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La Casa: intervista a Sam Raimi e Fede Alvarez

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Guarda l’intervista al regista Sam Raimi e al regista Fede Alvarez. I due parlano del remake del film La Casa del 1981, diventato cult del genere Horror e ora rivive in una nuova versione.

La Casa, l’atteso remake del cult horror del 1981 diretto da Sam Raimi. La pellicola è diretta da Fede Alvarez e vede protagonisti Elizabeth Blackmore,  Jane Levy, Jessica Lucas, Lou Taylor Pucci e Shiloh Fernandez. A scrivere la sceneggiatura ci ha pensato lo stessa Raimi, assistito dall’aiuto del premio Oscar Diablo Cody .

Ne La Casa Mia (Jane Levy), una ragazza la cui vita è segnata dal lutto e dalla tossicodipendenza, chiede al fratello David (Shiloh Fernandez), a Natalie, la ragazza di lui (Elizabeth Blackmore) e agli amici d’infanzia Olivia (Jessica Lucas) ed Eric (Lou Taylor Pucci) di unirsi a lei nel vecchio cottage di famiglia per aiutarla a liberarsi dei suoi demoni. Una volta arrivati sul posto, Mia distrugge davanti a tutti l’ultima dose di droga in suo possesso e giura che smetterà per sempre di usarla. I ragazzi scoprono con orrore che qualcuno è entrato nella casa abbandonata e che la cantina è stata trasformata in un grottesco altare circondato da decine di animali mummificati. Poi Eric trova un antico libro e ne resta affascinato. Soggiogato completamente dal misterioso contenuto, legge alcuni passi a voce alta, ignaro delle spaventose conseguenze che sta per scatenare.

 

La casa: in arrivo uno spin-off per la saga horror

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La casa: in arrivo uno spin-off per la saga horror

Il recente La casa – Il risveglio del male (qui la recensione) del regista Lee Cronin si è rivelato un grande successo per la Ghost House Pictures di Sam Raimi e Robert Tapert, con un incasso di 147 milioni di dollari a fronte di un budget di 15-19 milioni. Era quindi inevitabile che un altro capitolo dell’iconico franchise horror entrasse in fase di sviluppo prima o poi. Deadline riporta ora che il regista di Vermin, Sébastien Vaniček, è stato ingaggiato per co-scrivere e dirigere il progetto ancora senza titolo, che viene descritto come uno spin-off. Ciò suggerisce dunque che il nuovo film non sarà un sequel diretto di Il risveglio del male, ma per il momento tutti i dettagli sulla trama non sono ancora stati resi noti.

Vaniček ha debuttato alla regia lo scorso anno con Vermin, incentrato sui residenti di un condominio francese in rovina che cercano di sopravvivere all’invasione di un esercito di ragni velenosi che si riproducono rapidamente. Il film, presentato alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia, ha raccolto molti consensi e ha vinto il premio come miglior film e miglior regia alla sua prima nordamericana al Fantastic Fest. È stato poi invitato anche al Festival di Sitges, dove ha ottenuto una nomination come miglior film e ha vinto il Premio speciale della giuria. Il regista si è dunque guadagnato ora l’onore di portare avanti una delle più iconiche saghe horror di sempre.

La casa: nuovi film in arrivo per la saga

Non è chiaro se questo nuovo film riporterà in scena l’Ash Williams di Bruce Campbell, ma l’attore ha in precedenza dichiarato che deve ancora arrivare l’ultima avventura per l’iconico protagonista della trilogia originale di La casa, quindi c’è la possibilità che appaia. Sempre Campbell, durante la promozione di La casa – Il risveglio del male aveva dichiarato: “Penso che con i film andremo avanti un po’ di più adesso. Cercheremo di farli più ogni due o tre anni piuttosto che ogni 10 anni. Sam sta lavorando con suo fratello Ivan per creare una Bibbia complessiva che darà ai futuri scrittori e registi un’idea di dove dovrebbe andare a parare questa grande storia affinché i vari film risultino connessi“.

La Casa, nuova inquietante clip

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La Casa, nuova inquietante clip

Ecco di seguito una nuova inedita e terrificante clip provenente dall’attesissimo remake de La Casa, diretto da Fede Alvarez e in uscita il 9 maggio.

La casa sul lago del tempo: recensione del film con Keanu Reeves

La casa sul lago del tempo: recensione del film con Keanu Reeves

La casa sul lago del tempo è in film del 2006 diretto dal regista; nel cast del film protagonisti Keanu Reeves, Sandra Bullock, Dylan Walsh e Christopher Plummer.

In La casa sul lago del tempo  – la dottoressa Kate Foster abbandona la sua splendida casa sul lago per trasferirsi a Chicago, dove ha trovato lavoro. Prima di partire, la donna lascia un biglietto nella cassetta postale, riservato all’inquilino che occuperà l’edificio dopo di lei. Lui è Alex Wyler, un architetto problematico il cui padre, un uomo dedito solo al lavoro, progettò, in passato, l’abitazione. Inizia un serrato scambio di corrispondenza tra i due, che, poco tempo dopo, scopriranno di non essere divisi solo spazialmente, ma anche temporalmente, da un intervallo di due anni. Kate scrive e vive nel 2006, mentre Alex le risponde dal 2004. Il film, che si incentra tutto su questa strana storia d’amore, riserva un finale simile a quello di un lungometraggio molto diverso, e cioè il primo Ritorno al Futuro.

La casa sul lago del tempo, il film

Analisi: Se non amate i film romantici con la R maiuscola o se vi aspettate la coppia Reeves-Bullock elettrizzante alla Speed maniera, l’opera del regista Alejandro Agresti non fa per voi. I protagonisti si innamorano anche se non si sono mai visti.

L’attrazione sboccia solo ed esclusivamente tramite parole, sentimenti ed emozioni che i due si scambiano nel corso delle lettere. Questa caratteristica dona all’intero lungometraggio un sapore molto retrò (viene citato anche il romanzo Persuasione di Jane Austen, scrittrice di un’epoca in cui, per dimostrare di essere fidanzati, bastava avviare una corrispondenza serrata) se solo non ci fosse la particolarità dello scollamento temporale.

Quest’ultima fa sì che La casa sul lago del tempo entri nella rosa delle storie in cui è la forza del destino a guidare gli eventi, più che le conseguenze delle azioni dei protagonisti. Kate e Alex “si incontrano” solo in scene costruite dal regista per presentare una sorta di mondo parallelo, in cui tutto va come dovrebbe andare e in cui non ci sarebbero ostacoli per la realizzazione del sogno d’amore dei due.

L’andamento del film e l’atmosfera surreale e paradossale che avvolge il tutto, istituisce dei collegamenti con altre trame, come quella de I guardiani del destino di George Nolfi – anche se Matt Damon ed Emily Blunt si trovano a vivere lo stesso periodo storico e fanno di tutto per impedire al Fato di separarli – e, in parte, di Se mi lasci ti cancello, nonostante lo stile completamente diverso dei due registi e, purtroppo per Agresti, la netta superiorità dell’opera di Michel Gondry.

Ottima la colonna sonora (tra le punte di diamante, da segnalare Nick Drake, Paul McCartney e Carole King) e anche alcuni brani inclusi nel film (O Pato di Stan Getz e Chiamami adesso di Paolo Conte). Nonostante questo punto a favore, fu proprio criticato l’eccessiva presenza della melodia che fa assomigliare l’intreccio a un susseguirsi di videoclip zuccherosi.

Infine è necessario sottolineare che La casa sul lago del tempo si ispira al film del regista Hyun-seung Lee, intitolato Mare, ma, come scrisse ai tempi anche il sito FilmUp, non si sa se il coreano si sia ispirato al film televisivo Lettera d’amore del regista Dan Curtis, famoso per aver diretto la pluripremiata serie Venti di guerra. In Lettera d’amore veniva  infatti descritto il rapporto epistolario tra un cittadino americano e una donna vissuta 134 anni prima. Gli interpreti erano niente meno che Campbell Scott e Jennifer Jason Leigh.

La casa sul lago del tempo – trailer del film

La casa sul lago del tempo: la spiegazione del finale del film con Keanu Reeves

Alejandro Agresti ha diretto il romantico film fantasy La casa sul lago del tempo (The Lake House). La storia, un adattamento del film sudcoreano “Siworae”, segue la solitaria dottoressa Kate (Sandra Bullock). Quando i suoi tentativi di salvare una vittima di un incidente stradale il giorno di San Valentino del 2006 falliscono, Kate racconta agli spettatori di aver ereditato la casa sul lago che dà il titolo al film, ma che non abita.

Tuttavia, poiché la casa sul lago, e in particolare la cassetta postale adiacente, rimangono in uno stato di flusso temporale, Kate stabilisce una comunicazione con il misterioso Alex (Keanu Reeves), che sostiene di vivere due anni nel passato. Quando le linee temporali si intrecciano, la malinconica storia sfugge al controllo. Se non riuscite a capire bene il finale, lasciate che vi aiutiamo. SPOILER IN ARRIVO.

La trama di La casa sul lago del tempo (The Lake House)

Nella sequenza iniziale, Kate si sveglia nella casa sul lago in autunno. Durante l’inverno, Alex, il figlio del proprietario originale della casa, arriva lì e legge la lettera di Kate. Kate non vive nella casa perché non ritiene che un cottage debba avere una superficie superiore a 6000 piedi quadrati. Pertanto, cerca di cambiare l’indirizzo con quello della sua attuale residenza a Chicago. Anche se la lettera non è destinata ad Alex, lui la legge e scrive una risposta impeccabile. Nel frattempo, mentre oziava in un parco il giorno di San Valentino, Kate assiste a un incidente con omissione di soccorso.

Kate chiama i servizi di emergenza e cerca di salvare il ragazzo, ma lui sembra morire. D’altra parte, Kate chiede ad Alex di incontrarsi a casa sua, ma la posizione porta Alex in un cantiere edile. Lui pianta un albero davanti al cantiere, che è cresciuto parecchio nella linea temporale di Kate. Con la rivelazione che la cassetta postale funge da macchina del tempo, la storia d’amore epistolare di Kate con Alex raggiunge un equilibrio e i due desiderano incontrarsi.

Nel 2004, Alex gestisce un’impresa di costruzioni seguendo le orme di Simon, suo padre e grande architetto. Ha una ragazza, Mona. D’altra parte, Kate ha una relazione altalenante con Morgan. Mentre parte per Madison in treno, Kate intravede Alex, che corre accanto al treno per restituirle la sua copia di “Persuasione” di Jane Austen. Scoraggiata dal fatto di non conoscere ancora il suo ammiratore, Kate fissa un appuntamento con Alex per il 10 luglio 2006 alle 21:05. Sebbene Alex non la chiami in quel momento, Kate incontra Alex e Mona alla sua festa di compleanno più tardi. Alex e Kate non riescono a parlare molto, poiché sentono il peso del futuro. Mentre cercano di aggrapparsi al presente, il tempo scorre tra loro.

