Scott Derrickson e C.
Robert Cargill, la coppia vincente dietro al successo del nuovo
horror Sinister, hanno
annunciato che la casa di produzione Blumhouse Productionsì
è intenzionata a finanziare un sequel in cui però non è sicura la
presenza di Derrickson alla regia. Per Sinister
2 molto probabilmente Cargill e Derrickson
scriveranno la sceneggiatura e co-produrrano assieme a Jason
Blum.
Con un incasso di oltre 77 milioni
di dollari nel mondo (contro gli appena 3 spesi per la
realizzazione) Sinister si è assicurato un posto di primo
piano nel panorama cinematografico degli ultimi tempi, anche grazie
alla presenza all’interno del cast del protagonista Ethan Hawke nei panni di uno scrittore alle
prese con tremende entità soprannaturali. In attesa del sequel,
Sinister approderà nelle sale italiane a marzo 2013.
Dig è una
miniserie in sei episodi creata da Tim Kring (già
mente creativa dietro Heroes) e
Gideon Raff (creatore del cult
Homeland) e pronta
a debuttare sul canale via cavo americano Usa Network il
prossimo 5 Marzo, sperando di trasformarla presto in un piccolo
caso televisivo.
La serie
mistery è incentrata sulla figura dell’agente dell’FBI
Peter Connely che cerca di risolvere il caso di un archeologo
americano ucciso a Gerusalemme; ma man mano che procede con le
indagini, strani segreti, inquietanti misteri e torbide rivelazioni
emergono in modo dirompente, scoprendo una cospirazione
internazionale risalente addirittura a mille anni prima.
Nei panni di Connely troviamo
l’attore Jason Isaacs (volto noto di Hollywood e
del piccolo schermo) che divide la scena con Anne
Heche, qui nelle vesti di Lynn Monahan, capo di Peter e
suo “saltuario” interesse amoroso, insieme ad altri attori noti per
aver preso parte ad alcune serie tv cult come Breaking
Bad o Six Feet Under: Alison Sudol, David
Costabile, Regina Taylor, Lauren Ambrose e Ori
Pfeffer.
Secondo King, la storia è “Prima di
tutto un misterioso caso di omicidio accaduto a Gerusalemme, e non
appena quest’ultimo comincia a dipanarsi… svela dei vecchi segreti
celati. […] il nostro intento è stato quello di mescolare il
mistero, il crime, gli elemento storici e le profezie
bibliche”
Anche Isaacs, riferendosi allo show,
ha dichiarato che “[…] ha un legame forte con le cospirazioni
globali… che affondano le loro radici in argomenti vecchi migliaia
di anni che ci terrorizzano ancora oggi”.
La serie tv, prodotta dalla
Universal Cable Productions, da King e da Raff, è stata
girata in un primo momento proprio a Gerusalemme, per poi spostare
il set a Dubrovnik, Split e Trogir- in Croazia- e successivamente
ad Albuquerque, nel New Mexico; questo per evitare il sanguinoso
conflitto lungo la striscia di Gaza durante gli attacchi che si
sono susseguiti nel 2014. Sulla questione si è espresso Raff,
israeliano, dicendo che “stiamo valutando tutte le opzioni,
sperando di poter tornare presto a girare lì, come avevamo
pianificato fin dall’inizio; in caso contrario, troveremo un’altra
soluzione. Abbiamo deciso di girare a Gerusalemme per via della sua
storia e dei segreti nascosti sotto la sua superficie; insomma,
elementi che forniscono diversi spunti narrativi interessanti e
nuove possibilità” e proprio per tale ragione i produttori hanno
visto nel personaggio di Connely il potenziale per un
franchiseable character, un personaggio “serializzato” che
può calarsi in diverse situazioni, esplorando il mondo ed
affrontando ogni volta nuovi problemi ed avventure.
La Lionsgate ha deciso
portare avanti il progetto del remake di American Psycho, che
nell’originale vedeva un elegante Christian Bale trasformarsi in feroce
assassino nella
A breve si aprirà a Trieste, città
nel cuore della Mitteleuropa il 22° Trieste Film Festival. Ad
inaugurare i sette giorni di proiezioni, incontri e retrospettive
sarà il regista Danis Tanovic, premio Oscar per il miglior film
straniero nel 2002 con “No man’s Land”, anche premio a Cannes
per la migliore sceneggiatura .
Presenterà infatti egli stesso il
20 gennaio la sua nuova opera “Cirkus Columbia”, tratto dal libro
di un giornalista croato e che narra la storia di un uomo che
ritorna in patria. Una vicenda che parla soprattutto della caduta
di un mondo, quello del regime comunista (gli eventi sono
ambientati nel ‘91) e di una nuova realtà, che è preludio di una
lunga e insensata tragedia. Gli attori che Tanovic ha scelto,
avevano già recitato insieme per Kusturica in “Papà è in viaggio
d’affari”, ma sono volti noti anche ad Hollywood, come Mira Furlan
(la francese selvaggia di Lost). Il film era stato già
presentato allo scorso festival veneziano durante le giornate degli
autori, e aprirà l’annuale edizione del Festival triestino
nonostante non abbia ancora trovato una distribuzione in Italia.
Insieme a Tanovic, saranno numerosi gli autori stranieri
provenienti dall’est e centro Europa, ma anche dall’Italia stessa,
che affolleranno i giorni del festival. In particolare, grazie alla
collaborazione dell’Istituto di Cinema di Bratislava, verrà
proposta una retrospettiva sullo sceneggiatore Dušan Hanák, Orso
d’Argento a Berlino nel 1980 per “322”.
Importanti giorni di incontro tra esperti e lavoratori del settore
invece, avverranno tra il 19 e il 21 gennaio con WHEN EAST MEETS
WEST , incontro di co-produzione organizzato dal Fondo per
l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia e il Trieste Film Festival.
L’obiettivo è di incoraggiare la cooperazione tra paesi dell’Europa
orientale, Italia e un altro Paese dell’Europa occidentale:
nell’edizione di quest’anno il paese selezionato sarà la
Francia.
Dalla fantasia di una ragazza in
In another country nascono tre diverse storie in
forma di sceneggiatura, tutte ambientate nella piccola cittadina
coreana di Mohang, in riva al mare, dove la ragazza si trova
assieme alla madre. Protagonista dei tre “episodi” è
un’affascinante donna francese, Anne/Isabelle
Huppert, che alloggia in un albergo della costa. Nel
primo episodio è una regista in vacanza con una coppia di amici
coreani. L’uomo è visibilmente attratto da Anne, ma deve fare i
conti con la gelosia della moglie. Nel secondo episodio Anne è la
moglie di un industriale coreano. Trascorre un giorno in albergo,
dove la raggiungerà il suo amante: un famoso regista. L’incontro
tra i due si svolge con tre modalità alternative differenti (è
sempre la mente della ragazza a immaginare come si potrebbe
dipanare la sceneggiatura, decidendo di volta in volta di cambiare
dei particolari).
Nel terzo episodio, Anne è stata
appena lasciata dal marito coreano per una connazionale di
quest’ultimo ed si è concessa una vacanza con una sua amica per
dimenticare il vecchio amore. Incontra in albergo un famoso regista
in vacanza con la moglie incinta. L’uomo è affascinato da Anne e la
porta con sé in riva al mare, nonostante rischi di essere sorpreso
dalla moglie. Qui la variante è rappresentata dall’incontro con un
monaco buddista, cui Anne rivolge alcune domande esistenziali. In
tutti gli episodi, poi, la donna, che passeggia per la cittadina in
cerca di qualche attrazione da vedere – un faro in particolare –
s’imbatte nel bagnino, che sempre subisce il suo fascino e gentile
quanto insistente, tenta un approccio.
In another country, il film
Con questo lavoro del 2012,
presentato in concorso al 65° Festival
di Cannes, il regista Hong Sang-soo
realizza una commedia leggera, ma che non rinuncia a un’ironica
riflessione sul processo creativo del cinema, sul mito
cinematografico dell’amore romantico, sul fascino magnetico della
donna francese, a tratti coinvolta, ma più spesso algida,
distaccata, un po’ cinica – interpretata con eleganza e giocosità
da Isabelle Huppert. Ma guarda anche col
sorriso ad alcuni tratti tipici coreani: l’essere donnaioli degli
uomini, la gelosia delle donne, l’insistenza e la cocciutaggine.
Senza dimenticare poi la figura del monaco buddista che, così come
tratteggiata dal regista, smitizza totalmente queste figure di
religiosi svelandole nella loro umanità e mettendo in luce
l’assurdità di quanti si affidano a loro per trovare risposte o
capire sé stessi. Molti buoni spunti, dunque.
Tuttavia, In another
country perde freschezza nella seconda parte, quando
l’espediente della sceneggiatura inventata inizia a rivelare i suoi
limiti. Ossia un certo meccanicismo, che riflette certo la natura
meccanica di rapporti umani in fondo aridi e l’inevitabile
solitudine esistenziale, sintetizzata nella figura della
protagonista che s’incammina di spalle su una strada vuota. Ma esso
è anche ciò che impedisce un reale coinvolgimento dello
spettatore, che finisce per restare a guardare con un certo
distacco un abile divertissement. L’ambientazione scelta per i tre
episodi è la stessa ed è molto semplice, spoglia, unico elemento
visivo a variare sono gli abiti indossati dalla
Huppert. In another country sarà
nelle sale italiane dal prossimo 22 agosto, distribuito da Tucker
Film.
C’è qualcosa di ipnotico e profondamente disturbante in
In a Violent
Nature, l’opera prima di Chris Nash
che ha fatto parlare di sé fin dal Sundance 2024. A prima vista
sembra un omaggio ai classici
slasher di fine anni ’70, un film di sangue e boschi, di
giovani ignari e mostri risorti. Basta però immergersi nei primi
minuti di visione, in cui la macchina da presa si muove lenta tra
gli alberi, accompagnando un corpo che riemerge dalla terra, per
capire che il regista canadese non vuole imitare Venerdì 13: vuole sezionarlo
dall’interno, riportando il genere alla sua brutalità
essenziale.
