Il regista Danny
Boyle rivela che sta lavorando ad un terzo film di
28 giorni dopo con lo sceneggiatore Alex
Garland. Uscito nel 2002, il film originale di
Boyle e Garland restituì una nuova vita allo
zombie movie e divenne un successo con $ 82 milioni al botteghino
globale contro un modesto budget di soli $ 8 milioni. Il film ha
ottenuto grande successo anche presso la critica e detiene una
percentuale di 86 % su Rotten Tomatoes.
Dopo il successo, il film è stato
oggetto di un sequel nel corso del 2007, 28 settimane
dopo, con Juan Carlos Fresnadillo che ha
firmato la regia. Il film non è stato un grande successo al
botteghino, con soli $ 64 milioni incassati in tutto il mondo, è
stato apprezzato dalla critica. Anche se il genere zombie potrebbe
non essere così caldo come lo è stato in passato, molti fan
continuano a reclamare un terzo episodio della serie che Boyle
iniziato quasi due decenni fa.
Ora sembra che ci siano buone
notizie per i fan che sperano in un terzo film di 28 giorni
dopo. Parlando con Independent, Boyle ha
rivelato che sta effettivamente lavorando a un’altra storia con
Garland, e pensa che la loro idea per un terzo film sia
solida. “Alex Garland ed io abbiamo una splendida idea per
la terza parte, è abbastanza buona, il film originale ha portato ad
un nuovo risveglio del genere zombi. Alex si sta concentrando a
dirigere e a fare i propri lavori in questo momento, quindi è
davvero tutto in sospeso, ma non si può mai sapere.”
Noto per aver diretto gli acclamati
film di fantascienza Ex Machina e
Annientamento, Garland ha in effetti un grande
progetto, Devs, una serie TV che è stata ripresa
da FX e che sarà presentata in anteprima nel 2019. Da parte sua,
Boyle si sta occupando della promozione di
Yesterday, la sua commedia musicale ispirata ai
Beatles e in uscita a settembre in Italia.
Il
futuro della saga di 28
anni dopo sembra essere salvo.
Dopo settimane di dubbi legati ai risultati deludenti al box
office di 28 anni
dopo: Il Tempio
delle Ossa (leggi
qui la recensione), un nuovo indizio arrivato direttamente dal
protagonista Alfie
Williams lascia intendere che il terzo capitolo della
trilogia sia ufficialmente in movimento. L’attore ha condiviso su Instagram alcune
immagini del suo allenamento con arco e frecce accompagnate dalla
frase: “It’s Great to be Back!”, facendo immediatamente pensare
all’inizio della preparazione per il nuovo film.
L’indiscrezione assume peso perché il finale di Il Tempio delle Ossa era stato
costruito chiaramente come un ponte verso un ultimo capitolo. Nel
sequel, Spike — interpretato proprio da Williams — proseguiva il suo viaggio nel
continente insieme a Kellie (Erin Kellyman), mentre il ritorno di Jim, il
personaggio storico interpretato da Cillian
Murphy, apriva definitivamente la strada a una
chiusura della saga. Già a dicembre 2025 era emersa la notizia che
Alex Garland
stesse lavorando alla sceneggiatura del terzo film, con Murphy in
trattative per tornare in un ruolo centrale.
La conferma implicita dell’avvio del progetto è significativa
soprattutto perché Il
Tempio delle Ossa aveva incassato circa 58 milioni di
dollari a fronte di un budget superiore ai 60 milioni, numeri molto
inferiori rispetto al successo del primo 28 anni dopo, che aveva superato i 150
milioni globali. Eppure Sony sembra intenzionata a portare comunque
a termine il piano creativo costruito da Danny Boyle e Garland, probabilmente anche
grazie all’ottima accoglienza critica del sequel, che ha ottenuto
recensioni nettamente migliori rispetto al precedente capitolo.
Il ritorno di Jim può finalmente
unire tutta la timeline della saga
Il terzo film avrà ora il compito di ricucire i diversi frammenti
narrativi lasciati aperti dalla saga iniziata con
28 giorni
dopo nel 2002. Il ritorno di Jim alla fine di
Il Tempio delle
Ossa non rappresenta soltanto un cameo nostalgico: il
personaggio sembra destinato a diventare il centro emotivo
dell’ultimo capitolo, soprattutto dopo la lunga assenza nei film
successivi.
La situazione di Spike, ormai separato definitivamente dalla
comunità isolana in cui era cresciuto, potrebbe diventare il vero
cuore della storia. Il personaggio ha progressivamente assunto il
ruolo di erede spirituale di Jim, attraversando un mondo
post-apocalittico sempre più frammentato e ambiguo. Restano inoltre
aperti numerosi interrogativi: che fine ha fatto Selena, il
personaggio interpretato da Naomie Harris? E quale sarà il ruolo di Sam, la
figlia di Jim introdotta nei nuovi capitoli?
Anche il recupero di Samson, guarito dal Rage Virus grazie al Dr.
Ian Kelson (Ralph Fiennes), potrebbe cambiare
radicalmente la direzione narrativa della saga. L’idea che il virus
possa essere controllato o persino curato introduce infatti un
elemento nuovo nell’universo creato da Boyle e Garland: la
possibilità che il vero conflitto non sia più soltanto la
sopravvivenza, ma la ridefinizione stessa dell’umanità dopo decenni
di contagio.
Il mese scorso si è tenuta la prima
proiezione di prova di 28 anni dopo: The Bone Temple di Nia
DaCosta, e le prime reazioni suggeriscono che potremmo
trovarci di fronte a qualcosa di sorprendentemente forte. I
resoconti del pubblico indicano che durante il film ci sono stati
diversi applausi. Uno spettatore che aveva amato il primo film
(qui la nostra recensione) ha
detto: “Pensavo che la prima parte fosse eccezionale, ma questa
l’ha superata”.
Jack O’Connell, reduce da I
Peccatori, è già stato candidato come “miglior cattivo
dell’anno” e la dinamica centrale è essenzialmente un duello tra
O’Connell e il custode delle ossa interpretato da Ralph Fiennes, il dottor Ian Kelson, che ha un
ruolo più importante rispetto al primo film e offre una performance
“ancora migliore”. La sceneggiatura, scritta da Alex
Garland, è descritta come “impressionante”, in particolare
il terzo atto, che secondo quanto riferito ha suscitato una
reazione fortemente positiva da parte dei partecipanti quando la
narrazione ha preso una svolta audace.
Un insider ha lasciato intendere che
c’è una sequenza nell’atto finale di cui si parlerà per gran parte
del 2026. Dal punto di vista cinematografico, è stato detto che il
sequel adotta un approccio più tradizionale rispetto al suo
predecessore. A differenza del primo film, non ci sono prove che
iPhone o telecamere portatili abbiano dominato la produzione; al
contrario, DaCosta avrebbe abbracciato uno stile di ripresa più
classico.
Come noto, se 28 anni dopo: The Bone Temple – in uscita a
gennaio 2026 – avrà il giusto successo in termini economici, ciò
permetterà la realizzazione del terzo capitolo, che sarà nuovamente
diretto da Danny Boyle e vedrà il
ritorno di Cillian Murphycome protagonista
a tutti gli effetti. Se queste prime reazioni al secondo
capitolo saranno confermate, il sequel avrà la possibilità di
riscattare il franchise agli occhi di quei fan delusi dal primo
film, ma anche di convincere potenzialmente la Sony a impegnarsi
nel capitolo finale della trilogia.
28 anni dopo: The Bone Temple arriverà sul
grande schermo il 16 gennaio 2026 e in attesa di un trailer che
dovrebbe essere diffuso nelle prossime ore, delle prime immagini
hanno rivelato alcuni dettagli di cosa ci aspetta nel prossimo
capitolo. Diretto da Nia DaCosta e scritto da
Alex Garland, il sequel del film di successo del
2025, 28 anni
dopo (qui
la nostra recensione), sarà il quarto capitolo della serie
cinematografica (considerando anche 28 settimane
dopo).
Girato subito dopo il suo
predecessore, 28 anni dopo: The Bone Temple
riprenderà gli eventi del film precedente, che ha incassato 150,4
milioni di dollari in tutto il mondo e ha visto protagonisti nomi
come Alfie Williams, Aaron Taylor-Johnson, Jodie Comer e Ralph Fiennes. Tuttavia, è stato anche
annunciato in precedenza che Bone Temple vedrà il ritorno
– nel finale – di Cillian Murphy, che riprende il ruolo di Jim
da 28 giorni dopo.
Ora, tornando al film, tramite
Rolling Stone, la Columbia Pictures ha rivelato diverse immagini in
anteprima di 28 anni dopo: The Bone Temple,
offrendo un primo assaggio ufficiale del film. Le immagini
(le si può vedere qui) mostrano
il dottor Kelson, interpretato da Fiennes, che cammina verso la
telecamera, Sir Jimmy Crystal, interpretato da Jack O’Connell, in piedi tra i suoi seguaci, e
Chi Lewis-Parry nei panni di Samson, portatore Alpha del virus, in
un fiume.
Nia DaCosta rivela cosa aspettarsi da 28 anni dopo: The
Bone Temple
Parlando con Rolling Stone, la
regista DaCosta ha rivelato come voleva separare 28 anni
dopo: The Bone Temple dai suoi predecessori, affermando:
“La mia grande proposta quando ho parlato con i produttori, tra
cui Danny e Alex, prima di entrare nel progetto, è stata: ‘Lo
renderò mio. Non cercherò di fare un film di Danny Boyle’. Perché è
impossibile farlo”.
Descrivendo come 28 anni
dopo: The Bone Temple sia il seguito del film horror di
successo del 2025, DaCosta rivela che il giovane Spike è il filo
conduttore tra i due film, costretto a unirsi alla setta di Jimmy,
pronta a scontrarsi con il dottor Kelson. Inoltre, secondo DaCosta,
la storia del dottor Kelson e la dinamica generale con Samson
saranno ulteriormente approfondite, poiché costituiscono “una
parte importante del film”.
Anche O’Connell, nel corso
dell’intervista con Rolling Stones, ha aggiunto il suo contributo
sul film, definendolo “il cugino strano e squilibrato di 28
anni dopo”. Egli anticipa anche che “non credo che gli
infetti siano puramente antagonisti nel nostro film. Sicuramente vi
farà riflettere su questo”, prima di aggiungere che il suo
personaggio intraprende “un viaggio di contorta allegria”.
O’Connell anticipa inoltre che “il trailer riesce davvero bene
a trasmettere un’atmosfera e uno stato d’animo senza alludere
troppo alla trama”, aggiungendo poi che il film nel suo
complesso “va lontano, amico”.
28 anni dopo: The Bone
Temple sembra dunque voler espandere il franchise in modo
significativo, non solo in termini di dimensioni, ma anche di tono
e filosofia. Con Nia DaCosta che ha preso il posto
di Danny Boyle alla regia e Alex
Garland che continua a guidare la storia, la serie si sta
evolvendo in qualcosa di più ambizioso e ricco dal punto di vista
tematico, approfondendo le strutture formatesi all’indomani del
virus.
L’attenzione a personaggi come il
dottor Kelson e Sir Jimmy Crystal introduce due visioni molto
diverse della sopravvivenza: una clinica e ossessionata dal
controllo, l’altra caotica e settaria. Nel frattempo, Spike funge
da ponte emotivo e narrativo tra i film, radicando la storia man
mano che diventa più strana, più oscura e più imprevedibile.
Tuttavia, è interessante notare che non si fa ancora menzione di
Cillian Murphy.
28 Anni Dopo: The Bone Temple è l’attesissimo
sequel di 28 Years Later del 2025, ed ecco tutto ciò che
sappiamo sul film in uscita, compreso il cast, la trama, la data di
uscita e altro ancora. I fan di 28 Days Later e 28 Weeks
Later hanno dovuto aspettare anni per un altro sequel, dato che
il franchise era inattivo dal 2007. Tuttavia, quando finalmente è
arrivata la notizia di un sequel, è stato un grande evento. 28
Years Later del 2025 è in realtà l’inizio di una nuova
trilogia, con 28 Years Later: The Bone Temple che sarà il
secondo capitolo di questa nuova saga.
28 Anni Dopo: The Bone Temple
colmerà il divario tra 28 Years Later e il terzo film,
ancora senza titolo. Poiché 28 Years Later è uscito solo nel
giugno 2025, al momento della stesura di questo articolo si sa
ancora molto poco sul sequel. Tuttavia, il regista Danny Boyle, lo
sceneggiatore Alex Garland e altri membri del team della nuova
trilogia hanno già fornito alcuni indizi sulla produzione del film.
Ecco quindi tutto quello che c’è da sapere su 28 Anni Dopo: The
Bone Temple e il futuro del franchise28 Days
Later.
Le ultime notizie su 28 Anni
Dopo: The Bone Temple
Cillian Murphy arriva alla 76ª edizione dei
Directors Guild Of America (DGA) Awards. Foto di Image Press Agency
via Depositphotos.com
Cillian Murphy tornerà
ufficialmente nei panni di Jim
Il regista di 28 Years Later,
Danny Boyle, ha recentemente rivelato una notizia importante:
Cillian Murphy apparirà in 28 Years Later: The Bone Temple.
Cillian Murphy ha interpretato Jim, il protagonista di 28
Days Later, anche se il destino ambiguo del personaggio e la
sua assenza in 28 Weeks Later hanno lasciato in dubbio la
possibilità di un suo ritorno. Fortunatamente, Danny Boyle ha già
rivelato che Jim apparirà in qualche momento del secondo film,
sperando che la partecipazione di Cillian Murphy al terzo film di
28 Years Later aiuti a finanziarlo.
Un altro dettaglio importante sul
film in uscita è che 28 Years Later – The Bone Temple è già
stato girato. Il sequel e il suo predecessore sono stati girati uno
dopo l’altro, con le riprese di 28 Years Later – The Bone
Temple iniziate il 19 agosto 2024. Pertanto, i fan non
dovranno aspettare molto dopo l’uscita di 28 Years Later per
vedere il suo successore arrivare nei cinema.
28 Years Later: The Bone Temple
– Conferma
28 Years Later: The Bone
Temple è stato confermato già da tempo, dato che il regista
Danny Boyle e lo sceneggiatore Alex Garland parlavano della
trilogia 28 Years Later già prima dell’uscita del film del
2025. Ora che le riprese di 28 Years Later: The Bone Temple
sono terminate, il film è molto probabilmente in fase di
post-produzione. Trattandosi di un film di zombie di grande
successo, ci sarà probabilmente molto lavoro di montaggio e di
effetti speciali da fare per dare vita al mondo della Zona di
Isolamento Incondizionato.
È interessante notare che Danny
Boyle non sarà il regista di 28 Years Later: The Bone
Temple. Al suo posto, Candyman e The Marvels
la regista Nia DaCosta prenderà le redini da Boyle per il
secondo film, dirigendo 28 Years Later: The Bone Temple.
Sebbene non sia stato rivelato il
motivo per cui Danny Boyle non dirigerà il secondo film, alcuni
hanno ipotizzato che la causa potrebbe essere la ripresa di due
film consecutivi o la sua concentrazione sul terzo film di 28 Years
Later. Alex Garland è tornato a scrivere 28 Years Later: The Bone
Temple, mentre Danny Boyle produrrà il sequel.