Il finale di La casa sul lago del tempo (The Lake House): Alex è vivo o morto?

Quando Kate decide di ristrutturare l’appartamento loft, porta Morgan alla Visionary Vanguard Associates, l’azienda della famiglia di Alex. Il fratello di Alex, Henry Wyler, saluta i due, ma Kate è incuriosita da una foto appesa alla parete della sala riunioni. L’immagine mostra il progetto di ristrutturazione della casa sul lago che Alex aveva ideato all’inizio del film e che aveva mostrato a Kate per ottenere la sua approvazione. Quando Kate chiede chi sia l’autore della foto, Henry le rivela che Alex è morto il 14 febbraio 2006. Anche Kate stessa conosce la verità: Alex è frutto della sua immaginazione.

Come Kate dice ad Alex all’inizio della storia, lui è morto nell’incidente, mentre lei ha creato una storia intorno a lui per affrontare il trauma. Tuttavia, questa interpretazione sarebbe naturale se non fosse per i momenti finali, in cui Alex sembra essere vivo mentre abbraccia e bacia Kate. Grazie alla premonizione della morte di Alex, Kate gli proibisce di attraversare la strada al parco in una lettera che gli scrive. Voilà, Alex non attraversa la strada e alla fine rimane vivo. Incontra Kate e abbiamo un lieto fine. Anche se un lieto fine è ciò a cui miravano gli autori creativi della storia, non hanno risolto tutti i nodi irrisolti.

Se Kate non parla con Alex prima dell’incidente del febbraio 2006, come può impedire la morte di Alex? Pertanto, con ogni probabilità, Alex è morto fin dall’inizio della storia. A quanto pare, Alex e Kate si incontrano tra il 2004 e il 2006, alla vigilia del compleanno di Kate. Dopo aver sorpreso Kate a baciare Alex, la relazione seria di Kate con Morgan attraversa un momento difficile. Poi, Kate scopre che la persona che muore per strada il 14 febbraio 2006 è la stessa che lo ha baciato alla festa. Dopo la scoperta, la mente di Kate va in tilt e lei inizia a vivere in fantasie incomplete del passato.

Kate e Alex finiscono insieme?

No, Kate e Alex non finiscono insieme, anche se gli ultimi minuti suggeriscono il contrario. Mentre Kate cerca disperatamente una risposta nella cassetta della posta, non trova nulla e scoppia in lacrime. Poco dopo, Alex attraversa il bosco e gli amanti si abbracciano per un finale da cartolina. Tuttavia, Alex non può essere vivo in quel momento perché muore la mattina di San Valentino del 2006. Pertanto, si può dire che non finiscono insieme. Tuttavia, Alex lascia diversi oggetti e ricordi nella vita di Kate. Ad esempio, Kate trova la sua copia smarrita di “Persuasione” di Jane Austen sul pavimento di legno della casa sul lago.

Inoltre, Kate prende il cane di Alex, Jack. Fino alla fine, Jack rimane con Alex. In terzo luogo, Kate visita inconsapevolmente la società immobiliare Visionary Vanguard Associates, gestita dal fratello di Alex. Soprattutto, una forza cosmica li lega insieme mentre si baciano la notte del compleanno di Kate, anche se Mona e Morgan, i loro rispettivi partner, sono con loro. Tutti i segni indicano che sono destinati a stare insieme, poiché entrambi svolgono un ruolo cruciale nella vita dell’altro. Pertanto, l’incontro con Alex alla festa contribuisce a creare la storia nella mente di Kate. Questo pensiero potrebbe portarti alla seguente domanda.

Kate sta immaginando/sognando Alex alla fine?

Kate potrebbe immaginare Alex alla fine. È almeno più plausibile dell’altra ipotesi, più diretta. Film come “The Butterfly Effect” e “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” ci dicono che non c’è nulla di semplice nei film sui viaggi nel tempo, e questo non fa eccezione. Kate potrebbe sognare nei momenti finali e anche per gran parte della storia. Verso la fine della storia, Kate cerca di sfuggire all’illusione quando racconta ad Alex come lo ha immaginato. Forse ricorderete che dopo aver mangiato con sua madre al Daley Plaza, Kate ha avuto un brutto incidente.

Era già piuttosto sola e pensava che non fosse così che avrebbe dovuto finire il giorno di San Valentino. Pertanto, più che la presenza fisica di Alex, è la sua fede nel romanticismo a far avanzare la storia. L’idea la porta alla cassetta della posta, che diventa un punto di riferimento nelle sue fantasie abituali. A poco a poco, Kate si è persa nella fantasia dove il tempo si è fermato. Tuttavia, come sottolinea verso la fine della confessione, Kate ha imparato a vivere la vita che ha (e a non pensare a ciò che si sta perdendo). Kate cerca di dimenticare Alex, ma la scoperta della copia di “Persuasione” le riporta alla mente il ricordo di Alex e la sua mente ricomincia a vagare. In questo modo, il film rende omaggio al romanzo senza tempo di Jane Austen.

In che anno finisce il film La casa sul lago del tempo (The Lake House)?

Il film finisce probabilmente nel 2008, quando Henry fa sapere a Kate che Alex è morto “due anni fa oggi”. Oscillando tra passato e futuro, il film riflette sull’atemporalità del presente. Pertanto, più che confondere il pubblico nel cercare di capire i meandri della linea temporale, il film ci incoraggia a rimanere nel presente.

Tuttavia, poiché i protagonisti vivono in linee temporali diverse (che potrebbero anche indicare i loro rispettivi stati d’animo: mentre Alex vive nel passato dei suoi ricordi, Kate vive nel futuro delle sue aspirazioni), il presente sembra difficile da cogliere. In altre parole, il passato di Kate è il futuro di Alex, così come è un presente senza tempo per il pubblico. Curiosamente, alla fine, è Kate che sembra vivere nel passato, aggrappandosi ai ricordi di Alex.

La casa per bambini speciali di Miss Peregrine: il trailer italiano del film di Tim Burton

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Ecco il trailer italiano di La casa per bambini speciali di Miss Peregrine, nuovo film diretto da Tim Burton e tratto dall’omonimo libro di Ramson Riggs pubblicato in Italia da BUR.

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Il sedicenne Jacob Portman (Asa Butterfield) e suo nonno Abraham sono gli unici sopravvissuti alla tragedia che ha distrutto la lora famiglia ebrea polacca. Il nonno è tormentato dagli incubi e Jacob decide di indagare. La sua ricerca lo porta a scoprire il segreto racchiuso tra le mura della casa in cui, decenni prima, avevano trovato rifugio il nonno Abraham e altri piccoli orfani scampati all’orrore della Seconda guerra mondiale. Soltanto in quelle stanze abbandonate e in rovina, rovistando nei bauli pieni di polvere e dei detriti di vite lontane, Jacob può realmente stabilire se i ricordi del nonno, traboccanti di avventure, di magia e di mistero, erano solo invenzioni buone a turbare i suoi sogni notturni o se, invece, erano la realtà. La casa di Miss Peregrine (Eva Green) accoglieva bambini speciali, dotati di poteri straordinari. Forse sono ancora vivi.

La casa per bambini speciali di Miss PeregrineIl regista Tim Burton ha descritto il personaggio di Eva Green, Miss Peregrine come “una spaventosa Mary Poppins“, la donna che protegge i bambini speciali ed è capace di trasformarsi in uccello.

Nel cast del film figurano, oltre ad Eva Green e Asa Butterfield, Chris O’Dowd, Ella Purnell, Judi Dench, Samuel L. Jackson e Terence Stamp. La sceneggiatura è curata da Jane Goldman. La pellicola sarà prodotta da Chernin Entertainment e distribuita da 20th Century Fox. L’uscita del film è prevista per il 30 settembre 2016 negli USA.

Fonte

La casa per bambini speciali di Miss Peregrine: il primo trailer con Eva Green

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Ecco il primo trailer originale di La casa per bambini speciali di Miss Peregrine, nuovo film diretto da Tim Burton e tratto dall’omonimo libro di Ramson Riggs pubblicato in Italia da BUR.

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Il sedicenne Jacob Portman (Asa Butterfield) e suo nonno Abraham sono gli unici sopravvissuti alla tragedia che ha distrutto la lora famiglia ebrea polacca. Il nonno è tormentato dagli incubi e Jacob decide di indagare. La sua ricerca lo porta a scoprire il segreto racchiuso tra le mura della casa in cui, decenni prima, avevano trovato rifugio il nonno Abraham e altri piccoli orfani scampati all’orrore della Seconda guerra mondiale. Soltanto in quelle stanze abbandonate e in rovina, rovistando nei bauli pieni di polvere e dei detriti di vite lontane, Jacob può realmente stabilire se i ricordi del nonno, traboccanti di avventure, di magia e di mistero, erano solo invenzioni buone a turbare i suoi sogni notturni o se, invece, erano la realtà. La casa di Miss Peregrine (Eva Green) accoglieva bambini speciali, dotati di poteri straordinari. Forse sono ancora vivi.

La casa per bambini speciali di Miss PeregrineIl regista Tim Burton ha descritto il personaggio di Eva Green, Miss Peregrine come “una spaventosa Mary Poppins“, la donna che protegge i bambini speciali ed è capace di trasformarsi in uccello.

Nel cast del film figurano, oltre ad Eva Green e Asa Butterfield, Chris O’Dowd, Ella Purnell, Judi Dench, Samuel L. Jackson e Terence Stamp. La sceneggiatura è curata da Jane Goldman. La pellicola sarà prodotta da Chernin Entertainment e distribuita da 20th Century Fox. L’uscita del film è prevista per il 30 settembre 2016 negli USA.

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La casa per bambini speciali di Miss Peregrine: foto dal nuovo film di Tim Burton

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La casa per bambini speciali di Miss Peregrine è il nuovo film diretto da Tim Burton, tratto dall’omonimo libro di Ramson Riggs pubblicato in Italia da BUR. Ecco le primissime foto comparse su Empire e Entertainment Weekly:

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Il sedicenne Jacob Portman (Asa Butterfield) e suo nonno Abraham sono gli unici sopravvissuti alla tragedia che ha distrutto la lora famiglia ebrea polacca. Il nonno è tormentato dagli incubi e Jacob decide di indagare. La sua ricerca lo porta a scoprire il segreto racchiuso tra le mura della casa in cui, decenni prima, avevano trovato rifugio il nonno Abraham e altri piccoli orfani scampati all’orrore della Seconda guerra mondiale. Soltanto in quelle stanze abbandonate e in rovina, rovistando nei bauli pieni di polvere e dei detriti di vite lontane, Jacob può realmente stabilire se i ricordi del nonno, traboccanti di avventure, di magia e di mistero, erano solo invenzioni buone a turbare i suoi sogni notturni o se, invece, erano la realtà. La casa di Miss Peregrine (Eva Green) accoglieva bambini speciali, dotati di poteri straordinari. Forse sono ancora vivi.

