Home Blog Pagina 1350

Mine: due nuove clip in italiano

0
Mine: due nuove clip in italiano

In arrivo nelle sale nostrane il prossimo 6 ottobre Mine, il thriller diretto da Fabio GuaglioneFabio Resinaro che vede protagonista Armie Hammer torna a mostrarsi in una nuova clip ed un video dietro le quinte.

In quello che si annuncia come un thriller ad altissima tensione, Armie Hammer interpreta un soldato che in Afghanistan dovrà combattere per non esplodere letteralmente in aria su una mina anti-uomo resistendo contro l’ambiente circostante, i nemici in agguato, le trappole psicologiche e l’amore lasciato a casa (Annabelle Wallis). Nel cast anche Tom Cullen.

I diritti di Mine sono stati acquisiti da Well Go USA per la distribuzione in Usa e Canada. Il film uscirà in Italia il 6 ottobre.

Mine: teaser trailer italiano del film con Armie Hammer

Di seguito la sinossi ufficiale:

Afghanistan: un soldato (Armie Hammer) sta tornando al campo base dopo una missione, ma inavvertitamente poggia il piede su una mina antiuomo. Non può più muoversi, altrimenti salterà in aria. In attesa di soccorsi per due giorni e due notti, dovrà sopravvivere non solo ai pericoli del deserto ma anche alla terribile pressione psicologica della tutt’altro che semplice situazione.

Fonte: EaglePictures

Mine vaganti: 10 cose che non sai sul film

Mine vaganti: 10 cose che non sai sul film

Mine vaganti è un film di Ferzan Ozpetek del 2010 che ha conquistato critica e pubblico grazie alla tematiche affrontate e al talento degli interpreti. Non solo apprezzato in Italia, questo film ha avuto ampi consensi anche all’estero, tanto da vincere numerosi premi sia italiani che internazionali. Ecco, allora, dieci cose da sapere su Mine vaganti.

Mine vaganti film

mine vaganti

1. Ha vinto 4 Globi d’oro. Questo film è riuscito a portarsi a casa ben quattro premi della stampa internazionale, vincendo quelli per il Miglior Film, Miglior Sceneggiatura, Migliore Fotografia e Attrice Rivelazione a Nicole Grimaudo.

2. È un film molto personale. Lo stesso regista del film, Ferzan Ozpetek, ha definito questo film come molto personale. Oltre al fatto di averlo ambientato a Lecce, luogo che ricorda Istanbul, Mine Vaganti è stato dedicato al padre e rappresenta l’esigenza di ripensare al quel rapporto che esisteva tra il regista e i suoi genitori.

3. Ritornano i temi cari al regista. In questo film, inevitabilmente ritornano quei temi che hanno sempre caratterizzato i film di Ozpetek. Tematiche come l’amore, la felicità, la morte e il perdono si evolvono e creano sempre degli sconvolgimenti nella narrazione, così come nella vita reale. Un film che si posiziona a metà tra un dramma e la commedia, in cui si ride di cose che non piacciono.

Mine vaganti streaming

4. Il film è disponibile in streaming digitale. Chi volesse rivedere Mine vaganti, o scoprirlo per la prima volta, è possibile farlo grazie alla sua presenza sulle varie piattaforme di streaming digitale legale come Google Play e iTunes.

Mine vaganti cast

mine vaganti

5. Elena Sofia Ricci si è dovuta imbruttire. L’attrice ha espresso di sentirsi onorata nell’interpretare il personaggio che unisce le tre zie della vita reale del regista. Tuttavia, per interpretare il zia Luciana ci sono volute due ore di trucco tutti i giorni.

6. Ennio Fantastichini non condivideva nulla con il suo personaggio. Durante il momento di presentazione del film alla stampa nel 2010, l’attore ha ammesso di sentirsi molto lontano dal suo Vincenzo e di non condividere l’atteggiamento morale di un paese che tanto amava, oltre che rifiutare l’utilizzo del termine omosessuale in quanto possiede, in maniera intrinseca, una connotazione razzista.

7. Riccardo Scamarcio voleva dare empatia al suo personaggio. L’attore ha rivelato di aver avuto paura che il suo Tommaso non fosse capito, che il pubblico non riuscisse ad entrare in empatia con lui. Perciò, per dare vita al personaggio, ha dovuto lavorare sulla sua passività e sul suo non reagire alle situazioni.

Mine vaganti frasi

8. Un film fatto di frasi indimenticabili. Mine vaganti non poteva non essere un film generatore di frasi memorabili e atte a rimanere nella memoria collettiva. Ecco qualche esempio:

  • Gli amori impossibili non finiscono mai. Sono quelli che durano per sempre. (La nonna)
  • Non devi aver paura di lasciare, perché quello che conta non ti lascia mai. (Tommaso)
  • Tommaso, sei stato bravo a resistere. Fai così. Sbaglia sempre per conto tuo. (La nonna)
  • Tommaso, se uno fa sempre quello che gli chiedono gli altri, non vale la pena di vivere. (La nonna)
  • È più faticoso stare zitti che dire quello che si pensa. (zia Luciana)
  • Invece è vero, sono strana. Non riesco ad avvicinarmi agli altri, tengo tutto a distanza e poi sono piena di fissazioni e di manie. (Alba)

Mine vaganti trama

9. Andare dove porta il cuore. Il film si apre facendo conoscere al pubblico la figura di Tommaso che torna a casa, nel suo Salento, perché si è finalmente deciso, anche grazie al consiglio della nonna, di combattere per le proprie scelte, anche a costo di scontrarsi con la sua famiglia. Una famiglia stravagante e numerosa, proprietaria di un pastificio in Puglia, di buon cuore ma ristretta dalle convenzioni.

10. Un film ricco di colpi di scena. Sebbene Tommaso sia mosso da buone intenzione, sarà suo fratello che anticipa i motivi tale per cui egli sia tornato in Puglia. Una serie di segreti e colpi scena faranno in modo che il protagonista si trovi nella condizione di rimanere l’unico uomo di famiglia a gestire il pastificio, riuscendo a svolgere l’attività anche grazie alla sua amicizia con la giovane Alba.

Mine vaganti fa il giro del Globo d’oro

0
Mine vaganti fa il giro del Globo d’oro

Al film di Ozpetek 4 premi della stampa internazionale. La vocazione internazionale di Mine vaganti si rafforza ancora con i grandi riconoscimenti dei Globi d’oro, l’annuale appuntamento con la stampa estera.

Mindhunter: nuovo trailer della serie di David Fincher

0
Mindhunter: nuovo trailer della serie di David Fincher

Netflix ha diffuso il nuovo trailer di Mindhunter, l’attesissima serie TV originale diretta da David FincherMindhunter sarà disponibile su Netflix a partire dal 13 Ottobre 2017.

Come possiamo essere un passo avanti alle persone folli se non abbiamo nessuna idea di come ragionano? Due agenti dell’FBI (Jonathan Groff & Holt McCallany) iniziano un’odissea investigativa sinistra e misteriosa alla scoperta di verità brutali.

Oltre a Groff (Looking, Glee) e McCallany (Sully, Light’s Out), MINDHUNTER vede nel proprio cast anche Anna Torv (Fringe) e Hannah Gross (Unless).

La serie è diretta da David Fincher (Gone Girl, Zodiac), Asif Kapadia (Amy, Senna), Tobias Lindholm (A War, A Hijacking) e Andrew Douglas (The Amityville Horror, U Want Me 2 Kill Him?).

Joe Penhall (The Road) è il creatore della serie. Fincher, Joshua Donen (Gone Girl, The Quick and the Dead), Charlize Theron (Girlboss, Hatfields & McCoys) ae Cean Chaffin (Gone Girl, Fight Club) sono i produttori esecutivi.

Mindhunter: Holt McCallany rivela che David Fincher ha “pensato” di fare una terza stagione

0

Mentre in precedenza sembrava che la terza stagione di Mindhunter non sarebbe stata realizzata, l’attore Holt McCallany afferma che David Fincher ha almeno preso in considerazione l’idea di riportare la serie sul set.

Parlando con Awards Daily, a McCallany è stato chiesto se ci fosse la possibilità che Mindhunter potesse tornare per una terza stagione. Anche se al momento non c’è nulla di confermato e McCallany ha ammesso che probabilmente è ancora “improbabile“, l’attore de L’artiglio di ferro ha detto di credere che David Fincher abbia “pensato” di riportare in vita la serie di Netflix, dando così ai fan il primo barlume di speranza che una terza stagione possa un giorno realizzarsi.

Ho sentito che David ci ha pensato“, ha detto. “Non sto dicendo che tornerà. Ma sto dicendo che se tornerà, io tornerò con lui. Potete portarlo in banca, ma dipenderà da ciò che David vorrà fare. Sono passati alcuni anni, quindi probabilmente è improbabile, ma il solo fatto che ci abbia pensato è un segno di speranza“.

Cos’è Mindhunter di Netflix?

Basata sul libro del 1995 Mindhunter: Inside the FBI’s Elite Serial Crime Unit di John E. Douglas e Mark Olshaker, Mindhunter ha debuttato su Netflix nel 2017. La serie ha come protagonisti Jonathan Groff e McCallany nei panni di due agenti dell’FBI che tentano di comprendere la mente dei serial killer, portandoli così a intervistare e tracciare il profilo di una serie di noti assassini durante la creazione dell’Unità di Scienze Comportamentali.

La seconda stagione di Mindhunter ha debuttato nel 2019. Netflix ha scelto di non proseguire con una terza stagione quando Fincher ha iniziato a concentrarsi su altri progetti; tuttavia, un rappresentante della società ha dichiarato a TVLine nel gennaio 2020 che Fincher “potrebbe rivisitare Mindhunter in futuro“.

Fincher ha dichiarato a Forbes nel febbraio 2023: “Sono molto orgoglioso delle prime due stagioni. Ma è uno show molto costoso e, agli occhi di Netflix, non abbiamo attirato abbastanza pubblico da giustificare un tale investimento (per la terza stagione). Non li biasimo, hanno corso dei rischi per far decollare la serie, mi hanno dato i mezzi per fare Mank nel modo in cui volevo farlo e mi hanno permesso di avventurarmi su nuove strade con The Killer. È una benedizione poter lavorare con persone capaci di audacia. Il giorno in cui i nostri voleri saranno diversi, dobbiamo essere onesti nel separarci“.

La terza stagione di Mindhunter non è ancora stata confermata da Netflix. Fincher non ha nemmeno affrontato i recenti commenti di McCallanay.

Mindhunter – stagione 3: aumentano le speranze mentre la star rivela una potenziale nuova direzione

0

Dopo sei anni, si riaccende la speranza per la terza stagione di Mindhunter, con uno dei protagonisti della serie che ha rivelato alcune indiscrezioni su un possibile ritorno. La serie thriller di Netflix è prodotta e diretta dal leggendario regista David Fincher, e la prospettiva di una terza stagione di Mindhunter è nell’aria dal 2019. Fincher è passato ad altri progetti, con due lungometraggi usciti nel frattempo su Netflix. Attualmente sta anche lavorando al seguito di C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino con Brad Pitt.

Holt McCallany, che interpreta Bill Tench in Mindhunter, ha recentemente rivelato a CBR di aver incontrato David Fincher per discutere di un potenziale ritorno sotto forma di tre film da due ore. Spiega che, sebbene David Fincher sia meticoloso e debba essere soddisfatto delle sceneggiature, ci sono persone che stanno lavorando alla scrittura. McCallany rivela che si tratta principalmente di David Fincher che ha il tempo e la dedizione per il progetto e che “devono aspettare il miglior attore di Broadway”, riferendosi al co-protagonista di Mindhunter, Jonathan Groff, che ha vinto un Tony Award nel 2024. Leggi la citazione completa qui sotto:

“Sai, qualche mese fa ho incontrato David Fincher nel suo ufficio e mi ha detto che c’è la possibilità che torni come tre film da due ore, ma penso che sia solo una possibilità. So che ci sono degli sceneggiatori al lavoro, ma David deve essere soddisfatto delle sceneggiature”.

“Mi sono sentito molto fortunato e privilegiato ad aver potuto partecipare a quella serie. Mi piacerebbe molto che tornasse. Come ho detto, lui mi ha dato un po’ di speranza quando ci siamo incontrati, ma dovrebbero allinearsi il sole, la luna e le stelle. La buona notizia è che siamo su Netflix con The Waterfront, e anche quei film sarebbero per Netflix. Quindi penso che in termini di date e logistica, si potrebbe fare, ma dipende dal fatto che David abbia davvero il tempo e la voglia di farlo e che sia soddisfatto del materiale. E questo è un grande punto interrogativo”.

