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Wilson: Judy Greer raggiunge Woody Harrelson

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judygreerSono cominciate da poco le riprese di Wilson, adattamento cinematografico diretto da Craig Johnson della famosa graphic novel omonima di Daniel Clowes. Arriva oggi da THR la novità che Judy Greer, sul grande schermo in questi giorni in Jurassic World, si è aggiunta al cast già formato da Woody Harrelson e Laura Dern.

Harrelson interpreta il misantropo protagonista che fa un ultimo sforzo per riallacciare i rapporti con la sua tossicodipendente ex-moglie, interpretata da Laura Dern, e con la figlia teenager, che non ha mai incontrato.

Non si hanno ancora dettagli sul ruolo della Greer. Clowes si è occupato anche della sceneggiatura del film, prodotto da Alexander Payne, Sam Raimi e Josh Donen.

Fonte: THR

Willy Wonka: un film potrebbe esplorarne le origini

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Willy Wonka: un film potrebbe esplorarne le origini

Produttore di Harry Potter e di Animali Fantastici e Dove Trovarli, David Heyman potrebbe avere in cantiere un nuovo importante progetto legato al mondo del fantastico: un film su Willy Wonka.

Parlando con /Film, Heyman ha raccontato qualche nuovo dettaglio sul progetto, spiegando che non sarà l’ennesimo film sulla Fabbrica di Cioccolato: “Non è un remake. Ne hanno fatti due molto diversi. Potrebbe essere una storia d’origine. Siamo nelle primissime fasi a lavoro con lo sceneggiatore, Simon Rich, il che è magnifico. Sono un grande fan di Roald Dahl. Ho cercato di lavorare per moltissimo tempo su materiale di Dahl, ma molto spesso tutto era già opzionato. Quindi, quando mi è stato suggerito questo tipo di progetto, non ci ho nemmeno pensato e ho detto sì (…) Si tratta di una sfida, perché non abbiamo libri su cui basarci ma solo il personaggio. Ma credo che ci siano tanti suggerimenti e dettagli che ci spiegano chi fosse e come era stata la sua infanzia o adolescenza. Quindi esploreremo questo.”

Le origini di Willy Wonka

Il personaggio è stato interpretato da Gene Wilder e da Johnny Depp, e proprio il secondo, con la regia di Tim Burton, ha tracciato un abbozzo di quella che poteva essere stata la vita di Willy Wonka prima di aprire la sua fabbrica. Non sappiamo se il progetto partirà dal presupposto immaginato da Burton.

Voi che ne pensate?

Willy Wonka: Tom Holland e Timothée Chalamet in lizza per il prequel

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La Warner Bros. sarebbe molto vicina alla scelta dell’attore che interpreterà il giovane Willy Wonka nell’annunciato prequel de La fabbrica di cioccolato. Il film, in lavorazione ormai da parecchio tempo, racconterà la storia dei primi anni del famoso produttore di dolciumi, divenuto celebre non soltanto grazie al romanzo di Roald Dahl, ma anche grazie all’interpretazione di Gene Wilder nel film del 1971.

Al momento la data di uscita del prequel è stata fissata per il 17 marzo 2023. Il film, il cui titolo dovrebbe essere semplicemente Wonka, sarà diretto da Paul King e prodotto da David Heyman, che avevano già lavorato insieme per l’acclamato Paddington. Ora, secondo quanto riportato da Collider, pare che siano due gli attori in lista per ottenere l’iconica parte: stiamo parlando di Tom Holland, il ben noto Spider-Man del MCU, e di Timothée Chalamet, protagonista di Chiamami col tuo nome e dell’attesissimo Dune

In passato l’iconico ruolo di Willy Wonka è stato interpretato anche da Johnny Depp nel remake del classico degli anni ’70 ad opera di Tim Burton. Come specificato dalla fonte, a nessuno dei due attori è stato ancora offerto ufficialmente il ruolo, ma pare che la Warner Bros. sia fortemente interessata ad uno dei due.

La “problematica” eredità di Willy Wonka

Indipendentemente da chi finirà per interpretare il mitico pasticcere, la Warner dovrà fare i conti con la complita eredità razziale legata alla storia de La fabbrica di cioccolato. Al centro di quest’eredità si trovano i famosissimi Oompa-Loompa che lavorano nella fabbrica di Wonka, descritti nelle prime edizioni del libro di Dahl come “pigmei africani” che Wonka “scoprì” e portò a lavorare nella sua fabbrica. Anche quando questo linguaggio direttamente colonialista venne modificato, il problema degli Oompa Loompas rimase ugualmente, portando avanti tradizioni altamente problematiche di imperialismo e caricatura razzista.

In passato Ryan Gosling aveva espresso interesse nei confronti del ruolo di Willy Wonka, mentre all’inizio, quando il progetto era ancora in uno stato embrionale, si era parlato di Ezra Miller e di Donald Glover come possibile candidati al ruolo.

Willy Wonka: Ezra Miller, Ryan Gosling e Donald Glover nella shortlist

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Si torna a parlare dello spin off su Willy Wonka, film che si concentrerà esclusivamente sul proprietario della Fabbrica di Cioccolato, reso celebre da Gene Wilder e poi da Johnny Depp.

Tramite Collider, sappiamo che il progetto continua la fase di sviluppo e si stanno facendo i primi nomi relativi all’interprete principale, tanto che esiste già una short list di nomi papabili per la Warner Bros.

Trai nomi celebri presenti nella lista, riconosciamo Ryan Gosling, che già in passato aveva detto di essere interessato al ruolo; Ezra Miller, noto al grande pubblico per il ruolo di Flash in Justice League; Donald Glover, al momento in sala nei panni del giovane Lando in Solo: A Star Wars Story.

Willy Wonka è stato originariamente interpretato da Gene Wilder nel 1971. Successivamente Johnny Depp ne ha vestito i panni in Charlie e la Fabbrica di Cioccolato, film del 2005 diretto da Tim Burton. Il reboot di Burton ricevette opinioni contrastanti ma nel 2016 Warner. ha annunciato lo spin-off su Willy Wonka.

In quanto alla trama, Warner sta mantenendo il più assoluto segreto sul prequel ma è probabile che si tratterà di una origin story. Il film verrà prodotto da David Heyman (Animali Fantastici e Dove Trovarli) e scritto da Simon Rich (Pets – Vita da Animali).

Willy Wonka torna su Netflix: Taika Waititi protagonista del nuovo remake animato con uscita nel 2027

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Netflix ha ufficialmente svelato il suo nuovo progetto dedicato a Willy Wonka, annunciando un film animato intitolato Charlie vs. the Chocolate Factory. Il progetto vedrà Taika Waititi dare voce al celebre eccentrico cioccolataio, con uscita prevista nel 2027 sulla piattaforma Netflix.

Il film, diretto da Jared Stern ed Elaine Bogan, rappresenta una nuova rilettura del mondo creato da Roald Dahl, ma con un’impostazione narrativa inedita: la storia si svolgerà dopo gli eventi del celebre concorso del Golden Ticket. In questa versione, Wonka torna alla fabbrica dopo aver scontato una pena, trovandola però occupata da Charlie e un gruppo di ragazzi pronti a mettere in atto un colpo per salvare le proprie famiglie.

Ma non si tratta di un semplice remake. Il film propone una visione completamente nuova del rapporto tra Wonka e Charlie, trasformando il racconto in una sorta di heist story ambientata nella fabbrica più iconica della letteratura per ragazzi. Una scelta che segna una rottura netta con le versioni precedenti e punta a rinnovare profondamente il materiale originale.

Il nuovo Willy Wonka tra reboot e reinvenzione: perché Netflix cambia le regole della storia

Il progetto nasce dopo l’acquisizione della Roald Dahl Story Company da parte di Netflix, che ha aperto la strada a una nuova fase di adattamenti più liberi e sperimentali. Charlie vs. the Chocolate Factory sembra incarnare perfettamente questa strategia: non una trasposizione fedele, ma una reinterpretazione che espande l’universo narrativo.

La scelta di ambientare la storia in una Londra contemporanea e di ribaltare i ruoli tra Wonka e Charlie suggerisce un approccio più moderno, capace di dialogare con il pubblico attuale. Allo stesso tempo, il coinvolgimento di uno studio come Sony Pictures Imageworks garantisce un livello tecnico elevato, in linea con le ambizioni del progetto.

Il ruolo di Taika Waititi è centrale in questa operazione. La sua sensibilità tra ironia e eccentricità potrebbe ridefinire il personaggio di Wonka, rendendolo più ambiguo e meno fiabesco rispetto al passato. Un cambiamento che potrebbe dividere il pubblico, ma anche rilanciare il franchise in una direzione più audace.

Se il film riuscirà a bilanciare rispetto per l’opera originale e innovazione narrativa, Netflix potrebbe aver trovato un modo efficace per riportare Willy Wonka al centro dell’immaginario contemporaneo. Perché, in questo caso, la sfida non è raccontare di nuovo la stessa storia, ma dimostrare che può ancora sorprendere.

