Ecco nuove foto ufficiali di
Noah,
il prossimo film di argomento chiaramente biblico diretto dal
regista de Il Cigno Nero, Darren
Aronofsky. Nelle nuove foto possiamo vedere tutti i
protagonisti del film: Russell Crowe, Emma Watson,
Jennifer Connelly, Logan Lerman, Ray Winstone e
Anthony Hopkins.
Noah
di Darren Aronofsky arriverà in Italia il
prossimo 10 aprile 2014. La storia riprende la storia Noè, il
patriarca biblico, il più importante dopo Adamo e prima di
Abramo. Secondo la narrazione biblica è il costruttore
dell’Arca di Noè grazie a cui l’Umanità continuò la propria
esistenza sulla Terra; sull’Arca furono ospitate 7 coppie degli
animali puri ed una coppia di tutti gli altri animali (secondo
Genesi 6,19; secondo Genesi 7,2).
Ecco due spot di
Noah, prossimo film di ispirazione biblica
di Darren Aronofski con protagonisti
Russell Crowe, Jennifer Connelly, Ray Winstone,
Emma Watson, Logan Lerman, Douglas Booth e con la
partecipazione di Anthony Hopkins.
Ancor prima della sua uscita, il
film di Aronofski non ha mancato di scatenare polemiche e accuse di
blasfemia contro un regista che, si sapeva già dall’inizio della
produzione del progetto, non avrebbe trattato il materiale biblioco
con la deferenza filologica che ci si aspetterebbe da un filmaker
più “classico”.
Ai link seguenti potete seguire la
querelle tra la Paramount, produttrice del film, e Variety, rivista
che ha pubblicato un sondaggio apparentemente contro il film:
Link 1, Link 2, Link 3.
Noah
di Darren Aronofsky arriverà in Italia il
prossimo 10 aprile 2014. La storia riprende la storia Noè, il
patriarca biblico, il più importante dopo Adamo e prima di
Abramo. Secondo la narrazione biblica è il costruttore
dell’Arca di Noè grazie a cui l’Umanità continuò la propria
esistenza sulla Terra; sull’Arca furono ospitate 7 coppie degli
animali puri ed una coppia di tutti gli altri animali (secondo
Genesi 6,19; secondo Genesi 7,2).
Noah
di Darren Aronofsky arriverà in Italia il
prossimo 10 aprile 2014. La storia riprende la storia Noè, il
patriarca biblico, il più importante dopo Adamo e prima di
Abramo. Secondo la narrazione biblica è il costruttore
dell’Arca di Noè grazie a cui l’Umanità continuò la propria
esistenza sulla Terra; sull’Arca furono ospitate 7 coppie degli
animali puri ed una coppia di tutti gli altri animali (secondo
Genesi 6,19; secondo Genesi 7,2).
Variety oggi ha confermato alcune
voci che vedevano Russell Crowe vicino al progetto del
kolossal biblico di Darren Aronovsky, Noah.
Infatti, sembra che l’attore sarebbe ufficialmente in fase di
negoziazione per entrare a far parte del cast del film nei panni
del protagonista Noé.
Se come si spera le trattative
andranno a buon fine, la produzione del film da 130 milioni
partirebbe a Luglio, rientrando nella previsione d’uscita del 2013.
Variety non fa nessun riferimento a Liam
Neeson, altro attore avvicinato al progetto e reduce dal
successo dell’action thriller The Gray.
Darren Aronofsky
sembra essere sempre più convinto del suo prossimo progetto
Noah,
il kolossal a sfondo biblico da 130/150 milioni di dollari di
budget. Ora arriva anche conferma dal suo abituale direttore della
fotografia Matthew Libatique. L’uomo ha rivelato di aver discussi
con il regista della sceneggiatura e che le riprese dovrebbero
partire a New York e in Islanda a Luglio. Libatique ha
parlato anche di un Villain del film:
C’è una grande ruolo
per il villain, ci deve essere un cattivo nella storia di Noé.
Qualcuno che dice “Non state a sentire le sue parole. Va tutto
bene, non c’è alcuno bisogno di costruire un arca. Non siate
allarmisti. Non siate così fondamentalisti”. Avere presente no? Uno
di questi tizi.
Ovviamente nulla di tutto ciò è
ufficiale. Le ultime voci, inoltre vorrebbero che l’attore
Michael Fassbender in trattative
per la parte del protagonista, ma anche queste non ancora
confermate. Non ci resta che aspettare ulteriori conferme.
Una notizia che probabilmente
susciterà non poche polemiche, soprattutto da parte di coloro che
non amano questo particolare tipo di tecnologia. La
Paramount ha deciso, e di conseguenza annunciato,
che Noah, il nuovo kolossal di Darren
Aronofsky, sarà convertito in 3D. La
grande major, infatti, investirà 10 milioni di dollari nella
post-produzione in 3D del film, che sarà così distribuito in questo
formato in 65 mercati internazionali. Ad ogni modo, in America, in
Inghilterra, in Australia e in Francia sarà disponibile solo in
2D.
In Noahsarà raccontata
l’impresa di Noé (Russel Crowe) figura biblica
chiamata dal Signore a costruire un Arca all’interno della quale
gli sarà concesso di salvare da un’alluvione purificatrice, che
sterminerà l’umanità, la propria famiglia ed una coppia per
ogni animale al fine di ripopolare la terra.
Oltre a Russel
Crowe il cast prevede star internazionali di primo
livello quali: Anthony Hopkins, Emma
Watson, Jennifer
Connelly, Logan
Lerman e Ray Winstone. Il film
è previsto nelle sale americane il 28 marzo 2014.
Noah
di Darren Aronofsky arriverà in Italia il
prossimo 10 aprile 2014. La storia riprende la storia Noè, il
patriarca biblico, il più importante dopo Adamo e prima di
Abramo. Secondo la narrazione biblica è il costruttore
dell’Arca di Noè grazie a cui l’Umanità continuò la propria
esistenza sulla Terra; sull’Arca furono ospitate 7 coppie degli
animali puri ed una coppia di tutti gli altri animali (secondo
Genesi 6,19; secondo Genesi 7,2).
Arriverà al cinema giovedì prossimo
l’atteso kolossal biblico Noah
diretto daDarren
Aronofsky che vede protagonistaRussell Crowe nei panni di Noè,
costruttore dell’Arca e prescelto da Dio, e ancora una volta a
comporre le musiche per il regista di Requiem for a
Dream c’è il musicista, cantante e
chitarrista Clint Mansell,
leaderdella band britannica “Pop Will Eat
Itself£ scioltasi nel 1996. Mansell per Aronofsky musica
anche The Fountain –
L’albero della vita, The Wrestler e Il cigno nero.
Clint
Mansell ha composto anche la colonna sonora di Moon
di Duncan Jones.
Noah
di Darren Aronofsky arriverà in Italia il
prossimo 10 aprile 2014. La storia riprende la storia Noè, il
patriarca biblico, il più importante dopo Adamo e prima di
Abramo. Secondo la narrazione biblica è il costruttore
dell’Arca di Noè grazie a cui l’Umanità continuò la propria
esistenza sulla Terra; sull’Arca furono ospitate 7 coppie degli
animali puri ed una coppia di tutti gli altri animali (secondo
Genesi 6,19; secondo Genesi 7,2).
Ecco due magnifici character poster per i protagonisti
principali di Noah, film a tema biblico diretto da
Darren Aronofsky e interpretato da
Russell Crowe e Jennifer
Connelly.
Noah
di Darren Aronofsky arriverà in Italia il
prossimo 10 aprile 2014. La storia riprende la storia Noè, il
patriarca biblico, il più importante dopo Adamo e prima di
Abramo. Secondo la narrazione biblica è il costruttore
dell’Arca di Noè grazie a cui l’Umanità continuò la propria
esistenza sulla Terra; sull’Arca furono ospitate 7 coppie degli
animali puri ed una coppia di tutti gli altri animali (secondo
Genesi 6,19; secondo Genesi 7,2).
Celebre per aver preso parte ad
alcune popolari commedie sentimentali, l’attore Noah
Centineo ha potuto affermarsi in breve tempo grazie ai
suoi ruoli cinematografici e televisivi. Con un ampio seguito di
fan, l’attore vive infatti da un paio d’anni un periodo d’oro, che
lo ha visto particolarmente richiesto in progetti spesso differenti
gli uni dagli altri. Ecco 10 cose che non sai di Noah
Centineo.
Parte delle cose che non sai sull’attore
Noah Centineo: i suoi film e le
serie TV
10. Ha recitato in popolari
film adolescenziali. Dopo aver recitato in piccoli ruoli
in film come The Gold Retrievers (2009), Another
Assembly (2014) e Can’t Take It Back (2017), l’attore
diventa noto grazie al suo ruolo nel film Sierra Burges è una
sfigata (2018), e acquista ulteriore popolarità con il ruolo
di Peter in Tutte le volte che ho scritto ti amo (2018).
Nel 2019 vive un anno particolarmente prolifico, recitando nei film
The Perfect Date, The Diary e Charlie’s Angels,
dove recita accanto all’attrice Kristen
Stewart. Nel 2020 riprende il ruolo che l’ha reso
celebre nel sequel P.S. Ti amo ancora.
L’attore vestirà poi i panni del celebre He-Man nell’atteso film
Masters of the Universe.
