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GOAT: Sogna in grande, il trailer internazionale

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GOAT: Sogna in grande, il trailer internazionale

Da Sony Pictures Animation, lo studio dietro Spider-Man: Across the Spider-Verse e gli artisti che hanno creato KPop Demon Hunters, arriva GOAT: Sogna in grande, una commedia d’azione originale ambientata in un mondo interamente animale.

Il film segue Will, una piccola capra con grandi sogni a cui capita l’occasione irripetibile di entrare a far parte dei professionisti e giocare a roarball, uno sport misto ad alta intensità e a contatto pieno, dominato dagli animali più veloci e feroci del mondo. I nuovi compagni di squadra di Will non sono entusiasti di avere una piccola capra nel loro roster, ma Will è determinato a rivoluzionare lo sport e dimostrare una volta per tutte che “anche i piccoli sanno giocare a palla!”.

Il primo teaser trailer di GOAT è stato pubblicato e, nonostante si parli di sport e non di supereroi, si può facilmente intuire, nel migliore dei modi, che questo film proviene dallo stesso studio che ha prodotto i film di Spider-Verse. Steph Curry, che gioca per i Golden State Warriors nella NBA, è ampiamente considerato il più grande tiratore nella storia del basket e introduce l’anteprima. Oltre a prestare la voce a Lenny Williamson, un giocatore di giraffe roarball, è anche produttore del film.

All’inizio di quest’anno, il regista di GOAT, Tyree Dillihay, ha dichiarato che è stato “fantastico” poter dirigere l’icona dello sport. “Penso di detenere effettivamente quel titolo. Credo di essere il primo regista ad aver diretto Stephen Curry per il doppiaggio. Quindi evviva. Ma Stephan, quando abbiamo fatto la nostra sessione, lo ha detto lui stesso: è un allenatore, non solo in campo, ma anche fuori dal campo, e probabilmente anche nella vita.” “Molto disponibile e davvero bravo”, ha aggiunto il regista. “Sorprenderà molte persone, perché è bravo tanto in cabina quanto in campo.”

Il cast di GOAT: Sogna in grande include Caleb McLaughlin, Gabrielle Union, Stephen Curry, Nicola Coughlan, Nick Kroll, David Harbour, Jenifer Lewis, Aaron Pierre, Patton Oswalt, Andrew Santino, Bobby Lee, Eduardo Franco, Sherry Cola, Jelly Roll e Jennifer Hudson.

Diretto da Tyree Dillihay e co-diretto da Adam Rosette, GOAT è scritto da Aaron Buchsbaum e Teddy Riley e ispirato al libro Funky Dunks di Chris Tougas. Il film è prodotto da Michelle Raimo Kouyate, Rodney Rothman, Adam Rosenberg, Stephen Curry ed Erick Peyton, e i produttori esecutivi sono Rick Mischel e Fonda Snyder.

GOAT: Sogna in grande arriverà nelle sale il 12 febbraio 2026 

GOAT: Sogna in grande, il trailer del nuovo film d’animazione SONY

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Dagli autori di Spider-Man: Across the Spider-Verse, GOAT: Sogna in grande è una commedia d’azione originale firmata Sony Pictures Animation, ambientata in un mondo interamente popolato da animali.

Will, una piccola capra con grandi sogni, all’improvviso ha l’occasione di entrare nella lega professionistica di “pallaruggente”, uno sport ad alto tasso di adrenalina, dominato dagli animali più veloci e feroci del pianeta. I suoi nuovi compagni non sono esattamente entusiasti all’idea di avere una capretta in squadra, ma Will è deciso a cambiare le regole del gioco e dimostrare, una volta per tutte, che anche i “piccoli” sanno lasciare il segno.

GOAT: Sogna in grande è prodotto da Stephen Curry e arriverà al cinema il 12 febbraio 2026 distribuito da Eagle Pictures.

GOAT: Sogna in grande, il nuovo trailer ufficiale

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GOAT: Sogna in grande, il nuovo trailer ufficiale

Sony Pictures Animation, lo studio di Spider-Man: Across the Spider-Verse, insieme agli artisti di KPop Demon Hunters, presenta GOAT: Sogna in grande, una commedia d’azione originale ambientata in un mondo interamente popolato da animali. Will, una piccola capra con grandi sogni, all’improvviso ha l’occasione di entrare nella lega professionistica di “ruggiball”, uno sport ad alto tasso di adrenalina, dominato dagli animali più veloci e feroci del pianeta. I suoi nuovi compagni non sono esattamente entusiasti all’idea di avere una capretta in squadra, ma Will è deciso a rivoluzionare le regole del gioco e dimostrare, una volta per tutte, che anche i “piccoli” sanno lasciare il segno.

Goat – Sogna in grande, Gabrielle Union spiega il significato nascosto del film animato sportivo

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Il nuovo film animato sportivo Goat – Sogna in grande non è soltanto una storia di competizione e sogni da realizzare. Secondo la protagonista Gabrielle Union e il regista Tyree Dillihay, il lungometraggio porta con sé un messaggio profondo su chi scegliamo di considerare eroi e su come lo sport possa ridefinire le aspettative culturali.

La trama segue un giovane capretto, Will (doppiato da Caleb McLaughlin), che ottiene l’opportunità di giocare a roarball, sport immaginario che mescola diverse discipline, con atleti professionisti di ogni specie animale. In una scena chiave, Will definisce la sua idol Jett – interpretata da Union – “the GOAT”, sottolineando l’ammirazione di un ragazzo per una campionessa donna.

Un messaggio sulla normalizzazione dei modelli femminili

Union ha collegato il momento alla propria esperienza personale, raccontando come sua figlia ammiri stelle del basket femminile come Angel Reese. Secondo l’attrice, oggi è sempre più normale vedere bambini – maschi e femmine – ispirarsi ad atlete, ma questa realtà non è ancora pienamente rappresentata nella cultura pop.

Il film vuole proprio portare sul grande schermo questa normalizzazione: l’idea che gli eroi non debbano necessariamente rientrare nei modelli maschili tradizionali. Un messaggio che assume ancora più peso considerando che, secondo studi dell’USC Annenberg Inclusion Initiative, le donne rappresentano ancora solo circa un terzo dei ruoli parlanti nei grandi film.

Il regista Dillihay ha spiegato che la scelta di creare una lega sportiva in cui maschi e femmine siano fisicamente allo stesso livello è stata deliberata. Il riferimento alla crescita della WNBA negli ultimi anni e all’esplosione del basket femminile serve a contestualizzare il film in un momento culturale preciso, in cui le nuove generazioni stanno ridefinendo il concetto stesso di icona sportiva.

In un panorama dominato storicamente da film sportivi centrati su figure maschili, GOAT punta a raccontare un modello diverso, senza proclami rivoluzionari ma attraverso la normalità del racconto. Per Union e Dillihay, l’obiettivo non è presentare l’idea come straordinaria, ma come naturale.

Il film ha debuttato con un buon punteggio su Rotten Tomatoes e, grazie alla sua unicità nel genere in questo weekend al box office, potrebbe raggiungere un pubblico ampio, soprattutto tra i più giovani.

Goal of the Dead trailer del film con calciatori zombie

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goal_of_the_dead2Pubblicato online il trailer della horror-comedy francese Goal of the Dead, film incentrato su una squadra di calcio che si dirige in un piccolo paesino nel nord della Francia per disputare un importante match contro la squadra del posto; ma la serata non sarà così tranquilla poiché un’apocalisse zombie trasforma giocatori, spettatori e abitanti in creature assetate di sangue.
Il film è diviso in due segmenti, il primo intitolato First Leg è stato diretto da Benjamin Rocher (The Horde) mentre la seconda parte, intitolata Second Leg, è stata girata da Thierry Poiraud (Atomik Circus).
Di seguito trovate locandina e trailer del film francese.

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Goal_of_the_Dead

Fonte: SplatterContainer

Go With Me: recensione del film con Anthony Hopkins

Go With Me: recensione del film con Anthony Hopkins

Tratto dall’omonimo libro dello scrittore americano Castle Freeman Jr., arriva il 13 ottobre nelle sale italiane Go With Me, thriller ad alta tensione che annovera un cast di tutto rispetto. Oltre al premio Oscar Anthony Hopkins, infatti, incontriamo la protagonista Julia Stiles, l’immenso Ray Liotta e il bravo Alexander Ludwig, nuova e promettente scoperta dello star system hollywoodiano.

Le peculiarità di questo action movie sono principalmente due: la prima è l’unità di tempo, il film è girato quasi completamente in tempo reale. Lo spettatore segue di pari passo con gli interpreti il succedersi degli accadimenti, in climax ascendente ma pacato, e proprio per questo più verosimile di molte storie frenetiche e “spezzettate” alle quali siamo abituati.

Anthony Hopkins nel trailer italiano di Go With Me

La seconda particolarità di un film come Go With me è che più che di un action, si dovrebbe parlare di un road movie. Non ci sono scene particolarmente movimentate, non ci sono sparatorie di grande rilievo e soprattutto, non ci sono esplosioni.

La vicenda si disvela durante i numerosi viaggi in macchina dei tre protagonisti principali, metafora di un viaggio esistenziale che – al suo punto di svolta – i tre decidono in qualche modo di compiere insieme.

