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Il principe cerca moglie: ufficiale il sequel

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Il principe cerca moglie: ufficiale il sequel

È Eddie Murphy a confermare che è in lavorazione il sequel de Il Principe cerca moglie, la commedia del 1988 di grandissimo successo, diretta da John Landis e che vedeva protagonista l’attore nei panni del principe erede al trono di Zamunda.

Il sequel sarà diretto da Craig Brewer ed è stato scritto da Kenya Barris, creatore di Black-ish. Nel film, il principe tornerà negli Stati Uniti alla ricerca di un figlio che scopre di avere e che si rivelerà un improbabile erede al trono del regno di Zamunda.

“Dopo anni di attesa, sono elettrizzato che Il Principe cerca moglie 2 stia ufficialmente entrando nelle fasi di produzione. Abbiamo messo insieme un team grandioso che sarà guidato da Craig Brewer. Ha fatto un lavoro incredibile in Dolemite, e non vedo l’ora di riportare questi personaggi amati e ormai classici sul grande schermo”.

Nel film del 1988, al fianco di Murphy c’erano Arsenio Hall, James Earl Jones, John Amos, Eriq La Salle. Aspettiamo di sapere chi potrebbe tornare nel film al fianco dell’attore.

Il principe cerca moglie: trama, cast e sequel del film

Il principe cerca moglie: trama, cast e sequel del film

Nel corso degli anni Ottanta e Novanta l’attore Eddie Murphy è stato uno dei re della commedia, portando sul grande schermo personaggi divenuti iconici. Tra questi si annovera anche quello del principe Akeem, protagonista dell’apprezzatissimo Il principe cerca moglie, ancora oggi considerato tra i migliori film realizzati dall’attore nel corso della sua carriera. In questo ha infatti potuto confermare una volta di più il proprio istrionico talento, un carisma ineguagliabile e la capacità di dar vita a più personaggi, rendendo ognuno di questi memorabile. Il film è stato diretto nel 1988 da John Landis, che aveva già collaborato con Murphy per il cult Una poltrona per due, e tornerà a dirigerlo nel 1994 in Beverly Hills Cop III.

La storia nasce da un’idea originale dello stesso Murphy, e grazie alla sua popolarità non passò molto prima che questa si concretizzasse in film. Inizialmente, l’attore avrebbe anche dovuto debuttare come regista, ma preferì affidare il ruolo a Landis, che in quel momento veniva da una serie di insuccessi economici. Sul set il rapporto tra i due fu però tutt’altro che idilliaco, ma anzi numerosi furono gli scontri. Murphy era ormai divenuto una celebrità assoluta, e non accettava di essere trattato ancora come un novellino, cosa di cui sarebbe invece colpevole Landis. Nonostante ciò, i due riuscirono a dar vita ad un successo clamoroso, che confermò la popolarità di entrambi.

Costato appena 36 milioni di dollari, Il principe cerca moglie arrivò infatti a guadagnarne ben 350 in tutto il mondo. Un successo che lo portò naturalmente ad essere uno dei titoli dal maggior incasso di quegli anni. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e al suo imminente sequel. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

La trama di Il principe cerca moglie

Protagonista del film è il principe africano di Zamunda, Akeem. Cresciuto nella ricchezza e nel benessere, questi è ora giunto al momento di dover incontrare la donna che i suoi genitori hanno scelto per lui come moglie. Questa, tuttavia, non corrisponde affatto all’ideale del principe, che pertanto decide di rinunciare al matrimonio e cercare da sé una sposa che lo ami per quello che è e non per quello che rappresenta e possiede. Per riuscire in ciò, egli decide di recarsi sotto mentite spoglie dove nessuno lo conosce. Si reca così nella città di New York, accompagnato dal fidato Semmi. Soggiornando nel difficile quartiere Queens, i due si ritrovano così privati dei loro agi, ma l’entusiasmo di Akeem non si spezzerà tanto facilmente, e la ricerca dell’amore per lui è appena cominciata.

Il principe cerca moglie cast

Il cast del film

Mattatore assoluto del film, Eddie Murphy ha personalmente partecipato alla scrittura e alla costruzione del suo personaggio, il principe Akeem. Questo, tuttavia, non è l’unico personaggio da lui interpretato nel film. Murphy dà infatti vita anche a cantante soul Randy Watson, al barbiere Clarence e al cliente ebreo di questi, Saul. Per dar vita a queste trasformazioni, poi divenute tipiche anche di altri suoi film successivi, Murphy si è sottoposto a diverse ore di trucco al giorno. Per testare l’efficacia di questo, egli è poi andato in giro per gli studi affermando di essere Eddie Murphy, ma talmente era irriconoscibile che nessuno gli credette mai. Nel film, nel ruolo di suo padre il re Jaffe Joffer e la regina Aoleon Joffer, si ritrovano gli attori James Earl Jones e Madge Sinclair.

L’attore Arsenio Hall, presente nel ruolo di Semmi, assistente e amico di Akeem, si è a sua volta cimentato nell’interpretazione di diversi personaggi. Egli dà infatti vita anche al reverendo Brown, al barbiere Morris, e ad una donna indicata come estremamente brutta. L’attrice Shari Headley, è invece la protagonista femminile nei panni di Lisa McDowell, l’interesse amoroso del protagonista. Il padre di questa, Cleo McDowell, è interpretato dal celebre attore John Amos, noto anche per la sua partecipazione al film 58 minuti per morire. L’attore Eriq La Salle è presente qui nel ruolo di Darryl Jenks, il fidanzato di Lisa, e per questo principale rivale di Akeem. Nel film si ritrovano poi anche il cameo di Samuel L. Jackson, nei panni di un ladro, e di Cuba Gooding Jr., in quelli di un cliente del barbiere.

Il sequel di Il principe cerca moglie

Dato il grandissimo successo del film, in molti si aspettavano la rapida realizzazione di un suo sequel. Ciò, tuttavia, non si è mai verificato fino ad ora. A distanza di ben 33 anni è infatti in arrivo l’atteso seguito, dal titolo Il principe cerca figlio. Questo era stato annunciato già nel 2017, ma solo nel 2019 Murphy ha confermato il proprio coinvolgimento, come anche il ritorno di gran parte del cast originale. Ad aggiungersi c’è l’attore Wesley Snipes e Jermaine Fowler, nei panni del figlio del protagonista. Cambia invece il regista, che è Craig Brewer, già autore del precedente film di Murphy, Dolemite Is My Name. Il film è stato rilasciato il 5 marzo 2021 sulla piattaforma Amazon Prime Video.

Il trailer di Il principe cerca moglie e dove vedere il film in streaming e in TV

In attesa del sequel, è però possibile fruire di Il principe cerca moglie grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten Tv, Chili Cinema, Google Play, Infinity, Apple iTunes, Amazon Prime Video e Netflix. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di lunedì 31 ottobre alle ore 23:10 sul canale TwentySeven.

Fonte: IMDb

Il principe cerca moglie: la spiegazione del finale del film

Il principe cerca moglie: la spiegazione del finale del film

Il principe cerca moglie, del 1988, nasce da un’idea di Eddie Murphy, che non solo interpreta il protagonista, ma contribuisce alla costruzione del tono e della comicità del film. La storia ruota attorno a un principe africano che, stanco delle nozze combinate, decide di viaggiare negli Stati Uniti sotto mentite spoglie per trovare una donna che lo ami per quello che è, e non per il suo titolo. L’intuizione di Murphy è chiara: mescolare romanticismo e commedia con un’ambientazione esotica, creando un film che punta tanto sull’ironia quanto sulla dimensione sentimentale.

Nel contesto della filmografia di Murphy, Il principe cerca moglie rappresenta uno dei momenti più riusciti della sua fase d’oro. Dopo il successo di pellicole come Una poltrona per due e Beverly Hills Cop, Murphy conferma la sua capacità di dominare il grande schermo con un personaggio carismatico e versatile, capace di passare dal sarcasmo alla tenerezza. Il film è anche una prova del suo talento nel costruire un universo comico corale, grazie a una serie di personaggi secondari memorabili e a una comicità basata sull’interpretazione e sulla trasformazione.

Il risultato è stato un successo di pubblico e di critica, tanto da consacrare il film come una delle commedie romantiche più iconiche degli anni Ottanta. Il mix di humour, romanticismo e messaggi sulla sincerità dei sentimenti ha reso la pellicola un punto di riferimento del genere, capace di resistere al passare del tempo. Nel resto dell’articolo verrà proposta una spiegazione del finale, analizzando come si chiuda la storia e quale significato abbia la scelta del principe nel concludere il proprio percorso tra identità, amore e responsabilità.

Il principe cerca moglie film Eddie Murphy

La trama di Il principe cerca moglie

Il principe africano di Zamunda, Akeem, è cresciuto nella ricchezza e nel benessere ed ora è giunto al momento di dover incontrare la donna che i suoi genitori hanno scelto per lui come moglie. Questa, tuttavia, non corrisponde affatto all’ideale del principe, che pertanto decide di rinunciare al matrimonio e cercare da sé una sposa che lo ami per quello che è e non per quello che rappresenta e possiede. Per riuscire in ciò, decide di recarsi sotto mentite spoglie nella città di New York, accompagnato dal fidato Semmi. Soggiornando nel difficile quartiere Queens, i due si ritrovano così privati dei loro agi, ma l’entusiasmo di Akeem non si spezzerà tanto facilmente.

La spiegazione del finale del film

Verso il finale, Akeem, seppur scontento di dover sottostare a un matrimonio combinato, decide di accettare il destino che gli è stato imposto. Dopo aver fallito nel riconquistare Lisa e aver confessato di essere un principe, si prepara quindi a sposare una donna scelta dalla corte. La cerimonia si svolge in un clima di solennità, con la famiglia reale e la corte che partecipano a un rituale che sembra chiudere definitivamente la storia. Akeem, però, non è sereno: il suo amore per Lisa e il desiderio di essere libero dalle aspettative della corona lo hanno segnato.

Quando la processione nuziale si avvia, il colpo di scena è dietro l’angolo: la sposa velata non è la scelta della corte, ma Lisa stessa, accompagnata da Cleo. La presenza di Lisa è una dichiarazione esplicita: non ha scelto Akeem per il suo status, ma per l’uomo che ha conosciuto. Il gesto di Cleo, che approva la scelta e allontana Darryl, segna il superamento del pregiudizio iniziale. Akeem, sorpreso e commosso, capisce che il suo percorso non è stato vano: la verità e la determinazione hanno avuto la meglio.

Il principe cerca moglie cast

Il finale conferma il tema centrale del film: l’amore non può essere comprato né imposto. Akeem è disposto a rinunciare al trono per Lisa, ma la donna dimostra che il suo sentimento non dipende dal denaro o dal potere. La sua decisione di entrare nel mondo di Zamunda non è una sottomissione, ma una scelta condivisa, in cui l’innamoramento si trasforma in un legame autentico. La scena finale, con la coppia che viaggia insieme tra gli applausi, suggella l’idea che la felicità può nascere solo da una relazione libera e consapevole.

