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Ghost in The Shell: ecco le armi e i costumi

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Ghost in The Shell: ecco le armi e i costumi

Durante un evento promozionale a Tokyo, sono state diffuse le prime immagini dettagliate dei costumi e delle armi che vedremo in Ghost in the Shell, adattamento live action dell’anime di Mamoru Oshii.

Ecco le armi e i costumi di Ghost in the Shell

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Il primo trailer del film ha riscosso molto successo, così come i primi due minuti della pellicola pubblicati da IGN in occasione della presentazione del film in Giappone. Potete vedere il video della parte introduttiva del film qui.

Guarda il trailer italiano di Ghost in the Shell

A produrre il film per la Paramount Pictures ci sono Avi Arad (Iron Man)e Steven Paul con la Paramount al fianco della DreamWorks, dopo l’abbandono da parte della Disney. Produttori del film anche Steven Paul (Ghost Rider: Spirit of Vengeance), Michael Costigan (Prometheus ), Tetsu Fujimura (Tekken) e Jeffrey Silver (Edge of Tomorrow300)

Annunciato all’inizio del 2015, il film è diretto da Rupert Sanders e si baserà su una sceneggiatura scritta da Jonathan Herman. Nel cast oltre a Scarlett Johansson, anche Jamie Moss, Michael Pitt, William Wheeler Pilou Asbæk, Takeshi Kitano.

La prima opera ad entrare in questo franchise è il manga di Masamune Shirow, serializzato per la prima volta in Giappone sullo Young Magazine, nel 1989. I sequel disegnati dallo stesso Shirow sono Ghost in the Shell 1.5: Human-Error Processor, uscito in un volume unico nel 2003, e Ghost in the Shell 2: ManMachine Interface, uscito in un volume unico nel 2001.

Ghost in the Shell: ecco l’attore che reciterà al fianco di Scarlett Johansson

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Arriva da Deadline la notizia che il secondo attore ad entrare a far parte del cast del remake live action di Ghost in the Shell sarà Sam Riley.

Sam RileyDunque Sam Riley affiancherà la già confermata Scarlett Johansson in uno degli adattamento più attesi del prossimo futuro.

Annunciato all’inizio di quest’anno Ghost in the Shel sarò diretto da Rupert Sanders e si baserà su una sceneggiatura scritta da Jonathan Herman. Nel cast oltre a Scarlett Johansson anche Jamie Moss e William Wheeler.

Prodotto da Ari Arad e Steven Pau il film Ghost in the Shell ha anche il sostegno di Steven Spielberg che ne detiene i diritti.

Ghost in the Shell arriverò sul grande schermo 31 marzo 2017.

Via Deadline

Ghost in the Shell: ecco i Funko del film

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Sono stati esposti alla London’s Toy Fair i Funko Pop! di Ghost in the Shell che potete vedere di seguito nella nostra gallery. I personaggi ritratti dalle famose bambole sono il Maggiore (Scarlett Johansson), Batou, interpretato da Pilou Asbaek e la Geisha vista nel trailer: [nggallery id=2674]

Il primo trailer del film ha riscosso molto successo, così come i primi due minuti della pellicola pubblicati da IGN in occasione della presentazione del film in Giappone. Potete vedere il video della parte introduttiva del film qui.

Guarda il trailer italiano di Ghost in the Shell

A produrre il film per la Paramount Pictures ci sono Avi Arad (Iron Man)e Steven Paul con la Paramount al fianco della DreamWorks, dopo l’abbandono da parte della Disney. Produttori del film anche Steven Paul (Ghost Rider: Spirit of Vengeance), Michael Costigan (Prometheus ), Tetsu Fujimura (Tekken) e Jeffrey Silver (Edge of Tomorrow300).

Annunciato all’inizio del 2015, il film è diretto da Rupert Sanders e si baserà su una sceneggiatura scritta da Jonathan Herman. Nel cast oltre a Scarlett Johansson, anche Jamie Moss, Michael Pitt, William Wheeler Pilou Asbæk, Takeshi Kitano.

CORRELATI:

La prima opera ad entrare in questo franchise è il manga di Masamune Shirow, serializzato per la prima volta in Giappone sullo Young Magazine, nel 1989. I sequel disegnati dallo stesso Shirow sono Ghost in the Shell 1.5: Human-Error Processor, uscito in un volume unico nel 2003, e Ghost in the Shell 2: ManMachine Interface, uscito in un volume unico nel 2001.

Ghost in the Shell arriverà nelle sale italiane il 30 marzo 2017.

Fonte

Ghost in the Shell: dietro le quinte con Scarlett Johansson

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Ghost in the Shell: dietro le quinte con Scarlett Johansson

Entertainment Tonight ha pubblicato in esclusiva un video dietro le quinte di Ghost in the Shell in cui vediamo la sorridente e affascinante Scarlett Johansson nel ruolo della protagonista che, a differenza della versione animata, si chiamerà ‘soltanto’ il Maggiore.

Ecco il video dal backstage:

Sinossi breve: Ghost in the Shell racconta la storia di Major, un agente speciale, un ibrido tra cyborg e umano unico nel suo genere, che guida la task force speciale Section 9. Incaricata di fermare i più pericolosi criminali ed estremisti, la Section 9 dovrà confrontarsi con un nemico il cui obiettivo singolare è quello di annientare i progressi nel campo della cyber technology della Hanka Robotic.

Ghost in the Shell: teaser trailer con Scarlett Johansson

A produrre il film ci sono Avi Arad e Steven Paul con la Paramount al fianco della DreamWorks, dopo l’abbandono da parte della Disney.

La pellicola sarebbe dovuta arrivare al cinema il 31 marzo 2017, mentre l’uscita di The Girl on the Train era stata fissata per il 7 ottobre 2016. Annunciato all’inizio del 2015, Ghost in the Shell sarò diretto da Rupert Sanders e si baserà su una sceneggiatura scritta da Jonathan Herman. Nel cast oltre a Scarlett Johansson, anche Jamie Moss, Michael Pitt, William Wheeler Pilou Asbæk Takeshi Kitano.

Ghost in the Shell: dal cast alle differenze con l’anime, le curiosità sul film

L’industria hollywoodiana si è in più occasioni appropriata dei diritti di celebri manga giapponesi per realizzarne versioni live action più o meno adattate al contesto statunitense. Tra gli esempi più noti vi sono Drangoball Evolution, Alita – Angelo della battaglia o Death Note. Un’altro titolo da aggiungere all’elenco è Ghost in the Shell (qui la recensione), diretto nel 2017 da Rupert Sanders (già regista di Biancaneve e il cacciatore) e basato sull’omonimo manga del 1989 di Masamune Shirow. Come i fan di questo genere di opere sapranno bene, si tratta di uno dei manga più popolari e importanti nella cultura giapponese e non solo, divenuto nel tempo un vero e proprio fenomeno globale.

Ghost in the Shell è oggi un vero e proprio franchise, composto da anime, film, manga spin-off, videogiochi e romanzi. Alcune di queste opere si inseriscono nella stessa continuità della serie originale, mentre altre sono ambientate in realtà alternative con leggere differenze nella caratterizzazione dei personaggi, delle storie e dell’ambientazione. Diverse sono dunque le opere tratte dal manga originale e il film del 2017 è solo l’ultimo di esse. Si tratta, come spesso accade, di un film che segue però in maniera molto libera le vicende e i temi dell’opera originale di base, proponendo un adattamento considerato maggiormente vendibile sul mercato internazionale.

Il modo in cui è stata trattata una vicenda complessa come quella raccontata nel manga di Shirow, tuttavia, non è stato particolarmente apprezzato. Ghost in the Shell si è così affermato come un grosso flop, pur presentando elementi visivi di particolare fascino. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alle differenze con il manga e l’anime. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Ghost in the Shell significato

La trama e il cast di Ghost in the Shell

In un futuro in cui la tecnologia ha completamente pervaso la vita delle persone, prende il via la storia del Maggiore Mira Killian, messa a capo della task force speciale Section 9 e scelta per tale ruolo per via del suo essere divenuta mezza umana e mezza cyborg a seguito di un’operazione che l’ha salvata da morte certa. A Mira viene ora assegnato un importante compito: fronteggiare e distruggere Kuze, mente criminale in grado d’insinuarsi all’interno di qualunque mente cibernetica, assumendone il pieno controllo. Durante questa difficile missione, Mira dovrà scontrarsi non solo con Kuze, ma anche con alcune dolorose verità del suo passato.

Protagonista del film nei panni di Mira è l’attrice Scarlett Johansson. La scelta dell’interprete statunitense ha scatenato non poche polemiche, dal momento che il personaggio del manga è di origine asiatica. Le accuse sono però state spente nel giro di breve con l’approvazione della scelta della Johansson da parte dell’autore del manga e del film d’animazione da esso tratto. Dal canto suo, per prepararsi al ruolo, l’attrice si è tinta i capelli di nero e si è sottoposta ad un allenamento intensivo che le ha permesso di prendere parte a tutte le scene più complesse, come quelle di lotta.

Accanto a lei si ritrovano poi gli attori Michael Pitt nei panni del criminale Kuze e Pilou Asbæk in quelli di Batou. L’attrice Juliette Binoche interpreta la dottoressa Ouelet, mentre completano il cast gli attori Chin Han nei panni di Togusa, Lasarus Ratuere in quelli di Carlos Ishikawa e Peter Ferdinando come Cutter. Di particolare importanza è la presenza del regista e attore giapponese Takeshi Kitano, celebre per aver diretto film come Sonatine o Hana-bi. Nel film Kitano interpreta Daisuke Aramaki, il fondatore della Section 9. Per lui si è trattato del primo ruolo in un film girato in lingua inglese dai tempi di Johnny Mnemonic, del 1995.

Ghost-in-the-Shell-manga

Le differenze tra il live action, l’anime e il manga

Come anticipato, Ghost in the Shell è uno dei più popolari manga giapponesi di sempre, dove all’interno di un contesto cyberpunk vengono trattate tematiche complesse come la demarcazione tra uomo, macchine e rete, per l’autore sempre più sfumata. Nel corso del manga, infatti, l’autore riflette sulla concezione teorica del dualismo e della frontiera tra la mente e il corpo, ovvero tra il ghost e lo shell. Allo stesso modo, viene affrontata la questione di cosa accade quando un’intelligenza artificiale diventa tanto evoluta da prendere coscienza della propria esistenza e da rivendicare gli stessi diritti alla vita e all’autodeterminazione di un essere umano.

