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Vedova Nera: a quali film si ispira il cinecomic?

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Vedova Nera: a quali film si ispira il cinecomic?

Nel corso delle prime tre fasi di universo condiviso i Marvel Studios hanno saputo destreggiarsi in armonia tra vari generi cinematografici, dando a ogni film un’impronta diversa che va dal thriller politico al teen movie, dall’action alla space opera. Ora gli occhi sono tutti puntati verso Vedova Nera, il titolo che aprirà la Fase 4 e che è attualmente in produzione con Scarlett Johansson ancora nei panni della super-spia Natasha Romanoff.

E se vi stavate chiedendo a quali pellicole si ispirerà il cinecomic e quale sarà il tono della storia, l’attrice sembra aver fornito la risposta a qualsiasi dubbio:

Vedova Nera sarà un film piuttosto grintoso, ma anche sorprendente” ha dichiarato la Johansson dopo il panel dello studio al Comic-Con di San Diego (dove sono stati annunciati tutti i progetti della prossima fase), “È un po’ il primo del suo genere. Abbiamo discusso di vari riferimenti, come Logan, Terminator 2 o Il Fuggitivo“.

Tre pellicole, tre grandi cult della storia del cinema contemporaneo molto diversi tra loro ma con in comune uno sguardo inedito sull’azione e svariati aspetti che speriamo vengano tradotti dalla Marvel.

Il Fuggitivo, uscito nel 1993 e diretto da Andrew Davis, vede protagonista Harrison Ford nei panni di un uomo ingiustamente condannato per l’omicidio di sua moglie e in fuga per trovare il vero assassino; Logan è forse il miglior adattamento del personaggio mai arrivato sul grande schermo, con un indimenticabile canto del cigno e uno straordinario Hugh Jackman; e che dire di Terminator 2, molto più che un semplice action movie, e un saggio di genere di James Cameron?

Leggi anche – Vedova Nera: la descrizione del footage mostrato al Comic-Con

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Vi ricordiamo che il film vedrà Scarlett Johansson di nuovo protagonista nei panni di Natasha Romanoff, il personaggio introdotto nel MCU da Iron Man 2. Il titolo di lavorazione è “Blue Bayou” e in regia c’è Cate Shortland, seconda donna (dopo Anna Boden di Captain Marvel) a dirigere un titolo dell’universo cinematografico Marvel.

La sceneggiatura è stata riscritta nei mesi scorsi da Ned Benson (The Disappearance of Eleanor Rigby). Insieme alla Johansson ci saranno anche David Harbour, Florence Pugh, e Rachel Weisz.

Al momento non ci sono ulteriori aggiornamenti sul film, né sui personaggi o le direzioni della trama. Lo studio è invece determinato a mantenere la massima segretezza intorno al progetto attualmente in produzione e presumibilmente ambientato prima degli eventi che l’hanno portata a diventare una fuggitiva in Avengers: Infinity War.

Fonte: Cinemablend

Vedova Nera: 9 storie dei fumetti che il film potrebbe adattare

Vedova Nera: 9 storie dei fumetti che il film potrebbe adattare

inizieranno a Giugno in Inghilterra con la regia di Cate Shortland le riprese di Vedova Nera, standalone che vedrà protagonista Scarlett Johansson nei “consueti” panni di Natasha Romanoff, con la sceneggiatura riscritta nei mesi scorsi da Ned Benson (The Disappearance of Eleanor Rigby).

Ma quali sono le storie dei fumetti Marvel che il MCU potrebbe adattare nel film? Ecco alcune proposte:

Web of Intrigue

Web of Intrigue, scritto da Ralph Macchio e George Perez, è uno dei fumetti più acclamati degli anni ’80, e l’ambientazione sarebbe perfetta per un film prequel. Oltre al fatto che lo stile revival, già adottato per Captain Marvel, potrebbe essere un’interessante soluzione per dare un’ulteriore sfumatura al MCU.

La storia segue sei assassini di fama mondiale che lavorano per uccidere Natasha, mentre la doppelganger dell’eroina è sulle tracce di Nick Fury. Insomma materiale per un intrigante e appassionante thriller di spionaggio alla James Bond o Mission Impossible.

SHIELD’S Most Wanted

L’azione è ancora protagonista nel fumetto di Mark Waid e Chris Samnee, SHIELD’s Most Wanted, dove Natasha Romanoff viene incastrata e indicata come traditrice dell’organizzazione, e successivamente espulsa dopo anni di onorata carriera.

La caduta dello SHIELD era già al centro della trama di Captain America: The Winter Soldier, quindi ci troveremmo di fronte ad una ripetizione per quanto riguarda le storie del MCU, tuttavia l’idea che il personaggio venga interpretato come un traditore del governo potrebbe essere un’ipotesi ancora inedita e sicuramente affascinante.

The name of the rose

The Name of the Rose ha tutti i presupposti per diventare un film ricco di trame contorte, location esotiche e ogni dettaglio di cui ogni spy-story spionaggio ha bisogno, e il MCU dovrebbe farci un pensierino…

Questo è uno dei pochissimi fumetti scritti da una donna, Marjorie Liu, e gli eventi prevedono i cameo di Iron Man e Wolverine. Forse la recente fusione tra Disney e Fox permetterà alla produzione di inserire anche personaggi provenienti dalle pagine degli X-Men?

Widowmaker

La serie in quattro numeri di Widowmaker vede protagonista Vedova Nera al fianco di Occhio di Falco e Mimo, e allo stesso modo con cui Thor: Ragnarok ha trasformato Hulk nella spalla principale, il film solista su Natasha Romanoff potrebbe utilizzare la straordinaria chimica tra Scarlett Johansson e Jeremy Renner e replicarla sul grande schermo.

In un viaggio attraverso diversi paesi del mondo, la trama segue il mistero che circonda un agente dello S.H.I.E.L.D., e le indagini portate avanti dalla supereroina.

The sting of the Widow

Questa raccolta di fumetti comprende tutti i momenti più importanti di Vedova Nera per darci una retrospettiva completa sulla sua storia, dal rapporto con Spider-Man, Iron Man, Daredevil fino a quello complicato con il Soldato d’Inverno.

Ovviamente, a questo punto del MCU, l’attenzione è tutta rivolta a Bucky e al suo ruolo nel futuro dell’universo condiviso, senza contare che in The Sting of the Widow potrebbe rientrare anche un interesse amoroso per Natasha (forse di nuovo Bruce Banner?).

Homecoming

Si, il titolo Homecoming è stato già usato nel MCU per Spider-Man, tuttavia questo aspetto non dovrebbe impedire ai Marvel Studios di considerare l’adattamento di questa storia per lo standalone su Vedova Nera.

Gli eventi iniziano con Natasha che si ritira dal lavoro con lo S.H.I.E.L.D. lavoro e ritorna in Russia per affrontare i suoi demoni dopo che qualcuno ha tentato di ucciderla.

Kiss or Kill

In Kiss or Kill Natasha Romanoff viene ingiustamente incastrata dopo l’assassinio di un senatore degli Stati Uniti., così le forze della CIA e una squadra di sicari spietati sono assoldati per ucciderla. Nel frattempo, il figlio del senatore si dispera nel tentativo di vendicare suo padre, e contribuisce alla ricerca della presunta killer.

Si tratta di una storia autoconclusiva, piena di azione e intrighi brillanti, che si adatterebbe in qualsiasi modo nella timeline del MCU. Più in linea con il tono di Captain America: The Winter Soldier che con altri capitoli.

Deadly Origin

Il pubblico potrebbe essere stanco di vedere le solite origin story, e proprio il suo essere così anti-convenzionale a rendere Deadly Origin la perfetta storia da adattare per un prequel sulla nascita di Vedova Nera.

Qui si racconta il passato di Natasha attraverso il presente, con scene e flashback disegnati da artisti diversi e quindi distinti l’uno dall’altro.

The Itsy-Bitsy Spider

La trama in tre fumetti di The Itsy-Bitsy Spider ha completamente ridefinito il personaggio di Vedova Nera, ed è considerato ancora oggi uno dei fumetti più importanti del personaggio.

Il film solista probabilmente non sarà una storia d’origine, e questo aspetto potrebbe dare alla sceneggiatura un rovesciamento interessante di prospettiva poiché la storia si concentrerebbe su una Natasha più anziana sfidata da una giovane e più forte agente segreta di nome Yelena Belova.

Leggi anche – Vedova Nera: 10 cose da sapere sul passato dell’eroina

Fonte: CBR

Vedova Nera: 10 curiosità sul corpo dell’eroina Marvel

Vedova Nera: 10 curiosità sul corpo dell’eroina Marvel

Come già annunciato nei mesi scorsi, i Marvel Studios porteranno sul grande schermo un film interamente dedicato a Vedova Nera, il personaggio interpretato nel MCU da Scarlett Johansson, che arriverà nelle sale il 06 Novembre 2020. 

Secondo quanto riportato, lo standalone riprenderà le sorti di Natasha Romanoff quindici anni dopo la caduta dell’Unione Sovietica negli Stati Uniti. Detto ciò, è evidente che il film si piazzerà in un momento della timeline antecedente a Iron Man 2 (dove debuttava ufficialmente). Ma quanto sappiamo davvero dell’eroina? Ecco di seguito 10 curiosità su Vedova Nera che forse sono i fan dei fumetti conoscono:

È biologicamente modificata

vedova neraFu durante la sua permanenza nella Stanza Rossa che a Natasha venne somministrato un siero non troppo diverso dal siero del Super Soldato che trasformò Steve Rogers in Captain America.

Questo spiega perché il personaggio sia invecchiato così lentamente nel corso degli anni, e perché sia così forte, veloce e dotata di riflessi più sviluppati di una persona normale.  Inoltre Natasha riesce a guarire anche da ferite rapidamente e raramente si ammala.

Le sono stati impiantati falsi ricordi

vedova neraLo stesso procedimento che diede a Natasha Romanoff i suoi “superpoteri” ha anche impiantato nella sua testa dei ricordi falsi. Tuttavia questo rimane uno degli aspetti più confusi sul passato di Vedova Nera, con alcuni sceneggiatori che hanno scelto di usare il suo passato riscritto nel corso degli anni, mentre altri hanno mantenuto l’originale.

È stata addestrata dal Soldato d’Inverno

Paragonare Vedova Nera al Soldato d’Inverno non è un’idea del tutto sbagliata: entrambi sono sopravvissuti ad un periodo della vita in cui sono stati sottoposti a lavaggi del cervello e pesanti allenamenti, cambiando le proprie alleanze e identità.

Sia Bucky che Natasha sono stati usati come strumenti di distruzione ed entrambi hanno lottato per trovare la strada per tornare in sé, dunque è del tutto comprensibile che i due abbiano stretto un legame nella storia dei fumetti e che Bucky l’abbia aiutata a diventare l’eroina letale che è ora.

Ha sollevato il Mjolnir

vedova neraI fumetti della serie What If hanno consegnato ai fan alcuni dei momenti più scioccanti e assurdi della storia dei Vendicatori, esplorando le infinite possibilità dell’universo su come sarebbe stato cambiato se alcuni eventi si fossero svolti diversamente.

E se esistesse un mondo in cui il Dio del Tuono e altri supereroi hanno perso la vita? Chi prenderebbe il suo martello? Ebbene, l’unica in grado di sollevare il Mjolnir altri non fu che Natasha. Durante una battaglia con i Giganti del Ghiaccio, Vedova Nera raccolse il martello e venne trasformata nella Dea del Tuono.

Le sue cicatrici

Sappiamo che il MCU ha preso spunto dai fumetti, tuttavia la maggior parte delle storie adattate sono solo vagamente basate sul materiale di partenza. Il discorso vale per Avengers: Age of Ultron, la cui trama originale era abbastanza diversa: in un futuro desolato e senza speranza, Ultron aveva conquistato la Terra e gli eroi rimasti dovevano trovare un modo per cambiare il corso della storia, il che portò a conseguenze piuttosto terribili.

Alcune di queste versioni future dei personaggi apparivano diverse, ma il look di Natasha era cambiato in modo piuttosto drastico. Indossava infatti un mantello scuro che potesse coprire le numerose cicatrici che avevano sfigurato il suo volto.

Il suo costume originale

Il costume di Vedova Nera è diventato nel tempo così iconico che ora è difficile pensare a quanto fosse diversa al suo debutto. Apparsa per la prima volta su Tales of Suspense # 52 nel 1964, Natasha non indossava la tuta di pelle attillata che conosciamo, ma un abito da sera e un velo.

Il personaggio è stato poi rinnovato negli anni ’70, con un costume ispirato a Marla Drake, alias Miss Fury, creata da June Tarpé Mills negli anni ’40. 

È stata sostituita da un clone

Natasha ha perso la vita durante gli eventi di Secret Empire, ma sappiamo tutti che niente è definitivo nei fumetti di supereroi; quando poi è tornata, le cose sono state piuttosto scioccanti.

La Vedova Nera non era la vera Natasha, ma soltanto un suo clone, con una memoria reintegrata nel suo cervello così da non notare le differenze, il che significa che – in realtà – l’eroina sapeva ancora riconoscere il bene dal male.

È stata uccisa da Occhio di Falco

La Vedova Nera introdotta nei fumetti di Earth-1610 era solo una maschera di una villain, un “mostro” che tradisce la sua squadra originale rivelando l’identità di Bruce Banner, incastrando Captain America facendolo credere un traditore e uccidendo moglie e figli di Occhio di Falco.

Tuttavia la sua doppia identità venne scoperta in tempo, prima che potesse sposare Tony Stark. E subito dopo Clint Barton non ci ha pensato due volte: appena ha avuto la possibilità di vendicarsi per tutto ciò che aveva fatto alla sua famiglia, l’ha uccisa.

I capelli neri

I capelli di Scarlett Johansson sono cambiati più volte nel corso degli ultimi dieci anni di MCU, mantenendo (quasi sempre) il classico colore rosso che contraddistingue Vedova Nera. Questi continui cambi sono giustificati dal suo lavoro come spia e dall’esigenza di non farsi riconoscere, ma hanno anche radici nella storia dei fumetti.

Inizialmente, Natasha aveva dei capelli che corrispondevano al suo nome in codice, neri tinti, perché  era una rossa naturale. Questa decisione fu presa quando il personaggio ha avuto una  drastica trasformazione negli anni ’70, e da allora l’eroina ha sempre sfoggiato il classico look rosso.

Un passato da ballerina classica

vedova neraNei film del MCU è stato appena accennato il passato da ballerina di Natasha Romanoff, tuttavia non è ancora chiaro se quel frammento della storia sia davvero accaduto.

Il retroscena originale parlava della formazione da danzatrice classica come una copertura per il suo vero lavoro di spia, anche se più tardi è stato rivelato che, sebbene Natasha conservi i ricordi di questa parte della sua vita, non si può dire che sia tutto reale.

