La star di Stranger Things, Millie Bobby Brown, è stata
scelta dalla Legendary Pictures per interpretare
Enola Holmes, sorella quattordicenne di
Sherlock Holmes.
A dare la notizia è Deadline che riporta le
prime novità in merito all’ennesimo progetto basato sui personaggi
di Sir. Arthur Conan Doyle. Questa volta però la
fonte principale del film saranno i sei romanzi Young Adult firmati
da Nancy Springer, che hanno come
protagonista proprio la piccolina di casa Holmes.
La giovane Millie
produrrà il film sotto il marchio della sua PCMA
Productions.
I programmi sono quelli di dare il
via a un franchise, forti del grande appeal della famiglia Holmes
sul pubblico e del nome della Brown, molto amata dai fan della
serie Netflix, che hanno applaudito anche la
seconda stagione.
Nell’episodio della serie
BBC Sherlock, con Benedict Cumberbatch e
Martin Freeman, abbiamo visto Eurus
Holmes, sorella minore di Sherlock e Mycroft, interpretata da
Sian Brooke. Adesso però il personaggio assumerà
dei tratti completamente diversi.
Intanto Millie Bobby
Brown ha un immediato futuro molto impegnato. Mentre è già
trai protagonisti di Godzilla King of Monsters, la vedremo
probabilmente anche in Le Cronache di Narnia: la Sedia
d’Argento e, ovviamente, nella terza stagione di
Stranger Things, in cui torna a interpretare
Eleven/Jane.
Millie Bobby Brown ha confessato di non aver
mai visto un film di Harry Potter o di Star Wars, né tantomeno un cinecomic Marvel o DC. La giovane attrice ha raggiunto la fama
mondiale grazie al ruolo di Undici nell’acclamata serie
Stranger Things prodotta da Netflix. Il suo personaggio ha raggiunto in breve
tempo un successo incredibile, al pari dello stesso show, diventato
uno dei preferiti dei fan.
Il cast di Stranger Things è attualmente al lavoro sulla quarta
stagione della serie, che dovrebbe debuttare nel 2022. Nel
frattempo Brown ha recitato in diversi film di successo, tra cui
Godzilla II: King of the Monsters (ritroveremo
il suo personaggio anche nell’atteso
Godzilla vs. Kong) ed Enola Holmes, film incentrato sulla sorella
minore del celebre investigatore.
Ora, in una recente intervista con
MTV News, Millie Bobby Brown ha amesso di non aver mai
visto uno dei capitoli delle saghe di Harry Potter o Star Wars, né tantomeno un cinecomic Marvel o DC, generando costernazione tra i suoi più
cari amici. L’attrice ha spiegato di preferire, da spettatrice, le
commedie romantiche ai grandi blockbuster di successo. Proprio
perché il suo lavoro l’ha portata ad essere protagonista di quel
tipo di universo, ha spiegato che preferisce guardare “cose più
aderenti alla realtà”.
“Non ho mai visto un film
Marvel. Non ho mai visto un film
DC. È una notizia, lo so!”, ha dichiarato l’attrice. “Non
sono propriamente il mio genere, ma sarei comunque aperta ad una
possibile visione. La verità è che quando scelgo di guardare un
film, non penso mai a quel tipo di prodotto. Preferisco le storie
romantiche, come Le pagine della nostra vita. Non impazzisco per i
grande blockbuster, forse perché faccio già parte di quel mondo in
quanto attrice. Ho già a che fare con quel genere di cose per
lavoro, quindi preferisco vedere qualcosa che somigli più alla
realtà. Non ho neanche mai visto Harry Potter o Star
Wars. Ogni volta i miei amici mi guardano e mi chiedono: ‘Com’è
possibile?’. E io rispondo semplicemente: ‘Non lo so’.”
Millie Bobby Brown sarà la
protagonista di The Thing About Jellyfish,
adattamento cinematografico del romanzo young adult scritto da
Ali Benjamin e pubblicato nel 2015 che vedrà alla
regia Wanuri Kahiu (qui al suo debutto in un
lungometraggio) e alla sceneggiatura Molly Smith
Metzler (Shameless, Orange is the new black,
Casual).
La storia originale riprende il
tradizionale percorso di crescita e consapevolezza di sé di
un’adolescente, Suzy, nel suo coming of age mentre si
appresta a frequentare le scuole medie. Ma quando il suo ex
migliore amico muore annegato, la ragazza non riesce a credere alla
casualità degli eventi ed è convinta che la vera ragione di questa
tragedia si nasconde dietro l’attacco di una misteriosa medusa.
Stretta nel suo straziante dolore,
Suzy preferirà nascondersi nel silenzioso mondo della sua
immaginazione iniziando a mettere in piedi un piano di evidenze per
dimostrare la sua teoria. E il libro di Benjamin, a cui il film si
ispira, segue proprio il viaggio della protagonista in questa
scoperta delle idee di vita e di morte, della fragilità delle
amicizie e della speranza che possiamo trovare nella porta
accanto.
Tra i produttori di The
Thing About Jellyfish figurano anche Reese Witherspoon e Bruna
Papandrea.
Vi ricordiamo che l’attrice tornerà
presto al cinema con Godzilla: King of
the Monsters (dal 31 maggio in sala) al fianco di
Vera Farmiga, blockbuster diretto da
Michael Dougherty che vede nel
cast Bradley Whitford, Thomas Middleditch, O’Shea
Jackson Jr., Ken
Watanabe e Sally Hawkins.
In estate invece sarà la volta della
terza attesa stagione di Stranger Things, serie originale
Netflix ideata dai fratelli Matt e Ross Duffer in
arrivo sulla piattaforma streaming il 4 Luglio 2019 con i nuovi
episodi. Insieme alla Brown ci saranno, ovviamente, Wynona
Rider, David Harbour, Finn Wolfhard, Gaten
Matarazzo, Caleb McLaughlin,
Noah
Schnapp, Charlie Heaton e Natalia
Dyer.
Con il suo ruolo di Undici nella
serie di successo Stranger Things che volge al termine
entro la fine dell’anno, Millie Bobby Brown sembra aver già trovato il
suo prossimo grande personaggio da interpretare. Deadline riporta
che la candidata all’Emmy è in trattative finali per interpretare
l’olimpionica Kerri Strug nel film
Perfect.Gia Coppola si occuperà
della regia e, sebbene l’accordo non sia ancora stato concluso,
alcune fonti affermano che Netflix è in trattative per aggiudicarsi il film.
Ronnie Sandahl sta
scrivendo la sceneggiatura e Millie Bobby Brown sta producendo con la sua
PMCA. I principali produttori sono Nik Bower per Riverstone
Pictures e Thomas Benski per Magna Studios.
Con la storia di Strug, Brown ha
l’opportunità di affrontare non solo una delle più grandi storie
olimpiche di tutti i tempi, ma anche una delle più grandi storie
sportive della sua epoca. Membro della squadra di ginnastica
americana del 1996 soprannominata “i Magnifici Sette”, Strug ha
avuto un ruolo fondamentale nella conquista dell’oro dopo aver
eseguito il salto con una caviglia gravemente infortunata.
L’immagine di lei che atterra perfettamente e poi vede la caviglia
cedere ed essere portata via dal tappeto dal suo allenatore è
ancora considerata uno dei momenti più memorabili nella storia
delle Olimpiadi. Alcune fonti affermano che il film dovrebbe essere
girato la prossima primavera.