Il regista Tim Burton ha descritto il personaggio di Eva Green, Miss Peregrine come “una spaventosa Mary Poppins“, la donna che protegge i bambini speciali ed è capace di trasformarsi in uccello.

Nel cast del film figurano, oltre ad Eva Green e Asa Butterfield, Chris O’Dowd, Ella Purnell, Judi Dench, Samuel L. Jackson e Terence Stamp. La sceneggiatura è curata da Jane Goldman. La pellicola sarà prodotta da Chernin Entertainment e distribuita da 20th Century Fox. L’uscita del film è prevista per il 30 settembre 2016 negli USA.

Fonte: Entertainment Weekly

La Casa nella Prateria diventa un film, annunciato il regista

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La Casa nella Prateria diventa un film, annunciato il regista

La Casa nella Prateria diventerà un film prodotto dalla Paramount Pictures. Il progetto, già in sviluppo da parte di Scott Rudin presso la Sony, ha adesso già trovato un regista, Sean Durkin, noto per La Fuga di Martha.

La serie della NBC, trasmessa tra il 1974 e il 1983, divenne in poco tempo un culto. La serie narra le difficoltose vicissitudini di una tradizionale famiglia americana che vive in una sperduta fattoria, vicino a un paesino del Minnesota, nel periodo 1870-1890. Divisa in 9 stagioni, a cui si aggiungono un film pilota, un film speciale con spezzoni della serie e nuove scene, e tre film finali, i vari episodi toccano molti temi importanti e sempre attuali quali, ad esempio, l’adozione, l’alcolismo, il razzismo, la droga, la cecità, ecc.

La Casa Internazionale delle Donne con la Festa del Cinema di Roma e Alice nella città

Saranno incentrate sul tema della violenza maschile contro le donne le due proiezioni cinematografiche, a ingresso gratuito, organizzate il 18 e il 23 ottobre al MAXXI dalla Festa del Cinema di Roma e da Alice nella Città in collaborazione con la Casa Internazionale delle Donne.

Si inizia domani, martedì 18 ottobre alle ore 17, con La ragazza ha volato di Wilma Labate. Il film racconta la storia di Nadia, un’adolescente scomoda che cresce in solitudine a Trieste, città di confine tra tante culture. Vittima di un abuso, la ragazza decide di non denunciare, ma fa comunque una scelta potente di autodeterminazione. Ad introdurre i temi della pellicola, assieme alla regista, ci saranno la presidente della Casa Internazionale delle Donne, Maura Cossutta, e la ginecologa e presidente dell’associazione ‘Vita di Donna’, Elisabetta Canitano. L’evento è organizzato dalla Festa del Cinema di Roma in collaborazione con la Casa Internazionale delle Donne.

Domenica 23 ottobre, sempre alle ore 17 al MAXXI, sarà la volta della proiezione in anteprima di Backlash-Misogyny in the Digitale Age di Léa Clermont-Dion e Guylaine Maroist, un’immersione nel vortice della misoginia online che racconta l’evidente odio verso le donne seguendone quattro in due continenti: l’ex presidente della Camera dei deputati italiana, Laura Boldrini, l’ex rappresentante democratica alla Camera statunitense Kiah Morris, l’attrice francese e youtuber Marion Séclin e Donna Zuckerberg, esperta di violenza online contro le donne. Il documentario rivela gli effetti devastanti che questo tipo di odio ha sulle vittime e porta alla luce l’obiettivo della cyber-misoginia: mettere a tacere le donne che brillano. Alla proiezione seguirà un incontro con Laura Boldrini e le giornaliste Silvia Garambois (GIULIA Giornaliste) e Luisa Betti Dakli (DonneXDiritti), con la moderazione di Giulia Minoli. L’evento è organizzato da Alice nella città in collaborazione con la Casa Internazionale delle Donne.

La casa in fondo al lago: la spiegazione del finale del film horror

Quello della casa infestata è da sempre un tema ricorrente del cinema horror, che negli anni lo ha affrontato e riproposto in variegate versioni. Da La casa L’evocazione – The Conjuring, da Crimson Peak ad Annabelle e fino a La casa delle bambole – Ghostland, sono tanti i titoli in cui si può ritrovare tale elemento. Di questo filone, uno dei più recenti e interessanti è La casa in fondo al lago, diretto nel 2021 dai registi Alexandre Bustillo e Julien Maury, precedentemente affermatisi grazie agli horror Inside – À l’intérieur e Leatherface, prequel di Non aprite quella porta.

Rispetto agli altri film incentrati su case infestate, però, La casa in fondo al lago si distingue per la particolarità di essere quasi interamente ambientato sott’acqua. Condizione che influenza enormemente le azioni e la comunicazione dei due protagonisti, accentuando inoltre un senso di claustrofobia e pericolo continuo. Si tratta dunque di un titolo insolito, diverso da ciò che si è normalmente abituati a vedere con opere di questo genere. Proprio per via di questa sua particolarità, il film ha ricevuto numerose lodi da parte della critica e del pubblico.

Per gli appassionati del genere, si tratta dunque di un titolo da non perdere, in grado di regalare numerosi brividi oltre ad un’esperienza di visione che non capita tutti i giorni di poter fare. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a La casa in fondo al lago. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla spiegazione del finale. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

La casa in fondo al lago trama

La trama e il cast di La casa in fondo al lago

Protagonisti del film sono Tina e Ben, una coppia di giovani youtuber specializzati in video di esplorazione subacquea. Durante le immersioni in un remoto lago francese, scoprono una casa sommersa in acque profonde. Quella che inizialmente era una scoperta unica si trasforma ben presto in un incubo quando capiscono che la casa era teatro di crimini atroci. Intrappolati, con le loro riserve di ossigeno che si avvicinano pericolosamente all’esaurimento, Tina e Ben si rendono conto che il peggio deve ancora venire: non sono soli in casa.

Ad interpretare Tina si ritrova l’attrice Camille Rowe, vista poi anche in Senza limiti e Night of the Hunted. Accanto a lei, nel ruolo di Ben, vi è invece l’attore James Jagger. Nel ruolo di Pierre vi è l’attore Eric Savin, mentre nel ruolo di Sarah e dei coniugi Montégnac vi sono gli attori Carolina Massey, Alexis Servaes e Anne Claessens. I registi hanno spiegato che “la casa è stata costruita su grandi griglie e progressivamente immersa in una vasca d’acqua profonda nove metri e larga 20 metri”.

Non potevamo lasciare l’intera casa in acqua per giorni interi perché i decori si sarebbero rovinati; quindi, immergevamo sott’acqua solo alcune parti della casa e giravamo le scene piano per piano. È stata una ripresa rischiosa: far scendere gli attori e alcuni membri della troupe a sei metri di profondità era molto insolito e difficile da assicurare”. Maury e Bustillo non avevano il permesso di scendere e seguivano le riprese attraverso cinque o sei monitor e quattro telecamere.

La casa in fondo al lago cast

La spiegazione del finale del film

Nel corso del film, Tina e Ben scoprono due cadaveri nella casa. Sono i Montégnac, i precedenti proprietari della casa. I due defunti, all’improvviso, si rianimano e inseguono la coppia per la casa. Mentre Tina e Ben cercano di fuggire per il camino la struttura crolla, intrappolandoli su piani separati della casa. Ben si trova in una camera da letto al piano superiore e scopre un albero genealogico grazie al quale si rende conto che Pierre è il figlio dei Montégnac e che ha attirato appositamente lui e Tina nella casa.

Subito dopo, Ben viene attaccato da una ragazza: Sarah, figlia dei Montégnac. Questa riesce infine a possederlo. Quando Tina si ricongiunge con lui, Ben/Sarah la conduce in una stanza nascosta nel seminterrato dove le rivela che suo padre e Pierre rapirono diversi bambini della zona per usarli come sacrifici in riti satanici. Alla fine, una folla inferocita uccise lei e i genitori, mentre Pierre riuscì a fuggire. Sotto possessione di Sarah, Ben cerca dunque di convincere Tina a unirsi alla famiglia. Spaventata e con la scorta d’aria quasi esaurita, Tina riesce però a fuggire.

Nel farlo, ferisce Ben quando lui cerca di ucciderla. Ciò porta Ben a liberarsi dalla possessione, ma Sarah lo uccide prima che possa fuggire. I Montégnac, invece, inseguono Tina, che riesce però a scappare dalla casa ma avendo terminato l’ossigeno annega senza riuscire a raggiungere la superficie. Una scena dopo i titoli di coda mostra Pierre condurre nuovi subacquei alla casa, lasciando dunque intendere che la storia è pronta a ripetersi.

Il trailer di La casa in fondo al lago e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di La casa in fondo al lago grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Apple TV e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di martedì 30 luglio alle ore 22:40 sul canale Rai 4.

La casa Hobbit esiste ed è in vendita! Tutte le foto

La casa Hobbit esiste ed è in vendita! Tutte le foto

Si trova al numero 30 di Railway Street a Bridgnorth, Regno Unito, nel Shropshire e costa 200,000 sterline. La casa Hobbit è stata realizzata dall’eccentrico artista Anthony Dracup che dietro a una facciata tradizionale ha realizzato una casa con tutte le caratteristiche di una caverna hobbit. Non c’è la porta rotonda, è vero, ma per il resto farebbe invidia a casa Baggins! Ecco le immagini:

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Fonte

La casa di The Conjuring e la bambola Annabelle hanno un nuovo proprietario

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La famigerata bambola Annabelle e la casa della famiglia Warren, ritratte in The Conjuring, hanno un nuovo proprietario. Il film horror originale, che ha dato il via a un franchise tuttora in corso, esplora vari casi paranormali che coinvolgono Ed e Lorraine Warren (Patrick Wilson e Vera Farmiga).

Uno spin-off di Annabelle e altri episodi sono stati successivamente pubblicati, raccontando per lo più storie immaginarie, e la bambola Annabelle è da allora diventata una popolare figura horror. Nei film di The Conjuring viene anche evidenziato che Annabelle e molti altri oggetti infestati sono ospitati da Ed e Lorraine.