Data di uscita di 28 Anni
Dopo: The Bone Temple
Il film uscirà meno di un anno
dopo 28 Years Later
Sony Pictures Releasing ha
attualmente in programma l’uscita di 28 Anni Dopo: The Bone
Temple per il16 gennaio 2026. Ciò significa
che ci sarà meno di un anno tra l’uscita di 28 Years Later e
il suo successore. Questo rapido turnaround è senza dubbio una
notizia entusiasmante per i fan, poiché
la fine di 28 Years Later li lascerà sicuramente con la
voglia di vedere ancora. Le date di ripresa consecutive sono un
fattore chiave che ha permesso a 28 Years Later: The Bone
Temple di uscire così presto, poiché il sequel non deve
aspettare la risposta al primo film né riunire nuovamente il
cast.
Purtroppo, non è stata ancora
comunicata la data di uscita del terzo film della serie 28 Years
Later. Le riprese di questo sequel non sono ancora iniziate,
essendo ancora nelle prime fasi di sviluppo. Le dichiarazioni di
Danny Boyle sul contributo di Cillian Murphy al finanziamento del
film fanno pensare che il successo dei primi due film della serie
28 Years Later potrebbe influire sull’uscita del terzo film
della trilogia.
Dettagli sul cast di 28 anni
dopo: The Bone Temple
Sono già stati annunciati diversi
membri del cast di 28 anni dopo: The Bone Temple.
Aaron Taylor-Johnson nel ruolo di Jamie,
Jack O’Connell nel ruolo di Sir Jimmy Crystal ed Emma Laird nel
ruolo di Jimmima hanno tutti confermato il loro ritorno. Anche
Cillian Murphy riprenderà il ruolo di Jim da 28 Days Later,
mentre Maura Bird si unirà al cast nel ruolo di Jimmy Jones. È
possibile che altri membri del cast di 28 Years Later: The Bone
Temple vengano rivelati col passare del tempo, poiché
potrebbero essere potenziali spoiler per 28 Years Later.
28 Years Later sarà diretto
da Nia DaCosta e scritto da Alex Garland, che torna dopo il primo
film. Danny Boyle, Alex Garland, Andrew Macdonald, Peter Rice e
Bernie Bellew sono tutti indicati come produttori del film. Il
direttore della fotografia Sean Bobbitt, che ha già lavorato con
Nia DaCosta in The Marvels, è il direttore della fotografia
di 28 Years Later: The Bone Temple. Hildur Guðnadóttir, che
ha composto la colonna sonora di 28 Years Later, tornerà a
comporre la colonna sonora del sequel.
Dettagli sulla trama di 28
anni dopo: The Bone Temple
È la parte centrale di una
trilogia
Sono stati rivelati pochissimi
dettagli sulla trama di 28 Years Later: The Bone Temple. La
trama del sequel dipenderà senza dubbio dal
finale di 28 anni dopo, e ulteriori dettagli saranno
probabilmente rivelati solo dopo l’uscita del primo film. Tuttavia,
Danny Boyle ha già parlato della trama generale della trilogia.
Ecco i suoi commenti:
Alla fine si tratta di tre film,
ognuno dei quali sarà indipendente. Ma ci sarà una storia più
grande da raccontare, basata su una famiglia, e questi due
[indicando Aaron e Jodie] saranno all’origine della famiglia.
Quindi è indipendente dal primo film, ma è sempre la stessa
apocalisse di 28 anni dopo quella vissuta da Cillian Murphy nel
primo film e da Naomie Harris. Ma sono passati 28 anni e non
sappiamo cosa sia successo a loro [Jim e Selena]. Non posso
dirvelo, ma questi due sono dei sostituti più che degni.
Quindi, è chiaro che la storia di
28 anni dopo: The Bone Temple continuerà a seguire la
famiglia protagonista di 28 Years Later. La trama del sequel sarà
in qualche modo collegata a 28 Days Later, spiegando il ritorno di
Cillian Murphy nei panni di Jim. Ci sono molte speculazioni su
questa storia misteriosa e molti fan sono entusiasti di vedere il
seguito della saga del virus della rabbia in 28 anni dopo: The
Bone Temple.
Ambientato quasi trent’anni dopo
gli eventi di 28 giorni dopo, l’attesissimo sequel
28 anni
dopo di Danny Boyle e Alex Garland introduce nuove
versioni degli infetti che si sono evoluti dopo la prima epidemia.
Come nel caso del primo sequel della serie, 28 Weeks Later, 28
anni dopo segue un gruppo di personaggi completamente nuovi e
include un cast stellare con Aaron Taylor-Johnson, Jodie Comer e Ralph Fiennes. Il nuovo film segue una
piccola famiglia che vive in una comunità protetta al largo delle
coste delle Isole Britanniche in quarantena e le loro pericolose e
terrificanti avventure sulla terraferma.
28 Anni Dopo ha già un sequel confermato, ma nonostante
tutti gli spunti per il prossimo capitolo, rimane una storia a sé
stante. Alla
fine di 28 Anni Dopo, la nuova realtà derivante dalla
diffusione e dall’adattamento del virus della rabbia è ormai
pienamente realizzata. Uno dei cambiamenti più significativi
rispetto al film originale è la natura stessa del virus e, di
conseguenza, la natura degli infetti. Il film introduce diverse
varianti degli infetti nervosi e veloci, anche se viene rivelato
molto poco sulle loro origini, il che significa che potrebbero
richiedere qualche spiegazione.
28 anni dopo introduce l’Alpha
degli infetti
Le varianti forti, veloci e
massicce comandano gli altri
Il cambiamento più grande (in senso
letterale e metaforico) nella natura degli infetti in 28 anni
dopoè l’ascesa dell’Alpha, una variante
ultraveloce e ultraforte del tipico infetto. Ci sono diversi
Alfa sulla terraferma, ma tutti condividono le stesse
caratteristiche fisiche. Gli Alfa sembrano in grado di controllare,
o almeno di guidare, le intenzioni degli Infetti nervosi e veloci
dei film originali, che a loro volta sembrano aver sviluppato un
controllo maggiore rispetto a quanto visto in precedenza nella
serie. Gli Alfa sono estremamente resistenti e in grado di
sopportare attacchi che ucciderebbero gli Infetti meno potenti.
Forse la cosa più importante è che
gli Alfa sembrano avere molto più intelletto e autocontrollo
rispetto alla variante più comune. Dirigono la caccia degli
Infetti e sembrano persino prendere trofei dalle vittime sotto
forma di teste strappate con le spine ancora attaccate. Anche se
non è mai stato detto esplicitamente, sembra probabile che, come in
un branco di animali, l’Alfa sia responsabile della maggior parte
della riproduzione che avviene nella popolazione degli Infetti. Per
essere chiari, sono comunque feroci, ma hanno semplicemente più
controllo e intelligenza che completano la loro enorme stazza e
forza.
Spiegazione dei nuovi e più
grandi infetti di 28 anni dopo
Il virus della rabbia ha
prodotto alcune varianti raccapriccianti
Le altre varianti principali degli
infetti introdotte in 28 anni dopo sono chiamate
“Slow Lows” in riferimento al loro modo di muoversi. Gli Slow Lows
sono creature pallide e obese che si muovono principalmente
strisciando sul terreno, sopravvivendo di vermi, insetti e altre
prede basse e facili da catturare. Appare anche una versione
infantile degli Slow Lows, il che indica che sono in grado di
riprodursi o che la trasformazione in Slow Low avviene dopo la
nascita di un infetto. La loro natura lenta li rende più facili da
uccidere, ma sono comunque pericolosi se in gran numero.
28 anni dopo: The Bone
Temple uscirà nelle sale il 26 gennaio 2026.
28 anni dopo
introduce gli Slow Low, gli Alpha e gli Infetti veloci, familiari
ma più coordinati, come nuova realtà delle isole britanniche, ma,
cosa piuttosto sorprendente, non fornisce una spiegazione per la
loro esistenza. È chiaro che il virus della rabbia ha subito una
mutazione nei 28 anni trascorsi da quando è stato diffuso per la
prima volta e ora ha effetti diversi sugli individui. Jamie osserva
che sugli Alfa il virus della rabbia ha agito “come uno steroide”,
rendendoli incredibilmente forti e giganteschi. La risposta vera è
probabilmente di natura scientifica e medica, anche se è possibile
che non ne conosceremo mai i dettagli.
28 anni dopo include
anche una donna incinta infetta
Una delle evoluzioni più
significative degli infetti è la capacità non solo di rimanere
incinte, ma anche di rimanere incinte di un bambino che non ha il
virus della rabbia. Come spiega il dottor Kelson a Spike e Isla,
il bambino era protetto dalla placenta della madre, che non ha
permesso al virus della rabbia di infettarlo nell’utero. Il
bambino riportato a Holy Island non sembra mostrare alcun sintomo
del virus della rabbia, in particolare gli occhi rossi rivelatori,
ma resta da vedere se il virus sia ancora presente nel suo
corpo.
Il fatto che un infetto sia stato
in grado di rimanere incinta è un’indicazione del livello di
controllo che almeno gli Alfa hanno su se stessi. Affinché un
bambino non solo venga concepito, ma anche che la madre riceva
nutrimento sufficiente per sostenere la gravidanza, sembra che gli
Alfa dispongano di un’intelligenza tale da garantire che le infette
incinte vengano accudite. Spike, Isla ed Erik la scoprono mentre
partorisce rinchiusa in un vagone ferroviario sorvegliato dagli
Alfa, quindi la gravidanza sembra essere intenzionale, o almeno ben
accolta.
Come gli infetti di 28 anni
dopo si confrontano con i film precedenti
Gli infetti veloci e nervosi
non sono l’unica minaccia
Gli infetti di 28 giorni
dopo e 28 settimane dopo sono estremamente pericolosi
data la loro velocità e la rapidità con cui l’infezione può
diffondersi. La morte immediata è certamente possibile a seguito di
un attacco da parte di un infetto, ma una trasformazione dovuta al
contagio è l’esito più probabile sulla base di quanto visto nei
film. Gli infetti veloci di 28 anni
dopo non sembrano essere poi così diversi
nell’aspetto o nel comportamento, ma sono chiaramente più
organizzati grazie alla supervisione degli Alfa che li guidano.
Per quanto le varianti veloci siano
pericolose dal punto di vista dello sciame, gli Alfa hanno
completamente cambiato la natura della minaccia degli infetti sulla
terraferma. Gli Alfa sono capaci di pianificare, di essere
pazienti e di riprodursi intenzionalmente, quindi rappresentano una
minaccia molto più significativa rispetto alle loro controparti più
semplici e violente di decenni prima. Potrebbe essere troppo
azzardato credere che gli Alfa siano in grado di sferrare un
attacco coordinato a Holy Island, ma non abbiamo idea di quanto
possano essere intelligenti, e questa è la cosa più spaventosa di
tutte.
L’isola in cui è ambientato 28
anni dopo è un’isola reale situata al largo della costa del
Northumberland, in Inghilterra, chiamata Lindisfarne, conosciuta
anche come Holy Island (come nel film).
Oltre al loro livello di minaccia,
il livello di intelligenza delle nuove varianti degli Infetti li
rende più simpatici. È abbastanza chiaro, basandosi sul finale di
28 anni dopo, che il confine tra gli Infetti che fanno
a pezzi le persone a mani nude e gli scagnozzi di Jimmy Crystal che
fanno a pezzi gli Infetti con le armi sta diventando sempre più
labile. Jamie fa notare a Spike che gli Infetti non hanno mente
grazie al virus della rabbia e quindi non hanno anima. Ora è
incredibilmente chiaro quanto sia sbagliata questa valutazione, e
la riconciliazione di Spike con questo fatto avrà un ruolo
importante nel prossimo film.
Il finale di 28
anni dopo uccide uno dei personaggi più
avvincenti del film in modo straziante ma perfettamente
appropriato, gettando al contempo le basi per numerose potenziali
trame di sequel con una scena finale davvero selvaggia. Terzo
capitolo tanto atteso della saga horror 28, iniziata con
28 giorni dopo nel 2003, 28 anni
dopo rivisita i resti dell’Inghilterra devastata dal virus
della rabbia. Invece di concentrarsi sui personaggi ricorrenti come
Jim, interpretato da Cillian Murphy, 28 anni dopo
sposta l’attenzione su un nuovo gruppo di personaggi: una famiglia
che sta andando in pezzi a causa della malattia che ha colpito la
madre.
28 anni dopo è un film
inquietante e bellissimo che non smette mai di essere avvincente,
anche quando si immerge nel caos sanguinario di un attacco degli
Infetti. Il finale del film funziona perfettamente come culmine del
viaggio di Spike, che lo porta dalla sua prima caccia sulla
terraferma a una decisione fatidica che potrebbe definire il suo
futuro. Lungo il percorso, il film getta molti semi per il prossimo
28 anni dopo: Il Tempio delle Ossa, diretto da Nia
DaCosta. Ecco come finisce 28 anni dopo e come prepara il
terreno per il sequel.
Perché Jimmy appare solo alla fine
di 28 anni dopo
Jimmy Crystal appare nella scena
iniziale da bambino e come misterioso leader nella coda
Jimmy Crystal appare solo
nell’apertura e nella coda di 28 anni dopo, con il suo
personaggio caotico pronto a giocare un ruolo importante nel sequel
in uscita, The Bone Temple. Jimmy viene presentato nella primissima
scena di 28 anni dopo come un bambino nelle Highlands
scozzesi, quando l’epidemia iniziale del virus della rabbia
imperversava in Gran Bretagna. Unico sopravvissuto della sua
famiglia, Jimmy fugge dal caos e non ricompare fino alla scena
finale di 28 anni dopo, ormai adulto, alla guida di una
banda di teppisti vestiti in modo simile sulla terraferma.
Il motivo per cui Jimmy non ha un
ruolo di rilievo in 28 anni dopo è che la storia non
riguarda realmente lui. Sebbene Jimmy sia il personaggio principale
nella sequenza iniziale, il film è molto più radicato nel dramma
familiare che esiste tra Spike, suo padre Jamie e sua madre Isla.
Pertanto, il film è quasi interamente incentrato su questi
personaggi, con Jamie assente per gran parte della seconda metà
della narrazione. Questo conferisce a Jimmy un’aura eccitante e
misteriosa che probabilmente verrà affrontata in The Bone
Temple.
Chi muore in 28 anni
dopo
La morte di Isla è il momento più
emozionante di 28 anni dopo
Alfie Williams, Jodie Comer e Ralph Fiennes camminano attraverso una foresta
di alberi di ossa in 28 anni dopo. Ci sono molte morti in
28 anni dopo, ma quasi tutte le vittime sono personaggi
senza nome o persone che sono state infettate dal virus della
rabbia. In tutto il film, ci sono solo due morti degne di nota. La
prima è quella di Erik, il soldato svedese della NATO che si
ritrova bloccato e solo sulla terraferma dopo che la sua barca è
affondata al largo della costa e gli infetti hanno massacrato il
suo plotone. Dopo aver salvato Spike e Isla da un’orda, Erik
viaggia con loro per un po’, ma sta per sparare al bambino non
infetto prima di essere catturato e decapitato dall’Alpha
soprannominato “Samson”.
La morte più importante nel film è
quella di Isla. La madre di Spike si mostra malata fin dalla sua
prima scena, con frequenti emorragie nasali e difficoltà a rimanere
lucida. Quando Spike e Isla trovano il dottor Kelson, questi è in
grado di diagnosticare che lei ha il cancro e che è già in fase
terminale. Desiderando morire in pace, Isla permette a Kelson di
drogare Spike per impedirgli di interferire e abbraccia suo figlio
un’ultima volta prima di allontanarsi con Kelson per essere
sottoposta a eutanasia senza dolore. Sia lei che Erik vengono poi
aggiunti alle statue di ossa di Kelson.
