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William Hurt: 10 cose che non sai sull’attore

William Hurt: 10 cose che non sai sull’attore

Affermatosi come uno dei più interessanti interpreti degli anni Ottanta, William Hurt ha guadagnato celebrità ruolo dopo ruolo, arrivando ad ottenere alcuni dei più prestigiosi riconoscimenti dell’industria statunitense. Negli anni non ha mai smesso di prendere parte a quelli che si sono rivelati grandi successi cinematografici, mettendo continuamente in mostra la sua duttilità d’interprete. Ecco 10 cose che non sai di William Hurt.

Parte delle cose che non sai sull’attore

William Hurt figli

William Hurt: i suoi film e le serie TV

10. Ha recitato in celebri lungometraggi. L’attore debutta al cinema nel 1980 con il film Stati di allucinazione, con cui ottiene una prima notorietà. Si afferma poi come interprete grazie a pellicole come Brivido caldo (1981), Il grande freddo (1983), Il bacio della donna ragno (1985), Dentro la notizia (1987) e Alice (1990). Successivamente recita anche in La peste (1992), Jane Eyre (1996), Dark City (1998), Sunshine (1999), A.I. – Intelligenza artificiale (2001), Ipotesi di reato (2002), A History of Violence (2005), con Viggo Mortensen, Syriana (2005), Into the Wild (2007), di Sean Penn, L’incredibile Hulk (2008), Robin Hood (2010), Captain America: Civil War (2016), con Chris Evans e Robert Downey Jr., Avenger: Infinity War (2018), Avengers: Endgame (2019) e Black Widow (2020), con Scarlett Johansson.

9. Ha preso parte a produzioni televisive. Nel corso della sua carriera Hurt non ha mancato di recitare anche per il piccolo schermo, comparendo ad esempio in film come Varian Fry – Un eroe dimenticato (2001) e Too Big to Fail – Il crollo dei giganti (2011), con anche l’attore Paul Giamatti. Negli ultimi anni ha invece recitato nelle serie Frankenstein (2004), Incubi e deliri (2006), Damages (2009), Moby Dick (2011), Bonnie & Clyde (2013), Humans (2015), Golia (2016) e Beowulf: Return to the Shieldlands (2016).

8. È stato più volte nominato all’Oscar. Ad oggi Hurt vanta ben quattro nomination al premio Oscar. Alla sua prima candidatura, nel 1986, ha vinto il prestigioso premio come miglior attore per Il bacio della donna ragno. Viene nominato nella medesima categoria anche nel 1987 per Figlio di un dio minore, e nel 1988 per Dentro la notizia. Nel 2006 viene invece nominato come miglior attore non protagonista per A History of Violence.

William Hurt: i figli dell’attore

7. Ha avuto diversi figli da più relazioni. L’attore diventa padre per la prima volta nel 1982, quando dà alla luce un bambino dalla relazione avuta con la sceneggiatrice Sandra Jennings. Successivamente, dal matrimonio con Heidi Henderson, diventa padre di altri due figli, nati rispettivamente nel 1989 e nel 1991. Nel 1994 nasce l’ultima figlia, avuta dalla sua relazione con l’attrice Sandrine Bonnaire, conosciuta sul set del film La peste.

William Hurt: il suo 2019

6. Ha recitato in diversi film. Il 2019 è stato un anno particolarmente ricco per l’attore. Non solo questi è apparso sul grande schermo nuovamente nei panni del Generale Ross in Avengers: Endgame, ma ha anche preso parte alle riprese del film Black Widow, con Scarlett Johansson, dove comparirà nuovamente nei panni del personaggio.

Parte delle cose che non sai sull’attore

William Hurt Hulk

William Hurt in L’incredibile Hulk

5. Ha interpretato un celebre personaggio. L’attore diventa noto all’interno del Marvel Cinematic Universe per aver dato vita al Generale Ross, uno dei principali opponenti di Bruce Banner e Hulk. Originariamente l’attore Sam Elliott chiese di poter ricoprire nuovamente il ruolo, avendolo interpretato nell’Hulk del 2003, ma la produzione preferì assegnarlo ad un nuovo volto, scegliendo quello di Hurt.

4. Si è ispirato ad un celebre personaggio della letteratura. Per dar vita al suo Generale Ross, l’attore ha affermato di essersi ispirato al celebre capitano Achab, che nel romanzo Moby Dick dà la caccia alla celebre balena bianca. Per Hurt, Ross dà vita allo stesso modo ad un’ossessiva caccia al celebre gigante verde.

3. È l’unico attore del film ad aver ripreso il suo ruolo. Del cast del film, composto tra gli altri dall’attore Edward Norton, Hurt è l’unico che avrebbe ripreso il proprio ruolo anche per successivi film Marvel. È infatti poi ricomparso in Captain America: Civil War, in Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame.

William Hurt in Avengers

2. I registi lo hanno voluto nel film. Dopo essere comparso in L’incredibile Hulk, Hurt torna a vestire i panni del Generale Ross soltanto dopo diversi anni. I registi Anthony e Joe Russo hanno infatti espresso il desiderio di poter includere l’attore nei film Marvel da loro diretti, poiché pensavano che il personaggio fosse stato ingiustamente dimenticato.

William Hurt: età e altezza

1. William Hurt è nato a Washington, Stati Uniti, il 20 marzo 1950. L’attore è alto complessivamente 188 centimetri.

Fonte: IMDb

William Friedkin: morto a 87 anni il regista de L’Esorcista

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William Friedkin: morto a 87 anni il regista de L’Esorcista

Il regista William Friedkin, meglio conosciuto per il suo premio Oscar Il braccio violento della legge e per il blockbuster L’Esorcista, è morto lunedì a Los Angeles. Aveva 87 anni. La sua dipartita è stata confermata dal preside della Chapman University Stephen Galloway, un amico della moglie di Friedkin, Sherry Lansing. Il suo ultimo film, The Caine Mutiny Court-Martial, con Kiefer Sutherland, sarà presentato in anteprima al Festival di Venezia.

Insieme a Peter Bogdanovich, Francis Ford Coppola e Hal Ashby, Friedkin è arrivato al successo negli anni ’70, parte di una nuova generazione di registi vivaci e audaci. Combinando la sua esperienza in televisione, in particolare nei documentari, con uno stile di montaggio all’avanguardia, Friedkin ha dato nuova vitalità ai generi horror e thriller poliziesco.

Dopo il trionfo critico di Il braccio violento della legge, che gli valse l’Oscar alla regia, è arrivato L’Esorcista del 1973, che ha incassato l’incredibile cifra di 500 milioni di dollari in tutto il mondo e, insieme a Il Padrino, ha dato inizio all’era dei successi cinematografici. Adattato dal romanzo di William Peter Blatty sulla possessione demoniaca di una ragazzina, L’Esorcista era un thriller fortemente stilizzato, che ha influenzato tanto il genere horror quanto il film precedente ha fatto con il genere poliziesco.

Nato a Chicago, Friedkin ha frequentato la Senn High School, dove non era uno studente modello, ma ha cercato di sviluppare la sua abilità nel basket a livello professionale. Dal momento che non è mai cresciuto più di un metro e ottanta, tuttavia, ha cambiato il suo percorso professionale in giornalismo.

Il regista che aveva passato anni a lavorare nella forma del documentario è apparso in molti di essi su film e registi nel corso degli anni. E’ stato sposato con la giornalista Kelly Lange e le attrici Lesley-Anne Down e Jeanne Moreau. Lascia la quarta moglie Lansing e due figli.

William Friedkin: l’omaggio di Damien Chazelle a Venezia 80

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William Friedkin: l’omaggio di Damien Chazelle a Venezia 80

Damien Chazelle ha reso omaggio al defunto William Friedkin in un commovente discorso al Festival del cinema di Venezia, dove l’ultimo film di Friedkin, The Caine Mutiny Court-Trial, è stato presentato in anteprima fuori concorso tra calorosi applausi.

Friedkin, morto il 7 agosto a Los Angeles all’età di 87 anni, aveva completato il film, che vede Kiefer Sutherland nei panni del tenente comandante Queeg, sotto processo per ammutinamento per aver usurpato il comando di una nave dopo che le azioni del comandante di diritto erano state ritenute pericolose per la nave e per il suo equipaggio.

“Quando ho sentito per la prima volta il nome Billy Friedkin ero un bambino, e il nome stesso mi ha riempito di paura”, ha detto Chazelle, che presiede la giuria di Venezia 80. “Probabilmente avevo in mente L’Esorcista. Non avevo ancora visto il film, ma avevo visto le lettere scritte con quel carattere e il suono della parola “Fried-kin” sembrava suggerirmi i recessi più oscuri e proibiti dell’immaginazione. Il genere di cose che ispirano incubi per il resto della tua vita”, ha aggiunto Chazelle.

“Quindi per me William Friedkin significava paura. Ma oggi penso al suo nome, e penso all’amore. Penso all’amore per il cinema, all’amore per tutta l’arte e alla visione di come le arti possano intersecarsi e informarsi a vicenda. Una visione del cinema non separata, ma indissolubilmente legata alla musica, alla letteratura, alla pittura. Ovviamente all’opera”, ha sottolineato Chazelle. “Penso alla gentilezza e alla generosità che mi ha mostrato quando avevo iniziato a lavorare come regista”, ha continuato Damien Chazelle raccontando che quando aveva appena realizzato il suo film del 2014, Whiplash, Friedkin lo ha invitato a casa sua.

“E non dimenticherò mai l’esperienza di scoprire che un uomo responsabile di film che mi hanno dato un pugno nello stomaco così spietato, come “Sorcerer”, “French Connection”, “Cruising” e “Killer Joe”, era di persona così affettuoso, così accogliente, così dolce, umile, amorevole. Conoscere Billy e trascorrere del tempo con lui e Sherry [Lansing] è stato uno dei più grandi onori della mia vita” ha continuato il regista.

“Era impavido in ogni senso della parola. Nei suoi film si ha la sensazione di un regista e dei suoi personaggi che si spingono oltre i confini di ciò che è possibile e alla fine li superano.