Del manga è poi stato realizzato nel 1995 un anime dal titolo omonimo, diretto dal celebre Mamoru Oshii. Rispetto a questo, molto più cupo del manga, il film del 2017 opera una serie di ovvie modifiche, a partire dal nome della protagonista, non più Motoko Kusanagi ma Mira Killian. Allo stesso modo, il film americano propone una versione differente di quanto accaduto nel passato della protagonista. Come per lei, anche gli altri personaggi hanno subito modifiche in quanto ad estetica o di tipo caratteriale. Un’altra significativa differenza è data dal fatto che il film live action rientra più nei canoni del thriller d’azione che non in quelli del thiller psicologico, a cui appartiene invece l’anime. Di conseguenza, la storia raccontata appare molto diversa.

Gli altri film e serie del franchise Ghost in the Shell

Oltre all’anime del 1995 – ad oggi considerato il prodotto audiovisivo migliore e più importante prodotto a partire dal manga – e al film del 2017, nel 2004 è stato realizzato un sequel dell’anime diretto anch’esso da Mamoru Oshii e intitolato Ghost in the Shell 2: Innocence, la cui storia è basata su uno dei capitoli del manga tralasciati dal primo film. Per quanto riguarda la serialità, invece, è invece stata realizzata la serie Ghost in the Shell: Stand Alone Complex (2002), ambientato in un universo alternativo, caratterizzato tuttavia dalla presenza dello stesso cast di protagonisti, a cui hanno fatto seguito una seconda stagione nota come Ghost in the Shell: Stand Alone Complex – 2nd GIG e un film intitolato Ghost in the Shell: S.A.C. Solid State Society del 2006, che funge da chiusura alla serie.

Nel 2013 è poi stata presentata una nuova iterazione della serie, intitolata Ghost in the Shell: Arise, che offre uno sguardo originale sul mondo di Ghost in the Shell, ambientato prima del manga originale. Ghost in the Shell: The New Movie, noto anche come Ghost in the Shell: Arise – The Movie, è poi un film del 2015 diretto da Kazuya Nomura che funge da finale dell’arco narrativo di Ghost in the Shell: Arise. Il film è infatti la continuazione della trama dell’episodio Pyrophoric Cult di Arise e chiude le questioni in sospeso di quell’arco narrativo. Della serie Stand Alone Complex, infine, è stato realizzato nel 2020 un ulteriore sequel dal titolo Ghost in the Shell: SAC 2045.

Il trailer di Ghost in the Shell e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Ghost in the Shell grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Apple iTunes, Infinity, Now, Prime Video e Netflix. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di giovedì 8 febbraio alle ore 21:20 sul canale Italia 1.

Fonte: IMDb, Cbr

Ghost In The Shell: concept inediti del film

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Ghost In The Shell: concept inediti del film

Sono stati diffusi una serie di concept originali e del materiale promozionale alternativo di Ghost in the Shell, con protagonista Scarlett Johansson. Di seguito potete vedere le immagini: [nggallery id=2674]

Ghost in the Shell recensione del film con Scarlett Johansson

A produrre il film per la Paramount Pictures ci sono Avi Arad (Iron Man)e Steven Paul con la Paramount al fianco della DreamWorks, dopo l’abbandono da parte della Disney. Produttori del film anche Steven Paul (Ghost Rider: Spirit of Vengeance), Michael Costigan (Prometheus ), Tetsu Fujimura (Tekken) e Jeffrey Silver (Edge of Tomorrow300).

Ghost in the Shell: Scarlett Johansson risponde alle critiche per il suo casting

Annunciato all’inizio del 2015, il film è diretto da Rupert Sanders e si baserà su una sceneggiatura scritta da Jonathan Herman. Nel cast oltre a Scarlett Johansson, anche Jamie Moss, Michael Pitt, William Wheeler Pilou Asbæk, Takeshi Kitano.

CORRELATI:

La prima opera ad entrare in questo franchise è il manga di Masamune Shirow, serializzato per la prima volta in Giappone sullo Young Magazine, nel 1989. I sequel disegnati dallo stesso Shirow sono Ghost in the Shell 1.5: Human-Error Processor, uscito in un volume unico nel 2003, e Ghost in the Shell 2: ManMachine Interface, uscito in un volume unico nel 2001.

Ghost in The Shell: cambia la data d’uscita

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Ghost in The Shell: cambia la data d’uscita

Cambiamenti in vista per l’adattamento in live action dell’omonimo film d’animazione Ghost in the Shell. In seguito alle recenti novità che vorrebbero l’inizio delle riprese programmato tra gennaio frebbraio 2016, giungono ulteriori precisazioni in merito alla data d’uscita. Differentemente da quanto preventivato in partenza, il film dovrebbe vedere la luce almeno due settimane prima del 14 aprile 2017, anticipando, dunque, il proprio debutto al 31 marzo 2017.

Il film, prodotto dalla Dreamworks, sarà diretto da Rupert Sanders (Biancaneve e Il Cacciatore) e vedrà protagonista Scarlett Johansson che dopo Vedova Nera Lucy tornerà a prestare il proprio volto ad un’eroina come Motoko Kusanagi. Ghost in the Shell si ispirerà all’omonimo film d’animazione giapponese del 1995 dello Studio Shochiku (diretto da Mamoru Oshii), basato a sua volta sul manga di Masamune Shirow.

Di seguito la trama del film d’animazione originale: Giappone, 2029: il mondo è completamente informatizzato e gli impianti cibernetici amplificano le capacità fisiche e mentali degli esseri umani, ma li rendono anche suscettibili a nuovi attacchi. Sfrutta queste tecnologie il misterioso signore di pupazzi, un terrorista che prende controllo, attraverso vie informatiche, delle menti degli uomini. Su di lui indagano gli uomini della sezione 9, comandati dal machiavellico Aramaki e capitanati sul campo dalla bella e decisa Motoko Kusanagi.

Fonte: Comic Book Movie

Ghost in The Shell: ancora un nuovo spot

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Mancano poco meno di 3 settimane al debutto nelle sale di Ghost in The Shell e la Paramount Pictures prosegue nella massiva campagna pubblicitaria a sost.egno della pellicola mostrandoci una Scarlett Johansson inarrestabile nel nuovo spot da titolo Strong

Il nuovo trailer italiano di Ghost in the Shell

A produrre il film per la Paramount Pictures ci sono Avi Arad (Iron Man)e Steven Paul con la Paramount al fianco della DreamWorks, dopo l’abbandono da parte della Disney. Produttori del film anche Steven Paul (Ghost Rider: Spirit of Vengeance), Michael Costigan (Prometheus ), Tetsu Fujimura (Tekken) e Jeffrey Silver (Edge of Tomorrow300).

Ghost in the Shell: Scarlett Johansson risponde alle critiche per il suo casting

Annunciato all’inizio del 2015, il film è diretto da Rupert Sanders e si baserà su una sceneggiatura scritta da Jonathan Herman. Nel cast oltre a Scarlett Johansson, anche Jamie Moss, Michael Pitt, William Wheeler Pilou Asbæk, Takeshi Kitano.

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La prima opera ad entrare in questo franchise è il manga di Masamune Shirow, serializzato per la prima volta in Giappone sullo Young Magazine, nel 1989. I sequel disegnati dallo stesso Shirow sono Ghost in the Shell 1.5: Human-Error Processor, uscito in un volume unico nel 2003, e Ghost in the Shell 2: ManMachine Interface, uscito in un volume unico nel 2001.

Ghost in the Shell arriverà nelle sale italiane il 31 marzo 2017.

Fonte: Paramount Pictures

Ghost in the Shell: al via le riprese con Scarlett Johansson

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Ghost in the Shell: al via le riprese con Scarlett Johansson

Le riprese di Ghost in the Shell inizieranno nei primi mesi del 2016. “Sta succedendo.” conferma Scarlett Johansson su Collider. “La produzione inizierà a gennaio o febbraio e saremo io e Rupert (Sanders); questo è tutto quello che so”. Ghost in the Shell si ispirerà all’omonimo film d’animazione giapponese del 1995 dello Studio Shochiku (diretto da Mamoru Oshii), basato a sua volta sul manga di Masamune Shirow.

Ambientato in un futuro non troppo lontano, il film seguirà le vicende di Motoko Kusanagi, leader della Sezione 9 della Pubblica Sicurezza contro la criminalità informatica e il cyber-terrorismo. Mentre quasi tutti i membri della polizia hanno impianti cibernetici, Kusanagi ha sostituito tutto il suo corpo con uno completamente artificiale. Sebbene non sia stato ancora confermato in maniera ufficiale, nell’adattamento della DreamWorks la Johansson (subentrata a Margot Robbie), andrà quasi sicuramente ad interpretare il ruolo della protagonista.

Dopo il successo di Lucy e del franchise degli Avengers (in cui compare nel ruolo della Vedova Nera), l’attrice si appresta quindi ad interpretare sul grande schermo un’altra eroina, sulla scia del trend che le grandi case cinematografiche stanno attualmente proponendo, quello della realizzazione di film con protagoniste al femminile (prossimamente nelle sale Wonder Woman, Hunger Games e Frozen 2). La regia di Ghost in the Shell è affidata a Rupert Sanders (Biancaneve e il cacciatore). L’uscita di Ghost in the Shell è attualmente prevista per il 14 aprile 2017.

Fonte: Collider

Ghost in the Shell torna su Prime Video: il reboot sc

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Ghost in the Shell torna su Prime Video: il reboot sc

Ghost in the Shell è pronto a tornare con una nuova serie TV, e questa volta il reboot promette di sorprendere anche i fan storici del franchise. Prime Video lancerà The Ghost in the Shell il 7 luglio, riportando sullo schermo uno dei pilastri del cyberpunk giapponese con un approccio che guarda direttamente al manga originale di Masamune Shirow, anziché alle celebri trasposizioni animate degli ultimi trent’anni.

La nuova serie, prodotta dallo studio Science SARU – già autore di Dandadan e Scott Pilgrim Takes Off – non sarà infatti una semplice rivisitazione del film cult del 1995 o di Stand Alone Complex, ma un ritorno alle radici dell’opera. Una scelta che potrebbe ridefinire il modo in cui il pubblico contemporaneo guarda a uno dei franchise più influenti della fantascienza.

Nei materiali promozionali e nelle dichiarazioni del team creativo emerge chiaramente questa volontà: recuperare lo spirito originario del manga, proponendo una narrazione più vicina alla sensibilità di Shirow e meno legata all’estetica che ha reso iconiche le precedenti incarnazioni animate.

Il reboot recupera lo spirito del manga originale e rilancia Ghost in the Shell nell’era del nuovo cyberpunk

Per oltre trent’anni, parlare di Ghost in the Shell ha significato inevitabilmente pensare al capolavoro diretto da Mamoru Oshii nel 1995. Quel film ha influenzato un’intera generazione di opere, da The Matrix fino a numerosi anime, videogiochi e produzioni hollywoodiane, imponendo un immaginario fatto di atmosfere cupe, città piovose e riflessioni filosofiche sull’identità umana.

La nuova serie sceglie invece una strada differente.

