith – © 2015 Warner Bros. Entertainment Inc., Village Roadshow Films North America Inc. and Ratpac-Dune Entertainment LLC – – U.S., C

Il mondo magico dell’Inghilterra

Non è specificato in quale secolo sia ambientato Re Artù. L’influenza romana nell’architettura è evidente a Londinium, che ha un Colosseo e acquedotti che portano l’acqua al castello di Camelot. Il Vallo di Adriano è visibile nelle mappe dell’Inghilterra, della Scozia e dell’Irlanda mostrate. Ci sono anche i Vichinghi con cui sia Vortigern che Artù hanno a che fare come re. Tuttavia, l’Inghilterra del film è un paese in cui esiste la magia. Nel film ci sono una serie di creature magiche: elefanti da guerra giganti grandi come montagne, lupi giganti, serpenti giganti e falchi giganti, oltre a ninfe degli alberi. C’è persino un’isola magica chiamata Terre Oscure dove Artù deve portare Excalibur.

Le Terre Oscure sono il luogo in cui vivono la maggior parte di queste creature giganti. Quando la sua strategia con Mordred fallì, Vortigern si rivolse alle Sirene per strappare il trono d’Inghilterra a suo fratello. Le Sirene vivono nelle acque sotto la torre magica in costruzione a Camelot. Mostri composti da tre donne, due belle e una grottesca, con la parte inferiore del corpo costituita da tentacoli di polpo, le Sirene aiutano Vortigern a un prezzo: egli deve uccidere e sacrificare una persona cara alle Sirene affinché queste gli prestino la loro magia oscura. Vortigern uccide prima sua moglie Elsa per strappare il trono a Uther. Per la sua battaglia decisiva con Artù, Vortigern uccide sua figlia, la principessa Catia.

In entrambe le occasioni, le Sirene trasformano Vortigern in un gigantesco demone dal volto di teschio circondato dalle fiamme. Quando Artù uccide Vortigern, usa Excalibur per abbattere la torre magica, eliminando presumibilmente anche le Sirene. La razza dei maghi in Re Artù è vista come un esercito, e anche Mordred e Merlino compaiono brevemente nel film. Il personaggio principale dei maghi è una donna conosciuta solo come la Maga (Àstrid Bergès-Frisbey). Viene inviata da Merlino per aiutare Artù nella sua missione di diventare re, anche se è frustrata dalla sua riluttanza ad afferrare il suo destino. La Maga può controllare magicamente e trasformarsi negli animali giganti del film.

Alcuni media dedicati a King Arthur – Il potere della spada identificano il personaggio di Bergès-Frisbey come Ginevra, ma nel film non viene mai chiamata con questo nome né con alcun altro nome proprio. Se alla fine la Maga si rivelasse essere Ginevra, questa versione andrebbe contro la tradizione e la allineerebbe maggiormente alla regina guerriera dei Pitti dipinta di blu, Ginevra, interpretata da Keira Knightley nel film King Arthur del 2004 diretto da Antoine Fuqua. Che la Maga sia o meno Ginevra, in King Arthur – Il potere della spada non c’è alcuna storia d’amore tra lei e Artù.

Charlie Hunnam in King Arthur - Il potere della spada (
Foto di Daniel Smith – © 2015 Warner Bros. Entertainment Inc., Village Roadshow Films North America Inc. and Ratpac-Dune Entertainment LLC – – U.S., C

I Cavalieri della Tavola Rotonda

Gli uomini che diventeranno i Cavalieri di Artù alla fine di King Arthur – Il potere della spada sono tutt’altro che l’ideale tradizionale della cavalleria medievale. L’unico che assomiglia a un cavaliere arturiano tradizionale è Sir Bedivere (Djimon Hounsou), che era un cavaliere alla corte di re Uther ma fuggì per lavorare al fianco dei maghi quando Vortigern usurpò il trono. Gli altri sono la variegata banda di furfanti di Artù provenienti dai bordelli e dai vicoli di Londinum, che include il criminale tiratore scelto Goosefat Bill (Aidan Gillen). Combattono al fianco di Artù e scatenano una rivoluzione contro Vortigern.

