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Werwulf: prime immagini di Lily-Rose Depp e Willem Dafoe

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Werwulf: prime immagini di Lily-Rose Depp e Willem Dafoe

Mentre continua la produzione di Werwulf di Robert Eggers, abbiamo già ricevuto alcune immagini in anteprima dal Regno Unito di Aaron Taylor-Johnson, che chiaramente interpreta il lupo mannaro. Nelle foto lo si vede infatti coperto di sangue e urlare a squarciagola. Ora, grazie a Word of Reel, abbiamo altre immagini, questa volta di Lily-Rose Depp e Willem Dafoe (si possono vedere qui). Di entrambi, tuttavia, risulta ad oggi difficile stabilire l’identità dei personaggi interpretati.

Quello che sappiamo di Werwulf

Eggers dirigerà l’horror sui licantropi da una sceneggiatura che ha scritto insieme a Sjón (il duo ha già collaborato alla sceneggiatura di The Northman del 2022). L’uscita del film in Nord America è prevista per Natale 2026. Tim Bevan ed Eric Fellner di Working Title sono i produttori insieme a Eggers e Sjón, mentre Chris ed Eleanor Columbus di Maiden Voyage sono i produttori esecutivi.

Il cast di Werwulf presenta molti degli stessi attori di Nosferatu di Eggers del 2024. Oltre a Aaron Taylor-Johnson, il film vede il ritorno anche di Lily-Rose Depp, Ralph Ineson e Willem Dafoe. L’uscita di Werwulf è prevista per il giorno di Natale del prossimo anno, il 25 dicembre 2026.

Eggers ha recentemente condotto una sessione di domande e risposte dopo la proiezione al Lincoln Center e ha descritto Werwulf come “la cosa più oscura che abbia mai scritto”. Il film è ambientato nell’Inghilterra del XIII secolo, dove il personaggio principale perseguita gli abitanti di una tranquilla cittadina di campagna. Ciò che inizialmente si pensava fosse solo una leggenda metropolitana o frutto della propria immaginazione si trasforma in una minaccia molto reale che costringe gli abitanti del villaggio a reagire. Si dice che il film tratti anche temi di stregoneria.

Werner Herzog Vallain in One Shot con Tom Cruise!

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Arriva una notizia sorprendente, Werner Herzog sarà il villain di One Shot, il film d’azione di Christopher McQuarrie che vede protagonista Tom Cruise.Herzog vestirà i panni di un ex-prigioniero di guerra soprannominato The Zec, mastermind della cospirazione alla base della trama.

Werner Herzog torna al doppiaggio per Bong Joon Ho

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Werner Herzog torna al doppiaggio per Bong Joon Ho

L’ultima notizia in merito si era avuto nel 2021, subito dopo il successo di Parasite, e adesso, mentre aspettiamo che esca al cinema Mickey 17, Bong Joon Ho è pronto a farsi accompagnare, tra gli altri, da Werner Herzog in un nuovo viaggio. Il cineasta tedesco ha infatti raccontato di essersi impegnato a prestare la sua voce a uno dei personaggi del prossimo film d’animazione di Bong Joon Ho.

Il film non segna certo il debutto di Herzog al doppiaggio che in passato si è dilettato nel prestare la voce a I Simpson, The Boondocks e anche a Rick and Morty e Metalocalypse. Il film racconterà del rapporto che le creature marine delle profondità degli oceani hanno con gli esseri umani.

Di cosa parla Mickey 17?

Questo nuovo progetto del regista sudcoreano, successivo a Parasite, è tratto dal romanzo di Edward Ashton del 2022, descritto dalla casa editrice St. Martin Press come un thriller cerebrale high-concept facente parte di quel filone di film come “The Martian” e “Dark Matter“. In Mickey 17 Pattinson interpreta qui un “sacrificabile”, ovvero un dipendente usa e getta di una spedizione umana inviata a colonizzare un pianeta ghiacciato, che improvvisamente si rifiuta però di lasciare che il suo clone sostitutivo prenda il suo posto.

Oltre che una semplice immagine e un breve teaser, ad oggi non è stato mostrato altro del film, su cui vige dunque un certo mistero. Sappiamo però che nel cast vi sono anche gli attori Naomi Ackie, Steven Yeun, Toni Collette e Mark Ruffalo. Bong, oltre ad aver scritto e diretto, produce anche il film attraverso la sua società Offscreen. Con la data d’uscita di Mickey 17 fissata al 31 gennaio 2025, non resta dunque che attendere maggiori informazioni e qualche nuovo materiale promozionale.

Werner Herzog racconta la sua avventura a caccia degli Elefanti Fantasma

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Presentato a Venezia 82 in occasione del Leone d’Oro alla carriera a Werner Herzog, arriva su Disney+ l’8 marzo Ghost Elephants, il nuovo documentario diretto e narrato dal cineasta tedesco che ha raccontato con queste parole la sua avventura nella realizzazione del film, al fianco di Steve Boyes, National Geographic Explorer.

“Steve lavora su questo progetto da oltre dieci anni. Io, invece, sono stato letteralmente gettato nell’acqua fredda da un giorno all’altro. Naturalmente Ariel Leon è stato il mio partner di produzione e ha iniziato subito a gestire l’organizzazione del lavoro. Le alture dell’Angola significano due settimane di viaggio: a piedi, in moto, attraversando a guado fiumi infestati dai coccodrilli, e così via. Ogni giorno si corre per le alture inseguendo gli elefanti fantasma per dieci ore senza sosta. Io sono semplicemente troppo vecchio per farlo. Quindi è stato lui a occuparsi delle riprese.”

Leggi la recensione di Ghost Elephants di Werner Herzog

Un aspetto fondamentale, questo della distanza fisica dalle riprese vere e proprie, evidenziato da Herzog che ha messo subito messo le cose in chiaro: “Non spingetevi troppo oltre nel cercare connessioni. Il tono del film era già stabilito. L’identità culturale del film era già definita. Anche lo stile della macchina da presa era stato deciso.

Quello che doveva essere fatto in Angola riguardava soprattutto la parte tecnica: la realizzazione concreta della spedizione. In realtà chiunque avrebbe potuto farlo — qualcuno in buona forma fisica, intelligente e con una minima conoscenza del cinema.

Le mie istruzioni erano molto precise. E non dimentichiamo che ci sono stati film che hanno persino vinto la Palma d’Oro a Cannes realizzati da un regista turco che si trovava in prigione e che dava istruzioni dalla sua cella. Quindi questo aspetto non ha molta importanza. Lo stile complessivo, il tono e la narrazione sono comunque frutto della mia presenza.”

La bellezza delle immagini cinematografiche di Ghost Elephants fa pensare immediatamente al confronto con la realtà, molto meno bella, del cambiamento climatico e delle difficoltà ambientali che i posti in cui è stato girato il film affrontano.

Werner Herzog ha risposto proprio in merito a questa riflessione: “Sono un regista e un narratore, e svolgo questa professione da quando avevo diciannove anni. So quello che faccio, so come bilanciare gli elementi e so come valutare la realtà per trasformarla in una visione cinematografica. Questo non è un documentario tradizionale come quelli che si vedono in televisione. È qualcosa di molto più profondo.

Penso che il Festival del Cinema di Venezia abbia fatto la scelta giusta includendolo nella selezione ufficiale. È stato presentato alla fine di agosto, o a settembre, a Venezia, ed era il contesto giusto. Questo dimostra che esiste un certo equilibrio nel modo di trattare il tema.”

Cosa pensa Werner Herzog dell’esistenza umana

Proprio perché fa film da quando aveva 19 anni (e ora ne ha 83), dopo aver realizzato così tanti film, cosa sorprende ancora Werner Herzog dell’esistenza umana?

“Per parlare di questo ci vorrebbero quarantotto ore e una buona bottiglia di vino — forse addirittura una cassa di vino. Io sono curioso. Tutti i miei film contengono un elemento di meraviglia, di curiosità verso le persone, le storie e i luoghi. Questo elemento si ritrova in tutta la mia filmografia. C’è un denominatore comune, una visione del mondo condivisa, anche se i soggetti sono molto diversi tra loro. Questa visione consiste nel guardare in profondità nei recessi più remoti dell’anima umana.