Come spiegato dal regista Mokochan in un’intervista a Variety, l’obiettivo è stato quello di recuperare il calore del tratto disegnato da Masamune Shirow. Pur raccontando un futuro dominato dalla tecnologia, gli autori vogliono riportare al centro l’umanità dei personaggi, utilizzando colori più vivaci, design maggiormente espressivi e un’estetica che richiama direttamente il manga del 1989.

Questa impostazione distingue nettamente il progetto dalle versioni precedenti. Piuttosto che competere con il film di Oshii o replicarne le atmosfere, The Ghost in the Shell tenta di offrire una lettura alternativa del materiale originale, valorizzandone gli aspetti più dinamici, ironici e visivamente ricchi.

È una scelta che permette al reboot di avere una propria identità e di evitare il confronto diretto con opere ormai considerate dei classici assoluti dell’animazione.

Il tempismo, inoltre, appare particolarmente favorevole. Il cyberpunk sta vivendo una nuova fase di popolarità grazie a produzioni come Cyberpunk: Edgerunners, al futuro adattamento di Neuromancer sviluppato da Apple TV+ e a Blade Runner 2099, anch’esso prodotto da Prime Video. In questo contesto, il ritorno di Ghost in the Shell assume un valore che va oltre il semplice revival.

Per i fan storici rappresenta il ritorno di una delle opere che hanno definito il genere. Per il nuovo pubblico, invece, è l’occasione di scoprire uno dei racconti che hanno influenzato gran parte della fantascienza moderna proprio nel momento in cui il cyberpunk sta tornando protagonista nel panorama audiovisivo.

Ghost in the Shell recensione del film di Mamoru Oshii

Ghost in the Shell recensione del film di Mamoru Oshii

“Ciò che vediamo ora non è che una pallida immagine in uno specchio. Presto il velo cadrà e noi vedremo!”. Tutto ebbe inizio nel lontano 1989, quando il fumettista giapponese Masamune Shirow realizzò Ghost in the Shell, manga da lui scritto e disegnato. Sei anni più tardi, precisamente nel 1995, lo scrittore e regista giapponese Mamoru Oshii – reduce dal grandissimo successo del progetto multimediale Patlabor – concepì il film destinato a cambiare per sempre non solo le regole scritte dell’animazione tradizionale (che per la prima volta andava a fondersi con la computer animation) ma anche ad influenzare la successiva ondata di cinema fantascientifico d’azione – da Matrix delle Wachowski alle più recenti opere di grandissimi autori quali Spielberg e Cameron – dove il cyberspazio e la realtà simulata creata dalle macchine la fanno da padrona.

Ghost in the Shell recensione del film di Mamoru Oshii

Ghost in the Shell, primo anime ad essere presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (nel 1996), non ha solo contribuito a porre le fondamenta per la costruzione di un universo cinematografico che si serve di un genere – la fantascienza – per restituire allo spettatore una visione tragica e pessimistica del mondo (in cui il singolo individuo viene privato ogni giorno di più della sua individualità), ma ha anche permesso che tutte quelle riserve e quei preconcetti nei confronti dell’animazione nipponica da parte del pubblico occidentale venissero definitivamente annullati (operazione riuscita non solo grazie all’opera di Oshii, ma anche al lavoro di altri maestri come Katsuhiro Otomo e Hayao Miyazaki).

Ghost in the ShellAmbientato nel 2029 a New Port City (Giappone) in un mondo a metà fra l’universo di Blade Runner (1982) e quello di Akira (1988), Ghost in the Shell è un’opera essenziale nella sua durata (appena 82 minuti) ma complessa nella struttura e tanto macchinosa quanto affascinante nella vastità delle tematiche che affronta. Il ritmo sostenuto che contraddistingue la creatura di Oshii avvolge lo spettatore in un algida membrana dove il tempo sembra fermarsi e pare ci sia spazio per concentrarsi esclusivamente sulle profonde riflessioni di tipo religioso-filosofico che la sceneggiatura firmata da Kazunori Ito fa emergere per comporre un mosaico contenutistico dal valore incontestabile. L’ingannevole percezione del reale, la deriva del progresso tecnologico, il concetto di identità e di “essere” al quale l’individuo si sente intrinsecamente legato sono questioni analizzate con inquietante e seducente lungimiranza, che si insinuano nella splendida caratterizzazione di Motoko Kusanagi, il cyborg protagonista della storia (vero e proprio precursore dell’immagine dell’eroina animata – o in carne ed ossa –  sul grande schermo) e che si amalgamano insieme alla perfezione anche grazie alle solenni musiche composte da Kenji Kawai.

Al di là del genere di appartenenza che sia in grado di descriverne la natura autentica nel miglior modo possibile (animazione, poliziesco, fantascienza, cyberpunk), è indubbio che Ghost in the Shell travalichi la mera definizione di prodotto d’intrattenimento (nonostante le sequenze d’azione frenetiche e concitate) per configurarsi come opera matura e di non semplice fruizione, che oltre ad aver precorso la narrativa della recente storia del cinema sci-fi, è riuscita a guadagnarsi un posto d’onore nella schiera dei film più apprezzati dai cultori dell’animazione (non solo) giapponese.

Ghost in the Shell

Ghost in the Shell potrebbe far perdere trai 60 ai 100 milioni alla Paramount

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Ghost in the Shell è arrivato in sala da più di una settimana ma non sembra aver raccolto molti consensi, soprattutto in patria, dove ha incassato appena 19 milioni, a fronte di un budget di 110 milioni.

Secondo le stime di Deadline, il film potrebbe far perdere alla Paramount trai 60 e i 100 milioni di dollari, un vero flop che si aggiunge ad altri titoli che lo studio ha prodotto e che non hanno performato bene al botteghino.

Kyle Davies della Paramount ha parlato del pessimo risultato del film in patria, dichiarando: “Abbiamo sperato in risultati migliori al box-office USA. Penso che tutte le polemiche riguardo il casting abbiano avuto un grosso impatto sulle recensioni”.

Nota è la polemica che potrebbe aver effettivamente danneggiato il film. Le critiche di ‘whitewashing’ si sono abbattute subito sul progetto all’indomani dell’annuncio che Scarlett Johansson sarebbe stata la protagonista. Davies ha continuato: “È un film molto importante per i fan, essendo basato su un anime famoso. Quindi cerchi sempre di onorare il materiale di partenza ma cercando di fare una pellicola per il grande pubblico. È una sfida, e le recensioni non hanno aiutato”.

Ghost in the Shell recensione del film con Scarlett Johansson

A produrre il film per la Paramount Pictures ci sono Avi Arad (Iron Man)e Steven Paul con la Paramount al fianco della DreamWorks, dopo l’abbandono da parte della Disney. Produttori del film anche Steven Paul (Ghost Rider: Spirit of Vengeance), Michael Costigan (Prometheus ), Tetsu Fujimura (Tekken) e Jeffrey Silver (Edge of Tomorrow300).

Ghost in the Shell: Scarlett Johansson risponde alle critiche per il suo casting

Annunciato all’inizio del 2015, il film è diretto da Rupert Sanders e si baserà su una sceneggiatura scritta da Jonathan Herman. Nel cast oltre a Scarlett Johansson, anche Jamie Moss, Michael Pitt, William Wheeler Pilou Asbæk, Takeshi Kitano.

CORRELATI:

La prima opera ad entrare in questo franchise è il manga di Masamune Shirow, serializzato per la prima volta in Giappone sullo Young Magazine, nel 1989. I sequel disegnati dallo stesso Shirow sono Ghost in the Shell 1.5: Human-Error Processor, uscito in un volume unico nel 2003, e Ghost in the Shell 2: ManMachine Interface, uscito in un volume unico nel 2001.

Fonte: Deadline

Ghost in the Shell passa dalla Disney alla Paramount

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Ghost in the Shell passa dalla Disney alla Paramount

Novità in vista per due titoli molto attesi della DreamWorks. Stiamo parlando di Ghost in the Shell, annunciato live action con protagonista Scarlett Johansson, e The Girl on the Train, adattamento cinematografico del bestseller omonimo con Emily Blunt. Nelle ultime ore, infatti, era giunta la notizia che entrambe le pellicole erano state rimosse dal calendario delle prossime uscite targate Walt Disney.

Ghost in the Shell sarebbe dovuto arrivare al cinema il 31 marzo 2017, mentre l’uscita di The Girl on the Train era stata fissata per il 7 ottobre 2016.

In un primo momento si era parlato di una nuova distribuzione per entrambi i titoli attraverso la Universal, in seguito al nuovo accordo dello studio con la DreamWorks. Adesso, però, stando a quanto riportato da Variety nelle ultime ore, entrambi i film manterranno le loro date di uscita originali e che saranno distribuiti dalla Paramount.

Annunciato all’inizio del 2015, Ghost in the Shell sarò diretto da Rupert Sanders e si baserà su una sceneggiatura scritta da Jonathan Herman. Nel cast oltre a Scarlett Johansson, anche Jamie Moss e William Wheeler.

Fonte

Ghost in The Shell Night: al cinema la maratona dell’Anime

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Ghost in The Shell Night: al cinema la maratona dell’Anime

Ghost in The Shell NightDopo il grande successo della scorsa stagione degli Anime si ritorna al cinema con la maratona di Ghost in The Shell Night grazie a Nexo Digital e Dynit. Ritorna al cinema dunque l’anime cyberpunk per eccellenza come non lo avete mai visto  e sentito prima. La proiezione è all’interno del fitto programma di Anime al cinema.

Solo per due giorni, martedì 11 e mercoledì 12 marzo, Ghost in the Shell 2.0 -l’anime capolavoro di Mamoru Oshii tratto dai manga di Masamune Shirow, guru del fumetto cyberpunk- arriverà infatti nelle sale nella sua versione 2.0, quella cioè ri-editata dal regista stesso in formato HD e proposta con un nuovo doppiaggio impreziosito da un audio multicanale. La Maratona dell’11 e 12 marzo comprenderà, oltre a Ghost in the Shell 2.0, anche il sequel del film, Ghost in the Shell Innocence, che nell’anno dell’uscita partecipò al Festival di Cannes (si trattava del sesto film d’animazione nella storia del festival ad essere presentato in concorso). Un unico biglietto per una notte mozzafiato: la Ghost in the Shell Night, la maratona che farà immergere gli spettatori nel cuore di una saga che ha fatto la storia degli anime.

Qualche settimana dopo, mercoledì 2 aprile, sarà il turno di Ghost in The Shell Arise(parte prima e seconda), la rivisitazione di Ghost in the Shell con un nuovo design dei personaggi e Kazuchika Kise alla direzione. Il 15 e il 16 aprile arriverà invece in sala Space Battlership Yamato, il film live action realizzato dai creatori di Capitan Harlock e ambientato nel 2199, quando i terrestri si trovano a scontrarsi con una misteriosa razza aliena. La stagione si chiuderà con un titolo commuovente e delicatissimo, Il Giardino delle Parole, dell’animatore e regista giapponese Makoto Shinkai.