La trama è semplice: in una sperduta e gelida cittadina americana, a nord ovest del Pacifico, una donna (Julia Stiles) comincia a essere molestata in maniera pesante da un ex-poliziotto (Ray Liotta) che pare tenere in pugno la cittadina. Liquidata frettolosamente dallo sceriffo del posto, l’ultima chance della donna sarà quella di rivolgersi all’anziano taglialegna Lester (Anthony Hopkins) – uomo dall’oscuro passato ma dalla ferrea morale – e dal suo strambo aiutante Nate (Alexander Ludwig).

Il tema della famiglia “adottiva”, tanto caro alla narrativa americana, si fa evidente anche in questo film, laddove i tre protagonisti che si coalizzano, a mano a mano riusciranno a stringere un inscindibile legame, chiaro latore di un “bene” che vince sempre.

Nonostante i buoni propositi, Go with me è un film che non decolla. E non tanto perché sceglie di raccontare l’action o la suspense in modi sui generis, quanto perché – pur avvalendosi di espedienti interessanti – non sa sfruttarli appieno.

Go With Me aNon solo. Nonostante l’ottima colonna sonora scritta da Anders Niska & Klas Wahl – che ricorda estremamente da vicino le inquietanti note di Bernard Hermann in Psycho – lo suspense è… “stiracchiata”.

Sì, perché quando si assiste alla visione di Go with me, l’aggettivo “stiracchiato”, per quanto poco consono ed elegante sia, pare adattarsi perfettamente a questa pellicola. Il mistero non è mai mistero e i pochi momenti di tensione sono affrontati più con rassegnazione che con stupore.

Gli stessi attori appaiono svogliati e fuori ruolo, ed il bravo Hopskins – che si cimenta in battute dalla scarsissima verve comica – sembra non capire bene perché sia lì.

Go with me: ecco due nuove clip dal film con Anthony Hopkins

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Go with me: ecco due nuove clip dal film con Anthony Hopkins

Microcinema Distribuzione e Minerva Pictures hanno diffuso le prime due clip di Go with me, il nuovo thriller che vede protagonista Anthony Hopkins. Il film arriverà in Italia il prossimo 13 ottobre.

Go with me, il nuovo avvincente thriller con il premio Oscar® Anthony Hopkins insieme a Julia Stiles e Ray Liotta, per la regia di Daniel Alfredson, approderà nelle sale cinematografiche italiane il 13 ottobre, distribuito da Microcinema, e presentato in collaborazione con Minerva Pictures.

Anthony Hopkins nel trailer italiano di Go With Me

“I nostri eroi si trovano vicini all’oscurità più totale. Ed è per questo che ho deciso di fare il film” dichiara il regista Daniel Alfredson parlando del suo ultimo thriller Go with me, irriducibile viaggio di due uomini e una donna, in cerca di giustizia contro il molesto e influente criminale Blackway, che spadroneggia indisturbato e prepotente nella piccola comunità di taglialegna ai limiti della foresta.

Considerato dall’American Film Institute il miglior cattivo cinematografico di tutti i tempi, grazie alla sua leggendaria interpretazione di Hannibal Lecter, il premio Oscar® Anthony Hopkins, con i suoi quasi cinquant’anni di carriera, in Go with me è il “folle” Lester, l’anziano taglialegna a caccia di Blackway (Ray Liotta), lo stalker che molesta da mesi Lillian (Julia Stiles), e con cui ha un vecchio conto in sospeso.Go with me

Julia Stiles, definita dal Los Angeles Times “una delle attrici più coraggiose e di maggior talento di Hollywood”, conosciuta dal grande pubblico con Save the last dance e divenuta popolare in tutto il mondo grazie alla sua partecipazione alla saga Jason Bourne, in questo thriller è Lillian, e mostra, come non mai, grande cura ed empatia per il suo personaggio.

Spetta al poliedrico Ray Liotta vestire i panni dello spietato Blackway, a conferma dell’indiscusso talento di questo straordinario interprete che conta al suo attivo un curriculum di oltre 60 titoli e altrettanti personaggi, su tutti l’eccellente Henry Hill in Quei bravi ragazzi (Good Fellas) di Martin Scorsese.

Infine, gli imponenti territori del Canada in cui il thriller è ambientato, caratterizzati da incontaminate  distese forestali a perdita d’occhio, come sottolinea il regista, diventano anch’essi indiscussi protagonisti del film.

Sinossi

Lillian, una giovane donna da poco tornata a vivere nella sua città natale, una comunità di taglialegna ai limiti della foresta, è vittima delle persecuzioni di Blackway, un ex poliziotto diventato un potente criminale, libero di spadroneggiare impunemente in questo luogo ai confini della civiltà. Dopo essere stata abbandonata dagli abitanti, in particolare dallo sceriffo (che le consiglia di lasciare la città), Lillian decide invece di combattere il pericoloso stalker, grazie all’aiuto di un ex taglialegna e del suo giovane assistente, gli unici due uomini tanto coraggiosi (e folli) da mettersi contro Blackway.

Go with me al cinema dal 13 ottobre: vinci l’anteprima gratuita del film con Anthony Hopkins

Arriva al cinema il prossimo 13 ottobre, distribuito da Microcinema Distribuzione, in collaborazione con Minerva Pictures, il nuovo thriller con Anthony Hopkins, Go with me, diretto da Daniel Alfredson. Cinefilos.it vi offre la possibilità di vedere il film in anteprima, lunedì 10 ottobre alle 21.00 al cinema Adriano (Piazza Cavour Roma).

Manda una e-mail a [email protected] specificando il titolo del film (in questo caso Go with me) nell’oggetto e NOME COGNOME DEI PARTECIPANTI (entrambi) nel testo per avere la possibilità di vincere un invito valido per 2 persone!

Ecco il trailer del film:

Di seguito la trama ufficiale del film: Lillian, una giovane donna da poco tornata a vivere nella sua città natale, una comunità di taglialegna ai limiti della foresta, è vittima delle persecuzioni di Blackway, un ex poliziotto diventato un potente criminale, libero di spadroneggiare impunemente in questo luogo ai confini della civiltà. Dopo essere stata abbandonata dagli abitanti, in particolare dallo sceriffo (che le consiglia di lasciare la città), Lillian decide invece di combattere il pericoloso stalker, grazie all’aiuto di un ex taglialegna e del suo giovane assistente, gli unici due uomini tanto coraggiosi (e folli) da mettersi contro Blackway.Go with me

Guarda il trailer italiano di Go with me

 

Go Nagai Super Robot Movie Collection: dal 26 marzo in DVD

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Go Nagai Super Robot Movie Collection: dal 26 marzo in DVD

Giovedì 26 marzo esce in DVD e Blu Ray Go Nagai Super Robot Movie Collection, il cofanetto in EDIZIONE LIMITATA STEELBOOK che comprende tutti e 7 gli episodi della raccolta “Mazinger” portati al cinema con grande successo di pubblico e rimasterizzati in alta definizione.

Giganti, potenti, invincibili! I Super Robot lottano con forza e coraggio a favore del bene, si trasformano e combattono il male maestosi e imponenti, surreali e allo stesso tempo tanto veri da farti sentire protagonista di ogni pazza e stravagante avventura.

E tu, sei pronto per i Super Robot?

Go Nagai ospite d’onore al Romics 2016

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Sarà Go Nagai l’ospite d’onore della diciannovesima edizione di Romics, in programma dal 7 al 10 aprile presso Fiera di Roma. Il grande autore giapponese ritirerà il premio Romics d’Oro.

Go Nagai è considerato uno dei più grandi autori di fumetto e animazione giapponese, ha creato un universo di personaggi che ha cresciuto intere generazioni: Ufo Robot, Goldrake, Mazinga, il cult Devil Man, Cutey Honey, Jeeg Robot, Violence Jack.

Un grandissimo innovatore sia in Giappone che nel mondo, con lui è esploso il genere Mecha, quello dei robot giganti, che ha fatto scuola per oltre quarant’anni.

Tanti gli spunti innovativi e le tematiche affrontate nelle sue opere: una lettura originale del confine tra bene e male, il rapporto uomo/scienza/tecnologia, l’erotismo. Un autore molto complesso e sfaccettato, oltre che straordinariamente prolifico, le sue opere hanno creato a livello internazionale un vero e proprio fenomeno sociologico. Grande la sua influenza su autori di fumetto in tutto il mondo.

L’Italia è particolarmente legata a Go Nagai; quando nel 1978 fu proiettato per la prima volta in TV Ufo Robot Goldrake nel 1978, tre anni più tardi rispetto alla proiezione sulle reti televisive giapponesi, l’impatto fu enorme, l’innovatività grafica e tematica di questa serie lo resero un vero e proprio fenomeno cult. Il suo seguito continua ad essere fortissimo da almeno tre generazioni, dalla scoperta e riscoperta delle sue opere degli anni settanta e ottanta fino alle più recenti opere, Nagai continua da 40 anni a produrre quasi ininterrottamente, operando anche continui rinnovamenti e riscritture dei suoi personaggi più amati.

Romics celebrerà la presenza di Go Nagai con numerosi appuntamenti all’interno del programma e con l’assegnazione del Romics D’Oro: Premio conferito ai grandi Maestri internazionali del fumetto e dell’animazione nella giornata conclusiva del Festival.