L’ultimo film di William Friedkin della Republic Pictures è basato sull’opera teatrale vincitrice del Premio Pulitzer di Hermon Wouk. La storia è stata precedentemente adattata per lo schermo in un film del 1954 di Edward Dmytryk con Humphrey Bogart nel ruolo di Queeg e in un film per la TV del 1988 diretto da Robert Altman.

The Caine Mutiny Court-Martial, distribuito da Paramount Global Content Distribution, uscirà su Paramount+ questo autunno in tutti i mercati internazionali in cui il servizio di streaming è attivo e verrà trasmesso su Showtime negli Stati Uniti. Non sarà distribuito nelle sale.

William Friedkin: il tributo di Ellen Burstyn: “Era senza dubbio un genio”

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La star de L’esorcista Ellen Burstyn rende omaggio a William Friedkin, definendo il defunto regista “intelligente, senza paura e di grande talento“. Basato su un romanzo di William Peter Blatty, L’esorcista del 1973 ha terrorizzato il pubblico come mai prima di allora, diventando un successo mondiale, stabilendo uno standard per i film horror di Hollywood che probabilmente non è mai stato eguagliato.

Alla guida del cast di L’esorcista nel ruolo di Chris MacNeil, Ellen Burstyn ha offerto una performance straziante e ha ricevuto una nomination all’Oscar come migliore attrice. Quest’anno, Burstyn torna nel franchise per la prima volta dopo decenni, riprendendo il ruolo di MacNeil in The Exorcist: Believer di David Gordon Green.

Mentre il franchise si prepara a tornare sugli schermi, è arrivata la triste notizia della scomparsa di William Friedkin, regista del film originale. Alla morte del regista, Burstyn ha affidato a Deadline un ricordo e un omaggio al grande regista:

“Il mio amico Bill Friedkin era un originale, intelligente, colto, senza paura e di grande talento. Sul set, sapeva cosa voleva, avrebbe fatto di tutto per ottenerlo ma era in grado di lasciarlo andare se vedeva accadere qualcosa di meglio. Era senza dubbio un genio”.

William Friedkin conquista gli Champs-Élysées: “Il 35mm? Non mi manca per niente”

Appena dopo The French Connection (Il Braccio Violento della Legge, 1971) e il famosissimo The Exorcist (L’Esorcista, 1973), William Friedkin regalava al pubblico nel 1977 Sorcerer, in Italia conosciuto con il nome Il Salario della Paura. Da sempre considerato come uno dei suoi film minori, ma soltanto perché all’epoca non fece tremare il botteghino, attraverso le sue sfumature noir e con un’impronta da puro cinema d’avventura racconta il viaggio di quattro uomini alla ricerca della redenzione. Quattro anime in pena relegate in un oscuro e puzzolente purgatorio chiamato Porvenir, un lurido villaggio dell’America Centrale, il quale offre loro una possibilità di riscatto: trasportare per 281 miglia (452 chilometri) lungo la foresta selvaggia casse di dinamite impregnate di nitroglicerina, dunque pronte ad esplodere alla minima vibrazione. Un inferno fatto di fango e pioggia battente, di sacrificio e ponti pericolanti, di criminali armati, di fato e di fortuna. A 38 anni di distanza dall’uscita, lo Champs Elysées Film Festival (dal 10 al 16 giugno) celebra il regista americano dedicandogli un’intera retrospettiva e iniziando proprio con la proiezione di Sorcerer, in versione digitale e restaurata.

Il giovane festival nato del 2012 per volere di Sophie Dulac, che coinvolge i cinema di una delle strade più suggestive del pianeta (gli Champs Elysées di Parigi per l’appunto), celebra la cinematografia franco-americana per un’intera settimana, ripescando film iconici dal recente passato ma anche proponendo anteprime di prossima uscita. Presidente di questa edizione 2015 l’attore Jeremy Irons, che incontreremo il 15 giugno per un’interessante Masterclass. Nel frattempo a irrompere nella sala 1 dell’UGC George V, dando ufficialmente il via alle danze, è proprio William Friedkin, che introduce Sorcerer con la verve che da sempre lo contraddistingue: “Sono contento che siate qui stasera, state per vedere un film al quale sono incredibilmente legato e che mi rappresenta meglio di qualsiasi altra mia opera. So che dovrei vederlo con voi ma l’ho visto tante di quelle volte… In fase di montaggio all’epoca dell’uscita, poi in sala, adesso per la restaurazione… Dunque me ne andrò a cena, se qualcuno vuole i miei posti lì in quinta fila si senta libero di occuparli. Poi però torno, potrete rivolgermi tutte le domande che vorrete, purché non siano sporche.” Come dire, ottant’anni e sentirsi ancora un ragazzino dentro, nello spirito, in barba al corpo che purtroppo rende difficile anche salire pochi scalini.

Dunque abbiamo scoperto che Il Salario della Paura rispecchia alla perfezione l’anima di Friedkin, ma com’è possibile visto che si tratta di un film in cui si ammazza per avarizia, si rapina, si spara… “È vero ma non sono questi elementi che mi rappresentano in modo materiale, sono le intenzioni. Stiamo parlando di un film sulla vita e sul caos che la regola, perché è il fato che decide il suo corso, noi non abbiamo controllo. È questo aspetto che mi affascina. L’Esorcista affronta il mistero della fede mentre questo è sul mistero del destino.” Effettivamente di caos all’interno di Sorcerer ce n’è in quantità, i protagonisti vengono messi davvero a dura prova dalla natura e dagli eventi, e come ben potete immaginare all’epoca non esisteva la grafica computerizzata, ogni cosa mostrata è stata creata davveroe Friedkin ama sottolinearlo spesso: “Probabilmente è stato il film più difficile da girare dopo The French Connection. Un’inquadratura alla volta, una lavorazione lentissima a causa delle pessime condizioni in cui si girava. Per la scena del ponte eravamo costantemente sommersi dall’acqua, per giorni interi è venuta giù per davvero con la violenza che avete visto, per altri l’abbiamo ricreata pescando l’acqua del fiume, ma eravamo sempre zuppi. Quasi tutta la truppe si è ammalata, io stesso qualche settimana dopo la fine delle riprese mi sono beccato la malaria perdendo parecchi chili (“Tredici chili” grida dalla platea la moglie Sherry Lansing, ex presidente della Paramount). Molta gente mi chiede ‘Ma perché hai continuato imperterrito, potevi abbandonare tutto’ ma beh, io fondamentalmente sono pazzo.” Del resto è quel che diceva Beckett: “Lasciatemi citare un poeta che amo alla follia, Samuel Beckett – a proposito, se qualcuno non lo conosce può uscire adesso da quella dannata porta. Lui diceva ‘Non posso andare avanti. Ci andrò’, io sono esattamente così.”

Una testardaggine che ha creato un mito in carne ossa, autore di una filmografia iconica capace di restare ben salda nella memoria degli spettatori, ma c’è qualche autore al quale Friedkin si è ispirato? “Sicuramente Orson Welles ma anche i registi della Nuovelle Vague francese: Jean Pierre Melville, Jean-Luc Godard, Henri-Georges Clouzot, Alain Resnais, ovviamente François Truffaut e molti altri. Questi grandissimi artisti mi hanno anche insegnato quanto è importante che sia il pubblico a dare un significato al finale di ogni film. Prendete ad esempio Citizen Kane – sempre a proposito, se qualcuno non ha visto Citizen Kane può andare al diavolo subito – ha un finale assolutamente poetico e intimo, ci fa capire quanto era importante per il protagonista l’infanzia perduta, elemento nel quale ognuno di noi può rivedere pezzi della sua vita e dare interpretazioni. Oppure prendete il finale de I Quattrocento Colpi di Truffaut, un solo frame cristallizzato che lascia allo spettatore il merito di completare la storia.” Ma torniamo a Sorcerer: in apertura abbiamo parlato di una copia restaurata e digitalizzata ad opera di un talentuoso studio di Marsiglia, davvero ben fatta e ripulita al meglio, ma cosa pensa il regista di queste nuove tecnologie? Sente la mancanza della pellicola? “Il 35mm non mi manca per niente, sono felice sia finito il suo tempo. Invece amo alla follia le nuove camere digitali, che infatti ho usato per Killer Joe. Sono immediate, ti permettono di vedere subito quello che hai girato, se la luce è a posto, se i fuochi e i colori sono corretti. Al tempo di Sorcerer bisognava aspettare settimane prima di vedere i risultati, addirittura in quel caso dovevamo mandare le pellicole in Messico poiché non esistevano laboratori nella Repubblica Dominicana. Cosa succedeva se dopo due settimane ti ritornava fra le mani del materiale sbagliato, fuori fuoco e con la luce sballata? Dovevi rigirare tutto di nuovo, un’autentica follia.”

“Con il digitale è anche più facile post-produrre e ottenere il risultato sperato, sei sicuro che ogni copia in uscita sia uguale all’altra. Con il 35mm era un sogno, le copie variavano a seconda dello sviluppo e il 90% usciva con colori sbagliati, purtroppo finivano in sala così. Inoltre ad ogni proiezione si raccoglievano polvere e graffi, tutti elementi che finivano sullo schermo rovinando tutto. Molti appassionati hanno sempre pensato che quella sporcizia fosse voluta, ma non era così. All’uscita del Blu-ray di The French Connection abbiamo ricevuto centinaia di lamentele a causa della pulizia del film. La gente invocava i graffi e la sporcizia che noi avevamo ‘irrispettosamente tolto’ ma ecco, quegli elementi di disturbo non facevano parte dell’opera originale. Sinceramente non vedevo l’ora di sbarazzarmene. Se qualcuno vi dice con nostalgia che il 35mm era la sola forma di cinema pura, beh sta dicendo una grande stronzata.” Lunga vita alla pulizia digitale dunque, sarà forse il caso di restaurare e ripulire anche altre sue vecchie pellicole signor Friedkin? “Santo cielo, non posso passare la vita a restaurare vecchi film, voglio farne di nuovi.” Proprio le parole che volevamo sentire.

