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Fuga da Mogadiscio: trama, cast e la storia vera dietro il film

Fuga da Mogadiscio: trama, cast e la storia vera dietro il film

Presentato in anteprima italiana al Far East Film Festival 2022 e al Florence Korea Film Fest, il film sudcoreano Fuga da Mogadiscio è basato su una storia vera nonché su uno dei rarissimi casi in cui, in quasi ottant’anni di conflitto, le due Coree si sono trovate a collaborare. Diretto da Ryu Seung-wan il film – a partire da questa storia – offre dunque spunti di riflessione su temi come la solidarietà umana e il potere della collaborazione anche tra nemici dichiarati. Si pone così in luce la determinazione dell’animo umano di fronte alle avversità più gravi, offrendo di conseguenza un racconto che pur affrontando uno specifico episodio risulta essere più attuale e universale che mai.

Le riprese esterne del film si sono svolte tra Mogadiscio in Somalia e alcune località del Marocco ed ha dunque anche il pregio non solo di mostrare i veri luoghi dove ebbero luogo i reali eventi di cui si parla, ma anche di portare alla luce un particolare caso di quel conflitto che ribadisce ancor di più come in caso di guerra non ci sono differenze che impediscano anche a chi di solito è nemico di aiutarsi. In quanto portatore di tutti questi valori, il film è poi stato Candidato della Corea del Sud per la nomination come miglior film straniero agli Oscar 2022, senza però arrivare alla cinquina di finalisti.

Si tratta di un film da non perdere assolutamente, non solo per chi è amante delle opere coreane ma in generale per ogni spettatore, che ritroverà qui una storia ricca di umanità e grandi emozioni. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a Fuga da Mogadiscio. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla spiegazione del finale. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Fuga da Mogadiscio cast attori

La trama di Fuga da Mogadiscio

A Mogadiscio, capitale della Somalia, nel 1991 si svolge una sanguinosa guerra civile tra i ribelli, intenzionati a mettere fine al trentennale regime dittatoriale del presidente Mohammed Siad Barre, e le truppe fedeli a quest’ultimo. I guerriglieri, convinti che alcune ambasciate di paesi stranieri stiano appoggiando Barre, minacciano di attaccare le sedi diplomatiche di Mogadiscio. Protagonisti del film sono dunque Han Shin-Sung, ambasciatore della Corea del Sud, intrappolato insieme a sua moglie nell’edificio dell’ambasciata del suo paese; e Kang Dae-Jin, consigliere presso l’ambasciata nordcoreana la cui sede è sotto minaccia dei ribelli.

Per entrambi, l’unica possibilità di salvezza è di mettere momentaneamente da parte le loro storiche divisioni politiche e di unire le loro forze per tentare di attraversare la città devastata dalla guerra e mettersi al sicuro insieme ai famigliari e colleghi. I “nuovi alleati”, che per il solo fatto di essersi tesi la mano rischiano ora l’accusa di diserzione da parte dei loro rispettivi governi, hanno assoluto bisogno dell’aiuto di un paese terzo e in questo, l’intervento italiano, coordinato dall’ambasciatore Mario Sica si rivelerà decisivo per la fuga.

Il cast di attori del film

Il cast di Fuga da Mogadiscio include attori come Kim Yoon-seok – attore noto per The Chaser e 1987 – When The Day Comes – nel ruolo di Han Shin-sung, e In-Sung Jo – recentemente visto nella serie Una famiglia in fuga – in quello di Kang Dae-jin. Huh Joon-ho interpreta Rim Yong-su, mentre Koo Kyo-hwan è Tae Joon-ki e Kim So-jin è Kim Myung-hee. Park Myung-hoon interpreta Bae Yeong-sook, mentre Kim Jae-hwa interpreta Jo Soo-jin. Nel ruolo dell’ambasciatore italiano Mario Sica, invece, si ritrova l’attore Enrico Ianniello, celebre in particolare per aver interpretato il commissario Nappi nella fiction A un passo dal cielo ma visto anche in Il giorno più bello del mondo.

Fuga da Mogadiscio film trama

La storia vera dietro il film

La battaglia di Mogadiscio fu uno scontro di vaste proporzioni svoltosi nella capitale somala tra il 3 ed il 4 ottobre del 1993, nel corso dell’operazione Restore Hope. Questa operazione, iniziata sotto l’egida delle Nazioni Unite, ha visto il susseguirsi di svariati scontri a fuoco di elevata intensità, che hanno coinvolto truppe statunitensi, pakistane, malesi e di altre nazioni partecipanti all’operazione. Due anni prima di questa battaglia vera e propria, però, nel 1991 si chiudese il lungo periodo di potere del generale Siad Barre. Tale periodo perdurava dal 1969, anno nel quale un colpo di Stato aveva condotto il paese ad una organizzazione sociale e statale stabile, anche se sotto la forma di una dittatura.

Ad essa si sostituiva un periodo di instabilità e di scontri tra varie fazioni armate su base tribale, controllate da signori della guerra locali, nessuna delle quali in grado di prevalere sulle altre. Tra le varie situazioni che si verificarono nel paese vi è dunque quella della cooperazione tra gli ambiasciatori delle due coree e i rispettivi dipendenti. “Nella realtà, le persone del Sud e del Nord hanno trascorso insieme oltre 12 giorni. Ma dal momento che per raccontare la storia io avevo solo due ore, che è quanto dura la maggior parte dei film, dovevo comprimere gli eventi“, ha spiegato il regista in un’intervista rilasciata a L’Espresso.

Nella realtà, le due parti si incontrano all’aeroporto, e quando l’ambasciatore sudcoreano convince quello del Nord, si recano all’ambasciata sudcoreana per stare insieme prima della fuga. Io ho accorciato questa situazione, e ho ridotto il tempo che hanno passato insieme, perché concentrarsi sulle situazioni individuali avrebbe dato meno tempo per esprimere la psicologia dei personaggi. Per questo ho semplificato la situazione e mi sono concentrato sull’espressione degli stati d’animo”. Il regista ha dunque modificato parzialmente la situazione, andando però in ogni caso a raccontare la cooperazione tra questi “nemici giurati” che ha permesso loro di salvarsi.

Il trailer di Fuga da Mogadiscio e dove vederlo in streaming e in TV

Sfortunatamente il film non è presente su nessuna delle piattaforme streaming attualmente attive in Italia. È però presente nel palinsesto televisivo di lunedì 15 aprile alle ore 21:20 sul canale Rai 4. Di conseguenza, per un limitato periodo di tempo sarà presente anche sulla piattaforma Rai Play, dove quindi lo si potrà vedere anche oltre il momento della sua messa in onda. Basterà accedere alla piattaforma, completamente gratuita, per trovare il film e far partire la visione.

Fuga da Alcatraz: la storia vera dietro il film

Fuga da Alcatraz: la storia vera dietro il film

Fuga da Alcatraz, uscito nel 1979 e diretto da Don Siegel, è uno dei titoli più iconici nella carriera di Clint Eastwood e rappresenta la quinta e ultima collaborazione tra l’attore e il regista dopo film come La notte brava del soldato Jonathan e Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!. Con questo film, Eastwood mette da parte l’azione esplosiva che spesso lo aveva accompagnato negli anni Settanta, abbracciando invece un racconto più essenziale, minimalista e sospeso sulla tensione psicologica. Nei panni del detenuto Frank Morris, l’attore offre una delle sue interpretazioni più asciutte e carismatiche, costruendo un personaggio caparbio, silenzioso e intuitivo.

Il film si colloca nel solco del prison-movie classico, ma ne aggiorna i codici, privilegiando realismo, introspezione e un rigoroso rispetto delle condizioni carcerarie dell’epoca. Fuga da Alcatraz racconta un’evasione realmente avvenuta e lo fa senza colori romanzati, presentando l’isola-prigione come un organismo oppressivo, fatto di regole ferree, spazi angusti e un controllo istituzionale soffocante. Più che la spettacolarità, a dominare è la battaglia mentale: il silenzio diventa linguaggio, l’ingegno arma principale, la resistenza psicologica l’unica possibilità di sopravvivenza.

Tra i suoi temi principali emergono la lotta contro un sistema disumanizzante, la determinazione individuale e la capacità di ribellarsi quando ogni via sembra chiusa. L’evasione non è solo fuga fisica, ma liberazione simbolica dall’autorità assoluta. Nel resto dell’articolo, sveleremo però la storia vera dietro il film, ovvero quella di Frank Morris, che nel 1962 riuscì a fuggire dalla celebre prigione e a far perdere le sue tracce. Una figura, la sua, divenuta una vera e propria icona culturale.

Clint Eastwood in Fuga da Alcatraz
Clint Eastwood in Fuga da Alcatraz

La trama di Fuga da Alcatraz

Nel 1960, l’isolata prigione di Alcatraz è il luogo di detenzione più sicuro degli Stati Uniti d’America. Nel corso dei precedenti ventisei anni, nessuno è mai riuscito a lasciare l’isola. Per questo, dopo aver intrapreso con successo una serie di evasioni da penitenziari minori, il rapinatore Frank Morris (Clint Eastwood) viene condotto nella prigione di massima sicurezza. L’arrivo di Morris scatena le fantasie del detenuto Wolf Grace, che cerca un approccio sessuale ma è brutalmente respinto da Frank. Con il passare del tempo, il nuovo arrivato inizia ad integrarsi e forma una cricca.

