Imogen Poots sarà la protagonista
femminile di Need For
Speed, film d’azione tratto dal famoso videogame per
Playstation che sarà prodotto dalla DreamWorks. A dirigere la
pellicola ci sarà Scott Waugh(Act of
Valor) mentre la sceneggiatura è stata affidata
a George Gatins e John
Gatins. La pellicola è in fase avanzata di casting,
quindi non ci resta che scoprire quali altri nomi saranno compresi
nel cast del film che è atteso per la fine del 2013. L’attrice
Imogen Poots, vista recentemente in Jane Eyre è tra le più
richieste giovani leve di Hollywood e presto la vedremo in Knight
of Cups di Terrence Malick
Imogen Poots sarà
la protagonista del remake di Un Natale Rosso
Sangue, film horror del 1974 diretto da Bob
Clark e con protagonista la Margot Kidder
di Superman.
La storia è ambientata in una
sorority (un’associazione studentesca femminile) durante le vacanze
di Natale, dove un gruppo di ragazze subisce le minacce telefoniche
di uno sconosciuto che comincia, poi, ad ucciderle.
Dopo un primo remake nel 2006,
arriva adesso Jason
Blum che ci riprova, proponendo la stessa storia e
scegliendo la Poots per il ruolo della protagonista, con
Sophia Takal in veste di regista e
co-sceneggiatrice.
La Takal è avvezza al genere
horror, e oltre a Imogen Poots, dirigerà ancheAleyse
Shannon, Brittany
O’Grady, Lily
Donoghue e Caleb Eberhardt. Le
riprese inizieranno presto visto che la data è già stata fissata:
venerdì 13 dicembre.
Abbiamo visto Imogen
Poots in Knight of Cups e
Need for speed, ma anche nel
frizzante Tutto può accadere a Broadway e in
Non Buttiamoci Giù.
Il regista Todd Field
porterà sul grande schermo una trasposizione del romanzo di Jess
Walter, Beautiful Ruins, storia ambientata in
Italia. Sul set vedremo l’attrice inglese Imogen Poots, già vista in Need for Speed. Pubblicata nel
Giugno 2012, la storia parla di un americana che fa un viaggio in
Italia nel 1962, precisamente in Liguria, durante la produzione del
film Cleopatra. La sua storia si intreccerà a quella di altre tre
persone, che girano ognuno intorno alla realtà dell’altro. La
Poots impersonerà la giovane attrice Dee Moray. Il resto del
cast è ancora sconosciuto.
Todd Field, conosciuto anche
per Little Children e In the Bedroom,
sta scrivendo la sceneggiatura proprio con l’autore del libro,
Jess Walter. Field Produrrà il film con la
Standard Film, con la Cross Creek di Brian
Oliver e Tyler Thompson e la Smuggler di Brian
Carmody e Patrick Milling Smith. Si dice che il film
inizierà le sue riprese in Italia a Maggio 2014.
Il sito The
Wrap riporta che l’attrice Imogen
Poots è in trattative per unirsi a Andy
Samberg e Akiva Schaffer nel nuovo film
del trio comico The Lonely Island mentre
Deadline ci rivela che a far parte del
cast ci sarà anche Tim Meadows.
Il titolo del film dovrebbe
essere Conner4real e sarà una satira rivolta
al mondo dell’industria musicale: un rapper di nome Conner,
raggiunto il successo da solista dopo aver lasciato la sua boy
band, è costretto a riunirsi ai suoi ex colleghi quando il suo
ultimo album si rivelerà essere un flop.
Conner4real sarà scritto dai The
Lonely Island e co-diretto da Schaffer e
Taccone per la Universal
Pictures, con Judd Apatow e
Rodney Rothman come produttori. Nel mentre che
attendiamo ulteriori aggiornamenti vi ricordiamo che la
Poots potremo vederla alla fine dell’anno in
Knight of Cups, nuovo e attesissimo film
di Terrence Malick.
The Solution Entertainment Group ha
annunciato che Imogen Poots (She’s Funny That
Way) reciterà al fianco di Michael Pitt
(The Dreamers), Isabelle Huppert
(Amour) e Willem Dafoe in The
Sleeping Sheperd, film scritto e diretto da
Frank Hudec (Building Bombs).
Ispirato alla storia vera di
Stéphane Breitwieser, il ladro d’arte più famoso al mondo, il film
racconterà la storia di Alex (Pitt), un pittore fallito che,
durante un viaggio in Europa, incontra Karoline (Poots), una
ragazza ricca e annoiata con la quale decide di fuggire. Dopo
essere stati catturati, la madre di Alex (Huppert) distruggerà
delle opere dall’inestimabile valore nel tentativo di salvarlo, ma
entrambi finiranno in prigione. Per ironia della sorte, i dipinti
di Alex diventeranno così degli oggetti da collezione.
Madison Wolfe
(True Detective, Joy) interpreterà
la giovane protagonista del film, le cui riprese inizieranno il
prossimo 27 settembre e si svolgeranno in Irlanda e in Belgio.
La pellicola sarà diretta da
Anders Walter, con la produzione di Chris
Columbus. Di seguito la trama della graphic novel:
Barbara Thorson è una ragazzina
asociale ossessionata dai giochi di ruolo come Dungeons & Dragons.
È dotata di una fantasia sfrenata ed è convinta del fatto che i
giganti esistano davvero e stiano arrivando nella sua città per
distruggere tutto. Fortunatamente Barbara è in possesso dell’unica
arma in grado di fermarli: il prodigioso martello
Coveleski.
Arriva finalmente al cinema
l’atteso film Immortals diretto da Tarsem
Singh e con protagonisti Henry Cavill, Freida Pinto,
Mickey Rourke e John Hurt.
Il brutale e sanguinario Re
Iperione e il suo feroce esercito stanno devastando la Grecia,
demolendo tutto quello che trovano sul loro cammino con spietata
efferatezza. I villaggi continuano a cadere di fronte alle legioni
di Iperione e ogni vittoria lo porta un passo più avanti verso il
suo obiettivo: risvegliare il potere dei Titani per conquistare gli
dei dell’Olimpo e tutta l’umanità. Sembra che nulla sia in grado di
fermare il malvagio re dal diventare il padrone indiscusso del
mondo, fino a quando un semplice uomo di nome Teseo giura di
vendicare la morte della madre, avvenuta durante uno degli attacchi
di Iperione. Quando Teseo incontra l’Oracolo della Sibilla, Fedra,
questa viene convinta dalle sue inquietanti visioni sul futuro del
giovane a sostenerlo, poiché lui avrà un ruolo fondamentale per
fermare questa distruzione.
Partendo da una solida base
mitologica, Immortals racconta la storia di Teseo, rimaneggiandola,
mescolando pura azione e tanta avanguardia tecnologica alle figure
di uomini, oracoli e divinità, un po’ ciò che in precedenza era già
accaduto e che va tanto di moda a Hollywood in quest’ultimo
periodo. Il film come prevedibile è cosparso di effetti digitali e
ricostruzioni scenografiche computerizzate che fecero il successo
di 300 ma che in quest’ultima opera diventano quasi una caricatura
ai limiti del ridicolo, compiacendo se stessi e i suoi artefici. Di
300, opera che seppur estremizzata nella sua
natura eccentrica ben si sposava con le tematiche spartane, rimane
be poco, se non i soli produttori. Tarsem Singh
non è certo Zack Snyder e questo lo si capisce dai
primissimi minuti di film. A distanza di quasi dieci anni (primo
film The Cell e dopo
The Fall) ritorna al grande schermo, e lo fa con una
pellicola che ha nelle fondamenta alcuni limiti.
Le ambientazioni e tutta la messa
in scena si sposa pochissimo con la storia, appesantita qua e la da
una riscrittura tediosa e per certi aspetti presuntuosa. L’elemento
che emerge dalle ceneri e che salva un po’ la baracca è la
componente di epicità che si respira per tutto il film,
quell’elemento che mancò in precedenza a Thor.
Il film è epico nei toni e nel suo virtuosismo, ma questo non basta
per fare una buona pellicola. Altra nota positiva è il cast,
composto da interessanti nuove leve del cinema americano, su tutti
il protagonista
Henry Cavill (prossimo Superman proprio nel film di
Snyder) e veterani del grande schermo come
Mickey Rourke e John
Hurt.
