Home Blog Pagina 2284

Fullmetal Alchemist: il trailer del film in live action

0

Ecco il nuovo trailer del live action di Fullmetal Alchemist, film diretto da Fumihiko Sori (Dragon Age: Dawn of the Seeker, Pingu-Pongu) basata sullo shōnen manga creato da Hiromu Arakawa.

https://www.youtube.com/watch?v=oZhOVnowpAM

Concepito in origine come un singolo manga, Fullmetal Alchemist è stato successivamente editato grazie a Square Enix in una vera e propria serie illustrata che vanta all’attivo un ricchissimo franchise di successo composto da due serie animate, romanzi, audiolibri e trasposizioni videoludiche per consolle. Ora finalmente il racconto di Hiromu Arakawa si prepara a fare il suo primo grande debutto sul grande schermo in una versione live-action che tutti attendono con curiosità e trepidazione.

Fullmetal Alchemist: prime immagini dell’atteso live-action

Recentemente era già stato proposto un breve trailer relativo al nuovo live-action di Fullmetal Alchemist nel quale veniva introdotto il racconto dei due fratelli EdwardAlphonse Elric, impegnati a trovare un modo di rimediare alle terribili conseguenze dovute al maldestro e fallito tentativo di tramutare illegalmente la propria madre con l’intento di salvarla.

Ricordiamo che il manga originale di Hiromu Arakawa ha venduto più di 65 milioni di copie dalla sua prima raccolta in volumi a partire dal 2005, tanto da divenire uno dei manga più popolari di tutti i tempi in Giappone. L’adattamento animato ha inoltre vinto ben cinque American Anime Awards nel 2007.

Fullmetal Alchemist sarà diretto dal regista giapponese Hiromu Arakawa e avrà nel cast le star Ryosuke Yamada nel ruolo di Edward, oltre a Dean Fujioka nei panni di Roy Mustang  e Tsubasa Honda nelle vesti di Winry Rockbell. Il film verrà distribuito in Giappone a partire da dicembre 2017 da Warner Bros. Pictures.

Fullmetal Alchemist: il nuovo trailer del live action

0

Warner Bros ha diffuso il nuovo trailer del live action di Fullmetal Alchemist, film diretto da Fumihiko Sori (Dragon Age: Dawn of the Seeker, Pingu-Pongu) basata sullo shōnen manga creato da Hiromu Arakawa.

Concepito in origine come un singolo manga, Fullmetal Alchemist è stato successivamente editato grazie a Square Enix in una vera e propria serie illustrata che vanta all’attivo un ricchissimo franchise di successo composto da due serie animate, romanzi, audiolibri e trasposizioni videoludiche per consolle. Ora finalmente il racconto di Hiromu Arakawa si prepara a fare il suo primo grande debutto sul grande schermo in una versione live-action che tutti attendono con curiosità e trepidazione.

Fullmetal Alchemistprime immagini dell’atteso live-action

Recentemente era già stato proposto un breve trailer relativo al nuovo live-action di Fullmetal Alchemist nel quale veniva introdotto il racconto dei due fratelli Edward e Alphonse Elric, impegnati a trovare un modo di rimediare alle terribili conseguenze dovute al maldestro e fallito tentativo di tramutare illegalmente la propria madre con l’intento di salvarla.

Ricordiamo che il manga originale di Hiromu Arakawa ha venduto più di 65 milioni di copie dalla sua prima raccolta in volumi a partire dal 2005, tanto da divenire uno dei manga più popolari di tutti i tempi in Giappone. L’adattamento animato ha inoltre vinto ben cinque American Anime Awards nel 2007.

Fullmetal Alchemist sarà diretto dal regista giapponese Hiromu Arakawa e avrà nel cast le star Ryosuke Yamada nel ruolo di Edward, oltre a Dean Fujioka nei panni di Roy Mustang  e Tsubasa Honda nelle vesti di Winry Rockbell. Il film verrà distribuito in Giappone a partire da dicembre 2017 da Warner Bros. Pictures.

Full Trailer Originale per Zero Dark Thirty

0
Full Trailer Originale per Zero Dark Thirty

 

Guarda il Full Trailer di Zero Dark Thirty, il nuovo film del Premio Oscar , il filmato è l’ultimo contributo che uscirà per promuovere la pellicola che ieri

Full Trailer Italiano di Die Hard – Un buongiorno per morire

0
Full Trailer Italiano di Die Hard – Un buongiorno per morire

Guarda il Full Trailer Ufficiali in italiano del film Die Hard – Un buongiorno per morire con protagonisti Bruce WillisJai CourtneyMary Elizabeth WinsteadPatrick Stewart per la regia di John Moore.

Per ulteriori info sul film vi segnaliamo la nostra Scheda: Die Hard – Un buongiorno per morire Il film arriverà nelle sale il 14 Febbraio 2012.

Full trailer di Super 8

0

steven

La Paramount Pictures ha pubblicato via Twitter l’atteso full trailer di Super 8, il nuovo film fantascientifico di J.J. Abrams prodotto assieme a Steven Spielberg.

Full Trailer di Jack Reacher – La Prova Decisiva con Tom Cruise!

Full Trailer di Jack Reacher – La Prova Decisiva con Tom Cruise!

Arriva dal canele youtube della Paramount il Full trailer di Jack Reacher – La Prova Decisiva con Tom Cruise. La pellicola è diretta da Christopher McQuarrie

Full Trailer di Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1

0
Full Trailer di Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1

E’ finalmente uscito il trailer definitivo di Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1. Come anticipato dalle immagini uscite nelle ultime ore, questa anteprima non risparmia gli spoiler, sia sulla trama e sia sulle ambientazioni e i personaggi di questo attesissimo settimo episodio della saga di Harry Potter.

Nella parte 1, Harry, Ron e Hermione iniziano la loro pericolosa missione per scoprire e distruggere il segreto dell’immortalità di Voldemort, gli Horcrux. Dal canto loro, senza la guida degli insegnanti o la protezione del professor Silente, i tre amici devono più che mai fare affidamento l’uno sull’altro. Ma le Forze Oscure mettono a rischio la loro amicizia. Nel frattempo il mondo dei maghi è diventato un posto pericoloso per tutti i nemici del Signore Oscuro. La guerra a lungo temuta è iniziata e i Mangiamorte di Voldemort hanno preso il controllo del Ministero della Magia e perfino di Hogwarts, terrorizzando e arrestando chiunque si opponga. Ma sono ancora alla ricerca della persona più importante, Harry Potter, che devono portare a Voldemort…vivo.

L’unica speranza di Harry è trovare l’Horcrux prima che Voldemort trovi lui. Ma presto scopre l’esistenza di una leggenda, la leggenda dei Doni della Morte. E se la leggenda si rivelerà veritiera, potrebbe significare che Voldemort otterrà il potere supremo che desidera. Non conta molto che Harry sappia che il suo futuro è già stato deciso dal suo passato, quando è diventato “il bambino che ha vissuto”. Non è più un bambino ora ed è sempre più concentrato nell’assolvere il dovere per cui si prepara fin dal primo giorno in cui ha messo piede a Hogwarts: lo scontro finale con Voldemort. “Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1” è diretto da David Yates, regista anche di “Harry Potter e l’Ordine della Fenice” e “Harry Potter e il principe mezzosangue“.

David Heyman, produttore di tutti i film della serie, ha prodotto il film con David Barron. Steve Kloves ha adattato la sceneggiatura, basata sul libro di J.K. Rowling. Lionel Wigram è il produttore esecutivo. Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, riprendono i ruoli di Harry Potter, Ron Weasley e Hermione Granger, e nel cast ci sono anche Helena Bonham Carter, Gary Oldman, Alan Rickman, Ralph Fiennes, Tom Felton, Bonnie Wright, Jamie Campbell Bower, Michael Gambon, Jason Isaacs, Maggie Smith, John Hurt, Ciarán Hinds, Jim Broadbent, Evanna Lynch, Emma Thompson, David Thewlis, Rhys Ifans, Domhnall Gleeson, Clémence Poésy, Kelly Macdonald, James Phelps, Oliver Phelps, Warwick Davis, Devon Murray..

Full trailer delle Cronache di Narnia: il viaggio del veliero

0

narnia il veliero

La Fox  ha diffuso il nuovo full trailer internazionale delle Cronache di Narnia: Il Viaggio del Veliero, atteso terzo episodio della saga fantasy riconvertito in 3D.

Full Time – Al cento per cento, recensione del film

Full Time – Al cento per cento, recensione del film

Per Alberto Barbera, direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Full Time – Al cento per cento è il ”film rivelazione dell’anno”. Il lungometraggio diretto da Eric Gravel e con protagonista Laure Calamy è un ritratto realistico della società francese odierna: mostra la vita quotidiana, tutt’altro che semplice, di una madre single che vive in periferia e non guadagna abbastanza.

La trama di Full Time

Julie è divorziata, ha due figli e vive nella periferie parigina. Lavora come governante in un hotel a cinque stelle di Parigi: ogni giorno si sveglia all’alba, prepara i suoi bambini, li consegna alla baby sitter e prende il treno per la città. Julie è laureata, lavorava nell’ambito della ricerca sociale ma, dopo essere stata licenziata, non ha trovato nulla di meglio del lavoro nell’hotel. Un po’ per necessità – l’ex-marito non contribuisce con gli alimenti come dovrebbe, un po’ per ambizione, Julie continua a fare colloqui per tornare a lavorare nel suo settore.

Riesce finalmente ad ottenere un appuntamento per ”il lavoro perfetto”, ma il tempismo non sembra aiutarla. Nella stessa settimana, Julie deve fronteggiare il colloquio per il nuovo impiego, gli scioperi e le manifestazioni che bloccano la circolazione a Parigi, il capo del personale dell’hotel che la mette sotto pressione, il compleanno del figlio e le lamentele dell’anziana baby-sitter. Riuscirà la protagonista a gestire tutto o verrà sopraffatta?

Una vita ”Full Time”

Il titolo di Full Time parla da sé: Julie non solo ha un impiego a tempo pieno, ma vive ogni attimo della sua vita come un lavoro, un dovere dopo l’altro. Come uno schema, si sveglia, veste i figli, prende il treno, lavora, mangia, lavora, riprende il treno, lava e mette a letto i figli. E di nuovo da capo. L’unico attimo di pace potrebbe essere il bagno a fine giornata, ma il boiler dell’acqua calda rotto e i capricci dei bambini guastano anche questo momento.

Il regista sceglie di raccontare la vita di questa mamma single senza troppi fronzoli: fa una ricostruzione quasi documentaristica della settimana di Julie, giorno dopo giorno. Non si vedono in Full Time scene melodrammatiche, scene finte ”da film”. Non ci sono commenti o narrazioni che esagerano le situazioni vissute dalla protagonista. Tutto è estremamente reale e per questo d’effetto.