Fin dal suo ruolo di svolta nella
prima stagione di Stranger Things, Millie Bobby Brown ha scelto i suoi
progetti con attenzione, facendo scelte talvolta ottime, tra queste
il suo franchise di grande successo Enola Holmes,
il cui terzo film dovrebbe uscire a breve e sempre sotto l’ombrello
di Netflix. Con questo progetto, ha la sua prima grande occasione
di cimentarsi in qualcosa che potrebbe essere un successo per il
pubblico dei premi, simile a quando Margot Robbie interpretava Tonya
Harding in Tonya.
Il prossimo impegno per
Millie Bobby Brown è l’ultima
stagione di Stranger Things, che Netflix
distribuirà in tre volumi, con la prima serie di episodi in uscita
durante il weekend del Ringraziamento e l’episodio finale a
Capodanno. Ha anche recitato in Enola Holmes 3 e
sta per iniziare le riprese del film Netflix Just Picture
It con Gabriel LaBelle.
Il film d’esordio di Coppola alla
regia, Palo Alto, è stato presentato in anteprima
ai festival di Telluride, Venezia e Toronto prima della sua uscita
al Tribeca Film Festival del 2014. Ha diretto e co-sceneggiato
Mainstream, presentato in anteprima mondiale alla
Mostra del Cinema di Venezia del 2020 e proiettato ai festival di
Telluride e Toronto. Il suo ultimo film, The Last
Showgirl, vede protagonisti Pamela Anderson, Jamie
Lee Curits e Dave Bautista, e ha fatto
ottenere ad Anderson una nomination ai Golden Globe come migliore
attrice in un film drammatico.
X-23 è senza dubbio una delle parti
migliori di Logan, con Hugh Jackman, ma l’attrice che la
interpreta poteva essere molto diversa. Durante una puntata di
Actors on Actors di Variety, Millie Bobby Brown, star di
Stranger Things, ha dichiarato di
aver sostenuto il provino per la parte di Laura.
Il ruolo di Laura è poi andato a
Dafne Keen che ha offerto al pubblico un
ritratto emozionante e magnetico della piccola mutante, “figlia” di
Wolverine.
La carriera di Millie
Bobby Brown è decisamente in ascesa. Dopo la travolgente
partecipazione alla prima stagione dello show Netflix, Millie tornera a essere Undici nella seconda
stagione e ha in programma anche Godzilla King of Monster, in cui reciterà al fianco
di Vera Farmiga.
Millie Bobby Brown ha finalmente commentato
apertamente del destino del suo personaggio,
Undici, nel
finale di Stranger Things. La
serie/fenomeno si è conclusa in modo epico, la gang di protagonisti
ha finalmente sconfitto Vecna
ed è andata avanti con le proprie vite. Undici, nel frattempo, si
è sacrificata, lasciando sia i personaggi che i fan sbalorditi.
Brown ha detto a
Tudum che il fatto che Undici sia rimasta indietro
e si sia sacrificata è stato “bellissimo e catartico“,
soprattutto perché significava che non avrebbe più sofferto o
provato dolore. In effetti, l’attrice voleva che la trama del suo
personaggio finisse in questo modo. “Penso solo che sia
incredibilmente importante che tutto finisca per lei, che la
sofferenza e il dolore finiscano.”
L’intera serie ha condotto i fan a
quel momento inevitabile, ogni personaggio ha contribuito in modo
significativo all’obiettivo finale di sconfiggere Vecna/Henry
Creel, secondo il co-creatore di Stranger ThingsMatt
Duffer, che ha aggiunto che “ogni personaggio ha
un’abilità speciale, ed è in grado di sfruttarla in questo scontro
finale”.
“Ognuno contribuisce in modo
significativo… in questo senso, sembra anche molto simile al climax
di una campagna di Dungeons & Dragons, dove ogni personaggio ha
un’abilità speciale, ed è in grado di sfruttarla in questo scontro
finale”.
Undici ha avuto un ruolo importante
in quello scontro, ovviamente, e ha scelto di pensare al bene
superiore, avvenuta subito dopo aver contribuito a sconfiggere
Vecna una volta per tutte.
Sebbene Vecna non sia
sopravvissuto, il finale ha lasciato alcune cose in sospeso, tra
cui la vera morte di Undici. Nell’ultima scena, Mike racconta la
sua storia: Undici sarebbe ancora viva, grazie a un atto eroico di
Kali. Millie Bobby Brown ha apprezzato la speranza
che quella scena lascia trapelare, perché dimostra che “tutto
ha uno scopo, e tutto esiste per una ragione.”
Se la teoria di Mike è vera, allora
dimostra anche che i poteri di Kali avevano uno scopo molto più
grande di quanto Stranger Things fosse
mai stato in grado di mostrare prima di quel momento. “Adoro
quel finale, che ci sia uno scopo più grande nei poteri di Kali.
Tutto ha uno scopo, e tutto esiste per una ragione.”
Netflix ha diffuso il nuovo reel dei titoli
originali che vedremo nel 2023, e tra questi spicca
Damsel, il film che la piattaforma ha prodotto in
contributo alla costruzione della carriera di Millie Bobby Brown, che ne è la
protagonista.
La prima foto del film mostra
l’attrice, conosciuta al mondo per il ruolo di Undici in Stranger Things, nei panni di
Elodie, una principessa che accetta di sposare
l’affascinante principe Henry prima di rendersi conto che la sua
famiglia reale l’ha reclutata come sacrificio a un drago per
ripagare un antico debito. Quando diventa chiaro che nessun
cavaliere in armatura scintillante verrà a salvarla, Elodie decide
di prendere in mano la situazione e uccidere lei stessa la bestia
sputa fuoco.
Non abbiamo ancora un trailer, ma il
look di Brown, il cast del film, che comprende Angela Bassett e Robin Wright, e la storia fanno pensare a un
fantasy action e divertente. Di seguito, l’immagine:
After being sacrificed to a bloodthirsty
dragon, a young damsel soon realizes that no one is coming and that
she must save herself.
Le ultime due incarnazioni di
Sherlock Holmes, tra cinema e tv, sono state quelle di
Robert Downey Jr. per la Warner
Bros, nei film diretti da Guy Ritchie, e di
Benedict Cumberbatch, per la
BBC, nell’adattamento seriale che lo ha visto al fianco di
Martin Freeman / John Watson. Di
seguito le immagini dal film in cui compaiono anche Claflin e
Cavill:
1 di 3
Il film sarà ambientato nel 1880 e
seguirà la giovane Enola che parte da sola alla volta di Londra in
cerca di sua madre, scomparsa misteriosamente nel giorno del suo
16esimo compleanno. Durante il suo viaggio, Enola si troverà al
centro di una grande cospirazione che potrebbe avere gravi
conseguenze sul corso della politica e della sua storia.
La fonte principale del film saranno
i sei romanzi Young Adult della serie “The
Enola Holmes Mysteries” firmati da Nancy
Springer, che hanno come protagonista proprio la piccolina
di casa Holmes. Il film sarà diretto da Harry Bradbeer (Fleabag,
Killing Eve) e sceneggiato da Jack Thorne. Nel
cast figurano anche Henry Cavill (nei panni di Sherlock Holmes) e
Helena Bonham Carter (in quelli della madre di
Enola).