Alpha e il bambino non infetto di
28 anni dopo spiegati
Le nuove varianti del virus della
rabbia cambiano il futuro del franchise. Un infetto che ruggisce in
28 anni dopo
28 anni dopo apporta
alcune importanti novità alla trama dell’universo di 28 Days Later,
mostrando come il virus della rabbia si sia evoluto in quasi
trent’anni. Tra queste novità c’è la scoperta di nuovi ceppi di
infetti, che reagiscono alla malattia in modo diverso. Alcuni
diventano gonfi, incapaci di correre come i loro compagni infetti.
Altri diventano molto più pericolosi a causa di una mutazione
specifica, descritta da Jamie come “infetti sotto steroidi”.
Soprannominati “Alfa”, questo ceppo
di infetti acquisisce un enorme aumento di forza, velocità e
resistenza rispetto alla maggior parte degli infetti. Diventano più
alti, hanno muscoli più grandi e sono generalmente in grado di
superare il tipo di ferite che mettono fuori combattimento gli
altri. Sebbene non siano immortali (come dimostrato dall’Alfa che
viene abbattuto nel momento culminante della prima caccia di Spike)
e possano persino essere storditi dal giusto cocktail chimico, sono
molto difficili da uccidere. Gli Alfa conservano anche più
intelligenza rispetto alla maggior parte degli Infetti, oltre alla
crudele abitudine di collezionare le teste delle loro vittime.
La più grande novità nella trama di
28 anni dopo è la scoperta che una donna infetta può dare
alla luce un bambino che non ha il virus della rabbia. Mentre
cercano Kelson, Spike e Isla scoprono una donna infetta incinta che
non li attacca mentre partorisce. Isla aiuta a garantire che la
bambina nasca sana e salva, e lei e Spike salvano la bambina da
Erik e poi dal suo padre biologico, l’Alfa noto come Samson.
Secondo Kelson, sembra che la placenta sia stata in grado di
proteggere la bambina mentre era nell’utero, assicurando che non
fosse infettata dal virus della rabbia.
Lo scopo dei templi di ossa del
dottor Kelson
Cortesia di Sony Pictures
I monumenti di ossa non sono così
inquietanti come sembrano
Per gran parte di 28 anni
dopo, si sottintende che il dottor Kelson sia una figura
pericolosa. Di lui si parla solo a bassa voce dagli abitanti
dell’isola di Spike, ma è anche l’unico medico conosciuto nelle
vicinanze dell’insediamento. Spike porta Isla da lui per avere una
diagnosi e rimane sorpreso nel trovare un uomo sorprendentemente
allegro. Kelson ha conservato gran parte della sua sanità mentale e
si è adattato ai pericoli della terraferma. È anche colui che sta
costruendo i “templi delle ossa”, che si rivelano essere monumenti
dedicati a tutte le persone che sono morte nel corso degli
anni.
Sebbene Jamie e i suoi compagni
fossero inorriditi dall’approccio disinvolto di Kelson alla
raccolta dei cadaveri, in realtà questo era solo parte del suo
processo di pulizia dei corpi e conservazione delle ossa per
realizzarne il monumento. Il rispetto di Kelson per i caduti è il
motivo per cui costruisce i monumenti. Come Kelson spiega a Spike
dopo la morte di Isla, il medico crede che ricordare la vita sia
importante quanto riconoscere la morte. Le scene di Kelson sono tra
le più emozionanti di 28 anni dopo e svolgono
silenziosamente un ruolo importante nella decisione finale di Spike
di rimanere sulla terraferma.
Cosa rivela 28 anni dopo
sul resto del mondo
Il resto dell’umanità è
sopravvissuto al virus della rabbia grazie a una vera e propria
quarantena sulle isole britanniche
28 anni dopo riprende la
storia decenni dopo gli eventi degli ultimi due film. 28
settimane dopo si concludeva con l’implicazione che il virus
della rabbia fosse arrivato in Francia e potesse diffondersi nel
resto del mondo. Tuttavia, questa ipotesi viene rapidamente
smentita, poiché 28 anni dopo rivela che questa potenziale
seconda epidemia è stata rapidamente debellata. Di conseguenza, il
virus della rabbia è stato contenuto con successo nelle isole
britanniche. Chiunque sia rimasto nel Regno Unito è stato costretto
a cavarsela da solo, con pattuglie NATO regolari posizionate in
tutto il paese per garantire che nessuno entri o fugga.
Queste pattuglie della NATO si
muovono nell’Oceano Atlantico e sono relativamente al sicuro dagli
Infetti. Tuttavia, le navi possono comunque essere affondate, come
Erik e il suo plotone scoprono a loro spese quando la loro nave
urta degli scogli e affonda. Erik offre uno sguardo interessante
sul resto del mondo, che sembra avere cose come Internet, telefoni
cellulari e botox. Sembra che il resto del mondo di 28 Years Later
sia stato in grado di seguire la stessa traiettoria del mondo
reale, solo senza il coinvolgimento del Regno Unito in alcun evento
globale.
Come 28 anni dopo prepara
il sequel, The Bone Temple
Il finale di 28 anni dopo
prepara molte potenziali trame per il sequel in uscita
Il finale di 28 anni dopo
vede Spike sfuggire a “Samson” e salvare Kelson dall’Alpha,
riuscendo infine a tornare a casa. Sebbene porti con sé la bambina
e la lasci crescere nel villaggio (con una nota che specifica che è
stata chiamata così in memoria di Isla), Spike conclude il film
tornando sulla terraferma. Questo prepara Spike a diventare il vero
protagonista della moderna serie 28 Days, seguendo le sue avventure
sulla terraferma. Ci sono molti posti in cui il personaggio
potrebbe andare, specialmente se cerca di portare avanti la
filosofia di Kelson.
Il sequel più ovvio è l’arrivo di
Jimmy e del suo gruppo di seguaci. Descritti come persone
pericolose di cui Jamie e il resto del villaggio dell’isola hanno
imparato a diffidare, l’approccio gioioso alla carneficina che il
gruppo abbraccia suggerisce che potrebbero diventare antagonisti
adatti per il prossimo film,
28 Years Later: Bone Temple. Il film potrebbe anche
approfondire l’evoluzione del virus della rabbia, la risposta della
NATO alla perdita di un plotone sulla terraferma e l’eventuale
sviluppo di tratti unici da parte di Isla, nata da una donna
infetta.
Piuttosto che essere solo una
storia horror su una minaccia mostruosa e la malvagità dell’uomo,
28 anni dopo è rimasto nella memoria per anni perché è
anche un dramma dolorosamente umano sul dolore e la resistenza di
fronte alla tragedia. 28 Years Later ha un nucleo emotivo molto
simile, anche se lo spostamento dell’attenzione dai sopravvissuti a
una famiglia è un modo appropriato per ampliare questi elementi
emotivi. L’arco narrativo di Spike nel film lo vede crescere da
ragazzo a uomo, ma senza perdere la gentilezza che lo
contraddistingue.
Nonostante abbia perso così tanto,
compresa sua madre, Spike impara ad accettare la morte e ad andare
avanti. Non diventa come suo padre, ma continua a fidarsi di lui e
del villaggio abbastanza da proteggere Isla. 28 anni dopo
parla anche dell’importanza di affrontare la morte e ricordare la
vita. Kelson insegna a Spike a non dimenticare mai la morte e a
ricordare sempre la vita. Per questo costruisce monumenti per i
morti che non ha mai conosciuto. È importante, soprattutto in un
mondo cupo come quello di 28 Years Later, conservare la propria
umanità concentrandosi su queste verità.
Dopo quasi tre decenni
dagli eventi di 28 Giorni Dopo, il regista
premio Oscar Danny Boyle
torna nell’universo narrativo che ha ridefinito il genere horror
post-apocalittico con 28 Anni Dopo(28 Years Later), un’opera che mescola
intrattenimento ad altissimo profilo, lucida analisi politica e un
cuore vibrante, sorprendentemente emozionante. Al suo fianco,
ancora una volta, c’è lo sceneggiatore Alex
Garland, con cui Boyle aveva già collaborato per dare vita
al virus della rabbia che ha devastato il Regno Unito sullo
schermo.
Questa nuova iterazione
non è solo un sequel: è il primo capitolo di una nuova trilogia
(il
secondo film è già stato girato!), e al tempo stesso una
riflessione profonda sui traumi collettivi del nostro presente. Il
film, prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures, è
al cinema dal 18 giugno con un cast stellare che include Jodie Comer, Aaron Taylor-Johnson, Jack O’Connell,
l’esordiente Alfie Williams e un sempre straordinario Ralph Fiennes.
La trama di 28
anni dopo: una nuova isola, una nuova missione
La storia ci porta su una
piccola isola, una specie di fortezza, collegata alla terraferma da
una singola e fortemente sorvegliata strada rialzata che è
percorribile solo con la bassa marea. In questo microcosmo
sopravvive una comunità isolata, braccata dal ricordo del passato e
dal timore costante di ciò che vive oltre il confine. Il virus
della rabbia, infatti, continua a infestare il continente e ha
trasformato gli esseri umani in creature rabbiose, predatori
instancabili. L’uomo si è adattato a vivere in comunità che
ripropongono lo stile di vita degli anni ’50, promuovendo un
machismo che diventa simbolo di forza e quindi maggiore possibilità
di sopravvivenza, mentre i ruoli di genere vengono rigorosamente
rispettati e incoraggiati seguendo un’aspirazione anacronistica. Ma
se le persone sane hanno trovato questo modo di sopravvivere, anche
gli infetti si sono adattati, non muoiono più di fame, ma si
organizzano in gruppi, cacciano, sono veloci e aggressivi e ogni
branco/tribù è capeggiato da un alpha, un esemplare maschio
particolarmente aggressivo e pericoloso. In questo mondo allo
sbaraglio, il piccolo Spike imparerà il valore della morte e quello
dell’amore.
Cortesia di Sony Pictures
La speranza è
giovane
È la coraggiosa decisione
di Spike a cambiare la sorte del film, a modellarne il genere e a
dare inizio al più classico dei viaggi di formazione. La sua
esplorazione si trasforma in una parabola generazionale, dove il
protagonista diventa un punto di rottura rispetto all’immobilismo
della sua comunità. Incontrerà segreti sepolti, testimonianze del
passato e nuovi modi di vivere, umanità e bestialità, speranza e
disperazione, e di volta in volta imparerà a forgiare il proprio
destino attraverso gli avvenimenti.
Un film profondamente
politico
Boyle dirige con mano
ferma, consapevole della tradizione visiva e concettuale da cui
proviene, ma anche intenzionato a spingersi oltre. Se 28 Giorni
Dopo era un film sulla sopravvivenza, 28 Anni Dopo è un
film sull’eredità. L’eredità dei traumi pandemici, delle divisioni
politiche, della Brexit, del lockdown, della paura, ma anche
dell’adattabilità che l’uomo ha dimostrato a questi grandi
stravolgimenti. Il film parla direttamente a chi ha vissuto gli
ultimi cinque anni in un mondo che sembrava collassare e ora fatica
a ritrovarsi. Una fotografia precisa di quello che stiamo vivendo,
un occhio lucido e all’erta su quali sono i pericoli che
l’isolamento contemporaneo genera. 28 anni dopo è un’esperienza
profondamente politica, ma mai predicatrice: la sua forza sta nel
mostrare, non nel dire. E ovviamente come mostra Boyle,
nessuno.
Estetica digitale e tensione di
altissimo livello
Il regista premio Oscar
sfrutta a suo beneficio la tecnologia leggera, per portare lo
spettatore dentro la storia. Sporca le panoramiche, fa tremare le
riprese dall’alto, mostra la meraviglia e il terrore nei confronti
di una natura splendida e insidiosa con uno stile serrato e
vibrante che usa al meglio il digitale e si fa erede di quel 28
giorni dopo che era stata la prima distribuzione worldwide in
digitale.
L’occhio di Boyle è
dinamico ma calibrato, capace di alternare momenti di pura
adrenalina a scene di profondo silenzio e tensione emotiva. Il
montaggio è teso, serrato, mai gratuito. Ogni inquadratura serve a
costruire una narrazione che è tanto viscerale quanto simbolica. La
colonna sonora, come da tradizione boyliana, è di altissimo
livello: atmosfere elettroniche e orchestrali si fondono per
accompagnare lo spettatore in un viaggio disturbante ma
affascinante, capace di evocare le emozioni più disparate nell’arco
di pochi minuti.
Un cast in stato di
grazia
Ben noto per aver
lanciato le carriere di alcuni degli interpreti più interessanti
del panorama contemporaneo, Danny Boyle affida la sua storia a dei
volti molto noti e amati del cinema:
Jodie Comer offre una performance intensa e
stratificata,
Aaron Taylor-Johnson esplode sullo schermo nel suo
ruolo patriarcale e violento ma inadeguato di fronte al nuovo,
Jack O’Connell, in un ruolo che sarà sviluppato
nei prossimi film, si conferma un attore trasformista, capace di
meraviglie. Ma è il giovane Alfie Williams a
sorprendere: il suo personaggio è il cuore del film, un simbolo
fragile ma determinato che incarna la possibilità di un futuro
diverso. Infine, completa il cast in un ruolo enigmatico e potente,
Ralph Fiennes, che aggiunge profondità e un
macabro lirismo alla narrazione.
Cortesia di Sony Pictures
La scrittura
chirurgica di Alex Garland
La sceneggiatura di
Alex Garland è chirurgica: mai dispersiva, sempre
centrata, capace di equilibrare azione e introspezione. I dialoghi
sono misurati, carichi di significato anche nei silenzi. Il mondo
di 28 Anni Dopo è costruito con coerenza, ma anche con una
vena poetica che emerge nei contrasti tra la brutalità del contesto
e l’umanità dei protagonisti.
Nonostante un finale che
prelude chiaramente a un secondo capitolo più oscuro, Boyle non
rinuncia alla speranza. E lo fa senza retorica: la fiammella della
possibilità resiste, incastonata in un mondo che ha perso tutto ma
forse può ancora trovare qualcosa di nuovo. Non è la solita storia
apocalittica: è una riflessione sul nostro tempo, travestita da
film di genere che riesce a essere anche di grande
intrattenimento.
28 Anni
Dopo è un grande ritorno. Non solo per la qualità
tecnica e la forza narrativa, ma per la capacità di parlare al
presente, anche attraverso il filtro di un futuro distopico. Boyle
ha confezionato un’opera potente, e per un attimo
consolatoria, ci ricorda che la speranza può sopravvivere. Anche se
non a lungo.
Come riportato da Variety, la regista Nia
DaCosta è in trattative per dirigere la seconda parte
dell’imminente trilogia di 28 anni
dopo di Danny Boyle e
Alex Garland. DaCosta, ad oggi, ha diretto e
co-sceneggiato The Marvels con Brie Larson, Teyonah Parris e
Iman Vellani, e Candyman,
un sequel spirituale contemporaneo dell’omonimo classico horror di
culto del 1992 per Universal e Monkeypaw Productions.
Quest’ultimo ha conquistato il
primo posto al botteghino, facendo di DaCosta la prima regista
donna di colore a conquistare la vetta della classifica degli
incassi negli Stati Uniti. DaCosta ha debuttato nel lungometraggio
con l’acclamato Little Woods, che ha scritto e diretto. Si
attendono dunque ora aggiornamenti su questo nuovo progetto che
potrebbe vedere DaCosta alla regia di uno zombie movie.