La scelta più radicale è proprio quella che definisce il film:
lo sguardo del killer. Per gran parte della durata
seguiamo Johnny, un essere mostruoso e immortale,
attraverso la sua prospettiva. Non ci sono battute, ironia né
commenti metacinematografici. Solo passi pesanti, il rumore degli
scarponi che schiacciano le foglie, il suono sordo dei corpi
trascinati, e la sensazione di essere intrappolati nella
routine della morte. Nash elimina il filtro dello
spettacolo e ci costringe a condividere la monotonia del male,
quella ripetitività quasi burocratica dell’uccidere. Johnny non
prova rabbia né piacere: sembra solo stanco, come se fosse
condannato a ripetere un rito senza fine.
Un’esperienza sensoriale
La forza di In a
Violent Nature non risiede nella storia, ma nella sua
costruzione sensoriale. Nash abbandona qualsiasi
colonna sonora tradizionale e lascia spazio solo ai rumori del
bosco e alle musiche che provengono dalle radio dei ragazzi. Il
silenzio, interrotto da passi, fruscii e mormorii lontani, diventa
la vera colonna sonora del film. Ogni suono è calibrato per
amplificare la tensione: lo scricchiolio di un ramo, il colpo secco
di una pala, il respiro ovattato dietro una maschera.
Girato in formato 4:3, il film chiude letteralmente lo
spazio visivo, trasformando la foresta in un condotto
soffocante di alberi e nebbia. La macchina da presa segue Johnny di
spalle, a volte da molto vicino, altre lasciandolo camminare come
un’ombra che attraversa un paesaggio quasi alieno. C’è qualcosa di
videoludico in questo dispositivo – un po’ Alien:
Isolation, un po’ Silent
Hill – ma Nash non lo usa per spettacolarizzare: lo impiega
per spogliare lo spettatore di qualsiasi controllo.
Così, in questa esperienza di immersione pura, lo spettatore
diventa un osservatore impotente, trascinato nella lentezza
del male. Ogni omicidio, spesso mostrato in un solo piano
sequenza, è più disturbante per la sua durata che per la sua
brutalità.
Il film si apre con la profanazione di una tomba nascosta nel
bosco. Un gruppo di ragazzi, in vacanza, trova una
collanina tra i resti di una torre di osservazione
crollata. Non sanno che quell’oggetto custodisce la pace di
un’anima vendicativa. Rubandola, risvegliano Johnny,
un’entità che non è più umana ma neppure del tutto
spettrale: un corpo putrefatto che torna in vita per
recuperare ciò che gli è stato tolto. Da quel momento, la vendetta
è meccanica, inevitabile.
Ogni uccisione è un atto rituale, preparato con
precisione e mostrato con una lentezza quasi sacrale. Johnny incide
il nome della vittima su una medaglietta dopo ogni delitto, come a
prolungare il gesto oltre la carne. Non c’è adrenalina, non c’è
climax: solo la freddezza del gesto ripetuto. È un modo per
spogliare lo slasher dei suoi cliché – le battute, la competizione
tra personaggi, la corsa alla sopravvivenza – e lasciarci soli,
letteralmente, con il mostro.
Il mito, la colpa, il silenzio
Dietro la figura di Johnny si nasconde una
leggenda, raccontata da una sopravvissuta a
un’altra sopravvissuta: sessant’anni prima, un delitto atroce aveva
generato la sua maledizione. La collana, che in vita apparteneva
alla madre, è l’unico oggetto che ancora lega la sua anima alla
terra. Finché nessuno la tocca, Johnny resta sepolto sotto il
terreno. Ma il gesto incauto di quei ragazzi lo risveglia e, come
in una maledizione collettiva, tutto il paese sa che è meglio non
parlarne, non sfidarlo, non violare il suo riposo.
Il film diventa così un racconto sul trauma e sulla
responsabilità condivisa. Non è solo Johnny a essere una
vittima di violenza: è la comunità stessa che lo ha generato, che
preferisce dimenticare, che lo lascia dormire piuttosto che
affrontare ciò che rappresenta. Il finale, interamente ambientato
dentro un’auto, spiazza per la sua staticità. Dopo tanta brutalità,
il film si chiude in silenzio, tra due generazioni di sopravvissute
che si parlano senza guardarsi davvero. È un momento di ammissione
e di resa, un tentativo di interrompere il ciclo, anche se il
terrore non svanirà mai del tutto.
La giovane Kris continuerà per sempre a guardare verso i boschi,
perché ciò che è stato visto non si dimentica. L’orrore di Nash non
è catarsi, ma una condanna alla memoria.
Lo slasher come memoria collettiva
Con In a Violent
Nature,
Chris Nash restituisce dignità a un genere spesso ridotto a
formula, ricordandoci che lo slasher è nato come
rito, non come spettacolo. Invece di cercare l’originalità
nei colpi di scena, la trova nella forma: nello sguardo, nel suono,
nella lentezza. E, paradossalmente, più il film diventa essenziale,
più si avvicina all’origine del terrore.
Johnny, con i suoi scarponi pesanti e il suo passo inesorabile, non
è solo un mostro: è la manifestazione di ciò che resta
quando la violenza diventa abitudine. Un orco che cammina
in mezzo ai resti della civiltà, tra foglie, sangue e silenzio.
Nash non gli concede redenzione, né spettacolo. Solo la
consapevolezza che, finché continueremo a guardare altrove,
l’orrore non smetterà mai di camminarci accanto.
Alla Festa del Cinema di Roma in
concorso, In a Land That No Longer Exists
di Aelrun Goette aiuta a discutere di diritti e
libertà e a tenere viva la memoria storica, anche recente.
“Soloquando sogniamo siamo liberi”, diceva la
madre della protagonista alla piccola Susanne. E la chiamava Suzie,
come la bassista e cantante americana Suzie Quatro. Il sogno e la
libertà, però, non sembrano avere molto spazio nella Germania Est
socialista dell’estate 1989.
C’era una volta la Germania
Est
Susanne Schulz, Marlene
Burow, è una diciassettenne della Germania Est, che vive
con suo padre Klaus, Peter Schneider, e la
sorellina dodicenne Kerstin, Zoé Hoche. Vuole
studiare e diventare una scrittrice, ma viene espulsa da scuola
perchè trovata in possesso di una copia di 1984 di George
Orwell. Viene così assegnata a una fabbrica di lavoro socialista,
la KWO, dove dovrà dimostrare di dare il suo contributo al partito.
La sua vita cambia quando un giovane fotografo, David
Schütter, la ritrae mentre è affacciata al finestrino
dell’autobus che la prota a lavoro, Una famosa rivista di moda è la
sua opportunità per uscire dalla fabbrica e condurre una vita
libera. Tuttavia, non ha messo in conto i limiti e i compromessi
che si è costretti ad accettare in uno stato socialista. Incontrerà
nuovi amici, come l’eccentrico gay Rudi, Sabin
Tambrea, ma scoprirà che non si ottiene niente per niente,
che l’esercizio della libertà e la piena espressione di sé sono
quanto di più difficile da fare nella Germania Est, a pochi mesi
dalla caduta del muro.
Tra autobiografia e
finzione
Ancora una vicenda ispirata alla
biografia di chi dirige il film in questa diciassettesima edizione
della Festa del Cinema di Roma. L’esperienza di
modella condotta dalla regista Aelrun Goette, al
suo primo film di finzione, ha infatti fornito lo spunto di
In a Land That No Longer Exists. Giovano
sicuramente al film la conoscenza del mondo della moda e l’occhio
allenato alla percezione della bellezza visiva di Goette. Così
anche l’esperienza come scenografa e costumista. Nelle
scenografie e nei costumi, infatti, il film dà libero sfogo alla
creatività.
Un inno alla libertà e
all’autoaffermazione
In a Land That No Longer
Exists vive della contrapposizione tra libertà,
bellezza e creatività, da un lato, grigiore oppressivo della
fabbrica e dell’inquadramento ideologico socialista dall’altro. È
una contrapposizione innanzitutto visiva tra le tute scure da
operaie e i fruscianti abiti in seta dai colori accesi delle
modelle di Sybille – una sorta di Vogue della
Germania Est. La bellissima protagonista, interpretata da
Marlene Burow, si dibatte tra questi due poli, ma
è subito chiaro quale sia la sua collocazione naturale. Un percorso
di formazione e individuazione interessante proprio nella misura in
cui fornisce l’occasione di ricordare un mondo che forse non esiste
più, ma è esistito, e la cui memoria aiuta a non incorrere in
ricorsi storici.
Un mondo in cui era un crimine
leggere un libro o essere gay – molto sentita e coinvolgente
l’interpretazione di Sabin Tambrea – e che ha
ancora qualcosa da dire all’oggi. La regista insiste poi su quanto
la libertà sia una questione interiore, prima che fisica, sociale o
politica. Lo sottolinea una delle frasi più belle del film,
pronunciata proprio dal personaggio di Rudi: “O sei libero
dappertutto, o non lo sei. Allora nemmenno l’Ovest potrà
aiutarti”. Anche il personaggio della sorellina dodicenne è
molto ben delineato e riesce a strappare sorrisi. Da ricordare che
la regista è anche sceneggiatrice del film. Goette
è abile poi, nel riportare alle atmosfere di fine anni Ottanta, sia
visivamente, che con la colonna sonora di Boris
Bojadzhiev. Ad oggi, non è ancora prevista una data di
uscita italiana per A Land That No LongerExists.
Notorious Pictures annuncia
l’inizio delle riprese di Improvvisamente
Natale una commedia natalizia per tutta la famiglia
ambientata nella splendida cornice delle Dolomiti.
