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1917, il film di Sam Mendes in arrivo su SKY e NOW

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1917, il film di Sam Mendes in arrivo su SKY e NOW

Il pluripremiato 1917, acclamato da pubblico e critica e vincitore di tre Oscar e due Golden Globe, arriva in prima tv su Sky Cinema Uno lunedì 23 agosto alle 21.15, in streaming su NOW e disponibile on demand.

1917, diretto dal regista premio Oscar Sam Mendes e da lui sceneggiato con Krysty Wilson-Cairns è interpretato da George MacKayDean-Charles ChapmanMark StrongAndrew ScottRichard MaddenColin FirthBenedict Cumberbatch. Tra i successi del film l’Oscar per la Miglior Fotografia, i Migliori Effetti Speciali, il Miglior Sonoro e il Golden Globe per Miglior Regista e Miglior Film Drammatico.

1917 è disponibile su NOW e anche on demand su Sky. Iscriviti a soli 3 euro per il primo mese e guarda il film e molto altro.

1917, recensione del film di Sam Mendes

1917, la trama

I caporali Schofield e Blake, dell’8° Battaglione, condividono amicizia e un senso di cameratismo. Il loro legame, nell’arco di un breve periodo, verrà messo alla prova in un modo che nessuno dei due avrebbe mai potuto immaginare. Armati di mappe, torce, pistole lanciarazzi, granate e pochi viveri, devono attraversare la Terra di Nessuno e trovare il fratello maggiore di Blake, un tenente del 2° Devon. Hanno ricevuto l’ordine di dirigersi a sudest, fino a quando non raggiungeranno la cittadina di Écoust, dove dovranno individuare il battaglione appostato nel Bosco di Croisilles, consegnare al Colonnello Mackenzie una lettera da parte del Generale Erinmore e salvare così centinaia di commilitoni da morte sicura per opera dei tedeschi. In pochi sanno, e anche Erinmore lo ignora, che in realtà i tedeschi hanno messo in scena un ritiro strategico e che in realtà sono pronti ad annientare chiunque osi sfidarli. Questa missione spaventosa e inattesa, cambierà il corso della loro vita. Un compito apparentemente impossibile, una corsa contro il tempo. I due uomini devono attraversare il territorio nemico per consegnare un messaggio che potrebbe salvare 1600 commilitoni.

 In questa avvolgente esperienza cinematografica, Mendes catapulta il pubblico nel pericolo e nella vastità della Prima Guerra Mondiale, calandolo all’interno del conflitto. Il film rende omaggio non solo ai soldati della Prima Guerra Mondiale ma a tutti i militari, del passato e del presente, e al loro sacrificio per il bene comune e la ricerca della libertà.

 

1899: recensione del primo episodio della nuova serie Netflix

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1899: recensione del primo episodio della nuova serie Netflix

Approdata sulla piattaforma streaming il 17 novembre, 1899 è una serie tv formata, al momento, da una sola stagione di 8 episodi, di circa un’ora l’uno. Gli ideatori della serie sono Jantje Friese e Baran bo Odar, sceneggiatori già molto noti per la serie tv Dark: da questo primo episodio di 1899 è facile ritrovare delle similarità nello stile delle riprese e nell’ambientazione stessa delle vicende con Dark. La serie è prodotta dalla Germania: piccola curiosità, con un budget di 60 milioni di euro, 1899 è al momento la serie tedesca più costosa mai prodotta. Nel cast ritroviamo attori affermati nel panorama Netflix e Sky, tra cui lo spagnolo Miguel Bernardeau (Gùzman in Elite) nel ruolo di Angel, e l’inglese Emily Beecham (Fanny Logan in The pursuit of love) nei panni di Maura Franklin.

1899: la ricerca della nave scomparsa

La serie si apre con una serie di fotogrammi di paesaggi: il cielo, il mare, una nave. E poi un flashback, una visione di Maura in quello che sembra un ospedale psichiatrico: viene portata via mentre urla contro il padre, nell’ombra. Al risveglio, Maura è sul Kerberos, nave transatlantica che viaggia alla volta di New York. Qui a bordo di questo aristocratico battello si trovano tante figure, storie, segreti tutti da scoprire. Clèmence e Lucien sono una giovane coppia di francesi appena sposati: la relazione dei due risulta essere da subito molto burrascosa. Lucien allontana e respinge la moglie. Sulla Kerberos viaggiano anche una misteriosa giovane donna cinese, che da subito attira l’attenzione su di sé nella sala da pranzo della nave per gli abiti ed il trucco tradizionali; viaggia insieme ad una dama di compagnia, la quale sembra essere più una tutrice, un’educatrice per la giovane, dai modi severi che le riserva. Ramiro e Angel sono due fratelli spagnoli che viaggiano insieme: il primo è un prete pauroso, il secondo un giovane spavaldo.

La quotidianità di tutti i nobili passeggeri viene interrotta da un messaggio, ricevuto tramite telegrafo: si tratta di semplici coordinate. Il capitano inverte subito la rotta per raggiungere il punto indicato: si pensa che il messaggio possa provenire dalla Prometeus, nave scomparsa da ormai quattro mesi.

1899 recensione serie tvCiò che si è perso sarà ritrovato

Tutti gli elementi di 1899 portano lo spettatore a percepire un clima di sinistro mistero. In questo primo episodio ancora non è troppo chiaro come potrebbero proseguire le vicende: forse è proprio questo senso di imprevedibilità che crea ancora più inquietudine, ma è anche ciò che potrebbe portare ad una serie molto originale.

Il background musicale si mantiene sempre molto teso, con melodie quasi graffianti. L’ambientazione della Kerberos risulta essere un po’ lugubre: dominano spesso colori scuri, come il verde petrolio, il bordeaux dei vestiti di Maura e di Virginia Wilson, una signora inglese che viaggia da sola. Questo, però, non è nulla a confronto con ciò che il capitano e Maura stessa trovano sulla Prometeus: l’ambientazione qui è propria di un film dell’orrore. Si intravedono con il debole bagliore delle torce portate dal capitano dei cadaveri, in una distruzione totale; quelle che sembrano corde strappate pendere dal tetto.

Passando invece al vero contenuto di 1899, è chiaro come questo primo episodio pilota ci anticipi molte tematiche che si spera venir sviluppate nelle prossime puntate. Ogni passeggero sembra custodire un oscuro segreto.

Miss Maura Franklin

Tra tutti i personaggi, Maura è colei che attira maggiormente l’attenzione e la curiosità dello spettatore: ci è chiaro da subito che si tratta di una giovane donna indipendente ed intelligente. Lei è una delle prime dottoresse in Inghilterra: per l’ironia di una società ancora fortemente patriarcale e machista, le è permesso studiare medicina, ma non esercitare come medico.

“E’ questo che fanno, vi mostrano il mondo e alla fine vi dicono che non potete averlo”

Nei bisbigli che le ronzano nella testa e nelle strane visioni del passato, si può presagire una grande realtà nascosta dietro a questo personaggio. La chiave di volta per disseppellire questi segreti sembra essere il padre di Maura: già dai primi minuti di questo primo episodio, lei urla al padre di aver scoperto cosa succedeva su queste navi, sul Prometeus.

Nonostante tutto, Maura cerca di mantenersi lucida e razionale: la mattina, dopo le sue visioni nel sonno, ricorda a se stessa chi è, per restare in contatto con ciò che è reale.

1899: la spiegazione del finale della serie tv

1899: la spiegazione del finale della serie tv

Stravolgendo la percezione della realtà dei suoi personaggi, il finale della serie tv Netflix 1899 ci mette davanti a misteri fantascientifici sconcertanti che richiedono indubbiamente spiegazioni. In ogni episodio, 1899 naviga in una moltitudine di concetti e dispositivi narrativi fantascientifici senza offrire una spiegazione chiara per nessuno di essi. Per aggiungere un ulteriore livello di intrigo e dramma, 1899 termina ogni episodio con un enigmatico cliffhanger, mentre si svelano gradualmente le traumatiche storie dei suoi personaggi principali. Sebbene il dramma fantascientifico di Netflix si prenda il suo tempo per svelare questi misteri di fondo e tenga intenzionalmente gli spettatori col fiato sospeso grazie a un ritmo disteso, è comunque gratificante riuscire ad unire tutti i puntini.

Il Kerberos e il Prometheus

Una nave di nome Kerberos è lo scenario principale che riunisce i diversi personaggi di 1899, mentre la Prometheus è un’altra nave che sarebbe scomparsa prima che la Kerberos salpasse. All’inizio di 1899, diventa evidente che la Kerberos non è una nave normale e ospita molte tecnologie misteriose che sono quasi incomprensibili per i passeggeri. La trama di 1899 prende una piega oscura quando l’equipaggio della Kerberos riceve uno strano messaggio da una nave vicina che si rivela essere la Prometheus. Dopo aver trovato solo un ragazzo, Elliot, sulla nave fantasma, l’equipaggio della Prometheus lo prende a bordo e salpa per tornare a casa. Non si rendono conto che un altro passeggero della Prometheus, di nome Daniel, è salito a bordo della nave.

Il caos si scatena a Kerberos quando i passeggeri iniziano a morire, mentre Daniel cerca di costringere Maura (interpretata da Emily Beecham) a mettere in discussione la sua percezione. 1899 spiega questi eventi misteriosi negli ultimi episodi rivelando che la nave è una simulazione che ha manipolato la realtà dei passeggeri: tutto, dai loro ricordi al loro aspetto fisico, è un costrutto della simulazione. Dal punto di vista mitologico, Cerbero/Kerberos è il cane da guardia a tre teste che impedisce ai morti di fuggire dagli inferi. Dato che il Kerberos del 1899 funge da prigione della percezione e della realtà per i passeggeri, il nome acquista un senso. Allo stesso modo, il nome dell’altra nave deriva dal mito greco di Prometeo, che venne tormentato in eterno per aver rubato il fuoco dal monte Olimpo, un parallelismo con i passeggeri che vivono in loop infiniti dei loro traumi simulati.

Chi ha creato la simulazione?

I depistaggi nei primi episodi di 1899 suggeriscono che il padre di Maura, Henry Singleton (interpretato da Anton Lesser del cast di Andor), sia il genio del male dietro la simulazione. Ad esempio, Maura continua a sostenere che il padre le ha rimosso i ricordi dopo che lei e il fratello sono venuti a conoscenza dei suoi esperimenti segreti sulla nave. In un’altra scena, Henry spia i passeggeri della Kerberos dalla comodità della sua stanza. Se questi momenti sono abbastanza convincenti da suggerire che Henry sia l’architetto della simulazione, gli episodi finali rivelano che Maura ne è la creatrice.

Al di fuori della simulazione, Maura viveva nel mondo reale con il marito Daniel e il figlio Elliot. Quando la salute del figlio iniziò a declinare a causa di una misteriosa malattia, la donna non riuscì a sopportare il dolore e il lutto che questo questo tragico evento portò alla sua famiglia. Nel tentativo di “preservare” il figlio, ne trasferisce la coscienza in una realtà simulata dove lei e Daniel (interpretato da Aneurin Barnard del cast della sesta stagione di Peaky Blinders) possono passare del tempo con lui in una piccola stanza dei giochi, nonostante lui sia morto nel mondo reale. Sebbene 1899 non riveli come la simulazione sia cresciuta dalla stanza dei giochi di un bambino a un sistema a più livelli e come Henry sia stato coinvolto, sembra probabile che molte altre forze siano state coinvolte nella tecnologia nel corso del tempo e abbiano scatenato il caos.

Sfruttando questo aspetto a suo vantaggio, Henry ha abusato della tecnologia della figlia creando altre simulazioni all’interno della sua simulazione principale per studiare le oscure profondità del cervello umano. Maura spiega la sua spirale negativa in una breve conversazione con Eyk (interpretato da Andreas Pietschmann del cast della terza stagione di Dark) ricordando che sua madre era affetta da Alzheimer, che ha gradualmente distrutto la sua capacità di riconoscere i membri della famiglia. Dopo la sua morte, Henry ha iniziato ad affrontare la sua perdita studiando meticolosamente la mente umana, sperando di trovare risposte alla malattia della moglie.

Con il tempo, ha chiaramente esagerato, rendendo la figlia e la sua famiglia vittime dei suoi esperimenti. Il fatto che Maura abbia scelto di proposito di cancellare i suoi ricordi per affrontare la morte traumatica del figlio si rivela un vantaggio e un ostacolo per Henry. Se da un lato gli permette di manipolare la sua tecnologia e di usarla a suo vantaggio, dall’altro si trova nei guai quando si rende conto che solo Maura possiede il codice per sfuggire alle simulazioni.