Un racconto ansiogeno per il suo realismo

Full Time è un crescendo di tensione, un climax che, scena dopo scena, problema dopo problema, arriva al suo culmine poco prima della fine. Per come è costruito, il film genera un senso di angoscia tangibile. Guardando il lungometraggio ci si immerge in una storia che potrebbe essere vera. Quello di Full Time è un mondo che barcolla e perde pezzi su tutti i fronti: la vita privata, la società attorno, il lavoro, la comunità, tutto arranca e niente sembra stabile.

In tutto ciò, Julie è sola: non ha il sostegno dell’ex-marito, la baby-sitter la mette alle strette, le colleghe sono spietate e in mezzo ci si mettono anche gli scioperi. È impossibile non empatizzare con lei e non immedesimarsi. L’ansia arriva addirittura a far temere il peggio: lo spettatore diventa più coinvolto – e più pessimista – della protagonista. Il lavoro dell’attrice contribuisce all’ottima resa del film: Laure Calamy è un volto di pietra, paralizzato dalle preoccupazioni. Si percepisce la tensione sotto la maschera di una madre, una collega, un’amica che cerca di andare avanti senza dare a vedere le sue angosce.

Non a caso, Calamy è un attrice coinvolta nei temi sociali. Ha già recitato in film e serie che criticano il mondo dei lavoro: tra tutti ricordiamo lo show francese Chiami il mio agente!, serie sulla professione dell’attore. Inoltre, Calamy è membro del Collettivo 50/50, organizzazione che ha l’obiettivo di promuovere la parità tra donne e uomini nel settore cinematografico e televisivo.

Un film già premiato dalla critica

Full Time è già stato amato dai critici: presentato a Venezia, ha vinto il Premio Orizzonti Miglior Attrice (Laure Calamy) e il Premio Orizzonti Miglior Regia (Eric Gravel). Originale, documentaristico e abilmente costruito a livello di suspence, speriamo che il film possa conquistare anche il pubblico in sala.

Full Monty – la serie: trailer della serie in arrivo su Disney+

0
Full Monty – la serie: trailer della serie in arrivo su Disney+

Disney+ ha diffuso il trailer ufficiale dell’attesissima serie originale Full Monty – la serie. Dai creatori dell’iconico film vincitore del premio BAFTA, questa nuova serie in otto episodi debutterà in Italia il 5 luglio in esclusiva sulla piattaforma streaming.  Il trailer introduce anche la stella nascente Talitha Wing (Wolfe, Alex Rider), che interpreterà la figlia adolescente di Gaz, Destiny Schofield.

Full Monty – la serie, la trama e il cast

Ambientata venticinque anni dopo il film originale britannico di successo, Full Monty – la serie seguirà lo stesso gruppo di fratelli mentre vivono la loro vita nella città post-industriale di Sheffield e si destreggiano nei sempre più fatiscenti settori della sanità, dell’istruzione e dell’impiego. La serie comedy-drama racconterà cos’è successo ai membri del gruppo dopo che si sono rimessi la divisa, esplorando i loro momenti più brillanti, più folli e più disperati. Inoltre, metterà in luce come il mondo esilarante di questi eroi della classe operaia, che risiedono ancora a Sheffield, sia cambiato nel corso dei decenni.

Simon Beaufoy, lo sceneggiatore del film originale e vincitore dell’Academy Award, ritorna insieme alla co-sceneggiatrice Alice Nutter (Accused), mentre Uberto Pasolini (Nowhere Special) torna come produttore esecutivo.

Il trailer vede il cast principale riprendere i ruoli più amati dai fan, a partire da Robert Carlyle (Trainspotting, C’era una volta) nei panni di Gaz, Mark Addy (II Trono di Spade, Il destino di un cavaliere) come Dave, Lesley Sharp (Before We Die, Scott and Bailey) nel ruolo di Jean, Hugo Speer (Britannia, Tenebre e ossa) in quello di Guy, Paul Barber (The Dumping Ground, Gloves Off) come Horse, Steve Huison (The Royle Family, Paul, Mick e gli altri) nel ruolo di Lomper, Wim Snape (The Beaker Girls, Gentleman Jack – Nessuna mi ha mai detto di no) in quello di Nathan e Tom Wilkinson (Batman Begins, Michael Clayton) che interpreta Gerald.

Tra gli altri nuovi membri del cast che si uniscono al gruppo ci sono Paul Clayton (The Crown, The Split) nel ruolo di Dennis, il marito di Lomper. Miles Jupp (A Very British Scandal) che interpreta Darren, l’appena divorziato agente immobiliare che si rivolge ai Monty per avere consigli su come affrontare la vita adulta. Sophie Stanton è invece Hetty, una collega e amica di Jean, e Phillip Rhys Chaudhary si aggiunge come vicepreside della scuola nei panni di Dilip. I nuovi arrivati Dominic Sharkey e Natalie Davies interpretano rispettivamente i compagni di Destiny, Cal e Tabani, insieme ad Arnold Oceng, nei panni di un talentuoso artista di graffiti. Aiden Cook è il dodicenne “Twiglet”, mentre Tupele Dorgu (Alma’s Not Normal) interpreta Yaz, la madre di Destiny.

Simon Lewis è il produttore della serie, mente Lee Mason, Director, Scripted, è produttore esecutivo per Disney+. La serie originale è stata sviluppata da Searchlight Pictures e FX.
Full Monty – Squattrinati organizzati, il film originale del 1997 vincitore del premio BAFTA, è disponibile in streaming su Disney+ in Italia.

Full Metal Jacket: per la prima volta in 4K

0
Full Metal Jacket: per la prima volta in 4K

Full Metal Jacket“, la memorabile opera di Stanley Kubrick sugli orrori della guerra, dall’8 ottobre arriva per la prima volta in 4K UHD, con una special edition contenente un esclusivo album fotografico di 32 pagine, le art cover dei personaggi, una lettera di Stanley Kubrick, oltre alla replica della locandina originale.

La splendida epopea di guerra diretta da Stanley Kubrick colpisce ancora più forte nella piena risoluzione del 4K. Matthew Modine, Vincent D’Onofrio e R. Lee Ermey – nei panni dell’infernale sergente addestratore – sono le star assolute di questo avvincente racconto sulle reclute del corpo dei Marines spedite al fronte in Vietnam. Passando dalla cruda brutalità dell’addestramento militare agli effetti disumanizzanti del campo di battaglia, Full Metal Jacket unisce abilmente sequenze di azione e un graffiante humor nero.

Tra i contenuti extra del film il commento di Adam Baldwin, Vincent D’Onofrio e R.Lee Ermey e del critico/sceneggiatore Jay Cocks, oltre alla featurette ‘Full Metal Jacket: tra il bene e il male’. Disponibile in 4K UHD su Amazon.it

Sempre a partire dall’8 ottobre, sarà disponibile per la prima volta in 4K UHD anche “300”, il film ispirato all’epica graphic novel di Frank Miller, e “007 James Bond Collection”, l’elegante cofanetto da collezione con tutti i 24 film (in DVD e Blu-Ray) dedicati all’agente segreto per eccellenza, da “Agente 007 – Licenza di uccidere” fino a “Spectre”.

Non è finita qui, dal 29 ottobre in arrivo, sempre per la prima volta in 4K UHD, anche “Beetlejuice – Spiritello Porcello”, il film di Tim Burton con Michael Keaton e Alec Baldwin, vincitore del Premio Oscar al Miglior Trucco.

In 4K UHD dall’8 ottobre

 “300”, il film di Zack Snyder ispirato all’epica graphic novel di Frank Miller, arriva per la prima volta in 4K UHD a partire dall’8 ottobre.

L’epica graphic novel di Frank Miller (Sin City) pervade lo schermo con sangue, lampi, tuoni e timore reverenziale nel suo intenso stile visivo fedelmente ricreato con la sapiente miscela di live-action e animazione in computer gra­fica. Nel raccontare l’antica battaglia delle Termopili, descrive lo scontro titanico nel quale re Leonida (Gerard Butler) e 300 spartani combatterono fino alla morte contro Serse (Rodrigo Santoro) e il suo imponente esercito persiano.

Disponibile in 4K UHD su Amazon.it e su IBS.it

BEETLEJUICE – SPIRITELLO PORCELLO

In 4K UHD dal 29 ottobre

“Beetlejuice – Spiritello Porcello”, il film di Tim Burton con Michael Keaton e Alec Baldwin, vincitore del Premio Oscar al Miglior Trucco, arriva per la prima volta in 4K UHD dal 29 ottobre.

Cosa può fare una coppia di fantasmi yuppie (Geena Davis e Alec Baldwin) quando la loro pittoresca casa del New England viene invasa da newyorkesi alla moda? Assumere un “bio-esorcista” freelance per spaventare gli intrusi, ovviamente! Con la regia di Tim Burton, “il Beetlejuice di Michael Keaton è uno dei più grandi cattivoni mai visti scatenarsi in un film di fantasmi” (The Village Voice).

Disponibile in 4K UHD su Amazon.it e su DVD-Store

007 JAMES BOND COLLECTION

In DVD e Blu-ray dall’8 ottobre

007 James Bond Collection”, l’elegante cofanetto da collezione con tutti i 24 film in DVD e Blu-Ray dedicati all’agente segreto per eccellenza, da “Agente 007 – Licenza di uccidere” fino a “Spectre”, in arrivo dall’8 ottobre.

  1. LICENZA DI UCCIDERE
  2. DALLA RUSSIA CON AMORE
  3. MISSIONE GOLDFINGER
  4. THUNDERBALL – OPERAZIONE TUONO
  5. SI VIVE SOLO DUE VOLTE
  6. AL SERVIZIO SEGRETO DI SUA MAESTA’
  7. UNA CASCATA DI DIAMANTI
  8. VIVI E LASCIA MORIRE
  9. L’UOMO DALLA PISTOLA D’ORO
  10.  LA SPIA CHE MI AMAVA
  11.  MOONRAKER – OPERAZIONE SPAZIO
  12.  SOLO PER I TUOI OCCHI
  13.  OCTOPUSSY – OPERAZIONE PIOVRA
  14.  BERSAGLIO MOBILE
  15.  ZONA PERICOLO
  16.  VENDETTA PRIVATA
  17.  GOLDENEYE
  18.  IL DOMANI NON MUORE MAI
  19.  IL MONDO NON BASTA
  20.  LA MORTE PUO’ ATTENDERE
  21.  CASINO ROYALE
  22.  QUANTUM OF SOLACE
  23.  SKYFALL
  24.  SPECTRE

Disponibile nei migliori negozi e su Amazon.it

Full Metal Jacket: la spiegazione del finale del film di Stanley Kubrick

In Full Metal Jacket, la narrazione finale e il canto della Marcia di Topolino che l’accompagna possono sembrare alquanto imperscrutabili senza un ulteriore contesto. Il film, come noto, è il penultimo nella carriera di Stanley Kubrick – seguito solo da Eyes Wide Shut e arrivo a ormai metà del ciclo di film sulla guerra del Vietnam. Sebbene dopo Full Metal Jacket siano usciti altri film su quel conflitto, come Nato il quattro luglio e Hamburger Hill, il contributo di Kubrick al sottogenere dei film sul Vietnam arrivò dopo che Platoon e Apocalypse Now avevano già offerto ritratti cinematografici definitivi, anche se molto diversi, dell’invasione. Nonostante ciò, Full Metal Jacket fu un successo di critica.