Il primo film 28 giorni
dopo
Il primo film vedeva Cillian Murphy nei panni di un uomo che
si risveglia dal coma dopo un incidente in bicicletta e scopre che
l’Inghilterra è stata invasa dagli “Infetti”. Il virus trasforma le
sue vittime in assassini furiosi, ma a differenza dei soliti
“zombie”, queste creature possono muoversi con una velocità
spaventosa.
L’uomo si mette quindi in viaggio
per scoprire cosa sta succedendo, incontrando lungo la strada i
compagni sopravvissuti interpretati da Naomie Harris e
Brendan Gleeson, oltre a un maggiore
dell’esercito squilibrato interpretato da Christopher
Eccleston.
Cosa sappiamo su 28 anni
dopo?
I dettagli sulla trama di 28 anni
dopo sono ancora sconosciuti, ma il periodo
suggerisce che si svolgerà in un futuro prossimo, il che significa
che il film potrebbe essere più orientato verso la fantascienza che
verso l’horror vero e proprio. Danny Boyle, il cui
ultimo film è stato la commedia romantica del 2019
Yesterday, è destinato a dirigere il primo film della
prevista trilogia di 28 anni
dopo. Alex Garland, che ha diretto
film come Ex Machina, Annihilation e, più di
recente, Civil War è incaricato di scrivere i film.
28 anni
dopo presenta un enorme colpo di scena: la
nascita di una bambina sana, che anticipa alcuni grandi
cambiamenti negli Infetti e potrebbe avere un impatto sul futuro
del franchise. L’attesissimo terzo film ambientato nell’universo di
28 Giorni Dopo, 28 anni
dopo(qui
la nostra recensione) torna con un nuovo cast di
personaggi principali. Introdotti in un remoto villaggio, un po’
distante dalla terraferma, Spike, Isla e Jamie sono riusciti a
costruirsi una vita agiata, facendo del loro meglio per evitare di
scontrarsi con gli Infetti.
Una donna infetta partorisce un
bambino umano sano in 28 anni dopo
Il film rivela che il virus della
rabbia non si trasmette necessariamente durante il parto
Uno dei grandi colpi di scena di
28 anni dopo è la scoperta di una donna infetta
dal virus della rabbia e incinta, che tuttavia partorisce un
bambino umano sano. Mentre si avventura sulla terraferma insieme a
sua madre Isla e al soldato NATO Erik alla ricerca del Dottor
Kelson, Spike incontra un’infetta incinta. Sebbene il film l’avesse
già mostrata in mezzo a un’orda di altri infetti, questa donna è
ora sola tra i rottami di un treno, chiaramente in travaglio. Con
l’aiuto di Isla, la donna partorisce con successo una bambina.
La madre non sopravvive a lungo,
poiché Erik le spara quando tenta di attaccare Isla. Si suppone
anche che la bambina sia figlia di un’Alfa, una nuova variante di
Infetto introdotta in 28 anni dopo.
L’Alfa, soprannominato Sansone da Kelson, arriva sulla scena per
uccidere Erik e inseguire Spike e Isla quando prendono la bambina.
Come conferma Kelson quando Spike e Isla lo raggiungono, la bambina
è perfettamente sana e non mostra segni dell’infezione del Virus
della Rabbia, nonostante le circostanze della sua nascita.
Perché la bambina di 28
anni dopo non è infetta dal Virus della Rabbia
La placenta ha salvato la bambina
dal Virus
La nascita di un bambino umano sano
da parte di un Infetto è una grande rivelazione nel mondo di
28 anni dopo, poiché la gravità e la
natura infettiva del Virus della Rabbia rendono anche un contatto
minimo con l’infezione potenzialmente fatale. Il virus della
rabbia, che si trasmette attraverso il contatto con sangue e
saliva, non si è sviluppato nella bambina mentre era nell’utero.
Kelson ipotizza che sia stata in realtà la placenta a salvare la
bambina dall’infezione.
Questa spiegazione
è in realtà coerente con la biologia della vita reale. La placenta
è uno dei primi organi che il feto sviluppa mentre è nell’utero.
Pur essendo sempre esposta al sangue materno, la placenta ha
sviluppato una serie di difese naturali per prevenire la
trasmissione di infezioni virali e malattie. Sembra che il virus
della rabbia sia una di queste infezioni che non è riuscita a
superare le difese naturali della placenta. Ciò suggerisce anche
che altri bambini potrebbero nascere da genitori infetti, dal
momento che a salvare la bambina appena nata è stata una fase
naturale della gravidanza, e non una qualche immunità specifica al
virus.
Quando è stato concepito il
bambino?
Gli Infetti evoluti di questo film
potrebbero essere capaci di creare famiglie
Ci sono due possibilità per spiegare
il concepimento del bambino. Una possibilità è che il bambino sia
stato concepito quando la donna era ancora sana. Poi, dopo il
concepimento, sia stata trasformata in una degli Infetti. È una
potenziale spiegazione, e in realtà sembra meno probabile.
L’aspetto della donna è emaciato e segnato dalle intemperie, come
per quasi tutti gli Infetti visti nel film. L’implicazione è che
sia una dei tanti Infetti che vagano semplicemente per le campagne
e non una vittima recente del Virus.
L’altra possibilità è che gli
Infetti abbiano iniziato a riprodursi, il che solleva diversi
interrogativi. Non è mai stato dimostrato che le persone corrotte
dal Virus della Rabbia abbiano altre motivazioni oltre a caotici
scoppi di violenza. Tuttavia, è stato dimostrato che gli Alpha
sviluppano capacità di pensiero più critiche, sono pronti a colpire
e comandano gli altri Infetti. È probabile che l’Alfa abbia avuto
rapporti sessuali con la Donna Infetta, che ha portato alla
gravidanza. Sebbene questo potrebbe essere un atto del tutto
animalesco, c’è un breve indizio che potrebbe indicare la presenza
di qualche altro elemento.
Quando l’Alfa arriva al treno e
uccide Erik, Isla e Spike fuggono con il bambino. In quel momento,
l’Alfa guarda in basso verso la donna infetta morta, e sembra
guardarla con qualcosa che sembra più deliberato di un semplice
riconoscimento. C’è un momento di emozione quasi cupa prima che
l’Alfa si lanci in loro con una furia ritrovata. Potrebbe essere in
realtà rabbia autentica a spingere l’Alfa a inseguire Spike e a
recuperare il bambino.
Questo suggerisce la possibilità che
gli Infetti (o almeno gli Alfa) siano capaci di stabilire
connessioni e associazioni emotive, dato che sembra riconoscere la
donna. L’Alfa potrebbe voler riavere il bambino perché è suo padre,
un livello di intelligenza emotiva e di riconoscimento che il
pubblico non ha mai veramente visto in un Infetto. Rende inoltre
ancora più terrificante il fatto che gli Infetti siano così brutali
e mostruosi nonostante abbiano sviluppato questi aspetti.
Cosa significa per il franchise il
bambino umano?
Il bambino di 28 anni
dopo suggerisce come si sono evoluti gli infetti
Ciò che rende la nascita di una
bambina sana – poi soprannominata Isla in onore della madre di
Spike dopo la sua morte – una svolta così interessante è il modo in
cui il franchise di 28 giorni dopo
potrebbe sviluppare quel momento. Nella maggior parte dei romanzi
horror come 28 anni dopo, un infetto che
dà alla luce una bambina sana sarebbe un potenziale punto di
svolta. Potrebbe aprire la strada a molti nuovi sviluppi, con
potenziali piani per sfruttare questo fatto per combattere il virus
o trovare una cura.
Tuttavia, il realismo cupo e crudo
di 28 anni dopo è una parte importante
del suo fascino, un aspetto concreto che ha elevato il franchise
fin dall’inizio. Rende improbabile una trama di questo tipo.
Nessuno al di fuori di Spike e Kelson potrebbe mai scoprire la
verità sulla nascita di Isla. Tuttavia, i film futuri che si
concentreranno sul personaggio potrebbero rivelare che la sua
nascita da una donna infetta conferisce a Isla alcuni attributi o
vantaggi unici nelle storie future.
La storia di Spike continuerà nel
prossimo sequel,
28 Years Later: The Bone Temple, che arriverà sul
grande schermo il 16 gennaio 2026.
Sebbene Isla non riceva una cura, il
fatto che gli infetti possano avere figli (e sembrino capaci di
stabilire una sorta di legame tra loro) suggerisce che gli infetti
si stiano evolvendo in modi nuovi e inaspettati. Questo potrebbe
essere ulteriormente esplorato in altri sequel che riveleranno
quanto gli infetti stiano cambiando e evolvendo, il che a sua volta
potrebbe introdurre nuove complicazioni da superare per i
sopravvissuti. La nascita di una bambina sana in 28
anni dopo è
una svolta importante che potrebbe avere serie implicazioni a
lungo termine per il franchise.
Recentemente annunciato, il film
28 anni
dopo ha ora trovato casa presso la Sony – e la
star del film originale (28 giorni dopo) Cillian Murphy potrebbe riprendere il proprio
ruolo di quel film anche per questo sequel. Secondo The Hollywood Reporter, la Sony
ha infatti vinto la gara d’appalto per i diritti del pacchetto
sequel del seguito, con il regista Danny Boyle e
lo scrittore Alex Garland che torneranno insieme
per scrivere e dirigere tale sequel. Il pacchetto comprende anche
una Parte 2, che sarà sempre scritta da Garland, ma Boyle dovrebbe
dirigere solo il primo dei due film, mentre il regista del secondo
verrà scelto in seguito.
Per quanto riguarda Murphy, il suo
ritorno è previsto in veste di produttore esecutivo, anche se il
rapporto indica che è possibile che torni anche in veste di attore.
Non sono stati resi noti ulteriori dettagli. Secondo il rapporto,
alla fine l’offerta è stata presentata da Warner Bros. e Sony e si
pensa che ogni film abbia un budget di 60 milioni di dollari.
All’inizio del mese era stato riferito che Boyle e Garland stavano
offrendo 28 anni dopo agli studios con la speranza di
lanciare una nuova trilogia di film. Secondo quel rapporto, Boyle e
Garland saranno anche produttori insieme al produttore originale
Andrew Macdonald e all’ex capo della Fox
Searchlight Pictures, Peter Rice.
Cillian Murphy accetterà
di partecipare al sequel di 28 anni dopo?
L’anno scorso
Cillian Murphy ha dichiarato che gli piacerebbe
realizzare un sequel di 28 giorni dopo. Murphy ha
scherzato sul fatto che il film si sarebbe dovuto chiamare 28
anni dopo a causa del lungo intervallo tra i film.
Uscito nel 2002,
l’originale 28 giorni dopo aveva come
protagonista Cillian
Murphy, allora ancora prevalentemente sconosciuto al
pubblico cinematografico. Il film sconvolse gli spettatori con le
sue orde di non-morti in fuga, il pessimismo implacabile e l’uso
all’avanguardia della torbida frontiera della fotografia digitale.
Boyle diresse il film, mentre Garland lo scrisse. Il film è però
ricordato anche per aver ottenuto un guadagno di circa 84 milioni
di dollari a fronte di un budget di appena 8, dimostrando dunque il
potenziale che anche film a basso costo potevano avere se dotati di
forti elementi attrattivi.
Per i fan di 28 giorni
dopo, c’è molto da essere entusiasti del prossimo sequel
28 anni dopo. Non solo i fan dell’horror originale
di Danny Boyle desiderano da tempo un terzo
capitolo del popolare franchise, ma sono in lavorazione altri due
film e ora c’è un’altra cosa da aggiungere alla lista. Secondo
Wired, 28 anni dopo è stato girato con un
iPhone 15 Pro Max, seguendo le orme di 28 giorni
dopo in quanto anch’esso è stato girato con una tecnologia
inaspettata e in qualche modo non standard.
Secondo il rapporto, il film – la
cui produzione si è conclusa ad agosto – è stato girato con
l’iPhone, anche se con alcune attrezzature aggiuntive, tra cui una
gabbia con adattatore per l’attacco dell’obiettivo che consentiva
l’uso di diversi obiettivi per le riprese. Secondo Wired, le
riprese del film si sono svolte troppo presto perché la produzione
potesse disporre della nuova serie di iPhone 16, per cui il film è
stato girato con il 15 Pro Max, e allo staff del film è stato
chiesto di firmare degli NDA per mantenere il segreto sui dettagli
dell’iPhone.
Ciò che rende la cosa
particolarmente interessante è che 28 anni dopo,
girato con l’iPhone, non è certo la prima volta che un film di
questa serie utilizza una tecnologia non standard e inaspettata per
le riprese. Per 28 giorni dopo del 2002, Boyle e il
direttore della fotografia Anthony Dod Mantle
hanno girato il film con una Canon XL-1, una videocamera digitale
piuttosto tecnologica e innovativa per l’epoca (la videocamera è
uscita inizialmente nel 1998), dotata di obiettivi intercambiabili
e di registrazione di dati su nastri MiniDV (video digitali).
L’uso della Canon XL-1 per le
riprese di 28 giorni dopo non solo è stato probabilmente
una buona scelta in termini di budget, ma grazie alle dimensioni
della videocamera (era più piccola e molto più maneggevole rispetto
alle tradizionali cineprese) ha permesso alla produzione di
sfruttare meglio il breve tempo a disposizione per girare nelle
location di Londra in orari in cui non c’erano traffico o pedoni.
Inoltre, il film ha avuto un aspetto unico, adatto a ciò che ci si
potrebbe aspettare da una vera apocalisse zombie, in parte perché è
stato girato con una tecnologia in qualche modo disponibile per i
consumatori dell’epoca.
Anche se al momento non si sa molto
sulla trama di 28 anni dopo, è molto probabile che
l’uso di un iPhone per girare questo film conferisca un senso di
realtà alle cose. Dato che il film, in base al titolo, è ambientato
28 anni dopo il primo film, si potrebbe sostenere che la qualità
visiva di qualcosa girato con uno smartphone (anche se con lenti
potenziate) sembrerebbe più simile a quella del nostro mondo (non
ci addentreremo nella discussione se la tecnologia dei telefoni e
delle fotocamere in un mondo in cui esiste il virus Rage si sarebbe
evoluta allo stesso modo di quella del nostro mondo, ma è
certamente possibile).
Cosa sappiamo di 28 anni
dopo?
28
anni dopo è previsto per un’uscita estiva, che
vedrà il film nelle sale 23 anni dopo l’uscita del primo film.
Boyle torna alla regia, Alex Garland alla
sceneggiatura e la star originale Cillian Murphy torna a recitare nel
prossimo sequel. Il film arriverà nelle sale il 20 giugno 2025 e
includerà un cast di stelle, tra cui nomi come Jodie Comer, Aaron Taylor-Johnson, Jack
O’Connell e Ralph Fiennes. Boyle e Garland si occuperanno
della regia e della produzione, insieme ad attori del calibro di
Andrew Macdonald, Peter Rice e Bernie Bellew. Non
si sa molto della trama, ma all’inizio dell’anno ELLE ha riportato
che la Comer adotterà un accento georgiano per il suo ruolo,
suggerendo che il film potrebbe essere ambientato a Newcastle, nel
Regno Unito.
All’inizio di quest’anno si è
diffusa la notizia che il regista (Danny Boyle) e
lo sceneggiatore (Alex Garland) del successo
horror del 2002 28 anni
dopo stanno unendo nuovamente le forze per un
atteso sequel (e una potenziale trilogia), e forse ora sappiamo chi
potrebbero essere gli attori ingaggiati per interpretare i ruoli
principali.
Al momento non abbiamo ulteriori
dettagli, ma se Jodie Comer e Charlie Hunnam dovessero firmare,
probabilmente reciteranno accanto al recente premio Oscar Cillian Murphy, che ha lasciato intendere di
voler riprendere il ruolo del protagonista del film originale,
Jim.
