I cento passi è il
film del 2000 di Marco Tullio Giordana con protagonisti
Luigi Lo Cascio, Luigi Maria Burruano, Lucia
Sardo.
I cento passi, la trama
Storia di Peppino Impastato,
giovane cresciuto nella piccola Cinisi, paesino siciliano preda,
come del resto tutta la regione, della prepotenza della Mafia.
Peppino cercava di scuotere le coscienze con pochi mezzi, quali il
volantinaggio, un giornalino, fino alla costituzione di una radio
libera: Radio aut.
Il film
Oggetto principale delle sue
critiche era Gaetano Badalamenti, boss che viveva a soli 100 passi
da casa sua. Ma quest’ultimo cominciò ad esserne infastidito, al
punto da uccidere prima il padre e poi progettare la sua morte,
facendola passare per uno dei tanti tentativi di attentati
terroristici falliti dell’epoca. A parte qualche instancabile amico
e collaboratore, Peppino fu lasciato sol, sia dalle autorità, che
da quel Pci nel quale era politicamente cresciuto e che gli aveva
trasmesso la voglia di lottare.
Un film toccante, che scuote, ma al
contempo deprime. Perché se è vero che non bisogna mai rassegnarsi,
è anche vero che troppe sono le persone che hanno perso la vita per
combattere la Mafia inutilmente, venendo buttate poi nel cestino
dell’oblio. Impastato – come ricorda anche questo film – ha
ottenuto giustizia solo dopo vent’anni, grazie anche
all’instancabile caparbietà della madre.
A interpretare Impastato è
Luigi Lo Cascio, attore palermitano al grande esordio,
il quale in diversi film successivi confermerà il proprio talento a
colpi di interpretazioni intense e ben assortite: ruoli drammatici,
ironici, semiseri da classica commedia all’italiana. Come ne I
Cento Passi, anche in altri film successivi l’attore siculo è
riuscito, attraverso una straordinaria duttilità espressiva, a
passare da scene divertite e divertenti a momenti di riflessione,
finanche drammatici.
Marco Tullio
Giordana ha mantenuto alto il livello del Cinema italiano
contemporaneo, attraverso film impegnati, a metà tra fiction e
documentario, strettamente legati alla realtà storica dei fatti.
Con la collaborazione degli sceneggiatori Rulli e Petraglia,
creatori della maggior parte dei suoi script, Giordana è riuscito a
fare cinema indagando nei casi controversi della storia italiana:
dalle vicende di Peppino Impastato al delitto Pasolini, fino alla
grande saga familiare La meglio gioventù (in cui si avvale di nuovo
di Lo Cascio), che parte dagli anni Settanta per raccontare le vite
dei protagonisti di quel periodo. Si conquista così un posto
d’onore nel cinema italiano contemporaneo.
Il film che gli ha dato
la notorietà del grande pubblico è senz’altro questo, I cento
passi, critica esplicita alla Mafia, all’omertà dei siciliani e
all’inerzia del Pci. Infine, citiamo qualche curiosità legata al
film. Ispirate dal film e dedicate a Peppino impastato sono le
canzoni intitolate I cento passi dei Modena
City Ramblers, pubblicate nell’album ¡Viva la vida, muera la
muerte! del 2004, e Centopassi cantata da Pippo Pollina.
Al titolo del film fa riferimento
anche l’azienda vinicola Centopassi, costituita in provincia di
Palermo da due cooperative del progetto Libera Terra che gestiscono
beni confiscati a boss di Cosa Nostra. Nel film c’è qualche
grossolano errore “storico”. Quando il padre di Peppino osserva gli
aerei all’aeroporto, la telecamera inquadra un MD-11 dell’Alitalia.
Il film si svolge negli anni ’70, e quel tipo di aereo è stato
messo in commercio solo nel 1990. Ancora, su un pilone stradale si
vedono dei graffiti in stile Hip-Hop, decisamente fuori luogo negli
anni ’70. Infine, in alcune scene si notano degli oggetti e dei
simboli che negli anni ’70 non esistevano. Pecche che l’intensità
della storia e il forte messaggio sociale che essa vuole mandare
cancellano presto.