Il significato della piramide, dello scarabeo e della chiave nella simulazione di 1899

La piramide del ragazzo e la chiave di Maura sono i codici necessari per porre fine alle simulazioni nella serie televisiva fantascientifica di Netflix. Poiché Maura non aveva ricordi della sua vita passata, non riusciva a ricordare nulla della chiave anche se l’aveva sempre con sé. Henry la sottopone a queste simulazioni ricorrenti per aiutarla a ricordare dove teneva la chiave. È anche possibile che Henry abbia collocato quei simboli piramidali in tutta la nave come messaggi subliminali per stimolare la sua memoria o forse Maura stessa li ha collocati nella realtà simulata per ricordare la chiave dopo aver perso la memoria. Quest’ultima ipotesi sembra più plausibile, dato che il simbolo della piramide e della chiave è tatuato anche dietro l’orecchio del figlio.

Come la piramide e la chiave, anche lo scarabeo è un codice che apre le porte chiuse. Il significato dello scarabeo rimanda a uno dei ricordi di Maura nel mondo reale, in cui Maura (interpretata da Emily Beecham della serie cult d’azione Into the Badlands) chiede a Elliot di liberare uno scarabeo che ha intrappolato in un barattolo per insegnargli il famoso detto “lasciali liberi se li ami”. Per questo motivo, lo scarabeo viene probabilmente manifestato o progettato come codice per accedere alla libertà dalle porte chiuse nella simulazione.

Le simulazioni delle botole sono reali riflessi del passato?

Sotto il letto di ogni passeggero c’è una botola, da cui si arriva a una camera sotterranea che conduce a una simulazione dell’inquietante passato del rispettivo passeggero. Considerando che il passato di ogni personaggio era probabilmente una mera costruzione, le simulazioni delle botole probabilmente non hanno nulla a che fare con la realtà dei passeggeri. Ciò è ulteriormente confermato quando i passeggeri iniziano a scorrere le rispettive simulazioni di memoria dopo che Daniel ha alterato il codice.

Il virus di 1899 spiegato

Verso la fine, dalle pareti dell’astronave iniziano a spuntare enormi strutture nere e quando Virginia Wilson (interpretata da Rosalie Craig del cast di The Queen’s Gambit) ne tocca una, la massa nera inizia a diffondersi su tutto il suo corpo. Come ogni altra cosa nella simulazione, anche la sostanza nera è un codice che rappresenta un virus. Daniel ha intenzionalmente violato il sistema e introdotto il virus nella simulazione per impedire a Henry di riavviare il ciclo. Questo spiega perché chiede agli altri passeggeri di non toccarlo.

Il significato dell’allegoria della caverna di Platone

Nella sua allegoria, intitolata “La caverna”, Platone descrive uno scenario ipotetico in cui un gruppo di persone è incatenato all’interno di una caverna e tutto ciò che possono vedere è un muro vuoto di fronte a loro. Il muro riflette le ombre del mondo reale alle loro spalle, ma non dà mai una rappresentazione accurata della realtà. Nonostante i limiti della loro percezione, gli abitanti della caverna accettano la realtà che viene loro presentata perché è l’unica che conoscono. Film come Interstellar, capolavoro fantascientifico di Christopher Nolan, Shutter Island di Scorsese e persino Matrix delle sorelle Wachowski fanno riferimento alla stessa allegoria.

Henry ricorda che Maura da giovane era ossessionata dall’Allegoria di Platone. Probabilmente è lì che ha trovato l’ispirazione per creare realtà alternative, o meglio, ombre della realtà, attraverso le simulazioni. Tuttavia, dopo aver perso i suoi ricordi e aver preso il controllo delle sue simulazioni, Henry è diventato il portatore della realtà, mentre la sua simulazione è diventata una semplice ombra sul muro. Poiché anche Henry fa parte di una simulazione, l’Allegoria di Platone è un ciclo infinito in 1899 in cui il leader della catena di simulazioni rimane sconosciuto.

Come funzionano le siringhe bianche e nere di Henry

Come tutti gli oggetti delle simulazioni, entrambe le iniezioni sono codici che servono a uno scopo specifico. La loro funzione è simile a quella delle pillole blu e rosse di Matrix. Henry usa l’iniezione nera per resettare i ricordi di Maura e mandarla in una nuova simulazione; al contrario, usa quella bianca per ripristinare i suoi ricordi e la conseguente comprensione della realtà.

Perché Cirian ha preso il controllo della simulazione di Maura

Verso la fine della stagione 1 di 1899, Henry mette le mani sulla piramide e sulla chiave, ma Daniel riesce comunque a stare un passo avanti. Daniel manipola il codice della siringa in modo tale che, quando Henry inietta il siero nero a Maura, lei raggiunge la prima sala giochi di simulazione che aveva creato per suo figlio. Qui Daniel le dice che ha anche cambiato il codice della chiave con l’anello di Laura e il codice della piramide con un giocattolo nella stanza dei giochi di Elliot. Utilizzando la nuova chiave e la piramide, Maura riesce finalmente a uscire dal loop della simulazione nell’arco conclusivo della serie tv fantascientifica di Netflix.

Tuttavia, considerando che Daniel la avverte che suo fratello Cirian ha preso il controllo delle simulazioni, il suo viaggio sembra essere tutt’altro che finito. L’identità e le motivazioni di Cirian rimangono sconosciute anche dopo i titoli di coda di 1899. È chiaro, però, che alla fine della stagione 1 di 1899, egli si trova in cima alla catena delle simulazioni ed è forse l’unico a sperimentare la realtà così com’è. Gli altri percepiscono solo l’ombra di un’ombr: sole ombre della realtà che lui vuole che vedano.

Maura è sfuggita alla simulazione nel finale di 1899?

Dopo essere sfuggita alla simulazione nella serie horror sci-fi di Netflix, Maura si risveglia in una stazione spaziale dove trova gli altri passeggeri collegati a una macchina. Questo conferma che nessuno è morto su quella nave. Trova uno schermo che rivela il nome della stazione spaziale come “Progetto Prometheus” e l’anno attuale come “2099”. Segue un messaggio di “Benvenuto nella realtà” da parte di Cirian, che conferma di essere a conoscenza della fuga della sorella dalla simulazione.

Poiché la stagione 1 di 1899 termina dopo questo episodio, si può solo ipotizzare se Maura sia sfuggita a tutte le simulazioni o sia rimasta intrappolata in un’altra. Tuttavia, dal momento che la stazione spaziale ha lo stesso nome della nave, è possibile che si tratti di un’altra realtà simulata creata da Cirian. Un altro dettaglio che lo conferma è la frase “che il tuo caffè faccia effetto prima della realtà” che Cirian lascia a Maura nella stazione spaziale. In una scena precedente, Anker (interpretato da Alexandre Willaume del cast di Wheel of Time) e Ramiro trovano la stessa frase scritta su un libro nella sala di controllo della nave.

Sebbene 1899 non spieghi mai il significato della frase, sembra essere il modo in cui Cirian prende in giro i suoi prigionieri. Alludendo al falso senso di veglia che si prova quando il cervello viene inondato di dopamina dopo aver consumato del caffè, Cirian sembra insultare Maura e gli altri che hanno scelto volontariamente di vivere in simulazioni fasulle solo per affrontare i fardelli della loro realtà. Poiché la saluta con lo stesso messaggio nella stazione spaziale, è possibile che stia per sottoporre lei e i passeggeri a un’altra sconcertante simulazione nella stagione 2 di 1899.

1899 è stato cancellato da Netflix dopo una stagione

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1899 è stato cancellato da Netflix dopo una stagione

Netflix si è guadagnato la reputazione di aver cancellato gli spettacoli prima ancora che avessero avuto la possibilità di fare il loro cammino, e lo streamer ha ora eliminato il popolare dramma di fantascienza, 1899. Lo spettacolo, dei creatori di Dark Jantje Friese e Baran bo Odar, è stato presentato in anteprima il 17 novembre e ha seguito un gruppo di emigranti europei in viaggio da Southampton, nel Regno Unito, su un piroscafo chiamato Kerberos per iniziare una nuova vita a New York City.

Sebbene non sia stato accolto così bene come Dark, lo spettacolo ha raccolto recensioni generalmente positive e gli spettatori non vedevano l’ora di scoprire come sarebbe continuata la storia dopo il finale di stagione sconvolgente. Non è stato fornito alcun motivo per la cancellazione, ma il co-creatore Baran bo Odar si è rivolto a Instagram per esprimere il suo disappunto.

 

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La serie tv 1899

1899. Un piroscafo pieno di migranti si dirige verso ovest lasciandosi alle spalle il Vecchio Continente. I passeggeri, provenienti da diverse nazioni europee, hanno in comune speranze e sogni per il nuovo secolo e per il loro futuro all’estero. La traversata però subisce una svolta imprevista con l’avvistamento in alto mare di un’altra nave di migranti alla deriva. Ciò che troveranno a bordo trasformerà il loro viaggio verso la terra promessa in un terrificante incubo.

1883: Tom Hanks guest star nel prequel di Yellowstone

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1883: Tom Hanks guest star nel prequel di Yellowstone

Dopo il primo promo Paramount+ annuncia che tra le guest star di 1883 ci sarà nientemeno che Tom Hanks, l’attore premio Oscar sarà dunque nel prequel di Yellowstone. Il debutto è previsto per la prossima settimana, il 19 dicembre. Tom Hanks dovrebbe apparire nel secondo episodio e interpreterà il ruolo di un generale a tre stelle in una sequenza di flashback. In un’intervista con l’outlet, Sheridan ha rivelato dicendo che gli spettatori dovrebbero aspettarsi più sorprese da guest star durante la prima stagione.

1883, la serie tv

1883 è la nuova serie tv prequel di Yellowstone creata e prodotta da Taylor Sheridan e basata sull’universo della famiglia Dutton, il cui ultimo erede è stato interpretato da Kevin Costner nella serie madre.

1883 segue la famiglia Dutton mentre intraprendono un viaggio a ovest attraverso le Grandi Pianure verso l’ultimo baluardo dell’America selvaggia. È una forte rivisitazione dell’espansione occidentale e un intenso studio di una famiglia in fuga dalla povertà per cercare un futuro migliore nella terra promessa dell’America: il Montana.

Nel cast di 1883 protagonisti saranno Sam Elliott interpreterà Shea Brennan, un cowboy bello e duro come le unghie con un’immensa tristezza nel suo passato. Ha il compito titanico di guidare un gruppo dal Texas al Montana, e non si lascia prendere dagli sciocchi. Tim McGraw e Faith Hill interpreteranno rispettivamente James e Margaret Dutton, il patriarca e la matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà annunciato nelle prossime settimane.

1883: Sam Elliott, Faith Hill e Tim McGraw nel cast della serie prequel di Yellowstone

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Paramount+ annuncia il cast di 1883, l’annunciata serie prequel di Yellowstone, l’acclamato show in corso che vede protagonista Kevin Costner. Ebbene nella nuova serie Sam Elliott reciterà al fianco delle superstar Tim McGraw e Faith Hill nella prossima serie originale 1883. Creata da Taylor Sheridan, 1883 è l’attesissimo prequel di Yellowstone, la serie nominata agli Emmy. 101 Studios e Bosque Ranch Productions serviranno come partner di produzione della serie.

Elliott interpreterà Shea Brennan, un cowboy bello e duro come le unghie con un’immensa tristezza nel suo passato. Ha il compito titanico di guidare un gruppo dal Texas al Montana, e non si lascia prendere dagli sciocchi. McGraw e Hill interpreteranno rispettivamente James e Margaret Dutton, il patriarca e la matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà annunciato nelle prossime settimane.

“Tutto inizia con la scrittura e Taylor Sheridan è una scrittrice brillante”, ha commentato l’attore Sam Elliott. “Penso che il genere western parli chiaramente a entrambi. Le classiche lotte dell’uomo contro l’uomo, dell’uomo contro la natura e dell’uomo contro se stesso. È tutto lì, nel 1883, e sono onorato di farne parte”.

“Questo è davvero un lavoro da sogno”, ha detto Tim McGraw. “Taylor ha trovato un modo di raccontare storie che crea brillantemente questi drammi epici e saghe familiari con tanta profondità e creatività. I Dutton sono personaggi straordinari ed è così emozionante poterli portare in vita. Da bambino che cresce a cavallo, pensi a lavori da sogno come questo e io sono così entusiasta di lavorare con questo cast e una troupe fantastici”.

“Questa è l’opportunità di una vita”, ha detto Faith Hill. “I Dutton sono una famiglia formidabile ed è un sogno assoluto dare vita a un personaggio femminile così forte come Margaret Dutton. Sono onorato e onorato di lavorare con Taylor e tutta la sua squadra”.

“‘Yellowstone’ è uno spettacolo di grande successo con decine di milioni di fan – con ‘1883″, stiamo riportando quei fan alla storia delle origini e, nel processo, trasformando il mondo di ‘Yellowstone’ in un franchise di successo globale per alimentare la crescita di Paramount+”, ha affermato Chris McCarthy, Presidente/CEO, MTV Entertainment Group. “Siamo entusiasti di avere Sam, Tim e Faith come protagonisti della nuova serie di Taylor Sheridan in esclusiva per Paramount+ in tutto il mondo.”