28 anni
dopo è stato un grande successo e ha già generato un
seguito meno apprezzato (ma comunque degno di nota), 28
settimane dopo del 2007. Boyle e Garland erano coinvolti
solo come produttori esecutivi in quel progetto, quindi molti fan
vedranno sicuramente questo nuovo film come il primo vero
sequel.
Boyle dovrebbe dirigere il primo
capitolo, mentre Garland dovrebbe scrivere tutti e tre i film. Il
budget per ogni film si aggira intorno ai 75 milioni di
dollari.
Il primo film 28 giorni
dopo
Il primo film vedeva Cillian Murphy nei panni di un uomo che
si risveglia dal coma dopo un incidente in bicicletta e scopre che
l’Inghilterra è stata invasa dagli “Infetti”. Il virus trasforma le
sue vittime in assassini furiosi, ma a differenza dei soliti
“zombie”, queste creature possono muoversi con una velocità
spaventosa.
L’uomo si mette quindi in viaggio
per scoprire cosa sta succedendo, incontrando lungo la strada i
compagni sopravvissuti interpretati da Naomie Harris e
Brendan Gleeson, oltre a un maggiore
dell’esercito squilibrato interpretato da Christopher
Eccleston.
Cosa sappiamo su 28 anni
dopo?
I dettagli sulla trama di 28 anni
dopo sono ancora sconosciuti, ma il periodo
suggerisce che si svolgerà in un futuro prossimo, il che significa
che il film potrebbe essere più orientato verso la fantascienza che
verso l’horror vero e proprio.
Un anno fa Danny
Boyle aveva svelato l’intenzione di dirigere la terza
parte della trilogia inaugurata nel 2025 con 28 anni dopo se
il pubblico avesse apprezzato il secondo film. E con un sequel come
il 28 anni dopo: Il Tempio delle Ossa prodotto da
Sony Pictures – e distribuito da Eagle Pictures a partire dal 15
gennaio – forse potremmo iniziare a preparare i pop corn. La
prosecuzione delle avventure di Spike e degli inquietanti Jimmys,
affidata a Nia DaCosta (Candyman, The Marvels,
Hedda), infatti è un film capace di inserirsi con coerenza nel
continuum temporale e narrativo creato dal geniale filmmaker
britannico al quale dobbiamo Trainspotting, Sunshine,
The Millionaire, 127 ore, Steve Jobs e
Yesterday, oltre ovviamente al 28 giorni
dopo del 2002 da cui tutto parte.
Ritorno al Tempio delle Ossa: quale avventura aspetta i
protagonisti?
Sceneggiato, come gli
altri, dal solito Alex Garland, il film si apre
con il piccolo Spike (Alfie Williams) protagonista
di uno scontro all’ultimo sangue – che potrebbe ricordare una
storica scena di Arancia Meccanica – ma è un modo per
entrare nel covo della gang guidata da Jimmy Crystal (Jack
O’Connell) e iniziare a scoprirne i segreti e le deliranti
ritualità in vista dei successivi sviluppi. Che inevitabilmente
coinvolgono il dottor Kelson (Ralph
Fiennes), impegnato a costruire una relazione
sconvolgente, dalle conseguenze incredibili e potenzialmente capaci
di cambiare il futuro destino del mondo. Ma nella Gran Bretagna
post-apocalittica, devastata dal virus della rabbia, si continua a
lottare per la sopravvivenza immediata, con gli infetti del
colossale alpha Samson (Chi Lewis-Parry) da un
lato e i crudeli e disumani Jimmys (Emma Laird, Ghazi Al
Ruffai, Sam Locke, Maura Bird, Erin Kellyman e
Robert Rhodes) dall’altro, in quello che appare
come un incubo senza via di scampo.
C’è del marcio nel Regno
Unito, ma funziona
Attesi come protagonisti
di questo secondo capitolo, i seguaci del Sir Lord sir Jimmy
Crystal vanno gradualmente rivelandosi come strumento, dei suoi
deliri e insieme delle necessità del film, e della trilogia.
Regalando, nel frattempo, momenti di sadismo e orrore inattesi in
una storia del genere, funzionali anch’essi all’evoluzione di
Spike, di nuovo personaggio chiave del Garland-Boyle pensiero e qui
costretto a crescere e a ritrovare la propria umanità ‘per
esclusione’, e forse per sopravvivere a una rassegnazione che suona
tanto allegorica e che in qualche modo i due creatori mettono in
scena sperando nell’intuito degli spettatori.
C’è come un gioco di
prestigio nella costruzione affidata alla regista, che sceglie
immagini spesso più convenzionali – che potrebbero
comprensibilmente sconcertare il pubblico affascinato dal film
precedente – ma riesce a restare fedele al mondo consegnatole,
rinnovandolo senza stravolgerlo, rendendolo riconoscibile ma
insieme permeandolo di tensioni e pericoli, e di una nuova
speranza. Concendendosi forse una maggior libertà nelle parentesi
più nostalgiche, lisergiche, astratte, dedicate al colossale Samson
e alla scoperta di inusuali punti in comune tra lui e il dottore
(altro vero personaggio chiave, di nuovo, anche lui), che scopriamo
appassionato dei Duran Duran e ricco di una ironia più maligna del
previsto.
Alla ricerca
dell’umanità
Proprio il rapporto tra
‘Androclo’ Fiennes e Samson è uno dei punti più riusciti del film:
un legame che (oltre ad offrire lo spunto per una frecciatina al
complottismo di molti, a quanto pare sopravvissuto persino alla
pandemia) oscilla tra approccio scientifico e bisogno emotivo,
umano, tra controllo e utopia, un bisogno di fiducia nel quale
traspare quello di umanità, anche a costo di rischiare ogni cosa. È
qui che il film alterna brutalità efferata e inattese aperture
sentimentali. Anche visivamente. Molto più che nella porzione
dedicata ai Jimmys che, non proprio in grado di mostrare una
caratterizzazione dalla parabola particolarmente ricca o arcuata,
sembrano pensati per svolgere la funzione di leva narrativa,
un innesco che possa rimettare in moto la storia e attivare
un paio di linee destinate a svilupparsi nel prossimo
capitolo.
Chissà che Boyle non
abbia rivisto sé stesso nel dottor Kelson, soprattutto nella
preparazione del doppio finale che chiude questo convergere di
vicende e personaggi. In primis quello – spettacolare, avvincente e
persino divertente – ospitato dal Tempio delle Ossa, che smette di
essere una celebrazione della vita attraverso la morte e si
trasforma nel suo contrario, stravolgendo la propria natura in nome
di un bene supremo… non senza un pizzico della solita
piacevole satira nei confronti della religione e della inevitabile
percentuale di credulità insita nel concetto di fede, con
lo scienziato ateo e razionalista a vestire i panni di una figura
‘cristologica’ nella speranza di donare una nuova vita al mondo e
ai suoi improvvisati carnefici, come alle vittime di tanto orrore.
Una disponibilità al sacrificio che chiude una porta, e ne
socchiude un’altra. Dalla quale già si intravede la promessa
apparizione di
Cillian Murphy, insieme a Boyle produttore del film e
– come annunciato da tempo – con lui nel prossimo Gran
Finale.
I registi Danny
Boyle e Alex Garland analizzano il finale
di 28 anni dopo (qui
la nostra recensione), cosa significa per i sequel
previsti e quanto del Jim di Cillian Murphy vedremo nel resto
della trilogia. Il film si conclude con l’introduzione di Jimmy
Crystal (Jack O’Connell), un leader di una setta
che sembra pronto a prendere sotto la sua ala protettrice Spike di
Alfie Williams.
Incontriamo Jimmy da bambino nella
scena iniziale del film, e l’implicazione sembra essere che sarà
una figura chiave in questa nuova trilogia. Sebbene sia ancora
troppo presto per dire come sarà, molti fan stanno già ipotizzando
che toccherà al Jim di Cillian Murphy fermare la
sua apparente furia omicida.
Nia DaCosta ha
diretto il capitolo centrale, già girato, 28 Years Later: The Bone Temple. Parlando con
Variety (tramite FearHQ.com) del ruolo di Murphy, star di
28 Giorni Dopo, Danny Boyle ha
confermato che Jimmy sarà una figura chiave nel sequel di
DaCosta.
“È produttore esecutivo di
questo film e ci ha supportato enormemente. Appare brevemente nel
film di Nia”, ha confermato la regista. “Non credo che
questo riveli troppo, e il nostro piano è che sarà un personaggio
fondamentale nel terzo film, proprio come il personaggio di Jack
O’Connell, che si vede brevemente alla fine del primo film, è un
personaggio fondamentale insieme a Ralph Fiennes nel prossimo.”
Alla domanda su cosa abbia ispirato
Jimmy, lo scrittore Alex Garland ha risposto:
“La sua provenienza è in un certo senso la stessa da cui
proviene l’intero film, ovvero questo film – e in un certo senso
l’intera trilogia, se mai riusciremo a farla diventare una trilogia
– riguarda in parte il modo in cui guardiamo al passato in modo
regressivo”.
“Molto semplicemente, io e Danny
siamo cresciuti in un’epoca in cui tutto, per certi aspetti, era
incentrato sul guardare avanti, e attualmente, negli ultimi 10 o 15
anni, viviamo in un’epoca che si concentra molto sul guardare al
passato. Ciò di cui il film si preoccupa, in un certo senso, è il
modo in cui, quando guardiamo indietro, c’è amnesia e c’è la
tendenza a scegliere solo ciò che è meglio. Inoltre, ci sono cose
che vengono ricordate male”. “Il film, se si guardano i singoli
personaggi, ma anche la comunità che vi è rappresentata e gli
elementi relativi alla comunicazione e alla costruzione del mondo,
è un miscuglio di queste cose: cose dimenticate, cose selezionate
con cura e cose ricordate male. Sono mescolate insieme, il che
porta con sé una sorta di commento”, ha concluso.
Sembra che Jimmy possa essere una
versione distorta di ciò che ricorda del passato prima che il virus
della rabbia devastasse il Regno Unito. Questo promette di renderlo
un personaggio affascinante, e DaCosta ha chiaramente grandi
progetti per il suo sequel (anche un po’ di Ralph Fiennes non è una brutta cosa).
Oltre a questo, Garland è meno
sicuro del terzo capitolo, ancora da confermare. “La
sceneggiatura non è ancora scritta”, ha confermato. “È
strano: c’è una storia, c’è un piano, c’è una struttura. Questi tre
film sono per certi versi distinti l’uno dall’altro, per altri
interconnessi, perché ci sono personaggi che hanno un filo
conduttore comune, sebbene siano anche storie essenzialmente
separate.”
“Penso che, avendo scritto il
primo, per molti versi non sapessi a quel punto come sarebbe stato
il film, perché c’è ancora tutta una serie di scoperte da fare. Lo
stesso vale anche per il secondo film”, ha spiegato Garland.
“Quindi dovevo capire qualcosa su cosa Ralph Fiennes avrebbe
creato con Danny, per potermi basare su quello. Quindi, in breve:
ho l’idea, ho il piano, ma non c’è una sceneggiatura.”
Sebbene sia difficile immaginare che
la Sony Pictures non vada avanti con il terzo capitolo di Boyle e
Garland, è probabile che ciò accada dipenderà dal successo al
botteghino di 28 anni dopo e 28 Years Later: The Bone Temple.
L’universo post-apocalittico di 28 anni dopo continuerà ufficialmente, ma i fan
dovranno aspettare ancora prima di vedere partire la produzione del
capitolo conclusivo della trilogia. Il regista Danny Boyle ha infatti confermato che
il prossimo film entrerà in lavorazione soltanto nel 2027, dopo
alcuni rinvii legati alle esigenze produttive e ambientali del
progetto.
Parlando
con JoBlo, Boyle ha spiegato che l’idea iniziale era girare il
film già quest’anno, ma le particolari location britanniche scelte
per la storia hanno costretto la produzione a rallentare.
“Abbiamo esaurito il tempo a disposizione. Questo perché
l’ambientazione è in una zona della Gran Bretagna dove si può
girare solo in determinati periodi dell’anno. Quest’anno abbiamo
esaurito il tempo a disposizione – l’abbiamo letteralmente
esaurito… Quindi, se tutto va bene, incrociamo le dita, sarà per il
prossimo anno. Ma l’entusiasmo c’è, e Alex Garland ha scritto una
sceneggiatura meravigliosa.”
La
notizia dimostra quanto il team creativo voglia mantenere un forte
controllo autoriale sulla saga iniziata nel 2002 con
28 giorni dopo.
In un panorama dominato da franchise costruiti in tempi
rapidissimi, Boyle e Garland sembrano intenzionati a preservare
l’identità atmosferica e politica che ha sempre distinto la serie
dal resto dell’horror contemporaneo.
Alex Garland prepara la
conclusione della trilogia iniziata con 28 anni dopo
Il nuovo corso inaugurato da 28 anni dopo punta infatti a espandere il mondo
devastato dal virus della Rabbia senza perdere il tono realistico e
disperato dei film originali. Il primo capitolo del franchise,
uscito nel 2002, aveva ridefinito il cinema zombie moderno grazie
alla regia nervosa di Boyle e alla scrittura sociale di Garland,
trasformando infetti velocissimi e collasso civile in metafora
politica del Regno Unito contemporaneo.
Con 28 anni
dopo, diretto da Juan Carlos Fresnadillo, la saga aveva ampliato la
scala del contagio mostrando il tentativo fallito di ricostruzione
europea. Ora, con 28 anni
dopo, l’obiettivo sembra ancora più ambizioso: raccontare
una società cresciuta dentro l’apocalisse, dove il virus non è più
soltanto una minaccia biologica ma una condizione culturale e
generazionale.
Il fatto che Boyle parli già apertamente di “conclusione della
trilogia” suggerisce inoltre che Garland abbia costruito un arco
narrativo preciso e non una semplice continuazione seriale. La
scelta di attendere il momento giusto per girare conferma questa
direzione: il paesaggio britannico, elemento centrale dell’identità
visiva della saga, continuerà ad avere un ruolo narrativo
fondamentale.
C’è poi un altro aspetto interessante. Negli ultimi anni Garland ha
progressivamente spostato il suo cinema verso riflessioni sempre
più pessimistiche sulla società contemporanea, come dimostrano
Civil War e
Men. È possibile
che il capitolo finale di 28 anni dopo utilizzi l’horror infettivo per
affrontare temi ancora più esplicitamente politici, trasformando il
virus in simbolo definitivo di isolamento, tribalismo e collasso
delle istituzioni.
Se così fosse, la trilogia potrebbe chiudersi non soltanto come
saga horror, ma come uno dei grandi racconti britannici sul XXI
secolo.
Il prossimo film horror del regista
Danny Boyle, 28
anni dopo, ha raggiunto un’importante
traguardo: Screen
Daily ha riportato che la produzione è
ufficialmente terminata. Il film è il terzo capitolo della trilogia
cult, che comprende i precedenti 28 giorni
dopo, diretto da Boyle, e 28
settimane dopo, diretto da Juan Carlos
Fresnadillo.
28
anni dopovede il ritorno di
molti dei nomi più importanti del film originale: Boyle torna alla
regia, Alex Garland alla sceneggiatura e la
star originale Cillian Murphy torna a recitare nel
prossimo sequel. La produzione è iniziata a maggio di quest’anno e
il film vanta un budget di circa 60 milioni di dollari: una somma
che supera il budget di 8 milioni di dollari di 28 Giorni
dopoe di 15 milioni di dollari di 28 Settimane
dopo.
