La Lionsgate ha diffuso i character
poster di Gods of Egypt, il fantasy diretto
da Alex Proyas
e con protagonisti Gerard Butler
e Nikolaj
Coster–Waldau.
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Gods of
Egypt è diretto da Proyas e si basa su una
sceneggiatura scritta da Proyas, insieme
a Matt Sazama e Burk Sharpless.
Trama:
Magico, mostri, dei efolliaregnano neipalazzie nelle piramididella valle
delNiloinquesto film action
d’avvenura ispirato allamitologiaclassicadell’Egitto.
Conla
sopravvivenzadel genere umanoin bilico, uneroeinaspettato
intraprende unemozionante viaggioper salvare il
mondoe salvareil suo vero amore. Set
(Gerard Butler),
lo spietato dio delle
tenebre, ha usurpatoil tronod’Egitto, facendo
precipitare l’impero, una volta
pacifico e ricco,in
caos econflitti. Conpochissimiribellieroici che si
contrappongono al selvaggio governo diSet, Bek(Brenton
Thwaites), un
mortaleaudace eprovocatorio, arruolal’aiuto delpotente
dioHorus(Nikolaj Coster–Waldau) in
un’improbabile alleanzacontro ilsignore del male.
Dato che laloro
battagliamozzafiatocontroSete i suoi scagnozzi ha luogo nell’aldilà, sia gli Dei che i mortalidevono superareprove di coraggioe di
sacrificiose sperano diprevalere nellospettacolarescontrofinale.
La data di uscita nelle sale
cinematografiche di Gods of Egypt è prevista per
il 12 febbraio 2016.
Guarda il full trailer del
film Gods of Egypt, il fantasy con
protagonisti Gerard
Butler e Nikolaj Coster–Waldau
nei panni degli dei dell’antico Egitto.
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Gods of
Egypt è diretto da Proyas e si basa su una
sceneggiatura scritta da Proyas, insieme
a Matt Sazama e Burk Sharpless.
Trama:
Magico, mostri, dei efolliaregnano neipalazzie nelle piramididella valle
delNiloinquesto film action
d’avvenura ispirato allamitologiaclassicadell’Egitto.
Conla
sopravvivenzadel genere umanoin bilico, uneroeinaspettato
intraprende unemozionante viaggioper salvare il
mondoe salvareil suo vero amore. Set
(Gerard Butler),
lo spietato dio delle
tenebre, ha usurpatoil tronod’Egitto, facendo
precipitare l’impero, una volta
pacifico e ricco,in
caos econflitti. Conpochissimiribellieroici che si
contrappongono al selvaggio governo diSet, Bek(Brenton
Thwaites), un
mortaleaudace eprovocatorio, arruolal’aiuto delpotente
dioHorus(Nikolaj Coster–Waldau) in
un’improbabile alleanzacontro ilsignore del male.
Dato che laloro
battagliamozzafiatocontroSete i suoi scagnozzi ha luogo nell’aldilà, sia gli Dei che i mortalidevono superareprove di coraggioe di
sacrificiose sperano diprevalere nellospettacolarescontrofinale.
La data di uscita nelle sale
cinematografiche di Gods of Egypt è prevista per
il 12 febbraio 2016.
Ecco il trailer ufficiale italiano
di Gods of Egypt, il prossimo film
di Alex Proyas con protagonisti Gerard Butler e Nikolaj Coster–Waldau nei panni, rispettivamente, Set
e Horus.
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Gods of
Egypt è diretto da Proyas e si basa su una
sceneggiatura scritta da Proyas, insieme
a Matt Sazama e Burk Sharpless.
Trama:
Magico, mostri, dei efolliaregnano neipalazzie nelle piramididella valle
delNiloinquesto film action
d’avvenura ispirato allamitologiaclassicadell’Egitto.
Conla
sopravvivenzadel genere umanoin bilico, uneroeinaspettato
intraprende unemozionante viaggioper salvare il
mondoe salvareil suo vero amore. Set
(Gerard Butler),
lo spietato dio delle
tenebre, ha usurpatoil tronod’Egitto, facendo
precipitare l’impero, una volta
pacifico e ricco,in
caos econflitti. Conpochissimiribellieroici che si
contrappongono al selvaggio governo diSet, Bek(Brenton
Thwaites), un
mortaleaudace eprovocatorio, arruolal’aiuto delpotente
dioHorus(Nikolaj Coster–Waldau) in
un’improbabile alleanzacontro ilsignore del male.
Dato che laloro
battagliamozzafiatocontroSete i suoi scagnozzi ha luogo nell’aldilà, sia gli Dei che i mortalidevono superareprove di coraggioe di
sacrificiose sperano diprevalere nellospettacolarescontrofinale.
La data di uscita nelle sale
cinematografiche di Gods of Egypt è prevista per
il 12 febbraio 2016.
Ecco i character poster ufficiali
italiani di Gods of Egypt, il prossimo film
di Alex Proyas con protagonisti Gerard Butler e Nikolaj Coster–Waldau nei panni, rispettivamente, Set
e Horus.
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Gods of
Egypt è diretto da Proyas e si basa su una
sceneggiatura scritta da Proyas, insieme
a Matt Sazama e Burk Sharpless.
Trama:
Magico, mostri, dei efolliaregnano neipalazzie nelle piramididella valle
delNiloinquesto film action
d’avvenura ispirato allamitologiaclassicadell’Egitto.
Conla
sopravvivenzadel genere umanoin bilico, uneroeinaspettato
intraprende unemozionante viaggioper salvare il
mondoe salvareil suo vero amore. Set
(Gerard Butler),
lo spietato dio delle
tenebre, ha usurpatoil tronod’Egitto, facendo
precipitare l’impero, una volta
pacifico e ricco,in
caos econflitti. Conpochissimiribellieroici che si
contrappongono al selvaggio governo diSet, Bek(Brenton
Thwaites), un
mortaleaudace eprovocatorio, arruolal’aiuto delpotente
dioHorus(Nikolaj Coster–Waldau) in
un’improbabile alleanzacontro ilsignore del male.
Dato che laloro
battagliamozzafiatocontroSete i suoi scagnozzi ha luogo nell’aldilà, sia gli Dei che i mortalidevono superareprove di coraggioe di
sacrificiose sperano diprevalere nellospettacolarescontrofinale.
La data di uscita nelle sale
cinematografiche di Gods of Egypt è prevista per
il 12 febbraio 2016.
Ecco due nuovi spot televisivi per
Gods of Egypt, il prossimo film
di Alex Proyas con protagonisti Gerard Butler e Nikolaj Coster–Waldau nei panni, rispettivamente, Set
e Horus.
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Gods of
Egypt è diretto da Proyas e si basa su una
sceneggiatura scritta da Proyas, insieme
a Matt Sazama e Burk Sharpless.
Trama:
Magico, mostri, dei efolliaregnano neipalazzie nelle piramididella valle
delNiloinquesto film action
d’avvenura ispirato allamitologiaclassicadell’Egitto.
Conla
sopravvivenzadel genere umanoin bilico, uneroeinaspettato
intraprende unemozionante viaggioper salvare il
mondoe salvareil suo vero amore. Set
(Gerard Butler),
lo spietato dio delle
tenebre, ha usurpatoil tronod’Egitto, facendo
precipitare l’impero, una volta
pacifico e ricco,in
caos econflitti. Conpochissimiribellieroici che si
contrappongono al selvaggio governo diSet, Bek(Brenton
Thwaites), un
mortaleaudace eprovocatorio, arruolal’aiuto delpotente
dioHorus(Nikolaj Coster–Waldau) in
un’improbabile alleanzacontro ilsignore del male.
Dato che laloro
battagliamozzafiatocontroSete i suoi scagnozzi ha luogo nell’aldilà, sia gli Dei che i mortalidevono superareprove di coraggioe di
sacrificiose sperano diprevalere nellospettacolarescontrofinale.
La data di uscita nelle sale
cinematografiche di Gods of Egypt è prevista per
il 12 febbraio 2016.
Ecco due nuovi poster di
Gods of Egypt. Protagonisti del
film sono Gerard
Butler e Nikolaj Coster–Waldau
nei panni degli dei dell’antico Egitto.
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Gods of
Egypt è diretto da Proyas e si basa su una
sceneggiatura scritta da Proyas, insieme
a Matt Sazama e Burk Sharpless.
Trama:
Magico, mostri, dei efolliaregnano neipalazzie nelle piramididella valle
delNiloinquesto film action
d’avvenura ispirato allamitologiaclassicadell’Egitto.
Conla
sopravvivenzadel genere umanoin bilico, uneroeinaspettato
intraprende unemozionante viaggioper salvare il
mondoe salvareil suo vero amore. Set
(Gerard Butler),
lo spietato dio delle
tenebre, ha usurpatoil tronod’Egitto, facendo
precipitare l’impero, una volta
pacifico e ricco,in
caos econflitti. Conpochissimiribellieroici che si
contrappongono al selvaggio governo diSet, Bek(Brenton
Thwaites), un
mortaleaudace eprovocatorio, arruolal’aiuto delpotente
dioHorus(Nikolaj Coster–Waldau) in
un’improbabile alleanzacontro ilsignore del male.
Dato che laloro
battagliamozzafiatocontroSete i suoi scagnozzi ha luogo nell’aldilà, sia gli Dei che i mortalidevono superareprove di coraggioe di
sacrificiose sperano diprevalere nellospettacolarescontrofinale.
