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M. Night Shyamalan batte il primo ciak di Knock at the Cabin

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M. Night Shyamalan batte il primo ciak di Knock at the Cabin

Il regista M. Night Shyamalan ha iniziato la produzione del suo ultimo film, Knock at the Cabin. Shyamalan ha recentemente annunciato che Knock at the Cabin è il suo prossimo film, comunicando nella stessa situazione anche la data di uscita del 23 febbraio 2023. Il cast del film include Rupert Grint, Dave Bautista, Jonathan Groff, Nikki Amuka-Bird, Ben Aldridge e William Ragsdale. La trama di Knock at the Cabin è stata tenuta nascosta, come con per la maggior parte dei film di Shyamalan, anche se sembra essere qualcosa di simile a un film dell’orrore. Tuttavia, con i soliti colpi di scena di Shyamalan, chiunque potrebbe indovinare di cosa tratta effettivamente il film.

In un recente post su Twitter, Shyamalan ha annunciato l’inizio delle riprese di Knock at the Cabin, sottolineando che sarà il suo quindicesimo lungometraggio ad oggi. Il regista ha condiviso una foto del ciak con il logo del film, che appare sospeso in un’area nebbiosa e boscosa, conferendogli un’atmosfera un po’ horror. Shyamalan ha precedentemente affermato che Knock at the Cabin è stata la sceneggiatura più veloce che abbia mai scritto (battendo Signs) ed è lunga 100 pagine.

M. Night Shyamalan annuncia il titolo e la data d’uscita del suo nuovo film

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A poche settimane dall’uscita di Bussano alla Porta, M. Night Shyamalan annuncia il titolo e la data d’uscita del suo nuovo film: Trap arriverà in sala il 2 agosto 2024. L’annuncio è stato fatto nell’ambito di una comunicazione forse più importante, che vede Shyamalan passare alla Warner Bros, dopo anni di collaborazione con la Universal.

Al momento, non si sa nulla del prossimo film di Shyamalan a parte il suo semplice titolo, Trap, e la sua data di uscita. Nessun dettaglio della trama è stato condiviso. Mentre Trap sarà molto probabilmente un thriller di qualche tipo, è difficile individuare in quale sottogenere potrebbe rientrare, dato che lo stile caratteristico di Shyamalan fonde elementi psicologici e soprannaturali per creare narrazioni piene di suspense e spesso piene di colpi di scena.

Alcuni dei suoi migliori lavori, come Il Sesto Senso, sono meglio classificati come thriller psicologico, mentre ha anche mostrato una preferenza per storie post-apocalittiche come E venne il giorno, After Earth e Bussano alla Porta. Ha anche realizzato la sua trilogia di supereroi con Unbreakable, Split e Glass.

M. Night Shyamalan annuncia Glass, sequel di Split e Unbreakable

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M. Night Shyamalan annuncia Glass, sequel di Split e Unbreakable

Dopo l’avvento di Split al cinema, si attendeva questo annuncio a momenti, e M. Night Shyamalan non ha deluso i suoi fan. Il regista di Philadelphia ha annunciato via Twitter che il suo prossimo film si intitolerà Glass e sarà un sequel valido per lo stesso Split e per Unbrakable.

Il titolo del film, e chi ha memoria buona lo avrà capito al primo colpo, si riferisce sicuramente a Mr. Glass, nella traduzione italiana L’Uomo di Vetro, ovvero il nome da Supervillain che si era attribuito il personaggio di Sameul L. Jackson, Elijah Price, nel glorioso finale di Unbreakable.

Glass sarà il sequel di Split e Unbreakable

Il film Split, terzo di una trilogia, sarà un horror-thriller e vedrà nel cast Bruce Willis, Samuel L. Jackson, James McAvoy e Anya Taylor-Joy. La Universal Pictures tornerà a collaborare con la Blumhouse per la produzione di Glass, che arriverà al cinema il 18 Gennaio 2019.

Fonte: Variety

M. Night Shyamalan a Roma presenta Bussano alla porta: “tutti possiamo fare una scelta”

Quattro sconosciuti si presentano, armati, alla porta di una casa nel bosco, dove soggiornano due uomini e la loro figlia adottiva. Chiedono di entrare, non necessariamente con le buone maniere, e affermano di dover sottoporre i tre membri della famiglia ad una decisione dolorosa ma irrinunciabile, da cui dipendono le sorti dell’umanità. È questa la premessa alla base del nuovo film Bussano alla porta di M. Night Shyamalan, regista divenuto celebre per film come Il sesto senso, The Village e, più recentemente, Split e Old, con cui, tra allegorie e simbolismi, torna una volta di più a parlare della nostra contemporaneità.

Incontrando la stampa romana per presentare e spiegare questo suo nuovo progetto, liberamente tratto dal romanzo La casa alla fine del mondo di Paul Tremblay, M. Night Shyamalan decide di partire parlando di famiglia. “La famiglia è diventata sempre più centrale nei miei film, evidentemente per via del mio essere diventato padre. Ma le mie figlie oggi sono grandi, a breve potrebbero lasciare la nostra casa ed è difficile accettare di non poterle proteggere sempre. Il film nasce anche a partire da questa paura, dall’idea che un giorno qualsiasi potrebbe arrivare qualcuno a bussare alla tua porta e mettere in pericolo tutto ciò che conosci“.

Il peso delle scelte secondo Shyamalan

Quando ho letto il romanzo di Tremblay, – continua Shyamalan – ne sono rimasto affascinato. Una serie di elementi mi hanno spinto verso questa storia. Il senso generale di paura, il fatto che si svolga in un unico ambiente, l’utilizzo degli elementi soprannaturali e naturalmente l’aspetto centrale della scelta tragica. Decisi che era qualcosa su cui volevo investire il mio tempo, ma da subito sapevo anche di non voler dar vita ad una sua trasposizione fedele, quanto piuttosto ad una mia versione del racconto“. I cambiamenti apportati dal regista si ritrovano in particolare nel finale del film, a cui naturalmente non si farà qui riferimento per preservare il piacere della visione in sala del film.

Penso che i personaggi nel libro non compiano una vera e propria scelta – spiega però M. Night Shyamalanma la forza di quel racconto sta proprio nel fatto che dovresti essere chiamato a farla. Può essere positiva o negativa, non c’è una risposta giusta o sbagliata, ma devi fare una scelta. È lì che mi sono discostato dal romanzo, portando i miei personaggi a scontrarsi con la domanda «cosa faresti se fossi costretto a scegliere tra la tua famiglia e il destino dell’umanità?». Nel film si esplorano entrambe le possibilità, per poter infine giungere a proporre una soluzione a questo quesito.”

Bussano alla porta, tra religione, Apocalisse e speranze future

Come già avvenuto in suoi precedenti film, anche con Bussano alla porta M. Night Shyamalan condisce tale spunto di partenza con elementi biblici, da cui scaturiscono riflessioni sull’Apocalisse e le scelte che ogni essere umano può compiere nel suo quotidiano. “Il film si basa sullo scegliere di credere o meno a qualcosa. I personaggi sono persone comuni chiamate a qualcosa di grande, a dimostrazione che tutti siamo importanti, tutti possiamo fare una scelta e abbiamo la responsabilità di quello che ci succede attorno. Io provengo da una famiglia molto religiosa e ho imparato che tutti hanno bisogno di una storia a cui credere, in particolare i giovani, che si chiedono insistentemente il significato di alcune cose che accadono.”

M. Night Shyamalan Rome 2023
Foto di Giulia Parmigiani – Cortesia di Universal Pictures Italia

“Ma oggi è più difficile dare risposte a tutto ciò, perché ci siamo sempre più isolati e concentrati su noi stessi. – continua il regista – Il Covid ci ha fatto capire ancor di più che siamo tutti vulnerabili, non solo in senso biologico ma soprattutto emotivo. Questo è uno dei temi del film e sinceramente non trovo che le scelte dell’uomo e il concetto di Apocalisse siano così distanti tra loro. Anzi, non sono sicuro che ci sia una differenza tra le due cose. Siamo arrivati ad un punto molto critico e ci saranno rimasti appena un centinaio di anni se continuiamo così. Bisogna dunque ricordare che ciascuno di noi può fare qualcosa per gli altri e la comunicazione diventa fondamentale a tal proposito”.

Il gusto di un film “vecchio stile”

Quello che mi è piaciuto di questa storia è che è vicina al cinema che preferisco. – spiega poi M. Night ShyamalanHo perfino chiesto alla Universal di poter usare il loro vecchio logo. È un film vecchio stile, anche le lenti che ho usato sono degli anni Novanta, qualcosa addirittura degli anni Cinquanta. Ho usato strumenti pesanti, assolutamente poco pratiche rispetto a quelle di oggi. Ma in tutto questo c’è una bellezza che può venire soltanto da questo genere di limitazioni, non si può ottenere in altro modo. Puoi usare il dolly solo in maniera limitata, ad esempio, e questo costituisce un linguaggio, irriproducibile con gli strumenti moderni. Anche con la fotografia e la tavolozza dei colori siamo stati molto rigidi. Un regista è come un linguista: ha bisogno della sua ‘stele di rosetta’.”

Sotto questo punto di vista, il film ricorda E venne il giorno, ma la differenza è che lì il destino dell’umanità era già segnato. Si trattava solo di decidere come affrontarlo, cercando di controllarlo e tentare di salvarsi. Qui sono i personaggi a decidere. Questo ci permette di individuare la natura preziosa delle cose, delle nostre scelte. Possiamo percepire l’importanza delle nostre scelte. Tutte le cose orribili che sono accadute nella storia dell’umanità, ciascuno di noi è capace di farle. Siamo tutti capaci di cose orribili in determinate circostanze, ma anche di cose meravigliose. Se E venne il giorno era molto categorico da questo punto di vista, Bussano alla porta si pone invece più domande a riguardo. D’altronde sono affascinato dai personaggi di confine, mentre non ho mai avuto vero interesse per le storie prive di sfumature.

Il nuovo film di Shyamalan promette dunque di offrire una visione che chiama ad una partecipazione attiva, spingendo lo spettatore a porsi domande su questioni particolarmente attuali. Sembra proprio che anche questa volta il regista non lascerà indifferente il suo pubblico, provocando reazioni che, positive o negative che siano, potrebbero avere un impatto tutt’altro che passeggero. Per scoprire se ciò avverrà, bisogna attendere che il film arrivi in sala il 2 febbraio, distribuito dalla Universal. Nel cast, si potranno ritrovare gli attori Dave Bautista, Jonathan Groff, Ben Aldridge, Nikki Amuka-Bird, Kristen Cui, Abby Quinn e Rupert Grint.

M. Night Shyamalan a Roma per CityFest e Split

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M. Night Shyamalan a Roma per CityFest e Split

Il regista M. Night Shyamalan, autore di alcuni dei più importanti e sorprendenti successi cinematografici degli ultimi venti anni (Il Sesto Senso, candidato a sei Oscar, Unbreakable – Il Predestinato, Signs), sarà protagonista di una masterclass con il pubblico che si svolgerà giovedì 15 dicembre alle ore 19.30 presso il Multisala Barberini (Piazza Barberini 24/26, Roma).

L’evento – che rientra nel programma di CityFest, il contenitore di attività culturali della Fondazione Cinema per Roma presieduta da Piera Detassis – è curato da Mario Sesti in collaborazione con Universal Pictures International Italy.

Considerato dalla critica come l’erede di Steven Spielberg, M. Night Shyamalan, dialogando con Mario Sesti e con il pubblico, parlerà del suo ultimo film, il thriller psicologico Split, e del suo cinema fatto di raffinata tensione, atmosfere sovrannaturali e avvolgente mistero.

Prima dell’incontro, infatti, gli spettatori avranno l’opportunità di assistere all’anteprima del nuovo lavoro firmato dal cineasta indiano che sarà proiettato in lingua originale con sottotitoli e uscirà nelle sale italiane il 26 gennaio 2017. Con Split, che arriva dopo il grande successo di The Visit dello scorso anno, M. Night Shyamalan rinnova il sodalizio con il produttore Jason Blum (La notte del giudizio, la serie Insidious, The Gift): il film esplora i misteriosi meandri della mente dotata, ma frammentata, di Kevin, interpretato dall’attore candidato ai Golden Globe, James McAvoy (Espiazione, L’ultimo re di Scozia, la serie “X-Men”).