Il comico Matt Rife ha ora rivelato di aver acquistato la casa della famiglia Warren e il Museo dell’Occulto. Su Instagram, Rife ha spiegato che lui ed Elton Castee gestiranno legalmente Annabelle e tutti gli oggetti spettrali “per almeno i prossimi 5 anni“.

Rife ha dichiarato di apprezzare l’universo di The Conjuring e ha elogiato i Warren prima di condividere le sue idee per la proprietà, tra cui la possibilità di pernottare ed esplorare il museo. Il suo post presenta anche una foto di lui e Castee con Annabelle.

La casa di James e Lily Potter

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La cittadina di Lavenham, nel Suffolk, ha ospitato nei mesi scorsi le riprese di Harry Potter e i Doni della Morte: parte I e Harry Potter e i Doni della Morte: parte II, e in particolare le scene ambientate a Godric’s Hollow, dove Harry è nato e dove sono sepolti i suoi genitori, James e Lily, uccisi da Voldemort

Il palazzo del municipio di Lavenham, visibile nelle foto qui sotto, è stato usato per rappresentare la casa dei Potter. Il cast non ha partecipato alle riprese, ma i personaggi di Harry e Hermione saranno aggiunti in postproduzione; saranno eliminati al computer gli edifici moderni di Lavenham, lasciando in vista le caratteristiche case Tudor dal tetto spiovente.

Il municipio è un monumento protetto dal National Trust; nel film, la scena di Godric’s Hollow sarà ambientata sotto la neve. Non è stato necessario usare neve finta, perché durante le riprese nevicava davvero.

La troupe ha realizzato anche delle fotografie che ritraggono i portoni d’ingresso delle case; nel film, appariranno come quadri “in movimento”, in cui le porte si apriranno per rivelare scene di vita domestica.

Fonte: Badtaste.it

La casa di Jack: trailer e poster del nuovo film di Lars Von Trier

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Arriverà il prossimo 28 febbraio al cinema La casa di Jack (The House that Jack Built), il nuovo discusso film di Lars Von Trier con protagonista Matt Dillon. Il film, presentato Fuori Concorso al Festival di Cannes 2018, non ha mancato di generare polemiche tra la stampa partecipante alla manifestazione francese.

Qui potete vedere il trailer e il poster del film, distribuito in Italia da Videa.

La trama de La casa di Jack:

Le vicende de LA CASA DI JACK hanno luogo nell’America degli anni ’70 in cui seguiamo l’astuto Jack attraverso 5 incidenti, e cioè gli omicidi che definiscono il suo sviluppo come serial killer. Viviamo la storia dal punto di vista di Jack che vede ogni omicidio come un’opera d’arte in sé, anche se la sua disfunzione gli dà problemi nel mondo esterno. Nonostante l’inevitabile intervento della polizia (cosa che provoca pressioni su Jack) si stia avvicinando, contrariamente a ogni logica, questo lo spinge a rischiare sempre di più. Lungo il cammino scopriamo le sue condizioni personali, i suoi problemi e i suoi pensieri attraverso conversazioni ricorrenti con lo sconosciuto Virgilio, una miscela grottesca di sofismi mescolata con un’auto-pietà quasi infantile e con spiegazioni approfondite di azioni difficili e pericolose.

La recensione de La casa di Jack

La casa di Jack: in Italia sarà vietato ai minori

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La casa di Jack: in Italia sarà vietato ai minori

La Società di Distribuzione Cinematografica Videa SpA, da sempre impegnata nella diffusione di opere cinematografiche dalla forte connotazione autoriale, ha deciso di distribuire LA CASA DI JACK (leggi la recensione), l’ultimo controverso film di Lars Von Trier, in due versioni,alle quali la censura ha dato VM 18.

La versione italiana sarà distribuita con tagli nelle scene più cruente e violente, scene che hanno spinto il pubblico dell’ultimo festival di Cannes ad abbandonare la sala prima della fine della proiezione, mentre la versione in lingua originale sottotitolata rispetterà l’integrità dell’opera del regista. É il primo caso in Italia di un film che entra contemporaneamente in censura in due versioni e che ha anche nella versione “alleggerita” dai tagli il vietato ai 18 anni.

La Casa di Jack, Matt Dillon presenta il nuovo film di Lars Von Trier

Di seguito la dichiarazione di Sandro Parenzo, Presidente di Videa Spa: “Ho distribuito negli anni ottanta il primo film di Lars Von Trier, credo si chiamasse Elementi del crimine. Un capolavoro, un acerbo prodotto di un gigante del cinema. Da alcuni anni detesto Lars Von Trier come persona, per le sue scellerate dichiarazioni, per il suo antisemitismo, così come ho detestato a suo tempo Celine che ha però lasciato uno dei grandi capolavori della letteratura del 900. Con questo spirito distribuisco oggi il suo ultimo film, per raccontare ancora una volta quanta distanza una società civile sappia porre tra uno scellerato autore e la sua opera. Perché nella Casa di Jack c’è più cinema, più delirante passione che nel 90% dei film che normalmente escono. Nonostante Il detestabile Lars, divorato dai suoi demoni, che mai incontrerò”.

La casa di Jack: trailer e poster del nuovo film di Lars Von Trier

Il film uscirà in sala il prossimo 28 febbraio.

La Casa di Jack, Matt Dillon presenta il nuovo film di Lars Von Trier

Dopo la turbolenta accoglienza al Festival di Cannes 2018, La casa di Jack, il nuovo lungometraggio del regista danese Lars Von Trier arriva nei cinema italiani. Il film, che sarà in sala dal 28 febbraio, è stato presentato oggi in anteprima a Roma. L’attore protagonista Matt Dillon ha poi risposto in conferenza stampa alle domande dei giornalisti.

“Ho avuto moltissimi dubbi prima di accettare il ruolo di Jack e il film in sé. – esordisce Matt DillonEro spaventato dal personaggio, ma alla fine l’ammirazione per Lars Von Trier ha prevalso. Sapevo che lavorare con lui sarebbe stata una bellissima esperienza, e quando una volta incontratolo mi ha detto che lui si assume tutte le responsabilità dei suoi film, sapevo avremmo realizzato qualcosa di buono. Tuttavia i dubbi non sono mai realmente scomparsi, e durante le riprese continuavo a giudicare il mio personaggio. È molto difficile interpretare un personaggio che non riesci a non giudicare per le sue azioni. Temevo che avrei rifiutato me stesso in quel ruolo. Ci sono state scene con le quali ho avuto enormi difficoltà, e sono state i miei incubi a lungo. Quando finalmente poi ho visto il film finito, l’ho adorato, ma avevo paura a dirlo a Lars. Temevo avrebbe voluto cambiare tutto… lui non ama quando a qualcuno piace troppo quello che fa.”

Nel film Matt Dillon interpreta Jack, uno spietato serial killer affetto da sindrome ossessivo compulsiva, che si macchia di spaventosi crimini. “Jack è uno psicopatico, un misantropo. Manca completamente di empatia. Questo film parla di un serial killer, ma anche di un artista fallito. Per prepararmi al ruolo non mi sono ispirato a nessun grande criminale del cinema. Ho ricercato in internet casi di veri serial killer, e ho trovato cose atroci. La vita vera spesso da più fonti di ispirazione rispetto al cinema. Fatto ciò, per entrare nel personaggio mi sono mosso per aggiungere sottraendo. Jack è una persona nata priva di coscienza, e ho dovuto spegnere completamente questa parte di me per entrare in sintonia con lui.”

“La cosa più affascinante di questo film – continua Dillon, spostandosi dal personaggio al film in sé – è stato il processo con cui l’abbiamo girato. Non abbiamo mai fatto prove, il che è una cosa difficile ma anche importante. Ti costringe a rinunciare alle tue idee intellettuali, costringendoti a stare nel momento presente. Allo stesso tempo la libertà di sbagliare ci permetteva di costruire cose nuove e sempre più belle.”

Nel film recita anche Bruno Ganz, famoso attore svizzero scomparso nei giorni scorsi. In La casa di Jack, Ganz interpreta Verge, un atipico Virgilio che accompagna Jack nel suo viaggio di crudeltà. Matt Dillon ricorda con queste parole l’attore: “Sono molto triste per la sua scomparsa. Lavorare con lui è stata un’esperienza importantissima nella mia carriera. Ho sempre ammirato Ganz, sin da quando ero giovane, e divenne ben presto uno dei miei attori preferiti. Sentivo una certa affinità con lui. Io sono stato scelto prima di lui per il film, e un giorno Lars mi manda la foto di Ganz con sotto scritto VERGE!. Ero contentissimo per quella notizia. Quando poi Ganz vide il film finito, mi disse che avrei dovuto essere molto orgoglioso della mia interpretazione, e penso che detto da lui sia una delle cose più belle che mi siano mai state dette.”

Quando si parla di un film di Lars Von Trier, è difficile non chiedersi come sia stato lavorare con il regista, famoso anche per il suo carattere e le controversie che circondano la sua persona. “Lars è stato straordinario. – esclama Dillon – Il set con lui era una continua sorpresa, un continuo esperimento. Lui era estremamente concentrato sul personaggio, e mi ha aiutato moltissimo nella sua costruzione.”

La violenza è indubbiamente una delle tante tematiche ricorrenti. Dillon conclude la conferenza stampa dando una sua personale riflessione su questo tema e di come questo caratterizzi implicitamente la nostra epoca. “Non sono pienamente convinto che il mondo sia un luogo solitario e cinico. Ma se guardiamo a cosa succede ogni giorno, con tutte le ingiustizie di cui nessuno sembra darsi pena, allora diventa difficile credere il contrario. Inizialmente avevo paura della reazione che il pubblico avrebbe potuto avere durante e dopo il film. Poi però ho pensato che quando accendi la tv puoi vedere cose ancor più brutali, e che accadono realmente nel mondo. Se accettiamo tutto ciò senza indignarci, allora dobbiamo accettare anche quello che possiamo vedere in un film del genere.”

La casa di carta: l’universo si espande, in arrivo altre storie

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La casa di carta: l’universo si espande, in arrivo altre storie

In occasione delle attività per l’uscita di Berlino e la dama con l’ermellino a Siviglia, è stato annunciato il proseguimento dell’universo de La casa di carta.

Ieri sera lungo il fiume Guadalquivir migliaia di fan hanno assistito al momento in cui una barca piena di persone vestite con le iconiche tute rosse e le maschere di Dalí ha navigato lungo il fiume al ritmo di “Bella Ciao”, confermando che le storie de “La casa di carta” non finiranno con “Berlino e la dama con l’ermellino”.

L’annuncio è arrivato al termine di un evento della durata di tre giorni che ha coinvolto l’intera città Andalusa per celebrare la serie con protagonista Pedro Alonso, in arrivo su Netflix dal 15 maggio, culminato in uno spettacolo mozzafiato sul fiume Guadalquivir con una performance a sorpresa di Rosalía.