Enola Holmes segnerà la seconda
esperienza cinematografica di Millie Bobby Brown. La giovane attrice ha
debuttato sul grande schermo lo scorso anno in Godzilla II – King of the Monsters, film di
Michael Dougherty e sequel del film del 2014 Godzilla.
Netflix ha diffuso il primo teaser ufficiale di
Enola Holmes, il nuovo film che sarà distribuito
dalla piattaforma a settembre, con protagonista Millie Bobby Brown (Stranger Things) nei panni della
sorella minore di Sherlock Holmes. Nel cast del film, oltre a
Brown, anche Henry Cavill, Sam
Claflin e Helena Bonham Carter nei panni della nuova
famiglia Holmes.
Le ultime due incarnazioni di
Sherlock Holmes, tra cinema e tv, sono state quelle di
Robert Downey Jr. per la Warner
Bros, nei film diretti da Guy Ritchie, e di
Benedict Cumberbatch, per la
BBC, nell’adattamento seriale che lo ha visto al fianco di
Martin Freeman / John Watson.
Il film sarà ambientato nel 1880 e
seguirà la giovane Enola che parte da sola alla volta di Londra in
cerca di sua madre, scomparsa misteriosamente nel giorno del suo
16esimo compleanno. Durante il suo viaggio, Enola si troverà al
centro di una grande cospirazione che potrebbe avere gravi
conseguenze sul corso della politica e della sua storia.
La fonte principale del film saranno
i sei romanzi Young Adult della serie “The
Enola Holmes Mysteries” firmati da Nancy
Springer, che hanno come protagonista proprio la piccolina
di casa Holmes. Il film sarà diretto da Harry Bradbeer (Fleabag,
Killing Eve) e sceneggiato da Jack Thorne. Nel
cast figurano anche Henry Cavill (nei panni di Sherlock Holmes) e
Helena Bonham Carter (in quelli della madre di
Enola).
Enola Holmes segnerà la seconda
esperienza cinematografica di Millie Bobby Brown. La giovane attrice ha
debuttato sul grande schermo lo scorso anno in Godzilla II – King of the Monsters, film di
Michael Dougherty e sequel del film del 2014 Godzilla.
L’abbiamo amata tutti nel ruolo di
Undici in Stranger Things, ma adesso
Millie Bobby Brown vuole fare
qualosa di diverso. La giovane attrice che al momento è impegnata
con la seconda stagione della serie Netflix e con un
tour di convention negli Usa, ha dichiarato al Rhode Island
Comic-Con che le piacerebbe essere una giovane principessa
Leia nel Franchise di Star
Wars. L’idea non è poi troppo assurda, visto che è in
produzione uno spin off su Han Solo che racconterà la giovinezza
del personaggio di Harrison Ford, per cui perché non puntare anche
sull’adolescenza di Leia?
Millie Bobby Brown
vuole essere la giovane Principessa Leia
Ecco cosa ha detto Millie
Bobby Brown: “Mi piacerebbe recitare in Star Wars come
giovane Principessa Leia. Amerei fare qualcosa di radicalmente
diverso da Undici o Madison (il suo personaggio nella serie di BBC
America Intruders).”
Secondo il report la giovane
attrice, al momento impegnata nella seconda stagione dello show
Netflix, sarà la protagonista, anche se non sono
stati rivelati ancora ulteriori dettagli sul personaggio.
Millie Bobby Brown
di Stranger Things nel sequel di
Godzilla
Al timone del film è stato da poco
annunciato Michael Dougherty, regista di
Krampus, a seguito dell’abbandono di
Gareth Edwards. A produrre il film ci sono sempre
Warner Bros e Legendary, che sono anche impegnate insieme nello
sviluppo di Godzilla Vs Kong, previsto
per il 20 maggio 2020.
Il film che dovrebbe intitolarsi
Godzilla: King of Monsters vede quindi la giovane
Millie Bobby Brown protagonista, solo 12 anni,
mentre ancora incerti sono tutti gli altri dettagli.
Stranger
Things sta volgendo al termine e molti temono che la
serie Netflix possa cadere vittima della maledizione dei
finali deludenti delle serie TV.
In un’intervista con ScreenRant, Millie Bobby Brown, Noah
Schnapp e Shawn Levy hanno parlato dell’attesissimo finale. La
Brown ha dichiarato: “Ho molte domande e dopo l’ultima
lettura del copione ho trovato le risposte a tutte. Quindi, penso
di essere davvero entusiasta che il pubblico possa
vederlo“. Il regista e produttore esecutivo Levy ha
aggiunto:
”Ci sono così tante
domande senza risposta, ma per fortuna abbiamo degli showrunner
creativi che hanno davvero a cuore la soddisfazione del pubblico e
non lasciano domande fondamentali senza risposta. Perché le serie
che lo hanno fatto, come sappiamo, possono lasciarci insoddisfatti
in un modo che non dimenticheremo mai. Ma un finale fantastico, un
gran finale? Anche quello è qualcosa che non dimenticheremo
mai“.
Schnapp, noto per aver interpretato
Will Byers, ha dichiarato: ”Ero solo curioso di sapere perché
Will fosse stato rapito e quale fosse il suo legame… Ma vedremo le
risposte.” Brown, nota per aver interpretato Eleven nella serie
fantascientifica di successo, ha chiarito che i fan otterranno le
risposte a tutte le domande che si sono posti.
Sono passati quasi 10 anni da
quando Stranger Things è stato pubblicato su
Netflix. Con tante teorie e domande che circolano, è difficile
scoprire cosa i creatori The Duffer Brothers potrebbero aver
pianificato per gli abitanti di Hawkins, Indiana.
Il personaggio di Schnapp, Will, è
stato al centro della prima stagione e nel trailer della quinta
stagione, così come nei primi cinque minuti della stagione finale,
viene mostrato mentre viene braccato dal principale antagonista
della serie, Vecna/Henry (interpretato da Jamie Campbell Bower). Per
molti non è ancora chiaro perché sia stato preso di mira, ma nella
seconda stagione è stato rivelato che era una “spia” di Vecna.
Eleven è un personaggio
superpotente con poteri telecinetici che può sconfiggere Vecna
grazie alle loro forze simili. Tuttavia, non è chiaro se il
controllo di Vecna su Will possa essere la kryptonite necessaria
per sconfiggere Eleven, così come la sua famiglia e i suoi amici.
Tuttavia, i poteri di Eleven sono cresciuti in modo significativo
dopo essere stata tenuta dal dottor Brenner in una struttura
segreta.
I finali delle serie TV sono
spesso deludenti, poco entusiasmanti e incapaci di affrontare
alcuni dei principali punti di contesa tra i fan. Mentre molti sono
entusiasti di vedere cosa potrebbe accadere nell’episodio finale,
può anche essere scoraggiante chiedersi se questa serie Netflix
sarà un’altra delusione.
Fortunatamente, i suoi protagonisti
e creatori sono entusiasti del finale dei loro personaggi, tra cui
Finn Wolfhard, noto per aver interpretato Mike Wheeler, che ha
dichiarato che “è finita nel miglior modo possibile, per quanto
riguarda il mio personaggio”.