L’evento è a ingresso gratuito previo ritiro di un coupon (massimo due a persona) che sarà disponibile il giorno dell’evento presso il Multisala Barberini a partire dalle ore 17.30.

Sinossi

SPLIT

di M. Night Shyamalan, Stati Uniti, 2017, 116’

Cast: James McAvoy, Anya Taylor-Joy, Haley Lu Richardson, Jessica Sula, Betty Buckley, Kim Director

Sebbene Kevin (James McAvoy) abbia mostrato alla sua psichiatra di fiducia, la dottoressa Fletcher (Betty Buckley), ben 23 personalità, ne resta una ancora non manifesta, ma destinata a materializzarsi e a prendere il sopravvento su tutte le altre. Spinto a rapire tre adolescenti guidate dalla combattiva Casey (Anya Taylor-Joy, The Witch), Kevin ingaggia una guerra per la sopravvivenza tra tutte le personalità che convivono in lui, ma anche con chiunque gli stia intorno, mentre le barriere delle sue varie personalità cominciano frantumarsi. Per Split, Shyamalan e Blum hanno ricostituito il team di The Visit, con il produttore Marc Bienstock e i produttori esecutivi Ashwin Rajan e Steven Schneider.

M. Il figlio del secolo: Luca Marinelli sarà Benito Mussolini

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M. Il figlio del secolo: Luca Marinelli sarà Benito Mussolini

Nei panni di Benito Mussolini, sarà Luca Marinelli  il protagonista di M. Il figlio del secolo, la nuova serie Sky Original adattamento dell’omonimo romanzo di Antonio Scurati vincitore del Premio Strega e bestseller internazionale, che racconta la nascita del fascismo in Italia e l’ascesa al potere del Duce Benito Mussolini. Nominato ben 5 volte ai David di Donatello – fra cui la nomination che gli è valsa il premio per Lo chiamavano Jeeg Robot, film che gli ha fatto conquistare anche il Nastro d’Argento – Marinelli è fra i più apprezzati attori italiani, vincitore della Coppa Volpi come miglior attore a Venezia per Martin Eden e del prestigioso Shooting Stars Award al Festival di Berlino.

In otto episodi, come già annunciato la serie sarà diretta da Joe Wright, che batterà il primo ciak presso i Cinecittà Studios nelle prossime settimane e che nell’ambito della diciassettesima edizione della Festa del Cinema di Roma sarà oggi protagonista – insieme agli sceneggiatori Stefano Bises e Davide Serino – dell’incontro “M. La serie”.   Nils Hartmann, Executive Vice President Sky Studios per l’Italia e la Germania, ha commentato: «Per un grande progetto come ‘M.’ non potevamo che pensare a un talento autentico ed eclettico come Luca Marinelli, perfetto per un ruolo tanto complesso qual è quello di Mussolini. Un attore come pochi ce ne sono in Italia e nel mondo, che corteggiavamo da tempo e che siamo entusiasti di avere finalmente a bordo di questa nuova produzione Sky Studios, che si delinea ancora più, ora, nella sua unicità.  Con la regia di un maestro come Joe Wright e con la guida del testo di Scurati, adattato qui dalla scrittura di Stefano Bises e Davide Serino, siamo pronti a varare un progetto che segna nel nostro percorso creativo e produttivo un ulteriore passo in avanti».

Antonella d’Errico, Executive Vice President Programming Sky Italia, ha detto: «Talento, originalità e audacia contraddistinguono da sempre i nostri Sky Original, e ‘M.’, un progetto che abbiamo fortemente voluto, li esprime nella loro più intensa e raffinata accezione. Con questa nuovo titolo vogliamo offrire al nostro pubblico una storia unica, non solo importante ma necessaria, dal successo di Antonio Scurati, nella quale si incontrano il grande talento di un attore carismatico come Luca Marinelli, calato nel ruolo complesso di Mussolini, e la visione di un regista raffinato come Joe Wright».

Lorenzo Mieli, Amministratore Delegato di The Apartment Pictures, società del gruppo Fremantle, ha detto: «Sono estremamente felice del team artistico che abbiamo in ‘M’: Joe Wright è perfetto perché amo il modo in cui ha affrontato in passato la complessità dell’animo umano e i dilemmi etici del potere, e amo anche il modo in cui riesce a cambiare genere. Luca Marinelli è sicuramente uno dei più grandi attori della sua generazione e solo un grande attore come lui può interpretare un personaggio complesso come quello di Mussolini».

M. Il figlio del secolo è prodotta da Sky Studios e da Lorenzo Mieli per The Apartment Pictures, società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Pathé.

La serie ripercorrerà la storia dalla fondazione dei Fasci Italiani nel 1919 fino al famigerato discorso di Mussolini in parlamento dopo l’omicidio del deputato socialista Giacomo Matteotti nel 1925. Offrirà inoltre uno spaccato del privato di Mussolini e delle sue relazioni personali, tra cui quelle con la moglie Rachele, l’amante Margherita Sarfatti e con altre figure iconiche dell’epoca. Come il romanzo, la serie racconterà la storia di un paese che si è arreso alla dittatura e la storia di un uomo che è stato capace di rinascere molte volte dalle sue ceneri.

Scritta da Stefano Bises (Gomorra – La Serie, The New Pope, ZeroZeroZero, Speravo de morì prima) e Davide Serino (1992, 1993, Il Re, Esterno Notte), la serie racconterà gli accadimenti con accuratezza storica, con ogni evento, personaggio, dialogo e discorso storicamente documentato o testimoniato da più fonti. IL FIGLIO DEL SECOLO arriverà in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW in tutti i territori Sky in Europa. La distribuzione internazionale è di Fremantle.

Pubblicato in Italia da Bompiani nel 2018, il romanzo di Antonio Scurati M. Il figlio del secolo è stato tradotto ad oggi in 46 paesi, ha venduto oltre 600.000 copie. Negli Stati Uniti è edito da HarperCollins. È il primo di una trilogia dedicata da Scurati al fascismo e a Benito Mussolini: il secondo romanzo è M. L’UOMO DELLA PROVVIDENZA, cui ha fatto seguito da qualche settimana il terzo romanzo della serie bestseller, M. GLI ULTIMI GIORNI DELL’EUROPA, che si concentra sul cruciale triennio tra il 1938 e il 1940.

LA BIOGRAFIA DI LUCA MARINELLI

Nato nel 1984, Luca Marinelli si è diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, dove si è esibito in Sogno di una Notte d’Estate diretto da Carlo Cecchi. La sua performance fu notata da Saverio Costanzo, che lo scelse come coprotagonista del suo film La Solitudine dei Numeri Primi, dal romanzo di Paolo Giordano. Il film fu presentato in Concorso alla 67esima edizione della Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Nel 2011 ha interpretato il ruolo di Roberta nel film L’ Ultimo Terrestre di GIPI, anche questo presentato, ancora in Concorso, al Festival di Venezia.Nello stesso anno, inoltre, ha preso parte ai film Waves, diretto da Corrado Maria Sassi, Nina (di Elisa Fuksas) e al film per la TV Maria di Nazaret diretto da Giacomo Campiotti. Nel 2012 era protagonista nel film Tutti i Santi Giorni di Paolo Virzì, per il quale è stato nominato come miglior attore protagonista ai David di Donatello.

Ha poi preso parte al film Premio Oscar La Grande Bellezza, diretto da Paolo Sorrentino.Nel 2013 ha ricevuto dalla European Film Promotion lo Shooting Star Award al Festival di Berlino, assegnato ai dieci migliori giovani talenti del cinema europeo.Quello stesso anno ha poi recitato nel film di debutto di Alessandro Lunardelli Il Mondo Fino in Fondo, presentato alla Festa del Cinema di Roma.

Nel 2014, la sua interpretazione nel film Lo chiamavano Jeeg Robot diretto da Gabriele Mainetti gli è valsa diversi importanti riconoscimenti, fra cui il Ciak d’Oro, il Nastro d’argento e il David di Donatello come miglior attore non protagonista.

La sua carriera in ruoli per la TV continua nel 2014 con A Dangerous Fortune, diretto per il mercato tedesco da Christian Schwochow.

Nel 2015 era il coprotagonista del film di Claudio Caligari Non Essere Cattivo, presentato Fuori Concorso alla 72nd Mostra del Cinema di Venezia. Grazie alla sua interpretazione nel film ha fatto sua la seconda candidatura ai David di Donatello.

Quello stesso anno era nel cast di Tutto per una Ragazza, diretto da Andrea Molaioli, e di Lasciati Andare di Francesco Amato, per cui ha vinto il Ciak d’Oro come miglior attore non protagonista.

Nel 2016 è stato coprotagonista nel film di Fabio Mollo Il Padre d’Italia, che gli è valso una nomination ai Globi d’Oro e ai Nastri d’Argento; ha recitato poi nel film dei Fratelli Taviani Una questione Privata, adattamento dell’omonimo romanzo di Beppe Fenoglio, ruolo per il quale ha vinto il Globo d’Oro come miglior attore. Nello stesso anno ha recitato nel film di Valerio Mastandrea Ricordi, presentato alle Giornate degli autori al Festival di Venezia, e ha interpretato Fabrizio de Andrè nella miniserie Fabrizio De Andrè – Principe libero, con cui ha fatto sua un’altra nomination ai David di Donatello.

Nel 2017 era nel cast della serie TV Trust, diretta dal Premio Oscar Danny Boyle, e due anni dopo (2019) ha diviso il set con Charlize Theron nell’action The Old Guard, diretto da Gina Prince-Bythewood. Nello stesso anno ha prestato la sua voce per l’audiobook del romanzo “Lamento di Portnoy” di Philip Roth, per Emons audiobooks.

Nel 2018 ha recitato nel film Martin Eden, tratto dal romanzo di Jack London e diretto da Pietro Marcello. Il film è stato presentato alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia dove si è aggiudicato la prestigiosa Coppa Volpi per il miglior attore, e ha ricevuto una nomination al premio come miglior attore protagonista agli European Film Awards. Nel 2019 è stato il protagonista di Diabolik dei Manetti Bros. Nel 2020 ha fatto parte della giuria internazionale della 70esima Berlinale, presieduta da Jeremy Irons.

Nel 2022 è il coprotagonista di Le otto montagne, diretto da Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, dal romanzo omonimo di Paolo Cognetti vincitore del Premio Strega 2018. Il film è stato presentato in concorso per la Palma d’Oro al 75esimo Festival di Cannes.

M. Il figlio del secolo: Luca Marinelli nei panni di Mussolini nelle prime foto dal set della serie Sky Original

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Arriva dall’appena inaugurato set romano di M. Il figlio del secolo la prima foto che svela Luca Marinelli nei panni di Benito Mussolini. L’attore è il protagonista della nuova serie Sky Original adattamento dell’omonimo romanzo di Antonio Scurati, vincitore del Premio Strega e bestseller internazionale, che racconta la nascita del fascismo in Italia e l’ascesa al potere del Duce. Nominato ben 5 volte ai David di Donatello – fra cui la nomination che gli è valsa il premio per Lo chiamavano Jeeg Robot, film che gli ha fatto conquistare anche il Nastro d’Argento – Marinelli è fra i più apprezzati attori italiani, vincitore della Coppa Volpi come miglior attore a Venezia per Martin Eden e del prestigioso Shooting Stars Award al Festival di Berlino.

In otto episodi, M. IL FIGLIO DEL SECOLO è in corso di riprese a Roma, diretta da Joe Wright e prodotta da Sky Studios e da Lorenzo Mieli per The Apartment Pictures, società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Pathé.

photo credits Andrea Pirrello
photo credits Andrea Pirrello

La serie ripercorrerà la storia dalla fondazione dei Fasci Italiani nel 1919 fino al famigerato discorso di Mussolini in parlamento dopo l’omicidio del deputato socialista Giacomo Matteotti nel 1925. Offrirà inoltre uno spaccato del privato di Mussolini e delle sue relazioni personali, tra cui quelle con la moglie Rachele, l’amante Margherita Sarfatti e con altre figure iconiche dell’epoca. Come il romanzo, la serie racconterà la storia di un paese che si è arreso alla dittatura e la storia di un uomo che è stato capace di rinascere molte volte dalle sue ceneri.