Il film di Kubrick sul Vietnam era incentrato su giovani reclute che completavano un estenuante campo di addestramento prima di partire per la battaglia. Per molti versi, Full Metal Jacket fu l’anti-Top Gun, poiché il film dissimulava sistematicamente l’immagine romantica dell’addestramento militare vista nel blockbuster dell’anno precedente. Le scene del campo di addestramento erano una dura e intensa prova di resistenza, mentre gli spettatori osservavano un istruttore spietato e compagni di recluta poco attenti che torturavano psicologicamente Pyle, un nuovo arrivato.

Dopo che questa disavventura si conclude con una battuta da commedia nera, la seconda parte di Full Metal Jacket ci porta in Vietnam. Lì la storia si fa ancora più cupa, quando lo squadrone viene eliminato uno alla volta da un cecchino metodico. In quello che potrebbe sembrare un finale apparentemente semplice e “inconcludente”, Kubrick inserisce in realtà una serie di elementi che – se ben interpretati – lo rendono particolarmente straziante e restituiscono tutta l’insensatezza e la brutalità di un conflitto che è in realtà sempre uguale  a sé stesso ogni volta che si ripresenta.

LEGGI ANCHE: Full Metal Jacket: 10 cose che non sai sul film

Matthew Modine in Full Metal Jacket
Matthew Modine in Full Metal Jacket © 1987, Courtesy of Warner Bros.

Perché la squadra canta “La marcia di Topolino” alla fine di Full Metal Jacket

Nelle scene finali di Full Metal Jacket, la maggior parte dei protagonisti del film viene rapidamente uccisa da un cecchino invisibile. Alla fine, le reclute sopravvissute rintracciano il loro aggressore solo per scoprire che si tratta di una bambina. In uno dei finali di film di guerra più strazianti di tutti i tempi, il soldato Joker, antieroe vagamente benintenzionato, spara alla bambina mentre lei muore dissanguata. Persino il suo compagno sociopatico Animal Mother trova scioccante l’insensibilità della sua decisione, ma è il momento successivo che risalta agli occhi di molti spettatori. Mentre i soldati se ne vanno, iniziano a cantare all’unisono la Marcia di Topolino.

L’accostamento ironico tra l’estrema violenza della scena precedente e questa canzone stranamente carina è evidente, ma c’è un significato più profondo in questo momento. Melodie giocose come queste venivano cantate dai soldati in Vietnam e altrove per una serie di motivi, tra cui la nostalgia dell’infanzia dopo il trauma subito e il desiderio di tornare a uno stato mentale più innocente. Mentre la versione di Platoon del Vietnam comprendeva una tragedia più lirica e una violenza più spettacolare, c’è una banalità infantile nelle uccisioni di Full Metal Jacket che viene sottolineata da questo momento. Sebbene siano assassini, la maggior parte dei membri della squadra ha solo pochi anni in più dei loro giovani aggressori.

I soldati americani che hanno combattuto in Vietnam avrebbero avuto l’età giusta per essere cresciuti con la Marcia di Topolino come un brano preferito dell’infanzia, quindi ha senso che ne ricordino collettivamente il testo. Anche la canzone è tecnicamente una marcia, anche se nello spettacolo era più una marcia da parata. In questo senso, Topolino è un simbolo della cultura americana e della rapida invasione del Vietnam da parte del capitalismo. Anche il romanzo da cui è tratto Full Metal Jacket, The Short-Timers, includeva questo canto, anche se non nelle scene finali.

Adam Baldwin, Matthew Modine, Dorian Harewood e Arliss Howard in Full Metal Jacket
Adam Baldwin, Matthew Modine, Dorian Harewood e Arliss Howard in Full Metal Jacket © 1987, Courtesy of Warner Bros.

Il significato della battuta finale di Joker sull’essere vivi in un mondo di merda

Il futuro cattivo di Stranger Things Matthew Modine ha iniziato una carriera di interpretazioni di figure moralmente ambigue con la sua interpretazione di Joker, e le motivazioni del personaggio non sono mai state così chiare come nella narrazione finale di Full Metal Jacket. Quando Joker dice di trovarsi in un mondo di merda, uno spettatore ottimista potrebbe pensare che sia contento di essere almeno vivo nonostante tutti i suoi guai. Tuttavia, la maggior parte degli eventi del film indicherebbe l’interpretazione opposta. Considerato tutto ciò che subisce in Full Metal Jacket, è più probabile che Joker stia dicendo che tecnicamente è vivo, ma che si tratta di una vittoria di Pirro perché vive in un mondo di merda.

Le immagini del film fanno sembrare le città bruciate del Vietnam un inferno, grazie ai muri di fumo e fuoco di queste scene finali. In questo modo, Joker può essere considerato più sfortunato dei morti, poiché è vivo ma deve continuare a vivere in un mondo terribile, soffrendo per il trauma della sua esperienza in Vietnam. Questa frase richiama ironicamente quella pronunciata da Pyle prima di togliersi la vita, affermando che lo fa perché anche lui si trova in un mondo di merda. A differenza di Pyle e degli eroi dei successivi film sul Vietnam, Joker non può però sfuggire al suo destino attraverso la morte.

Come Matthew Modine ha cambiato il finale di Full Metal Jacket

Secondo l’intervista di IGN a Modine, l’inceppamento dell’MI6 di Joker nel momento in cui prende la mira sul cecchino e il fatto che il suo personaggio non muoia sono idee che l’attore ha sottoposto a Kubrick. L’inceppamento del fucile nella scena culminante è stata una scelta perfetta perché questo accadeva spesso nella vita reale, dato che gli MI6 erano notoriamente inaffidabili. Il momento, inoltre, riecheggiava ironicamente l’uso del fucile come simbolo fallico nella prima parte del film. Dopo che a Joker è stato detto che era inutile senza il suo fucile, l’arma si è inceppata nel momento in cui è stato finalmente chiamato a compiere il suo dovere. Nel frattempo, la mancata morte di Joker ha permesso al film di dimostrare che anche i sopravvissuti sono rimasti con cicatrici psicologiche profondamente dannose.

Full Metal Jacket: 10 cose che non sai sul film

Full Metal Jacket: 10 cose che non sai sul film

Affermatosi come uno dei più celebri film di guerra della storia del cinema, Full Metal Jacket è oggi un vero e proprio cult, capace come pochi di dar vita agli orrori del conflitto in Vietnam e dei traumi che i soldati sperimentarono su sé stessi. Diretto da Stanley Kubrick, uno dei più leggendari registi della settima arte, ancora oggi il film non manca di sconvolgere spettatori da ogni dove.

Ecco dieci cose che non sai di Full Metal Jacket.

Full Metal Jacket: la trama del film

1. È un completo racconto di guerra. Il film di Kubrick si divide in due grandi blocchi narrativi. Nel primo, si assiste al duro allenamento a cui i soldati vengono sottoposti da sergente Hartman, il quale senza mostrare alcuna compassione li spinge a diventare veri e propri strumenti di guerra. Nel secondo, invece, si assiste sul campo al conflitto in Vietnam vero e proprio, dove il soldato Joker potrà assistere agli effetti di questo sui suoi compagni.

2. È la trasposizione di un noto romanzo. Kubrick trasse l’idea per il film dopo aver letto il romanzo Nato per uccidere, pubblicato nel 1979 da Gustav Hasford. Nel libro, parzialmente autobiografico, questi narra la propria esperienza in Vietnam. Nell’adattarlo in film, Kubrick rimase particolarmente fedele ad alcune scene, modificandone profondamente altre che, a suo dire, lo allontanavano dal cuore della storia.

Full Metal Jacket è in streaming

3. È possibile trovare online il film. Per chi desidera rivedere, o vedere per la prima volta, il film di Kubrick, è possibile avvalersi della sua presenza su alcune delle principali piattaforme streaming in rete. Tra queste vi sono Google Play, Apple iTunes e Prime Video, dove sarà possibile noleggiare singolarmente il film e vederlo entro un tempo prestabilito.

Full Metal Jacket streaming

Full Metal Jacket: la colonna sonora del film

4. Il film è composto di celebri brani. Attento ad ogni dettaglio delle proprie pellicole, il regista ha personalmente curato la scelta dei brani facenti parte della colonna sonora. Tra questi si annoverano Full Metal Jacket, di Abigail Mead, Hello Vietnam, di Johnnie Wright, Chapel of Love, dei The Dixie Cups, I Like It Like That, di Chris Kenner, These Boots Are Made for Walkin’, di Nancy Sinatra, e Surfin’ Bird, di The Trashmen.

5. I soldati cantano una nota canzone. Ad essere divenuta particolarmente celebre, anche per via della scena in sé, è tuttavia la Marcia di Topolino, canzone presente in The Mickey Mouse Club. I soldati la cantano alla fine del film, quando rientrano alla base circondati dalle rovine in fiamme causate dal conflitto. Questo contrasto tra immagini e musica da al finale un sapore decisamente surreale e lugubre.

Full Metal Jacket: il cast del film

6.  Quello del sergente Hartman è diventato il personaggio più noto del film. Chiamato sul set come consulente militare, il caratterista Ronald Lee Ermey chiese a Kubrick di assegnargli il ruolo di Hartman, poiché secondo lui gli attori che impersonavano i soldati avevano bisogno di qualcuno che li facesse rigare dritto. Inizialmente, il regista declinò la cosa, ma quando Ermey gli ordinò di alzarsi in piedi quando parlava con lui, fu certo che fosse la persona giusta per la parte.

7. Ermey non ha mai familiarizzato con gli altri attori. Per mantenere un netto distacco tra il suo personaggio e quello degli altri presenti nel film, Ermey non ha mai avuto rapporti civili con gli altri attori, neanche durante le pause. Ciò ha decisamente contribuito a generare un forte timore nei suoi confronti, riportato poi anche al momento delle riprese.

Full Metal Jacket streaming

8. Vincent D’Onofrio ha stabilito un record. Per ricoprire il ruolo del soldato soprannominato Palla di Lardo, l’attore Vincent D’Onofrio ha dovuto guadagnare circa 30 chili. Ciò lo ha portato ad infrangere il precedente record detenuto da Robert De Niro, che per Toro Scatenato di Martin Scorsese aveva raggiunto i 27. Per raggiungere tale risultato gli ci sono voluti circa sette mesi, e in seguito gliene sono serviti nove per perdere il peso in più.

9. Matthew Modine stava per essere coinvolto in uno scontro corpo a corpo. Per il ruolo del soldato Joker, protagonista del film, si propose inizialmente l’attore Val Kimer, il quale però non venne scelto. Questi si presentò allora da Matthew Modine, convinto che fosse stato lui a rubargli il ruolo, e sfidandolo a fare a botte seduta stante. Modine, tuttavia, ancora non sapeva di aver ottenuto il ruolo, e riuscì a convincere Kimer a non venire alle mani.