Stranger Things – Stagione 5uscirà su Netflix il 26
novembre, seguito dal Volume 2 il 25 dicembre e dall’episodio
finale in anteprima il 31 dicembre su Netflix e in alcuni cinema
selezionati.
Con l’arrivo di Enola Holmes
3 su Netflix, la serie con protagonista Millie Bobby Brown porterà finalmente la trama
principale a un livello superiore. Con il ritorno della star
britannica nel ruolo della brillante detective per la terza volta,
la trilogia è pronta a concludere uno degli archi narrativi
sviluppati fin dal primo film.
Durante una nuova intervista con
Collider, la Brown ha condiviso un entusiasmante
aggiornamento su Enola Holmes 3. Pur sottolineando di essere
“davvero, davvero entusiasta che la gente lo veda”,
ha aggiunto: “Penso che sarà un’Enola Holmes molto diversa da
quella che avete visto finora”.
Tuttavia, la Brown ha concluso la
sua risposta dicendo: “Avete chiesto romanticismo, quindi vi
daremo romanticismo”. Dato che il finale di Enola Holmes 2 li ha portati ad avvicinarsi, è naturale
che il terzo capitolo li porti ancora più avanti nella loro storia
d’amore.
Enola Holmes 3 è stato
annunciato per la prima volta nel novembre 2024, quando Philip
Barantini è stato scelto per dirigere il terzo capitolo,
sostituendo così Harry Bradbeer, che ha diretto i primi due
film. Jack Thorne, che ha scritto i film precedenti, è stato
richiamato per l’ultimo seguito.
Le riprese principali di Enola
Holmes 3 sono terminate il 27 giugno 2025, con il ritorno di
diversi membri del cast dei precedenti capitoli. Nell’aprile 2025,
Tudum ha annunciato ufficialmente che Henry Cavill, Louis Partridge, Helena Bonham
Carter, Himesh Patel e Sharon Duncan-Brewster sarebbero tornati
rispettivamente nei panni di Sherlock Holmes, Tewkesbury, Eudoria
Holmes, il dottor John Watson e Moriarty.
Sebbene i dettagli della trama
siano ancora segreti, secondo Deadline, in un articolo del 21 novembre 2024, il
terzo film punta a essere più cupo e “un po’ più
adulto”. Secondo le loro fonti, il regista ha proposto
Enola Holmes 3 per fare ciò che Harry Potter e il
prigioniero di Azkaban è riuscito a fare per il franchise della
Warner Bros.
Tudum ha anticipato la trama come
segue: “L’avventura porta la detective Enola Holmes a Malta,
dove i sogni personali e professionali si scontrano in un caso più
intricato e insidioso di qualsiasi altro lei abbia mai affrontato
prima”. Al momento, Netflix non ha ancora comunicato la
data di uscita di Enola Holmes 3.
La star di Stranger Things, Millie Bobby Brown, avrebbe sporto denuncia
per molestie contro il padre sullo schermo, David Harbour. Secondo quanto riportato dal
Daily Mail, Brown avrebbe sporto
denuncia contro Harbour, accusandolo di aver “bullizzato e
molestato” la sua co-protagonista. La fonte afferma:
“Millie Bobby Brown ha sporto denuncia per
molestie e bullismo prima dell’inizio delle riprese dell’ultima
stagione. Ci sono state pagine e pagine di accuse. L’indagine è
andata avanti per mesi.”
La denuncia di molestie, nessuna
delle quali a sfondo sessuale, da parte di una fonte sconosciuta
arriva dopo le accuse di tradimento da parte della moglie separata
di Harbour, Lily Allen. Le accuse di Allen sono
state messe a nudo nel suo ultimo album, West End Girl, che
contiene brani come “Pussy Palace”, che descrivono dettagliatamente
la presunta infedeltà di Harbour durante la loro relazione durata
quattro anni.
La fonte anonima che ha affermato
che è stata presentata la denuncia di molestie ha dichiarato di non
essere sorpresa dal silenzio di Netflix. “Netflix non commenterà mai un’indagine
interna, ma il fatto che non l’abbiano negata la dice lunga.
Stranger Things ha contribuito a rendere
Netflix famosa. Milioni di fan in tutto il mondo attendevano con
ansia il finale. Nessuno vuole che qualcosa distolga l’attenzione
da questo.”
La fonte ha anche affermato che il
momento per le accuse è “sfortunato”, dato che la carriera di
David Harbour sta subendo un duro colpo nel
bel mezzo di una delle uscite più attese di Netflix in arrivo a
breve. La carriera di Harbour ha avuto un’ascesa significativa
grazie al suo ruolo in Stranger Things. Da allora
ha lavorato a progetti Marvel, tra cui Thunderbolts*, ma ha anche recitato in
Violent Night, Gran Turismo e
Black Widow. Apparirà nell’attesissimo
Avengers: Doomsday della Marvel,
riprendendo il ruolo di Red Guardian il prossimo anno.
Il ruolo di Millie Bobby Brown che l’ha fatta conoscere è
stato in Stranger Things, e l’attrice è apparsa in
altri progetti, tra cui Enola Holmes e
Damsel.
Stranger Things – Stagione 5 arriverà in tre
parti:
Ecco
il trailer di Miller’s Girl, il film di
Jade Halley Bartlett con Martin Freeman e Jenna Ortega.La
star di MercoledìJenna Ortega nell’inedito ruolo di femme
fatale insieme a Martin Freeman, amatissimo volto di Bilbo
Baggins nella trilogia de Lo Hobbit e di John
Watson nella serie tv Sherlock.
Miller’s Girl, la
trama
Cairo (Jenna Ortega), una giovane studentessa con uno
spiccato talento per la scrittura, viene notata dal suo insegnante
(Martin Freeman) che le assegna un progetto che
coinvolgerà entrambi in un intreccio sempre più complesso. Mentre i
confini si confondono e le loro vite si intrecciano, il professore
e la sua protetta devono fare i conti con i loro lati più oscuri,
cercando di proteggere se stessi e tutto quello che
hanno di più caro.
Ecco gli splendidi Titoli di testa di Millennium: Uomini che
odiano le donne, il film di David Fincher che tra poco arriverà
nelle sale italiane.
Dal 3 febbraio al cinema. Diretto
da David Fincher, con Daniel Craig e Rooney Mara Le immagini della sequenza di
apertura del film che accompagnano la meravigliosa “Immigrant Song”
di Karen O, Trent Reznor e Atticus Ross.
Mentre un adattamento
cinematografico americano de La Ragazza che Giocava con il
Fuoco, secondo capitolo della trilogia
Millennium di Stieg
Larsson fatica ancora a farsi vedere, continua alla
Sony il lavoro su Quello che non uccide, quarto ideale capitolo,
pubblicato postumo, dell’opera dell’autore svedese e scritto
materialmente da David Lagercrantz. Purtroppo
David Fincher non ritornerà alla
regia del film.
Secondo Variety, la Sony starebbe
adesso adocchiando Fede Álvarez, che nei mesi
scorsi è arrivato al cinema con l’apprezzato horror Man in
the Dark. Inoltre alla sceneggiatura del film dovrebbe
essere stata affidata a Steven Knight, mentre non
si sa se Rooney Mara e Daniel Craig, nei panni di
Lisbeth Salander e Mikael
Blomkvist, torneranno nei ruoli interpretati nel 2011.