Ne fanno parte l’eccentrico Tornasole, l’afro-americano English, il ladro d’auto Charlie Puzo e i fratelli Anglin, esperti rapinatori di banche. Insieme, iniziano ad architettare un piano per la fuga. Il loro progetto è quello di sfruttare l’azione del mare sulle pareti di Alcatraz, rese deboli dall’erosione naturale dell’acqua, scrostando il muro con un tagliaunghie e procedendo per le vie di areazione fino a raggiungere la spiaggia. Il piano richiede diversi mesi di lavoro e segreti, ma le previsioni di Morris si rivelano essere esatte. Parallelamente, tuttavia, Wolf ha meditato di punire Frank per il rifiuto e la sua brama di vendetta rischia di interferire con la fuga.

La storia vera dietro il film

Fuga da Alcatraz si basa sull’omonimo libro di J. Campbell Bruce, pubblicato nel 1963, che ricostruisce in forma giornalistica l’evasione realmente avvenuta nel 1962 dal penitenziario federale di Alcatraz. Il film di Siegel non introduce elementi romanzati o fantastici: al contrario, aderisce con notevole precisione ai fatti documentati dall’FBI e dai rapporti ufficiali dell’epoca. La storia di Frank Morris e dei fratelli Clarence e John Anglin – gli unici evasi dalla prigione considerata fino ad allora a prova di fuga – è rimasta una delle più celebri e misteriose della storia carceraria americana, anche perché, ancora oggi, non esiste una risposta definitiva sul loro destino dopo quella notte.

Frank Lee Morris nacque nel 1926, crebbe in condizioni difficili e passò gran parte della giovinezza tra istituti e carceri minorili. Secondo la documentazione giudiziaria, era dotato di un quoziente intellettivo superiore alla media, oltre che di un carattere estremamente riservato. Le sue condanne furono principalmente legate a rapine e furti. Dopo aver evaso da diversi penitenziari statali, l’ultima volta nel 1960, fu classificato come detenuto ad alto rischio di fuga e trasferito ad Alcatraz, la prigione federale più sorvegliata e sicura degli Stati Uniti.

Clint Eastwood è Frank Morris in Fuga da Alcatraz
Clint Eastwood è Frank Morris in Fuga da Alcatraz

Una volta sull’isola, Morris iniziò a lavorare nella falegnameria e a osservare con precisione la struttura del penitenziario. Fu lì che, nel 1961, incontrò i fratelli John e Clarence Anglin, anch’essi rapinatori di banca con diversi tentativi di fuga alle spalle, e il detenuto Allen West. I rapporti investigativi raccontano che, studiando le condutture d’aria e la struttura in cemento ormai deteriorato dall’umidità, Morris ideò un piano meticoloso e quasi ingegneristico: ampliare discretamente le bocche d’aerazione delle celle, risalire nei condotti fino alla zona tecnica non sorvegliata del tetto e realizzare un’imbarcazione improvvisata utilizzando impermeabili rubati e cuciti insieme.

La fuga avvenne nella notte del 11 giugno 1962. Dopo mesi di lavoro, i detenuti erano riusciti a sostituire le griglie metalliche con pannelli finti e a fabbricare dei manichini rudimentali con carta, capelli veri presi dal barbiere del carcere e sapone, così che i secondini, durante il controllo notturno, pensassero che fossero ancora nei letti. Allen West rimase però indietro: il foro nella sua cella non era abbastanza grande e non riuscì a uscire in tempo. Morris e i fratelli Anglin, invece, raggiunsero il tetto, scesero lungo una tubazione posteriore fino alla riva e si allontanarono sulle zattere di fortuna, diretti verso la baia di San Francisco. Dopo la fuga scattò una delle ricerche più estese mai realizzate dall’FBI.

Il mare aperto e le correnti della baia rendevano statisticamente improbabile una sopravvivenza, e i rapporti ufficiali dell’epoca conclusero che i tre detenuti fossero probabilmente annegati. Tuttavia, nessun corpo fu mai recuperato e nessuna traccia certa venne individuata. Negli anni successivi, diverse testimonianze e presunti avvistamenti alimentarono il mito: fotografie, lettere e ipotesi secondo cui i tre si sarebbero rifugiati in Sud America. Nessuna prova definitiva venne mai confermata. È proprio questa ambiguità, fedele alla storia reale, che rende Fuga da Alcatraz un film tanto incisivo: racconta un’evasione autentica, costruita con logica, ingegno e determinazione, lasciando aperta la domanda che da oltre sessant’anni continua ad affascinare pubblico e studiosi.

Fuck you, prof! trailer italiano del film con Elyas M’Barek

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Fuck you, prof! trailer italiano del film con Elyas M’Barek

Ecco l’esilarante trailer italiano di Fuck you, prof!, commedia campione d’incassi in Germania che arriverà in Italia il prossimo 15 ottobre.

Nel cast del film Elyas M’Barek, Karoline Herfurth, Katja Riemann, Alwara Höfels, Jana Pallaske, Uschi Glas, Anna Lena Klenke, Max von der Groeben, Jella Haase, Aram Arami, Gizem Emre, Farid Bang e Laura Osswald.

Di seguito il manifesto ufficiale italiano:

Fuck you prof

Fuck you, prof! nuova clip dal film con Elyas M’Barek

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Fuck you, prof! nuova clip dal film con Elyas M’Barek

Ecco una nuova clip in italiano di Fuck you, prof!, commedia campione d’incassi in Germania che arriverà in Italia il prossimo 15 ottobre.

GUARDA IL TRAILER DEL FILM

Nel cast del film Elyas M’Barek, Karoline Herfurth, Katja Riemann, Alwara Höfels, Jana Pallaske, Uschi Glas, Anna Lena Klenke, Max von der Groeben, Jella Haase, Aram Arami, Gizem Emre, Farid Bang e Laura Osswald.

Fuck you, prof! clip italiana del film con Elyas M’Barek

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Fuck you, prof! clip italiana del film con Elyas M’Barek

Ecco una nuova clip in italiano di Fuck you, prof!, commedia campione d’incassi in Germania che arriverà in Italia il prossimo 15 ottobre.

GUARDA IL TRAILER DEL FILM

Nel cast del film Elyas M’Barek, Karoline Herfurth, Katja Riemann, Alwara Höfels, Jana Pallaske, Uschi Glas, Anna Lena Klenke, Max von der Groeben, Jella Haase, Aram Arami, Gizem Emre, Farid Bang e Laura Osswald.

FUBAR: teaser trailer della serie action Netflix con Arnold Schwarzenegger

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Netflix ha rilasciato il primo teaser trailer di FUBAR, la commedia d’azione di prossima uscita con Arnold Schwarzenegger mentre guida il suo primo grande progetto televisivo con sceneggiatura. La serie sarà disponibile per lo streaming dal 25 maggio. Ovunque vada, le persone mi chiedono quando farò un’altra grande commedia d’azione come True Lies“, ha detto Schwarzenegger. “Bene, eccolo qui. FUBAR ti prenderà a calci in culo e ti farà ridere, e non solo per due ore. Hai un’intera stagione. È stata una gioia lavorare con Nick, Skydance e Netflix per dare ai miei fan esattamente quello che stavano aspettando“.

Il video ci offre il nostro primo sguardo a Luke Brunner di Schwarzenegger, una spia della CIA che assume il suo ultimo incarico prima di ritirarsi. Ci dà anche un assaggio di alcune delle sequenze d’azione dello spettacolo.

FUBAR è creato e prodotto esecutivamente da Nick Santora, che ha descritto la serie come “il progetto più surreale” della sua carriera. La commedia d’azione di 8 episodi è interpretata da Schwarzenegger, Monica Barbaro, Milan Carter, Gabriel Luna, Fortune Feimster, Travis Van Winkle, Fabiana Udenio, Barbara Eve Harris, Aparna Brielle, Andy Buckley e Jay Baruchel.

“Un agente della CIA sull’orlo della pensione scopre un segreto di famiglia”, si legge nel logline. “Costretta a tornare sul campo per un ultimo lavoro, la serie affronta dinamiche familiari universali in un contesto globale di spie, azione e umorismo”. La serie è prodotta da Schwarzenegger, Adam Higgs, Scott Sullivan, Holly Dale e Bill Bost con David Ellison e Dana Goldberg di Skydance. Proviene da Skydance Television.

Fubar: recensione della nuova serie con Arnold Schwarzenegger

Fubar: recensione della nuova serie con Arnold Schwarzenegger

In un atmosfera densa di attività sotto copertura e tante risate, Fubar è la nuova serie di spionaggio targata Netflix. Ideata da Nick Sandora (Lie to me, Law and Order), la serie è al momento formata da una sola stagione da otto episodi, ognuno di circa 50 minuti. Nel  cast di Fubar ritroviamo note figure del cinema Hollywoodiano: qui il protagonista, Luke Brunner, è interpretato dall’austriaco Arnold Schwarzenegger (Terminator, Contagious:  epidemia mortale). Monica Barbaro (Top gun: maverick) è nei panni della co protagonista, Emma Brunner, figlia di Luke. Jay Baruchel (L’apprendista stregone) qui è nel ruolo di Carter, fidanzato di Emma.