Full Metal Jacket: le frasi migliori del film

10. È ricco di battute divenute iconiche. Ad oggi, uno dei motivi per il quale il film viene più ricordato sono le battute presenti nel film. In particolare, quelle che vedono coinvolto il sergente Hartman sono divenute parte della cultura popolare, citate più e più volte in contesti sempre diversi. Ecco alcune delle frasi migliori:

“Sei proprio tu, John Wayne? E io chi sarei?” (Soldato Joker)

“Però, senti senti, abbiamo tra noi un attore comico, il “Soldato Joker”! Io ammiro la sincerità; sì sì tu mi piaci, vieni a casa e ti faccio scopare mia sorella! Brutto sacco di merda! Io ti metto sotto! Ti farò un culo così! Qui tu non riderai! Tu non piangerai! Qui si riga dritto e basta! Ti faccio vedere io! Alzati in piedi tirati su, datti subito una regolata amico mio se no io ti svito il cranio e ti cago in gola!” (Sergente Hartman)

“Dato che sono un duro non mi aspetto di piacervi, ma più mi odierete, più imparerete. Io sono un duro però sono giusto: qui non si fanno distinzioni razziali, qui si rispetta gentaglia come negri, ebrei, italiani o messicani! Qui vige l’eguaglianza: non conta un c. nessuno, i miei ordini sono di scremare tutti quelli che non hanno le palle necessarie per servire nel mio beneamato corpo! Capito bene, luridissimi vermi?!” (Sergente Hartman)

“Non mi piace il nome Lawrence, solo finocchi e marinai si chiamano Lawrence! D’ora in poi tu sarai “Palla di Lardo”!” (Sergente Hartman)

Fonte: IMDb

Full Circle: trailer della serie di Steven Soderbergh

0
Full Circle: trailer della serie di Steven Soderbergh

Max ha diffuso il primo trailer di Full Circle, l’attesa serie limitata di Steven Soderbergh, che debutterà quest’estate negli USA su MAX e in Italia presumibilmente su SKY e NOW. “Un’indagine su un rapimento fallito svela segreti di lunga data che collegano più personaggi e culture nell’odierna New York City”, recita la sinossi ufficiale.

Quando esce Full Circle su Max?

L’ultimo progetto del leggendario regista sta arrivando su Max, con Warner Bros. Discovery che fissa la data di uscita di Full Circle per il 13 luglio 2023. La serie di sei episodi continuerà con due episodi settimanali fino al finale il 27 luglio 2023. Full Circle presenta un cast stellare, tra cui Zazie Beetz, Claire Danes, Jim Gaffigan, Jharrel Jerome, Timothy Olyphant, CCH Pounder, Phaldut Sharma, Adia, Sheyi Cole, Gerald Jones, Suzanne Savoy, Ethan Stoddard, Lucian Zanes e Dennis Quaid. Guarda il trailer di Full Circle qui sotto:

La serie è diretta da Soderbergh da una storia scritta da Ed Solomon. Full Circle è l’ultimo di una collaborazione tra Soderbergh e HBO, con il leggendario regista che ha realizzato il thriller del 2022 Kimi per HBO Max nel 2022. Più recentemente, Soderbergh ha anche diretto la commedia drammatica del 2023 Magic Mike – The Last Dance.

Fuliggine al Catania Film Fest

0
Fuliggine al Catania Film Fest

Un piccolo racconto per suoni e immagini che ha come protagonisti i carbonai calabresi e il loro mestiere ancestrale, che continua a resistere ancora oggi sul territorio calabrese. Fuliggine è il nuovo cortometraggio del regista Domenico Pisani, prodotto da Reboto Production con il sostegno della Calabria Film Commission, che sarà presentato in anteprima in concorso al Catania Film Fest, nella sezione competitiva dedicata ai corti italiani, in programma dal 12 al 19 novembre prossimi.

Un lavoro interamente girato a Serra San Bruno, un ritorno alle radici nel paese d’origine del regista, che si divide tra Roma e la Calabria portando avanti una nuovaImposta immagine in evidenza piccola casa di produzione indipendente, giovane e dinamica, con l’ambizione di valorizzare il territorio in un processo di crescita artistica e professionale. Un suo progetto, “A homogeneous whole”, nel 2019 ha vinto il festival europeo “Proud of Our Heritage, Open to the World”, organizzato dalla Delegazione italiana presso il Consiglio d’Europa, e proiettato al cinema Odyssèe di Strasburgo. Nel 2020 il cortometraggio “Le vite possibili”, dopo aver partecipato a numerosi festival, è stato inserito nel canale Shorts Tv di Amazon Prime Video e successivamente acquistato da Rai Cinema.

Ora con Fuliggine – interpretato da Domenico Maiolo, Carmelo Giordano e Anna Maria De Luca – il regista sarà in concorso al Catania Film Festival, un prestigioso luogo di incontro e confronto per il “nuovo” cinema Europeo, che si avvale di una direzione e di un comitato scientifico di assoluto rilievo.

Un rapporto conflittuale tra padre e figlio e la mancanza come sentimento e condizione universale rappresentano il fulcro della storia che il regista aveva in mente già da tempo: “Questo lavoro vuole anche far riflettere sulle condizioni di chi, nelle Serre calabresi, porta avanti ancora oggi un lavoro duro, che non conosce orari né intemperie, vivendo quasi in funzione della produzione di carbone”, commenta Pisani. “E’ la storia degli “ultimi”, della gente umile ai margini della società, sempre sporca di fuliggine. Una premessa per parlare, inoltre, di precarietà lavorativa, tema purtroppo ancora attuale, ma che in quel particolare contesto, con l’avvento di nuovi macchinari e delle industrie, comporterebbe l’annientamento di una tradizione millenaria”.

Il corto è risultato vincitore del bando “Produzioni audiovisive 2022” promosso dalla Calabria Film Commission: “Un lavoro che racconta un universo sociale, paesaggistico e culturale della Calabria proiettata verso la modernità, ma che sa guardare verso le sue radici e le sue storie”, commenta il Commissario straordinario di CFC, Anton Giulio Grande. “Questo il senso del cortometraggio Fuliggine che il giovane autore calabrese Domenico Pisani ha costruito con eleganza e caparbia, con un cast scelto con cura e che ben rappresenta i nostri territori artistici. Un modo per rafforzare un metodo anche per il futuro di Pisani e del suo team”.

Fukushima: la storia vera dietro al film

Fukushima: la storia vera dietro al film

Fukushima, il cui titolo originale è Fukushima 50, è un dramma storico del 2020 nel quale si ripercorrono i momenti successivi alla terribile tragedia di Fukoshima del 2011, quando la centrale nucleare fu colpita e inondata da uno tsunami, subendo danni gravissimi e potenzialmente letali per migliaia di persone. A dirigere la pellicola è Setsurō Wakamatsu, regista conosciuto soprattutto in patria, che realizza con questo film non solo una resoconto di quanto avvenuto, ma anche un elogio degli eroi che salvarano quella rischiosissima situazione anche sacrificando la propria vita.

Il film è basato sul saggio di Ryusho Kadota, On the Brink: The Inside Story of Fukushima Daiichi, ed è il primo film giapponese a rappresentare il disastro nel dettaglio, concentrando la narrazione sul gruppo di operai che riuscì a far fronte ad un incidente di dimensioni epocali. A cavallo fra disaster movie e dramma storico, il film ripercorre dunque la storia di quella tragedia, richiamando alla mente un titolo simile realizzato negli ultimi anni, ovvero Chernobyl, la miniserie di HBO andata in onda nel 2019.

Come in quel caso, anche qui si offre una riflessione sui pericoli di tali impianti, ma ancor di più sui pericoli delle menzogne. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a Fukushima. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla storia vera dietro il film. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Fukushima cast

La trama e il cast di Fukushima

Quando un terremoto di magnitudo 9.0 colpisce l’Oceano Pacifico vicino al Giappone, si genere un enorme tsunami che va a colpire la centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi. Un responsabile dell’impianto si trova allora a dover rischiare tutto e rimanere sul luogo per gestire il disastro causato dalla perdita del reattore, ormai compromesso. Mentre l’esercito giapponese entra in azione e anche gli americani si presentano per gestire la situazione, i dipendenti dell’impianto continuano a lottare nella speranza di uscire vivi da quella situazione e scongiurare un disastro di enormi proporzioni.

A recitare nel film si ritrova Ken Watanabe nel ruolo di Masao Yoshida, il sovrintendente della centrale nucleare di Fukushima Daiichi durante il disastro. Watanabe è un attore molto conosciuto anche a Hollywood, avendo partecipato a blockbuster come L’ultimo samurai, Batman Begins e Godzilla. Al momento del terremoto del 2011, l’attore si prodigò per raccogliere fondi per le vittime della zona Tohoku e della centrale nucleare di Fukushima, esibendosi e facendo apparizioni pubbliche insieme ad altri suoi colleghi.

Recitano poi nel film Koichi Sato nel ruolo di Toshio Izaki, il supervisore del turno della centrale, Riho Yoshioka nel ruolo di Haruka Izaki, Hidetaka Yoshioka (Godzilla Minus One) nel ruolo di Takumi Maeda, Narumi Yasuda (Under the Open Sky) in quello di Mari Asano e Shirō Sano nel ruolo del Primo Ministro del Giappone. Completano il cast Mitsuru Hirata nel ruolo di Shigeru Hirayama, Yuri Nakamura in quello di Kana Maeda, Masane Tsukayama in quello di Keizo Izaki e Yasuyuki Maekawa in quello di Hideo Henmi.

Fukushima storia vera

La storia vera dietro il film Fukushima

Il film ripercorre gli eventi avvenuti in Giappone a partire dalle 14:46 dell’11 marzo 2011, quando si è verificato il più grande terremoto della storia del Giappone, con una magnitudo di 9,1 e un’intensità sismica massima di 7. Un enorme tsunami ha poi colpito la centrale nucleare di Fukushima Daiichi e un reattore nucleare ha perso tutta l’energia a causa dell’inondazione provocata dallo tsunami. Un blackout della stazione (SBO) ha infine fatto sì che il reattore cadesse in una situazione non raffreddabile e subisse danni inimmaginabili a causa della fusione nucleare.

I lavoratori in loco, tra cui Izaki Haruka, in servizio presso le Unità 1 e 2, rimasero nella centrale nucleare e lavorarono duramente per controllare il reattore. Il direttore Masao Yoshida, che supervisiona il comando generale, ha sostenuto i suoi subordinati in tali operazioni, ma ha espresso anche rabbia nei confronti della sede centrale e del Kantei (Ufficio del Primo Ministro), che non sono pienamente consapevoli della situazione. Tuttavia, gli sforzi sul posto sono stati vani e la situazione ha continuato a peggiorare, costringendo la popolazione circostante ad evacuare.