È qualcosa che troverete sempre nei miei film. Ed è anche ciò che mi spinge a continuare. Sono abbastanza vecchio per andare in pensione, ma esistono ancora così tante storie da raccontare. Dieci giorni fa ho iniziato a girare un nuovo film. Ho anche un lungometraggio finito, Bucking Fastard, che attende di essere distribuito. Quindi cosa mi spinge ad andare avanti? Non ne ho la minima idea.”

“Non sono un profeta – ha continuato Herzog – Tuttavia sembra evidente che la nostra specie non abbia molto tempo davanti a sé su questo pianeta. Le cause potrebbero essere molte: alcune auto-inflitte, come l’inquinamento o l’annientamento nucleare. Persino la dipendenza da Internet potrebbe distruggerci molto rapidamente.

I microbi sono contro di noi, i meteoriti sono contro di noi. Anche gigantesche eruzioni vulcaniche: se accadesse qualcosa come l’evento avvenuto in Indonesia circa 74.000 anni fa, verremmo cancellati molto velocemente, perché il cielo resterebbe oscurato per dieci anni. Sarebbe la nostra fine.

Gli scarafaggi sono molto più capaci di sopravvivere. I coccodrilli e i rettili sono molto più resistenti. E naturalmente anche i microbi. Abbiamo avuto circa 100.000 o 150.000 anni di Homo sapiens, e non credo che ci resti molto tempo davanti.”

Ghost ElephantsTornando a Ghost Elephants, il film presenta alcune immagini tratte da un vecchio film, Africa Addio. In quella sequenza il regista mette a confronto l’eredità della caccia con il passato e il presente, insieme agli attuali sforzi di conservazione. Qual era l’intenzione di Werner Herzog nel creare questo contrasto così netto tra due epoche diverse?

Werner Herzog: “Parliamo di Africa Addio. Quando uscì, nel 1966, fu estremamente controverso a causa del suo razzismo. E da allora, naturalmente, abbiamo fatto molti progressi. Per coincidenza possedevo delle immagini di caccia alla grossa selvaggina: elicotteri che spingono gli elefanti verso un cacciatore, il quale li abbatte e poi vola via in elicottero.

Quelle immagini erano così straordinarie che ho pensato fosse necessario mostrarle come parte del film. Sono qualcosa di così rivoltante, così scandaloso, che dovevano essere incluse. Poiché lavoriamo con Disney+ e National Geographic, abbiamo accettato di inserire all’inizio del film un avviso: “Questo film contiene immagini di caccia alla grossa selvaggina che potrebbero risultare disturbanti per alcuni spettatori”. In realtà sono immagini disturbanti per tutti. Tuttavia sono nel film, e apprezzo molto che National Geographic abbia accettato questa scelta. Abbiamo inserito un avviso ed è del tutto legittimo farlo. In ogni caso, Africa Addio è un film che andrebbe visto. Per ottime ragioni fu controverso ai suoi tempi. Oggi lo sarebbe ancora di più.”

Werner Herzog e Naomi Watts insieme?

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Werner Herzog sarebbe in trattativa con Naomi Watts per affidarle il ruolo da protagonista in un suo prossimo lavoro intitolato Queen of the Desert.

Secondo alcuni rumors sembrerebbe proprio di si. Il film racconterà la storia di Gertrude Bell, personaggio realmente esistito, una donna inglese dalla vita ricca e avventurosa che, all’alba del XX secolo, fu viaggiatrice, scrittrice, archeologa, esploratrice, cartografa, agente segreto e diplomatica per conto dell’Impero Britannico. La Bell, inoltre, fu una specie di Lawrence d’Arabia al femminile, svolgendo attività a sostegno della Rivolta araba nel corso della Prima Guerra Mondiale ed ebbe un ruolo di primo piano nella creazione di stati arabi come l’Iraq e la Giordania.

Fonte:comingosoon

Werner Herzog contro Lawrence d’Arabia

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In occasione del ritiro di un premio alla carriera presso il Dubai International Film Festival, il cineasta tedesco Werner Herzog

Werner Herzog alla regia del film Vernon God Little

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Werner Herzog ha firmato per dirigere “Vernon God Little”, un adattamento dell’omonimo premiato romanzo scritto da DBC Pierre.

Werner Herzog al lavoro su due nuovi documentari

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Il ritorno del grande regista tedesco. Werner Herzog si conferma instancabile: oltre ad apparire come villain nel film One Shot, a fianco di Tom Cruise, è già al lavoro su due documentari.

Werner Herzog agli aspiranti registi: “Per fare film bisogna essere dei criminali borderline”

Werner Herzog, il venerato autore tedesco dietro “Fitzcarraldo”, “Aguirre, furore di Dio”, “Nosferatu” e “Grizzly Man” – tanto per citarne alcuni – ha dato alcuni consigli molto pratici agli aspiranti registi giovedì durante una masterclass alla Mostra del Cinema di Venezia. “Bisogna sapere come falsificare un permesso di ripresa in un Paese con una dittatura militare, come scassinare serrature”, ha detto. “Per fare film bisogna essere dei criminali al limite della legalità. Se non avete questa attitudine, non pensate nemmeno di diventare registi”.

Altre perle di saggezza fornite dall’82enne gigante del Nuovo Cinema Tedesco alla sala gremita di giovani appassionati di cinema andavano dal “leggere molti libri” – Herzog, a detta sua, guarda solo cinque o sei film all’anno – al non fissarsi troppo su un progetto specifico. “Naturalmente ci sono progetti che non sono riuscito a realizzare”, ha detto, raccontando come negli anni ’90 lui e Francis Ford Coppola volessero realizzare una produzione sontuosa sulla conquista spagnola del Messico, vista e narrata dal punto di vista degli Aztechi.

Abbiamo passato molte notti insonni a lavorarci, ma non si è mai concretizzato perché non è stato possibile finanziarlo”. “L’industria funziona in un modo specifico”, ha detto Herzog. “Ma invece di cercare di ottenere finanziamenti senza successo per i prossimi vent’anni, ho realizzato 28 film [da allora] e ho scritto sette libri in quel periodo. Questo è quello che ho fatto. Quella sceneggiatura non realizzata? Non ha importanza”, ha concluso.

Il prolifico regista ha anche sottolineato che un anno due dei suoi film hanno compiuto l’impresa unica di essere selezionati per il concorso di Venezia. Nel 2009 Herzog ha presentato in anteprima sia “My Son, My Son, What Have Ye Done?” che “Bad Lieutenant: Port Of Call New Orleans”. Herzog ha anche osservato che per lui “il cinema indipendente non esiste. Si dipende dai sistemi di produzione, si dipende dalla distribuzione. Si dipende dai permessi”, ha detto.

Ma esiste una cosa chiamata autosufficienza”, ha continuato Herzog. “Guadagnate dei soldi in qualche modo. Ma non rapinate una banca, perché è controproducente. Di solito vi prendono”. A Venezia quest’anno, Herzog ha ricevuto il Leone d’Oro alla Carriera e presenta in anteprima il suo nuovo documentario “Ghost Elephants” (qui la nostra recensione direttamente dal Festival), sulla ricerca di un branco di elefanti sfuggenti in una zona praticamente disabitata degli altopiani dell’Angola, grande quanto l’Inghilterra.

Nel frattempo è impegnato nelle riprese del suo prossimo lungometraggio, “Bucking Fastard”, in Irlanda, con le sorelle Kate e Rooney Mara. Herzog sta inoltre sviluppando un film d’animazione basato sul suo romanzo “The Twilight World” ed è stato scritturato come doppiatore nel prossimo film d’animazione di Bong Joon-ho sulle creature degli abissi marini. “Non smetto mai di lavorare e ho sempre più di un progetto in mente”, ha detto. “Ma se ce ne sono troppi, non riesco a seguirli tutti. Quindi seguo quello che mi sembra più urgente”.

