Già sul finire del 2012 i fratelli
Farrellyavevano
espresso l’intenzione di realizzare un seguito dell’irriverente
Scemo & più Scemo, dovendosi però scontrare con
numerosi problemi produttivi e soprattutto sull’impossibilità di
trovare in tempi brevi una sceneggiatura originale ed avvincente.
Per questo motivo sembrava un progetto destinato a finire sul
nascere, come testimoniava anche l’estrema reticenza di Jim
Carrey, il quale pensava ad un nulla di fatto. Ma proprio
in questi ultimi mesi è stato proprio l’attore americano a lanciare
nuovi segnali di speranza verso il progetto, dimostrandosi più
volte fiducioso della sua effettiva realizzazione e affermando che
lui e Jeff Daniels sono eccepita all’idea di riprendere le
avventure di Lloyd Christmas e Harry Dunne.
“Stiamo discutendo
moltissimo”, ha detto Carrey durante un’intervista
per Access, “Jeff e io siamo davvero entusiasti e spero che
l’anno prossimo saremo in grado di realizzare insieme il
progetto”.
Ovviamente non esiste alcuna
sceneggiatura ufficiale dell’ipotetico sequel, ma alcune voci
lasciano supporre che le vicende si svolgeranno circa vent’anni
dopo la conclusione del primo capitolo, con Lloyd ed Harry non
molto più intelligenti di prima e alle prese con un grosso
problema; pare che uno dei due abbia un figlio da una delle tante
fiamme di gioventù ! In attesa di una concreta pianificazione del
progetto, presto vedremo Carrey in The Incredible Burt
Wonderstone.
Jim
Carrey, ospite al Saturday Night Live, ha offerto agli
spettatori una divertentissima parodia che ha per soggetto
Matthew McConaughey nei nuovi
panni di testimonial della Lincoln MKC.
L’attore si è basato sul personaggio che Matthew ha interpretato
in True Detective, prendendolo come bersaglio
perle sue battutine.Fonte: Deadline
Dopo le indiscrezioni delle ultime
settimane, arriva la conferma ufficiale: Jim
Carrey entra ufficialmente a far parte del cast del
secondo episodio di Kick-Ass. Per lui, il ruolo del
Colonnello, che avrà il compito di serrare le fila dei supereroi
principianti protagonisti della serie per contrastare il
supercriminale di turno, Red Mist (Christopher Mintz-Plasse). Le
voci su una partecipazione di Carrey al nuovo capitolo
cinematografico della serie a fumetti ideata da Mark Millar
circolavano ormai da qualche tempo, rafforzate dalle dichiarazioni
dell’attore, che si era detto un fan della serie. Carrey si unisce
così a Chloe Moretz, Aaron Johnson e Yancy Butler, confermati
rispetto al primo film assieme a nuovi arrivi come John Leguizamo, Donald Faison, Morris Chestnut
e Robert Emms. L’avvio delle riprese è previsto per il mese
prossimo, l’uscita fissata per il 19 luglio 2012.
Kick-Ass 2, il film
Kick-Ass
2 uscirà nei cinema americani il 23 giugno
2013. Tornano i protagonisti dell’irriverente commedia d’azione sui
supereroi del 2010 diventata in breve tempo un cult
cinematografico.
In Kick-Ass
2 la ragazza assassina Hit Girl
(Chloë
Grace Moretz) e il giovane vigilante Kick-Ass
(Aaron
Taylor-Johnson) stanno entrambi cercando di vivere
come due normali teenager con i nomi di Mindy e Dave. Preoccupato
del diploma di fine anno e di un futuro alquanto incerto, Dave crea
la prima squadra di supereroi “mondiali” insieme a Mindy.
Sfortunatamente però la ragazza viene scoperta nei panni di Hit
Girl, ed è costretta a ritirarsi, restando sola ad affrontare il
terrificante mondo della scuola, popolato da malvagie studentesse.
Nel frattempo Red Mist sta creando la propria squadra per far
pagare ai suoi acerrimi nemici – Kick-Ass e Hit Girl – per ciò che
hanno fatto a suo padre…
Jim
Carrey rivela i suoi pensieri in merito
all’interpretazione di Paul
Dano dell’Enigmista di The
Batman. Caped Crusader della DC
è stato reinventato ancora una volta sul grande schermo, questa
volta dal regista Matt Reeves e dall’attore
Robert Pattinson.
The
Batman ha debuttato nelle
saleall’inizio di questo mese e si è rapidamente
affermato come il film di maggior successo del 2022. La versione
cruda e oscura del personaggio è ambientata in un mondo separato
dal DCEU e si concentra su un Bruce Wayne nel suo secondo anno da
Cavaliere Oscuro di Gotham.
L’Enigmista di Dano è il
cattivo principale di The
Batman. Un
mostro mascherato con una passione per “Ave Maria”, l’Enigmista
mira a smascherare la corruzione di Gotham uccidendo uno per uno i
suoi personaggi pubblici più importanti. Come molti di voi sapranno
prima di Paul
Dano, l’attore
Jim Carrey ha regalato forse la performance più nota
dell’Enigmista grazie alla sua interpretazione in Batman
Forever. La versione del cattivo di Carrey è molto più
banale e sempliciotta di quella di Dano
naturalmente.
Ebbene durante la promozione del
suo nuovo film Sonic 2 con UNILAD, a Carrey
è stato chiesto se avesse visto The
Batman e se avesse qualche idea su questo
nuovo Enigmista. L’amato attore ha ammesso di non averlo
ancora fatto, ma nel complesso ha dei sentimenti contrastanti
riguardo al film e alla sua rappresentazione del
cattivo. Carrey non ha voluto criticarlo apertamente, ecco le
sue parole:
“Non l’ho visto. È una
versione molto oscura. Ho emozioni contrastanti al riguardo. A
ciascuno il suo e tutto il resto. Amo Paul
Dano come attore, è un attore straordinario. Ma c’è qualcosa
che mi preoccupa quando vedo pazzoidi con il volto coperto
che fanno male alle persone …potrebbero incoraggiare le persone a
fare lo stesso. Ci sono alcuni malati là fuori che potrebbero
adottare quel metodo.“Ho una coscienza sulle
cose che scelgo. Robotnik [il suo cattivo di Sonic
2] ha le bombe dei cartoni animati e nessuno si fa male. So che
c’è un posto per questo, e non voglio criticarlo, ma non lo è il
mio genere di cose… è molto ben fatto, quei film sono molto ben
fatti”.
The
Batman diretto da Matt Reeves
uscirà nelle sale il 4 marzo distribuito da Warner Bros Italia.
Protagonisti del film insieme a Robert
Pattinson nei panni di Bruce Wayne, ci saranno
anche Colin
Farrell (Oswald Chesterfield/Pinguino), Zoe
Kravitz (Catwoman), Jeffrey Wright (Jim Gordon), Paul
Dano (Enigmista) e Andy
Serkis (Alfred). Infine, John
Turturro sarà il boss Carmine Falcone. Nel cast
anche Peter
Sarsgaard che sarà Gil Colson, il Procuratore
Distrettuale di Gotham.
Due anni trascorsi a pattugliare le
strade nei panni di Batman (Robert
Pattinson), incutendo timore nel cuore dei criminali,
hanno trascinato Bruce Wayne nel profondo delle tenebre di Gotham
City. Potendo contare su pochi fidati alleati – Alfred Pennyworth
(Andy
Serkis) e il tenente James Gordon (Jeffrey
Wright) – tra la rete corrotta di funzionari e figure
di alto profilo della città, il vigilante solitario si è affermato
come unica incarnazione della vendetta tra i suoi concittadini.