Cosa significa l’aggiornamento di Holt McCallany sulla terza stagione di Mindhunter

La terza stagione di Mindhunter è promettente, ma ancora lontana dall’essere garantita

Sebbene l’aggiornamento di Holt McCallany su Mindhunter sia certamente promettente per chi desidera vedere il seguito, vale la pena ricordare che non è la prima volta che esprime il suo rammarico per la conclusione anticipata della serie. Come lui stesso afferma, sarà necessario che tutti i fattori convergano, in primo luogo che David Fincher trovi il tempo, ma anche che gli impegni degli attori principali coincidano con quelli del regista. Dopo sei anni di attesa e incertezza, può essere difficile riunire il cast in modo che tutti siano d’accordo.

David Fincher ha solo un progetto in cantiere al momento, ovvero The Adventures of Cliff Booth. Il film è in fase di pre-produzione, ma con attori come Yahya Abdul-Mateen II ed Elizabeth Debicki che hanno recentemente firmato per il cast, sembra che le riprese potrebbero iniziare prima del previsto. Tuttavia, ciò significherebbe probabilmente aspettare ancora un po’ prima che Fincher possa dedicare il tempo necessario per realizzare il sequel di Mindhunter. Questo ipotetico progetto è ancora lontano anni luce, ammesso che venga mai realizzato.

Mindhunter – Stagione 2: spiegazione del finale del BTK Killer e come ha preparato il terreno per la terza stagione

Il finale della seconda stagione di Mindhunter sembrava promettere una terza stagione esplosiva prima che la serie venisse cancellata. Il dramma poliziesco di Netflix era una delle migliori serie investigative di tutti i tempi, ma è stato criminalmente sottovalutato, portando a una conclusione anticipata. La serie è basata sull’omonimo libro di John Douglas e Mark Olshaker, che documentava la nascita del profiling criminale all’FBI.

Mindhunter presentava diversi serial killer, ma era una serie insolita rispetto alla maggior parte dei polizieschi. Mostrava i personaggi principali commettere errori, con molti degli assassini già dietro le sbarre. La seconda stagione si è conclusa con una vittoria agrodolce e uno sguardo nella mente di un nuovo antagonista che Bill e Holden avrebbero dovuto affrontare. Purtroppo, non ne hanno mai avuto l’opportunità.

Chi è l’uomo mascherato nei terrificanti momenti finali della seconda stagione di Mindhunter?

Mindhunter è una serie TV estremamente inquietante, ma sorprendentemente poco violenta. Ciò significa che, quando si verifica una scena violenta, è davvero scioccante, e gli intensi momenti finali della seconda stagione di Mindhunter ne sono un perfetto esempio. La scena finale dura solo un minuto e nove secondi e mostra un personaggio che abbiamo già visto in un fantastico esempio di anticipazione.

La scena mostra il tecnico dell’ADT, che abbiamo intravisto in entrambe le stagioni di Mindhunter. Questa volta è vestito con abiti femminili, indossa una maschera con il volto di una donna, rossetto rosso e una corda, che lega alla maniglia della porta. Mentre si china in avanti per guardare le foto dei morti, si dà piacere mentre viene strangolato.

Il personaggio, interpretato da Sonny Valicenti, è accreditato come “ADT Serviceman.” Tuttavia, gli appassionati di true crime si renderanno conto che sembra essere Dennis Rader, noto anche come “il BTK Killer, anche se non sentono un altro personaggio chiamarlo per nome. BTK ha scelto il suo nome in base ai suoi crimini, in cui legava, torturava e uccideva le sue vittime.

Il finale della seconda stagione di Mindhunter anticipa un ruolo più importante per lui nella terza stagione.

Mindhunter presenta BTK come il killer principale nella terza stagione

mindhunter - stagione 2

L’escalation delle scene di BTK, che culmina in quel momento finale inquietante, lo presenta come un formidabile antagonista. La trama della terza stagione di Mindhunter avrebbe mostrato Bill e Holden in viaggio, con la caccia a BTK come obiettivo principale. Poiché il vero Dennis Rader giocava al gatto e al topo con le forze dell’ordine, la cattura del suo omologo televisivo sarebbe stata un obiettivo importante per la squadra.

BTK era diverso dagli altri killer che la squadra aveva incontrato finora in Mindhunter, portandoli a commettere un grave errore nella terza stagione. Poiché lo studio di Bill e Holden si era rivelato accurato, era probabile che cercassero un uomo antisociale con problemi familiari. Ciò avrebbe reso difficile rintracciare il killer, che in realtà era un marito e un padre con un lavoro ben remunerato.

Come Bill e Holden hanno finalmente catturato Wayne Williams

Mindhunter – stagione 2 si concentra sugli omicidi dei bambini di Atlanta, con Bill e Holden che lottano per far arrestare Wayne Williams. Sebbene Williams corrisponda al profilo di Holden, che si è già dimostrato accurato in altri casi, le prove sono circostanziali. Williams gioca con gli agenti prima che questi ottengano finalmente un mandato di perquisizione, che porta alla luce prove forensi che lo collegano a diverse vittime.

Mentre Williams sembra avere una spiegazione per ogni domanda posta dalla squadra, l’FBI trova in casa fili di nylon e peli di animali che corrispondono alle fibre trovate su molte delle vittime. Detto questo, Williams è stato processato solo per due crimini e una nota sullo schermo ci informa che, al 2019, nessuno dei restanti 27 casi è stato perseguito.

Cosa ha significato per Holden e la sua squadra risolvere il caso Williams

Il caso degli omicidi dei bambini di Atlanta sembra essere un successo per Holden e la sua squadra, con Holden e Bill che incontrano il loro nuovo capo in un aeroporto, dove vengono congratulati e ricevono un upgrade di viaggio. Ai due viene detto che “Atlanta ha cambiato tutto”, poiché sembra dimostrare la correttezza dei loro studi e fa guadagnare loro rispetto. Tuttavia, questa è una vittoria vuota per Holden.

Holden è consapevole che, sebbene il profiling sembrasse funzionare, non ha davvero dato alle famiglie dei bambini la chiusura o la giustizia che cercavano, e lui non può fare nulla per cambiare questa situazione. Dopo aver promesso alle famiglie che la squadra collegherà Williams ad altri omicidi, l’FBI viene sollevata dal caso Williams. Holden china il capo, guardando la notizia della chiusura del caso.

Holden è una carta jolly in Mindhunter, che agisce regolarmente mentre Bill e Wendy lo coprono. Anche se la squadra e i loro capi dell’FBI festeggiano la vittoria di Atlanta, la questione molto probabilmente non è finita per Holden. Dato che durante la serie soffre di attacchi di panico, la combinazione tra il successo professionale e l’ingiustizia di Atlanta non aiuterebbe il suo stato mentale.

Perché Wayne Williams non è stato perseguito per tutti gli omicidi

Williams è stato processato solo per due degli adulti uccisi contemporaneamente alla serie di omicidi di bambini, e i giurati hanno impiegato solo 12 ore per condannarlo. Mindhunter ha affrontato le gravi tensioni razziali che hanno influenzato gran parte del caso e ha esposto le prove fisiche. Tuttavia, non ha risposto completamente alla domanda se Wayne Williams fosse davvero colpevole degli omicidi dei bambini.

Le prove indiziarie contro Williams erano convincenti, ma non sono state investigate a fondo. Come riportato in una lettera al New York Times, il giudice George T. Smith della Corte Suprema della Georgia, che ha avuto un ruolo fondamentale nel caso, ha affermato: “La pratica del modello in questo caso è stata distorta oltre ogni riconoscibilità”. Semplicemente non c’erano prove sufficienti per processare un uomo già in prigione per omicidio.

Perché Nancy ha finalmente lasciato Bill

Alcuni dei migliori episodi di Mindhunter utilizzano la tensione e l’incertezza per trasformare una scena banale in un capolavoro di suspense. Questo accade durante tutto il finale, ogni volta che Bill interagisce con Brian, che è stato coinvolto in un crimine inquietante all’inizio della stagione. Bill dà ancora una volta la priorità al lavoro rispetto alla sua famiglia, lasciando Nancy che chiede di trasferirsi per ricominciare da capo.

L’indisponibilità emotiva di Bill ha avuto un impatto negativo sulla sua vita familiare, e lui sembra negare il comportamento di suo figlio, che assomiglia a quello di molti serial killer che sta intervistando. Sembra che Nancy ne abbia avuto abbastanza quando Bill ha lasciato Brian a friggere hamburger da solo, anche se è possibile che sia successo qualcosa che l’ha spaventata, cosa che la terza stagione avrebbe potuto rivelare.

Perché Mindhunter è stato cancellato?

David Fincher ha spiegato la cancellazione di Mindhunter in un’intervista a Première Magazine (tradotta da The Fincher Analyst su X). Ha spiegato che lo show è stato cancellato a causa dei costi elevati, con qualcuno che ha detto: “Non ha senso produrre questa serie in questo modo, a meno che non si riesca a ridurre il budget”. Mindhunter è essenzialmente un dramma storico, e i costumi e gli effetti accurati degli anni ’70 sono incredibilmente costosi.

Piuttosto che cambiare il formato e lo stile visivo distintivo per renderlo più attraente per i fan di serie poliziesche come True Detective, Fincher ha accettato la cancellazione di Mindhunter da parte di Netflix. Trattandosi di una delle serie più creative di Netflix, con un punteggio positivo del 97% da parte della critica su Rotten Tomatoes, la decisione non è stata accolta favorevolmente. Tuttavia, ha permesso a Mindhunter di concludersi senza un calo di qualità.

Mindhunter avrà un reboot?

Con la maggior parte del team di Mindhunter impegnato in altri progetti, un revival della serie sembrava improbabile da tempo. Tuttavia, Holt McCallany (Bill Tench) ha rivelato a CBR che, sebbene al momento non ci siano piani per la terza stagione di Mindhunter, c’è un’altra possibilità. Lui e Fincher hanno discusso della possibilità di rilanciare Mindhunter sotto forma di tre lungometraggi.

Il progetto del film Mindhunter ha ricevuto un aggiornamento da Charlize Theron, che ha lavorato come produttrice esecutiva della serie. Ha spiegato a The Hollywood Reporter che la decisione spetta a David Fincher, dicendo: “Lui fa le cose solo quando sente davvero che hanno del potenziale”. Questo non esclude completamente la possibilità di un reboot di Mindhunter, sia come film che come serie.

Fonte: The New York Times, CBR, Rotten Tomatoes, The Hollywood Reporter

Mindcorp: José Padilha alla regia

0

Secondo Deadline José Padilha dirigerà il thriller di fantascienza Mindcorp per la Warner Bros., con la produzione affidata alla Hollywood Gang di Gianni Nunnari.

Per ora della trama, che sarebbe tratta da un racconto mai pubblicato dello stesso Padilha, si sa poco e nulla se non di esperimenti sul corpo e la mente degli esseri umani con un prete incaricato di salvare il mondo e che lo script sarà scritto da Dwain Worrell.

Per chi non conoscesse José Padilha vi diciamo che dopo aver partecipato al Festival di Berlino con il suo Tropa de elite vincendo l’Orso d’Oro, ha esordito sul suolo americano con il remake di Robocop con Joel Kinnaman e Gary Oldman.

Fonte: Deadline

Mindcage – Mente Criminale, dall’8 giugno al cinema

0
Mindcage – Mente Criminale, dall’8 giugno al cinema

Uscirà al cinema l’8 giugno distribuito da Medusa Film per Notorious Pictures il nuovo thriller di Mauro Borrelli (The Recall – L’Invasione, 2017; WarHunt, 2022) dal titolo Mindcage – Mente Criminale, con un cast stellare formato da John Malkovich (Le relazioni pericolose, 1989; Il tè nel deserto, 1990), Martin Lawrence (Bad Boys, 1995, Bad Boys for Life, 2020) e Melissa Roxburgh (la celebre Michaela Beth Stone nella serie tv statunitense di successo Manifest, 2018-2023).

Il film racconta l’avvincente ricerca di un assassino imitatore da parte dei detective Jake (Martin Lawrence) e Marty (Melissa Roxburgh). I due, attraverso numerosi espedienti e colpi di scena, chiederanno aiuto a L’Artista (John Malkovich), un pericoloso serial killer incarcerato e dalla mente diabolica che li attirerà in un gioco contorto e pieno di suspance.

Il regista Mauro Borrelli, noto anche come sceneggiatore, designer e visual artist ha utilizzato elementi ancestrali suggestivi che ricordano film di successo come Il sesto senso, Seven e Constantine, immergendo lo spettatore in un’affascinante cornice dark. Fondamentali, in tal senso, i richiami all’arte classica religiosa italiana che si fondono perfettamente con l’estetica noir.