Fubar: spie in azione

Luke Brunner è un veterano agente della Cia, prossimo alla pensione. Dopo la sua ultima missione, viene reclutato per un attività di salvataggio di un altro agente che sta per essere scoperto. Luke ritornerà in Guyana nei panni di Finn Hoss per salvare l’agente perduto che scoprirà  essere sua figlia, Emma. Finn era già stato coinvolto molti anni prima in una missione in questi territori: in quel caso, aveva dovuto uccidere  un pericoloso trafficante di armi. Ora si trova ad avere a che fare con il figlio, Boro: Luke/Finn, per i sensi di colpa di aver privato il bambino del proprio padre, aveva garantito a Boro un’istruzione adeguata ed ha cercato di prendersi cura di lui come un figlio. Ma il dolce bambino da adulto segue le orme del padre, divenendo astuto e crudele.

Emma e Luke si  ritroveranno a dover collaborare per fermare Boro dal creare e vendere delle valigette bombe nucleari. In un turbinio di missioni ed azione, non mancheranno i drammi d’amore: Luke cerca in ogni modo di riconquistare l’ex moglie Tally, la quale lo aveva lasciato perché poco presente per lei ed in famiglia. Emma sarà coinvolta in grandi dilemmi riguardo il suo futuro e la sua relazione con Carter. Mentre padre e figlia avranno la possibilità di lavorare insieme e risanare il proprio rapporto.

FUBAR netflix
Fubar. (L to R) Arnold Schwarzenegger as Luke Brunner, Cailin Stadnyk as Will’s wife, Ariella Cannon as Will’s Daughter, Monica Barbaro as Emma Brunner, Patrick Garrow as Will in episode 101 of Fubar. Cr. Christos Kalohoridis/Netflix © 2023

L’azione che incontra la commedia

Uno dei fattori che rende Fubar piacevole e divertente da guardare è il perfetto bilanciamento di scene di azione e combattimento e scene comiche, quasi tendenti al demenziale. Di esempi di momenti ironici ce ne sono tantissimi: già dal primo episodio con una citazione del cartone animato Lilo e Stitch, ad Aldon che viene  salvato durante dei combattimenti in Grecia da una ex fiamma che poi va via con Mamma mia come sottofondo.

Le scene di azione sono frequenti, ma nei combattimenti non viene mostrato  molto sangue, quindi non è in alcun  modo disturbante neanche per spettatori più sensibili. Ogni episodio si conclude con un colpo di scena che invoglia il pubblico a continuare la visione: anche lo stesso finale di stagione lascia molto in sospeso, quindi si spera che una seconda stagione arriverà e molto presto!

Parlando del finale, l’ultimo episodio risulta essere a tratti paradossale: qui, infatti, senza fare alcuno spoiler, alcuni avvenimenti sembrano essere poco realistici. Questo è effettivamente il difetto maggiore di Fubar.

Interessante è anche proprio la scelta del titolo della serie; Fubar è un acronimo, utilizzato dai soldati americani già dal secondo conflitto mondiale e sta per Fucked Up Beyond All Repair, tradotto fregato oltre ogni possibilità di riparazione.

I contrasti tra padre e figlia

Una delle tematiche centrali in Fubar è il rapporto tra Luke e sua figlia. Emma vive tutta la sua infanzia a cercare di essere perfetta in tutto, vincendo trofei, suonando il violino solo per attirare l’attenzione del padre assente. La ragazza che Luke conosce come sua figlia non è altro che una finzione: la proiezione che lei da di se. Lavorando insieme, lui riesce a conoscere Emma per quelli che è. Diventa chiaro praticamente subito che i due in realtà sono uguali, e proprio perché hanno la stessa testardaggine e forza d’animo non fanno altro che scontrarsi. Luke finisce fin troppo spesso ad intromettersi nella vita privata, e specialmente amorosa di Emma, mentre lei da la colpa di tutti i suoi problemi proprio al fatto di aver avuto lui come padre.

Altro personaggio interessante in Fubar è Aldon; altro agente bello ed affascinante, all’inizio non sembra essere altro che un donnaiolo pieno di sé. Con lo scorrere degli episodi e delle vicende, lo spettatore può conoscere sempre meglio il ragazzo, fino al discorso che egli stesso fa su se stesso  e la propria vita. La spavalderia mostrata all’inizio risulterà essere nient’altro che un armatura.

Fubar: Arnold Schwarzenegger annuncia che la seconda stagione è in lavorazione

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Fubar è stata rinnovata per una seconda stagione da Netflix. La serie, che ha debuttato lo scorso maggio, presenta l’icona del cinema action Arnold Schwarzenegger nel suo primo ruolo televisivo da protagonista. Apparentemente una derivazione delle dinamiche di True Lies, la serie d’azione vede la star interpretare Luke Brunner, un agente della CIA che scopre che anche sua figlia Emma (Monica Barbaro) lavora per l’organizzazione.

Durante l’evento globale per i fan di Netflix, Tudum, Arnold Schwarzenegger è salito sul palco per condividere un blooper reel della prima stagione di Fubar e ha anche rivelato che la seconda stagione è ufficialmente in lavorazione. Dopo aver fatto l’annuncio, ha detto: “Sapete quanto amo i sequel. Quindi siamo tornati, ragazzi, siamo tornati!”

Oltre a recitare in film che hanno generato i propri remake e franchise, tra cui Predator e Total Recall, la leggendaria star è apparsa in molti dei suoi sequel. Sebbene ciò includa in gran parte i sequel dei film in cui ha recitato originariamente, tra cui I Mercenari 2 e 3, e cinque sequel di Terminator, è apparso anche in sequel o spin-off di altri franchise, come in Batman & Robin e Kung Fury 2.

Oltre ad essere la sua prima grande incursione in televisione, Fubar potrebbe essere una nuova occasione per Arnold Schwarzenegger di dare vita a un franchise d’azione, cosa che potrebbe risarcirlo degli esiti non troppo felici di Terminator: Genisys e Terminator: Destino Oscuro.

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Fubar con Arnold Schwarzenegger cancellata dopo due stagioni

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Fubar con Arnold Schwarzenegger cancellata dopo due stagioni

Netflix non continuerà a raccontare la sua storia con una terza stagione della serie di spionaggio e azione di Arnold Schwarzenegger, Fubar. La decisione arriva circa un mese e mezzo dopo il lancio della seconda stagione sulla piattaforma il 12 giugno.

Mentre la prima stagione ha avuto un discreto riscontro, la seconda stagione è riuscita a malapena a entrare nella Top 10 delle serie in lingua inglese di Netflix nella sua prima settimana, piazzandosi all’ultimo posto con 2,2 milioni di visualizzazioni da giovedì a domenica, in calo rispetto alle circa 11 milioni di visualizzazioni del weekend di anteprima della prima stagione. La seconda stagione ha raggiunto il settimo posto nella prima settimana completa con 3,3 milioni di visualizzazioni e ha registrato un altro decimo posto nella terza settimana con 1,8 milioni di visualizzazioni prima di uscire dalla Top 10.

Fubar con Arnold Schwarzenegger non è stata rinnovata

La piattaforma di streaming ha rinnovato quasi 20 serie sceneggiate dall’inizio dell’anno, più recentemente la miniserie Untamed per la seconda stagione, la commedia di Shane Gillis Tires per la terza stagione e i drammi romantici Ransom Canyon per la seconda stagione e Virgin River per l’ottava stagione.

Fubar è incentrato su un agente della CIA (Schwarzenegger) sull’orlo della pensione che scopre un segreto di famiglia ed è costretto a tornare sul campo per un ultimo incarico. Carrie-Anne Moss si è unita al cast nella seconda stagione nel ruolo di Greta Nelso, un’ex spia della Germania dell’Est che ha una storia appassionante con Luke Brunner (Schwarzenegger).

La seconda stagione vede la partecipazione anche di Milan Carter, Fortune Feimster, Travis Van Winkle, Fabiana Udenio, Aparna Brielle, Guy Burnet, Andy Buckley, Jay Baruchel, Barbara Eve Harris e Scott Thompson.

Nick Santora è showrunner e produttore esecutivo insieme a Schwarzenegger. Altri produttori esecutivi sono Adam Higgs, Scott Sullivan, Phil Abraham, Amy Pocha, Seth Cohen e David Ellison, Dana Goldberg e Matt Thunell di Skydance.

Fubar – Stagione 2: la spiegazione del finale. Qual è il vero significato della scena finale?

Attenzione: spoiler importanti sul finale di Fubar – Stagione 2

Fubar – Stagione 2 di Netflix si conclude in modo opportunamente esplosivo, con Luke (interpretato da Arnold Schwarzenegger) che scopre la sconvolgente identità del misterioso terrorista Dante Cress. Il finale della seconda stagione di FUBAR si apre con Luke e la sua squadra che lottano contro il tempo per impedire il lancio di un missile nucleare, che potrebbe scatenare una guerra con la Russia. Dopo aver scoperto che l’agente segreto dell’MI6 Chips (Guy Burnet) era in realtà Cress per tutto il tempo, riescono a sabotare il missile, impedendogli di uscire dall’atmosfera. Cress viene bruciato al lancio, mentre l’ex fiamma di Luke, Greta (Carrie-Anne Moss), apparentemente muore dopo aver danneggiato il missile dall’interno.