La data di uscita nelle sale
cinematografiche di Gods of Egypt è prevista per
il 12 febbraio 2016.
L’attore Chadwick
Boseman entra a far parte del cast dell’annunciato
film Gods of Egypt, a confermarlo è
Deadline. L’attore quindi si unisce ai già
confermatiGerard Butler, Geoffrey Rush, Nikolaj Coster-Waldau, Brenton Thwaites e Courtney
Eaton.
Gods of Egypt è diretto
da Proyas e si basa su una sceneggiatura scritta
da Proyas, insieme a Matt Sazama e Burk
Sharpless. La pellicola racconterà la storia di un comune
ladro che si unirà ad Horus (Nikolaj
Coster-Waldau), Dio del Cielo e alla Dea dell’Amore
Hathor per vendicare la morte del loro padre Osiride: Rush
avrà il ruolo di Ra, Dio del sole e padre di Set e Osiride,
mentre Butler sarebbe in trattative per interpretare lo
stesso Set, dio del deserto, delle tempeste e degli
stranieri.
Per Proyas non è la prima incursione
nell’Olimpo delle divinità: nel 2010 era stato infatti annunciato
che il regista avrebbe diretto Paradise Lost, pellicola tratta
dall’omonima opera di John Milton, ma nonostante il casting fosse
già stato completato e fossero stati avviati i primi screen test in
CGI, dati gli esorbitanti costi l’intero progetto venne infine
abbandonato. Gods of
Egyptarriverà nelle sale cinematografiche il 12
febbraio 2016.
Continua il casting del progetto
di Alex Proyas che come sappiamo sarà
prodotto dalla Summit Entertainment e che si
intitolerà Gods of Egypt.Oggi
arriva la conferma da Variety che l’attore in
ascesa Brenton Thwaitessarà il
protagonista della pellicola in cui dovrebbe interpretare il ruolo
di un ladro che si unisce a un Dio in una spedizione attraverso
l’Egitto. L’attore Brenton Thwaites si unisce
quindi ai già confermati Nikolaj
Coster-Waldau, Gerard Butler
eGeoffrey
Rush, che interpreteranno
rispettivamente Horus, Seth
e
il Dio del
soleRa.
Nonostante i progressi produttivi però non è stata ancora
ufficializzata una data di uscite, ma sappiamo che la sceneggiatura
è stata scritta da Burk Sharpless e
Matt Sazama.
Presentato nella sezione Fuori
Concorso, Gods Behaving Badley di Marc
Turtletaub, è tratto dall’omonimo romanzo scritto da Marie
Phillips. La sceneggiatura adattata dalla stesso regista e
Josh Goldfaden fa leva sulla popolarità che gli Urban
Fantasy stanno acquisendo sempre più nel contemporaneo panorama
cinematografico. Seppur venga naturale il collegamento con
Percy Jackson; la storia in realtà si distacca molto
dalla saga di Rick Riordan, infatti il percorso di scrittura
procede in maniera opposta, declinando le relazioni e le dinamiche
degli Dèi nella società del XXI secolo.
In Gods Behaving Badley la
relazione tra Kate e Neil è ostacolata da una causa soprannaturale:
l’imperitura ostilità che divide ancora gli antichi dei greci.
Ritiratisi a vivere in esilio a Manhattan gli dei dell’Olimpo si
nascondono allo sguardo dell’umanità in una villetta, trascorrendo
il tempo fra schermaglie e liti. Quando Apollo s’innamora
perdutamente di Kate, Neil deve riconquistarla e salvare anche la
razza umana dalla minaccia dell’estinzione.
Gods Behaving Badley, il film
La trama di Gods Behaving
Badley prende come spunto solo alcune delle
caratteristiche e degli attriti degli Déi per poi sviluppare una
storia del tutto personale senza risaltare leggende o miti. Proprio
per questa caratteristica, la sceneggiatura risulta essere
abbastanza lineare e di facile lettura fino alla sua conclusione,
mostrando i celebri capricci di alcuni Dèi, contornati e caricati
di un ironica contemporaneità. Infatti, questi sono ormai
“umanizzati” per via dei loro esili poteri e quindi ridotti ad
essere schiavi di egoistici capricci, difatti, uno dei punti
nevralgici della storia ruota proprio sulla mancanza di “fede” e i
loro poteri che li ha portati a rintanarsi e dimenticarsi del loro
mondo. In questo scenario, il loro torpore viene svegliato dal
coinvolgimento di Kate e Neil che attraverso le loro disavventure e
i loro sentimenti umani riusciranno a ricordare agli Dèi la loro
figura e l’importanza che ricoprono.
Gods Behaving
Badley riesce a distinguersi con piccole novità che
notiamo sin dai titoli di testa e nell’incipit, ma spicca
soprattutto per il divertente e brillante cast da cui è composto,
su cui spiccano tra tutti Ebon Moss-Bachrach, Edie Falco, Oliver Platt, Nelsan Ellis e il meraviglioso
duo Zeus-Ade, Christopher Walken e John Turturro. Difatti saranno proprio loro che con i
loro meravigliosi tempi comici sosterranno l’intera linea narrativa
del film, suscitando la maggior parte delle volte la risata.
Gods Behaving Badley, come
già suggerisce il titolo, gioca e diverte con le figure classiche
della mitologia greca, usando soprattutto rimandi e nuovi percorsi
narrativi che riescono a intrattenere la sala e a divertire il
pubblico senza aggiungere nulla di nuovo al genere Urban Fantasy ma
rinvigorendolo con un’altra storia.
Questo pomeriggio presso la Sala
Petrassi dell’Auditorium del Parco della Musica, si è tenuta la
conferenza stampa di Gods Behaving Badley, film Fuori
concorso di Marc Turtletaub. In sala era presente il regista
e il produttore Peter Saraf.
Una carriera di produttore molto
consolidata, sono curiosa di sapere in questo progetto cosa ti ha
incuriosito? Marc Turtletaub: Avevo letto il libro di Marie
Phillips e avevo pensato di lavorare nella regia. Avevo
lavorato ad un corto metraggio qualche anno fa e mi è piaciuta
moltissimo l’esperienza e cercavo una bella storia con cui esordire
nel cinema. Ho letto le prime tre pagine del libro e ho detto è
questo.
Mi interessa il modo in
cui è cambiata la dinamica operativa tra voi due, dato che sono
anni che lavorate insieme in qualità di produttori. M.T.: La dinamica tra noi due è cambiata poiché in quanto
regista devo ascoltare Peter un po’ di più, fa un lavoro
straordinario e da molti più anni di me, in quanto regista ho
potuto ascoltarlo in un modio che come co-produttore non sarebbe
stato lo stesso.
Peter è un film che ha molta
ambizione, ci sono state delle sfide particolari per portarlo sullo
schermo? Peter Saraf: Certamente è un film ambizioso in termini di
dimensioni della storia, poiché si crea tutto un altro mondo.
Quindi Mark e io dovevamo creare un mondo realistico di New York e
contemporaneamente ci sono questi personaggi di dimensioni fuori
misura che vivono in questa realtà e in mezzo ai mortali. E poi
dovevamo creare quest’altro mondo complementare degli inferi, però
penso che la sfida più grande era da gestire questo cast enorme di
attori straordinari con tutte queste storie che si intrecciano.
Mark come primo film si è preso un progetto molto impegnativo.
Ti ha messo un po’ paura questa
storia? Infondo viene da un libro molto letto. M.T.:
L’autrice del libro ha passato del tempo sul set mentre giravamo e
quando ha cominciato a vedere un po’ del girato mi ha detto “hai
catturato l’essenza del libro e la storia nel senso letterale”
è stato difficile gestire questo
cast stellare? M.T.: Si è stato impegnativo in certi momenti in
particolare, quando abbiamo girato per sei giorni e notti di fila
in quanto molti di questi famosi attori erano impegnati solo per
una piccola parte della sera, magari dovevamo vederci alle tre del
mattino e chiedere a Sharon Stone di scendere sul set per un
ora, oppure chiederlo a Christopher Walken. Abbiamo cercato
di gestire la faccenda nel migliore dei modi possibili. Quello che
ho imparato è che con ogni attore ti devi rapportare in maniera
differente, devi dirigere ognuno in maniera differente. Per esempio
Christopher Walken deve avere tutte le sue battute pronte
con molte settimane di anticipo e nessuna variazione in maniera
tale che può fare tutte le sue prove, poi quando è sul set è
disposto a cambiare una parola o due. Mentre John Turturro e Rosie Perez che
hanno lavorato molto insieme, immediatamente vengono sul set e
cominciano ad improvvisare e se vuoi tirare il meglio da loro ti
devi levare di mezzo e lasciarli fare. Con ogni attore devi trovare
quella chiave.
Avendo lavorato anche nella
sceneggiatura avevi già in mente qualche attore? M.T.: No non ne avevo qualcuno in particolare, quando ho
finito di scrivere Peter e io e la nostra direttrice del cast ci
siamo seduti e abbiamo cominciato a dire “chi sarebbero degli Dèi
contemporanei?” Ovviamente le stelle del cinema ma quelle “più
stelle di tutte” e quindi di una certa età, perché gli Dèi dovevano
essere un pochino invecchiati, la storia lo richiedeva, quindi Zeus
non poteva essere un ragazzo di 25anni, ma un signore un po’
invecchiato e da lì è nata l’idea di Christopher Walken, e
poi gli altri a seguire…e tutti mi hanno detto di si.