“Siamo entusiasti di avere il candidato all’Oscar e la leggenda della recitazione Sam e gli artisti pluripremiati e di grande talento Faith e Tim si uniscono all’universo di Taylor Sheridan”, ha affermato David Glasser, CEO di 101 Studios. “Taylor ha dimostrato la sua immensa capacità di creare personaggi accattivanti e mondi immersivi e non c’è eccezione qui con 1883 ei personaggi di Sam, Faith e Tim. Non vediamo l’ora di questa ulteriore espansione del mondo di Yellowstone e di portarla al pubblico di tutto il mondo”.

1883, la serie tv

1883 è la nuova serie tv prequel di Yellowstone creata e prodotta da Taylor Sheridan e basata sull’universo della famiglia Dutton, il cui ultimo erede è stato interpretato da Kevin Costner nella serie madre.

1883 segue la famiglia Dutton mentre intraprendono un viaggio a ovest attraverso le Grandi Pianure verso l’ultimo baluardo dell’America selvaggia. È una forte rivisitazione dell’espansione occidentale e un intenso studio di una famiglia in fuga dalla povertà per cercare un futuro migliore nella terra promessa dell’America: il Montana.

Nel cast di 1883 protagonisti saranno Sam Elliott interpreterà Shea Brennan, un cowboy bello e duro come le unghie con un’immensa tristezza nel suo passato. Ha il compito titanico di guidare un gruppo dal Texas al Montana, e non si lascia prendere dagli sciocchi. Tim McGraw e Faith Hill interpreteranno rispettivamente James e Margaret Dutton, il patriarca e la matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà annunciato nelle prossime settimane.

1883: primo promo ufficiale della serie prequel di Yellowstone

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1883: primo promo ufficiale della serie prequel di Yellowstone

Paramount+ ha diffuso il primo promo ufficiale di 1883, l’annunciata serie prequel di Yellowstone, l’acclamato show in corso che vede protagonista Kevin Costner.

1883, la serie tv

1883 è la nuova serie tv prequel di Yellowstone creata e prodotta da Taylor Sheridan e basata sull’universo della famiglia Dutton, il cui ultimo erede è stato interpretato da Kevin Costner nella serie madre.

1883 segue la famiglia Dutton mentre intraprendono un viaggio a ovest attraverso le Grandi Pianure verso l’ultimo baluardo dell’America selvaggia. È una forte rivisitazione dell’espansione occidentale e un intenso studio di una famiglia in fuga dalla povertà per cercare un futuro migliore nella terra promessa dell’America: il Montana.

Nel cast di 1883 protagonisti saranno Elliott interpreterà Shea Brennan, un cowboy bello e duro come le unghie con un’immensa tristezza nel suo passato. Ha il compito titanico di guidare un gruppo dal Texas al Montana, e non si lascia prendere dagli sciocchi. Tim McGraw e Faith Hill interpreteranno rispettivamente James e Margaret Dutton, il patriarca e la matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà annunciato nelle prossime settimane.

1883: debutto record su Paramount+ per il prequel di Yellowstone, al via 1923!

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Paramount+ ha annunciato oggi che più delle sue serie di successo di Taylor Sheridan, 1883, sono previste per il servizio dopo una performance da record che ha infranto il record del servizio come titolo più visto di sempre a livello globale. Inoltre, il servizio ha ordinato 1932, il prossimo capitolo della storia delle origini di “Yellowstone. Prodotto da MTV Entertainment Studios e 101 Studios, 1932 seguirà una nuova generazione di Dutton durante il periodo dell’espansione occidentale, il proibizionismo e la Grande Depressione.

“L’incredibile narrazione e le prestazioni stellari dietro 1883 hanno alimentato nuovi fenomenali record per Paramount+“, ha affermato Tanya Giles, Chief Programming Officer, ViacomCBS Streaming. “Promuovere la serie attraverso il campionamento lineare su Paramount Network durante la loro ultima stagione da record di ‘Yellowstone ci ha ulteriormente consentito di presentare al fedele pubblico di Sheridan questa fantastica nuova serie. Non vediamo l’ora di portare ai fan ancora di più sulla storia delle origini dei Dutton”.

“Sebbene la maggior parte degli spettacoli sia in franchising verso la fine della propria corsa, abbiamo colto l’opportunità di concedere in franchising in tempo reale, per promuovere una crescita record sia per le proprietà in streaming che lineari, dimostrando la potenza del modello differenziato di ViacomCBS”, ha affermato Chris McCarthy, presidente e CEO di ViacomCBS Media Networks e MTV Entertainment Studios. “Con la mente brillante e la narrazione di talento di Taylor Sheridan, abbiamo creato un mondo completamente nuovo da esplorare con il 1883 espandendo Yellowstone e con il 1932 apriremo un nuovo capitolo in questo universo in rapida crescita”.

“Taylor Sheridan ha messo radici per l’albero genealogico Dutton che è forte e alto, con molti rami che continuano a coinvolgere un pubblico da record”, ha affermato il produttore esecutivo David C. Glasser. “È impressionante lavorare con Taylor, ViacomCBS e l’intero team in questo universo”.

1883, la serie tv

1883 è la nuova serie tv prequel di Yellowstone creata e prodotta da Taylor Sheridan e basata sull’universo della famiglia Dutton, il cui ultimo erede è stato interpretato da Kevin Costner nella serie madre.

1883 segue la famiglia Dutton mentre intraprendono un viaggio a ovest attraverso le Grandi Pianure verso l’ultimo baluardo dell’America selvaggia. È una forte rivisitazione dell’espansione occidentale e un intenso studio di una famiglia in fuga dalla povertà per cercare un futuro migliore nella terra promessa dell’America: il Montana.

Nel cast di 1883 protagonisti saranno Sam Elliott interpreterà Shea Brennan, un cowboy bello e duro come le unghie con un’immensa tristezza nel suo passato. Ha il compito titanico di guidare un gruppo dal Texas al Montana, e non si lascia prendere dagli sciocchi. Tim McGraw e Faith Hill interpreteranno rispettivamente James e Margaret Dutton, il patriarca e la matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà annunciato nelle prossime settimane.

1883, la spiegazione del finale e il significato della profezia

1883, la spiegazione del finale e il significato della profezia

Il finale della serie 1883 ha concluso la prequel di 10 episodi di Yellowstone e ha abilmente preparato il terreno per il futuro della famiglia Dutton. 1883 racconta la storia di come i Dutton sono diventati proprietari della terra nel Montana che sarebbe poi diventata la Yellowstone Dutton Ranch. La serie è incentrata su James Dillard Dutton (Tim McGraw), sua moglie Margaret (Faith Hill), la loro figlia maggiore e narratrice della serie Elsa (Isabel May) e Shea Brennan (Sam Elliott), il capo della carovana con cui i Dutton viaggiano verso il West americano. La serie è ambientata 135 anni prima di Yellowstone nella cronologia della serie.

Fin dall’inizio di 1883, la famiglia affronta pericoli, tragedie e il progressivo assottigliamento del proprio clan mentre si dirige verso ovest. La difesa del ranch Yellowstone Dutton è la priorità assoluta per ogni generazione della famiglia e vedere le prove che i fondatori hanno dovuto affrontare per acquisirlo mette in prospettiva la vigilanza dei futuri allevatori. Alla fine di 1883 viene anche fatta una promessa sui legittimi proprietari della terra dei Dutton, uno sviluppo che ha un impatto diretto su 1923, Yellowstone e oltre.

1883 racconta la storia del ranch dei Dutton

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Il finale di 1883 ha dipinto un quadro crudo di come coloro che hanno preso parte alla espansione verso ovest sono sopravvissuti, hanno amato e sono morti lungo il viaggio. In modo straziante, Elsa è stata ferita a morte e ha scelto il luogo nella Paradise Valley dove voleva che James la seppellisse. Nel frattempo, un anno dopo la morte della moglie e l’amputazione della gamba, Josef (Marc Rissmann) ha finalmente tolto la fede nuziale e si è preparato a ricostruire la sua casa. Anche la famiglia di Thomas (LaMonica Garrett) e Noemi (Gratiela Brancusi) trovò un posto in Oregon dove stabilirsi. Infine, Shea raggiunse la spiaggia e lì si tolse la vita.

In un mix di morte tragica e ottimismo speranzoso per i coloni della serie, il finale di 1883 ha completato la storia di come il ranch dei Dutton a Yellowstone è stato fondato con il sangue dei pionieri, letteralmente. Il luogo che Elsa ha scelto per essere sepolta era una valle chiamata “Paradiso”, che è finita per diventare il ranch di Yellowstone.

Sebbene i Dutton siano finalmente riusciti a raggiungere il futuro sito della loro fattoria, ciò è avvenuto al costo della perdita della loro amata figlia Elsa da parte di James e Margaret. Le implicazioni della violenza e della durezza che hanno portato alla creazione del ranch nel finale di 1883 si sarebbero fatte sentire decenni dopo per le future generazioni dei Dutton.

Perché Elsa Dutton doveva morire nel finale di 1883

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La morte di Elsa segnò la fine del primo capitolo della storia dei Dutton di Yellowstone. Elsa non era solo la narratrice, era il cuore e l’anima di 1883. In breve, era semplicemente giunto il momento che Elsa morisse, il che annunciava l’inizio di un capitolo completamente nuovo per i Dutton.

È anche importante ricordare come è morta Elsa: gravemente ferita in un violento malinteso tra la carovana dei coloni bianchi e la banda di guerrieri Lakota di 1883. Poiché James e Margaret avevano deciso di stabilirsi dove Elsa avrebbe deciso di morire, la morte di Elsa prefigurava le tensioni tra le comunità indigene americane e il ranch dei Dutton a Yellowstone nel presente.

Mentre gli indigeni americani hanno vissuto e sopravvissuto nella Paradise Valley migliaia di anni prima che i coloni del 1883 mettessero piede nel Montana, la morte di Elsa ha mostrato ciò a cui i Dutton hanno rinunciato per rivendicare la loro proprietà: uno sguardo lungo e persistente alle radici dei conflitti che animano l’universo di Yellowstone.

Cosa significa il colibrì che si unisce a Shea nel finale di 1883

Alla fine del 1883, Shea Brennan ha realizzato il suo sogno di vedere l’oceano prima di morire. Tra il fragore delle onde, Shea ha ammirato l’oceano ricordando sua moglie, morta di vaiolo prima dell’inizio del 1883.

Dopo che un colibrì apparve e rimase a volteggiare intorno a Shea per qualche istante prima di volare via, suggerendo che sua moglie fosse lì con lui in spirito per godersi la spiaggia, Shea portò a termine il suo piano di spararsi.

Sebbene la morte di Shea sia tragica, è un raro momento di vera pace e appagamento in 1883, poiché il tormentato personaggio ottiene finalmente ciò che desidera. Nella cultura indigena americana, il colibrì è un simbolo di buona fortuna, motivo per cui Shea è stato commosso dalla presenza dell’uccello, soprattutto perché è apparso durante i suoi ultimi momenti sulla Terra. Anche se Shea non avrà bisogno di fortuna, la presenza del colibrì potrebbe presagire buona sorte per i membri sopravvissuti della carovana, che hanno trovato ciascuno il proprio appezzamento di terra dove stabilirsi in Oregon e nel Montana.

Cosa succede al ranch della famiglia Dutton dopo la fine di 1883

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Dopo il finale di 1883, che ha lasciato la famiglia Dutton in lutto, i suoi membri si sono immediatamente messi al lavoro per costruire quello che sarebbe diventato il ranch più grande degli Stati Uniti. Tuttavia, per James e Margaret dopo il 1883, la tragica perdita della figlia, della sorella e della nipote potrebbe aver ostacolato i loro sforzi per gestire efficacemente il ranch. Dopo solo pochi anni, James è stato ucciso e Margaret è morta assiderata.

I loro figli rimasti, John e Spencer, erano in fin di vita nel 1894 quando Jacob Dutton (Harrison Ford) arrivò su richiesta di Margaret per salvare la famiglia e il ranch. Tuttavia, John Dutton, visto solo da bambino in 1883, viene ucciso da adulto all’inizio del 1923, rendendo Spencer Dutton l’unico membro sopravvissuto della famiglia Dutton originale.

Come il finale di 1883 ha rovinato il finale della quinta stagione di Yellowstone

L’indigeno che ha aiutato Elsa è anche quello che ha parlato a James della Paradise Valley. Inoltre, la conversazione tra James e l’uomo potrebbe anche prefigurare gli eventi della quinta stagione di Yellowstone. Dopo aver indicato a James il futuro sito del ranch dei Dutton a Yellowstone, l’uomo ha aggiunto: “Ma sappi questo: tra sette generazioni, il mio popolo si ribellerà e ve lo riprenderà”. James risponde: “Tra sette generazioni, potrete averlo”.

