Nel corso delle prime tre fasi di
universo condiviso i Marvel Studios hanno saputo
destreggiarsi in armonia tra vari generi cinematografici, dando a
ogni film un’impronta diversa che va dal thriller politico al teen
movie, dall’action alla space opera. Ora gli occhi sono tutti
puntati verso Vedova Nera, il titolo che aprirà la
Fase 4 e che è attualmente in produzione con Scarlett Johansson ancora nei
panni della super-spia Natasha Romanoff.
E se vi stavate chiedendo a quali
pellicole si ispirerà il cinecomic e quale sarà il tono della
storia, l’attrice sembra aver fornito la risposta a qualsiasi
dubbio:
“Vedova Nera sarà un film
piuttosto grintoso, ma anche sorprendente” ha dichiarato la
Johansson dopo il panel dello studio al Comic-Con di San Diego
(dove sono stati annunciati tutti i progetti della prossima fase),
“È un po’ il primo del suo genere. Abbiamo discusso di
vari riferimenti, come Logan, Terminator 2 o Il
Fuggitivo“.
Tre pellicole, tre grandi cult della
storia del cinema contemporaneo molto diversi tra loro ma con in
comune uno sguardo inedito sull’azione e svariati aspetti che
speriamo vengano tradotti dalla Marvel.
Il Fuggitivo,
uscito nel 1993 e diretto da Andrew Davis, vede protagonista
Harrison Ford nei panni di un uomo
ingiustamente condannato per l’omicidio di sua moglie e in fuga per
trovare il vero assassino; Logan è forse il
miglior adattamento del personaggio mai arrivato sul grande
schermo, con un indimenticabile canto del cigno e uno straordinario
Hugh Jackman; e che dire di
Terminator 2, molto più che un semplice action
movie, e un saggio di genere di James Cameron?
Vi ricordiamo che il film vedrà
Scarlett
Johansson di nuovo protagonista nei panni di Natasha
Romanoff, il personaggio introdotto nel MCU da Iron Man
2. Il titolo di lavorazione è “Blue Bayou” e in regia c’è
Cate Shortland, seconda donna (dopo Anna Boden di
Captain Marvel) a dirigere un titolo dell’universo cinematografico
Marvel.
La sceneggiatura è stata riscritta
nei mesi scorsi da Ned Benson (The
Disappearance of Eleanor Rigby). Insieme alla Johansson ci
saranno anche David Harbour, Florence Pugh, e Rachel Weisz.
Al momento non ci sono ulteriori
aggiornamenti sul film, né sui personaggi o le direzioni della
trama. Lo studio è invece determinato a mantenere la massima
segretezza intorno al progetto attualmente in produzione e
presumibilmente ambientato prima degli eventi che l’hanno portata a
diventare una fuggitiva in Avengers: Infinity War.
inizieranno a Giugno in Inghilterra
con la regia di Cate Shortland le riprese di
Vedova Nera, standalone che vedrà protagonista
Scarlett
Johansson nei “consueti” panni di Natasha Romanoff,
con la sceneggiatura riscritta nei mesi scorsi da Ned
Benson (The Disappearance of Eleanor Rigby).
Ma quali sono le storie dei fumetti
Marvel che il MCU potrebbe adattare
nel film? Ecco alcune proposte:
Web of Intrigue
Web of Intrigue,
scritto da Ralph Macchio e George Perez, è uno dei fumetti più
acclamati degli anni ’80, e l’ambientazione sarebbe perfetta per un
film prequel. Oltre al fatto che lo stile revival, già adottato per
Captain
Marvel, potrebbe essere un’interessante soluzione per
dare un’ulteriore sfumatura al MCU.
La storia segue sei assassini di
fama mondiale che lavorano per uccidere Natasha, mentre la
doppelganger dell’eroina è sulle tracce di Nick Fury. Insomma materiale per un intrigante e
appassionante thriller di spionaggio alla James
Bond o Mission Impossible.
SHIELD’S Most Wanted
L’azione è ancora protagonista nel
fumetto di Mark Waid e Chris Samnee, SHIELD’s Most
Wanted, dove Natasha Romanoff viene incastrata e indicata
come traditrice dell’organizzazione, e successivamente espulsa dopo
anni di onorata carriera.
La caduta dello SHIELD era già al
centro della trama di Captain America:
The Winter Soldier, quindi ci troveremmo di fronte ad
una ripetizione per quanto riguarda le storie del MCU, tuttavia
l’idea che il personaggio venga interpretato come un traditore del
governo potrebbe essere un’ipotesi ancora inedita e sicuramente
affascinante.
The name of the rose
The Name of the
Rose ha tutti i presupposti per diventare un film ricco di
trame contorte, location esotiche e ogni dettaglio di cui ogni
spy-story spionaggio ha bisogno, e il MCU dovrebbe farci un
pensierino…
Questo è uno dei pochissimi fumetti
scritti da una donna, Marjorie Liu, e gli eventi
prevedono i cameo di Iron Man e
Wolverine. Forse la recente fusione tra Disney e
Fox permetterà alla produzione di inserire anche personaggi
provenienti dalle pagine degli X-Men?
Widowmaker
La serie in quattro numeri di
Widowmaker vede protagonista Vedova
Nera al fianco di Occhio di Falco e
Mimo, e allo stesso modo con cui Thor:
Ragnarok ha trasformato Hulk nella spalla principale,
il film solista su Natasha Romanoff potrebbe utilizzare la
straordinaria chimica tra Scarlett Johansson e Jeremy
Renner e replicarla sul grande schermo.
In un viaggio attraverso diversi
paesi del mondo, la trama segue il mistero che circonda un agente
dello S.H.I.E.L.D., e le indagini portate avanti dalla
supereroina.
The sting of the Widow
Questa raccolta di fumetti comprende
tutti i momenti più importanti di Vedova Nera per
darci una retrospettiva completa sulla sua storia, dal rapporto con
Spider-Man, Iron Man,
Daredevil fino a quello complicato con il
Soldato d’Inverno.
Ovviamente, a questo punto del MCU,
l’attenzione è tutta rivolta a Bucky e al suo ruolo nel futuro
dell’universo condiviso, senza contare che in The Sting of
the Widow potrebbe rientrare anche un interesse amoroso
per Natasha (forse di nuovo Bruce Banner?).
Homecoming
Si, il titolo
Homecoming è stato già usato nel MCU per
Spider-Man, tuttavia questo aspetto non dovrebbe impedire ai Marvel
Studios di considerare l’adattamento di questa storia per lo
standalone su Vedova Nera.
Gli eventi iniziano con Natasha che
si ritira dal lavoro con lo S.H.I.E.L.D. lavoro e ritorna in Russia
per affrontare i suoi demoni dopo che qualcuno ha tentato di
ucciderla.
Kiss or Kill
In Kiss or Kill
Natasha Romanoff viene ingiustamente incastrata dopo l’assassinio
di un senatore degli Stati Uniti., così le forze della CIA e una
squadra di sicari spietati sono assoldati per ucciderla. Nel
frattempo, il figlio del senatore si dispera nel tentativo di
vendicare suo padre, e contribuisce alla ricerca della presunta
killer.
Si tratta di una storia
autoconclusiva, piena di azione e intrighi brillanti, che si
adatterebbe in qualsiasi modo nella timeline del MCU. Più in linea
con il tono di Captain America:
The Winter Soldier che con altri capitoli.
Deadly Origin
Il pubblico potrebbe essere stanco
di vedere le solite origin story, e proprio il suo essere così
anti-convenzionale a rendere Deadly Origin la
perfetta storia da adattare per un prequel sulla nascita di
Vedova Nera.
Qui si racconta il passato di
Natasha attraverso il presente, con scene e flashback disegnati da
artisti diversi e quindi distinti l’uno dall’altro.
The Itsy-Bitsy Spider
La trama in tre fumetti di
The Itsy-Bitsy Spider ha completamente ridefinito
il personaggio di Vedova Nera, ed è considerato ancora oggi uno dei
fumetti più importanti del personaggio.
Il film solista probabilmente non
sarà una storia d’origine, e questo aspetto potrebbe dare alla
sceneggiatura un rovesciamento interessante di prospettiva poiché
la storia si concentrerebbe su una Natasha più anziana sfidata da
una giovane e più forte agente segreta di nome Yelena
Belova.
Come già annunciato nei mesi
scorsi, i Marvel Studios porteranno
sul grande schermo un film interamente dedicato a Vedova
Nera, il personaggio interpretato nel MCU
da Scarlett Johansson, che
arriverà nelle sale il 06 Novembre 2020.
Secondo quanto riportato,
lo standalone riprenderà le sorti
di Natasha Romanoff quindici anni dopo
la caduta dell’Unione Sovietica negli Stati Uniti. Detto ciò, è
evidente che il film si piazzerà in un momento della timeline
antecedente a Iron
Man 2 (dove debuttava ufficialmente). Ma
quanto sappiamo davvero dell’eroina? Ecco di seguito 10
curiosità su Vedova
Nera che forse sono i fan dei fumetti
conoscono:
È biologicamente modificata
Fu durante
la sua permanenza nella Stanza Rossa che a Natasha venne
somministrato un siero non troppo diverso dal siero del Super
Soldato che trasformò Steve Rogers in
Captain America.
Questo spiega
perché il personaggio sia invecchiato così lentamente nel corso
degli anni, e perché sia così forte, veloce e dotata di riflessi
più sviluppati di una persona normale. Inoltre Natasha riesce a guarire anche da ferite rapidamente e
raramente si ammala.
Le sono stati impiantati falsi ricordi
Lo stesso
procedimento che diede a Natasha Romanoff i suoi
“superpoteri” ha anche impiantato nella sua testa dei ricordi
falsi. Tuttavia questo rimane uno degli aspetti più confusi sul
passato di Vedova
Nera, con alcuni sceneggiatori che hanno scelto di
usare il suo passato riscritto nel corso degli anni, mentre altri
hanno mantenuto l’originale.
È stata addestrata dal Soldato d’Inverno
Paragonare Vedova Nera al Soldato
d’Inverno non è un’idea del tutto sbagliata: entrambi sono
sopravvissuti ad un periodo della vita in cui sono stati sottoposti
a lavaggi del cervello e pesanti allenamenti, cambiando le proprie
alleanze e identità.
Sia Bucky che
Natasha sono stati usati come strumenti di distruzione ed entrambi
hanno lottato per trovare la strada per tornare in sé, dunque è del
tutto comprensibile che i due abbiano stretto un legame nella
storia dei fumetti e che Bucky l’abbia aiutata a diventare l’eroina
letale che è ora.
Ha sollevato il Mjolnir
I fumetti
della serie What If hanno consegnato ai fan alcuni dei
momenti più scioccanti e assurdi della storia dei Vendicatori,
esplorando le infinite possibilità dell’universo su come sarebbe
stato cambiato se alcuni eventi si fossero svolti
diversamente.
E se esistesse un
mondo in cui il Dio del Tuono e altri supereroi hanno perso la
vita? Chi prenderebbe il suo martello? Ebbene, l’unica in grado di
sollevare il Mjolnir altri non fu che
Natasha.Durante una battaglia con i Giganti
del Ghiaccio, Vedova Nera raccolse il martello e
venne trasformata nella Dea del Tuono.
Le sue cicatrici
Sappiamo
che il MCU
ha preso spunto dai fumetti, tuttavia la maggior parte delle storie
adattate sono solo vagamente basate sul materiale di
partenza.Il discorso vale per
Avengers: Age of Ultron, la cui trama originale era
abbastanza diversa: in un futuro desolato e senza speranza,
Ultron aveva conquistato la Terra e gli eroi
rimasti dovevano trovare un modo per cambiare il corso della
storia, il che portò a conseguenze piuttosto terribili.
Alcune di queste
versioni future dei personaggi apparivano diverse, ma il look di
Natasha era cambiato in modo piuttosto drastico. Indossava infatti
un mantello scuro che potesse coprire le numerose cicatrici che
avevano sfigurato il suo volto.
Il suo costume originale
Il costume
di Vedova Nera è diventato nel tempo così iconico che ora è
difficile pensare a quanto fosse diversa al suo debutto. Apparsa
per la prima volta su Tales of Suspense # 52 nel 1964,
Natasha non indossava la tuta di pelle attillata che conosciamo, ma
un abito da sera e un velo.
Il personaggio è
stato poi rinnovato negli anni ’70, con un costume ispirato a
Marla Drake, alias Miss Fury, creata da June Tarpé Mills negli anni
’40.
È stata sostituita da un clone
Natasha ha
perso la vita durante gli eventi di Secret Empire,
ma sappiamo tutti che niente è definitivo nei fumetti di
supereroi; quando poi è tornata, le cose sono state piuttosto
scioccanti.
La Vedova Nera non
era la vera Natasha, ma soltanto un suo clone, con una memoria
reintegrata nel suo cervello così da non notare le differenze, il
che significa che – in realtà – l’eroina sapeva ancora riconoscere
il bene dal male.
È stata uccisa da Occhio di Falco
La Vedova
Nera introdotta nei fumetti di Earth-1610 era solo
una maschera di una villain, un “mostro” che tradisce la sua
squadra originale rivelando l’identità di Bruce Banner, incastrando
Captain America facendolo credere un traditore e uccidendo moglie e
figli di Occhio di Falco.
Tuttavia la sua
doppia identità venne scoperta in tempo, prima che potesse sposare
Tony
Stark. E subito dopo Clint Barton non ci ha pensato due volte:
appena ha avuto la possibilità di vendicarsi per tutto ciò che
aveva fatto alla sua famiglia, l’ha uccisa.
I capelli neri
I capelli
di Scarlett Johansson sono cambiati più volte nel
corso degli ultimi dieci anni di MCU,
mantenendo (quasi sempre) il classico colore rosso che
contraddistingue Vedova Nera. Questi
continui cambi sono giustificati dal suo lavoro come spia e
dall’esigenza di non farsi riconoscere, ma hanno anche radici nella
storia dei fumetti.
Inizialmente,
Natasha aveva dei capelli che corrispondevano al suo nome in
codice, neri tinti, perché era una rossa naturale. Questa
decisione fu presa quando il personaggio ha avuto una
drastica trasformazione negli anni ’70, e da allora l’eroina ha
sempre sfoggiato il classico look rosso.
Un passato da ballerina classica
Nei film
del MCU
è stato appena accennato il passato da ballerina di Natasha Romanoff,
tuttavia non è ancora chiaro se quel frammento della storia sia
davvero accaduto.
Il retroscena
originale parlava della formazione da danzatrice classica come una
copertura per il suo vero lavoro di spia, anche se più tardi è
stato rivelato che, sebbene Natasha conservi i ricordi di questa
parte della sua vita, non si può dire che sia tutto
reale.