Scritta da Stefano Bises  (Gomorra – La SerieThe New PopeZeroZeroZeroSperavo de morì prima) e Davide Serino (1992, 1993, Il Re, Esterno Notte), la serie racconterà gli accadimenti con accuratezza storica, con ogni evento, personaggio, dialogo e discorso storicamente documentato o testimoniato da più fonti.  IL FIGLIO DEL SECOLO arriverà in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW in tutti i territori Sky in Europa. La distribuzione internazionale è di Fremantle.

About Sky Studios:

Sky Studios è la divisione di Sky dedicata alla programmazione originale in tutta Europa. Sviluppiamo, produciamo, commissioniamo e finanziamo contenuti originali — film e serie, drammi e commedie — per gli oltre 23 milioni di utenti Sky. Sulla scia del successo delle produzioni Sky Originals più acclamati dalla critica, come Chernobyl, vincitore di un Emmy, o Save Me Too, vincitore di un Bafta oltre a grandi successi internazionali comeDas Boot, A Discovery of Witches e Gangs of London. Sky Studios è la nuova casa creativa degli imperdibili Sky Originals, come The Midwich Cuckoos, Blocco 181 e Souls. Siamo uno Studio agile: sempre in cerca delle migliori storie inedite da voci nuove, al contempo sviluppiamo collaborazioni creative con I migliori autori, produttori e talenti dello schermo per portare agli spettatori storie che non troverebbero da nessun’altra parte. Dotati di fiuto per lo sviluppo di talenti e di strutture di produzione tra Regno Unito, Germania e Italia, conosciamo i gusti locali in tutta Europa meglio di chiunque altro e abbiamo in progetto di raddoppiare i nostri investimenti in contenuti originali entro il 2024, con il pieno sostegno di Comcast NBCUniversal. Stiamo inoltre sviluppando un nuovo studio televisivo e cinematografico, Sky Studios Elstree, destinato a generare oltre 2.000 nuovi posti di lavoro e investimenti in produzioni per altri tre miliardi di sterline nel settore creativo del Regno Unito, solo entro i primi cinque anni. 

About The Apartment Pictures:

The Apartment è una società fondata nel 2020 da Lorenzo Mieli e fa parte del gruppo Fremantle. The Apartment è nata per sviluppare e creare serie e film di scala globale in- vestendo nell’acquisizione di proprietà intellettuali e in accordi esclusivi con autori e talenti internazionali. The Apartment si posiziona sul mercato come incubatore di grandi progetti la cui produzione esecutiva, una volta sviluppati e finanziati, è realizzata da un network di società partner. The Apartment, tra le altre cose, firma con Wildside serie come The New Pope di Paolo Sorrentino, L’amica Geniale – Storia del nuovo cognome di Saverio Costanzo e We Are Who We Are di Luca Guadagnino. The Apartment ha prodotto nel 2021 The Hand of God di Paolo Sorrentino, nominato agli Oscar, ai Golden Globes e ai Bafta, e vincitore del Leone d’Argento Gran Premio della Giuria alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La società nel 2022 ha prodotto, tra gli altri, la serie Esterno Notte di Marco Bellocchio, presentata al Festival di Cannes, e Bones and All di Luca Guadagnino, vincitore del Leone d’Argento per la Regia e del Premio Mastroianni all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. CEO unico della società è Lorenzo Mieli.

M. Il figlio del secolo: la nuova serie Sky Original su Benito Mussolini

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Sky annuncia oggi M. Il figlio del secolo, una nuova serie drammatica Sky Original adattamento dell’omonimo romanzo di Antonio Scurati vincitore del Premio Strega e bestseller internazionale, che racconta la nascita del fascismo in Italia e l’ascesa al potere del Duce Benito Mussolini.

La serie Sky Studios in 8 episodi è prodotta da Lorenzo Mieli con The Apartment Pictures, società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Pathé, e ripercorrerà la storia dalla fondazione dei Fasci Italiani nel 1919 fino al famigerato discorso di Mussolini in parlamento dopo l’omicidio del deputato socialista Giacomo Matteotti nel 1925. Offrirà inoltre uno spaccato del privato di Mussolini e delle sue relazioni personali, tra cui quelle con la moglie Rachele, l’amante Margherita Sarfatti e con altre figure iconiche dell’epoca. Come il romanzo, la serie racconterà la storia di un paese che si è arreso alla dittatura e la storia di un uomo che è stato capace di rinascere molte volte dalle sue ceneri.

Scritta da Stefano Bises (Gomorra – La Serie, The New Pope, ZeroZeroZero, Speravo de morì prima), affiancato alla sceneggiatura da Davide Serino (1992, 1993, Il Re, Esterno Notte), la serie racconterà gli accadimenti con accuratezza storica, con ogni evento, personaggio, dialogo e discorso storicamente documentato o testimoniato da più fonti.

Nils Hartmann Executive Vice President Sky Studios Italy and Germany ha dichiarato: «Il libro di Antonio Scurati è un’opera senza precedenti nella letteratura italiana, per audacia, originalità, accuratezza. Realizzare una serie tv basata su questo lavoro è un’opportunità che non potevamo lasciarci sfuggire. Con la collaborazione e la creatività del team di The Apartment, ci caliamo nel materiale incandescente di questo racconto, per offrire al pubblico di Sky una serie originale davvero unica, sull’ascesa e la caduta di un uomo e su quell’eredità storica con cui il nostro Paese e il mondo devono ancora fare i conti».

Antonella d’Errico Executive Vice President Programming Sky Italia ha dichiarato: «M è un libro eccezionale e potentissimo, che raccontando quel “figlio del secolo” che così profondamente ha segnato il nostro Novecento, fa della nostra storia più recente e dolorosa, e del suo protagonista, un romanzo davvero unico nel suo genere. Un racconto necessario e urgente che siamo orgogliosi di portare sullo schermo, insieme a The Apartment e in compagnia dell’autore Antonio Scurati. Ci addentriamo in un territorio controverso, affrontando un tema duro e ancora per larga parte irrisolto della nostra contemporaneità, con quello che speriamo sia per i nostri spettatori un importante viaggio emotivo e intellettuale. Un viaggio che, siamo sicuri, ci coinvolgerà totalmente».

Lorenzo Mieli, CEO The Apartment Pictures, ha dichiarato: «Realizzare questa serie oggi ha un grande valore. In questi anni abbiamo assistito alla nascita di forme nuove di populismo, sovranismo e autoritarismo. Tracce dell’uomo che cento anni fa fece la Marcia su Roma si possono ritrovare in molti protagonisti dei tempi in cui viviamo. Ancor più adesso che l’Europa è tornata ad essere teatro di guerra. “M” racconta i meccanismi perversi di empatia e violenza, di manipolazione e modernità che un secolo fa hanno travolto l’Italia. E poco dopo il mondo. È un racconto di straordinaria attualità, ma anche un viaggio nelle smodate ambizioni, capacità seduttive, relazioni e paure di un uomo che ha fatto innamorare di sé una parte consistente del popolo italiano per poi trascinarlo in un baratro. In cui alla fine lui stesso ha trovato la morte».

Antonio Scurati ha dichiarato: «M narra – per la prima volta dall’interno – l’avvento della dittatura fascista e il potere sinistro del dittatore, Benito Mussolini. Un tema di tragica attualità. Sono felice che una serie prolunghi il progetto letterario. Abbiamo bisogno di narrazioni capaci di risvegliare la passione della libertà. La lotta tra democrazia e dittature non è finita».

Le riprese di M. Il figlio del secolo avranno inizio nel 2023 e la serie arriverà su Sky e in streaming su NOW in tutti i territori Sky in Europa. La distribuzione internazionale è di Fremantle.

Pubblicato in Italia da Bompiani nel 2018, il romanzo di Antonio Scurati M. IL FIGLIO DEL SECOLO è stato tradotto ad oggi in 46 paesi, ha venduto oltre 600.000 copie e uscirà oggi negli Stati Uniti edito da HarperCollins.

M. Il figlio del secolo: Joe Wright alla regia della nuova serie Sky Original

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Sarà il pluripremiato regista di fama internazionale Joe Wright (L’ora più buia, Espiazione, Cyrano) a dirigere M. Il figlio del secolo, la nuova serie Sky Original adattamento dell’omonimo romanzo di Antonio Scurati vincitore del Premio Strega e bestseller internazionale, che racconta la nascita del fascismo in Italia e l’ascesa al potere del Duce Benito Mussolini.

Wright, che dirigerà tutti gli otto episodi della serie e batterà il primo ciak presso i Cinecittà Studios nelle prossime settimane, ha dichiarato: «Portare sullo schermo un romanzo come “M – Il figlio del secolo” è una sfida incredibile che non vedo l’ora di affrontare. Spero di riuscire a restituire le luci e le ombre di un periodo storico e di un personaggio che, nel bene e nel male, hanno definito un’intera era».

Nell’ambito della diciassettesima edizione della Festa del Cinema di Roma, il 18 ottobre il regista inglese sarà inoltre protagonista, insieme agli sceneggiatori Stefano Bises e Davide Serino, dell’incontro “M. La serie”.

M. Il figlio del secolo è una serie prodotta da Sky Studios e da Lorenzo Mieli per The Apartment Pictures, società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Pathé.

M. Il figlio del secolo, la trama

La serie ripercorrerà la storia dalla fondazione dei Fasci Italiani nel 1919 fino al famigerato discorso di Mussolini in parlamento dopo l’omicidio del deputato socialista Giacomo Matteotti nel 1925. Offrirà inoltre uno spaccato del privato di Mussolini e delle sue relazioni personali, tra cui quelle con la moglie Rachele, l’amante Margherita Sarfatti e con altre figure iconiche dell’epoca. Come il romanzo, la serie racconterà la storia di un paese che si è arreso alla dittatura e la storia di un uomo che è stato capace di rinascere molte volte dalle sue ceneri.

Scritta da Stefano Bises (Gomorra – La Serie, The New Pope, ZeroZeroZero, Speravo de morì prima) e Davide Serino (1992, 1993, Il Re, Esterno Notte), la serie racconterà gli accadimenti con accuratezza storica, con ogni evento, personaggio, dialogo e discorso storicamente documentato o testimoniato da più fonti.

M. Il figlio del secolo arriverà in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW in tutti i territori Sky in Europa. La distribuzione internazionale è di Fremantle.

Pubblicato in Italia da Bompiani nel 2018, il romanzo di Antonio Scurati M. IL FIGLIO DEL SECOLO è stato tradotto ad oggi in 46 paesi, ha venduto oltre 600.000 copie. Negli Stati Uniti è edito da HarperCollins.

È il primo di una trilogia dedicata da Scurati al fascismo e a Benito Mussolini: il secondo romanzo è M. L’UOMO DELLA PROVVIDENZA, cui ha fatto seguito da qualche settimana il terzo romanzo della serie bestseller, M. GLI ULTIMI GIORNI DELL’EUROPA, che si concentra sul cruciale triennio tra il 1938 e il 1940.

BIOGRAFIA JOE WRIGHT

Il regista Joe Wright ha studiato al St. Martin’s College di Londra. Con i suoi nove lungometraggi da regista usciti ad oggi, Wright ha collezionato, tra candidature e vittorie, 35 BAFTA, 24 Academy Awards e 12 Golden Globe.

Nel 2005 debutta alla regia di un lungometraggio con ORGOGLIO & PREGIUDIZIO, con Keira Knightley, Matthew MacFadyen, Rosamund Pike e Donald Sutherland. Il film gli ha fatto vincere il Premio BAFTA come miglior regista.

ESPIAZIONE, adattamento del libro di Ian McEwan, esce nel 2007. Scritto da Christopher Hampton e interpretato da Knightley e James McAvoy, il film vince un Oscar per la migliore colonna sonora originale.

Nel 2009 esce il film IL SOLISTA, con Robert Downey Jr. e Jamie Foxx, seguito nel 2011 da HANNA, che vede protagoniste Cate Blanchett and Saoirse Ronan.

Nel settembre 2012 Wright presenta al pubblico ANNA KARENINA con Keira Knightley, Jude Law e Aaron Taylor-Johnson, che vince un BAFTA e un Oscar per i migliori costumi. Poco dopo Wright debutta nel mondo del teatro con TRELAWNY OF THE WELLS in scena al Donmar Theatre, seguito da A SEASON IN THE CONGO con Chiwetel Ejiofor, in scena al Young Vic.