Mind MGMT dai fumetti al cinema, produce Ridley Scott

0
Mind MGMT dai fumetti al cinema, produce Ridley Scott

La 20th Century Fox ha acquistato i diritti per la trasposizione cinematografica di Mind MGMT, fumetto pubblicato negli USA dalla Dark Horse (la stessa casa editrice di Sin City ed Hellboy). A produrre il film sarebbe stato chiamato Ridley Scott.

La serie è scritta e illustrata da Matt Kindt e si concentra su, Lyme un agente governativo che fa parte di uno speciale gruppo di ‘spie psichiche’; sfinito dall’uso delle sue abilità, si ritira ma, a causa di un crollo nervoso, ne perde il controllo, spingendo gli abitanti di un’intera cittadina a massacrarsi tra di loro; la vicenda si sposta poi di alcuni anni e vede la scrittrice Meru incrociare la strada del protagonista, scoprendo di avere con lui un particolare legame….

Al momento la Fox ha semplicemente acquistato i diritti e coinvolto Scott attraverso la sua compagnia Scott Free; ora bisognerà trovare uno scrittore e poi capire se il tutto prenderà effettivamente il via o resterà nel limbo dei progetti annunciati e mai realizzati.

Fonte: Empire

Minari: il film candidato all’Oscar arriva su Sky

0
Minari: il film candidato all’Oscar arriva su Sky

Arriva in prima visione su Sky Cinema Due il film candidato a sei Oscar, Minari di Lee Isaac Chung, film rivelazione di questa stagione cinematografica già vincitore del Golden Globe come Miglior Film Straniero e del Gran Premio della Giuria e del Premio del Pubblico al Sundance Film Festival.

Minari ha ricevuto sei nomination agli Oscar come Miglior Film, Miglior Regista a Lee Isaac Chung, Miglior Attrice Non Protagonista a Yuh-Jung Youn, Miglior Attore Protagonista a Steven Yeun – primo interprete americano di origine asiatica nella storia a ricevere questa nomination -, Migliore Sceneggiatura Originale a Lee Isaac Chung e Migliore Colonna Sonora Originale a Emile Mosseri. Anche quest’anno si potrà seguire la Notte degli Oscar® 2021 in diretta su Sky Cinema Oscar (canale 303) tra domenica 25 e lunedì 26 aprile a partire dalle 00:15.

Minari (dal nome di una pianta acquatica coreana simile al crescione europeo) è ambientato negli Stati Uniti degli anni 80 e si ispira alle vicende personali del regista. Tutto ha inizio quando Jacob (Steven Yeun, The Walking Dead, Burning – L’amore brucia), immigrato coreano, trascina la sua famiglia dalla California all’Arkansas, deciso a ritagliarsi la dura indipendenza di una vita da agricoltore. Sebbene Jacob veda l’Arkansas come una terra ricca di opportunità, il resto della famiglia è sconvolto da questo imprevisto trasferimento in un fazzoletto di terra nell’isolata regione dell’Ozark. Ad aiutare Jacob nella fattoria il veterano di guerra Paul, inarrestabile lavoratore estremamente religioso, interpretato da Will Patton (Yellowstone).  L’arrivo dalla Corea della nonna (Yuh-Jung Youn, Youn’s Kitchen, The Housemaid), donna imprevedibile e singolare, stravolgerà ulteriormente la loro vita. I suoi modi bizzarri accenderanno la curiosità del nipotino David (Alan Kim) e accompagneranno la famiglia in un percorso di riscoperta dell’amore che li unisce.

Un film rivoluzionario in cui una famiglia coreana cerca integrazione e insegue il “sogno americano”, per una storia carica di speranza in un’epoca difficile in cui per ricominciare bisogna sostenersi soprattutto nelle difficoltà. Osannato dalla critica internazionale, il Wall Street Journal parla di una storia “intima, toccante, divertente e costantemente stimolante”, The Guardian lo descrive come “incantevole” nel raccontare la fede e la vita reale, vita che può migliorare una volta che si riescono ad apprezzare le cose semplici e a farne tesoro.

Minari: 5 curiosità sul film candidato all’Oscar

Minari: 5 curiosità sul film candidato all’Oscar

Si intitola Minari ed è uno dei film più premiato dell’anno cinematografico insolito appena trascorso. La sua corsa è partita dal Sundance, festival che di solito regala sempre grandi doni prezioso al pubblico cinefilo di tutto il mondo. Lì, Minari, disponibile su NOW e on demand su Sky, ha conquistato il il Gran Premio della Giuria e il Premio del Pubblico. Da allora, nella sua corsa nella stagione dei premi, ha messo a segno solo colpi positivi, vincendo un Golden Globe, un BAFTA, un SAG Award e un premio Oscar (questi ultimi premi tutti assegnati all’incredibile Youn Yuh-jung, ma ne parleremo più avanti).

Il film, che racconta una storia di integrazione, ambizione e speranza nel futuro ha toccato il cuore di molti e qui di seguito segnaliamo cinque curiosità su una storia che, per la sua universalità e il suo cuore, sarà ricordata a lungo.

Il film Minari è disponibile su NOW e anche on demand su Sky. Iscriviti a soli 3 euro per il primo mese e guarda il film e molto altro.

La scintilla che “ha acceso” la sceneggiatura

Minari film 2020Autore della regia e della sceneggiatura, Lee Isaac Chung ha raccontato che poco prima di scrivere la sceneggiatura di Minari era sul punto di abbandonare il cinema e accettare un impiego a tempo pieno come insegnante. Poi gli venne in mente una frase del romanzo La casa del professore, di Willa Cather, del 1925. Quella frase recitava “La vita cominciò per me quando smisi di ammirare e cominciai a ricordare”. Da questo ricordo, pochi mesi prima dell’inizio del suo periodo di insegnamento, Chung cominciò a scrivere la sceneggiatura che sarebbe diventata Minari. Il film è stato poi girato a Tulsa, in Oklahoma, in soli 25 giorni, un set e delle riprese velocissime che hanno coinvolto non solo tutte le attività di zona, ma anche le cittadine limitrofe come Sand Springs, Skiatook, Broken Arrow e Rose. Dopo il successo di Minari, è difficile immaginare Lee Isaac Chung che abbandona il cinema e si dedica all’insegnamento!

Un cast straordinario in Minari

minari recensioneIl cast di Minari è sicuramente l’aspetto vincente del film, che si basa su una storia intensa e coinvolgente ma che fa principalmente leva sull’alchimia trai personaggi. Naturalmente salta all’occhio Steven Yeun, affascinante protagonista maschile, che vanta un’ottima sintonia con Yeri Han, che interpreta sua moglie, nel film. Ma è inevitabile non pensare che la scena sia totalmente rubata da Youn Yuh-jung che interpreta nonna Soonja, e dal piccolo Alan Kim, il vivace David. Youn Yuh-jung, vincitrice di un BAFTA, di un SAG e di un Oscar per questo ruolo, è una vera superstar in patria: è una delle più importanti star e dei volti più noti del cinema coreano, ha lavorato per registi come Hong Sang-soo e Im Sang-soo e a lei appartiene il record di essere la prima attrice asiatica a vincere un premio Oscar per la migliore interpretazione da non protagonista. Classe 1947, Youn Yuh-jung è diventata l’eroina della season award soprattutto grazie ai suoi discorsi di ringraziamento acuti e ironici, e alle sue dichiarazioni sfacciate ma sempre divertenti. Accanto a lei, il giovanissimo Alan Kim rappresenta un contraltare perfetto, dal momento che è al suo esordio al cinema e offre una performance fresca e naturale, che rimarrà impressa soprattutto per il suo “Non sono carino, sono bello!”. Il cast è poi arricchito da fuoriclasse del calibro di Scott Haze e Will Patton, oltre che da Noel Cho, che interpreta la mite sorella maggiore, Anne.

Steven Yeun in Minari

Steven Yeun MinariCuore pulsante di Minari è Jacob, interpretato da Steven Yeun. L’attore, proprio come il capofamiglia degli Yi, è nato e cresciuto a Seoul e poi si è trasferito, nel 1988, nel Michigan. Yeun deve la sua fama a The Walking Dead, nella serie AMC ha interpretato per 5 stagioni Glenn Rhee, uno dei personaggi preferiti dai numerosissimi fan dello show ideato da Robert Kirkman. Per Minari, Steven ha conquistato una nomination agli Oscar nella categoria migliore attore protagonista, il primo asiatico ad arrivare nella cinquina finale, e in quell’occasione, tutta la famiglia di The Walking Dead ha esultato, sui social: il loro Glenn era sul tetto di Hollywood!

Per Yeun, quindi, Minari è stata una questione personale, dal momento che ha molte cose in comune con il personaggio che interpreta, e quindi ha aggiunto al suo Jacob un ulteriore tocco personale. Nel film, Jacob indossa sempre un berretto rosso, non si tratta di un semplice berretto di scena, ma di un regalo che la madre di Steven gli fece quando aveva 17 anni e che l’attore custodisce gelosamente. Aggiungerlo al guardaroba di questo particolare personaggio non ha fatto che rendere ancora più autentica e sentita la sua interpretazione.

Cosa significa Minari?

Minari filmNon si tratta di un nome di città o di persona, ma è il nome di un’erba selvatica. Come apprendiamo dal film, attraverso le parole di nonna Soonja, il Minari è una pianta acquatica spontanea tipicamente coreana. È meglio conosciuta come “prezzemolo giapponese”, “sedano cinese” o “crescione di palude”, si usa per cucinare piatti tipici della tradizione, frittate, kimchi, zuppe, stufato, bibimbap e haemul pajeon. Ha ottime proprietà organolettiche, è ipocalorico e disintissicante. Inoltre ha la capacità di crescere anche nei posti più impensati, ed è una pianta molto resistente.

Una storia autobiografica

Minari storia autobiograficaMinari è una storia autobiografica. Il regista Lee Isaac Chung è nato in Colorado e cresciuto in Arkansas da una famiglia sudcoreana e in Minari ha raccontato la sua famiglia e la sua infanzia negli anni ’80. La spinta principale per raccontare questa sua storia nasce, secondo le dichiarazioni di Chung, dal desiderio di raccontare a sua figlia di otto anni la sua storia e i sacrifici che i suoi nonni, genitori del padre, avevano fatto per poter realizzare il loro sogno americano.

Chung ha raccontato: “Se avessi potuto lasciare a mia figlia una storia da vedere, quale storia avrei voluto che fosse? Così ho annotato ottanta ricordi visivi che risalivano all’epoca in cui avevo all’incirca l’età di mia figlia. Andavano dai ricordi dei grandi litigi fra i miei genitori nell’Arkansas fino a quello di mia nonna che incendiò metà della nostra fattoria. Nell’esaminarli, ho pensato che forse questa era la storia che avevo sempre desiderato raccontare”.

Se non avete ancora visto il film, potete approfittare: Minari è disponibile su NOW e on demand su Sky.

Minari, recensione del film con Steven Yeun

0
Minari, recensione del film con Steven Yeun

Accolto con grande entusiasmo di pubblico e critica dal Sundance Film Festival, Minari, di Lee Isaac Chung, è già arrivato a vincere il titolo di Miglior Film Internazionale ai Golden Globes 2021, e adesso gareggia agli Oscar di quest’anno con ben sei nomination. Il film, racconto semi autobiografico di un coreano trapiantato in America, lo stesso Chung, si posiziona ad un’altezza insolita nel panorama produttivo, ma anche narrativo, del cinema americano.

La trama di Minari

La storia di Minari è ambientata negli anni ’80 e si focalizza su Jacob (Steven Yeun), un giovane agricoltore che porta via la sua famiglia da Los Angeles perché determinato ad avviare una fattoria in Arkansas e iniziare una nuova vita. Il suo desiderio è quello di coltivare in loco una serie di ortaggi e verdure coreane che la comunità asiatica trapiantata negli USA non trova facilmente in commercio. Sua moglie Monica (Yeri Han) è stanca dell’ottimismo di suo marito dal momento che questa passa attraverso la poco rosea prospettiva di vivere isolati in una casa mobile in mezzo al nulla e con pochi soldi. Il piccolo David (Alan S. Kim) e sua sorella sembrano invece sospesi in una nuova condizione di vita che sembra non influenzarli minimamente.

L’adattamento della famiglia alla nuova situazione viene sconvolto dall’arrivo improvviso della madre di Monica, l’eccentrica nonna Soonja (Yuh-Jung Youn), una donna dal linguaggio colorito e un po’ bizzarra, ma incredibilmente forte. I modi della donna suscitano fin da subito la curiosità di David che stabilirà un forte legame con l’insolita nonna.