FOTO DI COPERTINA: Il regista Taika Waititi arriva alla première di Los Angeles di “Last Night In Soho” della Focus Features. Foto di Image Press Agency via DepositPhotos.com

Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato: tutte le curiosità sul film

Tutti conoscono il film del 2005 La fabbrica di cioccolato, diretto da Tim Burton e con Johnny Depp nei panni dell’iconico Willy Wonka, proprietario della stravagante fabbrica di cioccolato del titolo. Le generazioni di spettatori più giovani probabilmente non sanno però che già nel 1971 era stato portato sul grande schermo un adattamento del celebre romanzo omonimo di Roald Dahl. Con il titolo Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, questo presenta grossomodo la medesima vicenda, seppur con alcune significative differenze. Diretto da Mel Stuart e interpretato dall’attore Gene Wilder, il film è oggi considerato un vero e proprio cult.

A far scoprire il romanzo di Dahl a Stuart fu sua figlia, che avendo appena letto il libro gli chiese di farne un film. Ben presto, il racconto divenne oggetti di forte interesse, presentandosi sulla carta come un film adatto alle famiglie sulla scia di titoli come Il mago di Oz e Mary Poppins. La sceneggiatura che ne venne scritta, firmata da David Seltzer, lasciò però particolarmente scontento proprio Dahl, il quale affermò che questo adattamento aveva completamente perso di vista il cuore narrativo del racconto, dando inoltre maggior enfasi a Wonka piuttosto che a Charlie, il vero protagonista del romanzo.

Distintosi per dei buoni incassi e per una nomination agli Oscar per la miglior colonna sonora, Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato è ad ogni modo divenuto un classico del cinema fantastico, guadagnando sempre più popolarità anche a distanza di tempo dalla sua uscita. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato: la trama e il cast del film

Protagonista del film è il giovane Charlie Bucket, il quale vive in estrema povertà insieme ai genitori e ai quattro nonni. La sua vita cambia improvvisamente quando trova uno dei cinque biglietti d’oro che permettono ad altrettanti fortunati di fare una visita nella misteriosa fabbrica di cioccolato di proprietà dell’ancor più misterioso Willy Wonka. Accompagnato dal nonno Joe, Charlie ha così modo di conoscere tanto gli altri bambini vincitori quanto una realtà imprevedibile, che si svelerà sempre più ai suoi occhi come l’inizio di qualcosa di magico nella sua vita.

Come anticipato, ad interpretare Willy Wonka vi è l’attore Gene Wilder, celebre anche per il film Frankenstein Junior. Questi accettò la parte solo a condizione che la prima apparizione di Wonka sullo schermo lo avesse visto uscire dalla fabbrica zoppicando claudicante con un bastone, per poi perderlo lungo il tragitto, e fare una capriola rivelando di essere sanissimo. Tale sua volontà è stata poi esaudita e questo è proprio il modo in cui Wonka compare per la prima volta nel film. L’attore, inoltre, contribuì a definire il look del personaggio, in particolar modo per quanto riguarda l’abbigliamento.

Accanto a lui, nei panni del giovane Charlie Bucket, vi è Peter Ostrum. Per lui si trattò del primo film come attore e rimase anche l’unico, in quanto in seguito Ostrum decise di abbandonare la recitazione per diventare un veterinario. L’attore premio Oscar Jack Albertson interpreta il ruolo del nonno Joe, mentre gli attori Julie Dawn Cole, Denise Nickerson, Paris Themmen e Michael Bollner interpretano rispettivamente Verusca Salt, Violet Beauregarde, Mike Travis e Augustus Gloop, gli altri bambini vincitori del concorso. Questi ultimi e Ostrum hanno dichiarato di essere rimasti in contatto dopo il film e ancora oggi partecipano insieme ad occasioni dedicate a questo.

Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato film

Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato: le differenze tra il libro e il film

Un romanzo come quello di Dahl era particolarmente complesso da adattare, in particolare per la grande quantità di ambienti e situazioni bizzarre. Si dovette pertanto ricorre ad una serie di modifiche, che trasformarono però il racconto a tal punto da non renderlo gradito allo scrittore. La prima sostanziale differenza è quella di aver reso Willy Wonka il protagonista, riportandolo come tale già nel titolo del film. Oltre ciò, differenze si possono ritrovare nella descrizione della famiglia di Charlie. Nel film questa è infatti molto meno povera rispetto a quanto riportato nel libro. Un elemento che il film amplifica rispetto al libro è inoltre quello delle canzoni.

Nel libro queste vengono eseguite solo dagli Oompa Loompa, mentre nel film vi sono diversi personaggi che si esibiscono nel canto. Anche gli stessi Oompa Lumpa sono stati raffigurati in modo diverso rispetto al libro. In questo, sono personaggi grandi come bambole e continuamente intenti a ridere. Nel film sono invece di dimensioni maggiori e si caratterizzano per la pelle arancione e i capelli verdi. In ultimo, il personaggio di Wonka acquista nel film dei connotati molto più inquietanti e da sociopatico. Di conseguenza, molte situazioni nel corso del film acquistano un tono più cupo.

Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes, Now e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di venerdì 10 giugno alle ore 21:10 sul canale TwentySeven.

Fonte: IMDb, Looper

Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato: reunion del cast dopo 44 anni

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Dopo ben 44 anni al Today Show della NBC c’è stata la reunion del cast di Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, il film culto del 1971 con protagonista Gene Wilder. Ecco tutto il cast, compreso i cinque vincitori del biglietto d’ro e uno degli Oompa Loompa riuniti per l’occasione:

Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato: in arrivo il prequel

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Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato: in arrivo il prequel

A circa due mesi dalla scomparsa di Gene Wilder, indimenticabile interprete – tra gli altri – di Willy Wonka e la Fabbrica di Ciccolato, arriva la notizia che la Warner Bros. è al lavoro su un prequel dedicato al personaggio nato dalla penna di Roald Dahl.

Il film non sarà un nuovo adattamento del romanzo uscito nel 1964 o del suo seguito Il grande ascensore di cristallo, né una storia di origini, ma racconterà bensì un’avventura vissuta da Willy Wonka in età giovanile. Nel nuovo film non saranno neanche presenti personaggi storici come Charlie Bucket, che probabilmente appariranno in altri film se si deciderà di dare il via ad un vero e proprio franchise. La nuova pellicola Wonka sarà prodotta da  David Heyman (la saga di Harry Potter), mentre la sceneggiatura porterà la firma di Simon Rich.

Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato: reunion del cast dopo 44 anni

La fabbrica di cioccolato è tra i più famosi libri per ragazzi scritti da Roald Dahl. Il racconto è ispirato alla giovinezza di Dahl: quando frequentava la Repton School, la famosa ditta produttrice di cioccolato Cadbury spediva ai collegiali delle scatole piene di nuovi tipi di dolci e un foglietto per votare. I dolci preferiti venivano quindi immessi nel mercato.

Da questa storia sono stati tratti due film: Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato di Mel Stuart e La fabbrica di cioccolato di Tim Burton.

Fonte: CS

Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato: il trailer onesto

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Screen Junkies ha pubblicato il trailer divertente trailer onesto di Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, il film di Mel Stuart con protagonista lo straordinario Gene Wilder.

Il film è ispirato ad un romanzo di Roald Dahl, La fabbrica di cioccolato, nuovamente portato sullo schermo nel 2005 da Tim Burton ne La fabbrica di cioccolato, con Johnny Depp nel ruolo già ricoperto da Gene Wilder.

Con il passare degli anni, Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato ha acquisito nuova popolarità e un particolare status di “cult movie” per diverse generazioni, grazie in larga parte ai ripetuti passaggi televisivi (specialmente sotto le festività natalizie) di cui è stato fatto oggetto nel corso degli anni. Nella classifica dei migliori 50 cult movies stilata nel 2003 dalla rivista statunitense Entertainment Weekly, il film viene piazzato alla posizione numero 25.

Willow: recensione del film di Ron Howard

Willow: recensione del film di Ron Howard

Willow è il film del 1988 diretto da Ron Howard con Warwick Davies, Val Kilmer, Joanne Whalley, Jeam Marsh In Willow Il nano contadino Willow lascia le sue abituali occupazioni per aiutare la piccola Elora, abbandonata sulle rive di un fiume  a riconquistare il trono usurpatole dalla strega Bavmorda, ricevendo l’aiuto di un variegato gruppo di compagni di strada.

Analisi: Concepito da George Lucas fin dai primi anni ’70, questo tipico esempio di fantasy pre-Signore degli Anelli trova finalmente la realizzazione nella seconda metà degli anni ’80; impegnato nella parte produttiva (assieme Joe Johnston e Nigel Wooll), Lucas ne affida la direzione a Ron Howard, qui alla sua terza regia dopo i successi di Splash e Cocoon. Il film mescola la consueta ispirazione tolkeniana ad elementi favolistico – biblici (con echi che vanno da Biancaneve a Mosè).

willow recensione Kilmer DavisIl ruolo del protagonista è affidato a Warwick Davies, volto notissimo agli appassionati del genere, ai tempi reduce da Labyrinth e che in seguito avrebbe interpretato la serie di Leprechaun per poi avere il ruolo fisso del Professor Filtwick nella saga di Harry Potter. Il resto del cast principale vede la presenza di Val Kilmer (in un periodo abbastanza complicato della carriera, dopo il successo di Top Gun e prima del controverso biopic dedicato da Oliver Stone ai Doors di qualche anno dopo), nel ruolo di Madmartigan, il classico lestofante che dapprima agisce per puro opportunismo, per poi dedicarsi pienamente alla causa; Joanne Whalley, voto noto del cinema degli anni ’80 (che di Kilmer sarebbe in seguito diventata la moglie) è la figlia della strega che si schiererà contro la madre, anche mossa dall’amore per Madmartigan; Jeanne Marsh è la cattiva della situazione, attrice conosciuta soprattutto agli spettatori della tv britannica.