Nello scenario peggiore di questo incidente, stimato dal Kantei, il raggio dei danni sarebbe stato di 250 km, con una popolazione di circa 50 milioni di persone da evacuare, il che significava la distruzione della parte orientale di Honshu (l’isola principale più grande). L’unica opzione rimasta sulla scena è lo “sfogo”, che non è mai stato fatto prima nel mondo e richiede il lavoro manuale di un operaio che si precipita nel reattore con il proprio corpo. L’operazione porta poi ad un progressivo miglioramento della situazione e scongiura la temuta esplosione dei reattori, anche se il danno ambientale è ormai irreparabile.

Il trailer di Fukushima e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Fukushima grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Apple TV e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di lunedì 11 marzo alle ore 21:20 sul canale Rai 4.

Fughe e Approdi di Giovanna Taviani

0
Fughe e Approdi di Giovanna Taviani

Fughe e Approdi è l’ultimo film-documentario di Giovanna Taviani, figlia di Vittorio Taviani che con il fratello Paolo ha firmato lavori come Kaos e Allosanfàn . Fughe e Approdi, distribuito da Cinecittà Luce,  uscirà Venerdì 8 Aprile nelle sale. In Colloquio con la madre, un episodio di Kaos ( 1984 ) Figliodoro (  soprannome di un pescatore di Lipari che si chiama Francesco D’Ambra ) metteva in salvo una madre, in fuga con i figli, dalle persecuzioni dei Borboni. Una delle bambine in fuga era proprio Giovanna Taviani.

Fughe e Approdi parte dai ricordi d’infanzia di Giovanna Taviani per raccontare queste Isole e ad accompagnare Giovanna è anche stavolta Figliodoro. Fughe e Approdi  si chiama così perché le rive di queste isole ne sono da sempre la scenario. Giovanna Taviani racconta la fuga dei cavatori di pomice per difendersi dal “mal di pietra”, la silicosi. Le fughe da Stromboli, Salina Panarea, Vulcano in seguito ai grandi disastri naturali come l’eruzione dello Stromboli dell’11 Settembre 1930. Racconta le storie degli abitanti di queste terre che si intrecciano con la grande Storia e con il cinema. le immagini di Rossellini (Stromboli, terra di Dio) , De Seta (Isole di fuoco), Moretti (Caro diario), Antonioni (L’Avventura), Radford (Il Postino) e i volti della Bergman, della Magnani, di Troisi e di Monica Vitti accompagnano la narrazione di queste terre che, anche attraverso il cinema, sono entrate nell’immaginario dell’ Italia e del mondo.

Le vicende di Lussu, Nitti e Rosselli che furono mandati al confino a Lipari, e da lì riuscirono a fuggire con l’aiuto dei paesani o di Edda Ciano, figlia di Mussolini, che sempre a Lipari ebbe una storia d’amore con un comunista dell’isola, vivono attraverso le testimonianze degli abitanti che vengono intervistati da Giovanna Taviani. Le bellissime immagini della natura selvaggia e i bei colori raccolti da Giovanna Taviani si alternano alle scene dei molti film e documentari che hanno avuto le Eolie come protagoniste. Le immagini sgranate in super8 intervengono per raccontare il personale rapporto di Giovanna Taviani con quei luoghi dove lei va in vacanza fin da piccolissima.

Fughe e Approdi di Giovanna Taviani risente della fretta con cui le molte storie sono ripercorse, nel tentativo di offrire un mosaico di tantissime avventure che hanno avuto le Eolie come scenario. E’ un peccato perché le storie raccontate dalla “filgia dei Taviani” in Fughe e Approdi  sono interessanti e affascinanti. Ottima e accattivante la scelta di Giovanna che fa sentire più vivi e concreti i fatti che racconta attraverso l’intreccio tra Cinema, Storia,storie biografiche e dimensione autobiografica.

Fuga per la vittoria: trama, cast e la vera storia dietro il film

Quello del film sportivo è un genere ricco di titoli celebri e particolarmente apprezzati da critica e pubblico. In questi, il più delle volte, si narrano le gesta di atleti o uomini realmente esistiti e degni di essere ricordati con un lungometraggio incentrato esclusivamente su di loro. Due titoli da poter citare sono Invictus – L’invincibile e il recente Chi segna vince. Uno dei più grandi capolavori a riguardo è però Fuga per la vittoria, film del 1981 diretto dal premio Oscar John Huston, considerato uno dei maestri del cinema hollywoodiano degli anni d’oro. Anche in questo caso si racconta di una storia vera, tanto incredibile quanto perfetta per il cinema, dove ha modo di esprimere al meglio tutto il suo valore.

Scritto da Evan Jones, il film è ispirato alla pellicola ungherese del 1962 nota a livello internazionale con il titolo The Last Goal. In entrambe le opere si affronta un preciso evento storico, riguardante una partita di calcio, avvenuto durante la Seconda guerra mondiale, per ribadire l’importanza della libertà e il desiderio di riacquistarla nel momento in cui questa viene meno. Interpretato da un cast composto da attori e calciatori di provenienza internazionale, il film ottenne da subito un grande successo di critica e pubblico, vantando ancora oggi una popolarità invidiabile. Per gli amanti di questo genere, è certamente uno dei titoli più emozionanti in cui ci si può imbattere.

Recentemente è stata annunciata la realizzazione di un remake di Fuga per la vittoria, un’operazione particolarmente complessa che può quantomeno far tornare a parlare con più attenzione del film di Huston, un’opera ancora oggi attuale e da riscoprire più e più volte. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla vera storia dietro il film. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Fuga per la vittoria trama

La trama e il cast di Fuga per la vittoria

La vicenda, ambientata nel 1942, ha per protagonista il calciatore John Colby, il quale è costretto a lasciare la propria attività per unirsi alle truppe inglesi in marcia per la guerra. Ben presto, egli si ritrova recluso in un campo di concentramento, dove viene notato dal maggiore nazista Von Steiner. L’uomo, commosso dalla sorte dello sportivo, gli offre la possibilità di formare una squadra per una partita di calcio contro i soldati tedeschi. L’evento diventa una nuova occasione per dimostrare la superiorità dei nazisti, mentre per Colby e la sua squadra, tra cui spicca il canadese Robert Hatch, comprendono che la loro vittoria può invece rappresentare una segno di speranza contro l’oppressione.

Protagonista del film, nel ruolo di John Colby, è il due volte premio Oscar Michael Caine. L’attore, che all’epoca delle riprese aveva 47 anni, faticò non poco a destreggiarsi nelle scene di calcio. Egli accettò però di partecipare al film unicamente perché ciò gli avrebbe permesso di incontrare il leggendario calciatore Pelè. Nei panni del portiere canadese Robert Hatch, invece, si ritrova Sylvester Stallone. Egli preferì allenarsi da solo per il ruolo, rimpiangendo poi tale scelta. Impreparato agli urti che un portiere riceve, si infortunò alle gambe, ad una spalla, alle costole e si ruppe un dito cercando di parare un tiro eseguito da Pelè.

Nei panni del maggiore Karl Von Steiner, il nazista che offre a Colby di giocare una partita, vi è il celebre attore svedese Max von Sydow, noto per i tanti film da lui girati con Ingmar Bergman. Particolarità del film è quella di avere, accanto ad alcuni celebri attori, diversi noti calciatori di provenienza internazionale. In primis si ritrova Pelè, qui nei panni di Luis Fernandez, seguito da Bobby Moore, capitano della nazionale inglese, che interpreta Terry Brady. L’argentino Osvaldo Ardiles è Carlos Rey, mentre il belga Paul Van Himst è Michel Fileu. L’unico calciatore statunitense, Werner Roth, compare invece nei panni di Baumann, capitano della squadra nazista, scelto in quanto in grado di parlare tedesco.

Fuga per la vittoria cast

 

La vera storia dietro il film

Come anticipato, il film è ispirato ad un episodio realmente avvenuto durante la Seconda guerra mondiale, noto come la partita della morte, un incontro di calcio svoltosi nel 1942 tra ufficiali tedeschi e giocatori ucraini. Nel corso degli anni si è affermata una versione di questo episodio che non corrisponde alla realtà storica. Secondo il mito, lo stadio era pieno di soldati armati e il gioco fu profondamente scorretto e truccato a favore dei soldati tedeschi. La squadra degli ucraini sarebbe inoltre stata minacciata, con la promessa che se non avessero perso le conseguenze sarebbero state terribili.

Tuttavia i giocatori decisero di non arrendersi, arrivando a vincere 5 a 3. Sempre secondo questa versione, a seguito della loro vittoria, gli ucraini furono tutti fucilati nei rispettivi campi di concentramento. La vera storia è però più complessa, nonché (fortunatamente) molto diversa. La squadra di prigionieri ucraini ha infatti giocato non una bensì una serie di partite contro più squadre tedesche, uscendo vittoriosa in ognuna di esse. Lo stadio, il 9 agosto, giorno dell’ultima partita, era pieno di civili, non vi erano soldati armati né nessuno intimò gli ucraini di perdere volontariamente.

Dopo la loro vittoria non vi furono particolari rappresaglie, ma anzi i giocatori di entrambe le squadre fecero una foto insieme. Alcuni dei giocatori che vennero poi effettivamente uccisi, diversi mesi dopo la partita, andarono incontro alla morte per motivi non legati alla loro vittoria. Diversi di loro riuscirono anche a sfuggire ai campi di concentramento, trovando poi salvezza nell’espatrio. L’episodio è dunque passato alla storia come una delle tante dimostrazioni di solidarietà emerse verificatesi durante la guerra, dove popolazioni appartenenti a schieramenti diversi si riconoscevano come simili e non in guerra tra loro.

Il trailer di Fuga per la vittoria e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Fuga per la vittoria è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Apple TV e Amazon Prime Video. Per vederlo, basterà noleggiare il singolo film, avendo così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di venerdì 29 marzo alle ore 21:00 sul canale Iris.

Fonte: IMDb, Sportvalues

Fuga per la vittoria: Doug Liman per il remake

Fuga per la vittoria: Doug Liman per il remake

Reduce da recensioni e giudizi entusiasti per il suo recentissimo Edge of tomorrow, Doug Liman non ha alcuna intenzione di prendersi una pausa.

Leggi anche: Edge of tomorrow Senza domani Recensione film

Liman sembra essere in trattative per dirigere il remake di un classico del 1981, Victory, conosciuto da noi italiani come Fuga per la vittoria. Si tratta di un film d’azione ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, nel quale vengono narrate le imprese di una squadra di calcio composta da membri delle Forze Alleate in prigionia, i quali devono prepararsi per disputare una partita contro la nazionale tedesca, mentre alcuni ufficiali britannici sono a lavoro per organizzare la loro fuga.

L’originale fu diretto da John Huston, interpretato da Sylvester Stallone, Micheal Caine e Pelè. La Warner Bros. ha già avvertito Gavin O’Connor che dovrà occuparsi della sceneggiatura. Qui di seguito vi proponiamo la locandina dell’originale Fuga per la vittoria.