Pur effettuando un ulteriore
tentativo di far rivivere in malo modo la mitologia greca, la
pellicola di certo si presterà abbondantemente a intrattenere e
divertire il grande pubblico. Nota negativa da sottolineare è il
3D, futile espediente economico e fastidioso, se non nelle
ultimissime battute del film.
Partecipa alla Social Competition e vinci
fantastici premi: http://immortals.21news.it Dai produttori di 300,
l’11/11/11 arriva al cinema il nuovo film di Tarsem Singh, con un
cast d’eccezione: Henry Cavill, Freida Pinto, Mickey Rourke,
Kellan Lutz, Isabel Lucas, Luke
Evans, John Hurt, Stephen Dorff, Joseph Morgan, Corey Sevier,
Steve Byers, Alan Van Sprang, Luccio Romano Orzari, Robert Maillet,
Daniel Sharman.
Immortal ad Vitam
è il film di fantascienza del 2004 di Enki
Bilal con Linda Hardy, Thomas
Kretschmann, Charlotte Rampling
La trama del film Immortal ad Vitam
Nell’anno 2095 la città di New York
e’ un agglomerato urbano di umani ed esseri geneticamente
modificati, dove vige una fortissima dittatura che suddivide la
città in tre aree di influenza. La zona di Central Park, chiamata
“zona di intrusione”, e’ stata considerata inabitabile per i
normali esseri umani, e nel cielo sopra l’area vietata aleggia
un’astronave a forma di piramide, dove all’interno gli antichi dei
egizi stanno giudicando Horus.
Egli ha sette giorni di tempo per
generare un erede, prima d perde la propria immortalità, e per
adempiere a questo scopo il dio-falco sceglie Jill (Linda
Hardy),una giovane ibrida che possiede doti sovrumane, l’unica
a poter procreare una divinità’. Per ingravidarla pero’ Horus deve
servirsi d un corpo umano mortale non geneticamente modificato, e
per questo scopo decide di usare Nikopol (Thomas
Kretschmann), prigioniero politico ibernato da trent’anni ed in
combutta con la Eugenetics Corporation, lobby del processo di
ibridazione. Jill e Nikopol si troveranno cosi al centro di
un’intricata rete di imbrogli e progetti oscuri, sempre a meta’
strada tra la vita mortale e un altrove indecifrabile.
Analisi
di Immortal ad Vitam
Uno dei più’
straordinari risultati dell’incontro fra cinema, graphic novel ed
universo dei videogames. Un prodotto ibrido nel vero senso della
parola (come ibridi sono d’altronde i suoi personaggi), dove il
confine tra universi mediali appare tanto vaporoso quanto il clima
psichedelico che in esso si respira.
Quella di Enki Bilal (famoso
illustratore ed animatore scopertosi meritatamente regista
visionario) e’ un’opera che travalica i semplici confini della
fantascienza, proponendo un multiverso in cui le numerose citazione
sci-filmiche (Metropolis
e Blade Runner su tutte) si accostano ad una
narrazione originale e multicentrica che affronta in maniera
originalissima temi molto criptici come quelli del pantheon egizio
(qui reso nel contesto alieno) e la modifica genetica del corpo
(una futuribile denuncia all’ossessione per il ritocco estetico),
senza dimenticare una azzeccatissima forma di progenie divina (come
in una neo-annunciazione).
Gli accuratissimi effetti speciali
di Matthieu Grospiron, volutamente mescolati fra un’estetica
fumettistica ed una CGI da multiplayer games, creando un universo
ricco di una flora e fauna visionaria e stratificata, esasperatane
multiforme come in un quadro di Bosch. Gli unici due personaggi
protagonisti di Immortal ad Vitam, gli unici per
altro ad essere umani nel senso stretto del termine, si muovono in
una realtà’ digitalmente ricreata, interagendo in maniera più’ che
credibile con l’universo digitale dei personaggi multiformi, ognuno
di essi creato con estrema cura ed elaborato nei minimi
particolare, mostrando una carità’ ibrida fra il mondo umano,
rettile e volante.
Bilal riesce finalmente a trasporre
sul grande schermo la sua opera illustrata giovanile più’ ambiziosa
e famosa, La fiera degli immortali, coniugandola con
un’altra sua creazione meno nota, La donna trappola,
dando sfogo alla sua artistica convinzioni di poter dar vita al suo
bidimensionale mondo eccentrico e poliedrico, tendenza che lo
accomuna ad altri colleghi altrettanto visionari come Jan Pierre
Jeunet, Terry Gilliam e Wes Anderson. Una
fotografia eclettica, dalle tinte pop e psichedeliche che grazie a
Pascal Gennesseaux riescono a condire atmosfere da
acquario, come in una grande barriera corallina di strani pesci
mutanti.
Linda Hardy, dopo il semi
sconosciuto esordio francese di Retro verso e la
fama internazionale come rappresentante europea a Miss Mondo, si
trova a diversi confrontare con un ruolo complesso, sia
attorialmente che esteticamente, modificando totalmente il suo
aspetto senza minare comunque la sua indubbia bellezza e bravura
espressiva, qui capace di trasparire anche duetro il look rettile e
blumarino. Thomas Kretschmann, dopo il battesimo del fuoco
di Blade II (e destinato in futuro a ben altre
glorie), pur accusando il colpo di una ancora precoce carriera,
delinea il personaggio di Nikopol senza lode ne infamia, un ruolo
nel complesso ben costruito seppur poco approfondito, capace
comunque di affascinare se non altro per la presenza stessa del
soggetto.
Charlotte Rampling si
trova a dover ricoprire una posizione marginale nell’economia del
racconto di Immortal ad Vitam, senza rinunciare a
mostrare comunque le sue doti interpretative che restano comunque
troppo oscurate all’interno di un personaggio troppo stretto e
abbozzato come quello della lobbysta Elma Turner. Un film potente,
seppur senza le pretese di un capolavoro, lontano anni luce dalle
logiche commerciali hollywoodiane e che risente appieno del gusto
fantasy francese e dell’autorialità cinematografica europea. Un
prodotto di culto per i nerd della generazione 2.0, cresciuti a
pane, fumetti e videogiochi, capaci di lasciarsi incantare da un
universo visionario e digitale come da un romanzo di Verne, dove
gli occhi si imbevono di immagini come in un trip da acido. Un film
eccessivo, volutamente eclettico e capace di far sognare, rimanendo
nel terreno della degustazione del buon cinema di genere.
In prima assoluta a Roma, nella
cornice di Piazza Vittorio, da giovedì 19 luglio andrà in
scena l’Immersive Reality. Con l’innovativo format
OverSense il GruppoDSE, azienda di Milano che da
30 anni sviluppa soluzioni tecnologiche per l’industria e la
comunicazione, propone un percorso virtuale che sfida i nostri
sensi costringendoli a provare emozioni incontrollabili a dispetto
della razionale disamina che vede i nostri piedi camminare al
sicuro nel parco.
Liberi da cavi e console, e senza
infrastrutture, a partire dall’età consigliata di 8 anni, chiunque
può vivere questa esperienza che promette di lasciare tutti
senza fiato.
Ben oltre la realtà virtuale,
OverSense regala emozioni da vivere muovendosi
liberamente in un labirinto di percorsi e di sfide
da affrontare: basta indossare un visore e inizia l’avventura.
Paolo Genovese porta al cinema un suo incubo:
dover rifare l’esame di maturità. Il brillante regista lo fa
attorniandosi di un cast di volti che attirano il pubblico ed una
piccola storia, divertente ma non ridanciana, che ha una sua
dignità. Immaturi racconta la storia di “sei
personaggi in cerca d’autore” o meglio di maturità, sei uomini e
donne che provano attraverso una regressione al liceo ad aggirare o
superare le proprie paure e le proprie insicurezze.
Lo fa Giorgio/Raoul
Bova, che affronta un dilemma cruciale con la sua
compagna: è giusto fare un figlio solo perché si ha paura di
perdere la donna amata? E lo fa Francesca/Ambra
Angiolini: si può conciliare una dipendenza dal sesso
ossessivo compulsivo con una storia d’amore adulta? E come loro gli
altri personaggi che nel corso del film imparano che infondo
crescere non è così traumatico e che una vita adulta può anche
avere risvolti positivi.