L’universo de La casa di carta

Berlino e la dama con l’ermellino, il secondo capitolo di Berlino, la serie creata da Álex Pina e Esther Martínez Lobato dall’universo de La casa di carta, è in arrivo solo su Netflix dal 15 maggio. Le tre stagioni de La casa di carta continuano a occupare i posti 4, 6 e 7 nella Top 10 delle serie in lingua non inglese più viste nella storia di Netflix. Nella settimana di lancio, il primo capitolo di Berlino è stato la serie più vista al mondo ed è entrata nella Top 10 in 91 paesi. È rimasta per 7 settimane consecutive nella Top 10 delle serie in lingua non inglese, con 348 milioni di ore di visione e un totale di 53 milioni di visualizzazioni.

La casa di carta: 8 cose che solo i veri fan della serie sanno

La casa di carta: 8 cose che solo i veri fan della serie sanno

La casa di carta è indubbiamente stata una delle serie Netflix più celebri e discusse degli ultimi anni: l’azione inossidabile come marchio degli episodi, personaggi iconici come Tokyo e Il Professore e gli intrecci narrativi hanno appassionato spettatori di tutto il mondo. Ripercorriamo assieme alcuni dei retroscena e delle curiosità più strabilianti della serie!

Il legame tra Tokyo e Natalie Portman

Non tutti sanno che molti dei tratti fisici ed emotivi del personaggio di Tokyo sono stati influenzati dal personaggio di Mathilda, interpretato da Natalie Portman nel celebre film Leon-The Professional (1994). Non solo il taglio a caschetto di Úrsula Corberó nella serie ricorda Mathilda, ma anche la dinamica padre/figlia con il Professore rispecchia ampiamente la relazione tra Mathilda e Leon.

Corberò ha rivelato che già prima della prova costumi stava pensando ad un look simile a Mathilda per quello del suo personaggio; quando è poi entrata in sala trucco per le prove, ha spiegato che l’intera parete era tappezzata di immagini di Mathilda: il resto è storia.

Álvaro Morte ha contribuito ad ideare il look del professore

Da varie interviste, emerge chiaramente quanto Álvaro Morte abbia lavorato per dar vita al personaggio del Professore. Molti fan sarebbero d’accordo sull’affermare che la serie non sarebbe stata la stessa senza la sua mente geniale, dato che si tratta di uno dei personaggi migliori e più complessi della TV. Non solo la sua creatività ha incuriosito i fan, ma anche il modo in cui è stato in grado di manipolare le menti di molti personaggi e sfuggire alla cattura.

Morte ha ammesso di aver fornito ispirazione ai costumisti suggerendo che il professore sembrasse un ragazzo normale, timido, che non sarebbe mai stato notato. Sembra che il reparto costume sia stato certamente all’altezza delle sue aspettative, dato che gli abiti dalle tonalità neutre del Professore lo aiutano a non essere mai sotto i riflettori.

Nairobi non era inclusa nella sceneggiatura originale

Alba FloresÈ difficile credere che Alba Flores non facesse quasi parte dello show ma inizialmente fu proprio così; Nairobi non faceva parte dello script originale e i creatori della serie hanno deciso di aggiungere alla narrazione il personaggio di Nairobi solo dopo aver lavorato con la Flores in un’altra serie spagnola, Vis a Vis.

Flores ha affermato che i creatori di La casa di carta pensavano inizialmente che un personaggio femminile come Nairobi non avrebbe funzionato. Solo più tardi, hanno contattato la Flores chiedendole se fosse interessata a costruire assieme a loro la forte personalità di Nairobi.

La maschera di Dalì

Quando si tratta di cinema o serie tv, sappiamo che ci sono maschere o costumi che sono diventati sinonimi di un personaggio: la maschera da hockey di Jason Voorhees di Venerdì 13, quella di Ghost Face, il Guy Fawkes di V per Vendetta… e la maschera di Dalì della Casa di Carta.

Questa maschera è un simbolo di resistenza, rivoluzione e orgoglio nazionale; il Professore ha ammesso che una delle sue motivazioni dietro le rapine è che disprezzava il modo in cui i ricchi continuavano a beneficiare dopo il crollo finanziario ed è quindi chiaro che le maschere simboleggiano la sua rivoluzione.

Sono state disegnate più di 500 tute rosse per la 5 stagione

Anche le tute rosse sono diventate un simbolo iconico della serie La casa di carta; il costumista Carlos Diez ha ammesso di aver creato “500 tute per la stagione 5, con 8 pezzi per ogni personaggio“.

Dal momento che ciascuna tuta si è diversificata in ogni stagione, Diez ha anche aggiunto che il reparto costumi deve conservare tutte le tute delle stagioni precedenti, dato che la serie non è girata in ordine cronologico. Capiamo così quanto tutti coloro che stanno dietro le quinte abbiano contribuito a dare vita ai personaggi.

Álex Pina ha subito molte pressioni per sbarazzarsi di Berlino

Pedro AlonsoTutti i fan di La casa di carta sono rimasti scioccati nell’assistere alla morte di Berlino al finale della Parte 2, soprattutto perché il personaggio interpretato da Pedro Alonso era assolutamente tra i più significativi dell’intera serie.

Álex Pina ha rivelato in La casa di carta: il fenomeno che il web aveva inizialmente interpretato male il personaggio di Berlino e voleva che la serie se ne sbarazzasse perché non si adattava bene allo spirito narrativo e le opinioni che avanzava erano considerate piuttosto obsolete. Pina si è rifiutato di tagliarlo dallo show perché pensava che sarebbe stato un villain interessante, tuttavia farlo morire nella Parte 2 si è rivelata la mossa giusta perché ha permesso agli altri personaggi di svilupparsi ulteriormente e di introdurne altri.

Itziar Ituño non voleva partecipare alla serie

Itziar ItunoAnche se molti conoscono Itziar Ituño come la coraggiosa Raquel in Money Heist, l’attrice non avrebbe in realtà voluto accettare il ruolo dato che aveva già passato anni ad interpretare una poliziotta nella serie Goenkale. Fortunatamente, ha finito per cambiare idea non appena ha letto il copione, scoprendosi in sintonia con la morale del personaggio e la storia.

Considerando che Raquel è diventata un leader autorevole e vigoroso, è difficile immaginare qualcun altro nel ruolo, dato che la Ituño cattura perfettamente il suo atteggiamento testardo e determinato. Renderla parte della squadra dei rapinatori è stata una delle migliori idee che gli sceneggiatori abbiano mai avuto, perché ha contribuito a rendere il suo ruolo ancora più complesso e dinamico.

È in arrivo un adattamento sudcoreano

squid game simboliNME ha recentemente annunciato che un adattamento sudcoreano di La casa di carta sarà trasmesso in anteprima su Netflix il prossimo anno. Nel cast troveremo l’attore Yoo Ji-Tae e l’attore di Squid Game Park Hae-soo, che interpreteranno gli iconici fratelli Vertele.

Non sono stati rivelati molti dettagli sulla trama, ma sembra che la serie avrà la stessa premessa, anche se la rapina avrà luogo nella penisola coreana. Pina ha lodato questo futuro adattamento: non ci resta che attendere ulteriori notizie.

La casa di carta 4: la recensione della serie Netflix

La casa di carta 4: la recensione della serie Netflix

Dopo averci introdotti nella Banca di Spagna, e averci lasciato con il fiato sospeso per mesi, Il professore e la sua ormai mitica squadra sono pronti a ripartire lì dove li avevamo lasciati. Arriva infatti dal 3 aprile su Netflix la quarta stagione de La casa di carta, l’ormai popolarissima serie spagnola. Più che di una quarta stagione è in realtà più corretto parlare di una quarta parte del racconto, pensato in sé come flusso unico e inseparabile. Si ritrovano infatti sin da subito tutte le caratteristiche che hanno reso particolarmente accattivante la storia dell’ingegnoso gruppo di criminali, dall’azione ai limiti del realistico sino alla costruzione di personaggi complessi, i cui rapporti l’uno con l’altro sono sempre in equilibrio precario. Ed è proprio su questo secondo aspetto che gli sceneggiatori puntano per i nuovi episodi.

La terza parte della serie si concludeva con evoluzioni impreviste nella rapina alla Banca di Spagna. Il gruppo sembra sfaldarsi dall’interno, mentre il Professore, (Alvaro Morte) ascolta impotente l’uccisione dell’amata Lisbona (Itziar Ituño). La situazione è critica come non mai, e più scorre il tempo più sembrano aumentare i problemi per la squadra di criminali vestiti di rosso. E quando tutto sembrava non poter andare peggio, ecco che proprio dall’interno della Banca in cui sono rinchiusi si genera il nemico più temibile che il gruppo abbia mai dovuto affrontare. Un nemico che renderà sempre più concreta la paura della morte.

La casa di carta 4: l’amore e la morte

Su questi due elementi si basa ora più che mai il racconto. Amore e morte, ed ogni personaggio ne farà esperienza in modi inaspettati. Il ritmo della serie sembra rallentare, come a sottolineare la situazione di tregua temporanea generatasi tra il gruppo capitanato dal Professore e la polizia. Una tregua che permette così di spostare l’attenzione sui personaggi, che costretti ad una convivenza forzata iniziano inevitabilmente a svelare le proprie personalità, compresi i desideri e le paure. Si ha la sensazione che tutti i rapporti costruiti sin dall’inizio della serie fossero pensati per arrivare a questo preciso punto, dove alcune cose cambieranno per sempre.

Le coppie composte da Tokyo (Úrsula Corberó) e Rio (Miguel Herrán), e da Denver (Jaime Lorente) e Stoccolma (Esther Acebo), arriveranno ora al loro momento di maggior crisi. Attraverso questo i personaggi si troveranno di fronte ad un’evoluzione necessaria, tanto per sé stessi quanto per la persona amata. Ma proprio perché colti nel pieno di questo processo risulteranno particolarmente vulnerabili, inclini anche all’errore più banale. Ciò che però i primi episodi della quarta parte mettono subito in chiaro è che anche il minimo errore può essere fatale.

Se dunque fino ad ora si era puntato sull’azione e sull’esplosività degli eventi, è giunto ora il momento di un maggior studio dell’introspezione dei personaggi. Questa attenzione nei loro confronti porta ad emergere il carattere da “telenovelas” che è sempre stato latente nella serie, e che trova ora il proprio momento di protagonismo. Lo si ritrova nel modo marcato in cui vengono trattate le relazioni dei personaggi, nei loro dialoghi composti di assoluti, nell’esasperazione di determinate emozioni e stati d’animo. Con un po’ di pazienza, questo aspetto risulterà tuttavia meno indigesto anche per coloro che difficilmente dialogano con tale genere.