Millennium: trovato
il regista per il sequel della Sony
Il progetto si basa non su
La ragazza che giocava con il fuoco,
secondo libro della trilogia di Stieg Larsson, ma
sul quarto, postumo romanzo, Quello che non uccide. Il
romanzo è stato pubblicato in seguito alla morte improvvisa
dell’autore e consta di 200 pagine dattiloscritte che avrebbero poi
completato quello che, nelle intenzioni, doveva essere una storia
in dieci capitoli.
Scott Rudin e
Amy Pascal tornano a produrre il film.
L’adattamento americano di
Uomini che Odiano le Donne
(Millennium) è rimasto a lungo orfano di un
seguito, fino a che la Sony non ha affidato a
Steven Knight la sceneggiatura tratta da
Quello che non uccide, quarto libro della saga
scritta da Stieg Larsson, firmato però da
David Lagercrantz. Il romanzo non è un sequel del
primo volume della trilogia ufficiale, ma vede protagonisti gli
stessi personaggi, che a Hollywood hanno avuto il volto di Daniel Craig e Rooney Mara per David
Fincher.
Quello che non
uccide sarà un sequel di Millennium
Ora, parlando con
Collider, lo sceneggiatore Knight rivela che il
film in produzione sarà un sequel di Millennium:
“Una commissione e un originale sono due cose diverse, ed
entrambi i lavori hanno vizi e virtù. Una commissione è un’opera
più cllaborativa, intanto che prima costruisce in collaborazione la
storia che pensi si debba raccontare, e poi la scrivi. A quel punto
ci sono note, cambi, in un lavoro convenzionale per uno Studio. È
divertente da fare per via dei personaggi. Con Quello che non
Uccide, la ragazza è effettivament eil centro del racconto. È
lei, non Blomkvist (…) non può essere altro che un sequel, anche se
un paio di libri sono stati saltati, quindi è anche qualcosa di
differente, in quel senso. Si basa su personaggi davvero forti e
allo stesso tempo ti spinge a pensare, come lo giustifichi (il
fatto che siano saltati due libri di storia in mezzo)? È alquanto
differente.”
Confermato il regista del sequel di
Millennium
Intanto, via ComingSoon.net, sappiamo che Fede
Alvarez, regista di Man in the Dark, ha
ufficialmente assunto la regia del progetto. Ma non sappiamo ancora
se i protagonisti del film di Fincher torneranno
nei ruoli dei protagonisti della storia. Mentre Daniel Craig non si è espresso in
merito, diverse volte Rooney Mara ha chiarito che le sarebbe
piaciuto tornare nei panni di Lisbeth Salander
(ruolo che le ha consegnato la prima nomination agli
Oscar), ma che non sapeva nulla di un eventuale
continuazione del progetto. Chissà cosa ne pensa ora!
Vi terremo aggiornati.
Millennium – Quello che non uccide,
recensione del film con Claire
Foy
La Sony sperava
che Millennium – Uomini che odiano le
donne diretto da David Fincher
esplodesse al botteghino, ma ciò non è accaduto, pur avendo
guadagnato 232 milioni su un investimento di 90. Ora la casa di
produzione sarebbe intenzionata a produrre un secondo film che
condensi al suo interno La ragazza che giocava col
fuoco e La regina dei castelli di
carta, secondo e terzo capitolo della trilogia
letteraria scritta dallo svedese Stieg Larsson che
nel mondo ha venduto più di 100 milioni di copie.
Il motivo è presto detto: a
settembre è prevista l’uscita dell’atteso quarto romanzo scritto da
David Lagercrantz intitolato The Girl
in the Spider’s Web e la Sony, di
cui detiene i diritti cinematografici, sperando in un rilancio,
potrebbe addirittura non fermarsi a un secondo film, ma realizzare
da zero una nuova trilogia cinematografica.
Secondo alcune voci, la produttrice
Amy Pascal non sarebbe d’accordo con il ritorno
nel film di Rooney Mara e Daniel Craig, e neanche di
David Fincher, che sarebbe fuori dai giochi. La
partita è aperta, e voi su chi scommettereste?
Arriva conferma da
Deadline, che nonostante la MGM
sia andata in perdita con il primo capitolo della trilogia di
Millennium diretto da David Fincher, la casa è pronta ad entrare in
trattative con la Sony, che ne detiene il restante dei diritti, per
parlare di un possibile sequel.
Uscito ormai nel lontano 2011,
Millennium di David Fincher, remake del film
svedese Uomini che odiano le donne e
secondo adattamento cinematografico del romanzo di Stieg Larsson, è
stato un successo non solo di critica ma anche di pubblico. La
pellicola ha anche permesso alla protagonista, Rooney Mara, di ottenere la sua prima
nomination agli Oscar (la seconda è arrivata quest’anno per
Carol di Todd
Haynes).
Sono anni ormai che si parla di un
possibile sequel del film, con la stessa Mara che aveva più volte
dichiarato che in realtà il progetto non avrebbe mai visto la luce.
Le ultime indiscrezioni in ordine di tempo a proposito del futuro
del franchise risalgono all’autunno del 2015, quando la Sony
Pictures sembrava intenzionata ad adattare per il grande schermo
Quello che non uccide (The Girl
in the Spider’s Web), il seguito della trilogia
letteraria Millennium, con l’idea di affidare la
sceneggiatura a Steven Knight e di coinvolgere il cast del film di
Fincher.
Oggi, però, in una nuova intervista
con Screen Daily, Rooney Mara è tornata nuovamente sulla
questione, spegnendo qualsiasi tipo di speranza e dichiarando che
ormai crede più nell’effettiva realizzazione di un seguito.
L’attrice ha ribadito: “Sì, io
sarei ancora aperta all’idea, ma non ho più alcuna
speranza.”
Ricordiamo che tra le varie
indiscrezioni emerse nel corso di questi anni (anche in seguito al
celebre Sony Leak), c’era anche la volontà da parte della major di
adattare per il cinema La ragazza che giocava con il
fuoco e La regina dei castelli
di carta, ossia i sequel diretti di Uomini che
odiano le donne.
Sembra però che il futuro della saga
sia ancora avvolto nel mistero. Voi cosa ne pensate?
Millennium è tratto dalla
trilogia di romanzi di Stieg Larsson, che hanno venduto oltre 8
milioni di copie in tutto il mondo. Larsson non è vissuto
abbastanza per vedere il successo del suo lavoro, essendo morto
all’improvviso nel 2004, poco dopo aver consegnato il manoscritto
all’editore svedese. La morte avviene per un malore accusato dopo
aver fatto a piedi quattro piani di scale in un edificio senza
ascensore.
Il sito ufficiale di
Star
Wars ha una sezione dedicata alla creatività dei fan,
e in questa sezione si può notare una serie di immagini che
raffigurano una ricostruzione del Millennium
Falcon, lungo 1,80 metri e largo 1,50. Una perfetta
riproduzione in legno del velivolo più famoso della
galassia: [nggallery id=3170]
A creare questa meraviglia di
artigianato è stato Martin Creaney, ex falegname,
che ha dedicato al lavoro oltre 15 mesi. Adesso la struttura, che
lui chiama “enorme maledetta mostruosità”, è esposta in Australia,
nella sua casa.