Miracolosamente, Greta sopravvive all’atterraggio di fortuna del missile, e Luke ed Emma (Monica Barbaro) fingono la sua morte per poterla liberare. “Let’s Twist Again” di FUBAR si chiude con Luke e la sua famiglia a cui viene permesso di tornare a casa dopo che la CIA ritiene che le minacce contro di loro siano cessate. Così, Luke chiede in sposa l’ex moglie Tally (Fabiana Udenio), mentre Roo (Fortune Feimster) diventa direttore regionale della CIA. L’episodio si conclude con Barry (Milan Carter) che decide di far evadere la sua fidanzata traditrice Tina (Aparna Brielle) dalla Russia, una missione che pone grandi rischi per la terza stagione.

Perché Dante Cress ha finto di far parte della squadra – Chips/Cress era tutt’altro che ambizioso

Burnet è un’ottima aggiunta al cast di FUBAR, Chips che è un agente segreto innegabilmente affascinante, seppur un po’ fastidioso, con l’intenzione di corteggiare Emma. Chips sembra passare dalla parte del bene dopo aver iniziato la stagione come antagonista, solo per poi rivelare in “Let’s Twist Again” che in realtà era Dante Cress fin dall’inizio. Chips/Cress si è infiltrato nel gruppo sia per tenere traccia delle loro attività, sia per rigirare gli eventi a proprio vantaggio. Nel corso della serie, le sue azioni hanno sia aiutato che sfavorito la squadra di Luke.

Ripensando alla seconda stagione di FUBAR, il piano di Cress non segue una logica precisa; ad esempio, Chips ha lasciato che l’intera squadra venisse giustiziata dai suoi uomini nell’episodio 2, e non poteva certo immaginare che avrebbero trovato una via d’uscita. In ogni caso, la rivelazione di Chips/Cress è un divertente colpo di scena, che premia il suo personaggio. Chips rivela anche perché voleva distruggere il mondo, ricordando come suo padre sia morto in una missione che prevedeva di insabbiare uno scandalo sessuale che coinvolgeva un politico.

Dopo che la missione fallì, suo padre cercò di ucciderlo, costringendo Chips a farlo per legittima difesa. Decidendo che il mondo era un posto orribile e che aveva bisogno di un reset totale, Chips decise che scatenare una guerra nucleare fosse l’opzione migliore. Chips provava seriamente i suoi sentimenti per Emma e voleva che lei si unisse a lui in un bunker nucleare; invece, combattono fino alla morte all’interno del silo, e lei guarda Chips annientato dal lancio del missile.

Il piano di Cress per la rete elettrica era una finta elaborata – Un blackout era solo una parte del piano del cattivo

La minaccia principale di Fubar – Stagione 2 riguardava l’ex fiamma di Luke, Greta, assunta da Cress per mettere fuori uso la rete elettrica americana. L’obiettivo di Greta è distruggere quattro centrali elettriche, innescando un effetto domino che porterà a un blackout totale in tutto il paese. Se gli Stati Uniti rimanessero senza elettricità, l’economia crollerebbe e la nazione si troverebbe completamente esposta a un’invasione. Tutte queste cose sono negative, ma il finale rivela che il piano per la rete elettrica era in realtà uno stratagemma per attivare le armi nucleari del paese.

Questi missili sono pronti a entrare in funzione in caso di interruzione completa dell’energia elettrica nel paese, presumendo che la nazione sia sotto attacco. Chips è anche riuscito a bloccare le comunicazioni satellitari con la Russia, quindi una volta innescati i missili, presumerebbero che una guerra nucleare sia imminente e risponderebbero di conseguenza. È una mossa audace da parte di Chips, e tutto va bene finché la squadra di Luke non riesce a disattivare gli altri missili e a rendere inattiva l’ultima testata nucleare rimasta.

Come Greta è sopravvissuta al suo eroico “sacrificio” – La granata di gommapiuma di FUBAR si è rivelata sicuramente utile

Sebbene Greta sia in gran parte interpretata come una parodia cartoonesca di una femme fatale, la serie chiarisce che ama davvero Luke e vuole stare con lui. Quando diventa chiaro che qualcuno deve sabotare l’ultimo missile, Greta dice a Luke che non può essere lui, dato che ha già una famiglia. Presto, il missile viene lanciato con Greta al suo interno e lei riesce a farlo schiantare. Luke ed Emma arrivano più tardi sul luogo dell’impatto e Greta si rivela viva dopo aver usato una granata artificiale per proteggersi dall’impatto.

Nonostante abbiano aiutato Cress durante la seconda stagione di FUBAR e causato molte morti, Luke ed Emma decidono che Greta è una brava persona e aiutano a inscenare la sua morte. Non sembra che questo prepari il suo ritorno per una potenziale terza stagione, ma gli showrunner ora hanno un margine di manovra per riportare Moss in vita se Greta si dimostrerà popolare tra il pubblico.

Perché Luke si ritira dalla CIA – Luke rescinde il suo contratto con la CIA

Nelle scene finali di “Let’s Twist Again” di FUBAR, la squadra di Luke festeggia la fine della missione e il fatto di poter finalmente tornare a casa. Luke coglie anche l’occasione per annunciare che, dopo decenni di leale servizio – anteponendo il lavoro alla famiglia – si ritira dalla CIA. FUBAR continua la sua vena romantica quando Luke chiede a Tally di sposarlo, con cui ha intenzione di risposarsi e andare in barca a vela.

Luke confida anche che la sua squadra, sotto la guida del nuovo capo Roo, possa mantenere il mondo al sicuro anche senza di lui. Questo suggerisce che il Luke di Schwarzenegger potrebbe passare in secondo piano se la terza stagione di FUBAR dovesse andare in onda, o potrebbe diventare un personaggio secondario. Considerando che la serie è convinta del successo di Arnie, è improbabile che lasci davvero la serie.

FUBAR – Stagione 2 non finisce bene per tutti – Forse Carter e Donnie avranno il loro spin-off

Con Luke e Tally pronti a risposarsi e Roo che riceve la sua promozione, il finale della seconda stagione di FUBAR è per lo più ottimista. Non è altrettanto vero per l’ex fidanzato di Emma, ​​Carter (Jay Baruchel), e per l’ex fidanzato di Tally, Donnie (Andy Buckley). Entrambi hanno avuto la vita praticamente rovinata a causa dei loro legami con la famiglia Brunner e, dopo una rocambolesca scappatella che li ha visti coinvolti in uno spaccio di droga e uccidere accidentalmente un motociclista criminale, sono costretti a nascondersi.

L’ultima scena di Carter e Donnie li vede spediti su un peschereccio in Groenlandia, presumibilmente per anni a venire. Nel frattempo, Barry (Milan Carter) è anche lui sconvolto dalla scoperta che la sua ragazza Tina (Aparna Brielle) era una talpa russa, e nelle scene finali, lui e Aldon (Travis Van Winkle) la consegnano come parte di uno scambio di prigionieri. Tina in precedenza aveva negato di aver mai amato Barry, nonostante lui la pensasse diversamente, ma quando scopre che stava fornendo false informazioni ai russi, si rende conto che la sua convinzione era assolutamente corretta.

In che modo la scena finale della seconda stagione di FUBAR prepara la terza stagione – La squadra di FUBAR sta andando in Russia!

La scena finale della seconda stagione di FUBAR mostra Barry realizzare che Tina era davvero dalla loro parte e si sta sacrificando per salvarli. Barry e Aldon dicono a Roo che torneranno indietro per salvare Tina, il che significa dirigersi in Russia. Ovviamente, questo rischia un grave incidente internazionale, che non è qualcosa che Roo vuole affrontare nel suo primo giorno da capo.

In ogni caso, sembra che la terza stagione di FUBAR vedrà la squadra dirigersi in Russia per salvare Tina, il che senza dubbio porterà a qualche ricaduta. Di nuovo, sarà interessante vedere come Luke (Arnie) verrà coinvolto nella vicenda, anche se potrebbe trovare la pensione un po’ noiosa e iniziare a desiderare di nuovo un po’ di azione.

Fruitvale Station Clip in esclusiva con Michael B. Jordan

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Guarda la clip in esclusiva su Cinefilos.it del film Fruitvale Station con protagonista l’attore Michael B. Jordan.

Fruitvale StationIl film ripercorre le ultime ore di vita del ventiduenne Oscar Grant, a partire dalla mattina del 31 dicembre 2008, giorno del compleanno di sua madre, e racconta la quotidianità e gli ostacoli che il ragazzo deve fronteggiare nel tentativo di diventare una persona migliore. Il film prodotto dal Premio Oscar Forest Whitake e costato solo 2 milioni di dollari, è stato distribuito negli Usa dalla prestigiosa The Weinstein Company incassando oltre 16 milioni di dollari.
 
Il film ha trionfato ai “Gotham Awards”di New York dove si è aggiudicato i due premi per cui era candidato – Miglior attore rivelazione per Michael B. Jordan e Miglior regista rivelazione per Ryan Coogler – ha vinto al Sundance Film Festival il Premio come Miglior Film ed il Premio del Pubblico, aCannes il Prix de l’Avenir e si è aggiudicato tre candidature agli Independent Spirit Awards, che si assegnano il giorno prima degli Oscar, per Miglior Film d’esordio, Miglior Attore protagonista (Michael B. Jordan) e Miglior Attrice non protagonista (Melonie Diaz).