La spiegazione del finale sta proprio nella crescita di Akeem: il principe non è più un ragazzo viziato, ma un uomo capace di scegliere e di rischiare. L’errore di Akeem non è stato mentire, ma non aver compreso fino in fondo che la sincerità avrebbe richiesto un confronto aperto. Quando Lisa si presenta al matrimonio, dimostra che la sua scelta non è dettata dal potere, ma dall’amore e dalla fiducia. Il film, quindi, chiude con una vittoria dell’autenticità: la favola si realizza solo quando entrambi i protagonisti accettano di essere se stessi.

Il messaggio morale del film è chiaro: la vera dignità non deriva dal sangue o dal denaro, ma dalla capacità di costruire relazioni basate sulla libertà e sul rispetto reciproco. Il principe cerca moglie suggerisce che l’amore autentico non si conquista con la forza, ma con la pazienza e la coerenza. Il percorso di Akeem è una lezione sulla responsabilità personale: solo quando smette di cercare una “moglie perfetta” e inizia a essere un uomo vero, può trovare la donna giusta. Il film ci lascia con l’idea che il potere più grande è quello di scegliere chi si vuole essere.

LEGGI ANCHE: Il principe cerca moglie è stata la prima – e migliore – volta in cui Eddie Murphy ha interpretato più personaggi

Il Principe Cerca Moglie: il sequel arriverà direttamente su Prime Video

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L’attesissimo sequel de Il Principe Cerca Moglie, la commedia diretta da John Landis nel 1989 con protagonista Eddie Murphy, salterà la sala cinematografica e uscirà direttamente in streaming il prossimo Dicembre. In origine, la Paramount avrebbe dovuto distribuire il film al cinema, ma a causa della pandemia di Covid-19 si è optato per una distribuzione on demand.

Come riportato da Deadline e Variety, la Paramount ha venduto il sequel de Il Principe Cerca Moglie agli Amazon Studios. L’accordo è ancora in fase di finalizzazione, ma stando alle fonti ammonterebbe a circa 125 milioni di dollari. Il risultato? Il sequel arriverà su Prime Video il prossimo 18 Dicembre e si aggiungerà a tutta una serie di altri titoli di alto profilo che sono stati acquistati abbastanza di recente da Amazon, il sequel di Borat con Sacha Baron Cohen o l’action Without Remorse di Stefano Sollima.

Il sequel – il cui titolo ufficiale è Coming to America 2 (in riferimento all’originale) – è diretto da Craig Brewer (Dolemite Is My Name) ed è stato scritto da Kenya Barris, creatore di Black-ish. Nel film il Principe Akeem, che sarà interpretato ancora una volta da Eddie Murphy, tornerà negli Stati Uniti alla ricerca di un figlio che scopre di avere e che si rivelerà un improbabile erede al trono del regno di Zamunda.

Nel cast, oltre Murphy, figurano una serie di volti già noti ai fan del primo film e di new entry, tra cui Arsenio Hall, Jermaine Fowler, Leslie Jones, Shari Headley, John Amos, Tracy Morgan, Wesley Snipes e James Earl Jones.

Il principe cerca moglie: Eddie Murphy costretto ad aggiungere un attore bianco

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Eddie Murphy ha rivelato che la Paramount, all’epoca della realizzazione de Il principe cerca moglie, fece pressioni per l’inclusione di un attore bianco nel film. Diretto da John Landis, la commedia del 1988 è stata un enorme successo commerciale, diventando il film della Paramount più redditizio di quell’annata.

La popolarità del film è riuscita a resistere allo scorrere degli anni, tant’è che un sequel, dal titolo Il principe cerca figlio, debutterà ufficialmente su Amazon Prime proprio domani 5 marzo. Durante un’ospitata da Jimmy Kimmel in occasione della promozione del sequel, Eddie Murphy ha rivelato che all’epoca della realizzazione del primo film, la Paramount fece pressioni per avere un attore bianco nel film, composto in gran parte da attori neri.

Le dichiarazioni di Murphy sono state riportate da CinemaBlend: “Erano gli anni ’80 e il cast era composto prevalentemente da attori neri. Ma la Paramount ce lo impose: ‘Deve esserci una persona bianca nel film’. Io dissi: ‘Che cosa?’. Alla fine pensammo a Louie Anderson, che era davvero forte. Ecco com’è entrato a far parte del film.”

Ne Il principe cerca moglie, Louie Anderson, attore e comico statunitense, interpreta Maurice, uno dei ragazzi che lavorano con Akeem (Murphy) e Semmi (Arsenio Hall) al fast food di Cleo McDowell (John Amos). Anderson tornerà nei panni del personaggio anche nel sequel.

La trama del sequel de Il principe cerca moglie

Il principe cerca figlio è diretto da Craig Brewer e si basa su una sceneggiatura scritta da Kenya Barris, Barry W. Blaustein e David Sheffield e sui personaggi creati da Eddie Murphy. Nel rigoglioso regno di Zamunda, Re Akeem (Murphy) è appena stato incoronato e con il suo fidato consigliere Semmi (Hall) intraprende una nuova ed esilarante avventura che li porta ad attraversare il globo partendo dalla loro meravigliosa nazione africana fino al Queens, il quartiere di New York dove tutto è iniziato.

Il principe cerca moglie è stata la prima – e migliore – volta in cui Eddie Murphy ha interpretato più personaggi

Riusciremo mai a ritrovare il vecchio Eddie Murphy? E se è per questo, quando l’abbiamo perso? Sembra che sia passato così tanto tempo dall’ultima volta che abbiamo visto Murphy essere il singolare genio della commedia che è, e non aiuta il fatto che recentemente sia stato visto sprecare il suo tempo in progetti come You People e Il principe cerca moglie 2. Il fatto che Il principe cerca moglie 2 sia stato un fallimento così superficiale è particolarmente deprimente, se si considera che l’originale Il principe cerca moglie non solo è uno dei suoi più grandi trionfi artistici e una pietra di paragone per la cultura afroamericana, ma è anche la nascita di uno dei marchi di fabbrica di Eddie Murphy da sempre: interpretare più personaggi usando protesi e trucco. Si potrebbe sostenere che è proprio qui che la sua carriera inizia a declinare, in quanto diventa sempre più dipendente e dipendente da questa pratica per coprire le carenze del materiale dei suoi film successivi. In altre parole, è diventato un cliché inaridito di sua creazione.

La genialità di Il principe cerca moglie

La storia di Coming to America racconta di Akeem (Eddie Murphy), principe di Zamunda, e del suo fidato servitore Semmi (Arsenio Hall), in viaggio verso il Queens, a New York, per trovare il vero amore, una donna che ecciti sia i lombi di Akeem che il suo intelletto. Lungo la strada, entrambi incontrano un variopinto cast di eccentrici strambi, la maggior parte dei quali sono interpretati da Murphy e Hall con molte protesi e costumi. Nel caso di Murphy, egli interpreta Clarence, un barbiere chiassoso che fa affermazioni azzardate sulle celebrità che ammira e odia; Saul, un vecchio ebreo bianco che rimprovera costantemente Clarence per le sue stronzate; e Randy Watson, un musicista locale un po’ sciupato, leader della band Sexual Chocolate.

Per il pubblico dell’epoca si sarebbe trattato di una svolta epocale, poiché Eddie non aveva mai interpretato più personaggi prima di allora, nemmeno al SNL. L’idea è nata grazie all’influenza del regista John Landis, che in un’intervistato ha raccontato: “Avevo letto un articolo, che mi aveva molto offeso, sui comici ebrei con il volto nero… Ho pensato che fosse davvero ignorante, così ho detto: “Eddie, ti farò interpretare un vecchio ebreo“”. Così, quando hanno messo Murphy nel suo trucco da ebreo, non solo gli stava bene, ma “abbiamo scoperto che il trucco lo liberava. Una volta truccato, era fresco come quando aveva 19 anni. Una volta truccato, non era più Eddie“. Eddie Murphy si è appassionato così rapidamente a questo tipo di performance che poi ha inventato altri personaggi per sfruttarli.

Inutile dire che Eddie Murphy è una rivelazione in questa modalità. È un luogo comune dire che non sapreste mai che è Saul, Clarence o Randy, a meno che non lo sappiate già, ma è davvero impressionante la diversità di ognuno di loro. Eddie Murphy mostra una gamma così completa di emotività e le sue voci sono così distinte l’una dall’altra, che fa sentire questi uomini così a loro agio nella propria pelle (persino Randy, che è deliziosamente ignaro di quanto sia perdente). Questo dimostra anche la diversità che Murphy avrebbe potuto avere come attore vero e proprio, passando dall’autentico ebreo saputello all’anziano presuntuoso e vanaglorioso fino all’intrattenitore delirante in modo così fluido. Eddie, da giovane, era un interprete che dava il meglio di sé, che non consumava la scena e che interpretava i suoi personaggi in un modo che poteva essere definito sincero, se non proprio “serio”; si sentiva come un personaggio coinvolto attivamente in una scena, piuttosto che un cabarettista che faceva dei pezzi. Ma proprio qui sta il problema.

La comicità di Eddie Murphy è diventata sempre più autosufficiente in fatto di espedienti

In totale, Eddie Murphy ha interpretato più personaggi in un film per sei volte, compreso Coming to America, con risultati che vanno dal delizioso all’abominevole. Vampiro a Brooklyn è stato un tentativo malriuscito di commedia horror in cui ha interpretato un vampiro con un pessimo accento eurotrash, un predicatore con una pelle così plastica da farlo sembrare una tavoletta di cioccolato che si scioglie e un gangster bianco che sembrava un quadro di Michael Jackson sottoposto al trattamento Dorian Gray. Il professore matto è un film per il quale nutro una forte nostalgia; lo trovo ancora uno dei migliori film di Eddie Murphy in termini di comicità che invecchia bene e di capacità di infondere alla sua recitazione una reale sincerità. A parte la famigerata scena in cui interpreta l’intera famiglia Klump mentre cenano e continuano a scoreggiare, tutti i personaggi sembrano persone tangibili che presentano comportamenti coerenti. C’è una scena in cui Sherman viene consolato dalla madre che è una delle recitazioni più tenere che Eddie Murphy abbia mai fatto, ed è lui che recita con se stesso! Meno si parla del sequel, meglio è; è stato più o meno lo stesso, ma non in senso positivo.

Sebbene Bowfinger abbia ormai lo status di un classico di culto, è in qualche modo sottovalutato per quanto riguarda il ruolo di Eddie Murphy. Non solo è un colpo di genio nel ruolo di Jiff, uno dei pochi personaggi nella storia del cinema a riuscire a fare la battuta “sono così imbarazzato che sto guardando una ragazza nuda“, ma Murphy fa qualcosa di molto intelligente con la sua controparte Kit Ramsey: prende in giro la sua stessa reputazione di star del cinema. Ci sono innumerevoli storie che raccontano di Eddie Murphy come un gigantesco egocentrico che ha lasciato che il successo gli desse alla testa nei suoi giorni di gloria negli anni ’80, per non parlare del fatto che era molto sgradevole lavorare con lui. Che si tratti o meno di un commento consapevole da parte sua, e nonostante a volte sembri che il Murphy one man show stia uscendo dai binari, in questo caso è appropriato che lo faccia, dal momento che si suppone che sia un’odiosa testa calda circondata da persone che si comportano bene. Inoltre, dimostra che Murphy aveva ancora le sue innate doti comiche e che poteva essere esilarante senza bisogno di protesi e di nascondersi alla luce del sole.