Il progetto iniziale era quello di
costruire come oggetto ornamentale da apporre sul tetto, come se
avesse avuto il Falcon conficcato nella casa, ma vista l’opera in
fieri, ha poi deciso di realizzare l’astronave completamente.
L’ultima volta che abbiamo visto
il Falcon al cinema, è stato in Star Wars: Il Risveglio
della Forza, ma lo rivedremo sia ne Gli Ultimi
Jedi, che nel film dedicato ad Han Solo,
in cui forse scopriremo qualche dettaglio in più in merito alla sua
provenienza.
La sinossi: “In Star
Wars Gli Ultimi Jedi della Lucasfilm, la saga Skywalker continua
quando gli eroi de Il Risveglio della Forza si uniscono alle
leggende della galassia in un’epica avventura che svelerà i misteri
della Forza e le scioccanti rivelazioni del passato risalenti
all’Era antica. Star Wars Gli Ultimi Jedi arriverà nei cinema
USA il 15 dicembre 2017.”
Il film sarà
diretto da Rian Johnson e arriverà al
cinema il 15 dicembre 2017. Il film racconterà le vicende
immediatamente successive a Il Risveglio della
Forza.
Durate
lo Star Conan Wars, Harrison Ford che era ospite insieme a
JJ Abrams ha distrutti il Millennium Falcon realizzato con
LEGO. Il pezzo era il fiore all’occhiello di Jordan
Schlansky, super fan di Star
Wars. Il Millennium distrutto da Harrison
Ford aveva richiesto 60 ore di lavorazione e aveva un
valore di 5 mila $.
L’attore in un siparietto davvero
comico, ha distrutto il pezzo in circa 12 secondi esatti e
inutile dirvi che la cosa ha generato molta ilarità da come potete
giudicare dal video:
Da oggi, martedì 29 dicembre,
arriva in edicola il primo numero della nuova collezione De
Agostini Publishing che permetterà agli appassionati di
tutte le età di costruire il proprio Millennium
Falcon, la leggendaria astronave di Han Solo che è tornata
al cinema con Star
Wars il Risveglio della Forza.
La serie si chiama “Costruisci
il tuo Millennium Falcon” e vi permetterà di ricostruire
un’esatta copia (scala 1:1 con il modello) del velivolo che
George Lucas ha usato per le riprese de
L’Impero Colpisce Ancora.
Fedele all’originale in ogni minimo
particolare, con tanto di parti mobili e pannelli superiori
removibili, che rivelano la cura con cui sono stati riprodotti
anche gli interni dell’“ammasso di ferraglia più veloce
dell’universo” il Millennium Falcon di De Agostini
Publishing promette di appassionare tutti i modellisti fan della
saga.
Dopo aver raggiunto le
edicole di Francia e Regno Unito
e negli States, dove invece è stato distribuito
online grazie alla piattaforma
ModelSpace,Costruisci
il tuo Millennium Falcon è una collana che i fan italiani di
Star Wars attendevano con ansia.
Una possibilità molto utile e
comoda per tutti i fan italiani è quella di abbonarsi all’opera,
direttamente sul sito ufficiale di De
Agostini Publishing.
La collezione è composta da 100
uscite. In ognuna, oltre ai componenti del modello e alla guida al
montaggio, un dossier che esplora l’universo di Guerre Stellari,
ricco di informazioni, immagini, mappe e schemi riassuntivi che
daranno di entrare davvero nel mondo di Star
Wars.
I fascicoli infatti svelano tutti i
segreti e le curiosità della saga più amata di tutti i tempi: la
storia del Millennium Falcon e dei suoi molti proprietari, le
caratteristiche delle altre astronavi della galassia, i pianeti, le
razze aliene che affollano l’universo fantastico creato dal genio
di George Lucas e tanto altro ancora. Come le
tecniche con cui scenografi, registi e troupe hanno ottenuto, nel
corso di tutti questi anni, gli effetti di realismo e precisione
che hanno stregato il cuore e l’occhio di tutti i fan. Infine, le
istruzioni dettagliate per l’assemblaggio del modello, che
renderanno la costruzione facile anche per i non esperti. Ma non è
finita qui perché sul sito dedicato saranno inoltre disponibili dei
video di montaggio che renderanno ancora più semplice e immediato
la costruzione del Millenium Falcon.
Per chi vuole comprarlo in edicola,
la data da ricordare è il 29 dicembre, quando la prima uscita vedrà
la luce allegata a tre magazine Mondadori: TV Sorrisi e Canzoni, Panorama e
Focus, al prezzo promozionale di € 3.99 da aggiungere
al costo della rivista. Le uscite successive, distribuite nello
stesso modo, saranno disponibili al prezzo di € 12.99.
La vincitrice di Golden Globe e
Emmy
Claire Foy dà vita all’iconico ruolo di Lisbeth
Salander nel nuovo emozionante capitolo del
franchise Millennium – Quello che non
uccide, in arrivo a partire dal 6 marzo 2019 nei
formati Dvd, Blu-ray, 4K Ultra HD e Digital HD con Universal
Pictures Home Entertainment Italia.
Il regista Fede
Álvarez (Evil
Dead,
Man in the dark) dà al film un’incredibile dose di
tensione e suspense, tratto dal quarto libro dell’acclamata saga di
Millennium, per creare un’emozionante esperienza cinematografica.
Millennium – Quello che non uccide include nel cast
anche Sverrir Gudnason (Borg vs. McEnroe), Lakeith Stanfield
(Scappa
– Get Out; Sorry to Bother You, la serie tv
Atlanta), Sylvia Hoeks (Blade
Runner 2049) e Stephen Merchant (Logan; Hot
Fuzz).
Le edizioni Dvd, Blu-ray e 4K Ultra
HD di Millennium – Quello che non uccide svelano i
misteri del dietro le quinte con il commento al film da parte del
regista Fede Álvarez e dello sceneggiatore Jay Basu, ben otto scene
eliminate con commento e quattro featurette – Tutto sulle scene
pericolose, Claire Foy: come sono diventata Lisbeth, I segreti
delle sorelle Salander e La creazione di un mondo: il making
of.
Da macchine a guida automatica alla
guida di una motocicletta su un lago ghiacciato, Tutto sulle
scene pericolose mostra nei dettagli i momenti più ricchi
d’azione del film, analizzandoli passo a passo mostrando gli
storyboard, le prove e molto di più. In Claire Foy: come sono
diventata Lisbeth, la premiata attrice ci parla a fondo e in
maniera intima di ciò che per lei significa il personaggio di
Lisbeth e ciò che le ha dato in questo film. Sotto la guida di
Claire Foy, Sylvia Hoeks e Fede Alvarez, I segreti delle sorelle
Salander approfondisce il rapporto complesso e affascinante tra
Lisbeth e Camilla, e come è stato portato sullo schermo. In ultimo,
La creazione di un mondo: il making of mostra come il libro
è stato adattato per realizzare il film e come il mondo cupo e
grezzo è stato scomposto in modo tale che i personaggi potessero
rimanere fedeli al libro.