9. È noto per alcune
produzioni televisive. Nel corso della sua carriera
l’attore si è reso celebre anche per la partecipazione ad alcune
serie TV di successo. Tra queste si annoverano Austin &
Ally (2011-2012), #TheAssignment (2013) e The
Fosters (2015-2017), dove ha un ruolo da protagonista
interpretando Jesus Adams Foster. Un altro ruolo importante è anche
quello nella serie T@gged (2017), con il personaggio di
Hawk. Centineo recita poi anche nel film televisivo Come creare
il ragazzo perfetto (2014).
8. Ha partecipato alla
produzione di una serie TV. Tra i ruoli più importanti
fino ad ora nella carriera di Centineo vi è quello nella serie
#TheAssignment. Legato al progetto, l’attore ha
contribuito alla scrittura degli episodi in cui ha recitato,
Stepmom e Babysitter, e ha inoltre svolto il
ruolo di produttore per venti episodi della serie.
Noah Centineo è su Instagram
7. Ha un account
personale. L’attore è presente sul social network
Instagram con un proprio profilo, seguito da 17,6 milioni di
persone. All’interno di questo l’attore è solito condividere
numerosi scatti tratte dalle premiere a cui ha preso parte, come
anche immagini e video promozionali dei suoi progetti. Non mancano
tuttavia anche foto scattate in momenti di svago, in compagnia di
amici o della sua fidanzata.
Noah Centineo e Alexis Ren
6. Ha una relazione con una
nota modella. Dopo diverse voci su una loro presunta
relazione, l’attore ha confermato di essere fidanzato con la
modella Alexis Ren. Classe 1996, la Ren ha
esordito nel mondo della moda all’età di 13, acquistando nel tempo
grandissima popolarità sui social media e arrivando ad essere
inclusa nell’elenco delle donne più sexy del mondo nel 2019. Sui
rispettivi social network i due sono soliti condividere foto o
video dei loro momenti insieme.
Parte delle cose che non sai sull’attore
Noah Centineo in Austin & Ally
5. È stato il suo debutto
televisivo. Nel 2011 l’attore partecipa nel ruolo di
Dallas alla serie di Disney Channel Austin & Ally,
incentrata su due ragazzi caratterialmente opposti che, con la
passione per la musica, diventeranno particolarmente popolari
vincendo le loro paure. Centineo ha in particolare recitato negli
episodi Secrets & Songbooks, Club Owners & Quinceaneras e
World Records & Work Wreckers.
Noah Centineo in Tutte le volte che
ho scritto ti amo
4. Ci ha messo un po’ per
stringere amicizia con la protagonista. Nel film
distribuito da NetflixTutte le volte che ho scritto ti
amo, l’attore recita insieme all’attrice Lana
Condor. Durante un’intervista, Centineo ha raccontato che
durante i primi giorni sul set i due non avevano ancora stretto un
legame. L’attore cercò di farsi intraprendente chiedendo alla
co-protagonista di ripassare insieme le battute, ma lei declinò
gentilmente l’invito. In seguito sono tuttavia diventati migliori
amici.
3. Ha annunciato il sequel
con un post su Instagram. Tramite il proprio profilo
Instagram l’attore ha comunicato ai fan che Netflix aveva deciso di
dare un sequel al fortunato film. In P.s. Ti amo
ancora, in arrivo il 12 febbraio 2020 sulla piattaforma
streaming, sarà possibile scoprire quali evoluzioni ha assunto la
storia d’amore tra Lara Jena e Peter, i due protagonisti.
Noah Centineo in Swiped
2. È il protagonista del
film. Tra gli altri lungometraggi interpretati dall’attore
nell’ultimo periodo vi è Swiped, che ruota intorno al
personaggio di Lance Black, interpretato da Centineo, il quale
decide di realizzare un’app di incontri che possa aiutarlo a
portare il proprio successo con le donne ad un altro livello.
Noah Centineo: età e altezza
1. Noah Centineo è nato a
Miami, in Florida, Stati Uniti, il 9 maggio 1996. L’attore
è alto complessivamente 185 centimetri.
Lionsgate ha anche acquisito i
diritti per sviluppare e produrre “tutte le opere derivate,
comprese le future produzioni cinematografiche e televisive”,
del franchise di The Expendables. Il regista
di Sisu, Jalmari Helander,
dirigerà John Rambo da una sceneggiatura del duo
di sceneggiatori Rory Haines e Sohrab
Noshirvani. I dettagli specifici della trama sono ancora
segreti, ma, come prevedibile, il film “racconterà la storia
delle origini di un giovane John Rambo durante la guerra del
Vietnam”.
L’originale First
Blood seguiva un tormentato veterano del Vietnam
(Sylvester
Stallone) che viene preso di mira da uno sceriffo
corrotto quando arriva in una piccola città per vedere un vecchio
amico. Stallone, che ha interpretato John Rambo in
tutti e cinque i film precedenti, si dice sia a conoscenza del
prequel e del coinvolgimento di Centineo, ma al momento non è
coinvolto nel film.
Il presidente di Millennium Media,
Jonathan Yunger, ha dichiarato quanto segue in occasione
dell’annuncio del progetto: “Siamo entusiasti di inaugurare un
nuovo capitolo della saga di Rambo. Questo progetto è un omaggio a
uno dei migliori franchise della storia del cinema, che piacerà sia
ai fan di lunga data che a un nuovo pubblico”.
Ha aggiunto: “Con Jalmari
Helander al timone, un regista dalla visione e dall’energia
eccezionali, abbiamo trovato il regista perfetto per offrire
un’esperienza ricca di azione e di concept”.
Helander ha dichiarato: “Sono
il più grande fan di Rambo da quando avevo 11 anni. È così surreale
trovarmi in una situazione in cui posso davvero realizzare il mio
film di Rambo. La catena di eventi che mi ha portato fin qui dà, in
modo fantastico, un senso a tutta la mia infanzia. Non vedo l’ora
di riportare il più grande eroe d’azione sul grande schermo, dove
merita di essere.”
La trama di Rambo
Il veterano del Vietnam e vagabondo
John J. Rambo (Sylvester
Stallone) vaga in una piccola città dello stato di
Washington in cerca di un vecchio amico, ma incontra intolleranza e
brutalità da parte dello sceriffo locale, Will Teasle (Brian
Dennehy). Quando Teasle e i suoi vice trattengono e radono Rambo,
quest’ultimo rivive i suoi tempi da prigioniero di guerra e scatena
la sua furia sugli ufficiali. Sfugge per un pelo alla caccia
all’uomo, ma ci vorrà il suo ex comandante (Richard Crenna) per
salvare i cacciatori dalle prede.
Noah Centineo, interprete di Atom Smasher in
Black
Adam, sembra aver accettato il fatto che non tornerà a
interpretare il personaggio DC Comics al cinema. Il tentativo di
Dwayne
Johnson di prendere in carico il DC
Extended Universe è fallito, e ormai è chiaro che alcune delle
decisioni di cui si era fatto carico, incluso il ritorno di
Henry Cavill nei panni di
Superman, abbiano
facilitato la sua archiviazione del franchise.
Mentre il wrestler diventato attore
sembrava lasciare la porta aperta a un eventuale ritorno nei panni
di Teth-Adam, è diventato evidente che i piani ambiziosi per sequel
e spin-off ora non troveranno seguito. Tuttavia, sembra che
Noah Centineo abbia capito che il suo
tempo alla DC Films è finito. Durante una recente intervista con
The Hollywood Reporter, l’attore
ha riflettuto sul fatto di far parte dell’adattamento della DC
Comics, ma non sembra eccessivamente ottimista sul suo
prosieguo.
“Ci siamo divertiti così tanto a
girare quel film. Non credo di essermi mai goduto quattro mesi di
riprese come durante le riprese di quel film”, ricorda
Centineo. “Eravamo così tanti, e ci siamo semplicemente
mescolati insieme, e tutti erano così disposti a fare amicizia l’un
l’altro, e siamo diventati davvero una famiglia, e questo include
anche Dwayne [Johnson].” “Ha dato il tono, non solo al
cast, ma a tutte le persone coinvolte. Andavamo costantemente a
cena e passavamo del tempo insieme, e lo porterò con me per il
resto della mia vita, per non parlare delle lezioni imparate a
lavorare con attori così iconici, profondamente esperti e
talentuosi, il nostro direttore della fotografia Lawrence Sher, il
nostro regista [Jaume Collet-Serra], porterò sempre con me
quell’esperienza”.
Alla domanda se fosse “depresso” nel
sentire che il tempo di Henry Cavill come Superman
è finito, Centineo ha schivato la domanda e ha condiviso la sua
eccitazione per ciò che i DC Studios hanno pianificato. Tuttavia,
l’attore non esprime davvero alcuna aspettativa per farne parte e
chiaramente non è stato contattato per interpretare Atom Smasher
nel nuovo DCU.
“Onestamente non posso nemmeno
parlare di nulla di tutto ciò. Non so davvero quale sia il loro
piano e sono entusiasta di vedere cosa hanno pensato di fare con
quello che alla DC ha funzionato”, ha detto. “Per quanto
mi riguarda, sono davvero entusiasta di vedere la visione di Peter
Safran e James
Gunn per la DC, quei ragazzi sanno cosa stanno facendo. Quindi,
gli daremo fiducia. Sono entusiasta.”
Da quello che Noah Centineo dice, sembra chiaro che il
giovane interprete abbia accettato la scarsa risposta di pubblico e
critica riservata a Black Adam, e che alla luce di questo sia
pacifico che non verrà ulteriormente coinvolto nel futuro della DC
Films.