Norbit ha rovinato tutto

Ecco perché è così doloroso e significativo che Norbit sia stata l’ultima volta in cui ha provato a fare quella sceneggiata. Un film così terribile nella sua esecuzione e così offensivo nella rappresentazione dei suoi personaggi e dei suoi atteggiamenti verso le persone, e Murphy è stato così ampiamente svergognato per il suo coinvolgimento nel film, che ha contribuito alla sua graduale recessione dal mondo del cinema. Nel podcast WTF di Marc Maron ha spiegato: “Stavo facendo film di merda… forse è ora di prendermi una pausa“. Sebbene Eddie Murphy non abbia mai menzionato esplicitamente l’uso di protesi o spiegato perché abbia smesso di farlo fino a Coming 2 America, si deve immaginare che l’infelicità di base di fare film scadenti che non comportano protesi e trucco pesante sia solo esacerbata dall’inclusione di questi fattori di stress.

Il vero problema del declino di Eddie Murphy non riguardava semplicemente le protesi, perché di solito era assistito dalla leggenda del trucco Rick Baker, vincitore di un Oscar, quindi anche nei suoi progetti peggiori, come Norbit, il trucco e le protesi fanno ancora la loro parte. Il problema vero e proprio è che più Murphy lo faceva, più si affidava a idee stereotipate e rimaneggiate. Si è continuamente affidato a tropi comportamentali afroamericani regressivi per riempire una caratterizzazione vuota e, considerando i suoi trascorsi nella stand-up comedy con Delirious e Raw, si potrebbe sostenere che stesse proiettando alcuni dei suoi stessi atteggiamenti e convinzioni tossiche su questi personaggi. Se a questo si aggiunge la prepotenza con cui insisteva nel voler essere al centro dei riflettori, e il fatto che ogni personaggio era una scusa per Eddie Murphy per fare riff e fare casino in modi che non si addicevano affatto alla scena, il tutto diventava dolorosamente stridente.

Per non parlare del fatto che, quando si chiudono gli occhi e si ascolta, ci si rende conto che in realtà non ha molte voci in repertorio. La sua voce di Ciuchino in Shrek è il risultato finale dell’uso della stessa voce per Papa Klump, il predicatore in Vampiro a Brooklyn, e ne ha fatto anche una versione femminile per Rasputia in Norbit. Mamma Klump ricorda il suo lavoro in Mulan e persino Randy Watson sembra il fratello di Sherman Klump, Ernie. Essere un genio non ti rende illimitato, e sembra che Eddie Murphy stesse sbattendo contro i muri delle sue mancanze. Per fortuna, sembra che abbia finalmente ritrovato il suo ritmo.

Il principe cerca figlio: teaser trailer del film con Eddie Murphy

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Svelati teaser trailer, teaser poster e nuove immagini di Il principe cerca figlio (Coming 2 America), il cui titolo italiano sarà Il principe cerca figlio. Gli Amazon Studios lanceranno il film in esclusiva in tutto il mondo  su Prime Video il 5 Marzo 2021.

Il principe cerca figlio è diretto da Craig Brewer e si basa su una sceneggiatura scritta daKenya Barris, Barry W. Blaustein e David Sheffield, su un soggetti diBarry W. Blaustein, David Sheffield e Justin Kanew. Basato sui personaggi creati da Eddie Murphy e prodotto da Kevin Misher e Eddie Murphy. Costumi di Ruth E. Carter Executive producer: Brian Oliver, Bradley Fischer, Valerii An, Kenya Barris, Charisse Hewitt-Webster, Michele Imperato Stabile e Andy Berman Con: Eddie Murphy, Arsenio Hall, Jermaine Fowler, Leslie Jones, Tracy Morgan, KiKi Layne, Shari Headley, con Wesley Snipes e James Earl Jones. A cui si uniscono John Amos, Teyana Taylor, Vanessa Bell Calloway, Paul Bates, Nomzamo Mbatha, Bella Murphy

Nel rigoglioso regno di Zamunda, Re Akeem (Eddie Murphy) è appena stato incoronato e con il suo fidato consigliere Semmi (Arsenio Hall) intraprende una nuova ed esilarante avventura che li porta ad attraversare il globo partendo dalla loro meravigliosa nazione africana fino al Queens, il quartiere di New York dove tutto è iniziato.

Il principe cerca figlio: recensione del film con Eddie Murphy

Il principe cerca figlio: recensione del film con Eddie Murphy

Disponibile dal 5 Marzo su Amazon Prime Video, Il principe cerca figlio, sequel del film cult del 1988, riporta in scena Eddie Murphy nell’iconico ruolo del principe Akeem, e gran parte del cast originale, senza tuttavia poter competere con la favola originale.

Il ritorno del principe Akeem negli Stati Uniti alla ricerca del suo erede al trono

Sono passati 33 anni dall’uscita de Il principe cerca moglie di John Landis, il film che vedeva protagonista uno dei comici più apprezzati dell’epoca, Eddie Murphy, e che alla sua uscita sbancò il botteghino incassando quasi 300 milioni di dollari in tutto il mondo. Eddie Murphy torna a indossare i panni di re Akeem in questo secondo capitolo diretto da Craig Brewer e scritto da Kenya Barris, su un soggetto di Barry Blaustein e David Sheffield, già sceneggiatori del film originale.

Il principe cerca figlio ci riporta a Zamunda

Il principe cerca figlio ci riporta nel regno di Zamunda, dove Akeem è da poco diventato re. Sposato con Lisa, la donna conosciuta nel Queens nel primo capitolo, ha tre splendide figlie femmine, eppure nessun erede maschio al trono. La corona rischia quindi di cadere nelle mani del generale Izzi di Nexdoria. Questi, ancora infuriato per la cancellazione del matrimonio tra Akeem e sua sorella Imani trent’anni prima, propone un matrimonio combinato, minacciando una guerra tra famiglie in caso di responso negativo. In punto di morte, però, il re rivela ad Akeem che ha un figlio illegittimo nel Queens, Lavelle Junson (Jermaine Fowler), concepito con una donna conosciuta all’inizio della sua avventura americana. Akeem e il fidato confidente Semmi (l’impareggiabile Arsenio Hall) fanno quindi ritorno nel distretto newyorchese dove tutto ebbe origine, alla ricerca di Lavelle. Trapiantato a Zamunda, il giovane principe metropolitano dovrà imparare ad adeguarsi agli standard del regno.

Un sequel che non riesce a sostenere l’eredità del primo film

Il principe cerca figlioNel primo film Akeem subiva una metamorfosi, scappava da Zamunda per fuggire alla legislazione ferrea e retrograda del regno. Qui ritroviamo invece un Akeem conservatore, chiuso nella mentalità da cui lui stesso aveva cercato di discostarsi. La trama forzata e ripetitiva de Il principe cerca figlio va quindi a snaturare l’happy ending del primo film, che avrebbe potuto fornire soluzioni narrative più interessanti. La redenzione finale di Akeem non è abbastanza per sostenere l’eredità del primo film, proprio perché l’impianto narrativo si dimostra fallace fin dall’inizio.

I nuovi personaggi in Il principe cerca figlio, guidati dal nuovo principe Lavelle, mancano di caratterizzazione e di spessore, nonostante l’idea di un intreccio amoroso con una ragazza umile e quindi il messaggio di giustizia di un matrimonio basato su un amore autentico, avrebbe potuto avere potenzialità, oscurate qui però da stereotipi ormai anacronistici. Mancano uno sguardo e uno humor più scanzonato ma al contempo spregiudicato nei confronti dell’epoca in cui viviamo. La pellicola consta infatti di sketch banali e poco interessanti; i personaggi secondari (Wesley Snipes che interpreta il generale Izzi e la madre di Lavelle, interpretata da Leslie Jones) risultano poco brillanti, nonostante i loro interpreti. Una sottotrama potenzialmente interessante avrebbe potuto essere quella del conflitto di genere che si crea tra i figli del principe per la successione. Le figlie sono infatti dipinte come figure femminili forti, la cui caratterizzazione è tuttavia poco approfondita e quindi il tentativo di generare tensione tra principe e principesse si perde in un percorso narrativo privo di veri e propri conflitti.

Landis portava alla luce l’America delle caricature attraverso il suo humor ambiguo; il suo film si mostrava ardito, in cui la comicità derivava direttamente dal contesto in cui Akeem si trovava, la Grande Mela, città della quale si mettevano in luce le contraddizioni e le assurdità. La New York di fine Ottanta, per quanto rielaborata, è stata terreno di gioco fertile per Landis; al contrario, la cornice filmica del regno africano non sfrutta appieno le proprie potenzialità visive e narrative, non approfondendo il tema della riappropriazione delle proprie origini. La storia di Landis verteva su un personaggio ricco che va tra i poveri, ironizzando sulla vita nel Queens, sulle comunità afroamericane e il loro desiderio di ascesa sociale tra i bianchi, ostacolato da radici diverse. Si proponeva come un film audace, in cui ad essere comico era il contesto in cui si muoveva il principe Akeem.

Effetto nostalgia tra messa in scena e gag poco riuscite

Cosa abbiamo oltre a supereroi, sequel, remake, che nessuno voleva?”: con questa battuta pronunciata dal principe Lavelle in merito al cinema hollywoodiano dei nostri giorni, viene da chiedersi se, effettivamente, questo sequel fosse necessario. Indubbiamente ci troviamo di fronte a una pellicola che non ha bisogno di troppa pubblicità per riunire il pubblico davanti allo schermo e che si presenta come una grande riunione familiare, per poter riabbracciare tutti i personaggi che hanno fatto divertire il pubblico, con lo spirito e il coinvolgimento di un’epoca passata. È un sequel che si attacca alla nostalgia, riproponendo anche direttamente alcune immagini del primo capitolo, per poi calpestarle nel tentativo incessante di riproporre una storia simile. Si gioca coi ricordi dello spettatore ma senza una trama solida. L’aspetto che manda avanti il progetto è senza dubbio la curiosità del pubblico affezionato all’istrionico Eddie Murphy e alla storia nata dalla mente di Landis.

Punto di forza de Il principe cerca figlio sono i costumi e le scenografie, che trovano il loro momento di massimo splendore nei vivacissimi numeri musicali. Abbondano le feste, le danze, senza che però vengano raccontate con uno sguardo moderno che possa dare una chiave di lettura contemporanea a quelle situazioni. E in queste scene di festa troviamo una serie di ospiti d’eccezione, celebrità chiamate ad intrattenere anche il pubblico a casa: Morgan Freeman, Gladys Knight, Le En Vogue e le Salt-N-Pepa fanno la loro comparsa sullo schermo nell’arco di cinque minuti. Tuttavia le gag non sono inserite con fluidità nel racconto e viene meno anche il montaggio che riusciva a dare il ritmo giusto e vincente al piccolo cult di Landis.