Fruit Ninja: New Line Cinema acquista i diritti per adattare la celebre app

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Secondo The Hollywood Reporter, la New Line Cinema ha acquistato i diritti cinematografici per il grande schermo della popolare app mobile Fruit Ninja, che in Australia Halfbrick Studios sta cercando di adattare come una commedia per famiglie live-action. Già da maggio erano uscite notizie in questo senso, ora un nuovo passo avanti è stato fatto.

Tripp Vinson (San Andreas, Hansel & Gretel: Witch Hunters) produrrà il film con la sua Vinson Films. Gli sceneggiatori saranno JP Lavin e Chad Damiani, che avranno il compito tutt’altro che semplice di adattare la semplice interfaccia in cui si affetta frutta e si evitano le bombe, in una storia drammatica valida con elementi interessanti, personaggi, retroscena. Sam White e Tara Farney saranno produttori esecutivi.

Fruit Ninja (conosciuto come Fruit Ninja HD nella versione per iPad e Fruit Ninja THD nella versione per Android) è un videogioco sviluppato dalla Halfbrick Studios. Con oltre 1 miliardo di download, Fruit Ninja è attualmente il secondo gioco più venduto su iOS di tutti i tempi.

Fonte: CS

Fruit Ninja diventerà una commedia live action

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Fruit Ninja diventerà una commedia live action

Fruit NinjaÈ The Hollywood Reporter a riportare la notizia che un altro famosissimo gioco per smartphone e tablet diventerà un film. Dopo Angry Birds infatti è il turno di Fruit Ninja, gioco Halfbrick Studios che dovrebbe diventare una commedia per famiglie in live action.

Tripp Vinson di San Andreas 3D produrrà il film con la Vinson Films. JP Lavin e Chad Damiani scriveranno invece la sceneggiatura, il che sarà, almeno sulla carta, un’operazione alquanto azzardata.

Fruit Ninja (conosciuto come Fruit Ninja HD nella versione per iPad e Fruit Ninja THD nella versione per Android) è un videogioco sviluppato dalla Halfbrick Studios. Sarà davvero interessante capire in che modo il film sarà costruito e come si intende procedere per adattarne lo spirito.

Fonte: THR

Frozen: un video mash-up con La Cosa di John Carpenter

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Frozen: un video mash-up con La Cosa di John Carpenter

L’utente YouTube Lee Hardcastel ha realizzato, attraverso la tecnica della stop-motion, un terrificante video mash-up tra il classico Disney Frozen e il capolavoro horror-fantascientifico La Cosa di John Carpenter. Il risultato finale è una scena assolutamente creepy che mescola il film d’animazione vincitore del premio Oscar con una delle pellicole più iconiche del maestro Carpenter.

Potete vederlo di seguito:

La Cosa (The Thing) è un film del 1982 diretto da John Carpenter, liberamente tratto dal racconto horror-fantascientifico La “cosa” da un altro mondo (Who Goes There?, 1938) di John W. Campbell, già alla base del film La cosa da un altro mondo (1951) diretto da Howard Hawks.

Il regista lo considera come il primo episodio della Trilogia dell’Apocalisse, composta da Il signore del male e Il seme della follia rispettivamente del 1987 e del 1995. Durante l’uscita nelle sale cinematografiche, La cosa ha avuto incassi modesti al botteghino, e la critica non lo accolse molto bene, facendo particolarmente dei paragoni con il già menzionato film di Hawks. Nel corso degli anni tuttavia, il film fu rivalutato positivamente dalla critica e dal pubblico, divenendo un intramontabile cult, ed è stato classificato diverse volte come uno dei film più paurosi in assoluto. Lo stesso Carpenter lo ritiene il suo film preferito tra tutti quelli da lui diretti.

Il 14 ottobre 2011 è uscito negli USA un prequel, La Cosa, diretto dal regista semi-esordiente Matthijis van Heijningen Jr. e ambientato tre giorni prima degli eventi del film di John Carpenter.

Frozen: tutti gli errori del film in 10 minuti

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Frozen: tutti gli errori del film in 10 minuti

Ecco un video in cui vengono elencati tutti gli errori di Frozen il regno di ghiaccio in poco più di 10 minuti. Il film di maggior successo della stagione ha degli errori? Ebbene sì! Eccoli:

Disney Frozen Once Upon a time elsaDiretto da Chris Buck (Tarzan, Surf’s Up) e Jennifer Lee (sceneggiatrice di Ralph Spaccatutto), autrice anche della sceneggiatura, e prodotto da Peter Del Vecho (Winnie the Pooh, La principessa e il ranocchio) Frozen Il regno di ghiaccio ha vinto un Golden Globes® 2013 come Miglior film d’animazione, ed è stato il primo film prodotto da Walt Disney Animation Studios a vincere il premio Oscar per il miglior film d’animazione e per la migliore canzone originale Let it Go.

Ispirato alla fiaba di Hans Christian Andersen “La regina delle nevi” (pubblicata per la prima volta nel 1845), Frozen – Il regno di ghiaccio trasporta grandi e piccini in un’epica avventura ricca di magia, divertimento e musica.

Fonte: HitFix

Frozen: trama, cast e curiosità sul film thriller

Frozen: trama, cast e curiosità sul film thriller

Ci sono film che fanno della loro unica ambientazione l’occasione per mostrare il comportamento umano in situazioni di grande crisi o pericolo. All’interno di questo filone vi sono però anche titoli che restringono talmente tanto il campo d’azione da non permettere ai personaggi pressocché nessun movimento. Dal celebre Locke con Tom Hardy al claustrofobico Buried con Ryan Reynolds, questi film costringono così i personaggi, e gli spettatori con loro, a vivere situazioni quanto mai estreme e a dover ricorrere a soluzioni altrettanto estreme. Il film del 2010 Frozen fa proprio questo, bloccando però i personaggi in uno spazio aperto ma non meno minaccioso.

Scritto e diretto da Adam Green, già noto per lo slasher Hatchet, il film è stato considerato uno dei migliori thriller dell’anno, ricco di tensione e colpi di scena particolarmente memorabili. La storia, nonostante alcune voci circolate in rete, non è tratta da una vicenda vera, ma è puro frutto dell’immaginazione del regista. L’idea, ancora una volta, era quella di mostrare cosa si è disposti a fare in situazioni di particolare rischio e pericolo. Con un’unica location, tre attori, un ambiente ostile e scelte di regia particolarmente coinvolgenti, Green riesce così a dar vita ad un film che colpisce in pieno lo stomaco dello spettatore.

Affermatosi come un grande successo di critica e pubblico, Frozen è stato anche candidato come miglior film horror ai Saturn Award. Ancora oggi a distanza di dieci anni è un ottimo esempio del suo genere, arricchito da una sceneggiatura forte e da una messa in scena che tiene lo spettatore con il fiato sospeso fino all’ultimo. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Frozen: la trama del film

Protagonisti del film sono tre studenti universitari, Joe, Dan e Parker, i quali decidono di trascorrere insieme un periodo di relax sulle montagne della zona statunitense del New England. A fine giornata, prima che l’impianto sciistico chiuda, decidono di fare un’ultima sciata insieme. Riuscendo a convincere il guardiano della seggiovia, con la promessa di fare presto, i tre iniziano la loro salita verso la cima. Prima di arrivarvi, però, l’inserviente a cui i tre si erano rivolti viene sostituito da un collega, a cui viene però comunicata la presenza degli ultimi sciatori della giornata. A causa di un disguido, però, il nuovo addetto li scambia con altri tre sciatori ritardatari.

Andati via questi, l’uomo spegne l’impianto, lasciando Joe, Dan e Parker bloccati sulla seggiovia. I tre si rendono subito conto di essere stati dimenticati lì, e la situazione è quanto mai disperata. Si trovano infatti bloccati ad un’altezza che non consente loro di saltare giù, poiché significherebbe morte certa, costretti dunque a trascorrere lì una notte gelida che potrebbe ugualmente portarli alla morte. Nel minor tempo possibile, i tre dovranno trovare una strategia per riuscire a salvarsi da quella situazione. A complicare le cose, però, oltre al sopraggiungere del buio e della neve, vi sarà la scoperta di non essere soli in quei boschi, i quali pullulano di lupi.

Frozen cast

Frozen: il cast e le curiosità sul film

Intenzionato a rendere il film quanto più realistico possibile, permettendo allo spettatore di avvertire concretamente il pericolo in cui i tre giovani si ritrovano incastrati, Green ha scelto di non avvalersi di effetti speciali o green screen. Il regista ha infatti portato gli attori a rimanere realmente sospesi su una seggiovia a diversi metri da terra per tutta la durata delle riprese. Per permettere loro di comprendere la difficoltà della situazione, gli attori non hanno avuto modo di scendere dalla seggiovia finché non previsto dalla sceneggiatura. Gli interpreti di Frozen sono Emma Bell nei panni di Parker O’Neil, Shawn Ashmore in quelli di Joe Lynch e Kevin Zegers in quelli di Dan Walker.