L’attore Noah
Beck, noto al grande pubblico per la sua
interpretazione nella popolare
saga romantica The Bad Boy and Me, si unisce
alla nuova serie TV Baywatch
prodotta da Fox e
Fremantle.
Beck interpreterà Luke, un giovane bagnino al suo primo anno, il più
giovane di una famiglia di pompieri che ha scelto la spiaggia
anziché la caserma.
Luke è il classico ragazzo affascinante della California del Sud:
surfista, flirt e sempre pronto a divertirsi, ma quando serve, è
tra i migliori a salvare vite. La sua crescita personale sarà al
centro della serie, soprattutto attraverso il rapporto con
Stephen Amell, che
interpreterà Hobie Buchannon, personaggio principale della serie e
mentore quasi paterno di Luke.
Oltre a Beck, il cast della nuova serie comprende Jessica
Belkin come Charlie Vale,
Hassie
Harrison come Nat, Thaddeus
LaGrone come Brad, Brooks Nader
come Selene, e David
Chokachi, che riprende il ruolo di Cody
Madison dalla serie originale.
Il reboot debutterà su Fox nella
stagione 2026–2027, con le riprese che inizieranno
questa primavera a Los Angeles. La serie seguirà Hobie, cresciuto
un po’ ribelle, diventato capitano dei Baywatch, e la sua vita
cambierà quando sua figlia Charlie arriverà pronta a proseguire
l’eredità della famiglia Buchannon.
L’originale Baywatch debuttò nel 1989 e, durante le sue 11
stagioni, divenne lo show più visto al mondo, trasmesso in oltre
200 paesi e raggiungendo oltre un miliardo di spettatori
settimanali. La serie lanciò le carriere di David
Hasselhoff, Pamela Anderson, Carmen
Electra, Jason Momoa e Yasmine
Bleeth.
Grazie al successo dei film The Bad Boy and Me,
Beck ha conquistato milioni di follower sui social, portando una
solida fanbase al reboot di Baywatch. La
sua energia e popolarità promettono di dare nuova linfa al
franchise, attirando un pubblico giovane e internazionale.
Noah
Baumbach torna a lavoro e chiama a raccolta un bel poker
d’assi. Adam Sandler, Ben
Stiller, Dustin Hoffman e Emma Thompson sono infatti i quattro
attori che il regista di Mistress America
ha voluto intorno a sè per il suo nuovo progetto che non ha ancora
un titolo ufficiale.
La storia ruota
intorno a una famiglia che si riunisce dopo una lunga separazione
in occasione di una mostra, retrospettiva dedicata a Harold, il
padre artista interpretato forse da Dustin
Hoffman. Emma Thompson, invece, sarà la moglie,
un personaggio che sarà “una spaventosa alcolista
passivo-aggressiva”, per stessa dichiarazione dell’attrice.
Ben
Stiller torna a lavorare con Baumbach dopo
Greenberg e While We’re
Young, mentre Adam Sandler si dedica nuovamente al
genere leggero indie dopo la fortunata incursione nel 2002 con
Ubriaco d’Amore di P.T.
Anderson. I due attori potrebbe interpretare i figli della
coppia.
Mentre qualcuno dice che il titolo
del film potrebbe essere Yen Din Ka Kissa
(tradotto dall’Hindi come “La storia del giorno”) altri parlano di
The Meyerowitz Stories.
Mentre sulla Croisette impazza
l’estate, con temperature agostane, gente in spiaggia e milionari
impegnati a fare tapis roulant sugli yacht, Noah
Baumbach ha portato la sua personalissima idea di famiglia
allargata americana. Parliamo ovviamente del suo nuovo film
The Meyerowitz Stories, presentato alla
stampa del Festival di Cannes 70 proprio
questa mattina. Ovviamente sulla costa azzurra non è arrivato
soltanto il regista, anche tutto il suo eccezionale cast, che
meriterebbe un premio corale per la grandissima prova: parliamo di
Ben
Stiller, Adam Sandler, Emma Thompson, ma soprattutto il
“capofamiglia” Dustin Hoffman.
Il film, oltre alla sua feroce
critica sulla famiglia americana dei nostri tempi, porta al
Festival anche una polemica corposa, che va avanti da più di una
settimana. L’opera infatti è la seconda in concorso prodotta da
Netflix, società di streaming online che non ha
nessuna intenzione di portare i suoi film su grande schermo. Questo
ha fatto si che la direzione del festival cinematografico più
importante del mondo arrivasse a prendere la decisione di non
accettare prodotti simili a partire dal 2018. Nonostante questo
grande caos, alimentato da Okja qualche
giorno fa, Baumbach si è detto assolutamente tranquillo: “Abbiamo
realizzato il film pensando sempre costantemente alla sala
cinematografica, non abbiamo pensato neppure mai un secondo che
sarebbe passato in televisione, attraverso internet.
Il grande schermo resterà sempre
un’esperienza ineguagliabile.” Sarà anche tranquillo rispetto alle
nuove meccaniche produttive, c’è però un altro scoglio da superare:
il presidente di giuria Pedro Almodovar ha detto
in modo provocatorio, al debutto del festival, che nessun film
creato per la TV vincerà mai la Palma D’Oro. Un’affermazione che ha
colpito in molti per la sua fermezza e violenza, The
Meyerowitz Stories ha dunque davvero poche chance di
portare a casa qualche premio. “Non fa niente, lo ha detto anche ai
tempi di Happy Gilmore” ha scherzato Ben Stiller. Polemiche a
parte, il regista ha davvero ringraziato Netflix per aver comprato
il film ben prima di Cannes: “Ci hanno dato un supporto enorme,
siamo tutti riconoscenti. Chiunque possa aiutare il cinema va
sostenuto, non ostacolato”.
Dopo le polemiche con
Variety, la Paramount si trova a dover fare i conti con un
ostracismo nascosto dietro ogni angolo che colpisce prontamente la
sua ultima colossale pellicola, Noah,
diretta dal regista de Il Cigno Nero,
Daren Aronofsky. Il film è stato bandito in Qatar,
Bahrain e negli Emirati Arabi, perchè “contraddice gli
insegnamenti dell’Islam”. L’egiziano Al-Azhar, massimo
esponente della corrente sunnita, ha sottolineato che nel film
“la rappresentazione di Messaggeri e Profeti di Dio non può
essere accettata”.
Intanto però il film si appresta a
fare il suo debutto alla premiere mondiale a Citta del Messico.
Come sarà accolto il film?
Di seguito vi proponiamo un nuovo
motion poster dal titolo “crescita”.
Noah
di Darren Aronofsky arriverà in Italia il
prossimo 10 aprile 2014. La storia riprende la storia Noè, il
patriarca biblico, il più importante dopo Adamo e prima di
Abramo. Secondo la narrazione biblica è il costruttore
dell’Arca di Noè grazie a cui l’Umanità continuò la propria
esistenza sulla Terra; sull’Arca furono ospitate 7 coppie degli
animali puri ed una coppia di tutti gli altri animali (secondo
Genesi 6,19; secondo Genesi 7,2).
Un film di animazione si affaccia
timidamente nel concorso della 76° Mostra Internazionale d’Arte
Cinematografica di Venezia, rappresentando un evento veramente
raro. Si tratta di No.7 Cherry Lane (Ji yuan tai qi
hao) di Yofan, un’opera dal forte impatto
visivo, che narra una storia personale realmente vissuta, seppure
raccontata con visionarietà.
Siamo a Hong Kong negli anni
sessanta, dove il giovane e aitante Ziming è uno studente
universitario, colto, appassionato di letteratura e sportivo. In
quegli anni c’è un gran fermento sociale e culturale che influisce
sullo stile di vita e porterà alle rivolte politiche e agli
accadimenti turbolenti del 1967. Il ragazzo intraprende una
relazione con la signora Yu, una donna trasferitasi da Taiwan
durante i difficili anni del Terrore Bianco e che ora vive
a Hong Kong come esule. Ma Ziming è attratto anche dalla giovane e
bellissima Meiling, la figlia di Yu. Sarà l’inizio di un mènage à
trois, tra film, libri, sogni e focosi incontri.
Il regista di No.7 Cherry
Lane ha realizzato un film complesso ed elegante che
racconta sé stesso in maniera molto intima e lo fa in maniera
inconsueta, scegliendo come mezzo espressivo l’animazione. Dice:
“Si tratta della storia di un amore disperato, farcito di
ingredienti contraddittori: dentro e fuori, alti e bassi, vizio e
virtù, guerra e pace, la bella e la bestia, est e ovest, eterodosso
e classico, spirituale e fisico… il tutto mescolato a migliaia di
immagini realizzate a mano che costellano l’intera
pellicola.”
Yofan dichiara che
questo film sia il suo primo tentativo nell’ambito dell’animazione,
ma si fa fatica a credergli, visto il risultato finale di rara
bellezza, di un’eleganza visiva e narrativa difficilmente
raggiungibile senza una maturità poetica e tecnica. I colori sono
splendidi, le texture e i tratti di pastello restituiscono
moltiplicate le emozioni di trovarsi a Hong Kong in quegli anni,
con aerei mastodontici che passano a pochi metri sopra i palazzi
oscurando il sole, il cotone che fluttua sulla città come tiepida
neve, la folta vegetazione che sembra voler inghiottire le
architetture affastellate e avvinghiate con cavi e antenne. E poi
le scene sono disseminate di presenze, animaletti, bimbi, piccoli
elementi che contribuiscono a orchestrare una sinfonia vivace e
ipnotizzante. Yofan aggiunge, a proposito della
scelta dell’animazione “È solo attraverso questa forma d’arte
che posso trasmettere il mio sentimento di ‘desolazione nello
splendore’. È la mia lettera d’amore dedicata a Hong Kong e al
cinema. Una storia che parla di ieri, oggi e domani. E soprattutto,
è un film che parla di liberazione.”