Prossima eroina protagonista di uno
standalone, Vedova Nera è il nome in codice di
Natasha Romanoff, spia russa trapiantata in
America che nel MCU ha il volto di Scarlett Johansson.
Scopriamo di seguito tutto quello
che c’è da sapere sul personaggio prima dell’uscita del film:
È nata a Stalingrado
Natasha Romanoff è nata a
Stalingrado, una delle più grandi città
industriali della Russia. Durante quel periodo fu teatro di una
sanguinosa battaglia che potrebbe essere ripresentata nello
standalone dei Marvel Studios.
Magari coinvolgendo Captain America e lo
sfondo della Seconda Guerra Mondiale…
Ha progettato un’arma chiamata “Il morso della vedova”
Mentre Natasha era ancora un’allieva
della Stanza Rossa in Russia, progettò un’arma chiamata
“Morso della vedova“, un dispositivo montato sui
suoi polsi in grado di lanciare elettroshock.
Nel MCU fa parte dell’arsenale dello
S.H.I.E.L.D., mentre nei fumetti fu presentata come un dono
americano per aver disertato la madre patria.
Originariamente non aveva un costume
Il costume di
Vedova
Nera è diventato nel tempo così iconico che ora è
difficile pensare a quanto fosse diversa al suo debutto. Apparsa
per la prima volta su Tales of Suspense # 52nel 1964,
Natasha non indossava la tuta di pelle attillata che conosciamo, ma
un abito da sera e un velo.
Il personaggio è
stato poi rinnovato negli anni ’70, con un costume ispirato
a Marla Drake, alias Miss
Fury, creata da June Tarpé Mills negli anni
’40.
Ha lavorato come modella a Tokio
In Iron Man
2, vediamo Tony
Stark controllare il curriculum di Natasha Romanoff e scoprire
alcuni scatti del suo precedente lavoro come modella di lingerie a
Tokyo. In realtà l’eroina faceva parte di una missione sotto
copertura in Giappone con il falso nome di Natalie
Rushman.
È stata allevata da Ivan Petrovich
L’uomo di mezza età chiamato
Ivan Petrovich ha cresciuto Natasha Romanoff come
sua figlia dopo la morte della vera madre, vittima della guerra a
Stalingrado. Ivan è stato il suo autista e amico più stretto, anche
da adulto.
Ha inoltre salvato Natasha dai
nazisti che l’avevano catturata durante la seconda guerra mondiale
con l’aiuto di Captain America e Wolverine, un momento
meraviglioso ed emozionante che speriamo di rivedere anche nel
MCU.
Ha tradito la Russia per Occhio di Falco
C’è chi si diverte a liquidare
Clint Barton (aka Occhio di
Falco) come uno dei personaggi più inutili o noiosi
del MCU, tuttavia il suo trascorso con Natasha Romanoff lo rende
una figura molto più complessa di quanto appaia al cinema.
Per lui, Vedova
Nera ha anche deciso di voltare le spalle alla Russia,
scegliendo di lavorare per il governo americano insieme allo
S.H.I.E.L.D.: nonostante la sua formazione sovietica, l’affetto per
Clint superava ogni ostacolo.
Matrimonio combinato
Ebbene si, Natasha
Romanoff si ritrovò quasi bloccata in un matrimonio
combinato dopo che il KGB decise che avrebbe sposato Alexei
Shostakov, un famoso pilota collaudatore che lavorava per
l’Unione Sovietica.
Poco dopo la cerimonia, le potenze
sovietiche scelsero Shostakov come il loro nuovo agente segreto
sotto il nome di Guardiano
Rosso, e una volta accettato il lavoro, non avrebbe
potuto più avere alcun contatto con sua moglie.
Natasha ricevette così un messaggio
che le diceva che suo marito era morto e che sarebbe stata
addestrata come spia.
L’addestramento nella Red Room
Addestrata nelle arti marziali e per
diventare una perfetta spia in grado di usare varie armi da fuoco,
Natasha impara a combattere fin da giovane in un’accademia segreta
chiamata “Stanza Rossa“. Ne abbiamo visto qualche
frammento durante le sequenze oniriche di Avengers: Age of
Ultron, ed è probabile che tornerà in scena nello
standalone in uscita.
La stessa eroina ha spiegato a Bruce
Banner una delle procedure attuate nella scuola: “Qui, dove
sono stata addestrata, dove sono cresciuta, hanno una cerimonia di
laurea. Ti sterilizzano. Una cosa in meno di cui preoccuparsi.
L’unica cosa che potrebbe importare più di una missione. Rende
tutto più facile…“
Il suo vero nome è Natasha Romanova
I fan del MCU la conoscono come
Natasha Romanoff, tuttavia soltanto chi ha letto i
fumetti saprà che si tratta dell’alias di Natalia
Romanova, il vero nome di battesimo dell’eroina nascosto
negli anni per sfuggire alla presa dei suoi numerosi nemici.
Occhio di Falco è stato incaricato di ucciderla
La Vedova Nera
introdotta nei fumetti di Earth-1610 era
solo una maschera di una villain, un “mostro” che tradisce la sua
squadra originale rivelando l’identità di Bruce Banner, incastrando
Captain
America facendolo credere un traditore e uccidendo
moglie e figli di Occhio di
Falco.
Tuttavia la sua
doppia identità venne scoperta in tempo, prima che potesse sposare
Tony Stark. E subito dopo Clint Barton non ci ha pensato due volte:
appena ha avuto la possibilità di vendicarsi per tutto ciò che
aveva fatto alla sua famiglia, l’ha uccisa.
Attenzione – l’articolo contiene spoiler
su Avengers: Endgame
Sono
passati sette anni dall’uscita di The Avengers,
eppure la scena dell’interrogatorio di Natasha
Romanoff che cerca di estorcere informazioni ad un boss
mafioso russo rimane forse la più significativa del viaggio di
Vedova Nera attraverso il MCU e assume, alla luce di Endgame, un’importanza
che almeno all’epoca avevamo sottovalutato. “La famosa Vedova
Nera, che alla fine non è altro che un bel faccino” è un po’
la sintesi del pensiero comune rivolto a questa eroina senza
superpoteri, innegabilmente ammiccante e sexy, dotata di un’abilità
molto specifica, l’autocontrollo, che l’infanzia difficile e un
passato di abusi fisici e psicologici le hanno insegnato; l’unica
donna all’interno di un collettivo maschile meritevole di occupare
un posto di rilievo al fianco di arroganti playboy, soldati fuori
dal tempo, dei con problemi genitoriali, geni in lotta con il
proprio temperamento. Quella scena è il vero punto di partenza di
un discorso sulla rappresentazione femminile nel Marvel Cinematic
Universe, senza cui non ci sarebbero state le varie Captain
Marvel, Gamora e
Valchiria, oltre che la continuazione del percorso
iniziato in Iron Man 2, dove Scarlett
Johansson esordiva nei panni dell’agente sotto
copertura dello S.H.I.E.L.D.
Ma la
differenza, rispetto al film di John Favreau del
2010, è che stavolta lo sguardo su Vedova
Nera è quello di Joss Whedon, un
alfiere del female empowerment nell’intrattenimento con un punto di
vista sempre originale su cosa significhi essere donne e eroine
nella società contemporanea. Come Buffy
l’ammazzavampiri, anche Natasha è stata strappata dalla
sua gioventù per farsi carico di responsabilità che non aveva
chiesto né voluto; addestrata per diventare una spietata assassina,
manipolata mentalmente, addirittura sterilizzata (perché un figlio
sarebbe stata una “distrazione”), cresciuta con metodi estremamente
violenti e brutali che spesso utilizzava contro i suoi avversari. E
in questa condizione di “prescelta”, o predestinata, ha maturato
dentro di sé un vuoto. Perché questo comporta un lavoro del genere:
solitudine, malinconia, freddezza nei confronti degli
altri.
Autocontrollo è la facilità con cui risponde a chi la sta
interrogando “Davvero mi trovi carina?” o quando dice a
Phil Coulson che non può tornare alla base perché
“sta lavorando”, sospesa ai bordi di un precipizio. E quel
combattimento con le mani legate (“Ho sempre combattuto con le
mani legate dietro la schiena, ma cosa succederà quando le avrò
completamente libere?” esclamerà Carol Danvers nel film del
2019 con Brie
Larson), la bellezza dei movimenti e il dettaglio
delle scarpe con il tacco che Whedon riprende alla fine della scena
sono diapositive indimenticabili, oltre che descrittive del
personaggio: forte e sensuale, può essere entrambe le cose e non
per questo passare per frivola e superficiale. Sarà lei, guarda
caso, ad andare da Hulk e a convincere il “big
guy” a unirsi ai Vendicatori. Non Nick Fury, non Tony
Stark, ma lei.
Il
bel faccino di Iron Man 2 cambia pelle (e
look), fedele alla controparte dei fumetti e in grado di conservare
la sua femminilità sia sul campo che fuori servizio. Prima il
tubino nero – quello dell’interrogatorio – poi il completo retrò
del party di Age of Ultron, per non parlare del
taglio di capelli ogni volta diverso (retaggio dei suoi anni da
spia), le divise succinte ma soprattutto pratiche (perché Natasha
deve muoversi in fretta) e la naturale confidenza nel proprio corpo
che solo un’attrice come la Johansson poteva comunicare. Ma è una
trasformazione progressiva che tocca insieme la sensibilità e
l’umanità, territori repressi in un contesto nuovo, quello della
squadra, dove la parole d’ordine è “condivisione” dello stesso
spazio.
Con gli
Avengers, Vedova Nera cresce, o forse scopre finalmente la sua vera
sé, quella migliore, materna, sentimentale, fragile; l’unica in
grado di calmare la rabbia di Hulk che però rinuncia all’amore (con
Bruce Banner) e cerca in ogni modo, sotto traccia,
di conciliare due fazioni divise da un’ideologia cieca (in Civil
War, quando lascia fuggire Steve e Bucky
dall’aeroporto tradendo Tony). La ritroviamo in disparte, quasi
marginale rispetto alla trama, in Infinity
War, dove prende a calci il nemico e respinge ogni
tipo di coinvolgimento emotivo. Un passaggio cruciale che la
porterà alla piena consacrazione e al culmine del suo arco
narrativo in Endgame.
“Il
suo viaggio, nella nostra mente, sarebbe giunto alla fine solo se
Natasha fosse riuscita a riunire i Vendicatori. È cresciuta in un
ambiente terribile che ha abusato di lei, le hanno controllato il
cervello, e quindi, quando arriva su Vormir e ha un’unica
possibilità di riportare indietro la sua famiglia, non ci pensa due
volte”, ha raccontato lo sceneggiatore Stephen
McFeely in un’intervista con il New York Times.
“Avevamo paura che il pubblico, a quel punto del film, non
sarebbe stato pronto o abbastanza triste… stavamo perdendo un
grande personaggio, e come saremmo riusciti a
onorarlo?”.
Di fatto
Iron Man e Vedova Nera sono i due personaggi più importanti che non
sopravvivono agli eventi del film; lui, figura pubblica, ha il suo
funerale, il cordoglio dei cari, i riflettori puntati, lei, una
spia, nessuna scena eclatante tranne lo sgomento negli occhi e
nelle parole dei compagni quando scoprono la sua assenza di ritorno
dal Regno Quantico.
È una
scelta coerente con il basso profilo tenuto dall’eroina in un
questo universo, che non significa aver offerto allo spettatore
un’icona passiva, invisibile e debole, ma un modello di femminilità
esemplare, oltre che mai scontato e sempre affascinante; capace di
alternare il registro della donna di potere con quello della madre,
sorella, compagna, amante compassionevole. Dunque visto il destino
riservatole dai Marvel Studios e il sentiero calpestato fino ad
oggi, siamo convinti che Natasha Romanoff sia
riuscita a cancellare “quella nota rossa sul registro” e a
risultare molto più che un bel faccino, dopo tutto. Per noi, il
volto migliore del MCU.
Il film
che ha raccontato le origini di Carol Danvers e la sua
trasformazione in supereroina si è rivelata la perfetta occasione
per introdurre nell’universo cinematografico Marvel gli Skrull, personaggi
creati da Stan Lee e Jack Kirby e introdotti prima come avversari
dei Fantastici Quattro, poi divenuti una presenza costante nei vari
crossover della storia editoriale. Chi conosce i fumetti o ha visto
Captain
Marvel al cinema saprà che questi alieni mutaforma
sono capaci di assumere le sembianze di ogni essere umano,
assimilarne i suoi ricordi più recenti e infiltrarsi con grande
facilità all’interno delle strutture governative (vedi ad esempio
Talos, che aveva preso il posto del capo dello
S.H.I.E.L.D. Keller), e da tempo c’è chi ipotizza che uno scenario del genere
si sia sviluppato anche nel corso del MCU.
Qualche
mese fa, dopo l’uscita in sala di Captain Marvel, era stato
BuzzFeed a sostenere che un indizio sulla presenza degli Skrull
nella realtà difesa dai Vendicatori fino a Endgame era stato
seminato già a partire da Age of
Ultron, facendo riferimento alla frase pronunciata da
Nick Fury nel dialogo/interrogatorio con
Carol: la scena è ambientata nel bar dove i due si ritrovano
soli, faccia a faccia, raccontando aneddoti del loro passato, ed è
allora che l’eroina gli chiede di rivelarle un dettaglio privato
che proverebbe il suo non essere un alieno. “Se un toast
è tagliato in diagonale, non posso mangiarlo”, dice
Fury,
ma se ricordate bene, in Age of Ultron il personaggio fa
esattamente il contrario quando si prepara un panino a casa di
Clint Barton.
Dunque
il futuro leader dello S.H.I.E.L.D. è in realtà uno Skrull? Che si
tratti di una coincidenza o di una scelta ben precisa da parte dei
Marvel Studios? Forse Fury è stato sostituito da un mutaforma,
magari proprio Talos, dopo la “finta” morte in Captain America: The Winter
Soldier? Il dubbio resta e l’enigma si infittisce,
soprattutto dopo aver scovato l’ennesimo dettaglio misterioso nel
recente Avengers: Endgame.