Go Like Hell: primi dettagli sul nuovo film di Tom Cruise

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Go Like Hell: primi dettagli sul nuovo film di Tom Cruise

Secondo Deadline, Tom Cruise e il regista Joseph Kosinski torneranno presto a lavorare insieme. La coppia, infatti, dopo il successo di Oblivion, potrebbe riunirsi sul grande schermo per l’adattamento cinematografico di Go Like Hell, romanzo scritto da A.J. Baime. Il libro, il cui sottotitolo è: Ford, Ferrari, and their battle for speed and glory at Le Mans“, racconta della rivalità, nel corso degli anni ’60, tra Henry Ford II ed Enzo Ferrari.

Tom Cruise dovrebbe interpretare Carroll Shelby, il noto pilota automobilistico che conquistò la vittoria nel 1959 alla 24 Ore di Le Mans. Pare sia stato lo stesso Cruise a coinvolgere Kosinski nel progetto, nonostante il regista sia già impegnato con il seguito di Tron: Legacy, per la Walt Disney, e con The Twilight Zone, per la Warner Bros.

Fonte: Coming Soon

Go Like Hell: Brad Pitt al fianco di Tom Cruise

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Vi avevamo già parlato di Go Like Hell, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo scritto da A. J. Baime. Il libro, il cui sottotitolo è: Ford, Ferrari, and their battle for speed and glory at Le Mans“, racconta della rivalità, nel corso degli anni ’60, tra Henry Ford II ed Enzo Ferrari; l’adattamento cinematografico, invece, sarà firmato dal regista di Oblivion, Joseph Kosinski, e vedrà Tom Cruise nei panni di Carroll Shelby, il noto pilota automobilistico che conquistò la vittoria nel 1959 alla 24 Ore di Le Mans.

Adesso, The Hollywood Reporter ha diffuso la notizia che Brad Pitt potrebbe recitare nel film, anche se al momento non sappiamo quale ruolo gli sarà affidato. Se il coinvolgimento di Pitt dovesse diventare realtà, sarà la seconda volta che lui e Cruise reciteranno insieme: tutti ricorderanno la straordinaria performance dei due attori hollywoodiani in Intervista col vampiro del 1994.

Vi invitiamo a restare connessi con Cinefilos per tutte le novità.

Fonte: ComingSoon.net

Go Home – A Casa Loro, uscita evento il 15, 16 e 17 aprile

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Go Home – A Casa Loro, uscita evento il 15, 16 e 17 aprile

Arriva oggi nelle sale GO HOME – A CASA LORO, uscita evento nei 15, 16 e 17 aprile. Di seguito trovate l’elenco delle sale che proietteranno il film di Luna Gualano in questi prossimi tre giorni, ma molte altre hanno già aderito per prolungare la programmazione del film su tutto il territorio italiano nei giorni successivi.

Nasce da una riflessione estemporanea, da una scintilla, il fuoco che ha portato Luna Gualano a realizzare Go Home – A Casa Loro, lo zombie movie presentato ad Alice nella Città durante al tredicesima Festa del Cinema di Roma. La regista ha infatti spiegato che l’idea è partita mentre discuteva con il suo compagno, il produttore musicale Emiliano Rubbi (autore della sceneggiatura) dell’omicidio a Fermo del migrante nigeriano, ucciso in seguito ai suoi tentativi di difendere la sua compagna, insultata.

Leggi tutta la recensione del film a questo link.

Gnomeo e Juliet: Sherlock Gnomes, ecco il regista di Kung Fu Panda

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John Stevenson, regista di Kung Fu Panda, dirigerà Gnomeo e Juliet: Sherlock Gnomes, sequel di Gnomeo e Giulietta, uscito in Italia nel marzo 2011 (regia di

Gnomeo e Giulietta: un sequel con Sherlock Holmes

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Sarà Elton John a produrre il  sequel di Gnomeo e Giulietta, film d’animazione in CGI che aveva reinventato la storia shakesperieana raccontandola dal punto di vista di due fazioni in guerra di Nani da giardino, su una sceneggiatura di Andy Riley e Kevin Cecil.

Il sequel cercherà di sfruttare un nuovo personaggio letterario che sta attualmente godendo di straordinaria popolarità: Sherlock Holmes, per l’occasione trasformato in Sherlock Gnomes,  che si troverà ad indagare sulla sparizione di alcuni dei protagonisti. Le musiche saranno scritte ancora una volta da Elton John.

Gnomeo e Giulietta: recensione del film

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Gnomeo e Giulietta: recensione del film

Arriva al cinema distribuito da Walt Disney Pictures Italia Gnomeo & Giulietta, il film di d’animazione diretto da Kelly Asbury, con le voci originali di James McAvoy e Emily Blunt.

“Oh Gnomeo Gnomeo, perché sei tu Gnomeo!” Recita così la “nana” da giardino Giulietta nel nuovo cartoon di Kelly Asbury (Shrek 2), che trae evidentemente ispirazione dall’immortale e irripetibile tragedia di William Shakespeare.

Si parla di Gnomeo e Giuletta 3D, un film di animazione ambientato a Verona Street nei giardini di due vicini di casa londinesi. I protagonisti sono i nani da giardino che non appena i padroni sono lontani, escono allo scoperto, vivendo la loro vita. Abbiamo già visto, ad esempio in Toy Story, come si può lasciare spazio alla fantasia e all’immaginazione nel dar vita a “oggetti inanimati”, ma qui c’è l’aggiunta della rivalità epocale tra i due giardini/casate, quella dei Rossi e quella dei Blu. Giorno dopo giorno, i nani appartenenti ai due diversi giardini, portano avanti una ‘faida’ continua, tra sfide in sella ai tagliaerba e incursioni notturne in territorio nemico. Un giorno però, mentre Gnomeo, uno dei più giovani nani dei Blu, fugge dopo un’incursione nel giardino dei Rossi, incontra Giulietta, una bellissima nana dei Rossi, fuggita dal padre iperprotettivo. Tra i due nani, esplode subito un amore incondizionato, che supera ogni barriera o divisione “razziale”. Ma il loro amore è destinato alla condanna, o almeno questa è la storia dei più famosi Romeo e Giulietta

Decisamente più infantile rispetto agli ultimi prodotti Pixar, Gnomeo e Giulietta 3D è un cartoon che, eccetto alcune trovate registiche e una sceneggiatura a tratti molto divertente, non convince fino in fondo. Due dei personaggi più riusciti sono senz’altro la rana, Nanette, “balia” di Giulietta, e il fenicottero, Piuma Rosa, amico della coppia. Uno straordinario supporto al film è dato dalla musica di Elton John, Lady Gaga e Nelly Furtado, che cantano le canzoni della pellicola, creando un mix perfetto tra la classicità della storia d’amore e la contemporaneità della musica pop.

Un discorso a parte è doveroso farlo sul doppiaggio italiano creato dalla Disney Italia. I Rossi parlano un siciliano, napoletano e calabrese poco credibile. I blu parlano un fastidioso emiliano, torinese e milanese. A parlare il romano, unica eccellenza nel doppiaggio, è lo spassoso “Piuma Rosa”, doppiato eccellentemente da Francesco Pannofino. In generale un’operazione di doppiaggio mal riuscita e notevolmente stridente, ma d’altronde era facile snaturare un film che in lingua originale vede doppiatori del calibro di James McAvoy, Emily Blunt, Michael Caine, Maggy Smith, Ozzi Osbourne e Jason Statham.

Gnomeo e Giulietta 3D, dopotutto è un cartoon per i più piccini e a loro piacerà senz’altro, forse i genitori storceranno il naso, o forse no, ma questo lo potrete scoprire solo dal 16 marzo 2011 nei cinema.

Gnomeo e Giulietta in TV

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Gnomeo e GiuliettaSerata all’insegna dell’animazione quella in programma su Italia 1. Infatti, in prima serata andrà in onda il film Gnomeo e Giulietta, parodia in chiave fantasy dell’eterna storia d’amore di William Shakespeare.

Nel film sono presenti musiche di molti cantanti famosi come Lady Gaga, Nelly Furtado e Kiki Dee ma soprattutto di Elton John. Il brano The Tiki Tiki Tiki Room è il tema ufficiale di Enchanted Tiki Room, un’attrazione del parco Disneyland di Anaheim, in California. Fu scritto nel 1963 dai fratelli Robert e Richard Sherman. L’attrazione consisteva in una vasta esposizione di uccelli meccanici il cui movimento era determinato da una tecnologia nota come audio-animatronica.