Diretto da Francesco Patierno (Pater familas,
Il mattino ha l’oro in bocca, La gente che sta bene), autore
anche della sceneggiatura insieme a Francesco
Baccomo (La gente che sta bene, Abbi fede),
Neri Parenti e Gianluca
Bomprezzi, il film mette in scena un insolito Natale fuori
stagione.
Protagonista Diego
Abatantuono nei panni di Lorenzo un uomo dai modi burberi
e schietti ma con un cuore grande che si scioglie sempre negli
abbracci della sua adorata nipotina Chiara, interpretata da
Sara Ciocca (Chi ha incastrato Babbo Natale?,
America Latina). Al suo fianco volti noti al pubblico
italiano:
Violante Placido, Lodo Guenzi, Anna Galiena, Antonio Catania,
Michele Foresta, Gloria Guida e Luca Vecchi, con la partecipazione
di Nino Frassica.
La trama del film
Per Chiara (10 anni) ogni anno il
Natale è l’occasione per rivedere l’adorato nonno Lorenzo (Diego
Abatantuono), proprietario del delizioso albergo d’alta montagna
che ospita i festeggiamenti della famiglia. Quest’anno, però, i
genitori di Chiara, Alberta (Violante Placido) e Giacomo (Lodo
Guenzi), hanno deciso di mettersi in macchina sotto il sole
bollente della settimana di Ferragosto, per una visita fuori
stagione a Lorenzo, perché hanno bisogno di lui per dare a Chiara
l’amara notizia: si stanno separando. Forse, se glielo dicesse lui,
la piccola soffrirebbe meno… Lorenzo, già in crisi perché rischia
di dover vendere il suo amato hotel, accetta l’ingrato incarico di
dare la notizia alla nipotina, ma prima vuole regalarle l’ultimo
Natale felice… a Ferragosto!
Diretta da Francesco
Patierno, la commedia family comprende nel cast molti tra
i volti più noti e apprezzati del cinema italiano:
Diego Abatantuono, Violante Placido, Lodo
Guenzi, Anna Galiena, Antonio Catania, Michele Foresta (in
arte Mago Forest) e Nino
Frassica.
Il film racconta la storia di
Chiara, 8 anni, che ogni anno non vede l’ora sia Natale per
rivedere l’adorato nonno Lorenzo (Diego
Abatantuono), proprietario del delizioso albergo
d’alta montagna che ospita i festeggiamenti della famiglia.
Quest’anno, però, i genitori di Chiara, Alberta e Giacomo, hanno
deciso di mettersi in macchina sotto il sole bollente della
settimana di Ferragosto, per una visita fuori stagione a Lorenzo,
perché hanno bisogno di lui per dare a Chiara l’amara notizia: si
stanno separando. Forse, se glielo dicesse lui, la piccola
soffrirebbe meno…Lorenzo, già in crisi perché rischia di dover
vendere il suo amato hotel, accetta l’ingrato incarico di dare la
notizia alla nipotina, ma prima vuole regalarle l’ultimo Natale
felice… a Ferragosto!
Nel cast oltre a
Diego Abatantuono, Violante Placido, Lodo
Guenzi, Anna Galiena, Antonio Catania, Michele
Foresta (in arte Mago Forest), Nino
Frassica, Gloria Guida con il suo ritorno sugli
schermi dopo anni di assenza, affiancati dalla giovanissima
protagonista Sara Ciocca. Il film è diretto da Francesco
Patierno e prodotto da Notorious Pictures.
Improvvisamente Natale si
unirà a migliaia di film, show e serie già presenti nel catalogo di
Prime Video, tra cui le produzioni italiane Original Autumn
Beat, Prisma, Bang Bang Baby, Gianluca Vacchi: Mucho
Más, Laura Pausini – Piacere di conoscerti, The Ferragnez – La
serie, All or Nothing: Juventus, Anni da cane, Dinner Club, Vita da
Carlo, FERRO, Celebrity Hunted – Caccia all’uomo Stagione 1,
Stagione 2 e Stagione 3 e LOL: Chi ride è fuori Stagione 1 e
Stagione 2; le serie pluripremiate Fleabag e
The Marvelous Mrs. Maisele i
grandi successi come Il Signore degli
Anelli: Gli Anelli del Potere, Jack Ryan di Tom
Clancy, Samaritan, Tredici Vite, The Tender Bar, A proposito dei
Ricardo, La guerra di domani, Reacher e Il principe cerca
figlio oltre a contenuti in licenza disponibili in più di 240
paesi e territori nel mondo, e le dirette in esclusiva in Italia
delle 16 migliori partite del mercoledì sera della UEFA Champions League, oltre
che della Supercoppa UEFA, per tre stagioni dal 2021/22. Altre
produzioni Original già annunciate sono The Bad
Guy, Lol Xmas Special: Chi ride è fuori, Sono Lillo, The
Ferragnez – La Serie Stagione 2, Everybody Loves
Diamonds e il capitolo italiano dell’universo
Citadel.
Il duo formato da Abatantuono e
Catania torna sul piccolo schermo con
Improvvisamente Natale, pellicola diretta da Francesco Patierno in uscita su Amazon Prime
Video il 1 dicembre. A comporre il soggetto è colui il quale
può essere definito il maestro dei cinepanettoni, Neri Parenti, con
la seconda firma di Gianluca Bomprezzi. I lungometraggi di genere
comedy che celebrano il Natale sono oramai un
must nel periodo antecedente la festività, e rappresentano
l’opportunità cinematografica per immergersi in questa magica
atmosfera accompagnati da buone e sane risate.
In principio erano Christian De Sica
e Massimo Boldi con il loro Natale trascorso in giro per il mondo,
adesso invece a trainare il carro dei cinepanettoni sono Diego
Abatantuono e Antonio Catania, in un sodalizio ancora molto “fresco
e saporito” sancito ai tempi di Mediterraneo (1991). Se in
Il peggior Natale della mia vita erano due amici di
vecchia data, in Improvvisamente Natale diventano
consuoceri il cui obiettivo è tenere in piedi la famiglia. Ma di
qualsiasi personaggio loro si vestano, una cosa è certa: ciò che li
unisce è una comicità che spesso non ha bisogno di parole, ma
piuttosto si rifugia nelle espressioni.
Improvvisamente Natale, la
trama
Alberta (Violante
Placido) e Giacomo (Lodo Guenzi) sono
una coppia il cui matrimonio naufragato ha messo in evidenza le
loro differenze caratteriali e attitudinali. Sulla decisione della
loro imminente separazione non hanno però il coraggio di informare
la figlia Chiara (Sara Ciocca), molto legata al
concetto di famiglia. Decidono così di partire alla volta delle
Dolomiti, regno e casa di Lorenzo (Diego
Abatantuono), il “nonnone” a cui Chiara è molto legata,
con l’intento di affidare a lui l’arduo compito.
Arrivati all’hotel di cui Lorenzo è
proprietario, Alberta e Giacomo cercano di convincere il padre di
lei a dare a Chiara questa spiacevole notizia, seppur lui sia in
disaccordo e cerchi un modo per farli riappacificare. Nel frattempo
nell’albergo è anche in corso una trattativa di vendita con dei
cinesi, a causa di alcune difficoltà economiche di Lorenzo.
Quest’ultimo sa che per la nipote le due novità saranno un duro
colpo, e perciò decide di organizzarle in piena estate un Natale di
cui difficilmente si dimenticherà.
Un racconto ingolfato di
cliché
Sullo sfondo delle Dolomiti prende
forma la trama di Improvvisamente Natale, una
storia la cui cornice brilla di luci, cenoni, palle decorative e
alberi di pino giganteschi. Quel che spicca nel calderone degli
intrecci è chiaramente l’atmosfera festosa del 25
dicembre, seppur il panorama estivo ne faccia da contrasto, e che
regge sulle spalle la linea di un racconto costellato di
cliché. Niente di nuovo a livello narrativo quanto
contenutistico, anche se l’ultimo acquista un punteggio in più solo
per il messaggio di cui vuole essere portatore.
Lo affermano tutti gli sceneggiatori
che sanno masticare le storie, ma anche i registi che poi devono
farle vivere nelle quattro pareti dell’inquadratura: ciò che si
inserisce all’interno di una trama deve attribuire ad essa valore,
logica e credibilità oppure rischia di finire nel buco nero delle
pellicole fallite, senza neppure la consolazione di un successo
all’incasso. Purtroppo la storia qui risulta priva di mordente, su
un impianto narrativo debole e scarno, impregnato
dei soliti leitmotiv quali matrimoni alla deriva,
tradimenti e scappatelle, che cercano di dare un taglio di spessore
alla storia ma in realtà si arenano in una forzata crisi interna
che non suscita alcuna emozione.
Sembra quella che in gergo è
definita “minestra riscaldata”, piena di sub-plot che
invece di aggiungere privano di significato, restituendo allo
spettatore solo che confusione e, ad un certo punto, anche noia. Se
non fosse per qualche gag comica di cui ne fanno siparietto Diego
Abatantuono, Antonio Catania e Nino Frassica nei panni di Don
Michele, il film sarebbe privo di qualsiasi sfumatura
attrattiva.
Improvvisamente
Natale si salva perciò solo per il messaggio che cerca di
veicolare attraverso Chiara e il suo gruppo di amici. Nel tentativo
di salvare l’hotel dalla vendita, rendendo anche omaggio ad alcuni
cult movie di genere horror quali Shining di Kubrick, la
comitiva di bambini porta in scena il valore affettivo di
alcuni luoghi a cui, nonostante le difficoltà riscontrate
lungo la strada, non bisogna rinunciare. A volte gli adulti,
“troppo impegnati a credere ai complotti e alle fake news” non si
accorgono della preziosità di ciò che possiedono, ed è l’innocenza
di una mentalità ancora non inghiottita e influenzata dalla società
capitalista che può salvare dal commettere atti di cui, altrimenti,
ci si potrebbe pentire.