William Fichtner sarà Shredder nel film sulle Tartarughe Ninja

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William Fichtner sarà Shredder nel film sulle Tartarughe Ninja

Giravano da settimane rumour intorno ad una delle figure più emblematiche ed importanti dell’universo delle Tartarughe Ninja e sul nome di colui che avrebbe dovuto interpretarlo nel film. Parliamo del villain per eccellenza, Shredder.

Finalmente le riserve sono state sciolte e l’attore che interpreterà il nemico giurato delle quattro tartarughe è stato rivelato. William Fichtner è l’attore designato. A confermarlo è stato lui stesso attraverso un’intervista all’Huffington Post Canada. Queste le sue parole:

Interpreto Shredder. E’ una figata. Una di quelle cose che quando mi vengono proposte non accetto subito, preferisco pensarci su un poco. Poi ho detto: “Beh, ok. Questo sì che mi sembra un bel viaggio da intraprendere” Sono molto felice che abbia funzionato tutto, è una cosa bella.

Riguardo al personaggio di Shredder sembrà che sarà molto diverso da tutte le interpretazioni realizzate fin’ora, sia in campo fumettistico, sia in campo cinematografico.

Tartarughe Ninja, il film

Nel cast Tartarughe Ninja sono presenti: Megan Fox, Alan Ritchson, Will Arnett, Whoopi Goldberg, William Fichtner, Noel Fisher, Danny Woodburn, Jeremy Howard, Mos Def e Pete Ploszek.

La trama del film: La città ha bisogno di eroi. L’oscurità è calata su New York City quando Shredder e il suo diabolico Clan del Piede hanno preso il controllo su tutto, dalla polizia alla politica. Il futuro è buio, o almeno lo sarà fino a che quattro improbabili ed emarginati fratelli usciranno dalle fognature per scoprire il loro destino come Tartarughe Ninja. Le Tartarughe dovranno lavorare senza paura con la reporter April e il suo fantastico cameraman Vern Fenwick per salvare la città e svelare il piano diabolico di Shredder. Tartarughe Ninja sarà distribuito nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti a partire dall’8 agosto 2014 mentre in quelle italiane a cominciare dal 18 settembre dello stesso anno.

William Fichtner nel cast delle Tartarughe Ninja

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Buone nuove dal mondo delle Tartarughe Ninja. È proprio di oggi infatti la notizia secondo cui anche William Fichtner sarebbe entrato ufficialmente a far parte del cast del nuovo film Teenage Mutant Ninja Turtles affianco a Megan Fox, in un ruolo ancora non ben specificato. Molte sono le congetture che già si sono fatte sul nuovo personaggio che Fichtner dovrà incanrare, e già si fanno i nomi di alcune colonne portanti delle serie, da Casey Jones al famoso Krang.

Il film Le Tartarughe Ninja vede nel suo cast Megan Fox (April O’Neil), Alan Ritchson (Raffaello), Noel Fisher (Michelangelo), Jeremy Howard (Donatello), Pete Ploszek (Leonardo) e Danny Woodburn (Maestro Splinter). In attesa dell’usicta della pellicola, programmata per il 15 agosto del 2014, presto rivedremo Fichtner sul grande schermo quest’anno in The Lone Ranger, in uscita americana 9 agosto, e in Elysium, il 20 settembre.

Fonte: empire

William Fichtner fornisce nuovi dettagli su Shredder

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William Fichtner fornisce nuovi dettagli su Shredder

La prima parte di questa video intervista riguarda la serie Crossing Lines interpretata per l’appunto da William Fichtner, ma attorno al minuto 12:00 l’attenzione si sposta sul suo lavoro nell’imminente reboot prodotto da Michael Bay Teenage Mutant Ninja Turtles, in cui interpreta Eric Sachs, meglio noto come l’emblematico Shredder. Egli ribadisce alcune delle cose che aveva gìà detto in precedenza circa le Tartarughe ed aggiunge anche che il tono di questo film sarà molto meno caricaturale di quanto previsto. Dice anche che Shredder ha alcuni legami con le tartarughe che di sicuro non ci si aspetta. Fichtner aggiunge inoltre che rimane in attesa di assistere a dei  prossimi sequel della pellicola, dato il fatto che ha firmato un accordo per tre film.

Di seguito la video intervista a William Fichtner:

La pellicola, prodotta da Michael Bay, è attesa nelle sale dal 6 Giugno 2014 negli USA e vede protagonisti Alan Ritchson, Pete Ploszek, Jeremy Howard e Noel Fisher, che daranno il volte alle tartarughe ninja, interpretando rispettivamente Raffaello, Leonardo, Donatello e Michelangelo. I quattro avranno l’arduo compito di lavorare in motion capture. La bella Megan Fox invece interpreterà April O’Neil. Splinter avrà il volto di  Danny Woodburn. Tutte le info utili nella nostra scheda: Teenage Mutant Ninja Turtles.

William e Kate estasiati dal costume e il Batpod di Batman!

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L’erede al trono d’Inghilterra, il principe William e la Duchessa di Cambridge Kate Middleton hanno partecipato all’apertura dei Warner Bros Studios a Londra quest’oggi dove sia il principe William  che il fratello sono rimasti ammaliati dai gioielli di famiglia Warner Bros, ovvero il costume dell’ultimo Batman di Christopher Nolan e il suo batpod. Il principe ha anche assaggiato la sella del batpod ed è sembrato molto entusiasta della moto, il tutto sotto gli occhi divertiti della Duchessa.

Ecco le foto della visita ai Warner Bros Studios: Vi ricordiamo che il prossimo film della Warner Bros sarà L’uomo d’Acciaio che uscirà negli USA il 14 giugno 2013 e nel cast oltre ai già citati Hanry Cavill e Russell Crowe ci sono anche Amy AdamsDiane Lane,  Kevin Costner,Laurence Fishburne, Michael ShannonL’uomo d’Acciaio è diretto da Zack Snyder. Tutte le info utili nella nostra Scheda Film: L’uomo d’Acciaio. Tutte le news nel nostro speciale: Superman: Man of steel

Willem Dafoe: tutto quello che non sai sull’attore americano

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Willem Dafoe: tutto quello che non sai sull’attore americano

Willem Dafoe è uno degli attori più prolifici della storia del cinema. Conosciuto per la sua versatilità e per il suo inconfondibile viso, lotta per far sì che i film indipendenti possano godere di una più ampia distribuzione.

Dafoe ha lavorato con registi del calibro di Martin Scorsese, David Lynch, Oliver Stone, Kathryn Bigelow e Wes Anderson, dando vita a tanti diversi personaggi a cui, l’attore americano, è riuscito a dare profondità.

Willem Dafoe: moglie

Willem Dafoe è sposato da diversi anni con una regista romana, Giada Colagrande. I due, che non hanno figli, hanno 20 anni di differenza e si sono sposati il 25 marzo del 2005, circa un anno dopo essersi conosciuti. Giada e Willem si sono incontrati a Roma all’inizio del 2004, sembra dopo la proiezione di un cortometraggio di Giada (alcuni dicono dopo la premere de Le avventure acquatiche di Steve Zissou).

Da quel momento i due hanno iniziato a scoprire di avere gli stessi interessi e di completarsi a vicenda. La loro vita è davvero molto privata e si sa ben poco di loro, tranne il fatto che si sono sposati con una cerimonia molto intima, giusto qualche persona.

Entrambi collaborano ai propri progetti e, dal 2005 in poi, Dafoe ha partecipato a quasi tutti quelli realizzati dalla moglie. È comparso nei suoi film Before it Had a Name (2005), Una donna – A Woman (2010), Bob Wilson’s Life & Death of Marina Abramovic (2012) e Padre (2016), mentre la moglie è apparsa nel film Pasolini (2014) di Abel Ferrara.

Willem Dafoe: Joker

Dafoe sarebbe potuto essere Joker. Dafoe è uno degli attori più apprezzati dell’industria cinematografica e lo era anche alla fine degli anni ’80. Qualche mese fa, l’attore ha dichiarato che avrebbe potuto interpretare il Joker nel Batman di Tim Burton del 1989.

Alla fine è stato Jack Nicholson a passare alla storia, ma Dafoe era stata una delle scelte. In origine, Tim Burton ed i suoi collaboratori avevano ristretto la cerchia intorno ai vari attori che avrebbe potuto interpretare il Joker: la rosa includeva Tim Curry, James Woods e John Lithgow.

Per diversi motivi, di lavoro o personali, nessuno di loro ha dato disponibilità. Dafoe venne contattato dallo sceneggiatore del film Sam Hamm: tuttavia, non gli venne mai formulata un’offerta definitiva, andata poi a Nicholson. Per Hamm e per un nutrito gruppo di fan, Dafoe sarebbe stato fisicamente perfetto per il ruolo e non è escluso che possa prenderne parte in futuro.

Willem Dafoe è stato Pasolini

willem dafoe

Nel 2014 venne presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il film Pasolini, di Abel Ferrara. Più che un lungometraggio, il film è una sfida: quella di raccontare le ultime ore di vita di Pier Paolo Pasolini senza cadere nella retorica e senza creare polemiche sterili.

Vedere Dafoe nei panni del regista e poeta italiano è abbastanza sconvolgente: una somiglianza fisica pazzesca, per non parlare delle sua capacità di dare vita a un personaggio tutt’altro che semplice. Il lavoro di Dafoe non si è basato sull’imitazione: piuttosto, l’attore ha cercato di incarnare le sue azioni e riflessioni degli ultimi momenti della sua vita, dei sentimenti da lui provati, delle mille idee che aveva in mente.

Insieme a Dafoe, nel film appaiono anche Riccardo Scamarcio nei panni di Ninetto Davoli e il vero Davoli nei panni di Eduardo de Filippo.

Willem Dafoe: Spider-Man

willem dafoe

Uscito nel 2002, Willem Dafoe prese parte un anno prima alle riprese di Spider-Man, il primo film della trilogia di Sam Raimi. Dopo qualche controversia e cambi tra registi e sceneggiatori, per il ruolo del villain venne scelto il Goblin, l’alter ego di Norman Osborn, il padre del migliore amico di Spider-Man.