Vedova Nera: 10 cose da sapere sul passato di Natasha Romanoff

Vedova Nera: 10 cose da sapere sul passato di Natasha Romanoff

Prossima eroina protagonista di uno standalone, Vedova Nera è il nome in codice di Natasha Romanoff, spia russa trapiantata in America che nel MCU ha il volto di Scarlett Johansson.

Scopriamo di seguito tutto quello che c’è da sapere sul personaggio prima dell’uscita del film:

È nata a Stalingrado

Natasha Romanoff è nata a Stalingrado, una delle più grandi città industriali della Russia. Durante quel periodo fu teatro di una sanguinosa battaglia che potrebbe essere ripresentata nello standalone dei Marvel Studios.

Magari coinvolgendo Captain America e lo sfondo della Seconda Guerra Mondiale…

Ha progettato un’arma chiamata “Il morso della vedova”

Mentre Natasha era ancora un’allieva della Stanza Rossa in Russia, progettò un’arma chiamata “Morso della vedova“, un dispositivo montato sui suoi polsi in grado di lanciare elettroshock.

Nel MCU fa parte dell’arsenale dello S.H.I.E.L.D., mentre nei fumetti fu presentata come un dono americano per aver disertato la madre patria.

Originariamente non aveva un costume

Il costume di Vedova Nera è diventato nel tempo così iconico che ora è difficile pensare a quanto fosse diversa al suo debutto. Apparsa per la prima volta su Tales of Suspense # 52nel 1964, Natasha non indossava la tuta di pelle attillata che conosciamo, ma un abito da sera e un velo.

Il personaggio è stato poi rinnovato negli anni ’70, con un costume ispirato a Marla Drake, alias Miss Fury, creata da June Tarpé Mills negli anni ’40. 

Ha lavorato come modella a Tokio

In Iron Man 2, vediamo Tony Stark controllare il curriculum di Natasha Romanoff e scoprire alcuni scatti del suo precedente lavoro come modella di lingerie a Tokyo. In realtà l’eroina faceva parte di una missione sotto copertura in Giappone con il falso nome di Natalie Rushman.

È stata allevata da Ivan Petrovich

L’uomo di mezza età chiamato Ivan Petrovich ha cresciuto Natasha Romanoff come sua figlia dopo la morte della vera madre, vittima della guerra a Stalingrado. Ivan è stato il suo autista e amico più stretto, anche da adulto.

Ha inoltre salvato Natasha dai nazisti che l’avevano catturata durante la seconda guerra mondiale con l’aiuto di Captain America e Wolverine, un momento meraviglioso ed emozionante che speriamo di rivedere anche nel MCU.

Ha tradito la Russia per Occhio di Falco

C’è chi si diverte a liquidare Clint Barton (aka Occhio di Falco) come uno dei personaggi più inutili o noiosi del MCU, tuttavia il suo trascorso con Natasha Romanoff lo rende una figura molto più complessa di quanto appaia al cinema.

Per lui, Vedova Nera ha anche deciso di voltare le spalle alla Russia, scegliendo di lavorare per il governo americano insieme allo S.H.I.E.L.D.: nonostante la sua formazione sovietica, l’affetto per Clint superava ogni ostacolo.

Matrimonio combinato

Ebbene si, Natasha Romanoff si ritrovò quasi bloccata in un matrimonio combinato dopo che il KGB decise che avrebbe sposato Alexei Shostakov, un famoso pilota collaudatore che lavorava per l’Unione Sovietica.

Poco dopo la cerimonia, le potenze sovietiche scelsero Shostakov come il loro nuovo agente segreto sotto il nome di Guardiano Rosso, e una volta accettato il lavoro, non avrebbe potuto più avere alcun contatto con sua moglie.

Natasha ricevette così un messaggio che le diceva che suo marito era morto e che sarebbe stata addestrata come spia.

L’addestramento nella Red Room

vedova nera

Addestrata nelle arti marziali e per diventare una perfetta spia in grado di usare varie armi da fuoco, Natasha impara a combattere fin da giovane in un’accademia segreta chiamata “Stanza Rossa“. Ne abbiamo visto qualche frammento durante le sequenze oniriche di Avengers: Age of Ultron, ed è probabile che tornerà in scena nello standalone in uscita.

La stessa eroina ha spiegato a Bruce Banner una delle procedure attuate nella scuola: “Qui, dove sono stata addestrata, dove sono cresciuta, hanno una cerimonia di laurea. Ti sterilizzano. Una cosa in meno di cui preoccuparsi. L’unica cosa che potrebbe importare più di una missione. Rende tutto più facile…

Il suo vero nome è Natasha Romanova

I fan del MCU la conoscono come Natasha Romanoff, tuttavia soltanto chi ha letto i fumetti saprà che si tratta dell’alias di Natalia Romanova, il vero nome di battesimo dell’eroina nascosto negli anni per sfuggire alla presa dei suoi numerosi nemici.

Occhio di Falco è stato incaricato di ucciderla

La Vedova Nera introdotta nei fumetti di Earth-1610 era solo una maschera di una villain, un “mostro” che tradisce la sua squadra originale rivelando l’identità di Bruce Banner, incastrando Captain America facendolo credere un traditore e uccidendo moglie e figli di Occhio di Falco.

Tuttavia la sua doppia identità venne scoperta in tempo, prima che potesse sposare Tony Stark. E subito dopo Clint Barton non ci ha pensato due volte: appena ha avuto la possibilità di vendicarsi per tutto ciò che aveva fatto alla sua famiglia, l’ha uccisa.

Leggi anche – Vedova Nera: 10 curiosità sul corpo dell’eroina Marvel

Fonte: ScreenRant

Vedova Nera, il volto migliore del MCU

Vedova Nera, il volto migliore del MCU

Attenzione – l’articolo contiene spoiler su Avengers: Endgame

Sono passati sette anni dall’uscita di The Avengers, eppure la scena dell’interrogatorio di Natasha Romanoff che cerca di estorcere informazioni ad un boss mafioso russo rimane forse la più significativa del viaggio di Vedova Nera attraverso il MCU e assume, alla luce di Endgame, un’importanza che almeno all’epoca avevamo sottovalutato. “La famosa Vedova Nera, che alla fine non è altro che un bel faccino” è un po’ la sintesi del pensiero comune rivolto a questa eroina senza superpoteri, innegabilmente ammiccante e sexy, dotata di un’abilità molto specifica, l’autocontrollo, che l’infanzia difficile e un passato di abusi fisici e psicologici le hanno insegnato; l’unica donna all’interno di un collettivo maschile meritevole di occupare un posto di rilievo al fianco di arroganti playboy, soldati fuori dal tempo, dei con problemi genitoriali, geni in lotta con il proprio temperamento. Quella scena è il vero punto di partenza di un discorso sulla rappresentazione femminile nel Marvel Cinematic Universe, senza cui non ci sarebbero state le varie Captain Marvel, Gamora e Valchiria, oltre che la continuazione del percorso iniziato in Iron Man 2, dove Scarlett Johansson esordiva nei panni dell’agente sotto copertura dello S.H.I.E.L.D.

Ma la differenza, rispetto al film di John Favreau del 2010, è che stavolta lo sguardo su Vedova Nera è quello di Joss Whedon, un alfiere del female empowerment nell’intrattenimento con un punto di vista sempre originale su cosa significhi essere donne e eroine nella società contemporanea. Come Buffy l’ammazzavampiri, anche Natasha è stata strappata dalla sua gioventù per farsi carico di responsabilità che non aveva chiesto né voluto; addestrata per diventare una spietata assassina, manipolata mentalmente, addirittura sterilizzata (perché un figlio sarebbe stata una “distrazione”), cresciuta con metodi estremamente violenti e brutali che spesso utilizzava contro i suoi avversari. E in questa condizione di “prescelta”, o predestinata, ha maturato dentro di sé un vuoto. Perché questo comporta un lavoro del genere: solitudine, malinconia, freddezza nei confronti degli altri.

vedova nera

Autocontrollo è la facilità con cui risponde a chi la sta interrogando “Davvero mi trovi carina?” o quando dice a Phil Coulson che non può tornare alla base perché “sta lavorando”, sospesa ai bordi di un precipizio. E quel combattimento con le mani legate (“Ho sempre combattuto con le mani legate dietro la schiena, ma cosa succederà quando le avrò completamente libere?” esclamerà Carol Danvers nel film del 2019 con Brie Larson), la bellezza dei movimenti e il dettaglio delle scarpe con il tacco che Whedon riprende alla fine della scena sono diapositive indimenticabili, oltre che descrittive del personaggio: forte e sensuale, può essere entrambe le cose e non per questo passare per frivola e superficiale. Sarà lei, guarda caso, ad andare da Hulk e a convincere il “big guy” a unirsi ai Vendicatori. Non Nick Fury, non Tony Stark, ma lei.

Il bel faccino di Iron Man 2 cambia pelle (e look), fedele alla controparte dei fumetti e in grado di conservare la sua femminilità sia sul campo che fuori servizio. Prima il tubino nero – quello dell’interrogatorio – poi il completo retrò del party di Age of Ultron, per non parlare del taglio di capelli ogni volta diverso (retaggio dei suoi anni da spia), le divise succinte ma soprattutto pratiche (perché Natasha deve muoversi in fretta) e la naturale confidenza nel proprio corpo che solo un’attrice come la Johansson poteva comunicare. Ma è una trasformazione progressiva che tocca insieme la sensibilità e l’umanità, territori repressi in un contesto nuovo, quello della squadra, dove la parole d’ordine è “condivisione” dello stesso spazio.

Con gli Avengers, Vedova Nera cresce, o forse scopre finalmente la sua vera sé, quella migliore, materna, sentimentale, fragile; l’unica in grado di calmare la rabbia di Hulk che però rinuncia all’amore (con Bruce Banner) e cerca in ogni modo, sotto traccia, di conciliare due fazioni divise da un’ideologia cieca (in Civil War, quando lascia fuggire Steve e Bucky dall’aeroporto tradendo Tony). La ritroviamo in disparte, quasi marginale rispetto alla trama, in Infinity War, dove prende a calci il nemico e respinge ogni tipo di coinvolgimento emotivo. Un passaggio cruciale che la porterà alla piena consacrazione e al culmine del suo arco narrativo in Endgame.

vedova nera

Il suo viaggio, nella nostra mente, sarebbe giunto alla fine solo se Natasha fosse riuscita a riunire i Vendicatori. È cresciuta in un ambiente terribile che ha abusato di lei, le hanno controllato il cervello, e quindi, quando arriva su Vormir e ha un’unica possibilità di riportare indietro la sua famiglia, non ci pensa due volte”, ha raccontato lo sceneggiatore Stephen McFeely in un’intervista con il New York Times. “Avevamo paura che il pubblico, a quel punto del film, non sarebbe stato pronto o abbastanza triste… stavamo perdendo un grande personaggio, e come saremmo riusciti a onorarlo?”.

Di fatto Iron Man e Vedova Nera sono i due personaggi più importanti che non sopravvivono agli eventi del film; lui, figura pubblica, ha il suo funerale, il cordoglio dei cari, i riflettori puntati, lei, una spia, nessuna scena eclatante tranne lo sgomento negli occhi e nelle parole dei compagni quando scoprono la sua assenza di ritorno dal Regno Quantico.

È una scelta coerente con il basso profilo tenuto dall’eroina in un questo universo, che non significa aver offerto allo spettatore un’icona passiva, invisibile e debole, ma un modello di femminilità esemplare, oltre che mai scontato e sempre affascinante; capace di alternare il registro della donna di potere con quello della madre, sorella, compagna, amante compassionevole. Dunque visto il destino riservatole dai Marvel Studios e il sentiero calpestato fino ad oggi, siamo convinti che Natasha Romanoff sia riuscita a cancellare “quella nota rossa sul registro” e a risultare molto più che un bel faccino, dopo tutto. Per noi, il volto migliore del MCU.

Vedova Nera, gli Skrull e la “teoria” dei panini di Nick Fury

Vedova Nera, gli Skrull e la “teoria” dei panini di Nick Fury

Il film che ha raccontato le origini di Carol Danvers e la sua trasformazione in supereroina si è rivelata la perfetta occasione per introdurre nell’universo cinematografico Marvel gli Skrull, personaggi creati da Stan Lee e Jack Kirby e introdotti prima come avversari dei Fantastici Quattro, poi divenuti una presenza costante nei vari crossover della storia editoriale. Chi conosce i fumetti o ha visto Captain Marvel al cinema saprà che questi alieni mutaforma sono capaci di assumere le sembianze di ogni essere umano, assimilarne i suoi ricordi più recenti e infiltrarsi con grande facilità all’interno delle strutture governative (vedi ad esempio Talos, che aveva preso il posto del capo dello S.H.I.E.L.D. Keller), e da tempo c’è chi ipotizza che uno scenario del genere si sia sviluppato anche nel corso del MCU.

Qualche mese fa, dopo l’uscita in sala di Captain Marvel, era stato BuzzFeed a sostenere che un indizio sulla presenza degli Skrull nella realtà difesa dai Vendicatori fino a Endgame era stato seminato già a partire da Age of Ultron, facendo riferimento alla frase pronunciata da Nick Fury nel dialogo/interrogatorio con Carol: la scena è ambientata nel bar dove i due si ritrovano soli, faccia a faccia, raccontando aneddoti del loro passato, ed è allora che l’eroina gli chiede di rivelarle un dettaglio privato che proverebbe il suo non essere un alieno. “Se un toast è tagliato in diagonale, non posso mangiarlo, dice Fury, ma se ricordate bene, in Age of Ultron il personaggio fa esattamente il contrario quando si prepara un panino a casa di Clint Barton.

Leggi anche – MCU: 10 scene che assumono un significato diverso alla luce di Endgame

Dunque il futuro leader dello S.H.I.E.L.D. è in realtà uno Skrull? Che si tratti di una coincidenza o di una scelta ben precisa da parte dei Marvel Studios? Forse Fury è stato sostituito da un mutaforma, magari proprio Talos, dopo la “finta” morte in Captain America: The Winter Soldier? Il dubbio resta e l’enigma si infittisce, soprattutto dopo aver scovato l’ennesimo dettaglio misterioso nel recente Avengers: Endgame.