Il principe cerca figlio ha più il sapore di reunion nostalgica che di vera e propria sfida a ri-raccontare, a 33 anni di distanza dei personaggi cresciuti nel tempo, in una società cambiata, in cui sono i cameo, piuttosto che le soluzioni narrative, a generare un effetto sorpresa.

Il principe cerca figlio: lo spot dal Super Bowl LV

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Il principe cerca figlio: lo spot dal Super Bowl LV

Ecco il nuovo spot de Il principe cerca figlio, il nuovo film Amazon Prime Studios che riporta, dal 5 marzo, Eddie Murphy nei panni di Re Akeem, sovrano di Zamunda.

Il principe cerca figlio è diretto da Craig Brewer e si basa su una sceneggiatura scritta da Kenya Barris, Barry W. Blaustein e David Sheffield, su un soggetti diBarry W. Blaustein, David Sheffield e Justin Kanew. Basato sui personaggi creati da Eddie Murphy e prodotto da Kevin Misher e Eddie Murphy. Costumi di Ruth E. Carter Executive producer: Brian Oliver, Bradley Fischer, Valerii An, Kenya Barris, Charisse Hewitt-Webster, Michele Imperato Stabile e Andy Berman Con: Eddie Murphy, Arsenio Hall, Jermaine Fowler, Leslie Jones, Tracy Morgan, KiKi Layne, Shari Headley, con Wesley Snipes e James Earl Jones. A cui si uniscono John Amos, Teyana Taylor, Vanessa Bell Calloway, Paul Bates, Nomzamo Mbatha, Bella Murphy

Nel rigoglioso regno di Zamunda, Re Akeem (Eddie Murphy) è appena stato incoronato e con il suo fidato consigliere Semmi (Arsenio Hall) intraprende una nuova ed esilarante avventura che li porta ad attraversare il globo partendo dalla loro meravigliosa nazione africana fino al Queens, il quartiere di New York dove tutto è iniziato.

Il principe cerca figlio: il trailer ufficiale del film con Eddie Murphy

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Ecco il trailer ufficiale di Coming 2 America, il cui titolo italiano sarà Il principe cerca figlio. Gli Amazon Studios lanceranno il film in esclusiva in tutto il mondo  su Prime Video il 5 Marzo 2021.

Il principe cerca figlio è diretto da Craig Brewer e si basa su una sceneggiatura scritta daKenya Barris, Barry W. Blaustein e David Sheffield, su un soggetti diBarry W. Blaustein, David Sheffield e Justin Kanew. Basato sui personaggi creati da Eddie Murphy e prodotto da Kevin Misher e Eddie Murphy. Costumi di Ruth E. Carter Executive producer: Brian Oliver, Bradley Fischer, Valerii An, Kenya Barris, Charisse Hewitt-Webster, Michele Imperato Stabile e Andy Berman Con: Eddie Murphy, Arsenio Hall, Jermaine Fowler, Leslie Jones, Tracy Morgan, KiKi Layne, Shari Headley, con Wesley Snipes e James Earl Jones. A cui si uniscono John Amos, Teyana Taylor, Vanessa Bell Calloway, Paul Bates, Nomzamo Mbatha, Bella Murphy

Nel rigoglioso regno di Zamunda, Re Akeem (Eddie Murphy) è appena stato incoronato e con il suo fidato consigliere Semmi (Arsenio Hall) intraprende una nuova ed esilarante avventura che li porta ad attraversare il globo partendo dalla loro meravigliosa nazione africana fino al Queens, il quartiere di New York dove tutto è iniziato.

Il principe cerca figlio

Il principe cerca figlio: dal cast agli easter eggs, tutto quello che c’è da sapere

Nel corso degli anni Ottanta e Novanta l’attore Eddie Murphy è stato uno dei re della commedia, portando sul grande schermo personaggi divenuti iconici. Tra questi si annovera anche quello del principe Akeem, protagonista dell’apprezzatissimo Il principe cerca moglie (1988), ancora oggi considerato tra i migliori film realizzati dall’attore nel corso della sua carriera. Ci sono voluti ben 33 anni, ma infine nel 2021 anche questo film ha avuto un sequel, intitolato Il principe cerca figlio (qui la recensione), diretto da .

Per Murphy è stata dunque l’occasione per riprendere uno dei suoi personaggi più amati, raccontando con gli è accaduto dopo gli eventi del primo film. Eddie Murphy ha poi dichiarato che il sequel è nato dopo il fallimento dei tentativi di trasformare il primo film in un’opera teatrale, seguito da un incontro con il regista di Black Panther Ryan Coogler. Murphy ha detto che, sebbene non gli piacesse l’idea proposta da Coogler per un sequel, gli è venuta in mente l’idea di sviluppare una propria trama per un seguito.

Pur se il film non è stato accolto in modo positivo, Murphy ha già dichiarato di avere un idea per un terzo film, ma di non avere intenzione di realizzarlo fino a quando non avrà 75 anni, ovvero nel 2036. In attesa di scoprire se questo ulteriore film ci sarà davvero, in questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a Il principe cerca figlio. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e agli easter eggs presenti nel film. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il titolo nel proprio catalogo.

Il principe cerca figlio cast attori
Eddie Murphy e Arsenio Hall in Il principe cerca figlio. © 2021 Courtesy of Amazon Studios

La trama e il cast di Il principe cerca figlio

Quando suo padre muore, il principe Akeem del regno di Zamunda, in Africa, diventa re. Akeem, felicemente sposato con la regina Lisa, la donna che molto tempo prima ha conosciuto nel Queens, ha avuto tre figlie, ma nessun figlio che erediterà il suo trono alla morte di lui. Per questo motivo, la sua vita e il trono rischiano di essere presi dal generale Izzi, dittatore militare di Nexdoria, paese confinante, ancora infuriato per la cancellazione del matrimonio tra Akeem e sua sorella Imani, avvenuto ormai trent’anni prima. Tuttavia, in punto di morte, re Joffy Joffer rivela a suo figlio che in realtà un erede maschio esiste.

Durante la sua avventura a New York, Akeem ha infatti concepito il suo primogenito con una donna conosciuta in uno dei bar del Queens, evento che non ricorda affatto poiché era stato drogato da lei. Il nuovo re e il suo confidente Semmi ritornano dunque negli Stati Uniti d’America, dove cercano ed incontrano il giovane, di nome Lavelle, per convincerlo ad andare incontro al suo destino. Ma la mentalità del giovane Lavelle, nonché i suoi modi di fare per nulla ortodossi, renderanno molto arduo il compito di Akeem.

Nel ruolo del principe Akeem Joffer vi è nuovamente Eddie Murphy, che come suo solito interpreta qui più di un ruolo. Grazie al trucco, egli è ricopre anche i ruoli di Clarence, Randy Watson, e Saul. Nel ruolo del fidato Semmi vi è invece Arsenio Hall, che sempre grazie al trucco interpreta anche il reverendo Brown. Il giovane Jermaine Fowler dà invece vita al personaggio di Lavelle Junson, mentre l’attrice Leslie Jones è la madre Mary Junson. L’attore Tracy Morgan è Reem Junson, zio di Lavelle, mentre KiKi Layne interpreta Meeka Joffer. Completano il cast Shari Headley nel ruolo della regina Lisa e Wesley Snipes in quello del generale Izzi.

LEGGI ANCHE: Il principe cerca moglie è stata la prima – e migliore – volta in cui Eddie Murphy ha interpretato più personaggi

Gli easter eggs presenti nel film, da Il re leone a Black Panther

Nel film sono presenti diversi easter eggs, alcuni dei quali relativi a precedenti film di Eddie Murphy. Dalle gag ricorrenti con Imani Izzi, la promessa sposa di Murphy del primo film, che abbaia ancora come un cane secondo la gag del film originale, a una gag meravigliosamente sottile di McDonalds, questo sequel rende continuamente omaggio al suo predecessore. Forse il riferimento più significativo è però nella struttura del film. L’incipit è praticamente identico e poco dopo, c’è una scena di combattimento che ricorda il primo film, ma questa volta Akeem duella con le sue figlie Meeka, Omma e Tinashe.

Un altro riferimento si trova nel negozio di barbiere MY-T-Sharp, che, come nel primo film, è il primo posto in cui Akeem si reca dopo essere sbarcato nel Queens ed è ancora frequentato da Clarence, Morris e Sweets insieme al loro fedele cliente Saul, nessuno dei quali è invecchiato di un giorno. Oltre a questo, la trama riprende quella del film precedente, con Lavelle che lotta per sfuggire a un matrimonio imposto dal padre per motivi politici e inseguire la ragazza che ama veramente.

Il principe cerca figlio trama film
Eddie Murphy, Arsenio Hall e Clint Smith in Il principe cerca figlio. © 2021 Courtesy of Amazon Studios

In Il principe cerca figlio si ritrovano poi easter eggs relativi ad altri film. Il primo di questi sia ha con il generale Izzi (Wesley Snipes), che viene introdotto in modo molto particolare. Il personaggio di Michael Blackson lo definisce “il domatore di elefanti” e “l’uomo più dotato d’Africa”, nonché “l’ispirazione per Mufasa”. Il momento fa riferimento al film del 1994 Il Re Leone, in cui l’attore James Earl Jones (qui nei panni di re Joffy Joffer), interpreta Mufasa, il padre di Simba. Successivamente, quando Akeem torna a My-T-Sharp nel Queens, viene immediatamente accolto dai suoi vecchi amici e il signor Clarence lo chiama “Mufasa”.

Quando poi Lavelle viene introdotto nel film, egli è pronto a smettere di fare il bagarino e vuole trovare un lavoro regolare. Lo zio Reem (Tracey Morgan) cerca di tranquillizzarlo e si riferisce al nipote chiamandolo “giovane Jedi”. Ovviamente si tratta di un riferimento al franchise di Star Wars. Quando invece Re Akeem si riunisce a Mary, suo fratello Reem non è entusiasta che Lavelle abbia una nuova figura paterna. Si fa a quel punto riferimento alla patria del personaggio, Zamunda, e si include anche un breve riferimento a “Wakanda”, l’ambientazione fittizia del film Black Panther del 2018.

Un altro importante easter egg è quello che fa riferimento al film Una poltrona per due, interpretato proprio da Murphy. Dopo l’introduzione dello zio Reem in Il principe cerca figlio, Lavelle ottiene un’intervista con Calvin Duke (Colin Jost). L’impiegato di Duke & Duke fa riferimento a suo nonno e suo zio, personaggi del film del 1983 poc’anzi citato. Randolph Duke (Ralph Bellamy) e Mortimer Duke (Don Ameche) avevano già ripreso i loro personaggi in Il principe cerca moglie, di fatto stabilendo che i due film si svolgono nella stessa realtà.