Più che all’abilità della regia (per Howard si tratta di un passo indietro rispetto alle precedenti prove) o alla perizia degli interpreti, Willow è affidato soprattutto alla potenza degli effetti speciali, a cura naturalmente della Industrial Light & Magic, che lanciano definitivamente la tecnica del morphing, fino ad allora solo  sperimentata solo in modo occasionale. Il resto è affidato a panoramiche ed ambientazioni riprese su e giù per il globo, dall’Inghilterra alla Cina, passando per la Nuova Zelanda, in un’altra anticipazione del Signore degli Anelli.

Critica divisa, ma per lo più tiepida, pubblico più convinto, che sancisce il successo al botteghino (ma il film ha goduto di buona longevità anche sul mercato dell’home video), ma l’esito resta comunque al di sotto delle aspettative: si voleva un blockbuster all’altezza di altri giganti lucasiani, si ottiene un film che subisce la concorrenza di Crocodile Dundee II, Rambo III e Big, e che perde la corsa all’Oscar per il sonoro e gli effetti visivi contro il caterpillar Roger Rabbitt.

Willow: recensione del film di Milcho Manchevski #RomaFF14

Willow: recensione del film di Milcho Manchevski #RomaFF14

Celebre per il suo Prima della pioggia, Leone d’Oro alla 51ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il regista macedone Micho Manchevski presenta ora alla Festa del Cinema di Roma il suo nuovo film, intitolato Willow. Girato tra la Macedonia del Nord e l’Ungheria, la pellicola è suddivisa in tre storie, ognuna delle quali con protagonista una donna. Tre storie agrodolci che esplorano i temi dell’amore, della fiducia e della maternità.

La prima di queste è ambientata nel Medioevo, dove un’anziana donna si offre di aiutare una giovane coppia che non riesce a concepire. In cambio chiederà tuttavia il loro primogenito. Nelle due storie successive, ambientate in epoca contemporanea, si affronteranno invece le questioni riguardanti la fecondazione assistita e l’interruzione della gravidanza, il tutto attraverso gli occhi di due sorelle.

Willow, il desiderio di maternità

“Willow” è il termine inglese per la pianta salice, il cui significato più comune è quello di dolore e lacrime. Non a caso, dunque, è un elemento così ricorrente all’interno del film. Questo attraversa le storie messe in scena nel film, le congiunge spazialmente e tematicamente. E numerosi oltre a questo sono i richiami presenti tra i tre episodi, oggetti o avvenimenti che ritornano e si ripresentano sotto differenti declinazioni, ma tutti mirati a narrare della medisima cosa, ovvero del desiderio di maternità, di come questo germogli e si sviluppi, di cosa renda davvero “madri”.

Si parte da un primo episodio ambientato in un indefinito periodo medievale, dove si parla di maledizioni, rituali da eseguire e forte devozione nel divino. Un episodio visivamente affascinante, che cattura inizialmente per i suoi spazi e per i sentimenti primordiali che animano i personaggi, capaci di macchiarsi di terribili peccati pur di preservare ciò amano. Da qui si viene bruscamente catapultati per le strade di una città di oggi, dove quei peccati sembrano ricadere sui discendenti di chi li ha commessi. Sono cambiati i tempi, ma il desiderio di maternità rimane invariato, costretto tuttavia ad affrontare nuove sfide.

Ed è finalmente qui, con il secondo e terzo episodio che il regista può spalancare le porte allo spettatore, permettendogli di entrare nel suo mondo. Di scontrarsi con le vite apparentemente normali di due donne, le quali portano tuttavia su di loro i segni di quell’antico peccato, costrette a vivere le incertezze date dal complesso mondo della fertilità oggi.

Il regista cerca allora di raffigurare nella maniera più semplice e fedele possibile i drammi di chi si trova a vivere una tale situazione, e lo fa mettendosi al servizio della storia, senza forzare la mano dell’autore ma lasciando che siano i personaggi a lasciar trasparire la storia. Il risultato è uno struggente ritratto che scava alle radici del desiderio di essere madre, portando alla luce una verità rintracciabile anche nel tematicamente simile Un affare di famiglia, il film del regista giapponese Hirokazu Kore’eda vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes 2018.

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Willow: cosa fa di una donna una madre?

Pur trattando temi attuali come la fecondazione assistita, l’aborto, l’adozione e quant’altro sia legato al fragile mondo della maternità, il film si concede il piacere di non apportare un giudizio morale a tutto ciò. Al contrario sempre più appare chiaro quello che sembra essere il cuore del film, racchiuso nell’ultimo breve ma intenso episodio del film. Il regista compie un lungo percorso per arrivarvi, talvolta rischiando di depistare lo spettatore, ma arriva infine a porre, senza pronunciarla esplicitamente, la domanda su cosa faccia di una donna una madre. È sufficiente avere un figlio per diventare tale? La risposta sembrerebbe negativa, ed è tutt’altro che scontata.

Quella che appare come l’unica vera madre del film è anche l’unica che non lo è di sangue. L’essere madre allora sembra derivare non esclusivamente dall’atto di generare, ma anche dal rapporto che si costruisce con il proprio figlio. Dal dolore e dagli affanni, dalle preoccupazioni e dai sacrifici che si compiono in suo nome. È proprio per questo che nel chiudersi con un campo e controcampo del sorriso reciproco di madre e figlio, il film trova un suo compimento naturale, ed emotivamente toccante.

Willow: la serie Lucasfilm cancellata dopo una sola stagione

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Willow: la serie Lucasfilm cancellata dopo una sola stagione

Non ci sarà una seconda stagione di Willow, la serie originale live-action di Disney+ basata sul film fantasy del 1988 diretto da Ron Howard. La notizia arriva due mesi dopo che la prima stagione di otto episodi, che era un sequel del film originale, si è conclusa sulla piattaforma di streaming.

La serie non ha avuto l’impatto culturale che ha invece avuto all’epoca dell’uscita il film originale ma è stato ben accolto dalla critica, ottenendo un 83% su Rotten Tomatoes. Anche se la serie non continuerà, Willow rimane un IP importante nella libreria di Lucasfilm, quindi potrebbe essere rivisitato in futuro.

La notizia arriva mentre Lucasfilm ha rivalutato la sua lista di film, prendendosi del tempo per identificare il prossimo film del franchise di Star Wars. Nel frattempo, la società ha costruito una considerevole impronta televisiva con Star Wars su Disney+ grazie a serie come il successo live-action The Mandalorian e le imminenti Ahsoka, Acolyte e Skeleton Crew, oltre ai programmi animati.

La cancellazione arriva anche a seguito di un maggiore controllo da parte delle società di media, tra cui Disney, che hanno frenato la spesa per i contenuti in streaming in cerca di redditività.

Willow ha introdotto nuovi personaggi ed è stato ambientato in un mondo in cui prosperano brownies, stregoni, troll e altre creature mistiche. Un improbabile gruppo di eroi parte per una pericolosa ricerca in luoghi lontani dalla loro casa, dove devono affrontare i loro demoni interiori e unirsi per salvare il loro mondo.

Ellie Bamber, Ruby Cruz, Erin Kellyman, Amer Chadha-Patel e Tony Revolori hanno recitato al fianco di Warwick Davis, che ha ripreso il ruolo di Willow Ufgood. Jonathan Kasdan ha scritto il pilot ed è stato co-showrunner insieme a Wendy Mericle; Howard e lo scrittore Bob Dolman. Kathleen Kennedy e Michelle Rejwan sono state anche produttrici esecutive.

Willow: in che modo la serie è stata influenzata da Il Risveglio della Forza

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In una recente intervista con Deadline, Jonathan Kasdan ha spiegato come Star Wars: Episode VII – Il Risveglio della Forza abbia influenzato la serie sequel di Willow. Lo showrunner ha ammesso che attraverso il suo legame con il film di Star Wars – un film a cui suo padre Lawrence Kasdan ha contribuito come sceneggiatore – ha imparato il valore degli effetti pratici durante la creazione di immagini fantastiche per lo spettacolo.

Il Risveglio della Forza ha avuto una grande influenza su questo show perché è stata un’esperienza così formativa sia per Michelle [Rejwan] che per me in termini di capire cosa funziona e cosa no e quanto vuoi provare a portare avanti le cose e quanto vuoi dare alle persone ciò che si aspettano. Ci sono stati giorni in cui avevamo 30 troll completamente protesizzati… Sembrava che la dichiarazione d’intenti fosse: come rendere tutto il più reale possibile? E come ti facciamo porre la domanda, cosa hanno fatto veramente e cosa è digitale?”

Il risultato, in Willow, è davvero sorprendente. La serie è disponibile su Disney+, con un nuovo episodio a settimana.