Un’elegia delle cose semplici

A partire dal titolo, il film di Lee Isaac Chung si pone come un’elegia della semplicità, un’ode a ciò che nella vita desta profonda emozione pur rimanendo nella visione ordinaria della realtà. “Minari” infatti è un tipo di prezzemolo selvatico che attecchisce con molta facilità ovunque e che costituisce un ingrediente molto frequente nella cucina coreana; vediamo infatti la nonna Soonja dire al piccolo David cos’è quell’erba che cresce lungo il ruscello, accanto alla loro casetta su ruote. Alla fine del film, si tornerà su quella sponda, a raccogliere quell’erba semplice eppure così potente nel significato emotivo che trasmette, ma nel frattempo, l’avventura di Jacob si sviluppa seguendo un percorso che lo mette a confronto con la cultura rurale americana, costellata di riti e credenze lontanissime dal suo vissuto, dalla sua esperienza alle quale finisce per affidarsi in quel percorso di immedesimazione nel nuovo mondo che ha scelto di abitare, insieme alla sua famiglia. E mentre Jacob rappresenta lo spirito di innovazione e avventura, Monica incarna uno stile di vita più conservatore, tanta è la sua ritrosia ad entrare in contatto con un nuovo mondo e persone che appartengono ad una cultura completamente differente dalla sua. 

Il contrasto tra etnie non ha un vero e proprio ruolo in Minari, nel senso che è accennato nei momenti in cui la famiglia Yi si interfaccia con chi vive intorno a lei, ma non assume mai il connotato di un problema, è semplicemente un fatto, di cui entrambe le parti prendono atto, passando oltre.

Minari film 2020Lo straniero in terra americana

L’occhio di Chung è senza dubbio debitore della sua cultura di nascita, è quello di un estraneo che guarda all’ambiente americano desiderando fortemente l’essere “intonato” a quello stesso contesto, eppure i tempi narrativi, lo stile di inquadrature, l’importanza che viene data alla banalità del quotidiano si sposa molto meglio con i tempi cinematografici orientali. Gli stessi sono però resi universali dalla specificità della storia, che comunque racconta di un sogno di integrazione e di riscatto personale. Il sogno americano contaminato con la poetica dell’essenziale e del banale diventa in Minari uno slancio poetico che si intona con i gesti sommessi dei protagonisti, i giochi docili dei bambini, la bizzarra nonna e le sue espressioni volgari ma allo stesso tempo intime.

Benedetto da un cast in stato di grazie e da una delicatezza rara, Minari è un affresco familiare che non ha difficoltà a trasformarsi in epica collettiva, senza mai perdere di vista l’individuo con le sue ambizioni, le sue debolezze e la voglia di realizzarsi, cercando sempre di muoversi in sintonia con le persone che ama.

Mimi Keene: 10 cose che non sai sull’attrice

Mimi Keene: 10 cose che non sai sull’attrice

Giovanissima ma già con alcuni importanti titoli cinematografici e televisivi nel suo curriculum, l’attrice londinese Mimi Keene ha conquistato tutti non solo con il suo fascino ma anche con un talento a dir poco notevole. Capace di comunicare profonde emozioni con minimi accenni del volto, è oggi un’attrice in rapida ascesa, molto richiesta e con un futuro particolarmente promettente davanti a lei.

Ecco 10 cose che forse non sai di Mimi Keene.

Mimi Keene: i suoi film e le serie TV

1. È celebre per alcune serie TV. La carriera da attrice della Keene ha avuto inizio nel 2013 con un piccolo ruolo in un episodio della serie Sadie J. Successivamente ha recitato nel film televisivo Our Girl (2013) e in un paio di episodi della serie Children in Need (2013-2014). Ottiene una prima popolarità grazie alla soap opera EastEnders, dove ricopre il ruolo di Cindy Williams. Nel 2016 appare in un episodio di Casulty, mentre è nel 2019 che arriva la celebrità grazie alla serie Sex Education. Qui, accanto ad attori come Asa Butterfield e Emma Mackey, ricopre il ruolo di Ruby Matthews.

2. Ha recitato in alcuni film. Ad oggi la Keene è apparsa solamente in due film per il cinema, ma ha lasciato intendere di voler decisamente ripetere l’esperienza in futuro. Ad oggi, dunque, i due lungometraggi in cui si può ritrovare l’attrice sono Close (2019), un thriller con protagonista Noomi Rapace, e il biografico Tolkien (2019), basato sulla vita del celebre scrittore, con protagonista Nicholas Hoult.

3. Ha recitato anche per un videogioco. Oltre ad essersi dedicata al cinema e alla televisione, la Keene ha avuto modo di vivere un’esperienza che non capita a tutti i suoi colleghi: recitare per un videogioco. Ha infatti dato voce ai personaggi di Eurayle, Stheno e Medusa in Castlevania: Lords of Shadow – Mirror of Fate (2013) e Castlevania: Lords of Shadow 2 (2014). L’attrice non si è però limitata a fornire la voce a questi personaggi, ma li ha anche interpretati fisicamente grazie alla tecnica della motion capture.

Mimi Keene Sex Education

Mimi Keene in Sex Education

4. Ha fatto recitare il suo cagnolino nella serie. Chi segue l’attrice sui social saprà del suo grande amore per il suo chihuahua chiamato Baby. Un cagnolino da cui l’attrice non si separa mai, a tal punto da aver cercato di farlo comparire anche in Sex Education sin dalla prima stagione. L’occasione è finalmente arrivata con la terza stagione, dove il chihuahua fa finalmente la sua comparsa accanto all’attrice. La Keene si è definita felicissima della cosa e di come il cagnolino ha gestito le riprese che lo vedevano coinvolto.

5. È entusiasta della crescita del suo personaggio. Con la terza stagione della serie il personaggio di Ruby ottiene molto più spazio e attenzioni. Gli spettatori hanno infatti modo di scoprire molto di più di lei e l’attrice ha potuto mettersi alla prova con una vera e propria crescita emotiva e caratteriale del personaggio. La Keene è infatti rimasta entusiasta di come Ruby sia cambiata rispetto alla prima stagione, sentendosi sempre più legata a lei, gioendo dei suoi successi e soffrendo per i suoi dolori.

Mimi Keene in Tolkien

6. Ha interpretato un ruolo chiave nel film. Nel film del 2019 Tolkien, incentrato sulla vita e le opere del celebre scrittore di Il Signore degli Anelli, la Keene interpreta la versione da ragazza di Edith Bratt, di cui Tolkien è innamorato e che diverrà poi sua moglie. La versione adulta del personaggio è invece interpretata da Lily Collins. Si è trattato di un ruolo molto importante per la Keene, che ha con esso avuto modo di farsi notare da un pubblico sempre più ampio.

Mimi Keene e Asa Butterfield 

7. Potrebbe avere una relazione con il collega. Buona parte della terza stagione di Sex Education vede la Keene recitare a stretto contatto con Asa Butterfield, interprete del protagonista Otis Milburne. Impossibile notare una forte chimica tra i due e se anche nella serie la loro relazione non finisce bene, alcuni indizi lasciano pensare che nella realtà stiano invece davvero insieme. Di recente, infatti, sui rispettivi social i due hanno pubbliacato delle foto che sembrano essere scattate negli stessi luoghi. Ad oggi non vi sono ancora conferme, ma sono in molti a pensare che tra i due attori sia effettivamente nato qualcosa.

Mimi Keene Asa Butterfield

Mimi Keene: Instagram e Twitter

8. Ha un account molto seguito. Come la maggior parte dei suoi colleghi, anche la giovane attrice ha aperto da qualche anno il proprio profilo Instagram, seguito da circa 4,2 milioni di persone. Il suo profilo, con attualmente circa 40 post, è un tripudio di foto che la ritraggono protagonista tra momenti lavorativi e di svago. Seguendola, si potrà dunque rimanere aggiornati su tutte le sue attività, dalla recitazione alla pubblicità, fino ai luoghi da lei visitati e molto altro.

9. È presente anche su Twitter. Oltre ad Instagram, l’attrice ha un proprio profilo anche sul social Twitter, dove è seguita da oltre centomila persone. Qui la Keene è meno attiva rispetto ad Instagram, ed è principalmente solita ricondivedere tweet altrui che la riguardano o rispecchiano il suo pensiero su determinate tematiche. Per chi possiede un account anche su questa piattaforma, sarà possibile seguirla e scoprire di più di lei.

Mimi Keene: età e altezza dell’attrice

10. Mimi Keene è nata il 5 agosto del 1998 a Londra, Inghilterra. L’attrice è alta complessivamente 1.59 metri.

Fonte: IMDb, Glamour

Milos Forman, addio al regista di Qualcuno volò sul nido del cuculo

0

Si è spento all’età di 86 anni Milos Forman, il regista e sceneggiatore vincitore di due premi Oscar per Qualcuno volò sul nido del cuculo e Amadeus. A confermare la notizia alla stampa è stata la moglie, via comunicato stampa all’agenzia ceca Ctk. 

Milos Forman, addio al regista di Qualcuno volò sul nido del cuculo

“La sua dipartita è stata tranquilla, con al fianco in ogni istante la sua famiglia e i suoi amici più intimi” si legge nell’annuncio. Forman viveva con la famiglia, la terza moglie e i suoi gemelli nati nel 1998, nel Connecticut e la sua fama è legata ai suoi due film più celebri e premiati, Qualcuno volò sul nido del cuculo, con un incredibile Jack Nicholson, e Amadeus, biopic su Mozart. Per entrambi i film, il regista ha conseguito, nel 1976 e nel 1985 il premio Oscar alla regia.

Tra i suoi altri lavori, oltre a qualche partecipazione come attore, Milos Forman ci lascia il musical Hair, Larry Flynt – Oltre lo scandalo (1996) Orso d’Oro al Festival di Berlino, Man on the Moon (1999) e L’ultimo inquisitore (2006).

Milo Ventimiglia: 10 cose che non sai sull’attore

Milo Ventimiglia: 10 cose che non sai sull’attore

Celebre per i suoi ruoli televisivi, l’attore Milo Ventimiglia si è negli anni costruito una buona fama recitando in diverse serie di successo, arrivando così ad affermarsi presso il grande pubblico. Alla ricerca di personaggi sempre diversi, Ventimiglia ha dimostrato di possedere una buona versatilità, passando con naturalezza dal dramma al genere supereroistico.

Ecco 10 cose che non sai di Milo Ventimiglia.

Milo Ventimiglia: i suoi film e le serie TV

1. È stato protagonista di celebri serie televisive. Dopo aver esordito recitando in alcuni episodi di celebri serie come Willy, il principe di Bel-Air (1996), Sabrina, vita da strega (1996), Terra promessa (1999), Opposite Sex (2000) e CSI – Scena del crimine (2000), l’attore ottiene un ruolo di rilievo in Una mamma per amica (2001-2006), dove recita nel ruolo di Jess Mariano. Ottiene poi ulteriore popolarità recitando in American Dreams (2004-2005) e The Bedford Diaries (2006), ma la vera fama arriva grazie al ruolo di Peter Petrelli in Heroes (2006-2010). Successivamente partecipa a serie come Chosen (2013-2014), Gotham (2015) e The Whispers (2015), mentre dal 2016 ricopre il ruolo di Jack Pearson in This Is Us, che ne consacra la popolarità.

2. Ha preso parte a celebri film. L’attore esordisce al cinema con il film Kiss Me (1999), per poi recitare in Cursed – Il maleficio (2005), Stay Alive (2006) e Rocky Balboa (2006). Negli anni successivi prenderà poi a parte Blindato (2009), Indovina perché ti odio (2012), Un weekend da bamboccioni 2 (2013), Killing Season (2013), Grace di Monaco (2014), Joker – Wild Card (2015), e Creed II (2018), dove riprende il ruolo di Robert Balboa. Negli ultimi anni ha poi recitato in Ricomincio da me (2018) e Attraverso i miei occhi (2019).

3. Ha doppiato un celebre personaggio dei fumetti. Ventimiglia è noto anche per essere la voce della versione animata di Wolverine, il celebre mutante Marvel. L’attore ha infatti ricoperto tale ruolo per un episodio della serie Iron Man (2010) e in modo più ampio per la serie dedicata al personaggio, Wolverine (2011), e per Marvel Anime (2011). Ha doppiato nuovamente il mutante anche per un episodio di Blade (2011).

milo-ventimiglia-gotham

Milo Ventimiglia è su Instagram

4. Ha un account personale. L’attore è presente sul social network Instagram, con un profilo seguito da 1,8 milioni di persone. All’interno di questo l’attore è solito condividere foto artistiche di oggetti o luoghi in cui si imbatte, personalizzando così il profilo con un proprio personale stile.