Stavolta però l’indiziata numero uno è Natasha Romanoff, altra vecchia conoscenza dell’organizzazione, ex spia e pupilla di Fury: nel film che chiude definitivamente la saga delle gemme dell’infinito ritroviamo Vedova Nera subito dopo lo schiocco mentre viaggia insieme a Steve Rogers e i sopravvissuti verso il pianeta dove si nasconde Thanos; fallita la missione, gli eroi tornano a casa e passeranno altri cinque anni prima di rivederli in azione e progettare i viaggi nel tempo attraverso il Regno Quantico. Ma se prestate attenzione ad una scena particolare, quella in cui Nat sta per confrontarsi con Steve all’Avengers Compound subito dopo il salto temporale e il summit con War Machine, Okoye, Rocket e Carol, noterete che si sta preparando un sandwich. Guarda caso la macchina da presa indugia fin troppo, e il taglio è diagonale. Di nuovo ci chiediamo se possa trattarsi di una coincidenza o di una scelta ben precisa. D’altronde non ci sorprenderebbe scoprire che fosse nei piani di Kevin Feige e co. disseminare piccoli e impercettibili indizi sull’infiltrazione degli Skrull sulla Terra, creando così una base per la narrazione della Fase 4 ormai pronta a partire.

E se anche Natasha, come Nick Fury, fosse un alieno? E se ci fossero più Skrull che da anni vivono sotto le sembianze di personaggi che conosciamo e di cui ci fidiamo che intanto tramano per ribaltare l’equilibrio stabilito? Un panino è la soluzione a tutte le nostre domande? Sarebbe sicuramente un’ipotesi intrigante per il futuro del franchise, ora aggrappato a pochissime certezze (i sequel di Spider-Man, Black Panther e Doctor Strange, il racconto cosmico degli Eterni, le nuove avventure dei Guardiani della Galassia) e che al momento appare molto confuso…

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Vedova Nera, anche Florence Pugh ha concluso le riprese

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Vedova Nera, anche Florence Pugh ha concluso le riprese

Dopo averla apprezzata in Midsommar e mentre la vedremo al cinema a Natale in Piccole Donne di Greta Gerwig, Florence Pugh ha anche in cantiere un progetto ad alto budget e con grande pubblico potenziale. L’attrice partecipa al cast di Vedva Nera, per il quale ha appena concluso le riprese.

A informarci è la stessa Pugh che ha condiviso sui social, tramite l’account sociale Florence-Pugh.net, che le sue riprese per il film Marvel sono finite.

https://twitter.com/florencepughnet/status/1179740655238701056?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1179740655238701056%7Ctwgr%5E363937393b70726f64756374696f6e&ref_url=https%3A%2F%2Fscreenrant.com%2Fflorence-pugh-marvel-black-widow-movie-done-filming%2F

Vi ricordiamo che il film vedrà Scarlett Johansson di nuovo protagonista nei panni di Natasha Romanoff, il personaggio introdotto nel MCU da Iron Man 2. Il titolo di lavorazione è “Blue Bayou” e in regia c’è Cate Shortland, seconda donna (dopo Anna Boden di Captain Marvel) a dirigere un titolo dell’universo cinematografico Marvel.

La sceneggiatura è stata riscritta nei mesi scorsi da Ned Benson (The Disappearance of Eleanor Rigby). Insieme alla Johansson ci saranno anche David Harbour, Florence Pugh, e Rachel Weisz.

Al momento non ci sono ulteriori aggiornamenti sul film, né sui personaggi o le direzioni della trama. Lo studio è invece determinato a mantenere la massima segretezza intorno al progetto.

Vedova Nera: tutto quello che sappiamo sul film

Vedova Nera vs Soldato d’Inverno sul set di Captain America

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Vedova Nera vs Soldato d’Inverno sul set di Captain America

Ecco un interessante video dal set di Captain America: il soldato d’inverno, in cui il nuovo personaggio del titolo () è coinvolto in uno scontro a fuoco con la nostra Vedova Nera , per la terza volta interpretata dalla bella e rossa per l’occasione Scarlett Johansson e alle prese con un inseguimento in cui purtroppo è preda.

Le riprese si stanno svolgendo a Cleveland, dove nei giorni scorsi sono state scattate le foto che hanno rivelato qualcosa in più del costume del Soldato d’Inverno.

Ecco il video:

 

Captain America: il soldato d’inverno comprende nel cast già attori del calibro di Frank GrilloScarlett JohanssonEmily VanCamp e Toby Jones. Anthony Joe Russo dirigeranno la pellicola, la cui uscita statunitense è fissata per  il 4 Aprile 2014. Le riprese sono iniziate a Cleveland.

La storia si riaggancerà alla fine di The Avengers, continuando a seguire il Captain America impegnato con Nick Fury e la S.H.I.E.L.D e alle prese con la modernità. Al momento l’uscita del film è prevista per il 4 aprile del 2014. Vi ricordiamo che tutte le news sul film sono reperibili nel nostro speciale: Captain America: il soldato d’inverno. Tutte le info utili nella nostra scheda: Captain America: il soldato d’inverno.

Fonte: comicbookmovie

Vedova Nera sarà l’ultimo film di Scarlett Johansson nel MCU?

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Vedova Nera sarà l’ultimo film di Scarlett Johansson nel MCU?

Vedova Nera inaugurerà la Fase 4 del Marvel Universe riportando in scena il personaggio di Natasha Romanoff prima degli eventi che l’hanno vista sacrificarsi per il bene dei compagni e della missione contro Thanos in Avengers: Endgame. Trattandosi di un caso unico nella storia del MCU la curiosità è alle stelle, così come l’eccitazione legata all’opportunità di rivedere ancora una volta l’eroina interpretata da Scarlett Johansson in uno standalone.

Il film è stato descritto come una sorta di prequel ambientato tra Captain America: Civil War e Avengers: Infinity War, ma dopo l’uscita fissata a maggio 2020, l’attrice tornerà ancora a vestire i panni della spia russa? Oppure questo titolo segnerà anche la fine della sua esperienza con i Marvel Studios?

Sono queste le domande rivolte alla Johansson dal reporter di Comicbook Brandon Davis pochi minuti dopo il panel del Comic-Con di sabato, e la risposta è sembrata piuttosto generale e poco esaustiva:

Se sopravvivo alle riprese di questo film, forse.”

Difficile ipotizzare qualsiasi scenario con i pochi strumenti a disposizione. Sappiamo quanto gli attori siano obbligati a mantenere l’assoluta segretezza riguardo i progetti che li coinvolgono, dunque non ci resta che attendere notizie ufficiali nel corso dei prossimi due anni.

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Vi ricordiamo che il film vedrà Scarlett Johansson di nuovo protagonista nei panni di Natasha Romanoff, il personaggio introdotto nel MCU da Iron Man 2. Il titolo di lavorazione è “Blue Bayou” e in regia c’è Cate Shortland, seconda donna (dopo Anna Boden di Captain Marvel) a dirigere un titolo dell’universo cinematografico Marvel.

La sceneggiatura è stata riscritta nei mesi scorsi da Ned Benson (The Disappearance of Eleanor Rigby). Insieme alla Johansson ci saranno anche David Harbour, Florence Pugh, e Rachel Weisz.

Al momento non ci sono ulteriori aggiornamenti sul film, né sui personaggi o le direzioni della trama. Lo studio è invece determinato a mantenere la massima segretezza intorno al progetto attualmente in produzione e presumibilmente ambientato prima degli eventi che l’hanno portata a diventare una fuggitiva in Avengers: Infinity War.

Vedova Nera: la descrizione del footage mostrato al Comic-Con

Fonte: Comicbook

Vedova Nera sarà il primo film vietato ai minori dei Marvel Studios?

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La diversità sarà un valore celebrato dalla Fase 4 del MCU, come spiegato da Kevin Feige in numerose interviste, e il film su Vedova Nera potrebbe inaugurare questa nuova fase diventando il primo capitolo dei Marvel Studios ad uscire nelle sale come vietato ai minori. A suggerirlo è Charles Murphy di That Hashtah Show su Twitter, precisando che si tratterebbe soltanto di un rumor e non di una conferma ufficiale.

Lo standalone riprenderà le sorti di Natasha Romanoff quindici anni dopo la caduta dell’Unione Sovietica negli Stati Uniti. Detto ciò, è evidente che il film si piazzerà in un momento della timeline antecedente a Iron Man 2 (dove Vedova Nera debuttava ufficialmente). Probabile quindi un’ambientazione a metà degli anni 2000, una posizione storica che potrebbe ammettere la tanto sperata reunion tra Natasha e Clint Barton (Occhio di Falco) mentre collaborano a Budapest, oppure il primo incontro fra l’eroina e il Soldato d’Inverno

Vedova Nera: ecco cosa possiamo aspettarci dal cinecomic prequel

Vi ricordiamo la sceneggiatura del cinecomic è stata affidata a Jac Schaeffer (già autrice di TiMER, Nasty Woman, Frozen – Le avventure di Olaf) e la regia a Cate Shortland.

Il villain del film su Vedova Nera sarà quasi sicuramente un uomo, descritto come un individuo “entusiasmante” e di etnia non identificata, ma che si aggira intorno ai quarant’anni. Sfogliando la storia dell’eroina nei fumetti, un personaggio che corrisponde a questa descrizione è il Guardiano Rosso, soldato russo tra i più amati dai fan; oppure potrebbe trattarsi di Taskmaster, supercriminale mercenario capace di duplicare perfettamente i movimenti di chiunque e infiltrato nello SHIELD. Possibile, vista l’ambientazione in Europa, anche la presenza di Night Raven, apparso nella graphic novel Fury / Black Widow: Death Duty. Viene inoltre menzionato che gli studios sono in cerca di un’attrice di 50 anni che possa interpretare un villain secondario.

Vedova Nera: il film sarà un prequel con il Soldato d’inverno?

Fonte: Twitter

Vedova Nera in azione sul set di Captain America Civil War

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Vedova Nera in azione sul set di Captain America Civil War

Ecco altre immagini di Scarlett Johansson, AKA Vedova Nera, impegnata sul set di Captain America Civil War.

Ecco le foto dal set del film: [nggallery id=1652]

In attesa di nuovi dettagli in merito ricordiamo che Captain America Civil War sarà diretto da Anthony e Joe Russo e vedrà nel cast Chris Evans, Robert Downey Jr., Scarlett Johansson, Chadwick Boseman, Sebastian Stan, Samuel L. Jackson, Frank Grillo, Jeremy Renner e Daniel Bruhl. Il film uscirà il 6 maggio 2016.

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Vedova Nera e Red Sparrow: il regista commenta il paragone

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Francis Lawrence ha diretto di nuovo Jennifer Lawrence, dopo la saga di Hunger Games, in Red Sparrow, film che è stato paragonato per alcuni versi a Vedova Nera.

Il regista ha spiegato che capisce il paragone ma che deriva principalmente dalla sovrapposizione di elementi superficiali: “C’è chi pensa che (Red Sparrow) sia molto simile alla storia della Vedova Nera. Ma questo non dipende da Vedova Nera, ma da Black Sparrow, che è stato scritto da un tizio che stava nella CIA. I suoi riferimenti vengono da quel posto, ma sono sempre stati lì. Alle persone piace mettere nelle categorie le cose, ma si tratta di un film davvero unico. È un thriller, non un action. C’è violenza, c’è un po’ di perversione, un sacco di intrighi. Un film di spionaggio molto molto differente.”

Tuttavia, i due personaggi, quello interpretato da Jennifer Lawrence e quello interpretato da Scarlett Johansson, hanno effettivamente qualcosa di specifico in comune: il balletto.

“Gran parte del film si ambienta dopo che lei è rimasta ferita. C’è una sequenza molto importante all’inizio in cui c’è una grande sequenza di balletto, un pezzo coreografato che ha comportato un lavoro alquanto duro da parte di Jennifer e lei ha fatto parecchio allenamento e ha avuto grandi controfigure.”

Vedova Nera: nuovi sviluppi sul film in produzione con Scarlett Johansson

Il film su Vedova Nera è da diverso tempo una richiesta precisa e continua dei fan che amano il personaggio e che, fino a questo momento, si è sempre fatto vedere soltanto in film collettivi, o al massimo al fianco di Captain America (in The Winter Soldier e Civil War).

Oltre alla protagonista e produttrice Scarlett Johansson, il film prevede al momento nel cast solo il nome di Jac Schaeffer, sceneggiatrice incaricata di raccontare la storia della Vedova Nera.

Vecna: il piano completo nella quinta stagione di Stranger Things spiegato

Sebbene il ritorno di Vecna nella quinta stagione di Stranger Things non sia una grande sorpresa, il suo nuovo piano è piuttosto complesso da svelare per gli spettatori. Il Stranger Things stagione 5 – volume 1 è finalmente arrivato e l’ultima uscita dell’enorme franchise di Netflix non ha deluso le aspettative. Dopo tre anni di attesa, la serie ha aggiornato gli spettatori su tutta la banda di Hawkins.

Che gli spettatori vogliano vedere più Eleven e Hopper, Mike, Lucas, Dustin e Will, o Robin, Steve, Jonathan e Nancy, la stagione 5, volume 1 di Stranger Things ha una trama per tutti. Inoltre, il gruppo non è così diviso come lo era nella Stranger Things – stagione 4, il che significa che la posta in gioco è più alta e l’azione sembra più fluida.

Tuttavia, non tutto è motivo di festeggiamenti. Il principale antagonista di Stranger Things, Henry Creel/Vecna/001, è tornato ed è più potente che mai. Utilizzando i bambini che ha rapito come una sorta di batterie psichiche per alimentare la sua conquista di Hawkins, Vecna intende distruggere la città rapendo i suoi civili più innocenti. Il suo piano è descritto di seguito.

Vecna vuole “rimodellare il mondo” in Stranger Things

PER GENTILE CONCESSIONE DI NETFLIX © 2025

Vecna dice che intende “rimodellare il mondo” nella stagione 5, volume 1. L’episodio si apre con un flashback della stagione 1, quando il Demogorgon cattura Will nell’Upside-Down e lo trascina, privo di sensi, nella tana di Vecna. Una volta lì, Vecna riempie Will di una sostanza non identificata che sembra rafforzare il legame psichico tra loro.

Vecna intende ripetere questo processo con altri bambini, a partire dalla sorellina di Nancy e Mike, Holly Wheeler. Alla fine della stagione 5, volume 1, episodio 1, un Demogorgon emerge dal tetto della camera da letto di Holly e, dopo aver combattuto brutalmente contro i suoi genitori nell’episodio successivo, trascina la bambina nell’Upside-Down.

Holly viene poi vista mentre cammina verso una casa idilliaca con il suo amico immaginario, “Mr Whatsit”, ma c’è qualcosa che non va in tutta la scena. Quando viene rivelato il volto di Mr Whatsit, si scopre che il suo amico è in realtà il cattivo Vecna, che l’ha condotta alla Creel House.

Sebbene Holly si trovi nell’Upside-Down, il potere dei ricordi di Vecna permette alla casa di apparire serena e intatta a lei e Henry. Henry le dice che il suo compagno di classe Derek si unirà presto a loro laggiù e che il resto degli scolari di Hawkins seguirà.