Nel 2015 collabora con la Warner Bros per il lungometraggio PAN – VIAGGIO SULL’ISOLA CHE NON C’È. Il film, che vede Hugh Jackman fra i protagonisti, è una lettera d’amore agli scritti di JM Barrie e segue un giovane Peter mentre viaggia verso l’Isola che non c’è. Nel 2017 esce L’ORA PIÙ BUIA con Kristin Scott Thomas, Lily JamesGary Oldman che vince l’Oscar come miglior attore protagonista per la sua performance nei panni di Sir Winston Churchill.

LA DONNA ALLA FINESTRA è arrivato nel maggio 2021 su Netflix. Il cast comprende Amy Adams, Julianne Moore e Gary Oldman. L’ultimo film di Wright è CYRANO, musical tratto dal “Cyrano de Bergerac” di Edmond Rostand. Vede come protagonisti Peter Dinklage, Haley Bennett, Kelvin Harrison Jr. e Ben Mendelsohn.

M. Il figlio del secolo, le foto dal red carpet con Joe Wright e Luca Marinelli

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Si è tenuta questa sera il red carpet di M. Il figlio del secolo, la serie (recensione) SKY fuori concorso all’81. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Ecco le foto del regista Joe Wright accompagnati dal cast Luca Marinelli, Francesco Russo, Barbara Chichiarelli, Benedetta Cimatti, Lorenzo Zurzolo, Gaetano Bruno, Paolo Pierobon, Vincenzo Nemolato.

Scritta da Stefano Bises (Gomorra – La Serie, The New Pope, ZeroZeroZero, Speravo de morì prima) e Davide Serino (1992, 1993, Il Re, Esterno Notte), con soggetto di serie e soggetti di puntata firmati da Stefano Bises, Davide Serino e Antonio Scurati, la serie racconterà gli accadimenti che portarono Mussolini a impossessarsi dell’Italia e a fondare la dittatura in modo storicamente accurato, ampiamente documentato e testimoniato da più fonti.

La colonna sonora è composta da Tom Rowlands, noto anche per essere parte del duo britannico di musica elettronica The Chemical Brothers, tra i pionieri che hanno portato il big beat in prima linea nella cultura pop, scalando le classifiche di tutto il mondo. Pluripremiati, hanno all’attivo 6 Grammy Awards, 1 Brit Award, 1 MTV Europe Music Award e un NMA Award.

Il cast di M – Il Figlio del Secolo

Accanto a Marinelli nel cast Francesco Russo (Call My Agent – Italia, A classic horror story, Freaks Out), che interpreta Cesare Rossi; Barbara Chichiarelli (Suburra – La serie, The Good Mothers, Favolacce) nei panni di Margherita Sarfatti; Benedetta Cimatti (Ricordi?, Tina Anselmi – Una vita per la democrazia) in quelli di Donna Rachele; Federico Majorana (Prisma, Favolacce, Padre Pio) interpreta Amerigo Dumini; Lorenzo Zurzolo (EO, Prisma, Baby) è invece Italo Balbo. E ancora Federico Mainardi (Il ritorno di Casanova, Il mammone) che interpreta Albino Volpi; Maurizio Lombardi (The Young Pope, The New Pope, 1992, Ripley) nei panni di Emilio De Bono;  Gianmarco Vettori (La Belva, Briganti, Padrenostro) in quelli di Dino Grandi; Gaetano Bruno (Martin Eden, Indivisibili, Il Cacciatore, Doc – Nelle tue mani) che interpreta Giacomo Matteotti; Paolo Pierobon (Rapito, Esterno notte, Qui rido io, 1994) nei panni di Gabriele D’Annunzio; Elena Lietti (Il Miracolo,Anna, Il sol dell’avvenire, Siccità) è Velia Titta, moglie di Giacomo Matteotti; Gianluca Gobbi (Fabrizio De Andrè – Principe Libero) nel ruolo di Cesare Maria de Vecchi; Gabriele Falsetta (Io sono l’amore) in quello di Roberto Farinacci. Vincenzo Nemolato (La chimera, Tutto chiede salvezza, Supersex) interpreta Vittorio Emanuele III.

La trama di M – Il Figlio del Secolo

“M – Il Figlio del Secolo” racconta l’ascesa politica di Mussolini e della sua creatura: il fascismo. Prima un movimento, poi un partito che Mussolini conduce fino al vertice del governo italiano per poi sovvertire la democrazia e instaurare la dittatura.

Attraverso un linguaggio contemporaneo – con Mussolini che rompe la quarta parete e si rivolge direttamente a noi per rivelarci i suoi pensieri più inconfessabili e commentare le svolte della Storia – la serie offre un ritratto originale, “pop”, a tratti pregno di umorismo nero, dell’uomo che, pur avendo tradito ideali, persone e istituzioni, pur essendosi macchiato di atti di violenza inaudita, fece innamorare di sé l’Italia intera, diventandone l’incontrastato Duce.

M Night Shyamalan sta girando l’Horror Sundown

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M Night Shyamalan sta girando l’Horror Sundown

Il regista M Night Shyamalan ha annunciato tramite il suo profilo twitter che sta girando un horror a bassissimo budget intitolato Sundown. La conferma arriva dai suoi twitter che svelano il progetto fino ad ora nascosto.

Leggi anche: Labor of Love: Shyamalan e Bruce Willis ritornano insieme

Sempre dai suoi twitt apprendiamo che il film si baserà su una sua sceneggiatura originale e che alcuni dei suoi attori non hanno nemmeno letto lo script ma lavoreranno alla cieca. Inoltre Night Shyamalan si dice molto sicuro della bravura dei protagonisti del film. Il film sarà girato in una casa a Philadelphia e le riprese sono iniziate il 19 Febbraio.

WhoSay - image from M. Night Shyamalan

 

Alcune immagini dal set:

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Vi ricordiamo che il regista presto ritornerà insieme a Bruce Willis nell’annunciato film Labor of Love.

Fonte: MNightShyamalanfans

M – il figlio del Secolo, intervista Joe Wright e Luca Marinelli: “Il fascismo è la politicizzazione della mascolinità tossica”

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Debutto in anteprima mondiale all’81° edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica della Biennale di Venezia, per la nuova serie Sky Original M – il figlio del Secolo, dall’omonimo romanzo di Antonio Scurati vincitore del Premio Strega e bestseller internazionale (edito da Bompiani) che racconta la nascita del fascismo in Italia e l’ascesa al potere di Benito Mussolini.

A parlarne sono intervenuti il regista Joe Wright, e il protagonista, Luca Marinelli, che per regalarci questa interpretazione, ha dolorosamente e faticosamente messo da parte il suo essere antifascista convinto.

Joe Wright: “Per quello che riguarda il personaggio, l’uomo e il politico non sono scindibili. Per me il fascismo è la politicizzazione della mascolinità tossica. Mussolini è fatto di rapporti intessuti a livello familiare, con gli amici e poi con la nazione e il mondo. Era importante sottolineare questo suo essere unico.”

M – il figlio del Secolo, lo sguardo in macchina di Mussolini

“Lo sguardo in macchina del protagonista è il modo che abbiamo trovato di raccontare allo spettatore la maniera in cui lui si esprime rispetto ai suoi pensieri. E’ stato un uomo che non ha mai detto cosa pensava perché ha sempre ingannato tutti quelli che aveva intorno, dalla famiglia alla nazione e forse a se stesso. Abbiamo pensato di farlo parlare direttamente al pubblico per far capire al pubblico quali fossero i suoi pensieri, sicuramente ha cercato di controllare sempre la sua narrazione, perché solo così poteva avere la possibilità di vincere.”

“Lavoro ormai da anni con Valerio Bonelli (montatore, ndr) e lui è in grado di leggere nella mia mente mente giro. Penso al montaggio mentre lavoro e lui riesce a tradurre questi miei pensieri. Per quello che riguarda invece la colonna sonora dei Chemical Brothers, avevo bisogno di qualcosa che desse ritmo rispetto all’estetica dell’epoca. I riferimenti sono stati molteplici, tra questi c’era il cinema di Dziga Vertov. E io volevo trasmettere l’energia del futurismo che ha caratterizzato quell’epoca, ma non potevo farlo con una musica che all’epoca risultava moderna, perché oggi sarebbe invece sembrata “d’epoca” e non avrebbe colto l’avanguardia di quello che era il fascismo all’epoca. In questo modo ho provato a dare un senso di vitalità.”

Come mai il fascismo è ancora oggi allettante? A questa domanda, Joe Wright ha risposto rintracciando all’interno dell’invenzione di Mussolini una volontà di sfruttamento dell’insoddisfazione delle persone nei periodi difficili.

“L’invenzione di Mussolini in riferimento al populismo dell’estrema destra è un’invenzione che ha ruotato intorno allo sfruttamento di legittime preoccupazioni delle persone, uno sfruttamento che ricorre alla paura. Naturalmente queste paure ci accompagnano e la società vive periodi sereni e difficili, durante i quali emergono queste figure che tentano a sfruttare le paure delle persone che a loro volta credono che questa sia la strada per risolvere le questioni.” 

M. Il figlio del secolo
photo credits Andrea Pirrello

Luca Marinelli si è sforzato di sospendere il giudizio per M – il figlio del Secolo

Luca Marinelli: “Come mi è stato presentato, passare attraverso al libro di Scurati, approcciarmi all’intelligente trasposizione cinematografica di quel libro, e sapere che tutto sarebbe stato diretto da Joe Wright mi ha fatto sentire le spalle protette. Abbiamo lavorato fianco a fianco e non avrei fatto un metro senza di lui.”

“Per fare questo lavoro bisogna approcciarsi al personaggio sempre sospendendo il giudizio, e diciamo che per quei sette mesi, da antifascista quale sono, sospendere il giudizio è stata una delle cose più dolorose che io abbia mai fatto. Ho pensato però che potesse essere l’approccio più onesto per tentare di avvicinarmi a questa persona.”

“Volevo che arrivasse tutta l’importanza del progetto, che tutti noi condividiamo una gigantesca ignoranza, me per primo, che non abbiamo fatto i conti con il passato, perché come vedete la storia si ripresenta, oggi, nel nostro presente. Ma soprattutto perché noi non abbiamo veramente conosciuto quello che ci ha preceduto.”

La scoperta di come era davvero “lui” attraverso scritti e ricerca

“Mi sono preparato come ogni ruolo, andando ad attingere dalle fonti, dal libro di Scurati prima di tutto, ma anche dai filmati dell’Istituto Luce, video molto controllati che offrono solo un aspetto trionfante di lui. Mi è stato molto utile un libro, scritto da Ranuccio Bianchi Bandinelli, che è stato un archeologo molto importante dell’epoca che venne costretto a fare da guida a Mussolini durante la visita di Hitler in Italia. E lì ho trovato una descrizione schiettissima di una persona antifascista che ne parla per quello che veramente era.”

M – il figlio del Secolo sarà disponibile su Sky a partire dall’inizio del 2025.

M – Il Figlio del Secolo: recensione della serie di Joe Wright con Luca Marinelli – Venezia 81

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Tra gli eventi speciali del Fuori Concorso di Venezia 81, c’è anche  a presentazione di M – Il Figlio del Secolo, la serie Sky diretta da Joe Wright e interpretata da Luca Marinelli, e adattamento del l’omonimo romanzo premio Strega di Antonio Scurati.

La trasposizione, a opera di Stefano Bises e Davide Serino, propone un ritratto moderno e graffiante di Benito Mussolini e della sua ascesa politica, dalla fondazione dei Fasci di Combattimento fino all’imposizione della più feroce dittatura che l’Italia abbia conosciuto. Un’ascesa fulminea, acclamata da una popolazione allo stremo dopo le sofferenze della Prima Guerra Mondiale, che ha permesso l’apertura verso un movimento che avrebbe dovuto risollevare l’italianità ferita e che ha invece trascinato il Paese, dopo indicibili e ingiustificabili violenze interne, verso la disfatta della Seconda Guerra Mondiale.