Werewolf By Night: nuove foto di Jack Russell, Elsa Bloodstone e Verusa

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Mentre ci avviciniamo all’attesissima premiere di Werewolf By Night su Disney+, i Marvel Studios hanno presentato alcune nuove foto promozionali che mettono in luce tre dei personaggi principali. Le immagini ci danno un’altra occhiata a Gael Garcia Bernal nei panni del pre-licantropo Jack Russell, Laura Donnelly nei panni di Elsa Bloodstone e Harriet Sansom Harris nei panni della cacciatrice di mostri e vedova di Ulysses Bloodstone, Verusa.

Sebbene i critici siano ancora soggetti all’embargo dalla condivisione delle loro recensioni, i partecipanti al recente Fantastic Fest sono stati autorizzati a pubblicare i loro verdetti e lo speciale è attualmente al 100% su Rotten Tomatoes con nove recensioni contate. A detta di tutti, Werewolf By Night non lesina sul sangue, e il regista Michael Giacchino ha recentemente rivelato che in realtà si aspettava di essere colpito con una valutazione su un divieto.

“Avevamo sempre pensato che sarebbe stato TV-MA, ma non sono sempre stato coinvolto in ciò che stava accadendo da quella parte in termini di ascolti e tutto il resto”, ha detto Giacchnio a  The Hollywood Reporter quando gli è stato chiesto come Werewolf By Night fosse riuscito a garantire una valutazione TV-14. “Ma sono sicuro che hai assolutamente ragione sul fatto che il bianco e nero ci abbia aiutato a mantenerci entro un certo intervallo”.

Werewolf by Night è un l’annunciato speciale televisivo diretto da Michael Giacchino e scritto da Heather Quinn e Peter Cameron per il servizio di streaming Disney+, basato sull’omonimo personaggio della Marvel Comics. È destinata a essere la prima presentazione speciale dei Marvel Studios nel Marvel Cinematic Universe (MCU), condividendo la continuità con i film del franchise.

Werewolf by Night: le prime reazioni elogiano la prima vera storia horror dei Marvel Studios

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Werewolf by Night arriva su Disney+ il 7 ottobre e sembra destinato ad essere la prima presentazione speciale dei Marvel Studios. Il prossimo sarà The Guardians of the Galaxy Holiday Special e la speranza è che queste storie autonome permettano al MCU di raccontare storie molto diverse. Se queste prime reazioni a Werewolf by Night sono indicative, il bizzarro, spaventoso speciale in bianco e nero regalerà la storia dell’orrore che tutti fan Marvel (compreso noi) stavamo aspettando.

Pensavamo che Doctor Strange nel Multiverso della Follia potesse colmare quel vuoto, ma sembra che Disney+ stia dando ai Marvel Studios la libertà  e l’opportunità di abbracciare completamente generi diversi. Werewolf by Night suona legittimamente spaventoso e inquietante, mentre anche il debutto nell’MCU di Man-Thing sta ricevendo molti elogi (il personaggio è stato preso in giro nel primo trailer dello speciale).

“In una notte buia e cupa, una cabala segreta di cacciatori di mostri emerge dall’ombra e si riunisce al Tempio di Bloodstone dopo la morte del loro leader”, si legge nella sinossi dello speciale. “In uno strano e macabro memoriale della vita del leader, i partecipanti sono coinvolti in una misteriosa e mortale competizione per una potente reliquia, una caccia che alla fine li porterà faccia a faccia con un mostro pericoloso”.

È stato anche confermato che Werewolf by Night avrà una durata di poco meno di 53 minuti, sperando che questo minutaggio sia più che sufficiente per farci conoscere questi personaggi! Dai un’occhiata alle prime reazioni di Werewolf by Night nei Tweet qui sotto:

Werewolf by Night: il regista ha un’idea per un sequel!

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Werewolf by Night: il regista ha un’idea per un sequel!

Il regista di Werewolf by NightMichael Giacchino, ha parlato della possibilità di un seguito allo speciale horror dei Marvel Studios. Parlando con Collider, Giacchino ha dichiarato che, sebbene nessun seguito dello speciale sia stato annunciato o confermato, ha idee per un potenziale seguito di Werewolf by Night, sottolineando che sono “tutti pazzi e pazzi”.

Si parla sempre“, ha commentato il regista. “Ma si sa, finché qualcuno non decide di spendere un centesimo, non succede ancora nulla. Quindi, si spera. Il mio desiderio è che sì, ce ne sia di più con questi personaggi. Mi piacerebbe, e ho idee su cosa mi piacerebbe fare con loro, ed è tutto pazzesco, ma penso che sia l’unico modo per farlo. Quindi, si spera, un giorno. Se tutto va bene, un giorno.”

Di cosa parla Werewolf by Night?

“Ispirato ai film horror degli anni ’30 e ’40, questo speciale agghiacciante mira a evocare un senso di terrore e macabro, con molta suspense e paura lungo il percorso mentre esploriamo un nuovo angolo dell’universo cinematografico Marvel”. Dai un’occhiata al trailer di Werewolf by Night in Color.

Werewolf by Night in Color arriva su  Disney+  venerdì 20 ottobre. L’originale Werewolf by Night, attualmente disponibile sulla piattaforma di streaming, è stato originariamente pubblicato nell’ottobre 2022 e rappresentava una versione diversa e più spettrale dell’MCU ispirata ai film horror degli anni ’30 e ’40.

Werewolf by Night: il progetto speciale Horror del Marvel Studios per Disney+

Werewolf by Night è un l’annunciato speciale televisivo diretto da Michael Giacchino e scritto da Heather Quinn e Peter Cameron per il servizio di streaming Disney+, basato sull’omonimo personaggio della Marvel Comics. È destinata a essere la prima presentazione speciale dei Marvel Studios nel Marvel Cinematic Universe (MCU), condividendo la continuità con i film del franchise.

Werewolf by Night: quando esce e dove vederlo in streaming

Werewolf by Night in streaming debutterà il 7 ottobre 2022, come parte della Fase Quattro del MCU su Disney+.

Iscriviti a Disney+ per guardare le più belle storie Disney, Pixar, Marvel, Star Wars, National Geographic e molto altro. Dove vuoi, quando vuoi.

Werewolf by Night: trama e cast

Lo speciale è prodotto dai Marvel Studios e segue un gruppo segreto di cacciatori di mostri mentre competono per una potente reliquia mentre affrontano un pericoloso mostro. Un gruppo segreto di cacciatori di mostri si riunisce a Bloodstone Manor dopo la morte del loro leader e si impegna in una misteriosa e mortale competizione per una potente reliquia, che li porterà faccia a faccia con un pericoloso mostro.

Gael García Bernal recita nello speciale nel ruolo di Jack Russell/Werewolf by Night , insieme a Laura Donnelly e Harriet Sansom Harris. Lo sviluppo dello speciale era iniziato nell’agosto 2021, con il cast di Bernal a novembre. Giacchino si è unito a marzo 2022, prima dell’inizio delle riprese nello stesso mese ai Trilith Studios di Atlanta, in Georgia, che si sono concluse alla fine di aprile. Lo speciale è stato formalmente annunciato a settembre, quando Giacchino ha rivelato che stava anche componendo.

Nel cast protagonisti sono  Gael García Bernal nel ruolo di Jack Russell / Werewolf by Night: un uomo afflitto da una maledizione che lo trasforma in un lupo mannaro pur mantenendo il suo intelletto umano.  Laura Donnelly nel ruolo di Elsa Bloodstone: una cacciatrice di mostri e la figlia separata di Ulisse a cui non piace la sua tradizione familiare.  Harriet Sansom Harris nel ruolo di Verusa: la leader di un gruppo segreto di cacciatori di mostri e la vedova di Ulisse. 

Altri cacciatori di mostri includono Al Hamacher come Billy Swan, Eugenie Bondurant come Linda e Kirk Thatcher come Jovan, mentre Jaycob Maya, Daniel J. Watts, e Leonardo Nam sono stati scelti in segreto ruoli. Nello speciale dovrebbero apparire anche Ulysses Bloodstone , il padre cacciatore di mostri di Elsa che è diventato un essere animato simile a uno zombi, la creatura Uomo-Cosa e membri dell’Autorità di variazione del tempo.