Claire Foy (The
Crown) è la protagonista della nuova storia della saga di
Uomini che odiano le donne nei panni di Lisbeth Salander,
l’abile vigilante dell’acclamata saga di libri di
Millennium. Salander e il giornalista Mikael Blomkvist si
trovano intrappolati in una rete di spie, cybercriminali e
ufficiali governativi corrotti, mentre tentano di recuperare un
pericoloso programma capace di portare alla distruzione globale,
tenuto in pugno da figure misteriose legate al passato di
Lisbeth.
Diretto da Fede Álvarez e
sceneggiato da Jay Basu & Fede Álvarez e Steven Knight,
Millennium – Quello che non uccide è tratto dal
romanzo scritto da David Lagercrantz. Il film è prodotto da Scott
Rudin, Eli Bush, Ole Søndberg, Soren Stærmose, Berna Levin, Amy
Pascal e Elizabeth Cantillon; con Arnon Milchan, Robert J.
Dohrmann, David Fincher, Line Winther, Skyum Funch, Johannes Jensen
e Anni Faurbye Fernandez in funzione di produttori esecutivi.
Millennium – Quello che non uccide è una produzione
Columbia Pictures e Metro Goldwyn Mayer Pictures.
Millennium – Quello che
non uccide CONTENUTI BONUS ESCLUSIVI NEL FORMATO BLU-RAY E
4K ULTRA HD:
Scene tagliate con il commento del regista
Tutto sulle scene pericolose
La creazione di un mondo: il making of
Millennium – Quello che
non uccide CONTENUTI BONUS NEI FORMATI DVD, BLU-RAY E 4K
ULTRA HD:
Commenti con il regista Fede
Alvarez e lo sceneggiatore Jay Basu
La trilogia Millennium
dello scrittore StiegLarsson era
già stata adattata nella sua interezza in Svezia con protagonista
l’attrice Noomi Rapace. La trama,
una complessa rete di intrighi, tradimenti e sospetti, si
dimostrava però perfetta per un autore statunitense particolarmente
incline a narrazioni di questo tipo. Si tratta di David
Fincher, celebre per film come Zodiac e The Social Network. Nel
2011 egli assume così il ruolo di regista di quello che verrà
intitolato Millennium – Uomini che
odiano ledonne (in originale
chiamato The Girl with the DragonTatoo), ad oggi
tra i più appassionanti e apprezzati thriller del regista.
Particolarmente crudo e violento,
Fincher decide di non risparmiare nulla allo spettatore,
introducendolo in un contesto quantomai controverso. Ciò si evince
già dai memorabili titoli di testa, una lunga sequenza di due
minuti e mezzo dove il corpo umano dei protagonisti si ibrida
all’elemento tecnologico, liquido e quanto mai invasivo. Allo
stesso modo, nel film, si alternano una serie di personaggi
corrotti nel profondo, che tentano di violentarsi l’un l’altro in
una lotta alla supremazia. Oltre ad essere uno scontro di genere,
il film diventa anche un complesso gioco tra la realtà dei fatti e
la loro apparenza, con i segreti del passato a fare da linea di
demarcazione tra le due cose.
Affermatosi come un grandissimo
successo, con oltre 200 milioni al box office mondiale,
Millennium – Uomini che odiano le donne si è affermato
come uno dei migliori film del suo anno, riconfermando il talento
di Fincher e tutta la sua potenza espressiva. Prima di
intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile
approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo.
Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare
ulteriori dettagli relativi alla trama e al
cast di attori. Infine, si elencheranno anche le
principali piattaforme streaming contenenti il
film nel proprio catalogo.
La trama di Millennium – Uomini
che odiano le donne
Protagonista del film è
Mikael Blomkvist, direttore della rivista
“Millennium” ora caduto in disgrazia dopo aver perso una causa
contro un potente uomo d’affari, non avendo avuto prove a
sufficienza per incriminarlo. Nel tentativo di ripulire il proprio
onore, accetta ora di eseguire l’incarico assegnatogli dal ricco
magnate Henrik Vanger. Il giornalista deve
indagare sulla misteriosa morte della nipote
Harriett, avvenuta ormai decenni prima. Alla
ricerca partecipa anche la giovane hacker Lisbeth
Salander, ragazza tanto talentuosa quanto emarginata e
problematica, continuamente costretta a relazionarsi con il tutore
Nils Bjurman, il quale non manca di abusare del
suo potere su di lei.
Mentre cercano di risolvere i propri
problemi personali, Mikael e Lisbeth si trovano a scavare sempre
più nel passato della ricca famiglia Vanger. Più vanno avanti con
le ricerche, però, più emergono torbidi segreti, scandali e
passioni legate a terribili omicidi avvenuti negli anni Trenta e
Quaranta, folli personaggi che contribuiscono a far emergere tutto
il marcio che c’è dietro la perfetta facciata di una ricca famiglia
alto-borghese della fredda Svezia. Ormai del tutto compromessi, i
due si trovano a dover risolvere quanto prima la complessa vicenda,
evitando di venirne inglobati e massacrati.
Millennium – Uomini che odiano
le donne: il cast del film
Ad interpretare il giornalista
Mikael Blomkvist vi è l’attore Daniel Craig, noto per
essere l’attuale James
Bond. Questi si disse da subito interessato alla parte, essendo
rimasto stregato dalla tensione presente nel film. Ad ostacolare la
sua partecipazione al film vi erano però le riprese del nuovo film
di 007 Skyfall. Poiché Fincher insistette per avere Craig,
gli studios di produzione si accordarono sul calendario per
permettergli di recitare in entrambi i film. Per
Millennium, l’attore si trovò inoltre a dover acquisire
diverso peso e a sfoggiare un accento il più neutro possibile, per
risultare credibile nei panni del giornalista svedese.
Accanto a lui, nei panni del ricco
Henrik Vanger si ritrova l’attore premio Oscar
ChristopherPlummer, il quale
decise di aggiungere una certa ironia al suo personaggio. Il ruolo
più complesso per cui trovare un’attrice fu ovviamente quello di
Lisbeth Salander. Fincher considerò numerosissime note attrici,
decidendo infine di affidare la parte a Rooney Mara, che aveva
già avuto un piccolo ruolo nel suo The Social Network. Per l’attrice,
assumere i panni della problematica hacker fu particolarmente
complesso.
Si sottopose ad una trasformazione
fisica, dimagrendo e tingendosi i capelli. Affrontò poi ore di
trucco per applicare i tatuaggi e le ferite che il personaggio
presenta. L’attrice, inoltre, decise di applicare realmente su di
sé i numerosi piercing di Lisbeth, al fine di potersi calare meglio
nel personaggio. Nel film sono poi presenti gli attori
Robin Wright, partner
lavorativa e sentimentale di Blomkivst e Yorick van
Wageningen in quelli di Nils Bjurman, il tutore di
Lisbeth. Joely Richardson è Harriet Vanger, mentre
Stellan Skarsgård è
Martin Vanger.
Il sequel di Millennium –
Uomini che odiano le donne, il trailer e dove vedere il film
in streaming e in TV
A distanza di anni, nel 2018, è
stato realizzato un sequel dal titolo Millennium – Quello che
non uccide (il cui titolo originale è The
Girl in the Spider’s Web). A dirigerlo vi è Fede
Alvarez, mentre il ruolo di Lisbeth Salander è qui stato
affidato a Claire Foy.