Ingaggiato nel novembre del 2000, Dafoe venne scelto dopo il rifiuto di Nicolas Cage, Jim Carrey e John Malkovich alla parte. Per poter dare un maggior realismo al personaggio, Dafoe si impose con la produzione, rifiutando determinatamente di farsi sostituire dagli stuntman durante le scene più pericolose, perché non sarebbe stato naturale.

Recentemente, l’attore ha ammesso che il personaggio del Goblin ha aiutato la sua carriera: abituato a far parte di un certo tipo di film indipendenti, che non hanno ampia distribuzione, un film popolare e dall’ottima fattura aiuta a dimostrare al mondo che si è ancora presenti nell’industria cinematografica.

Willem Dafoe: filmografia

willem dafoe

Willem Dafoe è un attore molto prolifico: in quasi 40 anni di carriera, ha girato circa due film l’anno, tra corti e lungometraggi blockbuster, autoriali e indipendenti. Il suo primissimo ruolo, dopo essere stato licenziato da Michael Cimino in I cancelli del cielo, risale a The Loveless (1982) di Kathryn Bigelow e Monty Montgomery.

Nella sua filmografia si annoverano film come Miriam si sveglia a mezzanotte (1983), Vivere e morire a Los Angeles (1985), Platoon (1986) di Oliver Stone, Nato il quattro luglio (1989), Cuore Selvaggio (1990) di David Lynch, Lo spacciatore (1992) di Paul Schrader, Così lontano così vicino (1993), Il paziente inglese (1996) ed eXistenZ (1999) di David Cronenberg. Gli anni Duemila sono costellati da titoli come American Psycho (2000), Spider-Man (2002), C’era una volta in Messico (2003), Le avventure acquatiche di Steve Zissou (2004), The Aviator (2004), Inside Man (2006), Antichrist (2009), My Son, My Son, What Have Ye Done (2009). E, ancora, Nynphomaniac – Vol. 1 e 2 (2013), La spia – A Most Wanted Man (2014), Grand Budapest Hotel (2014), Colpa delle stelle (2014), The Great Wall (2016), Assassinio sull’Orient Express (2017), Aquaman (2018) e Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità (2017).

Fonti: IMDb, Biography, thefamouspeople

Willem Dafoe: intervista a uno dei protagonisti di Nosferatu di Robert Eggers

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Ecco la nostra intervista a Willem Dafoe, l’attore che interpreta il Professor Albin Eberhart Von Franz in Nosferatu, di Robert Eggers, che racconta di nuovo la fiaba oscura del Conte Orlock, come aveva fatto Murnau prima di lui, nel 1922, e Werner Herzog dopo, nel 1979.

Tutto quello che sappiamo su Nosferatu

Nosferatu è interpretato da Bill Skarsgård, che sostituisce il trucco da clown di Pennywise con le zanne affilate del Conte Orlock, nonché da Nicholas HoultAaron Taylor-JohnsonEmma Corrin e Lily-Rose Depp. Il film riunisce inoltre Eggers con Willem Dafoe, che ha interpretato in modo memorabile un ex marinaio irascibile in The Lighthouse e che è apparso anche nel precedente film del regista, The Northman. L’epopea vichinga vedeva protagonista il fratello di Skarsgård, Alexander Skarsgård, nel ruolo di un guerriero norreno con una massa grassa impressionante e addominali formidabilmente cesellati.

Nosferatu è basato sul capolavoro espressionista tedesco del 1922 diretto da F. W. Murnau – la realizzazione di quel film ha ispirato il film del 2000, completamente fittizio, L’ombra del vampiro, che ha visto protagonista Dafoe, candidato all’Oscar, nel ruolo di un succhiasangue realmente esistito, arruolato per interpretare il ruolo di Orlock. Qui l’attore interpreta invece un assassino di vampiri. Nosferatu è stato anche rifatto nel 1979 da Werner Herzog come Nosferatu il vampiro, con il suo frequente collaboratore Klaus KinskiNosferatu arriverà al cinema a partire dal 1 gennaio.

Willem Dafoe: “Mi spezza il cuore non poter promuovere film come Povere Creature”

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Willem Dafoe, che era presente a Venezia 80 in ben tre film, Povere Creature, Pet Shop Days e Finalmente l’Alba, e al TIFF con Gonzo Girl, ha potuto partecipare, a causa dello sciopero SAG-AFTRA, soltanto a quest’ultimo e, parlando con Vanity Fair (via Indiewire), ha spiegato che per lui è stato molto doloroso non poter essere a Venezia per promuovere i tre film con i quali era presente al Lido.

“Essere a Venezia con tre film e non poterci andare mi ha spezzato il cuore”, ha detto Dafoe. “Ma poi ho pensato: ‘È solo perché vuoi divertirti?’ Vivo in Italia ed è emozionante vedere gli amici.” Ha continuato: “È importante che i talenti siano coinvolti, in particolare nei film indipendenti: è importante. Ecco perché sono così grato di sapere che abbiamo raggiunto un accordo provvisorio [per “Gonzo Girl”]. E la questione ovviamente è: se una piccola azienda indipendente può farlo, perché non può farlo un grande studio? Ma mi dispiace non essere potuto andare a Venezia”.

“Penso che dobbiamo andare avanti”, ha detto Dafoe. “Capisco la loro strategia, ma penso anche che a volte gli operatori del settore, particolarmente hardcore, non pensano abbastanza al mondo, al mercato mondiale. Se non partecipiamo a questi festival cinematografici, se non partecipiamo alla vendita di film all’estero, prima di rendercene conto, guarderemo tutti film d’azione tedeschi. Dato che siamo qui con la benedizione del SAG, non so perché qualcuno direbbe di no ad un accordo provvisorio, se ne avesse la possibilità. So che molte persone non lo hanno fatto. Immagino che penserebbero che la loro possa essere presa per mancanza di solidarietà, ma se un attore può partecipare a un evento come questo è perché è sostenuto dal SAG che sostiene e incoraggia gli accordi di questo tipo. Quindi per me non è strano essere qui”.

Dafoe ha concluso: “Mi sento più strano di [quando] non lavoro perché avevo alcune cose che volevo fare davvero tanto e chissà se si ripresenteranno. Poi mi siedo e dico: “Non essere egoista”. Non pensare a te stesso, pensa al futuro”. Chiaramente ci sono alcune cose su cui lavorare. Non ho mai parlato di ciò che faccio come azienda, ma il business attorno a ciò che faccio è cambiato così tanto per cui le cose devono essere affrontate.”

Ricordiamo che Povere Creature di Yorgos Lanthimos ha vinto il Leone d’Oro a Venezia 80 e quindi per Willem Dafoe, e per il resto del cast, deve essere stato ancora più difficile non poter partecipare alla promozione di un film che è stato così tanto amato dalla critica e dalla giuria del Festival.

Willem Dafoe: “Ho amato interpretare Green Goblin”

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Willem Dafoe: “Ho amato interpretare Green Goblin”

Più di dieci anni dopo aver smesso i panni di Norman Osborn aka Green Goblin nella trilogia di Spider-Man di Sam Raimi, Willem Dafoe è tornato a parlare del personaggio e dell’esperienza sul set di un progetto che l’attore conserva ancora con grande affetto e memorabili ricordi professionali.

Intervistato da GQ, Dafoe ha ripercorso la sua carriera al cinema commentando ogni titolo e performance, e questo è ciò che ha raccontato di Spider-Man:

Ho amato quei film e più di tutto interpretare il doppio ruolo di Goglin. Tutti si concentrano sulla controparte con i poteri, che è divertente, quando invece la parte più interessante è stata entrare nei panni del padre, Norman Osborn. Avevo l’opportunità di recitare queste scene dove commedia e dramma viaggiavano sulla stessa linea…Ci sono un paio di scene che ancora mi fanno ridere, perché hanno una doppia chiave di lettura, tra il drammatico e il comico. […] 

Mi ricordo che mi diede da leggere Lo strano caso del dottor Jekyll e di mr. Hyde prima di girare la famosa scena dello specchio. Fu molto divertente, e la girammo in un solo ciak. Poi nel montaggio finale decisero di spezzarla in più parti …per me fu come un gioco, perché dovevo alternare le due personalità con la cinepresa che doveva trovarsi in un punto preciso davanti allo specchio e io che dovevo muovermi in un certo modo, quasi danzando”

Sul film in generale e sull’alba del genere supereroistico, l’attore ha invece spiegato:

Sam [Raimi] ha davvero compiuto un miracolo, rendendo personale un film piuttosto colossale e pieno di effetti speciali. Era l’inizio per i cinecomic, e all’epoca non c’era alcun modello a cui fare riferimento.”

Fonte: GQ

Willem Dafoe sarà Pasolini per Abel Ferrara

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Sarà Abel Ferrara a portare sul grande schermo la vita di Pier Paolo Pasolini, poeta, giornalista e regista italiano ucciso il 2 novembre del 1975. Nei panni del grande intellettuale del XX° secolo ci sarà Willem Dafoe, attore feticcio di Ferrara, con cui il regista aveva già lavorato in New Rose Hotel, Go Go Tales e 4:44 Last Day on Earth. Il biopic racconterà gli ultimi giorni di vita di Pasolini, collegandone l’uccisione ai suoi scritti contro la Democrazia Cristiana.

La realizzazione della pellicola coinvolgerà ben tre produzioni europee: la belga Wallimage, la francese Capricci Films e l’italiana Urania Pictures. Pierpaola Pasolini è morto nella notte tra il 1° ed il 2 novembre del 1975, travolto dalla sua auto sulla spiaggia dell’idroscalo di Ostia. Dell’omicidio fu accusato il giovane Pino Pelosi, diciassettenne di Guidonia che si dichiarò colpevole per poi, nel 2005, ritrattare tutto e accusare tre persone. In Italia la vicenda è stata portata sul grande schermo, tra gli altri, da Marco Tullio Giordana nel 1995 con il film Pasolini, un delitto italiano, basato sul libro di Enzo Siciliano Vita di Pasolini e presentato alla 52ª edizione del Festival di Venezia.