Il film racconta la storia di
Chiara, 8 anni, che ogni anno non vede l’ora sia Natale per
rivedere l’adorato nonno Lorenzo (Diego
Abatantuono), proprietario del delizioso albergo
d’alta montagna che ospita i festeggiamenti della famiglia.
Quest’anno, però, i genitori di Chiara, Alberta e Giacomo, hanno
deciso di mettersi in macchina sotto il sole bollente della
settimana di Ferragosto, per una visita fuori stagione a Lorenzo,
perché hanno bisogno di lui per dare a Chiara l’amara notizia: si
stanno separando. Forse, se glielo dicesse lui, la piccola
soffrirebbe meno…Lorenzo, già in crisi perché rischia di dover
vendere il suo amato hotel, accetta l’ingrato incarico di dare la
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Diego Abatantuono, Violante Placido, Lodo
Guenzi, Anna Galiena, Antonio Catania, Michele
Foresta (in arte Mago Forest), Nino
Frassica, Gloria Guida con il suo ritorno sugli
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protagonista Sara Ciocca. Il film è diretto da Francesco
Patierno e prodotto da Notorious Pictures.
Improvvisamente Natale si
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Beat, Prisma, Bang Bang Baby, Gianluca Vacchi: Mucho
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serie, All or Nothing: Juventus, Anni da cane, Dinner Club, Vita da
Carlo, FERRO, Celebrity Hunted – Caccia all’uomo Stagione 1,
Stagione 2 e Stagione 3 e LOL: Chi ride è fuori Stagione 1 e
Stagione 2; le serie pluripremiate Fleabag e
The Marvelous Mrs. Maisele i
grandi successi come Il Signore degli
Anelli: Gli Anelli del Potere, Jack Ryan di Tom
Clancy, Samaritan, Tredici Vite, The Tender Bar, A proposito dei
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paesi e territori nel mondo, e le dirette in esclusiva in Italia
delle 16 migliori partite del mercoledì sera della UEFA Champions League, oltre
che della Supercoppa UEFA, per tre stagioni dal 2021/22. Altre
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Ferragnez – La Serie Stagione 2, Everybody Loves
Diamonds e il capitolo italiano dell’universo
Citadel.
Sarà disponibile a partire dal
1° di dicembre su Prime Video, Improvvisamente Natale, commedia
family diretta da Francesco Patierno (Il
mattino ha l’oro in bocca, La gente che sta bene). Il
cast comprende molti tra i volti più noti e apprezzati del cinema
italiano: Diego Abatantuono, Violante
Placido, Lodo Guenzi, Anna
Galiena, Antonio Catania, Michele
Foresta (in arte Mago Forest), Nino
Frassica, Gloria Guida con il suo ritorno
sugli schermi dopo anni di assenza, affiancati dalla giovanissima
protagonista Sara Ciocca (Il giorno più bello
del mondo, La dea fortuna, Una famiglia
mostruosa). Al centro della storia, un nonno che rischia di
dover vendere il suo amato hotel e cerca di preservare la sua
adorata nipotina, una coppia apparentemente in crisi e un prete che
non accetta il fallimento di un matrimonio da lui celebrato. Tutti
insieme riuniti per festeggiare il Natale… a Ferragosto!
Improvvisamente Natale – la
trama
Per Chiara (Sara Ciocca) il Natale è
un momento speciale, ancor più di quanto lo sia per ogni bambino.
Ogni anno, infatti, il Natale è anche l’occasione per rivedere
l’adorato nonno Lorenzo (Diego Abatantuono), proprietario del
delizioso alberghetto d’alta montagna che ospita i festeggiamenti
della famiglia. Quest’anno, però, i genitori di Chiara, Alberta
(Violante Placido) e Giacomo (Lodo Guenzi), hanno deciso di
mettersi in macchina sotto il sole bollente d’agosto, per una
visita fuori stagione a Lorenzo, perché hanno bisogno di lui per
dare a Chiara l’amara notizia: si stanno separando. Forse, se
glielo dicesse lui, la piccola soffrirebbe meno… Il nonno, già in
crisi perché rischia di dover vendere il suo amato hotel, accetta
l’ingrato incarico di dare la notizia alla nipotina, ma prima vuole
regalarle l’ultimo Natale felice… a Ferragosto
Notorious Pictures
ha diffuso il trailer della nuova commedia natalizia in
arrivo al cinema, Improvvisamente a Natale mi sposo, sequel del
fortunato Improvvisamente
Natale. Il Natale, quest’anno, arriva in
anticipo! Dal 16 novembre, infatti, in tutte
le sale cinematografiche sbarca Improvvisamente a
Natale mi sposo, sequel del
fortunato Improvvisamente
Natale, diretto ancora una volta
da Francesco Patierno, dove
ritroviamo Diego
Abatantuono, Nino
Frassica, Michele Foresta (Mago
Forrest), Violante
Placido insieme alle new
entry Elio, Primo
Reggiani e il ritorno sul grande schermo
di Carol Alt.
In questo nuovo capitolo, sarà il
nonno a radunare tutti per dare loro una grande novità: a Natale si
sposa. Tra una figlia sospettosa, un prete ficcanaso e un
integerrimo sindaco in eterno conflitto, una promessa sposa
dall’incerto passato e una nipote alle prese con la prima
cotta, Improvvisamente
a Natale mi sposo è una commedia spassosa e delicata,
distribuita da Notorious Pictures.
Mancano pochi giorni a Natale e,
come ogni anno, la famiglia di Lorenzo (Diego Abatantuono) converge
verso il suo albergo per le vacanze natalizie. Lorenzo li ha
avvisati che non possono mancare per niente al mondo, visto che ha
un annuncio importante da fare: si sposerà! La notizia lascia tutti
senza parole ma la più sconvolta è Alberta (Violante Placido), che
non vuole proprio accettare la novità. Anzi, si convince che Serena
(Carol Alt), la promessa sposa dal passato misterioso, sia una
sorta di cacciatrice di dote. Da qui ha inizio una girandola di
situazioni esilaranti, tra scoperte e inattese rivelazioni, che
porteranno a piccoli e grandi colpi di scena.
Dopo la piacevole vacanza
dell’anno scorso al Lago di Mosigo di San Vito di Cadore, Notorious
Pictures ci riporta sulle Dolomiti bellunesi per il sequel
dell’Improvvisamente
Natale di Francesco Patierno. Che
dopo il doc Svegliami a mezzanotte torna a
dirigere Diego Abatantuono – di nuovo nei panni del direttore dello
Chalet al Lago – & Co. nel Improvvisamente a Natale mi
sposo dal 6 dicembre in tutti i cinema. Una nuova
avventura, pensata per il periodo delle feste e per tutta la
famiglia, nella quale tornano Violante Placido, Michele Foresta, Valentina
Filippeschi e Nino Frassica,
affiancati da importanti new entry come Primo Reggiani, Elio e
soprattutto Carol Alt, al ritorno sul grande schermo.
Improvvisamente a Natale mi sposo, la trama
È lei la grande novità di
questo nuovo capitolo, la promessa sposa dall’incerto passato che
il nonno vuole presentare alla famiglia prima delle nozze previste
per Natale. Mancano pochi giorni alla fatidica data, nella quale il
padrone di casa vuole avere tutti intorno dopo l’annuncio
importante, ma la sopresa ha colpito tutti, in maniera diversa. Tra
un prete ficcanaso e un integerrimo sindaco in eterno conflitto, la
la più sconvolta è la figlia Alberta (Violante Placido), che non
vuole accettare e sospetta che Serena (Carol Alt) sia una sorta di
cacciatrice di dote. È solo l’inizio di una girandola di situazioni
esilaranti, tra scoperte e inattese rivelazioni, che porteranno a
piccoli e grandi colpi di scena.
Per
anticipare le Feste
Piuttosto che l’antico
“squadra che vince non si cambia” il cinema di oggi sembra
comprensibilmente attento a calibrare le novità da inserire in
strutture rivelatesi meritevoli di replica. Più banalmente, non è
facile realizzare un sequel nel quale si riesca a tenere in
equilibrio la necessità di replicare una formula che funziona e
quella di rinnovarla, magari con la sostituzione di alcuni
elementi, in questo caso del cast. Improvvisamente a Natale mi
sposo ne è un buon esempio, considerata la sostituzione dei
vari ‘comprimari’ Anna Galiena, Antonio Catania, Gloria Guida,
Paolo Hendel – ma soprattutto del più visibile Lodo Guenzi, che qui
lascia il ruolo del maritino al disponibile Primo Reggiani – con
gli altrettanto noti Carol Alt ed Elio. In realtà due new entry
fondamentali nella storia, a più livelli, che ne determinano la
svolta ‘gialla’ e alcuni pepati conflitti.
Due elementi chiamati a
scuotere lo spettatore, messo davanti a una cornice nota (almeno
per quanti avessero visto il capitolo precedente),
rassicurantemente immutata, ma strutturalmente limitata e
limitante. Non un problema per un film giocato tutto su duetti e
scontri, con un utile alternarsi dei personaggi nei ruoli di primo
piano e di spalla, nel quale proprio Elio offre un divertente e
dinamico contraltare a un inarrestabile ‘Forest’, uomo ovunque. Un
vero fantasista del set che, insieme a Nino Frassica (capace di
fare sempre il suo) tiene legata una sceneggiatura piuttosto
semplice e con evidenti ‘cuciture’ a riallacciare strappi e
lacune.
Campioni, calcio e (poca)
famiglia
Una conseguenza forse
inevitabile della scelta di assemblare una serie di personaggi meno
coerenti che nel primo capitolo, con il tema del confronto tra
tradizione e modernità messo parzialmente in ombra dal bisogno di
dare spazio ai volti in campo. Compresa Valentina
Filippeschi alla quale Patierno sembra affidare la
responsabilità di molte scene, e non solo di quelle – pressoché
monopolizzate – con i ragazzini protagonisti, inserite ad
avvalorare la definizione del film come “per tutti”.