Mi chiedevo se è stato difficile
collocare delle figure mitologiche come gli Dèi a New York e nel
mondo contemporaneo? E lei come si è preparato? M.T:
Nel libro vediamo che questi Dèi stanno diventando umani, per
questo non li abbiamo ripresi con qualcosa di sfavillante, o con
una luce particolare. Ho pensato di scriverli come persone
qualsiasi, che si comportano peggio delle persone normali. In cui
il morale della storia è che gli Dèi assomigliano ai mortali ed
imparano la lezione dai mortali, e di cose si ha bisogno l’uni
degli altri.
Attraverso questo staff si è
cercato di segnare un certo tipo di Hollywood e c’è qualche critica
allo star system? M.T.: Un pensiero molto interessante, ma non era mia
intenzione io volevo fare più osservazioni sulla società, sui
difetti e manie, come l’avidità, l’egoismo, però esagerati e
caricati. Più che una critica a Hollywood è una critica all’intera
società. E questi personaggi fuori misura, potevano interpretarli
solo delle icone come loro.
È uno dei titoli che
accompagnano l’inaugurazione di Star, Godfather of
Harlem, disponibile su Disney+ all’interno
dell’offerta del suo nuovo canale che offrirà contenuti più adulti
ai suoi abbonati. E non a caso si tratta di una storia di violenza,
di mafia, di potere e di lotta per i diritti civili.
Ispirato a persone ed
eventi reali, Godfather of Harlem reimmagina la
storia del famigerato boss del crimine Bumpy Johnson (il vincitore
Premio Oscar Forest Whitaker), che nei primi anni ’60 torna
dopo dieci anni di prigione e trova in rovina il quartiere che un
tempo governava. Con le strade controllate dalla mafia italiana,
Bumpy deve affrontare la famiglia criminale Genovese, che nel
frattempo aveva steso la sua mano su Harlem, per riprendere il
controllo. Durante la brutale battaglia, forma un’alleanza con il
predicatore radicale Malcolm X (Nigél Thatch) e la
loro storia si interseca tra l’ascesa politica di Malcolm, in pieno
sconvolgimento sociale, e una guerra di mafia che minaccia di fare
a pezzi la città. Godfather of Harlem è una collisione tra la
malavita e il movimento per i diritti civili durante uno dei
periodi più tumultuosi della storia americana.
Godfather of Harlem: reimmaginando una storia vera
Scritto da Chris
Brancato e da Paul Eckstein,
Godfather of Harlem deve la sua esistenza al suo
produttore esecutivo e protagonista, Forest Whitaker, che ha scelto di indagare per
prima cosa luoghi e persone, per ricreare il suo Bumpy Johnson,
nato Ellsworth Raymond Johnson, che per 38 anni
governò a tutti gli effetti il grande quartiere di New York, per il
quale era “uomo d’affari, un padre di famiglia, un poeta, uno
stratega, un giocatore di scacchi”, a tutti gli effetti un
supervisore, un padrino.
L’aspetto più
interessante di questa storia è che la malavita si intreccia con la
politica, in una circostanza che però ha come obbiettivo il bene
comune, o almeno queste erano le motivazioni di Malcolm X, che si
alleò con il boss per portare avanti la sua rivoluzione per la
difesa e la promozione dei diritti civili dei neri. A interpretare
il politico radicale è stato chiamato Nigél
Thatch, che aveva già interpretato il personaggio storico
in Selma, di Ava DuVernay, e che
qui torna ad offrire non solo i suoi tratti, ma il suo spirito ad
una delle figure più fondanti e controverse della storia
americana.
Tra Whitaker e
Thatch si inserisce un gigantesco, non solo per la sua stazza,
Vincent D’Onofrio, a cui è stato affidato il
ruolo di Vincent Chin Gigante, appartenente alla
famiglia italiana che aveva preso il controllo della zona in
assenza di Johnson, e che era un personaggio violento e
profondamente razzista. Molte sono le dichiarazioni di D’Onofrio
proprio in merito alla sgradevolezza del suo personaggio, che
spesso, ha detto, era difficile da interpretare perché gli lasciava
addosso un’energia negativa che lo seguiva fino a casa. Lo sforzo
interpretativo dell’attore è stato però premiato da un risultato
eccellente, come ci ha abituato da molto tempo fino a oggi.
Un’altra difficoltà riscontrata da D’Onofrio, è stata che se
Whitaker e Thatch hanno avuto la possibilità di parlare e
confrontarsi con i parenti delle persone chiamate ad interpretare,
o comunque di avere riferimenti audiovisivi su cui studiare il
personaggio, per lui questo non è stato possibile, il che aggiunge
un grado di difficoltà ulteriore alla performance.
Tuttavia, proprio questo
elemento introduce una componente a cui la piattaforma produttiva
tiene molto, ovvero che la storia, pur basandosi su fatti reali, è
stata oggetto di drammatizzazione e invenzione, per rendere i fatti
raccontati più adatti alla struttura seriale, che prima di tutto
tende all’intrattenimento. Nei comunicati ufficiali di Godfather of
Harlem si legge infatti che “nonostante questa storia sia
ispirata a eventi reali, alcuni personaggi, caratterizzazioni,
fatti, luoghi e dialoghi sono stati romanzati o inventati per
necessità di drammatizzazione”.
Se Godfather of
Harlem trova il suo punto di forza principalmente nelle
interpretazioni degli attori, così solidi e in parte, è anche una
serie tv che è un piacere guardare da un punto di vista estetico,
visto che offre una ricostruzione davvero curata e attenta degli
anni Sessanta ad Harlem, e pure se spesso indugia su scenari
trasandati e non certo gradevoli, lo fa con una ricercatezza e una
verità filologica che non fanno altro che arricchire il valore
complessivo del lavoro svolto.
I primi due episodi di
Godfather of Harlem saranno disponibili su
Disney+ dal 23 febbraio, mentre dal 26
in poi verranno resi disponibili in streaming gli altri otto
episodi della prima stagione.
IFC Films ha diffuso
on line il trailer di God’S Poket,
l’ultimo film che vede trai protagonisti Philip
Seymour Hoffman. Accanto al compianto attore ci saranno
anche Christina Hendricks, Glenn Fleshler, Caleb Landry
Jones e John Turturro. Ecco il trailer a
seguire:
John
Slattery ha diretto e co-sceneggiato il film con
Alex Metcalt. God’s
Pocket uscirà il 9 maggio.
Leon, ragazzo sempre in cerca di
guai, il muratore nella desolata periferia di God’s Pocket, a
Philadelphia, perde la vita nel cantiere, in quello che viene
descritto dal suo capo, come un incidente sul lavoro. Il patrigno
Mickey sembra, come tutti, voler chiudere al più presto la vicenda.
Ma quando un giornalista locale in cerca della verità mette in
dubbio la versione ufficiale della storia, la situazione precipita.
Mickey si trova bloccato tra un corpo da seppellire, una moglie da
accontentare e un debito che non può pagare.
Arriva da Empire Magazine la
notizia che Chris O’Dowd (Le
amiche della sposa, The Program) e Ziyi
Zhang (La tigre e il dragone, Memorie di una
geisha) si sono ufficialmente uniti al cast del
thriller sci-fi God Particle (La
Particella di Dio), prodotto dalla Bad Robot
di J.J. Abrams sulla base di uno script di
Oren Uziel. Nel film reciteranno anche
Daniel Bruhl (Captain America Civil
War), John Krasinski (13
Hours), David Oyelowo
(Selma), Elizabeth Debicki
(Operazione UNCLE) e Gugu
Mbatha-Raw (La Ragazza del
Dipinto).
La Paramount Pictures distribuirà
God Particle a partire dal 24 febbraio
2017. Definito a microbudget, il film era stato annunciato già nel
2012. God Particle racconta di una
stazione spaziale americana che, dopo un incidente con un
acceleratore di particelle, scopre che la Terra è sparita del
tutto. Quando scoprono la presenza di un’altra stazione spaziale in
prossimità, le cose cominciano a diventare sempre più strane.
In fisica la Particella di
Dio, da cui il titolo del film God Particle, è il
bosone di Higgs, un bosone elementare, massivo e scalare che
gioca un ruolo fondamentale all’interno del Modello standard. Venne
teorizzato nel 1964 e rilevato per la prima volta nel 2012 negli
esperimenti ATLAS e CMS, condotti con l’acceleratore LHC del CERN.
La sua importanza è quella di essere la particella associata al
campo di Higgs, che secondo la teoria permea
l’universo conferendo la massa alle particelle elementari. Inoltre
la sua esistenza garantisce la consistenza del Modello standard,
che senza di esso porterebbe a un calcolo di probabilità maggiore
di uno per alcuni processi fisici. Il film sarà diretto da
Julius Onah e basato su una sceneggiatura
riscritta da Doug Jung.
La Paramount Pictures
distribuirà a partire dal 24 febbraio 2017 God
Particle, lo sci-fi prodotto dalla Bad
Robot di J.J. Abrams. Il film,
definito a microbudget, era stato annunciato già nel 2012.
Il film racconta di una stazione
spaziale americana che, dopo un incidente con un acceleratore di
particelle, scopre che la Terra è sparita del tutto. Quando
scoprono la presenza di un’altra stazione spaziale in prossimità,
le cose cominciano a diventare sempre più strane.