Le riprese di Pasolini (questo il titolo del film) inizieranno non appena Ferrara avrà terminato di girare Welcome to New York, pellicola basata sullo scandalo sessuale che vide coinvolto Dominique Strauss-Kahn, il politico francese accusato nel 2001 di tentata violenza ai danni della cameriera di un albergo. Prossimamente vedremo Willema Dafoe in Odd Thomas, thriller fantastico diretto da Stephen Sommers, e nel nuovo attesissimo dramma di Lars von Trier Nymphomaniac con Charlotte Gainsbourg, con qui Dafoe aveva già recitato in Antichrist, sempre di von Trier.

Fonte: Comingsoon

Willem Dafoe poteva essere Joker nel Batman del 1989

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Il fresco candidato all’oscar Willem Dafoe ha rilasciato una lunga e interessante intervista all’Hollywood Reporter nella quale viene ricordato un aneddoto relativo alla fine degli anni Ottanta, prima dell’uscita nelle sale di Batman di Tim Burton.

L’attore racconta di come fosse venuto a conoscenza dello script e che il suo amico e sceneggiatore Sam Hamm pensasse quanto fosse perfetto per la parte di Joker, poi andata a Jack Nicholson.

Sam Hamm pensava che fossi fisicamente perfetto per interpretare Joker, nello specifico a causa dei miei zigomi, ma la produzione non mi ha mai offerto la parte“.

Willem Dafoe: film e carriera dell’attore americano

All’epoca Dafoe aveva già lavorato con Martin Scorsese sul set de La passione di Cristo e con Oliver Stone su Platoon; nel 2002, come saprete, ricoprirà invece il ruolo di Goblin nel primo Spider-Man diretto da Sam Raimi.

Che ne pensate? Avreste voluto vedere l’attore come Joker nel film di Burton al posto di Nicholson?

Spider-Man: ecco il concept originale del Green Goblin di Willem Dafoe

Fonte: THR

Willem Dafoe nel trailer di Togo, nuovo film originale Disney +

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Willem Dafoe nel trailer di Togo, nuovo film originale Disney +

Ecco il trailer di Togo, il nuovo film originale Disney+, disponibile sulla piattaforma (nei Paesi in cui è già attiva) da dicembre, con protagonista Willem Dafoe in un paesaggio innevato ed ostile.

Il film parla di un cane da slitta, Togo, il cui coraggio e determinazione lo aiuteranno ad attraversare la gelida tundra dell’Alaska. Il film ricorda moltissimo la classica avventura di Balto, in un mix di emozione ed avventura, con tanto di corsa contro il tempo. Ecco il poster e a seguire la trama:

Quando un’epidemia mortale colpisce Nome, in Alaska, e l’unica cura è a più di 600 miglia di distanza, la città si rivolge al campione addestratore di cani da slitta Leonhard Seppala (Willem Dafoe) per aiutare a trasportare un siero antitossico. Seppala si rivolge a Togo, un husky siberiano, piccolo e vecchio, per essere il suo apripista. Sua moglie (Julianne Nicholson) ha difeso Togo fin da quando era un cucciolo birichino e Seppala, avendo osservato la lealtà e lo spirito tenace del cane, sa che Togo è la sua unica possibilità di sopravvivere a questa missione.

Senza farsi scoraggiare dall’enorme tempesta che si sta facendo strada o dalle suppliche di sua moglie gli chiede di non andare, Seppala e Togo si avventurano nella tempesta per salvare delle vite umane. È un viaggio straziante in cui Togo salva Seppala da una morte certa, facendo sì che il veterano musher capisca a fondo la profondità e l’intensità dei suoi sentimenti per il suo cane guida, anche se il rischio, per il cane, è quello di farlo correre fino alla morte.

Willem Dafoe insieme a Nicolas Cage per Paul Schrader

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Arclight Films e Pure Dopamine hanno annunciato che Willem Dafoe reciterà al fianco del premio Oscar Nicolas Cage in Dog Eat Dog, film basato sull’omonimo romanzo di Eddie Bunker, che sarà diretto da Paul Schrader (sceneggiatore di Taxi Driver e Toro Scatenato, e regista di American Gigolo).

Per Dafoe e Schrader si tratta dell’ennesima collaborazione: i due, infatti, avevano già lavorato insieme diverse volte in pellicole come Lo Spacciatore del 1992, Affliction del 1997 e The Walker del 2007.

La sceneggiatura del film è stata scritta da Matt Wilder e Schrader. Il progratto è stato acquistato a Cannes lo scorso maggio dalla Arclight Films e dalla Pure Dopamine. Le riprese del film sono iniziate lo scorso ottobre.

La pellicola racconterà la storia di tre ex detenuti di Los Angeles che vengono incaricati di compiere un rapimento. Quando le cose non vanno secondo i piani e i tre finiscono per perdere il controllo della situazione, saranno costretti alla fuga per cercare in ogni modo di non finire ancora una volta in prigione.

Fonte

Willem Dafoe in trattative per unirsi a Werwulf di Robert Eggers

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Willem Dafoe in trattative per unirsi a Werwulf di Robert Eggers

È un sodalizio che si rinnova quello tra il regista Robert Eggers e l’attore Willem Dafoe, che sembrano aver trovato il loro prossimo progetto su cui collaborare. Deadline riporta che il candidato all’Oscar è infatti in trattative per recitare al fianco di Aaron Taylor-Johnson nel prossimo film di Eggers, Werwulf, prodotto da Focus Features. Anche Lily Rose-Depp, che per Eggers ha già recitato nel recente Nosferatu, è in trattative per unirsi al cast. Eggers dirigerà il film e ne ha co-sceneggiato la sceneggiatura con il suo co-sceneggiatore di The Northman, Sjón.

Sebbene i dettagli della trama siano ancora segreti, basandosi sul titolo, il film ruoterà probabilmente attorno al mitico mostro, recentemente riportato sul grande schermo anche dal film Wolf Man. Al momento, non sono stati forniti dettagli su quale ruolo ricopriranno gli attori coinvolti nel film. Sappiamo unicamente che Werwulf uscirà il giorno di Natale del 2026 in Nord America, per cui per le riprese potrebbe volerci ancora un po’ di tempo.

Willem Dafoe e Robert Eggers di nuovo insieme sul set

Se le trattative andassero a buon fine, per Robert Eggers e l’attore Willem Dafoe si tratterebbe della quarta collaborazione. Dafoe è infatti diventato un vero e proprio attore feticcio per il regista, che lo ha voluto nei suoi ultimi tre film: The Lighthouse, The Northman e Nosferatu. I due starebbero anche cercando di collaborare a una nuova versione di A Christmas Carol alla Warner Bros., con Eggers alla regia e Dafoe in trattative preliminari per il ruolo di protagonista.

Per quanto riguarda gli altri progetti a cui Dafoe ha preso parte, l’attore è apparso di recente nel film della A24 The Legend of Ochi e attualmente sta girando Tenzing, prodotto dalla Apple Original Films. Lo vedremo prossimamente in The Man In The Basement e The Birthday Party. Prima ancora, ha avuto un divertente ruolo in Beetlejuice Beetlejuice di Tim Burton.

Willem Dafoe in trattative per Nosferatu di Robert Eggers

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Willem Dafoe in trattative per Nosferatu di Robert Eggers

Dopo averlo diretto in The Lighthouse, Robert Eggers vuole di nuovo al suo fianco Willem Dafoe, tant’è che l’attore è in trattative per entrare a far parte del cast di Nosferatu. Al momento non si sa per quale ruolo Dafoe è stato contattato, ma sicuramente questa nuova collaborazione trai due è entusiasmante. La notizia arriva dopo che Eggers aveva già espresso il suo piacere a tornare a lavorare con Dafoe in questo progetto.

Nosferatu Focus Features è prodotto da Jeff Robinov, John Graham, Eggers, Chris Columbus e Eleanor Columbus.

Nel 2017, Variety ha riferito in esclusiva che Eggers stava progettando il suo film su Nosferatu – dopo il film muto del 1922 di Murnau e il remake del 1979 diretto da Werner Herzog – con Anya Taylor-Joy, che ha collaborato con il regista nel loro rivoluzionario indie The Witch e ha recitato nella sua epopea vichinga The Northman.

Dopo che il COVID-19 ha ritardato la produzione di The Northman, anche i piani per Nosferatu sono cambiati, il che ha portato una miriade di conflitti di programmazione, inclusa l’uscita di Harry Styles dal progetto a marzo dopo che era stato brevemente contemplato nel cast al fianco di Taylor-Joy.

Ora, con Bill Skarsgard e Lily-Rose Depp nel film, sembra che i pezzi di questo Nosferatu stiano per mettersi insieme. Con Willem Dafoe a bordo, il cast e il progetto sembrano davvero solidi.

Willem Dafoe e Michael Douglas tornano insieme dopo 33 anni nel nuovo film di Oliver Stone

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Oliver Stone torna finalmente dietro la macchina da presa con White Lies e porta con sé una reunion che pochi si aspettavano. Willem Dafoe e Michael Douglas reciteranno infatti insieme per la prima volta dopo 33 anni, ritrovandosi sul set di un nuovo dramma familiare che segna anche il ritorno alla regia del regista di Platoon e JFK dopo un decennio lontano dalla narrativa cinematografica. Una notizia che unisce tre figure storiche del cinema americano e accende immediatamente l’interesse degli appassionati.

Secondo quanto riportato da Deadline, White Lies racconterà la storia di tre generazioni di una famiglia segnata da traumi, divorzi e relazioni disfunzionali. Il protagonista sarà Josh Hartnett nel ruolo di Jack Freeman, un uomo che cerca di interrompere un ciclo di errori ereditato dai propri genitori mentre affronta la crisi del suo matrimonio. Oltre a Dafoe e Douglas, il cast comprende anche Leila George, Ellen Barkin, Yvonne Chapman e Homer Gere. Le riprese sono già iniziate e Stone ha definito il cast “una gioia dall’inizio alla fine”, lodando inoltre la troupe italiana coinvolta nella produzione.