Tutti i dettagli sulla programmazione e l’elenco delle sale che aderiscono all’iniziativa saranno a breve disponibili su www.nexodigital.it

La Maratona di Ghost in the Shell | 11 e 12 marzo

L’appuntamento di 2 giorni marzo vedrà la proiezione su grande schermo della versione 2.0 del film (ri-editata dal regista stesso in formato HD nel 2008 e riproposta con un nuovo doppiaggio impreziosito da un audio multicanale) e del sequel Ghost in the Shell Innocenceche nel 2004 partecipò al Festival di Cannes.

Ghost in the Shell è il film d’animazione che ha conquistato e ispirato registi come James Cameron (Titanic, Avatar) e i Fratelli Wachowski (Matrix, V per Vendetta). Un tour de forcevisuale, uno spettacolo accecante raccontato sulla colonna sonora di Kenji Kawai, uno dei più originali e riconoscibili compositori giapponesi contemporanei. Vincitore del “Best Animation Film Award” al 1° Animation Kobe (1996), sempre nel 1996 Ghost in the Shell si è aggiudicato anche il premio dello Yokohama Film Festival per la miglior sceneggiatura. Le vicende narrate sono ambientate a Tokyo nel 2029. Le reti telematiche controllano tutti i meccanismi economici e di produzione e i creatori di software sono professionisti indispensabili per le grandi potenze mondiali. Gli Hacker informatici rappresentano quindi una risorsa fondamentale per le grandi organizzazioni criminali, adattatesi alla rivoluzione digitale che ha invaso il mondo. I cyborg sono stati infatti in grado di infrangere i limiti degli esseri umani e si sono imposti, grazie ai loro impianti bionici, in ogni settore della vita quotidiana, superiori ai semplici androidi perché mantengono ancora l’essenza (il ghost) della razza umana…

Ghosy in the Shell Innocence è invece ambientato nel 2032. In un mondo in cui gli esseri umani convivono insieme a replicanti, cyborg e robot, Batou, detective della Sezione 9, indaga su un caso inquietante e all’apparenza inspiegabile. Un androide creato per appagare il desiderio sessuale, ha massacrato il suo proprietario prima di autodistruggersi.  Quella che parte come un’intricata indagine di polizia si rivelerà un viaggio alla scoperta dei segreti più reconditi dell’anima, in una realtà dove gli esseri viventi hanno ormai perso ogni traccia della loro umanità…

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Ghost in the Shell

Staff

Tratto dal fumetto originale “Ghost in the Shell” di Shirow Masamune (pubblicato da KODANSHA)

Regia: Mamoru Oshii

Sceneggiatura: Kazunori Ito

Character Design: Hiroyuki Okiura

Art Director: Hiromasa Ogura

Art Designer: Takashi Watabe

Direttore del Suono: Kazuhiro Wakabayashi

Musica: Kenji Kawai

Produttori Esecutivi: Teruo Miyahara, Shigeru Watanabe e Andy Frain

Produttori: Yohimasa Mizuno, Ken Matsumoto e Ken Iyadomi

Una produzione: Production I.G

Cast

Motoko: Alessandra Korompay

Batou: Alessandro Rossi

Aramaki: Dante Biagioni

Togusa : Francesco Bulckaen

Burattinaio: Roberta Pellini

© 1995 Masamune Shirow/Kodansha Ltd./Bandai Visual Co. Ltd/Manga Entertainment Ltd. © 2012 Ed. italiana a cura di DYNIT Srl.

Ghost in the Shell Innocence

 

Staff

Tratto dal fumetto originale “Ghost in the Shell” di Shirow Masamune (pubblicato da KODANSHA)

Regia & Sceneggiatura: Mamoru Oshii

Character Design: Hiroyuki Okiura

Mecha Design: Atsushi Takeuchi

Art Director: Shuichi Hirata

Direttore del Suono: Kazuhiro Wakabayashi

Ingegnere del Suono: Randy Thom (Skywalker Sound)

Musica: Kenji Kawai

Produttori: Mitsuhisa Ishikawa, Toshio Suzuki

Una produzione: Production I.G

In collaborazione con: Studio Ghibli

 

Cast

Motoko: Alessandra Korompay

Batou: Alessandro Rossi

Aramaki: Sergio Graziani

Togusa : Riccardo Rossi

Ghost in the Shell live action diretto da Rupert Sanders?

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Ghost in the Shell live action diretto da Rupert Sanders?

Tutti i fan di anime conoscono Ghost in the Shell, vero e proprio cult dell’animazione giapponese. Un film in live action, tratto dall’anime, è in programma ad Hollywood da diersi anni, ma erano almeno 5 anni che nessuno parlava del progetto. Adesso invece sembra che il regista di Biancaneve e il Cacciatore, Rupert Sanders, sia stato coinvolto dalla DreamWorks come possibile regista per portare sul grande schermo una sceneggiatura di William Wheeler girata in 3D.

Tuttavia Sanders ha l’agenda tutt’altro che vuota, avendo già tra le mani diversi progetti, come Napoleon, 90th Church, The Kill List e un potenziale sequel di Biancaneve, per cui potrebbero passare altri 5 anni senza novità apprezzabili sul film. E voi cosa ne pensate di un adattamento live action di Ghost in the Shell? Vi piacerebbe vedere in azione Motoko Kusanagi in carne e ossa?

Di seguito la trama del film: Giappone, 2029: il mondo è completamente informatizzato e gli impianti cibernetici amplificano le capacità fisiche e mentali degli esseri umani, ma li rendono anche suscettibili a nuovi attacchi. Sfrutta queste tecnologie il misterioso signore di pupazzi, un terrorista che prende controllo, attraverso vie informatiche, delle menti degli uomini. Su di lui indagano gli uomini della sezione 9, comandati dal machiavellico Aramaki e capitanati sul campo dalla bella e decisa Motoko Kusanagi.

Fonte: SlashFilm

Ghost in the Shell con Scarlett Johansson ha data di uscita e regista

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La Walt Disney  Pictures ha rivelato la data ufficiale di uscita dell’adattamento cinematografico di Ghost in the Shell, che vedrà protagonista la bella Scarlett Johansson. Inoltre, scelto anche il regista, che sarà Rupert Sanders e si baserà su una sceneggiatura scritta da Bill Wheeler. Il film prodotto dalla DreamWorks di Steven Spielberg uscirà il 14 Aprile 2017.

Di seguito la trama del film d’animazione originale da cui sarà tratto Ghost in the Shell: Giappone, 2029: il mondo è completamente informatizzato e gli impianti cibernetici amplificano le capacità fisiche e mentali degli esseri umani, ma li rendono anche suscettibili a nuovi attacchi. Sfrutta queste tecnologie il misterioso signore di pupazzi, un terrorista che prende controllo, attraverso vie informatiche, delle menti degli uomini. Su di lui indagano gli uomini della sezione 9, comandati dal machiavellico Aramaki e capitanati sul campo dalla bella e decisa Motoko Kusanagi.

Ghost in the Shell batte Guardiani della Galassia nel social buzz

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Scarlett Johansson fa parte integrante del MCU con la sua Vedova Nera, tuttavia sembra che il suo nuovo film, Ghost in the Shell, abbia effettivamente dichiarato guerra ai suoi naturale “alleati”, i Guardiani della Galassia.

Lo spot tv di Ghost in the Shell andato in onda durante il SuperBowl LI ha infatti surclassato in fatto di social buzz tutti i concorrenti, compreso il film di James Gunn che è arrivato secondo.

Ghost in the Shell: il nuovo affascinante trailer italiano

Lo sci-fi diretto da Rupert Sander ha generato 30mila conversazioni social, mentre i Guardiani si sono fermati a 24 mila. Seguono Transformers L’Ultimo Cavaliere con 21700 e La Bella e la Bestia con “appena” 17 mila.

Il film che vedrà la Johansson nei panni del Maggiore desta senza dubbio interesse e chissà che non riesca a performare al box office bene quanto ci si aspetta faccia Guardiani della Galassia Vol. 2.

A produrre il film per la Paramount Pictures ci sono Avi Arad (Iron Man)e Steven Paul con la Paramount al fianco della DreamWorks, dopo l’abbandono da parte della Disney. Produttori del film anche Steven Paul (Ghost Rider: Spirit of Vengeance), Michael Costigan (Prometheus ), Tetsu Fujimura (Tekken) e Jeffrey Silver (Edge of Tomorrow300).

Ghost in the Shell: Scarlett Johansson risponde alle critiche per il suo casting

Annunciato all’inizio del 2015, il film è diretto da Rupert Sanders e si baserà su una sceneggiatura scritta da Jonathan Herman. Nel cast oltre a Scarlett Johansson, anche Jamie Moss, Michael Pitt, William Wheeler Pilou Asbæk, Takeshi Kitano.

CORRELATI:

La prima opera ad entrare in questo franchise è il manga di Masamune Shirow, serializzato per la prima volta in Giappone sullo Young Magazine, nel 1989. I sequel disegnati dallo stesso Shirow sono Ghost in the Shell 1.5: Human-Error Processor, uscito in un volume unico nel 2003, e Ghost in the Shell 2: ManMachine Interface, uscito in un volume unico nel 2001.

Ghost in the Shell arriverà nelle sale italiane il 30 marzo 2017.

Fonte: Variety

Ghost in the Shell Arise 2 al cinema il 7 e 8 Luglio

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Ghost in the Shell Arise 2 al cinema il 7 e 8 Luglio

Ghost in the Shell Arise 2Il 7 e 8 luglio in 43 multisale UCI Cinemas arriva Ghost in the Shell Arise 2, il capitolo conclusivo del prequel di Ghost in the Shell, distribuito al cinema da Nexo Digital. Il manga che ha ispirato il racconto è un’opera di Masamune Shirow, il massimo esponente del fumetto cyberpunk, e il film è diretto da Kazuchika Kise, il regista che ha contribuito al successo di capolavori come Vision of Escaflowne e Neon Genesis Evangelion. La casa di produzione è la Production I.G, lo studio di animazione che ha realizzato le sequenze animate di Kill Bill: Vol.1, il celebre film di Tarantino.

Il prezzo del biglietto è di 11 euro per l’intero e di 9 euro per il ridotto e convenzionati. È possibile acquistare i biglietti presso le multisale UCI che proietteranno l’evento, o tramite internet sul sito www.ucicinemas.it, call center (892.960), App di UCI Cinemas per iPhone, iPod Touch e per iPad (scaricabile gratuitamente da App Store), Android (scaricabile da Google Play) e Windows Phone.