Quando un killer prende di mira l’élite di Gotham con una serie di
malvagi stratagemmi, una scia di indizi criptici spinge il più
grande detective del mondo a indagare nei bassifondi, incontrando
personaggi come Selina Kyle / alias Catwoman (Zoe
Kravitz), Oswald Cobblepot / alias il Pinguino
(Colin
Farrell), Carmine Falcone (John
Turturro) e Edward Nashton / alias l’Enigmista
(Paul
Dano). Mentre le prove iniziano a condurlo più vicino
alla soluzione e la portata dei piani del malfattore diventa
chiara, Batman deve stringere nuove alleanze, smascherare il
colpevole e rendere giustizia all’abuso di potere e alla corruzione
che da tempo affliggono Gotham City.
Jim
Carrey è impegnato da un po’ sul set di Mr. Popper’s Penguins,
commedia per tutta la famiglia, prodotta dalla 20th Century Fox, è
tratta dal romanzo di Florence e Richard Atwater.
In questi giorni le riprese del film si sono spostate a New
York, al mercato del pesce, dove il buon Mr. Popper sta scegliendo
del pesce fresco, probabilmente per i suoi pinguini!
La trama del film differirà leggermente da quella del romanzo
del 1938: Popper sarà infatti un uomo d’affari che eredita sei
pinguini. Mano a mano che egli prende confidenza con i pennuti, la
sua vita cambia. Il suo appartamento di New York si trasforma in un
parco dei divertimenti invernale, il progetto a cui sta lavorando
da tempo deraglia e per poco non finisce in prigione. Grazie ai
suoi nuovi amici, però, Popper comprende l’importanza della
famiglia, umana e non.
Dopo Andy Garcia tocca a Jim Belushi. Sarà
lui infatti il protagonista d’eccezione della V edizione del
RomaFictionFest in programma dal 25 al 30 settembre.
Nella ricca sezione di documentari
che è stata selezionata per Venezia 74, il fuori
concorso offre un delizioso lavoro diretto da Chris
Smith e dal titolo improbabilmente lungo e con
protagonista Jim
Carrey: Jim & Andy: the great beyond – The
story of Jim Carrey & Andy Kaufman with a very special,
contractually obligated mention of Tony Clifton.
Il film, composto da filmati di
repertorio e un’intervista a
Carrey, è il racconto del backstage di Man on the
Moon, il film biografico in cui l’attore interpreta
Andy Kaufman, diretto da Milos
Forman. Il ruolo di Kaufman ha fatto conquistare a
Jim Carrey il suo secondo Golden Globe (il primo
era arrivato per The Truman Show) e gli è costato energie e
impegno, un lavoro di immedesimazione che traspare dal materiale
d’archivio e che fa letteralmente paura.
I filmati, alternati con i numeri
di Kaufman e l’intervista a Carrey, sono stati registrati nel 1998,
durante la lavorazione del film, e custoditi per quasi vent’anni
dallo stesso Carrey, che ha scelto di renderli pubblici con questo
documentario grazie all’aiuto di Smith.
Le immagini mostrano un
giovanissimo Jim, star mondiale grazie all’enorme successo dei suoi
film quali The Mask e Ace
Ventura, alle prese con una immedesimazione nel
personaggio totale. Lo stesso Forman ha più volte detto che era
frustrante quanto Carrey si fosse trasformato in Andy non solo
durante le riprese, ma sempre, continuando a rimanere nel
personaggio anche a casa sua, e rendendo le comunicazioni con
l’attore molto difficili.
Non sono mancati litigi sul
set, e comportamenti davvero straordinari da parte della famiglia
di Kaufman, che all’epoca assecondò la digressione di Carrey in
Andy, arrivando a trattarlo come un figlio. Celebre anche l’alterco
con il wrestler Jerry Lawre, che partecipò al film
e finì per picchiare sul serio Carrey, che non riusciva ad uscire,
letteralmente, dai panni di Andy. Altre scene esilaranti dal
backstage mostrano Jim, calato nei panni di Andy, calato a suo
volta in Tony Clifton, personaggio famosissimo di Kaufman, presunto
cantante di Las Vegas, che venne anche interpretato dal suo amico e
collaboratore Bob Zmuda (Paul
Giamatti nel film).
Quello che viene prepotentemente
fuori da Jim & Andy: The Great Beyond non è soltanto l’amore
incondizionato e la devozione di Jim Carrey verso Andy
Kaufman, non solo un quadro strampalato, per alcuni versi
spaventoso di un processo di immedesimazione che non ha nulla a che
vedere con quello dei grandi attori di metodo (e di cinema
“serio”), ma anche un delicato ritratto di Jim, il volto dietro
alle numerose maschere del comico.
Jim Carrey racconta con assoluta sincerità un
momento della sua carriera in cui tutto era possibile, in cui ha
compiuto la missione di regalare un altro po’ di vita al geniale
Kaufman, ma coglie anche l’opportunità di raccontarsi, come
sognatore, come artista, come inseguitore di sogni.
È stato diffuso durante il Comic Con
di San Diego il primo trailer di Jigsaw, il film
horror che racconta le origini del villain della saga di
Saw, prodotto da James Wan.
Jigsaw,
diretto dalla coppia di fratelli Michael e Peter Spierig, già registi degli
ottimi DaybreakersL’ultimo
vampiro ePredestination, sarà ambientato sette
anni dopo gli eventi di Saw: The Final
Chapter e avrà come
protagoniste Laura
Vandervoort e Hannah
Anderson.
Il regista ha dichiarato a EW:
“Abbiamo alcune trappole nel film niente male. Non ci
distogliamo dal gore… è una perfetta festa di Halloween. Oltre al
divertimento e al gore che non mancano, c’è un grande mistero e
colpi di scena interessanti. Si tratta di un Saw per il
2017.”
La Lionsgate è fortemente intenzionata a
rilanciare il franchise di Saw,
serie horror che nel corso degli anni ha finito col perdere quella
brillantezza che aveva contraddistinto il primo capitolo diretto
da James Wan. La sorte della saga, infatti, è
stata affidata a Jigsaw di cui
la Lionsgate ha recentemente presentato
il primo poster ufficiale.
Jigsaw,
diretto dalla coppia di fratelli Michael e Peter Spierig, già registi degli
ottimi DaybreakersL’ultimo
vampiro ePredestination, sarà ambientato sette
anni dopo gli eventi di Saw: The Final
Chapter e avrà come
protagoniste Laura
Vandervoort e Hannah
Anderson.
Lionsgate Movie ha diffuso un nuovo
trailer di Jigsaw, il film horror che racconta le
origini del villain della saga di Saw, prodotto da
James Wan.
Jigsaw,
diretto dalla coppia di fratelli Michael e Peter Spierig, già registi degli
ottimi DaybreakersL’ultimo
vampiro ePredestination, sarà ambientato sette
anni dopo gli eventi di Saw: The Final
Chapter e avrà come
protagoniste Laura
Vandervoort e Hannah
Anderson.
I registi hanno dichiarato a EW:
“Abbiamo alcune trappole nel film niente male. Non ci
distogliamo dal gore… è una perfetta festa di Halloween. Oltre al
divertimento e al gore che non mancano, c’è un grande mistero e
colpi di scena interessanti. Si tratta di un Saw per il
2017.”
In seguito alla presentazione del
primo trailer ufficiale
di Jigsaw nel corso del
San Diego Comic Con,
la Lionsgate ha reso disponibile in rete
i character poster dei protagonisti della pellicola che cercherà di
suscitare nuovo interesse attorno al franchise lanciato
da James Wan.
Jigsaw,
diretto dalla coppia di fratelli Michael e Peter Spierig, già registi degli
ottimi DaybreakersL’ultimo
vampiro ePredestination, sarà ambientato sette
anni dopo gli eventi di Saw: The Final
Chapter e avrà come
protagoniste Laura
Vandervoort e Hannah
Anderson.