Willow: i Funko Pop! ufficiali per celebrare i 35 anni del film

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Willow: i Funko Pop! ufficiali per celebrare i 35 anni del film

In occasione dei 35 anni di Willow, FUNKO Pop! ha realizzato una serie di statuine dedicate ai personaggio del film di Ron Howard. Le nuove figure presentano il trio principale incaricato di salvare la piccola Elora Danan dal malvagio Bavmorda, più uno degli scagnozzi della strega cattiva.

La prima delle figure è il film di Willow Ufgood, interpretato da Warwick Davis, con lo stregone Nelwyn che culla la piccola Elora tra le braccia. Poi arriva Sorsha (interpretata da Joanne Whalley), la figlia di Bavmorda diventata brava grazie all’amore di Madmartigan. Viene fornita completa della sua armatura da caccia e della sua spada, e la collezione presenta anche una variante dell’inseguimento della principessa nel suo elmo da guerriero.

Per i fan che hanno subito il fascino dello spadaccino Madmartigan (Val Kilmer), anche lui fa parte della collezione, nella sua famosa armatura d’oro del finale del film, così come la sua iconica spada. A completare le figure c’è l’incombente generale Kael, braccio destro di Bavmorda, minaccioso nella sua armatura e nell’elmo a forma di teschio.

La serie sequel del film, distribuita su Disney+ nel 2022, è stata cancellata dopo un solo ciclo.

Willow: cosa rivela il trailer della serie Disney+

Willow: cosa rivela il trailer della serie Disney+

Il 26 maggio è stato rilasciato il primo trailer di Willow, la serie prodotta dalla Lucasfilm e basata sull’omonimo film del 1988 di Ron Howard (Solo, Pavarotti). In attesa dell’uscita delle otto puntate su Disney+ – prevista a partire dal 30 novembre – vediamo le principali curiosità suscitate dal teaser dello show.

Una nuova ricerca

Willow Trailer 1In una scena del trailer, vediamo un gruppo di eroi che guardano il mare in una giornata burrascosa. Appare chiaro fin da subito che il mago Willow dovrà affrontare una nuova missione, probabilmente in nuovi luoghi e accanto a nuovi personaggi.

I nuovi arrivati sono Graydon (Tony Revolori), Boorman (Amar Chadha-Patel), Dove (Ellie Bamber), Kit (Ruby Cruz) e Jade (Erin Kellyman). Nel trailer di Willow, sembra esserci Elora Danan, anche se non è stata nominata ancora nessuna attrice per il ruolo. Non mancano però i personaggi già noti: primo fra tutti, il protagonista sarà interpretato come nel film originale da Warwick Davis.

Rovine sconosciute

Città in Rovina Willow trailerIl gruppo che vediamo nel trailer di Willow arriva di fronte alle rovine di quella che dev’essere stata una grande città. Due statue fanno da guardia alle porte di questo luogo che sembra estendersi per chilometri. Per ora è difficile comprendere di che città potrebbe trattarsi, ma forse le tracce di questo luogo si trovano nella trilogia scritta da George Lucas e Chris Claremont.

Cronache della guerra dell’ombra è una serie di romanzi ambientata quindici anni dopo il film di Ron Howard. Nella storia, un misterioso evento distrugge la maggior parte del mondo, tra cui la città di Tir Asleen. Se i libri sono l’ispirazione della serie, la città vista nel trailer potrebbe essere proprio Tir Asleen.

Un Willow potenziato

WillowNel film originale, Willow Ufgood (Warwick Davis) è inizialmente un contadino che aspira a diventare mago ma che non crede di averne le potenzialità. Nel corso del lungometraggio, Willow impara a conoscere il mondo magico e a gestire i poteri.

Diversamente, già dal trailer della serie conosciamo un Ufgood skillato. Willow cammina con un possente bastone di legno che ha una gemma verde incandescente incastonata nella parte superiore. Inoltre, lo stregone utilizza l’arma abilmente in un duello con un nemico sconosciuto.

Il ritorno di Sorsha

Sorsha-in-Willow-trailerStando al trailer, Willow Ufgood non sarà l’unico personaggio del film originale a tornare per la serie. Joanne Whalley riprenderà il ruolo di Sorsha e sembra che sarà la regina del restaurato regno di Tir Asleen.

Nel film, Sorsha si presenta inizialmente come un guerriero spietato che dà la caccia a Willow, per poi rivoltarsi contro la madre Bavmorda. Sorsha cambia atteggiamento dopo essersi innamorata di Madmarigan (Val Kilmer), il guerriero che aiuta Willow ed Elora Danan nel loro viaggio.

Sorsha sfodera di nuovo la spada

Sorsha Willow teaserCiò che rende Sorsha un grande personaggio nel film fantasy originale è la sua spada. Questa abilità di Sorsha la eleva in cima alle file dell’esercito di Bavmord e le permette l’accesso alla classe dei migliori guerrieri del suo mondo.

Stando al trailer di Willow, il personaggio continuerà ad usare l’arma anche nella serie. Non a caso, una rapida inquadratura del video mostra Sorsha mentre disegna una spada in quello che potrebbe essere il suo palazzo.

La principessa guerriera

Kit Ruby CruzSembra che sia la principessa Kit (Ruby Cruz) a muovere il gruppo di personaggi principali per la ricerca di suo fratello dopo che il ragazzo è stato rapito.

Kit appare più volte nel teaser di Willow, ha in mano una spada e combatte contro nemici sconosciuti e mascherati. Qual è la storia del personaggio? Se Kit è una principessa, potrebbe essere figlia della regina Sorsha. Inoltre, visto che Sorsha e Madmartigan hanno adottato Elora Danan, potrebbe trattarsi della stessa persona, magari chiamata nella serie con uno pseudonimo.

Dov’è Elora Danan?

Willow Elora DananCi sono nel trailer di Willow alcuni indizi che suggeriscono che Elora e Kit non sono la stessa persona. Prima di tutto, nel film Elora ha i capelli rossi e ricci, tratto distintivo che manca a Kit. Inoltre, il film è uscito più di trent’anni fa e la stessa quantità di tempo sembra essere passata all’interno della storia. Elora dovrebbe quindi avere trent’anni nella serie, un’età certamente maggiore a quella che dimostra Kit. Viene da chiedersi: che fine ha fatto Elora da adulta?

Elora è il nemico in Willow?

Willow TrailerIn un punto del trailer, Willow e il team si trovano costretti ad affrontare una misteriosa minaccia dotata di una bacchetta simile a quella di Raziel. Data l’assenza di Elora per tutto il resto del video, forse è lei il cattivo che si vede?

Elora ha giocato un ruolo principalmente eroico e positivo nel film originale, ma la serie potrebbe allontanarsi in modo significativo dalle aspettative dei fan. Lo show Disney+ potrebbe rivelare che Elora crescendo è diventata una potente maga come Bavmorda, una delle streghe più potenti mai viste al cinema.

Madmartigan non torna in Willow

val kilmer in willowIl trailer non mostra alcuna traccia di uno dei personaggi principali del film Willow: Madmartigan, interpretato da Val Kilmer. L’Hollywood Reporter ha rivelato che la salute dell’attore gli ha impedito di prendere parte alle riprese della serie.

In ogni caso, il produttore esecutivo e scrittore Jonathan Kasdan ha dichiarato che lo ”lo spirito di Madmartigan è vivo’‘ anche nello show. Va detto che l’assenza potrebbe anche essere determinata dalla storia della serie, aprendo la possibilità per un ritorno di Madmartigan nella seconda stagione.

Willow, recensione della serie Disney+ con Warwick Davis

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Willow, recensione della serie Disney+ con Warwick Davis

Se ne è parlato per decenni (dal 2005 circolano voci di un sequel) e adesso, in forma di serie tv per Disney+, arriva Willow, che riporta al pubblico affezionato e a potenziali nuovi fan le avventure dello stregone con il volto di Warwick Davis. A promuovere l’idea dello show alle alte sfere Disney è stato Jonathan Kasdan, che infatti compare in veste di ideatore e sceneggiatore dello show, dopo che, sul set di Solo: A Star Wars Story, aveva bombardato Davis con domande, suggestioni e idee per quella che poi sarebbe diventato questo nuovo ciclo di 8 episodi che riprende la storia del film, raccontandoci le sorti di Elora Danan, la bambina, ora giovane donna, destinata a diventare imperatrice di tutta Andowyne.

Willow, la trama

Come ci aveva già suggerito il finale del film del 1988, Elora cresce sotto falso nome alla corte di Madmartigan e Sorsha, sovrani di Tir Asleen. Sorsha, rimasta senza il suo Madmartigan, deve fare i conti con due figli gemelli che proprio non ne vogliono sapere nulla di abbracciar eil loro destino di futuri regnanti. La tempestosa Kit preferisce tirare di scherma con la sua amica Jade, aspirante guardia di palazzo, mentre l’affascinante Airk è molto più preso dalle fanciulle che dal suo ruolo di futuro re. Quando però le forze del male si risvegliano e rapiscono Airk, una strampalata compagnia viene incaricata di liberare il principe, purché si avvalga dell’aiuto dello stregone Willow. 