M – Il Figlio del Secolo ha il ritmo della contemporaneità

Gli elementi caratteristici di M – Il Figlio del Secolo sono innanzitutto linguistici. Joe Wright, regista di comprovato rigore e inventiva, si affida ancora una volta a Valerio Bonelli, montatore con cui lavora dal 2017, e conferisce alla serie un ritmo forsennato e allo stesso tempo ordinato , che replica la velocità e il rigore del Futurismo, corrente letteraria all’interno della quale è fiorito il contesto culturale in cui si inserisce Mussolini filosofo della nuova italianità. Il fascismo nasce dalle aberrazioni di quella corrente di pensiero e il ritmo che Bonelli e Wright danno alla serie lo rappresenta in maniera eccellente.

M – Il Figlio del Secolo Foto Sky

Interessante è anche l’uso della musica contemporanea con il coinvolgimento del Chemical Brothers: far risultare moderno e d’impatto un pensiero come quello fascista ricorrendo alla filologia musicale dell’epoca, sarebbe stato controproducente. Invece, una musica moderna e di rottura ha sullo spettatore contemporaneo lo stesso effetto che deve aver avuto il pensiero fascista sull’italiano medio di inizio novecento.

Grottesco e rivolto direttamente al pubblico

A questo comparto tecnico ricercato e puntuale si aggiunge un’interpretazione di Luca Marinelli sempre sul limite della macchietta. Il tono grottesco adottato per la maggior parte delle scene della serie, le inquadrature forzate, i punti di vista insoliti sono senza dubbio elementi che contribuiscono a dipingere un Mussolini sgradevole e spregiudicato, ma fermamente convinto dei suoi mezzi e del suo scopo alto, della sua investitura ad ammodernatore dello Stato. Il Mussolini di Marinelli si vuole differenziare da tutti quelli che gli stanno intorno, mente a tutti e per questo alla fine è davvero solo. Persino chi lo segue, adottandone i metodi di violenza e prevaricazione, viene poi allontanato e Benito, guardando più volte in macchina, come a parlare con se stesso e con lo spettatore, si trova costretto a prendere le distanze da quello che lui stesso ha creato.

M. Il figlio del secolo
photo credits Andrea Pirrello

E Marinelli porta a compimento un lavoro egregio, soprattutto alla luce delle sue dichiarazioni in cui confessa che “da antifascista, sospendere il giudizio sul personaggio è stata una delle cose più difficili e dolorose che abbia mai fatto nella mia carriera”. Accanto a Marinelli nel cast Francesco Russo, che interpreta Cesare Rossi; Barbara Chichiarelli nei panni di Margherita Sarfatti; Benedetta Cimatti in quelli di Donna Rachele; Federico Majorana interpreta Amerigo Dumini; Lorenzo Zurzolo è invece Italo Balbo.

M – Il Figlio del Secolo si candida a essere l’evento televisivo italiano più importante di questa stagione e forse anche per le stagioni a venire, un prodotto che parla purtroppo anche della contemporaneità e che potrebbe essere accolto con favore anche al di fuori dei confini nazionali.

M – il figlio del secolo: il primo trailer della serie con Luca Marinelli

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Rilasciato oggi il teaser trailer della nuova serie Sky Original M – IL FIGLIO DEL SECOLO, dall’omonimo romanzo di Antonio Scurati vincitore del Premio Strega e bestseller internazionale, che racconta la nascita del fascismo in Italia e l’ascesa al potere di Benito Mussolini che verrà presentata in anteprima mondiale, fuori concorso, all’81esima edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

La serie, che al Lido di Venezia verrà mostrata in tutti i suoi otto episodi, è diretta da Joe Wright (L’ora più buiaEspiazioneCyrano) e prodotta da Sky Studios e da Lorenzo Mieli per The Apartment, società del gruppo Fremantle, in co-produzione con Pathé, in associazione con Small Forward Productions, in collaborazione con Fremantle, CINECITTÀ S.p.A. e Sky.

Arriverà nel 2025 in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW in tutti i territori in cui Sky opera in Europa. La distribuzione internazionale è di Fremantle.

Le prime immagini di M – Il figlio del secolo

A interpretare il Duce uno fra i più apprezzati attori italiani, Luca Marinelli, vincitore del David di Donatello, del Nastro d’Argento, della Coppa Volpi a Venezia e del prestigioso Shooting Stars Award al Festival di Berlino.

Come il romanzo, la serie racconterà la storia di un Paese che si è arreso alla dittatura e la storia di un uomo che è stato capace di rinascere molte volte dalle sue ceneri. Ripercorrerà la Storia dalla fondazione dei Fasci Italiani nel 1919 fino al famigerato discorso di Mussolini in Parlamento nel 1925, dopo l’omicidio del deputato socialista Giacomo Matteotti. Offrirà, inoltre, uno spaccato del privato di Mussolini e delle sue relazioni personali, tra cui quelle con la moglie Rachele, con l’amante Margherita Sarfatti e con altre figure iconiche dell’epoca.

Scritta da Stefano Bises (Gomorra – La SerieThe New PopeZeroZeroZeroSperavo de morì prima) e Davide Serino (1992, 1993, Il Re, Esterno Notte), con soggetto di serie e soggetti di puntata firmati da Stefano Bises, Davide Serino e Antonio Scurati, la serie racconterà gli accadimenti con accuratezza storica, con ogni evento, personaggio, dialogo e discorso storicamente documentato o testimoniato da più fonti.

La colonna sonora è composta da Tom Rowlands, noto anche per essere parte del duo britannico di musica elettronica The Chemical Brothers, tra i pionieri che hanno portato il big beat in prima linea nella cultura pop, scalando le classifiche di tutto il mondo. Pluripremiati, hanno all’attivo 6 Grammy Awards, 1 Brit Award, 1 MTV Europe Music Award e un NMA Award.

Accanto a Marinelli nel cast Francesco Russo (Call My Agent – ItaliaA classic horror storyFreaks Out), che interpreta Cesare Rossi; Barbara Chichiarelli (Suburra – La serieThe Good MothersFavolacce) nei panni di Margherita Sarfatti; Benedetta Cimatti (Ricordi?Tina Anselmi – Una vita per la democrazia) in quelli di Donna Rachele; Federico Majorana (PrismaFavolaccePadre Pio) interpreta Amerigo Dumini; Lorenzo Zurzolo (EOPrismaBaby) è invece Italo Balbo. E ancora Federico Mainardi (Il ritorno di CasanovaIl mammone) che interpreta Albino Volpi; Maurizio Lombardi (The Young PopeThe New Pope1992Ripley) nei panni di Emilio De Bono;  Gianmarco Vettori (La BelvaBrigantiPadrenostro) in quelli di Dino Grandi; Gaetano Bruno (Martin EdenIndivisibiliIl CacciatoreDoc – Nelle tue mani) che interpreta Giacomo Matteotti; Paolo Pierobon (RapitoEsterno notteQui rido io1994) nei panni di Gabriele D’Annunzio; Elena Lietti (Il MiracoloAnnaIl sol dell’avvenireSiccità) è Velia Titta, moglie di Giacomo Matteotti; Gianluca Gobbi (Fabrizio De Andrè – Principe Libero) nel ruolo di Cesare Maria de Vecchi; Gabriele Falsetta (Io sono l’amore) in quello di Roberto Farinacci. Vincenzo Nemolato (La chimera, Tutto chiede salvezza, Supersex) interpreta Vittorio Emanuele III.

M – Il figlio del secolo in anteprima a Venezia 81

M – Il figlio del secolo in anteprima a Venezia 81

Debutto in anteprima mondiale all’81esima edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, dove viene presentata oggi, 5 settembre, fuori concorso, per la nuova serie Sky Original M – Il figlio del secolo, dall’omonimo romanzo di Antonio Scurati vincitore del Premio Strega e bestseller internazionale (edito da Bompiani) che racconta la nascita del fascismo in Italia e l’ascesa al potere di Benito Mussolini.

La serie, che al Lido di Venezia viene mostrata in tutti i suoi otto episodi e arriverà nel 2025 in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, è diretta da Joe Wright (L’ora più buia, Espiazione, Cyrano) e prodotta da Sky Studios e da Lorenzo Mieli per The Apartment, società del gruppo Fremantle, in co-produzione con Pathé, in associazione con Small Forward Productions, in collaborazione con Fremantle, CINECITTÀ S.p.A.. La distribuzione internazionale è di Fremantle.

A interpretare il Duce uno fra i più apprezzati attori italiani, Luca Marinelli, vincitore del David di Donatello, del Nastro d’Argento, della Coppa Volpi a Venezia e del prestigioso Shooting Stars Award al Festival di Berlino.

Come il romanzo, la serie racconterà la storia di un Paese che si è arreso alla dittatura e la storia di un uomo che è stato capace di rinascere molte volte dalle sue ceneri. Ripercorrerà la Storia dalla fondazione dei Fasci Italiani nel 1919 fino al famigerato discorso di Mussolini in Parlamento nel 1925, dopo l’omicidio del deputato socialista Giacomo Matteotti. Offrirà, inoltre, uno spaccato del privato di Mussolini e delle sue relazioni personali, tra cui quelle con la moglie Rachele, con l’amante Margherita Sarfatti e con altre figure iconiche dell’epoca.

Scritta da Stefano Bises (Gomorra – La Serie, The New Pope, ZeroZeroZero, Speravo de morì prima) e Davide Serino (1992, 1993, Il Re, Esterno Notte), con soggetto di serie e soggetti di puntata firmati da Stefano Bises, Davide Serino e Antonio Scurati, la serie racconterà gli accadimenti che portarono Mussolini a impossessarsi dell’Italia e a fondare la dittatura in modo storicamente accurato, ampiamente documentato e testimoniato da più fonti.

La colonna sonora è composta da Tom Rowlands, noto anche per essere parte del duo britannico di musica elettronica The Chemical Brothers, tra i pionieri che hanno portato il big beat in prima linea nella cultura pop, scalando le classifiche di tutto il mondo. Pluripremiati, hanno all’attivo 6 Grammy Awards, 1 Brit Award, 1 MTV Europe Music Award e un NMA Award.

Il cast di M – Il Figlio del Secolo

Accanto a Marinelli nel cast Francesco Russo (Call My Agent – Italia, A classic horror story, Freaks Out), che interpreta Cesare Rossi; Barbara Chichiarelli (Suburra – La serie, The Good Mothers, Favolacce) nei panni di Margherita Sarfatti; Benedetta Cimatti (Ricordi?, Tina Anselmi – Una vita per la democrazia) in quelli di Donna Rachele; Federico Majorana (Prisma, Favolacce, Padre Pio) interpreta Amerigo Dumini; Lorenzo Zurzolo (EO, Prisma, Baby) è invece Italo Balbo. E ancora Federico Mainardi (Il ritorno di Casanova, Il mammone) che interpreta Albino Volpi; Maurizio Lombardi (The Young Pope, The New Pope, 1992, Ripley) nei panni di Emilio De Bono;  Gianmarco Vettori (La Belva, Briganti, Padrenostro) in quelli di Dino Grandi; Gaetano Bruno (Martin Eden, Indivisibili, Il Cacciatore, Doc – Nelle tue mani) che interpreta Giacomo Matteotti; Paolo Pierobon (Rapito, Esterno notte, Qui rido io, 1994) nei panni di Gabriele D’Annunzio; Elena Lietti (Il Miracolo,Anna, Il sol dell’avvenire, Siccità) è Velia Titta, moglie di Giacomo Matteotti; Gianluca Gobbi (Fabrizio De Andrè – Principe Libero) nel ruolo di Cesare Maria de Vecchi; Gabriele Falsetta (Io sono l’amore) in quello di Roberto Farinacci. Vincenzo Nemolato (La chimera, Tutto chiede salvezza, Supersex) interpreta Vittorio Emanuele III.

La trama di M – Il Figlio del Secolo

“M – Il Figlio del Secolo” racconta l’ascesa politica di Mussolini e della sua creatura: il fascismo. Prima un movimento, poi un partito che Mussolini conduce fino al vertice del governo italiano per poi sovvertire la democrazia e instaurare la dittatura.