La Bell, nota oggi anche per la serie Dallas, è stata la prima attrice a presentarsi per il ruolo. Dopo aver incontrato altre interpreti, Green decise di affidare a lei il ruolo, poiché ritenuta la più convincente e capace di un’interpretazione particolarmente intensa. Ashmore e Zegers, invece, si sono distinti durante le riprese per aver eseguito personalmente i propri stunt, senza ricorrere a controfigure. Il film ha rappresentato una prova di resistenza anche per lo stesso Green, il quale soffre di vertigini. Poiché la troupe del film aveva paura di stare alle altezze previste, è stato lo stesso Green insieme al direttore della fotografia Will Barratt a doversi sospendere all’altezza della seggiovia per poter riprendere i tre attori intenti a dialogare.

Frozen: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Frozen è infatti disponibile nei cataloghi di Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes e Now. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di giovedì 13 maggio alle ore 21:15 sul canale Italia 2.

Fonte: IMDb

 

Frozen: recensione del film di Adam Green

Frozen: recensione del film di Adam Green

Il prossimo 25 marzo uscirà nelle sale Frozen un film di Adam Green che sconvolgerà lo spettatore per le scene dall’alto contenuto drammatico e dal forte impatto visivo. Prodotto dalla “A bigger boat/ariescope pictures” e distribuito in Italia dalla neonata M2 Pictures Frozen non può essere considerato un semplice horror in quanto la storia raccontata non ha nulla di assurdo.

In Frozen tre giovani amici decidono di trascorrere la domenica sciando sulle piste di una piccola e poco rinomata località montana. Joe (Shawn Ashmore) accetta malvolentieri di condividere la giornata con la nuova ragazza di Kevin (Dan Walker), amico di una vita, con il quale era solito trascorrere quel tradizionale appuntamento sulla neve. La ragazza in questione, Parker (Emma Bell), deve quindi affrontare le difficoltà nel rimanere in equilibrio sullo snowboard oltre che le velenose battute di Joe che cova per lei il risentimento tipico dell’amico “geloso”.

Le ore trascorrono più o meno serene, tra qualche risata, ricordi d’infanzia e qualche momento di vaga tensione per l’insofferenza di Joe verso quel terzo incomodo che impedisce a lui e a Kevin di affrontare le piste più stimolanti e difficili. Giunge la sera e con lei l’imbrunire, l’impianto sciistico sta per chiudere e le piste sono ormai quasi deserte. I tre amici vogliono fare l’ultima discesa ed implorano l’addetto all’impianto di concedergli l’ultima salita; ottenuto il favore i tre siedono sulla seggiovia ignorando quello che il destino ha serbato per loro.

Richiamato dal capo in ufficio, l’addetto all’impianto viene sostituito da un collega avvisato della presenza dei tre ma una sfortunata coincidenza genererà l’inconveniente fatale. L’impianto viene chiuso, le luci sulle piste si spengono e gli addetti lasciano gradualmente l’impianto che riaprirà solo il venerdì successivo; Joe, Kevin e Parker sulla seggiovia a metà percorso, ancora incapaci di comprendere quello che sta accadendo. Con il lento passare delle ore i tre ragazzi, bloccati sulla seggiovia, realizzano di essere stati abbandonati e al contempo di essere in grave pericolo di vita. Impossibile sopravvivere al rischio di congelamento che sarebbe inevitabile durante quei cinque giorni, impossibile illudersi di poter sopportare quelle rigide temperature.

Il panico iniziale lascia gradualmente spazio all’istinto di sopravvivenza ed è così che i tre cercheranno in tutti i modi di vincere la morte combattendo con ogni mezzo per la propria vita. Sequenze dall’alto contenuto drammatico si alterneranno ad altre di rara crudezza, la morte sempre incombente per il gelo insopportabile non sarà l’unico    pericolo da affrontare, l’unico ostacolo tra loro e la sopravvivenza. La montagna nasconde innumerevoli insidie e continue minacce ed ogni ora ed ogni minuto in più sono un passo verso la fine.

Adam Green e Peter Block, due nomi che da soli dovrebbero mettere in guardia lo spettatore su quello che questo film ha in serbo per lui. Frozen non tradisce le attese ma forse va anche oltre le aspettative; Green, regista e sceneggiatore, impacchetta un horror anomalo in cui non troviamo gli ingredienti tipici del genere come in Hatchet, suo precedente successo del 2007, ma ci presenta un film che “non spaventa e turba il pubblico con le tipiche convenzioni della violenza” afferma il regista stesso “ma con un’aurea di terrore generale ti ricorda incessantementequesto potrebbe accadermi davvero”.

Ed è proprio questo l’aspetto che rende Frozen una successione di sequenze sempre al limite della tensione ma una tensione imperniata di angoscia crescente, di ansia costante. “Questo film non farà ridere, gridare ed esultare il pubblico di appassionati dell’horror come il primo lavoro Hatchet” continua il regista “ma descrive una situazione cruda e inquietante: tre giovani nel tentativo disperato di sopravvivere a una situazione reale senza apparente via d’uscita”.

Frozen è una storia che sconvolge per il suo drammatico realismo e per non sconfinare mai nell’assurdo o nell’inverosimile; la crudezza di alcune sequenze ricorda lo splatter dei film dell’orrore a cui Green è inconsciamente legato ma la drammaticità che accompagna la vicenda è costruita attraverso lo studio dei personaggi e della loro personalità. Green si pone l’intento di toccare le paure più primordiali e attraverso esse provocare nel pubblico le ansie più forti e autentiche; l’istinto di sopravvivenza, l’eterna lotta dell’uomo contro la natura, il rifiuto di abbandonarsi ad una morte sicura e inevitabile. Frozen ha la qualità di trascinare lo spettatore all’interno del dramma, di farlo sentire parte della vicenda, di creare una graduale complicità con i personaggi protagonisti della storia.

Come lo stesso regista rivela, il realismo delle sequenze è ottenuto anche grazie alla scelta di Green di girare tutte le scene sul posto e non nel chiuso di uno studio:”gli attori e la troupe erano veramente lì, a 15 metri d’altezza. Il tempo, il freddo e gli elementi che abbiamo affrontato erano tutti reali”conferma il regista stesso. Questa rischiosa scelta che ha messo in pericolo l’incolumità degli attori, è stata subito accolta con entusiasmo dalla produzione ed in particolar modo da Peter Block. Block è un produttore che, in questi anni,  ha legato il proprio nome ad altri film di successo che hanno suscitato nel pubblico ansie e paure a grandi dosi, tra questi ricordiamo su tutti Saw – l’enigmista e sopratutto Open water che con Frozen presenta diverse affinità.

Una nota di commento la meritano i tre giovani protagonisti che hanno da subito sposato con entusiasmo il progetto di Green non esitando a dare la propria disponibilità nel girare le scene sulla seggiovia a 15 metri di altezza e a temperature proibitive. Sia Ashmore che Zegers e la Bell interpretano con passione e trasporto le rispettive parti contribuendo non poco alla drammaticità di molte sequenze. Frozen è un film non certo adatto a tutti ma solo a coloro avvezzi a certi eccessi del genere horror ma che, al contempo, saprà anche commuovere e coinvolgere lo spettatore, un film asciutto e diretto, un film che non potrà lasciare indifferenti.

Frozen: Olaf ci augura buon San Valentino

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Ha conquistato il cuore di tutti coloro che l’hanno visto, e adesso sembra il favorito di categorie per la corsa agli Oscar, dove è ovviamente candidato come miglior film d’animazione e anche per la miglior canzone Let it go. Adesso Frozen ci regala anche una particolare e dolcissima cartolina di auguri di San Valentino in cui il tenero protagonista è Olaf, il pupazzo di neve incantato creato da Elsa.

Dopo tutto Olaf ha conquistato tutti con la sua predilezione per i caldi abbracci, e adesso ci ricorda che …. “Per qualcuno vale la pena sciogliersi”.

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I Walt Disney Animation Studios presentano Frozen – Il regno di ghiaccio, un’avventura da brivido per il grande schermo, dagli autori di Rapunzel – L’intreccio della torre e Ralph Spaccatutto. Quando una profezia intrappola un intero regno in un inverno senza fine, Anna, valorosa e ottimista, insieme al coraggioso uomo di montagna Kristoff e alla sua renna Sven, intraprende un viaggio epico alla ricerca della sorella Elsa, la Regina delle Nevi, per riuscire a porre fine al glaciale incantesimo. Anna e Kristoff incontreranno sul loro cammino creature fantastiche come i trolls, un buffo pupazzo di neve di nome Olaf, montagne alte come l’Everest e magia dietro ogni angolo, e combatteranno contro tutti gli elementi della natura per salvare il regno dalla distruzione.

Basato sulla storia originale di Hans Christian AndersenFrozen il regno di ghiaccio racconta dell’avventura di Anna e Olaf, e del loro affascinante incontro con la Regina delle Nevi. Nella versione originale del film le voci dei doppiatori saranno di Kristen Bell, Idina Menzel, Josh Gad e Jonathan Groff.

Frozen: nuovi concept dalla Disney!

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Frozen: nuovi concept dalla Disney!

Sono stati diffusi online alcuni nuovi concept art per Frozen, il nuovo film della Disney che verrà realizzato in CGI per la regia di Chris Buck( Tarzan).