Gnomeo, gnomo da giardino della famiglia Montecchi (blu) e Giulietta della famiglia Capuleti (rossa), sono una e uno gnomo da giardino, e le loro famiglie sono in completa rivalità, persino i padroni dei giardini. Giulietta è combattiva e coraggiosa, Gnomeo è prudente e dolce. Una notte, Giulietta corre in un giardino vicino per rubare una bella orchidea. Si incontrano e si innamorano non sapendo di appartenere a famiglie rivali, cioè Giulietta crede che Gnomeo sia un rosso e Gnomeo crede che sia una blu. Quando se ne rendono conto, continuano ad incontrarsi di nascosto e in una di queste occasioni conoscono Piumarosa, un fenicottero di plastica al corrente della loro storia, che ha vissuto una triste storia di amore. Ma quando, durante uno di questi incontri un amico di Gnomeo,Benny,li scopre insieme,Gnomeo cerca di spiegargli tutto. L’altro, però, correndo incontra il cugino perfido di Giulietta, Tebaldo, che gli distrugge il cappello, così Gnomeo lo attacca e per sbaglio Tebaldo finisce contro un muro andando in mille pezzi. Tutti i Rossi danno la colpa a Gnomeo che finisce in strada. Tutti credono che sia morto sotto una macchina, ma invece Funghetto e Nanette, i migliori amici di Gnomeo e Giulietta consolano i due. Per strada Gnomeo incontra una statua di William Shakespeare che gli dirà come era finito il suo libro, dando a Gnomeo il coraggio di tornare a casa. Quando Gnomeo torna a casa però finisce con Giulietta sotto un mucchio di pietre: infatti i blu si sono vendicati distruggendo il giardino dei rossi, ma alla fine hanno distrutto pure quello loro. Però per fortuna tutti sopravvivono e i due giardini vivranno senza più essere in conflitto. Piuma Rosa ritrova il suo amore, Tebaldo viene incollato, Benny si sposa con una bambola di porcellana, e si festeggiano molti matrimoni insieme a quello di Giulietta e Gnomeo. Il film si conclude con Gnomeo e Giulietta sul tagliaerba di nozze.

Glynis Johns: è morta la Signora Banks di Mary Poppins

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Glynis Johns: è morta la Signora Banks di Mary Poppins

Glynis Johns, ricordata dal pubblico cinematografico come la Signora Banks di Mary Poppins e dai devoti di Broadway come la prima persona a cantare “Send in the Clowns” di Stephen Sondheim, è morta giovedì per cause naturali in una casa di residenza assistita a Los Angeles. Aveva 100 anni.

La sua morte è stata annunciata dal manager e pubblicista Mitch Clem. “Oggi è un giorno triste per Hollywood”, ha detto Clem in una nota. “Lei è l’ultima degli ultimi della vecchia Hollywood.”

Vincitrice di un Tony (migliore attrice/musical) per la sua interpretazione di Desiree Armfeldt nel cast originale A Little Night Music del 1973 di Sondheim-Hugh Wheeler, la Johns ha debuttato e, grazie al suo ampio consenso, ha contribuito a rendere popolare “Send in the Clowns”.

Nata a Pretoria, in Sud Africa, Glynis Johns fece il suo debutto nel West End nel 1931 all’età di 8 anni in Judgment Day di Elmer Rice, ma non salì sul palco di Broadway fino al 1952, quando interpretò il ruolo principale nella commedia di Enid Bagnold Gertie. Nel decennio successivo apparve di nuovo a Broadway due volte – in Major Barbara del 1956 e in Too Good To Be True del 1963 – ma fu solo nel 1973, con Night Music, che divenne una delle maggiori star di Broadway dell’epoca.

Sondheim scrisse “Send in the Clowns” appositamente per lei (e la sua voce roca). La canzone sarebbe diventata uno standard popolare, con versioni di Frank Sinatra, Judy Collins, Barbra Streisand e innumerevoli altri.

Nel frattempo, ha lasciato un’impronta indelebile nei panni dell’eccentrica Winifred Banks, una madre liberale, anche se tormentata, che ha un disperato bisogno di una tata nel film di grande successo di Walt Disney del 1964 Mary Poppins con Julie Andrews. Nei panni della signora Banks, Johns ha eseguito uno dei brani più memorabili del film tra quelli non cantati da Andrews o dal co-protagonista Dick Van Dyke: “Sister Suffragette”.

 

Glynis Johns si è sposata e ha divorziato quattro volte: la prima con l’attore Anthony Forwood, che notoriamente la lasciò per l’uomo che sarebbe diventato il suo partner a lungo termine, l’attore Dirk Bogarde. Un figlio avuto dal matrimonio, Gareth Forwood, era il suo unico figlio ed è morto nel 2007. Lascia un nipote e tre pronipoti.

Glory – Non c’è tempo per gli onesti: trailer ufficiale

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Glory – Non c’è tempo per gli onesti: trailer ufficiale

L’avvincente parabola di un uomo qualunque schiacciato dagli ingranaggi di un sistema che umilia i più deboli. Glory – Non c’è tempo per gli onesti, la nuova opera degli autori rivelazione del cinema europeo Kristina Grozeva e Petar Valchanov arriverà al cinema dal 21 Settembre.

Tornano sul grande schermo gli autori rivelazione del cinema europeo Kristina Grozeva e Petar Valchanov, salutati dalla critica come i nuovi fratelli Dardenne: a partire dal 21 settembre arriva nelle sale italiane GLORY – NON C’È TEMPO PER GLI ONESTI, distribuito da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection.

Il film, ispirato a una vicenda realmente avvenuta, racconta con stile raffinato e con ritmo avvincente la parabola di un umile ferroviere che si troverà a pagare caro un gesto di onestà.

GLORY – NON C’È TEMPO PER GLI ONESTI

Magnifiche e indimenticabili le interpretazioni dei due attori protagonisti: Stefan Denolyubov nei panni di un uomo qualunque schiacciato negli ingranaggi di un sistema che umilia i più deboli, e la brillante Margita Gosheva che interpreta Julia, cinica e implacabile capo PR del Ministero dei Trasporti, che in quello stesso sistema è perfettamente integrata.

A volte un oggetto ha un valore che va al di là della sua materialità. È il caso del vecchio orologio Glory che il protagonista del film ha ricevuto da suo padre e che usa per svolgere al meglio il suo lavoro di ferroviere. Finché un atto di estrema onestàla restituzione alla polizia di un’ingente somma di denaro trovata sui binari del trenonon lo obbligherà, per un’assurda combinazione di eventi, a separarsene. Per lui, divenuto riluttante simbolo di onestà nelle mani del Ministero dei Trasporti e inconsapevole vittima di meri calcoli politici, recuperare il Glory diventerà anche un modo per recuperare la propria dignità di uomo. Sulla sua strada troverà l’implacabile capo PR del Ministero dei Trasporti, interpretata dalla splendida Margita Gosheva, forse l’unica persona che può aiutarlo. O forse, l’unica che può davvero rovinargli la vita.

Presentato in anteprima nazionale durante la tredicesima edizione di Biografilm Festival – International Celebration of Lives, GLORY – NON C’È TEMPO PER GLI ONESTI ha già ricevuto numerosi premi nei festival di tutto il mondo, tra cui il Festival del Film di Locarno e lo stesso Biografilm Festival, ed è uno dei film della selezione ufficiale del Premio LUX 2017 del Parlamento Europeo.

Glory – non c’è tempo per gli onesti: il trailer italiano

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Glory – non c’è tempo per gli onesti: il trailer italiano

Tornano sul grande schermo gli autori rivelazione del cinema europeo Kristina Grozeva e Petar Valchanov, salutati dalla critica come i nuovi fratelli Dardenne: a partire dal 21 settembre arriva nelle sale italiane Glory – non c’è tempo per gli onesti, distribuito da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection.

Il film, ispirato a una vicenda realmente avvenuta, racconta con stile raffinato e con ritmo avvincente la parabola di un umile ferroviere che si troverà a pagare caro un gesto di onestà.

Magnifiche e indimenticabili le interpretazioni dei due attori protagonisti: Stefan Denolyubov nei panni di un uomo qualunque schiacciato negli ingranaggi di un sistema che umilia i più deboli, e la brillante Margita Gosheva che interpreta Julia, cinica e implacabile capo PR del Ministero dei Trasporti, che in quello stesso sistema è perfettamente integrata.

A volte un oggetto ha un valore che va al di là della sua materialità. È il caso del vecchio orologio Glory che il protagonista del film ha ricevuto da suo padre e che usa per svolgere al meglio il suo lavoro di ferroviere. Finché un atto di estrema onestàla restituzione alla polizia di un’ingente somma di denaro trovata sui binari del trenonon lo obbligherà, per un’assurda combinazione di eventi, a separarsene. Per lui, divenuto riluttante simbolo di onestà nelle mani del Ministero dei Trasporti e inconsapevole vittima di meri calcoli politici, recuperare il Glory diventerà anche un modo per recuperare la propria dignità di uomo. Sulla sua strada troverà l’implacabile capo PR del Ministero dei Trasporti, interpretata dalla splendida Margita Gosheva, forse l’unica persona che può aiutarlo. O forse, l’unica che può davvero rovinargli la vita.

Presentato in anteprima nazionale durante la tredicesima edizione di Biografilm Festival – International Celebration of Lives, Glory – non c’è tempo per gli onesti ha già ricevuto numerosi premi nei festival di tutto il mondo, tra cui il Festival del Film di Locarno e lo stesso Biografilm Festival, ed è uno dei film della selezione ufficiale del Premio LUX 2017 del Parlamento Europeo.

Gloria!, recensione dell’esordio alla regia di Margherita Vicario

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In un anno cinematografico in cui l’esordio da regista di un’attrice ha rappresentato il centro del racconto cinematografico del nostro Paese, parliamo ovviamente di Cortellesi e del suo C’è Ancora Domani, arriva in sala un altro esordio di un’attrice (e cantante), Margherita Vicario, che con Gloria! (qui il trailer) aveva già concorso a Berlino 2024, e che adesso si approccia al pubblico italiano dall’11 aprile con 01 Distribution.