Attraverso un linguaggio contemporaneo – con Mussolini che rompe la quarta parete e si rivolge direttamente a noi per rivelarci i suoi pensieri più inconfessabili e commentare le svolte della Storia – la serie offre un ritratto originale, “pop”, a tratti pregno di umorismo nero, dell’uomo che, pur avendo tradito ideali, persone e istituzioni, pur essendosi macchiato di atti di violenza inaudita, fece innamorare di sé l’Italia intera, diventandone l’incontrastato Duce.

Lyonel Baratheon è il migliore rappresentante “di famiglia” visto negli adattamenti dai romanzi di George R.R. Martin

Lyonel Baratheon è uno dei migliori nuovi personaggi apparsi in A Knight of the Seven Kingdoms, forse è perché combina i migliori aspetti di tre Baratheon principali visti ne Il Trono di Spade. I primi due episodi di AKOTSK hanno introdotto una serie di nuovi personaggi.

Nella serie HBO, molti personaggi hanno nomi familiari, le loro case sono le stesse di Game of Thrones e di House of the Dragon. Tuttavia, come ha dimostrato Ser Manfred Dondarrion (Daniel Monks), le persone nelle case spesso si comportano in modo diverso rispetto ai loro antenati e discendenti. Lyonel, tuttavia, ricorda molto la sua discendenza Baratheon vista in Game of Thrones.

Lyonel Baratheon è uno dei migliori nuovi personaggi di A Knight of the Seven Kingdoms

Il primo episodio di A Knight of the Seven Kingdoms è molto diverso dalle puntate iniziali delle altre serie de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, offrendo umorismo, leggerezza e momenti di tranquillità. Il momento clou, se così si può definire, è una festa, ma di tutt’altro tipo rispetto alle Nozze Rosse.

Quando Dunk (Peter Claffey) si ritrova di fronte al Signore di Capo Tempesta, Lyonel Baratheon (Daniel Ings), si potrebbe pensare che sia nei guai per aver partecipato ai festeggiamenti senza offrire un dono alla Tempesta Ridente. Invece, Lyonel si affeziona al massiccio cavaliere e i due si sfidano in una gara di danza.

Lyonel è un personaggio vorticoso, che si è guadagnato rapidamente il suo soprannome. È affascinante, feroce, divertente e non disdegna di aiutare un cavaliere che tutti gli altri hanno dato per spacciato. Il suo sorriso illumina la tenda, ma genera tanto rispetto che tutti tacciono quando parla. Lyonel è un Baratheon fino al midollo.

Lyonel unisce i lati migliori dei suoi discendenti della Casa Baratheon di Game of Thrones

Lyonel è un antenato dei Baratheon che compaiono in Game of Thrones: Robert (Mark Addy), Renly (Gethin Anthony) e Stannis (Stephen Dillane). Ognuno di questi Baratheon ha i suoi difetti, ma hanno anche molti pregi, e sono tre dei personaggi più simpatici della serie.

Forse Lyonel è così accattivante perché incarna il meglio di questi fratelli. Lyonel ama bere e fare festa, ma è anche temibile e formidabile, proprio come Robert. È generoso con ciò che ha e affascinante, fa subito amicizia con Dunk e lo guida nel suo viaggio, proprio come Renly.

Lyonel è anche giusto e saggio, come Stannis. Rimprovera Dunk per il suo passo falso, ma poi gli permette di restare. I fratelli Baratheon sembravano aspetti diversi della stessa persona in Game of Thrones, ed è forse per questo che hanno fallito. Lyonel è il pacchetto completo in A Knight of the Seven Kingdoms, e per questo è un vincitore.

Lynne Ramsay lascia Jane Got A Gun

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Parte decisamente male l’avventura del western Jane Got A Gun: la regista Lynne Ramsay ha lasciato il set nella prima giornata di riprese, in quello che a quanto pare è l’abbandono definitivo del progetto.

La decisione di rinunciare sarebbe maturata alla fine dello scorso fine settimana, durante il quale si sarebbe consumata un’insanabile frattura tra la regista e il resto della produzione. La scelta di Ramsay mette ovviamente nei guai la produzione, costretta a sospendere improvvisamente il progetto e a cercare in fretta e furia un nuovo regista.

Interpretato da Natalie Portman (che partecipa al progetto anche in veste di produttrice), Jude Law e Joel Edgerton, Jane’s Got a Gun sembra decisamente nato sotto una cattiva stella: il film ha subito già un rinvio,  che ha costretto Michael Fassbender a rinunciarvi (a causa del suo impegno con il nuovo film degli X-Men), sostituito da Edgerton, il quale faceva già parte del progetto nel ruolo del cattivo, il quale è stato poi affidato a Jude Law.

L’accaduto ha fatto naturalmente andare su tutte le furie il produttore Scott Steindorff, che si è detto shockato per il fatto che qualcuno possa decidere di abbandonare un progetto cui 150 persone hanno dedicato tempo, energia, impegno e professionalità e che adesso si trova privo di un regista. Steindorff ha comunque affermato che l’arrivo di un nuovo regista è imminente.

Jane  Got a Gun vede protagonista una donna (Portman) che ingaggia il suo ex amante (Edgerton) per proteggere il proprio marito, dai componenti della sua ex banda, intenzionati a farlo fuori.

Fonte: Empire

Lynda Carter: 10 cose che non sai sull’attrice

Lynda Carter: 10 cose che non sai sull’attrice

Vera e propria icona televisiva degli anni Settanta e Ottanta, l’attrice Lynda Carter mantiene ancora oggi tutto il fascino e il carisma che l’hanno sempre contraddistinta. Pur essendo rimasta molto legata al personaggio di Wonder Woman, che l’ha resa celebre, negli anni si è destreggiata con successo tra attività diverse, dalla recitazione alla musica e fino al doppiaggio.

Ecco 10 cose che non sai di Lynda Carter.

Lynda Carter: i suoi film e le serie TV

1. È celebre per alcune serie TV. Tra le prime attività come attrice della Carter si ricordano alcune serie televisive come Nakia (1974), Matt Helm (1975) e, naturalmente, Wonder Woman, dove ha recitato nei panni della supereroina dal 1975 al 1979. Negli anni è poi apparsa anche in Starsky & Hutch (1976), L’ultimo dei Mohicani (1994-1995) e nei film Bambini in vendita (1981), Rita Hayworth: The Love Goddess (1983), Modella per un giorno (1991), La mia migliore amica (1996) e e Ricominciare ad amare (1998). Negli ultimi anni ha invece recitato nelle serie Law & Order – Unità vittime speciali (2005), Law & Order – I due volti della giustizia (2005) e Smallville (2007). Dal 2016 al 2018 è invece stata Olivia Marsdin nella serie Supergirl, con Melissa Benoist.

2. Ha recitato anche in alcuni film. Il debutto sul grande schermo è avvenuto per la Carter nel 1976 con il film Il mondo violento di Bobbie Jo ragazza di provincia. In seguito ha recitato per il cinema soltanto nel 1993 con Frammenti di verità e poi di nuovo nel 2001 con Super Troopers, con Brian Cox. Ha poi recitato in Sky High – Scuola di superpoteri (2005), con Danielle Panabaker e Kurt Russell, Hazzard (2005), The Creature of the Sunny Side Up Trailer Park (2006) e Tattered Angel (2007). Torna al cinema nel 2017 con Super Troopers 2, mentre nel 2020 ha un cameo in Wonder Woman 1984, con Gal Gadot.

3. È anche doppiatrice. A partire dal nuovo millennio la Carter si è cimentata anche come doppiatrice, dando voce al personaggio di Azura nei videogiochi The Elder Scrolls III: Morrowind (2002), Elder Scrolls III: Bloodmoon (2003), The Elder Scrolls IV: Oblivion (2006), The Elder Scrolls V: Skyrim (2011) e Elder Scrolls Online (2014). Nel 2015 ha invece partecipato al doppiaggio del videogioco Fallout 4.

Lynda Carter oggi

Lynda Carter è Wonder Woman

4. Wonder Woman è il ruolo che le ha cambiato la vita. Prima di ottenere la parte di Wonder Woman nell’omonima serie televisiva degli anni Settanta, la Carter non aveva molte esperienze recitative. Fino a quel momento si era infatti alternata tra gli studi, la carriera da cantante e quella da modella. Si trovava però in una situazione economica piuttosto difficile, con appena 25 dollari rimasti nel suo conto bancario. Quando seppe di aver ottenuto il ruolo della supereroina, battendo oltre duemila attrici considerate per la parte, la Carter seppe che da quel momento la sua vita poteva davvero cambiare in meglio.

5. Il colore dei suoi occhi è leggermente diverso da quello visto nella serie. Uno dei tratti caratteristici della Wonder Women della serie televisiva sono i suoi straordinari occhi blu, estremamente attraenti. La Carter, che realmente possiede gli occhi di color blu, ha in realtà rivelato di come questi assumano la tonalità maggiormente evidente visibile nella serie grazie ad un filtro utilizzato durante le riprese, che esaltava i toni del blu.

6. Ha ideato lo stratagemma per la trasformazione del personaggio. Nei fumetti di Wonder Woman questa passa dalla personalità anonima di Diana Prince a quella della supereroina semplicemente uscendo e rientrando in scena con indosso il costume. Per la serie, tuttavia, i produttori cercavano qualcosa di nuovo e originale, ma non riuscivano a trovare una giusta soluzione visiva. Fu proprio la Carter a suggerire che il personaggio avrebbe potuto trasformarsi semplicemente eseguendo una piroetta. La cosa venne approvata e il resto è storia.

Lynda Carter: oggi

7. Continua a recitare e cantare. Nonostante il suo periodo di massima popolarità sia stato tra gli anni Settanta e Ottanta, la Carter continua ancora oggi a recitare e cantare, le sue attività preferite. In particolare, negli ultimi anni ha pubblicato alcuni album divenuti dei buoni successi e diverse sue canzoni sono state utilizzate nel videogioco Fallout 4, saga per la quale ha lavorato come doppiatrice. Di recente, inoltre, ha ottenuto il ruolo di Asteria in Wonder Woman 1984, comparendo in un cameo dopo i titoli di coda. Riprenderà tale ruolo, in modo più esteso, anche in Wonder Woman 3.

Lynda Carter Wonder Woman

Lynda Carter, il marito e i figli James e Jessica Altman

8. Ha sposato un procuratore legale. Dopo un primo matrimonio avuto dal 1977 al 1982 con il suo agente Ron Samuels, l’attrice ha sposato nel 1984 il procuratore legale Robert A. Altman, con il quale ha poi avuto due figli: James, nato nel 1988, e Jessica, nata nel 1990, la quale è ora una cantautrice. Dopo 37 anni di matrimonio, nel febbraio del 2021 il marito di lei è venuto a mancare a causa di un raro tumore del sangue. La Carter ha raccontato di sentirsi particolarmente smarita in seguito alla scomparsa dell’amato. Il 29 ottobre 2021 l’attrice ha pubblicato una nuova canzone, Human and Divine, dedicata all’amore della sua vita.

Lynda Carter: Miss Mondo 1972

9. È arrivata alle semifinali di Miss Mondo. Dopo aver inizialmente intrapreso una carriera musicale, la Carter nel 1972 decide di tornare in Arizona e partecipare al concorso “Miss Stati Uniti nel mondo”. Dotata di una straordinaria e prorompente bellezza naturale, finisce con l’aggiudicarsi il primo premio e ciò le consente di concorrere come rappresentante del suo paese per il concorso Miss Mondo. Qui riesce ad arrivare alle seminifinali, ottenendo ampie lodi e una popolarità tale che le apre le porte nel mondo della recitazione.

Lynda Carter: età e altezza dell’attrice

10. Lynda Carter è nata il 24 luglio del 1951 a Phoenix, Arizona, Stati Uniti. L’attrice è alta complessivamente 1.80 metri.

Fonte: IMDb

Lynda Carter furiosa contro James Cameron su Wonder Woman

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Lynda Carter furiosa contro James Cameron su Wonder Woman

Dopo l’ultimo pensieri di ieri di James Cameron in merito alle sue critiche verso Wonder Woman oggi a rispondere è Lynda Carter, l’immortale interprete del personaggio nella serie cult degli anni 60′.

