E’ stato presentato
oggi a Roma , Piccola Patria un film di
Alessandro Rossetto con Maria
Roveran, Roberta De Soller ,
Vladimir Doda e Diego Ribon. Già
presentato nella sezione Orizzonti durante la Mostra
Internazionale d’Arta Cinematografica di Venezia 70, la
pellicola ruota attorno alla vita di due ragazze durante una calda
estate nella provincia veneta e sarà distribuito in 15 copie dal 10
Aprile. Ecco cosa ci hanno raccontato il regista e gli attori di
Piccola Patria.
Come nasce l’idea dietro al
film e dietro al titolo? Risponde
Alessandro Rossetto : “Il titolo Piccola
Patria l’ho deciso quando ho trovato il borgo, quindi l’Hotel, il
maneggio e la roulotte. Per me quello era un chilometro quadrato di
Texas, che per me era una Piccola Patria. L’idea dietro al film era
di partire nel raccontare la paura della mercificazione del
corpo dei giovani e del loro destino oggi. Da questo inizio abbiamo
poi raccolto tutte storie di amore tradito, perduto, storie di
ricatto. Tutto questo lo abbiamo attaccato e condensato all’idea
iniziale.
Alessandro Rossetto viene dal mondo
del documentario e Piccola Patria è il suo primo lungometraggio di
finzione: cosa ha determinato il passaggio dal documentario alla
finzione? “Ho una formazione cinematografica dove il
confine tra documentario e la finzione non è così delineato. Per
cui sono un finto esordiente in qualche modo. Il passaggio è stato
facile: ho portato gli strumenti del documentario nella finzione in
molteplici modi. Ho cercato di mantenere un ritmo e uno sguardo sui
personaggi e le situazioni di tipo documentaristico. Pronto sempre
a rivedere storia e scene, mi sono affidato molto all’ascolto
dell’energia giornaliera che ha il documentarista. Anche il lavoro
che ho fatto con gli attori è stato diverso dal solito : con loro
si è aperta una strada all’improvvisazione mettendo la macchina da
presa in condizione di filmare una finzione naturale
continua.”
Quindi si può parlare di una
sorta di improvvisazione guidata? “Alcuni attori non avevano la sceneggiatura,
sapevano settimana per settimana, giorno per giorno il lavoro che
gli aspettava. Abbiamo prestato molta attenzione al lavoro delle
coppie, dopotutto questo è un film di coppie. Li facevamo stare
insieme per creare un rapporto, un territorio di lavoro insieme. Ho
cercato di creare attraverso la casa, gli oggetti, l’abbigliamento
un rapporto continuo con lo spazio e i corpi per portare delle
tracce di vita vera nella pellicola. La messa, il comizio e il
raduno country erano situazioni e realtà vere, noi abbiamo solo
calato all’interno gli attori.”
Risponde a proposito Lucia
Mascino , che interpreta la mamma della protagonista
Luisa: “Io non sono veneta, e quindi all’inizio
improvvisare in veneto per me non veniva facile quindi abbiamo
dovuto cambiare e dare al mio personaggio l’adozione veneta, perché
non ero credibile. Conosco Alessandro Rossetto da tempo, ma una
cosa che ho scoperto e ammiro molto in lui è la sua grande capacità
di stare in uno spirito di ispirazione continua. Durante le riprese
magari noi certe cose non le capivano, ma in realtà lui aveva tutto
in testa e gli ha dato poi un senso. C’è in lui un costante
rispetto del momento di ispirazione, che è un processo molto
difficile. E’ quindi molto bello essere di fronte a qualcuno che si
prende la responsabilità di tenere occupata una troupe intera a
servizio della sua ispirazione.”
Continua Roberta Da
Soller, che interpreta Renata,una delle due protagoniste,
“Alessandro ha cavalcato molto le emozioni che gli attori gli
davano: se un attore finiva di dire la sua battuta e non
sapeva più che dire, lui continuava a filmare per recepire
l’intensità che l’attore ci aveva messo nella situazione.” e
Vladimir Doda, il Bilan della storia, “Per
quanto riguarda me ho lavorato più sulle reazioni che sulle
azioni.” E conclude Maria Roveran, la
protagonista Luisa, ” La cosa bellissima è che, di solito
la parola arriva sulla carta, la leggi e la dici, invece qui doveva
passare dalla pancia. Alessandro aveva in testa tutto quello che
dovevamo dire, ma arrivava a noi solo attraverso vasi comunicanti e
direttamente a livello fisico. C’è stato un linguaggio del corpo
molto presente, più della parola. L’estetica è arrivata dopo,
perché era cosciente nella testa di Alessandro. Noi non dovevamo
preoccuparci di quello.”
Le notizie di cronaca non
potrebbero essere più in linea con il film, ambientato nella
provincia Veneta, tra comizi di indipendentisti e paura e razzismo
verso lo straniero. Cosa ne pensa il regista? “Sono
nato e cresciuto in quei luoghi e ho continuato a frequentarli
ultimamente per girare questo film. Per chi è veneto del nord
est gli ultimi anni sono da sempre stati contaminati da questo tipo
di pulsione. Sono cicli di una continua cultura leghistoide. Per
quanto saprete che la Lega ha deluso molto il nord-est… In una
regione dove l’etica del lavoro e la dedizione è leggendaria, la
crisi ha morso in maniera molto intima; ha morso le soggettività
più che in altre realtà. Il problema veneto è che molte famiglie
dagli anni 70 in avanti si sono trasformate in piccole aziende. E
ciò ha fatto si che molti nuclei familiari sono stati i più colpiti
dalla crisi perché al loro interno si erano create realtà
micro-aziendali, e questa cosa ricade ovviamente sul territorio. E
il territorio stesso è diventato uno specchio di questa decadenza
(capannoni vuoti, aziende chiuse, etc.)”.
Infine la conferenza stampa è stata
piacevolmente interrotta da una performance live di Maria
Roveran accompagnata da Marco Guazzone &
STAG. L’attrice è infatti autrice e compositrice dei brani
presenti nel film , oltre ad aver rivisitato in chiave
contemporanea alcuni cori di ispirazione popolare:
“Ho scritto io le canzoni che sentirete nel film, e per me
è stato un onore. E’ stata un progetto molto importante,
soprattutto a livello linguistico. Io sono di origini venete e per
me è stato comunque un grande lavoro riscoprire il mio dialetto.
Nel film sono presenti due brani della tradizione della mia regione
e a Venezia 70 ho avuto l’occasione di conoscere Marco Guazzone &
STAG e da lì abbiamo iniziato questa collaborazione musicale.
Insieme andremo in diverse
città nel nord Italia ad esibirci con il Piccola Patria
Tour per
promuovere il film e questa tradizione
linguistica.”