Immaturi, il film
Questo affresco di una mezza
generazione Genovese ce lo racconta con
discrezione, la sua regia è una semplice segnaletica che segue lo
svolgimento dei fatti senza mai invadere lo spazio che è tutti
degli attori. Molte inquadrature ed ambientazioni, molti momenti
del film hanno un profumo romantico e sincero che riesce a
coinvolgere lo spettatore; il cast, in ottima sintonia, si trova a
proprio agio in ogni set, in ogni occasione, certo a tratti mancano
un po’ i tempi comici che ogni tanto erano richiesti dalla
sceneggiatura, la quale a sua volta non è brillante in
assoluto.
Ci sono diversi spunti di interesse
e qualche personaggio ben tratteggiato, su tutti forse proprio
Ricky Menphis, classico ‘bamboccione’
all’italiana, affiancato da due ottimi attori quali sono
Maurizio Mattioli e Giovanna
Ralli, ma anche il personaggio di Luca
Bizzarri, diviso tra una vera amante ed una finta moglie
convince e diverte, senza strafare, ma mantenendo un buon umore
diffuso che sottende tutto il film. Notevole, come già ne La Banda dei Babbi Natale, è la colonna
sonora, alla quale Genovese dimostra di prestare sempre molta
attenzione, sfociando anche nel nostalgico più assoluto quando
ripresenta canzoni universali come la sigla di Ufo Robot; ma i suoi
momenti migliori Immaturi li mostra senza pudore
(per fortuna) nelle scene ambientate in radio, davvero poetiche,
con un Bizzarri che dimostra un talento che si sospettava avesse,
ma che non era ancora emerso del tutto.
Poche parole restano per il resto
del cast (Raul
Bova,
Ambra Angiolini, Luca Bizzarri, Paolo, Kessisoglu, Anita
Caprioli,
Luisa Ranieri), che convince con riserva, soprattutto
la bella e imbranata Luisa di Barbora Bobulova,
che esprime molta più enfasi di quella che sarebbe stata
necessaria. In definitiva Genovese con Immaturi
confeziona un buon film, una divertente commedia sul diventare
grandi, sui molteplici significati di tale trasformazione
schiacciando a volte la corda nostalgica che fa sempre presa sul
pubblico. Non un film imperdibile, ma sicuramente godibile, che
indica il discreto stato di salute dell’industria cinematografica
italiana negli ultimi mesi … attenzione, discreto non buono.
Dopo aver affrontato di nuovo
l’esame di maturità nel primo film, i sette “Immaturi”
si ritrovano per fare insieme il viaggio per festeggiare la prova
superata. Decidono di andare insieme in vacanza nell’isola greca di
Paros, ognuno con le proprie idee, desideri e metodi di affrontare
la vita da grandi, finalmente, alla soglia dei 40 anni. Dopo il
successo dello scorso Immaturi,
era ovvio che la produzione, Medusa, pensasse ad un seguito. Che in
realtà proprio seguito non è, visto che la buona idea del primo
film, la ripetizione dopo venti anni dell’esame di maturità
cancellato per un errore burocratico, viene ampliata verso ciò che
alla maturità segue, ossia il viaggio insieme per dimenticare di
avere affrontato quella prova. Immaturi: Il viaggio di
Paolo Genovese infatti esce in addirittura 700 copie
nel periodo post natalizio, il 5 Gennaio.
Una prova che in realtà nessuno
supera mai completamente, come ci dimostra la vita quotidiana, e in
effetti il film è un compendio delle brutte figure ed errori
madornali che si incassano a vent’anni così come a quaranta. Quindi
questo film non è certo di formazione, ma piuttosto di
rassegnazione, al fatto che determinate azioni, determinate scelte
saranno sempre quelle nonostante il tempo che passa. Tutto sta ad
un certo punto, ad ammettere di aver fatto quel tipo di scelte. Più
che maturare, responsabilizzarsi, capendo l’effetto provocato da
quelle azioni.
Immaturi: Il viaggio, il film
Immaturi: Il viaggio di Paolo Genovese si fonda sull’equilibrio ben
dosato dei tempi comici delle coppie da cui è composto, fra tutte,
quella di Paolo Kessisoglu e Anita Caprioli, a cui
è affidato il personaggio più serio e sofferente. Anche questa
storia, lasciata volontariamente sospesa, ma aperta verso una
risoluzione positiva, passa in secondo piano rispetto a quella che
è la storia principale, l’eterna difficoltà dei rapporti tra uomini
e donne, la necessità di avere un ruolo e di essere quindi la donna
emancipata che non cerca la coppia o l’uomo donnaiolo che a
quarant’anni ancora non ha trovato compagna. Due pesi, due misure,
per i soliti stereotipi.
Gli attori incarnano bene tutte
queste tipologie di personaggio, e il sentimento che li sovrasta in
generale: la paura del tradimento, le bugie, la difficoltà di avere
un rapporto sereno e responsabile mantenendosi comunque cosciente
del mondo nel quale si vive. A tutta questa situazione fa da
cappello infatti il cammeo di Zingaretti, nel
ruolo del marito quasi tradito da una moglie che si invaghisce
delle parole, strettamente scritte via sms da Virgilio
(Paolo Kessisoglu) ma sotto dettatura della sua
“parte femminile” Anita Caprioli della quale in
realtà si innamora. Le parole del personaggio di
Zingaretti sono in effetti il punto di svolta:
“lei ci esca con mia moglie, in modo che lei abbia a che fare con
una persona vera e non con delle parole”. Parole che chiudono
il rapporto epistolare di Virgilio, con la moglie annoiata, ma che
chiudono anche la porta al riconoscimento di quanto sia più
difficile affrontare una maturità emotiva piuttosto che far finta
di niente.
Immaturi – Il viaggio e vedrà i
protagonisti partire per il viaggio di fine scuola in Grecia. Le
riprese sono iniziate il 22 agosto ed il 14 dicembre sono stati
diffusi in rete la locandina e il trailer. L’uscita del film è
prevista per il 4 gennaio 2012.
Stravinta la sfida cinematografica
dell’Epifania: ben 6 milioni di euro nei primi cinque giorni di
programmazione. Dopo la straordinaria escalation al botteghino
nazionale del gennaio di un anno fa, la banda di immaturi
raccontata da Paolo Genovese fa ancora una volta
centro. “Immaturi – Il viaggio”,
attesissimo sequel, sbanca il box office nazionale, annienta tutta
la concorrenza e si impone al primo posto in classifica con cifre
da manuale. Distribuita da Medusa Film in 700 copie a partire dallo
scorso 4 gennaio, la commedia di Genovese (prodotta da Marco
Belardi per Medusa) ha chiuso i primi cinque giorni di
programmazione in sala con ben 6 milioni di euro (6.025.972), vale
a dire con una media giornaliera di 1 milione e 200mila euro e una
media per copia di ben 7533 euro. Un successo che ha permesso al
film di essere il dominatore incontrastato della sfida
cinematografica dell’Epifania e il primo straordinario successo del
nuovo anno.
Il 5 gennaio uscirà
nelle sale italiane Immaturi – Il viaggio di Paolo Genovese, sequel
dell’apprezzato Immaturi (2011), sempre diretto dal regista romano,
che delle due pellicole è anche sceneggiatore e ideatore del
soggetto.
Portkey segnala le primissime immagini concettuali di Harry
Potter e i Doni della Morte: parte I e Harry Potter e i Doni della
Morte: parte II.
Si tratta di screenshot presi da una featurette contenuta nella
Ultimate Edition di Harry Potter e la Camera dei Segreti, uscito
proprio oggi in DVD e Blu-Ray.
Ecco le immagini:
qui potete vedere presumibilmente
villa Malfoy
qui invece, alle spalle dello
scenografo Stuart Craig, due concept sospetti…
potrebbe trattarsi della Coppa di
Tassorosso e del Diadema di Corvonero
Nel video viene intervistato lo scenografo Stuart Craig
nell’ufficio di produzione dei Doni della Morte: alcune interviste
presenti nelle Ultimate Edition del primo e del secondo film e nel
DVD del Principe Mezzosangue (usciti tutti oggi), infatti, sono
state registrate l’anno scorso. In molti, quindi, si aspettano
qualche chicca e easter-egg nei vari dvd.