Il ranch dei Dutton in Yellowstone è definito un ranch di sette generazioni dal governatore Lynelle Perry. Ciò implica che i figli di John Dutton, o forse anche Tate Dutton, il figlio metà bianco e metà indigeno di Kayce e Monica, potrebbero finire per restituire la loro terra alla riserva indiana di Broken Rock nella quinta stagione di Yellowstone.

Come il finale di 1883 ha preparato il terreno per lo spin-off di Yellowstone, 1923

Gli esplosivi episodi di premiere dello spin-off di Yellowstone della Paramount, 1923, hanno rivelato il destino di James e Margaret dopo il finale di 1883. Sebbene James e Margaret abbiano fondato il ranch, non sono riusciti a renderlo un’attività fiorente e alla fine sono entrambi morti, James per le ferite da arma da fuoco riportate in uno scontro con dei ladri di cavalli e Margaret per assideramento.

Fortunatamente, come narrato da Elsa in 1923, Margaret scrisse alla famiglia di James per chiedere aiuto. Questo spinse il fratello di James, Jacob Dutton, a recarsi al ranch, trasformarlo in un’azienda di successo e crescere i figli di James e Margaret come se fossero suoi. Il finale di 1883, spiegato dal contesto dell’inizio di 1923, colma i primi 40 anni di storia del ranch Yellowstone.

1883 si è concluso con la rivelazione di come è stato fondato il ranch Yellowstone Dutton e la storia di come i Dutton hanno trasformato Paradise Valley nel più grande ranch di bestiame contiguo d’America continua in 1923. Oltre a mostrare come funzionava il ranch sotto la guida di Jacob e Cara Dutton (Helen Mirren), la trama di 1923, ispirata a una storia vera, vede l’universo di Yellowstone immergersi ancora una volta nel passato oscuro dell’America, mostrando cosa succedeva all’interno dei collegi indigeni americani e come i pionieri bianchi combattevano tra loro per sopravvivere nel duro inizio del secolo nel Montana.

Tutti gli altri spin-off di Yellowstone (e se sono collegati al finale di 1883)

Il finale di 1883 ha conseguenze che vanno ben oltre la miniserie. 1923 inizia subito dopo la serie e vede Elsa protagonista di una narrazione spettrale che accompagna tutta la stagione. La quarta stagione di Yellowstone vede anche la partecipazione di alcuni personaggi di 1883 in una serie di flashback. Taylor Sheridan ha anche prodotto la serie western Lawmen: Bass Reeves, ambientata nello stesso periodo di 1883, ma non collegata ufficialmente alla storia della famiglia Dutton. Ci sono altri tre spin-off in arrivo ambientati nell’universo di Yellowstone, ma nessuno sembra avere un collegamento diretto con 1883.

666 sarà ambientato nel Four Sixes Ranch in Texas, dove Jimmy Hurdstrom (Jefferson White) è stato mandato ad addestrarsi in Yellowstone. Poi c’è il sequel spin-off di 1923, 1944, ambientato nell’omonimo anno, e un sequel senza titolo di Yellowstone ambientato dopo gli eventi della quinta stagione. Matthew McConaughey è in trattative per interpretare il ruolo principale.

1883 è ancora il miglior binge-watch western di Taylor Sheridan dopo Yellowstone

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Prima di costruire il suo impero televisivo su Paramount+, Taylor Sheridan aveva già trovato la formula perfetta con 1883. A distanza di anni dal debutto, la serie continua infatti a essere considerata uno dei migliori western moderni da recuperare in streaming, soprattutto per chi cerca un racconto intenso e autoconclusivo da vedere in un solo weekend. Con appena dieci episodi, 1883 è stato il primo vero successo streaming originale di Sheridan e il progetto che ha aperto la strada all’intero universo televisivo nato attorno a Yellowstone.

Ambientata durante l’espansione verso Ovest dell’America del XIX secolo, la serie segue James Dutton e la sua famiglia nel lungo viaggio che porterà alla nascita del futuro ranch Yellowstone. Ma rispetto alla serie madre con Kevin Costner, 1883 abbraccia molto più apertamente il linguaggio del western classico: carovane, territori inesplorati, conflitti con banditi e popoli nativi, sopravvivenza estrema e tragedia familiare diventano il vero centro emotivo del racconto.

La notizia conta perché oggi, nel pieno della “Sheridan-mania” televisiva, 1883 appare quasi come il progetto più puro e compatto dell’autore. Mentre serie come Landman, Lioness o Tulsa King hanno ampliato enormemente il suo stile narrativo, 1883 resta probabilmente l’opera che meglio sintetizza la sua idea di frontiera americana: un mondo brutale, romantico e profondamente segnato dal sacrificio.

1883 ha trasformato Taylor Sheridan nel re assoluto delle serie streaming

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Quando debuttò nel 2021, 1883 rappresentava una scommessa cruciale per Sheridan. Yellowstone era già un fenomeno televisivo via cavo, ma il passaggio allo streaming richiedeva una conferma importante. 1883 dimostrò che il successo dell’autore non dipendeva soltanto dal marchio Yellowstone, ma dalla sua capacità di raccontare il mito americano in modo contemporaneo e cinematografico.

La serie funziona anche per chi non ha mai visto Yellowstone. Pur essendo collegata alle origini della famiglia Dutton, il racconto è costruito come una storia autonoma, accessibile e profondamente universale. Il viaggio della famiglia attraverso territori ostili diventa infatti un dramma sulla perdita, sul cambiamento e sulla sopravvivenza, temi che vanno ben oltre il semplice western.

Gran parte del merito deriva anche dal cast. Tim McGraw porta una dimensione paterna ruvida e malinconica a James Dutton, mentre Sam Elliott regala una delle interpretazioni più intense della sua carriera nei panni di Shea Brennan. Ma è soprattutto il personaggio di Elsa Dutton, interpretato da Isabel May, a dare alla serie il suo tono poetico e tragico.

Guardando oggi il percorso di Sheridan, è difficile non vedere 1883 come il vero punto di svolta. Senza il successo di quella serie, probabilmente non sarebbero mai esistiti spin-off e produzioni come Lawmen: Bass Reeves, The Madison o gli altri universi seriali che hanno trasformato Sheridan nel produttore televisivo più dominante degli ultimi anni.

E forse proprio per questo 1883 continua a essere il miglior modo per capire davvero il cuore narrativo del mondo Yellowstone.

1883 1×07: foto e anticipazioni dall’episodio

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1883 1×07: foto e anticipazioni dall’episodio

La piattaforma americana Paramount+ dopo il sesto episodio ha diffuso le anticipazioni di 1883 1×07, il settimo episodio della nuova serie tv 1883, l’annunciato spin-off Yellowstone.

In 1883 1×07 che si intitolerà  “Lightning Yellow Hair” Elsa fa un’amica improbabile. Il gruppo affronta una sfida straziante da parte di madre natura. Il campo ne cerca uno di loro.

1883, la serie tv

1883 è la nuova serie tv prequel di Yellowstone creata e prodotta da Taylor Sheridan e basata sull’universo della famiglia Dutton, il cui ultimo erede è stato interpretato da Kevin Costner nella serie madre.

1883 segue la famiglia Dutton mentre intraprendono un viaggio a ovest attraverso le Grandi Pianure verso l’ultimo baluardo dell’America selvaggia. È una forte rivisitazione dell’espansione occidentale e un intenso studio di una famiglia in fuga dalla povertà per cercare un futuro migliore nella terra promessa dell’America: il Montana.

Nel cast di 1883 protagonisti saranno Sam Elliott interpreterà Shea Brennan, un cowboy bello e duro come le unghie con un’immensa tristezza nel suo passato. Ha il compito titanico di guidare un gruppo dal Texas al Montana, e non si lascia prendere dagli sciocchi. Tim McGraw e Faith Hill interpreteranno rispettivamente James e Margaret Dutton, il patriarca e la matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà annunciato nelle prossime settimane.

1883 1×06: foto e anticipazioni dall’episodio

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1883 1×06: foto e anticipazioni dall’episodio

La piattaforma americana Paramount+ dopo il quinto episodio ha diffuso le anticipazioni di 1883 1×06, il sesto episodio della nuova serie tv 1883, l’annunciato spin-off Yellowstone.

In 1883 1×06 che si intitolerà “Boring The Devil” Shea aiuta Elsa a far fronte alla sua perdita. Il gruppo attraversa un altro fiume e si prepara ad entrare nel territorio indiano. Thomas compra un regalo a Noemi.

1883 1×06

1883 è la nuova serie tv prequel di Yellowstone creata e prodotta da Taylor Sheridan e basata sull’universo della famiglia Dutton, il cui ultimo erede è stato interpretato da Kevin Costner nella serie madre.

1883 segue la famiglia Dutton mentre intraprendono un viaggio a ovest attraverso le Grandi Pianure verso l’ultimo baluardo dell’America selvaggia. È una forte rivisitazione dell’espansione occidentale e un intenso studio di una famiglia in fuga dalla povertà per cercare un futuro migliore nella terra promessa dell’America: il Montana.

Nel cast di 1883 protagonisti saranno Elliott interpreterà Shea Brennan, un cowboy bello e duro come le unghie con un’immensa tristezza nel suo passato. Ha il compito titanico di guidare un gruppo dal Texas al Montana, e non si lascia prendere dagli sciocchi. Tim McGraw e Faith Hill interpreteranno rispettivamente James e Margaret Dutton, il patriarca e la matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà annunciato nelle prossime settimane.

1883 1×05: anticipazioni dal quinto episodio

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1883 1×05: anticipazioni dal quinto episodio

La piattaforma americana Paramount+ dopo il quarto episodio ha diffuso le anticipazioni di 1883 1×05, il quinto episodio della nuova serie tv 1883, l’annunciato spin-off Yellowstone.

In 1883 1×04 che si intitolerà  “The Fangs of Freedom” Shea e Thomas affrontano le conseguenze dell’attraversamento del fiume, ma c’è poco tempo per piangere e non mancano le sfide future. Elsa ed Ennis condividono un momento romantico.

1883, la serie tv

1883 è la nuova serie tv prequel di Yellowstone creata e prodotta da Taylor Sheridan e basata sull’universo della famiglia Dutton, il cui ultimo erede è stato interpretato da Kevin Costner nella serie madre.

1883 segue la famiglia Dutton mentre intraprendono un viaggio a ovest attraverso le Grandi Pianure verso l’ultimo baluardo dell’America selvaggia. È una forte rivisitazione dell’espansione occidentale e un intenso studio di una famiglia in fuga dalla povertà per cercare un futuro migliore nella terra promessa dell’America: il Montana.

Nel cast di 1883 protagonisti saranno Sam Elliott interpreterà Shea Brennan, un cowboy bello e duro come le unghie con un’immensa tristezza nel suo passato. Ha il compito titanico di guidare un gruppo dal Texas al Montana, e non si lascia prendere dagli sciocchi. Tim McGraw e Faith Hill interpreteranno rispettivamente James e Margaret Dutton, il patriarca e la matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà annunciato nelle prossime settimane.

1883 1×04: anticipazioni dall’episodio

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1883 1×04: anticipazioni dall’episodio

La piattaforma americana Paramount+ dopo il terzo episodio ha diffuso le anticipazioni di 1883 1×04, il quarto episodio della nuova serie tv 1883, l’annunciato spin-off Yellowstone.

In 1883 1×04 che si intitolerà  “The Crossing” Il gruppo affronta il compito straziante di attraversare il fiume con i propri carri e rifornimenti. Thomas e Noemi si avvicinano.

1883, la serie tv

1883 è la nuova serie tv prequel di Yellowstone creata e prodotta da Taylor Sheridan e basata sull’universo della famiglia Dutton, il cui ultimo erede è stato interpretato da Kevin Costner nella serie madre.

1883 segue la famiglia Dutton mentre intraprendono un viaggio a ovest attraverso le Grandi Pianure verso l’ultimo baluardo dell’America selvaggia. È una forte rivisitazione dell’espansione occidentale e un intenso studio di una famiglia in fuga dalla povertà per cercare un futuro migliore nella terra promessa dell’America: il Montana.

Nel cast di 1883 protagonisti saranno Sam Elliott interpreterà Shea Brennan, un cowboy bello e duro come le unghie con un’immensa tristezza nel suo passato. Ha il compito titanico di guidare un gruppo dal Texas al Montana, e non si lascia prendere dagli sciocchi. Tim McGraw e Faith Hill interpreteranno rispettivamente James e Margaret Dutton, il patriarca e la matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà annunciato nelle prossime settimane.

1883 1×03: anticipazioni dall’episodio

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1883 1×03: anticipazioni dall’episodio

La piattaforma americana Paramount+ dopo il secondo episodio ha diffuso le anticipazioni di 1883 1×03, il terzo episodio della nuova serie tv 1883, l’annunciato spin-off Yellowstone.