Stavolta
però l’indiziata numero uno è Natasha Romanoff,
altra vecchia conoscenza dell’organizzazione, ex spia e pupilla di
Fury: nel film che chiude definitivamente la saga delle gemme
dell’infinito ritroviamo Vedova Nera subito dopo
lo schiocco mentre viaggia insieme a Steve Rogers e i sopravvissuti
verso il pianeta dove si nasconde Thanos; fallita la missione, gli eroi tornano a casa e
passeranno altri cinque anni prima di rivederli in azione e
progettare i viaggi nel tempo attraverso il Regno Quantico. Ma se
prestate attenzione ad una scena particolare, quella in cui Nat sta
per confrontarsi con Steve all’Avengers Compound subito dopo il
salto temporale e il summit con War Machine, Okoye, Rocket e Carol,
noterete che si sta preparando un sandwich. Guarda caso la macchina
da presa indugia fin troppo, e il taglio è diagonale. Di nuovo ci
chiediamo se possa trattarsi di una coincidenza o di una scelta ben
precisa. D’altronde non ci sorprenderebbe scoprire che fosse nei
piani di Kevin Feige e co. disseminare piccoli e
impercettibili indizi sull’infiltrazione degli Skrull sulla Terra,
creando così una base per la narrazione della Fase 4 ormai pronta a
partire.
E se
anche Natasha, come Nick Fury, fosse un alieno? E se ci fossero più
Skrull che da anni vivono sotto le sembianze di personaggi che
conosciamo e di cui ci fidiamo che intanto tramano per ribaltare
l’equilibrio stabilito? Un panino è la soluzione a tutte le nostre
domande? Sarebbe sicuramente un’ipotesi intrigante per il futuro
del franchise, ora aggrappato a pochissime certezze (i sequel di
Spider-Man, Black Panther e Doctor
Strange, il racconto cosmico degli
Eterni, le nuove avventure dei Guardiani della Galassia) e
che al momento appare molto confuso…
Dopo averla apprezzata in
Midsommar e mentre la vedremo al cinema a
Natale in Piccole Donne di Greta Gerwig, Florence Pugh ha anche in cantiere un
progetto ad alto budget e con grande pubblico potenziale. L’attrice
partecipa al cast di Vedva Nera, per il quale ha appena concluso le
riprese.
A informarci è la stessa Pugh che ha
condiviso sui social, tramite l’account sociale Florence-Pugh.net,
che le sue riprese per il film Marvel sono finite.
Vi ricordiamo che il film vedrà
Scarlett
Johansson di nuovo protagonista nei panni di Natasha
Romanoff, il personaggio introdotto nel MCU da Iron Man
2. Il titolo di lavorazione è “Blue Bayou” e in regia c’è
Cate Shortland, seconda donna (dopo Anna Boden di
Captain Marvel) a dirigere un titolo dell’universo cinematografico
Marvel.
La sceneggiatura è stata riscritta
nei mesi scorsi da Ned Benson (The
Disappearance of Eleanor Rigby). Insieme alla Johansson ci
saranno anche David Harbour, Florence
Pugh, e Rachel Weisz.
Al momento non ci sono ulteriori
aggiornamenti sul film, né sui personaggi o le direzioni della
trama. Lo studio è invece determinato a mantenere la massima
segretezza intorno al progetto.
Ecco un interessante video dal set
di Captain America: il soldato
d’inverno, in cui il nuovo personaggio del titolo
(Sebastian Stan) è coinvolto in uno scontro a
fuoco con la nostra Vedova Nera , per la terza volta interpretata
dalla bella e rossa per l’occasione Scarlett Johansson e alle prese con un
inseguimento in cui purtroppo è preda.
Le riprese si stanno svolgendo a
Cleveland, dove nei giorni scorsi sono state scattate le foto che
hanno rivelato qualcosa in più del costume del Soldato
d’Inverno.
La storia si riaggancerà alla fine
di The Avengers, continuando a seguire il Captain America impegnato
con Nick Fury e
la S.H.I.E.L.D e alle prese con la modernità. Al momento l’uscita
del film è prevista per il 4 aprile del 2014. Vi ricordiamo che
tutte le news sul film sono reperibili nel nostro
speciale: Captain America: il soldato
d’inverno. Tutte le info utili nella nostra
scheda: Captain America: il soldato
d’inverno.
Vedova Nera
inaugurerà la Fase 4 del Marvel Universe riportando in scena
il personaggio di Natasha Romanoff prima degli eventi che l’hanno
vista sacrificarsi per il bene dei compagni e della missione contro
Thanos in Avengers: Endgame. Trattandosi di
un caso unico nella storia del MCU la curiosità è alle stelle, così
come l’eccitazione legata all’opportunità di rivedere ancora una
volta l’eroina interpretata da Scarlett
Johansson in uno standalone.
Il film è stato descritto come una
sorta di prequel ambientato tra Captain America: Civil
War e Avengers: Infinity War, ma
dopo l’uscita fissata a maggio 2020, l’attrice tornerà ancora a
vestire i panni della spia russa? Oppure questo titolo segnerà
anche la fine della sua esperienza con i Marvel Studios?
Sono queste le domande rivolte alla
Johansson dal reporter di Comicbook Brandon Davis pochi minuti
dopo il panel del Comic-Con
di sabato, e la risposta è sembrata piuttosto generale e poco
esaustiva:
“Se sopravvivo alle riprese di
questo film, forse.”
Difficile ipotizzare qualsiasi
scenario con i pochi strumenti a disposizione. Sappiamo quanto gli
attori siano obbligati a mantenere l’assoluta segretezza riguardo i
progetti che li coinvolgono, dunque non ci resta che attendere
notizie ufficiali nel corso dei prossimi due anni.
Vi ricordiamo che il film vedrà
Scarlett
Johansson di nuovo protagonista nei panni di Natasha
Romanoff, il personaggio introdotto nel MCU da Iron Man
2. Il titolo di lavorazione è “Blue Bayou” e in regia c’è
Cate Shortland, seconda donna (dopo Anna Boden di
Captain Marvel) a dirigere un titolo dell’universo cinematografico
Marvel.
La sceneggiatura è stata riscritta
nei mesi scorsi da Ned Benson (The
Disappearance of Eleanor Rigby). Insieme alla Johansson ci
saranno anche David Harbour, Florence Pugh, e Rachel Weisz.
Al momento non ci sono ulteriori
aggiornamenti sul film, né sui personaggi o le direzioni della
trama. Lo studio è invece determinato a mantenere la massima
segretezza intorno al progetto attualmente in produzione e
presumibilmente ambientato prima degli eventi che l’hanno portata a
diventare una fuggitiva in Avengers: Infinity
War.
La diversità sarà un valore
celebrato dalla Fase 4 del MCU, come spiegato da Kevin Feige in numerose interviste, e il film su
Vedova Nera potrebbe inaugurare questa nuova fase
diventando il primo capitolo dei Marvel Studios ad uscire nelle
sale come vietato ai minori. A suggerirlo è Charles Murphy di That
Hashtah Show su Twitter, precisando che si tratterebbe soltanto di
un rumor e non di una conferma ufficiale.
Lo standalone riprenderà le sorti di Natasha
Romanoff quindici anni dopo la caduta dell’Unione
Sovietica negli Stati Uniti. Detto ciò, è evidente che il film si
piazzerà in un momento della timeline antecedente
a Iron Man 2 (dove Vedova Nera debuttava
ufficialmente). Probabile quindi
un’ambientazione a metà degli anni 2000, una posizione storica che
potrebbe ammettere la tanto sperata reunion tra Natasha e Clint
Barton (Occhio di Falco) mentre collaborano a
Budapest, oppure il primo incontro fra l’eroina e
il Soldato d’Inverno.
Vi ricordiamo la
sceneggiatura del cinecomic è stata affidata a Jac
Schaeffer (già autrice di TiMER, Nasty
Woman, Frozen – Le avventure di Olaf) e la regia
a Cate Shortland.
Il villain del film
su Vedova Nera sarà quasi sicuramente un
uomo, descritto come un individuo “entusiasmante” e di etnia non
identificata, ma che si aggira intorno ai quarant’anni. Sfogliando
la storia dell’eroina nei fumetti, un personaggio che corrisponde a
questa descrizione è il Guardiano Rosso,
soldato russo tra i più amati dai fan; oppure potrebbe trattarsi
di Taskmaster, supercriminale mercenario
capace di duplicare perfettamente i movimenti di chiunque e
infiltrato nello SHIELD. Possibile, vista l’ambientazione in
Europa, anche la presenza di Night Raven,
apparso nella graphic novel Fury /
Black Widow: Death Duty. Viene inoltre menzionato che gli
studios sono in cerca di un’attrice di 50 anni che possa
interpretare un villain secondario.
Ecco altre immagini di Scarlett Johansson, AKA Vedova
Nera, impegnata sul set di Captain America Civil
War.
Ecco le foto dal set del film: [nggallery id=1652]
In attesa di nuovi dettagli in
merito ricordiamo che Captain America Civil
War sarà diretto da Anthony e
Joe Russo e vedrà nel cast Chris Evans, Robert Downey Jr., Scarlett Johansson,
Chadwick Boseman, Sebastian Stan,Samuel L. Jackson, Frank Grillo, Jeremy Renner e Daniel Bruhl. Il film
uscirà il 6 maggio 2016.
Francis Lawrence ha
diretto di nuovo Jennifer Lawrence, dopo la saga di
Hunger Games, in Red Sparrow,
film che è stato paragonato per alcuni versi a Vedova
Nera.
Il regista ha spiegato che capisce
il paragone ma che deriva principalmente dalla sovrapposizione di
elementi superficiali: “C’è chi pensa che (Red Sparrow) sia
molto simile alla storia della Vedova Nera. Ma questo non dipende
da Vedova Nera, ma da Black Sparrow, che è stato scritto da un
tizio che stava nella CIA. I suoi riferimenti vengono da quel
posto, ma sono sempre stati lì. Alle persone piace mettere nelle
categorie le cose, ma si tratta di un film davvero unico. È un
thriller, non un action. C’è violenza, c’è un po’ di perversione,
un sacco di intrighi. Un film di spionaggio molto molto
differente.”
Tuttavia, i due personaggi, quello
interpretato da Jennifer Lawrence e quello
interpretato da Scarlett Johansson, hanno
effettivamente qualcosa di specifico in comune: il balletto.
“Gran parte del film si ambienta
dopo che lei è rimasta ferita. C’è una sequenza molto importante
all’inizio in cui c’è una grande sequenza di balletto, un pezzo
coreografato che ha comportato un lavoro alquanto duro da parte di
Jennifer e lei ha fatto parecchio allenamento e ha avuto grandi
controfigure.”
Il film su Vedova
Nera è da diverso tempo una richiesta precisa e continua
dei fan che amano il personaggio e che, fino a questo momento, si è
sempre fatto vedere soltanto in film collettivi, o al massimo al
fianco di Captain America (in The Winter
Soldier e Civil War).
Oltre alla protagonista e
produttrice Scarlett Johansson, il film prevede al momento nel cast
solo il nome di Jac
Schaeffer, sceneggiatrice incaricata di raccontare la
storia della Vedova Nera.
Sebbene il ritorno di Vecna
nella quinta stagione di Stranger Things non sia una grande
sorpresa, il suo nuovo piano è piuttosto complesso da svelare per
gli spettatori. Il Stranger Things stagione 5 – volume 1 è finalmente
arrivato e l’ultima uscita dell’enorme franchise di Netflix non ha deluso le aspettative. Dopo tre anni
di attesa, la serie ha aggiornato gli spettatori su tutta la banda
di Hawkins.
Che gli spettatori vogliano vedere
più Eleven e Hopper, Mike, Lucas, Dustin e Will, o Robin, Steve,
Jonathan e Nancy, la stagione 5, volume 1 di Stranger Things
ha una trama per tutti. Inoltre, il gruppo non è così diviso come
lo era nella Stranger Things – stagione 4, il che significa che la
posta in gioco è più alta e l’azione sembra più fluida.
Tuttavia, non tutto è motivo di
festeggiamenti. Il principale antagonista di Stranger
Things, Henry Creel/Vecna/001, è tornato ed è più potente che
mai. Utilizzando i bambini che ha rapito come una sorta di batterie
psichiche per alimentare la sua conquista di Hawkins, Vecna intende
distruggere la città rapendo i suoi civili più innocenti. Il suo
piano è descritto di seguito.
Vecna vuole “rimodellare il
mondo” in Stranger Things
Vecna dice che intende “rimodellare
il mondo” nella stagione 5, volume 1. L’episodio si apre con un
flashback della stagione 1, quando il Demogorgon cattura Will
nell’Upside-Down e lo trascina, privo di sensi, nella tana di
Vecna. Una volta lì, Vecna riempie Will di una sostanza non
identificata che sembra rafforzare il legame psichico tra loro.
Vecna intende ripetere questo
processo con altri bambini, a partire dalla sorellina di Nancy e
Mike, Holly Wheeler. Alla fine della stagione 5, volume 1, episodio
1, un Demogorgon emerge dal tetto della camera da letto di Holly e,
dopo aver combattuto brutalmente contro i suoi genitori
nell’episodio successivo, trascina la bambina nell’Upside-Down.
Holly viene poi vista mentre
cammina verso una casa idilliaca con il suo amico immaginario, “Mr
Whatsit”, ma c’è qualcosa che non va in tutta la scena. Quando
viene rivelato il volto di Mr Whatsit, si scopre che il suo amico è
in realtà
il cattivo Vecna, che l’ha condotta alla Creel House.
Sebbene Holly si trovi
nell’Upside-Down, il potere dei ricordi di Vecna permette alla casa
di apparire serena e intatta a lei e Henry. Henry le dice che il
suo compagno di classe Derek si unirà presto a loro laggiù e che il
resto degli scolari di Hawkins seguirà.
Perché Vecna sta prendendo i
bambini di Hawkins per il suo piano
Il motivo per cui Vecna sta
prendendo di mira i bambini del posto per realizzare il suo piano
sembra essere triplice. Da un lato, sostiene che i bambini sono
intrinsecamente “deboli nel corpo e nella mente” e li prende di
mira perché crede di poterli controllare facilmente. Dall’altro, li
definisce anche “vasi”.
In brevi flash, gli spettatori
scoprono che Vecna sta usando i bambini che ha rapito come ha fatto
con Will anni fa, riempiendoli di una sostanza sconosciuta che li
rende psichicamente connessi a lui. Mentre Vecna non ha remore a
uccidere semplicemente gli adulti e a usare i Demogorgoni per
massacrare indiscriminatamente dozzine di soldati, considera i
bambini come dei canali.
Infine, Vecna usa i bambini come
contenitori del suo potere, sfruttando il suo legame psichico con
loro per diventare più forte. Tuttavia, questo alla fine si ritorce
contro di lui quando Stranger Things eroe Will si rivela
inaspettatamente potente, cosa che verrà presto spiegata più
dettagliatamente.