Il film originale del 2002, 28
giorni dopo, è stato un successo per i fan dell’horror e ha
ottenuto un rispettabile punteggio dell’87% su Rotten
Tomatoes. Diretto da Boyle e scritto da Garland, il
film era interpretato dal premio Oscar Murphy, che l’anno scorso
aveva vinto come miglior attore per Oppenheimer
di Christopher Nolan.
28 giorni dopo segue Jim
(Murphy), un corriere in bicicletta londinese che si risveglia dal
coma e trova la sua città deserta, prima di scoprire che
un’epidemia virale ha trasformato la maggior parte della città in
feroci zombie. Il film 28 settimane dopo (2007) ha rivisto
la trama originale di Boyle e Garland. Il film è interpretato da
Robert Carlyle, Rose Byrne
e Jeremy Renner ed è ambientato dopo gli
eventi del film originale. Sei mesi dopo lo scoppio del virus, il
film vede i militari tentare di trasferire i sopravvissuti in una
zona sicura, ma nonostante le buone intenzioni, i loro tentativi di
ripopolare Londra non vanno come previsto. Il film ha un punteggio
del 75% su Rotten Tomatoes.
Cosa sappiamo di “28 anni
dopo”?
28
anni dopo è previsto per un’uscita estiva,
che vedrà il film nelle sale 23 anni dopo l’uscita del primo film.
Il film arriverà nelle sale il 20 giugno 2025 e includerà un
cast di stelle, tra cui nomi come Jodie Comer, Aaron Taylor-Johnson,
Jack O’Connell e Ralph Fiennes. Boyle e Garland si
occuperanno della regia e della produzione, insieme ad attori del
calibro di Andrew Macdonald, Peter Rice e Bernie
Bellew. Non si sa molto della trama, ma all’inizio
dell’anno ELLE ha riportato che la Comer
adotterà un accento georgiano per il suo ruolo, suggerendo che
il film potrebbe essere ambientato a Newcastle, nel Regno
Unito.
Sony Pictures ha condiviso nuovi
character poster di 28
anni dopo di Danny Boyle e
Alex Garland, che mettono in risalto i
protagonisti del film: Jamie (Aaron
Taylor-Johnson), Isla (Jodie
Comer), il loro figlio Spike (Alfie
Williams) e il misterioso Dr. Kelson (Ralph
Fiennes).
Abbiamo anche saputo che il sequel
horror, prevedibilmente, ha ricevuto una classificazione R per
“violenza sanguinosa, immagini raccapriccianti, nudità
esplicita, linguaggio scurrile e brevi riferimenti
sessuali”. Gli infetti non sono esattamente noti per la
loro pudicizia!
Inoltre, Fandango ha annunciato che
il film è diventato il film horror con il miglior risultato in
prevendita il primo giorno del 2025. Il film ha superato tutti gli
altri titoli horror del 2025 in prevendita il primo giorno nello
stesso periodo del ciclo di vendita, tra cui I
Peccatori, Final Destination:
Bloodlines e The Monkey.
“Siamo entusiasti di vedere gli
spettatori correre per accaparrarsi i biglietti per 28
anni dopo, nel primo giorno di vendita dei
biglietti”, ha affermato Jerramy Hainline, vicepresidente
esecutivo di Fandango. “Questo franchise ha affascinato gli
appassionati dell’horror per oltre 20 anni e, con il suo ritorno,
siamo sicuri che il pubblico si divertirà un mondo”.
Il regista premio Oscar® Danny Boyle e lo sceneggiatore Alex
Garland, nominato all’Oscar®, si riuniscono per 28 Anni
Dopo (28 Years Later), una nuova terrificante storia
ambientata nel mondo di 28 Giorni Dopo (28 Days
Later). Sono passati quasi tre decenni da quando il virus
della rabbia è fuoriuscito da un laboratorio di armi biologiche e
ora, ancora in una quarantena forzata e brutale, alcuni sono
riusciti a sopravvivere in mezzo agli infetti. Un gruppo di
sopravvissuti vive su una piccola isola collegata alla terraferma
da un’unica strada rialzata ed estremamente protetta. Quando uno di
questi lascia l’isola per una missione diretta nel profondo della
terraferma, scoprirà segreti, meraviglie e orrori che hanno mutato
non solo gli infetti ma anche gli altri sopravvissuti.
Prima dell’uscita di 28 Anni
Dopo di Danny Boyle e Alex
Garland (qui
la nostra recensione), tutto ciò che sapevamo del
misterioso personaggio di Jack O’Connell era che si faceva chiamare
Sir Jimmy Crystal e che era (molto probabilmente) responsabile
dell’incisione di quelle iniziali sull’uomo infetto che Jamie
(Aaron
Taylor-Johnson) e Spike (Alfie
Williams) trovano appeso e in fin di vita durante il loro
viaggio sulla terraferma.
Jimmy ha solo un ruolo marginale nel
film. Lo incontriamo per la prima volta da bambino nella scena
iniziale, quando perde l’intera famiglia in un attacco infetto, e
torna negli ultimi momenti del film per salvare Alfie che viene
messo alle strette da un gruppo di Ragers. Jimmy adulto e i suoi
seguaci – che si fanno chiamare tutti Jimmy – sono vestiti come il
famigerato DJ e
presentatore televisivo britannico Jimmy Savile, morto nel 2011
dopo una lunga storia di abusi sessuali su minori.
“Ha a che fare tanto con la
cultura pop quanto con l’abbigliamento sportivo, con il cricket,
con il sistema di onorificenze”, ha detto Boyle a Business
Insider a proposito della decisione di far adottare a Crystal e al
suo culto il look distintivo di Savile. “È tutto un po’ come un
intreccio in questo ricordo parziale, aggrapparsi a cose e poi
ricrearle come immagine per i seguaci”.“È un
caleidoscopio, vero?” ha aggiunto Garland a proposito del
personaggio di O’Connell. “Una specie di caleidoscopio
psichedelico, strafatto”. “Il problema del guardare indietro è
quanto sia selettiva la memoria”, ha continuato lo scrittore.
“Sceglie a caso, soffre di amnesia e, soprattutto, ricorda
male. Viviamo in un’epoca dominata da un passato ricordato
male“.
Jimmy Crystal (O’Connell)
e la sua banda dovrebbero avere un ruolo molto più importante nel
sequel di Nia DaCosta, 28 Years Later: The Bone Temple, girato
contemporaneamente a questo film e la cui uscita è prevista per il
prossimo anno.
Secondo la sinossi ufficiale,
“Sono passati quasi tre decenni da quando il virus della rabbia
è sfuggito a un laboratorio di armi biologiche e ora, ancora in una
quarantena imposta senza pietà, alcuni hanno trovato il modo di
sopravvivere tra gli infetti. Uno di questi gruppi di sopravvissuti
vive su una piccola isola collegata alla terraferma da un’unica
strada rialzata pesantemente difesa. Quando uno del gruppo lascia
l’isola per una missione nel cuore oscuro della terraferma, scopre
segreti, meraviglie e orrori che hanno mutato non solo gli infetti,
ma anche altri sopravvissuti.”
Il regista premio Oscar
Danny Boyle(Trainspotting,
TheMillionaire, Yesterday)
e Alex Garland (oggi anche noto come regista di
Ex machina,
Annientamento e dell’atteso Civil
War) stanno ufficialmente collaborando al seguito del loro
film di genere zombie 28 giorni dopo,
sviluppando dunque un sequel intitolato 28 anni
dopo, che – stando a quanto riportato da Variety – si spera possa
lanciare una nuova trilogia di film. La William Morris Endeavor,
che rappresenta entrambi i creatori, intende proporre il progetto a
studios e società di streaming nel corso di quest’anno anno.
Uscito nel 2002, l’originale 28
giorni dopo aveva come protagonista Cillian Murphy, allora ancora prevalentemente
sconosciuto al pubblico cinematografico. Il film sconvolse gli
spettatori con le sue orde di non-morti in fuga, il pessimismo
implacabile e l’uso all’avanguardia della torbida frontiera della
fotografia digitale. Boyle diresse il film, mentre Garland lo
scrisse. Il film è però ricordato anche per aver ottenuto un
guadagno di circa 84 milioni di dollari a fronte di un budget di
appena 8, dimostrando dunque il potenziale che anche film a basso
costo potevano avere se dotati di forti elementi attrattivi.
Da allora 28 giorni
dopo è diventato un classico del genere, tanto da ricevere un
sequel già nel 2007, intitolato 28 settimane
dopo. Questo aveva come produttori esecutivi anche
dagli stessi Boyle e Garland, ma diretto dallo spagnolo
Juan Carlos Fresnadillo. Nonostante la presenza
dei due autori originali, però, questo non viene da molti
riconosciuto come sequel ufficiale. Il nuovo film ora in fase di
sviluppo, però, potrebbe ignorare questo capitolo per riportare
l’attenzione sugli eventi o i personaggi del primo film,
ritrovandoli ben 28 anni dopo. Murphy si è sempre detto disponibile
a tornare per un sequel, quindi questa potrebbe essere l’occasione
giusta, con la possibilità che dal nuovo film si sviluppi un’intera
trilogia.
Boyle e Garland sono anche
produttori del progetto, così come il produttore originale Andrew
Macdonald e Peter Rice. Anche Bernie Bellew è produttore.
Cillian
Murphy, protagonista dell’originale 28 giorni
dopo del 2002 tornerà anche come produttore esecutivo, ma
al momento non è previsto –
ma non escluso – un suo ruolo nel film.
Che Jodie Comer fosse in trattative per il film
era trapelato già qualche settimana fa e sappiamo dunque ora che
farà ufficialmente parte del film. Con Taylor-Johnson e Fiennes a
loro volta coinvolti nel progetto, 28 anni
dopo inizia a configurarsi come un progetto di
alto profilo. Non resta dunque che attendere maggiori dettagli a
riguardo.
Il primo film 28 giorni
dopo
Il primo film vedeva Cillian Murphy nei panni di un uomo che
si risveglia dal coma dopo un incidente in bicicletta e scopre che
l’Inghilterra è stata invasa dagli “Infetti”. Il virus trasforma le
sue vittime in assassini furiosi, ma a differenza dei soliti
“zombie”, queste creature possono muoversi con una velocità
spaventosa.
L’uomo si mette quindi in viaggio
per scoprire cosa sta succedendo, incontrando lungo la strada i
compagni sopravvissuti interpretati da Naomie
Harris e Brendan Gleeson, oltre a un maggiore
dell’esercito squilibrato interpretato da Christopher
Eccleston.
Cosa sappiamo su 28 anni
dopo?
I dettagli sulla trama di 28 anni
dopo sono ancora sconosciuti, ma il periodo suggerisce
che si svolgerà 28 anni
dopo il primo film, dunque all’incirca nel 2030, il
che significa che il racconto potrebbe anche essere più orientato
verso la fantascienza che non verso il semplice l’horror vero e
proprio. Danny Boyle, il cui ultimo film è stato
la commedia romantica del 2019 Yesterday, dirigerà il
primo film della prevista trilogia di 28 anni
dopo. Alex Garland, che ha diretto
film come Ex Machina, Annihilation e, più di
recente, Civil War è incaricato di scrivere i film.
Tre grandi studios si stanno
battendo per aggiudicarsi i diritti di 28 anni
dopo di Danny Boyle e Alex
Garland. Jeff Sneider di The Insneider ha rivelato che
Warner Bros, Universal e Paramount sono in lizza per il sequel di
28 giorni dopo e per i successivi film della trilogia. E uno studio
è attualmente in vantaggio sugli altri.
“Mi dicono che tre grandi
studios si daranno battaglia per 28 anni dopo di Danny Boyle, che
avrà sicuramente un ruolo per
Cillian Murphy… se sarà disposto a tornare a farlo. Vediamo
come andranno gli Oscar“, ha dichiarato Sneider nel suo
articolo.
“Ad ogni modo, mi è stato detto
che Warner Bros, Universal e Paramount hanno dato la caccia a
questo film e che Warner Bros è l’attuale favorita per aggiudicarsi
il pacchetto horror.
Una fonte ha detto che Mike
DeLuca e Pam Abdy stanno tentando di spremere lo slate
della WB come hanno fatto con la prevendita della
MGM, nella speranza di invogliare ulteriormente
Brian Roberts, proprietario della Comcast, a fare
un’offerta per l’acquisizione di Warner Bros Discovery. La stessa
fonte ha detto che sarebbero sorpresi se lo sceneggiatore
Alex Garland permettesse a 28 anni dopo di
approdare alla Paramount dopo la loro travagliata
collaborazione per Annientamento“.
Danny Boyle è
impegnato a dirigere il primo capitolo. Garland è pronto a scrivere
tutti e tre i film. Il budget per ogni film sarebbe di circa 75
milioni di dollari. Alex Garland eDanny
Boyle dovrebbero anche produrre i nuovi film, insieme al
produttore originale Andrew Macdonald e a Peter Rice, ex capo della
Fox Searchlight Pictures, la divisione dell’ormai defunta
Twentieth Century Fox che aveva sostenuto il film
britannico e il suo sequel, negli anni 2000.
Cillian Murphy accetterà di partecipare al sequel di
28 anni dopo?
L’anno scorso
Cillian Murphy ha dichiarato che gli piacerebbe
realizzare un sequel di 28 giorni dopo. Murphy ha scherzato sul
fatto che il film si sarebbe dovuto chiamare 28 anni dopo a causa
del lungo intervallo tra i film.
Uscito nel 2002,
l’originale 28 giorni dopo aveva come
protagonista Cillian
Murphy, allora ancora prevalentemente sconosciuto al
pubblico cinematografico. Il film sconvolse gli spettatori con le
sue orde di non-morti in fuga, il pessimismo implacabile e l’uso
all’avanguardia della torbida frontiera della fotografia digitale.
Boyle diresse il film, mentre Garland lo scrisse. Il film è però
ricordato anche per aver ottenuto un guadagno di circa 84 milioni
di dollari a fronte di un budget di appena 8, dimostrando dunque il
potenziale che anche film a basso costo potevano avere se dotati di
forti elementi attrattivi.
28 anni dopo è
finalmente arrivato al cinema (qui
la nostra recensione). Analizziamo il finale del film
e capiamo se Cillian Murphy riprenderà il ruolo di
Jim e se c’è qualcosa che vale la pena aspettare dopo i titoli di
coda…
28 anni dopo inizia
il giorno in cui il virus della rabbia ha devastato per la prima
volta il Regno Unito, con un ragazzino di nome Jimmy che fugge in
una chiesa vicina quando gli infetti attaccano. Suo padre, un
prete, crede che sia il giorno del giudizio e si lascia divorare
mentre il figlio si nasconde in una cripta e sopravvive.
Seguono SPOILER su 28
anni dopo
Il film poi fa un salto in avanti e,
come avrete indovinato, arriva a “28 anni dopo“.
L’Europa è riuscita a contenere il virus, ma il Regno Unito è stato
messo in quarantena permanente. Le acque sono pattugliate da navi
militari della NATO e chiunque sia rimasto in Gran Bretagna deve
rimanere lì ed è abbandonato a se stesso.
Gran parte di ciò che segue ruota
attorno a Spike (Alfie Williams) e suo padre,
Jamie (Aaron
Taylor-Johnson). Insieme alla madre malata di Spike,
Isla (Jodie
Comer), si sono rifugiati a Holy Island, ma lui e
Jamie la lasciano provvisoriamente per raggiungere la terraferma in
modo che Spike possa uccidere il suo primo infetto. È una sorta di
rito di passaggio.