Il regista ha dichiarato a
EW: “Abbiamo alcune trappole nel film niente male. Non ci
distogliamo dal gore… è una perfetta festa di Halloween. Oltre al
divertimento e al gore che non mancano, c’è un grande mistero e
colpi di scena interessanti. Si tratta di un Saw per il
2017.”
La leggenda del cinema di Hong Kong
ha calcato ancora il suolo romano. Johnnie To, regista action per
eccellenza e modello per il cinema di genere asiatico e mondiale,
ha presentato in Concorso al Festival di Roma il suo ultimo film
Drug War/Duzhan. Per la prima volta il
regista si è spostato, girando il suo film nella Cina continentale,
dove, ha detto “le pistole finte non sono belle come quelle che
fanno ad Hong Kong”. “La cosa che mi interessava
mostrare era che gli spacciatori sono persone senza scrupoli, sono
cattivi. Inoltre l’abbiamo girato in Cina e qui per chi spaccia c’è
la pena di morte, mentre ad Hong Kong vai in galera. E’ un paese
molto diverso.”
Netflix sta
sviluppando una serie limitata basata sulla vita del presidente
degli Stati Uniti John F.
Kennedy, ha darne notizia è
stato il noto sito americanoVariety
.La serie sarà basata sul libro acclamato dalla
critica “JFK: Coming Of Age In The American Century,
1917-1956” di Fredrik Logevall. Il libro, originariamente
pubblicato nel 2020, è la prima parte di una biografia in due
volumi pianificata di Kennedy. La prima parte esamina la sua
vita dalla nascita fino al periodo in cui era il giovane senatore
degli Stati Uniti del Massachusetts.
Eric Roth si occuperà
della scrittura e della produzione esecutiva del
progetto. Anche Peter Chernin e Jenno Topping
della Chernin Entertainment saranno i produttori esecutivi.
Attualmente è in corso la ricerca di uno
showrunner. Secondo le fonti, Netflix
vede la serie come qualcosa di simile a una versione americana di
“The
Crown”, il loro programma di grande successo sulla
regina Elisabetta II e la famiglia reale britannica, data la storia
molto influente della famiglia Kennedy in America. Al momento
non è chiaro se ciò significhi che lo show seguirà lo stesso schema
di “The
Crown” – in cui attori diversi arrivano ogni due stagioni per
interpretare i personaggi principali mentre invecchiano.
I Wonder Pictures
annuncia l’acquisizione e la distribuzione prossimamente in sala
del documentario JFK Rivisited: Through the looking
Glassdi OLIVER
STONE, in programma lunedì 12 luglio nella sezione Cannes
Prémière.
In JFK Rivisited: Through
the looking Glass,trent’anni dopo
il suo film “JFK”, il regista Oliver Stone accompagna gli
spettatori, soprattutto i giovani, in un viaggio attraverso le
prove recentemente declassificate dell’assassinio del Presidente
Kennedy, una delle storie più controverse del Novecento americano.
Insieme ai narratori vincitori dell’Oscar
Whoopi Goldberg e
Donald Sutherland, nonché a un distinto team di esperti medici
e balistici, storici e testimoni, Stone vuole raccontare ancora
meglio e con prove convincenti quello che è veramente successo.
In passaggio sempre lunedì 12, in
concorso nella Selezione Ufficiale, anche PETROV’S
FLU di Kirill Serebrennikov, che concorre
alla Palma D’oro. Kirill Serebrennikov, il regista
di Summer e Parola di Dio, torna con una commedia
psichedelica e violenta ambientata nella Russia post-sovietica. Il
regista non sarà presente alla Croisette, costretto a rimanere in
patria perché agli arresti domiciliari per l’accusa di frode ai
danni del ministero della cultura russo.
JFK Rivisited: Through the
looking Glass di OLIVER STONE e PETROV’S
FLU di Kirill Serebrennikov saranno
distribuiti prossimamente in Italia da I WONDER
PICTURES.
A tre anni e mezzo di distanza dai
primi annunci, ancora nulla di certo vi è attorno al progetto
Asteroids, portato avanti dalla
Universal. Inizialmente affidata alla penna di
Matthew Lopez, la versione cinematografica del
celebre videogioco anni ’80 è ora passata nelle mani di Jez
Butterworth. Come gli appassionati ricorderanno, nel
videogame (uscito per la Atari), il giocatore
doveva difendere la Terra da una pioggia di asteroidi tramite la
sua navicella spaziale.
Tradotto sul grande schermo, il
tutto potrebbe dare vita al classico film catastrofico, per quanto
l’idea non sia certamente nuova né originale (da
Meteor ad
Armageddon, Hollywood è periodicamente
tornata sul tema di oggetti spaziali in rotta di collisione con la
Terra). Possibile anche una versione in stile Dark
Stark, magari con un manipolo di piloti spaziali
incaricati di intercettare i pericolosi asteroidi.
Vedremo se e cosa sarà in grado di
creare Butterworth, che al suo attivo ha film come Fair
Game (Caccia alla spia),
L’ultima legione e Birthday
Girl, del quale è stato anche regista. Lo
sceneggiatore ha al momento in corso vari progetti, il più
interessante dei quali è un biopic dedicato a James
Brown. Poco altro è stato deciso riguardo il film: si era
parlato di una regia affidata a Roland Emmerich,
ma al momento l’indiscrezione non ha trovato conferme. Il progetto
è comunque sotto la supervisione di Lorendo di Bonaventura, già
produttore delle serie di Matrix e
Transformers.
Dopo Gigolò per
caso, in cui dirigeva sé stesso e Woody
Allen, JohnTurturro torna dietro e
davanti alla macchina da presa rispolverando il personaggio di
Jesus Quintana, il giocatore di bowling più sopra le righe di
sempre, che interpretava ne Il grande Lebowski. Ed
ecco lo spin-off Jesus Rolls – Quintana è
tornato! Turturro torna in grande stile in
quell’Italia cui deve le origini e che è la sua seconda patria,
protagonista col suo film della pre-apertura della Festa del Cinema di Roma il
16 ottobre. Il lungometraggio arriva in sala in anteprima mondiale
dal 17 ottobre.
Volendo dare uno sviluppo alla
figura di Jesus Quintana, che compariva in brevi seppur memorabili
sequenze nel succitato film dei fratelli Coen e si
deve alla fantasia dello stesso Turturro – fu lui ad immaginarlo
nel lontano 1988, ispirandosi a un eccentrico commediografo con cui
lavorava all’epoca – il regista si rifà a un testo, divenuto poi un
film di Bertrand Blier: Les
valseuses (uscito in Italia come I
santissimi) – del 1974.
Jesus Rolls, spin off de Il Grande
Lebowski
Jesus Quintana
(Turturro)
esce di prigione e insieme all’amico Pete (Bobby
Cannavale) inizia una serie di scorribande tra furti
d’auto, grotteschi incidenti e incontri pregnanti con figure
femminili, a base di sesso ma non solo. I due amici, infatti,
condividono tutto, anche le donne. Incontrano la madre di John,
interpretata da Sonia Braga, l’ex detenuta Jean
(Susan Sarandon), ma soprattutto
trovano una compagna dalla quale diventeranno inseparabili: la
francese Marie (Audrey Tautou). Quest’insolito
trio viaggia alla scoperta di sé e del vero senso della
libertà.
Può apparire singolare il connubio
tra la figura di Quintana e la commedia di Blier, ma a pensarci
bene, per un personaggio come Jesus è difficile immaginare uno
sviluppo diverso da questo. Cosa potrebbe mai fare se non rubare
auto, viaggiare, fare sesso, e naturalmente giocare a bowling e
ballare? Il film è tutto qui. In una manciata di buone
interpretazione, grazie a un cast stellare – menzione speciale per
Audrey Tautou in versione comica, a suo agio nei panni della
fricchettona francese, del tutto diversi da quelli della Amélie che
l’ha resa celebre.