Cosa scopre Will sul piano di
Vecna usando la mente alveare
Foto Credits Netflix
Il piano di Vecna prevede che lui
prenda un bambino la notte in cui ha rapito Holly, tre la notte
successiva e otto quella dopo. Quindi, a parte Holly, Vecna ha già
tre bambini nell’Upside-Down, e i Demogorgon rapiscono gli altri
otto alla fine dell’episodio 4. Will menziona che, nella visione
della tana di Vecna che ha avuto, il mostro aveva 12 posti.
Ciò significa che Vecna molto
probabilmente ha abbastanza persone per portare a termine il suo
piano. Tuttavia, il grande difetto di questo piano è che Will
scopre di poter usare il legame psichico di Vecna contro di lui
alla fine dell’episodio 4, uccidendo numerosi Demogorgon proprio
come Vecna ha ucciso i personaggi umani durante tutta la stagione
4.
Come la storia di Will ha
convinto Vecna a portare a termine il suo piano
Vecna si è riferito a Will come “il
primo” e colui che ha mostrato a Vecna ciò che poteva essere
“raggiunto”, il che significa che Will era abbastanza debole da
poter essere manipolato quando è stato rapito per la prima volta.
Dato che il passato di Vecna lo ha visto uccidere numerosi bambini
nel laboratorio di Hawkins durante il suo tentativo di fuga, non
sorprende che consideri i bambini deboli e sacrificabili.
Tuttavia, questo sembra essere
stato il suo punto debole, sia allora che adesso. Nel laboratorio
di Hawkins, Henry Creel è stato sconfitto da Eleven dopo averla
sottovalutata, e lei lo ha sfigurato così gravemente che è
diventato il mostruoso Vecna.
Alla fine dell’episodio 4, il piano
di Vecna viene sventato quando Will si prende un momento per
riprendersi, ripensa ai momenti che lo hanno reso quello che è e
trova forza nelle sue amicizie, nella sua famiglia e nella sua rete
di sostegno. Dimostrando che Vecna si sbagliava sulla sua
debolezza, Will uccide contemporaneamente numerosi Demogorgon e
dimostra che il cattivo di Stranger Things si
sbagliava su di lui.
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Stranger Things? Dai un’occhiata ai nostri contenuti essenziali qui
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Chi è Vecna, cos’è Vecna e cosa
vuole Vecna dai ragazzi di Hawkins? Queste sono tutte domande che
alimentano il mistero centrale della quarta stagione di Stranger
Things. Finora, in ogni stagione, le cose sono andate
progressivamente fuori controllo. La stagione 1 è iniziata con un
semplice mostro che ha varcato il
cancello dell’Upside Down, ma la stagione 2 ha ampliato questo
concetto e ha introdotto il vero grande cattivo della serie: il
Mind Flayer. E quello era solo un nuovo inizio.
Stranger Things stagione 3 ha costruito
su tutto questo e ha finalmente portato il Mind Flayer nel mondo
reale. La minaccia del mostro non era più teorica né limitata al
solo Will Byers. Piuttosto, il tributo fisico imposto dal Mind
Flayer ha causato la morte di decine di persone e la frattura della
comunità di Hawkins. È anche possibile che tutti questi eventi che
si sono verificati a Hawkins nel corso degli anni abbiano portato
al ritorno di Vecna, il cattivo della quarta stagione di
Stranger Things.
Mentre il Demogorgon e il Mind
Flayer vanno di pari passo, in una certa misura, Vecna è
completamente diverso. Nessuno ha mai affrontato un cattivo come
lui prima d’ora, perché non è un mostro casuale che va a caccia di
sangue o un mostro il cui unico scopo è uccidere Eleven. È un
cattivo con superpoteri propri e una storia che mette in
discussione tutto ciò che i personaggi (e gli spettatori) sanno
sull’Upside Down.
Henry Creel è il Numero Uno e
Vecna in Stranger Things 4
Nella stagione 4 di Stranger
Things, episodio 7, “Il massacro al laboratorio Hawkins”, viene
rivelato che Henry Creel è, in realtà, il Numero Uno – il primo
soggetto di sperimentazione del dottor Martin Brenner – così come
Vecna. Quando Victor Creel disse a Nancy e Robin che suo figlio
Henry era un ragazzo sensibile, stava facendo il modesto. Henry
Creel sentiva un legame con la Creel House e apparentemente aveva
sviluppato dei poteri propri senza essere sottoposto a esperimenti.
Si deduce che Henry Creel abbia sfruttato qualcosa all’interno
dell’orologio a pendolo della Creel House per sbloccare quei
poteri, ma non è chiaro come tali abilità si siano manifestate in
primo luogo.
Dal punto di vista cronologico,
Henry Creel uccise sua madre e sua sorella e tentò di uccidere suo
padre, Victor, nel 1959, 20 anni prima di combattere contro Eleven
nel laboratorio di Hawkins. Ma poiché Henry era solo un ragazzo,
non era abbastanza potente da uccidere tutti e, grazie anche a una
canzone di Ella Fitzgerald in sottofondo, Victor riuscì a sfuggire
al tormento di Henry prima di essere ucciso. Secondo Victor, Henry
è entrato in coma ed è apparentemente morto una settimana dopo;
tuttavia, all’insaputa di Victor, il dottor Brenner ha
effettivamente preso in custodia Henry al suo risveglio dal coma e
ha simulato la sua morte, in modo simile a quanto fatto dal
personale del laboratorio Hawkins con Will Byers e tutti i bambini
su cui hanno condotto esperimenti.
Nei pochi anni successivi (non è
stato specificato il periodo esatto), il dottor Brenner ha lavorato
con Henry per sviluppare i poteri del ragazzo, ma ha raggiunto un
vicolo cieco. Questo deve essere iniziato circa sei anni dopo
l’inizio del
Progetto MKUltra presso l’Hawkins Lab nel 1953. Alla fine, il
dottor Brenner ha utilizzato le conoscenze acquisite da Henry
Creel/One e i risultati del Progetto MKUltra per lanciare un nuovo
programma che sperimentava su bambini dalla nascita (o di età
inferiore a Henry Creel); da quel momento, One è diventato un
inserviente, poiché il dottor Brenner non poteva lasciarlo uscire
dalla struttura. Questo lo ha portato alla fine a tentare di
fuggire con Eleven, ma non prima di aver ucciso tutti coloro che
erano coinvolti negli esperimenti per vendetta.
Forse la parte più sconcertante
della storia di Henry Creel è come è diventato Vecna. Quando Eleven
gli si è rivoltata contro e ha respinto i suoi attacchi, lo ha
mandato in un altro mondo nello stesso modo in cui ha sconfitto il
Demogorgon alla fine della stagione 1 di Stranger Things. Ma
poiché l’Upside Down è bloccato nel giorno in cui Will Byers è
scomparso nel 1983, e Henry Creel/One è stato bandito nel 1979, il
portale che lei ha aperto non poteva essere lo stesso gate,
in particolare il gate madre che ha aperto nel 1983. Piuttosto, la
spiegazione più logica è che Eleven abbia aperto un portale e vi
abbia mandato Henry Creel, il cui corpo ha ceduto all’ambiente
dell’Upside Down e si è trasformato in Vecna, ma il portale si è
chiuso rapidamente. Non era un cancello come quello che lei aveva
aperto nella prima stagione o gli altri cancelli aperti da Vecna
nella quarta stagione; era semplicemente una finestra sull’Upside
Down, invece che una porta. Questo è in linea con quanto accaduto
nella prima stagione: quando Eleven ha rimandato il Demogorgon
nell’Upside Down (insieme a se stessa) in una delle aule della
scuola, lo ha fatto senza creare un nuovo cancello.
Come tutto il resto in Stranger
Things, Vecna è ispirato a Dungeons and Dragons. E nella
tradizione di D&D, Vecna era un tempo un mago umano che
studiava le arti oscure e che alla fine è diventato uno dei maghi
più potenti mai esistiti nel gioco. Ma la sua vita non era
abbastanza e ha cercato di raggiungere la divinità. Nella sua
ricerca dell’immortalità, Vecna è diventato un lich, una creatura
non morta, che è la forma in cui è più riconoscibile come cattivo
di D&D.
Parte della sua storia riguarda
l’attacco alla città di Fleeth, principalmente come vendetta per
l’esecuzione di sua madre da parte della città per aver praticato
la stregoneria. Ma le parti che si applicano alla sua storia in
Stranger Things potrebbero derivare dal suo tradimento e dal
suo successivo status di semidio. Vecna fu tradito e attaccato dal
suo luogotenente (Eleven, in questo caso); alla fine, tutto ciò che
gli rimase furono la mano e l’occhio, motivo per cui la mano e
l’occhio di Vecna divennero potenti artefatti in
D&D.
Il Culto di Vecna tentò in seguito
di resuscitare Vecna come dio superiore, ma fallì, anche se il
mostro raggiunse comunque lo status di dio superiore qualche tempo
dopo. Alla fine, Vecna fu relegato al rango di dio minore quando la
sua storia giunse al termine. Tuttavia, durante la sua ascesa alla
divinità seminò il caos e i suoi poteri non furono mai da
sottovalutare.
Identificare le specificità della
maledizione di Vecna è complicato perché gran parte di essa dipende
dalla campagna creata dal Dungeon Master in D&D.
Tuttavia, l’unico elemento che rimane invariato in tutte le
campagne è che la maledizione di Vecna è un’afflizione che
trasforma i maghi in Nothics, mostri allampanati che esistono
esclusivamente per causare dolore e sofferenza. Il modo esatto in
cui la maledizione trasforma i maghi in Nothics rimane un
mistero.
Ma nel mondo di Stranger
Things, Vecna usa la maledizione e preda sulle persone che
hanno subito traumi (questo è l’unico elemento comune a tutte le
vittime di Vecna, tra cui Chrissy, Fred e Patrick), usando questo
per legarle a sé nell’Upside Down, conservando la loro coscienza
nella propria mente. In modo simile al Vecna di D&D, il
Vecna di Stranger Things vuole che gli adolescenti di
Hawkins si uniscano a lui come sua versione dei Nothics, perché
come collettivo aumentano il suo potere.
E il piano di Vecna si sta
realizzando grazie al suo uso dei poteri telepatici in Stranger
Things, che gli permettono di frugare nei pensieri delle
persone per identificare le sue prossime vittime e attaccarle a
distanza. Da lì, li collega psichicamente a se stesso, al suo regno
(l’area di fumo rosso che Max ha visto), danneggiando i loro corpi
da lontano senza mai toccarli. Per molti versi, i poteri di Henry
Creel/Vecna sono simili a quelli di Eleven, ma esponenzialmente più
avanzati poiché ha avuto molto più tempo per affinare le sue
abilità. Inoltre, è tutto incredibilmente simile allo stile di
uccisione di Freddy Krueger della serie di film Nightmare on Elm Street, che ha fortemente ispirato la
stagione 4 di Stranger Things.
Perché Vecna sta uccidendo gli
adolescenti a Hawkins
Il piano di Vecna nella stagione 4
di Stranger Things non è realmente quello di uccidere gli
adolescenti, ma piuttosto quello di usare le loro morti per colmare
il divario tra l’Upside Down e il mondo reale. Ogni volta che Vecna
uccide qualcuno, apre un nuovo varco verso l’Upside Down nel luogo
in cui la persona è stata assassinata. Lo fa creando un
collegamento psichico con loro attraverso le dimensioni, proprio
come Eleven ha creato un collegamento con il Demogorgon all’interno
del laboratorio di Hawkins nella prima stagione. E come hanno
dedotto i ragazzi dopo aver parlato con il loro insegnante, Scott
Clarke, ogni varco crea un campo elettromagnetico più forte di
quello naturale della Terra, che influisce sulle loro bussole.
Aprendo sempre più portali a
Hawkins, Vecna sta creando ulteriori campi elettromagnetici, più
piccoli in termini di dimensioni e portata rispetto a quello aperto
da Eleven, ma comunque abbastanza grandi da avere un impatto,
soprattutto se combinati tra loro.
L’obiettivo finale è quello di
avvicinare l’Upside Down e la Terra e far collidere le due
dimensioni; è per questo che l’Upside Down sta già subendo dei
terremoti e, a giudicare dal trailer finale di Stranger Things 4
volume 1, è possibile che ci sarà un terremoto anche a Hawkins.
Tutto sommato, Vecna non sta uccidendo gli adolescenti
semplicemente perché lo desidera; il loro trauma può essere
facilmente manipolato e, quindi, sono bersagli più facili rispetto
agli adulti. Quello che vuole fare, forse su ordine del Mind
Flayer, è probabilmente fondere le due dimensioni, il che
causerebbe un evento catastrofico.
Chi interpreta Vecna in
Stranger Things?
L’attore e cantante inglese Jamie Campbell Bower arriva all’evento
Netflix FYSEE: The Fall Edit – ‘Stranger Things’ Season 5 FYC. Foto
di Image Press Agency via DepositPhotos.com
Jamie Campbell Bower interpreta
Vecna, così come l’adulto Henry Creel e il Numero Uno. Bower era
stato originariamente scritturato per un ruolo sconosciuto nella
quarta stagione di Stranger Things e, dato il mistero
che circonda il suo personaggio nei primi episodi, è logico che
alla fine venga utilizzato per il grande colpo di scena della
stagione. Bower è un attore inglese noto principalmente per aver
interpretato Caius in The Twilight Saga, ma è anche
riconoscibile come il giovane Gellert Grindelwald in Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1 e Animali fantastici: I crimini di Grindelwald. Ha anche
interpretato Re Artù in Camelot di Starz e Christopher
Marlowe in Will di TNT, oltre a una manciata di altri film e
serie TV.
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La terza età non è
l’ultima. Attenzione a metterlo in dubbio, sembra essere il
messaggio sotteso al Vecchie canaglie (dal 5 maggio
al cinema, prodotto e distribuito da Orange Film) con il quale
Chiara Siani decide di passare dietro la macchina
da presa dopo tanti anni di cinema e parecchia televisione. Volto
molto noto agli spettatori, che da anni la vedono apparire – non
solo come caratterista – nei film di Pupi Avati e
sui palcoscenici teatrali tra Lillo & Greg, la
cinquantanovenne bolognese ha deciso di regalarsi un debutto al
quale teneva molto, con “una sorta di fiaba in stile comedy”
alla quale ha ammesso di aver pensato a lungo.
Quella in cui sei anziani
ospiti di una piccola casa di riposo, Villa Matura, si trovano da
un giorno all’altro in grossi guai perché l’avida proprietaria
dell’immobile – la stessa Siani – decide di mettere il tutto
all’asta… per di più truccata e in tempi brevissimi! Il loro mondo
sembra crollare, ma la reazione degli intraprendenti vecchietti è
inaspettata e imprevedibile: invece di abbattersi si uniranno
ancora di più, ingegnandosi per affrontare situazioni pericolose e
ai limiti della legalità, per riscoprirsi più vitali che mai.