Perché Vecna sta prendendo i bambini di Hawkins per il suo piano

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© Netflix

Il motivo per cui Vecna sta prendendo di mira i bambini del posto per realizzare il suo piano sembra essere triplice. Da un lato, sostiene che i bambini sono intrinsecamente “deboli nel corpo e nella mente” e li prende di mira perché crede di poterli controllare facilmente. Dall’altro, li definisce anche “vasi”.

In brevi flash, gli spettatori scoprono che Vecna sta usando i bambini che ha rapito come ha fatto con Will anni fa, riempiendoli di una sostanza sconosciuta che li rende psichicamente connessi a lui. Mentre Vecna non ha remore a uccidere semplicemente gli adulti e a usare i Demogorgoni per massacrare indiscriminatamente dozzine di soldati, considera i bambini come dei canali.

Infine, Vecna usa i bambini come contenitori del suo potere, sfruttando il suo legame psichico con loro per diventare più forte. Tuttavia, questo alla fine si ritorce contro di lui quando Stranger Things eroe Will si rivela inaspettatamente potente, cosa che verrà presto spiegata più dettagliatamente.

Cosa scopre Will sul piano di Vecna usando la mente alveare

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Foto Credits Netflix

Il piano di Vecna prevede che lui prenda un bambino la notte in cui ha rapito Holly, tre la notte successiva e otto quella dopo. Quindi, a parte Holly, Vecna ha già tre bambini nell’Upside-Down, e i Demogorgon rapiscono gli altri otto alla fine dell’episodio 4. Will menziona che, nella visione della tana di Vecna che ha avuto, il mostro aveva 12 posti.

Ciò significa che Vecna molto probabilmente ha abbastanza persone per portare a termine il suo piano. Tuttavia, il grande difetto di questo piano è che Will scopre di poter usare il legame psichico di Vecna contro di lui alla fine dell’episodio 4, uccidendo numerosi Demogorgon proprio come Vecna ha ucciso i personaggi umani durante tutta la stagione 4.

Come la storia di Will ha convinto Vecna a portare a termine il suo piano

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Vecna si è riferito a Will come “il primo” e colui che ha mostrato a Vecna ciò che poteva essere “raggiunto”, il che significa che Will era abbastanza debole da poter essere manipolato quando è stato rapito per la prima volta. Dato che il passato di Vecna lo ha visto uccidere numerosi bambini nel laboratorio di Hawkins durante il suo tentativo di fuga, non sorprende che consideri i bambini deboli e sacrificabili.

Tuttavia, questo sembra essere stato il suo punto debole, sia allora che adesso. Nel laboratorio di Hawkins, Henry Creel è stato sconfitto da Eleven dopo averla sottovalutata, e lei lo ha sfigurato così gravemente che è diventato il mostruoso Vecna.

Alla fine dell’episodio 4, il piano di Vecna viene sventato quando Will si prende un momento per riprendersi, ripensa ai momenti che lo hanno reso quello che è e trova forza nelle sue amicizie, nella sua famiglia e nella sua rete di sostegno. Dimostrando che Vecna si sbagliava sulla sua debolezza, Will uccide contemporaneamente numerosi Demogorgon e dimostra che il cattivo di Stranger Things si sbagliava su di lui.

Vecna in Stranger Things: identità, poteri e origini del più temuto villain della serie

Chi è Vecna, cos’è Vecna e cosa vuole Vecna dai ragazzi di Hawkins? Queste sono tutte domande che alimentano il mistero centrale della quarta stagione di Stranger Things. Finora, in ogni stagione, le cose sono andate progressivamente fuori controllo. La stagione 1 è iniziata con un semplice mostro che ha varcato il cancello dell’Upside Down, ma la stagione 2 ha ampliato questo concetto e ha introdotto il vero grande cattivo della serie: il Mind Flayer. E quello era solo un nuovo inizio.

Stranger Things stagione 3 ha costruito su tutto questo e ha finalmente portato il Mind Flayer nel mondo reale. La minaccia del mostro non era più teorica né limitata al solo Will Byers. Piuttosto, il tributo fisico imposto dal Mind Flayer ha causato la morte di decine di persone e la frattura della comunità di Hawkins. È anche possibile che tutti questi eventi che si sono verificati a Hawkins nel corso degli anni abbiano portato al ritorno di Vecna, il cattivo della quarta stagione di Stranger Things.

Mentre il Demogorgon e il Mind Flayer vanno di pari passo, in una certa misura, Vecna è completamente diverso. Nessuno ha mai affrontato un cattivo come lui prima d’ora, perché non è un mostro casuale che va a caccia di sangue o un mostro il cui unico scopo è uccidere Eleven. È un cattivo con superpoteri propri e una storia che mette in discussione tutto ciò che i personaggi (e gli spettatori) sanno sull’Upside Down.

Henry Creel è il Numero Uno e Vecna in Stranger Things 4

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Jamie Campbell Bower nel ruolo di Vecna in Stranger Things: Stagione 5. Cr. PER GENTILE CONCESSIONE DI NETFLIX © 2025

Nella stagione 4 di Stranger Things, episodio 7, “Il massacro al laboratorio Hawkins”, viene rivelato che Henry Creel è, in realtà, il Numero Uno – il primo soggetto di sperimentazione del dottor Martin Brenner – così come Vecna. Quando Victor Creel disse a Nancy e Robin che suo figlio Henry era un ragazzo sensibile, stava facendo il modesto. Henry Creel sentiva un legame con la Creel House e apparentemente aveva sviluppato dei poteri propri senza essere sottoposto a esperimenti. Si deduce che Henry Creel abbia sfruttato qualcosa all’interno dell’orologio a pendolo della Creel House per sbloccare quei poteri, ma non è chiaro come tali abilità si siano manifestate in primo luogo.

Dal punto di vista cronologico, Henry Creel uccise sua madre e sua sorella e tentò di uccidere suo padre, Victor, nel 1959, 20 anni prima di combattere contro Eleven nel laboratorio di Hawkins. Ma poiché Henry era solo un ragazzo, non era abbastanza potente da uccidere tutti e, grazie anche a una canzone di Ella Fitzgerald in sottofondo, Victor riuscì a sfuggire al tormento di Henry prima di essere ucciso. Secondo Victor, Henry è entrato in coma ed è apparentemente morto una settimana dopo; tuttavia, all’insaputa di Victor, il dottor Brenner ha effettivamente preso in custodia Henry al suo risveglio dal coma e ha simulato la sua morte, in modo simile a quanto fatto dal personale del laboratorio Hawkins con Will Byers e tutti i bambini su cui hanno condotto esperimenti.

Nei pochi anni successivi (non è stato specificato il periodo esatto), il dottor Brenner ha lavorato con Henry per sviluppare i poteri del ragazzo, ma ha raggiunto un vicolo cieco. Questo deve essere iniziato circa sei anni dopo l’inizio del Progetto MKUltra presso l’Hawkins Lab nel 1953. Alla fine, il dottor Brenner ha utilizzato le conoscenze acquisite da Henry Creel/One e i risultati del Progetto MKUltra per lanciare un nuovo programma che sperimentava su bambini dalla nascita (o di età inferiore a Henry Creel); da quel momento, One è diventato un inserviente, poiché il dottor Brenner non poteva lasciarlo uscire dalla struttura. Questo lo ha portato alla fine a tentare di fuggire con Eleven, ma non prima di aver ucciso tutti coloro che erano coinvolti negli esperimenti per vendetta.

Forse la parte più sconcertante della storia di Henry Creel è come è diventato Vecna. Quando Eleven gli si è rivoltata contro e ha respinto i suoi attacchi, lo ha mandato in un altro mondo nello stesso modo in cui ha sconfitto il Demogorgon alla fine della stagione 1 di Stranger Things. Ma poiché l’Upside Down è bloccato nel giorno in cui Will Byers è scomparso nel 1983, e Henry Creel/One è stato bandito nel 1979, il portale che lei ha aperto non poteva essere lo stesso gate, in particolare il gate madre che ha aperto nel 1983. Piuttosto, la spiegazione più logica è che Eleven abbia aperto un portale e vi abbia mandato Henry Creel, il cui corpo ha ceduto all’ambiente dell’Upside Down e si è trasformato in Vecna, ma il portale si è chiuso rapidamente. Non era un cancello come quello che lei aveva aperto nella prima stagione o gli altri cancelli aperti da Vecna nella quarta stagione; era semplicemente una finestra sull’Upside Down, invece che una porta. Questo è in linea con quanto accaduto nella prima stagione: quando Eleven ha rimandato il Demogorgon nell’Upside Down (insieme a se stessa) in una delle aule della scuola, lo ha fatto senza creare un nuovo cancello.

La storia di Vecna in D&D spiegata

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Come tutto il resto in Stranger Things, Vecna è ispirato a Dungeons and Dragons. E nella tradizione di D&D, Vecna era un tempo un mago umano che studiava le arti oscure e che alla fine è diventato uno dei maghi più potenti mai esistiti nel gioco. Ma la sua vita non era abbastanza e ha cercato di raggiungere la divinità. Nella sua ricerca dell’immortalità, Vecna è diventato un lich, una creatura non morta, che è la forma in cui è più riconoscibile come cattivo di D&D.

Parte della sua storia riguarda l’attacco alla città di Fleeth, principalmente come vendetta per l’esecuzione di sua madre da parte della città per aver praticato la stregoneria. Ma le parti che si applicano alla sua storia in Stranger Things potrebbero derivare dal suo tradimento e dal suo successivo status di semidio. Vecna fu tradito e attaccato dal suo luogotenente (Eleven, in questo caso); alla fine, tutto ciò che gli rimase furono la mano e l’occhio, motivo per cui la mano e l’occhio di Vecna divennero potenti artefatti in D&D.

Il Culto di Vecna tentò in seguito di resuscitare Vecna come dio superiore, ma fallì, anche se il mostro raggiunse comunque lo status di dio superiore qualche tempo dopo. Alla fine, Vecna fu relegato al rango di dio minore quando la sua storia giunse al termine. Tuttavia, durante la sua ascesa alla divinità seminò il caos e i suoi poteri non furono mai da sottovalutare.

La maledizione e i poteri di Vecna spiegati

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Identificare le specificità della maledizione di Vecna è complicato perché gran parte di essa dipende dalla campagna creata dal Dungeon Master in D&D. Tuttavia, l’unico elemento che rimane invariato in tutte le campagne è che la maledizione di Vecna è un’afflizione che trasforma i maghi in Nothics, mostri allampanati che esistono esclusivamente per causare dolore e sofferenza. Il modo esatto in cui la maledizione trasforma i maghi in Nothics rimane un mistero.

Ma nel mondo di Stranger Things, Vecna usa la maledizione e preda sulle persone che hanno subito traumi (questo è l’unico elemento comune a tutte le vittime di Vecna, tra cui Chrissy, Fred e Patrick), usando questo per legarle a sé nell’Upside Down, conservando la loro coscienza nella propria mente. In modo simile al Vecna di D&D, il Vecna di Stranger Things vuole che gli adolescenti di Hawkins si uniscano a lui come sua versione dei Nothics, perché come collettivo aumentano il suo potere.

E il piano di Vecna si sta realizzando grazie al suo uso dei poteri telepatici in Stranger Things, che gli permettono di frugare nei pensieri delle persone per identificare le sue prossime vittime e attaccarle a distanza. Da lì, li collega psichicamente a se stesso, al suo regno (l’area di fumo rosso che Max ha visto), danneggiando i loro corpi da lontano senza mai toccarli. Per molti versi, i poteri di Henry Creel/Vecna sono simili a quelli di Eleven, ma esponenzialmente più avanzati poiché ha avuto molto più tempo per affinare le sue abilità. Inoltre, è tutto incredibilmente simile allo stile di uccisione di Freddy Krueger della serie di film Nightmare on Elm Street, che ha fortemente ispirato la stagione 4 di Stranger Things.

Perché Vecna sta uccidendo gli adolescenti a Hawkins

Stranger Things - Stagione 5 - Volume 1

Il piano di Vecna nella stagione 4 di Stranger Things non è realmente quello di uccidere gli adolescenti, ma piuttosto quello di usare le loro morti per colmare il divario tra l’Upside Down e il mondo reale. Ogni volta che Vecna uccide qualcuno, apre un nuovo varco verso l’Upside Down nel luogo in cui la persona è stata assassinata. Lo fa creando un collegamento psichico con loro attraverso le dimensioni, proprio come Eleven ha creato un collegamento con il Demogorgon all’interno del laboratorio di Hawkins nella prima stagione. E come hanno dedotto i ragazzi dopo aver parlato con il loro insegnante, Scott Clarke, ogni varco crea un campo elettromagnetico più forte di quello naturale della Terra, che influisce sulle loro bussole.

Aprendo sempre più portali a Hawkins, Vecna sta creando ulteriori campi elettromagnetici, più piccoli in termini di dimensioni e portata rispetto a quello aperto da Eleven, ma comunque abbastanza grandi da avere un impatto, soprattutto se combinati tra loro.

L’obiettivo finale è quello di avvicinare l’Upside Down e la Terra e far collidere le due dimensioni; è per questo che l’Upside Down sta già subendo dei terremoti e, a giudicare dal trailer finale di Stranger Things 4 volume 1, è possibile che ci sarà un terremoto anche a Hawkins. Tutto sommato, Vecna non sta uccidendo gli adolescenti semplicemente perché lo desidera; il loro trauma può essere facilmente manipolato e, quindi, sono bersagli più facili rispetto agli adulti. Quello che vuole fare, forse su ordine del Mind Flayer, è probabilmente fondere le due dimensioni, il che causerebbe un evento catastrofico.

Chi interpreta Vecna in Stranger Things?

Jamie Campbell Bower 2025
L’attore e cantante inglese Jamie Campbell Bower arriva all’evento Netflix FYSEE: The Fall Edit – ‘Stranger Things’ Season 5 FYC. Foto di Image Press Agency via DepositPhotos.com

Jamie Campbell Bower interpreta Vecna, così come l’adulto Henry Creel e il Numero Uno. Bower era stato originariamente scritturato per un ruolo sconosciuto nella quarta stagione di Stranger Things e, dato il mistero che circonda il suo personaggio nei primi episodi, è logico che alla fine venga utilizzato per il grande colpo di scena della stagione. Bower è un attore inglese noto principalmente per aver interpretato Caius in The Twilight Saga, ma è anche riconoscibile come il giovane Gellert Grindelwald in Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1 e Animali fantastici: I crimini di Grindelwald. Ha anche interpretato Re Artù in Camelot di Starz e Christopher Marlowe in Will di TNT, oltre a una manciata di altri film e serie TV.

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Vecchie canaglie, recensione dell’Odissea di Lino Banfi & Co.