In 1883 1×03 che si intitolerà  “River” James si scontra con Shea e Thomas per una decisione importante. La tensione sale nel campo quando viene lanciata un’accusa. Elsa inizia un flirt con un cowboy.

1883, la serie tv

1883 è la nuova serie tv prequel di Yellowstone creata e prodotta da Taylor Sheridan e basata sull’universo della famiglia Dutton, il cui ultimo erede è stato interpretato da Kevin Costner nella serie madre.

1883 segue la famiglia Dutton mentre intraprendono un viaggio a ovest attraverso le Grandi Pianure verso l’ultimo baluardo dell’America selvaggia. È una forte rivisitazione dell’espansione occidentale e un intenso studio di una famiglia in fuga dalla povertà per cercare un futuro migliore nella terra promessa dell’America: il Montana.

Nel cast di 1883 protagonisti saranno Sam Elliott interpreterà Shea Brennan, un cowboy bello e duro come le unghie con un’immensa tristezza nel suo passato. Ha il compito titanico di guidare un gruppo dal Texas al Montana, e non si lascia prendere dagli sciocchi. Tim McGraw e Faith Hill interpreteranno rispettivamente James e Margaret Dutton, il patriarca e la matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà annunciato nelle prossime settimane.

1883 1×02: anticipazioni dal secondo episodio

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1883 1×02: anticipazioni dal secondo episodio

La piattaforma americana Paramount+ dopo la season premiere ha diffuso le anticipazioni di 1883 1×02, il secondo atteso episodio della nuova serie tv 1883, l’annunciato spin-off Yellowstone.

In 1883 1×02 che si intitolerà “Behind Us, A Cliff” Thomas e Shea reclutano James e alcuni cowboy locali per radunare una mandria di bestiame. All’inizio del viaggio, la carovana deve affrontare alcuni dei tanti pericoli che dovrà affrontare lungo la strada.

1883, la serie tv

1883 è la nuova serie tv prequel di Yellowstone creata e prodotta da Taylor Sheridan e basata sull’universo della famiglia Dutton, il cui ultimo erede è stato interpretato da Kevin Costner nella serie madre.

1883 segue la famiglia Dutton mentre intraprendono un viaggio a ovest attraverso le Grandi Pianure verso l’ultimo baluardo dell’America selvaggia. È una forte rivisitazione dell’espansione occidentale e un intenso studio di una famiglia in fuga dalla povertà per cercare un futuro migliore nella terra promessa dell’America: il Montana.

Nel cast di 1883 protagonisti saranno Sam Elliott interpreterà Shea Brennan, un cowboy bello e duro come le unghie con un’immensa tristezza nel suo passato. Ha il compito titanico di guidare un gruppo dal Texas al Montana, e non si lascia prendere dagli sciocchi. Tim McGraw e Faith Hill interpreteranno rispettivamente James e Margaret Dutton, il patriarca e la matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà annunciato nelle prossime settimane.

1883 1×01: anticipazioni dalla season premiere

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1883 1×01: anticipazioni dalla season premiere

La piattaforma americana Paramount+ ha diffuso le anticipazioni di 1883 1×01, il primo atteso episodio della nuova serie tv 1883, l’annunciato spin-off Yellowstone.

In 1883 1×01 che si intitolerà 1883″ La famiglia Dutton intraprende un viaggio verso ovest attraverso l’ultimo baluardo dell’America selvaggia. James arriva in Texas, dove lui e la sua famiglia si preparano a farsi strada attraverso le Grandi Pianure in cerca di una nuova casa e la promessa di un’opportunità.

1883, la serie tv

1883 è la nuova serie tv prequel di Yellowstone creata e prodotta da Taylor Sheridan e basata sull’universo della famiglia Dutton, il cui ultimo erede è stato interpretato da Kevin Costner nella serie madre.

1883 segue la famiglia Dutton mentre intraprendono un viaggio a ovest attraverso le Grandi Pianure verso l’ultimo baluardo dell’America selvaggia. È una forte rivisitazione dell’espansione occidentale e un intenso studio di una famiglia in fuga dalla povertà per cercare un futuro migliore nella terra promessa dell’America: il Montana.

Nel cast di 1883 protagonisti saranno Sam Elliott interpreterà Shea Brennan, un cowboy bello e duro come le unghie con un’immensa tristezza nel suo passato. Ha il compito titanico di guidare un gruppo dal Texas al Montana, e non si lascia prendere dagli sciocchi. Tim McGraw e Faith Hill interpreteranno rispettivamente James e Margaret Dutton, il patriarca e la matriarca della famiglia Dutton. Altro cast sarà annunciato nelle prossime settimane.

180: spiegazione del finale dell’action thriller Netflix

180: spiegazione del finale dell’action thriller Netflix

L’ultimo thriller d’azione di Netflix, 180, è una produzione originale sudafricana che racconta una discesa inesorabile nel lato più oscuro del dolore. Diretto da Alex Yazbek e interpretato con grande intensità da Prince Grootboom, il film prende avvio da un incidente stradale che si trasforma rapidamente in tragedia. Non è una storia di eroi e cattivi, ma il ritratto della completa disintegrazione morale di un uomo e delle conseguenze devastanti dell’ego maschile.

Prince Grootboom veste i panni di Zak, un uomo dal temperamento difficile e incontrollabile, che tenta però di rimettere insieme la propria vita. Sua moglie Porticia e suo figlio Mandla rappresentano per lui un punto di riferimento, una bussola morale. Ma quando gli eventi precipitano in modo inaspettato, Zak perde il controllo, lasciandosi travolgere dai suoi impulsi più oscuri e da un’irrefrenabile sete di vendetta. A seguire l’analisi del finale tragico e sanguinoso di 180, disponibile su Netflix.

Come muore Mandla, il figlio di Zak?

All’inizio del film, Zak sta riaccompagnando a casa suo figlio da scuola e il bambino gli confida di essere vittima di bullismo; il padre lo esorta ad essere forte e a difendersi. Lungo il tragitto, i due si imbattono in alcuni uomini armati che, sorprendentemente, decidono di risparmiare Zak proprio per non colpire il bambino.

I due scampano miracolosamente la minaccia, ma la sorte non sarà nuovamente generosa. Sulla via del ritorno dall’allenamento di cricket di Mandla, Zak ha un alterco verbale con due ragazzi, Lerumo e Karwas, che hanno tamponato la loro auto dopo aver ignorato un semaforo rosso. Mandla supplica il padre di non litigare, ma Zak, incapace di controllare le proprie emozioni, sferra un pugno a Lerumo. Lo scontro spinge Lerumo, un pericoloso gangster, a estrarre la pistola. Mentre Karwas cerca di calmare la situazione, nel caos che ne segue, un colpo viene sparato contro l’auto di Zak.
Mandla viene colpito durante la sparatoria, non muore sul colpo, viene ricoverato in ospedale in condizioni critiche, per spegnersi poco dopo a causa delle ferite, lasciando Zak con un vuoto che l’uomo sceglie di colmare con una furia cieca. Mentre sua moglie tenta disperatamente di elaborare il lutto e avrebbe bisogno del suo sostegno, Zak la ignora completamente, abbandonandosi a una spirale di violenza omicida.

Come scopre Zak chi ha ucciso suo figlio?

180 finale
© Netflix

In un primo momento Zak si affida alla polizia, convinto che i detective Layla e Floyd possano aiutarlo a identificare il responsabile. Tuttavia, quando gli agenti decidono di lasciar andare uno dei sospettati — dopo che Zak non riesce a riconoscerlo durante un confronto — sceglie di agire per conto proprio.

Sconvolto dal dolore, Zak si trasforma in un vero e proprio segugio e utilizza le sue abilità per condurre un’indagine autonoma. Seguendo le targhe delle auto e analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza, riesce a risalire a Lerumo e al suo capo Eezy, che gestisce un servizio di taxi come copertura per le sue attività criminali.

Quando individua Lerumo e prova a scattargli delle foto, il gangster si accorge di lui, lo rapisce e lo porta nel deposito clandestino di Eezy, ordinando a un suo uomo di eliminarlo. Zak però riesce a salvarsi e a uccidere l’aggressore. Quando Eezy viene informato dell’accaduto, decide di mettere una taglia sulla sua testa.

Perché la polizia non aiuta Zak a trovare l’assassino di suo figlio?

Uno degli elementi più frustranti e realistici di 180 è il fallimento del sistema e delle autorità. All’inizio Zak prova a seguire la strada “giusta”, ma si ritrova davanti a un muro di indifferenza e corruzione.

Il detective incaricato del caso, Floyd, è infatti corrotto: è in contatto con Eezy e viene da lui pagato. Per questo ruba il fascicolo dell’indagine e lo consegna proprio al criminale. Quando Zak uccide un complice di Lerumo, Floyd approfitta dell’episodio per incastrarlo e diffonde un mandato di ricerca contro di lui.

In seguito, quando Zak fa irruzione nel deposito illegale, Lerumo ed Eezy lo catturano e stanno per eliminarlo. La polizia arriva solo dopo la segnalazione di Porticia, che teme per la vita del marito. Tuttavia, ancora una volta Floyd protegge Eezy e riesce a cancellare le prove.

Questo tradimento da parte del sistema convince Zak che la giustizia sia un privilegio riservato a pochi e che i poveri non possano permettersela. Con Eezy sulle sue tracce e su quelle di sua moglie, e senza alcun aiuto da parte della polizia, Zak viene spinto sempre più verso una spirale di vendetta.

Come si vendica Zak per l’omicidio di suo figlio?

180 finale significato
© Netflix

La vendetta di Zak non ha nulla della spettacolarità tipica dei film d’azione hollywoodiani: è sporca, disperata e profondamente dolorosa. Zak è violento e pieno di rabbia, agisce spesso in modo impulsivo, meno lucido di quanto si possa pensare. Più volte ha l’occasione di uccidere Lerumo, ma finisce invece per essere catturato. Solo verso la fine del film riesce finalmente a rintracciarlo e a ucciderlo, investendolo con un veicolo.

Prima di morire, Lerumo lo provoca sostenendo che la colpa della morte di Mandla sia sua: se Zak avesse controllato la propria rabbia e messo da parte l’orgoglio, suo figlio sarebbe ancora vivo. Quelle parole lo colpiscono duramente, ma non lo fermano. Zak decide infatti di continuare la sua caccia contro tutti gli altri coinvolti.

Come finisce 180 di Netflix e chi sopravvive?

Il finale di 180 è una riflessione amara sul prezzo della vendetta. Anche se Zak “ottiene la sua rivincita”, finisce per perdere se stesso lungo il percorso.

Dopo aver eliminato Lerumo, Zak si mette sulle tracce di Eezy. Il boss criminale però cede subito e lo supplica di non ucciderlo. Proprio quando Zak sta per farlo fuori, arrivano Floyd e Layla nel tentativo di fermarlo. Zak tiene Eezy in ostaggio, mentre quest’ultimo invoca l’intervento della polizia. In un inatteso ribaltamento, Eezy urla a Floyd di sparare a Zak, ricordandogli che è lui a pagarlo. Layla, che si fidava del collega, rimane scioccata. Dopo aver ascoltato la confessione di Eezy, Floyd vacilla e lo uccide, ma viene a sua volta colpito da Layla, ormai stanca della corruzione.

Zak riesce a scappare e si dirige verso Karwas. Sta per sparargli quando il figlio dell’uomo, Tsatsi, nel tentativo di salvarlo, ferisce accidentalmente il padre alla gamba. In un momento emotivo, Zak rivede in Tsatsi il proprio figlio e lo abbraccia, chiedendo perdono.

Tsatsi però punta l’arma contro di lui, ma il padre interviene prima che possa sparare. Vedendo quel gesto tra padre e figlio, qualcosa si spezza in Zak e comprende la portata dei suoi errori. Non solo ha perso Mandla a causa della sua rabbia, ma ha anche perso suo fratello Zuko, ucciso da Lerumo, che in passato era finito in prigione al suo posto per permettergli di studiare.

Il film si chiude con una conclusione dolorosa: anche se Zak ha trovato il responsabile della morte di suo figlio, la sua idea di giustizia non gli ha restituito nulla. La sua vendetta è ironica, perché è stata proprio la sua violenza a causare la tragedia iniziale. Dopo anni di tentativi di cambiare vita, scegliendo ancora la violenza, Zak distrugge definitivamente la versione migliore di se stesso che avrebbe potuto diventare.

Mentre siede nel silenzio delle conseguenze, è chiaro che, sebbene l’incidente di rabbia sia durato solo pochi secondi, il “cambiamento di 180 gradi” imposto alla sua vita è definitivo. Zak riconosce la propria colpa, ma il rifiuto di affrontarla fino alla fine gli costa molto più della sola perdita del figlio. Anche se la storia può sembrare già vista, 180 riesce a raccontarla in modo più realistico e umano rispetto ad altri film del genere, lasciando un’ironia tragica che lascia il segno anche dopo la fine del film.