Quando Artù finalmente sale al trono, il nuovo re nomina i suoi compagni cavalieri, che diventano Sir Percival, Sir William e Sir George. Infine, alla fine del film viene presentata la Tavola Rotonda (completata solo per due terzi), accompagnata da battute in cui i nuovi cavalieri si chiedono cosa sia esattamente. King Arthur – Il potere della spada doveva essere destinato a essere il primo di una serie di sei film. I sequel avrebbero dunque dato più ampio spazio a personaggi classici come Lancillotto, Galahad e Morgana. Tuttavia, i piani per questa saga sono poi stati abbandonati.

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King Arthur – il potere della spada: il trailer italiano

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La WB Italia ha diffuso il trailer italiano ufficiale di King Arthur – il potere della spada, film con Charlie Hunnam nei panni del leggendario Re Artù, per la regia di Guy Ritchie.

King Arthur Legend of the Sword di Guy Ritchie posticipato al 2017

Sul film Guy Ritchie ha dichiarato a EW: “Luke Skywalker è sempre stato il personaggio meno interessante di Star Wars, perché è sempre così buono. I bravi ragazzi sono noiosi.” Questa affermazione ci suggerisce che vedremo un Artù decisamente diverso da come la tradizione ce lo ha raccontato.

L’ambizioso progetto è potenzialmente il primo di una serie di sei film sui Cavalieri della Tavola Rotonda e offrirà una rivisitazione della leggenda di Re Artù, noto per essere riuscito a difendere la Bretagna dall’invasione sassone.  La pellicola si ispira al libro di Thomas Mallory “Le Morte d’Arthur” pubblicato nel 1485.

Al fianco di Charlie Hunnam un cast di prim’ordine che comprende Astrid Berges-Frisbey come Ginevra, Eric Bana come Uther Pendragon, oltre a Jude Law e Djimon Hounsou. Nel cast anche Annabelle Wallis, Katie McGrath, Aidan Gillen, Millie Brady, David Beckham, Poppy Delevingne, Mikael Persbrandt e Peter Ferdinando. King Arthur il Potere della Spada si basa su una sceneggiatura scritta da Joby Harold e il film è prodotto da Akiva GoldsmanTory Tunnell e Ritchie, al fianco di Cate Adams e Niija Kuykendall della Warner Bros e della Village Roadshow.

King Arthur – il potere della spada: i poteri di Artù nel nuovo spot

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Sono stati distribuiti nuovi poster e un nuovo spot per King Arthur – il potere della spada, in cui vediamo il vero potere del protagonista, interpretato da Charlie Hunnam.

A seguire i nuovi poster: [nggallery id=1601]

King Arthur – il potere della spada: il trailer italiano

Sul film Guy Ritchie ha dichiarato a EW: “Luke Skywalker è sempre stato il personaggio meno interessante di Star Wars, perché è sempre così buono. I bravi ragazzi sono noiosi.” Questa affermazione ci suggerisce che vedremo un Artù decisamente diverso da come la tradizione ce lo ha raccontato.

L’ambizioso progetto è potenzialmente il primo di una serie di sei film sui Cavalieri della Tavola Rotonda e offrirà una rivisitazione della leggenda di Re Artù, noto per essere riuscito a difendere la Bretagna dall’invasione sassone.  La pellicola si ispira al libro di Thomas Mallory “Le Morte d’Arthur” pubblicato nel 1485.

Al fianco di Charlie Hunnam un cast di prim’ordine che comprende Astrid Berges-Frisbey come Ginevra, Eric Bana come Uther Pendragon, oltre a Jude Law e Djimon Hounsou. Nel cast anche Annabelle Wallis, Katie McGrath, Aidan Gillen, Millie Brady, David Beckham, Poppy Delevingne, Mikael Persbrandt e Peter Ferdinando. King Arthur il Potere della Spada si basa su una sceneggiatura scritta da Joby Harold e il film è prodotto da Akiva GoldsmanTory Tunnell e Ritchie, al fianco di Cate Adams e Niija Kuykendall della Warner Bros e della Village Roadshow.