In fisica la Particella di
Dio, da cui il titolo del film God
Particle, è il bosone di Higgs, un bosone
elementare, massivo e scalare che gioca un ruolo fondamentale
all’interno del Modello standard.
Venne teorizzato nel 1964 e rilevato
per la prima volta nel 2012 negli esperimenti ATLAS e CMS, condotti
con l’acceleratore LHC del CERN.
La sua importanza è quella di essere
la particella associata al campo di Higgs, che
secondo la teoria permea l’universo conferendo la massa alle
particelle elementari. Inoltre la sua esistenza garantisce la
consistenza del Modello standard, che senza di esso porterebbe a un
calcolo di probabilità maggiore di uno per alcuni processi
fisici.
Il film sarà diretto da
Julius Onah e basato su una sceneggiatura
riscritta da Doug Jung.
Gugu Mbatha-Raw,
nel cast dello sci-fi God Particle,
prodottodalla Bad Robot di J.J.
Abrams, ha confessato a Screen Rush di non avere idea del
fatto che il film diretto da Julius
Onah fosse il terzo titolo dell’universo condiviso di
Cloverfield.
“Non ne avevo davvero idea. È
stata una novità per me. Quando ho preso parte al progetto, si
trattava di un thriller ambientato nello spazio, uno sci-fi
assolutamente indipendente. Non saprei perciò dirti in che modo il
film sia connesso con il franchise. Non so se sia soltanto un
rumor”, ha dichiarato l’attrice, che vedremo in
Miss Sloane di John
Madden con Jessica Chastain.
Gugu Mbatha-Raw
starà cercando di mantenere il riservo più assoluto sul
film oppure sarà stata davvero all’oscuro? Potrebbe essere
vera la seconda ipotesi, considerando che anche Mary Elizabeth
Winstead aveva assicurato di non essere a
conoscenza della connessione di 10 Cloverfield
Lane alla serie prima della diffusione del
trailer. God Particle potrebbe quindi seguire
le stesse orme del predecessore.
Il film, che vede nel cast anche
John Krasinski, Elizabeth
Debicki, Daniel
Bruhl, Zhang Ziyi e John
Ortiz, uscirà nelle sale americane il 24 febbraio
2017.
Ancora delle new entry per il
thriller sci-fi God Particle (La
Particella di Dio), prodotto dalla Bad Robot
di J.J. Abrams sulla base di uno script di
Oren Uziel. Si tratta
di JohnOrtiz e
AkselHennie, che si uniscono
agli ultimi arrivati Chris
O’Dowd e Ziyi Zhang. Nel film
reciteranno anche Daniel Bruhl
(Captain America Civil War),
John Krasinski(13
Hours), David Oyelowo
(Selma), Elizabeth Debicki
(Operazione UNCLE) e Gugu
Mbatha-Raw (La Ragazza del
Dipinto).
La Paramount Pictures distribuirà
God Particle a partire dal 24 febbraio
2017. Definito a microbudget, il film era stato annunciato già nel
2012. God Particle racconta di una
stazione spaziale americana che, dopo un incidente con un
acceleratore di particelle, scopre che la Terra è sparita del
tutto. Quando scoprono la presenza di un’altra stazione spaziale in
prossimità, le cose cominciano a diventare sempre più strane.
In fisica la Particella di
Dio, da cui il titolo del film God Particle, è il
bosone di Higgs, un bosone elementare, massivo e scalare che
gioca un ruolo fondamentale all’interno del Modello standard. Venne
teorizzato nel 1964 e rilevato per la prima volta nel 2012 negli
esperimenti ATLAS e CMS, condotti con l’acceleratore LHC del
CERN.
La sua importanza è quella di
essere la particella associata al campo di Higgs, che
secondo la teoria permea l’universo conferendo la massa alle
particelle elementari. Inoltre la sua esistenza garantisce la
consistenza del Modello standard, che senza di esso porterebbe a un
calcolo di probabilità maggiore di uno per alcuni processi fisici.
Il film sarà diretto da Julius Onah e basato su
una sceneggiatura riscritta da Doug Jung.
Prime Video ha trovato il
suo Kratos. La piattaforma di streaming ha scelto
Ryan Hurst per interpretare il personaggio che
uccide gli dei nel suo prossimo adattamento dei videogiochi
God
of War. Hurst ha già interpretato
Thor nel gioco per PlayStation God of War
Ragnarök, ottenendo una nomination ai BAFTA per la sua
interpretazione.
Hurst è anche noto per aver vestito
i panni del motociclista Harry “Opie” Winston, uno dei personaggi
principali della serie televisiva Sons of
Anarchy, dal 2008 al 2012 . Nel 2019
è invece entrato nel cast della serie televisiva The Walking Dead, dove ha
interpretato il ruolo di Beta. Prossimamente sarà anche
in Odissea di Christopher Nolan, con un ruolo
ancora sconosciuto.
La serie God of
War comprende 10 videogiochi e varie riedizioni, ma è
stata lanciata originariamente nel 2005 per PlayStation 2. La serie
segue le vicende di Kratos, un guerriero spartano, che incrocia il
cammino di vari dei mitologici. Nella prima serie di giochi Kratos
combatte contro divinità della mitologia greca.
La serie è stata poi rilanciata nel
2018, con Kratos che ora combatte nel regno della mitologia
norrena. Anche suo figlio, Atreus, è stato
introdotto come protagonista secondario.
La serie Prime Video seguirà proprio la linea temporale introdotta
nel gioco del 2018, con Kratos e Atreus che intraprendono
un’avventura per spargere le ceneri di Faye,
moglie e madre del duo padre-figlio.
La trama ufficiale della serie
recita: “God of War segue padre e figlio, Kratos e Atreus,
mentre intraprendono un viaggio per spargere le ceneri della loro
moglie e madre, Faye. Attraverso le loro avventure, Kratos cerca di
insegnare a suo figlio a essere un dio migliore, mentre Atreus
cerca di insegnare a suo padre come essere un essere umano
migliore“.
Ronald D. Moore,
che ha già lavorato a For All Mankind, Outlander e Battlestar Galactica,
sarà lo showrunner, il produttore esecutivo e lo sceneggiatore
della serie.
Con una mitologia così densa e una
figura come Moore dietro la serie, God of War ha il potenziale per
diventare un successo blockbuster per Prime Video. Il loro altro
recente adattamento del videogioco Fallout ha ottenuto riconoscimenti, consensi
dalla critica e un numero enorme di spettatori. Se God of
War riuscirà ad adattare con successo i popolari
videogiochi, potrebbe rendere Prime una destinazione privilegiata
per questo tipo di adattamenti.
Con le riprese che dovrebbero
iniziare nel corso dell’anno, sembra che God of
War non arriverà sugli schermi prima della metà del 2027.
Il processo di post-produzione sarà probabilmente lungo, dato che
la serie sarà sicuramente ricca di effetti speciali. Con due
stagioni già approvate, però, il ritardo tra una stagione e l’altra
potrebbe essere ridotto, e questo è un segno della fiducia di Prime
nella longevità di questa serie molto attesa.
L’adattamento di Prime Video di God of War ha scelto quale era della storia di
Kratos verrà rappresentata. I videogiochi God
of War sono famosi per essere divisi in due ere principali:
il periodo di Kratos nella mitologia greca antica e quello nella
mitologia norrena. L’adattamento di Prime Video di God of War
avrebbe dovuto scegliere su quale era concentrarsi, e la decisione
è già stata presa.
Durante un’intervista con
IGN, il showrunner e produttore esecutivo di God of
War Ronald D. Moore ha confermato che l’adattamento di Prime
Video si concentrerà sul periodo di Kratos nella mitologia norrena,
non in quella greca.
È stato proprio quando ho
iniziato a guardarlo, ho iniziato a guardare i filmati insieme, e
c’è così tanto materiale, e i personaggi mi hanno davvero colpito.
Mi ha colpito la storia di Kratos e suo figlio, che intraprendono
questo viaggio epico in un mondo finemente dettagliato e davvero
interessante, con molti combattimenti e mostri interessanti lungo
il percorso.
Ma continuavo a tornare a questa
storia di padre e figlio, era emozionante e diversa, non avevo mai
visto niente di simile prima e non avevo aspettative perché, come
hai detto tu, non sono un giocatore. Conoscevo il titolo, ma non
sapevo davvero di cosa trattasse la storia, quindi non sapevo cosa
mi aspettassi, e ne sono rimasto affascinato. E così ho detto: sì,
mi piacerebbe farlo. Penso che sia davvero interessante.
Il tono della serie cerca di
emulare quello del gioco, ovvero un viaggio epico, una storia
commovente di due uomini che intraprendono questa avventura per
onorare la memoria della moglie di Atreus, la madre di Kratos.
Quindi c’è un cuore emotivo, ma c’è anche il senso della storia di
Kratos, il mistero del suo passato, ciò che rappresenta, le
emozioni che sta vivendo. Quindi c’è un peso, ma non così grande da
impedire di godersi il viaggio, e ci sono spettacolarità e molte
cose che accadono in questo mondo.
Beh, ancora una volta, vogliamo
onorare il gioco e ciò che hanno creato per il viaggio di Atreus.