Gloria! la trama

La storia è ambientata “all’alba dell’Ottocento”, in un decrepito istituto femminile, il Sant’Ignazio, nei pressi di Venezia. Qui, le orfane ospiti della struttura studiano musica e sognano in grande, chi di comporre le proprie opere, chi di trovare marito e essere felice, chi di avere la libertà di essere se stessa, ma tutte vogliono lasciare quel posto che per quanto le abbia protette, adesso limita la loro vita e le loro aspirazioni. Ma con loro c’è anche “la muta”, Teresa, la giovane sguattera che si occupa della pulizia dell’istituto e che ha un dono: riesce a sentire la musica in ogni suono e rumore che la circonda, ha un ritmo interno che le fa immaginare meravigliose e insolite melodie. Quando il suo cammino si incrocerà con alcune delle orfane della struttura, la rivoluzione sembrerà possibile.

Margherita Vicario fa il suo ingresso nel mondo del cinema con un irruento scoppio di creatività in cui racconta una piccola grande ribellione. La sue giovani protagoniste si schierano contro le leggi sociali e religiose del tempo, diventando delle piccole guerriere e combattendo per realizzare i propri sogni. Alla base di questa storia c’è l’archetipo narrativo della ricerca di sé e del proprio posto nel mondo, della realizzazione dei propri sogni, soprattutto c’è un racconto puro e onesto di sorellanza che con spirito di iniziativa e grande brio si schiera contro le regole del patriarcato, rappresentato da Don Perlina (un fantastico Paolo Rossi).

gloria!Un patriarcato depotenziato

Proprio nella rappresentazione del “Patriarcato”, il film di Vicario rivela la sua natura gioiosa e brillante: i cattivi del film sono un prete/musicista presumibilmente omosessuale e completamente in crisi creativa e il direttore dello stesso Istituto (Natalino Balasso), un uomo buffo e minuto, con debolezze e peccati da tenere nascosti. Con eleganza e leggerezza Gloria! di Margherita Vicario mette alla berlina gli uomini di potere, contrapponendoli a giovani donne “senza mezzi” che nella comunione tra di loro riescono a trovare la propria voce. O la propria musica, è il caso di dire.

Proprio l’aspetto musicale ricopre un ruolo fondamentale in Gloria!, sia perché le sue protagoniste sono delle musiciste e compositrici, sia perché il film ha a sua volta un andamento fluido ed estremamente “intonato”. Vicario dimostra di saper gestire la macchina da presa e, forte di una storia avvincente, regala al pubblico un esordio divertente e gioioso, che per una volta racconta il riscatto femminile lontano dai toni drammatici e polemici che di solito si adottano per questo tipo di racconto.

Le splendide protagoniste di Gloria!

Vicario si avvale poi di uno straordinario cast, che oltre al citato Rossi e a Elio in un piccolo e tenero ruolo, vanta la presenza di giovani interpreti come Galatea Bellugi, Carlotta Gamba, Maria Vittoria Dallasta, Sara Mafodda e Veronica Lucchesi (dei La Rappresentante di Lista), un quartetto di archi e voce splendido.

Al netto di alcuni formalismi e ingenuità registiche, Gloria! è un buon esordio, un coming of age in costume, che strizza l’occhio alle commedie per ragazzi e che apre a Margherita Vicario (anche) le porte della settima arte dal punto di vista della sedia di regia. La sua estetica pittorica e luminosa ricorda le opere di Alice Rohrwacher e Pietro Marcello, ma con un pizzico di brio e di gioventù in più, in cui poi risiede l’aspetto più interessante e personale del film.

Gloria!, la storia vera che ha ispirato il film di Margherita Vicario

Gloria! (qui la recensione) di Margherita Vicario si inserisce nel panorama del cinema italiano come un’opera ibrida e sorprendente, capace di fondere il film in costume con il musical contemporaneo e il racconto di emancipazione femminile. Ambientato in un istituto musicale femminile nella Venezia di fine Settecento, il film affronta temi come la libertà creativa, il talento represso, la sorellanza e il rapporto tra arte e potere. La musica diventa linguaggio politico e strumento di ribellione, in un racconto che dialoga apertamente con il presente pur muovendosi in una cornice storica.

Con Gloria!, Margherita Vicario compie un passaggio decisivo nel suo percorso artistico, dopo essersi affermata come attrice e musicista e aver sviluppato una forte identità autoriale anche come cantautrice e regista di videoclip. Il film rappresenta la sintesi delle sue anime creative: cinema, musica pop, sperimentazione visiva e attenzione ai temi sociali. La regia mostra una chiara consapevolezza stilistica, capace di giocare con l’anacronismo, con il ritmo musicale e con una messa in scena energica che rompe i confini del racconto in costume tradizionale.

Il cast corale contribuisce in modo determinante alla riuscita del film, con giovani interpreti che danno corpo e voce alle protagoniste, affiancate da volti noti del cinema italiano in ruoli di supporto. Gloria! ha ottenuto un notevole riscontro di pubblico, distinguendosi come uno dei casi cinematografici dell’anno, e ha raccolto importanti riconoscimenti in ambito festivaliero e nei principali premi nazionali, soprattutto per la musica, la regia e l’originalità del progetto. Il film è inoltre ispirato ad alcune storie vere: nel resto dell’articolo approfondiremo proprio le vicende reali che hanno dato origine al racconto.

Galatéa Bellugi in Gloria!
Galatéa Bellugi in Gloria!

La trama di Gloria!

Veneto, 1800. Teresa, soprannominata “la muta”, lavora come domestica al Sant’Ignazio, un decrepito istituto musicale per educande. L’imminente visita del nuovo Papa, Pio VII, getta l’istituto in fermento e, mentre il maestro del coro fatica a comporre qualcosa per l’occasione, Teresa in un ripostiglio scopre uno strumento musicale di nuova invenzione: il pianoforte. Comincia così a suonarlo insieme ad altre quattro ragazze della scuola. Con l’avvicinarsi della visita del Papa, emergeranno però tra le ragazze conflitti, segreti e un irrefrenabile desiderio di far sentire la propria voce.

La storia vera dietro il film

Il film Gloria! prende spunto da una dimensione storica realmente esistita, sebbene poco nota: la presenza, in Italia tra il XV e il XVIII secolo, di orfanotrofi e istituti musicali dove vivevano e si formavano donne musiciste di grande talento. Una delle realtà più documentate è l’Ospedale della Pietà a Venezia, un orfanotrofio, convento e scuola di musica dove, già dal Seicento, le ragazze abbandonate venivano allevate, istruite e avviate alla musica. Queste istituzioni creavano ensemble interamente femminili, cori e orchestre che si esibivano regolarmente, attirando visitatori e curiosi da tutta Europa e fungendo da centri di eccellenza musicale.

Antonio Vivaldi è tra le figure storiche più associate a questo fenomeno: come maestro di violino all’Ospedale della Pietà, dal 1703 per oltre trent’anni scrisse un grande numero di concerti, cantate e opere destinate proprio alle musiciste dell’istituto, contribuendo a far conoscere la loro arte e abilità. Tra le allieve più celebri vi furono Anna Maria della Pietà, violinista virtuosa, e Chiara della Pietà, violinista, cantante e insegnante, che rimasero per tutta la vita legate all’istituto. Anna Maria, in particolare, fu protagonista di un ruolo di rilievo, eseguendo e influenzando materialmente l’esecuzione di molte opere di Vivaldi.

Paolo Rossi in Gloria!
Paolo Rossi in Gloria!

Fonti musicologiche suggeriscono che queste donne non fossero meri esecutori ma possibili co‑creatrici e interpreti attive: le partiture e i diari conservati mostrano come alcune composizioni fossero adattate alle loro capacità e personalità musicali, e come alcune allieve insegnassero a loro volta alle compagne. La musica d’insieme nelle istituzioni veneziane non era solo pratica performativa, ma un laboratorio di idee, in cui competenze e talento venivano coltivati in un contesto ostacolato dalle convenzioni sociali dell’epoca.

Nonostante queste musiciste fossero apprezzate e celebri nei loro ambienti, la loro opera è stata storicamente sottovalutata o perduta: molte composizioni non sono sopravvissute o non hanno mai avuto attribuzioni chiare, e la memoria di artiste come Anna Maria, Chiara o Santa della Pietà rischiava di scomparire. Il film di Vicario si appropria di questo vuoto storico per immaginare le voci e i desideri di centinaia di donne che, pur avendo talento e contributi significativi, non poterono affermarsi appieno nel panorama storico‑musicale tradizionale.

Questa ricostruzione storica, pur romanzata e contestualizzata nella Venezia di inizio Ottocento, restituisce una testimonianza ampia della difficoltà di riconoscere e tramandare l’eredità delle musiciste donne. Le istituzioni come l’Ospedale della Pietà furono eccezionali nel dare alle ragazze un’istruzione musicale di alto livello, ma la loro influenza è spesso filtrata attraverso nomi maschili come quello di Vivaldi. Gloria! si propone così come un omaggio narrativo a figure reali e spesso dimenticate, riscoprendo un patrimonio di storie vere che ancora oggi stimola ricerca e interesse musicologico.

Gloria!, il trailer del film d’esordio di Margherita Vicario

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Gloria!, il trailer del film d’esordio di Margherita Vicario

È stato distribuito oggi il trailer di Gloria! film d’esordio di Margherita Vicario, presentato in concorso ufficiale al 74. Festival Internazionale del Cinema di Berlino e al cinema dall’11 aprile con 01 Distribution.