Ma ci sono anche le brevi
apparizioni di Christopher Walken e Sonia Braga.
Susan Sarandon è magistrale nella sua dolente sensualità, con
venature di commedia. La pellicola si alimenta dello spirito tipico
degli anni Settanta, uno spirito comunitario che comprende una
visione dell’amore e della sessualità generosa, fatto di libertà
senza confini, di una concezione della vita lontana dalle regole,
che afferra il momento e gode del qui ed ora. Tutto a suon di
coinvolgenti ritmi latini, grazie al buon lavoro di Émilie
Simon (La marcia dei pinguini).
Jesus Rolls è un road
movie
Un’impostazione di questo tipo può
però facilmente rendere il film datato. La trama, poi, è molto
scarna e piuttosto ripetitiva. Il punto è capire se una storia come
questa, con tre losers protagonisti, teneri e goffi come Jesus e
Pete, un po’ svampiti come Marie e un andamento sconclusionato come
sono loro – “un road movie che procede a zig zag”, come lo
ha definito lo stesso regista – possa dire qualcosa al pubblico di
oggi, immerso in una realtà che sembra distante anni luce da quella
degli anni Settanta, anziché essere solo un’operazione di
marketing, che fa tornare Quintana per solleticare i fans de
Il grande Lebowski e per dare a Turturro la
possibilità di “riprendersi” il personaggio da lui ideato.
A chi guarda il film arriva
senz’altro un invito a concepire l’amore senza barriere o steccati
mentali, regole o vincoli, a ricordare che può prendere strade
inaspettate, che l’uomo non è solo macho e la donna sa essere
femmina, ma anche volitiva e decisa. Più in generale si rammenta al
pubblico che si nasce per essere liberi e felici e che è più bello
esserlo insieme. Lo spettatore è invogliato a trovare spazi di
libertà anche godendo delle piccole cose, di momenti apparentemente
insignificanti, come un viaggio in macchina con della buona musica
in sottofondo in una giornata di sole, perché è lì che si nasconde,
forse, la felicità. Un buon motivo per considerarlo comunque
apprezzabile, assieme a delle buone interpretazioni e a un po’ di
divertimento.
È stato diffuso il trailer italiano
di Jesus Rolls – Quintana è tornato, il film di e
con John Turturro. L’attore torna a
vestire i panni di Jesus
Quintana, il campione di bowling più irriverente
di sempre, giàda
lui interpretato nel cult Il Grande
Lebowski dei fratelli Coen.
In Jesus Rolls – Quintana è
tornato, Turturro è anche regista e
sceneggiatore. Jesus è al centro di una vicenda che lo vede
parte di un trio di disadattati in fuga dalla legge, insieme
a Bobby Cannavale (Boardwalk Empire
– L’impero del crimine, Mr. Robot)
e Audrey Tautou (Il favoloso mondo
di Amelie, Coco avant Chanel – L’amore prima del
mito). Il cast conta anche
su altri attori come Susan Sarandon (Dead Man
Walking – Condannato a morte, Il
cliente), Jon
Hamm (Mad Men, Ultimatum alla
Terra), Sonia Braga (Donna Flor
e i suoi due mariti, Il bacio della donna ragno)
e sulla partecipazione straordinaria di Christopher
Walken (Il cacciatore, Prova a
prendermi).
Jesus Rolls – Quintana è
tornato sarà distribuito nelle sale italiane
da Europictures a
partireda giovedì 17 ottobre
2019, in anteprima mondiale.
SINOSSI
John Turturro torna a vestire i
panni di Jesus Quintana in una commedia irriverente in cui un trio
di disadattati (John Turturro, Bobby Cannavale e Audrey Tautou) si
troverà a fare i conti con un parrucchiere armato di pistola. Il
loro viaggio si trasformerà presto in una fuga continua – dal
folle parrucchiere, dalla legge e dalla società – durante la
quale si svilupperà una particolare dinamica, che da amicizia
accidentale evolverà in una storia d’amore fuori dagli stereotipi
convenzionali…
C’è
qualcosa di imprevedibile in Jessie
Buckley. Non è solo il talento, evidente fin
dal primo sguardo, ma la capacità di attraversare registri
completamente diversi – dal musical al dramma psicologico, dalla
satira grottesca al cinema d’autore – senza mai perdere
autenticità. Negli ultimi anni si è imposta come una delle
interpreti più interessanti del panorama britannico, capace di
alternare produzioni mainstream e progetti radicali con la stessa
intensità.
Eppure, dietro i ruoli che l’hanno resa celebre, c’è un percorso
meno lineare di quanto si possa immaginare. Ecco 10 cose
che (forse) non sai su di lei.
1.
Non nasce come attrice, ma come cantante
Prima del cinema e della televisione, Buckley sognava una carriera
nella musica. Cresciuta in Irlanda, si forma in ambito vocale e
partecipa giovanissima al talent show britannico I’d Do Anything, competizione dedicata
alla scelta della protagonista del musical Oliver!. Non vinse, ma quell’esperienza le
aprì le porte del mondo dello spettacolo.
Il canto resta ancora oggi parte integrante della sua identità
artistica: non è un semplice “talento accessorio”, ma una
dimensione che ha influenzato profondamente il suo modo di
interpretare.
2. Il teatro è la sua vera scuola
Dopo l’esperienza televisiva, Buckley sceglie una strada più solida
e studia alla Royal Academy of Dramatic Art (RADA). Il teatro
diventa il suo laboratorio creativo: Shakespeare, testi
contemporanei, palcoscenici londinesi.
Questa formazione si riflette nella precisione del suo lavoro sul
corpo e sulla voce. Anche davanti alla macchina da presa, il suo
approccio resta profondamente teatrale: ogni gesto sembra studiato
ma mai artificioso.
3. Il grande pubblico l’ha scoperta con Chernobyl
Per molti spettatori, il primo incontro con Buckley è avvenuto
grazie a Chernobyl, la
miniserie HBO che ha ridefinito il racconto televisivo del disastro
nucleare. Nel ruolo di Lyudmilla Ignatenko, offre
un’interpretazione dolorosa e trattenuta, diventando il volto umano
della tragedia.
È
qui che si consolida la percezione di un’attrice capace di lavorare
sulle sfumature emotive più sottili, evitando ogni eccesso
melodrammatico.
4. Ha lavorato con Charlie Kaufman in uno dei film più
destabilizzanti degli ultimi anni
Nel 2020 è protagonista di I’m Thinking of Ending
Things, scritto e diretto da Charlie Kaufman. Il
film è un viaggio mentale e filosofico che richiede un controllo
totale del registro emotivo.
Buckley sostiene lunghi dialoghi, cambi di tono improvvisi e una
costruzione narrativa volutamente ambigua. È la prova definitiva
della sua capacità di reggere opere complesse e stratificate.
5. È entrata nell’universo di Peaky Blinders
In Peaky Blinders interpreta
Gina Gray, personaggio ambiguo e manipolatore. In una
serie dominata da figure maschili carismatiche, Buckley riesce a
ritagliarsi uno spazio incisivo, costruendo un ruolo fatto di
tensione e sottotesto.
La sua Gina non è mai sopra le righe: è fredda, strategica, e
proprio per questo inquietante.
6. Ha ricevuto una nomination all’Oscar
Con The Lost Daughter di
Maggie Gyllenhaal,
ottiene una candidatura all’Academy Award come miglior attrice non
protagonista. Il suo ritratto di una giovane madre fragile e
irrequieta è uno dei punti più forti del film.