Rooney Mara, a riguardo, si è detta profondamente
rammaricata di non aver potuto tornare ad interpretare il
personaggio. Questo nuovo film, ad ogni modo, e basato sul quarto
romanzo della serie Millennium, nonché il primo non
scritto da Larsson, il quale era prematuramente scomparso nel 2004.
Da questo progetto, per il regista, era importante far emergere una
certa originalità rispetto ai precedenti titoli cinematografici. Il
racconto si dota dunque di molta più azione e intrecci
narrativi.
In attesa di vedere tale sequel, è
possibile fruire di Millennium – Uomini che odiano le
donne grazie alla sua presenza su alcune delle più
popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Il film è
infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Chili
Cinema, Google Play, Apple iTunes e
Amazon Prime Video. Per vederlo, basterà
noleggiare il singolo film, avendo così modo di guardarlo in totale
comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso
di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui
guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto
televisivo di martedì 3 ottobre alle ore
21:20 sul canale Rai 4.
David Fincher è
tornato. Lo scorso anno ci aveva deliziati tutti con
The Social Network, ma chi di lui ha amato i primi
lavori non poteva accontentarsi di una bella storia e di una
sceneggiatura perfetta. Così Fincher si è dato al remake europeo,
dedicandosi a riportare sullo schermo, a distanza di soli due anni
il romanzo di Stieg Larsson Millennium – Uomini che odiano
le donne.
Il romanzo presenta tutte le
caratteristiche che possono intrigare uno come
Fincher: personaggi corrotti nell’anima,
indagini complicate, una certa dose di violenza. La storia è quella
raccontata anche dal misconosciuto regista svedese Niels Arden
Oplev: un giornalista finanziario con gravi problemi legali e un
hacker dal carattere violento uniscono i loro cervelli (e non solo)
per risolvere un caso di una ragazza scomparsa 40 anni prima.
Torbidi protagonisti di
Millennium – Uomini che odiano le donne sono
da una parte il solido Daniel Craig che con incredibile intelligenza
mette da parte la sua figura di indistruttibile e fiero guerriero
per mettersi nei panni di un uomo messo alla prova dal lavoro e
dalla vita e non troppo padrone degli eventi che gli gravitano
intorno.
Dall’altra Fincher
fa una scelta che desta curiosità affidando il ruolo che fu della
tosta Noomi Rapace alla diafana Rooney Mara, già comparsa in un piccolo ruolo
in The Social Network. La giovane donna presta il
suo corpo al personaggio con agghiacciante duttilità, diventando
davvero la Salander descritta da Larsson, schiva, introversa,
decisa, vendicativa e violenta.
Millennium – Uomini che
odiano le donne
In Millennium – Uomini che
odiano le donne Fincher ci conduce nei meandri della mente
di Lisbeth, nelle sue terribili esperienze e nei suoi folli ma
giustificati gesti di violenza, fino a che non viene coinvolta
insieme a Mikael/Craig nell’indagine assegnatagli dal magnate
dell’industria svedese Vanger/Christopher Plummer, e allora la sua
vita cambia grazie ad una persona gentile.
David Fincher
padroneggia benissimo la storia aiutato per buona parte da un cast
perfetto e in stato di grazia (su tutti Mara) e da una colonna
sonora, composta ancora una volta da quel fenomeno di Trent Reznor,
che si amalgama perfettamente con il racconto, diventando di
supporto quando la scena è coinvolgente e trasformandosi poi in
splendida protagonista nei tempi morti, aiutando così l’equilibrio
del film.
Così come il ritmo del romanzo, il
film risente di una presentazione dei caratteri forse un po’
dilatata, che ci mostra con chiarezza e dovizia di particolari le
condizioni rispettive di Mikael e Lisbeth, ma ritarda a quasi metà
film l’inizio delle indagini, cuore tematico di tutta la
narrazione. Stesso problema si avverte nel finale, quando alla resa
dei conti, succedono tutta una serie di scene, il famoso e temuto
‘spiegone’, che rallentano il film e fanno disperdere un po’ la
sensazione di disagio e angoscia che attanaglia lo spettatore nel
momento clou del film.
Nonostante queste pecche di ritmo,
Fincher realizza un bel film, potente ed emozionante
(nell’ambivalenza del termine) che coinvolge lo spettatore grazie
ad una storia intrigante, dei protagonisti molto bravi ma anche e
soprattutto grazie ad un paesaggio nordico che spezza il
respiro.
Una locandina patinata
in bianco e nero, dark, popolata di cupe luci e ombre come le
infinite sfaccettature dell’animo umano. In primo piano, un uomo
(Daniel Craig) che tiene stretta una donna
minuta, dallo sguardo profondo, capelli punk e piercing ovunque
(Rooney Mara): la ragazza è nuda ma censurata,
naturalmente, per l’occasione.
Sei
anni dopo l’ultimo capitolo della saga e il primo made in USA,
Millennium –
Quello che non uccide mostra inesorabilmente tutti i
limiti e i punti di non ritorno di un’operazione dettata da
esigenze commerciali esplicite, priva dell’intervento salvifico di
un autore con idee vere (vedi David Fincher sulla
riduzione di Uomini che odiano le donne) e di
un’interprete che abbracci con verosimiglianza il carattere
disturbante e spigoloso della protagonista Lisbeth Salander, a cui
avevano già prestato il volto Noomi Rapace e Rooney Mara. Claire
Foy, perfetta Regina Elisabetta in The
Crown, è un’attrice dotata, volenterosa e
serissima nell’approccio, tuttavia non riesce mai a sciogliere
quell’impressione di inadeguatezza al ruolo in senso lato che si
percepisce durante il film, e quel suo essere fin troppo amorevole
(nello sguardo, nella fisicità, perfino nei colori) e inoffensiva
per un personaggio così specifico.
Fede
Alvarez, regista più vezzo all’horror, non ha la
personalità di Fincher (che invece aveva in qualche modo
legittimato il rifacimento del 2012), né soluzioni d’autore
(pensate al montaggio alternato o alle sequenze di flashback di
Uomini che odiano le donne), così decide di fare ricorso alle
formule più classiche dei generi di riferimento, thriller e noir,
finendo per mettere in piedi la solita spy story in stile
supereroistico dove il personaggio principale è una donna fragile
ma tosta, la cui infanzia spezzata torna a farle visita e che si
riconcilierà con un quadro familiare mai risolto.
Davanti
la macchina da presa la Foy si impegna, corre nella neve, incupisce
i suoi occhi infantili, ma cammina sempre sul velluto come
d’altronde ogni reparto tecnico/artistico; non perché sia incapace
di mostrare le varie sfumature della rabbia (qui pare piuttosto
monocromatica rispetto alle precedenti versioni), ma semplicemente
perché costretta in un abito sbagliato, che le sta male. Rifiuta
con il momento storico del Me Too e delle rivendicazioni
femminili l’etichetta di “eroina” quando la realtà del film e il
percorso della sceneggiatura vanno proprio in quella direzione, più
superficiale del previsto e soprattutto infantile.
Di
Millennium, della “vecchia” Lisbeth, della
tensione anche sessuale che l’adattamento di Fincher aveva
imbastito sei anni fa rimane soltanto l’etichetta posta davanti al
titolo e il ricordo quasi evanescente di un cinema che preferisce
seguire l’idea, non la politica, il rischio, non la
difesa.