“So che Dio mi ha salvato per un
motivo…”. Abbiamo saputo solo alla fine dell’anno scorso che la
Neon aveva acquisito i diritti nordamericani di un nuovo film
horror psicologico a sfondo religioso intitolato Immaculate,
interpretato da Sydney Sweeney (Euphoria,
Madame
Web) e dall’attrice italiana di The
White LotusSimona Tabasco, e
oggi abbiamo finalmente il primo trailer decisamente
inquietante.
Sydney Sweeney interpreta Cecilia, “una donna
di fede devota a cui viene offerto un nuovo ruolo in un illustre
convento italiano. Ma il suo caloroso benvenuto nella campagna
europea viene presto interrotto quando Cecilia scopre che la sua
nuova casa nasconde alcuni oscuri e terrificanti segreti”.
Il trailer di Immaculate
mostra Cecilia che si ammala e gli esami ospedalieri confermano che
è incinta. Seguono molte immagini sanguinose e inquietanti, mentre
siamo portati a credere che la giovane donna abbia concepito
immacolatamente. Questo film sembra abbastanza simile a un altro
horror religioso di prossima uscita, The
First Omen, ma entrambi hanno dei primi teaser
piuttosto efficaci.
Jonathan Davino
per la Fifty-Fifty Films ha prodotto Immaculate
con Sydney Sweeney, insieme a David Bernad della
Middle Child Pictures, che ha sviluppato il progetto con l’attrice
dopo il loro lavoro insieme in The White Lotus. Teddy Schwarzman e
Michael Heimler hanno prodotto per la Black Bear, che ha finanziato
interamente e rappresentato i diritti di vendita internazionali.
John Friedberg e Christopher Casanova della Black Bear sono stati
produttori esecutivi, insieme a Will Greenfield.
Immaculate,
l’horror religioso (la nostra
recensione) del 2024 interpretato da Sydney Sweeney di Euphoria,
che ha anche prodotto il film, diventa ancora più inquietante alla
fine. Il film ha ricevuto recensioni per lo più positive da parte
della critica, che ha lodato soprattutto il ruolo di Sweeney nel
ruolo di Suor Cecilia. Alla fine di Immacolata, Suor
Cecilia trascorre il resto della sua gravidanza miracolosa
risentendosi di Padre Tedeschi e temendo di morire una volta nato
il bambino a causa degli eventi sinistri a cui ha assistito nel
convento, come l’aver visto le altre suore tagliare la lingua a
Gwen dopo che questa aveva parlato contro il convento e i segreti
che custodivano.
Prima della data prevista per il
parto, Suor Cecilia finge un aborto spontaneo usando una gallina
morta nel tentativo di essere portata in un vero ospedale. Padre
Tedeschi lo scopre e cattura suor Cecilia prima che possa fuggire.
Le spiega che ha usato il suo background in genetica per creare un
altro Gesù usando pezzi di DNA trovati su un pezzo del crocifisso.
Suor Cecilia è inorridita e dà fuoco al suo laboratorio. Le si
rompono le acque e lei fugge nelle catacombe per scappare, finendo
per uccidere Padre Tadeschi e dare alla luce qualcosa di non del
tutto umano nella scena finale di
Immaculate.
Suor Cecilia uccide il neonato
nel finale di Immaculate?
Photo Courtesy of NEON
Dopo essere fuggita alla fine di
Immaculate, Suor Cecilia
partorisce da sola dopo essere scappata dalle catacombe sotto il
convento e partorisce. Dopo aver tagliato il cordone ombelicale con
i propri denti, Suor Cecilia afferra una grossa pietra e la fa
cadere sul neonato. Tuttavia, Immaculatetaglia in nero, lasciando il pubblico a chiedersi se abbia
ucciso o meno il neonato.
Considerando che Suor Cecilia è
rimasta incinta senza il suo consenso e gli orrori che ha vissuto
durante la gravidanza, senza poter uscire, è molto probabile che
sia stata lei a far cadere il sasso sul neonato, soprattutto perché
non è chiaro cosa avesse partorito esattamente. Visti gli strani
rumori che la prole emetteva, è implicito che qualsiasi cosa abbia
partorito non fosse umana, e quindi l’ha uccisa.
Con padre Tedeschi morto e il suo
laboratorio distrutto, suor Cecilia poteva assicurarsi che ciò che
le era successo non sarebbe mai più accaduto a nessun altro.
L’uccisione del bambino avrebbe doppiamente distrutto qualsiasi
prova residua di ciò che Padre Tedeschi e il convento stavano
facendo. Suor Cecilia non ha mai voluto il bambino; aveva perso i
denti durante la gravidanza e la sua gravidanza era il risultato di
esperimenti su di lei. Tenendo conto di tutto ciò, è logico che
Suor Cecilia abbia deciso di uccidere il neonato, soprattutto se
c’era la possibilità che questo portasse alla fine del mondo.
Cosa partorisce realmente Suor
Cecilia alla fine di Immaculate
Sebbene la domanda alla fine di
Immaculate possa ruotare intorno al fatto che Suor Cecilia
abbia ucciso il neonato, gli indizi lasciati nel corso del
film horror suggeriscono anche che c’è qualcosa che non va nella
gravidanza o nel neonato. Dopo la nascita del bambino, il
respiro affannoso suggerisce che non si tratta affatto di un
bambino normale. Non si sentono i pianti di un neonato e il suo
respiro sembra più quello di una creatura che di un essere umano.
Immaculate non mostra mai l’aspetto del neonato, il che
porta a molte speculazioni sulla natura dell’intera gravidanza.
Il bambino è in realtà la seconda
venuta di Cristo? È possibile, ma improbabile. Considerando
la sperimentazione genetica che Padre Tedeschi ha condotto per due
decenni, è possibile che questo bambino sia stato corrotto
o mutato in qualche modo molto prima di vedere la luce. Dopotutto,
non è nato in circostanze normali, ma è stato costretto ad esistere
da Padre Tedeschi. La seconda venuta di Gesù Cristo non era stata
profetizzata in questo modo, con un uomo che tirava i fili per
portarla a compimento. E così suor Cecilia aveva probabilmente dato
alla luce qualcosa di potenzialmente malvagio, data la situazione
che circondava la gravidanza.
Spiegazione di ogni morte nel
finale di Immaculate
Photo Courtesy of NEON
Immaculate ha avuto la sua
buona dose di morti, anche se la maggior parte è avvenuta durante
il culmine del film. Mentre è in travaglio, Suor Cecilia uccide la
Madre Superiora con un crocifisso dopo che questa l’ha aggredita.
In seguito, Cecilia brucia Padre Tedeschi dopo aver dato fuoco al
suo laboratorio e lo pugnala al collo con un bisturi dopo che lui
ha cercato di aprirla. Gwen viene uccisa dalle suore dopo
che le hanno tagliato la lingua, anche se la sua morte avviene
fuori campo e Suor Cecilia trova il suo corpo nelle
catacombe alla fine di Immacolata.
E, naturalmente, chi potrebbe
dimenticare che Suor Cecilia usa anche una pietra per porre fine
alla vita del neonato negli ultimi secondi di Immaculate,
concludendo il film con quella che sarà sicuramente la scena più
discussa per gli anni a venire. Oltre alle morti che avvengono alla
fine, Immaculate include la morte di Suor Mary
(interpretata da Simona Tabasco,
stagione 2 di White
Lotus), che viene uccisa all’inizio del film.
Sembra che Suor Mary si renda conto
di ciò che sta accadendo nel convento e tenti di scappare per
salvarsi prima che accada qualcosa, ma viene catturata e sepolta
viva da alcune delle altre suore. La sua morte dà il tono al film.
C’è anche Suor Isabella, che si butta dal tetto dopo aver tentato
di uccidere Suor Cecilia durante il suo bagno. Suor Isabella era
arrabbiata perché riteneva che avrebbe dovuto essere lei a rimanere
incinta in questo
film horror incentrato sulle suore.