L’anteprima italiana sarà invece ospitata dal Bifest di Bari. Nel cast Galatea Bellugi, Carlotta Gamba, Veronica Lucchesi (La Rappresentante di Lista), Maria Vittoria Dallasta, Sara Mafodda, Paolo Rossi, Elio (Elio e le storie tese), Natalino Balasso, Anita Kravos, Vincenzo Crea, Jasmin Mattei. Firmano la sceneggiatura Anita Rivaroli e Margherita Vicario mentre le musiche del film sono composte dalla stessa Vicario con il produttore musicale Dade.

Gloria!, la trama

Ambientato in un istituto femminile nella Venezia di fine ‘700, Gloria! racconta la storia di Teresa, una giovane dal talento visionario, che, insieme a un gruppetto di straordinarie musiciste, scavalca i secoli e sfida i polverosi catafalchi dell’Ancien Régime inventando una musica ribelle, leggera e moderna. Pop!

Gloria! è una produzione tempesta con Rai Cinema, in coproduzione con tellfilm (Svizzera), con il contributo di MIC – Ministero della Cultura, Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, con il supporto di Ufficio Federale della Cultura Svizzero (UFC), con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia – FVG Film Commission e della Ticino Film Commission. Al Cinema dall’11 aprile con 01 Distribution. Prodotto da Valeria Jamonte, Manuela Melissano e Carlo Cresto-Dina, coprodotto da Katrin Renz. Sul set del film, tempesta, ha adottato EcoMuvi, il disciplinare internazionale di sviluppo sostenibile per la certificazione delle produzioni audiovisive.

Gloria recensione del film di Sebastián Lelio

Gloria recensione del film di Sebastián Lelio

gloria recensioneÈ possibile vivere pienamente la vita a sessant’anni? È possibile per una donna che si è sempre vista ai margini, conquistare il centro della propria scena? A giudicare dalla protagonista di Gloria del regista cileno Sebastián Lelio, pare proprio di sì. Gloria è una quasi sessantenne divorziata. Lavora, è sola, ma ama la vita e non vuole darsi per vinta. Cerca ancora la felicità, magari l’amore, andando spesso a ballare. Incontra un uomo, Rodolfo, col quale vive una folgorante passione, ma proprio quando pensa di aver trovato la felicità, scopre che le cose non sono così facili come sembrano.

Il film è il ritratto di una donna, una commedia che parte in sordina e cresce, come la sua protagonista. Affronta coraggiosamente il tema della vita a sessant’anni – anche nei suoi aspetti solitamente taciuti come quello del sesso – con un realismo sincero, privo di ogni retorica, e con un’ironia sapientemente dosata.

gloria recensione posterLa protagonista, Paulina García, è bravissima in questo ruolo, per il quale ha meritato l’Orso d’Oro al Festival di Berlino, in cui coniuga vari aspetti: apparenza ordinaria, sensualità, vivacità, umorismo, forza. È madre amorevole, ma anche donna seducente, spericolata e casalinga, sfrontata e libera. Ricorda per certi versi le figure femminili nel cinema di Almodóvar. Ci sono anche rimandi precisi: la femminilità espressa nell’irrinunciabile cura di sé; il tacco a spillo su cui la donna può inciampare, ma sempre si riprende; l’avversione per i telefoni, attraverso cui passano comunicazioni sgradite, false o moleste, e che spesso fanno una brutta fine, qui in un paio di scene davvero godibilissime. Un’ispirazione riplasmata però in modo del tutto originale, con tutt’altri efficacissimi toni: più essenziali, asciutti, a volte anche impietosi e duri nel fotografare la solitudine e lo scorrere del tempo.

Le figure maschili, poi, sono quasi sempre infantili e fonte di problemi – l’ex marito e il nuovo compagno, Rodolfo (Sergio Hernández). Di fronte a loro il quesito è: cercare un uomo per essere felici, o piuttosto innanzitutto essere felici e magari, anche cercare un uomo? Tra le due prospettive si muove il percorso di Gloria. Il regista la segue, mostrandoci come cambia  il suo punto di vista. Lo vediamo sul suo volto e su quello degli altri personaggi. Il passaggio è sottolineato anche dalle canzoni che compaiono nel film e che Gloria spesso canta con trasporto: dagli amori finiti, ad altri che cominciano e poi di nuovo finiscono, con l’amante che sempre pone in essi grandi speranze, fino a Gloria di Umberto Tozzi, che diventa per la protagonista una sorta di inno a sé stessa, una nuova Gloria, protagonista della sua vita con forza, coraggio e determinazione. La pellicola è prodotta da Pablo Larraín, regista di No – I giorni dell’arcobaleno.

Gloria Guida: 10 cose che non sai sull’attrice

Gloria Guida: 10 cose che non sai sull’attrice

Icona della commedia sexy all’italiana, l’attrice Gloria Guida ha conquistato il cuore degli italiani nel corso di tutti gli anni Settanta, ottenendo un notevole successo anche all’estero. Grazie alla sua bellezza, alla sua spontaneità e alle sue buone capacità recitative è entrata a far parte dell’immaginario collettivo, distinguendosi in particolare per il ruolo della liceale.

Ecco 10 cose che non sai di Gloria Guida.

Parte delle cose che non sai sull’attrice

Gloria Guida biografia

Gloria Guida: la sua biografia

10. Aveva intrapreso una carriera da cantante. Prima di diventare una celebre attrice del panorama nazionale, la Guida aveva avuto modo di compiere i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo come cantante. Iniziò infatti a 17 anni, nel 1972, partecipando alla manifestazione canora Un disco per l’estate, grazie a cui ottenne una prima popolarità. Dopo aver avuto modo di incidere qualche singolo, come L’uomo alla donna non può dire di no e Cuore, fatti onore, si candida per partecipare al Festival di Sanremo del 1973, non venendo però ammessa. Tale evento la spinge probabilmente a dedicarsi più alla carriera cinematografica, tralasciando quella musicale.

9. Ha abbandonato le scene. Dopo circa un decennio di attività cinematografica, l’attrice decide di rinunciare al grande schermo, concentrandosi invece sul teatro. Ben presto, tuttavia, annuncia il totale abbandono delle scene. Questo avviene in seguito al suo matrimonio, e la Guida afferma che tale decisione è stata da lei presa anche per poter avere più tempo di dedicarsi alla figlia. Tornerà soltanto nel 2009 in televisione per recitare nella serie Fratelli Benvenuti. Dal 2018, invece, ha intrapreso l’attività di conduttrice di programmi come Le ragazze e L’Attesa.

Gloria Guida: la sua filmografia

8. Ha recitato in celebri film italiani. Il debutto cinematografico avviene per lei grazie ai film La ragazzina e La minorenne, entrambi del 1974. Negli anni successivi, acquista sempre più popolarità grazie a titoli come Quell’età maliziosa (1975), Blue Jeans (1975), La novizia (1975), e La liceale (1975), che la consacra definitivamente. Reciterà poi anche in Il medico… la studentessa (1976), Scandalo in famiglia (1976), L’affittacamere (1976), Il triangolo delle Bermude (1978), La liceale nella classe dei ripetenti (1978), Avere vent’anni (1978), Travolto dagli affetti familiari (1978), L’infermiera di notte (1979), La liceale seduce i professori (1979), La liceale, il diavolo e l’acquasanta (1979), Fico d’India (1980), Bollenti spiriti (1981), La casa stregata (1982) e Sesso e volentieri (1982).

7. Ha preso parte ad alcune produzioni televisive. Dopo aver abbandonato il grande schermo, l’attrice ha particolarmente diradato le proprie presenze nel mondo dello spettacolo, comparendo solo a teatro e in alcune produzioni televisive. La prime di queste fu la commedia Se devi dire una bugia dilla grossa, del 1986. Nel 1988, invece, recita nelle due puntate che compongono la miniserie comica Festa di Capodanno. Dopo di ciò, si ritira dalle scene per tornarvi, come anticipato, soltanto nel 2009 con Fratelli Benvenuti, dove recita nel ruolo di Doris, moglie del protagonista Lorenzo, interpretato dall’attore Massimo Boldi.

Gloria Guida e Lino Banfi

6. Ha recitato in alcuni film con il noto attore. Quello della commedia sexy è un genere che ha visto avvicendarsi diversi nomi noti del cinema italiano. Tra questi vi è Lino Banfi, che ha avuto modo di recitare insieme alla Guida in diverse occasioni. La prima di queste fu per il film L’affittacamere, dove l’attore interpreta il futuro sposo della sorella della Guida, in un susseguirsi di imprevisti comici e piccanti. I due hanno poi nuovamente condiviso la scena in La liceale nella classe dei ripetenti, dove Banfi stavolta è il padre di lei, e in La liceale seduce i professori, dove i due attori sono invece legati dalla parentela zio-nipote. Hanno infine recitato insieme anche in L’infermiera di notte, replicando dinamiche già viste nei precedenti film.