No.7 Cherry Lane è
un delicato libro illustrato che si sfoglia davanti agli occhi
dello spettatore, cullandolo con musica e suoni che lo trasportano
in un sogno ad occhi spalancati. Il ritmo è lentissimo, quasi
esasperante, ma il punto di partenza è Alla ricerca del
tempo perduto di Proust. Questo lo
legittima e impone di abbandonarsi.
No Way Up – Senza via di
uscita è un film horror-survival che vede i protagonisti
finire in fondo a un oceano infestato dagli squali (per altri film
sugli squali, leggi anche Paradise Beach – Dentro l’incubo: la storia vera
dietro il film e Lo squalo: la spiegazione del finale del film di
Steven Spielberg). Un aereo diretto a Cabo ospita una varietà
di passeggeri, tra cui Ava, i suoi amici e una
coppia di anziani nonni con la loro giovane nipotina,
Rosa. Tuttavia, l’emozionante viaggio prende
presto una brutta piega quando un incidente in volo fa precipitare
il velivolo direttamente nell’Oceano Pacifico.
Di conseguenza, Ava e i pochi
sopravvissuti che in qualche modo sono riusciti a resistere ai
danni dell’incidente si ritrovano in una lotta per la sopravvivenza
inimmaginabile. Il tutto mentre squali assassini iniziano a
circondare il loro aereo che sta affondando. L’interpretazione
unica del regista di Claudio Fäh di una
storia di squali traccia un percorso avvincente, inedito, mentre la
narrazione mette i personaggi in un angolo senza via d’uscita.
Tuttavia, Ava e i suoi compagni sopravvissuti si rifiutano di
arrendersi alla morte e lottano per raggiungere la superficie
dell’acqua fino all’ultimo respiro.
La trama di No Way Up –
Senza via di uscita
Ava e suo padre, il governatore
locale, hanno un debole per le misure di sicurezza eccessive. Per
lo stesso motivo, quando la studentessa universitaria si presenta
all’aeroporto per imbarcarsi in una divertente vacanza con il suo
ragazzo, Jed, e il suo amico,
Kyle, la sua ex guardia del corpo dei Navy SEAL,
Brandon, la accompagna. Tuttavia, anche Brandon si
rende conto dell’assurdità della situazione. Alla fine accetta,
quando capisce che Ava, che è sempre stata nervosa dopo la morte
prematura della madre, causata da un incidente che si sarebbe
potuto evitare, vuole davvero che lui sia lì.
Sophie McIntosh e Jeremias Amoore in No Way Up – Senza via di
uscita
Nel frattempo, una famiglia composta
da due nonni e dalla piccola Rosa, di 10 anni, si prepara per la
propria vacanza a Cabo. All’inizio, tutto procede senza intoppi
mentre l’aereo decolla. Tuttavia, Ava non riesce a non rimanere
nervosa, incapace di scrollarsi di dosso una brutta sensazione. Col
tempo, la sua premonizione si avvera quando un uccello vola
accidentalmente in uno dei motori dell’aereo. Inizialmente, il
personale di bordo cerca di placare le preoccupazioni dei
passeggeri, insistendo che tutto è sotto controllo. Tuttavia, le
cose prendono presto una piega drammatica.
Il motore prende fuoco, creando un
buco nella fiancata dell’aereo. Molti dei passeggeri che non
vengono risucchiati fuori da esso muoiono a causa delle schegge.
Altri annegano quando l’aereo precipita nell’Oceano Pacifico.
Tuttavia, Ava e i suoi amici, seduti nella parte posteriore
dell’aereo, sopravvivono all’incidente. Fortunatamente, anche
Brandon sopravvive e riesce a trascinare fuori alcuni altri
sopravvissuti: Rosa e sua nonna. Anche uno degli assistenti di
volo, Danilo, sopravvive allo schianto. Il gruppo
si stringe nella parte posteriore dell’aereo, dove si è formata una
sacca d’aria sufficiente a garantire un’ora o due di aria
respirabile.
In questo momento di grave crisi,
Brandon prende il comando e decide di aspettare i soccorsi.
Tuttavia, mentre cerca di procurarsi una bombola di ossigeno per
garantire che non finiscano l’aria, incontra il più grande ostacolo
alla loro sopravvivenza: gli squali. Di conseguenza, mentre Brandon
riesce a guadagnare un po’ di tempo per Ava e gli altri grazie alla
bombola di ossigeno, alla fine diventa cibo per i pesci. Nel
frattempo, una squadra di soccorso sorvola la zona con un
elicottero. Tuttavia, i sopravvissuti si trovano in una situazione
ancora più critica quando l’aereo scivola dalle rocce, affondando
sempre più nell’oceano.
Ava e gli altri capiscono quindi che
devono trovare rapidamente una soluzione proattiva. Per un attimo,
le loro speranze si accendono quando vedono i sommozzatori di
soccorso trovare il relitto. Tuttavia, il loro sollievo è di breve
durata, poiché gli squali divorano i sommozzatori. In seguito, Ava
e Jed tentano di ritirare le bombole di ossigeno dei sommozzatori
più vicini. Tuttavia, l’incontro di Jed con lo squalo gli provoca
una ferita quasi mortale che lo uccide poco dopo.
Grace Nettle e Sophie McIntosh in No Way Up – Senza via di
uscita
Cosa accade nel finale del
film
Nonostante la situazione impossibile
in cui si trovano Ava e gli altri sopravvissuti, poiché il loro
piano dipende da una roccia oceanica, rimane la speranza di
riuscire a fuggire. Grazie all’atteggiamento positivo di Brandon e
alla ricerca incessante dei pirati che il padre di Ava mette in
atto per trovarla, le possibilità che il gruppo resista abbastanza
a lungo da essere trovato rimangono alte. Tuttavia, un’altra
aggiunta alla loro situazione difficile, ovvero la presenza degli
squali, sembra segnare il loro destino. Mentre si trovano
sott’acqua, il gruppo deve trovare il modo di garantire che i
livelli di ossigeno durino abbastanza a lungo.
Tuttavia, questo significa che
devono uscire dalla loro sacca d’aria e dirigersi verso il foro
nell’aereo, dove il subacqueo ha trovato la morte. Ciò solleva il
problema degli squali che aspettano con il fiato sospeso per fare
di Ava e degli altri la loro preda. Fortunatamente, nella stiva
dell’aereo ci sono alcune attrezzature subacquee a cui Danilo può
accedere. Così, Ava, Kyle, Danilo e Rosa indossano le mute per
proteggersi dal freddo dell’oceano. Da parte sua, Nana rinuncia
all’attrezzatura per garantire la sicurezza della nipote. In
seguito, il gruppo si prepara a nuotare verso il foro sul lato
dell’aereo.
Hanno intenzione di prendere le
bombole di ossigeno dei subacquei e usarle mentre nuotano verso la
superficie. Quando il soffitto dell’aereo inizia a cedere alla
pressione dell’acqua dell’oceano e la loro precaria presa sulla
roccia scivola ulteriormente, diventa evidente che devono evacuare
immediatamente l’aereo. Nana, che ha sempre saputo che non sarebbe
riuscita a cavarsela senza attrezzatura nonostante le sue abilità
di nuotatrice, accetta il suo destino. Crede che uscire con il
gruppo li rallenterà solo perché cercheranno di dare la priorità
alla sua sicurezza. Tuttavia, alla donna importa solo della
sopravvivenza di sua nipote.
D’altra parte, Kyle rimane
mortalmente spaventato dal piano a causa di un traumatico incidente
infantile in cui è quasi annegato. Per lo stesso motivo, mentre Ava
e gli altri lasciano la sacca d’aria, Kyle finisce per tornare
indietro a causa della sua paura, il che alla fine lo rende un
facile bersaglio per gli squali. Alla fine, Danilo e Rosa riescono
a sopravvivere e a fuggire dall’aereo con la bombola da sub,
nuotando fino alla fonte. Tuttavia, uno squalo nuota vicino
all’apertura prima che Ava riesca a fuggire.
Phyllis Logan, Will Attenborough, Sophie McIntosh, Manuel Pacific,
Grace Nettle e Jeremias Amoore in No Way Up – Senza via di
uscita
Chi sopravvive alla fine del film?
Dopo la morte di Brandon, Ava
finisce per diventare la leader de facto del piccolo gruppo di
sopravvissuti. Anche se in passato è stata frenata dalla paura, è
in grado di pensare con lucidità e prendere decisioni
indipendentemente da quanto le cose possano sembrare impossibili.
Il suo ottimismo rimane la sua arma più potente. Tuttavia, alla
fine, finisce per affrontare il suo destino da sola. Mentre lo
squalo le impedisce di fuggire dallo scafo dell’aereo, Ava deve
mantenere la calma e il sangue freddo per assicurarsi che il
predatore non la noti.
In seguito, si rende conto che non
può fuggire dal lato della nave, poiché l’imbarcazione sta
scivolando sempre più sott’acqua. Di conseguenza, Ava non ha altra
scelta che nuotare fino alla parte anteriore dell’aereo e fuggire
da lì. Mentre l’aereo si ribalta dalla roccia e si tuffa in acqua,
deve nuotare contro la pressione crescente per evitare di
soccombere alla profondità dell’oceano. A differenza di Danilo e
Rosa, non ha nemmeno una bombola di ossigeno. Di conseguenza, anche
dopo essere fuggita dall’aereo, le sue possibilità di sopravvivenza
sembrano scarse.