King Arthur – Il potere della spada: 5 motivi per cui il film di Guy Ritchie è davvero perfetto

L’ultimo epico The Green Knight offre una rivisitazione surreale di una leggenda arturiana, dimostrando che, nonostante sia in circolazione da secoli, c’è sempre un modo per dare una svolta ai racconti di Re Artù e dei suoi Cavalieri della Tavola Rotonda. I film ispirati a queste leggende spuntano da decenni, e qui difendiamo una rivisitazione molto, molto, costosa di Re Artù che merita di essere ricordata per qualcosa di più della sua implosione al botteghino: King Arthur – Il potere della spada (la recensione).

L’epopea fantasy diretta da Guy Ritchie doveva essere il primo di un universo condiviso di film, perché al giorno d’oggi sembra che tutto lo sia, e la Warner Bros. era così fiduciosa in questo progetto da aver investito circa 175 milioni di dollari nella produzione. Ma né il pubblico né la critica sono stati d’accordo e il film è stato bocciato con circa 140 milioni di dollari in tutto il mondo, perdendo decine di milioni per la WB. Sebbene il film sia stato relegato nella lista dei grandi fallimenti al botteghino, ci sono diverse ragioni per cui questo film è incredibilmente difficile da gestire, e qui ne elencherò alcune che spero vi convinceranno a dargli un’altra possibilità (o anche la prima) e a godervi questa stravagante rivisitazione della leggenda di Re Artù, unica nella vita.

Il fantastico design visivo/produttivo

Charlie Hunnam in King Arthur - Il potere della spada (
Foto di Daniel Smith – © 2015 Warner Bros. Entertainment Inc., Village Roadshow Films North America Inc. and Ratpac-Dune Entertainment LLC – – U.S., C

King Arthur – Il potere della spada utilizza i minuti iniziali per mostrare elefanti che fanno sembrare i Mûmakil del Signore degli Anelli dei bulldog francesi, annientando completamente i soldati a terra e abbattendo le strutture. Guardando questa sequenza da urlo, così come le altre folli scenografie, non c’è da chiedersi quale sia stato il prezzo da pagare. Ma Ritchie e il suo team hanno usato ogni centesimo per creare un’avventura fantasy selvaggia che crea un mondo unico, pieno di creature spaventose, spade superpotenti, magia diabolica e un design di produzione e costumi sorprendente, in gran parte portato alla vita cinetica dal montaggio di James Herbert.

I film fantasy sono una scommessa (come è stato chiarito qui), ma tutto è stato messo in gioco per fare di King Arthur – Il potere della spada un blockbuster high-fantasy che ha portato il genere nel panorama cinematografico moderno, e sembra e sembra qualcosa che probabilmente non vedremo mai più a breve.

La regia di Guy Ritchie

King Arthur: il potere della spada Guy Ritchie
Foto di Daniel Smith – © 2015 Warner Bros. Entertainment Inc.

Guy Ritchie è uno di quei registi che, anche se i suoi film non sono grandiosi, hanno comunque un senso dello stile e un’energia folle, e con King Arthur – Il potere della spada mette tutto insieme per infondere a quello che era probabilmente un assegno in bianco una sfacciata ferocia. I suoi tratti distintivi – dal tipo di azione vista in Sherlock Holmes all’interazione del cast di Snatch – contribuiscono a dare all’impressionante portata visiva l’energia necessaria per sembrare qualcosa di più di una vuota CGI, il tutto distinguendo la trama dai molti, moltissimi altri film di genere medievale.