Parte delle cose che non sai sull’attrice

Gloria Guida Johnny Dorelli

Gloria Guida e Johnny Dorelli

5. È sposata con il noto cantante e attore. Grazie allo spettacolo teatrale Accendiamo la lampada, del 1979, la Guida ha modo di conoscere il noto attore e cantante Johnny Dorelli, con il quale intraprende una lunga relazione. Dal loro amore nascerà poi la figlia Guendalina, per la quale la Guida deciderà di abbandonare le scene e dedicarsi alla famiglia. La coppia, infine, si sposerà ufficialmente soltanto nel 1991. Nel corso degli anni, hanno sempre mantenuto un velo di riservatezza sulla loro vita privata, evitando l’ingresso indesiderato del gossip in essa.

4. Hanno recitato insieme in alcuni film. Dopo essersi conosciuti sul palcoscenico di un teatro, i due hanno poi avuto modo di recitare insieme nel film Bollenti spiriti, del 1981, dove recitano nel ruolo di due eredi di uno stesso castello, trovandosi così a doverlo condividere malvolentieri. Il secondo titolo è invece Sesso e volentieri, basato su diversi episodi dove i due attori interpretano vari personaggi. La coppia ha infine avuto l’occasione di ritrovarsi anche sul set della miniserie Festa di Capodanno, uno degli ultimi titoli in cui ha recitato l’attrice.

Gloria Guida è su Instagram

3. Ha un account personale. L’attrice è presente sul social network Instagram con un profilo seguito da 26,5 mila persone. All’interno di questo, con un totale di oltre 900 post, la Guida è solita condividere numerose immagini relative alla propria quotidianità, tra curiosità e momenti di svago. Non mancano poi anche post relativi ai suoi nuovi lavori in televisione, come anche ricordi della sua passata carriera da attrice degli anni Settanta. Variegato e colorato, l’attrice ha sempre dimostrato una grande attenzione al proprio profilo, mantenendolo continuamente aggiornato.

Gloria Guida: oggi

2. È una conduttrice. A partire dal decennio appena trascorso la Guida è tornata ad essere un volto popolare della televisione italiana, prendendo da prima parte a programmi come Io canto, Lasciami cantare!, e Tale e quale show, dove ha avuto modo di impersonare le cantanti Patty Pravo, Raffaella Carrà, Arisa e Noemi. In seguito, ha collaborato come inviata per il programma Verissimo, mentre dal 2018 al 2019 ha condotto Le ragazze, dove si proponevano eventi della storia italiana raccontati attraverso il punto di vista di donne diverse per estrazione sociale e culturale.

Gloria Guida: età e altezza

1. Gloria Guida è nata a Merano, in Trentino-Alto Adige, Italia, il 19 novembre 1955. L’attrice è alta complessivamente 170 centimetri.

Fonte: IMDb

Gloria Bell: tutto quello che c’è da sapere sul film con Julianne Moore

Al regista cileno Sebastian Lelio si devono alcuni dei più entusiasmanti e memorabili personaggi femminili apparsi negli ultimi anni sul grande schermo. Con film come Una donna fantastica, Disobedience e Il prodigio ha non solo dato prova di grande sensibilità nel raccontare l’universo femminile ma si è anche distinto come uno dei registi più interessanti della sua generazione. Il film che lo ha reso noto è però Gloria, del 2013, del quale nel 2018 Lelio ha realizzato un remake in lingua inglese intitolato Gloria Bell. Il motivo? L’imperdibile occasione di lavorare con l’attrice premio Oscar Julianne Moore.

Lelio ha infatti dichiarato di aver maturato l’interesse a realizzare una versione statunitense del suo film cileno per poter scoprire in che modo il personaggio di Gloria potesse cambiare nel nuovo contesto e soprattutto in mano ad un’attrice come Moore. Il risultato è dunque un film che segue in tutto e per tutto quanto già fatto dal lungometraggio del 2013, ma nel quale si inseriscono le ovvie differenze culturali e geografiche. Un’operazione dunque rischiosa ma che è poi stata molto apprezzata dalla critica e ha permesso ad un più ampio pubblico di scoprire Gloria e la sua irresistibile voglia di vita.

Naturalmente non è necessario aver visto il film cileno prima di lanciarsi nella visione di Gloria Bell, lungometraggio capace di incuriosire, appassionare ed emozionare. Per chi dunque è alla ricerca di un film che, libero da ogni orpello, racconta una storia d’emancipazione femminile, questo è il film giusto. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative ad esso. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

La trama di Gloria Bell

Protagonista del film è Gloria Bell, una donna di cinquant’anni con due figli ormai adulti e un divorzio alle spalle. Nonostante la routine e la solitudine di tutti i giorni, Gloria non ha però nessuna intenzione di smettere di godersi la vita e di credere all’amore, tra notti di balli sfrenati nei club di Los Angeles e amanti passeggeri. Proprio durante una di queste serate, incontra Arnold e tra loro nasce una passione inaspettata, che li travolgerà con tutte le sue gioie e, soprattutto, le sue complicazioni. Ma per Gloria Bell, in fondo, nulla è insuperabile finché si può continuare a danzare sulle note della vita.

Il cast di Gloria Bell

Nel film si ritrova la premio Oscar Julianne Moore nel ruolo di Gloria Bell, ex moglie di Dustin, madre di Peter e Anne, figlia di Hilary, nonché interesse amoroso di Arnold e amica di Vicky. Ad interpretare il primo di questi, Dustin, vi è l’attore Brad Garrett, mentre i figli Peter e Anne sono interpretati da Michael Cera e Caren Pistorius. Hilary, la madre di Gloria, ha invece il volto di Holland Taylor, mentre il noto attore John Turturro interpreta l’interesse amoroso Arnold. Sia Moore che Turturro avevano recitato insieme in Il grande Lebowski, pur senza condividere mai la scena. Nel ruolo dell’amica Vicky, invece, vi è l’attrice Rita Wilson.

Gloria Bell cast Julianne Moore

Jeanne Tripplehorn ricopre il ruolo di Fiona Mason, la nuova moglie di Dustin, mentre completano il cast Chris Mulkey nel ruolo di Charlie, Barbara Sukowa in quello di Melinda e Alanna Ubach in quello di Veronica. Tyson Ritter è il vicino di casa di Gloria, mentre cassi Thomson interpreta Virginia. Infine, l’attore Sean Astin, noto per aver interpretato Sam ne Il Signore degli Anelli, ricopre qui il ruolo di Jeremy. Il ruolo era in realtà stato originariamente scritto per Corey Feldman, ma a causa di un conflitto di riprese, Feldman ha rifiutato il ruolo e lo ha offerto a Sean Astin, un suo caro amico sin dai tempi del film I Goonies, dove hanno recitato insieme.

Gloria Bell: la colonna sonora del film

Per un film con una protagonista che ama tanto lanciarsi in pazze serate a base di alcol e musica o che in generale ascolta quante più canzoni possibili anche nel corso della propria giornata, un elemento fondamente è decisamente la colonna sonora. Nel film, oltre ad alcune musiche originali, si possono dunque ritrovare brani come Total Eclipse of the Heart di Bonnie Tyler, No More Lonely Nights di Paul McCartney, Alone Again (Naturally) di Gilbert O’Sullivan, A Little More Love di Olivia Newton-John, e naturalmente Gloria, il celebre brano di Umberto Tozzi qui presente però nella versione incisa da Laura Branigan.

Il trailer di Gloria Bell e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Gloria Bell grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Google Play, Apple TV e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 14 febbraio alle ore 21:10 sul canale Rai Movie.

Globi d’Oro 2020, tutti i vincitori

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Globi d’Oro 2020, tutti i vincitori

Sono stati annunciati i vincitori dei Globi d’Oro 2020, il premio cinematografico italiano che viene assegnato con cadenza annuale dai giornalisti della stampa estera accreditata in Italia. Di seguito tutte le nomination.

Tutti i Globi d’Oro 2020

  • Miglior film – Volevo nascondermi – Giorgio Diritti
  • Miglior attore – Pierfrancesco Favino Hammamet
  • Miglior attrice Valeria Bruni Tedeschi – Aspromonte
  • Migliore regia Damiano e Fabio D’Innocenzo – Favolacce
  • Migliore sceneggiatura Damiano e Fabio D’Innocenzo – Favolacce
  • Miglior Commedia Tolo Tolo
  • Miglior Fotografia Matteo Cocco – Volevo nascondermi
  • Miglior Serie TV The New Pope
  • Miglior opera prima Picciridda di Paolo Licata 
  • Miglior Cortometraggio L’amore oltre il tempo
  • Miglior documentario Vulnerabile bellezza
  • Miglior Colonna Sonora – Pericle Odierna – Picciridda
  • Premio alla carriera a Sandra Milo
  • Globo come Giovane Promessa Virginia Apicella – Nevia
  • Gran Premio della Stampa Estera Carlo Poggioli

Globi d’Oro 2020, ecco le nomination

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Globi d’Oro 2020, ecco le nomination

Sono stati annunciati i nominati ai Globi d’Oro 2020, il premio cinematografico italiano che viene assegnato con cadenza annuale dai giornalisti della stampa estera accreditata in Italia. Di seguito tutte le nomination.