Ghost House 2: Trailer della parodia con Marlon Wayans

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Arriva il primo trailer del film senza censura del film Ghost House 2, la nuova parodia horror diretta da Michael Tiddes e interpretata da Marlon Wayans, Jaime Pressly, Sophie Dee, Ashley Rickards, Essence Atkins, Cedric the Entertainer, Dave Sheridan e Gabriel Iglesias. Il film include parodie di L’altra faccia del diavolo, L’evocazione e Insidious 2, tutti recenti successo al cinema di genere.

Trama: In questo sequel ritroviamo Malcolm (Marlon Wayans) che dopo essere stato sessualmente molestato da un fantasma demoniaco decide di abbandonare la sua dimora maledetta per una nuova casa da sogno. L’unico problema è che incluso nel pacchetto ci sono anche una moglie assillante e due bambini terribili. Se questo non fosse già abbastanza spaventoso Malcolm dovrà anche confrontarsi con i suoi desideri più oscuri e malefiche entità che sorgeranno dal suo passato a caccia della sua anima e non solo.

Ghost House 2

Fonte | EW

Ghost Elephants: recensione del documentario di Werner Herzog – Venezia 82

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Ogni documentario di Werner Herzog è prima di tutto un viaggio dentro la sua voce. Quel timbro inconfondibile, basso e graffiato, con il suo accento tedesco mai stemperato, non è un semplice accompagnamento narrativo: è una lente che modella le immagini, una presenza che piega la realtà alla sua continua ricerca di meraviglia e spaesamento. In Ghost Elephants, presentato Fuori Concorso a Venezia 82, questa voce si posa su un’Africa al tempo stesso concreta e mitica, trasformando la spedizione di un naturalista sudafricano in un racconto sospeso tra scienza, leggenda e sogno. Herzog non si limita a mostrare: incanta, solleva dubbi, trasforma ogni dettaglio in un segno del destino.

Ghost Elephants: tra mito e scienza

Il cuore del film è l’ossessione del Dr. Steve Boyes, naturalista che da dieci anni insegue la possibilità dell’esistenza di un branco misterioso di “elefanti fantasma” sull’altopiano angolano di Bié, vasto quanto l’Inghilterra e quasi privo di insediamenti umani. Boyes vuole verificare se questi giganti, mai documentati ufficialmente, possano essere parenti del più grande elefante mai registrato, il celebre esemplare conservato allo Smithsonian di Washington, chiamato Henry. La sua è una missione che oscilla fra rigore scientifico e tensione visionaria, con tanto di campioni di DNA da raccogliere come in un romanzo d’avventura. Herzog, fedele al suo metodo, non giudica: osserva la passione e la trasfigura, facendo del desiderio stesso di cercare la traccia un tema narrativo centrale.

Una delle intuizioni più potenti del film è che la spedizione non inizia nel momento in cui i protagonisti mettono piede in Angola, ma molto prima. Herzog dedica ampio spazio alla fase preparatoria, trascorsa in Namibia accanto ai leggendari tracker San, capaci di leggere il terreno come un libro aperto e di imitare con il corpo gli animali che seguono. Qui il film si allontana dalla pura ricerca zoologica e diventa un ritratto dell’intelligenza ancestrale di uomini che incarnano la continuità con la natura. È in queste scene che la voce del regista raggiunge vertici di ironia e lirismo, quando ammette con disarmante sincerità: «So di non dover romanticizzare, ma un uomo circondato da polli… non può esserci nulla di meglio». È in questa tensione tra romanticismo e autocritica che emerge il vero Herzog.

Lo sguardo sull’ignoto

Nella seconda parte, quando la spedizione si addentra tra le nebbie dell’altopiano angolano, Ghost Elephants assume i toni di una favola realista. Herzog lascia che la lentezza, i momenti sospesi e persino le distrazioni — come l’arrivo di un ragno velenoso, subito trasfigurato dalla sua voce in presagio apocalittico — diventino parte del racconto. Ciò che interessa al regista non è solo la possibilità di filmare un animale leggendario, ma la potenza del desiderio che spinge a cercarlo, la dimensione interiore che il mito dell’elefante fantasma rivela in chi si mette sulle sue tracce.

Ad amplificare questa atmosfera sospesa contribuisce la colonna sonora firmata da Ernst Reijseger, che intreccia arrangiamenti di canti tradizionali sardi con le immagini africane. Un accostamento che potrebbe sembrare arbitrario, ma che nelle mani di Herzog diventa naturale: il dialogo fra due mondi distanti restituisce l’idea di una ricerca che non appartiene a un solo luogo, ma che parla dell’umanità intera. La musica agisce come eco del racconto, rinforzando la percezione che i “fantasmi” non siano solo elefanti invisibili, ma figure del nostro immaginario collettivo.

Un racconto puramente herzoghiano

Come in Grizzly Man o in Encounters at the End of the World, anche qui Herzog ci ricorda che i suoi documentari sono sempre “tanto su di lui quanto sull’oggetto filmato”. Ghost Elephants è un film sul senso stesso della ricerca, sul confine fra realtà e leggenda, sul bisogno umano di inseguire qualcosa che potrebbe non esistere. Il regista non si sofferma esplicitamente sulle ombre del colonialismo, sul ruolo dell’“esploratore bianco” o sul retaggio della caccia: lascia che queste domande restino in sospeso, dando al film una dimensione aperta e ambivalente.

Ghost Elephants è, in definitiva, un documentario che non offre un “colpo di scena” finale, ma che non ne ha bisogno. La sua forza sta nel modo in cui Herzog trasforma una spedizione scientifica in un viaggio esistenziale, in cui l’oggetto della ricerca conta meno del desiderio stesso di cercare. E soprattutto sta nella sua voce: quel tedesco gutturale, carico di ironia e malinconia, che ci fa credere che ogni dettaglio — un villaggio sperduto, un animale invisibile, un uomo che vive fra polli — contenga un frammento di meraviglia. È questa voce, più ancora delle immagini, a ricordarci che l’essenza del cinema herzoghiano non è catturare la realtà, ma renderla degna di essere sognata.

Ghost Elephants: intervista a Steve Boyes

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Ghost Elephants: intervista a Steve Boyes

In occasione dell’uscita su Disney+ di Ghost Elephants, il nuovo documentario diretto e narrato da Werner Herzog, e disponibile in piattaforma dall’8 marzo, abbiamo intervistato Steve Boyes, National Geographic Explorer, che guida la spedizione sulle tracce degli animali mitologici.

La nostra recensione di Ghost Elephants

Nelle alture dell’Angola avvolte dalla nebbia, nel cuore delle sue foreste, persiste un mistero: gli sfuggenti elefanti fantasma di Lisima, potenziali discendenti viventi del più grande mammifero terrestre mai documentato. Steve Boyes, biologo della conservazione e leader del National Geographic Okavango Wilderness Project, è determinato a provarne l’esistenza.

Per trovare questi elusivi elefanti, Boyes e il collega Kerllen Costa, National Geographic Explorer, hanno collaborato con tre maestri tracciatori KhoiSan – Xui, Xui Dawid e Kobus – per avere successo dove la tecnologia aveva fallito.

Ghost Elephants è diretto e narrato da Werner Herzog

Diretto, narrato e scritto dal leggendario regista Werner Herzog, GHOST ELEPHANTS è un racconto sulla sopravvivenza, il ricongiungimento e il potere duraturo della conoscenza antica rispetto alla modernità fugace. Il film è stato presentato in anteprima al Festival del Cinema di Venezia, dove Herzog ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera.

A corredo del film, il 3 marzo uscirà il coffee table book “Okavango and the Source of Life” di Steve Boyes. Il libro amplia il viaggio oltre lo schermo, con oltre 100 fotografie suggestive, mappe dettagliate e le riflessioni personali di Boyes raccolte in anni di estenuanti spedizioni alle sorgenti angolane dell’Okavango. Il libro documenta gli stessi corsi d’acqua restanti, le comunità e i fragili ecosistemi esplorati nel film, trasmettendo il peso fisico ed emotivo della navigazione in una regione selvaggia a lungo isolata dalla guerra. Con una prefazione del principe Harry, duca di Sussex, e ritratti dei custodi della tradizione locale, il libro offre un accompagnamento intimo e visivamente ricco all’esperienza cinematografica. “Okavango and the Source of Life” è già disponibile per il preordine su Disney Books.

Ghost Elephants è diretto, narrato e scritto da Herzog. È prodotto dallo stesso Herzog per Skellig Rock, Inc. e Ariel León Isacovitch per The Roots Production Service. Sobey Road Entertainment è il partner di produzione con Brian Nugent, Andrew Trapani, Emerson G. Farrel, David Sze, David B. Kirk, Terrence Battle, Richard Sneider, Christopher White e Casey Graf come executive producer. Per National Geographic Documentary Films, Carolyn Bernstein, executive vice president of Documentary Films, e Tim Horsburgh, vice president of Documentary Films, sono gli executive producer.

Ghost Elephants di Werner Herzog arriva su Disney+

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Ghost Elephants di Werner Herzog arriva su Disney+

Il documentario di National Geographic Documentary Films, Ghost Elephants, debutterà l’8 marzo su Disney+. Diretto, scritto e narrato da Werner Herzog (Grizzly Man) e prodotto da Ariel León Isacovitch ed Herzog, il film segue Steve Boyes, National Geographic Explorer, in un viaggio epico insieme ad alcuni degli ultimi maestri tracciatori rimasti al mondo alla ricerca di un animale a lungo ritenuto un mito.

Abbiamo visto in anteprima Ghost Elephants in occasione del Festival di Venezia 82, ecco la nostra recensione.

Nelle alture dell’Angola avvolte dalla nebbia, nel cuore delle sue foreste, persiste un mistero: gli sfuggenti elefanti fantasma di Lisima, potenziali discendenti viventi del più grande mammifero terrestre mai documentato. Steve Boyes, biologo della conservazione e leader del National Geographic Okavango Wilderness Project, è determinato a provarne l’esistenza.

Per trovare questi elusivi elefanti, Boyes e il collega Kerllen Costa, National Geographic Explorer, hanno collaborato con tre maestri tracciatori KhoiSan – Xui, Xui Dawid e Kobus – per avere successo dove la tecnologia aveva fallito.

Ghost Elephants è diretto e narrato da Werner Herzog

Diretto, narrato e scritto dal leggendario regista Werner Herzog, GHOST ELEPHANTS è un racconto sulla sopravvivenza, il ricongiungimento e il potere duraturo della conoscenza antica rispetto alla modernità fugace. Il film è stato presentato in anteprima al Festival del Cinema di Venezia, dove Herzog ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera.