Nel film, poi, Lavelle accusa Calvin Duke di essere un razzista e cita una foto che lo ritrae fare la blackface come prova. In risposta, il personaggio di Jost spiega che avrebbe dovuto essere “l’Aladdin di Will Smith”. Si riferisce al film Aladdin del 2019, in cui Will Smith interpreta il genio blu. Infine, la scena post-credits del film mostra Saul che parla con Baba e recita “Signifying Monkey” di Rudy Ray Moore. Il regista, Brewer, offre un omaggio al soggetto reale del suo film del 2019, Dolemite Is My Name, che vede Murphy nel ruolo di protagonista.

LEGGI ANCHE: Il principe cerca figlio è il sequel “nascosto” di un altro film con Eddie Murphy

Il trailer di Il principe cerca figlio e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Il principe cerca figlio grazie alla sua presenza su una delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nel catalogo di Prime Video. Per vederlo, basterà sottoscrivere un abbonamento generale alla piattaforma e si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 22 maggio alle ore 21:20 sul canale Italia 1.

Il principe cerca figlio, l’incontro con il cast al completo

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Il principe cerca figlio, l’incontro con il cast al completo

Tracy Morgan, Jermaine Fowler, Nomzamo Mbatha, Rotimi, Luenell, Teyana Taylor, Wesley Snipes, Louie Anderson, Paul Bates, Vanessa Bell Calloway, Garcelle Beauvais, John Amos, Eddie Murphy, Arsenio Hall, Leslie Jones, Akiley Love e Bella Murphy. Il cast al completo de Il principe cerca figlio, vecchi e nuovi volti, ha partecipato agli incontri con la stampa, in cui la giornalista di Rotten Tomatoes, Jacqueline Coley, ha parlato con ognuno di loro, ricordando il film originale e presentando, senza fare spoiler, la nuova avventura dell’adesso Re Akeem. 

Naturalmente, tutto il cast che aveva già partecipato a Il principe cerca moglie ha affrontato un lungo excursus sul viale dei ricordi, rievocando i momenti più iconici del primo film, che in tutto il mondo è entrato a far parte dell’immaginario collettivo, un piccolo culto. È Nomzamo Mbatha a mettere al centro della conversazione il primo elemento rilevante in questo secondo appuntamento con i reali di Zamunda.

“Il film affronta il tema centrale della ricerca dell’identità, la ricerca di uno scopo, la ricerca di lasciare tutto ciò che hai sempre saputo alle spalle e addentrarti nel nuovo. Ma una delle cose più importanti e dinamiche di questo film è un tema centrale attorno al potere della voce femminile e al potere dell’emancipazione femminile. Questo è ciò che amo del sequel. C’è il polso della situazione attuale.”

Il principe cerca figlio, l’incontro con il cast

Sempre Mbatha continua a spiegare l’importanza culturale del film che, a differenza del primo, non sarebbe stato ambientato nel Queens, ma a Zamunda: “Per me era importante anche perché il film non sarebbe stato ambientato nel Queens. Stava arrivando a Zamunda. Quindi si trattava di ciò che io come donna africana sono in grado di portare in termini di sfumature, in termini di verità, radicandola in così tanta consistenza e cultura… Mirembe è arguta. È intelligente. È sfacciata. C’è così tanta connessione umana che possiamo veramente, veramente imparare. Quindi sono davvero entusiasta che tutti, ogni ragazza black, ogni bambina in tutto il mondo veda se stessa, si senta rappresentata.”

In merito alla portata del film e alla sua importanza per la comunità black, Luenell racconta: “Lasciatemi solo dire che non c’è un attore nero, più vecchio, di mezza età o più giovane in questa città o in qualsiasi altra città che non volesse avere solo una piccola parte di questo film. Soprattutto nella scena finale… È stato come un grande climax in cui abbiamo avuto modo di stare tutti insieme e ballare.”

Ma naturalmente il più atteso è stato Eddie Murphy in persona, che torna interpretare il personaggio che è entrato nelle case di tutto il mondo: “C’erano circa tre bozze della sceneggiatura e siamo arrivati ​​al punto in cui la struttura e il filo narrativo erano abbastanza forti… Ero consapevole che avevamo un film qui, e dovevamo solo portare a bordo un giovane sceneggiatore che ci avrebbe messo un tocco moderno.” 

“Volevamo riportare tutti indietro dall’originale – ha continuato Murphy – In realtà, volevamo ripartire da dove la storia si era interrotta, esattamente da quel momento. Quindi la questione era come collegare i punti? È così che abbiamo scelto chi sarebbe stato nel film.”

Il principe cerca figlio sarà disponibile su Amazon Prime Video a partire dal 5 marzo. Il film è diretto da Craig Brewer e vede protagonisti Eddie Murphy, Arsenio Hall e tutto il cast originale del film del 1988.

Il principe cerca figlio è il sequel “nascosto” di un altro film con Eddie Murphy

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Il principe cerca figlio, il sequel de Il principe cerca moglie diretto nel 1988 da John Landis e disponibile su Amazon Prime Video dallo scorso 5 marzo, contiene un riferimento ad un altro celebre film con protagonista Eddie Murphy: stiamo parlando di Una poltrona per due del 1983, diretto sempre da Landis. In realtà, i due celebri titoli sono molto più legati di quanto si pensi. Ma andiamo con ordine…

In Una poltrona per due, Murphy interpreta Billy Ray Valentine, un imbroglione squattrinato la cui vita si incrocia per caso con quella di Louise Winthorpe III (interpretato da Dan Aykroyd), amministratore delegato della società di intermediazione Duke & Duke. All’insaputa di entrambi i personaggi, Randolph Duke (Ralph Bellamy) e Mortimer Duke (Don Ameche) decidono di condurre un esperimento sociale per vedere se lo stile di vita dei due uomini è il risultato di abilità innate o di fattori ambientali. I fratelli Duke rovinano quindi la credibilità di Winthorpe e assumono Valentine come nuovo esecutivo. I due malcapitati, però, riusciranno a svelere la beffa ai loro danni, riuscendo ad eseguire anche un contrattacco sui due fratelli, che alla fine del film dichiareranno ufficialmente bancarotta.

Il principe cerca moglie rende omaggio a Una poltrona per due con una sequenza abbastanza esplicita: durante una passeggiata, il principe Akeem (Murphy) e Lisa McDowell (Shari Headley) incontrano i fratelli Duke, che ora vivono come due barboni per le strade del Queens. In quella scena, Akeem dona un sacchetto di carta contenete una grosso quantitativo di denaro al personaggio di Randolph, il quale, dopo aver esaminato la donazione, si gira verso il suo ex socio ed esclama: “Mortimer, siamo tornati!”.

Tornando a Il principe cerca figlio, il sequel diretto da Craig Brewer si ricollega a Una poltrona per due attraverso quanto accaduto proprio ne Il principe cerca moglie, lasciando intendere che il denaro lasciarto da Akeem è stato sufficiente per risollevare gli astuti fratelli Duke dalla povertà. All’inizio del sequel, infatti, Lavelle Junson (il figlio illeggittimo del principe Akeem interpretato da Jermaine Fowler), sostiene un colloquio di lavoro con un tale di nome Calvin (interpretato da Colin Jost), che si presenta al ragazzo come Mr. Duke, lasciando intendere che nel lasso di tempo intercorso tra i due film (l’originale del 1988 e il sequel del 2021), i fratelli Duke sono tornati alla ribalta.

Durante il colloquio con Lavelle, a primo impatto Mr. Duke sembra essere molto più compassionevole dei suoi antenati, dal momento che chiede al giovane di rivolgersi a lui in maniera informale, chiamandolo semplicemente Calvin. Tuttavia, a mano a mano che il colloquio entra nel vivo, diventa palese che le opinioni di Calvin, molto simili a quelle di suo nonno e del suo prozio, sono offuscate da alcuni pregiudizi razziali assai preoccupanti. Inoltre, nell’ufficio del personaggio è possibile notare un dipinto a olio incorniciato che ritrae proprio gli originali Duke.

La trama del sequel de Il principe cerca moglie

Il principe cerca figlio è diretto da Craig Brewer e si basa su una sceneggiatura scritta da Kenya Barris, Barry W. Blaustein e David Sheffield e sui personaggi creati da Eddie Murphy. Nel rigoglioso regno di Zamunda, Re Akeem (Murphy) è appena stato incoronato e con il suo fidato consigliere Semmi (Hall) intraprende una nuova ed esilarante avventura che li porta ad attraversare il globo partendo dalla loro meravigliosa nazione africana fino al Queens, il quartiere di New York dove tutto è iniziato.

Il Principe Abusivo: recensione del film Alessandro Siani

Il Principe Abusivo: recensione del film Alessandro Siani

Ne Il Principe Abusivo In un piccolo Principato del centro Europa,  vive Letizia/Sarah Felberbaum, una principessa che sogna di diventare un’importante filantropa, ma, purtroppo, oggi senza qualche scandalo non si ottiene la fama con cui si raccolgono i soldi per la beneficienza. Preoccupato per la figlia, il Re/Marco Messeri chiede al ciambellano di corte Anastasio/Christian De Sica di aiutarla.

Per far scalpore serve che la principessa s’innamori di uno del popolo, arrivando a rifiutare la corona pur di stare con lui. Scelto il piano, Anastasio cerca l’uomo più miserabile d’Europa, trovandolo in Antonio De Biase/Alessandro Siani, un giovane napoletano che vive a scrocco, facendo da cavia per gli esperimenti farmaceutici. Con l’inganno sarà portato nel Principato e convinto che la principessa, incontrata un giorno per caso, si sia innamorata di lui. Durante il soggiorno al castello, mentre Antonio passa il suo tempo a studiare l’etichetta per essere degno di Letizia, gli faranno visita i suoi amici e sua cugina Jessica/Serena Autieri. L’irreprensibile Anastasio s’innamorerà di lei e per conquistarla chiederà ad Antonio di trasformarlo in un napoletano doc.

Prodotta da Cattleya con Rai Cinema e scritta in collaborazione con Fabio Bonifacci (Diverso da chi?, Benvenuti al Nord), la commedia Il Principe Abusivo è il primo film da regista per Alessandro Siani, comico napoletano che ha raggiunto la popolarità grazie a Benvenuti al Sud di Luca Miniero. Siani qui ripropone il suo essere napoletano col duplice intento di far ridere e di parlare di ricchezza e povertà, mettendole a confronto grazie all’amore tra una principessa e un disoccupato napoletano. L’intento dichiarato almeno era questo, ma non il risultato.

Il tema della differenza sociale e del divario economico, ci vengono mostrati, ma passivamente; la giustapposizione è tra due realtà così agli antipodi, che non basta attribuire al Re vizi e debolezze tipiche dei politici d’oggi per mettere in piedi una calzante allegoria del nostro Paese e del disagio economico che molti stanno vivendo. Sembra che il regista/sceneggiatore si sia preoccupato di trovare più gli spunti comici che quelli narrativi, relegando spesso i personaggi a delle macchiette. La storia segue il percorso classico delle commedie, prende ad esempio le trame di My Fair Lady e de Il Conte Max, cita Cyrano de Bergerac e Cantando sotto la pioggia, ma la struttura del film ha diversi punti deboli e troppo spesso ciò che accade rimane fine a se stesso. Si ride, a volte di gusto, soprattutto perché la comicità di Siani non è volgare ma genuina e spontanea e la sua alchimia con De Sica è tangibile. I momenti romantici che dovrebbero dare un tocco in più alla trama, però, vengono quasi tutti smorzati da un’invadente comicità.