Perché Padre Tedeschi voleva
creare un nuovo Gesù
Nella preparazione del finale
dell’Immacolata è stato spiegato esattamente perché
Cecilia era stata ingravidata: il convento voleva inaugurare
artificialmente la seconda venuta di Gesù Cristo. Padre Tedeschi ha
chiarito di voler creare un nuovo Gesù Cristo utilizzando il DNA
rimasto dal chiodo trovato su un pezzo del crocifisso.
Sebbene l’Immacolata non approfondisca troppo le
ragioni di padre Tedeschi, egli sentiva che lo scopo della
sua vita era creare un nuovo Cristo. Proprio come suor
Cecilia sentiva che lo scopo della sua vita era diventare una suora
dopo che Dio l’aveva salvata dalla morte per sette minuti a causa
di una caduta nel ghiaccio, padre Tedeschi ha capito che poteva
usare la sua preparazione scientifica per creare un nuovo Gesù.
Cosa significano le
mascheremaschere rosse delle suore in Immacolata
Nel corso dell’Immacolata,
suor Cecilia si imbatte in suore che indossano maschere rosse, una
delle quali viene trovata sull’altare di Cristo. Il motivo delle
maschere rosse non viene mai spiegato a fondo, ma è possibile che
esse rappresentino il sangue di Cristo. Le suore
che indossano le maschere rosse sono probabilmente le seguaci di
Padre Tedeschi, che aderiscono a determinati rituali.
Probabilmente lavorano al suo
fianco per garantire che gli esperimenti genetici abbiano il
massimo successo possibile e che le altre suore non facciano troppe
domande o cerchino di scappare. È certo che dietro le maschere
rosse di Immaculate c’è un significato tematico più
profondo , anche se il film stesso non approfondisce di
cosa si tratti.
Il vero significato del finale
di Immaculate
Il finale di
Immaculate vede Suor Cecilia prendere in mano la situazione e
finalmente riprendere il controllo del proprio corpo e della
propria vita. Il finale del film horror allude
all’autonomia corporea e ai diritti riproduttivi di una
donna. Suor Cecilia viene trattata come un’entità secondaria fino a
quando non rimane incinta, e Padre Tedeschi e le altre suore si
preoccupano solo del benessere del feto e non di lei. Anche la
questione del consenso è presente: il finale sottolinea gli orrori
della gravidanza e la capacità di Suor Cecilia di scegliere cosa
fare dopo essere stata costretta a una gravidanza indesiderata.
Come è stato accolto il finale
di Immaculate
Il finale di
Immaculateha ricevuto una risposta mista,
ma per lo più positiva, da parte della critica, così come il film
stesso. Non sorprende che l’elemento più controverso sia stato
l’ambiguità. Il fatto di non mostrare esattamente cosa Cecilia
avesse partorito in Immaculate, e il fatto che il
film si rifiutasse di confermare se l’avesse effettivamente ucciso,
è stato visto da alcuni come una regia incredibilmente
intelligente, mentre altri ritengono che il film avrebbe fatto
meglio con un finale più conclusivo.
Sydney Sweeney ha spiegato in un’intervista a
EW che in realtà sono state girate diverse
inquadrature per il finale di Immaculate e che il finale
ambiguo è stato scelto perché sia lei che il regista Michael Mohan
lo ritenevano la scelta migliore per la trama:
“L’abbiamo girato in più
modi.Quello che vedete è in realtà il primo ciak che
abbiamo girato, e poi ne abbiamo fatti altri due per coprire le
nostre basi nel caso volessimo mostrare angolazioni diverse, ma il
nostro istinto è sempre stato quello di non mostrarlo mai, e quindi
abbiamo scelto il primo ciak”.
Tuttavia, mentre le domande
lasciate alla fine di Immaculate sono state considerate da
alcuni critici e spettatori come troppo vaghe (soprattutto se si
considera l’intenso accumulo di domande nel resto del film horror
del 2023), altri aspetti del climax sono stati particolarmente
apprezzati. L’interpretazione di Sweeney durante la scena
finale è stata sottolineata in molte recensioni, così come diversi
momenti chiave, come quando Cecilia morde il proprio cordone
ombelicale.
Nel complesso, Sweeney e Mohan
hanno adottato un approccio ponderato al finale di
Immaculate, che sembra aver dato i suoi frutti, dal
momento che la maggior parte delle reazioni della critica è stata
positiva. È un finale che è stato anche semi-improvvisato, come ha
rivelato Sweeney, il che spiega il perché dell’approccio un po’
anticonvenzionale di non rivelare mai esattamente il risultato
della gravidanza:
“È stato uno di quei momenti in cui
abbiamo bloccato la telecamera e poi Mike ha detto: ‘Ok, Syd, cosa
pensi di voler fare?’. E io ho pensato: “Proviamo e vediamo cosa
succede”. Ed è quello che è successo”.
Dopo che Quentin Tarantino ha dichiarato il
suo amore per i loro film in tutti i modi possibili, e dopo che
James Wan e Edgar Wright hanno
recentemente reso il loro personale omaggio alla gloriosa stagione
dei B-movie horror italiani con
Malignant e Ultima notte a Soho, ecco arrivare
Immaculate. Interpretato (e co-prodotto) da
Sydney Sweeney, questo nuovo horror ha spinto
ancora più agli estremi l’omaggio ai maestri dell’horror
all’italiana ambientando la storia nel nostro Paese e utilizzando
tutti gli strumenti e i trucchi di un film a basso costo, allo
stesso modo dei sopra citati cineasti.
Immaculate, la
trama
La vicenda di
Immaculate segue le gesta di Suor Cecilia, giovane
e innocente novizia che arriva in un vecchio convento di campagna
dove viene accolta nel migliore dei modi. In particolare la nuova
arrivata stringe amicizia con la giovane novizia Guendalina e con
il sacerdote del convento, Padre Sal. Ben presto però cominciano ad
accadere eventi strani e terrificanti, il più inspiegabile dei
quali si manifesta quando Cecilia scopre di essere incinta…
Photo Courtesy of NEON
L’amore e la conoscenza
della storia del cinema horror non sono sufficienti se non si ha
qualcosa da dire veramente esplorando il genere. Gli input e gli
stili dei capolavori del passato devono servire come spunto per per
trovare una propria voce. È quello che purtroppo non succede con
Immaculate: lo sceneggiatore Andrew
Lobel e il regista Michael Mohan – che
aveva già lavorato con Sydney Sweeney nel 2011 grazie
a Voyeurs –
sembrano essere molto più desiderosi di offrire il loro omaggio al
passato che di creare una trama solida.
In questo modo
Immaculate sviluppa una storia che diventa ben
presto un mix zoppicante tra Il presagio e
Rosemary’s Baby, con brevi spruzzi di
Midsommar di Ari Aster e
(questo fa veramente male…) Shining di
Stanley Kubrick. L’elemento che
invece manca del tutto è quel pizzico di novità
nell’esposizione estetica o narrativa, un colpo di scena o un tocco
visivo in grado di dare una spruzzata di originalità.
Atmosfere e estetica alla base del
film
Mohan si concentra
soprattutto nel ricreare le atmosfere e l’estetica “economica” ma
efficace degli orrori italiani degli anni ’60 e ’70. Il direttore
della fotografia Elisha Christian (Voyeurs, La
casa di notte) è piuttosto abile nell’utilizzare l’assenza di luce
per creare immagini spaventose, mentre il regista aggiunge un paio
di scene in cui gli effetti cruenti sono chiaramente realizzati
“alla buona”, proprio per farli risaltare l’artigianalità del
prodotto. È proprio questa la parte migliore di
Immaculate: guardare il sangue sgorgare a fiotti e
godersi i momenti in cui si vede quanto sia in realtà salsa di
pomodoro, o quello che si adoperava decenni fa. Se solo Mohan e
Sobel avessero spinto ancora di più questo aspetto del loro film,
magari rendendolo così folle da trasformarsi in una commedia
parossistica, forse Immaculate avrebbe potuto
funzionare. Invece l’horror sembra purtroppo prendersi sul serio,
creando così un vuoto che scena dopo scena si trasforma in
noia.