La terza età non è l’ultima. Attenzione a metterlo in dubbio, sembra essere il messaggio sotteso al Vecchie canaglie (dal 5 maggio al cinema, prodotto e distribuito da Orange Film) con il quale Chiara Siani decide di passare dietro la macchina da presa dopo tanti anni di cinema e parecchia televisione. Volto molto noto agli spettatori, che da anni la vedono apparire – non solo come caratterista – nei film di Pupi Avati e sui palcoscenici teatrali tra Lillo & Greg, la cinquantanovenne bolognese ha deciso di regalarsi un debutto al quale teneva molto, con “una sorta di fiaba in stile comedy” alla quale ha ammesso di aver pensato a lungo.

Quella in cui sei anziani ospiti di una piccola casa di riposo, Villa Matura, si trovano da un giorno all’altro in grossi guai perché l’avida proprietaria dell’immobile – la stessa Siani – decide di mettere il tutto all’asta… per di più truccata e in tempi brevissimi! Il loro mondo sembra crollare, ma la reazione degli intraprendenti vecchietti è inaspettata e imprevedibile: invece di abbattersi si uniranno ancora di più, ingegnandosi per affrontare situazioni pericolose e ai limiti della legalità, per riscoprirsi più vitali che mai.

Grandi riferimenti per le Vecchie canaglie di Chiara Siani

Nelle note di regia si citano pericolosamente i Monty Python, oltre a Cocoon e L’erba di Grace, ma i riferimenti sembrano altri, per esempio quelli delle Barzellette o di tanti film di poco costrutto realizzati ammassando gag e siparietti slegati tra loro. Qui, una trama c’è, ovviamente, come anche un “piano” – lo stesso che annuncia dal losco ‘Greg’, chiamato a risolvere la situazione da papà Lino Banfi – ma la confusione narrativa regna sovrana, come la trasposizione in immagini alla quale si assiste per buona parte dei 102 minuti di durata del film.

Qualche pro e molti contro in un caos poco creativo

Troppi, evidentemente, se per giustificarli si finisce con il tenere gli spettatori ostaggio di una carrellata di tentativi satirici di denuncia della malasanità imperante nelle RSA, di stereotipi da autobus e di un accenno di retorica animalista nei quali il tentativo di porre l’accento sul rispetto per gli anziani si perde naufragando. Per non parlare del catalogo di malavitosi mal assortiti, mal caratterizzati e mal rappresentati, con la chicca della vecchina ‘posseduta’ dal peyote che avrebbe potuto trovare spazio in un qualsiasi sequel parodistico di Scary Movie.

In un tale contesto finisce per evidenziarsi anche la povertà delle transizioni tra le scene, che altrimenti avrebbe potuto essere cifra o scelta stilistica, o il ricorso a certi viraggi cromatici, che affossano ulteriormente una storia che acquista un senso avviandosi verso la conclusione. E nella quale si fa apprezzare – probabilmente anche per motivi di budget, nonostante il film abbia contato sul supporto del Ministero della Cultura – l’uso di intermezzi ed elementi scenografici disegnati e cartoonistici, realizzati dalla stessa Siani. In definitiva, un triste ‘team up’ di tanti volti noti della nostra commedia, a partire dal ‘Nonno’ Banfi, qui chiamato a ‘metterci la faccia’ e a fare l’eroico trascinatore, ma senza trascurare i vari Andrea Roncato, Andy Luotto, Luisella Tamietto e Pippo Santonastaso. Menzione speciale per il Gualtiero di Gianni Fantoni, marito della vicina di casa guardona Valentina Paoletti, l’unico a poter scappare da questo Hellzapoppin’.

Vaxxed: Robert De Niro difende la proiezione del documentario anti-vaccini

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Il co-fondatore del Tribeca Film Festival, Robert De Niro, oggi ha la responsabilità diretta per proiezione in anteprima mondiale del documentario Vaxxed: From Cover-Up To Catastrophe, che riporta lo scandalo in cui è stato coinvolto il CDC con l’accusa di aver pubblicato dati fraudolenti sulla relazione autismo-vaccini. Affermazioni già ampiamente screditate dalla comunità medica.

La polemica ha provocato scontri rabbiosi tra quelli convinti di una cospirazione per coprire la “verità” circa i pericoli del vaccino che causerebbe un danno irreversibile, e coloro che insistono sul fatto che non esiste un tale collegamento e che negare ai bambini la vaccinazione pone la popolazione di fronte a un grave rischio. Dare il film in pasto a un palcoscenico così importante, dicono, legittima un “dibattito” che non dovrebbe esistere. Robert De Niro ha smorzato i toni che circondano la proiezione in programma il mese prossimo.

De Niro e sua moglie, Grace Hightower, hanno un bambino con autismo, l’attore ha così affermato che “riteniamo che è fondamentale che tutte le questioni che circondano le cause dell’autismo siano discusse apertamente ed esaminate”, attraverso un comunicato distribuito dalla TFF Venerdì pomeriggio.

Nei 15 anni da quando il Tribeca Film Festival è stato fondato, non ho mai chiesto che un film fosse proiettato o inserito nella programmazione. Tuttavia questo è molto personale per me e la mia famiglia ed io voglio che ci sia una discussione, che è per questo che sarà proiettato Vaxxed. Non sono direttamente coinvolto nel film, né sono anti-vaccinazione; Io sto solo fornendo l’opportunità di una discussione intorno al problema.

Fonte: Deadline

Vault: tutto quello che c’è da sapere sui sotterranei di Fallout

Vault: tutto quello che c’è da sapere sui sotterranei di Fallout

La maggior parte del letale e pericoloso mondo post-apocalittico di Fallout è ricoperta da mutanti, banditi, mostri e altro ancora. La vita non era molto migliore nemmeno prima della comparsa di questi temibili nemici, poiché una serie di accese tensioni tra Stati Uniti, un tempo prosperi, e Cina portarono i primi (e potenzialmente l’intero mondo) all’essere inghiottiti dalle fiamme nucleari della cosiddetta Grande Guerra. La maggior parte degli abitanti del paese morì dolorosamente, fu trasformata in Ghoul sfregiati ma immortali o fu sfollata in modo permanente.

Tuttavia, c’era una quarta opzione disponibile per coloro che avevano abbastanza soldi e influenza. Prima che le bombe cadessero, una piccola società di nome Vault-Tec creò diverse strutture massicce per proteggere la classe superiore da un potenziale disastro nucleare. Questi “Vault“, giustamente chiamati, sono sinonimo di tutta la serie di Fallout, ma i segreti di queste strutture diventano sempre più sinistri man mano che vengono esplorati.

Quali sono le origini della Vault-Tec?

le origini della Vault-Tec in Fallout

La Vault-Tec esisteva molto prima dell’inizio della Grande Guerra e, fino alle recenti rivelazioni del finale della Stagione 1, l’organizzazione si presentava come una presenza filantropica e benevola nell’universo di Fallout. La creazione dei Vault era certamente l’obiettivo principale della Vault-Tec, ma la società investiva comunque in altri prodotti per diversificare i propri margini di profitto. Ciò includeva progressi nel campo dell’istruzione, come la creazione dell’Università Vault-Tec, e sviluppi più distopici, come la creazione della droga al cianuro Plan D, l’ultima risorsa. Nella serie di Prime Video, Wilzig (Michael Emerson) definisce Plan D l’unico prodotto umano che Vault-Tec abbia mai realizzato, lasciando presagire le intenzioni più sinistre dell’organizzazione.

L’ascesa di Vault-Tec in termini di potere e ricchezza è stata astronomica e ha raccolto l’influenza di diversi grandi amministratori delegati e persino di numerosi politici. L’entità aziendale ha rapidamente attirato l’attenzione del pubblico in generale grazie alla sua personalità accessibile. Anche chi non ha familiarità con il franchise di Fallout ha probabilmente visto Vault-Boy, il personaggio dei cartoni animati biondo e sorridente che funge da Topolino personale della Vault-Tec e da mascotte generale del franchise. Lo show lascia intendere che l’attore hollywoodiano Cooper Howard (Walton Goggins) potrebbe essere stato la parziale ispirazione per Vault Boy, quando consiglia di usare il pollice in su per un servizio pubblicitario della Vault-Tec.

Cooper Howard, il leggendario attore western, si è rivelato un’influenza precoce e sostanziale sull’aumento di popolarità della Vault-Tec. Ha persino registrato un lungo tour delle strutture del Vault, raccomandando a chi è a casa di chiamare il numero (213) 25-VAULT per prenotare un posto in un rifugio oggi stesso. Si tratta di un numero reale che si può chiamare in questo momento, e alla chiamata risponderà un individuo che urla a squarciagola, probabilmente a causa di un’esplosione nucleare che lo sta inghiottendo. Ancora una volta, un altro caso di inquietante prefigurazione.

Com’è la vita nei Vault di Fallout?

Fallout spiegazione finale
Foto di JOJO WHILDEN/JoJo Whilden/Prime Video – © 2024 Amazon Content Services LLC

I fan di Fallout sono già a conoscenza delle dimensioni davvero inconcepibili che la Vault-Tec era disposta a raggiungere per ottenere un profitto, ma dobbiamo riconoscere che la malvagia organizzazione sa come progettare un ambiente di qualità. Solo negli Stati Uniti ci sono più di cento Vault e ognuno di essi è stato costruito per durare diversi secoli, anche in caso di guerra nucleare. Questo intento è stato dimostrato quando è iniziata la Grande Guerra, e la maggior parte (ma non tutti) dei residenti dei Vault ha continuato a vivere uno stile di vita spensierato nei loro umili villaggi.

Ogni abitante del Vault nei 200 anni successivi alla Grande Guerra riceve diverse paia di tute Vault-Tec blu e oro e il proprio Pip-Boy, un supercomputer da polso dotato di tutti i comfort possibili. Ogni Vault ha un’ampia varietà di attività a cui gli Abitanti possono partecipare, tra cui sport, attività ricreative e qualsiasi altro lavoro di manutenzione necessario per mantenere il Vault in funzione. Ogni Vault ha anche un leader, un sorvegliante, che di solito è in grado di fornire più informazioni rispetto agli altri abitanti del Vault. Lo apprendiamo attraverso il padre di Lucy MacLean (Ella Purnell), il sorvegliante Hank (Kyle MacLachlan), che non è il patriarca affettuoso e disponibile che sembra essere.

Qual è il vero scopo dei sotterranei in Fallout?

Fallout

Come accennato in precedenza, non è un segreto che i Vault creati dalla Vault-Tec non erano destinati a essere semplici rifugi da un disastro nucleare. La maggior parte, se non tutti, erano segretamente destinati a condurre esperimenti nefasti, usando di fatto i vari residenti multigenerazionali dei Vault come cavie. I pochi Vault che non venivano usati per testare vari esperimenti sadici e disumani venivano usati per promuovere qualche altro obiettivo a lungo termine della Vault-Tec.

I giochi sono pieni di numerosi esempi dei crimini commessi dalla Vault-Tec nel dopoguerra, ma anche la serie ne mostra più di uno. Lucy e Maximus (Aaron Moten) si imbattono nel Vault 4, di cui si sono impossessati alcuni eccentrici ma amichevoli abitanti delle Terre Desolate dopo che la maggior parte dei suoi residenti è stata uccisa o trasformata in mutanti acquatici chiamati Gulper. La casa di Lucy nel Vault 33 è un ingresso unico ai Vault, poiché è collegata ad altri due Vault: il Vault 32 e il Vault 31. Norm (Moises Arias) e Chet (Dave Register) scoprono subito che nel Vault 32 è successo qualcosa di strano: sembra che gli abitanti del Vault si siano uccisi a vicenda anni prima in un massacro in stile Kingsman: The Secret Service.

Tuttavia, gli orrori del Vault 32 impallidiscono rispetto a ciò che si trova all’interno del Vault 31, che potrebbe essere il Vault più significativo di tutta la lunga storia di Fallout. I segreti di questo Vault diventano noti non molto tempo dopo che un flashback rivela che la Vault-Tec non era solo preparata per un’inevitabile guerra nucleare, ma era direttamente responsabile del suo accadimento. Perché i dipendenti di alto livello della Vault-Tec avrebbero voluto farlo se ciò significava una distruzione quasi certa degli Stati Uniti e la morte della maggior parte della popolazione? Oltre a creare monopoli distinti attraverso i vari Vault di cui hanno il pieno controllo, la maggior parte dell’élite della Vault-Tec si è congelata criogenicamente ed è stata collocata nel Vault 31. Il padre di Lucy e Norm era uno di questi e da allora il sorvegliante del Vault 33 vive nella menzogna.

Più di cento Vault esistenti negli Stati Uniti significano che migliaia, se non milioni, di persone sono diventate esperimenti involontari per un’organizzazione malvagia. La rivelazione che la Vault-Tec ha avuto un ruolo diretto nella Grande Guerra li rende ancora più vili. Non c’è da stupirsi che Lucy e Cooper siano ora a caccia di Hank e potrebbero essere sulla buona strada per trovare i responsabili della creazione della Terra Desolata nucleare di Fallout.

Vatican Girl – La scomparsa di Emanuela Orlandi, la docu-serie Netflix

Netflix annuncia Vatican Girl – La scomparsa di Emanuela Orlandi, la docu-serie prodotta dalla pluripremiata società di produzione televisiva inglese RAW, disponibile il 20 ottobre in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo.

Il 22 giugno 1983 Emanuela Orlandi, una ragazza di 15 anni che viveva nella Città del Vaticano, è scomparsa in circostanze misteriose. Il caso, che ha colpito tutta Italia, è rimasto insoluto per 39 anni.

Vatican Girl – La scomparsa di Emanuela Orlandi racconta in modo dettagliato questa storia coinvolgente attraverso nuove interviste con la famiglia Orlandi e con testimoni che non avevano mai parlato prima. Nel corso dei 4 episodi, queste nuove voci dipingono l’immagine di un’oscura rete di segreti tenuti nascosti ad ogni costo. La serie è condotta dal fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, e dal giornalista italiano Andrea Purgatori, che ha seguito il caso sin dall’inizio.

La docu-serie è scritta e diretta da Mark Lewis (vincitore di un Emmy per la docu-serie Don’t F**k With Cats: Hunting an Internet Killer). Alla produzione Chiara Messineo, mentre Tom Barry e Dimitri Doganis sono i produttori esecutivi per RAW.

Mark Lewis e Chiara Messineo saranno sul palco del MIA (Mercato Internazionale Audiovisivo) il 13 ottobre alle h. 14.00 per discutere del processo di realizzazione della docu-serie e della sua prossima uscita.