Milo Ventimiglia: la sua vita privata

5. Ha frequentato una collega di set. Nel 2002 l’attore rende nota la sua relazione con l’attrice Alexis Bledel, conosciuta sul set di Una mamma per amica, dove l’attore interpretata proprio il fidanzato della protagonista, interpretata dalla Bledel. La coppia tuttavia si separa nel 2006 senza fornire motivazioni pubbliche a riguardo. L’attore instaura poi un rapporto con l’attrice Hayden Panettiere, presente nel cast della serie Heroes, dove ha recitato anche Ventimiglia. I due si frequentano dal 2007 al 2009, interrompendo poi la relazione, anche in questo caso senza fornire chiarimenti.

Milo Ventimiglia in Gotham

6. Ha interpretato un pericoloso criminale. L’attore ha recitato negli episodi 19, 20 e 21 della prima stagione di Gotham, basata sui personaggi dell’Universo DC. Qui Ventimiglia ha ricoperto il ruolo di Jason Lennon, conosciuto anche come L’Orco. Spietato killer che è solito attirare giovani donne per sottoporle ad una serie di test, per trovare la compagna perfetta. Coloro che falliscono la prova, sono destinate a fare una fine tremenda.

Milo Ventimiglia in Rocky

7. Non è il figlio di Stallone. Ventimiglia ha interpretato il ruolo del figlio di Rocky Balboa nei film Rocky Balboa e Creed II. Tuttavia, tolta la parentela nei due film, l’attore non ha particolari legami famigliari con Sylvester Stallone. La somiglianza tra i due ha però generato molta confusione nei fan.

milo-ventimiglia-this-is-us

Milo Ventimiglia in Heroes

8. Dopo la serie ha faticato a trovare lavoro. Dopo aver terminato con il personaggio di Peter Petrelli in Heroes, l’attore ha attraversato un anno particolarmente difficile, nel quale non riusciva più a trovare impiego presso alcuna serie o film. L’attore era sul punto di abbandonare il mestiere dell’attore, quando infine fu chiamato per una parte in un film. In breve l’attore tornò ad ottenere ruoli di rilievo.

Milo Ventimiglia in This Is Us

9. Ha diretto un episodio della serie. Grazie a This Is Us, Ventimiglia ha potuto cimentarsi anche nella regia, ricoprendo il ruolo per il quinto episodio della quarta stagione della serie. L’attore ha dichiarato di essersi sentito particolarmente nervoso a riguardo, ma ricorda anche di essere riuscito a controllare il set, facendo in modo che si creasse un clima rilassato.

Milo Ventimiglia: età e altezza

10. Milo Ventimiglia è nato a Anaheim, in California, Stati Uniti, l’8 luglio 1977. L’attore è alto complessivamente 175 centimetri.

Fonte: IMDb

 

 

Milly Alcock: 10 cose che non sai sull’attrice

Milly Alcock: 10 cose che non sai sull’attrice

Sino ad oggi attiva come attrice nella sua Australia, la giovane Milly Alcock è ora divenuta una celebrità di livello mondiale grazie alla serie House of the Dragon, prequel di Il Trono di Spade. Giovanissima e talentuosa, la Alcock è ora una nuova stella della recitazione tutta da scoprire, tra passioni e progetti futuri.

Ecco 10 cose che non sai su Milly Alcock.

Milly Alcock: i suoi film e le serie TV

1 Ha recitato in diverse serie televisive. La carriera dell’attrice ha avuto inizio nel 2014, quando prende parte ad alcuni episodi della serie Wonderland. In seguito ha guadagnato popolarità grazie a titoli come Janet King (2017), High Life (2017), A Place to Call Home (2018), Fighting Season (2018) e Pine Gap (2018). Negli ultimi anni ha poi recitato in Les Norton (2019), Reckoning (2019-2020), Upright (2019-2022) e The Gloaming – Le ore più buie (2020). La definitiva consacrazione presso il grande pubblico arriva però grazie alla serie House of the Dragon, prequel di Il Trono di Spade, dove recita insieme ad attori quali Matt Smith, Emma D’Arcy, Olivia Cooke e Rhys Ifans.

2. Ha recitato anche in un film. Ad oggi la Alcock ha recitato in un solo lungometraggio per il cinema, intitolato The School. Un horror del 2018 incentrato su una madre intenta a ricercare il figlio scomparso in una scuola che si rivela essere posseduta da forze maligne. Nel film la Alcock interpreta Jien. Ad oggi si attendono dunque ulteriori ruoli cinematografici per la giovane attrice.

Milly Alcock è Rhaenyra in House of the Dragon

3.  Interpreta una principessa nella serie. Ambientata duecento anni prima di Il Trono di Spade, la serie prequel House of the Dragon è arrivata in Italia il 22 agosto. Tra i tanti nuovi personaggi protagonisti vi è anche la Principessa Rhaenyra Targaryen. Questa è la primogenita di re Viserys, interpretato da Paddy Considine. Rhaenyra è una dragonrider che si aspetta di diventare la prima regina regnante dei Sette Regni.

Milly Alcock Matt Smith

 

4. Temeva che l’avrebbero licenziata. L’attrica ha di recente raccontato che per i primi tre mesi di riprese della serie ha temuto continuamente che i produttori l’avrebbero licenziata. L’impatto con la grandezza del set e di una produzione internazionale hanno infatti spaventato non poco l’attrice, sino a quel momento abituata a piccoli progetti in Australia. Tale senso di disorientamento l’ha portata a credere che sarebbe stata licenziata se non avesse imparato ad adattarsi.

5. Ha visto solo di recente Il Trono di Spade. Poco prima di ottenere il ruolo di Rhaenyra in House of the Dragon, l’attrice ha completato la visione della serie Il Trono di Spade. La Alcock ha infatti raccontato di essere stata troppo piccola per vederla mentre questa era ancora in corso e così solo di recente ne ha intrapreso la visione, divenendone una grande fan e accettando con grande gioia la possibilità di un provino per la serie prequel.

Milly Alcock: chi è il suo fidanzato

6. È molto riservata sulla propria vita sentimentale. Ad oggi non si sa nulla sulla vita sentimentale dell’attrice e non è dunque possibile stabilire se sia o meno impegnata in una relazione. La Alcock sembra essere ora molto concentrata sulla propria carriera e non sembra esserci dunque spazio per una storia d’amore. Ora che è divenuta più celebre, però, sarà certamente più facile sapere di più anche a riguardo.

Milly Alcock ed Emma D’Arcy

7. Divide il suo personaggio con un’altra attrice. Come ormai noto a chi sta seguendo la serie, il personaggio di Rhaenyra viene raccontato in due momenti diversi della sua vita. Ad interpretare la versione giovane vi è proprio la Alcock, che compare ad oggi in un totale di 5 episodi. La versione adulta di Rhaenyra è invece interpretata da Emma D’Arcy, la quale è invece presente in 6 episodi.

Milly Alcock Instagram

Milly Alcock e Matt Smith

8. Hanno lavorato insieme per alcune scene di sesso. Nell’episodio 4 della serie l’attrice è protagonista di una scena ambientata in un bordello. Con lei vi è anche Matt Smith, interprete del principe Daemon Targaryen, erede presuntivo al Trono di Spade. I due, trovandosi a dover recitare alcune scene di sesso hanno potuto trarre vantaggio dalla loro ottima amicizia, che ha permesso ad entrambi di sentirsi a loro agio. Un cordinatore di intimità e il regista hanno poi favorito lo svolgimento della scena.

Milly Alcock è su Instagram

9. È presente sul social network. L’attrice è presente sul social network Instagram, con un proprio profilo verificato seguito da 1 milione di persone e dove attualmente si possono ritrovare 60 post. Questi sono principalmente immagini relative a suoi lavori da attrice, ma non mancano anche curiosità, momenti di svago, eventi a cui ha preso parte e altre situazioni ancora. Seguendola, si può dunque rimanere aggiornati su tutte le sue novità.

Milly Alcock: età e altezza dell’attrice

10. Milly Alcock è nata l’11 aprile del 2000 a Sydney, in Australia. L’attrice è alta complessivamente 1,57 metri.

Fonte: IMDb

Milly Alcock racconta il suo provino per Supergirl: “Pensavo che avrei vomitato”

0

Milly Alcock è stata titubante nel rivelare molti dettagli sul suo imminente ruolo di Kara Zorl-El in Supergirl: Woman of Tomorrow, mentre era impegnata con la stampa per la nuova serie Netflix, Sirens, ma l’attrice di House of the Dragon è stata un po’ più disponibile – almeno riguardo alle sue esperienze nel periodo che ha preceduto l’ottenimento della parte – durante un’intervista con Elle.com.

Milly Alcock ha rivelato di essersi vestita da Ragazza d’Acciaio per il suo provino insieme a “un’altra ragazza” (molto probabilmente Meg Donnelly), ricordando la “paura assoluta” che ha provato quando ha saputo che avrebbe preso il volo come la nostra nuova Supergirl sul grande schermo. “Ero un po’ incredula. Inizialmente mi sono detta: ‘Cosa ho fatto?'”, ammette Alcock. “Poi ho invitato tutti i miei amici a casa e abbiamo bevuto champagne.”

Durante un provino, ti trovi in ​​una stanza con tutte le altre donne [in lizza per la stessa parte] e sei vestita come il personaggio. [Lo studio] ti fa mettere in fila nel camion del trucco e ti trucca tutte con lo stesso trucco, per poi farti provare sul palco. Per Supergirl, eravamo io e un’altra ragazza. È stato davvero spaventoso; pensavo di vomitare! Ma è solo paura! È quello che succede! Questo lavoro è stato un viaggio per superare le mie stesse paure.

Abbiamo visto solo un paio di foto del dietro le quinte di Alcock, ma le foto dal set hanno rivelato un’immagine sfocata dell’attrice in costume. Kara dovrebbe debuttare nel Superman di James Gunn per arrivare poi al suo film da solista.

Quello che sappiamo su Supergirl: Woman of Tomorrow

Oltre a Milly Alcock nei panni della protagonista, Supergirl: Woman of Tomorrow vedrà anche la partecipazione di Eve Ridley (Il problema dei 3 corpi) nel ruolo di Ruthye Mary Knolle e Matthias Schoenaerts (The Old Guard) nel ruolo del malvagio Krem delle Colline Gialle. Più recentemente, la star di Aquaman Jason Momoa si è unita al cast nel ruolo di Lobo. Anche Krypto il Supercane dovrebbe avere un ruolo importante nella storia. Le ultime aggiunte al cast sono state David Krumholtz ed Emily Beecham nei ruoli dei genitori di Kara, Zor-El e Alura.

La Warner Bros. ha annunciato che la nostra nuova Ragazza d’Acciaio prenderà il volo il 26 giugno 2026.

Questa interpretazione di Kara Zor-El si dice sia una “versione meno seria e più provocatoria dell’iconica supereroina”, poiché Gunn cerca di allontanarsi dalle “precedenti rappresentazioni della Ragazza d’Acciaio, in particolare dalla longeva serie CBS/CW interpretata da Melissa Benoist”.

Secondo una breve sinossi, questa storia seguirà Kara mentre “viaggia attraverso la galassia per festeggiare il suo 21° compleanno con Krypto il Supercane. Lungo la strada, incontra una giovane donna di nome Ruthye e finisce per intraprendere una ricerca omicida di vendetta”. L’attrice e drammaturga Ana Nogueira sta attualmente lavorando alla sceneggiatura di Supergirl: Woman of Tomorrow. La regia verrà firmata da Craig Gillespie.

Milly Alcock parla del rapporto con le altre Supergirl: “Nessun legame speciale”, ma Melissa Benoist la sostiene

0

Milly Alcock sarà la nuova Kara Zor-El nel film Supergirl dei DC Studios, in uscita il 26 giugno, e mentre cresce l’attesa per il debutto del personaggio nel nuovo DC Universe, l’attrice ha chiarito la sua posizione rispetto alle precedenti interpreti dell’eroina. In un’intervista a Vanity Fair, Alcock ha spiegato di non aver contattato nessuna delle attrici che l’hanno preceduta, sottolineando che non esiste alcun “legame speciale” tra loro.

La star di House of the Dragon ha dichiarato infatti: “Sono semplicemente persone che vivono la loro vita. Non è che abbiamo un legame di sangue”, prendendo così le distanze da una possibile continuità personale tra le varie incarnazioni di Supergirl. Una scelta che appare coerente con il nuovo corso del DCU, che punta a ridefinire i personaggi con una visione autonoma.