Photo Courtesy of NEON
Eros e Thanatos fuori tempo
massimo
Ciò che funziona ancora
meno è poi la “sessualizzazione” del personaggio principale, il
tentativo di mescolare innocenza e lussuria come facevano Bava e
soprattutto Fulci in quegli anni. Nella seconda parte del film lo
spettatore può vedere Sydney Sweeney che indossa praticamente
soltanto la classica camicia da notte bianca trasparente, capo di
vestiario che ovviamente nella resa dei conti finale viene più
volte imbrattato con il sangue suo e di altri personaggi. Questa
unione esplicita di Eros e Thanatos funzionava decenni fa, quando i
film e il loro ruolo in un altro tipo di società erano molto
diversi. Adesso, invece, sembra solo un trucco economico e
ingenuo…
Un film dell’orrore può
sbagliare in tanti modi che potrebbero tutto sommato renderlo
ancora stranamente piacevole: esagerare con gli effetti, coi
brividi a buon mercato, con la parodia slapstick e così via. Gli
appassionati del genere lo sanno bene. L’unica cosa che va evitata
è la mancanza di tentativi, lo scivolare in qualcosa di noioso.
Immaculate contiene alcune idee che alla fine non
diventano mai un insieme coeso, risultando in una sequenza infinita
di scene già viste dal pubblico in molti, troppi altri film
decisamente migliori. Sydney Sweeney lotta, piange, alla fine
combatte. Ma non ci interessa davvero il suo personaggio o il suo
destino, soprattutto perché siamo un po’ troppo annoiati per
raggiungere una anche minima empatia…
Imma Tataranni – Sostituto
procuratore è la serie tv italiana diretta da Francesco
Amato e liberamente tratta dai romanzi di Mariolina Venezia. La
serie tv è prodotta da Alessandra Ottaviani, Daniela Troncelliti,
Beppe Caschetto, Anastasia Michelagnoli, con Rita Rognoni trai
produttori esecutivi per conto di Rai Fiction e ITV Movie. La
fotografia è curata da Roberto Forza. Montaggio da Claudio Di
Mauro. Le musiche sono di Andrea Farri. Scengrafie e costumi sono
rispettivamente di Emita Frigato e Paola Marchesin.
La seire è scritta da Mariolina
Venezia, Salvatore De Mola, Luca Vendruscolo, Michele Pellegrini,
Pier Paolo Piciarelli.
Imma Tataranni – Sostituto procuratore: dove vederla in
streaming
La serie ha debuttato su RAI 1 dal
settembre del 2019. Imma Tataranni – Sostituto procuratore in
streaming è disponibile su Raiplay.
Imma Tataranni – Sostituto procuratore: la trama e il
cast
La serie ruota attorno al
personaggio Imma Tataranni, un sostituto procuratore della Procura
della Repubblica di Matera. Donna forte, determinata e piena di
risorse, non fa sconti a nessuno né sul luogo di lavoro né in
famiglia; tuttavia possiede un lato dolce e ironico che solo di
tanto in tanto lascia emergere. Avendo dovuto faticare molto per
raggiungere la posizione che occupa, crede tenacemente nei valori
della giustizia ed è perciò incorruttibile. Nelle sue indagini
attraverso la Basilicata e dintorni, Imma verrà affiancata in
particolare dal timido ed efficiente Ippazio Calogiuri, e da molti
altri curiosi personaggi.
Protagonisti di Imma
Tataranni – Sostituto procuratore sono Vanessa
Scalera come Immacolata “Imma” Tataranni,
Massimiliano Gallo come Pietro De Ruggeri,
Alessio Lapice come Ippazio Calogiuri,
Carlo Buccirosso come Alessandro Vitali,
Barbara Ronchi come Diana De Santis, Carlo
De Ruggieri come il dottor Taccardi, Alice
Azzariti come Valentina De Ruggeri, Dora
Romano come mamma di Pietro, Lucia Zotti
come mamma di Imma, Antonio Gerardi come don
Mariano, Ester Pantano come Jessica Matarazzo.
Monica Dugo come Maria Moliterni e Cesare
Bocci come Saverio Romaniello.
Curiosità
La serie è composta da una stagione lunga sei episodi.
La prima stagione viene trasmessa in prima serata su Rai 1 dal
22 settembre al 27 ottobre 2019. Pochi giorni dopo la conclusione
viene rinnovata per una seconda stagione.
L’attrice Imelda
Staunton è una delle icone inglesi della recitazione. Una
vera e propria veterana del cinema, della televisione e del teatro,
che negli anni ha dato vita a personaggi straordinari, passando con
grande naturalezza dalle opere più autoriali fino ad una saga
blockbuster come Harry Potter. Basta leggere la sua
filmografia per rendersi conto dell’importanza di quest’attrice,
che ancora oggi continua a regalare interpretazioni
straordinarie.
Ecco 10 cose che non sai su Imelda
Staunton.
Imelda Staunton: i suoi film e le serie TV
1. Ha preso parte a celebri
film. Dopo anni di teatro, nel 1986 la Staunton ha
debuttato anche al cinema con il film Comrades. Rivela poi
ulteriormente il suo talento grazie a Antonia e Jane
(1991), per poi recitare in Gli amici di Peter (1992),
Molto rumore per nulla (1993), di Kenneth
Branagh, Ragione e sentimento (1995), di
Ang Lee, La
dodicesima notte (1996) e Shakespeare in Love (1998).
Nel 2004 si consacra grazie a Il segreto di Vera Drake
(2004), ottenendo anche una nomination all’Oscar. Recita poi in
Nanny McPhee – Tata Matilda (2005) e assume il ruolo di
Dolores Umbridge nei film Harry Potter e l’Ordine della
Fenice (2007) e Harry Potter e i Doni della Morte –
Parte 1 (2010). Altri film in cui la si ritrova sono
Another Year
(2010),1921 – Il mistero di
Rookford (2011), Pride(2014), Maleficent (2014), Ricomincio da me
(2017), Downton Abbey (2019) e
Downton Abbey II – Una nuova
era (2022).
2. Ha recitato anche in note
serie TV. Oltre al cinema, la Staunton ha recitato anche
per la televisione in diverse occasioni, ad esempio nelle miniserie
Cambridge Spies (2003) e Fingersmith (2005). Ha
poi recitato anche nei film TV Cittadino X (1995), Uno
zoo in famiglia (2005) e The Girl – La diva di
Hitchcock (2012). Tra il 2010 e il 2011 ha partecipato ad
alcuni episodi di Psychoville, mentre dal 2022 è tornata
alla ribalta sul piccolo schermo con il suo ruolo della regina
Elisabetta II in The Crown.
3. È anche
doppiatrice. Oltre ad aver recitato concretamente davanti
la macchina da presa per cinema e televisione, l’attrice ha in
diverse occasioni lavorato anche come doppiatrice. Ha ad esempio
dato voce al personaggio di Bunty nel film d’animazione Galline
in fuga (2000), mentre nel 2010 ha dato voce ai grandi fiori
nel film Alice inWonderland. Ha poi doppiato
Mrs. Santa in Il figlio di Babbo Natale (2011), Regina
Victoria in Pirati! Briganti da strapazzo (2012) e la
zia Lucy in Paddington (214) e Paddington 2
(2017).
Imelda Staunton è Dolores Umbridge
in Harry Potter
4. È stata la prima scelta
per il ruolo. Quando è arrivato il momento di introdurre
il temibile personaggio di Dolores Umbridge nella
saga di Harry Potter, i produttori non avevano dubbi sul
fatto che dovesse essere la Staunton ad interpretarlo. L’attrice
era infatti giudicata l’unica in grado di poter rendere davvero
odiosa la Umbridge al cinema, facendo sì che fosse difficile
simpatizzare per lei. La Staunton, pur riconoscendo la difficoltà
di tale ruolo, non si tirò indietro e accettò la sfida, riuscendo a
dar vita ad uno degli antagonisti più memorabili della saga.
5. Ha lavorato a stretto
contatto con la costumista per l’aspetto del personaggio.
In preparazione per il personaggio, la Stauntone la costumista
Jany Temime hanno avuto l’idea di rendere il
vestito più imbottito e più saturo man mano che il film procede, in
quanto il romanzo descrive la Umbridge come fisicamente paffuta,
simile ad un rospo. Tali cambiamenti avrebbero inoltre accentuato
il suo divenire sempre più malvagia, un aspetto accentuato anche
dal colore del suo abito, che da rosa sgargiante diventa sempre più
cupo.