Ecco un giovane che non conosce molto bene suo padre, che
intraprende questa missione e lungo il percorso imparano a
conoscersi.
Moore ha sottolineato che il
rapporto di Kratos con suo figlio Atreo è stato il motivo
principale di questa decisione. Dato che Atreo non era ancora
nato quando sono stati realizzati i giochi ambientati nell’antica
Grecia, la serie Prime Video God of War è principalmente un
adattamento di God of War 2018. Ciò significa che Kratos
e Atreo intraprenderanno un viaggio dalla loro casa a Jötunheim per
spargere le ceneri di Faye.
Vale anche la pena notare che
l’interpretazione di Moore di God of War non ignorerà
completamente i giochi greci. Come ha detto Moore, la serie
God of War si concentrerà su Atreus che scopre di più su
suo padre e sul suo oscuro passato, il che significa che i giochi
greci saranno presenti in qualche forma. Resta da vedere se si
tratterà di flashback o di rivelazioni verbali.
Cosa significa concentrarsi
sull’era norrena di God of War per l’adattamento televisivo di
Prime Video
L’era norrena è più attuale e
popolare, ma ci sono molti aspetti dell’era greca che la serie non
potrà includere
Sebbene saltare i primi tre giochi
di God of War e i loro spin-off possa essere una decisione
controversa, ha senso. God of War 2018 e God of War:
Ragnarök sono stati grandi successi recenti e hanno un seguito
più ampio rispetto ai giochi precedenti. La serie incorporerà
in qualche modo anche i giochi precedenti, quindi Moore sembra aver
trovato il meglio di entrambi i mondi.
Detto questo, la serie
God of War perderà comunque alcuni momenti importanti
dell’era greca dei giochi, iniziando con l’era norrena. Da
Kratos che combatte i Titani a quando strappa la testa a Helios,
iniziare con l’era norrena significa che la serie di Prime Video
non potrà rappresentare questi momenti in tutti i loro dettagli.
C’è la possibilità che vengano mostrati in immagini flashback, ma
potrebbero anche essere solo citati.
God of War
di Prime Video ha anche intrapreso una nuova sfida. Con God of
War 2018, i giocatori conoscevano bene Kratos e sapevano quanto
fosse terribile nell’era greca. Il gioco ha sfruttato questa
eredità per costruire una storia di redenzione davvero avvincente.
La serie God of War dovrà rappresentare la
redenzione di Kratos a un pubblico che non lo conosce bene, il che
è un punto di partenza più difficile.
L’adattamento di Amazon di
God
of Warottiene un ordine ufficiale per
più stagioni, aggiunge un regista di Shōgun ed è ora in fase di pre-produzione.
L’adattamento in serie di Prime Video del videogioco di successo per
PlayStation era stato originariamente annunciato nel 2022, ma lo
scorso autunno ha subito una revisione creativa con l’aggiunta di
Ronald D. Moore come showrunner, sceneggiatore e produttore
esecutivo.
Ora, secondo Deadline, God of War ha ricevuto ufficialmente
un ordine per due stagioni da Prime Video e ha coinvolto
un’altra importante figura creativa, il regista Frederick E.O.
Toye, per dirigere i primi due episodi. Inoltre, la pre-produzione
è attualmente in corso a Vancouver e il processo di casting è
iniziato, a partire dai due ruoli principali di Kratos e
Atreus.
La serie God of War di Amazon ha subito un’accelerazione
dopo l’ingresso di Moore come nuovo showrunner e, all’inizio di
quest’anno, Prime Video ha silenziosamente esteso l’ordine a due
stagioni. Per una serie di questa portata, questa mossa è piuttosto
tipica quando una piattaforma è sicura della direzione creativa,
poiché le ingenti spese per la creazione del mondo – come la
scenografia, i set, i costumi e gli oggetti di scena – sono più
convenienti se distribuite su più stagioni.
Durante un’apparizione al podcast
The Sackhoff Show all’inizio di quest’anno, Moore ha
menzionato l’ordine di due stagioni di God of War, che ora è
stato confermato da Prime Video:
In questo momento sto lavorando
all’adattamento di un videogioco chiamato God of War, un grande
titolo nel mondo dei videogiochi di cui Amazon ha ordinato due
stagioni e mi hanno chiesto di partecipare. Sono letteralmente
nella sala degli sceneggiatori e sto lavorando a questo.
D’altra parte, Toye ha diretto
quattro episodi della acclamata serie della FX Shōgun, vincendo
un Emmy per l’episodio “Crimson Sky”. Negli ultimi anni è anche
diventato uno dei registi più affidabili di Prime Video, dirigendo
diversi episodi di Fallout, The
Boys, The Terminal List e Terminal List: Dark Wolf.
Toye ha anche recentemente
terminato la regia dei primi episodi della prossima serie di Prime
Video, Bloodaxe. Il suo lavoro episodico aggiuntivo abbraccia una
vasta gamma di programmi di alto profilo, tra cui Lost, The Good
Wife, Person of Interest, American Gods, The Walking Dead, See, Lost in Space,
Westworld, Watchmen e Snowpiercer.
Basato sul popolarissimo gioco per
PlayStation, God of War segue le vicende di padre e figlio,
Kratos e Atreus, che partono per spargere le ceneri della moglie e
madre, Faye, e lungo il percorso Kratos cerca di guidare Atreus
verso il diventare un dio migliore, mentre Atreus si sforza di
mostrare a suo padre come essere un essere umano migliore.
Alla fine dell’anno
scorso, è
stato rivelato che una serie televisiva
basata sul franchise di
videogiochi God
of War sarebbe arrivata su
Prime Video di
Amazon. Ora il presidente dei Sony
Pictures Television Studios, Katherine Pope, ha promesso che la
serie si sarebbe attenuta per la maggior parte al gioco.Pope ha fornito un aggiornamento su ciò che i fan possono
aspettarsi dalla serie Prime Video e ha rivelato
che il lavoro sul progetto era iniziato. Ha anche notato che
sarebbe “mantenere tutti i valori del gioco”, ma anche espanderli
dove necessario.
“Stiamo lavorando
su God of
War , il titolo PlayStation, che è
ancora nelle fasi iniziali“, ha dichiarato Pope
a Deadline . “Conosco
abbastanza bene il gioco e sono così impressionato da quello che
stanno già facendo in termini di costruzione ed espansione di quel
mondo, mantenendo tutti i valori del gioco ma anche espandendolo in
modo che se non lo sai il gioco, sarà comunque uno spettacolo
davvero soddisfacente da solo.”
Sebbene sia ancora all’inizio
della fase di sviluppo, i fan stanno aspettando con ansia come
potrebbe essere una potenziale serie di
God of War , soprattutto
dopo l’enorme successo che HBO ha avuto
nell’adattare The
Last of Us in una serie
televisiva.
La serie vedrà Rafe
Judkins (The Wheel of Time) nel rulo
di showrunner, mentre Mark Fergus e Hawk Ostby (Iron
Man , The Expanse) saranno al suo
fianco come sceneggiatori e produttori esecutivi.
Sebbene originariamente
ambientato nell’antica Grecia e trattasse della mitologia greca, le
ultime due uscite hanno spostato Kratos in una nuova
ambientazione e hanno affrontato la mitologia norrena. Le
ultime uscite avevano una trama molto più matura e hanno affrontato
il fatto che God of War diventasse
padre. God of War
Ragnarök è stato rilasciato a
novembre con il plauso della critica ( dai
un’occhiata alla nostra recensione).
Prime Video ha pubblicato la prima foto della sua
serie God
of War, che mostra Kratos e Atreus. Annunciando che la
serie TV God of War è ora in produzione,
Amazon ha pubblicato l’immagine qui sotto con lo slogan: “Il
loro viaggio verso la vetta più alta ha inizio”.
Kratos and Atreus in God of War. Image credit: Amazon Prime
video.
God of
War ha ricevuto un ordine per due stagioni da Amazon,
con la pre-produzione attualmente in corso a Vancouver.
Ronald D. Moore è lo sceneggiatore, produttore
esecutivo e showrunner della serie per la sua Tall Ship
Productions. La serie è coprodotta da Sony Pictures Television e
Amazon MGM Studios in collaborazione con PlayStation Productions e
Tall Ship Productions.
Tra gli altri produttori esecutivi
figurano Maril Davis, Cory Barlog, Naren Shankar, Matthew
Graham, Asad Qizilbash, Jeff Ketcham, Hermen Hulst, Roy
Lee e Brad Van Arragon. Joe
Menosky, Marc Bernardin, Tania Lotia e Ben
McGinnis sono co-produttori esecutivi della serie.
La serie God of
War di Prime Video, basata
sull’omonimo franchise di videogiochi PlayStation, sta già facendo
discutere a poche settimane dall’inizio della produzione. La scorsa
settimana, lo studio ha pubblicato
un’immagine della versione live-action di Kratos
(interpretato da Ryan Hurst)
insieme a suo figlio Atreus
(interpretato da Callum
Vinson). L’immagine non ha però ricevuto
l’entusiasmo sperato, suscitando critiche soprattutto da
David Jaffe,
regista dei videogiochi originali God
of War (2005) e God
of War II (2007).