Riesumare un franchise

Sembrava complicato riportare in vita un franchise sepolto da così tanto tempo. Certo, sepolto per modo di dire, dal momento che il film di Ron Howard è un cult al pari di Labirynth e La storia fantastica, ma la macchina produttiva Disney+ è riuscita a far gemmare l’unica PI Lucasfilm che non fosse gravata dalla “maledizione” che invece sembra pesare su Star Wars (che non riesce a trovare una strada dopo la conclusione, molto criticata, della terza trilogia).

Il pretesto narrativo è semplice, lo sviluppo estremamente canonico, ma anche un grande classico come Willow si aggiorna ai tempi, concentrandosi principalmente sulle individualità e sui caratteri dei singoli personaggi. Se già il film originale vantava una inclusività inedita per l’epoca, il ventaglio della rappresentazione in Willow – la serie si moltiplica e offre la possibilità di raccontare molti più punti di vista, anche perché “la compagnia” di eroi chiamarti all’azione è più numerosa rispetto all’armata di due, formata da Davis e Val Kilmer nel film del 1988.

Meno epicità e più introspezione

Questo significa che la storia nel complesso perde di epicità, ma che si arricchisce di introspezione e probabilmente parla meglio all’oggi e a ciò che interessa adesso alle giovani generazioni, le quali dovrebbero essere il principale pubblico dello show, dal momento che la storia è comunque un’avventura di formazione. Certo, c’è grande rispetto e fedeltà verso ciò che è stato e anche la giusta quantità di riferimenti; molti luoghi sono gli stessi e la storia è chiaramente un sequel diretto.Per cui i fan hardcore che hanno superato i 40, saranno appagati.

Continuità visiva tra vecchio e nuovo

Dal punto di vista formale, si è optato per l’utilizzo di effetti speciali e visivi che apparissero in continuità con il film. Chiaramente si vede che gli anni sono passati e che l’aspetto della serie è moderno rispetto a Willow 1988, ma è innegabile una rassicurante affinità visiva trai due prodotti. 

Oltre al ritrovato Warwick Davis che sembra maturato dentro al costume dello stregone, il cast di giovani interpreti rivela una ricerca davvero intelligente nello scovare visi particolari con tratti riconoscibili. Erin Kellyman, già vista in The Falcon and the Winter Soldier, è forse l’esempio migliore di questa caratterizzazione somatica degli interpreti che riporta un quadro vivace dei partecipanti alla quest eroica. Naturalmente ci sono interpreti più e meno in parte, tuttavia l’impressione generale è che il tono squisitamente favolistico della storia sia in grado di far perdonare qualche ingenuità interpretativa. 

Willow è l’iconico Warwick Davis

Chi invece sembra non perdere neanche un colpo è l’iconico Warwick Davis, che con Lucasfilm ha costruito gran parte della sua carriera e che è, a oggi, uno dei volti più riconoscibili per gli spettatori nerd di vecchia e nuova generazione. Il suo Willow è esattamente quello di 34 anni fa, forse leggermente attempato e con molta esperienza in più, soprattutto in fatto di magia, ma ha sempre lo stesso cuore grande e lo stesso sfrenato desiderio di compiere il bene. E forse è questo l’elemento di maggiore pregio di tutta l’operazione. 

Willow, la serie: l’incontro con Warwick Davis e Jonathan Kasdan

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Willow, la serie: l’incontro con Warwick Davis e Jonathan Kasdan

Figlio d’arte e già sceneggiatore di Solo: A Star Wars Story, Jonathan Kasdan si fa carico di riportare in auge, dopo diversi decenni, uno dei marchi più cari alla Lucasfilm, quello di Willow, film del 1988 con Warwick Davis che adesso diventa una serie omonima, che dà seguito ai fatti raccontati in quella rocambolesca avventura.

In occasione della conferenza stampa mondiale di presentazione della serie, disponibile su Disney+ a partire dal 30 novembre, Kasdan in persona ha parlato del progetto che ha visto di nuovo coinvolto nell’iconico ruolo Davis. “C’era da tanto tempo tra me, Ron (Howard, regista del film, ndr) e Warwick l’impulso di continuare questa storia e tornare in questo mondo. Io ci sono arrivato come fan, loro invece c’erano già dentro ​​entrambi come creatori, e hanno trovato un campione in me. Ho continuato a lottare e sperare che avremmo avuto la possibilità di tornare in quel mondo, e il mio asso nella manica era ovviamente Warwick che aveva detto che sarebbe tornato e che sarebbe stato così attraente che l’America – e il mondo – sarebbero caduti in ginocchio ai suoi piedi. Penso che tutti lo abbiano capito, e tutti lo abbiano apprezzato, che c’era qualcosa di veramente speciale nell’opportunità di riportare questo personaggio sullo schermo.”

Come ogni franchise che ha radici profonde nel cuore dei fan e che viene riproposto anche ad un pubblico moderno, la via giusta dovrebbe essere quella di riuscire a tenersi in equilibrio tra ciò che i fan di lunga data si aspettano e quello che invece vuole il pubblico nuovo e che esige la storia. “Quella è la sfida – ha spiegato Jonathan Kasdansempre, con ogni episodio che stai attraversando il confine, tra renderlo familiare e soddisfare ciò che i fan si aspettano dal marchio “Willow”, e poi provare a spingerlo avanti e raccontare una storia sorprendente e inaspettata. E sai, la grande arma che avevamo con noi era Warwick, che ha dato credibilità alla serie, e nel momento in cui lo vedi sullo schermo, improvvisamente credi che questi altri sei ragazzini possano in qualche modo inserirsi in quel mondo, e abitarlo davvero. E lo hanno fatto in modo così bello e con tanto gusto ed entusiasmo. E sono stati così bravi a farlo che la serie è davvero sia un omaggio al film che una progressione naturale della sua storia.”

Willow, il ritorno di Warwick Davis

Ma, come ha detto Kasdan, non ci sarebbe stata una serie sequel del film senza Willow in persona, quel Warwick Davis a cui tanto deve la comunità cinematografica nerd, lui che in tanti anni di carriera ha portato sullo schermo tantissimi personaggi fantastici, spaziando trai franchise e nell’immaginazione dei fan. Secondo Davis, la serie arriva al termine di un lunghissimo periodo di proposte e incertezze: “Per anni se ne è parlato, non da fonti ufficiali, ma tra i fan. Mi hanno costantemente interpellato, chiedendomi quando si sarebbe realizzato un sequel del film. Ed è una domanda a cui non avrei mai potuto rispondere. Fino a quando non ho incontrato Jon Kasdan, che ho capito essere anche lui un fan del film. Eravamo sul set di Solo, e c’era questa persona che non smetterà di parlare di Willow, e io pensavo che avremmo dovuto occuparci di raccontare questa storia di Star Wars, no? Ma lui insisteva, è stato davvero il catalizzatore del progetto. In termini di sviluppo, non ci sono voluti molti anni. Prima che me ne rendessi conto ero seduto sul set, in Galles, per il primo giorno di riprese. Ancora una volta sembra “Willow”, ma una versione leggermente più vecchia, più matura e più bella. Più sexy.”

“E’ stato interessato tornare in quel mondo, per me è stato bellissimo ogni volta che il mio personaggio faceva riferimento agli avvenimenti del film, è stato un modo davvero divertente di guardare indietro, e certamente penso che i fan si divertiranno. Ma siamo tornati anche in quei luoghi e ambienti in cui eravamo già stati per il film. In particolare, Nockmaar era uno di quei posti particolari, che mi ha sempre dato i brividi. Sai, eccomi lì in piedi o seduto da qualche parte in cui Bavmorda si sarebbe seduta, e sentivo ancora la sua presenza in quel posto. Questo ti mostra quanto fosse potente il film, e quelle ambientazioni, e anche la performance di Jean Marsh.”

Oltre al ritorno di Willow, delle location e dei posti incredibili che avevano già reso emozionante il film, la serie si arricchisce di tanti volti nuovi, come quello marcato e intenso di Amar Chadha-Patel, che interpreta Boorman, o dei giovani Dempsey Bryk e Ruby Cruz, che danno vita ai gemelli Kit e Airk, eredi al regno di Tir Asleen, o ancora dell’intensa Erin Kellyman, irresistibile volto di cinema e televisione che dà vita a Jade, coraggiosa guerriera con un sogno. Del cast fa parte anche Tony Revoloni, che abbiamo visto nel ruolo di Flash Thompson negli Spider-Man con Tom Holland e che qui offre una performance per sottrazione che davvero dà giustizia alla sua fisicità così particolare e memorabile. Tra tutti loro spicca la delicata Dove, interpretata da Ellie Bamber, che per quanto apparentemente fanciulla indifesa e impacciata, riserverà molte sorprese al gruppo di avventurieri che si imbarca per una missione importantissima (e che non riveliamo per non fare spoiler!).

L’appuntamento con Willow – la serie, è su Disney+ a partire dal 30 novembre, giusto in tempo per le vacanza di natale in famiglia, per godersi questa nuova avventura del grande mago Willow Ufgood.