Alla fine, la mancanza di ossigeno
ha la meglio sul suo corpo e lei è costretta ad arrendersi e
smettere di lottare per la vita. Questo aiuta il suo corpo a
galleggiare in superficie, grazie al giubbotto di salvataggio che
indossa. Così, il suo corpo galleggia fino alla superficie
dell’oceano, permettendo alla squadra di soccorso di individuarla e
tirarla fuori dall’acqua. Alla fine della storia, Ava, Danilo e
Rosa, gli unici sopravvissuti rimasti, vengono riportati in salvo
su un elicottero. Prima di essere salvata, Ava ha visto il peluche
di Rosa, Mr. Tibbs, nell’acqua e glielo ha riportato.
Prima di salire sull’aereo, Rosa
aveva perso il suo orsacchiotto, cosa che l’aveva fatta arrabbiare.
Mr. Tibbs è una fonte di conforto e sicurezza per la bambina, che
le permette di rimanere calma anche nelle situazioni più avverse.
All’aeroporto, Ava aveva trovato Mr. Tibbs per Rosa, conquistando
la fiducia della bambina. Tuttavia, quando Ava riporta Mr. Tibbs a
Rosa, la bambina decide di lasciarlo andare. Il signor Tibbs è
stato incredibilmente importante per la bambina, fungendo da sua
copertina di sicurezza.
Tuttavia, dopo essere sopravvissuta
a un’esperienza così traumatica, Rosa è cambiata profondamente. Per
lo stesso motivo, si rende conto che i suoi nonni, che hanno
trovato la morte nell’oceano, potrebbero aver bisogno della
protezione del signor Tibbs più di lei. Così, getta il peluche
nell’oceano, simboleggiando la crescita del suo carattere e la
conclusione della sua storia. Un finale “positivo”, ma che lascia
decisamente l’amaro per tutte quelle situazioni viste nel film e
che sono finite in tragedia.
MGM,
Universal hanno comunicato che il nuovo film del
franchise di James
Bond, No Time
to Die è stata rinviata al 12 novembre 2020. Il
film verrà
rilasciato nel Regno Unito il 12 Novembre, 2020, seguiranno le
altre date internazionali tra cui il lancio USA il 25 novembre,
2020. In Italia il film uscirà il 12 Novembre 2020.
MGM, Universal e i
produttori di Bond, Michael G Wilson e Barbara
Broccoli, hanno annunciato oggi, dopo un’attenta
valutazione e attraverso l’analisi del mercato cinematografico
globale, che l’uscita di NO TIME TO
DIE sarà posticipata al Novembre 2020. Con ogni
probabilità la decisione è stata prese anche in considerazione del
fatto che l’emergenza del Coronavirus sta lentamente coinvolgendo
gran parte dell’Europa.
In NO TIME TO
DIE, Bond si gode una vita tranquilla in Giamaica dopo
essersi ritirato dal servizio attivo. Il suo quieto vivere viene
però bruscamente interrotto quando Felix Leiter, un vecchio amico
ed agente della CIA, ricompare chiedendogli aiuto. La missione per
liberare uno scienziato dai suoi sequestratori si rivela essere più
insidiosa del previsto, portando Bond sulle tracce di un misterioso
villain armato di una nuova e pericolosa tecnologia.
Il regista di No Time to Die,
Cary Joji Fukunaga, crede che il personaggio di Rami Malek sia probabilmente il più grande
cattivo della serie di film dedicati a James
Bond. Il 25esimo episodio della saga vedrà per l’ultima volta
Daniel Craig nei panni dell’immaginario
agente britannico dell’MI6, 007.
Anche se la trama del film è ancora
avvolta nel mistero, la sinossi ufficiale suggerisce che
No Time To Die sarà ambientato cinque
anni dopo l’arresto di Ernst Stavro Blofeld (Christoph Waltz), quando Bond ha lasciato
ufficiosamente il suo ruolo di agnete. Tuttavia, uno strano
rapimento da parte di un noto scienziato, Valdo Obruchev (David
Dencik), spinge Bond a tornare in azione. Mentre si prepara a
salvare Obruchev, Bond incontra un minaccioso cattivo (Malek), il
cui piano minaccia la vita di milioni di persone.
Come è stato confermato in
precedenza, Rami Malek– premio
Oscar per la sua interpretazione di Freddie Mercury in Bohemian
Rhapsody – reciterà in No Time to Die nei panni
del misterioso avversario di Bond e Swann (Léa
Seydoux), ossia Safin, che porta diverse e misteriose cicatrici
sul viso. Il Safin di Malek è un leader terrorista vendicativo ed
un ex assassino della SPECTRE, l’organizzazione criminale di
Blofeld che Bond ha aiutato a smantellare. Parlando di Safin, la
produttrice Barbara Broccoli lo ha definito un
“tipo davvero particolare”, qualcuno che “prova
davvero a mettersi nei panni di Bond”.Cary Joji
Fukunaga aveva invece messo in guardia i fan contro Safin,
suggerendo che sarà molto più terrificante di chiunque altro Bond
abbia mai incontrato.
Di recente, durante una
conversazione con
GQ Magazine, Fukunaga ha ribadito la sua posizione sul fatto
che il Safin di Malek sia il più grande cattivo di Bond di sempre.
Ha detto che Safin, lo sconvolgente cattivo di Bond interpretato da
Malek, è forse più simile ad un cattivo dei film horror
che ad un nemico dei film di spionaggio. Secondo Fukunaga, dopo la
performance di Christoph Waltz nei panni di Blofeld, non
poteva permettersi di avere un’antagonista mediocre all’interno
della storia.
“Una volta fatta la conoscenza
di Christoph Waltz/Blofeld, non puoi tornare indietro. Abbiamo
dovuto pensare in grande. È complicato perché non puoi rendere un
supercriminale un tipo stereotipato, ma devi creare qualcuno che
minacci non solo Bond e le persone che ama, ma il mondo in
generale.”
Cosa renderà così pericoloso Safin in No Time to Die?
In precedenza, lo stesso Malek aveva
rivelato che Safin, a differenza degli altri cattivi di Bond, era
motivato dalla convinzione di essere “un eroe quasi nello
stesso modo in cui lo è Bond” ed era proprio tale convinzione
a renderlo ancora più pericoloso. Attualmente, le teorie dei fan su
Safin non fanno che moltiplicarsi. Mentre alcuni credono che Safin
sia una versione aggiornata del Dr. Julius No (antagonista
principale di Agente 007 – Licenza di uccidere), altri
pensano che sia stato mandato per uccidere il personaggio di
Swann.
In No Time to Die, Bond si
gode una vita tranquilla in Giamaica dopo essersi ritirato dal
servizio attivo. Il suo quieto vivere viene però bruscamente
interrotto quando Felix Leiter, un vecchio amico ed agente della
CIA, ricompare chiedendogli aiuto. La missione per liberare uno
scienziato dai suoi sequestratori si rivela essere più insidiosa
del previsto, portando Bond sulle tracce di un misterioso villain
armato di una nuova e pericolosa tecnologia.
Nonostante sia stato posticipato al
prossimo novembre, grazie ai trailer e al materiale promozionale
sappiamo già diverse cose a proposito della trama di No Time
to Die, il nuovo attesissimo capitolo della saga di
007, che vedrà per l’ultima volta il ritorno di
Daniel Craig nei panni dell’amatissimo agente
segreto. Naturalmente, i più grandi colpi di scena che la storia ci
riserverà non sono ancora stati rivelati, e proprio nelle ultime
ore un interessante rumor a proposito del film si è fatto strada
tra le pagine del web…
ATTENZIONE: LA NOTIZIA CONTIENE
SPOILER!
Stando infatti a quanto rivelato dal
Guardian, nel venticinquesimo capitolo della saga, James
Bond scoprirà di avere… una figlia! Nel report della fonte si
legge che l’anno scorso, in Italia, sarebbe stata girata una scena
con protagonista una bambina di cinque anni di nome Mathilde, che
si rivelerà essere proprio la figlia dell’iconica spia.
Al momento non è chiaro se la
Madeleine Swann interpretata da Léa
Seydoux sia la madre della bambina o se la
maternità sia da attribuire a qualche vecchia fiamma di Bond.
Ciononostante, è probabile che sia proprio Swann la madre della
piccola, dal momento che No Time
to Die è ambientato cinque anni dopo gli eventi di
Spectre
e che nel film Bond deciderà di andare in pensione per cominciare
una nuova vita proprio con Madeleine.
Il modo in cui questo grande spoiler
influenzerà la trama principale è ovviamente un mistero. Se la cosa
dovesse essere davvero confermata, si tratterebbe di un espediente
che porterebbe all’interno della tipica struttura narrativa di un
film della saga di Bond una nuova dinamica, sicuramente
inesplorata.
In No Time To Die, Bond si
gode una vita tranquilla in Giamaica dopo essersi ritirato dal
servizio attivo. Il suo quieto vivere viene però bruscamente
interrotto quando Felix Leiter, un vecchio amico ed agente della
CIA, ricompare chiedendogli aiuto. La missione per liberare uno
scienziato dai suoi sequestratori si rivela essere più insidiosa
del previsto, portando Bond sulle tracce di un misterioso villain
armato di una nuova e pericolosa tecnologia.