18/01/02 – 18/01/12: dieci anni di Signore degli Anelli

18/01/02 – 18/01/12: dieci anni di Signore degli Anelli

Dieci anni fa usciva al cinema Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello, e il mondo del cinema cambiò per sempre. Il più bel romanzo del ‘900 trovava finalmente una trasposizione cinematografica degna e invadeva milioni di immaginari individuali, fino a formare un immenso, straordinario immaginario collettivo, come era successo prima solo per Star Wars, e per Harry Potter dopo.

“New Line Cinema presenta”  ed è cominciato il viaggio. La profonda voce di Cate Blanchett/Galadriel ci annunciava con solennità e inquietudine che il mondo era in procinto di cambiare e così è stato. Qualcuno riesce ad immaginare il cinema di oggi senza il Signore degli Anelli? Quella ormai tanto abusata motion capture che ha irretito tanti registi non è forse nata per dare corpo a Gollum? Le epiche scene di battaglia del fosso di Helm non riecheggiano nella mente di tutti quelli che guardano un qualsiasi film fantasy? Il Signore degli Anelli ha ridato vita al genere al cinema e l’ha trasformato in un vero must per le industrie cinematografiche di tutto il mondo, ha creato una realtà economica impressionante, ha dato lavoro a moltissimi esperti di special effect, ha fatto sognare gli appassionati di Tolkien, conciliando forse per la prima volta i nerd del romanzo con la trasposizione cinematografica del proprio libro di culto.

Molto di quello che oggi ci sembra normale al cinema non ci sarebbe stato senza la grande visione di Peter Jackson e anche se l’evoluzione naturale del mezzo cinema avesse apportato ugualmente i suoi cambiamenti, non avremmo conosciuto forse mai i tantissimi volti che ora riconosciamo come amici, attori che hanno visto la fama mondiale solo grazie a questo film. Da quelli già grandi, come Cate Blanchet, Ian McKellen, Ian Holm, Hugo Weaving, Christopher Lee, a quelli che si sono affacciati al cinema proprio con questa trilogia come prima esperienza (vedi Orlando Bloom o Dominic Monaghan), a quelli che aspettavano solo il ruolo importante per balzare agli occhi di tutto il mondo (Elijah Wood, Viggo Mortensen, Sean Astin). Ognuno di loro ha lasciato un’impronta nel cinema, e sicuramente in ognuno di loro il Signore degli Anelli ha lasciato un segno profondo.

Signore degli Anelli

E pensare che tutto è partito da un rischio incredibile che Peter Jackson si è assunto in prima persona, lui che era noto ‘solo’ per i suoi film splatter/horror ha messo in piedi una produzione neozelandese (!) ed ha creato una delle riduzioni da romanzo migliore se non di sempre, sicuramente degli ultimi 10 anni, conquistando non solo il pubblico, ma anche la critica e soprattutto il prestigio degli Academy Awards: ben 11 per Il Ritorno del Re, come Titanic e Via col Vento, ma su 11 nomination! Non si vuole qui celebrare una trilogia a discapito di molte altre che pure meritano rispetto, ma a tutti i fan di Harry Potter, di Game of Thrones e di tutte quelle saghe e film fantasy che negli ultimi 10 anni hanno proliferato si vuole dire: guardatevi indietro e ringraziate Jackson, e tutti quelli che con lui hanno creduto che un’operazione del genere fosse possibile. Tre film girati in contemporanea, 18 mesi ininterrotti di riprese, comparse, trucchi, costumi, scene, set naturali, modellini in scala e pagine e pagine di sceneggiatura.

A tutti gli adolescenti che hanno aspettato l’ultimo Harry Potter con ansia diciamo che le lacrime a l’attesa per Il Ritorno del Re sono state altrettanto sentite e copiose, a tutti i fan di Steven Spielberg che osannano il suo lavoro in Tin Tin chiediamo di guardare Gollum e di come la tecnologia da allora si sia evoluta, ma sempre da quel punto sia partita, a tutti quelli che non vedono l’ora che arrivi l’1 di Aprile per vedere la seconda stagione di Game of Thrones facciamo notare che il protagonista Sean Bean è e sarà sempre prima di tutto Boromir. Con questo non si sta dicendo bene di qualcosa per screditarne altre, si vuole solo ricordare e ringraziare chi ha reso possibile che questo progetto finisse sul grande schermo, grazie a chi ha ridato vita al fantasy al cinema, infine grazie a chi ha contribuito a fare de Il Signore degli Anelli un punto fondamentale per la storia del cinema. Con emozione e gratitudine grazie per questi di anni di Terra di Mezzo!

18 titoli per la categoria miglior film d’animazione agli Oscar 2012!

Ben 18 titoli in lizza per il posto nella categoria di miglior film d’animazione agli Academy Awards 2012. Alcuni di loro non sono ancora neanche usciti negli USA. Quindi questa lista potrebbe subire variazioni ma con tutta probabilità rimarrà invariata. 

18 Regali: trailer con Vittoria Puccini e Eduardo Leo

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18 Regali: trailer con Vittoria Puccini e Eduardo Leo

Lucky Red ha diffuso il primo trailer ufficiale di 18 Regali, ispirato alla straordinaria storia di Elisa Girotto, la donna che ha commosso il mondo lasciando 18 regali per i futuri compleanni della figlia quando ha scoperto di avere poco tempo per vederla crescere.

18 Regali il nuovo emozionante film, ispirato alla storia vera di una donna che con un immenso gesto d’amore trova il modo per sconfiggere l’ineluttabilità del destino e restare accanto alla figlia durante la sua crescita.  Grazie alla magia del cinema è possibile far convergere passato e futuro, mettendo in scena l’incontro tra madre e figlia. Il film celebra la vita e la potenza dell’amore di una madre che con grande coraggio e determinazione riesce a superare ogni confine.

La trama del film 18 Regali

Come ogni anno Alessio (Edoardo Leo) consegna alla figlia Anna (Benedetta Porcaroli) un regalo lasciatole da Elisa (Vittoria Puccini).

È il giorno del diciottesimo compleanno di Anna e da scartare le rimane l’ultimo regalo, ma un desiderio di ribellione e un senso di vuoto incolmabile la spingono a scappare dalla festa organizzata dal padre. Si ritrova a vagare di notte in mezzo alla strada e una macchina, non vedendola, la investe. Al suo risveglio Anna si ritrova faccia a faccia con la madre che non ha mai conosciuto. Il destino le regala così l’occasione di conoscere Elisa, e farsi conoscere a sua volta, in uno straordinario viaggio ricco di emozioni e speranza.

18 anni dopo, Marvel “rifà” ufficialmente il finale di Iron Man – SPOILER

Iron Man rappresenta uno dei film più simbolici dell’intero Marvel Cinematic Universe, e il suo memorabile finale è stato recentemente omaggiato con stile nella seconda stagione di Daredevil: Rinascita. Essendo il primo capitolo del MCU, il film ha gettato le basi per tutto ciò che è venuto dopo, mantenendo ancora oggi una forte influenza sull’universo narrativo Marvel.

Tra l’interpretazione carismatica di Robert Downey Jr. e la regia di Jon Favreau, il progetto partiva come una scommessa rischiosa: trasformare un personaggio meno popolare rispetto a Spider-Man, Hulk o gli X-Men in una vera icona. Una sfida vinta con successo, tanto che oggi Iron Man è considerato uno dei migliori film sulle origini di un supereroe.

Non sorprende quindi che opere successive, sia all’interno del MCU che altrove, riprendano elementi iconici del film. È proprio ciò che accade nel finale della seconda stagione di Daredevil: Rinascita, dove Matt Murdock richiama chiaramente una delle scene più celebri di Tony Stark.

Il finale della stagione 2 di Daredevil: Rinascita richiama quello di Iron Man

Iron Man

Durante un processo in tribunale, con numerose telecamere che trasmettono in diretta a New York e oltre, Matt Murdock rivela di essere Daredevil. La dichiarazione scuote pubblico e media, generando sorpresa, entusiasmo e grande attenzione, oltre a dare ancora più forza alle sue parole.

Questo momento ricorda molto il celebre finale di Iron Man, quando Tony Stark, davanti a una folla di giornalisti, decide di ignorare la versione ufficiale preparata per lui e ammette apertamente: “Io sono Iron Man.”

In entrambe le situazioni, il mondo scopre la vera identità di un eroe già al centro dell’attenzione mediatica, rivelata da una figura insospettabile. In Iron Man, un ricco industriale delle armi confessa di aver combattuto contro il sistema che lo aveva reso potente. In Daredevil: Rinascita, invece, è un avvocato non vedente a svelare di essere il vigilante agile e letale noto come Daredevil.

La differenza principale sta nelle conseguenze: Tony Stark può contare su enormi risorse economiche e sull’appoggio di un’organizzazione segreta come lo S.H.I.E.L.D., mentre Murdock ha sempre agito nell’ombra e non dispone di alcuna protezione per affrontare le ripercussioni della sua rivelazione come il Diavolo di Hell’s Kitchen.

Con Daredevil smascherato, il futuro di Matt Murdock è sempre più incerto

Daredevil: Rinascita - Stagione 2

Dopo che la sua identità segreta viene rivelata, Matt Murdock sembra vivere un breve momento di tranquillità, arrivando anche a condividere un pasto con Karen Page, finalmente libera. Questa pausa, però, dura pochissimo: le forze dell’ordine intervengono e lo arrestano. In seguito lo vediamo dietro le sbarre, in tuta da detenuto, dove si ritrova faccia a faccia anche con alcuni agenti dell’AVTF finiti in prigione.

Matt è senza dubbio capace di difendersi, ma trovarsi rinchiuso insieme a criminali che ha contribuito a far arrestare nei panni di Daredevil, oltre che con agenti violenti dell’AVTF ora puniti anche per colpa sua, rende la situazione estremamente pericolosa. Tutto lascia pensare che dovrà affrontare non pochi problemi all’interno del carcere.

Nel frattempo, il suo nemico Wilson Fisk sembra essersi allontanato da tutto, rifugiandosi su una spiaggia lontano dalle conseguenze delle sue azioni. Nonostante ciò, Matt non è completamente solo: fuori dalla prigione ci sono ancora alleati pronti ad aiutarlo. Per il momento, però, la sua situazione resta decisamente critica.

Nel MCU le identità segrete stanno diventando sempre più rare tra gli eroi

Spider-Man Brand New Day 2026

Sebbene Tony Stark abbia fatto da apripista nel rivelare pubblicamente l’identità di un supereroe, mostrando poi come questa scelta influenzi le storie future, molti personaggi del MCU sono stati fin dall’inizio piuttosto aperti su chi fossero davvero. Da Steve Rogers a Sam Wilson, fino ad altri eroi che non vedono grande utilità nel mantenere un’identità nascosta, Daredevil sembra ormai uno degli ultimi rappresentanti di una tradizione in via di estinzione.

Accanto a lui, restano figure come Spider-Man che continuano a indossare la maschera e a proteggere la propria identità dal mondo. Nel suo caso, la situazione è ancora più particolare, perché a causa degli eventi narrativi nessuno ricorda più Peter Parker.

In ogni caso, la distanza tra i personaggi che scelgono di mostrarsi apertamente e quelli che preferiscono restare nell’ombra potrebbe ampliarsi ulteriormente con la chiusura della Multiverse Saga e l’avvio della nuova Saga dei Mutanti, destinata a emergere dopo quella che finora è stata l’era più cupa del MCU.

A 18 anni di distanza, Iron Man resta la base dell’MCU

Iron Man

Nel 2008, Iron Man ha dimostrato che i film di supereroi non erano destinati soltanto ai fan dei fumetti o agli appassionati di fantasy e fantascienza. Ha smentito ogni previsione e ha dato ufficialmente inizio al MCU, che in seguito avrebbe prodotto numerosi film capaci di superare il miliardo di dollari al box office. È chiaro che Iron Man ha rappresentato un punto di svolta decisivo.

Robert Downey Jr. è senza dubbio un interprete unico, capace di affascinare spettatori di ogni età e background, ma anche l’MCU nel suo insieme è estremamente variegato. Tra ambientazioni realistiche e regni immaginari come Wakanda e Talokan, il franchise riesce a offrire contenuti adatti a pubblici diversi.

In aggiunta, il film ha ottenuto risultati eccellenti sul piano degli effetti visivi, utilizzandoli con equilibrio e senza eccessi, ma valorizzando le scene dove erano davvero necessari. Nel complesso, Iron Man è diventato il modello di riferimento su cui si è costruito l’intero MCU, oltre a tracciare un percorso narrativo iconico per Tony Stark.

Tutto ciò lo rende ancora oggi un’opera fondamentale del cinema moderno e un punto di riferimento difficile da eguagliare. Il richiamo fatto da Daredevil: Rinascita alle origini del MCU, inserito in modo coerente nella trama, rappresenta un momento quasi simbolico di rinnovamento per l’interno universo Marvel.