Werewolf by Night, recensione dello speciale Marvel con Gael García Bernal

Con Licantropus (Werewolf by Night), disponibile dal 7 ottobre su Disney+, il Marvel Cinematic Universe continua a esplorare il lato più sovrannaturale e spettrale dell’universo, portando alla ribalta in meno di un’ora di materiale mostri e personaggi dell’angolo più oscuro dei fumetti Marvel, primo fra tutti Jack Russell, un licantropo costretto a trasformarsi in lupo mannaro durante la notte di luna piena e le due notti che la circondano. La regia del mediometraggio è stata affidata al compositore Michael Giacchino, che debutta più concretamente alla regia dopo aver lavorato a Star Trek: Short Treks e Monster Challenge.

Werewolf by Night: un esperimento di atmosfera

È una notte buia e tenebrosa quella di Werewolf by Night dei Marvel Studios. In questo speciale della Casa delle Idee, Gael García Bernal è il protagonista nel ruolo di Jack Russell, un esperto assassino che si riunisce con altri membri della sua gilda nella tenuta di Ulysses Bloodstone, il leader della confraternita recentemente scomparso. Lì, gli aspetta una proposta alquanto interessante dalla moglie Verussa (Harriet Sansom Harris): avranno tempo una notte per dare la caccia a un mostro che libereranno nel terreno della casa e, chi ci riuscirà, erediterà la posizione di leader e la pietra del sangue, capace di indebolire e controllare alcune creature. Tuttavia, quello che nessuno di loro sa, è che Jack è un assassino così bravo perché forse è  proprio più mostro di tutti gli altri.

Con Werewolf by Night, Giacchino confeziona un omaggio assoluto al cinema horror classico in ogni aspetto, da quello narrativo a quello formale. Sembra che il mediometraggio sia diretto da un fan incondizionato dei celebri film sui mostri Universal, riportandoci ogni secondo con la mente a un’epoca in cui il cinema era capace di trasferire la paura partendo soprattutto dalla messa in scena. Sicuramente, la garanzia di un budget consistente ha permesso a Giacchino di sperimentare e inoltrarsi in una dimensione creativa inedita per l’MCU, di cui speriamo questo progetto sia solo l’inizio.

Werewolf by Night: fra sperimentazione visiva e narrativa

In Werewolf by Night tutto è atmosfera e, dunque, contribuisce a rinvigorire un immaginario pressochè alieno al mondo Marvel, se lasciamo da parte la breve incursione nel registro orrorifico – e non proprio riuscitissima – di Sam Raimi con Doctor Strange nel Multiverso della Follia. Un impressione labirinto esterno, ibrido completamente singolare tra un palazzo e una foresta, dà manforte a una narrazione che esplora il tema dell’identità connessa al nostro retaggio culturale e sviscerata attraverso ciò che gli altri vorrebbero noi fossimo e la nostra vera inclinazione, sia questa senziente o più puramente animalesca.

Il ritmo di Werewolf by Night è elettrizzante e condiziona perfino la messa in scena, paradossalmente vivacissima a dispetto del bianco e nero che ne caratterizza la fotografia: si mantiene un certo tipo di sensibilità vintage, eppure, non senza perdere mai il dinamismo caratterizzante i cinecomics, quello che unisce l’eroismo al carisma, e incarnato perfettamente da Gael Garcìa Bernal, che ci conquista specialmente quando ci lascia percepire la sua mostruosità latente, piuttosto che a trasformazione compiuta; quando chiede scusa ancor prima di attaccare e la sua brutalità viene mostrata solo come un gioco di ombre sul muro,

Elsa Bloodstone (Laura Donnelly) – che ci riporta alla mente Jessica Jones, non solo per questioni esttiche ma anche caratteriali – sembra essere la controparte perfetta per il Jack Russell che Giacchino porta sullo schermo. Si butta a capofitto in un’esplosione orrorifica, tra asce e flotti di sangue che schizzano sullo schermo, perchè è lei stessa vittima di un orrore che vuole ostracizzare. Il suo personaggio è forse quello che suscita più domande – ma anche quello che ha più possibilità di ripresentarsi in altri progetti del MCU, se alla scuderia horror della Marvel dovesse essere concesso più spazio d’azione in futuro. Ma forse la sorpresa più grande di tutte è Harriet Sansom Harris nel ruolo di Verusa, la vedova di Ulissyes nonché “sacerdotessa” della serata, che offre un’interpretazione sopra le righe che conferisce all’intera vicenda un’enorme energia teatrale.

In sostanza, lo speciale Marvel Werewolf by Night è sia un’ottima soluzione per coloro che desiderano una “pausa” dal canone del MCU, sia un buon modo per entrare nella stagione del terrore con un’interpretazione sopra le righe. A differenza di molti film Marvel, non è del tutto autoreferenziale, anzi, siamo davanti a un progetto che punta, finalmente, all’esterno: alla storia dell’horror di Hollywood, ai mostri della Universal e alla sperimentazione.

Werewolf by Night in Color: trailer della versione colorata dello speciale horror Marvel Studios

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I Marvel Studios hanno rilasciato un nuovo trailer di Werewolf by Night in Color per la versione colorata dello speciale horror del Marvel Cinematic Universe dello scorso anno. “In una notte buia e cupa, una cabala segreta di cacciatori di mostri emerge dall’ombra e si riunisce nell’inquietante Tempio di Bloodstone dopo la morte del loro leader“, si legge nella sinossi dello speciale. “In uno strano e macabro memoriale della vita del leader, i partecipanti vengono coinvolti in una competizione misteriosa e mortale per una potente reliquia, una caccia che alla fine li porterà faccia a faccia con un mostro pericoloso.

“Ispirato ai film horror degli anni ’30 e ’40, questo speciale agghiacciante mira a evocare un senso di terrore e macabro, con molta suspense e paura lungo il percorso mentre esploriamo un nuovo angolo dell’universo cinematografico Marvel”. Dai un’occhiata al trailer di Werewolf by Night in Color.

Werewolf by Night in Color arriva su Disney+ venerdì 20 ottobre. L’originale Werewolf by Night, attualmente disponibile sulla piattaforma di streaming, è stato originariamente pubblicato nell’ottobre 2022 e rappresentava una versione diversa e più spettrale dell’MCU ispirata ai film horror degli anni ’30 e ’40.

Wentworth Miller: 10 cose che forse non sai sull’attore

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Wentworth Miller: 10 cose che forse non sai sull’attore

Wentworth Miller è uno di quegli attori che, grazie ad un singolo progetto televisivo, si è imposta all’attenzione dell’industria dello spettacolo. L’attore, che ha iniziato a recitare sin da giovane, è entrato nel cuore degli spettatori per la sua versatilità e il talento recitativo. Dopo aver voltato pagina ed essere andato oltre la serie che lo ha reso celebre, Prison Break, ha continuato a destreggiarsi tra progetti di vario tipo, sempre seguito e sostenuto dai suoi fan.

Ecco dieci cose da sapere su Wentworth Miller.

I film e le serie in cui ha recitato Wentworth Miller

1. Una vita tra serie tv. La carriera dell’attore è iniziata subito con le serie TV, debuttando con Buffy l’ammazzavampiri nel 1998. In seguito, ha partecipato a serie come Popular (2000), Cenerentola a New York (2000), E.R. – Medici in prima linea (2000), Joan of Arcadia (2000), Dinotopia (2002) e Ghost Whisperer (2005). Ad averlo reso celebre è però stata la serie Prison Break (2005-2017) e Prison Break: The Final Break (2009). Ha poi recitato in Law & Order – Unità vittime speciali (2009), Dr. House – Medical Division (2011), The Flash (2014-2023) e Legends of Tomorrow (2016-2021). Tra i suoi ultimi ruoli si annoverano il Senatore Mark Hanson in Madam Secretary (2019) e Isaiah Holmes in Law & Order: Unità Speciale.