Guarda il primo trailer italiano di
No Time to Die, il nuovo film di 007,
il 25esimo film del franchise sulla spia britannica, che avrà
ancora una volta il volto di Daniel Craig.
Vi ricordiamo che la produzione ha
assunto Phoebe Waller-Bridge per
“ravvivare” lo script di No Time to Die
sotto speciale richiesta di Craig, grande fan di
Fleabag e Killing Eve, le due serie prodotte e
scritte dall’attrice. Era dal 1963 (l’ultima fu Johanna Hardwood
con Dr. No e From Russia With Love) che la
casa di produzione non assumeva una donna per dare voce ai
personaggi del franchise, una scelta oggi più che mai
“rilevante”.
No time to Die, la sinossi
In No Time To Die, Bond si gode una
vita tranquilla in Giamaica dopo essersi ritirato dal servizio
attivo. Il suo quieto vivere viene però bruscamente interrotto
quando Felix Leiter, un vecchio amico ed agente della CIA,
ricompare chiedendogli aiuto. La missione per liberare uno
scienziato dai suoi sequestratori si rivela essere più insidiosa
del previsto, portando Bond sulle tracce di un misterioso villain
armato di una nuova e pericolosa tecnologia.
James
Bond tornerà in No Time to
Die, ma non sarà più 007. In una recente
intervistaLashana Lynch, che nel film
interpreta Nomi, un agente dell’MI6, ha confermato che sarà il suo
personaggio ad aver ereditato il mantello dell’agente segreto.
Inizialmente, nell’estate del 2019,
era stato riportato che Lynch avrebbe interpretato la prima 007
donna, ma all’epoca si trattava soltanto di una voce non di fatto
non è mai stata confermata. Anche i vari trailer di No Time to Die hanno giocato
molto circa l’ambiguità del personaggio, introducendo Nomi come
agente Doppio 0 in carica da due anni. Ora è stato confermato che
quando Bond tornerà all’MI6 scoprirà di essere stato
sostituito.
Nel 2018 è stato pubblicato “Forever
and a Day”, un romanzo prequel ufficiale di James Bond scritto da
Anthony Horowitz e contenente materiale inedito dell’autore
originale di Bond, Ian Fleming. Nel raccontare la
storia della prima missione di Bond come 007, “Forever and a Day”
ha confermato che gli agenti Doppio 0 vengono sostituiti dopo la
loro morte o dopo il loro pensionamento, e che lo stesso James Bond
non è stato il primo 007. In effetti, il romanzo inizia con le
parole “Allora, 007 è morto!”, mentre M guarda le foto del
predecessore di James Bond (che era stato ucciso sul posto di
lavoro) e si prepara ad inviare il suo sostituto. Nonostante la
mancanza di continuità, l’inclusione di altri agenti Doppio 0 nei
film ha indicato che sono stati sostituiti: uno 009 viene ucciso in
Octopussy, mentre un altro sfortunato 009 vede rubarsi la
macchina da Bond in Spectre.
Il nome in codice 007 è disponibile
per permettere a Nomi di subentrare, poiché James Bond si è
ritirato dal mondo dello spionaggio alla fine di Spectre.
Dopo che Ernst Stavro Blofeld e l’organizzazione criminale SPECTRE
sono stati resi la mano invisibile dietro tutti i precedenti
cattivi che il Bond di
Daniel Craig aveva affrontato, la super spia ha
scelto di lasciare in vita il villain, lasciare l’MI6 e vivere laa
sua storia d’amore con Madeleine Swann (anche se ha portato con sé
l’Aston Martin).
I trailer di No Time to Die hanno
rivelato che la felice vita di Bond con Madeleine sarà interrotta
da un violento attacco che lo farà diffidare di lei, lo riporterà
all’MI6 e lo costringerà a cercare l’aiuto di Blofeld contro un
nuovo pericoloso nemico chiamato Safin. Dovrà anche lavorare con il
nuovo 007, che nei trailer non sembra essere impressionato da Bond,
dicendogli: “Il mondo è andato avanti, Comandante Bond” e
avvertendolo di stare alla larga.
No Time to Die sarà
l’ultimo film di
Daniel Craig nel ruolo di James Bond, quindi sarà
interessante vedere cosa succederà al nome in codice 007 alla fine
del film. Avere un’agente donna di colore che erediti il mantello
di 007 è un espediente di sicuro interessante, ma resta da vedere
se Nomi rimarrà nel futuro della saga.
In No Time to Die, Bond si
gode una vita tranquilla in Giamaica dopo essersi ritirato dal
servizio attivo. Il suo quieto vivere viene però bruscamente
interrotto quando Felix Leiter, un vecchio amico ed agente della
CIA, ricompare chiedendogli aiuto. La missione per liberare uno
scienziato dai suoi sequestratori si rivela essere più insidiosa
del previsto, portando Bond sulle tracce di un misterioso villain
armato di una nuova e pericolosa tecnologia.
A partire dal prossimo aprile,
Daniel Craig tornerà per l’ultima volta
nei panni di 007 nell’attesissimo No Time to Die. L’ultimo numero di
Entertainment
Weekly interamente dedicato a Bond 25 ci
permette di dare un nuovo sguardo al film diretto da Cary
Joji Fukunaga e di scoprire nuovi dettagli.
La cover del nuovo speciale della
celebre rivista dedicata a No Time to Die
ci mostra, oltre a Craig, anche Rami
Malek, l’attore premio Oscar per Bohemian
Rhapsody che nel film avrà il ruolo del
misterioso nuovo villain Safin.
A proposito del suo ritorno nei
panni di Bond e della sfida che un ruolo di questo tipo comporta
(soprattutto dal punto di vista fisico), Daniel
Craig ha dichiarato alla rivista: “Quando ho finito
Spectre, avevo una gamba rotta. Così mi sono chiesto: ‘Ero
fisicamente in grado di fare un altro film? O volevo soltanto fare
un altro film?’. Perché sapete… chiamare tua moglie e dirle: ‘Mi
sono rotto una gamba’, non è così piacevole.”
Sempre alla celebre rivista, la
produttrice Barbara Broccoli ha parlato del
ritorno di Léa Seydoux nei panni di Madeleine
Swann: “Bond ha deciso di scappare via con lei e di provare ad
avere una vita normale. All’inizio del film vediamo Bond e
Madeleine insieme… partono per un viaggio romantico, ma poi lui
inizia a sospettare che lei lo stia tradendo”. E a tal
proposito, la Seydoux in persona ha aggiunto che la loro relazione
“cadrà a pezzi.”
Ancora poco sappiamo circa il
personaggio di Safin, ma la Broccoli lo ha descritto come un
“villain vecchio stampo”.Rami
Malek ha invece aggiunto: “L’unica cosa che posso
dire è che ci sono delle sfide davvero immense che ha dovuto
raccogliere e affrontare nel corso della sua vita.”
Nel film ci sarà anche
Lashana Lynch (Captain Marvel) che
interpreterà un’agente di nome Nomi, che secondo alcune
indiscrezioni dovrebbe raccogliere l’eredità di Bond e subentrare a
Craig come nuovo 007 (nonostante le recenti
smentite da parte dei produttori!). L’attrice ha descritto il
suo personaggio come “una donna feroce e supponente. Una grande
lavoratrice.”
Potete vedere le nuove immagini di
No Time to Die di seguito, che oltre a
mostrarci Craig, la Seydoux, Malek e il regista, ci permettono di
dare un nuovo sguardo anche a Jeffrey Wright (Felix Leiter),
Naomie Harris (Eve Moneypenny), Rory
Kinnear (Tanner) e Ben Whishaw (Q).
Il film, atteso nelle sale l’8
aprile 2020, vede nel cast Daniel
Craig (James
Bond), Ralph
Fiennes (M), NaomieHarris (Eve
Moneypenny), Ben
Whishaw (Q), Rory
Kinnear (Bill Tanner) e Jeffrey
Wright (Felix Leiter). Le new entry del cast sono
invece Rami
Malek, Billy Magnussen, Lashana
Lynch e Ana
de Armas.
Vi ricordiamo che la produzione ha
assunto Phoebe Waller-Bridge per
“ravvivare” lo script di Bond 25 sotto
speciale richiesta di Craig, grande fan
di Fleabag e Killing Eve, le due serie prodotte e
scritte dall’attrice. Era dal 1963 (l’ultima fu Johanna Hardwood
con Dr. No e From Russia With
Love) che la casa di produzione non assumeva una donna per
dare voce ai personaggi del franchise, una scelta oggi più che mai
“rilevante”.
In No Time To
Die, Bond si gode una vita tranquilla in Giamaica
dopo essersi ritirato dal servizio attivo. Il suo quieto vivere
viene però bruscamente interrotto quando Felix Leiter, un vecchio
amico ed agente della CIA, ricompare chiedendogli aiuto. La
missione per liberare uno scienziato dai suoi sequestratori si
rivela essere più insidiosa del previsto, portando Bond sulle
tracce di un misterioso villain armato di una nuova e pericolosa
tecnologia.
È stata diffusa una nuova brevissima
anteprima del primo trailer di No Time To Die, il nuovo
appuntamento con l’agente 007 (il venticinquesimo) che sarà
interpretato per l’ultima volta dal granitico Daniel Craig.
Dopo questo appuntamento, l’attore
britannico potrà finalmente mettere da parte la sua espressione
impassibile e dedicarsi a diversificare il suo curriculum, come ha
già dimostrato di saper fare in Cena con Delitto di Rian Johnson,
in cui interpreta un divertente investigatore privato dal fiuto
infallibile.