In un video pubblicato sul suo
canale YouTube, Jaffe, pur esprimendo fiducia nello showrunner
Ron
Moore,
ha dichiarato: “Lui sembra semplicemente stupido… non potevate
trovare una foto in cui non sembri che stia facendo i bisogni nel
bosco? Perché è esattamente così che appare l’immagine.” Sul
giovane Atreus ha aggiunto: “Sembra un ragazzino molto confuso
con troppi prodotti nei capelli. Nessuno di questi personaggi
sembra davvero interessante o accattivante. Sembrano semplicemente
stupidi, come se fosse God of War: Dumb and Dumber
Edition.”
Ryan Hurst, che nella serie interpreta Kratos, ha
risposto alle critiche con un
messaggio enigmatico: “Non credete a tutto quello che
vedete su internet, ragazzi”, che ha alimentato ulteriori
speculazioni, soprattutto tra i fan che si chiedevano se l’immagine
fosse stata modificata o generata con l’intelligenza
artificiale.
Per spostare l’attenzione sulla storia, Sony Pictures
Television e Amazon MGM
Studios hanno poi annunciato nuovi ingressi
nel cast: Louis
Cunningham come Modi, Ben Chapple
come Magni, Evelyn
Miller come Gna e Island
Austin nei panni di Thrud.
La serie seguirà Kratos e Atreus mentre portano le ceneri della
moglie di Kratos, Faye, in un
viaggio che li vedrà affrontare sfide mitologiche. Kratos cercherà
di insegnare al figlio come essere un dio migliore, mentre Atreus
spingerà il padre a diventare un uomo migliore. God of
War ha già ricevuto l’ordine per due
stagioni, ma la data di uscita della prima stagione non è ancora
stata annunciata, alimentando curiosità e speculazioni tra i
fan.
Incoraggiato dal successo di
Fallout,
Amazon Prime Video sta sviluppando
attivamente diversi altri adattamenti di videogiochi, tra cui
progetti basati su Mass Effect,
Wolfenstein, Warhammer
40.000 e una seconda stagione della sua serie
antologica animata Secret Level. All’SDCC 2025 dello scorso
luglio, Ronald D. Moore, showrunner della prossima
serie TV God
of War, ha invece rivelato che intende iniziare la
produzione dell’adattamento non prima del 2026.
Tenendo conto di questa tempistica,
è certamente possibile che il casting sia già in corso, e recenti
notizie suggeriscono che ci sia una rosa di dieci attori presi in
considerazione per il ruolo principale di Kratos.
John Campea, ex conduttore di AMC Movie News e
Collider Movie Talk, e attuale conduttore del podcast John
Campea Show, ha affermato che la lista
include i seguenti nomi:
Cavill è già protagonista di diversi
progetti Amazon, tra cui l’ambiziosa serie live-action
Warhammer 40.000, un film live-action su
Voltron e un remake di Highlander
che recentemente è passato dalla Lionsgate alla Amazon MGM. Sebbene
Amazon abbia chiaramente fiducia in Cavill per i franchise più
importanti, sembra improbabile che gli venga affidato il compito di
recitare in un altro film allo stesso tempo.
Sebbene poi Christopher
Judge sia la voce di Kratos nei giochi, è improbabile che
possa ottenere questo ruolo fisicamente impegnativo a causa della
sua età e dei suoi precedenti infortuni. Tra i fan di God
of War, i favoriti sembrano essere Joe Manganiello e Jason Momoa, entrambi dotati della
statura fisica e della presenza imponente necessarie per
interpretare il Fantasma di Sparta.
Moore ha confermato che la serie
salterà l’era greca dei giochi God of War e si
concentrerà invece sulla più recente trama della mitologia norrena
dei giochi esclusivi per PlayStation. Riguardo all’adattamento,
Moore ha dichiarato: “Siamo nella fase delle sceneggiature, ci
stiamo ancora lavorando. Sta andando molto bene, abbiamo un ottimo
team. È stato affascinante immergermi in questo progetto… più mi ci
dedicavo, più rimanevo impressionato dall’ampiezza e dalla
profondità della mitologia coinvolta in questo
videogioco“.
Ha anche confermato che Amazon si è
già impegnata per due stagioni, la prima delle quali composta da
dieci episodi. Moore ha sottolineato che sta lavorando a stretto
contatto con il direttore del gioco Cory Barlog
per garantire che la serie rimanga fedele alla storia originale e
alla sua mitologia.
God
of War ha trovato il suo Atreus.
Callum Vinson (Chucky, Long Bright River)
è stato scelto per interpretare Atreus, il figlio di 10 anni di
Kratos (Ryan Hurst), nella serie Prime Video tratta dal videogioco
PlayStation ispirato alla mitologia antica, prodotta da Sony
Pictures Television e Amazon MGM Studios.
Atreus è cresciuto in una remota
capanna nella foresta, isolato dal resto del mondo e allevato quasi
esclusivamente dalla madre Faye. È un abile arciere, ha un’affinità
con gli animali ed è intensamente curioso di sapere cosa si trova
oltre i confini della sua casa nella foresta. Dopo la morte della
madre, Atreus rimane con un padre freddo e distante che conosce a
malapena e che a sua volta sa poco di lui. Ciononostante, Atreus
desidera ardentemente l’approvazione di suo padre ed è disposto a
tutto pur di dimostrare di essere abbastanza forte da sopravvivere
in un mondo duro e pericoloso.
Dallo scrittore, showrunner e
produttore esecutivo Ronald D. Moore (Outlander, For All Mankind), God of
War segue padre e figlio Kratos e Atreus mentre
intraprendono un viaggio per spargere le ceneri della moglie e
madre, Faye. Attraverso le loro avventure, Kratos cerca di
insegnare a suo figlio a essere un dio migliore, mentre Atreus
cerca di insegnare a suo padre come essere un essere umano
migliore. La serie ha ricevuto un ordine per due stagioni, con la
pre-produzione in corso a Vancouver.
God of War segna
il terzo progetto di Vinson con Sony Pictures Television. È nel
cast della terza stagione di The Night
Agent di Netflix e in precedenza ha recitato in Long
Bright River di Peacock. Vinson ha poi recentemente concluso
la sua quarta serie come protagonista nel ruolo di Jason Vorhees
nel prequel di Venerdì 13, Crystal Lake per
Peacock. Ha interpretato il ruolo fisso di Henry Collins nella
terza stagione di Chucky su Syfy/Peacock e il ruolo di Tom
nel film Coup!
Prime Video ha ordinato una serie a
God
of War, basato sul famosissimo videogioco a tema
mitologia antica di PlayStation. Coprodotto da Sony Pictures
Television e Amazon Studios in associazione con PlayStation
Productions, God of War sarà presentato in
anteprima su Prime Video in più di 240 paesi e territori in tutto
il mondo. La serie era in lavorazione presso lo streamer da marzo,
quando Deadline ha riferito in
esclusiva che Prime Video era in trattative per la proprietà.
Scritta da Mark
Fergus e Hawk Ostby (Iron Man,
Children of Men), con Rafe Judkins
(The Wheel of Time) come showrunner, la serie
segue Kratos, il dio della guerra, che, dopo essersi esiliato dal
suo passato intriso di sangue nell’antica Grecia, ripone le sue
armi per sempre nel regno nordico di Midgard. Quando la sua amata
moglie muore, Kratos parte per un pericoloso viaggio con il figlio,
con il quale sono estranei, per spargere le sue ceneri dalla vetta
più alta: l’ultimo desiderio di sua moglie. Kratos si rende presto
conto che il viaggio è un’epica ricerca sotto mentite spoglie, che
metterà alla prova i legami tra padre e figlio e costringerà Kratos
a combattere nuovi dei e mostri per il destino del mondo.
Il franchise God of
War del Santa Monica Studio di Sony comprende un totale di
sette giochi su quattro console PlayStation. La serie di giochi
d’azione è stata lanciata nel 2005 su PlayStation 2, con il primo
God of War. Al centro c’è l’ex guerriero spartano
Kratos e il suo pericoloso viaggio per vendicarsi di Ares, il dio
greco della guerra, dopo aver ucciso i suoi cari sotto l’influenza
della divinità. Dopo essere diventato lui stesso lo spietato dio
della guerra, Kratos si ritrova costantemente alla ricerca di
un’opportunità per cambiare il suo destino.
“God of War è un franchise
avvincente e basato sui personaggi che crediamo cattureranno i
nostri clienti di tutto il mondo tanto con i suoi mondi espansivi e
coinvolgenti quanto la sua ricca narrazione”, ha affermato
Vernon Sanders, capo della televisione globale di Amazon Studios.
“Siamo onorati di condividere l’avventura di esplorare la
mitologia di God of War in un modo così importante con Sony
Pictures Television, PlayStation Productions e Santa Monica
Studio”.
Judkins è produttore esecutivo
della serie con i candidati all’Oscar Fergus e Ostby e il direttore
creativo dello studio di Santa Monica Studio, Cory
Barlog. Altri produttori esecutivi includono Playstation
Productions Asad Qizilbash e Carter
Swan, Yumi Yang di Santa Monica Studio e
Roy Lee di Vertigo. Jeff Ketcham
di Santa Monica Studio fungerà da co-produttore esecutivo.
“Siamo così orgogliosi ed
entusiasti di lavorare con i nostri amici di Amazon Studios e i
nostri partner di PlayStation Productions per adattare questo
bellissimo e straziante gioco in una serie premium
live-action”, ha dichiarato Katherine Pope,
presidente di Sony Pictures Television Studios. Rafe, Mark e Hawk
stanno creando una serie emozionante che traccia un percorso
attraverso l’antico viaggio mitologico di Kratos.