Fuga per la vittoria

Ma prima di cimentarsi su questo remake, Liman dirigerà l’adattamento su grande schermo di Splinter Cell con Tom Hardy , pronto per il 2015


Fonte: Collider.com

Fuga in Tacchi a Spillo: recensione del film con Reese Witherspoon

La veretana regista di commedie Anne Fletcher (27 volte in bianco, Ricatto d’amore) torna al cinema per dirigere il premio Oscar Reese Witherspoon e la bellissima Sofia Vergara in Fuga in Tacchi a Spillo, ennesima incursione nel genere di riferimento non soltanto per la cineasta statunitense, ma anche per la Whiterspoon, che torna al genere che l’ha consacrata al grande pubblico dopo le parentesi drammatiche dell’ultima fase della sua carriera, tra cui Vizio di Forma e Wild.

La storia è quanto di più semplice e lineare una commedia senza alcuna pretesa abbia da offrire al pubblico: nel film la poliziotta Rose Cooper (Whiterspoon), decisamente rigida e attenta alle regole, dovrà proteggere Daniella Riva (Vergara), sexy ed estroversa vedova di un boss della droga, mentre vengono braccate attraverso il Texas da poliziotti corrotti e sanguinari criminali.

L’elemento che più colpisce di Fuga in Tacchi a Spillo è l’evidente e (forse) naturale alchimia generata dai personaggi della Whiterspoon e della Vergara. Le loro opposte fisicità contribuiscono a innescare dei meccanismi narrativi che, seppure prevedibili e per nulla originali, risultano alla fine della fiera anche divertenti: bassa, sempliciotta e buffa la Whiterspoon; giunonica, sensuale, classica “moglie-trofeo” la Vergara. È dunque sulla contrapposizione fisica, ma anche caratteriale, che gioca costantemente la commedia della Fletcher, trascinando le nostre “Thelma & Louise senza arte né parte” in un viaggio on the road carico di imprevisti e colpi di scena che nulla di particolarmente entusiasmante aggiungono ad una storia le cui parole chiave, azione e fisicità, rimbombano ad ogni goffa impugnatura d’arma di Rose o ad ogni sexy escamotage di Daniella per cercare di farla franca.

Fuga in tacchi a spillo trailerSenza andare a scomodare capisaldi della commedia americana a cui il film potrebbe essere erroneamente affiancato, è chiaro che Reese Witherspoon e Sofia Vergara danno il meglio di sé quando recitano insieme, perdendo entrambe di spessore nei rari momenti in cui si trovano da sole. I difetti di regia neanche si contano e la sceneggiatura impone troppo spesso alle due protagoniste di recitare sopra le righe e risultare per questo eccessive (soprattutto la Vergara). Ma a Fuga in Tacchi a Spillo, in uscita nei cinema italiani il 18 giugno, il ritmo non manca di certo.

Confezionando un prodotto a tratti divertente e pieno di entusiamo (almeno negli intenti), Anne Fletcher concilia senza infamia e senza lode quasi 85 minuti di comicità, palesandone anche all’occhio dello spettatore più distratto le numerose imperfezioni e senza rendere mai il suo lavoro un vero prodotto di qualità, lasciando che siano le sue attrici, con il loro feeling e il loro essere così agli antipodi, a reggere il gioco dall’inizio alla fine.

Fuga in tacchi a spillo: nuovo trailer con Reese Witherspoon

0
Fuga in tacchi a spillo: nuovo trailer con Reese Witherspoon

La Warner Bros ha diffuso il nuovo trailer ufficiale di Fuga in tacchi a spillo (Hot Pursuit), il nuovo film di Anne Fletcher (Ricatto d’amore). Protagoniste il premio Oscar Reese Whitherspoon (vista di recente in Vizio di forma e Wild) e Sofia Vergara. Potete vedere il trailer di seguito:

Reese Witherspoon interpreta un poliziotto severo e rispettoso delle regole che sta cercando di proteggere la vedova sexy ed estroversa di un boss della droga (Vergara), mentre attraversano il Texas inseguite da poliziotti corrotti e banditi assassini.

Fuga in tacchi a spillo uscirà in Italia il 18 giugno. Nel cast anche Robert Kazinsky, Michael Mosley, Matthew Del Negro , Richard T. Jones, Mike Birbiglia , Jodi Lyn Brockton e Mike R. Moreau.

Fuga in tacchi a spillo Trailer Ufficiale Italiano con Reese Witherspoon

0

Guarda il Trailer italiano ufficiale di Fuga in tacchi a spillo, il nuovo film di Anne Fletcher al cinema dal 18 giugno. Protagoniste Reese Witherspoon e Sofia Vergara.

Fuga in tacchi a spillo trailerLa Metro-Goldwyn-Mayer Pictures e New Line Cinema presentano la commedia “Fuga in tacchi a spillo”, protagoniste la vincitrice Oscar Reese Witherspoon (“Walk the Line”/”Quando l’amore brucia l’anima”, “Wild”) e Sofia Vergara (“Chef”/“Chef-La ricetta perfetta”, sitcom “Modern Family”), per la regia di Anne Fletcher (“The Proposal”/“Ricatto d’amore”).

In “Fuga in tacchi a spillo,” una poliziotta (la Witherspoon) molto rigida e attenta alle regole dovrà proteggere la sexy ed estroversa vedova di un boss della droga (Vergara), mentre vengono inseguiti attraverso il Texas da poliziotti corrotti e tiratori scelti.

Fletcher dirige un copione sceneggiato da David Feeney (serie TV “New Girl”) & John Quaintance (serie TV “Ben & Kate”) e Dana Fox (“What Happens in Vegas”) & Katherine Silberman (serie TV “Ben & Kate”). Tra i protagonisti, anche John Carroll Lynch (“Crazy, Stupid, Love”) e Rob Kazinsky (“Pacific Rim”).

Il film è prodotto da Bruna Papandrea (“Wild”, “Gone Girl”/“L’amore bugiardo”), Reese Witherspoon, Dana Fox e Jeff Waxman; produttori esecutivi Sofia Vergara e Luis Balaguer.

Fuga in tacchi a spillo Trailer Italiano con Reese Whitherspoon

0
Fuga in tacchi a spillo Trailer Italiano con Reese Whitherspoon

Fuga in tacchi a spilloLa Warner Bros Italia ha diffuso il trailer italiano di Fuga in tacchi a spillo, il nuovo film di Anne Fletcher al cinema dal 18 giugno. Protagonista un cast d’eccezine composto da Reese Whitherspoon, Sofia Vergara, Robert Kazinsky , Michael Mosley , Matthew Del Negro , Richard T. Jones, Mike Birbiglia , Jodi Lyn Brockton e Mike R. Moreau.

Reese Witherspoon interpreta un poliziotto severo e rispettoso delle regole che sta cercando di proteggere la vedova sexy ed estroversa di un boss della droga (Vergara), mentre attraversano il Texas inseguite da poliziotti corrotti e banditi assassini.

Fuga in Normandia, la recensione del film con Michael Caine e Glenda Jackson

È passato da poco l’80° anniversario del D-Day, di quello sbarco in Normandia avvenuto il 6 giugno 1944 e che molti film hanno raccontato, da Il giorno più lungo a Salvate il soldato Ryan, anche se quasi sempre dal punto di vista bellico. Anche per questo merita considerazione – e una visione – il Fuga in Normandia diretto da Oliver Parker, presentato al Festival di Bari e nei cinema dal 20 giugno, distribuito da Lucky Red.

E non solo per l’interpretazione di due protagonisti come i premi Oscar Michael Caine e Glenda Jackson, ma per il fatto di raccontare la storia vera (per quanto drammatizzata) dell’allora 89enne Bernard Jordan, veterano della Seconda Guerra Mondiale, irresistibile quanto irrefrenabile.

The Great Escaper – Fuga in Normandia

Nella realtà, il vero Bernie non dovette scappare dalla residenza dove viveva con la moglie René (la The Pines Care & Nursing Home di Hove) come è costretto a fare il personaggio interpretato da Michael Caine, protagonista di una “grande fuga” che lo rende famoso in tutto il Regno Unico come #thegreatescaper e che nasce dal suo desiderio di partecipare alle celebrazioni per il 70° anniversario dello sbarco in Normandia in programma in Francia. Persa la possibilità di unirsi al gruppo organizzato dalla stessa struttura, il determinato Bernie decide di scappare da solo per unirsi ad altri veterani di guerra e commemorare i compagni caduti. Ma nel mondo connesso e impiccione di oggi, è pressoché impossibile passare inosservati, e mentre l’anziano avanza nella sua missione, incontrando nuovi amici molto diversi tra loro (e da lui), la notizia fa il giro del mondo e l’ex combattente finisce in prima pagina. Ma in prima pagina, viene raccontata solo una parte della storia…

Michael Caine, Wolf Kahler, and John Standing in The Great Escaper (2023)

Una storia emozionante, e tanti ricordi

Vista l’onda emotiva suscitata all’epoca dalla storia del viaggio in solitaria del vecchietto inglese verso la Francia, sarebbe bastato forse farne un mero racconto, ma non si sarebbe scelto Oliver Parker (Othello, L’importanza di chiamarsi Ernest, St. Trinian’s, Dorian Gray) per portarla sullo schermo. Da subito, infatti, l’operazione alla base del film si è colorita di una forte impronta nostalgica, per i ricordi del regista (il cui padre era stato un giovane capitano in Birmania e aveva perso due fratelli che prestavano servizio nella RAF) e dello sceneggiatore William Ivory (figlio di un aviatore e fratello di un caduto in combattimento), oltre all’immedesimazione del “vecchio Cockney” Caine con lo stesso protagonista “gettato sotto i riflettori dei media”.

Una ‘chiamata alle armi’ vera e propria, che non poteva non sortire effetto, soprattutto considerata la quantità di carisma messa in campo dalla coppia Jackson-Caine, che inevitabilmente catalizza l’attenzione dello spettatore, dando profondità a una storia in sé non particolarmente articolata o sorprendente, ma perfetta per un ‘feelgood’ movie, come non è peregrino definire questo. Che per buona parte – soprattutto all’inizio – vive degli sguardi del 91enne decano, ben accompagnati e sottolineati da una musica sapiente.

L’addio a Glenda Jackson e Michael Caine

La fatica di ogni passo, la paura di un ostacolo insormontabile, la tentazione di abbandonare prima della meta, l’umanità che nasce da una dolorosa lezione imparata o la dignità e la forza di sapere scegliere l’importante rispetto al dovuto sono gli elementi che più coinvolgono, probabilmente, più della naturale curiosità per la vera sorpresa che il film riserva allo spettatore o del piacere di ammirare quella che potrebbe essere l’ultima apparizione di Caine, e che lo sarà sicuramente per la sua compagna d’avventura, due volte Premio Oscar, purtroppo scomparsa prima dell’uscita del film. Al quale concediamo volentieri una mezza stellina in più per i tanti e diversi momenti commoventi, soprattutto quelli meno scontati o prevedibili.