Imelda Staunton in The Crown
6. Interpreta la celebre
regina inglese. Dopo essere stata interpretata da Claire Foy e
Olivia Colman,
per la quinta e sesta stagione di The
Crown la regina Elisabetta II ha il volto della Staunton.
Nell’assumere il ruolo l’attrice ha raccontato di aver provato una
certa paura, in quanto la sua versione della regina è quella che
tutti conoscono meglio in quanto ovviamente più legata al presente.
Nell’interpretarla, dunque, ha dovuto trovare un giusto equilibrio
tra la fedeltà alla vera regina e una propria versione di lei.
7. Si è preparata al ruolo
in diversi modi. Per poter entrare nei panni e nella
psicologia della regina, l’attrice si è aiutata grazie al lavoro
svolto da truccatori, che senza strafare le hanno permesso di
cambiare aspetto quel tanto che bastava affinché potesse sentirsi
più vicina al ruolo. Allo stesso tempo, la Staunton ha lavorato con
un coach di dialetto e di postura per acquisire un tono più regale
tanto nel parlato quanto nei movimenti. L’interpretazione
dell’attrice è poi stata particolarmente apprezzata per il suo
onorare la vera regina.
Imelda Staunton in Downton Abbey
8. Ha recitato accanto a suo
marito.JimCarter,
marito della Staunton, è noto in particolare per aver recitato nel
ruolo del maggiordomo Carson nell’acclamata serie televisiva
Downton Abbey. Nei due film che sono poi
stati realizzati in seguito al termine di questa, la Staunton ha
avuto modo di recitare accanto al marito nei panni di Lady Bagshaw.
Nel secondo film, inoltre, c’è una scena in cui i loro due
personaggi vengono scambiati per una coppia, cosa che nella realtà,
appunto, i due sono davvero.
Imelda Staunton: il marito e il figlio
9. Suo marito e sua figlia
sono a loro volta degli attori. L’attrice inglese Imelda
Staunton e l’attore Jim Carter si sono conosciuti
nel 1982 durante le prove per Guys and Dolls di Richard Eyre
al National Theatre. Come disse la Staunton: “Abbiamo lavorato
assieme per un anno ed è stata una lenta combustione anziché una
corsa eccitante di passione.” I due si sono poi sposati nel
1983 e oggi hanno una figlia, Bessie, nata nel
1993. La figlia ha poi seguito le orme dei genitori, divenendo a
sua volta un’attrice. La si può ad esempio ritrovare in
Bridgerton nel ruolo di Prudence
Featherington.
Imelda Staunton: età e altezza dell’attrice
10. Imelda Staunton è nata a
Londra, Inghilterra, il 9 gennaio del 1956. L’attrice è
alta complessivamente 1,52 metri.
Imelda Staunton e
Miranda Richardson potrebbero partecipare all’ambizioso progetto di
Maleficent, la rilettura de La Bella Addormentata
nel Bosco dal punto di vista della strega Malefica.
IMDb non è così divisivo come
Rotten Tomatoes, ma svolge comunque un ruolo
interessante nel consentire agli spettatori di condividere i loro
pensieri sulle uscite recenti. Il review bombing è diventato
la norma, rendendo spesso difficile prendere troppo sul serio i
punteggi presenti sul sito. Inutile dire che siamo sicuri che
la seguente classifica genererà una serie di discussioni poiché
l’elenco di IMDb dei migliori film (e programmi TV) del 2022 porta
con se sicuramente una serie di sorprese.
Invece di utilizzare quei punteggi
degli utenti, questa classifica si basa invece sulle pagine
visualizzate più costantemente sul sito. Di conseguenza, la
classifica si basa più sulla popolarità che sui consensi, con solo
i film e i programmi TV che hanno ricevuto più di 200 milioni di
visite mensili. Di conseguenza, è meglio non dare troppa importanza
all’elenco, soprattutto perché Thor: Love and Thunder(6.3/10)
finisce per posizionarsi sopra Top
Gun: Maverick (8.4/10). Chiaramente, ha generato
molto più interesse, anche se nessuno dire che il film con Chris Hemsworth sia migliore di quello con
Tom Cruise, giusto?
Siamo, tuttavia contenti di vedere
che in cima c’è un film che ha riscosso anche un enorme consenso
sia di critica che di pubblico come The Batman di Matt
Revees. Il film è uscito a marzo e sembra che sia stato
ampiamente oscurato da allora nonostante sia una delle migliori
uscite dell’anno. Invece The Rock non sarà molto contento di
vedere che Black
Adam non è entrato nella Top 10, soprattutto
perché ai suoi occhi è stato un grande successo. Dai un’occhiata
alle due classifiche qui sotto.
Il più fornito e famoso database
cinematografico di internet compie 10 anni. E’ ovviamente IMDb e
per celebrare il suo compleanno, il sito ha stilato un po’ di
classifiche per valutare chi, tra star, film , serie tv e film in
arrivo è il più popolare nell’arco di questi 10 anni.
Johnny Depp si è rivelato il più
popolare tra gli attori, uomini e donne comprese, in una classifica
che vede nomi molto glamuor nelle prime dieci posizioni e a
sorpresa forse un decimo posto occupato da Emma Watson, che senza
dubbio riesce a sfruttare alla grande il suo successo ottenuto con
Harry Potter. Per quanto riguarda il film, il più cliccato è Il
Cavaliere Oscuro, Lost primeggia tra le serie tv e per quanto
riguarda i film in produzione più attesi a capeggiare la classifica
dei primi dieci c’è prevedibilmente Il Cavaliere Oscuro il
Ritorno.
Top 10 dei film degli
ultimi 10 anni:
1. Il cavaliere oscuro
2. Donnie Darko
3. Pulp Fiction
4. Il Signore degli Anelli: La compagnia dell’anello
5. Il Signore degli Anelli: Il Ritorno del Re
6. Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
7. Harry Potter e l’Ordine della Fenice
8. Twilight
9. Harry Potter e il calice di fuoco
10. il Padrino
Top 10 delle Serie TV degli
ultimi 10 anni:
1. Lost
2. House M.D.
3. Grey’s Anatomy
4. Heroes
5. How I Met Your Mother
6. 24
7. Glee
8. True Blood
9. Dexter
10. Gossip Girl
Top 10 dei film in produzione più attesi degli ultimi 10
anni:
1. The Dark Knight Rises
2. Men in Black III
3. The Dictator
4. G.I. Joe: Retaliation
5. The Expendables 2
6. Battleship
7. The Avengers
8. Rock of Ages
9. The Hunger Games
10. Prometheus
Il video che segue potrebbe far
venire l’acquolina in bocca a molti, perchè IMAX
ha pubblicato sul suo canale ufficiale un video che mostra le tappe
di costruzione di una perfetta sala in cui godere in pieno della
IMAX experience.
La struttura in questione è il cinema Empire di Leicester Square a
Londra, sede di numerosi red carpet nella capitale inglese e, a
questo punto, uno dei cinema di punta a livello europeo, in grado
di rivaleggiare con l’altra grande struttura IMAX del BFI sempre a
Londra.
IMAX
Corporation e Warner Bros. Pictures
hanno annunciato oggi un nuovo importante accordo che prevede
l’uscita di trenta film della Warner Bros fino al 2020, come
continuazione della lunga collaborazione di entrambi.
Tra questi film che il
contratto include ci sono Operazione
U.N.C.L.E., In the Heart of the
Sea, Batman v Superman Dawn of
Justice, the Tarzan movie,
the King Arthur movie,
Suicide Squad,
Geostorm,
Gli Animali Fantastici
dove trovarli, Jungle Book
Origins e Godzilla 2. L’accordo comprende
anche una serie di film della DC, come i futuri film LEGO, tra
cui The LEGO Movie Sequel.
”Abbiamo avuto una
collaborazione incredibile con la Warner Bros. per più di 10 anni,
che ha aiutato la Imax a portare i film della Warner in
tutto il mondo”, ha detto il CEO della Imax Richard L.
Gelfond.
Ricordiamo
che Batman v Superman uscirà
il 25 marzo 2016 e Gli animali
fantastici il 18 novembre 2016.