Inoltre, Robert Downey Jr. è pronto a tornare nel MCU con un ruolo completamente diverso, quello del Dottor Destino, nei prossimi Avengers: Doomsday e Avengers: Secret Wars.

17 villain del cinema per cui lo spettatore ha fatto il tifo

17 villain del cinema per cui lo spettatore ha fatto il tifo

Che i villain godano di un certo fascino è indiscutibile e qualche volta l’attrazione esercitata dal “male” è così ben trasposta sul grande schermo che quasi si finisce per stare dalla parte del cattivo.

Di seguito trovate 17 villian, o comunque personalità negative protagoniste di famosi film che, in un modo o nell’altro, hanno oscurato la stella del protagonista buono e hanno raccolto il favore del pubblico:

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17 ragazze: recensione del film di Delphine e Muriel Coulin

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17 ragazze: recensione del film di Delphine e Muriel Coulin

Le sorelle Coulin superano la prova a pieni voti con un’opera al confine tra realismo e film adolescenziale. 17 Ragazze parla di un gruppo di giovanissime donne che stabilisce all’unanimità di rimanere incinta: «Così ci sarà qualcuno che ci amerà incondizionatamente. Per sempre».

Tale è l’input di partenza, un filo conduttore che accompagnerà lo spettatore entro il flusso che unisce ognuna di loro. Un’ondata di freschezza e di aspettativa traboccante giovinezza. «A diciassette anni non si è maturi, si sogna e si ha un’energia enorme. Nessuno può fermare una ragazza che sogna», queste le parole di una di loro. Sono compatte e irremovibili contro un mondo di adulti già disilluso che è stato incapace di infondere alcuna sorta di speranza. I grandi tentano di trovare il bandolo della matassa di fronte ad una ribellione tanto assurda, tanto folle, che – paradossalmente – arresta la loro irrefrenabile voglia di spiccare il volo. Ma forse è proprio questo il punto: ritrovare un contatto intimo e vero con sé, col proprio corpo e con il senso autentico della vita.

17 ragazze, il film

Le due registe traggono spunto da una storia realmente accaduta e decidono di ambientarla nella loro piccola città di origine nel nord della Francia, Lorient, che, ironia della sorte, si affaccia sull’Atlantico: spazio sconfinato di vita, ma anche segno della limitatezza dell’uomo. Ma l’arco di età ricalcato da Delphine e Muriel Coulin possiede già in sé il desiderio di valicare i confini, ed è ciò che meglio riesce: lo sguardo della macchina da presa non vuole né analizzare, né comprendere un presunto “problema”. Con sequenze brevi e sospese, primissimi piani e dettagli ingranditi, tra profondi silenzi nelle colorate camerette, e cori scomposti a squarciagola in macchina, emerge una prova attoriale genuina e spiazzante delle protagoniste, tra le quali c’è anche chi non ha mai messo piede su un set. L’unica volontà dell’occhio narrante è mostrare un’epoca splendida inserita in un’altra più impietosa: quella di oggi.

La tensione della vivacità di quegli anni riuscirà a partorire quella libertà così agognata? Poco importa. È di per sé tutto già sufficiente così com’è, per esplorare e ricordare ciò che ognuno di noi conserva nella sua più sorridente memoria. In una fetta di vita gustata da chiunque sappia cosa significhi vivere, ma senza timore della vita, e credere, fino in fondo alle proprie viscere, che ogni cosa sia realmente possibile e meravigliosa «insieme, solo noi, ci aiuteremo e non dovremo più sentire “rifai il letto e lava i piatti”».

17 Ragazze: niente divieto per gli under 14

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La Commissione d’Appello della Censura si è riunita ieri e ha accolto il ricorso presentato da Teodora Film e Spaziocinema, distributori di 17 Ragazze, decretando

17 Ragazze – anteprime in tutta Italia!

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17 ragazze, il film rivelazione di Muriel e Delphine Coulin in uscita il prossimo 23 marzo per Teodora e spazioCinema, sarà presentato al pubblico la prossima settimana in una serie di anteprime evento in tutta Italia.

17 parole di uso comune che hanno un significato diverso per chi guarda Game of Thrones

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Game of Thrones è la serie di maggior successo della HBO nella storia del canale, e si candida anche ad essere una delle serie più amate di sempre in generale. La quarta stagione si concluderà, speriamo, in grande stile domenica prossima, e in attesa di vedere come andranno a finire le cose, ecco 17 parole che hanno completamente cambiato significato, o meglio, che ricordano una cosa ben precisa oltre al significato letterale, a causa di Game of Thrones. Il primo esempio, come da foto, è ‘famiglia’, una parola che sembra voler dire qualcosa di molto diverso se rapportato ai Lannister. Clikka sulla foto per vedere le altre:

Famiglia

17 film tristi che fanno venire voglia di abbracciare il proprio cane

A volte abbiamo tutti bisogno di un film triste che ci riporti alla realtà, che ci tocchi il cuore e che ci faccia scendere una lacrima sul viso. I film con i cani sono davvero strappalacrime e vi faranno apprezzare le piccole cose della vita, come abbracciare e portare a spasso il vostro cane, vi ricorderanno di rallentare e annusare le rose.

Ci sono molti film sui cani, la maggior parte dei quali vi farà scoppiare a piangere più volte, come Marley & Me, A Dog’s Purpose e Hachiko – Il tuo migliore amico. Questi film tristi sui cani non vi deluderanno se siete alla ricerca di un bel pianto, o semplicemente per sentirvi più vicini al vostro animale domestico o agli animali in generale.

Il mio cane SkipIl mio cane Skip

My Dog Skip è un film nostalgico che ricorda agli spettatori il loro primo animale domestico e il dolore per la sua perdita con il tempo e l’età. Il film include un cast stellare che comprende Kevin Bacon, Diane Lane, Luke Wilson e Frankie Muniz nei panni di Willie, un ragazzino che convince i genitori a lasciargli tenere un cucciolo di terrier che chiama Skip. I due vivono avventure vorticose mentre Willie impara l’amore incondizionato di un cane.

Sottovalutato capitolo del genere canino, Il mio cane Skip ha il potere di sollevare il pubblico e allo stesso tempo di commuoverlo fino alle lacrime, grazie alla semplice premessa di un ragazzo che trova nel suo cane il migliore amico. Anche se la premessa non è apertamente triste, il potere del film di suscitare questa emozione gli fa guadagnare un posto di diritto tra i film sui cani più tristi.

Where The Red Fern Grows (2003)

Where The Red Fern Grows

Uno dei molteplici adattamenti cinematografici in live action del classico romanzo di Wilson Rawls, Where The Red Fern Grows (Dove cresce la felce rossa) è un’accorata storia di determinazione e del legame tra uomo e cane. Basato sull’infanzia di Rawls negli Ozarks, è la storia di un ragazzo di nome Billy (Joseph Ashton) che racimola e risparmia i suoi soldi per comprare una coppia di Coonhound Redbone che chiama Old Dan e Little Ann. Il trio trascorre le giornate a caccia, guadagnandosi la reputazione di essere la migliore squadra di cacciatori in circolazione. Quando il loro legame viene messo alla prova in un incontro quasi mortale, Billy impara il vero significato dell’amore e del sacrificio.

Dove cresce la felce rossa fa subito venire l’acquolina, dalla tenerezza dei cuccioli al devastante terzo atto. Questo adattamento è un film fondamentale nel genere dei film di cani tristi. Il pubblico, insieme a Billy, viene trasportato su una montagna russa di amore, perdita e compagnia. Il film rispecchia l’esperienza tematica di chi lavora duramente per possedere il proprio primo cane e allo stesso tempo ne affronta la perdita. Dove cresce la felce rossa (Where the Red Fern Grows ) farà sì che ogni amante dei cani si avvicini al proprio animale domestico e lo stringa un po’ di più.

Shiloh, un cucciolo per amico (1996)

Shiloh, un cucciolo per amico (1996)

Non c’è lezione di responsabilità più grande per un ragazzo che l’amore e la cura per un cane. Tratto dal romanzo di Phyllis Reynolds Naylor, vincitore del Newberry Award, Shiloh è la storia straziante di Marty Preston (Blake Heron) e dei suoi sforzi per salvare un beagle di nome Shiloh (Frannie the Dog) dal suo padrone violento, Judd (Scott Wilson), stringendo un accordo che prevede lo sconto sul prezzo del cane in cambio della sua custodia. Quando Judd si rimangia la parola data, Marty non si fermerà davanti a nulla per salvare Shiloh.

Shiloh può essere un classico dimenticato tra gli altri film sui cani, ma si è guadagnato una recensione di tutto rispetto da parte dell’acclamato critico Roger Ebert, che ha elogiato il film per le sue dure lezioni sulla proprietà, la responsabilità, l’onestà e la gentilezza. Se da un lato si tratta della storia di Marty che diventa adulto e cresce, dall’altro Shiloh è il film canino più triste in assoluto per la rappresentazione dei padroni che davvero non danno valore al proprio cane e di quanto si sentano impotenti quelli che lo fanno. Questo adattamento è sicuramente in grado di avvicinare il pubblico e i loro cani.

Turner e il casinaro (1989)

Turner e il casinaro (1989)

Sottovalutato film comico di Tom Hanks, Turner e il casinaro è un film poliziesco in cui l’amico è un cane di nome Hooch. Il detective Scott Turner (Hanks) è inizialmente titubante e deluso all’idea di lavorare con questo cane dispettoso e bavoso, ma presto scopre che le abilità e la sorprendente intelligenza di Hooch possono aiutarlo a catturare un assassino in libertà.

Sarà anche un film comico, ma il pubblico si troverà sempre più coinvolto nel toccante legame che si sviluppa tra i due protagonisti. Mentre continuano a lavorare insieme al caso, diventano inseparabili. Naturalmente, tutto questo porta a un finale emozionante che sottolinea quanto Hooch sia disposto a spingersi oltre per proteggere il suo padrone dal male.

Max (2015)

Max (2015)

Max è un film drammatico d’avventura uscito nel 2015 che parla di un cane militare di nome Max. Max aiuta i Marines americani in Afghanistan insieme al suo padrone. Dopo la morte del suo conduttore sul campo, Max viene adottato dalla sua famiglia. Max è un cane fedele che ha bisogno di pazienza per fidarsi, e la trova nel fratellino del suo defunto conduttore.

Questo film accorato mostra gli alti e bassi della conquista della fiducia di un cane leale ma spaventato. Il film è stato diretto da Boaz Yakin. Fa piangere per il dolore che questo cane prova per la morte del suo conduttore, ma fa sorridere quando si vede Max andare avanti e imparare ad amare di nuovo. Mostra in modo unico il lato di un cane che lavora nell’esercito.

Lassie (2005)

Lassie 2005

Lassie è un film d’avventura per famiglie uscito nel 2005. Parla di un cane, Lassie, che viene venduto a malincuore dalla sua famiglia. Questa cucciola dal cuore spezzato viene trasferita a centinaia di chilometri di distanza dalla sua famiglia, ma la sua missione è quella di ritrovarla contro ogni previsione. È straziante guardare questo cucciolo confuso che cerca di trovare la strada di casa, ma fortunatamente ha un lieto fine, perché i nostri cuori non avrebbero potuto sopportarne uno triste.

Lassie è stato diretto da Charles Sturridge e presenta molti amici che Lassie incontra lungo il cammino, tra cui l’attore Peter Dinklage di Game of Thrones. Questo film include anche molte bellissime riprese panoramiche che vi lasceranno senza fiato. Si tratta diun film straordinario nel suo complesso, a patto che riusciate a trattenere le lacrime per vederlo.

Charlie – Anche i cani vanno in paradiso (All Dogs Go to Heaven,1989)

Charlie - Anche i cani vanno in paradiso (All Dogs Go to Heaven)

Un classico d’animazione agrodolce che alcuni fan ricorderanno di aver visto in VHS, Tutti i cani vanno in paradiso è un film che merita maggiore attenzione. La commedia-dramma di Don Bluth e Gary Goldman segue la storia del pastore tedesco Charlie B. Barkin (Burt Reynolds), che finisce in Paradiso dopo essere stato ucciso dal suo migliore amico. Trova presto il modo di fuggire dall’aldilà per cercare vendetta, ma stringe un legame inaspettato con una ragazzina.

Commovente, umoristico ed emozionante allo stesso tempo, Tutti i cani vanno in paradiso è una toccante storia di amicizia e una dura lezione sui legami che possono ferire e guarire gli individui. Inoltre, ha delle canzoni orecchiabili che completano perfettamente il viaggio di Charlie.

Un viaggio a quattro zampe (2019)

Un viaggio a quattro zampe (2019)

A Dog’s Way Home è un film drammatico d’avventura uscito nel 2019. È molto simile alla storia di Lassie, con la differenza che il cane (Shelby) può parlare agli spettatori. Viene mandata a chilometri di distanza dal suo padrone, che dovrebbe incontrarla subito dopo. Tuttavia, Shelby non lo sa e scappa per ritrovare la sua città natale e il suo padrone.