Trailer di Vatican Girl – La scomparsa di Emanuela Orlandi

VASCO LIVE ROMA CIRCO MASSIMO, il trailer del film evento

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VASCO LIVE ROMA CIRCO MASSIMO, il trailer del film evento

Dopo il tour dei record e in attesa delle date del Vasco Live Tour 2023, arriva in anteprima solo al cinema per tre giornate esclusive VASCO LIVE ROMA CIRCO MASSIMO, il film concerto per la regia di Pepsy Romanoff girato durante le due notti di  live al Circo Massimo.

Il film sarà un modo per ripercorrere le due notti in cui il popolo dei 140.000 ha scatenato l’inferno, e per far vivere a chi c’era e a chi non c’era i momenti salienti dell’incredibile festa. Prodotto da Universal Music Italy con Adler Entertainment e Ela Film in collaborazione con Giamaica, VASCO LIVE ROMA CIRCO MASSIMO sarà in anteprima solo al cinema il 14, 15 e 16 novembre distribuito da Adler Entertainment. I biglietti saranno acquistabili a partire da oggi sui normali canali. Il film uscirà anche in Blu-ray e dvd, in pre-order sul sito di Universal Music.

VAS – Il film: il trailer e il poster del film con Eduardo Scarpetta

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C’è chi chiude la porta della propria stanza e vi resta dentro per giorni, settimane, mesi. Chi trova negli schermi l’unico modo per stare in contatto col mondo. Sono gli hikikomori, ragazzi e ragazze che vivono un isolamento silenzioso e volontario dalla vita sociale, e che chiusi nelle proprie stanze portano avanti relazioni filtrate solo da schermi e devices.

Di questo, e non solo, parla VAS – Il film, in arrivo nei cinema dal 20 novembre per la regia di Gianmaria Fiorillo e interpretato da Eduardo Scarpetta, Demetra Bellina e Gabriel Lynk e di cui oggi sveliamo il poster e il trailer ufficiali.

Come il progetto originario, nato online e subito diventato un punto di riferimento per tanti giovani che vivono l’isolamento volontario con circa 4 milioni di visualizzazioni e una community che non smette di crescere, anche il film VAS affronta con sensibilità e coraggio un tema sempre più attuale ma ancora poco conosciuto in Italia.

Il titolo, VAS, riprende il concetto della Visual Analogue Scale, strumento usato in medicina per misurare il dolore. Una metafora che nel film diventa il filo conduttore della storia d’amore – ma anche di dolore – fra Camilla (Demetra Bellina) e Matteo (Eduardo Scarpetta), due giovani che condividono la stessa condizione di ritiro volontario e che, attraverso il loro incontro tanto inatteso quanto travolgente, saranno costretti a misurare la profondità delle proprie paure e la forza del proprio legame.

Negli ultimi anni il fenomeno degli hikikomori è cresciuto esponenzialmente anche in Italia: una realtà silenziosa e invisibile, spesso ignorata, che riguarda migliaia di famiglie. Con VAS – Il film, Gianmaria Fiorillo sceglie di dare volto e voce a chi vive questa condizione, a una generazione spesso invisibile, trasformando un dolore individuale in una storia collettiva, capace di parlare a un pubblico giovane e consapevole – ma anche a genitori, insegnanti e operatori sociali – mettendo in scena un universo sospeso tra il dentro e il fuori, tra il desiderio di protezione e la paura del mondo esterno. Perché dietro ogni porta chiusa non ci sono solo solitudini, ma anche sogni, ferite e speranze.

Prodotto da Al One in co-produzione con Meleagris Film, VAS – Il film è diretto da Gianmaria Fiorillo e sarà nei cinema italiani dal 20 novembre distribuito da Piano B Distribuzioni.

La trama di VAS – il film

La storia d’amore tra due Hikikomori, Camilla e Matteo, prigionieri volontari delle loro case, del loro mondo. Quanto fa male il mondo fuori? Per misurarlo esiste una scala, la VAS – Visual Analogue Scale – usata ufficialmente in medicina per valutare l’intensità del dolore, fisico ed emotivo. Ai nostri protagonisti, incoscienti e incuranti del loro tormento, servirà per misurare il loro legame. Quanto sono disposti a soffrire l’uno per l’altro? Un gioco al rialzo, sempre più estremo con il proprio corpo e le proprie emozioni, li metterà a dura prova. C’è un dolore più grande che si nasconde dietro tutto questo che li porterà ad affrontare una sfida finale. Ce la faranno i due giovani a vivere il mondo fuori, la loro più grande paura?

Varun Dhawan protagonista della serie Original indiana di Prime Video nel franchise Citadel

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Prime Video ha confermato oggi il nome del protagonista del capitolo indiano dell’universo Citadel, l’innovativa serie-evento globale da Prime Video e AGBO dei fratelli Russo. La serie Citadel – ancora senza titolo – prodotta in India sarà guidata dal rinomato duo di creatori Raj & DK (Raj Nidimoru e Krishna DK), qui showrunner e registi della serie, e avrà per protagonista Varun Dhawan. Scritta da Sita R. Menon con Raj & DK, la serie Original locale di spionaggio, le cui riprese inizieranno nel gennaio 2023, segnerà il debutto di Dhawan nel mondo dello streaming. Ulteriori dettagli sul cast artistico e tecnico della serie saranno annunciati nelle prossime settimane. La serie Original indiana – ancora senza titolo – dall’universo Citadel sarà disponibile in esclusiva per i clienti Prime in oltre 240 Paesi e territori nel mondo.

Come precedentemente annunciato, Richard Madden (Bodyguard) e Priyanka Chopra Jonas (Quantico) saranno i protagonisti di quella che sarà la prima serie a debuttare dell’universo Citadel, da AGBO dei fratelli Russo insieme a David Weil (Hunters), e che uscirà nel 2023. Oltre a Richard Madden e Priyanka Chopra Jonas, la prima serie di Citadel che uscirà vedrà nel cast anche Stanley Tucci (Hunger Games). Sono in lavorazione anche altre produzioni Citadel locali, tra cui la serie Original italiana con Matilda De Angelis (The Undoing).

“L’universo Citadel di AGBO dei Fratelli Russo segna un approccio assolutamente innovativo e ambizioso alla narrazione, e siamo super entusiasti di iniziare la produzione del capitolo indiano. Attraverso questo progetto, stiamo realizzando la nostra missione di intrattenimento senza confini in grado di produrre contenuti Original locali che posso essere apprezzati dal pubblico di tutto il mondo.Citadel è davvero un franchise globale con produzioni locali, in diversi Paesi, che costruiscono una trama interconnessa, un’innovazione narrativa unica nel suo genere”, ha detto Gaurav Gandhi, vice presidente di Prime Video India. “Siamo lieti di avere Varun Dhawan protagonista di questo entusiasmante capitolo indiano del franchise. Con Raj e DK al timone creativo di questa adrenalinica serie di spionaggio, e Varun come protagonista, crediamo che il capitolo indiano Citadel non alzerà solo l’asticella in termini di produzioni Original in India, ma genererà un’attenzione globale nei confronti dell’incredibile pool di creatori e talent indiani. Non vediamo l’ora di condividerlo con il nostro pubblico in India e in tutto il mondo”.

“Il capitolo indiano dell’unico e scintillante universo di Citadel è tra i nostri progetti più emozionanti, e collaborare con AGBO dei Fratelli Russo è stata davvero un’opportunità elettrizzante. Avere Varun al suo debutto nello streaming nel ruolo di protagonista di questa serie di Prime Video è motivo di grande orgoglio per noi”, ha detto Aparna Purohit, head of India Originals di Prime Video. “Dopo il fenomenale successo di The Family Man, lavorare con Raj & DK su questo progetto ci conferma che stiamo ulteriormente rafforzando la nostra collaborazione creativa. Siamo certi che con questa serie ci spingeremo molto oltre i limiti e offriremo un’esperienza davvero coinvolgente ai nostri spettatori”.

“Siamo davvero felici di veder partire un’altra produzione, questa volta in India, all’interno dell’universo di Citadel. Noi, come tutti alla AGBO, consideriamo un onore lavorare con filmmakers come DK e Raj, che sono fonte di ispirazione e portano una visione, uno stile e un tono unici a questo nostro insieme di serie globali. E non vediamo l’ora di scoprire come questo cast notevole saprà dar vita ai personaggi di fantasia creati da DK e Raj con Sita”, hanno dichiarato i produttori esecutivi, Anthony e Joe Russo.

“Siamo super entusiasti di far parte di questa serie-evento globale ideata dai Fratelli Russo, due registi e creatori che sono grande fonte di ispirazione; insieme ai nostri partner di lunga data Prime Video! Non vediamo l’ora di lavorare con il versatile e dinamico Varun”, ha dichiarato il duo di creatori Raj & DK. “Abbiamo lavorato sodo collaborando con gli altri team internazionali per offrire al nostro pubblico un universo unico e interconnesso. Con un cast scintillante, speriamo di spingere i confini della narrazione con Citadel India. State pronti per il prossimo annuncio!”.

Parlando del suo debutto nello streaming con la serie Citadel indiana (ancora senza titolo) di Prime Video, Varun Dhawan ha detto, “Prime Video è casa per me, e sono entusiasta di iniziare questo viaggio nel mondo dello streaming con loro. Citadel è un franchise incredibilmente ambizioso ed emozionante, e far parte di questo magnifico universo, ideato da AGBO dei Fratelli Russo e da Jennifer Salke, segna un momento fondamentale per la mia carriera. Sono un grande fan del loro lavoro e sono incredibilmente emozionato di far parte di questo progetto. Non vedo l’ora di iniziare a girare. La trama del capitolo indiano di Citadel è spettacolare, e quando ci sono creatori come Raj & DK a bordo si può essere certi che sarà uno spettacolo”.

Raj Nidimoru e Krishna DK attraverso la D2R Films saranno anche executive producer. La serie è prodotta da D2R Films e Amazon Studios, con Anthony e Joe Russo di AGBO, Mike Larocca, Angela Russo-Otstot, Scott Nemes e David Weil (Hunters) che supervisionano la produzione dell’Original indiano e di tutte le serie dell’universo globale Citadel. Josh Applebaum, André Nemec, Jeff Pinkner, e Scott Rosenberg sono executive producer per Midnight Radio dell’Original indiano e di tutte le serie dell’universo globale Citadel.

La serie indiana dall’universo Citadel si unirà a migliaia di film, show e serie già presenti nel catalogo di Prime Video, tra cui le produzioni italiane Original The Bad GuyPrisma, Bang Bang Baby, Gianluca Vacchi: Mucho Más, Laura Pausini – Piacere di conoscerti, The Ferragnez – La serie, All or Nothing: Juventus, Anni da cane, Dinner Club, Vita da Carlo, FERRO, Celebrity Hunted – Caccia all’uomo Stagione 1, Stagione 2 e Stagione 3, e LOL: Chi ride è fuori Stagione 1 e Stagione 2; le serie pluripremiate Fleabag e The Marvelous Mrs. Maisel e i grandi successi come Jack Ryan, The Boys, Borat – Seguito di film cinema, Il principe cerca figlio, Senza Rimorso, Good Omens e Carnival Row, oltre a contenuti in licenza disponibili in più di 240 paesi e territori nel mondo, e le dirette in esclusiva in Italia delle 16 migliori partite del mercoledì sera della UEFA Champions League, oltre che della Supercoppa UEFA, per tre stagioni dal 2021/22. Altre produzioni Original già annunciate sono la serie Original italiana dall’universo Citadel, Everybody Loves Diamonds, Dinner Club Stagione 2, Sono Lillo e The Ferragnez – La Serie Stagione 2.

Varichina – La vera storia della finta vita di Lorenzo De Santis: recensione

“Tanto, tutti qui dovete venire”. È la frase, rigorosamente in dialetto barese, che amava ripetere Lorenzo De Santis, alias Varichina, sul palcoscenico del quartiere Libertà in cui era cresciuto e vissuto, sfidando i concittadini che lo inondavano di sfottò o sguardi di disapprovazione. Lorenzo De Santis per tutta la sua vita “ha condotto un gay-pride in solitaria perenne, primo, anzi unico omosex oltranzista, urlante, pressoché animalesco della storia incolore di Bari”. Così il giornalista Alberto Selvaggi descrive Varichina in un articolo a lui dedicato, pubblicato nel 2013 sulla Gazzetta del Mezzogiorno. E da questo articolo trae ispirazione Varichina – La vera storia della finta vita di Lorenzo De Santis, presentato in anteprima al Biografilm Festival di Bologna.

La docufiction, scritta e co-diretta da Antonio Palumbo e Mariangela Barbanente, racconta la storia e il destino di Varichina, alternando le testimonianze di quanti lo hanno conosciuto alle sequenze di fiction che restituiscono l’essenza di Lorenzo De Santis nell’interpretazione istrionica e sentita di Totò Onnis, attore teatrale che ha lavorato anche in tv e per il cinema con Roberto Benigni, Federico Fellini, Mario Martone e Claudio Giovannesi.

Soprannominato Varichina perché da bambino (Claudio Brunetti) vendeva porta a porta i detersivi fatti in casa dalla madre, Lorenzo – che per campare faceva soprattutto il parcheggiatore abusivo e il procacciatore di prostitute – divenne nella Bari degli anni Settanta e Ottanta un personaggio trasversalmente conosciuto, vestendo in modo provocatorio e ancheggiando in mezzo alla strada per sfidare quelli che “ben pensano”, subendo scherzi, battute ma anche pestaggi e ritorsioni.

Se l’affermazione teatrale, volgare e caricaturale della propria omosessualità è per Lorenzo la modalità con cui rivendicare la sua stessa esistenza il lavoro dei due registi punta a mostrare allo spettatore cosa c’è dietro la maschera del personaggio, svelando il Varichina più autentico. Preziosi, in questo senso, sono i ricordi e le parole delle sue vicine di casa: tre generazioni di donne (due delle quali rappresentate nella fiction da Federica Torchetti e Ketty Volpe) che hanno condiviso con il protagonista momenti divertenti, tragici, di una quotidianità e di un’intimità che però sparivano una volta varcati i confini del portone di casa.

Varichina – La vera storia della finta vita di Lorenzo De Santis è il ritratto ficcante e asciutto di una personalità strabordante ed emarginata, dietro alla quale si nasconde una persona sola, affamata di amore ma non disposta a cedere di un millimetro sulla propria identità, e anche di una città, Bari, che lo ha relegato ai margini ma che alla fine non lo ha dimenticato.

Vanina – Una vice questore a Catania: in arrivo la nuova serie Mediaset

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RTI annuncia Vanina – Una vice questore a Catania, la nuova serie tv in arrivo su Canale 5, una coproduzione RTI – PALOMAR prodotta da PALOMAR. Diretta da Davide Marengo, la serie vede protagonisti Giusy Buscemi, Claudio Castrogiovanni, Corrado Fortuna, Dajana Roncione, Orlando Cinque, Danilo Arena, Paola Giannini, Giulio Della Monica, Alessandro Lui con la partecipazione di Giorgio Marchesi nel ruolo di Paolo Malfitano.