Grandi riferimenti per
le Vecchie canaglie di Chiara Siani
Nelle note di regia si
citano pericolosamente i Monty Python, oltre a
Cocoon e L’erba di Grace, ma i
riferimenti sembrano altri, per esempio quelli delle Barzellette o
di tanti film di poco costrutto realizzati ammassando gag e
siparietti slegati tra loro. Qui, una trama c’è, ovviamente, come
anche un “piano” – lo stesso che annuncia dal losco ‘Greg’,
chiamato a risolvere la situazione da papà Lino Banfi – ma la confusione narrativa regna
sovrana, come la trasposizione in immagini alla quale si assiste
per buona parte dei 102 minuti di durata del film.
Qualche pro e molti
contro in un caos poco creativo
Troppi, evidentemente, se
per giustificarli si finisce con il tenere gli spettatori ostaggio
di una carrellata di tentativi satirici di denuncia della
malasanità imperante nelle RSA, di stereotipi da autobus e di un
accenno di retorica animalista nei quali il tentativo di porre
l’accento sul rispetto per gli anziani si perde naufragando. Per
non parlare del catalogo di malavitosi mal assortiti, mal
caratterizzati e mal rappresentati, con la chicca della vecchina
‘posseduta’ dal peyote che avrebbe potuto trovare spazio in un
qualsiasi sequel parodistico di Scary Movie.
In un tale contesto
finisce per evidenziarsi anche la povertà delle transizioni tra le
scene, che altrimenti avrebbe potuto essere cifra o scelta
stilistica, o il ricorso a certi viraggi cromatici, che affossano
ulteriormente una storia che acquista un senso avviandosi verso la
conclusione. E nella quale si fa apprezzare – probabilmente anche
per motivi di budget, nonostante il film abbia contato sul supporto
del Ministero della Cultura – l’uso di intermezzi ed elementi
scenografici disegnati e cartoonistici, realizzati dalla stessa
Siani. In definitiva, un triste ‘team up’ di tanti volti noti della
nostra commedia, a partire dal ‘Nonno’ Banfi, qui chiamato a
‘metterci la faccia’ e a fare l’eroico trascinatore, ma senza
trascurare i vari Andrea Roncato, Andy Luotto, Luisella
Tamietto e Pippo Santonastaso. Menzione
speciale per il Gualtiero di Gianni Fantoni,
marito della vicina di casa guardona Valentina
Paoletti, l’unico a poter scappare da questo
Hellzapoppin’.
Il co-fondatore del Tribeca
Film Festival, Robert De Niro, oggi ha la
responsabilità diretta per proiezione in anteprima mondiale del
documentario Vaxxed: From Cover-Up To
Catastrophe, che riporta lo scandalo in cui è
stato coinvolto il CDC con l’accusa di aver pubblicato dati
fraudolenti sulla relazione autismo-vaccini. Affermazioni già
ampiamente screditate dalla comunità medica.
La polemica ha provocato scontri
rabbiosi tra quelli convinti di una cospirazione per coprire la
“verità” circa i pericoli del vaccino che causerebbe un
danno irreversibile, e coloro che insistono sul fatto che non
esiste un tale collegamento e che negare ai bambini la vaccinazione
pone la popolazione di fronte a un grave rischio. Dare il
film in pasto a un palcoscenico così importante, dicono, legittima
un “dibattito” che non dovrebbe esistere. Robert De
Niro ha smorzato i toni che circondano la proiezione in
programma il mese prossimo.
De Niro e sua moglie, Grace
Hightower, hanno un bambino con autismo, l’attore ha così
affermato che “riteniamo che è fondamentale che tutte le
questioni che circondano le cause dell’autismo siano discusse
apertamente ed esaminate”, attraverso un comunicato
distribuito dalla TFF Venerdì pomeriggio.
Nei 15 anni
da quando il Tribeca Film Festival è stato fondato, non ho mai
chiesto che un film fosse proiettato o inserito nella
programmazione. Tuttavia questo è molto personale per me e la
mia famiglia ed io voglio che ci sia una discussione, che è per
questo che sarà proiettato Vaxxed. Non sono direttamente
coinvolto nel film, né sono anti-vaccinazione; Io sto solo fornendo
l’opportunità di una discussione intorno al problema.
La maggior parte del letale e
pericoloso mondo post-apocalittico di Fallout
è ricoperta da mutanti, banditi,
mostri e altro ancora. La vita non era molto
migliore nemmeno prima della comparsa di questi temibili nemici,
poiché una serie di accese tensioni tra Stati Uniti, un tempo
prosperi, e Cina portarono i primi (e potenzialmente l’intero
mondo) all’essere inghiottiti dalle fiamme nucleari della
cosiddetta Grande Guerra. La maggior parte degli abitanti del paese
morì dolorosamente, fu trasformata in Ghoul sfregiati ma immortali o fu sfollata in
modo permanente.
Tuttavia, c’era una quarta opzione
disponibile per coloro che avevano abbastanza soldi e influenza.
Prima che le bombe cadessero, una piccola società di nome Vault-Tec
creò diverse strutture massicce per proteggere la classe superiore
da un potenziale disastro nucleare. Questi
“Vault“, giustamente chiamati, sono sinonimo di
tutta la serie di Fallout, ma i segreti di queste strutture
diventano sempre più sinistri man mano che vengono esplorati.
La Vault-Tec esisteva molto prima
dell’inizio della Grande Guerra e, fino alle recenti rivelazioni
del
finale della Stagione 1, l’organizzazione si presentava come
una presenza filantropica e benevola nell’universo di Fallout. La
creazione dei Vault era certamente l’obiettivo principale della
Vault-Tec, ma la società investiva comunque in altri prodotti per
diversificare i propri margini di profitto. Ciò includeva progressi
nel campo dell’istruzione, come la creazione dell’Università
Vault-Tec, e sviluppi più distopici, come la creazione della droga
al cianuro Plan D, l’ultima risorsa. Nella serie di Prime Video, Wilzig (Michael Emerson) definisce Plan D
l’unico prodotto umano che Vault-Tec abbia mai realizzato,
lasciando presagire le intenzioni più sinistre
dell’organizzazione.
L’ascesa di
Vault-Tec in termini di potere e ricchezza è stata
astronomica e ha raccolto l’influenza di diversi grandi
amministratori delegati e persino di numerosi politici. L’entità
aziendale ha rapidamente attirato l’attenzione del pubblico in
generale grazie alla sua personalità accessibile. Anche chi non ha
familiarità con il franchise di Fallout ha
probabilmente visto Vault-Boy, il personaggio dei cartoni animati
biondo e sorridente che funge da Topolino personale della Vault-Tec
e da mascotte generale del franchise. Lo show lascia intendere che
l’attore hollywoodiano Cooper Howard (Walton Goggins) potrebbe essere stato
la parziale ispirazione per Vault Boy, quando consiglia di usare il
pollice in su per un servizio pubblicitario della Vault-Tec.
Cooper Howard, il leggendario attore
western, si è rivelato un’influenza precoce e sostanziale
sull’aumento di popolarità della Vault-Tec. Ha persino
registrato un lungo tour delle strutture del
Vault, raccomandando a chi è a casa di chiamare il
numero (213) 25-VAULT per prenotare un posto in un
rifugio oggi stesso. Si tratta di un numero reale che si può
chiamare in questo momento, e alla chiamata risponderà un individuo
che urla a squarciagola, probabilmente a causa di un’esplosione
nucleare che lo sta inghiottendo. Ancora una volta, un altro caso
di inquietante prefigurazione.
I fan di Fallout sono già a
conoscenza delle dimensioni davvero inconcepibili che la Vault-Tec
era disposta a raggiungere per ottenere un profitto, ma dobbiamo
riconoscere che la malvagia organizzazione sa come progettare un
ambiente di qualità. Solo negli Stati Uniti ci sono più di cento
Vault e ognuno di essi è stato costruito per durare diversi secoli,
anche in caso di guerra nucleare. Questo intento è stato dimostrato
quando è iniziata la Grande Guerra, e la maggior parte (ma non
tutti) dei residenti dei Vault ha continuato a vivere uno stile di
vita spensierato nei loro umili villaggi.
Ogni abitante del Vault nei 200 anni
successivi alla Grande Guerra riceve diverse paia di tute Vault-Tec
blu e oro e il proprio Pip-Boy, un supercomputer da polso dotato di
tutti i comfort possibili. Ogni Vault ha un’ampia
varietà di attività a cui gli Abitanti possono partecipare, tra cui
sport, attività ricreative e qualsiasi altro lavoro di manutenzione
necessario per mantenere il Vault in funzione. Ogni
Vault ha anche un leader, un sorvegliante, che di
solito è in grado di fornire più informazioni rispetto agli altri
abitanti del Vault. Lo apprendiamo attraverso il padre di Lucy
MacLean (Ella Purnell), il sorvegliante Hank
(Kyle MacLachlan), che non è il
patriarca affettuoso e disponibile che sembra essere.
Qual è il vero scopo dei
sotterranei in Fallout?
Come accennato in precedenza, non è
un segreto che i Vault creati dalla Vault-Tec non erano destinati a
essere semplici rifugi da un disastro nucleare. La maggior parte,
se non tutti, erano segretamente destinati a condurre esperimenti
nefasti, usando di fatto i vari residenti multigenerazionali dei
Vault come cavie. I pochi Vault che non venivano usati per testare
vari esperimenti sadici e disumani venivano usati per promuovere
qualche altro obiettivo a lungo termine della Vault-Tec.
I giochi sono pieni di numerosi
esempi dei crimini commessi dalla Vault-Tec nel dopoguerra, ma
anche la serie ne mostra più di uno. Lucy e Maximus (Aaron
Moten) si imbattono nel Vault 4, di cui si sono
impossessati alcuni eccentrici ma amichevoli abitanti delle Terre
Desolate dopo che la maggior parte dei suoi residenti è stata
uccisa o trasformata in mutanti acquatici chiamati Gulper. La casa
di Lucy nel Vault 33 è un ingresso unico ai Vault, poiché è
collegata ad altri due Vault: il Vault 32 e il Vault 31. Norm
(Moises Arias) e Chet (Dave
Register) scoprono subito che nel Vault 32 è successo
qualcosa di strano: sembra che gli abitanti del Vault si siano
uccisi a vicenda anni prima in un massacro in stile Kingsman:
The Secret Service.
Tuttavia, gli orrori del Vault 32
impallidiscono rispetto a ciò che si trova all’interno del Vault
31, che potrebbe essere il Vault più significativo di tutta la
lunga storia di Fallout. I segreti di questo Vault
diventano noti non molto tempo dopo che un flashback rivela che la
Vault-Tec non era solo preparata per un’inevitabile guerra
nucleare, ma era direttamente responsabile del suo accadimento.
Perché i dipendenti di alto livello della Vault-Tec avrebbero
voluto farlo se ciò significava una distruzione quasi certa degli
Stati Uniti e la morte della maggior parte della popolazione? Oltre
a creare monopoli distinti attraverso i vari Vault di cui hanno il
pieno controllo, la maggior parte dell’élite della Vault-Tec si è
congelata criogenicamente ed è stata collocata nel Vault 31. Il
padre di Lucy e Norm era uno di questi e da allora il sorvegliante
del Vault 33 vive nella menzogna.
Più di cento Vault esistenti negli
Stati Uniti significano che migliaia, se non milioni, di persone
sono diventate esperimenti involontari per un’organizzazione
malvagia. La rivelazione che la Vault-Tec ha avuto un ruolo diretto
nella Grande Guerra li rende ancora più vili. Non c’è da stupirsi
che Lucy e Cooper siano ora a caccia di Hank e potrebbero essere
sulla buona strada per trovare i responsabili della creazione della
Terra Desolata nucleare di Fallout.
Netflix annuncia Vatican Girl – La scomparsa
di Emanuela Orlandi, la docu-serie prodotta dalla
pluripremiata società di produzione televisiva inglese RAW,
disponibile il 20 ottobre in tutti i Paesi in cui il servizio è
attivo.
Il 22 giugno 1983
Emanuela Orlandi, una ragazza di 15 anni che viveva nella Città del
Vaticano, è scomparsa in circostanze misteriose. Il caso, che ha
colpito tutta Italia, è rimasto insoluto per 39 anni.
Vatican Girl – La
scomparsa di Emanuela Orlandi racconta in modo dettagliato
questa storia coinvolgente attraverso nuove interviste con la
famiglia Orlandi e con testimoni che non avevano mai parlato prima.
Nel corso dei 4 episodi, queste nuove voci dipingono l’immagine di
un’oscura rete di segreti tenuti nascosti ad ogni costo. La serie è
condotta dal fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, e dal
giornalista italiano Andrea Purgatori, che ha seguito il caso sin
dall’inizio.
La docu-serie è scritta e
diretta da Mark Lewis (vincitore di un Emmy per la
docu-serie Don’t F**k With Cats: Hunting an Internet Killer). Alla
produzione Chiara Messineo, mentre Tom
Barry e Dimitri Doganis sono i produttori esecutivi per
RAW.
Mark Lewis e Chiara
Messineo saranno sul palco del MIA (Mercato Internazionale
Audiovisivo) il 13 ottobre alle h. 14.00 per discutere del processo
di realizzazione della docu-serie e della sua prossima uscita.
Trailer di Vatican Girl – La scomparsa di Emanuela
Orlandi
Dopo il tour dei record e in attesa
delle date del Vasco Live Tour 2023, arriva in
anteprima solo al cinema per tre giornate esclusive VASCO
LIVE ROMA CIRCO MASSIMO, il film concerto per la regia di
Pepsy Romanoff girato durante le due notti di live al Circo
Massimo.
Il film sarà un modo per
ripercorrere le due notti in cui il popolo dei 140.000 ha scatenato
l’inferno, e per far vivere a chi c’era e a chi non
c’era i momenti salienti dell’incredibile festa. Prodotto da
Universal Music Italy con Adler Entertainment e Ela Film in
collaborazione con Giamaica, VASCO LIVE ROMA CIRCO MASSIMO sarà in
anteprima solo al cinema il 14, 15 e 16 novembre distribuito da
Adler Entertainment. I biglietti saranno acquistabili a partire
da oggi sui normali canali. Il film uscirà anche in Blu-ray e
dvd, in pre-order sul sito di Universal Music.
C’è chi chiude la
porta della propria stanza e vi resta dentro per giorni, settimane,
mesi. Chi trova negli schermi l’unico modo per stare in contatto
col mondo. Sono gli hikikomori, ragazzi e ragazze che vivono un
isolamento silenzioso e volontario dalla vita sociale, e che chiusi
nelle proprie stanze portano avanti relazioni filtrate solo da
schermi e devices.