La sua decisione, insieme al team di co-sceneggiatori, di dare a questa storia d’origine un’impronta grintosa, da gangster di bassa lega, avrebbe potuto essere un punto a sfavore per alcuni, ma questo stile è semplicemente qualcosa che gli riesce così bene che con l’arco di vita di Artù che va dai bassifondi alla grandezza funziona piuttosto bene, infondendo un’avventura fantasy con un’atmosfera da heist-movie che conferisce ulteriormente a Re Artù una personalità distinta in un’epoca in cui tanti blockbuster gonfiati sono più noiosi di un Excalibur di cartone.

Il cast di King Arthur – Il potere della spada

Il cast di King Arthur: il potere della spada
Foto di Daniel Smith – © 2015 Warner Bros. Entertainment Inc., Village Roadshow Films North America Inc. and Ratpac-Dune Entertainment LLC – – U.S., C

I grandi cast sono un’altra caratteristica di Guy Ritchie e, con Charlie Hunnam alla guida della squadra nel ruolo di Artù dalla parlantina veloce e dickensiana, l’intero cast è all’altezza della situazione per rendere i futuri Cavalieri della Tavola Rotonda una simpatica banda di furfanti. Djimon Hounsou, Aidan Gillen, Kingsley Ben-Adir, Tom Wu, Neil Maskell, Annabelle Wallis e Àstrid Bergès-Frisbey sono tutte personalità gradite che danno corpo al viaggio di Artù, con Eric Bana che sfrutta al meglio il suo breve tempo nei panni del cazzuto Uther Pendragon. Si tuffano a capofitto nei dialoghi scoppiettanti e nell’azione ad alta energia senza una spada spenta nel gruppo, ed è un peccato che non potremo vederli approfondire i loro personaggi in futuro.

Il cattivo

King Arthur: il potere della spada Jude Law
Foto di Daniel Smith – © 2015 Warner Bros. Entertainment Inc.

Ma il ruolo del cattivo è affidato a Jude Law, che interpreta Vortigern con energia seducente. Law interpreta il leader tirannico che fa salutare in massa i suoi soldati come un dittatore fascista con delizioso aplomb, il tutto indossando i costumi di Annie Symons. Giacche di velluto, pantaloni di pelle, lunghi cappotti di pelliccia, armature minacciose e allo stesso tempo cool: il Vortigern di Jude Law, sembra poter governare il mondo con un guanto di ferro e fare ancora in tempo a sfilare all’ultima sfilata di Tom Ford. Ma gioca anche con la riluttanza e l’agitazione dei cattivi, sacrificando la moglie per trasformarsi in un cavaliere demoniaco bambino per uccidere il fratello (Eric Bana). Il suo lavoro è misurato e tranquillamente malvagio rispetto al ritmo incalzante di tutto il resto, e fa sì che Law possa avere più ruoli malvagi da masticare, superando tutti quelli che lo circondano.

La colonna sonora

Lasciando il meglio per ultimo, la colonna sonora di Daniel Pemberton è la vera star di King Arthur – Il potere della spada. Anche tra tutte le impressionanti immagini e le ottime interpretazioni, la musica viscerale, cruda e mozzafiato le supera tutte con una cacofonia di suoni e influenze che probabilmente non dovrebbero funzionare insieme, ma che funzionano al 100%. Sia che si tratti dell’uso di strumenti medievali di ogni forma e dimensione, sia che si tratti di respiri e urla gutturali che conferiscono una gradita dose di fisicità alle scene più veloci, il livello di personalità che Pemberton inietta nella colonna sonora per rendere King Arthur – Il potere della spada diverso da qualsiasi altro genere è degno di infinite lodi. Probabilmente più del cast, delle immagini e del montaggio, la colonna sonora di Pemberton stabilisce il tono della selvaggia avventura che verrà, e se sarete travolti dall’avventura come lo sono stato io, dovrete ringraziare questa colonna sonora adeguatamente fantastica.

King Arthur – Il potere della spada in blu-ray e dvd

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King Arthur – Il potere della spada in blu-ray e dvd

King Arthur – Il potere della spada, nuova versione cinematografica della storia di Re Artù, è disponibile dal 23 agosto su tutte le piattaforme digitali e dal 6 settembre in DVD, Blu-Ray, Blu-Ray 3D e 4K Ultra HD distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia.