Questa notizia è importante non soltanto per il ritorno della coppia Dafoe-Douglas dopo Body of Evidence del 1993, ma soprattutto perché rappresenta una nuova fase nella carriera di Oliver Stone. Negli ultimi anni il regista si era concentrato prevalentemente su documentari e progetti politici, mentre White Lies segna il suo ritorno a un cinema di finzione più intimo e personale. In un’epoca dominata da franchise e blockbuster, la scelta di raccontare una storia originale basata sui conflitti familiari e sul trauma generazionale appare quasi controcorrente e potrebbe riportare Stone verso il tipo di dramma adulto che ha caratterizzato alcune delle sue opere più apprezzate.

White Lies potrebbe riportare Oliver Stone al grande cinema dei personaggi

L’elemento più interessante del progetto è probabilmente la sua natura profondamente umana. Dalle informazioni emerse finora, White Lies sembra voler esplorare il modo in cui i comportamenti e le ferite emotive si tramandano da una generazione all’altra. Il personaggio interpretato da Josh Hartnett si trova infatti a rivivere dinamiche già sperimentate dai suoi genitori, cercando però di spezzare quel ciclo prima che coinvolga anche i suoi figli.

In questo contesto, la presenza di attori come Willem Dafoe e Michael Douglas potrebbe rivelarsi fondamentale. Entrambi hanno costruito carriere interpretando figure complesse, spesso ambigue e segnate da profonde contraddizioni interiori. Sebbene i loro ruoli non siano ancora stati rivelati, è plausibile immaginare che incarnino proprio le generazioni precedenti della famiglia Freeman, diventando il simbolo delle scelte e degli errori che il protagonista tenta di superare.

Anche la scelta di Josh Hartnett come protagonista appare significativa. Negli ultimi anni l’attore ha vissuto una notevole rinascita artistica grazie a film come Oppenheimer e Trap, dimostrando una maturità interpretativa che potrebbe trovare in White Lies uno dei suoi ruoli più importanti. Se Oliver Stone riuscirà a combinare il suo sguardo politico e sociale con un racconto intimo sulle relazioni familiari, il film potrebbe diventare uno dei drammi più interessanti del prossimo anno.

Willem Dafoe è intrappolato nell’ultimo poster Inside

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Willem Dafoe è intrappolato nell’ultimo poster Inside

Un nuovo poster per l’imminente thriller psicologico di Willem Dafoe Inside è stato rilasciato prima della data di uscita del 10 marzo 2023. Il nuovo poster mostra un Dafoe dall’aspetto spettinato mentre si trova su una piccola piscina, con lo skyline di New York alle sue spalle. Il nuovo film vede Willem Dafoe nei panni di un ladro d’arte che, dopo una rapina fallita, si ritrova rinchiuso in un attico e ora deve cercare di sopravvivere e uscire.  Dai un’occhiata al nuovo poster qui sotto:

Inside racconta la storia di Nemo, un ladro d’arte intrappolato in un attico di New York dopo che la sua rapina non è andata come previsto”, si legge nella sinossi del film. “Chiuso dentro con nient’altro che opere d’arte inestimabili, deve usare tutta la sua astuzia e invenzione per sopravvivere.Inside è diretto da Vasilis Katsoupis e scritto da Ben Hopkins. L’uscita negli USA è prevista per il 10 marzo 2023.

INSIDE Poster

Willem Dafoe e Ellen Page in Beyond Two Souls

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Willem Dafoe e Ellen Page in Beyond Two Souls

La Quantic Dream, storica azienda produttrice di videogiochi francese, ha annunciato la sua intenzione di produrre un nuovo lungometraggio dal titolo Beyond Two Souls, avvincente thriller paranormale per la cui regia è stato interpellato il giovane Heavy Rain. Ma le sorprese non finiscono qui, poiché è stata annunciata la presenza all’interno del cast di due attori di prima grandezza: Ellen Page e nientemeno che Willem Dafoe.

La storia racconta di Nathan Dawkins (Willem Dafoe), un misterioso scienziato che lavora per una divisione speciale del governo americano che si occupa di attività paranormali, e di Jodie (Ellen Page), una donna che possiede poteri soprannaturali e che è in contatto con un’entità invisibile.  Il rapporto emotivo tra i due personaggi diventerà sempre più forte ed ambiguo. La sceneggiatura è affidata a David Cage, il quale è, assieme a Heavy Rain, uno dei papabili alla regia. La Qunatic Dream mira ha distribuire il film entro ottobre 2013, e dunque non resta che attendere ulteriori indiscrezioni.

Fonte: empire

Willa Holland: 10 cose che non sai sull’attrice

Willa Holland: 10 cose che non sai sull’attrice

Cresciuta sin da bambina a stretto contatto con il cinema, Willa Holland ha iniziato a recitare sin da giovanissima, distinguendosi in alcuni film di buon successo. La vera popolarità le viene però donata dalle sue interpretazioni per la televisione, dove ricopre apprezzati ruoli in celebri serie televisive. Carismatica e versatile, l’attrice ha così dimostrato di possedere tutte le qualità giuste per potersi affermare all’interno dell’industria.

Ecco 10 cose che non sai di Willa Holland.

Parte delle cose che non sai sull’attrice

Willa Holland Arrow

Willa Holland: i suoi film e le serie TV

10. Ha recitato in noti lungometraggi. L’attrice debutta al cinema con un piccolo ruolo nel film Ordinary Madness (2001), per poi recitare in titoli come Garden Party (2008), con Vinessa Shaw, Middle of Nowhere (2008), con Susan Sarandon, Genova – Un luogo per ricominciare (2008), con Colin Firth, Chasing 3000 (2010) e Legion (2010), con Paul Bettany e Dennis Quaid. Negli ultimi anni ha invece preso parte ai film Straw Dogs (2011), con James Marsden e Tiger Eyes (2012), di cui è protagonista.

9. È nota per i suoi ruoli televisivi. Dal 2006 al 2007 l’attrice ottiene popolarità grazie al ruolo di Kaitlin Cooper nella celebre serie The O.C., per poi recitare in alcuni episodi di Gossip Girl (2008-2012), con Blake Lively, nel ruolo di Agnes Andrews. Dal 2012 ricopre il ruolo che l’ha resa celebre, quello di Thea Queen nella serie Arrow, con Stephen Amell. Riprenderà il ruolo anche per apparire in alcuni episodi di The Flash (2015-2016), con Grant Gustin.

8. È una doppiatrice di videogiochi. Al di fuori del mondo del cinema, l’attrice è nota agli appassionati di videogiochi per aver prestato in più occasioni la propria voce al personaggio di Aqua nella versione inglese della saga di Kingdom Hearts. I titoli in cui la si può ritrovare sono Kingdom Hearts Birth by Sleep (2010), Kingdom Heart 3D: Dream Drop Distaance (2012), Kingdom Hearts HD 2.5 ReMIX (2014), Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue (2016) e Kingdom Hearts III (2019).

Willa Holland è su Instagram

7. Ha un account personale. L’attrice è presente sul social network Instagram con un profilo seguito da 1,6 milioni di persone. All’interno di questo è solita condividere principalmente immagini legate alla sua quotidianità, con momenti di svago o di attività da lei svolte. Non mancano anche poi sue curiosità personali e immagini o video promozionali dei suoi progetti da interprete. Particolare attenzione è rivolta anche al suo cagnolino, che l’attrice fotografa spesso e porta sempre con sé.

Willa Holland e Tom Holland

6. Non è la sorella del noto attore. Benché il cognome sia lo stesso, non vi è alcun rapporto di parentela tra l’attrice e Tom Holland, interprete di Spider-Man per il Marvel Cinematic Universe. L’attrice è infatti figlia di Keith Holland, direttore della fotografia e di Darnell Gregorio-De Palma, attrice. La madre si è in seguito risposata con il regista e sceneggiatore Brian De Palma, che è divenuto il padre adottivo della Holland.

Parte delle cose che non sai sull’attrice

Willa Holland Instagram

Willa Holland in Arrow

5. Ha ottenuto il ruolo per alcune sue qualità particolari. Nella serie Arrow, facente parte dell’Arrowverse, l’attrice ricopre il ruolo di Thea Queen, sorella del personaggio protagonista. Al momento del provino, l’attrice ottenne da subito l’attenzione dello showrunner, il quale rimase colpito dalla dualità nella personalità dell’attrice, capace di lasciar intravedere un’oscurità interiore oltre la sua esuberanza giovanile.

4. Ha ripreso il proprio ruolo per l’ultima stagione. Dopo essere stata parte del cast principale dalla prima alla sesta stagione, l’attrice ha poi ricoperto il ruolo di guest star per la settima stagione, comparendo solo in alcuni episodi. In vista della stagione conclusiva, l’ottava, la Holland ha però ripreso il ruolo in modo più continuo. Per lei era infatti importante poter partecipare attivamente alla conclusione della serie, essendo il suo anche uno dei personaggi più amati dagli spettatori.

Willa Holland in The O.C.

3. Ha interpretato il personaggio precedentemente ricoperto da un’altra attrice. Nel 2006 la Holland diventa popolare grazie al ruolo di Kaitlin Cooper in The O.C. Questi appare sin nella prima stagione, ma ha qui il volto di Shailene Woodley, attrice divenuta nota anni dopo grazie alla saga di Divergent. Al termine della stagione, il personaggio viene allontanato per poi tornare nella terza interpretato dalla Holland. Questa avrebbe ricoperto il ruolo fino alla quarta e ultima stagione.

Willa Holland in Gossip Girl

2. Ha recitato nella nota serie. Nel 2008 l’attrice interpreta il personaggio di Agnes Andrews a partire dalla seconda stagione di Gossip Girl, più precisamente dall’episodio intitolato Pret-a-Poor-J. Il suo ruolo è quello di una modella sedicenne che stringe amicizia con una delle protagoniste, pur finendo poi in litigio. Apparsa in un totale di 5 episodi, la sua ultima comparsa risale all’episodio The Empire Strikes Jack, sedicesimo della terza stagione.