Vanina – Una vice questore a Catania, quando esce e dove vederla in streaming

Vanina – Una vice questore a Catania andrà in onda a partire da Mercoledì 27 marzo, in prima serata su Canale 5. Vanina – Una vice questore a Catania in streaming sarà disponibile su Mediaset Infinity

Vanina – Una vice questore a Catania: trama e cast

La vita di Vanina (Giusy Buscemi) è stata profondamente segnata dalla morte del padre, l’ispettore Giovanni Guarrasi, ucciso da un commando mafioso quando lei aveva solo quattordici anni.

Da allora il suo unico pensiero è stato diventare poliziotta, arrestare i colpevoli dell’omicidio e lottare contro la mafia. E così è stato: dopo una brillante carriera nell’Antimafia di Palermo, qualcosa si rompe e Vanina decide di trasferirsi a Catania, una città colorata, che non dorme mai, sempre attenta al brontolio di sua maestà l’Etna.

Alla Mobile di Catania, dove è diventata capo della Omicidi, Vanina ha trovato una nuova squadra con cui ha raggiunto rapidamente un ottimo affiatamento: il “Grande Capo” Tito Macchia (Orlando Cinque), l’ispettore capo Carmelo Spanò (Claudio Castrogiovanni), suo braccio destro, l’efficientissima e nordica ispettrice Marta Bonazzoli (Paola Giannini), l’impacciato e goffo sovrintendente Mimmo Nunnari (Giulio Della Monica), il giovane e aitante, ma apparentemente poco sveglio, agente Salvatore Lo Faro (Danilo Arena). Ha ritrovato la spumeggiante avvocata “Giuli” De Rosa (Dajana Roncione), con cui aveva diviso gli anni del liceo, e ha stretto amicizia con il medico legale Adriano Calì (Alessandro Lui).

Insomma, a Catania Vanina ha scoperto la possibilità di una nuova vita e di una probabile fuga dai propri fantasmi del passato. Vanina fa anche la conoscenza di un medico affascinante e simpatico, Manfredi Monterreale (Corrado Fortuna), con il quale sembra profilarsi la possibilità di un nuovo amore, che sancirebbe definitivamente quel nuovo inizio che sta cercando. Ma perché Vanina ha deciso di cambiare vita? È la stessa domanda che le fa sua madre (Gabriella Saitta) al telefono, lamentandosi della sua lunga assenza da Palermo.

La verità è che, dietro alla sua energia travolgente, si nasconde un passato doloroso da cui cerca di scappare, legato alla morte del padre e alla fine della relazione con Paolo Malfitano (Giorgio Marchesi), magistrato operativo nell’antimafia, con il quale ha combattuto tante battaglie. Quando l’uomo entra nel mirino di Cosa Nostra, la paura di rivivere i traumi del passato prende il sopravvento su Vanina. Senonché, ben presto Paolo si riaffaccia nella vita di Vanina, portando con sé un nuovo mistero, un conto che Vanina deve ancora regolare col suo passato e dal quale non potrà davvero scappare.

Al Re del gelato, la più rinomata gelateria di Catania, avviene uno strano “tentato avvelenamento”: qualcuno ha contaminato il gelato con delle pillole e i malcapitati sono stati portati in ospedale. Per fortuna le pillole risultano essere innocue, e dunque tutto fa pensare che sia stato solo uno scherzo o un dispetto ad Agostino Lomonaco, il ricchissimo proprietario del Re del gelato.

Ma Vanina intuisce che non è stata una semplice babbiata: dietro deve esserci qualcosa. E, infatti, il giorno successivo “Il re del gelato” Agostino Lomonaco viene trovato morto all’interno del suo ufficio, è stato assassinato. Vanina si trova di fronte a un caso tutt’altro che facile, ma soprattutto dovrà risolvere un enigma nell’enigma, ovvero la strana e incomprensibile personalità della vittima: un uomo assai chiuso e profondamente solo, diffidente con tutti fino alla paranoia, un uomo forse a suo modo capace di amare, ma incapace di creare legami sereni e reciproci con gli altri.

Un uomo di cui chiunque poteva diventare nemico fino a desiderare di ucciderlo, perfino sua figlia, Corinna. Anche la vita privata, però, è un bel rompicapo: l’incontro con Manfredi le offre la prospettiva di un nuovo inizio, ma il cuore di Vanina ha già amato troppo e ora cerca ristoro lontano da Paolo, il grande amore che prova a lasciarsi alle spalle. Cosa farà Vanina quando lui arriverà a Catania per provare a riconquistarla?

Note degli autori

Per adattare i primi romanzi di Vanina Guarrasi abbiamo anzitutto cercato una chiave d’accesso per rappresentare e fare vivere nella maniera più efficace e interessante possibile la nostra protagonista, che è al centro di ogni storia e del nostro mondo narrativo. La caratteristica che ci è sembrata essenziale e più fertile in termini emotivi e di racconto è la sua connaturale ambivalenza: c’è una Vanina “leggera”, che vuole finalmente godersi la vita, che vuole divertirsi e non vuole più rinunciare alla propria giovinezza (giovinezza che invece ha per molto tempo sacrificato nei suoi anni più cupi a Palermo), e c’è di contro una Vanina segnata da un evento che finora ha di fatto deciso tutto il suo destino, come poliziotta e non solo.

Questo suo essere immedicabilmente scissa, irrisolta, fra luce e tenebra, fra allegria e malinconia, è alla base del fascino e della ricchezza umana di Vanina. Abbiamo inoltre voluto che anche gli altri personaggi che ruotano attorno alla protagonista in un certo senso rispecchiassero questa sua stessa ambivalenza, sono tutti figure che hanno al contempo una dimensione leggera, ilare, incline alla commedia, e una dimensione più profonda, venata di malinconia, solitudine, nonché di grandi o piccole fragilità. Ci è sembrato il miglior modo per creare attorno a Vanina una sua famiglia, una famiglia ideale che le permettesse, dopo la sua fuga da Palermo, di trovare qui a Catania il suo vero posto nel mondo, un posto da cui non dovrà e non vorrà mai scappare.

E Catania è il posto perfetto per Vanina anche perché in fondo le assomiglia: una città vitale e inquieta, che non sembra mai la stessa, sempre divisa fra qualità apparentemente inconciliabili, città di mare e insieme città di montagna, solare e al contempo irrequieta come il suo vulcano, antica come la pietra lavica dei suoi faraglioni e dei suoi edifici secolari, e allo stesso tempo moderna e giovane come nessun’altra città dell’isola.

Vanina – Una vice questore a Catania: anticipazioni dal terzo episodio

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Dopo il secondo episodio debutterà mercoledì 10 Aprile 2025 il nuovo episodio di Vanina – Una vice questore a Catania, la serie tv una coproduzione RTI – PALOMAR. La seconda puntata è sceneggiatura di Leonardo Marini con la collaborazione di Cristina Cassar Scalia e tratta dal romanzo “Sabbia nera” di Cristina Cassar Scalia edito da Giulio Einaudi editore. Il terzo episodio  è sceneggiatura di Leonardo Marini con la collaborazione di Cristina Cassar Scalia tratta dal romanzo “La logica della lampara” di Cristina Cassar Scalia edito da Giulio Einaudi editore

La trama del terzo episodi di Vanina – Una vice questore a Catania

Nel terzo episodio che si intitola “LA LOGICA DELLA LAMPARA” alla Omicidi giunge un’agitata telefonata anonima: una ragazza è stata uccisa in un villino, chiusa in una valigia e buttata in mare. Vanina fiuta subito che non si tratta di uno dei soliti scherzi telefonici, ma di una cosa seria, e la sua intuizione è confermata dalla chiamata di Manfredi, che quella notte ha visto due uomini gettare dalla scogliera una valigia grossa e pesante.

La valigia è ancora sugli scogli, ma dentro vi trovano solo un cellulare e una grossa macchia di sangue. Nel villino indicato nella telefonata anonima come luogo dell’omicidio, Vanina trova tracce di colluttazione e altre macchie di sangue. Quella casa è affittata a una certa Lorenza Iannino, che al momento però risulta irreperibile. Lorenza è (o era) una giovane avvocata che lavora per lo studio del celebre e potente avvocato Ussaro. Vanina, anche se non è stato trovato alcun cadavere, è determinata a scopri

Vanina – Una vice questore a Catania: anticipazioni dal quarto episodio

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Dopo il terzo episodio debutterà mercoledì 17 Aprile 2025 il quarto episodio di Vanina – Una vice questore a Catania, la serie tv una coproduzione RTI – PALOMAR.

Il quarto episodio è sceneggiatura di Leonardo Marini con la collaborazione di Cristina Cassar Scalia tratta dal romanzo “La Salita dei Saponari” di Cristina Cassar Scalia edito da Giulio Einaudi editore.

Nel quarto episodio che si intitola “LA SALITA DEI SAPONARI” Un uomo è stato ucciso nel parcheggio dell’aeroporto di Catania. Si tratta del sessantenne Esteban Torres, cubano, con doppia cittadinanza americana e italiana, residente in Svizzera. Già dalle prime ricerche la vittima risulta un personaggio insolito e sospetto: ricchissimo, ma impossibile definire quale sia il suo vero lavoro, sotto la vaga etichetta “import export”.

Perfino la moglie Evelyn, che viene subito dalla Svizzera, non nega che il defunto marito potesse essere implicato in traffici illegali. In breve, Vanina scopre che Esteban Torres era un uomo di punta della mafia americana e un cardine dei rapporti fra clan americani e clan siciliani. Ma soprattutto presto spunta fuori un nuovo cadavere: una donna, Roberta Geraci, è stata brutalmente assassinata, ed emerge subito che questo delitto è legato a quello di Torres. Vanina dovrà affrontare un’indagine davvero sorprendente, che spazierà dalla lontana realtà di un intrigo internazionale alla dimensione più profonda e arcaica della sua Sicilia.

La fiction, prodotta da Palomar per RTI e diretta da Davide Marengo, vanta nel cast anche Claudio Castrogiovanni, Orlando Cinque, Corrado Fortuna, Dajana Roncione, Giulio Della Monica, Danilo Arena, Paola Giannini e Alessandro Lui. La serie è tratta dai romanzi di Cristina Cassar Scalia e scritta da Leonardo Marini.

Vanina – Una vice questore a Catania: anticipazioni dal prossimo episodio

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Debutterà mercoledì 3 Aprile 2025 il nuovo episodio di Vanina – Una vice questore a Catania, la serie tv una coproduzione RTI – PALOMAR. La seconda puntata è sceneggiatura di Leonardo Marini con la collaborazione di Cristina Cassar Scalia e tratta dal romanzo “Sabbia nera” di Cristina Cassar Scalia edito da Giulio Einaudi editore.

La trama del secondo episodi di Vanina – Una vice questore a Catania

Nel secondo episodio che si intitola “Sabbia Nera”  A Sciara, in una villa disabitata da decenni, Alfio, nipote e futuro erede dell’anziana e ricchissima Teresa Burrano, trova il cadavere mummificato di una donna chiuso dentro la cabina di un montavivande. Vanina non è in grado di risalire all’identità della donna, ma ben presto scopre che in quella casa, cinquant’anni prima, era morto assassinato Gaetano Burrano, marito di Teresa. Un delitto che all’epoca fu risolto fin troppo frettolosamente.

Vanina fiuta subito che si tratta tutt’altro che di una coincidenza, ma, soprattutto, malgrado il capo della Mobile Tito Macchia cerchi di dissuaderla, è determinata a risolvere quel delitto avvenuto decenni fa, perché vuole dare giustizia a quella povera donna assassinata in modo orribile, della quale nessuno aveva mai neppure denunciato la scomparsa. E con le sue indagini scoprirà un terribile passato che era rimasto sepolto per tanti anni insieme a quel cadavere, un passato che tornerà più vivo che mai e provocherà ancora morte e dolore.

La fiction, prodotta da Palomar per RTI e diretta da Davide Marengo, vanta nel cast anche Claudio Castrogiovanni, Orlando Cinque, Corrado Fortuna, Dajana Roncione, Giulio Della Monica, Danilo Arena, Paola Giannini e Alessandro Lui. La serie è tratta dai romanzi di Cristina Cassar Scalia e scritta da Leonardo Marini.

Vanilla Sky: tutto quello che non sai sul film con Tom Cruise

Vanilla Sky: tutto quello che non sai sul film con Tom Cruise

Divenuto un vero e proprio cult per via della sua complessa trama e degli elementi fantascientifici in essa presenti, il film Vanilla Sky ha negli anni conquistato sempre più spettatori, affascinati dall’intreccio tra sogno e realtà proposto. Con un incasso complessivo di oltre 200 milioni di dollari, a fronte di un budget di “soli” 68, il film diretto da Cameron Crowe si è così affermato come uno dei maggiori successi del 2001.

La pellicola è il remake americano dello spagnolo Apri gli occhi, divenuto un grande successo internazionale al momento della sua uscita, nel 1997. Dopo averlo visto proiettato al Sundance, l’attore Tom Cruise decise di acquistarne i diritti per un rifacimento in lingua inglese, rimasto colpito dall’universalità della storia e dei suoi temi. Cruise avrebbe poi ricoperto il ruolo del protagonista.

Il titolo del film è stato a lungo al centro di dibattiti, poiché in esso sembra essere nascosta la chiave d’interpretazione del film. Vanilla Sky, traducibile come “cielo color vaniglia” deriva dal quadro La Seine à Argenteuil, del pittore espressionista Monet. Il suo ruolo sarebbe quello di sottolineare come quella in cui il protagonista si trova per buona parte del film non sia la realtà effettiva, quanto piuttosto una realtà fittizia, dove il cielo può essere di color vaniglia invece che azzurro.

Vanilla Sky: la trama e il significato del film

Protagonista del film è David Aames, affascinante ereditiere che, innamoratosi della bellissima Sofia Serrano, suscita la gelosia della sua amante, Julianna Gianni. La donna, infatti, per vendicarsi decide suicidarsi gettandosi da un ponte con l’auto dove sta viaggiando insieme a David. Dopo lunghi mesi di coma, però David si risveglia in preda all’emicrania e con il volto completamente sfigurato. In seguito a delle terribili visioni, David capisce che l’artefice di tutti suoi problemi potrebbe non essere l’incidente o le cure troppo invasive. L’uomo sarà allora costretto a recarsi nell’unico luogo che gli permetterà di riceve le risposte che cerca.