Di recente, Daniel Craig si è anche
esposto, in termini decisi, in favore di Phoebe Waller-Bridge, sceneggiatrice e
attrice inglese, che è stata assunta per rivisitare lo script del
film. Secondo un giornalista, infatti, Waller-Bridge era stata
assunta solo perché donna, ma Craig ha elegantemente mandato a quel
paese l’uomo, replicando che la sceneggiatrice è stata assunta
esclusivamente per la sua affilatissima penna.
Il film, atteso nelle sale l’8
aprile 2020, vede nel cast Daniel Craig (James
Bond),Ralph Fiennes(M),NaomieHarris(Eve Moneypenny),Ben Whishaw(Q),Rory Kinnear(Bill Tanner) eJeffrey Wright(Felix Leiter). Le new entry del cast sono
inveceRami
Malek,Billy Magnussen, Lashana
Lynch eAna
de Armas.
Vi ricordiamo che la produzione ha
assunto Phoebe Waller-Bridge per “ravvivare” lo
script di Bond 25
sotto speciale richiesta di Craig, grande fan di
Fleabag e Killing Eve, le due serie prodotte e
scritte dall’attrice. Era dal 1963 (l’ultima fu Johanna Hardwood
con Dr. No e From Russia With Love) che la
casa di produzione non assumeva una donna per dare voce ai
personaggi del franchise, una scelta oggi più che mai
“rilevante”.
Si è tenuta ieri la premiere
mondiale di No Time
to Die, l’ultimo capitolo della saga di Bond in cui
Daniel Craig interpreterà l’iconico agente
007. Dopo quasi due anni di attesa – il film è stato posticipato
numerose volte a causa della pandemia di Covid-19 -, No Time to
Die è finalmente pronto a fare il suo debutto nelle
sale a partire dal 30 settembre.
In seguito alla premiere, sono
arrivate online anche le primissime recensioni del film, tutte
estremamente positive. In particolare, la stampa ha elogiato la
performance di Craig e la nuova direzione narrativa presa dal film.
Potete leggere alcuni estratti di seguito:
Peter Bradshaw, The Guardian:
“No Time To Die è sorprendente, esoticamente
consapevole, divertente e sicuro di sé. Soprattutto, è grande:
grande azione, grandi risate, grandi acrobazie. E nonostante tutto,
sembra che si svolga nel mondo reale, un enorme spazio aperto che
tutti noi desideriamo.”
Pete Hammond, Deadline:
“Fukunaga mette in scena tanti bei inseguimenti, esplosioni,
acrobazie, con un finale lungo un’ora sull’isolata fortezza di
Safin. Ma c’è anche tanta enfasi sui personaggi questa volta, sui
loro conflitti e sulle loro complessità.”
Ian Sandwell, Digital Spy:
“Probabilmente, soltanto ulteriori visioni decideranno il
destino di No Time to Die nella classifica dei film di Bond,
soprattutto perché ci sono alcuni momenti che potrebbero dividere
il fandom. Come esperienza, tuttavia, offre tutto lo spettacolo che
ti aspetteresti da un film di 007, getta alcune sorprese lungo la
strada e si chiude in modo divertente, toccante e audace per
Daniel Craig.”
Jason Solomons, TheWrap: “No Time
To Die è la migliore incarnazione da parte di Daniel Craig di un
ruolo così iconico, un’iterazione che vede Bond viaggiare in spazi
emotivi in cui il personaggio non è mai stato prima, almeno da Al
servizio segreto di Sua Maestà o in alcuni passaggi dei libri di
Ian Fleming. Percepisci tutte le ferite sul corpo e sul viso di
Craig, tutta la tensione su Bond di dover salvare il mondo
un’ultima volta (di nuovo), ma anche tutta l’allettante libertà di
qualcuno che si avvicina al fine di un lungo viaggio.”
Alistair Harkness, The Scotsman:
“Sin dall’inizio dei pre-crediti, questo 25esimo episodio, più
e più volte posticipato, ti offre tutto ciò che desideri da un film
di Bond, in un modo che non hai mai visto prima. L’azione è folle
ma sempre radicata, i richiami alla mitologia di Bond sono
divertenti ma risuonano qesta volta ad un livello più profondo, e
la posta in gioco emozionale è potentissima.”
In No Time
to Die, Bond si gode una vita tranquilla in Giamaica
dopo essersi ritirato dal servizio attivo. Il suo quieto vivere
viene però bruscamente interrotto quando Felix Leiter, un vecchio
amico ed agente della CIA, ricompare chiedendogli aiuto. La
missione per liberare uno scienziato dai suoi sequestratori si
rivela essere più insidiosa del previsto, portando Bond sulle
tracce di un misterioso villain armato di una nuova e pericolosa
tecnologia.
No Time To Die,
venticinquesimo capitolo del franchise di James
Bond, segnerà l’ultima apparizione di Daniel Craig nei panni di 007 al
cinema, e secondo le ultime indiscrezioni
riportate dal Daily Mail nel film verrà introdotto il prossimo
interprete del personaggio. O meglio, la prossima interprete,
trattandosi infatti di Lashana Lynch, vista
quest’anno nelle vesti di Maria Rambeau in Captain Marvel.
Il personaggio dell’attrice, per
ora ancora misterioso, potrebbe dunque ereditare il celebre codice
dell’agente segreto dopo la partenza di Craig in una scena chiave
dove M (Ralph Fiennes) dice “Entra,
007” e dal buio emerge una donna di colore bellissima.
Ovviamente la descrizione fa pensare subito alla Lynch,
considerando gli altri membri del cast.
Gli insider hanno descritto il
momento come qualcosa “che farà cadere i popcorn dalle mani.
Bond è ancora il Bond che conosciamo ma sarà sostituito come 007 da
questa splendida donna”. Nel frattempo l’attrice è stata
avvista sul set, come testimoniano gli scatti pubblicati dal
Daily Mail, con le
riprese che continuano a Matera, capitale europea della cultura nel
2019. Il comune italiano fornirà l’ambientazione perfetta per
quella che dovrebbe diventare la sequenza d’azione del prologo,
simile al segmento di apertura di Spectre a
Città del Messico durante le celebrazioni del Giorno dei Morti.
Il film, atteso nelle sale l’8
aprile 2020, vede nel cast ancheRalph Fiennes(M),NaomieHarris(Eve Moneypenny),Ben Whishaw(Q),Rory Kinnear(Bill Tanner) eJeffrey Wright(Felix Leiter). Le new entry del cast sono
inveceRami
Malek,Billy Magnussen, Lashana
Lynch eAna
de Armas.
Vi ricordiamo che la produzione ha
assunto Phoebe Waller-Bridge per
“ravvivare” lo script di Bond 25 sotto speciale
richiesta di Craig, grande fan di Fleabag e
Killing Eve, le due serie prodotte e
scritte dall’attrice. Era dal 1963 (l’ultima fu Johanna Hardwood
con Dr. No e From Russia With Love) che la
casa di produzione non assumeva una donna per dare voce ai
personaggi del franchise, una scelta oggi più che mai
“rilevante”.
Leggi anche – Bond 25: Christoph
Waltz tornerà nei panni di Blofeld
Si è tenuta nella serata di ieri la
world premiere dell’atteso No Time
to Die, il nuovo capitolo del franchise di 007 che
vede protagonista Daniel Craig nei panni dell’iconico
agente speciale James
Bond. Alla premiere tenutasi alla Royal Albert Hall a Londra,
presenti oltre al protagonista tutto il cast: Léa
Seydoux, Naomie Harris , Ben Whishaw, Rory
Kinnear, Rami Malek e
Ana de Armase ovviamente immancabilmente la
famiglia reale. Di seguito alcune foto per gentile concessione di
Universal Pictures.
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Universal Pictures)
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In No Time
to Die, Bond si gode una vita tranquilla in Giamaica
dopo essersi ritirato dal servizio attivo. Il suo quieto vivere
viene però bruscamente interrotto quando Felix Leiter, un vecchio
amico ed agente della CIA, ricompare chiedendogli aiuto. La
missione per liberare uno scienziato dai suoi sequestratori si
rivela essere più insidiosa del previsto, portando Bond sulle
tracce di un misterioso villain armato di una nuova e pericolosa
tecnologia.
Una nuova intervista rilasciata da
Lashana Lynch, che interpreterà Nomi in No Time to Die, conferma
che il suo personaggio erediterà il titolo di agente 007 da
James
Bond. Lynch apparirà nel 25esimo film ufficiale di Bond, che
uscirà nell’aprile 2021 dopo essere stato posticipato due volte a
causa della pandemia di Coronavirus. Daniel Craig interpreterà l’agente segreto per
la quinta e ultima volta, ritirandosi dal ruolo dopo 15 anni.
Diretto da Cary Fukunaga, No Time to Die vedrà
anche Rami Malek nei panni di Safin, un misterioso
cattivo col volto sfigurato da cicatrici, e
Ana de Armas nei panni di Paloma, un agente della CIA
e nuova Bond Girl potente e realista. Nel film ci saranno anche
Léa
Seydoux e Christoph Waltz, che riprenderanno i loro
ruoli della Dottoressa Madeline Swann e di Blofeld. Il casting di
Lynch ha causato la più grande costernazione, dato che lo scorso
anno già si parlava del suo personaggio come nuovo 007, rumor che
molti hanno frainteso e hanno preso come conferma che Nomi avrebbe
sostituito James Bond totalmente. Tuttavia, Lynch non ha mai
confermato quelle voci in passato, ma adesso le cose sembrano
essere cambiate.