Il poliedrico regista Guy Ritchie (Sherlock Holmes) imprime il suo inconfondibile stile dinamico e pieno d’azione al genere epico fantasy, proponendo una versione irriverente del classico mito di Excalibur, che segue il tumultuoso percorso di Arthur dalla strada al trono. Nel cast, Charlie Hunnam (Sons of Anarchy, Crimson Peak) il candidato all’Oscar Jude Law (The Young Pope, Il talento di Mr. Ripley, Ritorno a Cold Mountain), Astrid Bergès-Frisbey (Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare), il candidato all’Oscar Djimon Hounsou (In America – Il sogno che non c’era, Blood Diamond – Diamanti di sangue, Fast & Furious 7), Aidan Gillen (Il Trono di Spade, Queer as Folk, The Wire) e Eric Bana (Hulk, Star Trek, Troy).

King Arthur – Il potere della spada SINOSSI

Quando il padre del piccolo Artù viene assassinato, suo zio Vortigern si impadronisce del trono. Privato dei diritti che gli spetterebbero per nascita e senza sapere chi sia realmente, Artù riesce a sopravvivere nei vicoli oscuri della città e solo quando estrae la mitica spada dalla roccia la sua vita cambia radicalmente ed è costretto ad accettare la sua vera eredità… che gli piaccia o meno.

King Arthur – Il potere della spada DVD

Durata: 121 min. ca.

Lingue: Dolby Digital: Italiano 5.1, Inglese 5.1, Francese 5.1, Tedesco 5.1.

Sottotitoli: Francese, Olandese. Non udenti: Italiano, Inglese, Tedesco.

Contenuti speciali: Arthur with Swagger – Charlie Hunnam è un gentiluomo, bel fusto e un tipo tosto.

King Arthur BLU-RAY

Durata: 126 min. ca.

Video: 1080p High Definition 16×9 2.4:1

Lingue: DTS-HD Master Audio: Italiano 5.1. Dolby Atmos True HD: Inglese. Dolby Digital: Inglese 5.1, Spagnolo 5.1, Francese 5.1.

Sottotitoli: Francese, Spagnolo, Svedese, Norvegese, Islandese, Finlandese, Olandese, Danese. Non udenti: Italiano, Inglese.

Contenuti speciali: possono essere in Alta Definizione. Lingue e Sottotitoli possono variare:

  • Arthur with Swagger – Charlie Hunnam è un gentiluomo, bel fusto e un tipo tosto.
  • Sword from the Stone – Guy Ritchie porta il 21esimo secolo in una delle leggende inglesi più iconiche nella realizzazione di Camelot per un nuovo pubblico.
  • Parry and Bleed – Charlie e il resto del cast frequentano un corso intensivo di scherma in stile vichinghi contro sassoni.
  • Building on the Past – Londinium riprende vita con un nuovo design da città urbana medievale, costruita dal nulla.
  • Inside the cut: the Action of King Arthur – la stunt coordinator Eunice Huthart insieme al regista Guy Ritchie ricreano insieme le strabilianti sequenze di azione in King Arthur.
  • Camelot in 93 Days – Amicizia e amore si rinforzano e si indeboliscono mentre il set prende vita in 93 giorni.
  • Legend of Excalibur – La spada più famosa del mondo viene ricreata per una nuova generazione.
  • Scenic Scotland – Una grandiosa produzione avvolta nella gloriosa location della Scozia.

King Arthur – Il potere della spada BLU-RAY 3D

Durata: 126 min. ca.

Video: 1080p High Definition 16×9 2.4:1

Lingue: Dolby Digital: Italiano 5.1, Inglese 5.1, Spagnolo 5.1, Portoghese 5.1, Francese 5.1., Ceco 5.1, Ungherese 5.1, Turco 5.1. DTS-HD Master Audio: Inglese 5.1, Tedesco 5.1.