La performance conferma la sua inclinazione a esplorare personaggi
imperfetti, spesso attraversati da conflitti interiori non
risolti.
7. In Cattiverie a domicilio gioca con il
grottesco
In Cattiverie a domicilio (leggi
qui la recensione), al fianco di Olivia Colman, dimostra
un lato più ironico e fisico. Il film, ispirato a una storia vera,
le permette di mescolare comicità e dramma, mostrando una
versatilità che va oltre il cinema d’autore più introspettivo. La
sua Rose è impulsiva, diretta, ma mai caricaturale.
8. La sua carriera è un equilibrio tra mainstream e cinema
indipendente
Buckley alterna produzioni di grande visibilità a progetti più
sperimentali. Non sembra interessata a un percorso prevedibile o a
un’immagine da star tradizionale. Questa libertà di scelta le
consente di evitare la cristallizzazione in un solo tipo di ruolo,
mantenendo una traiettoria artistica coerente ma mai
ripetitiva.
9. In Hamnet affronta il dolore in chiave storica
In Hamnet interpreta un personaggio
inserito in un contesto storico e letterario complesso, legato alla
figura di William Shakespeare. Il film esplora il lutto e la
creazione artistica, temi che Buckley affronta con un’intensità
controllata.
Anche qui emerge la sua capacità di lavorare sul non detto, sui
silenzi, sui dettagli minimi che definiscono un’emozione.
10. È estremamente riservata sulla vita privata
Jessie Buckley indossa un abito Dior e arriva ai Film Independent
Spirit Awards 2023 tenutisi alla Santa Monica Beach il 4 marzo 2023
a Santa Monica, Los Angeles, California, Stati Uniti. — Foto di
Image Press Agency
Nonostante le ricerche online su “vita privata” e “fidanzato” siano
frequenti, Buckley mantiene un profilo discreto. Evita
l’esposizione mediatica e preferisce che l’attenzione resti
concentrata sul lavoro.
In un’epoca di sovraesposizione costante, questa scelta
contribuisce a rafforzare la percezione di un’artista interessata
più al processo creativo che alla costruzione del personaggio
pubblico.
Jessie Buckley rappresenta una generazione di interpreti che
rifiutano le etichette facili. Non è solo “l’attrice intensa” o “la
nuova promessa britannica”: è una performer completa, capace di
attraversare linguaggi diversi e di trasformare ogni ruolo in un
terreno di esplorazione emotiva. E la sensazione è che il meglio
debba ancora arrivare.
FOTO DI COPERTINA: Jessie Buckley,
vincitrice del premio come Miglior Attrice in un Film Drammatico
per Hamnet, posa nella sala stampa dell’83ª edizione dei Golden
Globe Awards. Foto di Image Press Agency via DepositPhotos.com
Il prossimo adattamento
cinematografico del romanzo bestseller di Audrey
Niffenegger, Three Incestuous Sisters,
sta aggiungendo un po’ di star power. Deadline ha saputo che Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley e Josh O’Connor saranno i protagonisti. La
regista italiana Alice Rohrwacher dirigerà una
sceneggiatura che ha scritto insieme a Ottessa
Moshfegh e che, a quanto pare, è vagamente basata sul
libro.
Per questo motivo, i dettagli della
trama sono tenuti segreti. Il film sarà finanziato e prodotto da
Indian Paintbrush. Johnson e Ro Donnelly saranno i produttori per
TeaTime Pictures, insieme a Steven Rales per Indian Paintbrush.
Anche Rohrwacher sarà tra i produttori. Le riprese principali
inizieranno ad aprile.
Questi quattro attori stanno
vivendo un momento d’oro. Johnson è reduce dal dramma romantico
Material
Love, dove ha recitato al fianco di Chris Evans e Pedro Pascal. Recentemente l’abbiamo
vista anche in Una notte a New York al fianco di
Sean
Penn. Ronan sta ottenendo ottime recensioni per
The Outrun. Attualmente sta invece girando un film sui
Beatles di Sam Mendes, in cui interpreterà Linda
McCartney. Recentemente l’abbiamo vista anche in Bad
Apples.
Buckley è apparsa di recente in
Hamnet, film candidato all’Oscar della Focus
Features e della Amblin, che le è valso una nomination all’Oscar
come migliore attrice e una vittoria ai Golden Globe. La potremo
vedere prossimamente in La
sposa, con Christian Bale, in uscita la prossima
settimana. O’Connor è invece apparso di recente nell’ultimo
capitolo della serie Knives Out, Wake Up Dead
Man. Prossimamente reciterà al fianco di Emily Blunt nel film di Steven Spielberg sugli UFO Disclosure
Day.
L’ultimo film di Rohrwacher,
La
Chimera (2023), con O’Connor (che torna dunque a
collaborare con la regista) e Isabella Rossellini,
è stato presentato in concorso a Cannes ed è stato nominato uno dei
cinque migliori film internazionali del 2023 dal National Board of
Review. Ha ricevuto il premio European Film Academy Achievement in
World Cinema Award 2026.
Jessie Buckley e Paul
Mescal tornano a lavorare insieme dopo Hamnet – Nel
Nome del Figlio nel nuovo progetto di
Benh Zeitlin, Hold On to Your
Angels, romance drammatico ambientato nelle zone più
fragili e dimenticate della Louisiana del Sud. Il film, già tra i
titoli più attenzionati del mercato di Cannes, promette di unire
realismo sporco, dimensione mitologica e tragedia sentimentale in
quello che viene descritto come un “outlaw romance per la fine
dell’America”.
Scritto e diretto da Benh Zeitlin (Beasts
of the Southern Wild), il film segue un
fuorilegge destinato all’inferno, interpretato da Mescal, e una misteriosa
guida delle anime perdute interpretata da Buckley, coinvolti in una
relazione destinata a consumarsi mentre il loro mondo — un paradiso
paludoso in decadenza — collassa attorno a loro. La produzione è
affidata a Plan B, già dietro film come Moonlight,
insieme ad Alex Coco (Anora), con riprese previste dal
prossimo febbraio. Zeitlin ha definito il progetto “una lettera
d’amore a uno stile di vita in via d’estinzione” e allo stesso
tempo “un appello all’empatia in un pianeta frammentato”.
Il ritorno di Zeitlin dietro la
macchina da presa è uno degli aspetti più rilevanti della notizia.
Dopo l’impatto culturale di Beasts of the Southern
Wild, uscito in Italia con il titolo Nel
paese delle creature selvagge, il regista è rimasto
una figura quasi mitologica del cinema indipendente americano:
pochi film, ma una visione fortemente riconoscibile.
Hold On to Your Angels sembra voler
riprendere proprio quella poetica fatta di marginalità, natura e
spiritualità, ma applicandola a una storia d’amore più ampia e
distruttiva.
Benh Zeitlin torna a raccontare
l’America ai margini
La Louisiana del Sud è da sempre
centrale nell’immaginario cinematografico di Zeitlin: non semplice
ambientazione, ma territorio simbolico in cui realtà e mito
convivono. In Hold On to Your Angels,
questo spazio sembra trasformarsi ancora una volta in una frontiera
emotiva e sociale, un luogo sull’orlo della scomparsa dove i
personaggi cercano disperatamente significato e connessione.
Il casting di Jessie Buckley e Paul
Mescal rafforza questa dimensione. Entrambi gli attori
hanno costruito negli ultimi anni una filmografia basata su
personaggi vulnerabili, intensi e spesso autodistruttivi. Mescal,
in particolare, continua il suo percorso verso ruoli sempre più
fisici ed esistenziali, mentre Buckley sembra perfetta per
incarnare una figura sospesa tra realtà e spiritualità.