Il sostegno di Melissa Benoist e il passaggio di testimone tra le Supergirl

Milly Alcock in Supergirl
Milly Alcock in Supergirl. Foto di Parisa Taghizadeh, Warner Bros. Pictures

Nonostante Alcock non abbia cercato un contatto diretto con le sue predecessore, il clima attorno al personaggio resta tutt’altro che competitivo. Melissa Benoist, volto storico della serie Supergirl, ha infatti espresso pubblicamente il suo sostegno alla nuova interprete.

Già nel 2024, Benoist aveva sottolineato come ogni versione del personaggio abbia valore, evidenziando l’importanza di Supergirl come figura simbolica per il pubblico, in particolare per le giovani spettatrici. Nel 2025 ha poi ribadito il suo entusiasmo per il nuovo film, dichiarando apertamente che sosterrà il progetto e la nuova protagonista, ricordando come entrare nel ruolo significhi far parte di un gruppo ristretto di interpreti che hanno indossato il mantello. Le parole di Benoist contribuiscono a costruire una continuità ideale tra le diverse versioni del personaggio, anche in assenza di un rapporto diretto tra le attrici.

Una Supergirl diversa nel nuovo DCU: il film con Milly Alcock punterà sull’identità personale

Supergirl

Il nuovo film, che vedrà Alcock protagonista dopo un primo cameo nel Superman diretto da James Gunn, promette una versione inedita del personaggio. L’attrice ha anticipato che questa Kara non sarà focalizzata sul salvare il mondo, ma su un percorso più intimo e personale.

Secondo Alcock, il film racconterà una storia in cui “il mondo può anche crollarti intorno, ma puoi comunque essere l’eroe della tua storia”, suggerendo un approccio più introspettivo rispetto alle incarnazioni precedenti. Una direzione che si inserisce perfettamente nel nuovo corso narrativo del DC Universe, più attento alla dimensione emotiva dei personaggi.

Il film Supergirl arriverà nelle sale il 26 giugno, mentre la serie con Melissa Benoist resta disponibile in streaming e home video, continuando a rappresentare un punto di riferimento per il personaggio.

Milly Alcock e Toni Collette protagoniste di Hot Mother

0
Milly Alcock e Toni Collette protagoniste di Hot Mother

Milly Alcock e Toni Collette si uniscono per il prossimo film di sopravvivenza, Hot Mother. Il thriller è scritto e diretto da Lucy Knox, che è stata anche responsabile di un cortometraggio omonimo del 2020.

Hot Mother racconta la storia di una figlia che va in una spa con sua madre per riconnettersi con lei. Tuttavia, la loro rilassante vacanza si trasforma in un incubo quando rimangono intrappolate in una sauna senza via d’uscita e senza nessuno che possa salvarle. La coppia madre-figlia deve trovare un modo per fuggire prima che sia troppo tardi.

Hot Mother sarà prodotto da Alex Coco, uno dei produttori del film vincitore dell’Oscar, Anora, e dalla Carver Films. Oltre a recitare nel film, Collette sarà anche produttrice esecutiva attraverso la sua società, la Vocab Films.

Le fondatrici della Carver Films, Anna McLeish e Sarah Shaw, hanno elogiato il talento di Knox sia come regista che come sceneggiatrice, così come quello degli attori. In una dichiarazione hanno anche affermato di essere entusiasti di portare la sua visione a un pubblico più ampio sotto forma di lungometraggio. “In qualità di produttori con una solida esperienza nel lancio di registi australiani, siamo consapevoli da molti anni dell’eccezionale talento di Lucy come sceneggiatrice e regista. È più che pronta a portare Hot Mother sul grande schermo per il pubblico di tutto il mondo, con la sua sceneggiatura emozionante e un cast incredibile.

Anche Coco ha espresso il suo entusiasmo per il film in uscita, elogiando Collette, Alcock e Knox. Ha aggiunto: “Lucy è una regista per registi, esattamente il tipo di regista con cui mi piace lavorare di più. Con le nostre due attrici protagoniste, questo film avrà una grande diffusione a livello globale e introdurrà una voce nuova e fresca nel mondo della regia”.

Collette non è nuova al genere horror. Ha recitato in alcuni dei film più acclamati dalla critica del genere. Ha interpretato personaggi complessi in film importanti come Lynn Sear in Il sesto senso e Annie Graham in Hereditary. Ha anche interpretato Evelyn Wade nella serie limitata di Netflix, Wayward.

Alcock è nota soprattutto per i suoi ruoli di Supergirl in Superman di James Gunn e della giovane Rhaenyra Targaryen nello spin-off di Il Trono di Spade, House of the Dragon. Tuttavia, ha già avuto modo di cimentarsi anche con il genere horror. Alcock ha recitato nel film del 2018, The School, e in un cortometraggio horror intitolato The Familiars, nel 2020.

Le riprese di Hot Mother inizieranno nel 2026. Al momento della pubblicazione di questo articolo, non è ancora stata fissata una data di uscita per il film.

Milly Alcock di House of the Dragon sarà la nuova Supergirl

0
Milly Alcock di House of the Dragon sarà la nuova Supergirl

Milly Alcock, che ha interpretato la giovane Rhaenyra Targaryen nella prima stagione di House of the Dragon della HBO, interpreterà Supergirl nel nuovo universo DC guidato da James Gunn e Peter Safran. Sarà lei la protagonista del prossimo lungometraggio Supergirl: Woman of Tomorrow, basato sull’omonima serie di fumetti DC di Tom King e Bilquis Evely.

Al momento, il film non ha ancora un regista, mentre Ana Nogueira (The Vampire Diaries) è stata appena assunta per scrivere la sceneggiatura. Gunn, che ha confermato il casting di Alcock su Instagram, non ha dichiarato quando farà il suo debutto da supereroe. Ma il fatto che la notizia che Alcock avesse ottenuto il ruolo sia arrivata mesi prima che Gunn iniziasse a girare Superman: Legacy suggerisce che Supergirl potrebbe essere presentata insieme al cugino kryptoniano prima di iniziare la sua storia.

L’australiana Milly Alcock ha iniziato la sua carriera di attrice da adolescente sulla TV australiana, prima di essere scelta per il suo ruolo da protagonista nella serie prequel Il Trono di Spade della HBO. La Alcock ha ottenuto ampi consensi per la sua interpretazione della principessa Targaryen nei primi cinque episodi dello show, prima di cedere il ruolo a Emma D’Arcy che invece interpreta lo stesso personaggio dieci anni dopo.

Alcock entra in una cerchia ristretta che comprende Melissa Benoist che ha interpretato Supergirl nella serie CBS e CW (che è andata in onda per sei stagioni), e Sasha Calle nel film del 2023 The Flash, uno degli ultimi film della precedente iterazione dell’universo cinematografico DC. Gunn ha chiarito, tuttavia, che vuole un nuovo inizio con il nuovo DCU.

Nella serie di fumetti del 2022 di “Woman of Tomorrow”, invece di fuggire dal pianeta Krypton da bambina prima che esploda (come suo cugino Kal-El), Kara cresce assistendo alla distruzione del suo pianeta natale fino all’età di 14 anni, quando arriva sulla Terra. Ciò rende il personaggio “molto più hardcore”, ha spiegato Gunn nel 2023 presentando i primi 10 titoli nella nuova lista DCU. “Non è esattamente la Supergirl che siamo abituati a vedere.”

Milly Alcock debutta con il suo look da SUPERGIRL mentre Woman of Tomorrow si prepara per le riprese di gennaio

0

Sono state condivise online alcune foto di Milly Alcock tra la folla degli US Open e l’ex star di House of the Dragon sfoggia una pettinatura molto da Supergirl. La Alcock è naturalmente bionda (o comunque biondo fragola), ma in questo caso la sua pettinatura è più chiara del solito e, nelle foto che seguono, sembra decisamente pronta a solcare i cieli come Donna del Domani nel film Woman of Tomorrow del DCU.

Si ritiene che la Alcock abbia girato delle scene per il film Superman di James Gunn e dovrebbe iniziare a girare il suo film da solista all’inizio del prossimo anno. Woman of Tomorrow sarà il prossimo film del DCU a uscire nelle sale dopo Superman. La Warner Bros. ha recentemente annunciato che la nostra nuova Ragazza d’Acciaio prenderà il volo il 26 giugno 2026.

Si dice che questa versione di Kara Zor-El sia “meno seria e più tagliente dell’iconica supereroina”, in quanto Gunn cerca di allontanarsi dalle “precedenti rappresentazioni della Ragazza d’Acciaio, in particolare la lunga serie della CBS/CW interpretata da Melissa Benoist”.

Cosa ha detto James Gunn su Woman of Tomorrow

James Gunn 2023
Il regista statunitense James Gunn arriva alla premiere di Los Angeles della Warner Bros. ‘The Flash’ tenutasi al TCL Chinese Theatre IMAX il 12 giugno 2023 a Hollywood, Los Angeles, California, Stati Uniti. — Foto di imagepressagency – DepositPhotos

James Gunn ha recentemente rivelato che aveva già in mente la Alcock per interpretare Supergirl dopo aver visto la sua interpretazione nella serie prequel di Game of Thrones della HBO.

“Milly è stata la PRIMA persona che ho proposto a Peter per questo ruolo, ben più di un anno fa, quando avevo letto solo i fumetti”, ha scritto il regista su Threads. “Stavo guardando La casa del dragone e ho pensato che potesse avere il taglio, la grazia e l’autenticità di cui avevamo bisogno”.

Secondo una breve sinossi, la storia seguirà Kara mentre “viaggia attraverso la galassia per festeggiare il suo 21° compleanno con Krypto il Supercane. Lungo la strada, incontra una giovane donna di nome Ruthye e si ritrova in una ricerca omicida di vendetta”.

Cosa sappiamo sul film Woman of Tomorrow? 

Supergirl: Woman of Tomorrow

L’attrice e drammaturga Ana Nogueira sta scrivendo la sceneggiatura di Woman of Tomorrow.

Gunn e Peter Safran hanno annunciato il reboot di Supergirl durante la giornata stampa dello studio nel gennaio dello scorso anno, quando è stato rivelato lo slate del DCU “Gods and Monsters”. Il progetto sarà basato almeno in parte sull’omonima serie di fumetti di King del 2022.

All’epoca James Gunn aveva dichiarato: “Nella nostra serie vediamo la differenza tra Superman, che è stato mandato sulla Terra e cresciuto da genitori amorevoli fin da quando era un neonato, e Supergirl, che è stata cresciuta su una roccia, una scheggia di Krypton, e ha visto tutti quelli che la circondavano morire ed essere uccisi in modi terribili per i primi 14 anni della sua vita, per poi arrivare sulla Terra quando era una ragazzina. È molto più dura, non è esattamente la Supergirl che siamo abituati a vedere”.

Million-Follower Detective, spiegazione del finale: chi sono davvero i killer?

La serie crime mandarino di Netlix Million-Follower Detective (titolo originale Bai wàn rén tuili) costruisce il proprio impianto narrativo su un’idea potente e inquietante: cosa accade quando l’ossessione per i follower incontra il desiderio di vendetta? Tra influencer morti in circostanze misteriose e una veggente mascherata che sembra anticipare ogni tragedia, la serie trascina lo spettatore in un labirinto morale dove tecnologia, senso di colpa e corruzione si intrecciano in modo sempre più claustrofobico.

Nel finale, però, la domanda centrale diventa una sola: chi sono davvero i killer? E la risposta, come spesso accade nei thriller più riusciti, non è semplice né univoca.

Chi si nasconde dietro Baba Witch e le sue “profezie”?

Per buona parte della serie, l’attenzione si concentra su Baba Witch, la misteriosa influencer mascherata che pubblica video in cui predice omicidi che puntualmente si verificano il giorno successivo. Il detective Chen Chia-jen, inizialmente scettico, è costretto a rivedere le proprie convinzioni quando le coincidenze diventano troppe per essere ignorate.

La rivelazione è tanto sconvolgente quanto coerente con il tema della serie: Baba Witch non è una veggente, ma uno strumento. Dietro le “profezie” si cela il dottor Ki Ta-fu, un uomo devastato dalla perdita della moglie incinta e della figlia non ancora nata in un incidente stradale causato dalla superficialità di un gruppo di influencer ossessionati da like e visualizzazioni.

Ta-fu non solo orchestra gli omicidi, ma utilizza la figura di Baba Witch per costruire una narrativa pubblica: trasforma la vendetta in spettacolo, sfruttando la stessa logica virale che ha distrutto la sua famiglia. Costringe Li Ting-en, coinquilina della figlia del detective, a registrare i video sotto ricatto, dopo aver rapito You-jie come ostaggio. Le profezie diventano così un macabro countdown, una messinscena studiata per amplificare l’impatto emotivo e mediatico delle sue azioni.