2. Ha lavorato anche per il grande schermo. L’attore non ha prestato la sua professione solo al piccolo schermo, ma ha anche lavorato spesso per il cinema. Infatti, ha debuttato con Romeo and Juliet nel 2000, per poi prendere parte a Room 302 (2001), La macchia umana (2003), Underworld (2003), Resident Evil: Afterlife (2010) e The Loft (2014). Inoltre, ha partecipato ai corti The Confession (2005) e 2 Hours to Vegas (2015).

3. Ha lavorato anche come doppiatore, produttore e sceneggiatore. Nel corso della sua carriera, l’attore si è prestato a vestire diversi panni da quelli soliti: ad esempio, ha partecipato in qualità di doppiatore, prestando la propria voce per film come Stealth – Arma suprema (2005), serie tv come I Griffin (2009) e Young Justice: Invasion (2013) e per il videogioco Prison Break: The Conspiracy (2010). Nel 2019 ha prestato la voce a Leonard A.I in Batwoman. In quanto sceneggiatore e produttore, invece, ha partecipato alla scrittura e produzione dei film Stoker (2013) e The Disappointments Room (2016), producendo poi la serie Prison Break.

Leggi anche: Prison Break: i 15 più grandi personaggi, in ordine di importanza

Wentworth Miller e Augustus Prew in Prison Break (2005). © Ed Araquel / FOX

Wentworth Miller protagonista di Prison Break

4. È stato scelto all’ultimo minuto. Nella popolare serie TV Prison Break Miller ha interpretato il ruolo del protagonista Michael Scofield. Personaggio che lo ha poi reso estremamente famoso. Sembra però che l’attore sia stato frutto di una decisione presa dal all’ultimo momento dal casting director e dagli autori della serie. Infatti, ha iniziato a girare appena una settimana dopo essere stato scritturato.

Wentworth Miller e i tatuaggi di Prison Break

5. Ha passato parecchio tempo al trucco. Ci sono volute 5 ore sulla sedia del trucco per applicare il celebre tatuaggio di Michael Scofield sul corpo di Wentworth Miller. Nelle scene in cui Michael indossa una camicia a maniche corte, sono state applicate solo le parti che sarebbero state visibili. Questo spiega quindi perché spesso indossa una camicia a maniche lunghe. Nella realtà, però, Miller non possiede alcun tatuaggio.

A cosa sta lavorando oggi Wentworth Miller?

6. Sta lavorando ad una nuova serie TV. Miller non compare in un progetto televisivo o cinematografico dal 2021, quando concluse la sua esperienza con Legends of Tomorrow. Tuttavia, al momento starebbe per prepararsi a recitare in una nuova serie intitolata Snatchback, incentrata su una squadra segreta di agenti qualificati che intraprende missioni ad alto rischio per salvare ostaggi da luoghi pericolosi in tutto il mondo, ispirandosi a un vero ufficiale dei servizi segreti.

La vita privata di Wentworth Miller

7. È molto riservato. L’attore non ha mai posto sotto i riflettori al sua vita privata, pertanto non sono molte le notizie esistenti. Tuttavia, pare che l’attore si sia frequentato con Mariana Klaveno nel 2006, Amie Bice nel 2007, Luke Macfarlane tra il 2007 e il 2008 e Mark Liddell nel 2008. Il 21 agosto 2013 in una lettera di risposta all’invito alla partecipazione del St. Petersburg International Film Festival ha condannato l’atteggiamento del governo russo contro i gay, precisando “sono gay, devo declinare l’invito“, effettuando così coming out.

Wentworth Miller Legends of Tomorrow
Wentworth Miller in Legends of Tomorrow. Foto di THE CW

Wentworth Miller ha annunciato di avere una malatia

8. L’attore ha scoperto di essere autistico. Oltre ad aver lottato con la depressione fin da bambino e aver confessato di aver avuto una dipendenza da cibo legata a tale patologia, il 28 luglio 2021 l’attore ha annunciato di essere autistico. “Non è una cosa che cambierei. […] È fondamentale per quello che sono, per tutto ciò che ho raggiunto“, ha dichiarato nel lungo messaggio riportato tramite il proprio profilo Instagram.

Wentworth Miller non è più presente su Instagram

9. Non possiede un profilo sul social network. In passato l’attore era presente su Instagram, in seguito ha in più occasioni dichiarato di non essere una grande fan dei social network, dove troppo spesso la vita privata si mescola con quella pubblica. Proprio per perseguire il desiderio di non condividere troppo di sé, ha deciso di non possedere più alcun account ufficiale sul social Instagram né su altri social. Si possono tuttavia ritrovare alcune fan page grazie alle quali sarà possibile rimanere aggiornati sui suoi progetti.

L’età e l’altezza di Wentworth Miller

10. Wentworth Miller è nato il 2 giugno del 1972 a Chipping Norton, nell’Oxfordshire, in Inghilterra. La sua altezza complessiva corrisponde a 1,85 metri.

Fonti: IMDb, Ranker, CNN

Wentworth Miller, altra carne al fuoco

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Wentworth Miller, che molti ricorderanno trai protagonisti della serie Prison Break, sembra aver trovato la propria vera realizzazione nella scrittura piuttosto che nella recitazione: mentre Stoker (con Nicole Kidman e Mia Wasikowska) è in fase di post produzione, sembra che un altro copione dello sceneggiatore inglese, The Disappointments Room, sia in procinto di essere realizzato.

Il film viene descritto come un thriller drammatico, protagnosita una famiglia che trasferitasi in una vecchia casa, ne scopre l’oscuro passato. The Disappointments Room verrà prodotto in collaborazione tra la Killer Films (I’m Not There, The Notorious Bettie Page) e la Voltage Pictures, responsabile della vendita sui mercat internazionali dei film di Steven Seagal, ma anche di The Hurt Locker; a questo punto è partita anche la ricerca del regista. Miller non ha comunque abbandonato la carriera da attore, comparendo in Resident Evil: Afterlife e in un episodio del Dr. House, ma al momento la scrittura continua ad essere il suo interesse prioritario, al punto di aver già cominciato a mettere mano al seguito di Stoker, intitolato Uncle Charlie.

Fonte: Empire

Wentworth Miller sceneggiatore per Scare Me

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Wentworth Miller sceneggiatore per Scare Me

Dopo il grande successo di critica e di pubblico del suo Stoker, lo sceneggiatore Wentworth Miller è ora al lavoro sull’adattamento cinematografico del nuovo romanzo di Richard Parker intitolato Scare Me, i cui diritti di sfruttamento sono stati acquistati dall’indipendente Relativity Media. Il libro, che verrà pubblicato negli Stati Uniti alla fine di aprile, dovrebbe essere un avvincete mix di thriller, azione e soprattutto inquietanti atmosfere degne del maestro David Lynch.

Un ricco un omo d’affari, Will Frost, viene svegliato nel cuore della notte da una telefonata anonima, nella quale uno sconosciuto invita l’omo a cercare su google il proprio nome. Quando Will va online, trova un sito web creato a suo nome, il quale mostra fotografie degli interni della sua casa e di sei abitazioni che non ha mai visto prima. Nella prima di queste, un omicidio raccapricciante ha già avuto luogo. Will e la sua famiglia sono pericolo? Sette case. Sette omicidi raccapriccianti. Sette possibilità di salvare la vita di sua figlia. Insomma, una storia avvincete e ricca di suspance quella su cui Miller sta mettendo le mani, e ci attendiamo una sceneggiatura degna di nota da un autore che ha lanciato la sua carriera a Hollywood come attore in film come Resident Evil, e sul piccolo schermo con la serie Prison Break edita dalla Fox.

Fonte: comingsoon.net

Wentworth Miller “Una miniserie di Prison Break arriverà”

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Wentworth Miller “Una miniserie di Prison Break arriverà”

Mentre la Fox si appresta a rilanciare X-Files in una mini serie evento oggi l’attore Wentworth Miller noto per il suo ruolo in Prison Break ha rivelato  a TvLine che anche quest’ultimo show potrebbe ritornare con la stessa formula:

“E’ nell’aria, sì. Ci sono delle conversazioni in corso – penso che Michael sia ancora vivo. Voglio dire, Sara era morta nella terza stagione ma poi… Il concept del quale si parla è assolutamente brillante, quindi alla gente piacerà.”