Eppure, non vediamo quasi
mai la ragazza parlare con mamma Violante, e la famiglia stessa,
intorno alla quale tutto si svolge, è lasciata sullo sfondo della
linea narrativa principale, con la Placido a spingere in primo
piano una Carol Alt a tratti faticosa da seguire,
e con un ruolo impegnativo da tenere tanto a lungo. La delusione
finale nasce dall’impressione di aver assistito alla onesta partita
di una squadra composta da giocatori importanti lasciati a tentare
la giocata individuale piuttosto che armonizzati da un modulo che
li valorizzi, e con il goleador Abatantuono troppo
arretrato e lontano dalla porta.
Officine UBU è lieta di rilasciare
una clip esclusiva di Imprevisti
Digitali (Effacer L’historique / Delete History)
che, dopo il trionfo alla 70esima edizione della Berlinale, dove si è aggiudicato l’Orso
d’Argento, arriva dal 15 ottobre al cinema. Il film è diretto dalla
consolidata coppia di registi Benoît Delépine e Gustave Kervern che
raccontano, con il loro stile libero e dissacrante, le disavventure
di tre vicini di casa le cui vite vengono stravolte a causa della
loro inettitudine nel rapportarsi con le nuove tecnologie.
Imprevisti
Digitali è una commedia sociale dolce-amara,
parzialmente ispirata al Movimento dei Gilet Gialli, che mette a
fuoco in modo ironico e pungente alcune delle assurdità che
caratterizzano la deriva digitale della società moderna, ormai
globalizzata e intangibile.
Tre vicini di casa in un sobborgo
francese si ritrovano coinvolti in una serie di imprevisti causati
dalla loro inettitudine nel rapportarsi alle nuove tecnologie.
Marie ha paura di perdere il rispetto di suo figlio a causa di un
sex tape finito online, Bertrand s’invaghisce della voce di una
centralinista e cerca di proteggere la figlia dal cyber bullismo e
Christine, che ha perso il marito a causa della sua dipendenza
dalle serie tv, è disposta a tutto per far aumentare la sua
valutazione come autista privato. I tre si lanceranno così in una
battaglia contro i giganti di internet. Una battaglia ben al di
fuori della loro portata… forse.
Imprevisti
Digitali arriverà al cinema distribuito da Officine
UBU da giovedì 15 ottobre.
Officine UBU è lieta di rilasciare
il trailer di IMPREVISTI
DIGITALI (Effacer L’historique / Delete History) che,
dopo il trionfo alla 70esima edizione della Berlinale, dove si è aggiudicato l’Orso
d’Argento, arriva dal 15 ottobre al cinema. Il film è diretto dalla
consolidata coppia di registi Benoît Delépine e Gustave Kervern che
raccontano, con il loro stile libero e dissacrante, le disavventure
di tre vicini di casa le cui vite vengono stravolte a causa della
loro inettitudine nel rapportarsi con le nuove tecnologie.
IMPREVISTI
DIGITALI è una commedia sociale dolce-amara,
parzialmente ispirata al Movimento dei Gilet Gialli, che mette a
fuoco in modo ironico e pungente alcune delle assurdità che
caratterizzano la deriva digitale della società moderna, ormai
globalizzata e intangibile.
Tre vicini di casa in un sobborgo
francese si ritrovano coinvolti in una serie di imprevisti causati
dalla loro inettitudine nel rapportarsi alle nuove tecnologie.
Marie ha paura di perdere il rispetto di suo figlio a causa di un
sex tape finito online, Bertrand s’invaghisce della voce di una
centralinista e cerca di proteggere la figlia dal cyber bullismo e
Christine, che ha perso il marito a causa della sua dipendenza
dalle serie tv, è disposta a tutto per far aumentare la sua
valutazione come autista privato. I tre si lanceranno così in una
battaglia contro i giganti di internet. Una battaglia ben al di
fuori della loro portata… forse.
IMPREVISTI DIGITALI
arriverà al cinema distribuito da Officine UBU da giovedì 15
ottobre.
Vincitore dell’Orso D’Argento al
settantesimo Festival di Berlino, esce il 15 ottobre
Imprevisti Digitali, una commedia non
convenzionale di Benoît Delépine e Gustave
Kervern. I registi francesi rinnovano il sodalizio che li
ha portati alla fama con Mammuth (2010), in cui
Gerard Depardieu interpretava un pensionato in
disarmo che riassapora la vita alla ricerca di un po’ di giustizia
sociale. Proprio le tematiche sociali trattate in chiave satirica e
politicamente scorretta sono anche al centro di
Imprevisti digitali, prodotto da
Delépine e Kervern assieme a
Sylvie Pialat e Benoît
Quainon.
Periferia francese. Marie, Bertrand
e Christine sono vicini di casa. Si trovano improvvisamente nei
guai quando Marie, Blanche Gardin, scopre di
essere protagonista di un video hard finito su internet dopo una
notte di bagordi con un giovane, Vincent Lacoste,
che ora la ricatta. La donna non vuole che il figlio veda il video,
terrorizzata da ciò che il ragazzo potrebbe pensare di lei.
Bertrand, Denis Podalydès, si invaghisce della
voce di una centralinista e intanto vuole sbarazzarsi di un video
apparso su internet in cui la figlia adolescente viene bullizzata a
scuola. Infine, Christine, Corinne Masiero, è
un’autista privata e il suo gradimento da parte dei clienti viene
misurato in base al numero di stelle che riceve sul sito
dell’azienda, regolarmente fermo a una. Demotivata e avvilita, fa
di tutto per far migliorare la sua valutazione. I tre intraprendono
così una crociata contro i colossi di internet, che ritengono
colpevoli di aver stravolto le loro vite.
Il film è dissacrante e divertente,
con un buon ritmo. Le interpretazioni riescono a unire verità e
grottesco senza essere ridicole, e non è facile. Blanche
Gardin è bravissima nel trasformarsi in una sorta di
Janis Joplin pasticciona e madre di famiglia, che
spesso perde il controllo e non è responsabile di sé.
Corinne Masiero dà corpo molto bene alla frustrata
Christine, alienata e dipendente dalle serie tv. A causa di
questa dipendenza ha perso il marito e il precedente lavoro. Mentre
Denis Podalydès è un goffo vedovo solo, alle prese
con una figlia adolescente. L’uomo si invaghisce di una voce al
telefono, per poi rendersi conto di aver preso un grosso abbaglio.
Personaggi un po’ fantozziani , un po’ “scapigliati”, un misto di
goffaggine, frustrazione e rabbia in cui ci si può facilmente
rivedere. L’approccio comico dei registi, trasposto nella
sceneggiatura di Cécile Rodolakis è più affidato a
brevi battute, a situazioni comiche e all’uso del corpo, che non a
lunghi dialoghi e dissertazioni, come spesso accade nella commedia
francese. Una sceneggiatura che offre finalmente due figure
femminili non subordinate a protagonisti maschili, ma che anzi
emergono con forza, ognuna con la sua specificità, nelle
interpretazioni di Gardin e
Masiero.
Imprevisti digitali e
satira sociale
A giudicare dal titolo,
Imprevisti Digitali (Effacer
l’historique è il titolo originale), si potrebbe
pensare che si tratti di un film leggero e superficiale, che si
limiti a far ridere con delle gag su tre protagonisti imbranati, ma
non è così. Il film non si limita a descrivere tre persone di mezza
età che hanno a che fare con la tecnologia e sono in seria
difficoltà perché non ne conoscono i meccanismi. Se così fosse,
risulterebbe poco interessante e ormai ampiamente superato da una
realtà in cui i quarantenni e i cinquantenni hanno imparato a
destreggiarsi fin tropo bene con la tecnologia. Si tratta invece di
un lavoro che non rinuncia alla passione dei registi: quella per le
tematiche sociali e le dinamiche collettive.
Ecco dunque che assume un ruolo
centrale la satira sociale, che mostra in modo efficace, anche con
alcune esasperazioni un po’ grottesche, quanto la vita di ciascuno
sia ormai dominata dalla tecnologia, ma non solo. Anche questo tema
infatti è stato già più volte trattato. Qui si pone l’attenzione
anche sui risvolti più spesso sottaciuti e a volte semplicemente
assurdi, che però sembrano qualcosa di ineluttabile e vengono
sovente acriticamente accettati. Si pensi ai dati, alle
informazioni personali e riservate che sono oggi in mano alle
grandi multinazionali dell’informatica e che peraltro siamo noi
stessi a fornire, più o meno consapevolmente.
Nel film si parla anche dello
sfruttamento cui sono sottoposti i lavoratori delle multinazionali
dell’e-commerce. Più in generale si fotografa una società
in cui tutto è monetizzato e disumanizzare, mentre i rapporti umani
si sgretolano. I registi sono capaci di unire l’alto e il basso,
stimolando una riflessione su questo, utilizzando abilmente mezzi
farseschi, come un rocambolesco viaggio dei protagonisti, chi in
Irlanda e chi a Palo Alto, in California – sede di molte aziende
leader mondiali dell’IT – per andare a recuperare “alla fonte” i
video incriminati, persi nel “cloud”. Oppure la
figura quasi mitica e al tempo stesso ridicola di un Dio/haker,
interpretato da Bouli Lanners, a cui i
protagonisti si rivolgono per risolvere i loro problemi.
Vi è dunque anche una riflessione
sul raffreddamento dei rapporti umani, ormai troppo mediati dal
virtuale, e sul conseguente senso di alienazione che, suggeriscono
i registi, si può superare solo tornando al caro, vecchio, reale
contatto umano. Esemplari in questo senso la vicenda di Bertrand
con la centralinista, ma anche quella di Christine, che riceve
valutazioni negative sul suo lavoro, senza che però nessun cliente
si lamenti mai direttamente con lei per ciò che non va nei suoi
servizi.