A Dog’s Way Home è estremamente emozionante fin dall’inizio, in quanto mostra i viaggi disperati di Shelby per ritrovare il suo padrone, ma ha un lieto fine che vi farà apprezzare l’amore e la fedeltà di un cane. A Dog’s Way Home è stato diretto da Charles Martin Smith ed è un film che abbraccia l’anima da guardare con la famiglia e gli amici.

Marley & Me (2008)

Marley & Me

Marley & Me è una commedia romantica uscita nel 2008. Classificare questo film come una commedia per famiglie è molto ingannevole, perché vi lascerà con gli occhi gonfi. Vi farete molte risate nel corso del film, ma dovrete essere preparati per il finale, notoriamente straziante, del film. Questo film ha come protagonista Owen Wilson che porta a casa un cane alla moglie Jennifer Aniston, nella speranza di prendere tempo per avere dei figli. Non sapevano che questo adorabile, ma dispettoso e nevrotico cucciolo avrebbe causato più scompiglio di qualsiasi bambino.

I fan vedono Marley crescere fino a diventare un cane anziano, sviluppando un legame emotivo con il cucciolo, che crolla quando si ammala. Questo film mostra agli spettatori cos’è l’amore incondizionato nella sua forma più bella. Mostra lo stress e i problemi di una famiglia, ma sostituisce i bambini con un soffice quattro zampe. Preparatevi a piangere, ma vi garantirà un nuovo apprezzamento per i vostri animali domestici.

A Dog’s Purpose (2017)

A Dog's Purpose (2017)

Questa serie di film vi farà versare un ciclo di lacrime ogni 10 minuti. Tutto sommato ha un lieto fine, ma è un viaggio per arrivarci. A Dog’s Purpose segue un cane di nome Bailey che attraversa molte vite e proprietari. Questo film, interpretato da K.J. Apa, permette di sentire ciò che Bailey pensa nel corso del film, il che non fa che spezzare ancora di più il cuore.

Il secondo film si intitola A Dog’s Journey (Il viaggio di un cane). Entrambi i finali sono felici e sentiti, ma bisogna essere forti per arrivare alla fine. La parte migliore di questa serie di film è vedere le diverse vite dei cani e dei proprietari. Entrambi i film seguono lo stesso cane fedele in tutte le sue vite contrastanti ed esotiche. Questi film vi faranno desiderare la vita migliore per il vostro cucciolo, piena di avventure, amore e snack.

Red Dog (2011)

Red Dog (2011)

Triste film sui cani basato su un’incredibile storia vera, Red Dog è un commovente dramma australiano sul personaggio principale, un cane amichevole e fedele che viene adottato dagli abitanti di una cittadina mineraria. Col tempo, Red Dog stringe un legame speciale con la comunità e diventa una figura fondamentale, fino a quando non si ammala.

L’incredibile storia di Red Dog farà sentire il pubblico profondamente legato all’affettuoso cane, che ricorda a tutti coloro che lo circondano perché i cani sono creature così amate. L’indimenticabile conclusione sottolinea ulteriormente la notevole fedeltà che i cani possono avere nei confronti dei loro padroni, e gli spettatori possono aspettarsi di piangere lacrime vere quando Red Dog dimostra questo livello di amore e devozione in uno dei film sui cani più tristi di sempre.

8 amici da salvare (Eight Below, 2006)

8 amici da salvare (Eight Below 2006)

Ambientato nel freddo e spietato paesaggio dell’Antartide, 8 amici da salvare è un film drammatico e d’avventura incentrato su un gruppo di cani che vengono abbandonati dai loro padroni a causa di un’improvvisa tempesta. I cani vengono lasciati a combattere da soli contro il rigido inverno per il tempo necessario affinché il loro padrone Jerry Shepard (interpretato da Paul Walker) torni e li salvi.

Se l’intera prova sembra stressante, è perché è così. Gli spettatori tratterranno il fiato mentre questa montagna russa di emozioni mostra la lotta dei cani per la sopravvivenza. La rappresentazione del legame unico tra un cane e il suo padrone lo rende un classico del genere, ed è un film imperdibile per il pubblico che vuole commuoversi, ispirarsi e ricordarsi di tenere i propri cani in un luogo caldo e confortevole.

Red e Toby nemiciamici (1981)

Red e Toby nemiciamici (1981)

Red e Toby nemiciamici è un classico d’animazione Disney che ruota attorno all’amicizia non convenzionale tra un futuro foxhound di nome Copper (Kurt Russell / Corey Feldman) e un’amabile volpe di nome Tod (Mickey Rooney / Keith Mitchell). Nonostante il loro forte desiderio di essere amici, le loro situazioni rendono impossibile sostenere il loro legame, il che porta a scenari strazianti.

Ricco di alcuni dei momenti più sorprendentemente cupi dei film Disney, La volpe e il mastino ha indubbiamente fatto piangere innumerevoli spettatori. È una rappresentazione dolorosa della dura realtà del mondo e di quanto sia difficile separarsi dai propri cari.

Attraverso i miei occhi (2019)

Attraverso i miei occhi (2019)

Attraverso i miei occhi è un dramma sentimentale uscito nel 2019 con protagonisti Milo Ventimiglia e Amanda Seyfried. Il film segue la vita di un cane di nome Enzo che è stato accolto da cucciolo da un aspirante pilota di Formula Uno. Questo golden retriever crede di essere nato per essere un pilota di auto da corsa e capisce che le tecniche usate in pista dovrebbero essere usate anche nel viaggio della vita.

The Art of Racing in the Rain, diretto da Simon Curtis, utilizza il cane per raccontare la storia con la voce fuori campo di Kevin Costner. Si tratta di un film unico che coinvolge sia adorabili cuccioli che auto da corsa piene di azione. Vi farà ridere e piangere tutti insieme e vi lascerà con un messaggio importante: dovete realizzare i vostri sogni, indipendentemente da ciò che vi ostacola.

In fuga a quattro zampe (Homeward Bound: The Incredible Journey, 1993)

In fuga a quattro zampe (Homeward Bound- The Incredible Journey, 1993)

La Disney sa bene come far piangere il pubblico, soprattutto quando ci sono di mezzo dei cani. In fuga a quattro zampe è il viaggio inimmaginabile di tre animali domestici, Shadow, l’anziano golden retriever (doppiato da Don Ameche), Sassy, la gatta himalayana ad alto mantenimento (doppiata da Sally Field), e Chance, il giovane bulldog americano salvato (doppiato da Michael J. Fox), che sfidano la natura selvaggia per ricongiungersi con i loro padroni, che credono di averli lasciati indietro per errore durante una vacanza. Questo iconico film in live-action capovolge il copione del triste genere dei film sui cani raccontandolo dal punto di vista degli animali domestici.

È straziante dall’inizio alla fine quando non capiscono perché sono stati abbandonati, soprattutto Chance, la cui paura del canile è la motivazione delle sue azioni. Il terzo atto con Shadow ha fatto piangere tutti gli spettatori, compreso il finale. Rivedere Homeward Bound da adulti ricorda agli spettatori che si tratta davvero di uno dei più tristi tra i film per cani della Disney, perché anche quando scorrono i titoli di coda, gli spettatori ricorderanno questo film la prossima volta che lasceranno i loro animali in vacanza.

Zanna Gialla (1957)

Zanna Gialla (1957)

Uno dei migliori classici Disney in live-action è il film più triste sui cani, tratto dal romanzo di Fred Gipson vincitore del Newberry Award. Il cane da laboratorio protagonista, Old Yeller, è un randagio che conquista immediatamente il cuore di una famiglia di contadini nel Texas del 1860; tuttavia, il figlio maggiore, Travis (Tommy Kirk), all’inizio esita ad accettare il bastardino, finché Yeller non gli salva la vita. I due formano un legame inimmaginabile che alla fine porta al più duro dei cuori.

Old Yeller non inizia in modo triste, ma finisce in quel modo. Man mano che Yeller cresce con Travis, cresce anche con il pubblico, guadagnandosi il posto di “miglior cane del West”, come recita la sua sigla. Sebbene la premessa generale sia molto sentita sulle gioie della compagnia canina, la conclusione costringe il pubblico a immaginare il peggio se e quando arriverà il momento di perdere il proprio cane. Old Yeller è un classico nostalgico della Disney che sottolinea l’improbabile amore, la lealtà e l’amicizia che derivano dal possedere un cane.

Hachiko – Il tuo migliore amico (2009)

Hachiko - Il tuo migliore amico (2009)

Hachiko – Il tuo migliore amico è un film drammatico del 2008 che inizia come una bella storia di un padrone esitante e di un cane abbandonato che creano un bellissimo legame, una storia che finisce presto in una straziante tragedia. Si basa sulla storia vera di un cane Akita estremamente fedele al suo padrone. Il cane finisce per aspettare ogni giorno in una stazione ferroviaria di Tokyo che il suo padrone torni dal lavoro. Anche dopo la morte del padrone, il devoto cane continua ad aspettare ogni giorno alla stazione ferroviaria per nove anni, finché alla fine muore.

Questa storia strappalacrime ricorda un’altra storia di un cane chiamato Greyfriars Bobby, che ora ha una statua in Scozia. Questo film ricorda al pubblico la fedeltà unica e bellissima che i cani hanno per le persone senza alcuna altra intenzione, ma vi spezzerà il cuore in un milione di pezzi.

17 celebrità che hanno ecclissato la fama dei fratelli maggiori

La fama spesso è questione di famiglia, lo sanno bene i figli d’arte. Alcune volte però un personaggio, in una famiglia di famosi, ha più spirito di altri e finisce per oscurare la fama dei propri stessi fratelli e sorelle. Ecco 17 celebrità che hanno ecclissato la fama dei fratelli maggiori:

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17 anni (e come uscirne vivi) recensione del film con Hailee Steinfeld

Come tutti i film brutalmente storpiati dalla distribuzione italiana, The Edge of Seventeen – da noi tradotto con 17 anni (e come uscirne vivi) – è una deliziosa e intelligente commedia adolescenziale che finirà per passare inosservata. Al contrario del titolo fuorviante, l’opera prima della regista Kelly Fremon Craig non dipana un decalogo di sopravvivenza ai difficili anni del liceo ma affronta con un approccio fresco al genere, quel teen movie ormai in via d’estinzione, il rito di passaggio di un’adolescente, interpretata da Hailee Steinfeld: per Nadine Franklin, diciassettenne cinica ed emarginata, il coming of age coincide con il dramma di una perdita e con il desiderio di perdere la verginità spinta dalle prime pulsioni sessuali verso il compagno di scuola Nick; qualche anno prima la morte prematura del padre, a cui era molto legata, la getta in uno stato di rifiuto verso la famiglia (composta da una madre stravagante e un fratello maggiore che ricalca la figura dell’atleta sensibile, il jock) e l’universo scolastico, luogo di eterna infelicità e insuccesso. Qui trascorre tutto il suo tempo con l’amica d’infanzia Krista e con il signor Barner, l’insegnante “confidente”.

17 anni (e come uscirne vivi) racconta gli eredi di John Hughes

17 anni (e come uscirne vivi) raccoglie l’eredità del cinema teen americano, specialmente quella legato ad autori come John Hughes, avvicinandosi tramite citazioni più concettuali che visive: la regista aggiorna infatti le tematiche classiche del teen movie all’epoca contemporanea, dove vige ancora una netta divisione in categorie (ragazzi popolari e outsider) e l’esperienza adolescenziale è regolata dal principio della visibilità, sempre in termini di buona e cattiva reputazione. Con l’unica differenza che Nadine sceglie la solitudine, isolandosi dal resto della società in cui vive. Questa emarginazione autoinflitta può essere davvero il carattere distintivo di una nuova generazione di teenagers, molto più aggressiva e consapevole dei ragazzi di Breakfast Club e Sixteen Candles; a parte un elemento di pronunciata sessualità, assente o quasi nei film degli anni Ottanta, la regista sembra sostenere l’idea che oggi, bombardati e sovrastimolati da tecnologia e modi sbagliati di relazionarsi con adulti e coetanei, i teenagers siano in pieno controllo della propria esistenza ma che non trovino il canale adatto per esprimersi.

17 anni (e come uscirne vivi) è cinema teens 3.0

Nadine è un personaggio tanto fragile quanto antipatico, un’anti-eroina che vorremmo ripetutamente schiaffeggiare, eppure, sarà per la genuina interpretazione di Hailee Steinfeld, sarà per la scrittura mai superficiale, o per lo sguardo realmente smaliziato della regista (classe 1981, conosce bene gli scenari che racconta), 17 anni (e come uscirne vivi) risulta meno detestabile della sua protagonista. Cinema teen 3.0, dopo l’exploit di Hughes e il ritorno al vertice con Mean Girls e Easy A, che non ha paura di evitare facili indulgenze e trova proprio in questo il suo punto di forza.