Prison BreakPrison Break è una serie televisiva di azione statunitense. Trasmessa a partire del 2005 fino al 2009 negli Stati Uniti, è ambientata inizialmente nel carcere di Fox River, Joliet (Illinois), Chicago e Washington, in seguito in vari stati del territorio statunitense, in Messico e a Panamá, per concludere a Los Angeles.

Ingegno, azione, thriller e suspense caratterizzano la serie, a cui fa da sfondo il retroscena di fantapolitica.

Creato e co-prodotto da Paul Scheuring, Prison Break è una produzione di Adelstein-Parouse in collaborazione con Original Television e 20th Century Fox Television.

Quando Lincoln Burrows viene accusato di aver ucciso Terrence Steadman, il fratello del vice Presidente degli Stati Uniti, viene condannato a morte e incarcerato nel Penitenziario di Stato di Fox River. Suo fratello, un brillante ingegnere strutturale di nome Michael Scofield (che ha mantenuto il cognome da nubile della madre), è convinto della sua innocenza e finge una rapina in banca per essere arrestato e incarcerato nella stessa prigione di Lincoln. In carcere Michael finge di soffrire di diabete di tipo 1 e si lega di proposito alla dottoressa Sara Tancredi, al fine di ottenere l’accesso all’infermeria della prigione. Nel frattempo, all’esterno della prigione, l’avvocatessa Veronica Donovan investiga sui giochi di potere che hanno portato Lincoln nel braccio della morte. I fratelli sono inoltre intralciati da agenti sotto copertura, membri di un’organizzazione nota come la “Compagnia” tra i quali Paul Kellerman.

Wenthworth Miller si dichiara gay e attacca la Russia

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L’attore Wenthworth Miller, noto al grande pubblico per il ruolo di Michael Scofield nella serie tv Prison Break, ha ufficialmente dichiarato la propria omosessualità. Il coming out è avvenuto in occasione dell’invito ricevuto dalla star per partecipare al Festival Internazionale del Film di San Pietroburgo. Miller ha declinato la proposta, rispondendo con queste parole alla direttrice Maria Averbakh:

Mi sarebbe piaciuto poter accettare il vostro invito, in quanto ho visitato la Russia in passato e ho anche dei parenti originari del luogo. Ma, essendo gay, devo rifiutarlo. Mi preoccupa notevolmente la situazione nel vostro paese in merito ai diritti delle persone omosessuali. La situazione è preoccupante. Non posso prendere parte ad un evento che si svolge in una città che nega alle persone il diritto di amarsi e di vivere la propria vita in assoluta libertà“.

Le parole di Wenthworth Miller si riferiscono nello specifico alla legge con cui il presidente Vladimir Putin ha vietato l’adozione alle coppie gay e bandito qualsiasi manifestazione di natura omosessuale (come il Gay Pride) per i prossimi 100 anni. Naturalmente, il lodevole gesto di Miller è stato accolto con enorme riconoscenza da parte delle più famose associazioni LGBT del mondo.

Fonte: Daily Mail UK

Wendy, recensione del film di Benh Zeitlin #RFF15

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Wendy, recensione del film di Benh Zeitlin #RFF15

A oltre otto anni di distanza dal suo esordio, Re della Terra Selvaggia, Benh Zeitlin torna a dirigere per il cinema, reinventando una storia che ha accompagnato la sua infanzia, quella di Peter Pan e dei bambini sperduti. Il film si intitola Wendy e, nel lavoro di riscrittura che il regista ha fatto insieme alla sorella Eliza, è il risultato di una trasposizione prima di tutto geografica e poi emotiva dell’avventura del bambino che non voleva crescere.

Come accaduto al nostro Matteo Garrone, che sin da piccolo voleva raccontare per immagini la storia di Pinocchio, Benh ed Eliza sono cresciuti nella magia di un altro grande classico per ragazzi, quello di J.M. Barrie, che racconta di bimbi, pirati, coccodrilli, sirene e magia. In questa storia, invece, seguiamo una ragazzina, Wendy, che vive con la madre e due fratelli gemelli su un diner, gestito dalla donna, e che da piccola è testimone della sparizione di un bimbo. Qualche anno dopo, di notte, lei e i suoi fratelli saltano su un treno in corsa e sui vagoni che sfrecciano nella natura selvaggia, incontrano un ragazzino afroamericano che li porterà su un’isola sperduta e incolta, dove altri bambini come lui comunicano con la Madre Terra, e non crescono mai.

Wendy è la protagonista della nuova lettura di Peter Pan

Il primo elemento di originalità nel racconto di Zeitlin è che si sceglie di spostare l’inizio della storia dalla Londra dell’inizio Novecento al caldo e brullo Southern americano, un paesaggio che ricorda più Mark Twain che Barrie. Lì, Wendy cresce in mezzo a persone amiche, uomini e donne che popolano il diner gestito dalla madre, che ha abbandonato i suoi sogni per portare avanti quell’attività e avere dei figli, diventando grande, donna e madre. La seconda operazione che compie il regista, a quattro mani con la sorella sceneggiatrice, è quello di eliminare la magia in senso stretto e pervadere la storia di una spiritualità legata alla natura, alla Madre Terra, appunto, con cui i bambini parlano, giocano e interagiscono in diversi momenti della storia, decisamente i più suggestivi.

L’isola selvaggia e senza nome in cui si ambienta gran parte dell’avventura di Wendy, con i suoi fratelli e con Peter è un territorio rigoglioso, misterioso, che offre loro infinite possibilità di gioco in una continua sensazione di sogno ad occhi aperti, un non-luogo (l’isola che non c’è, appunto) che è anche un non-tempo, o meglio in cui il tempo scorre in base alla volontà di chi abita lì.

Zeitlin fugge dalla concettualizzazione con una regia libera

Zeitlin è bravissimo a svicolare ogni possibile concettualizzazione della storia, ogni gabbia didattica che possa in qualche modo imbrigliare il selvaggio spirito che anima non solo i piccoli protagonisti, ma il film stesso. Lo fa con una regia libera, leggera, appassionata, accompagnando le immagini con una colonna sonora da lui composta che ricorda molto da vicino le partiture realizzate per Re della Terra Selvaggia e che restituiscono allo stesso modo sensazioni di libertà e giovinezza.

Wendy è la lente attraverso cui guardiamo tutto ciò che accade, è lei che guida i nostri passi e anche quelli degli altri protagonisti. È lei che decide quando l’avventura deve cominciare, ma anche quando la storia che ognuno di loro racconta deve diventare una storia che scende a patti con il tempo, con la realtà, lontano da quei luoghi mistici.

Un’avventura viscerale e scalmanata

Le idee, sia visive che narrative, di Benh Zeitlin sono fresche e affascinanti, come la rappresentazione dello spirito della Madre, o come la genesi di Capitan Uncino che non sveliamo per non rovinare la visione. Con un primo film arrivato direttamente agli Oscar, Zeitlin si è preso il suo tempo, rifiutando offerte allettanti, e impiegando otto anni a realizzare il suo secondo film, sicuramente più difficile del primo, ma con il quale condivide lo spirito selvaggio di un narratore che ama la storia che racconta.

Wendy è un’avventura viscerale, scalmanata e allo stesso tempo intima, in un luogo dell’infanzia dove si conosce il valore, potente e puro, delle storie, un luogo che si finisce per dimenticare, da grandi. E Benh Zeitlin, per fortuna, non lo ha dimenticato.

Wendell & Wild: il trailer del nuovo film in stop motion di Henry Selick

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Netflix ha rilasciato il trailer e nuove immagini per Wendell & Wild, il nuovo film horror in animazione stop-motion del visionario regista Henry Selick, già celebre per aver diretto The Nightmare Before Christmas e Coraline. Questo suo nuovo film, inoltre, vanta anche la presenza di Jordan Peele (Get Out, Noi, Nope) come scrittore, produttore e doppiatore, cosa che rende Wendell & Wild una delle uscite cinematografiche più attese dell’anno. Il racconto è inoltre basato su un libro inedito di Selick e Clay McLeod Chapman, trasformato poi in una sceneggiatura dallo stesso Selick e Peele.