Willow fuori da Disney+, per Warwick Davis è “imbarazzante”

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Willow fuori da Disney+, per Warwick Davis è “imbarazzante”

Warwick Davis è il volto del franchise di Willow, iniziato nel 1988 con il film fantasy di Ron Howard e proseguito con la serie sequel di Disney+ nel 2022. La Disney ha cancellato la serie televisiva dopo solo una stagione di otto episodi, e poi ha ritirato lo show dalla piattaforma per misure di riduzione dei costi. Davis ha ora chiamato in causa la Disney via X (ex Twitter), chiedendo allo studio di rispondere ai molti fan che si chiedono perché non possono più guardare la serie in streaming.

“Incontro quotidianamente persone adorabili che sono fan di ‘Willow’, e che sono il motivo per cui è stata realizzata la serie Disney+, ha scritto su X Warwick Davis. “Per favore dimmi [Walt Disney Company], cosa devo dire a questi abbonati quando chiedono perché non possono più guardare la serie? #imbarazzante.”

Willow è stato uno dei quasi 50 titoli che Disney+ ha ritirato dalla sua libreria di streaming a maggio. Altri titoli includevano la serie The Mysterious Benedict Society e il film The One and Only Ivan. La CFO della Disney, Christine McCarthy, ha spiegato che la Disney si aspettava di effettuare una svalutazione nel trimestre di giugno di 1,5-1,8 miliardi di dollari rimuovendo i contenuti dalle sue piattaforme di streaming. Svalutando il valore dei contenuti, la Disney può rimuoverlo dal suo bilancio e ridurre le tasse.

La serie Willow ha ricevuto recensioni per lo più positive dalla critica, con la prima (e unica) stagione che ha ottenuto un punteggio di approvazione critica dell’83% su Rotten Tomatoes.

Willis, Norton, Swinton e Murray per Wes Anderson

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Wes_Anderson

Il regista Wes Anderson sta mettendo insieme un cast d’eccezione per il suo prossimo film, intitolato Moon Rise Kingdom: Bruce Willis, Edward Norton, Tilda Swinton e Bill Murray sono in trattative

Willis è Gordon-Levitt

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Bruce Willis parteciperà al film di fantascienza e paradossi temporali Looper, interpretando una versione più anziana del protagonista, Joseph Gordon-Levitt (500 days of Summer, Inception).

William Tell, la spiegazione del finale del film

William Tell, la spiegazione del finale del film

Indipendentemente dall’epoca, dalla nazione o dagli eventi, i film storici epici sono sempre piacevoli da guardare, specialmente se sono belli come William Tell di Nick Hamm, ambientato nella Svizzera medievale, che racconta la violenta rivolta degli svizzeri contro il dominio asburgico austriaco sotto la guida del leggendario Guglielmo Tell. Inutile dire che ci sono alcune evidenti inesattezze storiche, poiché i realizzatori si sono presi alcune libertà creative per soddisfare il pubblico moderno. A parte la caratterizzazione stereotipata dei personaggi e il trattamento narrativo poco originale, il film potrebbe infastidire gli appassionati di storia. Tuttavia, c’è un innegabile fattore di intrattenimento che garantisce agli spettatori due ore di coinvolgimento.

Qual è stato il ruolo di Baumgarten nella rivolta svizzera?

La dinastia asburgica d’Austria (di origine svizzera) iniziò a governare la parte centrale e settentrionale della Svizzera durante l’XI secolo e, quando Alberto I salì al trono nell’ultima fase del XIII secolo, i cantoni agricoli del paese cominciarono a soffrire sotto l’oppressione della famiglia reale. All’epoca, i signori della guerra e i baroni svizzeri non avevano la forza militare o economica per opporre resistenza agli invasori e, con il sostegno del re Alberto, il temuto viceré Gessler si era costruito una reputazione piuttosto famigerata. I nobili svizzeri come il barone Attinghausen volevano che suo nipote Rudenz unisse il popolo per formare un’alleanza di cantoni contro gli oppressori stranieri. Tuttavia, Rudenz è innamorato di Bertha e, con grande disappunto di lei, ha giurato fedeltà agli Asburgo nella speranza di conquistare la sua mano. La madre di Bertha appartiene alla nobiltà svizzera e vuole che il suo amante combatta per la sua terra e il suo popolo. Alberto ha pianificato di dare Bertha in sposa a Gessler contro la sua volontà.

Il film inizia con Wolfshot, un esattore delle tasse che lavora per Gessler, in visita a una comunità di contadini nell’Unterwalden. Ubriaco del potere e del controllo che deriva dagli Asburgo, Wolfshot stupra e uccide la moglie di un contadino locale, Baumgarten, e per vendetta il contadino lo uccide brutalmente per ottenere la sua sanguinosa vendetta. Questo episodio è realmente accaduto e non è un espediente narrativo inventato per dare il via alla trama. Baumgarten fugge per salvarsi la vita e incontra Guglielmo Tell, un abile cacciatore con la balestra ed ex crociato, che accetta di aiutarlo nella fuga, rischiando di attirare l’ira dell’esercito di Gessler, che ha già iniziato a saccheggiare i villaggi nel tentativo di dare la caccia al fuggitivo.

La notizia dell’azione di Baumgarten giunge al re Alberto, che teme che l’incidente possa fungere da scintilla per innescare una possibile ribellione svizzera contro la sua dinastia. La storia del coraggio di un contadino contro un governo tirannico si stava già diffondendo rapidamente nelle valli dei cantoni svizzeri, e intraprendere una rivolta su larga scala nel difficile territorio svizzero non era mai stata un’opzione praticabile per i governanti. Alberto invia Gessler ad affrontare la situazione prima che le cose sfuggano di mano.

Perché Guglielmo non voleva entrare in guerra contro gli Asburgo?

William Tell cast

William porta Baumgarten a Svitto, a casa del suo fidato collaboratore Werner Stauffacher e di sua moglie Gertrude, per nascondersi per un po’. Seguendo le tracce di Baumgarten, anche Gessler arriva lì e, anche se il viceré non riesce a identificare il suo obiettivo, tiene d’occhio William come possibile sospettato di collusione con Baumgarten.

Gertrude e Stauffacher vogliono che Guglielmo guidi una ribellione contro gli Asburgo, ma avendo sperimentato l’orrore della guerra, Guglielmo è consapevole della sua futilità, di come essa porti sempre allo spargimento di sangue di innocenti. Durante la crociata, il giovane Guglielmo aveva cercato di salvare vite umane e aveva protetto Suna, una donna che apparteneva alla fede contro cui combattevano i suoi compagni. Guglielmo aveva preso le armi contro i propri compagni per proteggere Suna. In preda al senso di colpa, ha lasciato la sua vita passata per condurre un’esistenza tranquilla, sposando Suna e crescendo il loro figlio, Walter. È quindi comprensibile che William detesti la guerra e sia disposto a tutto pur di evitarla, nonostante sia consapevole della miserabile situazione del popolo svizzero. Tuttavia, porta Stauffacher e Baumgarten ad Altdorf, occupata dagli austriaci, per chiedere aiuto al sacerdote Furst, che sta già usando il suo ordine per incitare segretamente il popolo contro gli Asburgo.

Come è diventato Guglielmo il volto della ribellione?

La famiglia di Guglielmo, sua moglie e suo figlio, arriva ad Altendorf e Gessler decide di giocare un gioco crudele per infliggere un colpo devastante alle forze ribelli in crescita. Gessler fa piantare un palo con sopra l’elmo degli Asburgo al centro della piazza del paese, dove i cittadini devono rendere omaggio inginocchiandosi. Poiché William si rifiuta di inchinarsi e di partecipare a questa beffa, viene costretto a sparare a una mela posizionata sulla testa di suo figlio Walter, in cambio della sua vita. Baumgarten, che era stato una fonte di ispirazione per i ribelli, si arrende per salvare il suo salvatore da un destino così crudele. Ma Gessler lo giustizia in pubblico e continua con la sua farsa. Questo incidente rafforza immediatamente la determinazione di Guglielmo, che si prepara a fare tutto il necessario per ribellarsi alla tirannia degli Asburgo.

William riesce a colpire la mela con una precisione incredibile e confessa di aver pianificato di uccidere Gessler se le cose fossero andate diversamente, il che fornisce al viceré una scusa per imprigionarlo. Tuttavia, William sa di aver già fatto ciò che doveva, poiché gli abitanti del paese iniziano a ribellarsi contro le forze degli Asburgo. Va detto che Bertha e Rudenz hanno assistito alle azioni vili di Gessler. Rudenz finalmente rinsavisce e rinuncia alla sua fedeltà agli Asburgo, il che gli costa l’imprigionamento. Tuttavia, Rudenz riesce a fuggire e torna dal barone Attinghausen per scusarsi delle sue azioni, solo per rendersi conto che è troppo tardi, poiché suo zio esala l’ultimo respiro. Rudenz unisce il suo popolo per affrontare gli invasori. D’altra parte, Bertha viene imprigionata dopo aver respinto le avance di Gessler.

William è riuscito a condurre il suo paese alla libertà?