Di questo, e non
solo, parla VAS – Il film, in arrivo
nei cinema dal 20 novembre per la regia di
Gianmaria Fiorillo e interpretato da
Eduardo Scarpetta, Demetra Bellina
e Gabriel Lynk e di cui oggi sveliamo il poster e
il trailer ufficiali.
Come il progetto
originario, nato online e subito diventato un punto di riferimento
per tanti giovani che vivono l’isolamento volontario con circa 4
milioni di visualizzazioni e una community che non smette di
crescere, anche il film VAS affronta con
sensibilità e coraggio un tema sempre più attuale ma ancora poco
conosciuto in Italia.
Il titolo, VAS, riprende il
concetto della Visual Analogue Scale, strumento usato in
medicina per misurare il dolore. Una metafora che nel film diventa
il filo conduttore della storia d’amore – ma anche di dolore – fra
Camilla (Demetra Bellina) e Matteo
(Eduardo Scarpetta), due giovani che condividono
la stessa condizione di ritiro volontario e che, attraverso il loro
incontro tanto inatteso quanto travolgente, saranno costretti a
misurare la profondità delle proprie paure e la forza del proprio
legame.
Negli ultimi anni
il fenomeno degli hikikomori è cresciuto esponenzialmente anche in
Italia: una realtà silenziosa e invisibile, spesso ignorata, che
riguarda migliaia di famiglie. Con VAS – Il
film, Gianmaria Fiorillo sceglie di
dare volto e voce a chi vive questa condizione, a una generazione
spesso invisibile, trasformando un dolore individuale in una storia
collettiva, capace di parlare a un pubblico giovane e consapevole –
ma anche a genitori, insegnanti e operatori sociali – mettendo in
scena un universo sospeso tra il dentro e il fuori, tra il
desiderio di protezione e la paura del mondo esterno. Perché dietro
ogni porta chiusa non ci sono solo solitudini, ma anche sogni,
ferite e speranze.
Prodotto da
Al One in co-produzione con Meleagris Film,
VAS – Il film è diretto da
Gianmaria Fiorillo e sarà nei cinema italiani dal
20 novembre distribuito da Piano B
Distribuzioni.
La trama di VAS – il film
La storia
d’amore tra due Hikikomori, Camilla e Matteo, prigionieri volontari
delle loro case, del loro mondo. Quanto fa male il mondo fuori? Per
misurarlo esiste una scala, la VAS – Visual Analogue Scale – usata
ufficialmente in medicina per valutare l’intensità del dolore,
fisico ed emotivo. Ai nostri protagonisti, incoscienti e incuranti
del loro tormento, servirà per misurare il loro legame. Quanto sono
disposti a soffrire l’uno per l’altro? Un gioco al rialzo, sempre
più estremo con il proprio corpo e le proprie emozioni, li metterà
a dura prova. C’è un dolore più grande che si nasconde dietro tutto
questo che li porterà ad affrontare una sfida finale. Ce la faranno
i due giovani a vivere il mondo fuori, la loro più grande
paura?
Prime Video ha confermato
oggi il nome del protagonista del capitolo indiano dell’universo
Citadel,
l’innovativa serie-evento globale da Prime Video e AGBO dei
fratelli Russo. La serie Citadel –
ancora senza titolo – prodotta in India sarà guidata dal rinomato
duo di creatori Raj &DK (Raj
Nidimoru e Krishna DK), qui showrunner e registi della serie, e
avrà per protagonista Varun Dhawan. Scritta da
Sita R. Menon con Raj & DK, la serie Original locale di spionaggio,
le cui riprese inizieranno nel gennaio 2023, segnerà il debutto di
Dhawan nel mondo dello streaming. Ulteriori dettagli sul cast
artistico e tecnico della serie saranno annunciati nelle prossime
settimane. La serie Original indiana – ancora senza titolo –
dall’universo Citadel
sarà disponibile in esclusiva per i clienti Prime in oltre 240
Paesi e territori nel mondo.
Come precedentemente annunciato,
Richard Madden (Bodyguard) e Priyanka Chopra Jonas (Quantico)
saranno i protagonisti di quella che sarà la prima serie a
debuttare dell’universo Citadel,
da AGBO dei fratelli Russo insieme a David Weil
(Hunters), e che uscirà nel 2023. Oltre a Richard Madden e
Priyanka Chopra Jonas, la prima serie di Citadel che uscirà vedrà nel cast anche Stanley Tucci (Hunger Games). Sono in
lavorazione anche altre produzioni Citadel locali, tra cui
la serie Original italiana con Matilda De Angelis (The Undoing).
“L’universo Citadel di
AGBO dei
Fratelli Russo segna un approccio assolutamente innovativo e
ambizioso alla narrazione, e siamo super entusiasti di iniziare la
produzione del capitolo indiano. Attraverso questo progetto, stiamo
realizzando la nostra missione di intrattenimento senza confini in
grado di produrre contenuti Original locali che posso essere
apprezzati dal pubblico di tutto il mondo.Citadelè
davvero un franchise globale con produzioni locali, in diversi
Paesi, che costruiscono una trama interconnessa, un’innovazione
narrativa unica nel suo genere”, ha detto Gaurav Gandhi, vice
presidente di Prime Video India. “Siamo lieti di avere Varun Dhawan
protagonista di questo entusiasmante capitolo indiano del
franchise. Con Raj e DK al timone creativo di questa adrenalinica
serie di spionaggio, e Varun come protagonista, crediamo che il
capitolo indiano Citadel non alzerà solo l’asticella in
termini di produzioni Original in India, ma genererà un’attenzione
globale nei confronti dell’incredibile pool di creatori e talent
indiani. Non vediamo l’ora di condividerlo con il nostro pubblico
in India e in tutto il mondo”.
“Il capitolo indiano dell’unico e
scintillante universo di Citadel è tra i nostri progetti
più emozionanti, e collaborare con AGBO dei Fratelli Russo è stata
davvero un’opportunità elettrizzante. Avere Varun al suo debutto
nello streaming nel ruolo di protagonista di questa serie di Prime
Video è motivo di grande orgoglio per noi”, ha detto Aparna
Purohit, head of India Originals di Prime Video. “Dopo il
fenomenale successo di The Family Man, lavorare con Raj &
DK su questo progetto ci conferma che stiamo ulteriormente
rafforzando la nostra collaborazione creativa. Siamo certi che con
questa serie ci spingeremo molto oltre i limiti e offriremo
un’esperienza davvero coinvolgente ai nostri spettatori”.
“Siamo davvero felici di veder
partire un’altra produzione, questa volta in India, all’interno
dell’universo di Citadel. Noi, come tutti alla AGBO,
consideriamo un onore lavorare con filmmakers come DK e Raj, che
sono fonte di ispirazione e portano una visione, uno stile e un
tono unici a questo nostro insieme di serie globali. E non vediamo
l’ora di scoprire come questo cast notevole saprà dar vita ai
personaggi di fantasia creati da DK e Raj con Sita”, hanno
dichiarato i produttori esecutivi, Anthony e Joe Russo.
“Siamo super entusiasti di far
parte di questa serie-evento globale ideata dai Fratelli Russo, due
registi e creatori che sono grande fonte di ispirazione; insieme ai
nostri partner di lunga data Prime Video! Non vediamo l’ora di
lavorare con il versatile e dinamico Varun”, ha dichiarato il duo
di creatori Raj & DK. “Abbiamo lavorato sodo collaborando con gli
altri team internazionali per offrire al nostro pubblico un
universo unico e interconnesso. Con un cast scintillante, speriamo
di spingere i confini della narrazione con Citadel India.
State pronti per il prossimo annuncio!”.
Parlando del suo debutto nello
streaming con la serie Citadel indiana (ancora senza
titolo) di Prime Video, Varun Dhawan ha detto, “Prime Video è casa
per me, e sono entusiasta di iniziare questo viaggio nel mondo
dello streaming con loro. Citadel è un franchise
incredibilmente ambizioso ed emozionante, e far parte di questo
magnifico universo, ideato da AGBO dei Fratelli Russo e da Jennifer
Salke, segna un momento fondamentale per la mia carriera. Sono un
grande fan del loro lavoro e sono incredibilmente emozionato di far
parte di questo progetto. Non vedo l’ora di iniziare a girare. La
trama del capitolo indiano di Citadel è spettacolare, e
quando ci sono creatori come Raj & DK a bordo si può essere certi
che sarà uno spettacolo”.
Raj Nidimoru e Krishna DK
attraverso la D2R Films saranno anche executive producer. La serie
è prodotta da D2R Films e Amazon Studios, con Anthony e Joe Russo
di AGBO, Mike Larocca, Angela Russo-Otstot, Scott Nemes e David
Weil (Hunters) che supervisionano la produzione
dell’Original indiano e di tutte le serie dell’universo globale
Citadel. Josh Applebaum, André Nemec, Jeff Pinkner, e
Scott Rosenberg sono executive producer per Midnight Radio
dell’Original indiano e di tutte le serie dell’universo globale
Citadel.
La serie indiana dall’universo
Citadel si unirà a migliaia di film, show e serie già
presenti nel catalogo di Prime Video, tra cui le produzioni
italiane Original The Bad Guy, Prisma,
Bang Bang Baby, Gianluca Vacchi: Mucho Más, Laura Pausini –
Piacere di conoscerti, The Ferragnez – La serie, All or Nothing:
Juventus, Anni da cane, Dinner Club, Vita da Carlo, FERRO,
Celebrity Hunted – Caccia all’uomo Stagione 1, Stagione 2 e
Stagione 3, e LOL: Chi ride è fuori Stagione 1 e Stagione
2; le serie pluripremiate Fleabag e The Marvelous Mrs. Maisel e i
grandi successi come Jack Ryan, The
Boys, Borat – Seguito di film cinema, Il principe cerca figlio,
Senza Rimorso, Good Omens e Carnival Row, oltre a
contenuti in licenza disponibili in più di 240 paesi e territori
nel mondo, e le dirette in esclusiva in Italia delle 16 migliori
partite del mercoledì sera della UEFA Champions League, oltre
che della Supercoppa UEFA, per tre stagioni dal 2021/22. Altre
produzioni Original già annunciate sono la serie Original italiana
dall’universo Citadel, Everybody Loves Diamonds,
Dinner Club Stagione 2, Sono Lillo e The
Ferragnez – La Serie Stagione 2.
“Tanto, tutti qui dovete
venire”. È la frase, rigorosamente in dialetto barese, che
amava ripetere Lorenzo De Santis, alias Varichina,
sul palcoscenico del quartiere Libertà in cui era cresciuto e
vissuto, sfidando i concittadini che lo inondavano di sfottò o
sguardi di disapprovazione. Lorenzo De Santis per
tutta la sua vita “ha condotto un gay-pride in solitaria
perenne, primo, anzi unico omosex oltranzista, urlante, pressoché
animalesco della storia incolore di Bari”. Così il giornalista
Alberto Selvaggi descrive Varichina in un articolo
a lui dedicato, pubblicato nel 2013 sulla Gazzetta del Mezzogiorno.
E da questo articolo trae ispirazione Varichina – La vera
storia della finta vitadiLorenzo De Santis, presentato in
anteprima al Biografilm Festival di Bologna.
La docufiction, scritta e
co-diretta da Antonio Palumbo e Mariangela
Barbanente, racconta la storia e il destino di Varichina,
alternando le testimonianze di quanti lo hanno conosciuto alle
sequenze di fiction che restituiscono l’essenza di Lorenzo
De Santis nell’interpretazione istrionica e sentita di
Totò Onnis, attore teatrale che ha lavorato anche in tv e per il
cinema con
Roberto Benigni, Federico Fellini, Mario Martone e
Claudio Giovannesi.
Soprannominato Varichina perché da
bambino (Claudio Brunetti) vendeva porta a porta i
detersivi fatti in casa dalla madre, Lorenzo – che per campare
faceva soprattutto il parcheggiatore abusivo e il procacciatore di
prostitute – divenne nella Bari degli anni Settanta e Ottanta un
personaggio trasversalmente conosciuto, vestendo in modo
provocatorio e ancheggiando in mezzo alla strada per sfidare quelli
che “ben pensano”, subendo scherzi, battute ma anche pestaggi e
ritorsioni.
Se l’affermazione teatrale, volgare
e caricaturale della propria omosessualità è per Lorenzo la
modalità con cui rivendicare la sua stessa esistenza il lavoro dei
due registi punta a mostrare allo spettatore cosa c’è dietro la
maschera del personaggio, svelando il Varichina più autentico.
Preziosi, in questo senso, sono i ricordi e le parole delle sue
vicine di casa: tre generazioni di donne (due delle quali
rappresentate nella fiction da Federica Torchetti
e Ketty Volpe) che hanno condiviso con il
protagonista momenti divertenti, tragici, di una quotidianità e di
un’intimità che però sparivano una volta varcati i confini del
portone di casa.
Varichina – La vera storia
della finta vitadi Lorenzo De
Santis è il ritratto ficcante e asciutto di una
personalità strabordante ed emarginata, dietro alla quale si
nasconde una persona sola, affamata di amore ma non disposta a
cedere di un millimetro sulla propria identità, e anche di una
città, Bari, che lo ha relegato ai margini ma che alla fine non lo
ha dimenticato.
RTI annuncia
Vanina – Una vice questore a Catania, la nuova
serie tv in arrivo su Canale 5, una coproduzione RTI – PALOMAR
prodotta da PALOMAR. Diretta da Davide Marengo, la serie vede
protagonisti Giusy Buscemi, Claudio Castrogiovanni, Corrado
Fortuna, Dajana Roncione, Orlando Cinque, Danilo Arena, Paola
Giannini, Giulio Della Monica, Alessandro Lui con la
partecipazione di Giorgio Marchesi nel ruolo di
Paolo Malfitano.
Vanina – Una vice questore a
Catania, quando esce e dove vederla in streaming
Vanina – Una vice questore
a Catania andrà in onda a partire da Mercoledì 27 marzo, in prima serata su Canale 5.
Vanina – Una vice questore a Catania in streaming
sarà disponibile su Mediaset Infinity
Vanina – Una vice questore a
Catania: trama e cast
La vita di Vanina (Giusy Buscemi) è
stata profondamente segnata dalla morte del padre, l’ispettore
Giovanni Guarrasi, ucciso da un commando mafioso quando lei aveva
solo quattordici anni.