Dopo diversi titoli su varie
console PlayStation, tra cui PS3 e PSP portatile, Santa Monica
Studio ha riavviato il franchise con il gioco del 2018 su
PlayStation 4. In esso, Kratos arriva nelle terre selvagge norrene
dove ha una seconda possibilità di paternità con suo figlio Atreo.
La puntata ha ottenuto una serie di riconoscimenti ai Game Awards
2018, tra cui Game of the Year.
“God of War è uno dei
videogiochi più premiati di PlayStation, quindi siamo entusiasti di
collaborare con Sony Pictures Television e Amazon Studios per
portare il nostro amato franchise ai fan e al nuovo pubblico in un
modo audace e autentico”, ha affermato Asad
Qizilbash, head delle produzioni PlayStation.
Questo è l’ultimo titolo per
PlayStation ad aver ottenuto una serie TV nell’ultimo anno o giù di
lì, unendosi a Twisted Metal, presso Peacock, con
Anthony Mackie come protagonista, e
The Last
of Us, con Pedro Pascal e Bella Ramsey, presso HBO.
Prime Video non ha ancora mostrato un
solo episodio della sua attesissima serie dedicata a God of
War, ma la fiducia di Amazon nel progetto è già evidente.
L’adattamento televisivo dell’iconica saga videoludica di Santa
Monica Studio è stato infatti rinnovato per due stagioni ancora
prima del debutto, una decisione che sottolinea quanto la
piattaforma creda nel potenziale della serie e nel suo futuro a
lungo termine.
Negli ultimi
anni gli adattamenti tratti dai videogiochi hanno vissuto una vera
rinascita grazie a produzioni come The Last of Us, Arcane e soprattutto Fallout, diventata uno dei maggiori successi
recenti di Prime Video. Forte di quell’esperienza, Amazon sembra
intenzionata a trasformare God
of War nel prossimo grande franchise fantasy della
piattaforma.
Le premesse
non mancano. La serie non adatterà infatti la trilogia originale
ambientata nella mitologia greca, ma partirà direttamente dal
reboot del 2018, considerato da molti il capitolo più maturo e
narrativamente complesso dell’intera saga. Una scelta che permette
agli autori di concentrarsi su una storia più emotiva e
stratificata, incentrata sul rapporto tra Kratos e suo figlio
Atreus.
Il cast e il team creativo
mostrano quanto sia ambizioso il progetto di Prime Video
L’attore Ryan Hurst e Kratos di God of War. Foto di Justin
Lubin/Sony/Amazon MGM
A rendere
ancora più interessante la produzione è il team coinvolto dietro le
quinte. La serie è guidata da Ronald D. Moore, autore che nel corso
della sua carriera ha contribuito a franchise fondamentali della
fantascienza e del fantasy come Battlestar Galactica,
Outlander e For All Mankind.
La sua
esperienza nel raccontare mondi complessi, conflitti morali e
dinamiche familiari sembra perfettamente in linea con ciò che ha
reso speciale il nuovo ciclo narrativo di God of War.
Anche la
regia parte con credenziali importanti. I primi due episodi saranno
diretti da Frederick E.O. Toye, reduce dal successo di Shōgun e già coinvolto in produzioni come
The
Boys e Fallout. La sua presenza suggerisce che
Amazon stia investendo notevoli risorse per garantire un debutto
all’altezza delle aspettative.
Sul fronte
del cast spicca Ryan Hurst nel ruolo di Kratos. L’attore, già noto
per Sons of Anarchy, conosce bene l’universo della saga
avendo prestato la voce a Thor in God of War Ragnarök. Al
suo fianco ci saranno Callum Vinson nel ruolo di Atreus, Mandy
Patinkin come Odino e Ólafur Darri Ólafsson nei panni di Thor.
Perché Amazon ha deciso di
rinnovare la serie prima ancora del debutto
La scelta più
sorprendente riguarda però la strategia produttiva. Prime Video ha
ordinato due stagioni complete e, secondo diverse indiscrezioni, le
riprese dei primi due capitoli sarebbero state pianificate in
continuità.
Una decisione
che comporta costi enormi ma che permette alla piattaforma di
evitare lunghe attese tra una stagione e l’altra, un problema che
ha colpito molte serie fantasy e fantascientifiche negli ultimi
anni.
Dietro questa
fiducia c’è anche il peso commerciale del marchio. La saga norrena
composta da God of War (2018) e God of War
Ragnarök ha generato oltre un miliardo di dollari di ricavi e
rappresenta uno dei franchise più importanti dell’intero catalogo
PlayStation.
Amazon sa
quindi di poter contare su una base di fan già consolidata a
livello globale, elemento che riduce parte del rischio normalmente
associato a produzioni di questa portata.
La vera sfida sarà trasformare un
grande videogioco in una grande serie televisiva
Nonostante le
premesse estremamente positive, il successo non è comunque
garantito. Gli adattamenti videoludici continuano a rappresentare
una sfida complessa, soprattutto quando devono tradurre in
linguaggio televisivo opere fortemente legate
all’interattività.
Nel caso di
God of War, però, esiste un vantaggio fondamentale. La
saga norrena è già costruita come un grande racconto seriale. Il
rapporto tra Kratos e Atreus, il peso del passato del protagonista,
la mitologia nordica e il conflitto con gli dèi offrono materiale
narrativo sufficiente per diverse stagioni.
Inoltre, la
serie potrà sfruttare uno degli elementi più apprezzati dei
videogiochi: l’evoluzione del legame tra padre e figlio. Un
percorso emotivo che va ben oltre l’azione spettacolare e che
potrebbe diventare il vero cuore dell’adattamento.
Per questo motivo il rinnovo
anticipato non appare soltanto come un segnale di fiducia da parte
di Amazon, ma anche come la conferma che Prime Video vede in
God of War uno dei pilastri del proprio futuro nel genere
fantasy. Se riuscirà a catturare la stessa forza narrativa dei
videogiochi, la serie potrebbe diventare uno dei più grandi
successi della piattaforma.
La maggior parte dei personaggi
principali dei videogiochi di God of
War sono stati scelti per interpretare
Freya nella serie live-action, e i fan si
chiedevano da tempo chi avrebbe vestito i panni della Strega. Ora,
finalmente, il ruolo è stato assegnato.
Deadline riporta che Sonya Walger
(Lost, For All Mankind) è stata scelta
per interpretare “La Strega dei Boschi” nell’adattamento di
Prime Video. Secondo la descrizione ufficiale del
personaggio, Freya è “una dea e principessa Vanir che pratica
una magia antica e potente. È anche l’ex moglie di Odino e l’ex
Regina delle Valchirie di Asgard, titolo che le fu conferito il
giorno del suo matrimonio. È forte, perspicace e piena di
rimpianti. Quando il suo infelice matrimonio con Odino si concluse
con il suo esilio, Freya fu separata dalla sua famiglia e dalla sua
terra natale, Vanaheim. Freya ha vissuto da sola a Midgard per un
secolo, reclusa in una radura nascosta, temuta dagli umani e spesso
chiamata la Strega dei Boschi”.
Nel corso degli anni, Walger ha
partecipato a numerosi progetti cinematografici e televisivi, ma è
probabilmente più conosciuta per il suo ruolo di Penny Widmore
nella serie Lost della ABC. Il mese scorso è stata diffusa una
prima immagine di Kratos (Ryan
Hurst) e Atreus (Callum Vinson) che,
pur somigliando alle loro controparti videoludiche, ha deluso molti
fan.
“God
of War è un franchise avvincente, incentrato sui personaggi,
che crediamo saprà conquistare il nostro pubblico globale tanto con
i suoi mondi vasti e coinvolgenti quanto con la sua ricca
narrazione”, ha dichiarato Vernon Sanders, responsabile della
divisione televisiva globale di Amazon Studios, al momento
dell’annuncio ufficiale della serie. “Siamo onorati di
condividere l’avventura di esplorare la mitologia di God of War in
un modo così epico con Sony Pictures Television, PlayStation
Productions e Santa Monica Studio”.
“Siamo orgogliosi ed entusiasti
di collaborare con i nostri amici di Amazon Studios e i nostri
partner di PlayStation Productions per adattare questo videogioco
meraviglioso e commovente in una serie live-action di alta
qualità”, ha aggiunto Katherine Pope, presidente di Sony
Pictures Television Studios.
“God of War è uno dei
videogiochi PlayStation più premiati, quindi siamo entusiasti di
collaborare con Sony Pictures Television e Amazon Studios per
portare il nostro amato franchise ai fan e a un nuovo pubblico in
modo audace e autentico”, ha dichiarato Asad Qizilbash,
responsabile di PlayStation Productions.
L’attore Ryan Hurst e Kratos di God of War. Foto di Justin
Lubin/Sony/Amazon MGM
Nel cast di God of
War figurano anche Ed
Skrein nei panni di Baldur, Max
Parker in quelli di Heimdall, Ólafur Darri
Ólafsson in quelli di Thor, Mandy
Patinkin in quelli di Odino, Alastair
Duncan in quelli di Mimir, Jeff Gulka in quelli di Sindri,
Danny Woodburn in quelli di Brok e Teresa Palmer in quelli di Sif.