Una nuova intervista su
Harper’s Bazaar conferma che Lynch interpreterà il nuovo 007:
viene specificato, infatti, che Nomi ha sostituito James Bond
nell’universo della saga dopo il suo ritiro dal servizio. Lynch ha
anche colto l’occasione per parlare della responsabilità di
assumere un ruolo del genere. Ha spiegato che, nonostante gli
attacchi contro di lei attraverso i social le abbiamo fatto male,
alla fine ha capito che non erano personali e che assumere
l’eredità di 007, in quanto donna di colore, era qualcosa di molto
più grande, che andava al di là della sua scelta come interprete di
Nomi.
“Sono una donna di colore. Se
fosse stata scelta un’altra donna di colore per quella parte,
sarebbe accaduto lo stesso, avrebbe ricevuto gli stessi attacchi,
gli stessi abusi. Ho dovuto solo ricordare a me stessa che quella
discussione era ormai in corso e che io sarei stata parte di
qualcosa che sarebbe stato molto, molto rivoluzionario.”
In No Time to Die, Bond si
gode una vita tranquilla in Giamaica dopo essersi ritirato dal
servizio attivo. Il suo quieto vivere viene però bruscamente
interrotto quando Felix Leiter, un vecchio amico ed agente della
CIA, ricompare chiedendogli aiuto. La missione per liberare uno
scienziato dai suoi sequestratori si rivela essere più insidiosa
del previsto, portando Bond sulle tracce di un misterioso villain
armato di una nuova e pericolosa tecnologia.
Il mandato di Daniel Craig nei panni di James
Bond giunge al termine in No Time to Die (qui
la recensione), l’ultimo film della serie che presenta alcune
delle mosse più ambiziose dell’intero franchise. Infatti, si tratta
di un film di Bond rivoluzionario sotto molti aspetti, ma conclude
anche l’arco narrativo del personaggio interpretato da Craig in
modo soddisfacente e definitivo, a differenza della maggior parte
dei suoi predecessori. Entriamo quindi nel vivo del finale, dei
colpi di scena, degli easter egg che potreste aver perso e come il
film porta definitivamente a termine la storia di James Bond
interpretato da Craig.
Il piano malvagio del cattivo
La trama di No Time to
Die è a dir poco complicata, ma il film riprende da dove
avevamo lasciato con Spectre,
con Bond e la dottoressa Madeline Swan (Lea
Seydoux) che cercano di vivere una vita tranquilla in
pensione. Ma quando Bond viene attaccato da Spectre, sospetta che
Swan lo abbia tradito e la allontana dalla sua vita per sempre. O
almeno così crede. La scena iniziale del film spiega poi come Swan
sia collegata al cattivo interpretato da Rami Malek, Lyutsifer Safin,
l’uomo che si recò a casa di Madeline quando lei era bambina, alla
ricerca del padre di lei, il signor White.
Ma quando trovò solo Madeline e sua
madre, uccise la donna e risparmiò la vita della bambina. Il
cerchio si chiude quando il film fa un salto in avanti di cinque
anni dopo la rottura tra Bond e Swan, e Safin è ora un
bioterrorista in possesso di un’arma biologica che, una volta
rilasciata, può colpire il DNA di individui specifici. In
No Time to Die viene utilizzata per uccidere tutti
i membri di Spectre, lasciando illesi gli innocenti presenti nella
stanza. Ma mentre ci avviciniamo alla conclusione del film nella
tana di Safin sull’isola, dove tiene in ostaggio Madeline e la sua
giovane figlia Mathilde, Safrin rivela la sua intenzione di
scatenare l’arma sul mondo intero, gettandolo nel caos.
Nel finale, Bond scende quindi nel
covo di Safin e riesce a portare in salvo Madeline e Mathilde (con
l’aiuto di Nomi, alias la nuova 007, interpretata
da Lashana Lynch), ma rimane indietro per
assicurarsi che i missili che M (Ralph
Fiennes) lancia dalle navi vicine distruggano
definitivamente il covo. Affinché i missili possano spazzare via
ogni traccia dell’arma biologica prima che venga rilasciata, Bond
deve però aprire le porte blindate da una sala di controllo. Con
l’aiuto di Q (Ben
Whishaw), Bond riesce ad aprire le porte, ma Safin le
richiude immediatamente. Il tempo stringe perché i missili sono già
stati lanciati, e Bond e Safin iniziano una lotta durante la quale
il cattivo rompe una fiala dell’arma biologica sulla testa di
Bond.
Safin rivela che si tratta di una
versione dell’arma biologica legata direttamente al DNA di
Madeline, il che significa che se Bond entra in contatto con
Madeline o Mathilde, le ucciderà all’istante. Bond spara a quel
punto a Safin e, ormai rassegnato al suo destino, torna nella sala
di controllo per riaprire le porte blindate. Conferma con Q che una
volta esposto all’arma biologica, non è possibile eliminarla: è
“eterna”, secondo le parole di Q. Non può lasciare quest’isola
vivo. Q mette quindi Bond in contatto con Madeline per parlare con
lei un’ultima volta, che capisce immediatamente che non c’è modo di
tornare indietro. I due si salutano in lacrime e vediamo Craig nei
panni di Bond che fissa l’oceano mentre i missili piovono su di
lui.
La morte di James Bond
Sì, No Time to
Die segna una novità assoluta per la serie, in quanto
uccide letteralmente James Bond. Il personaggio di Craig compie il
sacrificio estremo e le scene che seguono – un elogio funebre e un
ultimo addio da parte di Madeline e Mathilde – chiariscono che
James Bond è morto. È una mossa ambiziosa, ma che il film realizza
abilmente. Da Casino Royale, il Bond di Craig si è
dimostrato un tipo diverso dai suoi predecessori. Una versione più
empatica, più riflessiva e più vulnerabile del personaggio. A tal
fine, un sacrificio altruistico ha perfettamente senso come finale.
Non ha avuto abbastanza tempo da trascorrere con la sua famiglia,
ma il suo sacrificio garantisce loro, secondo le sue parole, tutto
il tempo del mondo.
Un altro colpo di scena importante
in No Time to Die riguarda la rivelazione che
James Bond potrebbe avere o meno una figlia. Quando Mathilde viene
presentata per la prima volta nel terzo atto, Madeline insiste nel
dire che non è la figlia di James. Ma Bond è più furbo di così e
nota immediatamente i suoi occhi blu. Il film non cerca di
nascondere la vera natura del rapporto tra Bond e Mathilde, e
Madeline conferma una volta per tutte che lui è il padre durante la
loro ultima telefonata insieme, pochi istanti prima che Bond muoia.
Quindi sì, anche se il film è leggermente ambiguo, Mathilde è la
figlia di James Bond.
Come No Time to
Die si collega a Al servizio segreto di Sua
Maestà
La natura profondamente romantica e
tragica di No Time to Die, sebbene efficace, non è
del tutto nuova per la serie. Nel film del 1969 Al servizio
segreto di Sua Maestà, Bond si innamora di una donna di
nome Tracy (Diana Rigg) e arriva
persino a sposarla, ma alla fine del film Blofeld
ritorna e la uccide. Il Bond interpretato da George
Lazenby è devastato e, mentre culla il suo corpo senza
vita, dice a un agente di polizia: “Non c’è fretta, capisci.
Abbiamo tutto il tempo del mondo”. In No Time to
Die, Bond dice proprio a Madeline che lei e Mathilde hanno
“tutto il tempo del mondo” durante la loro ultima
telefonata, e la canzone di Louis Armstrong
“All the Time in the World” accompagna i titoli di coda
del film.
No Time to Die
prefigura persino il tragico finale, poiché il tema “We Have
All the Time in the World” del compositore John
Barry tratto da Al servizio segreto di Sua
Maestà è un motivo ricorrente nella colonna sonora di
Hans Zimmer per No Time to Die. I
fan più accaniti della saga magari lo avranno notato per tempo, ma
è indubbiamente un easter eggs che è interessante riscoprire anche
in seguito alla visione. È indubbiamente l’elemento che più di ogni
altro anticipa che il film si concluderà in modo tragico, con la
morte di uno dei protagonisti. Certo, forse nessuno si aspettava
che a morire fosse proprio Bond.
Il futuro della serie di James
Bond
Sebbene No Time to
Die abbia letteralmente ucciso James Bond, la serie
continuerà. Dopo diversi anni senza grandi progressi e il grande
cambiamento nel controllo creativo che ha lasciato la famiglia
Broccoli dopo oltre 60 anni, la notizia è un passo incoraggiante
per il prossimo James Bond. La maggior parte dei
nomi citati sarebbero da considerarsi abbastanza sicuri, ma
comunque entusiasmanti: registi che hanno dimostrato di saper
lavorare su grandi progetti cinematografici, realizzare ottimi film
e grandi successi, ma che allo stesso tempo hanno saputo lasciare
il proprio segno.
Ciò suggerisce anche che, sebbene
Amazon MGM abbia ora il controllo creativo, la visione sarà guidata
da chiunque otterrà l’incarico, con il regista che sarà scelto
prima della stesura della sceneggiatura. Da tempo si discute anche
su chi sarà il prossimo James Bond, con attori come Aaron Taylor-Johnson, Theo
James e Henry Cavill perennemente collegati al ruolo.
Sembrerebbe che qualsiasi decisione sul casting sia ancora lontana,
il che dovrebbe significare che il progetto potrà essere adattato
meglio all’attore che il regista finale sceglierà.