La casa di carta

La casa di carta 4: la recensione

La strada intrapresa dagli sceneggiatori e dall’ideatore Álex Pina non esclude però la sana azione che è elemento imprescindibile della serie e del suo genere di riferimento, l’heist movie. Grazie all’introduzione di un nuovo personaggio, che diventa ben presto il villain del momento, si genereranno infatti sequenze altamente dinamiche ed esplosive, rese tali anche da un montaggio alternato che tramite flashback riporta indietro nel passato, mostrando tanto la costruzione del piano per la rapina quanto le origini di quello che è ora il nemico mortale del gruppo.

Si scatena così quella tensione che ha da sempre spinto nel voler continuare la visione, nell’impazienza di sapere cosa ancora succederà, come evolverà la situazione, come si comporteranno i personaggi. Ogni episodio termina infatti con un gancio molto forte al successivo, rendendo difficile rinunciare all’ormai noto binge watching. Questa formula, in realtà, potrebbe sul lungo periodo stancare o perdere la forza iniziale. Ecco perché concentrarsi ancor di più sui personaggi, portare il pubblico a nutrire ancor più empatia nei loro confronti, è un buon modo per generare l’impazienza di iniziare subito l’episodio seguente.

La casa di carta 4 tenta dunque di rinnovarsi rimanendo la stessa. Si pone in equilibrio tra l’azione e i personaggi, tra l’amore e la morte, riuscendo a regalare, almeno dagli episodi potuti vedere in anteprima (i primi 5 di 8), una nuova stagione degna delle precedenti. Diversa, certamente, dimostrando di saper aggiustare il tiro su quanto non aveva funzionato nella terza. La natura irrealistica di determinate situazioni può infatti talvolta compromettere la visione, ecco perché spostare l’attenzione sui personaggi è per ora una gradita soluzione.

La casa delle estati lontane recensione del film di Shirel Amitaï

La casa delle estati lontaneIsraele, 1995: l’anno delle possibilità. Shirel Amitaï firma la regia di un film che, attraverso una comune storia familiare narra di un’epoca di limbo, in cui l’imminente pace viene uccisa insieme al ministro Rabin. La Storia con la S maiuscola si fonde con la storia di tre sorelle: metà israeliane e metà francesi, Darel (Yaël Abecassis), Calì (Géraldine Nakache) e  Asia (Judith Chemla) si riuniscono nella loro casa di Atlit, dove solevano passare le estati, per procedere alla vendita dell’immobile.

Sviluppato per intero nello spazio della casa e del suo cortile, La casa delle estati lontane si serve di immagini di archivio per contestualizzare il periodo in cui si svolge la vicenda. La dialettica che si instaura tra le due tipologie di linguaggi permette di creare un ponte tra le due storie, che riescono a essere percepite chiaramente dallo spettatore come parallele e riflettenti l’una dell’altra. Il tutto è movimentato dall’elemento fantastico che viene ben utilizzato per mettere materialmente e visivamente in scena il bagaglio di memorie, affetti e desideri che le protagoniste si portano dietro.

La casa delle estati lontane eAttraverso le tre sorelle, rappresentanti di tre diverse stagioni della vita, assistiamo a un viaggio che ha come luoghi la casa e il suo giardino e che conduce alla definizione di un’identità che, sebbene si tenti di sradicare in tutti i modi, riemerge con prepotenza senza dare occasione alcuna di essere soffocata. Le protagoniste sono, ognuna a suo modo, perse e spaesate: la maggiore, annegata nelle responsabilità, non permette a se stessa la felicità; quella di mezzo non riesce a sposare completamente le sue origini, che tenta di sradicare continuamente, come le piante del giardino di cui si occupa; infine la più giovane, smarrita nel senso più ampio e pieno della parola.

In quello che si può tranquillamente definire un film d’interni, la forza sta, naturalmente, nei personaggi, che in questo caso sono ben scritti e caratterizzati grazie anche al lavoro puntuale dei costumisti, Laurence Struz (Francia) & Ofir Hazan (Israele) e alla forte intesa tra le attrici protagoniste. Tuttavia il ritmo del film non risulta molto costante, con una prima parte più debole che soffre di una mancanza di indizi che indichino allo spettatore ciò che si nasconde dietro quella che sembrerebbe una banalissima vicenda familiare. È dunque in un secondo momento che il film si rivela davvero interessante nell’operazione che fa, nell’evidenziare come una situazione esterna influenzi irrimediabilmente anche chi non ne prende parte attivamente, ma che, per casuale atto di nascita, ci cammina e ci vive dentro.

In sala a partire dal 16 giugno, il film dell’Amitaï ha il merito, non scontato, di puntare il riflettore su un’epoca di possibilità e sul coraggio di restare attaccati alla propria identità nonostante le oggettive difficoltà.

La Casa delle Bambole: il trailer dell’horror di Pascal Laugier

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La Casa delle Bambole: il trailer dell’horror di Pascal Laugier

Il canale Youtube di Midnight Factory ha diffuso il trailer ufficiale de La Casa delle Bambole, il nuovo horror diretto da Pascal Laugier (Martyrs) che arriverà in sala il prossimo 6 dicembre.

La trama: Pauline e le due figlie adolescenti, Beth e Vera, ricevono in eredità una vecchia villa piena di cimeli e bambole antiche che rendono l’atmosfera tetra e inquietante. Durante la notte, due intrusi penetrano nella casa e prendono in ostaggio le ragazze. Pauline lotta disperatamente per la vita delle figlie e riesce ad avere la meglio sugli assalitori, ma il trauma di quella notte segnerà per sempre il destino delle ragazze. Mentre Beth riesce a reagire e a lasciarsi il passato alle spalle, diventando una scrittrice di successo, Vera invece non supera lo shock e si rinchiude nelle sue paranoie. Sedici anni più tardi Beth riceve una telefonata dalla sorella che le chiede aiuto. La ragazza ritorna così nella casa delle bambole dove scoprirà che l’incubo, in realtà, non è ancora finito…

Ecco il trailer de La Casa delle Bambole

La casa delle bambole – Ghostland, la recensione

Fonte: Midnight Factory

La Casa delle Bambole: il “prank” nel cuore di Roma

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La Casa delle Bambole: il “prank” nel cuore di Roma

Non perdetevi questo video “prank” realizzato a Roma, nei dintorni de L’Ospedale delle Bambole in occasione dell’uscita del film La Casa delle Bambole dal 6 dicembre al cinema.

La trama: Pauline e le due figlie adolescenti, Beth e Vera, ricevono in eredità una vecchia villa piena di cimeli e bambole antiche che rendono l’atmosfera tetra e inquietante. Durante la notte, due intrusi penetrano nella casa e prendono in ostaggio le ragazze. Pauline lotta disperatamente per la vita delle figlie e riesce ad avere la meglio sugli assalitori, ma il trauma di quella notte segnerà per sempre il destino delle ragazze. Mentre Beth riesce a reagire e a lasciarsi il passato alle spalle, diventando una scrittrice di successo, Vera invece non supera lo shock e si rinchiude nelle sue paranoie. Sedici anni più tardi Beth riceve una telefonata dalla sorella che le chiede aiuto. La ragazza ritorna così nella casa delle bambole dove scoprirà che l’incubo, in realtà, non è ancora finito…

La casa delle bambole – Ghostland, recensione del film di Pascal Laugier

La casa delle bambole – Ghostland: trama, cast e curiosità sul film horror

Quello della casa infestata è da sempre un tema ricorrente del cinema horror, che negli anni lo ha affrontato e riproposto in variegate versioni. Da La casa L’evocazione – The Conjuring, da Crimson Peak ad Annabelle, sono tanti i titoli in cui si può ritrovare tale elemento. Di questo filone, uno dei più recenti e interessanti è La casa delle bambole – Ghostland, diretto nel 2018 dal regista francese Pascal Laugier, grande esperto del genere e noto in particolare per il film Martyrs. Frutto di una sua idea originale, il lungometraggio qui approfondito rielabora dunque l’elemento spettrale di tale ambiente, ponendo i propri personaggi in situazioni quanto mai drammatiche e spaventose.

Presentato in anteprima al Festival Internazionale del Film Fantastico di Gérardmer, in Francia, La casa delle bambole arrivò ad ottenere ampi consensi. Vinse infine ben tre premio, incluso il prestigioso Grand Prize, ottenendo una visibilità tale da divenire un piccolo successo nei paesi in cui ha trovato distribuzione. Nonostante sia uscito in sala anche in Italia, infatti, il film ha finito con il passare quasi inosservato ai più. A renderlo maggiormente noto è però stato un incidente verificatosi durante le riprese, e che ha dato vita a non poche ripercussioni.

Per i grandi amanti del genere, si tratta dunque di un titolo da non lasciarsi sfuggire, arricchito da un notevole cast e un’atmosfera particolarmente coinvolgente. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla spiegazione del controverso finale. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

La casa delle bambole – Ghostland: la trama del film

Protagoniste del film sono Pauline e le due figlie adolescenti, Beth e Vera. Queste ricevono in eredità una vecchia villa piena di cimeli e bambole antiche che rendono l’atmosfera tetra e inquietante. Durante la notte, due intrusi penetrano nella casa e prendono in ostaggio le ragazze. Pauline lotta disperatamente per la vita delle figlie e riesce ad avere la meglio sugli assalitori, ma il trauma di quella notte segnerà per sempre il destino delle ragazze. Mentre Beth riesce a reagire e a lasciarsi il passato alle spalle, diventando una scrittrice di successo, Vera invece non supera lo shock e si rinchiude nelle sue paranoie. Sedici anni più tardi Beth riceve una telefonata dalla sorella che le chiede aiuto. La ragazza ritorna così nella casa delle bambole dove scoprirà che l’incubo, in realtà, non è ancora finito.

La casa delle bambole - Ghostland cast

La casa delle bambole – Ghostland: il cast del film

Ad interpretare la madre Pauline vi è la cantautrice francese Mylène Farmer, qui al suo secondo ruolo cinematografico. Maggior rilievo è invece quello dato ad Emilia Jones e Taylor Hickson. La prima, nota per la serie Locke & Key, interpreta qui la giovane Beth. La Hickson, invece, è la giovane Vera. È stata quest’ultima a rimanere vittima dell’incidente precedentemente citato. Durante una scena, infatti, l’attrice rimase ferita gravemente al volto con un pezzo di vetro. Ciò le richiese ben 70 punti di sutura, che le hanno però lasciato cicatrici permanenti. Per tale motivo, l’attrice ha poi intrapreso una battaglia legale contro la produzione del film. Anastasia Philips interpreta invece Vera da adulta, mentre Crystal Reed, nota per la serie Teen Wolf, è Beth da adulta.