I due prigionieri William e Bertha vengono inviati in Austria attraverso le vie navigabili, ma entrambi riescono a fuggire dopo essersi liberati quando la nave si capovolge a causa del maltempo. Mentre William si prepara a sconfiggere Gessler dopo aver scoperto la sua possibile ubicazione, Bertha gli consiglia di non agire per vendetta personale e di cercare invece un modo per unificare il popolo e lottare per la libertà. Mentre si separano, William chiede a Bertha di trovare un modo per impedire ad Albert di inviare ulteriori forze a Gessler, altrimenti la possibilità di una ribellione verrà stroncata sul nascere.

D’altra parte, sotto la guida di Suna e Gertrude, vari leader cantonali si uniscono e anche Rudenz si unisce alla loro coalizione per infiltrarsi ad Alterdorf in assenza di Gessler. Tuttavia, un traditore finisce per rivelare il loro piano a Gessler, il che porta alla scoperta dei ribelli e, nel conflitto che ne segue, Gertrude perde la vita. William perde l’occasione di sconfiggere Gessler e, dopo essersi riunito con le forze ribelli, viene a conoscenza della tragica notizia. Il sacrificio di Gertrude alimenta lo spirito guerriero di William, che, liberandosi finalmente dei suoi dubbi, raduna i ribelli per sollevarsi contro le forze di Gessler. Tuttavia, sapendo che un furfante come Gessler userà gli abitanti svizzeri di Alterdorf come ostaggi, William manda Furst e un paio di alleati a infiltrarsi nell’insediamento attraverso un passaggio segreto per destabilizzare l’opposizione.

Nel frattempo, gli sforzi di Bertha per dissuadere suo zio dal lanciare un attacco totale contro i ribelli falliscono e lei viene imprigionata per tradimento contro la famiglia reale. Bertha riesce a fuggire dalla prigionia con l’aiuto di uno dei suoi cugini e assassina il re Alberto. Mentre la guerra tra le forze di Gessler e i ribelli ha inizio ad Alterdorf, Rudenz e Stauffacher trovano la morte per mano di Gessler. Ancora una volta, Gessler cerca di assicurarsi la sua posizione tenendo in ostaggio le donne della città e Walter, e sembra che la fortuna gli sorrida, dato che le truppe di Alberto si radunano intorno alla città. Tuttavia, grazie alle azioni di Bertha, le truppe decidono di ritirarsi dopo aver appreso la notizia della morte del re e, vedendo le forze aggiuntive ritirarsi, l’esercito di Gessler lo abbandona immediatamente. William, avendo finalmente il tiranno alla sua mercé, decide di giustiziarlo in pubblico come atto di vendetta, ma Walter ferma suo padre. Durante la fase iniziale del film, William aveva insegnato a suo figlio la differenza tra un cacciatore e un selvaggio durante una lezione di caccia, e lo stesso consiglio viene ora ribadito da Walter quando chiede a suo padre di non seguire quella strada. Sono abbastanza sicuro che questa moralità idealistica non si applichi alla guerra, e nella vita reale William uccise effettivamente Gessler per incoraggiare il morale dei ribelli svizzeri, ma i realizzatori hanno deciso di prendersi delle libertà creative nel film per soddisfare il pubblico, immagino.

Qualche giorno dopo, mentre Guglielmo piange la morte dei suoi compagni caduti, Bertha gli si avvicina per comunicargli che, dopo la morte di Alberto, sua figlia, la neoincoronata regina Agnese, ha giurato vendetta contro i ribelli. Ciò significa che la lotta per la libertà continuerà, con Guglielmo che guiderà i suoi compatrioti alla conquista della tirannica Casa d’Asburgo. In realtà, le leggendarie azioni di Guglielmo Tell portarono alla creazione della Confederazione Svizzera, che riprese il controllo dalla Casa d’Asburgo attraverso diverse guerre che durarono fino alla fine del XV secolo.

William Shatner su Leonard Nimoy ‘L’ho amato come un fratello’

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shatner-limoyIn seguito alla recente scomparsa di Leonard Nimoy, il web e la comunità fantascientifica si sta mobilitando per unirsi nel cordoglio di uno dei personaggi più iconici dello spazio moderno.

Non si fa attendere a lungo il ricordo del Capitano Kirk, William Shatner, che per anni ha condiviso “la plancia” con Nimoy e che grazie alla serie tv di Star Trek hanno potuto lanciare le rispettive carriere artistiche.

L’ho amato come un fratello. Noi tutti perdiamo il suo umorismo, il suo talento e la sua capacità di amare ” ha dichiarato Shatner in una dichiarazione alla JustJared.com.

William e Leonard hanno continuato a promuovere la serie nel corso degli anni, frequentando numerosi convegni e celebrazioni del franchise sempre insieme.

William Shatner ha grandi elogi per gli altri interpreti del Capitano Kirk

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William Shatner, l’originale Capitano James T. Kirk di Star Trek ha solo grandi elogi per Chris Pine e Paul Wesley, che hanno assunto il ruolo di Kirk nel film di JJ Abrams e Star Trek: Strange New Worlds. Shatner rimane incredibilmente prolifico anche se si avvicina al suo 93esimo compleanno, e gli oltre 70 anni di carriera nel mondo dell’intrattenimento sono raccontati nel nuovo affascinante documentario, William Shatner: You Can Call Me Bill. Diretto da Alexandre O. Philippe (The People Vs. George Lucas), il film ovviamente, approfondisce i suoi pensieri e sentimenti riguardo al Capitano Kirk, il suo ruolo più famoso.

In un’intervista esclusiva con Screen Rant per promuovere You Can Call Me Bill e le sue proiezioni a partire dal 20 marzo, a William Shatner è stato chiesto cosa pensasse di Chris Pine e Paul Wesley, i suoi successori nel ruolo di James T. Kirk. “Sono meravigliosi. Vorrei solo avere un bell’aspetto come loro, e quelli del loro genere, come attori. Sono entrambi meravigliosi.” ha detto.

William Shatner entra nel cast di Masters of the Universe: Revolution

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William Shatner si è unito al cast di Masters of the Universe: Revolution, il prossimo seguito di Revelation di Netflix. Sequel spirituale di He-Man and the Masters of the Universe, Masters of the Universe: Revelation di Kevin Smith è arrivato sul servizio di streaming lo scorso anno suscitando molto clamore e dibattito.

La serie animata è stata distribuita in due parti. Smith ha preso la controversa decisione di concentrarsi maggiormente sul personaggio di Teela piuttosto che su He-Man, il che ha suscitato una grande reazione da parte di una certa parte della fan base di Masters of the Universe. Tuttavia, Revelation ha comunque ottenuto recensioni positive.

Masters of the Universe: David S. Goyer rivela i dettagli sul film mai realizzato

In Masters of the Universe: Revelation, Teela corre contro il tempo per prevenire l’imminente distruzione dell’universo mentre cerca di svelare il mistero dietro la scomparsa della Spada del Potere. Con il progredire della serie, i segreti del Castello di Grayskull vengono rivelati e il finale si conclude con un climax emozionante che vede Motherboard, un membro dell’Orda di She-Ra, assimilare Skeletor. Una seconda stagione sembrava molto probabile, ma è stato confermato che questa adotterà un approccio leggermente diverso. Smith e il suo team creativo torneranno per la serie sequel Masters of the Universe: Revolution, che riporterà l’attenzione sulla battaglia tra He-Man e Skeletor.

Durante il Masters of the Universe 40th Anniversary Panel al Comic-Con di San Diego, a cui ha partecipato Screen Rant, è stato annunciato che William Shatner si è unito al cast di Masters of the Universe: Revolution. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sul ruolo del vincitore dell’Emmy, né è stato confermato se Shatner sarebbe apparso come un personaggio regolare della serie o in un ruolo ricorrente.

William Shatner definisce “maiale” J.J. Abrams!

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William ShatnerL’attore William Shatner ci va giù pesante nel commentare la notizia che J.J. Abrams oltre a dirigere la saga di Star Trek, si appresti a ridare vita anche a Star Wars – Episodio 7.

William Peter Blatty morto: si è spento il papà de L’Esorcista

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Si è spento a 89 anni lo scrittore e sceneggiatore William Peter Blatty, autore del romanzo da cui lui stesso ha tratto la sceneggiatura de L’Esorcista, film culto diretto da William Friedkin.

Ed è proprio il regista ad annunciare su Twitter la perdita dell’amico e collega, avvenuta il 12 gennaio.

Blatty era nato il 7 gennaio del 1928, aveva appena spento le 89 candeline, ed era figlio di immigrati libanesi.

Oltre a L’Esorcista, che rimane la sua opera migliore, sia per la letteratura che per la scrittura per il cinema, William Peter Blatty ha scritto 12 romanzi, 4 libri e 12 sceneggiature, due delle quali dirette proprio da lui. Il lavoro con L’Esorcista gli ha fatto conquistare un premio Oscar per la migliore sceneggiatura adattata e il suo primo Golden Globes per la sceneggiatura, mentre il secondo è arrivato con La Nona Configurazione, adattamento dal suo stesso romanzo Twinkle, Twinkle, “Killer” Kane.

Ha continuato a scrivere fino alla fine dei suoi giorni.

William Monahan parla di Sin City 2!

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William Monahan parla di Sin City 2!

Lo sceneggiatore Premio Oscar per The Departed William Monahan ha rilasciato alcune dichiarazioni a Collider in merito al suo lavoro in Sin City 2 di Robert Rodriguez.