Willa Holland: età e altezza

1. Willa Holland è nata a Los Angeles, in California, Stati Uniti, il 18 giugno 1991. L’attrice è alta complessivamente 168 centimetri.

Fonte: IMDb

Will Trent: uno dei protagonisti lascia ufficialmente la serie prima della quinta stagione

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Un cambiamento importante in arrivo per Will Trent: uno dei volti principali del cast lascerà la serie prima della stagione 5. È stata infatti confermata l’uscita di Sonja Sohn, interprete di Amanda Wagner, figura centrale all’interno del Georgia Bureau of Investigation fin dall’inizio dello show.

La notizia, riportata da Variety, arriva mentre la stagione 4 è ancora in corso e chiarisce definitivamente il destino del personaggio. Dopo settimane di incertezza seguite al finale aperto, è ora ufficiale: Amanda Wagner non sopravvive agli eventi recenti. Una scelta narrativa forte che segna un punto di svolta per la serie e per il protagonista Will.

Ma non si tratta solo di un’uscita di scena. Amanda era molto più di un capo: rappresentava un punto di riferimento emotivo per Will, una figura quasi materna che aveva contribuito a definirne il percorso. La sua assenza cambia radicalmente gli equilibri interni del GBI.

La morte di Amanda cambia Will Trent: nuova dinamica e futuro della serie

La decisione di eliminare un personaggio così centrale apre scenari completamente nuovi per Will Trent. Come spiegato dagli showrunner, la stagione 5 introdurrà una nuova leadership all’interno dell’agenzia, ma senza quel legame personale che Amanda aveva con Will. Questo significa una cosa precisa: il protagonista sarà costretto a muoversi in un contesto più freddo e meno protetto.

Dal punto di vista narrativo, si tratta di un vero “reset”. La morte di Amanda avrà un impatto su tutti i personaggi, ridefinendo relazioni e dinamiche costruite nel corso delle stagioni. È una scelta rischiosa, ma anche potenzialmente molto efficace, perché permette alla serie di evolversi senza restare ancorata al passato.

Non è un caso che questa svolta arrivi proprio mentre ABC ha rinnovato la serie per una nuova stagione. Will Trent continua a essere uno dei titoli più solidi del network, sia in termini di ascolti che di streaming, e questo cambiamento potrebbe rappresentare un modo per rilanciare la narrazione.

La vera sfida, ora, sarà capire come la serie gestirà questa perdita. Perché togliere un personaggio così centrale non significa solo creare shock, ma ridefinire l’identità stessa dello show. E da questo punto di vista, la stagione 5 sarà decisiva per capire quanto lontano Will Trent può spingersi.

Will Trent: rilasciato il teaser promo della Stagione 4

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Will Trent: rilasciato il teaser promo della Stagione 4

ABC ha pubblicato il primo teaser promo della Stagione 4 di Will Trent, anticipando il ritorno dell’agente speciale interpretato da Ramón Rodríguez. Le nuove immagini offrono un assaggio delle indagini che attendono Will, tra casi ad alta tensione, nuovi alleati e minacce sempre più personali.

Il promo mostra una stagione che promette un tono ancora più cupo e dinamico, con sequenze d’azione più serrate e un’attenzione particolare all’evoluzione emotiva del protagonista. Ritornano anche gli altri volti centrali della serie, tra cui Erika Christensen, Sonja Sohn e Iantha Richardson, mentre la trama lascia intuire che il passato di Will continuerà a influenzare in modo decisivo il suo presente.

Basata sui romanzi di Karin Slaughter, Will Trent si è consolidata negli anni come uno dei procedural più seguiti della rete, grazie all’equilibrio tra thriller, drama e approfondimento psicologico dei personaggi. La quarta stagione punta a espandere ulteriormente questo mondo narrativo, mantenendo alta la tensione e portando lo spettatore al centro delle indagini del Georgia Bureau of Investigation.

La Stagione 4 di Will Trent debutterà nel 2025 su ABC, mentre in Italia è attesa successivamente sui canali e piattaforme che ne detengono i diritti. Nel frattempo, il teaser promo offre un primo sguardo a quello che si preannuncia come uno dei ritorni più attesi del prossimo anno.

Will Trent 5 si farà: ABC rinnova la serie dopo ascolti record

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Will Trent 5 si farà: ABC rinnova la serie dopo ascolti record

Il destino di Will Trent è stato ufficialmente deciso: ABC ha confermato il rinnovo per una quinta stagione, consolidando il successo di uno dei crime più solidi degli ultimi anni. La notizia arriva dopo una stagione 4 che ha segnato un punto di svolta per la serie, sia sul piano narrativo che su quello degli ascolti.

Secondo quanto riportato dalla rete e dai dati Nielsen, Will Trent è diventata la prima serie ABC da oltre un decennio a crescere costantemente di stagione in stagione, un risultato raro per il genere procedural. Un segnale chiaro di come il pubblico stia premiando un racconto capace di evolversi, senza restare ancorato alle dinamiche più rigide del format.

Ma il rinnovo non è solo una conferma industriale: è anche la prova che la serie ha trovato una propria identità forte, capace di distinguersi in un panorama televisivo sempre più saturo. E questo cambia il modo in cui guardare al futuro della storia.

Perché il rinnovo di Will Trent segna una svolta per il crime televisivo contemporaneo

Will Trent serie tv 2023

Il successo di Will Trent non si spiega soltanto con i numeri. A fare la differenza è la capacità della serie di muoversi dentro il genere senza restarne prigioniera, introducendo variazioni di tono e struttura che raramente si vedono nei procedural tradizionali.

La quarta stagione ha spinto in questa direzione con maggiore decisione, soprattutto attraverso il conflitto tra Will e suo padre, un arco narrativo che ha dato al protagonista una profondità emotiva più marcata rispetto al passato. L’interpretazione di Ramón Rodríguez ha contribuito a rendere questo passaggio uno dei momenti più intensi della serie, spostando il focus dall’indagine al personaggio.

Allo stesso tempo, il rapporto con Angie e la presenza di figure come Faith Mitchell e Amanda Wagner continuano a costruire una rete narrativa che non si limita al caso di puntata, ma sviluppa dinamiche a lungo termine. È proprio questa stratificazione a rendere il rinnovo significativo: ABC non sta semplicemente prolungando una serie di successo, ma investendo su un modello di crime più flessibile e contemporaneo.

La crescita degli ascolti, in questo senso, assume un valore simbolico. Non è solo un dato positivo, ma la dimostrazione che il pubblico è disposto a seguire storie che evolvono davvero, anche all’interno di un formato tradizionale.

Will Trent – Stagione 4: la morte scioccante e il suo impatto sul futuro di Wilbur spiegati dagli showrunner

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La quarta stagione di Will Trent si apre con una svolta narrativa destinata a lasciare il segno: la morte di Ulster. Un evento che, come spiegato dagli showrunner in una recente intervvista, non è pensato come un semplice shock iniziale, ma come un detonatore emotivo e tematico che influenzerà profondamente il percorso dei personaggi e la direzione del racconto.

Fin dalle prime battute della nuova stagione, la serie chiarisce di voler alzare la posta in gioco. La scomparsa di Ulster non è isolata, ma si riflette direttamente su Wilbur e sull’intero tessuto emotivo della storia, costringendo i protagonisti a confrontarsi con conseguenze che vanno ben oltre il singolo caso.

Perché la morte di Ulster è centrale per Will Trent

Secondo gli showrunner, eliminare Ulster all’inizio della stagione è stata una scelta deliberata per rompere una stabilità apparente e spingere i personaggi fuori dalla loro zona di comfort. Ulster rappresentava un punto di riferimento, diretto o indiretto, e la sua assenza crea un vuoto che nessuno riesce a colmare facilmente.

Per Wilbur, in particolare, l’evento diventa un trauma che modifica il suo modo di guardare al mondo e alle indagini. La serie utilizza questa perdita per esplorare il tema del lutto non elaborato, mostrando come il dolore possa trasformarsi in rabbia, senso di colpa o determinazione ossessiva. Un approccio coerente con l’identità di Will Trent, che ha sempre privilegiato l’introspezione dei personaggi rispetto alla risoluzione meccanica dei casi.

Un impatto che va oltre il singolo episodio

Will Trent 4

La morte di Ulster non viene archiviata rapidamente. Al contrario, gli autori hanno chiarito che le sue conseguenze si estenderanno per buona parte della stagione, influenzando decisioni, relazioni e dinamiche di squadra. È un modo per ribadire che, in Will Trent, ogni perdita ha un peso reale e duraturo.

Questa scelta rafforza il tono più cupo e maturo della serie, che nella quarta stagione sembra voler approfondire ancora di più il confine tra dovere professionale e fragilità personale. Wilbur, così come gli altri personaggi, non può semplicemente “andare avanti”: è costretto a portare con sé le cicatrici di ciò che è accaduto.

In definitiva, l’eliminazione di Ulster funziona come una dichiarazione d’intenti per Will Trent – Stagione 4. Non solo un colpo di scena, ma un punto di non ritorno che ridefinisce il cuore emotivo della serie, confermando la volontà degli autori di raccontare il crime come esperienza umana, prima ancora che investigativa.

Will Trent – Stagione 4: trailer anticipa un ritorno entusiasmante tra le preoccupazioni per la morte dei personaggi

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La quarta stagione di Will Trent ottiene un trailer vivace che ignora le preoccupazioni relative alla possibile morte di personaggi importanti. Mentre il ciclo 2025-2026 delle reti televisive continua, alcuni programmi sono ancora in attesa di tornare per le rispettive stagioni. Tra questi c’è Will Trent, dato che la ABC, ancora una volta, ritarda il suo ritorno dalla pausa estiva a una premiere di metà stagione. Per quanto possa essere frustrante, la serie procedurale di Ramón Rodríguez ha riscosso successo con questa impostazione, quindi non è del tutto un male.