La casa delle bambole – Ghostland: la spiegazione del film

Di seguito si riporteranno alcuni dettagli esplicativi del film, della sua struttura e del suo finale. Si tratta dunque di informazioni che, qualora non si avesse ultimato la visione, potrebbero risultare come degli spoiler. Nell’approcciarsi a La casa delle bambole – Ghostland ci si ritroverà ben presto gettati in un oscuro labirinto della mente, dove nulla è come sembra. Il film, infatti, è solo apparentemente strutturato in modo lineare, con un prima e un dopo. Tuttavia, con il proseguire della visione si scoprirà come la vita da adulte di Vera e Beth non è altro che il frutto dell’immaginazione di quest’ultima. Ancora segregata nella casa dove si era recata con la madre e la sorella, questa ha dato vita ad una realtà alternativa in cui rifuggirarsi per sfuggire dagli orrori che sta vivendo nella realtà.

Risvegliata da questo sogno, Beth si troverà a quel punto a capire di non poter più rifugiarsi, ma di dover affrontare quanto sta accadendo. Sua madre è morta in seguito all’aggressione, e tutto ciò che le rimane è salvare sua sorella. Grazie ad una serie di consapevolezze acquisite con il sogno vissuto fino a quel momento, la ragazza riesce così a prevalere sugli assassini, riuscendo a sfugire e trovare rifugio presso la polizia insieme a Vera. La particolarità del film è dunque quella di presentare una realtà fino ad un dato momento, per poi spezzarla totalmente e riportare all’episodio con cui il film era iniziato. Un intreccio particolarmente suggestivo, che rappresenta il grande fascino del film.

La casa delle bambole – Ghostland: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di La casa delle bambole – Ghostland grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Google Play e Apple iTunes. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di sabato 30 gennaio alle ore 21:20 sul canale Rai 4.

Fonte: IMDb

La casa delle bambole – Ghostland, recensione del film di Pascal Laugier

Il maestro dell’horror francese Pascal Laugier torna dietro la macchina da presa con un nuovo film a tinte dark, La casa delle bambole – Ghostland. Lanciatissimo in patria con Saint Ange (2004), Laugier raggiunse il successo in tutto il mondo con Martyrs (2008), film molto apprezzato dagli amanti del genere soprattutto per i toni gore estremi e i concetti legati alla filosofia del sadismo batailliana.

La Casa delle Bambole – Ghostland, quarto lungometraggio del regista francese, è stato presentato al Festival International du Film Fantastique de Gérardmer, dove si è aggiudicato tre premi tra cui Gran Prize, Audience Award e SyFy Award, oltre a far parte della selezione della 36° edizione Torino Film Festival.

Una madre single (Mayléne Farmer) si trasferisce con le sue due figlie adolescenti, Beth (Emilia Jones) e Vera (Taylor Hickson), nella casa di campagna ereditata dalla defunta zia. Ma una coppia di efferati assassini a piede libero le sorprenderà nel cuore della notte, cambiando per sempre le loro vite.

I film di Lagier partono come di consueto da un’idea di base intenta ad omaggiare i grandi maestri del passato del cinema horror. Se in Saint Ange si guardava a Fulci e in Martyrs alla saga di Hellraiser, stavolta il regista francese fa appello a Tobe Hooper e a Non Aprite Quella Porta.

Tuttavia La Casa delle Bambole – Ghostland prende presto una direzione tutta sua, sviluppando il tema che sembra stare più a cuore al regista francese: la tortura. Ma se in Martyrs questo si traduceva, come si è detto, in un’indagine cruda eppure giustificata da un’intento filosofeggiante, in questo caso siamo di fronte ad un gore crudo che si attorciglia sulla storia stessa e sui piani temporali, dove ad un certo punto passato e presente si accavallano, confondendo non solo la protagonista ma anche lo spettatore.

La sceneggiatura, firmata dallo stesso regista, fa leva con forza su un buon twist, intorno ai 30 minuti dall’inizio del film, che sovverte la narrazione e soprattutto pone i villain della storia come torturatori senza nessun background, quindi rappresentati della paura e del gusto per la tortura senza nessuna motivazione razionale o subconscia: la violenza per il piacere della violenza.

Tuttavia il regista francese non si prende la briga di empatizzare con le protagoniste femminili, e le protagoniste diventano quindi semplici “bambole”, inerti pupazzi che popolano tutto il film, tanto che in questo modo compaiono anche in locandina. Le protagoniste non sono affatto eredi del cinema di genere e delle sue eroine, come la Sally Hardesty di Non Aprite Quella Porta (1974) o la Jennifer Hills di Non Violentate Jennifer (1978), ma diventano oggetto dello sguardo, vittime passive di una violenza senza controllo.

La casa della gioia di Terence Davies

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La casa della gioia è il film del 2000 diretto da con protagonisti Gillian Anderson, Eric Stoltz, Laura Linney, Anthony La Paglia, Elizabeth Mc Govern, Dan Aykroyd e Jodhi May

La trama di La casa della gioia: New York, inizi del Novecento: Lily Bart, trentenne dall’ottima educazione ma con pochi mezzi e abituata a vivere sopra le proprie possibilità, cerca un marito ricco ma si innamora di Selden, un avvocato di belle speranze, suscitando l’odio di una ricca signora che credeva sua amica. Man mano la giovane donna cade in disgrazia, perdendo protettori e eredità familiari, e riempiendosi di debiti, in una società in cui una cattiva reputazione ti può uccidere, soprattutto se sei troppo abituata agli agi per lavorare. Per Lily la caduta sembra davvero implacabile e forse nemmeno Selden riuscirà a salvarla.

La casa della gioia, l’analisi

Dopo aver raccontato alcune storie contemporanee, il regista inglese Terence Davies si rivolge ad uno dei romanzi dell’autrice statunitense Edith Wharton, amica e allieva di Henry James, impareggiabile nella descrizione dei riti e delle crudeltà della società americana tra Otto e Novecento. Con location a disposizione ad Edimburgo, costumi e scenografie sontuosi ma un budget economico che non pesa sul risultato finale, Terence Davies colleziona un piccolo gioiello, aiutato anche da un cast di attori popolari ma non divi, dove i mezzi limitati non emergono, ma sottolineano un risultato sobrio ma efficace, con una cura dei dettagli che ricorda a tratti quella del nostro Luchino Visconti.

E se l’allora Scully di X-Files è perfetta nel ruolo di Lily e viene scelta da Davies non perché fan dell’agente dell’FBI (non ha mai visto la celeberrima serie cult) ma per la sua rassomiglianza con le attrici romantiche anni Quaranta alla Greer Garson e alla Eleanor Parker, tra gli altri interpreti spiccano un Dan Aykroyd agli antipodi rispetto ai ruoli buffi che gli diedero il successo, il futuro Jack Malone di Senza traccia Anthony La Paglia e Laura Linney, oggi madre di famiglia alle prese con il cancro, là spietata e infida donna dell’alta società.

Ogni scena rappresenta la caduta di Lily agli inferi, antieroina tragica, non così simpatica da commuovere fino in fondo ma emblema di un mondo spietato, e trascina lo spettatore in un gorgo da cui non si potrà uscire vivi, metafora della società di allora, ma anche specchio di regole che, sia pure in maniera diversa, ci sono ancora oggi. Perfetto per chi ama i melodrammi in costume, La casa della gioia arrivò vicino alle nomination agli Oscar, che avrebbero dovuto toccare in particolare la sua interprete, Gillian Anderson, penalizzata poi dall’essere un volto per la televisione: la stessa Anderson, trasferitasi poi a Londra, si è specializzata in ruoli in sceneggiati in costume, sfruttando una vena che già qui emergeva.

Passato in sordina al cinema nel 2000, pur con l’appoggio degli amanti del genere e dei fan della Anderson, La casa della gioia è un classico da riscoprire, una favola morale tragica e una storia in costume che merita di stare alla pari di altre pellicole del genere.

La casa del padre: la spiegazione del finale del film

La casa del padre: la spiegazione del finale del film

La casa del padre è un nuovo thriller drammatico del regista Neil Burger. Il film segue Helena (Daisy Ridley), che ha trascorso gli ultimi 20 anni cercando di ricostruire la sua vita dopo che suo padre, Jacob (Ben Mendelsohn), è stato catturato e mandato in prigione. Dopo aver rapito la madre di Helena (Caren Pistorius) due anni prima della sua nascita, Jacob le ha nascoste nella natura selvaggia, completamente isolate dal mondo esterno. Crescendo Helena affinché comprendesse la natura selvaggia e la palude che la circondavano, lei è cresciuta amando suo padre, completamente ignara di ciò che lui aveva fatto a sua madre.

Solo dopo che un uomo si imbatte accidentalmente nella loro capanna, Helena e sua madre riescono a fuggire nonostante le obiezioni di Helena. Una volta riuscite a fuggire, finiscono alla stazione di polizia locale, dove Helena scopre la verità su ciò che ha fatto suo padre. Mentre sono lì, Jacob cerca di portare via Helena prima che la polizia lo intercetti e lo arresti. Anni dopo, Helena ha un marito e una figlia che non sanno nulla del suo malvagio padre o del suo complicato passato. Dopo che Jacob fugge però durante un trasferimento in prigione, l’FBI invade la casa di Helena e alla fine rivela il segreto che lei ha tenuto nascosto alla sua famiglia. È qui che risiede il vero catalizzatore del film.

Il ritorno del padre di Helena

Dopo essere fuggito durante un trasferimento di prigionieri, Jacob finge la propria morte rimuovendo i suoi tre caratteristici denti d’oro, mettendoli a un compagno di fuga e dando fuoco alla loro auto. Anche se un piano del genere chiaramente non supererebbe un esame forense, Jacob riesce a seminare temporaneamente le autorità e a guadagnare tempo sufficiente per mettere in atto il suo piano per fuggire in Canada con Helena e sua nipote Marigold (Joey Carson). Nonostante ciò che crede la polizia, Helena rimane scettica riguardo alla notizia della morte di suo padre e, quando scopre gli stessi disegni stilizzati che aveva da bambina nella scatola dell’habitat di Marigold per la scuola, capisce subito che Jacob non solo è vivo, ma era anche a casa sua.