L’attrice non ha usato mezze misure sul suo profilo facebook per rispondere a tono al regista artefice di incredibili successo quali Titanic, Avatar, Terminator:

“A James Cameron – fermati di stroncare WW: sei un’anima povera. Forse non capisci il personaggio. Io certamente lo comprendo. Come tutte le donne – siamo più che la somma delle nostre parti. I tuoi giudizi su una brillante regista, Patty Jenkins, sono dei mal consigliati. Questo film ha fatto centro. Gal Gadot era fantastico. Quindi, signor Cameron – ho incarnato questo personaggio da più di 40 anni. Quindi – smettila”.

Che dire forse James Cameron farà meglio ad accettare il consiglio.

LEGGI ANCHE: Patty Jenkins sulla diversità dei registi DCEU e sulle scene post credits in Wonder Woman

LEGGI ANCHE: Wonder Woman: ecco come sarebbe dovuto finire

Vi ricordiamo che Wonder Woman ha incassato 819,5 milioni dollari in tutto il mondo. Il sequel, che sarà diretto nuovamente da Patty Jenkins vedrò nuovamente nei panni di Diana Prince Gal Gadot. Il film sarà ambientato nell’Era moderna.

Wonder Woman 2 è in fase di sviluppo per una data di uscita prevista per il 13 dicembre 2019.

Lydia Bosch: 10 cose che non sai sull’attrice

Lydia Bosch: 10 cose che non sai sull’attrice

Popolare attrice spagnola, Lydia Bosch ha negli anni conquistato sempre più fama, tanto nel proprio paese natale quanto a livello internazionale. In Italia, ad esempio, è nota per alcune note serie televisive. Il titolo che più le ha conferito fama, tuttavia, è quello di Un medico in famiglia, la versione originale da cui fu poi tratta l’omonima e celebre trasposizione italiana.

Ecco 10 cose che non sai su Lydia Bosch.

Parte delle cose che non sai sull’attrice

Lydia Bosch Le verità nascoste

Lidya Bosch: i suoi film e le serie TV

10. Ha recitato in noti film spagnoli per il cinema. L’attrice debutta sul grande schermo nel 1986, con la pellicola El disputado voto del señor Cayo. Successivamente, recita in titoli come Jarrapellejos (1988), La luna negra (1989), Adeus Princesa (1992), Una casa en las afueras (1995), Al limite (1997), con Bud Spencer, e You’re the one (una historia de entonces) (2000), con il quale si consacra. Tornerà poi al cinema soltano nel 2013, con il film La hermandad.

9. È nota per i suoi ruoli televisivi. All’inizio della sua carriera l’attrice recita in alcuni titoli televisivi come le serie Un, dos, tres… responda otra vez (1984-1992), El olivar de Atocha (1989), El obispo leproso (1990), Lleno, por favor (1993) e ¿Quién dá la vez? (1995). Il vero successo arriva però grazie Médico de familia, dove dal 1995 al 1999 recita nel ruolo di Alicia Soller. A partire dal nuovo millennio intensifica la propria presenza in televisione recitando nella serie Motivos personales (2005), Gran Hotel (2013), Los misterios de Laura (2014), Senza identità (2014-2015), e Le verità nascoste (2018).

8. Ha ricevuto un’importante nomination. Con il film You’re the one (una historia de entonces), drammatica storia d’amore al temo del regime fascista in Spagna, l’attrice ha ottenuto alcuni dei maggiori riconoscimenti della sua carriera. Tra questi vi è la nomination come miglior attrice protagonista al prestigioso premio Goya, considerato l’equivalente spagnolo del premio Oscar. Pur non riportando la vittoria, la Bosch ha avuto modo di affermarsi ulteriormente all’interno dell’industria.

Lidya Bosch è su Instagram

7. Ha un account personale. L’attrice è presente sul social network Instagram con un profilo verificato seguito da oltre 230 mila persone. All’interno di questo la Bosch è solita condividere immagini relative a suoi momenti di svago, in compagnia di amici o colleghi. Non mancano poi anche foto di curiosità a lei legate, come anche di serate di gala o eventi a cui ha preso parte

6. Utilizza il social per promuovere il proprio lavoro. Tramite il proprio profilo, inoltre, l’attrice condivide con i propri follower immagini promozionali dei suoi progetti da interprete. Sono presenti anche interviste da lei rilasciate e foto di backstage tratte dai set a cui ha preso parte. Numerose sono anche le immagini realizzati per riviste dedicate al mondo dello spettacolo.

Parte delle cose che non sai sull’attrice

Lydia Bosch Instagram

Lidya Bosch: chi è suo marito

5. È stata sposata con un attore. Nel corso degli anni l’attrice ha sempre cercato di evitare la diffusione di dettagli relativi alla propria vita sentimentale. È tuttavia noto che nel 1992 diede alla luce la prima figlia, avuta con l’attore spagnolo Miguel Molina, con la quale si frequentava in quel periodo. I due si sposano poi ufficialmente nel 1994, divorziando tuttavia soltanto due anni dopo, nel 1996, citando differenze inconciliabili.

4. Si è sposata una seconda volta. Nel 2001 l’attrice si è sposata per una seconda volta con l’architetto Alberto Martín, con il quale si frequentava già precedentemente. Nel 2003 la coppia diede alla luce due gemelli, e per loro la Bosch decise di prendersi una pausa di due anni dal mondo della recitazione. Nel 2009, l’attrice ha poi dato vita ad una turbolenta separazione dal marito, culminata nel divorzio ufficializzato nel 2010.

Lidya Bosch: chi è il suo partner attuale

3. È molto riservata. Dal momento del suo secondo divorzio ad oggi, l’attrice ha ulteriormente diradato le notizie sulla propria vita privata. Il suo impegno è infatti quello di tenere nettamente separati lavoro e famiglia, cercando così di crescere i tre figli lontani dai riflettori della mondanità. Attualmente, perciò, non è possibile stabilire se la Bosch abbia o meno una nuova relazione, e i suoi profili social non sembrano suggerire nulla a riguardo.

Lidya Bosch in Le verità nascoste

2. È la protagonista della serie. Nel 2018 l’attrice recita nel ruolo di Lidia McMahón in Le verità nascoste. All’interno della serie, il suo personaggio è la madre di Paula, ragazza scomparsa in strane circostanza e ricomparsa dopo anni ormai adolescente. Intorno a tale mistero si svolgeranno una serie di indagini, che porteranno la stessa Lidia ad essere una delle principali accusate della scomparsa della figlia.

Lidya Bosch: età e altezza

1. Lydia Bosch è nata a Barcellona, in Spagna, il 26 novembre 1963. L’attrice è alta complessivamente 165 centimetri.

Fonte: IMDb

Lux Æterna: recensione del film di Gaspar Noè – #Cannes72

Lux Æterna: recensione del film di Gaspar Noè – #Cannes72

Ogni opera di Gaspar Noè è un’opera provocatoria, allucinogena, che esplora nuove forme di narrazione e grammatica del cinema. Con Lux Æterna, presentato come proiezione di mezzanotte al Festival di Cannes 2019, il regista conferma il suo continuo sperimentalismo, stavolta concentrandosi su una forma più breve, quella del mediometraggio. Con la sua durata di 50 minuti, il nuovo progetto del regista argentino si svela con un mockumentary che è anche saggio sull’arte della regia, della creazione di opere d’arte.

Protagoniste indiscusse sono Charlotte Gainsbourg e Béatrice Dalle. Le osserviamo da prima, in split screen, parlare di streghe, sesso, registi e produttori, vecchi ricordi dai set dei loro film. La conversazione, del tutto spontanea, viene poi interrotta dalla chiamata delle due sul set. Ed è qui che ha inizio l’incubo infernale di Lux Æterna. Dal set ha inizio un costante pedinamento delle due, sempre con la formula dello schermo spezzato a metà, con riprese oggettive e in first person shot, quest’ultime a tentare di catturare le due attrici nella loro intimità. Una volta che il set è pronto può aver inizio il definitivo declino nella follia, con le luci color rosso, blu, verde, ad abbagliare ogni cosa.

È un’ode al cinema in puro stile Noè quella di Lux Æterna, al cui interno vengono richiamati i grandi nomi della settima arte, da Dreyer a Fassbinder e fino a Godard. Noè si affida alle loro parole per ritrarre gli autori cinematografici come esseri imprescindibili, paragonabili a dei che con le loro opere innalzano la natura dell’uomo.

La forza di questo mediometraggio è certamente che l’argomento trattato è affrontato alla maniera di Noè, con i suoi deliri visivi e sonori, che rendono attraente un qualcosa che in altre forme avrebbe potuto finire per non esserlo poi molto. Anche Noè rischia in alcuni momenti di cadere perdendo di vista il discorso, ma è nel momento in cui si concentra sul lavoro sul set che carica le sue immagini di una particolare attrattiva. Ciò che vediamo qui accadere è la sua idea di lavoro di gruppo, un luogo caotico dove è facile perdere il senno. Un luogo dove il “director” può all’occorrenza trasformarsi in “dictator”, secondo quanto riporta la citazione a Fassbinder.

Un luogo infernale, fatto di oscurità e luci al neon, di corridoi claustrofobici e personaggi inquieti. Eppure dal caos nasce l’arte, nasce il cinema, a cui Noè augura lunga vita. Basta arrivare al climax del finale per rimanere abbagliati, letteralmente, dalla luce. Luce che se catturata a dover può generare la vita attraverso la tanto amata settima arte.

Lutto nella Terra di Mezzo, addio a Andrew Lesnie

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Lutto nella Terra di Mezzo, addio a Andrew Lesnie

Andrew LesnieSi è spento, all’età di 59 anni per un attacco di cuore, Andrew Lesnie il direttore della fotografia della trilogia de Il Signore degli Anelli e premio Oscar nel 2002 proprio per la fotografia de La Compagnia Dell’Anello.

Lesnie è stato uno storico collaboratore di Peter Jackson, e tra i suoi contributi più celebri, a parte quello alla trilogia tolkieniana, ricordiamo Babe Maialino Coraggioso (1995), King Kong (2005), Happy Feet (2006), Io Sono Leggenda (2007), Amabili Resti (2009), L’Ultimo Dominatore dell’Aria (2010) e L’Alba del Pianeta delle Scimmie (2011). Ultima sua fotografia è stata quella di The Water Diviner, esordio alla regia di Russell Crowe.

Lutto nel mondo del cinema: muore Angelo Bernabucci

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Angelo BernabucciIl cinema italiano piange l’attore romano Angelo Bernabucci, morto all’età di 70 anni nella capitale, dopo un lungo ricovero presso l’ospedale Fatebenefratelli. Aveva conosciuto la celebrità interpretando il macellaio Walter Finocchiaro nella commedia di Carlo Verdone Compagni di Scuola.

Dopo l’esordio con Verdone del 1988, recitò in altri film molto popolari, come Fratelli d’Italia di Neri Parenti, Vacanze di natale di Oldoni e il Conte Max di Christian De Sica.

Bernabucci, classe 1944, era un attore verace, con una teatralità innata, e a dimostrarlo c’è un aneddoto che racconta di quando Carlo Verdone scoprì il suo talento cinematografico mentre conversava con un meccanico in un bar di Trastevere.

La triste notizia della sua morte è stata diffusa anche sul web, e in particolar modo sul social network Twitter, dove uno dei primi tweet è stato inviato dal critico Marco Giusti.

Noi, vogliamo ricordarlo così, con quella comicità genuina che lo contraddistingueva.

Fonte: corriere.it

http://http://youtu.be/cR8f-LaRUTA

Lutto il casa Stallone: muore Sage, di 36 anni

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Lutto il casa Stallone: muore Sage, di 36 anni

E’ scomparso a soli 36 anni il figlio di Sylvester Stallone e la prima moglie Sasha, Sage, a causa di un’ overdose di farmaci. La polizia che sta procedendo alle analisi non

Luther: Verso l’inferno, trailer del film Netflix con Idris Elba

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Luther: Verso l’inferno, trailer del film Netflix con Idris Elba

Netflix ha rilasciato il trailer ufficiale di Luther: Verso l’inferno, l’imminente film sequel del thriller poliziesco britannico di successo della BBC. Il video presenta John Luther di Idris Elba mentre scappa di prigione per dare la caccia al famigerato serial killer interpretato da Andy Serkis, che ha terrorizzato Londra. Il film debutterà in UK in sale selezionate il 24 febbraio, a cui seguirà il suo debutto in streaming il 10 marzo a livello globale.