Incontrano i militari e uno zombie
“Alpha”, un infetto di grandi dimensioni che guida gli altri.
Tornato a casa, Jamie esagera enormemente il successo del figlio e
fa sesso con un’altra donna. Vedendo ciò, Spike, infuriato,
affronta il padre e fa uscire di nascosto la madre
dall’insediamento per poter ottenere aiuto dal demente Dr. Kelson
(Ralph Fiennes).
Madre e figlio incontrano un’infetta
incinta, che dà alla luce un bambino non affetto dal Virus della
Rabbia. Nel frattempo, il Dr. Kelson conferma che Isla ha un cancro
terminale e non può fare nulla per aiutarla. Le offre una via
d’uscita indolore e lei accetta. Detto questo, somministra a Spike
dei farmaci e le pratica l’eutanasia.
Il giorno dopo, il dottore mostra a
Spike il teschio di sua madre e il ragazzo lo posiziona in cima
alla piramide di teschio all’esterno. Dopo aver aiutato il dottor
Kelson a sfuggire all’ira di un Alpha, torna a casa con la bambina,
di nome Isla, e la lascia fuori dai cancelli con un biglietto.
Il ragazzo torna sulla terraferma
mentre il padre, disperato, urla il suo nome, invano. Nella scena
finale del film, Spike è attorno a un falò e uccide con sicurezza
un infetto (non è più il bambino spaventato dell’inizio del film).
Ne arrivano altri, ed è allora che si presenta Jimmy (Jack
O’Connell), adulto.
Guida un gruppo simile a una setta e
indossa il crocifisso che il padre gli ha dato poco prima di morire
al contrario. Congratulandosi con Spike per il suo successo nel
tenere a bada gli infetti – il resto della setta li uccide in un
bizzarro e violento rituale – Jimmy gli offre un posto nel gruppo
mentre scorrono i titoli di coda.
28 Years Later: The Bone Temple esplorerà
probabilmente la storia di Jimmy e il ruolo del suo gruppo in ciò
che resta del Regno Unito. In precedenza, nel film, Spike e Jamie
trovano un corpo appeso a testa in giù, con le lettere J-I-M-M-Y
incise sul petto, quindi sono chiaramente un gruppo contorto le cui
motivazioni, per ora, non sono chiare. Anche quando scappano da un
branco di infetti, costeggiano un edificio che ha la fiancata
imbrattata dalla scritta J-I-M-M-Y.
Con questa nuova trilogia, il
regista Danny Boyle sembra voler esplorare cosa ne
sia dell’umanità di fronte agli infetti e come questo la trasformi
in mostri, lungo il cammino.
28 anni dopo non ha
una scena post-credits, quindi dovremo aspettare e vedere cosa farà
la regista Nia DaCosta con The Bone
Temple e come il suo seguito continuerà la storia di Spike
(e alla fine preparerà il terreno per il ritorno di Cillian
Murphy nei panni di Jim, un personaggio che non appare in
questo capitolo di apertura).
28 anni
dopo di Danny Boyle arriverà sul
grande schermo la prossima estate. Sony Pictures ha programmato il
tanto atteso progetto per il 20 giugno 2025.
Jodie Comer, Aaron Taylor-Johnson e
Ralph Fiennes saranno i protagonisti
del sequel di “28 giorni dopo” e “28
settimane dopo”. I dettagli della trama sono ancora tenuti
nascosti e la sceneggiatura è stata scritta da Alex
Garland. Farà parte di una prossima trilogia, per la quale
Nia DaCosta è in trattative per dirigere il
secondo film.
Boyle e Garland stanno producendo,
così come i produttori originali Andrew Macdonald
e Peter Rice. Anche Bernie Bellew
sta producendo. Anche Cillian Murphy tornerà come produttore
esecutivo, ma al momento non gli è stato assegnato il ruolo di
protagonista. 28 anni
dopo è uscito nel 2002 e vedeva protagonista uno
sconosciuto Murphy nei panni di un corriere in bicicletta che
scopre il rilascio di un virus contagioso al risveglio dal coma.
Boyle ha diretto il film, mentre Garland ha scritto. Il seguito,
“28 settimane dopo”, è stato distribuito nel
2007.
“Ho sempre detto che mi sarebbe
piaciuto essere coinvolto perché quel film ha cambiato tutto per me
e provo un grande affetto per quel film e per quei ragazzi Alex
[Garland] e Danny [Boyle]”, ha detto Cillian Murphy a Variety a febbraio. “Non
guardo mai i miei film, tranne quello. È sempre trasmesso nel
periodo di Halloween e durante la pandemia le persone mi inviavano
costantemente clip. E l’ho mostrato ai miei figli. Ed è davvero
attuale, anche se ha qualcosa come 23 anni ormai. Quindi sono
davvero entusiasta di riunire la band per realizzare questo
film”.
Cosa sappiamo su 28 anni
dopo?
I dettagli sulla trama di 28 anni
dopo sono ancora sconosciuti, ma il periodo
suggerisce che si svolgerà 28 anni dopo il primo film, dunque
all’incirca nel 2030, il che significa che il racconto potrebbe
anche essere più orientato verso la fantascienza che non verso il
semplice l’horror vero e proprio. Danny Boyle, il
cui ultimo film è stato la commedia romantica del 2019
Yesterday, dirigerà il primo film della prevista trilogia
di 28 anni dopo. Alex Garland,
che ha diretto film come Ex Machina, Annihilation
e, più di recente, Civil War è incaricato di scrivere i film.
28
anni dopo: secondo le previsioni, il tanto atteso
sequel avrà il più grande successo al botteghino della serie.
Scritto dal candidato all’Oscar Alex Garland e diretto da Danny
Boyle, il terzo capitolo della saga horror arriverà nelle sale il
20 giugno, 18 anni dopo il sequel 28 settimane e 23 anni
dopo l’originale 28 Giorni dopo. Il protagonista del film
originale, Cillian Murphy, tornerà a recitare nel terzo
capitolo insieme a
Jodie Comer, Ralph Fiennes,
Aaron Taylor-Johnsone altri.
Secondo Deadline, 28 Years Later dovrebbe registrare
il miglior incasso della serie. Nelle prime 24 ore di
prevendita, l’ultimo film horror ha superato Sinners e Final Destination Bloodlines
come miglior film horror in prevendita del 2025, battendo i record
di prevendita di Nosferatu e Alien:
Romulus del 2024.
Il film dovrebbe incassare oltre 34
milioni di dollari nel weekend di apertura.
Cosa significa questo per 28
anni dopo
L’apertura di 28 anni dopo
potrebbe essere superiore a quella dei due film precedenti messi
insieme
28
anni dopo ha incassato circa 10 milioni di
dollari al botteghino nella sua settimana di apertura e ha
guadagnato oltre 82 milioni di dollari in tutto il mondo durante la
sua permanenza nelle sale, a fronte di un budget di 8 milioni di
dollari. Il sequel, 28 Weeks Later, ha incassato 9,8 milioni
di dollari nel weekend di apertura negli Stati Uniti e ha chiuso la
sua corsa con circa 65 milioni di dollari in tutto il mondo a
fronte di un budget di produzione di 15 milioni di dollari. Sulla
base dei dati di prevendita, 28 Years Later potrebbe
finire per avere un weekend di apertura più grande dei due film
precedenti messi insieme, con incassi previsti vicini alla metà
del totale del sequel del 2007.
Il pluripremiato remake di
Nosferatu di Robert Eggers ha chiuso la sua corsa nelle sale
con 181 milioni di dollari, mentre Final Destination
Bloodlines ha incassato oltre 236 milioni di dollari. Nel
frattempo, Sinners ha recentemente superato i 350 milioni di
dollari a livello globale, simile a Alien:
Romulus. A giudicare dalle prevendite, 28 Years Later ha
ottime possibilità di chiudere nella stessa fascia, il che
significa che il film potrebbe superare e persino raddoppiare il
totale incassato dai due precedenti capitoli (circa 150 milioni di
dollari).
Il
terzo capitolo della nuova trilogia di 28 anni
dopo è ufficialmente in fase di sviluppo. La notizia
arriva dopo le prime reazioni estremamente positive a 28 anni dopo – Il tempio delle ossa, il
secondo film della saga, in uscita nelle sale il
16 gennaio.
Secondo Deadline, Sony ha
deciso di procedere con il terzo film dopo l’accoglienza favorevole
verso The Bone Temple,
avviando i primi passi produttivi che includono le trattative con
Cillian Murphy per il ritorno nei
panni di Jim,
protagonista del cult 28 Days
Later.
La
sceneggiatura sarà firmata ancora una volta da Alex Garland, mentre il titolo
ufficiale del film deve ancora essere annunciato.
Murphy non appare nel primo 28
Years Later, anche se ne è stato produttore esecutivo. Il film
è uscito il 20 giugno dopo una produzione back-to-back con
The Bone Temple, a cui
Murphy è nuovamente legato come produttore esecutivo. Questo
modello produttivo ha consentito alla saga di mantenere una
distanza minima tra un’uscita e l’altra.
Il ritorno di Murphy era già stato pianificato dal team creativo,
che ha più volte anticipato come l’attore avrebbe dovuto riapparire
nel finale di The Bone
Temple, preparando così un ruolo più centrale nel terzo film —
a condizione che i primi due capitoli avessero successo.
La condizione sembra ampiamente soddisfatta: 28 anni
dopo ha incassato 151 milioni di dollari nel mondo, a
fronte di un budget di 60 milioni, diventando il film con
i maggiori incassi dell’intero franchise, che include anche
28 Days Later e
28 Weeks Later.
Con l’ottima accoglienza di The Bone Temple, Sony ora appare pienamente determinata
a realizzare il terzo capitolo.
La nuova saga, scritta da Garland, ha visto il ritorno alla regia
di Danny Boyle
per 28 Years Later,
mentre The Bone Temple è
diretto da Nia
DaCosta. Boyle ha confermato il suo interesse nel tornare
dietro la macchina da presa per il terzo film.
Il cast di The Bone
Temple comprende Ralph Fiennes (Dr. Ian Kelson),
Aaron Taylor-Johnson (Jamie),
Alfie Williams
(Spike), Jack
O’Connell (Jimmy Crystal) e Che Lewis-Parry (Samson).
Il film riprenderà direttamente dagli eventi di 28 Years Later, seguendo Spike mentre
si unisce alla banda di assassini guidata da Crystal, mentre il Dr.
Kelson intraprende una relazione destinata a cambiare per sempre un
mondo devastato dal Rage Virus.
Il terrificante Samson è tornato in
28 anni dopo – Il tempio delle ossa (la
nostra recensione), ma con un aspetto molto diverso rispetto al
film precedente, grazie alla regista Nia DaCosta.
Introdotto nel film del 2025 di Danny Boyle che ha
rilanciato il franchise horror, l’Infetto interpretato da
Chi Lewis-Parry è stato considerato un antagonista
per i protagonisti, dal momento che è uno degli infetti Alpha
evoluti che danno la caccia a Isla di Jodie Comer e a Spike di Alfie
Williams attraverso la campagna, oltre ad avere varie
interazioni con il dottor Ian Kelson interpretato da
Ralph Fiennes.
Lewis-Parry torna nel ruolo di
Samson in 28 anni dopo – Il tempio delle ossa, che
riprende poco dopo gli eventi del film precedente, nel quale Spike
si unisce al gruppo di Jimmy, interpretato da Jack
O’Connell. Nel frattempo, Kelson continua a costruire la
struttura che dà il titolo al film, frequentemente visitata da
Samson, portando il personaggio di Fiennes a interrogarsi sulla
possibilità di una cura per il virus della Rabbia.
Ora, in un’intervista con Liam Crowley di
ScreenRant in occasione dell’uscita del film, Nia
DaCosta ha condiviso alcune riflessioni sul ritorno di
Samson in 28 anni dopo – Il tempio delle ossa. Alla
domanda sul suo aspetto e su come sia cambiato rispetto al capitolo
del 2025, la regista ha spiegato che la sua evoluzione dipendeva in
parte dalla sceneggiatura, ma anche dal fatto che lei “poteva
fare tutto ciò che voleva con lui nel suo film”.
Una delle cose principali
su cui lei e il leader del franchise, Danny Boyle,
si sono trovati d’accordo è che “abbiamo gusti diversi come
registi”, il che avrebbe fatto sì che il design originale di
Samson “non apparisse altrettanto efficace” se adattato
allo stile e al “linguaggio visivo” di DaCosta. Da lì, la
regista ha apportato modifiche a tutto, dall’aspetto del
personaggio al modo in cui Lewis-Parry lo interpretava:
Nia DaCosta:
“Cambiano le protesi, cambia il trucco, cambia la sua fisicità e la
performance. È stato qualcosa che abbiamo costruito in fase di
preparazione. Quel personaggio era così importante per me, e
bisogna muoversi con estrema cautela con lui. Mi è stata davvero
concessa carta bianca con Samson nel film”.
Nel primo 28 anni dopo, Samson era una forza
estremamente imponente con cui i non infetti dovevano fare i conti,
anche se uno degli elementi più evidenti del suo design era il
fatto che fosse completamente nudo, con i vestiti ormai marciti nel
corso degli anni. Presentava inoltre varie chiazze di pelle morta
su tutto il corpo, mentre il volto era in gran parte nascosto da
una criniera di capelli e barba incolti, con le parti più visibili
rappresentate dalle iridi rosse e dai denti in decomposizione.
Tra le immagini diffuse e i trailer
del film, 28 anni dopo – Il tempio delle ossa ha
già lasciato intendere grandi cambiamenti per Samson, sia nel
design sia nel suo arco narrativo. Dal fatto di indossare
effettivamente una sorta di indumento attorno alla vita a un volto
molto più visibile e occhi più marcati, le modifiche di DaCosta al
personaggio interpretato da Lewis-Parry hanno certamente conferito
a Samson una sensazione molto diversa in questo nuovo capitolo.
Tutto ciò è ancora più importante
considerando che Samson sembra essere il potenziale catalizzatore
di una cura per il virus della Rabbia in 28 anni dopo – Il tempio delle ossa. In
precedenza, il franchise non aveva apparentemente preso in
considerazione una simile cura, dato che l’enfasi era posta
sull’eradicazione del virus a causa della sua estrema intensità e
della sua natura altamente contagiosa. Tuttavia, se Samson dovesse
davvero condurre a un modo per liberare il mondo dal virus della
Rabbia, questo potrebbe permettere al capitolo conclusivo della
trilogia pianificata di 28 anni dopo di fungere
anche da capitolo finale per l’intero franchise.
Una nuova immagine tratta da
28 anni dopo – Il Tempio delle Ossa offre
ai fan un primo sguardo scioccante a Ralph Fiennes nei panni del dottor Ian Kelson.
L’esclusiva foto di ScreenRant (la si può vedere qui) mostra
Fiennes apparentemente nel bel mezzo di un rituale. Il personaggio
dell’attore sembra inoltre essere in pessime condizioni. Già
anziano e sopravvissuto al virus della rabbia in una Gran Bretagna
post-apocalittica, Kelson ha gli occhi profondamente infossati e un
aspetto sciupato che offre agli spettatori un’immagine terrificante
di ciò che li aspetta nel film horror.
Diretto da Nia
DaCosta, 28 anni dopo – Il Tempio delle
Ossa amplifica il mondo creato da Danny
Boyle e Alex Garland. Tuttavia, invece di
concentrarsi esclusivamente sugli infetti, il film cambia la
minaccia principale della serie. Il film in uscita sembra suggerire
che la crudeltà e la disperazione umana possano essere ancora più
terrificanti del virus stesso.