 Il Principe Abusivo diverte, ma non convince, così come Siani/regista, che forse non ha saputo gestire bene il doppio ruolo assunto per questo progetto. Nelle sale dal 14 febbraio.

Il Principe Abusivo: la conferenza stampa del filmdi e con Alessandro Siani

 “Signori, è stata una notizia incredibile perché oggi è il giorno 11, lui si se ne va il 28, quindi per 16 giorni avremo il Papa abusivo!” Inizia così, con una battuta del comico napoletano sulle dimissioni di Ratzinger, la conferenza stampa de Il Principe Abusivo, primo film da regista per Alessandro Siani, nei panni anche di protagonista. A presentare il film, oltre a Siani, c’erano anche Christian De Sica, Sarah Felberbaum, Serena Autieri, Marco Messeri, Alan Cappelli Goetz, lo sceneggiatore Fabio Bonifacci e il produttore Riccardo Tozzi.

Vieni dal successo dei due film Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord, però passare dal ruolo di protagonista a quello di regista/protagonista, deve essere stata una bella responsabilità. Non hai avuto esitazioni? È stata una tua scelta o ti hanno un po’ spinto?

AS Già con Benvenuti al Sud ho sentito il bisogno di lavorare sopra alcune scene e ho potuto collaborare alla sceneggiatura grazie ai produttori Tozzi, Chimenz, Longardi e lo sceneggiatore Massimo Gaudioso, che mi hanno dato carta bianca. Da lì è nata questa mia collaborazione-ombra sulle sceneggiature. Stessa cosa è accaduta con Benvenuti al Nord. Dopo il primo eravamo un po’ tutti preoccupati di fare un sequel, soprattutto perché aveva riscosso molto successo. Nel frattempo mi era venuta semplicemente un’idea, che era proprio quella de Il Principe Abusivo, parlare di ricchezza e povertà; idea che si è sviluppata grazie alle mani sapienti di Fabio Bonifacci. Però Tozzi mi disse di tenerla da parte per il momento e di fare prima il sequel che la gente aspettava. È stato di parola.

All’inizio delle riprese io mi spiegavo a gesti, era una scena veramente comica. Poi, pian piano, avendo anche scritto il film e lavorando con una troupe affiatata, mi sono trovato bene. Sì, certo, per un regista esordiente è preoccupante, ma accanto a me c’era il buon Christian De Sica, al quale potevo chiedere consigli se avevo qualche dubbio, come si fa normalmente un set in cui esiste una collaborazione.

Com’è stata la scelta della coppia De Sica/Autieri per la scena del musical?

AS Serena Autieri è, secondo me, un’attrice bravissima, ed era perfetta, perché nel film volevo fare a un certo punto un musical, volevo che si creasse questa magia. Christian De Sica, che è attore che sa fare tutto (recitare, cantare, ballare) aveva bisogno di un’attrice al suo livello e, attualmente, al suo livello vedo solo Serena Autieri.

Ci parli della sua cinefilia, dei film cui si è ispirato, anche per i vari personaggi.

AS Per quanto riguardo Christian mi sono ispirato a Il Conte Max, perché è un film meraviglioso, italiano. Invece, i film che m’interessavano erano Il Piccolo Lord, Una Poltrona per Due; erano quelle atmosfere che m’interessavano. Volevo fare una commedia in cui non ci fossero parolacce che parlasse di povertà. Naturalmente, nel film si parla di un meccanismo già conosciuto nelle commedie, da My Fair Lady a Il Conte Max, lo stesso Colpi di Fulmini; meccanismi già visti, soprattutto nei film americani. M’interessava proprio prendere da lì, poi però fa sempre la differenza l’approccio che hai con una storia come questa. Il mio è stato come quello dei film americani: la fotografia, non strafare e non essere volgare.

Comunque, sono sempre gli attori che fanno la differenza, con la loro personalità, la loro sensibilità, la regia è fino a un certo punto. Poi Christian aveva un ruolo anche difficile perché doveva essere tenero e per un attore comico è complicato, perché la tenerezza è abbastanza distante dalla comicità. Quando sei più irruento, più sopra le righe, fai più ridere.

Come avete lavorato sui vostri personaggi, che richiamano il cinema del passato, ma ai quali poi voi avete dato una vostra originalità.

SF Alessandro aveva le idee molto chiare sul mio personaggio, quindi sapevo che potevo appoggiarmi a lui e fidarmi di lui. Questo è stato molto bello. Abbiamo lavorato su ogni minimo dettaglio, in modo tale da dare al personaggio uno spessore, che non fosse una semplice principessa, ma che avesse tanti colori. Abbiamo lavorato sulle piccole frasi, sul tono da dare, perché non volevamo mai che fosse antipatica o snob. Così è stato dal primo all’ultimo giorno di riprese.

CDS Io sono del ’62, sono io il passato (ride). Innanzitutto, volevo raccontare come ci siamo conosciuti Siani ed io. Avevamo fatto un paio di film di Natale, ma lui era diffidente; poi, un giorno ci siamo ritrovati a ridere sulla stessa cosa e siamo diventati amici. Poi, ho visto Quasi Amici, sapevo che Medusa aveva comprato i diritti, così l’ho chiamato e gli ho chiesto di fare il remake insieme: lui faceva il nero e io il malato; però poi il film ha fatto duemila miliardi e quindi che si faceva a fare. Però lui mi ha detto che mi voleva offrire un altro ruolo ne Il Principe Abusivo e così è nata la cosa. Quello che mi ha meravigliato di più è che intanto è nata una grandissima amicizia, anche se io ho molti più anni di lui, e che poi nel film sembra che lavoriamo già da trent’anni insieme. Questo è difficile, mi è capito con Boldi tanti anni fa e di solito non si ripete. Mi piace tanto lavorare con Siani, soprattutto perché è un maestro di recitazione, forse perché nasce attore. Di solito i registi, quelli di commedia, non hanno il senso dell’umorismo; sono tecnicamente molto più preparati di lui, però lui è fantastico con noi attori. Non lo freghi se reciti per stereotipi, ti becca subito. Ha un’ipersensibiltà pazzesca, quindi è stato veramente facile; mi ha guidato, anche se sono molto più vecchio di lui. (aggiunge poco dopo) Il professor Higgins ci ha messo tre mesi a far diventare Audrey Hepburn una perfetta Lady; invece, lui (Siani) ha fatto meglio, mi ha trasformato in soli 3 giorni in un perfetto cafone (ride).

principe abusivoPuoi parlarci di quest’orgoglio napoletano che metti nel film, della voglia di non rinunciare ad una lingua, ad una possibilità comica e narrativa che offre il fatto di essere napoletani.

AS Per quanto riguarda me, quando faccio un lavoro penso a quello che mi piacerebbe vedere, soprattutto quando si parla di Napoli, della mia città, che, si sa, è sempre un po’ complicato. Ci sono delle cose che sono universali, come il sentimento; noi napoletani possiamo vantarci proprio di questo, di averlo nel DNA, è genetico. Abbiamo scritto le canzoni d’amore che hanno girato il mondo. Invece, parlare napoletano è un’esigenza mia: uno pecché nun sacc’ parlà in italiano (ride) e secondo perché ci sono delle cose che se non sono dette in napoletano non funzionano, sia se sei sentimentale, sia se vuoi fare comicità.

Nei ruoli da co-protagonista o da non protagonista all’americana sembra ci sia un’attenzione particolare nel disegnare e raccontare il personaggio. Le piacciano questi ruoli in cui non hai tutta la responsabilità del film e magari può divertirsi di più a fare l’attore?

CDS Io ho fatto sempre il protagonista quando ho fatto i film di Natale, quindi bene o male era sempre lo stesso personaggio, che poi mi ha dato grande notorietà e grande fama, e sono i film che hanno avuto più successo. Quando non faccio il comprimario, come in questo caso o con Johnny Depp oppure, due anni fa, con Pupi Avati, ho vinto tutti i premi che in una carriera non ho vinto, ma perché mi posso cimentare con dei ruoli più diversi; esce più fuori l’attore che sono, invece della macchietta, del caratterista che faccio nei film di Natale, che non rinnego assolutamente. Anzi, continuano ad avere successo; dicevano che ero morto e io mi sono toccato subito (ride).

Con i personaggi maschili ricchi, sei stato cattivo. Come mai?

Nelle favole, di solito, c’è la strega cattiva, ma io non ce l’avevo nel film, così ho preso degli ingredienti che sono della strega cattiva e li ho messi nel re e in Gherets, il promesso sposo della principessa. [SPOILER] Ma, alla fine, il re diventa buono e lo stesso Gherets, che alla fine si arrende al fatto che lei non lo ama, senza fare nessun tipo di cattiveria e senza una mela.

Come ti sei approcciata a questo ruolo di popolana?

SA Finalmente ho fatto un sospiro di sollievo, perché era da tempo che aspettavo un ruolo così. Poi una che si chiama Jessica Quagliarulo non ti capita tutti i giorni. Ho un legame particolare con questo film, perché dopo pochi giorni di lavorazione, a parte la caduta nella scena del musical, ho scoperto di essere incinta. Dai, racconta! (dice a De Sica)

CDS Sto matto (Siani) ci ha fatto ballare il tip tap, nella scena del musical, sotto l’acqua, che è pericolosissimo. Però io le ho detto: “Serena, non ti fermare mai! Quando si fa un numero musicale, al cinema o in televisione, non ci si ferma mai!” Poi c’è il pezzo in cui saliamo sul divano e lo ribaltiamo; lì lei è caduta, ho visto le sue gambette per aria ed io, invece, ho continuato, per rispettare la regola. Poi non sapevamo che lei invece era incinta, quindi era una tragedia.

SA L’ho scoperto una settimana dopo e, quindi, ho un legame fortissimo con il personaggio perché mi ha divertito molto. Era già scritto bene, chiaro. Alessandro è stato un regista fantastico, mi ha dato grandi consigli e mi ha lasciato anche fare quando è stato possibile. E poi cantare e ballare in un film al cinema è una cosa rarissima, quindi ero strafelice. Poi farlo con Christian per me è il massimo, è uno degli attori più bravi, completi che ci sono in Italia.

Pensi di fare qualcosa che si stacchi dall’immagine stereotipata di Napoli?

AS Io cerco sempre di non portare sullo schermo la Napoli stereotipata; pensa che a un certo punto nel film c’è la scena in cui mi presento nel video del ciambellano e lì stavo in un vicolo di Napoli, da dove ho fatto togliere tutti i panni stesi, ho fatto passare un ragazzo col casco in testa, ho messo in una piazza degli studenti universitari. Questa è la prima cosa che ho fatto, che era fondamentale.