Frozen: nuova clip dal film Disney

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Frozen Il regno di ghiaccioUno dei personaggi più iconici del nuovo capolavoro Disney Frozen – Il regno di ghiaccio è certamente il piccolo e tenero Olaf, il pupazzo di neve che ama i caldi abbracci e sogna l’estate. Tanto adorabile quanto divertente, Olaf ha, nella versione italiana, la voce di Enrico Brignano.

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Frozen Il Regno di Ghiaccio è ispirato dalla storia di Andersen La Regina delle Nevi, e in questa nuova e rivisitata versione troviamo il coraggioso viaggio della Principessa Anna che si imbarca alla ricerca della sorella la Regina Elsa, insieme al montando Kristoff e al pupazzo di neve Olaf ,che ha intrappolato il regno in un inverno eterno. Le musiche originali del film d’animazione sono state composte da Christophe Beck , vincitore di premio Oscar per il cortometraggio Paperman e compositore di famose colonne sonore come quella di Una Notte Da Leoni,Pitch Perfect (Voices), The Perfect Man I Muppett. Mentre le canzoni originali sono state scritte daKristen Anderson-Lopez e Robert Lopez , famosi coniugi compositori dietro alle musiche di film come Nuove Avventure nel Bosco dei 100 Acri , Winnie The Pooh e numerosi musical tra cui i vincitori di Tony Awards Avenue Q e The Book of Mormon. L’appuntamento è a partire dal 19 dicembre al cinema, per un altro grande capolavoro Disney, e per riscoprire un po’ della magia del natale in mezzo alla neve.

Frozen: nel futuro anche Broadway e il piccolo schermo

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Frozen: nel futuro anche Broadway e il piccolo schermo

Sappiamo che Frozen – il regno di ghiaccio, film dal planetario successo che ha garantito un box ffice da capogiro alla Walt Disney Animation Studios avrà un sequel che è già in lavorazione.

La vera notizia, che arriva nelle ultime ore da ComingSoon.net, è che presto vedremo la storia a Broadway, nel 2018, il tutto preceduto da un nuovo speciale televisivo nel 2017 messo in programma dalla ABC.

Lo speciale tv, programmato per la vacanze natalizie, sarà diretto da Kevin Deters e Stevie Wermers-Skelton e vedrà schierati, nel comparto vocale, di nuovo Idina Menzel, Kristen Bell e Josh Gad che torneranno nei ruoli rispettivamente di Elsa, Anna e Olaf.

Per quanto rigurada il musical a Broadway, la regia è stata affidata a Alex Timbers mentre le coreografie a Peter Darling. Stephen Oremus, due volte vincitore di un Tony Awards, sarà il supervisore musicale.

Dopo Aladdin e Il Re Leone, Frozen è il terzo classico Disney a sbarcare a Broadway.

Frozen: le figlie di Kristen Bell non hanno ancora visto il film

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Sembra una cosa davvero strana, eppure le figlie della doppiatrice originale di Anna di Frozen non hanno ancora visto il film amato dai bambini, e soprattutto della bambine di tutto il mondo. Ebbene sì, Lincoln e Delta, le figlie di Kristen Bell, voce di Anna, non hanno ancora visto il film. Ecco cosa ha raccontato l’attrice:

I“L’APA (American Psychological Association) raccomanda di lasciare guardare la tv ai bambini soltanto quando hanno più di due anni e mezzo, quindi stiamo cercando di seguire questo consiglio, cosa sfortunatamente non realistica per tutti i genitori, lo capisco. E’ anche per la loro immaginazione, semplicemente così non sono sedentari e abituati a essere dipendenti dai video. Ma Lincoln ha visto sicuramente molti cartoni, ama alla follia Snoopy! Ma stiamo provando. Sicuramente non ha visto nulla di Frozen”.

A partire dal 12 marzo arriverà al cinema anche Frozen Fever, il cortometraggio ambientato ad Arendelle che verrà proiettato in testa a Cenerentola di Kenneth Branagh.

Con l’avvicinarsi dei due anni della figlia maggiore, la Bell ha però dichiarato: ““E’ divertente, sono più entusiasta che se fossi un membro del pubblico per via della tematica dedicata alle sorelle. Perché un giorno, quando lo mostrerò a entrambe le mie figlie, avrà un significato speciale per loro e per il loro rapporto. Sono veramente eccitata per questo motivo perché penso che il film racconti qualcosa di veramente speciale sulle sorelle”.

Frozen: la trama del film Disney

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Frozen: la trama del film Disney

La Regina dei Ghiacci ha condannato l’intero mondo ad un eterno inverno. Per raggiungerla la giovane sognatrice Anna e il coraggioso montanaro Kristoff si inoltreranno in un viaggio avventuroso

Frozen: la Disney prepara il live action sulla Regina delle Nevi

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Frozen: la Disney prepara il live action sulla Regina delle Nevi

Stando a quanto riportato da The DisInsider, i Walt Disney Studios starebbero sviluppando un live action ispirato a La Regina delle Nevi, la celebre fiaba dello scrittore danese Hans Christian Andersen, che ha ispirato a sua volta il classico d’animazione Frozen – Il regno di ghiacchio.

Al momento non sono stati rivelati dettagli sul casting e sulla direzione che prenderà la storia del remake, ma sembra che l’obiettivo sia quello di realizzare un film destinato al grande schermo e non alla piattaforma di streaming Disney+, come accaduto di recente con Lilli e il Vagabondo.

Kristin Burr, i cui crediti includono Ritorno al bosco dei 100 acri e l’atteso Cruella con Emma Stone, figurerà tra i produttori. Al momento non sappiamo né chi dirigerà il film, né chi si occuperà della sceneggiatura e né chi saranno gli attori coinvolti.

La Regina delle Nevi è una delle fiabe più lunghe di Andersen, e fra quelle più apprezzate. Il suo sottotitolo è “Una fiaba in sette storie”, poiché è divisa in sette sezioni, ognuna delle quali descrive una vicenda compiuta; è anche il nome dell’antagonista dell’omonima fiaba.

LEGGI ANCHE – Frozen – Il Regno di Ghiaccio: recensione del nuovo film della Disney

Ricordiamo tra i prossimi live action Disney in cantiere, figurano il sopracitato Cruella con Emma Stone, ma anche Pinocchio di Robert Zemeckis, Biancaneve e i sette nani, Bambi e La spada nella roccia.

Di recente è stato annunciato anche il live action di Hercules, il classico d’animazione del 1997, diretto da Ron Clements e John Musker. Il remake vedrà Anthony e Joe Russo, registi di Avengers: Endgame, impegnati in qualità di produttori, mentre Dave Callaham (Wonder Woman 1984) firmerà la sceneggiatura.

Frozen: la co-regista Jennifer Lee voleva uccidere Olaf

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Frozen: la co-regista Jennifer Lee voleva uccidere Olaf

Milioni di famiglie potrebbero non aver mai costruito quel pupazzo di neve, se la prima nota creativa di Frozen fosse stata messa in opera nel film campione di incassi della Disney. Jennfier Lee, chief creative officer di Walt Disney Animation e co-regista di Frozen, ha confessato che l’amato personaggio Olaf – un pupazzo di neve che accompagna i suoi amici umani in un viaggio per salvare la Regina Elsa – era la prima cosa che voleva tagliare dal progetto del 2013 quando è stata coinvolta.

Lee ha ricevuto il Distinguished Storyteller Award dal Los Angeles Press Club domenica sera alla 15a edizione degli Arts and Entertainment Journalism Awards, un onore che le è stato conferito dalla voce dello stesso Olaf, l’attore Josh Gad.

“Josh è Olaf”, ha detto Lee, aggiungendo che non stava parlando metaforicamente. Ha spiegato di essere entrata in Frozen dopo che il progetto era già in fase di sviluppo. Dopo aver visto un primo taglio, Lee ha confessato che “La mia prima nota è stata ‘uccidi il pupazzo di neve'”.

Fortunatamente, un animatore “subdolo” dello staff aveva elaborato una sceneggiatura di tre pagine pensando a Josh Gad che aveva impressionato i cineasti con un’apparizione televisiva a tarda notte. Lee lo trovava irresistibile, e il resto è storia al botteghino.

Frozen avrebbe vinto due Academy Awards e incassato oltre 1,2 miliardi di dollari al botteghino mondiale. Nel suo discorso, in cui ha riconosciuto i colleghi premiati del L.A. Press Club come Ryan Seacrest e il miliardario dei media Byron Allen, ha detto a Gad che non vedeva l’ora di vivere molte altre avventure creative insieme. “E no“, ha detto alla platea dei giornalisti, “questo non è un annuncio“.

Frozen: Josh Gad parla della possibilità di un terzo film

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Frozen: Josh Gad parla della possibilità di un terzo film

Ci sono voluti circa sei anni prima che Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle vedesse finalmente la luce, e probabilmente bisognerà attendere lo stesso arco di tempo per vedere un ipotetico terzo capitolo del popolare e amatissimo franchise Disney. Nonostante non abbia avuto lo stesso impatto “culturale” del primo film, Frozen 2 è stato comunque un enorme successo, sia di critica che di pubblico, superando in termini di incassi il precedessore e diventando il film d’animazione più visto nella storia.