Da allora il suo unico pensiero è
stato diventare poliziotta, arrestare i colpevoli dell’omicidio e
lottare contro la mafia. E così è stato: dopo una brillante
carriera nell’Antimafia di Palermo, qualcosa si rompe e Vanina
decide di trasferirsi a Catania, una città colorata, che non dorme
mai, sempre attenta al brontolio di sua maestà l’Etna.
Alla Mobile di Catania, dove è
diventata capo della Omicidi, Vanina ha trovato una nuova squadra
con cui ha raggiunto rapidamente un ottimo affiatamento: il “Grande
Capo” Tito Macchia (Orlando Cinque), l’ispettore capo Carmelo Spanò
(Claudio Castrogiovanni), suo braccio destro, l’efficientissima e
nordica ispettrice Marta Bonazzoli (Paola Giannini), l’impacciato e
goffo sovrintendente Mimmo Nunnari (Giulio Della Monica), il
giovane e aitante, ma apparentemente poco sveglio, agente Salvatore
Lo Faro (Danilo Arena). Ha ritrovato la spumeggiante avvocata
“Giuli” De Rosa (Dajana Roncione), con cui aveva diviso gli anni
del liceo, e ha stretto amicizia con il medico legale Adriano Calì
(Alessandro Lui).
Insomma, a Catania Vanina ha
scoperto la possibilità di una nuova vita e di una probabile fuga
dai propri fantasmi del passato. Vanina fa anche la conoscenza di
un medico affascinante e simpatico, Manfredi Monterreale (Corrado
Fortuna), con il quale sembra profilarsi la possibilità di un nuovo
amore, che sancirebbe definitivamente quel nuovo inizio che sta
cercando. Ma perché Vanina ha deciso di cambiare vita? È la stessa
domanda che le fa sua madre (Gabriella Saitta) al telefono,
lamentandosi della sua lunga assenza da Palermo.
La verità è che, dietro alla sua
energia travolgente, si nasconde un passato doloroso da cui cerca
di scappare, legato alla morte del padre e alla fine della
relazione con Paolo Malfitano (Giorgio Marchesi), magistrato
operativo nell’antimafia, con il quale ha combattuto tante
battaglie. Quando l’uomo entra nel mirino di Cosa Nostra, la paura
di rivivere i traumi del passato prende il sopravvento su Vanina.
Senonché, ben presto Paolo si riaffaccia nella vita di Vanina,
portando con sé un nuovo mistero, un conto che Vanina deve ancora
regolare col suo passato e dal quale non potrà davvero
scappare.
Al Re del gelato, la più rinomata
gelateria di Catania, avviene uno strano “tentato avvelenamento”:
qualcuno ha contaminato il gelato con delle pillole e i malcapitati
sono stati portati in ospedale. Per fortuna le pillole risultano
essere innocue, e dunque tutto fa pensare che sia stato solo uno
scherzo o un dispetto ad Agostino Lomonaco, il ricchissimo
proprietario del Re del gelato.
Ma Vanina intuisce che non è stata
una semplice babbiata: dietro deve esserci qualcosa. E, infatti, il
giorno successivo “Il re del gelato” Agostino Lomonaco viene
trovato morto all’interno del suo ufficio, è stato assassinato.
Vanina si trova di fronte a un caso tutt’altro che facile, ma
soprattutto dovrà risolvere un enigma nell’enigma, ovvero la strana
e incomprensibile personalità della vittima: un uomo assai chiuso e
profondamente solo, diffidente con tutti fino alla paranoia, un
uomo forse a suo modo capace di amare, ma incapace di creare legami
sereni e reciproci con gli altri.
Un uomo di cui chiunque poteva
diventare nemico fino a desiderare di ucciderlo, perfino sua
figlia, Corinna. Anche la vita privata, però, è un bel rompicapo:
l’incontro con Manfredi le offre la prospettiva di un nuovo inizio,
ma il cuore di Vanina ha già amato troppo e ora cerca ristoro
lontano da Paolo, il grande amore che prova a lasciarsi alle
spalle. Cosa farà Vanina quando lui arriverà a Catania per provare
a riconquistarla?
Note degli autori
Per adattare i primi romanzi di
Vanina Guarrasi abbiamo anzitutto cercato una chiave d’accesso per
rappresentare e fare vivere nella maniera più efficace e
interessante possibile la nostra protagonista, che è al centro di
ogni storia e del nostro mondo narrativo. La caratteristica che ci
è sembrata essenziale e più fertile in termini emotivi e di
racconto è la sua connaturale ambivalenza: c’è una Vanina
“leggera”, che vuole finalmente godersi la vita, che vuole
divertirsi e non vuole più rinunciare alla propria giovinezza
(giovinezza che invece ha per molto tempo sacrificato nei suoi anni
più cupi a Palermo), e c’è di contro una Vanina segnata da un
evento che finora ha di fatto deciso tutto il suo destino, come
poliziotta e non solo.
Questo suo essere immedicabilmente
scissa, irrisolta, fra luce e tenebra, fra allegria e malinconia, è
alla base del fascino e della ricchezza umana di Vanina. Abbiamo
inoltre voluto che anche gli altri personaggi che ruotano attorno
alla protagonista in un certo senso rispecchiassero questa sua
stessa ambivalenza, sono tutti figure che hanno al contempo una
dimensione leggera, ilare, incline alla commedia, e una dimensione
più profonda, venata di malinconia, solitudine, nonché di grandi o
piccole fragilità. Ci è sembrato il miglior modo per creare attorno
a Vanina una sua famiglia, una famiglia ideale che le permettesse,
dopo la sua fuga da Palermo, di trovare qui a Catania il suo vero
posto nel mondo, un posto da cui non dovrà e non vorrà mai
scappare.
E Catania è il posto perfetto per
Vanina anche perché in fondo le assomiglia: una città vitale e
inquieta, che non sembra mai la stessa, sempre divisa fra qualità
apparentemente inconciliabili, città di mare e insieme città di
montagna, solare e al contempo irrequieta come il suo vulcano,
antica come la pietra lavica dei suoi faraglioni e dei suoi edifici
secolari, e allo stesso tempo moderna e giovane come nessun’altra
città dell’isola.
Dopo il
secondo episodio debutterà mercoledì 10 Aprile 2025 il nuovo episodio di
Vanina – Una vice questore a Catania, la serie tv
una coproduzione RTI – PALOMAR. La seconda puntata è sceneggiatura
di Leonardo Marini con la collaborazione di Cristina Cassar Scalia
e tratta dal romanzo “Sabbia nera” di Cristina Cassar Scalia edito
da Giulio Einaudi editore. Il terzo episodio è sceneggiatura
di Leonardo Marini con la collaborazione di Cristina Cassar Scalia
tratta dal romanzo “La logica della lampara” di Cristina Cassar
Scalia edito da Giulio Einaudi editore
La trama del terzo episodi di
Vanina – Una vice questore a Catania
Nel terzo episodio che si intitola
“LA LOGICA DELLA LAMPARA” alla Omicidi giunge un’agitata telefonata
anonima: una ragazza è stata uccisa in un villino, chiusa in una
valigia e buttata in mare. Vanina fiuta subito che non si tratta di
uno dei soliti scherzi telefonici, ma di una cosa seria, e la sua
intuizione è confermata dalla chiamata di Manfredi, che quella
notte ha visto due uomini gettare dalla scogliera una valigia
grossa e pesante.
La valigia è ancora sugli scogli, ma
dentro vi trovano solo un cellulare e una grossa macchia di sangue.
Nel villino indicato nella telefonata anonima come luogo
dell’omicidio, Vanina trova tracce di colluttazione e altre macchie
di sangue. Quella casa è affittata a una certa Lorenza Iannino, che
al momento però risulta irreperibile. Lorenza è (o era) una giovane
avvocata che lavora per lo studio del celebre e potente avvocato
Ussaro. Vanina, anche se non è stato trovato alcun cadavere, è
determinata a scopri
Dopo il
terzo episodio debutterà mercoledì 17 Aprile 2025 il quarto episodio di
Vanina – Una vice questore a Catania, la serie tv
una coproduzione RTI – PALOMAR.
Il quarto episodio è sceneggiatura
di Leonardo Marini con la collaborazione di Cristina Cassar Scalia
tratta dal romanzo “La Salita dei Saponari” di Cristina Cassar
Scalia edito da Giulio Einaudi editore.
Nel quarto episodio che si intitola
“LA SALITA DEI SAPONARI” Un uomo è stato ucciso nel parcheggio
dell’aeroporto di Catania. Si tratta del sessantenne Esteban
Torres, cubano, con doppia cittadinanza americana e italiana,
residente in Svizzera. Già dalle prime ricerche la vittima risulta
un personaggio insolito e sospetto: ricchissimo, ma impossibile
definire quale sia il suo vero lavoro, sotto la vaga etichetta
“import export”.
Perfino la moglie Evelyn, che viene
subito dalla Svizzera, non nega che il defunto marito potesse
essere implicato in traffici illegali. In breve, Vanina scopre che
Esteban Torres era un uomo di punta della mafia americana e un
cardine dei rapporti fra clan americani e clan siciliani. Ma
soprattutto presto spunta fuori un nuovo cadavere: una donna,
Roberta Geraci, è stata brutalmente assassinata, ed emerge subito
che questo delitto è legato a quello di Torres. Vanina dovrà
affrontare un’indagine davvero sorprendente, che spazierà dalla
lontana realtà di un intrigo internazionale alla dimensione più
profonda e arcaica della sua Sicilia.
La fiction, prodotta da Palomar per RTI e diretta da Davide
Marengo, vanta nel cast anche Claudio Castrogiovanni, Orlando
Cinque, Corrado Fortuna, Dajana Roncione, Giulio Della Monica,
Danilo Arena, Paola Giannini e Alessandro Lui. La serie è tratta
dai romanzi di Cristina Cassar Scalia e scritta da Leonardo
Marini.
Debutterà mercoledì 3 Aprile 2025 il nuovo episodio di
Vanina – Una vice questore a Catania, la
serie tv una coproduzione RTI – PALOMAR. La seconda puntata è
sceneggiatura di Leonardo Marini con la collaborazione di Cristina
Cassar Scalia e tratta dal romanzo “Sabbia nera” di Cristina Cassar
Scalia edito da Giulio Einaudi editore.
La trama del secondo episodi di
Vanina – Una vice questore a Catania
Nel secondo episodio che si
intitola “Sabbia Nera” A Sciara, in una villa disabitata da
decenni, Alfio, nipote e futuro erede dell’anziana e ricchissima
Teresa Burrano, trova il cadavere mummificato di una donna chiuso
dentro la cabina di un montavivande. Vanina non è in grado di
risalire all’identità della donna, ma ben presto scopre che in
quella casa, cinquant’anni prima, era morto assassinato Gaetano
Burrano, marito di Teresa. Un delitto che all’epoca fu risolto fin
troppo frettolosamente.
Vanina fiuta subito che si tratta
tutt’altro che di una coincidenza, ma, soprattutto, malgrado il
capo della Mobile Tito Macchia cerchi di dissuaderla, è determinata
a risolvere quel delitto avvenuto decenni fa, perché vuole dare
giustizia a quella povera donna assassinata in modo orribile, della
quale nessuno aveva mai neppure denunciato la scomparsa. E con le
sue indagini scoprirà un terribile passato che era rimasto sepolto
per tanti anni insieme a quel cadavere, un passato che tornerà più
vivo che mai e provocherà ancora morte e dolore.
La fiction, prodotta da Palomar per
RTI e diretta da Davide Marengo, vanta nel cast anche Claudio
Castrogiovanni, Orlando Cinque, Corrado Fortuna, Dajana Roncione,
Giulio Della Monica, Danilo Arena, Paola Giannini e Alessandro Lui.
La serie è tratta dai romanzi di Cristina Cassar Scalia e scritta
da Leonardo Marini.
Divenuto un vero e proprio cult per
via della sua complessa trama e degli elementi fantascientifici in
essa presenti, il film Vanilla Sky ha
negli anni conquistato sempre più spettatori, affascinati
dall’intreccio tra sogno e realtà proposto. Con un incasso
complessivo di oltre 200 milioni di dollari, a fronte di un budget
di “soli” 68, il film diretto da Cameron Crowe si
è così affermato come uno dei maggiori successi del 2001.
La pellicola è il remake americano
dello spagnolo Apri gli occhi, divenuto un grande successo
internazionale al momento della sua uscita, nel 1997. Dopo averlo
visto proiettato al Sundance, l’attore Tom
Cruise decise di acquistarne i diritti per un
rifacimento in lingua inglese, rimasto colpito dall’universalità
della storia e dei suoi temi. Cruise avrebbe poi ricoperto il ruolo
del protagonista.
Il titolo del film è stato a lungo
al centro di dibattiti, poiché in esso sembra essere nascosta la
chiave d’interpretazione del film. Vanilla Sky,
traducibile come “cielo color vaniglia” deriva dal quadro La
Seine à Argenteuil, del pittore espressionista Monet. Il suo
ruolo sarebbe quello di sottolineare come quella in cui il
protagonista si trova per buona parte del film non sia la realtà
effettiva, quanto piuttosto una realtà fittizia, dove il cielo può
essere di color vaniglia invece che azzurro.
Vanilla Sky: la trama e il
significato del film
Protagonista del film è David
Aames, affascinante ereditiere che, innamoratosi della bellissima
Sofia Serrano, suscita la gelosia della sua amante, Julianna
Gianni. La donna, infatti, per vendicarsi decide suicidarsi
gettandosi da un ponte con l’auto dove sta viaggiando insieme a
David. Dopo lunghi mesi di coma, però David si risveglia in preda
all’emicrania e con il volto completamente sfigurato. In seguito a
delle terribili visioni, David capisce che l’artefice di tutti suoi
problemi potrebbe non essere l’incidente o le cure troppo invasive.
L’uomo sarà allora costretto a recarsi nell’unico luogo che gli
permetterà di riceve le risposte che cerca.
Come si scoprirà alla fine del
film, quanto fino a quel momento visto non è altro che un sogno del
protagonista, il quale si trova in realtà in uno stato di criogenia
in seguito all’incidente d’auto. Alla luce di questa scoperta,
stando alle parole del regista, si può optare per una serie di
interpretazioni. La prima, e quella più comunemente accettata,
prevede che David sia realmente in tale stato e che siano passati
150 anni dal suo incidente, periodo nel quale con la medicina del
futuro si è potuto riportare in vita l’uomo.
Un’altra interpretazione, meno
gettonata, prevede invece che quanto visto sia ugualmente un sogno,
ma dovuto ai farmaci somministrati a David nel corso
dell’operazione chirurgica a cui viene sottoposto in seguito
all’incidente. Ciò che comunemente ritorna nell’interpretazione del
film, è la quasi indistinguibile alternanza tra realtà e mondo
onirico, il quale sembra tuttavia avere una particolare
predominanza nel corso della pellicola.