La definizione di “romance per la
fine dell’America” suggerisce inoltre una lettura politica e
culturale più ampia. Il film potrebbe usare la relazione tra i
protagonisti per raccontare un Paese frammentato, attraversato da
perdita identitaria, isolamento e crisi ambientale. Non a caso,
Zeitlin parla esplicitamente di “empatia” come nucleo del
progetto.
Jessica
Madsen si aggiunge al cast di
Leatherface, prequel di Non
aprite quella porta.
Il film, diretto dai francesi Julien Maury e
Alexandre Bustillo (registi dello splatter
À l’intérieur con Béatrice
Dalle), è l’ottavo film della saga dopo il poco fortunato
Non aprite quella porta 3D, diretto da
John Luessenhop.
La pellicola racconterà la storia
del giovane Thomas Brown Hewitt e dei fatti avvenuti prima che
diventasse il famoso killer con maschera e sega elettrica.
Il ragazzo fugge da un ospedale psichiatrico con altri tre
detenuti, rapendo una giovane infermiera. Lungo il percorso,
verranno inseguiti da un uomo di legge in cerca di vendetta.
L’attrice, nota per la
partecipazione alla serie inglese Mr.
Selfridge, si unisce a Sam Strike
(della serie Eastenders) e James
Bloor (della serie DCI Banks). Assieme a loro,
Stephen Dorff nel ruolo del ranger Hal
Hartman.
La sceneggiatura è stata scritta da Seth M.
Sherwood (The wolrd of Cory and
Sid). La pre-produzione è attualmente in corso e si
prevede l’uscita del film per il prossimo anno.
Poco più che trentenne e di origini
canadesi, Jessica Lucas è una delle attrici
emergenti degli ultimi anni. Dopo aver lavorato sia in tv che al
cinema per molti anni, ha conquistato finalmente il favore del
pubblico grazie al ruolo di Tabitha Galavan nella
serie Gotham.
Adesso scopriamo insieme, però,
tutto quello che c’è da sapere su Jessica Lucas e
la sua carriera in ascesa.
10. Nata a
Vancouver, in Canada, il 24 settembre del 1985, Jessica Lucas ha
origini afro-canadesi ed europee, da parte di madre. Sin da bambina
manifesta una grande passione per la recitazione che entrambi i
genitori coltivano e arricchiscono. Jessica inizia a recitare già
dall’età di sette anni e comincia la sua formazione professionale
alla Children’s Art Theatre School di Toronto dove
studia dal 1992 al 1994.
9. Jessica
comincia la sua carriera in teatro con piccole
produzioni locali in Canada come Biancaneve e i Sette
Nani, il musical Grease, Cenerentola,
Mousetrap – commedia di genere poliziesco scritta da
Agatha Christie – e con alcuni medley musicali.
8. Grazie alla sua
formazione ‘classica’ e alla sua esperienza in teatro, Jessica
comincia la sua carriera nel mondo del cinema nel 2006 quando entra
a far parte del cast dei film She’s The Man –
tratto dalla commedia di William Shakespeare dal titolo “La
Dodicesima Notte” -, e The Covenant, diretto
da Renny Harlin.
Jessica Lucas e Laura Ramsey nel film “The Covenant”
Quest’ultimo film, divenuto un cult
del genere horror teen, racconta la storia di cinque famiglie
dotate di poteri sovrannaturali, discendenti della stirpe delle
streghe di Salem, che nel 1962 stringono un solenne patto di
silenzio per proteggere il loro segreto. Questo patto aiuterà la
stirpe di Salem a sopravvivere e al potere delle streghe di
perdurare.
Più di quattro secoli più tardi
sono i quattro eredi rimanenti delle famiglie, Caleb Danvers
(Steven
Strait), Pogue Perry (Taylor
Kitsch), Reid Garwin (Toby Hemingway)
e Tyler Simms (Chace
Crawford) a dover fare i conti con questa terribile e
pericolosa eredità.
7. A quei primi
esperimenti cinematografici ne seguono molti altri che portano
Jessica Lucas a recitare in film come Cloverfield (2008),
Amusement – Giochi pericolosi (2008), Big
Mama (2011), La casa (2013), Pompei (2014) e Quel momento
imbarazzante (2014).
6. Parallelamente
al cinema, Jessica continua a coltivare anche la sua carriera
televisiva. Dall’anno 2000, infatti, la vediamo in piccoli ruoli in
serie tv di successo come Seven Days (2000),
Boys & Girls (2001), 2030 CE
(2002-2003), Romeo! (2003), The L
World (2003), Secret of a Small Town
(2006), Split Decision (2006 – pilot purtroppo mai
andato in onda), CSI – Scena del Crimine (2007),
90210 (2008) e Psych (2011).
5. Oltre alle
‘comparsate’ e ai ruoli minori, nella carriera di Jessica, prima
che arrivasse al successo, ci sono anche molte collaborazioni
televisive durature. Tra queste ricordiamo
Edgemont (2001-2005, 40 episodi), Life As
We Know it (2004-2005, 13 episodi), Melrose
Place (2009-2010, 18 episodi), Amici di
Letto (2011, 13 episodi), Cult (2013, 13
episodi) e Gracepoint (2014, 8 episodi)
4. Jessica Lucas
ha inoltre partecipato alla realizzazione, negli anni di due film
per la televisione dal titolo Halloweentown II – La
Vendetta di Kalabar, diretto da Mary Lambert nel 2001 e
Damaged Care, diretto da Harry Winer nel 2002.
3. Ma il vero
successo televisivo per Jessica Lucas arriva solo
nel 2015, quando entra a far parte del cast della nuova serie
targata Fox, dal titolo Gotham.
Creata da Bruno
Heller e basata sugli iconici personaggi della DC
Comics, Gotham è una serie tv che
racconta dell’adolescenza di Bruce Wayne. La
storia inizia con l’assassinio di Thomas e Martha, genitori del
piccolo Bruce (David
Mazouz), uccisi da un rapinatore armato di pistola,
mentre il ragazzino assiste impotente all’omicidio. Il detective
Harvey Bullock (Donal Logue) e la nuova recluta
della polizia di Gotham, James Gordon (Benjamin
McKenzie) si occuperanno del caso, facendo di
tutto per rintracciare l’omicida dei Wayne e consegnarli alla
giustizia.
La serie, partendo
dall’evento più traumatico della vita di Bruce Wayne, ripercorre
tutte le fasi della vita di Batman prima che diventasse “l’uomo
pipistrello”. In Gotham, inoltre, vengono introdotti nuovi e vecchi
personaggi come Carmine Falcone (John Doman), boss
locale, Fish Mooney (Jada Pinkett
Smith), suo braccio destro, la taccheggiatrice Selina
Kyle (Camren
Bicondova), una giovane Catwoman e Oswald Cobblepot
(Robin Lord
Taylor), schiavetto di Fish Mooney, nonché giovane
Pinguino.
Nella serie,
Jessica Lucas interpreta Tabitha Galavan,
amica di vecchia data di Barbara Kean, ex
fidanzata di James Gordon. Membro della celebre
famiglia Dumas, dopo essere finita all’Arkham Asylum, riesce a
evadere inizia una carriera da criminale nella Lega delle Tenebre
sapientemente coperta dal suo lavoro di gestore del club
The Sirens. Sarà la stessa Tabitha a istruire la
piccola Selina Kyle e a muovere i fili del potere
criminale di Gotham. Il personaggio di Tabitha
Galavan è attivo nella serie Gotham dal
2015 al 2019, per ben 46 episodi, dalla 2×01 dal
titolo “L’ascesa dei cattivi” alla puntata
5×01 dal titolo “Anno Zero”.
Attualmente la Lucas è impegnata con la serie tv The
Murders (2019).