Il nuovo trailer rilasciato presenta Kat Elliot (doppiata da Lyric Ross), un’adolescente dallo stile dark che è letteralmente costretta ad affrontare i suoi demoni. Questi hanno in realtà dei nomi, ovvero Wendell (doppiato da Keegan-Michael Key) e Wild (doppiato da Jordan Peele). Il trailer non rivela però il motivo per cui Kat è stata presa di mira da queste due mostruose creature, ma sembra che il racconto ruoterà intorno ad un trauma represso e ad un’infanzia sfregiata. Tematiche dunque affini alla poetica di Selick, che già con Coraline aveva esplorato dinamiche simili attraverso una componente fantasy horror.

Allo stesso modo, questo primo trailer dimostra ancora una volta tutta la grande attenzione riposta da Selick nel rendere l’animazione in stop motion più entusiasmante che mai. Tra personaggi estremamente caratteristici, colori e ambienti espressionisti e una forte incursione nella mente della protagonista, queste prime immagini di Wendell & Wild sembrano anticipare un’opera di Selick all’ennesima potenza. Wendell & Wild sarà presentato in anteprima mondiale al 47° Toronto International Film Festival l’11 settembre. Successivamente, il film d’animazione arriverà su Netflix il 28 ottobre, giusto in tempo per Halloween. Qui di seguito è possibile vedere il trailer.

Fonte: Collider

Wendell & Wild: clip dell’horror comedy in stop-motion prodotto da Jordan Peele

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Arriva dall’evento virtuale Geeked di Netflix una nuova occhiata al film in stop-motion di Henry Selick Wendell & Wild. Il film, descritto come un’opera tra il terrificante e il tenero, segue le vicende di due intriganti fratelli demoni, Wendell e Wild (Keegan-Michael Key e Jordan Peele), che abbandonano gli Inferi per la Terra dei vivi.

In Wendell & Wild  i due fratelli diavoli Wendell (Keegan-Michael Key) e Wild (Peele) reclutano la tredicenne Kat Elliot carica di sensi di colpa perché li aiuti a raggiungere il mondo dei vivi. Ma ciò che Kat chiede in cambio li proietta in un’avventura comica e bizzarra senza pari, un fantasy animato che sfida le leggi della vita e della morte, il tutto raccontato tramite l’arte della stop-motion.

Wendell & Wild è diretto da Henry Selick, il suo primo film da quando ha diretto Coraline nel 2009. Selick ha co-scritto la sceneggiatura, che si basa su un libro inedito di Selick e Clay McLeod Chapman, insieme a Jordan Peele, che è anche produttore attraverso la sua Monkeypaw Productoins. Wendell & Wild debutterà su Netflix questo ottobre.  

Wellmania, la recensione della serie Netflix con Celeste Barber

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Wellmania, la recensione della serie Netflix con Celeste Barber

Tra body positivity, linguaggio scurrile e nudità Wellmania è un inno alla piena considerazione di se stessi ma anche una eterna elaborazione del lutto. La serie tv Netflix in otto episodi è liberamente adattata da “Wellmania: Extreme Misadventures in the Search for Wellness“, un libro della giornalista australiana Brigid Delaney. La serie ha come protagonista Celeste Barber nei panni di Liv Healy, una scrittrice di cucina che sa sicuramente come divertirsi ma è costretta a rivedere il suo stile di vita eccentrico fatto di vizi. La Barber è molto famosa nel settore e soprattutto sui social media dove difende la bellezza naturale, contro ogni tipo di filtro di Instagram.

Wellmania per certi versi ricorda molto Fleabag che incontra Sex and the City. La nostra protagonista è sfrontata come Phoebe Waller-Bridge, con lo stile di Carrie e la vita sessuale di Samantha. Liv è una giornalista australiana che si trasferisce a New York dove lavora come critica gastronomica. Derubata però durante il suo soggiorno in Australia, perde l’opportunità di tornare al suo lavoro nella Grande Mela. Inizia così un nuovo percorso per lei, fatto di benessere e cura per sé stessi, inizialmente solo per riottenere la green card, che si trasforma però ben presto in qualcosa di molto più profondo.

Wellmania Celeste Barber

Wellmania, la recensione

Liv Healy ha conosciuto solo eccessi, fin da quando era bambina e ha trovato nell’alcool l’unica consolazione dopo la morte del padre. Celeste Barber riesce a interpretare alla perfezione questo personaggio dalle mille sfaccettature, così complicato ma anche così triste. La vita di Liv in Wellmania inizia nel retro di una ambulanza, e non sarà sicuramente l’ultima che lo spettatore vedrà sul piccolo schermo. Liv ha vissuto la vita di una ventenne, ma ha quasi 40 anni. La sua sregolatezza la precede tanto che si è fatta un nome come l’ultima ad andarsene da ogni festa. La sua carriera come critica culinaria però prende una piega inaspettata quando le viene offerto un ruolo di giudice in un programma televisivo di cucina.

Gli otto episodi di durata media di mezz’ora della serie tv Netflix mostrano dunque il viaggio di Liv, che però non è mai da sola. Mentre cerca di tornare a New York per non perdere la sua grande occasione televisiva, viene ostacolata in tutti i modi e durante il suo cammino diverse figure le faranno da guida per farle finalmente superare la sua più grande paura: il fallimento. Oltre a questo, la vita di Liv in Wellmania è circondata da dei punti di riferimento che la aiuteranno nel suo percorso di riabilitazione forzata.

JJ Fong è Amy, la migliore amica di Liv. Arrivata in un momento preciso nella sua vita: la sera della morte del padre. Amy è l’amica di infanzia che difficilmente ti abbandona, che tiene a te nonostante tutti i tuoi difetti e che, come nel caso di Liv, impara ad apprezzarne la peculiarità. Per Amy, Liv scappa in Australia, per festeggiare il 40° compleanno dell’amica. Un ruolo chiave lo avranno anche la madre Lorraine (Genevieve Mooy) e il fratello Gareth (Lachlan Buchanan). La prima le nasconde la green card impedendo alla figlia di partire. Un po’ per egoismo ma anche per salvarla da se stessa e dalle continue scelte sbagliate, il gesto di Lorraine costringerà a Liv a rivalutare la sua vita e dare inizio a Wellmania. Gareth, invece, sta per sposarsi e avrebbe bisogno di un po’ di aiuto, ma Liv non riesce a pensare ad altro che al posto dal giudice nel programma di cucina.

Wellmania Miranda Otto

Aprirsi a sé stessi e agli altri

Una volta rimasta bloccata in Australia, Liv per cercare di mantenere alta la sua reputazione dall’altra parte del mondo ha il compito di scrivere una storia esclusiva. Si imbatte nel personaggio interpretato da Miranda Otto, Camille, che elargisce sapere a una schiera di donne insicure e incerte sul proprio corpo. Il compito di Liv è intervistare Camille che è apparentemente un libro aperto per tutti quanti, ma che racchiude in realtà un segreto che cambierà la visione di Liv.

La peculiarità di queste sedute: paziente e dottore sono entrambi nudi perché secondo la dottoressa questo aiuterebbe la paziente ad aprirsi. Effettivamente, da questo episodio in poi la prospettiva di Liv cambia radicalmente. In questa seduta viene messa di fronte ai suoi demoni interiori, ammette di essere spaventata dal fallimento e fa i conti con i primi dei tanti attacchi di panico che si verificano nel corso di Wellmania. In particolare, lo spettatore inizia a vedere qualcosa in più sul suo passato relativo al giorno della morte del padre. Quel giorno è cruciale nella storia di Liv perché la sua mancata elaborazione l’ha cresciuta con l’idea di dover avere successo a tutti i costi nella sua vita.