Per quanto riguarda l’abusivismo, è un film che poteva essere fatto pure a New York, perché si parla di uno che per 24 ore riesce a non spendere soldi, campando di espedienti, facendo la cavia per le cliniche farmaceutiche. In più, non mi vergogno di far vedere una Napoli bella, dei luoghi che sono considerati stereotipi, come il Vesuvio. Ma che vuoi vedere di Napoli? La criminalità, i rifiuti per strada? Nei miei film non ci saranno mai, come non ci saranno mai u’ spaghetto a vongola, u’ mandolino, il prendersi il giro con la pizza e cose così.

Ci sono progetti futuri che non riguardano Napoli?

AS Siamo scrivendo con Bonifacci una storia che mi auguro possa sempre partire da Napoli, ma è una storia universale, un film che cerca di fare un passo in più rispetto a quello che abbiamo fatto adesso.

Ascoltando il divertentissimo scontro tra titani sul set, tra De Sica, dotato di grande memoria, e Salvatore Misticone, che dimenticava persino il suo nome, si conclude la conferenza stampa.

Con 548 copie, Il Principo Abusivo uscirà nelle sale il 14 febbraio.

Il Primo Uomo: trailer italiano del film di Damien Chazelle con Ryan Gosling

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Universal Pictures International Italy ha diffuso il primo trailer italiano di Il Primo Uomo, il nuovo film del premio Oscar Damien Chazelle che racconta la storia di Neil Armstrong. Il film si concentra sull’eroica impresa di Armstrong, il primo allunaggio nella storia dell’uomo e il protagonista è Ryan Gosling che torna a lavorare con il regista che lo ha diretto in La la Land. Con lui Claire Foy.

Sulla scia del grande successo di La La Land, vincitore di sei premi Oscar, il regista premio Oscar Damien Chazelle e il protagonista Ryan Gosling tornano a lavorare insieme nel film Il Primo Uomo della Universal Pictures, che narra l’avvincente storia della missione della NASA per portare un uomo sul luna. Il film si concentra sulla figura di Neil Armstrong e sugli anni tra il 1961 e il 1969. Resoconto viscerale in prima persona, basato sul libro di James R. Hansen, il film esplorerà i sacrifici e il costo che avrà per Armstrong e per l’intera nazione, una delle missioni più pericolose della storia.

Scritto dal premio Oscar Josh Singer (Il caso Spotlight), il film è prodotto da Wyck Godfrey e Marty Bowen (La saga di Twilight, Colpa delle stelle) per la Temple Hill Entertainment, insieme a Chazelle e Gosling. Il produttore esecutivo è Isaac Klausner (Colpa delle stelle). La Amblin Entertainment co-finanzia il film.

Nel cast anche Claire FoyCorey Stoll, Kyle Chandler, Jason Clarke, Shea Whigham, e Jon BernthalLe musiche originali sono state scritte da Justin Hurwitz.

La locandina del film:

Il primo uomo: recensione del film di Gianni Amelio

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Il primo uomo: recensione del film di Gianni Amelio

Gianni Amelio porta al cinema Albert Camus. Il romanzo in questione è Il Primo Uomo, e il regista de Il Ladro di Bambini ne ha fatto un film delicato e intimo, ma allo stesso tempo molto lucido. Il giornalista e scrittore Jean Cormery torna in Algeria, suo paese natale, alla ricerca di suo padre morto durante la prima guerra mondiale. Tra i ricordi, le fotografie e i luoghi, Jean trova il modo di ripercorrere anche la sua infanzia, la sua formazione e di ricordare tutte le persone che hanno caratterizzato la sua giovane vita che sembrava senza promesse né speranze.

Gianni Amelio torna, dopo un’assenza di sei anni dal cinema, con un film che gode del benestare internazionale, avendo già vinto il Premio della Critica Internazionale al Festival di Toronto, ma che si rivela ben presto un lavoro davvero particolare. Non era facile partire da un romanzo autobiografico e incompiuto, perché nell’incompiutezza e nell’impronta personale dell’autore l’opera trova una sublimazione altrimenti rara, ma Amelio ne ha fatto un viaggio personale, una ricerca individuale e sociale.

Il primo uomo, il film

Il primo uomo riesce a rappresentare il singolo nel suo ambiente, parlando con naturalezza e realtà delle relazioni intime e dei problemi sociali, in un’Algeria lacerata tra i francesi e gli arabi che ne rivendicavano la sovranità. Il primo uomo si apre quindi ad un gioco di scatole cinesi in cui Jean, interpretato da un ottimo Jacques Gamblin, è l’alter-ego di Camus stesso, ma allo stesso tempo il personaggio è racchiuso da Amelio, nella sua lettura del testo estremamente rispettosa dello spirito ma assolutamente originale nella riappropriazione di una storia che può appartenere a chiunque ricerchi la propria radice nel passato.

In Il primo uomo accanto a Gamblin, un’intensa Maya Sansa, nel ruolo della giovane madre di Jean e il piccolo Nino Jouglet, nel ruolo del protagonista da giovane, un ragazzino dagli occhi di un blu intenso, che con lo sguardo divora il mondo e allo stesso tempo ne è mortalmente intimorito. L’eleganza del cinema, quando riesce ad unire particolare e universale, non ha frontiere e questo Amelio lo sa bene, e lo dimostra pienamente con Il Primo Uomo.

Il primo uomo: polemiche sulla mancanza della bandiera americana

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Il primo uomo: polemiche sulla mancanza della bandiera americana

Il primo uomo, ultima opera del premio Oscar Damien Chazelle, ha aperto la Mostra del Cinema di Venezia ancora in corso. Il film ha avuto un buon successo di critica ma ha scatenato qualche polemica oltreoceano dove non si sono fatti sfuggire qualche inesattezza storica sull’impresa di Neil Armstrong al centro della trama. Ad aver scatenato un vero e proprio putiferio sul web è stata la mancanza della bandiera americana portata dall’astronauta sulla Luna. Il regista ha giustificato questa scelta dicendo che ha girato il film facendo prevalere il lato umano di Armstrong e meno il suo status di eroe americano. Questo non vuol dire però che il film avesse delle venature anti-americane, come in molti hanno pensato.

La famiglia di Armstrong e l’autore della biografia James R. Hansen da cui è tratto il film hanno approvato tale approccio, appoggiando Chazelle in una recente intervista: “È un film molto personale sul viaggio di nostro padre, filtrato attraverso il suo sguardo. In poche parole, non riteniamo che questo film sia minimamente anti-americano. Magari il contrario. Diciamo a tutti di andare a vedere questo film straordinario”.

Della stessa opinione evidentemente non è stato Buzz Aldrin, il secondo uomo ad aver messo piede sulla Luna, che da giorni è molto attivo su Twitter per difendere il suo essere americano e qualche ora fa ha postato un foto evidentemente riferita alle polemiche sul film: Armstrong che punta la bandiera sulla Luna con l’hashtag “orgoglioso di essere americano”.

FONTE: Deadline

Il Primo Uomo: ecco il poster del nuovo film di Damien Chazelle

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Il Primo Uomo: ecco il poster del nuovo film di Damien Chazelle

Lo vedremo in apertura in Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2018, intanto Il Primo Uomo, nuovo film di Damien Chazelle, dopo il successo di La la Land, si mostra nel suo poster, che viene diffuso on line oggi, in occasione del 49° anniversario del primo allunaggio.

Ecco il poster:

Sulla scia del grande successo di La La Land, vincitore di sei premi Oscar, il regista premio Oscar Damien Chazelle e il protagonista Ryan Gosling tornano a lavorare insieme nel film Il Primo Uomo della Universal Pictures, che narra l’avvincente storia della missione della NASA per portare un uomo sul luna. Il film si concentra sulla figura di Neil Armstrong e sugli anni tra il 1961 e il 1969. Resoconto viscerale in prima persona, basato sul libro di James R. Hansen, il film esplorerà i sacrifici e il costo che avrà per Armstrong e per l’intera nazione, una delle missioni più pericolose della storia.

Scritto dal premio Oscar Josh Singer (Il caso Spotlight), il film è prodotto da Wyck Godfrey e Marty Bowen (La saga di Twilight, Colpa delle stelle) per la Temple Hill Entertainment, insieme a Chazelle e Gosling. Il produttore esecutivo è Isaac Klausner (Colpa delle stelle). La Amblin Entertainment co-finanzia il film.

Nel cast anche Claire FoyCorey Stoll, Kyle Chandler, Jason Clarke, Shea Whigham, e Jon BernthalLe musiche originali sono state scritte da Justin Hurwitz.

Il Primo Uomo: trailer italiano del film di Damien Chazelle con Ryan Gosling

Il primo trailer originale de I Puffi 2

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Il primo trailer originale de I Puffi 2

Ecco il primo trailer originale de I Puffi 2, basato sull’amatissima serie animata e prodotto sulla scia del grande successo de I Puffi sempre per la regia di Raja Gosnell. Nel film, accanto agli ometti blu in CGI tornano Neil Patrick Harris, Sofia Vergara e Hank Azaria, ancora dietro al trucco di Gargamella.

 Nei Puffi 2, lo spietato mago Gargamella crea una coppia di creature malvagie chiamate Naughties che lui spera possano aiutarlo a impadronirsi della magica essenza dei Puffi. Ma quando scopre che soltanto un vero Puffo può dargli ciò che cerca e che solo Puffetta conosce un incantesimo in grado di trasformare i Naughties in veri Puffi, Gargamella rapisce Puffetta e la porta a Parigi, dove questi gode della fama di più grande mago al mondo. Sarà compito di Grande Puffo, Puffo Maldestro, Brontolone e Vanitoso tornare nel nostro mondo, riunirsi con i loro amici umani Patrick e Grace Winslow, e salvare Puffetta. Quanto a lei, che si è sempre sentita diversa dagli altri Puffi, stringerà un legame con i Naughties Vexy e Hackus, o i Puffi la convinceranno che il loro amore per lei è sincero?

Ecco il trailer del film in uscita il prossimo 31 luglior 2013:

Il primo trailer italiano di Contagion, di Steven Soderbergh

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Il primo trailer italiano di Contagion, di Steven Soderbergh

Ecco il primo trailer italiano di Contagion, l’atteso film di Steven Soderbergh in arrivo a settembre con un cast di grandi nomi del cinema internazionale.

Il primo trailer francese di Mood Indigo di Michel Gondry

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audrey-tautou-romain-duris-mood-indigoEcco il primo sguardo a Mood Indigo, ultimo film di Michel Gondry che possiamo vedere di seguito in un trailer del film in francese. Protagonisti di questa pellicola sono

Il primo trailer esteso di The Lone Ranger

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Dopo una breve preview, è stato finalmente rilasciata la versione integrale del trailer di The Lone Ranger, il film che vede Johnny Depp, in un altro dei suoi ruoli camaleontici, incontrarsi ancora con Gore Verbinski, colui che diede inizio alla leggenda del Capitano Jack Sparrow.

Nel cast con Depp ci sono Armie Hammer, Barry Pepper e Helena Bonham Carter.