Un terzo capitolo dedicato alle avventure di Elsa e Anna sembrerebbe scontato, eppure i Walt Disney Studios non hanno ancora ufficializzato nulla. In una recente intervista con Pop Culture, è stato Josh Gad – voce di Olaf nella versione originale dei film – a parlare della possibilità di un nuovo episodio, specificando che probabilmente un nuovo film del franchise vedrà la luce soltanto quando ci sarà una storia abbastanza forte e convincente da raccontare, stesso ragionamento che ha portato allo sviluppo e alla realizzazione di Frozen 2

“Non so quando ci sarà un Frozen III”, ha spiegato Gad. “Voglio dire, il patto in genere è questo: Frozen II non era Frozen II fino a quando non c’è stata una ragione che potesse giustificarne l’esistenza. Ecco perché non so se e quando ci sarà un Frozen III. Sono discussioni che vanno al di là di ciò che posso o non posso sapere. Ad ogni modo, quello che posso dire è: c’è stata l’opportunità di riportare sullo schermo quei personaggi, e con loro un nuovo senso di ispirazione e speranza. Ecco perché io e la Disney abbiamo collaborato per i corti di Olaf. Così la saga di Frozen è andata avanti, anche se non necessariamente attraverso un terzo film.”

Quanto tempo i fan dovranno attendere prima di vedere Frozen 3? Per Josh Gad tutto dipenderà dalla storia…

L’attore ha poi aggiunto: “Ad ogni modo, vedremo! Se ci sarà una storia che varrà la pena raccontare, sono certo che Jennifer Lee e l’incredibile team della Disney Animation la racconteranno un giorno”. Per adesso, dunque, non sembra esserci un Frozen 3 in sviluppo. Le parole di Josh Gad, comunque, fanno ipotizzare che potrebbe volerci soltanto più tempo del previsto prima che gli amatissimi personaggi di Elsa, Anna, Olaf e Kristoff ritornino sullo schermo.

In Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle, diretto da Jennifer Lee e Chris Buck, Elsa parte insieme ad Anna, Kristoff, Olaf e Sven per un viaggio pericoloso ma straordinario verso l’ignoto oltre Arendelle per scoprire una verità nascosta sul suo passato. Le risposte che cerca, però, metteranno in pericolo il suo regno e, se in passato Elsa temeva che i suoi poteri fossero troppo grandi per essere accettati dal mondo, ora dovrà sperare che siano abbastanza forti per salvarlo. Il film è uscito nelle nostre sale il 27 novembre 2019 ed è disponibile dallo scorso aprile in home video.

Frozen: Jennifer Lee, Robert Lopez e Kristen Anderson-Lopez nel musical teatrale

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Disney Frozen Once Upon a time elsaIl noto sito americano Entertainment Weekly, ha diffuso nuovi aggiornamenti su Frozen, la versione teatrale che presto approderà a Brodway nel 2017, che avrà gli autori delle canzoni originali del film, Robert Lopez e Kristen Anderson-Lopez. La coppia delle meraviglie prenderà parte al progetto, componendo l’intera partitura dello spettacolo.

A dirigere questa versione teatrale invece ci sarà Alex Timbers, regista nominato ai Tony, il più ambito riconoscimento teatrale. Jennifer Lee, regista del film invece, prenderà parte all’opera mettendo mano al libretto, l’equivalente della sceneggiatura al cinema.

Frozen: Jennifer Lee chiede scusa per le canzoni

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Frozen: Jennifer Lee chiede scusa per le canzoni

L’anno scorso di questi tempi il film della Disney Frozen macinava milioni di dollari in tutto il mondo e oggi a distanza di un anno torna a parlare la regista, co-regista Jennifer Lee che ha sorpresa si scusa per le canzoni, raccontando un particolare divertente:

LEGGI ANCHE: Frozen: il sequel già in lavorazione?

“Un anno fa incontravo persone che, quando scoprivano chi ero, mi dicevano: ‘Oh, amiamo le canzoni del film! Le cantiamo tutto il tempo!’ Ora dicono qualcosa come: ‘Sì, stiamo ancora ascoltando quelle canzoni’. Sono passata da rispondere ‘Grazie’ a ‘Mi dispiace’.

Frozen: ecco come sarebbe stato con l’animazione tradizionale

Ovviamente la regista ironizza sul successo del film e delle canzoni ma c’è stato un momento in cui ognuno di noi ha pensato “Ok, adesso basta”.

FFrozen Il regno di ghiacciorozen il regno di ghiaccio è uscito in home video il prossimo 9 aprile.

Diretto da Chris Buck (Tarzan, Surf’s Up) e Jennifer Lee (sceneggiatrice di Ralph Spaccatutto), autrice anche della sceneggiatura, e prodotto da Peter Del Vecho (Winnie the Pooh, La principessa e il ranocchioFrozen Il regno di ghiaccio ha vinto un Golden Globes® 2013 come Miglior film d’animazione, ed è stato il primo film prodotto da Walt Disney Animation Studios a vincere il premio Oscar per il miglior film d’animazione e per la migliore canzone originale Let it Go.

Ispirato alla fiaba di Hans Christian Andersen “La regina delle nevi” (pubblicata per la prima volta nel 1845), Frozen – Il regno di ghiaccio trasporta grandi e piccini in un’epica avventura ricca di magia, divertimento e musica.

Frozen: il sequel già in lavorazione?

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Frozen: il sequel già in lavorazione?

Frozen Il regno di ghiaccio

Sicuramente uno dei film d’animazione più apprezzati degli ultimi anni, numero uno per incassi nella sua categoria ( 1.274 milioni dollari guadagnati al botteghino in tutto il mondo), Frozen si è rivelato il film d’animazione Disney più premiato e di maggior successo commerciale. Non c’è da stupirsi dunque, che la casa di Topolino sia pronta ad un sequel.

La voce è stata lanciata da Idina Menzel (Elsa). Se la Disney non ha infatti detto nulla al momento circa la possibilità di un secondo film, l’attrice potrebbe essersi fatta scappare la notizia durante un’intervista. Sappiamo infatti che, per la prossima primavera, è prevista l’uscita del cortometraggio Frozen Fever. La Menzel ha però dichiarato che sono più di uno i progetti su Frozen in cantiere. Tutto lascia quindi pensare che un sequel sia già in sviluppo. Soprattutto stando alle parole dell’interprete di Elsa:

sono  in lavorazione! E si, sono sotto contratto… non per lo show, non so nulla su quello, ma per il film, si. Almeno lo spero, vedremo.

Walt Disney Animation Studios ha attualmente un film ancora senza titolo prevista per novembre 2018, staremo a vedere se questo film anonimo sarà appunto il sequel del pluripremiato Frozen.

Diretto da Chris Buck (Tarzan, Surf’s Up) e Jennifer Lee (sceneggiatrice di Ralph Spaccatutto), autrice anche della sceneggiatura, e prodotto da Peter Del Vecho (Winnie the Pooh, La principessa e il ranocchioFrozen Il regno di ghiaccio ha vinto un Golden Globes® 2013 come Miglior film d’animazione, ed è stato il primo film prodotto da Walt Disney Animation Studios a vincere il premio Oscar per il miglior film d’animazione e per la migliore canzone originale Let it Go.

Ispirato alla fiaba di Hans Christian Andersen “La regina delle nevi” (pubblicata per la prima volta nel 1845), Frozen – Il regno di ghiaccio trasporta grandi e piccini in un’epica avventura ricca di magia, divertimento e musica.

Fonte: comingsoon.net

Frozen: il merchandising è sold out, i genitori impazziscono

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Frozen: il merchandising è sold out, i genitori impazziscono

Nonostante siano stati entrambi due successi al botteghino, il merchandising relativo a La principessa e il ranocchio e Ribelle – The Brave non è andato così a ruba come la Disney sperava. Così, per non avere nuovamente problemi di merce invenduta, la grande company ha pensato bene di distribuire sul mercato una quantità ragionevole di giocattoli relativi a Frozen.

Il problema è che Frozen è diventato il film d’animazione con il più grande incasso nella storia del cinema; adesso, quindi, i piccoli fan si sono ritrovati senza il merchandising del tanto amato cartone, con genitori incapaci di poter esaudire i desideri dei loro figli.

Così, dopo che i negozi Disney avevano dichiarato sold out il materiale in questione, le famiglie hanno cominciato a prendere d’assalto siti come Ebay e Amazon, arrivando a pagare cifre esorbitanti pur di accontentare i loro figli. Ma c’è di peggio…

Sembra, infatti, che tali genitori abbiamo messo in atto una vera e propria battaglia contro la Disney, invadendo i vari store privi dei sopracitati giocattoli. Un commesso di Disney Store ha dichiarato: “I genitori sono arrivati anche a scontrarsi fisicamente. I bambini piangono, ma sono i genitori il vero problema. Non hanno vergogna, e danno tutta la colpa a noi. Non possiamo far apparire magicamente i giocattoli dal nulla…”.

Il lato assurdo della vicenda è che, come affermato da coloro che lavorano per la nota catena di prodotti Disney, questi genitori credono fermamente di comprare l’amore dei loro figli attraverso questi giocattoli. Ad ogni modo, dovranno aspettare un bel po’ prima di poter soddisfare le esigenze dei loro bambini, in quanto la Disney ha affermato che prima di Agosto i prodotti non saranno nuovamente disponibili sul mercato.

Fonte: Worstpreviews