In Luther: Verso l’inferno, epica continuazione della premiata saga televisiva reimmaginata per il cinema, un cruento serial killer terrorizza Londra mentre il brillante detective caduto in disgrazia John Luther (Idris Elba) si trova dietro le sbarre. Tormentato per non essere riuscito a catturare l’efferato cyberpsicopatico che ora lo perseguita, Luther decide di evadere di prigione per portare a termine il lavoro con ogni mezzo necessario. Nel film recitano anche Cynthia Erivo, Andy Serkis e Dermot Crowley, che torna nel ruolo di Martin Schenk. Dai un’occhiata al trailer in lingua originale di Luther: The Fallen Sun qui sotto:

Luther: verso l’inferno, recensione del film Netflix con Idris Elba

Luther: verso l’inferno è la versione cinematografica della fortunata serie dal semplice titolo di Luther prodotta dalla BBC, andata in onda dal 2010 al 2019, e che in Italia è stata prima distribuita su Fox Crime e poi su Netflix.

Il lungometraggio uscirà a sua volta su Netflix dal 10 marzo ed è diretto Jamie Payne, che aveva già curato la regia della quinta e ultima stagione. Mentre la sceneggiatura è di Neil Cross, ideatore dello stesso personaggio dell’ispettore capo detective che dà il nome alla storia, incarnato dall’attore Idris Elba. Nel corso della trasmissione delle cinque fortunate stagioni, l’interesse del pubblico nei confronti delle stesse è cresciuto esponenzialmente e, durante questi anni, le candidature e le vittorie ai più disparati premi si sono sprecate. Dal 2012 Idris Elba ha vinto un Golden Globe, il Screen Actors Guild Award e il Critics’ Choice Television Award, e per Neil Cross nel 2011 c’era stato l’Edgar Award come miglior sceneggiatura per il primo episodio della prima stagione.

Era dunque naturale che le lugubri indagini dell’ispettore capo conducessero all’idea di farne un film. Ed è così che lo scrittore ha iniziato a rilasciare dichiarazioni ufficiali di qualche accenno sulla trama finché, dal sodalizio con il regista Jamie Payne, già dal 2019 sono nate le prime conferme definitive sul progetto, anche e soprattutto da parte del suo protagonista (e produttore insieme a Cross) Idris Elba.

La specifica della direzione Verso l’nferno indicata dal titolo (che in inglese è The Fallen Sun) è in senso chiaramente metaforico, ma che abbraccia sia la psiche che le azioni, e non solo del criminale che il detective dovrà catturare stavolta.

Luther: verso l'inferno recensione film

La discesa agli inferi di Idris Elba ne Luther: verso l’inferno

Tra le peculiarità di Luther, spicca sicuramente un intuito raro, che coglie la reale essenza degli indagati anche soltanto a guardarli attentamente negli occhi. E, in tal senso, lo sguardo magnetico e sempre semichiuso di Elba è sfruttato alla grande. Ma il rovescio della medaglia del suo innato fiuto verso i veri cattivi, è un altrettanto rischiosa attrazione che loro esercitano su di lui attraverso quel lato oscuro. Luther è il capo dell’unità anticrimine della polizia londinese che si occupa, per l’appunto, di omicidi gravi e seriali, e i suoi metodi sono tutto fuorché fedelmente aderenti ai protocolli di comportamento. Ma il problema non sarebbe certo quello, se non fosse che ad essere a briglia sciolta non sia solamente l’istinto indagatore di Luther, ma anche quello distruttivo.

Neil Cross racconta che per la creazione del personaggio si è ispirato – neanche a dirlo – a Sherlock Holmes e a Colombo di Richard Levinson e William Link. L’uno per l’acume nel cogliere dettagli di cui nessuno mai si accorge, l’altro per la sua tipica struttura narrativa conosciuta anche come “howcatchem”, nella quale l’assassino si vede subito e lo scopo della successione dei fatti è la scoperta di come verrà catturato.

La discesa agli inferi (o la caduta del sole, per dirla nella versione inglese del titolo) è quindi la strada che il detective dovrà intraprendere fino alle fondamenta di sé, le sue paure, le ombre, attraversando tutto quello che aveva lasciato incompiuto o che aveva sfiorato con superficialità. E di nuovo lo compirà seguendo le orme di un altro feroce e inumano assassino (Andy Serkis).

Luther: verso l’inferno andy serkis
Cr. John Wilson/Netflix © 2023

Il film lascia col fiato sospeso e, anche quando lo si riprende, viene comunque seccato dalla brutalità dalle scene descritte da Neil Cross. Luther: verso l’inferno dà tutto quello che ci si aspetta, ed è sicuramente grazie alle performance di Idris Elba e, in particolar modo, di Andy Serkis se acquisisce del carattere in più, se, cioè, la violenza viene spiegata dall’ampiezza delle sfumature dei disturbi psichiatrici raccontati. È ben impostata la costruzione estetica delle immagini, così come la velocità e il ritmo della storia. Sarebbe solo stata più importante la cura della motivazione di alcune scene d’azione che, se fossero state sbrigate con minor frettolosità, avrebbero dato più corpo alla personalità del film. Luther: verso l’inferno subisce un po’ il retaggio della puntata da cinquanta minuti, ma dà comunque quella giusta dose di angosciante intrattenimento, senza aggiungere nulla di particolare alla serie che lo ha preceduto.

Luther: il nuovo film con Idris Elba è stato confermato da Netflix

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Idris Elba sta per riprendere ancora una volta il suo ruolo in un nuovo lungometraggio Luther di Netflix, che seguirà gli eventi della serie TV originale e del film Netflix Luther: The Fallen Sun.

Netflix ha rivelato che Idris Elba reciterà ancora una volta al fianco di Ruth Wilson, che non era presente nel film Netflix del 2023 The Fallen Sun, ma nella serie originale. Anche Dermot Crowley sarà nel nuovo thriller, che è stato rivelato essere diretto da Jamie Payne, che ha lavorato alla serie originale della BBC e a The Fallen Sun.

Il creatore Neil Cross tornerà a scrivere il nuovo lungometraggio, e quello che si sa finora è che la storia vede una nuova ondata di omicidi casuali a Londra, mentre Luther viene segretamente richiamato in servizio. Luther deve capire come salvare Londra, cercando allo stesso tempo di salvarsi da tutti coloro che vogliono la morte del detective.

Il regista Payne ha parlato del coinvolgimento di Cross e ha dichiarato:

“Neil ha creato ancora una volta una storia meravigliosamente oscura per riunirci tutti. È una vera gioia tornare sulle strade di Lutherland con i talenti supremi che sono Idris Elba e Dermot Crowley. Sono anche entusiasta di ritrovare la brillante e pericolosa Alice Morgan interpretata dalla straordinariamente talentuosa Ruth Wilson”.

Spoiler in arrivo per Luther

Luther ha debuttato sulla BBC nel 2010 ed è andato in onda per cinque stagioni con un impressionante 88% di rating su Rotten Tomatoes. Segue il detective della omicidi John Luther, che ha lo strano ma utile dono di entrare nella mente degli assassini. Tuttavia, i metodi di Luther per catturare i criminali, mentre affronta anche i propri demoni personali, mettono in pericolo lui e chi gli sta intorno.

Il ritorno della Wilson nei panni della killer psicotica Alice Morgan e dell’interesse amoroso di Luther attirerà molta attenzione da parte dei fan. Alla fine della quinta stagione, Morgan sembrava essere precipitata verso la morte dopo una lotta con Luther in un cantiere edile. Tuttavia, in tipico stile Morgan, sembra che la sua morte possa essere stata inventata o forse apparirà come un frutto dell’immaginazione di Luther e un demone interiore che si personifica.

Cross ha parlato con affetto del ritorno di Crowley, Elba e Wilson:

“Luther, Alice e Schenk sono più che personaggi per me, sono una famiglia”, ha dichiarato Cross. “Non smetto mai di chiedermi dove siano, cosa ne sia stato di loro… e quali orrori potrebbero agitarsi nell’ombra di Londra mentre Luther non c’è. Così abbiamo deciso di riunirci e scoprire cosa succederà dopo”.

Luther: The Fallen Sun di Netflix ha ricevuto una valutazione del 67% su Rotten Tomatoes e ha ottenuto un successo sia commerciale che di critica con un forte debutto sulla piattaforma di streaming. Nonostante le recensioni contrastanti della critica, i fan della serie originale sono stati felici di vedere il loro detective preferito combattere ancora una volta il crimine.

Le riprese del nuovo Luther film inizieranno a febbraio, ma al momento non è ancora stata comunicata la data di uscita.

Luther: a settembre al via le riprese del film con Idris Elba

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Le riprese del tanto atteso film su Luther, basato sulla serie della BBC con protagonista Idris Elba, inizieranno a settembre. La serie britannica, creata da Neil Cross, è stata presentata per la prima volta nel 2010 ed ha avuto grande successo nel corso delle sue cinque stagioni. Luther segue Elba nei panni dell’ispettore capo detective della Serious Crime Unit delle forze di polizia del Regno Unito, che mette la sua vita personale a rischio per il suo lavoro.

In un’intervista con Variety, Elba ha rivelato che l’adattamento cinematografico di Luther entrerà in fase di produzione effettiva a settembre. Elba, che è anche un produttore esecutivo del film, ha espresso la sua eccitazione. I fan della serie adorano sia le trame intelligenti che l’oscurità, un’oscurità a cui il personaggio di Idris Elba cerca di soccombere. L’attore ha ricevuto un premio dalla Royal Television Society e due Golden Globe per il suo lavoro come detective John Luther.

Sebbene molti siano entusiasti per il film, la serie è stata presa di mira per avere un protagonista nero senza che questo rappresentasse una raffigurazione della sua cultura e della sua eredità. Il film è attualmente una produzione congiunta tra 20th Century Fox, BBC e Chernin Entertainment Production. Tra i produttori esecutivi ci sono anche Peter Chernin, Julie Gardner, Katherine Pope e Jane Tranter — Tranter e Gardner dirigono anche la società di produzione, Bad Wolf.

Possiamo immaginare che il film, oltre a riproporre le atmosfere della serie, possa in qualche modo dare più visibilità alla cultura black del suo protagonista.

Luther 4: foto promozionali con Idris Elba

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Luther 4: foto promozionali con Idris Elba

Cresce l’attesa per il debutto di Luther 4, il quarto inedito ciclo di episodi dello show di successo con protagonista Idris Elba. Ebbene oggi la BBC ha diffuso le foto promozionali.

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Luther è una serie televisiva britannica, di genere drammatico e poliziesco, in onda su BBC One dal 2010 al 2013. In Italia la serie ha debuttato in prima visione a pagamento il 6 gennaio 2011 su Fox Crime, e in chiaro il 24 maggio 2014 su Rai 2.

John Luther è un ispettore della omicidi di Londra di grande talento, la cui mente brillante non sempre riesce a proteggerlo dalla forza delle sue passioni.

Luther 4: BBC annuncia una nuova mini-stagione

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Si è chiuso con un’incredibile successo la serie televisiva Luther con protagonista l’attore Idris Elba, ma per tutti i fan oggi arriva una splendida notizia, perché la BBC ha annunciato il suo ritorno in una mini stagione evento.

Dunque nel 2015 vedremo il ritorno di Luther con una nuova quarta stagione ambientata come sempre a Londra e Idris Elba nuovamente nelle vesti di protagonista.

Luther 4Ecco le parole del CEO Cross della BBC:

“Da quando abbiamo salutato John Luther al Southwark Bridge, non c’è stato un momento in cui non mi sia chiesto cos’è successo dopo”, spiega Cross in un comunicato. “Quindi mi sono deciso a scoprirlo. Riuniremo la squadra; Luther tornerà dove dovrebbe essere. A BBC. A Londra. Al lavoro”.

Luther è una serie televisiva britannica, di genere drammatico e poliziesco, in onda su BBC One dal 2010 al 2013. In Italia la serie ha debuttato in prima visione a pagamento il 6 gennaio 2011 su Fox Crime, e in chiaro il 24 maggio 2014 su Rai 2. John Luther è un ispettore della omicidi di Londra di grande talento, la cui mente brillante non sempre riesce a proteggerlo dalla forza delle sue passioni.