Vanilla Sky: il cast del film
Nel ruolo del protagonista, come
anticipato, vi è l’attore Tom
Cruise, il quale espresse grande desiderio nel
realizzare e partecipare al film. Stando a quanto da lui affermato,
Vanilla Sky è il miglior film realizzato nel corso della
sua carriera. Al suo fianco, nel ruolo di Sofia Serrano, Cruise ha
voluto l’attrice Penélope
Cruz. Questa era stata protagonista anche della
versione spagnola, e fu proprio vedendola lì che l’attore decise di
offrirle lo stesso ruolo anche nel remake. Dal loro incontro sul
set, i due intrapresero poi una relazione sentimentale durata due
anni.
Nei panni di Julianna Gianni vi è
invece Cameron
Diaz, che all’epoca viveva il suo momento di massima
popolarità. Per l’occasione, l’attrice decise di esibirsi anche
come cantante. Ha infatti interpretato il brano I Fall
Apart, presente nella colonna sonora. Questo venne però
accreditato sotto il nome del personaggio da lei interpretato. Per
il suo ruolo nel film, la Diaz ha poi ricevuto alcuni dei maggiori
riconoscimenti nel corso della stagione dei premi. Tra questi si
annoverano le nomination ai Golden Globe, ai SAG Awards, e ai
Saturn Award nella categoria alla miglior attrice non
protagonista.
Nel film sono poi presenti anche
altri celebri attori, a partire da Kurt
Russell, il quale accettò il ruolo del dottor Curtis
McCabe senza neanche voler prima leggere la sceneggiatura. Tilda
Swinton e Michael
Shannon appaiono rispettivamente nei ruoli di Rebecca
Dearborn e Aaron, che anche se minori permettono di rendere
riconoscibili i due interpreti all’interno del film. Vi è poi
l’illustre cameo del regista Steven Spielberg, il quale può
essere individuato nella scena di compleanno presente all’inizio
del film.
Vanilla Sky: il trailer e dove
vedere il film in streaming
Per gli appassionati del film, o
per chi desidera vederlo per la prima volta, sarà possibile fruirne
grazie alla sua presenza nel catalogo di alcune delle principali
piattaforme streaming oggi disponibili. Vanilla Sky è
infatti presente su Chili Cinema, Rakuten TV, Amazon Prime Video, Google Play e
Apple iTunes. In base alla piattaforma scelta, sarà possibile
noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale
al catalogo. In questo modo sarà poi possibile fruire del titolo in
tutta comodità e al meglio della qualità video.
Affermatosi come
uno dei più famosi attori di action movie orientali,
Jackie Chan ha nel corso dei decenni dato vita a
veri e propri titoli cult, dove ha potuto sfoggiare il suo
particolare stile di combattimento che unisce le arti marziali alla
mimica del cinema muto. Giunto ad Hollywood, ha sempre più dato
vita ad ibridi contenenti tanto le sue tradizioni orientali quanto
quelle del cinema statunitense, distinguendosi in film come
Rush
Hour e Pallottole cinesi o il
thriller d’azioneThe Foreigner. Nel 2020, invece, è stato protagonista
di Vanguard – Agenti speciali.
Scritto e diretto da Stanley
Tong, il film non è mai arrivato in Italia in quanto
limitato nella sua distribuzione per via del Covid-19. Il suo
passaggio televisivo è però ora l’occasione per scoprire uno degli
ultimi film – ad oggi – con Chan. “Abbiamo girato in 9 città in
5 paesi, Londra, Dubai, Zambia, India e Cina. Abbiamo sperimentato
così tanto durante questa produzione. Ogni volta che lavoro con
Jackie, cerchiamo sempre di impressionare il nostro pubblico con la
migliore immagine e idea. Soprattutto questa volta, ci abbiamo
messo molta innovazione”, ha raccontato Tong.
Per tutti i fan dell’attore e per
gli appassionati del genere, si tratta dunque di un titolo da non
perdere, che offre grande intrattenimento unito a momenti
particolarmente epici e divertenti. In questo articolo,
approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a
Vanguard – Agenti speciali. Proseguendo qui nella
lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi alla trama, al cast di attori e alla spiegazione del
finale. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme
streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
La trama di Vanguard – Agenti speciali
Protagonista del film è Qin
Guoli, un contabile cinese che vive in Inghilterra e che
viene preso di mira da Maasym, l’uomo a capo
dell’organizzazione terroristica che lo ha obbligato a finanziare i
suoi progetti. Quando il potere passa al figlio
Omar, Guoli viene nuovamente preso di mira, ma
stavolta per via del suo sapere dove si nasconde il patrimonio di
Maasym. Omar assume dunque alcuni mercenari per rapire l’uomo e sua
moglie, ma il contabile viene salvato da alcuni misteriosi agenti
secreti.
Si tratta di Zhang
Kaixuan, Lei Zhenyu e Mi
Ya, tutti agenti della Vanguard, una società segreta di
sicurezza. Qin, però, è ancora scosso dall’accaduto e teme che Omar
possa fare del male a sua figlia Fareeda, che vive
in Africa, e usarla contro di lui. È così che chiede al direttore
della Vanguard, Tang Huanting, di proteggere la
giovane. I tre agenti insieme allo stesso Tang si precipitano
allora in Africa, dove vivranno un’avventura ricca di azione e
colpi di scena.
Il cast del film
Nel film recitano Yang
Yang nel ruolo di Lei Zhenyu, Ai Lun in
quello di Zhang Kaixuan e Miya Muqi in quello di
Mi Ya, tutti e tre agente della Vanguard. Vi sono poi
Zhenwei Wang nel ruolo di Xiao Wei,
Yang Jian Ping in quello di Jian Ping e
Zhu Zhengting nel ruolo di Shendiao, altri tre
agenti della Vangard. Jackson Lou ricopre invece
il ruolo di Qin Guoli, il contabile che la Vanguard è incaricata di
proteggere, mentre Xu Ruohan è Fareeda, figlia di
Qin Guoli e attivista per la conservazione della fauna
selvatica.
Infine, ad interpretare Tang
Huanting vi è il leggendario attore Jackie Chan.
Sul set egli è quasi annegato durante le riprese della scena con il
jet ski, essendo rimasto intrappolato in acqua sotto una roccia.
Quando finalmente è uscito dall’acqua, il regista Stanley Tong è
scoppiato in lacrime la paura provata. I due si conoscono infatti
molto bene, in quanto Vanguard – Agenti speciali è
la loro sesta collaborazione Supercop (1992), Terremoto nel
Bronx (1995), First Strike (1996), The myth – Il risveglio di un
eroe (2005), e Gong fu yu jia (2017).
Il finale del film: ecco come si
conclude Vanguard – Agenti speciali
Sorvegliati a vista da entrambe le
parti, Omar, Broto e
Qin incontrano il trafficante d’armi
Josef in una concessionaria di auto usate, dove il
denaro è stato convertito in auto d’oro puro. In cambio del suo
compenso, Josef fornisce a Omar il sistema di controllo di un drone
d’attacco missilistico, che quest’ultimo vuole usare contro
Dawes. La polizia di Dubai esegue però in quel
momento un attacco contro i terroristi, ma il loro avvicinamento dà
al gruppo di Omar tutto il tempo necessario per attivare il drone e
poi fuggire con le auto d’oro.
Gli agenti della Vanguard, a quel
punto, si muovono per intercettare i terroristi e, grazie al
preavviso della polizia di Dubai, le forze statunitensi
intercettano e distruggono il drone. L’inseguimento termina poi
all’interno di un centro commerciale, dove Omar e Broto vengono
sopraffatti e arrestati. Il film si conclude poi con i protagonisti
che, avendo concluso la loro missione, festeggiano il Capodanno
cinese a Dubai.
Il trailer di Vanguard
– Agenti speciali e dove vedere il film in streaming
e in TV
È possibile fruire di
Vanguard – Agenti speciali grazie alla sua
presenza su une delle più popolari piattaforme streaming presenti
in Italia. Questo è infatti disponibile nel catalogo di
Infinity+. Per vederlo, basterè sottoscrivere un
abbonamento generale e si avrà così modo di guardarlo in totale
comodità e ad un’ottima qualità video. Il film è inoltre presente
nel palinsesto televisivo di lunedì 10 giugno alle
ore 21:20 sul canale Italia
1.
Battuto il primo ciak in Sardegna
per Vangelo
secondo Maria, tratto dall’omonimo romanzo di
Barbara Alberti. Un film Sky
Original prodotto da La Luna, Indigo Film e Vision
Distribution in collaborazione con Sky, diretto da
Paolo Zucca, con protagonisti Benedetta Porcaroli e Alessandro Gassmann.
A quarant’anni dall’uscita del
libro di Barbara Alberti, – che rappresentò un
vero e proprio caso per la scelta inedita di narrare la vicenda del
Vangelo dal punto di vista femminile – questo film racconta Maria
non più come spettatrice, ma come coraggiosa artefice della propria
esistenza. Una donna che si interroga sul significato di una morale
che costringe alla rinuncia di sé, negando all’umanità la
conoscenza completa e il diritto alla costruzione di una propria
verità sul mondo. “Vangelo secondo Maria” segna il ritorno alla
regia per Paolo Zucca (L’arbitro) dopo il
successo di critica e di pubblico riscontrato del suo precedente
film L’uomo che comprò la luna. Accanto ai protagonisti
Benedetta Porcaroli e Alessandro Gassmann, nel cast anche
Lidia Vitale, Leonardo Capuano, Giulio Pranno, Maurizio
Lombardi, Fortunato Cerlinoe Andrea
Pittorino. La sceneggiatura è firmata da Paolo
Zucca, Barbara Alberti e Amedeo
Pagani, la fotografia è di Simone
D’Arcangelo, la scenografia di Luciano
Cammerieri, i costumi di Beatrice
Giannini e il montaggio di Marco
Spoletini.
La Palestina arcaica e mitologica
della storia è stata ricreata in Sardegna, dove sono in corso le
riprese che dureranno otto settimane.
La trama
Maria – Benedetta Porcaroli- è una
ragazzina di Nazareth, che si è appassionata per le storie della
Bibbia, come don Chisciotte coi romanzi d’avventura. Tutto le è
proibito come donna, anche imparare a leggere e scrivere, ma lei in
sinagoga si entusiasma dei profeti, che chiedono conto a Dio da
pari a pari. Sogna la libertà, la sapienza, l’impresa, la fuga. E
si ribella al disegno di Dio, fino all’estrema disobbedienza.
Giuseppe – Alessandro Gassmann – è suo maestro e complice, un uomo
bello e forte, diverso dal vegliardo curvo dei dipinti sacri.
Il regista Paolo
Zucca ha dichiarato: A differenza dei miei film
precedenti, “Vangelo secondo Maria” non è una commedia, eppure la
mia ambizione è quella di realizzare un’opera capace di divertire,
nelle diverse accezioni di questa parola. Divertire in senso
etimologico, e cioè quello di ‘vertere altrove’, di andare in
direzione diversa rispetto all’immaginario ormai consunto di un
presepe mediorientale fatto di turbanti e palmizi. E io ho scelto
di vertere in modo molto convinto verso la Sardegna e la ricchezza
della sua storia millenaria. Divertire nel senso di far sorridere,
perché non mi sono precluso alcuni momenti di alleggerimento
narrativo. Divertire in senso lato, e cioè coinvolgere emotivamente
gli spettatori in un viaggio interiore ed estetico che vuole
toccare le corde dell’anima, attraverso il racconto in prima
persona delle avventure di una giovane ribelle di duemila anni
fa.
Barbara Alberti ha
dichiarato: Perché ci abbiamo messo tanti anni a fare un film
dal “Vangelo secondo Maria”? Gli ostacoli si sono rivelati
travestimenti del meraviglioso: il film non si poteva fare perché
Benedetta Porcaroli non era ancora nata come attrice. Solo lei
poteva essere Maria, la ribelle. Per talento e grazia, malizia,
furore, innocenza, e per lo sguardo. Non ci voleva un’interprete,
ma una reincarnazione.
Antonella d’Errico, EVP
Programming Sky ha dichiarato: Siamo orgogliosi di
annunciare questo nuovo progetto Sky Original, assieme a Vision
Distribution, Indigo Film e La Luna, un film in cui il gusto e la
professionalità di un regista come Paolo Zucca sono al servizio di
una storia potente, nata dalla creatività coraggiosa e originale di
Barbara Alberti. “Vangelo secondo Maria” è la rilettura dal punto
di vista femminile della vicenda più nota al mondo. Un racconto – a
quarant’anni dalla sua stesura – più che mai attuale, che fa ancora
oggi riflettere. Siamo altrettanto orgogliosi di poter contare sul
talento fresco e vitale di Benedetta Porcaroli e la profondità e
l’esperienza di Alessandro Gassmann, che interpreteranno Maria e
Giuseppe.
Amedeo Pagani per La Luna e
Nicola Giuliano per Indigo Film hanno dichiarato:
Siamo molto felici e orgogliosi di coprodurre il nuovo
lungometraggio di Paolo Zucca dopo l’avventura piena di
soddisfazioni che ci ha regalato il suo precedente “L’uomo che
comprò la luna”. Questo nuovo lavoro, che ha solide basi
nell’omonimo e intelligente romanzo di Barbara Alberti da cui è
tratto, siamo sicuri prenderà, grazie a Paolo Zucca, una forma
cinematografica capace di dare a questa storia millenaria uno
sguardo inedito in grado di sorprenderci per originalità, poesia e
immaginazione.
Massimiliano Orfei, CEO di
Vision Distribution, ha dichiarato: “Vangelo secondo
Maria” è un progetto che per noi rappresenta una sfida che siamo
orgogliosi di proporre insieme a Sky. Paolo Zucca continua a
confermarsi un regista curioso e originale anche nell’affrontare il
tema più tradizionale di sempre: l’annunciazione a Maria e il suo
conseguente rapporto con Giuseppe, con un trattamento estremamente
contemporaneo. Tutto questo grazie alla penna di Barbara Alberti,
un’autrice capace già quaranta anni fa di tratteggiare dei
personaggi così innovativi. Voglio ringraziare Nicola Giuliano e
tutta la Indigo per averci dato la possibilità di collaborare a un
film di cui si sentirà parlare.
“Vangelo secondo
Maria” arriverà in prima assoluta prossimamente su
Sky e in streaming su NOW.
Il film è realizzato con il
contributo della Regione Sardegna,
Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali,
Informazione Spettacolo e Sport e con il sostegno della
Fondazione Sardegna Film Commissione del Comune di Cagliari.