A corredo del film, il 3 marzo uscirà il coffee table book “Okavango and the Source of Life” di Steve Boyes. Il libro amplia il viaggio oltre lo schermo, con oltre 100 fotografie suggestive, mappe dettagliate e le riflessioni personali di Boyes raccolte in anni di estenuanti spedizioni alle sorgenti angolane dell’Okavango. Il libro documenta gli stessi corsi d’acqua restanti, le comunità e i fragili ecosistemi esplorati nel film, trasmettendo il peso fisico ed emotivo della navigazione in una regione selvaggia a lungo isolata dalla guerra. Con una prefazione del principe Harry, duca di Sussex, e ritratti dei custodi della tradizione locale, il libro offre un accompagnamento intimo e visivamente ricco all’esperienza cinematografica. “Okavango and the Source of Life” è già disponibile per il preordine su Disney Books.

Ghost Elephants è diretto, narrato e scritto da Herzog. È prodotto dallo stesso Herzog per Skellig Rock, Inc. e Ariel León Isacovitch per The Roots Production Service. Sobey Road Entertainment è il partner di produzione con Brian Nugent, Andrew Trapani, Emerson G. Farrel, David Sze, David B. Kirk, Terrence Battle, Richard Sneider, Christopher White e Casey Graf come executive producer. Per National Geographic Documentary Films, Carolyn Bernstein, executive vice president of Documentary Films, e Tim Horsburgh, vice president of Documentary Films, sono gli executive producer.

Ghost Dog – Il codice del Samurai di Jim Jarmusch torna in sala restaurato

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Da lunedì 23 ottobre arriva nelle sale italiane la nuova versione restaurata di Ghost Dog – Il codice del Samurai di Jim Jarmusch, con il premio Oscar Forest Whitaker e la colonna sonora hip-hop di RZA. Il cult movie scritto e diretto da Jarmusch – autore di opere indimenticabili come “Daunbailo”, “Dead Man”, “Taxisti di notte”, “Coffee & Cigarettes”, “Broken Flowers”. “Solo gli amanti sopravvivono” – è distribuito in sala da CG Entertainment in collaborazione con Cinema Beltrade – Barz and Hippo.

IL NUOVO RESTAURO 4K (2023)

I materiali di GHOST DOG – IL CODICE DEL SAMURAI sono stati resi disponibili nel 2023 da STUDIOCANAL: il nuovo restauro è stato curato da Jim Jarmusch. CG Entertainment oltre all’uscita nelle sale italiane pubblicherà il film in edizione 4K UHD per il mercato home video italiano, grazie alla campagna di crowdfunding START UP!

Ghost Dog è un killer afroamericano che vive seguendo le regole di un antico codice samurai e lavora come sicario a servizio di Louie, un mafioso che anni prima lo salvò dall’aggressione di un gruppo di fanatici. Per una serie di disguidi, un incarico non arriva a termine e Ghost Dog diventa il bersaglio in una caccia all’uomo ordinata dal boss Vargo, con obiettivo finale forse lo stesso Louie. In ossequio al codice, per Ghost Dog salvare Louie diventa il primo dovere.

Titolo originale: GHOST DOG: THE WAY OF THE SAMURAI – GENERE: thriller – DURATA: 116 min. Usa, 1999 © 1999 Plywood Productions, Inc. TUTTI I DIRITTI RISERVATI. STUDIOCANAL

Jarmusch, padre indiscusso della rinascita del cinema indipendente americano, guarda al “Frank Costello faccia d’angelo” (“Le samurai”) di Jean-Pierre Melville del 1967, cita “Rashomon” e riesce a far incontrare e coesistere nel suo film più generi: il thriller, il noir, il western e la commedia. Con Ghost Dog Jarmusch regala al pubblico uno dei personaggi-iconici più amati del cinema contemporaneo: il solitario e fedele killer/samurai, interpretato da un superbo Forest Whitaker (seguiranno il Golden Globe e l’Oscar per “L’ultimo re di Scozia”). Presentato nel 1999 in concorso al 52° Festival di Cannes GHOST DOG – IL CODICE DEL SAMURAI è diventato negli anni un film di culto, grazie anche all’indimenticabile colonna sonora hip hop a firma di RZA, leader newyorkese del Wu-Tang Clan.

Con GHOST DOG – IL CODICE DEL SAMURAI prosegue il progetto di CG Entertainment nel recupero e nella distribuzione in sala e in home video di film cult dei più importanti maestri del cinema internazionale: dal sci-fi “Battle Royale” di Kinji Fukasaku con Takeshi Kitano alla rassegna ALMODÓVAR – LA FORMA DEL DESIDERIO che ha visto il ritorno sul grande schermo di cinque film degli anni ’80 dell’amato regista spagnolo in versione restaurata, fino alla recente acquisizione dei diritti per l’Italia della prestigiosa library di Wim Wenders (“Il cielo sopra Berlino” in versione restaurata nelle sale dal 2 ottobre distribuito da Cineteca di Bologna, con il suo progetto per la distribuzione dei classici restaurati Il Cinema Ritrovato).

Ghost Cat Anzu: recensione dell’anime di Yôko Kuno e Nobuhiro Yamashita

Se c’è una cosa che il cinema sa fare da sempre è essere uno specchio in cui riflettersi per poterne trarre giovamento. Che si tratti di un film con attori in carne e ossa o di un’opera d’animazione, affrontare temi delicati è sempre stato un modo per aiutare chi guarda a sentirsi meno solo, o semplicemente a comprendere qualcosa di più di sé. È esattamente ciò che hanno cercato di fare Yôko Kuno e Nobuhiro Yamashita alla regia, insieme allo sceneggiatore Shinji Imaoka, con Ghost Cat Anzu, nuovo anime prodotto dallo studio giapponese Shin-Ei Animation.

Il tema centrale è l’elaborazione del lutto, che qui diventa una riflessione più ampia su come gestire l’assenza di chi amiamo: un’assenza che può farci perdere la strada se ci impantaniamo nel suo ricordo, oppure restituirci una forma di pace se impariamo a conviverci senza tradirne la memoria. Dopo aver avuto una buona accoglienza e aver attraversato il Festival di Cannes e Annecy, Ghost Cat Anzu arriva nelle sale come evento il 9, 10 e 11 marzo.

Ghost Cat Anzu, la trama

La piccola Karin ha un grande dolore che le pesa sul cuore: la perdita della madre. A darle conforto dovrebbe esserci il padre, che però decide di lasciarla per un periodo dal nonno, monaco di un tempio buddhista in una cittadina di campagna vicino a Tokyo, per tentare di rimettere in ordine alcune questioni lasciate in sospeso con i suoi creditori. Karin lo lascia andare con una promessa: che torni per l’anniversario della morte della madre. Promessa che il padre infrange, lasciando la ragazzina sola nella sua sofferenza. A doversi prendere cura di lei è Anzu, un gatto fuori dal comune che vive proprio con suo nonno: si regge su due zampe come un umano, è irriverente e ama i piccoli vizi quotidiani, come il gioco d’azzardo. Ma Anzu non è un gatto qualsiasi: è un bakeneko, una creatura del folklore giapponese che nasce quando un felino vive abbastanza a lungo da trasformarsi in uno spirito dotato di poteri soprannaturali. Anzu si trova così a fare i conti con Karin, con lui inizialmente scontrosa, che ha come unico obiettivo quello di tornare a Tokyo per visitare la tomba della madre. Quando decide di accompagnarla, però, il viaggio prende una piega inaspettata: i due finiscono nell’oltretomba, dando inizio a un’avventura destinata a cambiare la vita di entrambi.

Ghost Cat Anzu

Dal lutto alla consapevolezza: un viaggio verso la vita

Costruire un racconto — soprattutto d’animazione — che cerchi di comprendere cosa accade nella nostra mente quando perdiamo qualcuno non è affatto semplice. Ancora di più se, a un tema così delicato, si affianca come contrappunto un personaggio scanzonato, leggero e irriverente come Anzu. Dinanzi a Karin, malinconica, spesso triste e disincantata, il gatto fantasma sembrerebbe quasi stridere, perché in apparenza poco contribuisce alla crescita della ragazzina. Ma è proprio in quella faglia che si crea tra loro — destinata inizialmente allo scontro — che prende forma il senso più profondo del film. Se in un primo momento Anzu sembra non comprendere Karin e il suo ostinato desiderio di tornare a Tokyo, capiamo solo alla fine, dopo la sua discesa nel mondo dei morti, quanto lui rappresenti ciò che lei stessa deve imparare a fare: vivere per sé e non restare prigioniera del passato, di quando la madre era ancora in vita.

Anzu diventa così una sorta di Virgilio burlone che la accompagna nel suo coming of age, diventando guida imprevedibile ma necessaria. È lui la chiave per aprire quella porta che Karin ancora teme di varcare: vivere la propria età, la spensieratezza e il bello della vita, celebrando la madre senza spegnersi insieme al suo ricordo. L’ironia di Anzu accarezza la fragilità di Karin, ferita da un lutto insopportabile, e diventa il baricentro emotivo da cui ripartire per poter finalmente pronunciare quell’addio tanto temuto, che in fondo suona più come un arrivederci.

Ghost Cat Anzu filmUn film in dialogo con tutti

Tra realtà e fantasia, Ghost Cat Anzu permette allo spettatore di imbarcarsi in un viaggio quasi catartico, al pari dei protagonisti che lo stanno affrontando. Merito soprattutto di una resa visiva particolarmente ficcante, capace di restituire paesaggi e atmosfere morbide, quasi carezzevoli, che accompagnano con delicatezza la storia e il percorso interiore della sua protagonista. I fondali pittorici, tipici degli anime, sono ben caratterizzati: i colori, che sembrano stesi come acquerelli, riflettono sin da subito lo stato d’animo che Karin raggiungerà solo alla fine, ossia quello di una serenità riconquistata.

Anche il character design, costruito attorno alla tecnica del rotoscopio — in cui le scene vengono prima girate in live action e successivamente rielaborate in animazione — risulta ben definito e piacevole da osservare nei suoi tratti essenziali. Nella sua complessità, dunque, Ghost Cat Anzu si configura come un film di buona fattura che, nella sua apparente semplicità — mai però superficiale — riesce a parlare a pubblici diversi. Bambini e adulti possono attraversarlo seguendo livelli di lettura differenti: un racconto che si apre a più interpretazioni e che, a seconda dell’età e dell’esperienza di chi guarda, permette di cogliere sfumature diverse.

Ghost Cat Anzu: continua la collaborazione tra Adler Entertainment e Dynit

Continua la collaborazione tra Adler Entertainment e Dynit per portare sul grande schermo, con la collana Animagine, film d’animazione giapponesi mai arrivati nei nostri cinema. Ghost Cat Anzu è tratto dal manga Bakeneko Anzu-chan di Takashi Imashiro, ancora inedito in Italia, che si ispira alla mitologia tradizionale giapponese per creare un racconto di formazione arricchito di realismo magico.