Ta-fu riesce a uccidere due dei responsabili dell’incidente, ma prima di completare la sua vendetta viene catturato. Consapevole che il suo piano è fallito, sceglie il suicidio ingerendo cianuro. È una fine coerente con il suo arco narrativo: un uomo che ha perso tutto e che non concepisce un’esistenza al di fuori della vendetta.

Ma il caso, a questo punto, non è ancora chiuso.

Perché esiste un secondo killer? Il colpo di scena su Chen-wei

Il vero ribaltamento arriva quando emerge che Ta-fu non è l’unico responsabile della spirale di sangue. Le indagini rivelano l’esistenza di due video dell’incidente: uno girato dagli influencer, l’altro dalla dashcam di Ta-fu. Questo dettaglio apre una nuova pista investigativa.

Attraverso un lavoro d’archivio quasi “analogico”, Chia-jen scopre che la notte dell’incidente un altro uomo, Chao Kuo-an, morì ufficialmente per overdose nelle vicinanze. Ma Kuo-an era in realtà un informatore — e spacciatore — di Chen-wei, capo della High Technology Crime Unit.

La verità è devastante: Chen-wei, dipendente dalla cocaina e ossessionato dalla propria carriera, sparò a Kuo-an durante un alterco. Fu proprio quel proiettile a contribuire indirettamente all’incidente che costò la vita alla famiglia di Ta-fu. Per proteggere sé stesso, Chen-wei manipolò i rapporti ufficiali, coprì le prove e fece archiviare il tutto come overdose e incidente isolato.

Quando comprende che esistono filmati che potrebbero incriminarlo, inizia a sabotare le indagini. Dopo la morte di Ta-fu, decide di eliminare personalmente gli influencer sopravvissuti per cancellare ogni traccia. È lui il secondo killer: non guidato dal dolore, ma dalla paura di perdere potere e status.

La serie, a questo punto, sposta il discorso dalla vendetta privata alla corruzione istituzionale. Se Ta-fu rappresenta la giustizia deviata dal dolore, Chen-wei incarna la degenerazione del sistema.

Wei-ten e Ting-yu sopravvivono? Il piano per smascherare il colpevole

Wei-ten, il primo influencer coinvolto, sopravvive nonostante la sparatoria iniziale e il successivo coma. Ting-yu, tra i principali responsabili dell’incidente, diventa invece un personaggio centrale nel finale: consapevole delle proprie colpe, decide di collaborare con la polizia per attirare il secondo killer allo scoperto.

Il piano è rischioso e spettacolare: simulano un peggioramento delle condizioni di Wei-ten per indurre Chen-wei a intervenire e “finire il lavoro”. Quando l’ufficiale tenta effettivamente di ucciderlo in ospedale, viene colto in flagrante. Anche nel momento della cattura, prova a fuggire prendendo Ting-yu in ostaggio, ma grazie alla complicità costruita con Chia-jen riesce a essere neutralizzato.

Il finale lascia spazio a una parziale redenzione: gli influencer sopravvissuti riconoscono le proprie responsabilità e si mostrano pronti a cambiare. Non è una soluzione semplicistica, ma un tentativo di chiudere il cerchio morale della storia.

Perché Ta-fu rapisce You-jie? Il conflitto padre-figlia al centro della serie

Million-Follower-Detective netflix

Il rapimento di You-jie non è soltanto un espediente narrativo, ma il cuore emotivo della serie. Il rapporto tra Chia-jen e la figlia è segnato dal lutto per la morte della madre e dall’incapacità del detective di gestire il dolore in modo sano. Autoritario, distante, incapace di ascoltare, Chia-jen ha perso il legame con la figlia molto prima del suo rapimento.

Ta-fu sceglie You-jie come pedina non solo per controllare Ting-en, ma anche perché rappresenta un simbolo: una figlia che può ancora essere salvata, a differenza della propria. Nel momento in cui Chia-jen riesce a salvarla, la serie offre al protagonista una possibilità di redenzione personale, parallela alla risoluzione del caso.

In questo senso, Million-Follower Detective non è soltanto un thriller sui social media, ma un dramma sulla responsabilità: quella degli influencer, quella dei poliziotti, quella dei genitori.

Un finale che parla di colpa, potere e spettacolarizzazione della tragedia

La presenza di due killer non è un semplice colpo di scena, ma una dichiarazione tematica. Da un lato, la vendetta privata che nasce dall’ingiustizia percepita; dall’altro, la corruzione sistemica che protegge sé stessa a ogni costo. Entrambi i filoni sono legati da un unico filo rosso: la manipolazione dell’immagine pubblica.

Le “profezie” di Baba Witch, la viralità dei video, l’uso dei social come arma e come scudo: tutto ruota attorno alla spettacolarizzazione del dolore. Il finale suggerisce che il vero mostro non sia soltanto l’assassino, ma un sistema in cui la visibilità conta più della verità.

E in un mondo dove ogni tragedia può diventare contenuto, la domanda resta aperta: chi sta davvero osservando chi?

Million Dollar Baby: 10 cose che non sai sul film

Million Dollar Baby: 10 cose che non sai sul film

Million Dollar Baby ha affascinato milioni di persone in tutto il mondo, coinvolgendo il pubblico con la storia drammatica narrata e con le eccellenti interpretazioni dei protagonisti.

Uscito nel 2004, questo film si può definire più che riuscito, arrivando anche a vincere ben quattro Oscar per il Miglior Film, la Miglior Regia, la Miglior Attrice Protagonista a Hilary Swank e il Miglior Attore non Protagonista a Morgan Freeman.

Ecco, allora, dieci cose da sapere su Million Dollar Baby.

Million Dollar Baby film

million dollar baby

1. Ci sono voluti quattro anni per realizzarlo. Il produttore Al Ruddy amava la storia ed era determinato a trasformarlo in un film, trascorrendo quattro anni alla ricerca di sostenitori che fossero interessati ad aiutarlo a realizzarlo. Dopo aver contattato diverse persone che gli sconsigliavano di fare un film del genere, l’unico a sostenerlo è stato Clint Eastwood, rimasto di stucco dopo aver letto la sceneggiatura.

2. Molti studios lo hanno respinto. Million Dollar Baby era rimasto per molti anni in fase di sviluppo, poiché rifiutato da molte case di produzione che non erano convinte dell’argomento trattato, ritenendolo poco interessante. Dopo il rifiuto della Warner Bros. di sostenere l’intero budget, che ha collaborato lungamente con Eastwood, lo stesso regista persuase Tom Rosenberg della Lakeshore Entertainment a mettere insieme metà del budget insieme alla Warner.

3. Le riprese sono finite in anticipo. Questo film è stato realizzato alla velocità della luce, completando le riprese in soli 37 giorni. Basti pensare, però, che i giorni considerati per la lavorazione e le riprese erano 39: le riprese, quindi, sono finite con ben due giorni d’anticipo.

Million Dollar Baby streaming

4. Il film è disponibile in streaming digitale. Chi volesse vedere per la prima volta o rivedere questo film, è possibile farlo grazie alla sua presenza sulle varie piattaforme di streaming digitale legale come Rakuten Tv, Chili, Google Play, iTunes e Tim Vision.

Million Dollar Baby frasi

million dollar baby

5. Un film ricco di frasi significative. Questo film è stato generatore di frasi iconiche e indimenticabili che, a distanza di anni, fanno ancora parte dell’immaginario collettivo. Ecco qualche esempio:

  • Mo cuishle significa mio tesoro. Mio sangue. (Frankie Dunn)
  • Chiunque al mondo può perdere un incontro.
  • Non voglio altri allenatori, capo. Io voglio lei. (Maggie Fitzgerald)
  • Io ti ho trovato un pugile e tu l’hai fatta diventare la migliore. (Scrap)

Million Dollar Baby storia vera

6. Katie Dallam sarebbe la vera Maggie Fitzgerald. Sembra che la storia del film abbia preso spunto dalla vita di Katie Dallam, ex pugile che, durante un match, si ruppe il naso e dopo una serie di colpi alla testa cadde in coma. Al suo risveglio le sue aspettative erano quelle di rimanere un vegetale per tutta la vita, ma dopo molti anni ha ricominciato a vivere, seppure in maniera limitata.

7. Il film è basato su tre racconti. Million Dollar Baby non si è ispirato al un solo racconto: infatti, sono stati tre i racconti di F.X. Toole, pseudonimo di Jerry Boyd ad ispirarlo: The Monkey Look, Million $$$ Baby e Frozen Water. Sono state usate anche alcune parti dell’introduzione. Il suo racconto Rope Burns: Stories from the Corner è dedicato all’uomo che lo ha introdotto alla Boxe, Dub Huntley e anche questo libro ha contribuito alla realizzazione del film.

Million Dollar Baby cast

8. Hilary Swank è stata male prima delle riprese. Hilary Swank contrasse un’infezione batterica da una vescica che aveva sviluppato sul piede durante l’allenamento per il suo ruolo. L’infezione era così grave che ha dovuto quasi essere ricoverata in ospedale per tre settimane. Tuttavia, riuscendo a prendere l’infezione in tempo, scelse di prendersi una settimana di riposo medico e di non dire niente a Clint Eastwood o agli altri produttori del film dell’incidente.

9. Morgan Freeman avrebbe dovuto interpretare un altro personaggio. All’inizio, Morgan Freeman è stato contattato per interpretare il ruolo di Frankie Dunn. Ma ben prima che Eastwood assumesse la regia e il ruolo da protagonista, Freeeman ha deciso di prendere la parte di Eddie “Scrap-Iron” Dupris.

10. Sandra Bullock era stata contattata per il ruolo da protagonista. La prima attrice ad essere contattata per il interpretato il ruolo di Maggie fu Sandra Bullock. L’attrice avrebbe voluto fare il film con Shekhar Kapur alla regia. Ma quando la produzione aveva cominciato a lavorare al film, il suo impegno al film Miss F.B.I. – Infiltrata speciale (2005) le ha impedito di partecipare alle riprese.

Fonti: IMDb, Indipendent

Million Dollar Arm: primo trailer e poster

million dollar armLa Disney ha pubblicato il primo trailer ed il primo poster per il dramma di Craig Gillespie Million Dollar Arm. Basato su una storia vera, Jon Hamm è un agente sportivo che viaggia in India e crea uno spettacolo televisivo intitolato Million Dollar Arm con cui vedrà  se i giocatori di baseball della nazione indiana sono effettivamente tagliati per giocare nei campionati più importanti. Di seguito ecco il trailer ed il poster:

[iframe width=”640″ height=”360″ src=”//www.youtube.com/embed/EiC8o7i_ZqE” frameborder=”0″ allowfullscreen][/iframe]

million-dollar-arm-poster

Million Dollar Arm ha un cast che comprende Lake Bell, Bill Paxton, Aasif Mandvi, e Alan Arkin. Nel film recitano anche Suraj Sharma (Vita di Pi) e Madhurt Mittal (The Millionaire). Il film esordirà nelle sale cinematografiche il 16 Maggio 2014.

Fonte: Collider

Million Dollar Arm: due spot e due featurette del film con Jon Hamm

0

Disney pubblica online due nuovi spot tv e due featurette per Million Dollar Arm, il film di Craig Gillespie (Lars e una ragazza tutta sua, Fright Night) con Jon Hamm nei panni di un procuratore che inizierà una trasmissione sportiva per valutare se alcuni ragazzi indiani sono pronti per i grandi campionati di baseball come la MLB.

Le due Featurette

Millie Bobby Brown: intervista alla protagonista di Damsel

0
Millie Bobby Brown: intervista alla protagonista di Damsel

L’intervista a Millie Bobby Brown, protagonista del nuovo film d’azione Netflix Damsel  (recensione), che ha debuttato in piattaforma questa settimana.

In Una devota damigella accetta di sposare un affascinante principe, per poi scoprire che la famiglia reale vuole offrirla in sacrificio per ripagare un vecchio debito. Intrappolata in una caverna con un drago sputafuoco, dovrà utilizzare astuzia e caparbietà per sopravvivere.

La star dell’ultima avventura d’azione di Netflix potrebbe essere una damigella, ma non è una persona in pericolo. Bene, nonostante il personaggio del titolo sia intrappolato in una prigione sacrificale che ospita un drago assetato di sangue, il che sarebbe un po’ angosciante per chiunque ( anche se non è ancora così inquietante come Netflix che aumenta di nuovo i prezzi).

Damsel  di Netflix offre una nuova svolta agli archetipi delle fiabe, mostrando come una giovane aspirante principessa è costretta a combattere e sopravvivere quando viene presentata come un sacrificio, un sacrificio involontario da parte di una regina spietata e spietata. Tutta sola in una grotta buia e desolata, Elodie (Millie Bobby Brown) dovrà usare ogni grammo di grinta e determinazione a sua disposizione per uccidere il drago e tornare a casa. Damsel  è guidato da un cast davvero incantevole, con la star di Damsel  che è anche la protagonista di alcuni dei più grandi successi di Netflix.