Tra gli altri attori, troviamo
Louis Cunningham nel ruolo di Modi, il figlio di mezzo di Sif e
Thor, Ben Chapple in quello di Magni, il figlio maggiore di Sif e
Thor, Evelyn Miller in quello di Gna, la comandante delle Valchirie
di Odino, e Island Austin in quello di Thrud, il figlio minore di
Sif e Thor.
God of
War è una coproduzione di Sony Pictures Television e
Amazon MGM Studios in associazione con PlayStation Productions e
Tall Ship Productions. Ronald D. Moore è showrunner, produttore
esecutivo e sceneggiatore. Tra gli altri produttori esecutivi
figurano Maril Davis, Cory Barlog, Naren Shankar, Matthew
Graham, Asad Qizilbash, Jeff Ketcham, Hermen Hulst, Roy
Lee e Brad Van Arragon. Joe
Menosky, Marc Bernardin, Tania Lotia e Ben
McGinnis sono coproduttori esecutivi della serie.
La serie segue le vicende di padre
e figlio, Kratos e Atreus, impegnati in un viaggio per disperdere
le ceneri della loro moglie e madre, Faye. Attraverso le loro
avventure, Kratos cerca di insegnare al figlio a essere un dio
migliore, mentre Atreus cerca di insegnare al padre a essere un
essere umano migliore.
La star di ScissioneÓlafur Darri
Ólafsson è stata scelta per interpretare Thor
nell’adattamento
televisivo di Amazon Prime Video del popolare videogioco per
PlayStation God
of War. La serie segue Kratos e Atreus, padre e figlio, che
intraprendono un viaggio per spargere le ceneri della moglie e
madre, Faye. Mentre attraversano il mondo antico, Kratos cerca di
insegnare al figlio a essere un dio migliore, mentre Atreus cerca
di mostrare al padre come essere un essere umano migliore.
La descrizione del personaggio di
Ólafur Darri Ólafsson riporta: “Il Dio del
Tuono è un uomo gigantesco che ha resistito a molte battaglie nella
sua vita, ma le cui azioni in una guerra combattuta molto tempo fa
ora perseguitano le sue ore di veglia. Un tempo fedele soldato di
Asgard e braccio destro di suo padre, Thor ora non è altro che
l’ombra di se stesso, mentre si affoga nell’alcol e cerca di non
pensare al prezzo che ha pagato. Tenere moglie e figli a distanza
non ha fatto che aggravare il suo isolamento, ma il potere (e il
pericolo) del Dio del Tuono è ancora lì, appena sotto la
superficie.”
God of
War ha ricevuto un ordine per due stagioni da Amazon,
con la pre-produzione attualmente in corso a Vancouver.
Ronald D. Moore è lo sceneggiatore, produttore
esecutivo e showrunner della serie per la sua Tall Ship
Productions. La serie è coprodotta da Sony Pictures Television e
Amazon MGM Studios in collaborazione con PlayStation Productions e
Tall Ship Productions.
Tra gli altri produttori esecutivi
figurano Maril Davis, Cory Barlog, Naren Shankar, Matthew
Graham, Asad Qizilbash, Jeff Ketcham, Hermen Hulst, Roy
Lee e Brad Van Arragon. Joe
Menosky, Marc Bernardin, Tania Lotia e Ben
McGinnis sono co-produttori esecutivi della serie.
Molti di voi probabilmente
non se li ricorda ma oltre ai Transformers c’erano i
GoBots, una serie di giocattoli e cartoni animati
dove i protagonisti erano sempre dei robot senzienti che si
trasformavano in veicoli e auto. Ebbene, secondo alcune fonti oggi
arriva la notizia che la Hasbro, società che ne
detiene i diritti dal 1991, ha recentemente depositato una serie di
marchi sui GoBots con le specifiche di
Film, Serie televisive e Giocattoli.
La notizia anche se solo un rumors
sarebbe in linea con i pieni dell’azienda di estendere i marchi
presenti sul mercato dell’entertainment con altri film oltre al
franchise sui Transformers.
Negli ultimi anni l’animazione
cinematografica ha vissuto una fase di evidente stabilizzazione
stilistica. Una volta che una soluzione visiva diventa dominante,
il rischio è quello dell’appiattimento: immagini impeccabili dal
punto di vista tecnico, ma prive di autentico stupore.
GOAT: Sogna in grande arriva proprio in questo
scenario e riesce a fare ciò che oggi è sempre più raro:
sorprendere davvero, riaffermando la capacità di
SONY di imporsi come riferimento assoluto nel settore
dell’animazione digitale, dopo i fasti isolati dello
Spider-Verse.
GOAT: Sogna in grande e l’identità
visiva fuori dagli standard
Fin dalle prime sequenze è chiaro
che GOAT: Sogna in grande non vuole
confondersi con il resto della produzione mainstream. L’animazione
non punta al realismo patinato, ma a una forma espressiva più
audace, che mescola stilizzazione e dettaglio. Le superfici non
sono mai “neutre”: ogni materiale — dal metallo consumato al
cemento crepato — racconta il tempo e l’uso, dando vita a un mondo
visivamente coerente e profondamente riconoscibile. È una scelta
artistica che distingue il film e che dimostra come la tecnologia,
quando è guidata da una visione chiara, possa diventare linguaggio
e non semplice ornamento.
Cortesia Eagle Pictures
Vineland: una città che respira attraverso l’animazione
Il cuore estetico del film è
Vineland, una metropoli animale che vive in equilibrio precario tra
decadenza urbana e vitalità naturale. Tecnicamente, il lavoro sul
worldbuilding è impressionante: la città non è uno sfondo,
ma un organismo vivo. La vegetazione che si insinua tra le
strutture, gli interni logori, i quartieri popolari e gli spazi
sportivi raccontano una società stratificata senza bisogno di
spiegazioni didascaliche. L’uso del colore e della profondità di
campo restituisce un senso di calore e familiarità, rendendo
Vineland un luogo che, pur nella sua imperfezione, appare
sorprendentemente accogliente.
Animare il corpo: quando la fisicità diventa carattere
Uno degli aspetti in cui SONY
dimostra una superiorità tecnica evidente è la gestione del
movimento. In
GOAT: Sogna in grande ogni personaggio si
muove secondo una logica fisica coerente con la propria specie, ma
anche con la propria personalità. Non esistono animazioni generiche
o riutilizzate: ogni passo, salto o gesto è calibrato. Questo
lavoro minuzioso rende credibili anche le situazioni più estreme e
contribuisce a una narrazione visiva che comunica costantemente,
anche nei momenti di silenzio.
Cortesia Eagle Pictures
Il ruggiball come laboratorio tecnico e spettacolare
Il ruggiball è molto più di uno
sport fittizio: è il terreno ideale per mostrare la potenza
dell’animazione. Le partite sono costruite come sequenze ad alta
intensità, in cui la regia sfrutta ogni possibilità dello spazio
tridimensionale. La macchina da presa virtuale si muove con
fluidità impressionante, seguendo l’azione senza mai perdere
chiarezza. Ogni stadio introduce nuove sfide visive — superfici
instabili, ambienti estremi — che vengono gestite con grande
controllo tecnico, senza mai scivolare nel caos visivo.
Il commento sportivo e l’efficacia del doppiaggio italiano
Il comparto sonoro gioca un ruolo
fondamentale nell’economia del film. Le voci italiane si
inseriscono perfettamente nel ritmo dell’animazione.
Alessandro Florenzi dà vita a un Rusty travolgente
e iperattivo, mentre Pierluigi Pardo costruisce un
Chuck misurato e ironico, creando una dinamica da telecronaca
sportiva credibile e divertente. Beatrice Arnera,
nel ruolo di Olivia Burke, aggiunge carisma e determinazione a un
personaggio che vive anche attraverso la sua presenza pubblica. Il
doppiaggio non si limita ad accompagnare le immagini, ma ne
amplifica l’energia.
Personaggi digitali con una vera interiorità
Dal punto di vista tecnico, la
costruzione dei personaggi è uno dei risultati più riusciti del
film. L’animazione facciale è estremamente raffinata:
micro-espressioni, variazioni nello sguardo e movimenti
impercettibili contribuiscono a rendere ogni animale emotivamente
credibile. Anche i personaggi secondari beneficiano di una cura
fuori dal comune, con dettagli comportamentali che li rendono
memorabili. È un lavoro che dimostra quanto l’animazione possa
avvicinarsi alla recitazione, senza perdere la propria natura
stilizzata.
Cortesia Eagle Pictures
SONY e la capacità di guidare l’evoluzione dell’animazione
Con GOAT: Sogna in
grande, SONY conferma una linea produttiva chiara:
investire sull’innovazione visiva e sulla sperimentazione
controllata. Il film non rinnega la spettacolarità, ma la utilizza
come mezzo per costruire un’identità forte. In un mercato spesso
dominato dall’emulazione, SONY dimostra di saper anticipare le
tendenze, proponendo un’animazione che non teme di osare e di
uscire dai binari più rassicuranti.
Una prova di forza tecnica e artistica
GOAT: Sogna in
grande è un film che convince soprattutto per il suo
comparto tecnico, capace di trasformare una storia sportiva
classica in un’esperienza visiva ricca e coinvolgente. L’animazione
è sempre al servizio del racconto, ma non rinuncia mai a stupire.
SONY firma un’opera che alza l’asticella e ricorda quanto
l’animazione possa essere ancora terreno di sperimentazione,
identità e meraviglia visiva.