Come si scoprirà alla fine del film, quanto fino a quel momento visto non è altro che un sogno del protagonista, il quale si trova in realtà in uno stato di criogenia in seguito all’incidente d’auto. Alla luce di questa scoperta, stando alle parole del regista, si può optare per una serie di interpretazioni. La prima, e quella più comunemente accettata, prevede che David sia realmente in tale stato e che siano passati 150 anni dal suo incidente, periodo nel quale con la medicina del futuro si è potuto riportare in vita l’uomo.

Un’altra interpretazione, meno gettonata, prevede invece che quanto visto sia ugualmente un sogno, ma dovuto ai farmaci somministrati a David nel corso dell’operazione chirurgica a cui viene sottoposto in seguito all’incidente. Ciò che comunemente ritorna nell’interpretazione del film, è la quasi indistinguibile alternanza tra realtà e mondo onirico, il quale sembra tuttavia avere una particolare predominanza nel corso della pellicola.

Vanilla Sky cast

Vanilla Sky: il cast del film

Nel ruolo del protagonista, come anticipato, vi è l’attore Tom Cruise, il quale espresse grande desiderio nel realizzare e partecipare al film. Stando a quanto da lui affermato, Vanilla Sky è il miglior film realizzato nel corso della sua carriera. Al suo fianco, nel ruolo di Sofia Serrano, Cruise ha voluto l’attrice Penélope Cruz. Questa era stata protagonista anche della versione spagnola, e fu proprio vedendola lì che l’attore decise di offrirle lo stesso ruolo anche nel remake. Dal loro incontro sul set, i due intrapresero poi una relazione sentimentale durata due anni.

Nei panni di Julianna Gianni vi è invece Cameron Diaz, che all’epoca viveva il suo momento di massima popolarità. Per l’occasione, l’attrice decise di esibirsi anche come cantante. Ha infatti interpretato il brano I Fall Apart, presente nella colonna sonora. Questo venne però accreditato sotto il nome del personaggio da lei interpretato. Per il suo ruolo nel film, la Diaz ha poi ricevuto alcuni dei maggiori riconoscimenti nel corso della stagione dei premi. Tra questi si annoverano le nomination ai Golden Globe, ai SAG Awards, e ai Saturn Award nella categoria alla miglior attrice non protagonista.

Nel film sono poi presenti anche altri celebri attori, a partire da Kurt Russell, il quale accettò il ruolo del dottor Curtis McCabe senza neanche voler prima leggere la sceneggiatura. Tilda Swinton e Michael Shannon appaiono rispettivamente nei ruoli di Rebecca Dearborn e Aaron, che anche se minori permettono di rendere riconoscibili i due interpreti all’interno del film. Vi è poi l’illustre cameo del regista Steven Spielberg, il quale può essere individuato nella scena di compleanno presente all’inizio del film.

Vanilla Sky: il trailer e dove vedere il film in streaming

Per gli appassionati del film, o per chi desidera vederlo per la prima volta, sarà possibile fruirne grazie alla sua presenza nel catalogo di alcune delle principali piattaforme streaming oggi disponibili. Vanilla Sky è infatti presente su Chili Cinema, Rakuten TV, Amazon Prime Video, Google Play e Apple iTunes. In base alla piattaforma scelta, sarà possibile noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale al catalogo. In questo modo sarà poi possibile fruire del titolo in tutta comodità e al meglio della qualità video.

Fonte: IMDb, ScreenRant

Vanguard – Agenti speciali: tutto quello che c’è da sapere sul film

Affermatosi come uno dei più famosi attori di action movie orientali, Jackie Chan ha nel corso dei decenni dato vita a veri e propri titoli cult, dove ha potuto sfoggiare il suo particolare stile di combattimento che unisce le arti marziali alla mimica del cinema muto. Giunto ad Hollywood, ha sempre più dato vita ad ibridi contenenti tanto le sue tradizioni orientali quanto quelle del cinema statunitense, distinguendosi in film come Rush Hour Pallottole cinesi o il thriller d’azione The Foreigner. Nel 2020, invece, è stato protagonista di Vanguard – Agenti speciali.

Scritto e diretto da , il film non è mai arrivato in Italia in quanto limitato nella sua distribuzione per via del Covid-19. Il suo passaggio televisivo è però ora l’occasione per scoprire uno degli ultimi film – ad oggi – con Chan. “Abbiamo girato in 9 città in 5 paesi, Londra, Dubai, Zambia, India e Cina. Abbiamo sperimentato così tanto durante questa produzione. Ogni volta che lavoro con Jackie, cerchiamo sempre di impressionare il nostro pubblico con la migliore immagine e idea. Soprattutto questa volta, ci abbiamo messo molta innovazione”, ha raccontato Tong.

Per tutti i fan dell’attore e per gli appassionati del genere, si tratta dunque di un titolo da non perdere, che offre grande intrattenimento unito a momenti particolarmente epici e divertenti. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a Vanguard – Agenti speciali. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla spiegazione del finale. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Vanguard - Agenti speciali trama film

La trama di Vanguard – Agenti speciali

Protagonista del film è Qin Guoli, un contabile cinese che vive in Inghilterra e che viene preso di mira da Maasym, l’uomo a capo dell’organizzazione terroristica che lo ha obbligato a finanziare i suoi progetti. Quando il potere passa al figlio Omar, Guoli viene nuovamente preso di mira, ma stavolta per via del suo sapere dove si nasconde il patrimonio di Maasym. Omar assume dunque alcuni mercenari per rapire l’uomo e sua moglie, ma il contabile viene salvato da alcuni misteriosi agenti secreti.

Si tratta di Zhang Kaixuan, Lei Zhenyu e Mi Ya, tutti agenti della Vanguard, una società segreta di sicurezza. Qin, però, è ancora scosso dall’accaduto e teme che Omar possa fare del male a sua figlia Fareeda, che vive in Africa, e usarla contro di lui. È così che chiede al direttore della Vanguard, Tang Huanting, di proteggere la giovane. I tre agenti insieme allo stesso Tang si precipitano allora in Africa, dove vivranno un’avventura ricca di azione e colpi di scena.

Il cast del film

Nel film recitano Yang Yang nel ruolo di Lei Zhenyu, Ai Lun in quello di Zhang Kaixuan e Miya Muqi in quello di Mi Ya, tutti e tre agente della Vanguard. Vi sono poi Zhenwei Wang nel ruolo di Xiao Wei, Yang Jian Ping in quello di Jian Ping e Zhu Zhengting nel ruolo di Shendiao, altri tre agenti della Vangard. Jackson Lou ricopre invece il ruolo di Qin Guoli, il contabile che la Vanguard è incaricata di proteggere, mentre Xu Ruohan è Fareeda, figlia di Qin Guoli e attivista per la conservazione della fauna selvatica.

Infine, ad interpretare Tang Huanting vi è il leggendario attore Jackie Chan. Sul set egli è quasi annegato durante le riprese della scena con il jet ski, essendo rimasto intrappolato in acqua sotto una roccia. Quando finalmente è uscito dall’acqua, il regista Stanley Tong è scoppiato in lacrime la paura provata. I due si conoscono infatti molto bene, in quanto Vanguard – Agenti speciali è la loro sesta collaborazione Supercop (1992), Terremoto nel Bronx (1995), First Strike (1996), The myth – Il risveglio di un eroe (2005), e Gong fu yu jia (2017).

Vanguard - Agenti speciali Jackie Chan

Il finale del film: ecco come si conclude Vanguard – Agenti speciali

Sorvegliati a vista da entrambe le parti, Omar, Broto e Qin incontrano il trafficante d’armi Josef in una concessionaria di auto usate, dove il denaro è stato convertito in auto d’oro puro. In cambio del suo compenso, Josef fornisce a Omar il sistema di controllo di un drone d’attacco missilistico, che quest’ultimo vuole usare contro Dawes. La polizia di Dubai esegue però in quel momento un attacco contro i terroristi, ma il loro avvicinamento dà al gruppo di Omar tutto il tempo necessario per attivare il drone e poi fuggire con le auto d’oro.

Gli agenti della Vanguard, a quel punto, si muovono per intercettare i terroristi e, grazie al preavviso della polizia di Dubai, le forze statunitensi intercettano e distruggono il drone. L’inseguimento termina poi all’interno di un centro commerciale, dove Omar e Broto vengono sopraffatti e arrestati. Il film si conclude poi con i protagonisti che, avendo concluso la loro missione, festeggiano il Capodanno cinese a Dubai.

Il trailer di Vanguard –  Agenti speciali e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Vanguard – Agenti speciali grazie alla sua presenza su une delle più popolari piattaforme streaming presenti in Italia. Questo è infatti disponibile nel catalogo di Infinity+. Per vederlo, basterè sottoscrivere un abbonamento generale e si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di lunedì 10 giugno alle ore 21:20 sul canale Italia 1.

Vangelo secondo Maria: al via le riprese del nuovo film con Benedetta Porcaroli e Alessandro Gassmann

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Battuto il primo ciak in Sardegna per Vangelo secondo Maria, tratto dall’omonimo romanzo di Barbara Alberti. Un film Sky Original prodotto da La Luna, Indigo Film e Vision Distribution in collaborazione con Sky, diretto da Paolo Zucca, con protagonisti Benedetta Porcaroli e Alessandro Gassmann.

A quarant’anni dall’uscita del libro di Barbara Alberti, – che rappresentò un vero e proprio caso per la scelta inedita di narrare la vicenda del Vangelo dal punto di vista femminile – questo film racconta Maria non più come spettatrice, ma come coraggiosa artefice della propria esistenza. Una donna che si interroga sul significato di una morale che costringe alla rinuncia di sé, negando all’umanità la conoscenza completa e il diritto alla costruzione di una propria verità sul mondo. “Vangelo secondo Maria” segna il ritorno alla regia per Paolo Zucca (L’arbitro) dopo il successo di critica e di pubblico riscontrato del suo precedente film L’uomo che comprò la luna. Accanto ai protagonisti Benedetta Porcaroli e Alessandro Gassmann, nel cast anche Lidia Vitale, Leonardo Capuano, Giulio Pranno, Maurizio Lombardi, Fortunato Cerlino e Andrea Pittorino. La sceneggiatura è firmata da Paolo Zucca, Barbara Alberti e Amedeo Pagani, la fotografia è di Simone D’Arcangelo, la scenografia di Luciano Cammerieri, i costumi di Beatrice Giannini e il montaggio di Marco Spoletini.

La Palestina arcaica e mitologica della storia è stata ricreata in Sardegna, dove sono in corso le riprese che dureranno otto settimane.

La trama

Maria – Benedetta Porcaroli- è una ragazzina di Nazareth, che si è appassionata per le storie della Bibbia, come don Chisciotte coi romanzi d’avventura. Tutto le è proibito come donna, anche imparare a leggere e scrivere, ma lei in sinagoga si entusiasma dei profeti, che chiedono conto a Dio da pari a pari. Sogna la libertà, la sapienza, l’impresa, la fuga. E si ribella al disegno di Dio, fino all’estrema disobbedienza. Giuseppe – Alessandro Gassmann – è suo maestro e complice, un uomo bello e forte, diverso dal vegliardo curvo dei dipinti sacri.

Il regista Paolo Zucca ha dichiarato: A differenza dei miei film precedenti, “Vangelo secondo Maria” non è una commedia, eppure la mia ambizione è quella di realizzare un’opera capace di divertire, nelle diverse accezioni di questa parola. Divertire in senso etimologico, e cioè quello di ‘vertere altrove’, di andare in direzione diversa rispetto all’immaginario ormai consunto di un presepe mediorientale fatto di turbanti e palmizi. E io ho scelto di vertere in modo molto convinto verso la Sardegna e la ricchezza della sua storia millenaria. Divertire nel senso di far sorridere, perché non mi sono precluso alcuni momenti di alleggerimento narrativo. Divertire in senso lato, e cioè coinvolgere emotivamente gli spettatori in un viaggio interiore ed estetico che vuole toccare le corde dell’anima, attraverso il racconto in prima persona delle avventure di una giovane ribelle di duemila anni fa.

Barbara Alberti ha dichiarato: Perché ci abbiamo messo tanti anni a fare un film dal “Vangelo secondo Maria”? Gli ostacoli si sono rivelati travestimenti del meraviglioso: il film non si poteva fare perché Benedetta Porcaroli non era ancora nata come attrice. Solo lei poteva essere Maria, la ribelle. Per talento e grazia, malizia, furore, innocenza, e per lo sguardo. Non ci voleva un’interprete, ma una reincarnazione.

Antonella d’Errico, EVP Programming Sky ha dichiarato: Siamo orgogliosi di annunciare questo nuovo progetto Sky Original, assieme a Vision Distribution, Indigo Film e La Luna, un film in cui il gusto e la professionalità di un regista come Paolo Zucca sono al servizio di una storia potente, nata dalla creatività coraggiosa e originale di Barbara Alberti. “Vangelo secondo Maria” è la rilettura dal punto di vista femminile della vicenda più nota al mondo. Un racconto – a quarant’anni dalla sua stesura – più che mai attuale, che fa ancora oggi riflettere. Siamo altrettanto orgogliosi di poter contare sul talento fresco e vitale di Benedetta Porcaroli e la profondità e l’esperienza di Alessandro Gassmann, che interpreteranno Maria e Giuseppe.

Amedeo Pagani per La Luna e Nicola Giuliano per Indigo Film hanno dichiarato: Siamo molto felici e orgogliosi di coprodurre il nuovo lungometraggio di Paolo Zucca dopo l’avventura piena di soddisfazioni che ci ha regalato il suo precedente “L’uomo che comprò la luna”. Questo nuovo lavoro, che ha solide basi nell’omonimo e intelligente romanzo di Barbara Alberti da cui è tratto, siamo sicuri prenderà, grazie a Paolo Zucca, una forma cinematografica capace di dare a questa storia millenaria uno sguardo inedito in grado di sorprenderci per originalità, poesia e immaginazione.

Massimiliano Orfei, CEO di Vision Distribution, ha dichiarato: “Vangelo secondo Maria” è un progetto che per noi rappresenta una sfida che siamo orgogliosi di proporre insieme a Sky. Paolo Zucca continua a confermarsi un regista curioso e originale anche nell’affrontare il tema più tradizionale di sempre: l’annunciazione a Maria e il suo conseguente rapporto con Giuseppe, con un trattamento estremamente contemporaneo. Tutto questo grazie alla penna di Barbara Alberti, un’autrice capace già quaranta anni fa di tratteggiare dei personaggi così innovativi. Voglio ringraziare Nicola Giuliano e tutta la Indigo per averci dato la possibilità di collaborare a un film di cui si sentirà parlare.

“Vangelo secondo Maria” arriverà in prima assoluta prossimamente su Sky e in streaming su NOW.

Il film è realizzato con il contributo della Regione Sardegna, Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione Spettacolo e Sport e con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission e del Comune di Cagliari.