Lo sguardo disincantato sui
movimenti
Parzialmente ispirato al Movimento
dei Gilet Gialli, Imprevisti Digitali offre in realtà
uno sguardo disincantato sui movimenti. Ciò che si percepisce è una
voglia di portare i temi trattati in una dimensione collettiva.
Marie, Bertrand e Christine sono stati militanti dei Gilet Gialli
e, sebbene disillusi, tornano qui a sentirsi paladini di una causa
collettiva. Tuttavia la loro lotta appare troppo improvvisata per
portare a dei risultati, si mantiene in un orizzonte privato,
nonostante le intenzioni. I registi sembrano guardare dunque con
occhio smagato alla protesta sociale, ancora lontana dall’essere
davvero collettiva, soprattutto su questi temi. I protagonisti
però, a loro modo, ci provano. In maniera goffa, improvvisata,
pasticciona, ma provano a non subire, a reagire, e già solo per
questo si sentono un po’ meglio, ritrovano il sorriso.
Delépine e
Kervern continuano dunque a trattare il sociale in
maniera scanzonata, acuta e molto realistica. È probabilmente per
questo che la commedia si è aggiudicata l’Orso d’Argento a Berlino:
per la sua eccentricità e il suo non essere commedia pura, ma anche
satira sociale a tratti feroce, che fa riflettere. A
qualcuno potrà non piacere perché è molto esplicita e politicamente
scorretta, ma è efficace. Un po’ sgualcita, come l’immagine
sgranata scelta nella fotografia di Hugues Poulain, ma perciò più
vera, sconclusionata forse, come i suoi protagonisti, ma permeata
da una grande voglia di rivincita.
Debutterà al cinema questo giovedì
Imprevisti
digitali, il film vincitore dell’Orso d’Argento e
distribuito da Officine UBU. Da oggi in palio per
i lettori di Cinefilos.it 5 inviti validi ognuno
per due biglietti gratuiti per il primo spettacolo serale per i
giorni sabato 17 e domenica 18 ottobre.
NOTA BENE: Per poter
richiedere il biglietto è indispensabile scrivere a
eventi[@]cinefilos.it scegliere la città e la sale e comunicare il
vostro nome e cognome. Gli inviti sono già validi per due persone,
coloro che riceveranno una risposta di conferma avranno ottenuto un
inviti. Chi non riceverà risposta è perché gli inviti saranno
esauriti. Le città e le sale che aderiscono sooo:
MILANO – CINEMA ELISEO
TORINO – CINEMA ROMANO
BOLOGNA – CINEMA ROMA
ROMA – CINEMA QUATTRO FONTANE
Imprevisti digitali, il film
Imprevisti
digitali è una commedia sociale dolce-amara,
parzialmente ispirata al Movimento dei Gilet Gialli, che mette a
fuoco in modo ironico e pungente alcune assurdità che
caratterizzano la deriva digitale della società moderna, ormai
globalizzata e intangibile.
Tre vicini di casa in un sobborgo
francese si ritrovano coinvolti in una serie di imprevisti causati
dalla loro inettitudine nel rapportarsi alle nuove tecnologie.
Marie ha paura di perdere il rispetto del figlio a causa di un sex
tape finito online, Bertrand s’invaghisce della voce di una
centralinista e cerca di proteggere la figlia dal cyber bullismo e
Christine, che ha perso il marito a causa della dipendenza dalle
serie TV, è disposta a tutto per far aumentare la sua valutazione
come autista privato. I tre si lanceranno così in una battaglia
contro i giganti di internet. Una battaglia ben al di fuori della
loro portata… forse.
La prossima grande saga fantasy
potrebbe arrivare presto, dato che la Disney ha annunciato
l’intenzione di adattare i libri della serie Impossible
Creatures in una serie di film. In passato, il pubblico ha
trasformato grandi saghe fantasy in franchise cinematografici da
miliardi di dollari, come Harry Potter e Il Signore degli
Anelli, ma la Disney non ne produceva uno da parecchio
tempo.
Le cronache di Narnia hanno
avuto un buon inizio, ma sono svanite prima che lo studio adattasse
ogni film, e ora stanno per essere rilanciate da Netflix. La Disney sta attualmente
adattando i libri di Percy Jackson, ma come serie su Disney+ dopo che la serie
cinematografica della 20th Century Fox si è conclusa dopo due
film.
Impossible Creatures è una
serie abbastanza recente, ma finora ha riscosso un enorme successo.
L’autrice Katherine Rundell è la prima scrittrice britannica di
libri per bambini a raggiungere il primo posto nelle classifiche
sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti dopo J.K. Rowling. La
serie ha venduto più di quattro milioni di copie in tutto il mondo
e Hollywood si è interessata molto a un adattamento
cinematografico. Ora questo progetto è ufficialmente in corso.
Annuncio del film Impossible
Creatures
Il 7 ottobre,
la Disney ha annunciato di aver acquisito i diritti per adattare
Impossible Creatures con un accordo a sette cifre.
Rundell era alla ricerca di un accordo cinematografico ed era in
trattativa con la Warner Bros. e Netflix. Sarà lei stessa a
scrivere i film, come confermato dal CEO della Disney Bob Iger in
una dichiarazione congiunta:
Quando ho letto Impossible
Creatures, ho capito che era perfetto per la Disney. Sono stato
immediatamente attratto dal mondo vivace immaginato da Katherine e
dalle possibilità che questa storia ci avrebbe offerto. Scritti
dalla stessa Katherine, questi film sono in ottime mani con il
nostro team della Walt Disney Studios, e non vedo l’ora di vedere
questa storia portata sul grande schermo.
La Disney collaborerà anche con
Rundell e il suo partner creativo Charles Collier alla produzione
dei film sotto la sua etichetta Impossible Films, con un accordo di
sviluppo in esclusiva che include tutti i romanzi attuali e futuri
della scrittrice. Anche Rundell ha rilasciato una dichiarazione,
condividendo il suo entusiasmo per la collaborazione con la
Disney.
Sono assolutamente entusiasta di
collaborare con la Disney. È un privilegio scrivere queste
sceneggiature e sviluppare questi primi film della serie insieme a
Charles, al mio team della Impossible Films e all’eccezionale team
della Disney. Sono particolarmente grata a Bob Iger, il cui
entusiasmo dopo aver letto il libro ha contribuito a dare il via a
questa collaborazione, e ad Alan Bergman e David Greenbaum per
essere stati partner incredibili durante tutto questo processo. La
nostra ambizione è quella di trasformare Glimouria e Impossible
Creatures in una spettacolare serie di film, in modo da poter
intrattenere e ispirare il pubblico familiare di tutto il
mondo.
Data la fase iniziale di questo
annuncio, ci sono ancora molti aspetti dell’adattamento che Disney
e Rundell devono definire. Non è stato ancora scelto un regista e
non esiste una tempistica definita su quanto velocemente procederà
lo sviluppo. Lo studio ha acquisito i diritti del film Impossible
Creatures con un accordo a sette cifre, dimostrando però grande
urgenza e interesse.
La storia di Impossible
Creatures
Il primo romanzo della serie
Impossible Creatures è stato pubblicato nel 2023 e ha
introdotto i lettori in un nuovo regno fantastico. La storia è
incentrata su Christopher, un ragazzino che scopre un mondo magico
mentre è in visita dal nonno nelle Highlands scozzesi. Questo mondo
si chiama Arcipelago di Gilmouria, un insieme di isole abitate
da creature fantastiche.
Mentre esplora l’arcipelago,
Christopher incontra Mal, una ragazza unica che vive in questo
mondo. I due uniscono le forze per sconfiggere un’entità oscura che
minaccia di distruggere Gilmouria, privandola di ciò che la rende
così bella e vivace. Ci sono creature familiari agli appassionati
lettori di fantasy, e la tradizione e la storia distintive di
questo mondo lo rendono unico rispetto ad altri romanzi
fantasy.
Dato che Rundell scriverà la
sceneggiatura del film Impossible Creatures, i lettori del
libro possono aspettarsi un adattamento piuttosto fedele dalla
pagina allo schermo.
Cast di Impossible
Creatures
Al momento non ci sono membri del
cast associati al film Impossible Creatures. Probabilmente
questo non accadrà fino a quando Rundell non avrà finito la
sceneggiatura e lo studio non avrà trovato un regista per guidare
l’adattamento. A quel punto, l’autore, il regista e lo studio
potranno decidere chi interpreterà i personaggi principali di
Impossible Creatures.
Mal e Chris saranno
probabilmente interpretati da attori più giovani e meno
conosciuti, in grado di interpretare i personaggi per diversi
anni. Come per Harry Potter, la Disney
dovrà scegliere attori che possano crescere insieme al ruolo.
Attori più affermati potrebbero interpretare ruoli secondari, come
il nonno di Christopher, la zia di Mal, un assassino di nome Adam
Kavil e il malvagio Sforza.
Data di uscita di Impossible
Creatures
Finora la Disney non ha fissato una
data di uscita preliminare per Impossible Creatures. Lo
studio sembra pronto a lasciare che Rundell finisca la
sceneggiatura, trovi un regista e metta insieme il cast e la troupe
prima di definire qualsiasi piano di uscita.
Ciò significa che probabilmente ci
vorranno ancora anni prima che il film esca nelle sale.
Fortunatamente, è già stato confermato che la Disney distribuirà
Impossible Creatures nelle sale piuttosto che tentare di
trasformarlo in un film in streaming. I fan potranno vedere le
avventure di Christopher e la maestosa natura di Gilmouria sul
grande schermo quando sarà il momento.
Il futuro del franchise di
Impossible Creatures
Il primo film di Impossible
Creatures potrebbe non essere ancora uscito, ma Disney e
Rundell hanno già in mente un franchise di grande successo per il
grande schermo con questa proprietà. Il secondo libro di
Impossible Creatures, The Poisoned King, è stato
pubblicato nel settembre 2025, fornendo allo studio una chiara
tabella di marcia per il franchise prima ancora che inizi.