Daisy Ridley in La casa del padre
Daisy Ridley in La casa del padre. Foto di Philippe Bossé © 2023 Lionsgate

Rendendosi conto di essere l’unica in grado di proteggere la sua famiglia dal padre, si assicura che sua figlia sia al sicuro a scuola e dice a suo marito, Stephen (Garrett Hedlund), di andare a prendere Marigold senza spiegargli il motivo. Dice a Stephen che lui e Marigold l’hanno salvata prima di partire per la baita isolata dove viveva da bambina. Dopo il suo viaggio impegnativo, incontra suo padre alla baita. Fanno una passeggiata e rivivono il passato prima che Jacob le chieda di portare Marigold con lui in Canada. Tuttavia, lei risponde rapidamente che non può farlo e si separa da suo padre.

Helena torna alla baita senza suo padre, ma sorprendentemente incontra il suo patrigno, Clark (Gil Birmingham), che è anche un poliziotto locale. Stephen lo ha chiamato dopo che Helena se n’è andata, spiegandogli quanto fosse preoccupato, il che ha spinto Clark ad avventurarsi alla baita, credendo che Helena e Jacob potessero essere lì. Clark chiede se Jacob è lì e, quando lei conferma che c’è, Jacob punta una pistola contro Clark e i due si sparano a vicenda. Jacob spara a Clark al petto, uccidendolo. Mentre Helena piange sul corpo di Clark, Jacob prende la pistola di Clark e il coltello di Helena. Poi la getta nella stessa fossa in cui l’aveva messa da bambina e la lascia lì, giurando di tornare con Marigold in modo che loro tre possano essere una famiglia.

Helena reagisce

Non più bambina, Helena riesce a risalire e uscire dalla fossa. Ricordandosi che il fucile della sua infanzia è chiuso a chiave nel pavimento del capanno fuori, lo recupera e si mette alla ricerca di suo padre. Seguendolo attraverso il bosco, usando le abilità che lui le ha insegnato, alla fine lo trova mentre sta scendendo il fiume in canoa. Si prepara a sparargli, ma lo manca, permettendogli di fuggire più in profondità tra gli alberi e la palude. Comincia a seguire le sue tracce, ma si rende conto che lui ovviamente sa ciò che le ha insegnato e potrebbe cercare di fuggire contrastando ciò che lei ha imparato da lui. Quindi cambia direzione e si dirige verso la palude, dove lui probabilmente è fuggito.

Daisy Ridley nel film La casa del padre
Daisy Ridley nel film La casa del padre. Foto di Philippe Bossé © 2023 Lionsgate

Nascosta nella palude sotto l’acqua, lei lo supera senza saperlo prima che lui emerga e le spari alla gamba. Lui poi la ammanetta e la costringe a tornare con lui alla canoa che lei ha usato per arrivare alla capanna, in modo da poter fuggire. Mentre camminano, i due scambiano alcune parole. Nonostante ciò che dice Jacob, Helena afferma che sua madre era in realtà la più forte perché era rimasta a proteggerla quando avrebbe potuto scappare. Definisce suo padre debole per ciò che ha fatto loro, il che lo spinge a chiederle cosa farebbe per Marigold. Rispondendo che morirebbe per sua figlia, Helena scivola intenzionalmente dal bordo della scogliera, riuscendo a malapena a riprendere l’equilibrio.

Fingendo di implorare l’aiuto di suo padre, lui si china. Quando lo fa, lei lo avvolge con i polsi ammanettati e li spinge entrambi nel torrente sottostante. Per proteggere sua figlia, sarebbe disposta a porre fine alla propria vita se ciò significasse anche la morte di suo padre. Entrambi storditi e doloranti per la caduta estrema, sono lenti a muoversi verso le pistole che sono cadute dalle mani di Jacob. Mentre Helena ne prende una, suo padre prende l’altra, puntandole l’una contro l’altra contemporaneamente. Helena riesce a sparare per prima dopo aver detto che deve proteggere la sua famiglia e uccide Jacob una volta per tutte. Usando le abilità che lui le ha insegnato da bambina, Helena alla fine sconfigge suo padre da adulta. Provando finalmente un senso di sollievo dopo l’intera prova, torna a casa dalla sua famiglia.

Cosa ci lascia il film La casa del padre

Il messaggio che La casa del padre lascia è quello di una dolorosa ma potente affermazione di identità. Helena capisce che ciò che ereditiamo non determina ciò che diventiamo: le abilità che suo padre le ha insegnato non sono una condanna, ma uno strumento che lei può usare per liberarsi definitivamente dal suo passato. Il film mostra come il trauma possa ridefinire una vita, ma anche come sia possibile spezzare il ciclo della violenza scegliendo la verità, la protezione e la famiglia che si costruisce. In fondo, la vera vittoria di Helena non è quella fisica contro Jacob, ma la decisione di restare nel mondo, di essere madre e moglie nonostante la ferita originaria. È la prova che anche chi nasce nel buio può imparare a camminare nella luce, senza nascondersi più.

La casa dei massacri, il film del 2004 di Tobe Hooper

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La casa dei massacri, il film del 2004 di Tobe Hooper

La casa dei massacri è il film horror del 2004 diretto da Tobe Hooper e scritto da Jace Anderson e Adam Gierasch.                  

  • Anno:2003
  • Diretto da: Tobe Hooper
  • Titolo originale: Toolbox murder
  • Cast: Angela Bettis, Brent Roam, Juliet Landau, Lucky McKee, Rance Howard
  • La casa dei massacri – trama

Ritrovatasi a vivere in uno squallido condomino abitato da strani soggetti, Nell comincia subito ad avvertire qualcosa di strano all’interno del palazzo. Le persone cominciano a sparire, e sarà proprio lei a rendersi conto degli omicidi che stanno avvenendo, e ad indagare sulle sparizioni.

La casa dei massacri – Analisi

I modelli precedenti sono chiaramente l’omonimo The toolbox murder (tradotto in italiano come Lo squartatore di Los Angeles), Non aprite quella porta, e suggestioni polanskiane derivate da L’inquilino del terzo piano.    

La casa dei massacriCon il primo condivide la scelta delle armi dei delitti che danno nome al film; con il secondo il volto sfigurato dell’assassino e alcune situazioni (mal riproposte) concernenti i delitti e la vena – vagamente –  splatter; con il terzo alcuni condizionamenti enigmatici e circostanze misteriose. Peccato che il film risulti essere un impasto di elementi e di intuizioni sconclusionate fine a se stesse.              

Se da una parte Hopper verte sulla costruzione di un film a carattere investigativo, seminando indizi – talvolta – con probabili significati esoterici, richiamando appunto l’ambiguità del regista di Rosemary’s baby, dall’altra pare voler tornare sui suoi passi, verso quel genere slasher e quelle esperienze sanguinolenti che lo avevano reso noto. Ciò porta evidentemente ad un incoerenza di fondo: il film non vive né delle – poche -sequenze splatter, né della suspence che il regista vorrebbe creare tramite le indagini della protagonista(un’ottima Bettis che purtroppo da sola non basta).

Il finale de La casa dei massacri infatti sfiora il ridicolo, laddove non ci viene effettivamente spiegata la valenza dei simboli che incontriamo durante il percorso, e insoddisfacente dal punto di vista prettamente horror. La fotografia quasi televisiva aumenta lo sgomento che si prova di fronte a tale prodotto: non ci è chiaro a cosa stiamo assistendo, visto che in ogni caso il film non sembra procedere lungo una linea coerente e sensata.   

Ma le riflessioni del regista si fanno interessanti per quanto riguarda la scelta dell’ambientazione: se il Lusman Building era in origine dedicato ad accogliere star di Hollywood, ora si ritrova ad ospitare falliti di ogni specie ed enigmatici vecchietti attaccati ai loro piccoli momenti di gloria (in tal caso Rance Howard, padre del Ron regista e attore) Hooper sembra meditare sul fascino della decadenza e del degrado, purtroppo accennando soltanto allo spunto senza approfondirlo in nessun senso. Lo stesso assassino si rivelerà un essere in cerca di sangue che lo liberi dal degrado fisico, metafora forse di molto atteggiamento divistico con cui vengono solitamente dipinte le stelle morenti del grande schermo. Ma anche questa riflessione rimane un mero suggerimento per nulla sviscerato e approfondito ribadendo la natura vaga ed effimera del film.

La Casa dei Fantasmi: teaser trailer del film ispirato all’attrazione Disneyland

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Guarda il trailer di La Casa dei Fantasmi (Haunted Mansion), la divertente avventura Disney da brividi ispirata alla classica attrazione del parco a tema, arriverà prossimamente nelle sale italiane. Diretto dal premiato regista Justin Simien, La Casa dei Fantasmi (Haunted Mansion) è interpretato da un cast stellare che include LaKeith Stanfield, Tiffany Haddish, Owen Wilson, Danny DeVito, Rosario Dawson, Chase W. Dillon e Dan Levy, con Jamie Lee Curtis e Jared Leto nel ruolo di The Hatbox Ghost.

Il regista Simien ha dichiarato: “Da grandissimo fan dell’attrazione Haunted Mansion sono davvero entusiasta di condividere il primo trailer di questo nuovo film che vanta un cast incredibile. Il nostro team ha lavorato instancabilmente per realizzare un’avventura cinematografica spaventosa, divertente e ultraterrena sia per i nuovi fan che per quelli più accaniti! Non vedo l’ora che il pubblico possa vivere questa versione per il grande schermo dell’iconica attrazione Disney”.

La Casa dei Fantasmi (Haunted Mansion) racconta di una donna e di suo figlio che si rivolgono a un variegato gruppo di cosiddetti esperti spirituali per aiutarli a liberare la loro casa da intrusi soprannaturali. Il film è prodotto da Dan Lin e Jonathan Eirich, mentre Nick Reynolds e Tom Peitzman sono i produttori esecutivi.

La Casa dei Fantasmi: nuovo trailer del film Disney

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La Casa dei Fantasmi: nuovo trailer del film Disney

La Casa dei Fantasmi (Haunted Mansion), l’avventura Disney ispirata alla classica attrazione del parco a tema, arriverà il 23 agosto nelle sale italiane. La Casa dei Fantasmi racconta di una donna e di suo figlio che si rivolgono a un variegato gruppo di cosiddetti esperti spirituali per aiutarli a liberare la loro casa da intrusi soprannaturali. Il film sarà presentato in anteprima italiana a #Giffoni53 il 27 luglio.

Diretto da Justin Simien, La Casa dei Fantasmi (Haunted Mansion) è interpretato da un cast stellare che includeLaKeith Stanfield, Tiffany Haddish, Owen Wilson, Danny DeVito, Rosario Dawson, Chase W. Dillon e Dan Levy, con Jamie Lee Curtis e Jared Leto nel ruolo di The Hatbox Ghost.. Il film è prodotto da Dan Lin e Jonathan Eirich, mentre Nick Reynolds e Tom Peitzman sono i produttori esecutivi.