Stando a quanto riportato, la
storia di Kelson prende una piega inquietante quando stringe una
nuova e sorprendente alleanza. La sua nuova partnership potrebbe
potenzialmente rimodellare la società già condannata in modo
terrificante. L’immagine appena rivelata sembra simboleggiare
questa potenziale trasformazione. Mostrare Fiennes nel mezzo di un
momento intenso suggerisce ulteriormente la trasformazione del suo
personaggio.
Nel frattempo, Spike (Alfie
Williams) si ritrova nel suo peggior incubo dopo aver
incrociato la strada dell’enigmatico Jimmy Crystal (Jack
O’Connell). Quello che inizia come un incontro casuale
sfugge rapidamente al controllo, intrappolando il primo in una
situazione che potrebbe essere peggiore della morte.
Ambientato in un mondo in cui gli
infetti non sono più la minaccia più grande, 28 anni dopo –
Il Tempio delle Ossa si concentra sull’idea che la civiltà
possa essere altrettanto malvagia, se non di più. Il sequel sarà
una ventata di aria fresca per i film. Reindirizzare l’attenzione
su qualcosa di diverso dal virus della rabbia sarà, si spera, un
cambiamento gradito per la fortunata serie horror.
Cosa sappiamo di 28 anni dopo – Il Tempio delle
Ossa
Girato subito dopo il suo
predecessore, 28 anni dopo – Il Tempio delle
Ossa riprenderà gli eventi del film precedente, che
ha incassato 150,4 milioni di dollari in tutto il mondo e ha visto
protagonisti nomi come Alfie Williams, Aaron Taylor-Johnson, Jodie Comer e Ralph Fiennes. Tuttavia, è stato anche
annunciato in precedenza che Bone Temple vedrà il ritorno
– nel finale – di Cillian Murphy, che riprende il ruolo di Jim
da 28 giorni dopo.
Descrivendo come 28 anni
dopo – Il Tempio delle Ossa sia il seguito del film
horror di successo del 2025, DaCosta rivela che il giovane Spike è
il filo conduttore tra i due film, costretto a unirsi alla setta di
Jimmy, pronta a scontrarsi con il dottor Kelson. Inoltre, secondo
DaCosta, la storia del dottor Kelson e la dinamica generale con
Samson saranno ulteriormente approfondite, poiché costituiscono
“una parte importante del film”.
28 anni dopo – Il Tempio delle Ossa uscirà
al cinema il 15 gennaio 2026.
28 anni dopo – Il tempio delle ossa è un capitolo
selvaggio, cupo e sorprendentemente edificante della saga, che
getta le basi per il futuro con alcuni colpi di scena e ritorni
importanti. Secondo capitolo della trilogia sequel di 28 Anni Dopo,
Il tempio delle ossa rivisita il giovane Spike e il dottor
Kelson mentre incontrano un pericoloso leader di una setta
soprannominato Sir Jimmy.
Mentre Jimmy semina il caos nelle
zone rurali colpite dall’epidemia, Kelson stringe silenziosamente
un legame con l’Alpha infetto soprannominato Samson e lavora a una
potenziale cura per l’epidemia. Alla fine di Il tempio delle
ossa
(la nostra recensione), la maggior parte del cast è morta, ma i
sopravvissuti si dirigono verso un futuro che potrebbe stravolgere
tutto ciò che sapevamo sulla serie.
28 anni dopo – Il tempio delle
ossa rivela che il virus della rabbia può essere curato
Il colpo di scena più grande in
Il tempio delle ossa è la rivelazione che il virus della
rabbia può essere curato, una scoperta che Kelson porta con sé
nella tomba anche se Samson viene guarito dalla combinazione di
medicine di Kelson. Grazie alla sua conoscenza della biologia
umana, dei trattamenti farmacologici e delle pratiche mediche,
Kelson trascorre gran parte di Bone Temple prendendosi cura di
Samson e stringendo amicizia con gli infetti.
Verso la fine del film, Kelson
rivela la sua teoria secondo cui Samson è stato lasciato in una
forma di psicosi dal virus della rabbia, una convinzione supportata
dalla rivelazione precedente di Samson che attacca quello che crede
essere un ghoul in decomposizione invece di un essere umano
terrorizzato. Dopo aver trovato prove della persistente umanità di
Samson, Kelson lavora a una possibile cura.
La cura impiega alcune ore per fare
effetto, ma Samson alla fine ritrova la lucidità mentale e
gradualmente si riprende. Più tardi diventa persino chiaro, quando
Samson identifica Kelson morente chiamandolo per nome, che conserva
i ricordi di ciò che ha vissuto mentre era infetto. Inoltre, Samson
conserva la sua nuova forza e stazza, sembrando persino diventare
immune alla reinfezione.
È una scoperta rivoluzionaria che
potrebbe cambiare il mondo. Purtroppo, Kelson se la porta nella
tomba, poiché muore prima di poter diffondere l’informazione. Anche
se la ricerca di Kelson potrebbe ancora esistere nel bunker, non è
chiaro se qualcuno, a parte Spike, possa pensare di cercarla lì.
Questo potrebbe anche costituire la ricerca del lavoro di Kelson
come filo conduttore per il sequel.
28 anni dopo riporta in scena Jim,
interpretato da Cillian Murphy
La scena finale di Il tempio
delle ossa sposta l’attenzione dalla storia di Kelson e dei
Jimmy, passando invece a Jim e sua figlia in una casa isolata. Jim
era il protagonista di 28 Days Later, un corriere in bicicletta che
si è risvegliato dal coma nel bel mezzo dell’epidemia di rabbia e
si è ritrovato in un mondo molto diverso.
Il film si concludeva con Jim,
Selena e Hannah che sfuggivano alla morsa del maggiore Henry West e
dei suoi soldati e venivano visti per l’ultima volta in un ambiente
confortevole e remoto. L’implicazione è che Jim e Selena, che hanno
concluso il primo film confermando la loro storia d’amore con un
drammatico bacio finale, hanno avuto un figlio insieme.
L’assenza di Selena solleva alcune
domande sul suo destino. È possibile che sia semplicemente in
un’altra parte della casa o che sia uscita per una commissione. È
anche possibile che le sia successo qualcosa, rendendo Jim un
personaggio ancora più tragico. Il finale vede Jim e sua figlia
muoversi per salvare Spike e l’ex Jimmy Ink.
Questo prepara il prossimo capitolo
della serie a essere un punto di incontro tra il film originale e i
sequel più recenti. Sarà interessante vedere come Jim influirà
sulla storia di Spike, data la presenza di quest’ultimo come filo
conduttore dei film moderni, soprattutto considerando che la figlia
di Jim sembra avere più o meno la stessa età di Spike.
Perché Kelson tradisce Sir
Jimmy
Uno degli elementi più interessanti
di 28 Years Later: Bone Temple è la dinamica tra Kelson e Sir
Jimmy. I due si incontrano solo verso la fine del film, quando
Jimmy mente ai suoi seguaci dicendo loro che lui è il diavolo, solo
per scoprire che è solo un medico. I due uomini hanno una
conversazione sorprendentemente piacevole, anche se le minacce di
Jimmy incombono su Kelson.
Inizialmente, il piano è che Kelson
assecondi i piani di Jimmy per la setta, fingendo di essere il
diavolo e rafforzando la fede dei suoi seguaci in lui. Anche se la
“benedizione” di Kelson ai piani di Jimmy di massacrare innocenti
lo turba chiaramente, è disposto a lasciar correre se questo
significa che gli risparmieranno la vita (e potenzialmente
lavoreranno su altre cure per gli Infetti).
Tuttavia, vedendo Spike tra i
seguaci di Jimmy, Kelson non riesce ad andare fino in fondo, dando
il via a una serie di eventi in cui Kelson, Jimmy e quasi tutti i
Finger muoiono. La scelta di Kelson di salvare Spike, che
altrimenti sarebbe stato ucciso o sarebbe caduto ulteriormente
sotto l’influenza di Jimmy, è il culmine del ruolo del personaggio
come modello della serie.
Kelson ha dimostrato di essere uno
dei personaggi più affascinanti della serie, un uomo che rifugge
dalle prime impressioni e trasforma l’immagine della morte in un
tributo alla vita. Kelson ha condiviso le sue esperienze con Spike
nel film precedente, riconoscendo la moralità come un mezzo per
stimolare la sua memoria per coloro che erano morti.
Questo gli dà una ragione logica
per riconoscere Spike e avere la sua epifania morale, decidendo che
non può permettere a Sir Jimmy di causare altro caos. Ciò sembra
anche giustificato dato il suo carattere. È chiaro che Kelson, un
medico così empatico da volere il consenso degli Infetti prima di
somministrare loro le medicine, è sconvolto dal costo mortale che
comporta aiutare Jimmy.
Dal punto di vista tematico, sembra
una nota finale appropriata per il personaggio. Kelson ha
sovvertito le aspettative sia dei personaggi dell’universo
narrativo che del pubblico più ampio, trasformando le immagini
scioccanti e inquietanti del tempio delle ossa in qualcosa di
silenziosamente nobile. Anche travestito da devi, Kelson doveva
essere nobile anche quando rischiava la vita.
Questo si conclude in modo notevole
con la morte di quasi tutti i personaggi citati nel film, ad
eccezione di Spike, il suo nuovo compagno Jimmy Ink e, a loro
insaputa, Samson, che è guarito. Di conseguenza, però, la
resistenza di Kelson di fronte alla malvagità e l’accettazione
dell’empatia aprono la strada a un futuro più luminoso per tutti i
coinvolti.
Dove potrebbe arrivare 28 Anni
dopo da qui in avanti?
28 Years Later ha gettato le basi
per una trilogia, e la recente conferma di un terzo film rende il
finale di Bone Temple ancora più intrigante. Sarà interessante
rivedere Jim, un altro personaggio con un ricordo nitido del mondo
prima del virus della rabbia, e vedere come reagisce a persone come
Spike.
Ci sono molte altre strade che il
prossimo sequel potrebbe intraprendere, molte delle quali
incentrate sul guarito Samson e su ciò che egli rappresenta per il
futuro della serie. Il fatto che sia stato guarito potrebbe
invogliare qualcuno a cercare di replicare il successo. Sarebbe
anche quasi impossibile eliminare completamente gli infetti.
Ci sono anche altri filoni
irrisolti, come la donna incinta che fugge dai Jimmys, che
potrebbero essere ripresi come complicazioni per personaggi come
Spike. Potrebbe anche finire per mettere i personaggi più anziani
come Jim contro i protagonisti dei film moderni. Questo prepara il
terreno affinché il terzo film possa prendere molte direzioni
potenziali.
Il vero significato di 28 anni
dopo – Il tempio delle ossa
Riprendendo i temi del film
precedente, 28 anni dopo – Il tempio delle ossa si
concentra sulla moralità di fronte a una tragedia inimmaginabile.
Con Spike come surrogato del pubblico, agli spettatori viene
mostrata un’altra forma di pensiero in opposizione all’umanità
calma e rispettosa che è al centro della filosofia di Kelson.
In contrasto con la prospettiva più
protetta e tradizionalista del padre di Spike, Jamie, Sir Jimmy è
il nichilismo caotico portato all’estremo. Mentre Jamie era
definito dalla sua vita familiare e dalla vita di paese, Sir Jimmy
ha un fervore religioso per la sua brutalità. Nessuna delle due
prospettive è considerata corretta, anche se Sir Jimmy è molto
peggiore di quanto Jamie sia mai stato.
Spike è testimone di queste diverse
filosofie e approcci a un mondo pericoloso, e ancora una volta ne
esce chiaramente valorizzando Kelson e i suoi insegnamenti. È degno
di nota il fatto che Spike alzi il coltello solo due volte, con
l’intenzione di uccidere Sir Jimmy, e solo dopo che questi ha
attaccato il dottore. Grazie a Kelson, Spike non diventa come Jamie
o Jimmy.
L’umanità di Kelson ha avuto una
chiara influenza positiva, non solo su Spike, ma anche su Samson e
tutti gli altri che sono stati influenzati dal loro esempio.
L’empatia di Spike, qualcosa che Kelson apprezzava e cercava di
coltivare, si riflette a sua volta su Jimmy Ink, portandola a
viaggiare con Spike e a rivelare il suo vero nome.
L’empatia può salvare qualcuno
piccolo come Spike e grande come Samson. In un genere
caratterizzato da persone che diventano mostri per sopravvivere, il
ruolo di Kelson nei primi due film di 28 anni
dopo sostiene che la nobile umanità può sopravvivere
anche in tempi bui. Questo conferisce a 28 anni dopo – Il
tempio delle ossa un nucleo emotivo chiaro e potente.
28 anni dopo è
uscito lo scorso anno riscuotendo recensioni entusiastiche, ma ha
incassato solo 151,3 milioni di dollari in tutto il mondo a fronte
di un budget dichiarato di 60 milioni. Il film è stato diretto da
Danny Boyle, regista di 28 giorni
dopo, che ha passato il testimone a Nia
DaCosta per 28 anni dopo – Il tempio delle ossa (leggi
qui la recensione). Il sequel è stato altrettanto apprezzato e,
per molti, è stato un film persino migliore di quello di Boyle. Si
è inoltre concluso con il ritorno di Cillian Murphy nei panni di Jim, preparando il
terreno per il terzo capitolo pianificato da Boyle, che
probabilmente ruoterà attorno a lui e allo Spike di Alfie
Williams.
Il regista ha però dichiarato fin
dall’inizio che il terzo capitolo non era una cosa certa. Ora, con
28 anni dopo – Il tempio delle ossa che ha
incassato solo 57,6 milioni di dollari su un budget dichiarato di
63 milioni, è difficile immaginare che la Sony permetta a Boyle di
concludere la sua trilogia quando c’è una buona probabilità che sia
un flop, anche con Murphy nel ruolo di protagonista. Entrambi i
film erano piuttosto eccentrici e non avevano molto in comune con
28 giorni dopo, un thriller di sopravvivenza
“zombie” abbastanza tradizionale.
Entrambi i sequel avevano qualcosa
da dire sugli esseri umani mostruosi quanto quelli infettati dal
virus della rabbia, ma questi sequel hanno preso una piega strana e
non convenzionale (ninja ispirati a Jimmy Saville, per esempio).
Questo spiega in parte il calo degli incassi al botteghino dal
primo al secondo film, e un nuovo rapporto di World of Reel suggerisce ora che
il via libera di Sony al terzo film potrebbe non avere il peso che
si potrebbe pensare.
Secondo il sito, “Ho sentito da
due fonti separate che la Sony non ha fretta di realizzare il
capitolo conclusivo della trilogia, nonostante lo abbia annunciato
lo scorso dicembre. In realtà, ho sentito che Netflix ha mostrato un certo interesse ad acquisire
il sequel, ma Danny Boyle non ne vuole sapere. Vuole che questo
capitolo finale, che dovrebbe avere come protagonista Cillian Murphy, esca nelle sale
cinematografiche”.
28 anni dopo e
28 anni dopo – Il tempio delle ossa sono stati
girati praticamente uno dopo l’altro, il che significa che almeno
un sequel era sempre garantito. Anche Murphy potrebbe non essere un
punto di forza sufficiente per la Sony a questo punto, dato il
rendimento decrescente del secondo capitolo, e vale la pena notare
che gli account social ufficiali del film stanno ora pubblicizzando
28 anni dopo – Il tempio delle ossa come “il
finale che stavate aspettando”. Questo potrebbe però anche
semplicemente essere un riferimento al cameo di Murphy. Non resta
dunque che attendere maggiori novità.