Inoltre, sono previsti in totale
cinque libri, con Rundell che sta pianificando anche degli spin-off
e forse altri all’interno dello stesso universo. Dipenderà in
gran parte dal successo dei libri e dall’andamento dei film tratti
dai libri al cinema.
Questo potrebbe dare alla Disney un
nuovo franchise di successo da esplorare per gli anni a venire, una
volta avviato. Data la natura giovanile di Christopher e di questa
storia, c’è la possibilità che lo studio possa persino copiare
Harry Potter o Il Signore degli Anelli e realizzare i
film in rapida successione. Se così fosse, Impossible
Creatures potrebbe diventare il prossimo grande franchise
di film fantasy.
Impiccalo più in alto è
anche il film prodotto dalla Malpaso Company,
fondata da Eastwood in quanto egli voleva un controllo più creativo
sui suoi film, evitando sprechi di denaro e di tempo. Interessatosi
alla sceneggiatura scritta da Leonard Freeman e
Mel Goldberg, Eastwood diede il via al progetto,
il quale con un budget di poco meno di 2 milioni di dollari arrivò
ad affermarsi come un grande successo, guadagnando circa 11 milioni
al box office. Il film fu inoltre ben accolto dalla critica, che lo
indicò come un interessante incrocio tra lo stile dei western italiani e tematiche più
proprie del territorio statunitense.
Ad oggi Impiccalo più in
alto rimane un titolo poco noto della filmografia di Eastwood
come attore, oscurato da pellicole divenute più celebri nel tempo.
Si tratta dunque di un film da riscoprire, anche solo per avere un
assaggio in più dell’idea che l’attore e regista ha di questo
genere. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà
certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità
relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti
possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama e al cast di attori.
Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme
streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
La trama di Impiccalo più in alto
Ambientato nell’Oklahoma del 1889,
il film ha per protagonista Jed Cooper, il quale
per aver comprato in buona fede del bestiame rubato, sta per essere
impiccato senza processo. Lo salva però all’ultimo secondo il
giudice Fenton, unico rappresentante della legge
in quel luogo dimenticato da Dio. Cooper vuole vendicarsi degli
uomini che lo hanno linciato, ma il giudice gli proibisce di farsi
giustizia da sé, proponendogli invece un posto da sceriffo. Cooper
accetta e Fenton gli lascia carta bianca, ma ad una condizione: se
mai riuscirà a trovare gli uomini che lo hanno aggredito, Cooper
dovrà portarli a Fort Grant vivi. Jed inizia da subito a
dimostrarsi particolarmente adatto a quel ruolo, catturando uno
dopo l’altro pericolosi criminali.
Durante il suo primo incarico,
Cooper rintraccia Reno, uno dei suoi aggressori,
nel saloon di una piccola città. Cooper tenta di arrestarlo, ma è
infine costretto ad ucciderlo per legittima difesa. Venuto a
conoscenza del fatto, Jenkins, un altro degli
aggressori, si costituisce e svela a Cooper e a Fenton i nomi degli
altri complici: Miller, Stone,
Blackfoot, Maddow,
Tommy, Loomis ed infine il capo
della banda, il capitano Wilson. Fenton può così
emettere i mandati di cattura e Cooper si mette alla ricerca della
banda. Andare alla ricerca di questi pericolosi fuorilegge,
tuttavia, potrebbe per lui rivelarsi un’impresa al di là delle sue
possibilità e Cooper sarà dunque chiamato a dimostrare tutto il suo
valore oltre alla sete di vendetta.
Impiccalo più in alto: il cast del film
Quello in Impiccalo più
alto nei panni di Jed Cooper è il primo ruolo da protagonista
ricoperto da Clint Eastwood a Hollywood. L’attore, infatti,
aveva fino a quel momento ricoperto ruoli di secondo piano e solo
grazie alla trilogia western di Leone aveva avuto modo di
cimentarsi come protagonista. Con questo film, Clint Eastwood ha
introdotto un’idea di cowboy molto modernizzata, calata storie
molto simili a quelle dei film con John Wayne ma
con toni molto più seri. La sua figura snella e il cappello piatto
a tesa larga del protagonista di questo film erano inoltre una
boccata d’aria fresca in un genere che stava perdendo popolarità e
inventiva.
Accanto ad Eastwood si ritrovano poi
noti attori dell’epoca come Inger Stevens, che
ricopre qui il ruolo della bella e malinconica negoziante Rachel
Warren. Durante le riprese, la Stevens e Eastwood intrapresero una
breve frequentazione. Pat Hingle, che avrebbe poi
nuovamente recitato con Eastwood in Coraggio… fattiammazzare!, interpreta qui il ruolo del giudice
Fenton. Ed Begley, invece, è presente nei panni
del crudele capitano Wilson, l’uomo ricercato da Cooper. Tra gli
altri fuorilegge, in particolare, si ritrova l’attore Bruce
Dern nei panni di Miller. Il celebre attore Dennis
Hooper, invece, ricopre qui il ruolo di un
predicatore.
Il finale di Impiccalo più in alto
Nel finale del film, durante
l’esecuzione di Miller, Ben, Billy Joe e di altri tre condannati si
consuma l’agguato a Cooper: Wilson, Loomis e Tommy approfittano dei
festeggiamenti per assalirlo e crivellarlo di colpi. Cooper, però,
sopravvive grazie all’intervento di Rachel Warren,
una bella negoziante che lo soccorre e si prende cura di lui. Donna
malinconica e silenziosa, Rachel confida poi a Cooper di stare
cercando i due criminali che tempo addietro l’hanno violentata e
hanno ucciso suo marito. Tra i due nasce poi l’amore, cosa che
spinge Rachel a rinunciare ai propri propositi di vendetta. Cooper,
però, non è della stessa idea e decide infine di partire per Red
Creek, salutando Rachel per l’ultima volta.
Giunto di notte al ranch dove si
nascondono Wilson, Loomis e Tommy, Cooper li uccide uno dopo
l’altro. A questo punto, gli unici rimasti sono Jenkins, ancora in
prigione a Fort Grant, e Maddow e Blackfoot, entrambi in fuga.
Cooper si reca a trovare Jenkins e lo perdona, dopodiché minaccia
Fenton di dimettersi se il giudice non concederà la grazia
all’uomo. Fenton è titubante, ma riconosce che se vuole che in
Oklahoma regnino l’ordine e la legge non può permettersi di perdere
un uomo del valore di Cooper e acconsente di liberare Jenkins.
Cooper riprende allora la propria stella di sceriffo, con Fenton
gli consegna i mandati d’arresto per Maddow e Blackfoot,
ricordandogli che “la legge li vuole ancora“.
Il trailer di Impiccalo più in
alto e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire di
Impiccalo più in alto grazie alla sua
presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming
presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi
di Apple
TV+ e Amazon Prime Video. Per vederlo, una
volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il
singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così
modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità
video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
lunedì 15 gennaio alle ore 21:10
sul canale Rai Movie.
Toni Collette, Tracy
Letts e Sam Trammell, famoso per il suo
ruolo nella serie True Blood, entrano nel
cast di Imperium, il thriller diretto
da Daniel Ragussis con Daniel Radcliffe nei panni del
protagonista, le cui riprese sono da poco iniziate in
Virginia.
La sceneggiatura di
Imperium è stata completata dallo stesso
Ragussin e dall’ex agente
dell’FBI Mike German, le cui attività di
controterrorismo hanno ispirato il soggetto del
film. Daniel Radcliffe interpreta, infatti,
l’agente speciale dell’FBI Nate Foster, specializzato in
operazioni di copertura e lotta al terrorismo. La sua missione
consisterà nell’infiltrarsi sotto falsa identità in un
gruppo neonazista.
Toni Collette
interpreterà una collega veterana di Radcliffe, indurita dalla
guerra. Tracy Letts è la leader del
movimento neonazista mentre Sam Trammell
è un apparentemente tranquillo padre di familia, che giocherà
però un ruolo chiave nel reclutamento dei giovani al movimento.
Apple
TV ha svelato le prime immagini di “Imperfect Women –
Le mie amiche del cuore”, il nuovo thriller psicologico
con protagoniste e produttrici esecutive
Elisabeth Moss (“The Handmaid’s Tale”, “Shining Girls”,
“Mad Men”) e
Kerry Washington (“Scandal”, “Tanti piccoli fuochi”,
“UnPrisoned”), e creata per la televisione da Annie Weisman
(“Physical”, “Based on a True Story”). La serie farà il suo
debutto su Apple TV il 18 marzo con i primi due episodi degli otto
totali seguiti da nuovi episodi ogni mercoledì, fino al 29 aprile.
Basato sull’omonimo romanzo di
Araminta Hall, “Imperfect Women – Le mie amiche del cuore” esamina
un crimine che distrugge la vita di tre donne legate da un’amicizia
decennale. Questo thriller non convenzionale esplora il senso di
colpa e la punizione, l’amore e il tradimento, nonché i compromessi
che accettiamo e che alterano irrevocabilmente le nostre vite. Man
mano che l’indagine procede, viene alla luce la verità su come
anche le amicizie più strette possano non essere ciò che
sembrano.
Il cast corale che affianca le
vincitrici dell’Emmy Moss e Washington include Kate Mara (“House of
Cards – Gli intrighi del potere”, “The Martian”), Joel Kinnaman (“For All Mankind”), Corey Stoll (“House of
Cards – Gli intrighi del potere”), Leslie Odom Jr. (“Hamilton”,
“Central Park”), Audrey Zahn (“Wildcat”), Jill Wagner (“Special
Ops: Lioness”), Rome Flynn (“With Love”), Sheryl Lee Ralph
(“Abbott Elementary”), Violette Linnz
(“Winning Time – L’ascesa della dinastia dei Lakers“), Indiana Elle
(“Una di famiglia”), Jackson Kelly (”The
Pitt“), Keith Carradine (”Madam Secretary“), Ana Ortiz (”Ugly
Betty“) e Wilson Bethel (”All Rise”).