Ghost Cat Anzu

La trama di Ghost Cat Anzu

Uno dei temi più ricorrenti nell’animazione giapponese è il lutto infantile, l’accettazione della perdita di una persona cara fin dall’infanzia. Lo abbiamo visto più volte, ad esempio, nelle opere dello Studio Ghibli, che sembra essere la principale ispirazione anche di questo film. La protagonista è Karin, una bambina di undici anni che ha perso la mamma, vive quindi con suo papà Tetsuya, non un genitore modello visto che è indebitato con degli strozzini. Quando suo padre, che vive in un tempio buddhista di una cittadina di campagna vicino a Tokyo, si rifiuta d’aiutare con un prestito di soldi suo figlio Tetsuya, il giovane uomo lascia Karin al tempio, promettendo di tornare per l’anniversario della morte della madre. La figlia si ritroverà quindi a trascorrere l’estate dal nonno paterno accompagnata da un gatto rosso enorme di 37 anni che parla e si comporta come un umano.

Questa misteriosa creatura si chiama Anzu, in origine era il gatto del nonno monaco, ma ora è troppo vecchio, troppo grosso e troppo simile ad un uomo. Cammina su due zampe, usa il cellulare, guida un motorino senza patente, lavora come massaggiatore e gioca anche d’azzardo. Anzu è amico di due ragazzi preadolescenti del posto e ma anche di alcuni yōkai come un enorme rana e un fungo umanoide. Karin è inizialmente triste della situazione, ma alla fine parte con Anzu per Tokyo quando suo padre non torna nel giorno stabilito. Nella capitale giapponese la protagonista inizialmente spera solo di visitare la tomba di sua madre, ma aiutata dal Dio della Povertà, lei e il gatto rosso andranno nella terra dei morti, attraverso un water, e scateneranno un uragano di conseguenze imprevedibili.

Ghost Cat Anzu film

La sceneggiatura di Shinji Imaoka è episodica ma con un tema generale che è quello di una bambina che arriva a vivere in un posto nuovo e accetta la compagnia di un yōkai. Il nome preciso è bakeneko, che non è un fantasma, ma un tipo di spirito a forma di gatto che si solito è in possesso di abilità metamorfiche simili a quelle di kitsune e tanuki. Ancora una volta, troviamo quindi creature fantastiche del folklore giapponese, con un’ambientazione rurale e la stagione estiva come periodo di transizione per una preadolescente che sta crescendo. In questo film d’animazione non si vedono solo gli yōkai ma anche tanti demoni tutti colorati, che Karin, mentre ritroverà la madre defunta che cercherà di riportare sulla terra dei vivi, farà scappare dall’oltretomba creando diversi casini ma che alla fine si risolveranno grazie anche all’aiuto di Anzu e dei suoi amici spiriti.  

Un omaggio a Doraemon e non solo

Ghost Cat Anzu è realizzato dallo studio Shin-Ei Animation, conosciuto come uno dei principali studi di animazione del Giappone. Questo studio in passato ha collaborato alla realizzazione di serie famose come Doraemon e Crayon Shin-chan, questa società ha anche prodotto un gran numero di film d’animazione, tra cui quelli del giovane Hayao Miyazaki e di Isao Takahata. Il film è un’esperienza piacevole, con animazioni in rotoscopio, una tecnica non così comune negli anime, che crea movimenti ben eseguiti e intriganti. Ci sono molti tocchi comici basilari ma efficaci, c’è solo un problema principale è che la trama perde profondità a causa della sua natura aneddotica. Per concludere questo non è un grave se l’obiettivo è semplicemente quello di divertirsi guardando un film con per protagonisti una bambina e il suo insolito e strano enorme gatto parlante. 

Ghost – Fantasma: dal cast alla canzone, 10 cose da sapere sul film

Ghost – Fantasma (qui la recensione) è uno dei film che hanno segnato la storia del cinema recente. Realizzato nel 1990, il film diretto da Jerry Zucker e scritto da Bruce Joel Rubin, vede protagonisti Patrick Swayze e Demi Moore nei panni di Sam e Molly, profondamente innamorati ma divisi dalla morte di lui, che troverà però il modo di vegliare su di lei fino alla fine. Di questo racconto, in particolare, è rimasta nell’immaginario collettivo la scena del vaso di terracotta, così sensuale, piena di amore e così struggente allo stesso tempo, incarna tutto il sentimento che il film vuole trasmettere.

La trama di Ghost – Fantasma

Protagonista del film è Sam Wheat, impiegato in banca e completamente innamorato della sua fidanzata Molly Jensen. I due conducono una vita spensierata fino al giorno in cui i loro sogni vengono improvvisamente spezzati: Sam viene infatti ucciso durante una rapina, ma al suo fantasma viene dato il permesso di rimanere sulla terra per sistemare quanto rimasto in sospeso. Sam dovrà dunque cercare di scoprire perché è morto e proteggere come può l’amata Molly. Per farlo, potrà contare sull’aiuto della sensitiva Oda Mae Brown.

Ghost – Fantasma: il cast del film

1. Patrick Swayze è stato la prima scelta. Quando arrivò il momento di scegliere il cast per il film, lo sceneggiatoree suggerì Patrick Swayze per il ruolo di Sam Wheat: gli sembrava ideale per il fatto di vedere un macho piangere, specialmente considerato che Swayze era reduce dal successo di Dirty Dancing (1987). Il regista Jerry Zucker, invece, pensava che Swayze fosse inadatto per il ruolo, ma tutti gli altri attori valutati (tra cui Tom Cruise e Johnny Depp) ritennero di cattivo gusto interpretare un fantasma. Swayze ebbe poi modo di sostenere un provino, con il quale convinse tutti.

Ghost - Fantasma cast

2. Demi Moore è stata scelta per una precisa capacità. Il ruolo di Molly Jensen è stato assegnato a Demi Moore in gran parte perché l’attrice poteva piangere da entrambi gli occhi quando richiesto dalla scena. L’attrice aggiunse però al personaggio il taglio di capelli corto che le si può vedere, avendo deciso di tagliarli poco prima delle riprese. Il film l’ha poi trasformata nell’attrice più pagata di Hollywood all’epoca. Prima di questo film, pur essendo famosa, non era una star dai grandi profitti.

3. Whoopi Goldberg non era sicura di prendere parte a Ghost – Fantasma. Prima di iniziare la produzione, Whoopi Goldberg, che era stata suggerita alla produzione proprio da Swayze, era insicura sul fatto di essere capace di interpretare il ruolo della sensitiva. In seguito, all’ultimo minuto, la Goldberg si convinse a fare il film e ha fatto molto bene. Infatti, per il ruolo di Oda Mae Brown, Goldberg si è aggiudicata un Oscar alla Miglior Attrice non Protagonista nel 1991, oltre che un Golden Globe, un BAFTA e un Saturn Award.

 

4. Demi Moore non è stata la prima scelta per il ruolo di Molly. Per la parte di Molly venne inizialmente considerata Meg Ryan, che si rifiutò di valutare la parte. In seguito vennero fatte delle audizioni a diverse attrici, tra cui Nicole Kidman. Demi Moorer arrivò soltanto successivamente, quando venne deciso a chi dare la parte. Il suo provino convinse il regista, che finì dunque con l’affidare a lei il ruolo.

Ghost – Fantasma: la canzone Unchained Melody

5. Il film è associato ad una celebre canzone. Il brano Unchained Melody, inciso nel 1965, fu un successo minore per i The Righteous Brothers, raggiungendo il numero 4 nella classifica Billboard Hot 100 e il numero 14 nel Regno Unito di quell’anno. Tuttavia, l’utilizzo della canzone in questo film ha suscitato un rinnovato interesse in tutto il mondo, trasformando la cover dei The Righteous Brothers nella versione definitiva della canzone nonché in un’icona generazionale, essendo associata per sempre al film. Nel 2008 è stata votata come la canzone più popolare di tutti i tempi.

Ghost - Fantasma canzone

Ghost – Fantasma: dal loft al treno, altre curiosità sul film

6. Il loft di Ghost – Fantasma esiste davvero. Fino a qualche anno fa il loft del film era ancora in vendita. L’appartamento si trova nel quartiere di Soho a New York, più precisamente al 102 di Prince Street e misura qualcosa come più di 4mila metri quadrati calpestabili. Dai più di 10 milioni di dollari richiesti per la vendita del loft, scesi poi a poco più di 9 milioni, il loft è composto da un cuore che si collega a tutte le altre stanze della casa, incluse tre enormi camere da letto (ognuna con il proprio bagno riservato), una palestra e un ufficio.

7. I treni della metropolitana hanno una particolarità. Le scene della metropolitana sono state girate al piano inferiore abbandonato della stazione della 42a Strada della linea IND 8th Avenue. Facendo attenzione ai treni che compaiono nel film, si può però notare come questi attraversano la stazione in modo errato, cioè nella direzione opposta a quella normale.

8. Il rumore che fanno le ombre sono solo pianti di bambini. Per realizzare i rumori che identificano le ombre oscure, quelle che portano all’inferno le anime cattive, sono state utilizzate nient’altro che delle registrazioni di pianto di bambini, riprodotte in maniera invertità e in rallentatore.

Ghost - Fantasma location

9. La scena dell’inseguimento pare sia stata una tortura per Patrick Swayze. Nel momento in cui la scena è stata girata faceva abbastanza freddo ma Patrick non poteva indossare cappotti o altri vestiti oltre a quelli del suo personaggio, dato che un fantasma non dovrebbe patire il freddo. Inoltre, per non far vedere la nebbiolina di vapore uscire dalla sua bocca, pare che Swayze abbia dovuto masticare del ghiaccio.

10. L’idea per realizzare Ghost – Fantasma è venuta da una produzione dell’Amleto. Quando lo spirito del padre dice ad Amleto di vendicare la sua morte, Rubin ha pensato che da questo spunto sarebbe venuto fuori un grande film. Da lì ha dunque iniziato a sviluppare il racconto di un uomo che, anche in seguito alla morte, trova il modo di vegliare sulla donna amata, facendo sì che lei sia al sicuro e possa allo stesso tempo vendicarlo.

Il trailer di Ghost – Fantasma e dove vedere il film streaming

È possibile fruire di Ghost – Fantasma grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple TV, Now, Infinity+ e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di giovedì 20 giugno alle ore 21:20 su Canale 5.

Ghost – Fantasma di Jerry Zucker con Patrick Swayze

Ghost – Fantasma di Jerry Zucker con Patrick Swayze

Ghost – Fantasma è il film cult del 1990 di Jerry Zucker con protagonisti nel cast Demi Moore, Patrick Swayze, Whoopi Goldberg, Tony Goldwyn, Rick Aviles, Vincent Schiavelli.