William Hurt: addio all’attore Premio Oscar

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William Hurt: addio all’attore Premio Oscar

William Hurt, l’attore Premio Oscar per “Il bacio della donna ragno” è morto domenica per cause naturali. Aveva 71 anni. La morte di Hurt è stata confermata a Variety dal suo amico, Gerry Byrne.

Suo figlio Will ha dichiarato in una dichiarazione: “È con grande tristezza che la famiglia Hurt piange la scomparsa di William Hurt, amato padre e attore vincitore di un Oscar, il 13 marzo 2022, una settimana prima del suo 72esimo compleanno. È morto serenamente, in famiglia, per cause naturali”.

Hurt è stato nominato per quattro Oscar nel corso della sua lunga carriera, ottenendo due nomination come miglior attore per ” Broadcast News ” e “Children of a Lesser God” e una nomination ce non protagonista per meno di 10 minuti sullo schermo in “A History of Violenza.” È stato uno degli artisti più acclamati degli anni ’80, diventando una sorta di sex symbol cerebrale e una star del cinema indipendente. Hurt in seguito ha continuato a regalare notevoli interpretazioni negli anni ’90 e ha alternato ruoli con successo progetti per il grande schermo e la televisione, ottenendo nomination agli Emmy per il suo lavoro come informatore in “Damages” e per la sua interpretazione del Segretario al Tesoro Henry Paulson in “Too Big to Fail”.

Più recentemente, Hurt è diventato famoso tra le giovani generazioni di amanti del cinema con il suo ritratto del generale Thaddeus Ross nel 2008 “L’incredibile Hulk”. In seguito ha ripreso il ruolo in “Captain America: Civil War” e “Avengers: Infinity War“, “Avengers: Endgame” e “Black Widow”.

William Hurt: 10 cose che non sai sull’attore

William Hurt: 10 cose che non sai sull’attore

Affermatosi come uno dei più interessanti interpreti degli anni Ottanta, William Hurt ha guadagnato celebrità ruolo dopo ruolo, arrivando ad ottenere alcuni dei più prestigiosi riconoscimenti dell’industria statunitense. Negli anni non ha mai smesso di prendere parte a quelli che si sono rivelati grandi successi cinematografici, mettendo continuamente in mostra la sua duttilità d’interprete. Ecco 10 cose che non sai di William Hurt.

Parte delle cose che non sai sull’attore

William Hurt figli

William Hurt: i suoi film e le serie TV

10. Ha recitato in celebri lungometraggi. L’attore debutta al cinema nel 1980 con il film Stati di allucinazione, con cui ottiene una prima notorietà. Si afferma poi come interprete grazie a pellicole come Brivido caldo (1981), Il grande freddo (1983), Il bacio della donna ragno (1985), Dentro la notizia (1987) e Alice (1990). Successivamente recita anche in La peste (1992), Jane Eyre (1996), Dark City (1998), Sunshine (1999), A.I. – Intelligenza artificiale (2001), Ipotesi di reato (2002), A History of Violence (2005), con Viggo Mortensen, Syriana (2005), Into the Wild (2007), di Sean Penn, L’incredibile Hulk (2008), Robin Hood (2010), Captain America: Civil War (2016), con Chris Evans e Robert Downey Jr., Avenger: Infinity War (2018), Avengers: Endgame (2019) e Black Widow (2020), con Scarlett Johansson.

9. Ha preso parte a produzioni televisive. Nel corso della sua carriera Hurt non ha mancato di recitare anche per il piccolo schermo, comparendo ad esempio in film come Varian Fry – Un eroe dimenticato (2001) e Too Big to Fail – Il crollo dei giganti (2011), con anche l’attore Paul Giamatti. Negli ultimi anni ha invece recitato nelle serie Frankenstein (2004), Incubi e deliri (2006), Damages (2009), Moby Dick (2011), Bonnie & Clyde (2013), Humans (2015), Golia (2016) e Beowulf: Return to the Shieldlands (2016).

8. È stato più volte nominato all’Oscar. Ad oggi Hurt vanta ben quattro nomination al premio Oscar. Alla sua prima candidatura, nel 1986, ha vinto il prestigioso premio come miglior attore per Il bacio della donna ragno. Viene nominato nella medesima categoria anche nel 1987 per Figlio di un dio minore, e nel 1988 per Dentro la notizia. Nel 2006 viene invece nominato come miglior attore non protagonista per A History of Violence.

William Hurt: i figli dell’attore

7. Ha avuto diversi figli da più relazioni. L’attore diventa padre per la prima volta nel 1982, quando dà alla luce un bambino dalla relazione avuta con la sceneggiatrice Sandra Jennings. Successivamente, dal matrimonio con Heidi Henderson, diventa padre di altri due figli, nati rispettivamente nel 1989 e nel 1991. Nel 1994 nasce l’ultima figlia, avuta dalla sua relazione con l’attrice Sandrine Bonnaire, conosciuta sul set del film La peste.

William Hurt: il suo 2019

6. Ha recitato in diversi film. Il 2019 è stato un anno particolarmente ricco per l’attore. Non solo questi è apparso sul grande schermo nuovamente nei panni del Generale Ross in Avengers: Endgame, ma ha anche preso parte alle riprese del film Black Widow, con Scarlett Johansson, dove comparirà nuovamente nei panni del personaggio.

Parte delle cose che non sai sull’attore

William Hurt Hulk

William Hurt in L’incredibile Hulk

5. Ha interpretato un celebre personaggio. L’attore diventa noto all’interno del Marvel Cinematic Universe per aver dato vita al Generale Ross, uno dei principali opponenti di Bruce Banner e Hulk. Originariamente l’attore Sam Elliott chiese di poter ricoprire nuovamente il ruolo, avendolo interpretato nell’Hulk del 2003, ma la produzione preferì assegnarlo ad un nuovo volto, scegliendo quello di Hurt.

4. Si è ispirato ad un celebre personaggio della letteratura. Per dar vita al suo Generale Ross, l’attore ha affermato di essersi ispirato al celebre capitano Achab, che nel romanzo Moby Dick dà la caccia alla celebre balena bianca. Per Hurt, Ross dà vita allo stesso modo ad un’ossessiva caccia al celebre gigante verde.

3. È l’unico attore del film ad aver ripreso il suo ruolo. Del cast del film, composto tra gli altri dall’attore Edward Norton, Hurt è l’unico che avrebbe ripreso il proprio ruolo anche per successivi film Marvel. È infatti poi ricomparso in Captain America: Civil War, in Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame.

William Hurt in Avengers

2. I registi lo hanno voluto nel film. Dopo essere comparso in L’incredibile Hulk, Hurt torna a vestire i panni del Generale Ross soltanto dopo diversi anni. I registi Anthony e Joe Russo hanno infatti espresso il desiderio di poter includere l’attore nei film Marvel da loro diretti, poiché pensavano che il personaggio fosse stato ingiustamente dimenticato.

William Hurt: età e altezza

1. William Hurt è nato a Washington, Stati Uniti, il 20 marzo 1950. L’attore è alto complessivamente 188 centimetri.

Fonte: IMDb

William Friedkin: morto a 87 anni il regista de L’Esorcista

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William Friedkin: morto a 87 anni il regista de L’Esorcista

Il regista William Friedkin, meglio conosciuto per il suo premio Oscar Il braccio violento della legge e per il blockbuster L’Esorcista, è morto lunedì a Los Angeles. Aveva 87 anni. La sua dipartita è stata confermata dal preside della Chapman University Stephen Galloway, un amico della moglie di Friedkin, Sherry Lansing. Il suo ultimo film, The Caine Mutiny Court-Martial, con Kiefer Sutherland, sarà presentato in anteprima al Festival di Venezia.

Insieme a Peter Bogdanovich, Francis Ford Coppola e Hal Ashby, Friedkin è arrivato al successo negli anni ’70, parte di una nuova generazione di registi vivaci e audaci. Combinando la sua esperienza in televisione, in particolare nei documentari, con uno stile di montaggio all’avanguardia, Friedkin ha dato nuova vitalità ai generi horror e thriller poliziesco.

Dopo il trionfo critico di Il braccio violento della legge, che gli valse l’Oscar alla regia, è arrivato L’Esorcista del 1973, che ha incassato l’incredibile cifra di 500 milioni di dollari in tutto il mondo e, insieme a Il Padrino, ha dato inizio all’era dei successi cinematografici. Adattato dal romanzo di William Peter Blatty sulla possessione demoniaca di una ragazzina, L’Esorcista era un thriller fortemente stilizzato, che ha influenzato tanto il genere horror quanto il film precedente ha fatto con il genere poliziesco.

Nato a Chicago, Friedkin ha frequentato la Senn High School, dove non era uno studente modello, ma ha cercato di sviluppare la sua abilità nel basket a livello professionale. Dal momento che non è mai cresciuto più di un metro e ottanta, tuttavia, ha cambiato il suo percorso professionale in giornalismo.

Il regista che aveva passato anni a lavorare nella forma del documentario è apparso in molti di essi su film e registi nel corso degli anni. E’ stato sposato con la giornalista Kelly Lange e le attrici Lesley-Anne Down e Jeanne Moreau. Lascia la quarta moglie Lansing e due figli.