Wellmania serie tv

L’elaborazione del lutto

Un’altra figura chiave nell’elaborazione del lutto di Liv è la doula della morte che incontra nel tragitto tra Sydney e Canberra. La donna si offrirà volontaria per accompagnarla alla destinazione che le consentirà di ricevere l’approvazione per la sua visita psicologica al fine di ottenere la green card e tornare a casa. La doula è colei che accompagna nell’aldilà, che favorisce una “buona morte” all’individuo. Questa esperienza, così come l’incontro di Liv con Camille, aiuteranno la protagonista. Recatosi a casa di questa famiglia sconosciuta che di lì a poco avrebbe perso il padre e marito, Liv riporta a galla il suo di lutto mai elaborato del tutto.

Quando è morto il padre non c’era nessuna doula, solo una madre fredda e distaccata, preoccupata più per una teglia dimenticata chissà dove che non della figlia. Allora i flashback ci mostrano una Liv appena adolescente che cerca conforto la notte del funerale del padre. Mentre tutti in casa dormivano, lei è andata a una festa, ha messo su la maschera da ragazza solare e divertente e per quella serata soltanto ha cercato di non essere solo “la ragazza a cui è morto il padre”. Alla festa conoscerà Amy che diventerà l’ago della bilancia della sua vita. Liv fa un altro piccolo passo verso il benessere, ma Wellmania è ancora ricca di sorprese.

Nel corso di questi primi otto episodi che compongono la prima stagione di Wellmania ci troviamo di fronte a un finale aperto ricco di tantissimi colpi di scena e domande senza risposta. Se, infatti, da un lato il percorso di Liv e la paura nascosta in tutti questi anni, convinta di aver portato inconsapevolmente lei alla morte del madre, cercano di farsi largo in una nuova fase della sua vita, dall’altro invece proprio le persone che ama di più al mondo sono in pericolo. L’arco narrativo di Amy è lasciato in bilico: cosa sta succedendo alla migliore amica di Liv? Anche l’arco narrativo della madre di Liv è sospeso. In seguito all’incidente, la donna sarà sopravvissuta? O una possibile seconda stagione di Wellmania potrebbe farci intraprendere un nuovo viaggio verso l’elaborazione del lutto?

Wellington: via libera al museo del cinema di Peter Jackson

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Deadline annuncia che il Consiglio della Città di Wellington ha appena dato il via libera alla costruzione del Museo del Cinema di Peter Jackson, proprio nella città neozelandese, dove il regista ha diretto le sue epopee tolkieniane.

Jackson aveva da tempo espresso il desiderio di poter esporre al pubblico memorabilia, oggetti di scena, costumi dei film che lo hanno reso celebre e anche durante l’ultimo Comic-Con aveva parlato di questo progetto a lui molto caro.

Una volta realizzato, lo stabile sarà una delle maggiori attrazioni turistiche della zona. Secondo le prime stime, il museo potrebbe aprire i battenti nel 2018 e mirerebbe a ospitare 310mila visitatori all’anno per tre anni, con un introito di 25 milioni.

Il progetto è stato definito molto personale, sia per Peter Jackson che per Richard Taylor, della Weta Workshop, che proprio con Jackson e con Il Signore degli Anelli ha dato vita a una delle più grandi industrie cinematografiche di effetti speciali.

Welcome to Wrexham: Disney+ annuncia l’arrivo della seconda stagione

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Disney+ ha annunciato che Welcome to Wrexham, la pluripremiata docuserie di successo targata FX, debutterà prossimamente in Italia con la seconda stagione. L’annuncio è arrivato dopo che Welcome to Wrexham ha ricevuto sei nomination agli Emmy Award, tra cui Outstanding Unstructured Reality Series, mentre il Wrexham AFC inizia il suo primo tour statunitense di partite amichevoli contro Chelsea, Manchester United e altri.

Rob McElhenney (C’è sempre il sole a Philadelphia) e Ryan Reynolds (Deadpool) sono alla guida della terza squadra di calcio professionistica più antica del mondo. Welcome to Wrexham è una docuserie che segue i sogni e le preoccupazioni di Wrexham, una città operaia nel Galles settentrionale, Regno Unito, mentre due star di Hollywood plasmano il futuro della storica squadra di calcio della città.

Nel 2020, Rob e Ryan si sono uniti per acquistare i Red Dragons, una squadra di quinta categoria, con la speranza di trasformare il club e creare una storia di riscatto che il mondo potesse tifare. Il mondo ha preso atto di questo cambiamento e la trasformazione è iniziata. Dopo una dolorosa eliminazione ai playoff, la seconda stagione continua a seguire il club nella lotta per la promozione al campionato nazionale e per il ritorno nella English Football League. Il personale e i sostenitori si aggrappano al sogno di riportare la squadra e la città alla gloria, affrontando insieme le nuove sfide che la fama ha portato nella loro piccola comunità.

Da Hollywood al Galles, dal campo allo spogliatoio, dalla dirigenza al pub, Welcome to Wrexham segue la gestione di Rob e Ryan e i destini inestricabilmente legati di una squadra e di una città nel mentre cercano di fare la storia. I produttori esecutivi di Welcome to Wrexham sono McElhenney, Reynolds, Josh Drisko, Bryan Rowland, Jeff Luini, Nicholas Frenkel, George Dewey e Andrew Fried, Alan Bloom, Dane Lillegard, Sarina Roma e Jordan Wynn della Boardwalk Pictures. La serie è prodotta da Boardwalk Pictures.

Un efficace sistema di parental control assicura che Disney+ rimanga un’esperienza di visione adatta a tutti i membri della famiglia. Oltre al “Profilo Bambini” già presente sulla piattaforma, gli abbonati possono impostare dei limiti di accesso ai contenuti per un pubblico più adulto e creare profili con accesso tramite PIN, per garantire massima tranquillità ai genitori.

Welcome To The Punch: Thriller per James McAvoy

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Welcome To The Punch: Thriller per James McAvoy

James McAvoy ritorna al genere thriller con Welcome To The Punch  insieme a Mark Strong, Peter Mullan e Andrea Riseborough, il film è scritto e diretto da Eran Creevy

Welcome to the Jungle: prime foto dal set…che look per JC Van Damme!

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Sono state pubblicate le prime foto dal set portoricano di Welcome to the Jungle, commedia diretta da Rob Meltzer con Adam Brody

Welcome to the Jungle Trailer con Adam Brody e Jean-Claude Van Damme

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Welcome to the Jungle-trailerGuarda il Trailer della commedia Welcome to the Jungle di Rob Meltzer e scritta da Jeff Kauffmann. Protagonisti del film Adam Brody, Rob Huebel, Kristen Schaal, Megan Boone, Dennis HaysbertJean-Claude Van Damme.

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La vicenda segue un gruppo di impiegati e di un ritiro aziendale che finisce male e si ritrovano ignari su un’isola deserta ed una guida al quanto particolare, ovvero l’ex Marine Rothchild (Van Damme). Ora Chris (Brody) ed i suoi collaboratori devono combattere contro la natura per sopravvivere.

Welcome to the Jungle uscirà negli USA il  7 febbraio 2014, mentre in Italia al momento non c’è una distribuzione accreditata.

Welcome to the Jungle red band trailer con Adam Brody

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Welcome to the Jungle red band trailer con Adam Brody

Welcome to the Jungle-trailerEcco un red band trailer della commedia Welcome to the Jungle di Rob Meltzer e scritta da Jeff Kauffmann. Protagonisti del film Adam Brody, Rob Huebel, Kristen Schaal, Megan Boone, Dennis HaysbertJean-Claude Van Damme.

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La vicenda segue un gruppo di impiegati e di un ritiro aziendale che finisce male e si ritrovano ignari su un’isola deserta ed una guida al quanto particolare, ovvero l’ex Marine Rothchild (Van Damme). Ora Chris (Brody) ed i suoi collaboratori devono combattere contro la natura per sopravvivere.

Welcome to the Jungle uscirà negli USA il  7 febbraio 2014, mentre in Italia al momento non c’è una distribuzione accreditata.

Fonte: Empire