Ecco il video:

In The Lone RangerJohnny Depp interpreta il guerriero indiano Tonto, fedele amico del protagonista il cui ruolo è stato affidato ad Armie Hammer. Depp e Hammer saranno affiancati da un cast di stelle internazionali tra cui Tom Wilkinson, nominato due volte dall’Academy Award per “Michael Clayton” e per “In the Bedroom”, vincitore di un Emmy e di un Golden Globe; William Fichtner, il vincitore di un Emmy, Barry Pepper; James Badge Dale; Ruth Wilson, star televisiva in “Jane Eyre” e “Luther”; Helena Bonham Carter, due nomination all’Oscar e sei nomination ai Golden Globe (“Il discorso del re” “Alice in Wonderland”). L’uscita del film è prevista per il 31 maggio 2013.

The Lone Ranger è un emozionante film d’avventura intriso di azione e humor, in cui il famoso eroe mascherato torna a rivivere attraverso nuovi occhi. Il guerriero indiano Tonto (Johnny Depp) racconta la storia di John Reid (Armie Hammer), uomo di legge che divenne leggenda, trascinando il pubblico in un’avventura fatta di imprese epiche e rocambolesche, vissute dai due eroi impegnati nella lotta all’avidità e alla corruzione.

The Lone Ranger è scritto da Ted Elliott e Terry Rossio (“Pirati dei Caraibi”), Eric Aronson e Justin Haythe. Mike Stenson, Chad Oman, Ted Elliott, Terry Rossio, Eric Ellenbogen ed Eric McLeod sono i produttori esecutivi della pellicola.

Il primo trailer di Spider-Man: Brand New Day riscrive il Peter Parker di Tom Holland

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È uscito il primo trailer di Spider-Man: Brand New Day e, mentre ritroviamo Peter Parker, interpretato da Tom Holland, le immagini del Marvel Cinematic Universe rivelano che il personaggio subirà un profondo cambiamento nella sua prossima apparizione. Holland ha vestito i panni dell’eroe MCU l’ultima volta nel 2021 in Spider-Man: No Way Home, il film di maggior successo del franchise di Spider-Man nell’MCU fino ad oggi.

L’attore è stato assente per cinque anni e, al suo ritorno, si troverà in un mondo che ha dimenticato chi sia Peter Parker. Detto questo, non saranno solo personaggi come MJ e Ned a non riconoscere Peter, poiché la trama di Spider-Man: Brand New Day include un colpo di scena sconvolgente che farà sì che il pubblico e lo stesso Peter lo vedano con occhi diversi.

Leggi anche – Spider-Man: Brand New Day, le 17 rivelazioni del trailer che cambiano tutto

Sony ha pubblicato il primo trailer di Spider-Man: Brand New Day, che mostra personaggi come Bruce Banner (Mark Ruffalo), il Punitore (Jon Bernthal), Scorpion (Michael Mando) e molti altri. Tuttavia, la star del nuovo film di Spider-Man è Peter Parker (Olanda), che vediamo svenire nel trailer, per poi risvegliarsi avvolto in un bozzolo di ragnatela. Il primo trailer di Spider-Man: Brand New Day è stato rilasciato e il film del MCU ha confermato il design di Scorpion e di molti altri villain.

Mentre Peter sta per cadere a terra senza i suoi lancia-ragnatele, Spider-Man riesce a sparare un filo di ragnatela per sostenersi, rivelando che Peter svilupperà ragnatele organiche nel film Marvel del 2026. Peter ne parla con Banner e vediamo Spider-Man sottoposto a una scansione per capire cosa sta succedendo. Banner afferma che se il suo DNA sta cambiando, la cosa sarebbe estremamente pericolosa.

Spider-Man appeso a testa in giù nel trailer di Spider-Man- Brand New DayIl trailer del film MCU mostra come sarà davvero un “Giorno Nuovo” per Spider-Man, in più di un senso. In un altro momento del trailer, gli occhi di Peter diventano completamente neri. Sorprendentemente, sembra che il film riproponga la storia di Man-Spider dei fumetti, con il DNA di Spider-Man che diventa instabile e l’eroe che assume caratteristiche più simili a quelle di un ragno.

Leggi anche – Spider-Man: Brand New Day, tutti i villain che vediamo nel primo trailer!

Spider-Man: Brand New Day riscrive Peter Parker in un modo che dovrebbe renderlo unico tra gli altri Spider-Man visti in live-action. Certo, anche lo Spider-Man di Tobey Maguire aveva ragnatele organiche, un elemento che è stato persino oggetto di discussione tra lui, il Peter Parker di Holland e lo Spider-Man di Andrew Garfield in No Way Home. Tuttavia, non si è mai avvicinato alla trasformazione in Man-Spider o qualcosa di simile.

Al momento, l’entità della trasformazione fisica di Spider-Man in Brand New Day non è ancora stata rivelata. Detto questo, il bozzolo di ragnatela e gli occhi di Peter che si oscurano suggeriscono che nel film dell’MCU ci sia qualcosa di più grande in gioco rispetto al semplice sviluppo di ragnatele organiche come quelle di Tobey. Spider-Man: Brand New Day è un film più maturo e ambientato in città, quindi la trasformazione radicale di Peter si adatta al suo tono.

Il Primo Trailer di Non aprite quella porta 3D

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Il Primo Trailer di Non aprite quella porta 3D

Arriva un nuovo film ispirato al Non aprite quella porta di Tobe Hooper, questa volta però la pellicola sarà in 3D. Molti fi voi ricorderanno già un primo tentativo di remake del film di Hopper con Jessica Biel fra i protagonisti.

Questa volta invece il tentativo è di John Luessenhop che dirige questo Non aprite quella porta 3D con un cast di giovani attori come Alexandra Daddario e veterani come  Bill Moseley e Gunnar Hansen. La pellica non ha ancora una data d’uscita mentre negli USA uscirà a Gennaio.

 

Il primo trailer di Hitchcock con Anthony Hopkins!

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Il primo trailer di Hitchcock con Anthony Hopkins!

Arriva da Apple.com il primo atteso trailer di Hitchcock con Anthony Hopkins nei panni del maestro del brivido.

Il primo ruolo importante di Quentin Tarantino in un film dopo 30 anni viene svelato mentre gli attori di Star Trek si riuniscono

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Quentin Tarantino torna protagonista sullo schermo con il suo primo vero ruolo da attore dopo quasi trent’anni. È stato infatti diffuso il primo sguardo ufficiale di Only What We Carry, nuovo film drammatico che segna un momento particolare nella carriera dell’autore di Pulp Fiction e C’era una volta a… Hollywood, più noto per la regia che per le sue apparizioni davanti alla macchina da presa.

Sebbene Tarantino abbia spesso fatto cameo nei propri film, la sua ultima interpretazione di rilievo risale al 1996, quando vestiva i panni di Richard Gecko in Dal tramonto all’alba di Robert Rodriguez. In Only What We Carry l’attore-regista interpreta invece l’editore del protagonista, vivendo nello château francese dove l’uomo sta scrivendo le sue memorie.

Star Trek reunion e trama di Only What We Carry

Festival di Cannes 2025 – Foto di Luigi De Pompeis © Cinefilos.it

Il film riunisce due volti noti del franchise di Star Trek Beyond: Simon Pegg e Sofia Boutella. Pegg interpreta Julian Johns, ex potente direttore artistico del Moulin Rouge, oggi isolato e segnato dal passato; Boutella è Charlotte Levant, una ex ballerina che sconvolge il suo fragile equilibrio dopo averlo rintracciato grazie a un articolo di giornale. Il loro incontro diventa un confronto intimo con il dolore, il rimpianto e verità mai affrontate.

Ambientato in Normandia, sulla costa battuta dal vento di Deauville, Only What We Carry è attualmente in post-produzione e non ha ancora una data di uscita ufficiale, in vista delle vendite internazionali avviate all’European Film Market. Nel cast figurano anche Charlotte Gainsbourg, nel ruolo della sorella protettiva di Charlotte, oltre a Liam Hellmann e Lizzy McAlpine, qui al debutto cinematografico.

Il film è scritto e diretto da Jamie Adams, noto per il suo approccio fortemente improvvisato alla regia, elemento che – secondo i produttori esecutivi – ha contribuito a dare al progetto un’energia naturale e non convenzionale.

Il ritorno di Tarantino come attore arriva dopo la cancellazione del suo annunciato decimo e ultimo film, The Movie Critic. Al momento non ci sono conferme su quale sarà il suo prossimo lavoro da regista: negli ultimi mesi l’autore ha dichiarato di essere concentrato sulla scrittura di un’opera teatrale, mentre resta curiosamente legato anche all’universo di Star Trek, per il quale in passato aveva sviluppato una sceneggiatura poi accantonata.

Il primo romanzo di Conrad al cinema

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Joseph-Conrad

Nel 1973 Vittorio Cottafavi ne ricavo’ uno sceneggiato televisivo con Giorgio Albertazzi, ma prima d’ora La follia di Almayer, il primo romanzo di Joseph Conrad, non era mai stato portato sul grande schermo.

Il primo Re: record di vendite estere per il film di Matteo Rovere

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Uscito nelle sale ad inizio del 2019, Il primo Re di Matteo Rovere ha segnato un importante traguardo a livello internazionale. Infatti la pellicola tra Berlino e Cannes è stato venduto dalla società Indie Sales in tutto il mondo: Nord America, Regno Unito, Francia, Germania, Austria, Spagna, Svizzera, Corea del Sud, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Australia, Nuova Zelanda e Medio Oriente.

Il successo del film però non si accenna ad arrestarti. E’ infatti di questo mese l’annuncio di Romulus, la serie sequel del film Sky Original sempre di Matteo Rovere, al suo esordio alla regia di un progetto televisivo. Prodotta da Sky, Cattleya e Groenlandia, la serie è composta da 10 episodi. Le riprese inizieranno a Roma i primi di giugno e andranno avanti per 28 settimane tra la capitale e i dintorni.

LEGGI ANCHE: Il Primo Re: intervista a Alessandro Borghi, Alessio Lapice e Matteo Rovere

Nel cast Andrea Arcangeli (The Startup, Trust – Il rapimento Getty), Marianna Fontana (Indivisibili, Capri-Revolution) e Francesco Di Napoli (La paranza dei bambini), giovani e già apprezzatissimi talenti che saranno i protagonisti di una storia di sopravvivenza diretta da Matteo Rovere (Veloce come il vento, Il primo re) da Michele Alhaique (Non uccidere; Senza nessuna pietà) e da Enrico Maria Artale (Il terzo tempo).

Di seguito la prima trama del film:

Due fratelli, soli, nell’uno la forza dell’altro, in un mondo antico e ostile sfideranno il volere implacabile degli Dei. Dal loro sangue nascerà una città, Roma, il più grande impero che la Storia ricordi. Un legame fortissimo, destinato a diventare leggenda. Il cast completo del film vede: Alessandro Borghi, Alessio Lapice, Fabrizio Rongione, Massimiliano Rossi, Tania Garribba, Michael Schermi, Max Malatesta, Vincenzo Pirrotta, Vincenzo Crea, Lorenzo Gleijeses, Gabriel Montesi, Antonio Orlando, Florenzo Mattu, Martinus Tocchi.