E’ noto da qualche
tempo il fatto che, chi vuole vedere i film in contemporanea con
l’uscita in sala, negli USA può farlo, al modico prezzo di 35000
dollari. Questo infatti il presso del box digitale per proiettare i
film; a questi soldi vanno aggiunti anche 500 dollari per il
noleggio di ogni film che si vuole guardare. Alcuni personaggi
dello showbiz hanno già acquistato questa tecnologia, tra questi
anche Seth MacFarlane, che tuttavia rimane troppo
dispendiosa per la maggior parte delle persone.
Arriva adesso la notizia che anche
IMAX vuole arrivare nelle case dei consumatori,per quanto
possibile. Infatti la compagnia ha messo a disposizione la
costruzione privata di una sala IMAX alla sempre modica cifra che
oscilla tra 1 milione e 2 milioni di dollari. Il consumatore avrà
la possibilità di avere uno schermo IMAX a casa, con una sala
modellata sullo spazio a disposizione, con proiettore 4k 2 e 3D,
sistema di diffusione del suono a norma e, anche se un po’ più
piccolo di una sala cinematografica IMAX vera e propria, con le
stesse proporzioni e curvature.
Ovviamente anche per questo
servizio, quelli che possono permetterselo sono in pochi, resta
però una iniziativa interessante e forse allarmante per la futura
ragione d’essere delle sale cinematografiche, già messa a dura
prova dall’odierno mercato digitale.
Giovanissima e senza precedenti
esperienze nell’ambito della recitazione, Iman
Vellani è la star del momento, merito del suo essere
protagonista di un attesa serie Marvel che introduce una serie di
novità nell’MCU. Carismatica e ricca di vitalità, la Vellani è
senza dubbio uno dei nomi da tenere d’occhio per il futuro, poiché
la sua carriera promette
Ecco 10 cose che non sai di Iman Vellani.
Iman Vellani: i suoi film e le serie TV
1. È la protagonista di una
nuova serie TV. Il debutto nel mondo della recitazione per
la Vellani è avvenuto con la serie Ms. Marvel, disponibile
su Disney+, dove interpreta Kamala Khan,
una studentessa pachistana-americana di 16 anni di Jersey City,
aspirante artista e appassionata giocatrice, il cui idolo è Captain
Marvel. Khan acquisisce poi la capacità di usare l’energia cosmica
grazie ad un braccialetto magico, divenendo a tutti gli effetti una
supereroina.
2. Reciterà in un atteso
film. L’attrice non ha ancora mai recitato in un film
lungometraggio per il cinema, ma la sua prima volta è vicina.
Reciterà infatti in The Marvels, atteso nel 2023 e
sequel di Captain Marvel. Qui
avrà modo di recitare insieme alla premio Oscar Brie Larson,
ricoprendo nuovamente il ruolo di Kamala Khan. Per quanto ad oggi
non sia stata confermata in altri progetti, è estremamente
probabile che il personaggio e la sua interprete compariranno anche
in altri futuri film.
Iman Vellani: Instagram e Twitter
3.Non è
presente su Instagram. A differenza di molti suoi
colleghi, l’attrice ha scelto di non possedere un proprio profilo
sul social network Instagram. La Vellani ha infatti dichiarato di
non apprezzare particolarmente questo tipo di piattaforme e di non
esserne interessata, preferendo mantenere per sé aspetti della sua
vita che altrimenti finirebbero alla mercé di tutti. I suoi fan
possono però seguire alcune profili a lei dedicati, con foto e
notizie sulle sue attività da attrice.
4. Non possiede neanche un
account su Twitter. Di solito chi non è presente su
Instagram possiede come un account su Twitter, un social per certi
versi molto meno invasivo. La Vellani, tuttavia, è assente anche da
questa piattaforma. Difficile dire se in futuro l’attrice deciderà
di aprire un proprio account su uno dei due social, ma al momento
sembra volersi mantenere distante da queste piattaforme, anche
forse per non accusare gli aspetti negativi della popolarità di cui
è ora investita.
Iman Vellani è Ms. Marvel
5. È la prima protagonista
Marvel senza esperienza nella recitazione. La scelta della
Vellani per il ruolo di Kamala Khan nella serie Ms. Marvel
ha rappresentato una notevole prima volta per i Marvel Studios. La
giovane protagonista infatti non aveva pregresse esperienze nella
recitazione e questa serie segna infatti il suo debutto come
attrice. A convincere i produttori delle sue qualità è però bastata
la sua carica di vitalità, la sua simpatia e il suo carisma,
elementi che l’hanno resa da subito perfetta per la parte.
6. Interpreta la prima
supereroina mussulmana. La Vellani non è solo la prima
attrice senza esperienza a ricoprire un ruolo da protagonista nel
Marvel Cinematic Universe, ma ha anche il privilegio di dar vita
alla prima supereroina di religione mussulmana dell’MCU. La sua
presenza è dunque un ulteriore prova della volontà dello studios di
dar vita ad una sempre maggiore diversità etnica e religiosa
all’interno delle proprie opere.
7. Era una grande fan del
personaggio. Già molto prima di sostenere un provino per
la serie, la Vellani era una grande fan del personaggio Ms. Marvel.
L’attrice ha infatti dichiarato di aver letto tutti i fumetti
dedicati a lei e di essersi anche travestita con il costume del
personaggio per Halloween. Ad averla attratta, in particolare,
erano le somiglianze che ritrovava nel personaggio, attraverso il
quale veniva raccontato anche un contesto di fede mussulmana.
Iman Vellani in The Marvels
8. Tornerà ad interpretare
Kamala Khan. Protagonista della serie Ms. Marvel,
l’attrice tornerà ad interpretare il ruolo di Kamala Khan e il suo
alterego con i superpoteri nell’atteso film The Marvels,
atteso per il 2023. Non sono ancora noti dettagli sulla trama, ma è
lecito aspettarsi che la giovane interprete abbia un ruolo di
rilievo nel film.
Imam Vellani: la sua religione
9. È di fede
mussulmana. La Vellani è figlia di immigrati pakistani di
religione mussulmana. Con i genitori si è trasferita in Canada
quando aveva un anno ed è poi cresciuta lì come cittadina canadese.
La Vellani si è dichiarata particolarmente fiera di poter essere
portatrice sul grande e piccolo schermo della sua religione, troppo
spesso trattata con stereotipi.
Iman Vellani: eta, data di compleanno e altezza
10. Iman Vellani ha oggi 19
ed è nata a Karachi, in Pakistan, 3 settembre del
2002. L’attrice è alta 1,68 metri.
Da vera fangirl della Marvel, la star di The
MarvelsIman Vellani ha condiviso la sua teoria sul
ruolo di Kang il Conquistatore nell’attesissimo
Avengers: Secret Wars. Parlando con New Rockstars,
Iman Vellani ha proposto l’idea che il sesto
film dei sui Vendicatori potrebbe presentare una variante
“ultra-potente” di Kang, che potrebbe possedere sia i
poteri dell’Uomo Molecola che del Beyonder.
“Penso che avrebbe senso che
Kang fosse una versione dell’Uomo Molecola, che esiste in ogni
singolo universo, e che ci sono diverse varianti di lui“, ha
detto Vellani. “L’abbiamo già visto. Quindi ha senso. Ma sento
anche che potrebbe essere l’Uomo Molecola e Beyonder allo stesso
tempo“.
Originariamente previsto per il
2025, Avengers:
Secret Wars è stato posticipato al 2027 a causa dei
ritardi di produzione causati dagli scioperi di Hollywood. Dopo
Avengers:
The Kang Dynasty che debutterà nelle sale il 1° maggio 2026,
Secret
Wars arriverà nelle sale il 7 maggio 2027. Entrambi i
film non hanno ancora un regista, dato che il regista di
Shang-ChiDestin Daniel Cretton ha
recentemente annunciato la sua uscita da Avengers 5.
Avengers:
Secret Wars è il sesto capitolo della serie di film di
successo Avengers. Dovrebbe concludere la Fase 6 del Marvel Cinematic
Universe e la
Saga del Multiverso. I fan attendono da tempo la notizia di un
potenziale adattamento live-action dell’iconica serie di fumetti,
che vede vari eroi e cattivi Marvel essere catturati da un’entità
cosmica nota come Beyonder, dove poi si scontrano su un
pianeta chiamato Battleworld.