“Imperfect Women – Le mie amiche
del cuore” è una coproduzione tra 20th Television e Apple Studios.
Weisman, che è anche showrunner, segna una nuova collaborazione con
Apple TV dopo la serie acclamata dalla critica “Physical”. La serie
limitata è prodotta da Moss e Lindsey McManus, che inizialmente
hanno opzionato il libro, attraverso la loro società di produzione
Love & Squalor Pictures. Washington è produttrice esecutiva per
Simpson Street insieme a Pilar Savone. L’autrice Hall è produttrice
esecutiva insieme alla sceneggiatrice Kay Oyegun. Lesli Linka
Glatter (“Homeland”, “Love & Death”) è
regista e produttrice esecutiva del primo episodio.
Apple
TV ha svelato il trailer di Imperfect Women – Le
mie amiche del cuore, il nuovo thriller psicologico
con protagoniste e produttrici esecutive
Elisabeth Moss e
Kerry Washington, e creata per la televisione da Annie
Weisman. La serie farà il suo debutto su Apple TV il 18 marzo con i
primi due episodi degli otto totali seguiti da nuovi episodi ogni
mercoledì, fino al 29 aprile.
Basato sull’omonimo romanzo di
Araminta Hall, “Imperfect Women – Le mie amiche del cuore” esamina
un crimine che distrugge la vita di tre donne legate da un’amicizia
decennale. Questo thriller non convenzionale esplora il senso di
colpa e la punizione, l’amore e il tradimento, nonché i compromessi
che accettiamo e che alterano irrevocabilmente le nostre vite. Man
mano che l’indagine procede, viene alla luce la verità su come
anche le amicizie più strette possano non essere ciò che
sembrano.
Il cast corale che affianca le
vincitrici dell’Emmy Moss e Washington include Kate Mara, Joel Kinnaman Corey Stoll, Leslie Odom Jr.,
Audrey Zahn, Jill Wagner, Rome Flynn, Sheryl Lee Ralph, Violette
Linnz, Indiana Elle, Jackson Kelly, Keith Carradine, Ana Ortiz,
Wilson Bethel e Sherri Saum.
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Corey Stoll and Elisabeth Moss in "Imperfect Women,"
premiering March 18, 2026 on Apple TV.
Leslie Odom Jr. and
Kerry Washington in "Imperfect Women,"
premiering March 18, 2026 on Apple TV.
oel Kinnaman and Kate Mara
in "Imperfect Women," premiering March 18, 2026 on Apple TV.
Elisabeth Moss and Kerry
Washington in "Imperfect Women," premiering March 18, 2026 on Apple
TV.
Imperfect Women – Le mie amiche del
cuore è una coproduzione tra 20th Television e Apple
Studios. Weisman, che è anche showrunner, segna una nuova
collaborazione con Apple TV dopo la serie acclamata dalla critica
“Physical”. La serie limitata è prodotta da Moss e Lindsey McManus,
che inizialmente hanno opzionato il libro, attraverso la loro
società di produzione Love & Squalor Pictures. Washington è
produttrice esecutiva per Simpson Street insieme a Pilar Savone.
L’autrice Hall è produttrice esecutiva insieme alla sceneggiatrice
Kay Oyegun. Lesli Linka Glatter (“Homeland”, “Love & Death”) è
regista e produttrice esecutiva del primo, del quarto e del quinto
episodio.
Sono stati assegnati da IMPAwards, famoso database di
poster e locandine cinematografiche, i premi ai migliori poster
dell’anno. Nella gallery di seguito trovate tutti i vincitori per
le diverse categorie!
L’attrice britannica Imogen
Poots è divenuta celebre per il ruolo di Tammy nel film
28 settimane dopo, per poi costruirsi una carriera tra
film mainstream e progetti più piccoli. Sia nell’uno che nell’altro
caso, la Poots ha più volte dato dimostrazione di sapersi adattare
a ruoli e contesti diversi grazie ad una versatilità che è negli
anni divenuta il suo punto forte.
Ecco 10 cose che non sai su
Imogen Poots.
Imogen Poots: i suoi film
1. Ha recitato in numerosi
lungometraggi di successo. Il debutto cinematografico
dell’attrice avviene nel 2006 con il film V per Vendetta,
per poi ottenere maggiore celebrità recitato in 28 settimane
dopo (2007). Nel 2008 recita invece in Me and Orson
Welles, per poi apparire in Cracks (2009),
Solitary Man (2009), I segreti della mente
(2010), Jane Eyre (2011), Fright Night – Ill
vampiro della porta accanto (2011), Una fragile
armonia (2012), Need for Speed
(2014), Non buttiamoci giù (2014), Jimi: All Is by My
Side (2014), Tutto può accadere a
Broadway (2014), Knight of
Cups (2015), I Kill Giants
(2017), Vivarium (2019) e Black
Christmas (2019).
2. Ha recitato anche in
televisione. Nell’arco della sua carriera l’attrice ha
preso parte a diverse serie TV, tra cui Casualty (2004),
Bouquet of Barbed Wire (2010) e Roadies (2016).
Ha inoltre recitato nei film per la TV Miss Austen Regrets
(2008) e Christopher and His Kind (2010).
Imogen Poots ha un fidanzato
3. È impegnata in una
relazione sentimentale. L’attrice ha confermato di avere
una relazione, dal maggio del 2018 con l’attore James
Norton, celebre per il suo ruolo nella serie Happy
Valley (2014).
Imogen Poots non è su
Instagram
4. Non ha un profilo
personale. L’attrice ha confermato di non avere un proprio
profilo sul social network Instagram, preferendo tenere la sua vita
privata lontana dai riflettori. Esistono tuttavia alcune fan page
dedicate all’attrice, dove è possibile trovare numerose sue foto e
notizie dai suoi futuri progetti da interprete.
Imogen Poots in V per Vendetta
5. Ha recitato nel film con
Natalie Portman. L’attrice compare
in un piccolo ruolo nel film V per Vendetta, interpretando
la giovane Valerie all’interno di un flashback. La versione adulta
del personaggio è invece interpretata dall’attrice Natasha
Wightman.
Imogen Poots in 28 settimane
dopo
6. Ha recitato nel sequel
del film horror.28 settimana dopo è il sequel
del film 28 giorni dopo, diretto dal regista Danny
Boyle. In questo secondo capitolo, l’attrice interpreta il
personaggio di Tammy, la quale insieme a suo fratello dovrà
scongiurare una nuova diffusione del virus che trasforma in zombie
gli esseri umani.
Imogen Poots e le GIF
7. Sono celebri le GIF
dedicate all’attrice. Grazie ai suoi numerosi e variegati
ruoli, l’attrice è divenuta protagonista di numerose GIF
disponibili sul Web. Molte di queste la ritraggono in particolari
momenti della sua carriera, e spesso sono utilizzate come
potenziale risposta in una conversazione, sostituendo il messaggio
scritto.
Imogen Poots è su IMDb
8. Ha una pagina a lei
dedicata. Sull’Internet Movie Database (IMDb), è possibile
trovare una pagina esclusivamente dedicata all’attrice, dove sono
contenute curiosità su di lei ma anche informazioni personali,
nonché foto, video, premi e l’intera filmografia, tra cui anche i
futuri progetti dell’attrice.
Imogen Poots: il suo 2019
9. È stato un anno ricco di
progetti. Nel 2019 l’attrice è apparsa in diversi progetti
cinematografici, recitando ad esempio nel film Vivarium
accanto all’attore Jesse
Eisenberg, ma anche nei film L’arte della difesa
personale, Castle in the Grount e Black
Christmas.
Imogen Poots età e altezza
10. Imogen Poots è nata a
Londra, in Inghilterra, il 3 giugno 1989. L’altezza
complessiva dell’attrice è di 164 centimetri.
Imogen Poots sarà la protagonista
femminile di Need For
Speed, film d’azione tratto dal famoso videogame per
Playstation che sarà prodotto dalla DreamWorks. A dirigere la
pellicola ci sarà Scott Waugh(Act of
Valor) mentre la sceneggiatura è stata affidata
a George Gatins e John
Gatins. La pellicola è in fase avanzata di casting,
quindi non ci resta che scoprire quali altri nomi saranno compresi
nel cast del film che è atteso per la fine del 2013. L’attrice
Imogen Poots, vista recentemente in Jane Eyre è tra le più
richieste giovani leve di Hollywood e presto la vedremo in Knight
of Cups di Terrence Malick
Imogen Poots sarà
la protagonista del remake di Un Natale Rosso
Sangue, film horror del 1974 diretto da Bob
Clark e con protagonista la Margot Kidder
di Superman.
La storia è ambientata in una
sorority (un’associazione studentesca femminile) durante le vacanze
di Natale, dove un gruppo di ragazze subisce le minacce telefoniche
di uno sconosciuto che comincia, poi, ad ucciderle.
Dopo un primo remake nel 2006,
arriva adesso Jason
Blum che ci riprova, proponendo la stessa storia e
scegliendo la Poots per il ruolo della protagonista, con
Sophia Takal in veste di regista e
co-sceneggiatrice.
La Takal è avvezza al genere
horror, e oltre a Imogen Poots, dirigerà ancheAleyse
Shannon, Brittany
O’Grady, Lily
Donoghue e Caleb Eberhardt. Le
riprese inizieranno presto visto che la data è già stata fissata:
venerdì 13 dicembre.
Abbiamo visto Imogen
Poots in Knight of Cups e
Need for speed, ma anche nel
frizzante Tutto può accadere a Broadway e in
Non Buttiamoci Giù.