Jessica Lucas oggi: fidanzato,
Instagram e tante curiosità
2. Negli anni i
media hanno fatto tantissime speculazione su Jessica
Lucas e il suo fidanzato. Ebbene, facciamo un po’ di
chiarezza. Jessica si è sempre definita come una ragazza seria, un
po’ all’antica, insomma, una donna da un uomo alla volta. I flirt
da pagina rosa non le interessano né tanto meno la mentalità
superficiale della Hollywood degli ultimi anni.
Jessica Lucas è felicemente
fidanzata con Alex
Jermasek, un giovane macellaio e chef di Los Angeles.
Non sappiamo esattamente come i due si siano conosciuti ma la
proposta di matrimonio di Alex alla sua Jessica ha fatto il giro
del web.
Nel 2017, durante una vacanza in
Italia, la coppia si trovava a Firenze quando Jermasek, proprio sul
ponte Amerigo Vespucci di Firenze, si è inginocchiato per chiedere
alla Lucas di sposarlo.
La coppia si è sposata in gran
segreto un anno più tardi.
1. Una piccola
curiosità. A quanto pare, grazie forse anche alla sua formazione
alla Children’s Art Theatre School di Toronto, Jessica è
un’appassionata di musical. Nonostante non abbia
nessun interesse a intraprendere una carriera nel mondo della
musica, ha confessato di voler sperimentare con il genere
musical al cinema e perché no, un giorno forse,
arrivare anche a esibirsi a Broadway.
Jessica
Lange sta pensando alla pensione. In una
sincera intervista con The
Telegraph, la due volte vincitrice dell’Oscar ha
rivelato che sta pensando di “abbandonare gradualmente il cinema” e
ha offerto alcune critiche schiette alla direzione presa
dall’industria dell’intrattenimento negli ultimi anni.“Oggi la creatività è secondaria rispetto ai profitti
aziendali”, ha affermato Lange. “L’enfasi non è
sull’arte, sull’artista o sulla narrazione. Si tratta di
soddisfare i tuoi azionisti. Sminuisce l’artista e l’arte del
cinema”.
Jessica Lange, che ha
lavorato con registi famosi come Bob Fosse, Sydney Pollack,
Bob Rafelson e Martin
Scorsese sin dal suo debutto sul grande schermo come
protagonista nel remake di “King Kong” del 1976,
ha anche condiviso che “non ha alcun desiderio di vedere il
90%” de film che hanno uscite contemporanee. L’attrice ha
citato i “grandi film in franchising di fumetti“, il
“montaggio frenetico” e l’età come elementi
particolarmente sgradevoli del business moderno.“Hanno sacrificato quest’arte in cui siamo stati
coinvolti… per amore del profitto“, ha continuato
Lange. “Non so se è perché i cineasti pensano di non
riuscire più a catturare l’attenzione del pubblico… Questo tipo di
cinema mi fa impazzire.”
Anche se Jessica
Lange ha rimuginato sull’intrattenimento emozionante
– “Sono sicura che non mancherò affatto“, ha detto al The
Telegraph – si è tenuta impegnata negli ultimi anni. Ha vinto due
Primetime Emmy Awards per il suo ruolo in “American
Horror Story” e ha ricevuto una nomination per aver
interpretato Joan Crawford in “Feud”. Prossimamente,
Jessica Lange sarà protagonista di un adattamento
cinematografico di “Long Day’s Journey Into Night”
di Eugene O’Neill e si riunirà con Kathy Bates nel film drammatico “Places,
Please”. Quest’anno è apparsa nel film noir di Neil
Jordan “Marlowe”. Tornerà
a Broadway in primavera per dirigere una produzione della nuova
commedia di Paula Vogel, “Mother
Play”.
Come l’Universo Cinematografico,
anche quello televisivo Marvel sarà connesso, dunque alle
le serie ancora in produzione presso Netflix, come Jessica Jones, Luke
Cage e Iron Fist, oltre che
Daredevil, saranno collegate tra
loro.
Durante un’intervista con ET Online,
Melissa Rosenberg, sceneggiatrice di serie e film
di successo (Dexter e
Twilight), incaricata di scrivere anche
Jessica Jones, ha dichiarato che ci
saranno connessioni tra Daredevil e la nuova serie con protagonista
Krysten Ritter. “Credo di essere autorizzata a
dire che Rosario Dawson comparirà nella serie. Piccoli
personaggi che hanno popolato quel mondo (di Daredevil, ndr)
appariranno qua e la”.
Ricordiamo che il personaggio di
Claire Temple, interpretato da Rosario Dawson, è
uno dei meglio scritti della prima stagione di
Daredevil, protagonista della prima parte
del ciclo.
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AKA Jessica
Jones andrà in onda quest’anno. Nel cast della serie
sono stati confermati per adesso Krysten
Ritter (Jessica Jones), Mike Colter (Luke
Cage), David Tennant (Kilgrave). La serie sarà di
13 episodi, non sappiamo ancora se verrà rinnovata per una seconda
stagione.
Marvel’s Jessica Jones farà il suo
debutto il 20 novembre 2015 alle
h. 9.01 in tutti i Paesi in cui Netflix è disponibile.
La serie originale di
Netflix Marvel’s Jessica Jones è la seconda di
quattro epiche serie d’avventura (Marvel’s Daredevil, che ha
debuttato il 10 aprile 2015, Marvel’s Luke Cage e Marvel’s Iron
Fist – i cui personaggi principali creano il team di eroi
protagonisti della serie Marvel’s The
Defenders) disponibili in esclusiva su Netflix. La nuova
original series racconta la vita di Jessica Jones, uno dei
personaggi Marvel più amati dell’ultimo decennio, nella sua
continua lotta contro i demoni che la circondano e perseguitano la
sua anima. La serie debutterà con 13 episodi della durata di un’ora
ciascuno.
Trama:
Con la tragica fine della sua breve
vita da super-eroina, Jessica Jones si trova a ricostruire la sua
vita personale e la sua carriera di detective chiamata a indagare
sui casi di New York City.
Krysten Ritter (Jessica Jones) è
affiancata da un fantastico cast di attori, che comprende David
Tennant (Kilgrave), Mike Colter (Luke
Cage), Rachael Taylor (Trish
Walker), Carrie-Anne Moss, Eka
Darville, Erin Moriarty, e Wil Traval, insieme a molti altri.
La serie TV
Netflix Marvel’s Jessica Jones è prodotta dalla
showrunner Melissa Rosenberg (“Twilight”, Dexter”) e Liz Friedman (“Elementary”), insieme a Jeph
Loeb (“Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D.,” “Smallville,”
“Heroes”), che ha anche il ruolo di Marvel’s Head of
Television.
Ecco il logo ufficiale di
Jessica Jones, seconda serie realizzata
in collaborazione tra Marvel Television e Netflix, che vede protagonista Krystin
Ritter.
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AKA Jessica
Jones andrà in onda quest’anno. Nel cast della serie
sono stati confermati per adesso Krysten
Ritter (Jessica Jones), Mike Colter (Luke
Cage), David Tennant (Kilgrave). La serie sarà di
13 episodi, non sappiamo ancora se verrà rinnovata per una seconda
stagione.
Un utente ha diffuso in rete quelli
che sembrano essere tutti i titoli degli episodi della prima
stagione di Jessica Jones, l’attesa nuova
serie targata Marvel/Netflix:
1. AKA Ladies Night
2. AKA Crush Syndrome
3. AKA It’s Called Whiskey
4. AKA 99 Friends
5. AKA The Sandwich Saved Me
6. AKA You’re a Winner
7. AKA Top Shelf Perverts
8. AKA WWJD?
9. AKA Sin Bin
10. AKA The Kumbaya Circle Jerk
11. AKA I’ve Got the Blues
12. AKA Jewel and the Power Man
13. AKA Smile
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AKA Jessica
Jones andrà in onda quest’anno. Nel cast della serie
sono stati confermati per adesso Krysten
Ritter (Jessica Jones), Mike Colter (Luke
Cage), David Tennant (Kilgrave). La serie sarà di
13 episodi, non sappiamo ancora se verrà rinnovata per una seconda
stagione.