Millie Bobby Brown: 10 cose che non sai sull’attrice

0
Millie Bobby Brown: 10 cose che non sai sull’attrice

Millie Bobby Brown è una giovane attrice che ha contribuito a cambiare il mondo delle serie tv negli ultimi anni, soprattutto grazie alle sue performance in Stranger Things. L’attrice, che ha cominciato a recitare sin da bambina, è diventata protagonista indiscussa di una serie che è amata ed apprezzata in tutto il mondo, spianando una larga e lunga strada per quello che sarà sicuramente un futuro più che roseo nel mondo della recitazione.

Ecco, allora, dieci cose da sapere su Mille Bobby Brown.

Millie Bobby Brown: i suoi film

Damsel Millie Bobby Brown
Credit Netflix

1. Ha recitato in popolari film. Sebbene la carriera di attrice sia attiva da qualche anno, la Brown non aveva mai lavorato ad un film. Il lungometraggio di debutto è stato, quindi, Godzilla II – King of the Monsters, arrivato nei nostri cinema alla fine di maggio 2019. In seguito ha recitato anche in Enola Holmes (2020) e Godzilla vs. Kong (2021).

2. Ha lavorato in numerose serie tv. La giovane attrice ha iniziato la sua attività sul piccolo schermo, apparendo per la prima volta, nel 2013, con la serie C’era una volta nel Paese delle Meraviglie. In seguito, è apparsa in Intruders (2014), NCIS – Unità anticrimine (2014), Modern Family (2015), Grey’s Anatomy (2015) e Stranger Things (2016-2019), che l’ha resa una star. Inoltre, è apparsa in alcuni videoclip come Fin Me dei Sigma (2016), I Dare You dei The xx (2017) e Girls Like You dei Maroon 5 (feat Cardi B) (2018).

Millie Bobby oggi: film, progetti 2025 e matrimonio con Jake Bongiovi

Nel 2025 Millie Bobby Brown è ormai una delle giovani attrici più influenti al mondo. Dopo aver conquistato la fama con il ruolo di Undici (Eleven) in Stranger Things, la serie Netflix che ha ridefinito la cultura pop contemporanea, l’attrice britannica ha costruito una carriera solida e versatile, alternando blockbuster, drammi e progetti d’autore.

Nel 2024 è stata protagonista di Damsel, fantasy d’azione targato Netflix, dove interpreta una giovane donna destinata al sacrificio che decide di ribellarsi al suo destino, mostrando un lato più maturo e potente della sua recitazione. Nel 2025 la vedremo invece accanto a Chris Pratt in The Electric State, kolossal fantascientifico diretto dai fratelli Russo (già autori di Avengers: Endgame), in cui veste i panni di una ragazza in viaggio con un robot in un futuro distopico.

È inoltre in post-produzione Enola Holmes 3, terzo capitolo della fortunata saga Netflix che la vede nuovamente nei panni della brillante sorella minore di Sherlock Holmes. Il film, di cui la Brown è anche produttrice esecutiva, promette di ampliare ulteriormente l’universo narrativo inaugurato nel 2020 e di rafforzare la collaborazione dell’attrice con la piattaforma di streaming.

Parallelamente, la Brown si prepara a tornare per l’ultima volta nei panni di 11 nella quinta e conclusiva stagione di Stranger Things, attesa per il 2026, che chiuderà definitivamente una delle saghe più amate della storia della TV.

Millie Bobby Brown ha un marito

3. È sposata. Sul piano personale, l’attrice ha sposato nel maggio 2024 Jake Bongiovi, figlio del musicista Jon Bon Jovi, in una cerimonia privata celebrata in Georgia, negli Stati Uniti. La coppia mantiene un profilo riservato ma continua a essere seguita con grande affetto dai fan di entrambi.

Millie Bobby Brown in Stranger Things

4. Si è davvero rasata la testa. Per interpretare Undici, la giovane attrice si sarebbe dovuta rasare la testa e all’inizio non era molto convinta della faccenda. Quando, poi, le è stato fatto notare come stesse bene Charlize Theron in Mad Max: Fury Road, la ragazza si è decisa. Su Internet esiste anche un video ripreso dalla madre, mentre le viene rasata l’intera testa. Per sua fortuna, nelle stagioni seguenti ha potuto farsi ricrescere e sfoggiare i suoi veri capelli.

5. È stata candidata a importanti premi. Per la sua interpretazione nella serie, la Brown è stata candidata in molteplici occasioni a premi di grande prestigio. In particolare è stata candidata nel 2017 e nel 2018 ai SAG Awards come miglior attrice in una serie drammatica e come parte del miglior cast di una serie drammatica. Ancor più importanti sono però state le nomination come miglior attrice non protagonista in una serie drammatica ricevute agli Emmy Awards (gli Oscar della televisione). Pur non riportando vittorie, la Brown ha ottenuto maggiore popolarità.

Millie Bobby Brown in Godzilla

6. Il ruolo è stato scritto appositamente pensando a lei. Godzilla II – King of the Monster è stato il film di debutto per la Brown, dove interpreta Madison Russell. In fase di lavorazione il team di ha basato il volto del personaggio proprio su quello dell’attrice, ben prima che questa fosse poi effettivamente scelta. Secondo il regista Michael Dougherty, “Ci siamo così abituati a vedere la sua faccia che abbiamo semplicemente detto: ‘Beh… perché non le facciamo l’offerta?‘”. Una volta ricevuta questa, la Brown è stata lieta di accettare il ruolo.

Florence by Mills: il brand di Millie Bobby Brown cresce nel 2025

7. Ha ideato una linea di cosmetici. Oltre alla carriera di attrice, Millie Bobby Brown ha saputo costruire un vero e proprio impero imprenditoriale con il suo brand di cosmetici Florence by Mills, lanciato nel 2019 e oggi tra i marchi più amati della Generazione Z. Il brand, ispirato ai valori di autenticità e autoaccettazione, prende il nome dalla bisnonna dell’attrice e promuove una bellezza naturale, inclusiva e accessibile.

Nel 2025, Florence by Mills continua la sua espansione internazionale, con nuove linee dedicate alla cura della pelle e dei capelli, packaging sostenibili e collaborazioni con influencer e ambasciatori globali. Il marchio è distribuito in oltre 30 paesi e disponibile sia online che in store selezionati, tra cui Sephora e Ulta Beauty.

Millie Bobby Brown segue da vicino ogni fase creativa e comunicativa del brand, partecipando attivamente al design dei prodotti e alle campagne promozionali. Il successo di Florence by Mills conferma la sua immagine di giovane imprenditrice consapevole, capace di coniugare popolarità, etica e responsabilità sociale in un progetto coerente con i valori della sua generazione.

Millie Bobby Brown attrice
L’attrice britannica Millie Bobby Brown. Foto di Image Press Agency via DepositPhotos.com

 

Millie Bobby Brown è su Instagram

8. Ha un account seguitissimo. Come la maggior parte dei suoi colleghi, anche la giovane attrice ha aperto da qualche anno il proprio profilo Instagram, seguito da qualcosa come 47,9 milioni di persone. Il suo profilo è un tripudio di foto che la ritraggono protagonista tra momenti lavorativi e di svago. Seguendola, si potrà dunque rimanere aggiornati su tutte le sue attività, dalla recitazione alla pubblicità, fino ai luoghi da lei visitati e molto altro.

8. Ha diversi haters. Con l’avvento dei social, gli hater si sono scatenati in rete. I classici leoni da tastiera non hanno risparmiato nemmeno la Brown, che si è trovata a dover rispondere a chi la criticava per il fatto, secondo loro, di fare la grande quando, invece, dovrebbe vestirsi e comportarsi come una ragazza della sua età.

Millie Bobby Brown: età e altezza nel 2021

10. Millie Bobby Brown è nata il 19 febbraio del 2004 a Malaga, in Andalucia. L’attrice ha dunque da poco compiuto 21 anni. La sua altezza complessiva corrisponde a 163 centimetri.

Fonti: IMDb, Screenrant, Variety

Millie Bobby Brown si è sentita “come Tom Cruise” nei suoi stunt per Damsel

0

L’attrice Millie Bobby Brown, da oggi su Netflix con Damsel, ha rivelato di aver personalmente eseguito tutti gli stunt previsti per il suo personaggio. “Mi sento come la versione femminile di Tom Cruise“, ha dichiarato durante una recente apparizione al Drew Barrymore Show. “Ho fatto tutte le mie acrobazie dall’inizio alla fine“. L’attrice ha poi chiarito che il suo lavoro d’azione comporta ancora molti nervi saldi.

Ho molta paura di fare le mie acrobazie. Le acrobazie fanno paura“, ha detto Millie Bobby Brown. “Ti viene da pensare: ‘Non sono fisicamente allenata per farlo’“. Nonostante la paura, l’attrice di Stranger Things ha però tenuto gli occhi fissi sull’obiettivo: “Ti viene da pensare: “Faremo davvero, o meglio, farò davvero quell’acrobazia?”“, ha raccontato. “E poi quel giorno ti dicono: “Sì, metti l’imbracatura”“.

La trama e il cast di Damsel

In Damsel una devota damigella accetta di sposare un affascinante principe, per poi scoprire che la famiglia reale vuole offrirla in sacrificio per ripagare un vecchio debito. Intrappolata in una caverna con un drago sputafuoco, dovrà utilizzare astuzia e caparbietà per sopravvivere, dimostrando così di saper benissimo badare a sé stessa, senza l’aiuto di alcun principe.

Damsel è diretto dal regista spagnolo candidato all’Oscar Juan Carlos Fresnadillo, adattato da una sceneggiatura scritta dallo sceneggiatore di La furia dei Titani Dan Mazeau. Oltre a recitare, Millie Bobby Brown è anche produttrice esecutiva attraverso la sua società PCMA Productions insieme a Zack Roth, Chris Castaldi e Mazeau. Anche Joe Roth e Jeff Kirschenbaum si sono uniti al progetto come produttori. Il film è disponibile su Netflix dall’8 marzo.

Millie Bobby Brown sceglie Tom Hooper per il film Netflix tratto dal suo romanzo

0

Nineteen Steps compie un passo decisivo: Millie Bobby Brown ha scelto Tom Hooper per dirigere l’adattamento del suo romanzo bestseller, segnando un’accelerazione concreta per uno dei progetti più personali della star. Il film, ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, nasce da una storia ispirata direttamente alla famiglia dell’attrice, che punta anche a interpretarne la protagonista.

La sceneggiatura sarà firmata da Anthony McCarten, già autore di titoli come Bohemian Rhapsody e The Theory of Everything. Il progetto è prodotto per Netflix e si basa sull’omonimo romanzo scritto da Brown insieme a Kathleen McGurl, che racconta la vita di una giovane donna nella Londra devastata dalla guerra, con al centro il tragico evento reale del disastro di Bethnal Green (fonte: Deadline).

La scelta di Hooper non è casuale: il regista premio Oscar per Il discorso del Re ha costruito la sua carriera su drammi storici ad alta intensità emotiva. Il suo coinvolgimento suggerisce che “Nineteen Steps” punterà su un racconto classico, centrato sui personaggi e sulla ricostruzione d’epoca, più che su una spettacolarizzazione bellica.

Dal romanzo personale al cinema: il progetto più ambizioso di Millie Bobby Brown

Con Nineteen Steps, Millie Bobby Brown compie un passaggio significativo nella sua carriera: da interprete di franchise globali a creatrice di contenuti originali. Dopo il successo di Stranger Things e della saga di Enola Holmes, questo progetto rappresenta un tentativo di affermarsi anche come autrice e produttrice.

La storia, incentrata su Nellie Morris, si distingue per un approccio più intimo rispetto ai classici film di guerra: invece di raccontare il conflitto sul campo, si concentra sulle conseguenze civili, tra bombardamenti, privazioni e traumi collettivi. L’inclusione del disastro della metropolitana di Bethnal Green — uno degli episodi più tragici della guerra in Gran Bretagna — conferisce al film una base storica forte e potenzialmente devastante sul piano emotivo.

La combinazione tra la sensibilità autoriale di Brown e lo stile rigoroso di Tom Hooper potrebbe però rivelarsi un’arma a doppio taglio: da un lato garantisce solidità narrativa, dall’altro rischia di appesantire un racconto che nasce da un impulso personale. La sfida sarà trovare un equilibrio tra autenticità emotiva e costruzione cinematografica.

Se riuscirà in questo intento, Nineteen Steps potrebbe rappresentare un punto di svolta non solo per Brown, ma anche per Netflix nel campo dei drammi storici di prestigio.