Fuga di Harlan Coben: la spiegazione del finale della serie Netflix

La serie Netflix Fuga (Run Away nel titolo originale), adattamento dell’omonimo romanzo di Harlan Coben, è uno dei racconti più stratificati e ambigui dell’universo narrativo dell’autore. Diretta da Nimer Rashed e Isher Sahota, la serie intreccia più linee narrative apparentemente autonome per costruire un thriller familiare che parla di colpa, segreti e genitorialità tossica.

Al centro della storia c’è Simon Greene, padre ossessionato dalla scomparsa della figlia Paige, ma Fuga non è mai davvero un’indagine su “dove si trova una ragazza”. È piuttosto un racconto su quanto poco conosciamo le persone che amiamo, e su come i segreti, sepolti per anni, tornino a galla nel modo più distruttivo possibile.

La rivelazione chiave del finale: Paige non era davvero scomparsa

Fuga serie Netflix
Ben Blackall/Netflix

Il finale ribalta completamente l’assunto iniziale della serie. Paige non è stata rapita né uccisa: si trovava in riabilitazione. È viva, lucida, e ha scelto consapevolmente di non farsi trovare dal padre. Questa rivelazione sposta il mistero dal dove al perché.

Paige spiega di essere entrata in rehab grazie alla madre Ingrid, che ha sempre saputo molto più di quanto Simon immaginasse. Le due hanno condiviso segreti pesanti — abuso, dipendenza, paura — decidendo di tenere Simon all’oscuro. Non per crudeltà, ma per timore. Il personaggio di Simon viene così ridefinito: non è il padre-eroe che salva la figlia, ma un uomo controllante, incapace di ascoltare, che ha spinto Paige a fuggire emotivamente prima ancora che fisicamente.

Chi ha ucciso Aaron Corval: la verità più sconvolgente

Il nodo centrale del finale riguarda l’omicidio di Aaron Corval, inizialmente presentato come il fidanzato violento di Paige. La verità è molto più disturbante: Aaron era il suo fratellastro, e la donna che lo ha ucciso è Ingrid, la madre di Paige.

Ingrid confessa di aver pianificato l’omicidio dopo aver scoperto gli abusi di Aaron su Paige. Lo ha attirato, drogato e ucciso, mascherando il delitto come regolamento di conti criminale. Il dettaglio più tragico è che Ingrid non sapeva che Aaron fosse suo figlio. Era stata indotta a credere, anni prima, che il bambino fosse morto alla nascita, una menzogna orchestrata dalla setta religiosa The Shining Truth, di cui Ingrid faceva parte da giovane.

Il finale trasforma quindi l’omicidio in una tragedia greca moderna: una madre che uccide il proprio figlio senza saperlo, convinta di salvare l’altra figlia.

Il segreto finale di Simon: dirà la verità a Ingrid?

La vera domanda con cui Fuga si chiude non è legale, ma morale. Simon scopre che Aaron era il figlio di Ingrid. Sa che lei ha ucciso il proprio sangue. E deve decidere se dirle la verità.

La serie non lo mostra esplicitamente, ma tutto suggerisce che Simon scelga di tacere. Per la prima volta, l’uomo che ha sempre preteso controllo sceglie il silenzio come forma di protezione. È una scelta ambigua, coerente con il mondo di Coben: dire la verità non è sempre un atto di giustizia, a volte è solo un’altra forma di distruzione.

L’ultima cena di famiglia è visivamente emblematica: tutti sono insieme, ma Simon è devastato interiormente. La famiglia è riunita, ma fondata su un segreto irreversibile.

Il destino della setta The Shining Truth

Parallelamente, la serie chiude (solo in apparenza) la storyline della setta The Shining Truth. Con l’arresto del leader Caspar Vartage, il culto viene smantellato, e la scoperta di vittime come Zara rende inevitabile un’indagine più ampia.

Tuttavia, il finale introduce un elemento inquietante: Mother Adiona, una delle figure apicali del culto, sopravvive e dichiara l’intenzione di ricostruire The Shining Truth con “nuovi valori”. È un classico messaggio cobeniano: le ideologie non muoiono, si trasformano.

Henry Thorpe: il mistero che resta aperto

Un’altra ambiguità riguarda Henry Thorpe, il ragazzo scomparso cercato dalla detective Elena Ravenscroft. La serie non conferma mai esplicitamente la sua morte. L’assenza di un corpo, di una notizia ufficiale e la possibilità che si nasconda con altri ragazzi suggeriscono che Henry potrebbe essere ancora vivo, ma braccato.

È un finale volutamente incompleto, che rafforza il senso di inquietudine: anche quando un mistero si risolve, altri restano irrisolti.

Il vero significato del finale di Fuga

La spiegazione del finale di Fuga passa da un tema centrale: la genitorialità come zona grigia. Non esistono padri o madri totalmente giusti. Esistono decisioni prese per amore che producono conseguenze devastanti.

Simon, Ingrid e Paige sopravvivono, ma nessuno di loro “vince”. Il male non arriva solo dall’esterno — serial killer, sette, criminali — ma nasce dentro la famiglia, nei segreti, nelle omissioni, nelle bugie dette “per proteggere”.

Come spesso accade nelle storie di Harlan Coben, la verità emerge, ma non libera nessuno. Al massimo permette di andare avanti, portando con sé il peso di ciò che non può più essere cambiato.

Fuga di Cervelli recensione dell’esordio di Paolo Ruffini

Fuga di Cervelli recensione dell’esordio di Paolo Ruffini

fuga di cervelli recensionePrimo film da regista per l’attore comico Paolo Ruffini, mattatore di Colorado Cafè su Italia1, Fuga di Cervelli vede un cast improbabile e nuovo, composto da due personaggi del web Guglielmo Scilla in arte Willwoosh (65mila visualizzazioni su You Tube), Francesco Matano, meglio conosciuto come Frank (autore di scherzi telefonici e video esilaranti con 650mila fan su Facebook), un duo comico, I Panpers, prelevato da Colorado Cafè, e Olga Kant, modella.

Il film è un remake di Fuga de Cerebros, pellicola spagnola risceneggiata da Giovanni Bognetti e Guido Chiesa e prodotta da Alessandro Usai, insieme a Maurizio Totti della Colorado Film. Insieme a Paolo Ruffini, gli sceneggiatori si sono basati sul plot originale per creare un film nuovo, modificando personaggi e situazioni.

fuga di cervelli recensione posterLa storia è quella di Emilio (Luca Peracino), nerd innamorato da sempre della bella Nadia (Olga Kent). Per tutta l’infanzia e l’adolescenza, Emilio non è mai riuscito a dichiararsi, nonostante l’avesse seguita anche all’Università di Medicina. Un giorno Nadia annuncia ad Emilio il suo trasferimento all’Università di Oxford, notizia che butterà il ragazzo in uno stato di sconforto totale. Ma grazie ai suoi amici Emilio riuscirà a cambiare la situazione. Alfredo (Paolo Ruffini), cieco e da sempre amico del ragazzo, decide di partire per Oxford con Emilio e il resto della loro banda: Lebowsky (Guglielmo Scilla), venditore di granite e di marijuana ed hacker provetto, Franco (Frank Matano), leader intellettuale del gruppo e gay non dichiarato e Alonso (Andrea Pisani), ragazzo costretto su una sedia a rotelle, malato compulsivo di sesso. Insieme ad Oxford ne combineranno di tutti i colori, ma Emilio riuscirà a dichiararsi finalmente alla sua bella.

Ispirato ai classici “college movie” americani, Fuga di Cervelli è il risultato di un solido lavoro di gruppo, fatto che questo traspare da ogni sequenza.

Divertente, ironico e a tratti serio, questo è un film per i giovani ma non giovanilistico, anzi sembra essere rivolto ad un pubblico di tutte le età.

Nella seconda parte si riflette molto sull’amicizia dopo l’adolescenza, si affrontano anche tematiche come la disabilità e l’omosessualità, ma sempre in chiave ironica e scherzosa, rendendo il tutto una vera esplosione di ilarità, in alcuni momenti anche un po’ esagerata.

Si può pensare che sia una commedia italiana già vista, ma in realtà il fatto che ci sia un cast così particolare e mai visto nelle sale cinematografiche, rende Fuga di Cervelli un film unico nel suo genere.

Il film uscirà nelle sale il 21 Novembre, distribuito da Medusa Film in 400 copie.

Fuga di Cervelli la conferenza stampa con Paolo Ruffini

Fuga di Cervelli la conferenza stampa con Paolo Ruffini

fuga di cervelliSi è tenuta questa mattina al Cinema Adriano di Roma la presentazione del film Fuga di Cervelli, remake del film spagnolo Fuga de Cerebros.

Il film è il debutto alla regia per l’attore comico Paolo Ruffini, lanciato in questa avventura dalla Colorado Film, affiancato da un cast inaspettato composto da Guglielmo Scilla alias WillWoosh, Frank Matano, Luca Peracino, Andrea Pisani, Olga Kent.

Ruffini ha raccontato la sua prima esperienza da regista:

“La Colorado Film, in particolare Maurizio Totti che ha sempre creduto in me, mi hanno offerto questa occasione e io ho accettato di buon grado, nonostante sapessi fosse un ruolo di responsabilità. Mi ha fatto piacere prendere un film già fatto e renderlo mio, modificando i personaggi e rendendolo originale. Uno degli aspetti più significativo del lavoro da regista è la scelta del cast, il nostro è un film sincero recitato da ragazzi con la loro autenticità. Avevo conosciuto Frank Matano tramite il programma Le Iene, durante uno scherzo televisivo che lui aveva organizzato ai miei danni (…) siamo diventati subito amici e abbiamo iniziato a frequentarci. Ho notato da subito un talento comico unico in lui, secondo me è il Jim Carrey italiano. Frank è sempre stato molto creativo e spontaneo. Ero da sempre fan su you tube di Willwoosh, ossia Guglielmo Scilla, che avevo incontrato ad un ristorante giapponese riproponendomi di lavorare un giorno con lui. Anche con Guglielmo l’intesa è stata immediata e subito piacevole, il fatto che sia lui che Matano siano stati scelti dal web si spiega col fatto che siano in grado di masticare il linguaggio giovanile e moderno(…) Luca Peracino e Andrea Pisani, alias i Panpers, provengono da Colorado perciò li conoscevo bene da tempo, mentre per quanto riguarda Olga appena incontrata io e Maurizio Totti  abbiamo pensato fosse l’interprete ideale, perché era necessaria una bellezza che attraesse la parte maschile non solo dal punto di vista fisico. Ci siamo preparati tutti insieme a Milano per due settimane prima delle riprese, e questo ha fatto si che si creasse una grande armonia nel gruppo.”

fuga di cervelli recensione posterTra scherzi e risate il regista-attore ha raccontato l’essenza del film:

“La vicenda di base del film spagnolo è la stessa, solo che nella versione italiana abbiamo fatto vari cambiamenti interni. È stato , ad esempio, introdotto il personaggio di Lebowsky, Guglielmo Scilla, ed è stato modificato il Franco di Frank Matano. La nostra storia può contare su una seconda parte incentrata sulla nemesi dei personaggi, che si rivelano per quello che sono davvero , ed è una parte del film che mi piace tantissimo(…) Fuga di cervelli è un film dedicato ai perdenti, ai nerd che sognano di stare con una ragazza dalle elementari, agli sfigati, a quei ragazzi che hanno paura di mostrare la loro sensibilità, si rifugiano nel gruppo per non svelare di essere fragili. Il nostro film soprattutto ai giovani, ma non è un film giovanilistico.”