Ha i super poteri, la super forza,
guarisce in fretta, anche se non abbastanza, non nasconde le sue
doti, ma nemmeno le esibisce. Ha provato a diventare un’eroina ma
ha abbandonato la missione dopo un tremendo trauma. Ora fa
l’investigatrice privata, per guadagnarsi da vivere e per poter
comprare l’alcol, unico antidoto che conosce per dimenticare, o non
pensare al suo passato. È Jessica
Jones.
La serie, dedicata all’eroina dei
fumetti Marvel, prodotta da Netflix,
è disponibile da una settimana circa e in molti parlano di lei,
questa donna sporca e cattiva, provocatoria, dal carattere
intrattabile e dalle maniere tremende, una nuova eroina riluttante
che non mancherà di avere sostenitori e detrattori nel panorama
degli appassionati di fumetti al cinema e in TV. La scelta che ha
fatto Netflix è stata molto simile all’operazione portata
avanti con Daredevil la scorsa primavera. L’eroe
agisce nello stesso universo condiviso dei famosi e sfavillanti
Vendicatori, ma tiene un profilo basso, sporco, appunto, sarà che
la New York in cui si muovono questi personaggi non è quella
glamour della Avengers Tower, ma quella periferica e malfamata di
Hell’s Kitchen, sarà invece che questi personaggi si prestano di
più a un racconto realistico, ma il tocco di quotidianità non fa
che giovare al prodotto, confezionato con accademica
competenza.
Nessun virtuosismo registico
particolare, nessuna tecnica di combattimento studiata, un
contrappunto musicale che va dal rock al jazz con interessanti
evoluzioni e giochi di contrasto, botte da orbi raccontate a
seguire la protagonista nella sua caccia all’uomo, Killgrave, un
pericoloso psicopatico che controlla la mente delle persone e con
cui Jessica ha un conto in sospeso. Nella storia facciamo anche la
conoscenza del misterioso Luke Cage, non troppo misterioso per
chi conosce i fumetti, ma personaggio decisamente interessante che
rivedremo senza dubbio nell’Universo Marvel, visto
che a lui sarà dedicata un’altra serie Netflix. Cage
infatti dovrebbe unirsi a Jessica e a Devil (in dubbio la serie su
Iron Fist) in un nuovo prodotto che vedrà
scendere in campo i Difensori, una sorta di Avengers del piccolo schermo.
Lo stile lineare della serie
permette al racconto di procedere senza particolari cambiamenti di
ritmo. Dall’inizio capiamo contro chi Jessica dovrà fare i conti,
anche se scopriamo la sua storia per gradi, attraverso cadenzati
flashback, in modo tale da poterci affezionare a lei, al suo
doloroso passato e al suo incerto futuro. La forza della serie
infatti sta nella scrittura, sia dei personaggi che delle vicende
che con omogeneità procedono di episodio in episodio, regalando un
ritmo incalzante e costante che sembra trovare la sua migliore
fruizione nel binge-watching, ovvero nel guardare tutta la serie
d’un fiato.
Krysten Ritter,
già vista in Breaking Bad e in Apartment 23, oltre ad altri piccoli
ruoli al cinema e in TV, trova la sua perfetta collocazione nel
personaggio. Affascinante eppure trasandata, scontrosa con un
enorme cuore, sessuale e letale, la sua Jessica Jones è autentica.
La sua nemesi, l’Uomo Porpora, è David Tennant,
che conferma la passione della Marvel nell’andare a pescare in
Inghilterra i villain migliori. Forse a causa delle motivazioni del
suo personaggio, al nocciolo molto banali, Tennant ci propina un
ritratto un po’ macchiettistico e abbozzato di quello che si rivela
essere, alla fine, un personaggio dalla psicologia e dalle pretese
molto semplici.
Ci sono i riferimenti al
MCU e a tutto ciò che la Marvel ha costruito di
produttivamente grandioso in questi anni. Si sente una solida
strutturazione della storia e dei caratteri, tuttavia è come se
questa Jessica non appassionasse davvero, come se fosse distante
fino alla fine e rendesse riluttanti anche gli spettatori. L’eroina
della Marvel convince a metà, mostrandosi un po’ debole
nell’autonomia del racconto, ma promettendo grandi cose in un
contesto di squadra. Si aspettano pertanto, con curiosità, i
Difensori.
La star di Grey’s Anatomy, Rachael
Taylor, si è unita al cast della serie Jessica
Jones. L’attrice statunitense interpreterà Patricia
‘Trish’ Walker, una conduttrice di un talk show, ex modella e
bambina prodigio nota per i suoi fan adoranti che la chiamavano
“Patsy” Walker. Migliore amica di Jessica Jones (Krysten
Ritter), Trish aiuta l’amica ad intraprendere il caso più
pericoloso della carriera di Jessica.
Prodotto da Melissa
Rosenberg il dramma sarà composto da 13 episodi – la
seconda serie di quattro previste dall’accordo Netflix–Marvel – e sarà incentrato
su Jessica Jones, un supereroe che soffre di disturbo da stress
post-traumatico che la porta ad appendere il suo costume al chiodo
per aprire una propria agenzia investigativa dove finisce per
aiutare le persone e ad assistere altri supereroi.
La nuova serie andrà in onda entro
la fine dell’anno dopo la messa in onda di
Daredevil (che farà il suo debutto il 10
Aprile).
L’attesa per il debutto di
Jessica Jones su Netflix è tanta, e ormai manca davvero poco.
Ebbene una delle domande che i fan del Marvel Universe si pone è
quali personaggi vedremo nelle nuove serie in arrivo, e se ci
saranno dei crossover tra loro come spesso accade con
Agent of Shield e i film.
Marvel’s Jessica Jones farà il suo
debutto il 20 novembre 2015 alle
h. 9.01 in tutti i Paesi in cui Netflix è disponibile.
La serie originale di
Netflix Marvel’s Jessica Jones è la seconda di
quattro epiche serie d’avventura (Marvel’s Daredevil, che ha
debuttato il 10 aprile 2015, Marvel’s Luke Cage e Marvel’s Iron
Fist – i cui personaggi principali creano il team di eroi
protagonisti della serie Marvel’s The
Defenders) disponibili in esclusiva su Netflix. La nuova
original series racconta la vita di Jessica Jones, uno dei
personaggi Marvel più amati dell’ultimo decennio, nella sua
continua lotta contro i demoni che la circondano e perseguitano la
sua anima. La serie debutterà con 13 episodi della durata di un’ora
ciascuno.
Trama:
Con la tragica fine della sua breve
vita da super-eroina, Jessica Jones si trova a ricostruire la sua
vita personale e la sua carriera di detective chiamata a indagare
sui casi di New York City.
Krysten Ritter (Jessica Jones) è
affiancata da un fantastico cast di attori, che comprende David
Tennant (Kilgrave), Mike Colter (Luke
Cage), Rachael Taylor (Trish
Walker), Carrie-Anne Moss, Eka
Darville, Erin Moriarty, e Wil Traval, insieme a molti altri.
La serie TV
Netflix Marvel’s Jessica Jones è prodotta dalla
showrunner Melissa Rosenberg (“Twilight”, Dexter”) e Liz Friedman (“Elementary”), insieme a Jeph
Loeb (“Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D.,” “Smallville,”
“Heroes”), che ha anche il ruolo di Marvel’s Head of
Television.