Sottotitoli: Francese, Portoghese, Spagnolo, Arabo, Bulgaro, Croato, Ceco, Ebraico, Ungherese, Romeno, Sloveno, Turco. Non udenti: Italiano, Inglese, Tedesco.

King Arthur – Il potere della spada 4K ULTRA HD

Durata: 126 min. ca.

Video: 2160p Ultra High Definition 16×9 2.40.

Lingue: DTS-HD Master Audio: Italiano 5.1. Dolby Digital: Inglese 5.1, Polacco 5.1, Ceco 5.1, Ungherese 5.1, Russo 5.1, Spagnolo 5.1, Tailandese 5.1. Dolby Atmos True HD: Inglese, Francese, Tedesco.

Sottotitoli: Cinese, Ceco, Svizzero, Danese, Olandese, Finlandese, Ungherese, Coreano, Norvegese, Polacco, Portoghese, Russo, Spagnolo, Svedese, Tailandese, Cantonese, Francese, Arabo. Non Udenti: Italiano, Inglese, Tedesco.

Kinds of Kindness: recensione del film di Yorgos Lanthimos

Kinds of Kindness: recensione del film di Yorgos Lanthimos

Everybody’s looking for something…“, recita un celebre verso di “Sweet Dreams”, traccia sonora che ha inquadrato Kinds of Kindness, nuovo film del regista greco Yorgos Lanthimos, fin dal rilascio del primo teaser trailer. Girato praticamente in contemporanea a Povere Creature!, il film che ha visto Emma Stone vincere il suo secondo Oscar come migliore attrice protagonista, Kinds of Kindness – presentato in concorso a Cannes 77 – è un progetto piuttosto particolare: un racconto a tre capitoli, o un film composto da tre racconti, in base a come lo si vuole intendere, in cui gli stessi attori interpretano personaggi diversi.

Sogni d’oro… o incubi greci

Kind of Kindness è un trittico composto da tre storie indipendenti, ma unite da quel batterio grottesco che rende febbrile il cinema di Lanthimos. Il primo, parla della totale dipendenza di un uomo dai capricci del suo capo, o meglio dire Dio, che scandisce la sua vita fino al ridicolo. Nel secondo, un poliziotto non può capacitarsi della misteriosa scomparsa della moglie biologa, fino a quando lei ritorna ma non sembra la stessa di sempre. Il terzo, infine, ha a che fare con una setta ridicola e con una donna alla ricerca di una profetessa che possa resuscitare i morti.

Sono storie di presunta gentilezza che non è altro che meschinità divoratrice, in cui i personaggi si donano incondizionatamente ad altri, ripagano con atti ripugnanti quella che reputano gloriosa benevolenza ricaduta sulle loro vite: l’unico modo in cui credono di potere ricompensare chi ha garantito loro una possibilità per esistere, chi gli ha affibbiato codici secondo cui vivere, chi li ha fatti sentire vivi tramite gli atti più umani: il cibo, il sesso, la fede.

Willem Dafoe, Jesse Plemons, Hong Chau film Kinds of Kindness 2024
Foto di Atsushi Nishijima/Atsushi Nishijima © Searchlight Pictures

Scomporre i generi: il dark humor di Lanthimos

In pieno stile Lanthimos, che ritorna a collaborare col sodale Efthymis Filippou, Kinds of Kindness legge in chiave grottesca il concetto di riconoscenza, rendendo alcuni generi e passaggi tipici dell’horror (cannibalismo, necrofilia, sette) contrappunto dello humor che pervade il trittico. Certamente, una delle chiavi per definire Kinds of Kindness è proprio quella del divertimento, tanto degli attori, quanto del pubblico: un’esperienza che vuole intrattenere più di ogni altro progetto di Lanthimos e in cui emerge, in ogni istante, il divertimento degli attori stessi, pressochè lo stesso cast di Povere Creature!, che si è prestato al progetto nelle pause dalle riprese del film, reinventando anche, in un qualche modo, il concetto di compagnia teatrale.