Anche il resto del cast si è espresso in merito ai propri personaggi e al lavoro sul set:

Luca Peracino: “ Il mio personaggio è molto lontano da me, è abbastanza sfortunato , ma forse c’è in lui comunque un qualcosa di mio, su cui poi abbiamo lavorato in sede di preparazione e di riprese. Gliene capitano di tutti colori ed è innamorato da una vita di Nadia anche se non ha mai trovato il coraggio di avvicinarsi. La sua qualità più forte è la tenacia e allora fa di tutto per raggiungere il suo obiettivo. Emilio non è un tipo superficiale, è molto paziente e nel corso della vicenda tutto questo verrà fuori in maniera evidente(…) Il copione non era ferreo , abbiamo sempre lavorato tutti per portare in scena anche qualcosa di nostro. Paolo è sempre stato d’accordo su questo, ma ovviamene ci ha dato delle direttive che abbiamo cercato di seguire alla meglio(…) Secondo me il nostro film è qualcosa di diverso rispetto a tutto quello che si vede oggi, non è la classica commedia di costume, credo che sia piuttosto unico.”

Frank Matano: “ Paolo l’ho conosciuto alle Iene, abbiamo familiarizzato e ci siamo scambiati i numeri di telefono promettendo di rivederci. A distanza di circa un mese mi ha proposto di fare un provino per il film. Sono andato ma visto che tutte le mie battute erano in romano gli ho detto che per farlo avrei dovuto parlare a modo mio, e così è stato. Il mio personaggio è un tipo molto accomodante, sempre divertito da tutto, energico a mille, ci tiene molto a divertirsi e ad essere sempre a suo agio con il suo gruppo a cui è molto legato. Ci sono diversi momenti del film in cui la sua umanità viene fuori in modo evidente, ma la sua ingenuità non è inferiore alla sua bontà. Per me  lavorare con questo gruppo è stato come andare in gita scolastica con i migliori amici, si è creato un gruppo fortissimo. Il nostro film è molto vicino al genere giovanilistico americano e la cosa che viene fuori dallo schermo è che si capisce che tutti noi fossimo veramente amici.”

Guglielmo Scilla: “Avevo conosciuto Paolo tre anni fa in un ristorante, quando ci siamo riconosciuti a vicenda, io non pensavo che lui sapesse chi fossi, poi poco meno di un anno fa il mio telefono ha iniziato a squillare: era Paolo che voleva propormi un piccolo ruolo in Fuga di Cervelli. Il fatto che abbiamo lavorato insieme prima delle riprese mi è piaciuto perché sul set, poi, è stato come ritrovarsi in gita. I miei compagni di lavoro si sono rivelati tutti delle bellissime persone. Il mio personaggio, Lebowsky, è l’opposto di me. Lui è un totale apatico che, al contrario del tumulto di personaggi che ha attorno, è completamente opposto tende a togliere, a sottrarre rispetto agli altri. Io non sono per niente così ma è stato divertente interpretarlo, facendomi crescere capelli e barbone, che a fine riprese mi sono mancati tantissimo.”

fuga di cervelli recensioneAndrea Pisani: “L’ esperienza con Paolo è stata bellissima per tutti noi, soprattutto perché lui si è rivelato un regista anomalo. La cosa bella fin dall’inizio delle riprese era la sua intenzione di far rivivere in scena tutto quello che lui non era mai riuscito a portare a termine nei vari film a cui aveva preso parte come attore, non aveva mai avuto quella libertà di movimento che invece a noi è stata concessa. Con gli altri prima delle riprese si è creato un gruppo particolarmente affiatato. Il mio personaggio, Alonso, viene presentato come un tipo ai limiti del viscido che sfrutta con cinismo la sua disabilità quando entra in relazione con le donne, ma poi col tempo è in grado di rivelare una sua forte sensibilità.”

Olga Kent: “ Sono felicissima di aver conosciuto Paolo come persona, è eccezionale, mette gli altri sempre a proprio agio ed è in grado di creare con tutti una famiglia , una vera amicizia. Non mi aspettavo di fare un altro film dopo Natale a Cortina, ma è stata una piacevole sorpresa. Quando sono arrivata sul set i ragazzi mi sembravano tutti un po’ matti, ma poi mi sono completamente innamorata di ognuno di loro. Il mio personaggio, Nadia, è la tipica ragazza della porta accanto, molto semplice e molto bella. Il suo obiettivo e quello di far capire chi è davvero, cercando di non mettere troppo in luce la propria bellezza. Ho cercato di interpretarla essendo me stessa, cercando le sue qualità dentro di me.”

Il film uscirà nelle sale il 21 Novembre 2013.

Fuga dal Pianeta Terra: recensione del film di Cal Brunker

Fuga dal Pianeta Terra: recensione del film di Cal Brunker

Dopo il successo di Frozen il cinema di intrattenimento per i più piccoli sembra continuare a perseguirne la filosofia di fondo. Quell’attenzione ai valori umani che dal più generico nucleo familiare si sposta verso il rapporto tra fratelli. Così anche in Fuga dal Pianeta Terra, film d’animazione diretto da Cal Brunker (già story board artist di Cattivissimo Me e Minions), assistiamo alla storia di due fratelli: Scorch Supernova e Gary.

I due protagonisti provengono da una galassia lontana lontana, dove forme di vita aliene hanno raggiunto un grado di superiorità scientifica ma soprattutto “umana” estranei al pianeta Terra, da loro non a caso denominato “Pianeta Oscuro”. I nostri eroi dovranno fare i conti proprio con l’infinita inferiorità delle menti terrestri per salvare il proprio pianeta e l’intero universo dal cattivo di turno, un umano della peggior specie che tenta di rinchiuderli nella famosa area 51 e di sfruttare la materia prima aliena, il blubonio, per distruggere l’intero universo.

Fuga dal Pianeta Terra 2Il film ha evidenti debiti nei confronti della pregressa animazione per bambini (le forme delle varie razze aliene, simpatiche e accattivanti, sono un palese tributo ai mostri di Monsters & Co., Mostri contro Alieni, Lilo & Stitch e compagnia bella). Tuttavia, se nella forma grafica non spicca per originalità (sebbene l’animazione digitale sia impeccabile), la sceneggiatura del regista e di Bon Barlen coglie nel segno. Senza mai perdere di vista il divertimento dei più piccini, il film tenta anche di accontentare il pubblico adulto, gettando qua e là gag dal sapore citazionistico che non risultano mai troppo scontate (dal maccartismo militare alla fantascienza di Star Wars fino all’azzardato richiamo ai Clerks di Kevin Smith nei due unici umani amichevoli).

Ma infondo ciò che più conta è la morale, forse ovvia ma sempre rassicurante, da mostrare ai piccini: l’importanza del gioco di squadra e la strenua condanna della violenza, che i simpatici alieni del film rimarcano più volte («Veniamo in pace»). Non mancano poi le strizzatine d’occhio alle nuove tecnologie, fautrici di quell’universo digitale che ha permesso la realizzazione di film come Fuga dal Pianeta Terra, che si dimostra tutto sommato godibile per l’intera famiglia, adulti compresi.

Fuga da New York: tre attori in lizza per Snake Plissken

0
Fuga da New York: tre attori in lizza per Snake Plissken

fugada_new_yorkEntra sempre più nel vivo la corsa il cui premio in palio vede la possibilità di portare, sotto nuove sembianze, il leggendario personaggio di Snake Plissken nuovamente sul grande schermo nel remake di 1997 Fuga da New York. Se appena ieri vi avevamo anticipato che Charlie Hunnam era ormai il favorito a vestire i panni dell’eroe nato dalla mente di John Carpenter, sembrerebbe che nelle ultime due ore siano tornati alla ribalta i nomi di ulteriori attori al vaglio per la parte.

Il nome del destinato a succedere a Kurt Russell sembra infatti che possa uscire da un trio composto da Charlie Hunnam, le cui quotazioni sembrano scendere in virtù dell’impegno sul set del film diretto da Guy Ritchie ed ispirato alla figura di Re Artù, Jon Bernthal, l’indimenticato Shane Walsh di The Walking Dead Dan Stevens, anch’egli maggiormente conosciuto per il ruolo di Matthew Crawley nella serie Downton Abbey.

Vi ricordiamo, inoltre, che al momento non è stato ancora deciso chi sarà chiamato all’arduo compito di dirigere il remake di un film culto qual è Fuga da New York, ma, secondo le ultime rivelazioni, sembrerebbe che, questa volta, Snake non sarà solo nella sua nuova avventura, ma sarà coadiuvato da un suo ex-partner soprannominato The Brain, da Cabbie, una guida turistica affetta da schizofrenia, Mina, giornalista di guerra, e Gareth, l’unico membro sopravvissuto della sicurezza del Presidente degli Stati Uniti.

A produrre la pellicola saranno Silver Pictures StudioCanal.

Fonte: Starlog

Fuga da New York: al via il reboot del film di Jonh Carpenter

0
Fuga da New York: al via il reboot del film di Jonh Carpenter

Fuga da New York rebootSnake Plissken farà ritorno sul grande schermo nel reboot di Fuga da New York di John Carpernter. Ad annunciarlo è il noto sito Deadline che conferma che la 2oth Century Fox ha vinto i diritti del remake del film di Carpernter che sarà il produttore esecutivo.

La pellicola introdusse un personaggio-icona del cinema: l’antieroe “Snake” Plissken, interpretato da Russell. Il soprannome del personaggio è probabilmente dovuto al vistoso tatuaggio a forma di serpente (“snake” in inglese) sul ventre, analogia che si è persa nella versione italiana, costretta, per motivi di labiale, a ribattezzarlo “Jena” Plissken.

Il film è ambientato in un futuro distonico nel 1981 in una New York completamente anarchica,

Carpenter ha diretto il sequel dell’originale, Escape From LA, nel 1996,  ma con minor fortuna del primo film.

Il nuovo film sarà prodotto da Alex Heineman e Andrew. Al momento non è stato annunciato il regista.

Trama del primo film: Stati Uniti, 1997: la delinquenza è fuori controllo, e New York è stata trasformata in un carcere di massima sicurezza dove vengono rinchiusi tutti i reietti della società. Quando un commando terrorista dirotta il jet su cui viaggia il presidente, facendolo precipitare proprio sulla città, le autorità si rivolgono a un ex marine condannato per rapina, una leggenda: Jena Plissken.