  • Anno: 1990
  • Regia: Jerry Zucker
  • Cast: Demi Moore, Patrick Swayze, Whoopi Goldberg, Tony Goldwyn, Rick Aviles, Vincent Schiavelli

 Ghost, la trama

Ambientato a  New York, il film racconta di Sam Wheat, giovane bancario, e Molly Jensen, sono una coppia innamorata e felice. Ma una notte Sam viene ucciso da un rapinatore che in realtà è al soldo del suo migliore amico Carl, coinvolto in una truffa finanziaria. Poiché morto in circostanze violente e lasciando le cose in sospeso, al fantasma di Sam è concesso di rimanere ancora nel mondo dei vivi, usando come tramite la medium Oda Mae per saldare i conti con Carl e proteggere l’amata Molly.

L’analisi

Fra i classici del filone sentimentale, Ghost è indiscutibilmente tra i film di culto degli anni novanta, che ha riscosso un enorme successo di pubblico. A più di vent’anni dalla sua uscita, resta immortale nell’immaginario collettivo grazie soprattutto alla sua travolgente potenza emotiva.

Diretto da Jerry Zucker che, insieme al fratello David, aveva realizzato fino al 1990 soltanto film demenziali, Ghost è una pellicola che rivela una commistione di generi, fra melodramma e thriller a sfondo paranormale (dagli effetti sonori efficaci ed evocativi), con una vena comica che si deve soprattutto al personaggio della sensitiva interpretata da Whoopi Goldberg. La sua strepitosa performance, tra le più apprezzate della sua carriera, è stata infatti coronata da una pioggia di premi, tra cui l’Oscar, il Golden Globe e il Bafta come Migliore attrice non protagonista.

I due memorabili protagonisti sono una straziante Demi Moore e un Patrick Swayze già sex symbol agli occhi delle platee femminili per il suo ruolo in Dirty Dancing (1987), e che in Ghost ci offre un’interpretazione romantica e dolente. La sua alchimia con la collega raggiunge l’apice in una delle sequenze cult del film dalla forte carica erotica, citata e parodiata negli anni, ovvero la scena dei due innamorati che modellano un vaso di terracotta sulle note di Unchained Melody.

Ghost fantasmaLa sceneggiatura originale di Bruce Joel Rubin (anch’essa premiata con l’Oscar) ci concede inoltre momenti esilaranti e di grande complicità tra Sam e Oda Mae, intenti a proteggere Molly, la cui incolumità è minacciata dall’infido Carl (un nevrotico e valido Tony Goldwyn).

Realizzato con effetti speciali adeguati per rappresentare il fantasma di Sam e le vicende paranormali, tra cui gli inquietanti spiriti maligni, Ghost – Fantasma è soprattutto un film che ad alcuni può apparire stucchevole nel suo intenso sentimentalismo e che non esita a elargire sequenze struggenti semplicemente strappalacrime, in particolare nel finale. Ma indubbiamente emoziona, tocca le corde dell’anima inducendoci a versare lacrime sincere.

Oggi, più che vent’anni fa, la visione del film può rivelarsi ben più straziante alla luce della prematura scomparsa di Patrick Swayze nel 2009: vedere il suo luminoso “spirito” in Ghost – Fantasma aggiunge un dispiacere e una triste amarezza che, lungi dal manifestarsi per la pura finzione filmica, sconfinano nell’infelice realtà.

Ghost – Fantasma è dunque un classico dell’ultimo ventennio cinematografico, capace al tempo di sbancare inaspettatamente al botteghino internazionale, che ha commosso e continua a commuovere diverse generazioni.

Ghiaccio, recensione dell’esordio di Alessio De Leonardis e Fabrizio Moro

Si parla di boxe, ma non solo, nel film d’esordio che affianca Alessio De Leonardis a Fabrizio Moro, noto cantante appena visto sul palcoscenico dell’Ariston alla 72esima edizione del Festival di Sanremo. Con la canzone che ha vinto il premio “Sergio Bardotti per il miglior testo”, “Sei tu”, per altro, composta per la colonna sonora di Ghiaccio, distribuito in sala da Vision Distribution per l’uscita evento del 7, 8 e 9 febbraio.

Ghiaccio, la trama e il messaggio del film

Un film interpretato da Giacomo Ferrara e Vinicio Marchioni, che idealmente lo dedica “ai più giovani, dimenticati dalla scuola in questi anni di pandemia”, ai quali spera che la storia del protagonista possa idealmente “indicare una strada”, suggerire la “possibilità di condividere qualsiasi cosa, comprese perdite e mancanze”. E in effetti, colpisce come un film scritto due anni fa sappia intercettare il problema di empatia che la nostra società sembra patire dopo le quarantene subite e le tante varianti circolate.

Tutto si svolge a Roma, nel 1999, nella zona periferica del Quarticciolo. Dove Giorgio (Giacomo Ferrara), giovane promessa della boxe, vive con la madre dopo che l’assassinio del padre li ha lasciati indebitati e in quasi povertà. Con l’aiuto dell’ex pugile Massimo (Vinicio Marchioni), Giorgio ha finalmente la possibilità di riscattarsi diventando professionista. Ammesso che i boss di zona glielo consentano.

Un esordio alla regia umano e personale

Che Moro e De Leonardis siano stati facili profeti è possibile, molto della storia e delle interazioni tra i personaggi, oltre ai dialoghi proposti, restano nell’alveo del prevedibile e dello stereotipato. D’altronde, non è la prima volta che un esordio alla regia punta sul racconto di una storia popolare, ambientata nelle periferie della grande città, in ambienti disagiati e ai margini del mondo che spesso vediamo in tutt’altri film e serie tv italiane.

Per quanto si voglia insistentemente sottolineare, didascalicamente, quanto sottile sia il confine tra Bene e Male in molti di noi, in certe situazioni, non si ha quasi mai la sensazione che questo conflitto possa avere un esito diverso da quello che ci viene mostrato. Non c’è un problema di onestà, ché quella si percepisce senza fatica nell’impegno dei registi e dei protagonisti, quanto piuttosto di rappresentazione.

Debolezze e prospettive

La retorica del sacrificio, il valore della paura, l’importanza dei limiti e la forza di superarli, di autodeterminarsi e seguire i propri sogni, come anche la capacità della vita di sorprenderci e di mostrarci i nostri errori… c’è tutto quello che ci si potrebbe aspettare e nel modo più ‘chiaro’. Coatti dal cuore buono, criminali in grado di comprendere solo concetti basici come onore e controllo, donne “curiose” e un senso di comunità alla “uno per tutti” piuttosto che “tutti per uno” al quale manca la verità – o veracità – degli irraggiungibili Non essere cattivo o La terra dell’abbastanza.

Le musiche, sulle quali i registi sembrano aver puntato, son forse un’ulteriore occasione persa, quasi volutamente, per il timore che con un cantautore come Fabrizio Moro a occuparsene potessero prendere il sopravvento. A certe riprese aeree interessanti, anche della splendida location dello Stadio Olimpico, fanno inoltre da contraltare – purtroppo – leggerezze di montaggio e di costruzione che denotano delle distrazioni non gravi, ma evidenti. E che rischiano di indebolire ancor più la credibilità del racconto messo in scena. Che avrebbe potuto essere meno confuso. “Nella vita ci sta sempre qualcosa per cui vale la pena combattere” ci ricorda il film, e sbagliare, potremmo aggiungere. Basando su questa massima e sulle note positive sparse qui e lì un generico ottimismo sulle prospettive dei due giovani registi. Sperando che traggano la giusta lezione dal loro primo sforzo.

Getting On 2×04: anticipazioni e promo

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Si intitola The 7th Annual Christmas Card Competition, Getting On 2×04, la quarta puntata del secondo ciclo di episodi della serie televisiva di successo Getting On trasmessa dal network americano della HBO.

Getting-On-2x04Il personale si trova in una situazione imbarazzante quando uno dei servizi fotografici per adulti di Jenna fa erroneamente la sua apparizione nel concorso per la Cartolina di Natale. DiDi è tentata da Parker Owens (LaMonica Garrett), un medico in visita. Denya (Carrie Preston), un paziente con cancro terminale, propone una soluzione finale per una Jenna spaventata. Infine il rapporto tra Patsy e Dawn arriva a toccare un picco notevole.

Getaway via di fuga in blu-ray dal 22 Gennaio

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Getaway via di fuga in blu-ray dal 22 Gennaio

Getaway via di fugaEthan Hawke e la cantante idolo dei teenagers Selena Gomez sono i protagonisti di questo inedito e avvincente film d’azione che vi terrà incollati allo schermo con il fiato sospeso. In una corsa spericolata per salvare la vita della moglie, rapita da ignoti, Brent Magna (Ethan Hawke)  si ritroverà a scegliere se fuggire o combattere un nemico senza volto in questa gara spericolata contro il tempo. Al suo fianco una giovane hacker (Selena Gomez), rimasta involontariamente coinvolta nell’adrenalinica operazione di salvataggio.

Il film, mai distribuito nelle sale cinematografiche italiane, sarà finalmentedisponibile nel nostro paese in anteprima assoluta in formato digitale dal 10 gennaio e successivamente nelle edizioni fisiche DVD e Blu-ray dal 22 gennaio.

Editi da Warner Bros. Entertainment Italia, i formati fisici sono impreziositi damolti e imperdibili contenuti speciali, come Crash Cams, Distruggere una Shelby e un approfondimento sulla protagonista femminile Selena Gomez.

Il film in formato digitale è acquistabile su Itunes, Google Play, Chili, Cubovision, Sony Playstation Network, Xbox Live Marketplace.

SINOSSI

Il tempo scorre veloce mentre l’ex pilota automobilistico Brent Magna (Ethan Hawke) sfreccia per le strade della Bulgaria per salvare la moglie rapita. Nella sua Ford Shelby GT500 Super Snake un disperato Brent obbedisce alla voce anonima che, attraverso l’altoparlante, guida lui e la sua inconsapevole passeggera (Selena Gomez) verso pericoli sempre più rischiosi. Se falliscono, la moglie di Brent muore.

CONTENUTI SPECIALI

 Il Blu-ray e il DVD di Getaway – Via di Fuga dispongono dei seguenti contenuti speciali:

·       Crash Cams

·       Distruggere una Shelby

·       Metallo e Asfalto

·       Selena Gomez: Sul Set

·       La Stazione Ferroviaria

INFORMAZIONI SUL PRODOTTO BLU-RAYTM

TITOLO Getaway – Via di Fuga
REGISTA Courtney Solomon
CAST Ethan Hawke, Selena Gomez, Jon Voight, Rebecca Budig, Bruce Payne, James Maslow
GENERE Azione
DURATA 89 minuti circa
FILM Video: 1080p 16×9 2.40:1Audio: Dolby Digital: Italiano 5.1, Spagnolo 5.1, Tailandese 5.1; NF DTS-HD Master Audio: Inglese 5.1

Sottotitoli: Italiano, Inglese Non Udenti; Spagnolo, Portoghese, Cinese, Islandese, Tailandese, Svedese, Norvegese, Coreano, Finlandese, Danese