Le nomination ai Globi d’Oro 2020

Miglior Film
Pinocchio
Volevo nascondermi
Picciridda – Con i Piedi nella Sabbia

Migliore Regia
Giorgio Diritti, Volevo nascondermi
Matteo Garrone, Pinocchio
Damiano e Fabio D’Innocenzo, Favolacce

​​​Miglior Opera Prima
Picciridda – Con i Piedi nella Sabbia, Paolo Licata​

​​​​Miglior Attrice
Paola Lavini, Volevo nascondermi
Marta Castiglia, Picciridda – Con i Piedi nella Sabbia
Valeria Bruni Tedeschi, Aspromonte – La Terra degli Ultimi

​​​​Miglior Attore
Elio GermanoVolevo nascondermi
Luca MarinelliMartin Eden
Pierfrancesco Favino, Hammamet

Premio Giovane Promessa
Virginia Apicella, Nevia

Migliore Sceneggiatura
Volevo Nascondermi, Giorgio Diritti, Tania Pedroni, Fredo Valla
Favolacce, Damiano e Fabio D’Innocenzo
Picciridda – Con i Piedi nella Sabbia, Paolo Licata e Catena Fiorello

​​Miglior Fotografia
Volevo nascondermi, Matteo Cocco
Pinocchio, Nicolaj Bruel
Aspromonte – La Terra degli Ultimi, Stefano Falivene

Gran Premio della Stampa Estera
Carlo Poggioli, costumista

Premio alla Carriera
Sandra Milo

Miglior Serie Tv
Diavoli
L’Amica Geniale – Storia del Nuovo Cognome
The New Pope

Miglior Commedia
Tolo Tolo, Checco Zalone
Odio l’estate, Massimo Venier
7 ore per farti innamorare, Giampaolo Morelli

​​​Miglior Colonna Sonora​
Marco Biscarini, Volevo nascondermi
Pericle Odierna, Picciridda – Con i Piedi nella Sabbia
Nicola Piovani, Aspromonte – La Terra degli Ultimi

​​​​Miglior Documentario
La passione di Anna Magnani, Enrico Cerasuolo
Vulnerabile bellezza, Manuele Mandolesi
La Mafia non è più quella di una volta, Franco Maresco

Miglior Corto
Gli occhi dell’altro, Rosario Errico
Delitto naturale, Valentina Bertuzzi
L’amore oltre il tempo, Emanuele Pellecchia

La cerimonia di premiazione si terrà il 15 luglio.

Globi d’Oro 2018: le foto degli ospiti della serata

Globi d’Oro 2018: le foto degli ospiti della serata

Ecco le foto degli ospiti d’onore della serata di premiazione dei Globi d’Oro 2018. L’associazione della Stampa Estera in Italia annuncia i vincitori della 58a edizione dei Globi d’Oro, i premi della Stampa estera al cinema italiano, che saranno consegnati questa sera durante la cerimonia di premiazione, a inviti, a Villa Medici, insieme con i premi speciali.

Ecco le foto di Aurora Leone:

Globi d’Oro 2018: ecco tutti i vincitori

Globi d’Oro 2018: ecco tutti i vincitori

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Globi d’Oro 2018: ecco tutti i vincitori

L’associazione della Stampa Estera in Italia annuncia i vincitori della 58a edizione dei Globi d’Oro, i premi della Stampa estera al cinema italiano, che saranno consegnati questa sera durante la cerimonia di premiazione, a inviti, a Villa Medici, insieme con i premi speciali: il Globo d’Oro alla Carriera al regista Gianni Amelio, il Gran Premio della Stampa Estera a L’esodo di Ciro Formisano.

I titoli che concorrono al premio Globo D’Oro vengono selezionati ogni anno dal comitato cinema della Stampa Estera, fra le opere della stagione in corso. I premi vengono assegnati con votazione, da una giuria di trentatré giornalisti stranieri. Quest’anno sono stati selezionati 31 lungometraggi, 71 documentari e 90 cortometraggi.

Il Comitato Cinema della Stampa Estera è composto da: Richard Heuzé, Tatiana Covor, Peter Loewe, Bernard Bedarida, Carmen Del Vando, Teresa Bustelo.

A seguire l’elenco dei premi assegnati con le motivazioni.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO

Stai Sereno di Daniele Stocchi

Motivazione

Per come illustra, con assoluta economia di tempo e mezzi, e senza mai cadere nella pedanteria o nel pietismo, lo smarrimento e la vergogna dei tanti che perdono il lavoro ma sono invitati ad essere sereni. Quelli che, diventati i nuovi poveri, sono costretti a fingere che tutto va bene.

MENZIONE SPECIALE al cortometraggio Numeruomini di Gianfranco Ferraro

 Motivazione

Una speciale menzione va a “Numeruomini”, prodotto dalla ONG CESVI di Bergamo, realizzato con il sostegno di Brembo, che si occupa di integrazione di migranti minorenni arrivati in Italia da soli. Ci è sembrato giusto incoraggiare questa collaborazione tra una ONG e una grande azienda con l’augurio che anche altre realtà come queste possano seguirne l’esempio di responsabilità sociale.

MIGLIOR DOCUMENTARIO

Caravaggio – L’anima e il sangue di Jesús Garcés Lambert

Motivazione

A partire dai documenti originali dopo un’approfondita indagine in diversi archivi storici, la narrazione si sviluppa su due livelli: quello della digressione artistica con un’eccellente citazione dei luoghi e delle opere dell’artista, mentre l’uomo viene esplorato attraverso scene evocative e simboliche, come metafore della condizione esistenziale di Caravaggio, consentendo di entrare nella sua mente, nei suoi impulsi irrefrenabili.

MIGLIOR MUSICA

Dove non ho mai abitato – Pino Donaggio

Motivazione

Per aver saputo completare, con le sue composizioni musicali raffinate, l’atmosfera elegante e sofisticata raccontata da Paolo Franchi nel film “Dove non ho mai abitato”, e sublimare i sentimenti e le emozioni dei due protagonisti.  

MIGLIOR FOTOGRAFIA 

The Place – Fabrizio Lucci

Motivazione

Per aver dato una luce particolare al lato oscuro che c’è in noi e aver punteggiato di molteplici sfumature l’interno cupo di un bar romano nel quale si confidano insospettabili protagonisti.

MIGLIOR OPERA PRIMA

Maria per Roma di Karen Di Porto

Motivazione

Perché il cinema è questo, farci guardare la realtà da un punto di vista sempre nuovo e il cinema di Karen Di Porto guarda il mondo con gentilezza e sottile ironia. “Maria per Roma” si muove tra inconcludenti casting, usuali approfittatori ed esilaranti personaggi con la leggerezza di una piuma. 

MIGLIOR COMMEDIA

Ammore e malavita dei Manetti Bros.

Motivazione 

Per aver saputo trasformare la classica commedia all’italiana in una pittoresca Sceneggiata Napoletana, fatta di crisi isteriche, grandi sentimenti e sparatorie ma senza dimenticare l’amore, anzi, l’Ammore e la musica neomelodica, due inimitabili caratteristiche partenopee!

MIGLIOR SCENEGGIATURA

La ragazza nella nebbia – Donato Carrisi

Motivazione

A Donato Carrisi per aver trasformato il suo romanzo criminale in una sceneggiatura spettacolare che rende i personaggi credibili e fedeli sullo schermo conservando l’intensità e tutta l’atmosfera del suo libro.

GRAN PREMIO DELLA STAMPA ESTERA 

L’esodo di Ciro Formisano

Motivazione

Un film dal grande coraggio che riflette una realtà invisibile, scomoda ma estremamente vera. Un’immagine forte della frattura esistente tra il “palazzo” e la vita vera. Un vero film politico.

Un esempio anche di perfetta simbiosi tra il lavoro del regista e l’interpretazione eccezionale dell’attrice Daniela Poggi.       

MIGLIOR ATTRICE

Paola Cortellesi  – Come un gatto in tangenziale

Motivazione

A Paola Cortellesi che fin dalla prima immagine di “Come un gatto in tangenziale” provoca un’immediata empatia nello spettatore: il suo tono a volte verace a volte dolce fa di lei una delle attrici più spiritose del cinema italiano.

MIGLIOR ATTORE

Luca Marinelli  –  Una questione privata

Motivazione

Luca Marinelli che in “Una questione privata” mostra la sua totale devozione al cinema dando di nuovo una grande prova di recitazione nell’ultimo gioiello diretto da Paolo e Vittorio Taviani.

Toni Servillo  – La ragazza nella nebbia

Motivazione

A Toni Servillo, attore che ci ha regalato un Andreotti surreale, un Berlusconi con una somiglianza da brivido per arrivare al corrotto e alternativo ispettore Vogel, con una tale bravura e naturalezza come se fosse al ristorante e si godesse la vita mentre passa dal primo al secondo.

MIGLIOR FILM

L’intrusa di Leonardo Di Costanzo

Motivazione

Per aver sfidato il pubblico scegliendo un racconto frammentario che va ad incastrarsi come un puzzle logico e visivo fino alla sorprendente soluzione: il mosaico è completo.

GLOBO D’ORO ALLA CARRIERA a Gianni Amelio

Motivazione

A Gianni Amelio che ci ha regalato tanti gioielli cinematografici, da “Colpire al cuore”, “Porte aperte”, “Il ladro di bambini”, fino a “La tenerezza”, descrivendo nel suo cinema indimenticabili figure paterne, rendendole centri di gravitazione creativa attorno ai quali costruire storie meravigliose.

L’Associazione della Stampa Estera in Italia, fondata nel 1912, conta 350 corrispondenti esteri che rappresentano media di 54 Paesi.