Essendo uno dei programmi più visti della ABC, la serie TV tratta dal romanzo di Karin Slaughter ha raccolto ogni settimana 4-5 milioni di spettatori per la rete. Will Trent è attualmente rinnovato fino alla quarta stagione, ma se riuscirà a mantenere la sua popolarità, si può dire con certezza che continuerà la sua corsa sul piccolo schermo per diversi anni ancora. Per ora, tuttavia, la serie sta valutando potenziali cambiamenti importanti in vista del suo ritorno a gennaio.

Non si direbbe che Will Trent rischi di perdere due personaggi fissi della serie, a giudicare dal nuovo trailer pubblicato dalla ABC. Nella clip, il protagonista interpretato da Rodríguez è affiancato dal resto del Georgia Bureau of Investigation (GBI) che si scatena al ritmo di “Time Has Come Today” dei Chambers Brothers. Guarda il vivace promo qui sotto:

Come promemoria, il finale della terza stagione di Will Trent ha presentato alcuni sviluppi dei personaggi che dovrebbero avere un seguito nella quarta stagione. Per cominciare, è stato rivelato che Angie è incinta di Seth. Anche se lei e Will si erano tecnicamente lasciati, c’era ancora una flebile speranza che potessero tornare insieme. Questa possibilità esiste ancora, nonostante la situazione attuale di Angie, ma avere un figlio cambierebbe il loro modo di affrontare le cose.

Da un’altra parte, la vita di Amanda era in bilico, poiché era stata colpita mortalmente durante la situazione con gli ostaggi. Nel frattempo, la trama del tumore al cervello di Ormewood ha avuto uno sviluppo inaspettato quando lui è improvvisamente collassato. Al momento, il destino di entrambi rimane incerto. Nonostante ciò, Jake McLaughlin e Sonja Sohn ballano allegramente con Rodríguez e il resto del cast nel trailer sopra citato, dando ai fan la speranza che Amanda e Ormewood alla fine sopravvivranno alle loro rispettive prove.

Ciò che incuriosisce è se il clip sia indicativo del tono e dell’atmosfera generale della Will Trent stagione 4. La serie della ABC ha fatto un ottimo lavoro nell’affrontare sia scene drammatiche che comiche, rendendola una delle serie procedurali più equilibrate della TV generalista. Fortunatamente, i fan non dovranno aspettare troppo a lungo, poiché la serie tornerà tra poche settimane.

Will Trent – Stagione 4: rivelato il teaser trailer dei nuovi episodi

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È ufficiale: Will Trent torna per una quarta stagione, e il primo teaser trailer dei nuovi episodi è finalmente online, con tante anticipazioni sulle sfide che attendono l’agente speciale protagonista.

La crime-series di successo, tratta dai romanzi di Karin Slaughter, tornerà il 6 gennaio 2026 su ABC nel consueto slot di punta del martedì sera, con nuove indagini e dinamiche personali che riprendono direttamente da dove si era interrotta la stagione 3.

Nel teaser rilasciato dalla rete si vede Will Trent (interpretato da Ramón Rodríguez) alle prese con uno stato d’animo più fragile e tormentato del solito: la promo gioca sul contrasto tra la sua facciata “perfettamente in controllo” e i segnali di stress e difficoltà che emergono nel suo sguardo e nei pochi fotogrammi mostrati.

Oltre al trailer, ABC ha diffuso anche il key art poster della stagione, che riflette lo stesso tema visivo di conflitto interiore e tensione narrativa. La serie, che ha conquistato ampi consensi di pubblico e critica grazie a casi intricati e a un cast solido, dà così il primo assaggio di ciò che accadrà nei nuovi episodi, confermando la sua presenza di punta nel palinsesto del 2026.  Rimani connesso per ulteriori aggiornamenti su trama, cast e prime scene dall’attesissima quarta stagione di Will Trent.

Will Trent – Stagione 4: conferma e tutto quello che sappiamo

Will Trent – Stagione 4: conferma e tutto quello che sappiamo

La stravagante serie poliziesca della ABC Will Trent ha riscosso finora un grande successo in tre stagioni e tornerà anche con una quarta stagione. Creata per il piccolo schermo da Liz Heldens e Daniel T. Thomsen (tratta dai romanzi di Karin Slaughter), la serie racconta le vicende di un agente del Georgia Bureau of Investigation dall’occhio attento (Ramón Rodríguez). Affrontando alcuni dei casi più difficili della città di Atlanta, il viaggio di Will alla ricerca della giustizia lo porta spesso a scontrarsi con la corruzione all’interno del sistema delle forze dell’ordine. Come se tutto ciò non bastasse, anche la fidanzata occasionale di Will (Angela Polaski, interpretata da Erika Christensen) lavora per la polizia locale.

Dopo aver guadagnato slancio nelle prime tre stagioni, Will Trent è stata una delle serie di metà stagione più costanti degli ultimi anni, e si prevede che continuerà ad esserlo. Il finale scioccante della terza stagione di Will Trent ha lasciato le cose in una situazione complicata per la quarta stagione, con la vita di due personaggi principali in bilico. Dimostrando che la serie procedurale può crescere, Will Trent ha aggiunto Yul Vazquez in un “ruolo ricorrente importante”, e ogni uscita successiva diventa sempre più grande. Con ancora più colpi di scena all’orizzonte, la ABC ha rinnovato la quarta stagione di Will Trent.

Ultime notizie sulla quarta stagione di Will Trent

La ABC ordina una quarta stagione

Con il popolare poliziesco rinnovato per un’altra stagione, TVLine conferma che la quarta stagione di Will Trent debutterà all’inizio del 2026 (via Yahoo! News). La stagione sarà composta da 18 episodi ininterrotti (salvo inevitabili interruzioni come i discorsi presidenziali). Will Trent continuerà ad andare in onda il martedì sera alle 20:00 ET, prima della stagione 8 di The Rookie, che andrà in onda alle 21:00 ET. Questo approccio di messa in onda ha “funzionato alla grande” per entrambe le serie procedurali, e la ABC intende continuare su questa strada nel 2026.

ABC ha anche rinnovato le popolari serie Grey’s Anatomy e Shifting Gears.

Will Trent Stagione 4 è confermata

Will Trent torna per la stagione 4

Il futuro di Will Trent non è mai stato davvero in dubbio, e gli sviluppi della stagione 3 hanno dimostrato che ABC era pronta a impegnarsi a lungo termine (almeno per ora). Ecco perché non è stato particolarmente sorprendente quando la serie procedurale è stata rinnovata per la sua quarta stagione nell’aprile 2025, e sembra che Will Trent stia finalmente diventando uno dei fiori all’occhiello della rete, insieme a Grey’s Anatomy e alla commedia Abbott Elementary. Il rinnovo anticipato è un buon segno che anche la stagione 4 non sarà l’ultima.

Il finale della terza stagione di Will Trent è andato in onda il 13 maggio 2025.

Al momento non si sa molto sulla quarta stagione, ma si prevede che ulteriori dettagli sulla produzione cominceranno a emergere nel corso dei mesi estivi del 2025. Tuttavia, sappiamo che Will Trent tornerà a metà stagione (gennaio o febbraio). Anche se di solito è in autunno che le reti televisive trasmettono i loro programmi più importanti, un forte ingresso a metà stagione può aiutare a rafforzare la rete fino all’estate.

Dettagli sul cast della quarta stagione di Will Trent

Will Trent e Betty torneranno sul caso

Il cast di Will Trent è composto da un ensemble numeroso e mutevole, ma i personaggi principali sono rimasti gli stessi in tutte e tre le stagioni finora. A guidare lo show nel ruolo dell’agente titolare, Ramón Rodríguez tornerà nei panni di Will Trent, e non sarà l’unico. Anche se il suo destino è incerto dopo la sua decisione nella terza stagione di tenere il bambino avuto da Seth, si prevede che Erika Christensen riprenderà il ruolo di Angela Polaski in una forma o nell’altra.

Iantha Richardson interpreta la partner di lavoro di Will, Faith Mitchell, e probabilmente rimarranno insieme nella quarta stagione. Tuttavia, il destino di Sonja Sohn nel ruolo del capo di Will e Faith, Amanda Wagner, e di Jake McLaughlin nel ruolo del collega di Angie, Michael Ormewood, è incerto dopo che hanno sfiorato la morte nel finale della terza stagione. Anche se il cast umano è al centro della serie, dovrebbe tornare anche l’attore animale Bluebell nel ruolo della chihuahua di Will, Betty.

Il nuovo arrivato Yul Vazquez è stato introdotto nella terza stagione nel ruolo dello sceriffo Caleb e si prevede che continuerà a interpretare il personaggio anche nella quarta stagione, soprattutto dopo la grande rivelazione che lo riguarda. Caleb ha esordito come personaggio un po’ malvagio con un segreto, che si è rivelato essere quello di essere il padre biologico di Will. Con Will disposto a esplorare un rapporto con lui, il ruolo di Vazquez dovrebbe ampliarsi nella quarta stagione.

Dettagli sulla trama della quarta stagione di Will Trent

Sono previsti altri grandi colpi di scena

L’entusiasmo per la quarta stagione di Will Trent è più alto che mai dopo i colpi di scena del finale della terza stagione. Dopo l’intervento chirurgico d’urgenza di Amanda, colpita dai Founders Front, il suo destino è ancora incerto, con gli showrunner di Will Trent che non danno alcuna garanzia sulla sua sopravvivenza. Anche Ormewood potrebbe essere in pericolo, dopo il collasso dovuto al suo tumore.

Non si sa come Angie si inserirà nella quarta stagione, dato che lei e Seth sono follemente innamorati ed entusiasti di diventare genitori, ma questo potrebbe causare dei drammi con Will. Tuttavia, la trama più emozionante del nostro protagonista sarà il suo rapporto con il padre biologico, Caleb. Ha accettato di cenare con la famiglia di Caleb e, sebbene le cose sembrino andare bene tra padre e figlio, c’è ampio spazio per conflitti tra loro nella quarta stagione di Will Trent, che sarà sicuramente avvincente quanto le stagioni precedenti.