Kinds of Kindness è un film di corpi e sui corpi

Tutto parte dal corpo e Lanthimos sembra dirci che la riconoscenza non può esistere senza la fisicità: dopo aver ricomposto e creato Bella Baxter, bambina-donna in costante evoluzione e aver deformato lo scienziato Godwin, il vero Frankenstein di Povere Creature!, qui gioca indifferentemente con i corpi maschili e femminili, con la fisicità dell’esperienza, connessa al potere e alla sottomissione. “Some of them want to use you”/”Some of them want to get used by you“; “Some of them want to abuse you“/”Some of them want to be abused“: effettivamente, Sweet Dreams è manifesto tematico del nuovo film di Lanthimos. In quei versi, così noti e canticchiati nel mondo, condensa perfettamente i giochi di equilibro e potere che intessono la narrazione, tra abusatori ed abusati, chi manipola e chi viene manipolato.

Emma Stone, Jesse Plemons, Margaret Qualley, Willem Dafoe: Lanthimos lavora sui corpi di questi attori in maniera egregia, destrutturandoli, svuotandoli, vestendoli (e svestendoli) in più modi, riadeguandoli alle contrapposizioni cromatiche e strutturali che scandiscono la narrazione di Kinds of Kindness, animata da un comparto sonoro lugubre e cadenzato quanto basta a farci intendere che c’è una logica prestabilita negli eventi a cui assisteremo. Nella routine sopraggiunge lo straordinario, un errore, un piccolo mutamento che buca il perimetro millimetrico delle vite di questi personaggi.

Kinds of Kindness Emma Stone
Foto di Atsushi Nishijima/Atsushi Nishijima © Searchlight Pictures

Il progetto più mainstream di Lanthimos?

Con Kinds of Kindness, Yorgos Lanthimos riprende alcune riflessioni delle sue prime produzioni greche, lo sguardo glaciale e tagliente sui comportamenti umani, l’immagine-idea del corpo come veicolo dell’esistenza, riadattando il tutto a una confezione più “mainstream”, decodificabile alla luce della partnership con Searchlight, che distribuirà il film nelle sale, dopo Povere Creature!. Una cornice solo all’apparenza più hollywoodiana, vendibile, commerciale: Lanthimos resta Lanthimos e ci racconta le assurdità dell’essere umano con le sue tipiche metafore distruttive, esilaranti, inquietanti e scorrette che hanno contraddistinto la sua intera produzione cinematografica.

Kinds of Kindness: il primo trailer del film di Yorgos Lanthimos

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Kinds of Kindness: il primo trailer del film di Yorgos Lanthimos

Sono ora disponibili il primo trailer e la prima immagine del film di Yorgos Lanthimos Kinds of Kindness, che arriverà prossimamente nelle sale italiane.

Kinds of Kindness è una favola in tre atti: un uomo senza scelta che cerca di prendere il controllo della propria vita; un poliziotto preoccupato dal fatto che la moglie scomparsa in mare sia tornata e sembri un’altra persona; e una donna determinata a trovare una persona specifica con una speciale abilità, destinata a diventare un prodigioso leader spirituale.

Searchlight Pictures presenta Kinds of Kindness, diretto dal candidato all’Academy Award® Yorgos Lanthimos. Il film vede protagonista la due volte vincitrice del Premio Oscar® Emma Stone, insieme al candidato all’Academy Award® Jesse Plemons, al candidato all’Academy Award® Willem Dafoe, Margaret Qualley, al candidato all’Academy Award® Hong Chau, Joe Alwyn, Mamoudou Athie e Hunter Schafer. La sceneggiatura originale è scritta da Lanthimos e Efthimis Filippou, segnando così la loro quinta collaborazione (The Lobster, Il sacrificio del cervo sacro, Dogtooth, Alps). Kinds of Kindness è prodotto da Ed Guiney, Andrew Lowe, Kasia Malipan e Yorgos Lanthimos.